GALILEO E IL METODO SCIENTIFICO
Anticamente l’uomo ha cercato di spiegare i fenomeni naturali di cui era testimone imputandoli
all’azione delle divinità, oppure attribuendoli alla stregoneria o alla magia.
Con Galileo Galilei (1564-1642) è stato introdotto il metodo scientifico sperimentale: esso si basa
su una prima osservazione, seguita da un esperimento, sviluppato in maniera controllata, in modo
tale che si possa riprodurre il fenomeno che si vuole studiare. L’esperimento ha lo scopo di capire
se l’ipotesi è giusta o no, l’ ipotesi che ha lo scopo di spiegare i meccanismi alla base di quel
particolare evento.
Nel primo caso si procede con l’esecuzione di un gran numero di esperimenti, in maniera tale
che i risultati acquisiti siano attendibili : i dati raccolti vengono elaborati e successivamente viene
formulata una teoria: quest’ultima viene utilizzata, spesso insieme ad altre teorie, per formulare una
legge. La teoria ipotizza la causa o le cause all’origine di un fenomeno mentre la legge descrive un
fenomeno che avviene con una certa regolarità.
Nel secondo caso l’ipotesi viene modificata e sottoposta a nuovi ESPERIMENTI.
Il metodo scientifico si basa su alcuni presupposti, ad esempio che gli eventi naturali osservati
hanno delle cause precise ed identificabili, che ci sono degli schemi utilizzabili per descrivere
quanto accade in natura, che se un evento si verifica con una certa frequenza alla base c’è la stessa
causa. Galileo Galilei nato a Pisa il 15 febbraio 1564 e morto a Arcetri l’8 gennaio 1642 , è
stato considerato il padre della scienza moderna .
Personaggio chiave della rivoluzione scientifica per aver introdotto il metodo scientifico detto
anche metodo sperimentale il suo nome è associato a importanti contributi in fisica e in astronomia.
Di primaria importanza fu anche il ruolo svolto nella rivoluzione astronomica con il sostegno al
sistema eliocentrico, in base al quale i pianeti ruotano intorno al sole e alla teoria copernicana
I suoi principali contributi al pensiero filosofico derivano dall'introduzione del metodo sperimentale
nell'indagine scientifica grazie a cui la scienza abbandonava, per la prima volta, quella posizione
metafisica ,cioè che sono state raccontate ma non provate, che fino ad allora predominava, per
acquisire una nuova, autonoma prospettiva, sia realistica che empiristica, cioè che non è stata
provate scientificamente – più la categoria della quantità (attraverso la determinazione matematica
delle leggi della natura) che quella della qualità (frutto della passata tradizione indirizzata solo alla
ricerca dell'essenza degli enti) per elaborare ora una descrizione razionale oggettiva della realtà
fenomenica.
Sospettato di eresia , cioè che è di una religione ma non rispetta tutte le sue regole, e accusato di
voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galilei fu processato e
condannato nonché costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura, cioè a dire che quello che aveva detto
non era vero, delle sue concezioni astronomiche e al confino nella propria villa di Arcetri. Solo 359
anni dopo, il 31 ottobre 1992, papa Giovanni Paolo II, riconobbe "gli errori commessi" sulla base
delle conclusioni dei lavori cui pervenne un'apposita commissione di studio da lui istituita nel
1981, riabilitando Galilei.
Dopo il processo del 1633 Galilei scrisse e pubblicò nei Paesi Bassi nel 1638 un grande trattato
scientifico dal titolo Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti
la meccanica e i moti locali grazie al quale lo si considera il padre della scienza moderna. È
organizzato come un dialogo che si svolge in quattro giornate fra i tre medesimi protagonisti del
precedente Dialogo dei massimi sistemi .
Nella prima giornata, Galileo tratta della resistenza dei materiali: la diversa resistenza deve essere
legata alla struttura della particolare materia e Galileo, pur senza pretendere di pervenire a una
spiegazione del problema, affronta l'interpretazione atomistica di Democrito, considerandola
un'ipotesi capace di rendere conto di fenomeni fisici. In particolare, la possibilità dell'esistenza del
vuoto– prevista da Democrito – viene ritenuta una seria ipotesi scientifica e nel vuoto – ossia
nell'inesistenza di un qualunque mezzo in grado di opporre resistenza – Galileo sostiene
giustamente che tutti i corpi «discenderebbero con eguale velocità», in opposizione con la scienza
contemporanea che riteneva l'impossibilità del moto nel vuoto.
Dopo aver trattato dell’ energia statica e della leva nella seconda giornata, nella terza e nella quarta
si occupa della dinamica, stabilendo le leggi del moto uniforme, del moto naturalmente accelerato e
del moto uniformemente accelerato e delle oscillazioni del pendolo
Negli ultimi anni di vita, Galilei intraprende un'affettuosa corrispondenza con Alessandra. La
famiglia di Prato aveva dato nel 1629 una giovane, di nome Sestilia, sorella di Alessandra, per
moglie al figlio di Galilei, Vincenzo
Quando Galilei, nel 1630, ormai sessantaseienne, incontra Alessandra, questa è una donna di 33
anni che si è affinata e ha coltivato la sua intelligenza come dama d'onore della imperatrice
Eleonora Gonzaga presso la corte viennese dove conosce e sposa Giovanni Francesco Buonamici,
un importante diplomatico che diventerà buon amico di Galilei.
Nella corrispondenza Alessandra e Galilei si scambiano numerosi inviti per incontrarsi e Galilei non
manca di elogiare l'intelligenza della donna dato che «sì rare si trovano donne che tanto
sensatamente discorino come ella fa». Con la cecità e l'aggravarsi delle condizioni di salute lo
scienziato fiorentino è costretto talvolta a rifiutare gli inviti «non solo per le molte indisposizioni
che mi tengono oppresso in questa mia gravissima età, ma perché son ritenuto ancora in carcere, per
quelle cause che benissimo son note».
L'ultima lettera mandata ad Alessandra nel 20 dicembre del 1641 di "non volontaria brevità"
precede di poco la morte di Galilei che sopraggiungerà 19 giorni dopo nella notte dell'8
gennaio 1642 ad Arcetri, assistito da Viviani e Torricelli.
Barbara 1 c i .c boer- veronatrento