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FEDE

Per la lettura di questo capitolo, consiglio di scorrere testo e note contemporaneamente fino alla nota 3. Dalla 4 in poi consiglio di leggere prima il testo e poi tornare sulle note.

Adesione dellanima o della mente ad una verit rivelata o soprannaturale non sempre dimostrabile dalla ragione Complesso delle credenze che in una religione sono accettate come rivelate e non discutibili Nel Cristianesimo: una delle tre virt teologali, consistente nellassenso della ragione e nelladesione della volont, mossa da Dio a mezzo della Grazia, alle verit da Dio rivelate che devono essere accettate per lautorit di chi le rivela . Queste le definizioni riportate da un vocabolario alla parola fede. 1 A parte la precisazione di sostituire il termine Cristianesimo col pi corretto Cattolicesimo, mi sento anche di dover fare alcune considerazioni su ci che la fede rappresenta per me. Kierkegaard affermava che lindividuo, quando giovane, portato a esplorare il lato brillante e sensuale della vita (uomo estetico). Man mano che diventa adulto egli tende a esplorare il mondo delle responsabilit morali (uomo etico). Ma ci ancora non basta: poich nella vita egli va incontro a tutta una serie di traversie, che il pi delle volte affronta con timore e tremore, giunge alla fine allessenza della soggettivit, che rappresentata da una sorta di suicidio della ragione o, come egli dice salto nella fede . 2 Per Kierkegaard dunque la fede nasce dalla precariet della vita, dallincapacit delluomo di reagire lucidamente alle incognite del mondo, alle sue asperit, nasce dallangoscia del nulla dopo la morte; cos il bisogno di sentirsi protetto nella propria fragilit lo induce ad affidarsi a unentit superiore che egli stesso si crea per poter sopravvivere. un ragionamento che, da un punto di vista materialistico e immanente, contiene una sua logica e che anchio, per un certo periodo e durante la fase estetica della mia vita, ho condiviso. Devo dire tuttavia che nel corso degli anni quel modo di sentire e vedere ha incominciato a mutarsi, in quanto non soddisfaceva pi il mio bisogno etico e credo di poter affermare non per timore o paura (ero ancora parecchio giovane per farmi condizionare da quelle emozioni). Per me la fede non rappresenta n un abbandono irrazionale e senza riserve della mente a verit non dimostrabili n il timore dellincognita o la paura del nulla: non laccettazione condizionata della donna del popolo (non mia intenzione esprimere

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Zingarelli, Il Vocabolario della Lingua Italiana Zanichelli, Bologna 1983. Sren Kierkegaard, filosofo danese (Copenaghen 1813 1855) intese la filosofia come meditazione introspettiva sui temi del nulla, dellangoscia, della fede e del significato dellesistenza. Timore e Tremore una delle sue opere (1843). considerato il padre dellEsistenzialismo.

qui alcun tipo di giudizio, solo dare ai termini una connotazione sociologica e filosofica) o del primitivo che, per cultura, reitera pensieri e pratiche ataviche, n la conversione dellultimora per la salvezza dellanima (penso al pittore Guttuso, ad esempio) bens una comprensione (da intendersi nella sua accezione etimologica cum prehendere) 3 dellesistenza, dei suoi cardini e delle sue leggi. In sostanza essa rappresenta lultimo gradino di una scala che luomo, alla ricerca del senso della vita e di Dio (una ricerca alla quale non pu sottrarsi e qui sono daccordo con Kierkegaard quando parla delluomo etico) ha salito faticosamente, con umilt, senza prevenzioni e pregiudizi, adoperando i mezzi a sua disposizione (sensi, intelletto, cuore, anima). E mentre saliva ha visto che tutto ordinato secondo principi che vanno al di l della sua aspettativa e comprensione, tutto regolato da leggi immutabili e universali, tutto organizzato al suo interno per funzionare in modo preciso e armonico.4 Ha cos scoperto linfinita immensit e linfinitamente piccolo, e questo fatto lo ha aiutato a riflettere su s stesso e sul suo bisogno di trascendenza.5 Cos ha continuato a salire, cercando e indagando nei testi sacri, e si accorto che la Bibbia, ad esempio, non un libro come tutti gli altri, ma deve avere in s qualcosa di particolare 6 e Cristo deve essere una figura che trascende la realt umana. 7

Non per nulla esiste la locuzione abbracciare una fede. Per gioco potrei dire che nelluniverso tutto ORO: ordinato, regolato, organizzato. Ordine, regola, organizzazione si notano sia nelle singole cellule di ogni tipo di esistenza (che chiamiamo animata o inanimata), sia in ogni organismo o forma di esistenza, sia ancora nella relazione tra le varie forme di esistenza. Nessun organismo a s stante: ciascuno interagisce con gli altri direttamente o indirettamente. La conoscenza delluomo su questo principio si ferma qua. Ma tutto lascia presupporre che per la legge universale dellarmonia, procedendo verso il macrocosmo e verso il microcosmo, le cose continuino ad essere altrettanto ordinate, regolate, organizzate. Luomo non fa altro che scoprire questordine, le sue regole, la sua organizzazione. La stessa cosa, poich siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, accade con i prodotti delluomo, materiali e non. Il linguaggio, ad esempio, lespressione di un prodotto umano (almeno in apparenza). Luomo ha via via dato un nome alle cose, ha sviluppato concetti e li ha messi in relazione tra loro, secondo un ordine, una serie di regole e unorganizzazione che ha costruito istintivamente e inconsapevolmente (anche questo fa pensare) per poi incominciare a riflettere e scoprire quellordine, quelle regole, quellorganizzazione. 5 Gli animali e le altre forme di vita riescono a vivere senza quel bisogno. Ora, se luomo non pu farne a meno, evidentemente strutturato in modo tale da dover porsi il problema. La natura, non solo non fa nulla a caso, ma anche nulla che non serva a uno scopo. 6 Riflettendo sulla Bibbia, ho trovato una serie di elementi che mi inducono a pensarla cos: a. il libro che ha avuto un maggior numero di copie rispetto ad altri (da unindagine, comparsa nel Guinness dei Primati del 1988, risulta che tra il 1815 e il 1975 sono state tirate 2.500.000.000 copie. b. Per quanto sia stato nei secoli avversato, tuttavia giunto fino a noi. c. Lapostolo Pietro era una persona appartenente al ceto popolare e illetterata. Dopo aver seguito Cristo ed essere stato testimone diretto dei suoi insegnamenti, non solo ha scritto delle pagine mirabili (1 Pietro, 2 Pietro) ma si fatto anche uccidere per la sua fede. d. Lapostolo Paolo era un persecutore dei cristiani, eppure anche lui si fatto uccidere per Cristo dopo la conversione. e. Lapostolo Pietro, scelto da Cristo come la pietra angolare della sua venuta, era come abbiamo appena detto un popolano ed un illetterato; lapostolo Paolo era un persecutore e un uomo di lettere che si convertito: fosse stato il contrario, la cosa non avrebbe dato da pensare. f. La Bibbia stata tradotta in circa 1.800 lingue ed accessibile al 98% della popolazione mondiale. g. La Bibbia il libro pi antico a noi giunto. h. Possiamo pensare che la sopravvivenza del popolo ebraico sia legata alla sopravvivenza della Bibbia? 7 Se non ci fosse stato Cristo, noi uomini del XXI secolo avremmo difficolt ad apprezzare il Vecchio Testamento in quanto lo sentiremmo molto distante da noi. Cristo ha reso vivo il Verbo antico, e la sua buona novella, contenuta nel Nuovo Testamento, molto pi vicino al nostro modo di vivere e
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Tutto ci lo ha spinto a continuare la ricerca 8 e guardare pi a fondo nel proprio cuore e nella propria vita. Cos ha scoperto le coincidenze tra la parola di Cristo e la vita reale, ha percepito che quanto pi egli riesce a mettere in pratica quegli insegnamenti tanto pi riesce a vivere bene, a raggiungere il suo centro, a penetrare i segreti dellesistenza, fino a far vibrare la corda che d il tono alluniverso intero: lamore. A questo punto egli non pu pi tirarsi indietro, non pu fermarsi e smettere di cercare: tanti sono i gradini che fin qui ha salito, molte le cose che ha intuito e compreso, troppi gli elementi che lo portano a star bene. Ora si rende conto che la sua dimensione corporea e mentale sono in grado di spiegare solo limmanente; per il trascendente sono necessarie la dimensione affettiva e quella spirituale. Cos egli si rende conto di avere avuto sempre indosso gli occhiali scuri della preclusione e della presunzione, le lenti distorcenti della nuda razionalit, la quale pretende di dare giudizi e spiegazioni, di fare scelte anche l dove essa non pu giungere: la trascendenza una sfera che no le appartiene. E allora comincia a scoprire che la verit l, sempre stata l, dentro di s e davanti a s. Questo fatto lo porta a reinterpretare la vita da una nuova angolazione, abbandonandosi alla sua dimensione affettiva e spirituale. E si accorge che tutto riprende a combaciare e coincidere in maniera pi ampia e completa, pi armonica e definitiva, universale. come se improvvisamente tutto venga trasfuso da una nuova aura e lui viva in una dimensione nuova e appagante. il momento del mutamento (baster ricordare Francesco dAssisi) per cui egli si sente di far parte del tutto. 9 Ogni cosa comincia a sfrondarsi da fronzoli, orpelli e apparenza, necessari al corpo e alla mente per vivere nella realt; e in questo andare direttamente al nocciolo, egli va allessenziale e vede che il problema dellesistenza uno solo: sapere se Dio esiste, non importa come, non importa dove, non importa chi sia, non importa da

sentire, ci permette di comprendere meglio anche quello. A parte poi ci che i libri del Nuovo Testamento affermano sulla figura di Cristo, sui suoi atti e insegnamenti, la figura del Messia acquista una luce diversa per tre ordini di motivi: i suoi consigli e insegnamenti molto pratici, il metodo da lui adoperato nel porgerli, attraverso luso di parabole tratte dalla vita e dallesperienza di ogni giorno e il suo modo di vivere e comportarsi, del tutto coerente con il suo insegnamento. 8 Continuate a chiedere e vi sar dato; continuate a cercare e troverete; continuate a bussare e vi sar aperto. Poich chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sar aperto. Matteo, 7: 7 - 8. 9 Voglio qui ricordare un sogno che ho fatto quando avevo allincirca trentanni: lunico che mi sia rimasto fortemente impresso nella mente e nellanima, tanto da vederlo vivido ancora oggi (i sogni generalmente, dopo qualche ora, al massimo qualche giorno, svaniscono come la brina del mattino con lalzarsi del sole). Notte. Una notte chiara e pulita. Mi trovo su una terrazza, alta tanto da dominare la citt. Accanto a me una presenza: non so precisamente chi sia, e il cielo pullula di stelle. Improvvisamente sento una musica lieve provenire da quella immensit scura e mi accorgo che le stelle cominciano a muoversi: lentamente si avvicinano luna allaltra, assumendo forma dangelo. Formano un cerchio prendendosi per mano e continuano a girare in una danza che si fa sempre pi vorticosa, sprigionando una luce bianchissima e immensa, che pervade tutta la volta celeste. Ma non acceca. Anche la musica, molto forte, empie tutto lo spazio e io guardo quella beatitudine e mi sento pieno di felicit e amore che devo a tutti i costi partecipare. E li partecipo a quella presenza accanto, con lanima direttamente, non con lintermediazione degli sguardi n della parola. Ricordo di essermi svegliato colmo di gioia e felicit, una pienezza che solo lanima pu sentire, e di aver mantenuto quello status interiore per due tre giorni. Era un periodo in cui cercavo risposte a una mia crisi spirituale ed ovvio immaginare il significato che ho dato a quella visione.

quando, non importa perch, queste domande sono solo curiosit, fronzoli, orpelli. Dentro di s luomo sente che Dio , ma egli ha ancora la mente che pulsa e, prima di essere sconfitta e lasciare il campo al cuore e allo spirito, tenta di avere a tutti i costi lultima parola. E si serve del corpo e dei suoi bisogni, obbliga luomo allestremo sforzo per dimostrare quellesistenza. Ma ormai luomo sa che quella dimostrazione non potr mai aversi per mezzo dei comuni meccanismi mentali e finalmente egli si lascia andare alla sua nuova essenza, quella vera: egli ormai un essere che vede, un essere che sente, un essere che percepisce direttamente. Ora si accorge di trovarsi in alto sulla scala: si volta indietro, guarda in basso e vede ci che non poteva vedere prima (quando si trovava sui primi gradini) vede la fatica che ha fatto per arrivare a quel punto, vede tutti i gradini che ha salito, si vede come era prima e si paragona con adesso. E si sente leggero e libero, una libert vera, e laltezza non lo spaventa, non lo turba pi nulla, perch adesso si sente forte, inattaccabile, capace di poter affrontare qualunque pericolo, senza il timore di dire ci che pensa, o il timore di venir isolato; e vede, l accanto, la maschera che aveva indossato per attraversare il mondo. Adesso, pago e leggero, non fa nessuna fatica a fare il passo (non il salto) verso quella luce che gli sta davanti: una luce bianca e forte, che per non acceca. Egli non sa cosa sia, come sia e perch ci sia, o forse lo sa, ma essa l e lui non fa altro che entrarci: luomo pure diventa luce, diventa quella luce. Questa la fede.

LA SCALA DELLA FEDE (sintesi)

Anche se in questa sintesi compaiono delle ripetizioni, la ritengo comunque importante per avere un quadro pi immediato di quanto esposto. Voglio anche far presente che essa stata scritta di getto, quasi senza apportare correzioni.

1 gradino: 2 gradino: 3 gradino:

luomo constata che tutto ordine, regola, organizzazione. luomo constata che tutto armonia. luomo constata che tutto ci che egli fa e costruisce, lo fa seguendo delle regole universali: anche questo vuol dire che egli a immagine e somiglianza di Dio. luomo solo lo scopritore di ci che esiste ed stato ordinato, regolato e organizzato da lui (ad esempio, il linguaggio) e da altri (lintero universo) luomo percepisce e poi prende coscienza dellinfinitamente piccolo (microcosmo) e dellinfinita immensit (macrocosmo) e ci lo porta a riflettere sul suo bisogno di trascendenza. gli animali riescono a vivere senza il bisogno di trascendenza. Se luomo non pu farne a meno significa che egli strutturato per quel bisogno. La natura non fa nulla a caso e nulla che non serva a qualcosa. il bisogno di trascendenza spinge luomo a indagare nei testi sacri. La Bibbia con i suoi insegnamenti, ad esempio, deve essere un libro particolare e di una certa rilevanza, deve contenere qualcosa che va al di l delluomo. la figura di Cristo deve avere in s qualcosa che trascende la realt umana. Basta leggere il Discorso della Montagna (Matteo 5:3 7:27). coincidenze tra la parola di Cristo e la vita delluomo: pi si mettono in pratica quegli insegnamenti, pi si sta bene con s stessi, con gli altri e con lambiente, perch il nocciolo del messaggio lamore.

4 gradino:

5 gradino:

6 gradino:

7 gradino:

8 gradino: 9 gradino:

10 gradino: ormai luomo non pu smettere di cercare: tanti sono i gradini che ha salito, molti gli spunti di riflessione, troppi i principi che lo hanno cambiato. Ora si rende conto che la sua dimensione corporea e mentale non bastano: possono solo spiegare limmanente. Per spiegare il trascendente egli deve servirsi della sua dimensione affettiva e spirituale.

11 gradino: luomo si sente diverso e questo fatto gli fa scoprire improvvisamente che la verit l, davanti a lui, anche dentro di lui, e si rende conto di portare gli occhiali del pregiudizio, della presunzione e della preclusione, le lenti distorcenti della nuda razionalit, che pretende di dare spiegazioni l dove essa non pu arrivare. In questa sua pretesa la mente riesce solo a perdersi, disperdendo lobiettivo, sfrangiando ci che cerca e spaccando il capello in quattro. 12 gradino: luomo reinterpreta le esperienze, la vita, la realt da una nuova angolazione, lasciandosi andare alla sua dimensione affettiva e spirituale e se ne accorge che tutto combacia, tutto coincide. Ci che gli sembrava combaciasse prima, quando il suo metro di misura erano la dimensione corporea e mentale, combacia altrettanto adesso, ma in modo pi ampio, completo e soddisfacente per il suo s, per i rapporti con gli altri, per lambiente in cui vive: come se tutto si sia trasfuso di una nuova aura. Adesso come se luomo vivesse in una dimensione nuova, pur essendo sempre ancorato alla realt. il momento del mutamento avuto da Francesco dAssisi, per cui egli (luomo) si sente parte di un tutto. 13 gradino: ogni cosa si sfronda dagli orpelli, necessari al corpo e alla mente per vivere coi sensi e ragionare. E in questo andare al nocciolo, luomo vede che il problema per eccellenza uno: sapere se Dio esiste, non importa come, non importa chi sia, non importa nessun altra cosa, solo quello. Tutto il resto apparenza. 14 gradino: a questo punto luomo sente che Dio , ma ancora la sua mente, in qualche misura, lo obbliga a far s che egli la usi ancora. Cos egli fa lultimo sforzo mentale per dimostrare quellesistenza (vedi: DIO). 15 gradino: luomo si accorge di essere in cima alla scala: guarda in basso e vede ci che non poteva vedere prima (quando era sui primi gradini): vede tutti i gradini che ha salito, la fatica che ha fatto, si vede come era prima e si paragona con adesso. Ora cos pago e leggero che non fa alcuna fatica a fare il passo (non il salto) verso quella luce che non sa cosa sia, come sia e perch ci sia, ma essa l, davanti a lui. E luomo non fa altro che entrarci e pure lui diventa luce, diventa quella luce.

tutto O.R.O. quello che LUCE

Luce Unico problema: Dio Perdita delle apparenze Nuova aura Tutto coincide Coscienza degli errori della mente Dimensione spirituale Amore Armonia con lambiente Armonia con gli altri Armonia con s stessi Coincidenze tra insegnamenti di Cristo e vita Cristo Testi sacri (Bibbia) Bisogno spirituale Microcosmo Macrocosmo Uomo scopritore Regole universali Armonia

Organizzazione Regola Ordine