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BLOCCHI DI PARTENZA Attraverso la partenza con i blocchi l'atleta cerca semplicemente di far accelerare il suo corpo nel pi breve

tempo possibile. Sistemazione dei blocchi: all'inizio, per semplicit, si soliti porre il blocco anteriore alla distanza di 2 piedi dalla linea di partenza e quello posteriore a 3 piedi (1 piede tra un blocco e laltro). Tale posizione viene poi modificata in base alle caratteristiche del singolo atleta. La gamba di stacco, cio quella che si presume sia pi forte, viene posta sul blocco anteriore. L'angolo del blocco posteriore dovrebbe essere di circa 60/65: bene ricordare che maggiore tale angolo, maggiori sono le doti di forza che l'atleta deve possedere. In genere la fase di partenza pu essere scomposta in 3 fasi corrispondenti ai 3 comandi dello starter: "Ai vostri posti" - "Pronti" - "Via" (sparo). 1) AI VOSTRI POSTI: l'atleta si posiziona sui blocchi di partenza assumendo una posizione rilassata con il peso del corpo il pi possibile distribuito in maniera equilibrata sugli appoggi (le due mani, il ginocchio posteriore e i due piedi). Si fa aderire prima il piede che va sul blocco anteriore e poi quello che va sul blocco posteriore. Si verifica che il ginocchio della gamba posteriore, che va appoggiato a terra, si trovi pi avanti di circa 10 15 centimetri rispetto al piede anteriore. I talloni non poggiano ancora sul blocco. Le braccia sono poste perpendicolarmente al terreno e le mani all'incirca alla stessa larghezza delle spalle o leggermente superiore, sono allineate dietro la linea di partenza in appoggio sui polpastrelli con pollice e indice sono posizionati tangentemente a quest'ultima, ma senza toccarla (tra il pollice e le altre dita deve formarsi un ponte ad arco castelletto) Lo sguardo diretto verso il basso, poco oltre la linea. 2) PRONTI: le anche si alzano lentamente fino a superare l'altezza delle spalle, formando un angolo di circa 90 al ginocchio anteriore e circa 135 quello posteriore, quindi non completamente disteso (queste misure sono orientative, bisogna sempre vedere la costituzione dell'atleta che si ha davanti con relative misure antropometriche); il baricentro del corpo si sposta in avanti; i talloni si abbassano sui blocchi consentendo ai piedi di esercitare una forte pressione (in questo momento, per verificare se l'atleta spinge effettivamente con forza, si pu tentare di spostare il piede dal blocco: se ci si riesce agevolmente significa che qualcosa non va, cio che il piede non correttamente caricato per spingere bene in avanti).

3) VIA (SPARO): viene dato solo quando gli atleti sono tutti fermi immobili. Entrambi i piedi spingono sui blocchi, quello posteriore, dopo un rapido molleggio della caviglia, esce per primo dal blocco, la gamba anteriore si distende completamente, testa e collo rimangono in linea con il prolungamento del tronco, a sua volta leggermente inclinato in avanti rispetto alla gamba di spinta. L'arto posteriore viene portato avanti attraverso un movimento rapido, con il ginocchio flesso verso il busto, il movimento oscillatorio delle braccia che hanno un ruolo fondamentale nellequilibrio della partenza e nellazione di spinta, coordinato con quello delle gambe, inizialmente molto accentuato. Il primo appoggio, leggermente *graffiato*, avviene circa un piede dopo la linea di partenza (dipende per anche dalla capacit di spinta del singolo atleta): un'ampiezza eccessiva che portasse l'appoggio molto oltre l'ideale perpendicolare del baricentro del corpo al terreno, determinerebbe difficolt nel completare la spinta successiva e causerebbe una minore reattivit del piede. FASE SUCCESSIVA: estremamente delicata perch i primi 20-30 metri sono quelli che consentono di assumere un assetto di corsa ottimale e conseguentemente di raggiungere un'elevata velocit lanciata. I primi passi sono pi corti e in essi viene ricercata una frequenza elevata, il tallone si abbassa verso il terreno in maniera minore rispetto alla fase lanciata. E' bene evitare eccessive oscillazioni laterali del corpo perch ci tenderebbe a disperdere le spinte e determinare una riduzione di velocit con conseguente perdita del controllo nervoso della situzione, indurimento dell'atleta, perdita del corretto assetto per cercare di inseguire l'avversario perdendo di vista i propri obiettivi, cio la ricerca della

corretta esecuzione del gesto in ampiezza e frequenza ottimale. Gradualmente l'ampiezza dei passi tende ad aumentare ed il busto (che in fase d'avvio quasi parallelo al terreno) tende a rialzarsi per effetto delle spinte che tendono a passare da *dietro sotto* (rispetto al bacino) ad *avanti sotto*: il completo raddrizzamento non avviene prima del termine di questa fase. I tempi d'appoggio diventano sempre pi brevi, con un conseguente aumento della frequanza del passo.