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Gli Egizi

Il documento esplora l'arte egizia, evidenziando l'importanza del Nilo e le diverse epoche storiche, tra cui l'Antico, Medio e Nuovo Regno. Descrive le piramidi come tombe monumentali e l'architettura dei templi, nonché le tecniche pittoriche utilizzate dagli Egizi per rappresentare scene di vita quotidiana e rituali. Inoltre, si sottolinea l'influenza della cultura ellenistica e romana sull'arte egizia durante l'età tarda.

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Gli Egizi

Il documento esplora l'arte egizia, evidenziando l'importanza del Nilo e le diverse epoche storiche, tra cui l'Antico, Medio e Nuovo Regno. Descrive le piramidi come tombe monumentali e l'architettura dei templi, nonché le tecniche pittoriche utilizzate dagli Egizi per rappresentare scene di vita quotidiana e rituali. Inoltre, si sottolinea l'influenza della cultura ellenistica e romana sull'arte egizia durante l'età tarda.

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ARTE EGIZIA ll dono dell’Egi+o è stato il Nilo.

Il Nilo è il fiume più lungo della


Terra, con i suoi 6.671 Km.
Età
Età tarda tolomaica
672-332 305 – 30
a.C.
Arte come intermediazione tra il mondo terrestre e quello
divino…
Antico Regno 2686 – 2160 a.C. a quest’epoca appartengono le famose piramidi cioè tombe
monumentali edificate nei pressi di Menfi la capitale del regno: si tra9a di costruzioni
colossali, bas< pensare alla piramide di Cheope che è stata per quasi 4000 anni l’edificio più
alto del mondo superato solamente nel 1311 dalla guglia della ca9edrale inglese di Lincoln.
Eppure le piramidi erano solamente delle tombe costruite per un solo individuo, totalmente
inaccessibili, tecnicamente inu<lizzabili;
Medio Regno 2055 – 1160 a.C. alto e basso Egi9o si separano per circa un secolo fino a quando
una dinas<a di Tebe la riunifica in un nuovo territorio. La capitale a questo punto si sposta a
Tebe, nell’alto Egi9o, ed ha inizio il Nuovo Regno 1550-1070 a.C.
Con il Nuovo Regno non si costruiscono più piramidi ma grandi tombe so9erranee
completamente dipinte e scavate lungo i fianchi delle colline intorno a Tebe.
Dopo le tre epoche di splendore comincia un lungo periodo di decadenza poli<ca definito età
tarda 664 332 a.C. con la conquista dell’Egi9o da parte di Alessandro Magno nel 332 inizia la
dinas<a dei Tolomei la cui ul<ma regina Cleopatra che ha defini<vamente consegnato l’Egi9o
a Roma il 30 a.C. In questo arco di tempo la capitale diventerà Alessandria in onore di
Alessandro Magno che porterà in Egi9o la cultura ellenis<ca. Gli imperatori romani
apprezzeranno tan<ssimo la cultura egizia d’altronde ricordiamo i 13 obelischi presen<
ancora oggi nel centro storico di Roma che ricordano quella fascinazione mai tramontata.
L’Architettura
Periodo protodinas-co (I e II dinas-a): le mastabe
An-co Regno (III all’VIII dinas-a): le piramidi
Medio Regno (XI alla XVII dinas-a)
Nuovo Regno (XVIII alla XX dinas-a): le sepolture ipogee
Decadenza (XXI alla XXV dinas-a)

I templi invece vengono costrui- sempre alla stessa maniera e cioè


fuori terra o nei fianchi delle colline.
Le necropoli egizie erano costruite ad ovest rispe/o al Nilo, cioè dove
tramonta il sole (creando una simbolica analogia tra il sole, il dio Ra, e il
faraone)
La necropoli di Saqqara era una delle più importan- dell'An-co Regno
ed era collocata nei pressi del Delta del Nilo.
La prima -pologia di tomba egizia viene chiamata màstaba.
Le tombe a màstaba più semplici sono cos-tuite da un "gradone" di
forma tronco-piramidale. La struNura conteneva alcune cappelle rituali,
una falsa porta decorata e incorniciata (aNraverso la quale era
consen-to al defunto, o meglio al suo ba, di lasciare l'aldilà per andare a
ricevere le offerte deposte dai vivi sull'apposita tavola), ed un pozzo,
chiuso con pietre e detri-, molte volte assai profondo, - anche più di
ven- metri - che dava accesso alla camera sepolcrale.
La Mastaba
Durante l’AnIco Regno non verranno più uIlizzate
per le sepolture dei faraoni (che andranno nelle
piramidi) ma saranno desInate ai dignitari di corte:
scribi e sacerdoI. REALIZZATE CON MATTONI CRUDI.
Falsa porta: una grande stele applicata al muro con la
forma di porta ma senza aperture. Decori e geroglifici sulla
vita del defunto
La piramide di
Djoser a Saqqara
Camera funeraria e
appartamenI reali
rivesII di piastrelle di
faience turchese.

Ziqqurat e piramidi sono coeve ma la des3nazione d’uso di ques3 edifici, simili nell’archite9ura, è completamente
diversa percchè la ziqqurat era un tempio e le piramidi delle tombe.
La piramide di Djoser o Zoser, che più specificatamente è definibile come mastaba a gradoni, fu la prima e la più
an3ca piramide costruita in pietra che creava un collegamento celeste tra il sovrano defunto e le divinità
a9raverso un grandioso edificio simile ad una scala elevata al cielo verso il sole.
Per mezzo di questa scala il sovrano defunto poteva congiungersi a Ra nella sua barca solare nel momento in cui
il sole nascente illuminava la sommità della costruzione.
La piramide nasce da una mastaba quadrata che copriva un pozzo ver3cale profondo 28 metri e che fu
successivamente ampliata dandole pianta re9angolare.
Con un ulteriore ampliamento, vennero costrui3 qua9ro gradoni e l'altezza raggiunse i 42 metri. Imhotep,
archite9o reale – il primo noto della storia - intervenne con lo scopo di realizzare un monumento di spe9acolare
grandiosità, ampliandola aggiungendo ancora altri due gradoni che portarono l'altezza a 60 metri e facendola
rives3re con lastre di calcare bianco.
Il serdab
Il serdab (= cella in Arabo) è una
struNura presente nelle tombe
dell'An-co EgiNo cos-tuita da una
camera des-nata alla statua
raffigurante il Ka, o "spirito vitale",
del defunto.
Durante l'An-co Regno il serdab era
cos-tuito da una camera sigillata
dotata di un foro, o piccola fessura,
che permeNeva all'anima del
defunto di muoversi liberamente.
Ques- fori permeNevano anche
l'introduzione di offerte.
Le tre piramidi di Giza

140 metri sorge su un


61 metri
terreno sopraelevato 143 metri
La #pologia della piramide a gradoni venne poi sos,tuita con la piramide a
facce lisce: i gradoni scomparvero e la superficie ininterro6a venne rives#ta
con lastroni squadra# di pietra calcarea, oggi quasi completamente
scomparse. La piramide a facce lisce più grande e celebre è quella di Cheope.
Ha una base quadrata di circa 232 m per lato e un'altezza di 137, quella
originaria era di 146 m.
E' stata costruita dall'archite6o Hemiunu, il primo che riuscì a risolvere tuI i
problemi tecnici ineren# alla forma a facce lisce. Era originariamente rives,ta
da lastre calcaree provenien# da Menfi, rives#mento ora quasi del tu6o
perduto. Le sue 4 facce triangolari sono rivolte simbolicamente ai qua6ro
pun# cardinali. L’ingresso era posto sul lato nord a 16 m di altezza da terra.
La piramide di Cheope insieme alle quelle di Chefren e Micerino e altre sei
piccole piramidi dedicate alle regine, e una decina di mastabe, la sfinge, e
diversi templi, cos#tuiscono l’emblema dell’Egi6o, un complesso funerario di
ineguagliabile bellezza e interesse storico ar#s#co.
La sfinge di Chefren, alta 20 metri e lunga 73

I lavori per liberarla cominciano


nel 1817 grazie a Giovanni
Ba\sta Caviglia. Viene liberata
dalla sabbia solo nel 1937

PRIMATO di statua
MONOLITICA più grande
al mondo
Il tempio di Amon a karnak
Esempio di tempio dell’An-co EgiNo
48 eNari di estensione cioè quanto 70 campi di calcio
Il tempio era dedicato anche alla dea Mut, sposa di Amon e a Khonsu, loro figlio: la
triade tebana, gruppo divino adorato in Alto EgiNo.
40 CRIOSFINGI (=animali dal corpo di leone e testa di ariete)
Dopo il primo pilone, vi era un cor-le; Dopo il secondo pilone, una sala ipos-la con
134 colonne che sostenevano lastre di marmo. Le due file centrali erano più alte e
quelle laterali più basse, per creare effec di luce. Dopo seguivano altri tre piloni
che si concludevano col santuario e il naos, un ambiente in-mo e raccolto dove
veniva custodita la statua d’oro della divinità insieme alla barca sacra per la
processione sul Nilo. Al naos avevano accesso solamente il faraone e il sacerdote.
Passando da un ambiente all’altro, vi erano dei gradini che abbassavano la distanza
dal teNo e i locali si restringevano con una progressiva mancanza di luce, fino al
buio totale del santuario.
I CAPITELLI DA CAPUT «TESTA»
La tecnica pittorica
Gli Egizi CAMPIVANO = RIEMPIVANO DI COLORE
Gli Egizi, per ottenere la pittura, miscelavano pigmenti ottenuti dalla macinazione di
varie terre colorate, con una sostanza collosa a base di acqua, lattice di gomma e
albume d’uovo, che oggi chiameremmo tempera. Il colore ottenuto, grazie alla sua
consistenza semiliquida, veniva disteso attraverso dei pennelli, realizzati con fibre di
palma.
I colori più usati erano il rosso, estratte da argille ricche di ferro, i bruni e i
gialli, estratti da particolari terre del deserto, il nero, ricavato dal nerofumo e il
bianco, ottenuto dal carbonato di calcio. Molto rari erano invece il verde e il blu,
ottenuti dalla polverizzazione di miscele segrete a base di lapislazzuli, malachìte e
minerali di rame.
I dipinti sono stati ritrovati sui sarcofagi, nelle camere sepolcrali e all’interno dei
templi, essi erano riservati esclusivamente ai defunti, in modo che questi potessero
trarne conforto e sollievo nella loro vita ultraterrena. Le rappresentazioni
raffiguravano spesso scene di vita quotidiana, tra cui la vita nei campi e le attività
lavorative del tempo: la lavorazione dei metalli, la macellazione dei bovini, la pesca
sul Nilo, l’abbattimento degli alberi, la caccia agli uccelli palustri, la cottura del
pane e la fabbricazione della birra. Non mancano cerimonie e banchetti con danzatrici e
suonatori e, per le spose dei faraoni, venivano scelte scene di vita domestica, che le
rappresentavano mentre venivano vestite e acconciate dalle ancelle o mentre
abbracciavano teneramente il marito.
FREGIO DELLE OCHE → rinvenuto nella mastaba di Itet a Meydum, a sud di Menfi, risale al 2.600 a.C. e
rappresenta alcuni uccelli palustri. La precisione del disegno, la raffinatezza dei colori e l’esatta riproduzione delle
proporzioni, fanno di questo dipinto uno dei migliori esempi delle abilità tecniche egizie risalenti a quarantasette
secoli fa.
GIARDINO IDEALE → rinvenuto nella
Tomba di Nebamon, il dipinto risale al
1400 – 1350 a.C. Il giardino aveva un
valore simbolico; rappresentava l’opposto
del deserto, ambiente arido e ostile. Esso
veniva coltivato in spazi protetti da mura,
al sicuro dalle inondazioni del Nilo, dalle
tempeste di sabbia, dagli animali selvatici
e dai predatori. Per tutti questi motivi
rappresentava un ambiente rassicurante
ed intimo e veniva curato come simbolo di
un mondo rigoglioso, ordinato e sicuro. Nel
giardino era sempre presente l’acqua,
essa rappresentava il cuore del giardino e
simboleggiava l’oceano primordiale di Nun
all’origine della creazione. Nel dipinto sono
state utilizzate due tipi di vedute: dall’alto e
frontale. La vasca è vista dall’alto, mentre i
pesci, le anatre e i fiori di loto sono
rappresentati di profilo. Questo crea
un’immagine bidimensionale e consente di
mostrare con esattezza le caratteristiche
di ogni elemento.
«Se fosse stato dipinto come
appare ai nostri occhi avrebbe
dovuto essere in prospe\va,
come in questa ricostruzione.
Ma gli Egizi non erano interessaI
alla rappresentazione realisIca
degli spazi. L’importante era
rendere riconoscibili i singoli
elemenI».

[Link]
DANZATRICE ACROBATICA → la pittura doveva celebrava l’autorità assoluta
del faraone, ma accanto alla produzione ufficiale esisteva un’arte più popolare,
che mostrava scene di vita quotidiana con maggior realismo e di cui la
danzatrice acrobatica è un esempio. Il dipinto è stato realizzato su un
frammento di calcare e rappresenta una danzatrice mentre esegue il ponte,
inarcando la schiena e gettando il capo completamente all’indietro. Frammenti
di questo tipo si chiamano òstraka (òstrakon sing.), potevano essere pezzi di
pietra appiattita o cocci di vasi e venivano utilizzati per scrivere o dipingere,
senza dover utilizzare le ferree convenzioni imposte nella pittura tombale e i
rigidi schemi rappresentativi. Il frammento rappresenta una scena che non
sarebbe mai stata consentita in dipinti ufficiali e per questo motivi costituisce
una testimonianza importantissima della spontaneità rappresentativa
acquisita dagli artisti egizi. Il dipinto rappresenta una giovane donna nuda,
come spesso erano le schiave e le danzatrici. I capelli, lunghi e fluenti, sono
acconciati con minute treccine e con la loro massa, nera e compatta,
sottolineano il senso di movimento della figura. Nel volto l’occhio è frontale, il
busto è invece rappresentato di profilo mentre gli arti sono quasi sovrapposti,
scelte molto lontane dalle rigide regole di rappresentazione. La composizione
riesce a suggerirci perfettamente l’atto acrobatico compiuto dalla ballerina ma
tecnicamente si notano alcune imperfezioni; le braccia eccessivamente lunghe
e l’orecchino che rimane appeso al lobo nonostante la testa capovolta.
Medio Regno 2055 – 1160 a.C. alto e basso Egi,o si
separano per circa un secolo fino a quando una
dinas5a di Tebe la riunifica in un nuovo territorio.
La capitale a questo punto si sposta a Tebe,
nell’alto Egi,o, ed ha inizio il
Nuovo Regno 1550-1070 a.C.
NARMER o MENES
A questo re guerriero è aNribuita,
per tradizione, la prima
unificazione del Basso EgiNo (=
SUD, sorgente Nilo) con l'Alto
EgiNo (= NORD, delta del Nilo), in
una data intorno al 3000 a.C.
Le corone dei sovrani egizi
NARMER
A questo re guerriero è attribuita, per tradizione, la prima
unificazione del Basso Egitto con l'Alto Egitto, in una data intorno
al 3000 a.C. Questa tradizione risale al Nuovo Regno e non
esistono prove documentali che possano ulteriormente
confermarla o smentirla.
Tavoletta di Narmer
RETRO

3000 a.C. Il Re afferra il


nemico per i capelli
prima di ucciderlo
con un colpo di
sceero

Il dio Horus, Iene


una testa umana
con una corda e
sei fusI di papiro=
il basso Egieo
sconfieo

Hedjet= La corona
bianca dell’Alto
Egi+o
Narmer in processione
preceduto da un
sacerdote e quaero
portatori di stendardo

10 nemici decapitaI

2 serpopardi = simbolo
unione tra i due regni
Incavo per
il kajal
Toro = Narmer che
abbaee le mura della
cieà

Deshret = Corona rossa del


del Basso Egi+o
Retro Fronte
La scultura: le tecniche
• Rilievo inciso = profonda incisione
sul fondo del contorno per questo
le figure rappresentate sono tuNe
sullo stesso piano
• Bassorilievo
• Altorilievo
• Statua a tuNo tondo

Il faraone
Akhenaton in
aeo di adorare
il dio Aton
Micerino e la moglie
la regina Nemès=
copricapo

Khamerer-Nebti
solitamente
in lino

SchenIs=
gonnellino
con
pannello
Il gruppo scultoreo (an<co Regno) venne ritrovato triangolare
Kalasiris
Lunga
poco distante dalla piramide del faraone. davanI
veste
Scolpito in basalto, materiale tra i più duri e difficili piegheeata
da lavorare (da qui il fondo non lavorato), si tra9a di e aderente
un ALTORILIEVO.
LE STATUE DEI DIGNITARI
ScolpiI dalla pietra
calcarea

Lo scriba seduto o scriba rosso


Rahotep e sua moglie Nofret

In mano Iene il
rotolo di papiro
e nell’altra
doveva esserci
un pennello
GLI
OCCHI

Cristallo di rocca incastonato nel rame e Quarzo incastonato


magnesite nella pietra
LA RIVOLUZIONE DI AKHENATON il
faraone eretico
regnò per 30 anni dal 1359 al 1342 a.C.

Akhenaton (=Aton si compiace) è in realtà Amenophis IV


Insediatosi a TEBE crea una religione nuova ma anche MONOTEISTA

La nuova religione vede ATON (raffigurato come disco solare) come


unico creatore e fonda una nuova ciNà AKHETATON

L’ARTE IN QUESTO MOMENTO SUBIRA’ GRANDI CAMBIAMENTI COME


UN’INCOSUETA UMANIZZAZIONE TALVOLTA ANCHE GROTTESCA
19 RAGGI TERMINANTIIN PICCOLE MANI DI PROFILO, I RAGGI VICINI AI NASI
HANNO UNA CROCE ANSATA SIMBOLO DI VITA 12ESIMO ANNO DEL REGNO DI
AKHENATON. NACQUERO 6 FIGLIE
Aton è il disco solare = LA PARTE VISIBILE
di RA
NEFERTITI «LA BELLA è ARRIVATA»

INDOSSA IL MODIO E L’USEKH=AMPIA COLLANA DI PERLINE

POI SUBENTRA KYA CHE DARA’ ALLA


LUCE L’UNICO FIGLIO MASCHIO DEL
FARAONE: TUTANKHAMON
Lord Carnavon sovvenzionò la spedizione di Howard Carter
(dal 1907 al 1914),che il 4 novembre 1922 scoprì la tomba di
Tutankhamon
La tomba aveva qua9ro camere che
contenevano vari oggeW e mobili e
giochi da tavolo in avorio e oro. Sulla
parete destra dell’an<camera, dietro
due statue, si apriva una porta.
All’interno c’erano 4 tabernacoli in
legno ricoper< da una foglia in oro e
contenu< l’uno dentro l’altro,
racchiudevano il triplice sarcofago del
faraone. Quello che conteneva la
salma era di oro massiccio e pesava
110kg e aveva una maschera d’oro e
lapislazzuli che ricopriva il volto. La
mummia era in caWvo stato di
conservazione ed era carbonizzata. Il
tesoro di questa tomba si trova
a9ualmente al museo egizio del
Cairo.
TESTI TRACCIATI SULLE PARETI DELLA
CAMERA SEPOLCRALE
LA MASCHERA DI TUTANKHAMON

FARAONE BAMBINO A 9 ANNI, MUORE A 19


Ureo da ouraios= serpente sacro
che indica regalità e
onnipotenza
La mummificazione
Dopo un breve periodo di lu.o le salme venivano trasportate in un locale
adibito all’imbalsamazione che inizialmente cos7tuito da una tenda e poi invece
venne costruito con [Link] crudi. Qui si celebrava il rituale di preparazione
della mummia che richiedeva 70 giorni circa per essere completato. Era seguito
dei sacerdo7 imbalsamatori che godevano di un’alta considerazione sociale e
che si occupavano ciascuno di una parte specifica del rituale. Oltre a conoscere
l’anatomia umana e la chimica dovevano agire con rapidità per evitare che il
cadavere si decomponesse.

Glossario: il termine mummia deriva dal la7no medievale «mumia» che a sua
volta ha origine dalla deformazione della parola araba «mùmiyyah» che
significa bitume. Il bitume era infaH uno dei componen7 principali usato per
l’imbalsamazione dei corpi ed era proprio questo materiale a fare assumere alle
mummie il 7pico colorito nerastro.
I vasi canopici
• An-o Regno: casseNa a 4 scompar-
• Medio regno: XII dinas-a nascono i vasi canopici con coperchi a forma d
testa umana interamente in onice
• Nuovo Regno: XIX dinas-a vasi con le teste dei 4 figli di Horus
BREVE PARENTESI: XIX DINASTIA ORGANI IMBALSAMATI E RIPOSTI NEL
CORPO

POI SI RIPRESE NUOVAMENTE L’UTILIZZO DEI CANOPI FINO ALL’ETA’ DELLA


DECADENZA
HAPI= BABBUINO DUAMUTEF=SCIACALLO KEBEHSENEF=
FALCO HAMSET=UMANA
La pittura e i colori
• Bidimensionalità
• [Link] del canone (=[Link]) che [Link] uniformità delle
figure umane
• colori pia< applica. secondo le convenzioni(=uomini corpo
scuro, donne corpo chiaro etc.), di origine minerale macina. e
mescola. con acqua, la<ce di gomma e albume.
• Scaglionamento orizzontale
• Scaglionamento [Link]
• Ribaltamento (che abbiamo visto nel carro della Valcamonica)
Il canone
Il canone è un preciso insieme di proporzioni,
corrispondente alle varie parI del corpo, che avevano tra
loro determinaI rapporI numerici.
Aumentando la grandezza delle figure, le proporzioni
rimanevano invariate.
Per applicare in modo sempre preciso tale canone, si
sovrapponeva una griglia alla figura. La griglia era formata
da quadraI regolari ed ogni quadrato coincideva ad un
modulo.
A questo canone si rifaranno e hanno a\nto le
popolazioni successive a quella egiziana, in parIcolare i
greci, che pur apportando delle modifiche, parIrono
proprio dal modello canonico egiziano per sviluppare la
loro incredibile raffinata arte.
Con lo stesso procedimento si impara ancora oggi a
disegnare e riprodurre: punI di riferimento e proporzioni.
Avendo un modello e un metodo e sapendo come
seguirlo, chiunque poteva, e può, riprodurre la realtà.
Il sarcofago di Bakenmut
Intorno all’anno 1000 a.C., con
lo spostamento della capitale
Da Tebe a Tanis, la necropoli di
Tebe venne abbandonata, da
allora in poi, i defun3 di Tebe,
per evitare le profanazioni,
vennero seppelli3 in tombe
anonime scavate nella roccia e
la decorazione dalle pare3
della sepoltura fu realizzata
all’interno sul sarcofago e al
suo interno.

Sarcofago ligneo
antropoide CON
GEROGLIFICI
DALLE DINASTIE DEL NUOVO REGNO CI GIUNGE «IL LIBRO DEI MORTI» O COME
LO CHIAMAVANO GLI EGIZI «LIBRO DEL RITORNO NEL GIORNO»,UN TEMPO
DIPINTO SULLE PARETI DELLA TOMBA, POI SUL SARCOFAGO, VIENE DIPINTO
SU UNA STRISCIA DI PAPIRO LUNGA FINO A 40 METRI CHE VENIVA
ARROTOLATA E INSERITA ALL’INTERNO DEL SARCOFAGO CON SCRITTI IN
GEROGLIFICO DETTI «EPITAFFI»
HUNEFER, SCRIBA E
SERVITORE DEL
FARAONE SETI I.
ANUBI CONDUCE
PER MANO
HUNEFER
DIO THOT PRESIEDE
ALLA
PSICOSTASIA=GIUDIZIO
DEFUNTO ATTRAVERSO
IL PESO DEL CUORE

HORUS LO ACCOMPAGNA AL
COSPETTO DI OSIRIDE
LA PIUMA DI MAAT DEA DELLA AMMIT FIORE DI
IL CUORE GIUSTIZIA LOTO=RINASCITA ISIDE, MOGLIE E NEFTI SORELLA DI HORUS
I ritratti di Fayyum L’ARCHEOLOGO INGLESE
FLINDERS PETRIE NEL

(sud del Cairo)


1887

II sec. d.C.
Egi$o dimen+cato
Per tre secoli l’EgiNo fu provincia romana, fino a quando l’imperatore
Teodosio divise l’impero in due par- e l’EgiNo entrò a far parte
dell’impero bizan-no cris-anizzandosi.
Teodosio però aveva ordinato nel 391 d.C. la chiusura di tuc i templi
non cris-ani dell’Impero: la scriNura geroglifica finì così emarginata e
non più compresa. La situazione peggiorò quando l’EgiNo diventò
musulmano e per i viaggiatori diventò più difficile visitarlo
progressivamente venne dimen-cato.
I geroglifici da hieros (=sacro) e glifein (=incidere)
Inizialmente PITTOGRAMMI=significato
corrispondente alla rappresentazione poi agli
stessi segni viene associato un suono dunque si
passa dalla PITTOGRAFIA alla FONETICA.
Nascono così i GEROGLIFICI (in AnIco Regno
700, in età tarda diverse migliaia)

IeraIca= corsivo, veloce alla base dei geroglifici


DemoIca= per documenI e uso praIco

La stele di Rose,a (Rashid) è una lastra di


granito, ritrovata dai solda7 di Napoleone a
Rose,a e decifrata da CHAMPOLLION nel
1822(=anno in cui nasce l’egi,ologia
moderna)
h9ps://[Link]/la-pietra-di-palermo-e-i-suoi-misteri-non-ancora-risol</
Pietra di Palermo
Museo archeologico
Salinas=più antico
annale regale
dell’Egitto faraonico
nella fase
dell’Antico Regno
FOCUS sulla Pietra di Palermo

LEGGI: heps://[Link]/nuove-scoperte-sulla-pietra-di-palermo-i-risultaI-saranno-presentaI-al-museo-salinas/

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