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SCUOLA ALLENATORI

FASE DI NON POSSESSO: L’ORGANIZZAZIONE


IN UNA DISPOSIZIONE DIFENSIVA A ZONA
di Elvio Selighini*
Seconda parte

CAP. 2 mentale, soprattutto nella fase di non possesso, sapere sempre


DALLA TATTICA INDIVIDUALE ALLA TATTICA COLLETTIVA dove, come, quando muoversi individualmente e collettivamente.

2.1 Premessa
2.2 La collaborazione fra due (o più) giocatori
Dopo aver analizzato la tattica individuale, nella fase di non possesso,
in situazione di parità numerica (1:1) e inferiorità numerica (1:2), la Nella prima parte di questo percorso, analizzando la marcatura dell’av-
seconda parte di questo lavoro prende avvio dalla definizione di tattica versario in appoggio al portatore di palla in caso di superiorità nume-
collettiva. rica, abbiamo visto l’azione coordinata dei due giocatori attraverso il
Premesso che per tattica collettiva si intende il movimento coordinato di movimento di marco-copro: il difensore che marca l’avversario in appog-
due o più giocatori, di un reparto, di una squadra per ottenere uno scopo gio al p.p. deve posizionarsi muovendosi con tempismo in modo da porlo
predeterminato (ad esempio nella fase di non possesso non farsi supera- in zona d’ombra, marcandolo dal davanti (contrasto indiretto) impeden-
re da un avversario con o senza palla secondo le situazioni), l’articolazio- dogli di impossessarsi della palla potendo contare sulla copertura in dia-
ne che intendo dare al lavoro da svolgere parte dal riferimento di colla- gonale di un altro difensore che scoraggia il p.p. avversario alla giocata
borazione a due (o più) giocatori, per passare poi al reparto e infine, in profondità.
all’intera squadra. Nel difendere a zona ogni giocatore che va a pressione sull’avversario in
Suddividendo in questo modo il concetto di tattica collettiva, mi sembra p.p. nella zona di sua competenza deve avere un compagno che in dia-
si possano semplificare e meglio chiarire le proposte, sia sul piano con- gonale dietro di lui effettua la copertura.
cettuale sia su quello operativo, per favorire il processo di apprendimen- In situazione di parità numerica (ad esempio 2:2) e azione di gioco dinamica
to consapevole da parte dei giocatori. è fondamentale capire il contesto e decidere subito se, quando e come marca-
Lo scopo della tattica collettiva, come già ricordato in premessa, è quel- re un avversario o se, come e quando coprire un compagno nello spazio.
lo di creare una “organizzazione di gioco” con la costruzione di un Rimane, insomma, il dubbio amletico che è il paradigma della difesa a
gruppo che parli lo stesso linguaggio calcistico, in cui tutti capiscano e zona: marcare o coprire?
ragionino allo stesso modo, possano leggere in maniera univoca la situa- La situazione di gioco del due contro due si può utilizzare come supporto
zione ed offrire la propria interpretazione. fondamentale per insegnare ad apprendere, prima in un contesto didattico,
È l’allenatore che deve dare alla squadra una organizzazione di poi in situazione di gioco reale, corretti comportamenti collaborativi.
gioco fornendo ai calciatori i mezzi per capire in modo univoco e unita-
rio le situazioni di gioco, per creare interazioni fra loro, allo scopo di avere
una squadra equilibrata, elastica e razionale nelle due fasi del gioco. 2.2.1 Passarsi l’avversario
Senza mai dimenticare che sono sempre i calciatori i protagonisti veri
della gara, coloro che vivono le situazioni e decidono l’azione da com- Prima di analizzare le diverse situazioni che si possono generare nel due
piere, va sottolineato, per valorizzare ulteriormente il senso di questo
* Tesi finale del Corso Master Uefa Pro 2007/2008
lavoro, che per incrementare le probabilità di successo, è fonda- per l’abilitazione ad Allenatore professionista di Prima categoria

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contro due consideriamo la situazione di un attaccante che si muove fra tua la copertura.
due difensori con palla esterna (o centrale). Ci si deve abituare a “passarsi” l’attaccante in modo da applicare il
Non lasciare mai l’attaccante in mezzo a due difensori: su palla latera- marco-copro.
le, per uno dei due difensori (quello più vicino alla palla) l’attaccante si trova Solo il subentrante deve chiamare il passaggio di marcatura.
nella propria zona cieca, mentre l’altro difensore non arriva se l’attaccante Nell’eseguire il marco-copro per passarsi l’avversario è molto importante la
si smarca in profondità. comunicazione verbale di entrambi i difensori; chi lascia chiama il nome del
La regola generale è questa: un difensore deve mettersi fra avversario e compagno che subentra per avvisarlo dell’imminente passaggio di marcatura,
porta e vedere contemporaneamente palla e avversario, mentre l’altro effet- ma continuando a marcare; chi subentra prende iniziativa con un messaggio

PASSARSI L’AVVERSARIO FRA DUE DIFENSORI ALTERNANDO IL MARCO-COPRO

Due difensori si esercitano alternativamente a marcare e coprire sugli spostamenti


dell'attaccante senza palla; questi dopo aver ricevuto dal compagno in p.p. può
restituire con passaggio di scarico o cercare la soluzione individuale. I due difensori
devono comunicare verbalmente il passaggio di funzioni (dalla marcatura alla coper-
tura e viceversa).

verbale forte e chiaro (ad esempio mio, mio, mio) comunicando, così, il rim- sore che sta sull’attaccante senza palla che si muove senza cambia-
piazzo al compagno (che ora copre) nella marcatura dell’avversario. re zona di competenza; mentre il compagno marca l’avversario in
Dal punto di vista concettuale è molto importante trasmettere ai calcia- p.p., il comportamento che deve assumere il difensore sull’appoggio
tori il concetto dell’alternanza fra azione di marcatura e movimen- (quanto e come marcare o coprire) avviene sulla base di alcune varia-
to a copertura in situazione di due contro due frontale. Questa situa- bili della situazione. La prima è quella di valutare le intenzioni del
zione è rilevante per qualsiasi sviluppo difensivo in quanto ci si può p.p. avversario; se valuta che l’avversario in p.p. sia intenzionato ad
sempre trovare a difendere in situazione di due contro due. effettuare un’azione individuale piuttosto che cercare collaborazione
nel compagno (perché guida velocemente con lo sguardo con-
Nell’aspetto didattico possiamo impostare la seguente progressione: centrato sulla palla) dovrà soprattutto coprire il compagno che
affronta il p.p. avversario; se, invece, ritiene che il p.p. avversario pri-
- due attaccanti si passano la palla, a due tocchi sul posto, con passag- vilegi la collaborazione all’azione individuale (perché guida lenta-
gi laterali; due difensori fronte a loro, alternativamente, eseguono mente a testa alta) allora la sua posizione sarà meno di copertura e
una marcatura uscendo verticalmente sull’attaccante in p.p. con fre- più orientata alla marcatura dell’appoggio, ma sempre tale da poter-
nata e corretta presa di posizione antero–posteriore per passare alla la correggere in fretta nel caso che il p.p. cambi atteggiamento. La
copertura con la diagonale difensiva assumendo una posizione tale seconda variabile è la lettura della situazione sulla palla: se valu-
da vedere il pallone e l’avversario di zona; tata “libera” il difensore sull’appoggio si concentra sulla copertura
- in una situazione di due contro due frontale, con gli attaccanti che dello spazio; se “coperta” marcherà di più e coprirà di meno per
puntano la porta, la decisione più difficile da prendere è per il difen- poter intercettare il passaggio che il p.p. può eseguire.

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ALTERNANZA MARCO-COPRO

Due attaccanti si passano la palla, a due tocchi sul posto, con passaggi laterali; due difen-
sori fronte a loro, alternativamente, eseguono una marcatura uscendo verticalmente sul-
l’attaccante in p.p. con frenata e corretta presa di posizione antero–posteriore per passare
alla copertura con la diagonale difensiva assumendo una posizione tale da vedere il pallo-
ne e l’avversario di zona.

VALUTAZIONE DELL’APPOGGIO SU QUANTO MARCARE E QUANTO COPRIRE IN BASE ALLE VARIABILI DELLA SITUAZIONE

Due attaccanti, serviti da un appoggio, puntano la porta difesa dal portiere e da due
difensori. Il difensore che affronta il p.p. applica i corretti comportamenti dell’uno
contro uno con avversario di fronte mentre il comportamento tattico del difensore
“sull’appoggio” dovrà tener conto delle variabili della situazione (valutare le inten-
zioni del p.p. avversario e leggere la situazione sulla palla).

Proseguiamo l’analisi del due contro due per esaminare il comportamen- che deve scambiare la marcatura non è vicino e arriva tardi, il difensore che
to tattico che devono assumere i due difensori di fronte alle iniziative col- fa pressione continua a marcare mentre il compagno fa copertura dia-
laborative proposte dagli attaccanti. gonale sull’avversario che si sovrappone senza scambiare la marcatura.
Esaminiamo questi sviluppi di tattica collettiva in attacco:

a) Sovrapposizione; 2.2.3 Smarcamento in taglio


b) Smarcamento in taglio;
c) Uno-due esterno o “per fuori”; L’attaccante senza palla si smarca, questa volta, con un taglio interno alle
d) Uno-due interno o “per dentro”. spalle del difensore in pressione sul p.p. avversario.
Se lo smarcamento è effettuato con il giusto tempismo, cioè quando il
2.2.2 Sovrapposizione p.p. ha il pieno controllo della palla e vede il taglio del compagno, il
difensore sull’appoggio dovrà accompagnarlo nella corsa marcandolo
L’attaccante in appoggio al compagno in p.p. si smarca con una corsa (accompagna e marca).
alle sue spalle per creare una situazione di superiorità numerica (due con- Il difensore in pressione sul p.p., appena è stato superato dalla palla, scap-
tro uno). Nel momento in cui il difensore che fa pressione sul p.p., per- pa all'indietro nella vecchia posizione del compagno che ha assorbito il
cepisce di essere in inferiorità, temporeggia e arretra per dare tempo al taglio, per ripristinare le posizioni di partenza anche se a giocatori invertiti.
compagno di avvicinarsi. Quando il subentrante gli comunica il cambio di Se lo smarcamento avviene fuori tempo perché chi taglia parte troppo
marcatura sul portatore di palla, chi marcava scappa in diagonale difen- presto (o il compagno con palla tarda il passaggio, o altro), il difensore
siva (“sfilata sulla sovrapposizione”) per ricomporre una situazione di accompagnerà, marcando, l’attaccante sul taglio per poi interrompere la
parità numerica (due contro due). corsa nel momento in cui si trovano oltre la linea di palla e la palla non è
Se la sovrapposizione è eseguita a ridosso dell’area di rigore o se il compagno ancora partita (accompagna e lascia).

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All’interruzione della corsa seguirà una nuova corsa a salire per coprire il meno che l'attaccante sulla linea difensiva si abbassi verso il centrocam-
compagno che affronta il p.p. avversario nel caso in cui il passaggio non pista in arrivo.
fosse stato effettuato. Se chi difende opera sulla linea di centrocampo, Il difensore esterno sinistro accompagna il taglio dell’attaccante per inter-
anziché su quella difensiva, non potendosi avvalere del fuorigioco, deve rompere la corsa nel momento in cui la palla non è ancora partita ma l’at-
tenere la marcatura in diagonale finché il taglio non viene assorbito dai taccante, lanciato in profondità, si trova oltre la linea di se stesso (accom-
difensori. Se questi, però, stanno già marcando, si continua a tenerli, a pagna e lascia).

SOVRAPPOSIZIONE CON “SFILATA”

Quando il difensore che affronta il p.p. capisce di trovarsi in inferiorità numerica (1)
dovuta alla corsa in sovrapposizione dell’avversario senza palla (2) scivola in diago-
nale difensiva (3) (“sfilata sulla sovrapposizione”) con il compagno che dalla
copertura (4) va in marcatura (5) ricomponendo una situazione di parità numerica
(due contro due).

SOVRAPPOSIZIONE SENZA CAMBIO DI MARCATURA

Se la sovrapposizione è eseguita a ridosso dell’area di rigore o se il compagno che deve


scambiare la marcatura non è vicino e arriva tardi, il difensore che fa pressione (1) con-
tinua a marcare (2) mentre il compagno fa copertura diagonale sull’avversario che si
sovrappone senza scambiare la marcatura (3).

SMARCAMENTO IN TAGLIO: ACCOMPAGNA E MARCA DEL DIFENSORE

Se lo smarcamento è effettuato con il giusto tempismo, cioè quando il p.p. ha il pieno


controllo della palla e vede il taglio del compagno (1), il difensore sull’appoggio dovrà
accompagnarlo nella corsa marcandolo (2) (accompagna e marca).

SMARCAMENTO IN TAGLIO: ACCOMPAGNA E LASCIA DEL DIFENSORE

Se lo smarcamento avviene fuori tempo perché chi taglia parte troppo presto (o per qual-
siasi altro motivo), il difensore accompagnerà marcando (1), l’attaccante sul taglio (2), per
interrompere la corsa (3) nel momento in cui la palla non è ancora partita ma l’attaccan-
te, lanciato in profondità, si trova oltre la linea di se stesso (accompagna e lascia).

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2.2.4 Uno-due esterno o “per fuori” ca dal piede dell’attaccante, deve sfilare, almeno alla stessa velocità
dell’avversario, per impedire la chiusura dell’uno-due. Il secondo difen-
L’attaccante in p.p. guida e chiede uno-due al compagno in appoggio sore sull’appoggio può cercare l’anticipo sull’attaccante che deve chiude-
che si è mosso con contro movimento lungo-corto. Poiché l’obiettivo re l’uno-due ma solo se è sicuro di arrivare sulla linea del passaggio.
dei due difensori è quello di non subire un passaggio filtrante alle Altrimenti sfila facendo attenzione all’eventualità che l’appoggio non
spalle (cioè di non subire la chiusura dell’uno-due) il difensore che chiuda l’uno-due ma trattenga il pallone. In questo caso il difensore
affronta il p.p. che chiede uno-due, nel momento in cui il pallone si stac- dovrà marcare a pressione, soprattutto se il p.p. si trova in zona tiro.

UNO-DUE ESTERNO O “PER FUORI”

Il difensore che affronta il p.p. che chiede uno-due (1), nel momento in cui il pallone si
stacca dal piede dell’attaccante (2), deve sfilare (3), almeno alla stessa velocità del-
l’avversario, per impedire la chiusura dell’uno-due. Il secondo difensore sull’appoggio
può cercare l’anticipo sull’attaccante (4) che deve chiudere l’uno-due ma solo se è sicu-
ro di arrivare sulla linea del passaggio. Altrimenti sfila (5) facendo attenzione all’even-
tualità che l’appoggio non chiuda l’uno-due ma trattenga il pallone (6).

2.2.5 Uno-due interno o “per dentro” Ma se chi chiude l’uno-due con il passaggio di scarico si muove in
direzione opposta a quella del compagno che detta l’uno-due i due
Può accadere che il p.p. in posizione esterna opposta a quella del- difensori possono effettuare uno scambio di marcatura chia-
l’arto dominante, anziché eseguire con il compagno in appoggio mata dal subentrante che dalla marcatura dell’appoggio passa a
all’interno un dai e vai esterno, effettui un uno-due interno o “per marcare il p.p. Infatti il difensore sull’attaccante in p.p. che chiede
dentro”. Il difensore che marca il p.p. segue il movimento interno di uno-due dapprima lo segue internamente lasciandolo alla marcatura
chi chiede uno-due mentre il compagno continua a marcare l’avver- chiamata dal compagno per assorbire, sfilando, lo spostamento di
sario che chiude l’uno-due con un passaggio di scarico se questi si chi chiude l’uno-due (fig. B). Se non ci sono spazi e tempi suffi-
muove nella stessa direzione di chi “detta” l’uno-due. Non si effet- cienti, o se ci si trova a ridosso della zona di tiro, anche in quest’ul-
tua, pertanto, nessuno scambio di marcatura (fig. A). timo caso non si effettua lo scambio di marcatura (fig. C).

UNO-DUE INTERNO O “PER DENTRO” SENZA SCAMBIO DELLA MARCATURA

Fig. A
Il difensore che marca il p.p. (1) segue il movimento interno di chi chiede uno-due (2) mentre il com-
pagno continua a marcare l’avversario (3) che chiude l’uno-due con un passaggio di scarico se que-
sti si muove nella stessa direzione di chi “detta” l’uno-due (4).
Non si effettua, pertanto, nessun cambio di marcatura.

Fig. B
Se chi chiude l’uno-due con il passaggio di scarico si muove in direzione opposta (1) a quella del
compagno che detta l’uno-due (2) i due difensori possono effettuare uno scambio di marca-
tura chiamata dal subentrante che dalla marcatura dell’appoggio (3) passa a marcare il p.p. (4). Fig. A Fig. B

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UNO-DUE INTERNO O “PER DENTRO” SENZA SCAMBIO DELLA MARCATURA (FIG. C)

Se non ci sono spazi e tempi sufficienti o se ci si trova a ridosso della zona di tiro, anche
in quest’ultimo caso non si effettua lo scambio di marcatura; il difensore che marca il
p.p. avversario (1) continua a marcare (2) mentre il compagno continua a coprire (3).

Dopo aver insegnato i movimenti e averli provati sul campo senza esercitazioni situazionali di due contro due.
opposizione reale e con la giusta gradualità si propongono alcune

SITUAZIONE DI 2:2 CON META (CALCIO RUGBY) E DI DUE-DUE CON PORTICINE

Si organizzano due spazi di 15x25 m circa ciascuno. Nel primo spazio ogni coppia
difende la propria linea di fondo e cerca di oltrepassare quella avversaria, guidando o
ricevendo in corsa nella zona di meta, per conquistare un punto. Il gioco è libero e vale
il fuorigioco. Si sottolinea la ricerca della forte pressione sulla palla per limitare al mas-
simo l’esecuzione di passaggi verticali che possono portare con maggior facilità alla
conquista del punto non potendo contare sull’aiuto del portiere. Nello spazio adiacen-
te si gioca con due porticine di 3 m circa; il gioco è libero ma non si deve sostare davan-
ti alle porticine.

SITUAZIONE DI 2:2 CON PORTA E PORTIERE

Su uno spazio di 20x30 m circa davanti alla porta difesa dal portiere si può organizzare il lavoro:
A) "a tempo" (per esempio due serie di 4' ciascuna) con cambio dei giocatori ad ogni
pallone. Ad ogni azione conclusa o interrotta subentrano due nuove coppie di attaccanti e
difensori; se l'azione è conclusa dagli attaccanti, i nuovi difensori iniziano rinviando sui nuovi
attaccanti, salgono sulla palla in movimento, per arrestarsi un attimo prima della ricezione pron-
ti a difendere. Se l'azione è interrotta dai difensori questi devono fare possesso in superiorità (per
la presenza del portiere) eseguendo almeno due passaggi (ognuno dei tre deve toccare almeno
una volta la palla) prima di rinviare addosso alla nuova coppia di attaccanti. Giocare tenendo
conto del punteggio conseguito dalle due squadre nei due tempi di gioco.
B) "a palloni" (ad es. n° 4 palloni alle spalle di chi attacca); la coppia di difensori esegue cinque azio-
ni successive giocando contro attaccanti sempre diversi. Ogni azione inizia con lancio di un attaccante
sulla linea che scappa (palla libera) con successiva respinta, salita, frenata e difesa in collaborazione.

SITUAZIONE DI 2:2 SU TRE SETTORI “ZONATI” IN ORIZZONTALE

Su tre settori di 18x40 m circa, si gioca in situazione di due-due in ogni settore. I toc-
chi sono liberi e ogni coppia resta zonata nel proprio settore di competenza. I giocato-
ri possono essere impiegati nelle tre zone (difensiva, mediana, offensiva) in coerenza
con i ruoli ricoperti o secondo il principio della rotazione dei ruoli.

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SITUAZIONE DI 2:2 CON ABBINAMENTI PRECOSTITUITI PER CIRCOSTANZE TATTICHE DIVERSE E IMPREVISTE

Su uno spazio di 40x25 m circa si gioca in situazione di due-due con partenze da posi-
zioni e situazioni diverse sia per la coppia in difesa sia per quella in attacco. Tre dei quat-
tro lati del terreno di gioco (esclusa la linea di fondo campo) vengono suddivisi in seg-
menti di ugual lunghezza, ciascuno occupato da una coppia di giocatori. I venti gioca-
tori sono suddivisi in due gruppi di colore diverso. Si stabiliscano degli abbinamenti pre-
costituiti fra coppie che si trovano in posizione speculare. Ogni coppia è in possesso di
un pallone. Alla chiamata del nome di un componente la coppia, da parte del mister,
questa inizia l’attacco alla porta contrastata dalla coppia in posizione speculare, abbi-
nata in precedenza, che deve impedire la realizzazione della rete. L’azione offensiva
deve iniziare con un passaggio.

Proseguiamo nell’analizzare la collaborazione a livello di tattica col- degli attaccanti, affrontati dapprima in situazioni di parità numeri-
lettiva, passando da situazioni di parità numerica (2:2) in cui i gioca- ca (3:3), quindi di inferiorità numerica (3:4).
tori che difendono devono continuamente decidere se marcare o
coprire, a situazioni di superiorità numerica in difesa (3:2) nelle quali Con il passaggio da due a tre attaccanti le variabili da controllare
i difensori devono marcare i due attaccanti e dare copertura da parte dei difensori aumentano, perché i giocatori senza palla
con il terzo muovendosi e scambiandosi, con tempismo ed efficace che possono ricevere e giocare liberamente diventano due, ma
comunicazione verbale, gli attaccanti. rimangono costanti i principi di tattica individuale dell’uno contro
La progressione didattica continua con l’aumento del numero uno e di tattica collettiva del due contro due.

SITUAZIONE DI 3:2 PIÙ UN ATTACCANTE IN APPOGGIO

Su uno spazio di 40x42 m circa due attaccanti, giocando senza vincoli, devono cerca-
re la conclusione contro tre difensori e un portiere. I due attaccanti possono usufruire
dell’appoggio di un terzo compagno che gioca liberamente ma non può concludere a
rete. I difensori devono sfruttare la situazione di superiorità marcando i due attaccanti
e coprendo con il terzo.

ALTERNANZA MARCO-COPRO A TRE GIOCATORI SU ATTACCO CENTRALE E SU ATTACCO LATERALE

Tre attaccanti si passano la palla, a due tocchi sul posto, con passaggi laterali; tre
difensori fronte a loro, alternativamente, eseguono una marcatura uscendo vertical-
mente sull’attaccante in p.p. con frenata e corretta presa di posizione antero-poste-
riore per passare alla copertura con la diagonale difensiva assumendo una posizione
tale da vedere il pallone e l’avversario di zona; i due giocatori che coprono con la dia-
gonale devono restare sulla stessa linea (per avere un’unica linea di fuorigioco) sia
quando la pressione viene fatta sull’attaccante laterale sia quando viene effettuata
sull’attaccante centrale.

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Per esercitare sul campo in situazione di gioco reale il 3:3 si posso- tattiche diverse e impreviste).
no utilizzare le stesse proposte presentate per esercitare il 2:2 (situa- Naturalmente si potranno variare i parametri relativi allo spazio di
zione di 3:3 con meta e di 3:3 con porticine, situazione di 3:3 con gioco rispetto a quelli utilizzati nelle proposte di due contro due, a
porta e portiere, situazione di 3:3 su tre settori “zonati” in orizzon- seconda che si voglia favorire o rendere più difficile il lavoro dei
tale, situazione di 3:3 con abbinamenti precostituiti per circostanze difensori.

SITUAZIONE DI TRE DIFENSORI CONTRO QUATTRO ATTACCANTI

Su uno spazio di 40x42 m circa quattro attaccanti, giocando senza vincoli, devono cer-
care la conclusione contro tre difensori e un portiere. I difensori, trovandosi in situazio-
ne di inferiorità numerica, dovranno soprattutto coprire la zona degli ultimi 16-20 m
concentrandosi nell’imbuto (spazio caldo davanti alla porta) e uscendo a pressione sul
portatore di palla avversario per ostacolarne al massimo la conclusione. È valido il fuo-
rigioco e si gioca con tocchi liberi. Quando l’azione offensiva viene interrotta dai difen-
sori con la conquista del possesso palla, questi rinviano sull’attaccante più arretrato
dopo aver effettuato almeno un passaggio (partecipa anche il portiere) per essere di
nuovo concentrati in una nuova azione difensiva.

2.3 La tattica collettiva nella linea che difende a zona che consiste nell’arretrare per chiudere lo spazio alle spalle (concetto di
palla libera).
Coerentemente con l’impostazione che mi sono dato nell’elaborare que- Queste diverse situazioni richiedono vari sviluppi di tattica.
sto lavoro (tattica individuale, collaborazione fra due o più giocatori, col- Gli schemi di gioco, necessari per applicare correttamente i principi della
laborazione nel reparto difensivo a zona, e collaborazione di squadra), tattica nella fase di non possesso, che affronteremo in questa parte della
ritengo utile prendere in considerazione da un punto di vista didattico e tesi sono: l’elastico difensivo, i raddoppi di marcatura, la creazione del
situazionale gli aspetti che riguardano il reparto difensivo schierato con lato forte in fascia laterale, il pressing, il fuorigioco. Se queste situazioni
quattro difensori. vengono decodificate e automatizzate dai calciatori, il gioco difensivo
Nel difendere a zona, ogni giocatore si muove in funzione della palla trarrà grande giovamento. Naturalmente questi movimenti vanno propo-
andando in marcatura a pressione sull’avversario in p.p. nella zona di sua sti ai difensori del reparto difensivo con esercitazioni specifiche che esal-
competenza (a meno che non si trovi in inferiorità numerica) o coprendo tino l’apprendimento consapevole e non stereotipato.
uno spazio in senso orizzontale e verticale. Prima di affrontare questi aspetti, però, vediamo la disposizione di un
Ritengo che il punto di partenza fondamentale debba essere identificato reparto difensivo composto da quattro giocatori.
nella marcatura a pressione, azione di tattica individuale che il giocatore
adotta sul portatore di palla avversario con lo scopo di limitare tempo e
spazio di gioco. 2.3.1 La disposizione nella linea difensiva a quattro giocatori
La marcatura a pressione, analizzata nella prima parte di questo lavoro,
innesca una serie di concetti fondamentali per lo sviluppo della tattica La posizione e i movimenti dei quattro difensori sono influenzati dalle
collettiva nella fase di non possesso. variabili della situazione (palla, posizione di avversari e compagni,
I giocatori devono essere educati all’interpretazione delle condizioni della zona di campo in cui si opera, posizione della nostra porta).
palla individuando le situazioni di gioco favorevoli per applicare la pres- Per adottare una difesa attiva e corale finalizzata a creare situazioni di
sione (concetto di palla coperta) o un’azione di temporeggiamento superiorità numerica si adotta la cosiddetta linea difensiva.

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Attraverso movimenti coordinati la linea difensiva si modella alle diverse Tra gli svantaggi vi è quello di dare spazio libero alle spalle dei due difen-
situazioni di gioco e alla filosofia del tecnico: rispetto al portatore di palla sori centrali e di non avere copertura su un uno-due avversario.
si possono sviluppare “linee difensive” a 1 sola copertura, a 2 o 3 coper-
ture che influenzano la profondità “tolta o concessa all’avversario” e il Con due linee di copertura (fig. B) c’è più copertura laterale e centra-
relativo modo di difendere. le ma fra gli svantaggi vi è quello di concedere più profondità agli avver-
sari; inoltre è più difficile attuare il fuorigioco collettivo così come è più
Su palla laterale si può adottare un posizionamento: difficile pressare centralmente un passaggio interno degli avversari per-
- a 1 linea di copertura; ché il difensore centrale che copre deve percorrere più spazio.
- a 2 linee di copertura in cui i due centrali si coprono reciprocamente.
Su palla centrale (fig. C):
Con una linea di copertura (fig. A) non si dà profondità agli avversari, si - l’uomo di zona esce a pressione mentre gli altri stringono in copertura
è pronti al fuorigioco, si è più pronti a pressare il passaggio interno, si è più rimanendo tutti sulla stessa ultima linea per poter attuare il fuorigioco
corti e quindi è più facile dare e ricevere copertura con la linea davanti. individuale su un possibile taglio interno dell’attaccante.

PIRAMIDE DIFENSIVA SU ATTACCO CENTRALE (FIG. A)


I giocatori mantengono una distanza ottimale fra loro tale da permettere, su un
attacco esterno, di occupare gli spazi dalla linea mediana del campo al portato-
re di palla lasciando eventualmente libero lo spazio lontano dalla linea dove si
genera il cosiddetto “lato debole”.

PIRAMIDE DIFENSIVA SU ATTACCO CENTRALE (FIG. B)


La disposizione a due linee di copertura concede più profondità agli avversari,
rende più difficile l’applicazione del fuorigioco, è meno aggressiva nell’aggredire
Fig. A Fig. B
la palla ma consente una maggiore copertura alle spalle.

PIRAMIDE DIFENSIVA SU ATTACCO CENTRALE (FIG. C)


Il difensore centrale di parte esce a pressione, l’altro difensore centrale e il difen-
sore esterno di parte coprono in diagonale per formare la cosiddetta piramide
difensiva. Il difensore esterno più lontano si allinea con gli altri due compagni in
copertura.

MAI STARE PIATTI


Il concetto di copertura è fondamentale per la difesa a zona. Mai commettere
l’errore di stare piatti sul portatore di palla avversario.
Fig. C Mai stare piatti

È utile ribadire la posizione che deve assumere il difensore esterno oppo- palla non deve mai superare la linea del centrale di parte: in tal
sto alla palla. Abbiamo visto che nella disposizione ad una linea di coper- caso si verrebbe a creare la cosiddetta “diagonale profonda” che impe-
tura si allinea con gli altri tre, mentre nella disposizione a due linee di disce di attuare una difesa corale e collettiva alterando i principi ispirato-
copertura il difensore esterno si allinea con il difensore centrale della sua ri della difesa a zona (fig. E).
parte. In quest’ultima disposizione, però, il difensore esterno opposto Con la diagonale profonda, infatti, la squadra si allunga, concede
alla palla, se non ha un avversario diretto da marcare, può stare in linea profondità agli avversari in quanto i difensori sono costretti ad arretrare
con il penultimo difensore (fig. D). Il difensore esterno opposto alla sui lanci lunghi effettuati fra i centrali. Non è possibile attuare il fuorigio-

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SCUOLA ALLENATORI

co se una delle due punte che taglia dietro le spalle dell’altro centrale, il fuorigioco; di conseguenza si verrebbe a perdere il concetto di marca-
poiché il difensore centrale se ha alle spalle il difensore esterno non può mento nella zona. Anche l’arretramento del centrocampista dovrebbe
sapere quanto profondo sia stato il suo movimento di copertura. Il mar- avvenire a livelli di campo molto bassi per assumere la posizione di quin-
catore a zona dovrebbe seguirlo ovunque a uomo non potendo attuare to difensore allo scopo di evitare attacchi in “zona cieca”.

DISPOSIZIONE A DUE LINEE DI COPERTURA (FIG. D)


Il difensore esterno opposto alla palla, se non ha un avversario diretto da
marcare, può stare in linea con il penultimo difensore occupando un livello
di campo più avanzato.

DIAGONALE PROFONDA: NO! (FIG. E)


Con questa disposizione si allunga la squadra perché si deve arretrare e non
può essere attuato il fuorigioco. Inoltre vengono a mancare i principi fon-
danti della difesa a zona.

Fig. D Fig. E

2.3.2 I movimenti preordinati del reparto difensivo a quattro giocatori comprendere e memorizzare i concetti tattici che stanno alla base dei movi-
menti effettuati e per passare, poi, al lavoro in situazione con la presenza atti-
Il lavoro didattico nel reparto difensivo a quattro giocatori segue quello di tat- va di avversari in modo da consentire ai difensori di disporre situazionalmente
tica individuale e collettiva presentato nelle pagine precedenti. Con le propo- dei concetti tattici acquisiti scegliendo ed eseguendo movimenti di marcatura
ste di reparto tutti i difensori devono acquisire le stesse conoscenze e le mede- e copertura adeguati alla continua dinamica del gioco. Le esercitazioni situa-
sime regole di gioco per adottare soluzioni difensive coordinate nel tempo e zionali servono, inoltre, per imparare a sfruttare la regola del fuorigioco, fon-
nello spazio. Sul piano metodologico le proposte vanno dapprima effettuate damentale per tenere la squadra corta e non dare profondità agli avversari
senza avversari (o con avversari passivi), affinché i calciatori possano meglio subordinandolo al pressing e alla condizione di palla “coperta”.

QUATTRO CONTRO ZERO PER ALTERNANZA MARCO-COPRO A QUATTRO GIOCATORI SU ATTACCO CENTRALE E LATERALE

Su tutto il campo, escluso le due aree di rigore e i corridoi adiacenti, si dispongono


diversi palloni in ordine sparso. I giocatori a gruppi di quattro sono numerati e a turno
attaccano uno dei palloni disposti sul campo. Il tecnico chiama il numero corrisponden-
te al giocatore che deve fare l’aggressione alla palla. I compagni di chi va a “marcare il
pallone” si dispongono in copertura e in diagonale, con piramide se l’attacco è centra-
le, con una o due linee di copertura, a seconda delle indicazioni del tecnico, se l’attac-
co è laterale. Gli spostamenti dei quattro possono avvenire con successivi attacchi alla
palla orizzontali e con movimenti in avanzamento e arretramento. L’esercitazione si può
eseguire anche come riscaldamento modulando il ritmo d’esecuzione. Eseguono otto
giocatori (quattro per ogni metà campo) mentre gli altri, nelle due aree di rigore, atten-
dono effettuando altri esercizi di riscaldamento.

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QUATTRO CONTRO ZERO PER ALTERNANZA MARCO-COPRO A QUATTRO GIOCATORI SU ATTACCO CENTRALE E LATERALE

Stessi obiettivi dell’esercitazione precedente:


per esercitare la linea difensiva a quattro giocatori all’alternanza marcare/coprire su attacco
laterale e attacco centrale avversario con disposizione diagonale a una o due linee di coper-
tura (su attacco laterale) e a piramide (su attacco centrale).
Sulla tre quarti campo si dispongono quattro sagome ricoperte da casacche di colore diver-
so in riga distanti circa dieci metri una dall’altra. Il tecnico chiama il colore che viene attac-
cato con marcatura a pressione dal giocatore della zona di competenza con i tre compagni
che si posizionano in diagonale o a piramide.

MOVIMENTI PREORDINATI DEI QUATTRO DIFENSORI CONTRO QUATTRO ATTACCANTI IN LINEA. DALLA DIDATTICA ALLA SITUAZIONE REALE

Si dispongono i quattro del reparto difensivo ad una distanza di 20/25 m dalla linea di porta.
Quattro attaccanti, ognuno in p.p., palleggiano all’altezza della linea mediana del campo. Al
comando del tecnico l’attaccante chiamato mette palla a terra e punta in guida verso la linea
dei difensori. Il difensore della zona di competenza va a pressare, mentre gli altri cercano di posi-
zionarsi in copertura.
L’esercitazione si svolge dapprima in forma didattica con gli attaccanti che si alternano nel pun-
tare in guida i diversi difensori che non intervengono sulla palla; al segnale del tecnico si passa
alla situazione reale: l’attaccante in p.p. esegue un passaggio di scarico ad uno dei tre compa-
gni più arretrati che hanno abbandonato il pallone con cui stavano palleggiando per cercare di
segnare (in un tempo prestabilito) mentre i difensori dovranno impedirlo. Se nel frattempo i
difensori conquistano la palla devono cercare di trasferirla al tecnico nel semicerchio di c/c.

MOVIMENTI PREORDINATI DEI QUATTRO DIFENSORI CONTRO QUATTRO ATTACCANTI IN LINEA. DALLA DIDATTICA ALLA SITUAZIONE REALE

Quattro attaccanti in linea eseguono un giro palla a due tocchi. Il difensore di zona va in
marcatura a pressione mentre gli altri coprono.
Su attacco laterale si adotterà la disposizione a una linea di copertura (tratteggio rosso) o a
due linee di copertura, mentre su attacco centrale la copertura dei tre deve avvenire su una
linea per essere in grado di attuare il fuorigioco su un taglio interno degli attaccanti (tratteg-
gio verde). L’esercitazione si svolge dapprima in forma didattica (attaccanti che mantengo-
no le posizioni e difensori che non intervengono sulla palla); al segnale del tecnico si passa
alla situazione reale con tutti i giocatori attivi: gli attaccanti dovranno cercare di segnare (in
un tempo prestabilito) mentre i difensori dovranno impedirlo. Se nel frattempo i difensori
conquistano la palla devono cercare di trasferirla al tecnico nel semicerchio di c/c.

Se la didattica agevola l’apprendimento consapevole e graduale di concet- gli uomini sotto la linea della palla devono sempre ragionare e operare
ti e posizioni che i quattro giocatori della linea difensiva devono attuare, all’unisono, come un tutt’uno.
con il passaggio alle situazioni reali di gioco (nelle situazioni di quattro con-
tro quattro aumentano le variabili per la presenza di tre attaccanti senza Per favorire l’acquisizione di questi comportamenti di tattica collettiva e per
palla) ogni difensore deve imparare a comprendere le diverse circostanze di rendere i giocatori attivi, autonomi e partecipi, è fondamentale, come già
gioco per dare risposte tatticamente razionali fondate sull’analisi della ricordato in altre parti di questo lavoro, fornire ai giocatori le regole di gioco
situazione e su corrette azioni tecnico tattiche in termini spazio-temporali. per aiutarli nell’attuare azioni difensive collaborative e organizzate.
Tale lettura deve essere fatta sempre con il concetto di reparto in quanto I difensori devono anzitutto imparare a muoversi in orizzontale e in verticale.

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SCUOLA ALLENATORI

2.3.3 I movimenti orizzontali della linea difensiva Vediamo i movimenti a scalare in orizzontale nei seguenti casi:
- scalare per affrontare una situazione in cui il difensore esterno si trova
I quattro difensori devono sapersi muovere in orizzontale con i giusti fuori posizione;
tempi mantenendo l’equidistanza delle posizioni. - scalare per affrontare una situazione in cui il difensore centrale si trova
fuori posizione;
Quando un difensore viene superato dall’avversario, quando si trova - scalare per affrontare una situazione in cui il difensore esterno è supe-
temporaneamente fuori posizione o nel caso in cui si trovi ad affrontare rato in dribbling dall’avversario;
una situazione di inferiorità numerica, i compagni di reparto devono - scalare di fronte alla sovrapposizione esterna avversaria per riequilibra-
“scalare le posizioni”. Lo spazio lasciato temporaneamente libero dal re una temporanea situazione di inferiorità numerica;
difensore viene coperto dallo spostamento del compagno più vicino con - scalare per evitare una situazione di inferiorità numerica sull’esterno;
i restanti due difensori che si spostano per coprire ognuno il posto del- - scalare in seguito allo smarcamento in taglio esterno di un attaccante
l’altro attuando, in tal modo, uno scorrimento di reparto. centrale.

SCALARE PER AFFRONTARE UNA SITUAZIONE IN CUI IL DIFENSORE ESTERNO SI TROVA FUORI POSIZIONE

I 4 giocatori eseguono una circolazione della palla da sinistra a destra accompagnando


con una leggera corsa nella stessa direzione del gioco (linea sottile tratteggiata).
Quando la palla arriva al difensore esterno opposto questi, dopo una breve guida verso
il centro del campo, si arresta, cambia senso e si trasforma in attaccante simulando una
situazione in cui il difensore esterno si trovi fuori posizione. I tre compagni del reparto
attuano un movimento a scalare per ridare compattezza al reparto (linea spessa trat-
teggiata) con marcatura e diagonale a una linea di copertura.

SCALARE PER AFFRONTARE UNA SITUAZIONE IN CUI IL DIFENSORE ESTERNO SI TROVA FUORI POSIZIONE

Come prima, un difensore esterno (chiuso) effettua un giro palla sul difensore centrale di
parte; l’altro difensore centrale si inserisce, riceve la palla, la guida verso il centro del
campo, si arresta, cambia senso e si trasforma in attaccante simulando una situazione in
cui il difensore centrale si trovi fuori posizione.
I tre compagni del reparto attuano un movimento a scalare per ridare compattezza al
reparto (linea spessa tratteggiata) con disposizione a piramide a una linea di copertura.

SCALARE PER AFFRONTARE UNA SITUAZIONE IN CUI IL DIFENSORE ESTERNO È SUPERATO IN DRIBBLING DALL’AVVERSARIO

L’attaccante in p.p. punta il difensore esterno che lo accompagna senza intervenire


attivamente e si fa superare. Il difensore centrale di parte scala in marcatura mentre
il difensore esterno superato ripiega in diagonale per ricompattare il reparto nella
zona centrale.

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SCALARE DI FRONTE ALLA SOVRAPPOSIZIONE ESTERNA AVVERSARIA PER RIEQUILIBRARE
UNA TEMPORANEA SITUAZIONE DI INFERIORITÀ NUMERICA
L’avversario in p.p. interno esegue un passaggio sul compagno in posizione esterna
e si sovrappone per ricercare ampiezza e una temporanea superiorità. Quando il
difensore che affronta il p.p. capisce di trovarsi in inferiorità numerica sfila in diago-
nale difensiva (“sfilata sulla sovrapposizione”) per ricomporre una situazione di
parità numerica.
Gli altri due difensori scalano per ricompattare il reparto.

SCALARE PER EVITARE UNA SITUAZIONE DI INFERIORITÀ NUMERICA SULL’ESTERNO

L’avversario in p.p. punta in guida della palla il difensore esterno nella cui zona di
competenza si trova un avversario. Per non subire una situazione di inferiorità il
difensore esterno non può marcare a pressione il p.p. che verrà affrontato dal difen-
sore centrale di parte con il resto del reparto che scorre nella zona della palla.

SCALARE IN SEGUITO ALLO SMARCAMENTO IN TAGLIO ESTERNO DI UN ATTACCANTE CENTRALE

Sulla circolazione della palla l’attaccante centrale si smarca in taglio esterno accom-
pagnato dal difensore centrale e riceve il passaggio verticale dal c/c esterno opposto,
marcato dal difensore esterno. Il difensore esterno, appena la palla è passata alle sue
spalle, ripiega in diagonale per ricompattare il reparto nella zona centrale.

2.3.4 La creazione del lato forte in fascia laterale sario, il difensore esterno, dopo aver marcato a pressione, si muove con spo-
stamenti laterali assumendo una postura tale da vedere sempre palla e avver-
Quando la palla deve essere riconquistata su una fascia laterale abbiamo sario (non deve chiudersi troppo verso la palla né aprirsi troppo verso l’avver-
visto che con lo scorrimento del reparto difensivo si determina densità in sario). La diagonale del difensore esterno opposto alla palla non dovrebbe
zona palla per cui si crea una zona forte favorita anche dalla più limitata pos- mai superare la metà della porta per non dare troppo campo agli avversari.
sibilità degli avversari che a questo punto hanno angoli di gioco di soli 180°. Sul cambio di gioco avversario il difensore opposto alla palla deve essere subi-
La fascia opposta alla palla (lato debole) può restare maggiormente libera in to in grado di decidere se pressare – quando ci sono i tempi di gioco e si trova
quanto, anche di fronte ad un cambio di gioco improvviso, la lunga, anche sotto la linea di palla su un cambio di gioco poco profondo – o andare verso
se veloce, traiettoria non dovrebbe trovare impreparata la linea difensiva poi- la porta per entrare nel primo palo – se rimane sopra la linea di palla su un
ché tutti si muovono in funzione della palla. Prendiamo in considerazione, in cambio di gioco profondo – con i due difensori centrali che occupano una
particolare, il comportamento tattico del difensore esterno seguendolo nei posizione entro la porta. Il tempo di scivolamento ha come riferimento il
suoi movimenti. Nello scorrimento/scivolamento che segue il giro palla avver- piede d’appoggio dell’avversario che esegue il cambio di gioco.

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SCUOLA ALLENATORI

SCORRIMENTO DELLA LINEA DIFENSIVA SU CIRCOLAZIONE DEGLI AVVERSARI ESEGUITA CON PASSAGGI CORTI

La circolazione della palla viene eseguita dai cinque avversari con passaggi corti e con
tempi di gioco a due tocchi che non richiedono spostamenti molto veloci dei quattro
difensori. Gli attaccanti possono modificare i tempi di gioco alternando un tocco ai due
tocchi con conseguente adattamento della velocità di scorrimento dei difensori.
L’esercitazione si può utilizzare nella fase iniziale della seduta come nel riscaldamento.

SCORRIMENTO DELLA LINEA DIFENSIVA SU CAMBIO DI GIOCO ESEGUITO CON PASSAGGIO LUNGO A SCAVALCO

I quattro attaccanti eseguono un cambio di gioco con un lungo passaggio a scavalco dopo
un iniziale passaggio di scarico. Il difensore opposto alla palla (in fig. il difensore esterno
sinistro) sul cambio di gioco poco profondo, si viene a trovare sotto la linea della palla per
cui compie uno scorrimento per andare a pressione sul nuovo p.p. avendo come tempo di
riferimento il piede d’appoggio dell’attaccante che esegue il cambio di gioco. Il difensore
esterno destro scala in orizzontale (insieme ai due centrali) e chiude la disposizione del
reparto (a una o due linee di copertura) posizionandosi in modo tale da vedere palla e
avversario di zona senza oltrepassare la metà della porta in senso verticale.

SCORRIMENTO DELLA LINEA DIFENSIVA SU CAMBIO DI GIOCO ESEGUITO CON PASSAGGIO LUNGO A SCAVALCO PROFONDO

Rispetto alla situazione precedente il lancio effettuato dall’attaccante per cambiar


gioco, dopo l’iniziale passaggio di scarico, è eseguito in profondità per cui il difensore
esterno opposto alla palla si viene a trovare sopra la linea di palla. In questo caso il suo
movimento è quello di andare verso la porta entro il primo palo con i due difensori cen-
trali che occupano una posizione entro la porta per difendere su eventuali cross di
prima intenzione provenienti dal fondo campo.

2.3.5 I movimenti verticali della linea difensiva e i difensori quindi devono coprire lo spazio dietro alla linea ricercando, in gene-
re, la concentrazione difensiva arretrando nell’“imbuto” (o sfilando, scappando).
La linea difensiva deve sapersi muovere sull’asse verticale del campo; deve esse- Ovviamente non si arretra all’infinito ma fino all’area di rigore o alla linea dei 20
re sempre in movimento e questo dinamismo si deve manifestare con coordina- o 25 metri dalla linea di porta, a seconda delle indicazioni del tecnico; in questa
ti movimenti, in avanzamento e arretramento, effettuati in base alla situazione di zona gli spazi sono limitati sia in profondità sia in ampiezza: c’è il portiere ed è
gioco con l’obiettivo di togliere profondità all’avversario e di mantenere la possibile una buona copertura. Se la palla è giocata davanti alla difesa si fa
squadra corta. marco-copro; se è giocata in fascia laterale, anche in profondità, la difesa guada-
Per avere buoni risultati nell’applicazione coordinata dei movimenti in verticale di gna un tempo di gioco che potrebbe consentire di recuperare un compagno che
“sali-scendi” della linea difensiva la regola di gioco che la linea deve conoscere e rientra (e ritornare in parità o superiorità numerica), di riordinare le fila dei difen-
interpretare in modo unitario si basa sul concetto di palla libera-palla coperta. sori, di leggere una situazione difensiva predeterminata.
La situazione di palla libera si ha quando il possessore ha tempo e spazio per Su palla libera la difesa deve essere sempre in movimento; pronta a scappare
vedere il gioco e verticalizzare con libertà di scelta per cui i suoi compagni hanno nell’imbuto; a stringere le marcature e coprire; ad avanzare con l’elastico difensivo.
tempo e spazio per preparare ed effettuare movimenti di smarcamento e/o di La situazione di palla coperta si ha quando il possessore ha poco tempo e spa-
inganno. Su palla libera non bisogna mai dare lo spazio per la profondità zio per giocare in quanto è marcato a pressione da un avversario; la sua atten-

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zione è rivolta più alla palla che allo spazio ed è difficile eseguire un passaggio particolarmente favorevoli per creare le condizioni di palla coperta in cui
verticale preciso. In questo contesto i tempi di smarcamento e gli spazi da sfrut- la linea deve assumere un atteggiamento aggressivo e avanzare verso la palla per
tare dai compagni senza palla sono limitati dalla vicinanza del difensore che fa mantenere la squadra corta e compatta.
pressione che determina, così, una grande zona d’ombra. In situazione di palla Ciò si verifica quando:
coperta la linea difensiva deve assumere un atteggiamento aggressivo e avanza- 1) l’avversario in p.p. è marcato a pressione per cui non ha la giocata verticale;
re verso la palla per mantenere la squadra corta e compatta. 2) la palla è rinviata dal nostro portiere o da un nostro difensore;
Il concetto di marco-copro oltre ad essere relativo alla situazione di palla libera- 3) l’avversario guida la palla con spalle alla nostra porta o si libera della palla con
palla coperta (nel senso che palla libera copro, palla coperta marco) dipende spalle alla nostra porta effettuando retropassaggi;
anche dalla posizione di campo occupata dal difendente in rapporto alla palla; se 4) l’avversario guida la palla nel momento in cui il piede d’appoggio è distante
il difendente si trova verso il limite dell’area e la palla è vicina si deve stringere la dalla palla.
marcatura sull’avversario di zona (marcare di più e coprire di meno) per ostaco- La linea difensiva, viceversa, scivola all’indietro per coprire e restringere gli spazi
lare una conclusione o un assist che potrebbe cogliere sbilanciata la linea difen- difensivi nelle situazioni di inferiorità numerica con lo scopo di guadagnare un
siva sulla nuova palla. tempo di gioco per ricomporre un equilibrio tattico con il rientro di compagni
È determinante educare i difensori a riconoscere ed automatizzare le situazioni sotto la linea di palla.

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: GUIDA, ARRESTO, GUIDA, PASSAGGIO

Tre coppie di giocatori si trovano circa a metà campo centralmente e sulle fasce; cia-
scuna coppia è in possesso di una palla. Quattro difensori partono dalla tre quarti e si
muovono in modo unitario sulla base della lettura delle condizioni del p.p. L’attaccante
chiamato dal tecnico punta in guida la linea difensiva che indietreggia per coprire e
restringere lo spazio perché la palla è libera. Dopo una breve guida (1) il p.p. si arresta,
cambia senso, guida con spalle alla porta (2) ed esegue un passaggio (3) sul compagno
in sostegno. La linea avanza verso la palla interpretando correttamente le condizioni di
palla coperta per arrestarsi e indietreggiare nuovamente un attimo prima che l’avversa-
rio fronte alla porta riceva il passaggio (4).

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: GUIDA, ARRESTO, PASSAGGIO

L’esercitazione è simile a quella precedente; cambiano le situazioni di lettura tattica e


quindi i tempi di arretramento e avanzamento della linea. L’attaccante chiamato dal
tecnico punta la linea guidando frontalmente (1) si arresta ed esegue il passaggio (2)
sul compagno a sostegno. La linea arretra quando è puntata frontalmente (palla libe-
ra), si arresta e avanza nel tragitto del passaggio per arretrare nuovamente un attimo
prima che l’avversario fronte alla porta riceva il passaggio (3).

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: GUIDA, ARRESTO, SCARICO, CROSS

Questa esercitazione prevede l’inserimento di due attaccanti che cercano la profon-


dità sul cross effettuato di prima intenzione dal centrocampista centrale.
Quest’ultimo riceve dal centrocampista esterno che dopo guida della palla a punta-
re frontalmente la difesa esegue un passaggio sul c/c centrale a sostegno.
La linea difensiva arretra sulla guida della palla (1), avanza sul tragitto del passag-
gio indietro (2) per scappare a difendere la profondità sul cross effettuato di prima
intenzione (3).

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SCUOLA ALLENATORI

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: GUIDA, STERZATA, PASSAGGIO

Anche in questa esercitazione la linea difensiva reagisce all’iniziativa del c/c esterno. Questi
punta in guida della palla il difensore esterno (1) mentre i due attaccanti seguono lo svilup-
po dell’azione in attesa del cross e la difesa arretra. Il p.p. chiuso dal difensore anziché effet-
tuare il cross compie una sterzata rientrando sull’interno (2) per crossare o passare con il
piede opposto (3). Gli attaccanti attaccano lo spazio in taglio e i difensori, dopo aver accom-
pagnato lo smarcamento in profondità degli attaccanti, lasciano su palla chiusa (sterzata nel
momento in cui il piede d’appoggio è distante dalla palla) o sul tempo di smarcamento anti-
cipato dell’attaccante per sfruttare un eventuale fuorigioco.

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: LANCIO, RESPINTA

Quattro difensori sono disposti a circa 25 m dalla linea di fondo campo. Sei attaccanti sono
collocati su due linee: quattro occupano l’ampiezza all’altezza della metà campo circa, due
una posizione esterna sulla tre quarti campo. Alle spalle dei sei attaccanti si trovano diver-
si palloni. Il tecnico chiama uno dei sei giocatori che si dirige sul pallone più vicino posto
alla sue spalle. Durante il breve tragitto per raggiungere il pallone (1) la difesa sale per arre-
trare nell’attimo in cui l’attaccante, dopo aver mosso la palla, pone il piede d’appoggio in
linea con la palla per effettuare un lancio in profondità sulla linea difensiva (2). Il difenso-
re sulla traiettoria respinge (3) con i compagni che coprono con una sola linea di copertu-
ra sia su palla centrale sia su palla esterna. Sul tragitto della palla respinta (palla coperta) la
linea avanza per fermarsi un attimo prima che giunga a uno degli attaccanti; se questi
guida puntando frontalmente (4), la linea arretra, se si gira e guida di spalle alla porta (5)
la linea continua a salire fino a che il tecnico non chiama il nome di un altro giocatore.

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: UNO-DUE INTERNO

Prendiamo in considerazione ancora due situazioni tattiche che si originano su iniziativa del
c/c esterno in p.p. La prima riguarda il cosiddetto uno-due interno (fig. A) o “per dentro”
e la seconda il velo fra due punte strette (fig. B).
Nel triangolo interno effettuato dal c/c esterno che viene dentro al campo per ricevere sul
piede dominante, il difensore esterno dopo marcatura a pressione copre (1) con il difenso-
re centrale di parte che marca (2). Il comportamento tattico del secondo difensore centra-
le e del difensore esterno opposto si basa sulla lettura di palla libera o coperta. Se è libe-
ra, dovranno arretrare nell’imbuto per evitare passaggi filtranti concedendo solo l’esterno
accompagnando i tagli avversari per arrestarsi e salire se la palla non parte.
Se il p.p. è marcato a pressione e non ha la giocata verticale i difensori avanzano per toglie-
re profondità intervenendo in chiusura in zona palla.

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: UNO-DUE INTERNO

Quattro difensori sono disposti a circa 25 m dalla linea di fondo campo. Sei attaccanti sono
collocati su due linee: quattro occupano l’ampiezza all’altezza della metà campo circa, due
una posizione esterna sulla tre quarti campo. Alle spalle dei sei attaccanti si trovano diver-
si palloni. Il tecnico chiama uno dei sei giocatori che si dirige sul pallone più vicino posto
alla sue spalle. Durante il breve tragitto per raggiungere il pallone (1) la difesa sale per arre-
trare nell’attimo in cui l’attaccante, dopo aver mosso la palla, pone il piede d’appoggio in
linea con la palla per effettuare un lancio in profondità sulla linea difensiva (2). Il difenso-
re sulla traiettoria respinge (3) con i compagni che coprono con una sola linea di copertu-
ra sia su palla centrale sia su palla esterna. Sul tragitto della palla respinta (palla coperta) la
linea avanza per fermarsi un attimo prima che giunga a uno degli attaccanti; se questi
guida puntando frontalmente (4), la linea arretra, se si gira e guida di spalle alla porta (5)
Fig. A
la linea continua a salire fino a che il tecnico non chiama il nome di un altro giocatore.

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MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA: VELO

La punta più vicina al compagno che esegue il passaggio “vela” per ricevere il passaggio
di prima nello spazio. Il difensore centrale di sinistra deve intervenire d’anticipo.

Fig. B

Le considerazioni fin qui esposte ci portano a formulare una fondamen- 2.3.6 Applicazione del fuorigioco sullo smarcamento in taglio degli
tale regola di gioco: la linea difensiva non deve mai stare ferma ma si attaccanti
deve muovere in continuazione in avanti e indietro sulla base della inter-
pretazione delle condizioni di palla libera–palla coperta che, unitamente L’applicazione della tattica del fuorigioco sullo smarcamento in taglio
all’applicazione del fuorigioco individuale, permette al reparto difensivo degli attaccanti si può adottare con maggiori probabilità di riuscita adot-
di agire in modo sincrono e unitario con lo scopo di togliere profondità tando una disposizione difensiva ad una sola linea di copertura sia su
agli avversari e tenere la squadra corta. palla laterale sia su palla centrale.
Vediamo i comportamenti dei difensori in occasione dello smarcamento
in taglio degli attaccanti.

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA

Il c/c esterno destro, marcato a pressione dal difensore esterno sinistro (1), gioca a due toc-
chi: riceve dal c/c centrale di parte “aprendosi” sull’esterno ed esegue un passaggio verti-
cale (2) a favore dell’attaccante che si è smarcato in verticale con il taglio (3). Il difensore
centrale sinistro accompagnerà marcando l’attaccante sul taglio per interrompere la corsa
nel momento in cui la palla non è ancora partita, ma l’attaccante, lanciato in profondità,
si trova oltre la linea dello stesso difensore (accompagna e lascia). Gli altri due difensori
devono rimanere in linea con il difensore centrale sinistro dapprima arretrando poi arre-
standosi per salire nel momento in cui il difensore centrale sinistro “lascia” in fuorigioco
l’attaccante. Se il c/c esterno sinistro, anziché giocare a due tocchi gioca di prima intenzio-
ne, al reparto difensivo vengono a mancare i tempi per effettuare il movimento di accom-
pagno e lascio. In tal caso la linea difensiva arretrerà per accompagnare e marcare.

MOVIMENTI VERTICALI SULLA LINEA

L’attaccante centrale più arretrato, marcato a pressione dal difensore centrale sinistro (1),
gioca a due tocchi: riceve da un c/c ed esegue un passaggio verticale (2) a favore dell’at-
taccante più avanzato che si è smarcato in verticale con il taglio (3). Il difensore esterno
sinistro accompagna il taglio dell’attaccante per interrompere la corsa nel momento in cui
la palla non è ancora partita, ma l’attaccante lanciato in profondità, si trova oltre la linea
dello stesso difensore (4) (accompagna e lascia). Gli altri due difensori devono rimanere in
linea con il difensore centrale sinistro dapprima arretrando poi arrestandosi per salire nel
momento in cui il difensore centrale sinistro “lascia” in fuorigioco l’attaccante. Se l’attac-
cante che esegue il passaggio verticale anziché giocare a due tocchi gioca di prima inten-
zione (anche se spalle alla porta), al reparto difensivo vengono a mancare i tempi per effet-
tuare il movimento di accompagno e lascio. In tal caso la linea difensiva arretrerà per
accompagnare e marcare.

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SCUOLA ALLENATORI

Dopo aver insegnato i movimenti e averli provati sul campo senza rità numerica senza la collaborazione di giocatori di altri reparti (quat-
opposizione reale e con la giusta gradualità si deve passare alla fase tro contro sei) e con la collaborazione di giocatori di altri reparti
delle esercitazioni situazionali; si propongono, di seguito, alcune (quattro più uno contro otto, quattro più due contro otto, quattro più
esercitazioni situazionali da eseguire con la linea schierata in inferio- quattro contro dieci).

SITUAZIONE DI QUATTRO CONTRO SEI

Prima lavoro didattico senza l’intervento attivo dei difensori poi al comando del tecnico si
gioca in situazione reale con i difensori che difendono la porta e cercano di impedire la rea-
lizzazione. Si dà un limite di tempo (esempio tre minuti) entro il quale deve essere conclu-
sa l’azione offensiva. Se la palla viene conquistata dai difensori prima che scada il tempo
disponibile l’esercitazione può essere organizzata con modalità diverse:
A) il difensore che conquista la palla calcia lungo per perdere tempo, recuperare e salire
con la linea posizionandosi lontano dalla porta, pronto a difendere su una nuova azione
iniziata da un c/c con uno dei diversi palloni disposti sulla linea mediana del campo alle
spalle degli attaccanti;
B) il difensore che conquista la palla insieme ai compagni di linea deve far pervenire la palla
ad un quinto compagno posto nel semicerchio di c/c con un’azione di possesso palla che
privilegi sempre la giocata in sicurezza. Di fronte al rischio di perdere il p.p. in zona perico-
losa, per tentare una costruzione manovrata il difensore in p.p. può sempre calciare lungo.
Si può anche cambiare la disposizione dei sei attaccanti per abituare i quattro difensori ad
affrontare diversi moduli di gioco (4-4-2 con c/c in linea, 4-4-2 con c/c a rombo, 4-3-3).

SITUAZIONE DI QUATTRO CONTRO SEI SU DUE CAMPI ADIACENTI

Con questo tipo di esercitazione si ha una maggiore continuità nel gioco in quanto i difen- Fig. B
sori che riconquistano la palla devono iniziare la costruzione dell’azione giocando sui c/c
e/o gli attaccanti che si trovano nel campo adiacente. Gli spazi di gioco possono essere
diversi per abituare la linea difensiva a difendere a diversi livelli di profondità.
Si può giocare su una metà del campo (fig. A), sull’intero campo con aree e corridoi adia-
centi esclusi (fig. B), sull’intero campo (fig. C).

Fig. A
Fig. C

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SITUAZIONE DI QUATTRO PIÙ UNO CONTRO OTTO (FIG. A)
Si inserisce un centrocampista centrale davanti alla difesa. L’obiettivo è sempre quello di
coprire lo spazio davanti alla porta e tra i compagni. Il c/c/c deve operare davanti alla dife-
sa e scalare sulla linea sostituendo uno dei difensori centrali quando è scalato sulla fascia
Fig. A
a prendere il posto del terzino eventualmente saltato. Sugli attacchi dal fondo si preoccu-
pa della zona del dischetto del rigore.
Si dà un limite di tempo entro il quale deve essere conclusa l’azione offensiva. Se la palla
viene conquistata dai difensori prima che scada il tempo disponibile l’esercitazione può
essere organizzata con le stesse modalità previste nella situazione di quattro contro sei pro-
posta in precedenza.

SITUAZIONE DI QUATTRO PIÙ UNO CONTRO OTTO (FIG. B)


Davanti alla linea difensiva si inseriscono due c/c centrali. L’obiettivo è sempre quello di
Fig. B
coprire lo spazio davanti alla porta e tra i compagni. I due c/c devono agire in modo coor-
dinato nell’andare a pressione su palla centrale dandosi reciproca copertura, pronti a pren-
dere il posto del difensore esterno di parte eventualmente saltato e a coprire all’altezza del
dischetto di rigore sugli attacchi dal fondo.

SITUAZIONE DI QUATTRO PIÙ QUATTRO CONTRO DIECI

Possiamo utilizzare la seguente progressione.


Dapprima si gioca con due linee (difesa e centrocampo) che hanno unicamente il compito di difendere contro una squadra formata da
dieci giocatori di campo. Si dà un limite di tempo entro il quale deve essere conclusa l’azione offensiva (fig. A). Se la palla viene con-
quistata prima che scada il tempo disponibile si rinvia verso l’attaccante avversario con gli otto difensori pronti ad affrontare una nuova
azione d’attacco.
Gli otto avranno, come già ricordato, solo compiti difensivi; agiranno all’unisono mantenendo compattezza fra le due linee; appliche-
ranno correttamente i principi di tattica collettiva della fase di non possesso per cui non risentiranno della situazione di inferiorità
(marco-copro continuo, quindi scaglionamento nella e fra le linee, azione ritardatrice, equilibrio, concentrazione, controllo e limitazio-
ne). Cureranno le distanze nella linea e fra le linee per darsi sempre reciproca copertura; la lettura di palla libera e palla coperta; le posi-
zioni sugli attacchi esterni e su quelli centrali; gli scorrimenti in ampiezza sui cambi di gioco profondo degli avversari in cui il difensore
esterno opposto alla palla potrebbe trovarsi ossia sopra la linea di palla oppure sotto la linea di palla.
In questa esercitazione, comunque, gli otto difensori, al fine di non subire la rete nel tempo prestabilito, manterranno sempre una situa-
zione di compattezza e di equilibrio tattico con le due linee che difendono sotto la linea di palla.
Ma la gara, si sa, è caratterizzata dalla continua alternanza tra fase di non possesso e fase di possesso, per cui a seguito della perdita Fig. A
del p.p. la squadra può non trovarsi equilibrata e nelle giuste posizioni sotto la linea di palla, causa lo smarcamento di alcuni calciatori
in profondità.
Nel momento dello sbilanciamento, dovuto alla perdita del p.p., è determinante applicare il principio dell’intercambiabilità dei ruoli
disponendosi in modo tale da rimanere sempre con due linee sotto la linea di palla (copertura reciproca) concedendo, eventualmente,
la fascia opposta.
L’alternativa può consistere nell’arretrare per prendere tempo e chiudere gli spazi in una zona più ristretta (concentrazione nell’imbuto).
I lavori di transizione negativa con perdita del p.p. e recupero immediato delle posizioni sotto la linea di palla sono molto utili per miglio-
rare tutti i principi difensivi.
In particolare un’esercitazione molto utile basata sull’intercambiabilità dei ruoli è la situazione di otto + portiere contro dieci su una
metà campo con l’aggiunta di venti metri in lunghezza (fig. B). La squadra al completo deve fare gol; gli otto giocatori devono difen-
dere la porta e cercare di oltrepassare la linea posta venti metri oltre la metà campo (calcio – rugby).
Rispetto all’esercitazione precedente nella fase di possesso gli otto hanno l’obiettivo di passare la linea di meta in qualsiasi suo punto
per cui sono costretti a smarcarsi sopra la linea di palla e a rimanere sbilanciati, fuori posizione e in chiara inferiorità numerica quando
perdono il p.p. Inizia in questo momento l’obiettivo dell’esercitazione che consiste nel vedere come i giocatori si coprono sotto la linea
di palla, come si scambiano le posizioni in senso orizzontale e verticale e come rientrano coloro che si trovano momentaneamente sopra
la linea di palla.
Infine si può sviluppare la situazione di gioco inserendo un secondo portiere e due-tre giocatori compagni degli otto che concludono
a rete dopo aver conquistato la meta. Fig. B

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SCUOLA ALLENATORI

SITUAZIONE DI OTTO CONTRO SEI SU CAMPO “ZONATO”

Per non trascurare la didattica riguardante il movimento dei quattro c/c e per creare un col-
legamento con il reparto difensivo anche sotto forma di guida verbale dei quattro difen-
sori nei confronti dei quattro c/c, si propone una situazione in cui in una zona di campo
prestabilita quattro c/c giocano contro quattro difensori, mentre in una zona adiacente
quattro difensori più il portiere giocano contro due attaccanti. I c/c in p.p. dovranno cer-
care di servire i compagni attaccanti mentre i c/c in fase di non possesso, opportunamen-
te guidati dai difensori alle spalle, dovranno evitare questa possibilità muovendosi con
molto ordine nella fase di non possesso. I due attaccanti possono abbassarsi nella zona
riservata ai c/c ponendosi fra le due linee di gioco seguiti dai difensori.

SITUAZIONE DI OTTO CONTRO SEI SU CAMPO “ZONATO”

Rispetto alla situazione precedente si aggiungono ai sei giocatori azzurri quattro difensori
che operano nella propria zona di competenza (le zone da due passano a tre). In un
momento successivo i difensori si potranno inserire a turno nella zona mediana per creare
superiorità numerica che deve essere riequilibrata da una scalata di un difensore rosso che
garantisca l’equilibrio nella zona centrale. Se i difensori rossi conquistano il p.p. devono
fare un p.p. non finalizzato conquistando un punto dopo un certo numero di passaggi.
Infine, per educare i difensori ad attuare l’intercambiabilità dei ruoli nelle situazioni di
squilibrio tattico, i difensori rossi quando entrano in p.p. si obbligano a conquistare la
zona di meta.

2.4 La collaborazione di squadra pressing e il fuorigioco);


3) Concentrazione;
4) Equilibrio;
2.4.1 I principi della tattica nella fase di non possesso (e in quella 5) Controllo e limitazione in difesa (consapevolezza dei rischi e delle priorità).
di possesso)
Analizziamoli brevemente tenendo anche conto che ad ogni principio della
Poiché lo scopo della tattica è quello di creare una “organizzazione di gioco” è fase di non possesso corrisponde un principio della fase di possesso (scagliona-
importante che i giocatori di ogni reparto acquisiscano i principi della tattica col- mento in attacco; penetrazione/profondità; ampiezza; mobilità; imprevedibilità
lettiva nella fase di non possesso (e in quella di possesso) assi portanti della stes- o improvvisazione e sorpresa).
sa organizzazione. Tali principi di tattica collettiva in fase difensiva devono esse-
re applicati nel corso del gioco dai giocatori di tutti i reparti adottando mezzi e SCAGLIONAMENTO
schemi della tattica tali da rendere pratici e funzionali gli stessi principi. Il tecni- Secondo questo principio non ci si deve mai trovare, in fase difensiva, su una
co incide nel dare organizzazione collettiva se la squadra, in relazione alle sem- linea piatta ma ci si deve posizionare sempre in modo da porsi in copertura a
pre mutevoli situazioni del gioco, sviluppa mezzi/schemi tattici coerenti con i chi attacca il portatore di palla. In fase difensiva si deve assumere una posizio-
principi di tattica, sia nella fase di non possesso sia in quella di possesso. ne intermedia tale da poter intervenire sia sul proprio avversario sia in copertu-
Ricordiamo i principi della tattica collettiva nella fase di non possesso: ra ad un compagno. Nel coprire si deve occupare uno spazio modificando con-
tinuamente la propria posizione in riferimento alla posizione dell’avversario in
1) Scaglionamento; appoggio.
2) Azione ritardatrice (può attuarsi con il temporeggiamento oppure con il Lo scaglionamento permette la copertura reciproca e nel gioco a zona ciò deve

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avvenire non solo nella linea difensiva ma anche fra le linee. Il principio corri- bilità di copertura reciproca nonostante il movimento degli avversari e una velo-
spondente nella fase di possesso è il principio dello scaglionamento in attacco. ce circolazione della palla per sfruttare, in attacco, il principio della mobilità.

AZIONE RITARDATRICE (PUÒ ATTUARSI CON IL TEMPOREGGIAMENTO CONTROLLO E LIMITAZIONE IN DIFESA (CONSAPEVOLEZZA DEI RISCHI
OPPURE CON IL PRESSING E IL FUORIGIOCO) E DELLE PRIORITÀ)
Con questo principio si alterano i tempi di gioco avversari rallentandoli con Rispettare questo principio significa che in fase difensiva si deve sempre ragio-
un’azione di temporeggiamento che consiste nell’indietreggiare verso la pro- nare cercando di agire in seguito ad un’attenta lettura della situazione per non
pria porta portando densità in questa zona (ci si concentra nell’imbuto restrin- essere mai colti di sorpresa, osservando e comprendendo tutte le variabili:
gendo gli spazi su eventuale lancio lungo degli avversari o facendo loro perde- - palla (controllo la palla o l’avversario? È una decisione che deve essere presa
re tempo nel caso di azione manovrata). Questo atteggiamento difensivo è continuamente e che dipende dalla situazione);
conseguente alla lettura di palla libera. Una squadra che ha perso il p.p. ha il - compagni (devo saper interagire con i compagni più vicini, capire e applicare
seguente ordine di priorità: le regole di gioco);
1. la propria porta; - avversari (alternanza fra marcatura e copertura; anche questa è una scelta
2. l’imbuto difensivo; che dipende continuamente dal variare della situazione ma la regola è che più
3. la marcatura degli avversari che diventa tanto più stretta quanto più ci si mi avvicino alla porta da difendere e più marco e meno copro);
avvicina alla porta. - spazi e porta.
Si deve essere consapevoli delle conseguenze delle scelte difensive e si deve
L’altro atteggiamento difensivo contemplato da questo principio nasce dalla fare sempre attenzione di fronte all’atteggiamento degli avversari, che si basa
lettura di palla coperta. In questo caso la squadra scala in avanti (come se in anche sul principio dell’imprevedibilità in attacco.
teoria avanzasse la linea della propria porta) per togliere tempo e spazio al pos-
sessore di palla salendo in pressing e attuando il fuorigioco. I principi di tattica nella fase di non possesso sono presenti negli esercizi di tat-
Si costringono gli avversari a giocare in modo affrettato, con tempi limitati e tica collettiva sul reparto difensivo che ho sviluppato nel paragrafo preceden-
con poco spazio utile su cui effettuare il passaggio. Attuando questo principio te. Lo scaglionamento lo troviamo applicato nella disposizione della linea
in fase di non possesso ci si contrappone alla priorità di conquistare spazio in difensiva su attacco centrale e laterale; l’azione ritardatrice si sviluppa nei
avanti giocando in sicurezza e precisione nella fase di non possesso (principio lavori in cui la linea difensiva si muove in verticale sulla base della lettura di palla
della profondità/verticalizzazione). libera-palla coperta: nel primo caso la linea difensiva scivolava all’indietro nel-
l’imbuto a protezione della zona pericolosa attuando oltre al temporeggiamen-
CONCENTRAZIONE to anche il principio della concentrazione mentre nel secondo caso la linea
Il principio presuppone il raggruppamento di più giocatori possibile nel cosiddet- sale per assumere un atteggiamento aggressivo avanzando verso la palla per
to imbuto difensivo, cioè nella zona di campo più pericolosa, quella compresa marcare gli appoggi vicini ritardando e ostacolando lo sviluppo della manovra
fra la linea della palla e la porta. Man mano che ci si avvicina alla porta le distan- avversaria. Negli esercizi in cui la linea effettua scalate orizzontali per creare
ze fra i difensori devono diminuire sia in senso orizzontale sia in senso verticale zone forti sulle fasce laterali si applica il principio dell’equilibrio necessario a
e si mira ad avere sempre superiorità numerica rispetto agli avversari. La zona di contrastare la mobilità e la circolazione di palla degli avversari.
campo più pericolosa da difendere è quella centrale da cui il tiro in porta ha la In quest’ultima parte del lavoro cercherò in modo graduale e sistematico di
maggiore ampiezza visiva e il portiere ha il maggiore spazio da coprire. organizzare alcune proposte pratiche per sviluppare i principi di tattica con tutti
Il principio corrispondente nella fase di possesso è il principio dell’ampiezza in i reparti schierati.
attacco. Tutti i reparti devono conoscere gli sviluppi di tattica collettiva in fase difensiva
e saperli applicare in riferimento alla situazione di gioco. L’atteggiamento
EQUILIBRIO difensivo collettivo è innescato dal giocatore che si trova più vicino al p.p.
C’è equilibrio quando si riescono a coprire tutti gli spazi mantenendo la possi- avversario. Nasce il concetto di palla libera-palla coperta con i conseguenti

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SCUOLA ALLENATORI

comportamenti tattici collettivi menzionati più volte (azione ritardatrice con Ciò si verifica quando:
temporeggiamento o pressing).
Per organizzare una squadra aggressiva sul piano difensivo con l’obiettivo prima- 1. quando un avversario riceve con spalle girate alla propria porta;
rio di togliere tempi e spazi di gioco agli avversari, ridurre la profondità, portare 2. quando l’avversario, ricevendo palla, esegue uno stop impreciso che gli
superiorità in zona palla mantenendo un blocco unito, compatto, corto e stretto fa perdere tempo;
in senso verticale e orizzontale, credo si debba partire, ancora una volta, dall’at- 3. quando l’avversario riceve un passaggio sbagliato nello spazio (si
teggiamento del singolo giocatore che va ad effettuare la cosiddetta “prima smarca sul lungo e riceve corto o si smarca sul corto e riceve lungo) per
pressione”. Quando il difensore effettua la prima pressione determina una situa- cui perde tempo;
zione di palla coperta; a questo punto il p.p. ha difficoltà a giocare in avanti, è 4. quando l’avversario guida la palla e il piede d’appoggio è distante dalla
costretto a proteggere, ad arretrare o ad effettuare passaggi sugli appoggi vicini: palla stessa;
la squadra deve quindi organizzare un pressing collettivo accorciando veloce- 5. quando la palla è in movimento per un passaggio lento e lungo per cui
mente verso il pallone marcando gli appoggi più vicini e subito pronta a riconqui- ci mette tempo ad arrivare;
stare la palla per contrattaccare. Anche se non ricercata come obiettivo primario, 6. quando la palla è giocata all’indietro;
la conseguenza sarà l’applicazione della tattica del fuorigioco. 7. quando la palla è in aria;
8. su rimessa laterale nei pressi dell’area di rigore avversaria (scarsa gitta-
ta della palla);
2.4.2 Individuazione delle condizioni di palla coperta 9. nel momento in cui l’avversario sta per calciare (elastico difensivo).

È determinante, dunque, educare i giocatori a riconoscere e automatizzare le Per educare i giocatori a riconoscere queste situazioni ritengo che il program-
situazioni particolarmente favorevoli per creare le condizioni di palla coperta ma di lavoro più funzionale debba contenere una continua alternanza tra atti-
che consentono utili sviluppi nel gioco collettivo come il pressing e il fuorigio- vità situazionali, svolte con partite a tema e attività didattiche semplificate
co, l’elastico e i raddoppi di marcatura. senza la presenza degli avversari o con avversari passivi.

PARTITA A TEMA PER RICONOSCERE SITUAZIONI FAVOREVOLI PER CREARE LE CONDIZIONI DI PALLA COPERTA

Il tema da cui partire è la pressione sulla palla. L’obiettivo è di educare i giocatori a rico-
noscere e automatizzare le situazioni particolarmente favorevoli per creare le condizio-
ni di palla coperta prerequisito necessario per il pressing. Si individua una situazione
predeterminata (fra quelle sopra elencate) in cui effettuare la pressione individuale che
rappresenta il tema della gara e per il resto da giocarsi in forma libera; ogni volta che
un giocatore non effettua la pressione nella situazione prestabilita pur essendoci le con-
dizioni spazio-temporali, l’allenatore, che funge da arbitro, assegna un calcio di rigore
contro la squadra del giocatore che non osserva il tema proposto. Viene così penaliz-
zata l’intera squadra stimolando in questo modo la partecipazione e la comunicazione
di tutti i compagni impegnati nel riconoscere e nel trasmettere verbalmente la corretta
lettura del tema proposto. Si parte con la proposta di un tema per partita opportuna-
mente ripetuto fino a che non si crea l’apprendimento automatizzato (acquisizione di
un’abilità senza l’intervento consapevole). Si passa poi alla proposta di due temi per
partita e così via fino a proporli (e ad apprenderli) tutti. A questa tipologia di lavoro va
affiancata un’attività semplificata per riconoscere le situazioni di palla libera-palla
coperta con i conseguenti sviluppi tattici del temporeggiamento o del pressing e con
l’applicazione del fuorigioco e dell’elastico. Il tutto va riportato in situazione affinché
tali sviluppi entrino a far parte del patrimonio tattico di ogni calciatore.

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BLOCCO SQUADRA COMPATTO CHE SI MUOVE IN FUNZIONE DELLA PALLA

Il tecnico in p.p. oltre la metà campo, si muove lentamente guidando in direzione oriz-
zontale, (1) verticale (2) e diagonale (3), rispetto agli assi del campo. La squadra, schie-
rata secondo il modulo stabilito, si muove in blocco sotto la linea di palla e, a seconda
della posizione della stessa, ricercherà l’equidistanza fra le linee e nei reparti per man-
tenere il blocco corto e stretto, la simultaneità nei movimenti orizzontali, verticali, lo
scaglionamento fra le linee. Dovrà, inoltre, assumere posizioni sfalsate, privilegiando il
principio della concentrazione nell’imbuto.

SVILUPPO DELL’ESERCITAZIONE DENOMINATA “BANDIERINE COLORATE”


Ipotizzando di schierare la squadra con il 4-4-2 vediamo i movimenti nelle diverse posi-
zioni. Con palla chiamata in corrispondenza delle bandierine nera e viola si assiste alla
marcatura a pressione del difensore esterno di parte con una o due linee di copertura
nel reparto. Il c/c esterno di parte effettua il raddoppio sistematico anche in funzione
di un eventuale pressing ad invito. Tutti gli altri giocatori si abbassano per mantenere
la compattezza di squadra. Bandierina grigia: piramide difensiva con una linea di coper-
tura e raddoppio del c/c centrale più vicino.
Bandierine rossa e verde: prima pressione del c/c esterno di parte con doppia linea di
copertura del reparto mediano se le punte si trovano sopra la linea di palla (quella di
parte si posizione sul retropassaggio, l’altra si accentra). I restanti giocatori avanzano in
direzione della palla. Se anche le punte si trovano sotto la linea della palla la punta di
parte esegue la prima pressione mentre l’altra chiude su un eventuale retropassaggio
centrale, e tutti gli altri accorciano in pressing.

BANDIERINE COLORATE

Si posizionano sul campo sette bandierine colorate (o altri oggetti diversi fra loro) in
corrispondenza delle posizioni occupate dalla squadra avversaria, disposta in campo
con un determinato sistema di gioco. Nell’esempio riportato si suppone di affrontare
un 4-3-3 con mancanza dei tre c/c.
Il tecnico continua a guidare la palla e la squadra si modella in blocco come nell’eser-
citazione precedente fino a quando non viene chiamato il colore di una bandierina; la
squadra deve immaginare che la palla sia stata trasmessa in quella posizione e quindi
deve muoversi in blocco e con sincronia. Dopo ogni passaggio la palla “ritorna” al tec-
nico e la squadra si riposiziona per rimuoversi in modo unitario sulla chiamata di un
nuovo colore. Il tecnico può anche chiamare in successione i vari colori: la squadra si
muove in blocco in orizzontale, in verticale e in diagonale curando l’equidistanza nelle
linee e tra le linee nonché l’applicazione dei principi dello scaglionamento e della con-
centrazione in difesa. Questa esercitazione contiene un forte messaggio per creare uno
spirito difensivo di squadra; tutti i giocatori devono partecipare attivamente alla fase
difensiva; tutti sono coinvolti nell’organizzazione del collettivo adattando continua-
mente la loro posizione in funzione della palla.

Bandierine gialla e blu: le due punte eseguono il marco-copro, il c/c esterno di parte va
sulla traiettoria verso l'esterno avversario, il c/c esterno opposto chiude entrando nella
linea dei centrocampisti in diagonale di copertura. Il portiere partecipa sempre all’eser-
citazione per imparare a muoversi a seconda dell'avanzare/arretrare dell'ultima linea
difensiva; diventa colui che deve accorciare lo spazio libero alle spalle della linea difen-
siva dandole copertura.

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SCUOLA ALLENATORI

BANDIERINE COLORATE E RIPARTENZA

È l’evoluzione dell’esercitazione precedente. Si aggiungono due giocatori che si scambiano la


palla a due-tre tocchi entrando fra le linee con la squadra schierata che si modella al movi-
mento della palla; il portiere è schierato avversario a difesa della porta, e mentre cinque pal-
loni sono posizionati all’altezza delle bandierine più lontane dalla porta avversaria. Dopo alcu-
ni passaggi fra i due giocatori, il tecnico chiama il colore di una o più bandierine sulle quali la
squadra si muove in blocco nel rispetto degli obiettivi già noti. Quando il tecnico chiama
“ripartenza” il giocatore più vicino alla palla dà inizio al contrattacco che si conclude con una
conclusione nel rispetto di eventuali vincoli tecnico-tattici imposti dal tecnico (n° di tocchi, n°
di passaggi, traiettorie dei passaggi, tipologia dei passaggi ecc.). Dopo la conclusione la squa-
dra ripiega in blocco al livello di campo mediano per iniziare una nuova sequenza.

AZIONE RITARDATRICE; ARRETRARE O AVANZARE A SECONDA DI PALLA LIBERA-PALLA COPERTA

All’interno di uno spazio di 40x55 m circa è schierata la squadra disposta secondo il modulo
scelto dal tecnico. Gli avversari sono distribuiti come da figura e rappresentano quattro difen-
sori (1,2,3,4), due esterni (5,6) e due attaccanti (7,8). Scopo dell’esercitazione è la lettura di
palla libera o coperta con conseguente applicazione dell’azione ritardatrice sotto forma di
temporeggiamento o pressing. Se ai giocatori 1, 2, 3, 4 gli viene lasciata un’ampia zona luce
questi lanciano sugli attaccanti 7 e 8 o sugli esterni 5 e 6 per cambiare direzione di gioco (3 e
1 per 6; 2 e 4 per 5); in questo caso la squadra arretra e scorre nella direzione del passaggio
con lo scopo di intercettare le traiettorie impedendo che arrivino a destinazione per salire sulla
palla in volo con nuova lettura di palla libera o coperta. Pertanto diventa il temporeggiamen-
to lo sviluppo dell’azione ritardatrice. Nel caso in cui un attaccante effettui la prima pressione
costringendo il possessore a un passaggio laterale, a proteggere la palla o ad indietreggiare,
la squadra accorcia verso la palla andando a marcare gli appoggi più vicini al portatore. In tal
caso lo sviluppo dell’azione ritardatrice è il pressing.

Il passaggio successivo alle esercitazioni proposte consiste nei lavori di 10 contro 10 più due portieri.

DIECI CONTRO DIECI: ESERCITAZIONE BASE

La squadra che difende (i rossi in figura) si muove nella propria metà campo in blocco per abi-
tuarsi a rimanere stretta e corta in riferimento a palla e porta. Agisce senza intervenire per
riconquistare il p.p. ma si muove marcando a pressione, raddoppiando, facendo pressing, l’e-
lastico ed eventualmente il fuorigioco contro una squadra schierata che fa p.p. a due, tre toc-
chi. Al segnale del tecnico il giocatore in p.p. la ferma con la suola; si simula la riconquista e
la conseguente ripartenza che termina con la conclusione dei rossi con i blu passivi.
L’esercitazione riprende con alternanza delle squadre nelle due fasi di gioco.

DIECI CONTRO DIECI: VARIANTI

Le varianti proposte consentono di passare progressivamente da una situazione di avversario passi-


vo ad una situazione di gioco reale.
Variante A. I difensori agiscono attivamente quando gli attaccanti superano la linea dei 22/25 metri.
Variante B. Si gioca a tempo predeterminato con cambio della fase di gioco per ogni squadra dopo
ogni 3’/4’ .
Variante C. Si gioca “a palloni” (4, 5 palloni disposti in zone di campo diverse), cioè dopo un nume-
ro stabilito di attacchi che partono da ogni pallone chiamato dal tecnico.
Questo esercizio va eseguito sotto forma di gara conteggiando i goal fatti da ciascuna delle
due squadre.

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PARTITA A TEMA CON CAMPO DIVISO IN TRE CORRIDOI VERTICALI

Su spazio pari a tutta l’ampiezza del campo per 70 m in profondità si gioca con due squadre
schierate. Il campo è diviso in tre settori verticali di uguali dimensioni. Obiettivi: chi difende
deve mantenere la squadra stretta e corta con diversi giocatori dietro la linea della palla per
creare superiorità numerica e razionale occupazione degli spazi. Si cerca l’applicazione dei
principi di tattica nella fase di non possesso: lo scaglionamento nelle linee e nei reparti; la con-
centrazione nell’imbuto su palla centrale e su palla esterna scorrendo per occupare due corri-
doi adiacenti e creare un lato forte difensivo. Ciò consente di avere anche un equilibrio tale da
modificare le posizioni sullo sviluppo in mobilità degli avversari grazie anche all’abbassamen-
to dietro alla linea della palla di alcuni centrocampisti.

PARTITA A TEMA IN INFERIORITÀ NUMERICA

Nello stesso spazio utilizzato per l’esercitazione precedente si affrontano due squadre di cui
una è mancante di una coppia di calciatori. Le due squadre possono adottare moduli di gioco
diversi; ad esempio chi gioca in inferiorità si schiera con il 4-4-2, chi agisce in superiorità nume-
rica con il 4-3-3. La coppia mancante viene sostituita ogni 3’/4’. Si inizia senza difensori ester-
ni (vedi figura sotto) con l’obiettivo di ricostruire una situazione di equilibrio con l’intercambia-
bilità dei ruoli: scalata dei c/c esterni per ricomporre una linea difensiva a quattro con scorri-
mento di un c/c centrale e almeno un attaccante che ripiega sulla linea di c/c.
Si tolgono, poi, i due difensori centrali con i c/c centrali che arretrano per inserirsi sulla linea
difensiva, gli esterni di c/c che si concentrano in zona centrale e gli attaccanti che si abbassa-
no e si allargano. Si prosegue togliendo i due c/c centrali e in un secondo momento i due
esterni di c/c con l’obiettivo di migliorare i principi di tattica della fase difensiva.
La coppia mancante, anziché essere costituita da entrambi gli esterni o entrambi i centrali, può
essere mista (un giocatore centrale e uno esterno dello stesso reparto o di reparti diversi).

Conclusioni ze didattiche deve aiutare i propri giocatori a risolvere i problemi del


gioco. Tale intervento deve coinvolgere soprattutto gli aspetti cognitivi,
La riuscita di un’azione tecnico-tattica è legata alle diverse variabili che con- inerenti i processi percettivi e decisionali (vedere, capire, decidere) e non
dizionano il contesto in cui si svolge; fra queste variabili il tempo di esecu- limitarsi all’analisi della sola azione motoria (eseguire).
zione e lo spazio in cui avviene assumono un’importanza fondamentale. L’allenatore deve saper insegnare a usare soprattutto la testa per far
L’applicazione dei fondamentali della tattica individuale e collettiva nella acquisire ai calciatori quella consapevolezza tattica funzionale per otte-
fase di non possesso che ho affrontato in questo lavoro, diviene corretta nere miglioramenti individuali e crescita di squadra.
solo se eseguita con i tempi e gli spazi propri di quello specifico contesto. Questo mio lavoro vuole essere un piccolo contributo teso a far acquisi-
Il calcio è sport aperto il cui ambito non è riproducibile perché è sempre re ai giocatori le competenze tattiche necessarie per sviluppare la fase di
variabile e ci sono infinite possibilità di scelta. Tutto ciò rende il gioco non possesso con scelte psicomotorie autonome e coerenti allo scopo da
imprevedibile in cui è semplice vederne gli effetti ma complesso raggiungere. È così che migliora la tattica che non va confusa con il tat-
capirne le cause. ticismo che è una condotta imposta a priori che blocca la creatività dei
L’allenatore con le proprie conoscenze specifiche e le proprie competen- giocatori impedendo loro di fare scelte autonome e situazionali.

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