CANTO I
vv 1-12 protasi : Dante dichiara quale sarà l’argomento che si appresta a narrare → contenuti
vv 13-36 invocazione alle muse e ad Apollo : elevatezza dei contenuti; l’invocazione è più lunga
perché Dante sottolinea la sua necessità di essere ispirato maggiormente
vv 37-81 salita al Paradiso terrestre : Dante e Beatrice attraversano la sfera del fuoco e giungono al
primo cielo ➡ movimenti rapidi, quasi impercettibili, non si estendono nel tempo
vv 82-93 primo dubbio: da cosa dipendono la presenza della luce e del suono?
vv 94-142 secondo dubbio: come fa Dante a salire al cielo con il suo corpo?
↳ Dante si meraviglia di come possa ascendere al paradiso con il suo corpo = volontà di Dio, non ci
sono leggi fisiche → tema dell’ordine universale: tutto l’universo è ordinato e governato da Dio ➡
Dante (anche corpo) e Beatrice (puro spirito) ascendono al cielo perché è voluto da Dio
FIGURE RETORICHE / TEMATICHE
v1 perifrasi “colui che tutto move” : Dio
v4 PROLESSI del complemento di luogo
v4 perifrasi “nel ciel che più de la sua luce prende” : Empireo
v5 anastrofe “fu’ io”
v5/6 tema dell’ineffabilità → l’uomo desidera conoscere chi lo ha creato → bene e verità assoluti↓
mistero intellettuale
: la mente non può
ricordare
→ impossibilità di
riportare
v10 latinismo “veramente” : verum+tamen = tuttavia
v10 PERIFRASI: PARADISO “regno santo”
v14 METAFORA “vaso”
v15 EPITETO “amato”
v16 metonimia “giogo di Parnaso” : Muse [sede]
v18 metonimia “aringo” (luogo dove avviene la gara) : gara; metafora “aringo” : fatica che lo mette a
dura prova
v19 metonimia “petto” : cuore; epitesi “tue” : tu ispira
v20 similitudine e analogia Dante-Marsia
v22 metonimia “divina”
v23 metafora “ombra” : ricordo
v24 metonimia “capo” : mente
v25 anastrofe “vedra’ mi”; metonimia “legno” : albero
v25/26 iperbato “vedra’ mi-venire”
v32 perifrasi “delfica deità”: Apollo
v32/33 enjambement; perifrasi “fronda peneia" : Dafne
v34 metafora sfera del fuoco
v36 metonimia “Cirra”: Apollo
v38 metafora “la lucerna del mondo” : sole
v38/39 enjambement
v44 metonimia “foce” : sole
v46/47 iperbato “Beatrice-rivolta”
v47 intensità dello sguardo “riguardar”
v48 similitudine implicita in negativo : sguardo Beatrice-aquila
v48 latinismo “unquanco” da unquam
v49-54 similitudine
v53 metonimia “l’imagine mia” : mente
v54 perifrasi “fissi gli occhi” : fissare
v56 francesismo “mercé” : grazia
v58 latinismo “soffersi” : sopportare
v61 metonimia “giorno a giorno”
v62 perifrasi “quei che puote” : Dio
v62/63 similitudine
v64/65 anastrofe e iperbato
v66 latinismo “rimote” : distolto
v67-69 similitudine : Dante-Glauco
v70 neologismo "trasumanar" (trans: attraverso, homo: uomo → andare oltre l’umano) ➡ tema
dell’ineffabilità: non è possibile spiegare in parole umane un evento sublime, l’atto di elevarsi al
divino [materia difficile]; latinismo “per verba” : complemento di mezzo costruito da Dante
v73 apostrofe a Dio
v74 perifrasi “amor che ‘l ciel governi” : Dio
v75 rimando ai testi sacri : solo Dio sa se Dante ha vissuto quest’esperienza solo spiritualmente o
anche fisicamente → rimando alla vicenda mistico-spirituale di San Paolo [lettera ai corinzi: dice di
essere stato rapito fino al terzo cielo, ma non si capisce se solo con lo spirito o anche con il corpo]
v76 perifrasi moto circolare delle sfere celesti
vv79/80 perifrasi “fiamma del sol” : sfera del fuoco
v82 latinismo “lume”
v83 metafora “accesero”
v87 epitesi “aprio”
v88 accezione negativa “grosso” : incapace di comprendere
v93 latinismo “riedi”
v95 ipallage “sorrise” : con il sorriso
v98 antitesi di concetto introdotta da “ma”
v112 metafora “porti”
v113 metafora “lo gran mar de l’essere” : esistenza
vv115-117 anafora “questi”
v122/123 perifrasi nella perifrasi : primo mobile che ruota all’interno dell’empireo
v124 similitudine “sito decreto” : luogo destinato, prefissato dal sistema delle legge universali
v127 anastrofe “vero è”
vv131/132 enjambement
v132 allitterazione P
vv134-142 similitudini con elementi naturali come termini di paragone (fulmine, fiume, fuoco)
v138 “imo”
v139 accezione negativa “maraviglia sarebbe”
v143 metonimia e latinismo “viso” : sguardo, visum → videre
FIGURE / SIMBOLI
APOLLO: Dio delle lettere, protegge i letterati ; simbolo: alloro = Dafne [Mito di Apollo e Dafne: la
ninfa, che non
voleva concedersi ad Apollo, fuggì, ma venne trasformata in alloro // Metamorfosi di Ovidio]
“amato alloro” : amato da Apollo in quanto simbolo di Dafne e amato dai poeti che lo ricevono (i poeti
venivano incoronati con una pianta d’alloro)
GIOGO DEL PARNASO: due sedi → Elicona: sede delle Muse; Citerone: sede di Apollo
MARSIA : [mito] satiro che aveva sfidato Apollo ed era stato scuoiato vivo
nel purgatorio, durante l’invocazione alle muse, Dante cita il mito delle piche che erano state
trasformate in gazze per aver sfidato le muse
GLAUCO: pescatore della Beozia che si accorse che alcuni pesci, mangiando un particolare tipo
d’erba, riprendevano vita; la mangia e si trasforma in una divinità [Metamorfosi di Ovidio]
CANTO I PARAFRASI
La gloria di colui che tutto move scende di lassù non sa né può riferire; infatti,
per l’universo penetra, e risplende avvicinandosi all'oggetto del suo desiderio
in una parte più e meno altrove.3 (Dio), il nostro intelletto si addentra tanto in
Nel ciel che più de la sua luce prende profondità che la memoria non lo può seguire.
fu’ io, e vidi cose che ridire Tuttavia, tutto ciò che sono riuscito a
né sa né può chi di là sù discende;6 trattenere del mio viaggio in Paradiso sarà
perché appressando sé al suo disire, materia della mia opera. O buono Apollo, per
nostro intelletto si profonda tanto, quest’ultima fatica, rendimi della tua
che dietro la memoria non può ire.9 ispirazione un vaso tale quale a quello che tu
Veramente quant’io del regno santo richiedi per attribuire l’amato alloro poetico.
ne la mia mente potei far tesoro, Fino a questo momento mi è stata sufficiente
sarà ora materia del mio canto.12 la sola ispirazione delle Muse; adesso, però,
O buono Appollo, a l’ultimo lavoro mi è necessario entrare nell’ultima prova
fammi del tuo valor sì fatto vaso, (stesura del paradiso) con l’aiuto di entrambi
come dimandi a dar l’amato alloro.15 (anche di Apollo). Entra nel mio cuore e
Infino a qui l’un giogo di Parnaso ispirami, così come quando hai tirato fuori
assai mi fu; ma or con amendue Marsia dall'involucro della sua pelle. O
m’è uopo intrar ne l’aringo rimaso.18 ispirazione divina (Apollo), se ti concedi a me
Entra nel petto mio, e spira tue quel tanto che serve per permettermi di
sì come quando Marsïa traesti raccontare (ridire a parole) il ricordo del
de la vagina de le membra sue.21 Paradiso impresso nella mia mente, allora mi
O divina virtù, se mi ti presti vedrai venire ai piedi del tuo amato albero
tanto che l’ombra del beato regno (alloro) e incoronarmi con le sue foglie di cui tu
segnata nel mio capo io manifesti,24 e la materia del poema mi renderete degno.
vedra’ mi al piè del tuo diletto legno Così poche volte, Apollo, che si colga l'alloro
venire, e coronarmi de le foglie per il trionfo di un condottiero o di un poeta
che la materia e tu mi farai degno.27 (per colpa e vergogna della poca ambizione
Sì rade volte, padre, se ne coglie umana), che la fronda di Peneo (l'alloro)
per trïunfare o cesare o poeta, dovrebbe far nascere gioia nella lieta divinità
colpa e vergogna de l’umane voglie,30 delfica (Apollo), quando in qualcuno suscita
che parturir letizia in su la lieta desiderio di sé [la ricerca dell’alloro da parte
delfica deïtà dovria la fronda dei poeti reca felicità ad Apollo. Una piccola
peneia, quando alcun di sé asseta.33 scintilla suscita un grande incendio: forse,
Poca favilla gran fiamma seconda: dopo di me altri, con più talento, pregheranno
forse di retro a me con miglior voci affinché Apollo conceda loro la sua
si pregherà perché Cirra risponda.36 ispirazione. Il sole sorge per gli uomini da
Surge ai mortali per diverse foci diversi punti dell'orizzonte (alternarsi delle
la lucerna del mondo; ma da quella stagioni), ma da quel punto in cui quattro
che quattro cerchi giugne con tre croci,39 cerchi si intersecano formando tre croci, lì si
con miglior corso e con migliore stella leva congiunto ad una costellazione (ARIETE),
esce congiunta, e la mondana cera procede con un corso migliore e plasma la
più a suo modo tempera e suggella.42 materia in modo più efficace (EQUINOZIO DI
PRIMAVERA; Dio creò il mondo in primavera).
La potenza di Dio si diffonde in tutto l'Universo
e splende più in alcune parti, meno in altre.
Io sono stato nel Cielo (Empireo) che è più
illuminato dalla sua luce e vidi cose che chi
Fatto avea di là mane e di qua sera
tal foce, e quasi tutto era là bianco Quel punto aveva fatto pieno giorno in
quello emisperio, e l’altra parte nera,45 Purgatorio e notte sulla Terra, e un emisfero
quando Beatrice in sul sinistro fianco era tutto bianco e l'altro nero, quando vidi
vidi rivolta e riguardar nel sole: Beatrice rivolta sul fianco sinistro intenta a
aguglia sì non li s’affisse unquanco.48 fissare il sole: mai nessun'aquila riuscì a
E sì come secondo raggio suole fissarlo in quel modo. Come il raggio riflesso è
uscir del primo e risalire in suso, solito allontanarsi dal primo e risalire in alto
pur come pelegrin che tornar vuole,51 con lo stesso angolo, esattamente come un
così de l’atto suo, per li occhi infuso pellegrino che vuole tornare in patria (da dove
ne l’imagine mia, il mio si fece, è partito), così dall’atto di Beatrice, infuso nella
e fissi li occhi al sole oltre nostr’uso.54 mia mente attraverso lo sguardo, derivò il mio,
Molto è licito là, che qui non lece e fissai il sole oltre la mia facoltà umana. Nel
a le nostre virtù, mercé del loco paradiso terrestre è concesso molto di ciò che,
fatto per proprio de l’umana spece.57 invece, sulla Terra non è possibile alla nostre
Io nol soffersi molto, né sì poco, facoltà, grazie al luogo (Paradiso) creato come
ch’io nol vedessi sfavillar dintorno, sede dell'umanità. Io non potei fissare il sole a
com’ ferro che bogliente esce del foco;60 lungo, ma neppure così poco da non vederne
e di sùbito parve giorno a giorno lo sfavillio tutt'intorno, come un ferro
essere aggiunto, come quei che puote incandescente appena uscito dal fuoco; e
avesse il ciel d’un altro sole addorno.63 improvvisamente sembrò che aumentasse la
Beatrice tutta ne l’etterne rote luce [sfavillio di luce], come se Dio avesse
fissa con li occhi stava; e io in lei posto in cielo un secondo sole. Beatrice
le luci fissi, di là sù rimote.66 teneva lo sguardo fisso sulle sfere celesti, ed
Nel suo aspetto tal dentro mi fei, io, distolto lo sguardo dal sole, lo rivolsi a lei. E
qual si fé Glauco nel gustar de l’erba guardandola, dentro di me mi sentii diventare
che ’l fé consorto in mar de li altri dèi.69 come si sentì Glauco quando mangiò l'erba
Trasumanar significar per verba che lo rese simile agli dèi marini.
non si poria; però l'essemplo basti Non è possibile esprimere a parole l’atto della
a cui esperïenza grazia serba.72 trasumanazione, perciò l’esempio mitologico di
S’i’ era sol di me quel che creasti Glauco sia sufficiente a coloro ai quali la
novellamente, amor che ’l ciel governi, grazia divina riserva l'esperienza del Paradiso.
tu ’l sai, che col tuo lume mi levasti.75 Oh Dio, se io ero solo anima oppure anche
Quando la rota che tu sempiterni corpo, questo lo sai solo tu, che mi sollevasti
desiderato, a sé mi fece atteso in alto con la tua luce. Quando il moto
con l’armonia che temperi e discerni,78 circolare delle sfere celesti, che tu rendi eterno
parvemi tanto allor del cielo acceso con il desiderio di te, mi attrasse a sè con
de la fiamma del sol, che pioggia o fiume quell’armonia che tu armonizzi e distingui,
lago non fece alcun tanto disteso.81 allora una parte tanto ampia/estesa del cielo,
La novità del suono e ’l grande lume che la pioggia o fiume non crearono mai un
di lor cagion m’accesero un disio lago altrettanto vasto, mi parve accesa dalla
mai non sentito di cotanto acume.84 fiamma del sole [sfera del fuoco]. La novità del
suono (una musica nuova) e la luce così
intensa produssero in me un forte desiderio di
conoscerne le cause, tale che mai prima ne
provai di pari intensità.
Ond’ella, che vedea me sì com’io,
a quïetarmi l’animo commosso, Allora Beatrice, che vedeva dentro di me come
pria ch’io a dimandar, la bocca aprio 87 io stesso mi vedevo, per quietare il mio animo
e cominciò: "Tu stesso ti fai grosso turbato, prima che io domandassi, aprì la
col falso imaginar, sì che non vedi bocca e iniziò a dire: «tu stesso rendi ottusa la
ciò che vedresti se l’avessi scosso.90 tua mente con un pensiero sbagliato, al punto
Tu non se’ in terra, sì come tu credi; che non vedi quello che vedresti se ti fossi
ma folgore, fuggendo il proprio sito, liberato di questa ottusità. Tu non sei più sulla
non corse come tu ch’ad esso riedi".93 terra come credi, ma sei come una folgore
S’io fui del primo dubbio disvestito che, allontanandosi dal suo luogo d’origine,
per le sorrise parolette brevi, non è mai corsa così rapidamente come fai tu
dentro ad un nuovo più fu’ inretito96 che ritorni in Paradiso». Se io fui liberato dal
e dissi: "Già contento requïevi primo dubbio grazie a questa risposta concisa
di grande ammirazion; ma ora ammiro e pronunciata con il sorriso [Beatrice: guida
com’io trascenda questi corpi levi".99 materna, come una madre che corregge il
Ond’ella, appresso d’un pïo sospiro, figlio], però fui colto da un altro dubbio e dissi:
li occhi drizzò ver’ me con quel sembiante «Già soddisfatto e pieno di ammirazione
che madre fa sovra figlio deliro,102 avevo calmato il mio animo (turbato dal
e cominciò: "Le cose tutte quante desiderio di sapere), ma ora mi meraviglio di
hanno ordine tra loro, e questo è forma come io, che ho un corpo pesante, possa
che l’universo a Dio fa simigliante.105 passare attraverso questi corpi leggeri». Lei,
Qui veggion l’alte creature l’orma dopo aver sospirato con compassione, rivolse
de l’etterno valore, il qual è fine lo sguardo verso di me con la stessa
al quale è fatta la toccata norma.108 espressione che ha una madre verso il figlio
Ne l’ordine ch’io dico sono accline delirante [Beatrice: guida materna] e cominciò
tutte nature, per diverse sorti, a dire: «Tutte le cose che sono state create
più al principio loro e men vicine;111 partecipano ad un ordine che le pone in
onde si muovono a diversi porti relazione tra loro e questo sistema ordinato è
per lo gran mar de l’essere, e ciascuna ciò che rende l’universo simile a Dio [tema:
con istinto a lei dato che la porti.114 ordine dell’universo]. Qui, in questo ordine,
Questi ne porta il foco inver’ la luna; le creature superiori vedono l’impronta della
questi ne’ cor mortali è permotore; potenza di Dio, che è il fine a cui tende la
questi la terra in sé stringe e aduna;117 ricordata legge dell’ordine universale. Verso
né pur le creature che son fore quest’ordine di cui parlo hanno un’inclinazione,
d’intelligenza quest’arco saetta, in modi diversi, tutte le creature, più o meno
ma quelle c’ hanno intelletto e amore.120 perfette (più o meno vicine a Dio), per cui si
muovono verso mete diverse nell’immensa
varietà dell’esistenza e ciascuna con l’istinto
che le è stato dato e che la guida. Questo
istinto porta il fuoco verso il cielo della luna
(riferimento alla sfera del fuoco), è la forza che
muove i cuori degli uomini, e questo rende la
Terra compatta e unita; questo impulso non
coinvolge solo le creature prive di intelligenza,
ma anche quelle che hanno intelligenza e
volontà.
La provedenza, che cotanto assetta,
del suo lume fa ’l ciel sempre quïeto La Provvidenza, che dispone in questo modo,
nel qual si volge quel c’ ha maggior appaga della sua luce quel cielo (Empireo) nel
fretta;123 quale si gira il più veloce di tutti gli altri cieli
e ora lì, come a sito decreto, (Primo Mobile). Ed ora, lì, come ad un luogo
cen porta la virtù di quella corda destinato, ci conduce la forza di quell’impulso
che ciò che scocca drizza in segno che indirizza sempre a buon fine ogni essere
lieto.126 che tocca (forza che infonde quell’impulso
Vero è che, come forma non s’accorda nelle creature). È pur vero che, come molte
molte fïate a l’intenzion de l’arte, volte l’opera non corrisponde al progetto
perch’a risponder la materia è sorda,129 dell’artista, perché la materia non si lascia
così da questo corso si diparte modellare, così, talvolta, l’uomo, benché
talor la creatura, c’ ha podere spinto dalla forza del bene, si allontana da
di piegar, così pinta, in altra parte;132 questa direzione, perché ha la facoltà di
e sì come veder si può cadere volgersi dall’altra parte [Dio crea l’uomo libero
foco di nube, sì l’impeto primo di non attenersi alle leggi d’ordine universale];
l’atterra torto da falso piacere.135 e come si può vedere cadere il fuoco da una
Non dei più ammirar, se bene stimo, nuvola, così, il primo impulso si può volgere
lo tuo salir, se non come d’un rivo verso il basso (male) perché fuorviato da un
se d’alto monte scende giuso ad imo.138 bene falso, ingannevole. Se non erro (se dico
Maraviglia sarebbe in te se, privo bene), allora tu non devi stupirti di salire, così
d’impedimento, giù ti fossi assiso, come non ti stupisci se un fiume scende verso
com’a terra quïete in foco vivo".141 la pianura dall’alto di una montagna. Dovresti
Quinci rivolse inver’ lo cielo il viso. stupirti se tu, privo di ostacoli, fossi rimasto
fermo in basso, come sarebbe un fatto
straordinario sulla terra la mancanza di
movimento nel fuoco vivo (la fiamma non può
stare ferma)». E poi rivolse lo sguardo al cielo.
Non stupirti e non pensare come se fossi ancora sulla terra
ciò che stanno vivendo è voluto da Dio e fa parte dell’ordine dell’universo; in virtù della legge
universale, Beatrice e Dante ascendono al cielo
l’ascesa di Dante e Beatrice attraverso la sfera del fuoco è preceduta da una descrizione della
cornice che fa da sfondo
v64-70: l’atto di guardare Beatrice introduce Dante al trasumanar; fissando Beatrice lui si eleva e si
addentra in un’esperienza sublime, sovrumana, acquistando facoltà celestiali e perdendo ogni
attaccamento terreno ➡ non è possibile esprimere a parole il passaggio dalla condizione umana al
Paradiso [oltre l’umano]
v82 : primo dubbio di Dante = si tratta di un’esperienza che trascende l’umano, per cui lui non è in
grado di capire
↳ strumento fondamentale della conoscenza
gli spostamenti sono impercettibili nel tempo: il paradiso è il luogo dell’eternità
epiteti di Apollo : climax
v13 “buono”
v22 “divina virtù”
v28 “padre”