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I più sinceri auguri di buone feste

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

NOTIZIE A.N.P.I. Chioggia


Anno VI° Numero 74 Copie inviate n. 497 MERCOLEDI’ 15 DICEMBRE 2021

IL CONGRESSO DELL’A.N.P.I. DI CHIOGGIA


Il quarto congresso del Comitato ANPI di Chioggia, tenutosi sabato 4 dicembre u.s. nella
Sala riunioni di Calle Padovani (gentilmente concessa dal PD cittadino) ha deciso di
intitolare la propria sede a OTILLA MONTI PUGNO, la partigiana che ospitava le riunioni
del Comitato di Liberazione Nazionale di Chioggia, nella propria abitazione in Fondamenta
Merlin (Rivetta Vigo), tra il 1943 e il 1945. Nata nel 1902 a Santarcangelo di Romagna,
figlia di un ferroviere socialista, Otilla Monti, dopo la guerra fu per oltre dieci anni la
direttrice della ex ONMI (Istituto Nazionale per la Maternità e l’Infanzia), guadagnandosi il
riconoscimento di miglior direttrice del nord Italia nell’applicazione dei propri valori.
L’assise dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, alla presenza di COSIMO
MORETTI delegato dell’ANPI provinciale, ha certificato il buon stato di salute
dell’organizzazione: gli iscritti, nel 2021, hanno avuto un balzo in avanti del 15% rispetto
all’anno precedente.
Dopo la scomparsa – lo scorso maggio – di Zelino Boscolo Marchi, ultimo resistente di
Sottomarina ancora in vita, alla Presidenza del Comitato è stato eletto ENRICO
VERONESE, 47 anni, archivista e giornalista del quotidiano “il Foglio”. Vicepresidente
eletto PIERGIORGIO VIANELLO; Riconfermato il segretario GIORGIO VARISCO; nel
Comitato Direttivo entrano: BARBARA PENZO, DORELLA SPOALOR, LORIS COLOMBO
e MARIO GIANNI (Revisore dei conti). Varisco e Vianello sono stati anche eletti delegati al
prossimo Congresso Provinciale.
Nel suo intervento, il Presidente Veronese ha ripercorso gli ultimi cinque anni di attività del
Comitato Comunale, dal contrasto alla “spiaggia fascista” di Punta Canna alle polemiche
con il Vescovo Tessarolo, che hanno proiettato la cronaca di Chioggia al rango nazionale.
“La recrudescenza di questi fenomeni – ha commentato il neo Presidente – preoccupa
non poco, prima di tutto a livello sociale e culturale. A tale andazzo abbiamo fatto
resistenza, non resilienza, attraverso il Tavolo Cittadino per la Costituzione, la
collocazione di alcune “Pietre d’Inciampo” per i martiri dei lager nazisti, la partecipazione
alle ricorrenze istituzionali e la raccolta di firme per mettere al bando gli oggetti della
propaganda fascista e nazista”.
In cinque anni l’ANPI di Chioggia ha prodotto oltre 70 numeri del proprio notiziario
“NOTIZIE A.N.P.I. Chioggia”, diffuso online a circa 500 indirizzi, e ha contribuito alla difesa
della Costituzione dalle riforme oggetto di referendum nel dicembre 2016. Inoltre ha
promosso la realizzazione di una pièce teatrale relativa alla Resistenza nel Barenon ed ha
collaborato con l’Amministrazione per la ricerca di un luogo adatto a ospitare la doverosa
Sala del Commiato, destinata alle esequie laiche e dei culti acattolici.
Durante il Congresso, sono state ricordate le tante scomparse di iscritti e attivisti: uno su
tutti, ZERLINO BOSCOLO MARCHI, il 95enne ultimo resistente di Sottomarina, deceduto
lo scorso maggio. In suo nome, il Comitato perseguirà l’intitolazione di un toponimo alla
partigiane e ai partigiani, approvata all’unanimità dal precedente Consiglio Comunale. Un
pensiero è sorso anche a GINA DUSE, storica del novecento nonché autrice di
pubblicazioni relative alle vicende del dopoguerra e del movimento femminile. Ricordati
anche il compianto attivista VILLIAM GAVAGNA e lo storico alfiere CINZIO BERTO VIDO.
L’ ANPI (che nel 2002 aveva aperto le porte all’iscrizione di chi per ragioni di età non
aveva combattuto nella Resistenza) guarda alle nuove generazioni, anche per i ruoli
direttivi: “Non siamo una forza politica – conclude Veronese – ma non ci esimiamo dal
farla. Ci candidiamo anzi a essere luogo d’incontro tra le opposizioni consiliari e quelle
fuori dal consiglio, aperto eventualmente a chi nella maggioranza pensa che fascismo e
antifascismo non siano concetti indifferenti tra loro”. Tra gli intenti del Comitato chioggiotto,
il rafforzamento dei legami di rete con altre associazioni (dalla scuola Penny Wirton alla
Comunità di Chioggia accoglie, dal ruolo di Mediterranea alle attiviste di Insieme ArTe) e la
ripresa delle battaglie di questi anni, dalla “Sala del Commiato” alle onoranze ai disertori
del 1915-18.
In conclusione, si può ben dire che l’assise cittadina può benissimo collegarsi a quello che
è l’impegno programmatico del prossimo XVII° Congresso nazionale: PER UNA NUOVA
FASE DELLA LOTTA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA. VA’ DOVE TI PORTA LA
COSTITUZIONE !
(i resoconti dei lavori congressuali sono stati ampiamente riportati dalla stampa e dai blog
locali).

Otilla Monti Pugno (anni ’60) Chioggia, 25 aprile 2015


Alcuni momenti dello scoprimento
della Targa dedicata a Otilla Monti.

OTILLA MONTI PUGNO


Tra le donne che a Chioggia diedero un valido contributo alla liberazione e alla ricostruzione
negli anni del dopoguerra, spicca la figura di Otilla Monti in Pugno.
Otilla nasce nel 1902 a Santarcangelo di Romagna. Appartiene a una famiglia numerosa: tre
fratelli e sei sorelle; suo padre ferroviere, ha maturato nell’ambiente di lavoro un forte interesse
politico, orientato verso idee socialiste e anarchiche.
Otilla, più delle sorelle, condivide con suo padre e i fratelli l’interesse per la politica.
Particolarmente dotata, con molti sacrifici, continua le scuole frequentando le normali
(magistrali) fino a quando viene allontanata per motivi politici. Poco prima era stata fermata in
piazza dai fascisti che l’avevano picchiata e costretta a bere l’olio di ricino. Da allora l’infermità
della madre la costringe a casa per accudire alla numerosa famiglia e, in particolare, all’ultima
sorellina appena nata. Continua comunque a coltivare l’interesse politico soprattutto attraverso
la lettura. Si sposa nel 1928 ed ha un’unica figlia, Lucia, nata nel 1931.
A causa del lavoro del marito, ingegnere cementifero, cambia continuamente residenza, fino a
quando nel 1939 viene a Chioggia. Pochi mesi dopo, il marito subisce un grave incidente sul
lavoro riportando una paralisi progressiva che, attraverso anni di sofferenze e difficoltà per la
famiglia, lo conduce alla morte nel 1944. Otilla rivela in questo periodo un eccezionale coraggio;
assume su di sé il carico della famiglia accettando anche lavori pesanti e nocivi per la sua
salute. Non dobbiamo dimenticare che erano gli anni terribili dei bombardamenti, delle tessere
annonarie, dell’occupazione tedesca. Alla morte del marito, non si ripiega su se stessa, ma
reagisce aprendosi per la prima volta all’impegno politico attivo. Avvicinata, poco dopo l’otto
settembre, da un militante del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), accetta di nascondere
nella sua casa un partigiano, comandante del SIP (Servizio Informazione e Propaganda),
Antonio Ravagnan. Non se ne fa scrupolo nonostante abiti vicino al comando tedesco.
A poco a poco la sua casa diviene il luogo di riunione del locale CLN: ospita ricercati, partigiani
di passaggio, si trasforma anche in deposito di armi. Otilla si inserisce nell’organizzazione della
Resistenza, operando nel SIP con incarichi di staffette e di soccorso. Anche la figlia tredicenne,
necessariamente a conoscenza dell’attività della madre, da il suo contributo particolarmente
prezioso in quanto la sua giovane età desta meno sospetti. La ragazzina fa amicizia con
ufficiale tedesco che vede in lei la propria figliola lasciata a Gottibus. Questa conoscenza
permette di raccogliere informazioni utili al CLN e al movimento partigiano.
Nei mesi che precedono la Liberazione Otilla rivela le sue doti di donna instancabile, divisa tra
lavoro, famiglia e militanza partigiana. Divide quel poco che ha con tutti i compagni: la sua casa
e la sua tavola sono spartite con quanti hanno bisogno del suo aiuto. Non è attiva solo
nell’impegno partigiano ma si mostra attenta ai bisogni concreti della gente a cui la guerra
impone nuovi sacrifici. Ad esempio, quando le donne dei lavoratori degli “squeri” protestano
perché i mariti sono rimasti senza lavoro per la chiusura dei cantieri imposta dai tedeschi, Otilla
è in prima fila. Anzi, si può dire che in questi momenti difficili, quando sembrava che solo i
tedeschi fossero i nemici, lei matura la propria coscienza di comunista e si prepara a condurre
una più lunga battaglia contro le condizioni di miseria in cui tanta gente di Chioggia viveva.
Viene la Liberazione. Ai momenti di esultanza succedono le difficoltà create dalla diffidenza
degli Alleati nei confronti dei partigiani comunisti e dell’ostilità dei benpensanti imboscati nei
momenti di pericolo e che ora rialzano la testa. Inizia la guerra fredda. Otilla, che è passata
indenne attraverso i pericoli della lotta partigiana, nell’Italia liberata, conosce la prigione. Ogni
comunista in quanto tale è sospetto e anche lei come tanti altri compagni viene accusata di non
aver consegnato tutte le armi, nonostante che la perquisizione effettuata nella sua casa abbia
dato esito negativo.
Negli anni del dopoguerra, riprese la sua azione sociale a difesa degli strati più poveri della
popolazione chioggiotta e questo impegno fu riconosciuto anche dagli avversari politici, tanto
che fu nominata direttrice dell’ex O.N.M.I. di Chioggia (la famosa “Maternità”), incarico che
ricoprì per oltre dieci anni. Per la passione e la dedizione del suo incarico fu definita da una
Commissione Governativa di Controllo delle Sede dell’ex ONMI la “Migliore Direttrice del Nord
Italia”.
OTTILLA MONTI PUGNO, SI SPENSE A CHIOGGIA IL 2 LUGLIO 1978.
Seguite l’A.N.P.I. di Chioggia anche
nella pagina fb “ANPI CHIOGGIA”
L’ITALIA E’ ANTIFASCISTA !
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

TESSERAMENTO 2022

LA NOSTRA BACHECA IN CORSO DEL POPOLO INFO: 041.404647 (mattino)


3313456592 (sempre)
Và dove ti porta la
Costituzione !
ALCUNE DELLE INIZIATIVE CON L’A.N.P.I. DI CHIOGGIA IN
COLLABORAZIONE CON IL TAVOLO CITTADINO PER LA
COSTITUZIONE E L’ASSOCIAZIONE “INSIEME ArTe AMARE
CHIOGGIA”:

Sabato 20 novembre, Aula Magna di Palazzo Grassi, presentazione del libro “VOCI DI
PARTIGIANE VENETE” con Maria Teresa Sega, curatrice del libro e Luigina Badiale.
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLA DONNE: giovedì 25, una
sedia rossa all’entrata del Palazzo Municipale; domenica 28, presidio in Corso del
Popolo.
VENERDI’ 26 NOVEMBRE, Aula Magna di Palazzo Grassi: presentazione del libro
“SENZA PAURA” con la presenza dell’autore ALESSANDRO ZAN.
Su segnalazione della nostra amica NICLA MAGGIO, pubblichiamo
questo interessante articolo di denuncia delle folli spese militari
dell’Italia.
NOTIZIE A.N.P.I. Chioggia Anno VI° Numero 74 Copie inviate n.
497 MERCOLEDI’ 15 DICEMBRE 2021
Foglio informativo del Comitato Chioggiotto dell’ASSOCIAZIONE NAZIONALE
PARTIGIANI D’ITALIA: Calle Biseghella, 346 30015 Chioggia (VE)

Tel. 041404647 email: anpichioggia@libero.it


LA SEDE RIMANE APERTA TUTTE LE MATTINE DALLE ORE 9.oo ALLE 11.oo
PRESSO LA SEDE SONO A DISPOSIZIONE COPIE STAMPATE DEL NOTIZIARIO

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