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N O R M A I T A L I A N A CEI

Norma Italiana

CEI 24-1
Data Pubblicazione Edizione
1997-05 Settima
Classificazione Fascicolo
24-1 3273
Titolo
Simboli letterali da usare in elettrotecnica

Title
Letter symbols to be used in electrical technology
Part 1: General

ELETTROTECNICA GENERALE E MATERIALI PER USO ELETTRICO

NORMA TECNICA

COMITATO
ELETTROTECNICO CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE • AEI ASSOCIAZIONE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA
ITALIANO
SOMMARIO
La presente Norma fornisce informazioni generali sulle grandezze, sulle unità e sui loro simboli letterali
e matematici da utilizzare in elettrotecnica.
Essa riporta anche le regole per la scrittura e la stampa di tali simboli e per l’uso di segni complementari
(pedici, apici, ecc) con i simboli delle grandezze.
Non esistono riferimenti normativi all’interno della presente Norma.

DESCRITTORI
Unità di misura; Simboli letterali; Elettrotecnica;

COLLEGAMENTI/RELAZIONI TRA DOCUMENTI


Nazionali

Europei

Internazionali (IDT) IEC 27-1:1992;


Legislativi

INFORMAZIONI EDITORIALI
Norma Italiana CEI 24-1 Pubblicazione Norma Tecnica Carattere Doc.

Stato Edizione In vigore Data validità 1997-7-1 Ambito validità Nazionale


Varianti Nessuna
Ed. Prec. Fasc. 768:1986-01

Comitato Tecnico 1/25-Terminologia, grandezze e unità (ex CT 1/24/25)


Approvata dal Presidente del CEI in Data 1997-5-19
in Data

Sottoposta a Chiusa in data

Gruppo Abb. 1 Sezioni Abb. A Prezzo Norma IEC 150 SFr


ICS

CDU

LEGENDA
(IDT) La Norma in oggetto è identica alle Norme indicate dopo il riferimento (IDT)

© CEI - Milano 1997. Riproduzione vietata.


Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente Documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi senza il consenso scritto del CEI.
Le Norme CEI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione sia di nuove edizioni sia di varianti.
È importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di essere in possesso dell’ultima edizione o variante.
INDICE GENERALE
Rif. Argomento Pag.

SEZIONE
0 GENERALITÀ – OGGETTO 1

SEZIONE
1 RACCOMANDAZIONI PER LA STAMPA DI SIMBOLI E NUMERI 1
1.1 Simboli per le grandezze ................................................................................................................................................... 1
1.1.1 Simboli ............................................................................................................................................................................................. 1
1.1.2 Regole per la stampa e per l’uso dei pedici in elettrotecnica ................................................................. 1
1.1.3 Regole .............................................................................................................................................................................................. 2
1.1.4 Combinazione dei simboli delle grandezze; operazioni elementari con le grandezze ........ 5
1.1.5 Sostituzione di lettere ........................................................................................................................................................... 6
1.2 Nomi e simboli delle unità ............................................................................................................................................... 6
1.2.1 Simboli internazionali delle unità ................................................................................................................................ 6
1.2.2 Combinazione di simboli delle unità ........................................................................................................................ 7
1.2.3 Stampa dei simboli delle unità ...................................................................................................................................... 7
1.2.4 Stampa e uso dei prefissi ................................................................................................................................................... 7
1.2.5 Ortografia dei nomi delle unità nella lingua inglese ..................................................................................... 8
1.3 Numeri ............................................................................................................................................................................................. 9
1.3.1 Stampa dei numeri ................................................................................................................................................................. 9
1.3.2 Segno decimale ......................................................................................................................................................................... 9
1.3.3 Moltiplicazione dei numeri ............................................................................................................................................... 9
1.4 Segni e simboli matematici ............................................................................................................................................... 9
1.5 Espressioni delle grandezze ............................................................................................................................................. 9
1.6 Rappresentazione complessa delle grandezze ................................................................................................. 10
SEZIONE
2 RACCOMANDAZIONI GENERALI PER LE GRANDEZZE
IN FUNZIONE DEL TEMPO 10
2.1 Grandezze che variano periodicamente con il tempo ............................................................................... 10
2.2 Grandezze che variano non periodicamente con il tempo .................................................................... 10
2.2.5 Successione e posizione dei pedici che riportano un’informazione: .............................................. 11

SEZIONE
3 SIMBOLI DELLE GRANDEZZE E LORO UNITÀ, COSTANTI SELEZIONATE E SEGNI 12
3.1 Introduzione alle tabelle delle grandezze e delle loro unità ................................................................. 12
3.2 Introduzione alle tabelle dei pedici ......................................................................................................................... 28
3.3 Introduzione alla tabella dei segni e dei simboli matematici ................................................................ 37
3.4 Introduzione alle tabelle delle grandezze in funzione del tempo ..................................................... 39

SEZIONE
A ALFABETO GRECO 43

A L L E G AT O
B GLOSSARIODEI TERMINI RELATIVI AI SIMBOLI LETTERALI 44
B.1 Termini relativi alla struttura dei simboli letterali .......................................................................................... 44
B.2 Carattere delle lettere ......................................................................................................................................................... 45

A L L E G AT O
C ESEMPI
DI GRANDEZZE IN FUNZIONE DEL TEMPO 48
C.1 Esempi di grandezze periodiche ................................................................................................................................ 48
C.2 Esempi di grandezze transitorie .................................................................................................................................. 54
C.3 Esempio di una grandezza aleatoria ....................................................................................................................... 56

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A L L E G AT O
D ESEMPI
DI UTILIZZO DI TENSIONE DI SORGENTE E DI CORRENTE DI SORGENTE NEI
CIRCUITI EQUIVALENTI 57

A L L E G AT O
E NOTA
SPECIALE RIGUARDANTE LE REGOLE RELATIVE AI NOMI DELLE GRANDEZZE E
DELLE UNITÀ 58

A L L E G AT O
F SISTEMI DI UNITÀ E GRANDEZZE 59

A L L E G AT O
G BIBLIOGRAFIA 61

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Pagina iv
0 GENERALITÀ – OGGETTO
S E Z I O N E

La presente Parte della Pubblicazione IEC 27-1 riporta informazioni generali sulle
grandezze, sulle unità e sui loro simboli letterali e matematici da utilizzare in elet-
trotecnica. Essa riporta anche le regole per la scrittura e la stampa di tali simboli
e per l’uso di segni complementari (pedici, apici ecc.) con i simboli delle grandezze.
Nella presente Norma non ci sono riferimenti normativi.

1 RACCOMANDAZIONI PER LA STAMPA DI SIMBOLI E NUMERI


S E Z I O N E

1.1 Simboli per le grandezze

1.1.1 Simboli
I simboli delle grandezze(1) sono solitamente singole lettere dell’alfabeto latino o
greco, talvolta con pedici o altri segni modificatori. Questi simboli sono stampati
in corsivo (indipendentemente dal tipo di carattere utilizzato nel resto del testo).
Il simbolo non viene seguito da un punto, tranne nel caso di normale punteggia-
tura, per es. alla fine di una frase.
Note: 1 I principi che si applicano alle grandezze fisiche e all’espressione dei loro valori in
unità del Sistema Internazionale delle Unità (SI) sono riportati nella Parte 0 della Nor-
ma ISO 31, relativa ai principi generali.
2 Le annotazioni relative alle grandezze vettoriali e ad altre grandezze non scalari
sono riportate nella Parte 11 della Norma ISO 31, relativa ai segni e ai simboli mate-
matici.
3 Eccezionalmente, i simboli composti da due lettere vengono utilizzati talvolta per in-
dicare le combinazioni adimensionali delle grandezze (per es. numero di Reynolds:
Re). Se tale simbolo composto appare come fattore in un prodotto, si raccomanda di
separarlo dagli altri simboli.
4 I simboli normalizzati delle quantità e delle costanti generalmente utilizzati in elet-
trotecnica sono riportati nelle Tab. 1, 2, 3, 4 e 5 della Sezione 3.

1.1.2 Regole per la stampa e per l’uso dei pedici in elettrotecnica


Quando, in un dato contesto, grandezze diverse hanno lo stesso simbolo letterale
oppure quando, di una stessa quantità, interessano diverse applicazioni o diversi
valori, si possono fare distinzioni mediante l’uso dei pedici.
Per la stampa dei pedici si raccomandano i principi che seguono:
n un pedice che rappresenti un simbolo di una grandezza fisica è stampato in
corsivo (inclinato);
n gli altri pedici sono stampati in tondo (diritto).
Esempi:

Pedici in tondo Pedici in corsivo


Cg (g: gas) Cp (p: pressione)
gn (n: normale) Σnanϑn (n: numero corrente)
µr (r: relativo) Σxaxbx (x: numero corrente)
Note 1 I numeri in pedice devono essere stampati in tondo. Tuttavia, i simboli letterali che rappresentano dei
numeri sono generalmente stampati in corsivo.
2 Per l’uso dei pedici, vedi anche le osservazioni particolari alle Parti 6 e 10 della Norma ISO 31.
3 I pedici normalizzati da utilizzare in elettrotecnica sono riportati nelle Tab. 6 e 7 della Sezione 3.

(1) Vedi l’Allegato E per quanto riguarda i nomi di grandezze e unità.

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Pedici in tondo Pedici in corsivo
Ek (k: cinetico) gik (i, k: numeri correnti)
χe (e: elettrico) px (x: coordinata x)
T1/2 (1/2: metà) lλ (λ: lunghezza d’onda)
Note 1 I numeri in pedice devono essere stampati in tondo. Tuttavia, i simboli letterali che rappresentano dei
numeri sono generalmente stampati in corsivo.
2 Per l’uso dei pedici, vedi anche le osservazioni particolari alle Parti 6 e 10 della Norma ISO 31.
3 I pedici normalizzati da utilizzare in elettrotecnica sono riportati nelle Tab. 6 e 7 della Sezione 3.

Nella maggior parte dei casi, i pedici devono essere utilizzati come mezzi di di-
stinzione, tuttavia in alcuni casi sono adatti altri mezzi di distinzione, come segni
tipografici o caratteri diversi.
In alcuni casi si possono utilizzare simboli letterali diversi ma correlati.

Esempi:
Pedici:
densità magnetica del flusso nel vuoto B0
densità magnetica intrinseca del flusso Bi
corrente nei diversi conduttori Ia, Ib, Ic ecc.
valore minimo della frequenza fmin.

Caratteri diversi:
valore istantaneo della corrente i
valore quadratico medio della corrente I
vettore forza F.

Segni tipografici:
valore di picco della corrente î, Î.

Simboli letterali diversi ma correlati:


tre diversi angoli α, β e γ.

1.1.3 Regole

1.1.3.1 Ordine di preferenza


I pedici e gli altri mezzi di distinzione indipendenti dalla lingua del testo (1.1.3.2)
e i pedici di carattere internazionale (1.1.3.3) devono il più possibile essere scelti
al posto di altri pedici (1.1.3.4).

1.1.3.2 Pedici e altri mezzi di distinzione indipendenti dalla lingua del testo
a) Pedici
I pedici indipendenti dalla lingua del testo possono essere numeri, simboli e
segni matematici, sequenze di lettere, lettere di riferimento, simboli letterali di
grandezze e unità e simboli degli elementi chimici.
b) Numeri
I numeri possono rappresentare per esempio: ordine, grado di importanza, ri-
ferimento. Il pedice 0 (zero) non è utilizzato solo come numero, ma anche
per indicare condizioni base, iniziali o di riferimento.
I numeri romani devono essere utilizzati solo raramente come pedici.
La lettera “l” e il numero “1” spesso sono identici. Si deve cercare di evitare
ogni ambiguità.

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Esempi:
i1 i2 i3 componenti armoniche fondamentali e di ordine 2 e 3; oppure corrente nei con-
duttori 1, 2 e 3, oppure corrente nello stesso conduttore in tre momenti diversi
R50 resistenza a una temperatura di 50 °C
R50 resistenza a una frequenza di 50 Hz
U99 tensione disruptiva con probabilità del 99%.
c) Segni matematici
Esempio:
i∞ corrente all’infinito.
d) Sequenza di lettere
Ci sono occasioni in cui valori diversi della stessa grandezza fisica, classificati
in sequenza, possono essere distinti da lettere in pedice piuttosto che da nu-
meri in pedice. Possono essere utilizzate sia le lettere maiuscole che le lettere
minuscole, tuttavia sono preferibili le minuscole.
Esempi:
Qa Qb Qc tre diverse cariche elettriche.
e) Lettere di riferimento
I pedici indicano l’applicabilità di un simbolo in un determinato modo, per
esempio la restringono a un particolare luogo, a un particolare momento, a
un particolare pezzo o parte di un apparecchio, a un particolare processo, a
una sostanza particolare, a un campo particolare (elettrico, meccanico ecc.).
Gli esempi che seguono illustrano quanto detto.
Esempi:
EB può denotare il campo elettrico al punto B
sEF può denotare la lunghezza del percorso dal punto E al punto F
AKLM può denotare l’area di un triangolo con gli angoli K, L e M
Iu può denotare la corrente nella fase u.
f) Simboli di grandezze o di unità utilizzati come pedici
Quando viene utilizzato come pedice, un simbolo letterale di una grandezza
(o di un’unità), deve essere stampato nello stesso stile di quando esso viene
utilizzato come simbolo di grandezza (o di unità).
Esempi:
Cp capacità termica alla pressione costante p
δC angolo di perdita di un condensatore di capacità C
W3h capacità in energia di una batteria per una scarica di tre ore (3 h).
g) Simboli degli elementi chimici
I simboli degli elementi chimici adottati internazionalmente sono indipenden-
ti dalla lingua del testo e possono essere utilizzati come pedici.
Esempio:
ρCu resistività del rame (Cu).
h) Altri mezzi di distinzione
Per fare distinzione tra diversi tipi di valori (per es. valore istantaneo, valore
quadratico medio, valore di picco, valore minimo, valore medio), le lettere
maiuscole, quelle minuscole e alcuni segni (ˆ ˘ ˜ ¯ ) devono essere utilizzati
come raccomandato in 2.1. Altre raccomandazioni vengono date per le gran-
dezze vettoriali e per la rappresentazione complessa delle grandezze (1.6).

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Esempi:
i valore istantaneo della corrente
I valore quadratico medio della corrente
Q valore medio della carica elettrica
Φ̂ valore di picco del flusso magnetico
H forza del campo magnetico come vettore
ε' parte reale della permittività complessa.

1.1.3.3 Pedici di carattere internazionale


a) Nomi propri
Le abbreviazioni dei nomi propri sono, con pochissime eccezioni, le stesse o
quasi in tutte le lingue. Tali abbreviazioni sono perciò di carattere internazio-
nale e possono essere utilizzate come pedici.
Esempi:
TC temperatura di Curie
RH coefficiente di Hall.
b) Parole derivate dal latino e dal greco
Il latino e il greco sono la base di moltissime parole scientifiche e tecniche,
quindi le abbreviazioni di tali parole sono adatte come pedici.
Esempi:
Pel potenza elettrica
pcr pressione critica
vi velocità iniziale
Bi densità magnetica intrinseca del flusso
Text temperatura termodinamica esterna
Req resistenza equivalente
gn accelerazione normale di caduta libera
Mv luminosa (visiva).
c) Parole internazionali non derivate dal latino e dal greco
Molte parole coniate a scopo scientifico e industriale hanno carattere interna-
zionale. Esempi di tali parole sono gas, radar, maser. Le abbreviazioni di tali
parole sono adatte come pedici.
Esempio:
Cg capacità termica nella fase gassosa.

1.1.3.4 Altri pedici


Se in casi specifici non è possibile trovare parole latine, greche o internazionali
da cui derivare un pedice accettabile, si preferiscono lettere o numeri scelti arbi-
trariamente. Se tale scelta non conviene, la migliore soluzione è quella di sceglie-
re dei pedici derivati da parole comuni a molte lingue.

1.1.3.5 Alcune osservazioni


Quando il significato di un pedice non è chiaro, esso deve essere precisato.
I pedici, siano essi conformi o meno a queste raccomandazioni, possono essere
ambigui; quindi i (carattere tondo) può significare iniziale, indotto o intrinseco.
Tale ambiguità può essere spesso evitata mediante l’uso di pedici più lunghi, co-
me ini per iniziale, ind per indotto, intr per intrinseco.
I pedici che sono abbreviazioni di parole diverse da nomi propri sono di regola
in minuscolo. Talvolta risulta pratico utilizzare sia le maiuscole che le minuscole,
per evidenziare una differenza nel loro significato che va definita. Quindi, in un
dato contesto un pedice in maiuscolo può essere utilizzato per indicare il valore
totale di una grandezza, mentre un pedice in minuscolo può essere utilizzato per

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indicare i componenti di tale grandezza. In un altro contesto, i pedici in maiusco-
lo possono essere utilizzati per le grandezze esterne e i pedici in minuscolo per
quelle interne.

1.1.3.6 Pedici multipli


L’utilizzo di un pedice composto da più parti, vale a dire un pedice multiplo, de-
ve essere evitato il più possibile. Quando si utilizza un pedice multiplo, le parti
devono essere poste sullo stesso livello. L’unica eccezione può essere quella in
cui un simbolo letterale costituito da una lettera con pedice viene a sua volta uti-
lizzato come pedice; per esempio, per indicare il coefficiente di temperatura ( α)
della riluttanza (Rm), il simbolo totale può essere scritto nella forma non semplifi-
cata, α R , oppure nella forma semplificata αRm.
m
Per chiarezza, le diverse parti di un pedice multiplo possono essere separate da
piccoli spazi. Le virgole tra le parti di un pedice devono essere se possibile evita-
te, ma possono essere utilizzate se ciò è necessario per evitare ambiguità. Per lo
stesso scopo, parte di un pedice può essere messo tra parentesi. Non si può dare
una regola generale per l’ordine tra le varie parti di un pedice, tuttavia in genere
la parte che indica il tipo di grandezza deve precedere la parte che indica le cir-
costanze speciali. L’ordine può quindi dipendere dal punto di vista.
Si possono fare degli esempi:
Rm max valore massimo di riluttanza
ûbv valore di picco della parte variabile della tensione in b
i4(2) valore istantaneo della seconda armonica di corrente nel conduttore 4. Per distin-
guerlo, il numero dell’armonica è stato posto tra parentesi
Lmn induttanza mutua
Z12,13 elemento nella dodicesima fila e nella tredicesima colonna di una matrice di impe-
denza
J3y componente y della terza armonica della densità di corrente J
Jy3 terza armonica della componente y della densità di corrente J.
I pedici multipli possono talvolta essere evitati esprimendo la grandezza in forma
funzionale, per esempio W (3 h, –40 °C) per indicare la capacità di energia di
una batteria di accumulatori per una scarica di tre ore a una temperatura di
–40 °C.

1.1.4 Combinazione dei simboli delle grandezze; operazioni elementari con le


grandezze
Quando i simboli delle grandezza sono combinati in un prodotto, questo proces-
so di combinazione può essere indicato in uno dei modi seguenti:
ab, a b, a · b, a x b
Note: 1 In alcuni campi, per es, nell’analisi vettoriale, si fa distinzione tra a · b e a x b.
2 Per la moltiplicazione dei numeri, vedi 1.3.
3 Nei sistemi con numero limitato di caratteri, anziché il punto a mezza altezza si uti-
lizza un punto sulla linea.
La divisione di una grandezza per un’altra può essere indicata in uno dei modi
seguenti:
a
---, a ⁄ b
b
oppure scrivendo il prodotto di a e b–1, cioè a · b–1

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La procedura può essere estesa ai casi in cui il numeratore o il denominatore, o
entrambi, sono essi stessi prodotti o quozienti, ma in tale combinazione una bar-
ra obliqua (/) non deve essere seguita da un segno di moltiplicazione o di divi-
sione sulla stessa linea, a meno di non inserire delle parentesi per evitare
qualsiasi ambiguità.
Esempi:
ab –1
------ = ab ⁄ c = abc
c
a⁄b –1 –1
---------- = ( a ⁄ b ) ⁄ c = ab c ;ma non a ⁄ b ⁄ c ;
c
a⁄b ad
tuttavia, ---------- = -------
c⁄d bc
a
------ = a ⁄ ( b ⋅ c ) = a ⁄ bc ma non a ⁄ b ⋅ c
bc
La barra obliqua (/) può essere utilizzata nei casi in cui il numeratore e il deno-
minatore comprendano delle addizioni o delle sottrazioni, purché si utilizzino
delle parentesi.
Esempi:
a+b
( a + b ) ⁄ ( c + d ) significa ------------ ;
c+d
le parentesi sono obbligatorie.
b
a + b ⁄ c + d significa a + --- + d ;
c
tuttavia, si può evitare ogni tipo di confusione scrivendo
a + (b ⁄ c ) + d
Le parentesi devono essere utilizzate anche per eliminare le ambiguità che risul-
tano dall’utilizzo di altri segni e simboli di operazioni matematiche.

1.1.5 Sostituzione di lettere


Le lettere maiuscole possono essere utilizzate come varianti delle lettere minu-
scole (e viceversa) solo se non si crea confusione.
Il simbolo principale per la lunghezza è l, quello per l’induttanza è L, tuttavia l e
L possono essere utilizzati per indicare due lunghezze o due induttanze. Se lun-
ghezza e induttanza appaiono assieme, allora l deve essere preferibilmente utiliz-
zata solo per la lunghezza e L per l’induttanza; le necessarie distinzioni devono
essere fatte per mezzo di pedici.

1.2 Nomi e simboli delle unità

1.2.1 Simboli internazionali delle unità


Quando esistono i simboli internazionali SI delle unità, devono essere utilizzati
quelli e non altri. Essi devono essere stampati in tondo (indipendentemente dal
tipo di carattere utilizzato nel resto del testo), devono rimanere invariati anche
nel plurale, non devono essere seguiti da un punto, tranne nel caso di normale
punteggiatura, per es. alla fine di una frase.
Qualsiasi aggiunta a un simbolo di unità, per dare ulteriori informazioni sulla
speciale natura della grandezza considerata, è sbagliata.
Esempio:
Umax = 500 V (non U = 500 Vmax)

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I simboli delle unità devono essere generalmente stampati in lettere minuscole; la
lettera iniziale viene stampata in maiuscolo solo nel caso in cui il nome dell’unità
derivi da un nome proprio.
Esempi:
m metro
s secondo
A ampere
Wb weber

1.2.2 Combinazione di simboli delle unità


Quando un’unità composta è formata dalla moltiplicazione di due o più unità,
questo può essere indicato in uno dei seguenti modi:
N · m, N m
Note: 1 Nei sistemi con numero limitato di caratteri, anziché il punto a mezza altezza si uti-
lizza un punto sulla linea.
2 La seconda forma può essere scritta anche senza spazio, purché si faccia particolare
attenzione quando il simbolo di una delle unità è lo stesso di un prefisso.
Esempio:
mN vuol dire millinewton, non metro-newton.
Quando un’unità composta è formata dividendo un’unità per l’altra, questo può
essere indicato in uno dei seguenti modi:
m –1
-----, m ⁄ s ,m ⋅ s
s
Una barra verticale (/) non deve essere seguita da un segno di moltiplicazione o
di divisione sulla stessa linea, a meno di inserire delle parentesi per evitare ogni
ambiguità. Nei casi complessi, si devono utilizzare potenze negative o parentesi.

1.2.3 Stampa dei simboli delle unità


Non viene fatta o suggerita alcuna raccomandazione riguardante i caratteri in ton-
do da utilizzare per la stampa dei simboli delle unità.
Nota In questa serie di pubblicazioni, in genere il carattere utilizzato in tali casi è quello del re-
stante testo, tuttavia ciò non è da considerarsi una raccomandazione.

1.2.4 Stampa e uso dei prefissi


Per evitare grandi o piccoli valori numerici, i multipli e i sottomultipli decimali
delle unità SI sono aggiunti al sistema coerente nella struttura del SI. Essi vengo-
no formati mediante l’aggiunta dei prefissi che seguono.

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Prefissi SI

Fattore Prefisso Simbolo


1024 yotta Y
1021 zetta Z
1018 exa E
1015 peta P

1012 tera T
109 giga G
106 mega M
103 kilo k

102 hecto h
10 deca da
10-1 deci d
10-2 centi c

10-3 milli m
10-6 micro µ
10-9 nano n
10-12 pico p

10-15 femto f
10-18 atto a
10-21 zepto z
10-24 yocto y

Le unità SI e i loro multipli e sottomultipli decimali formati mediante l’aggiunta


dei prefissi sono particolarmente raccomandati.
I simboli dei prefissi devono essere stampati in carattere tondo senza spazio tra il
simbolo del prefisso e quello dell’unità.
Non devono essere utilizzati i prefissi composti.
Esempio:
Scrivere nm (nanometro) per indicare 10–9m, mai mµm.
Si considera che il simbolo di un prefisso sia combinato con il solo simbolo
dell’unità a cui va direttamente attaccato, in modo da formare un nuovo simbolo
(di un multiplo o sottomultiplo decimale) che può essere elevato a potenza nega-
tiva o positiva, e che può essere combinato con altri simboli di unità in modo da
formare simboli di unità composte (vedi 1.2.2).
Esempi:
1 cm3 = (10–2 m)3 = 10–6 m3
1 µs–1 = (10–6 s)–1 = 106 s–1
1 kA/m = (103 A)/m = 103 A/m

Nota Per ragioni storiche, il nome dell’unità di base per la massa, il kilo, contiene il prefisso SI
“kilo”. I nomi dei multipli e sottomultipli decimali dell’unità di massa vengono formati ag-
giungendo i prefissi alla parola “grammo”, per es. milligrammo (mg) anziché microkilo-
grammo (µkg).

1.2.5 Ortografia dei nomi delle unità nella lingua inglese


Nel caso esistano delle differenze nell’ortografia dei nomi delle unità nella lingua
inglese, le versioni in lingua inglese della Pubblicazione IEC 27 utilizzano l’orto-
grafia riportata nell’Oxford English Dictionary. Questo non implica che tale orto-
grafia sia preferibile a quelle utilizzate in altri paesi di lingua inglese.

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1.3 Numeri

1.3.1 Stampa dei numeri


In genere i numeri devono essere stampati in carattere tondo.
Per facilitare la lettura dei numeri con molte cifre, esse possono essere separate
in gruppi appropriati, preferibilmente a tre cifre, contando dal segno decimale sia
a destra che a sinistra; i gruppi devono essere separati da un piccolo spazio, mai
da una virgola, da un punto o da altri segni.

1.3.2 Segno decimale


Il segno decimale è una virgola sulla linea.
Se il valore assoluto del numero è inferiore a un’unità, il segno decimale deve es-
sere preceduto da uno zero.
Nota Nei documenti in lingua inglese, spesso al posto della virgola si utilizza un punto. In que-
sto caso, tale punto deve essere sulla linea. Nella Pubblicazione IEC 27, il segno decimale è
una virgola, conformemente al documento “IEC/ISO Directives, Part 3: Drafting and Pre-
sentation of International Standards (1989)”.

1.3.3 Moltiplicazione dei numeri


Il segno di moltiplicazione dei numeri è una croce (×) o un punto a mezza
altezza ( · ).
Note: 1 Se come segno di moltiplicazione si utilizza un punto a mezza altezza, come segno
decimale si deve utilizzare una virgola. Se viceversa come segno decimale si utilizza
un punto, come segno di moltiplicazione si deve utilizzare una croce.
2 Nella Pubblicazione IEC 27, come segno di moltiplicazione si utilizza una croce, con-
formemente al documento “IEC/ISO Directives, Part 3: Drafting and Presentation of
International Standards (1989)”.

1.4 Segni e simboli matematici


I segni e i simboli matematici il cui utilizzo è raccomandato nelle scienze fisiche
e in tecnologia sono riportati nella Parte 11 della Norma ISO 31. Alcuni tra i segni
e i simboli più frequentemente utilizzati in elettrotecnica sono riportati in Tab. 8
della Sezione 3.

1.5 Espressioni delle grandezze


Nell’espressione delle grandezze, il simbolo delle unità deve essere posto dopo il
valore numerico, lasciando uno spazio tra il valore numerico e il simbolo
dell’unità. Se la grandezza da esprimere è una somma o una differenza di gran-
dezze, allora o si utilizzano delle parentesi per combinare i valori numerici, po-
nendo il simbolo comune dopo l’intero valore numerico, oppure si scrive
l’espressione come somma o differenza di espressioni delle quantità.
Esempi:
l = 12 m – 7 m = (12 – 7) m = 5 m;
t = 28,4 °C ± 0,2 °C = (28,4 ± 0,2) °C (non 28,4 ± 0,2 °C);
λ = 220 × (1 ± 0,02) W/(m · K).

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1.6 Rappresentazione complessa delle grandezze
La rappresentazione complessa delle grandezze può essere indicata come segue;
entrambi i sistemi rappresentati nelle due colonne hanno uguale valore:

Parte reale X' Re X


Parte immaginaria X'' Im X
Grandezza complessa X = X' + jX'' X = ReX + jImX
jϕ jϕ
X = Xe = X exp jϕ X = X e = X exp jϕ
X = X ∠ϕ X = X ∠ϕ
Grandezza complessa coniugata X* = X' – jX'' X* = ReX – jImX

Raccomandazioni aggiuntive riguardanti le grandezze complesse sono riportate


nella Parte 11 della Norma ISO 31.

2 RACCOMANDAZIONI GENERALI PER LE GRANDEZZE


IN FUNZIONE DEL TEMPO
S E Z I O N E

2.1 Grandezze che variano periodicamente con il tempo


Le grandezze che variano periodicamente con il tempo possono essere indicate
come segue.
Il Caso 1 si applica nel caso in cui siano appropriate sia le lettere maiuscole che
le lettere minuscole.
Il Caso 2 si applica nel caso in cui siano appropriate o soltanto le lettere maiusco-
le o soltanto le lettere minuscole.

Caso 1 Caso 2 A Caso 2 B


Valore istantaneo x X x
Valore quadratico medio di una
grandezza periodica * X X̃ Xrms x̃ xrms
Valore di picco x̂ , X̂ xm,Xm X̂ Xm x̂ xm
˜ ˜ ˜ X̂ ˜
Valore medio ** x ,X xav,Xav X Xav x xav
˘ oppure x
Il valore minimo di una grandezza può essere indicato mediante x̆, X min, Xmin, in modo che il valore pic-
co-valle sia ( x̂ – ˘x ) oppure ( X̂ – X
˘ ) e (x - x
m min) oppure (Xm - Xmin).
* Vedi anche Tab. 6, punto numero 0201.
** Vedi anche Tab. 6, punto numero 0204.

2.2 Grandezze che variano non periodicamente con il tempo

2.2.1 Le grandezze in funzione del tempo possono essere periodiche, transitorie o ca-
suali. La grandezza variabile può essere spesso rappresentata mediante una com-
binazione, per es. somma, prodotto, polinomio ecc., dei componenti che sono
funzioni, quali le funzioni trigonometriche, quelle esponenziali, le distribuzioni
ecc.
L’intenzione della presente Norma è quella di codificare i simboli aggiuntivi delle
componenti di una combinazione di funzioni o dei valori speciali (per es. istanta-
nei o quadratici medi) di grandezze in funzione del tempo più complesse (per
es. onde modulate, treni di impulsi ecc.). In questo caso è auspicabile avere un
sistema di simboli indipendente dalla lingua del testo.

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2.2.2 Le definizioni di valori o componenti speciali di una grandezza in funzione del
tempo sono quelle della IEV, Cap. 101, Sezione 04. Nel presente testo non vie-
ne riportata alcuna definizione, in quanto il significato dei simboli è illustrato
nelle figure.

2.2.3 Sono dati due tipi di simboli: un tipo che utilizza segni aggiuntivi, l’altro tipo che
utilizza solo pedici con le lettere che si trovano in una qualunque macchina per
scrivere. È possibile una combinazione di entrambi i sistemi. La maggior parte
degli esempi riportati in Tab. 9 utilizza solo un unico assieme di tali simboli.

2.2.4 Il simbolo di una grandezza in funzione del tempo implica di per se stesso la di-
pendenza dal tempo e indica quindi il valore istantaneo.
Quando si utilizzano sia le lettere maiuscole che le lettere minuscole, la lette-
ra minuscola indica un valore istantaneo e la lettera maiuscola indica un valo-
re medio.
Esempio:
i valore istantaneo di una corrente elettrica in funzione del tempo.
I suo valore efficace.
Se può essere utile precisare esplicitamente che si considera il valore istantaneo,
uno può aggiungere la lettera t tra parentesi.
Esempio:
Φ (t) valore istantaneo di un flusso magnetico in funzione del tempo.

Osservazione Non si deve utilizzare la lettera t come pedice in carattere tondo per indicare i valori
istantanei, in quanto la si potrebbe confondere con un segno che indica una derivata in
rapporto al tempo.

2.2.5 Successione e posizione dei pedici che riportano un’informazione:


XABC
A designa il tipo della componente: alternativa, lentamente variabile
ecc.
B specifica la componente speciale
C indica il valore associato.
Esempio:
x b2min oppure x b2, min (vedi Fig. 7, Allegato C)
Per evitare pedici di eccessiva lunghezza, si può usare nello sviluppo in serie di
una grandezza, un apice a sinistra per indicare l’ordine del componente.
Esempio:
0 1 1 2 2
x 2 = X2 + x̂2 sin ( ωt + α2 ) + x̂2 sin ( 2ωt + α2 ) + ...
invece di

x 2 = X 20 + x̂ 21 sin ( ωt + α 21 ) + x̂ 22 sin ( 2ωt + α 22 ) + ...


oppure

x 2 = X 2, 0 + x̂ 2, 1 sin ( ωt + α 2, 1 ) + x̂ 2, 2 sin ( 2ωt + α 2, 2 ) + ...

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2.2.6 I simboli normalizzati delle grandezze in funzione del tempo sono riportati in
Tab. 9. Alcuni esempi di grandezze in funzione del tempo, riportati
nell’Allegato C, illustrano il campo di applicazione di tali simboli. L’elenco degli
esempi non è per nulla esauriente; esso riporta alcuni dei casi incontrati ed altri
possono essere dedotti per analogia.

3 SIMBOLI DELLE GRANDEZZE E LORO UNITÀ, COSTANTI SELEZIONATE E


SEGNI
S E Z I O N E

3.1 Introduzione alle tabelle delle grandezze e delle loro unità


Le tabelle riportano, in aggiunta ad alcuni simboli utilizzati nel campo dell’elettri-
cità e del magnetismo, alcuni altri simboli impiegati nel campo dell’elettrotecnica.
Se il numero nella prima colonna di Tab. 1 non è lo stesso del numero riportato
nella precedente edizione della Pubblicazione IEC 27-1(1), il vecchio numero è ri-
portato tra parentesi sotto quello nuovo.
In Tab. 1, non viene preso in considerazione il carattere vettoriale o tensoriale di
alcune grandezze o della loro rappresentazione complessa.
In Tab. 1, la prima colonna dei simboli delle grandezze riporta i simboli principa-
li. La seconda colonna riporta i simboli di riserva da utilizzare nel caso in cui un
simbolo principale non sia adatto, per esempio quando il suo utilizzo potrebbe
confondersi con lo stesso simbolo utilizzato con un diverso significato. I nomi so-
no utilizzati solo per l’identificazione e in genere sono quelli dell’IEV. I nomi non
fanno parte della presente raccomandazione. Se un nome o un simbolo in una
tabella non è conforme a quelli riportati nella Norma ISO 31, questo viene indi-
cato nella colonna delle osservazioni. Le parentesi talvolta vengono utilizzate
congiuntamente ai nomi delle grandezze riportate in Tab. 1 per i seguenti motivi:
n per identificare una parola che può, facoltativamente, essere tralasciata dal
nome della grandezza; questo uso delle parentesi è conforme a quanto indi-
cato nell’IEV;
n per identificare un nome alternativo di una grandezza;
n per racchiudere alcune parole esplicative.
L’utilizzo delle parentesi risulta chiaro dal contesto. Talvolta, si preferisce l’uso di
un dato simbolo nei casi in cui l’ISO non faccia distinzioni.
Le unità di Tab. 1 che appartengono al Sistema Internazionale delle Unità(2) de-
vono essere utilizzate di preferenza rispetto ad altre. Il Sistema Internazionale
delle Unità è fondato su sette unità di base (m, kg, s, A, K, cd, mol) e include il
sistema Giorgi o MKSA. Queste unità sono chiamate unità SI. La designazione
“SI” è stata adottata nel 1960 dalla XI Conferenza Generale dei Pesi e delle Misu-
re. La colonna intitolata “Unità SI” riporta i nomi e i simboli adottati dalla CGPM
insieme ad alcuni nomi e simboli adottati dalla IEC ma sui quali la CGPM non ha
ancora preso una decisione.
Nei casi in cui il simbolo dell’unità è la lettera l, la grandezza corrispondente è un
numero e il suo valore è scritto come valore numerico senza il simbolo dell’unità.
Nel caso in cui esistano due tipi di lettere in corsivo (come ϑ e θ; ϕ e Φ; g e g),
si riporta solo uno di questi. Ciò non significa che l’altro non sia ugualmente ac-
cettabile.

(1) Norma CEI 24-1.


(2) Vedi Allegato F.

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Tab. 1 Simboli delle grandezze e loro unità

Grandezze Unità
Altre unità o
Unita SI
designazioni
Norma ISO 31
Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

Spazio e tempo
1 1-1 angolo (piano) α,β,γ, Sono simboli prin- radiante rad grado ...° 1)
ϑ,ϕ cipali anche altre minuto ...’
lettere appropriate secondo ...”
dell’alfabeto gre-
co. Qualora si desi-
deri identificare
un angolo di rota-
zione, si raccoman-
da il simbolo ϑ
2 1-2 angolo solido Ω ω steradiante sr 1)

2)
3 1-3.1 lunghezza l, L metro m
4 1-3.2 larghezza b metro m
5 1-3.3 altezza, profondità h l’ISO non usa metro m
“profondità”
6 1-3.4 spessore d, δ metro m
7 1-3.5 raggio, distanza r, R l’ISO non usa “di- metro m
radiale stanza radiale”

8 1-3.6 diametro d, D metro m


9 1-3.7 lunghezza del s l’ISO non usa “seg- metro m
percorso, segmento mento di linea”
di linea
10 1-5 area, area di una A S l’ISO non usa metro quadrato m2
(11) superficie “area di una super-
ficie”
11 1-6 volume V v metro cubo m3
(12)
12 1-7 tempo t l’ISO usa anche secondo s minuto min
(13) “intervallo di tem- ora h
po” e “durata”
13 1-8 velocità angolare ω Ω l’ISO non usa “Ω” radiante al secondo rad/s 3)
(20) 3)

14 1-9 accelerazione α radiante al secondo rad/s2


(21) angolare quadrato
15 1-10 velocità (lineare) v l’ISO non usa “ve- metro al secondo m/s
(22) locità”
l’ISO usa anche “c,
u, w”
1) I simboli “rad” e “sr” possono essere sostituiti da “1”.
2) Per le unità con il simbolo m, in inglese il termine “metre” viene anche indicato con “meter”. Tale notazione non viene comunque utilizzata
nella presente Norma.
3) Vedi numero 19.

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Grandezze Unità
Altre unità o
Unita SI
Norma ISO 31 designazioni
Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

16 1-11.1 accelerazione a α = dv/dt metro al secondo m/s2


(24) (lineare) quadrato
17 1-11.2 accelerazione in g l’ISO usa anche metro al secondo m/s2
(25) caduta libera “accelerazione di quadrato
gravità”
Fenomeni periodici e correlati
1)
18 2-3.1 frequenza f v hertz Hz ciclo al
(16) secondo
abbr. c/s
19 2-3.2 frequenza di n 2) secondo a meno 1 s-1 2) 1) 4)
(17) rotazione
20 — scorrimento s g uno 1 percento %
(18)
21 2-4 pulsazione ω ω = 2πf radiante al secondo rad/s 3)
(19)
22 2-5 lunghezza d’onda λ metro m
(10)
23 2-1 periodo T l’ISO usa “durata di secondo s
(14) un periodo”
24 2-2 costante di tempo τ T secondo s
(15)
25 5-32.1 velocità di c nel vuoto: c0, vedi metro al secondo m/s
(23) propagazione delle Tab. 2
onde
elettromagnetiche
26 2-11 coefficiente di δ secondo a meno 1 s-1 neper al Np/s 4)
smorzamento secondo
27 2-13.1 coefficiente di α a l’ISO non usa “a” metro a meno 1 m-1 neper al Np/m 5)
attenuazione metro
28 2-13.2 coefficiente di fase β b l’ISO non usa “b” radiante al metro rad/m 6)

29 2-13.3 coefficiente di γ p γ = α + jβ, metro a meno 1 m-1 6)


propagazione l’ISO non usa “p”

1) L’ISO usa “Hz” e “s-1”.


2) I numeri 19 e 13 rappresentano lo stesso fenomeno fisico, conosciuto anche come “velocità di rotazione” e “numero di giri per l’unità di
tempo”. Questo fenomeno viene qui espresso da due grandezze, il numero 19 a carattere di frequenza, n, il numero 13 a carattere di velo-
cità, ω, con la relazione ω = 2 π rad.
3) L’ISO usa anche “s-1”.
4) “1 al secondo” è il nome dell’unità nella forma adottata dalla XIII CGPM (1967). L’ISO utilizza “secondo reciproco”, adottato precedente-
mente alla decisione CGPM.
5) Lo stesso della Nota 4, sostituendo “secondo” con “metro”.
6) L’ISO utilizza “metro reciproco”.

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Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

Meccanica
1)
30 3-1 massa m kilogrammo kg
31 3-2 densità (densità di ρ ρm quoziente fra la kilogrammo per me- kg/m3 2)
massa), massa volumi- massa e il volume tro cubo
ca
32 3-8 quantità di moto p prodotto della kilogrammo metro al kg·m/s
massa per la velo- secondo
cità
33 3-7 momento di inerzia I, J kilogrammo metro km·s3
quadrato
34 3-9.1 forza F newton N dina dyn
35 3-9.2 peso Fg G, P, W varia con l’accele- newton N kilogram- kgf
razione in caduta moforza
libera kilopond kp
36 — peso volumico γ quoziente tra il pe- newton per metro N/m3
so e il volume cubo
37 3-12.1 momento di una forza M newton metro N·m
38 3-12.3 momento torcente T l’ISO usa anche newton metro N·m
“momento di una
coppia”
39 3-15.1 pressione p pascal Pa bar bar 2)

40 3-22.6 lavoro W A joule J


41 3-26.1 energia E W U è consigliata in joule J erg erg
termodinamica per kilowattora kWh
l’energia interna e elettronvolt eV
per l’energia di ir-
radiazione di un
radiatore integrale
42 — energia volumica e w joule al metro cubo J/m3
43 3-27 potenza P vedi numeri 99, watt W
100 e 101
44 3-28 efficienza η uno 1 percento %
1) Per l’unità con il simbolo “kg”, in inglese si utilizza anche la notazione “kilogramme”. Tuttavia, nella presente Pubblicazione tale notazione
non viene utilizzata.
2) Il termine bar è qualificato come unità temporale nell’opuscolo del CIPM.

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Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

Calore
45 4-1 temperatura termodi- T Θ kelvin K 1)
namica
46 4-2 temperatura Celsius t, ϑ gradi Celsius °C 2)

47 4-6 calore, quantità di ca- Q joule J


lore
48 4-3.1 coefficiente di tempe- α un coefficiente di kelvin a meno 1 K–1 3)
4-3.2 ratura temperatura non
4-3.3 è completamente
definito fino a che
non sia specificata
la grandezza che
varia (per es. resi-
stenza, lunghezza,
pressione); per il
coefficiente (di
temperatura) di
pressione si usa il
simbolo β, per il
coefficiente (di
temperatura) di di-
latazione volumi-
ca α, β o γ
49 4-9 conduttività termica λ k watt al metro kelvin 1)

W
m⋅K

1)
50 4-15 capacità termica C joule al kelvin J/K
1)
51 4-16.7 capacità termica speci- c quoziente fra la ca- joule al kilogrammo
fica pacità termica e la kelvin
massa; il termine J
“calore specifico” kg ⋅ K
è sconsigliato
1) La risoluzione 3 della XIII Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure ha adottato il “kelvin”, simbolo K, sia per la temperatura termodi-
namica che per l’intervallo di temperatura.
2) Il grado Celsius è un intervallo di temperatura di un kelvin.
3) L’ISO usa “reciproco …” anziché “… a meno 1”. Vedi Note ai numeri 26, 27.

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Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

Elettricità e magnetismo
52 5-2 carica elettrica Q l’ISO usa anche coulomb C amperora Ah
“quantità di elettri-
cità”
53 5-4 densità superficiale di σ coulomb al metro C/m2
carica quadrato
54 5-3 densità volumica di ρ η l’ISO usa anche coulomb al metro C/m3
carica “densità di carica” cubo
55 5-5 intensità di campo E volt al metro V/m
elettrico
56 5-6.1 potenziale elettrico V ϕ volt V
57 5-6.2 differenza di poten- U V l’ISO non usa il volt V
ziale, tensione [elet- termine “voltage”
trica]
58 5-6.3 forza elettromotrice E volt V
59 5-8 flusso elettrico Ψ coulomb C
60 5-7 densità elettrica di D l’ISO non usa coulomb per metro C/m2
flusso, spostamento “densità elettrica di quadro
(obsoleto) flusso”
61 5-9 capacità C farad F
62 5-10.1 permettività, permetti- ε per ε0 vedi Tab. 2 farad al metro F/m
vità assoluta l’ISO non usa “per-
mettività assoluta”
63 5-11 permettività relativa εr uno 1
63a 5-12 suscettibilità elettrica χ, χe uno 1
r r r volt al metro
( )
64 — elettrizzazione Ei V/m
Ei = D ε0 – E
65 5-13 polarizzazione elet- P Di P = D – ε0 E coulomb al metro C/m2
trica l’ISO non usa Di quadrato
66 5-14 momento di dipolo p pe coulomb al metro C·m
elettrico
67 5-1 corrente elettrica I ampere A
68 5-15 densità di corrente J S ampere al metro A/m2
(elettrica) quadro
69 5-16 densità lineare di cor- A α quoziente fra la ampere al metro A/m
rente elettrica corrente e l’am-
piezza dello strato
conduttore super-
ficiale
70 5-17 intensità del campo H ampere al metro A/m oersted Oe 1)
magnetico
71 5-18.1 differenza di potenzia- U, Um U l’ISO non usa U ampere A
le magnetico si sconsiglia l’uso
di questi simboli
72 5-18.2 forza magnetomotrice F, Fm F ampere A amperspira
F = ∫ Hs ds abbr. At
gilbert Gb 2)
l’ISO non usa F si
sconsiglia l’uso di
questi simboli
1) L’oersted è l’unità elettromagnetica CGS.
2) Il gilbert è l’unità elettromagnetica CGS.

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Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

72a 5-18.3 flusso concatenato di Θ ampere A


corrente Θ = ∫ JA dA
A

quando Q è com-
posto da N cor-
renti uguali I,
Q = NI
si sconsiglia l’uso
dei termini “am-
perspira” e “nu-
mero di amperspi-
re” per questa
grandezza
73 5-19 densità di flusso ma- B tesla T gauss Gs 1)
gnetico, induzione
magnetica
74 5-20 flusso magnetico Φ weber Wb maxwell Mx 2)

75 5-21 potenziale vettore ma- A weber al metro Wb/m


gnetico
76 5-22.1 induttanza propria L henry H
77 5-22.2 induttanza mutua M, Lmn henry H
78 5-23.1 coefficiente di accop- k κ per esempio uno 1
piamento – 1
(di due circuiti) (
k = Lnm Ln Lm ) 2

79 5-23.2 coefficiente di disper- σ σ = 1 – k2 uno 1


sione
80 5-24.1 permeabilità, permea- µ per µ0 vedi Tab. 2 henry al metro H/m
bilità assoluta l’ISO non usa “per-
meabilità assoluta”
81 5-25 permeabilità relativa µr uno 1
82 5-26 suscettibilità magneti- κ χm uno 1
ca
83 5-27 momento magnetico m il vettore prodotto ampere metro qua- A · m2
(momento dell’area di m e B è uguale drato
magnetica) al momento tor-
cente T; l’ISO usa
“momento elettro-
magnetico”
84 5-28 magnetizzazione Hi, M Hi = (B/µ0) – H ampere al metro A/m
85 5-29 densità intrinseca Bi, J Bi = B – µ 0 H tesla T
del flusso magneti- l’ISO non usa
co, polarizzazione “densità intrinse-
magnetica ca del flusso ma-
gnetico”
1) l gauss è l’unità elettromagnetica CGS.
2) Il maxwell è l’unità elettromagnetica CGS.

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Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

86 5-29 momento di dipolo j j = µ0m newton metro qua- N·m2/A


magnetico drato all’ampere
weber metro Wb·m
87 5-33 resistenza R vedi numero 93 ohm Ω
5-44.1
88 5-36 resistività ρ ohm metro Ω·m
89 5-34 conduttanza G siemens S mho mho
90 5-37 conduttività γ, σ γ = 1/ρ siemens al metro S/m
91 5-38 riluttanza R, Rm R l’ISO non usa “R” henry a meno 1 H–1 1)
si sconsiglia l’uso
di questo simbolo
92 5-39 permanenza Λ P Λ = 1/Rm henry H
93 5-44.1 impedenza Z è sottinteso che il ohm Ω
5-44.2 termine “impeden-
za” è usato in ge-
nerale per indica-
re una grandezza
complessa
Z = R + jX
94 5-44.4 reattanza X ohm Ω
95 5-46 fattore di qualità Q 1
fattore Q
96 5-48 angolo di perdita δ radiante rad
97 5-45.1 ammettenza Y Y = 1/Z siemens S
5-45.2
98 5-45.4 suscettanza B siemens S
2)
99 5-49 potenza attiva P watt W
100 5-50.1 potenza apparente S PS S=U·l voltampere V·A
2 2 2
101 5-50.2 potenza reattiva Q PQ Q =S –P voltampere V·A var var 3)
101a 5-51 fattore di potenza λ λ = P/S uno 1
nel caso speciale
di tensioni e cor-
renti sinusoidali,
λ = cos φ
1) L’ISO usa “reciproco …” anziché “… a meno 1”. Vedi Note ai numeri 26 e 27.
2) Il “watt” è un nome speciale per il “voltampere”; esso deve essere utilizzato solo congiuntamente alla potenza attiva.
3) Il nome speciale “var” e il simbolo “var” è adottato dalla IEC per l’unità, derivata dal SI, della potenza reattiva.

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Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

101b 5-47 fattore di dissipazione d 1


2 2
d=P S –P
nel caso speciale
di tensioni e cor-
renti sinusoidali,
d = tan δ
101c 5-52 energia attiva W WP joule J wattora W·h
(=W·s)
101d — energia apparente WS voltamperesecondo V·A·s voltampe- V·A·h
reora
101e — energia reattiva WQ joule V·A·s varsecon- var · s
voltamperesecondo do var · h
varora
102 5-31 vettore di Poynting S watt al metro qua- W/m2
drato
103 5-43 differenza di fase ϕ ϑ l’ISO non usa “ϑ” radiante rad
104 5-40.1 numero di spire in un N uno 1
avvolgimento
104a — rapporto tra i numeri n q questo può essere uno 1
di spire usato per il rap-
porto di un trasfor-
matore ideale: se
due avvolgimenti
identificati da a e b
hanno un numero
di spire
Na e Nb, allora
nab = Na/Nb.
Per un trasforma-
tore di potenza,
n ≥ 1 per conven-
zione
104b — rapporto di trasforma- K uno 1
zione di un trasforma-
tore di misura
104c — rapporto di trasforma- K KU KU = Up/Us uno 1
zione di un trasforma- in condizioni spe-
tore di tensione cifiche
104d — rapporto di trasforma- K Kl Kl = Ip/Is uno 1
zione di un trasforma- in condizioni spe-
tore di corrente cifiche
105 5-40.2 numero di fasi m uno 1
106 — numero di coppie di p p viene talvolta uno 1
poli usato per indicare
il numero dei po-
li. In caso di ambi-
guità si deve speci-
ficare il significato
Luce e radiazioni elettromagnetiche collegate
107 6-7 energia radiante Q, W Qe, U joule J
108 6-10 flusso radiante, poten- Φ, P Φe watt W
za radiante
109 6-13 intensità radiante I Ie watt allo steradiante W/sr

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Grandezze Unità
Altre unità o
Unita SI
designazioni

Norma ISO 31
Numero nella

Simbolo di
principale
Numero

riserva
Simbolo

Osservazioni
Nome della grandezza Osservazioni

Simbolo

Simbolo
Nome Nome

110 6-14 radianza L Le watt allo steradiante W


metro quadro 2
sr ⋅ m

111 6-15 emettenza energetica M Me watt al metro qua- W/m2


drato
112 6-16 irraggiamento E Ee watt al metro qua- W/m2
drato
113 6-29 intensità luminosa I Iv candela cd
114 6-30 flusso luminoso Φ Φv lumen lm
115 6-31 quantità di luce Q Qv lumen secondo lm · s
116 6-32 luminanza L Lv candela al metro cd/m2
quadro
117 6-33 emettenza luminosa M Mv lumen al metro qua- lm/m2
drato
118 6-34 illuminamento E Ev lux lx
119 — estensione geometrica G metro quadrato ste- m2sr
radiante
120 — sensibilità di contrasto Sc uno 1
121 — indice di resa del co- R uno 1
lore
122 — purezza P uno 1
123 6-41 densità ottica D uno 1
124 — coefficiente di irradia- q, qe, qv steradiante a meno 1 sr–1
zione,
coefficiente di lumi-
nanza
125 — coordinate del dia- u′, v′ uno 1
gramma di scala di
cromaticità unifor-
me CIE 1976
126 — sensibilità s l’unità varia
127 — fattore di utilizzazione u uno 1
128 — indice del locale, indi- K uno 1
ce di installazione
129 — coefficiente di mutuo g gm metro quadrato m2
scambio
130 — coefficiente di auto- gs metro quadrato m2
scambio
131 — durata della luce sola- S secondo s minuto min
re ora h
giorno d
anno a
1) I numeri da 119 a 131 sono stati normalizzati dalla IEC con la collaborazione della Commissione Internazionale Illuminotecnica (CIE).
2) La Norma ISO 31-6 riporta altri simboli normalizzati delle grandezze e delle loro unità nel campo della luce e delle relative radiazioni elet-
tromagnetiche.

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Tab. 2 Simboli delle costanti

Numero Nome della costante Simbolo Valore Osservazioni


201 velocità di propagazio- c0 (299 792 458) × 108 m/s, esattamente 1)
ne delle onde elettro- 1
magnetiche nel vuoto ε0µ0 =
2
c0
l’ISO usa anche il
simbolo c

202 accelerazione normale gn 9,806 65 m/s2, esattamente 2)


in caduta libera

203 carica elettrica (ele- e (1,602 177 33 ± 0,000 000 49) 3)


mentare)

204 costante di Planck h (6,626 075 5 ± 0,000 004 0) × 10–34 J · s 3)

( )
h –34
h= = 1,054 572 66 ± 0,000 000 63 × 10 J⋅s

205 costante di Boltzmann k (1,380 658 ± 0,000 012) × 10–23 J/K 3)

206 costante elettrica, co- ε0 4) 8,854 187 817 × 10–12 F/m 3)


stante dielettrica del 1
vuoto ε0µ0 =
2
c0

207 costante magnetica, µ0 5) 4π × 10–7 H/m = 1,256 370 614 × 10–6 H/m
permeabilità del vuoto 1
ε0µ0 =
2
c0

208 costante di Avogadro NA (6,022 136 7 ± 0,000 003 6) × 1023 mol–1 3)

209 costante di Faraday F (9,648 530 9 ± 0,000 002 9) × 104 C/mol F = eNA

210 massa a riposo me (9,109 389 7 ± 0,000 005 4) × 10–31 kg 3)


dell’elettrone

211 magnetone di Bohr µB (9,274 015 4 ± 0,000 003 1) × 10–24 J/T 3)

1) Conferenza Generale dei Pesi e Misure, 1983.


2) BIPM: Le Système international d’Unités, sesta edizione (1991).
3) Cohen, E. R. e Taylor, Codata Bulletin, nº 63, Tab. 7, novembre 1986, Pergamon Press.
4) Se si desidera fare una distinzione tra queste grandezze, come nella Pubblicazione IEC 206, si utilizzi Γe per la costante
elettrica.
5) Se si desidera fare una distinzione tra queste grandezze, come nella Pubblicazione IEC 206, si utilizzi Γm per la costante
magnetica.

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Tab. 3 Elenco alfabetico dei simboli delle grandezze e delle costanti citati nelle Tab. 1 e 2

Simbolo Numero nelle Tab. 1 (grandezze) Simbolo Numero nelle Tab. 1 (grandezze)
e 2 (costanti) e 2 (costanti)
a 16, 27 n 19-104a
A 10-40-69-75 N 104
NA 208
b 4-28
B 73-83-84-85-98 p 29-32-39-66-106
B1 85 pe 66
P 35-43-65-92-99-100-101-108
c 15-25-51 Ps 100
c0 23-201-206-107 Pq 101
C 50-61
q 104a
d 6-8-101b Q 47-52-95-100-101-107-115
D 60-64-65 Qe 107
Di 65 Qv 115

e 203 r 7
E 41-55-58-64-65-112-118 R 87-91-93
Ee 112 Rm 91-92
Ei 64 R 91
Ev 118
s 9-20-72
f 18-21 S 11-68-101-102
F 34-72
Fm 72 t 12-16-46
F 72 T 23-24-38-45-83-86
F 209

g 17-20 u 15
gn 202 U 41-57-71-107
G 35-89 Um 71
U 71
h 5-204
h 204 v 11-15-16
H 70-84-85-86 V 11-56-57
Hi 84
Hs 72 w 15-42
W 35-40-41-107
I 33-67-109-113
Ie 109 X 93-94
Iv 113
Y 97
j 86
J 33-68-85 Z 93-97

k 49-78-79-205 α 1-14-27-29-48-69
K 104
β 1-28-29-48
l 3
L 76-110-116 γ 1-29-36-48-90
Le 110
Lmn 77 δ 6-26-96
Lv 116
ε 62
m 30-83-105
me 210 ε0 62-64-65-201-206-207
M 37-77-84-111-117
Me 111 εr 63
Mv 117

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Simbolo Numero nelle Tab. 1 (grandezze) Simbolo Numero nelle Tab. 1 (grandezze)
e 2 (costanti) e 2 (costanti)
η 44-54 τ 24

ϑ 46-103 φ 56-103

Θ 45-72a Φ 74-108-114

x 78-82 Φe 108

λ 22-49 Φv 114

Λ 92 χ 63a

µ 80 χe 63a

µ0 80-84-85-201-206-207 χm 82

µr 81 Ψ 59

ν 18 ω 2-13-21

ρ 31-54-88-90 Ω 2-13

σ 53-79-90

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Tab. 4 Elenco alfabetico dei simboli per le unità citate in Tab. 1

Simbolo Numero nelle Tab 1 Simbolo Numero nelle Tab 1


A 67-71-72a m/s 15-25
Ah 52 m/s2 16-17
A ⋅ m2 83 min 12
A/m 69-70-84 Mx 74
A/m2 68
At 72 N 34-35
N⋅m 37-38
bar 39 N/m2 39
N/m3 36
c/s 18 N ⋅ m2/A 86
cd 113 Np/m 27
cd/m2 116 Np/sec 26
C 52-59
C⋅m 66 Oe 70
C/m2 53-60-65
C/m3 54 rad 1-96
rad/s 13-21
dyn 34-35 rad/s2 14
r/min 19
erg 41 r/s 19
eV 41
s 12-23-24
F 61 s–1 18-19-21
F/m 62 sr 2
S 89-97-98
Gb 72 S/m 90
Gs 73
T 73-85
h 12
H 76-77-92 var 100
H–1 91 V 56-57-58
H/m 80 V/m 55-64
Hz 18-19 VA 101

J 40-41-47-107 W 43-99-108
J/(kg ⋅ K) 51 W/m2 102-111-112
J/K 50 W/(m ⋅ K) 49
J/m3 42 W/sr 109
W/(sr ⋅ m2) 110
kg 30 Wb 74
kg ⋅ m2 33 Wb ⋅ m 86
kg/m3 31 Wb/m 75
kg ⋅ m/s 32
kgf 34-35 Ω 87-93-94
kp 34-35 Ω⋅m 88
kWh 41
K 45 ...° 1
K–1 48
...’ 1
lm 114
lm ⋅ s 115 ...” 1
lm/m2 117
lx 118 °C 46

m 3-4-5-6-7-8-9-22 % 20-44
m–1 27-28-29
m2 10 1 20
m3 11
mho 89

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Tab. 5 Elenco alfabetico delle grandezze e delle costanti citati nelle Tab. 1 e 2

Nome Numero nelle Nome Numero nelle


Tab 1 (grandezze) Tab 1 (grandezze)
e e
2 (costanti) 2 (costanti)
accelerazione 16 densità di corrente (elettrica) 68
accelerazione angolare 14 densità di flusso magnetico 73
accelerazione in caduta libera 17/35 densità di massa 31
accelerazione lineare 16 densità elettrica di flusso 60
accelerazione normale in caduta libera 202 densità intrinseca del flusso magnetico 85
accoppiamento 78 densità lineare di corrente elettrica 69
altezza 5 densità ottica 123
ammettenza 97 densità superficiale di carica 53
ampiezza 69 densità volumica di carica 54
angolo 1 diametro 8
angolo di perdita 96 differenza di fase 103
angolo piano 1 differenza di potenziale magnetico 71
angolo solido 2 differenza di potenziale, 57
area 10 distanza radiale 7
area di una superficie 10 durata della luce solare 131

calore 47 efficienza 44
calore specifico 51 elettrizzazione 64
capacità 61 emettenza energetica 111
capacità termica 50/51 emettenza luminosa 117
capacità termica specifica 51 energia 41
carica elettrica 52 energia apparente 101d
carica elettrica elementare 203 energia attiva 101c
coefficiente di accoppiamento 78 energia interna 41
coefficiente di attenuazione 27 energia radiante 107
coefficiente di autoscambio 130 energia reattiva 101e
coefficiente di dispersione 79 energia volumica 42
coefficiente di espansione cubica (tempe- estensione geometrica 119
ratura) 48
coefficiente di fase 28 fattore di dissipazione 101b
coefficiente di irradiazione 124 fattore di potenza 101a
coefficiente di luminanza 124 fattore di qualità 95
coefficiente di mutuo scambio 129 fattore di utilizzazione 127
coefficiente di pressione (temperatura) 48 fattore Q 95
coefficiente di propagazione 29 flusso concatenato di corrente 72a
coefficiente di smorzamento 26 flusso elettrico 59
conduttanza 89 flusso luminoso 114
conduttività 90 flusso magnetico 74
conduttività termica 49 flusso radiante 108
coordinate del diagramma di scala di cro- forza 34
maticità uniforme 125 forza elettromotrice 58
corrente elettrica 67/69 forza magnetomotrice 72
costante di Avogadro 208 frequenza 18
costante di Boltzmann 205 frequenza di rotazione 19
costante di Faraday 209
costante di Planck 204 illuminamento 118
costante di tempo 24 impedenza 93
costante elettrica 206 indice del locale 128
costante magnetica 207 indice di installazione 128
indice di resa del colore 121
densità 31 induttanza mutua 77
densità di carica 54 induttanza propria 76

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Nome Numero nelle Nome Numero nelle
Tab 1 (grandezze) Tab 1 (grandezze)
e e
2 (costanti) 2 (costanti)
induzione magnetica 73 potenza reattiva 101
intensità del campo magnetico 70 potenziale elettrico 56
intensità di campo elettrico 55 potenziale vettore magnetico 75
intensità luminosa 113 pressione 39
intensità radiante 109 profondità 5
irradiazione di un radiatore integrale 41 pulsazione 21
irraggiamento 112 purezza 122

larghezza 4 quantità di calore 47


lavoro 40 quantità di luce 115
luminanza 116 quantità di moto 32
lunghezza 3
lunghezza d’onda 22 radianza 110
lunghezza del percorso 9 raggio 7
rapporto di trasformazione di un trasforma-
magnetizzazione 84 tore di misura 104b
magnetone di Bohr 211 rapporto di trasformazione di un trasforma-
massa 30 tore di tensione 104c
massa a riposo dell’elettrone 210 rapporto tra i numeri di spire 104a
massa volumica 31 reattanza 94
momento dell’area magnetica 83 resistenza 87
momento di dipolo elettrico 66 resistività 88
momento di dipolo magnetico 86 riluttanza 91
momento di inerzia 33
momento di una coppia 38 scorrimento 20
momento di una forza 37 segmento di linea 9
momento elettromagnetico 83 sensibilità 126
momento torcente 38 sensibilità di contrasto 120
spessore 6
numero di coppie di poli 106 spostamento 60
numero di fasi 105 suscettanza 98
numero di giri al minuto 19 suscettibilità elettrica 63a
numero di spire in un avvolgimento 104 suscettibilità magnetica 82

periodo 23 temperatura 46
permanenza 92 temperatura Celsius 46
permeabilità 80 temperatura termodinamica 45
permeabilità assoluta 80 tempo 12
permeabilità del vuoto 207 tensione 57
permeabilità relativa 81
permettività 62
permettività assoluta 62 velocità 15
permettività del vuoto 206 velocità angolare 13
permettività relativa 63 velocità di propagazione delle onde elettro-
peso 35 magnetiche 25
peso volumico 36 velocità di propagazione delle onde elettro-
polarizzazione elettrica 65 magnetiche nel vuoto 201
polarizzazione magnetica 85 velocità di rotazione 19
potenza 43 velocità lineare 15
potenza apparente 100 vettore di Poynting 102
potenza attiva 99 volume 11
potenza radiante 108

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3.2 Introduzione alle tabelle dei pedici
In 1.1.2 sono riportate le regole per la scelta dei pedici. I pedici devono essere con-
formi a tali regole, ma anche in questo caso non si esclude una scelta tra differenti
pedici. Per permettere la normalizzazione della scelta, la tabella riporta una lista dei
pedici raccomandati per vari scopi. Questi pedici sono raccomandati indipendente-
mente dalla lingua del testo in cui appaiono i simboli. Se possibile, si raccomanda
l’uso dei simboli letterali delle grandezze o delle unità come pedici; poiché tali sim-
boli sono internazionalmente noti, essi non sono stati elencati nel presente testo. I
pedici raccomandati nel presente elenco sono divisi in gruppi con relazioni più o
meno definite all’interno di ciascun gruppo. L’ordine tra i gruppi e all’interno di essi
non è significativo. In generale, per ciascun numero è riportata una forma estesa e
una forma abbreviata. La forma estesa ha lo scopo di essere meno ambigua di quella
abbreviata. I numeri dei pedici riportati nelle Tab. 6, 6a e 7 sono stati modificati ag-
giungendo i caratteri “s.” all’inizio di ciascun numero a quattro cifre (per es. s.0101);
altrimenti, i numeri della presente edizione della presente Norma sono gli stessi di
quelli dell’edizione precedente. Questa variazione è stata introdotta per evitare che
un numero a quattro cifre, iniziante con “0”, potesse essere confuso con un numero
a tre cifre, le quali cifre fossero uguali alle ultime tre di un numero a quattro cifre (per
es. il numero 0101 potrebbe essere confuso con il numero 101, pur non essendo mi-
nimamente correlato con esso). Nell’ultima colonna viene indicata la lingua d’origine:
“L” per il latino, “G” per il greco, “E” per l’inglese e “F” per il francese. Se vi sono più
lingue d’origine per lo stesso pedice, in genere se ne indica solo una.

Tab. 6 Pedici raccomandati

Pedice
Forma abbreviata Forma estesa Lingua d’origine
A. Ambito scientifico-tecnologico
s.0101 chimico ch chem G
s.0102 * elettrico e el G
s.0103 * energetico e en G
s.0104 * magnetico m mag G
s.0105 * magnetizzante m mag G
s.0106 * meccanico m mec G
s.0107 termico th therm G
s.0108 * luminoso, visivo v vis L
s.0109 ottico opt G
s. 0110 * acustico a ac G
s.0111 radiazione r rd L
* Vedi Tab. 6a per gli esempi di applicazione.

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Pedice
Forma abbreviata Forma estesa Lingua d’origine
B. Natura del valore di una grandezza
s.0201 1) valore quadratico me- eff L
dio (di una grandezza rms
periodica)
1)
s.0202 valore di picco m L
s.0203 * massimo (non nel sen- m max L
so del valore di picco)
s.0204 * 1) media (valore medio ar, av, moy L (ar), L, E (av),
aritmetico) F (moy)
s.0205 medio med L
1)
s.0206 minimo min L
s.0207 1) istantaneo i inst L
s.0208 locale l loc L
s.0209 assoluto a abs L
2)
s.0210 relativo *, r rel L
s.0211 di riferimento ref L
s.0212 errore e er L
s.0213 * deviazione d dev L
s.0214 correzione c cor L
* Vedi Tab. 6a per gli esempi di applicazione.
1) Per altre possibilità, vedi Sezione 2.
2) Un numero puro definito come rapporto di due grandezze della stessa natura può essere rappresentato o me-
diante un simbolo speciale o mediante il simbolo delle grandezze da cui si prende il rapporto, con un asterisco
o con “r” o con “rel” al pedice.
Esempio: a/a0 = a* = arel.

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Pedice
Forma abbreviata Forma estesa Lingua d’origine
C. Forma d’onda, componenti e segnali
s.0301 variabile v var L
s.0302 a impulsi p pul L
s.0303 sinusoidale sin L
s.0304 a riposo q qu L
s.0305 transitorio t trt L
s.0306 * alternativo ~, a alt L
1)
s.0307 * continuo –, 0 (0)
s.0308 fondamentale, compo- 1 (19)
nente fondamentale
s.0309 armonica di ordine 2 2 (2)
s.0310 armonica di ordine n n (n)
s.0311 componente a se- 0, h G
quenza zero
s.0312 componente a se- 1, p L
quenza positiva
s.0313 componente a se- 2, n L
quenza negativa
s.0314 risonanza r rsn L
s.0315 segnale s sig L
s.0316 distorsione d dist L
s.0317 modulazione mod L
s.0318 demodulazione dem L
* Vedi Tab. 6a per gli esempi di applicazione.
1) Si tratta del numero zero, non della lettera “o”.

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Pedice
Forma abbreviata Forma estesa Lingua d’origine
D. Rapporto tra grandezze
s.0401 * aggiuntivo a ad L
s.0402 residuo r rsd L
s.0403 * risultante r rsl L
s.0404 totale t tot L
s.0405 somma Σ sum L
s.0406 1) differenza ∆, d dif L
s.0407 1) differenziale d L
s.0408 equivalente e eq L
s.0409 sincrono, sincroniz- s syn G
zante
s.0410 asincrono as asyn G
s.0411 tempo t L
s.0412 simultaneo sim L
s.0413 successivo suc L
s.0414 inferiore, basso b, i inf G (b), L (i)
s.0415 superiore, alto h, s sup E, F (h), L (s)
s.0416 proprio p prop L
s.0417 mutuo m mut L
s.0418 indotto i ind, indu L
s.0419 * diretto d dir L
s.0420 * indiretto ind indir L
* Vedi Tab. 6a per gli esempi di applicazione.
1) Quando si utilizzano “differenza” e “differenziale” nello stesso contesto, si evita ogni ambiguità utilizzando “∆”
per differenza e “d” per differenziale.

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Pedice
Forma abbreviata Forma estesa Lingua d’origine
E. Condizione geometrica
s.0501 assiale a ax L
s.0502 radiale r rad L
s.0503 * tangenziale t tan L
s.0504 longitudinale l long L
s.0505 * longitudinale (per es. d L
nella teoria delle mac-
chine elettriche)
s.0506 * trasversale t trv L
s.0507 quadratura (fase) q qua L
s.0508 quadratura (asse) q qua L
s.0509 parallelo / /, p par G
s.0510 * perpendicolare, nor- ⊥, n perp L
male
s.0511 sferico ,s sph G
s.0512 emisferico , ,h hsph G
s.0513 * ambiente a amb L
s.0514 esterno e ext L
s.0515 locale l loc L
s.0516 interno i int L
s.0517 * statore s str L
s.0518 rotore r rot L
s.0519 * traferro δ
* Vedi Tab. 6a per gli esempi di applicazione

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Pedice
Forma abbreviata Forma estesa Lingua d’origine
F. Situazione cui fa riferimento il valore
s.0601 ideale i id L
s.0602a nominale n nom L
s.0602b assegnato r, N rat L
s.0602c limite l lim L
s.0603a usuale u us L
s.0603b normalizzato s std
s.0604 teorico th theor G
2)
s.0605 reale (vero) r re L
s.0606 * misurato m mes L
s.0607 * sperimentale exp L
s.0608 * calcolato c calc L
1),
s.0609 caratteristico 0 c ch, char G
s.0610 iniziale 0 1), i ini L
s.0611 finale f fin L
s.0612 tempo t L
s.0613 all’infinito ∞
s.0614 * condizione stazionaria, s, st stat L
regime permanente
s.0615 originale or L
s.0616 * critico c, cr crit G
s.0617 intrinseco i intr L
s.0618 vuoto 0 1), v vac L
s.0619 (eliminato)
s.0620 diffuso d dfu L
s.0621 utile u ut L
s.0622 perdita, dissipazione d diss L
3)
s.0623 effettivo e ef L
(non nel senso di valore
quadratico medio)
s.0624 statico s, st stat L
s.0625 dinamico d dyn G
* Vedi Tab. 6a per gli esempi di applicazione.
1) Si tratta del numero zero, non della lettera “o”.
2) Per “parte reale”, vedi 1.6 della Sezione 1.
3) Cfr. s.0201.

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Pedice
Forma abbreviata Forma estesa Lingua d’origine
G. Circuiti
s.0701 in, ingresso l, in, i L
s.0702 fuori, uscita 2, ex, o 1) L (ex), E (o)
s.0703 primario l, p prim L
s.0704 secondario 2, s sec L
s.0705 terziario 3 ter L
s.0706 2) cortocircuito k cc, sc G (k), L, F (cc),
E (sc)
s.0707 circuito aperto o 1) oc E, F
s.0708 serie s ser L
s.0709 shunt, parallelo p par G
s.0710 carico L L, E
s.0711 sorgente s L
H. Semiconduttori e tubi elettronici
s.0801 anodo a G
s.0802 base b LG
s.0803 collettore c L
s.0804 emettitore e L
s.0805 riscaldatore, filamento f L
s.0806 griglia g gr E, F
s.0807 porta g ga E, F
s.0808 catodo k G
I. Illuminazione
s.0901 colore, colorimetrico c col L
s.0902 contrasto c ctr L
s.0903 eccitazione c exc L
s.0904 globale g gl L
s.0905 correlato cp pr L
1) Si tratta della lettera “o” non del numero zero.
2) Il pedice singolo “s” é usato nei semicondutori, dove “c” rappresenta “collettori”.
Nota Gli schemi che seguono riportano esempi dell’uso di tale pedice quando si elabora un circuito semplice, utiliz-
zando le convenzioni stabilite dalla Pubblicazione IEC 375. Tali schemi non fanno parte della normalizzazione
dei pedici e sono riportati solo per chiarirne l’uso nei circuiti equivalenti nella teoria dei circuiti.

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Tab. 6a Esempi di applicazione

Numero Nome della grandezza Simbolo Osservazioni


s.0102 energia elettrica We, We

s.0104 energia magnetica Wmag

s.0106 energia meccanica Wmec

s.0103 radianza Le 1) (Tab. 1, n. 110)


s.0108 luminanza Lv 1) (Tab. 1, n. 116)
s.0110 resistenza acustica Ra 1) (Norma ISO 31-7, n. 18 e Intro-
duzione)
s.0401 resistenza aggiuntiva Ra, Rad

s.0616 velocità critica vc, vcr, vcrit

s.0608 velocità calcolata vc, vcalc

s.0606 velocità misurata vm, vmes

s.0203 velocità massima vm, vmax

s.0204 velocità media v, vav

s.0614 temperatura a regime ts, tst, tstat

s.0513 temperatura ambiente tamb

s.0517 temperatura dello statore ts, tst, tstr

s.0213 angolo di deviazione αd, αdev

s.0519 riluttanza di traferro Rmδ


1) Non ci sono pedici alternativi, in quanto è stato normalizzato il simbolo nella sua interezza.
Esempi di applicazione, vedi spazio sottostante.

s.0413, s.0419, s.0420 Ersl = Edir + Eind


Il campo elettrico risultante e la somma vettoriale dei campi dell’onda diretta e dell’onda in-
diretta (riflessa, diffusa ecc.)

s.0307 corrente continua I _ , I0 , I( 0 )

s.0306 corrente alternata I ~, Ia , Ialt

s.0505 I = Id + Iq
dove:
I è la corrente (complessa) in una fase degli avvolgimenti dello statore di una mac-
china sincrona;
Id e Iq sono rispettivamente le due componenti di I, correnti magnetizzanti lungo i poli
del rotore (asse longitudinale) e nel mezzo tra due poli adiacenti (asse trasversale)

s.0509, s.0510 H = H⊥ + H/ / = Hn + Hp

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Tab. 7 Elenco alfabetico dei pedici di Tab. 6

a s.0110 - s.0209 - s.0306 - s.0401 - s.0501 - s.0513 - inst s.0207


s.0801 int s.0516
abs s.0209 intr s.0617
ac s.0110
ad s.0401 k s.0706 - s.0808
alt s.0306
amb s.0513 l s.0208 - s.0504 - s.0515
ar s.0204 loc s.0208 - s.0515
as s.0410 long s.0504
asyn s.0410
av s.0204 m s.0104 - s.0105 - s.0106 - s.0202 - s.0203 -
ax s.0501 s.0417 - s.0606
mag s.0104 - s.0105
b s.0414 - s.0802 max s.0203
mec s.0106
c s.0214 - s.0608 - s.0609 - s.0616 - s.0803 med s.0205
calc s.0608 mes s.0606
cc s.0706 min s.0206
ch s.0101 - s.0609 mod s.0317
char s.0609 moy s.0204
chem s.0101 mut s.0417
cor s.0214
cr s.0616 n s.0310 - s.0510 - s.0603
crit s.0616 (n) s.0310
nom s.0602
d s.0213 - s.0316 - s.0406 - s.0407 - s.0419 - norm s.0603
s.0505 - s.0620 - s.0622 - s.0625 N s.0302
dem s.0318
dev s.0213 o s.0702 - s.0707
dfu s.0620 oc s.0707
dif s.0406 opt s.0109
dir s.0419 or s.0615
diss s.0622
dist s.0316 p s.0302 - s.0416 - s.0509 - s.0703 - s.0709
dyn s.0625 par s.0509 - s.0709
perp s.0510
e s.0102 - s.0103 - s.0212 - s.0408 - s.0514 - prim s.0703
s.0623 - s.0804 prop s.0416
ef s.0623 pul s.0302
eff s.0201
el s.0102 q s.0304 - s.0507 - s.0508
en s.0103 qu s.0304
eq s.0408 qua s.0507 - s.0508
er s.0212
ex s.0702 r s.0111 - s.0210 - s.0314 - s.0402 - s.0403 -
exp s.0607 s.0502 - s.0518 - s.0605 - s.0619
ext s.0514 rad s.0502
rd s.0111
f s.0611 - s.0805 re s.0605
fin s.0611 ref s.0211
reg s.0619
g s.0806 - s.0807 rel s.0210
ga s.0807 rms s.0201
gr s.0806 rot s.0518
rsd s.0402
h s.0415 - s.512 rsl s.0403
hsph s.0512 rsn s.0314

i s.0207 - s.0414 - s.0418 - s.0516 - s.0601 - s s.0315 - s.0409 - s.0415 - s.0511 - s.0517 -
s.0610 - s.0617 - s.0701 s.0614 - s.0624 - s.0704 - s.0708
id s.0601 sc s.0706
in s.0701 sec s.0704
ind s.0418 - s.0420 ser s.0708
indir s.0420 seg s.0315
indu s.0418 sim s.0412
inf s.0414 sin s.0303
ini s.0610 sph s.0511

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st s.0614 - s.0624 δ s.0519
stat s.0614 - s.0624 ∆ s.0406
str s.0517 θ s.0107
suc s.0413 Σ s.0405
sum s.0405
sup s.0415 0 s.0307 - s.0311 - s.0609 - s.0610 - s.0618
syn s.0409 (0) s.0307

t s.0305 - s.0404 - s.0411 - s.0503 - s.0506 - 1 s.0308 - s.0312 - s.0701 - s.0703


s.0612 (1) s.0308
tan s.0503
ter s.0705 2 s.0309 - s.0313 - s.0702 - s.0704
th s.0107 - s.0604 (2) s.0309
theor s.0604
therm s.0107 3 s.0705
tot s.0404
trt s.0305 * s.0210
trv s.0506 ~ s.0306
_ s.0307
u s.0621
ut s.0621 / /, p s.0509

v s.0108 - s.0301 - s.0618 ⊥, n s.0510


vac s.0618 ,s s.0511
var s.0301 ,h s.0512
vis s.0108 ,h s.0512
∞ s.0613

3.3 Introduzione alla tabella dei segni e dei simboli matematici


La Tab. 8 riporta alcuni dei segni e dei simboli matematici che sono utilizzati più
di frequente in elettrotecnica. Ulteriori segni e simboli vengono riportati dalla
Norma ISO 31-11.
Quando esistono due tipi di lettere (come per j, F e J, Q), se ne riporta solo uno.
Ciò non significa che l’altro non sia ugualmente accettabile.

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Tab. 8 Alcuni segni e simboli matematici

Norma ISO 31
Numero della Segno o
Numero

Simbolo
Nome simbolo Osservazioni
di riserva
principale

301 11-6.15 segno ordinario differenziale d


302 11-6.14 segno parziale differenziale ∂
303 11-6.16 segno di variazione δ
304 11-6.10 segno di incremento ∆
305 11-5.7 segno di somma Σ
306 11-5.8 segno di prodotto π
307 11-7.2 base dei logaritmi naturali e e si utilizza anche e; l’ISO non usa ε
308 11-7.3 e elevato alla potenza x, esponente di x ex, exp x

309 11-8.1 rapporto tra la circonferenza e il diame- π π = 3,141 592 65 …


tro di un cerchio
310 11-9.1 unità immaginaria j j2 = –1

311 2π a 2π
operatore rotazione rad j
3
3 a=e

312 11-11.1 coordinate cartesiane x, y, z ξ, η, ζ


313 11-11.2 coordinate cilindriche ρ, ϕ, z (ds)2 = (dρ)2 + (ρdϕ)2 (dz)2

314 11-11.3 coordinate sferiche ρ, ϑ, ϕ (ds)2 = (dr)2 + (rdϑ)2 (r sin ϑdϕ)2


Nota Ulteriori segni e simboli vengono riportati dalla Parte XI della Norma ISO 31.

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3.4 Introduzione alle tabelle delle grandezze in funzione del tempo
La Tab. 9 riporta i simboli delle grandezze in funzione del tempo basate sui prin-
cipi descritti nella Sezione 2.

Tab. 9 Simboli delle grandezze in funzione del tempo

Caso 1 Caso 2A Caso 2B


Se le lettere appropriate sono: Maiuscole Solo Solo
e minuscole maiuscole minuscole
Numero

Osservazioni
Simbolo generale di una grandezza in funzione del tempo

901 valore istantaneo x X, X(t) x, x(t)

Simboli di alcuni valori istantanei

902 valori istantanei assoluti x X x

903 valore massimo xm , x̂ Xm , X̂ xm , x̂ 2)

904 valore di picco xmm , x̂ˆ Xm , Xˆˆ xmm , x̂ˆ 2)

( ( ( 3)
905 valore minimo xmin , x Xmin , X xmin , x
(( (( (( 3)
906 valore di valle xv , x Xv , X xv , x
907 valore picco-valle xe , x̂ xe , x̂ 4)
Xe , X̂
1) Vedi 2.2.3.
2) Se x ha solo un valore massimo nell’intervallo di tempo considerato, questo è il valore di picco e può essere indicato con xm
)

o x .
(
3) Se x ha solo un valore minimo nell’intervallo di tempo considerato, questo è il valore di valle e può essere indicato con xmin, x
o xv.
4) e = escursione.

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Caso 1 Caso 2A Caso 2B
Numero Se le lettere appropriate sono: Maiuscole Solo Solo

Osservazioni
e minuscole maiuscole minuscole

X , Xa x , xa 2)
908 media aritmetica, valore medio aritmetico X , Xa

909 valore quadratico medio, valore efficace X, Xq X̃, Xq x̃, xq 2)


3)

910 media geometrica (logaritmica), valore medio geometrico Xg Xg xg 2)

911 media armonica (inversa), valore medio armonico Xh Xh xh 2)

912 valore medio assoluto, valore rettificato , Xr , xr 2)


x , Xr X x

I pedici che seguono possono essere vicini a lettere maiuscole o minuscole: nella seguente parte della presente Norma sono
riportati esempi solo per il Caso 1.
Simboli dei valori delle componenti di una grandezza composta

913 parte costante X0 X_

914 valore massimo xa X~ 4)

915 valore di picco xb x∩ 4)

Se vi sono molte componenti alternative o che variano lentamente, esse possono essere distinte come segue:xa1, xa2 … xb1, xb2 …
1) Quando la lettera minuscola x indica il valore istantaneo, la lettera maiuscola X corrispondente implica un’integrazione, e
quindi una certa media.
2) Per le grandezze periodiche:

T T T  x (t ) 
∫ ∫ ∫
1 1 Xg 1
x (t )dt; Xq = (t )dt; log
2 2
Xa = x = log   dt
T 0 T 0 Xref T 0  xref 
T T

∫ ∫
1 1 1 1
= dt; Xr = x (t ) dt
Xh T 0 x (t ) T 0
3) q = quadrato.
4) a e b sono utilizzati solo come esempio.

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Numero
Simboli di alcuni valori istantanei o medi di una componente

I pedici o i segni che distinguono alcuni valori istantanei o medi di una componente sono posti dopo il pedice che
specifica la componente.
)
916 valore massimo di una componente alternativa xa, m xa
)
917 valore di picco di una componente alternativa xa, mm xa
)
918 valore rettificato di una componente alternativa xa, r xa
Valori della componente di ordine n di una serie di Fourier
) )
919 valore istantaneo xn xa xa
) n n) n n)
920 ampiezza xn, m xn xm , x xm , x
n n
921 valore quadratico medio, valore efficace Xn X Xq
Numero

Simboli di alcuni valori istantanei o medi di una componente

Simboli dei valori delle componenti di una grandezza composta

Per esprimere una media scorrevole, si può aggiungere (t) al simbolo della media.
Esempi: se ∆t è determinato mediante la procedura di media,
per un valore medio aritmetico scorrevole:
1 t
X (t ) =
∆t t – ∆t ∫
x ( u ) du

per un valore quadratico medio scorrevole:


t


1
X (t ) = x ( u ) du
2
∆t t – ∆t

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Tab. 10 Funzioni singolari, distribuzioni
Norma ISO 31
Numero della
Numero

Nome Grafico Simboli

950 — rampa unità 1)

951 — gradino unità (generale) 2) δ(–1) (t)S(–1) (t)

952 11-6.22 gradino unità Heaviside 3) ε (t)

952 11-5.13 segno di funzione, segno 4) sgn t

funzione di Dirac,
953 11-6.21 δ (t), δ(0) (t) S (t), S(0) (t)
impulso unitario

954 — doppietto unitario δ′ (t), δ(1) (t) S ′(t), S(1) (t)

Nota Nella presente tabella, t viene usato unicamente come esempio di una variabile indipendente.
1) La rampa unità identificata dal grafico non è generalmente l’integrale di δ(–1) (t). Essa può essere rappresentata da t ε (t).
2) Un gradino unità (generale) può avere inizio a qualsiasi livello.
3) Gradino unità speciale che ha inizio a livello zero. Possono essere utilizzati anche i simboli del gradino unità generale.
4) Doppio gradino unità speciale che ha inizio a livello meno uno.

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normativo
A
ALLEGATO

ALFABETO GRECO

alfa Α α Α α nu Ν ν Ν ν

beta Β β Β β xi Ξ ξ Ξ ξ

gamma Γ γ Γ γ omicron Ο ο Ο ο

delta ∆ δ ∆ δ pi Π π, ϖ Π π, ϖ

epsilon Ε ε, ∋ Ε ε, ∋ rho Ρ ρ Ρ ρ

zeta Ζ ζ Ζ ζ sigma Σ σ Σ σ

eta Η η Η η tau Τ τ Τ τ

theta Θ ϑ, θ Θ ϑ, θ upsilon Υ υ Υ υ

iota Ι ι Ι ι phi Φ ϕ, ∅ Φ ϕ, ∅

kappa Κ x, κ Κ x, κ chi Χ χ Χ χ

lambda Λ λ Λ λ psi Ψ ψ Ψ ψ

mu Μ µ Μ µ omega Ω ω Ω ω

Nota Il simbolo ϖ (pi dorica) viene talvolta usato per indicare una grandezza diversa dal numero 3,141 59 …
Nella presente Norma, quando esistono due tipi di lettera, come nel caso delle minuscole di epsilon, theta, kappa e phi, ge-
neralmente nelle tabelle se ne riporta solo uno. Ciò non significa che l’altro non sia ugualmente accettabile.

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B normativo GLOSSARIO DEI TERMINI RELATIVI AI SIMBOLI LETTERALI
ALLEGATO

Il presente glossario riporta alcuni concetti relativi alla formazione dei simboli let-
terali.
In B.2.2 sono riportati degli esempi illustrativi.

B.1 Termini relativi alla struttura dei simboli letterali


(1) Simbolo letterale (di una grandezza o di un’unità)
Una o più lettere, stampate(1), in successione e senza spaziatura, con un carattere
specifico e spesso munite di segni complementari (punto 6), che per convenzio-
ne rappresentano una grandezza o un’unità.
Note: 1 “Simbolo letterale” come termine tecnico non ha lo stesso significato di “nome” o di
“abbreviazione”. Un’abbreviazione è una lettera o una combinazione di lettere (tal-
volta con un apostrofo o una virgola), che per convenzione rappresenta una “parola”
o un nome in una particolare lingua, perciò essa può essere diversa nelle diverse lin-
gue. Per esempio, il simbolo della forza magnetomotrice è “F”, mentre l’abbreviazione
è “mmf” in inglese “fmm” in francese, “MMK” in tedesco. La parola “ampere” viene
talvolta abbreviata con “amp” in alcune lingue(2); il simbolo di tale unità è “A”.
2 In pochi casi speciali, i segni non alfanumerici sono rappresentati mediante lettere,
per es. il segno “ °” (grado), utilizzato come simbolo letterale delle unità d’angolo e nel
simbolo letterale °C delle unità di temperatura.
(2) Simbolo letterale completo di una grandezza
Combinazione di un simbolo letterale per una grandezza generica (nucleo) con
segni complementari (quali i pedici) che indica un caso speciale o speciali con-
dizioni.
(3) Simbolo letterale completo di un’unità
Per unità non composte, senza prefisso moltiplicatore: una o più lettere base
(punto 4) stampate in carattere tondo.
Per unità composte: combinazione dei simboli letterali delle unità che formano il
composto, senza appropriate indicazioni di moltiplicazione, divisione ed eleva-
zione a potenza.
Per multipli o sottomultipli decimali di un’unità: combinazione del simbolo lette-
rale di un’unità con il simbolo letterale del prefisso.
(4) Lettera base (di un simbolo)
Lettera di un alfabeto da cui deriva un simbolo letterale mediante stampa di tale
lettera in un carattere specifico. (Il carattere normale del simbolo della pressione
è una “p” corsiva minuscola; quello della potenza è una “P” corsiva maiuscola;
quello dell’unità poise è una “P” maiuscola in tondo; come si vede, per questi tre
esempi viene utilizzata la stessa lettera base.)
(5) Nucleo (di un simbolo letterale di una grandezza)
Quella parte di un simbolo letterale completo che indica la grandezza generica e
a cui sono accostati i segni complementari. Il nucleo è, in genere, una singola let-
tera base stampata in carattere corsivo. (L’eccezione alla regola generale è rap-
presentata dall’uso di nuclei di due lettere per i numeri caratteristici, quali “Re”
per il numero di Reynolds.)

(1) All’interno dell’Allegato, dove necessario, anziché “stampato” leggere “stampato o scritto”.
(2) Nelle Norme francesi non è ammesso l’uso di abbreviazioni dei nomi delle unità.

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(6) Segni complementari
Lettere o segni aggiunti a un nucleo. A seconda della loro posizione rispetto al
nucleo (X), i segni complementari vengono denominati come segue:

1^ *
2X
~ max

n Il numero “1” è un apice sinistro.


n L’accento circonflesso è un segno superiore.
n L’asterisco è un apice destro.
n L’abbreviazione “max” è un pedice destro.
n La tilde è un segno inferiore.
n Il numero “2” è un pedice sinistro.
I segni complementari alfanumerici solitamente vengono stampati in corpo infe-
riore rispetto a quello del nucleo. Alcuni segni non alfanumerici sono elencati in
B.2.1.
Note: 1 I segni che indicano un’operazione matematica non sono segni complementari nel
senso utilizzato nell’art. 2 del presente Allegato.
2 Se vi è un solo pedice, il termine “pedice” viene spesso utilizzato per indicare un “pedi-
ce destro”.
3 Il termine “apice” viene spesso usato per indicare un “apice destro”. Il termine “espo-
nente non deve essere utilizzato per un apice destro che non rappresenta una potenza.
4 I segni inferiori sono spesso utilizzati per indicare al tipografo che tipo di carattere si
desidera; se anche il segno inferiore deve essere stampato, si devono dare opportune
istruzioni al tipografo.
5 Le parentesi tonde, quadre, graffe e angolari sono comprese tra i segni complementari.

B.2 Carattere delle lettere


(7) Carattere maiuscolo
Carattere utilizzato, per esempio, per la lettera iniziale di una frase o di un nome
proprio; il carattere maiuscolo è indipendente dalla dimensione della lettera
stampata.
Esempi:
A, A, A, A.

(8) Carattere minuscolo


Carattere utilizzato all’interno delle parole; il carattere maiuscolo è indipendente
dalla dimensione della lettera stampata.
Esempi:
a, a, a.

(9) Carattere corsivo


Carattere inclinato.
Esempi:
A, a.

(10) Carattere tondo


Carattere diritto.
Esempi:
A, a.

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(11) Carattere grassetto
Carattere costituito da tratti più spessi rispetto a quelli di un carattere normale
(chiaro).
Esempi:
A, a, A.

B.2.1 Nomi dei vari segni aggiunti a un nucleo (X)


Accento circonflesso )
X
Accento circonflesso inverso (
X
Tilde

Primo
X′
Secondo
X ′′
Parentesi tonde (X )
Parentesi quadre [X ]
Parentesi graffe {X }
Parentesi angolari X

Segno superiore
X
Segno inferiore X
Croce latina X†
Asterisco X*
Freccia r
X
Segno più, segno positivo X+
Segno meno, segno negativo X–
Punto

Punto doppio
X˙˙

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B.2.2 Esempi illustrativi
Primo esempio: I´1
I è il nucleo di questo simbolo letterale; esso è il simbolo di una grandezza gene-
rica (in questo caso, corrente elettrica). La cifra 1 e il primo in questo simbolo
sono segni complementari. Essi specificano che il simbolo non rappresenta una
corrente in generale ma, per esempio, la corrente attraverso un elemento di cir-
cuito indicato dalla cifra 1, considerando tale corrente per un caso speciale (per
es. in un momento particolare o in determinate condizioni) indicato dal primo ′.
I′1 è il simbolo letterale completo della grandezza. La lettera base del simbolo è
la lettera “i”; tale lettera è stampata in carattere corsivo per indicare che questo è
il simbolo di una grandezza, e in questo esempio essa appare in maiuscolo per
indicare che la corrente rappresentata non è un valore istantaneo ma un valore
quadratico medio. Un segno complementare nella posizione della cifra 1
nell’esempio è un pedice; invece, nella posizione del segno ′ è un apice. Lettere
e cifre nei segni complementari sono di solito stampate in corpo inferiore rispetto
a quello del nucleo.
Secondo esempio: kW/m2
La lettera base “w”, in maiuscolo e stampata in carattere tondo, “W”, è il simbolo
dell’unità “watt”. La lettera base “m”, in minuscolo e stampata in carattere tondo,
è il simbolo per l’unità “metro”. La combinazione W/m2, utilizzata con la barra
obliqua per indicare la divisione e l’apice destro 2 per indicare l’elevazione alla
potenza 2, è il simbolo dell’unità composta, watt al metro quadrato. Il prefisso
“k” indica il multiplo 103. Il simbolo W/m2 è il simbolo letterale completo della
grandezza.
Terzo esempio: Re3
In questo caso il nucleo del simbolo letterale è Re, che rappresenta il numero di
Reynolds. Tale nucleo è costituito dall’assieme di due lettere, la maiuscola corsiva
“R” e la minuscola corsiva “e”. In aggiunta, l’esempio riporta un pedice destro 3,
che distingue questo simbolo dagli altri numeri di Reynolds relativi ad altri casi.

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C normativo
ESEMPI DI GRANDEZZE IN FUNZIONE DEL TEMPO
ALLEGATO

C.1 Esempi di grandezze periodiche

Fig. 1c

La grandezza x è costituita dalla somma di una grandezza costante X0 e di una grandezza alternativa xa
x = X0 + xa

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Fig. 2c

La grandezza x è costituita dalla somma di due grandezze alternative: una, xb, che varia lentamente, l’altra, xa, che varia più
rapidamente; in questo caso, anche la componente che varia lentamente è una grandezza alternativa.
x = xb + xa

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Fig. 3c

La grandezza x è costituita dal prodotto di due grandezze alternative: una, xb, che varia lentamente, l’altra, xa, che varia più ra-
pidamente.
x = xb · xa

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Fig. 4c

La grandezza x è costituita dalla somma di una grandezza costante X0 e di due grandezze alternative xa e xa.
x = X0 + xa + xb

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Fig. 5c a

La grandezza x è costituita dalla somma algebrica di una componente costante X0 e di una grandezza alternativa, a sua volta
costituita da una fondamentale 1x e da due armoniche 2x e 3x.
x = X0 + 1x + 2x + 3x

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Fig. 5c b

La grandezza x è costituita dalla somma algebrica di una componente costante X0 e di una grandezza alternativa, a sua volta
costituita da una fondamentale x1 e da due armoniche x2 e x3.
x = X0 + x1 + x2 + x3

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C.2 Esempi di grandezze transitorie

Fig. 6c

La grandezza x è costituita dal prodotto di una componente variabile xb e di una grandezza alternativa xa; come illustrato nella
figura, xb è una componente che diminuisce esponenzialmente in funzione del tempo.
x = xb · xa

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Fig. 7c

La grandezza x è costituita dalla somma di due componenti variabili xb1 e xb2 e di una grandezza alternativa xa; come illustra-
to nella figura, xb1 e xb2 sono componenti che diminuiscono esponenzialmente in funzione del tempo.
x = xb1 + xb2 + xa

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C.3 Esempio di una grandezza aleatoria

Fig. 8c

La grandezza x è costituita dalla somma di una componente costante X0 e di una grandezza aleatoria xb, per es. un rumore.
x = X0 + xb

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D informativo ESEMPI DI UTILIZZO DI TENSIONE DI SORGENTE
E DI CORRENTE DI SORGENTE NEI CIRCUITI EQUIVALENTI(1)
ALLEGATO

Fig. 9 Per corrente continua

Fig. 10 Per corrente alternata sinusoidale

Entrambi le rappresentazioni sono equivalenti, purché:

Us = Rs ⋅ Is resp. U = Z ⋅I
s s s

Nota Le convenzioni utilizzate per indicare il segno della polarità di una tensione sono quelle
riportate nella Pubblicazione IEC 375. La Fig. 1 utilizza la convenzione con una freccia,
la Fig. 2 la convenzione con i segni + e –.

(1) Non fà parte della Norma.

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E informativo NOTA SPECIALE RIGUARDANTE LE REGOLE RELATIVE AI NOMI DELLE
GRANDEZZE E DELLE UNITÀ
ALLEGATO

Si fanno molto spesso errori nell’enunciato dei nomi delle grandezze e nell’enun-
ciato delle unità che esprimono le grandezze. Scopo della presente nota è attirare
l’attenzione sulla natura di questi errori e insistere sull’importanza di un’applica-
zione corretta dei nomi delle grandezze e dei nomi delle unità. I principi guida
che devono essere applicati per evitare gli errori sono questi:
n Il nome di una grandezza e il suo simbolo sono indipendenti dall’unità da uti-
lizzare per l’espressione di quella grandezza; la lunghezza di un oggetto è la
stessa, a prescindere dalle unità (metri, millimetri, pollici o qualsiasi altra uni-
tà) utilizzate per esprimere tale lunghezza. Tuttavia, l’applicazione di questo
principio non restringe l’uso dei pedici o di altri segni complementari alla
sola designazione di un simbolo per una particolare grandezza.
n Il nome di un’unità e il suo simbolo non devono essere modificati in alcun
modo relativo alla grandezza da esprimere per mezzo di tale unità; un metro
è lo stesso sia che misuri la profondità di un oceano, sia che misuri l’altezza
di una montagna. I pedici e altri segni supplementari non devono mai essere
vicini ai simboli delle unità.
Tali principi sono espressi in modo formale mediante l’espressione algebrica (1):
A = {A} ⋅ [ A]
Dove A è il simbolo di una grandezza fisica, [ A] è il simbolo di un’unità appro-
priata per la misura di tale grandezza e {A} è il valore numerico della grandezza
A espresso nell’unità [ A] .

Esempi:
Sbagliato Giusto
L’altezza metrica della montagna, Hmetro, è 5200 L’altezza della sommità della montagna, HS, è
5200 m o 5,200 km
L’altezza in metri della montagna sul livello del L’altezza, Hsl, della montagna sul livello del ma-
mare è 5200 msl re è 5200 m
I sistemi elettrici delle automobili moderne sono I sistemi elettrici delle automobili moderne sono
progettati per il funzionamento in c.c. a 12 volt progettati per il funzionamento in c.c. a 12 volt

(1) I principi qui descritti sono dettagliati ulteriormente nella Sezione 2 della Norma ISO 31-0.

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F informativo
SISTEMI DI UNITÀ E GRANDEZZE
ALLEGATO

Scopo del presente Allegato è identificare le più importanti Norme Internazionali


che sono la base della Pubblicazione IEC 27 in tutte le sue Parti.
Sistema Internazionale delle Unità (SI)
Le basi del sistema di grandezze e unità è il Sistema Internazionale delle Unità
(SI), adottato nel 1960 e portato avanti dalla Conferenza Generale dei Pesi e delle
Misure (CGPM) attraverso il Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure (CI-
PM). Il sistema SI affonda le sue radici nel sistema MKSA proposto da Giovanni
Giorgi nel 1901. Questo sistema fu adottato per la prima volta dalla IEC durante
una riunione tenutasi a Torquay (Regno Unito) nel 1938 e fu espanso in modo da
comprendere il calore e la luce negli anni tra il 1948 e il 1960; un’ulteriore espan-
sione ci fu nel 1971, in modo da comprendere la chimica. IL CGPM è un ente di
delegati formalmente accreditati dalle nazioni che aderiscono alla Convenzione
del Metro del 1875. Il CGPM è composto da 18 personalità selezionate dai labora-
tori nazionali di metrologia degli stati membri del CGPM; le nomine del CIPM
sono stabilite dal CGPM. Il programma tecnico del CGPM è guidato dal CIPM con
i consigli di alcuni dei Comitati Consulenti che riuniscono esperti scientifici pro-
venienti dai molti campi specialistici della tecnologia delle misure. Tale program-
ma tecnico, insieme con le attività amministrative del CGPM, viene eseguito pres-
so l’Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure che ha sede in Francia, e
precisamente a Sèvres, un sobborgo di Parigi. Il BIPM conduce ricerche scientifi-
che e coordina il lavoro cooperativo dei laboratori nazionali di metrologia diffusi
in tutto il mondo, in modo da migliorare le basi scientifiche del Sistema SI e da
perfezionare i mezzi per utilizzarlo.
Il Sistema SI è ufficialmente definito dalla pubblicazione “Le Système Internatio-
nal d’Unités”, sesta edizione, BIPM, Sèvres (1991). Informazioni equivalenti sono
fornite dalla Norma ISO 1000.
Sistema delle Grandezze
L’International Organization for Standardization (ISO) è riconosciuta dal CIPM
come ente competente per la definizione e la normalizzazione del sistema di
grandezze su cui si fonda il Sistema SI. Il Sistema SI è utilizzato per venire in-
contro alle necessità scientifiche, tecnologiche, commerciali e amministrative in
tutto il mondo. Il sistema delle grandezze è posto sotto la responsabilità del Co-
mitato Tecnico 12 dell’ISO (ISO/TC 12); esso è descritto dettagliatamente dalle
14 parti della Norma ISO 31. La prima parte, Norma ISO 31-0, si occupa dei con-
cetti e dei principi base della normalizzazione che vengono utilizzati nella defi-
nizione e nell’uso corretto delle grandezze di misura Le parti rimanenti, dalla
Norma ISO 31-1 alla Norma ISO 31-13, si occupano della normalizzazione delle
grandezze e delle unità nei campi specifici della scienza, della tecnologia e della
matematica.

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Rapporto tra la Pubblicazione IEC 27 e le Norme ISO 31 e ISO 1000
Il Sistema Internazionale di Unità (SI) e i principi generali per la normalizzazione
delle grandezze, stabiliti nella Norma ISO 31-0, forniscono la base tecnica di tutte
le Parti della Pubblicazione IEC 27. Nel particolare campo dell’elettricità e del
magnetismo, l’ISO segue quanto stabilito dalla IEC nella Pubblicazione IEC 27
per pubblicare la Norma ISO 31-5. I Comitati Tecnici responsabili, IEC/TC 25 e
ISO/TC 12, lavorano a stretto contatto per assicurare la coordinazione richiesta.
Sia la IEC che l’ISO hanno rapporti con il CIPM e il BIPM e partecipano ai lavori
del Comitato Consultivo per le Unità (CCU).
Le Norme ISO 1000 e ISO 31-0 devono essere considerate norme associate che
forniscono informazioni essenziali per la completa comprensione della Pubblica-
zione IEC 27 in tutte le sue Parti.

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G informativo BIBLIOGRAFIA
ALLEGATO

Nella presente Norma vengono citate le seguenti Pubblicazioni IEC:


- IEC 50: International Electrotechnical Vocabulary (IEV).
- IEC 206 (1966): Designation of the quantities characterizing the magnetic and
electric properties of vacuum and a substance.
- IEC 375 (1972): Conventions concerning electric and magnetic circuits.
Altre pubblicazioni citate:
- BIPM (1991): Le Système International d’Unités (SI), sesta edizione.
Cohen, E. R. e Taylor, B. N.: Codata Bulletin, n° 63, tabella 7, novembre 1986,
Pergamon Press.
- ISO 1000 (1992): SI units and recommendations for the use of their multiples
and of certain other units.
- ISO 31-0 (1992): General principles.
- ISO 31-1 (1992): Quantities and units – Space and time.
- ISO 31-2 (1992): Quantities and units – Periodic and related phenomena.
- ISO 31-3 (1992): Quantities and units – Mechanics.
- ISO 31-4 (1992): Quantities and units – Heat.
- ISO 31-5 (1992): Quantities and units – Electricity and magnetism.
- ISO 31-6 (1992): Quantities and units – Light and related electromagnetic ra-
diations.
- ISO 31-7 (1992): Quantities and units – Acoustics.
- ISO 31-11 (1992): Mathematical signs and symbols for use in the physical
sciences and technology.

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La presente Norma è stata compilata dal Comitato Elettrotecnico Italiano
e beneficia del riconoscimento di cui alla legge 1º Marzo 1968, n. 186.
Editore CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, Milano - Stampa in proprio
Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 4093 del 24 luglio 1956
Responsabile: Ing. E. Camagni

1/25 - Terminologia, grandezze e unità (ex CT 1/24/25)


CEI 1
Glossario 1. Elenco di termini
CEI 24-2
Simboli letterali da usarsi in elettrotecnica.
Parte 4: Simboli delle grandezze relative alle macchine elettri-
che rotanti

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