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66 LA STORIA

Il De bello civili

Contenuto, temi e stile

L'opera narra la guerra tra Cesare e Pompeo in tre libri: i primi due raccontano gli
eventi del 49 a.c., l'ultimo quelli del 48. Il terzo libro si interrompe piuttosto brusca-
mente, lasciando incompiuto il racconto della guerra di Alessandria (autunno del 48):
per questo alcuni ritengono che l'opera sia stata intrapresa da Cesare qualche tempo
dopo la conclusione del conflitto e che sia stata pubblicata postuma. Sembra tuttavia
pi probabile, anche per il tono di polemica ben viva e accesa che percorre il De bello
civili, che esso sia stato scritto a caldo, a breve distanza temporale dalle operazioni:
generalmente si ritiene che sia stato pubblicato dall'autore nel 46.
Il primo libro si apre con la seduta del senato del 1a gennaio 49: in un clima di ten-
sione, viene ignorata la proposta di Cesare (riferita da Curione) di un congedo contem-
poraneo degli eserciti da parte sua e di Pompeo, in vista di un accordo pacifico tra le
parti. Il senato aveva gi respinto la richiesta di Cesare di candidarsi in absentia al con-
solato per l'anno 48 e di prolungare il proprio imperium proconsolare in Gallia per tut-
to l'anno 49: Cesare voleva infatti evitare di deporre il comando dell'esercito e di tor-
nare a Roma come privato cittadino per presentare la sua candidatura; solo se fosse
rientrato in citt rivestendo gi un incarico pubblico sarebbe stato al riparo da procedi-
menti giudiziari che i suoi nemici potevano intentare contro di lui. La maggior parte
dei senatori in questo momento favorevole a Pompeo, dalla cui ascesa spera di otte-
nere vantaggi personali, soddisfazione per le proprie ambizioni politiche e per la pro-
pria avidit di ricchezze. Dopo una serie di sedute tempestose, in cui gli avversari di
Cesare danno prova di violenta arroganza e di ostinato rifiuto di ogni ipotesi di pacifi-
cazione, il 7 gennaio viene emanato il senatus consultum ultimum: a Cesare viene inti-,
mato di deporre il comando dell' esercito, o sar dichiarato nemico della patria. I due
tribuni della plebe di parte cesariana fuggono da Roma e si recano da Cesare a Raven-
na. Raggiunta Rimini, il 10 gennaio Cesare passa il Rubicone alla test3.delle legioni e
invade il territorio italico. Durante la marcia verso sud, molti municipi gli si consegna-
no spontaneamente; esemplare la presa pacifica di Corfinio. A Roma si diffonde il pa-
nico. Pompeo fugge con le truppe a Brindisi; Cesare tenta di raggiungerlo, ma non rie-
sce a impedire che egli si imbarchi per l'Epiro. In mancanza di una flotta adeguata per
inseguirlo, Cesare invia truppe in Sardegna, Sicilia e Africa e parte per la Spagna, dove
operano i legati pompeiani Afranio, Petreio e Varrone. Durante la marcia incontra la
resistenza della citt di Marsiglia e lascia ad assediarla il suo luogotenente Trebonio.
Giunto in Spagna, dopo una prima battaglia a Ilerda, Cesare insegue i pompeiani in
marcia verso l'Ebro; evita pi volte di proposito lo scontro aperto, per non spargere
inutilmente sangue di concittadini, e cerca piuttosto di impedire loro i rifornimenti. La
tattica scelta risulta vincente: costretto a ripiegare verso Ilerda, Afranio infine si arren-
de. Con un atto di clemenza, Cesare si limita a chiedere lo scioglimento dell' esercito
pompeiana e l'allontanamento dei soldati dalla provincia. Il secondo libro narra gli svi-
luppi dell' assedio di Marsiglia, costretta infine alla resa, e la capitolazione di Varrone
nella Spagna Ulteriore. La seconda parte dedicata alla sfortunata campagna del legato
cesariano Curione in Africa, che si conclude con una terribile sconfitta: dopo averri-
portato alcuni successi contro Varo e aver posto l'assedio a Utica, Curione attacca av-

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ventatamente le forze di Giuba, re di Numidia, alleato dei pompeiani. L'esercito mas-


sacrato e lo stesso Curione muore in battaglia. Il terzo libro inizia col resoconto della
breve permanenza di Cesare a Roma: qui egli prende provvedimenti di carattere mode-
rato per risolvere la questione dei debitori insolventi. Partito quindi per Brindisi, si im-
barca per l'Epiro con sette legioni (siamo all'inizio del 48); pi tardi Antonio lo rag-
giunger con le altre cinque. Dopo un lungo ristagno delle operazioni, il fallimento di
ulteriori tentativi di pacificazione da parte di Cesare e alcuni scontri inconcludenti, i
pODfpeiani ottengono un successo parziale a Durazzo e si convincono sconsiderata-
mente di avere in mano la vittoria. Cesare si allontana dalla costa e raggiunge la Tessa-
glia; Pompeo lo insegue, unisce il suo esercito con quello di Scipione e, nella certezza
del successo imminente, promette a tutti bottino e premi, mentre i suoi legati immagi-
nano di spartirsi cariche pubbliche e beni dei vincitori. Lo scontro decisivo avviene
nell'agosto del 48 a Farslo: l'esercito pompei ano messo in rotta. Pompeo fugge in
Egitto, dove viene ucciso dai sicari del re Tolomeo. Accolta la resa dei pompeiani, Ce-
sare raggiunge l'Egitto e apprende la fine del rivale. Ad Alessandria egli interviene nella
contesa tra Tolomeo e Cleopatra per la successione al trono. Il libro si chiude conl'at-
tacco delle truppe di Tolomeo alla citt.
Nei commentarii sulla guerra civile le istanze apologetiche e propagandistiche sono
molto pi vivaci e pressanti che nel De bello Gallico: Cesare deve dimostrare all' opinio-
ne pubblica di aver tentato fino all'ultimo ogni sforzo possibile per evitare un trauma
come la guerra tra concittadini ..Egli si presenta in primo luogo come scrupoloso osser-
vatore della legalit: rivendicando il carattere legittimo e regolare delle sue richieste al
senato, egli contesta gli abusi commessi dai suoi avversari per impedirgli con cavilli giu-
ridici di candidarsi al consolato. Le mosse dei suoi nemici sono contraddistinte da un'a-
perta violazione della legalit: il senato alle dirette dipendenze di Pompeo e decide sot-
to la minaccia del suo esercito, accampato poco fuori di Roma; ai tribuni di parte cesa-
riana viene di fatto impedito di esercitare il diritto di veto; contrp Cesare viene emanato
il senatus consultum ultimum, un provvedimento di estrema gravit adottato in passato
solo in situazioni di effettivo pericolo per lo Stato. Mentre i pompeiani, avidi di potere,
sono inclini per interesse allo scontro armato, Cesare ribadisce per tutto il corso dell' o-
pera la propria ostinata volont di pace e ricorda le innumerevoli proposte di accordo
invano offerte alla parte avversa, fino alla vigilia dello scontro definitivo.
Il De bello civili tutto percorso da una vena polemica e da una satira misurata ma
graffiante della vecchia classe dirigente, descritta come inetta e meschina, avida e corrot-
ta. Senza riguardo all'interesse generale dello Stato, con lo scontro armato i rappresen-
tanti dell' ordine senatorio sperano di rimediare ai propri guai giudizi ari o ai propri dis-
sesti patrimoniali e di accedere con facilit a posizioni di potere. L'ideale della libert re-
pubblicana che pretendono di difendere per loro poco pi di un nome. Nella condotta
della guerra, la crudelt gratuita ripetutamente esercitata dai capi pompeiani contro sol-
dati di Cesare catturati o sconfitti si contrappone alla clemenza costantemente dimostra-
ta da Cesare verso i nemici: lenitas (<<mitezza) e misericordia ispirano gli atti bellici del
vincitore delle Gallie, cos come saranno i princpi ispiratori della sua azione politica,
una volta ristabilita la pace. Di fronte a un piccolo successo militare come quello di Du-
razzo, i capi pompeiani perdono ogni senso della misura e ogni capacit di analisi razio-
nale della situazione; sicuri della vittoria, non si preoccupano del modo di condurre la
guerra, ma di come sfruttare a proprio vantaggio un successo dato per certo. La descri-
zione del loro comportamento alla vigilia della battaglia di Farslo un brano memora-
bile: in un indecoroso accapigliarsi, tutti cercano di spartirsi le magistrature, dispongono
le assegnazioni del consolato per gli anni a venire, litigano con pesanti insulti conten-
dendosi una stessa carica o si preparano a compilare liste di proscrizione.
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Attraverso la narrazione della guerra, Cesare fa opera di propaganda e prepara il


terreno alla sua futura azione politica. Con ogni cura, egli cerca di presentarsi non co-
me un sovversivo e un rivoluzionario, ma come un moderato, garante dell'ordine e del-
la stabilit. A questo scopo mira, per esempio, il racconto del fallito tentativo di annul-
lamento dei debiti promosso a Roma da Marco Celio Rufo; a quella soluzione radicale,
che aveva messo in allarme i ceti possidenti, si contrappone il provvedimento cauto e
moderato adottato da Cesare stesso. Gi forte dell'appoggio popolare, con la sua opera
Cesare si preoccupa di rassicurare i 'benpensanti', i rappresentanti dei ceti medi, in vi-
sta del suo programma di riforme e di riorganizzazione delle strutture dello Stato.
Il trauma del conflitto fratricida, l'urgenza dei motivi apologetici (che fanno appello
ai posteri ancor pi che ai contemporanei), la vena satirica nei confronti degli avversari
danno al De bello civili un andamento pi mosso, una maggiore variet di toni e una
pi frequente coloritura drammatica rispetto all' opera sulla guerra gallica. Elemento
poco frequente nella narrazione, ma proprio per questo motivato e rilevante, sono an-
che qui i discorsi diretti: inseriti in momenti di particolare tensione del racconto, essi
caratterizzano efficacemente una personalit e il suo modo di reagire a una situazione
cruciale. Tra gli altri spiccano i discorsi tenuti da Pompeo e da Labieno di fronte ai sol-
dati prima della battaglia di Farslo. Pompeo, di cui Cesare ha sempre implicitamente
messo in luce la vanit e la debolezza di carattere, d un' estrema prova di inettitudine,
ribadendo la sua tronfia sicurezza di poter vincere senza rischio. Pi odiosa risulta la
figura di Labieno, ex legato diesare passato al nemico: egli dimostra un aperto sprez-
zo verso l'esercito cesariano,che non sarebbe pi all'altezza dei successi ottenuti in
Gallia, perch provato dalle lunghe campagne di guerra e decimato dalle epidemie
scoppiate a Brindisi durante l'autunno. Con la sconsiderata arroganza di queste parole,
i capi avversari firmano da soli la propria condanna.

I continuatori dell'opera di Cesare


Il corpus Caesarianum comprende, oltre ai due commentarii autentici, alcune opere
di contorno composte da ufficiali dell' esercito di Cesare: come il luogotenente Aulo Ir-
zio (probabilmente: ma vedi l'introduzione al De bello Gallico; ---t p. 6) aggiunse un ot-
tavo libro al De bello Gallico, cos gli ulteriori sviluppi della guerra civile vennero nar-
rati in tre diversi commentarii. Il racconto della guerra scoppiata ad Alessandria per la
contesa dinastica fra Tolomeo e Cleopatra era stato lasciato interrotto da Cesare alla fi-
ne del terzo libro del De bello civili. Esso fu ripreso e completato in un commentario
intitolato Bellum Alexandrinum, pervenutoci senza il nome dell'autore, ma che fu
scritto molto probabilmente dallo stesso Irzio cui si deve l'VIII libro del De bello Gal-
lico (lo fanno pensare le affinit linguistico-stilistiche e di tecnica narrativa tra le due
opere); l'imitazione dello stile limpido e conciso di Cesare giunge qui a un risultato
modesto. Altri ufficiali di Cesare, forse di rango non elevato, composero due commen-
tarii di fattura pi rozza, che completano il racconto della guerra civile: il Bellum Afri-
cum narra la campagna di guerra in Africa fino alla battaglia di Tapso del 46, ed scrit-
to in uno stile dai tratti arcaizzanti; il Bellum Hispaniense ha per oggetto la guerra in
Spagna fino alla vittoria di Munda nel 45, e mostra un curioso impasto linguistico in
cui un fondo popolare si mescola a vezzi letterari, in una struttura narrativa non ben
armOlllzzata.
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l De bello civili si apre, senza alcun proemio, dato l'esercito vincitore in Gallia: in tal modo la
[ con il resoconto sulla seduta del senato dello situazione politica sarebbe potuta rientrare nella
gennaio 49. La lettera scritta da Cesare a Raven- legalit e il senato avrebbe potuto prendere deci-
na il 26 dicem~re, portata a Roma da Curione, sioni in libert e sicurezza. Ignorate tali richieste,
nonostante una forte opposizione viene letta dal il console Lentulo e il suocero di Pompeo, Scipia-
suo latore, che non riesce per a imporla alla di- ne, portavoce del generale accampato fuori di
scussione dell'assemblea. In quella missiva Cesa- Roma con l'esercito, con modi intimidatori e mi-
re chiedeva che Pompeo abbandonasse il coman- nacce inducono i senatori a negare a Cesare ogni
do del proprio esercito, assegnatogli per il gover- favore e a non alienarsi l'appoggio di Pompeo,
no della Spagna, come lui stesso avrebbe conge- presentato come difensore dell'ordine costituito.

[1] Litteris C. Caesaris consulibus redditis aegre ab his impetratum est summa tribunorum ple-
bis contentione, ut in senatu recitarentur; ut vero ex litteris ad senatum referretur, impetrari non
potuit. [2] Referunt consules de re publica. L. Lentulus consul senatu rei<que> publicae se non
defuturum pollicetur, si audacter ac fortiter sententias dicere velint; [3] sin Caesarem respiciant

1 Litteris ... non potuit: un inizio decisamente in battaglia presso il fiume Bagrada. Ut introduce una
medias reso L'ablativo assoluto in apertura dell'opera, completiva retta dal verbo di ottenere. L'ablativo
col suo piglio stringato e asciutto, imprime un movi- strumentale summa contentione, rafforzando il senso
mento veloce e serrato alla narrazione, che segue con dell'avverbio aegre, esprime con enfasi la strenua op-
ritmo incalzante il precipitare degli eventi. I due pe- posizione dei nemici di Cesare alle sue richieste. ut ...
riodi iniziali, messi in rapporto avversativo da vero, non potuit, invece non si pot ottenere che, sulla ba-
sono ordinati in chiasmo (impetratum est ... ut ... ; ut se delle proposte in essa contenute, venisse tenuta una
... impetrari non potuit). La struttura chiastica e la re- discussione in senato; referre termine tecnico per la
lazione avversativa si ripetono ai parr. 2-3 e al par. 4 in relazione e la discussione di una proposta in senato.
due coppie di periodi ipotetici inserite rispettivamente
nel discorso di Lentulo e in quello di Scipione: in ogni 2 Referunt ... velint: Referunt ... de re publica,
coppia le due protasi, legate esplicitamente o implici- I consoli riferiscono sulla situazione dello Stato. L.
tamente da un rapporto avversativo (parr. 2-3: si ... Lentulus: Lucio Cornelio Lentulo Cr1\.re, gi accusa-
sin; par. 4 si ... ; si [= si vero J), occupano le due posi- tore del tribuno di parte cesariana Clodio nel proces-
zioni centrali rispetto all' apodosi, collocate alle estre- so del 61 a.c., combatter nell'esercito pompeiano a
mit secondo lo schema chiastico a-b/b-a. La ripeti- Farslo e sar fatto uccidere da Tolomeo; secondo
zione di una stessa struttura d al periodare di questo Cesare (vedi 4,2) aspirava alla dittatura. senatu ... ve-
primo capitolo un ritmo peculiare: conferisce un tono lint, promette che non verr meno al senato e alla
fermo e perentorio sia alla constatazione amara del repubblica, qualora essi vogliano prendere una deci-
narratore (par. 1) sia alle alternative secche poste con sione con coraggio ed energia. Con defuturum sot-
arroganza da Lentulo e da Scipione (parr. 2-3; par. 4). tinteso esse; desum si costruisce col dativo. La propo-
litteris ... redditis, Dopo che la lettera di Gaio Ce- sizione oggettiva retta da pollicetur apodosi di un
sare fu consegnata ai consoli; ablativo assoluto. I periodo ipotetico della possibilit, di cui si ... velint
consoli erano Lucio Lentulo Crure (di cui si parla po- la protasi. Attraverso gli avverbi audacter e fortiter,
co sotto) e Gaio Claudio Marcello. aegre ... recita- con cui Lentulo invita a un'azione coraggiosa, Ce-
rentur, a stento si ottenne da essi, grazie all'estremo sare fa sentire piuttosto il carattere violento di quel-
sforzo dei tribuni della plebe, che fosse letta in sena- l'azione, che egli considera un'aperta infrazione della
to. Recitare, che indica il leggere ad alta voce, ter- legalit a suo danno. Soggetto sottinteso di velint so-
mine tecnico per la pubblica lettura di documenti; il no i senatori.
soggetto sottinteso di recitarentur si ricava dal prece-
dente litteris. La lettera era stata letta dallo stesso Gaio 3 sin ... receptum: sin ... sequantur, qualora
Scribonio Curione; tribuno della plebe nel 50, egli era invece abbiano riguardo di Cesare e cerchino di atti-
passato alla causa di Cesare forse per denaro; nell'esta- rarsene il favore; protasi (con una coordinata) di un
te di questo stesso anno, il 49, condurr una sfortunata nuovo periodo ipotetico della possibilit, la cui apo-
campagna in Africa (narrata nel II libro) e morir nella dosi (con una coordinata: se ... capturum neque ob-
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atque eius gratiam sequantur, ut superioribus fecerint temporibus, se sibi consilium capturum
neque senatus auctoritati obtemperaturum; habere se quoque ad Caesaris gratiam atque amici-
tiam receptum. [4] In eandem sententiam loquitur Scipio: Pompeio esse in animo rei publicae
non deesse, si senatus sequatur; si cunctetur atque agat lenius, nequiquam eius auxilium, si po-
stea velit, senatum imploraturum.

temperaturum) espressa con l'accusativo e l'infinito dova di Crasso). Morir in seguito alla battaglia di Ta-
perch qui ha indio il discorso indiretto. Questo pso, durante un tentativo di fuga dall' Africa verso la
nuovo periodo ipotetico forma con quello del par. 2 Spagna. Pompeio ... sequatur, Pompeo ha intenzio-
una struttura chiastica (apodosi-protasi; protasi-apo- ne di non venir meno alla repubblica, qualora il sena-
dosi). Respicio sviluppa, dal significato di guardare, to lo assecondi. Periodo ipotetico del primo o del
quello di considerare, tenere in considerazione, ave- secondo tipo, inserito nel discorso indiretto; soggetto
re riguardo pep>. ut 0.0temporibus: la proposizione di esse in animo (mihi in animo est = ho intenzione
comparativa introdotta da ut ha il congiuntivo per- di) l'infinito non deesse. Scipione si fa portavoce di
ch inserita nel discorso indiretto. L'ablativo di Pompeo, assente da Roma: egli lo presenta abilmente
tempo. se ... obtemperaturum, dui provveder a se come desideroso di rispettare la costituzione dello
stesso e non osserver l'autorit del senato. habere Stato repubblicano, a patto che il senato stesso tenga
... receptum, anch'egli pu essere accolto nel favo- un comportamento non arrendevole verso Cesare. si
re e nell'amicizia di Cesare. Lentulo cerca di mette- cunctetur ... imploraturum, qualora [invece] esiti e
re in allarme la nobilitas senatoria minacciando di la sua azione sia troppo debole, invano, se in seguito
passare dalla parte di Cesare (tale possibilit con- lo volesse, il senato implorer il suo aiuto. Il nuovo
fermata da una lettera scritta da Cicerone ad Attico periodo ipotetico disposto chiasticamente rispetto al
pochi mesi prima). precedente (qui la protasi precede). Nell'apodosi l'in-
finito futuro ellittico di esse. Lenius avverbio al
4 In eandem ... imploraturum: In ~~anderfi... o grado comparativo (assoluto); esso si contrappone a
Scipio, Il medesimo parere esposto da Scipione audacter ac fortiter del par. 2; lenis e lenitas sono ter-
(lett.: Per il medesimo parere si pronuncia nel suo di- mini-chiave nel De bello civili, dove caratterizzano la
scorso Scipione)>>.Quinto Cecilio Metello Pio Scipio- moderazione della parte migliore della nobilitas (vedi
ne, console nel 52, era il suocero di Pompeo, che ave- 2,2,1 e nota) e l'atteggiamento di mitezza e di clemen-
va sposato in seconde nozze sua figlia Calpurnia (ve- za assunto da Cesare stesso verso gli avversari.

Rilievo con scena di battaglia. Isernia, Museo.


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esare rappresenta con efficacia drammatica armato; oppure di far partire Pompeo per la pro-
C il clima di violenta pressione, di intimida-
zione e di minacce in cui si svolge la discussione
vincia, eliminando cos la presenza delle legioni
che Cesare sente come una minaccia contro di s.
in senato. La presenza di Pompeo con l'esercito Nonostante queste proposte ragionevoli, che mi-
nelle vicinanze d{ Roma, l'estremismo del conso- rano ad allentare la tensione e a ristabilire un
le Lentulo e l'influenza degli avversari di Cesare clima propizio a deliberazioni serene, prevale la
condizionano pesantemente le decisioni dei sena- linea aspramente anticesariana. Indotti dalle mi-
tori. In contrasto con questo quadro generale, nacce, i pi aderiscono alla proposta di Scipione:
Cesare annota con scrupolo i pareri espressi pi a Cesare viene intimato di congedare l'esercito
liberamente da una serie di oratori moderati: essi entro il 1 o luglio del 49; se non lo far, sar con-
propongono o di procedere prima di tutto all'ar- siderato nemico dello Stato. A nulla vale il veto
ruolamento, perch il senato possa prendere deci- opposto dai due tribuni della plebe di parte cesa-
sioni indipendenti con la sicurezza di un presidio nana.

[1] Haec Scipionis oratio, quod senatus in urbe habebatur Pompeiusque aderat, ex ipsius ore
Pompei mitti videbatur. [2] Dixerat aliquis leniorem sententiam, ut primo M. Marcellus, ingres-
sus in eam orationem, non oportere ante deea re ad senatum referri, quam dilectus tota Italia ha-
biti et exercitus conscripti essent, quo praesidio tuto et libere scnatus, quae vcllet, decernerc au-
deret; [3] ut M. Calidius, qui censebat ut Pompeius in suas provincias proficisceretur, ne quae es-

1 Raec ... videbatur: quod ... aderat, poich la clemenza verso gli avversari (vedi 3,98,2: pauca apud
seduta del senato si teneva a Roma e Pompeo era nelle eos de lenitate sua locutus, --7 p. 99; vedi anche 1,74,7:
vicinanze. Contrariamente alla prassi consueta, se- magnumque fructum suae pristinae lenitatis omnium
condo cui la prima seduta annuale aveva luogo nel iudicio Caesar ferebat, --7 p. 87). M. Marcellus: Marco
tempio di Giove sul Campidoglio, il senato ora riu- Claudio Marcello, console nel 51 (e fratello del conso-
nito nella curia. Pompeo, al comando dell'esercito as- le del 49), di parte pompeiana. Dopo la sconfitta di
segnatogli in quanto proeonsole nelle province spa- Pompeo si ritirer a Mitilene, nell'isola di Lesbo; in
gnole, non poteva entrare in Roma: doveva mantcner- suo favore Cicerone pronuncer nel 46.un'orazione
si al di fuori del pomerium, lo spazio sacro e inviola- del ciclo cesariano, la Pro Marco Mafcello, ottenen-
bile intorno alle mura della citt, oltre il quale non era do per lui il perdono del dittatore; durante il ritorno
possibile portare le armi. ex ipsius ore ... videbatur, egli verr ucciso in circostanze oscure. ingressus .. ,
sembrava venire dalla bocca di Pompeo stesso; vi- essent, avendo cominciato a dire che non bisognava
deor costruito personalmente. proporre quella questione alla discussione del senato
prima che si fosse tenuta la leva in tutta Italia e che
2 Dixerat ... auderet: leniorem sententiam, un fossero arruolati gli eserciti; ingressus participio
parere pi moderato. A questa espressione si con- congiunto, eam orationem spiegato dall'infinitiva
trappongono, al par. 8, Dicuntur sententiae graves e ut che segue (eam ha valore prolettico). Referri infinito
quisque acerbissime crudelissimeque dixit. La sequen- passivo impersonale. Ante va legato al successivo
za ut primo M. Marcellus ... ut M. Calidius (par. 3) ... quam, che introduce una temporale. quo ... auderet,
ut M. Rufus (par. 3) prolunga notevolmente il periodo, in modo che sotto quella protezione (lett.: sotto la
rilevandolo con l'effetto martellante del triplice ut: quale protezione) il senato osasse prendere con sicu-
Cesare vuole cos insistere sulla presenza in senato di rezza e libert le decisioni che voleva. La proposizio-
posizioni moderate c ragionevoli, lungimiranti, che ne relativa (ma quo, aggettivo concordato con praesi-
avrebbero potuto evitare la guerra civile, se non aves- dio in ablativo strumentale, ha piuttosto la funzione di
sero incontrato la violenta opposizione dei pompeiani nesso relativo) ha valore consecutivo o finale; l'altra
pi accesi. L'aggettivo lenis ha un uso pregnante nel relativa che da essa dipende, quae vellet, ha il congiun-
De bello civili: esso connota la moderazione (lenitas) tivo con sfumatura eventuale.
che contraddistingue la condotta politica di Cesare
(vedi 1,5,5: suis lenissimis postulatis, --7 p. 78; vedi an- _ 3 ut ... sequebatur: M. Calidius: per le sue doti
che 1,1,4, con relativa nota) c il suo atteggiamento di di oratore ricordato nel Brutus da Cicerone, di cui
72 LA STORIA

set armorum causa; timere Caesarem, ereptis ab eo duabus legionibus, ne ad eius periculum reser-
vare et retinere eas ad urbem Pompeius videretur; ut M. Rufus, qui sententiam Calidi paucis fere
mutatis verbis sequebatur. [4] Hi omnes convicio L. Lentuli consulis correpti exagitabantur. [5]
Lentulus sententiam Calidi pronuntiaturum se omnino negavit, Marcellus perterritus conviciis a
sua sentcntia discessit. [6] Sic vocibus consulis, terrore praesentis exercitus, minis amicorum
Pompei plerique compulsi, inviti et coacti Scipionis sententiam sequuntur: uti ante certam diem
Caesar exercitum dimittat; si non faciat, eum adversus rem publicam facturum videri. [7] Interce-

aveva favorito il ritorno dall'esilio; passer dalla parte ta arroganza di Lentulo efficacemente descritta dal-
di Cesare nel 48, ma morir l'anno successivo. qui ... l'uso di tre termini forti ed espressivi (convicio, cor-
causa, che proponeva che Pompeo partisse per le repti, exagitabantur). Traduci: Tutti questi [per]
province assegnategli, perch non ci fosse nessun mo- erano attaccati e investiti dagli insulti del console Lu-
tivo di passare alle armi. Calidio si fa interprete di cio Lentulo.
una seconda proposta di Cesare, diversa da quella rife-
rita da Curione (vedi introduzione a 1,1; --,}p. 69): che _ 5 Lentulus ... discessit: sententiam ... negavit,
Pompeo partisse effettivamente per la provincia a lui rifiut nettamente di proporre alla discussione la
assegnata, la Spagna (ci non avverr: Pompeo affider mozione di Calidio; pronuntio termine tecnico per
tale governo ai suoi legati, Afranio, Petreio e Varrone), la presentazione di una proposta, da parte di un magi-
mentre Cesare stesso avrebbe mantenuto il comando strato, alla discussione del senato. a sua ... discessit,
dell'Illiria e della Gallia Cisalpina. Censeo regge una ritir (lett.: si allontan da, abbandon) la sua pro-
completiva introdotta da ut. Dopo ne, che introduce posta.
una fi naIe, l' aggetti vo indefinito femminile si trova
nella forma quae. timere ... videretur, <\Ce~>j.re,es- 6 Sic ... videri: Sic ... sequuntur, Cos per le
sendogli state strappate due legioni, temeva che Pom- grida del console, per il terrore infuso dalla presenza
peo le tenesse in serbo e le trattenesse nelle vicinanze dell'esercito, per le minacce degli amici di Pompeo, la
di Roma evidentemente per rivolgerle contro di lui. maggioranza dei senatori, forzati, riluttanti e costret-
Come narrato nel De bello Gallico, nel SOa.c., in se- ti, approvano la proposta di Scipione. La costruzio-
guito a un decreto del senato che prevedeva una spedi- ne del periodo retoricamente accorta: il Sic d'aper-
zione contro i Parti, Cesare aveva restituito una legio- tura fa attendere un verbo principale che viene ritar-
ne prestatagli da Pompeo nelS3, c aveva inviato in Ita- dato fino alla chiusa; in mezzo, la sequenza dei tre
lia insieme a essa una propria legione. Entrambe, per, ablativi di causa in asindeto e dei tre participi o agget-
non erano mai partite per l'Oriente, ma erano rimaste tivi che qualificano il soggetto descrive con enfasi
nelle vicinanze di Roma al comando di Pompeo. Il di- mezzi e modi della pressione esercitata sui senatori,
scorso indiretto riporta il pensiero di Cesare; l'uso di facendo apparire inevitabile la conclusione. Il periodo
videretur sottolinea, con una certa ridondanza, che si forma cos un'introduzione d'effetto al decreto del
tratta di opinioni riferite (puoi anche tradurre: teme- senato riportato subito dopo. uti ~. videri, entro
va che, a quanto gli sembrava evidente ... ); ereptis ... una data stabilita Cesare deve congedare l'esercito;
legionibus ablativo assoluto con valore causale. Ne nel caso che egli non lo faccia, viene ritenuto ribelle
... videretur completiva di timere; la costruzione di contro lo Stato (lett.: si ritiene che abbia intenzione
videor personale. M. Rufus: Marco Celia Rufo, fa- di agire contro lo Stato)>>.Con questa formula Cesare
moso per l'orazione (la Pro Marco Caelio) con cui Ci- veniva dichiarato nemico pubblico, se non avesse de-
cerone lo aveva difeso nel 56 dall'accusa di delitto po- posto il comando dell'esercito; il termine stabilito era
litico. Nel 49 seguir Cesare in Spagna, ma nel 48, probabilmente il 1o luglio del 49: Cesare lamenta al-
spinto anche da tensioni con il suo collega nella pretu- trove che gli siano stati sottratti sei mesi di comando,
ra, Trebonio, assumer posizioni radicali in contrasto poich egli aveva chiesto che l'incarico in Gallia gli
col programma cesariano, e arriver a proporre l'abo- fosse prorogato di un anno, fino alla fine del 49. Il di-
lizione dei debiti (rogatio de tabulis novis). Estromes- scorso indiretto riferisce il contenuto della sententia
so dalla carica, dopo essere entrato in contatto con di Scipione; la proposizione volitiva, espressa di soli-
Milone (l'uccisore di Clodio, tribuna di parte cesaria- to col congiuntivo semplice, in questo e in altri casi
na) e dopo aver tentato di provocare sollevazioni anti- introdotta da ut; scgue un periodo ipotetico del pri-
cesariane in alcuni municipi italici, sar ucciso da alcu- mo o del secondo tipo. Nell'infinito futuro facturum
ni cavalieri di Cesare. paucis ... verbis, mutate solo ( sottinteso esse) avverti bile, in questo caso, la sfu-
poche parole; ablativo assoluto. matura di intenzione che propria della perifrastica
attIva.
4 Hi ... exagitabantur: dopo il lungo periodo
precedente (Hi omnes riassume la rassegna degli ora- 7 Intercedit ... tribunorum: Intercedit ... plebis,
tori 'moderati') una frase breve e netta dissolve quelle Oppongono il veto i tribuni della plebc Marco An-
ipotesi di una soluzione pacifica della crisi. La violen- tonio e Quinto Cassio. I tribuni potevano esercitare
Cesare. Il De bello civili 73

dit M. Antonius, Q. Cassius, tribuni plebis. Refertur confestim de intercessione tribunorum. [8]
Dicuntur sententiae graves; ut quisque acerbissime crudelissimeque dixit, ita quam maxime ab
inimicis Caesaris conlaudatur.

il diritto di veto (ius intercessionis), opponendosi alle questa la normale procedura, quando il veto dei tri-
decisioni di altri tribuni, dei magistrati, del popolo e buni riguardava una deliberazione del senato: l'as-
del senato. Marco Antonio, che insieme a Ottaviano e semblea decideva subito se accettarlo o respingerlo.
a Lepido formev nel 43il secondo triumvirato, fu fe-
dele seguace di Cesare in Gallia e nella guerra civile. _ 8 Dicuntur ... conlaudatur: ut ... eonlaudatur,
Quinto Cassio Longino, passato dalla parte di Pom- quanto pi aspri e feroci sono i discorsi pronunciati,
peo a quella di Cesare, sar nominato da quest'ultimo tanto pi ottengono l'approvazione dei nemici di Ce-
governatore della Spagna, ma verr richiamato per sare (lett.: quanto pi aspramente e crudelmente
cattiva condotta e morir durante il ritorno; il fratello ognuno ha parlato, tanto pi viene approvato ... )>>; ut
Gaio parteciper all'uccisione di Cesare. Refertur ... (+ superlativo) ... ita (+ superlativo) sono correlativi;
tribunorum, La questione del veto dei tribuni viene nella correlazione, il latino osserva la legge dell'ante-
immediatamente sottoposta alla discussione. Era riorit (dixit ... conlaudatur).

l
Debello civili 1,3

hiusa in serata la seduta senatoria del 1o gen- ancora pi efficace l'opera di persuasione, veterani
C naio, i membri della nobilitas sono chiamati a
rapporto da Pompeo. La convocazione dei senatori
e altri militari vengono chiamati a far massa nelle
vicinanze del senato, con chiaro intento intimida-
presso il generale dimostra in modo inequivocabile torio. Tra l'afflusso numeroso degli amici di Pom-
che il senato in questo momento alle dipendenze peo e dei nemici personali di Cesare ha inizio la
dirette di un capo. Distribuendo elogi e rimproveri, nuova seduta: le proposte avanzate da qualcuno di
sollecitazioni e incoraggiamenti, Pompeo si assicura informare Cesare con un'ambasceria sono destina-
l'esito della discussione del giorno dopo. A rendere te a rimanere inascoltate.

[1] Misso ad vesperum senatu omnes, qui sunt eius ordinis, a Pompeio evocantur. Laudat
<promptos> Pompeius atque in posterum confirmat, segniores castigat atque incitato [2] Multi
undique ex veteribus Pompei excrcitibus spc pracmiorum atque ordinum evocantur, multi ex

1 Misso ... incitat: Misso ... senatu, Chiusa la Laudat che si oppone a .castigat, e in cita t che una
seduta del senato verso sera. Fra il tramonto e l'alba versione rafforzata di confirmat; promptos stato in-
il senato non poteva riunirsi. omnes ... evocantur, tegrato nel testo sulla base dell' antitesi necessaria con
tutti coloro che appartengono all' ordine senatorio segniores (due aggettivi sostantivati, il secondo al
vengono convocati da Pompeo. Evocantur preso a comparativo). Distribuendo approvazioni e rimpro-
prestito dal linguaggio militare, in cui il verbo indica veri, rafforzando e incitando, Pompeo manovra a suo
la convocazione speciale, nominale, di un soldato da piaci mento il senato.
parte del comandante in persona (cos usato infatti,
con voluta rispondenza, al paragrafo seguente); con la _ 2 Multi ... arcessuntur: l'anafora di multi, il cui
scelta di evoco Cesare vuole sottolineare il completo effetto amplificato dal parallelismo ex ... ex (con
asservimento dei senatori agli ordini di Pompeo, e l'antitesi tra il vecchio esercito di Pompeo e le due le-
quindi la totale assenza di legalit, che giustifica la sua gioni recentemente 'sottratte' a Cesare), sottolinea il
prossima azione contro lo Stato. Laudat ... incitat: le grande sforzo organizzativo messo in atto dall'avver-
due coppie di coordinate, tra loro accostate per asin- sario; il risultato di questo massiccio reclutamento
deto, sono legate da parallelismo e antitesi: c' rispon- descritto dal verbo che apre il periodo successivo,
denza tra le due coppie di verbi legati da atque, con completur. spe ... ordinum, con la speranza di ri-
74 LA STORIA

duabus legionibus, quae sunt traditae a Caesare, arcessuntur. [3] Completur urbs et ipsum comi-
tium tribunis, centurionibus, evocatis. [4] Omnes amici consulum, necessarii Pompei atquc co-
rum, qui veteres inimicitias cum Caesare gerebant, in senatum coguntur. [5] Quorum vocibus et
concursu terrentur infirmiores, dubii confirmantur, plerisque vero libere decernendi potestas
eripitur. [6] Pollicetur L. Piso censor sese iturum ad Caesarcm, item L. Roscius praetor, qui de
his rebus eum doceant; sex dies ad eam rem conficiendam spatii postulant. [7] Dicuntur etiam ab
nonnullis sententiae, ut legati ad Caesarem mittantur, qui voluntatem senatus ei proponant.

compense e di promozioni; ablativo strumentale. ex persona e l'ellissi di esse. Qui 000 doceant proposi-
duabus ... Caesare, molti [soldati] vengono fatti ve- zione relativa con valore finale. Lucio Calpurnio Pi-
nire dalle due legioni che sono state consegnate da sone Cesonino, console nel 58, era suocero di Cesare,
Cesare; secondo un'accusa pi volte ripetuta da Ce- che aveva sposato in quarte nozze sua figlia Calpur-
sare (vedi 1,2,3 e relativa nota), Pompeo avrebbe in- nia; contro di lui Cicerone rivolse nel 55 l'orazione In
debitamente preso il comando di due legioni, inviate Pisonem. Lucio Roscio Fabato era stato legato di Ce-
da Cesare in Italia nel 50 in ottemperanza a un decre- sare in Gallia nel 54. sex . o. postulant, chiedono sei
to del senato che prevedeva una spedizione contro i giorni di tempo per portare a termine quella missio-
Parti. ne; ad e l'accusativo del gerundivo esprime un com-
plemento di fine. Spatii genitivo partitivo dipenden-
3 Completur .. evocatis: La citt e lo stesso co-
0 te da sex dies.
mizio si riempiono di tribuni militari, di centurioni,
di veterani richiamati. La piazza del comizio era vi- _ 7 Dicuntur ... proponant: Dicuntur ... mittan-
cina alla curia, sede del senato. Sui tribuni militum e tur, Alcuni avanzano inoltre la proposta di inviare
sui centurioni vedi le note di commento aI)e bello ambasciatori a Cesare; ut introduce una completiva
Gallico 1,39,2 e 5. Gli evocati (participio sostantivato) che spiega il contenuto delle sententiae. qui ... pro-
erano soldati, di solito veterani congedati, che veniva- ponant: relativa eon valore finale.
no richiamati in servizio a titolo personale dal loro
comandante; essi venivano cos a formare dei corpi
scclti, legati al generale da uno stretto rapporto di fi-
ducia, secondo la tendenza alla eostituzione di eserciti
personali affermatasi a partire dalle riforme militari di
Gaio Mario.

_ 4 Omnes ... coguntur: Tutti gli amiei dei conso-


li, i clienti di Pompeo e di coloro che avevano antiche
inimicizie verso Cesare vengono raccolti in senato.
La collocazione iniziale di Omnes, il cumulo di sog-
getti e il ritardo del verbo in chiusa danno enfasi al
periodo.

_ 5 Quorum enpttur: un tricolon ascendente


descrive con efficacia il risultato delle manovre di
Pompeo: Le loro grida e il loro afflusso atterriscono
i pi deboli, danno forza agli incerti e strappano ai
pi la possibilit di decidere liberamente. La forza
di vero qui attenuata: ha funzione non avversativa,
ma conclusiva. Potestas costruito col genitivo del
gerundio. Nei primi due membri del tricolon, dispo-
sti in chiasmo, una figura etimologica lega infirmiores
e confirmantur (derivati entrambi da firmus): viene
messo in rilievo il successo delle pressioni di Pompeo
pe~ rendere saldo l'appoggio dei senatori alla pro-
pna causa.

6 Pollicetur ... postulant: Pollicetur .. doceant,


o

Il censore Lucio Pisone si impegna a recarsi da Ce-


sare, e allo stesso modo il pretore Lucio Roscio, per
informarlo di questa situazione. Nell'oggettiva nota
la forma raddoppiata del pronome riflessivo di terza Rilievo con due soldati. Magonza, Landesmuseum.
Cesare. Il De bello civili 75

De bello civili 1,4

dotta sotto forma di analisi apparentemente di-


S ulle proposte avanzate dai moderati prevale
di nuovo la linea dura anticesariana, rappre-
sentata, oltre che da Lentulo e da Scipione, dal
staccata, ma sottilmente ironica o a tratti graf-
fiante e sarcastica, del comportamento dei suoi
ragguardevole /Catone. Nella visione di Cesare, rappresentanti. Alle motivazioni che spingono
la fiera ostilit contro di lui alimentata da me- Pompeo stesso riservato qui, in chiusa, l'esame
schini motivi personali: antichi rancori nei suoi pi impietoso; vengono in primo piano la sua de-
confronti, avidit di denaro e ambizioni politi- bolezza di carattere, che ne fa un docile strumen-
che, interesse a raddrizzare dissesti finanziari e to in mano ai nemici personali di Cesare e la sua
guai giudiziari privati con l'impadronirsi della invincibile vanit del potere, insofferente di posi-
cosa pubblica. Il De bello civili tutto percorso zioni pari alla sua - un rimprovero che la critica
da una critica della vecchia classe dirigente, con- antica, d'altra parte, rivolgeva allo stesso Cesare.

[1] Omnibus his resistitur omnibusquc oratio consulis, Scipionis, Catonis opponitur. Catoncm
veteres inimicitiae Caesaris incitant et dolor repulsac. [2] Lentulus aeris alieni magnitudine et
spe cxercitus ac provinciarum et regum appellandorum largitionibus movetur, seque alterum fo-
re Sullam inter suos gloriatur, ad quem Sl.,lmmaimperii redeat. [3] Scipionem cadem spes provin-
ciae atque exercituum impellit, quos se pro necessitudine partiturum cum Pompeio arbitratur,

1 Omnibus ... repulsae: il periodo semplice ri- grazie al sostegno di Cesare, Vatinio (nel 51 Catone
levato per l'anafora di omnibus e per la serie asinde- fu invece battuto nell' elezione al consolato dai due
tica dei tre genitivi. Omnibus his resistitur, A tut- candidati pompeiani).
te queste proposte viene fatta resistenza; il verbo
al passivo impersonale. Catonem ... repulsae, Ca- 2 Lentulus ... redeat: Lentulus ... movetur, Len-
tone incitato da antiche inimicizie verso Cesare e tulo spinto dall'ingente ammontare dei suoi debiti,
dal rancore per la sconfitta elettorale". Marco Porcio dalla speranza di ricevere il comando di un esercito e
Catone, fiero avversario di Cesare, sar detto l'Uti- di alcune province, e dalla prospettiva delle largizioni
cense in seguito al suo suicidio in Africa nell'aprile derivanti dalle nomine ai vari regni". L'incarico di go-
del 46, quando preferir darsi la morte piuttosto che vernatore di una provincia apriva immense possibilit
arrendersi al dittatore. Nella tradizione romana sar di guadagno, cos come ingenti somme venivano of-
celebrato ben presto come modello del saggio stoi- ferte ai rappresentanti dello Stato romano dai capi
co, eroe della libert repubblicana e dell'opposizione stranieri che desideravano ottenere il titolo di rex.
alla tirannide (--7 p. 153 e V, p. 321): come tale sar Exercitus e provinciarum sono genitivi oggettivi, men-
esaltato da Lucano, e Dante ne far un campione tre il genitivo del gerundivo (regum) appellandorum
dell'ideale della libert. Contro la glorificazione del (che fa le veci di un sostantivo) soggettivo (le largi-
suo personaggio, iniziata anche ad opera di Cicero- zioni derivano, sono procurate dalle nomine). seque
ne, Cesare scriver nel 45, nel campo di Munda, i ... redeat, e si vanta con i suoi sostenitori di essere
due libri dell'Anticato. Cesare e Catone si erano tro- destinato a diventare un secondo Silla, capace di ri-
vati in contrasto, fra l'altro, gi nella seduta del sena- prendere in mano il potere assoluto (lett.: al quale pos-
to del dicembre 63 di cui narra Sallustio nel Bellum sa tornare il potere assoluto)". La tirannide di Silla co-
Catilinae: contro la richiesta di clemenza per i catili- stituisce per Cesare un modello negativo, a cui egli as-
nari presentata da Cesare, che li voleva condannati simila polemicamente Pompeo, e al quale dichiara pi
alla relegazione, Catone aveva appoggiato la propo- volte di volersi contrapporre (--7 p. 79). La proposi-
sta della pena capitale avanzata da Cicerone, che fu zione relativa ha valore consecutivo.
poi votata dal senato. Tenutosi lontano dalla politica
dopo la creazione del primo triumvirato, nel 60, Ca- _ 3 Scipionem ... pollebant: eadem, la stessa",
tone si era poi accostato a Pompeo, nel quale spera- cio, che spingeva Lentulo. A Scipione toccher come
va di trovare una certa garanzia di legalit. L'insuc- proconsole la provincia di Siria. quos ... arbitratur,
cesso elettorale cui qui si fa riferimento quello del (di ottenere degli eserciti) che, come pensa (lett.: che
55, quando al posto di Catone fu eletto alla pretura, egli ritiene che), dato il legame di parentela, divider
76 LA STORIA

simul iudiciorum metus atque ostentati o sui et adulati o potentium, qui in re publica iudiciisquc
tum plurimum pollebant. [4] Ipsepompeius ab inimicis Caesaris incitatus, et quod neminem di-
gnitate secum exaequari volebat, t'6tum se ab eius amicitia averterat et cum communibus inimi-
cis in gratiam redierat, quorum ipse maximam partem illo adfinitatis tempore iniunxerat Caesa-
ri; [5] simul infamia duarum legionum permotus, quas ab itinere Asiae Syriaeque ad suam po-
tentiam dominatumque converterat, rem ad arma deduci studebat.

con Pompeo. simul ... pollebant, e allo stesso tem- cognomen di Pompeo, Magnus); nelle Epistulae ad
po la paura dei processi e il desiderio di mettersi in Lucilium, 94,65: (Cesare) non pot tollerare che vi
mostra e l'adulazione dei potenti, che allora avevano fosse un uomo al di sopra di lui,>. Cos anche Lucano
grandissima influenza nel governo e nei tribunali. nella Pharsalia, 1,125-126: ormai non possono tolle-
Sappiamo da Cicerone che Scipione aveva dei debiti, e rare, n Cesare qualcuno superiore a s, n Pompeo
per questo avrebbe potuto temere dei processi. La re- qualcuno pari a s. Volebat regge un'oggettiva, digni-
lativa che chiude il periodo esprime un commento se- tate ablativo di limitazione. totum ... Caesari, si
vero sulla profonda corruzione cui era giunta la poli- era completamente allontanato dall'amicizia con lui ed
tica romana nel periodo immediatamente precedente era tornato nel favore dei nemici comuni, la maggior
la guerra civile; Cesare giudica con distanza critica parte dei quali lui stesso aveva procurato a Cesare nel
una situazione pubblica degenerata, che avrebbe cer- periodo della loro parentela. Cesare era stato suocero
cato di sanare con il suo programma di riforme e di di Pompeo: gli aveva dato in sposa nel 59 la figlia Giu-
riorganizzazione del senato. lia, che mor nel 54. Illo ... tempore indica che il tem-
po di quel legame ormai lontano.
4 Ipse ... Caesari: incitatus: participio congiunto
con valore causale; a esso si accosta, convariatio, la 5 simul ... studebat: simul ... converterat, nel-
causale introdotta da quod. et ... volebat;e poich lo stesso tempo, agitato dall'infamia causatagli dalle
non voleva che nessuno gli fosse pari nel p6tere. For- due legioni che aveva stornato dalla marcia verso l'A-
mulazioni simili si trovano in molti autori successivi, sia e la Siria per metterle al servizio del suo potere e
che riassumono il dramma della guerra civile nell'am- del suo dominio. Sull'episodio vedi le note di com-
bizione, attribuita alla personalit di Pompeo e dello mento a 1,2,3 e a 1,3,2. Permotus participio con-
stesso Cesare, di non dividere con nessuno l'enorme giunto con valore causale. Il genitivo legionum spiega
potere acquisito. Cos, ad esempio, Seneca nella Con- che cosa costituisca la causa del1'infamia. Iter Asiae
solatio ad Marciam, 14,3: Pompeo, che non avrebbe la strada del!' Asia, per l'Asia. rem ... studebat,
sopportato che vi fosse nella repubblica un altro 'gran- desiderava che si venisse alle armi (lett.: che la situa-
de' (vi un gioco sull'aggettivo magnus, che anche il zione fosse condotta alle armi>.

De bello civili 1,5

so del superlativo, non frequente nello stile misu-


I l 7 gennaio, dopo cinque giorni di sedute, vie-
ne emesso contro Cesare il senatus cOl1sultum
ultimum: i senatori ricorrono a una misura di ec-
rato di Cesare e perci indicativo di una tensione
particolare, rivela l'intensit polemica della pagi-
cezionale gravit, impiegata in passato, secondo na: turbulentissimi sono gli antichi tribuni che
la contestazione di Cesare, solo in momenti di dovevano temere per la loro vita molto in ritardo
estremo pericolo per lo Stato. Ancora una volta rispetto agli attuati, minacciati fin dll'inizio del
Cesare sottolinea l'aperta violazione della lega- loro mandato perch filocesariani; amplissimi,
lit da parte dei pompeiani: nell'abolizione di investiti di grande autorit, sono i due tribuni
fatto del diritto di veto dei tribuni (oltretutto mi- di parte cesariana, che nonostante ci vengono
nacciati nella loro incolumit) essi sorpassano ad- spogliati di fatto dei loro poteri costituzionali;
dirittura l'audacia della dittatura di Silla. La gravissime acerbissimeque vengono prese le deci-
scrittura si fa qui nervosa e drammatica; la pagi- sioni contro Cesare e contro i tribuni, mentre le-
na tutta percorsa da una non celata vis polemi- nissima (<<mitissime) erano state le richieste
ca. Persino una spia linguistica minima come l'u- avanzate da Cesare stesso.
Cesare Il De bello civili 77

[1] His de causis aguntur omnia raptim atque turbate. Nec docendi Caesaris propinquis eius spa-
tium datur, nec tribunis plebis sui periculi dcprecandi neque etiam extremi iuris intercessione re-
tinendi, quod L. Sulla reliquerat, facultas tribuitur, [2] sed de sua salute septimo die cogitare co-
guntur, quod illi turbulentissimi superioribus temporibus tribuni plcbis <post> octo denique
menses variarum actionum rcspicere ac timere consuerant. [3] Dccurritur ad illud extremum at-
que ultimum scnatus consultum, quo nisi paene in ipso urbis incendio atque in desperatione om-
nium salutis latorum audacia numquam ante desccnsum est: dent operam consules, praetores, tri-
buni plebis, quique <pro> consulibus sunt ad urbem, nequid res publica detrimenti capiat.
[4] Haec senatu~ consulto perscribuntur a.d. VII id. Ian. Itaque V primis diebus, quibus haberi
senatus potuit, qua ex die consulatum iniit Lentulus, biduo excepto comitiali et de imperio Cae-

1 His ... tribuitur: aguntur ... turbate, tutto si introduce finalmente nel periodo, in forma affermati-
svolge in modo precipitoso e agitato. La stessa bre- va, il trattamento riservato ai tribuni.
vit della frase singola (con un unico predicato verba-
le), che gravita tutta sulla coppia di avverbi fortemente - 3 Decurritur ... capiat: Decurritur ... est, Si ri-
espressivi collocati in chiusa, rende efficacemente la corre a quel senatoconsulto estremo ed ultimo a cui
concitazione degli eventi. Nec ... tribuitur, Non si in passato non si arriv mai per audacia dei propo-
lascia ai parenti di Cesare il tempo di informarlo, n si nenti se non quasi nell'incendio stesso di Roma e nel-
accorda ai tribuni della plebe la possibilit di scongiu- la disperazione per la salvezza comune. Il senatus
rare il pericolo che li minaccia e neppure di mantenere consultum ultimum era un provvedimento di estrema
il loro estremo diritto esercitando l'intercessione, di- gravit, con cui venivano conferiti poteri dittatoriali
ritto che Lucio Silla aveva lasciato intatto". Lo ius in- ai consoli (o ad altri magistrati); esso veniva adottato
tercessionis di cui godevano i tribuni della plebe (v~di in tempi di violente agitazioni e di conflitti civili che
la nota di commento a 2,7) era stato limit~to,mal1n minacciassero di sovvertire le strutture dello Stato: il
abolito, da Silla. Il confronto velenoso tra la fazione primo fu quello contro Gaio Gracco, nel 121; famoso
pompeiana e la dittatura di Silla (dalla quale Cesare in- fu quello del 63 contro i catilinari; questo contro Ce-
tendeva invece distanziarsi nettamente) un Leitmotiv sare fu anche l'ultimo della storia repubblicana. Nel
della propaganda e della polemica cesariana (vedi la suo discorso ai soldati (7,5-6) Cesare contester aper-
nota di commento a 1,4,2 e la scheda ---'}p. 79). Il sena- tamente l'uso contro di lui di un provvedimento
to non aveva effettivamente abolito il diritto di veto adottato in passato solo nel caso di eccezionale peri-
dei tribuni, ma aveva impedito ai due tribuni cesariani colo per lo Stato. Secondo l'opposta valutazione di
di esercitarlo. Spatium e facultas reggono il genitivo Cicerone su quel frangente della vita politica e civile
del gerundivo. La sequenza nec ... nec ... neque sed (Epistulae ad Familiares XVI,11,2), lo Stato non fu
(par. 2) inaugura un modulo polemico (non sed) mai maggiormente in pericolo. Decurritur e descen-
che Cesare user altrove per giudicare comportamenti sum est sono forme impersonali; entrambi i verbi
non corretti dei pompeiani (vedi cap. 72,1). hanno la connotazione del ricorrere a una misura
estrema. Salutis genitivo oggettivo, audacia ablati-
2 sed ... consuerant: ma gi nel settimo giorno vo di causa; latorum genitivo plurale di lator, nomen
[del loro mandato] sono costretti a preoccuparsi della agentis formato col suffisso -tor dal tema del supino
propria incolumit, preoccupazione e timore che que- di fero (nel senso tecnico di proporre" una legge o
gli esagitati tribuni dei tempi precedenti solevano ave- un provvedimento). dent ... capiat, i consoli, i pre-
re solo dopo otto mesi di varia attivit. Il settimo tori, i tribuni della plebe e i proconsoli che si trovano
giorno si intende non a partire dall'entrata in carica nelle vicinanze di Roma si adoperino perch lo Stato
dei tribuni, ma dal momento in cui essi avevano oppo- non subisca alcun danno". La formula del senatus
sto il veto alla proposta di Scipione (2,7), cio dallo consultum resa nella costruzione del discorso indi-
gennaio. Con quei tribuni molto turbolenti del pas- retto, con una frase volitiva espressa con il congiunti-
sato Cesare allude a Tiberio e Gaio Gracco e a Satur- vo senza ut (che regge a sua volta una completiva del
nino, morti (suicida Gaio Gracco) durante i violenti verbo di adoperarsi). Quid la forma del pronome
disordini che segnarono il loro tribunato, repressi nel indefinito neutro usata al posto di aliquis in presenza
sangue rispettivamente nel 133, 121 e 100 a.c. Dopo della particella ne; regge il genitivo partitivo detri-
circa otto mesi dall'entrata in carica dei tribuni, cio menti.
durante l'estate, si tenevano le elezioni per l'anno se-
guente, e questo poteva determinare un clima di gran- - 4 Haec ... decernitur: Haec ... perscribuntur,
de agitazione politica. (Tribuniciae) actiones sembra Questi sono gli ordini che vengono emanati dal se-
essere termine tecnico per l'esercizio delle funzioni dei natoconsulto del (lett.: il) 7 gennaio. a.d. VII id. lan.
tribuni della plcbe. Dal punto di vista stilistico note- = ante diem septimum idus lanuarias, cio il 7 gen-
vole la sequenza allitterante sed de sua salute septimo naio (sette giorni prima delle idi di gennaio [che cade-
die cagitare coguntur, nella coordinata avversativa che vano il giorno 13], includendo nel calcolo il giorno
78 LA STORIA

saris et de amplissimis viris, tribunis plebis, gravissime acerbissimeque decernitur. [5] Profugiunt
stati m ex urbe tribuni plebis seseque ad Caesarem conferunt. Is eo tempore erat Ravennae ex-
spectabatque suis lenissimis postulatis responsa, siqua hominum aequitate res ad otium deduci
posset.

iniziale e finale). lanuarias aggettivo concordato ratissime richieste. Le richieste erano quelle conte-
con idus. Itaque ... comitiali, Dunque, nei primi nute nella lettera di Cesare letta in senato da Curio-
cinque giorni in Fui si pot riunire il senato, dal gior- ne il 1 gennaio (come narrato in 1,1); secondo una
no in cui Lentul6 entr in carica come console, eccet- prospettiva opposta, la stessa lettera definita mi-
tuati i due giorni del comizio. Il senato si era riunito nacciosa e aspra da Cicerone (Epistulae ad Familia-
in tutti i primi cinque giorni utili dell'anno, cio dal res XVI,11,2). Sul piano formale si pu forse notare
10 al 7 gennaio, con l'interruzione del 3 e del 4, giorni l'insistito sigmatismo (la ripetizione della consonan-
dedicati ai comizi. Biduo excepto comitiali ablativo te s) nella frase che ritrae l'atteggiamento di Cesare:
assoluto. et ... decernitur, si prendono decisioni l'effetto di suono convoglia l'attenzione sul tema-
molto gravi e molto aspre sul potere di Cesare e sui chiave della moderazione e della mitezza di quest'ul-
tribuni della plebe, uomini investiti di grandissima timo (su lenis e lenitas nel De bello civili vedi la nota
autorit; decernitur passivo impersonale. Assume di commento a 1,2,2). siqua ... posset, se in qual-
di nuovo forte rilievo una coppia di avverbi (al super- che modo grazie alla giustizia degli uomini si potes-
lativo: gravissime acerbissimeque), come al par. 1 se ristabilire la pace; si introduce una completiva
(raptim atque turbate). che riprende e completa il senso di exspectabat (gi
costruito con il complemento oggetto responsa); la
5 Profugiunt ... posset: Profugiunt ... confe- costruzione comune con i verbi di tentare, aspet-
runt: si tratta dei due tribuni di parte cesariana Mar- tare, vedere, e si avvicina alla funzione di un'inter-
co Antonio e Quinto Cassio Longino. Da una pro- rogativa indiretta (spesso si pu rendere in italiano
spettiva anticesariana, minimizzando il li11la <li vio- con per vedere se o simili; qui puoi tradurre an-
lenta intimidazione descritto qui da Cesre, Cicero- che: sperando che). L'espressione si ... res ad
ne nega che i tribuni fossero stati scacciati con la otium deduci posset richiama con aperta opposizione
forza (Epistulae ad Familiares XVI,11,2: nulla vi ex- la formula su cui si chiudeva il capitolo precedente,
pulsi). Is ... Ravennae: non potendo rientrare in (Pompeius ... ) rem ad arma deduci studebat: la paci-
Roma, alla fine del 50 Cesare si era stabilito con la fica volont di conciliazione di Cesare si scontra con
XIII legione a Ravenna, citt della Gallia Cisalpina il desiderio di guerra di Pompeo. Qua la forma
relativamente vicina alla capitale, da dove poteva se- (ablativale) dell'aggettivo indefinito femminile usato
guire gli sviluppi della situazione politica. Ravennae al posto di aliqua dopo si e altre particelle. Aequitate
locativo. suis ... responsa, risposte alle sue mode- ablativo di causa efficiente.
79

CESARE E SILLA

Nipote di Gaio Mario e gi esponente di di profezia post eventum. La lotta per il potere
spicco del partito dei populares, in giovent Ce- che ha per protagonisti Cesare e Pompeo de-
sare fu oggettO" della persecuzione di Silla: sotto stinata a ripercorrere le orme del conflitto tra
la dittatura del capoparte aristocratico (82-79 mariani e sillani, e la guerra civile che si annun-
a.c.) dovette temere per la sua incolumit e fu cia minaccia di ripetere su scala pi vasta una
costretto a nascondersi per un certo tempo. Se- delle pagine pi sanguinose nell'ultimo secolo
condo Svetonio, Silla, indotto infine dai suoi della repubblica.
stessi seguaci a risparmiare il rampollo della Al tempo di Cesare, sillano ancora sino-
gens Iulia, cos li ammoniva: Abbiatela vinta, e nimo di terrore e di aperta violazione della lega-
tenetevelo! Un giorno vi accorgerete che colui lit a danno della fazione avversa: quel nome
che volete salvo a tutti i costi sar fatale alla fa- evoca immediatamente l'orrore delle liste di pro-
zione degli ottimati, che pure tutti insieme ab- serizione. Un'accusa ricorrente nella propaganda
biamo difeso. Non capite che in Cesare ci sono antiaristocratica proprio l'accostamento pole-
molti Gaio Mario (Svetonio, Cesare, 1; trad. L. mico tra la prepotenza degli optimates e i metodi
Canfora). L'intenzione di raccogliere l'eredit di violenti della dittatura di Silla. Cesare si serve
Mario era effettivamente ben viva inesar~, che pi volte di quel confronto. In De bello civili
la manifest in seguito con gesti sil11blici: l fu- 1,4,2 (~ p. 75) egli riferisce con tagliente ironia
nerale della zia paterna Giulia fece comparire in
la tentazione sillana del console Lentulo (seque
prima fila le immagini del capoparte democrati-
alterum fore Sullam inter suos gloriatur, ad
co e, da edile, ne fece restituire i trofei abbattuti
quem summa imperii redeat). In De bello civili
durante il regime sillano.
1,5,1, nel resoconto sulla turbolenta seduta del
Il contatto e lo scontro personale tra il futu-
senato in cui viene emanato contro di lui il sena-
ro 'dittatore democratico' e Silla, vittorioso ca-
tus consultum ultimum, Cesare sottolinea come
pofazione degli optimates, assume quasi un va-
in quell' occasione sia stato di fatto negato ai tri-
lore emblema tic o, viene letto come una premo-
buni della plebe il diritto di veto (ius intercessio-
nizione. Cesare sar di nuovo l'instauratore di
nis): quell'estrema prerogativa chelleppure Silla,
un potere personale estraneo alle istituzioni re-
pubblicane, e come Silla rivestir in forme ecce- pur smantellando i poteri dei tribuni, aveva osa-
zionali l'incarico della dittatura: allo stesso tem- to abolire. Lo stesso argomento torna nel di-
po, il vincitore della guerra civile (questa volta scorso ai soldati in quel momento cruciale che
per la parte dei populares) vorr contrapporsi corrisponde al passaggio del Rubicone (taciuto
dichiaratamente al precedente sillano. Proprio al nella narrazione cesariana): De bello civili 1,7,3-
seguito di Silla, invece, aveva iniziato la carriera 4: Sullam nudata omnibus rebus tribunicia pote-
militare Pompeo: il conflitto tra i due nuovi po- state tamen intercessionem liberam reliquisse;
tentati affonda le sue radici nell'esperienza trau- Pompeium, qui amissa restituisse videatur bona,
matica di un trentennio prima. Come riferisce etiam, quae ante habuerint, ademisse; Silla ave-
Cicerone in una lettera scritta all'inizio della va spogliato il potere tribunizio di tutti i suoi at-
guerra civile (Epistulae ad Auicum IX,14,2, del tributi, ma gli aveva tuttavia lasciato impregiudi-
25 marzo 49), alcuni diffondevano la voce che cato il diritto di veto; Pompeo si faceva passare
Cesare volesse vendicare le vittime della cru- come colui che gli aveva restituito le prerogative
delt di Silla, eon il quale Pompeo aveva colla- perdute, mentre, in realt, gli aveva tolte anche
borato. quelle che prima aveva (trad. A. La Penna).
L'aneddoto su Cesare e Silla riportato da Anche Cicerone, nella corrispondenza con
Svetonio ha dunque anche un valore ominoso, Attico, esprime ripetutamente il timore che la
80

fazione degli optimates, e in primo luogo Pom- personale extra-repubblicano, dall'altra come
peo, ceda a tentazioni 'sillane'. Cos ad esempio modello negativo di persecuzione violenta degli
in Epistulae ad Atticum VIII,11,2 (del 27 feb- avversari politici. Da un lato, egli ha certo in
braio): quel famigerato tipo di dominio (re- mente le caratteristiche tecniche di quel domi-
gnum) instaurato da Silla gi da un pezzo fa vo- nio, che aspira anzi a esercitare pi a lungo
glia a molti che come lui [Pompeo] ne sono bra- (Svetonio, Cesare 77, riporta una battuta attri-
mosi; in IX, 10,6 (del 18 marzo): il suo animo buita a Cesare da un suo biografo ostile, il pom-
gi da tempo ha voglia di Silla e di proscrizioni peiano Tito Ampio Balbo: Sullam nescisse litte-
(sullaturit animus eius et proscripturit iam diu); ras qui dictaturam deposuerit, Silla si era com-
in IX,10,2: Quante volte non ripete: "Silla l'ha portato da analfabeta quando aveva rinunciato
potuto fare, e io no?"; in IX,7,3 (13 marzo): alla dittatura). Tuttavia, alle proscrizioni Cesa-
incredibile come il nostro Gneo appetisca un re contrappone programmaticamente l'esercizio
dominio come quello di Silla, te lo dico io che della clementia nei confronti degli avversari. La
lo conosco bene. Infine, in IX,11,3 (del 20 pericolosa analogia tra Cesare e Silla non sfug-
marzo) riferisce l'impressione di Crassipede sul giva ai contemporanei: lo stesso Cicerone, in
campo pompeiano a Brindisi: meras proscriptio- Epistulae ad Atticum IX,15,2 (25 marzo 49),
nes, meros Sullas (<<autentiche proscrizioni, au- scrive: Se Silla pot farsi proclamare dittatore
tentici Silla). da un interrex, perch non potrebbe costui?.
Il carattere programmatico della contrapposi- Se Cesare ha cura di prendere nettamente le di-
zione cesariana a Silla, viceversa, confermato stanze da Silla, perch il futuro dittatore de-
da un'importante lettera di Cesare, indirizzata a mocratico rischia di apparire un erede del di-
Oppio e Balbo (i suoi agenti pi Jidati af\.oma spotico potere sillano, e la nuova instaurazione
allo scoppio della guerra civile) e conservata nel- di un dominio personale da parte di un popula-
l'epistolario di Cicerone, cui i due l'avevano fat- ris non diversamente tirannica da quella famige-
ta pervenire in copia; Cicerone la acclude in una rata dittatura nata per affermare gli interessi de-
sua epistola ad Attico (ad Atticum, IX,7c,1). gli optimates.
Scritta il 5 marzo, poco dopo la resa di Corfi- A conferma di come il richiamo a Silla co-
nio, l'epistola di Cesare ha il carattere di una stituisse un nodo centrale della riflessione e
lettera aperta, di un manifesto politico con cui il della propaganda politica cesariana, possiamo
proconsole (sperando nella vittoria finale) rende ricordare un punto nevralgico del discorso di
noto il suo programma. Parlando delle sue in- Cesare in Sallustio, Bellum Catilinae 51,32-
tenzioni di apparire il pi moderato possibile, 36. Parlando in senato contro la condanna a
nella ricerca di un accordo con Pompeo, Cesare morte dei catilinari, provvedimento eccezio-
aggmnge: nale che avrebbe costituito un pericoloso pre-
cedente per future violazioni della legalit,
Facciamo dunque un tentativo in questo senso, Cesare porta ad esempio la degenerazione del
per vedere se possiamo riconquistare il consenso di regime sillano nella pratica selvaggia delle
tutti (omnium voluntatem recuperare) e conseguire prOSCnZlOll1:
una vittoria durevole. Ricorrendo alla ferocia, gli al-
tri non sono riusciti a evitare l'odio n, tanto meno, Ai tempi nostri quando Silla, dopo la vittoria,
a conservare durevolmente il frutto della vittria. fece sgozzare Damasippo e altri della stessa stoffa,
S'intende, fatta eccezione per Lucio Silla, che io non che avevano costruito la propria fortuna sulla rovi-
intendo imitare. Sia questo il nuovo metodo per vin- na dello Stato, chi non approvava la sua azione? Di-
cere: il nostro punto di forza siano la comprensione cevano che giustamente erano stati messi a morte
e la generosit. Gi ho alcune idee su come realizzare degli uomini scellerati e faziosi, che avevano scon-
questo obiettivo e molto altro si pu escogitare. Fa- volto lo Stato con le loro sedizioni. Ma quell'evento
temi conoscere le vostre proposte su questo punto fu l'inizio di una grande carneficina. Infatti non ap-
(trad. L. Canfora). pena uno bramava la casa o la villa, da ultimo le
suppellettili o le vesti di qualcuno, si adoperava per-
Per Cesare la dittatura di Silla si pone da una ch quello fosse annoverato tra i proscritti. Cos co-
parte come precedente 'tecnico' di un potere loro che si erano rallegrati per la morte di Damasip-
81

po, poco tempo dopo venivano messi a morte loro Scrivendo dopo la morte di Cesare, di cui
stessi, e la carneficina non ebbe fine finch Silla non stato seguace, Sallustio fa esprimere al futuro
ebbe colmato di ricchezze tutti i suoi. Ed io non te- dittatore un pensiero che va oltre l'occasione
mo queste conseguenze sotto Marco Tullio n in della congiura di Catilina, per toccare, con il ri-
questi tempi, ma in una grande citt le indoli sono
chiamo polemico al regime di Silla, una linea-
molte e varie. In un altro tempo, sotto un altro con-
guida di tutto il disegno politico cesariano (e
sole, che abbia di nuovo un esercito ai suoi ordini,
non manca forse, da parte di Sallustio, un' aper-
potrebbe essere creduta come vera qualche accusa
falsa. Una volta che, sulla base di questo preceden- tura sull'attualit scottante del dopo-Cesare: c'
te, in forza di un detreto del senato, un console avr infatti chi interpreta sotto un altro console
sguainato la spada, chi gli porr un limite o chi lo come un riferimento a Ottaviano e alle proscri-
terr a freno zioni del secondo triumvirato).

Ritratto di Silla. Venezia, Museo Archeologico.


82 LA STORIA

De bello civili 1,32

D Opo i successi riportati in varie parti d'Italia


(senza impiego di armi, ma per adesione
spontanea dei cittadini) Cesare si reca a Roma
Cesare il valore di leggi in vigore per tutti gli al-
tri cittadini, gli aveva vietato di fatto la candida-
tura e gli intimava di congedare l'esercito sei mesi
per esporre le proprie ragioni in senato. Nel suo prima di quanto egli chiedesse (Cesare chiedeva
discorso, egli/ riassume i motivi apologetici gi infatti che il comando della provincia gli fosse
emersi a pi riprese nei primi capitoli del De bello prolungato per tutto il 49). Ai tribuni della plebe
civili. Cesare rivendica innanzi tutto la legalit di parte cesariana, inoltre, era stato negato di fat-
delle proprie richieste, di contro alle iniuriae degli to l'esercizio del diritto di veto. Il secondo tema
avversari nei suoi confronti. La lotta politica che sviluppato da Cesare quello della propria tenace
contrapponeva Cesare alla nobilitas senatoria ricerca di una conciliazione tra le parti, in vista di
ispirata da Pompeo strumentalizzava, in effetti, una soluzione pacifica del conflitto: ricerca sem-
una complessa questione giuridica. All'inizio del pre scontratasi con l'ostinazione dei pompeiani.
49, Cesare chiedeva di essere candidato alle ele- Cesare ricorda la propria proposta, respinta, di
zioni consolari per il 48, rispettando la legge che congedare gli eserciti da entrambe le parti (senza
permetteva di rivestire un secondo consolato solo riguardo alla perdita di potere e di prestigio per-
dopo dieci anni dal primo incarico (Cesare era sonale che ci comportava); le proprie richieste di
stato console nel 59). Egli chiedeva inoltre di esse- colloqui, rimaste inascoltate; le condizioni di pace
re candidato al consolato in absenti<1:(rirrjcfnendo invano avanzate. Nonostante ci, Cesare cerca
cio fuori di Roma con l'esercito), come consenti- ancora una composizione amichevole del conflit-
va un plebiscito approvato nel 52 sotto il consola- to, si dice pronto a inviare messi a Pompeo e si di-
to di Pompeo. Il senatus consultum ultimum del chiara disponibile a una gestione comune della
7 gennaio aveva per annullato nei confronti di cosa pubblica.

[1] His rebus confectis Caesar, ut reliquum tempus a labore intermitteretur, milites in proxima
municipia deducit; ipse ad urbem proficiscitur. [2] Coacto senatu iniurias inimicorum comme-
morat. Docct se nullum extraordinarium honorem adpetisse, sed exspectato legitimo tempore
consulatus eo fuisse contentum, quod omnibus civibus pateret. [3] Latum ab X tribunis plebis,

1 His ... proficiscitur: His ... confectis: ablativo re rieletto alla stessa carica prima che fossero passati
assoluto. ut ... intermitteretur, perch il resto del dieci anni; Cesare, gi console nel 59, aveva presenta-
tempo fosse per le truppe una pausa dalla fatica; pro- to all'inizio del 49 la sua candidatura a console per il
posizione finale. /ntermitto non ha qui il senso pi 48: di fronte al senato egli sottolinea innanzi tutto il
usuale di interrompere (un'attivit), ma quello di proprio scrupoloso rispetto della legge e della costitu-
lasciar passare un periodo di tempo come interru- zione romana. Exspectato ... tempore ablativo asso-
zione da un'attivit (ab + ablativo). milites ... dedu- luto. Eo, ablativo del pronome neutro retto da con-
cit, distribuisce i soldati nei municipi pi vicini. ad tentum, l'antecedente del relativo quod. Pateo (qui
urbem: Cesare giunse a Roma probabilmente il 31 puoi anche tradurre letteralmente: aperto) si co-
marzo 49; la seduta del senato, tenuta fuori dal pome- struisce col dativo; la relativa ha il verbo al congiunti-
rio, ebbe luogo il giorno successivo. vo (pateret) perch riporta indirettamente le parole
del personaggio Cesare.
- 2 Coacto ... pateret: Coacto senatu, Riunito il
senato; ablativo assoluto. iniurias inimicorum: un 3 Latum ... prohibuisset: discorso indiretto. La-
Leitmotiv del De bello civili. Docet ... pateret, Mo- tum: sotto esse, Era stato proposto; ferre verbo
stra che non ha aspirato a nessuna carica eccezionale, tecnico per la presentazione di una proposta in sena-
ma che, atteso il tempo stabilito dalla legge per il con- to; regge ut e il congiuntivo, separato qui da una serie
solato, si accontentato di quel diritto che spetta a di ablativi assoluti (che fanno sentire, anche con la
tutti i cittadini. La lex Cornelia de magistratibus sta- stessa dilazione sintattica, gli ostacoli che la proposta
biliva che chi era stato eletto console non poteva esse- ha dovuto affrontare). contradicentibus inimicis,
Cesare. Il De bello civili 83

contradicentibus inimicis, Catone vero acerrime repugnante et pristina consuetudine dicendi


mora dies extrahente, ut sui ratio absentis haberetur, ipso consulc Pompeio; qui si improbasset,
cur ferri passus esset? Si probasset, cur se uti populi beneficio prohibuisset? [4] Patientiam pro-
ponit suam, cum de exercitibus dimittendis ultro postulavisset, in quo iacturam dignitatis atque
honoris ipse facturus esset. [5] Acerbitatem inimicorum docet, qui quod ab altero postularent,
in se recusarent, atque omnia permisceri mallent quam imperium exercitusque dimittere. [6]
lniuriam in eripiendis legionibus praedicat, crudelitatem et insolentiam in circumscribendis tri-
bunis plebis; condiciones a se latas, expetita conloquia et denegata commemorato [7] Pro quibus
rebus hortatur at postulat ut rem publicam suscipiant atquc una secum administrent. Sin timore

con l'opposizione dei nemici. Catone ... extrahen- (spirito di accettazione e di accondiscendenza) dimo-
te, e mentre Catone resisteva molto fieramente e, se- strata da Cesare, dichiarata con enfasi nell'incipit di
condo la sua antica consuetudine, tirava in lungo questo periodo, si contrappongono, in apertura ai due
giorno dopo giorno indugiando coi suoi discorsi; periodi successivi, acerbitatem e iniuriam, che descri-
mora, ablativo strumentale, determinato dal geniti- vono l'atteggiamento di colpevole intolleranza tenuto
vo del gerundio. ut ... haberetur, che si tenesse dai nemiei nei suoi confronti. De e l'ablativo del ge-
conto della sua candidatura, bench lui fosse assente. rundivo complemento di argomento che completa
La possibilit della candidatura in absentia era stata postu!avisset, indicando il contenuto della richiesta.
riconosciuta da un plebiscito proposto dai tribuni Iacturam facere + genitivo significa sacrificare qual-
della plebe nel 52 a.c., sotto il consolato di Pompeo. cosa in vista di uno scopo.
In base a tale plebiscito (se esso fosse stato ancora va-
lido) Cesare avrebbe potuto candidarsi al consolato 5 Acerbitatem ... dimittere: Acerbitatem inimi-
mentre manteneva aneora l'imperium, il comando.Jni- corum, L'asprezza dei nemici; ancora un Leitmotiv.
litare della Gallia. Tuttavia, il senatus cons1;t!tftm aiti- qui ... dimittere, che rifiutano per s ci che chie-
mum del 7 gennaio (vedi cap. 1,5), che intl1nava a Ce- dono agli altri e che preferiscono lo sconvolgimento
sare di deporre il comando dell'esercito, aveva di fatto generale alla perdita del potere e degli esereiti. La di-
annullato nei suoi confronti il valore del plebiscito. sparit di trattamento lamentata da Cesare riguarda il
Per presentare la sua candidatura, Cesare sarebbe do- fatto che, mentre a lui veniva chiesto di spogliarsi del-
vuto tornare personalmente a Roma; poich era vieta- l'imperium e di congedare l'esereito per candidarsi,
to dalla legge entrare in citt al comando di un eserci- eome voleva, al consolato, Pompeo non aveva inten-
to, egli avrebbe dovuto deporre l'imperium e conge- zione di abbandonare l'incarico militare di proconso-
dare le truppe, e avrebbe potuto candidarsi al conso- le delle province spagnole. La relativa quod ... postu-
lato solo in qualit di privato cittadino: ci lo avrebbe !arent inserita a incastro nell'altra proposizione re-
esposto alla persecuzione giudiziaria e alle vendette lativa da cui dipende, qui ... recusarent. Mallent regge
degli avversari, che mal sopportavano l'immenso po- l'oggettiva omnia permisceri, mentre la particella
tere da lui acquisito. Absentis participio congiunto, comparativa quam introduce come termil).e di para-
con sfumatura concessiva. ipso ... Pompeio, (e ci gone l'infinito dimittere.
era avvenuto) sotto il consolato dello stesso Pom-
peo. L'ablativo assoluto, cruciale per il senso, col- 6 lniuriam ... commemorat: Iniuriam ... plebis,
locato a effetto 'in punta' al periodo (una 'stoccata' Proclama l'ingiustizia commessa nello strappargli le
inattesa, dopo che il movimento sintattico sembrava legioni, la crudelt e l'arroganza dimostrate nel limita-
concluso); la carica polemica di ipse sottolinea la con- re i poteri dei tribuni della plebe. Due membri paral-
traddizione in cui si trovano, seeondo Cesare, i suoi leli, con gli aeeusativi che indicano le colpe dei nemici
avversari. qui ... prohibuisset, se egli disapprovava posti in rilievo a inizio di co!on e determinati dalla co-
la proposta, perch aveva permesso che fosse presen- struzione con in e l'ablativo del gerundivo. Per le due
tata? se la approvava, perch gli aveva impedito di legioni 'sottratte' a Cesare vedi la nota a 1,2,3. Sulla li-
usufruire di un beneficio datogli dal popolo ?; qui mitazione dei poteri dei tribuni vedi la nota a l,S,l.
nesso relativo. Due periodi ipotetici paralleli, con l'a- condiciones ... commemorat, ricorda le condizioni
podosi in forma di interrogativa diretta e sottoposti da s proposte, i colloqui richiesti e negati.
alle regole del discorso indiretto. Con improbasset e
probasset sottintendi id (o simili), da sottintendersi 7 Pro quibus ... administraturum: Pro quibus ...
anche come soggetto dell' oggettiva ferri, retta da pas- administrent, In considerazione di questi fatti esor-
sus esset. Anche prohibuisset regge un'oggettiva. ta e chiede che si assumano la responsabilit dello Sta-
to e lo amministrino insieme con lui; ut introduce
4 Patientiam ... esset: Mette sotto i loro occhi la una completiva dei verbi di preghiera e di richiesta.
sua disponibilit, poich aveva chiesto spontanea- Sin ... administraturum, Se invece rifuggono da
mente di congedare gli eserciti, azione in cui era di- quel compito per timore, egli non sar loro di peso e
sposto a sacrifieare carica e prestigio. Alla patientia amministrer lo Stato da s; periodo ipotetico inseri-
LA STORIA
84

defugiant, illis se oneri non futurum et per se rem publicam administraturum. [8] Legatos ad
Pompeium de compositione mitti oportere; neque se rcformidarc, quod in scnatu Pompeius
paulo ante dixisset, ad quos legati mitterentur, his auctoritatem attribui timoremque eorum qui
mitterent significari. [9] Tenuis atquc infirmi hacc animi vidcri. Se vero, ut operibus anteire stu-
duerit, sic iustitia et aequitate velle superare.

to nella costruzi9ne del discorso indiretto. Nell'apo- torit e si manifesta il timore di coloro che li manda-
dosi gli infiniti futuri sono ellittiCi di esse. Illis se oneri no; attribui e significari sono i verbi di due oggettive
non futurum (costruzione del doppio dativo) la le- che spiegano quod ... dixisset; ad quos ... mitterentur
zione tramandata dai manoscritti; qualcuno accetta una relativa anticipata, ripresa da his.
l'emendamento illi se oneri non defuturum (<<luinon
si sottrarr a questo peso). 9 Tenuis ... superare: Tenuis ... videri, <,Ci ap-
pare proprio di un animo meschino e debole; Tenuis
8 Legatos ... significari: de compositione, per atque infirmi ... animi genitivo di pertinenza. Se ...
la trattativa. Il complemento di argomento specifica superare, Egli invece, come aveva desiderato essere
la missione dei legati. neque ... significari, n egli il primo per le sue azioni, cos voleva essere superiore
aveva paura di quello che Pompeo aveva detto poco per giustizia ed equit. L'ut comparativo (il con-
tempo prima in senato, cio che a coloro ai quali ven- giuntivo dovuto al discorso indiretto). Gli ablativi
gono mandati degli ambasciatori si attribuisce un'au- sono di limitazione.

De bello civili 1,72

urante le operazioni di guerra in Spagna, le gliato ai pompeiani il vettovagliamento, egli prefe-


D truppe pompeiane al comando di Afranio
vengono attaccate dall'esercito di Cesare: quattro
risce non impegnare i suoi in una battaglia che,
sebbene destinata a un esito positivo, comportereb-
coorti di cactrati (soldati armati di un piccolo scudo be in ogni caso perdite dolorose. L'episodio (di cui
rotondo), in marcia per occupare una montagna, vedremo le conseguenze al cap. 74) permette inol-
sono massacrate dalla cavalleria cesariana sotto gli tre a Cesare scrittore di ribadire un principio di
occhi dei due eserciti. Il momento sarebbe propizio condotta che un motivo-chiavBdel De bello
a uno scontro decisivo. Legati, centurioni e tribuni civili: il proprio atteggiamento di misericordia ver-
militari supplicano Cesare di sfruttare il successo, so gli avversari e il senso di profondo disagio per
attaccando il nemico atterrito mentre il morale una guerra combattuta tra concittadini, una guer-
delle truppe altissimo. Tuttavia, contro l'opinione ra civile che, nonostante tutti gli sforzi tentati, l'o-
di tutti, Cesare si oppone. Soddisfatto di aver ta- stinazione dei pompeiani non ha voluto evitare.

[1] Caesar in eam spem venerat se sine pugna et sinc volnere suorum rem conficere posse, quod
re frumentaria adversarios interclusisset. [2] Cur etiam secundo pro elio aliquos ex suis amitte-

_ 1 Caesar ." interclusisset: in eam ... venerat, pensiero del personaggio Cesare; intercludo co-
aveva concepito la speranza; in che cosa consista struito col complemento oggetto della persona a cui
questa spes spiegato dall'infinitiva che segue, rispet- si impedisce qualcosa e con l'ablativo di ci che si
to a cui eam ha valore prolettico. rem conficere, impedisce.
portare a termine le operazioni. quod ... interclu-
sisset, poich aveva impedito agli avversari i riforni- _ 2 Cur ... gZadio: il cumulo di interrogative retori-
menti. La causale (dipendente dall'infinitiva) ha ca- che, legate dall' anafora di cur, d grande rilievo espres-
rattere soggettivo, col congiuntivo che esprime il sivo alle motivazioni della scelta di Cesare, quasi coin-
Cesare Il De bello civili 85

ret? cur volnerari pateretur optime meritos de se milites? cur denique fortunam periclitaretur?
Praesertim cum non minus esset imperatoris consilio superare quam gladio. [3] Movebatur etiam
misericordia civium, quos interficiendos videbat; quibus salvis atque incolumibus rem optinere
malebat. [4] Hoe consilium Caesaris plerisque non probabatur; milites vero palam inter se Ioque-
bantur, quoniam talis occasio victoriae dimitteretur, etiam cum vcllet Caesar, sese non esse pu-
gnaturos. Ille in sua sententia perseverat et paulum ex eo Ioco digreditur, ut timorem adversariis
minuat. [5] Petreius atque Afranius oblata facuItate in castra sese referunt. Caesar praesidiis in
montibus dispositis omni ad Hiberum intercluso itinere, quam proxime potcst hostium castris,
castra communit.l

volgendo direttamente il lettore nelle questioni da lui quanto quello di essere destinato a: una sfumatura
affrontate. eur ... periclitaretur, Perch avrebbe di destinazione, inevitabilit, necessit. quibus ... ma-
dovuto perdere aleuni dei suoi, seppure in una batta- lebat, preferiva ottenere la vittoria mantenendoli sani
glia vittoriosa? Perch avrebbe dovuto lasciare che ve- e salvi. Nell'ablativo assoluto che apre il periodo qui-
nissero feriti dei soldati che avevano acquisito grandis- bus nesso relativo.
simi meriti verso di lui? Perch, infine, avrebbe dovu-
to tentare la fortuna?. ln forma diretta queste inter- 4 Hoe ... minuat: plerisque non probabatur,
rogative retoriche avrebbero il congiuntivo dubitativo. veniva disapprovato dai pi. Il dativo d'agente
Ex suis complemento partitivo. (Optime) meritos usuale col passivo pro bari. milites ... pugnaturos, i
participio con valore attributivo. fortunam: Cesare, soldati inoltre parlavano apertamente tra loro, dicen-
che per convinzione personale e insieme per motivi do che, poich si lasciava sfuggire una tale occasione
propagandistici afferma pi volte nel De bello civili di di vittoria, essi non avrebbero [poi] combattuto>
godere del favore della fortuna (vedi anche 3,73; -jp. quand'anche Cesare lo volesse. Loquebantur spie-
89), mostra di conoscere i limiti entro cui, ilsarn la gato dall' oggettiva sese ... pugnaturos (sott. esse). Il
buona fortuna non solo un dato esterno, sovra-uma- cum narrativo preceduto da etiam ha una sfumatura
no, indipendente dalla volont del singolo, ma si co- concessiva. paulum: avverbio. ut ... minuat, per di-
struisce con gli ingredienti umani dell'intelligenza e minuire il timore degli avversari; proposizione fina-
del senso della misura. Praesertim ... gladio, Tanto le; il dativo di vantaggio.
pi che non meno degno di un generale vincere con
un piano intelligente piuttosto che con la spada; _ 5 Petreius .. , eommunit: Petreius atque Afra-
praesertim rafforza il cum narrativo (con valore causa- nius: dal 55 a.c. erano, insieme a Varrone, i legati di
le), imperatoris genitivo di pertinenza. Gli ablativi Pompeo in Spagna. Secondo Sallustio (Bellum Catili-
sono strumentali. nae 59,6) Marco Petreio aveva gi alle spalle pi di
trent'anni di carriera militare nel 62 a.c., quando
3 Movebatur ... malebat: Movebatur ... videbat, sconfisse l'esercito di Catilina; si uccise dopo la batta-
Era spinto anche dalla compassione per i cittadini, glia di Tapso. Lueio Afranio era gi stato legato di
che, secondo la sua previsione, avrebbero dovuto esse- Pompeo nella guerra contro Sertorio e in quella con-
re uccisi (lett.: che vedeva che dovevano essere ucci- tro Mitridate, ed era stato console nel 60 a.c.; sar uc-
si)>>;etiam introduce un argomento non accessorio, ciso dopo Tapso. oblata facultate, essendosi presen-
ma cruciale nell'ideologia e nella propaganda cesaria- tata loro l'occasione; ablativo assoluto. amni ... iti-
na. Nel De bello civili, misericordia uno dei termini nere, chiuso ogni passaggio verso l'Ebro; ablativo
che indicano quell'atteggiamento di rispetto e di in- assoluto. In questo modo Cesare costringeva gli av-
dulgenza verso gli avversari passato alla storia nella versari ad abbandonare il piano di una marcia verso
definizione complessiva di clementia Caesaris. Civium l'Ebro e a ritirarsi verso nord. quam ... communit,
genitivo oggettivo. Quos, oggetto di videbat, anche pone un accampamento fortificato quanto pi vicino
soggetto dell'oggettiva che ha per verbo interficiendos pu all'accampamento dei nemici. Proxime forma
(perifrastica passiva, ellittica di esse). Il senso della pe- avverbiale del superlativo, rafforzata dalla formula
rifrastica passiva qui non tanto quello di dovere, quam ... potest.
86 LA STORIA

De bello civili 1,74

A Pprofittando dell'assenza dei legati Afranio


e Petreio, i soldati del campo pompeiano en-
trano in contlttto con quelli dell'esercito di Cesa-
sponsabili di aver fatto fallire tutti i tentativi di
conciliazione tra le parti promossi da Cesare. L'e-
pisodio avr un epilogo drammatico e significati-
re, accampati nelle immediate vicinanze. Mentre vo. Al capitolo seguente, il ritorno di Petreio
si riallacciano amicizie e legami di cittadinanza, troncher i colloqui spegnendoli nel sangue: scac-
tutti esprimono la loro gratitudine agli avversari ciati i soldati cesariani, chiesto un giuramento al-
per aver loro risparmiato la vita, quando avreb- l'esercito, massacrati davanti alle truppe gli av-
bero potuto facilmente annientarli. Questi senti- versari scoperti nel campo, le ostilit torneranno
menti dei soldati, insieme alloro rammarico per al punto di prima, fra il terrore generale. Ancora
non essere giunti prima a quell'affratellamento, una volta, sar la clemenza di Cesare a uscirne
costituiscono la pi importante approvazione del- esaltata: egli lascer liberi i pompeiani, ma acco-
la scelta di Cesare, e anche il pi forte atto di ac- glier presso di lui i molti tribuni e centurioni che
cusa contro i capi pompeiani e Pompeo stesso, re- lo chiederanno, e li terr in grande onore.

[1] Quorum discessu liberam nactimil~tes conloquiorum facultatem volgo procedunt, et quem
quisque in <Caesaris> castris notum at municipem habebat, conquirit atque evocat. [2] Pri-
mum agunt gratias omnes omnibus, quod sibi pcrtcrritis pridic pepercissent; eorum se beneficio
vivere. Deinde imperatoris fidem quaerunt, rectene se illi sint commissuri, et quod non ab initio
fecerint armaque quod cum hominibus necessariis et consanguineis contulerint, queruntur. [3]
His provocatis sermonibus fidem ab imperatore de Petrei atque Afrani vita petunt, ne quod in

_ 1 Quorum 0'0 evocat: Quorum discessu: il nesso beneficio; o: devono a loro il beneficio della vita)>>.
relativo si riferisce a Petreio e ad Afranio, i legati di Frase affermativa del discorso indiretto; beneficio
Pompeo nominati alla fine del cap. 73; essi si erano al- ablativo di causa. Deinde ... commissuri, Poi chie-
lontanati dal campo per costruire un vallo che arri- dono informazioni sulla lealt del gegerale, (doman-
vasse fino a una sorgente d'acqua. Discessu ablativo a
dando) se facciano bene ad affidarsi lui. L'interro-
di causa. liberam ... procedunt, i soldati, colta l'oc- gativa indiretta dipende dal senso di chiedere conte-
casione di parlare liberamente (con gli avversari), nuto nell'espressione jidem quaerunt e la completa
escono in folla; nacti participio congiunto. quem come un'appendice esplicativa; il congiuntivo della
"0 evocat, ognuno ricerca e chiama fuori il cono- perifrastica attiva esprime l'idea di futuro rispetto al-
scente o il concittadino che aveva nel campo di Cesa- la reggente, et ... queruntur, ed esprimono il loro
re. La relativa anticipata rispetto alla sua reggente, rammarico per non aver fatto cos fin dall'inizio e
e accoglie regolarmente in s il soggetto di quest'ulti- per aver combattuto contro uomini legati a loro da
ma, quisque (indefinito usato al posto di unusquisque vincoli di amicizia intima e di consanguineit. Il
dopo il pronome relativo). quod che completa queruntur affine al quod causa-
le con i verba affectuum. Nella coordinata il -que
2 Primum ... queruntur: il ringraziamento dei enclitico non si appoggia al secondo quod, ma al
pompeiani ai soldati di Cesare per aver risparmiato complcmcnto oggetto arma, termine-chiave che vie-
la loro vita il massimo elogio indiretto che Cesare ne anticipato con rilievo e distanziato ad effetto dal
stesso pu fare alla propria clemenza. primum: a verbo (contulerint); l'iperbato d inoltre enfasi ai ter-
questo avverbio corrisponde, all'inizio del periodo mini centrali (cum hominibus ... consanguineis), che
seguente, Deinde. quod ... pepercissent, per averli esp,ri,mono il ~ramma di una guerra combattuta tra
risparmiati il giorno prima, quando erano terrorizza- amICIe parentI.
ti. Il quod dichiarativo-causale completa il senso di
agunt gratias; il vcrbo al congiuntivo perch espri- 3 His ... mittunt: His ... sermonibus, Spinti da
me un pensiero soggettivo. Parco regge il dativo. eo- questi discorsi; il participio congiunto, con valore
rum .. vivere, sono vivi grazie a loro (o: alloro
o causale. fidem ... petunt, chiedono al generaIc la sua
Cesare. Il De bello civili 87

se scelus concepisse neu suos prodidisse videantur. Quibus confirmatis rebus se statim signa
translaturos confirmant legatosque de pace primorum ordinum centuriones ad Caesarem mit-
tunt. [4] Intcrim alii suos in castra invitandi causa adducunt, alii ab suis abducuntur, adeo ut una
castra iam facta ex binis viderentur; complurcsquc tribuni militum <et> centuriones ad Caesa-
rem veniunt seque ei commendant. [5] Idem hoc fit a principibus Hispaniae, quos illi evocave-
rant et secum in eastris habebant obsidum Ioeo. Hi suos notos hospitesque quaerebant, per
quem quisque eorum aditum eommendationis haberet ad Caesarem. [6] Afrani etiam filius adu-
Iescens de sua ac parentis sui salute cum Caesare per Sulpieium legatum agebat. [7] Erant pIena
laetitia et gratuI'atione omnia et eorum qui tanta pericula vitasse, et eorum qui sine voinere tan-
tas res eonfecisse videbantur, magnumquc fructum suac pristinae Ienitatis omnium iudicio Cae-
sar ferebat, consiliumque eius a eunetis probabatur.

parola che risparmier la vita a Petreio e ad Afranio. capi spagnoli che i pompeiani avevano fatto venire e
ne ... videantur, perch non sembri che essi abbia- tenevano con s nell'accampamento come ostaggi. Es-
no tramato un delitto contro di loro e che abbiano si cercavano i loro conoscenti e ospiti, tramite i quali
tradito gli uomini della loro parte. L'uso di se riferito ognuno di loro potesse avere accesso a una raccoman-
a Petreio e ad Afranio probabilmente giustifieato dazione presso Cesare. La relativa per quem ... ha-
dal fatto che con videntur va sottinteso a essi (a Pe- beret ha valore finale. Il singolare quem concordato
treio e ad Afranio), per cui Petreio e Afranio diventa- a senso con i plurali notos hospitesque: sulla normale
no soggetti logici della proposizione (= perch Pe- concordanza prevale la forza di 'attrazione' dell'inde-
treio e Afranio non ritengano che), e possono essere finito quisque, ognuno; l'azione collettiva ora
indicati col riflessivo di terza persona. Quod agpct- guardata dal punto di vista dei singoli soggetti, e dai
tivo indefinito neutro (usato al posto diaIiquod'dbPo plurali Hi suos notos hospitesque quaerebant si passa
ne) ed concordato con scelus. Quibus ... rebus, ai singolari per quem quisque ... haberet. Il genitivo
Assicurata questa garanzia; ablativo assoluto. se ... commendationis oggettivo.
confirmant,assicurano che trasferiranno subito le
insegne (nel campo di Cesare)>>; ellissi di esse. Signa 6 Afrani ... agebat: Afrani ... adulescens: di lui
transferre (nel campo del nemico) significa: diserta- non si hanno altre notizie. Col termine adulescens
re, passare al nemico. Il poliptoto confirmatis ... Cesare indica generalmente chi non ha ancora intra-
canfirmant sottolinea lo scambio di garanzie. legatos- preso la carriera politica. de sua ... agebat, trattava
que: complemento predicativo dell'oggetto. primo- con Cesare, mediante il legato Sulpicio, della salvezza
rum ... centuriones, centurioni dei gradi pi alti sua e di suo padre.
(lett.: delle prime file)>>.
7 Erant ... probabatur: Tutto era pieno di gioia
4lnterim ... commendant: alii ... abducuntur, e di felicitazioni, sia da parte di quelli che ritenevano
alcuni conducono i loro conoscenti nel proprio ac- di aver evitato pericoli tanto grandi, sia da parte di
campamento per invitarli da loro, altri vengono con- quelli che ritenevano di aver concluso un conflitto
dotti dai loro conoscenti nel campo di Cesare. Una tanto grande senza spargimento di sangue, e Cesare a
figura etimologica lega i due composti di duca, specu- giudizio di tutti raccoglieva il grande frutto della sua
lari per il senso, coniugati il primo all'attivo, il secon- mitezza del giorno prima. A proposito di Erant ...
do al passivo (in chiusa a due proposizioni simmetri- omnia va osservato che espressioni del tipo omnia
che, coordinate per asindcto e marcate dalla correla- pIena sunt con il genitivo sono adatte a disegnare am-
zione anaforica alii ... aIii) a sottolineare la recipro- pi quadri e scene collettive (di gioia, come qui, o al-
cit e specularit del gesto dei soldati. Causa col geni- trove di terrore, mestizia, confusione, ecc.). I genitivi
tivo del gerundio esprime il complemento di fine. eorum ... eorum, correlati, dipendono da Iaetitia et
ade o ... vidcrentur, tanto che sembrava che da due gratuiatione. Per magnum ... Ienitatis vedi 1,72 (con
accampamenti se ne fosse formato uno solo; propo- la nota introduttiva); il successo finale della decisione
sizione consecutiva. Videor costruito personalmen- di Cesare, approvata da tutti (consiliumque eius a
te; l'infinito perfetto di fio elIittico di esse. scque ci cunctis probabatur), si contrappone al malcontento
coml11cndant, e si raccomandano a lui. espresso allora dai suoi soldati (1,72,4: hoc cansilium
Caesaris pierisque non probabatur). Sulla Ienitas di
5ldem ... ad Caesarem: La stessa cosa fanno i Cesare vedi la nota di commento a 1,2,2.
88 LA STORIA

I
De bello civili 3,72

'accerchiamento dei pompeiani nelle vicinan- In un solo giorno l'esercito di Cesare stato bat-
L ze di Durazzo, ideato da Cesare (3,43), fal-
lito. Questa la sequenza dei fatti narrati ai capi-
tuto due volte, con perdite ingenti. Pieni di orgo-
glio per il successo, i pompeiani perdono il senso
toli precedenti. ,Avvertito dai disertori allobrogi, della misura, credono di avere gi vinto e spargo-
l
Pompeo riesce a rompere il blocco in un punto no per ogni dove la fama della vittoria. In questo
verso il mare, dove la palizzata fatta erigere da capitolo Cesare analizza con lucidit il loro erro-
Cesare non completa. Impadronitosi poi di un re di valutazione, contrapponendo alla cieca va-
accampamento abbandonato dal nemico, viene nit che si impadronisce di loro il controllo razio-
qui attaccato dai ces,'Xriani,che in un primo mo- nale che dovrebbe guidare la condotta di una
mento hanno la meglio. Tuttavia <dafortuna, che guerra.
potentissima in ogni altra circostanza, ma so- L'insistito modulo espressivo della negazione se-
prattutto in guerra, in pochi istanti produce gran- guita da una movenza avversativa (non ... sed)
di sconvolgimenti: e cos avvenne allora (3,68,1). ribadisce con forza la mancata considerazione, da
L'ala destra dello schieramento di Cesare scambia parte del nemico, di vari fattori: le condizioni
per la fortificazione dell'accampamento una linea svantaggiose in cui si era trovato l'esercito di Ce-
fortificata che difende l'accesso a un fiume; men- sare; una sconfitta determinata non da uno scon-
tre Pompeo fa accorrere rinforzi, le truppe cesa- tro vero e proprio, ma dallo scompiglio dei soldati
riane, tagliate in due, sono prese dal pal1ica.;'negli impacciati dalla loro stessa massa; infine il ruolo
stretti passaggi di un terreno scosCeso, i soldati imponderabile di cause inattese, per cui anche un
tentano una disastrosa ritirata, impacciandosi a piccolo errore pu avere in guerra conseguenze
vicenda nella confusione e nel terrore. disastrose.

[1] His rebus tantum fiduciae ac spiritus Pompeianis accessit, ut non de ratione belli cogitarent,
scd vicisse iam sibi viderentur. [2] Non illi paucitatem nostrorum militum, non iniquitatem lo ci
atquc angustias praeoccupatis castris et ancipitem terrorem intra extraque munitiones, non absci-

1 His 00. viderentur: il capitolo ha una struttura partitivo. Accedo, come in genere i composti con ad-,
studiatamente compatta. La coordinazione avvcrsati- regge il dativo. Ut consecutivo.
va non ... sed che caratterizza il primo periodo di-
venta la cellula generativa che determina l'andamento 2 Non ... cogitabant: un lunghissimo iperbato ri-
sintattico dell'intero capitolo. Quel primo non ... co- tarda in chiusa al periodo il verbo principale (cogita-
gitarent viene ripreso ed espanso nel secondo perio- bant) e mettc innanzi, in una serie di membri intro-
do con Non ... non ... non ... cogitabant (par. 2). dotti dall'anafora di non, gli accusativi che costitui-
L'impostazione della frase si ripete nel terzo periodo, scono il soggetto dell'oggettiva (il cui verbo, fuisse,
ehe inizia con Non ad haec addebant (e protrae la se- anch'esso al fondo). Due di questi membri sono sin-
rie di negazioni con l'anafora di non nell'infinitiva), e tatticamente complicati dall'inserzione di un ablativo
nel quarto periodo, che conclude la serie con Non assoluto e di un cum narrativo. Traduci: Essi non
denique ... recordabantur (par. 4). Tutta questa serie pensavano che la causa (della loro vittoria) era consi-
di frasi negative la premessa alla movenza avversati- stita nello scarso numero dei nostri soldati, nella posi-
va che apre l'ultimo periodo, Sed proinde ac si ... vi- zione sfavorevole e nelle strettezze determinate dalla
cissent ... victoriam ... concelebrabant (par. 4), in cui gi avvenuta occupazione del campo e nel duplice ter-
riecheggia la chiusa del primo, sed vicisse iam sibi vi- rore (per l'attacco del nemico) all'interno e ali' esterno
derentur. Tutto il capitolo costituisce un'espansione delle fortificazioni, nel fatto che l'esercito fosse stato
sintattica e una dimostrazione esplicativa di quella tagliato in due parti, non potendo l'una portare aiuto
frase iniziale. His rebus: ablativo di causa. tantum all'altra. Praeoccupatis ablativo assoluto con valore
... viderentur, vennero ai pompeiani una fiducia e causale. Causae viene spiegato dai commentatori co-
un orgoglio cos grandi che essi non pensavano al me un uso peculiare e quasi improprio del genitivo
modo di condurre la guerra, ma ritenevano di avere partitivo (sul modello di espressioni come hoc causae,
gi vinto>,. Il neutro tantum costruito col genitivo quid causae ... ? ecc.).
Cesare li Il De bello civili 89

sum in duas partes exercitum, cum altera alteri auxilium ferre non posset, causae fuisse cogitabant.
[3] Non ad haec addebant non concursu acri facto, non proelio dimicatum, sibique ipsos multitu-
dine atque angustiis maius attulisse detrimentum quam ab hoste accepissent. [4] Non denique
communis belli casus recordabantur, quam parvulae saepe causae vel falsae suspicionis vel terroris
repentini vel obiectae religionis magna detrimenta intulissent, quotiens vel ducis vitio vel culpa
tribuni in exercitu esset offensum. Sed proinde ac si virtute vicissent neque ulla commutatio re-
rum posset accidere, per orbem terrarum fama ac litteris victoriam eius dici concelebrabant.

3 Non .. accepissent: Non aggiungevano a ci


0 mento oggetto communis ... casus, che viene poi spie-
il fatto che si era combattuto non con un aspro assal- gato dalle interrogative indirette che seguono, intro-
to, non con una battaglia, e il fatto che i cesariani, per dotte dalle espressioni interrogative quam (parvulae)
la loro massa e per le strettezze in cui si trovavano, e quotiens. I genitivi che determinano causae sono di
avevano recato a se stessi un danno maggiore di quan- definizione. La correlazione tra le due espressioni
to ne avessero ricevuto dal nemico. Concursu ... fac- causali vel ducis vitio vel culpa tribuni ordinata in
to ablativo assoluto; pro elio ablativo di modo. chiasmo. Esset offensum passivo impersonale.
Multitudine e angustiis sono ablativi strumentali. proinde 000 accidere, come se avessero vinto grazie
alloro valore e non potesse verificarsi alcun muta-
4 Non denique concelebrabant: alla mancata
000 mento di sorte; proposizione comparativa ipotetica,
lucidit e onest di analisi da parte dei pompeiani sul accompagnata da una coordinata. Virtute ablativo
fatto d'armi appena verificato si si aggiunge la loro strumentale. per orbem ... concelebrabant, per tut-
mancata considerazione dei casi della guerra in gene- to il mondo esaltavano a voce e per lettera la vittoria
rale. Non offensum, Non ricordavano, iriJine, i
000 di quel giorno. L'immagine del gran darsi da fare dei
casi comuni della guerra, quanto piccole cause spesso, pompeiani (fama ac litteris) per esaltare se stessi (con-
costituite o da un falso sospetto o da un terror~im- celebrabant) in lungo e in largo per il mondo (note-
provviso o dall' ostacolo di uno scrupoJoreligibso, vole e graffiante l'iperbole per orbem terrarum) forni-
avessero causato grandi danni, quante volte a causa di sce un memorabile quadro finale della sicurezza
un errore del generale o di una colpa di un tribuno si infondata, arrogante e vanagloriosa dell' esercito di
fosse subto uno scacco nell'esercito (o: un errore ... Pompeo, facendo avvertirc tragicamente la sua imprc-
o la colpa ... avessero avuto come conseguenza un di- parazione di fronte al disastro che incombe. Gli abla-
sastro dell'esercito)>>. Recordabantur regge il comple- tivi fama e litteris sono strumentali.

De bello civili 3,73

D Opo la sconfitta, presa la decisione di cam-


biare il piano di guerra, Cesare parla alle
truppe riunite per rinfrancare gli animi e predi-
virtus: quando, come nel caso presente, una colpa
o un errore di un singolo oppure la stessa fortuna
(come combinazione di fattori che sfugge al con-
sporli a nuove azioni. Oltre a toccare i punti topici trollo razionale) ha causato un danno, il valore
del discorso di un comandante dopo un insuccesso, degli uomini che pu mutare quello stesso danno
codificati nella storiografia e nell'epica (invito a in un bene. Come era accaduto presso Gergovia,
non abbattersi> ricordo di precedenti e pi impor- durante la campagna di Gallia, cos ora la sconfit-
tanti vittorie, richiamo a un'esemplare esperienza ta subta deve di'ventare stimolo e occasione di
passata), questo discorso ai soldati ruota intorno al valoroso riscatto. La fortuna, anche quando si
particolare concetto di fortuna cui Cesare si ispira. manifesta come avversa, pu diventare alleata
Alla fortuna i suoi uomini devono essere ricono- della virtus: l'azione umana, sollecitata dagli stes-
scenti per i successi da loro conseguiti finora nella si insuccessi, collabora alla costruzione della buo-
guerra contro Pompeo (in Italia, Spagna, Sicilia e na sorte. questa combinazione intima di fiducia
Sardegna). Per rimediare agli insuccessi subti, in una 'buona stella' e di energia attiva sostenuta
d'altra parte, la fortuna deve essere assistita dalla dall'intelligenza che guida le imprese di Cesare.
90 LA STORIA

[1] Caesar ab superioribus consiliis depulsus omnem sibi commutandam belli rationem existi-
mavit. [2] Itaque uno tempore praesidiis omnibus deductis et oppugnatione dimissa coactoque
in unum locum exercitu contionem apud milites habuit hortatusque est, ne ea quae accidissent
graviter ferrent, neve his rebus terrerentur, multisque secundis proeliis unum adversum et id me-
diocre opponerent. [3] Habendam fortunae gratiam, quod ltaliam sine aliquo vulnere cepissent,
quod duas Hispanias bellieosissimorum hominum peritissimis atque exercitatissimis ducibus pa-
cavissent, quod finitimas frumentariasque provincias in potestatem redegissent. Denique ree or-
dari debere, qUl felicitate inter medias hostium classes oppletis non solum portibus, sed etiam li-
toribus omnes'incolumes essent transportati. [4] Si non omnia eaderent secunda, fortunam esse
industria sublevandam. Quod esset aeceptum detrimenti, cuiusvis potius quam suae culpae de-
bere tribui. [5] Locum se aequum ad dimicandum dedisse, potitum se esse hostium castris, expu-
Esse ac superasse pugnantes. Sed sive ipsorum perturbatio sive error aliquis sive etiam fortuna

liliiii 1 Caesar o" existimavit: ab superioribus ... exi- alla Sicilia e alla Sardegna, dove aveva inviato rispetti-
stimavit, costretto ad abbandonare i piani preceden- vamente i legati Curione (con tre legioni) e Valerio
ti, pens di dover cambiare completamente il modo di (Quinto Valerio Orca, partito con una legione); en-
condurre la guerra; depulsus participio congiunto, trambi avevano trovato la provincia senza governo,
costruito col complemento di allontanamento. Nel- l'uno a causa della fuga di Catone, che si era sentito
l'oggettiva la perifrastica passiva ellittica di esse. abbandonato e tradito da Pompeo, l'altro a causa del-
la cacciata di Cotta da Cagliari (1,30-1,31,1). Denique
2 Itaque o opponerent: uno ... exercitu, ritira-

... transportati, Infine dovevano ricordarsi con
ti contemporaneamente tutti i presid e abbanqp,nato quale favore della sorte, in mezzo alle flotte dei nemi-
il blocco e riunito l'esercito in un solo puritb;praesi- ci, mentre erano occupati non solo i porti, ma anche i
diis ... deductis, oppugnatione dimissa e coactoque ... litorali, erano stati trasportati al di l del mare tutti
exercitu sono ablativi assoluti. ne ... opponerent, a incolumi, come narrato in 3,6. Recordari regge una
non abbattersi per ci che era successo e a non la- interrogativa indiretta introdotta dall' aggettivo inter-
sciarsi atterrire da queste circostanze, e a mettere una rogativo qua (qua felicitate ablativo di modo). Op-
sola battaglia perduta, e per giunta di poco conto, di pletis ... litoribus ablativo assoluto. lncolumes pre-
fronte a tante battaglie vinte; ne e neve introducono dicativo del soggetto.
due completive negative del verbo di esortazione
(hortatus ... est), mentre la coordinata affermativa liliiii 4 Si non ... tribui: Si ... sublevandam, Se non
introdotta senza ut. ogni evento aveva un esito favorevole, bisognava soc-
correre la fortuna con l'attivit; periodo ipotetico in-
liliiii 3 Habendam transportati: Habendam ... gra-
"0
serito nella costruzione del discorso indiretto; non
tiam, Bisognava ringraziare la fortuna. Inizia qui la modifica omnia. r;aggettivo secunda predicativo, in-
costruzione del discorso indiretto, con una frase af- dustria ablativo di causa efficiente (o; se si preferisce
fermativa in cui la perifrastica passiva ellittica di sottintendere ab iis o sim., ablativo strumentale).
esse. Fortunae dativo. quod Italiam ... cepissent, Quod ... trihui, Il danno che si era subito si doveva
perch avevano preso l'Italia senza subire perdite attribuire alla colpa di chiunque altro piuttosto che a
importanti, come narrato in 1,8-23. Con l'espres- lui. Il relativo neutro quod costruito col genitivo
sione di senso negativo sine usato qui, eccezional- partitivo detrimenti. C' variatio tra le due determi-
mente, aliquis invece che ullus: il senso diverso, non nazioni del dativo culpae (il genitivo del pronome in-
senza alcuna perdita, ma senza perdite di rilievo. definito quivis e l'aggettivo possessivo concordato).
Aliquis invece usato regolarmente con non sine (la
doppia negazione non senza equivale infatti all' e- liliiii 5 Locum ... sarciretur: Locum ... pugnantes,
spressione affermativa con). quod duas ... pacavis- Egli aveva fornito un terreno favorevole alla batta-
sent, perch avevano pacificato le due Spagne, che glia, si era impadronito del campo nemico, aveva
contavano su generali molto esperti ed esercitati a ca- scacciato e vinto quelli che lo combattevano. Vi
po di uomini bellicosissimi, come narrato nella se- una singolare contraddizione col capitolo precedente:
conda met del primo libro (1,37-87). Ducibus usato mentre qui Cesare rivendica la scelta di una posizione
piuttosto liberamente come ablativo descrittivo, che vantaggiosa per la battaglia, a 72,2 imputava ai pom-
rende conto della condizione militare della Spagna. I peiani di gonfiarsi per la vittoria senza considerare la
legati di Pompeo in Spagna erano Petreio e Afranio iniquitas loci che aveva giocato a svantaggio dei suoi
(oltre a Varrone, che Cesare ha per ritratto come ir- uomini. Sed ... sarciretur, Ma, che fosse stato il loro
resoluto e poco capace in 2,17-21). quod finitimas ... stesso scompiglio o un qualche errore o anche la for-
redegissent, perch avevano ridotto in loro potere le tuna a rovesciare una vittoria gi assicurata e a portata
province vicine, ricche di grano. Cesare si riferisce di mano, tutti dovevano adoperarsi perch la sconfitta
Cesare Il De bello civili 91

partam iam praesentemque victoriam interpellavisset, dandam omnibus operam, ut acceptum in-
commodum virtute sarciretur. [6] Quod si esset factum, duturum> ut detrimentum in bonum
verteret, uti ad Gergoviam accidisset, atque ei, qui ante dimicare timuissent, ultra se praelio of-
ferrent.

subita fosse riparata col valore. Le due proposizioni sui tempi storici che hanno introdotto il discorso in-
correlative disgiuntive introdotte da sive ... sive han- diretto ed esprime anteriorit rispetto all'apodosi.
no la funzione di protasi di un periodo ipotetico la L'infinito futuro di fio, ellittico di esse, regge a sua
cui apodosi dandam (sott. esse) omnibus operam volta una completiva introdotta da ut (ut ... verteret)
(quest'ultima regge a sua volta una completiva, intro- con una coordinata (atque ... offerrent). Verto usato
dotta da ut). Virtute ablativo strumentale. intransitivamente <riuscire, risolversi in). Uti ... ac-
cidisset una comparativa. Ad Gergoviam indica lo
6 Quod ... offerrent: Se ci fosse accaduto, lo stato nei pressi della citt. La sconfitta subta da Cesa-
scacco si sarebbe mutato in vantaggio, come era acca- re a Gergovia (capitale degli Arverni) narrata in De
duto davanti a Gergovia, e quelli che prima avevano bello Gallico 7,36-53 (vedi sopra i capitoli 7,47,50 e
avuto paura di combattere si sarebbero offerti sponta- 52); in quell'occasione Vercingetorige, pur vittorioso,
neamente alla battaglia. Periodo ipotetico con l'apo- non era per riuscito a sfruttare il successo giungendo
dosi all'infinito futuro (di fio) e la protasi al congiun- alla vittoria finale: lo stesso accadr, in questo caso, a
tivo piuccheperfetto (sempre di fio), perch si regola Pompeo.

De bello civili 3,82

D OpO i parziali successi ottenuti contro Cesa-


re, l'errore capitale di Pompeo quello di
sopravvalutare la propria posizione e di credere
vittoria; si sfrenano cos, senza ritegno e misura
alcuna, la loro avidit di premi, la loro brama di
impadronirsi dei beni degli avversari e la loro
ciecamente in un esito favorevole dello scontro fi- ambizione politica, mentre nascono contrasti ac-
nale. Unito il proprio esercito a quello del suocero cesi sull'assegnazione delle cariche pubbliche per
Scipione, il generale gi parla addirittura di spar- gli anni a venire. Da questo quadro emerge in
tizione del bottino e delle ricompense. Indotti una pessima luce l'inetta figura di Pompeo, di cui
dalla sconsiderata fiducia del loro capo, i pom- sono segnalati con tocchi pungenti l'attaccamento
peiani nutrono ormai una stolta certezza della al potere e il vano compiacimento del comando.

[1] Pompeius paucis post diebus in Thessaliam pervenit contionatusque apud cunctum exerci-
tum suis agit gratias, Scipionis milites cohortatur, ut parta iam victoria praedae ac praemiorum
velint esse participes, receptisque omnibus in una castra legionibus suum cum Scipione honorem

1 Pompeius ... tendi: paucis post diebus: Pom- sicurezza di Pompeo. Particeps regge il genitivo.
peo giunse a Larissa probabilmente il 2 agosto, e il receptisque legionibus: ablativo assoluto; una
o

giorno seguente un le sue truppe con quelle di Sci- (castra, un solo accampamento) polarizzato con
pione. contionatusque: il participio congiunto, ben- omnibus. Pompeo aveva con s nove legioni, Scipio-
ch perfetto, esprime qui contemporaneit piuttosto ne due. suum ... tendi, divide con Scipione l'onore
che anteriorit. suis agit gratias, ringrazia i suoi. che spetta al comandante e ordina che si dia il segnale
Scipionis ... participes, esorta i soldati di Scipione, di tromba presso di lui e che gli sia montato un se-
poich la vittoria ormai assicurata, a voler prendere condo pretorio. Classicum la tromba con cui il ge-
parte al bottino e ai premi; ut introduce una com- nerale faceva dare il segnale alle truppe, un segnale
pletiva del verbo di esortazione. L'ablativo assoluto che poteva equivalere a diversi ordini (come quello di
parta iam victoria descrive efficacemente l'eccessiva smontare le tende, caricare i bagagli, mettersi in mar-
92 LA STORIA

partitur classicumque apuci eum cani et alterum illi iubet praetorium tendi. [2] Auctis copiis
Pompei duobusque magnis exercitibus coniunctis pristina omnium confirmatur opinio et spes
victoriae augetur, adeo ut, quidquid intercederet temporis, id morari reditum in Italiam videre-
tur, et siquando quid Pompeius tardius aut consideratius faceret, unius esse negotium diei, sed
illum delectari imperio et cOl1Sularespraetoriosque servorum habere numero dicerent. [3] Iam-
que inter se palam de praemiis ac de sacerdotiis contendebant in annosque consulatum definie-
bant, alii domos bonaque eorum, qui in castris erant Caesaris, petebant; [4] magnaque inter eos
in consilio fui~ controversia, oporteretne Lucili Hirri, quod is a Pompeio ad Parthos missus es-
set, proximiscomitiis praetoriis absentis rationem haberi, cum eius necessarii fidem implorarent
Pompei, praestaret, quod proficiscenti recepisset, ne per eius auctoritatem deceptus videretur,
reliqui, inlabore pari ac periculo ne unus omnes anteccderct, recusarent.

cia); in presenza di due comandanti pari in grado, il compense e le cariche sacerdotali e stabilivano i con-
segnale poteva essere doppio. PraetOTium la tenda soli anno dopo anno.
del comandante.
_ 4 magnaque ... recusarent: oporteretne o haberi,
2 Auctis ... dicerent: Auctis ... coniunctis: due se nei prossimi comizi pretorii fosse opportuno tener
ablativi assoluti coordinati, con valore causale. pri- conto della candidatura di Lucilio Irro, bench fosse
stina ... augetur, si rafforza la convinzione che tut- assente, poich era stato mandato da Pompeo in mis-
ti avevano gi da tempo e si accresce la loro speranza sione presso i Parti. Gaio Lucilio lrro, tribuna della
di vittoria. adeo ut ... videretur: a tal punto che, plebe nel 53 a.c., era probabilmente un legato di Pom-
tutto il tempo che si frapponeva, sembrava rit~rdare peo; si ripete per lui quella controversia sulla candida-
il ritorno in Italia. Ut introduce un;1propefslzione tura al consolato in absentia che era scoppiata all'inizio
consecutiva; quidquid, pronome relativo-indefinito del 49 tra i sostenitori e gli avversari di Cesare (vedi
neutro, costruito col genitivo partitivo, introduce 1,32,3). Oporteretne proposizione interrogativa indi-
una relativa che ha il verbo al congiuntivo, con sfu- retta che completa e spiega il senso del sostantivo con-
matura eventuale. et o dicerent: e se talvolta Pom-
troversia; quod introduce una causale. cum .. videre- o

peo compiva qualche azione con pi lentezza o pon- tur, dal momento che i suoi amici imploravano la
derazione, dicevano che era affare di un solo giorno, lealt di Pompeo, che realizzasse le richieste che aveva
ma che lui si compiaceva del comando e considerava accolto al momento della sua partenza (o: che rispet-
ex consoli ed ex pretori alla stregua di schiavi. Il tasse l'impegno che aveva preso con lui quando parti-
compiacimento del potere e del comando una ca- va), perch lrro non si ritenesse ingannato dalla sua au-
ratteristica attribuita a Pompeo anche da altre fonti torit. Il congiuntivo semplice praestaret ha la funzio-
antiche (Plutarco, Appiano, Cassio Dione); per que- ne di una completiva, che spiega cum ... fidem implo-
sto egli veniva soprannominato Agamennone e re rarent (puoi anche tradurre integrando un'espressione
dei re. Et introduce una coordinata alla consecutiva, come chiedendo o sim.). Recipio, nel/senso di accet-
il cui verbo dicerent. Questa proposizione costitui- tare, approvare qualcosa prendendone su di s l'impe-
sce allo stesso tempo l'apodosi di un periodo ipoteti- gno, costruito qui con l'accusativo di ci che si ap-
co (della realt) che ha per protasi si quando ... face- prova e con il dativo della persona cui si d l'approva-
ret (tuttavia si quando, o siquando, esprime, pi che zione (dativo del participio congiunto proficiscenti, con
una vera ipotesi, il senso temporale dell'azione ripe- cui va sottinteso ei). Ne introduce una finale, in cui vi-
tuta: tutte le volte che). L'indefinito quid usato deretur (sott. sibi) segue la costruzione personale (con
qui al posto di aliquid perch la proposizione in- deceptus va sottinteso esse). reliqui ... recusarent, gli
trodotta da si. Tardius e consideratius sono avverbi al altri si rifiutavano di accettare che uno solo passasse in-
grado comparativo. nanzi a tutti, quando la fatica e il pericolo erano pari.
Reliqui ... recusarent proposizione coordinata per
3 Iamque .. petebant: Iamque
o odefiniebant,
asindeto alla precedente retta dal cum narrativo; ne in-
<,E ormai litigavano apertamente tra loro per le ri- troduce una completiva retta dal verbum recusandi.
Cesare Il De bello civili 93

De bello civili 3,83

otto la superficie sempre controllata, ma ca- fra tre personaggi di primo piano, in un quoti-
S pace di ironia graffiante della scrittura di
Cesare, si fanno feroci in questo capitolo il sar-
diano scambio di insulti; qualcuno sceglie la via
della calunnia contro uomini in vista della pro-
casmo e la satira impietosa nei confronti di una pria parte; altri arrivano addirittura a proporre
classe dirigente inetta, meschina e avida. Una una sorta di lista di proscrizione, con cui disfarsi,
rassegna misurata e sapiente di comportamenti a guerra finita, di concorrenti scomodi. Tra lo
bassi e vili dei pompeiani, accompagnata da no- sfrenarsi dell'ambizione, dell'avidit e degli odi
mi e cognomi, qui pi eloquente di un giudizio personali, nessuno dei pompeiani pensa al modo
sdegnato: la carica di pontefice massimo ricoper- di assicurarsi la vittoria, gi data incautamente
ta da Cesare diventa oggetto di indegna contesa per certa.

[1] Iam de sacerdotio Cacsaris Domitius, Scipio Spinthcrque Lentulus cotidianis contentionibus
ad gravissimas verborum contumelias paiam descenderunt, cum Lentulus aetatis honorem
ostentaret, Domitius urbanam gratiam dignitatemque iactaret, Scipio adfinitate Pompei confide-
ret. [2] Postuiavit etiam L. Afranium proditionis exercitus Acutius Rufus apud Pompeium,
quod <neglegenter bclIum> gestum in Hispania diceret. [3] Et L. Domitius in consilio dixit pIa-
cere sibi bello confecto ternas tabellas. garic,ad iudicandum iis qui ordinis essent senatorii bello-

1 Iam ... confideret: de sacerdotio Caesaris: sa- dente, in qualit di tribuno della plebe) che rimetteva
cerdotio si riferisce alla carica di pontefice massimo, le elezioni sacerdotali al popolo. Confido regge l'abla-
che Cesare ricopriva dal 63 a.c. De con l'ablativo tivo.
esprime qui il complemento di argomento. Domitius
... Lentulus: Lueio Domizio Enobarbo, antenato di _ 2 Postulavit ... diceret: Inoltre Acuzio Rufo ac-
Nerone, fu console nel 54. Compare pi volte nel De cus presso Pompeo Lucio Afranio di aver tradito
bello civili, mai in buona luee; nel primo libro tiene l'esercito, poich diceva che (o: poich a suo dire;
un comportamento vile durante l'assedio di Corfinio, poich, a quanto diceva) la guerra era stata condotta
progettando una fuga; dopo la presa della citt ottie- con trascuratezza. Di Aeuzio Rufo, ricordato per
ne, con Lentulo Spintere e altri, il perdono di Cesare; quest'accusa anche da Plutarco, non abbiamo altre
nel secondo libro al comando delle truppe durante notizie. Afranio, console nel 60 a.C.,gi legato di
l'assedio d~ Marsiglia, ma fugge pochi giorni prima Pompeo nelle guerre contro Sertorio e contro Mitri-
della resa. E giudicato severamente, per l'inettitudine date, dal 55 era stato suo legato per la Spagna citerio-
e il temperamento violento, da Cicerone e poi da Sve- re; sar ucciso dopo la battaglia di Tapso. Quella di
tonio, mentre viene esaltato da Lucano come campio- Acuzio era molto probabilmente una calunnia, che
ne degli ideali repubblicani e preso a soggetto di una non trova riscontro nella narrazione di Cesare sulla
tragedia prete sta da Curiazio Materno (personaggio guerra in Spagna (nel I libro). Con gestum sottintendi
del Dialogus de oratoribus di Tacito). Scipione era il esse. La proposizione causale con quod ha il congiun-
suocero di Pompeo (vedi 1,1,4). Publio Cornelio tivo perch introduce il resoconto delle parole di
Lentulo Spintere, console nel 57 a.c. (quando favor Acuzio, con una sfumatura di obliquit (qui e in altri
il richiamo di Cicerone dall' esilio), partecip con casi trasferita al verbo di dire o di ritenere che in-
Pompeo alla guerra civile e mor poco dopo la batta- troduce il pensiero soggettivo stesso).
glia di Tapso. cotidianis ... descenderunt, nelle loro
liti quotidiane scesero apertamente ai pi gravi insul- 3 Et ... multarent: dixit ... interfuissent, espose
ti. Descendo esprime efficacemente la degradazione una sua proposta (lett.: disse che proponeva), cio
morale dei contendenti. cum ... confideret, poich che, una volta terminata la guerra, si dessero tre tavo-
Lentulo esaltava l'onore che spettava alla sua et, Do- lette per ciascuno, per esprimere un giudizio, a coloro
mizio vantava il favore e il prestigio di cui godeva a che appartenevano all'ordine senatorio e che avevano
Roma, Scipione confidava nella parentela con Pom- partecipato alla guerra insieme con loro. Mihi placet
peo. Lucio Domizio poteva contare sul prestigio del espressione tecnica del lessico giuridico e politico
padre, Gneo, eletto pontefice massimo nel 103 in base per la presentazione di una proposta; qui regge
alla legge (fatta approvare da lui stesso l'anno prece- un' oggettiva. Bello confecto ablativo assoluto, ternas
94 LA STORIA

que una cum ipsis interfuissent, sententiasque de singulis ferrent, qui Romae remansissent qui-
que intra praesidia Pompei fuissent neque operam in re militari praestitissent: unam fore tabel-
lam, qui liberandos omni periculo censerent, alteram, qui capitis damnarent, tertiam, qui pecu-
nia multarent. [4] Postremo omnes aut de honoribus suis aut de praemiis pecuniae aut de perse-
quendis inimicitiis agebant, neque, quibus rationibus superare possent, sed quemadmodum uti
victoria deberent, cogitabant.

numerale distl;ibutivo. Ad con l'accusativo del ge- diretto. Il triplice qui si riferisce ogni volta a un iis
rundio esprime 'il complemento di fine. La proposi- sottinteso; le relative hanno il congiuntivo perch ri-
zione relativa e la sua coordinata, dipendenti da portano obliquamente le parole di Domizio e perch
un'oggettiva, hanno il congiuntivo perch riportano hanno una sfumatura eventuale. Con liberandos
obliquamente le parole di Domizio. Iis dativo di sottinteso esse (perifrastica passiva); il verbo costrui-
termine dipendente da dari. L'avverbio una si unisce to con l'ablativo di allontanamento. La pena espres-
spesso al complemento di compagnia. sententiasque sa col genitivo nell'espressione capitis damnare, con
... praestitissent, e che essi esprimessero un giudi- l'ablativo nel caso di pecunia .
zio su ciascuno di quelli che erano rimasti a Roma e
di quelli che si erano trovati nei territori occupati da I11III 4 Postremo ... cogitabant: Postremo ... agebant,
Pompeo, ma non avevano collaborato alle operazioni Infine tutti si davano da fare per le cariche che vole-
militari. Neque ha qui valore avversativo. Con una vano per s o per i premi in denaro o per esercitare
variazione di costrutto, piacere sibi, che prima regge- con accanimento i loro odi. Ago con de e l'ablativo di
va un'oggettiva, regge ora una completiva espressa col argomento (qui vi anche un ablativo del gerundivo)
congiuntivo semplice, ferrent. unam ... multarent, significa trattare, occuparsi di,>.neque ... cogitabant,
ci sarebbe stata una tavoletta (o: una tavoletta sareb- e non pensavano con quali mezzi potessero vincere,
be stata) per quelli che proponevano la completa as- ma .come dovessero sfruttare la vittoria. Quibus ...
soluzione, una seconda per quelli che prOPQne,,~hOla possent e quemadmodum ... deberent sono due inter-
condanna a morte, una terza per quell'che propone- rogative indirette (coordinate dalla particella avversa-
vano multe in denaro. L'infinito futuro fore (= futu- tiva sed) rette dal verbo di pensare. Quibus rationi-
ram esse) esprime la frase affermativa nel discorso in- bus ablativo strumentale, utor regge l'ablativo.

De bello civili 3,94,5-6

L a battaglia di Farslo volge all'epilogo: per i


pompeiani si profila il disastro. La cavalle-
combattimento e si ntzra nella sua tenda ad
aspettare passivamente l'esito dello scontro.
ria, grazie alla cui superiorit Pompeo pensava L'atteggiamento totalmente rinunciatario del
di poter facilmente concludere la guerra senza generale colto da Cesare anche nelle parole in-
rischio per le legioni e quasi senza perdite sincere che Pompeo rivolge ai soldati, fingendo
(86,4), fugge in preda al terrore. Persa ogni fi- un ruolo di comando cui ha ormai completa-
ducia nel proprio esercito, Pompeo abbandona il mente abdicato.

[5] Sed Pompeius, ut equitatum suum pulsum vidit atque eam partem, cui maxime confidebat,
perterritam animadvertit, <sibi> aliisque diffisus acie excessit protinusque se in castra equo con-
tulit, et iis centurionibus, quos in statione ad praetoriam portam posuerat, dare, ut milites exau-

5 Sed ... confirmo: ut .. animadvertit, quando


0 valore temporale. Puoi considerare pulsum e perterri-
vide la sua cavalleria respinta e si accorse che quel set- tam come participi predicativi dipendenti dai verbi di
tore dello schieramento in cui aveva pi fiducia era percezione, oppure sottintendere esse e considerarli
terrorizzato. Pompeo aveva riposto tutta la sua spe- come i verbi di due proposizioni oggettive. <sibi> ...
ranza, e anzi la sua fiducia incondizionata, nella caval- diffisus, diffidando di s e degli altri. I manoscritti
leria; la rotta di quest'ultima lo priva ormai di qual- hanno solo aliisque; sibi integrazione di Klotz; qual-
siasi capacit di reazione. L'ut (con l'indicativo) ha cuno preferisce l'emendamento di Fabre aliis quoque

-
Cesare Il De bello civili 95

dirent: Tuemini inquit castra et defendite diligenter, si quid durius acciderit. Ego reliquas
portas circumeo et castrorum praesidia confirmo. [6] Haec cum dixisset, se in praetorium con-
tulit summae rei diffidcns et tamen eventum exspectans.

(<<[diffidando] anche di altri aiuti). Il participio esprime anteriorit rispetto a un'azione proiettata nel
congiunto, con valore causale; diffido regge normal- futuro, qual quella comandata dagli imperativi).
mente il dativo. acie excessit, si allontan dal campo Quid pronome indefinito neutro usato alposto di
di battaglia. protinusque: di qui in poi l'agire di aliquid dopo si e altre particelle; durius aggettivo al
Pompeo sar carat1:erizzato da una disperata rapidit grado comparativo.
(vedi anche il cap. 96). iis .. exaudirent (inquit), ai
0

centurioni che aveva collocato di guardia alla porta _ 6 Haec ... exspectans: Haec cum dixisset: la for-
pretoria (disse) ad alta voce, in modo che i soldati mula convenzionale di chiusura del discorso diretto
udissero bene. L'ut finale o consecutivo. La porta sottolinea qui la discrepanza tra le parole di Pompeo
praetoria era la porta principale dell'accampamento, e la sua azione: ormai del tutto rinuneiatario, il gene-
rivolta contro il nemico. Tuemini ... confirmo, rale trascura il compito che davanti ai soldati ha finto
State a guardia dell'accampamento e difendetelo con di assegnarsi e si ritira ingloriosamente nella tenda, ad
scrupolo, se accadr qualche disgrazia. lo faccio il gi- aspettare passivo la sconfitta che incombe. se ... ex-
ro delle altre porte e rinforzo i presid dell'accampa- spectans, si rec nella tenda pretoria diffidando nel
mento. Periodo ipotetico della realt con l'apodosi risultato della guerra e tuttavia aspettando ]' esito della
all'imperativo e la protasi al futuro perfetto (che battaglia; il praetorium la tenda del comandante.

D Opo la fuga dei pompeiani, rifugiatisi sui


monti, i soldati di Cesare conquistano il
campo nemico. Prima di qualsiasi resoconto sul
della guerra. Quindi un periodo pi breve, quasi
vibrante di contenuta indignazione, contrappone
polemicamente a quella ricercata raffinatezza la
seguito dell'azione, Cesare getta uno sguardo pa- povert dell'esercito di Cesare, resistente a ogni
noramico sul campo di Pompeo, cos come si pre- privazione e indegnamente accusato dai pom-
senta agli occhi dei suoi: ovunque un'esibizione peiani di un lusso che non ha mai conosciuto.
di raffinatezza preziosa e ricercata, gli indizi di La seconda parte del capitolo segna il ritorno all'a-
una vita agiata e piacevole, che stridono con l'e- zione: all'avvicinarsi del nemico, Pompeo, strappa-
videnza del disastro. Un lungo periodo iniziale tesi le insegne di un comando che ha gi di fatto
procede dalla descrizione degli oggetti, in sequen- abbandonato, lascia il campo per la porta posterio-
za 'cinematografica' (videre licuit), alla valuta- re e si d a una fuga precipitosa e ininterrotta. Con
zione degli stessi come segni di lusso e di rilassa- la debolezza di carattere e la pochezza di vedute
tezza morale (dovuti alla fiducia nella vittoria), che lo hanno sempre contraddistinto nel racconto
infine al giudizio sulla mancata capacit di previ- cesariano, neppure ora egli si rende conto dei pro-
sione degli eventi da parte dei pompeiani, abban- pri errori tattici e di valutazione, ma cede spesso al
donatisi alla ricerca di piaceri superflui quando lamento, considerandosi tradito da quella parte
avrebbero dovuto preoccuparsi della condotta dell'esercito in cui aveva riposto illimitata fiducia.

[1] In castris Pompei videre licuit trichilas structas, magnum argenti pondus expositum, recenti-

_ 1 In castris ... voluptates: trichilas ... hedera, no, nelle Guerre vili. I participi structas, expositum e
pergolati ben costruiti, gran quantit di argenteria constrata, disposti simmetricamente in chiusa ai tre
messa in mostra, tende pavimentate di zolle fresche, membri in asindeto, hanno valore attributivo. Ex-
persino le tende di Lucio Lentulo e di alcuni altri ri- ponere mettere fuori, quindi ostentare. Su Lucio
coperte di edera. Confermano questo gusto della Lentulo vedi 1,1,2 e nota. multaque ... designarent,
raffinatezza Plutarco, nella Vita di Pompeo, e Appia- e molti altri particolari che indicavano un eccesso di
96 LA STORIA

bus caespitibus tabernacula constrata, Luci etiam Lentuli et nonnullorum tabernacula protecta
hedera, multaque praeterea, quae nimiam luxuriem et victoriae fiduciam designarent, ut facile
existimari posset nihil eos de eventu eius diei timuisse, qui non necessarias conquirerent volup-
tates. [2] At hi miserrimo ac patientissimo exercitu Caesaris luxuriem obiciebant, cui semper
omnia ad necessarium usum defuissent. [3] Pompeius iam cum intra vallum nostri versarentur,
equum nactus detraetis insignis imperatoriis decumana porta se ex castris eieeit protinusque
equo citato Larisam contendit. [4] Neque ibi constitit, sed eadem celeritate paucos suos ex fuga
naetus noetur,no itinere non intermisso comitatu equitum XXX ad mare pervenit navemque fru-
mentariam conscendit, saepe, ut dicebatur, querens tantum se opinionem fefellisse, ut a quo ge-
nere hominum victoriam sperasset, ab eo initio fugae Faeto paene proditus videreturo

lusso e di fiducia nella vittoria. La relativa col verbo era la porta posteriore dell'accampamento, diametral-
al congiuntivo ha valore consecutivo. ut volupta-
000 mente opposta alla porta praetoria, che era rivolta
tes, tanto che si poteva facilmente giudicare che essi verso il nemico. La specificazione sottolinea il carat-
non avevano avuto il minimo timore sull'esito della tere poco eroico della fuga di Pompeo, rimproverata-
giornata, dal momento che ricercavano piaceri non gli anche da Plutarco e da Appiano, e a fatica trasfigu-
necessari. Ut introduce una consecutiva, in cui il rata da Lucano in una sorta di sacrificio a vantaggio
verbo in forma impersonale. Qui ... conquirerent dei soldati. Larissa si trovava una cinquantina di chi-
proposizione relativa con sfumatura causale. La nega- lometri a nord di Farslo.
tiva non qualifica qui il solo aggettivo.
_ 4 Neque 0.0 videretur: Neque ... conscendit:
_ 2 At 000 defuissent: Eppure questi individlli rim- questa prima met del periodo descrive, e rispecchia
proveravano il lusso al poverissimo e resistelJ~issimo nella sintassi, la velocit di un movimento ininterrot-
esercito di Cesare, al quale era sempre-mancato tutto to. L'attacco Neque ibi constitit (<<Manon si ferm
il necessario (lett.: tutte le cose per l'uso necessario)>>. l) annulla la pausa sintattica, prolungando l'imma-
L'at iniziale, avversativo, ha una forte carica polemica. gine della fuga; questa prosegue nella sequenza di
Il contrasto tra i due eserciti tracciato nettamente: coordinate, di cui la prima suggerisce, con la lunga
enfatica la coppia di superlativi con cui viene caratte- successione di parole che precede il verbo principale,
rizzato quello di Cesare. La relativa cui ... defuissent l'ininterrotto fuggire di Pompeo, riflesso nelle espres-
ha una sfumatura avversativa (<<mentre ad esso era sioni eadem celeritate e nocturno itinere non intermis-
mancato); desum si costruisce col dativo. Ad e l'ac- so <senza interrompere il viaggio nemmeno di not-
cusativo esprime qui un complemento di fine. Obicio, te). Quasi per un tragico rovesciamento, solo in que-
da oh e iacio, letto gettare innanzi, di fronte, svilup- st'immagine finale di sconfitta e di stravolgimento
pa il senso figurato di rinfacciare. spirituale il personaggio di Pompeo (a cui fu spesso
rimproverata la lentezza nel movimento militare) rag-
3 Pompeius 000 contendit: la descrizione del cam- giunge quella celeritas che viene ric.911osciuta come
po nemico e il commento che ne seguito lasciano di dote vincente di Cesare. paucos ... nactus, raggiunti
nuovo il posto all'azione. Secondo una struttura del alcuni dei suoi che fuggivano. Nactus participio
periodo frequente nei commentarii, semplice ma di eongiunto; ex indica provenienza, e l'espressione as-
effetto calcolato, il soggetto in posizione iniziale con- sume un valore attributivo (quasi: che arrivavano
centra l'attenzione sul protagonista del momento (qui dalla fuga dalla battaglia). navemque ... conscendit,
Pompeo), mentre il ritardo del verbo principale, spo- e si imbarc su una nave adibita al trasporto del gra-
stato verso la chiusa, ne fa attendere con suspense nar- no. saepe ... videretur, lamentandosi spesso, a
rativa le mosse. Qui l'indugio sintattico creato da quanto si raccontava, che la sua aspettativa lo avesse
brevi subordinate che colgono la situazione della bat- ingannato a tal punto che proprio quella parte dei sol-
taglia e le immediate premesse del gesto di Pompeo: il dati da cui aveva sperato la vittoria, avendo dato ini-
cum narrativo descrive l'urgenza del momento, con i zio alla fuga, sembrava quasi averlo tradito. La fuga
soldati di Cesare gi al di qua della trincea; un partici- cui Pompeo si riferisce quella della cavalleria. Ut di-
pio congiunto e un ablativo assoluto mostrano gi la cebatur proposizione comparativa incidentale. Ut
furia del comandante nei preparativi alla fuga. Due ... videretur proposizione consecutiva; videretur
verbi principali coordinati descrivono quindi la sua costruito personalmente (con proditus sottintendi
fuga precipitosa, resa nel primo caso dalla forza esse). La relativa a quo ... sperasset ha il congiuntivo
espressiva del verbo (se ... eiecit), nel secondo dall'e- (obliquo) perch riporta indirettamente le parole di
spressivit delle determinazioni accessorie (protinus, Pompeo; essa anticipata tra ut e il resto della propo-
equo citato). equum 000contendit, trovato un caval- sizione consecutiva da cui dipende. Ah eo, che ripren-
lo, strappatosi le insegne di generale, si slanci fuori de a quo, costruito ap koin con l'ablativo assoluto
dall' accampamento per la porta decumana e al galop- initio fuga e facto e con proditus videretur.lnitiumfa-
po raggiunse direttamente Larissa; decumana porta cere regge normalmente il genitivo.
97

LA FUGA DI POMPEO
Cesare e Plutarco

Il racconto della fuga di Pompeo nella Vi- tam animadvertit) che spiega che cosa signifi-
ta di Cesare di Plutarco offre un parallelo chi per le aspettative di Pompeo la fuga della
interessante illa narrazione di Cesare, De cavalleria: l'espressione cui maxime confide-
bello civili 3,94,5-6 e 3,96,3-4. Non sappia- bat si riallaccia alle fasi precedenti della nar-
mo se Plutarco leggesse direttamente i com- razione, in cui l'avversario aveva sconsidera-
mentarii di Cesare o attingesse piuttosto a tamente espresso la sua fiducia illimitata in
una fonte 'intermedia'; va segnalato, per, quella parte dell'esercito. La notazione di Ce-
che contatti notevoli tra i due testi si notano sare, efficacissima nella sua economia, ha cos
proprio nel racconto della battaglia di Fars- l'effetto di motivare il crollo emotivo di
lo, e che appunto in base a essi alcuni stu- Pompeo e di presentare la sua attuale delusio-
diosi hanno ipotizzato una lettura diretta ne col carattere di un rovesciamento dram-
dell' opera latina da parte dell' autore greco. matICO.
La questione resta aperta, ma un confronto Subito dopo i due testi mostrano una di-
puntuale tra i brani qui indicati, che indivi- vergenza significativa: alla colorita rappre-
dui coincidenze e divaricazioni tra le due sentazione plutarchea di un Pompeo fuori di
versioni dei fatti, comunque utite ..a ri- s (<<nonfu pi in s, n si ricord di essere
saltare i modi narrativi peculiari 'della prosa Pompeo Magno, ma, simile ad uno colpito
cesanana. nella mente da un dio ... ) si contrappone la
Questo il brano di Plutarco, Vita di Cesa- sobria ed asciutta notazione di Cesare, <sibi>
re 45,7-9: aliisque diffisus. Il comportamento quasi ir-
razionale di Pompeo, certamente indegno di
Quando dall'altra parte Pompeo vide i cavalie- un generale, in Cesare non ha bisogno di es-
ri sparsi in fuga, non fu pi in s, n si ricord di sere caricato con espressioni forti o similitu-
essere Pompeo Magno, ma, simile ad uno colpito dini a effetto; esso, inoltre, non sottolineato
nella mente da un dio, si ritir in silenzio nella con un esplicito giudizio valutativo, ma
tenda e aspettava, l seduto, lo svolgersi degli av- emerge in modo implicito dalla costruzione
venimenti, fino a che, verificatasi la rotta generale, attentamente calcolata di un resoconto og-
i nemici assalirono il vallo e combatterono contro gettivo e fattuale.
i difensori. Allora, come se rientrasse in s, e, a
Possiamo poi confrontare il sintetico qua-
quanto dicono, con questa sola frase: "Ma dun-
dro di Plutarco, si ritir in silenzio nella ten-
que, anche nel campo?", si tolse la veste ufficiale
da comandante, ne indoss una pi adatta alla fu- da e aspettava, l seduto, lo svolgersi degli av-
ga, e se ne and di nascosto. Quale sia stata la sua venimenti, con il pi diffuso racconto di Ce-
vicenda ulteriore, come fu ucciso dopo che si con- sare, che sottolinea in maniera pi pungente
segn agli Egiziani, lo narrer nella sua biografia l'abbandono del campo di battaglia (acie ex-
(trad. D. Magnino). cessit protinusque se in castra equo contulit) e
si sofferma su un piccolo episodio, non inclu-
L'avvio plutarcheo, Quando dall'altra so nel testo greco, che caratterizza in modo
parte Pompeo vide i cavalieri sparsi in fuga, impietoso la vilt di Pompeo (alle parole ri-
mostra la stessa matrice sintattica ed espres- portate da Plutarco in discorso diretto si con-
siva di Cesare, De bello civili 3,94,5: Sed trappone, nel racconto di Cesare, l'immagine
Pompeius, ut equitatum suum pulsum vidit. del generale che si ritira in silenzio). Paral-
In Cesare interviene poi, come una variazio- lele a quelle plutarchee sono invece le espres-
ne sul tema, una coordinata ([ut ... ] atque sioni che indicano il ritirarsi di Pompeo nella
eam partem, cui maxime confidebat, perterri- tenda (se in praetorium contulit) e la sua atte-
98

sa passiva dell' esito dello scontro (eventum and di nascosto con decumana porta se ex
exspectans). castris eiecit).
Identiche sono infine, nei due autori, la All' omissione dei fatti seguenti da parte di
notazione sull'invasione del campo pompeia- Plutarco, che rimanda alla propria biografia
no (confronta: fino a che [... ] i nemici assali- di Pompeo, si contrappone l'accenno di Ce-
rono il vallo e combatterono contro i difen- sare al proseguimento forsennato della fuga:
sori con iam cum intra vallum nostri versa- qui la rapidit del ritmo narrativo un abile
rentur) e, dopo un aneddoto riportato dal so- modo implicito per ritrarre la vilt dell'avver-
lo Plutarco, fa reazione di Pompeo (<<sitolse sario, mentre il resoconto delle parole da lui
la veste ufficiale da comandante, da confron- pronunciate ne caratterizza, senza l'aggiunta
tare con detractis insignis imperatoriis) e la di alcun commento, l'inettitudine e la debo-
sua fuga 'clandestina' (confronta: e se ne lezza di carattere.

Busto di Pompeo. Copenaghen, Ny-Carlsberg Glyptotek.


Cesare Il De bello civili 99

De bello civili 3,98

ll'indomani della battaglia di Farslo, Cesa- di sleale crudelt dei pompeiani, pi volte regi-
A re lascia salva la vita ai pompeiani che si ar-
rendono e si rivolgono a lui supplicandolo. Il ge-
strate nel De bello civili) un motivo importan-
te della propaganda cesariana: la clemenza verso
sto di clemenza/del vincitore trova ampia eco in gli avversari sar il principio-guida del program-
numerose fonti antiche. La dimostrazione della ma politico di Cesare in vista della pacificazione
propria lenitas (contrapposta alle dimostrazioni civile.

Caesar prima luce omnes eos, qui in monte consederant, ex superioribus lo cis in planitiem de-
scendere atque arma proicere iussit. [2] Quod ubi sine recusatione fecerum passisque palmis
proiecti ad terram flentes ab eo sa]utem petiverunt, consolatus consurgere iussit et pauca apud
eos de lenita te sua locutus, quo minore esscnt timore, omnes conservavit militibusque suis com-
mendavit, ne qui eorum violaretur, neu quid sui desidcrarent. [3] Hac adhibita diligentia ex castris
sibi legiones alias occurrere et eas quas secum duxerat, invicem requiescere atque in castra reverti
iussit eodemque die Larisam pervenit.

1 Caesar ... iussit: prima luce, aWalba. Il gior- cum) nei verbi che descrivono la reazione di Cesare
no il lO agosto. omnes ... iussit, ordin a tutti (consolatus consurgere iussit ... conservavit, poi com-
quelli che si erano stabiliti sulla montagna di seendere mendavit), mentre il concetto di lenitas sottolinea-
dalle alture nel piano e di gettare le armi. Dopo la to dall'accostamento allitterante con locutus: la risor-
rotta i pompeiani si erano rifugiati sulle cime dei sa stilistica dell'allitterazione impiegata a dare forte
monti nelle vicinanze dell'accampamento. Jubeo co- risalto alla clemenza cesariana, uno dei temi-chiave
struito con l'accusativo e l'infinito. Gettare le armi del De bello civili. Sulla lenitas di Cesare vedi la nota
(pro-icio da pro + iacio, gettare innanzi) il segno di commento a 1,2,2. Consolatus e locutus sono parti-
della resa. cipi congiunti (col soggetto sottinteso, Cesare). Quo
introduce una proposizione finale, in presenza del
2 Quod ... desiderarent: questo periodo centra- comparativo minore (l'ablativo di modo). militibus-
le, il pi lungo e sintatticamente complesso del capi- que ... desiderarent, e raccomand ai suoi soldati
tolo (vi fanno da cornice due periodi pi asciutti, di che nessuno di loro fosse toccato e che essi non fos-
carattere oggettivo e fattuale), ritrae la scena cruciale sero privati di nessuna delle loro cose. La misericor-
del perdono concesso da Cesare ai pompeiani scon- dia di Cesare verso gli avversari si accompagna alla
fitti. Quod ... petiverunt, Dopo che essi obbediro- cura scrupolosa di evitare ogni tipo di vessazione a
no senza rifiutarsi e con le mani tese, prostrati a ter- loro danno da parte dei propri soldati. La proposi-
ra, piangendo gli chiesero di salvare loro la vita. L'a- zione introdotta da ne e la sua coordinata introdotta
sindeto passisque palmis proiecti ad terram flentes ac- da neu sono completive del verbo di raccomanda-
costa con efficacia espressiva (cui concorre anche re. L'aggettivo indefinito maschile qui usato, in
l'allitterazione inp) tre immagini che dipingono l'at- questo e in altri casi, in luogo del pronome quis. Il
teggiamento tipico dei supplici (mani protese, pro- pronome indefinito neutro quid costruito col geni-
strazione, pianto). Quod nesso relativo, comple- tivo partitivo dell'aggettivo possessivo di terza per-
mento oggetto di fecerunt. Ubi introduce una tem- sona (neutro sostantivato).
porale (con una coordinata). Passis palmis ablativo
assoluto; con variatio, esso seguito da un participio 3 Hac ... pervenit: Hac ... diligentia, Usato
perfetto e da un participio presente (in funzione pre- questo scrupolo o Prese con cura scrupolosa queste
dicativa). consolatus ... conservavit, egli, conforta- misure; ablativo assoluto. ex castris ... iussit, or-
tili, li fece alzare e dopo aver detto loro poche parole din che dall'accampamento gli venissero incontro al-
sulla sua mitezza, perch avessero meno paura, li la- tre legioni e che quelle che aveva condotto con s a
sci tutti in vita. All'allitterazione della p che ha de- loro volta si riposassero e tornassero al campo. Iu-
scritto con pathos la supplica dei pompeiani (passis- beo regge le infinitive. eodemque ... pervenit: in di-
que palmis proiecti ... petiverunt) si contrappone a rezione di Larissa erano fuggiti Pompeo (vedi 96,3) e
effetto la quadruplice ripetizione del prefisso con (da i suoi soldati.
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Comprensione e riepilogo

1. Riassumi le indicazioni geografiche ed etnografiche offerte da Cesare in De bello Gallico


5,12 a proposito della Britannia.

2. Nella presentazione della popolazione gallica (De bello Gallico 5,44,1-5) ai lettori roma-
ni, Cesare soqolinea alcune componenti specifiche di quella societ. Sapresti indicarle? Sai dire
perch la classe dei druidi in particolare attira l'attenzione dello scrittore? Quali sono i poteri
che danno a questa classe un grande peso politico?

3. Un'atroce proposta e un obiettivo supremo cui tutto va sacrificato: individua queste due
componenti nel discorso di Critognato, in De bello Gallico 7,78.

4. La necessit dell'intervento contro Ariovisto viene spiegata (De bello Gallico 1,33) attra-
verso tutta una serie di ragioni: quali?

5. La chiusa di De bello Gallico 5,44 spiega perch 1'episodio legato al nome di due centu-
rioni noti solo da questo brano assuma agli occhi dell'autore un reale valore paradigmatico.
Quale?

6. Catone, Lentulo, Scipione e PQ mp. o sono gli esponenti di spicco del partito avversario
di Cesare. Tracciane rapidamente i profili, sulla base delle notizie che puoi trarre dai brani del
De bello civili che hai letto o da manuali scolastici.

7. Pompeiani contro cesariani: esponi la distanza (dal punto di vista morale e psicologico,
oltre che concreto e materiale) fra i due schieramenti, sulla base di De bello civili 3,96.

8. Fortuna e virtus, buona sorte e azione umana: riferendoti a quanto letto in De bello civili
3,73, analizza gli elementi di questo binomio.

9. Definisci l'immagine che Cesare traccia di s in De bello Gallico 7,8.

Lessico e lingua

1. Dopo avere rintracciato gli aggettivi presenti in De bello Gallico 7,4, precisa se si tratta
di attributi esornativi o pienamente funzionali, e spiegane le ragioni.

2. Elenca i termini tecnico-militari presenti in De bello Gallico 5,44.

3. Rintraccia in De bello Gallico 7,47 i termini militari, e fornisci una loro spiegazione, aiu-
tandoti con le note e se necessario con il dizionario.

4. In De bello Gallico 7,72, dove sono descritte le opere di fortificazione intorno ad Alesia,
viene utilizzata una serie di termini tecnici: quali?

5. Riferendoti ai brani letti del De bello civili, e fornendo esempi tratti da questi, spiega in
che cosa consistono le caratteristiche distintive del lessico di Cesare, che tu sai essere su posi-
zioni analogiste.
Sintassi e stile

1. Analizza le proposizioni dipendenti di De bello Gallico 2,27.

2. Rintraccia le proposizioni completive con valore finale presenti in De bello Gallico 6,22.

3. Traccia 10 schema sintattico di De bello Gallico 1,39,1.

4. Un costrutto frequente nei commentarii l'ablativo assoluto. Rintracciane gli esempi


contenuti in De bello Gallico 2,25 e spiegane il significato.

5. Osserva la sintassi di De bello Gallico 2,15,3-5: qual il modo e quale il tempo pi fre-
quente? Sai spiegarne il motivo?

6. Rintraccia e classifica le proposizioni subordinate di De bello Gallico 5,44,1-5.

7. Definisci il valore degli ablativi assoluti presenti in De bello Gallico 7,4.

8. Analizza la struttura del periodo in De bello Gallico 7,10,1-2.

9. I discorsi di Lentulo e di Scipion\De bello civili 1,17) sono uguali dal punto di vista
della struttura sintattica: analizzalrcomparativamente.

lO. Il riassunto del discorso di Cesare in senato (De bello civili 1,32) , come di consueto,
svolto in forma indiretta: volgilo in forma diretta.
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NOTA BIBUOGRAFlCA

Edizioni, traduzioni, commenti

Edizioni moderne: A. KLOTZ, Leipzig 1921-1926 (rivista da W TtULLlTzscH, 1964); L.A. CON-
STANS- P. FABRE, Paris 1926-1936; del solo De bello Gallico: O. SEEL, Leipzig 1961 (19773); W
HERING, Leipzig 1987.
Edizioni cbn traduzione italiana e testo latino a fronte: Cesare, Le guerre in Gallia, a cura di C.
CARENA, Milano 19912; La guerra civile, a cura di M. BRUNO, con un saggio di G. FERRARA,Mila-
no 1984.

I testi antologizzati sono tratti dall' edizione a cura di A. KLOTZ, cito

Commenti: a cura di F. KRANER - W. DITTENBERGER- H. MEUSEL, Berlin 1913-1920, ristampa


anastatica con aggiunte di H. OPPERMANN, 1964-1966 (De bello Gallico); a cura di F. KRANER - F.
HOFMANN - H. MEUSEL, Berlin 1906, ristampa anastatica con aggiunte di H. OPPERMANN, 1959
(De bello civili).
Si vedano inoltre: Gaio Giulio Cesare, Opera omnia, a cura di A. PENNACINI, Torino 1993, tradu-
zioni di A. LA PENNA e A. PENNACINI, con commenti di M. FARAGUNA,A. GARZETTI e D. VOT-
'J'ERO (La guerra gallica disponibile anche in edizione economica, Torino 1996); Cesare, La di-
sfatta della Gallia (De bello Gallico, VII), a cura di G. CrPRIANI, testo latino a fronte, Venezia
1994. Il Bellum Hispaniense commentato da G. PASCUCCI,Firenze 1965.

Studi

L. CANALI, Personalit e stile di Cesare, Roma 1966; L. CANFORA, Giulio Cesare. Il dittatore de-
mocratico, Bari 1999; J. CARCOPINO, Giulio Cesare, trad. it., Milano 1975; G. CIPRIJ\NI, Cesare e
la retorica dell'assedio, Amsterdam 1986; A. LA PENNA, Tendenze e arte del Bellum civile di
Cesare, in Aspetti del pensiero storico latino, Torino 1978; G. PASCUCCI, InteJpretazione linguistica
e stilistica del Cesare autentico, in Aufstieg und Niedergang der romischen Welt, I 3, Berlin - New
York 1973, p. 488 ss.; ID., I mezzi espressivi e stilistici di Cesare nel processo di deformazione stori-
ca dei commentari. La battaglia contro i Nervi (Cesare, De bello Gal1ico", II, 15-28), in: Studi
classici e orientali VI (1956), pp. 134-174, poi in Scritti scelti II, Firenze 1983, pp. 717-759; G.
PERROTTA, Cesare scrittore, in Maia 1, 1948, pp. 5-32; M. RAMBAUD,L'art de la dformation hi-
storique dans les Commentaires de Csar, Paris 1966 2