CAMPAGNE MILITARI DI CESARE
Alla fine del suo Consolato Cesare entrò, come da usanza, a far parte del Proconsolato di
una delle Province. Cesare per sua volontà si fece assegnare le province della Gallia
Cisalpina e della Gallia Narbonense, due zone non particolarmente ricche che
corrispondevano all'Italia settentrionale e alla Francia meridionale. Assieme al proconsolato,
Cesare ottenne anche il comando di ben quattro Legioni. La scelta di Cesare pareva a prima
vista incomprensibile ma dimostrava una profonda scaltrezza politica. Sapeva che la sua
maggiore debolezza consisteva nel non aver mai comandato un esercito e per questo era
privo del prestigio delle vittorie militari. All'epoca la Gallia Cisalpina era sottoposta a degli
attacchi da parte dei Galli e Germani. Per metterla in sicurezza era necessaria una
campagna militare contro di essi. A spingere Cesare a prendersi questo incarico fu la
possibilità di ricavare il prestigio che gli mancava. L'occasione si presentò nel 58 a.C quando
gli Elvezi, una popolazione celtica, attaccò alcune tribù alleate di Roma. Senza attendere
l'autorizzazione del Senato Cesare le affrontò e le sconfisse. con questa scusa avviò una
vera e propria campagna di conquista della Gallia. Sconfisse i Germani, i sequani, i belgi e
le altre tribù che incontrò lungo il suo cammino. con queste vittorie riuscì a sottomettere
l'intera Gallia. Nel 56 a.C. Cesare tornò in Italia e si incontrò con Pompeo e Crasso.
L'alleanza iniziò a scricchiolare a causa dei reciproci sospetti e del mutamento dei rapporti di
forza tra i tre. Cesare, inizialmente il più debole, era diventato un generale Vittorioso. Non a
caso Pompeo allarmato dalla crescente popolarità di Cesare si era avvicinato al Senato e
aveva accettato il rientro di Cicerone. Però il patto fu rinnovato. Nessuno dei tre aveva
intenzione di rompere l'alleanza. In base al nuovo accordo Cesare ottenne il prolungamento
del suo proconsolato in Gallia per altri 5 anni. Si stabilì che Pompeo e crasso sarebbero stati
eletti consoli l'anno successivo. Dopodiché Pompeo avrebbe avuto il governo della Spagna
mentre Crasso avrebbe guidato una spedizione contro i Parti. Che però si concluse in modo
tragico, crasso morì in battaglia. Una volta rientrato in Gallia, Cesare riprese le sue
operazioni contro i galli che ricevevano rimborsi dalla Britannia. Così Nel 55 a.C. Sbarco in
Britannia, si scontrò e sconfisse le popolazioni. Contrariamente a quanto si crede Cesare
non conquistò la Britannia ma diede ai Romani una prima conoscenza di essa. Al suo rientro
in Gallia, Cesare Dovette affrontare una nuova Insurrezione delle tribù galliche. La ribellione
fu sedata nel 52 a.C. Quando Cesare malgrado l'inferiorità numerica del suo esercito
assediò e conquistò la città di Alesia. Vercingetorige fu catturato e giustiziato, mentre i
territori conquistati entrarono a far parte del dominio di Roma. Durante queste campagne
militari furono uccisi più di un milione di Galli. Le stragi destarono scandalo anche a Roma,
ma Cesare riportò pace nella regione.
SECONDA GUERRA CIVILE
Nei 7 anni trascorsi in Gallia,Cesare aveva dimostrato di essere un ottimo generale e
ottenne molti successi. Così nel 49 a.C. Decise di tornare a Roma per farsi eleggere
console. La situazione politica a Roma però era mutata. Crasso era morto e il Senato e
Pompeo si erano alleati. Inoltre nel 52 a.C. era stato eletto console “senza collega”. Si
trattava di due misure non rituali segno dell'accrescimento del potere di Pompeo. Nel 49 a.c,
l'anno in cui terminava il proconsolato di Cesare, il Senato approvò una legge che rendeva
impossibile la sua candidatura a Console e gli intimava di sciogliere l'esercito. I senatori
contavano sul fatto che Cesare si sarebbe arreso. Ma scelse di marciare contro Roma e
quando varcò il fiume Rubicone diede inizio alla seconda guerra civile. L'iniziativa di Cesare
colse di sorpresa Pompeo che non era pronto alla guerra e quindi preferì lasciare Roma e
rifugiarsi in Grecia. Cesare invece di inseguirlo si spostò in Spagna. Quella di Cesare fu una
mossa geniale: attaccando i pompeiani in Spagna distrusse gran parte delle forze su cui
Pompeo poteva contare. A questo punto si preparò ad affrontare direttamente il suo
avversario. Lo scontro decisivo si svolse nel 48 a.c a farsalo in Grecia, si concluse con la
vittoria di Cesare. Pompeo cercò rifugio in Egitto, dove il trono era conteso tra Tolomeo e
sua sorella Cleopatra. Tolomeo accolse amichevolmente Pompeo Ma poi lo fece
assassinare così da ingraziarsi i favori di Cesare. Cesare vide nei contrasti tra i due fratelli
un modo per portare l'Egitto sotto il dominio di Roma e quindi dichiarò che non poteva
lasciare impunito l'omicidio del senatore. E col pretesto di vendicare la morte di Pompeo
attacco l'Egitto, detronizzò Tolomeo e fece incoronare Cleopatra. A spingere Cesare a
compiere questo atto fu il fatto che se avesse lasciato impunito questo crimine avrebbe
suscitato altro odio da parte dei senatori. tra Cesare e Cleopatra ci fu una breve relazione da
cui nacque un figlio, Cesarione. Si pensa che Cesare si innamorò veramente di Cleopatra
ma in realtà la loro Unione fu dettata soprattutto da motivi politici. Gli anni successivi Cesare
Sconfisse i pompeiani prima a tapso in Tunisia poi a Munda in Spagna. Con quest'ultima
battaglia ebbe fine la seconda guerra civile e Cesare era ormai padrone di Roma.
IL GOVERNO DI CESARE
Gli eventi che abbiamo ricostruito dimostrano che la crisi della Repubblica era ormai
completa. Cesare era consapevole di come Roma si avviasse a diventare una monarchia,
Ma sapeva altrettanto bene quanto i romani fossero legati alla loro identità di cittadini
garantita dalle tradizioni repubblicane. così non si fece incoronare Re ma governò
accumulando su di sé le cariche pubbliche. In primo luogo si fece nominare dittatore a vita,
quindi ricoprì il consolato e si fece attribuire il diritto di veto. Gli fu poi attribuita la facoltà di
dichiarare guerra e di fermare Trattati di Pace senza dover chiedere l'autorizzazione del
Senato. Inoltre avrebbe potuto proporre dei candidati per gli incarichi pubblici. Infine gli
furono riconosciuti i titoli di padre della patria e di Imperator. Per aumentare il proprio
controllo sullo stato aumentò il numero dei senatori, facendo entrare uomini a lui fedeli,
rafforzando così i legami tra Roma e le classi dirigenti delle città conquistate. Sebbene La
Repubblica fosse ancora in vita Cesare era il padrone di Roma. Così come Silla, anche
Cesare aveva scelto la dittatura a vita ma a differenza di quest'ultimo Cesare si sforzò di
riportare la pace. Favorì il ritorno in città dei suoi oppositori e a molti di loro affidò incarichi di
governo. Cesare governò Roma per 5 anni dal 49 al 44 a.C. un periodo molto breve e in
gran parte trascorso a guerreggiare contro Pompeo. In questi 5 anni però riuscì a emanare
alcuni importanti provvedimenti. Molti interventi furono motivati da esigenze di giustizia
sociale: ridusse gli abusi dei Proconsoli e concesse la cittadinanza Romana agli abitanti
della Gallia. Così la cittadinanza Romana fu estesa all'intera penisola italiana. Intervenne
anche a favore della plebe di Roma: aiutò i debitori e avviò lavori pubblici per dare un
impiego ai disoccupati. Tra i più importanti lavori avviati da Cesare ci fu l'ampliamento del
foro romano, il cosiddetto foro di Cesare. Il controllo che Cesare esercitava su Roma si
caratterizzava sempre più come un potere di tipo monarchico e di origine sacra. ottenne
infatti la carica di pontefice massimo. A lui fu poi dedicato il quinto mese dell'anno. Nel 44
a.C. Il timore che Cesare trasformasse Roma in una monarchia spinse un gruppo di Senatori
a formare una congiura contro di lui. I promotori del complotto furono due che erano molto
vicini a Cesare e che godevano della sua fiducia: Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio
Longino. I congiurati decisero di uccidere Cesare il 15 marzo al momento del suo arrivo in
Senato. secondo la tradizione Cesare fu avvertito ma sottovalutò il pericolo e si recò
ugualmente in Senato dove trovò una ventina di congiurati ad attenderlo e sempre secondo
la tradizione prima di morire accoltellato per ben 23 volte riconobbe tra questi Bruto.
ANTONIO, OTTAVIANO E LA FINE DELLE ISTITUZIONI REPUBBLICANE
I congiurati intendevano ripristinare La Repubblica: erano persuasi da un lato che
l'eliminazione di Cesare avrebbe restituito al Senato il governo di Roma e dall'altro che la
plebe e l'esercito avrebbero approvato la morte del tiranno. I giorni successivi dimostrarono
però quanto Questi calcoli fossero sbagliati. Infatti il Senato riconobbe ai congiurati
l'impunità, la plebe e l'esercito però restarono fedeli a Cesare e si riunirono attorno a Marco
Antonio uno dei più importanti generali di Cesare. Il 18 marzo esso aprì il testamento di
Cesare di fronte al popolo romano. Tutti si aspettavano che Cesare avesse lasciato le
proprie ricchezze ad Antonio invece contro ogni aspettativa Cesare adottò e nominò proprio
erede Ottaviano, il figlio di una sua nipote. Alla lettura del testamento la plebe chiese che i
congiurati fossero arrestati e condannati così Bruto e Cassio Furono costretti a fuggire da
Roma e le loro case furono incendiate. Alla fine di aprile Ottaviano giunse a Roma entrò in
possesso dell'eredità e distribuì alla cittadinanza e ai soldati le donazioni previste nel
testamento, guadagnandosi così il favore del Popolo. Dichiarò inoltre di voler vendicare la
morte del prozio e quindi arruolò un esercito. nel frattempo i rapporti tra Antonio e il Senato
si erano incrinati. Antonio aveva chiesto di essere nominato proconsole ma il Senato rifiutò
questo spinse. Antonio a marciare contro [Link] esso Si contrappose l'esercito di
Ottaviano. la battaglia tra i due schieramenti si svolse a Modena e si concluse con la
sconfitta di Antonio nel 43 a.C fino a questo momento il Senato vedeva l'inesperienza di
Ottaviano con la possibilità di manovrarlo. Ma Esso dimostrò molta intraprendenza e un
intuito politico. Da prima chiese l'autorizzazione per essere eletto console ma quando il
Senato rifiuto, occupò Roma con le proprie truppe e si fece eleggere console dai comizi.
Dimostrò ancora una volta di essere molto intelligente ma si rese conto di non essere ancora
in grado di assumere il controllo di Roma. Restava ancora aperta la questione degli uccisori
di Cesare: Ottaviano li aveva condannati a morte ma erano fuggiti in Oriente dove assieme
ai senatori Fedeli alla Repubblica stavano radunando un altro esercito. Ottaviano cercò un
accordo con Antonio e con Lepido. nel 43 a.C. Antonio, Ottaviano e Lepido diedero vita al
secondo Triumvirato. a Differenza del primo però questa Alleanza fu approvata dai comizi e
trasformata in una magistratura. Per l'ennesima volta le istituzioni repubblicane venivano
annullate. I tre emanarono nuove liste di proscrizione Con lo scopo di eliminare gli avversari
politici. Le vittime, tra Cavalieri e senatori, furono quasi 3000 Fra questi ci fu anche
Cicerone. Una volta assunto il controllo di Roma, Antonio e Ottaviano si prepararono a
regolare i conti con i congiurati. iniziò così la terza guerra civile dal 44-31 a. C. nel 42 A.C.
Antonio e Ottaviano affrontarono e sconfissero nella battaglia di filippi, in Grecia, le truppe di
Cassio e Bruto. Che per non finire prigionieri si suicidarono. Dopo tutte queste lotte era
ormai evidente che la lotta per il potere riguardava soltanto Ottaviano e Antonio. gli accordi
del Triumvirato avevano previsto la divisione delle province: Ottaviano aveva ottenuto il
governo dell'Italia e dell'Occidente, Lepido quello dell'Africa e Antonio dell'oriente. I rapporti
tra Antonio e Ottaviano erano compromessi: nel 41-40 a.C il fratello e la moglie di Antonio si
misero a capo di una rivolta contro Ottaviano scoppiata nell'Italia centrale, la guerra di
Perugia. Antonio evitò di intervenire per non aggravare i rapporti con il suo avversario e la
rivolta fu facilmente repressa. Ottaviano però non punì i parenti di Antonio ma permise loro
di raggiungerlo in Oriente. nel 37 a.C. si incontrarono a Brindisi per rinnovare l’accordo che
fu cementato dal matrimonio tra Antonio e Ottavia la sorella di Ottaviano. ma sapevano bene
che lo scontro finale si stava avvicinando. Al momento della divisione delle province, Antonio
aveva scelto l'oriente perché voleva intraprendere una serie di campagne militari della quale
ottenere gli onori, come fece Cesare, la Gloria e le ricchezze necessarie per sconfiggere
Ottaviano. Per questo si recò in Egitto e qui strinse con Cleopatra un'alleanza politica ma
anche un legame affettivo dal quale nacquero due figli. nel frattempo a Roma Ottaviano era
riuscito a guadagnarsi Il favore della plebe, dei Cavalieri e del Senato. Soprattutto aveva
capito che i romani erano ormai stremati da decenni di guerre civili e dunque si presentò
all'opinione pubblica come l'unica persona in grado di garantire a Roma la pace. Ottaviano
utilizzò la propaganda per screditare Antonio attraverso il suo legame con Cleopatra. la
regina fu dipinta come una donna dissoluta che con la sua bellezza Aveva sedotto Antonio.
Quest'ultimo fu accusato di avere dei comportamenti scandalosi e di voler farsi incoronare.
Le accuse di Ottaviano furono alimentate dal comportamento di Antonio che affidò a
Cleopatra il governo dell'oriente. Inoltre Antonio commise un grave errore di ripudiare
Ottavia e di sposare Cleopatra: cosa che permise ad Ottaviano di presentarlo all'opinione
pubblica Romana come succube della regina. Quando poi si scoprì che Antonio aveva
intenzione di lasciare le province dell'oriente in eredità ai figli avuti da Cleopatra, Ottaviano
ebbe gioco facile a farlo dichiarare Nemico della patria e ad allestire un esercito contro il
rivale di sempre. Nella primavera del 31 a.c la flotta di Antonio e quella di Ottaviano si
scontrarono nella battaglia navale di Azio, la vittoria arrise a Ottaviano e Antonio e Cleopatra
Furono costretti a fuggire in Egitto. L'anno successivo nei pressi di Alessandria le truppe di
Ottaviano Ebbero un nuovo successo: Antonio e Cleopatra si suicidarono per non cadere
prigionieri. L'Egitto entrò quindi a far parte dei dominio romano ma non come provincia,
perché Ottaviano ne prese il controllo. Nel 29 a.c. Ottaviano rientrò a Roma dove gli furono
attribuiti gli onori di salvatore della patria. Le guerre civili Si erano definitivamente concluse e
con Esse era terminata la storia della Repubblica Romana. Si apriva per Roma la nuova
fase del principato Augusteo.