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DOMENICA 13 MAGGIO 2012

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periodo, testimonia la politica del fascismo di dare allItalia un capillare sistema di tutela del lavoro e dei lavoratori. Il suo ruolo di ministro, poi, intimamente legato alla bonifica dellAgro pontino: nel 1932, dove prima sorgevano le paludi viene costruita Littoria. Nel 1935 Araldo di Crollalanza assume la presidenza dellOpera nazionale combattenti e durante il suo mandato vengono fondate anche le citt di Aprilia e di Pomezia, che qualche anno fa gli ha intitolato una piazza. Sulla scia dei risultati ottenuti con lAgro Pontino, partecipa quindi alla bonifica integrale di unampia zona della Dalmazia. La figura di Araldo di Crollalanza non pu, comunque, essere disgiunta dal suo impegno politico che fin da giovane lo porta ad aderire al Partito nazionale fascista e che proseguir per tutta la vita. Nel 1922 partecipa alla marcia su Roma e nel 1924 eletto deputato del Pnf. Dal 1926 al 1928 ricopre anche lincarico di podest di Bari e d vita alla Fiera del levante, facendosi portavoce della voglia di crescita di una citt, ponte fra oriente e occidente. Nel 1943 aderisce alla Repubblica Sociale Italiana, rivendicando sempre la propria amicizia personale con Benito Mussolini, ma declinando lofferta di assumere ancora lincarico di ministro e preferendo gestire la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Dopo la caduta del fascismo viene arrestato, ma le accuse a suo carico non riescono a scalfire il prestigio di un uomo che tanto aveva dato allItalia. Scarcerato, riprende lattivit politica con il Msi, distinguendosi nei decenni successivi per lincessante attivit parlamentare. Grazie ai suoi interventi, sempre puntuali e concreti, ottiene rispetto e amicizia anche dagli avversari. E non un caso che nel 1982, in occasione del suo novantesimo compleanno, lallora presidente del Senato, Amintore Fanfani gli consegni una medaglia doro, a coronamento di una vita al servizio dellItalia.

Alberto Samon
entoventanni fa nasceva a Bari Araldo di Crollalanza, politico e giornalista, tra i fondatori del fascismo, ministro dei lavori pubblici nel ventennio e successivamente senatore del Movimento Sociale Italiano, di cui dal 1977 al 1986 capogruppo a Palazzo Madama. Al di l di un doveroso ricordo umano, la sua figura appare ancora oggi interessante per la grande e spiccata vocazione sociale del suo impegno politico, il cui esempio potrebbe essere di grande utilit anche per gli esponenti della classe politica attuale. Coerenza e passione sono gli attributi di questo grande italiano, la cui azione sociale rappresenta oggi un punto di riferimento di assoluta attualit. Nel periodo in cui ricopre lincarico di ministro, Araldo di Crollalanza si distingue per essere in prima linea nei soccorsi alle popolazioni dellIrpinia, della Basilicata, della Puglia e delle Marche colpite dai terremoti del 1930 e nella successiva ricostruzione, alla quale partecipa con grande entusiasmo e spirito di solidariet verso chi aveva perso tutto a causa del sisma, coordinando in prima persona gli interventi di protezione civile. Sotto il suo ministero viene messa a punto la rete stradale nazionale, si realizzano la direttissima ferroviaria Firenze-Bologna, il ponte sulla Laguna di collegamento fra Mestre e Venezia e viene costituita lAnas.

Araldo di

Il padre della previdenza dei giornalisti Il suo impegno sociale viene oggi riconosciuto anche in materia pensionistica: a lui si deve, infatti, la fondazione dellInpgi, listituto di previdenza dei giornalisti italiani, che insieme agli altri istituti sociali sorti nello stesso

Crollalanza un gigante della bella politica

Indro Montanelli scrisse di lui: Lultima volta che lo vidi in occasione del suo novantesimo compleanno, gli chiesi se avesse avuto rimpianti o rimorsi, mi rispose: Uno solo, ma immenso: in quei ventanni potevamo fare lItalia e non la facemmo. Ma se cera un uomo a cui questo rimprovero non poteva essere mosso, era proprio lui.

Nella Sala Consiliare del Comune di Bari, campeggia leffige del politico barese realizzata dal pittore Mario Prayer

Il fondatore, della Cgil, Giuseppe Di Vittorio: Senza la sua bonifica i miei non avrebbero avuto nemmeno la forza di procrearmi