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Riassunto - libro "Geografia politica urbana" Rossi, Vanolo

Geografia urbana e regionale (Università degli Studi di Milano)

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di Ugo Rossi e Alberto Vanolo

LEGAME TRA GLOBALIZZAZIONE E LA NUOVA POLITICA DELLE CITTÀ


Le città sono nodi di una moltitudine di reti per la circolazione di flussi che operano a scale diverse
e delineano spazialità multiformi. Rappresentano inoltre un terreno cruciale nel quale il processo di
globalizzazione assume modalità concrete e riconoscibili di attuazione, al tempo stesso anche
conflittuali.
La globalizzazione influisce sulla new urban politcs, ossia transazione verso forme nazionali e
regionalmente differenti di neoliberalismo. Ha due valenze:
1) globalizzazione come fenomeno sociale: coscienza di trovarsi in una dimensione di vita in
comune, in continua evoluzione dove le disuguaglianze e i fenomeni di esclusione investono
a I
la globalizzazione designa un mondo instabile con evoluzioni imprevedibili e dove i confini
delle classi sociali si fanno più incerti;

2) globalizzazione come pratica discorsiva: narrazioni/rappresentazioni il cui significato e


percezione sono incessantemente negoziati o modulati. Le strategie di sviluppo urbano,

una negoziazione tra una pluralità di attori.

ESEMPIO: Pechino post-olimpica e Bilbao di Guggenheim

LA TRIADE DELLA POLITICA URBANA


 RAPPRESENTAZIONE (Foucault, Derrida, Said)

L F ult
e Derrida che
U
è realizzato da Edward Said, nel suo libro Orientalismo (1978), nel quale mette in luce come
la rappresentazione ha natura performativa che genera modi diversi di immaginare
fenomeni e problemi, aprendo così la strada ad una varietà di interventi e tattiche discorsive.
Persino i meccanismi di identificazione e rico A
performativo (es. processo di invenzione della povertà). I discorsi sono strumentali a
specifiche visioni del mondo e a relativi interessi politico-economici. Le città sono
destinatarie di una politica di traduzione di immagini/simboli attingenti a una varietà di
linguaggi e codici culturali;

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 GOVERNO (Foucault, Nikolas Rose)

Si fa riferimento alle tecnologie politiche (conoscenze tecno-scientifiche: indagini statistici,


consultare esperti, etc.) e agli strumenti di governo (strumenti operativi: politica pubblica,
piani e programmi di pianificazione territoriale) che le amministrazioni locali e centrali usano
per migliorare il funzionamento e benessere della città. Vi è una sempre maggiore
razionalità governamentale, ossia le élites urbane si comportano come imprenditori
perseguendo obiettivi di crescita economica. Nikolas Rose si sofferma sulla
governamentalità della città, ossia sul fatto che una certa entità sociale o spaziale diventi
matica di governo. Infine, la globalizzazione impone maggiore
responsabilizzazione del cittadino nella risoluzione dei problemi e miglioramento delle
condizioni individuali e collettive (es. la gestione della sicurezza).

 CONTESTAZIONE (Rancière)

Contrapposizione tra polizia e politica:

o POLIZIA:

ripartizione dello spazio di opportunità;


o POLITICA: processo di con

meno ampia della collettività. Da qui possono scaturire delle geografie minori.
Gli aspetti egualitari e di emancipazione fanno parte della forma della politica urbana e
danno una nuova interpretazione dei movimenti di protesta e mobilitazione collettiva.
I
negati, ma vogliono affermare anche la presenza di minoranze e gruppi subalterni nella sfera

LA POLITICA COME RAPPRESENTAZIONE


Visione post-strutturalista della cultural political economy
urbana vengono studiate non tanto per come appaiono ma come «discorsi» elaborati e costruiti
socialmente (in un dato contesto culturale), aventi una molteplicità di significati e che influiscono la
condotta degli attori urbani.
L
vincente ed accattivante della città stessa al fine di attirare risorse e vantaggi competitivi (es.
investimenti, turisti, etc.). Ciò è possibile attingendo a una varietà di settori e adottando strategie
tipicamente imprenditoriali, come ad es. il MARKETING TERRITORIALE.
L
non solo a rappresentazioni visuali, ma anche a simboli incarnati negli elementi materiali (strade,

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monumenti, etc.) e in quelli immateriali (abitudini, routine, stereotipo, guide turistiche, etc.). Ci
possono essere diversi posizionamenti nella scala urbana:
1. le geografie immaginarie: ra
abitanti dei quartieri più poveri;
2.
secondo diverse modalità ai fruitori della città.
Modalità di produzione di immagini:
a) proposizioni di autorappresentazioni ottimistiche ed «egemoniche» che esaltano i successi
Q
portare alla nascita di movimenti di protesta o alimentare un senso di comunanza di intenti
(POLITICHE DI FRAMING), fondamentale per creare consenso e mobilitare le risorse;
b) proposizione di immagini stereotipate da parte degli operatori turistici e gli organizzatori di
“ BRANDING URBANO, ossia strategie di costruzione di
immagini seducenti per catturare i flussi globali di visitatori e fruitori temporanei della città.
In che modo creare queste immagini? Attraverso le NARRAZIONI SELETTIVE capaci di suscitare
sentimenti di accettazione e gradimento da parte dei potenziali investitori, turisti, etc. Bisogna,

tacendone

POLITICA DEL DIMENTICARE

TAPPE STORICHE
FORDISMO (1945 - 1970)
 modello di accumulazione su grande scala T
 modello standardizzato di consumo di massa;

 generalizzazione della condizione salariale.

L CITTÀ INDU“TRIALE

 attività produttive legate alla grande industria;



 nuclearizzazione della famiglia;
 dualismo città campagna;
 mobilità individuale (automobile) che ha condotto ad una differenziazione tra le aree di lavoro e
quelle abitative:
 pendolarismo;
 città satellite;
 estensione delle periferie;
 spopolamento delle aree rurali interne;
 sub-urbanizzazione e urbanizzazione degli spazi agricoli.

La città è rappresentata come un luogo di forte emancipazione (sicurezza sociale) e benessere


(accumulazione ricchezza), ma è anche luogo di conflitti e rischi ambientali.

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POST-FORDISMO (1970 - 1980)


I
crisi e declino strutturale e ad essere un ambiente poco competitivo.

In questa fase si affermano 2 tendenze:

 carattere effimero delle mode e tendenze culturali di massa (es. parco giochi);
 “YLICONI)ATION
 HIGHT-TECH FANTASIES, TECHNODREAMS.

ESEMPIO: Syracuse (New York)

POST-MODERNIZZAZIONE (1980 -
Compressione spazio-temporale delle relazioni sociali. Due conseguenze:

1) produzione di capitale simbolico, ancor prima di beni materiali:


 città come luogo di produzione di culture, mode e significati che trascendono i confini fisici;
 processo di gentrification (borghesizzazione), celebrazione storia di alcuni luoghi e il senso
della comunità urbana riflettono i codici e simboli di distinzione e determinazione sociale;
 richiamo ad una più sfuggente identità globale;
2) ruolo dello spettacolo:
 mobilitazione di strutture materiali, denaro, attori intorno ad eventi di grande richiamo o
luoghi espositivi che promuovono il senso di appartenenza collettiva (es. centri commerciali,
Chinatown, Las Vegas);
 attività maggiormente orientate al consumo.

E INTEN)IONALE -modernizzazione voluta e incentivata dalle élites politico-economiche, dove vi è

ESEMPIO: Baltimora (USA) e Dubai (EAU)

CITTÀ GLOBALE
V ano neoliberale e post-
moderno grazie alla globalizzazione. Le città svolgono sempre più funzione di interconnessione e sono
organizzate secondo un sistema multipolare e gerarchico, al cui livello più alto troviamo le GLOBAL CITY-
REGIONS (come Londra, New York e Tokio)

CITTÀ GLOBALE

POLI DI RILEVANZA MACROREGIONALE

CAPITALI NAZIONALI

POLARITÀ SUB-NAZIONALI

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Aspirazione a diventare una città globale non riguarda solo pochi centri selezionati di grande dimensione ma
qualsiasi città dotata di capacità imprenditoriale di autopromozione, le cd WANNABE GLOGAL CITIES:



 simboli del successo tendono a uniformarsi (grattacieli, giacimenti culturali come il Tate Modern,
megaprogetti architettonici, etc.).

Tutto questo usando NARRAZIONI SELETTIVE (cfr. pag. 3).

CULTURA E CREATIVITÀ
Centralità della cultura nelle traiettorie di sviluppo economico e territoriale. Le città vengono rappresentate
come milieux culturali, ossia condensazioni di patrimoni e istituzioni culturali permanenti e iniziative
temporalmente contingenti.

“VOLTA CULTURALE

analisi cultur

 valenza politico-emancipativa: lega la dimensione culturale con quella politica;


 valenza linguistico-testuale o decostruttiva: trattare i fenomeni sociali come discorsi pubblici e testi.

Le città hanno una propria identità culturale, soprattutto la città creativa (Florida, 2002).

LA CITTA CREATIVA

F I
sono figure sociali differenti per professione e reddito che mettono a disposizione locale il
proprio talento e creatività. Questo gruppo di persone condividono valori etici fondamentali (es. libertà
ità sociale e successo
personale), e fanno parte della cd economia della diversità (es. passione per la diversità dei modi di vita,
riconoscimento e valorizzazione delle differenze).

I ia manifatturiera si è passati ad
CULTURALI))A)IONE
sviluppo urbano.

Vi è un nesso tra INNOVAZIONE TECNOLOGICA e ambiente urbano APERTO culturalmente alla diversità: più
una cultura urbana è aperta e tollerante, più attirerà persone creative e, quindi, avrà uno sviluppo
tecnologico avanzato (es. San Francisco, Boston, New York).

CRITICHE ANALISI DI FLORIDA

 circolarità nella struttura logico-argomentativa;


 non prende in considerazione le diversità istituzionali (anche se può essere considerato il suo punto
forte in quanto si presta ad essere usato in luoghi più disparati);
 visione positiva della selettività sociale o gentrification (social mix) senza considerare i suoi lati
negativi: aumento dei prezzi dei servizi.

In Asia il ruolo chiave nella produzione di icone culturali, simboliche e materiali è stato svolto dallo Stato e
dai governi nazionali.

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In Europa un esempio della proiezione globale delle città è rappresentato dal programma «Città europea
della cultura» nel 1985, diventato a partire C P
titolo non conta tanto la preesistente dotazione patrimonio storico-architettonico, quanto la capacità di
iniziativa che una municipalità è in grado di mettere in campo per trarre vantaggio di investimenti e risorse
L
profilo internazionale e rafforzare la ricettività turistica. Tuttavia:

quartieri centrali);

gli eventi (appoggiato dai mass media).

Questo è una forma di CULTURAL INSTRUMENTALISM, ossia la promozione della cultura è stata indirizzata al

beneficio dei settori più deboli della collettività.

CULTURA

1)
2) valore cruciale nella sfera pubblica urbana sia per enfasi della dimensione simbolica sia come
attenzione interessata rivolta alle differenze di appartenenze di gruppo e il loro potenziale
economico e creativo;
3) fattore di appartenenza collettiva e comunanza identitaria e motore di crescita economica delle
comunità locali, nazionali e sovranazionali;
4) fattore legato alla dinamica di sviluppo capitalistico, da cui dipende la rigenerazione delle entità
sociali e spaziali che ne costituiscono la base fondamentale.

LA POLITICA COME GOVERNO


NEOLIBERALISMO
Neoliberalismo (1980 -

1) ideologica: le relazioni economiche, politiche e sociali si organizzano nel migliore dei modi

amenti;
2) economica «neoliberismo»:
MERCIFICA)IONE
sotto forma di merci scambiabili con moneta, di una serie di fattori produttivi e relazioni
sociali;
3) politica - istituzionale «liberalismo avanzato»: razionalità collettiva di un universo con attori
responsabilizzati rispetto al bene comune e messi in condizione di perseguire le loro finalità
sociali, ossia la massimizzazione del profitto e utilità economica.

L “
I
banche in crisi).

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ORIGINI DEL NEOLIBE‘ALISMO


C
perdita di fiducia nel sistema fordista-keynesiano (importanza dello Stato nel sostenere la domanda) e a una
crescente critica del funzionamento strutturale e le relative modalità di governo della città capitalistica.

Prende avvia la cd «nuova sociologia urbana», i cui massimi esponenti sono:

 Manuel Castells (1972)

Il sistema economico è organizzato intorno alla relazione tra lavoro, mezzi di produzione e
riproduzione sociale. Tre sono gli elementi chiave di questa fase:

 PRODU)IONE
 CONSUMO E
distintivo del fenomeno urbano.
 SCAMBIO rapporto tra produzione e consumo.

L “
L “ della domanda di
consumo collettivo di risorse e nel gestire le varie contestazioni a causa dei limiti di spesa che lo Stato
doveva far fronte.

 David Harvey (1989)

Fa parte della geografia urbana radicale. Mette in luce i legami tra il settore finanziario e il mercato
immobiliare nella riproduzione della città capitalistica. Le classi dominanti dello Stato e gli apparati
di governo utilizzano il settore immobiliare come regolatore anti-ciclico del sistema capitalistico,
nta dalla valorizzazione del suolo urbano e dalla rigenerazione
continua della rendita fondiaria e dei rapporti sociali ineguali. Harvey adotta un approccio
imprenditoriale (primato della crescita economica nella condotta di chi governa la città) e si sofferma
sul lato offerta (ruolo della finanza).

 Paul Peterson (1981)

Accento sulla crescita urbana per attirare imprese e residenti a scapito delle misure di ridistribuzione
L co ma fortemente
T P
una logica rigidamente strutturalista e determinista, non cogliendo il ruolo degli individui e gruppi
sociali più o meno organizzati nel processo di governo urbano. E
K
neoliberalismo (primato del settore privato, politica fiscale espansiva, riduzione della capacità di
spesa dei governi centrali o federali).

LA NUOVA POLITICA URBANA

 Molotch e Logan (1987) danno vita a una nuova politica urbana domandandosi CHI governa la città
e PER COSA governa, analizzando dettagliatamente le coalizioni di gruppi sociali e interessi economici
che si muovono intorno alle strategie di sviluppo. Questa politica è decisiva nel determinare la

E
ruolo degli attori ausiliari: istituzioni culturali e sindacati. La città è vista come macchina della crescita.

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I protagonisti della nuova politica urbana sono:

 Ronald Reagan (1981-1989), reaganomics o supply side economics .


Economia che si contrappone al New Deal di Roosvelt e caratterizzata da una riduzione della
pressione fiscale su imprenditori e detentori di capitali, incoraggiamento del risparmio
privato e investimenti nel E Proposition 13 C

ai proprietari immobiliari;
 M T namento del
settore pubblico, liberalizzazione dei servizi, avversione verso i sindacati e imposta personale
non legata al reddito (Poll Tax

La rivoluzione neoliberale portò a una deregolamentazione (ROLL-BACK) del mercato immobiliare e


P
di consulenza e propaganda creati e finanziati con fondi pubblici o privati. Esempio: think tanks (gruppi di
esperti) del Manhattan Institute.

La visione della città come «macchina della crescita» ha il

POLITICA LOCALE DELLA GLOBALI))A)IONE

L governi mettono in gioco progetti di rigenerazione urbana


B IMPRENDITORIALI))A)IONE GOVERNANCE URBANA

1) concorrenza internazionale tra città e regioni per aumentare il vantaggio competitivi delle economie
di agglomerazione;
2) aumento degli investimenti privati e pubblici nei comparti legati al consumo (turismo, organizzazione
venti culturali);
3) competizione interurbana per la creazione di infrastrutture per la dirigenza economica;
4) contese tra città per aggiudicarsi i flussi finanziari per opere infrastrutturali e grandi eventi.

Differenza tra GOVERNMENT e GOVERNANCE:

 Government: modalità di governo delle città gerarchiche manageriali fondate sul primato settore
pubblico-statale e politica ridistribuzione delle risorse alla collettività;
 Governance: modalità decentrate di governo con maggiore influenza delle coalizioni pubblico-private
nella realizzazione delle opere e progetti di rinnovamento urbano e adozione delle procedure di
governo orientate alla negoziazione del processo decisionale.

LE DUE FASI DEL NEOLIBERALISMO: RITIRO E RICOSTRUZIONE


Il neoliberalismo deve essere visto come una tecnologia intellettuale che può essere applicata selettivamente
e con modalità differenti nei vari contesti geografiche. Dal punto di vista culturale, il neoliberalismo non
annulla le caratteristiche sociali e culturali già esistenti ma si giustappone ad esse, producendo figure ibride.
Tuttavia il processo di transizione al neoliberalismo non è stato indolore, soprattutto per i PVS.

Si sta facendo riferimento ai vai PIANI DI AGGIUSTAMENTO STRUTTURALI (PAS) imposti dal FMI e Banca
Mondiale. Essi sono ancorati al principio della condizionalità: prescrivono ricette universali per garantire
condizioni necessarie allo sviluppo economico nazionale e regionale [se il PVS adotta tutte le condizioni poste
PA“ P O

 riduzione ruolo dello Stato;

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 svalutazione moneta locale a favore delle esportazioni (diminuzione c


popolazione) e a sfavore delle importazioni;

 aumento esportazione beni primari per coprire debito pubblico.

Svantaggi per PVS:

 crescita settore informale;


 crescita divari sociali nelle città, con conseguente spinta alla migrazione internazionale;
 riduzione servizi educativi e sanitari;
 aumento prezzi prodotti importati;
 aumento criminalità;
 .

Vantaggio per Paesi Ricchi:

1) ritorni di tipo economico (apertura di nuovi stabilimenti in quelle zone).

Nel 1990 e primi anni 2000, da una fase di ROLL-BACK si passa ad una di ROLL-OUT
scena politica di partiti progressisti caratterizzati da:

a) opera di autolegittimazione agli occhi delle forze imprenditoriali;


b) ossessione per il rigore di bilancio;
c) riduzione della spesa statale;
d) flessibilità del mercato del lavoro.

Inoltre, si tenta di conciliare la coesione sociale con lo stimolo alla competitività economica e a promuovere
la trasformazione del settore pubblico in senso imprenditoriale.

ESEMPI: Bill Clinton (USA) e Tony Blair (UK)

 Tony Blair e Giddens tentano di trovare una TERZA VIA (1998) ponendo maggiore attenzione
alla governance globale e al ruolo della società civile. Vengono discusse nuove tematiche
come la sostenibilità ambientale e il pluralismo culturale. Ma quello che caratterizza il
governo Blair è la nuova modalità di lotta alla criminalità e devianza sociale, ponendo
attenzione alle problematiche di inclusione sociale dei soggetti e aree più difficili con
intransigenza per la violazione della legalità.

In Europa, i governi locali e regionali svolgono ruolo di primo piano per i servizi alla collettività. Essi delegano
questi servizi a soggetti privati attraverso operazioni di CONTRATTUALIZZAZIONE delle prestazioni
assistenziali (come job centers che sostituiscono i vecchi Uffici di collocamento comunali, etc.).

Lo Stato fondamentale di coordinamento e str


governo, nonché di definizione degli orientamenti strategici di sviluppo economico alla scala urbana e
regionale.

Ci sono varie politiche di rigenerazione economica e territoriale:

 URBAN ENTERPRISES ZONES (zone a economia speciale): il governo nazionale tenta di


promuovere lo sviluppo delle aree urbane degradate e periferiche attraverso
defiscalizzazioni e importanti opere infrastrutturali. Esempio: Cina Capitalistica.
 BUSINESS IMPROVEMENT DISTRICTS: si promuove il rinnovamento e abbellimento ambienti
urbani particolarmente attraenti e redditizi (es. aree di shopping, ecc.) attingendo ai fondi

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gestione degli spazi riqualificati.

LA DIFFUSIONE DEL NEOLIBERALISMO URBANO


Politica del mimo: imitazione dei casi di successo e inseguimento delle migliori pratiche, seppur secondo
varianti locali diverse tra loro. Questo per 2 motivi:

1) i late comers: introiettano gli insegnamenti fon -americana


riproducendo nuove forme di organizzazione politica, economica e istituzionale, con primato della
crescita urbano- V
del potere istituzionale alle amministrazioni locali.

ESEMPIO: Cina e Corea del Sud

2)
e economica. Questo
induce le élites locali a privilegiare ricette già pronte (POLICY TRANSFER) anche per fenomeni ancorati
a specificità locali (es. povertà, devianza, criminalità, esclusione del mercato del lavoro, ecc.) che
vanno a ridurre la loro biodi
presenti e future.

ESEMPIO: Ciò è accaduto nel contesto della grave crisi 2008.



titoli finanziari il cui valore era giunto a 4/5 volte superiore a quello del PIL di ciascuna
economia nazionale);
 subprime mortages (deregolamentazione del mercato dei mutui ipotecari).

GEOPOLITICA URBANA: VIOLENZA LEGITTIMA, TERRORISMO, URBICIDIO


La svolta neoliberale ha imposto un nuovo rapporto tra le autorità politiche-amministrative e i cittadini-
gruppi sociali. Si assiste ad una maggiore (organizzazione
di eventi culturali, misure contro la devianza sociale e provvedimenti per la sicurezza individuale e
collettiva). Il destinatario di questa razionalità governamentale non è più la popolazione ma il CITTADINO,
al quale si domanda più consapevolezza dei propri diritti, doveri e responsabilità, fino alla capacità di
autogovernarsi. Insomma, si richiede una maggiore responsabilizzazione del cittadino:

1) Orientamento comunitarista: il cittadino responsabile è messo nella condizione di offrire il proprio


contributo tramite la partecipazione ad associazioni no profit e altre forme di solidarietà attiva;
2) Orientamento autoritario: la delega al cittadino o parti affidabili della collettività di tutto ciò che
concerne la gestione delle misure e dispositivi di sicurezza.

Il governo urbano è connotato moralmente, ossia le politiche e iniziative dei governi sono tese a orientare
la condotta morale della comunità urbana piuttosto che a gestire una dinamica di effettiva emancipazione
sociale a beneficio dei più deboli.

Si adotterà il punto di vista della geopolitica urbana, il cui elemento distintivo è la considerazione della
violenza e la sua dimensione statuale che oggi si espande oltre i confini nazionali dello Stato. Infatti, lo Stato
NON da

risveglio imperialistico da parte di alcuni stati (USA, Russia, Cina, etc.).

A ella sicurezza individuale e collettiva,


NY G G “

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assiste alla nascita di stati di eccezione: situazioni apparentemente contingenti che si situano alla soglia
della sfera normalmente regolata dal diritto, autorizzando i pubblici poteri ad agire al di fuori di esso e al
contempo organizzando un speculare movimento di rivendicazione del diritto alla resistenza.

 a situazioni di eccezione o particolari


categorie di soggetti ma finiscono ad essere estesi a tutti i cittadini, diventando la norma;

pubblica.

LA POLITICA DELLA PAURA


R
personale (nello sfogo dei propri istinti, creando disagio e nevrosi) a favore della sicurezza, dando la
sensazione di liberarci delle paure legate alla natura, al corpo e le azioni degli altri individui (Freud, 1929).

Bauman (1999) distingue 3 tipi/accezioni di SICUREZZA:

1) SICUREZZA ESISTENZIALE
percezione che quello che oggi conquistiamo rimarrà in nostro possesso così come le nostre abilità,
che il mondo sia stabile e affidabile. Tuttavia questa percezione è minacciata dai lavori precari,
diminuzione diritti sociali, obsolescenza delle conoscenze.

2) SICUREZZA = CERTEZZA
capacità di tenere il futuro sotto controllo, che oggi eccede le capacità dei governi e cittadini per
essere nelle mani di organizzazioni esogene (FMI, OMC, multinazionali). Questa capacità è
minacciata da una violenza strutturale: la disoccupazione.

3) SICUREZZA = INCOLUMITÀ
immunità rispetto ai pericoli sottesi alla nostra vita quotidiana. Oggi le risposte

dalla riproduzione della famiglia e della nazione) sono sempre meno rassicuranti difronte alla
finitezza umana a causa di 2 fenomeni:

 le spinte individualistiche.

Di conseguenza possono sorgere comportamenti nevrotici nel tentativo di allontanarne lo spettro e


rendere più sicura la nostra vita (acquisto di beni futili, ossessione per il corpo, ecc.).

L -modernizzazione appare instabile con la percezione di MANCANZA DI


CONTROLLO e SENSO DI PERICOLO L
privata o pubblica. Oggi la capacità di azione dei governi nei confronti delle forme di insicurezza/ansietà è
limitata (per via delle politiche che rendono più flessibile il mondo del lavoro, ecc.). Per questo motivo, i
governi concentrano le loro iniziative nella difesa attiva della sicurezza personale e collettiva:

 ELIMINARE I
FATTORI DI DISORDINE (politica della «tolleranza 0»);
 POLITICA DELLA
PAURA.

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POLITICA DELLA PAURA: rappresentazione delle problematiche della vita associata, importanti o di

mobilitazione di interessi, strategie discorsive e modalità di governo delle città.

Es. post 11 sett 2001 (USA): generalizzazione fenomeno di sospetto preventivo nei
confronti musulmani (modalità esasperate di controllo e sorveglianza)
Es. mito USA della vita nei sobborghi, nella comunità sub-urbana «sicura»
(sprawl/dispersione urbana)

Si vanno così a creare delle geografie della paura. Ad esempio attraverso politiche di framing (ridefinizione
CRIMINALI))A)IONE DELLA
POVERTÀ (riduzione a fatto di rilevanza penale):

 militarizzazione degli spazi urbani marginali;


 gli abitanti più turbolenti sono visti come gentaglia o nemici della nazione.

Q la
polizia non è considerata un «agente esterno» ma è parte del problema stesso, il cd «Sud globale».
La condotta della polizia nella repressione del crimine urbano è mutata negli anni:

1) approccio broken windows (USA): separazione del ruolo della polizia da quello della comunità. La
polizia deve impegnarsi nel contrastare TUTTE le forme di crimine, anche quelle meno insidiose, per
evitare il diffondersi di culture della illegalità;
2) politica della «tolleranza 0» (adottata dal sindaco di New York, Rudolph Giuliani): azioni repressive
improntate a una condotta intransigente. Effetti di una politica intransigente sono:
a. creare consenso tra ceti medio-alti perché di facile attuazione rispetto a interventi che
affrontano le cause sociali della devianza, ad esempio il COMMUNITY POLICING:
radicamento delle forze di polizia nelle comunità più a rischio;
b. si alimenta atteggiamento persecutorio nei confronti degli spazi urbani e gruppi sociali ed
etnici ritenuti inclini alla violenza, ad esempio i cd blitz sono ritenuti ammissibili nei contesti
più problematici ma sono inconcepibili nei quartieri benestanti;
c. gli stessi fenomeni di marginalità sociale tendono a militarizzarsi e istituzionalizzarsi in
forme violente portando alla cd RE“PON“ABILI))A)IONE DELL INDIGEN)A:
i. il risparmio è RESPONSABILITÀ del cittadino;
ii. RE“PON“ABILITÀ
cittadino;
iii. RE“PON“ABILITÀ

Tutto ciò può portare gli individui senza speranza di inserimento sociale a sperimentare forme di socialità e
mutua assistenza criminale (es. gang urbane).

LA SEGREGAZIONE DELLO SPAZIO FISICO E ESPERIENZA SOCIALE IN COMUNITÀ CHIUSE E PROTETTE


Una prima forma di segregazione urbana sono le gated communities, nate negli USA e poi diffusasi in tutto
il mondo. Si caratterizzano per il fatto che:

 provvedono da sé al finanziamento delle infrastrutture materiali (strade, piazze) e dei servizi


(sicurezza, svago) destinati ai residenti della comunità;
 i punti di accesso sono rigidamente sorvegliati e il perimetro della comunità delimitato da mura e
recinzioni;
 ossessione per la sicurezza e il desiderio di rimuovere fisicamente il diverso, ostentando capacità di
autodifesa e uso autonomo della forza;

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 vi risiedono i più abbienti che si riuniscono per gruppi di affinità.

Sono un esempio di relazioni socio-spaziali regolate dalla violenza che


urbana, fondata sul principio della convivenza tra diversi.

Le gated communities si possono trovare anche nei Paesi emergenti o in ritardo economico e costituiscono

Le gated communities possono avere funzione residenziale con attività economiche di valore strategico.

Es. compounds in Arabia Saudita

industria estrattiva del petrolio in Africa

Le gated communities possono avere motivi di ordine etnico-religioso.

Es. Indonesia

Le gated communities possono avere esigenze di mutua assistenza in seno a comunità minoritarie.

Es. Beirut (Libia)

strage popolazione sikh in Delhi (1984)

 intervento militare selettivo;


 deresponsabilizzazione rispetto ai doveri di assistenza e soccorso dei gruppi etnico-religiosi
subalterni.

A
militarizzazione delle città, con conseguente limitazione dello spazio pubblico. C
misure di sicurezza ammissibili (metal detector)e «liberticide» (profiling etnici, controllo sms, etc.). Queste
misure possono non solo ridurre la privacy ma anche annichilire lo spazio pubblico e avviene sia per mezzo
della legge sia a seguito dei comportamenti degli individui e dei governanti:

 criminalizzazione dei comportamenti devianti (ma non pericolosi): es. homeless, urinare per strada
senza mettere a disposizione dei bagni pubblici gratuiti. Tutto ciò per purificare lo spazio pubblico,
rimuovendo la presenza di soggetti non controllati sotto profilo sanitario;

automatica, bagni pubblici non accessibili ai non clienti, etc.

QUESTE SONO MISURE PREVENTIVE MESSE A PUNTO ESCLUSIVAMENTE IN LUOGHI CHE VENGONO
PRIVATI DEL LORO CARATTERE COSTITUTIVAMENTE PUBBLICO PER ESSERE SOTTOPOSTI A UN REGIME
DI PRIVATIZZAZIONE E RIGIDA SORVEGLIANZA!

Tutto ciò è tipico della città neoliberale dove la gente tende ad affidare agli spazi privati funzioni
collettive, come la socializzazione, p “
Tendenza alla governamentalizzazione dello spazio urbano.

Questa politica della paura viene strumentalizzata a proprio vantaggio dai gruppi terroristici globali, che
sfruttano i sistemi di comunicazione di massa aperti/connessi per diffondere e amplificare la portata
C
comunicazione, materiali e immateriali, le infrastrutture e spazi di socialità ad uso comune, minando
alla base il senso di coesione.

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L
rivendicazione, delegittimandone la loro presenza nello spazio pubblico delle città, anche in zone di
“ E
il numero di conflitti a cd bassa intensità (gang, terrorismo, slum) in concomitanza alla persistenza delle
guerre convenzionali, in cui le città diventano «teatri di guerra» e obiettivi strategici.

Questa idea (delle città come teatri di guerra) è stata normalizzata dai media per rendere più
: processo di
DISUMANIZZAZIONE DEI CONFLITTI BELLICI.

URBICIDIO: volontà esplicita di distruzione dei centri urbani che caratterizza la condotta di un esercito
in guerra (Berman, 1996).

ESEMPIO: conflitto bosniaco 1992-95: genocidio dei musulmani + annientamento della


comunità urbana cosmopolita di Sarajevo.

La pianificazione territoriale
progetto di dominazione di tipo coloniale.

ESEMPIO: R M

I provvedimenti di sgombero coatto degli abitanti dei quartieri «abusivi»: violenza strutturale contro i

 I processi di rigenerazione urbana tendono a focalizzarsi sui bisogni degli investitori


finanziari e immobiliari anziché sui bisogni della comunità locale, attraverso la
rimozione dei cd inquinanti sociali (individui la cui presenza minaccia la qualità
estetica della città).

LA POLITICA COME CONTESTAZIONE


LA GIUSTIZIA URBANA: LOTTE E RIVENDICAZIONI
La giustizia sociale è vista come forza perturbatrice del funzionamento del libero mercato e di privilegi delle
corporazioni organizzate ultra-liberali e pone al centro delle considerazioni politiche ed intellettuali i valori
etici/morali (visione progressista).

Il revival per la nozione di giustizia sociale si contrappone alle tendenze individualistiche (utilitarismo nelle
relazioni interpersonali, imprenditorializzazione, forte competizione). Inoltre, la giustizia ha svolto ruolo di
impulso alla mobilitazione per tanti movimenti sociali e per le formazioni politiche di base (i partiti politici
hanno fatto della giustizia sociale il loro slogan).

La giustizia sociale (g.s.) è un valore fortemente localizzato e V

distributive a interpretazioni che risaltano la valenza pratica e riflessiva della gs come valore e terreno di
convergenza di vari movimenti collettivi.

GIUSTIZIA DISTRIBUTIVA J R A (1971):

 John Rawls fa parte del filone contrattualista del pensiero illuminista. Egli ritiene che il
riconoscimento delle libertà fondamentali sia pri
riduzione delle disuguaglianze di status e ricchezza materiale;

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 L
di opportunità e riduzione differen
dei beni materiali sia dei beni immateriali);
 T Q
liberalismo classico, basato sulla concezione di benessere eco-sociale differente: il benessere
economico e sociale di una collettività è ottimizzato quando gli individui sono posti nella condizione
di perseguire liberamente i propri interessi, pur nel rispetto delle norme (es. pensatore Friedrich von
Hayek).

RELATIVIZZAZIONE IN SENSO PLURALISTA M W

 I criteri guida, apparentemente in contraddizione tra loro, per la ridistribuzione dei beni e risorse
immateriali in una varietà di sfere della vita associata caratterizzati da razionalità differenti e
alternative sono: il libero scambio, il merito e il bisogno.

Fa sempre parte del filone della giustizia distributiva ma si fa riferimento ai soli beni immateriali e ci
dà dei criteri razionali per applicare questo concetto di giustizia distributiva nei vari contesti e
situazioni della vita associata

ESEMPIO: si può usare il criterio del merito per selezionare le persone più qualificate mentre per
valutare la condotta dei più poveri si usa il criterio del bisogno (il criterio del merito non
risulterebbe efficace e giusto)

POLITICA DELLA DIFFERENZA Iris Marion Young, Justice and the Politics of Difference (1990)

 Y - ;
 Ella ritiene che le situazioni di ingiustizia non scaturiscano tanto da una disparità distributiva
quanto da assetti e relazioni sociali di dominazione;
 Bisogna interrogarsi, quindi, sul «contesto istituzionale» che regola il funzionamento delle diverse
formazioni sociali (lavoro, famiglia, istituzioni politiche, ecc.) dal punto di vista dei meccanismi della
formazione della decisione e assetti di potere.
 Nella sua analisi, Young chiama in causa i processi quotidiani di rivendicazione della differenza e di
inclusione democratica nella sfera pubblica da parte dei gruppi svantaggiati. Questi movimenti di
rivendicazione non sono spinti da una legittimazione identitaria, ma vogliono affermare e
scompaginare le identità in nome del dialogo e interazioni tra diversi: la cd «being together of
strangers».

3 fenomeni ostacolano il dialogo e interazione tra diversi:


1) il potere dei grandi gruppi imprenditoriali che possiedono le risorse e che condizionano le

2) le dinamiche politiche e decisionali delle amministrazioni locali che avvantaggiano i gruppi


elitari;
3) la segregazione residenziale di alcuni gruppi rispetto ad altri.

MATERIALISMO STORICO-GEOGRAFICO D H

 Posizionalità e radicamento sono alla base del pensiero post-strutturalista;


 P ionale;
 Nesso esistente tra distribuzione del potere e dinamiche di produzione della ricchezza nelle società
capitalistiche, ricollegando il tema della giustizia sociale alle contraddizioni del processo di
accumulazione del capitale e generazione del profitto;

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 Attenzione alla problematica della giustizia ambientale, che deve essere ricondotta a una
dimensione di classe e anticapitalistica perché sono i paesi e ceti più indigenti ad essere
maggiormente colpiti dal fenomeno del degrado ambientale (cfr par. GIUSTIZIA, AMBIENTE,
GLOBALIZZAZIONE)

DIRITTO ALLA CITTÀ H L Social Justice and the City (1968)

 Importanza della dimensione «soggettiva-relazionale»


spazio urbano, in co to sui fattori materiali posto dai marxisti (abitanti anziché

 Il processo di produzione dello spazio urbano implica non solo la costruzione di strutture materiali
nella città, ma anche la generazione di più ampie e multidimensionali relazioni socio-spaziali;
 Possibilità sia di appropriarsi dello spazio urbano e risorse esistenti (che i marxisti vedevano nella
società più giusta ed egualitaria. La
proprietà dei mezzi di produzione e del suolo non giustifica la piena libertà decisionale delle classi
capitalistiche) sia di partecipare alla sua produzione, alla messa in discussione delle modalità
capitalistiche di sviluppo territoriale;
 Gli interessi privati sono subordinati al più ampio benessere generale e gli abitanti hanno voce in
capitolo sulle decisioni più rilevanti (es. contro la gentrification dei quartieri storici o popolari).
Tale diritto è aumentato nella città contemporanea dove molte decisioni di investimento fondiario
e trasformazione urbana sono prese da attori estranei agli spazi convenzionali del governo, come
ad es. le organizzazioni internazionali e imprese estere.

ESEMPI:

 BIOPOLITICA i di «deterritorializzazione» del governo sociale e la loro


contestazione arrivano a coinvolgere gli aspetti e fenomeni inerenti la salute e riproduzione
biologica degli abitanti della città;
 CONFLITTI “UL LAVORO ale anziché mero
riconoscimento di una condizione di esclusione. Ad esempio le campagne per il living wage
(reddito di sussistenza) che hanno una dimensione urbana per 2 motivi:
o gli attori si coalizzano trovandosi ad agire insieme nella sfera pubblica delle città;
o le controparti istituzionali sono le autorità locali e non il datore di lavoro o i governi
nazionali.

MOVIMENTI PER LA GIUSTIZIA: LIMITI E POTENZIALITÀ


Le città appaiono dotate di una loro peculiare densità istituzionale, luogo di esperienze associative, lotte e
mobilitazioni e di una moltitudine di reti formali e informali. Pertanto, la città è luogo comune capace di
riunire una molteplicità di singolarità collettive, che producono una serie di «pubblici» e «contro-pubblici»,
ossia istituzioni che sono espressione di un potere costituente.

Manuel Castells è stato tra i primi ad indagare in modo sistematico i movimenti di base nelle città
alla
T
riferimento ai movimenti che mettono in campo una politica della presenza non motivata esclusivamente
da fattori di carattere identitario. In mol
rivendicando uno spazio di cittadinanza multiforme, eccedente i limiti dello Stato nazionale.

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 Le differenze qualitative tra movimenti che sorgono indipendentemente da fattori specifici di


appartenenza sociale e culturali (es. living wage e gentrification) e altri che trovano alimento in
posizionamenti identitari che necessitano di essere affermati autonomamente per colmare le
disuguaglianze (es. movimento omosessuali che lottano per diritti malati di Hiv);
 Le domande di giustizia sociale possono essere ambivalenti e contraddittorie tra loro. Ad esempio,
il diritto di vivere in una città liberata e ripulita dai cd soggetti devianti (senzatetto, immigrati

sicurezza personale.

E“EMPIO

A Q

movimento una potenziale risorsa per lo sviluppo della città creativa).

 Le città fungono anche da nodi e spazi di convergenza di reti, movimenti e gruppi che si mobilitano
su temi della giustizia sociale di rilevanza locale e globale (svolta morale + diverse geografie della
responsabilità). Le nostre azioni hanno ripercussioni anche a grande distanza e contribuiscono alla
riproduzione di fenomeni di ingiustizia sociale o ambientale.

GIUSTIZIA, AMBIENTE, GLOBALIZZAZIONE


Le conquiste di tali movimenti hanno un significato che eccede i limiti fisici e immaginari delle società
urbane. Si parla di
in cui vivono, potendo esercitare le forme effettive di potere e di controllo sulla produzione dello spazio
geografico. Ci sono due teorie a riguardo:

1) TEORIA DELLE CAPABILITIE“ CAPACITÀ D A)IONE


o A “
o esponente: teorica americana Martha Nussbaum (1999, 2006) per quanto riguarda le
condizioni dei gruppi svantaggiati;
o
costruzione democratica.

2) TEORIA DELLA DEMOCRAZIA ASSOLUTA


o esponenti: Toni Negri e Rancière;
o conflitto e antagonismo sociale hanno posizione di primo piano nel processo democratico
di attribuzione e estensione dei diritti e capacità di governare a favore della comunità e dei
gruppi svantaggiati.

I movimenti sociali sono mutati rispetto al 1900 e si sono trasformati in movimenti per la giustizia globale,
con riferimento alla scala planetaria. 3 implicazioni:

 ISTITUZIONALE
I movimenti diventano sempre più irrispettosi dei confini nazionali nella loro configurazione
organizzativa, strutturandosi come nodi di reti di ampiezza tendenzialmente planetaria. Es. World
Social Forum (2001).

 SPAZIALE

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Le rivendicazioni sono oggetto di un processo di re-

organizzazioni sovranazionali.

 TEMPORALE
I N
risoluzione problematiche del presente ma guardano anche alle prospettive future.

Questi movimenti globali affermano un ideale di cosmopolitismo situato sensibile alle diversità culturali,
L
sono soggettive in quanto esito di una complessa e indeterminata dialettica tra realtà, rappresentazioni e
traduzione espressiva.

ESEMPIO 1: movimenti ecologici-ambientali che ricollegano le campagne ecologiste al tema della giustizia
G
sostengono la costruzione di comunità sostenibili, dove le persone possono interagire nella convinzione che
il loro ambiente sia sicuro, stimolante e produttivo. Le persone possono realizzare i loro più elevati
potenziali.

ESEMPIO 2: problematiche di giustizia distributiva e di accesso alle risorse con le sue implicazioni sociali e
geografiche;

ESEMPIO 3: disastri ambientali (post-Katrina, 2005) che ha colpito soprattutto la gente povera, inducendo
le comunità di residenti ad autogovernarsi in comitati di quartiere.

LA CITTADINANZA URBANA: INSORGENZE E RICONOSCIMENTI


La formazione della cittadinanza diviene più dinamica e al tempo stesso incerta e sfuggente. Fin dal XV e
XVII

1) fattore culturale: riconoscimento in una comunità nazionale (linguistica, simbolica e


immaginaria)/condivisione della nazionalità;
2) fattore legale: condivisione di una base giuridica-legale formalizzata in un disegno costituzionale di
origine statuale (attribuzione di diritti politici e civili inalienabili).

La progressiva riduzione di prerogative politiche e giuridiche, un tempo di dominio esclusivo degli Stati
nazionali e accresciuto protagonismo di fonti decisionali extra-statali hanno condotto alla «distruzione
-

3) fattore sostanziale: la cittadinanza come dimensione sociale di appartenenza ad una collettività è


venuta a coincidere, nel XX secolo, con il contributo e benefici che ciascun individuo è stato in
grado di offrire o ricevere nella partecipazione al processo di ridistribuzione della ricchezza. In
(pagamento
e con (godimento delle prestazioni offerte dalla Pubblica
A C Welfare State: condizione di accresciuto
benessere sociale della popolazione grazie alla fornitura dei servizi alla collettività da parte dello
Stato.

L “
nuovi regimi di cittadinanza che affiancano lo Stato nazionale ma che sono in una certa
misura ad esso ancora legati. La città diventa terreno di ridefinizione e riposizionamento socio-spaziale
delle appartenenze collettive e individuali grazie a 2 fenomeni:

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 il generalizzarsi di stili di vita e immaginari tipici della città in seguito al diffondersi di pervasivi
sistemi di comunicazione.

La dimensione universalistica della cittadinanza è rimpiazzata dai concetti di CITTADINANZA URBANA1 e


CITTADINANZA COSMPOLITA/POST-NAZIONALE2 dove il primato dello Stato nella definizione del senso di
appartenenza materiale e simbolico di individui e gruppi sociali viene messo in discussione. Altri concetti
che si affermano in questa fase sono:

 COMUNITÀ: svolta comunitarista nella quale le istanze particolari di singoli gruppi e aggregati
sociali assumono centralità nella definizione dei confini della cittadinanza e del relativo quadro di
diritti e responsabilità, nonché comportamenti e stili di vita dei cittadini. Si fa riferimento ai nuovi
slanci emancipatori dei soggetti deboli e subalterni della società come politica per il riconoscimento
della propria presenza3;
 MINORANZE: le lotte per il riconoscimento sono messe in campo da comunità minoritarie, non solo
dal punto di vista numerico ma anche per provenienza etnica-nazionale, credo religioso o
orientamento sessuale. Alla base vi è una percezione di una condizione di svantaggio e
discriminazione che porta alla messa in discussione delle appartenenze di gruppo cristallizzate.
L effetto di rafforzare e ibridare

pubblica.

I
importanti per definire il concetto di cittadinanza. Per questo motivo, si deve parlare di diritto alle città
(plurale), ossia diritto alla differenza.

GLOBALIZZAZIONE DELLE MIG‘AZIONI E GEOG‘AFIE DELL APPA‘TENENZA


I centri urbani sono per i migranti internazionali luogo di approdo, permanenza stabile o temporanea e ha
fatto aumentare la coesistenza demografica delle città. Motivi migrazione: economici, demografici, legali.

La qualità del processo di inserimento nelle società di arrivo è fortemente condizionat

integrazione sociale e residenziale.

I flussi migratori hanno la tendenza ad emanciparsi dai precedenti vincoli coloniali e commerciali,
affermando rotte e relazioni migratorie precedentemente inedite.

Le migrazioni perdono carattere di stabilità e permanenza. I movimenti, oggi, assumono un andamento


circolatorio e sono caratterizzati da situazioni di incertezza/indefinitezza del progetto migratorio. Vi è un
passaggio da una funzione statica e dicotomica del fenomeno PARTENZA e RITORNO, ad uno più fluido e
dinamico che valorizza le potenzialità di scambio di COMPETENZE e ESPERIENZE che derivano dalla
circolazione dei migranti più qualificati.

1
Fa riferimento al cittadino contemporaneo. La città è il vero spazio in cui la dimensione post-nazionale delle
appartenenze appare concretizzarsi, fondandosi su effettive relazioni e pratiche socio-spaziali di dimensione
transnazionale (es. i migranti).
2
È UE -
nazionalizzata.
3
Non tanto finalizzate alla richiesta di servizi alla collettività o prefigurazione di un ordine sociale e spaziale più
gettività altre e appropriazione/negoziazione di spazi urbani in
cui tali soggettività possono esprimersi. In poche parole, si tratta della politica della presenza.

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ESEMPIO: sviluppo attività imprenditoriali innovative in Africa con disponibilità a muoversi


incessantemente tra il paese di origine/ritorno e di destinazione/arrivo.

L “
autorizzazione di ingresso alle frontiere, attraverso permessi di soggiorno fino al riconoscimento della
cittadinanza legale ai migranti internazionali. Questo è dimostrato soprattutto dalla condizione dei cd
«clandestini» o «migranti illegali
accesso alle frontiere e concessione dei permesso di soggiorno. ES. Schengen 1985). Le maggiori ingiustizie
vengono subite dai figli dei migranti illegali, anti nel paese di arrivo e a cui viene negata la cittadinanza
formale.

CANALI AMMINISTRATIVI PER ACCESSO ALLA CITTADINANZA


L
forniti dallo Stato o dalle municipalità (es. la patente negli USA, ecc.).

Vi è un legame tra residenza e cittadinanza:

1) IUS DOMICILI
risiedere in un luogo per un tot di tempo, attribuisce il diritto alla cittadinanza.
2) IUS SANGUINIS
-nazionale dei propri familiari.
3) IUS SOLI
subordina la cittadinanza al legame stabilito con il territorio dello Stato per effetto della nascita o
del matrimonio,

POLITICA ATTIVA DI CONTESTAZIONE E RIVENDICAZIONI DAL BASSO PER LA CITTADINANZA


C
tempo e nello spazio che nella vita di tutti i giorni alimentano il senso di appartenenza ad una comunità
(soprattutto nelle città globali .

I movimenti delle minoranze etniche vengono a scontrarsi con la politica multiculturale dei governi delle
città, i cui obiettivi sono il riconoscimento e integrazione sociale e politica delle minoranza. Nonostante ciò,
conflitti P EU E P
Amsterdam, Inghilterra del Nord.

A “
riluttanti a ricon
differenza etnica.

ESEMPIO: Vicino Oriente.

donne curde, di origine rurale, a Istanbul “PA)I DI CITTADINAN)A IN“ORGENTE

Nonostante ai curdi residenti in Turchia sia disconosciuta la propria identità regionale e


nazionale e relative preferenze linguistiche, culturali e religiose, le donne curde hanno la
possibilità, nel contesto urbano, di sperimentare nuove forme di
rivendicazione/riconoscimento identitario (partecipando ad associazioni femminili di
solidarietà o nella vita nel quartiere) fino ad effettuare scelte di volontario anonimato e

palestinesi-israeliani nelle città abitate prevalentemente da ebrei-israeliani (Haifa, Tel Aviv-J


INCORPORAZIONE SELETTIVA DELLE ISTANZE.

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I palestinesi sono simbolicamente riconosciuti ma non sul piano sostanziale della


rappresentanza politica e nelle istituzioni locali. Essi sperimentano anche livelli di esclusione
sociale, disagio abitativo e abbandono scolastico più alto rispetto al resto della popolazione.
Queste condizioni critiche vengono denunciate dalle organizzazioni di base della comunità
palestinese (es. Harbitta). Le autorità locali hanno risposto collocando le organizzazioni più
radicali ai margini della politica istituzionale e del sistema dei benefici, privilegiando i
rapporti con le entità associative più collaborative e non contestatarie.

CITTADINANZA SESSUALE: DISSIDENZA E NORMALIZZAZIONE


Iris Marion Young (cfr LA GIUSTIZIA URBANA: LOTTE E RIVENDICAZIONI

sulla politica di affermazione della soggettività
omosessuale.

Origine movimento gay: rivolta di Stonewall, 1969 a New York con atto di insubordinazione e ribellione al
potere costituito.

Oggi ci sono 2 tendenze:

1) ISTITUZIONALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO

Iniziative di governi locali e soggetti istituzionali volte a coinvolgere le associazioni gay in


Rischio di
normalizzazione della soggettività omosessuale. Sono diventati strumentali alle esigenze di
sviluppo città capitalistica post-industriale. Questo è alimentato dalla culturalizzazione (cfr
CULTURA E CREATIVITÀ) con conseguente valorizzazione economica degli omosessuali. ES.
settore immobiliare: gay-gentrification (vanno ad alimentare gruppo dei creativi nelle città).
David Bell e Joe Binnie (2000) mettono in luce come la città è capace di sfruttare per fini di
marketing urbano il «valore produttivo» dell identità gay (Gay Village, Gay Pride, ecc.) con
eventi che celebrano l omosessualità a uso e consumo dei turisti e fruitori temporanei della
città. L esito è quello di desessualizzare la rappresentazione sessuale,
riconducendola ad una icona culturale della città creativa.

2) TENSIONE DISSIDENTE

Animazione di spazi autonomi e non istituzionali nella forma di eventi improvvisati o


occupazione edifici abbandonati in cui i rituali culturali e politici degli omosessuali
ufficiali sono oggetto di decostruzione critica e contropropaganda. Da un lato accolgono
favorevolmente le istanze di riconoscimento della loro identità e dei diritti, dall altro
devono evitare di farsi coinvolgere dai meccanismi della città imprenditoriale, ossia dalla
mercificazione dell identità e soggettività gay. Vi è una tendenza di chi riceve il
riconoscimento a condizione di minoranza sessuale di comportarsi conformemente alle
regole di sviluppo economico, che può portare ad una dinamica di legittimazione selettiva
degli spazi e comportamenti delle minoranze ritenuti ammissibili. Es. un gay viene
accettato come uomo d affari, shopping, ecc. però diventa ingombrante quando vuole
esibire la sua sessualità creazione di spazi segregati dal resto della città, rigidamente
regolamentati e disciplinati.

In conclusione, la città è luogo di protezione e relazione per minoranze escluse; compito che non può
essere più assolto né dallo Stato nazionale né dalla comunità internazionale. Tuttavia, il campo urbano,
oltre ad essere carico di potenzialità (uguaglianza sociale, democrazia assoluta: cfr GIUSTIZIA, AMBIENTE,

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GLOBALIZZAZIONE), è uno spazio governato in profondità mediante l attribuzione selettiva di libertà e


facoltà di agire.

FINE !!

BUONO STUDIO 

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