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UNI 11248 Illuminazione stradale

Sicurezza, risparmio energetico, compatibilit


ambientale
Ruolo e responsabilit del progettista
Paolo Soardo
Presidente della CT UNI
Applicazioni dellilluminotecnica
Criteri per unilluminazione efficiente

Illuminazione esterna
Priorit Obiettivi Leggi e norme
1 Sicurezza dei cittadini
Leggi dello Stato
Norme UNI e CEI
2 Risparmio energetico Direttive europee
3
Compatibilit
ambientale
Norme internazionali
Leggi regionali

Leggi e norme
Leggi
Comunitarie
Direttiva 32/2005 EUP Energy using products
Statali
Sicurezza elettrica: 46/90. Prescrive la conformit alle
norme.
Prestazioni di sicurezza: 626. Prescrive livelli di
illuminazione sufficienti per il compito visivo in questione.
DM 14/09/05 del MIT di adozione della norma UNI 11095
Illuminazione delle gallerie
Regionali
Risparmio energetico e limitazione dellinquinamento
luminoso
Sicurezza e norme
In base algli art. 2, 3 e 5 del Trattato di Roma la sicurezza
dei cittadini responsabilit dello Stato.
Un impianto di illuminazione si ritiene atto a garantire la
sicurezza se progettato ed installato a regola darte.
Per il legislatore lapplicazione delle norme UNI e CEI
rappresenta prova di realoiozzazione a regola darte.
Anche se ci non comporta unintegrale inversione
dellonere probatorio in caso di danno riconducibile
allimpianto, fornisce sicuramente elementi che, in assenza
di diversa idonea prova contraria, possono condurre
allaccertamento di quella fattispecie giuridica nota come
caso fortuito, la quale solleva loperatore dalle
responsabilit eventualmente origine o fonte di danno.
Enti normatori
Internazionale: CIE (ISO), IEC
Europeo: CEN, CENELEC
Nazionale: UNI, CEI
Associazioni
Nazionale: AIDI
Pubblicazioni CIE
Si tratta di guide che per rivestono anche valore
nolrmativo.
CIE 115 Recommendations for the
lighting of roads for motor
and pedestrian traffic (in revisione)
CIE S15 Lighting of outdoor work places
CIE 88 Guide for the lighting of road
tunnels and underpasses
CIE 126 Guidelines for minimizing sky glow (in
revisione)
Norme UNI
Le leggi dello Stato considerano realizzati a regola
darte gli impianti conformi alle norme UNI
11248 Illuminazione stradale (sostituisce la UNI 10439)
13201 Illuminazione stradale
12464 Illuminazione posti lavoro allaperto
- STV - Visibilit dei piccoli ostacoli (in preparazione)
11095 Illuminazione delle gallerie stradaliloit
12193 Impianti sportivi
10819 Limitazione del flusso luminoso verso lalto
Volontarie o obbligatorie?
Una norma rappresenta lo stato dellarte e chi
se ne voglia discostare, obbligatoria o
volontaria che sia la norma, deve essere in
grado di dimostrare, eventualmente anche in
giudizio, di aver ottenuto un risultato almeno
equivalente a quello previsto dalla norma.
Criteri normativi
Fino a non molti anni fa, le prescrizioni normative
erano basate su anni di esperienze di laboratorio
e su strada per casi analoghi ed avevano quindi
carattere empirico
Lo sviluppo della ricerca scientifica sta mutando,
a volte in modo molto profondo, lambiente
normativo
Oggi si molto prudenti e prima di prescrivere
illuminamenti o uniformit si consultano tutte le
possibili fonti scientifiche in modo da poter
chiarire le relazioni causa effetto per ogni singolo
fenomeno e valutare i rapporti costi benefici
separatamente per ciascuna causa
Soprattutto, non si pu far nulla se non si
dispone di misure valide: non si pu operare in
base alle emozioni o ai desideri di pochi
Norme e illuminazione stradale
La conformit alle norme sullilluminazione stradale
consigliabile, anche se non proibito adottare
metodologie diverse.
Si veda in proposito il DM 14/09/05 L'illuminazione
delle gallerie stradali ed autostradali, con traffico
totalmente o parzialmente motorizzato, esistenti e di
nuova realizzazione, deve essere progettata e verificata
secondo le indicazioni contenute nella norma UNI
11095/2003 e secondo quanto previsto nel presente
decreto. Il progettista in accordo con la committente
pu utilizzare modelli e/o sistemi di calcolo diversi
purche' vengano rispettati edocumentati, con
assunzione di responsabilita', i livelli disicurezza e di
prestazioni attesi fissati dalla norma.
Obiettivi legali e normativi
Norme e leggi devono prescrivere i risultati da
raggiungere, ma non indicare n i mezzi (strumenti,
apparati,ecc.), n le loro caratteristiche per realizzare gli
obiettivi normativi, in modo da promuovere linnovazione
tecnologica ed il confronto tra realizzazioni diverse, a
livello sia tecnico sia di mercato, a tutto vantaggio
dellutente, sia per costi sia per prestazioni.
Le leggi dovrebbero inoltre evidenziare i parametri critici
lasciando la quantificazione delle le prescrizioni alle
norme, di ben pi facile aggiornamento in relazione al
progresso scientifico e allinnovazione tecnologica. Ci
purtroppo non avviene per molte leggi regionali.
UNI EN 11248 e UNI EN 13201
UNI 11248 Illuminazione stradale
Dal 3 ottobre 2007 la norma UNI 11248
sostituisce la UNI 10439
La UNI 11248 determina la categoria
illuminotecnica che permette di ottenere i
livelli di illuminazione nella UNI EN 13201-
2.
Obiettivi della UNI 11248 sono: sicurezza
dei cittadini e rispermio energetico
Norme sullilluminazione stradale
La norma EN 13201 suddivisa in tre parti che lUNI ha
adottato in vase alle regole comunitarie:
UNI EN 13201-2 Performance requirements
UNI EN 13201-3 Calculation of performance
UNI EN 13201-4 Methods of measuring lighting
performance
EN 13201-1 Selection of lighting classes ( solo
un rapporto tecnico e non una norma)
Norme sullilluminazione stradale
La UNI EN 13201-2 riporta una serie di
categorie illuminotecniche per tutti i tipi di
strada, anche quelle conflittuali e pedonali,
senza per collegarle ad alcun tipo di strada
In pratica si tratta di un invito ai paesi
comunitari ad adottare per ogni tipo di strada
le caratteristiche fotometriche indicate nella
13201-2
Le strade per la 12301-1
Il CEN ha emesso anche una sorta di guida, denominata
EN 13201-1, per collegare le categorie illuminotecniche
al tipo di strada.
Tuttavia il CEN non pu imporre le caratteristiche
fotometriche delle strade ai singoli Paesi e quindi la EN
13201-1 solo un rapporto tecnico
Perci, dopo aver adottato le UNI EN 13201, lUNI,
come gli altri enti normatori europei, ha dovuto preparare
la norma UNI 11248 Illuminazione stradale che associa
le strade definite dal codice della strada e dai Piani
urbani del traffico alle categorie illuminotecniche della
UNI EN 13201-2
Contestualmente lUNI ritira la UNI 10439
Categorie illuminotecniche della UNI 11248
La EN 13201-2 contiene un numero di categorie
illuminotecniche molto maggiore di quanto
necessario
Ci dovuto alla necessit di incorporare nella
norma europea le richieste dei vari Paesi
membri
A nessun Paese richiesto di adottare tutte le
categorie della EN 13201-2
Per questo motivo la UNI 11248 assume solo
una parte delle categorie della UNI EN 13201-2
Nella tabella che segue questi livelli sono
confrontati con le prescrizioni della vecchia
10439
Traffico motorizzato
Categoria illuminotecnica di riferimento
In realt, la UNI 11248 fornisce la categoria
illuminotecnica di riferimento, che potr
essere modificata dal progettista
La tabella che segue permette di ricavare
per ogni tipo di strada la categoria di
riferimento entrando nelle opportune tabelle
della UNI EN 12301-2
T
i
p
o

d
i

s
t
r
a
d
a

Descrizione del tipo della strada
Limiti di
velocit
[km h
-1
]
Categoria
illuminotecnica
di riferimento
Note
paragrafo
Autostrade extraurbane 130 - 150
A
1

Autostrade urbane 130
ME1
Strade di servizio alle autostrade 70 - 90
A
2

Strade di servizio alle autostrade urbane 50
ME3a
Errore.
L'origine
riferimen
to non
stata
trovata.
Errore.
L'origine
riferimen
to non
stata
trovata.
Strade extraurbane principali 110 ME3a
B
Strade di servizio alle strade extraurbane principali 70 - 90 ME4a
-
Strade extraurbane secondarie (tipi C1 e C2 del DM
6792/01)
70 - 90 ME3a
Strade extraurbane secondarie 50 ME4b
C
Strade extraurbane secondarie con limiti particolari 70 - 90 ME3a
-
70
D Strade urbane di scorrimento veloce
50
ME3a -
Strade urbane interquartiere 50
E
Strade urbane di quartiere 50
ME3c -
Strade locali extraurbane (tipi F1 e F2 del DM 6792/01) 70 - 90 ME3a
50 ME4b
Strade locali extraurbane
30 S3
Strade locali urbane (tipi FI e F2 del DM 6792/01) 50 ME4b
Strade locali urbane: centri storici, isole ambientali,
zone 30
30 CE4
Strade locali urbane: altre situazioni 30
Strade locali urbane: aree pedonali 5
CE5
Strade locali urbane: centri storici (utenti principali:
pedoni, ammessi gli altri utenti)
5
50
F
Strade locali interzonali
30
CE5
Errore.
L'origine
riferimen
to non
stata
trovata.
Piste ciclabili DM 557/99
Non
dichiarato
Errore.
L'origine
riferimen
to non
stata
trovata.

Strade art. 3.5 DM 6792/01: strade a destinazione
particolare
30
S2
Errore.
L'origine
riferimen
to non
stata
trovata.

Traffico motorizzato
Zone conflittuali e pedonali
uniformit
generale Uo
illuminamento
orizzontale
minimo (lux)
Classi di
illuminazione
0,4 7,5 CE5
0,4 10 CE4
0,4 15 CE3
0,4 20 CE2
0,4 30 CE1
0,4 50 CE0
illuminamento
orizzontale
minimo (lux)
illuminamento
orizzontale
medio (lux)
Classe di
illuminazione
0,6 2 S6
0,6 3 S5
1 5 S4
1,5 7,5 S3
3 10 S2
5 15 S1
uniformit generale
Uo (Ehs)
illuminamento
emisferico
(lux)
Classe di
illuminazione
0,15 1 A5
0,15 1,5 A4
0,15 2 A3
0,15 3 A2
0,15 5 A1
illuminamento semicilindrico
(lux)
Classe di
illuminazione
0,5 ES9
0,75 ES8
1 ES7
1,5 ES6
2 ES5
3 ES4
5 ES3
7,5 ES2
10 ES1
illuminamento verticale
minimo (lux)
Classe di
illuminazione
0,5 EV6
5 EV5
7,5 EV4
10 EV3
30 EV2
50 EV1
Categorie non previste dallUNI
Categoria di riferimento della UNI 11248
La UNI 11248 indica per ogni tipo di strada
e dtraffico la categoria illuminotecnica di
riferimento che permette di determinare
sulla UNI EN 12301-2
La categoria di riferimento della norma UNI
11248 pu essere diversa dalla categoria
prevista dalla norma UNI 10439


UNI 10439 e UNI EN 11248

Norma UNI
Strada
Codice
Strada
10439 11248
Autostrade urbane A ME1
Scorrimento veloce D1 ME1
Scorrimento D2
Interquartiere E1
ME2
ME3
Quartiere E2 ME3
Locale F ME4

Esempi di differenze normative
La UNI 11248 prescrive categorie inferiori rispetto
alla UNI 10439 nei casi evidenziati in giallo
Categoria di progetto della UNI 11248
La categoria illuminotecnica di progetto della UNI
11248 pu essere anche molto diversa da quella
di riferimento, in quanto a questultima possono
essere applicati fattori di influenza in base ad una
visita preliminare obbligatoria ed alle informazioni
raccolte sul luogo (incidentalit, criminalit,
presenza conflittuali, condizioni ambientali, ecc.),
nonch ad una anali, parzialmente suggeriti nella
normai dei rischi effettuata dal progettista
A scopo esemplificativo la uNI 11248 suggerisce
una lista non esaustiva di fattori di influenza e
delle rispettive vbariazioni delle categorie
illuminotecniche

Parametro di influenza
Variazione
categ. ill.*
Non si
applica a
Compito visivo normale
Condizioni non conflittuali
Flusso di traffico < 50% rispetto al massimo
-1
Flusso di traffico < 25% rispetto al massimo -2
A
1
Segnaletica attiva nelle zone conflittuali
-1
Colore della luce e indice di resa dei colori:
con indice di resa dei colori superiore o uguale a
60 si pu ridurre la categoria illuminotecnica
Con indice di resa dei colori inferiore a 30 si deve
incrementare la categoria illuminotecnica
Pericolo di aggressione
Presenza di intersezioni e/o svincoli a raso
Prossimit di passaggi pedonali
Prossimit di dispositivi rallentatori
+1
-
*)La variazione della categoria illuminotecnica di tipo addittivo ed indicata
come numero di categorie verso il basso (valori negativi) o verso lalto (valori
positivi) rispetto alla categoria di riferimento nei prospetti della UNI EN 13201-2.
I valori numerici sono di tipo informativo.


Il progettista
Il progettista diviene lelemento essenziale nella
catena realizzativa relativa al contributo
dellilluminazione stradale alla sicurezza dei
cittadini
Questa norma esalta la funzione ed il ruolo del
progettista, che deve possedere una notevole
competenza multisettoriale per assumere lalto
grado di responsabilizzazione richiesto
Date le responsabilit crescenti per il progettista, il
Comitato Centrale Tecnico dellUNI ha intenzione
di avviare la preparazione di una serie di norme
sulle figure professionali, inclusa quelle del
progettista illuminotecnico
Analisi dei rischi
La complessit delle scelte previste nella UNI
11248 richiede unanalisi dei rischi come fase
preliminare al progetto, analogamente a quanto
richiesto per molti lavori stradali
Lanalisi dei rischi consiste nella valutazione dei
parametri di influenza al fine di individuare la o le
categorie illuminotecniche che garantiscono la
massima efficacia del contributo degli impianti di
illuminazione alla sicurezza degli utenti della
strada in condizioni notturne, minimizzando al
contempo i consumi energetici, i costi di
installazione e di gestione e limpatto ambientale.
Schema di analisi dei rischi
Sopralluogo per valutare lo stato esistente e determinare
una gerarchia tra i parametri di influenza rilevanti
Individuazione degli impianti e delle procedure gestionali
richiesti da eventuali leggi dello Stato e Direttive europee,
dalla UNI 11248 e da norme che esigenze specifiche
potrebbero richiedere di considerare, nonch loro
confronto con lo stato esistente
Studio preliminare del rischio determinando e
classificando gli eventi potenzialmente pericolosi in
funzione della frequenza e della gravit.
Creazione di una gerarchia di interventi per assicurare i
livelli di sicurezza richiesti da leggi, direttive e norme
Programmazione strategica, con una scala di priorit per
le azioni pi efficaci per la sicurezza degli utenti.
Influenza sui crimini
Crimini
evitati
Risparmio
Nella zona con
illuminamenti maggiori
266 270.000
Nella zona adiacente
(di area maggiore)
429 350.000
Totali 695 620.000

Rapporto benefici/costi in un anno 5:1
Schema di sintesi
Presenta le misure da porre in opera (impianti,
attrezzature, procedure) per assicurare al livello desiderato
la sicurezza degli utenti della strada ottimizzando i costi di
installazione e di gestione energetica conformemente a
leggi, direttive e norme.
Stabilisce i livelli di intervento necessari alla messa in
sicurezza definendo le fasi temporali di realizzazione dei
lavori di adeguamento alla normativa in base
allimportanza della varie misure rispetto alla sicurezza, a
partire da quelle richieste dalla normativa italiana.
Individua le conseguenze relative allesercizio di ogni
impianto, fissando i criteri da seguire per garantire nel
tempo livelli di sicurezza adeguati al caso.
Metodologia operativa
Per i casi normali sufficiente che il progettista basi
lanalisi dei rischi sulle prescrizioni sulla categoria di
riferimento condizionato dai parametri di influenza
suggeriti dalla norma
Nei casi complessi, (incroci e svincoli, notevole flusso
di traffico, situazioni conflittuali, ecc.) il progettista
dovr avvalersi dei dati statistici su traffico, incidenti,
condizioni meteorologiche avverse, continuit
dellalimentazione elettrica, ecc., elaborandoli con
metodi statistici anche in situazioni simili. A questo
scopo il progettista potr seguire le indicazioni di
pubblicazioni specifiche come ad esempio la Linee
guida per la progettazione della sicurezza nelle
gallerie stradali dellANAS (2005).
Visita preliminare
La visita preliminare sempre necessaria
e deve essere doumentata nellambito del
progetto
Non si pu progettare un impianto senza
avere vsionato le condizioni locali
Parzializzazione
La UNI 11248 prevede la possibilit di
ridurre, anche del 50%, i livelli di
illuminazione nelle ore notturne con minore
flusso di traffico, purch sia garantita la
sicurezza dei cittadini, al fine sia di ridurre i
consumi energetici, sia di limitare gli aspetti
negativi dellilluminazione, dalla luce
intrusiva alla luminanza artificiale del cielo
Incremento di soglia TI [%]
Misura dell'abbagliamento debilitante, in
presenza di sorgenti di luce nel campo visivo
del conducente di un veicolo, valutato come
lincremento percentuale della luminanza che
occorre attribuire alla carreggiata per rendere
visibile un ostacolo di riferimento in condizioni
di soglia di visibilit, rispetto al valore di
luminanza che rende visibile lo stesso ostacolo
in assenza delle sorgenti di cui sopra, sempre
in condizioni di soglia di visibilit.
Norma STV
Visibilit dei piccoli ostacoli
Rapporti causa effetto
Le prescrizioni normative dovrebbero essere basate su
relazioni causa effetto in modo da conoscere in anticipo i
risulotati quantitativi delle prescrizioni
Un esempio di norma basata sulle relazioni causa effetto
la UNI 11095 Illuminazione delle gallerie
La nuova UNI 11248 illuminazione stradale, che
completa della EN 13201-2 per tutti i tipi di strade, un
primo passo in tal senso, aanche se rimane
sostanzialmente empirica
Le PPAA prestano grande attenzione allo sviluppo delle
norme: in particolare il Ministero delle Infrastrutture e
Trasporti tramite il Consiglio Superiore dei lavori pubblici si
occupa di sicurezza e il Ministero delle Attivit Produttive
di risparmio energetico
Rapporti causa effetto
Cause Effetti
Luminanze e illuminamenti Sicurezza
Uniformit Criminalit
Lampade Risparmio energetico
Manto stradale Resa dei colori
Tipo di strada Abbagliamento
Situazioni conflittuali Luce molesta
Intensit luminosa Luminanza del cielo
Fattori di riflessione Costi impianto e gestione
Luminanza ambientale Fruizione citt
Segnaletica Guida ottica
Visibilit dei piccoli ostacoli (STV)
E in corso di stesura una norma UNI basato su relazioni
causa effetto che permetter di calcolare la luminanza
stradale necessaria in base alla visibilit di un ostacolo di
riferimento (STV, Small Target Visibility), costituito da un
cubo di 20 cm di lato con superficie diffondente ed un
fattore di riflessione pari a 0,10, mediante una metodologia
fondata sulla luminanza di velo analoga a quella per le
gallerie dalla UNI 11095.
Anche questa procedura richiede una visita preliminare
Non si tratta di una alternativa alla UNI 11248 ma di un
ausilio per la valutazione dei rischi e quindi per
determinare la luminanza di riferimento
Occhio
Fovea
C
r
i
s
t
a
l
l
i
n
o
L
s
e
q
P
a
r
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b
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z
a
L
atm
L
par
2

L
u
c
e

d
i
u
r
n
a
Luminanza di velo


=

=
6 , 28
1
2
SEQ
dE
9,2 L
La luce che colpisce la retina in visione periferica subisce una
diffusione allinterno dellocchio con una conseguente luminanza
di velo sulla fovea, che riduce il contrasto degli ostacoli.
Luminanza di velo equivalente L
SEQ
La luminanza di velo equivalente L
SEQ
la luminanza dello
scenario che produce lo stesso effettodella luminanza di velo
sulla retina e quindi anche sulla visibilit degli ostacoli
L
SEQ
dipende oltre che dalle luminanza ambientali L
iJ
anche dalla distanza di arresto d
A
. Linfluenza di d
A
si nota
nella scelta tra strada asciutta e bagnata, ma effettuata la
scelta non necessario valutarla con grande accuratezza.
Volendo misurare la L
SEQ
si pu usare un apposito
strumento oppure un luminanzonetro normale
valutando separatamente le luminanze delle varie parti dello
scenario ed elaborandole secondo la formula del TI
j
UNI EN 12464-2
UNI EN 12464-2 Luoghi di lavoro allaperto
Il CEN ha pubblicato la norma EN 12464-2
Illuminazione dei luoghi di lavoro Parte 2a:
luoghi di lavoro allaperto, che in base alle
norme Comunitarie lUNI deve adottare, pur
avendo espresso voto contrario
Questa norma prevede i livelli di illuminamento,
uniformit e abbagliamento per un certo
numero di casi di lavoro allaperto
Si tratta di norma di tipo empirico
Ref.
no.
Type of area, task or activity

m
lx
U
o

GR
L

R
a

Remarks
5.1.1 Walkways exclusively for pedestrians 5 0,25 50 20
5.1.2 Traffic areas for slowly moving
vehicles (max. 10 km/h), e.g. bicycles,
trucks and excavators
10 0,40 50 20
5.1.3 Regular vehicle traffic (max. 40 km/h) 20 0,40 45 20 At shipyards and
in docks, GR
L
may be 50
5.1.4 Pedestrian passages, vehicle turning,
loading and unloading points
50 0,40 50 20
5.1.5 Car driving See CIE Pub.
115:1995
UNI EN 12464-2 Prescrizioni
UGR
Unified Glare Rating
La UNI 12464 definisce lUGR come:


=

2
2
b
10
p
L
L
25 , 0
log 8 UGR
dove L
b
e L sono le luminanze dello sfondo e delle parti
luminose degli apparecchi di illuminazione, langolo solido
sotteso dagli stessi e p lindice di
posizione di Guth.
Misure e incertezze
Misurazioni di luminanza
Per conoscere un impianto occorre misurarlo
Il progettista non pu rifugiarsi dietro norme che
prevedono misure di illuminamento per il
collaudo quando dette norme prescrivono
luminanze: deve quindi richiedere a livello
progettuale che il committente esegua anche
quelle misurazioni di luminanza stradale a cui
tenuto in base alle prescrizioni della UNI 11248.
Misurazioni di luminanza
Per conoscere un impianto occorre misurarlo
Il progettista non pu rifugiarsi dietro il punto le norme
che prevedono misure di illuminamento per il collaudo, in
quanto dette norme prescrivono luminanze: deve quindi
richiedere a livello progettuale che il committente esegua
anche quelle misurazioni di luminanza stradale a cui
tenuto in base alle prescrizioni della UNI 11095.
Impossibile eseguire queste misurazioni manualmente.
Occorre un laboratorio mobile computerizzato.
Norme e misure
Un impianto di illuminazione progettato in conformit alle
prescrizioni di una norma deve essere verificato e
collaudato mediante misurazioni eseguite secondo le
regole metrologiche
Una misura non completa se non associata alla sua
incertezza, che deve essere valutata secondo la UNI CEI
ENV 13005 Guida allespressione dellincertezza di
misura
La misurazione considerata una operazione statistica e la
misura coincidente con la distribuzione statistica mentre
la sua incertezza la larghezza della distribuzione
2
1

Distribuzione gaussiana di misure successive
La misura 1 pi accurata della misura 2
Incertezze di misura
Le pareti di un laboratorio riflettono una parte
del flusso luminoso emesso dallapparecchio
in prova, che deve essere sottratta da tutte le
misure.
La misurazione delle riflessioni non pu
essere molto accurata e le incertezze di
misura sono elevate.
Ci non ha alcuna importanza nelle direzioni
di emissione in cui le intensit luminose sono
alte, ma porta a incertezze di misura molto
elevate con piccole intensit luminose.
Incertezza sulle differenze
In questo esempio lincertezza di misura assunta
trascurabile per la misurazione principale e al 20% per la
misurazione della luce riflessa dalle pareti.
Valore misurato 11
Riflessione delle pareti 10
Differenza (risultato della misurazione) 1
Incertezza assoluta sulle riflessioni 2
Incertezza assoluta della differenza (0
2
+2
2
)
0,5
2
Incertezza relativa sulla differenza 200%
Certificazione
Se occorre certificare la conformit di un
apparecchio di illuminazione a una specifica,
a una norma o a una legge, la misura pi o
meno lincertezza deve essere conforme con i
limiti prescritti (vedere ad esempio la norma
internazionale UNI EN ISO 14253-1).
Nellesempio che segue si suppone che il
limite superiore sia pari a 2. Il caso A
conforme, il B no, ma i casi C (che corriponde
allesempio precedente) e D sono ambigui e
non possono essere certiticati.
I tribunali accettano queste condizioni di
certificazione.
0
A
D
Maximum limit
B
C
0 maximum limit
P
h
o
t
o
m
e
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r
i
c

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s
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l
e
C'
Incertezze di misura
Compatibilit ambientale
Compatibilit ambientale dellilluminazione
Risparmioenergetico (Direttiva 3272005 EUP)
Illuminamento sulle superfici vetrate degli
edifici (CIE S15 e UNI EN 12464-2)
Luminanza artificiale del cielo (CIE 126 e UNI
11089, entrambe in revisione)
Direttiva CE/32/05 EUP
Ne documenti attuativi della direttiva europea
CE/323/05 sui prodotti che consumano energia la
Commissione europea scrive:
Any improvements aiming to reduce light pollution
must not have a negative effect on the energy
efficiency of the luminaires
Ci non vuol dire che la compatibilit ambientale debba
essere trascurata ma che in ordine di priorit segue
sicurezza dei cittadini e risparmio energetico
Environ
mental
zone
Light on properties Luminaire intensity
Up. light
ULR
Luminance
E
v
[lx] I [kcd]
L
b
[cd.m

2
]
L
s
[cd.m

2
]
Pre-
curfew
a
Post-
curfew
Pre-
curfew
Post-
curfew
Buildings Signs
E1 2 0
b)
2,5 0 0 0 50
E2 5 1 7,5 0,5 0,05 5 400
E3 10 2 10 1,0 0,15 10 800
E4 25 5 25 2,5 0,25 25 1 000
UNI EN 12464-2 Parametri ambientali
Risparmio energetico
Risparmio energetico
LEuropa presta grande attenzione al
risparmio energetico
La Commissione europea sta scrivendo i
documenti attuativi della direttiva 32/2005 con
particolare attenzione per lilluminazione degli
edifici e quella esterna
In Italia lilluminazione esterna assorbe il 5%
circa dei consumi di energia elettrica
Un risparmio del 30% di non difficile
attuazione riduce i consumi energetici totali
dell1,5%
Metodologie di risparmio
Il risparmio energetico pu essere ottenuto
mediante:
riducendo i livelli in base alla UNI 11248;
adottando lampade con elevata efficienza
luminosa;
adottando apparecchi di illuminazione di
rendimento ed efficienza elevata;
migliorando il fattore di utilizzazione.
Lampade

Tipo Efficienza Resa col. Commenti
Normali 10 Incande-
scenza Alogeni 20
Non usate a causa della ridotta
efficienza luminosa
Fluorescenti 80-100
100
b
p

Sodio 180 0
Scarso rendimento complessivo
a causa delle dimensioni elevate
Mercurio 50 Obsoleta
Sodio 130
50
Resa colori appena sufficiente
S
c
a
r
i
c
a

a
p

Alogenuri 120 100 Ottima
Stato sol. LED 200? 100? La lampada del futuro

La ricerca dimostra che in condizioni mesopiche,
tipiche della illuminazione stradale, un elevato indice
di resa dei colori migliora la visibilit periferica e
quindi anche la sicurezza
Apparecchi di illuminazione
A causa delle roflessioni interne gli apparecchi di
illuminazione conformi alle leggi regionali che
prescrivono una intensit luminosa massima verso
lalto peri a 0 non minimizzano i consumi eneregetici e
anzi li aumentano del 15-20%
Ci ben noto al punto che per risparmiare energia
lOsservatorio delle Canarie. il pi grande di Europa,
permette di usare il vetro curvo e il pi grande gruppo
di osservatori internazionali situato in Cile ammette
apparecchi con un flusso emesso verso lalto pari allo
0,8% e 1,8% del flusso installato con lampade di flusso
luminoso minore e maggiore di 15 klm.
Responsabilit del progettista
Responsabilit del progettista
Si visto che il progettista gioca un ruolo essenziale nelle
nuova norma sullilluminazione esterna.
Non si pensi che limitandosi usando i dati convenzionali
della UNI 11248 un progettista possa sfuggire dalla propria
responsabilit, che rimane piena, in quanto si tratta solo di
dati informativi: meglio quindi recarsi sul luogo, valutare e
misurare, come daltra parte fanno i progettisti delle strade.
Neanche la conformit con la norma pu costituire un
paravento: vale quanto scrive il BSI inglese:
Compliance with a British Standard does not in itself
confer immunity from legal obligations
Priorit di leggi e norme
Illuminazione esterna
Priorit

Obiettivi Leggi e norme
1 Sicurezza dei cittadini
Leggi dello Stato
Norme UNI e CEI
2 Risparmio energetico Direttive europee
3
Compatibilit
ambientale
Norme internazionali
Leggi regionali
Priorit di leggi e norme
Priorit delle norme di sicurezza
Le leggi dello Stato richiedono che
apparecchi ed impianti siano realizzati a
regola darte
Secondo dette leggi la conformit alle norme
UNI e CEI costituisce presunzione di
realizzazione a regola darte e quindi anche
a criteri di sicurezza.
La conformit alle norme di sicurezza UNI e
CEI ha quindi priorit su ogni altra norma o
legge.

Applicazioni della illuminazione esterna
Settore Norme di sicurezza
Traffico urbano di ogni tipo
Arredo urbano
Fruizione delle citt notturne
Illuminazione di monumenti e opere darte
Traffico extraurbano
UNI 11248
UNI STV (in preparazione)
UNI EN 13201-2, -3, -4
Traffico in galleria
UNI 11095
DM 14 settembre 2005
Attivit lavorative allaperto UNI EN 12464-2
Compatibilit ambientale
(osservatori, parchi naturalistici, ecc.
UNI EN 12464-2
UNI 10819

Norme di sicurezza
Ruolo e responsabilit del progettista
La nuova norma UNI 11248 Illuminazione stradale
indica soltanto i livelli di illuminazione di riferimento per
ogni tipo di strada.
Il progettista deve effettuare unanalisi dei rischi e
decidere in conseguenza il livello di progetto, che pu
essere superiore o inferiore anche di 2 categorie
illuminotecniche rispetto alla categoria di riferimento
La UNI 11248 attribuisce quindi al progettista un ruolo
centrale con assunzione di responsabilit per la
sicurezza del traffico notturno.
Gestione energetica
La Direttiva Europea 32/2005 detta Energy Using
Products (EUP) considera con particolare attenzione
lilluminazione esterna come settore di risparmio.
I documenti attuativi della direttiva riconoscono che
limitando eccessivamente il flusso luminoso emesso
verso lalto pu aumentare i consumi.
Limiting the light going to the sky from the luminaire
and ensuring a proper ratio of useful light going to the
road contribute in most cases both to improving energy
efficiency and to reducing light pollution. Taken to the
extreme, however, it can sometimes be detrimental to
energy efficiency.
Limiti direttiva 32/2005
Per questo motivo la 32/2005 indica i seguenti
limiti per i varit tipi di strada nellilluminazione
esterna
(F+M= stradale, S traffico misto)

Maggiori consumi del vetro piano

Confronto tra apparecchi di illuminazione con finestre diverse
Lampada a vapore di sodio ad alta pressione
P
a
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[
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[
%
]

Curvo 32,5 4,07 20 lx 0,4 0,70 10 - - FR
100 Piano
8,0
26,0 3,25 22 lx 0,4 0,70 8
2 x
3,50 +14 +45
Curvo 40,5 4,50 0,54 0,65 8,8 - IT
250 Piano
9,0
34,0 3,77
2,0
cd/m
2
0,51 0,63 2,1
2 x
3,75 +19
-

Misure eseguite in Francia e in Italia confermano
le maggiori interdistanze permesso dal vetro curvo
ed i maggiori consumi del vetro piano.
Luminanze pi elevate per il vetro piano
Confronto tra apparecchi di illuminazione con finestre diverse
Strada a 2 corsie larghe 3,75 m con 2 marciapiedi larghi 1,50 m
Lampada a vapore di sodio ad alta pressione da 250 W
Luminanze stradali [cd/m
2
]
Altezza [m]
Interdist.
[m]
Interdist./
altezza Vetro curvo Vetro piano
40,5 4,50 2,0 -
34 3,77 2,3 2,0
27 3,00 2,9 2,5
9
18 2,00 4,3 3,8
A parit di interdistanze il vetro curvo garantisce
luminanze stradali pi elevate
Conferme degli Ossevatori internazionali
I regolamenti dellIAC, lOsservatorio delle Canarie
sede dei pi grandi telescopi europei, confermano
i maggiori consumi del vetro piano e per
risparmiare energia ammettono apparecchi con
vetro curvo e lanterne vietate dalle Leggi regionali
Anche la legge cilena nella zona intorno al pi
esteso complesso di grandi telescopi esistente al
mondo permette emissioni verso lalto fino all1,8%
del flusso luminoso installato per lilluminazione
stradale e del 5% per larredo urbano senza
imporre restrizioni nel resto del territorio.




OFICINA TECNICA PARA LA PROTECCION
DE LA CALIDAD DEL CIELO

LISTA UFFICIALE APPARECCHI
OMOLOGATI IAC

APPARECCHI CON SISTEMA OTTICO
ASIMMETRICO AD ALTA EFFICIENZA
ACCREDITATI DALLISTITUTO
ASTROFISOCO DELLE CANARIE
NELLE VICINANZE
DELLOSSERVATORIO
ASTRONOMICO PIU IMPORTANTE
DEUROPA, NON INSTALLABILI IN
ALCUNA ZONA DI LOMADARDIA,
MARCHE, EMILIA ROMAGNA.

Apparecchio Accreditato IAC

Apparecchio Accreditato IAC


Leggi regionali
Riferimento non obbligatorio
Le leggi regionali hanno due obiettivi dichiarati anche nei
titoli: risparmio energetico e inquinamento luminoso
I risultati attesi dalla realizzazione degli obiettivi non sono
quantificati, contrariamente per esempio al protocollo di
Kyoto ed alle leggi sullinquinamento elettromagnetico.
Viceversa molte LR considerano realizzati gli obiettivi
solo con impianti con emissione zero verso lalto.
Nonostante la pretesa unicit, dette caratteristiche devono
essere considerate riferimento non obbligatorio in quanto
chiunque dimostri di aver installato un impianto che realizza
gli obbiettivi delle L.R. meglio di quanto possibile seguendo
le prescrizioni legali non pu essere sanzionato.
Leggi regionali
Riferimento non obbligatorio
La possibilit di superare le prescizioni legali e
normative confermato dal DM 20 dicembre 2005 n.
295 che, pur richiedendo limpiego della norma UNI
11095 per gli impianti di illuminazione delle gallerie, al
comma 2 dellart. 1 recita:

2. Il progettista in accordo con la committente pu


utilizzare modelli e/o sistemi di calcolo diversi purch
vengano rispettati e documentati, con assunzione di
responsabilit, i livelli di sicurezza e di prestazioni
attesi fissati dalla norma.
Caso di studio - Gli svincoli
Ai fini della sicurezza, sufficiente illuminare 200 m delle
rampe di accesso ad uno svincolo autostradale.
Secondo i calcoli basterebbero 6 apparecchi con vetro
piano con lampade al sodio da 250 W installati a 10 m di
altezza (facilit di manutenzione) con una interdistanza di
37 m (leggi regionali) per assicurare le 2 cd/m
2
previste
dalla UNI 11248 con un manto stradale tipo C2.
Le misurazioni eseguite su impianti pilota con il manto
reale e con tre apparecchi di fabbricanti diversi mostrano a
nuovo una luminanza media stradale pari a 2,1 cd/m
2
e,
con un fattore de i manutenzione di 0,80, a 1,7 cd/m
2
a
fine vita, valore inferiore a quello prescritto.
C\aso di studio: gli svincoli
Vetro curvo per gli svincoli
Per mettere a norma gli svincoli si possono installare 7
pali con apparecchi a vetro piano riducendo le
lnterdistanze a 32 m con aumenti dei costi di
installazione e dei consumi energetici del 16%.
In alternativa, su 6 pali con 37 m di interdistanza si
possono installare apparecchi con vetro curvo senza
aumentare i costi rispetto al progetto.
Valutando in 500 il numero degli svincoli in Italia,
usando il vetro curvo si risparmiano 2000 apparecchi di
illuminazione e oltre 2 Gwh allanno, ma soprattutto
1300 tonnellate di CO2 a tutto vantaggio della salute.
Innovazione rispetto alle LR
Il caso di studio sugli svincoli dimostra che si pu fare
meglio delle LR per costi ed energia.
Dal punto di vista del contenimento dellinquinamento
luminoso lesiguo flusso luminoso emesso verso lalto
dal vetro curvo compensato dalla riduzione del flusso
luminoso riflesso dal manto stradale.
Non solo, ma la maggiore intensit luminosa sul piano
orizzontale dagli apparecchi con vetro curvo li rende
pi visibili da lontano e costituisce quella segnalazione
cospicua dello svincolo che la UNI 11248 indica come
fattore di sicurezza specialmente con condizioni
atmosferiche avverse come la nebbia.
Innovazione rispetto alle LR
Il superamento di norme e leggi diviene
fattore di innovazione e non pu essere
sanzionato.
Programmare il territorio
Programmare il territorio
La soluzione dei problemi sta nella programmazione del
territorio, individuando le sorgenti di luce maggiormente
responsabili della luminanza artificiale del cielo ed
intervenendo su di esse in relazione alla effettiva attivit
dellosservatorio con azioni mirate ma non inutilmente
generalizzate a tutto il territorio.
Da unanalisi preliminare intorno allosservatorio di Pino
Torinese risulta ad esempio che il Comune di Pino
Torinese il maggior responsabile.
Inutile quindi intervenire su Torino: costerebbe molto di
pi ed avrebbe minore effetto.
Programmazione del territorio
Osservatorio Pino Torinese
Analisi del territorio
Contributo alla luminanza del cielo di 70 comuni circostanti
Comune Abitanti Distanza [km]
Contributo alla
luminanza del
cielo [%]
Chieri 33 000 5,8 2
Pino Torinese 8 000 0,7 85
Torino 850 000 12,1 7
1
0

k
m
Osservatorio Pino Torinese