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Usare bene il tempo.

Il saggio riesce ad amministrare con accortezza il tempo e a usarlo nella maniera migliore: non conta
infatti quanto, ma come si vive.

Hi tibi dabunt ad aeternitatem iter et te in illum locum ex quo nemo deicitur sublevabunt. Haec una ratio est
extendendae mortalitatis, immo in inmortalitatem vertendae. Honores, monumenta, quidquid aut decretis
ambitio iussit aut operibus extruxit, cito subruitur, nihil non longa demolitur vetustas et movet; at iis quae
consecravit sapientia nocere non potest; nulla abolebit aetas, nulla deminuet; sequens ac deinde semper ulterior
aliquid ad venerationem conferet, quoniam quidem in vicino versatur invidia, simplicius longe posita miramur.
Sapientis ergo multum patet vita, non idem illum qui ceteros terminus cludit: solus generis humani legibus
solvitur, omnia illi saecula ut deo serviunt. Transiit tempus aliquod, hoc recordatione comprendit; instat, hoc
utitur; venturum est, hoc praecipit. Longam illi vitam facit omnium temporum in unum conlatio.

Traduzione.
Costoro ti indicheranno il cammino verso l'eternità e ti eleveranno in quel luogo dal quale nessuno viene cacciato via. Questo
è il solo modo di estendere lo stato mortale, anzi di mutarlo in stato immortale. Onori, monumenti, tutto ciò che l'ambizione
ha stabilito con decreti o ha costruito con le opere, presto va in rovina, nulla non distrugge e trasforma una lunga vecchiaia;
ma non può nuocere a quelle cose che la saggezza ha consacrato; nessuna età le cancellerà o le sminuirà; quella seguente e
poi quelle sempre successive apporteranno qualcosa in venerabilità, poiché appunto da vicino domina l'invidia, più
schiettamente ammiriamo quando l'invidia è situata in lontananza. Dunque molto si estende la vita del saggio, non lo
angustia lo stesso confine che angustia gli altri: lui solo è svincolato dalle leggi della natura umana, tutti i secoli gli sono
soggetti come a un dio. Passa un certo tempo: lo tiene legato col ricordo; è pressante: se ne serve; sta per arrivare: lo
anticipa. Gli rende lunga la vita la raccolta di ogni tempo in uno solo.

Per Seneca la maggior parte degli uomini non è consapevole di quanto sia prezioso il tempo e di come esso
debba essere usato in modo da vivere veramente fino in fondo ogni secondo. Per il filosofo, mentre siamo
gelosissimi di tutto il resto, il tempo lo regaliamo senza tenere conto del suo valore. Seneca è infatti convinto del
fatto che la vita non sia affatto breve come molti affermano, ma che anzi sia persino lunga, se il tempo viene
gestito bene. Il tempo a disposizione è più che sufficiente per compiere anche i più alti e nobili propositi. Una
gran parte del nostro tempo ci sfugge mentre siamo impegnati a fare nulla o a farlo male, quando non ci
rendiamo conto che mentre il tempo passa moriamo sempre un po’, perché infatti tutti i giorni che abbiamo già
vissuto sono alle nostre spalle e sono già passati.
Il punto di vista di Seneca è chiaro e di facile realizzazione: è necessario vivere pienamente l’oggi, vivere quindi
il presente senza fare grandi progetti per il futuro considerando l’oggi come una vita intera. Non c’è nulla di più
sciocco, secondo il filosofo, che fare progetti a lunga scadenza e rimandare al domani quel che è possibile fare
oggi, sprecando la vita nel progettarla. In questo modo finiamo per fare affidamento su ciò che è nelle mani
della sorte, facendoci sfuggire ciò che è nelle nostre. Tutto ciò che deve ancora accadere è dominato
dall’incertezza, perciò è necessario affrettarsi a vivere. Il rischio, nel non farlo, è di arrivare alla fine del proprio
viaggio terreno senza neppure accorgersene.

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