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Integrale Storia

Il documento tratta dell'imperialismo europeo tra l'800 e l'inizio del '900, analizzando le principali potenze coloniali dell'epoca come l'Impero britannico, l'Impero russo e la Terza Repubblica francese, le loro sfere di influenza e i fattori che portarono l'Europa a diventare il centro nevralgico del mondo.
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Integrale Storia

Il documento tratta dell'imperialismo europeo tra l'800 e l'inizio del '900, analizzando le principali potenze coloniali dell'epoca come l'Impero britannico, l'Impero russo e la Terza Repubblica francese, le loro sfere di influenza e i fattori che portarono l'Europa a diventare il centro nevralgico del mondo.
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STORIA

Sistema internazionale tra ne 800 e inizio 20 sec. EUROCENTRISMO E IMPERIALISMO.


Ruolo centrale Europa attraverso imperi coloniali, a ronteremo:
- perché l’Europe diventa il ”centro del mondo” partendo dall’essere una periferia
- Solo dal 18-19 secolo l’Europa diventa il centro del mondo, nel periodo antecedente era rilevante ma non
centrale.
- Costituzione degli imperi coloniali, spartizione del continente africano, prima erano solo potenze occidentali
- Diverse forme dell’imperialismo e del colonialismo e i loro lasciti, che privarono alle popolazioni autoctone delle
loro risorse
- Le 5 potenze europee
- Potenze europee 18-19 sec: I. Britannico, I. Zarista, terza repubblica francese, I. Tedesco, I. Austro-ungarico e
I. Ottomano (ultimo importante, che ha giocato ruolo chiave). Il regno d’italia era importante ma non allo stesso
livello delle altre potenze
- Potenza extraeuropee: Stati Uniti, Cina, Giappone e India
Quando l’occidente era periferia, no a metà dell’800. Gra co GDP mondo slide
Non solo sbilanciamento economico ma anche militare. Fino alla ne del1 600 le forse ottomane assedia Vienna,
controllavano una porzione d’Europa estremamente rilevante:
- Spedizione napoleonica Egitto 1798
- Liberazione della Grecia
- Guerre dell’Oppio, aprono in maniera forzata la Cina
- Apertura canale di Suez 1869
- Congresso di Berlino, che apre lo scrambler for Africa
Conseguenza continuo disgregarsi controllo ottomano

Motivazioni: (europa al centro)


- rivoluzione industriale, avanzamento scienti co e tecnologico, incremento capacità produttive in diversi settori
come industriale e militare, ride nizione dimensioni spazio-temporali,
- *canale di malacca (Singapore) principale e più importante. ( da Suez passa gran parte della bra ottica che la
condivide a 3 continenti)
- Maggiori disponibilità e strumenti nanziari
- Crescente competizione sul piano economico —> ricerca materie prime a basso costo
Consolidamento attori statuali occidentali
- spinte nazionaliste e prestigio
- Superare competizione intra-europea
- volontà dar vita a sfere di mercato
- Darwinismo sociale, fardello dell’uomo bianco.
Scramble for Africa, prima della conferenza di Berlino, nel giro di 30 anni ha ridotto i territori africani indipendenti
al 10% (Etiopia e Liberia)

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Imperialismo: direttrici principali, (guardo cartina processi migratori) l’Europa è al centro dei processi migratori, i
ussi maggiori sono verso le Americhe. l’Europa era una potenza che poteva contare anche sulla crescita
demogra ca, sempre crescente e costante. Questo ci permette di fare un confronto con la situazione attuale.

PRINCIPALI IMPERI

- britannico, il più esteso, con il centro principale in India. (L’india diventa pieno possedimento a seguito di una
serie di rivolte) Guarda mappa slide 7, il controllo era frammentato, stanziati principalmente sulle coste.
- Tornando all’India, il cuore politico è a Londra, utilizzando i diversi canali arrivano all’India ma sono necessarie
otte commerciali e militari. Prima dell’apertura del canale di Suez era l’africa.
- Londra in africa controlla l’asse nord-sud, quindi il Cairo e città del capo.
- Minaccia per Londra e l’India: la Russia, l’impero zarista si era espanso in maniera incredibile e premeva verso
le potenze del Raj britannico.
- La Cina non ha un vero e proprio impero coloniale, non si creano ma si formano sfere di in uenza, verrà aperta
in maniera forzata con le guerre dell’Oppio. Si può de nire neocolonialismo.
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Frome diverse di colonialismo e neocolonialismo

Controllo diretto: presenza molto signi cativa sul territorio, associato allo stile coloniale francese,
-Territorio amministrato da u ciali madrepatria
-Importazione sistemi istituzionali madrepatria
-Nessuna forma di autogoverno
-Processi di assimilazione

Controllo indiretto: parte di un sistema coloniale con un intervento più ridotto. Controllo essibile che permette di
agire maggiormente dove necessario, magari utilizzando altri strumenti perchè non si hanno le risorse necessarie
-Popolazione autoctona gradualmente inserita Amministrazione
-Coesistenza di modelli istituzionali locali con modelli importati
-Limitate forme di autogoverno
-Limitati processi di assimilazione

POTENZE EUROPEE

• Impero britannico
• Impero zarista
• Terza repubblica F.
• Impero tedesco
• Impero austro-ungarico
• Impero ottomano
• (Regno d’Italia)

Impero britannico, il più grande, Londra controllava 1/4 delle terre emerse, 1/5 della popolazione mondiale.
“Splendido isolamento” a Londra bastano i suoi possedimenti, è la prima potenza mercantile e industriale, ha la
otta più grande al mondo. Londra punta ad avere una otta tanto grande da superare la somma della seconda e
la terza otta al mondo. (La russa e quella francese) Verso la ne dell’ottocento e l’inizio del novecento inizia a
cambiare, quando la Russia perde il con itto contro il Giappone.

- proteggere la via per l”india, costituire porti sicuri evitando che altri possano controllare quelle vie, Londra evita
la disintegrazione dell’impero ottomano perchè ne avrebbero bene ciato Francia e Russia
- Africa con Cairo e Città del Capo
- Penetrazione commerciale in Cina (la Cina prima accettava solo pagamenti in argento, Londra spendeva più
argento che quello che riusciva a recuperare dalla Cina —> risoluzione: Oppio, prodotto nel Raj britannico,
venduto in Cina, con pagamenti in argento, questo non viene apprezzato dalla dinastia Cinese e quindi poi
guerre dell’Oppio)
Principale minaccia per l’India britannica: Russia, si sono creati degli stati cuscinetto (Tibet, Afghanistan e in parte
la Persia) che separavano la otta russa dall’india britannica, e sono pochi Londra la teme.

(Slide 10) Imperativi geopolitici britannici: mantenimento superiorità sui mari e creazione e mantenimento basi
navali, protezione India attraverso il controllo degli stretti più importanti, contrastare la crescente espansione
russa, e la spinta coloniale.
Timore: scarsità di cibo per sostenere una popolazione che stava crescendo, colonie di popolamento (Canada,
Australia, Algeria)
(Slide 12 sea lanes principali vie di collegamento)

Impero zarista, impero contiguo più esteso (territori vicini), espansione verso il Caucaso e Asia centrale, verso i
mari caldi e la linea transiberiana. Principali città a ridosso degli Urali, l’est gran parte disabitato ma non può
sfruttare pienamente le risorse.
Limitazioni: Potenza terrestre; porti congelati per mesi di Murmansk e svantaggiati geo politicamente (san
Pietroburgo)
- alleanze anti-russe: guerra di Crimea (1853-6)
- Alleanza informale 1878, con la pace di [Link], la Russia aveva vinto una guerra contro l’impero ottomano,
una pace durissima che crea alleanze diplomatiche per contenere la Russia. La Russia era estremamente
arretrata dal punto di vista industriale rispetto alle altre potenze, dopo il 1904-5 avvia un processo di
modernizzazione, 1904-5 scon tta ad opera del Giappone, questa scon tta provoca una rivoluzione interna
che obbliga lo zar a dare più potere alla duma e che lo costringe a modernizzarsi con anche una costituzione.
- La Russia non ha con ni facilmente difendibili, potenziali aggressioni: pianure nord europee e steppe dell’Asia
centrale. La Russia è stata colpita una volta ogni 33 anni, dal 1812 al 1941.

Terza repubblica francese, terza potenza , scon tte subite da napoleone e poi conferenza di Vienna, repubblica
che sorge dopo la scon tta di Napoleone III nella battaglia di Sedan, la Prussia prevale e questa è una tappa
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fondamentale nel processo di uni cazione della Germania. La Prussia unisce e si espande sui territori tedeschi e
nasce l’impero tedesco. La francia —> Alsazia e la Lorena. L’impero tedesco le occupa. La Francia non è più la
prima potenza continentale e inizia un processo di ricostruzione interna, la terza repubblica, dopo Sedan, e1
completamente isolata. Il primo obiettivo della Germania di bismark è quello di isolare la Francia, che è chiusa,
scon tta ma forte crescita economica e industriale che porta all’incremento della spinta coloniale in nord africa,
nell’Indocina e nell’Asia minore/levante (Siria e libano attuale). Diventa il secondo impero coloniale più esteso al
mondo, crea comunità come quelle cristiane fortissime, soprattutto nel levante, che era controllato dall’impero
ottomano, che era controllato da un sultano musulmano, i francesi volevano proteggere le popolazioni cristiane
locali, come se il sultano non potesse farlo, la francia sfrutta la carta religiosa per vantaggi propri. (Modello di
controllo diretto di colonialismo) graduale trasformazione delle città locali secondo le linee dominanti all’interno
della madre patria. Le due direttrici (britanniche e francesi) si scontrano due spedizioni, la francia lascia il
passaggio all’Inghilterra che mette le basi per la loro intesa cordiale.
Missione civilizzatrice —> contesto segnato da avanzamenti di scienza e tecnologia, impatto darwinismo sociale,
la missione era portare la modernità e le libertà di cui la Francia si faceva garante anche al resto del pianeta.

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Impero tedesco, centro della politica dell’Europa continentale, era il paese più solido dal punto di vista
istituzionale, il più avanzato scienti camente, il più forte militarmente. La prima potenza continentale; si era
guadagnata questo titolo con un processo di uni cazione. Paese in forte ascesa anche dal punto di vista
demogra co.
Berlino era in ottimi rapporti con tutte le altre principali potenze, Bismark aveva permesso di superare crisi
complicate e di mantenere buoni rapporti con gli altri paesi, alla Germania di Bismark interessava essere l’attore
che tessera il lo per la democrazia, tutti passavano da Berlino. Il sistema bismarkiano serviva a tenere isolata
anche la Francia, non permettendo a Parigi di collegarsi con altri attori, per loro era una minaccia. La Germania
anche dal punto di vista coloniale si è espansa in maniera signi cativa.
(Slide 16) gra ci e cartina

La Germania era
profondamente insicura perchè era una nazione in ritardo, il meglio (colonie) era già stato spartito, ma prima del
1870 la Germania non era ancora unita. So re di claustrofobia, è circondata da medie e grandi potenze che la
possono mettere in discussione, i con ni sono di cilmente difendibili, può essere attaccata da 3 lati ed è
circondata da potenziali nemici, in sintesi si trovava tra altre due potenze, la Francia a ovest l’impero zarista ad
est, onde per cui non aveva nemmeno spazio per espandersi (“spazio vitale”) --> si espande fuori dall’Europa, in
Africa e in Asia, ma gli spazi disponibili erano ormai pochi.
La Russia era un alleato storicamente, ma la Russia era una potenziale minaccia. Con bismark aveva raggiunto
grandi obiettivi ma con l’avvento di Guglielmo II, la Germania non si accontenta dei traguardi conseguiti in
passato, bisogna costruire il suo ruolo nel mondo, l’unico modo per farlo era cambiare gli equilibri, e per farlo
bisognava rivedere gli assetti internazionali. Sempre meno allineata con il Balance of Power.

1. Riarmo, processi di rimodernizzazione delle forze armate


2. Collaborazione con attori terzi, politica di avvicinamento all’impero ottomano, che
era stato protetto dall’impero britannico. Inizia a fare investimenti, prestiti e si alleano
poi durante il primo con itto mondiale.
3. Quindi ferrovia Berlino-Baghdad, la ferrovia era il simbolo dei processi di
modernizzazione, della potenza di un paese. Le permetteva di ridurre le distanze,
avrebbe attraversato il cuore dell’impero ottomano e sarebbe giunta sul golfo persico
--> permette alla Germania di espandere la sua potenza su tutta l’area danubiana e
su tutta la penisola anatolica e di conseguenza avrebbe anche acquisito i diritti di
sfruttamento delle risorse primarie presenti su quel territorio, come alcuni dei campi
petroliferi più importanti al mondo.
Inoltre, vi è anche un tentativo di ra orzare la otta sotto la guida dell’ammiraglio
Conte; questo fu visto come una s da nei confronti dell’impero britannico, il quale


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aveva l’assoluto predominio sui mari = corsa agli armamenti. Per la Germania la otta non era vitale, per la
Gran Bretagna si, in caso di confronto le perdite che avrebbe potuto in iggere alla Bretagna sarebbero stati
importanti anche senza vincere. (Permesso ad Ankara da Tripoli)

Impero austro-ungarico, quello messo un po’ peggio, importante con


una storia profonda che no a pochi anni prima era al centro dell’Europa.
La scon tta lo obbliga a fare i conti con la propria diversità, è un impero
multinazionale, era profondamente diviso al suo interno, c’è una riforma
con la nascita della duplice monarchia (Vienna e Budapest) con due
parlamenti, una politica estera e un solo esercito. L’impero asburgico non
è mai stato importante dal punto di vista militare. Nel corso del 900 si
espande nei Balcani ottenendo nel 1908 il controllo della Bosnia
Erzegovina.
Trieste era il primo porto asburgico, era importantissimo, non tutte le aree
erano arretrate allo stesso livello e Vienna era importantissima.

Impero ottomano, si estendeva su tre continenti Asia, Africa e Europa,


con capitale Costantinopoli. Fino alle porte di Vienna era arrivato, importante e grande no al 1800, inizia il
declino, subisce una serie di contrazioni risultato di scon tte da parte di potenze europee. È un impero in
profonda crisi, ma nel corso del 1800 si riforma —> 1876 costituzione.
Minacciato dalla Russia, dalla Francia e dalle mire austro-ungariche nei Balcani. Processo di rimodernizzazione,
realizzato con prestiti di capitale occidentale, se non ripago il debito le potenze possono chiedere in cambio una
serie di progetti.
Potenze extra-europee
1. USA, che non vengono considerati particolarmente rilevanti, all’invio del ‘900 sono la prima industria
manifatturiera al mondo, in fortissima crescita demogra ca, ascesa piano scienti co e tecnologico, ma sul
piano internazionale non viene percepita tale. Iniziano a capirlo dalla IGM, gli usa entrano nella guerra civile
dopo la scon tta in Messico (corsa verso ovest). Iniziano ad espandersi dopo la g.c.
—> possesso dell’Alaska, era un territorio ambito nell’800 per il commercio, per gli stati uniti era l’occasione per
ampliare il proprio territorio (in particolare durante la guerra fredda geogra camente importante),
—> guerra con la Spagna 1898, Cuba indipendente: viene fatta una guerra apposta per garantire l’indipendenza
dell’isola ma mantenendo il controllo degli Stati Uniti di una base, Guantanamo = mantenevano una forte
in uenza. L’idea era quella di a ermare la propria autorità su aree chiave. (Espandere il controllo sulle lippine)
—> politica “porta aperta” 1899
—> non incidono sul destino della Cina (le guerre dell’oppio la obbligano a perdere una determinata autorità su
alcune aree chiave del suo paese) perché arrivano un po’ tardi a questa corsa: si compete per il mercato cinese
—> fanno da mediatori nel con itto Russia-Giappone
—> irromperanno nello scenario delle relazioni internazionali nel primo con itto mondiale.

ASIA
2. Cina, paese in profondissima crisi che scontrava un ritardo tecnologico fortissimo. Fino ai primi dell’800 era
riuscito a rimanere un paese non solo sovrano ma anche capace di esercitare una certa autorità sul territorio.
Gli attacchi non sono dati solo dalla pressione esterna ma anche da una crisi sistemica interna = di coltà di
amministrare territorio vastissimo, amministrazione non più cosi eccellente e fratture interne, molte rivolte che
portano ad un impatto drammatico anche a livello produttivo + tentativo delle potenze europee di scardinare il
sistema cinese.
—> Guerre oppio: con itti scatenati da Londra che vuole obbligare l’impero celeste ad aprirsi e far si che l’oppio
possa essere venduto, commerciato all’interno del territorio cinese --> in modo che il trend della bilancia dei
pagamenti che tradizionalmente ha visto l’a usso di materiali e di materie preziose come l’argento, giungere
dall’Europa alla Cina e non viceversa --> tramite il commercio e la vendita dell’oppio si puntava a invertire
completamente questo processo --> le autorità cinesi una volta capito che e etti aveva l’oppio cercarono di
vietarne il commercio. = penetrazione crescente all’interno del territorio cinese.
—> Giappone: ra orza spinte al cambiamento interno che avvengono però in modo non organico si creano
disfunzioni crescenti (es. parti di territorio che crescono più velocemente di altre), nuovo status; media potenza a
pieno titolo, adocchiata dall’impero britannico che sarà il primo a stipulare
un’alleanza.
[Giappone]
1854: apertura forzata a US e crisi interna
1868: restaurazione Meji >modernizzazione paese
1894-5: guerra sino-giapponese. Tokyo ottiene Taiwan, Pescadores e
Corea; 1904-5: guerra [Link] estende controllo su
Manciuria

{nuove slide “strada verso la IWW}


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CONTESTO INTERNAZIONALE ANTECEDENTE IL PRIMO CONFLITTO MONDIALE:


Il sistema europeo, alleanze contrapposte e crisi periferiche
[temi: dinamiche pre-prima guerra mondiale, equilibrio bismarkiano 1870-1890, politica di potenza di Guglielmo II,
nascita dell’intesa e il sistema di alleanze contrapposte, crisi periferiche]

SISTEMA INTERNAZIONALE PRE- IWW: DINAMICHE


L’attore principale tra 1800 e 1900 era l’impero britannico, molto esteso da bastare a sé stesso e da potersi
crogiolare nello splendido isolamento (= postura politica che deriva dalle enormi capacità che l’impero poteva
garantire < politiche isolazionistiche: politica degli USA adottata per paura che gli a ari europei possano
contaminare gli equilibri americani). Londra è attenta a ciò che succedeva nelle periferie e della potenza
giapponese.

- (Londra) competizione con la Russia zarista, innesca con San Pietroburgo il Great Game.
Nulla faceva presagire all’inizio del 900 che l’impero britannico sarebbe caduto nel giro di 50 anni. È un
predominio solido che inizia ad essere messo in discussione:

- Dall’ascesa della Germania --> crescita sul piano demogra co, economico, militare.
Crescita tedesca viene vista con una s da; dopo Bismark la tensione diventa evidente, da parte della Germania
vi è l’obiettivo di ra orzare la otta navale, nel giro di 20 anni diventa seconda potenza marittima: questo
metteva pressione alla marina britannica che era dislocata nello scenario internazionale.
Forte ascesa + cambia approccio = passa essere garante del mantenimento degli equilibri ad essere la prima a
volerli cambiare “primus inter pares”.

- impero ottomano indebolito, all’inizio del I con itto mondiale era sostenuto da 3 leader. (riv. 1908)
- La Germania ha ri utato due volte di siglare trattato di alleanza con impero britannico = Londra cercava
di creare un asse con Berlino in modo da avere relazioni strabili e solide. Questo continuo ri uto della
Germania spinge la classe dirigente britannica a rivedere le posizioni ed avviare processo di aperta
competizione.

- Crescita degli imperi coloniali, in particolar modo l’impero francese in africa --> Londra percepiva il
rischio di uno scontro (no buone relazioni tra Francia e Inghilterra).

- Espansione della Russia zarista a ridosso della sfera d’in uenza britannica = subcontinente indiano

- Ascesa del Giappone

- Profonda debolezza che investe dell’area che va dall’impero asburgico all’impero ottomano.

- Balcani sempre più al centro di mire contrapposte delle grandi potenze ma anche attori minori.

- Serbia rivendica centralità e vuole diventare elemento di coesione tra popolazioni slave del sud.

- Blocchi contrapposti, corsa al riarmo (nel II con itto mondiale infatti si punterà al disarmo che non è
stato possibile) e radicalizzazione pos. «falchi» (estremisti)

Si vanno a consolidare blocchi contrapposti --> se prima i problemi si risolvevano insieme “do ut des”; ora si
avvia una fase diversa dove si arriva ad un’estremizzazione delle posizioni --> si adottano posizioni competitive.

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Obiettivi degli equilibri bismarkiani


1. Salvaguardare lo status quo e la supremazia tedesca sul continente
2. Non basta essere il punto di rif. politico, la Germania era più forte e più ricca, essere la prima tra i pari. Quindi
le altre potenze non dovevano metterla in discussione, evitando anche che nisse lo splendido isolamento di
Londra, questo voleva dire poco coinvolgimento negli a ari europei.
3. Contenere il revanscismo francese, evitare la rivincita dei territori da loro perduti. Tenere quindi insieme una
linea di potenze come San Pietroburgo, Vienna e Roma.
4. Di conseguenza contenere le dispute austro - russo - italiane

Questi obiettivi vengono ottenuti come: (momenti chiave)


- 1873: patto dei tre imperatori (il kaiser, lo zar e dell’impero asburgico) in crisi poi con la pace di [Link] e
congresso di Berlino
- 1879: duplice alleanza austro-tedesca
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- 1882: triplice alleanza Germania, austro ungheria e italia (Berlino, Roma,
vienna)
- 1887: trattato di Controassicurazione (tentativo di superare questa
rottura) (lo zar era arrabbiato dovevano recuperare) russo-tedesco
(assicurano neutralità tra di loro): rmatari assicuravano neutralità in
caso uno di loro fosse in guerra con una terza potenza a meno che:
1. Germania avesse attaccato Francia
2. Russia avesse attaccato austria - ungheria

La russia non voleva che questo canale di nanziamento nisse si


impegna nel trattato di controassicurazione

Bismark riesce in questa impresa, ma andavano in scadenza, un domani


tutto questo si sarebbe non potuto rinnovare, ma Berlino si assumeva (Sorta di ragnatela per isolare Francia)
l’onere di tenere in equilibrio tutto il sistema.

1890: Bismark da le dimissioni, capisce che non gode più del favore del nuovo kaiser, Guglielmo II, l’uni cazione
tedesca e la centralità della Germania da Guglielmo venivano date per scontate. Il potere quindi va a Guglielmo II
e l’obiettivo diventa una politica di potenza, sostenuta da calcoli sbagliati:
- dare la russia per scontata, per l’imperatore un riavvicinamento tra russia e francia era improbabile, non
credeva nel trattato di controassicurazione, poteva volere un domani attaccare la francia, perchè doveva
limitarsi per la russia? Decide di non rinnovare il contratto di controassicurazione
- La francia stava sostenendo il processo di rimodernizzazione russo, la Germania fa decadere il contratto —>
guerra tari aria beni russi, imponendo delle tasse alla russia per vendere in Germania le loro merci.
- Parigi vede l’occasione per rompere l’isolamento —> nanzia la russia ancora di più e si ra orzano i rapporti, la
francia a livello diplomatico non era più isolata.
- Nemmeno i rapporti con Londra erano scontati, errore madornale perchè Berlino sapeva che questa politica di
potenze non rendeva contenta Londra, si riteneva che l’allineamento Londra - Berlino fosse inscal bile (per
ragioni dinastiche, zar di Russia e kaiser tedesco cugini di terzo grado) c’erano relazioni ottime tra le due
casate, improbabile quindi che Londra si allineasse con Parigi e San Pietroburgo.
- L’idea che si sarebbe trovata una soluzione per Berlino e Londra, in ogni caso.
- Ma: Berlino ri uta l’alleanza con Londra in due occasioni (1898-1901), Londra propone la prima alleanza nel
1898 in un momento di di coltà per una delle crisi periferiche, la proposta di alleanza viene fatta cadere da
Berlino. 1901, una seconda proposta più insistente, Londra voleva lavorare insieme, Berlino dice va bene, ma
questa alleanza deve includere l’impero austro-ungarico, ma Londra non era disposta ad accettarlo. (Sarebbe
stato come mettersi contro la russia) non potendo aspettare, inizia a guardarsi intorno

NASCITA DELL’INTESA (la chiede)

Ci si arriva attraverso una ride nizione degli attori (impero britannico, terza repubblica francese e l’impero zarista)

Triplice intesa: (meno di un’alleanza) i passaggi:


1. L’intesa franco - russa, trattato di controassicurazione non rinnovato e si aprono una serie di possibilità
2. Parigi aumenta il sostegno economico nanziario per la russia, questo favorisce il legame F - R
3. 1894, accordo su più livelli, anche militari (tutti questi accordi sono segreti), quindi nisce l’isolamento della
Francia, l’intesa franco russa è un’intesa economica, politica e militare. (Processo mov. Armate russe molto
lungo)
4. Intesa franco - britannica: 1904, “intesa cordiale”, è inaspettata, inizia con la mancata accettazione
dell’accordo tra Berlino e Londra (nel 98 e nel 1901), nel 1898 in Sudan si incrociano a Fashoda le direttrici
britanniche e francesi, la francia lascia passare il corpo britannico, è un mancato scontro risolto con questa
soluzione paci ca, questo accordo diventerà poi l’intesa cordiale tra francia e gran bretagna.
5. Londra riconosce gli interessi francesi in Marocco, Parigi riconosce gli interessi Britannici in Egitto. (l’Egitto era
sotto l’impero ottomano ancora, in Marocco c’era un sultano invece, ma agli europei non importava), risolvono
le controversie in Africa riconoscendo appunto gli interessi
6. Intesa anglo - russa: 1907, trattato di San Pietroburgo. Risoluzione scontro tra zar e impero britannico
come? Sempre state nemiche trovano un punto d’incontro, risolta una contesa coloniale: il grande gioco.
Risolte le controversia in Persia, Afghanistan e Tibet, decidendo che quelli dovevano rimanere stati cuscinetto,
non modi cando la situazione in questo contesto.
7. Alleanza anglo - giapponese; 1902, la gran Bretagna capisce che il Giappone è una media potenza e
capacità di Tokyo di dettare le condizioni con Londra che si ritrova ad accettare.

Le crisi periferiche:
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n.b. non sono queste le alleanze della IGM

1896 BATTAGLIA DI ADUA: scon tta italiana in


Etiopia, battaglia che segna un discrimine importante
in quanto non basta appartenere all’Europa civilizzata
per sottomettere le potenze autoctone (paesi autoctoni nella regione africana o nel cosiddetto terzo mondo), ma è
necessario fare i conti con anche i limiti e imposizioni logistico militare che sono signi cativi. L’italia non è ancora
pronta per essere considerata una grande potenza.

GUERRA ANGLO-BOERA: scoppia perché Londra punta ad espandere i propri possedimenti nella regione del
Sudafrica attuale ai danni di coloni di origine olandese e in parte britannica. Erano regioni molto ricche di materie
prime (diamanti e minerali), di risorse importanti sulle quali Londra ha intenzione di mettere le mani. Manda le
proprie forze armate, i Boeri resistono con tattiche di guerriglia, la causa dei Boeri viene raccontata dalla stampa,
eco mediatico, attacchi morali… i Boeri vengono scon tti, 1902, dopo 3 anni di guerra la Britannia controlla le
risorse Boere ma perde legittimità a livello internazionale.

1904-1905 GUERRA RUSSO-GIAPPONESE: scoppia per il controllo di parte della Manciuria, il Giappone tenta
di sostituirsi all’impero russo per il controllo di questa regione (port Arthur, porto navigabile per tutto
l’anno). Il controllo della Manciuria avrebbe permesso alla Russia di espandere le proprie forze sul territorio, ne
della linea transiberiana. Lo scontro viene avviato dal Giappone e si trascina per quasi due anni.
La guerra si combatte via mare principalmente, via terra invece lungo linea transiberiana.
La otta russa non riesce a passare per Gibilterra e per il canale di Suez, in quanto l’Inghilterra non glielo
permette (in modo da indebolirla) --> deve quindi circumnavigare l’africa e questo porta ad avere grandi problemi,
come rifornimenti, manutenzione ecc. Le dimensioni non sono determinanti, infatti quando la otta zarista arriva
sul punto di scontro, nonostante fosse di gran lunga maggiore in termini di numeri rispetto al Giappone, non
aveva più forza siche, strategiche e tecnologiche --> Vince infatti il Giappone, e la scon tta russa ha implicazioni
sul piano internazionale e sul piano interno, si scateneranno infatti una serie di moti rivoluzionari che porteranno
poi alla formazione del Parlamento e al passaggio da una monarchia assoluta ad una monarchia parlamentare.

1905-1906/1911 PRIMA E SECONDA CRISI MAROCCHINA: signi cative perché pongono la Germania di fronte
a una nuova realtà. La Germania è parte attiva di queste crisi perché pensava di contare sul sostegno di buona
parte degli attori europei, come l’Italia, l’Austria-Ungheria, della Russia ecc.
La prima nel 1905 sorge nel momento in cui la Francia punta a ra orzare la sua in uenza sul Marocco -->
Guglielmo II non accetta questa posizione e pongono un freno a queste pretese francese, e spinge per creare una
conferenza per de nire lo status del Marocco. Durante la conferenza a trovarsi isolata, non è la Francia ma la
Germania stessa. Londra e Italia sostengono le tesi francesi.
La seconda nel 1911 si risolve allo stesso modo, scoppia a causa dell’invio da parte della Germania di una
cannoniera nelle acque territoriali marocchine, non per una attività di propaganda, ma per lanciare un messaggio.
Per risolvere la controversia viene convocata una conferenza e ancora una volta la Germania viene messa in una
posizione di minoranza. È evidente che la Germania non è più il centro, ora è totalmente isolata.

1908 BOSNIA ERZEGOVINA: crisi nei Balcani, annessione da parte dell’Austria-Ungheria (protettorato sulla
Bosnia). Questa mossa è stata subita dalla Serbia che già mirava alla Bosnia per espandere i propri territori,
voleva diventare il centro delle nazioni degli slavi del sud e avere uno sbocco sul mare. Aumenta ostilità delle
popolazioni slave nell’impero austro-ungarico ma fa anche arrabbiare Italia e Russia.

1911 OFFENSIVA ITALIANA PER IL CONTROLLO DELLA LIBIA ATTUALE: l’Italia ci riprova e dichiara guerra
all’impero ottomano (che oppone resistenza) e occupa isole di Rodi e Dodecaneso, 12 isole (applica pressione) di
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fronte alla penisola anatolica = mettere pressioni all’impero ottomano = Italia vince.

1912-1913 PRIMA E SECONDA GUERRA BALCANICA: con itti che puntano a liberare i Balcani da ciò che
rimane del controllo ottomano --> il primo vede Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia unite ad Albania a fare la
guerra all’impero ottomano. Finisce con scon tta delle forze ottomane e perdono quasi totalità dei loro territori
europei. La seconda guerra scoppia perché uno dei vincitori, Bulgaria, non è soddisfatto degli accordi successivi
al con itto e dichiara guerra ai suoi ex-alleati, alleandosi invece con l’impero ottomano. Bulgaria scon tta -- >
ride nizione dei territori.

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Prima guerra mondiale


Una visione insieme delle forze in campo

La triplice alleanza era più coesa, mentre le altre mostravano più disparità.

Piani di guerra: (triplice alleanza)


Potenze centrali, piani ben de niti, contavano molto sull’impero tedesco, dovevano fare la guerra su due fronti
dividendo le risorse a propria disposizione. L’obiettivo era limitare gli e etti di un con itto combattuto su due
fronti —> soluzione: guerra lampo, colpendo la francia passando attraverso il Belgio (neutrale), cogliendo di
sorpresa il comando francese, andando a colpire dove erano più deboli. Una volta fatto questo si sarebbero
potute spostare le risorse a est per fronteggiare la Russia. Coinvolgono anche Istanbul per i legami economici e
perchè attraverso il coinvolgimento dell’impero ottomano potevano distogliere risorse da quella zona, obbligando
Londra a disperdere le proprie risorse.
Quando scoppia il con itto e l’impero ottomano entra in guerra a anco delle potenze centrali, il sultano di
Istanbul proclama un jihad (sforzo da condursi lungo la via di dio) con la spada difensivo (= il mondo islamico è
sotto attacco e questo genera un obbligo su ogni individuo maschia che possa sostenere il con itto) -- > i
tedeschi e gli austro- ungarici puntano a creare una destabilizzazione nei territori occupati da Francia e Inghilterra
puntando su questo legame religioso. In questo modo le popolazioni musulmane dell’africa del nord, dell’africa
occidentale e dell’india britannica prenderanno le armi e combatteranno contro i loro oppressori.
Poi chiudere i collegamenti alla Russia tramite gli stretti, chiudendo i Dardanelli, una delle vie di collegamento che
anche la GB avrebbe potuto usare per sostenere la Russia.

Piani di guerra: (triplice intesa)


Dovevano prendere tempo e sfruttare le risorse disponibili, non c’erano paragoni con la t.a. l’idea era che ad un
certo punto questi sarebbero collassati.
Contavano sugli imperi coloniali e sul controllo dei mari ( otta britannica) e evitare che il coinvolgimento
dell’impero ottomano avesse ricadute negative sulle comunità musulmane presenti negli imperi britannico e
francese, visto che le colonie erano fondamentali. Londra temeva che i musulmani dell’India andassero contro i
coloni.

Come esplode il con itto

Assassinio dell’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando, da parte di un nazionalista serbo, membro della
Mano Nera a Sarajevo il 28 giugno del 1914. Viene lanciato un ultimatum, con una serie di clausole molto dure
che la Serbia rigetta, in particolar modo quelle più ostiche; l’Austria-Ungheria percepisce questa scelta della
Serbia come un ri uto e quindi dichiara guerra.
Il 28 luglio, esattamente un mese dopo, abbiamo il coinvolgimento della Russia, la quale si schiera a anco della
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Serbia mobilitando le forze armate.
Inizia a mettersi in moto la macchina bellica che viene percepita dalla Germania come un punto di non ritorno. Di
conseguenza si mobilita anche la Germania e da quel momento entrano in campo tutte le varie alleanze.
L’Italia per ora non partecipa al con itto, in quanto non ne era pronta, a causa di una crisi interna abbastanza
importante e soprattutto stava soppesando le varie opportunità (l’o erta migliore arriverà nel 1915 quando grazie
al patto di Londra entrerà nel con itto al anco delle potenze dell’intesa).

Fronte orientale

All’inizio la mobilitazione russa da i suoi


e etti, ma vengono fermati grazie al
comando tedesco che interrompe
l’o ensiva, andrà sempre peggio per le
forze zariste. Si sono registrate una serie
di scon tte che hanno duramente colpito
l’impero zarista, aumentando la crisi
interna e favorendo l’emergere dei
movimenti rivoluzionari. L’avvento al
potere di Lenin ride nì la cultura estera
dalla Russia, anche durante il periodo
rivoluzionario aveva comunque
continuato le ostilità e garantito la
prosecuzione della lotta contro le potenze
centrali. La Rivoluzione d’ottobre
rappresentò una cesura fortissima. È
evidente che la Russia sia destinata ad
uscire dal con itto con costi tra l’altro pesantissimi: la scelta è quella di sganciarsi dal con itto in modo da
dedicarsi a un processo di profonda riorganizzazione interna, vengono sacri cati territori enormi: Trattato di pace
di Brest - Litovsk (scon tta epocale per mosca) del 1918 che sancisce la de nitiva fuoriuscita della Russia dal
con itto e la cessione di una porzione enorme di territori europei principalmente alle potenze centrali (Finlandia,
repubbliche baltiche, Caucaso..) la Russia perde 1⁄4 territori europei, tra cui centri produttivi importantissimi.

- La fuoriuscita della Russia potenzialmente avrebbe potuto cambiare le sorti dello scontro; ma questa fuoriuscita
coincide anche con l’entrata in con itto degli stati uniti a anco delle potenze
dell’intesa --> la possibilità dei tedeschi di spostare le truppe da est a ovest è
stato bloccato dall’aumento esponenziale del coinvolgimento statunitense sul
teatro bellico = maggiori dotazioni militari, maggiori risorse e una partecipazione
al con itto che si fece sempre più signi cativa.

Fronte occidentale

All’inizio sembrava che la guerra lampo stesse avendo successo, la guerra


diventa statica, si creano le trincee. (Nascono i carri armati utilizzati per
difendere i soldati o come mezzo di trasporto, gli aerei utilizzati per operazioni di
ricognizione) + e etti sulla psiche gravissimi.

Battaglia navale dello Jutland, le due otte più importanti si scontrano (tedeschi
e britannici), nessuno dei due vince ma capiscono che un altro scontro sarebbe
stato decisivo per le sorti del con itto e decidono di non proseguire.
La Germania ricorre alla guerra corsara per colpire con sottomarini l’intesa.
Quando gli usa entrano nel con itto diventa ancora più necessario per Berlino vincere la guerra, 1918, primavera,
lanciano un’o ensiva che verrà fermata e nella seconda metà del 1918 la Germania collassa internamente, a Kiel
e a Berlino, i marinai tedeschi si ribellano al comando militare, il kaiser è costretto a lasciare il potere e la
Germania esce dal con itto. Un fronte che era diventato più di 800 km di trincee.

Fronte Italiano

Entra un anno dopo a seguito del Patto di Londra, poi gli stati uniti non si sentiranno vincolati con questi accordi,
guerra tra italia e austro - ungheria, guerra di trincea in territori montuosi, tentativi italiani di sfondare il fronte
austriaco ine caci, o ensive italiane bloccate dalle potenze centrali e operazione congiunta austro - tedesca —>
scon tta epocale con la battaglia di Caporetto, il comando tedesco era estremamente superiore, le unità
tedesche erano piccole e autonome con comunicazioni rapide ed e caci, una volta caduto Caporetto il rischio
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era che sfondassero il nord est no alla pianura padana, l’entità della scon tta è incredibile, l’esercito e le derrate
alimentari italiane vengono sottratte. Battaglia decisiva a Vittorio veneto, ma prima disgregazione impero austro -
ungarico, comunità slave disgregate, la vittoria italiana sarà anche grazie a questo.

Fronte ottomano

Regione del Caucaso: pressione delle forze zariste che cercano di premere sulle frontiere nord- orientali
dell’impero ottomano; le forze zariste hanno un certo successo, riescono ad ottenere sostegno di alcune
popolazioni locali, gli armeni: comunità cristiane che furono mobilitate dalle forze zariste che stavano avanzando
per combattere al loro anco e che nutrivano volontà indipendentiste molto forti e marcate.
La risposta ottomana a queste sollevazioni armene fu terribile = massacro indiscriminato della popolazione
armena, con stime che ancora oggi non sono completamente conosciute, si parla di un milione di vittime circa.

CONCLUSIONE DEL CONFLITTO:


1915, le potenze dell’intesa cercano in ogni modo di diminuire la pressione sul fronte occidentale e sul fronte
orientale e lo fanno cercando di colpire l’anello debole delle potenze centrali, e l’anello debole era individuato
nell’impero ottomano, il vecchio d’Europa, il malato d’Europa. In questo modo le potenze centrali avrebbero
perso un alleato e sarebbe stato più facile portare approvvigionamenti all’alleato russo, la quale erano state
bloccate le vie marittime chiudendo lo stretto dei Dardanelli.
• Si punta a sferrare un attacco al cuore dell’impero ottomano, Gallipoli, area in prossimità degli stretti, di
Costantinopoli/Istanbul. L’o ensiva a Gallipoli è moderna, viene ipotizzata un’o ensiva an bia = operazione che
combinava forze terrestri e navali. Convergono a Gallipoli moltissimi uomini, anche dall’india britannica, nuova
Zelanda, Australia, Sudafrica. Gallipoli fu un asco totale, le forze britanniche sottostimano le capacità operative
ottomane e la volontà di resistere delle forze ottomane, le perdite delle forze alleate sono. Enormi e quelle
ottomane quasi il doppio. La difesa della città vedrà emergere un u ciale ottomano in particolare, Mustafa Kemal,
colui che poi diventerà protagonista della storia della moderna
repubblica di Turchia (=Ataturk, padre dei turchi).
Il comando britannico decide di utilizzare un’altra strategia --> punta a un’altra operazione, più
semplice dal punto di vista militare, e che ha come teatro operativo la Mesopotamia, la terra tra i due umi, con
città più importante Baghdad. Sbarcano nell’odierno Ira meridionale, prendendo la città di Bassora e si prosegue
verso nord, con una vittoria dietro l’altra.
Ad un certo punto le truppe britanniche sono obbligate ad arrestarsi perché le linee di comunicazione diventano
sempre più diradate e quindi è sempre più di cile portare rifornimenti. Il comando ottomano, conoscendo bene le
zone, obbliga le forze britanniche a retrocedere e chiudersi in una roccaforte locale (Kut), li sono circondate e
costrette alla resa = scon tta, non per Londra che manderà nuovi provvedimenti organizzando un altro corpo di
spedizione.

1917, la pressione esercitata su questo territorio era talmente alta che le truppe inglesi riescono nalmente ad
occupare Baghdad --> vittoria che ha un peso enorme anche dal punto di vista dall’opinione pubblica.

Nel 1918, riescono poi ad occupare anche Gerusalemme e alla presa di damasco e viene sancito l’armistizio di
Mudros che segna l’uscita delle forze ottomane dal con itto.

I con iggenti impegni alleati in Medio Oriente


Posizioni assunte dall’Intesa durante il con itto su futuro dei territori ottomani (tutti accordi segreti)

1915 Accordi di Costantinopoli: Londra e Parigi accettano che alla ne ostilità Russia ottenga il controllo di
Costantinopoli e dei Dardenelli

1915-6: Carteggio di McMahon-Husayn, scambio epistolare, Londra in cambio


sollevazione forze hashemite (ribelli arabi contro gli ottomani) contro Impero Ottomano
riconosceva indipendenza popolazioni arabe dopo il con itto mondiale (Levante,
Mesopotamia, Penisola Arabica). Posizione letta come promessa della costituzione di
uno stato arabo indipendente sotto guida Hashemiti. (Il Re pensava che questi territori
sarebbero diventati un regno controllato dalla sua famiglia) impegno che non viene
rispettato

1916: Accordi di Sykes-Picot, riportano i cognomi dei due rappresentanti inglesi e


francesi, che prevedono la divisione dei territori Impero Ottomano tra Levante e Golfo in
sfere di In uenza.
– Grande Siria e Alto Iraq a Parigi
– «Transgiordania» e Mesopotamia Centro-Meridionale a Londra
– Palestina sotto protezione Intesa
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1917: Dichiarazione Balfour (ministro degli esteri inglese): ”His Majesty's Government view with favour the
establishment in Palestine of a national home for the Jewish people [...] it being clearly understood that nothing
shall be done which may prejudice the civil and religious rights of existing non-Jewish communities in Palestine”

In Palestina vivevano gli arabi, i musulmani, gli ebrei erano una minoranza = posto dove potevano stabilirsi.
Lenin pubblica gli accordi segreti per attaccare gli stati capitalisti e viene supportato da Wilson per riequilibrare il
mondo sfavorendo gli imperi europei.

Conseguenze

Politica e geopolitica: caduta di 4 imperi: tedesco, austro ungarico, impero zarista e impero ottomano.
Emergono nuove realtà: l’unione sovietica, considerata intoccabile, l’austria, l’ungheria, la Cecoslovacchia, la
Turchia, regno serbi-croati-sloveni, Polonia.
L’Europa occidentale entra essendo il centro del mondo ed esce con uno dei poli rilevanti non essendo più il
centro del mondo, le potenze centrali sono gli scon tti. La Francia è il paese vincitore, ma la perdita di vite è
enorme.
Il Giappone si è ricatto un minimo di in uenza.

diventano consapevoli che il loro ruolo nel mondo non è più un dominio assoluto, devono fare i conti con nuove
realtà che stanno nascendo
Numerose vittime (9,8 milioni di militari; 8,8 milioni di civili; 21 milioni di feriti)
Potenze centrali scon tte ma il prezzo della vittoria fu altissimo anche per i vincitori
Pandemia “della spagnola”
Condizioni di pace: la conferenza di Parigi punta a dare una stabilita al sistema internazionale, ad
avere una pace giusta --> ma le condizioni sono durissime
Si punta a contenere le due grandi minacce: la rinascita tedesca e l’unione sovietica = “cordone
sanitario”, “cintura del diavolo” --> ridurre all’impotenza i paesi scon tti
Londra non è più la prima piazza nanziaria nel sistema internazionale, ma lo sono gli stati uniti
--> hanno aumentato le loro capacità produttive, sono creditori delle potenze europee.
Movimenti di pro-decolonizzazione: il ruolo delle colonie fu molto importante --> reclamano una maggior
indipendenza se non l’autonomia. Questi movimenti erano sostenuti dall’unione
sovietica e dagli stati uniti.

La pace, con condizioni talmente dure da avere già le basi per la IIGM.

La cintura del diavolo

• Funzione di contenimento • URSS


• Germania
MA
• Deboli, Eterogeneità etnica, Competizione interna

Europa occidentale, debiti enormi nei confronti degli Stati Uniti, U.S.A. principale
potenza produttrice al mondo;
- Manifesta dipendenza potenze europee da colonie;
- Nonostante apogeo imperialismo > ra orzamento movimenti pro-
decolonizzazione a liv locale e intx (Mosca, Washington);
- Potenziale rivoluzionario URSS
- Parigi e Londra hanno vinto, in Europa rimangono solo due grandi potenze, ma
conseguenze durissime sulle potenze colonizzate.

Potenziale rivoluzionario, l’unione sovietica sta diventando un modello:


Mobilitazione tramite ideologie = Viene portata l’opinione pubblica al centro. Si ra orzano movimenti di estrema
destra e di estrema sinistra (es. socialismo rivoluzionario, nazionalismo estremista). Ciò che accresce il
nazionalismo è identi care coloro che sono diversi, che hanno un qualcosa di diverso rispetto a noi
(discriminazione razziale, religione ecc.) e nei momenti di crisi questo ne diventa uno dei motivi. +
Radicalizzazione e disillusione

- Massiccia crescita industriale, sviluppo di vie di comunicazione, canali di comunicazione, sperimentazione di


nuove armi.
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- Le materie prime assumono una rilevanza eccezionale (es. petrolio, giacimenti minerari), devono essere
possedute e l’accesso ad esse deve essere protetto, assicurato.

L’intesa ha mobilitato oltre 41 mil. di uomini, e 25 mil. le potenze centrali, mobilitate intere popolazioni
Fatto grazie a ideologie sempre più pressanti: Masse; tecnologia; risorse > protagonisti guerra moderna

Masse —> Mobilitazione tramite ideologie,Socialismo rivoluzionari, Nazionalismo estremista, Radicalizzazione /


disillusione

Tecnologia —> Massiccia crescita industriale, Sviluppo vie comunicazione, Coinvolgimento intera società,
Sperimentazione nuove armi (aerei, gas..)

Protagonisti —> Materie prime assumono rilevanza eccezionale, Giacimenti minerali e petroliferi essenziali per
sforzi bellici, protezione aree energetiche chiave e ra orzamento legami colonie

Le posizioni dei vincitori

Francia
– 1,7 mil morti, dispersi, mutilati su 13mil [Link] (1913)
– Ob: al di là del recupero di Alsazia e Lorena mirava a eliminare minaccia tedesca attraverso frammentazione
Germania

Impero Britannico
– evitata egemonia tedesca su Europa, puntava a evitare nuova minaccia (inclusa ascesa Francia)
– consolidare propria leadership internazionale (la GB non voleva distruggere la Germania,

Italia
– mirava a rispetto Patto di Londra (gran parte dei termini vennero rispettati) e riconoscimento proprio status

Stati Uniti
– Ride nire ordine internazionale su basi più eque e solide: 14 punti di Wilson, Società delle Nazioni e sistema di
garanzie contro ripresa con itti
– Ra orzare processi di globalizzazione economico- nanziaria.

8 (di 14) punti di Wilson

• ne della diplomazia segreta


• libertà di navigazione e di commercio
• limitazione degli armamenti
• creazione di una Società delle Nazioni
• decolonizzazione e autodeterminazione dei popoli
• out truppe da Russia, Romania, Montenegro, Serbia (+accesso mare)
• indipendenza Belgio
• Alsazia e Lorena > Francia
• retti ca delle frontiere italiane
• sviluppo autonomo di Austria e Ungheria
• Polonia indipendente
• Sovranità turca ma autonomia e sicurezza nazionalità impero ottomano e apertura permanente dello Stretto
dei Dardanelli

Conferenza per la pace di Parigi

1. Delineare i trattati di pace


2. Porre le basi per la costruzione della Società delle Nazioni e redigere il
Covenant, il trattato istitutivo, che viene incorporato in tutti i trattati di pace
3. De niti i termini di un trattato difensivo che doveva essere la garanzia militare,
che doveva unire gli stati uniti, l’impero britannico e la francia.
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Trattato di Versailles con la Germania 28-6-1919

- È la repubblica di Weimar ora (la Germania)


- Percepito come un’imposizione e imputava alla Germania la completa responsabilità del con itto
- Contravveniva premesse armistizio (14 punti Wilson)
Decurtazioni territoriali:

- Alsazia-Lorena >retrocesse alla Francia


- Saar sotto amministrazione SdN ( no 1935) e sue miniere poste sotto controllo francese
- Cessioni territoriali minori a Belgio, Danimarca, Cecoslovacchia, Memel ceduta alla Lituania
- Separazione Prussia Orientale dal resto della Germania attraverso Corridoio di Danzica
- Danzica internazionalizzata
- Divieto di Anschluss
- Colonie spartite tra vincitori

Clausole militari:

- Smilitarizzazione Renania
- Riduzione forze armate 100.000 unità
- Completa ride nizione Stato Maggiore
- Pesanti limitazioni armamenti
- La otta militare tedesca deve essere allocata tra i vincitori

Riparazioni da versare ai paesi vincitori


—> la Germania deve pagare le riparazioni, per ripagare i danni imposti ai paesi vincitori e occupati (es. Belgio)

La cintura del diavolo —> Houshofer, funzione di contenimento, URSS, Germania


Ma —> stati deboli, eterogeneità etnica e competizione interna

La frammentazione dell’impero austro-ungarico

Impero frammentato, nuovi stati con omogeneità etnica: Austria, Ungheria, Cecoslovacchia e Regno dei Serbi,
Croati e Sloveni.

Molteplici questioni aperte tra gli “eredi” dell’impero

Austria (T. Saint Germain, 10-9-1919)


- Cuore del Vecchio impero. P. ridotto a ¼ della sua antica estensione e intercluso.
- Riuniva buona parte delle popolazioni tedesche dei possedimenti asburgici
- Divieto di uni cazione con la Germania (Anschluss).
- Limitazione forze armate (30.000 unità)
Ungheria (T. Trianon, 4-6-1919)
- Indipendente ma interclusa e caratterizzata forte carica revisionista
- Riunisce buona parte della popolazioni magiare dell’impero
Cecoslovacchia
- Riunisce Boemia, Moravia e Slovacchia
- Paese più avanzato dell’area ma con importanti contraddizioni (Sudeti etc)
Regno di Serbi, Croati, Sloveni (Jugoslavia)
- Riuniva principali comunità slave attorno a leadership serba
- Di cile composizione con ne con Italia (trattato Rapallo novembre 1920)
Trattato di Sevres (8-1920)

Non venne mai pienamente accettato dalla popolazione turca, è tra i più punitivi.
Prevedeva una quasi completa frammentazione del territorio ottomano, perdeva tutti i territori arabi sotto il suo
controllo; perdeva quasi tutti i possedimenti europei salvo una piccola parte vicino allo stretto; alla Grecia veniva
riconosciuta una parte della Turchia attuale; gli stretti vengono aperti e internazionalizzati (se chiunque può
passare non posso fermare nessuno); predisposta la costruzione di uno stato Armeno; possibilità che su parte dei
territori si costituisse uno stato Curdo;
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Nascita Turchia e guerra greco-turca
(1920-23)

Ascesa Mustafa Kemal (Estate 1919):


Mustafa Kemal guida revolt. Ob:
- Difesa indipendenza e recupero territorio
controllati dopo Mudros
- Liberazione paese da forze occupazione
- Abolizione governo Sublime Porta
- Occupa Anatolia esclusa Costantinopoli e
aree limitrofe

Guerra turco-greca (1920-1923)


- Dopo o ensive greca, graduale ripresa
turca = vittoria
- Massacro di Smirne
- 1924 abolizione cali ato > Repubblica di Turchia
- 1923 Trattato di Losanna
- Ribaltamento Sevres: con ne Turchia attuale
- Scambio popolazioni
- 1,3 milioni cristiano ortodossi > Grecia
- 400k musulmani > Turchia

I Mandati

MANDATI - istituto giuridico che fa capo alla SdN.


Art. 22 del Covenant (trattato istitutivo della SdN) fa riferimento a quelle colonie e territori che hanno cessato di
essere sotto la sovranità di stati che prima li governavano e che non sono in grado di autogestirsi - la comunità
internazionale deve assumersi l'impegno di accompagnarli all'indipendenza.
Mandati in Medio Oriente (zona tra Levante e Golfo Persico) -› in una conferenza a San Remo (1920), questi
territori vengono spartiti:
Palestina, Giordania e Iraq meridionale = mandato UK (petrolio in Iraq)
Siria e Libano attuali = mandato Francia (protettrice dei cristiani nel Libano). Successivamente, come parziale
contropartita per mancato rispetto accordi Sykes-Picot, vengono dati alla famiglia hascemita:
Transgiordania;
Iraq.
La stessa potenza mandataria doveva dichiarare questi popoli pronti per l’indipendenza.

Anni Venti - XX Secolo

Equilibri europei —> 1920-1923 apice della tensione


1924-29 —> tentativo di andare tutti nella stessa direzione fase della “distensione e spirito Locarno”, ordine
stabile

La prima fase (1920-23) ci furono tensioni fortissime, a partire dal 1924 si iniziò a registrare una certa distensione
che avrebbe dominato il resto del decennio, creando aspettative enormi, ponendo le basi per quella che si
pensasse potesse essere una pace solida, un riconoscimento e ettivo degli equilibri venuti a consolidare dopo il
primo con itto mondiale; questa distensione nei suoi momenti più alti vede eminenti politici porre le basi per la
creazione di una federazione europea, addirittura parlare di messa al bando della guerra. Questa fase sembra
essere animata da un accordo che diventa il simbolo di questa fase: “Trattato di Locarno”. Il decennio però si
chiude in maniera drammatica, si chiude con la grande depressione che segue la crisi del 1929, una crisi del
sistema capitalistico statunitense che de agra senza preavviso che avrebbe travolto gli USA ma che in virtù di un
modo sempre più globalizzato ed interconnesso sarebbe tracimata anche nel continente europeo colpendo gli
attori che più erano dipendenti dai capitali americani, ovvero l’Austria e soprattutto la Germania ma anche seppur
in forme diverse Londra che proprio in quei anni sperimenta le di coltà di mantenere quell’Impero che l’aveva
resa la potenza egemone su scala internazionale.

Apice della tensione (1920-23)


I fattori che alimentano la tensione e che fanno pre gurare un possibile nuovo con itto europeo sono:

● instabilità del sistema internazionale:


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è un fattore già chiaro nei primi anni venti, apparirà in tutta la sua profondità nel corso degli anni trenta.
debolezza della società delle nazioni: molte potenze erano state escluse da esse, ovvero quelle scon tte, della
mancanza dell’Unione Sovietica all’interno ed in ne l’attore che aveva spinto più di tutti per la sua promozione, gli
Stati Uniti, non erano entrati a far parte della società di conseguenza veniva meno il ruolo di garante esterno che
gli USA avevano esercitato nella seconda parte del con itto in questa fase storica. La società delle nazioni, per
quanto potesse apparire estremamente avanzata per l’epoca, denunciava importanti limiti strutturali che non
erano legati solo alla membership ma erano legati anche agli strumenti di cui essa si era dotata, alle forme che
essa aveva assunto per giungere ad una decisione.

● Incertezze sul piano di sicurezza

ci sarebbe dovuta essere una garanzia nell’ambito della sicurezza, ovvero un'alleanza difensiva che avrebbe
dovuto unire USA - Francia - Impero Britannico, che avrebbe dovuto fungere da garante di un’impalcatura
diplomatica; la stipula di questa alleanza era stata legata all’istituzione della società delle nazioni e ai trattati di
pace.

L’altro tema riguarda invece la Germania, il revisionismo tedesco, la non accettazione dell’ordine di Versailles
ma non vi è solo Weimar ma anche una parte della popolazione italiana che preme per una ride nizione degli
equilibri attuali sulla base di promesse teoricamente non mantenute, sulla base di considerazione che dicono “per
lo sforzo bellico che è stato prodotto, per i sacri ci fatti da Roma quello che è stato dato in cambio non è
su ciente, si vuole di più" gli italiani vogliono un protettorato sull’Albania, il controllo totale su Dalmazia. Nel
contesto extra-europeo invece una posizione marcatamente revisionista la ha il Giappone (esce dalla SdN), il
quale ha ottenuto le colonie tedesche in Cina, e attua una politica sempre più aggressiva nei confronti del nord-
est della Cina.

Il fallimento delle politiche del disarmo, ci prova infatti la “Società delle Nazioni” e l’Impero Britannico puntano
a dare un’organizzazione e dei criteri alle forze armate per evitare una corsa al riarmo e questi sforzi falliranno
miseramente e falliscono prima che Hitler salga al potere, l’avvento di Hitler al potere all’inizio degli anni trenta è il
colpo di grazia a questi tentativi a divenire a una gestione condivisa del disarmo.

● congiuntura economica:

Anche i paesi europei vincitori vivono una fase economica tutt’altro che rosea per i debiti che hanno contratto e
per le di coltà che hanno nel riorganizzare quello che è il loro comparto produttivo. Vi è una ripresa economica
debole, disomogenea, nei paesi vittoriosi ci sono di coltà mentre in quelli scon tti la situazione è drammatica; la
Repubblica di Weimar vive una fase di iperin azione, la moneta tedesca viene deprezzata continuamente e
questo va a tutto danno delle classe sociali più debole ma anche di quelle medie che vedono evaporare i propri
risparmi ed investimenti. Si con gura sempre più una marcata dipendenza dal centro nanziario americano,
ovvero Wall Street, la quale diventa il cuore internazionale della nanza e la disponibilità di capitale statunitensi è
la condizione per avviare il processo di ricostruzione infatti non è un caso che la distensione che si registra tra il
24-29 è possibile grazie al ruolo chiave che gli Stati Uniti giocano sul piano nanziario fornendo capitali in
particolare all’Austria e la Germania rimettendo in moto un’economia europea che si era inceppata.

● ascesa delle visioni estremiste:

La popolazione è mobilitata, si registrano sollevazioni armate legate a movimenti di estrema destra e sinistra, il
consolidamento di tendenze ultra-nazionaliste. Sempre più spesso è lo stato liberale che sembra sotto attacco,
il caso più evidente è quello italiano (Marcia su Roma e l’avvento del ventennio fascista). Per lungo tempo questi
modelli di stato illiberale hanno esercitato un fascino fortissimo in Europa e al di fuori, sono apparsi come dei
modelli. Nella seconda metà degli anni 20 e per buona parte degli anni 30 il fascismo ha goduto di una stampa
internazionale estremamente favorevole che evidenziava i successi del “fascismo” questo perché quest’ultimo
aveva portato un processo di modernizzazione del paese che ha portato il paese ad ottenere alcune a ermazioni
sul campo internazionale e la stampa non ha mancato di sottolineare, lo stesso Hitler ha subito il fascino del
modello fascista in una fase iniziale; quasi come se il modello di stato liberale non fosse al passo con i tempi.

La debolezza della società delle nazioni

Per la prima volta si crea un’organizzazione internazionale che ha il compito di disinnescare i con itti alle origini e
qualora questi esplodano di arrivare ad una soluzione paci ca della controversia: gli obiettivi erano assolutamente
lodevoli, nonostante fosse circondata da idealismo eccessivo ma si era posto un obiettivo quale mai si era riusciti
a raggiungere nella storia dell’umanità. Il problema è che queste aspettative non erano sostenute da strumenti
adeguati, da risorse adeguate e da una volontà politica su ciente. I fattori che più vanno ad incidere sulla
debolezza della società delle nazioni sono:
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● chi non ne fa parte: le potenze scon tte, l’Unione Sovietica e gli Stati Unit (non rati cano il trattato di
Versailles) i i quali non entreranno mai a farne parte mentre la Germania successivamente sì. Lo stesso
Giappone è tra i paesi fondatori ma uscirà dalla società nel corso degli anni trenta denunciando già in quel
momento la debolezza del sistema legato alla società delle nazioni.
● rivalità interne: i diversi interessi europei emergono in maniera fortissima, le diverse visioni (quella francese,
inglese, italiana) e vi sono poi contraddizioni che sono evidenti: uno dei principi che vengono incastonati nel
trattato istitutivo della società delle nazioni (covenant) è il principio di autodeterminazione dei popoli ma come si
può conciliare questo principio con il sistema dei mandati, un sistema che si rivela come un colonialismo
mascherato.
● strumenti per garantire la pace del mondo: alla Società della Nazioni mancano delle forze armate proprie che
servano per intervenire in caso di crisi e un sistema decisionale e cace. Le decisioni all’interno della Società
delle Nazioni devono essere prese all’unanimità e di conseguenza ognuno ha un diritto di veto e questo signi ca
paralisi del sistema decisionale a meno di casi che siano considerati particolarmente non signi cativi dove in un
modo o nell’altro si arriva all’unanimità.

+ la malattia di Wilson, dopo 2 ictus è la moglie a decidere di quali temi occuparsi.

Alcuni articoli della Società delle Nazioni:


ART. 10: I membri della Società delle Nazioni si assumono l’impegno di rispettare e
proteggere l’indipendenza e l’esistenza sul piano politico di tutti i membri della
Società delle Nazioni da aggressioni esterne e di garantirne l’integrità territoriale.
ART.11: Ogni guerra, o minaccia di guerra, rappresenta un tema che riguarda l’intera Società delle Nazioni e la
Società delle Nazioni assumerà qualsiasi azione che possa
essere considerata necessaria per salvaguardare la pace delle nazioni.
ART.12: Qualora una controversia dovesse emergere tra i membri della Società delle Nazioni e qualora una
disputa possa portare a una rottura sono chiamati a sottoporre la questione alla Società delle Nazioni attraverso
una forma di arbitrato internazionale o attraverso un giudizio degli organi della Società stessa, in ogni caso
essi devono accettare a non ricorrere all’uso della violenza.

INSICUREZZA SUL PIANO MILITARE: il sistema di alleanze francesi

- Non viene rispettato il trattato difensivo con la Francia da parte dell’impero britannico e degli stati uniti
- Rete di alleanza che consolidino la potenza francese --> sono piccole o medie potenze e in molti casi
queste alleanze sono più nell’interesse degli altri attori che della Francia stessa.
- Piccola intesa --> trattati che la Francia stipula con Romania, Cecoslovacchia e regno di serbi, croati e sloveni
per contenere l’Europa centrale
- 1923 occupazione della Ruhr --> Francia che spinge per la frammentazione tedesca + referendum per
indipendenza della Renania dalla repubblica di Weimar.

INSICUREZZA SUL PIANO MILITARE: il mancato disarmo


= Essendo che la corsa agli armamenti era stata una delle cause principali dello scoppio della Prima guerra
mondiale, con questa serie di trattati si cerca di limitale la corsa agli armamenti, attraverso una campagna di
disarmo.
= l’impero britannico non è più la forza dominante sui mari, ma deve fare i conti con gli Stati Uniti e inoltre, il
Giappone, potenza extraeuropea, è sostanzialmente il terzo attore principale sul piano navale - -> sistema
internazionale non più eurocentrico o non solamente eurocentrico.

CONFERENZA DI WASHINGTON (1921-22): disarmo navale


o Disarmo navale: si assegnano limiti di grandezza e proporzioni marine per ogni paese
(Gran Bretagna e Stati Uniti possono avere una parità di armamenti, in quanto le otte di uguagliano essendo le
due principali potenze navali al mondo; la seconda più importante viene assegnata al Giappone; ed in ne Francia
e Italia).
o Mantenimento status quo nel paci co --> gli USA spingono a nché questo avvenga essendo la potenza
dominante.
o Indipendenza sovranità della Cina + “porta aperta” (= la Cina deve essere aperta economicamente agli
interessi di tutte le grandi potenze, non si possono de nire zone di in uenza esclusive come si era fatto prima del
primo con itto mondiale).

TRATTATO DI LONDRA (1930): punta a porre limitazioni alla guerra sottomarina + riduzione degli armamenti
navali medi 5 maggiori marine.
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CONFERENZA DISARMO GENERALE GINEVRA (1932-36): disarmo terrestre
o Francia favorevole a riduzione armamenti in cambio di garanzie della Società delle Nazioni che in caso di
con itto sarebbe intervenuta. o Germania favorevole purché:
- Cancellazione termini Versailles su forze armate
- Parità diritti tedeschi ambito armamenti (la Germania è una grande potenza e deve essere riconosciuta come
tale).
Proposta della Germania accettata a ne 1932, ma nel gennaio del 1933 Hitler diventa cancelliere. La Germania
lascia la conferenza di Ginevra ed esce dalla Società delle Nazioni.

—> Uscendo la Germania, una degli attori principali, dalla conferenza, si sancisce il sostanziale fallimento di essa.
—> Successo quanto meno parziale sul piano navale; cambiamento di status fatto registrare da alcune potenze;
totale fallimento sul piano terrestre.

CONGIUNTURA ECONOMICA - legame tra le riparazioni che la Germania deve pagare e le restituzioni dei debiti
ai paesi che avevano fatto prestiti durante la IWW.
I principali creditori sono gli Stati Uniti, che esigono i soldi indietro.
Francia, Italia e Regno Unito si dichiarano disponibili a pagare il debito, ma devono prima ricevere il pagamento
delle riparazioni dalla Germania.
La Germania però non riesce più a pagare perché il peso
dei costi è tale da generare un processo di iperin azione
- la moneta tedesca perde costantemente di valore, la
popolazione subisce un impoverimento drammatico =
tensioni sul piano interno con manifestazioni violente ed
episodi di estremismo sempre più marcato.

RADICALIZZAZIONE DELLE POSIZIONI:


Germania
- 1919, soppressione sollevazione Spartachisti (estrema sx)
- 1920, soppressione putsch di Kapp (tentato colpo di stato) e
sollevazione Ruhr (armata rossa)
- 1921, assassini Erzberger (Ministro delle Finanze) e Rathenau
(Ministro degli Esteri)
- 1923, insurrezione comunista Amburgo e putsch di Monaco (arresto
di Hitler).
Italia
- 1919, Fondazione Fasci di combattimento (piazza San Sepolcro)
- 1919-20, Occupazione di Fiume
- 1919-20, Biennio Rosso - ride nire le dinamiche di potere all'interno del sistema italiano = occupazione delle fabbriche e creazione di
consigli di autogoverno.
- 1921, fondazione Partito Fascista e Partito Comunista
- 1922, marcia su Roma
- 1924, elezioni -› assassinio Matteotti, Secessione Aventino.

1920-23 = APICE DELLA TENSIONE:


--> DISTENSIONE E SPIRITO di LOCARNO (1924-29) --> I CRISI 1929
• de nito l'ammontare delle riparazioni che la Germania è chiamata a pagare = 132 miliardi di marchi oro.
• la Germania è isolata internazionalmente --> Accordi di
Rapallo tra URSS e Germania = prevede il mutuo riconoscimento e un protocollo militare segreto, in cui la
Germania sviluppa nuovi armamenti sul territorio sovietico.

• crisi economica tedesca --> dichiara di non riuscire più a pagare = la Francia sfrutta l'occasione per
mandare le proprie forze armate ad occupare la regione della Ruhr (importante dal punto di vista industriale).
Berlino non ricorre alla violenza ma attua una resistenza passiva:
- sostegno delle popolazioni locali, alimentando la loro scelta di fare sciopero = peggiora la situazione delle
casse tedesche già duramente colpite
- la Francia allora assume lavoratori stranieri, proibisce di esportare beni prodotti nella Ruhr nel resto della
Germania e sostiene movimenti indipendentisti che operano in Renania.

il momento di stallo spinge a ride nire le posizioni in Francia e Germania:

1924 = DISTENSIONE:

• cambiano i vertici politici della Germania e della Francia:


- in Germania giungono al potere Stresemann e Marx che guidano gli esecutivi del periodo --› sono a favore di
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una soluzione negoziata --> Germania annuncia termine della resistenza passiva

- in Francia invece i governi del centrodestra cedono il passo tramite elezioni ai partiti di sinistra guidati
da Herriot.

- si pongono quindi le basi per una collaborazione tra Briand (Francia) e Stresemann (Germania) - -> il mediatore
esterno sono gli Stati Uniti, che fanno da garante.

• PIANO DAWES
Viene promosso dagli Stati Uniti, ha l'obiettivo di rimettere in moto l'economia tedesca per permettere alla
Germania di pagare le riparazioni:

- si dilaziona il periodo e si stabilisce la rata delle riparazioni che la Germania deve pagare in base anche
alla sua situazione economica interna.

- gli Stati Uniti concedono prestiti alla Germania per far ripartire l'economia --› in cambio la Germania
mette come garanzia le proprie ferrovie.

- il Piano prevedeva l'evacuazione delle forze francesi dalla Ruhr, una volta ripreso il pagamento delle
riparazioni.

1925-1929 = SPIRITO DI LOCARNO E SICUREZZA COLLETTIVA:

- Trattato di Locarno --> i garanti sono Italia e Regno Unito. De nisce le frontiere tedesche: o la Germania
riconosce i con ni con Francia e Belgio = accetta i con ni occidentali.
o la Francia accetta l'unità tedesca e rinuncia ai progetti di frammentazione --› smette di sostenere i progetti a
favore dell'indipendenza della Renania.
o la Germania si impegna a de nire le frontiere con la Cecoslovacchia e la Polonia attraverso un arbitrato
internazionale
- 1926 - Ingresso della Germania nella SdN = ora è una potenza parte del sistema e non più esterna.

- Patto Briand - Kellog --> trattato di rinuncia generale alla guerra (siglato da 57 nazioni, URSS inclusa).
- Apice della distensione:
o Francia e Germania giungono ad un accordo per l'evacuazione della Renania: se la Germania fosse venuta a
meno a questa condizione, Parigi avrebbe potuto reagire militarmente.
o Piano Young --› impegno tedesco a far fronte a una prima tranche di 36 pagamenti annuali; ogni annualità
sarebbe stata composta di due parti: una non di eribile e l’altra di eribile a seconda della situazione economica
tedesca.
o Briand all'assemblea della SdN, dichiara la volontà di creare una federazione europea

LA CRISI DEL ‘29


Cause: le azioni delle imprese quotate in borsa erano sopravvalutate + spinte speculative molto forti + ottimismo
degli investitori che presero a “giocare in borsa” + facile credito banche.
- Martedì nero di Wall Street (29 ottobre 1929) --› l’improvviso ritiro di capitali da parte degli investitori provocò un
rapido calo del valore delle azioni = si dimezza il valore del mercato azionario statunitense = disoccupazione -->
“grande depressione”.

- La crisi nanziaria si trasforma in crisi produttiva - vengono chiuse le linee di credito e si dà il via alle misure
protezionistiche.

- Fallisce l'unione doganale tra Germania e Austria: il ministro degli esteri tedesco Curtius (sostituto di
Stresemann) avviò i contatti con il ministro degli esteri austriaco Schober al ne di realizzare un’unione economica
austro-tedesca nella convinzione che tale progetto consentisse un miglioramento della situazione economica dei
due paesi.
Italia e Francia però videro questo progetto come il primo passo verso l’annessione dello stato austriaco alla
Germania (espressamente vietata dal Trattato di Versailles e dall'Anschluss) → l’Austria, nel frattempo, si appella
alla SdN, per via della crisi nanziaria, chiedendo aiuto economico → la Francia si dichiara disposta a concedere
aiuti in cambio della rinuncia al progetto di unione doganale con Berlino.
A sua volta colpita dalla crisi, la Germania si appella alle autorità americane perchè a rontassero la questione dei
debiti internazionali → vengono avviati negoziati per aiutare l’economia tedesca.

- Regno Unito rinuncia al gold standard = conversione immediata della sterlina in oro.
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- Conferenza di Losanna = si concordò che la Germania non era in grado di pagare le riparazioni → si decise così
che Berlino avrebbe versato ai vincitori una somma una tantum di 3 miliardi di marchi, ponendo in tal modo ne
alle riparazioni. --> non vengono pagati perché la crisi era troppo profonda.

Il presidente Hoover: opta per una politica a stampo liberista; quindi, dichiarò che lo stato non doveva intervenire
nell’economia. Tentò di far prevalere la produzione interna statunitense a fronte delle importazioni.

Francia e Gran Bretagna invece si dedicarono alle preferenze imperiali, preferivano il commercio solo ed
esclusivamente con le colonie. Ciò spinge anche gli altri paesi sviluppati verso le politiche protezionistiche.
èSi rompe in maniera irreparabile un sistema cooperativo fortemente integrato, che puntava all'interconnessione
dei mercati delle classi dirigenti, arrivando quindi ad un protezionismo spinto (ogni stato guarda a sé). La
globalizzazione aveva infatti raggiunto livelli tali da incidere direttamente su tutti i livelli = la crisi non tocca solo
gli Stati Uniti, ma si estende in tutta Europa:
- Uno dei primi paesi a risentirne fu la Germania, la quale stava a rontando un duro periodo già dopo la ne della
Prima guerra mondiale, con il ritiro dei capitali americani che avevano aiutato la ripresa economica, la situazione
di aggravò ulteriormente.

- In Gran Bretagna si aggravò una situazione che aveva già mostrato una serie di di coltà sin dal dopoguerra e si
manifestò un incremento della disoccupazione.

- In Italia, ci furono grandi fallimenti nel settore industriale e bancario, che spinsero il governo fascista a
intervenire direttamente nella gestione dell’economia del paese.
è Protezionismo (USA < aumento della tari a relativa alle importazioni 60%) --> tentativo di far prevalere la
produzione interna a fronte delle importazioni.
è L’URSS risentiva di un certo fascino (in quanto nonostante non si trovasse sicamente in territorio europeo,
sembrava non subire a atto gli e etti della crisi. Questo perché Stalin aveva assunto il pieno controllo dello stato
e del partito, ed avviando il primo piano quinquennale e per la trasformazione dell’URSS in una grande potenza
industriale. Il carattere totalitario del regime, l’abile azione propagandistica e la chiusura del paese vero l’esterno
fecero sì che venissero ignorate le tragiche condizioni della costruzione del “socialismo in un solo paese”:
sprechi, ine cienze del sistema produttivo, falsità nella propaganda, collettivizzazione forzata delle terre, carestie
e molto altro). —> Ra orzamento partiti estremisti (Germania con Hitler e in Italia con Mussolini).

PRIMI FALLIMENTI della SOCIETÀ DELLE NAZIONI:

1) MANCHUKUO
La società delle nazioni è sorta con particolari criticità, ad esempio il fatto che gli Stati Uniti, membri fondatori di
questo organismo, non ne facevano parte; l’Unione Sovietica ne era esclusa al momento e anche la Germania.
Il Giappone era un paese in forte crescita (era anche riuscito a vincere guerra contro l’impero zarista nel
1904/1905, questo aveva fatto capire alle potenze europee che il Giappone e ettivamente era una potenza
emergente, in quanto era riuscito a scon ggere uno dei principali imperi); la Cina invece stava vivendo un periodo
di forte instabilità, lotta tra il partito nazionalista di Chiang Kai-shek e quello comunista di Mao Zedong).
A questo punto, il Giappone che già esercitava la propria in uenza su buona parte della Cina, vide l’occasione di
riuscire ad esercitare ancora in maniera più ampia un controllo su altre parti della Cina (Manciuria).
Nel settembre del 1931: un attentato fu usato come pretesto contro la linea ferroviaria del Giappone -- > truppe
giapponesi reagirono con una serie di azioni militari e imponendo il pieno controllo sulla Manciuria = creazione di
uno stato fantoccio, il Manchukuo.
Cina si rivolge alla SdN ma trova un disinteresse potenze occidentali.

- 1/1932: viene istituita una commissione d’inchiesta, su richiesta di Tokyo, (in cui facevano parte UK, USA, G, F,
I) che formula un documento incolpando il Giappone dell’aggressione.

- 2/1933: la Cina si era appellata nuovamente Assemblea Generale della SdN, chiedendo di non riconoscere il
Manchukuo.

- 1933 il Giappone si ritira dalla SdN


è Società delle Nazioni risulta totalmente inerme di fronte all’aggressività di un paese industrializzato.

2) NEGOZIATI SUL DISARMO


L’articolo 8 del Covenant sanciva che i membri dovevano in sostanza riconoscere che il mantenimento della pace
non potesse prescindere dalla riduzione degli armamenti nazionali e che il consiglio e gli stati dovevano formulare
piani e direttive per questa riduzione e che comunque il limite imposto degli armamenti non poteva essere
superato.
2/1932: viene istituita la Conferenza di Ginevra per riduzione e limitazione armamenti (con partecipazione degli
USA, URSS). --> la conferenza verte più che altro su una revisione dei termini di Versailles.
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Contrasto tra Francia e Germania su clausole Versailles

9/1932: Germania ritira delegazione dal negoziato e ritorna a dicembre perchè le potenze avevano fatto intendere
che sarebbero state disposte a revisionare i termini delle clausole di Versailles.
Tuttavia, il 14/10/1933, pochi mesi dopo la salita al potere di Hitler come cancelliere, annuncia ritiro dalla
conferenza e anche dalla SdN.

ASCESA DI HITLER
Hitler prese a svolgere attività politica avvicinandosi a uno dei numerosi piccoli partiti di destra che faceva in
sostanza dell’odio per la democrazia, dell’opposizione al Trattato di Versailles e dell’odio nei confronti degli
stranieri, degli ebrei e delle minoranze, i caratteri fondanti del proprio programma.
In breve tempo divenne l’esponente di punta e di spicco per partito nazionalsocialista, ma decise comunque di
avviare rapporti con partiti e componenti più moderatori per dare avvio poi ad un colpo di stato, il famoso Putch
di Monaco del 1923.
è Fallimento putsch di Monaco 1923 → Hitler e gli altri collaboratori furono costretti ad una pena detentiva, in cui
Hitler ebbe l’occasione per scrivere il suo libro “Mein Kampf”:
- Esaltazione razza ariana e odio ebrei
- Contro partiti democratici e comunisti
- Ri uto scon tta e Versailles → obiettivo “nuovo ordine europeo” = riunione all’interno della Germania di tutte le
popolazioni di origine tedesche + voleva spostarsi sempre più verso est
- URSS era il nemico principale --> popolazione slava + vigeva la dottrina e l’ideologia
comunista.

Una volta uscito dal carcere, trova situazione disastrosa a causa della crisi del ’29 --> diverse tornate elettorali.
- 1930-32: governi deboli e incapaci di fronteggiare la crisi economica
- 1933: caduta esecutivo e facilitato dalla crisi economica --> Hitler vince le elezioni e diventa cancelliere --> il
primo passo che fece fu uscire dalla Società delle Nazioni.
- 1934: con l’incendio Reichstag (=parlamento), diede avvio ad una serie di fortissime leggi contro opposizione =
elimina ogni forma di opposizione presente in Germania.
- 8/1934: morte di Hindenburg (presidente di allora) → Hitler diventa Führer, accentrando tutti i poteri nelle sue
mani --> eliminazione dell’opposizione + leggi raziali nei confronti degli ebrei e di altre minoranze + eliminazione di
alcuni suoi collaboratori

ITALIA FASCISTA:

- 28 ottobre 1922: marcia su Roma → Mussolini sale al potere


- 1925: Leggi Fascistissime

- 1929: Patti lateranensi con la chiesa.


Il comportamento di Mussolini cambia da un iniziale revisionismo a una sostanziale accettazione dei termini di
Versailles, mirando a far diventare l’Italia l’ago della bilancia del sistema internazionale.
Revisionismo iniziale:
Mussolini e il suo movimento si erano fatti interpreti di gran parte dei temi e degli obiettivi del nazionalismo, fra
cui:
- Nazionalismo e mito della “vittoria mutilata”.
- Volontà di espansione dell’Italia
- Vedere l’Italia riconosciuta come una grande potenza (Es. occupazione Corfù nel 1923 --> una commissione di
indagine incaricata di sovrintendere alla de nizione del con ne greco-albanese era stata attaccata da aggressori
anonimi e massacrata. L’Italia non disposta a farsi umiliare, ha riconosciuto come responsabile dell’accaduto la
Grecia, sotto ordine del duce venne occupata militarmente e bombardata l’isola di Corfù. Grazie alle mediazioni di
Francia e Gran Bretagna l’isola fu evacuata dall’Italia, previe scuse e ricompense in denaro da parte della Grecia.)
Il comportamento di Mussolini cambia da un iniziale revisionismo a una sostanziale accettazione dei termini di
Versailles, mirando a far diventare l’Italia l’ago della bilancia del sistema internazionale = far espandere l’Italia e
darle il ruolo di grande potenza. Secondo Mussolini l’Italia deve essere presa come esempio dalle altre potenze
Successivamente accettazione Versailles:
- Favore piccole/medie potenze
- Buoni rapporti con UK e USA (Mussolini venne recepito come un “Self-made man”).
- Tensione con Francia: Mussolini considerava la Francia come esempio di democrazia corrotta ed
in uenzata da quegli ideali che il fascismo aveva sempre combattuto. Inoltre, vi erano ragioni di rivalità anche
nell’area del Mediterraneo = Tunisia su cui la Francia aveva un protettorato, ma vi era una forte comunità di
origine italiana. Ma la causa di maggior attrito fu l’ospitalità che Parigi o rì a leader di vari partiti che erano contro
Mussolini).
- Prudenza verso Germania (in Alto Adige vi è una forte componente tedesca e per cui Mussolini aveva avviato
una campagna di italianizzazione = vi è la paura che Hitler potesse spingere la popolazione alto-atesina a
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chiedere l’annessione alla Germania, o a rivoltarsi).
- Revisionismo rapporti con Jugoslavia: patto di Roma del 1924 sanciva Fiume sotto controllo italiano =
Mussolini vedeva Jugoslavia come potenziale nemico.
- Sostegno movimento separatista croato
- Accordi economici con Albania = trasformare lo stato in una sorta di protettorato italiano.
- Buone relazioni con Ungheria e Romania.
- Mantenimento pace (“patto a quattro” tra Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia) -->6 mussolini tenta di
mantenere rapporti diplomatici e di evitare un’ulteriore aggressività in Europa (ma mai rati cato).

Nel 1934 Mussolini e Hitler ebbero il loro primo incontro → a rontano varie questioni internazionali, tra cui il futuro
dell’Austria.
Pochi giorni dopo Hitler procedette all’eliminazione violenta degli esponenti delle SA (squadre d’assalto). A
inasprire ancora di più̀ la relazione italo-tedesca ci fu un altro avvenimento → Dollfuss, salì al potere in Austria in
una situazione di crisi e contrasti; aveva represso le agitazioni nei quartieri operai di Vienna e aveva instaurato un
regime autoritario avvicinandosi all’Italia fascista e sostenendo l’indipendenza dello stato austriaco. I nazisti
austriaci tentarono un colpo di stato che fallì → le preoccupazioni italiane per l’aggressività tedesca spinsero
Mussolini ad accettare un riavvicinamento con la Francia = a Roma si incontrarono Mussolini e Pierre Laval
(ministro degli esteri francese) in cui emersero una serie di accordi che risolvevano alcuni contenziosi in ambito
coloniale e avviarono anche i contatti segreti al ne di elaborare una strategia comune in caso di guerra (in
funzione anti tedesca) = accordi Mussolini-Laval (1934).
Fin dagli anni Trenta la Francia volse la sua attenzione all’URSS → arte ce del riavvicinamento franco-sovietico fu
Barthou, che si fece promotore di un progetto = Patto dell’Est, ispirato al concetto di sicurezza collettiva, che
venne siglato da Parigi, Mosca e Praga → ciò̀ spinse la Francia a favorire l’ingresso dell’URSS nella SdN.

La lunga crisi cinese


La lunga crisi cinese inizia nella seconda metà dell’ottocento ed inizio del novecento, dopo le due “Guerre
dell’Oppio” si ritrova costretta ad e ettuare un’apertura forzata e passa da essere un attore indipendente a dover
tener conto di altri attori, soprattutto in Europa. La Cina viene investita da una crisi che colpisce gli ambiti delle
geopolitica, andando a creare una crescita demogra ca la quale però non era sostenuta da una condizione
favorevole al progresso data la mancanza di sistemi produttivi adeguati. Durante questo periodo buio cinese si
registrano un grande numero di carestie alle quali il governo non riesce a dare una risposta. Questi elementi
portano e provocano lo scoppio di rivolte durissime che coinvolgono e segnano grandi porzioni di territori
all’interno dell’Impero Cinese. Queste rivolte andranno ad indebolire il controllo di Pechino sul sistema imperiale e
porteranno alla ne del sistema sinocentrico, ovvero la concezione che la Cina fosse il centro culturale del
mondo. Questo ci fa capire come la situazione in Cina stia cambiando, la credibilità di chi sta ai vertici del potere
imperiale si a evolisce, le rivolte non cessano e si andranno a protrarre no al 1912, anno che mette ne al
dominio della dinastia Qing che causa la proclamazione della Repubblica, Repubblica solo di nome, con a capo
Shikai il quale assume toni autoritari. Dopo la morte di Shikai si passa ad un periodo chiamato “Signori della
Guerra”, periodo in cui la Cina è divisa tra signorie e potentati locali. Questa situazione farà scattare l’aggressione
giapponese che porterà poi alla creazione dello stato fantoccio “Manchukuo”. E’ una situazione a cui il partito
nazionalista cerca di porre rimedio attraverso delle campagne dal sud verso il nord sotto la guida di Shek tra il
1926-28. Si tratta di un processo di riuni cazione che in un primo momento vede coinvolto anche il partito
comunista cinese, ma questa unità per ricomporre e dare vita ad un processo di riuni cazione viene poi spezzata
dal partito nazionalista il quale lancerà una campagna anticomunista che causerà la marcia delle forze comuniste
che saranno obbligate a lasciare la regione dello Yanan.

Revisionismo di Hitler: il fronte di Stresa


Inizialmente Hitler si muove con cautela sfruttando i margini della debolezza del sistema
di Versailles visto che aveva già iniziato a vedere come la “Società della Nazioni” e le
potenze occidentali tentassero di restare un po’ esterne alle questioni internazionali non
di loro interesse quindi provvede ad un revisionismo delle clausole di Versailles —>>>

Piano piano negli anni Hitler inizia a smantellare tutti i divieti, inizialmente:
● Uscirà dalla “Società delle Nazioni” nel 1933 in seguito al tentativo della “Conferenza
di Ginevra” di limitare gli armamenti.

● Nel 1935 la Saar con un plebiscito, che vede il 90% dei consensi, torna alla
Germania e al tempo stesso sempre nel 35 prevede di nuovo la coscrizione obbligatoria
e questo venne visto come un vera e propria s da quindi le potenze iniziano a
preoccuparsi del revisionismo delle clausole di Versailles di Hitler proprio dopo l’imposizione della leva
obbligatoria. La Gran Bretagna, Francia e Germania si trovano a Stresa per fare il punto della situazione e in
questa conferenza condannano il riarmo della Germania e tentano di ribadire l’indipendenza dell’Austria. Il “fronte
di Stresa” non era poi così unito perchè:
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○ Nel 1935 la Francia stipula un accordo di reciproca assistenza con l’Unione Sovietica, che fu il risultato di una
serie di accordi e trattati iniziato nel 1933 che scaturirono poi in questo accordo.

○ Nel 1935 la Gran Bretagna stipula un accordo navale con la Germania che prevedeva che la marina tedesca
non potesse essere superiore al 35% di quella della Gran Bretagna, il 35% faceva riferimento non tanto ai numero
dei sommergibili, sottomarini e degli armamenti navali ma al tonnellaggio e infatti su questo aspetto ci giocò
molto la Germania perchè riuscì a giostrare questa percentuale e riuscì ad armarsi molto più di quello previsto.

○ Nel 1935 ci fu la campagna d’Etiopia e la guerra civile spagnola che segnano un ulteriore sfaldamento nel
sistema di Versailles e al tempo stesso un avvicinamento dell’asse tedesco-italiano, tant’è che vedremo come al
termine della campagna d’Etiopia Mussolini.

● La Germania nel 1936 provvede alla militarizzazione della Renania e alla costruzione di forti cazioni, in sostanza
smantella tutte le clausole del “Trattato di Versailles”.

GUERRA D’ETIOPIA
Mussolini capisce che le potenze europee sono troppo concentrate a tenere sotto controllo le aspirazioni
hitleriane e quindi, per questo motivo, capisce che questo fattore è un’opportunità per l’Italia per ampliare il
proprio margine di manovra sul piano internazionale.
In particolare, volge lo sguardo verso il continente africano e si rivolge all’impero d’Abissinia, che era guidato da
un giovane imperatore, Selassiè. Il ne ultimo di mussolini era quello di far diventare questo territorio una colonia,
destinata a risolvere il problema del surplus di forza lavoro presente in Italia. Inoltre, Mussolini non si interessa
minimamente che l’impero d’Abissinia facesse parte della Società delle Nazioni, perché pensava che fosse uno
stato arretrato e che quindi non si meritava che facesse parte di una tale organizzazione (anche se era stata
proprio l’Italia a concedergli di entrare nel 1923).

Per preparare l’invasione, era prima necessario preparare il terreno attraverso un accordo con le principali
potenze coloniali:
- Francia: accordi Mussolini-Laval del 1935 («mani libere» disinteressamento di Parigi verso Etiopia)
- UK: dichiarazione di Stresa signi cava il mantenimento status quo in Europa (per Mussolini = disinteresse UK
in Africa)
- 10/1935 inizio aggressione → Etiopia ricorre a SdN denunciando l’aggressione italiana
- Piano Hoare -Laval: Italia ottiene parte del territorio pur preservando però un piccolo stato abissino (ma
comunque sotto in uenza italiana)
- Sanzioni economiche: poco e caci
- 5/1936: entrata ad Addis Abeba → proclamazione Impero
Tutta questa questione provocò un avvicinamento italo-tedesco → per Mussolini relazioni italo-tedesche sono
l’«asse» attorno a cui ruota l’equilibrio europeo.

GUERRA CIVILE SPAGNOLA


Situazione pre-guerra:
Contraddizioni interne (disuguaglianze, latifondisti, privilegi clero e militari, autonomie)
- Fino 1930 dittatura Generale Primo de Rivera: mantenne controllo del paese con metodi molto autoritari
- Crollo monarchia con l’esilio del re Alfonso XIII → Seconda Repubblica nel 1931
- 1936: governo di sinistra + colpo di stato del generale Francisco Franco = guerra civile ( no a 1939)
Ripercussioni sul piano internazionale:
- Italia e Germania: supporto Franco
- URSS: da supporto al Fronte popolare
- Francia: politica di non intervento (allineamento appeasement UK)

Le relazioni tra Italia e Germania si intensi cano --> 1937 Italia aderisce al patto Anticomintern con Germania e
Giappone.
1937: accordi tra Londra e Roma --> “Gentlemen’s Agreement” = reciproco interesse a mantenere lo status quo
nel Mediterraneo + 1938: “accordi di Pasqua” = i due paesi regolavano una serie di contenziosi riguardanti in
continente africano, l’intervento italiano nella guerra civile spagnola e l’area del mediterraneo.

REVISIONISMO di HITLER: ANSCHLUSS


- 1934: tentativo colpo di stato da parte del Partito nazista austriaco (con supporto della
Germania) portò all’uccisione cancelliere Dollfuss (aveva governato in Austria con appoggio
dell’Italia fascista) → Italia sigla accordo con Francia (Mussolini-Laval).

- 1936: accordo Austria-Germania: rispetto della sovranità austriaca ma diviene comunque uno
«stato tedesco».
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«Appeasement» e avvicinamento con Italia → Hitler si spinge oltre:
è l’acquiescenza delle democrazie, il progressivo avvicinamento dell’Italia alla Germania, l’evoluzione in senso
autoritario dei sistemi politici, convinsero Hitler che fosse possibile spingersi oltre, avviando la politica destinata a
riunire tutte le popolazioni tedesche all’interno del Terzo Reich.

- 2/1938: Hitler fa pressioni su Schuschnigg, cancelliere austriaco, per ingresso nel governo di Seyss-Inquart,
esponente del partito nazista austriaco.

- Presidente costretto a concedere governo a Seyss-Inquart, dopo minacce di Hitler → intervento Germania nel
governo.

- Plebiscito (97%) sancì adesione del popolo austriaco all’Anschluss e Indi erenza di F, I e UK, in quanto vi era la
questione dell’autodeterminazione dei popoli e inoltre l’Austria aveva dichiarato la propria volontà a entrare a far
parte della Germania, onde per cui non intervengono.

REVISIONISMO di HITLER: SUDETI


Dato il successo ottenuto con l’Anschluss, ora Hitler rivolse lo sguardo verso est, verso la Cecoslovacchia, con
l’intento di inglobale popolazioni e minoranze tedesche:
- Sudeti: 3 mln cittadini tedeschi
- Richieste autonomia sempre negate MA l’avvento di Hitler sprona SDP (Sudetendeutsche
Partei) che nel 1938 avanza serie di richieste per autonomia → Praga ri uta
- Hitler sostiene apertamente i tedeschi dei Sudeti → mediazione UK per sondare terreno nei Sudeti + Hitler
pretende annessione dei Sudeti e l’eliminazione della minoranza ceca all’interno del territorio e che il problema
della minoranza polacca e magiara venissero risolte = in altri termini, Hitler voleva la distruzione dello stato
cecoslovacco.
Londra si rivolse a Hitler e Mussolini perché si convocasse una conferenza sulla questione --> 29- 30 settembre
1938 = Conferenza di Monaco e annessione dei Sudeti e protettorato tedesco
sulla Boemia e sulla Moravia.
La conferenza di Monaco segnò uno spartiacque nelle relazioni internazionali:

- Gran Bretagna temeva la guerra non solo per debolezza, ma anche perché reduce del primo
con itto mondiale e quindi desiderosi di non vedere ripetersi il massacro già avvenuto. Inoltre, pensava che molte
delle richieste del Führer fossero giusti cate in base al principio di autodeterminazione e soprattutto si pensava
che avrebbe arrestato le sue pretese prima o poi.

- Motivazioni altrettanto uguali per la Francia

- In Italia la folla era entusiasta del fatto che alla conferenza di Monaco Mussolini avesse “salvato
la pace”, atteggiamento che non rese il duce altrettanto entusiasta.

- In Germania, l’aver evitato la guerra e ottenuto quanto richiesto nì per persuadere l’opinione
pubblica dell’e cacia della politica di Hitler e la debolezza delle democrazie.
L’annessione dei Sudeti scatenò una reazione a catena = in pochi mesi si addiviene alla completa disgregazione
della Cecoslovacchia:

- Polonia occupò il territorio di Teschen


- Ungheria annetteva a sé parte di territorio cecoslovacco abitato da popolazione di lingua magiara
- Tendenze autonomiste slovacche portarono alla formazione di un governo slovacco autonomo
- Sudeti alla Germania
- Protettorato tedesco su Boemia e Moravia
- Slovacchia stato satellite del Terzo Reich

L’Italia nel frattempo decise di invadere l’Albania, inglobandola nell’impero. Fu una volontà di Ciano per
dimostrare come anche il fascismo fosse in grado di compiere un colpo di mano sul modello hitleriano.
Per quanto riguarda le democrazie, capiscono come la Germania non rispettasse alcun accordo internazionale e
che il Führer mirava alla realizzazione dell’egemonia tedesca sul continente europeo. Francia e Gran Bretagna
capiscono che il nuovo terreno di scontro, da lì a poco sarebbe stata la Polonia.

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23/10 da pag. 6

RECAP:
ANNI TRENTA TRA REVISIONISMO, APPEASEMENT E DEFINIZIONE DEGLI SCHIERAMENTI.
1933: JP e G escono da SdN

1934: assassinio cancelliere Dolfuss

1935/3: G riattiva la coscrizione obbligatoria (violava clausole Versailles).

1935/4: «Fronte» di Stresa --> opposizione a qualsiasi ripudio unilaterale o qualsiasi modi ca
dei trattati, che possa minacciare la pace in Europa.
"The three Powers [I, UK, F] nd themselves in complete agreement in opposing [...] any unilateral
repudiation of the treaties which may endanger the peace of Europe and will act in close collaboration for
this purpose”.

Contraddizioni: 1935/5: accordo reciproca assistenza F-URSS;

1935/6: Accordo navale G-UK, Etiopia e guerra civile spagnola

1935-1936: Campagna di Etiopia

1936-1939 Guerra civile spagnola

1936/3: rimilitarizzazione della Renania

1936-1937: Germania, Giappone e Italia siglano Patto AntiComintern (patto in funzione


antisovietica + speci ca dimensione militare segreta vs URSS)

1938/3: annessione dell’Austria alla Germania

1938/9: Dopo Conferenza di Monaco, annessione dei Sudeti alla Germania

1939/3: annessione di Boemia, Moravia e Memel alla Germania

1939/5: «Patto d’Acciaio» tra Germania e Italia (sostegno reciproco in caso di con itto).

1939/8: Patto Molotov-Ribbentrop --> accordo di non aggressione tra unione sovietica e
Germania + cooperazione economica + spartizione dell’Europa orientale tra i due paesi: l’Unione Sovietica
avrebbe ottenuto Estonia, Lettonia e buona parte della Polonia, e la Germania che avrebbe ottenuto la
Lituania, il corridoio di Danzica e la Polonia occidentale. Questo accordo coglie di sorpresa Francia e Gran
Bretagna che nello stesso momento stavano cercando di siglare un accordo difensivo con l’Unione Sovietica
in funzione antitedesca, ritengono che Hitler sia il nemico numero uno. La potenza che viene colta più di
sorpresa è l’Italia, in quanto la classe dirigente italiana capisce che questa è la mossa che presupporrebbe
l’attacco alla Polonia e che questo avrebbe portato allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

1939/9: aggressione alla Polonia

SECONDO CONFLITTO MONDIALE - DISPARITÀ FORZE IN CAMPO

Nel 39 l’Italia stringe il patto d’acciaio che impegnava entrambe le parti ad entrare a anco dell’altra potenza
in caso di con itto, l”italia aveva accettato perché la Germania l’aveva assicurata che nulla sarebbe
successo.
Nessuno si aspettava un secondo con itto mondiale, L’idea di Hitler è quella di far di tutto per non
combattere su due fronti, il vantaggio di chi inizia è scegliere dove e come attaccare
Piano demogra co:
o USA + URSS + UK (esclusi India-dominions): 374 milioni persone o Germania + Giappone + Italia: 197
milioni persone
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- Piano geogra co
o Londra > più̀ vasto impero coloniale al mondo e dominio sui mari o URSS al centro massa euro-asiatica
o USA protetta da due oceani
- Piano economico: netta superiorità̀ Alleati o Risorse nanziarie
o Potenziale industriale
o Materie Prime (e idrocarburi su tutti, con controllo risorse statunitensi, russe e
mediorientali)
- Capacità mobilitare masse
o Propaganda nazista e giapponese di cilmente esportabile al di fuori del core-group e neutralizzata da
atrocità inferte a popoli occupati
La propaganda: più attiva quella tedesca

Patto Molotov-Ribbentrop
Patto di non aggressione, è un patto che è stato siglato nell’agosto del 1939, patto che crea un allineamento
tra due attori che sono ideologicamente contrapposti, da una parte la Germania nazista e dall’altra parte
l’Unione Sovietica. Questo patto è un patto di non aggressione e delinea una fase limitata di cooperazione
economica. La parte importante di questo patto tra Berlino e Mosca è il protocollo segreto che si trova
all’interno, protocollo che designa, qualora fosse scoppiato un con itto, la spartizione della Polonia e dei
territori baltici. Secondo questo protocollo l’Unione Sovietica avrebbe avuto il controllo sull’Estonia, Lettonia
e anche una porzione della Polonia, quella orientale. La Germania invece si sarebbe presa la Polonia
Occidentale, ponendo ne così al “Corridoio di Danzica", e anche la Lituania. Questo piano aveva altre
implicazioni perché permetteva alla Germania di concentrare i propri sforzi su un ipotetico fronte occidentale
dato che così avrebbe avuto le spalle coperte perché non avrebbe dovuto temere un’o ensiva da parte di
Mosca dal fronte orientale; garantiva anche all’Unione Sovietica di ampliare i suoi territori e di non temere un
aggressione nazista. Questo patto aveva una valenza così importante che Stalin, all’alba dell’Operazione
Barbarossa, non tenne conto dell’informazione sulla preparazione per l’invasione tedesca perché pensava
che il patto rappresentasse una garanzia.

1942: MASSIMA ESTENSIONE ASSE IN EUROPA E MEDITERRANEO


PRIMA FASE: REICH e URSS SI “SPARTISCONO” NORD-EST

- La Francia e l’Inghilterra dichiarano guerra contro la Germania --> Francia e Polonia avevano siglato
un'alleanza che la impegnava ad intervenire, mentre UK aveva recepito l’invasione della Polonia come una
violazione degli accordi raggiunti da Monaco.

- L’Unione Sovietica dimostra un forte attivismo --> inverno del ’39 attacca la Finlandia (Guerra d’inverno) +
procede all’eliminazione sistematica di tutte quelle personalità polacche che si riteneva avrebbero potuto
alimentare la resistenza nei confronti dell’occupazione sovietica. --> Massacro di Katyn = località dove
avvenne l’eccidio di u ciali di alto rango polacchi, i quali vennero condotti in un luogo deserto e fucilati e poi
sepolti in fosse comuni. --> non è mai stato riconosciuto dalle autorità sovietiche.

Settembre 1939, la Germania invade la Polonia da ovest, i polacchi puntano a difendersi in attesa che la
mobilitazione delle forze anglo-francesi metta pressione sulla Germania, arriva l’Unione Sovietica.

- Mentre la Germania invade da ovest, l’Unione Sovietica attacca da est --> con questa manovra a tenaglia,
il territorio polacco viene spartito in pochissimo tempo. Fu uno scontro duro e breve → la Germania
distrugge l’esercito polacco sfruttando la propria superiorità̀ in termini di uomini e mezzi, con l’uso di
bombardamenti aerei massicci.
- Stalin dopo la Polonia, si rivolge ai Paesi baltici --> avvia una serie di pressioni e di minacce a nché
Lituania, Estonia e Lettonia accettassero la presenza dell’URSS → i governi baltici cedettero alle richieste di
Mosca = annessione dei Paesi Baltici diventa formale nel giugno 1940.

- Italia dichiara di non poter entrare in guerra (“non belligeranza”).


- I francesi mobilitarono le truppe lungo i con ni, contando sulla Linea Maginot, Londra invece invia un copro
di spedizione lungo la frontiera con il Belgio (insieme all’Olanda aveva deciso di mantenere la neutralità)̀ .
I tedeschi dopo aver occupato la Polonia, hanno spostato le loro truppe verso ovest = sul fronte occidentale
si registra un’uguaglianza di forze in campo.
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- La posizione attendista sul campo di battaglia del fronte occidentale produce però dei cambiamenti sul
piano politico: in Gran Bretagna a Chamberlain succede Churchill e si presuppone un cambiamento
signi cativo.
- Maggio 1940, o ensiva tedesca a nord --> occupazione della Danimarca e della Norvegia --> tutto il
bacino delle repubbliche baltiche era escluso dall’in uenza dell’Inghilterra. Gli anglo- francesi, preoccupati
della presenza tedesca sulla penisola scandinava e per un possibile controllo germanico del Mare del
Nord, programmano un’azione nei confronti della Norvegia = sbarcano a nord scontrandosi con le forze
tedesche (operazione fallita).

CADUTA DELLA FRANCIA: maggio/giugno 1940

- 10 maggio 1940 inizia l’o ensiva tedesca attraverso Olanda e Belgio (neutrali) --> o ensiva
che mira a cogliere di sorpresa il nemico, violando di nuovo la neutralità di Belgio e Olanda.

- Le forze tedesche in seguito si ricongiungono su un altro fronte lanciando una nuova o ensiva
attraverso la foresta delle Ardenne (territorio molto di cile, aspro, dove si riteneva che le forze meccanizzate
tedesche non sarebbero potute passare), ma invece, sfruttando la sinergia tra mezzi corazzati, unità di terra
più leggeri e forze aeree, il comando tedesco riuscì a sfondare la ebile resistenza francese, bypassa Linea
Maginot e spezza fronte alleato. Forze naziste penetrano in pochissimo tempo a nord-ovest e puntano
Parigi. Il comando franco-britannico fu colto completamente di sorpresa.
- Corpo britannico e parte forze francesi evacuate da Dunkerque (300.000)
- 10 giugno 1940 Roma dichiara Guerra alla Francia --> La vittoria tedesca sulla Francia determinò un
cambiamento nell'atteggiamento dell’Italia fascista → Mussolini sembrò
intenzionato ad abbandonare la politica della non belligeranza.
- Giugno 1940: Armistizio siglato dal Maresciallo Pétain

Churchill, <<We Shall Fight on the Beaches>>, House of Commons, June 4, 1940
Discorso tenuto da Winston Churchill alla “Camera dei Comuni” il 4 giugno del 1940, discorso entrato nel
mito della Seconda Guerra Mondiale perchè in questo discorso Churchill di fatto de nì quella che sarebbe
stata la posizione britannica per il resto del con itto sostenendo come Londra non si sarebbe arresa e
avrebbe portato la lotta no all’ultimo uomo coinvolgendo tutte le sue risorse a disposizione, facendo
esplicito riferimento al sistema imperiale e all’importanza che questo avrebbe avuto nel prosieguo delle
ostilità. Il discorso parla anche delle di coltà che andavano a rontate durante il con itto e anche
l’importanza giocata dalla “Royal Air Force" e dagli altri attori. Nelle considerazioni iniziali Churchill si riferiva
delle stime indicativamente si pensava che qualora fosse andata bene si sarebbe riusciti a recuperare tra il
20-30 mila unità delle forze armate, alla ne di questa operazione circa 300 mila uomini riuscirono a
raggiungere le coste britanniche e a salvarsi. Da una parte non viene negata la magnitudine della scon tta
subita, si era ancora in una fase in cui l’opinione pubblica non aveva compreso l'entità della scon tta e come
questa avrebbe impattato negli sviluppi successivi d’altro canto però c’è la volontà di proseguire il con itto
nella speranza che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti a anco alle potenze alleate, di Londra in particolare.
Non bisogna dimenticare che Churchill venne posto alla guida del governo britannico chiese agli Stati Uniti di
intervenire, la sua stessa storia familiare, il fatto che avesse genitori americani e britannici, lo rendeva una
sorta di pontiere naturale e la sua fu anche una scommessa ovvero reggere nché il coinvolgimento
statunitense sarebbe stato pieno. In questa fase Washington non era ancora formalmente coinvolta nel
con itto ma aveva sostenuto le forze alleate in diverso modo ed il suo coinvolgimento sarebbe stato ancora
più importante sulla fornitura di beni essenziali, chiaramente il momento discriminante sarebbe stato l’attacco
di Harbour sarebbe stato uno degli snodi di questo con itto coinvolgendo direttamente gli USA nella
Seconda Guerra Mondiale e obbligandoli a prendere una posizione. Bisogna considerare che erano stati
diversi gli attori all’interno del sistema britannico che premevano per un accordo con la Germania nazista
quindi nel momento in cui Churchill fa questo discorsa sa che deve far i conti con forze potenzialmente ostili
dall’interno. Il suo discorso è ben chiaro che dice che non c’è possibilità altra, bisogna portare avanti il
con itto perché la scelta è tra l’indipendenza e la tirannia.

ARMISTIZIO, giugno 1940


Porta sostanzialmente alla divisione della Francia in due grosse parti:
- Costa Atlantica e Francia nord sotto diretta occupazione tedesca (una volta conquistata la Francia, si può
esercitare una pressione diretta sulla Gran Bretagna, che era il nemico numero uno per Berlino -->
Campagna d’Inghilterra).
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- Alsazia e Lorena sotto controllo del Reich + Francia meridionale sotto controllo della Repubblica di Vichy
(Pétain) al quale rimane anche l’amministrazione colonie = regime collaborazionista.
- Esercito Vichy: limitazioni forze francesi a 120.000 unità (in gran parte colonie).
- Flotta viene sequestrata, a parte unità nei porti britannici.
- Generale Charles de Gaulle crea in Inghilterra “Francia Libera” --> punto di riferimento e speranza di far
rinascere una resistenza interna in territorio francese e speranza di un distacco progressivo delle colonie
dell’impero francese rimaste fedeli a Pétain.
- Nonostante campagna di Inghilterra, Londra non capitola e non si dichiara disposta a negoziare.

La scelta di Londra e del primo ministro Churchill fu diametralmente opposta a quella sferrata dal
comando tedesco, decise per una resistenza ad oltranza, anche qualora lo scontro armato fosse avvenuto
sulle strade della capitale o sulle principali città della Gran Bretagna.

Berlino cambia i piani, sperava di ammorbidire le posizioni britanniche e di addivenire a una soluzione
negoziabile della crisi.

Italia decide di intraprendere “guerre parallele” = ne 1940, inizio 1941 o ensiva che colpisce la Grecia e i
Balcani e la Jugoslavia --> questa operazione viene lasciata inizialmente dall’Italia, ma dopo aver
riscontrato numerosi problemi, l’alleato tedesco interviene = forze dell’Asse che coprono il fronte Adriatico,
la regione dei Balcani e la Grecia.

Sostegno tedesco all’Italia in Nordafrica (Rommel) in seguito a contro ensiva britannica che condussero a
una grave disfatta italiana.

Occupazione britannica di Iraq e Iran --> questa scelta va a impattare l’altro grande obiettivo strategico
di Hitler, l’Unione Sovietica. Già dall’anno precedente erano stati avviati preparativi per una massiccia
o ensiva a est (che però Stalin non riuscì a comprendere e a prevedere).

OPERAZIONE BARBAROSSA 1941


Nei piani di Hitler l’obiettivo numero uno, una volta scon tta la Francia e una volta realizzato che non
sarebbe stato possibile condurre Londra al tavolo delle trattative, l’obiettivo diventava quello di colpire il
cuore il nemico numero uno. Quel nemico che sin dal principio era stato individuato come l’antagonista
principale della Germania, ovvero l’Unione Sovietica. L’operazione Barbarossa era già stata programmata nel
corso del 1940 e che era stata rimandata un po’ per intervenire in Grecia e nei Balcani e un po’ anche per
sostenere lo sforzo italiano in nord-africa. E’ una considerazione che non è banale perché la necessità di
spostare la propria attenzione dal fronte orientale al fronte sud-orientale e nord-africano si sarebbe rivelata
decisiva per le sorti del secondo con itto mondiale. La Germania, nel corso del con itto, non aveva mai
contato su una netta superiorità bellica ma era stata la sua capacità di ottenere vittorie rapide ed in iggere
colpi devastanti in una lasso di tempo estremamente ridotto a garantire la superiorità nei campi di battaglia e
lo stesso voleva si voleva fare nei confronti dell’URSS. L’obiettivo era quella di lanciare una “guerra lampo”
che travolgesse le difese sovietiche e colpisse il cuore dell’URSS.

Programmata sin da ne 1940, a causa dell’espansione attuata da Stalin a danno di Polonia, Finlandia,
Repubbliche baltiche e Romania, ma rimandata per consolidare e proteggere fronte sudorientale, che nella
tarda primavera del 41 divenne sotto stretto dominio della Germania, inizia quindi con un mese di ritardo,
che risulterà poi fatale per le aspettative tedesche. Successo eclatante, ha colto completamente di sorpresa
Stalin.

Lanciata 22 giugno 1941, la Germania scatenò l’aggressione contro l’URSS penetrando velocemente nel
territorio ed eliminando i militanti del Partito Comunista e le comunità ebraiche --> a causa del clima
però i tedeschi rallentarono no a fermare l’o ensiva (dicembre 1941).

Risultati ottenuti:
- Occupata Polonia centro-orientale, gran parte Ucraina e Bielorussia (idrocarburi e potenziale
agricolo)
- Occupate Estonia, Lettonia, Lituania (avanzata tedesca percepita come liberazione)
- Leningrado sotto assedio
- Pochi km da Mosca
- Masse enormi di prigionieri di guerra e materiale sottratto a URSS
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- Ritardo con cui lanciata fu determinante per raggiungimento parziale obiettivi --> il sopraggiungere di
condizioni climatiche sfavorevoli, rallentarono enormemente lo sforzo bellico, portandolo a uno stop + linee
di comunicazione lunghissime, quindi diventa di cile portare materiali, beni e risorse alle forze al fronte.

Non solo quasi collasò l’impero fronte-centrale ma le forze tedesche si spinsero verso nord no a Leningrado
e puntarono anche al Caucaso. Leningrado era sotto assedio e Mosca era a distanza di pochi chilometri
quando l’avanzata venne interrotta nel dicembre del 1941 e venne interrotta perché le linee di comunicazione
si erano fatte molte estese e anche soprattutto le condizioni atmosferiche non consentivano la prosecuzione
dell'o ensiva, l’inverno russo era giunto e aveva immobilizzato le forze sul campo. A distanza di tanti anni
questa fase viene sottostimata, è vero che Mosca era sotto controllo sovietico che Leningrado non era
caduta e Stalingrado era in mano sovietica, ma l’o ensiva di Hitler aveva travolto il sistema difensivo
sovietica e l’Unione Sovietica si trovava alle corde, erano stati fatti centinaia di migliaia di prigionieri di
guerra. Gran parte delle dotazioni militari sovietiche era caduta in mano tedesca eppure il ritardo con cui la
campagna era stata lanciata sarebbe risultato determinante perché benché l’Unione Sovietica subisse colpi
durissimi, nessuno di questi colpi risultò mortale. Nell’inverno del 1941, nonostante tutte le di coltà,
l’Unione Sovietica è ancora in piedi e prosegue il combattimento.

AVANZATA GIAPPONESE 1941-1942


Le relazioni tra Giappone e Stati Uniti erano diventate sempre più ostili già in relazione all’aggressione
giapponese alla Cina che era stata duramente condannata da Washington. Il Giappone inoltre era
intenzionato ad ampliare il suo controllo nel Paci co (che avrebbe condotto ad uno scontro inevitabile con gli
USA).

L’o ensiva giapponese contro gli Stati Uniti punta a Pearl Harbour, che viene colpita il 7 dicembre del 1941 =
provoca danni inimmaginabili alla otta americana del paci co che era posizionata proprio alle Hawaii.
—> Nonostante fu di grande sorpresa per gli Stai Uniti, questa o esa fornisce alla presidenza l’opportunità
di intervenire —> per uni care la nazione dietro gli obiettivi della giusta reazione a un’aggressione
immotivata.

Ma la campagna giapponese veniva portata avanti anche su altri fronti, l’ideologia era quella di creare una
grande sfera di co-prosperità nella regione dell’Asia-Paci co = le forze giapponesi si presentano come
liberatrici di popoli soggetti a dominazione straniera. Questa propaganda ha però successo solo in patria, in
quanto le popolazioni soggette al controllo giapponese sono sottoposte a condizioni durissime, disumane,
l’occupazione giapponese rivaleggia per atrocità con quella sostenuta alla Germania.

Nel 1942, il Giappone conseguì una serie di vittorie:


o Direttrice del Paci co che guarda agli Stati Uniti, si arriva no alle isole Midway
o Direttrice meridionale che guarda la Nuova Zelanda e punta all’Australia
o Direttrice sud-est asiatico, in particolare lo stretto di Malacca --> il Giappone riesce ad occupare alcune
delle piazzeforti meglio difese della regione: Hong Kong e Singapore. o Occupazione delle Filippine + la
pressione procede nell’Indocina francese e poi no in Birmania (causa danni enormi alle popolazioni locali,
carestie che provocano milioni di morti) = si voleva mettere pressione alla Gran Bretagna puntando
direttamente a quello che era il suo cuore pulsante, l’India Britannica (le colonie britanniche e i dominion
giocano un ruolo centrale nel sostenere lo sforzo bellico di Londra, sia sul piano militare che su quello delle
risorse).

Alla ne del 1941 gli USA si trovano privi della facoltà di scelta, vengono coinvolti nel con itto attraverso un
attacco a sorpresa che risulterà determinante per le sorti del con itto, se da un lato il ritardo con cui
l’Operazione Barbarossa venne lanciata ebbe un e etto misurabile dall’altro la scelta di Tokyo di colpire la
sede della otta americana a Pearl Harbour nel dicembre del 1941 si sarebbe rivelato egualmente importanti
se non addirittura più importante. Bisogna ricordare che la posizione statunitense si era fatta via più ostile da
diversi mesi a questa perchè il Giappone aveva espanso in maniera fortissima le proprie attività, in Cina in
particolare, ma anche nel Paci co e nel sud-est asiatico; si era spinto a minacciare quello che era il Raj
Britannico, in particolar modo intensi cando la sua presenza in Indocina e ra orzando la sua presenza in un
teatro che per gli USA è stato il primo teatro per importanza. Bisogna ricordare che per gli Stati Uniti
l’Oceano Paci co era un’area chiave perché a di erenza dell’Atlantico non potevano contare su alleati stabili
e di egual livello, il Paci co era divenuto l’area attraverso la quale gli USA avevano espresso la loro potenza
(Guerra contro la Spagna per le Filippine). L’attacco di Pearl Harbour provoca la quasi completa distruzione
della otta americana nel Paci co, il Giappone puntava esattamente a questo obiettivo dato che attraverso
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le proprie portaerei può spingere i propri velivoli no appunto alle Isole Hawaii e distruggere buona parte
della otta america. Si pensava che gli USA sarebbero stati prostrati da questo attacco, considerati anche i
grandi e etti che la Grande Depressione aveva avuto sul sistema statunitense. A farne le spese però
sarebbero stati milioni di cittadini della Birmania, morti letteralmente di fame e si parla di circa 2 milioni di
vittime direttamente connesse a questa situazione, non solo alla guerra ma a questa politica che venne
applicata in quel periodo. Cadranno poi anche le Filippine e la proiezione o ensiva giapponese giunge a
toccare le Isole Midway escluse.

Le posizioni degli Alleati


Fino al 1940 Roosevelt ebbe le mani legate, infatti le nuove elezioni si sarebbero tenute nel 1940, Roosevelt
sarebbe diventato presidente americano per quattro mandati; nonostante avesse avversità contro le potenze
dell’asse non aveva comunque potuto spingere questa posizione e sostenere gli alleati come avrebbe voluto.
Già nel dicembre del 1940, un anno prima di Pearl Harbour, aveva de nito le proprie posizioni dicendo che
gli Stati Uniti sarebbero divenuto l’arsenale delle democrazie, e nel marzo del 1941 questa posizione si era
tradotta in un atto “Lend Lease Act” che rendeva più semplice per Washington sostenere le forze alleate e
che in particolare prevedeva la facoltà per il presidente degli Stati Uniti di vendere, a ttare o prestare tutti
quei materiali e strumenti che fossero ritenuti vitale dagli USA a paesi la cui sopravvivenza era vitale per gli
interessi statunitensi. Il primo bene ciario fu il Regno Uniti ma questo act permise a Washington di sostenere
l’Unione Sovietica quando questa subì l’aggressione da parte di Hitler in seguito al varo dell’Operazione
Barbarossa. Un altro passaggio signi cativo si ebbe nell’estate del 1941, prima di Pearl Harbour, con
l'incontro presso l’Isola di Terranova di Churchill e Roosevelt durante la seconda guerra mondiale; in questo
incontro venne de nita e stilata i principi della “Carta Atlantica” nella quale le due potenze si impegnavano a
proteggere le democrazie e garantire un ordine internazionale dove fosse garantito il commercio, la libertà
degli individui ma oltre a questo si prendeva la decisione che la otta statunitense avrebbe potuto ingaggiare
direttamente i sommergibili tedeschi, si passa da una posizione passiva ad una postura sempre più ostile a
quelle che erano le potenze dell’asse. Con Pearl Harbour cambiano totalmente gli equilibri, gli USA devono
fronteggiare la minaccia Giapponese e devono fare i conti con la dichiarazione di guerra di Roma e Berlino.
Tra il 1941-42 si ha una nuova conferenza, Conferenza di Arcadia, che riunisce Churchill e Roosevelt nella
quale viene esposta la dichiarazione delle “Nazioni Uniti” il nome che assumeranno le forze ostili all’asse. In
questa dichiarazione si concorda che non si sarebbe venuti a paci separate e che il con itto sarebbe nito
solo una volta che i nemici fossero stati scon tti in particolare il nemico numero uno veniva individuato nella
Germania nazista. Nel 1942 le forze dell’asse, incluso il Giappone, hanno raggiunto la massima espansione
ma in questo momento si è creato un allineamento tra le tre principali potenze internazionali (Stati Uniti -
Unione Sovietica - Impero Britannico). Questi tre attori iniziano ad operare sempre più in sinergia, ognuno di
loro ha priorità di erenti: Washington aveva come primo obiettivo quello di fermare l’avanzata giapponese e
proteggere i propri possedimenti, Londra puntava a liberare il prima possibile la Francia per diminuire la
pressione esercitata dalle forze tedesche mentre Stalin aveva disperato bisogno di rallentare l’avanzata
tedesca sul fronte orientale e di diminuire tale pressione. Nonostante queste tre priorità diverse in un modo o
nell’altro de niscono una strategia comune che prevede prima di tutto la liberazione del fronte nord-africano
e poi si deciderà su quale altro fronte puntare. Nel gennaio del 43 si ha un’altra conferenza, Conferenza di
Casablanca, tra i principali alleati che ancora una volta si trovano d’accordo nel posticipare l’apertura del
fronte francese e nel puntare nella liberazione del nord-africa e poi all’operazione militare che avrebbe
dovuto portare alla caduta dell’Italia quindi si puntò ad un approccio molto più graduale; tutto questo
accadeva mentre si faceva fronte all’o ensiva giapponese nel Paci co.

QUINDI LE POSIZIONI DEGLI ALLEATI


Cosa stava accadendo sul piano diplomatico?

- Prima di Pearl Harbour, Roosevelt era costretto a limitare intervento massiccio a causa delle elezioni,
doveva aspettare di essere rieletto e di trovare le condizioni favorevoli per poter giusti care al popolo un
coinvolgimento militare che una parte della popolazione non voleva (comunità italiana e tedesca e irlandese
giocavano un ruolo importante in materia di politica interna). Ma già nel dicembre del 1940, Roosevelt aveva
dichiarato di voler trasformare gli US nell’ “US arsenale delle democrazie”: inclinazioni nei confronti di Londra
e della Francia.

- 3/1941 questa sua propensione di un sostegno nei confronti di Londra, si manifesta nel “Lend- Lease Act”,
legge che permette al presidente americano di vendere, a ttare e prestare tutti materiali/strumenti al paese
che ritenga di vitale importanza per US. Principali bene ciari:
o Regno Unito
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o Urss (dopo Op. Barbarossa 6/1941)

- 8/1941 Conferenza di Terranova (Churchill-Roosevelt):

o Flotta US può ingaggiare sottomarini tedeschi, potrà accompagnare le navi mercantili per proteggerle
dall’attacco dei sottomarini tedeschi, che hanno in itto danni durissimi ai tentativi di resistenza di Londra
nell’oceano Atlantico.
o Carta Atlantica, serie di principi che vengono posti alla base di quello che sarà il futuro ordine
internazionale (es. libertà di navigazione, ne degli autoritarismi, autodeterminazione dei popoli ecc.) --> due
leader si impegnavano a non ricercare vantaggi territoriali, a favorire lo sviluppo economico e sociale, a
restaurare e ra orzare la democrazia
- Pearl Harbor (7/12/1941): game changer o Gli Stati Uniti entrano in guerra

- 1941/1942 Conferenza Arcadia (Churchill-Roosevelt):


o Venne approvata la Dichiarazione Nazioni Unite: no paci separate e “Germany
First” come responsabile del con itto e nemico al quale deve essere dedicato la
maggior attenzione, non ci può essere pace senza la scon tta del regime nazista.

- 1942: nonostante pressioni di Stalin per l’apertura del fronte francese (Normandia) messa in
stand-by a favore liberazione Nord Africa.

- Gen. 1943 Conferenza di Casablanca (Churchill-Roosevelt) --> leader delle due democrazie
a rontarono il tema della successiva iniziativa in campo militare → prevalse la strategia britannica di
completare il controllo del Mediterraneo attraverso una grande operazione in Sicilia (ventre molle dell’Asse),
la cui conquista avrebbe implicato il crollo dell’Italia con la sua conseguente uscita dal con itto.

Si passa dalla fase espansiva delle potenze dell’Asse e il Giappone, alla fase di crescente contrazione dei
territori controllati dalla Germania, dall’Italia e dal Giappone. ci furono una serie di vittorie militari della
grande alleanza che cambiarono le sorti del con itto → Churchill la de nì “the turn of the tide” (il cambio
della marea) = rappresentarono la scon tta de nitiva delle forze dell’Asse:

1942-1943 TURN OF THE TIDE: fronte orientale, Nordafrica, Italia Fronte Orientale (fronte più importante nel
secondo con itto mondiale)
- 11/1942 - 2/1943 Battaglia Stalingrado = combattuta per il controllo della città russa → i tedeschi furono
costretti ad arrendersi e questa battaglia ebbe forte impatto su entrambi in quanto ai tedeschi fece
comprendere come nella campagna di Russia si sarebbe giocata la sorte della Germania e ai sovietici in
quanto fu simbolo di riscatto nazionale e della probabile vittoria nale.

- Nel 1943 Armata Rossa procede con la liberazione dei territori occupati

- 07-08/1943 Battaglia di Kursk = venne vista da Hitler come l’occasione della rivincita di Stalingrado → i
sovietici scon ggono i tedeschi.

Nord Africa

- 10/1942: Battaglia El Alamein termina con scon tta delle forze italo-tedesche (nonostante contributo di
Rommel, la resistenza italiana viene piegata e le forze alleate a muoversi verso ovest e vi è la liberazione di
quella che è la Libia attuale)

- 11/1942: Alleati lanciano o ensiva nell’Africa francese, in Marocco e in Algeria (operazione Torch) --> forze
dell’asse rimangono chiuse nella Tunisia attuale

- 1/1943: Conf. Casablanca: (Churchill - Roosevelt) Fronte Italiano precedenza su francese

- 5/1943: Scon tta Asse e liberazione di Tunisi = nord Africa è liberato, le forze dell’asse non hanno più una
presenza signi cativa in Africa

Paci co
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- giugno 1942 Scon tta del Giappone = la otta giapponese fu costretta a ritirarsi e rinunciare allo sbarco
sulle Midway, a seguito di una battaglia aeronavale che si concluse con la scon tta delle forze nipponiche →
ne dell’espansione giapponese.

Campagna d’Italia
- 10/7/1943: Sbarco in Sicilia (rappresenta la prima iniziativa sul continente europeo e quindi venne
considerato una sorta di precedente che poteva risultare valido per le scelte anglo- americane nei confronti
degli altri paesi che sarebbero stati liberati → il territorio della Sicilia liberato sarebbe dunque passato sotto il
controllo di un’amministrazione militare anglo- americano).
o Il 10 luglio 1943, avvenne lo sbarco in Sicilia (operazione Husky) e la notte fra il 24 e 25 luglio il Gran
consiglio del fascismo costrinse il duce alle dimissioni e ordinarono il suo arresto. Venne nominato Pietro
Badoglio come guida del governo che si presentava come una sorta di dittatura militare sostenuta dalla
monarchia.
o 25/7/43: caduta Mussolini --> Mussolini venne fatto prigioniero nel Gran Sasso ma venne liberato da
paracadutisti tedeschi e in seguito portato in Germania, dove dichiarò la nascita di un regime fascista
repubblicano nel Nord Italia.
o 9/1943: Armistizio Badoglio (Venne nominato Pietro Badoglio come guida del governo che si presentava
come una sorta di dittatura militare sostenuta dalla monarchia) e cobelligeranza (ott). Italia divisa tra
Repubblica di Salò (fascista) e Regno del Sud (alleati).
o 1943-44 > linea Gustav --> sbarco a Salerno = gli alleati riuscirono a liberare solo l’Italia meridionale e
vennero bloccati sulla Linea Gustav (tra Roma e Napoli).
o 1944-45 > linea Gotica

1942: MASSIMA ESPANSIONE DELL’ASSE


Le sorti del con itto si rivelarono incerte con o ensive e contro ensive che videro le truppe italo- tedesche e
quelle dell’impero britannico percorrere più̀ volte le zone desertiche tra le Cirenaica e la parte occidentale
dell’Egitto.
Non mancarono le a ermazioni delle forze dell’Asse → misero in luce la gura di Rommel → ciò condusse a
una serie di operazioni navali.
Fronte Mediterraneo
Tra l’estate e l’autunno 1942: forze italo-tedesche prendono Tobruk (con ne tra Libia ed Egitto attuale) e si
spingono a minacciare Alessandria d’Egitto. Arrivano no a El Alamein, che diventerà teatro di una battaglia
durissima, questo territorio era importante perché di fatto proteggeva le porte di Alessandria e del Cairo.
L’Egitto era un territorio centrale perché oltre ad essere un paese geopoliticamente, economicamente,
demogra camente e culturalmente rilevante, custodiva le porte del Canale di Suez --> chi controlla il canale
controlla la possibilità di accedere dal Man Mediterraneo al Mar Rosso e poi all’Oceano Indiano; quindi, era
vitale per Londra ottenere quella via di comunicazione e mantenerla aperta.
Problemi sempre più evidenti:
• Malta rimane in mano britannica --> ostacolo per i rifornimenti che dall’Italia devono passare in Africa del
nord = grande attivismo della Marina britannica = simbolo della capacità di resistenza dei britannici.
Fronte Orientale
I tedeschi decisero una nuova o ensiva concentrata lungo la parte meridionale del fronte con l’obiettivo della
conquista del Caucaso (strategicamente rilevante per le risorse idro-carburiche) --> le forze tedesche
penetrano oltre le linee sovietiche e a settembre del 1942 inizia l’o ensiva per occupare Stalingrado
(diventerà simbolo di ciò che avrebbe potuto succedere: una vittoria dell’Asse che avrebbe potenzialmente
determinato il con itto), dove si decidono le sorti dell’operazione Barbarossa. La resistenza ad oltranza delle
forze sovietiche riuscirà ad in iggere un durissimo colpo alle forze tedesche. Hitler si ri uterà di addivenire a
qualsiasi tipo di ritirata strategica e quindi il corpo d’armata tedesco verrà circondato in condizioni climatiche
durissime e questo segnerà la ne di questa fase espansiva delle forze dell’Asse.
- Leningrado resiste e Mosca rimane in mano sovietica

- Nei territori occupati i sovietici cominciarono a formare unità partigiane sempre più e caci che
erano in grado di porre in di coltà le linee di rifornimento tedesche.

CONFERENZA DI TEHERAN (28 novembre – 1° dicembre 1943)


Nel 1941 l’Iran era stato occupato dalla Gran Bretagna a sud e dall’Unione Sovietica a nord. Lo scià aveva
dovuto lasciare il trono ed era salito al trono il glio, più conciliante nei confronti degli alleati. L’incontro
nacque dall’esigenza di creare un reciproco clima di ducia che dissipasse qualsiasi sospetto e di
cominciare ad a rontare i temi del dopoguerra → Roosevelt partiva dal presupposto che condizione
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fondamentale per uno stabile dopoguerra fosse un accordo fra i tre grandi (in particolare fra Washington e
Mosca).

- Primo incontro tra Churchill, Roosevelt, Stalin --> molto diversi tra loro che però convergono su una serie di
punti:
o sostengono nascita di un’organizzazione internazionale chiamata a gestire sistema internazionale: ruolo
centrale per four policemen (U.S.A., U.R.S.S., U.K., Cina (si riconosceva lo sforzo che ha condotto negli anni
+ peso di un paese che era già destinato alla grandezza e che sarebbe stato chiamato a gestire un sistema
internazionale con una visione del mondo molto più ampia + peso speci co nell’area del Paci co. Gli Stati
Uniti spingono per includere la Cina, in quanto erano tra i principali sostenitori delle forze nazionaliste che in
Cina stavano combattendo contro le forze giapponesi e si cercava di creare un asse che sarebbe dovuto
durare negli anni)).
o Churchill preme per concentrare azione su Balcani e Mediterraneo (aree dove Londra esercitava in uenza
fortissima), ma messo in minoranza da Stalin e Roosevelt (punta a gettare le basi per una relazione con
l’Unione Sovietica che si spera possa durare anche oltre il secondo con itto mondiale non si pensava
neanche a una possibile Guerra Fredda) --> l’impegno è ad aprire un secondo fronte in Francia (Normandia)
nella primavera 1944.

1944 – 1945: FINE DEL CONFLITTO IN EUROPA


Fronte Orientale
- 2/1943 ne battaglia Stalingrado e avvio al recupero delle posizioni con una spinta verso ovest.
- 7/1944 Armata Rossa è alle porte di Varsavia, la quale sarebbe capitolata in pochissimo tempo se le forze
sovietiche avessero continuato la loro spianta verso ovest. Il governo polacco in
esilio, sostenuto da Londra, invita la resistenza polacca a sollevarsi perché le forze tedesche sono
estremamente indebolite e qualora la resistenza polacca fosse riuscita a liberare Varsavia, avrebbe avuto
delle carte da giocare in una futura ride nizione dei territori.
- 8/1944 Sollevazione di Varsavia (63gg) --> civili attaccano forze tedesche, le quali si aspettavano che a
questa sollevazione sarebbe corrisposta un proseguimento dell’avanzata delle forze sovietiche. Stalin però
ordina che le forze non si muovano = non ha interesse che Varsavia venga liberata da suoi potenziali
oppositori che avrebbero poi guidato un governo polacco a lui ostile e lo britannico. I tedeschi capiscono e
attuano una durissima repressione della resistenza polacca. Una volta che la repressione tedesca ha avuto
successo, Stalin ordina alle sue truppe di
muoversi verso ovest = “Real Politik” = constatazione di come gli interessi politici prevarichino
gli interessi dell’intera popolazione.
- Aut-Inv1944: Armata Rossa, ormai penetrata in territorio tedesco, punta a Berlino.
- 4/1945: le forze sovietiche sono a Berlino = sotto assedio
- Hitler si rifugia nel bunker e si suicida = resa della Germania --> 8/05/1945 viene rmato l’armistizio dal
comandante Keitel.

Fronte Occidentale (e italiano)

- 6/6/1944 Operazione Overlord = sbarco in Normandia = perdite enormi per le forze alleate ma avanzano
comunque verso il cuore della Francia per liberarla.
- Dopo aver liberato la Francia e il Belgio, gli anglo-americani tentarono di sfondare la resistenza tedesca in
Olanda (fallimento).
- 8/1944 sollevazione delle forze di resistenza francesi e liberazione Parigi (Charles de Gaulle)
- 12/1944 fallita o ensiva tedesca delle Ardenne che però coglie impreparate forze alleate.
- 3/1945 Alleati superano il Reno penetrando rapidamente in territorio tedesco, anche in Italia,
riuscirono a superare la Linea Gotica.
- 25 aprile 1945: sollevazione nel nord Italia da parte del CLNAI che lanciava alle unità partigiane
l’ordine di insurrezione generale = liberazione dell’Italia.
- 28 aprile 1945: Uccisione Mussolini

LA FINE DELLA GUERRA: PACIFICO


- giugno 1942: Midway --> ne fase espansiva Giappone
- Agosto 42 – febbraio 43 O ensiva a Guadalcanal
- 1944: fermate o ensive in Cina e Birmania e liberate le Filippine, in iggendo una dura scon tta
alla marina giapponese.
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- 1945: gli USA puntano agli arcipelaghi giapponesi --> battaglia e occupazione dell’isola di Iwo
Jima, la quale fu molto importante perché porta a Okinawa, una delle isole più importanti. Fu
una battaglia durissima (75000 morti-feriti US + tutta popolazione giapponese).
- Truman, nuovo presidente, aveva davanti a sé una scelta da prendere: resistere ad oltranza
contro le forze giapponesi che non avrebbero mollato o mettere a frutto quello che era il risultato scienti co
più importante condotto durante la Seconda guerra mondiale, la costruzione di ordigni nucleari.
L’inizio del progetto per la costruzione dell’atomica negli Stati Uniti ha luogo perché si sapeva che i tedeschi
stavano studiando questo settore e si teme che i tedeschi sarebbero arrivati prima degli alleati a ottenere
un’arma atomica per la quale non vi era alcun tipo di protezione.
- 26 luglio ultimatum al Giappone --> Gli Stati Uniti decidono alla ne di sganciare due bombe atomiche
sulle città di Hiroshima e Nagasaki (6-9 agosto) --> questo accaduto segnerà centinaia di migliaia di persone
e generazioni successive. La scelta della bomba atomica ha delle “giusti cazioni” dal punto di vista militare,
in quanto si volava velocizzare il più possibile la resa giapponese, ma soprattutto ragioni di geopolitica, per
gli Stati Uniti era necessario ria ermare la loro centralità in Europa: gli US erano arrivati secondi, per cui
serviva una scelta che dimostrasse lo status di superpotenza degli US e una protezione.

- 2 settembre 1945 resa del Giappone = ne del secondo con itto mondiale

Si passa da una fase di fortissima collaborazione che raggiunge il suo apice tra il 43 e il 44, a una fase di
crescente disillusione, allontanamento e riposizionamento su posizioni fortemente contrapposte all’interno
delle componenti alleate.

CONFERENZE INTERALLEATE
- DUMBARTON OAKS, agosto-ottobre 1944: i rappresentanti dei tre grandi pongono le basi
per quelle che sarebbero state le Nazioni Unite = accordo sull’istituzione di un’Assemblea Generale ove
fossero rappresentati tutti i paesi e de nizione del Consiglio di sicurezza con 5 membri permanenti (USA,
UK, URSS, Cina e F). Conferenza che guarda al futuro.

- BRETTON WOODS, luglio 1944: conferenza che si occupò del sistema economico del dopoguerra in cui
fondamentali furono il ri uto delle politiche protezionistiche e la volontà̀ di creare un sistema economico
internazionale basato sul free trade, si decise inoltre l’istituzione di un Fondo monetario internazionale e di
una Banca per la ricostruzione.

- MOSCA, ottobre 1944: vide la partecipazione diretta di UK e URSS (Churchill-Stalin) sembra invece
guardare al passato: Churchill-Stalin tentano di spartirsi le «sfere in uenza» dell’Europa Orientale secondo
“l’accordo delle percentuali”.
o Romania, Bulgaria, sotto prevalente in uenza URSS o Grecia sotto prevalente in uenza UK
o Jugoslavia - (Ungheria) al 50%.

- JALTA, febbraio 1945: Churchill, Roosevelt, Stalin (ultima conferenza in cui si incontrano tutti e tre). Diede
origine al mito che, durante questa conferenza, sarebbe avvenuta la spartizione del mondo che avrebbe
caratterizzato la successiva guerra fredda. Vennero a rontate importanti questioni:

o Via libera a costituzione delle Nazioni Unite con 5 membri permanenti con diritto veto = ogni membro potrà
avere la possibilità da solo di poter bloccare l’intero iter decisionale (richiesta esplicita Stalin --> vuole
tutelarsi in quanto gli altri 4 membri erano lo occidentali) + venne accettata l’ipotesi del diritto di veto e
nell’Assemblea generale venne ammessa la presenza di Ucraina e Bielorussia.
o URSS dichiarerà guerra al Giappone 2-3 mesi dopo chiusura fronte europeo e sposterà le sue risorse
militari in gran parte da ovest verso est. In cambio Mosca otteneva una
serie di concessioni territoriali (base di Port Arthur, ferrovie della Manciuria, isola di
Sakhalin.).
o Si discusse della sorte della Polonia → si tornò a discutere sulle frontiere e si decise che ciò̀ che la Polonia
avrebbe perso a favore dell’URSS (Polonia orientale), sarebbe stato compensato con territorio tedesco.
o Dichiarazione sull’Europa liberata: «ripristino democrazia e libera scelta della forma di governo popolazioni
europee»
o Germania sarebbe stata divisa in 4 zone di occupazione fra i vincitori (francese, britannica, americana e
sovietica).
- POTSDAM, luglio-agosto 1945: va a chiudere il cerchio delle grandi conferenze interalleate e passa alla
storia come la “conferenza della grande disillusione”, poiché si passa da una fase cooperativa ad una fase di
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aperta s ducia e di chiusura sulle posizioni di ognuno. Fu caratterizzata dalla presenza di Stalin, Truman e
Attlee.
Al centro dell’incontro vi fu:
o La questione della Germania: gli obiettivi erano la demilitarizzazione, denazi cazione,
democratizzazione, decentramento amministrativo e smantellamento dei grandi gruppi industriali. Si decise
inoltre che i massimi responsabili del regime nazista sarebbero stati chiamati a rispondere dei loro crimini nel
tribunale internazionale (tribunale di Norimberga) e de nizione delle zone di occupazione (Berlino inclusa).
o Conferma acquisizione sovietica della Polonia orientale e della città di Koningsberg (Kaliningrad) con
compensazioni a ovest per Varsavia (Slesia, Prussia e Pomerania).

LA GUERRA FREDDA
Periodo che si dipana dall’immediato post Seconda guerra mondiale no circa al 1991. Guerra che non fu
combattuta direttamente dalle due super potenze ma che ha in uenzato in maniera determinante oltre metà
del secolo scorso. L’arma atomica fu il grande spettro che dominò la Guerra Fredda.
- Durata: 1946/47 - 1991
- Guerra FREDDA perché non vide scontro armato diretto tra URSS – US
o Dal 1949 rischio di Mutual Assured Destruction = dal momento in cui l’Unione Sovietica acquisisce l’arma
atomica ed è capace di lanciarla, si è ben consapevoli del fatto che il rischio potrebbe essere la distruzione
dell’intera umanità --> deterrenza = fa si che si cerca di fermare il nemico dal prendere una decisione che
potrebbe portare a danni tali da non essere giusti cati da alcunché.

o Protagonisti contavano su razionalità e buon senso delle controparti o Military build-up e competizione
tecnologica:
§ Ricerca «silver bullet» in grado garantire superiorità strategica
§ «equilibrio del terrore» ad uso interno ed esterno --> il timore che possa
scoppiare un nuovo con itto limita quello che è l’avventurismo dei due poli; serve sia sul piano
internazionale, per deterrere l’avversario, sia sul piano interno, per fare ordine a casa propria.

o Impossibilitati a combattersi direttamente, URSS e USA ingaggiano competizione globale spesso


attraverso guerre per procura (sostegno da parte di entrambi gli attori di soggetti coinvolti in con itti ben
localizzati).
o Laddove coinvolti direttamente URSS e US evitarono accuratamente di incrociarsi (Corea, Vietnam,
Afghanistan)
o Con itto combattuto tanto sul piano armamenti e per procura quanto sul piano idee/propaganda = si
s dano due visioni del mondo:
§ Sovietica comunista --> punta al collasso interno del capitalismo
§ Capitalista liberale --> dimostrare la forza di un principio che alla base vuole mettere l’interesse comune.
Politologo della guerra fredda: Saul Bernard Cohen. Lui divideva il sistema internazionale in due grandi reami
geostrategici, uno dominato dall’Unione Sovietica e l’altro dagli Stati Uniti. All’interno dei due reami
geostrategici, uno, quello continentale, vede l’Eurasia che si espande no all’Asia orientale e prende in
considerazione l’unione tra l’unione Sovietica e la Cina, e l’altro invece basato sul commercio marittimo o
sulla capacità di connettere i vari membri del polo occidentale via mare all’interno dei due reami.
All’interno dei due reami ci sono aree geopolitiche più ridotte, più omogenee dal punto di vista culturale,
istituzionale ed economico, che però fanno parte dei due grandi blocchi.
Altre zone fanno invece da “shatter belt”, sono zone di frizione, nelle quali si va a scaricare l’instabilità del
sistema,
dove i due schieramenti possono confrontarsi senza vedere il coinvolgimento diretto di esponenti sovietici ed
esponenti statunitensi --> guerre di procura.
Per Cohen la linea di separazione in Europa tra mondo occidentale e blocco comunista era la “cortina di
ferro”, che però non poteva essere considerata una shatter belt, perché un eventuale con itto in quell’area
avrebbe inevitabilmente prodotto un con itto generalizzato. Fa riferimento quindi al concetto di “gateway” =
punto di passaggio, zona in cui si trova una soluzione per parlarsi, per incontrarsi, per de nire le relazioni.

BLOCCHI CONTRAPPOSTI, NON MONOLITICI E NON-ALLINEATI


- Gradazioni di grigio:
o Movimento dei Paesi Non-Allineati (Conferenze di Bandung 1955 e Belgrado 1961) o «battitori liberi» =
attori che non si collocano all’interno della logica dei blocchi (Iran
post rivoluzione iraniana del 1979 con il fondatore della repubblica islamica dell’Iran
che condannava tanto il mondo occidentale quanto il blocco sovietico)
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o «cambi di maglia» (Egitto che no al 1952 è parte integrante del blocco occidentale e
Iraq no al 1958, ma che poi cambiano: Egitto e ettua un doppio cambio, no al 1956
diventa lo sovietico e dal 1974 si riavvicina agli Sati Uniti; Iraq post 1958)

- Blocco sovietico tutt’altro che monolitico:


o Scisma di Tito dalla Jugoslavia nel 1948 e riavvicinamento del 1955, ma comunque una visione non
ortodossa
o Crisi: Germania (1953), Polonia-Ungheria (1956), “primavera” di Praga (1968)
o Le di cili relazioni con Pechino (1959-61) e il riavvicinamento di quest’ultima con
Washington (1971-72 Kissinger – Nixon) - Un Blocco a guida statunitense con diversi interessi
o Crisi di Suez (1956)
o «Terza via» della Francia di De Gaulle, punta a mediare con il blocco sovietico (1959-
69) e ritiro Parigi dalla Nato (1966 - ma non da Patto Atlantico) o Ostpolitik Anni ‘70

FASI della GUERRA FREDDA (1947-1989/91)


1) Dal 1946-7 no alla morte di Stalin (1953) periodo più duro guerra fredda o blocco di Berlino (1948)
o URSS ottiene arma atomica
o costituzione Patto Atlantico (1949) e NATO (1952) o guerra di Corea (1950-53)

2) Dopo Stalin (1953) > “coesistenza competitiva e prima distensione” (> 1962) o 1953 Eisenhower e New
Look – 1961 Kennedy
o 1955 consolidamento posizione Chruscev e Patto Varsavia
o Crisi: Indocina (1954) Polonia-Ungheria-Suez (1956)
o Berlino (1958-1961 muro) Cuba (1962)

3) Dopo Cuba (1962) > “grande distensione”, che termina nel 1979
o Accordi su non proliferazione nucleare e limitazione armamenti
o Stabilizzazione rapporti con Germanie
o Atto di Helsinki (= delinea de nizione di un sistema politico, economico, sociale
abbastanza stabile)
o Conclusione con tto Vietnam

4) Dal 1979 al 1989-91 > ultima fase della guerra fredda o Crisi Afghanistan
o Euromissili
o Reagan (Asse del Male) e Gorbaciov (Perestroika e Glasnost)

CW: diverse rappresentazioni Fasi Guerra Fredda secondo Cohen


1946-1956 fase di stallo in cui le due superpotenze passarono dall’alleanza anti-Asse, alla
di denza reciproca e all’aperta ostilità;

1957-1979 fase espansiva sovietica con Heartland che si espande lungo tutte shatterbelt.
Debolezze URSS rimangono nascoste

3. 1979-1991 la sfera marittima che si era contratta reagisce, passa dal Containment alla politica del
Rollback e, usando la propria superiorità tecnologica ed economica, provoca la contrazione della sfera
sovietica e il suo crollo.

PRIMA FASE GUERRA FREDDA (1946-1953)


SOVIETIZZAZIONE DELL’EUROPA ORIENTALE
- Schema di trasformazione Europa Orientale in regimi di “democrazia popolare”
Inizialmente vi era la presenza dell’armata rossa e partiti comunisti che si appoggiavano quasi
completamente alle forze di occupazione --> i diversi partiti comunisti dei vari paesi non possono sperare di
vincere le elezioni, quindi, decidono di allearsi con altre formazioni e partecipavano a governi di unità
nazionale e puntavano a occupare dei ministeri di importanza fondamentale.
- Occupazione posizioni chiave nei governi di unità nazionale (Ministero degli interni e della giustizia -->
controllando gli apparati di polizia, possono colpire i partiti ostili a quello comunista e controllare la
magistratura + eliminare quei componenti che risultano scomodi --> processo che nonostante inizia
lentamente porta alla completa eliminazione di forze politiche, dei movimenti più problematici, ad una crisi di
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governo e all’indizione di nuove elezioni = elezioni fuorché che libere, candidati solo approvati dal partito o
senza valenza).

- 1946-47 PC attua processo di sovietizzazione dell’Est Europa -->Polonia, Bulgaria, Romania, Ungheria
(ebbe un processo diverso = alla liberazione del paese da parte dell’Armata Rossa, vi era stato il tentativo di
creare una repubblica democratica, ma da parte dei comunisti ungheresi con il sostegno di Mosca, vi fu
un'accelerazione del processo di sovietizzazione del paese),
Albania (ebbe un’esperienza simile a quella della Jugoslavia e appariva destinata a rientrare in una
sorte di sfera di in uenza jugoslava (ambizione di Tito).

- 1948 PC > Cecoslovacchia (ultimo paese a resistere, solo nel 48 completò il suo processo di
trasformazione in repubblica democratica, di fatto uno stato controllato dalla volontà dell’Unione Sovietica.
Uscì dal con itto come paese liberato e appartenente al fronte dei
vincitori. Costruì uno stato ispirato ai principi di democrazia liberali presenti prima del con itto e a partire
dalla liberazione si trovò sotto la guida di governi di coalizione antifascista = venne sperimentata una
collaborazione fra comunisti e forze politiche moderate loccidentali. La resistenza venne annullata
attraverso la crescente dominazione degli apparati repressivi e di governo).

- 1947-48 Rottura tra URSS e Jugoslavia (che fu uno dei paesi più duramente colpiti dall’occupazione
nazista e ne emerse così una resistenza molto radicata che contribuì a legittimare fortemente la posizione di
Tito. Vi era quindi un partito comunista forte con un

leadership molto forte e un leader che presentava un’agenda politica non in linea con quella di Mosca, aveva
visioni non allineate “eccezionalismo slavo” --> rottura netta tra la Jugoslavia di Tito e l’Unione Sovietica = la
Jugoslavia si presenta come un modello di socialismo di fatto alternativo a quello sovietico).
PRESSIONI URSS IN IRAN, TURCHIA E GRECIA --> l’Unione Sovietica non si premura solo di ra orzare la
sua in uenza sull’Europa dell’Est, ma punta anche a questi tre paesi --> continuità/arco Grecia:
- era rimasta sotto occupazione tedesca lo a ne 1944, dopodiché scoppia una guerra civile molto dura tra
esponenti loccidentali (sostenitori della monarchia) ed esponenti comunisti.

- Regno unito interviene che impone una tregua

- Situazione destinata a riesplodere --> ripresa della guerriglia (1946) di matrice comunista con
sostegno del regime albanese e jugoslavo. Partito comunista greco aveva esteso il suo controllo
su una serie di aree ai con ni con le due nazioni comuniste.

- 1947 situazione di cilissima --> UK non può più mantenere le sue forze armate sul territorio a
causa di una crisi economica che aveva investito il territorio --> rischio che parte la sovietica si innalzi = ma
si ha un crescente interventismo statunitense (nord) = sovietici tentano di incidere su un’area chiave del
blocco occidentale --> signi cherebbe avere basi e marina sovietica direttamente sul mar Mediterraneo e
formare una direttrice no al Mar Nero.

Turchia:
- Era stata neutrale durante Seconda guerra mondiale, guidata da Ataturk
- Mosca nel 1945 fa una serie di richieste ad Ankara (la Turchia era uno stato cuscinetto tra URSS
e paesi looccidentali):
o Cessione parte del Caucaso (distretti di Kars e Ardahan).
o Ride nizione degli accordi di Montreux sugli stretti --> se avesse accettato avrebbe
consentito ai sovietici il libero accesso al Mediterraneo con navi militari.
o Concessione di basi navali sul canale del Bosforo (a due passi da Istanbul, città chiave
della Turchia)

- A causa di queste richieste, Ankara abbandona la sua neutralità e guarda sempre più con maggior
simpatia agli Stati Uniti --> la pressione sovietica favorisce gli interessi di Ankara e degli Stati Uniti, che
inviano la 6^ otta nel Mediterraneo = inviano messaggio all’URSS --> Turchia deve essere considerata sotto
protezione degli Stati Uniti
Iran:
Dopo operazione barbarossa UK (centro-sud) e URSS (nord) avevano occupato Iran per:
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- impedire una deriva lotedesca del governo dello scià
- mantenere il controllo sulle risorse energetiche
- aprire una via di comunicazione diretta fra le potenze occidentali e l’URSS.
Le relazioni tra i due erano abbastanza positive, vi era un accordo: dopo 6 mesi dalla ne del con itto le due
forze avrebbero dovuto ritirarsi --> nel 1946 però URSS non ritira le due truppe e negli anni in cui era rimasta
li aveva costruito uno dei partiti comunisti più forti dell’intero Medio Oriente (“Tudeh”), e di fatto sostenne
indirettamente anche le aspirazioni di alcune comunità che vivevano all’interno dell’Iran, gli azeri e i curdi,
due comunità particolarmente radicate nel nord del paese e che in questa fase storica puntano prima ad una
fortissima autonomia e poi all’indipendenza.
Gli Stati Uniti rispondono e ria ermano il loro sostegno allo Scià, economicamente e militarmente --> di
fronte a questo sostegno, l’Unione Sovietica ritira gradualmente il proprio appoggio ai movimenti
indipendentisti del Kurdistan iraniano e al movimento indipendentista azero.

La comunità azera e curda continua a essere parte integrante del tessuto sociale iraniano ma le venne
impedito di trasformarsi in realtà statuale autonome.

ESCALATION CRISI DIPLOMATICA

- 9/2/46 Stalin e Discorso del Bolshoi, discorso fatto davanti ai membri del partito comunista o
“Incompatibilità dei sistemi” --> nonostante ci fu una fase di collaborazione dei due
sistemi, essa è temporanea e destinata a essere superata dalla vittoria di uno dei due
blocchi, e secondo Stalin, prevarrà il blocco sovietico
o La guerra appena terminata è stato il risultato contraddizioni in campo capitalista
(imputa responsabilità del con itto al campo occidentale), e nché il sistema capitalista dominerà una parte
di mondo importante, il rischio che divenga un nuovo con itto è concreto --> per paci care il mondo,
bisogna risolvere i problemi alla radice, divenendo o favorendo il collasso strutturale del sistema capitalista.
- 22/2/46 Kennan’s Long telegram, telegramma compilato da un diplomatico statunitense che si trovava a
Mosca e che aveva quindi sentito e recepito molto bene il discorso al Bolshoi di Stalin. Questo telegramma
conteneva quindi un’analisi di quelli che secondo Kennan erano gli obiettivi sovietici, la postura strategica
sovietica e le ragioni alla base di questa postura.
o URSS è la prima potenza socialista al mondo ed è da sempre in guerra perpetua con capitalismo > no
coesistenza paci ca;
o Aggressività dell’URSS è radicata storia-geopolitica russa --> è il paese più grande al mondo ma con dei
con ni molto fragili, e soprattutto è esposto verso ovest, la grande pianura nordeuropea può permettere a
potenze ostili di arrivare a cuore della Russia (dal 1812 al 1941, la Russia ha subito in media un attacco ogni
33 anni).
o Posizione di Mosca verso partiti sinistra Occidente (la minaccia sovietica non è contenuta solo all’interno
dei paesi satelliti, ma è presente anche nel cuore dell’Europa, in Italia e in Francia.
§ partiti sinistra non comunisti sono una minaccia esiziale x URSS e devono essere eliminati.
§ Partiti comunisti alleati contro capitalismo.
o Fattore timore: tutto il sistema sovietico è permeato dalla logica del terrore, dai vertici
no alle basi. Una logica che di fatto porta ogni elemento di questo sistema a di dare di qualsiasi altro
attore e quindi ad avere una postura particolarmente difensiva, rigida -- > questo portava la dirigenza a non
darsi di nessuno e invece che puntare tutto sulla cooperazione o su una convivenza possibile, a prepararsi
per uno scontro.
è Kennan suggerisce una risposta: non si può continuare a considerare l’Unione Sovietica un partner, un
alleato ed è quindi necessario organizzare il campo occidentale per contenere l’espansione sovietica,
bisognava porre un freno a quella che era la capacità di Mosca di espandere la sua sfera di in uenza. -->
elabora la dottrina del contenimento (“Containment”).

CHURCHILL’S IRON CURTAIN SPEECH (3/1946)


Fulton, in Missouri, negli Stati Uniti, Churchill fa un suo discorso a seguito del conseguimento della laurea; il
discorso non diventa semplicemente una giusti cazione del perché ha conseguito la laurea o un riassunto
del suo percorso di vita, ma che guarda al futuro.
è Churchill non ha solo richiamato la fraternità del mondo occidentale e in particolare della vicinanza tra Stati
Uniti e Regno Unito, ma ha identi cato come fossero cambiate le corse, quello che stava avvenendo in
Europa orientale:
“A shadow has fallen upon the scenes so lately lighted by the Allied victory. Nobody knows what Soviet
Russia and its Communist international organisation intends to do in the immediate future, or what are the
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limits, if any, to their expansive and proselytising tendencies. [...] We understand the Russian need to be
secure on her western frontiers by the removal of all possibility of German aggression. [...] It is my duty
however [...] to place before your certain facts about the present position in Europe.
Warsaw, Berlin, Prague, Vienna, Budapest, Belgrade, Bucharest and So a, all these famous cities and the
populations around them lie in what I must call the Soviet sphere, and all are subject in one form or another,
not only to Soviet in uence but to a very high and, in many cases, increasing measure of control from
Moscow.”
- Piena consapevolezza del fatto che si debba rassicurare un paese che ha subito tantissime aggressioni nel
corso degli anni e dei secoli.
- De nizione di “cortina di ferro”
- Dietro a questa linea ci sono tutte le capitali degli antichi stati dell’Europa centrale e orientale,
nelle quali ci sono non solo dei regimi locali che si richiamano al socialismo e alla visione sovietica, ma
Mosca ha un controllo diretto su questi territori.
“The Communist parties, which were very small in all these Eastern States of Europe, have been raised to
pre-eminence and power far beyond their numbers and are seeking everywhere to obtain totalitarian control.
Police governments are prevailing in nearly every case, and so far, except in Czechoslovakia, there is no true
democracy. Turkey and Persia are both profoundly alarmed and disturbed at the claims which are being
made upon them and at the pressure being exerted by the Moscow Government. An attempt is being made
by the Russians in Berlin to build up a quasi-Communist party in their zone of Occupied Germany by
showing special favours to groups of left- wing German leaders. [...] “.

DOTTRINA TRUMAN 3/1947


- Discorso che ri ette il cambio di postura --> presidente Truman fornisce una visione d’insieme della
situazione globale, che vede un mondo diviso in due parti, diviso secondo logiche binarie, democrazie
contro autoritarismi. Anche se non lo indica mai, è evidente il riferimento alla minaccia sovietica.
- Il mondo doveva fare i conti con due modelli contrapposti di vita, di organizzazione economica, militare,
politica e culturale. Ogni popolo della terra doveva scegliere fra due impostazioni, una basata su un
sistema autoritario e l’altra su logiche prettamente democratiche, una basata sulla violazione dei diritti dei
singoli, l’altra invece sulla tutela degli stessi.

- Dottrina del contenimento: gli Stati Uniti devono supportare tutti i popoli liberi che vogliono resistere ai
tentativi di minoranze, di fattori esterni di soggiogarli, di aumentare la pressione. --> impegno che Truman
si prende e che esula da qualsiasi considerazione di tipo strategico (impegno grandissimo in quanto
nessuna potenza può fornire un ombrello militare su scala globale, le risorse sono sempre limitate, anche
per una superpotenza come gli Stati Uniti). Inoltre, è necessario contenere l’espansionismo sovietico e dar
vita a un sistema integrato che operi su due livelli, quello economico e quello militare.

Grazie alla guerra, l’economia americana aveva superato la grande depressione → l’industria americana si
era sviluppata sul piano quantitativo ma anche qualitativo, con una crescita del livello tecnologico e lo sforzo
per lo sfruttamento dell’energia atomica.
Obiettivo degli USA era il mantenimento di tale superiorità̀ economica sul piano mondiale e la preservazione
del benessere dei cittadini.
Uno dei primi passi in questo senso, sul quale l’amministrazione Truman va a intervenire è l’asse economico.
L’Europa era a pezzi, completamente distrutta e quindi Washington lancia un grande piano di ricostruzione
sulla base di un’eredità che è già emersa negli anni ’20, il piano Dawes e Yang, una serie di fondi, contributi a
fondo perso, fatti dagli Stati Uniti nei confronti dell’Europa.

PIANO MARSHALL – EUROPEAN RECOVERY PROGRAM (1948-1952)


Piano Marshall (annuncio 6/1947): 13 miliardi $ (1948- 1952) a tutti paesi europei disposti a cooperare nella
gestione degli aiuti (Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea – OECE). I massimi bene ciari
furono UK, Francia, Italia.

- Importazione in Europa dei metodi di produzione statunitensi e delle regole di diverse e più̀ moderne
relazioni industriali, nonché della progressiva integrazione fra le economie delle nazioni partecipanti all’OECE
(Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea)
- Iniziali aperture a URSS e Satelliti. Ma Stalin percepisce Piano come strumento di revisione equilibri
Europa Orientale --> gli Stati Uniti decidono di non far partecipare né l’Unione Sovietica, me soprattutto
fanno si che i paesi satellite dell’Europa orientale non aderiscano a questo piano = dura condanna.
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- L’URSS come reazione elabora una manovra aggressiva:

o strategia che avrebbe dovuto condurre il PCI e il PCF a una dura lotta per sabotare gli
aiuti americani → vennero promossi scioperi e manifestazioni.

o 1947 COMINFORM (nuova Internazionale = tentativo di organizzare i vari partiti


comunisti su scala globale per velocizzare quanto più possibile la transizione verso il pieno socialismo e
quindi l’espansione della rivoluzione) --> agitazioni PC Francia e Italia.
o 1949: COMECON - Consiglio per Mutua Assistenza Economica --> avrebbe dovuto rappresentare una
sorta di equivalente del Piano Marshall avente l’Unione Sovietica come principale sponsor. Ma l’Unione
Sovietica non aveva le risorse per poterlo fare ed inoltre, il dominio che esercitava sui paesi satellite non era
soltanto politico, ma era un dominio che nei decenni che seguiranno, si paleserà anche sul piano economico
--> l’intero sistema dell’Europa orientale viene ricostruito, plasmato per servire gli interessi dell’Unione
Sovietica anche dal punto di vista economico

BLOCCO DI BERLINO (6/48 – 5/49) TERMINI POTSDAM E SEGUENTI:


- Dopo la sua scon tta e le conferenze di Jalta e Postdam venne divisa in quattro settori, e anche Berlino
era divisa in quattro zone di occupazione (ma sicamente si trovava in quella che sarebbe diventata la
Repubblica Democratica Tedesca, nella Germania dell’Est) ma sotto un’unica amministrazione;

- Riparazioni: ogni potenza poteva «requisire» come riparazioni, risorse e materiali dalla propria zona;

- Le requisizioni da parte di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti sono molto limitate, mentre l’URSS invece
drena risorse e sposta interi apparati industriali;

- 1946 URSS inizia a organizzare i territori sotto il suo controllo


o nazionalizzazione dell’industria pesante = i grandi complessi industriali che erano
collocati sicamente nella parte orientale della Germania, vengono nazionalizzati, posti
sotto il controllo dello Stato.
o redistribuzione delle terre nella sua zona --> i grandi latifondi vengono spezzati e
distribuiti a contadini e piccole cooperative agricole.
è inizio di un processo di transizione verso un modello socialista/sovietico.

ANTECEDENTI (premesse di Mosca per istituire il blocco)

- Conferenze interalleate (marzo-novembre 1947), ma non si arriva ad una soluzione per la risoluzione della
situazione tedesca e in molti casi l’Unione Sovietica da una parte accusa le controparti occidentali di non
voler trovare una soluzione e dall’altra fa ostruzionismo manifesto perché nel frattempo sta organizzando la
sua zona in linea con quella che è la sua visione.
- Piano Marshall viene esteso alle 3 zone della Germania sotto controllo delle potenze occidentali --> nella
parte occidentale della Germania iniziano ad a uire capitali crescenti e inizia quindi un processo di
ricostruzione molto più rapido di quanto sta avvenendo nella parte est = Berlino ovest diventa “vetrina”;
- Crescente fuga Cervelli da Berlino Est a Berlino Ovest
- inizia anche un processo di riorganizzazione sul piano politico, si passa alla creazione di una
zona più o meno uni cata, cogestita tra le tre potenze = “Trizona” + decisione di introdurre nuova moneta
(marco) --> si fanno passi verso una gestione congiunta “Govest” (1948)

BLOCCO BERLINO E DIVISIONE DELLA GERMANIA


L’Unione Sovietica lancia questo blocco di Berlino perché quest’ultimo era diventata la spina nel anco del
controllo esercitato da Stalin sull’Europa orientale, perché non solo i fondi del piano Marshall erano giunti
nelle tre zone di occupazione francese, britannica e statunitense, ma anche a Berlino Ovest, la quale diventa
la “vetrina” del blocco occidentale, del mondo democratico e capitalista, impiantata però nel cuore del
blocco socialista. Quindi Stalin punta a risolvere la questione:
- Crisi scatenata da Mosca:
o Mosca accusa potenze occidentali di violare accordi di Potsdam

La terribile situazione della popolazione tedesca e le scelte compiute da Mosca nella sua zona di
occupazione furono tra le cause che spinsero i governi di USA e UK a rivedere il loro atteggiamento nei
confronti delle aree sotto il loro controllo → nel 1947, le zone di occupazione americana e britannica si
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sarebbero fuse economicamente = Bizona, consentendo alle strutture economiche dell’area di riprendere in
parte la loro attività e lasciando ai tedeschi forme di amministrazione locale autonoma.

o 6/1948: Blocco Berlino Ovest: URSS chiude accessi stradali e ferroviari che collegavano parte occidentale
Germania a Berlino ovest: rischio tragedia umanitaria
o No confronto armato ma l’obiettivo era quello di costringere gli occidentali ad abbandonare Berlino Ovest
- Risposta occidentale
o Ponte aereo – aerei cargo atterrano a Berlino Ovest portando le risorse di cui si aveva
bisogno (un velivolo ogni minuto e mezzo). Nonostante il costo di questo ponte aereo fu elevatissimo, ebbe
però una ricaduta fondamentale --> fa capire che l’Occidente non è disposto ad abbandonare Berlino e in
generale la Germania e dimostra che ha le risorse tecniche e materiali per respingere la pressione sovietica
(= CONTAINMENT)

o 5/1949: Fine blocco


- Separazione della Germania:
o 23/5/49 RFT, Repubblica Federale Tedesca (Konrad Adenauer)
o 7/10/49 RDT, Repubblica Democratica Tedesca (Walter Ulbricht)
La Germania tra il 48 e il 49 diventa il simbolo della polarizzazione del sistema internazionale, diventa il
simbolo vero e proprio della Guerra Fredda.
Il problema che si pongono gli alleati occidentali è che da un punto di vista di armamenti convenzionali (non
solo l’arma atomica che l’Unione Sovietica aveva ottenuto nel ’49), di truppe terrestri e in termini di azioni
militari, l’Unione Sovietica era nettamente superiore.

Contenimento: dal patto di Bruxelles al Patto Atlantico


Il processo che porta alla formazione della NATO è un processo abbastanza lungo e inizialmente tutt’altro
che scontato, vi sono resistenze da più parti. Venne fatto un “Trattato del nord Atlantico” il quale è un trattato
di alleanza, in linea teorica dovrebbe coinvolgere i paesi che si a acciano sull’atlantico del nord, ma il
trattato viene siglato da paesi che non si a acciano sull’Atlantico, come l’Italia, e questo evidenzia alcuni
fattori che sono signi cativi ovvero la volontà di dar vita ad un trattato che possa fungere da contraltare, che
possa bilanciare quella che era percepita essere la superiorità convenzionale dell’Unione Sovietica; creare
una alleanza che realmente potesse contare su due pilastri: un pilastro europeo occidentale e un pilastro
dell’America del Nord (USA, Canada).
La NATO di allora era costruita per contrastare un nemico ovvero il polo sovietico, un polo che nel 1949
poteva contare anche sulla Repubblica Popolare Cinese. Vi era un nemico, ma due bacini principali:
l’Atlantico settentrionale e il Mediterraneo. Non era scontato che il trattato venisse aperto anche all’Italia
anche perché un impegno che includesse anche l’Italia implicava una proiezione di potenza molto forte sul
Mediterraneo; a spingere a nché l’Italia fosse parte di questa alleanza e a nché anche il Mediterraneo
fosse incluso in questo sistema fu soprattutto la Francia perché era chiaro che il Mediterraneo rischiava di
essere uno dei teatri centrali dello scontro. I paesi che siglarono il “Patto Atlantico”, nella sua versione
originaria, furono: Canada, Stati Uniti, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Regno Unito, Norvegia,
Danimarca, Islanda, Portogallo e l’Italia; il “Patto Atlantico” viene de nito nel 1949 ma la membership per il
patto verrà estesa e di conseguenza nel 1952 diventano membri e ettivi anche Grecia e Turchia e in ne nel
1955 la Repubblica Federale Tedesca entra a far parte del “Patto Atlantico”. Verrà creata, nel 1952,
l’Organizzazione del Patto Atlantico per coordinare al meglio gli sforzi dei paesi membri.

1952: North Atlantic Treaty Organization – NATO

NASCITA DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE:


antefatti, lotte intestine e guerra sino-giapponese:
- 1934: KMT lancia attacco con 750.000 uomini alla provincia comunista dello Jiangxi, che dal punto di vista
territoriale era centrale. Le o ensive consecutive si infrangono contro la resistenza delle forze comuniste,
nché la situazione diventa insostenibile e la dirigenza del Partito Comunista decide di intraprendere uno
spostamento di uomini e donne, di e ettivi militari, dell’intera comunità, verso Nord.

- 1934-35: LUNGA MARCIA verso Yanan (10.000 km). Sopravvivono 20.000 uomini (da quasi 100.000).
Mentre vi è questo cammino, le forze comuniste vengono costantemente aggredite dalle forze nazionaliste
ed inoltre, le forze comuniste, attuano una campagna di di usione della propria dottrina, di fatto seminano
quello che sarà il futuro sostegno che questi territori garantiranno al Partito Comunista Cinese; mentre lo
fanno, sono armati delle milizie comuniste, le quali:
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o con scano latifondi e le redistribuiscono ai contadini o armano i contadini
o creazione nuclei di combattimento

- Alla ne di questa marcia, la leadership di Mao è sempre più solida all’interno della formazione comunista.

- 1937 le forze nazionaliste sono pronte a sferrare un nuovo attacco, ma la pressione interna obbliga Chiang
Kai Shek a interrompere ostilità contro il Partito Comunista Cinese per la lotta contro il nemico comune
giapponese

FINE DEL CONFLITTO:

- Eredità IIWW: milioni vittime, economia distrutta, fragile tregua nazionalisti e comunisti in
seguito intervento degli Stati Uniti (vogliono una Cina paci cata, puntano a stabilizzare il
territorio e quindi intervengono con una mediazione).

- 1947 Ripresa ostilità: le forze comuniste riprendono l’attività di guerriglia ma le forze


nazionaliste godono del sostegno di Washington (avere al anco la Cina alleata era non solo un vantaggio
militare e strategico, perché la Cina con nava con l’Unione Sovietica e quindi si poteva ra orzare il
containment, ma voleva dire anche intensi care la presa sul Mar Cinese orientale e meridionale, e sul
Paci co in generale, schiacciando il Giappone tra due fuochi). Campagna settentrionale Kuomintang:
o PCC ha requisito buona parte armamento giapponese.
KMT può contare su sostegno Washington e possesso maggiori città
o KMT ottiene importante serie di vittorie a nord (1947)

- 1948-1949 Ripresa e vittoria comunista


o Linee di rifornimento KMT troppo estese > guerriglia PCC che dominava campagne
o Le aree controllate dal governo nazionalista sono aree segnate da corruzione, incapacità
a rontare crisi > defezioni crescenti da parte delle forze nazionaliste che si uniscono
alla guerriglia comunista
o 1949 PCC conquista Nanchino, Shanghai > Pechino.
o 1949 Chiang Kai Shek ripara a Taiwan --> scon tto sul piano militare, con nato su
un’isola ma che ha ancora il diritto di veto alle Nazioni Unite.
- 1° ottobre 1949 Nascita Repubblica Popolare Cinese
- 1950 TRATTATO ALLEANZA E REC. ASSISTENZA URSS-RPC.

ALLEANZA RUSSO – CINESE (1950) E CONSOLIDAMENTO BLOCCO SOVIETICO


La Repubblica Popolare Cinese assume il controllo sulla maggioranza di territorio cinese (ad eccezione di
Taiwan e ria erma il suo controllo sui territori di più recente acquisizione, come il Tibet e Xinjiang); sul piano
internazionale però al di la del riconoscimento fatto dall’Unione Sovietica e dagli altri paesi del blocco
socialista, la Repubblica Popolare Cinese non è ancora vista come un attore pienamente sovrano e
soprattutto in questa fase il seggio permanente all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che
dà al paese di riferimento il diritto di veto, non viene assunto dalla leadership della RPC, ma rimane
saldamente sotto il controllo della componente nazionalista che ha trovato rifugio a Taiwan.

ANTECEDENTI GUERRA DI COREA


La Corea è una penisola, che tuttora è divisa in due realtà statuali: la Corea del Nord e la corea del Sud. Le
origini di questa situazione possono essere ricondotte alla ne del secondo con itto mondiale.

La Corea era stata occupata a nord da forze lo-sovietiche e a sud da componenti legate al mondo
occidentale, in particolare dalle forze statunitensi. Nel 45’ le due forze erano presenti sul territorio e che
erano lì a ne del con itto, decidono di dividere convenzionalmente la penisola in due aree di occupazione
lungo il 38^ parallelo. Sia gli Stati Uniti che l’Unione Sovietica hanno teso ad amministrare secondo i loro usi
e modalità, i due territori sotto occupazione --> il Nord si è organizzato sempre più secondo logiche tipiche
del modello sovietico; il Sud invece guardava più o meno direttamente al modello occidentale e statunitense.
L’idea era però che queste due parti della Corea dovessero poi fondersi per portare all’unità del paese

I negoziati che avrebbero dovuto portare a questo processo di uni cazione e di normalizzazione non
ottengono però alcun risultato = si vanno a costruire due amministrazioni parallele e di fatto indipendenti.
o Il Nord, lo-sovietico, è retto da un leader che aveva combattuto nella Resistenza, che si era contrapposto
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alle forze giapponesi, che si era formato in Unione Sovietica, Kim il Sung. Sfrutta questo periodo per
consolidare la sua presa sulla regione settentrionale, per attuare una serie di riforme di stampo socialista, le
quali riscontrano anche un certo grado di risposta positiva da parte della popolazione + importante sostegno
materiale da parte di Mosca + popolazione viene coinvolta attivamente --> si stava vivendo un processo di
ricostruzione, che per quanto non perfetto, stava dando dei risultati.

o Il Sud, lo-statunitense, è retto da Syngman Rhee, ma con scarso sostegno economico e politico da parte
di Washington. Vi era una di usa corruzione, repressione e scarso coinvolgimento della popolazione.
La de nizione di forme di amministrazione contrapposte e l’inabilità delle due superpotenze di giungere a un
accordo sembravano riecheggiare quanto stava avvenendo in quella fase in Germania.
è Si tende sempre più a guardare la situazione della penisola coreana come a una situazione che possa
richiamare quanto sta avvenendo in Germania e quindi si guardava alla Corea come un teatro che avrebbe
dovuto anticipare le soluzioni che le due superpotenze avrebbero dovuto applicare anche in Germania.

La Corea tende quindi ad acquisire un peso crescente, non solo per la sua posizione geopolitica, ma
anche in relazione a quello che stava avvenendo all’interno del teatro tedesco.

LA GUERRA DI COREA (1950-1953)


- 6/1950 o ensiva nordcoreana contro la Corea del Sud. Non venne ordinata da Stalin, non fu una guerra per
procura, ma fu direttamente il leader della Corea del Nord a proporre la possibilità di un’o ensiva sulla base
delle profonde contraddizioni che segnavano la porzione meridionale della penisola e presupponendo che gli
Stati Uniti non sarebbero intervenuti.
o Nel giro di poche settimane le forze del Nord tracimano a Sud, prendono Seul e scendono lungo la
penisola. La linea difensiva delle forze del Sud si va a trincerare dietro il cosiddetto perimetro di Pusan -->
collasso completo delle forze di difesa del Sud = vittoria Corea del Nord.
o Mentre le forze sudcoreane sono schiacciate a sud attorno al perimetro di Pusan, gli Stati Uniti denunciano
l’aggressione presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, convocano una riunione per deliberare su
questa aggressione e per decidere quali misure intraprendere.
UNCdS legittima intervento armato internazionale grazie all’assenza del rappresentante URSS (il
rappresentante dell’Unione Sovietica aveva deciso di boicottare i lavori del Consiglio di Sicurezza per
denunciare il fatto che il seggio cinese fosse rimasto nelle mani della leadership di Taiwan e non nella
leadership di Mao Zedong).

9-11/1950 sotto guida Gen. MacArthur le forze statunitensi respingono o ensiva e viene riportata la
situazione antecedente al 1950. Le forze statunitensi sbarcano a Inchon e prendono alle spalle le posizioni
delle forze nordcoreane che si attendevano invece un’o ensiva da Sud. Le forze statunitensi spingono le
forze di Kim il Sung non solo lungo il 38° parallelo, ma le muovono verso nord e di fatto si avvicinano al
con ne con la Repubblica Popolare Cinese.

1/1950 contro ensiva RPC --> manda in Corea centinaia di migliaia di volontari, dotati di tecnologie e
strumentazioni militari = le forze americane che erano quasi giunte no al con ne con la RPC, vengono
ricacciate verso sud.

Di fatto si arriva alla linea armistiziale nel 1953, che separa nuovamente la Corea attorno al 38° parallelo -->
si forma un regime popolare nel Nord, la Repubblica Popolare di Corea (RPK) ed una repubblica più
looccidentale che si instaurerà nel Sud e che rimarrà fortemente allineata con gli interessi occidentali, in
particolar modo con gli Stati Uniti

- Repubblicani accusano Truman di essere “soft on communism” = lo accusano di non prendere con
adeguata serietà la minaccia comunista.

INTEGRAZIONE EUROPEA IN RISPOSTA ALLA MINACCIA SOVIETICA

- La divisione della Germania e gli avvenimenti in Corea hanno un impatto diretto sulla politica dell’Europa
occidentale --> Londra e Washington sono sempre più convinte che l’Unione Sovietica abbia tutte le
intenzioni di far valere la propria superiorità sul piano militare e che vi è il rischio di un’o ensiva sovietica in
Europa = quindi per la rinascita e la difesa dell’Europa Occidentale è necessario riabilitare Germania -->
Parigi che è il paese che più di tutti è sensibile nei confronti di un pieno riarmo della Repubblica Federale
Tedesca, cerca di guidare il processo di integrazione per limitare al minimo il rischio di una piena ripresa
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militare della Germania dell’Ovest e quindi di contenere i danni (Jean Monnet). Azione su più livelli:

- Economico (processi più signi cativi):


o 1950 Piano Schumann per formazione di un mercato integrato franco-tedesco nel
settore carbo-siderurgico = unione del mercato carbo-siderurgico tra le due nazioni, che era stato uno degli
elementi di maggior scontro tra il sistema tedesco e quello francese sia nel primo che nel secondo con itto
mondiale.

o 1952 Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA): Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Olanda
e Lussemburgo (serie di membri che mettono a sistema un settore cardine per le economie dei rispettivi
paesi --> processo che acquisisce una velocità e una portata crescente nel giro di pochi mesi).

- Militare:
o 1950 Per evitare pieno riarmo tedesco, la Francia suggerisce formazione esercito
europeo integrato, in cui ogni paese mette a disposizione una divisione armata (piano
Pleven).
o 1952 Comunità Europea di Difesa (CED) istituita con Trattati di Parigi: Francia,
Germania Ovest, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo --> avrebbe dovuto porre le basi per la costruzione di
un esercito dell’Europa occidentale integrato, che non vedesse l’unione di tutte le forze armate di diversi
paesi, ma solo di una parte di queste forze, come una sorta di unità di reazione immediata, un nucleo
comune di forze europee.
è Con la morte di Stalin nel 1953 e la chiusura della guerra di Corea, cambia lo scenario --> alcuni governi
occidentali si interrogano sulla reale necessità di intraprendere questi step (riarmo tedesco e unione sul
piano politico)
o 1954 Parlamento francese non rati ca il Trattato per la Comunità europea di difesa --> fallimento CED
- Politico:
o 1952-53 Assemblea Allargata CECA redige Trattato costitutivo della Comunità Politica
Europea (CPE)
o 1954 mancata rati ca CED segna fallimento progetto CPE

Venuta meno la possibilità di arrivare a una piena integrazione sul piano politico e militare, si decide di
puntare all’integrazione in ambito economico:
Trattato di Roma del 1957 si addiviene alla costruzione della Comunità Economica Europea, la
CEE e poi dell’EURATOM, un altro ambito di cooperazione che è quella dello sfruttamento dell’energia
atomica, con l’obiettivo di arrivare a una crescente integrazione dei mercati europei atta a massimizzare, a
moltiplicare l’integrazione sul piano economico dell’Europa occidentale = diminuire le barriere doganali,
favorire una piena integrazione, una collaborazione.

RIARMO TEDESCO e INGRESSO RFT NELLA NATO - 1953 Morte di Stalin


o Incidenza sul dibattito parlamentare in Francia sulla CED (possibilità di addivenire ad una fase diversa +
non necessario riarmare Germania).
o Churchill (PM dal 1951) dichiara disponibilità aprire dialogo con nuova leadership sovietica.
- 1954 Fallimento CED ha come conseguenza immediata la piena inclusione della Repubblica Federale
Tedesca all’interno del sistema politico ed economico dell’Europa.

- 1954 Accordi di Parigi portano al superamento delle impasse:


o Creazione alleanza europea --> Unione Europa Occidentale: membri: Belgio, Olanda
Lussemburgo, Francia, Regno Unito, RFT e Italia
o Riabilitazione e cooptazione RFT *riarmo tedesco *pieno riconoscimento sovranità § ingresso nella NATO
1955

DECOLONIZZAZIONE E NON-ALLINEAMENTO
PROCESSI DI DECOLONIZZAZIONE
Furono processi che andarono ad impattare la vita di miliardi di persone e che interessarono realtà statuali
molteplici.
Furono processi che procedettero ad ondate:
- indipendenze del Nord Africa e del Medio Oriente
- indipendenza dei paesi del Sudest asiatico
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- indipendenza del continente africano (regione che va dalla cintura del Saheliana no all’Africa
meridionale).
- le stesse classi dirigenti dei paesi occidentali che controllavano questi territori, si rendono conto che non
dispongono più delle risorse necessarie per controllarli; per quanto né Londra né Parigi erano disposte a
privarsi dei loro possedimenti, sempre più evidenti erano i costi connessi al mantenimento degli stessi, ed
il fatto che non portassero nemmeno più bene ci alla madrepatria.

LE RAGIONI DELLA CRISI DEGLI IMPERI 1953

- Seconda guerra mondiale come svolta e catalizzatore dei processi di decolonizzazione, su più livelli: sul
piano economico, politico, culturale, ideologico
ecc....
o Gli ideali ai quali si ispiravano gli Alleati, servirono ai popoli soggetti per trovare un riconoscimento alle
proprie aspirazioni (autodeterminazione, Carta Atlantica, Nazioni Unite).
o Assetto internazionale non più eurocentrico: USA, URSS, RPC su posizioni fortemente anti-coloniali (i
vecchi imperi coloniali hanno il loro centro in Europa, nella vecchia Europa, ma l’Europa occidentale dopo il
secondo con itto mondiale non è più il centro del sistema internazionale, sono emersi nuovi attori che
oramai dominano la scena internazionale e molti di questi dichiarano formalmente la loro ostilità nei confronti
del colonialismo: gli USA, l’URSS, la RPC si pongono tutti in netta contrapposizione rispetto alla
prosecuzione del controllo coloniale).
o Vittorie giapponesi nel sud-est asiatico, le scon tte subite dagli antichi imperi coloniali, (Singapore, Hong
Kong, Indonesia, Malesia...) e la competizione interna nel sistema coloniale francese evidenziano una
manifesta debolezza apparati coloniali che prima IIWW apparivano inscal bili.
o Ruolo centrale giocato da colonie nel primo e secondo con itto mondiale, sul piano economico, militare e
questo spinge Londra e De Gaulle a contrarre dei debiti nei confronti dei popoli soggetti e a dover fare delle
concessioni --> bisogna riconoscere istanza autonomista e poi indipendentista che si realizza appieno in
questi territori.
o La di usione del marxismo e dei movimenti comunisti portano ad avere al proprio interno esponenti
provenienti da tutto il mondo e anche dalle colonie --> vari leader del Terzo Mondo passarono attraverso la
scuola dell’Internazionale comunista (=la propaganda sovietica/comunista evidenzia come l’Occidente
nonostante si ponga come difensore delle libertà, mantiene comunque sotto controllo imperialistico intere
comunità, popolazioni, proseguendo in forme di dominazione coloniale che non possono essere accettate).

Il processo di decolonizzazione è un processo eterogeneo, un processo che ha investito in maniera molto


impattante diverse realtà e diverse realtà di due continenti enormi come Asia e Africa, ma questi non sono
processi che nascono e si sviluppano all’indomani della seconda guerra mondiale; sono fenomeni che
trovano le proprie origini già dalla ne della prima guerra mondiale e ai principi di autodeterminazione di
Wilson. Quel momento è stato un elemento importante perché ha catturato l’attenzione di molti popoli
soggetti alla presenza coloniale europea ma anche ha alimentato una serie di di usioni ideologiche
all’interno dei singoli paesi e di conformazione di nazionalismi i quali avevano caratteristiche diverse da
realtà a realtà e con idee legati a questi nazionalismi che hanno avuto un attecchimento più o meno evidente
a seconda dei singoli contesti. Tuttavia i fenomeni così come li conosciamo e li inquadreremo troveranno il
loro apice maggiore dalla ne della seconda guerra mondiale perché concorreranno una serie di fattori, in
primis l’esperienza stessa delle due guerre mondiali, che oltre a produrre una devastazione e un
riallineamento all'interno del sistema mondiale, produrrà una di usione di nuove ideologie e anche di nuovi ,
elementi di disequilibrio ed equilibrio in termine di ideologie. Conosceremo soprattutto una di usione di
elementi legati al comunismo e alle sue diverse derivazioni, l'esperienza vissuta dall’URSS nella prima guerra
mondiale e successivamente la propagazione delle idee marxiste, socialiste e comunisti produrranno
all’interno dei singoli contesti investiti da situazioni di colonialismo europeo un fattore disgregante di lotta
contro gli imperi. Questo avrà luogo in primo momento in Cina, nel 1949 avremo la nascita della Repubblica
Cinese ma prima del 1949 un periodo di assestamento che produrrà una guerra civile tra il Kuomintang e il
pensiero e messaggio comunista di Mao Zedong. Un altro fattore importante è la disgregazione stessa degli
imperi dovuta all’incapacità dei principali attori, quelli europei come Regno Unito e Francia che non avranno
la capacità di mantenere in vigore quell'idea di impero che aveva costruito nel corso dei decenni. Vedremo
una profonda di erenza nella gestione stessa nell’eredità imperiale e nelle istanze indipendentiste all’interno
del contesto dei singoli imperi e vedremo come la Francia gestirà in maniera totalmente di erente la
questione, con una visione militare della questione situazioni che hanno un carattere estremamente
complesso, estremamente politico, ideologico, sociale ed economico a di erenza del Regno Unito, che pur
comprendendo le di coltà nella gestione di un impero così ampio, ha capito prima della Francia che
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l’esperienza coloniale si andava perdendo e che le guerre mondiali avevano messo in evidenza quello che
non era il loro status precedente; se nella prima risultavano essere ancora potenze vincitrici, dalla seconda
questo status per Londra e Parigi non era più possibile e soprattutto non erano più in grado, per capacità e
per potenza di varia natura, capaci di gestire realtà così distanti allo stesso tempo geogra camente dal
cuore politico dei due imperi. A ciò si inserisce il ruolo delle due principali potenze che appariranno nel
nuovo contesto: Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Due realtà che detteranno l’agenda politica, non solo dei
decenni successivi, ma dell’interno periodo determinato come la “Guerra Fredda” e questo si signi cherà
uno spostamento dell’asse da una visione eurocentrica ad una globale dove questi stessi stati, Stati Uniti e
Unione Sovietica, nascono con idee e tendenze fortemente anti coloniali; tutta questa serie di elementi ci
porta a fare dei consideratamente del perché e come si è arrivato alla disgregazione degli imperi. Se
vogliamo comprendere pienamente questo tipo di fenomeni e vogliamo capire come si sono evoluti
dobbiamo innegabilmente procedere in profondità e procedere ad un’analisi dei singoli contesti.

LONDRA TRA “IMPERO INFORMALE” E GESTIONE DEL CAMBIAMENTO


La classe dirigente britannica è tra le prime a comprendere come non si possa continuare, come la
situazione antecedente al secondo con itto mondiale non possa essere pienamente restaurata e quindi
punta a adottare una strategia essibile che preservi soprattutto l’in uenza di Londra, laddove è più
signi cativa.

Si punta a favorire l’ingresso dei paesi di recente indipendenza all’interno del Commonwealth (forma di
associazione volontaria tra Londra e i vari dominios: Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica) --> l’idea è quella
di mantenere queste relazioni sulla base di un’associazione volontaria tra paesi sovrani che vogliono
liberamente mantenere una forma di associazione che porti molti bene ci. Modello dei dominions (Nuova
Zelanda, Australia, Sudafrica). Cercano di creare una serie di legami privilegiati che possano permettere a
Londra di disporre di uno status internazionale di primo livello.

Idea di addivenire a un «Impero informale» basato su accordi bilaterali, alleanze militari, legami economico-
commerciali capaci di preservare in uenza britannica. Non era necessario incorporarli al Commonwealth, ma
bisognava salvaguardare le relazioni con la classe dirigente, con le élite economiche e mantenendo la
possibilità di intervenire sul piano militare. Medio Oriente come principale area di applicazione.

LONDRA E IL SUD-EST ASIATICO: il tentativo di attuare una exit strategy concordata


Il controllo di Londra nel Sud-Est asiatico e nell’Asia meridionale era stato determinante, aveva de nito gli
equilibri di un’intera regione.
Non potendo impedire cambiamento, Londra puntò a gestire transizione salvaguardando i legami di medio-
lungo periodo:
- 1947 Indipendenza dell’India britannica con ingresso di India e Pakistan nel Commonwealth = Londra
continua ad avere una forte in uenza.
- 1947 Indipendenza Ceylon (Sri Lanka) che aderisce Commonwealth, ma mantiene stretti legami con la ex
madrepatria.
- 1948 Indipendenza Birmania che non aderisce Commonwealth.
- Singapore e Malesia sarebbero rimaste sotto controllo inglese no 1957-1958. Poi diventano indipendenti
ed entrano a far parte del Commonwealth.

DAL RAJ BRITANNICO ALLA NASCITA DI INDIA E PAKISTAN


Già nel corso degli anni Venti e Trenta ci si poneva la questione dell’indipendenza, vi furono una serie di
movimenti locali che prima puntavano ad una crescente autonomia e poi alla piena indipendenza. Una gura
centrale in questo senso, fu Gandhi: leader indiano di formazione occidentale che guida un movimento di
resistenza al dominio britannico, che secondo la sua visione, avrebbe dovuto assumere la forma della ‘non-
violenza’. Figura caratterizzata da un’importanza storica enorme, oltre che da un’importanza sul piano
morale e umano e che segnerà in maniera fortissima le dinamiche interne al subcontinente.
Erano territori caratterizzati da una eterogeneità enorme, sul piano etnico, religioso, confessionale, sociale,
economico, culturale e linguistico --> una delle poche positive eredità britanniche in India, è la lingua inglese,
che diventa un fattore uni cante per il sistema indiano.

- 1920-1930 Campagna autonomia/indipendenza si intensi ca (Gandhi). Posizioni molto diverse ed


articolate:
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o Partito del Congresso (Gandhi-Nehru): a favore di un’India indipendente ed unita, che andasse al di là delle
divisioni etniche, linguistiche, religiose e confessionali; doveva essere il paese di riferimento per le comunità
indù e per quelle musulmane.
o Lega Musulmana (M. Ali Jinnah): necessità di addivenire a una piena indipendenza da Londra, ma che si
dovesse arrivare alla costruzione di uno stato apposito per la popolazione islamica, non uno stato islamico,
ma uno stato laico per i musulmani dell’India (diventerà poi il Pakistan).
o Maharaja (principi): avevano posizioni diverse, spesso vedevano in Londra l’unico modo per preservare il
loro status e i loro privilegi, il protettore dei loro interessi.
- Contributo centrale Raj durante due guerre. Londra ricorre a cooptazione, violenza e “divide et impera”
(=separare il nemico e controllarlo più facilmente), ma controllo britannico non più sostenibile.

- 1946: aumento violenza intestina. Ipotesi di addivenire a un governo unità nazionale che metta assieme le
principali forze politiche per gestire assieme questa fase di transizione, ma fallisce perché trova
contrapposizione con la Lega Musulmana e il Partito del Congresso. Londra nomina viceré Lord
Mountbatten, che però capisce che non vi è altra soluzione se non garantire l’indipendenza al paese -->
dichiara si sarebbe ritirata entro 1948.

- 15 agosto 1947 Londra concede la piena indipendenza e Partition:

o Divisione India britannica in Unione Indiana e Pakistan (si devono stabilire quali
territori potranno essere parte del Pakistan e quali no. Nella regione occidentale del Raj britannico ci sono
territori a stragrande maggioranza islamica; quindi, quelle aree è logico che vengano assegnate al Pakistan;
ma ci sono anche altre province dove vi è una presenza islamica molto importante, ma anche una presenza
indù altrettanto importante e gli stati hanno bisogno di con ni che siano più o meno de niti. Inoltre, vi era
una presenza islamica signi cativa anche nella porzione orientale del Pakistan --> si vanno a creare un
Pakistan occidentale e uno orientale)
o Per gli stati principeschi vi è la possibilità di decidere di unirsi a uno due Paesi o indipendenza.
o Vi erano anche stati nei quali i dirigenti non sapevano come decidersi, in quanto erano segnati da una
partizione sul piano etnico e religioso confessionale (es. Kashmir) --> è proprio su questi territori che si
registrerà una violenza crescente, data da processi di vera e propria pulizia etnica e religiosa.
o Transizione tutt’altro che ordinata e senza problemi: usso enorme profughi (15- 18mil), scontri durissimi
(Kashmir) e violenza inaudita (stime 1 mil vittime).
- 1948 Assassinio di Gandhi da parte estremista indù perché si ritiene che lui sia stato tra gli autori di questa
spartizione, uno di coloro che ha sostenuto ed accettato questa spartizione e questo estremista riteneva che
avesse venduto alcuni territori indiani a quello che poi diventerà il Pakistan.

L’IMPERO INFORMALE BRITANNICO IN MEDIO ORIENTE


- Se in passato Medio Oriente era funzionale per i collegamenti con India, dopo il 1947, venuto meno il
controllo sull’India, diventa centrale:
o Relativa prossimità a Londra (più facile da proteggere)
o Interessi economico- nanziari importanti e risorse petrolifere o Tradizionale in uenza britannica su circoli
dirigenti locali

- Obiettivo: creare un «impero informale»


o Mantenimento legami di interdipendenza con classe dirigente locale (relazione speciale con Transgiordania
[Londra aveva fatto sì che salisse al trono uno dei gli di Hussein, della famiglia hascemita], protettorati su
sponda ovest del Golfo e in uenza su Persia)

Laddove impossibile proseguire con forme di controllo indiretto, secondo Londra è meglio puntare a un
mantenimento di legami su piano militare, economico e politico. Si cerca di de nire forme relazionali
strutturate, preservando l’in uenza di Londra e garantendo formalmente l'indipendenza degli stati locali (es. il
caso di Iraq ed Egitto, in cui Londra può sfruttare le basi militari sul territorio, garantendo di intervenire a
sostegno di questi paesi in caso di aggressione esterna, mantenendo delle aree sotto controllo che giocano
un ruolo signi cativo poiché permetteva di proiettare più̀ facilmente la propria in uenza e forza al di fuori del
territorio nazionale).
- Strategia però entra in crisi

o Palestina ingestibile: ne del mandato (1948) --> Londra non riesce a gestire la frammentazione interna
al contesto palestinese: da una parte vi è l’ostilità crescente della componente araba palestinese che “mal
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sopporta” l’a usso crescente immigrazione ebraica e dall’altra parte vi è la comunità ebraica che ritiene che
Londra voglia sopprimere quelle che sono le legittime istanze sioniste della componente sionista che vuole
creare un proprio stato in Palestina. La soluzione individuata è la creazione di due stati: viene spartita la
Palestina in due realtà --> mentre la componente ebraica era più propensa ad accettare questa
impostazione, la componente palestinese non accetta ed adotta una posizione massimalista --> la
situazione si fece sempre più di cile = serie di attentati portati avanti da formazioni estremiste ebraiche che
colpiscono anche personaggi di spicco e alcuni dei luoghi simbolo dell’amministrazione britannica sul
territorio.
Londra prova a gestire la situazione ma capisce che non può più farlo e quindi nel 1948 nisce il mandato
britannico sulla Palestina. La ne del mandato britannico ha come conseguenza la nascita dello Stato di
Israele e questo segna lo scoppio del primo con itto arabo-israeliano (quando Israele dichiara di voler dar
vita a nuove entità statuali, i principali paesi arabi della regione gli dichiarano guerra. Ne nasce un con itto
che si risolverà poi nella sopravvivenza del neonato Stato di Israele e gli stati arabi che partecipano a questa
prima campagna di fatto di spartiscono quel che rimane della Palestina).

o Indebolimento posizioni in Iran (1951-1953) --> durante la Seconda guerra mondiale era stato occupato a
nord dai sovietici e a centro-sud dagli inglesi. Il fatto che gli inglesi fossero al centro sud derivava sia dal
fatto che la parte centro meridionale di Teheran era quella più facilmente raggiungibile via mare, ma anche
perché le risorse petrolifere principali si trovavano nel sud dell’Iran. I legami con lo Scià erano molto forti, ma
la situazione interna era molto complessa, la posizione dello Scià si fa sempre più di cile e deve fare i conti
con le pressioni provenienti dai movimenti nazionali e dai movimenti di sinistra. Nei primi anni 50 viene
nominato primo ministro Mossadeq che attuerà una politica fortemente ostile nei confronti dello Scià
iraniano e questo darà vita a una crisi che metterà a rischio l’in uenza britannica sul paese. Grazie però ad
un intervento diretto dei servizi segreti britannici e americani, si arriva ad un processo di normalizzazione.

o Rottura con Egitto: colpo di stato degli U ciali Liberi (1952) e crisi di Suez (1956) --> l’Egitto era un
territorio chiave in quanto Londra aveva interessi economici fortissimi nel campo della produzione di cotone,
nella gestione del territorio, nell’industria nascente, nell’industria egiziana, aveva controllo su buona parte dei
capitali delle quote della compagnia del Canale di Suez, che era un’entità che garantiva proventi signi cativi
e che aveva anche un peso geopolitico fondamentale.

Nel 1952 si ha un colpo di stato che porta alla caduta della monarchia, questo implica un cambio delle
relazioni: non necessariamente il nuovo regime è tenuto a mantenere gli impegni assunti da quello
precedente

o Dopo seconda occupazione Iraq (1941), rivoluzione 1958 --> in Iraq la presenza britannica era molto forte,
in quanto era un paese produttore di petrolio importante e vi era anche un legame molto forte con la casata
hascemita. Anche in Iraq vi era stata un’occupazione britannica durante la Seconda guerra mondiale (41’)
perché si temeva che il paese potesse unirsi alle forze dell’Asse. Il legame con la famiglia reale era molto
forte, ma questo si rompe nel 1958, quando la famiglia reale irachena viene massacrata dai rivoluzionari che
attueranno un completo cambio di postura strategica e diplomatica, spostando gradualmente l’Iraq da
pilastro dell’Occidente orientale a un paese sempre più vicino al blocco sovietico.

LA CRISI DELL’IMPERO COLONIALE FRANCESE


(dal Nord Africa, Africa occidentale no all’Africa centrale, nel Medio Oriente, nel Levante e no all’estremo
Oriente, al Sudest asiatico, l’Indocina francese, Vietnam, Laos, Cambogia attuali).
Anche Parigi cerca, come Londra, di gestire questo processo → la Francia inizialmente riconosce le istanze
indipendentiste autonomiste di questi paesi e cerca di dar vita all’Unione francese (Conferenza di
Brazzaville), un sistema che avrebbe dovuto connettere la madrepatria con i paesi dominati, riconoscendo
loro una certa partecipazione, ma di fatto nessuna capacità decisionale manifestò la volontà di mutare il
rapporto tra Parigi e i territori indipendenti. Popoli soggetti sarebbero stati rappresentati all’interno di un Alto
Consiglio e di un’Assemblea con sole funzioni consultive. Ma il potere reale era comunque nelle mani della
Presidenza (Presidente Repubblica Francese): “too late, too little”. I progetti di riforma dell’impero si
scontrarono con una serie di ostacoli:
- contrasti fra i partiti politici in Francia
- manifestarsi di forme di opposizione violenta al dominio francese in varie parti dell’impero (dal
Nordafrica all’Indocina)
- coagularsi degli interessi di tutte quelle forze conservatrici che temevano di perdere i propri privilegi a
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causa di una riforma troppo audace del sistema imperiale.

Onde per cui fu un tentativo che morì nel giro di pochissimi mesi e quindi anche Parigi doveva fare i conti
con la situazione. Come Londra, anche Parigi aveva risorse limitate, quindi cerca di indirizzarle verso quei
possedimenti che riteneva fondamentali e di conseguenze inizia a limitare il suo coinvolgimento nelle aree
ritenuta non fondamentali:
- Concede indipendenza a territori meno gestibili e di più recente acquisizione: Siria e Libano indipendenti
nel 1946.
- Tentativo di mantenere in uenza su protettorati Tunisia e Marocco. La presenza francese era signi cativa e
le forze indipendentiste si erano fatte sempre più̀ forti. Parigi cerca di evitare di perdere questi territori,
sopprimendo questi movimenti no a quando non si trovò a concedere l’indipendenza solo dopo una
guerriglia nel 1956.
- Mantenimento controllo su possedimenti del Sahel e Africa Subsahariana (1960s)
- Resistenza a oltranza per principali possedimenti Asia e Nord Africa:

o Indocina (Accordi di Ginevra 1954) --> prima crisi che scoppia alla ne del secondo con itto mondiale, vi è
un movimento di resistenza particolarmente attivo nel nord del Vietnam attuale, vi fu una lotta senza
esclusione di colpi che viene condotta dalle forze armate francesi, ma la Francia ne uscirà devastata = deve
lasciare il paese nel 1954. Con l’uscita della Francia dal territorio, si registrerà un crescente coinvolgimento
degli Stati Uniti.
o Algeria (indipendenza 1962), vi erano coloni francesi che non volevano andarsene e che godevano di uno
status privilegiato all’interno di questi contesti. Lo scontro scoppia più tardi ma assume un’intensità ancor
più signi cativa rispetto a quella registrata in Indocina --> scontro durissimo, simboleggiato dalla Battaglia di
Algeri.

PROCESSI DI INDIPENDENZA IN TUNISIA E MAROCCO


- Tunisia --> passata sotto controllo francese nel 1882, era sede di una forte colonia europea.
o Vi erano partiti che prima avevano puntato all’autonomia e poi all’indipendenza (Neo Destour - Habib
Bourguiba --> inizialmente puntava a trovare un’intesa con Parigi per arrivare ad una sorta di cogestione del
territorio ed applicare il su ragio universale, ma che poi spinge sempre più per l’indipendenza). La questione
legata alla Tunisia non è legata solo agli importanti interessi francesi sul territorio, ma era una questione che
viene portata anche nel contesto internazionale, l’assemblea delle Nazioni Unite diventa il teatro dove si
discute questo caso e quindi la Francia è costretta non solo a gestire l’insurrezione locale, ma anche a fare i
conti con le pressioni che provenivano dal contesto internazionale.
o Deriva violente proteste e denuncia in sede ONU spingono Parigi a rivedere posizioni o 1956: dopo la
concessione autonomia, arriva l’indipendenza
o Presidenza Bourguiba (1957-87) e mantenimento forti legami con Parigi
(scolarizzazione di massa ispirata ai modelli dell’illuminismo francese).
- Marocco --> ottenuto dalla Francia dopo il 1911
o Fronte indipendentista composito: Sultano Mohammed ben Youssef (non era rimasta una gura subalterna
rispetto ai dominatori stranieri, aveva contestato la continuazione del colonialismo francese sul territorio ed
era arrivato addirittura a denunciare apertamente questa situazione e a reclamare che il proprio paese
ottenesse l’indipendenza) e partito nazionalista di Istiqlal.
o Parigi, spalleggiata da coloni francesi ed esponenti locali, cerca di rompere fronte indipendentista. Nel
1952 il sultano viene arrestato ed esiliato, ma vi fu comunque una dura lotta armata con Istiqlal.
o 1956: Dopo aver richiamato il sultano in patria, Parigi concede indipendenza.

LA CAMPAGNA IN INDOCINA (1945/1954)


Indocina = Cambogia, Vietnam e Laos
1. Dopo la Seconda guerra mondiale Parigi cerca di riprendere il controllo del territorio che ne frattempo era
stato sotto controllo del regime di Vichy e vi era stata anche una presenza giapponese che aveva spinto
verso un pieno a rancamento del dominio coloniale. Nel nord soprattutto, però, si era registrata la crescente
penetrazione del partito comunista, attorno alla leadership di Ho Chi Minh. Questa presenza comunista non
è disposta a ritornare allo status quo ante ed accettare passivamente una forma di controllo diretto da parte
della potenza francese, nonostante De Gaulle avesse nel frattempo approvato una dichiarazione nella quale
si prometteva nel dopoguerra la nascita di una Federazione indocinese con ampia autonomia.
è Inizia quindi un con itto su scala ampia che prima è limitato al solo Vietnam e poi invece sempre più anche
il Laos. Le forze francesi riescono ad aver ragione delle forze comuniste nella porzione meridionale del
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Vietnam, ma la situazione si fa sempre più di cile nel nord, dove i guerriglieri Viet Minh riescono a continuare
le ostilità. Fu una guerriglia che cerca di evitare lo scontro frontale e che mira a dissanguare le forze francesi.
Il comando francese sostenuto dagli USA decide di dover in iggere un colpo fatale alla guerriglia comunista
e quindi punta tutto sull’ottenere una grande vittoria nel nord e concentra le sue forze nella piazzaforte della
base di Dien Bien Phu, nel nord del paese. Era una piazzaforte posta in una posizione strategica, a cavallo
tra quello che è il Laos attuale e il Vietnam del nord e quindi sfruttava proprio la presenza lungo il con ne per
muovere più facilmente uomini e risorse. Nonostante ciò, però questa roccaforte è circondata da alture e
queste sono sfruttate al massimo dai guerriglieri Viet Minh che essendo posti in alto hanno una visuale molto
più ampia. I francesi cercano di mandare forze paracadutate e di rompere questo assedio, ma è impossibile
e sono quindi costretti alla resa.

Nel 1954 i francesi devono accettare la scon tta e si deve quindi addivenire ad un accordo: viene convocata
una conferenza internazionale a Ginevra in cui una potenza chiave come la Francia, deve scendere a patti
con i rappresentanti di un movimento comunista di guerriglieri.
Si stabilisce che:
o divisione del Vietnam lungo il 17 ° parallelo no a nuove elezioni, con due amministrazioni → Repubblica
democratica del Vietnam del Nord (guida comunista) e Repubblica del Vietnam del Sud (capo Bao Dai).
o questo accordo viene siglato dalla Francia ma gli USA non accettano, in quanto percepiscono la scon tta
della Francia come la scon tta del blocco occidentale e la possibilità per il blocco sovietico di espandersi
ulteriormente.
o Stati Uniti si sostituiscono a Parigi e diventano il nuovo attore occidentale dominante sostenendo il
Vietnam Sud.

ALGERIA ALL’ALBA DELL’INDIPENDENZA


- Algeria uno dei possedimenti più saldamente legati al territorio metropolitano francese:
o Presenza storica radicata (conquistata XIX sec) e forti legami economici, politici, amministrativi
o Presenza di oltre un milione pieds noirs (= coloni francesi) (a fronte 6-7 milioni cittadini)
o Ruolo centrale per rilancio De Gaulle e Francia Libera durante IIWW
- Rivolta di Sétif (1945), circoscritta dal punto di vista territoriale e che obiettivamente non ha un impatto
enorme sul piano militare e politico + repressa nel sangue e seguita da minime concessioni --> Parigi rispose
con la promulgazione di uno statuto speciale per l’Algeria che lasciava solo qualche spazio ai musulmani e
consentì ai rappresentanti francesi in loco di manovrare le consultazioni elettorali in modo da garantire la
prosecuzione del dominio di minoranza europea.

- Fino ai primi anni 50’ in Algeria non vi fu un movimento indipendentista particolarmente radicato; infatti,
questo movimento si va a strutturare sull’eco della lotta in Indocina, Tunisia, Marocco e colpo di stato degli
«u ciali liberi» in Egitto, riaccendendo l’opposizione antifrancese

- 1954, si apre la crisi con l’insurrezione lanciata dal Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) ed invita la
popolazione algerina a combattere contro le forze di occupazione

o FLN lancia azione di guerriglia e azioni terroristiche spesso aventi per obiettivo istituzioni di sicurezza e i
pieds noirs
o Aperto sostegno dell’Egitto degli «u ciali liberi» e della Tunisia a FLN
- La risposta francese fu contraddittoria:
o da un lato, i governi di Parigi ribadivano con forza che l’Algeria era parte integrante della Francia = azione
di repressione della guerriglia.
o dall’altro, si cercò di avviare una politica di riforme che rispondesse alle esigenze della popolazione
musulmana.

LA BATTAGLIA DI ALGERI (1956) E IL COMITATO DI SALUTE PUBBLICA (1958)


Nel 1956 il governo francese decide di ra orzare la presenza militare nel paese e da carta bianca al
comando militare che viene inviato sul territorio, il quale ritiene che la battaglia centrale debba condursi ad
Algeri.

- 1956 battaglia di Algeri: guerriglia urbana di nove mesi durissima che vide atrocità (tortura) in ambo le parti
e coinvolgimento crescente della popolazione a anco FLN.
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- I francesi ebbero la meglio, ma la repressione attuata e il ricorso alle torture lasciò un’impronta indelebile.

- 1958 durante ennesima crisi di governo, vertici militari francesi in Algeria con sostegno coloni e unità di
élite presero il potere in Algeria istituendo un Comitato di salute pubblica (= governo locale che si dichiara
autonomo rispetto a quello francese, ma che punta a mantenere un legame indissolubile tra l’Algeria e la
Francia)

ACCORDI DI EVIAN (1962) E INDIPENDENZA


- La Quarta repubblica entrò in crisi e per risolvere la situazione tornò al potere il generale De Gaulle (1958).
il suo scopo fondamentale erano lo sviluppo economico e la ricostruzione di un ruolo internazionale di
prestigio per la Francia → obiettivi rallentati dalla questione algerina.

- De Gaulle inizialmente pareva volesse mantenere controllo Algeria, ma ebbe l’intelligenza politica di capire
che la Francia non era più in grado di governare la colonia.

- Avvio di un processo di progressivo disimpegno militare e politico francese dall’Algeria osteggiato da


coloni, vertici militari Nord Africa e azioni terroristiche.

- 1962 Accordi di Evian riconoscono l’indipendenza dell’Algeria.

- Ahmad Ben Bella 1° Presidente.

L’INDEBOLIMENTO DELLA PRESA BRITANNICA SUL MEDIO ORIENTE:


Tentativo di dar vita a forme di prosecuzione dell’in uenza britannica ma con altre modalità: forme di
controllo indiretto = legami molto forti con le classi dirigenti o prosecuzione della presenza britannica sul
campo economico e nanziario o tentativo di istituzionalizzare delle relazioni attraverso trattati che
comunque garantissero gli interessi britannici sul piano economico e militare.
Le vicende della IIWW, rappresentarono un forte incentivo a una nuova ondata migratoria di ebrei in
Palestina → per essi infatti l’unica soluzione possibile era quella di lasciare l’Europa e creare una propria
nazione in Palestina.
Gli ebrei già presenti nel territorio, non volevano più̀ essere sottomettersi a forme di persecuzione ed erano
pronti ad usare la forza pur di veder trionfare il progetto sionista → si ra orza la struttura paramilitare
dell’Hagana = organizzazione di autodifesa degli insediamenti ebraici, che sarebbe divenuta l’embrione del
futuro esercito di Israele.
Si formarono inoltre gruppi armati clandestini, che avviarono un’intensa azione terroristica nei confronti delle
forze britanniche presenti nel mandato e cui va ascritto il noto attentato contro l’hotel King David di
Gerusalemme.
La prima decisione del governo di Londra fu quella di bloccare il usso migratorio verso la Palestina e dal
punto di vista politico elaborò un progetto basato sulla divisione del territorio palestinese in quattro entità,̀
che scontentò arabi ed ebrei:
- distretto arabo
- distretto ebraico
- città di Gerusalemme internazionalizzata
- territorio del deserto del Negev.

La questione venne posta all’ONU che creò un’apposita commissione (UNSCOP) che si espresse a favore
della costituzione di due stati separati = uno ebraico e uno arabo.
Il governo britannico, stanco di dover gestire la situazione, dichiarò la ne del mandato entro il 1948 →
Israele si dichiarò indipendente e dovette immediatamente a rontare la reazione militare degli stati arabi
con nanti.

Al ne, furono conclusi vari armistizi che non segnarono però una situazione di pace, poiché da parte araba
non vi fu il riconoscimento dello stato di Israele.
L’ONU cercò di elaborare una soluzione di compromesso che avrebbe in parte favorito gli arabi palestinesi
→ respinta con l’intervento degli USA.
Nel 1949, Israele entrò a far parte delle Nazioni Unite. Signi cativa fu la posizione assunta
dall’amministrazione americana che aveva riconosciuto immediatamente il nuovo stato di Israele e poi
respinto il secondo piano delle Nazioni Unite → anche l’URSS si espresse favorevole nei confronti di Israele.
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Il governo britannico e quello americano continuarono a considerare il Medio Oriente come un’area di diretto
interesse:
- ruolo di via di comunicazione strategica svolto dal Canale di Suez
- questione del controllo degli importanti giacimenti petroliferi in territorio iraniano, iracheno e del Golfo
Persico = gli interessi inglesi e americani si intrecciavano.

IRAN: dall’in uenza britannica a quella statunitense:


Era per Londra un paese chiave:
almeno dal XIX secolo, Londra intratteneva importanti relazioni sul piano economico e commerciale con
Teheran
l’in uenza di Londra era particolarmente forte sulla classe dirigente iraniana, in particolare con lo Shah che
era al potere (Mohammed Reza Pahlevi)
Iran rappresentava un ponte importantissimo per garantire i collegamenti tra le forze alleate, in quanto
con nava con l’Unione Sovietica.
Controllo totale che Londra aveva della compagnia petrolifera iraniana Anglo Iranian Oil Company --> Iran
fu tra i primi paesi della regione nel quale vennero scoperti importanti giacimenti petroliferi e Londra era
stata l’attore più rapido nello sfruttarli a pieno regime = il controllo di Londra sull’Iran aveva garantito che
le forze dello Shah potessero contare su un usso costante ed illimitato di carburante. Ma l’azienda
vedeva una gran quantità di personale tecnico provenire dall’impero e quindi essere di cittadinanza
britannica e quindi la popolazione locale aveva una presenza molto ridotta. = ricadute poco positive, in
quanto il controllo delle vendite dell’azienda era in gran parte nelle mani dei capi di Londra e dei grandi
gruppi nanziari; quindi, non portavano bene ci economici che la corte dello Shah avrebbe poi utilizzato
per aiutare le componenti del paese.

- 1950s Struttura relazioni anglo-britanniche entra in crisi --> la popolazione locale ha sempre vissuto con
una marcata ostilità le ingerenze straniere
- Posizione Shah indebolita da nazionalisti (= erano fortemente ostili nei confronti delle ingerenze di Londra,
reclamavano una piena sovranità per l’Iran, una riacquisizione del controllo delle proprie risorse) e forze di
sinistra, il Tudeh (= lo accusava di essere servo dell’occidente).
- 1951: Nazionalizzazione Anglo-Iranian Oil Company ad opera Primo Ministro Mossadegh (diventa PM nel
1951, proviene dal campo nazionalista e si pone in aperta contrapposizione con le posizioni dello Shah e
della classe dirigente --> muove critiche molto forti nei confronti dello Shah ed inizia a ridurne le
prerogative e le ingerenze di quest’ultimo nella vita politica del paese). Vuole contenere ingerenza straniera
sul territorio iraniano = per farlo punta all’obiettivo più importante, ovvero l’Anglo Iranian Oil Company.
Capisce che il settore petrolifero potrebbe liberare risorse enormi per l’Iran. Con la nazionalizzazione
dell’azienda, essa non è più un’industria privata, ma diventa un’industria statale.

Londra decide di ritirare tutti i propri tecnici dal paese. Privata di questi tecnici, l’Anglo Oil Company, non
riesce ad operare a pieno regime. Inoltre, Londra si adopera per lanciare una sorta di embargo sul petrolio
iraniano --> fanno si che nessuno compri il petrolio.
Però, Mossadegh non si mostra come irriconoscente nei confronti della potenza dominatrice di Londra, ma
anzi si mostra come un primo ministro che porta avanti gli interessi del suo paese e che chiede che le
condizioni relativamente all’estrazione degli idrocarburi portino anche bene ci a quelle che sono le
popolazioni che vivono lì. Questo sul piano internazionale non fa apparire bene Londra.

La posizione dello Shah si fa sempre più debole e Mossadegh ra orza la sua posizione e si trova a gestire
una fase molto complessa.
Londra e Washington temono che l’Iran possa cadere in una destabilizzazione profondissima e temono
che da questa crisi possa scaturire un’accresciuta in uenza sovietica, perché in Iran vi era un partito
comunista molto forte + perché con nava direttamente con l’URSS + l’URSS puntava ad avere accesso ai
“mari caldi” + con una presenza forte in Iran avrebbe potuto disporre anche di ulteriori risorse di
idrocarburi.

- 1953: viene organizzata l’operazione Ajax (condotta dall’MI6 e dalla CIA):


Obiettivo: organizzarsi con i vertici militari che erano saldamente allineati allo Shah per fare cadere
Mossadegh.
Arresto di alcuni golpisti obbliga lo Shah a fuggire a Roma + Mossadegh sembra aver ra orzato la propria
posizione
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Vengono organizzate delle manifestazioni di massa pro-Shah organizzate dalla CIA, che permettono alle
forze armate di destituire Mossadegh e reprimere nazionalisti e Tudeh.
- Lo Shah torna al potere nel 53 e vi rimarrà no al 1979. Nella prima fase bene cia comunque di maggiori
rendite petrolifere ma inizierà a trasformare il sistema iraniano in senso sempre più autocratico --> iniziano a
rompersi gli equilibri interni al paese ed aumento dell’opposizione interna.

- Perdita centralità di Londra a favore Washington --> gli USA diventeranno l’attore occidentale sempre più
rilevante all’interno del contesto iraniano.

IL COLPO DI STATO DEGLI “UFFICIALI LIBERI” E L’EGITTO DI NASSER

- Per quanto indipendente e paese monarchico dal 1922, Egitto centrale per Londra:
Legami con monarchia egiziana solidi (re Faruq --> non era molto amato dalla popolazione, in quanto
obiettivamente era più interessato a quelli che erano i suoi interessi personali che al benessere e ettivo
della popolazione egiziana).
Dal 1936 i rapporti tra Egitto e Londra erano regolati dal Trattato Anglo-Egiziano, il quale garantiva
presenza delle forze britanniche a protezione del Canale di Suez (voleva proteggere un’arteria di
comunicazione fondamentale)
Interessi economici fortissimi (Compagnia del Canale, cotone, etc) o Paese aveva giocato ruolo cardine
durante IIWW
- Paese però fortemente instabile, vi era un’ostilità crescente verso re Faruq e l’in uenza britannica.
Opposizione si riconosceva attorno a due gruppi principali:
Associazione dei Fratelli musulmani --> associazione di natura culturale, economica, politica, religiosa,
sociale, che aspirava a cambiare la situazione egiziana, che aveva l’obiettivo di a rancare l’Egitto
dall’in uenza straniera e di riorientare lo stato egiziano, in modo da recuperare la centralità dell’islam nel
sistema del paese. Era stata fondata nel 1928 da un giovane insegnante. Società che operava a 360°, che
ottenne un successo fortissimo, che sopperisce alle mancanze dello stato in molteplici campi, come
quello scolastico e sanitario. Al suo interno questa società sviluppa un’ala armata, la quale partecipò al
con itto del 1948 contro le forze israeliane e che comunque rimane attiva.
Il Comitato degli «u ciali liberi» --> l’opposizione era aumentata a dismisura dal 1948 = nascita di
Israele e primo con itto arabo-israeliano, durante il quale le forze arabe non erano riuscite a scon ggere il
nemico. Si forma quindi questa società segreta all’interno delle forze armate egiziane, al cui interno vi è la
gura di Nasser, e poi quello che diventerà il secondo presidente egiziano una volta morto Nasser Sadat.

- 1952 Colpo di stato degli «u ciali liberi» e caduta della monarchia. Faruq lascia il paese e gli viene
promesso di portare con sé ingenti risorse e va passare il resto della sua vita a Roma. Gli “u ciali liberi”
salgono al potere con leadership formale del Generale Naguib. Naguib è la guida del sistema egiziano, ma
non è la guida degli u ciali liberi, nei quali ha un peso determinante il Colonnello Gamal Abdel Nasser.
- 1954 la duplice posizione tra Nasser e Naguib porta ad uno scontro diretto = Nasser estromette
Naguib dal potere. Nasser punta a rendere l’Egitto completamente indipendente, e farlo diventare la guida
di un mondo arabo unito + aperta contrapposizione alle forze britanniche
- 1954 nuovo Trattato Anglo Britannico: Canale parte integrale territorio egiziano, ritiro forze britanniche
entro venti mesi, Londra manteneva possibilità di intervento militare nel Paese se Egitto attaccato

IRAQ (1958-1963)
Era un paese chiave perché guardava sul Golfo, aveva al suo interno importanti giacimenti di idrocarburi e
perché tradizionalmente il legame tra Londra e Baghdad era molto forte: la famiglia hascemita d’Iraq era
strettamente legata a Londra in quanto dipendeva da Londra per la sua sicurezza e stabilità.

- 1941 seconda occupazione britannica, perché si pensava che alcuni dei maggiori u ciali iracheni fossero
particolarmente vicini all’Asse, e riallineamento di Baghdad all’interno della sfera in uenza d’inglese.
- 1955 Patto di Baghdad (Turchia, Iran, Iraq, Pakistan) e gran bretagna? (—> patto di natura difensiva
- 1956 Crisi di Suez ha un impatto molto forte sul piano regionale, in quanto trasforma l’Egitto di Nasser nel
capo la dei movimenti panarabi, movimenti che vogliono portare all’uni cazione del
mondo arabo --> spinta di progetti volti a unire i paesi arabi.

1958 Repubblica Araba Unita: Egitto e Siria --> spinge monarchia irachena a proporre un meccanismo di
uni cazione alternativo =
1958 Federazione Araba Hashemita: Iraq e Transgiordania --> ha vita di pochi mesi in quanto =
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- 14 luglio 1958 Colpo di Stato e caduta monarchia irachena --> alla guida del paese si avrà un militare,
Kassem + nascita Repubblica irachena.
- Gen. Kassem (1958-1963) non si unisce con Nasser per dar vita alla Repubblica Araba Unita ma propugna
una visione diversa dell’Iraq: «Iraq rst» = Iraq resterà indipendente e si avvicinerà progressivamente
all’URSS o ri uto unione Egitto e uscita Patto Baghdad

TERZO MONDO, MOVIMENTO DEI PAESI NON-ALLINEATI E INDIPENDENZA AFRICA SUBSAHRIANA

In questa fase storica emerge un potenziale terzo polo: oltre al blocco occidentale e quello a guida sovietica,
tra il 1955 e il 1961 nasce il blocco dei “Paesi non allineati”.

BANDUNG E I NON ALLINEATI:


- Conferenza di Bandung (18-24 aprile 1955, Indonesia), conferenza chiave
• Rappresentati 29 paesi afroasiatici, 1,4 miliardi di persone
• Favorì il collegamento tra i vari movimenti indipendentisti che puntavano al completamento del processo di
decolonizzazione + ria ermò il principio di autodeterminazione dei popoli + puntava a costituire un gruppo
di paesi che non volevano schierarsi sul piano geopolitico, che rivendicavano il loro diretto di non doversi
schierare con un polo o con l’altro.
• Neutralismo e paci smo divennero i pilastri concettuali di Bandung.

- Conferenza di Belgrado (1961) e nascita movimento dei non-allineati (Tito, Nasser e Nehru).
- Nella pratica, nessuno dei paesi appartenente al movimento fu realmente distante dai blocchi, ma
se ne servì bene o male per portare la propria agenda interna e internazionale.

INDIPENDENZA AFRICA SUBSAHARIANA:


I movimenti di indipendenza nel resto del mondo accelerarono il processo di decolonizzazione dell’Africa.
Lineare fu la conclusione dell’impero francese → nell’africa francofona si stavano infatti sviluppando forze
politiche locali il cui obiettivo era la piena indipendenza.
Con il ritorno al potere di De Gaulle, venne trasformata l’Unione Francese in Comunità Francese = sorta di
federazione tra la Francia e i territori africani.
Si tenne un referendum che diede un esito positivo al nuovo testo costituzionale che prevedeva la creazione
della Comunità Francese → la Guinea si espresse negativamente e gli venne concessa l’indipendenza e
vennero però tagliati i sostegni tecnici e nanziari.
Il processo di distacco dalla Francia era avviato e il governo francese aveva quindi capito che gran parte
dei leader africani desideravano la piena indipendenza politica, mantenendo però stretti rapporti con Parigi.
Nel corso del 1960 accedevano alla piena indipendenza → Senegal, Mali, Costa d’Avorio, Dahomey, Burkina
Faso, Niger, Repubblica centrafricana, Congo-Brazzaville, Gabon, Ciad, Madagascar, Mauritania, Camerun e
Togo → tutti questi paesi (tranne Guinea e Togo) siglarono accordi bilaterali di cooperazione con Parigi.
Per quanto riguarda l’impero britannico, all’avanguardia di tale processo vi fu la colonia della , dove sin
dall’immediato dopoguerra la locale amministrazione britannica aveva favorito alcune riforme tendenti ad
attribuire maggiori competenze alla popolazione africana e dove si crearono rapidamente formazioni
politiche indipendentiste → indipendente a seguito di un dibattito tra l'amministrazione coloniale, Londra e le
forze politiche locali. Un’evoluzione simile caratterizzò Nigeria e Sierra Leone e altrettanto paci ci furono i
processi che condussero all’indipendenza di altre colonie britanniche → Uganda, Malawi, Zambia, Tanganika
e il sultanato di Zanzibar.
Più tormentato fu il processo del Kenya, in cui si era sviluppato un forte movimento indipendentista =
manifestata un’opposizione violenta alla presenza britannica → la reazione inglese fu una dura repressione
con anche campi di concentramento. Londra si orientò in seguito verso una soluzione paci ca e venne
concessa la piena indipendenza del Kenya nel 1963.

SECONDA FASE DELLA GUERRA FREDDA (1953-1962)


- “Coesistenza competitiva” = per quanto appartenenti a due blocchi distinti, Unione Sovietica e Stati Uniti
possono competere senza necessariamente combattersi. La competizione può avvenire su altri piani,
quello economico, scienti co, culturale, ma che non necessariamente si debba arrivare allo scontro
armato diretto.

- “Piccola/Prima distensione” = sembra delinearsi una fase di disgelo. L’ascesa alla guida dell’URSS di
Nikita Krusciov, dal 1953 al 1880, sembrano delinearsi le basi e i due alleati possono riprendere a parlarsi.
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Questa fase si interromperà bruscamente nel 1962 con la Crisi di Cuba.

Nel 1953 negli Stati Uniti sale al potere Eisenhower, che rimarrà al potere no al 1961. Lancia un’agenda
politica molto aggressiva nei confronti dell’URSS, tant’è che si parla sempre più di passaggio dal
containment al “roll back”, respingere indietro. Nonostante questi impegni assunti in campagna elettorale,
non avverrà nessun “roll back”, anche laddove vi sarà la possibilità di intervenire, non accadrà.
Durante la presidenza di Eisenhower ci saranno due grandi crisi che coinvolgono il blocco occidentale:
- Scon tta francese in Indocina (1954)
- Crisi di Suez (1956) --> coinvolge tre attori allineati a Washington, ovvero Regno Unito, Francia
e Israele.

La prima distensione nisce con una crescente polarizzazione, una chiusura che diventa sempre più
evidente.
- Crisi di Berlino (1961)
- Crisi di Cuba (1962)

La competizione avviene anche in ambito tecnologico, e la nuova frontiera in questo senso è lo spazio.
Infatti, vi è una vera e propria corsa allo spazio, in quanto chi arriva prima ottiene anche importanti ricadute
sul piano propagandistico e sul piano degli armamenti tecnologici.

BLOCCO SOVIETICO:
Si assiste ad un cambio di leadership, Stalin muore e dopo una fase di transizione emergerà la gura di
Krusciov. Emergono nuove agende e ci sono delle s de importanti da a rontare ma anche delle opportunità
signi cative per l’Unione Sovietica che in questa fase riesce a consolidarsi internamente ed a espandere la
sua in uenza.

- Piano interno:
Muore Stalin ma inizialmente la direzione viene assunta da un comitato collegiale, dove vi sono diversi attori:
Malenkov come Primo Ministro, Molotov come ministro degli Esteri, Berija a capo della polizia segreta e
Chruscev come segretario del Partito Comunista. Tra questi emergerà la leadership di Chruscev che elimina
o marginalizza tutti i suoi avversari --> 1955 piena leadership

- Nuovo corso:
o Coesistenza competitiva e “Destalinizzazione”
o Patto di Varsavia e ampliamento sfera di in uenza sovietica

- Crisi:
o Germania dell’Est (1953 giu) o Polonia (1956 giu-ott)
o Ungheria (1956 ott-nov)

COESISTENZA COMPETITIVA E DESTALINIZZAZIONE


Krusciov emerge come leader nel 1955, ma è durante il XX congresso del PCUS (14-25 feb1956) dove
Chruscev si presenta al mondo comunista ed enuncia il suo programma. Due discorsi:
- Pubblico (si voleva che trapelasse al di fuori dei membri delegati lì presenti):
Enuncia gli importanti risultati ottenuti dall’Unione Sovietica in questa fase e quindi alla luce della potenza
e della crescita sovietica pensa sia possibile evitare guerra e accettare coesistenza competitiva tra due
sistemi. Socialismo avrebbe trionfato con forza d’esempio, non tramite le armi.
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di erenti vie transizione verso socialismo --> nonostante l’URSS sia il leader del blocco anti-occidentale,
ci sono forme anche forme diverse per arrivare al socialismo, non vi è l’unico modello imposto da Mosca =
riavvicinamento tra Jugoslavia e Mosca. A ermazione che fa pensare che il controllo esercitato da Mosca
sui diversi paesi comunisti possa progressivamente allentarsi e che quindi questi possono godere di una
crescente autonomia.
- Segreto (avrebbe dovuto essere recepito solo dai delegati sovietici e dai rappresentanti dei partiti comunisti
- 25feb - trapelato giu56 su volontà esplicita di Krusciov) processo di “destalinizzazione”:

Attacco alla memoria di Stalin e sua la “infallibilità” --> condanna il culto alla personalità, le purghe
staliniane, le atrocità condotte contro il suo stesso popolo e contro i membri del Partito Comunista,
denuncia le pratiche utilizzate e quello che viene de nito come il “regime del terrore” che Stalin aveva
instaurato.

- Conseguenze:
Timida apertura + maggiore autonomia + vie di transizione verso il socialismo siano possibili
(riavvicinamento tra URSS e Jugoslavia)
Progressivo distanziamento dalla Repubblica Popolare Cinese o Spinta al cambiamento in Polonia e
Ungheria

SOPPRESSIONE RIVOLTE: RDT e POLONIA


- Germania Est (1953) = operai edili si erano ribellati di fronte a orari di lavoro sempre più lunghi e condizioni
sempre più di cili --> furono soppresse con una violenza inaudita dell’armata rossa (50-500+ e arresti);

- Polonia (1956 giu-ott):

manifestazioni a Poznan per migliori condizioni lavorative e pro Wadyslaw Gomulka (era stato incarcerato
in epoca di Stalin). Dopo essere stato scarcerato, vi è una parte crescente di popolazione che preme
a nché venga scelto dal PC per guidare il paese; ma all’interno del Partito Comunista Polacco ci sono
resistenze in quanto all’interno del partito vi erano ancora membri molto devoti a Stalin e al suo operato e
per cui sono fortemente ostili nei confronti di Gomulka.
Intervento polizia non ferma le proteste
Chruscev si reca a Varsavia, incontra Gomulka che lo rassicura sul fatto che non vuole far uscire la Polonia
da Patto di Varsavia, ma semplicemente procedere con una gestione degli a ari interni più autonoma, per
quanto ancora allineato al blocco orientale. Kruscev accetta e Gomulka viene riabilitato e posto alla guida
Polonia.
Crisi superata grazie alla soluzione interna al Partito Comunista polacco.

RIVOLTA IN UNGHERIA (ott-nov1956)


- Manifestazioni in Polonia --> portano a sollevazioni popolari in Ungheria, in particolare nella capitale,
Budapest.

- l paese aveva vissuto gli e etti del processo di destalinizzazione in modo particolarmente signi cativo: alla
guida del paese vi era Rakosi (dirigente molto vicino a Stalin) e quindi veniva percepito come emblema
della vecchia leadership --> era stato obbligato a lasciare guida dopo il XX Congresso del PCUS. Al suo
posto viene insediato Erno Gero, che però non va comunque bene, in quanto la sua impostazione e
visione del mondo lo mettevano in parallelo con la leadership precedente.

- Questo fattore associato alla crescente opposizione che stava mutando il paese a causa dell’eco di
quanto stava avvenendo in Polonia, fa sì che a ne ottobre 1956:

• rivolta popolare con epicentro a Budapest. Manifestanti chiedono riforme, che diminuisca l’in uenza
sovietica sul paese e il reintegro di Imre Nagy, membro del PC che era stato oggetto delle purghe
staliniane, perché potesse dar vita ad un nuovo corso.
• Forze sovietiche lasciano la capitale e Nagy assume la guida del Paese (Nagy però non era Gomulka, si fa
portatore di un’agenda molto più radicale, che segnava una discontinuità molto maggiore con il periodo
precedente).
- Tra il 25 e il 31 ottobre 1956 il governo Nagy:
• scioglie Polizia Segreta (che era stata utilizzata per controllare gli oppositori interni) e indice libere elezioni
• dichiara volontà uscire dal Patto di Varsavia e di assumere neutralità
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- Queste misure non potevano essere accettate dal Cremlino, in quanto se si fossero accettare queste
richieste, anche altri paesi dell’Europa orientale avrebbero spinto o avrebbero registrato proteste simili per
chiedere appunto la completa liberazione dall’in uenza sovietica. Quindi il 3-4 novembre, Krusciov ordina la
repressione delle sollevazioni --> attacco da parte dell’Armata Rossa = migliaia morti e feriti. Nagy viene
condannato a morte ed ucciso assieme a decine di altri esponenti politici che si erano allineati al nuovo
corso impresso.
- Janos Kadar, membro del PC, posto alla guida del paese. Si era posizionato su una linea intermedia tra
quella del vecchio establishment e quella marcatamente riformista di Nagy. Guiderà un nuovo corso
rimanendo pur sempre allineato all’Unione Sovietica.

PATTO DI VARSAVIA, NEUTRALITÀ AUSTRIACA E TERZO MONDO


- Patto di Varsavia (Mag 1955 - Trattato di Amicizia, Cooperazione e Mutua Assistenza)
• Trattato di mutua difesa
• Risposta diretta a ingresso della Repubblica Federale Tedesca nella NATO
- Bu er zone austriaca: Mosca propone ritiro forze alleate da Austria in cambio sua neutralità (piano
realizzato 1955)
- Politica terzomondista sovietica:
• Siria ed Egitto (1950-56)
• Cina, India, Nord Corea
• Africa

BLOCCO OCCIDENTALE
Cambio di leadership:
- Eisenhower (1953-1961)
- Kennedy (1961-1963)
Nuove agende:
- Roll back, New look, “Pattomania” di Dulles
S de e cambio guardia:
- Crisi Indocina
- Crisi di Suez
DOTTRINA EISENHOWER

Eisenhower ascende alla presidenza nel 1953 e rimarrà in carica per due mandati; quindi, no al 1961 e poi
verrà eletto John Fitzgerald Kennedy che invece rimarrà al potere poco tempo in quanto viene assassinato.
Nonostante ciò, imprimerà una svolta importante alle relazioni internazionali: si trova a gestire due crisi di
portata enorme (costruzione muro di Berlino e Crisi di Cuba); anche dal punto di vista comunicativo è stato
uno dei presidenti più in grado di sfruttare la propria immagine e di perorare la causa statunitense sul piano
internazionale.
Eisenhower viene eletto nelle le del Partito Repubblicano, la sua campagna elettorale viene fortemente
in uenzata da una campagna politica che punta il dito contro presunte in ltrazioni comuniste all’interno del
polo occidentale, ma soprattutto all’interno dell’amministrazione del Dipartimento di Stato, il cosiddetto
McCartismo. Joseph McCarty, fu un senatore che portava avanti una campagna durissima, secondo la quale
la debolezza che aveva colpito gli Stati Uniti in quella congiuntura, era dovuta alla presenza di quinte
colonne comuniste attive in tutto il sistema americano e occidentale. Questo generò un forte impatto sul
piano pubblico, in quanto McCarthy venne posto alla guida di una commissione del Senato incaricata di
veri care questa situazione e per la prima volta nella storia americana queste edizioni ebbero luogo in
televisione.

In questo contesto la mediazione di Eisenhower ha buon gioco e quindi sviluppa una postura politica
formalmente fortemente aggressiva = necessità di dar vita a un cambio di direzione, “New look”, un
passaggio dal Containment di Truman al Roll back.

Vi era però la consapevolezza che questa postura più aggressiva, avrebbe rischiato di portare a una corsa al
riarmo. --> in modo da conciliare la crescente assertività sul piano strategico diplomatico e la necessità di
non aumentare la spesa pubblica, si punta tutto sull’arma atomica: si dichiara apertamente che l’arma
atomica è uno strumento nelle mani delle forse armate e che può essere impiegata, non solo come “ultima
misura”, ma in generale in quanto facente parte degli asset statunitensi. Tutto questo viene de nito
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“rappresaglia massiccia”, in quanto anche solo una minima crisi potrebbe portare alla scelta americana di
ricorrere all’arma atomica (URSS e US con stesso livello di armamenti, anzi URSS ancor più superiore).

“Pattomania” = segretario di stato John Foster Dulles --> tendenza dell’amministrazione americana a siglare
tutta una serie di patti regionali di sicurezza e a circondare l’URSS. Si cerca di riprodurre su scala regionale
quella sorta di successo che era stata la creazione dell’alleanza del Nord Atlantico, la NATO.

• Viene quindi siglato il patto di Baghdad (febb1955), un trattato difensivo che avrebbe dovuto unire il teatro
del Medio Oriente allargato e dell’Asia meridionale --> alleanza tra Regno Unito, Iran, Iraq, Turchia e
Pakistan.
• Alleanza tra Jugoslavia, Grecia e Turchia (ago1954), patto di difesa in funzione antisovietica e che
idealmente va a saldarsi con il Patto di Baghdad.
• Creazione della SEATO (sett 1954), ovvero l’organizzazione del Trattato dell’Asia del Sudest, che coinvolge
UK, US, F, Aust, NZel, Filipp, Thai, Pak.
• Alleanze bilaterali siglate dagli USA con Corea del Sud e Giappone.

La crisi in Indocina (la Francia dopo secondo con itto mondiale cerca di ria ermare la sua presenza
nell’Indocina francese ma incontrerà una fortissima resistenza nel Vietnam del Nord e nel Laos del Nord,
battaglia di Dien Bien Phu, scon tta francese nel 1954, accordi di Ginevra, Francia esce da Indocina,
divisione lungo 17° parallelo, crescente coinvolgimento USA) e la crisi di Suez portano a vedere gli Stati Uniti
ad un cambio di guardia: segnano il de nitivo depotenziamento di Francia e Gran Bretagna sullo scacchiere
internazionale e la loro sostituzione con gli Stati Uniti.

CRISI DI SUEZ
- 1952 U ciali liberi e caduta monarchia
- 1954 Nasser alla guida Egitto. Paese formalmente equidistante dai blocchi
- 1955 Stati Uniti disposti a sostenere modernizzazione Egitto e progetto della Diga di Assuan
(tutt’ora una delle dighe più grandi al mondo; puntava a gestire meglio le acque del Nilo per arrivare ad
alimentare i paesi dal punto di vista energetico; per costruirla servono competenze a capitali enormi)
- Scoperta di una fornitura di armi cecoslovacche al Cairo spinge Washington a ritirare proprio sostegno
- Reazione egiziana su più livelli

o Avvicinamento a Mosca che promette sostegno tecnico ed economico nanziario (1956)


o Intensi cazione campagna panarabista al di fuori Egitto, ponendo sempre più in di coltà quei regimi
allineati con l’Occidente che vengono accusati di essere schiavi e servi delle potenze imperialiste
o Nazionalizzazione della Compagnia del Canale --> seria di coltà di Francia e Gran Bretagna
o Chiusura dello Stretto di Tiran (vs Israele) --> è una delle due principali vie marittime che permettono a
Israele di comunicare con il mondo.
- 2° Con itto Arabo-Israeliano (1956)
o Israele attacca Egitto e occupa Sinai
o UK-F inviano paracadutisti per mettere in sicurezza il Canale
o URSS aveva legame strettissimo con Nasser, il quale minaccia un intervento diretto, ma
gli USA non sono disposti ad arrivare ad uno scontro mondiale per F, UK e Israele --> USA e URSS allineate
a chiedere il ritiro delle forze di occupazione
- Esito:
o Dimostrazione che F e UK non possono condurre agenda indipendente da US in Medio Oriente
o Sinai e Canale rimangono sotto sovranità egiziana > nonostante scon tta sul piano militare, Nasser risulta
estremamente vincente sul piano diplomatico e simbolico, diventa simbolo di un terno mondo che cerca di
a rancarsi dal dominio imperialista, di un mondo arabo che può competere con le principali potenze e che
può puntare ad una riuni cazione
o Egitto ra orza legami con URSS (inizia a fornirgli armi avanzate che lo faranno diventare una delle quattro
potenze principali del Medio Oriente) e sempre più percepito come minaccia per i regimi lo-occidentali.
o 1957 Dottrina Eisenhower

FINE DELLA “PRIMA DISTENSIONE”: MURO DI BERLINO (1961) – CAUSE:


- Ingresso RFT nella NATO (1955) --> risposta sovietica = Patto di Varsavia
- Crescita economia RFT + controllo esasperato delle autorità di polizia nella RDT

o Provocano una fuga dalla Germania dell’Est e trasferirsi in Germania dell’Ovest


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- Cittadini di Berlino Est e Ovest potevano accedere a tutti settori città;
- Da Berlino Est si andava a Berlino Ovest e da lì si arrivava via areo alla RFT
- Si stimano circa 2 milioni di persone che hanno abbandonato Germania dell’Est
per trasferirsi in Germania dell’Ovest (la maggior parte di queste persone erano molto colte e sarebbero
state molto utili alla Germania dell’Est).
- Nella Germania dell’Ovest inizia a circolare voce della cosiddetta “Dottrina Hallstein”: secondo la quale la
RFT avrebbe rotto rapporti con qualunque Paese avesse riconosciuto RDT; in quanto la RFT si
considerava l’unica vera rappresentante del popolo tedesco
- Necessità di ria ermare il peso dell’URSS dopo rivolte interne ed eredità della crisi ungherese del 56.
- John F. Kennedy divenuto presidente 1961 viene percepito come debole e inesperto da Mosca

TAPPE:
1) 1958 – 1959

o Nov 1958: Mosca chiede ritiro delle forze occidentali da Berlino Ovest, entro 6 mesi e propone
l’internazionalizzazione della città e questa diventa la base per un Trattato di Pace sulla Germania. In caso
contrario minaccia di a dare a RDT il controllo dei collegamenti ferroviari tra RFT e Berlino Ovest (vuole
tagliare i collegamenti).
o Tentativi di limitare crisi 1959:
- Kitchen debate: vicepresidente Nixon va a Mosca, alla Fiera internazionale e ha un dialogo diretto con
Chruscev (ha luogo in una tipica cucina americana che viene allestita nel padiglione americano per mostrare
cosa voglia vivere nel mondo libero)
- Visita di Chruscev negli Stati Uniti
2) 1960 – 1961
o Escalation della crisi tra 1960-1961:
- Mag1960 viene convocato a Parigi un vertice per risolvere la questione tedesca e di Berlino, ma fallisce in
quanto la presidenza american si ri uta di scusarsi con Mosca (negli anni precedenti l’amministrazione
Eisenhower aveva varato un programma di spionaggio internazionale tramite un aereo spia, l’U2, il quale
poteva volare a quote talmente elevate da non essere intercettato dai caccia sovietici, almeno così si
pensava. I sovietici, infatti, scoprono di queste missioni in quanto un aereo cade a terra ma le prove dello
spionaggio avvenuto per tutti quegli anni rimane “salvo”. I sovietici non dicono nulla no al vertice di Parigi).
- Apr1961 fallito l’assalto alla Baia dei Porci (per l’eliminazione di Fidel Castro, leader rivoluzionario
comunista che ha estromesso il leader precedente, loccidentale statunitense al governo dell’isola di Cuba,
la quale era troppo vicina alle coste americane ed essere locomunista).
- Giu1961 Incontro di Vienna tra Chruscev e Kennedy --> Kennedy cerca di
metterlo in di coltà ma non ci riesce e trasforma questo incontro in una lezione di politica in itta da
Chruscev a Kennedy
o agosto 1961: Muro di Berlino

CONSEGUENZE:
- Completa partizione Germania e divisione popolo tedesco
- Completa militarizzazione degli schieramenti europei, ma contribuisce all’abbassamento delle tensioni in
Europa e alla distensione nel vecchio continente
- «Spostamento» della guerra fredda e del con itto tra Est e Ovest nel Terzo Mondo.
- Sul piano propagandistico muro rappresentò una scon tta per la DDR e per l'URSS, costrette a
ingabbiare propri cittadini --> impatto anche in Occidente + simbolo vero e proprio della guerra fredda.

CRISI DI CUBA
ANTECEDENTI: Batista e Castro
- Cuba era fortemente legata a US che controllavano il 40% produzione saccarina + in uenza sul campo
militare (base di Guantanamo), economico, della criminalità organizzata, politico.

- Cuba era strettamente legata agli US attraverso la gura di Fulgencio Batista, colonnello delle forze armate
cubane che aveva dominato la vita politica dell’isola già negli anni ’30 e che poi era ritornato al potere nel
1952 con un altro colpo di stato: dittatura vicina US e invisa dalla popolazione.

- Fidel Castro si era posto alla guida di un movimento rivoluzionario che puntava a far cadere Batista ed
avviare un nuovo corso. Il tentativo di Castro fallì (assalto alla caserma Moncada) e venne arrestato --> lascia
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il carcere a seguito di un’amnistia di Batista e fugge in Messico (1955) –-> raduna una serie di sostenitori ed
incontra Ernesto Guevara (rivoluzionario argentino).

- Dicembre 1956 Castro e Guevara sbarcano a Cuba e cercano di attivare una nuova insurrezione ma
vengono scon tti --> si riparano nella Sierra Maestra, una delle zone più inaccessibili dell’isola e ci vorranno
anni prima che possano riprendere le ostilità.

- A Castro, fratello e Guevara si aggiungono otto militanti e nel 1958 riparte una nuova o ensiva castrista
che si espande nel paese --> ha successo perché le condizioni interne all’isola sono sempre peggiori,
l’ingerenza statunitense negli a ari interni cubani è sempre meno tollerata da tutte le componenti sociali e
politiche dell’isola, il regime Batista è un regime corrotto e quindi l’impostazione castista sembra fornire una
chiave di volta per porre le basi per un nuovo corso = episodi crescenti di diserzione delle forze armate, di
polizia e anche delle forze liberali --> Dicembre: Batista è costretto a lasciare paese.

- Castro entra trionfante all’Avana nel gennaio 1959 e prende il controllo del paese. Nulla faceva pensare in
quel momento che Cuba sarebbe diventata uno dei principali nemici degli USA, in quanto nonostante una
formazione che guarda verso idee socialiste, Castro non intraprende immediatamente una serie di misure
allineate con il modello sovietico = USA riconoscono nuovo regime.

ROTTURA RAPPORTI CON US E ALLEANZA CUBA-URSS:

- Graduale estromissione delle componenti liberali nel movimento castrista, crescita delle in uenze
socialiste, pressione da parte di esuli che una volta lasciata Cuba, a uivano negli Stati
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Uniti e palesavano la loro insoddisfazione nei confronti di Castro, invitando gli USA ad
assumere una posizione molto più netta e a cercare di cambiare le cose.
- 1959 Riforma agraria con espropriazione terre e nazionalizzazione delle imprese, in particolare
quelle statunitensi --> USA impongono un embargo sulla produzione di zucchero cubano.
- 1960 Radicalizzazione posizioni di Castro + netto avvicinamento a URSS:
o Accordo URSS-Cuba: 200 milioni $ come prestito e acquisto di zucchero cubano.
o Embargo + blocco importazione prodotti saccariferi e addestramento da parte della
CIA degli esuli cubani
o Castro promette aiuto a movimenti rivoluzionari in America Latina.

BAIA DEI PORCI E INIZIO DELLA CRISI


- 1961: JFK presidente e la CIA gli ripropone il piano assicurandogli che dalle loro informazioni la
posizione di Castro fosse estremamente debole e che sarebbe bastato veramente poco per farlo
cadere e che sarebbe stato anche facile portare gli esuli a Cuba senza far scoprire il
coinvolgimento statunitense.
- aprile 1961: operazione ha luogo --> Baia dei Porci (sbarco di 1200 esuli sostenuti da servizi US).
Fallimento in quanto vengono denunciati dai cubani che vivevano lì, arrivano le forze armate di
Castro, inizia uno scontro a fuoco che si protrae e il corpo di spedizione è costretto ad
arrendersi. Si capisce ben presto che dietro all’attacco degli esuli vi erano gli Stati Uniti.
- Estate 1962: accordo Mosca-Avana per installazione di batterie missilistiche e presenza di tecnici
sovietici sull’isola (inizialmente URSS non convinta a portare le proprie forze armate a poche
miglia marittime dai propri avversari, ma accetta di farlo perché innanzitutto per questioni di
opinione pubblica ne era costretto, non poteva rifiutare la richiesta di aiuto di un paese
filosocialista e soprattutto nello stesso periodo erano state installate basi missilistiche nucleari in
Turchia e in Italia che puntavano direttamente sul territorio sovietico, missili Jupiter e Thor)
- 14ott1962: JFK viene informato della costruzione di rampe di lancio e basi missilistiche a Cuba e
del viaggio di mercantili sovietici verso isola. Viene informato dalle spie presenti sul territorio e
attraverso immagini scattate dagli aerei U-2

OTTOBRE 1962:
- Dal 16 al 22ott vengono esaminate le possibili contromisure da prendere (JFK coinvolge i suoi
più stretti collaboratori = “X-COM” si riuniscono i membri del National Security Council e altri,
ma senza coinvolgimento diretto delle controparti o degli alleati della NATO).
o Occupazione militare isola --> con invio delle forze armate americane (avrebbe portato
a un grande numero di morti da parte delle forze americane, in quanto Cuba era stata
rafforzata nel frattempo; sarebbero morti anche personale e tecnici sovietici e questo
sarebbe stato visto come ‘casus belli’; non si sapeva se sull’isola vi fossero già armi
nucleari che potevano essere lanciate contro il corpo di spedizione americano).
o Bombardamenti aerei per distruggere installazioni (rischio di uccidere personale e
tecnici sovietici e molti civili; possibile presenza e scoppio di armi nucleari; era una
questione militare che avrebbe portato allo scoppio di un conflitto mondiale).
o Agire per via diplomatica in sede di Nazioni Unite (possibilità di smascherare l’Unione
Sovietica e risolvere la questione ma gli USA avrebbero dovuto dire implicitamente che
non erano in grado di gestire una questione che li minacciava direttamente).
o “Quarantena navale” attorno a Cuba (forma più blanda di controllo e non poteva
essere percepita come una misura ostile che potesse portare allo scoppio della guerra; la
marina militare statunitense circonda Cuba, si avvisano tutte le potenze ed in particolare
URSS che qualsiasi nave si fosse avvicinata a Cusa avrebbe dovuto subire l’ispezione da
parte delle forze americane e che qualora fossero state trovate componenti utilizzabili
per il comparto missilistico o per costruire un ordigno atomico, sarebbero state fermate
e rinviate all’origine).

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- 22ott 1962 JFK rende pubblica la crisi (tramite discorso al popolo) + viene convocato una
riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, durante la quale il rappresentante
americano chiede a quello sovietico se avessero installato delle basi missilistiche a Cuba, in
seguito a una ripetuta risposta negativa di quest’ultimo, il rappresentante americano mostra le
foto --> internazionalizzazione della crisi + quarantena navale (denota estrema intelligenza della
leadership americana = dava la possibilità ad URSS di chiedere ai mercantili di fare marcia
indietro o addivenire ad una risoluzione).
- 27 ottobre: sottomarino sovietico in acque cubane viene intercettato da USA, i quali gli intimano
di andarsene, ma le comunicazioni radio vengono interrotte, allora USA decisero di lancia due
missili sottomarini come segnale e i sovietici recepiscono ciò come un tentativo di affondare il
sottomarino; allora il comandate decide di armare i missili e colpire le unità militari americane ,
ma Vasili Arkhipov, si oppose al suo comandante e gli chiese di fermare l’attacco, spiegandogli
che se gli americani avessero voluto affondare il sottomarino, l’avrebbero già fatto e che era solo
un avvertimento --> comandante decise di non lanciare il missile.
- Trattative e accordo (28ott)
o dietrofront mercantili sovietici
o smantellamento basi missilistiche a Cuba
o Impegno pubblico US a non attaccare Cuba
o Impegno segreto US a rimuovere testate nucleari in Turchia

PERCHÉ URSS ACCETTA:


- Efficacia quarantena navale --> non vi era modo di violare il cordone sanitario che gli Stati Uniti
avevano creato attorno a Cuba.
- Inferiorità di capacità convenzionali nei Caraibi, teatro dominato dalla presenza statunitense (≠
in Europa godeva di una certa superiorità)
- Inferiorità sia di arsenale atomico che di vettori (vettori nucleari US x9 vs URSS)
- US godevano vasto sostegno internazionale grazie all’azione intrapresa in sede di Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite --> Mosca si trovava in una situazione di difficoltà anche nei
confronti del resto del mondo.
- M.A.D. = non si era sicuri di voler arrivare alla distruzione mutua assicurata per il mantenimento
di basi missilistiche a Cuba
- Aveva ottenuto risultati ottimi:
o Assicurazione di nessun intervento US a Cuba
o Missili ritirati da Turchia

è Si percepiva la fine della crisi di Cuba come una netta affermazione occidentale e un’“umiliazione”
per il popolo sovietico. Castro stesso si sentì molto risentito con Krusciov in quanto aveva
dichiarato chiaramente la sua non disponibilità a rischiare la vita dei sovietici per la sicurezza di
Cuba.
è Inoltre, non creò problemi solamente tra Cuba e Mosca, ma acuì anche la frattura che si stava
generando tra Repubblica Popolare Cinese e l’Unione Sovietica. Mao spingeva per un’escalation
della crisi perché riteneva che si sarebbe dovuto mostrare maggior fermezza.
è La crisi però produsse anche effetti positivi:
- Favorì i primi accordi sovietico-americani in tema di armamenti strategici (che poi avrebbero
definito la fase della ‘grande distensione’).
- 1963 creazione di una linea di comunicazione diretta tra Washington-Mosca onde evitare una
situazione come quella registrata a Cuba e onde poter affrontare direttamente la questione nel
caso di una crisi di portata come quella che si era vissuta.
- Chruscev, nonostante positivo impatto della scelta in una prima fase, venne accusato di
debolezza e sua posizione venne minata.
- Peggioramento rapporti tra Usa-alleati europei:

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o Kennedy informò alleati europei ma US decise di operare in completa autonomia.
o Reazione statunitense ben più dura rispetto alla crisi di Berlino del 1961.
o Dubbi sulla reale solidità dell’ombrello nucleare US:
§ Già aprile1962 nel Consiglio NATO: venne esplicitato il passaggio da massive
retaliation a flexible response = una risposta flessibile a azione sovietica sarebbe
corrisposta a un’azione statunitense di uguale livello --> se necessario uso di
armi nucleari tattiche, missili intercontinentali solo come extrema ratio.
§ Crescente domanda di deterrente nucleare da parte degli alleati: Dic1962 US
accetta di fornire vettori a medio-raggio atomici a UK (special relationship) ma
non di sostenere il programma missilistico francese: peso diverso degli alleati
nella NATO.
§ Aumento della contrapposizione interna agli alleati: Francia si sente non
considerata adeguatamente e vede questa relazione speciale tra UK e US
negativa per la statura e gli interessi di Parigi; vede Londra come “longa manu”
(=sorta di ‘cavallo di Troia’) statunitense in Europa: opererà a far sì che UK non
entri nella CEE (Comunità Economica Europea).

CORSA AGLI ARMAMENTI NUCLEARI E CONTESA SPAZIALE:


- 1945 bomba atomica US
- 1949 bomba atomica URSS
- 1952 bomba termonucleare (all'idrogeno) USA
- 1953 bomba termonucleare URSS
- 1957 Sputnik --> URSS fu la prima a lanciare un missile con una sonda satellite nello spazio
- 1957 Sputnik 2 – Cane Laika
- 1958 sonda Explorer US
- 1961 Yurij Gagarin in orbita
- 1969 Sbarco della missione Apollo sulla Luna

TERZA FASE DELLA GUERRA FREDDA


GRANDE DISTENSIONE (1962 - 1979)
Due fasi:
- CRESCENTE DISTENSIONE
o Avvicinamento tra Mosca e Washington sempre più significativo = i problemi che
entrambe stavano vivendo li spinse a collaborare sempre di più, per consolidare la loro
leadership all’interno dei rispettivi blocchi e per gestire la conflittualità. L’apice fu il
1975 con l’atto finale della conferenza di Helsinki (Ford e Breznev).

- CRESCENTE POLARIZZAZIONE
o Ripresa crescente della contrapposizione e delle ostilità che arriverà a toccare l’apice nel
1979 con l’occupazione sovietica dell’Afghanistan.

TEMI
- È la messa in opera del concetto di coesistenza competitiva, ma non implica eliminazione
contrasti (guerre per procura, terrorismo, contestazione…)
- Assunti di base:

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o sistema bipolare «concordato» preferibile a competizione priva di regole, soprattutto
dopo Cuba > URSS e US si impegnano a definire regole condivise soprattutto in
materia armamenti nucleari
o Riequilibrio influenza internazionale: superiorità US e suo riavvicinamento a RPC
(1969-72) bilanciati da crescente influenza sovietica nel Terzo Mondo (Siria, Egitto; ex-
Indocina, Angola, Mozambico, Etiopia – 1974-5…)
o Tensione interna ai blocchi spinge a cooperazione tra due superpotenze:
§ Polo occidentale: crisi legittimità interna Stati Uniti (Vietnam, contestazione,
scandali, assassinii), numerosi cambi leadership e posture strategiche, agende
divergenti alleati chiave (Francia – RFT), rafforzamento movimenti di sinistra in
Europa Occidentale
§ Polo sovietico: passaggio consegne Chruscev-Breznev, Primavera di Praga
(1968), rottura URSS-RPC (1956-69)
- Shatterbelt mediorientale assume crescente centralità
- Distensione raggiunge il suo apice 1975. Dopo graduale ripresa guerra fredda

ARMAMENTI:
- 1963 siglato il Test Ban Treaty --> veniva proibito effettuare test atomici nell’atmosfera (non si
poteva sapere dove sarebbero ricaduti).
- 1963 creazione telefono rosso Mosca-Washington
- 1967 Trattato sulla gestione delle attività nello spazio extraatmosferico --> oltre a non fare test
nell’atmosfera, vengono regolamentate le varie attività, non solo per quanto riguarda l’utilizzo di
armi atomiche ma anche per quanto riguarda i satelliti.
- 1968 Trattato di Non Proliferazione:
o Disarmo nucleare, non proliferazione nucleare, uso pacifico dell’energia nucleare.
o Proibisce agli stati firmatari "non–nuclear-weapon-states” di procurarsele e agli altri di
fornirgli tecnologie nucleari belliche o le loro conoscenze relative ad esse.
o Trasferimento di tecnologie nucleari per scopi pacifici deve avvenire sotto il controllo
della AIEA.
- 1972 SALT 1 (“strategic armaments limitations talks”): per la prima volta viene posto un tetto al
numero e alla tipologia di armi strategiche + si accordano sul numero e la tipologia di vettori che
i due schieramenti possono avere + preparazione di uno scudo nucleare, un sistema di difesa
capace di intercettare i missili nucleari (1ABM per superpotenza – limitazione armi strategiche).
- 1975 Accordi di Helsinki --> apice della grande distensione
- 1979 SALT 2 non ratificato in seguito invasione URSS dell’Afghanistan

CONFERENZA DI HELSINKI SULLA SICUREZZA E LA COOPERAZIONE IN


EUROPA (1972-1975)
- 11.1972 Apertura lavori - 1.8.1975 firma “Atto finale”: Paesi Europei (tranne Albania), Canada,
US, URSS
- Cesti:
- Sicurezza: mutuo riconoscimento degli stati europei e impegno a non modificare con la forza
l’assetto esistente
- Cooperazione economica, scientifica, tecnica e ambientale (favorire scambi commerciali e
collaborazione).
- Cooperazione in campo culturale e umanitario e focus su diritti umani (Nel 1978 fondato
Helsinki Watch --> Human Rights Watch = organizzazione internazionale che si occupa di
tutela e protezione dei diritti umani).

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è Gli accordi sancivano di fatto divisione dell’Europa e il rifiuto del rollback, ma la parte relativa alla
tutela dei diritti umani avrebbe favorito la crescita del dissenso all’interno dei satelliti sovietici.
Momento più alto distensione, seguito da «seconda guerra fredda».

POLO OCCIDENTALE
Dall’assassinio di Kennedy a Dallas, gli Stati Uniti entrano in una sorta di spirale e i presidenti successivi
non riescono a guadagnarsi una centralità come quella che aveva acquisito Kennedy.
- Cambi di leadership, diverse posture, crisi interne:
o Johnson (1963+1964-68). Presidente dopo morte Kennedy. Eletto nel 1964,
invischiato nella crisi del Vietnam e crisi con Parigi
o Richard Nixon (1968-1974; collaborazione con Kissinger): Vietnam, colpo di stato
cileno (Allende), SALT1, riavvicinamento RPC. Scandalo Watergate e dimissioni
o Gerald Ford (1974-1977) succede a Nixon dopo Watergate, focus affari interni e crisi
economica crescente.
o Jimmy Carter (1977-1981): tutela diritti umani, impegno nella questione mediorientale
(Camp David 1978, ma rivoluzione iraniana).
- Divergenze con potenze europee (rivendicano possibilità di recuperare spazio di manovra in
ambito internazionale).
o Ostilità di De Gaulle (ritiro Francia da comando integ NATO1966)
o Ostpolitik tedesca (1969-73)
- Escalation della guerra in Vietnam (1965-1975)
- Difficoltà economiche (fine GoldStandard 1971 (ancorare la valuta statunitense all’oro), shock
petrolifero).

DE GAULLE (1958-1969) E TENTATIVO DI LIBERARSI DALLA TUTELA US


De Gaulle puntava rilanciare l’importanza della Francia nel mondo, ma soprattutto in Europa
occidentale. Parigi risentiva fortemente del dominio esercitato da Washington sul campo occidentale,
dominio che si nutriva anche del sostegno britannico. Per rispondere a questo asse, puntava a costruire
un altro asse, tra la Francia e la Repubblica Federale tedesca.
+ Volontà di invertire nel declino francese: Vietnam (1954), Suez (1956), Algeria (1962)
+ Sfiducia impegno US in Europa (Berlino 1961, Cuba e flexible response 1962).

Risposta di Parigi:
- Una delle prime iniziative assunte dalla Francia di De Gaulle fu quella di sviluppare un arsenale
nucleare indipendente (force de frappe); Parigi era consapevole che non disponeva di risorse
sufficienti per costruire un arsenale nucleare equiparabile a quello sovietico e statunitense ed
infatti puntava a disporre un arsenale nucleare sufficiente a fare abbastanza paura (arsenale
capace di eliminare almeno il 40% delle capacità produttive sovietiche).
- Uscita della Francia dal comando integrato NATO, ma non dal Patto Atlantico (1966)
- Richiesta a forze US di lasciare il territorio francese
- Avvicinamento a RFT per creare un asse europeo autonomo da US (Bonn però si dimostrerà
tutto fuorché desiderosa di sostituire all’allineamento con Washington un allineamento in tono
minore con Parigi).
- Opposizione all’ingresso UK nella CEE (1962) - longa manus degli US
- Contatti diretti con URSS e stati satelliti per divenire «interlocutore privilegiato» di Mosca in
Europa.
- Riconoscimento RPC e instaurazione di una relazione diretta.

Ma:
- Bonn non abbandona legame con US e persegue politica autonoma;
- Primavera di Praga (1968) limita possibilità dialogo con Mosca;

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OSTPOLITIK: la politica orientale della RFT
- 1963 dimissioni Adenauer (non voleva scendere a compromessi per quanto riguardava
l’unificazione del popolo tedesco e il fatto che la RFT rappresentasse l’unica realtà in grado di
rappresentare l’intero popolo tedesco)
o Dopo dimissioni di Adenauer sale al potere una grande Coalizione, formata da SPD-
CDU meno ostile a riconciliazione con la controparte orientale e meno legata alla
dottrina Holstein.
o Willy Brandt (SPD)diventa cancelliere della RFT dal 1969
- Ostpolitik:
o graduale avvicinamento della RFT con Europa Orientale, Urss e RDT (obiettivo
ultimo) nonostante opposizione US (aveva interesse a mantenere una separazione rigida
perché si pensava che un eventuale avvicinamento potesse indebolire ulteriormente la
leadership della Germania dell’Est. Allora Brandt decide di indebolire queste posizioni
difensive aprendo un dialogo con i paesi del blocco orientale e l’URSS.
§ 1970 Brandt va a Mosca: definisce un accordo tra RFT e URSS:
• RFT riafferma volontà riunificazione
• Riconoscimento dei confini della RFT con RDT e confini con Polonia
o 1971: Trattato tra RFT e Polonia
o 1971: il leader della RDT Ulbricht (era stato il più strenuo oppositore di una linea
conciliante con la RFT), lascia il suo posto a Honecker (posizioni meno intransigenti).
o 1972 Trattato delle Due Germanie: riconoscimento reciproco, status quo,
promozione scambi commerciali e culturali + costruzione di ambasciate nell’uno e
nell’altro paese.
o 1973 le 2 Germanie ammesse alle Nazioni Unite.

VIETNAM 1965-1968: escalation del conflitto


- 1965 Johnson (rieletto ‘64) --> escalation conflitto (obiettivo: proteggere Vietnam del Sud,
sconfiggere forze comuniste e stabilizzare Laos e Cambogia):
o aumenta numero soldati US --> 1968: 500k uomini
o autorizza bombardamento nel Vietnam del Nord
o aumenta sostegno economico e militare ai regimi di Laos e Cambogia pensando di
spingerli a limitare la capacità dei ribelli di colpire le posizioni statunitensi nel Sud.
- Aumento opposizione interna negli Stati Uniti:
o Imposizione coscrizione obbligatoria e atrocità
o movimento contro discriminazione razziale e pacifismo
o Pesante tributo in termini di vittime US e casse di Stato
- 1967: eppure in US nonostante l’opposizione diffusa vi era la percezione che il conflitto potesse
ancora volgere a favore degli US, e soprattutto bisognava vincerla per evitare l’effetto domino
(“domino theory”); si aveva la percezione che ormai il nemico fosse fortemente indebolito.
- 31gen1968 --> le forze vietnamite lanciano l’offensiva del Tet contro le posizioni americane e
sudvietnamite nel sud (Saigon inclusa). Nonostante la ripresa del controllo da parte US, fu una
prova evidente di resilienza della guerriglia vietnamita.
- Conseguenze:
o Apice della crisi interna: assassinio di Bob Kennedy (a favore ritiro) e Johnson dichiara
di non volersi ricandidare elezioni nov1968.
o 1968 Vittoria del repubblicano Nixon, il quale è a favore del disimpegno onorevole.

81
VIETNAM 1968-1975: Nixon e la fine del conflitto
- Nixon sale al potere e sostenuto da Kissinger --> consapevolezza che non si possa vincere
questo conflitto, ma per poter definire la fuoriuscita degli Stati Uniti dal teatro vietnamita,
salvaguardando l’onore degli USA:
o Estende le operazioni militari in Laos e Cambogia, in quanto nel loro territorio
transitavano le forze ribelli.
o «Vietnamizzazione» (= rafforzamento delle forze del Vietnam del Sud, rendendole
talmente autosufficienti da poter rispondere alle minacce proveniente da nord),
graduale ritiro, intensificazione dei bombardamenti --> lo si fa per spingere la
controparte ad accettare un dialogo e a giungere a un compromesso.
- 27Gen1973 Accordi di Parigi
o Viene concordato di cessare il fuoco immediatamente nel Vietnam del Sud
o Completo ritiro forze US in cambio della liberazione di prigionieri americani
o Riconoscimento sovranità 2 Vietnam, ma ribelli e forze del nord mantengono posizioni
nel sud.
- 1975: Offensiva Vietnam del Nord (sostenuto da Cina – URSS) --> presa di Saigon
- Conseguenze:
o Profondo discredito internazionale – crolla mito invincibilità US
o ex Indocina francese in mano comunista:
§ Vietnam unificato sotto la leadership di Ho Chi Minh
§ Salita potere di Pol Pot (khmer rossi) in Cambogia.
§ Movimento comunista Pathet Lao proclama nascita Repubblica Democratica
del Laos.

RIAVVICINAMENTO USA-CINA

- 1971 «ping pong diplomacy» --> RPC invita ufficialmente la quadra di ping pong statunitense a
visitare la Cina.
- 1971 viaggio segreto di Kissinger in Cina (temi: seggio UN a RPC, Vietnam e preparazione a
un riavvicinamento tra US-Cina);
- 1971 UN: ingresso RPC con seggio permanente nel CdS
- 1972 viaggio di Nixon e Kissinger a Pechino:
o coesistenza pacifica tra sistemi differenti
o Zhou En-Lai (dirigenza cinese) riconosce che uno scontro nucleare non può
rappresentare la fine della storia.
- Potenzialità di questo riavvicinamento erano in parte limitate da diversi fattori, tra cui la lotta di
potere per successione Mao (1976) dopo la sua morte.

POLO SOVIETICO
- Transizione leadership URSS dopo Cuba:
o progressivo indebolimento di Chruscev;
o 1964 destituzione di Kruscev --> guida collettiva di Kosygin (1 °min) e Breznev (Segr.
Partito)

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o 1970 Breznev nuovo leader URSS.
- Difficoltà economiche (corsa armamenti, rallentamento della crescita, agricoltura, beni di
consumo in generale);
- Crisi interne blocco sovietico e alleati
o 1958-1969: Crisi sino-sovietica --> i due paesi si scontrano militarmente in Siberia
o Primavera di Praga 1968 (viene soppressa in seguito all’invio delle forze del Patto di
Varsavia in Cecoslovacchia = soppressione del movimento che aveva tentato di dar vita
a un socialismo dal volto umano).
o 1969-72: Avvicinamento US-Cina

RPC TRA RIDEFINIZIONE DEGLI EQUILIBRI INTERNI E ROTTURA CON MOSCA


Dagli anni 50’ vi era un trattato di collaborazione tra URSS e RPC, da quel momento in avanti, per circa
un decennio, le relazioni tra i due paesi sono estremamente strette e solide. L’Unione Sovietica aveva
contribuito in misura determinante al processo di industrializzazione della RPC, ma questa situazione
prevedeva la subalternità di Pechino a Mosca. L’avvento al potere di Krusciov e il processo di
destalinizzazione iniziarono a creare una serie di fratture che con il passare del tempo si fecero sempre
più significative:

- Crescente divergenza Pechino-Mosca


o 1955: Zhou Enlai gioca ruolo chiave a Bandung (per i paesi Non-Allineati) --> ma se
un esponente chiave della RPC diventa una figura guida del movimento dei paesi non-
allineati, questo indebolisce la logica bipolare e quindi indebolisce il ruolo dell’Unione
Sovietica.
o 1956: Opposizione di Pechino a destalinizzazione (era stato percepito come un
allontanamento dell’URSS dall’ortodossia marxista e una sorta di imborghesimento
della dirigenza sovietica).
o 1958-1961 Grande balzo in avanti: programma di modernizzazione a tappe forzate che
vedeva l’obiettivo di aumentare a dismisura la produzione in ambito agricolo e
industriale. Durante il primo anno sembra dare risultati straordinari (es. produzione di
acciaio e agricola) --> si voleva spingere agli estremi la macchina produttiva della RPC.
Dopo il primo anno, questo processo riscontrò un rallentamento + grande carestia
(16-27 milioni morti), dovuta al fatto che la dirigenza cinese onde evitare di far vedere i
risultati ottenuti che non erano per niente buoni, ha comunicato dati falsi al comitato
centrale del partito comunista, il quale non interviene in quanto gli risulta che ci siano
derrate alimentari sufficienti.
o 1962: crisi Cuba (Mao ritiene che Krusciov sia stato troppo gentile nei confronti degli
US e non abbia tenuto dura abbastanza per ottenere miglio condizioni e quindi si pensa
che l’URSS abbia quasi rinunciato a competere con gli Stati Uniti per beneficiare della
spartizione del mondo in due sfere di influenza) + conflitto tra RPC e India. Esplode in
seguito alla crisi che ha origine in Tibet; questa crisi pone il governo di Pechino contro
l’autorità del Dalai Lama (leader della grande regione buddista). Il Dalai Lama
abbandona il Tibet e si trasferisce in India --> tensione crescente che sfocia in una
guerra diretta tra India e Cina. La guerra è vinta dalla Cina, ma l’URSS non sostiene
Pechino e anzi, dopo il conflitto, aiuterò l’India con un prestito importante ed attuerà
una collaborazione sul piano tecnico, industriale, scientifico, economico che
chiaramente non fa piacere alla RPC.
- 1959-60 Interruzione assistenza sovietica a RPC (in primis nucleare)
- 1961-66: lotta interna sistema cinese. Mao vs ala riformista (Deng Xiaoping) che sembra
prevalere

83
- 1966-69: Rivoluzione culturale lanciata da Mao e vecchia dirigenza = è la denuncia da parte
della leadership storica della RPC di una deviazione del percorso rivoluzionario cinese. Mao
attacca la nuova classe dirigente (Deng Xiaoping) e invita la popolazione a riportare la
rivoluzione sulla retta via e a sottrarre il controllo del paese a qui funzionari che si erano
imborghesiti e che avevano deviato dal corso originario. 1967-1969: posizione di Mao
rafforzata e Lin Biao nominato successore.
- Rottura URSS-RPC:
o Continue pressioni cinesi su Taiwan, è la stessa dirigenza sovietica a spingere
affinché ci sia una de-escalation, in quanto si era consapevoli che un attacco a Taiwan
avrebbe aumentato il rischio scontro con gli USA: Mao: «US tigre di carta»; Chruscev
«ma denti atomici»
o Bandung, Grande Balzo e asse con Albania > sfida egemonia URSS
o 1964 primo test nucleare cinese
o 1969 scontri armati tra forze sovietiche e cinesi sul confine siberiano

PRIMAVERA DI PRAGA (1968)


Emerge la volontà di rivedere quelle che erano state le direttrici della gestione interna al paese e di
promuovere una serie di riforme non completamente allineate con quello che era la linea che prevaleva
all’interno del contesto sovietico.

- Figura chiave di questa fase è Alexander Dubcek, che viene nominato Segretario del PC nel
1968 al posto Novotny; viene visto come l’alternativa a un leader che non era riuscito a superare
appieno o a consolidare il controllo sula paese dopo la fase di destalinizzazione.
- Dubcek inaugura una stagione riformista con ampio sostegno della popolazione (vanno ben
oltre a quello che gli era stato assegnato della dirigenza sovietica nel momento in cui aveva preso
il posto di Novotny) - “socialismo dal volto umano” = riconoscere una forma che rientrasse
all’interno del modello socialista che però fosse più vicina alle specificità del contesto
cecoslovacco e al sentire della popolazione:
o Decisione di dar vita a una federazione che unisse la componente ceca a quella
slovacca;
o Favorire una progressiva liberalizzazione dell’economia
o Libertà di stampa, espressione, ampio dibattito.
- Nonostante i toni moderati, queste riforme mettono in agitazione l’URSS ma soprattutto alcuni
dei leader dei paesi satellite (Ulbricht in primis --> temeva che quanto stava avvenendo in
Cecoslovacchia potesse indebolire ulteriormente la presa sul paese).
- 1968ago Occupazione militare della Cecoslovacchia da parte delle forze del Patto di Varsavia
(sarebbe durata fino 1989) per reimporre il controllo del partito comunista. Non tutti i paesi del
Patto di Varsavia accettarono di entrare in Cecoslovacchia (es. la Romania non accettò), e questa
è un’indicazione di come già alla fine degli anni 60’ le sensibilità interne fossero molto diverse.
L’occupazione militare sarebbe proseguita sostanzialmente fino alla fine della guerra fredda
(1989).
- 1989 = Dottrina Breznev “quando forze ostili socialismo minacciano paesi socialisti dall’interno,
problema non interno ma di tutti i paesi socialisti” --> da al Cremlino la possibilità di poter
intervenire in qualsiasi paese nel caso in cui fosse a rischio
- Dubcek viene obbligato a rassegnare le dimissioni nel 1969. Sostituito da Husak --> graduale
epurazione della leadership ribelle

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LA SHATTERBELT MEDIORIENTALE
La crescente collaborazione che si stava verificando su diversi piani non implicava però una rinuncia
completa alla competizione su scala globale e in particolare in Medio Oriente. Questa competizione
assume livelli diversi: riguarda sia le due principali potenze che anche attori regionali e addirittura sub-
statuali. Si registra un’intensificazione delle crisi o della polarizzazione a partire della metà degli anni 70
e queste crisi assumono una valenza sempre crescente, hanno u impatto sempre più significativo sul
piano interno e anche sul piano internazionale.

- 1962-1967 Guerra civile in Yemen («guerra per procura» EG-AS)


- 1967 Guerra dei sei giorni --> scontro militare che contrappone Israele e i paesi arabi e che
segna una vittoria netta per le forze israeliane e che porta all’occupazione dei principali territori.
- 1969 Colpo di Stato in Libia --> Gheddafi (per unificazione del mondo arabo; si faceva
riferimento a Nasser; inizio poi di una dittatura che si sarebbe protratta fino al 2011).
- 1970 Settembre Nero --> le forze palestinesi che erano arroccate all’interno del territorio
giordano sono costrette a lasciare il paese a causa della decisione di re Hussein di espellerle
perché si erano rese protagoniste di una serie di attacchi contro Israele che a loro volta
producevano delle risposte che andavano a colpire direttamente gli interessi del Regno di
Giordania.
- 1973 Guerra Yom Kippur > shock petrolifero
- 1975-1990 Guerra civile libanese (sarà poi sostituito da un’occupazione militare siriana)
- 1978 Accordi di Camp David (pace 1979)
- 1979 Rivoluzione iraniana
- 1979-1989 Invasione sovietica Afghanistan
- 1980-1988 Conflitto Iran-Iraq
- 1981 Assassinio di Sadat

GUERRA DEI SEI GIORNI (1967) – (p. 106)


- Nasser avvia serie azioni percepite come propedeutiche nuovo conflitto:
o chiede UN il ritiro forze da Gaza/Sharm
o Annuncia chiusura Stretti di Tiran
- attacco preventivo delle forze aeree israeliane a flotte egiziane, siriane e giordane. Forze
israeliane riescono a sconfiggere le controparti e occupano una serie di territori di rilevanza
eccezionale.
- Territori Occupati:
o Sinai e Gaza (Egitto)
o Cisgiordania e Gerusalemme est (Giordania)
o Alture del Golan (Siria)
- Risoluzione UN 242: ritiro dai territori occupati e riconoscimento Israele
- Crolla mito di Nasser. Muore 1970, successore: Anwar Sadat

GUERRA DELLO YOM KIPPUR (1973) – (p. 107)


- 6 ottobre 1973 Egitto e Siria attaccano a sorpresa Israele durante festività Yom Kippur. La Siria
del nord punta ad occupare le alture del Golan e l’Egitto punta a rompere lo schieramento
difensivo israeliano lungo il canale.
- Forze egiziane sfondano linea difesa del Sinai e si attestano lungo la riva orientale Canale Suez
- Dopo sbandamento iniziale di Israele, sfonda oltre Golan e rompe linea difensiva egiziana sul
Canale (terzo corpo armata egiziano accerchiato)
- Pressioni congiunte URSS-US --> cessate il fuoco

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CONSEGUENZE
- Israele aveva prevalso, ma il mito dell’invincibilità in pezzi.
- Egitto percepisce Yom Kippur come superamento del disonore del 1967
- Sostegno US fondamentale. Appoggio URSS insufficiente
- Egitto si allontana progressivamente dall’URSS e si avvicina US
- 1977 visita Sadat alla Knesset (parlamento israeliano)
- 1978 Accordi di Camp David siglati da Sadat-Begin alla presenza Carter --> permetteranno poi
la pace tra Egitto e Israele
- 1979 Trattato di Pace Egitto-Israele:
o Egitto riconosce Israele
o Israele restituisce Sinai all’Egitto.
- Egitto espulso Lega Araba e 1981 Sadat assassinato
- Durante conflitto Paesi Arabi OPEC --> impongono un embargo petrolifero e aumentano i
prezzi del petrolio (70%) in risposta al sostegno degli US a Israele → grave crisi economica che
colpì le nazioni industrializzate nell'inverno 1973-74.

è Da questo momento in avanti i paesi industrializzati si trovano le mani legate e capiscono quanto è
forte la loro dipendenza nei confronti dei paesi produttori e i paesi del terzo mondo in generale.
Questa guerra ha un impatto enorme sia sul piano economico che su quello geopolitico, perché i
paesi produttori percepiscono di avere un’arma formidabile nelle proprie mani e che per quanto
meno sviluppati dal punto di vista economico e militare, possono benissimo danneggiare stati più
avanzati dal punto di vista economico, industriale o militare.

INVASIONE SOVIETICA AFGHANISTAN


L’Afghanistan è tuttora un territorio geopoliticamente molto rilevante, in quanto connette l’Asia
meridionale, il Golfo persico e l’Asia centrale. A quei tempi però non era uno dei paesi più rilevanti del
contesto internazionale, era un paese economicamente molto arretrato, estremamente di diviso al suo
interno, con molteplici comunità etniche, e tradizionalmente era un po’ a cavallo tra il blocco
occidentale e il blocco orientale; l’URSS aveva maggior interesse nei confronti dell’Afghanistan ma il
monarca afghano Zahir Shah prediligeva il blocco occidentale.

- Da IIWW importante sostegno sovietico all’Afghanistan per far si che rimanesse allineato
(infrastrutture, addestramento esercito e forniture, aiuti economici…).
- La monarchia afghana termina nel 1973 con un colpo di stato: caduta del re Zahir Shah e ascesa
di Daud Khan alla guida della repubblica. Sostegno sovietico a militari e partito comunista
afghano.
- Crescente destabilizzazione:
- Daud Khan rimane al potere fino al 1978, quando le ostilità della popolazione e le divisioni
interne al regime si fanno sempre più sostanziose --> colpo di stato comunista e assassinio di
Daud Khan.
- Sale al potere il partito comunista, con a capo Taraki, il quale diviene presidente ed avvia una
serie di riforme di stampo socialista (modernizzazione del paese, laicizzazione, superamento delle
logiche di natura clinico tribale e far si che lo stato diventi la forza principale in grado di regolare
la vita delle varie comunità, limitare incidenza che ha legge islamica ha sul territorio,
incentivazione alla partecipazione femminile alla vita economica e politica del paese, processi di
scolarizzazione di massa) --> queste misure incontrano però una forte opposizione nelle
campagne (lì la tradizione è particolarmente forte e le comunità locali non sono disposte a cedere
quote di controllo a tutto vantaggio dello stato centrale), insurrezione e divisioni PC.

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- 1979 colpo di stato + assassinio di Taraki e salita al potere Hafizullah Amin. Attua una
repressione durissima (purghe draconiane = uccisione di un numero elevatissimo di esponenti
del PC che erano allineati col presidente precedente) + continua con le riforme del suo
predecessore --> crescente opposizione del mondo extraurbano e della dirigenza sovietica per il
rischio di perdere l’influenza sul paese. (l’URSS, inoltre, accusa Amin di essere un agente
americano, si pensava che stesse facendo di tutto per portare il paese al di fuori dell’allineamento
con il blocco sovietico).
- 1979, 25 dicembre: la dirigenza afghana chiede aiuto a URSS ma di fatto vi è un intervento
militare sovietico, uccisione di Amin e salita al potere di Babrak Karmal. URSS rimarrà in
Afghanistan sino al 1989:

è Occupazione sovietica --> viene creata una sorta di cintura che ha l’obiettivo di far muover più
velocemente le forze sovietiche che devono controllare il territorio. L’URSS non riuscirà mai a
controllare tutto il territorio afghano, in quanto la resistenza afghana si sarebbe rivelata un nemico
irriducibile = movimento di resistenza (mujahiddin) sostenuto da Arabia Saudita e US via Pakistan.
è Migliaia di foreign fighters, provenienti in gran parte dal mondo arabo, giungono in Afghanistan
(Osama bin Laden) --> si combatte un conflitto che è considerato giusto anche dalla fede islamica.
Si ritiene che le forze sovietiche volessero occupare una parte del mondo arabo e questa
occupazione genera da un punto di vista giuridico e della fede islamica un obbligo individuale per i
fedeli che possono contribuire alla lotta contro l’invasore.
è Nonostante gap militare, URSS non riuscirà a controllare intero paese, aree rurali e nord cuore
resistenza
è Impegno in Afghanistan costato URSS 15.000 morti e quasi 8miliardi$/anno

LA RIVOLUZIONE IRANIANA (1978-1979)


- Scià Mohammad Reza Pahlavi (1941-1979) + ritorno in patria di Khomeini.
- Strettissima alleanza US (era stato parte integrante del Patto di Baghdad nel 1955 e della 100).
- Lo Scià dagli anni 50 in avanti aveva varato una serie di misure che puntavano a modernizzare a
tappe forzate l’Iran = “rivoluzione bianca” --> rivoluzione che doveva portare l’Iran a
rivaleggiare in modernità con l’Europa e gli stessi USA. Vengono fatti investimenti enormi: sulla
scuola, sull’istruzione, sulla sanità; ma lo fa secondo le modalità tipiche di un regime autocratico

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--> resistenza Clero sciita in quanto lo Scià ne limita l’influenza, sottrae terreni, ne limita il ruolo
sul piano educativo; Bazaari, classe media esclusa dal potere
- Consolidamento regime
- Savak (polizia segreta) responsabile di torture, arresti
- Repressione del dissenso (100.000 + anni ‘70)
- Crescente opposizione interna: Tudeh (il più importante
partito comunista della regione) – movimenti islamisti messi
fuori legge; l’oppositore più significativo nei confronti dello
Scià è ayatollah Khomeini
- ayatollah Khomeini in esilio (1963) prima in Iraq e poi in
Francia (il suo esilio in Francia provoca effetti nefasti, in
quanto viene raggiunto più facilmente dai media occidentali
e verrà intervistato dalle principali emittenti radiofoniche e
televisive). Khomeini si fece portavoce di un messaggio
rivoluzionario anche sul piano religioso, perché in ambito
sciita la posizione dominante era quella del quietismo
politico, ovvero le autorità religiose non esercitano un ruolo
attivo sul piano politico. Khomeini però scardina questa
visione ed elabora un principio diverso, quello della
‘primazia del giurisperito’, ovvero non basta denunciare ciò che non va bene, ma bisogna
partecipare attivamente per rettificare ciò che è ingiusto e il clero sciita ha l’obbligo di giocare un
ruolo attivo.
- 1978 aumento esponenziale del dissenso. Repressione non basta. Viene sempre meno il sostegno
americano e la presidenza Carter inizia a non accettare più questa situazione.
- 16 gennaio 1979 Scià abbandona Iran
- 31 gennaio 1979 Khomeini torna in Iran - processi sommari --> referendum stabilisce nascita
Repubblica Islamica con a capo Khomeini
- 4 novembre 1979: occupazione da parte di forze rivoluzionarie all’ Ambasciata Usa in Iran
(Teheran) e sequestro 52 diplomatici/funzionari - liberati 5 gennaio 1981
- US perdevano il loro primo alleato nella regione, ma Iran non era allineato con URSS -->
cambiamento non inscritto nelle logiche di contrapposizione tra socialismo-capitalismo
- Iran post-rivoluzionario profondamente indebolito --> tentò di approfittare di questa debolezza
l’Iraq di Saddam Hussein.

GUERRA IRAN-IRAQ (1980-1988)


Cause:
- Khomeini non perde occasione per criticare il regime iracheno e per invitare la popolazione
irachena a sollevarsi e a sbarazzarsi del dittatore e la sua intenzione di esportare rivoluzione --> il
problema per Saddam è che l’Iraq è un paese a maggioranza sciita come l’Iran, ma Saddam non è
uno sciita, è un sunnita e quindi teme influenza iraniana su sciiti iracheni. Khomeini dichiara che
Saddam è un infedele, un servo dell’Occidente e quindi deve essere eliminato. (Muhammad
Baqir al-Sadr assassinato 1980);
- Regime iraniano indebolito da purghe e dissenso interno, oltre che abbandonato da US >
opportunità alterare equilibri mediorientali a favore Iraq;
- Saddam per prevenire una rivoluzione interna e per dare una lezione a Khomeini e per rafforzare
l’Iraq sullo scenario regionale, nel 1980 lancia un attacco che finirà nel 1988 con un ‘cessate il
fuoco’. Saddam attacca la parte sudorientale dell’Iran, abitata da popolazioni arabe e dove ci
sono importantissimi giacimenti di petrolio.

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Conseguenze:
- 1 milione di vittime;
- Ritorno status quo ante sul piano territoriale
- Iran nettamente superiore
- Iraq sopravvive grazie al sostegno dell’occidente e in particolare degli USA, che guardano all’Iran
come un nemico da affrontare e quindi sostengono Saddam Hussein attraverso anche i fondi
dell’Arabia Saudita, che si dimostra solidale e alla guida del mondo islamico sunnita.
- Consolidamento Repubblica Islamica
- Economie devastate
- Apparato WMD iracheno (Anfal)
- Debito iracheno: 100 miliardi $
- Esercito Iraq 1 milione uomini

FINE DISTENSIONE: MOTIVAZIONI


La fine della distensione nasce con la ripresa delle ostilità da parte delle due principali superpotenze.

URSS:
- percezione che gli USA fossero profondamente indeboliti --> necessità di bilanciare una serie di
successi ottenuti dal nemico, oltretutto quando quest’ultimo era debole.
o Congiuntura economica negativa (fine convertibilità dollaro-oro 1971)
o 1974 Watergate. Ford (‘74-’77) e Carter (‘77-’81) percepiti come deboli
o 1975: fuga dell’ambasciatore degli USA da Saigon e caduta Indocina in mano filo-
comunista
- Necessario rispondere ad «affermazioni» US in politica estera:
o Riavvicinamento sino-americano (1971-72)
o Rottura Egitto con URSS e suo avvicinamento a US dopo Yom Kippur
o caduta del regime filomarxista di Salvador Allende in Cile e ascesa di Pinochet limitano
le capacità di intervento sovietico in America Latina

USA:
- Nuova dirigenza: Ronald Reagan (1981-1989)
o Ripresa politica estera muscolare anche su piano ideologico
o La battaglia può essere vinta puntando su elementi di forza del sistema statunitense:
libero mercato, innovazione tecnologica, capacità militari
o Sfruttare gli errori dell’URSS: sostegno ai mujahiddin in Afghanistan via Pakistan e
Arabia Saudita, spingere Mosca a dissanguarsi per riarmo

“OFFENSIVA” SOVIETICA:
Due direttrici:
- Ripresa attivismo nel Terzo Mondo (soprattutto nei paesi di recente indipendenza o di ritrovata
indipendenza):
o Mozambico e Angola (ex colonie portoghesi) --> saranno affiliati all’URSS
o Etiopia (dopo caduta Imperatore Hailè Selassiè nel I974)
o Afghanistan (1979-1989)
- Corsa agli armamenti – postura più aggressiva:
o Anni ’80: si stima che 15% del Pil sovietico venga dedicato al settore degli armamenti --
> vede sia una fase di ricerca e sviluppo che una fase di produzione molto importante,

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la quale serviva le esigenze interne all’Unione Sovietica, ma anche le esigenze dei paesi
satellite e degli attori che erano collegati a Mosca.
o Dalla fine anni ’70 questa rinnovata aggressività si traduce anche in scelte
strategicamente più aggressive: installazione di missili puntati su Europa, Cina e Medio
Oriente --> scelta fatta sia per la volontà di mantenere gli equilibri, ma anche per
mettere pressione sul blocco opposto e far presente che la sfida non era ancora finita.

REAGAN (1981-1989) E LA RISPOSTA AMERICANA


Tentativo di riaffermare la centralità statunitense e occidentale sullo scacchiere internazionale.
- «Reaganomics»: liberismo economico
o rilancio economico trainato da deregulation (= favorire libero mercato e garantire ampi
spazi di manovra all’iniziativa privata) e sviluppo tecnologico
o Taglio delle imposte sul reddito (per favorire classe media) e scelta di adottare una certa
disinvoltura in ambito economico finanziari, accettando l’aumento del deficit (si decide
di non puntare al bilancio, nella consapevolezza che in questo modo si sarebbero
potute liberare risorse da immettere nel sistema).
- Ritorno al roll-back:
o installazione di missili (pershing-cruise) in Europa in risposta ai missili di teatro
sovietici
o sul piano propagandistico vengono usate una serie di locuzioni che fanno chiaramente
riferimento al nemico e a un mondo diviso tra buoni e cattivi: «Urss = impero del
male»
- Military build-up (= rafforzamento dell’apparato militare):
o Tra il 1981-87 le spese militari aumentano del + 75%
o Nuovi studi su missili e sottomarini
o Ampliamento dell’arsenale atomico --> previsto aumento del 70% per le testate
nucleari e iniziativa della “Strategic Defense Initiative” (sistema di difesa antimissile per
l’intero territorio degli US)

LA CRISI DELL’UNIONE SOVIETICA

DIMENSIONI DELLA CRISI:


è Crisi sovietica sempre più evidente nel corso anni ‘80, ma il mondo bipolare veniva ancora
percepito come una costante. Nessuno si aspettava collasso repentino.

- Le dimensioni della crisi:


o Arretratezza del modello sovietico sul piano dello sviluppo, del benessere e della
giustizia sociale rispetto all’Occidente.

90
o Cernobyl 1986, 26 aprile --> esplosione dei reattori della centrale nucleare.
Avvenimento che fu a lungo tenuto nascosto sia internazionalmente che sul piano
interno, in quanto l’avanzamento sul piano nucleare rappresentava uno degli elementi
di punta del sistema sovietico e quindi il fallimento registrato a Cernobyl e l’entità del
danno causato da questo episodio, hanno dimostrato come il sistema sovietico vivesse
una fase di forte debolezza.
o Iperestensione (= fenomeno che vede un attore ampliare a dismisura la propria
influenza all’esterno, superando dei limiti strutturali, con il rischio di indebolirsi
progressivamente, con il disperdere le risorse e con rischiare di collassare) e i suoi costi
(Afghanistan: 8miliardi/anno, 15k morti, 37k feriti)
o Conformismo, immobilismo e rifiuto di qualsiasi mutamento --> sin da Stalin,
l’Unione Sovietica si è consolidata sempre più anche internamente e alla guida del paese
vi è sempre stato qualcuno che si è erto come punto di riferimento della nazione, vi era
un sistema di gerarchia definita, che ha lungo andare ha privato il sistema di energia e
che limitò la possibilità di cambiamento.
o Stato di polizia e soppressione di qualsiasi forma di dissenso (emergono sempre
di più sul piano culturale).
o Arretratezza: sclerotizzazione (leader anziani e spesso con problemi di salute e che
spesso tendevano a guardare al passato quasi con nostalgia, e questo non gli ha
permesso di adattarsi alla situazione che sta cambiando) della classe dirigente:
§ Leonid Breznev (1970-1982), sebbene salute peggiorata. Da 1976 ictus:
«direttorio ombra» membri anziani e malati
§ Andropov (1982 -1984) – ex capo KGB
§ Cernenko (1984-1985)
§ Gorbacev (1985-1991) --> giovane, dinamico, disposto a recepire quelle che
sono le sfide e cercare di affrontarle, culturalmente molto aperto e che diventa
l’emblema di un potenziale cambiamento e che sarà apprezzato anche in
Occidente.

QUESTIONE ECONOMICA
- Le spese militari drenavano risorse invece necessarie per lo sviluppo interno.
- Sistema economico disfunzionale:
o La centralizzazione dell’economia permetteva di convogliare le risorse verso specifici
obiettivi, ma mancava la flessibilità necessaria per affrontare crisi e cambiamenti.
o I gruppi di potere, interessi consolidati e la burocrazia emersi da questo sistema
centralizzato --> pongono un freno alla crescita
o Modello sviluppo sovietico adeguato a soddisfare esigenze primarie ma non a
soddisfare la domanda dei beni secondari (limitati a dirigenza) e standard qualitativi più
elevati.
- Col passare del tempo il divario tra i due sistemi (quello precedente e quello della nuova classe
dirigente) è sempre più evidente.
o Settore agricolo: (1951-61 + 4,3%; da quando Gorbaciov sale al potere, il tasso di
crescita è pari a 0), quello che era considerato il «granaio del mondo» costretto a
importare da Usa 40 milioni tonnellate di grano.
o Industria: 1951 + 10,2%; 1980: + 3,4%.
o 1983: Pil US di stimava fosse 2,4 volte superiore a quello sovietico. Pil US pro-capite
era del 2,7 superiore a quello sovietivo. Differenze più evidenti a causa media e maggior
mobilità flussi informazione

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GORBACEV E IL TENTATIVO DI RIFORMARE URSS
Obiettivo: trasformare URSS per renderla più efficiente, trasparente e moderna. Strumenti:

- Glasnost - trasparenza: riduzione censura, aumento della libertà di espressione e della stampa
- Perestrojka - ristrutturazione:
o Economia: graduale introduzione della proprietà privata per imprese-servizi, riforme
per migliorare condizioni di vita popolazione, etc.
o Riforme istituzionali: rimane un sistema a partito unico ma introduce un limitato
pluralismo --> permette di partecipare alle elezioni al Congresso dei deputati del
popolo dell'URSS anche alcuni dissidenti (es: Andrej Sacharov).
- Riduzione delle spese militari e limitare «iperestensione»:
o Negoziati tra Gorbacev-Reagan per riduzione armamenti:
§ 1987-8 «opzione zero»: ritiro di tutti i missili di raggio intermedio collocati
nell’Europa continentale.
§ Strategic Arms Reduction Treaty (START) = trattati per la riduzione degli
armamenti strategici --> tetto massimo al numero di ordigni atomici e
pianificazione della distruzione concordata di parte degli arsenali.
- Allentamento presa/sostegno ai paesi Satelliti e a tutti quei paesi che ricadevano nel blocco
sovietico e tentativi di recupero del «socialismo dal volto umano».
- Ritiro dall’Afghanistan 1989.

CONTRACCOLPO E RESISTENZE INTERNE


- Aumento del deficit di bilancio sovietico (1985: 18 miliardi rubli, 1988: 90 miliardi):
- Riforme economiche avviate in tempi ridotti non diedero risultati sperati
- Abbassamento del prezzo del petrolio
- Non solo URSS, anche paesi satellite in crisi e indebitati con Occidente
- Disengagement dall’Afghanistan e fine riarmo --> opposizione delle cerchie militari
- Crescente opposizione politica interna (anche per circolazione informazione)
o Componente ostile al cambiamento
o Componente che riteneva che le riforme fossero troppo timide (Eltsin Presidente
Repubblica di Russia)
- Graduale abbandono della dottrina Breznev (ognuno deve trovare la propria strada per
riformare il sistema interno e per ridare linfa a quei sistemi che erano troppo dipendenti
dall’Unione Sovietica):
o Cd. «Dottrina Sinatra»: My Way (ognuno per la sua strada)
- Emergere di spinte disgreganti sul piano nazionalista ed etnico linguistico e richieste di
autonomia: Paesi Baltici, Georgia, Armenia, Azerbaijan, Paesi Asia centrale e stessa Repubblica
Russa sotto Eltsin (1990).

APERTURA DEI PAESI SATELLITE


- Perestrojka e Glasnost fungono da catalizzatore per il cambiamento nei Paesi Satellite, alcuni dei
quali erano già segnati da profondi cambiamenti:
- Polonia (la soppressione, le limitazioni a cui la chiesa è stata sottoposta in epoca sovietica,
avevano acuito il malcontento all’interno del sistema polacco):
o Aumenta il peso specifico del sindacato indipendente Solidarnosc (1980-1), di matrice
cattolica e che può quindi contare anche sulle elezioni a Papa di Karol Wojtyla (1978).

92
o 1981: colpo di Stato «conservatore» guidato dal Generale Jaruzelski (1981) non riduce
forza movimento riformista --> questo a causa dell’impatto che le proteste sindacali
avevano avuto nel paese e il rischio che si arrivasse a un potenziale cambio di regime.
o Con Gorbacev processo riprende e 1989 libere elezioni che segnano la vittoria di
Solidarnosc e di un governo di unità nazionale --> reazione a catena sui Paesi Satellite
- Ungheria a inizio 1989 cade Kadar ed emerge una nuova leadership che rimuove controlli
polizieschi e le barriere confine austro-ungherese > prima breccia nella cortina di ferro.
- Germania
o decine di migliaia di cittadini RDT a partire dall’estate 1989 fuggono in RFT via
Ungheria e Austria. Pressione su Hoenecker diventa crescente ed insostenibile.
o 9 novembre 1989 caduta del muro di Berlino.
o 3 ottobre 1990 riunificazione tedesca.
- Dicembre 1989 collasso regime rumeno e uccisione Ceausescu
- 1989-1990 Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia: libere elezioni e sconfitta partiti comunisti.

COLLASSO URSS
- Gorbacev punta a rafforzare la sua posizione riducendo il peso specifico PCUS e avviando delle
riforme istituzionali che portarono alla sua elezione a Presidente dell’URSS (1990).
- Emergeva però la figura di Boris Eltsin eletto alla guida del Parlamento della Federazione Russa
e poi nominato Presidente della Federazione Russa.
- Inizi 1990 Estonia, Lettonia e Lituania avevano proclamato indipendenza, mentre tendenze
separatiste sempre più evidenti (e violente) divampavano nel Caucaso.
- Tentativo di Gorbacev di gestire crisi:
o Marzo 1991 referendum su sopravvivenza URSS: prevale si, ma votazioni boicottate da
Repubbliche Baltiche, Moldavia, Armenia e Georgia.
o Tentativo di trasformazione URSS in senso federale che si sarebbe dovuto compiere ad
agosto 1991.
- Agosto 1991: colpo di stato guidato da frange più reazionarie del PCUS. Gorbacev posto agli
arresti in Crimea
- Eltsin alla guida della resistenza al golpe dal Parlamento Russo. Esercito non sostiene golpisti
- Nel giro di pochi giorni golpe fallito e Gorbacev liberato ma, di fatto, esautorato. Scioglimento
del PCUS.
- Repubbliche Baltiche e del Caucaso e Ucraina dichiararono la loro uscita dall’URSS
- 21.12.1991: Comunità di Stati Indipendenti (CSI) e fine Unione Sovietica 25.12.1991

LE COMPLESSE EREDITÁ DELLA STAGIONE JIHADISTA


11 settembre 2001 = attacco terroristico alle World Trade Center di New York, le torri gemelle.
“Our war on terror begins with al Qaeda, but it does not end there. It will not end until every terrorist
group of global reach has been found, stopped, and defeated.” - G.W. Bush, 20set2001
è L’11 settembre 2001 è stata una data terribile che ha colpito al cuore il mondo occidentale e gli Stati
Uniti, ma è stato anche il punto di partenza per un’agenda di natura politica che puntava a
riaffermare la centralità degli Stati Uniti nel mondo e a controllare aree chiave.

Stime fornite dal Watson Institute for International and Public Affairs nel 2021:
- 250.000+ vittime civili nei soli teatri iracheno e afghano e in generale nell’ambito del conflitto
sono morte 900.000+ persone.

93
- Cifre che però non tengono conto delle vittime causate anche da malattie, mancato accesso a
acqua potabile, cibo, sistemi sanitari, infrastrutture in generale, etc.
- Per gli US si contano 7000 + morti tra le forze armate e $ 8.000 miliardi investiti da Washington.
- Gli Stati Uniti sono entrati in Afghanistan con il pieno sostegno della comunità internazionale,
anche quello di attori che sono sempre stati tradizionalmente ostili a Washington.
- In Afghanistan perché ci sono le basi di Al Qaeda, organizzazione fondata da Osama Bin Laden,
che si è reso responsabile di questi attentati. Buona parte del paese era controllato dal regime
Taliban, il quale dava ospitalità ad Al Qaeda. Gli US chiedono che i regimi Taliban chiudessero
le basi di Al Qaeda e che consegnassero gli operativi e la leadership del gruppo. Ma di fronte al
rifiuto del Mullah Omar decidono di intervenire militarmente.
- Implicazioni sul piano geopolitico:
o Intervento americano in Iraq nel marzo 2003 sulla base prove di: possedimenti di armi
di distruzione di massa da parte di quest’ultimo; regime di Saddam in collaborazione
diretta con Al Qaeda e che assieme stessero pianificando di attaccare il suolo
statunitense; ed infine gli USA volevano porre fine a una delle dittature più brutali della
storia dell’umanità, con l’obiettivo di esportare la democrazia. Per quanto riguarda la
tesi che l’Iraq possedesse armi di distruzione di massa, tutti i team delle Nazioni Unite
inviati in loco sono concordi nel dire che non si sono trovate le prove e che la
principale fonte degli USA che ha riportato questa notizia era un’esule che si era
semplicemente inventato tutto. Anche per quanto riguarda le presunte relazioni tra
Saddam e Al Qaeda, furono smentite. Il desiderio degli USA di voler esportare una
democrazia risultò impossibile in quanto la superpotenza non ne era all’altezza.
o Tesi alla base Iraq Freedom furono sconfessate, e le promesse agli afghani tradite -->
duro colpo alla legittimità US
o Ultima superpotenza impantanata per anni in Iraq e Afghanistan, «obbligata» a
disengagement da MO e ridefinizione priorità
o Il nuovo secolo americano ha lasciato spazio a una fase multipolare.

CONSEGUENZA GALASSIA JIHADISTA


- Osama Bin Laden fu eliminato, decine di migliaia di militanti arrestati o uccisi, network qaidista
disperso e (fino a ora…) privo di santuari assimilabili a quelli costruiti in Afghanistan tra 1996-
2001.
- Lo «Stato Islamico» proclamato nel 2014 è collassato militarmente nel 2017 e, nonostante
attentati eclatanti, appare una pallida ombra di quello che è stato.
- Galassia jihadista divisa e frammentata
- Gruppi jihadisti segnati da un profondo discredito all’interno del mondo musulmano, anche
nelle aree dove tradizionalmente hanno esercitato un controllo significativo
- Eppure:
o AQ è tutt’altro che scomparsa e ha sfruttato le atrocità dello Stato Islamico per
presentarsi come unico attore jihadista credibile (addirittura «moderato» per alcuni…)
o Stato Islamico continua a nutrirsi delle discrasie e dei doppi standard del sistema
internazionale. Raccoglie simpatie tra chi si sente dimenticato, messo da parte, escluso e
umiliato all’interno di sistemi sclerotizzati
o Nuovi «jihadismi»
o Resilienza del messaggio jihadista

JIHAD E JIHADISMO

JIHAD:
- IL jihad, NON la jihad
- ‫ ﺟﮭﺎد‬j-h-d sforzo, tensione, impegno lungo la via di Dio

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- Termine polisemico --> parola (trasmettere il messaggio islamico); spirito (jihad individuale volto
a diventare una persona e una credente migliore, individuando una persona come punto di
riferimento); azioni (sforzi volti a far sì che la legge islamica venga applicata e proibire ciò che è
illecito); spada (offensivo e difensivo: laddove una parte del mondo islamico finisca sotto
attacco, si deve intervenire per fermare questo attacco o questa profonda destabilizzazione e
garantire che la fede islamica continui ad essere l’elemento che definisce la vita di quei contesti
sotto attacco. Un possibile attacco al mondo islamico genera quello che la dottrina stabilisce
come essere un obbligo individuale. Viene proclamato da un’autorità politica legittima, con il
sostegno degli esperti del diritto islamico e si individua un’area ben definita).
- Possibile associarlo al concetto di bellum pium ac iustum

JIHADISMO COME SFIDA AD AUTORITÁ POLITICHE e RELIGIOSE


- Regione mediorientale, in particolar modo l’Egitto
- Indicativamente a metà del secolo scorso
- Emergono una serie di posizioni ideologiche e di gruppi di opposizione che sviluppano una
propria visione rivoluzionaria basata sulla rivisitazione concetto di jihad.
- Duplice obiettivo: invertire la decadenza nel mondo islamico e liberare “dar al-islam”, ovvero la
casa dell’islam e riportare l’islam al centro;
- Nemico:
o lontano: US; URSS e loro alleati (potenze non islamiche che vogliono occupare,
sfruttare e controllare parte del mondo islamico).
o vicino:
§ Leader politici incapaci di proteggere dar al-islam e accusati di miscredenza,
schiavi dell’Occidente e che sfrutterebbero la loro posizione per mantenere
sotto controllo l’intero mondo islamico (marginalizzazione sharia);
§ ‘ulema’: gli esperti del diritto islamico, accusati di essersi venduti l’anima e di
aver conferito legittimità a governanti empi; di aver nascosto al popolo islamico
uno dei capisaldi della fede islamica, ovvero il concetto di ‘jihad armato’.
- La responsabilità del lancio e della conduzione del jihad armato e rivoluzionario viene affidata a
un manipolo di fedeli-combattenti (detti avanguardie).

FASI DIVERSE:
- Focus sul ʺsingolo Paese ʺ, con l’obiettivo di ottenere il controllo dello stato in uno dei paesi
islamici e far sì che questo stato potesse diventare uno stato realmente islamico e poi sportare la
rivoluzione.
o Takfir wa al-Hijra
o Tanzim al-Jihad
o Gama’a Islamiyya
o GIA > GSPC
o SA 1979
- Lotta per terre irredente
o Afghanistan
o Balcani
o Cecenia
- ʺjihadismo globale ʺ --> colpire il nemico e obbligarlo a lasciare i territori del mondo islamico.
o al-Qa‘ida
- Focus su State building --> creare uno stato realmente islamico, dimostrare di poter gestire il
territorio e gradualmente ampliare i territori sotto il loro controllo.
o IS
o Jabhat al-Nusra ù
o Ansar al-Shari‘a

95
è Tutti I gruppi jihadisti avevano come obiettivo quello di dar vita al Califfato (era stato abolito nel
1924), in quanto il califfo era un punto di riferimento univoco per la comunità islamica. La
mancanza di una leadership del mondo musulmano è uno dei sintomi della decadenza e della crisi
del mondo islamico e per risolvere questa situazione è necessario ridar vita al califfato, deve esserci
una sola comunità islamica e una sola entità statuale.

ISLAM E JIHADISMO: DUE REALTÁ NON COINCIDENTI

AL – QA’IDA
- Punto di partenza: mondo islamico versa in uno stato di profonda crisi, è diviso e sotto attacco
da parte di nemici (interni ed esterni)
- Necessario risvegliare la comunità islamica, terminare le aggressioni e porre le basi per la
riunificazione dell’ecumene islamica (tramite restaurazione del califfato) – obiettivo di lungo
periodo.
- Si può arrivare a questo fine solo attraverso una lotta senza esclusione di colpi e di respiro
globale --> appello strumentale a un jihad armato «assoluto», globale.
o totale rifiuto a forme di partecipazione democratica --> la democrazia per Al Qaeda è
un’altra religione, perché permette all’uomo di legiferare opponendosi alla legge
islamica già presente; è una ‘scatola vuota’, perché viene utilizzata da diversi regimi per
depotenziare il messaggio islamista.
o precedenza alla guerra al «nemico lontano» (U.S.A.) --> secondo la visione di Al Qaeda,
quest’ultimo e la loro visione jihadista non può prevalere finché il ‘grande satana’,
ovvero gli USA, continuano a sostenere regimi empi.
- L’onere ricade su un’avanguardia scelta di fedeli combattenti che dovrà dare l’esempio, «fare
rete» e guidare un conflitto che investirà più generazioni.
- Essendo in mondo islamico sotto attacco, è lecito proclamare un jihad armato difensivo che
genera un obbligo individuale, e siccome questa lotta è globale, l’obbligo ricade su tutti i veri
fedeli.
96
MESSAGGIO:
“The ruling to kill the Americans and their allies — civilians and military — is an individual duty
for every Muslim who can do it in any country […], in order to liberate the al-Aqsa Mosque and the
holy mosque from their grip, and in order for their armies to move out of all the lands of Islam,
defeated and unable to threaten any Muslim. We — with God's help — call on every Muslim […] to
comply with God's order to kill the Americans and plunder their money wherever and whenever they
find it.” - WIF Declaration, 1998

è Messaggio rivolto sia al nemico, ma anche verso i propri potenziali sostenitori, per sottolineare la
loro presenza e forte volontà di agire.
è Appello apprezzato soprattutto dai marginalizzati, da chi non ha niente da perdere
è Messaggio che si nutre di immagini (es. attentatore suicida = dichiara che la causa in cui crede è più
importante della vita stessa + impatto enorme + costi ridotti).
è Concetto di ‘dente per dente’ --> come il nemico uccide civili innocenti, anche loro lo danno.

AL – QA’IDA (1996-2001): struttura


- Nasce negli anni ’80 durante il jihad afgano (fino al 1989)
- 1996 --> Osama Bin Laden è costretto a lasciare il Sudan, dopo anni in cui era stato presidente e
aveva investito molto. Si trasferisce in Afghanistan, con pochi seguaci e poche risorse, chiede
quindi ospitalità e protezione ai Taliban. Qui Bin Laden trova un santuario, un posto dove è
accolto e protetto, e soprattutto dove ha libertà di muoversi ed operare, strutturare la sua
organizzazione, mettersi in contatto con i jihadisti del resto del mondo, pianificare attentati,
costruire campi di addestramento etc.
- Al – Qa’ida è una struttura piramidale: ai vertici c’è il leader (amir), al livello appena sotto c’è un
consiglio consultivo (Majlis), composto da quattro principali comitati, finanziario, militare,
religioso e mediatico; e sul piano più basso ci sono i campi di addestramento, nei quali
transitavano tutta una serie di attori e di membri appartenenti a realtà diverse che non entrarono
nei ranghi dell’organizzazione di Bin Laden, ma che, una volta addestrati, tornavano nei loro
contesti di appartenenza (transitavano 10/20.000 unità).
- Obiettivo di creare una rete, vuole essere un punto di riferimento della galassia jihadista, non
punta a dominarla.

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ATTACCHI FINO AL 9/11
è Per Al – Qa’ida non è importante solo fare il maggior numero di vittime possibile, ma l’attentato
deve diventare una ‘cassa di risonanza’ per convogliare il messaggio a quante più persone possibili.
- 25 giugno 1996: Khobar towers, complesso residenziale in Arabia Saudita che ospitava
personale americano: 19 morti 498 feriti.
- 7 agosto 1998: Ambasciate US a Nairobi (Kenya) e Dar es-Salaam (Tanzania): 252 morti (12
US) e 5000 feriti.
- 12 ottobre 2000, USSCole (unità navale americana) stanziata nel porto di Aden (Yemen): 17
morti e 39 feriti. --> colpire marina americana in quanto simbolo più plastico della supremazia
della superpotenza.
- 9/11/2001: Twin Towers - Pentagono. 2986 morti. --> simboli della supremazia americana in
ambito economico-finanziario e militare.
- Costi stimati per realizzazione attacco: $ 4-500.000
- Perdite stimate: $ [Link].

AL – QA’IDA POST 9/11


è Passa da essere una realtà importante ma comunque di nicchia, ad essere il nemico numero uno
dell’ultima superpotenza rimasta. I suoi cambi di addestramento vengono bombardati e chiusi, il
santuario di cui si era servito viene eliminato e quindi il movimento è costretto a disperdersi. I
leader principali cercano di lasciare il paese e con essi vari militanti. Molti verranno uccisi negli
scontri a fuoco e altri incarcerati. Le due vie di fuga erano il Pakistan e l’Iran: chi riesce a trovare
rifugio in Pakistan, riuscirà a continuare le sue operazioni, mentre chi finisce in Iran o riesce ad
uscire immediatamente dal paese, oppure finirà ostaggio del regime degli ayatollah.
è Struttura: lungo tre livelli. È ormai una realtà che ha una statura e status internazionale. Della
vecchia Al-Qa’ida ne rimane Al-Qa’ida centrale, ovvero il nucleo. È una realtà dispersa e quindi
non ha possibilità di comunicare facilmente e di conseguenza era molto difficile continuare ad
organizzare e condurre attentati --> comunicavano attraverso un sistema di corrieri che portavano
messaggi ad un intermediario e l’intermediario poi raggiungeva la persona finale.
è Nonostante l’ormai ridotta capacità operativa, aumenta però esponenzialmente la visibilità -->
nemico numero uno, punto di riferimento dell’intera galassia jihadista, aumento delle richieste per
entrare di adesione al movimento --> ma era comunque difficile essere associati ad Al-Qa’ida, in
quanto l’obiettivo di quest’ultimo non era far entrare chiunque tra i suoi ranghi, per cui il processo
di adesione di entrata era estremamente difficile.
è Anche i legami con le cellule locali sono molto limitati e quindi queste godono di un’autonomia
enorme, ed ognuna ha caratteristiche ben precise. Il nodo regionale più importante è Al-Qa’ida
nella penisola arabica = Aqap --> gruppo affiliato, dotato di capacità operative molto
significative (nel 2011 è stato indicato dalle agenzie americane come la minaccia numero uno
all’interno della galassia jihadista).
è Come ultimo livello della struttura di Al-Qa’ida post 9/11 vi sono tutta una serie di attori non
direttamente collegati ad Al-Qa’ida, né con i movimenti ad esso affiliati, ma che ne traggono
comunque ispirazione e che si riconoscono nel suo messaggio e che quindi portano avanti
autonomamente le proprie operazioni.
- 7 luglio 2005 attacchi di Londra (56 morti, 700 feriti);
- 2006 (sventato) 7 aerei in partenza da UK con esplosivo liquido.
- 25 dicembre 2009: Abdulmutallab (Aqap) --> non riesce nel tentativo
- 2012-3 Emirato Mali
- 2015 Charlie Hebdo (Aqap) --> addestramento dei fratelli Kouachi
- 2015-16 Mukalla, in Yemen (Aqap) --> occupano il porto e per quasi un anno cestiscono la città,
i traffici e i beni.
- 2019 Pensacola Base (Aqap) --> ufficiale saudita negli USA che ha sparato sui commilitoni e sul
personale della base

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- Nidal Malik Hasan Nov09 Fort Hood
- Merah Francia Mar2012

AL – QA’IDA: NODI REGIONALI E AREE ATTIVITÁ

LA SVOLTA “MODERATA” DI AYMAN AL-ZAWAHIRI: tra opportunismo e sopravvivenza


è Quando Bin Laden viene assassinato nel 2011 da un commando in Pakistan, Al-Qa’ida perde la sua
figura di riferimento. Nel giro di pochi mesi viene nominato suo successore Al-Zawahiri, un
vecchio jihadista che era stato uno dei compagni di più lungo corso di Bin Laden, che però
mancava di carisma che invece aveva caratterizzato il predecessore e che viene proiettato in una fase
di profonda decadenza del movimento. Inoltre, in quel periodo, vi furono anche le cosiddette
“primavere arabe” che danno conto di un cambiamento importante e sembrano sancire la fine del
gruppo. Ayman al-Zawahiri dovrà anche affrontare la minaccia rappresentata dall’ascesa del
sedicente Stato Islamico, il quale contesta la leadership di Al-Qa’ida e punta a dominare la galassia
jihadista e accusa il movimento di aver smarrito la via. Al-Qa’ida decide così di ridurre la violenza
indiscriminata e di concentrarsi su operazioni più limitate.
è Estratti di una lettera inviata da Ayman al-Zawahiri ai principali membri del gruppo:
o Preservare formazione in quanto a rischio la sua stessa sopravvivenza
o Evitare di combattere sette non ortodosse (sciiti, confessioni minoritarie…) a meno se
loro entrino in contatto e combattano contro le comunità sunnite, ma in ogni caso la
risposta deve essere limitata solo a coloro che sono coinvolti direttamente nel conflitto.
è Tentativo di slegarsi da quelle che soni state le atrocità legate al sedicente Stato Islamico e di
presentarsi come un movimento maturo, che possa garantire una direzione ben più definita.

- Avoid entering into an armed clash with the local regimes, except if forced to do so; […]
Further, wherever we are afforded the possibility to pacify the conflict […], we must make
the most of this opportunity; for our struggle is a long one, and Jihad is in need of safe bases
and consistent support in terms of men, finances, and expertise.
- Avoid fighting the deviant sects such as Rawafidh, Ismailis, Qadianis, and deviant Sufis,
except if they fight the Ahl as Sunnah. […] even then the response must be restricted to those
parties amongst them who are directly engaged in the fight. […]
- Avoid meddling with Christian, Sikh and Hindu communities living in Muslim lands. If they
transgress, then a response proportionate to the transgression should suffice. This response

99
should be accompanied with a statement that […] we are keen to live with them in a peaceful
manner after an Islamic state is established […]
- Refrain from killing and fighting against non-combatant women and children, […] harming
Muslims by explosions, killing, kidnapping or destroying their wealth or property […]
targeting enemies in mosques, markets and gatherings where they mix with Muslims or with
those who do not fight us

E ORA?
- Ayman al-Zawahiri fu ucciso a Kabul nel luglio del 2022
- Non è ancora stato nominato il successore di Al-Qa’ida (o al-Zawahiri non è morto o il gruppo
non ha avuto modo di individuare il successore).
- Stato Islamico prende sempre più posizione.

STATO ISLAMICO

MESSAGGIO:
- Stesso punto di partenza di AQ (mondo islamico in situazione di estrema difficoltà, diviso al suo
interno e sotto attacco sia da parte di nemici esterni che interni, il vero islam non è praticamente
più praticato e quindi bisogna superare la crisi attraverso una duplice direttrice), ma anche visioni
diverse
o mondo islamico umiliato e in crisi: soluzione passa attraverso un jihad armato glocale
finalizzato alla realizzazione di uno «Stato Islamico» e alla restaurazione del califfato
--> puntare prima alla propria popolazione e avere il controllo del territorio e una volta
avuto questo ci si può spingere e puntare alla restaurazione del califfato ed avere quindi
un appeal che sia globale, ampliare gradualmente quelle che sono le fila
dell’organizzazione ed estendere i territori controllati.
- Stato Islamico
o Da crearsi il prima possibile (in quanto apocalisse molto vicina)
o Chiamato a divenire modello globale capace di attrarre consenso, deve funzionare e
deve dimostrare di essere superiore agli stati già esistenti, deve dimostrare di saper
fornire servizi alla cittadinanza
o Aperto a tutti: appello a compiere una nuova egira
- Visone dicotomica = “O con me o contro di me”
o IS unica entità legittima
o Altro come nemico
o Persino AQ accusata di aver smarrito la via e considerata nemico

IS: messaggio 1° luglio 2014


- Viene proclamata la rinascita del califfato
- Capacità di mobilitazione fortissima --> oltretutto messaggio lanciato in un momento in cui in
occidente era particolarmente sentita la questione degli immigrati ed annuncia che nello stato
islamico si poteva trovare una società pienamente islamica dove potersi realizzare.
O Muslims everywhere, […] raise your head high, for today – by Allah’s grace – you have a state and
khilāfah, which will return your dignity, might, rights, and leadership. It is a state where the Arab and non-
Arab, the white man and black man, the easterner and westerner are all brothers. […] Allah brought their
hearts together, and thus, they became brothers by His grace, loving each other for the sake of Allah,
standing in a single trench, defending, and guarding each other, and sacrificing themselves for one another.
[…]
“We clarify to the Muslims that with this declaration of khilāfah, it is incumbent upon all Muslims to pledge
allegiance to the khalīfah Ibrāhīm and support him (may Allah preserve him). The legality of all emirates,

100
groups, states, and organizations, becomes null by the expansion of the khilāfah’s authority and arrival of its
troops to their areas”. O Muslims everywhere, whoever is capable of performing hijrah (emigration) to the
Islamic State, then let him do so, because hijrah to the land of Islam is obligatory.”
Al-Hayat Media Center, A message to the mujahidin and the Muslim ummah in the month of Ramadan, July
1, 2014

è Il sedicente Stato Islamico si è dimostrato estremamente all’avanguardia su tutti i piani della


comunicazione (es. riviste scritte in diverse lingue che raccoglievano contenuti prodotti dalla casa
mediatica del sedicente Stato Islamico). Casa mediatica che sfrutta sia personale locale che militanti
che provengono dall’occidente e che hanno competenze nella comunicazione.
è È una chiamata, un appello rivolto a tutti i musulmani. Ben diverso da Al-Qa’ida che voleva
un’avanguardia di fedeli combattenti, mentre con lo Stato Islamico, l’appello è lanciato a chiunque.

«tenete a mente che il Khilafah è uno stato i cui abitanti e soldati sono esseri umani. Essi non sono angeli
infallibili. Voi potrete vedere cose che devono essere migliorate e che sono in via di miglioramento»
Al-Hayat Media Center, A Call to Hijrah, «Dabiq», n. 3, agosto 2014

STRUTTURA:
- Nucleo originario è Tawhid wa-al-jihad --> gruppo che nasce ed emerge tra il 2002 e 2003 in
Iraq. Accoglie un numero crescente di Foreign fighters, che provengono da tutto il mondo e in
particolare dall’Europa e dal mondo arabo islamico ed inoltre, corteggia tutti quei funzionari
dell’amministrazione baathista, dell’amministrazione di Saddam Hussein che con la caduta del
regime sono stati ostracizzati, allontanati e quindi rafforzano enormemente le loro capacità. Tra
il 2013/2014 il gruppo inizia a occupare moltissimi territori e sembra insuperabile. La prima
sconfitta la subisce per mano del YPD, unità curdo-siriane affiliate al PKK (Kobane).

FOREIGN FIGHTERS:
Tra il 2013 e il 2016 si stima siano arrivati in Siria e Iraq tra i 30 e il 40.000 Foreign fighters, dalla
Russia, dall’Arabia Saudita, dalla Giordania, Tunisia e Francia, dal Regno Unito e dalla Germania, dal
Belgio.

- 2003: Tawhid wa-al Jihad (al-Zarqawi)


- 2004: al-Qa‘ida in Iraq (matrimonio convenienza)
- 2004-06: AQI ascesa e declino dato dal fatto che gli iracheni non sopportano più le atrocità
commesse da questa organizzazione e quindi decidono di rivolgere le armi contro questi gruppi
jihadisti (morte al-Zarqawi, Baghdad, campagne stragiste)
- 2006: Proclamazione Stato Islamico in Iraq (ISI) e rottura con insurrezione
- 2007-2009: ISI colpito da sahwa e forze Coalizione > tracollo e ritirata zona Niniveh

101
- 2010: uccisione dei leader ISI --> sull’orlo della dissoluzione, ma nel giro di pochi anni ha
occupato un territorio abitato da oltre 6 milioni di persone.

RINASCITA:
- Abu Bakr al-Baghdadi nominato nuovo leader (2010);
- Ritiro forze US dall’Iraq (2011) perché governo iracheno non voleva rinnovare l’accordo con le
forze americane = inizio di una competizione interna al sistema iracheno che lo indebolisce
profondamente e che mette l’uno contro l’altro le principali comunità del paese (comunità
arabo-sunnita marginalizzata). Inoltre, il completo disinteresse della comunità internazionale,
fornì capacità di manovra al movimento jihadista.
- Politiche settarie al-Maliki > ripresa opp. sunnita Iraq
- Guerra civile siriana. Attraverso sostegno a Jabhat alNusra (JaN) in Siria, al-Baghdadi mira a:
o ripulire la sua immagine dopo la debacle irachena;
o Ristabilire il contatto con le comunità sunnite locali (collaborazione con ribelli,
fornitura di cibo, «rule of law», campagna di pubbliche relazioni);
o Aumentare volontari, training e finanziamenti;
o Sfruttare prossimità strategica Siria e Iraq.

- Apr2013: al-Baghdadi dichiara la fine dello Stato Islamico in Iraq e di JaN e fonde queste due
realtà --> nascita dello Stato Islamico in Iraq e al-Sham (grande Siria):
o al-Julani rinnova fedeltà ad al-Zawahiri --> rottura JaN-ISI S
o Al-Zawahiri ordina: JaN > Syria e ISI > Iraq
- Al-Baghdadi si oppone: “The Islamic State of Iraq and the Levant will remain, as long as we
have a vein pumping or an eye blinking. […]. When it comes to the letter of Sheikh Ayman al-
Zawahiri [...] I chose the order of God over the orders that contravenes Allah in the letter. “
- Nuova fase:
- Revisione modus operandi Siria: lotta vs JaN e opposizione + ferreo controllo territorio
- Iraq: «Breaking the wall» campaign + infiltrazione proteste
- Rottura definitiva ISIS-al-Qa‘ida (feb14): "Al-Qaeda announces it is not linked to the Islamic
State of Iraq and the Levant. […] ISIL is not a branch of alQaeda, has no links to it, and the [al-
Qaeda] group is not responsible for its acts. […] We affirm our disavowal from the sedition that
is occurring in Syria between factions of jihadists, and from the blood that was shed by any
party”
- 2014 --> A-Qa’ida rompe con ISIS
- giugno2014: presa di Mosul da parte di ISIS > Stato Islamico (IS) per tre anni.
- 2017 --> liberate Mosul e Rak
- 27 ottobre 2019 muore al-Baghdadi da suicida a seguito di un attacco delle forze americane
- Gli succede Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi

è È ancora una realtà presente, che sfrutta la profonda instabilità del sistema iracheno

ISRAELE – PALESTINA: LA COMPLESSITÀ OLTRE IL CONFLITTO


“il conflitto arabo-israeliano è un conflitto di due popoli su una stessa terra”. -Martin Buber

Le origini del conflitto ricadono negli anni della dissoluzione dell’Impero Ottomano.
Tra fine ‘800 e gli inizi del ‘900, la Palestina storica era abitata per lo più̀ da popoli arabi (80% arabi,

102
15% cristiani e 5% ebrei) → in queste terre vivevano circa 600.000 persone. Era un territorio dedito per lo
più̀ all’agricoltura e alla pastorizia ed erano presenti in pochi centri attività̀ economiche più̀ strutturate
(non esistevano centri urbani).
Il territorio faceva parte di due differenti unità amministrative dell’impero:
- Vilayet di Beirut
- Sangiaccato di Gerusalemme.
Alla fine, dell’800 vi furono tre principali fattori che contribuirono alla realizzazione di una nuova realtà
abitata e governata da cittadini di religione ebraica:
- primo fattore → determinato dal flusso migratorio verso la Palestina generato dalle
persecuzioni operate dalla Russia zarista nel contesto dell’ondata antisemita che interessò gran
parte dell’Europa.
- secondo fattore → nascita e diffusione del pensiero sionista di Theodor Hezl, giornalista
austriaco di origine ebraica), che fu promotore dell’idea politico-religiosa del “ritorno alla terra dei
padri” e a Sion = progetto che voleva dare identità̀ alle comunità̀ ebraiche diffuse per il mondo.
- terzo fattore → elezione di Karl Lueger come sindaco di Vienna, che aveva un programma
dichiaratamente antisemita e confermava un clima di antisemitismo imperante in tutta Europa.

Seppur non direttamente connessi a tale contesto, influirono enormemente anche fattori esterni:
• caduta dell’impero ottomano
• nascita di un nazionalismo turco e in seguito arabo
• Prima guerra mondiale.

Nel 1891, viene creata la Jewish Colonization Association dal barone Maurice de Hirsch → volta a
facilitare l’emigrazione degli ebrei russi ed europeo-orientali,
insediandoli in colonie agricole o terre acquistate dal comitato in
America del Nord e del Sud (soprattutto in Argentina).
Sconvolto dall’antisemitismo in Europa, Herzl si convinse che per
emanciparsi, gli ebrei dovevano costituire uno stato fuori
dall’Europa.
Nel 1897, al congresso di Basilea nasce l’Organizzazione Mondiale
Sionista = strumento di supporto per la nascita di una casa in
Palestina per il popolo ebreo, garantita dalla legge. Il congresso
riconosce il diritto alla autodeterminazione del popolo ebraico
mediante l’istituzione di uno stato ebraico.
Nel 1903, viene creato il Piano Uganda → una ipotesi iniziale, costituita dall’offerta inglese di un
territorio ebraico nell’odierna Kenya → l’offerta venne declinata da una parte del movimento sionista,
ma costituì̀ un primo importante riconoscimento ufficiale dell’entità̀ sionista da parte di una grande
potenza.
Tra il 1904 e il 1914, iniziarono una serie di migrazioni di massa ebraica in Palestina.

Nel 1916, Francia e UK firmarono l’accordo segreto Sykes-Picot, per espandere le rispettive zone di
influenza e di controllo in Medio Oriente → secondo l’accordo, la Palestina sarebbe stata sotto
controllo del Regno Unito.
Presto Londra ebbe bisogno anche del movimento sionista, il cui capo, Chaim Weizmann, promise al
ministro degli esteri britannico Balfour l’appoggio degli ebrei americani per l’entrata in guerra degli
USA.

In cambio, gli ebrei ottennero la promessa di costituzione di un focolare ebraico in Palestina =


Dichiarazione Balfour.

103
Queste azioni contribuirono al pari delle varie migrazioni ebraiche (+31%) ad aumentare il livello di
tensione in quei territori.

Il Mandato è un'istituzione storica frutto degli accordi Sykes-Picot che permise al Regno Unito di
governare la Palestina tra il 1920 e il 1948, dopo la sconfitta dell’impero ottomano nella IWW.
Nel 1920, con il Protocollo di Sanremo si decise il regime con cui la società̀ delle Nazioni affidò il
mandato sulla Palestina al Regno Unito.
Il mandato aveva caratteristiche peculiari:
• non indica una data di inizio e di fine dell’istituto in questione
• ribadisce l’impegno a creare il focolare nazionale ebraico
• facilita l’immigrazione e l’insediamento degli ebrei in Palestina.

Durante gli anni del Mandato si confrontarono tre attori con diversi interessi e forze:
- Britannici → vogliono governare la Palestina mantenendo il sostegno al programma sionista
senza ledere altri interessi nazionali britannici.
- Ebrei → vogliono realizzare il programma sionista di creazione di uno stato
ebraico in Palestina e collaborano con i britannici.
- Palestinesi → vogliono l’indipendenza, l’abbandono del programma
sionista e l’unione con la Siria.

La società̀ araba in Palestina era composta da grandi latifondisti che si


disinteressavano delle terre lavorate dai contadini → vennero acquistate le terre
dagli ebrei e vennero estromessi i latifondisti arabi = progressivo impoverimento
della popolazione araba.
La comunità̀ ebraica in Palestina diede vita a quelle istituzioni che rappresenteranno
l’embrione del futuro stato di Israele:

- Histadrut = sindacato a base etnica (infrastruttura economica)


- Haganah = forze di difesa ebraiche (esercito)
- Agenzia ebraica = organizzazione politica.

Il Regno Unito era continuamente in bilico tra appoggio e freno al progetto sionista → cercarono di
arginare il conflitto senza sconfessare il mandato, ma tutti i tentativi di rivedere la politica inglese in
Palestina fallirono o restarono inapplicati, anche per le divisioni interne britanniche.
Inizialmente, diedero appoggio ai sionisti e poi per ragioni di convenienza bellica tornarono ad
appoggiare gli arabi e in seguito cercarono di disimpegnarsi dalla Palestina. L’estromissione dei
contadini arabi dalle terre acquistate dagli ebrei aumentò l’impoverimento degli arabi e iniziarono così i .
I palestinesi iniziarono a e contro il programma sionista, manifestando e attaccando ebrei e britannici
→ si radicalizzeranno nel 1936-1939. Duramente represse, la leadership araba venne decapitata e quella
rimasta → cerca alleanza con i nazisti.
Queste lotte indussero i britannici ad adottare il Libro Bianco per limitare l’immigrazione ebraica.

Nel 1937, la Commissione Peel, istituita dai britannici, propose come soluzione alle tensioni tra ebrei ed
arabi, un piano di divisione della Palestina= 1⁄3 del territorio agli ebrei → rifiutato da entrambe le parti.
Nel frattempo, i britannici presentarono il Libro Bianco, in cui formalizzarono il proprio disimpegno
dalla Palestina entro 10 anni. Nella tavola rotonda di Londra del 1939, i palestinesi e i governi arabi
proposero uno stato unitario arabo-ebraico con garanzie per le minoranze, rifiutato dai
rappresentanti sionisti.
Dei gruppi ebraici iniziarono a fare attentati terroristici contro la popolazione ebraica, ma anche
soprattutto contro la potenza mandataria.

104
Con lo scoppio della IIWW, cambiò il quadro politico.
I britannici si aprono alle rivendicazioni arabe e nel Terzo Libro
Bianco adottano un programma decennale → uno stato unitario binazionale indipendente in
Palestina entro il 1949 e il blocco
all’immigrazione ebraica, anche per rinsaldare il controllo delle
colonie ed impedire il sostegno arabo all’Asse italo-tedesco.
I sionisti, la cui ala revisionista aveva adottato il terrorismo anti-britannico e anti-palestinese, combatte
per i britannici contro i nazisti.
Una parte degli arabi, sostiene per opportunità̀ i nazi-fascisti in funzione anti-inglese.
Nel 1939, cessano gli scontri in Palestina ma nel 1943, gli estremisti sionisti dell'Irgun e della Banda
Stern riprendono gli attacchi contro i britannici.
Nel 1945-1946, vi fu un escalation delle violenze e viene fatto un attentato all'hotel King David.
Tutte queste furono azioni dimostrative contro la potenza mandataria = accusata di ostacolare il
processo di formazione dello stato di Israele.

Nel 1947, Londra rimette la questione della Palestina all’ONU → viene creato il Comitato speciale
delle Nazioni Unite sulla Palestina (UNSCOP), che adotta un rapporto favorevole alla spartizione
grazie al voto dell’URSS e alle pressioni degli USA → l’ONU approva la risoluzione n.181 = prevede la
spartizione delle Palestina in uno stato ebraico (56%) e uno stato palestinese (43%) e Gerusalemme
internazionalizzata (1%).

Nel 1947, l’Alto comitato arabo proclama 3 giorni di sciopero contro il piano ONU = numerosi piani
di violenza, non efficientemente sedati dai britannici, si trasformarono nei prodromi di guerra civile tra
palestinesi ed ebrei.
L’anno dopo, il Regno Unito annunciò l’evacuazione anticipata dalla Palestina al 15 maggio 1948 e
rifiutò di facilitare la spartizione.

Gli USA poco dopo chiesero la sospensione del piano di spartizione e l’istituzione di
un’amministrazione fiduciaria ONU, mentre Haganah esegue le operazioni militari programmate per
difendere il territorio assegnatole e conquistare le aree a maggioranza ebraica dello stato arabo → il
confronto divenne sempre più̀ spietato e colmo di atrocità̀ su entrambi i fronti.

Viene proclamato nel maggio 1948 lo Stato di Israele, con l’immediato riconoscimento internazionale
da URSS e USA = inizio della guerra tra israeliani e arabi.

PRIMA GUERRA ARABO-ISRAELIANA (1948-1949):


La Lega araba non riconosce Israele e gli dichiara guerra → truppe provenienti da cinque paesi arabi
(Siria, Transgiordania, Iraq, Egitto, Libano) attaccano Israele con una coalizione politicamente divisa,
militarmente impreparata e inferiore ad Israele.
La Transgiordania, accordata segretamente in precedenza con Israele, avrebbe ottenuto in cambio di
belligeranza, i territori ad ovest del fiume Giordano, ma cambiò idea all’ingresso in guerra dell’Egitto.

Le forze egiziane si trincerano senza avanzare dopo l’ingresso in Israele, mentre esso conquista l’80%
della Cisgiordania.
Alla firma degli armistizi del 1949, Israele aveva allargato notevolmente il suo territorio rispetto al piano
di spartizione ONU al 78% della Palestina mandataria e controlla:
• 24% in più̀ della terra assegnatagli dalla risoluzione ONU
• 14 volte la terra posseduta dagli ebrei
• 6 volte la terra occupata al momento dell’indipendenza.

Il territorio del previsto stato palestinese è diviso tra la Cisgiordania (controllata dalla Transgiordania) e
la Striscia di Gaza (in quel momento sotto amministrazione militare egiziana).

105
La vittoria israeliana porterà̀:
• guadagni territoriali e alla definizione del primo vero embrione di entità̀ statuale dalla quale
sarebbero poi partite le rivendicazioni palestinesi e arabe nei conflitti successivi.
• nessuno stato palestinese
• quasi 700.000 palestinesi fuggiti o costretti a lasciare il territorio per emigrare altrove
• nuove ondate migratorie ebraiche da Europa e USA
• risoluzione ONU n.194 (tuttora valida e inapplicata) = stabilisce il diritto dei profughi
palestinesi al ritorno o alla compensazione.

Il post-guerra fu una fase di normalizzazione interna, di consolidamenti delle istituzioni e di una crescita
economica.
Sul piano interno, Israele consolidò le proprie strutture istituzionali, varò la cosiddetta Legge del
Ritorno e la Legge della nazionalità̀ → entrambe miravano ad una caratterizzazione etnica dello stato di
Israele.

Sul piano internazionale, invece, Israele fu ammesso all’ONU e ricevette un sostanzioso indennizzo
dalla Germania sotto forma di forniture industriali.

I palestinesi continuavano a vivere in una condizione complessiva sfavorevole, legata alla mancata
fraternità araba e alle simpatie occidentali di circostanza.
Dopo il 1949, le tensioni non accennavano a diminuire → diverse azioni di guerriglia e rappresaglie
israeliane = contesto teso a causa di alcuni cambiamenti nella regione e nel contesto internazionale.
Inizia ad emerge una coscienza palestinese e araba in merito alla mancata statualità̀ palestinese → la
questione inizia ad essere percepita come un grande tema strumentale alla legittimità̀ politica dei leader
arabi sul fronte interno e regionale/internazionale.

LE GUERRE:
- Crisi di Suez (1956) = breve conflitto caratterizzato dall’occupazione militare del Canale di
Suez da parte di Francia, UK e Israele a cui si oppose l’Egitto → Nasser sfrutterà̀ la crisi per
rivendicare una propria autorevolezza nel mondo arabo.
- Guerra dei sei giorni (1967) = Egitto, Siria, Giordania e Organizzazione per la Liberazione
della Palestina (OLP) attaccano Israele dopo un bombardamento di Israele sull’aviazione di
questi pesi. Israele vince la guerra e conquista il Sinai e le alture del Golan.
- Guerra dello Yom Kippur (1973) = Egitto e Siria attaccano Israele → l’Egitto guadagna il
controllo della zona est del Canale di Suez e la Siria una parte del Golan.

ULTIMA GUERRA EUROPEA IN MEDIO ORIENTE - CRISI DI SUEZ:


Il regime di Nasser attuò una serie di riforme come la redistribuzione della terra e la nazionalizzazione
delle principali attività̀ economiche.
Nel 1955, Egitto e Cecoslovacchia firmarono accordi di tipo economico e militare, con la regia nascosta
dell’Unione Sovietica → gli USA e il mondo occidentale ebbero una reazione negativa = blocco dei
finanziamenti per costruire la diga di Assuan all’Alto Nilo.
Gli insediamenti di coloni israeliani nei territori arabi provocarono, nel 1956, la reazione araba =
chiusura del canale di Suez alle navi dirette in Israele.
Inoltre, Nasser nazionalizzò la compagnia del canale di Suez, in cui francesi e inglesi avevano interessi
importanti → Israele rispose conquistando Gaza e il Sinai, in accordo con Francia e UK, che a loro
volta occuparono militarmente la zona del canale.
Gli USA condannarono queste iniziative e l’URSS lanciò un ultimatum a Israele, Francia e UK,
intimando loro di ritirarsi → il Sinai venne affidato alle truppe dell’ONU.
Grazie a questa vittoria, il prestigio dell’Egitto e soprattutto di Nasser aumentò, tanto che il leader
egiziano divenne il punto di riferimento dei paesi islamici e della nazioni in via di sviluppo.

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LA GUERRA DELLE GUERRE - GUERRA DEI SEI GIORNI:
Il contesto è caratterizzato da un continuo attrito tra Israele e i paesi arabi confinanti. Viene avviato nel
1958 il progetto israeliano di deviazione delle acque del Giordano.
Il contro-progetto arabo → nascono al-Fatah e OLP = rivendicano il diritto dei palestinesi a uno stato
autonomo e indipendente.
Iniziano delle azioni di sabotaggio a infrastrutture idriche israeliane → Nasser decise di chiudere il
golfo di Aqaba alle navi israeliane.

Blocco di Tiran (1967) → Israele a sorpresa attacca l’Egitto, la Siria e la Giordania e dopo sei giorni la
geografia dell’area cambiò radicalmente = Israele si annette la Striscia di Gaza, il Sinai, Gerusalemme est, la
Cisgiordania e le alture del Golan (di cui sfrutta le risorse idriche).
Il conflitto del 1967, si concluse con l’intervento dell’ONU che approva la risoluzione n.242 → viene
chiesto ad Israele di ritirare il suo esercito dai territori occupati durante la guerra. Viene tracciata la
Green Line, che aveva il compito di delimitare i territori destinati alla creazione dello stato palestinese;
Gerusalemme venne dichiarata capitale eterna di Israele ed in tutte le aree occupate nel conflitto
venne avviata la costruzione di colonie.

ULTIMA GUERRA ARABO-ISRAELIANA - GUERRA DELLO YOM KIPPUR:


Tra Egitto e Israele permangono tensioni = guerra di attrito.
Nel 1968, scoppia la Battaglia di Karameh, con una nuova evoluzione per la causa palestinese.
In Egitto alla morte di Nasser, venne eletto Anwar Sadat come nuovo presidente → cerca fin da subito
di smarcarsi dalle strategie del suo predecessore.
Nel 1973, Egitto e Siria attaccano a sorpresa Israele → in risposta occupa il Sinai in Egitto e le alture
del Golan in Siria (importante bacino acquifero della regione).
Con la firma del cessate il fuoco e la risoluzione n.373 ONU, finisco le guerre dirette fra Israele e stati
arabi.
Israele perse il mito dell’imbattibilità̀, ma conservò inalterato il suo territorio fino agli accordi di Camp
David del 1978.
Inizia un periodo di parziale distensione fino alla crisi del petrolio → i paesi arabi sospendono le
forniture di petrolio agli stati che avevano rapporti diplomatici con Israele.
A rivendicare l’esistenza e il riconoscimento di uno stato palestinese fu l’OLP → venne ammessa
all’ONU in qualità̀ di osservatore, a cui viene riconosciuto il ruolo di rappresentate del popolo
palestinese.

GLI ACCORDI DI CAMP DAVID:


Altra tappa fondamentale nella lunga storia della questione palestinese è la firma degli accordi di
Camp David (1978-1979) → i protagonisti sono il presidente egiziano Anwar al-Sadat, il presidente
degli USA Jimmy Carter e il primo ministro israeliano Menachem Begin.
Gli accordi constano di due distinti protocolli (solo in parte attuati). Nella parte attuata, il protocollo
prevedeva:
• restituzione israeliana all’Egitto della penisola del Sinai
• riconoscimento dello stato di Israele
• firma di un accordo di pace israelo-egiziano.

Nella parte ancora oggi disattesa si prevedeva solo una limitata autonomia per le popolazioni di Gaza e della
Cisgiordania, che avrebbe dovuto fungere da apripista verso un accordo di pace complessivo.
In Israele, nel frattempo, i governi di destra di Begin inaspriscono le politiche nei confronti dei
palestinesi e rilanciano una nuova fase di insediamenti ebraici in Cisgiordania.

107
LE GUERRE:
- Israele interviene in Libano (1978-1982) → Israele interviene nel sud del Libano fino al fiume
Litani contro l’OLP. Le truppe israeliane raggiungono Beirut e inizia l’intervento delle forze
armate siriane contro il governo libanese = nuova fase della guerra civile
- Prima intifada in Palestina (1987) → gruppi palestinesi avviano rivolte antisraeliane in
Cisgiordania e a Gaza.
- Accordo di Oslo (1993) → il governo israeliano e l’OLP si impegnano per l’avvio di trattative di
pace. Il premier israeliano Rabin viene assassinato da un fanatico religioso ebreo.
- Seconda intifada palestinese (2000) → Israele si ritira dal Libano meridionale.
- Guerra Israele-Hezbollah (2006).

INVASIONE ISRAELIANA DEL LIBANO:


Fu finalizzata a neutralizzare la presenza dell’OLP nel sud del Libano = operazione Pace in Galilea, da
parte di Israele culminerà̀ con l’assedio di Beruit ovest, costato circa 7000 morti fra i civili.
L’OLP non ne esce sconfitta → lascia Beirut nel mese di agosto, sotto la protezione di una forza
multinazionale italiana, francese e americana, e sotto i riflettori dei mass media di tutto il mondo,
ottenendo una solidarietà̀ senza precedenti a livello internazionale.
Nel settembre 1982, Arafat insieme al re Fahd d’Arabia, predispone il piano di Fez, approvato dalla
Lega Araba = viene riconosciuto implicitamente il diritto all’esistenza di Israele.
Nel febbraio 1983 si riunisce ad Algeri il consiglio nazionale palestinese perché̀ avalli l’ipotesi di una
soluzione negoziata della crisi → Arafat firma un’intesa con re Hussein di Giordania nel febbraio
1985, che accetta il sovrano giordano come negoziatore, visto che con l’OLP sia gli USA che Israele
non volevano trattare.

PRIMA INTIFADA IN PALESTINA - LA RIVOLTA POPOLARE PALESTINESE:


Mentre la diplomazia lavora ininterrottamente, si susseguono violenza da entrambe le parti. In questo
contesto scoppia nel 1987, la prima rivolta nei territori arabi occupati = intifada che muterà̀ ancora
una volta gli scenari della vicenda palestinese (detta anche “rivolta delle pietre”).

Contestualmente nasce Hamas (movimento della resistenza islamica) = organizzazione integralista e


militante.
La rivolta scoppia per futili motivi, ma fa emergere tutta la rabbia e la disperazione della popolazione
palestinese, che si oppone con il lancio di pietre ai soldati e ai coloni → per la prima volta l’asse della
resistenza si sposta dentro i territori soggetti all’occupazione israeliana. La rivolta delle pietre si concluse
con 1200 morti, oltre 100 mila feriti e 50 mila arrestati.

LA STRADA DIPLOMATICA - ACCORDI DI OSLO:


Nel novembre 1988, il Consiglio nazionale palestinese proclama l’indipendenza dello stato di
Palestina → Arafat rinuncia, in un discorso all’ONU, ad ogni forma di terrorismo e si dichiara aperto
al dialogo con l’amministrazione americana. Durante la Conferenza di Madrid del 1991, per la prima
volta i negoziatori palestinesi e israeliani siedono allo stesso tavolo, con risultati deludenti.

Nel settembre 1993, i diplomatici di entrambi i fronti, riuniti segretamente a Oslo, sembrano giungere
ad una svolta → dopo uno scambio di lettere nelle quali si dichiara un’intesa per il reciproco
riconoscimento, Yasser Arafat e Yitzhak Rabin danno seguito agli accordi raggiunti a Oslo, che è un
accordo importante per:

- Mutuo riconoscimento → l’OLP riconobbe il diritto di Israele a esistere e rinunciò


formalmente all’uso della violenza per ottenere i suoi scopi, cioè̀ la creazione di uno stato
palestinese, Viceversa Israele riconobbe l’OLP come interlocutore ufficiale che parlava per il
popolo palestinese e gli riconobbe il diritto di governare su alcuni dei territori occupati.

108
- Questione palestinese → Israele prometteva di ritirarsi da Gaza, dall’aera di Gerico e nei
cinque anni successivi da altri territori occupati militarmente. Secondo gli accordi in questi
territori si sarebbero insediati dei governi palestinesi eletti localmente = Autorità̀ Nazionale
Palestinese (ANP).
- Concessioni immediate → da parte palestinese vi era un riconoscimento di Israele e la
rinuncia alla violenza, mentre gli israeliani avrebbero dovuto completare il ritiro delle truppe dal
resto dei territori occupati.
- quasi tutte le questioni più̀ complicate, come lo status di Gerusalemme e il destino degli
insediamenti dei coloni ebraici in Cisgiordania, non furono discusse durante i negoziati e
vennero rimandate alle riunioni successive.

Bensì l’accordo sia una sorta di trattato-cornice da completare, il processo di pace fu un passo in avanti
ma insufficiente → questa sua debolezza porterà̀ le parti (in maniera più̀ o meno voluta) a rinviare il
confronto sui nodi centrali e a non permettere un salto di qualità̀ attuativo del piano. Inoltre, i dubbi e
la reciproca diffidenza sulle reali intenzioni dell’altro alimentava un clima di tensioni e sospetti che
sarebbero presto emersi.
Le truppe israeliane lasciano Gaza e Gerico,
sostituite dalla polizia palestinese e il 1° luglio 1994,
Yasser Arafat si insedia ufficialmente a Ramallah
con l’ANP, tornando in Palestina dopo 25 anni di
esilio.
Il processo di pace mostra i suoi punti deboli, le
carenze e i temi non risolti (Gerusalemme, rifugiati
palestinesi e colonie ebraiche). Slittano i ritiri
israeliani e le elezioni per il Consiglio palestinese,
Hamas si fa sempre più̀ intransigente e le
provocazioni e violenze non si placano. Nel
febbraio 1994, un colono uccide nella moschea di
Hebron 29 palestinesi = si apre la lunga stagione
di attentati suicidi.

DALLA SPERANZA AL CONFLITTO - SECONDA INTIFADA PALESTINESE


Nel luglio 2000, Clinton incontra Arafat e il nuovo primo ministro israeliano Barak a Camp David nel
tentativo di rivitalizzare il processo di pace in Medio Oriente, ma senza risultati positivi.
Nel frattempo il nuovo capo del Likud, Ariel Sharon, visita nel settembre 2000 uno dei luoghi più santi
per l’Islam = la Spianata delle moschee → il gesto (ritenuto provocatorio dai palestinesi), scatenò una
nuova e violenta sollevazione popolare = nasce la seconda intifada seguita da una ritorsione israeliana.

Dopo una serie ininterrotta di violenze, fino al gennaio 2002, e diverse migliaia di vittime (molte delle
quali palestinesi), l’elettorato israeliano spaventato, elegge Ariel Sharon primo ministro.
Avvengono stragi civili da parte dei gruppi terroristici palestinesi → da parte israeliana attacchi e
distruzione delle strutture dell’Autorità̀ Nazionale Palestinese.

Nel 2004, muore Yasser Arafat → gli succede Mahmud Abbas, noto come Abu Mazen.

IL MURO ISRAELIANO IN CISGIORDANIA:

ISRAELE-PALESTINA: ULTIMI SVILUPPI


- 16 febbraio 2017 → il presidente USA, Donald Trump, dichiara di appoggiare una soluzione di un
unico stato dopo l’incontro a Washington con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

109
- 6 dicembre 2017 → Trump annuncia il trasferimento
dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme e
riconosce formalmente Gerusalemme come capitale di Israele.
- 3 gennaio 2018 → Trump minaccia di tagliare gli aiuti ai
palestinesi citando la loro riluttanza a parlare di pace.
- 31 agosto 2018 → il dipartimento di stato USA afferma che sta
interrompendo tutti i finanziamenti all’UNRWA dopo aver
stabilito che l’organizzazione è un’operazione
irrimediabilmente imperfetta.
- 10 settembre 2018 → gli USA chiudono la missione dell’OLP a
Washington e revocano i visti per l’inviato dell’OLP e la sua
famiglia.

COSA PREVEDE IL PIANO:


Entrambe le parti dovrebbero:
1. Riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele
2. Riconoscere Israele come stato ebraico
3. riconoscere la sovranità̀ israeliana sulla Valle del Giordano e riconoscere gli insediamenti
nell’area C della Cisgiordania
4. sottoscrivere alla creazione di uno stato palestinese “smilitarizzato” nel resto della
zona C + area A e B + Gaza.

LE COLONIE:
464.000 coloni in 130 insediamenti più̀ 110 avamposti.
- destra religiosa → idealismo = le colonie come missione e redenzione
- destra laica → idealismo e pragmatismo = le colonie come difesa e popolamento
- centro-sinistra → pragmatismo = le maggiori colonie non più̀ evacuabili
- sinistra progressista → idealismo = evacuare le colonie.

ULTIMI SVILUPPI SUL MEPP:


L’evoluzione significativa più̀ recente è rappresentata dalla normalizzazione dei rapporto tra Israele e
Emirati Arabi Uniti avvenuta ad agosto, seguita rapidamente dall’intesa tra Israele e Bahrain a settembre
(a cui si è aggiunto anche il Sudan, nell’ottobre di quest’anno).
Tali accordi, mediati dagli USA, potrebbero aprire la strada ad accordi simili tra Tel Aviv e gli stati arabi
e/o arabofoni nel quadrante afro-asiatico.
Più che un primo passo verso la pace in Medio Oriente, questo processo sembra rispondere agli
interessi e alle ambizioni geopolitiche e strategiche degli attori coinvolti a livello locale e internazionale.
In questo quadro, gli interessi palestinesi non sembrano essere stati presi in considerazione. La strategia
di normalizzazione di Netanyahu con il mondo arabo è un punto di svolta = questa evoluzione non
solo ha fatto una svolta nelle relazioni arabo-israeliane, indipendentemente dalla posizione palestinese,
ma ha anche affermato l’interesse reciproco i contrastare l’Iran e la Turchia come una regione strategica
molto più̀ pressante rispetto alla causa palestinese.
Allo stesso tempo, questa evoluzione rischia di creare ulteriori tensioni regionali, anche con Egitto e
Giordania.
Questo evento non affronta alcun reclamo storico pendente tra i palestinesi o il mondo arabo e Israele.
Invece, per i palestinesi ignorare questi nuovi fatti sul campo equivarrebbe solo a un palese rifiuto della
realtà.

GLI SCHIERAMENTI FLUIDI SUL PIANO TRUMP:


- PRO → Arabia Saudita, EAU, Egitto, Bahrain, Oman, Marocco, Sudan.
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- CONTRO → Giordania, Turchia, Iran, Iraq, Hezbollah, Houthi.
- NEUTRALI → Tunisia, Algeria, Libia, Kuwait, Qatar.
Le divisioni intra-arabe aiutano a comprendere il contesto e le posizioni fluide degli attori coinvolti.

GLI USA, IL MEPP E LA GRAND STRATEGY:


Trump sostiene il suo piano di pace, così come gli accordi di Abramo per promuovere un nuovo
sistema mediorientale, in cui la causa palestinese diventa un elemento marginale nell’agenda
regionale.
È stato progettato un nuovo ordine mediorientale, ma deve ancora essere costruito e questa è l’eredità
principale (e incompiuta) della presidenza Trump nella regione.
Tre accordi hanno segnato le politiche di Trump in Medio Oriente:
- il ritiro di Washington dal Joint Comprehensive Plan of Action tra i 5+1 e l’Iran nel 2016-2018
- il piano di pace Trump sulla questione israelo-palestinese del 2020
- gli accordi di Abramo → segnano la normalizzazione diplomatica tra Israele e Emirati Arabi Uniti,
firmato a Washington il 15 settembre.

La politica di massima pressione attuata da Washington nei confronti degli iraniani, combinata con la
parziale esternalizzazione della sicurezza regionale ai sauditi ed emiratini, non ha impedito la possibilità̀
di una presenza strategica cinese e russa nel Golfo (con esercitazioni militari congiunte, accesso ai porti,
strutture e una base militare), come ad esempio svelato della bozza del Partenariato strategico globale
sino-iraniano.
La politica estera bilaterale e a somma zero di Trump ha trasmesso un’immagine polarizzante del Medio
Oriente e degli affari globali.

ISRAELE E PALESTINA - 70 ANNI DOPO:


La questione Israele-palestinese ha subito diverse trasformazioni e oggi non è più̀ centrale nell’agenda
politica mediorientale e internazionale.
Al di là di qualsiasi evoluzione e ipotesi, vi è una certezza → la soluzione a due stati risulta sempre
meno applicabile.

Il piano così come è stato impostato assomiglia ad un’iniziativa Trump-Netanyahu, nella quale i due
leader usano pretestuosamente il MEPP per distogliere l’attenzione pubblica interna e internazionale dei
rispettivi guai giudiziari puntando ad imporre una proposta unilaterale e blindata, nella quale non si
scorgono opzioni alternative.

Di fatto, l’accordo del secolo somiglia più̀ ad un azzardo politico che ad un vero e proprio tentativo di
risolvere una volta per tutte il più̀ antico conflitto internazionale, affrontando alle radici i problemi
esistenti.
In conclusione, il rischio non è di trovarci davanti ad una visione di pace, ma all’inizio di una nuova fase
di conflitto, non solo politico, nella quale il piano non rappresenta una base negoziale ma la fine di un
processo da accettare a scatola chiusa.

LA CRISI SIRIANA
Geografia naturale:
La Siria è un paese mediterraneo con capitale
Damasco (sud). Altre città molto importanti sono
Aleppo (nord) e Giazira (= isola, in quanto separata
dal resto del territorio dal fiume Eufrate). Presenza
determinante di una catena montuosa sulla costa.
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La popolazione: i gruppi etnico-religiosi
La Siria è un “mosaico” sia da un punto di vista etnico, sia da un punto di vista religioso confessionale.
Il paese è abitato da un punto di vista etico, per la maggior parte da arabi --> la Siria viene spesso
identificata come un paese arabo, ma invece non è l’unica etnia presente nel paese: i curdi sono la
principale etnia dopo gli arabi nel paese.

Da un punto di vista religioso ci sono invece molte più sfaccettature: l’islam si divide in due grandi
rami, sciiti e sunniti. In Siria sono i sunniti a essere la maggioranza dei musulmani ma ce anche una
considerevole minoranza sciita. Gli sciiti a loro volta non sono una categoria monolitica, ma anzi, al
loro interno hanno diverse sfaccettature; una delle più importanti e durature sono gli alawiti, che nel
corso della storia sono stati considerati ai margini dell’ortodossia islamica e quindi anche relegati ai
margini da un punto di vista sociale.

Vi sono i curdi, che sono per la maggioranza musulmani e i cristiani, i quali hanno popolato la siria fin
dall’ascesa del cristianesimo. Furono una presenza tradizionale e ben radicata, soprattutto nei grandi
centri urbani.

IL MANDATO FRANCESE (1920-1946)


La siria è stata per 4 secoli sotto controllo dell0impero ottomano, un dominio lungo e pacifico ma che
ha portato in qualche modo a un assottigliamento, indebolimento della produzione intellettuale e
culturale che c’era invece nel medioevo e che riemerge poi a
partire dal periodo napoleonico in avanti che esorta a
riprendere quel vissuto in modo da ricreare uno stato arabo
indipendente distaccato da quello turco. È un processo che
si verifica a partire dall’inizio del XIX secolo e culmina poi
con la fine della Prima guerra mondiale e la sconfitta
dell’impero ottomano, l’arrivo delle truppe occidentali e si
crea quindi un nuovo ordine geopolitico. All’inizio viene
anche creato lo Stato Regno Arabo di Siria, ma che ha vita
molto breve e viene rimpiazzato immediatamente dal
dominio coloniale sotto forma di mandati e il paese viene
assegnato ai francesi per circa un ventennio. In questo arco
di tempo i francesi dividono il paese lungo linee settarie e
confessionali: il grande libano a maggioranza cristiana, il territorio degli alawiti a maggioranza alawita e
lo stato dei drusi e poi Aleppo e Damasco (stati a maggioranza sunnita).

IL BAATH E GLI AL-ASSAD


Con la Seconda guerra mondiale i francesi abbandonano, concedono l’indipendenza e nasce finalmente
la repubblica araba siriana. Questo periodo che va dalla metà degli anni ’40 fino alla guerra civile siriana,
è caratterizzato dall’ascesa della corrente nazionalista (gli arabi già durante il XIX secolo intendevano
creare uno stato autogovernato da loro, uno stato arabo puro; questo si concretizza nel 46),
l’indipendenza era stata raggiunta, ma non era stata raggiunta l’unità di tutti gli Sati arabi.

Questo è quello che si prefisse il partito Baath (=resurrezione), voleva riportare in auge qualcosa che
era stato percepito come perduto, lo splendore del passato, e creare un grande stato che doveva
espandersi dal Nord Africa fino all’Iraq --> obiettivo che non vide mai la luce del sole nonostante i vari
tentativi.

è In questo partito, si formarono politicamente e militarmente due personaggi principali dello stato
siriano: Hafiz e Bashar al-Assad. Hafiz operò alcuni cambiamenti nell’ideologia del Baath,

112
comprende che realizzare questo grande stato sarebbe stato impossibile e preferisce quindi
concentrarsi sul governo, sul controllo della Siria --> durante il suo governo la Siria diventa un
attore geopolitico molto importante ed inoltre si concludono le faide intestine e a porre fine
all’instabilità politica (nei primi anni la repubblica era afflitta da numerosi cambi, colpi di stato,
generali dell’esercito che venivano assassinati ecc.…), instaurando un regime autoritario solido.
è Hafiz apparteneva alla comunità alawita --> quella comunità che per secoli era rimasta ai margini
della società e della politica siriana, aveva finalmente un ruolo.

Questo controllo autoritario dura per decenni, dagli anni 70’ fino alla morte di Hafiz nel 2000. Gli
succede il figlio, Bashar (anche se non era lui l’erede, in quanto secondogenito, ma il primo, Basil, era
morto negli anni 90’ in un incidente stradale), con il quale si apre un nuovo periodo per il Paese. Se il
padre era conosciuto per il suo metodo autoritario, con il quale aveva ridotto al silenzio le opposizioni,
servendosi dell’esercito e facendo ampio uso della violenza; con Bashar al potere non si parla più di
arabizionismo, nazionalismo e socialismo, si propone come un riformatore --> PRIMAVERA DI
DAMASCO = breve periodo caratterizzato da un’apertura da parte del regime verso la società civile e
alcuni gruppi di opposizione (es. si allargano un po’ le maglie della censura, si concedono degli spazi in
cui si può manifestare dissenso, si diffonde internet, si cambiano figure politiche.

Si pensa che con Bashar al potere si potesse avere un vero e proprio cambio di rotta per un paese che
era da decenni sotto controllo autoritario. La speranza era quella di arrivare ad una graduale
democratizzazione del paese.

è Questo però non accade, la Primavera di Damasco, non cambia la sostanza del regime, il quale
rimane autoritario.
è A questo scenario si aggiunge anche la crisi economica globale del 2007/2008 e una grave siccità
che colpisce il paese proprio in quegli anni, la quale genera una crisi alimentare e idrica. Ne risente
soprattutto la parte orientale del paese, molte famiglie contadine sono costrette a lasciare i propri
villaggi rurali e trasferirsi in città --> a causa dell’affollamento si generano grandi problemi di
vivibilità e il tessuto sociale comincia a soffrire.

LA CRISI SIRIANA, FASE 1 (2011/2015)


La goccia che fa traboccare il vaso è la primavera araba, una serie di ondate di proteste che dalla fine del
2010 e poi con più insistenza nel 2011, si propagano tra il Nord Africa e il Levante. Questi moti
rivoluzionari sono accumunati da una richiesta di maggiori diritti sociali, miglioramento della situazione
economica dei vari stati (vi era un alto tasso di disoccupazione tra i giovani).

I paesi coinvolti erano principalmente la Tunisia, la Libia, l’Egitto e la Siria, ma vi furono proteste anche
in Marocco e Algeria.

- La primavera araba ebbe molto successo (O NO?) in Tunisia (il presidente è costretto a lasciare il
paese). --> transizione pacifica
- In Marocco e in Algeria non vi furono cambi di regime
- In Libia le manifestazioni sono talmente importanti che si armano e iniziano a combattere il
regime di Gheddafi e da qual momento inizierà il conflitto che però non risolverà con la morte di
Gheddafi nel 2011 ma che andrà avanti con un effetto disastroso; quindi, in questo caso la
rivoluzione non ebbe successo.
- In Egitto il Mubarak è costretto a dimettersi, si organizzano delle elezioni che poi porteranno alla
nomina di Mohamed Morsi, presidente vicino alla fratellanza musulmana egiziana --> transizione
non violenta.

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- In siria, la popolazione, indipendentemente dal loro credo e dalla loro etnia, scende in piazza e
protesta, inizialmente chiede semplicemente più spazi per le opposizioni, più opportunità di
lavoro, un miglioramento delle condizioni economiche e un processo di democratizzazione del
paese.
è Bashar inizialmente propone alcune riforme, cerca di presentarsi come un riformatore ma ci si
accorge immediatamente che sono ancora una volta delle riforme di facciata che non cambiano i
paradigmi all’interno dello stato siriano.
è Ben presto il regime siriano viene isolato in quanto Bashar utilizza sempre l’esercito per stroncare le
imponenti manifestazioni che si stavano propagando in tutto il paese = isolamento internazionale
è La comunità internazionale a cui si aggiungono l’Unione Europea e gli Stati Uniti, condannano con
fermezza le azioni del regime e chiedono al presidente di dimettersi. Bashar però rimane al suo
posto --> si arriva così allo scontro armato, le opposizioni si armano e si avvia quella che sarà poi
una vera e propria guerra civile.

L’isolamento internazionale ebbe un impatto molto forte, ad esempio la Lega Araba sospende la siria
come membro della Lega (ancora attualmente) e la conseguenza fu che il regime iniziò a vacillare,
soprattutto nell’estate del 2011: una parte dell’esercito diserta e si allea con i ribelli, nasce l’esercito
siriano libero. Il regime era sul punto di collassare, non aveva alcun alleato, era debilitato, non riusciva
più a mantenere il controllo, molte città e villaggi si rendono indipendenti dallo stato.

è Bashar e il regime erano consapevoli di non poter vincere la guerra, in quanto non avevano risorse a
sufficienza e quindi decidono di abbandonare volontariamente gran parte del paese e di
concentrarsi soltanto in alcune regioni strategiche: ad esempio la catena montuosa Jibal ‘Alawiyyin -
--> l’altezza forniva un aiuto fondamentale, in quanto era meglio difendibile; andando nella
comunità degli alawiti la presidenza mostra il proprio interesse nel voler difendere la propria
comunità; territorio della Siria che riceva prima i rifornimenti via mare e possibilità di una fuga via
mare nel caso in cui Damasco fosse stata conquistata.

I curdi, nel frattempo, si distaccano dalle altre opposizioni e approfittano del vuoto politico del paese
per autogovernarsi (sogno che hanno sempre avuto durante il governo baathista).

POSIZIONE DEGLI ATTORI ESTERNI DURANTE LA PRIMA FASE


- L’occidente si schiara fin da subito contro il regime
- Gli Stati Uniti, con presidenza Obama, affermano un intervento militare americano in caso la siria
di Assad avesse superato la linea rossa (ovvero l’uso di armi chimiche

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- La Russia invece è sempre stata un’alleata della Siria di Assad, infatti si schiera con al-Assad. Nei
primi anni decide di aiutarlo in via indiretta, inviando rifornimenti, armi, derrate alimentali,
medicine ecc.…
- Iran e Hezbollah intervengono direttamente insieme al regime, sono alleati di lunga data di Bashar
e quindi inviano truppe paramilitari che combattono insieme a ciò che rimane dell’esercito siriano.
- La Turchia sostiene invece i ribelli. Non era mai corso buon sangue tra i due paesi e in questo
momento la Turchia vede la possibilità di scalzare un vicino scomodo e rimpiazzarlo con un
governo più incline a cooperare con Ankara.
- Qatar e Arabia Saudita sostengono attraverso finanziamenti alcuni gruppi che apparentemente
appartengono all’opposizione ma che ben presto assumeranno una connotazione molto diversa
dalle iniziali aspirazioni dell’opposizione siriana e della società civile.

ESCLATION DI VIOLENZA E FRAMMENTAZIONE TERRITORIALE


L’aumento della violenza porta ad un odio tra confessioni (=settarismo), all’indebolimento statuale, alla
frammentazione del territorio --> gran parte dei villaggi si autogovernano o rimangono abbandonati a
loro stessi, favorendo la graduale ascesa di formazioni ibride o non statuali.

è Questo processo non riguarda solamente i territori dell’opposizione, ma anche lo stesso regime, i
territori sotto il regime di Assad.

L’ASCESA DEI GRUPPI SALAFITI-JIHADISTI IN SENO ALL’OPPOSIZIONE


Le opposizioni all’inizio della crisi erano formate da persone comuni, la gente, la società civile siriana
che dopo decenni di governo autoritario sognavano di prendere in mano la situazione e succedere al
regime di Assad. Questo però non avvenne a causa di una grave debolezza delle opposizioni siriane,
l’ascesa dei gruppi salafiti-jihadisti. Inizialmente si sviluppano all’interno dei gruppi delle opposizioni
come “anti-Assad” ma che però a differenza delle opposizioni presentavano dei punti di vantaggio, uno
di questi è l’abito ideologico:

Salafismo – Jihadismo ha una sua precisa connotazione, è stato normato da un punto di vista teorico
da decenni prima delle primavere arabe, e questo è ciò che manca alle opposizioni civili, le quali non
sanno come strutturare, che tipo di democrazia creare in un paese con così tante differenze etniche e
religiose. Inoltre, le opposizioni non erano preparate in primis alla guerra civile, non avevano risorse,
esperienza militare vera e propria; infatti, erano costrette ad ingaggiare milizie estranee, tra qui quelle
salafite-jihadiste.

Le milizie salafite-jihadiste invece, che provenivano in gran parte dall’Iraq e poi anche dalla Turchia,
hanno innanzitutto una fortissima motivazione ideologica, ma soprattutto sanno portare avanti una
guerra, sanno pianificare, programmare le campagne e anche fare attacchi terroristici, colpendo con
precisione i centri del potere; sanno anche come gestire un territorio conquistato --> non basta
impossessarsi di un territorio per vincere la guerra, occorre guadagnarsi il supporto dei locali e
provvedere alle esigenze, ai beni di prima necessità

Due esponenti principali furono Abu Bakr al-Baghdadi per lo Stato Islamico e Muhammad al-Julani per
il Fronte al-Nusra. Queste due organizzazioni all’inizio si presentavano più o meno unite, poi dal 2013
entrano in competizione fra loro e quindi si verifica una rottura. Al-Julani rompe con al-Baghdadi,
fonda il suo emirato e si dividono anche da un punto di vista geografico: al-Baghdadi controlla la valle
dell’Eufrate e quindi la parte più orientale del paese e al-Julani costruisce la sua roccaforte attorno alla
città di Idlib, che si trova vicino ad Aleppo.

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è Per anni domineranno questi terrritori con violenza, ma anche garantendo la sopravvivenza di
alcuni servizi essenziali e alimentando il reclutamento con una propaganda efficace sia per i siriani
sia all’esterno.

La differenza che si può notare è che lo Stato Islamico fonda la sua forza proprio su una compagine
straniera molto più pronunciata rispetto a quella del Fronte al-Nusra. Le milizie di al-Baghdadi sono
fatte da foreign fighters per la maggior parte, mentre quelle di al-Julani cercano invece di mantenere un
focus siriano, locale.

LA CRISI SIRIANA, FASE 2 (2015-2019)


Sono passati quattro anni dall’inizio delle violenze, la siria è già un paese devastato, diviso e
frammentato, gran parte delle sue industrie sono distrutte, l’esercito nonostante gli aiuti ricevuti rimane
comunque molto debole e le formazioni salafite-jihadiste sono in grande ascesa e sono addirittura al
punto di conquistare la capitale --> tutto questa genera delle gravissime crisi umanitarie.

Nel 2015 la Russia entra nel conflitto. La Russia ha sempre avuto un ottimo rapporto con la siria e
salvare il regime di Bashar al-Assad era un imperativo geopolitico --> la Russia fin dai tempi
dell’Unione Sovietica aveva due basi navali sulla costa, quella di Tartous e di Laodicea e quindi era
basilare salvare l’alleato arabo e contenere in qualche modo i gruppi salafiti-jihadisti che costituivano
una minaccia nazionale per Mosca; in quanto al suo interno vi erano delle minoranze musulmane che
avevano combattuto nello Stato Islamico, come i ceceni ad esempio e quindi non poteva permettersi un
fronte interno (soprattutto in seguito all’annessione dell’Ucraina che aveva portato all’isolamento della
Russia sullo scenario internazionale). Decide quindi di intervenire militarmente.

è Il 30 settembre Putin annuncia il suo ingresso in guerra, servendosi soprattutto di truppe sul campo
e dell’aviazione, la quale permette, insieme a quella siriana, di individuare gli obiettivi più sensibili e
colpirli, senza dover impiegare dei battaglioni sul terreno.

RUOLO DI IRAN E HEZBOLLAH


L’Hezbollah è una formazione paramilitare che è quasi uno stato all’interno dello stato libanese sciita
che operano allineandosi con il regime.

Sia Iran che Hezbollah cooperano con il regime, ma facendo allo stesso tempo i loro interessi: spesso
queste formazioni paramilitari non si coordinano con l’esercito siriano, agiscono a seconda dei loro
obiettivi e priorità.

Hezbollah in Libano tenta soprattutto di rendere sicura la frontiera tra Siria e Libano e l’Iran cerca
invece di sfruttare la posizione della Siria per i suoi interessi geopolitici. L’Iran ha più una strategia di
ampio raggio, identificata come la “mezzaluna sciita”, che comprende il territorio iraniano, il libano con
Hezbollah, la Siria e il sud dell’Iraq --> si cerca di creare un continuum sciita nello scenario regionale.

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Dall’altra parte vi sono l’Arabia Saudita, i paesi del Golfo e la Turchia che si confrontano invece con il
regime siriano.

“SIRIA UTILE” e “SIRIA INUTILE”


Il regime grazie all’intervento russo, evita il collasso, si assesta su alcune linee di frontiera e comincia a
ragionare su una possibile riconquista dei territori perduti. Si passa da una ‘strategia di emergenza’ a una
‘strategia di assestamento’, di consolidamento delle posizioni e cominciano a ragionare su dei termini
che in realtà avevano coniato i francesi: “Siria utile” e “Siria inutile”.

è Non si parla di ‘utile’ o ‘inutile’ da un punto di vista di risorse del terreno, ma da un punto di vista
della popolazione. La parte più popolosa del paese è quella vicina al Mar Mediterraneo e quindi la
priorità ricade su quella, in quanto prima si conquistano i territori più densamente popolati, prima
sarà il controllo sulla popolazione e successivamente si passa al controllo delle risorse -->
conquistare le città una peso mediatico e morale sul regime enorme, quindi le campagne vengono
pensate per riconquistare le città più importanti, tra cui Aleppo (motore economico del paese), che
avrebbe dato un colpo durissimo alle opposizioni.

Le opposizioni nel frattempo: lo Sato Islamico si trova sotto attacco di quasi tutti gli attori geopolitici
coinvolti; il fronte al-Nusra invece, grazie al suo profilo più defilato riesce ad evitare, l’attacco
simultaneo di tutti gli attori e si confronta unicamente con Russia e regime siriano.

Tra il 2016 e il 2017 si consuma ad Aleppo l’assedio finale, che si conclude con la sconfitta delle milizie
siriane e l’esercito governativo riesce a entrare in città, spezza l’assedio e da quel punto di vista inizia la
parabola decadente per i movimenti rivoluzionari --> iniziano ad entrare in competizione tra di loro.

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LA CRISI SIRIANA, FASE 3 (2019-oggi)
- Stallo militare e “normalizzazione” del conflitto
- Pandemia di Covid
- Problemi di ricostruzione
- Questione dei migranti e richieste d’asilo in Medio Oriente
- I curdi si erano differenziati quasi subito dal resto delle proteste delle primavere arabe proprio per
via della loro specificità etnica e linguistica. Fronteggiano l’avanzata dello Stato Islamico a nord,
perdono città importanti, che poi però grazie al sostegno degli Stati Uniti riconquistano, cercano
di presentarsi con una visione progressista (es. donne nell’esercito).
è La presenza di sigle autonome curde sul confine con la Turchia, fa preoccupare tantissimo Ankara -
-> il presidente turco attua in tre momenti differenti tre campagne volte a stabilire delle zone
cuscinetto dove è presente l’esercito turco
- Il percorso negoziale avviato dall’Onu all’inizio è fallito, vi furono diversi tentativi diplomatici di
cercare una soluzione pacifica al conflitto, ma che sono però falliti tutti.
- Dopo il fallimento dell’Onu a partire dal 2015, con la seconda fase del conflitto, si è avviato
invece un percorso negoziale esterno parallelo, gestito dalle tre potenze principali Russia, Turchia
e Iran --> “processo di Astana”, ma che però non ha mai portato a una risoluzione del conflitto,
ha sempre portato a una ridefinizione di sfere d’influenza ma non alla fine definitiva del territorio.

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