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GENESI

1.

GENESI

Quando ancora luniverso non aveva Dio inventato, tutto quanto stava immerso nel suo eterno vellutato. Poi dal nulla, allimprovviso, in un lampo, in uno scoppio, con un fertile sorriso venne fuori il finto doppio. Era condensato in Uno, vuoto, informe, annichilito: cielo e terra, nero e bruno in un vortice infinito. Si moveva il Padreterno ai confini dellabisso e mirava nel quaderno quelle pagine di bisso. Disse allora: Procediamo e, nelluniverso in nuce, trasse, come in un ricamo, dalle tenebre la luce. Vide chera cosa buona e le diede nome Giorno, una fulgida corona che splendeva tuttintorno. Quindi il nero tenebrore chiam Notte, la sua amica che davanti al primo albore se nandava via pudica. E cos si fece sera, e poi giunse la mattina: giorno primo, nuova era di quellopera divina.

Dio di nuovo fece motto: Or si faccia una distesa tra le acque sopra e sotto . La seconda grande impresa. Cos apparve un manto azzurro, chiaro, terso, trasparente, lieve, il peso dun sussurro, che da Oriente a Occidente e dal freddo Settentrione sestendeva a mo di volta fino al caldo Meridione, infinita giravolta. Gli fu dato nome Cielo. Poi si fece sera ancora e tra i versi del suo velo sorse loro dellaurora.

G. Musco: Genesi

Disse Dio di l a poco: Si raccolgano le acque sotto i cieli in un sol loco . Fece cenno e dopo tacque. Si form cos lasciutto Terra il nome che fu dato per accogliere il debutto del pregevole creato. Alle acque rimanenti venne dato nome Mare con i flutti effervescenti ed il moto irregolare. Fu la terra incaricata di far crescer erba e piante coi prodigi di una fata, di regali traboccante. E la terra preparava ogni albero da frutto, fiori, odori pennellava, e colori, un po di tutto: ogni seme la sua specie, di succosa grazia adorno, pregno nella fattispecie. E fu questo il terzo giorno.

E Dio disse a tuttotondo: Siano messi luminari nello spazio blu profondo e due dessi siano fari: per il giorno sia il maggiore, che riscaldi e splenda ardente, per la notte sia il minore, che dia luce opalerscente. Sia chiamato il primo Sole, calda e tonda sentinella dalla rilevante mole; sar Luna la sorella. E sia il cielo una trapunta di coriandoli di stelle che scintillano, in aggiunta, come trepide fiammelle . E cos venne la sera e poi rispunt il mattino nella calda atmosfera di quel quarto giorno infino.

Dio parlando disse pure: Siano i mari un brulichio di molteplici creature, ed il cielo un gran brusio di festevoli animali che sinnalzano leggeri con un battere di ali, qual piumati messaggeri. Siano inoltre ben fecondi e moltiplichino a iosa tanto i primi che i secondi la progenie senza posa . Questo disse il quinto giorno il divino creatore, il sembiante in tutto adorno dindicibile fulgore.

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Quindi aggiunse: Dia la terra molte anime viventi: non si facciano la guerra ma tra loro sian pazienti; or che crescano selvagge o col cuore mansueto si comportino da sagge, segua ognuna l alfabeto della specie ch assegnata . A Dio parve tutto buono a una rapida sbirciata e, dallalto del suo trono, Egli aggiunse: Tutto questo a uno scopo ho preparato, che sia dato molto presto al signore del creato . E cos una creatura a s stesso somigliante, fece non nella figura ma nellanima pensante. Di due generi la fece, maschio e femmina, che evento! Chiam Uomo luna e invece ... ... Donna laltra, il complemento. E li rese pur fecondi per empire il mondo intero di figlioli assai giocondi e formare un grande impero. Diede loro anche il potere di tenere assoggettati piante, pesci, uccelli, fiere, tutti gli esseri creati. E cos si fece. Ed era tutto quanto positivo. Giunse al sesto giorno sera poi ... il mattino successivo.

Or che ebbe Dio finito la divina creazione, soddisfatto e intenerito delleccelsa esecuzione si dispose a riposare dallimmane suo lavoro per potere contemplare quello splendido tesoro che dal nulla aveva fatto senza un fine preconcetto che non fosse il solo atto dellamore e del diletto. E cos benediceva la giornata del riposo, dolce e sacra la rendeva come un bene assai prezioso. Questa in pratica la storia della nascita del mondo: a Dio Padre onore e gloria sia dal cuore pi profondo.

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2.

LA CADUTA

Ora sulla terra brulla non cresceva alcun cespuglio e non germogliava nulla: ogni cosa era in subbuglio. Cera solo un gran vapore che saliva dal terreno: col suo tiepido biancore lo bagnava a fondo e appieno. Dalla polvere del suolo Dio compose una figura, come fosse un suo figliolo, unumana creatura. Le soffi nella narice il suo alito lucente e mut quellappendice in unanima vivente. Poi la pose in un giardino chEgli aveva gi piantato, un ameno posticino verso oriente collocato. Irrigava il Paradiso un gran fiume, che fluiva in tre rami suddiviso ed un quarto con sorgiva. Uno si chiamava Pison, laltro Iddechel, limmoto; era il terzo detto Ghison e lEufrate era il pi noto. Ivi crescere Lui fece vegetali dappertutto, fiori e foglie dogni specie, piante e alberi da frutto. In quellEden di delizie, tra cotanta provvidenza e gradevoli primizie, pose della conoscenza anche lalbero, nel centro. Quindi disse un poco scosso: Dogni albero qui dentro puoi mangiare a pi non posso, ma dellalbero l in mezzo nessun frutto puoi assaggiare, altrimenti un caro prezzo presto tu dovrai pagare . Nel contempo Dio formava ogni specie di animali ed alluomo li portava ch gli fossero leali. Luomo, allegro, dava un nome ma, di fondo, era scontento: senza dir perch e percome, gli mancava un complemento. Prese allor liniziativa Dio di dargli un sonno greve e nel mentre lui dormiva gli stacc con tocco lieve una costola dal petto con la quale prese a fare, con finezza e con diletto, unangelica e solare creatura femminile, che gli diede come sposa. Con incedere gentile, lenta morbida e flessuosa, la bellissima ragazza fece subito il suo ingresso: era della stessa razza ma diversa come sesso. Questa finalmente osso delle ossa mie e carne della carne mia e posso la mia donna adesso farne . disse luomo. Ed per questo chegli lascia i genitori con lintento manifesto duna nuova love story.

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Luomo si chiamava Adamo lieto e placido viveva col suo nuovo dolce ramo femminile, il nome Eva. Nudi, come neonati, non avevano pudore di mostrarsi spensierati e vivevano damore. Ora il viscido serpente chiese a Eva un bel mattino: Dio vi ha detto veramente che degli alberi in giardino non potete voi mangiare? Solo il melo che sta in mezzo Egli ha detto di evitare disse lei con tanto vezzo. E il serpente: Cos ha detto perch sa che il giorno stesso che ne ingurgiti un pochetto tu avrai immediato accesso al sapere generale. Ed allora, dico io, capirai il bene e il male divenendo come Dio. Eva vide che quel frutto era buono da guardare e non solo, dopotutto, profumato da odorare. Ne raccolse dunque uno: era proprio saporito; poi, credendolo opportuno, ne offr pure a suo marito. Ne mangiarono e, stupiti, gli occhi aprirono ben presto accorgendosi, inibiti, di vedersi nudi, e il gesto naturale ed immediato fu di avvolgere e celare con un fare imbarazzato quella nudit lombare. Dopo udirono la voce del Signore come brezza che, leggera ma veloce, li cercava con fermezza. E sia luomo che sua moglie si nascosero alla vista del Signore tra le foglie per sfuggire allintervista. Ed infatti Dio chiamava luomo chera reticente. Dove sei? gli domandava. Quello disse finalmente: Ho sentito il tuo richiamo ma ho avuto soggezione chero nudo . Caro Adamo disse Dio con decisione, Come hai fatto tu a sapere cheri nudo? Forse il pomo, con mio grande dispiacere, hai mangiato, poveruomo? Fu la donna che mi desti a donarmene un pochino disse Adamo. Sono questi, mio volubile inquilino, i comandi che ti ho dato? disse il Padreterno mesto. E con tono pi seccato: Cara donna, cos questo? E la donna a ci rispose: Il serpente mha ingannata: chio sarei in tutte cose al tuo pari diventata . Disse allora Dio al serpente: Poi che hai fatto questazione, un castigo conseguente sia la giusta punizione: striscerai col ventre a terra per lintera tua esistenza e sarai per sempre in guerra con lumana discendenza. Tu le morderai il calcagno, lei ti schiaccer la testa . E alla donna: Al tuo compagno volgerai la tua richiesta; desiderio brama e voglie verso lui dirigerai e partorirai con doglie, aumentate quanto mai

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Quindi disse alluomo amato: A motivo dellascolto che a tua moglie hai riservato, trasgredendo disinvolto il mio semplice precetto, per lenire la ferita sar il suolo maledetto tutti i giorni della vita. E, per quanto con sudore lo lavorerai, e fatica, esso produrr dolore spine triboli ed ortica! I prodotti con affanno tu ne mangerai, e il pane, finch polvere saranno le tue tristi spoglie umane . Poi Dio fece lunghe vesti per coprire i due infelici, ed agli angeli celesti disse: Erano felici come pargoli innocenti qui, nel loro paradiso, sempre i cuori effervescenti e la bocca col sorriso. Essi avrebbero potuto tali e quali rimanere, se lo avessero voluto, per il loro e mio piacere. Ma non hanno avuto fede, solo fretta brama orgoglio, ed adesso la mercede la morte con cordoglio. Ora voi starete a guardia con le spade fiammeggianti del giardino, a salvaguardia dei suoi frutti dolci e santi, affinch per quegli eroi non sia un fatto naturale diventare come noi conoscendo il bene e il male. Ch la vera conoscenza dei segreti della vita una presa di coscienza: che non prende una partita ma un cammino impervio e lento verso la liberazione, nellarmonico strumento delleterna evoluzione . Detto questo, il Padreterno mand fuori dal giardino, con amore, non con scherno, uomo e donna, e un cherubino pose a guardia. Ancora adesso pare tutta una malia tra un successo e un insuccesso, siamo in cerca della via.

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3.

IL MISFATTO

Ora Adamo ebbe rapporti con sua moglie Eva ed essa, senza infamia e senza torti, ne rimase compromessa. Fu cos che con dolore presto partor Caino e credette che il Signore in regalo quel bambino a lei donna avesse dato. Da codesta convinzione si diffuse il matriarcato come forma e istituzione. Ebbe dopo un altro figlio a cui pose nome Abele, dolce e tenero il suo piglio, il carattere fedele. Era un docile pastore che badava al proprio gregge; laltro gran coltivatore, tutto preso dalla legge del raccolto e del terreno, spesso offriva al Padreterno frutti vegetali e fieno sia destate che dinverno. Ora avvenne che il Signore questo della cosa il bello giudicasse con favore pi le offerte del fratello che del gregge gli immolava pezzi grassi e primi nati, la qualcosa aumentava tra i fratelli gli steccati. Cos il cuore di Caino saccendeva di gran rabbia, tal che Dio gli and vicino e gli disse: In quale gabbia il tuo cuore stai chiudendo? Se ti volgi a fare il bene, non questo gi stupendo? Perch farsi delle pene con linvidia, gran peccato, che distrugge mente e cuore e rimane l in agguato fino a diventar furore? Ma Caino non comprese le parole del Signore e con voce assai cortese disse al candido pastore: Caro Abele, andiamo al campo . Una volta giunti al luogo, senza dargli alcuno scampo, alla rabbia diede sfogo. Al che Dio chiese a Caino: Dov Abele, tuo fratello? Non lo so disse il meschino, non mica il mio mantello! E Dio disse: Cosa hai fatto?! Non avverti che il suo sangue parla a me del tuo misfatto dal suo corpo ormai esangue? Sia tu dunque maledetto e fuggiasco sulla terra fino al giorno in cui, negletto, avrai pace sottoterra! Un notevole tremore prese a scuotere quel figlio che, pervaso dal terrore, si cercava un nascondiglio. Che gran pena da portare! disse il povero Caino. Sono un empio da ammazzare, il mio tragico destino! A ci disse Dio: Chiunque a Caino dar morte, in qualunque modo e ovunque subir la malasorte sette volte pi di lui . E sul volto un segno inciso Dio lasci per nota altrui, perch non venisse ucciso.

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4.

IL DILUVIO

Fin da quando Adamo aveva perso Eden e innocenza con la bella moglie Eva, numerosa discendenza era nata dallunione della prima coppia umana. Or la loro inclinazione era sempre pi lontana e nel cuore e nella mente dalla retta via e dal bene, tal che Dio trov dolente questa cosa e disse: Ebbene, tutto ci che ho creato, piante uomini e animali, sar presto cancellato dalla terra e dagli annali, ch mi dolgo per davvero daver fatto questo mondo . Ma un bravuomo, giusto e vero, vide poi guardando a fondo e decise di salvare attraverso lui la vita. A No, uomo esemplare, diede questa via duscita: Con del legno resinoso disse, unarca ti farai che, in modo rigoroso, di bitume coprirai. Sar cubiti trecento tutta quanta la lunghezza, e cinquanta larga, attento, trenta cubiti laltezza. La sormonterai di un tetto, solo un cubito pi alto e lintero castelletto non avr n ponte o spalto ma un ingresso laterale e tre piani al proprio interno. Dogni specie danimale disse quindi il Padreterno, una coppia prenderai e la tua famiglia intera dentro larca porterai: moglie, figli e mogli, a schiera. Alla fine non scordare di riempire pi locali con del cibo da mangiare per voi uomini e animali . E No faceva quello chera stato comandato nellattesa del flagello che sarebbe capitato. Quando larca fu finita, dogni coppia danimali e di cibo fu riempita. Quindi, ansiosi e puntuali, No coi suoi familiari si portaron nel battello, otto giusti temerari e Dio chiuse lo sportello. Dimprovviso le sorgenti delle acque dellabisso scaturirono invadenti e portarono subisso, mentre pioggia a cateratte rovinava gi dal cielo. Sulle genti esterrefatte piovve fino allo sfacelo per quaranta giorni e notti: sempre pi lacqua saliva e formava gorghi e fiotti; larca andava alla deriva ma restava sempre a galla. Anche le pi alte vette, come avessero una falla, annegarono di sette metri almeno. Nessun visse, corpo duomo o danimale, una vera apocalisse a livello generale. In quel tragico paesaggio, fatto dacqua e di silenzio, larca e tutto lequipaggio odoravano dassenzio.

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Finalmente, dopo mesi, dieci per la precisione, gli otto furono sorpresi di sentir limbarcazione salda sulla terraferma. Ora una colomba bianca, per averne la conferma, fu mandata. Torn stanca ma portava nel suo becco una pianta s fiorita che No comprese. Ed ecco, la tragedia era finita. Quando uscirono dallarca, innalz No un altare e, da provvido patriarca, un magnifico esemplare danimale offr al Signore. Questi bene accolse latto del suo fido servitore e con luomo un nuovo patto stabil con un sorriso: nessunanima vivente mai diluvio avrebbe ucciso per il tempo susseguente. E per segno e per suggello, lui mand larcobaleno come un fulgido gioiello per accendere il sereno.

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