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SECOLO DITALIA

MARTED 21 FEBBRAIO 2012

DOPO QUINDICI ANNI SIAMO PRONTI A PARLARE DI PORZUS?


IL FILM SULL ECCIDIO FU BOICOTTATO. E C ANCORA CHI FRENA
Luciano Garibaldi
nore a Renzo Martinelli. Gli ci sono voluti pi di sedici anni, ma nalmente il suo valore di regista e di ricostruttore della storia gli stato riconosciuto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Che, in occasione del Giorno del Ricordo, ha annunciato ufcialmente la sua decisione di recarsi in visita alle malghe di Porzus (Venezia Giulia) dove si consum la pi vergognosa strage a opera di partigiani comunisti italiani contro partigiani italiani monarchici e cattolici. Tra le vittime, il maggiore del Regio Esercito Francesco De Gregori (omonimo e zio del cantautore) e Guido Pasolini (fratello del grande poeta e scrittore). Martinelli aveva inquadrato subito la gravit e lo spessore di quella tragedia e vi aveva dedicato lattenzione che meritava, cos come aveva fatto per altre drammatiche vicende storiche come il caso Moro (da cui il lm Piazza delle Cinque Lune), la tragedia del Vaiont, la leggenda del Barbarossa e la battaglia di Vienna del 1683, raccontata nel lm di imminente uscita September 11, dedicato al Beato Marco dAviano, il vincitore morale dello scontro che sconsse per sempre i turchi. Come dire che, nella cinematograa italiana, non vi sono soltanto i cinepanettoni. Peccato che il lm Porzus, interpretato da validi attori come Giuseppe Cederna, Gastone Moschin, Gabriele Ferzetti, Lino Capolicchio, sia stato boicottato n dal primo momento. Consapevole dellostilit politica e preconcetta che la sua pellicola avrebbe incontrato nella catena di distribuzione e di gestione delle sale cinematograche, Martinelli, nella cassetta Vhs televisiva del lm, aveva scritto, sotto il titolo della pellicola (Porzus): Quando nalmente potremo raccontare la verit non la ricorderemo pi. Chiss se immaginava che sarebbero occorsi altri sedici anni per avere la canonizzazione sancita ora dalla decisione del presidente di recarsi in visita, agli inizi del maggio prossimo, in quei luoghi che videro il martirio di chi non accettava compromessi con il predone comunista Tito. Veri, autentici patrioti, il cui dramma parole di Napolitano occorre ricordare anche per ripensare a tutti i fatali errori, al ne di non ripeterli pi. Parole alle quali il Capo dello Stato ha aggiunto limpegno a coltivare la memoria e a ristabilire la verit storica. Esattamente ci che fece Martinelli sedici anni fa con quella sua pellicola che, presentata al Festival di Venezia del 1997, sollev incredibili polemiche. Motivo pi che sufciente per boicottare il lm che oggi, dopo la decisione di Napolitano, potrebbe tornare nelle sale riscuotendo un meritato successo (Rai Movie non ha esitato a mandare in onda il lm la stessa sera del 10 scorso, alle ore 21). In sintesi, la vicenda questa. In Friuli, a pochi chilometri dal conne jugoslavo, durante linverno 44-45, numerose formazioni partigiane combattono contro i tedeschi e i fascisti. Ma il fronte non compatto. La Brigata Garibaldi, organizzata dai comunisti, e la Brigata Osoppo, formata da monarchici, cattolici e liberali, combattono lo stesso nemico, ma con obiettivi diversi. I partigiani rossi, soprattutto gli appartenenti ai Gap (Gruppi dAzione Patriottica) comandati da Mario Toffanin detto Giacca, sono infatti pronti ad allearsi con gli sloveni per fare dellItalia un Paese comunista. Gli uomini della Osoppo hanno giurato che mai consentiranno a Tito di annettersi lIstria e la Venezia Giulia. Nella pellicola di Martinelli, due anziani partigiani appartenenti alle due opposte formazioni si ritrovano dopo 40 anni per fare i con-

Una scena del lm dedicato a Porzus; a sinistra, il regista Renzo Martinelli

ti con il passato e fare luce sul massacro, quando i comunisti assassinarono venti uomini della Osoppo. Quando nel 1996 Martinelli si accinse a girare gli esterni del lm, si trov alle prese con i divieti di diversi sindaci, che non consentirono le riprese sui loro territori. Delle malghe di Porzus molti non volevano neppure sentir parlare. Non manc chi chiese di vietare la presentazione del lm a Venezia. Cattive coscienze, risentimenti, fanatismo ideologico duro a morire, uniti ad una insopprimibile abitudine a riscrivere la storia con ottica di parte, hanno fatto s che a tuttoggi si perpetuino punti interrogativi su quella cupa vicenda. Ha scritto Paolo Deotto, storico e direttore della testata on line Riscossa

Napolitano ha detto di voler visitare i luoghi dove si consum la strage dei comunisti contro monarchici e cattolici
Cristiana, nel suo La strage di Porzus. Laltro volto della Resistenza: 7 febbraio 1945, mercoled, ore 14.30. Nelle malghe Porzus, due casolari sopra Attimis, in provincia di Udine, ha sede il comando Gruppo Brigate Est della Divisione Osoppo, formata dai cosiddetti fazzoletti verdi della Resistenza, partigiani cattolici, azionisti e monarchici. Giun-

gono in zona cento partigiani comunisti, agli ordini di Toffanin sotto le false spoglie di sbandati in cerca di rifugio dopo uno scontro con i nazifascisti. In realt, una trappola: alla malga vengono uccisi il comandante della Osoppo, Francesco De Gregori (nome di battaglia Bolla), il commissario politico Enea, al secolo Gastone Valente, una giovane donna sospettata di essere una spia, Elda Turchetti, e un giovane, Giovanni Comin, che era a Porzus perch aveva chiesto di essere arruolato nella Osoppo. Il capitano Aldo Bricco, che si trovava alle malghe perch doveva sostituire Bolla, riesce a fuggire e a salvarsi perch i suoi inseguitori, dopo averlo colpito con alcune rafche di mitra, lo credono morto. Altri venti partigiani osovani vengono catturati e condotti prima a Spessa di Cividale e poi nella zona del Bosco Romagno, sopra Ronchi di Spessa, una ventina di chilometri pi a valle. Due dei prigionieri si dichiarano disposti a passare tra i garibaldini. Gli altri saranno tutti uccisi e sbrigativamente sotterrati tra il 10 e il 18 febbraio. Della cosa si cerc di non far trapelare nulla. Ancora un mese dopo cera chi assicurava che Bolla ed Enea erano tenuti prigionieri dagli sloveni. Mario Toffanin Giacca molti anni dopo fu processato in contumacia e condannato allergastolo, ma era riuscito a riparare in Ceoslovacchia, luogo di rifugio tipico (almeno no al 1968) per i criminali comunisti italiani. Fu per graziato dal presidente Pertini e fece ritorno in Italia, dove mor di vecchiaia nel suo letto.

MARIA PASQUINELLI, LA VENDICATRICE DI POLA TRADITA


Angelo Spaziano
i fu un tempo in cui mostrare amore per la nostra Patria non solo era politicamente scorretto ma poteva risultare pure terribilmente pericoloso. Erano i giorni in cui, a ne seconda guerra mondiale, con lirruzione delle orde del maresciallo Tito allinterno della Venezia Giulia, chiunque venisse sorpreso a parlare italiano veniva immediatamente etichettato come fascista. Una parola che a quellepoca e in quelle circostanze era sinonimo di nemico del popolo iugoslavo. A questo punto la condanna era scontata e si correva il rischio di essere eliminati seduta stante. Oggi infatti, per le nostre genti, quelle insanguinate contrade sono sinonimo di infoibamento, di deportazione, di esilio. Ma a febbraio, in cui si celebra la giornata della memoria dei martiri giuliano-dalmati, occorre ricordare coloro che, sdando la mor-

te, non si rassegnarono a un tale stato di cose e decisero di reagire. Una di queste fu Maria Pasquinelli, orentina, volontaria crocerossina al seguito delle truppe italiane in Libia. Fermamente intenzionata a servire la Patria in armi, nel novembre 1941 Maria lasci lospedale di El Abiar (a 40 km da Bengasi), dove prestava servizio, per raggiungere la prima linea travestita da soldato. Scoperta, fu subito rimpatriata. Nel gennaio 1942 la donna chiese di essere inviata in Dalmazia e per qualche tempo insegn italiano a Spalato, allora italiana. Maria lo sapeva bene cosa stava per succedere da quelle parti, avendo assistito in prima persona al recupero delle salme dei soldati massacrati e documentato le atrocit delle foibe. A Spalato infatti simbatt in una fossa comune contenente i resti di 200 militari della Bergamo e partecip al recupero di altre centinaia di cadaveri.

Una volta trasferitasi a Trieste, Maria inizi ad attivarsi inviando memoriali, denunce alle autorit della Rsi e stabilendo contatti tra la X Flottiglia Mas e i partigiani della Franchi e delle Brigate Osoppo. Lintento era quello di costituire un argine per la difesa dellitalianit nel conne orientale. Ma tutto fu vano. Per questa attivit la maestrina venne persino arrestata dai tedeschi e, minacciata di deportazione, fu salvata solo per linteressamento di Junio Valerio Borghese. I cittadini di Pola, a dire la verit, sulle prime si erano illusi di poter sfuggire al terribile destino che li aspettava. Ma ormai, svanita ogni illusione, i pole-

sani si apprestavano a fare i conti con la dura realt. Fu proprio allora che lex crocerossina prese lirrevocabile decisione. Era la mattina del 10 febbraio 1947. Mentre sui pennoni di Pola stava per essere issato il vessillo con la stella rossa, a migliaia di chilometri di distanza, a Parigi, il Bel Paese, con un semplice tratto di penna, sapprestava a dare laddio a Istria, Fiume e Dalmazia. E questo lei, fervente patriota, non lo poteva sopportare. Per loccasione la guarnigione britannica era schierata in grande spolvero davanti alla sede del comando. A passarla in rassegna era stato chiamato il generale De Winton. Lufciale stava avviandosi verso il picchetto donore quando, dalla piccola folla presente, si stacc la Pasquinelli, che, avvolta in un cappotto rosso, si diresse a passo deciso verso di lui. Senza profferir parola, ed estratto il revolver, la donna fece fuoco. Tre proiettili colpirono il generale dritto al cuore, fulminandolo. Per qualche giorno le autorit militari alleate mantennero il massimo riserbo sullepisodio. Fu solo grazie a Indro Montanelli, presente a Pola come inviato del Corriere della Sera, che fu possibile far conoscere allopinione pubblica la vera motivazione dellattentato. In tasca alla donna, convinta di lasciare la vita

nelloperazione, venne trovato un biglietto nel quale spiegava le ragioni che lavevano portata a compiere quel gesto: Io mi ribello, col fermo proposito di colpire a morte chi ha la sventura di rappresentarli, ai Quattro Grandi i quali, alla Conferenza di Parigi, in oltraggio ai sensi di giustizia, di umanit e di saggezza politica, hanno deciso di strappare ancora una volta dal grembo materno le terre pi sacre dItalia, condannandole o agli esperimenti di una novella Danzica o con la pi fredda consapevolezza, che correit, al giogo jugoslavo, sinonimo per la nostra gente indomabilmente italiana, di morte in foiba, di deportazioni, di esilio. Maria Pasquinelli fu processata due mesi dopo il fatto dalla Corte Militare Alleata di Trieste. Il 10 aprile fu pronunciata la sentenza che la condannava a morte. Il giorno seguente Trieste fu inondata da una pioggia di manifestini tricolori sui quali era scritto: Dal pantano dItalia nato un ore: Maria Pasquinelli. In seguito, la pena capitale fu commutata in ergastolo e la patriota fu trasferita nel penitenziario di Perugia. Nel 1964 torn in libert, ma non ha mai concesso interviste. Maria Pasquinelli ha cercato di farsi dimenticare ritirandosi nella sua casa di Bergamo, dove morta serenamente lo scorso anno.

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REGIME BANCARIO: ERA TUTTO PREVISTO


UN SECOLO FA LA RIVISTA THE NEW AGE GI DELINE LO SCENARIO
Alberto Samon
a speculazione nanziaria e lusura avranno come effetto la nascita di unEuropa in cui a decidere le sorti delle nazioni non saranno pi i governi, ma gli interessi delle banche. Non si tratta di una frase polemica contro il duopolio Merkel-Sarkozy e nemmeno di facili previsioni a breve termine sul vero ruolo del sistema bancario nella gestione della crisi, formulate da qualche analista economico sensibile alle recenti proteste del movimento dei forconi. A parlare cos, oltre un secolo fa, erano i battaglieri redattori della rivista inglese The New Age, rilevata nel 1907 dalleditore Alfred Richard Orage e trasformata in una pubblicazione davanguardia, che per oltre quindici anni riun scrittori e intellettuali controcorrente, fra cui Ezra Pound, George Bernard Shaw, William Butler Yeats, Holbrook Jackson, Wyndham Lewis, Herbert Read, Thomas Ernest Hulme e molti altri. Improntata a uniniziale impostazione cristiana e socialista, ben presto la rivista, sotto la guida di Orage e a causa degli effetti delle politiche economiche degli Stati europei, cambi direzione, dapprima mostrandosi sensibile alle tesi riformatrici della Fabian Society inglese, per poi allontanarsi sempre di pi rispetto alle soluzioni della sinistra e avvicinarsi a unidea partecipativa dei lavoratori alla gestione dei protti. Le critiche pi dirette erano quelle rivolte alle semplicazioni marxiste, le cui spinte rivoluzionarie, secondo i redattori della rivista non avrebbero avuto quale effetto il tanto sospirato miglioramento delle condizioni di vita degli operai, ma una deriva difcilmente arrestabile. Gli intellettuali vicini al giornale poi non risparmiavano attacchi nemmeno verso i loro colleghi letterati, nel presupposto che la speculazione del libero mercato stesse inuenzando in modo determinante anche la cultura, al punto che secondo loro pure in questo campo a farla da padroni erano la nanza e la politica. I redattori riuniti attorno a The New Age, al contrario, anelavano la nascita di una nuova societ europea, nella quale fosse possibile una diversa e pi equa distribuzione della ricchezza. Temi che non erano indifferenti al pensiero di Ezra Pound e alle critiche mosse dal poeta americano verso la societ del tempo, che negli anni successivi sarebbero sfociate in una contestazione radicale verso il modello politico-economico occidentale dominato dallusura. Dopo la prima guerra mondiale, Orage fu attratto dalla teoria del credito sociale elaborata da Clifford Hugh Douglas, il quale prov ad applicare i metodi dellingegneria agli scambi economici, tentando di contrastare le sperequazioni sociali fra quanto percepito dai lavoratori e quanto prodotto dai datori di lavoro. Per queste ragioni propose di introdurre un dividendo nazionale volto a ridistribuire la ricchezza alle classi meno abbienti e un meccanismo di adeguamento dei prezzi, per permettere ai lavoratori di acquistare ci che da essi stessi era prodotto. Scopo nale della teoria del credito sociale era lottenimento di unarmonia fra la libert individuale e la libert economica primaria. Fra le idee che ispirarono maggiormente la rivista e il pensiero di Alfred Orage cera poi il sindacalismo rivoluzionario di Georges Eugne Sorel, secondo il quale i sindacati avrebbero dovuto perseguire unazione sempre pi aggressiva per ottenere un cambiamen-

Le sorti delle nazioni non sono pi decise dai governi ma dalle banche

to delle condizioni salariali e lavorative. Secondo Sorel, allutopia marxista si sarebbe dovuto sostituire un mondo nuovo generato dallazione, in grado di diventare un mito moderno: un mito sociale, dunque, non espressione dei sogni della mente, ma della volont delluomo. Lattenzione per le idee di Sorel e per il concetto di volont fu accompagnata nella rivista da una valutazione

Il giornale, sotto la guida di Alfred Richard Orage, sub numerose trasformazioni e guard con simpatia al pensiero di Nietzsche
altamente positiva del pensiero del losofo tedesco Friedrich Nietzsche. In particolare, la metafora del superuomo nietzschiano era, per Orage, espressione di uno stato di coscienza superiore, che comportava un progressivo riuto verso i canoni classici della civilt contemporanea e verso le convenzioni del-

la morale borghese. Allanalisi delle condizioni sociali, nella rivista si afanc, contemporaneamente, una sensibilit verso lindagine spiritualista e sul ruolo dellessere umano. Nellautunno del 1921 Alfred Orage, per mezzo del giornalista russo Piotr Demianovich Ouspensky, entr in contatto con linsegnamento del mistico armeno Geoges Ivanovitch Gurdjieff, che parlava ai propri contemporanei non di un mero cambiamento economico o sociale, ma di una trasformazione integrale delluomo dallattuale condizione di sonno, allo scopo di riappropriarsi della propria coscienza e della volont. Pochi mesi pi tardi, lo stesso Gurdjieff sbarcava a Londra e da quel momento Orage decise di dare una svolta alla propria vita, diventando suo allievo. Nel 1922 lasci la rivista per trasferirsi per lunghi periodi alle porte di Parigi, dove il suo maestro aveva messo in piedi il celebre Institut Gurdjieff. Poco tempo dopo, Alfred Orage si rec negli Stati Uniti dove divenne il portavoce ufciale oltreoceano dellinsegnamento del mistico armeno. Fra i libri scritti dalleditore britannico tradotti in italiano, Amore cosciente e Studi sullanima e sulla coscienza.

DOPO 7 ANNI, DUE MILIARDI AL GIORNO DI VISITATORI E MILIONI DI VIDEO CARICATI OGNI MINUTO

LA POLITICA STRIZZA LOCCHIO A YOUTUBE


Francesca Siciliano
ouTube compie 7 anni. Il celebre portale di video on-line, che ha segnato una tappa storica nellevoluzione del web 2.0 rivoluzionando le abitudini di milioni di cybernauti, fu lanciato in rete nel febbraio del 2005 da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, che registrarono il dominio www.youtube.com. I tre impiegati statunitensi della Pay Pal ebbero lidea semplice ma geniale di creare un sito dove ospitare video realizzati esclusivamente da chi li carica, un luogo in cui chiunque, dotato di videocamera e connessione a internet, potesse condividere una storia con il resto del mondo. Probabilmente non immaginavano che il successo sarebbe stato immediato e travolgente e che non sarebbe rimasto circoscritto agli Stati Uniti, ma si sarebbe diffuso rapidamente in tutto il mondo. Il primo storico video, caricato da uno dei fondatori Jawed Karim, era il reportage di una sua normalissima visita allo zoo di San Diego, dal titolo Me at the zoo. Il lmato mostra un giovane visibilmente emozionato, che commenta le movenze di due elefanti africani: 19 secondi sostanzialmente di noia, ma 19 secondi che avrebbero dato il via a un radicale cambiamento nella comunicazione mondiale. La crescita di YouTube vertiginosa:

Youtube ha compiuto sette anni

dopo poco pi di un anno vengono visualizzati circa 100 milioni di video al giorno, con 65mila nuovi video inseriti ogni 24 ore. Il 10 ottobre del 2006 Google Inc. acquista YouTube per 1,65 miliardi di dollari. Oggi il numero di visitatori supera i due miliardi al giorno, con milioni di video che vengono caricati in un minuto da ogni parte del mondo. Non pi necessaria una videocamera, sufciente un telefonino in grado di registrare un video e connettersi ad internet. Non ospita pi solamen-

te i video amatoriali, spesso contiene materiali di terze parti come spettacoli televisivi o concerti. Il sito vieta lupload di materiale protetto da diritto dautore se non si titolari e il rispetto del regolamento si basa su una verica ex-post. Gli argomenti dei lmati sono eterogenei: si va dalle ricette di cucina alla parodia di canzoni o di lm, dalle lezioni di arabo alle istruzioni per costruire una bomba, dalla visita a un museo al video del primo rapporto consumato tra due adolescenti. Hanno approttato della popolarit del sito molte celebrit per promuovere lm o gruppi musicali. E anche la politica gli ha strizzato locchio: nel 2008 il sito ha dato la possibilit agli utenti di porre alcune domande ai candidati premier Zapatero e Rajoy in Spagna; nello stesso anno il tradizionale dibattito tra i candidati alle primarie del Partito Democratico statunitense si svolto in televisione in base a domande scelte tra quelle degli utenti di YouTube. Molti sono i Paesi con regimi totalitari che hanno richiesto il blocco del sito: lIran che considera i video provocanti e peccaminosi, simbolo della decadenza del perverso occidente; la Turchia che ha fatto causa a YouTube per aver offeso la cultura turca; la Birmania che ha fermato i lmati-denuncia dei massacri dei dimostranti che chiedevano maggiori libert; la Cina che ha bloccato il sito per aver ospitato nella propria piattaforma

nel 2008 un video dove erano lmate le violenze e i disordini scoppiati in Tibet; la Thailandia, che nel 2007 ne ha chiesto la chiusura in seguito al video dellintervista rilasciata dal primo ministro Thaksin Shinawatra alla Cnn. YouTube non si mai opposto alla censura del proprio portale, anzi ha facilitato il blocco per i Paesi che ne hanno fatto richiesta. Naturalmente ci sono anche i detrattori, che giudicano il sito un semplice contenitore di lmati amatoriali e spezzoni di lm, videoclip musicali e programmi televisivi. Ma in barba a critiche e censure, YouTube ha ormai assunto i connotati di una vera e propria piazza virtuale, accessibile e plasmabile da tutti gli utenti. Non pi un semplice approdo per navigatori annoiati, ma unicona dei nostri tempi, un sito cult, che ha trasformato il modo di comunicare e di relazionarsi. Nel 2010 YouTube ha ideato un esperimento globale: il primo lungometraggio creato in un solo giorno. Gli utenti sono stati invitati a immortalare in un giorno il 24 luglio 2010 un frammento della propria giornata: un tramonto, una manifestazione, un evento qualunque. Le clip pi signicative sono state selezionate e montate in un lm prodotto da Ridley Scott (regista de Il Gladiatore e Robin Hood) e diretto da Kevin Macdonald (regista premio Oscar di The last king of Scotland e One day in september). nato cos Life in a day-La vita in un giorno, storia di un giorno sulla Terra visto attraverso gli occhi di migliaia di persone. Il lm, della durata di 94 minuti e 57 secondi, stato ottenuto montando 4500 ore di contributi provenienti da 192 Paesi, trasmesso in streaming su YouTube e poi fatto girare nelle sale cinematograche del mondo nel gennaio 2011.