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DOMENICA 4 DICEMBRE 2011

SECOLO DITALIA

APPENA USCITI

Il protagonista-narratore del romanzo sperimenta il viaggio, la meditazione e la realt separata

COELHO E LA RICERCA DEL PUNTO ZERO CHE ANNULLA SPAZIO E TEMPO


Alberto Samon
e mescolate un buon venti per cento di narrazione, altrettanto di fantasia e ancora un venti per cento di auto-celebrazione, pi un abbondante quaranta per cento di losoa new age e attendete una paziente e lenta cottura in forno, ecco che il risultato assomiglier magicamente ad Aleph, lultimo libro di Paulo Coelho, pubblicato in Italia per Bompiani. Lo scrittore brasiliano, divenuto celebre nel 1987 con LAlchimista e attualmente il pi venduto al mondo dopo William Shakespeare, che vanta tantissimi sostenitori anche sul virtuale con milioni di seguaci fra Twitter e Facebook, non smentisce se stesso e consegna al suo pubblico un racconto che qua e l assume i tratti del resoconto di viaggio, in diverse pagine appare pi un saggio alla scoperta di s e in altri passaggi assomiglia a un romanzo in piena regola. La trama racconta linsoddisfazione di uno scrittore brasiliano di successo, celebre in tutto il mondo (in pratica lo stesso Coelho), che a un certo momento della propria vita si rende conto di vivere un senso di inadeguatezza che non lo fa pi progredire, al punto che anche il proprio cammino interiore sembra essersi trasformato in noiosa routine. Quanto basta per decidere dopo un rapido consulto con il proprio maestro spirituale di intraprendere un viaggio in giro per il mondo per scoprire qualcosa di

Il romanzo di Paulo Coelho narra di un viaggio in treno in cui si fanno inaspettate scoperte

nuovo, o meglio, per riscoprire il gusto della propria ricerca. Dopo una serie di frenetiche tappe in vari Paesi africani ed europei, ecco che arriva la decisione che la nota fondamentale del libro: affrontare un faticoso viaggio in treno lungo la linea della Transiberiana, da Mosca a Vladivostok, accompagnato dai propri editori russi e da un interprete. Allallegra brigata si unisce, per, inattesa, una giovane violinista turca che, come un vulcano, simpone al protocollo, allostilit degli editori e al distacco iniziale dello scrittore, oramai n troppo abituato ad essere attorniato da orde di lettori a dir poco affezionati e al limite dellinsopportabilit. La ragazza, di nome Hilal, ha un vissuto abbastanza turbolento ed innamorata persa del protagonista; grazie alla propria intraprendenza ottiene di stare nello scompartimento connante con quello dello scrittore e fra i due nasce inevitabilmente una forte intesa. Grazie anche alla presenza della giovane, in un punto preciso del treno Coelho scopre lAleph, ovvero un luogo mistico dove possibile realizzare una dimensione altra rispetto a quella ordinaria, uno stato onirico, da cui scorgere le proprie vite precedenti. E cos, il viaggio lungo la Transiberiana diviene loccasione per una regressione in un passato remoto, nel quale si sono originati i conitti del presente e da cui si spiega anche linsoddisfazione attuale e lincapacit di andare oltre nel cammino interiore. Il ritorno al passato sembra, dunque, la moneta che il protagonista-scrittore deve pagare per tentare di sciogliere i nodi del presente e garantirsi un futuro migliore. Qui il racconto di Coelho sembra assumere le sembianze di un diario auto-referenziale, tanto che anche la spinta verso lautoaffermazione, pur avendo apparentemente i tratti dellevoluzione spirituale, assomiglia paurosamente a uningordigia narcisistica che si nutre di ogni cosa capiti sulla propria strada di ricerca, luoghi, cose e persone incluse. Ed ecco riemergere lego dello scrittore affermato, che giudica Hilal, giudica se stesso, i propri editori e tutti i personaggi che il viaggio gli consente dincontrare. E quando il protagonista del libro non esprime giudizio, immancabilmente vengono fuori parole dordine gi lette altrove, come amore, benedizioni, umanit, anima e altre ancora, cos straordinariamente simili alle rassicuranti pacche sulle spalle garantite da antiche losoe orientali rivedute e corrette in salsa occidentale. La stessa Tradizione, di cui Coelho parla ripetutamente nelle pagine del libro, un dato di fatto che sembra prescindere dallesperienza, come se fosse un elemento acquisito sul quale non occorra tornare, se non quale postulato della mente o dello spiri-

to. Eppure, lessenza stessa dellAleph a richiamare la Tradizione, sia nel caso del punto descritto da Coelho che di quello narrato da Jorge Luis Borges, secondo il quale c la possibilit di scoprire in se stessi e al di fuori di s un punto zero (lAleph, appunto), nel quale tempo e spazio ordinari sono annullati e trasformati in un mitico paradigma che rimanda allorigine del Tutto e allUno. Tutto e Uno, pertanto, sono intimamente interconnessi e lAleph la possibilit, la porta per entrare in questa dimensione unitaria, dove ogni forza compresa nellindivisa essenza universale. Dalle pagine del libro parrebbe che lunico a vivere realmente la Tradizione di cui scrive il protagonista-narratore sia non lui, bens il suo interprete, un certo Yao, esperto nellarte marziale dellAikido e sensibile ai rituali degli sciamani, che piange la perdita incolmabile della moglie. Sono nellAleph scrive Paulo Coelho il punto che contiene tutti i punti, il luogo nel quale si trova-

Nel suo ultimo romanzo lo scrittore sulle tracce dellAleph, la porta per entrare in una dimensione unitaria, dove ogni forza compresa nellindivisa essenza universale
no senza confondersi tutti i luoghi della terra, visti da ogni angolazione. Da una sorta di nestra sto guardando il mondo e i suoi luoghi segreti, sto contemplando la poesia perduta nel tempo e le parole dimenticate nello spazio. Ed cos che il suo Aleph, incontrato nello spazio fra due vagoni, diviene elemento totalizzante del racconto, tanto da rendere tutto il resto propedeutico al proprio scopo, fra citt, luoghi ed esperienze reali, compreso il viaggio con i suoi oltre novemila chilometri macinati sulle rotaie. Il sogno o meglio la regressione onirica realizzata nellAleph diventa in questo modo realt nella realt, eppure basta una passeggiata lungo i vagoni del treno per accorgersi che, al di fuori delle associazioni della mente e dei propri sogni inseguiti con spasmodica ambizione, c un mondo variopinto, fatto di esseri umani, di amori e di conitti, di esperienze vissute in questa vita, di storie da raccontare, di talenti da esprimere, di dolori impressi negli sguardi e nelle pieghe del viso dei tanti viaggiatori sconosciuti. Peccato che oramai sia troppo tardi per un altro viaggio.