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la Repubblica

DOMENICA 2 GIUGNO 2013

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R CULT

STRA PAR LANDO

SAUSSURE
Nel 1967 De Mauro pubblica la traduzione del Corso di linguistica generale di Ferdinand de Saussure, che influenza i suoi studi e il suo pensiero

I SAGGI
Tra i saggi di De Mauro: Storia linguistica dellItalia unita, La cultura degli italiani (Laterza), La fabbrica delle parole (Utet), Parole di giorni un po meno lontani, In principio cera la parola? (il Mulino)

Il grande linguista si confessa tra ricordi, passioni e ferite

DE MAURO
TULLIO

Le parole cambiano senso e tramontano la stessa cosa che accade con la vita
ANTONIO GNOLI

L
LA BIOGRAFIA
Tullio De Mauro nato nel 1932 Traduttore del Cours de linguistique gnrale di Fernand de Saussure. accademico della Crusca, presiede il Premio Strega

ultima immagine che mi cattura, dopo un paio dore trascorse con Tullio De Mauro, lui alla finestra mentre fuma e io dal basso della strada che lo saluto. La scena si svolge in una stradina del quartiere Salario di Roma. Fa un cenno con la mano. Poco pi che un movimento, come per dire ci sono, lho vista. Ma c davvero questo professore di 81 anni i cui pensieri sembrano portati sulla punta delle sue inconfondibili orecchie alate? Non so quanto questuomo abbia chiesto alla vita e ricevuto. Certo il successo accademico, i libri scritti (alcuni importanti), la politica, il ministero della Pubblica Istruzione, la Treccani, il premio Strega sembrano suggerire che a fine carriera il saldo sia largamente attivo. Eppure, tra le righe di questa esistenza tranquilla, si indovina unirrequietezza smorzata dalla routine, una vita che va oltre quellinsieme di accorgimenti retorici con cui la si racconta, apparentemente senza dolore, senza spasmi, senza incertezze. Mi sforzo di trovare un punto di entrata, un passaggio a nordovestcherendaquestoimpareggiabilecacciatorediparoleancheuncacciatore di emozioni. Mi guarda, remoto ma al tempo stesso disponibile. Non rassegnato, ma attento a non lasciarsi cogliere di sorpresa. Come la vita di un linguista? Non diversa da quella di tutti gli altri. La nostra deformazione, se cos la si pu chiamare, sono le parole. Scatta come un sesto senso quando queste mutano, trasformano il senso; alcune hanno successo, altre tramontano. Un po come la vita. Sono un termometro di ci che accade nella societ. Che febbre misurano oggi? Nei duemila vocaboli di massima frequenza, che sono il cuore della lingua, sono entrate di forza un sacco di male parole. Giornali, televisione, Internet sono ormai un ricettacolo di parolacce. Lunico settore che ancora resiste quello dei testi accademici. C una differenza tra dire rabbiosi o incazzati? Sono sinonimi stretti. Ma il fatto che si sia pi inclini a usare una mala parola, mi pare esprima un certo cambio di stile di pensiero e di costume. lItalia bassa e privata che sta prendendo il sopravvento. E il linguista che fa? Prende atto. Non si possono ignorare il fattore tempo e la massa parlante se si vuole descrivere una lingua per come vive davvero. Lo ha insegnato pi di un secolo fa Ferdinand de Saussure. La lingua storia? un pezzo di storia. Saussure diceva che era un sedimento del bisogno di una comunit di esseri umani di esprimersi e di capire. Quindi un primato della storia che si intreccia per con la necessit di mettere ordine continuamente in questo sedimento. A proposito di Saussure lei che lo ha introdotto in Italia curando il Corso di linguistica generale. Un testo fondamentale della cultura europea. Ma poco letto almeno fino agli anni Sessanta. Devo al mio maestro Antonino Pagliaro le prime frequentazioni. Personaggio controverso il suo maestro. vero, dopo la guerra, fu epurato come fascista. Gli si chiedeva un atto di abiura. Lui tignoso reagiva dicendo sono stato fascista e non ho niente da abiurare. Venne radiato dallinsegnamento per la sua protervia. Alla fine fu riabilitato e gli dovettero restituire anche due anni di stipendio che gli avevano sospeso. Lo accusarono di aver diretto il Dizionario di Politica della Treccani. Unopera tuttaltro che infame. Pagliaro chiam a collaborarvi molti antifascisti.

Come aveva fatto Gentile con lEnciclopedia Italiana. Certo, fu Gentile, tra laltro, a scoprire allora questo giovanissimo ragazzo. Ma i due finirono per diventare nemici. E alla fine si odiarono come solo pu succedere tra siciliani. Un odio antico fatto di incompatibilit scientifiche. Uno era glottologo laltro filosofo. Pagliaro disprezzava il vaniloquio filosofico di Gentile. E il suo rapporto con il fascismo? Intende il mio?. S. Avevo quattro anni, ma ricordo una grande emozione per il discorso della proclamazione dellImpero. Non avevamo ancora la radio, privilegio che arriv qualche anno dopo, e la popolazione veniva portata nelle grandi piazze. Con la mia famiglia andammo a piazza del Plebiscito e attraverso gli altoparlanti ascoltammo il discorso del Duce che mi coinvolse tantissimo. nato a Napoli? Sono nato a Torre Annunziata, un po per caso. La mia famiglia pro-

La storia di mio fratello terribile un lutto che ogni volta si ripropone


veniva da Foggia. In seguito mio padre, che era chimico e farmacista, apr una farmacia fra Portici e Torre Annunziata. Ricordo meno il suo lavoro quanto invece che cambiavamo spesso casa. E la ragione di quei traslochi era dovuta a una certa inquietudine paterna, a uninsoddisfazione permanente che gli si leggeva in faccia. E da cosa dipendeva? Non lo so. Era un uomo del fare. Non stava mai fermo. Da giovane aveva inventato un purgante effervescente al sapore di arancio e di limone. Una trovata niente male se si pensa agli intrugli che venivano somministrati. Propose a mio nonno, che aveva un patrimonio cospicuo, di finanziare il prodotto. Cosa che accadde. E fu un successo enorme che coinvolse lItalia intera. Diventaste ricchi. Macch. Solo alla fine si accorsero di aver sbagliato il conto economico. Per ogni bustina venduta perdevano un soldo. Fu un fallimento colossale. Mio nonno dovette vendere le sue propriet e mio padre i beni che aveva. Ero piccolo, ma per anni la parola fallimento aleggi nella casa come un orribile fantasma. Lunica cosa che non si riusc a ven-

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LA POLITICA
Nel 1971 scrive una lettera aperta sullEspresso per il caso Pinelli. Dal 1976 al 78 lavora come assessore alla cultura del Lazio. ministro della Pubblica istruzione nel 2000-2001

LO STREGA
Dal 2007 dirige la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e presiede il comitato direttivo dello Strega di cui modifica lo statuto e rinnova la giuria

DISEGNO DI RICCARDO MANNELLI

Per diventare veri maestri meglio rimanere un po confusi

dere furono i libri. E in fondo fu una fortuna perch su quelli appresi a leggere. Chi cera in famiglia? Oltre me, mio fratello Mauro, Franco il maggiore morto in guerra e mia sorella. Un fratellino, prima che io nascessi, era morto di meningite. A un certo punto, suo fratello Mauro ader alla Repubblica di Sal. Part volontario, con compiti che oggi definiremmo di ufficio stampa. Ci rest fino alla disfatta totale del 1945. Cosa ha pensato di quella scelta? Per lungo tempo ho pensato che aveva 22 anni. Non proprio pochi. vero non comparabili con quelli di oggi. Si maturava prima. Ma tutto sommato era un ragazzo che per collocazione sociale e regionale si era lasciato sedurre da quellalternativa perdente. Ma non credo avesse illusioni. Gli ha mai chiesto perch? In generale fu una reazione moralistica di tutta la mia famiglia al tradimento, cominciato con il 25 luglio; il re che scappa; la percezione dellarmistizio vissuto come un ulteriore tradimento. in questo clima piccolo borghese che matur quella scelta. Negli anni precedenti cosa aveva fatto suo fratello? Si era iscritto alluniversit, scegliendo prima ingegneria e dopo giurisprudenza. Poi cominci ad avere le prime esperienze giornalistiche nella stampa locale, infine part volontario nel 1941. E quando torn dalla guerra si allontan dal fascismo per tutte le baggianate che aveva raccontato. Alla fine ci fu quella reazione istintiva dinanzi al tradimento. Dopo la liberazione ebbe un sacco di guai processuali. Di che genere? Era scappato da un campo di concentramento, fu accusato di reati mostruosi e condannato pesantemente in contumacia. In seguito stato pienamente assolto. E dal 1948 torn alla vita civile. Lei come ha vissuto quegli episodi? Male, malissimo. Nonostante gli errori commessi ho sempre pensato a mio fratello come a una bella persona che ha portato su di s il peso di una coerenza stravolta. Si pu dire che quella coerenza lo abbia spinto in seguito a indagare sul caso Mattei? Il caso stato riaperto lanno scorso e a settembre ci sar il processo di appello. Il magistrato convinto che mio fratello avesse trovato qualche prova seria sullattentato a Mattei e per questo la mafia lo fece sparire. Il punto vero da accertare non se dietro la scomparsa di mio fratello ci fosse la mano di Tot Riina, ma chi era il vero mandante. Come sono stati emotivamente per lei questi anni? Molto duri. duro non avere una tomba; duro che ogni tanto il caso si riapra e si ricominci da capo. terribile per tutti noi. Ogni volta un lutto che si ripropone. La vedo per la prima volta scosso. una ferita che non si chiusa. Ma perch scosso?. Limmagine che di solito lei d di s quella di uno studioso accademico molto posato, perfino un po noioso. Da giovane ero un rompiscatole terribile. Ne facevo di tutti i colori, cose di cui oggi mi vergogno solo a pensarle. Per col tempo ammetto di essere diventato pi posato. Quello che volevo dirle che dietro questa apparente imperturbabilit lei nasconde sorprendenti curiosit intellettuali. A cosa allude?. Per esempio ai suoi studi oltre che su Saussure, su Wittgenstein, in anni in cui pochi se ne occupavano. Wittgenstein mi ha aiutato a capire meglio Saussure. Come sono stati gli anni dellinsegnamento universitario? Si dice che nellambito della linguistica ci fossero le due scuole: la sua e quella di Garroni. Con Emilio eravamo molto legati e la sua amicizia fu per me oltre che personalmente, intellettualmente fondamentale. Che cos un maestro? Adoperiamo la stessa parola sia per quello che consideriamo il lavoro pi umile con i bambini di una elementare, sia quello che trasmette il suo sapere ai discepoli. Roman Jakobson diceva che per diventare dei veri maestri non bisogna essere troppo precisi, ma un po confusi. Cosa legge fuori dal suo lavoro di linguista? Molti romanzi italiani, come sa presiedo il Premio Strega. E che idea se ne fatto? Ci sono state edizioni del premio in cui concorrevano Sciascia, Pasolini, Moravia, Gadda. Quella qualit non esiste pi. Per la produzione odierna di tutto rispetto. Chi lha preceduta Maria Bellonci e Anna Maria Rimoaldi interveniva e orientava pesantemente. E lei? Preferisco il ruolo del notaio, cercando di limitare linvadenza dei gruppi editoriali. Ma il problema oggi un altro: la fondazione vive con pochi soldi e molti debiti. Rischio di finire in prigione. Scherzo, naturalmente. Prima che la mettano dentro unultima cosa: soddisfatto per tutto quello che ha realizzato? Potrei dirle che avrei dovuto fare molte altre cose che non sono riuscito a studiare. Ma cosa cambierebbe? Mia madre, quando ero piccolo, mi raccontava la storiella dellAccademico di Francia che durante un pranzo viene interrogato da una signora: Perch il Polo Nord cos freddo? E lui: non lo so. Perch le cavallette emigrano? Non lo so. E cos via. A un certo punto la signora si scandalizza e lui le risponde: vede, io sono pagato per quello che so, ma se dovessi essere retribuito per tutto quello che non so, non basterebbe tutto loro del mondo.
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