Cap Carlson
Cap Carlson
Il sistema nervoso centrale comunica con il resto del corpo attraverso i nervi: fasci composti da migliaia
di singole fibre avvolte in una spessa membrana protettiva.
I NEURONI
Struttura fondamentale
I neuroni hanno forma diversa in base a quali sono i compiti specializzati che svolgono, ma tutti possiedono
le seguenti quattro strutture:
- Soma -> o corpo cellulare, contiene il nucleo e gran parte degli organelli necessari per i processi vitali
della cellula.
- Dendriti -> simili a ramificazioni fungono da importanti sistemi di ricezione dei messaggi da un altro
neurone. I messaggi che passano da un neurone all’altro sono trasmessi attraverso sinapsi: una giunzione
tra i bottoni terminali della cellula emittente e una porzione della membrana somatica della cellula
ricevente. Il messaggio della sinapsi procede in una sola direzione: bottone terminale -> membrana
dell’altra cellula.
- Assone -> lunga e sottile struttura cilindrica spesso ricoperta da una guaina mielinica che trasporta
l’informazione. Il messaggio trasportato dall’assone è chiamato potenziale d’azione: breve evento
elettrochimico che inizia all’estremità dell’assone più prossima al soma e viaggia in direzione dei bottoni
terminali. È simile a un breve impulso, e quando raggiunge il punto in cui l’assone si ramifica, anch’esso si
divide, ma non diminuisce di ampiezza: ciascuna ramificazione riceve un potenziale di azione di massima
intensità.
Gli assoni e le loro ramificazioni possono presentarsi in varie forme:
1. Neurone multipolare -> presenta un solo assone e svariati rami dendritici attaccati al soma.
2. Neurone bipolare -> un solo assone e un unico albero dendritico. Tipico dei sistemi sensoriali.
3. Neurone unipolare -> possiede un solo assone che parte dal soma e si suddivide in un due ramificazioni
di cui una riceve l’info sensoriale e l’altra trasmette l’info al SNC. Tipico del sistema somatosensoriale
(dolore, ecc.).
- Bottoni terminali -> rigonfiamento finale della ramificazione di un neurone; forma sinapsi con un altro
neurone trasferendogli così un’informazione. Quando il potenziale d’azione raggiunge il bottone terminale
questo secerne una sostanza chimica chiamata neurotrasmettitore, che può eccitare o inibire la cellula
ricevente.
Un singolo neurone può ricevere informazioni dai bottoni terminali di svariati altri neuroni.
Struttura interna
Membrana -> confine della cellula composto da un doppio strato di molecole di lipidi. All’interno
della membrana ci sono proteine che svolgono funzioni importanti:
- rilevano la presenza di sostanze al di fuori della cellula (es. Ormoni) e ne passano l’info all’interno di
questa;
- controllano l’ingresso delle sostanze all’interno della cellula;
- trasportano certe molecole dentro o fuori la cellula.
Nucleo -> è sferico o ovoidale e contiene
Le proteine sono importanti per il corretto funzionamento della cellula, poichè oltre a fornire struttura,
servono da enzimi: molecole che controllano una reazione chimica combinando insieme due sostanze
oppure rompendo una sostanza in due parti.
La ricerca ha rivelato l’esistenza di sequenze di DNA che non codifica proteine (DNA non codificante).
questo può essere trascritto in RNA -> RNA non codificante (ncRNA) che a sua volta non induce la
sintesi di proteine e ha funzioni a se stanti. Quando la maggior parte die geni si attiva, i segmenti di
DNA sono trascritti in molecole di RNA messaggero: successivamente altre molecole tagliano l’mRNA
in pezzi, scartando alcune parti e congiungendo i restanti segmenti. A questo punto lo spezzone di
mRNA risultante contiene le info necessarie alla sintesi della proteina.
Le operazioni di taglio e ricongiungimento sono eseguite da complessi molecolari chiamati
splicesome, che contiene anche l’ncRNA.
Citoplasma -> sostanza gelatinosa e semiliquida contenuta all’interno della cellula. Contiene
minuscole strutture specializzate chiamate organelli tra cui:
- mitocondri: responsabili dell’estrazione dell’energia dagli alimenti nutritivi. Sono costituiti da una
doppia membrana: quella interna è ripiegata più volte su se stessa fino a formare una serie di creste che
riempiono l’interno della struttura. La cellula fornisce ai mitocondri gli elementi nutritivi e questi
restituiscono alla cellula una molecola chiamata adenosin trifosfato ATP, che impiega come fonte
immediata di energia.
- reticolo endoplasmatico: magazzino di riserva e canale di trasporto degli elementi chimici attraverso
il citoplasma. Si presenta in due forme: liscia, rugosa, entrambi composti da strati paralleli di membrana.
Quello rugoso contiene i ribosomi; le proteine prodotte da questi vengono trasportate fuori dalla cellula.
Quello liscio fornisce i canali per la segregazione delle molecole implicate in diversi processi cellulari ed è
il sito di sintesi dei lipidi (grassi).
- apparato di Golgi: particolare forma di reticolo endoplasmatico liscio. Serve come apparato di
immagazzinamento e impacchettamento. Avvolge i prodotti di una cellula secretoria.
Quando una cellula rilascia i suoi prodotti nello spazio extracellulare, impiega un processo chiamato
esocitosi. L’apparato di Golgi inoltre produce lisosomi: piccole sacche contenenti gli enzimi che
demoliscono le sostanze inutili per la cellula.
Citoscheletro -> conferisce al neurone la sua forma. È formato da tre tipi di filamenti proteici, quelli
più spessi sono chiamati microtubuli e sono costituiti da fasci di tredici filamenti proteici disposti
attorno a una cavità centrale. Sono coinvolti nel trasporto delle sostanze da un luogo all’altro
all’interno della cellula -> questo sistema è noto come trasporto assoplasmatico: processo attivo
tramite il quale varie sostanze sono trasportate lungo i microtubuli che si estendono per tutta la
lunghezza dell’assone.
-> I movimenti che si svolgono dal soma verso i bottoni terminali sono chiamati trasporto
assoplasmatico anterogrado. Questo tipo di trasporto è realizzato da molecole di una proteina chiamata
chinesina.
-> I movimenti che si svolgono dai bottoni terminali verso il soma sono chiamati trasporto
assoplasmatico retrogrado. Questo tipo di trasporto è realizzato da molecole di una proteina chiamata
dineina.
LE CELLULE DI SOSTEGNO
I neuroni devono costantemente essere riforniti di ossigeno e sostanze nutritive: questo ruolo è svolto
dalle cellule di sostegno che proteggono i neuroni.
La Glia
Le cellule più importanti sono chiamate neuroglia, circondano i neuroni e li mantengono al loro posto,
controllando il loro approvvigionamento di energia e sostanze chimiche utili per scambiare i messaggi
con altri neuroni; inoltre li isolano gli uni dagli altri facendo si che i messaggi nervosi non siano mischiati.
Infine rimuovono e distruggono gli scheletri dei neuroni morti.
I tipi più importanti di cellule gliali sono:
1. Astrociti: forniscono supporto supporto fisico ai neuroni, ripuliscono il cervello dai detriti e producono
alcuni agenti chimici che servono ai neuroni per adempiere le loro funzioni. Provvedono al nutrimento dei
neuroni e al rifornimento di altre sostanze e regolano la composizione chimica del fluido extracellulare.
Gli astrociti ricevono il glucosio dai capillari e lo degradano il lattato -> dopodichè lo trasportano ai loro
mitocondri e lo usano per estrarne energia. Inoltre mantengono i neuroni al loro posto, sono il “collante
dei nervi”. Quando entrano in contatto con i resti di un neurone morto, gli astrociti li circondano,
inglobano e alla fine li digeriscono -> un processo chiamato fagocitosi.
2. Oligodendrociti: forniscono sostegno agli assoni e producono la guaina mielinica, che circonda gli
assoni del SNC e li isola, prevenendo la diffusione di messaggi tra gli assoni adiacenti. Questa non consiste
di un rivestimento continuo ma da una serie di segmenti di 1 mm, interrotti da un breve spazio. La
porzione di assone senza guaina mielinica è chiamata nodo di Ranvier.
3. Microciglia: le più piccole delle cellule gliali, agiscono da fagociti, inglobando o digerendo neuroni morti
o danneggiati. Svolgono anche una funzione immunitaria all’interno del cervello, proteggendolo
dall’invasione di microrganismi.
Le cellule di Schwann
Svolgono la stessa funzione degli oligodendrociti, producendo mielina ma nel SNP. La guaina mielinica si
presenta in segmenti, ognuno dei quali costituito da una singola cellula di Schwann attorcigliata più volte
intorno all’assone. Se gli oligodendrociti sviluppano più processi a forma di pagaia che si avvolgono
attorno a più assoni, nel SNP una cellula di Schwann fornisce la guaina mielinica ad un solo assone,
circondandolo completamente.
Differenze dagli oligodendrociti:
- Se un nervo subisce un danno, le cellule di Schwann contribuiscono alla digestione degli assoni morti->
dopo si dispongono in una serie di cilindri che guidano la ricrescita dei nuovi assoni -> le porzioni distali
degli assoni sezionati muoiono, ma l’apice di ogni assone danneggiato da luogo a numerose propaggini
che si estendono in tutte le direzioni: un processo chiamato sprouting. Se una propaggine incontra un
cilindro fornito da una cellula di Schwann essa si svilupperà, mentre le altre propaggini non produttive
moriranno.
- La composizione chimica della proteina mielinica che producono: il sistema immunitario delle persone
affette da sclerosi multipla attacca solo la proteina mielinica prodotta dagli oligodendrociti: perciò la
mielina del SNP è risparmiata.
LA BARRIERA EMATOENCEFALICA
Se un colorante blu viene iniettato nel circolo sanguigno, si coloreranno di blu tutti i tessuti tranne il
cervello e il midollo spinale; mentre se il colorante viene iniettato direttamente nel liquido che riempie i
ventricoli del cervello, esso si diffonderà in tutto il SNC -> questo esperimento dimostra che tra il sangue
e il fluido che circonda le cellule del cervello si trova uno sbarramento: la barriera ematoencefalica. Essa
è selettivamente permeabile: solo alcune sostanze possono oltrepassarla. È realizzata dalle cellule che
compongono le pareti dei capillari del cervello1.
La trasmissione dei messaggi da un punto all’altro del cervello dipende da un equilibrio tra le sostanze
che si trovano all’interno dei neuroni e quelle nel fluido extracellulare che li circonda: se la composizione
di quest’ultimo cambia anche di poco, la trasmissione dei messaggi sarà disturbata -> la barriera
ematoencefalica facilita la regolazione della composizione del fluido extracellulare. Inoltre impedisce
agli elementi chimici contenuti nel cibo che ingeriamo e che potrebbero interferire con la trasmissione
delle info, di raggiungere il cervello.
La barriera ematoencefalica non è uniforme: in alcuni punti è relativamente permeabile e lì sostanze
respinte altrove, possono attraversarla. Per esempio l’area postrema è quella parte del cervello che
controlla il vomito. In questa regione del bulbo la barriera ematoencefalica è debole e permette ai
neuroni di captare la presenza di sostanze tossiche nel sangue.
1
Rispetto alle cellule che compongono le pareti dei capillari di gran parte del corpo, quelle del cervello aderiscono in modo
eccessivamente stretto tra loro non lasciando fenditure, e così molte sostanze non possono passare direttamente dal sangue alle
cellule.
possono essere bilanciate da una inibizione; l’assone di un neurone cerebrale raggiunge il midollo
spinale, dovei suoi bottoni terminali formano sinapsi con un interneurone inibitorio -> che rilascia un
neurotrasmettitore inibitorio che riduce l’attività del motoneurone, bloccando così il riflesso di
ritrazione. Naturalmente migliaia di neuroni sono coinvolti in questo processo.
Fig 1 Fig. 2
-> Per comprendere ciò che causa il potenziale di azione dobbiamo prima comprendere le ragioni
dell’esistenza del potenziale di membrana. Questa carica elettrica è il risultato dell’equilibrio tra due
forze contrastanti:
Il fluido intracellulare e quello extracellulare contengono ioni diversi -> la forza di diffusione e quella di
pressione elettrostatica esercitate da questi ioni danno origine al potenziale di membrana.
In questi fluidi si trovano diversi ioni importanti ->
Anioni organici - A- Si trovano solo nel fluido intracellulare, e non può passare attraverso la membrana
cellulare.
Ioni cloro - Cl- Prevalentemente nel fluido extracellulare. La forza di diffusione lo spinge all’interno, ma
poichè l’interno è caricato negativamente, la pressione elettrostatica lo spinge fuori.
Le due forze opposte si equilibrano e gli ioni Cl tendono a rimanere dove sono.
+
Ioni sodio - Na Prevalentemente nel fluido extracellulare. Come lo ione Cl è spinto all’interno della
cellula dalla forza di diffusione, ma essendo questo carico positivamente, la pressione
elettrostatica non gli impedisce di entrare nella cellula. La carica negativa presente
all’interno della cellula attrae Na.
Ioni potassio - K +
Prevalentemente nel fluido intracellulare, e la forza di diffusione tende a spingerlo
all’esterno della cellula. Ma dato che l’esterno della cellula è caricato positivamente
rispetto all’interno, la pressione elettrostatica tende a mantenerlo all’interno.
Le due forze opposte si equilibrano e gli ioni K tendono a rimanere dove sono.
Come è possibile che Na mantenga una concentrazione maggiore nel liquido extracellulare? La
spiegazione deriva da un’altra forza fornita dalla pompa sodio-potassio che spinge continuamente Na
fuori dall’assone. Questa è costituita da un gran numero di proteine avvolte nella membrana, ed è
alimentata dall’energia prodotta dalle molecole di ATP, note come trasportatori sodio-potassio.
Queste scambiano Na con K spingendo tre ioni di sodio fuori dalla cellula per ogni due ioni poteassio
introdotti all’interno. Poichè la membrana non è molto permeabile a Na, i trasportatori sodio-potassio
riescono a mantenere bassa la concentrazione di Na intracellulare.
Un potenziale d’azione è causato da un breve aumento della permeabilità della membrana a Na, che
ne favorirebbe l’ingresso nella cellula, a cui è seguito un aumento transitorio della permeabilità della
membrana a K, che ne permette la rapida fuoriuscita dalla cellula.
Questi improvvisi aumenti della permeabilità della membrana sono dovuti, oltre che al trasportatore
sodio-potassio, anche ad un altro tipo di proteina che consente agli ioni di entrare e uscire dalla cellula:
queste proteine rappresentano dei canali ionici contenenti dei passaggi (o pori) che possono aprirsi e
chiudersi. Le membrane neuronali contengono svariate migliaia di canali ionici, quelli per il sodio aperti
possono far transitare fino a 100 milioni di ioni al secondo.
La conduzione del potenziale di azione -> lo spostamento del messaggio lungo l’assone.
Aderisce alla legge del tutto o nulla -> un potenziale d’azione può generarsi o no, ma una volta che si
innesca si propaga fino all’estremità della fibra. Un potenziale di azione rimane sempre della stessa
intensità. Tuttavia il potenziale d’azione controlla la forza di contrazione muscolare, che può essere più
o meno intensa, come anche la forza di uno stimolo può essere appena percepibile o molto intensa ->
allora come può un potenziale di azione - che è un evento tutto o nulla - rappresentare un’informazione
che invece varia continuamente? Questo avviene perchè un singolo potenziale di azione non è
l’elemento fondamentale dell’informazione, al contrario, la varietà dell’informazione è
rappresentata dalla frequenza di scarica dell’assone -> la legge del tutto o nulla è infatti completata dalla
legge della frequenza.
La conduzione dei potenziali d’azione lungo gli assoni mielinizzati è chiamata conduzione saltatoria,
in quanto il potenziale d’azione “salta” da un nodo di Ranvier all’altro2.
La conduzione saltatoria è di natura più economica e più rapida.
Struttura delle sinapsi -> le sinapsi possono stabilirsi in tre punti della cellula:
Sui dendriti -> Sinapsi Assodendritiche Possono trovarsi sulla superficie liscia di un dendrite
oppure sulle spine dendritiche: estroflessioni sulla
superficie di alcuni dendriti.
Sul soma -> Sinapsi Assomatiche Si trovano sulla membrana somatica.
Su altri assoni -> Sinapsi Assoassoniche Si stabiliscono fra due bottoni terminali.
La membrana presinaptica, collocata alla fine dei bottoni terminali, si contrappone alla membrana
postsinaptica, che si trova sul neurone ricevente. Queste due fessure si fronteggiano da una parte e
dall’altra della fessura sinaptica, uno spazio vuoto di dimensioni variabili -> questa contiene del fluido
extracellulare, attraverso il quale si diffonde il neurotrasmettitore.
Nel citoplasma del bottone terminale si trovano:
2
La guaina mielinica che si avvolge all’assone non lascia passare tra essa e la membrana il fluido extracellulare: l’assone è a contatto
con questo solo in prossimità di un nodo di Ranvier, dove appunto l’assone è scoperto. Nelle aree mielinizzate non può entrare Na,
perciò l’assone trasporta la perturbazione elettrica al nodo di Ranvier successivo. La conduzione sotto la guaina mielinica è
decrementale, cioè perde di intensità, ma è ancora sufficiente a scatenare un nuovo potenziale di azione in prossimità del nodo
successivo. Il potenziale d’azione è così reinnescato in corrispondenza di ciascun nodo.
- mitocondri: la loro presenza implica che il bottone terminale ha bisogno di energia per svolgere le sue
funzioni;
- vescicole sinaptiche: piccole strutture che possono arrivare anche a un milione nei bottoni terminali.
Possono essere grandi o piccole -> queste ultime contengono molecole di neurotrasmettitore e la loro
membrana è costituita da circa 10.000 molecole di lipidi in cui sono inserite circa 200 molecole
proteiche. Sono prodotte dall’apparato di Golgi.
Ci sono inoltre:
Le vescicole sinaptiche si agganciano alla zona di rilascio: (regione dentro la membrana presinaptica)
per rilasciare il neurotrasmettitore nella fessura sinaptica.
Le vescicole grandi invece sono prodotte esclusivamente nel soma e trasportate attraverso l’assoplasma
verso i bottoni terminali.
Quando i potenziali d’azione arrivano ai bottoni terminali, le vescicole sinaptiche piccole situate
all’interno della membrana presinptica, si fondono con essa, aprendosi verso l’esterno, così da riversare
il proprio contenuto nella fessura sinaptica.
-> Una volta che il neurotrasmettitore è stato rilasciato, il poro di fusione si richiude e le vescicole si
staccano dalla membrana presinaptica per essere nuovamente riempite di neurotrasmettitore.
Altre vescicole (che hanno un rilascio chiamato merge-and-ricicle) perdono la loro identità fondendosi
con la membrana presinaptica.
-> Le membrane delle vescicole del gruppo di riserva sono riciclate tramite un processo chiamato
endocitosi3 di massa.
3
Processo di ingresso in una cellula
L’attivazione dei recettori
Dopo il rilascio del neurotrasmettitore, questo produce il suo effetto diffondendosi nella fessura
sinaptica e agganciandosi ai siti di legame di proteine presenti nella membrana post-sinaptica: i
recettori postsinaptici. -> questi successivamente aprono i canali ionici neurotrasmettitore-
dipendenti che consentono il passaggio di ioni specifici dentro e fuori la cellula.
I potenziali post-sinaptici
Ciò che determina la natura del potenziale post-sinaptico (se eccitatorio o inibitorio) sono le
caratteristiche dei recettori post-sinaptici -> il particolare tipo di canale ionico che aprono.
-> Il canale neurotrasmettitore-dipendente per Na è la fonte più importante dei potenziali post-sinaptici
eccitatori: quando i canali Na si aprono l’effetto che ne consegue è una depolarizzazione (l’interno
diventa positivo), cioè un potenziale post-sinaptico eccitatorio PPSE.
-> Se ad aprirsi sono i canali per K, questi usciranno dalla cellula, e poichè K è dotato di una carica
positiva la membrana si iperpolarizzerà, producendo un potenziale [Link] inibitorio PPSI.
-> L’effetto dell’apertura dei canali di Cl, dipende dal potenziale di membrana del neurone:
Se la membrana si trova al potenziale di riposo: Se la membrana à depolarizzata: l’apertura dei canali Cl,
non avviene nulla perchè le forze di diffusione e permetterà a questo di entrare nella cellula, riportando il
pressione elettrostatica sullo ione Cl sono in potenziale di membrana a riposo -> Dunque l’apertura dei
perfetto equilibrio. canali Cl serve a neutralizzare il PPSE.
-> Gli ioni di Ca si comportano come il sodio producendo PPSE. Tuttavia nei dendriti della cellula post-
sinaptica, il calcio si lega a speciali enzimi, attivandoli. Questi producono vari effetti tra cui la
produzione di alterazioni biochimiche e strutturali nel neurone post-sinaptico.
4
Il primo secondo messaggero a essere stato scoperto è l’AMP ciclico, una sostanza chimica sintetizzata dall’ATP.
L’interazione degli effetti delle sinapsi eccitatorie e inibitorie su un particolare neurone è chiamata
integrazione neuronale. La frequenza di scarica di un neurone è controllata dall’attività relativa delle
sinapsi eccitatorie e inibitorie (i potenziali post-sinaptici eccitatori aumentano la probabilità di scarica
del neurone post-sinaptico, mentre quelli inibitori la riducono).
NB: l’inibizione neuronale non produce incondizionatamente un’inibizione comportamentale: se un
gruppo di neuroni che inibisce un dato comportamento viene a sua volta inibito, la probabilità che il
comportamento si verifichi è invece aumentata. Viceversa l’eccitazione di neuroni che inibiscono un
comportamento, sopprime quel comportamento (es. Nel sogno).
Gli autorecettori
La membrana post-sinaptica non è l’unico luogo in cui si trovano i recettori selettivi per alcuni
neurotrasmettitori. Molti neuroni possiedono anche dei recettori che rispondono al neurotrasmettitore
che essi stessi rilasciano, chiamati autorecettori. Possono trovarsi sulla membrana o su un punto
qualsiasi della cellula, e regolano alcuni processi interni come la sintesi e il rilascio del
neurotrasmettitore stesso. Quasi sempre gli effetti degli autorecettori sono inibitori.
- Sinapsi dendrodentritiche -> neuroni particolarmente piccoli che possiedono delle ramificazioni molto
ridotte e sembrano mancare completamente di assoni. Questi non trasmettono l’informazione da un
punto all’altro del cervello, ma svolgono funzioni di regolazione, aiutando ad organizzare l’attività di
altri gruppi di neuroni.
- Sinapsi elettriche -> le membrane si avvicinano strettamente quasi toccandosi formando le cosiddette
giunzioni strette. La membrana su entrambi i lati di una giunzione stretta contiene canali che
permettono agli ioni di diffondersi da una cellula all’altra.
Le giunzioni strette possono trovarsi anche in sinapsi assosomatiche e assodendritiche.
Il sistema nervoso centrale SNC è composto da: Cervello contenuto nella scatola cranica -
Midollo spinale contenuto nella colonna vertebrale. Il cervello è composto da una grande
massa di neuroni, glia e altre cellule di sostegno. È l’organo più protetto del corpo poichè
racchiuso nella scatola cranica.
Esso riceve un abbondante apporto ematico (riceve dal cuore il 20% del flusso ematico) ed è
chimicamente protetto dalla barriera ematoencefalica. Il cervello immagazzina piccole quantità
di combustibile (glucosio) e non può estrarre provvisoriamente energia senza ossigeno (come i
muscoli). Un’interruzione di pochi secondi del flusso ematico ai tessuti cerebrali provoca
l’esaurimento di gran parte dell’ossigeno; un’interruzione di 6 sec. Produce incoscienza; in
pochi minuti si verifica un danno permanente.
Il sistema nervoso periferico SNP è composto da: nervi cranici - nervi spinali - gangli
periferici.
Le meningi -> rivestimenti intorno a cervello e midollo spinale. Sono formate da 3 strati:
Dura madre Membrana aracnoidea Pia madre
Strato esterno più spesso e Strato intermedio, soffice e Strettamente attaccata a cervello e
resistente, flessibile ma non spugnosa. midollo spinale, ne segue ogni
allungabile. circonvoluzione. Contiene i più piccoli
vasi sanguigni cerebrali e spinali.
Spazio subaracnoideo
Spazio tra la membrana aracnoidea e la pia madre, contiene un
liquido chiamato liquor cerebrospinale LCS.
Le cellule da cui originano i neuroni sono chiamate cellule progenitrici -> queste si
differenziano in nuove cellule progenitrici a partire dalla zona ventricolare (strato di cellule
che rivestono il tubo neurale) fino a stabilirsi nella zona sottoventricolare (appena all’interno
della ZV): questa fase è denominata divisione simmetrica.
Sette settimane dopo il concepimento le cellule progenitrici entrano nella fase della divisione
asimmetrica -> quando si dividono non sono ancora identiche ma formano due tipi diversi di
cellule: una cellula progenitrice e una cellula cerebrale. Le prime cellule cerebrali prodotte
attraverso questa divisione sono glia radiale. Il periodo di divisione asimmetrica dura circa 3
mesi.
La fine dello sviluppo corticale si verifica quando le cellule progenitrici ricevono un segnale
chimico che causa la loro morte: fenomeno chiamato apoptosi. Le molecole chimiche che
trasportano questo segnale si legano ai recettori che attivano geni killer presenti nelle cellule
(tutte le cellule hanno questi geni, ma solo alcune rispondono al segnale).
Il cervello umano continua a svilupparsi per almeno due decenni e alcune modificazioni, come
quelle conseguenti all’apprendimento o all’esperienza, continuano a prodursi tutta la vita.
Il proencefalo
Circonda l’estremità rostrale del tubo neurale. Si divide in:
Telencefalo
Comprende la maggior parte dei due emisferi cerebrali. Questi sono ricoperti dalla corteccia
cerebrale e contengono il sistema limbico e i gangli della base.
Corteccia cerebrale -> ripiegata in circonvoluzioni consistenti in solchi (piccole pieghe), scissure
(pieghe profonde) e giri (rilievi tra solchi e scissure adiacenti). è composta da glia, corpi cellulari,
dendriti, assoni. Poichè prevalgono i corpi cellulari che le conferiscono un colore grigiastro, ci si
riferisce alla corteccia come materia grigia. Al di sotto della corteccia cerebrale decorrono milioni di
assoni: la grande concentrazione di mielina fornisce a questo tessuto un aspetto biancastro->
sostanza bianca.
La corteccia cerebrale è divisa in quattro lobi:
1. Frontale: include tutte le regioni corticali davanti al solco centrale;
2. Parietale: sulla superficie laterale dell’emisfero, esattamente dietro al solco centrale e
caudalmente al lobo frontale;
3. Temporale: sporge ventralmente ai lobi frontale e parietale;
4. Occipitale: nella parte posteriore del cervello, caudale ai lobi parietale e temporale.
Corteccia motoria primaria: coinvolta nel controllo del movimento è localizzata davanti alla
corteccia somatosensitiva primaria. Contiene neuroni che controllano i movimenti dei muscoli
scheletrici.
Il resto della corteccia cerebrale si fa carico di tutto ciò che c’è fra sensazione e azione:
apprendimento, memoria, pianificazione, azione. Questi processi si realizzano nelle aree associative.
La regione anteriore al solco centrale è coinvolta nelle attività correlate ai movimenti
(pianificazione, azione), mentre quella posteriore nella percezione e dell’apprendimento.
Corteccia associativa sensoriale: riceve info da ogni area della corteccia somatosensitiva primaria.
I circuiti neuronali analizzano l’info ricevuta e si realizza la percezione e l’immagazzinamento dei
ricordi.
Corteccia associativa motoria (o corteccia premotoria): rostrale alla corteccia motoria primaria.
Controlla la corteccia motoria primaria e quindi il comportamento.
Corteccia prefrontale: restante parte del lobo frontale, rostrale alla corteccia associativa motoria, si
occupa attivamente della formulazione dei piani e delle strategie.
L’emisfero sx è abile nel riconoscere eventi seriali-> eventi i cui elementi si susseguono, e nei
comportamenti seriali. Le funzioni seriali eseguite dall0emisfero sinistro coinvolgono attività verbali
come parlare, capire le parole, leggere e scrivere.
L’emisfero dx è invece specializzato nella sintesi-> mettere insieme elementi isolati al fine di
percepirli come un tutt’uno (disegnare, leggere mappe, costruire oggetti).
Sebbene i due emisferi svolgano funzioni differenti, le nostre percezioni e i ricordi sono unificati,
grazie al corpo calloso-> grande fascio di assoni che connette parti corrispondenti della corteccia
cerebrale dei due emisferi. È responsabile anche di qualche connessione asimmetrica, che collega
regioni diverse dei due emisferi.
Sistema limbico -> le parti più importanti del sistema limbico sono:
Ippocampo -> include l’ippocampo (corno di Ammone), il giro dentato e il subiculum;
Amigdala -> contiene un complesso di nuclei.
Localizzate entrambe nel lobo temporale vicino al ventricolo laterale.
Fornice -> fascio di assoni che connette l’ippocampo ad altre regioni del cervello, inclusi i
Corpi mammillari dell’ipotalamo-> sporgenze alla base del cervello che contengono alcuni nuclei
ipotalamici.
L’evoluzione di questo sistema coincide con lo sviluppo delle risposte emozionali.
Gangli della base -> raggruppamento di nuclei sottocorticali nel telencefalo. I nuclei sono gruppi
di neuroni di forma simile, quelli principali dei gangli della base sono:
- Nucleo caudato
- Globo pallido
- Putamen.
I gangli della base sono coinvolti nel movimento (es. Morbo di parkinson è causato dalla degenerazione di
alcuni neuroni del mesencefalo, che inviano i loro assoni ai nuclei putamen e caudato).
Diencefalo
Seconda divisione principale del proencefalo, situata tra telencefalo e mesencefalo e circonda il terzo
ventricolo, le sue due strutture più importanti sono talamo e ipotalamo.
Talamo
Parte dorsale del diencefalo, la più grande. Ha due lobi connessi da un ponte di sostanza grigia
chiamato massa intermedia (assente nei cervelli di molte persone). La maggior parte degli input
neurali che arrivano alla corteccia cerebrale proviene dai nuclei del talamo.
Fibre di proiezione-> gruppi di assoni che formano sinapsi con altri neuroni localizzati in un’altra
regione.
Il talamo è diviso da diversi nuclei che ricevono info sensoriali dai sistemi sensoriali->
- nucleo genicolato laterale -> riceve info dagli occhi e spedisce agli assoni della corteccia visiva
primaria;
- nucleo genicolato mediale -> riceve info dall’orecchio interno e spedisce gli assoni alla corteccia
uditiva primaria;
- nucleo ventrolaterale -> riceve info dal cervelletto e le proietta alla corteccia motoria primaria.
Ipotalamo
Si trova sotto il talamo alla base del cervello: nonostante sia una struttura piccola è importante
perchè contiene molti nuclei e tratti di fibre, controlla il sistema nervoso autonomo e quello
endocrino e organizza i comportamenti relativi alla sopravvivenza della specie: combattimento,
alimentazione, fuga, accoppiamento.
Anteriormente all’ipofisi si trova il chiasma ottico-> dove metà degli assoni dei nervi ottici si
incrociano da un lato all’altro del cervello. Un sistema di di vasi sanguigni connette direttamente
l’ipotalamo con l’ipofisi anteriore-> ghiandola endocrina.
Gli ormoni ipotalamici sono secreti da neuroni specializzati chiamati cellule neurosecretrici->
stimolano l’ipofisi anteriore a secernere i suoi ormoni (es. Ormoni gonadotropici che hanno un ruolo
nella fisiologia del comportamento riproduttivo). La maggior parte degli ormoni secreti dall’ipofisi
anteriore controlla altre ghiandole endocrine-> per questo viene definita ghiandola principale del
corpo.
L’ipotalamo produce anche gli ormoni dell’ipofisi anteriore-> contiene i bottoni terminali degli
assoni che secernono l’ormone, i cui corpi cellulari sono nell’ipotalamo. Controlla la secrezione di
ormoni che includono:
- ossitocina-> stimola l’emissione di latte e le contrazioni uterine durante il parto;
- vasopressina-> regola la produzione di urina nei reni.
Mesencefalo
Circonda l’acquedotto cerebrale e consiste di due parti:
Tetto
Nella porzione dorsale del mesencefalo, le sue strutture principali sono:
Collicoli superiori-> rigonfiamenti che appartengono al sistema visivo;
Collicoli inferiori-> rigonfiamenti che appartengono al sistema uditivo.
Hanno l’aspetto di quattro rigonfiamenti nel tronco dell’encefalo: che comprende diencefalo,
mesencefalo e romboencefalo con esclusione del cervelletto.
Tegmento
Porzione del mesencefalo al di sotto del tetto. Include un’estremità della formazione reticolare->
estesa struttura composta da più di 90 nuclei e diffusa rete di neuroni. Riceve info sensoriali e
proietta gli assoni alla corteccia cerebrale, al talamo e al midollo spinale. Gioca un ruolo nel ritmo
sonno-veglia, attenzione, tono muscolare, movimento, controllo di vari riflessi vitali.
Sostanza grigia periacuedottale PAG-> circonda l’acquedotto cerebrale, contiene circuiti neurali
che coinvolti nei comportamenti specie-specifici (combattimento, accoppiamento).
Nucleo rosso -> riceve afferenze dal cervelletto e dalla corteccia motoria e spedisce ai motoneuroni
del midollo spinale;
Substantia nigra-> proietta al nucleo caudato e al putamen che fanno parte dei gangli della base.
Romboencefalo
Circonda il quarto ventricolo ed è formato da due divisioni:
Metencefalo
Che comprende:
Cervelletto -> ricoperto dalla corteccia cerebellare, contiene alcuni nuclei cerebellari profondi
localizzati all’interno degli emisferi cerebellari, ricevono proiezioni dalla corteccia cerebellare e
spediscono alle altre regioni del cervello. Ogni emisfero cerebellare è attaccato alla superificie
dorsale del ponte da un fascio di assoni: peduncoli cerebellari.
Riceve info visive, uditive, vestibolari, somatosensoriali, e sui singoli movimenti muscolari-> integra
tutte queste info e modifica la risposta motoria
Una lesione al cervelletto danneggia la postura eretta, la deambulazione, coordinazione dei
movimenti.
Ponte -> grossa protuberanza nel cervello tra il mesencefalo e il bulbo, ventralmente al cervelletto.
Contiene parte della formazione ventricolare e alcuni nuclei importanti nel sonno e nell’arousal.
Contiene un grande nucleo che trasmette info dalla corteccia cerebrale al -> cervelletto.
Mielencefalo
Contiene il midollo allungato o bulbo-> contiene dei nuclei che controllano le funzioni vitali come
regolazione del sistema cardiovascolare, respirazione e tono dei muscoli scheletrici.
Midollo spinale -> lunga struttura conica che distribuisce le fibre motorie agli organie effettori del
corpo (ghiandole e muscoli) e trasmette l’info
somatosensitiva ai centri cerebrali superiori.
Ha un certo grado di autonomia del cervello-> i
circuiti del controllo dei riflessi sono localizzati a
livello midollare. È protetto dalla colonna vertebrale,
composta da 24 vertebre:
- cervicali: collo;
- toraciche: torace;
- lombari: fondoschiena;
- sacrali e coccigee: regione pelviche.
Il midollo spinale passa attraverso un foro presente in
ogni vertebra: forame spinale. Esso corrisponde a circa
due terzi della lunghezza della colonna vertebrale; il
resto dello spazio è riempito da una massa di radici
spinali-> fasci di assoni circondati da tessuto
connettivo, disposti a coppie che si uniscono e
formano il nervo spinale, che compongono la cauda
equina-> fascia di radici spinali nella porzione finale
del midollo spinale.
Da ogni lato del midollo spinale emergono fasci di
fibre, in due direzioni parallele lungo la superficie
dorsolaterale e ventrolaterale: i gruppi di questi fasci
si fondono insieme e diventano il 31esimo paio di
radici dorsali (contengono fibre sensitive in entrata -
afferenti) e ventrali (contengono fibre motorie in
uscita - efferenti).
Anche il midollo spianale è composto da una sostanza bianca (fasci di assoni mielinici ascendenti e
discendenti, si trova nella porzione esterna) e una grigia (corpi cellulari e corti assoni non
mielinizzati, è nella parte interna).
IL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO
Di cui fanno parte i nervi cranici e spinali grazie alla quale cervello e midollo spinale
comunicano, e che trasmettono l’info sensitiva al SNC, e allo stesso tempo trasmettono
messaggi DAL SNC AI muscoli del corpo e alle ghiandole.
Nervi cranici -> 12 paia di nervi cranici sono attaccati alla superficie ventrale del cervello. La
maggior parte svolge funzioni sensoriali e motorie per la regione della testa e del collo.
Nervo vago-> decimo, regola le funzioni degli organi della cavità toracica e addominale .
Le informazioni olfattive arrivano attraverso i bulbi olfattivi, che ricevono l’info dai recettori
olfattivi nel naso.
Sostanze psicoattive: composto chimico esogeno (esclude i composti chimici prodotti dal
corpo) non necessario per il normale funzionamento cellulare, che altera le funzioni di alcune
cellule del corpo, quando assunto con un dosaggio relativamente basso.
I farmaci possiedono:
Effetti Siti d’azione
Cambiamenti che produce il farmaco Siti dove le molecole dei farmaci interagiscono con le
sui processi fisiologici e sul molecole che si trovano sopra o dentro i corpi cellulari,
comportamento. influenzando alcuni processi biochimici di queste cellule.
Principi di psicofarmacologia
Farmacocinetica
Processi attraverso i quali i farmaci sono assorbiti - immersi nella circolazione sanguigna -
distribuiti all’interno del corpo, metabolizzati ed escreti.
-Vie di somministrazione
Iniezione endovenosa EV L’iniezione in una vena. Il farmaco entra immediatamente nella
circolazione sanguigna e raggiunge il cervello in pochi secondi.
NB: Può essere svantaggioso il fatto che l’intera dosa raggiunge la circolazione
sanguigna in un solo momento: se ci fosse un’eccessiva sensibilità al farmaco, il
tempo a disposizione per somministrare un altro farmaco per contrastare gli
effetti del primo sarebbe ridotto.
Iniezione Meno rapida della prima, effettuata attraverso la parete addominale, il
intraperitoneale IP farmaco è iniettato nella cavità peritoneale: spazio che circonda
stomaco, intestino, fegato e altri organi addominali.
Iniezione Praticata direttamente in un muscolo grande. Il farmaco è assorbito
intramuscolare IM nella circolazione sanguigna attraverso i capillari del muscolo.
Iniezione sottocutanea Iniezione nello spazio sotto la pelle.
SC
Somministrazione orale
o sottolinguale
Somministrazione Attraverso la parte finale del tratto intestinale, sotto forma di supposte.
intrarettale Per evitare di somministrare farmaci che possono irritare lo stomaco.
Inalazione Farmaci per i disturbi polmonari sono spesso sotto forma di vapore o
nebulizzazione lieve. I farmaci somministrati in questo modo hanno
effetti molto rapidi: la via dai polmoni al cervello è molto breve.
Somministrazione topica Farmaci assorbiti direttamente attraverso la pelle, es. la membrana
mucosa che riveste il passaggio nasale (droghe).
Somministrazione Alcuni farmaci non possono attraversare la barriera ematoencefalica,
intracerebrale per cui il farmaco è iniettato direttamente nel cervello.
Somministrazione Somministrazione del farmaco in uno die ventricoli cerebrali.
intracerebroventricolare
Ad eccezione delle ultime due, le diverse modalità di somministrazione influenzano solo la
velocità con cui il farmaco raggiunge il plasma sanguigno.
-Distribuzione dei farmaci all’interno dell’organismo
I fattori che determinano la velocità con cui il farmaco raggiunge il suo sito di azione sono:
- liposolubilità1 -> la barriera ematoencefalica è una barriera solo per le molecole idrosolubili2.
le molecole liposolubili si distribuiscono rapidamente nel cervello. es. l’eroina è più liposolubile
della morfina, per cui l’iniezione endovenosa della prima produce effetti più rapidi della morfina.
-Disattivazione ed escrezione
I farmaci sono disattivati da enzimi ed in seguito secreti principalmente dai reni. Alcuni enzimi
disattivanti si trovano nel fegato (principalmente), nel sangue, e anche nel cervello. In certi casi
gli enzimi trasformano le molecole di un farmaco in altre forme talvolta persino più attive di
quelle originariamente somministrate-> in questi casi l’effetto del farmaco è molto lungo.
Ci sono due motivi per cui i farmaci variano nella loro efficacia:
1. Farmaci differenti possono avere siti d’azione differenti-> es. Sia morfina che aspirina hanno
effetti analgesici, ma la prima sopprime l’attività dei neuroni nel midollo spinale e nel cervello
coinvolti nella percezione del dolore, mentre la seconda riduce la produzione di un composto
chimico implicato nella trasmissione di info dal tessuto danneggiato ai neuroni sensibili al
dolore. Perciò la morfina riduce il dolore in modo più marcato.
2. Affinità del farmaco con il suo sito d’azione-> facilità con cui due molecole si legano insieme.
Un farmaco con bassa affinità deve essere somministrato a dosi relativamente alte.
1
Capacità di una sostanza di sciogliersi nei lipidi (grassi). Le sostanze molto liposolubili si definiscono idrofobe perchè non si
sciolgono nell’acqua.
2
Solubile in acqua.
Effetti placebo -> il placebo è una sostanza inerte somministrata al posto di un farmaco
fisiologicamente attivo; è usato sperimentalmente, per controllare gli effetti del solo fatto di
somministrare un farmaco. Infatti se una persona pensa che un placebo abbia un effetto
fisiologico, allora la somministrazione del placebo può realmente produrre effetti.
Il farmaco stimola i recettori Una volta che il NT è rilasciato, deve stimolare il recettore
postsinaptici- AGO post-sinaptico. Alcuni farmaci si legano ai recettori post-
sinaptici proprio come un NT. Un farmaco che mima gli
effetti di un NT, che attiva un recettore, agisce come un
agonista diretto.
Il farmaco inattiva i recettori Le molecole del farmaco occupano il sito di legame del
postsinaptici - ANT recettore, impedendo al NT di aprire il canale ionico.
Questi farmaci sono detti bloccanti del recettore o
antagonisti diretti.
Alcuni recettori hanno siti di legame multipli ai quali si legano ligandi diversi.
Legame non competitivo-> quando un farmaco si lega ad un sito alternativo del recettore;
non compete con il sito di legame del NT.
-> Quando un farmaco si attacca ad uno di questi siti alternativi e impedisce l’apertura dei
canali ionici, è detto antagonista indiretto, il cui effetto è simile a quello di un antagonista
diretto, ma il sito di azione è diverso.
-> Quando il farmaco si attacca a uno di questi siti alternatici e facilita l’apertura del canale
ionico è detto antagonista indiretto.
Autorecettori dendritici-> gli autorecettori sono localizzati nelle membrane dei dendriti di
alcuni neuroni, che quando si attivano rilasciano il NT - > questo stimola gli autorecettori
localizzati su questi stessi dendriti, che diminuiscono la scarica neurale producendo
iperpolarizzazione (meccanismo di modulazione).
Così i farmaci che si legano con un autorecettore dendritico attivandolo: funzioneranno come
ANTAGONISTI; quelli che si legano all’autorecettore bloccandono: funzioneraano come
AGONISTI.
- Effetti sulla ricaptazione o distruzione dei neurotrasmettitori
Dopo la stimolazione del recettore post-sinaptico, avviene la fine del potenziale postsinaptico.
Due sono i processi che eseguono questo compito:
1. le molecole del NT sono riassorbite nel bottone terminale attraverso il processo di
ricaptazione.
2. Le molecole del NT sono distrutte da un enzima.
Il farmaco blocca la Le molecole di un farmaco si attaccano alle molecole responsabili
ricaptazione - AGO della ricaptazione e le inattivano bloccando il processo.
Il farmaco inattiva Le molecole del farmaco si legano all’enzima che normalmente
l’acetilcolinesterasi - distrugge il NT (il più impo - acetilcolinesterasi, che distrugge
AGO l’acetilcolina) e ne impediscono il funzionamento.
Entrambi questi tipi di farmaci prolungano la presenza del NT nella fessura sinaptica, il sito in
cui il NT può stimolare i recettori sinaptici, essi funzionano come AGONISTI.
Neurotrasmettitori e neuromodulatori
Acetilcolina - Si trova nei gangli del SNA e negli organi Biosintesi di ACh ->
Ach bersaglio della branca parasimpatica del È formata da due composti:
Principale NT SNA. In tre sistemi si trovano
secreto da assoni principalmente gli assoni dei bottoni Colina Acetato
efferenti al SNC -> terminali di neuroni Ach-> Sostanza che deriva Anione che si
movimenti - Ponte dorsolaterale: responsabili dalla rottura di lipidi trova nell’aceto
muscolari sono dell’induzione della maggior parte delle
compiuti grazie al caratteristiche del sonno REM. L’acetato non può attaccarsi
rilascio di Ach; si - Proencefalo basale: facilitazione direttamente alla colina; è spostato
trova anche nei dell’apprendimento, soprattutto dalla molecola acetil-CoA ->
gangli del SNA. percettivo.
- Setto mediale: controllano i ritmi
elettrici dell’ippocampo e modulano le
sue funzioni (formazioni di particolari
tipi di memorie).
Gli effetti del rilascio di Ach nel cervello
sono generalmente facilitatori.
Monoamine
Adrenalina - Norepinefrina - Dopamina- Serotonina
Sono prodotte da molti sistemi di neuroni cerebrali, la maggior parte dei quali localizzati nel tronco
encefalico.
Dopamina - DA Produce potenziali postsinaptici sia Biosintensi delle catecolamine
eccitatori che inibitori, a seconda del Il precursore di dopamina e
recettore postsinaptico. norepinefrina è la tirosina->
Implicata in funzioni come movimento, aminoacido proveniente
attenzione, apprendimento e gli effetti di dall’alimentazione.
rinforzo delle droghe. La tirosina riceve un gruppo
idrossile (OH- un atomo di ossigeno
I più importanti sistemi dopaminergici sono: e uno di idrogeno) e diventa L-
- sistema nigrostriale: corpi cellulari DOPA.
localizzati nella substantia nigra; L’enzima che aggiunge OH si chiama
- sistema mesolimbico: area tegmentale tirosina idrossilasi.
ventrale, gli assoni proiettano in molte parti Dopo L-DOPA perde un gruppo
del sistema limbico tra cui il nucleo carbossilico (COOH - un atomo di
accumbes, che ha un ruolo importante negli Carbonio, due di ossigeno e uno di
effetti rinforzanti (gratificanti) di alcune idrogeno), attraverso l’attività
categorie di stimoli, come le droghe; dell’enzima DOPA decarbossilasi, e
- sistema mesocorticale: area tegmentale diventa dopamina.
ventrale, gli assoni proiettano alla corteccia
frontale ed hanno un effetto eccitatorio. La produzione di catecolamine è
Influenzano funzioni come la formazione di regolata da un enzima chiamato
memoria a breve termine, pianificazione, monoaminoossidasi MAO, che
preparazione di strategie, risoluzione di distrugge la quantità in eccesso di
problemi. neurotrasmettitore.
Le MAO si trovano anche nel sangue
La degenerazione dei neuroni dove disattivano le amine presenti
dopaminergici che connettono substantia in cibi come cioccolata, formaggio,
nigra -> nucleo caudato, causa il morbo di impedendo pericolosi aumenti della
Parkinson.3 pressione sanguigna (il cosiddetto
cheese effect).
3
Disturbo del movimento caratterizzato da tremori, rigidità degli arti, scarso equilibrio, difficoltà a iniziare i movimenti. I corpi
cellulari di questi neuroni sono localizzati nella substantia nigra, chiamata così per il colore nero datogli dalla melanina prodotta dalla
rottura della dopamina. Il danno cerebrale causato dal morbo è stato scoperto dopo aver trovato in una persona deceduta affetta da
questo disturbo, la substantia nigra di colore bianco.
I recettori della dopamina identificati sono
tutti metabotropici, i più comuni sono:
- D1: esclusivamente post-sinaptici;
aumenta la produzione del secondo
messaggero AMP ciclico.
- D2: sia presinaptici che postsinaptici;
riduce la produzione del secondo
messaggero AMP ciclico.
Nome del farmaco Effetti del farmaco
L-DOPA Facilita la sintesi di DA - AGOnista.
Somministrato per il morbo L’aumentata sintesi di DA causa un maggior rilascio del
di Parkinson. neurotrasmettitore per cui i sintomi dei pz sono alleviati.
AMPT Blocca l’attività della tirosina idrossilasi inibendo la sintesi di DA -
ANTagonista.
Reserpina Impedisce l’immagazzinamento delle monoamine nelle vescicole
sinaptiche - ANTagonista
Apomorfina - a basse dosi blocca gli autorecettori della DA- ANT.
- a dosi elevate blocca i recettori postsinaptici- AGO diretto.
Cocaina - metilfenidato Bloccano la ricaptazione di DA - AGO.
Anfetamina Stimola il rilascio di DA - AGO
Deprenil Blocca la MAO, impedendo la distruzione della dopamina, per cui viene
rilasciata in quantità maggiore - AGOnista.
Clorpromazina Blocca i recettori D2 - ANTagonista.
Clozapina Blocca i recettori D4 - ANTagonista.
4
Noradrenalina e norepinefrina sono sinonimi, così come adrenalina ed epinefrina; quest’ultima è un ormone secreto dalla midollare
surrenale, agisce da neurotrasmettitore anche nel cervello.
lenta depolarizzazione (eccitazione), i secondi
inducono una lenta iperpolarizzazione.
Tutti e 4 tipi di recettori si trovano anche nei vari
organi del corpo. Nel cervello tutti gli autorecettori
sono di tipo α2.
5
è stato visto che gli antagonisti di 5-HT3 sono utili nel trattamento degli effetti collateralidi chemioterapia e
radioterapia.
visive.
MDMA Stimola il rilascio di 5-HT - AGOnista, anche per la NE.
Produce effetti eccitatori ed allucinogeni.
I recettori istaminergici:
- H1 -> responsabili del prurito e della costrizione;
- H2 -> stimolano la secrezione gastrica e implicato
nelle reazioni immunitarie.
- H3 -> fungono da autorecettori sui bottoni
terminali dei neuroni istaminergici.
- H4 -> implicato nelle reazioni immunitarie.
Nome del Effetti del farmaco
farmaco
Difenidramina Blocca i recettori H1 - ANTagonista.
Cimetidina Blocca i recettori H2 - ANTagonista.
Ciproxifan Blocca gli autorecettori H3 - AGOnista.
Aminoacidi
Alcuni neuroni secernono aminoacidi semplici come neurotrasmettitori. Poichè sono usati da tutte le
cellule del cervello per la sintesi delle proteine, è difficile provare che un particolare aminoacido è un
neurotrasmettitore. Gli studiosi pensano che nel SNC ci siano almeno otto aminoacidi che possono
funzionare da neurotrasmettitori. I più comuni sono:
Glutammato - Acido Gamma amminobutirico (GABA) - Glicina.
Glutammato (acido Principale neurotrasmettitore eccitatorio nel cervello e nel midollo spinale.
glutammico)
Sono stati scoperti 4 tipi di recettori, che prendono il nome dei ligandi
artificiali:
- recettore NMDA: ionotropico;
- recettore cainato: ionotropico;
- recettore AMPA: ionotropico;
- recettore metabotropico del glutammato.
Il glutammato da solo non può aprire il canale calcio, poichè una molecola di
glicina deve attaccarsi al sito di legame della glicina per l’apertura del canale
ionico.
Un ulteriore requisito per l’apertura del canale del calcio è che uno ione
magnesio non sia attaccato al sito di legame del magnesio. Normalmente
quando la membrana postsinaptica è al potenziale di riposo, uno ione
magnesio è attratto dal sito di legame del magnesio e blocca il canale calcio.
Se una molecola di glutammato si attacca al suo sito di legame, il canale si
allarga, ma lo ione magnesio lo blocca ancora impedendo al Ca di entrare. Se
la membrana postsinaptica è parzialmente depolarizzata lo ione Mg è
respinto dal suo sito di legame; il recettore NMDA si apre solo se è presente
il glutammato e la membrana postsinaptica è depolarizzata.
Nome del farmaco Effetto del farmaco
PCP - fenilciclidina Si lega al sito di legame della PCP del recettore NMDA, impedendo agli ioni
calcio di passare attraverso il canale ionico - ANTagonista indiretto.
Alcol ANTagonista diretto dei recettori NMDA
AMPA Stimola il recettore AMPA - AGOnista
NMDA Stimola il recettore NMDA - Agonista
Acido cainico Stimola il recettore cainato - AGOnista
AP5 Blocca il recettore NMDA - ANTagonista
Lipidi
Varie sostanze derivate dai lipidi sono in grado di trasmettere messaggi all’interno della cellula stessa o
tra più cellule.
Endocannabinoidi Ligandi naturali dei recettori responsabili degli effetti fisiologici del
(sostanze endogene simili principio attivo della marijuana.
alla cannabis)
Sono stati scoperti due tipi di recettori, entrambi metabotropici:
- CB1: si trovano specialmente nella corteccia prefrontale, corteccia
cingolata anteriore, gangli della base, cervelletto, ipotalamo e ippocampo.
Nel tronco dell’encefalo se ne trovano in basse quantità e questo spiega la
bassa tossicità del THC.
Questi recettori si trovano sui bottoni terminali dei neuroni
glutammatergici, GABAergici, acetilcolinergici, noradrenergici,
dopaminergici e serotoninergici, dove agiscono da eterocettori presinaptici
e regolano il rilascio di neurotrasmettitore.
- CB2: si trovano specialmente nelle cellule del sistema immunitario
Nome del farmaco Effetti del farmaco
THC Stimola i recettori cannabinoidi CB1 - AGOnista.
(tetraidrocannabinolo) Stimola analgesia e sedazione, stimola l’appetito, riduce la nausea indotta
dai chemioterapici, allevia gli attacchi d’asma, diminuisce la pressione
all’interno degli occhi nei pazienti con glaucoma e riduce i sintomi di alcuni
disturbi motori.
Interferisce con i processi di concentrazionee memoria, altera la percezione
visiva e acustica, distorce la percezione del tempo.
La compromissione della memoria a breve termine che si associa al
consumo di marijuana sembra essere causata dall’azione del THC sui
recettori CB1 dell’ippocampo.
Rimonabant Blocca i recettori CB1 - ANTagonista.
Paracetamolo (o Attiva i recettori CB1, riducendo la sensazione di dolore. Poichè la sostanza
acetaminofene) non è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica, non produce
effetti simili a quelli della THC - AGOnista.
Anandamide Sostanza simile ai lipidi. Primo ligando naturale per il recettore della THC.
Sembra essere sintetizzato su richiesta: prodotto e rilasciato in base alla
necessità e non è immagazzinato nelle vescicole sinaptiche.
È disattivato da un enzima, il FAAH
Nome del farmaco Effetti del farmaco
MAFP Inibisce l’enzima FAAH - AGOnista
AM1172 Blocca la ricaptazione di anandamide - AGOnista.
Nucleosidi
Composto che consiste di una molecola di zucchero legata con una base purinica o pirimidinica
Adenosina Combinazione di ribosio e adenina, serve da neuromodulatore nel cervello.
Viene rilasciata quando le cellule stanno esaurendo il combustibile o
l’ossigeno; il rilascio attiva i recettori sui vasi sanguigni vicini e ne causa la
dilatazione, aumentando il flusso di sangue e aiutando il trasporto di maggiori
quantità delle sostanze necessarie in quella regione.
Si comporta anche na neuromodulatore agendo su tre tipi di recettore. I
recettori dell’adenosina sono accoppiati alle proteine G e loro effetto è quello
di aprire i canali del potassio, producendo potenziali post-sinaptici inibitori.
Generalmente hanno effetti sul comportamento
Nome del farmaco effetti del farmaco
Caffeina Blocca i recettori dell’adenosina - ANTagonista.
Alcaloide contenuto nel caffè, grani di cacao e altre piante che produce effetti
eccitatori.
Gas solubili
I neuroni usano almeno due gas solubili semplici: l’ossido di azoto NO; monossido di carbonio.
Ossido di azoto NO È usato come messaggero in molte parti del corpo: controllo dei muscoli delle
pareti intestinali, stimola i cambiamenti dei vasi sanguigni che producono
l’erezione del pene.
È prodotto in molte regioni della cellula nervosa - inclusi dendriti - ed è
rilasciato subito dopo la sua sintesi. Non attiva i recettori legati alla
membrana ma entra nelle cellule vicine, dove attiva un enzima responsabile
della produzione di un secondo messaggero, il GMP ciclico.
Il NO è prodotto dall’arginina (aminoacido) per mezzo dell’attivazione di un
enzima noto come ossido di azoto sintetasi.
Nome del farmaco Effetti del farmaco
L-NAME Inattiva l’enzima ossido di azoto sintetasi, inibendo la sintesi di NO -
ANTagonista.
Sildenafil - viagra Inibisce la distruzione del GMP ciclico - AGOnista.
Usato nel trattamento della disfunzione erettile.
CAP. 5 METODI E STRATEGIE DI RICERCA
1. ABLAZIONE SPERIMENTALE
Uno dei più importanti metodi di ricerca utilizzati nello studio delle funzioni cerebrali prevede
la distruzione di una parte del cervello e la valutazione del successivo comportamento
dell’animale.
-> Lesioni eccitotossiche. Un metodo più selettivo implica l’uso di un aminoacido eccitatorio
come l’acido cainico, che stimola i neuroni fino a ucciderli.
-> Lesioni simulate. Quando si producono lesioni sottocorticali con i metodi precedenti, si
causa sempre un danno cerebrale addizionale. Il passaggio dell’elettrodo o della cannula fino
alla zona di interesse produce inevitabilmente un piccolo danno prima di arrivare al punto
esatto => non è possibile limitarsi semplicemente al confronto del comportamento degli
animali cerebrolesi con il gruppo di controllo poichè il danno incidentale potrebbe spiegare
alcuni dei deficit comportamentali osservati. Per ovviare il problema è possibile operare un
gruppo di animali per produrre lesioni simulate: si duplicano tutti i passi necessari a produrre
la lesione, eccetto accendere il dispositivo di radio frequenza o iniziare l’infusione. Gli animali
sottoposti a questo trattamento costituiscono il gruppo di controllo.
->Coniugazione della saporina (proteina tossica), con anticorpi che si legano a particolari
proteine rilevate solo su certi tipi di neuroni cerebrali. Gli anticorpi identificano queste
proteine e la saporina uccide le cellule a cui sono attaccate le proteine in questione.
-> Per produrre lesioni temporanee si inietta un anestetico locale o di un farmaco detto
muscimolo nell’area di interesse. Questo blocca i potenziali di azione degli assoni di quella
regione, producendo una lesione temporanea.
1
Corrente alternata a frequenza molto elevata.
CHIRURGIA STEREOTASSICA
Stereotassi = “disposizione dei solidi”, indica la capacità di localizzare gli oggetti nello spazio.
L’apparato stereotassico è costituito da:
- fermatesta -> fissa in posizione standard il cranio dell’animale;
- reggielettrodo -> sposta l’elettrodo o la cannula nelle tre dimensioni spaziali;
Per eseguire un simile intervento è necessario prima studiare l’atlante stereotassico -> contiene
foto o disegni che corrispondono alle sezioni frontali prese a varie distanze dal bregma: punto di
intersezione tra la sutura (giunture formate dalle ossa del cranio) sagittale e quella coronale del
cranio, viene utilizzato come punto di riferimento per la chirurgia stereotassica.
Ogni pagina è contrassegnata in base alla distanza della sezione anteriormente o posteriormente al
bregma.
L’apparato stereotassico -> permette al chirurgo di posizionare un elettrodo o una cannula su un
sito specifico del cervello. Un meccanismo calibrato muove il reggielettrodo secondo distanze
misurate lungo i tre assi: (1) anteriore-posteriore; (2) dorsale-ventrale; (3) laterale-mediale.
Una volta trovate le coordinate, si anestetizza l’animale, si posiziona l’apparato e si incide lo scalpo.
Dopo la localizzazione del bregma, si riportano i numeri appropriati sull’apparato stereotassico, si
perfora il cranio con il trapano e si inserisce il reggielettrodo.
Esistono anche apparati stereotassici da utilizzare sull’uomo.
METODI ISTOLOGICI
Procedure per fissa, sezionare, colorare ed esaminare il cervello.
Dopo la produzione di una lesione cerebrale e l’osservazione dei suoi effetti comportamentali, è
necessario sezionare e colore il tessuto cerebrale in modo da esaminarlo al microscopio e verificare
l’effettiva localizzazione della lesione.
1. Fissazione e sezione -> per studiare il tessuto nella forma che aveva prima della morte
dell’organismo, bisogna distruggere gli enzimi autolitici, che altrimenti trasformano il tessuto in
poltiglia; è necessario inoltre prevenire la decomposizione tessutale da parte di batteri e muffe. Questi
obiettivi possono essere raggiunti immergendo il tessuto nervoso in un bagno fissatore: quello più
comunemente usato è la formalina.
Prima della fissazione il tessuto viene sottoposto a perfusione: rimozione del sangue, che viene
sostituito con una soluzione fisiologica.
Quindi si rimuove il cervello dal cranio e si immerge in un contenitore pieno di fissatore -> dopo viene
sezionato finemente e vengono colorate le varie strutture cellulari per evidenziare i dettagli anatomici.
La sezione si effettua con un microtomo.
2. Colorazione -> i coloranti più utilizzati sono:
-blu di metilene, in grado di evidenziare selettivamente i corpi cellulari dal tessuto cerebrale: il
materiale che assorbe il colorante è conosciuto come sostanza di Nissl (consiste di DNA, RNA e proteine
associate);
- cresil violetto.
NB: i coloranti non sono selettivi per i corpi cellulari neurali: colorano tutte le cellule allo stesso modo,
siano esse neuroni o glia.
3. Esame al microscopio elettronico ->
- a trasmissione: per visualizzare particelle anatomiche estremamente piccole. Fa passare un fascio
focalizzato di elettroni, che proietta un’ombra del tessuto su uno schermo fluorescente.
- a scansione: permette un migliore ingrandimento e fornisce immagini tridimensionali, eseguendo la
scansione con un sottile fascio di elettroni.
4. Microscopia confocale a scansione laser -> fornisce immagini ad alta risoluzione di varie
profondità di sezioni tessutali spesse che contengono molecole fluorescenti eseguendo la loro
scansione con la luce di un raggio laser.
TRACCIAMENTO DELLE CONNESSIONI NEURALI
1. Tracciamento degli assoni Efferenti
A. Metodo di marcatura anterograda: metodo istologico. Impiegano sostanze chimiche assorbite dai
dendriti o dai corpi cellulari sono trasportate attraverso gli assoni verso i bottoni terminali. Ad. Es
per scoprire le destinazioni degli assoni efferenti gli scienziati hanno iniettato una piccola quantità
di PHA-L (proteina del fagiolo) nel nucleo -> le molecole di PHA-L riempiono entro pochi giorni le
cellule.
B. Metodi immunocitochimici: Metodo istologico. Sfruttano la reazione e quindi gli anticorpi, che
reagiscono gli antigeni (proteine o peptidi come quelle presenti sulla superficie di batteri o virus). le
molecole anticorpali vengono attaccate a vari tipi di colorante: sezioni di tessuto vengono immerse
in soluzioni che contengono molecole di anticorpi/coloranti, che si attaccano al corrispondete
antigene, visualizzabile poi attraverso il microscopio.
- Risonanza magnetica con tensore di diffusione DTI -> utilizza uno scanner di RM modificato
per visualizzare i fasci di assoni mielinizzati.
1. Registrazioni con microelettrodi -> si usano per registrare l’attività elettrica di singoli
neuroni (registrazione di unità singole) in quanto hanno una punta estremamente sottile. Gli
elettrodi vengono impiantati tramite chirurgia stereotassica e il segnale viene amplificato
tramite amplificatori. I microelettrodi di metallo possono essere impiantati in modo
permanente per registrare l’attività neurale dell’animale in movimento.
2. Registrazione con macroelettrodi -> per registrare l’attività elettrica di regioni cerebrali.
Nell’uomo sono solitamente montati sullo scalpo con una speciale pasta adesiva e connessi a
un poligrafo, al fine di scoprire l’origine di un’attività elettrica anormale. Il poligrafo è un
meccanismo che muove una lunga striscia di carta sotto una serie di pennini che si muovono
avanti e indietro in risposta al segnale elettrico inviato dagli amplificatori. Queste registrazioni
sono chiamate elettroencefalogramma EEG.
4. Autoradiografia -> i segnali elettrici non indicano solo l’attività neurale: se questa aumenta
in una particolare regione del cervello, aumenta anche la velocità metabolica di tale regione.
L’aumento del metabolismo può essere misurato iniettando 2-deossiglucosio 2-DG radioattivo
nel flusso sanguigno dell’animale. Dato che questo composto somiglia al glucosio viene
assorbito dalle cellule: quelle più attive ne assorbiranno di più. Le sezioni cerebrali sui vetrini
vengono rivestiti con emulsione fotografica in una camera oscura e diverse settimane dopo di
sviluppano i vetrini con il loro rivestimento di emulsione -> le regioni più attive del cervello
saranno quelle più radioattive e si evidenziano come macchie scure nell’emulsione sviluppata.
5. Un altro metodo per registrare l’attività metabolica di regioni cerebrali, sfrutta il fatto che
quando i neuroni sono attivati, particolari geni presenti all’interno del nucleo si attivano a loro
volta producendo proteine; una di queste è la proteina Fos, colorandola è possibile identificare
i neuroni recentemente stimolati.
6. Tomografia ad emissione di positroni PET -> si inietta nel pz il 2-DG radioattivo -> si
posiziona la testa del pz in una macchina simile a quella della TAC. Quando le molecole di 2-DG
si scindono emettono particelle chiamate positroni che si accoppiano agli elettroni nelle
vicinanze. Queste particelle emettono due fotoni che viaggiano in direzione diametralmente
opposta: i sensori sistemati attorno alla testa rilevano al presenza di questi fotoni e lo scanner
localizza le aree da cui sono emessi.
Svantaggi: (1) per ragioni di sicurezza le sostanze radioattive hanno un’emivita molto breve
per cui perdono la loro radioattività molto velocemente; (2) le immagini hanno risoluzione
relativamente scarsa.
7. Risonanza magnetica funzionale RMf -> modificazione della procedura RM che permette
la misurazione del metabolismo regionale cerebrale. Ha la migliore risoluzione.
9. Metodi optogenetici -> utilizzati per stimolare o inibire vari tipi di neuroni. In molti
organismi si sono evolute proteine fotosensibili, questo metodo usa un virus geneticamente
modificato per inserire canali ionici fotosensibili nella membrana di particolari neuroni
cerebrali -> può indurre depolarizzazione o iperpolarizzazione dei neuroni, quando si applica
una luce di lunghezza d’onda appropriata.
10. Stimolazione magnetica transcranica TMS -> stimola i neuroni nella corteccia cerebrale
umana per mezzo di campi magnetici prodotti dal passaggio di impulsi elettrici attraverso una
bobina di fili, posizionata in prossimità del cranio. Interferisce con le funzioni della regione
cerebrale stimolata.
3. METODI NEUROCHIMICI
Se siamo interessati alla localizzazione di neuroni che possiedono particolari tipi di recettori o
producono determinati tipi di neurotrasmettitori o neuromodulatori.
1. Studi sui gemelli -> metodo per stimare l’influenza dell’ereditarietà su un tratto particolare
=> si confronta la percentuale di concordanza relativa al tratto in questione in coppie di gemelli
monozigoti (identici) e dizigoti (somiglianza genetica pari al 50%). Se ad. Es la diagnosi di un
disturbo mentale riguarda entrambi i gemelli, questi si definiscono concordanti; se la diagnosi
riguarda solo un gemello si definiscono discordanti. Quindi se un disturbo ha una base genetica,
la percentuale di gemelli monozigoti concordanti per la diagnosi deve risultare più elevata di
quella die gemelli dizigoti.
Questi studi hanno rilevato che molte caratteristiche individuali inclusi i tratti di personalità,
prevalenza di obesità, incidenza di alcolismo e un ampia varietà di disturbi mentali, sono
influenzate da fattori genetici.
2. Studi sull’adozione -> confrontare le persone adottate in età precoce con i loro genitori
biologici e adottivi: se i soggetti oggetto di studio somigliano fortemente ai loro genitori
biologici, concludiamo che il tratto in questione è probabilmente influenzato da fattori genetici;
se al contrario, il tratto in questione è influenzato da fattori ambientali.
3. Studi sul genoma2 -> tentano di determinare la localizzazione di geni responsabili di vari
tratti fisici e comportamentali.
Gli studi di associazione genetica permettono di comparare il genoma o porzioni di esso, di
diversi individui, per determinare se le differenza del genoma individuale sono correlate con la
presenza o assenza di malattie (o altri tratti).
4. Mutazioni mirate -> consistono in geni mutati prodotti in laboratorio e inseriti nei
cromosomi di topo, che non è in grado di sintetizzare una proteina funzionale. Il bersaglio della
mutazione può essere un enzima che controlla una particolare reazione chimica o una proteina.
Si possono anche produrre mutazioni condizionali: inducono il genoma dell’animale a bloccare
l’espressione di un particolare gene, quando all’animale è somministrata una specifica sostanza.
5. Oligonucleotidi antisenso -> produzione di molecole che bloccano la sintesi delle proteine
codificate da particolari geni. Si introduce questa sequenza modificata di RNA o DNA che si lega
con una specifica molecola di mRNA e le impedisce di sintetizzare la sua proteina.
2
Insieme completo dei geni che costituiscono il DNA di una particolare specie
CAP. 6 LA VISIONE
Le informazioni sull’ambiente vengono ricevute attraverso i recettori sensoriali3: neuroni
specializzati nella rilevazione di una vasta gamma di eventi fisici.
Gli stimoli arrivano ai recettori e alterano il loro potenziale di membrana: un processo
chiamato trasduzione sensoriale -> poichè gli eventi sensoriali sono trasdotti (trasformati) in
modificazioni del potenziale di membrana della cellula. Tali cambiamenti elettrici sono
chiamati potenziali di recettore.
La maggior parte dei recettori sensoriali è priva di assoni: una porzione della membrana del
corpo cellulare forma sinapsi con i dendriti di altri neuroni. I potenziali di recettore
influenzano il rilascio di neurotrasmettitori modificando così la frequenza di scarica dei
neuroni con cui stabiliscono sinapsi -> alla fine l’info raggiunge il cervello.
LO STIMOLO
I nostri occhi captano la presenza della luce: una ristretta banda dello spettro delle radiazioni
elettromagnetiche. Il colore della luce che percepiamo è determinato da tre dimensioni:
3
Da non confondere con i recettori dei neurotrasmettitori , neuromodulatori e ormoni, che sono proteine specializzate a cui si
agganciano le molecole. In questo capitolo invece si fa riferimento a neuroni specializzati.
La regione centrale della retina è la fovea: consente la visione più precisa e acuta, contiene solo
i coni.
Un’altra sezione della retina è il disco ottico: punto dove gli assoni che veicolano l’info visiva si
raccolgono per uscire dall’occhio e formare il nervo ottico. Il disco ottico produce una macchia
cieca, poichè in esso non vi è alcun fotorecettore.
I fotorecettori si trovano sul fondo della retina e formano sinapsi con le cellule bipolari:
neurone bipolare che si trova nello stato intermedio della retina e che mette in comunicazione i
fotorecettori con le cellule gangliari, i cui assoni decorrono lungo il nervo ottico.
La retina contiene anche:
-cellule orizzontali: connettono i fotorecettori con i processi più esterni delle cellule bipolari;
- cellule amacrine: connettono i fotorecettori con i processi più interni delle cellule bipolari.
Approssimativamente la retina contiene 55 tipi diversi di neuroni.
FOTORECETTORI
Ogni fotorecettore è costituito da un segmento esterno, connesso per mezzo di un ciglio a un
segmento interno, che contiene il nucleo.
Il segmento esterno contiene diverse centinaia di lamelle: sottili strati di membrana
contenente i fotopigmenti -> molecole che consistono di due parti:
1. Retinale: un lipide.
Opsina: una proteina; ne esistono diverse varietà -> nei bastoncelli umani la rodopsina, se
esposta alla luce si scinde nei suoi due costituenti - rodopsina e retinale - e quando ciò avviene
la rodopsina perde il suo colore rosato e diventa giallo pallido-> perciò diciamo che la lice
decolora il fotopigmento. Quando la luce colpisce un fotorecettore produce iperpolarizzazione,
di conseguenza il fotorecettore rilascia meno neurotrasmettitore. Poichè il neurotrasmettitore
(glutammato) normalmente iperpolarizza la membrana della cellula bipolare, la riduzione del
rilascio provoca la depolarizzazione della cellula bipolare. In altre parole la luce iperpolarizza il
fotorecettore e depolarizza la cellula bipolare -> questa depolarizzazione fa si che la cellula
bipolare rilasci maggiore quantità di neurotrasmettitore, che depolarizza la membrana della
cellula gangliare eccitandola.
-> Dal NGL gli assoni viaggiano attraverso la via nervosa chiamata radiazione ottica verso la
corteccia visiva primaria (circonda la scissura calcarina, nel lobo occipitale posteriore mediale).
La corteccia visiva primaria è spesso chiamata corteccia striata.
I nervi ottici si uniscono insieme alla base del cervello, formando una struttura a forma di X
chiamata chiasma ottico: in questo punto gli assoni delle cellule gangliari che innervano le
emiretine nasali (le due metà interne della retina) si incrociano e procedono verso il NGL del
lato opposto del cervello.
Gli assoni provenienti dalle emiretine temporali (le altre due metà della retina) rimangono
nello stesso lato del cervello.
Il cristallino capovolge l’immagine del mondo proiettata sulla retina -> ciascun emisfero riceve
info riguardanti la metà controlaterale della scena visiva (l’emisfero DX riceve info riguardanti
la metà SX del campo visivo e viceversa)4.
LA DISPARITÀ RETINICA
I neuroni della corteccia striata sono perlopiù binoculari: rispondono alla stimolazione visiva di
entrambi gli occhi. Molte di queste cellule mostrano pattern di risposta che contribuiscono alla
percezione della profondità. Nella maggior parte dei casi queste cellule rispondono più
vigorosamente quando ciascun occhio vede uno stimolo da una prospettiva leggermente
diversa -> ovvero i neuroni rispondono alla disparità retinica: porzioni di un oggetto posto a
varie distanze dall’osservatore, cadranno su punti leggermente diversi delle due retine; ciò
costituisce la base della stereopsi o visione stereoscopica -> ciascun occhio vede una scena
tridimensionale da prospettive leggermente diverse.
IL COLORE
L’info proveniente dalle cellule gangliari viene trasmessa - nella corteccia striata - a speciali
gruppi di cellule inclusi nei blob di citocromo ossidasi CO: regione centrale di un modulo
della corteccia visiva primaria (rivelata da una colorazione sensibile alla citocromo ossidasi)
che contiene neuroni sensibili alle lunghezze d’onda; fa parte del sistema parvicellulare, che
riceve info solo dai coni rossi e verdi (quelli blu sono trasmessi al sistema coniocellulare).
Alcuni assoni proiettano direttamente dall’area V1 a V5 (nota anche come area MT) impegnata
nell’analisi del movimento.
Agnosia visiva: incapacità di percepire o identificare uno stimolo presentato in una certa
modalità sensoriale, in assenza di cecità. È causata dal danneggiamento di parti della corteccia
visiva associativa che contribuiscono alla via ventrale.
Un comune sintomo è la prosopagnosia: incapacità di riconoscere i volti di certe persone. Il pz
riesce a riconoscere che sta guardando un volto, ma non è in grado di dire a chi appartiene. I
circuiti specializzati nel riconoscimento dei volti si trovano nell’area fusiforme della faccia
FFA-> regione localizzata nel giro fusiforme, alla base della corteccia temporale inferiore.
Alcune persone soffrono di prosopagnosia congenita: incapacità di riconoscere volti in assenza
di un ovvio danneggiamento della FFA. Studi hanno mostrato che questi soggetti presentano un
giro fusiforme anteriore più piccolo del normale e una quantità minore di connessioni cerebrali
all’interno della corteccia occipitotemporale.
Un’altra regione della via ventrale, l’area extrastriata del corpo EBA -> è attivata da foto,
sagome o disegni di corpi umani o parti del corpo diverse dai volti.
L’area ippocampale delle place cell PPA è localizzata in una regione della corteccia limbica e
si attiva alla visione di scenari e sfondi.
Percezione del movimento- studi sull’uomo
Studi di imaging funzionale suggeriscono che l’area V5 (MT/MST) - localizzata nella corteccia
occipitale laterale, nella corteccia visiva associativa - contiene neuroni che rispondono al
movimento. Una lesione che include questa area produce acinetopsia: incapacità di percepire
il movimento.
Questa area di attiva quando le persone giudicano in che direzione stanno andando, mentre
osservano il flusso ottico5 su uno schermo.
La corteccia visiva associativa riceve info sui movimenti oculari dal sistema motorio, e info sul
movimento delle immagini retiniche dalla corteccia striata, e determina quali movimenti sono
causati dallo spostamento della testa e degli occhi e quali dai movimenti nell’ambiente. Pazienti
con lesioni all’area extrastriata sono incapaci di compensare i movimenti oculari per cui,
quando si muovono gli occhi, viene percepito un movimento nell’ambiente.
5
Il flusso ottico (optical flow) è una modalità di percezione visiva del movimento degli oggetti in relazione al soggetto, che deve venire elaborata a livello corticale
comparando diversi parametri come la velocità, l'intensità di luce, la posizione del corpo, della testa, dei movimenti oculari.
CAP. 7 UDITO, SENSI CORPOREI E SENSI CHIMICI
IL SISTEMA UDITIVO
Siamo in grado di sentire i suoni prodotti da oggetti che vibrano e inducono un movimento
delle molecole di aria: se la vibrazione è compresa tra 30 e 20.000 unità al secondo, le onde
stimoleranno le cellule recettive delle orecchie.
-> Le onde sonore producono un movimento congiunto della membrana basiliare e tettoria, che
flette le stereociglia delle cellule ciliate -> tale flessione produce i potenziali recettoriali.
-> Dalla coclea -> gli assoni entrano nel nucleo cocleare del bulbo -> gli assoni si dirigono
attraverso un fascio di fibre detto lemnisco laterale, situato nel mesencefalo dorsale -> da qui
i neuroni inviano gli assoni al corpo genicolato laterale del talamo -> che proietta alla corteccia
uditiva del lobo temporale.
Ogni emisfero riceve info da entrambe le orecchie, ma soprattutto dalle vie controlaterali.
L’info uditiva è ritrasmessa al cervelletto e alla formazione reticolare.
Rappresentazione tonotopica-> mappa topografica delle diverse freq. Dei suoni
rappresentate in una particolare area del cervello.
-> La corteccia uditiva primaria si trova sul bordo alto della scissura laterale ed è costituita da
sottoregioni:
Regione della Primo livello della corteccia uditiva associativa, circonda la corteccia uditiva
cintura primaria.
Riceve info sia dalla corteccia uditiva primaria che dal corpo genicolato mediale.
Regione della Secondo livello della corteccia uditiva associativa, circonda il primo.
paracintura Riceve info dall’area belt e dalle zone del nucleo genicolato mediale.
-> Percezione del timbro: quando la membrana basilare è stimolata da un suono, parti
diverse rispondono ad ognuna delle sfumature del suono -> tali risposte producono un pattern
unici di scarica neurale.
-> Percezione dei suoni complessi: il riconoscimento dei suoni complessi richiede che il
ritmo di variazione delle componenti dei suoni sia preservato per tutto il tragitto fino alla
corteccia uditiva. I neuroni che trasportano l’info hanno appositi canali voltaggio dipendenti a
bassa soglia che producono potenziali d’azione molto brevi. I loro bottoni sinaptici sono larghi
e rilasciano un gran quantitativo di glutammato, mentre la membrana postsinaptica ha canali
ionici neurotrasmettitore dipendenti che agiscono in modo insolitamente rapido; quindi tali
sinapsi producono PPSE molto forti.
La corteccia uditiva associativa è organizzata in due vie:
1. Anteriore: dalla regione anteriore della paracintura -> analisi dei suoni complessi;
2. Posteriore: dalla regione posteriore della paracintura-> localizzazione dei suoni.
->Percezione della musica: forma speciale di percezione uditiva. La percezione delle tonalità
attiva regioni del giro temporale superiore, rostralmente e lateralmente alla corteccia uditiva
primaria. Altre regioni situate nell’emisfero destro sono implicate nella percezione del tempo
sottostante la musica e del ritmo.
Amusia-> incapacità di riconoscere o definire le differenze tra armonie, prodotta da fattori
ereditari o lesione cerebrale.
IL SISTEMA VESTIBOLARE
Ha due componenti che rappresentano la seconda e la terza componente del labirinto
dell’orecchio interno.
1. Organo otolitico-> risponde alla forza di gravità e fornisce al cervello le info
sull’orientamento della testa. È formato da due componenti: utricolo e sacculo, ognuno dei
quali contiene un pezzo di tessuto recettivo che contiene cellule ciliate incastrate in una massa
gelatinosa che contiene otoliti: piccoli cristalli di carbonato di calcio. Il peso di questi cristalli
provoca lo spostamento della massa gelatinosa a seconda dei movimenti della testa.
2. Canali semicircolari-> rispondono all’accelerazione angolare - le variazioni della rotazione
della testa, e ai cambiamenti di posizione. Sono costituiti da un canale membranoso che
contiene un liquido detto endolinfa. Un allargamento del canale circolare è detto ampolla e
contiene l’organo, nel quale si trovano i recettori sensoriali-> cellule ciliate simili a quelle della
coclea, le cui stereociglia sono incastrate in una massa gelatinosa detta cupola.
L’endolinfa dei canali si oppone al movimento della testa -> si muove contro la cupola
provocando la sua flessione -> le variazioni dei movimenti della testa si traducono nella
flessione della cupola.
Le funzioni del sistema vestibolare includono l’equilibrio e il mantenimento della testa in
posizione eretta, le modificazioni dei movimenti oculari per compensare quelli del capo:
quest’ultimo meccanismo è detto riflesso oculo-vestibolare.
I nervi vestibolare e cocleare costituiscono due rami dell’ottavo nervo cranico (uditivo).
Il soma degli assoni efferenti sono localizzati nel ganglio vestibolare: nodulo del nervo
vestibolare. La maggior parte degli assoni fa sinapsi nei nuclei vestibolari del bulbo, altri
arrivano direttamente al cervelletto. I neuroni del nucleo vestibolare inviano assoni a
cervelletto, midollo spinale, bulbo e ponte.
IL SISTEMA SOMATOSENSORIALE
Fornisce info su ciò che avviene sulla superficie del corpo e al suo interno attraverso:
- sensi cutanei: includono diverse modalità alle quali ci si riferisce con tatto; rispondono a
diveris tipi di stimoli come pressione, vibrazione, riscaldamento e raffreddamento ed eventi
che causano danni ai tessuti;
- propriocezione: percezione della posizione e della postura del corpo;
- cinestesia: percezione dei movimenti del proprio corpo;
- sensazioni viscerali: modalità sensoriale che scaturisce da recettori localizzati negli organi
interni del corpo.
Il dolore esercita tre diversi effetti percettivi e comportamentali che implicano meccanismi
cerebrali differenti:
Componente sensoriale Pura percezione Midollo spinale -> talamo ventrale ->
dell’intensità dello stimolo cortecce somatosensoriali primaria e
doloroso. secondaria
Conseguenze emotive Spiacevolezza o fastidio. Corteccia cingolata anteriore CAA e
immediate corteccia insulare
Implicazioni emotive a lungo Minaccia al benessere. Corteccia prefrontale.
termine del dolore cronico
Arto fantasma -> forma di sensazione dolorosa che si osserva dopo l’amputazione di un arto:
il soggetto sente come se l’arto ci fosse ancora e descrive sensazioni di dolore.
La sensazione dell’arto fantasma è legata all’organizzazione della corteccia parietale,
responsabile della consapevolezza del corpo: alcuni soggetti nati senza arti esperiscono la
sensazione dell’arto fantasma: ciò suggerisce che il cervello è geneticamente programmato per
fornire sensazioni di tutti e quattro gli arti.
Modificazione endogena della sensibilità al dolore -> diversi stimoli ambientali possono
attivare alcuni circuiti neurali che possono produrre analgesia: la maggior parte di questi
stimoli causa il rilascio di oppioidi endogeni. Le localizzazioni più efficaci sono all’interno della
sostanza grigia periaquedottale e nel midollo rostroventrale.
I neuroni della sostanza grigia periacquedottale -> inviano assoni al nucleo magno del rafe,
localizzato nel bulbo -> da qui i neuroni proiettano nel corno dorsale della sostanza grigia del
midollo spinale; la distruzione di questi assoni elimina l’analgesia indotta da un’iniezione di
morfina.
La sostanza grigia periacquedottale riceve input da-> corteccia prefrontale; amigdala e
ipotalamo che permettono all’apprendimento e alle reazioni emotive di modulare la
responsività di un animale al dolore.
Quando alcune persone assumono un farmaco che credono ridurrà il dolore, ciò induce il
rilascio di oppioidi endogeni che garantisce l’analgesia -> perciò il placebo produce un reale
effetto fisiologico.
Le vie somatosensoriali -> gli assoni somatosensoriali provenienti dalla pelle, dai muscoli o
dagli organi interni entrano nel SNC attraverso i nervi spinali.
-> Quelli localizzati nel volto e nella testa: entrano attraverso il nervo trigemino (V nervo
cranico);
-> gli assoni che trasmettono precisamente le info localizzate come il tatto: ascendono
attraverso le colonne dorsali nella sostanza bianca del midollo spinale -> verso i nuclei bulbari
inferiori -> da li ascendono attraverso il lemnisco mediale -> ai nuclei posteriori ventrali del
talamo.
La corteccia somatosensoriale è organizzata in modo colonnare: in ogni colonna i neuroni
rispondono ad un particolare tipo di stimolo, applicato a una specifica parte del corpo.
Un danno alla corteccia associativa somatosensoriale causa agnosia tattile: incapacità di
riconoscere oggetti comuni tramite il tatto.
IL SISTEMA GUSTATIVO
Ci sono 6 qualità di gusto: amaro, aspro, dolce, salato, umami (sapore del glutammato,
aminoacido presente nelle proteine), grasso.
Lingua, palato e faringe contengono circa 10.000 bottoni gustativi, la maggior parte dei quali
organizzati attorno alle papille-> piccole protuberanze della lingua.
Trasmissione del gusto -> la molecola gustata si lega al recettore e produce cambiamenti
nella permeabilità della membrana, che causano i potenziali recettoriali. Sostanze diverse si
legano con tipi diversi di recettori producendo sensazioni gustative differenti.
Recettori per il salato Sono semplici canali sodio: quando presente nella saliva il sodio
entra nelle cellule gustative e le depolarizza, innescando potenziali
d’azione che inducono il rilascio di neurotrasmettitore da parte delle
cellule
Recettori per l’aspro Rispondono agli ioni idrogeno che attivano un canale ionico a
potenziale di recettore transitorio noto come PKD2L1
Recettori per dolce Percepiti da due famiglie di recettori T1R2 + T1R3
Recettori per l’umami T1R1 + T1R3
Recettori per l’amaro 30 diversi membri della famiglia T2R
Recettori per il grasso Due recettori accoppiati alla proteina G rilevano le molecole di acidi
grassi che si producono quando un enzima, la lipasi linguale, scinde
alcune molecole di grasso nella bocca.
L’info gustativa è ricevuta dal nucleo del tratto solitario (bulbo) dove avviene un relay
(ricambio di cellule recettrici gustative) -> ed è ritrasmessa dal talamo posteromediale
ventrale alla corteccia gustativa primaria (situata alla base della corteccia frontale e nella
corteccia insulare) -> i neuroni in questa regione proiettano alla corteccia gustativa
secondaria (situata nella corteccia orbitofrontale caudolaterale).
-> Oltre agli stimoli gustativi, la corteccia gustativa riceve anche stimoli terminci, meccanici,
viscerali e nocicettivi (dolorosi) che giocano un ruolo nel determinare la gradevolezza del cibo.
-> Le info gustative raggiungono anche l’amigdala, l’ipotalamo, il proencefalo basale adiacente:
la via ipotalamica potrebbe giocare un ruolo bel mediare gli effetti di rinforzo del gusto dolce,
umami e lievemente salato.
IL SISTEMA OLFATTIVO
Il sistema olfattivo è secondo al sistema visivo nel numero di recettori sensoriali (circa 10
milioni di cellule).
Anatomia -> oltre 6 milioni di cellule recettrici olfattive si trovano in due chiazze di membrana
mucosa: l’epitelio olfattivo situato all’apice della cavità nasale.
-> Le cellule recettrici olfattive sono neuroni bipolari i cui corpi si trovano nella mucosa
olfattiva che delinea la lamina cribrosa dell’osso etmoidale (alla base della parte rostrale del
cervello).
-> I recettori inviano processi verso la superficie della mucosa: le molecole odorose si
dissolvono nel muco e stimolano le molecole recettoriali sulle ciglia olfattive. Gli assoni dei
recettori olfattivi passano attraverso le perforazioni della lamina cribrosa nei bulbi olfattivi:
situati alla base del cervello. Qui le cellule recettrici formano sinapsi con i dendriti delle cellule
mitrali, che hanno luogo in arborizzazioni assonali e dendritiche chiamate glomeruli olfattivi.
Gli assoni delle cellule mitrali viaggiano verso il resto del cervello attraverso i tratti olfattivi ->
alcuni di questi terminano in altre regioni del proencefalo ipsilaterale; altri nel bulbo olfattivo
controlaterale.
Gli assoni del tratto olfattivo proiettano direttamente all’amigdala e a due regioni della
corteccia limbica: la corteccia piriforme (olfattiva primaria) e la corteccia entorinale.
L’amigdala -> invia info olfattive all’ipotalamo.
La corteccia entorinale -> invia info all’ippocampo e alla corteccia orbitofrontale (questa
riceve anche info gustative pertanto sembra implicata nel combinare gusto e olfatto).
Le fibre efferenti provenienti da diverse parti del cervello entrano nei bulbi olfattivi portando
input acetilcolinergici, noradrenergici, dopaminergici e serotoninergici.
Come possiamo usare un numero relativamente piccolo di recettori per percepire così
tanti odoranti diversi? Un particolare odorante si lega a più di un recettore. Dato che ogni
glomerulo riceve info da un solo tipo di recettore, odoranti diversi producono pattern diversi di
attività nei glomeruli. Questo significa che il compito di percepire odori differenti è un compito
spaziale.
Il riflesso monosinaptico da stiramento è l’unico riflesso spinale conosciuto che coinvolge una sola
sinapsi; tutti gli altri sono polisinaptici.
I riflessi polisinaptici contengono almeno un interneurone tra il neurone sensitivo e il
motoneurone. I bottoni terminali liberano glicina e quindi generano potenziali post-sinaptici
inibitori sui motoneuroni: es., quando una forte contrazione muscolare minaccia di danneggiare i
muscoli o gli arti, l’incremento della freq di scarica delle fibre afferenti degli organi tendinei del
Golgi produce una stimolazione sugli interneuroni inibitori -> inibiscono i motoneuroni alfa di quei
muscoli.
Corteccia motoria -> si trova nel giro precedentrale, rostralmente al solco centrale.
La corteccia motoria primaria presenta un’organizzazione somatotopica (mappa organizzata
topograficamente delle parti del corpo rappresentate in particolari regioni del cervello).
Corteccia premotoria
Implicata nell’apprendimento e nell’esecuzione di movimenti complessi guidati dalle info
sensoriali arbitrarie, come le istruzioni verbali.
Nell’area premotoria ventrale e nel lobulo parietale inferiore (corteccia parietale posteriore)
risiede un circuito di neuroni specchio che gioca un ruolo importante nell’imitazione,
comprensione e previsione dei movimenti degli altri. Questi vengono attivati anche da suoni che
indicano il verificarsi di un azione familiare.
La maggior parte dei comportamenti di raggiungimento Una regione della corteccia parietale
è controllata dalla via dorsale del sistema visivo -> posteriore, la parte anteriore del solco
implicata nel determinare la localizzazione degli oggetti, temporale è implicata nel controllo dei
e se sono in movimento la loro velocità e direzione. La movimenti della mano e della dita il
connessione tra lobo parietale e frontale gioca un ruolo cui obiettivo è afferrare un oggetto.
nel movimento del raggiungimento.
Una regione della corteccia parietale posteriore mediale
è stata denominata regione parietale del
raggiungimento: si attiva quando le persone stanno per
far indicare o raggiungere una particolare locazione.
Gangli della base -> importante componente del sistema motorio. I nuclei motori dei gangli della
base includono il nucleo caudano, putamen, globo pallido-> coinvolti nel controllo del
movimento volontario. I gangli della base ricevono le loro afferenze da tutte le regioni della
corteccia cerebrale e dalla substantia nigra.
Corteccia motoria primaria, area motoria
supplementare e corteccia premotoria.
Essi hanno due principali proiezioni efferenti
Nuclei motori del tronco dell’encefalo (via
ventromediale)
Corteccia frontale, Inviano assoni Nuclei caudato e Globo pallido
Si connettono
parietale e temporale putamen
Le proiezioni dai neuroni della corteccia motoria, che evocano i movimenti in specifiche parti del
corpo.
Via iperdiretta
Via eccitatoria dalla pre AMS al nucleo subtalamico,
che incrementa l’attività del segmento interno del
globo pallido e sembra giocare un ruolo nella
prevenzione o nel blocco repentino dei movimenti
iniziati dalla via diretta.
MORBO DI PARKINSON
Sintomi: ipocinesia; rigidità muscolare, lentezza nei movimenti, tremore a riposo, instabilità posturale -
> carenza delle risposte automatiche abituali. Soggetti affetti hanno difficoltà ad eseguire compiti in
modo automatico. I movimenti vibratori di braccia e mani diminuiscono ogni volta che il soggetto
compie movimenti intenzionali.
Cause: i movimenti normali richiedono appropriato equilibrio tra la via diretta (eccitatoria) e indiretta
(inibitoria). Il morbo è causato dalla degenerazione dei neuroni dopaminergici della substantia nigra,
che inviano proiezioni ai gangli della base.
Trattamento: somministrazione di L-DOPA, precursore della dopamina -> produce il rilascio di
quantità maggiori di dopamina dai neuroni dopaminergici negrostriatali rimasti integri. Questa
compensazione tuttavia spesso provoca discinesia e distonia, posture e movimenti involontari causati
dall’eccessiva stimolazione dei recettori dopaminergici dei gangli della base.
MORBO DI HUNTINGTON
Sintomi: movimenti incontrollati spasmodici degli arti. Questa malattia è progressiva e può portare alla
morte. Solitamente insorgono tra i 30 e 40 anni ma anche precocemente.
Cause: degenerazione dei nuclei caudato e putamen, specialmente dei loro neuroni GABAergici e
acetilcolinergici. Il primo segno di degenerazione neuronale si manifesta nelle spine dendritiche dei
neuroni inibitori, i cui assoni viaggiano verso il segmento esterno del globo pallido. La perdita
dell’inibizione fornita da questi neuroni GABAergici aumenta l’attività del segmento esterno del globo
pallido inibendo il nucleo subtalamico. Di conseguenza l’attività del segmento interno del globo pallido
diminuisce e si verificano movimenti eccessivi.
Con il procedere della malattia i nuclei caudato e putamen degenerano fino alla scomparsa di tutti i
neuroni.
Il morbo è una malattia ereditaria causata da un gene dominante sul cromosoma 4 (sequenza ripetuta
delle basi che codificano l’aminoacido glutammina fa si che il prodotto del gene, una proteina chiamata
huntingtina contenga un tratto allungati di glutammina, possibile responsabile della malattia in quanto
trovato in persone che manifestano il morbo in età precoce).
Trattamento: ad oggi non esiste trattamento per questa malattia.
Cervelletto
Il cervelletto consta di 50 miliardi di neuroni, consta di due emisferi che contengono diversi nuclei
profondi. Formato da:
Lobo flocculo-nodulare -> coinvolto nel controllo dei riflessi posturali, riceve afferenze dal
sistema vestibolare e invia proiezioni ai nuclei vestibolari.
Verme -> localizzato sulla linea mediana, riceve info uditive e visive dal tetto e le info cutanee e
cinestetiche dal midollo spinale e spedisce -> efferenze al nucleo fastigio: coinvolto nel controllo
del movimento, attraverso il tratto reticolospinale e vestibolo spinale.
Un danno a queste due aree causa disturbi nella postura e nell’equilibrio.
Nuclei interpositi -> insieme di nuclei cerebellari profondi coinvolti nel controllo del sistema
rubrospinale sui movimenti di braccia e gambe.
Nucleo pontino -> nucleo attraverso la quale la corteccia associativa frontale e la corteccia motoria
primaria inviano info sui movimenti pianificati alla zona laterale del cervelletto.
La zona laterale del cervelletto è coinvolta nel controllo dei movimenti degli arti, specialmente in
quelli rapidi e nei compiti motori che richiedono particolare destrezza. Questa zona riceve inoltre
info dal sistema somatosensoriale sulla posizione corrente e la velocità dei movimenti degli arti ->
Nucleo dentato -> coinvolto nel controllo dei movimenti rapidi e dei compiti motori che richiedono
particolare destrezza. Riceve l’info che un movimento è iniziato dalla corteccia motoria primaria, e
invia info al talamo ventrolaterale che la trasferisce alla corteccia motoria primaria. Questa
proiezione permette al cervelletto di modificare i movimenti in corso, iniziati nella corteccia
frontale. Danni alla zona laterale causano debolezza e decomposizione del movimento mentre danni
alla zona intermedia causano deficit nei movimenti controllati dal sistema rubrospinale (rigidità
degli arti sintomo principale).
Danni alla zona laterale della corteccia cerebellare danneggiano la sincronizzazione temporale dei
movimenti ballistici rapidi: si verificano troppo velocemente per essere modificati da meccanismi di
feedback.
Formazione reticolare
Consiste di un gran numero di nuclei localizzati all’interno del bulbo, del ponte e del mesencefalo.
Controlla l’attività del sistema motorio gamma e quindi regola il tono muscolare; è coinvolta nella
locomozione -> la stimolazione della regione locomotoria mesencefalica causa i movimenti
alternati degli arti che avvengono normalmente durante la locomozione.
CAP. 9 IL SONNO E I RITMI BIOLOGICI
Il sonno è un comportamento non caratterizzato dal movimento.
Attività mentale durante il sonno
La velocità del flusso ematico durante il sonno risulta elevata nella:
- corteccia visiva associativa -> riflette le allucinazioni visive che si verificano durante i sogni.
e bassa nella:
- corteccia visiva primaria -> riflette il fatto che gli occhi non stanno ricevendo alcun input visivo
- prefrontale.
I meccanismi cerebrali che si attivano durante i sogni sono gli stessi che si attiverebbero se gli
eventi onirici stessero accadendo davvero; es. Le aree motorie corticali e sottocorticali si attivano
durante i sogni che contengono movimento.
Insonnia familiare fatale -> disturbo ereditario fatale, causa il danneggiamento di porzioni
talamiche correlata all’encefalopatia spongiforme bovina, è caratterizzata da insonnia progressiva. I
primi segnali del disturbo del sonno consistono nella riduzione dei complessi K e dei fusi del sonno;
quando la patologia progredisce il sonno a onde lente scompare del tutto e restano solo brevi episodi
del sonno REM (non accompagnati da paralisi muscolare).
Acetilcolina -> elevati livelli nell’ippocampo e nella neocorteccia sia in stato di veglia che durante
il sonno REM; mentre sono bassi durante il sonno a onde lente.
Norepinefrina -> i neuroni del locus coeruleus LC situato nel ponte dorsale, rilasciano
norepinefrina a livello di: neocorteccia, ippocampo, talamo, corteccia cerebellare, ponte e bulbo. La
velocità di scarica di questo neuroni risulta elevata durante la veglia, bassa durante il sonno a onde
lente e quasi azzerata durante il sonno REM.
Istamina -> neurotrasmettitore sintetizzato dall’aminoacido istidina. I suoi corpi cellulari sono
localizzati nel nucleo tubermammillare (ipotalamo); i loro assoni proiettano alla corteccia
cerebrale, al talamo, ai gangli della base, al proencefalo basale e all’ipotalamo. L’attività di questi
neuroni risulta elevata durante la veglia e ridotta nel corso del sonno a onde lente e REM.
Orexina -> i corpi cellulari sono localizzati nell’ipotalamo laterale e i loro assoni terminano in
quasi ogni parte del cervello; in tutte queste regioni ha un effetto eccitatorio.
-> possiamo comprendere perchè la degenerazione dei neuroni orexingergici causa narcolessia:
senza l’influenza dell’orexina il flip-flop sonno/veglia diventa instabile, ed episodi emotivi come la
rabbia o una risata che attivano l’amigdala, spingono il flip-flop del sonno REM in stato ON –
persino durante la veglia - e il risultato è un attacco di cataplessia.
Orologi biologici
Ritmi circadiani -> modificazione ritmica giornaliera di un comportamento o di un processo
fisiologico. Alcuni di questi consistono in risposte passive alle variazioni di luminosità, mentre altri
sono controllati da meccanismi interni -> orologi biologici. Esiste un orologio biologico che
controlla il sonno e la veglia. Le variazioni giornaliere del livello di luminosità normalmente
mantengono tale orologio regolato sulle 24 ore.
Il principale orologio biologico sembra essere localizzato nel nucleo sovrachiasmatico NSC
dell’ipotalamo -> garantisce il controllo primario dell’alternarsi dei cicli di sonno. Esiste una via
diretta dalla retina al NSC, denominata via retinoipotalamica. La sostanza fotochimica responsabile
responsabile della sincronizzazione dei ritmi circadiani in base al livello ambientale di luce è la
melanopsina, un fotopigmento presente nelle cellule gangliari (neuroni i cui assoni trasmettono
info dagli occhi al resto del cervello). Le cellule gangliari che contengono melanopsina sono
sensibili alla luce e i loro assoni terminano nel NSC e nelle regioni mesencefaliche che controllano
la risposta delle pupille alle modificazioni del livello di illuminazione -> perciò le persone cieche a
causa della perdita di coni e bastoncelli possono mostrare ancora ritmi circadiani normali.
Gli assoni efferenti del NSC terminano nella zona sottoparaventricolare -> invia proiezioni al
nucleo dorsomediale dell’ipotalamo -> connesso con regioni del cervello che hanno un ruolo nel
controllo del sonno e della veglia: APVL e neuroni orexinergici dell’ipotalamo laterale.
Proiezioni all’APVL -> inibiscono il sonno;
proiezioni ai neuroni orexinergici -> eccitatorie, promuovono la veglia.
La scansione temporale degli orologi biologici è assicurata dai singoli neuroni piuttosto che da
circuiti neurali -> ciascun ticchettio, che dura circa 24 ore, consiste nella sintesi e nella scissione di
una serie di proteine in due circuiti interagenti. Quando una delle proteine prodotte dal primo
circuito raggiunge un livello sufficiente, si attiva il secondo circuito, che alla fine inibisce la
produzione delle proteine dei primo, e il ciclo si ripete.
Sindrome di avanzamento di fase del sonno -> anticipo di 4 ore dei ritmi dei cicli di sonno e
temperatura, apparentemente causato dalla mutazione di un gene del cromosoma 2, coinvolto nella
ritmicità dei neuroni del NSC.
Sindrome di ritardo di fase del sonno -> ritardo di 4 ore dei ritmi dei cicli di sonno e
temperatura, apparentemente causato dalla mutazione di un gene del cromosoma 1, coinvolto nella
ritmicità dei neuroni del NSC.
Il controllo dei ritmi stagionali coinvolge anche la ghiandola pineale (sommità del mesencefalo, di
fronte al cervelletto) che secerne la melatonina (ormone). Durante la notte il SNC segnala alla
ghiandola pineale di secernere melatonina (è proprio la secrezione prolungata di questo ormone che
in inverno fa entrare in letargo alcuni animali). La melatonina sembra coinvolta che nella
sincronizzazione dei ritmi circadiani: può agevolare il superamento degli effetti causati dal lavoro a
turni o dal jet lag, e sincronizzare i ritmi giornalieri dei non vedenti.
CAP. 10 IL COMPORTAMENTO RIPRODUTTIVO
I comportamenti riproduttivi, che includono corteggiamento, accoppiamento e cura della prole,
rappresentano el categorie più singolari dei comportamenti sessualmente dismorfici (che
differiscono secondo il genere di appartenenza).
2. Organi riproduttivi interni: in fase precoce dello sviluppo embrionale, gli organi riproduttivi
interni sono bisessuali: durante il terzo mese di gestazione, solo uno degli apparati primordiali si
sviluppa:
Dotti di Muller: apparato primordiale degli organi Dotti di Wolff: apparato primordiale degli organi
riproduttivi interni femminili, da cui originano: riproduttivi interni maschili, da cui originano:
-> fimbrie -> epididimi
-> tube di Falloppio -> vasi deferenti
->utero -> vescicole seminali
-> due terzi della vagina
-> Il genere degli organi riproduttivi interni fetali è determinato dalla presenza assenza degli
ormoni secreti dai testicoli: se questi sono presenti, si sviluppano i dotti di Wolff, in caso contrario
quelli di Muller.
I testicoli secernono due tipi di ormone:
Sostanza inibente o dotti di Muller Androgeni
Ormone peptidico che impedisce lo Stimola lo sviluppo dei dotti di Wolff -> hanno effetto
sviluppo dei dotti di Muller-> ha un mascolinizzante.
effetto defemminilizzante. Due androgeni sono responsabili della mascolinizzazione:
- testosterone-> secreto dai testicoli
- diidrotestosterone-> sintetizzato dal testosterone attraverso
un enzima.
Il fatto che gli organi riproduttivi interni dell’embrione umano siano bisessuali è illustrato da due
disturbi genetici:
Sindrome di insensibilità agli androgeni-> condizione causata dall’assenza congenita di recettori
per gli androgeni funzionanti (il gene per il recettore degli androgeni è situato nel cromosoma X).
Le gonadi di un feto geneticamente XY diventeranno testicoli che secernono sia la sostanza inibente
i dotti di Muller e sia gli androgeni. L’assenza dei recettori per gli androgeni impedisce a questi
ormoni di esercitare il loro effetto mascolinizzante, perciò non si svilupperano gli organi
riproduttivi interni maschili. Ma la sostanza inibente i dotti di Muller produce il suo effetto
defemminilizzante, prevenendo lo sviluppo degli organi riproduttivi interni femminili => i genitali
esterni di questi soggetti sono femminili e si svilupperà un corpo da donna.
Sindrome da persistenza dei dotti di Muller-> condizione causata dall’assenza congenita della
sostanza inibente i dotti di Muller o dei recettori per questo ormone. Nei maschi XY, gli androgeni
esercitano il loro effetto mascolinizzante, ma non si verifica defemminilizzazione => il soggetto
nasce con entrambi gli apparati gli apparati riproduttivi interni.
Per quanto riguarda lo sviluppo sessuale prenatale femminile, un’anomalia cromosomica indica che
le gonadi femminili non sono necessarie allo sviluppo dei dotti di Muller:
Sindrome di Tuner -> soggetti che presentano un unico cromosoma sessuale X => X0 -> dato che
non è presente Y non si svilupperanno i testicoli, e dato che sono necessari due cromosomi X per
produrre le ovaie, non si svilupperanno nemmeno queste.
-> Sebbene questi soggetti non abbiano alcun tipo di gonade, si evolveranno in senso femminile,
con organi riproduttivi interni e genitali esterni femminili normali.
-> ciò prova che i feti non hanno bisogno di ovaie o degli ormoni da esse prodotti per svilupparsi
come femmine.
3. Genitali esterni-> lo sviluppo dei genitali femminili non necessita della stimolazione degli
ormoni sessuali femminili, per cui il genere dei genitali esterni è determinato dalla presenza o
assenza di un androgeno.
MATURAZIONE SESSUALE
La pubertà inizia quando le cellule ipotalamiche cominciano a secernere l’ormone stimolante le
gonadotropine GnRH -> che stimola la produzione e il rilascio di due ormoni gonadotropici da
parte dell’ipofisi anteriore -> che stimolano la produzione ormonale propria delle gonadi.
I due ormoni sono -> l’ormone follicolo-stimolante e l’ormone luteinizzante.
La secrezione di GnRH è sotto il controllo di un peptide: la kisspeptina, prodotta dai neuroni
dell’ipotalamo, essenziale anche per il mantenimento della capacità riproduttiva maschile e
femminile.
In risposta agli ormoni gonadotropici, le gonadi secernono ormoni sessuali steroidei->
Ovaie -> producono estradiolo, appartenente alla classe degli estrogeni;
Testicoli->producono testosterone.
Entrambe le gonadi producono una piccola quantità di ormoni dell’altro sesso.
Orientamento sessuale
I dati hanno scartato precedenti supposizioni secondo cui l’omosessualità abbia basi sociali, ma
indicano una possibile determinazione biologica, almeno parziale ->
sottili differenze nella struttura cerebrale, causate dall’esposizione prenatale a diverse quantità di
androgeni, potrebbero rappresentare una causa biologica di omosessualità.
Alcune prove indicano che androgeni prenatali possono influenzare il comportamento sociale e
l’orientamento sessuale degli esseri umani: nell’iperplasia (formazione eccessiva) surrenale
congenita, le ghiandole surrenali secernono quantità abnormi di androgeni che inizia prima della
nascita, quindi la sindrome causa mascolinizzazione prenatale -> maschi con la sindrome si
sviluppano normalmente, mentre le femmine manifestano gradi variabili di allargamento clitorideo
e fusiole labiale parziale e hanno maggiori probabilità di essere attratte da altre donne->
presumibilmente l’androgenizzazione prenatale è responsabile di questo aumento dell’incidenza
dell’orientamento sessuale mascolinizzato.
Un altro fattore biologico può influenzare l’orientamento sessuale: l’ereditarietà. Studi hanno
dimostrato che la percentuale di gemelli omozigoti concordati per l’omosessualità è superiore a
quella dei gemelli dizigoti.
Femmine
L’estradiolo e il progesterone esercitano i loro effetti sul comportamento sessuale femminile
attivando i neuroni all’interno del nucleo ventromediale dell’ipotalamo -> questi inviano assoni
alla sostanza grigia pericquedottale, implicata nel comportamento sessuale femminile.