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DIO

Il primo problema legato allentit o, se si vuole, al concetto di Dio, quello della sua esistenza. Credo che per luomo sia il problema per eccellenza. Sono infatti convinto che la nostra vita prenda una strada e assuma un ruolo diversi, a seconda che crediamo o meno nella sua esistenza. Ma questa una mia convinzione sulla quale molti avrebbero da obiettare, pure se Antonino Zichichi afferma che anche la cultura atea dovrebbe accettare lidea che se Dio esistesse, la scoperta scientifica della sua esistenza sarebbe la pi grande scoperta in assoluto 1 Comunque, secondo il senso comune, difficile affermare che qualcosa esiste se non viene percepita con i mezzi che luomo ha a sua disposizione (i cinque sensi). Noi non vediamo Dio, non lo udiamo, non lo tocchiamo, non ne sentiamo lodore, n il sapore, distinto siamo quindi portati a escluderne lesistenza. Ma i sensi rappresentano le facolt che luomo possiede per relazionarsi col mondo sensibile (immanente). Per il mondo extrasensibile (trascendente) egli, a differenza delle altre creature terrestri, ( stato?) dotato di altri mezzi di conoscenza: il pensiero, la ragione, lintuizione, la logica, la coscienza che, oltre a permettergli di avere la consapevolezza di ci che percepito attraverso i sensi, gli permettono di fare supposizioni e cercare verifiche a ci che non cade direttamente sotto di essi (e quindi non pu essere visto, udito, toccato, odorato, gustato). La scienza ci ha abituati a questo processo e per suo mezzo stata scoperta lesistenza di forze, particelle, raggi di cui non si sarebbe mai pensato, essendo tali presenze non percepibili dai nostri sensi. Si dir che luomo alla fin fine riuscito a vedere queste presenze attraverso luso di apparecchiature e che di alcune forze (quella di gravit, ad esempio, per semplificare le cose) abbiamo la manifestazione palpabile della loro esistenza. Vero. Ma non abbiamo ugualmente la manifestazione dellesistenza di Dio in ogni luogo e in ogni momento della nostra vita? Pensiamo per un attimo a tutto ci che ci circonda: piante, animali, i nostri stessi simili, luniverso con i suoi corpi celesti e le miriadi di galassie, pensiamo alla struttura di tutte le forme di esistenza suddette (luomo, ad esempio, fatto di trentacinque miliardi di miliardi di miliardi di nucleoni 2 ), pensiamo allorganizzazione di ogni singola cellula (microcosmo) o singola parte di essa e a quella di ogni singolo essere vivente (macrocosmo), pensiamo allarmonia con la quale sono organizzati il microcosmo e il macrocosmo, larmonia nella quale si muovono i corpi celesti nelluniverso, larmonia delluniverso intero, pensiamo alle regole cui obbedisce la pi piccola cellula e, via via salendo, luniverso intero, regole nelle quali ogni minima parte dellinfinito universo immerso, pensiamo al modo incredibile e sorprendente, ma anche pre-ordinato nel quale nasce e si sviluppa la vita (quella di un essere umano la forma pi alta da noi conosciuta: lincontro di un invisibile spermatozoo con un ovulo,

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A. Zichichi, Perch io credo in colui che ha fatto il mondo il Saggiatore, Milano 1999 p. 145. Il nucleone la trottolina nucleare che pu essere sia protone sia neutrone. Dal punto di vista delle forze nucleari, protone e neutrone sono la stessa cosa, ecco perch li si indica col solo nome di nucleone.

grande quanto la capocchia di uno spillo, il loro fondersi, il loro crescere e svilupparsi secondo regole ben precise in un organismo che sar capace di vedere, udire, toccare, odorare, assaporare e ragionare e con la sua intelligenza compiere opere meravigliose e strabilianti, in poche parole divine, come il Requiem di Mozart che in questo momento sto ascoltando!), pensiamo alle leggi esistenti nelluniverso e che luomo cerca via via di scoprire possiamo immaginare che tutto questo sia non solo casuale ma si sia anche originato nel caos? Per quanti sforzi faccia, devo ammettere che tale ipotesi, cara a tanti uomini di scienza e comuni, non soddisfa per nulla la mia intelligenza che, anzi, si sentirebbe presa in giro se dovesse ammettere a s stessa quelle conclusioni per il solo fatto che i miei sensi non riescono a percepire lextrasensibile! E cos ha ragione la Bibbia quando afferma che le sue [di Dio] invisibili qualit, perfino la sua sempiterna potenza e divinit si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, poich si comprendono dalle cose fatte. 3 Riconosco che tali argomentazioni, tra laltro per nulla originali, appariranno semplicistiche, soprattutto ai filosofi e agli intellettuali, avvezzi ad arzigogoli mentali ben pi complessi e articolati. Ma non continua lapostolo Paolo a dire perch, sebbene abbiano conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio n lo hanno ringraziato, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intelligenza si ottenebrato. Bench asseriscano di essere saggi sono divenuti stolti ? 4 Un oggetto, uno strumento qualunque, anche il pi semplice, non si fa da s, n le sue parti si combinano da sole se non c unintelligenza che progetta e assembla; una canzonetta (tanto meno un poema sinfonico) non si compone da sola, neppure lasciando note sparse in modo caotico una accanto allaltra; una poesiola (tanto meno un poema) non si forma da s, anche se le lettere dellalfabeto stessero perennemente una accanto allaltra; n sarebbe possibile comporre un poema sinfonico o letterario se qualcuno si mettesse ad estrarre note e lettere dai bussolotti (la cosa, possibile in teoria se riferita a un numero di volte elevato allinfinito, risulta impossibile e priva di senso nella pratica; a parte il dover anche teorizzare sulla presenza di questo qualcuno addetto allestrazione, e sui motivi che spieghino la presenza delle lettere e delle note, oltre che del linguaggio e delle regole ad esso sottese!). Dal caso e dal caos inoltre non nasce la regola: regola e casualit, regola e disordine sono concetti opposti e contrapposti, elementi che si escludono a vicenda, o luno o laltro. Il caso infatti qualcosa che accade una volta e una sola, rappresenta un avvenimento irripetibile, mentre la regola tale in quanto presuppone il ripetersi costante e sempre uguale dello stesso fenomeno. A meno che non si dica che ci che si fatto per caso avesse in s lintelligenza per dire: oh, guarda, esisto! La cosa funziona, sarebbe il caso che la ripeta di nuovo! (ma che razza di caso!) Il caos invece rappresenta un status di confusione nel quale, affinch ci sia ordine e possa quindi istituirsi una regola, necessaria la presenza di un ordinatore e regolatore.

Romani 1, 20 Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture Testimoni di Geova 1987. Lo stesso passo, nella traduzione di p. Eusebio Tintori, SAIE Torino 1978 viene resa infatti, dopo la creazione del mondo, Dio manifest ad essi le sue propriet invisibili, come la sua eterna potenza e la sua divinit, che si rendono visibili allintelligenza mediante le opere da lui fatte. 4 Romani 1, 22-23 Traduzione del Nuovo Mondo della Sacre Scritture Testimoni di Geova 1987. Lo stesso passo, nella traduzione di p. Eusebio Tintori: poich, avendo conosciuto Dio, non lo glorificarono come Dio n gli resero grazie, ma i loro ragionamenti divennero vuoti e la loro coscienza stolta si ottenebr. Ritenendosi sapienti, divennero sciocchi .
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A meno che il caos, in tutto il suo casino non abbia improvvisamente messo la testa a posto e trovato il modo di fare ordine! (un bel caos davvero!) In poche parole, la casualit dellesistenza, venuta fuori dal caos dei brodi primordiali una ipotesi che non solo mi lascia alquanto perplesso ma, come gi dicevo, offende la mia intelligenza. A questo punto, per, sorge spontanea la domanda che per secoli ha accompagnato la speculazione filosofica: ma se stato Dio a creare la vita e ogni tipo e forma di esistenza, chi ha creato Dio? ( il problema della causa prima). Qui c poco da dire: ci si deve fermare e arrendersi, come si sono arrese generazioni di filosofi e pensatori, anche se ciascuno ha dato la sua interpretazione e il suo contributo alla faccenda. Subentra, in sostanza, la fede (vedi) e si tratta di decidere se avere fede nel caos e nel caso o piuttosto in unentit che la causa prima della vita e dellesistenza delluniverso. Propendo per questa seconda ipotesi. Tornando alla percezione che si ha attraverso i cinque sensi, c ancora da chiedersi quale motivo avrebbe dovuto avere la natura (il caso) a evolversi in un essere (luomo) dotato di altre facolt pi sottili (pensiero, ragione, intuizione, logica, coscienza) per relazionarsi col mondo esterno (immanente), quando potevano bastare gli altri esseri (piante, animali) capaci di vivere e sopravvivere col loro grado di percezione e adattamento. Se tali facolt si sono evolute (o sono state date) non perch cera bisogno che venissero adoperate per percepire qualcosa di trascendente? Credo che ormai si possa affermare con una certa tranquillit che la natura non fa nulla a caso (e non ho detto per caso). Riguardo allessenza di Dio, cio di come questa entit sia fatta, credo che esso rappresenti un falso problema: a cosa serve arrovellarsi il cervello per tentare di scoprire lidentit del Creatore, quando nessuno sar mai in grado di dare risposta al quesito? Posso immaginarlo come un essere a s stante, pi o meno antropomorfo, oppure che Egli sia lintero universo ed io sia caso mai una semplice cellula del suo essere, oppure posso pensarlo come puro pensiero o puro spirito, senza tuttavia avere unidea precisa, e cos avanti. La cosa non cambier di molto la mia esistenza. Ci che pi conta invece non la sua essenza, bens la sua esistenza, non la sua identit ma la sua entit. Riporto adesso, in breve, una serie di argomentazioni prodotte da alcuni filosofi, nel corso della storia, nel tentativo di dimostrare lesistenza di Dio. Anselmo (1033-1109) addusse una prova, detta argomento ontologico:
Per luomo Dio il pi grande dei possibili oggetti del pensiero. Se per di una cosa diciamo che essa non esiste, allora unaltra cosa ad essa del tutto identica, ma esistente, sarebbe maggiore della prima, per il semplice fatto di esistere. Dunque, se Dio non esistesse, potremmo sempre immaginare ancora qualcosa di pi grande di lui, cio un Dio che esiste. Potendo noi avere lidea di questo ipotetico Dio pi grande, Dio deve esistere, perch ad esistere sarebbe altrimenti un altro pi grande di lui. E dunque Dio esiste.

Tommaso dAquino (1225-1274) addusse cinque argomenti a sostegno:


1.
ovunque c movimento, perci deve esserci qualcuno che ne la causa. Dunque deve esserci un Dio, analogo al Motore immobile di Aristotele. 2. della causazione: chi causa le cause? Esiste una Causa Prima non causata. 3. della contingenza: al di l della causalit che c nella natura, c un Ente Necessario. 4. dei gradi di perfezione: vediamo che in natura ci sono diversi gradi di perfezione. Ci implica lidea di perfezione e questa a sua volta implica che c qualcosa che possiamo chiamare lEssere Perfetto.

del movimento:

5. dellarmonia:

ovunque volgiamo lo sguardo, troviamo la presenza in natura di un adattamento o accordo. I pesci devono nuotare, perci hanno pinne e coda, i cani devono rodere gli ossi e perci hanno denti robusti. Possiamo ritenere che tutto ci sia una coincidenza casuale oppure che dietro ci sia un disegno, cio il manifestarsi di una intelligenza la quale organizza le cose. Tommaso, ovviamente sosteneva la seconda tesi.

Cartesio (1596-1650) addusse la prova del cosiddetto solipsismo cartesiano:


Riprese la prova ontologica di Anselmo. Per lui lidea di un Dio perfetto deve avere una causa. Non possiamo essere noi questa causa, dal momento che siamo del tutto imperfetti; sicch necessariamente Dio la causa della nostra idea della sua perfezione.

George Berkeley (1685-1753) addusse la prova dellesse est percipi:


Afferm che lesistenza della realt sensibile dipende dal fatto che c qualcuno che la percepisce. Ad esempio, la sedia esiste perch io la percepisco. Ma la sedia continua ad esistere anche quando io mi allontano, poich Dio a percepirla. Dio affermava, percepisce tutte le cose, incluse le nostre menti percipienti, assicurando cos la loro esistenza.

Vorrei concludere largomento con una considerazione, che non porter a prova dellesistenza di Dio, anche se essa rappresenta un fatto su cui non si pu fare a meno di riflettere. Credo che chiunque, credente o non credente, non avr difficolt ad ammettere che lassenza di Dio nella vita del singolo individuo motivo di insoddisfazione se non di smarrimento, a volte anche di sbandamento, l dove quella presenza infonde calore, tranquillit, sicurezza. La stessa cosa accade per il gruppo sociale: una societ senza Dio una societ percorsa da tremiti di insicurezza, dissidi interni, una societ instabile che va incontro a crisi profonde, senza riuscire a trovare un suo centro. Quando poi il singolo o il gruppo si privano di Dio non solo ignorandolo ma addirittura rifiutandolo come idea debole infantile e irrazionale, i guasti sono ben pi gravi e irreparabili. Si pensi, ad esempio, alla fine di Nietzsche, 5 morto clinicamente pazzo, il quale, nella ricerca di una moralit che sostituisse quellenorme e profonda perversione che il Cristianesimo , ritenendolo la morale della gente meschina e degli schiavi , giunse ad affermare che Dio morto . Sicuramente su un fatto Nietzsche fu profeta: quando afferm che la morte di Dio avrebbe portato a un nichilismo militante, dal quale sarebbero scaturite guerre come mai se ne erano viste. Per quanto mi riguarda, mi viene solo da parafrasare: Chi vuol esser nulla sia di domani c certezza!

Dopo essere stato uno studente brillante, Friedrich Nietzsche (Rcken, Prussia 1844 Weimar 1900) viene nominato professore di filologia classica alluniversit di Basilea a soli 24 anni, cattedra dalla quale si pensiona nel 1879. Nellopera pi conosciuta Cos parl Zarathustra teorizza la filosofia del superuomo, condizione alla quale solo pochi giungono: luomo una corda tesa tra quello e la bestia.

IO C O N S T A T A Z I O N E
PERCEPISCO

ME STESSO

LALTRO

LAMBIENTE

SENSI

e mi accorgo che
IO LALTRO LAMBIENTE

siamo regolati da leggi che organizzano LA VITA


RAGIONE

I M M A N E N T E

MIA

DEGLI ALTRI

DELLAMBIENTE

UNA LEGGE implica COSCIENZA

UN LEGISLATORE

Chi ?

Dov?

R I C E R C A I M M A N E N T E

IO
NON LO

VEDO

SENTO

TOCCO

ASSAPORO

ODORO

SENSI

allora
NON C

tuttavia devo trovare una spiegazione a LA VITA E ALLORA?

RAGIONE

R I C E R C A I M M A N E N T E

UNA CASUALIT

rappresenta un fatto unico e irripetibile che non produce costanti

UNA LEGGE

implica una regola che va seguita e un legislatore che la promulga. La sua negazione il caos.

COSCIENZA

Ramo secco

DUNQUE? ?
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C O N C L U S I O N E T R A S C E N D E N T E * T R A S C E N D E N Z A

IO
attraverso ARTE SCIENZA RELIGIONE

(fare)

(osservare)
SCOPRO CHE

(credere)

ogni opera organizzata sulla base di archetipi.

esistono realt che non possono essere osservate in modo diretto. Esse, tuttavia, danno luogo a effetti misurabili e riproducibili.

le invisibili qualit di Dio, perfino la sua sempiterna potenza e divinit si vedono fin dalla creazione e si comprendono dalle cose fatte.

SENSI RAGIONE COSCIENZA

Tutto VITA

regolata da

LEGGI INVISIBILI

che portano a

DIO