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APPENA USCITI

SECOLO DITALIA

DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

FRANCISCO FRANCO DOPO ALCUNE COMMEDIE DI SUCCESSO, COLLABORA


AL FILM SUL DITTATORE USCITO NEL 25ESIMO ANNIVERSARIO DEL REGIME
Una scena del lm Marcellino pane e vino

SNCHEZ SILVA, LA FANTASIA AL SERVIZIO DELLA RELIGIONE


Alberto Samon
passato quasi sotto silenzio, un paio di giorni fa, il centesimo anniversario della nascita di Jos Mara Snchez Silva, scrittore, giornalista e regista spagnolo. Non uno come tanti, ma un pezzo da novanta, divenuto celebre in tutto il mondo per il suo racconto Marcellino pane e vino, tradotto in cento lingue e grazie al quale nel 1968 ottiene unico spagnolo nella storia il premio Hans Christian Andersen per la letteratura dedicata allinfanzia, noto anche come piccolo premio Nobel. Leggendo la sua vasta produzione letteraria e cinematograca, ci si accorge come Snchez Silva possa essere giustamente annoverato fra i grandi scrittori della storia del Novecento, soprattutto per le tematiche trattate, che spaziano dai racconti per bambini allelaborazione di alcuni spunti esistenziali e losoci, sempre presenti in tutta la sua opera. Eppure il velo di oblio che avvolge da anni questo personaggio non sembra diradarsi nemmeno adesso, a cento anni dalla nascita e a nove dalla sua morte, avvenuta il 15 gennaio del 2002 fra lindifferenza della sua Spagna e della critica letteraria mondiale. La damnatio memoriae che accompagna il destino di Jos Mara Snchez Silva ha, per, una spiegazione ben precisa: durante la guerra civile spagnola lo scrittore preferisce restare nellarea controllata dai marxisti e dagli antifascisti, aderendo con convinzione n dai tempi della clandestinit alla Falange Espaola, il movimento dispirazione fascista, fondato da Jos Antonio Primo de Rivera, fucilato nel 36 ad Alicante dai repubblicani. Una scelta evidentemente ritenuta intollerabile da certa intellighenzia, soprattutto alla luce del fatto che suo padre, pure lui giornalista, ma di estrema sini-

stra, era anarchico convinto e scriveva sulla rivista La Tierra. Jos Mara, per, non vive a lungo con il padre e n dai primi anni della propria vita conduce unesistenza randagia, vagabonda, decisamente estranea a quella dei pargoli della buona borghesia madrilena. Da bambino vive per strada e poi entra in vari istituti per orfani, fra cui lorfanotroo El Pardo e la Escuela de La Paloma a Madrid, dove impara a scrivere. Un randagio con la passione per la scrittura. Nel 1934 pubblica il suo primo libro El hombre de la Bufanda. Il successo internazionale, per, arriva con Marcellino pane e vino, che di-

Cento anni fa nasceva lautore di Marcellino pane e vino, il cui talento ancora oggi ignorato per le sue simpatie franchiste. Nel 1968 vinse il premio Andersen
viene un classico della letteratura per ragazzi e dal quale tratto anche lomonimo lm, diretto dal regista Ladislao Vajda. Il successo del racconto convince Snchez Silva a ripetere altre storie con lo stesso personaggio, fra cui Storie minori di Marcellino pane e vino e Avventure in cielo di Marcellino pane e vino. In Marcellino c molto di autobiograco: la storia narra di un bambino abbandonato davanti a un convento di frati, che lo accolgono e lo allevano amorevolmente. Il piccolo, un giorno, scopre in softta un vecchio crocisso e, per proteggerlo, decide di accudirlo, portandogli cibo e riparandolo dal freddo. Fra Marcellino e

luomo con la barba nasce cos una grande amicizia, una toccante compassione che esprime una profonda spiritualit, tanto che don Giussani descrive con queste parole il racconto: Gli occhi di Marcellino sono sgranati sulla positivit dellessere, sono un inno alla morale cattolica, che un guardare lasciandosi attrarre. Ed lo stesso Jos Mara Snchez Silva a spiegare qual lintento che egli esprime attraverso Marcellino: Ho pensato che di fronte alle vane fantasticherie che vanno di moda oggigiorno, sarebbe stato utile raccontare ai ragazzi, e ove a questi non fosse possibile, almeno ai loro genitori, perch a loro volta la raccontassero ai propri gli, una delicata storia cristiana, piena di tenerezza e dolcemente impregnata dellidea della morte, cos estranea alla maggior parte dei giovani. E lidea della morte presente in molta parte della sua produzione letteraria, cos come in alcuni suoi celebri articoli giornalistici. In un articolo che egli dedica a Jos Antonio Primo de Rivera, consegna ai lettori una riessione sulla sua morte, come biglietto da visita per la vita di generazioni future. Rester per sempre giovane scrive Snchez Silva su Jos Antonio perch i proiettili rossi gli hanno impedito di invecchiare. stato un buon glio, buon studente, un buon soldato e un buon spagnolo. Ma, soprattutto, era un politico straordinario, che conosceva bene la storia della Spagna [...] La sua singolarit paradossalmente era la sua normalit, nella sua sana, intelligente e preziosa volgarit spagnola. Volgarit di attitudini e credenze per nulla volgari. E solo perch stato un uomo chiaro, trasparente e semplice, ora giace sotto una pietra chiara e pulita, nella quale ci piace riconoscere lo stile della Spagna. Altri temi portanti di Jos Mara Snchez Silva sono la povert, vista come una possibilit di

DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

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Jos Antonio Primo de Rivera

STORIE E ANEDDOTI DI BIBLIOMANI INCALLITI E TENACI


Igor Traboni
ome talvolta succede alle belle signore di un tempo, i libri invecchiano male, con la carta che si ingiallisce e si logora, la rilegatura che si sfalda, la polvere che penetra nelle pagine, lumidit che lascia macchie pi grandi dello spread Ma questa dellinvecchiamento senile lunica concessione di non amore verso i libri che fa Jesus Marchamalo nel suo Toccare i libri, uscito da Ponte alle Grazie (pp. 61, 8). Marchamalo un giornalista spagnolo di 50 anni, molto conosciuto nel suo Paese, dove ha lavorato sia per le televisione che per la radio; ha scritto vari libri, ma il grande successo arrivato proprio con Toccare i libri, la cui pubblicazione in Italia era attesa oramai da diversi anni, scatenando anche le lamentele tra gli internauti biblioli e bibliomani di alcuni blog. Questa passeggiata romantica e sensuale tra le pagine, come recita il sottotitolo delledizione italiana, naSCE IN TALIA sce dal testo di una confeOCCARE I LIBRI renza tenuta da Marchamalo a Valladolid, oramai dieci DI ARCHAMALO anni fa; nel 2004 il testo vieIN CUI SI RACCONTA ne raccolto e pubblicato una prima volta, ma in 750 copie IL RAPPORTO SPECIALE distribuite gratis tra biblioCON LA PAGINA SCRITTA tecari, scrittori e amici. Un po come accadde a Moccia

Jos Mara Snchez Silva divenne celebre grazie alla storia di Marcellino

redenzione per gli esseri umani, lamore senza denizioni e lidea della presenza di Dio in tutte le cose, di cui trasudano i suoi articoli, i racconti e i suoi libri. Nel 1939 giornalista al quotidiano Arriba, di cui diviene vicedirettore. Qualche anno pi tardi collabora con il giornale El Pueblo. Come regista, nel 1936 gira il lm Chi mi ama?. Qualche anno dopo viene chiamato a ricoprire la presidenza dellEscuela Ocial de Cine, il dipartimento nazionale spagnolo di cinematograa. Nel 1942 dirige la commedia Le due strade, che gli procura grande fama e alla quale collabora come sceneggiatore nientemeno che il generalissimo Francisco Franco. Nel 44 esce unaltra commedia di successo, intitolata Il destino si scusa, mentre nel 1950 porta sul grande schermo il suo Don Juan. Nel venticinquesimo anniversario del franchismo, insieme a Jos Luis Senz de Heredia scrive la sceneggiatura di Franco: questo uomo, lm dedicato al Caudillo de Espaa, che esce con il benestare dello stesso dittatore. Parallelamente prosegue anche la propria attivit di scrittore di racconti per ragazzi. Fra i racconti di maggiore successo c Adis, Josena!, da cui tratto il cartone animato La balena Giuseppina. Protagonista del racconto Choppy, un bimbo di Madrid, timido e introverso, che a causa del proprio carattere si rifugia spesso nel mondo della fantasia; qui incontra la balena Josena, che solo lui riesce a vedere. Anche qui, i temi per bambini si alternano a spunti onirici e losoci. Qualche anno dopo escono Ladis, un piccolo grande e Cose di topi e di conigli. Nel 1957 vince il Premio nazionale di letteratura e undici anni dopo arriva, appunto, il Premio Andersen, che lo consacra fra i grandi della narrativa.

E I T M

con il suo primo romanzo, il libro dellautore spagnolo diventa subito un cult ma pressoch introvabile, tanto che per anni continua a circolare grazie a mucchi di fotocopie. La denitiva pubblicazione, con una piccola casa editrice spagnola indipendente, arriva nel 2008 ed subito un susseguirsi di ristampe. Il segreto del successo di questo piccolo saggio sta tutto nellamore per i libri che traspare non da ogni pagina, ma addirittura da ogni frase, anche la pi banale. La brevit del libro stesso (lettura piacevole, da comodino o da caminetto in un paio di sere) inoltre aiutata dallo scorrere, sempre uido e brioso non a caso Marchamalo su una rivista spagnola cura anche una rubrica dedicata al linguaggio ma soprattutto dalla speciale farcitura con una marea di aneddoti. Tutti, ovviamente, riferiti ai libri di carta. E cos scopriamo che lo scrittore e diplomatico Richard Burton, tra un viaggio e laltro, sosteneva che dove ci sono i libri, l la mia casa, mentre lo scrittore spagnolo Luisi Laniero assertore della teoria dei passaggi segreti, ovvero di librerie piene di tunnel che le collegano con altre librerie vicine e lontane, tra amici, nemici e semplici conoscenti, ma anche personaggi altrimenti irraggiungibili (simpatica a tal proposito la citazione di Monica Bellucci). A proposito di librerie, come ben sanno tutti quelli che ne hanno almeno una di una certa entit, il grande problema quello di ordinarli, i libri. La ricetta di Marchamalo (fermo restando che una ricetta risolutiva mai stata trovata) semplice: Ordinare i libri sempre unimpresa. Bisognerebbe evitare di farlo. Oppure ricorrere allo stratagemma di Caterina di Russia, che compr s la biblioteca di Diderot, ma a patto che lui stesso la conservasse in ordine! In molti, come suggeriscono queste pagine, cercano di accontentarsi solo di un numero limitato di volumi: Salvator Espriu ne teneva solo quattro o cinque di volta in volta, gli altri li regalava; Cioran faceva altrettanto e, quando aveva bisogno di consultarne uno, andava in biblioteca; Joseph Joubert addirittura strappava e conservava solo le pagine pi interessanti, anzich conservare il libro intero. Tra le tante, la storia pi fantastica c sembrata quella di Cortazar: negli anni 50 viaggi a lungo in Italia, in treno e con la moglie Aurora; per non ingigantire il bagaglio, di volta in volta acquistava libri alle stazioni e li leggeva in viaggio assieme alla consorte, nel senso che divorava una pagina, la strappava e la consegnava alla moglie, questa pure leggeva e quindi gettava dal nestrino del treno in corsa. Insomma, le nostre ferrovie non saranno un granch, ma ai lati dei binari a quanto pare c una immensa biblioteca itinerante

In alto lo scrittore Jesus Marchamalo, che ha dato un tocco romantico alla sua vocazione di bibliolo