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8 Secolo

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attualit politica
CASE PIENE DI PERICOLI Ogni anno in Italia sono 397mila gli accessi al pronto soccorso da parte di donne per incidenti in casa e 110mila riguardano attivit di lavoro domestico.

6/10/2012 sabato

Attualit vittime LAids fa meno paura ma miete sempre


CANI ANTI-CANCRO Lospedale di Pergine Valsugana (Trento) stato dotato di singolari laboratori danalisi: due cani labrador addestrati a diagnosticare la presenza di tumori. Alberto Samon

Trentanni fa arriv in Italia: 40mila i morti fino ad oggi e ogni anno tremila persone contraggono la malattia
ra lottobre del 1982, quando in Italia lAids fece le sue prime vittime. Poco pi di un anno prima il virus era stato scoperto negli Stati Uniti e da allora il suo stato un progredire lento ma inarrestabile. Nonostante in questi giorni cada la lugubre ricorrenza dei trentanni dai primi due morti italiani di Aids e in questi decenni la ricerca abbia fatto indubbi progressi Bastano un tempo inimmaginabili, ancora oggi la controlli malattia miete contagi e vittime in numero periodici non indifferente. E quel che ancora pi grave in modo che nellopinione pubblica la sua capacit di da contagio resta quantomeno sottostimata, se sottopor- non ignorata del tutto. Eppure, le cifre odierne si fanno rabbrividire, con numeri che la dicono in tempo tutta sulla carenza di prevenzione e alle cure sullelevata percentuale dei rapporti cosiddetti necessaa rischio: nel nostro Paese, infatti, la rie malattia viene contratta ogni anno da quantoalmeno tremila persone e addirittura un meno sieropositivo su quattro non sa nemmeno di per esserlo. Dal lontano 1982 ad oggi gli italiani tenere che sono stati infettati dallAids sotto ammontano a una cifra che si aggira controllo attorno alle 65 mila unit e in questi il trentanni i morti causati dal virus progredi- superano addirittura i quarantamila. re Praticamente una vera e propria strage del virus silenziosa! Le pi recenti rilevazioni dellincidenza della malattia sul territorio nazionale dicono, poi, che ci si ammala di pi al Nord e al Centro, mentre lHiv presenta una dimensione di contagio inferiore al Sud. E si conta che i sieropositivi in Italia sarebbero Ci si ammala di pi attualmente al Nord e al Centro, meno 160mila. La diffusione al Sud. I sieropositivi dellAids sarebbero 160 mila sarebbe stata, inoltre, favorita dal dilagante fenomeno dellimmigrazione proveniente soprattutto dallAfrica, dove il virus in molte nazioni unemergenza sociale di primo piano. E infatti, le stime pi recenti dicono che un terzo dei sieropositivi riscontrati in Italia di nazionalit straniera, mentre nei decenni passati il rapporto fra sieropositivit e condizione di immigrato era decisamente inferiore. Un dato che va letto, tenendo, per, conto dellincremento in questi ultimi anni della popolazione di immigrati presente stabilmente nel nostro Paese e che occorre poi suddividere per nazionalit di appartenenza. Che gli stranieri abbiano una probabilit sei volte superiore di contrarre lAids rispetto agli italiani lo ha riferito gi da qualche anno lIstituto superiore di sanit, sostenendo che la spiegazione di questo fenomeno starebbe nella maggiore vulnerabilit delle popolazioni immigrate, dovuta a diversi fattori, primo fra tutti la provenienza da Paesi fortemente colpiti dallHiv e in cui manca del tutto laspetto della prevenzione. Lincidenza maggiore si riscontra, infatti, fra quegli stranieri nei cui Paesi di

origine carente o del tutto assente proprio la prevenzione rispetto ai rischi di contrarre il virus: una disinformazione di partenza, che non muta una volta giunti in Italia e che facilita ladozione di comportamenti rischiosi. NellAfrica subsahariana, comunque, i tassi di incidenza dellAids sono in diminuzione, al contrario che nellEuropa dellEst, in Asia e nel Nord Africa, in cui la malattia in continua espansione. Per quanto riguarda le cause di contagio, rispetto ai primi decessi di trentanni fa, i rilevamenti pi recenti fanno registrare una minore incidenza della malattia per diffusione da siringhe infette, mentre resta su livelli molto alti la trasmissione causata da rapporti non protetti, sia eterosessuali che omosessuali e non un caso che oltre lottanta per cento delle nuove infezioni sia oggi dovuta proprio a rapporti sessuali non protetti. I numeri poi dicono che in Italia la maggior parte di nuovi ammalati si riscontra soprattutto fra i quarantenni e con percentuali in aumento per gli ultracinquantenni. Insomma, un quadro di cui non andare fieri, se si tiene anche conto del fatto che negli ultimi anni i media parlano molto meno dei rischi di contrarre lHiv, rispetto alle imponenti La diffusione nel nostro campagne di Paese favorita prevenzione degli anni dallimmigrazione Ottanta e degli proveniente dallAfrica anni Novanta. Un abbassamento della guardia immotivato, soprattutto alla luce dei dati che fanno dellItalia un Paese in cui il rischio si attesta ancora su livelli medioalti. Peraltro, non fa ben sperare nemmeno la notizia che un terzo di coloro che hanno contratto lHiv scopra di esserne affetto solamente in fase avanzata, quando oramai il sistema immunitario gravemente compromesso. Eppure, per scongiurare simili cifre, basterebbero controlli periodici in modo da sottoporsi in tempo alle cure necessarie, quantomeno per tenere sotto controllo il progredire del virus. Nonostante questi dati, i morti sono fortunatamente in diminuzione, proprio grazie alle terapie adottate. A livello planetario, comunque, la malattia appare quantomeno sotto controllo e infatti negli ultimi anni le morti causate dallAids sono diminuite di oltre il venti per cento rispetto al 2005, anche se ci sono nazioni in cui il virus ha assunto proporzioni e diffusione ben al di sopra del livello di guardia. ad esempio il caso della Cina, in cui solamente lo scorso anno sono stati registrati quasi cinquantamila nuovi casi. Nel mondo le persone affette dallHiv sarebbero oltre trentasei milioni, anche se per fortuna il contagio fra i bambini registrato in diminuzione. Insomma, quella di oggi una ricorrenza lugubre, che pu, comunque, servire a non abbassare la guardia e favorire azioni volte ad ottenere una corretta informazione circa le modalit di diffusione della malattia, in modo da adottare le necessarie contromisure.

Libri Ancora oggi permangono istituti e norme create durante il Ventennio

Chi invent lo Stato sociale? Il fascismo


Giuseppe Brienza stato presentato a Roma, al circolo culturale LUniversale, il libro di Michele Giovanni Bontempo Lo Stato sociale nel Ventennio (Pagine, Roma 2010, pp. 290, 17). A documentare quanto stato fatto per costruire nel nostro Paese le fondamenta di un welfare State sul quale si appoggiata la Repubblica italiana (basti pensare allIstituto nazionale di assistenza malattie, allOpera maternit e infanzia, allassistenza previdenziale e ospedaliera) sono intervenuti, oltre allautore ed alleditore Luciano Lucarini, Fabio Torriero, Teodoro Buontempo, Adalberto Bal-

doni, Nazzareno Mollicone ed Egidio Eleuteri. Chi ha promosso il welfare italiano, cio quella politica sociale, economica ed industriale, che ha reso grande lItalia anche allestero? si chiesto Michele Bontempo Non la sinistra, ma il fascismo durante il Ventennio. Una legislazione sociale che ha ripreso il welfare giolittiano. Seguendo lindice del saggio pubblicato nella collana dei Libri del Borghese, il giovane giurista e funzionario dello Stato ha quindi descritto con precisione il cambiamento della societ italiana negli anni che videro la nascita e laffermazione del fascismo, soffermandosi soprattutto sulle leggi e sui provvedi-

menti riguardanti il Welfare. Da Lo Stato sociale nel Ventennio emerge, infatti, con estrema chiarezza, la profonda maturazione della societ italiana che vide modificarsi radicalmente i rapporti alla base del lavoro, con datori di lavoro e lavoratori che assumono giuridicamente e socialmente diritti e obblighi reciproci. Passando in rassegna i testi storici e le Gazzette Ufficiali dellepoca, Bontempo esamina al principio del suo volume le principali dinamiche della societ e delleconomia. Partendo da tale premessa analizza quindi le politiche intraprese dal governo Mussolini per agevolare la tendenza a fare impresa. Una tendenza che

La copertina del libro di Michele Giovanni Bontempo

avrebbe poi salvato leconomia italiana dando vita al boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta. Tutto questo passando attraverso la promozione della politica sociale. Alla fissazione dellorario di lavoro fa seguito lampia tutela

per le donne (di questi anni il divieto di licenziamento per le gestanti) e i bambini. Non solo. Il saggio di Bontempo mostra molto chiaramente come il governo Mussolini abbia varato la prima normazione relativa alligiene ed alla salubrit delle fabbriche. Lo Stato sociale nel Ventennio, dunque, riporta coraggiosamente alla luce conquiste che non vengono insegnate a scuola e presentate dai media. cos che Bontempo ripercorre le radici del divieto di licenziamento senza giustificato motivo o senza giusta causa e degli istituti che garantiscono e regolano non solo la pensione ma anche le assicurazioni di invalidit, vecchiaia e disoccupazione. Il libro ricorda, infine, come sia proprio degli anni Trenta lintroduzione degli assegni per gli operai con

APOLOGIA

Condannati
11 mesi di carcere Due condanne per apologia di fascismo sono state inflitte dal Tribunale di Roma che ha applicato la legge del 1952. A 11 mesi stato condannato Gaetano Say e a 5 mesi la sua compagna Maria Antonietta Cannizzaro, denunciati per aver esaltato i principi e i metodi del fascismo.

famiglia numerosa e listituzione di strutture il cui fine quello di assistere i poveri, i disabili e gli handicappati. Nel Ventennio ha spiegato Bontempo la conservazione del posto di lavoro era garantita e favorita da continui corsi professionali che avevano lo scopo di aggiornare i lavoratori. A margine della presentazione del volume di Bontempo, il presidente dei Circoli del Borghese, Biagio Ehrler, ha illustrato motivi e finalit di questa nuova iniziativa civica che, diffusasi nelle maggiori citt italiane, come si legge nello Statuto, mira allambizioso obiettivo di Aiutare la politica a rigenerarsi e i partiti a rinnovarsi, contrastando nel contempo il predominio culturale del politicamente corretto e della sinistra nel nostro Paese.