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INTRODUZIONE

Sistema termodinamico



La parola termodinamica significa, alla lettera, dinamica dei
fenomeni termici.

E un settore della fisica che si e sviluppato nel corso del
Ottocento, con lobiettivo di formulare leggi generali che
permettono di descrivere fenomeni, in particolare gli scambi di
calore e le conversioni di energia termica in energia
meccanica. La termodinamica ha cos assunto la forma di una
teoria che prende le mosse da quattro leggi di carattere del
tutto generale, i quattro principi che vedremo sono il risultato
finale di una lunga costruzione durata due secoli, nel corso dei
quali fisici ed ingegneri hanno fatto misure di temperatura,
hanno progettato macchine termiche, si sono posti il problema
di come migliorarne lefficienza.





La termodinamica la scienza che studia le trasformazioni subite da
un sistema (sia esso naturale o costruito dalluomo), in seguito ad un
processo di scambio di energia con altri sistemi o con l'ambiente
esterno spesso accompagnate dallerogazione di una certa quantit
di lavoro.


Per sistema termodinamico si intende una definita quantit di
materiale geometricamente determinata, contenuta allinterno di una
superficie chiusa.

STORIA
Fu Sady Carnot nel 1824 il primo a dimostrare che si pu ottenere
lavoro dallo scambio di calore tra due sorgenti a temperature
differenti. Attraverso il teorema di Carnot e la macchina ideale di
Carnot (basata sul Ciclo di Carnot) quantific questo lavoro e
introdusse il concetto di rendimento termodinamico. Nel 1848 Lord
Kelvin, utilizzando la macchina di Carnot, introdusse il concetto di
temperatura termodinamica assoluta e a lui si deve la pubblicazione
del secondo principio della termodinamica.


Sadi Carnot (1796-1832): uno dei padri della termodinamica.




Nel 1850 Joule dimostra l'uguaglianza delle due forme di energia e si
risolse la domanda che affermava: se era possibile ottenere calore
dal lavoro in modo totale, non era possibile ottenere l'inverso.











Apparecchiatura sperimentale utilizzata da Joule per dimostrare lequivalenza tra calore e lavoro.



DALLA PRATICA ALLA TEORIA



Il caso della termodinamica emblematico nella storia e
nellepistemologia della scienza: si tratta infatti di uno di quei casi in
cui la pratica ha precorso la teoria stessa: prima stata ideata la
macchina a vapore, poi stato sistematizzato il suo funzionamento
teorico attraverso i suoi principi di base. L'universo termodinamico
costituito dall'ambiente e dal sistema termodinamico (l'oggetto di
studio).

SISTEMI TERMODINAMICI
Un sistema termodinamico la porzione di materia delluniverso
scelta per un analisi termodinamica. Il sistema separato dagli altri
corpi, esterni al sistema, per mezzo di un contorno chiaramente
definito. Il sistema si dice chiuso se il suo contorno non viene
attraversato da materia; aperto in caso contrario.

Si possono distinguere vari tipi di sistemi, in dipendenza dal modo di
scambiare energia con l'esterno:

sistemi aperti: scambiano energia (calore e lavoro) e massa con
l'ambiente.

sistemi chiusi: scambiano energia, ma non massa con l'ambiente.

sistemi isolati: non scambiano n energia n massa con l'ambiente;
l'universo quindi per definizione un sistema isolato, non essendoci
un "ambiente esterno" di riferimento con cui scambiare massa o
energia.

In un sistema isolato una trasformazione pu avvenire ugualmente
non tramite scambi di massa o energia ma tramite fluttuazioni delle
stesse.




Gli scambi di massa o energia possono avvenire sotto forma di
calore o lavoro. Quindi un sistema non possiede calore o lavoro,
bens energia; ogni variazione di energia poi esprimibile in termini
di calore, se il passaggio di energia dovuto ad una differenza di
temperatura tra ambiente e sistema, e lavoro (per qualunque
variazione energetica che non sia dovuta alla differenza di
temperatura, come ad esempio una forza meccanica che provochi
uno spostamento, un trasferimento di energia elettrica o elastica).

TRASFORMAZIONI
TERMODINAMICHE

Quando un sistema passa da uno stato di equilibrio ad un altro, si
dice che avviene una trasformazione termodinamica: si distingue
tra trasformazioni reversibili, ovvero quelle trasformazioni che
consentono di essere ripercorse in senso inverso (si ritorna
precisamente al punto di partenza, ripercorrendo all'indietro gli stessi
passi dell'andata), e trasformazioni irreversibili, ovvero quelle
trasformazioni che, se ripercorse all'indietro, non faranno ritornare al
punto iniziale, ma ad uno diverso.




Le trasformazioni termodinamiche possono essere anche:

Isobare, se la pressione si mantiene costante;

Isocore, se il volume si mantiene costante (e il lavoro scambiato tra
sistema ed esterno dunque nullo);

Isoterme, se la temperatura si mantiene costante;

Adiabatiche, se il calore totale scambiato nullo;

Isoentropiche, o adiabatiche reversibili, se la variazione di entropia
nulla;

PRINCIPI DELLA
TERMODINAMICA


I principi della termodinamica vennero enunciati nel corso del XIX
secolo e regolano le trasformazioni termodinamiche, il loro
procedere, i loro limiti. Sono dei veri e propri assiomi, non dimostrati
e indimostrabili, fondati sull'esperienza, sui quali si fonda tutta la
teoria che riguarda la termodinamica.

Si possono distinguere tre principi di base, pi un principio "zero"
che definisce la temperatura, e che implicito negli altri tre.

PRINCIPIO ZERO


Quando due sistemi interagenti sono in equilibrio termico
condividono alcune propriet, che possono essere misurate dando
loro un preciso valore numerico. Di conseguenza, quando due
sistemi sono in equilibrio termico con un terzo, sono in equilibrio tra
loro e la propriet condivisa la temperatura. Il principio zero della
termodinamica dice semplicemente che, se un corpo "A" in
equilibrio termico con un corpo "B" e "B" in equilibrio termico con
un corpo "C", allora "A" e "C" sono in equilibrio tra loro.

PRIMO PRINCIPIO
Quando un corpo viene posto a contatto con un altro corpo
relativamente pi freddo avviene una trasformazione che porta a uno
stato di equilibrio nel quale sono uguali le temperature dei due corpi.
Il primo principio dunque un principio di conservazione dellenergia
e viene tradizionalmente enunciato come:
La variazione dell'energia interna di un sistema termodinamico
chiuso uguale alla differenza tra il calore fornito al sistema e il
lavoro compiuto dal sistema sull'ambiente.
La corrispondente formulazione matematica si esprime come:
U = Q - L
dove U lenergia interna del sistema, Q il calore fornito al sistema e
L il lavoro compiuto dal sistema.

SECONDO PRINCIPIO


Il secondo principio ha una grande importanza per le macchine
termiche, che convertono calore in lavoro; nella formulazione di
Kelvin si stabilisce che, mentre il lavoro pu sempre e integralmente
essere convertito in calore, ci non avviene per il passaggio inverso,
ovvero impossibile realizzare una trasformazione il cui unico
risultato sia quello di assorbire calore da una sorgente e trasformarlo
integralmente in lavoro. I vari enunciati, quindi, equivalenti tra loro,
affermano che non possibile trasformare tutto il calore Q in
lavoro poich se cos fosse, si realizzerebbe il moto perpetuo.
TERZO PRINCIPIO


strettamente legato al secondo, e in alcuni casi considerato
come una conseguenza di quest'ultimo. Pu essere enunciato
dicendo che impossibile raggiungere lo zero assoluto con un
numero finito di trasformazioni e fornisce una precisa definizione
della grandezza chiamata entropia. Esso afferma inoltre che
l'entropia per un solido perfettamente cristallino, alla temperatura di 0
kelvin pari a 0.
Il terzo principio dice che non possibile raggiungere la temperatura
dello ZeroAssoluto.

CALORE


Il CALORE - Q energia che il sistema scambia attraverso il
contorno, non posseduto dal sistema, ma energia che viene
identificata come calore solo nel momento in cui attraversa il
contorno del sistema; non si pu immagazzinare, perci, il calore,
ma occorre convertirlo in qualche altra forma di energia dopo che ha
attraversato il sistema. Lunit di misura del calore il joule ( J ),
mentre la temperatura si misura in kelvin(K)o in gradi centigradi (C )
con lo zero della scala kelvin posto a -273,15 C.

CICLO TERMODINAMICO
Si definisce ciclo termodinamico una successione finita di
trasformazioni termodinamiche (ad esempio isoterme, isocore,
isobare o adiabatiche) al termine delle quali il sistema torna al suo
stato iniziale. Le propriet termodinamiche che caratterizzano il
sistema dipendono solo dallo stato termodinamico e quindi non
cambiano dopo un ciclo. La prima legge della termodinamica impone
che il calore che fluisce dall'ambiente al sistema sia uguale al lavoro
netto compiuto in ogni ciclo dal sistema sull'ambiente.



esempio di diagramma P-V per un ciclo termico ( Stirling)

CICLO DI CARNOT




In termodinamica il ciclo di Carnot il pi semplice che si pu
realizzare utilizzando due sole sorgenti termiche. Il ciclo costituito
da 4 trasformazioni reversibili; il suo nome deriva da quello del fisico
francese Sadi Carnot (1796-1832 ).




LE QUATTRO TRASFORMAZIONI

Grafico della pressione in funzione del volume delle quattro trasformazioni
del ciclo di Carnot



Il ciclo di Carnot di un gas perfetto composto da due isoterme (1-2)
e (3-4) a temperature rispettivamente e due adiabatiche (2-3) e (4-
1):

nella prima fase (1-2) espansione isoterma a temperatura costante: il
sistema (es. gas) si espande e assorbe una quantit di calore dalla
sorgente pi calda e questo provoca l'aumento di volume del gas e
la diminuzione della pressione. La tendenza della temperatura del
gas ad abbassarsi viene contrastata, limitatamente alla prima parte
della corsa, dalleffetto del riscaldatore (sorgente termica). Ne risulta
che essa rimane costante.

Espansione adiabatica (2-3) seconda fase senza scambi di calore
con lesterno, il sistema si espande senza scambiare calore,si
raffredda e la sua temperatura passa da T1 a T2,dove T2<T1.



La terza fase compressione isoterma (3-4): il sistema viene compresso
a contatto termico con un pozzo di calore, una sorgente termica in grado
di assorbire calore senza variazione di temperatura, alla temperatura
costante T2. Viene ceduta dal sistema una quantit di calore .

Compressione adiabatica (4-1), quarta fase,: il sistema viene compresso
senza che avvengano scambi di calore con lambiente circostante, la
sua temperatura aumenta e ritorna al valore iniziale T1.

Il lavoro compiuto durante il ciclo pari alla differenza tra il calore
assorbito e il calore ceduto :

L = Q1 Q2

Il rendimento definito come rapporto tra lavoro erogato e il calore
assorbito, pu esse espresso dalla formula:






Dove T1 la temperatura della sorgente che fornisce calore e T2
la temperatura della sorgente a cui il calore ceduto. Il rendimento
tanto pi alto quanto maggiore risulta la temperatura T1 e quanto
minore la temperatura T2, e in ogni caso sempre inferiore allunit,
poich non possibile ottenere pi energia di quanta ne viene
immessa nel ciclo.

Il risultato di questo ciclo dimostrare che, avendo a disposizione
una macchina di Carnot ideale, un gas perfetto e due sorgenti a
differenti temperature, possibile ottenere lavoro riportando il
sistema nelle condizioni iniziali.

La caratteristica fondamentale della macchina di Carnot che il suo
rendimento non dipende dal fluido impiegato nel ciclo, ma dalle sole
temperature delle sorgenti con le quali scambia il calore (anzi, pi
precisamente, dal rapporto delle due temperature).




Il rendimento di una macchina termica , in generale, il rapporto tra il
lavoro utile che la macchina riesce a compiere e il calore totale
assorbito dal sistema.



Nel ciclo di Carnot possibile invertire il senso del ciclo, assorbendo
calore dalla sorgente fredda e cedendola alla sorgente calda. In
questo modo il ciclo assorbe lavoro invece di erogarlo: ci che
avviene in un frigorifero domestico, nel quale il motore assorbe
energia elettrica per sottrarre calore dallinterno del frigorifero e
trasferirlo allambiente esterno.