EURO 6,00 IN ITALIA - MENSILE - ANNO 18 - N.
3 - MARZO 2020
[Link]
BMW 530 MLE
Dal Sudafrica, la prima “Motorsport”
TOP CAR - TOYOTA GT-ONE
Un sogno chiamato Le Mans
ATTUALITÀ / SALONI
Il meglio di Retromobile e Automotoretrò
SPORT E GARE
Jochen Rindt, campione alla memoria
Rallye Monte-Carlo Historique
Historic Ice Trophy
I caschi di Beppe Gabbiani
SPECIALISTA DEL MESE
Colpani Motori
TECNICA
L’evoluzione dei fari
PORSCHE CARRERA GTS TYP 904
Una plastica ben fatta
p.i.10/03/2020 ISSN 1723-4549
AUTOMOBILISMO D’EPOCA Marzo 2020
£CLASSIC TRADER⁄ 19 FIAT E ALTRI 101 ANNUNCI DI AUTO DA 3.500 A 379.900 EURO
+$$ '$#*&"!,$&%# ()&'$"!
2-4 APRILE 2020
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EDITORIALE
di Francesco Pelizzari
La lezione
di Bruce
L’unico aspetto positivo dell’emergenza virus è
che è tutto rallentato. E a noi che amiamo le au-
to d’epoca e in generale le cose di una volta, il
mondo di una volta, rallentare ogni tanto non
dispiace. Può essere l’occasione per riflettere,
fare qualcosa che si è lasciato indietro. In que-
sti giorni ho finalmente visto, dopo cento rin-
vii, il film “McLaren”, che racconta la storia di
Bruce. Pilota e costruttore, come il suo amico
Jack Brabham. Due assi, entrambi, della gui-
da e dell’ingegneria. Con la sola differenza che
Brabham è morto nel suo letto, a 88 anni, men-
tre McLaren a nemmeno 33, mentre provava
una sua auto. McLaren era un grandissimo, a volte ci dimentichiamo che l’attuale scu-
deria di F1… è la sua. L’ha fondata lui, l’ha creata lui, come Ferrari! Un genio.
Vedere le immagini di archivio, di quegli anni, trasmette la sensazione che tutto fosse
molto più semplice di quanto sia oggi. Potete immaginare che oggi un pilota si metta in
testa di costruire una F1, e lo faccia, semplicemente perché pensa di essere in grado?
Impossibile. All’epoca, si poteva. McLaren andò a correre in America, nella Can-Am,
che aveva premi ricchissimi; vincendo, finanziava la sua fabbrica. Impossibile, oggi.
Adesso è tutto progredito cento, mille volte, e per la fantasia non c’è quasi più spazio.
L’epidemia ci pone questa domanda: quanto velocemente ci siamo abituati a correre?
E per cosa? Nel film compare Jackie Stewart: dice che la velocità per un pilota è sol-
tanto uno degli elementi contro cui egli combatte: in realtà non esiste; tutto va al ral-
lentatore: c’è tutto il tempo per frenare, cambiare direzione. La velocità conta soltan-
to quando fai un incidente.
Per noi, in questo momento, è così: il nostro “incidente” con il virus è enorme per-
ché andavamo molto forte, troppo. Adesso abbiamo rallentato tanto, andiamo a pas-
so d’uomo e capiamo che per superare questo momento bisogna dare tutti qualcosa
di sé, agli altri e al mondo che ci circonda. Anche al pianeta, consumato dalla nostra
velocità: appena abbiamo rallentato, l’aria si è pulita. Siamo abituati a chiedere trop-
po a noi stessi e al mondo che ci ospita. Una vita più semplice, che badi meno al super-
fluo, aiuterebbe tutti.
Anche Bruce McLaren voleva rallentare, voleva smettere di pilotare per far crescere la
sua azienda e dedicarsi alla famiglia, sentiva che i continui viaggi tra Europa e Ameri-
ca, le gare ogni settimana, i collaudi senza sosta stavano diventando troppo anche per
uno apparentemente infaticabile come lui. “Faccio l’ultimo giro”: i suoi amici gli sen-
tirono dire questa frase. Gli è stato fatale. Questo virus potrebbe essere un segnale, lo
dicono gli scienziati. Pensiamoci.
[Link] |MARZO 2020 1
AUTOMOBILISMO D’EPOCA
via Don Luigi Sturzo, 7 - 20016 Pero (MI)
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Direttore responsabile
FEDERICO ALIVERTI
Redazione
FRANCESCO PELIZZARI
(Capo redattore)
Sommario
IN QUESTO NUMERO - Anno 18 - Numero 03 - Marzo 2020
[Link]@[Link]
EURO 6,00 IN ITALIA - MENSILE - ANNO 18 - N. 3 - MARZO 2020
[Link]
Hanno collaborato
BMW 530 MLE
ALBERTO BERGAMASCHI – ANDREA BERGAMINI Dal Sudafrica, la prima “Motorsport”
TOP CAR - TOYOTA GT-ONE
CARLO DE BERNARDI – ATTILIO FACCONI
Un sogno chiamato Le Mans
ATTUALITÀ / SALONI
Il meglio di Retromobile e Automotoretrò
TOMMASO FERRARI – GIACOMO MONTANARI SPORT E GARE
Jochen Rindt, campione alla memoria
RODOLFO SOLERA – RICCARDO TURCATO Rallye Monte-Carlo Historique
Historic Ice Trophy
I caschi di Beppe Gabbiani
SPECIALISTA DEL MESE
Colpani Motori
Fotografie TECNICA
L’evoluzione dei fari
ARCHIVIO PORSCHE – TOMMASO FERRARI
MAURICE VOLMEYER – RM SOTHEBY’S
RICCARDO TURCATO
PORSCHE CARRERA GTS TYP 904
Una plastica ben fatta
Direttore di produzione
PAOLO CIONTI
Coordinamento tecnico p.i.10/03/2020 ISSN 1723-4549
ALBERTO ORIGGI, LORENZO PUCCI AUTOMOBILISMO D’EPOCA Marzo 2020
£CLASSIC TRADER⁄ 19 FIAT E ALTRI 101 ANNUNCI DI AUTO DA 3.500 A 379.900 EURO
Servizio grafico
BARBARA ZALTIERI In copertina, la 904, nata insieme alla 911 dalla stessa matita di “Butzi”
Porsche, con la scocca di plastica. (Foto RM Sotheby’s)
SABRINA BRAMBILLA - MARIA CELICO
PATRIZIA CIVATI - VINCENZO PALMIERI
TAMARA VIGANÒ
CONSULENZA LEGALE 6
Direttore dei sistemi informativi UN CAFFÈ CON... MARIO CARLO BACCAGLINI 7
FRANCESCO FORTE IN LIBRERIA 8
Stampa: TIBER Spa - Brescia FATTI&NOTIZIE 10
ELENCO ARGOMENTI 76
Distributore: [Link].P., via Bettola 18,
20092 Cinisello Balsamo (Milano), tel. 02/660301
AGENDA D’EPOCA 104
Distributore per l’estero: GLI ANNUNCI DI CLASSIC TRADER 121
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2 [Link] | MARZO 2020
ATTUALITÀ
RETROMOBILE
Mai visto prima 18
64
AUTOMOTORETRÒ
Torino liberata 26
RAID PALERMO-MILANO
Italia e la Balilla 32
IN COPERTINA
PORSCHE CARRERA GTS TYP 904
Il bello della plastica 46
RESTAURI
BMW 530 MLE
La nonna della M3 56
BELLISSIME DA CORSA
TOYOTA GT-ONE
La valigia del pilota 64
SPORT
JOCHEN RINDT
Campione alla memoria 84
84
23° RALLYE MONTE-CARLO HISTORIQUE
È cambiato il clima 90
HISTORIC ICE TROPHY
Ghiaccio bollente 94
BEPPE GABBIANI
La testa a posto 98
LO SPECIALISTA DEL MESE
COLPANI MOTORI
La cavallina e la leonessa 110
TECNICA
L’EVOLUZIONE DEI FARI
Fiat lux 116
[Link] |MARZO 2020 3
AUTO, MOTORI,
ELEGANZA, STORIA
IN UN EVENTO IMPERDIBILE.
9 - 10 MAGGIO 2020
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FIERA DI VERONA
Segreteria organizzativa: Intermeeting Srl - Via Fornace Morandi 24 - 35133 Padova
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CONSULENZA LEGALE
La rubrica di consulenza è a Vostra disposizione per chiarire aspetti di legge controversi, legati all’uso dell’auto d’epoca. L’avv. Giacomo Montanari,
del Foro di Venezia, è a Vostra disposizione gratuitamente per rispondere ai Vostri quesiti. Potete indirizzare le richieste a: Automobilismo d’Epoca -
Consulenza legale, via don Sturzo, 7; Pero (MI); oppure, più semplicemente, via e-mail all’indirizzo automobilismodepoca@[Link] specificando
“Consulenza legale” nell’oggetto della mail.
TRASPORTO DI ANIMALI: REGOLE UGUALI PER STORICHE E MODERNE
Buongiorno, vorrei sapere se per il trasporto di trasportini e gabbiette e posizionato nel ba- delle cinture di sicurezza della macchina, per
animali ci sono regole particolari nel caso che gagliaio, altrimenti è necessario utilizzare delle bloccare l’animale in maniera efficiente senza
il veicolo sia storico o valgono le stesse per le cinture di sicurezza speciali o installare delle comprometterne l’incolumità e il benessere.
automobili moderne. reti divisorie. Tuttavia, in quest’ultimo caso Alcuni modelli sono piuttosto semplici, men-
Gualtiero Invernizzi - Rosate (MI) la modifica deve essere autorizzata, infatti il tre altri sono composti da una pettorina, che
Codice della Strada prevede una richiesta di abbraccia il petto del cane garantendo un
Gentile Lettore, per rispondere correttamen- omologazione presso la Motorizzazione Civi- bloccaggio meno aggressivo in caso di fre-
te al suo quesito è importante soffermarsi le, che deve valutare il dispositivo di ritenuta nata d’emergenza. Quest’ultimo sembra es-
sull’art. 169, comma 6, del Codice della Stra- ed eventualmente rilasciare un certificato di sere il sistema migliore da usare su un’auto
da secondo cui “... Sui veicoli diversi da quelli idoneità. storica, più semplice e meno invasivo, purché
autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Analizzando le diverse opzioni per il trasporto l’auto stessa ovviamente sia dotata di cinture
Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, dei cani nella propria auto d’epoca, la soluzio- di sicurezza a cui affrancare la pettorina.
n. 320, è vietato il trasporto di animali dome- ne più semplice consiste nell’utilizzo del clas- In tale quadro, i proprietari di animali domesti-
stici in numero superiore a uno e comunque sico trasportino per animali domestici. ci che sono abituati a una certa libertà duran-
in condizioni da costituire impedimento o pe- Un’altra soluzione è la rete divisoria, come te il loro trasporto in auto, sia essa storica o
ricolo per la guida. È consentito il trasporto di previsto dal già citato art. 169 del Codice moderna (non è raro vedere dei cani comoda-
soli animali domestici, anche in numero su- della Strada. In questo modo è possibile in- mente seduti sui sedili posteriori o anteriori),
periore, purché custoditi in apposita gabbia stallare la struttura tra lo schienale dei sedili devono, quindi, iniziare a rispettare il dettato
o contenitore o nel vano posteriore al posto posteriori e il tettuccio, per separare il baga- del Codice della Strada che è chiaro in merito
di guida appositamente diviso da rete od al- gliaio dal resto dell’abitacolo, evitando che e prevede per chi non rispetta le normative di
tro analogo mezzo idoneo che, se installati in l’animale possa rappresentare un pericolo legge una sanzione amministrativa.
via permanente, devono essere autorizzati dal per la guida. Ciò vale per qualsiasi situazione in cui non si-
competente ufficio provinciale della Direzione Infine, vi sono delle apposite cinture di sicu- ano rispettate le condizioni di sicurezza, ovve-
generale della M.C.T.C. …”. rezza che il Codice della Strada consente di ro se l’animale può rappresentare un proble-
Nello specifico, l’animale non deve creare installare a bordo della propria vettura. Si trat- ma per il conducente, mettendo a rischio la
un pericolo o una distrazione per la guida, ta di collari e guinzagli speciali, con agganci sicurezza stradale dei passeggeri del veicolo
dunque deve essere alloggiato in appositi che consentono il collegamento agli attacchi e degli altri utenti della strada.
6 [Link] | MARZO 2020
Un caffè con... Di Giacomo Montanari
to al Concorso Italiano 2019 dove mi è sta-
to assegnato “La Bella Macchina Award”.
Devo ammettere che sono molto orgoglio-
so di essere stato il primo italiano premia-
to e ancor di più nel sapere che molti col-
lezionisti presenti erano stati alla fiera di
Padova e si complimentavano per la sua
organizzazione.
Ha un aneddoto da raccontarci?
Mi è capitato proprio pochi giorni fa men-
tre prendevo un caffè all’Autogrill prima
di arrivare a Milano. Lì un signore molto
cortese mi è venuto incontro e mi ha det-
to che lo facevo felice ogni anno nel veni-
re alla fiera di Padova. Sono cose che ti
danno una grande spinta nella quotidiani-
MARIO CARLO BACCAGLINI
tà del lavoro.
Un sogno da realizzare?
Mi piacerebbe molto poter collabora-
re con la Ferrari. Lavorando insieme alla
Come nasce la sua passione per le auto? vettero cedere l’organizzazione dell’even- scuderia del Cavallino vorrei far diventare
Mio padre era un grande appassionato del- to. Mi feci avanti e da quel momento iniziò la mostra di Padova l’appuntamento più
le automobili e mi ha abituato fin da pic- il lavoro che compio tuttora con grande importante del mondo per gli appassiona-
colo ad apprezzarne la bellezza. Grazie a dedizione per la manifestazione, portan- ti del settore e creare eventi specifici an-
lui ho conosciuto le emozioni che solo le dola a livelli davvero elevati a livello euro- che nel corso dell’anno.
macchine riescono a trasmettere e con il peo. Gli stranieri, infatti, che partecipano Quale sarà il futuro delle storiche?
passare del tempo sono sempre più felice ad ogni edizione mi ripetono che secon- Le auto d’epoca e quelle moderne saran-
di aver avuto un “maestro” così speciale. do loro l’appuntamento di ottobre a Pado- no una sola cosa: da quelle classiche si en-
Qual è stata la sua prima auto d’epoca? va è un punto di riferimento per l’Europa. trerà nel mondo delle nuove. Come avvie-
Un Maggiolone cabriolet del 1973, giallo, E Verona Legend Cars? ne in Germania dove le stesse Case sono
che comprai quando ero più giovane ed è Questa è tutta un’altra cosa… Nasce produttrici, ma anche restauratrici di vec-
diventato la mia attuale e unica auto d’e- dall’esigenza di creare un appuntamen- chi modelli, custodi della storia, dei musei
poca. Quando lo guido mi emoziono sem- to primaverile che sia particolarmente di- e organizzatori di raduni. Alcune marche
pre e lo uso spesso per portare in giro i namico e per allargare la fascia di passio- come Ferrari, Mini, Mercedes e Bmw da
miei figli. ne e coinvolgere le “youngtimer”. Adesso questo punto di vista sono già avanti per-
La competizione che le è piaciuta di ci stiamo concentrando molto sui giovani ché a breve i club non saranno più separa-
più in Italia? e abbiamo aperto anche un portale che si ti ma integrati nella marca.
Ho partecipato alla WinteRace per due chiama “My first classic” che ha lo scopo Un consiglio a chi vuole avvicinarsi a
edizioni e mi sono divertito molto. L’ho di capire cosa vogliono e avvicinarli all’af- questo meraviglioso mondo?
trovata una gara molto vivace in cui ho tra- fascinante realtà delle automobili cercan- La scelta della vostra prima auto storica
scorso molti momenti divertenti con ami- do di accontentarli. non deve essere condizionata dalle ten-
ci. Non ho partecipato a molte competizio- Ci può descrivere le sue emozioni nel denze del mercato, ma rispecchiare pri-
ni perché da amante della velocità, faccio ricevere un premio a Pebble Beach? ma di tutto la vostra personalità.
molta fatica con la Regolarità. I miei pun- È stato un momento di grande soddisfa- Un augurio rivolto ai giovani lettori?
ti fermi sono il Maggiolone e la velocità. zione personale! Lo scorso 17 agosto, in- Gli auguro di capire la bellezza di viaggia-
Come nasce Auto e Moto d’Epoca a fatti, nell’esclusivo scenario della Monte- re con un’auto epoca per rendersi conto
Padova? rey Car Week, in California, il prestigioso di quanto può emozionare e gratificare.
La fiera nacque su iniziativa di un gruppo evento che culmina con il concorso d’ele- Niente come un’automobile con qualche
di appassionati padovani che nel 1986 do- ganza a Pebble Beach, sono stato premia- anno sulle ruote ti fa gioire altrettanto.
Mario Carlo Baccaglini:
presidente di Intermeeting S.r.l. e patron della fiera Auto e Moto d’Epoca di Padova
[Link] |MARZO 2020 7
IN LIBRERIA A cura di Rodolfo Solera
LIBRO DEL MESE
⁄LA PIÙ BELLA DEL REAME. MA DAVVERO?
Diceva Enzo Ferrari che un’auto da corsa è bella quando vince. Era ed è ancora
vero, perché le vittorie generano quel fascino in più che rendono irresistibili forme
nate, più che dall’estro creativo, da esigenze tecniche ed aerodinamiche. Ma tant’è,
anche se la 312P non ha mai assaporato la vera gloria, Gianni Agnesa, forte anche
del giudizio espresso dai giudici del Concorso d’Eleganza di Peabble Beach nel
2008, la vuole incoronare come (forse) la più bella Ferrari da corsa. Sarà, ma allora la
330 P4, per esempio? Oppure la 250 Testa Rossa? Però, come si dice, al cuore non
si comanda, e dunque quando la passione traccia la via maestra e mette l’autore
nelle condizioni di compiere un così bel lavoro, non c’è altro da dire che: chapeau! Il
libro è molto bello e ben fatto come nella tradizione di McKein, i testi sono completi
e intriganti, peccato solo per degli incomprensibili errori di composizione. Le foto poi
sono magnifiche e pochissimo viste, anche perché la 312P ha avuto una vita agoni-
stica ufficiale molto breve, soppiantata appena un anno dopo la sua presentazione
dalla 512S, con l’ingrato compito di battere la terribile Porsche 917.
Ma questa è stata un’altra storia.
Gianni Agnesa
312P - FORSE LA PIÙ BELLA
FERRARI DA CORSA
McKlein Publishing
Pagine 264 - Euro 89,90
⁄LA MILLE MIGLIA PER IMMAGINI, ⁄TUTTA LA STORIA
SELEZIONATE CON LA SENSIBILITÀ DELLO STORICO DI TUTTE LE PORSCHE 911
Torna il libro di Attilio Facconi sulla Mille Mi- Un ottimo volume, scritto da Randy Lef-
glia, un’opera editoriale ormai tradizionale fingwell per la Motorbooks (344 pagine,
e di solida caratura, grazie alle centinaia di costo 50 dollari USA), che ripercorre l’in-
foto che ritraggono tutte le automobili e tutti tera saga della leggendaria 911, ormai ben
gli equipaggi impegnati in gara. “Sulle strade oltre il mezzo secolo di vita. L’autore è dal
Attilio Facconi
della Mille Miglia 2019” racconta infatti per 1989 una fedele firma dell’editore Motor-
immagini, realizzate dai migliori fotografi al books e col suo stile accattivante delinea la
seguito della corsa, l’intero svolgimento della complessa genesi del modello e l’ancor più
competizione di Regolarità per auto d’epoca articolata evoluzione, spesso caratterizzata
costruite negli stessi anni in cui si svolse la da ripensamenti sul suo futuro. Leffingwell
Mille Miglia di Velocità. sottolinea come, similmente all’araba Feni-
L’autore stesso, Attilio Facconi, costituisce il ce, la 911 non solo sia sopravvissuta a mille
valore aggiunto dell’opera: storico dell’auto- crisi di mercato, ma sia riuscita a soppian-
mobile, con un particolare interesse proprio tare modelli ben più moderni e sofisticati e
per la “corsa più bella del mondo”, secondo a conquistare un successo planetario. Non
la definizione di Enzo Ferrari, egli seleziona in mancano la trattazione dei modelli da com-
prima persona le immagini tra centinaia e cen- petizione e utili e dettagliate tabelle riassun-
tinaia di esemplari, fino a giungere alla “crème teria gli sono valse un particolare riconosci- tive. Accanto all’ottimo testo, spiccano 450
de la crème” che viene impaginata. Con il gu- mento nientemeno da parte del Vittoriale bellissime immagini di ogni modello, dal pro-
sto e la sensibilità propri dello storico, che si degli Italiani, che da due anni concede il pro- totipo 901 all’ultima 992, tratte dall’archivio
ravvisano anche nei minimi dettagli, come la prio patrocinio all’opera; l’amore di Gabriele Porsche e da quello dell’autore. (de montis)
dicitura nelle prime pagine del libro che ricor- d’Annunzio per l’automobile è ricordato da
da il “tipo” usato per i testi, il “Bodoni” in ono- una straordinaria immagine del Vate su una
re dell’omonimo tipografo di Parma Giovanni Fiat alla presa di Fiume nel 1919 e spunto per
Battista (1740-1813), “che con i suoi caratteri un commento del direttore della rivista Auto-
ha conferito modernità, rigore e raffinatezza mobilismo d’epoca, Francesco Pelizzari. E
alla stampa”. La stessa sensibilità porta Fac- anche Roberto Giolito, capo di FCA Heritage,
coni a raccontare in ogni edizione un episo- ha voluto essere presente con una propria te-
dio della storia della Mille Miglia di Velocità, stimonianza che ricorda come l’Alfa Romeo
quest’anno dedicato alla seconda vittoria sia la marca più vincente nella Mille Miglia, sia
consecutive dell’Alfa Romeo e di Giuseppe quella di allora, sia quella di oggi.
Campari, nel 1929, anche questa racconta- “Sulle strade della Mille Miglia 2019” è un libro
ta con abbondanza di straordinarie immagini imperdibile, edito da Grafiche Marchesini; si
d’epoca. trova nelle migliori librerie al prezzo di 45 euro
La passione e il rigore di Facconi per la ma- (178 pagine, formato 24x34x2 cm). (f.p.)
8 [Link] | MARZO 2020
⁄LA FAVOLOSA ERA
DELLE GRUPPO A DA RALLYE
Continua la bella serie di libri di McKlein dedicati allo sviluppo tecnico ed agonistico dei
rally internazionali, dal dopoguerra ad oggi. Questa volta l’attenzione è concentrata sulla
decade a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, e cioè il periodo in cui le Gruppo A hanno sostitu-
ito le mostruose Gruppo B, bandite perché in assoluto le auto da rally più pericolose mai
costruite. I primi anni di questa nuova fase sono stati dominati dalla Lancia, seguita negli
anni seguenti da Mitsubishi, Ford, Subaru e Toyota: tutti i Costruttori hanno seguito la
medesima formula vincente, e cioè vetture derivate (per regolamento) dalla grande serie
e costruite esse stesse in buon numero (inizialmente addirittura 25.000 esemplari, per
essere certi di evitare le esagerazioni mortali degli anni precedenti) ma dotate di trazione
integrale e sovralimentazione. Questo libro, come i precedenti, ripercorre le maggiori
competizioni internazionali dell’intero periodo, descrivendo le singole auto e la loro evo-
luzione, raccontando le storie dei vari piloti e dei loro team, documentando gli incidenti
e i principali problemi tecnici, spiegando la sostanza dei mutamenti regolamentari. Il
tutto condito da splendide immagini, tutte provenienti dal vastissimo archivio di McKlein.
John Davemport - Reinhard Klein
GROUP A
WHEN RALLYING CREATED
ROAD CARS ICONS 1987-1996
McKlein Publishing
Pagine 256 - Euro 49,90
[Link] |MARZO 2020 9
FATTI & NOTIZIE
⁄LANCIA AURELIA, AL MAUTO
IL MITO SENZA TEMPO
Sarà aperta fino al 3 maggio prossimo la mo-
stra “Lancia Aurelia 1950-2020. Mito senza
tempo”, presso il MAUTO – Museo Naziona-
le dell’Automobile di Torino; uno straordinario
percorso espositivo articolato su due piani
che racconta, con il contributo di 18 esemplari
d’eccezione – di serie e fuoriserie –, l’evoluzio-
ne del modello presentato per la prima volta al
pubblico proprio a Torino, nel 1950, quando
la Lancia Aurelia, grazie al fortunato sodalizio
creativo e stilistico con Battista Pinin Farina,
⁄IL MUSEO MERCEDES SPICCA IL VOLO s’impone agli occhi del mondo come espres-
ANCHE SU INSTAGRAM sione di pura eleganza, ispirata a un ideale di
850.954 visitatori, oltre 10 milioni totali dalla fondazione nel 2006, +16.833 (oltre 2%) levigata sobrietà.
rispetto al 2018: sono i numeri di un successo. Quello della storia; e della Mercedes- D’altro canto, i suoi contenuti tecnologici, do-
Benz: sono i numeri 2019 del museo della casa di Stoccarda, che si devono non sol- vuti a progettisti del calibro di Vittorio Jano e
tanto alle vicende gloriose delle sue automobili, ma anche al saper fare e gestire un Francesco De Virgilio, hanno contribuito all’af-
museo. Non si spiegherebbe altrimenti fermazione del marchio Lancia come sinoni-
il motivo del successo anche sui social, mo di prestazioni e sportività: il primo motore
quanto di più lontano ci può essere da un V6 di serie; il monoblocco di alluminio fuso in
museo, nell’immaginario, e che invece ha conchiglia; la sospensione posteriore a ruote
visto sfondare il milione di seguaci su In- indipendenti; la trasmissione al posteriore con
stagram. i freni entrobordo. L’Aurelia ottiene infatti stra-
Certo aiuta il fatto che il museo Mercedes ordinarie affermazioni nelle più importanti gare
sia realizzato all’esterno della fabbrica di dell’epoca: Mille Miglia, Targa Florio, Giro di
Untertürkheim, creando una precisa iden- Sicilia, 24 Ore di Le Mans, Coppa d’Oro delle
tità che si traduce in fidelizzazione: le Mer- Dolomiti, e altre ancora.
cedes è lì, e il suo museo è lì. La stessa I modelli nel percorso espositivo: Lancia Apri-
cosa non si può dire, ahinoi, di esposizioni lia Bilux Pinin Farina; B10; B12 (1954); B24S
di famose Case italiane, rispetto alle quali Convertibile e B24S Spider; Florida II; B52;
non si sa dove identificare un luogo di pro- B53 “Giardinetta” Viotti; due B50 Pinin Farina;
duzione con esattezza… Tornando a Instagram, è stato reso disponibile un tour guidato B20 GT e altri sei esemplari Gran Turismo (dal-
dal vivo del museo, su quella piattaforma social, con cui gli utenti potevano votare e la I alla VI serie).
scegliere quale tour da seguire: i due episodi sono stati seguiti da oltre 350.000 follower. Il racconto della mostra dedicata alla LANCIA
E nella stessa app si possono anche scegliere le Mercedes classiche in vendita… AURELIA è affidato al catalogo realizzato da
Oltre a questo, presso il museo sono organizzati eventi di ogni tipo e per tutte le età, da Massimo Fila Robattino, curatore della mo-
concerti (il 10 luglio prossimo si esibirà Alvaro Soler) a mostre sulle squadre di calcio (nel stra, con il contributo del giornalista Giosuè
2019 una sui 125 anni dello Stoccarda Football Club), proiezione di eventi sportivi (gli Boetto Cohen, e sarà in vendita presso il bo-
Europei di calcio 2020, e i GP del mondiale di F1, per esempio), con capacità ricettiva okshop del MAUTO.
di 6.000 persone. [Link]
[Link]/mercedesbenzmuseum
10 [Link] | MARZO 2020
⁄ASI SPEGNE GLI EVENTI FINO AL 31 MAGGIO
E ACCENDE LA SOLIDARIETÀ PER L’EMERGENZA CORONAVIRUS
ASI ha avviato la raccolta fondi “Insieme per fermare il Covid”, insieme ad previsto si svolgessero sotto l’egida e/o il collegamento all’ASI fino al 31
ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e coordinata da “Benes- maggio 2020.
sere Italia”, organo di supporto tecnico-scientifico della Presidenza del In particolare, sono stati annullati il 19° ASI MotoShow (8 - 10 maggio a
Consiglio dei Ministri che opera in stretta collaborazione con i Ministeri, Varano de’ Melegari) e il 9° ASI Go-Kart Show (15-17 maggio a Jesolo),
le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali. I fondi raccolti saranno mentre è stato rimandato al 17 ottobre 2020 il Concorso d’Eleganza Città
destinati sia ad interventi locali con carattere d’urgenza - come ad esem- di Torino - 90° Pininfarina che si sarebbe dovuto svolgere il 30 maggio.
pio l’acquisto di respiratori per le terapie intensive - sia ad attività centra- Rinviato al 2021 anche il grande evento “Marco Polo Silk Road” nato dalla
lizzate: i progetti saranno identificati in un tavolo di lavoro coordinato da collaborazione tra l’ASI e la Federation of Classic Car China per celebrare
“Benessere Italia”, del quale faranno parte sia ANCI sia ASI. Tutte le in- i 50 anni dei rapporti diplomatici tra Italia e Cina.
formazioni e le modalità di partecipa- “L’ASI - ha sottolineato il presiden-
zione alla raccolta fondi (compresa la te Alberto Scuro - rappresenta un
donazione on line) si troveranno sul mondo di passione e valori positivi
sito [Link]. I primi e non può certo restare silente ri-
donanti saranno i Club ASI, e la Fe- spetto alla situazione che stiamo
derazione stessa, organizzatori degli vivendo. Oltre alla raccolta fondi
eventi 2020 che sono stati annullati: con Benessere Italia , stiamo colla-
i fondi che erano stanziati per l’orga- borando attivamente per creare le
nizzazione dei singoli appuntamenti condizioni che permettano, anche
saranno devoluti a “Insieme per fer- nel nostro settore, di rispettare le
mare il Covid”. misure indicate dai decreti governa-
A tal proposito, l’ASI ha comunica- tivi. Abbiamo anche riorganizzato le
to che l’ultima decisione presa dal attività e il personale della segrete-
Consiglio Federale riguarda l’annul- ria generale in modo da limitare al
lamento o la sospensione di tutte le massimo i contatti tra i dipendenti e
manifestazioni e gli eventi associativi nel contempo garantire la funziona-
e ricreativi di ogni tipologia che era lità di tutti i servizi ai soci.”
⁄BMW RISPOLVERA LO JUNIOR TEAM
(DOPO 43 ANNI)
Le case automobilistiche prendono sempre più ispirazione dalla propria storia non soltanto per il prodotto, ma anche per le attività collaterali. L’ultimo
caso in ordine di tempo è quello di BMW, che ricrea nel 2020 il suo “Junior team”. La squadra corse dedicata alla crescita dei giovani creò scalpore
alla sua apparizione nel 1977. Fu Jochen Neerpasch, valido ex-pilota della Casa bavarese, a mettere sotto contratto all’epoca i giovani Marc Surer e
Manfred Winkelhock, insieme al giovanissimo Eddie Cheever (aveva appena compiuto 19 anni). Ora il BMW Junior Team rinasce con tre giovanissimi
piloti che saranno addestrati alle gare di alto livello, con un importante investimento e tutti i moderni metodi di allenamento, compresi la cura del corpo
e dell’alimentazione e le sessioni ai simulatori più avanzati; i piloti prescelti sono il 19enne britannico Dan Harper (campione Porsche Carrera Cup
inglese) e i 18enni Max Hesse (campione TCR Germania), tedesco, e Neil Verhagen (6° nel Campionato inglese di F3 nel 2019), statunitense.
“Quando creai lo Junior Team nel 1977 - ha ricordato Neerpasch - fummo dei pionieri. Sono molto contento di essere stato coinvolto, dopo 40 anni,
in questa iniziativa che ne riprende lo schema. So per esperienza diretta che i giovani piloti imparano molto più velocemente quando fanno squadra
piuttosto che quando battagliano tra di loro. Su questo presupposto è stato deciso di ricreare lo Junior Team, nella speranza che questi tre giovani si
faranno strada nell’automobilismo professionistico”. (Nelle foto, Eddie Cheever in azione al Nürburgring nel 1977 e in una foto di due anni fa insieme a
Marc Surer - alla sua sinistra - e Jochen Neerpasch)
[Link]
[Link] |MARZO 2020 11
⁄“FLASH MOB” D’EPOCA A MILANO:
165 AUTO IN FILA INDIANA NEL CENTRO CITTÀ
Domenica 16 febbraio Milano è stata teatro di un “flash mob” iti-
nerante di auto storiche per celebrare la passione per i veicoli d’e-
poca.
L’evento è stato organizzato con il passaparola sui social dai
ragazzi del team Pian Piano Arriviamo (PPA) - Willy, Francesco,
Silvio e Davide - e ha riunito la bellezza di oltre 150 veicoli, por-
tati dai soci dei più prestigiosi club di auto storiche lombardi.
Dopo l’incontro in un viale periferico sede di alcune grosse con-
cessionarie automobilistiche, alle 9.30 del mattino la carovana di
auto e moto storiche ha attraversato in fila indiana, ordinata, silen-
ziosa e colorata, gran parte della città: un corteo che impiegava
un quarto d’ora a esaurirsi. I veicoli hanno percorso viale Certo-
sa, Corso Sempione, con il parco e la Triennale, Piazza Cadorna,
Piazza Sant’Agostino, Viale Papiniano, Piazza Conciliazione, Via
Mario Pagano. Dopo una breve sosta a CityLife con le sue tre torri
(in foto, una Iso Grifo), in ordinata fila indiana sono poi tornate al
⁄365/930: LA SUPER PORSCHE, punto di partenza.
WALTER RÖHRL E IL SOGNO DI VIKTOR “La nostra ambizione -hanno detto i ragazzi di Pian Piano Arri-
Questa è la storia di un uomo tanto appassionato da cedere a una Por- viamo, che hanno una frequentata pagina Facebook- è soltanto
sche il soggiorno di casa. E se vi sembra incredibile, aspettate di co- quella di mettere assieme appassionati, di ogni club e con ogni
noscere il finale. Viktor Grahser, un meccanico di aviazione austriaco mezzo, per i quali abbiamo creato una rete, totalmente gratuita e
emigrato in Australia, a metà anni Novanta torna a casa. È rimasto oltre che possa essere davvero inclusiva per tutti. Una passione che ci
trent’anni laggiù, ma poi sua moglie è mancata e lui è tornato nel suo ha permesso di realizzare qualcosa di unico per la città di Milano.”
villaggio poco lontano da Vienna. Con una valigia e… tre Porsche 356, Gli aventi di PPA si distinguono per la gratuità e la spontaneità, che
acquistate così come le ha trovate nella terra dei canguri. Due sono in non significa disorganizzazione, anzi. Dai primi “raduni di prima-
un container nel giardino di casa: una coupé A parzialmente convertita a vera”, d’estate, autunno e inverno, che riscossero subito grande
Speedster, con pezzi di una 911 e un motore 2.7 con iniezione mecca- successo, è passato del tempo ed è cresciuto il movimento, che
nica; e una Roadster B su cui è montato un 3.0 Turbo della 911/930 del ormai raduna circa 400 veicoli a ogni appuntamento, in ogni con-
1977: è la preferita di Viktor, che la chiama 356/930. Poi c’è una Speed- dizione meteo e in ogni momento dell’anno.
ster con guida a destra, una rarità: questa “riposa”… in salotto. Non che Aggiungiamo noi che, in questi tempi di chiusura delle città al traffi-
Grahser abbia una casa grande, tutt’altro. Semplicemente, si accontenta co, un evento del genere ha un forte impatto simbolico.
per vivere dei 20 metri quadrati che gli avanzano: un letto, una stufa, un
tavolino. È quasi un recluso, ma è contento così, di vivere vicino alle sue
amate automobili. Spesso si siede nel container, in giardino, e sta lì, di ⁄ALLA 1000 MIGLIA RIPARTE
fianco alle sue auto. Il suo sogno è di creare un piccolo museo, con le tre IL CALENDARIO DELLE ASTE FINARTE
auto restaurate. Sulla scia degli ottimi risultati, Finarte propone per il 2020, più ap-
Nel maggio 2008 Grahser muore all’improvviso. La sua eredità, com- puntamenti e invita a proporre le vostre auto speciali per la vendita.
posta dalle tre Porsche e dalla piccola abitazione, va all’asta e le auto Il calendario di aste Finarte a tema automotive si presenta ricco e
sono acquistate da un rivenditore di Stephanskirchen, una località poco variegato: Porsche & More, lunedì 20 aprile 2020, a Reggio Emilia;
distante, che realizza le volontà del vecchio proprietario, soprattutto per 1000 Finarte, lunedì 11 maggio 2020, presso il Museo Mille Miglia,
quanto riguarda la 365/930, a cui applica passaruota allargati, due prese a Brescia; Brescia Finarte, in contemporanea con 1000 Finarte,
d’aria per il raffreddamento sul cofano motore e un labbro anteriore che presso il Museo Mille Miglia, a Brescia; Padova Finarte, venerdì
ricorda quello della 911 S; poi sposta la guida a sinistra. Dopodiché salda 23 ottobre 2020, durante Auto e Moto d’Epoca, presso la Fiera
il tetto e vernicia, installa motore e trasmissione e monta il parabrezza di Padova.
con una bella cornice cromata. Grahser ne sarebbe molto felice. E an- A “1000 Finarte”, l’eleganza della velocità: Maserati A6 1500
cora di più lo sarebbe sapendo quale sorte il destino ha riservato alla Gran Turismo (Pinin Farina) del 1949, chassis no. 084. Matching
sua “Super Porsche”, come Viktor aveva battezzato la macchina prima numbers. Tra le più belle A6 esistenti. Venduta nuova a Milano da
ancora di essere riuscito a realizzarla. Perché il rivenditore che l’ha acqui- Franco Cortese. Portabandiera Maserati negli ultimi anni, esposta
stata ha un conoscente molto famoso: nientemeno Walter Röhrl. Al quale dalla stessa casa madre in eventi di portata mondiale. In condizioni
chiede di fare qualche giro di prova della macchina, per capire quale sia spettacolari. Stima: 500.000/700.000 euro.
il comportamento e se serva qualche “sviluppo”. Il campione tedesco Una piccola grande occasione per entrare nel mondo della freccia
accetta di buon grado: “Mi sono sempre piaciute le auto d’epoca - dice rossa: Fiat 500 C del 1950, telaio no. 222313, che disputò la XXI
il bicampione del mondo Rallye -. Ti danno la sensazione di poterle an- Mille Miglia, nel 1954, col numero 2126, condotta da Delo Fravolini
cora controllare da te, di essere artefice del tuo destino. Tuttavia il mio e Carlo Moser. La vettura fu preparata ed elaborata in ogni det-
approccio con questa 356 turbo è stato molto cauto: immaginavo che taglio ed è in condizioni da restauro. Stima: 55.000/70.000 euro.
avesse un comportamento piuttosto nervoso… Invece mi sono dovuto ri- A Porsche & More due Porsche 356 eccezionali, una 1500 Super
credere, e con tanta maggiore sorpresa quanto era lo scetticismo iniziale. (Reutter), dal no. di telaio (11981) bassissimo ed una Speedster
La macchina è bilanciata, sincera e precisa. Si guida veramente bene”. E con la storia ancora da scoprire, il cui no. di telaio (80122) dista solo
c’è da credergli, visto che l’ha acquistata…Il sogno di Viktor Grahser si è di quattro numeri da quella appartenuta a James Dean (80126).
realizzato oltre ogni aspettativa.
12 [Link] | MARZO 2020
⁄IN GERMANIA VENDONO LE GELÄNDEWAGEN ⁄PRODEZZE E SEGRETI
(PUCH) DELL’ESERCITO SVIZZERO NELLA PRODUZIONE DELLA PRIMA DS
Nel 2019 si sono festeggiati i 40 anni della Mercedes Serie G, uno dei modelli di Mentre a Retromobile DS festeggiava i 50 anni dell’av-
maggior successo della Casa di Stoccarda, tanto da essere tuttora in listino, benché veniristica SM a motore Maserati (peraltro nata come
inizialmente fosse stata progettata a fini militari. Citroën), la mente andava alla Deèsse, quando era un
Non tutti sanno che sotto la carrozze- modello e non un marchio, avveniristica berline presen-
ria si cela una meccanica realizzata in tata nel 1955. E pensare che la progettazione cominciò
collaborazione con l’austriaca Puch; addirittura nel 1938… e con quali astuzie!
ancora meno sono quelli al corrente del La gestazione della DS fu una vera e propria prodezza
fatto che proprio con questo marchio la industriale. I lavori cominciarono sotto la direzione della
“Geländewagen” era usata in Svizze- stessa squadra che aveva curato la Traction Avant; ma
ra dall’esercito locale. E proprio l’Arma nel frattempo, dopo la prematura scomparsa di André-
elvetica, insieme a quella di Germania, Gustave Citroën nel 1935, i nuovi proprietari della Marca
sono i due principali fornitori di versioni avevano incaricato Pierre-Jules Boulanger di prendere il
militari della fortunata automobile au- timone dell’azienda e portare avanti i sogni del fondatore.
stro-tedesca, particolarmente ricercate Molti furono i cambiamenti portati dalla nuova dirigenza:
dagli appassionati della Mercedes G. meno pubblicità e molta più discrezione, al punto che la
Se siete tra questi, sappiate che potete parola d’ordine da lì in avanti sarebbe stata “segretezza”.
acquistare una Mercedes-Puch residuo La “maison du mystère”, come fu ribattezzato il marchio
dell’esercito elvetico presso Lorinser (a francese, chiuse tutte le sue porte, acquistò un grande
Waiblingen), specializzato in tuning e terreno recintato dove fare le prove dei prototipi e arrivò
auto storiche nonché uno dei 46 ven- a vietare lo scambio di informazioni tra i reparti. Il Centro
ditori autorizzati in Germania ad esporre Studi (che includeva anche il centro stile capitanato da
l’insegna “Mercedes-Classic Partner”. Flaminio Bertoni) fu raggruppato a Parigi, in centro, a rue
Da Lorinser si possono trovare varie ver- du Théâtre. Lì tutto era strettamente riservato e gli stessi
sioni di Puch G, a passo lungo, tre por- tecnici avevano restrizioni d’accesso tra i vari laboratori.
te, otto posti e capote morbida come La progettazione della DS proseguì per ben diciassette
pure alcuni esemplari con tetto rigido e anni, inclusi quelli della guerra: le prove e la progettazione
quattro posti. A seconda delle condizio- continuarono, sempre in segreto, lontano da Parigi, pres-
ni, dell’anno di costruzione, del chilometraggio (da 45.000 a 202.000 km) e dell’uso so la pista de La Ferté-Vidame.
che è stato fatto del veicolo, il prezzo va da 15.200 a 19.000 euro. Tuttle le Puch G in Tutto fu studiato a tavolino e provato in laboratorio; qual-
vendita da Lorinser sono dotate di motore 4 cilindri a benzina da 2297 cc e cambio che prototipo, smontato o camuffato, fu collaudato alla
automatico a quattro rapporti. Ferté, ma un solo uomo conosceva la DS19 da cima a
L’azienda tedesca offre anche una serie di personalizzazioni per modificare i veicoli fondo: André Lefebvre, l’ingegnere capo: per tutti gli altri
secondo i propri gusti ed esigenze. progettisti l’auto era un mistero. Figuriamoci per gli ope-
[Link] rai che a breve avrebbero dovuto costruirla!
Le prime venti DS19, necessarie per la presentazione e
per le prove su strada, furono assemblate dagli stessi
progettisti, a mano! Nella storica fabbrica di quai de Ja-
Finarte si riconferma casa d’aste italiana leader nel settore automobilistico per vel fu isolata una parte di un capannone la cui porta era
numeri e immagine. L’ultima asta, che si è tenuta venerdì 25 ottobre 2019 a guardata a vista: nessuno poteva entrare. E solo in quel
Padova, durante Auto e Moto d’Epoca (in foto) è stata l’ultima di una serie di momento, nel settembre del ‘55, i tecnici che l’avevano
successi. Realizzata in collaborazione con Automotive Masterpieces, ha totaliz- progettata riuscirono a vederla completata. (Nelle foto, le
zato oltre tre milioni di euro di vendite totali, aggiudicando vetture molto speciali linee di produzione a quai de Javel a Parigi)
come i top lot, Alfa Romeo e Cisitalia. [Link]
Sandro Binelli, capo del dipartimento Automotive di Finarte: “Abbiamo accet-
tato alcune importanti sfide e raggiunto vendite significative e ragguardevoli
world record di modello, tra vendite in sala e vendite post-asta, superando di
gran lunga le aspettative.”
[Link]
[Link] |MARZO 2020 13
⁄COMPIE 70 ANNI PIRELLI CINTURATO,
UN MARCHIO CAMPIONE DI TECNOLOGIA E SICUREZZA
Il marchio Pirelli Cinturato compie settant’anni. Nato all’epoca in cui si sviluppava la mobilità
di massa e giunto fino a oggi, ora si rinnova con il debutto imminente del nuovo Cinturato
P7, pneumatico estivo high performance che raccoglie l’eredità di sette decenni di sviluppo
tecnologico costante. Cinturato, inoltre, è la gamma più versatile dei pneumatici Pirelli Velo,
che ora si appresta a calzare le e-bike Pirelli Cycl-e Around, il servizio di sharing per la mobilità
sostenibile. Ma non solo: continua la sperimentazione dei pneumatici connessi alla rete 5G, con
il che il nuovo Cinturato P7 potrà raccogliere informazioni da ritrasmettere agli altri veicoli per
aumentare il livello di sicurezza stradale.
Settant’anni fa, gli ingegneri Pirelli portavano su strada i primi prototipi di un pneumatico inno-
vativo che avrebbe creato un’intera famiglia: ancora non si chiamava Cinturato ma nascondeva
sotto al suo battistrada una rivoluzione epocale: l’introduzione della struttura radiale che Pirelli
ha evoluto utilizzando dei materiali di rinforzo misti, tessili e metallici. Il “favoloso pneumatico
che ha dentro la cintura di sicurezza” (così Pirelli descriveva all’epoca il Cinturato) era destinato
a gommare le auto più importanti, come Ferrari 250 GT e 400 Superamerica, Lamborghini
400GT e Miura, Maserati 4000 e 5000. Con il CN12 furono introdotti i primi “ribassati”, capaci di
prestazioni ancora superiori; poi fu la volta del CN36, nato per le auto stradali ma capace anche
di vincere nei Rallye. E poi ancora il CN54, e i “parenti” dalle super prestazioni, il cui capostipite
fu il mitico P7, nato per i rally e progettato per la Lancia Strato’s, che portava al debutto inno-
vazioni come la cintura in nylon a zero gradi e una geometria super ribassata. Da allora è stata
tutta un’escalation tecnologica, fino al P Zero realizzato per i mostri come la Delta S4.
[Link]
⁄GP BORDINO, PROGRAMMA SPECIALE PER IL 30°: ⁄10° HISTORIC TRACK DAY: IL 19 GIUGNO
IL GOLFO DEL TIGULLIO E PORTOFINO TUTTE LE ABARTH IN PISTA A VARANO
Non c’è miglior modo per festeggiare il trentesimo anniversario del GP Importante tappa per l’Historic Track Day che giunge quest’anno
Bordino di visitare uno dei più caratteristici e incantevoli borghi italiani: alla 10^ edizione, in programma il prossimo venerdì 19 giugno. Una
Portofino, rinomata in tutto il mondo, località esclusiva che non ha mai ricorrenza carica di significati, soprattutto per gli organizzatori An-
perso però la sue caratteristica di borgo marinaro. La “piazzetta”, punto thony Berni e Pierangelo Pasini, il primo produttore e venditore di
di ritrovo del jet-set internazionale, dopo la partenza dei partecipanti ve- ricambi per vetture storiche
nerdì 5 giugno da Alessandria (sede dell’organizzatore Veteran Car Club e titolare della famosa ditta
Bordino) ospiterà gli equipaggi per consumare la cena del sabato 6 dopo Berni Motori Srl di Maleo
un’escursione via mare nel golfo del Tigullio, vera perla del mar Tirreno. (LO), il secondo contitolare
La partenza come detto è prevista il venerdì pomeriggio da Alessandria, della Franzoni Auto Srl (Fiat-
dove la cittadinanza si immergerà in un’atmosfera “d’altri tempi”, con ani- Lancia) di Brescia. L’even-
mazioni e costumi d’epoca. Il mattino di sabato mattina sarà dedicato allo to si terrà come tradizione
shopping all’interno del McArthurGlen Designer Outlet di Serravalle Scri- presso l’autodromo Ric-
via. Ai partecipanti sarà riservato uno sconto del 10% grazie alla tessera cardo Paletti di Varano De’
Bordino/Outlet. Nel pomeriggio, il trasferimento in Liguria per la visita del Melegari (PR). Il program-
Tigullio e Portofino via mare. A Portofino la terrazza giardino dello “Yacht ma dell’Historic Track Day,
Club Italiano”, situata in uno dei più incantevoli punti del borgo, ospiterà secondo una formula ormai
in esclusiva i partecipanti per la cena. Domenica, rientro in Piemonte. A consolidata, sarà il mede-
Frugarolo, località di nascita della pilota di Formula 1 Lella Lombardi, sarà simo delle scorse edizioni,
disputato un trofeo su un tracciato chiuso al traffico e allestito come un con quattro gruppi così sud-
autodromo d’altri tempi. La manifestazione si chiuderà con il pranzo e le divisi: 1° vetture stradali; 2°
premiazioni. Abarth 595 - 695 - 850 TC -
[Link] 1000 TC - 1000 TCR corsa;
3° 124 - 131 - A112 - 037 e
Ritmo Abarth; 4° Formula e
Sport. I turni di prove saran-
no sedici in totale, con inizio
alle ore 9,00 per le stradali e proseguendo ogni 30 minuti, nell’ordine
sopra descritto, con pausa dalle ore 13,00 alle ore 14,00. Alle 18, ai
box, conclusione della giornata con brindisi “Bollicine della Francia-
corta” e torta per tutti i partecipanti. Le iscrizioni si chiuderanno il 1°
giugno o comunque al raggiungimento di 50 vetture. L’ingresso sarà
libero al pubblico. L’iniziativa rientra negli eventi di carattere culturale
e sportivo promossi dalla Franzoni Auto Divisione Classic, centro
culturale dell’automobilismo storico e da collezione di Brescia. Per
informazioni: pasini@[Link]; tel. [Link].
[Link]
14 [Link] | MARZO 2020
⁄CORONAVIRUS: COMUNICATO DI CANOSSA EVENTS
E RIMODULAZIONE DEL CALENDARIO EVENTI
Il mondo è stato colpito duramente dal nuovo Coronavirus e ovunque si Speriamo invece di confermare le date originali della Modena Cento Ore
sta lavorando per combattere la pandemia. Anche noi di Canossa Events, (2-6 giugno), ma naturalmente stiamo preparando un piano per lo spo-
nel cercare di gestire questi tempi duri, pregando per un rapido ritorno alla stamento della gara a metà Ottobre, da attivare in base all’evoluzione
normalità, abbiamo preso ogni possibile misura per aiutare a contenere della pandemia.
la diffusione del virus e preservare la salute di tutte le persone coinvolte Per tutti gli altri eventi, i partecipanti saranno avvisati puntualmente di
nelle nostre attività. qualsiasi variazione.
Questa terribile crisi ci impone di ripianificare molti dei nostri eventi e di Il nostro customer care è sempre disponibile per qualsiasi richiesta. I pro-
riorganizzare il nostro lavoro, ma i nostri servizi vitali continuano a fun- blemi e le difficoltà sono parte della vita di tutti noi, spesso feriscono ma
zionare normalmente sia in Italia sia negli Stati Uniti e in Medio Oriente. ci aiutano a diventare sempre più forti.
Tra i nostri eventi più importanti, stiamo lavorando per spostare il Terre di Per questo faremo di tutto per mantenere, nella seconda parte dell’anno,
Canossa da Aprile a Ottobre. Annunceremo a breve tutti i dettagli. tutte le opportunità possibili per ritrovarci insieme e vivere grandi momenti
Il meraviglioso Rally of Enchantment, previsto per Maggio negli Stati Uniti, fatti di motori, di passione e di sorrisi.
è stato spostato a Maggio 2021. [Link]
⁄ASI E UNICEF INSIEME PER IL CAMPIONATO
DEI “MINI GRAN PREMI”
ASI e UNICEF Italia hanno dato vita al primo campionato nazionale dei “Mini Gran Premi” per
automobiline a pedali. Grazie alla manifestazione di interesse di oltre 20 club federati ASI in
tutta Italia, i bambini e le bambine di età compresa tra i 4 e i 9 anni potranno partecipare ai
Mini Gran Premi ASI UNICEF, eventi inseriti nelle manifestazioni per veicoli storici e volti alla
sensibilizzazione sul tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con l’obiettivo di sostenere
le attività di UNICEF Italia in favore dei tanti
bambini vulnerabili sul territorio nazionale e ELENCO PROVVISORIO DEI “MINI GRAN PREMI” 2020
nel resto del mondo.
19 aprile Raduno Città di Alcamo (TP) Auto e Motocicli Sport Club d’Epoca
Le automobiline a pedali, costruite artigia-
nalmente in Italia con le forme delle mono- 26 aprile Rievocazione Gran Premio di Bari Old Cars Club
posto degli anni ‘50, sfrecceranno in circuiti
3 maggio Corsa Futurista (SS) Club Il Volante
appositamente allestiti nelle piazze cittadine
per gareggiare all’insegna dei valori della 9 maggio Coppa della Perugina (PG) Club Auto e Moto d’Epoca Perugino
sportività, dell’amicizia e della solidarietà. La
17 maggio Mini Gran Premio di Mantova Ass. Mantovana Auto Moto Storiche
“finalissima” si correrà il 27 settembre a Par-
ma nell’ambito del grande evento ASI Histo- 30 maggio Coppa Città di Ancona Club Auto e Moto Storiche Ancona
ric Show e in concomitanza con la Giornata
7 giugno Raduno Dannunziano (PE) Old Motors Club d’Abruzzo
Nazionale del Veicolo d’Epoca 2020.
L’Automotoclub Storico Italiano è impegnato 7 giugno Mini Gran Premio di Macerata Scuderia Marche Club Motori Storici
al fianco di UNICEF Italia, principale organiz-
28 giugno Circuito di Avezzano (AQ) Jaguar Drivers Club Italy
zazione per la tutela dei diritti dell’infanzia nel
mondo, in un nuovo progetto internazionale 29 giugno Coppa dei Tre Laghi (VA) Club Varese Auto Moto Storiche
di prevenzione degli incidenti stradali, che in
12 luglio Piancavallo Revival (PN) Club Ruote del Passato
molti paesi risulta essere tra le principali cau-
se di mortalità dei bambini in età scolare. È 19 luglio Mini Gran Premio di Catanzaro Catanzaro Corse Club 2 Mari
stimato, infatti, che ogni giorno nel mondo
26 luglio Mini Gran Premio di Trento Scuderia Trentina Storica
500 bambini muoiono e 2.000 rimangono
gravemente feriti per cause collegate alla 26 luglio Mini Gran Premio di Taormina International Car Club Taormina
sicurezza stradale, soprattutto durante il tra-
6 settembre Alla scoperta della nostra terra (CE) Club Auto e Moto Antichi Sanniti
gitto per raggiungere la scuola.
Per contribuire allo sviluppo di politiche di 13 settembre Circuito di Conegliano (TV) Club Serenissima Storico
prevenzione in questa sfida globale, il pro-
gramma “Rights of Way”, che stanzia un 19 settembre Mini Gran Premio di Ferrara Club Officina Ferrarese del Motorismo Storico
milione di dollari all’anno per tre anni di in- 27 settembre ASI Historic Show Parma Old Cars Collection
terventi, è stato implementato e sostenuto
direttamente anche da ASI. 3 ottobre Trofeo Milano Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca
[Link] |MARZO 2020 15
⁄40 ANNI FA AL SALONE DI GINEVRA APPARE L’AUDI 4
Al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra del marzo 1980 (a coupé a trazione integrale il passo fu breve; le fu dato un nome italiano:
sinistra), una coupé sportiva a trazione integrale portò grande agitazio- quattro. I cilindri del motore erano invece cinque, con una cubatura di
ne tra gli stand. L’Audi quattro è stato il primo veicolo ad alte prestazioni 2,2 litri e la sovralimentazione con turbocompressore per 200 Cv di
con trazione integrale di serie. le quattro ruote motrici fino a quel mo- potenza. La “quattro” era un concentrato di tecnologia, che rivoluzionò
mento erano cosa da veicoli industriali e agricoli o fuoristrada speciali- anche il mondo delle competizioni: da allora, nei rallye le auto vincenti
stici. Fu una rivoluzione. L’idea di un’automobile a quattro ruote motrici nelle classifiche assolute sono soltanto a trazione integrale. Ma la cosa
nasce nell’inverno 1976-77, con i test sul fuoristrada Volkswagen Iltis, più stupefacente fu vedere che le Audi quattro erano vincenti anche
sviluppato dal gruppo Audi per l’esercito tedesco. Le sue eccellenti nelle gare di velocità su asfalto, come dimostrarono in USA le vitto-
caratteristiche di guida sul ghiaccio e sulla neve fecero nascere negli rie dell’Audi 200 quattro nel campionato TransAm (1988, a destra) e
ingegneri l’idea di installare la trazione integrale su un’Audi 80 di serie. dell’Audi 90 quattro nel campionato IMSA-GTO (1989).
I risultati delle prove furono impressionanti e di lì a progettare un’Audi [Link]
⁄A CITTADELLA A FINE MAGGIO LA FESTA
PER I 50 ANNI DELLE OPEL MANTA E ASCONA
Nel 1970 Opel presenta al pubblico due nuovi modelli: il 25 settembre data nel 1220 e dunque festeggia 800 anni di storia. È famosa per la cinta
1970 la coupé Manta A (nome dovuto all’andamento sinuoso della fian- muraria che la circonda per intero, di straordinaria bellezza e maestosità,
cata); il 28 ottobre è la volta della berlina Ascona A, come la città sviz- unica al mondo interamente percorribile attraverso un camminamento
zera del Lago Maggiore. L’Ascona e la Manta si inseriscono, al posto di ronda. Per informazioni telefonare al 368-3180377 oppure scrivere a
della Olympia, tra la Kadett e la Rekord. Entrambe le versioni ebbero [Link] @[Link]; oppure visitare il sito internet del gruppo. (Nella
importanti carriere sportive nei Rallye, con innumerevoli vittorie. Uno dei foto, un raduno del club tenutosi a Mantova nel 2019)
preparatori più abili di queste Opel era italiano, il “Mago” Virgilio Cor- [Link]
nero. L’apice dei risultati fu raggiunto dalla
Ascona, che vinse dapprima il Campiona-
to Europeo nel 1974, e poi, nel 1982, il
Campionato del mondo (con la versione
400 dell’Ascona “B”). In entrambi i casi, il
pilota era Walter Röhrl.
In occasione del 50° dei due modelli, Opel
Manta Fans Italy e Opel Fans Italy orga-
nizzano a Cittadella (PD), sabato 30 mag-
gio 2020, un raduno statico dedicato alle
Manta A ed Ascona A, a cui sono invitati
anche gli appassionati che possiedono al-
tre Opel storiche e d’epoca, italiani e no.
La manifestazione è aperta a tutti, appas-
sionati e curiosi, che potranno ammirare
un vero museo all’aperto. Inoltre ci sarà
una interessante conferenza tenuta da
Rainer Manthey, aperta a tutti.
Cittadella è una città fortificata che fu fon-
16 [Link] | MARZO 2020
AUCTIO N
Classic cars & motorcycles
SATURDAY | MARCH 28TH 2020 | 1:30 PM
⁄SBARCANO IN ITALIA I LUBRIFICANTI MATHY, OLDTIMER GALERIE TOFFEN
ANCHE PER LE STORICHE
L’edizione 2020 di AutoMotoRetrò, ha sancito il debutto ufficiale di
MATHY Italia, diretta emanazione, per la rappresentanza esclusiva
nel nostro Paese, della affermata Casa tedesca MATHY Universal,
dal 1946 specializzata nella progettazione e nello sviluppo di additivi
e lubrificanti per propulsori e cambi di produzione contemporanea e
d’epoca.
Forte di una gamma prodotti particolarmente articolata e di un altissi-
mo livello di tecnologia e sperimentazione, MATHY Italia si presenta sul
mercato nazionale con un posizionamento commerciale estremamen-
te competitivo anche con la “Linea MATHÈ” appositamente studiata
per le esigenze tipiche del motorismo storico (dal nome di Otto, pilota- 1973 Fiat 124 CSA Spider Abarth
collaudatore famoso per aver realizzato un’auto da corsa di derivazio- true Abarth, original hood available
ne Porsche, guidabile con un solo braccio data la sua menomazione;
Mathé dal 1946 sviluppò particolari additivi per lubrificanti e la sua auto
V I EWI NG
è riprodotta sulle confezioni degli oli per auto storiche). March 21st to 28th 2020
“Dopo molti anni di successi commerciali in Germania, in Europa e nel every day from 10.00 am
Mondo, MATHY Universal ha deciso di presentarsi ufficialmente an-
che in Italia -ha detto Peter Kolhs, Area Manager MATHY Universal- un Please use our online-form for
mercato ricco di opportunità per l’elevato livello di cultura motoristica your catalog orders (EUR 40.-)
che lo connota e per l’enorme quantità di appassionati di veicoli storici 1969 Fisher Fury
e youngtimer”.
MATHY Italia ha sede a Torino, in Corso Sebastopoli 204; Servizio
Clienti tel. 335-204541; info@[Link]; Facebook @Mathyitalia.
[Link]
1973 Alfa Romeo 2000 GTV 1956 Mercedes 190 SL
⁄A PIETRA LIGURE A LUGLIO
2° RADUNO NAZIONALE CITROËN 2CV
In Liguria e precisamente a Ranzi di Pietra Ligure (SV) si svolgerà
il 2° Raduno Nazionale Citroën 2CV e derivate dal 9 al 12 luglio
2020. Saranno protagoniste le simpatiche, coloratissime e anti-
conformiste 2Cv, che negli anni 60 -70 furono dei veicoli simbolo 1977 Datsun 260 Z 1951 MG TD
del movimento hippy e della libertà e ancora oggi, nonostante
siano trascorsi 30 anni
dalla fine della produzio-
ne, molti appassionati con
spirito avventuroso e un
pizzico d’incoscienza le
usano per girare l’Europa
in lungo e in largo. Grazie 1967 Lincoln Continental Convertible 1986 Maserati Biturbo Spyder
al periodo estivo e alla lo-
calità, sarà di certo un’oc-
casione per trascorrere
qualche giorno di vacan-
za, vivere intensi momenti
di convivialità e, grazie anche alla struttura degna di un camping
di alta qualità, saranno presenti stand gastronomici e rivenditori
di accessori. I luoghi che ospiteranno il Raduno Nazionale sono 1985 Ferrari Testarossa Monospec. 1985 Porsche 928 S
tra i più belli della Liguria; nelle vicinanze non mancheranno pic-
cole carovane per visitare le grotte di Toirano e di Borgio Verezzi, Guerbestrasse 1 Phone +41-31-8196161
o ancora la centralissima Pietra Ligure, la stessa Savona con la CH-3125 Toffen info@[Link]
Fortezza, o Imperia e la Riviera dei Fiori. [Link]
[Link]
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SALONI
MAI VISTO PRIMA
Capita di trovarsi alla fiere a dire “ci sono sempre le solite cose”
A Retromobile c’erano invece molte cose viste di rado, o mai. Parigi vale sempre una Messa...
DI FRANCESCO PELIZZARI
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I
trattori e i carri armati, le auto ibri- co a tutto tondo. Un’esposizione, quella borghini, McLaren, Peugeot, Porsche, Re-
de di inizio Novecento e la Simca V8 parigina, che ha aspira al ruolo di “prima nault, Volkswagen, Volvo; più molti scom-
brasiliana, la collezione Bertone e le del mondo”, se non dal punto di vista del- parsi, come Simca, Sunbeam e Tatra (che
McLaren, le più belle auto in vendita lo spazio espositivi di certo da quello del- costruisce ancora ottimi camion, ma non
dai migliori commercianti al mondo e l’au- la varietà delle tematiche e delle propo- più automobili).
to di Grace Kelly in “Caccia al ladro”: co- ste automobilistiche. Tutti i principali Co- Dicevamo in principio dei trattori: non
me sempre Retromobile ha proposto an- struttori sono presenti: Alfa Romeo, Aston sembri un’eresia su una rivista che tratta
che quest’anno un plateau automobilisti- Martin, Bugatti, Citroën, Fiat, Lancia, Lam- automobili d’epoca (e d’altra parte come
potrebbe, se addirittura Retromobile dedi-
ca a questi veicoli una retrospettiva?). L’in-
teresse che gravita intorno al collezioni-
smo di questi veicoli agricoli è elevatissi-
mo e in Italia sarebbe ancora superiore se
non fosse limitato da una legislazione as-
surda (per possedere un trattore bisogna
dimostrare di possedere un pezzo di terra
destinato a coltivazione, senza di che non è
possibile né assicurare il veicolo). I trattori
sono stati protagonisti della prima e più im-
portante motorizzazione delle campagne,
dando un impulso notevolissimo alla pro-
duzione agricola, che con essi ha iniziato
ad assumere una dimensione industriale. A
Retromobile c’erano esemplari di Citroën,
Fiat, Ford, naturalmente Lamborghini, per
citare i principali; ma quasi tutte le case au-
tomobilistiche che abbiamo nominato all’i-
nizio hanno avuto una produzione di veico-
li agricoli, che hanno portato a Parigi, in-
clusa Aston Martin.
SIMCA BRASILIANA
In apertura, una Bugatti 35. Nelle foto sopra, la “Simca do Brasil” Tatra
Rallye EmiSul, versione brasiliana della berlina Simca Chambord. Mai La retrospettiva forse più interessante del-
venduta in Francia, ha motore V8 da 140 Cv; al centro una pubblicità
dell’epoca. la rassegna parigina era però quella dedica-
ta alla Tatra, Casa boema nata come Nes-
selsdorf, che nel 1897 presentò l’automo-
bile Präsident, seguita dopo dalla Meteor
[Link] |MARZO 2020 19
UNA STORIA
IMPORTANTE
Sotto, l’interessante
retrospettiva dedicata
alla storia della Tatra,
marca boema e poi
Cecoslovacca che ha
avuto un ruolo non
secondario nella storia
dell’automobile. Il
modello 77 del 1934
(a sinistra) è stato il
primo con carrozzeria
aerodinamica, una
linea che ha poi
contraddistinto quasi
tutta la produzione
seguente di queste
berline a motore
posteriore.
che raggiungeva già, nel 1899, gli 82 km/h.
Nel 1920 l’azienda assunse il nome di Tatra,
dall’omonima catena montuosa, e ben pre-
sto divenne nota per l’alta qualità e affida-
bilità dei suoi modelli, come la V570 e, so-
prattutto, la V77, prima berlina aerodinami-
ca della storia prodotta in serie. le sue parti-
colarità non finivano con la linea della car-
rozzeria, perché la V77 progettata da Hans
Ledvinka aveva motore posteriore raffred-
dato ad aria e sospensioni indipendenti. Vi
ricorda qualcosa? Proprio la Volkswagen
e le Porsche: è risaputo che Herr Profes-
sor Ferdinand si sia molto ispirato alle au-
tomobili cèche per le sue realizzazioni, non
soltanto quelle di serie, ma anche quando
lavorò per Mercedes e Auto Union. A Pari-
gi erano esposti vari modelli, compresa la
prima Präsident. le auto, il che è sempre una bella soddisfa-
zione, anche quando “i francesi (non) s’in-
Collezione Bertone cazzano”, per citare Paolo Conte.
Grande successo ha riscosso la Collezio-
ne Bertone-ASI, invitata dagli organizzato- Sempreverdi
ri parigini con tutti gli onori. La federazione Non sono mancati momenti ludici, come
torinese ha portato ben 10 delle 79 automo- la gara delle auto a pedali sponsorizzata
bili della collezione, con uno sforzo orga- da una nota ditta di lubrificanti francese,
nizzativo notevole anche in considerazio- sponsor del salone, così come un ampio
ne del fatto che la collezione è sottoposta a spazio dedicato alle youngtimer, per opera
controllo delle Belle Arti e dunque richiede di una rivista francese che porta questo no-
autorizzazioni specifiche per ogni sposta- me, che rappresentano il fenomeno del mo-
mento. I francesi hanno gradito parecchio, mento in quanto capaci di attirare anche le
c’era sempre una folla notevole a osservare nuove generazioni di appassionati. Mol-
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MCLAREN
A sinistra, la BMW Pickster è una delle
auto della Collezione Bertone che l’ASI
ha portato a Parigi, dove c’era anche
una sezione dedicata alle supercar
ormai “storiche”, come la McLaren F1
a tre posti (sotto a sinistra) e la Bugatti
EB 110 (a destra). per quanto riguarda
la McLaren, alla sua storia era dedicato
un intero stand della Casa orologiaia
Richard Mille.
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LA MIURA DI HAHNE
Il Polo storico Lamborghini ha esposto questa
straordinaria Miura SVJ, una delle sole quattro
prodotte dalla casa di Sant'Agata Bolognese.
L'esemplare esposto, telaio #4860, fu prodotto nel
1973 per il pilota tedesco Hubert Hahne, all'epoca
importatore Lamborghini per la Germania.
tissime le auto del genere in vendita, nel- mati prima di tutto, protagonisti della bat- 40 modelli di Renault Classic; a queste do-
le quali da queste parti ricomprendono an- taglia di Francia 80 anni fa. Furono prota- dici la Casa stessa ha aggiunto una Fuego
che modelli che proprio giovani non sono gonisti, dal 10 maggio 1940, del tentativo di Turbo in versione USA e la rarissima Pri-
ma rappresentano un desiderio trasversa- fermare l’avanzata delle truppe di Hitler al- maquatre Saprar del 1939, con carrozzeria
le e sempreverde di auto divertente, tipica- la conquista del territorio verso Parigi; ten- di Marcel Pourtout su disegno di Georges
mente le spider inglesi anni ’60 come MG e tativo che non ebbe successo ma nel quale Paulin. Il gruppo PSA era presente con tut-
Triumph, con alcuni modelli “economici” e non mancarono atti di eroismo e i mezzi co- ti i marchi, per ognuno dei quali si festeg-
“per tutti”. A questi hanno fatto da contral- razzati francesi mostrarono una certa ca- giava un anniversario: 50 anni della Citroën
tare spazi di altissima cultura e qualità, co- pacità di offesa; purtroppo l’esercito fran- GS, 60 della Peugeot 404 e 50 della Citroën
me lo spazio dello Chateau de Compiègne, cese basava ancora la propria strategia, al SM (celebrata però sotto l’egida di DS).
noto museo che ne ospitava altri tre altret- contrario di quello tedesco, sull’importan-
tanto importanti: Chatellerault, Malartre e za della fanteria a cavallo come nella pri- 125 anni Skoda
la Collezione Schlumpf di Mulhouse; espo- ma guerra mondiale, cosa che si rivelò del La Laurin & Klement del 1908 era uno dei
nevano rispettivamente un’auto a vapore a tutto inadeguata a fronteggiare la blitzkrieg modelli esposti dalla Skoda in occasione
quattro posti vis-à-vis del 1891, di costrut- germanica. della celebrazione dei 125 anni della marca
tore sconosciuto, il prototipo Longchamp- cèca (che nacque appunto con quel nome,
De Coucy del 1953, la Cognet-de-Seynes Le Renault del pubblico come riparatore prima e poi costruttore di
Torpedo del 1924 e il prototipo 4L Ber- Tornando alle automobili, alcuni Costrut- biciclette, e in seguito di automobili), men-
tin del 1969, antesignana della moderna tori hanno celebrato anniversari o creato tre il Gruppo FCA ha ricordato i 110 anni
Smart: era una Renault 4 accorciata di 74 veri e propri eventi, come Renault che ha della nascita dell’Alfa Romeo, con la pre-
cm, per una lunghezza totale di 2,91 metri. esposto quattordici auto in tutto, di cui do- senza della 24 HP del 1910, il primo model-
dici selezionate dagli appassionati tra quel- lo della Casa milanese, progettato da Giu-
Battaglia di Francia le presenti nella collezione della Casa. Per seppe Merosi e proveniente dal museo di
Un’altra mostra un po’ fuori dagli schemi, settimane prima di Retromobile, si poteva Arese. Dal lato Fiat invece erano presen-
ma molto importante per i francesi, era votare sulla pagina Facebook della Règie ti le tre generazioni di Panda nell’ambito
quella dedicata ai mezzi corazzati, carri ar- la propria auto preferita in una selezione di del quarantennale del modello, e la Lancia
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RUOTE DA SOGNO
Sopra, a sinistra lo stand Citroën
festeggiava i 50 anni della GS, un modello
economico come segmento ma non nei
contenuti, una berlina per tutti; a destra,
pubblico sempre interessato anche
ai modelli “economici”, in particolare
le inglesi come la Triumph TR4, auto
buone per tutte le occasioni che possono
soddisfare la voglia di vintage senza
spendere una follia. A sinistra, lo stand di
“Ruote da sogno” proponeva come sempre
un ricco catalogo di prestigiose auto in
vendita, dalla Lancia Strato’s alla Fiat 8V
fino alla Siata Daina Sport.
L’ANTIPASTO: LA TRAVERSATA DI PARIGI
Il 12 gennaio scorso, un paio di settimane prima dell’apertura di Retromobile, c’è stato un simpatico
antipasto della rassegna con la “20^ Traversata di Parigi” (non a caso Retromobile figura tra gli spon-
sor dell’evento). Si tratta di un raduno itinerante di auto astoriche, il cui percorso taglia letteralmente
in due la capitale francese. Quest’anno il numero 20 è stato il tema dell’evento: numero di edizioni,
anno, quartieri della città e monumenti che sono stati lambiti dal percorso: tutto richiamava al Venti.
Ben settecento veicoli (non soltanto auto, c’erano anche moto e trattori, hanno “invaso” la città, sotto
la direzione del club “Vincennes en Anciennes” che da sempre organizza l’evento ed è il club più
grande di Francia.
La tradizione della “traversata” nacque per caso: i soci del club avevano la tradizione di trovarsi al Bois
de Boulogne la prima domenica di gennaio e nel gennaio 2000 ebbero l’idea per l’anno seguente di
arrivare ai magnifici giardini dopo aver attraversato la città, partendo da Chateau de Vincennes. E così
fecero, con una sfilata di 70 auto aperta dalle Amilcar dei due che ebbero l’idea. Uno dei due, Michel
Lemoine, era alla testa del convoglio anche lo scorso gennaio: stavolta con una Peugeot 404.
SEMPER VIVUS
Allo stand Porsche c’era la storia dell’auto
elettrica. Testimonial dell’ultima nata Taycan
era la Semper Vivus, auto ibrida presentata
all’Esposizione Universale di Parigi del 1900,
con due motori elettrici nelle ruote anteriori e
un originale radiatore frontale a freccia (sotto).
ta Integrale in veste di testimonial del pro- Vivus”, ibrida del 1900 presentata all’epoca motore ivi prodotto e derivata dal modello
gramma di ricambi Mopar per l’heritage, all’Esposizione Universale di Parigi. Il Polo Chambord. Mai vista prima in Europa. Sim-
avviato a fine 2019. storico Lamborghini e l’Aston Martin han- ca, marchio ormai scomparso (o per me-
no portato rispettivamente una Miura e due glio dire dormiente, dato che alberga anco-
Ibrida del 1900 DB, una “4” e una “5”, per mostrare la qua- ra nella “pancia” del Gruppo PSA) ma ric-
Volkswagen proponeva una mostra dedi- lità dei restauri realizzati nei propri dipar- co di storia e di contenuti, acquistò nel 1954
cata al Transporter, o Bulli che dir si voglia, timenti: restauri di altissima qualità, come la Ford France e quattro anni dopo fondò
che nel 2022 avrà l’erede elettrico: qui si po- ci si aspetta da marchi di questo lignaggio. la Simca do Brasil, che inizialmente as-
tevano riassaporare le atmosfere anni ’60 semblava soltanto i pezzi provenienti dal-
e ‘70 con quattro versioni Kombi che rac- Simca do Brasil la Francia, poi iniziò anche a produrre au-
contavano l’evoluzione negli anni dell’a- Curiosa, infine, la presenza di una vettu- tomobili in proprio. Questo esemplare, con
matissimo veicolo, compreso un T2 in al- ra francese ma che in Francia non fu mai cambio automatico a 6 marce (in realtà tre,
lestimento “Coca-Cola”. Porsche pure ri- venduta: la Simca do Brasil Rallye EmiSul, con overdrive) e verniciato in colore “Oro
chiamava all’impegno nella motricità elet- berlina del 1966 dalla linea americana anni Goldfinger”, è stato restaurato dal Club Ve-
trica, presentando il legame alla modernis- Cinquanta e con motore V8 a valvole in te- dette francese (Vedette fu il nome della pri-
sima Taycan tutta elettrica nella “Semper sta da 140 Cv: era costruita in Brasile con ma versione, prodotta a fine anni Quaran-
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VECCHI E NUOVI “BULLI”
A destra, la Sumbeam Alpine identica a quella
usata nel film del 1955 “Caccia al ladro” di
Alfred Hitchcock. Nel 2022 sarà presentato
il nuovo Volkswagen Kombi completamente
elettrico, il T2 del nuovo millennio e per
questo motivo c’erano molti vecchi “bulli” in
esposizione (sotto). Originale, più in basso,
ma anche corretta, la retrospettiva sulla
storia dei trattori, anch’essi protagonisti
di un’importante storia della locomozione
umana; a fianco, l’Alfa Romeo 24 HP, regina
dello stand FCA Heritage non foss’altro per
l’evento in sé della sua presenza, visto che
ben di rado esce dalla collezione del Museo
di Arese. In fondo alla pagina, infine, le auto
a pedali fatte con bidoni di lubrificante,
protagoniste di una gara per bambini, e la
Peugeot VLV, microvettura elettrica della casa
francese prodotta durante la seconda guerra
mondiale; come dire che non s’inventa nulla...
[Link] |MARZO 2020 25
38° AUTOMOTORETRO
TORINO LIBERATA
Tanto pubblico ha goduto della propria passione in un ambiente ricco di stimoli,
nel capoluogo della regione simbolo della battaglia per la libertà di circolazione
Presenti numerose autorità. Buone occasioni tra le auto in vendita
DI CARLO DE BERNARDI – FOTO BRUNO GALLIZZI, SILVIO GROSSO E DE BERNARDI
26 [Link] | MARZO 2020
A
utomotoretrò 2020 si è conclu- strato, infatti, un aumento considerevole di stano a diventare le auto d’epoca di doma-
so domenica 2 febbraio con oltre presenze tra gli stranieri, in particolare tra ni. Numeri che confermano il trend che ve-
73.000 visitatori (secondo l’orga- i collezionisti inglesi e giapponesi. L’edizio- de questa tipologia al centro dell’attenzio-
nizzatore) accorsi al Lingotto Fie- ne 2020 è stata un successo anche sul fron- ne dei collezionisti, soprattutto quelli più
re e all’Oval di Torino, che nei quattro giorni te commerciale, con centinaia di trattative giovani che si stanno affacciando a questo
hanno ospitato più di 1.200 espositori e circa condotte da commercianti e privati che han- mondo desiderosi di guidare l’auto che so-
3.300 vetture tra instant-classic Anni 90, ber- no schierato i loro migliori modelli. In forte gnavano da bambini.
line tedesche, spider, 4x4 e ancora iconiche rialzo le quotazioni delle Youngtimer, in bel- Non sono mancate le vendite anche per mo-
Lancia Delta con livrea Martini Racing e vet- la mostra nell’area tematica nel Padiglione delli più anziani, come le “sempre verdi” Fiat
ture da rally. La grande e variegata platea - 2 e assolute protagoniste della rassegna to- 500, insidiate ormai anche dalle prime Pan-
composta da appassionati e addetti ai lavo- rinese: si calcola che il 25% delle automobi- da (quest’anno si celebrano i 40 anni del mo-
ri, piloti e curiosi - è arrivata a Torino da tut- li esposte fossero di questo tipo, cioè tra i dello) soprattutto nella versione 4x4, e dal-
ta Italia ed Europa, ma non solo: si è regi- venti e i ventinove anni d’età, che si appre- le VW Maggiolino. Non sono mancate anche
auto rare da trovare, come un’ottima Auto-
bianchi Primula del 1967 offerta a 8.000 eu-
ro o una Morris Minor 1000 del 1958, ra-
ra in quanto con guida a sinistra e venduta
da nuova a Roma con targhe ancora di pri-
ma immatricolazione, offerta a 8.800 euro.
Dall’Inghilterra arrivava anche, sempre con
targa originale Roma, una delle ultimissime
Jaguar MK2 2.4L, prodotta nel 1968 in color
oro metallizzato ma che ora si presenta in un
affascinante verde chiaro, si poteva acqui-
stare per 18.500 euro (o almeno questo era il
prezzo richiesto).
Ma a nostro parere la più rara e affascinante
era di certo una Lancia Dilambda Fuoriserie
carrozzata Touring, del 1934, con una stre-
pitosa targa Como composta da soli quattro
numeri (!); almeno cinque numeri però ser-
vivano per acquistarla: andava infatti com-
pilato (sempre in base alla richiesta) un as-
segno da 95.000 euro!
Non mancavano, come sempre, le Porsche,
declinate in tutte le versioni, soprattutto su-
percar moderne: ci risulta però sia andata
venduta soltanto una più umile (ma non per
questo meno interessante) 944, originale e
di un inusuale marrone metallizzato, abbi-
nato ad interno pure marrone e ben conser-
vato (11.800 euro).
INCATENATE Da segnalare anche la presenza delle moto-
In apertura, supercar protagoniste: Bugatti EB110 e Ferrari F40.
Qui sotto, una Alfa Romeo Spider incatenata, a simboleggiare il ciclette, che appassionano anche molti “au-
problema delle auto storiche bloccate dalla Regione Piemonte. tomobilisti”: bella e interessante l’esposizio-
ne dedicata alle moto da trial, una specialità
un po’ dimenticata ma molto spettacolare la
cui storia ha radici in un tempo molto lonta-
no: era qui rappresentata da pezzi da novan-
ta quali la Bultaco Sherpa T di Sammy Miller,
la Honda prototipo a quattro tempi di 360 cc
con cui il campione belga Eddy Lejeune vin-
se il titolo mondiale nel 1984 e la Ossa Mick
Andrews Replica del 1972.
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RAID MITICI
Sopra, nello stand del registro Land Rover: la 86 della Oxford and Cambridge Trans-Africa Expedition (1954); la 88 IIA del 1962, Aziza I; e la 109” IIA
del 1967 Aziza III. La prima fu una gara a cui parteciparono giovani delle due università, attraversando l’Africa da nord a sud e ritorno; la seconda una
spedizione da Milano a Ceylon e la l’America per intero da nord a sud. Sotto, la vasta proposta di auto in vendita.
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GUZZI DA TRIAL
Oltre ad Automotoracing
che richiamato un buon
pubblico nell’area esterna
(sotto), al salone torinese
questa volta c’era un bello IMMORTALE
spazio anche per le moto, Il 2020 segna il
tra cui una retrospettiva quarantesimo compleanno
sul Trial con vari “pezzi” della Fiat Panda, che
interessanti tra cui una debuttò nel 1980 con
rara Moto Guzzi che fu la versione “30” spinta
protagonista alla Sei Giorni dal motore bicilindrico
del 1979 (a lato). di 652 cc derivato dalla
“126”. Giustamente FCA
Heritage ha portato questo
esemplare al proprio
stand per festeggiare la
ricorrenza.
[Link] |MARZO 2020 29
REGINA DELLA MILLE MIGLIA
FCA Heritage esponeva nel proprio stand, oltre alla Panda, anche l'Alfa Romeo 6C 1500 Sport (sopra) del 1928 che, restaurata dalla stessa FCA, ha
vinto l’ultima edizione della Mille Miglia: motore sei cilindri in linea di 1467 cc, doppio albero a camme in testa, carburatore doppio corpo, 54 Cv.
Nello spazio del gruppo erano esposte anche la 24 HP, prima auto del Portello, e le nuove Giulia GTA.
IL FERRARI DEL CINEMA
Sopra, a sinistra Remo Girone che ha interpretato Enzo Ferrari nel recente film americano sulla
storia della 24 Ore di Le Mans del 1966, la prima della grande battaglia Ferrari-Ford; a destra, la
conferenza stampa dell’ASI (in primo piano il presidente Alberto Scuro) che ha toccato tra i vari
temi anche quello, annoso, della circolazione delle auto storiche con relativi divieti e problemi.
Sotto, immancabili i modellini e l’automobilia (a destra, un’autoradio d’epoca).
IL SINDACO NON C’ENTRA
Chiara Appendino, sindaco di Torino,
era ad Automotoretro per ribadire
l’appoggio del suo Comune alle auto
d’epoca, nonché la sua estraneità ai
provvedimenti di blocco delle auto (è
competente la Regione Piemonte).
30 [Link] | MARZO 2020
AUTO IN VENDITA
OPEL 1900 GT EURO 15.900 AUTOBIANCHI PRIMULA 1967 EURO 8.000
MORRIS MINOR 1000 1958 EURO 8.800 JAGUAR MKII 2.4L 1968 EURO 18.500
LANCIA DILAMBDA TOURING 1934 EURO 95.000 PORSCHE 944 1982 EURO 11.800
[Link] |MARZO 2020 31
EVENTI
ITALIA E LA BALILLA
Il raid Palermo - Milano organizzato da Corrado Lopresto per festeggiare 40 anni di passione
Al volante della sua prima auto e con le persone che lo hanno aiutato fin da quando era ragazzo
DI VITTORIO MAGGI
BELLO SPIRITO
In basso, la Fiat Balilla a tre marce di Lopresto sulla strada verso Milano.
Si fermerà molto prima per cause di forza maggiore, ma conta lo spirito
dell’iniziativa. E in ogni caso la Balilla, a parte un piccolo inconveniente,
ha mostrato di essere in grado di fare strada… A fianco, una “grida” che
annunciava il passaggio del noto collezionista.
32 [Link] | MARZO 2020
Q
ui si fa l’Italia o si muore! Il famo- cilia e Calabria soprattutto si celano gran- ma automobile, Corrado Lopresto ha orga-
so motto di Garibaldi si può ben di collezioni e veri e propri tesori, con “pez- nizzato a fine 2019 un vero e proprio raid,
associare alla figura di Corra- zi” rari e antichi. con tanto di sponsor, che doveva percorre-
do Lopresto (naturalmente con Pensare a un evento che unisca l’Italia ai re lo Stivale da Palermo a Milano, passan-
conseguenze molto meno nefaste, in caso tempi del Coronavirus (ma Lopresto è par- do da Bagnara Calabra, città d’origine del
di insuccesso, il che si è in effetti verifica- tito molto prima dello scatenarsi del con- famoso collezionista in provincia di Reggio
to, come vedremo) che per fine 2019 aveva tagio) può apparire come una provocazio- Calabria. Protagonista dell’impresa è stata
organizzato la sua personale visione dell’u- ne, ma se c’è qualcuno che può a ben dirit- la Fiat Balilla 3 marce acquistata da Lopre-
nità della Penisola, celebrando i suoi primi to fregiarsi del titolo di “condottiero” del sto il 23 dicembre 1979 e ancora perfetta-
40 anni di collezionismo automobilistico. collezionismo italiano è senza dubbio l’ar- mente funzionante. Ma Lopresto non è ti-
Un’iniziativa originale e lodevole, anche chitetto calabrese ormai naturalizzato mi- po da accontentarsi, soprattutto quando si
per ringraziare le tante persone che lo han- lanese. Purtroppo il suo sogno non ha po- parla di storia dell’automobile: ecco allo-
no aiutato dagli esordi fino a oggi, e per da- tuto trovare il previsto coronamento, come ra che l’anniversario coincideva anche con
re la giusta importanza al Sud del nostro vedremo; ma siamo sicuri che il traguardo i 70 anni dall’effettuazione di un altro raid,
paese, ricchissimo di tradizione, passione, sia soltanto rimandato. quello da Reggio Calabria a Milano com-
e… automobili. Ancor oggi, infatti, tra Si- A quarant’anni dall’acquisto della sua pri- piuto da Luigi Fiertler nel 1949, con una
TONNARA FLORIO
Sopra, Lopresto (che
era accompagnato
da un altro paio di
auto) durante le foto
di rito alla partenza,
dalla Tonnara Florio di
Palermo (sullo sfondo
il magnifico edificio del
XVII secolo). A fianco,
due momenti della
sosta a Nicosia.
[Link] |MARZO 2020 33
vetturetta di soli 125 cc. Tale Fiertler aveva VECCHIA GLORIA
a suo tempo costruito un’auto da compe- Sopra, l’ingresso, si può ben dire “trionfale”, della piccola carovana capitanata dalla Balilla di
tizione basata sulla meccanica di un’ Alfa Lopresto. La cittadina in provincia di Enna ha accolto il collezionista con tutti gli onori, creando un
vero e proprio evento che ha coinvolto tutto il centro della cittadina ennese. Sotto, la protagonista
Romeo 6C per un parente dello stesso Lo- del raid: la Fiat Balilla 3 marce, acquistata dall’architetto il 23 dicembre 1979 e ancora
presto, e che scatenò in quest’ultimo la pas- perfettamente funzionante.
sione. Doppia celebrazione, dunque.
Raduno itinerante
L’annuncio del Raid non poteva che scate-
nare un grande fermento tra gli amici di Lo-
presto, il quale ormai è identificato con la
sua Collezione: d’altro canto è normale per
un uomo che ha dedicato, e dedica, tanto
tempo della sua vita nel tramandare i valo-
ri e la storia dell’automobile; e nel fare que-
sto non manca mai di valorizzare le figure
delle persone che l’hanno aiutato e l’aiuta-
no: tecnici, meccanici, carrozzieri, tappez-
zieri, ebanisti e in genere chi ama l’automo-
bile e la sua storia. Persone sparse in tutta
Italia e pronte ad accogliere la Balilla e tut-
te le auto d’epoca degli appassionati che si
sono uniti lungo il percorso, creando, non
c’è dubbio, un serpentone di auto in quello
che diventerà un vero raduno itinerante. E
poi l’architetto-collezionista è una celebri- ziosamente pianificata. Per l’occasione, il la, le cittadinanze sono coinvolte e le auto-
tà e soprattutto al sud d’Italia, si sa, l’ospite grande designer Aldo Brovarone realizza rità pronte a sfruttare l’occasione per cre-
ha sempre il massimo riguardo. delle grafiche ad hoc e a tempo di record si are a loro volta eventi e festeggiamenti sul
Lungo il percorso quindi si organizzano preparano manifesti e targhe celebrative. Il loro territorio.
serate, pranzi, caffè, e ogni tappa è minu- raid è un evento nel vero senso della paro- La partenza è fissata per sabato 14 dicem-
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bre dalla tonnara Florio di Palermo, dove le La domenica si unisce al gruppo Orazio Mi- natale Lopresto è accolto con grandissimi
prime protagoniste del viaggio sono le Ba- gliorino, proprietario della Balilla che fu festeggiamenti, ma è già ora di ripartire e la
lilla di Lopresto e dell’amico Marco Lucia- presa a modello da Lopresto per il restau- fermata successiva è a Lamezia, ospiti del-
no, affiancate da un piccolo raduno di al- ro della sua. Dopo il pranzo a Milazzo (do- la Tenuta Statti, con pranzo all’ombra de-
tre vetture d’epoca. Qui Cico Paladino Flo- ve Bia Grasso ha radunato una cinquanti- gli ulivi (benché sia quasi Natale). Qui Mar-
rio consegna una pergamena per il sinda- na di vetture) con vista sulle Eolie, si passa co Cerminara e i baroni Statti danno il me-
co di Bagnara Calabra, in ricordo delle ori- da Messina, sempre accolti con grandi fe- glio di sé quanto ad accoglienza, che non
gini della dinastia. È anche l’occasione per steggiamenti, e la sera le auto si imbarca- si può definire altro che straordinaria: ben
apporre la prima firma sul diario di bor- no per la Calabria. A Reggio il gruppo so- due sindaci (dei sei incontrati lungo il viag-
do, che raccoglierà le firme dei presiden- sta nella piazza del Duomo, ai piedi dell’al- gio) consegnano a Lopresto l’onorificen-
ti dei vari Automobile Club incontrati lun- bero di Natale, con grande curiosità di tutti za di cittadino benemerito. A Castrovilla-
go il percorso. Il raid è inaugurato sotto un i presenti. La sera la Balilla di Lopresto ini- ri (CS) si arriva in tarda serata e per l’oc-
gran diluvio, ma già a Cerda, prima tappa zia ad accusare qualche acciacco e i lavori casione la via principale è stata allestita da
della giornata, il tempo migliora. Dalle tri- di messa a punto proseguono fino a tarda MaFra per un’accurata ripulita delle vettu-
bune della storica Targa Florio si passa poi notte, grazie all’instancabile lavoro di Bep- re partecipanti.
a Nicosia (EN), dove gli abitanti hanno or- pe Augeri che insieme a Fabrizio Falanga A quel punto, mentre tutto sembra anda-
ganizzato un eccezionale tributo all’even- ha seguito il raid per l’essenziale assisten- re per il meglio da Milano arriva la notizia
to, con figuranti in costume e decorazioni za tecnica. dell’improvviso ricovero in ospedale del
d’epoca che trasformano la cittadina in una figlio di Lopresto. Tutto si risolverà fortu-
specie di set cinematografico. La giornata Onorificenza natamente per il meglio, ma il Raid per il
si conclude a Catania, ospiti del collezioni- Al mattino del lunedì inizia la lunga risalita momento si ferma qui: “Ma è un raid a tap-
sta Mensa, da dove la mattina dopo si ripar- dello Stivale con prima tappa Bagnara Ca- pe, no? Quelle che restano le faremo l’an-
tirà alla volta di Messina e Reggio Calabria. labra. È quasi inutile dire che nella sua città no prossimo”.
CERDA
A fianco, ambientazione a
tema e vestiti d’epoca per il
passaggio del raid Palermo-
Milano. In basso, a sinistra
le auto del raid (a cui se ne
sono aggiunte di volta in
volta altre) davanti ai box
della Targa Florio a Cerda;
a destra, uno dei sindaci
che ha voluto omaggiare
Lopresto per un passaggio
che, al di là del folclore,
ha anche dato visibilità ai
comuni dove è transitato.
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Il bello della
plastica Nei ricordi dei piloti che la usarono la Porsche
Carrera GTS Tipo 904 era “un’affidabilissima
PURA E FUNZIONALE
bicicletta”. Innovativa nella costruzione, bella
Una linea pura e bellissima,
armoniosa e grintosa,
funzionale ma anche bella
e aerodinamica, è stata la capostipite delle
in sé: la Carrera GTS è il
capolavoro di Ferdinand
Alexander Porsche, che pure
Sport-Prototipo della Casa
disegnò anche la 911, e non
aveva nelle sue corde le auto DI FRANCESCO PELIZZARI – FOTO ARCHIVIO PORSCHE E RM SOTHEBY’S
da corsa.
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“S
otto la pioggia il doppio tergicristallo 61 nel decennio precedente hanno fatto letteralmen-
parallelo era eccezionale. La Porsche te razzia di vittorie alla Mille Miglia, alla Carrera Pa-
904 è una delle poche auto su cui re- namericana, alla Targa Florio e nelle innumerevoli
stava attaccato al parabrezza e face- gare in salita. Nel solo 1962, nonostante la china di-
va il suo mestiere anche a 250 km/h”. Parola di Paul scendente, i piloti che corrono con Porsche nel mon-
Frère, vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1960, che do conquistano un migliaio di vittorie di classe e as-
la dice lunga sull’efficienza aerodinamica della Por- solute, e i campionati nazionali di mezzo mondo, so-
sche Carrera GTS Tipo 904 (questo il nome ufficia- prattutto quelli in Nord America. Ma adesso la car-
le della vettura), disegnata da Ferdinand Alexander riera, seppur longeva, delle 356 e derivate sta vol-
Porsche, detto “Butzi”. A lui è affidato il progetto di gendo al tramonto, sia commerciale sia sportivo. E,
un nuovo modello da iscrivere alle gare nella popo- con loro, anche quella del boxer a 4 cilindri in tutte le
larissima categoria GT-2000: una vettura da corsa, versioni, compreso il famigerato “Fuhrmann”, cioè
dunque, ma targata e adatta ai piloti privati più che il boxer Tipo 587/3 con distribuzione bialbero, noto
al team ufficiale. Porsche arriva ai primi anni Ses- per la sua complessità costruttiva. Nel frattempo so-
santa con una robusta fama di auto dominanti nel- no arrivate nuove temibili rivali, che nel 1963 si fan-
le gare, nelle classifiche riservate alle cilindrate pic- no sempre più competitive: Alfa Romeo Giulia TZ e
cole e medie. Le 356, 550 Spyder e 718 RSK ed RS60- Simca Abarth, in particolare.
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Difendere la posizione
Agli albori dei favolosi Sixties, la classe di cilindra-
ta 2000 è la più appetibile dal punto di vista spor-
tivo perché importantissima da quello commercia-
le. E Porsche è in una situazione di predominio, co-
me dimostra il debutto nel 1963 del modello 911, do-
tato per l’appunto di motore boxer due litri. Ma la
posizione va difesa e mantenuta, dagli attacchi sia
della Ferrari, che oltre alle poderose Sport da 3 litri
nelle gare inizia a pensare a schierare anche le Dino
2000 che poi trasmuteranno in stupende GT strada-
li, sia di Abarth-Simca e Alfa Romeo TZ, rivali soltan-
to in chiave sportiva ma non per questo meno temi-
bili. Le vittorie la domenica si tramutano in vendite
il lunedì e, anche se Porsche non ha rivali in tal sen-
so, è bene non abbassare la guardia. Tra l’altro per il
1964 il regolamento sportivo prevede l’eliminazione
della classe GT-1.6, quindi la “duemila” diventa la
cilindrata più importante anche nelle gare.
La casa di Zuffenhausen vi arriva dal fallimento del
programma Formula 1 e del motore a 8 cilindri mon-
tato sulla monoposto 804, che non riesce a superare
in affidabilità e nemmeno in potenza il vecchio 4 ci-
lindri montato sulle 718 e 787, benché le uniche due
vittorie (una non iridata) arrivino proprio dalla 804.
Ma Ferry Porsche (il padre di “Butzi”), a fine 1962 de-
cide dopo attenta analisi che il gioco dello sviluppo
necessario per rendere realmente competitivo il bo-
xer a 8 cilindri non valga la candela. Meglio concen-
trarsi sulle gare a ruote coperte. E sulla produzione.
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“BUTZI” AL LAVORO
Un prototipo della Carrera GTS durante i collaudi a Weissach nell’inverno 1963. Sotto, il frontale rastremato a sinistra e la coda
importante e tagliata a destra. Nella pagina a fianco, “Butzi” Porsche al lavoro sul progetto e in anni recenti nella sua casa con una
riproduzione della 904.
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SFIORA I DUE MILIONI Allo stesso Ferdinand Alexander è stata affidata an- costruttivo. Il motivo di adottare questa soluzione è
Sopra, un esemplare che la gestione del progetto della vettura stradale di abbandonare il precedente e costoso telaio in tubi
restaurato con
allestimento stradale
che dovrà sostituire la 356, e che monterà il motore di alluminio in favore di un telaio a longheroni e tra-
e strumentazione a sei cilindri: la 901-911 è presentata nel 1963, anno verse con scatolatura di lamierati d’acciaio, che però
secondaria per le gare in cui alla Targa Florio arriva un’altra affermazione deve essere altrettanto leggero del traliccio, dunque
di Regolarità di fronte al delle vecchie quattro cilindri: la 718 RS61 coupé di con lamiere molto sottili. Il tutto per essere pronti in
posto del passeggero; Bonnier-Abate vince la classifica assoluta e sul gra- poco tempo, dato che 100 esemplari vanno costru-
il volante è originale e
bellissimo. L’auto delle
dino più basso del podio sale anche la 356B 2000 GS- iti nel breve spazio di quattro mesi per poter otte-
foto è stata aggiudicata GT di Barth-Linge. nere l’omologazione sportiva della classe GT. D’al-
alla recente asta di RM tro canto, la lavorazione della carrozzeria metallica
Sotheby’s a Parigi a quasi Vetroresina è lunga e altrettanto costosa, così “Butzi” decide per
2 milioni di euro. Nel frattempo è quasi pronta la nuova Carrera GTS, l’uso della vetroresina. A quel punto ha in mano due
nota anche come 904, su cui si vorrebbe montare il elementi leggeri (il telaio completo pesa soltanto 54
nuovo 6 cilindri della 901. Per il progetto della nuova kg) ma non abbastanza rigidi se presi singolarmen-
auto, “Butzi”, che nel 1963 ha soltanto 28 anni, proce- te. Così, decide di… fonderli! In effetti la logica sot-
de secondo la regola cardine della Casa: uno svilup- tesa a questa soluzione è sempre quella ben nota del
po passo per passo, senza fughe in avanti rispetto a Maggiolino e delle 356, cioè l’unione di carrozzeria
quanto realizzato fino ad ora. Il passo in più rispetto e pianale a formare una scocca portante, ma realiz-
alle esperienze precedenti (comunque un passo con- zata qui con modalità e materiali differenti. Quindi
siderevole) viene dalla carrozzeria in plastica, usata la struttura scatolata è “annegata” nell’impasto del-
per la prima volta dalla Porsche, e dal procedimento la resina rinforzata dalle fibre di vetro, un po’ come
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IL PALO… DEL CRASH
Nella foto grande, una
singolare prova di crash
effettuata all’epoca nella
sede della Porsche. Nelle
altre due foto, un dettaglio
degli strumenti dell’auto
restaurata e il suo vano
anteriore dove si trovano il
serbatoio della benzina e
la ruota di scorta.
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TELAIO TRADIZIONALE succede con il cemento armato. In questo modo i ce la mette come spesso accaduto nella storia quel-
In alto, una 904 due materiali prendono forza l’uno dall’altro e si ri- la aeronautica, che ha la tecnologia per abbinare ac-
“americana” in azione: esce a contenere il peso della vettura completa in ciaio e vetroresina. In particolare è la Heinkel a ve-
molte di queste auto soli 650 kg. Tale struttura non è una novità assoluta nire in soccorso della Porsche, anche se l’applicazio-
furono acquistate da
piloti privati USA. Qui per la Porsche, in quanto già presente in forma em- ne a un’automobile comporta ostacoli diversi da su-
sopra, vista dall’alto di un brionale negli archivi dello Studio del patriarca Fer- perare rispetto a quelli che si presentano per un ae-
prototipo, il telaio a cui era dinand, abbozzata in un brevetto di Erwin Komen- roplano. Tant’è che l’erede della 550 Spyder, che se-
applicata la scatolatura, il da, il mitico progettista delle origini. Tuttavia, non è condo i calcoli dovrebbe avere più o meno lo stes-
motore a 4 cilindri (notare semplice mettere in pratica tale tecnica costruttiva, so peso, cioè circa 550 kg, alla fine peserà un quinta-
le dimensioni del serbatoio
dell’olio) e il reparto corse soprattutto avendo una scocca che pesa soltanto 54 le in più (ma nella fiche di omologazione il peso sarà
con tre scocche di 904 (si kg una volta deliberata. Serve esperienza nella pro- comunque indicato in 550 kg a vuoto). Un po’ a cau-
intravvede il telaio). duzione, e quella che non ha la Casa automobilistica sa dell’allestimento un poco meno spartano rispetto
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alla barchetta, molto perché la lavorazione manua- camme sono comandati da rinvii e coppie coniche: SEI CILINDRI
le della vetroresina rende complicata la sua stesura queste ultime prendono il moto da una ruota dentata Sopra, l’interno di un’auto
in fase di montaggio, la
uniforme e così bisogna abbondare per evitare che del volano e lo trasmette ai due alberi a camme che
zona delle officine Porsche
ci siano punti dove è troppo sottile, il che indeboli- comandano le valvole di scarico, uno per parte del dover erano montate
rebbe la struttura. boxer: esse girano alla metà della velocità dell’albe- le 904, un esemplare
ro motore e sono cave per trasportare il lubrificante prototipo della versione
Bialbero alle teste dei cilindri. Un’altra coppia di alberi conici, 904/6 con motore a
sei cilindri e una 904
Su questo autotelaio si decide di montare ancora il più corti e posti in verticale, trasmettono il moto agli
all’inseguimento di una
quattro cilindri bialbero, il prodigio di complicazio- alberi a camme che comandano le valvole di aspira- Cobra in gara sulla pista
ne di Ernst Fuhrmann, del quale si dice siano neces- zione; inoltre l’albero motore è montato su cuscinet- californiana di Laguna
sarie 100 ore di manodopera per la sola messa a pun- ti a rulli. Il tutto serve ad avere la massima precisio- Seca.
to. È un motore molto sofisticato, su cui gli alberi a ne di funzionamento consentendo elevati regimi di
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rotazione, ma al prezzo di una messa a punto compli-
catissima. In ogni caso il due litri di serie garantisce
sulla nuova 904 la potenza ragguardevole di 150 Cv a
6500 giri, che diventano 180 a 7200 giri sulla versio-
ne da competizione, per una velocità massima che,
grazie all’efficienza aerodinamica, è di ben 250 km/h
sulla 904 stradale e oltre i 260 km/h su quella da cor-
sa. Come sulla 550 Spyder, il motore è montato in po-
sizione posteriore centrale, con il cambio a sbalzo.
E il nuovo 6 cilindri? A tutta prima in Porsche pensa-
no di montare proprio quello sulla 904, ma la fretta
per l’omologazione impedisce di aver pronta la ver-
sione da competizione del nuovo motore, così si ri-
piega, per modo di dire, sul collaudatissimo 4 cilin-
dri. Comunque nella breve carriera della 904 (due
anni circa) saranno usati sia il il 6 cilindri sia, anche,
l’8 cilindri, entrambi costringendo però a iscrivere le
auto nella classe Prototipi: nel 1965 in Porsche pen-
seranno a produrre una seconda serie di 100 esem-
A SCIARE
plari di 904-6, ma Ferdinand Piëch, cugino di “Butzi”
In alto, la 904 protagonista del Salone di Ginevra del 1964. Qui sopra, la vettura
assurto nel frattempo a direttore del reparto corse, di Huschke von Hanstein, direttore sportivo e della comunicazione della Casa, in
deciderà di cancellare la produzione in favore del occasione di una gita sciistica a testimonianza della consueta fruibilità delle Porsche…
progetto della Carrera 6 (906). La produzione della Nella pagina a fianco, Pucci/Davies lanciati vero la vittoria alla Targa Florio del 1964.
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“UNA BICICLETTA DA GUIDARE E NON SI FERMAVA MAI”
Tanti sono stati i piloti protagonisti di gare e vittorie con la Porsche Carrera GTS, alcuni legati, a vario titolo, alla casa di
Zuffenhausen: Udo Schütz, Gerhard Mitter, Ben Pon, Peter Gregg, Rolf Stommelen ed Herbert Müller i principali. Tantissimi
sono stati i piloti privati, tra cui anche alcuni italiani. Quello ricordato più spesso è il barone siciliano Antonio Pucci, e il motivo
è molto semplice: la vittoria alla targa Florio del 1964, in coppia con l’inglese Colin Davis. In un’intervista rilasciata qualche
anno fa ricordava di quell’esperienza soprattutto che “in Porsche i premi di gara erano tutti per noi piloti, poi giravamo il 10%
ai meccanici. Era un bell’andare, rispetto a Ferrari dove si faceva a metà con la Scuderia”. E della macchina “le Porsche mi
hanno dato le maggiori soddisfazioni – ricordava il barone – anche per l’affidabilità. Non si fermavano mai: ricordo un solo
problema, a una Targa Florio dove Barth dovette farsi
un giro intero in prima perché si era bloccato il cam-
bio. La 904 era bellissima, facile, una bicicletta da 260
km/h”. E riguardo alla vittoria del 1964: “Guidai quasi
tutta la gara, Davis fece soltanto due giri su dieci. Lui
era velocissimo, ma discontinuo, troppo”.
Interessante è il ricordo di Gianni Bulgari, pilota e gio-
ielliere che ottenne due delle sue tre vittorie con la 904
(l’altra la ottenne con la Ferrari GTO della Scuderia
centro-Sud di Mimmo Dei, Coppa FISA del 1963 a
Monza): nel 1964 a Mugello e Vallellunga. Quell’anno
era anche lui in lizza alla Targa Florio, ma si dovette ri-
tirare a causa di un’uscita di strada che ruppe una so-
spensione “Ma ero in testa in quel momento – ricorda
Bulgari -, solo che pensavo di avere rotto soltanto un
ammortizzatore, invece quando mi fermai mi dissero
che era rotto il telaio… Colpa, o forse meglio dire me-
rito, della 904: io non ero certo un fuoriclasse, perciò
attribuii le sbandate dell’auto al problema sbagliato;
ma la macchina era tanto facile e maneggevole da mi-
tigare il problema, tanto che percorsi due giri in quelle
condizioni. E due giri erano 140 chilometri! Rispetto
alla GTO, che fu la più bella GT a motore anteriore in
assoluto, la 904 era di un’altra generazione: alla Targa
Florio riuscivo a percorrere cinque giri di fila, cosa che
con la Ferrari non sarei mai riuscito a fare”.
[Link] |MARZO 2020 45
904 resterà così limitata a 120 esemplari, più 4 auto me mostrano la sezione frontale assai contenuta e SEDICI AL ‘RING
smontate per pezzi di ricambio. la linea delle fiancate che sembrano voler accom- Qui sopra, due momenti
della 1000 Chilometri del
pagnare l’aria fino al posteriore. È questo il segreto
Nürburgring del 1964,
Funzionale è bello dell’efficacia del tergicristallo di cui racconta Paul dove erano iscritti ben
Ferdinand Alexander è anche e fondamentalmen- Frère. E anche della relativa comodità (per essere 16 esemplari di 904, tre
te un progettista a tutto tondo (è laureato in design un’auto sportivissima) della 904, il cui abitacolo per dei quali ufficiali e due
industriale), a cui piacciono automobili sfruttabili e quanto spartano riesce ad accogliere decentemente di questi nella classe
Prototipi 2.0 perché dotati
comode per chi le usa e con una bella linea (“giudico due persone; l’accesso è agevolato dal disegno delle
del motore 8 cilindri
le automobili non per la loro velocità ma per lo spa- porte che si estendono per una piccola parte al tetto (#127 e #126). La migliore
zio e la comodità che offrono”); soprattutto, per lui della vettura. Il pilota poi può regolare la posizione classificata fu quella
un oggetto funzionale deve anche essere bello. Co- di guida regolando la distanza di volante e pedaliera privata di Koch/Pon, terza
sì la 904 nasce con un’estetica da vera GT, bella e flu- dal sedile, che è un guscio fisso, fatto in varie taglie assoluta e prima della
classe GTS 2.0.
ida, e anche con un’aerodinamica molto curata, co- tra cui scegliere. C’è anche una curiosa quanto intel-
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UNA BICICLETTA
Nella vista di tre quarti
posteriore risalta appieno
la bellezza di quest’auto.
Sotto, una 904 in gara
contro una Shelby GT a
Riverside, una alla gara
in salita Ollon-Villars del
1965 e un’altra, sempre in
salita, alla Schauinsland
con la ruota anteriore
alzata. Nei ricordi del
barone Pucci, che ci ha
vinto alla Targa Florio, la
904 si guidava “come una
bicicletta”.
[Link] |MARZO 2020 47
ligente soluzione di sicurezza: quando il cofano mo-
tore è aperto, dai montanti delle porte fuoriescono
due piccoli spinotti che impediscono di chiudere le
porte stesse, in modo che non si possa partire con il
cofano aperto. “Butzi” è giustamente orgoglioso del
suo lavoro, che ha effettuato in soli sei mesi dal fo-
glio bianco (evidentemente grazie anche alla quali-
tà dei tecnici che compongono l’ufficio da lui diret-
to) e senza che il risultato finale si discosti minima-
mente dalla sua idea originaria. Quanto alla rapidi-
tà di esecuzione del progetto, questa è merito anche
della filosofia progettuale del “passo dopo passo” ti-
pica di Porsche, che comporta l’uso laddove possi-
bile di elementi già presenti nella produzione passa- due spinta per parte e molle-ammortizzatori esterni TROPPO VALORE
ta. Nel caso della 904 alcune parti sono riprese dal- ai bracci, mentre all’anteriore sono interni. Sopra, una Porsche
904 in gara alla Coppa
la monoposto 804 di Formula 1, che seppur giubila-
Intereuropa del 2009: con
ta da Ferry, padre di “Butzi”, ha dato prova di ave- Campione del mondo la riscoperta di queste
re qualità progettuali con le vittorie ai Gran Premi La Porsche 904 è presentata alla stampa il 26 auto e l’aumentare delle
di Francia e della Solitude (non iridato). Le sospen- novembre 1963 sul circuito di Solitude mentre è av- quotazioni, se ne sono
sioni, per esempio, con bracci triangolari sovrappo- viata a pieno regime la produzione. Meno di due me- viste sempre meno nelle
corse per auto storiche.
sti, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori si dopo i 100 esemplari stradali per l’omologazione
Qui sopra, una Carrera GTS
idraulici; le posteriori hanno due bracci di reazione e sono messi in vendita al prezzo di 29.700 marchi te- in stile “pop art”.
48 [Link] | MARZO 2020
FORTE ANCHE NEI RALLY
Nel trasparente, la tecnica della 904: si notano le
sospensioni con molle elicoidali. In alto, con il #32 Linge/
Nöcker a Le Mans 1965: quarti assoluti e primi di classe
P 2.0. Sopra, la partenza per il Rallye di Monte-Carlo ‘65:
la 904 conquistò uno straordinario secondo posto.
[Link] |MARZO 2020 49
deschi (la 911 costa 21.900 marchi): tanti quattrini SOSPENSIONI DA F1
Sotto, una suggestiva
in assoluto, ma non tantissimi per un’auto da cor-
immagine della scocca
sa. Il prezzo della vettura per l’Italia è di 4,2 milioni della 904 illuminata
di lire, quando una Ferrari 250 GTL costa 2,7 milio- dall’interno per
ni. Evidentemente comunque i piloti privati non han- valorizzarne la linea: si
no dubbi sulle sue qualità, e hanno ragione: è infatti intuiscono i longheroni
del telaio “annegato”
una 904 di serie, soltanto pochi mesi dopo, a vince-
nella vetroresina. Qui a
re la Targa Florio con Pucci/Davies, davanti alla vet- fianco, una sospensione
tura gemella di Balzarini/Linge; al sesto posto asso- anteriore: si nota la
luto, la 904-8 di Barth-Maglioli vince la classe Proto- struttura da competizione
tipi 2.0. È un risultato eclatante, ma già alla 12 Ore di dell’elemento. Le
sospensioni della 904
Sebring, a marzo nella prima gara del mondiale Mar-
sono derivate dalla
che, Cunningham/Underwood terminano al 9° posto monoposto 804 di F1.
assoluto, primo dei Prototipi. A questi successi ne
LE RIVALI ABARTH-SIMCA E GIULIA TZ
Le principali rivali della Porsche Carrera GTS in pista sono italiane: l’Abarth- al Trofeo Shell a Imola. L’Abarth-Simca 2000 ha oltre 200 Cv che la spingono
Simca 2000 GT e l’Alfa Romeo Giulia TZ. Dopo aver aiutato Porsche nella a oltre 240 km/h. Tra il 1964 e il 1966 vince 17 delle 64 gare a cui partecipa,
ricerca in Italia di una carrozzeria leggera che restituisse competitività alla più 7 di classe. L’altra auto italiana che induce la Porsche a sviluppare in
356B. Questo accadeva nel 1959, con buoni risultati in gara ma poca soddi- fretta e furia la Carrera GTS è l’Alfa Romeo Giulia Tubolare Zagato del 1963,
sfazione da parte di Porsche dal punto di vista qualitativo. Separate le strade erede della Giulietta SZ. Pur se di cilindrata inferiore (1.6) è un’avversaria
delle due aziende, Carlo Abarth prosegue nella produzione delle sue pic- temibilissima per le 356 giunte a fine carriera, tanto da essere competitiva
cole Turismo e GT che danno molto fastidio spesso e volentieri alle stesse per le classifiche assolute anche dopo il 1963 e il cambio regolamentare che
Porsche, fino ad arrivare all’Abarth-Simca 2000 che gareggia per l’assoluto, elimina la classe GT-1.6. resta fastidiosa per la Casa tedesca anche dopo
spesso anche vincendo. Presentata al Salone di Ginevra del 1963, la 2000 l’avvento della 904, soprattutto nella versione TZ2 del 1965, dall’alto del fa-
GT debutta vincendo il 5 aprile 1964 alla gara in salita Stallavena-Bosco- voloso bialbero di 1,6 litri, doppia accensione (sulla TZ2), “pompato” fino a
chiesanuova con il talentuosissimo 21enne Franco Patria che ha la meglio 170 Cv, con peso inferiore ai 650 kg. La TZ ottiene vittorie di classe in tutte le
nientemeno sulla Ferrari 250 GTO/64 (quindi nuova di zecca) di Edoardo più importanti gare del periodo: 12 ore di Sebring, Targa Florio, 1000 Km del
Lualdi Gabardi, non uno qualunque. Vittoria bissata dopo 15 giorni in circuito, Nürburgring, 24 Ore di Le Mans, Tour de France eccetera.
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COMPLICATO MA PRESTANTE
In queste immagini d’epoca e di oggi il quattro cilindri
“Fuhrmann”: nel disegno si notano gli alberi conici
e i rinvii di comando della distribuzione. Un motore
complicato ma capace di oltre 180 Cv in versione corsa.
In alto, i carburatori Weber della macchina fotografata.
[Link] |MARZO 2020 51
seguono molti altri, tra cui quelli alla 1000 Chilome-
tri del Nürburgring, alla 24 Ore di Le Mans e alla 12
Ore di Reims, oltre al dominio alla Coppa Intereu-
ropa a Monza con cinque auto ai primi cinque po-
sti, più la doppietta alla 500 Km di Bridgehampton
in America, alla 3 Ore di Riverside e infine alla Nas-
sau Speed Week. A fine anno grazie alla 904 la Por-
sche si laurea campione del mondo Marche della
classe GT 2.0.
Nel 1965 ancora la vettura di “Butzi” non
ha rivali nella sua classe nel mondiale
Marche e ottiene anche numerose vitto-
rie assolute, in America soprattutto nel TUTTE LE VITTORIE DELLA PORSCHE CARRERA GTS
campionato SCCA (Sports Car Club As- DATA GARA NUM. TELAIO PILOTA
sociation) e in Europa nelle gare in sali- 30.3.1964 Coupe de Belgique 1 #040 “Eldé”
ta, per esempio a Rossfeld con lo specia- 26.4.1964 Targa Florio 86 #005 Pucci/Davis
lista Gerhard Mitter, che si ripete al No- 26.4.1964 Coupes de Vitesse #020 Guy Ligier
risring e al Solitude. Una grande presta- 3.5.1964 GP Japan 1 #070 Shikiba Soukichi
zione, anche se senza vittoria, arriva dai 3.5.1964 DARM GT Trier Gerhard Mitter
7.6.1964 Campagnana Vallelunga #080 Gianni Bulgari
7.6.1964 SCCA Regional Oregon #042 Mike Eyerly
14.6.1964 SCCA Divisional Willow Springs 33 Scooter Patrick
14.6.1964 ICNSCC Portland Scooter Patrick
14.6.1964 ICNSCC Portland Gary Wright
21.6.1964 GP Mugello 9 #080 Gianni Bulgari
5.7.1964 SCCA Regional Oregon #042 Mike Eyerly
19.7.1964 GP Zolder 35 #055 Ben Pon
1.8.1964 DARM GT Nürburgring 1 #028 Gerhard Koch
9.8.1964 SCCA Regional Candlestick 60 #015 Don Wester
16.8.1964 DARM GT Neubiberg #054 Günther Selbach
17.8.1964 SCCA Regional San Luis Obispo 61 Milt Minter
6.9.1964 Coppa Inter-Europa 23 #023 Rob Slotemaker
6.9.1964 SCCA Regional Santa Barbara 33 #087 Scooter Patrick
6.9.1964 ICNSCC Deer Park Gary Wright
19.9.1964 500 km Bridgehampton 30 #066 Buzzetta / Wuesthoff
20.9.1964 Rheinland Nürburgring #036 Udo Schütz
10.10.1964 3 h Riverside 33 Patrick / Jordan
17.10.1964 Zandvoort #055 Ben Pon
4.11.1964 Conchiglia Shell Vallelunga #074 “Noris”
29.11.1964 Preliminary Nassau TT 55 #086 Lee Cutler
5.12.1964 Nassau 55 #086 Lee Cutler
14.2.1965 SCCA Regional Willow Springs Jim Adams
21.3.1965 PreliminAry Tucson Reg Vernet
4.4.1965 SCCA Regional Kirker Creek #015 Don Wester
92 VITTORIE 9.5.1965 DARM GT Nürburgring #036 Udo Schütz
Nella foto grande, Herbert Muller 16.5.1965 Player’s Pacific Westwood #042 Mike Eyerly
alla 24 Ore di Le Mans del 1964; qui
30.5.1965 Zolder #028 Rainer Ising
sopra, Michel Weber alla Trento-
Bondone del 1966; nell’altra pagina, 13.6.1965 Hill Climb Rossfeld 2T #906-007 Gerhard Mitter
Jo Siffert alla 1000 Chilometri del 20.6.1965 SCCA Regional Osceola #068 Peter Gregg
Nürburgring del 1964. La Porsche 4.7.1965 Norisring 2 #906-007 Gerhard Mitter
904 ha ottenuto 92 vittorie in 393 4.7.1965 DARM GT Norisring 21 #091 Günther Klass
eventi a cui ha partecipato, tra il 11.7.1965 DARM GT Mainz-Finthen #036 Udo Schütz
1964 e il 1972. 18.7.1965 Solitude 1 #906-004 Gerhard Mitter
18.7.1965 DARM GT Solitude 17 #055 Ben Pon
18.7.1965 SCCA National West Palm Beach Charlie Kolb
24.7.1965 Trier #036 Udo Schütz
25.7.1965 SCCA National Willow Springs #087 Scooter Patrick
1.8.1965 DARM GT Nürburgring 1 #055 Ben Pon
52 [Link] | MARZO 2020
1.8.1965 Hill Climb Axamer Lizum 27 Michel Weber
8.8.1965 SCCA National Candlestick 6 #015 Don Wester
29.8.1965 Zandvoort Trophy 48 #055 Ben Pon
4.9.1965 Skarpnäcksloppet 50 Sten Axelsson
12.9.1965 Artukainen 47 Antti Aarnio-Wihuri
12.9.1965 SCCA National Vacaville 60 #015 Don Wester
12.9.1965 Knutstorp Gunnar Carlsson
19.9.1965 500 km Bridgehampton 14 #018 Herb Wetanson
19.9.1965 SCCA Regional West Palm Beach Charlie Kolb
3.10.1965 SM Karlskoga 1 Sten Axelsson
3.10.1965 Zandvoort 47 Gijs van Lennep
3.10.1965 DARM GT Wunstorf #036 Udo Schütz
3.10.1965 ICNSCC Westwood #042 Wade Carter
3.10.1965 ICNSCC Westwood #042 Wade Carter
17.10.1965 Aspern 69 #091 Gerhard Mitter
13.11.1965 Preliminary Las Vegas 0 Norm Smith
12.12.1965 SCCA Regional Willow Springs Dennis Harrison
27.2.1966 SCCA National West Palm Beach 10 #906-004 Charlie Kolb
6.3.1966 SCCA Regional Sebastian #906-004 Charlie Kolb
24.4.1966 Las Vegas 33 #087 Scooter Patrick
30.5.1966 Zandvoort Arie Ruska
5.6.1966 Artukainen 3 Antti Aarnio-Wihuri
18.6.1966 June Sprints Road America #042 Wade Carter
3.7.1966 Westwood #042 Wade Carter
14.8.1966 Zandvoort #032 Walter Lehmann
11.9.1966 Artukainen 72 Antti Aarnio-Wihuri
11.3.1967 SCCA Regional Willow Springs 33 Scooter Patrick
12.3.1967 SCCA National Willow Springs 33 Scooter Patrick
16.4.1967 ICNSCC Kent #042 Wade Carter
22.4.1967 SCCA Regional Las Vegas Scooter Patrick
21.5.1967 Junioren Trophy Zandvoort #032 Günter Werlich
28.5.1967 SCCA Regional Santa Barbara 33 Scooter Patrick
9.7.1967 Zandvoort #084 Roger Vandenschrieck
8.10.1967 Welschap Arie Ruska
9.3.1968 SCCA Regional Willow Springs Don Wester
2.6.1968 SCCA National Willow Springs 11 Milt Minter
8.6.1968 Harewood Acres Rainer Brezinka
8.6.1968 Preliminary Harewood Acres Horst Petermann
4.7.1968 6 h Riverside 69 Patrick / Pike
1.9.1968 SCCA Regional Santa Barbara 11 #906-006 Milt Minter
8.9.1968 Trofeu Castro Pereira Ahrens de Novais
31.8.1969 Zandvoort 18 Arie Ruska
14.9.1969 SCCA Regional Orange County 14 Charles Akly
21.9.1969 7 h Westwood 744 #014? Campbell/Whitters/Stacey
Fonte: [Link]
[Link] |MARZO 2020 53
Rallye: Eugen Bohringer/Rolf Wuetherich ottiene
infatti la seconda posizione in un’edizione del Mon-
te-Carlo piena di neve, dove la maggior parte dei
concorrenti si ritira per le enormi difficoltà e sol-
tanto 35 auto completano il percorso.
Dal 1964 al 1972, anno in cui si ha notizia delle ul-
time apparizioni in gara di una Carrera GTS, la 904
disputa 393 gare con un totale di 775 iscrizioni e 92
vittorie assolute, a cui si sommano altre 80 vittorie
di classe e 201 podi.
Il proposito, poi abortito, di produrre altri 100
esemplari della 904-6 nel 1965, per omologarla nel-
la classe GT-2000, lascia una rimanenza di magaz-
zino di pezzi di sospensioni che saranno usate sul-
la nuova Carrera 6, realizzata in vista di nuove sfi-
de fin da subito con il motore della 911 opportu-
namente preparato (e non usabile come auto stra-
dale).
Alla 904 resterà il ruolo di pietra miliare nella storia
Porsche, nonostante la breve carriera, avendo av-
viato, seppur nata come GT, l’epopea dei Prototipi
che porterà alla Casa tedesca un prestigio di dimen-
sioni impensabili in quegli anni.
PEDALIERA REGOLABILE
In queste pagine, immagini
dell’esemplare di proprietà
del Museo Porsche, una 904/8
restaurata internamente alla
Casa e che era appartenuta a un
principe-pilota. I sedili sulla Carrera
GTS sono imbullonati alla scocca,
perciò per regolare la posizione
di guida si sposta la pedaliera,
che scorre avanti e indietro con
meccanismo piuttosto pratico
(considerando le... circostanze).
54 [Link] | MARZO 2020
SCHEDA TECNICA
Porsche Carrera GTS 904 (1964)
Motore Tipo 587/3 Centrale-posteriore 4 cilindri boxer Alesaggio e corsa 92x74 mm Cilindrata 1.966 cc Rapporto di compressione 9,8:1 Distribuzione bialbero a cam-
me in testa comandati da ingranaggi conici e rinvii, due valvole per cilindro Raffreddamento ad aria forzata Alimentazione con due carburatori doppio corpo Weber 46 IDM
Accensione doppia con due spinterogeni Lubrificazione forzata, carter secco Potenza 150 Cv a 6500 giri (serie); 180 Cv a 7.200 giri (corsa) Trasmissione Trazione po-
steriore Frizione monodisco a secco Cambio a 5 rapporti + RM Differenziale a slittamento limitato, rapporto finale 4,428 Pneumatici 165 HR 15 (di serie); 550x15 (corsa)
Corpo vettura Carrozzeria in vetroresina coupé, due porte, due posti Telaio a longheroni e traverse con scatolatura in lamiera d’acciaio, annegato nella carrozzeria So-
spensioni doppi bracci triangolari sovrapposti, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici e barra antirollio; puntoni di reazione e spinta posteriori Freni anterio-
ri e posteriori a disco Sterzo ZF a pignone e cremagliera Dimensioni (in mm) e peso Passo 2.300 Carreggiata anteriore 1.314 Carreggiata posteriore 1.312 Lunghezza
4.090 Larghezza 1.540 Altezza 1.065 Peso a vuoto omologato 550 kg Prestazioni Velocità massima 250 km/h (serie); oltre 260 km/h (corsa)
[Link] |MARZO 2020 55
La
nonna
della
A METÀ ANNI ’70 LA FILIALE SUDAFRICANA
M3
DI BMW REALIZZA LA 530 MLE, LA PRIMA
CON IL SIMBOLO DELLA MOTORSPORT BAVARESE
LA CASA HA RIPORTATO IN VITA UN ESEMPLARE
DELLA CAPOSTIPITE DI UNA STIRPE VINCENTE
DI VITTORIO MAGGI
A
ottobre dello scorso anno a Rosslyn, acquisito una delle pochissime 530 MLE sopravvis-
una località vicino Prestoria in Sudafri- sute (si dice non più di quindici): l’esemplare nume-
ca, BMW ha presentato il risultato di un ro 100 ha un pedigree particolare in quanto di pro-
accurato restauro durato oltre un anno, prietà del pilota e team manager Peter Kaye-Eddie, e
effettuato dalla filiale locale della Casa bavarese. Un i suoi numeri di motore e telaio sono corrispondenti.
restauro speciale, perché l’auto che ne è stata ogget- Per il restauro sono state richiamate le maestranze
to fu prodotta da BMW Motorsport appositamente di allora, specialisti locali che lavoravano nella fab-
per quel mercato, come versione speciale per l’omo- brica di Rosslyn, dove dagli anni Settanta ai Novan-
logazione nelle competizioni locali. Ed è anche un ta sono state assemblate varie versioni speciali del-
pezzo importante di storia automobilistica, in quan- le berline bavaresi, alcune delle quali sono state re-
to la 530 MLE è la prima a portare la “M” di uno dei re- staurate negli ultimi anni, compresa la 333i, nota an-
parti corse più famosi e prestigiosi al mondo. Si può che come “M3 sudafricana” e, come tale, oggetto di
ben dire che si tratta della nonna della M3 dal punto culto.
di vista sportivo, e di tutte le BMW “M” in generale. È risaputo che uno dei marchi più noti della storia
Dopo anni di ricerche, BMW Sudafrica nel 2018 ha dell’automobile, la “M” di BMW Motorsport, nasce
56 [Link] | MARZO 2020
nel 1972, quando la Casa bavarese decide di voler mi- litri sono pesantemente penalizzate dalla fiscalità. COLORI UFFICIALI
surarsi nelle competizioni internazionali con le sue Uno dei mercati dove più spesso da Monaco arriva- La BMW 530 MLE, qui
vetture contro quelle delle principali rivali. Meno no- no modelli specifici è quello sudafricano, dove nei fotografata in un circuito
sudafricano, è stata anche
to è probabilmente come quel simbolo così rinoma- primi anni Settanta vige la politica di segregazione la prima a portare i colori
to sia stato riversato sulla produzione stradale, per razziale in atto dal 1947, denominata apartheid. Ta- del reparto corse della
distinguere le versioni più prestanti delle berline e le politica ha spinto altri Costruttori ad andarsene, Casa: bianco con filetti
delle coupé di Monaco. Si, perché la prima volta che per motivi di opportunità. La scelta di BMW è op- nei tre colori azzurro blu
quella “M” apparve su una berlina non fu sulla M535i posta: nel 1973 stabilisce la sua filiale africana pro- e rosso. Si notino anche
gli spoiler anteriore e
del 1979, come quasi tutti ritengono. La storia è assai prio in Sudafrica, a Rosslyn vicino Pretoria, con tan- posteriore e i codolini ai
curiosa e merita di essere raccontata. to di stabilimento di assemblaggio, il primo in asso- passaruota.
È abitudine di lungo corso della BMW quella di rea- luto fuori dalla Germania per il Costruttore di Mona-
lizzare versioni “speciali” dei suoi modelli, specifi- co. Questo è il motivo per il quale in questo merca-
che per mercati che lo richiedano. Basti pensare al- to ci sarà un gran numero di versioni speciali di auto
la 320iS, “M3 in miniatura”, realizzata per i soli mer- con il marchio dell’elica.
cati italiano e portoghese, dove le auto sopra i due Inoltre, in Sudafrica c’è una forte tradizione di com-
[Link] |MARZO 2020 57
petizioni automobilistiche, tanto che da anni vi si di- debuttato nel 1972; in Sudafrica è commercializza- TV FINLANDESI
sputa un Gran Premio valido per il campionato del ta la “518i” con motore 1.8 a iniezione meccanica da Sopra, la vettura nelle
condizioni in cui è stata
mondo di Formula 1, che dal 1965 è addirittura l’ap- 105 Cv, evidentemente inadatto a essere usato co- ritrovata. Apparteneva a
puntamento inaugurale della stagione. E non è tutto, me motore per un’auto da corsa. A Monaco realizza- un pilota locale. In basso,
perché dal 1960 si disputa anche un campionato na- no invece un prototipo di 525 alleggerita. Il proget- la 530 in gara divenne
zionale della massima serie, confidando nella buona to prevede il coinvolgimento della struttura sporti- testimonial della pubblicità
disponibilità di circuiti. Cosa che rende l’automobili- va della BMW per lo sviluppo, e l’assemblaggio nello dello sponsor finlandese,
una ditta produttrice di
smo uno sport con un buon numero di appassionati e stabilimento vicino a Pretoria. La supervisione tec- televisori.
seguaci, non soltanto per la Formula 1, ma anche per nica è affidata a Peter Stark, mentre l’ingegnere Paul
le gare Turismo. Il più importante campionato riser- Rosche si occupa di sviluppare motore e trasmissio-
vato a queste ultime è certamente la “Star Modified ne e i fratelli Schnitzer di Freilassing, che già si sono
Production Series”, ed è quello che attira la BMW Su- meritati un ruolo di team ufficiale con le 2002 turbo
dafrica e la convince a realizzare un’automobile per dell’Europeo Turismo, si occupano del telaio. Così la
competere in quelle gare. 525 prototipo è spedita da Schnitzer mentre Paul Ro-
sche lavora sul motore. Per correre nel campionato
Rosche e Schnitzer è però necessaria una piccola produzione di serie
Con la benedizione di Jochen Neerpasch, pilota e di- per ottenere l’omologazione: 100 auto. Così la palla
rettore di BMW Motorsport, a metà anni ‘70 si avvia ripassa al Sudafrica, dove la BMW produce la quan-
lo studio di una berlina da competizione sulla base tità necessaria di esemplari della berlina, il cui nome
della serie E12, vale a dire la prima “Serie 5”, che ha definitivo è “530 MLE”, dove M sta per Motorsport
58 [Link] | MARZO 2020
ed LE per Limited Edition. La sigla della cilindrata pedaliera; la batteria è spostata nel vano bagagli. I TEAM ORGANIZZATO
è diventata “30” poiché sotto il cofano si cela il sei sedili sono Scheel fatti con materiali leggeri, rifini- Sopra, a sinistra gli operai
dell’epoca che sono stati
cilindri in linea di 3000 cc preso dalle coupé 3.0 CS/ ti con tappezzeria blu (che ricorda i sedili utilizzati
richiamati per lavorare al
CSL, con distribuzione a 12 valvole, rivisto da Paul nella 3.0CSL) e quello posteriore ha la base in schiu- restauro della 530 MLE; a
Rosche per predisporlo alla preparazione da gara: ma invece del telaio in acciaio. Non sono disponibi- destra, la squadra corse
potenza di 200 Cv a 6500 giri (di norma sono 177 a li servosterzo e aria condizionata e non ci sono ma- della BMW Sudafrica con
5800), coppia di circa 28 kgm a 5000 giri, con alimen- teriali fonoassorbenti. I finestrini, a manovella, sono le due vetture: i mezzi non
mancavano.
tazione a carburatori Zenith 38/40 INAT. Niente ma- in vetro sottile. Il volante sportivo da 380 mm di dia-
le per un monoalbero, e la berlina sfiora i 210 km/h e metro, prodotto da Italvolanti, completa l’abitacolo.
accelera da 0 a 100 km/h in poco più di 9 secondi. Per L’assetto prevede ammortizzatori a gas Bilstein e
ottenere queste prestazioni, oltre a un albero a cam- molle più dure, barre antirollio davanti e dietro con
me speciale e un volano alleggerito, l’impianto di lu- l’anteriore maggiorata; freni a dischi ventilati con
brificazione prevede un radiatore montato dietro lo pinze a quattro pistoncini e cerchi in lega leggera
spoiler anteriore. Al motore è accoppiato un cam- BBS 7J-14 con pneumatici 195 [Link] il tutto
bio Getrag a 5 marce con rapporti ravvicinati e c’è la veste estetica, che diventerà quella tipica di BMW
un differenziale a slittamento limitato Borg-Warner. Motorsport, bianca con fascia tricolore blu/rosso/
Inoltre, la 530 MLE è una versione leggera della 525, viola, e spoiler anteriore e posteriore e passaruota
con molte modifiche per ridurre il peso, a partire dal- allargati: la 530 MLE non passa inosservata.
la scocca in acciaio più sottile, forato ovunque pos- La produzione dei cento esemplari per l’omologazio-
sibile, dalle cerniere del cofano del bagagliaio alla ne, richiesti dalla “Star Modified Production Series”,
può rappresentare un problema non di poco conto appassionato allo sport automobilistico dall’impor- NIENTE CONDIZIONATORE
per il budget della BMW Sudafrica, che non è infini- tante attività sul suo territorio e dai tanti anni di F1, Per quanto fosse un
to: il limite di velocità sulle strade del Sudafrica è di apprezza il fatto di poter possedere, nel 1976, quella modello destinato a
essere preparato per le
soli 90 km / h; in più, la MLE costa il doppio del prez- che di fatto è una berlina unica, ad alte prestazioni e competizioni, la 530 MLE
zo di una BMW 520 standard... Ci si immagina che sicura protagonista delle gare. non perdeva la qualità
non sarà semplice vendere quelle cento auto, con il delle BMW e l’abitacolo
rischio di gettare dalla finestra un mucchio di soldi. Quindici vittorie su 15 era curato, con tanto
Ma ormai l’operazione è partita… e con grande sor- Il Republic Day Trophy del 5 giugno 1976 è la gara di finitura in radica e
impianto radio. Non era
presa di BMW SA le 530 omologate da strada sono che segna il debutto della BMW 530 MLE. La versio- disponibile però l’aria
rapidamente acquistate da un pubblico entusiasta, ne da competizione ha oltre 270 Cv a 6750 giri, cop- condizionata e i finestrini
tanto che si decide di produrre, dopo il primo lotto pia di circa 32 kgm a 5500 giri e sulle piste più ve- erano comandabili
di 110 esemplari (tutti in bianco) un secondo di 106 loci sfiora i 240 km/h, con un rapporto finale 3,45:1 soltanto con la manovella.
(anche grigio platino e blu). In totale 217 auto, com- (uguale alla macchina da strada) e peso di circa 1230
prese le due da pista, più il primo prototipo fatto in kg in assetto di gara. Le due BMW 530 MLE sono re-
Germania che però non aveva un numero di telaio. gine incontrastate della categoria, con i piloti Eddie
Evidentemente il pubblico sudafricano, educato e Keizan e Alain Lavoipierre che infrangono ogni re-
60 [Link] | MARZO 2020
Il campionato sudafricano di F1
Il Sudafrica ha una lunga tradizione di competizioni mo-
toristiche. Una tradizione che riguarda anche la zona cir-
costante: in Rhodesia e in Angola si sono disputate e si
disputano varie gare, su diversi circuiti. Rhodesiano era
John Love, che al GP del Sudafrica del 1967 conquistò
il secondo posto, dando filo da torcere al vincitore Pedro
Rodriguez. In quella occasione Love guidava una Cooper
T79-Climax privata, una monoposto della Formula Tasma-
nia con motore 4 cilindri portato a 2.8, mentre Rodriguez
aveva la Cooper-Maserati ufficiale a 12 cilindri. Love dovet-
te aggiungere due serbatoi supplementari alla sua Cooper,
ma dopo essere stato a lungo in testa alla gara si dovette
fermare a fare rifornimento per il malfunzionamento di una
pompa di benzina. Rhodesiano, e molto veloce, era anche
Gary Hocking, campione del mondo di motociclismo che
nel 1962 passò all’automobilismo ottenendo ottimi risultati
in GP di F1 non iridati ma trovò la morte purtroppo nelle
qualifiche del GP del Sudafrica 1962.
Il più famoso pilota sudafricano è senza dubbio Jody
Scheckter, campione del mondo di F1 nel 1979 con la Fer-
rari. Dal 1960 al 1975 in Sudafrica si disputò il locale campionato di F1, con entrambi con sei titoli ciascuno (in foto, la partenza di una gara del 1972 a
monoposto della massima seria a cui a fine anni Sessanta si unirono alcune Kyalami: Dave Charlton, Lotus 72D #1, e John Love, Surtees TS9 #2, sono
F. 5000 e, a partire dal 1973, anche alcune F2. I piloti più vincenti furono in prima fila). Dal 1976 le Formula 1 furono sostituite dalle monoposto di F.
John Love e Dave Charlton, entrambi habitué del GP del Sudafrica iridato ed Atlantic, e nel 1986 fu disputata l’ultima edizione.
[Link] |MARZO 2020 61
cord battendo le principali concorrenti, in partico- ben noto in patria. Ciò che rende la 530 MLE un’auto COLLEZIONE
lare Ford Capri e Mazda Capella, conquistando tre speciale è il fatto che i suoi successi in pista non so- Sopra, la 530 con le
campionati nazionali tra il 1976 e il 1978. Tale è il do- no stati mai eguagliati da nessun’altra Serie 5; inol- altre auto storiche della
collezione di BMW
minio della berlina bavarese che vince quindici ga- tre ha composto il primo team ufficiale nella glorio- Sudafrica: in primo piano
re consecutive, con Keizan che un po’ si lamenta del sa storia di BMW Motorsport, e nell’ottica di questo la 333i, “piccola M3” come
fatto che la competizione sia soltanto con il suo com- reparto corse così noto, rappresenta una vera pietra la era da noi la 320iS; poi
pagno di squadra. Soltanto nel 1978 otterrà pane per miliare in quanto è il primo caso di versione speciale una 745i e la 2000 SA
i suoi denti, anche troppo perché le nuove Mazda nata per le competizioni e poi trasferita alla produ- degli anni Sessanta. Sotto,
a sinistra un cerchio in
con motore Wankel sono strapotenti e nella secon- zione. Inoltre la 530 MLE è stata la prima BMW Se- lega leggera BBS e il vano
da metà della stagione chiariscono che l’epoca del- rie 5 sportiva, avviando un filone che, attraverso la motore con il sei cilindri
la BMW 530 è finita. Almeno l’epoca delle vittorie, M535i, porterà alla M5. Ma la M535i era progettata in linea monoalbero
perché le due auto, acquistate da privati, correran- per la strada, mentre la 530 fu pensata prima per i cir- alimentato a carburatori.
no fino al 1985. cuiti, cosa che la rende più “pura” in tutto.
Tuttavia, l’obiettivo della BMW SA è raggiunto. Per Oggi la 530 vive una rinascita di interesse, dovu-
due anni e mezzo (e tre titoli consecutivi), le 530 han- to anche alla “moda” delle auto da collezione, co-
no portato alla Casa bavarese una pubblicità incre- me dimostra l’evento organizzato da BMW Sudafri-
dibile tra clienti e appassionati, stabilendo con essi ca per presentare il restauro della 530 MLE con te-
una relazione duratura, viva ancor oggi. Un perfetto laio #100. Non ve ne saranno molte altre in giro, del-
esempio di “vinci la domenica, vendi il lunedì”. I pilo- le 217 prodotte: all’epoca i trattamenti anti corrosio-
ti sono i migliori testimonial, affermando che, a par- ne non erano avanzati come oggi, e su una macchina
te i pneumatici, l’auto da corsa è quasi identica alla del genere è difficile anche che siano stati previsti,
versione stradale e ed è bellissima da guidare; e Kei- senza contare che il Sudafrica è circondato dal mare
zan, in particolare, non è un pilota qualsiasi: ha ga- e anche questo non aiuta. Si dice che non ne esista-
reggiato anche in Formula 1 al GP del Sudafrica ed è no più di quindici.
BERLINA PIGLIATUTTO
La BMW 530 MLE dominò il campionato sudafricano per le “Berline modificate” per tre anni di fila (a sinistra) vincendo quasi tutte le gare a cui
partecipò. Le due auto furono poi vendute a piloti privati che le usarono fino al 1985. A destra, un’immagine dinamica d’epoca di un esemplare
stradale. Sotto, la 530 restaurata è tornata a correre in perfetta efficienza.
S CHEDA TECNICA
BMW 530 MLE (1976)
Motore: BMW M30 anteriore longitudinale raffreddato a liquido, 6 cilindri in linea, alesaggio e corsa 89 x 80 mm, cilindrata 2986 cc, rapporto di compressione 9:1, di-
stribuzione monoalbero in testa, due valvole per cilindro Accensione spinterogeno Alimentazione due carburatori Zenith 38/40 INAT Lubrificazione a carter umido Poten-
za 200 Cv a 6500 giri Coppia 28 kgm a 5000 giri Trasmissione: trazione posteriore, frizione monodisco a secco, cambio a 5 marce + RM (a richiesta a 6 marce), rappor-
to finale 3,45:1 Ruote in lega leggera, pneumatici 195/HR R14 Corpo vettura: carrozzeria portante in acciaio alleggerito, quattro porte cinque posti Sospensioni a ruote
indipendenti: anteriori schema McPherson con braccio inferiore oscillante, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici e barra antirollio; posteriori semiassi oscillanti, mol-
le elicoidali, ammortizzatori idraulici Sterzo a cremagliera Freni a disco, anteriori ventilati Ø280 mm, posteriori Ø272 mm Capacità serbatoio benzina 66 litri Dimensio-
ni in mm e peso: passo 2.636, carreggiate ant / post 1.420/1.470, lunghezza 4.620, larghezza 1.690, altezza 1.426, peso 1.233 kg Prestazioni: velocità massima 208
km/h; accelerazione 0-100 km/h in 9”3
[Link] |MARZO 2020 63
La valigia del pilota
FINE ANNI NOVANTA, LE MANS: UN BIZZARRO REGOLAMENTO PERMETTE
DI OMOLOGARE COME GT DEI VERI PROTOTIPI. BASTA AVERNE PRODOTTO
ALMENO UN ESEMPLARE STRADALE, CON TANTO DI VANO PER UN BAGAGLIO
SULLA FAVOLOSA TOYOTA GT-ONE È IL SERBATOIO DELLA BENZINA…
DI FRANCESCO PELIZZARI – FOTO MAURICE VOLMEYER E MASSIMO CAMPI
64 [Link] | MARZO 2020
LISTA CHIUSA
Come lo vedreste un
CRS per quest’auto?
Per quanto incredibile
possa sembrare, la
Toyota GT-One è una
ventennale, o se preferite
una youngtimer… ed
è stata prodotta in due
esemplari. Entrerebbe
certamente di diritto
anche in una lista chiusa.
Le due auto costruite
per l’omologazione nelle
competizioni si trovano
una nel quartier generale
di Toyota Motorsport (dove
sono state realizzate
queste foto) a Colonia e
l’altra nel museo della
Casa in Giappone.
H
a il sapore del paradosso che una delle au- golamento era tale da favorire le GT sui Prototipi; un
to da corsa più belle e più idolatrate del- regolamento, tuttavia, pieno di “buchi”, o se si pre-
la storia sia stata prodotta dalla Casa che ferisce con regole piuttosto morbide. Insomma, po-
forse più di tutte al mondo si identifica teva essere piegato alla propria volontà abbastanza
con le “anonymous grey car”, cioè le automobili ul- facilmente, così da permettere, per esempio, che su
tra efficienti e affidabili per uso quotidiano, anoni- un’auto da corsa ci dovesse essere uno spazio per
me ma fedelissime berline finché morte non le sepa- una valigia e che fosse accettato che quest’ultimo
ri dal proprietario. Ancor più paradossale è che que- fosse… il serbatoio della benzina quando era vuoto.
sta auto da corsa abbia prodotto due esemplari… da Una storia che ha dell’incredibile, ma invece è tutta
strada! È questa la storia della Toyota TS020 (nome vera e che ha prodotto una delle automobili da com-
interno della versione da competizione) e della qua- petizione più belle che si ricordino.
si gemella GT-One (nome dei due esemplari stradali,
comunemente usato dagli appassionati per entram- Il ritorno delle “GT”
be le versioni). Eppure così è, perché alla 24 Ore di A inizio anni Novanta il Campionato del mondo Mar-
Le Mans della seconda metà degli anni Novanta il re- che è morto, ucciso dai giochi politici e dalla Formu-
[Link] |MARZO 2020 65
la 1. Dopo i fasti del decennio precedente e il suc- fatto sostituisce il mondiale Marche. Il regolamen-
cesso del regolamento Gruppo C, nel 1992 si dispu- to della 24 Ore 1994 prevede le categorie Prototipi
ta l’ultima edizione del mondiale, la cui categoria 1 e 2 e GT1 e GT2, con le GT favorite per la vittoria.
scompare sotto i colpi di un regolamento che pre- Che infatti va a una di queste, che però… è un proto-
vede l’uso degli stessi motori delle F1. Ne approfit- tipo! Succede che il noto preparatore tedesco Dauer
ta la Peugeot che con la 905 spinta dal V10 3.5 vince ottiene da Porsche la licenza per costruire una 962
nel 1992 e 1993, aggiudicandosi anche la 24 Ore di Le stradale. A Weissach trovano in una piega del regola-
Mans, gara che da sola vale più dell’intero campio- mento la possibilità di omologare la Dauer 962, che è
nato. La 24 Ore del 1993, senza validità iridata, è pro- prodotta in pochissimi esemplari ma comunque suf-
babilmente la meno eccitante della storia della cor- ficienti per la categoria GT1, e il gioco è fatto. Invo-
sa, con soltanto 30 auto iscritte, tutti Prototipi. Peu- lontariamente si tratta di un’anticipazione di quan-
geot è la grande favorita, a tentare di contenderle la to accadrà negli anni a venire, con le GT che diven-
vittoria sono soltanto due Case giapponesi, Mazda e teranno sempre più specialistiche fino ad assume-
Toyota. Quest’ultima, dal 1987 tenta di conquistare re i contorni di veri e propri prototipi. E la Toyota
la maratona della Sarthe, senza mai riuscirci. Per la sarà grande protagonista di questa evoluzione… al
Casa delle tre ellissi la conquista della gara francese contrario.
sembra un fatto personale, tanta è l’ostinazione dei Nel 1995 la maratona francese è vinta dalla McLaren
tentativi. Le Mans se ne fa beffe, visto che è la Mazda F1 GTR, supercar stradale che si fa forte del moto-
a vincere per prima, a sorpresa, nel 1991: il Costrut- re BMW V12 da 6 litri, affidabilissimo, in un’edizione
tore più piccolo del Sol Levante è sugli allori, men- in cui i prototipi sono merce rara e la Toyota iscrive
tre il più grande è sempre nella polvere nonostante la coupé Supra, auto di serie preparata, senza trop-
gli ingenti investimenti profusi. Pur di vincere a Le pe velleità. L’anno seguente vince un prototipo sen-
Mans, in Toyota progettano da zero un V10 di 3,5 li- za tetto (barchetta, o Sport se si preferisce) iscritto STREPITOSA
Sotto, la linea della Toyota
tri da Formula 1 da accoppiare alla bellissima TS010 dal noto Reinhold Joest: telaio TWR derivato dalla GT-One: da un punto
progettata da Tony Southgate; senza risultati. Jaguar XJR-14 del 1991 e motore Porsche 3.0 bitur- di vista squisitamente
Dopo il “biennio Peugeot”, l’Automobile Club de bo. Un’auto decisamente curiosa: il telaio era un fon- sportivo è ampiamente
l’Ouest, ente sanzionatorio della 24 Ore, decide per do di magazzino, a cui fu eliminato il tetto. Porsche superata rispetto alla
un cambio di regolamento che dia nuova linfa alla infatti commissionò il lavoro a Tom Walkinshaw di- Toyota TS 050 che ha vinto
l’ultima 24 Ore di Le Mans;
gara, portando alla resurrezione delle più economi- cendo di non avere budget per un progetto ex-no- ma come gran turismo
che GT, che nel frattempo sono diventate protago- vo; poi la Casa tedesca decise di lasciar perdere rite- “storica” è di una bellezza
niste di un campionato, il BPR (poi FIA-GT), che di nendo che il suo motore fosse penalizzato dai rego- strepitosa.
66 [Link] | MARZO 2020
STORICA
In alto, le viste e i dettagli tradiscono l’estrazione
corsaiola di questa auto che per molti appassionati
è un vero mito. L’apertura all’interno del parafango,
per esempio, è una soluzione per evitare che si crei
pressione dentro lo stesso, che sarebbe nociva per
l’aerodinamica. Tuttavia, non si può non notare che
concettualmente la GT-One ha una chiara valenza
storica: discendono anche da lei le supercar
estreme che hanno creato un vero segmento di
mercato: Bugatti, Ferrari, Lamborghini, McLaren,
Pagani, Porsche e altre ancora.
[Link] |MARZO 2020 67
lamenti, e il materiale fu acquisito dal Joest Racing. gran turismo in produzione da cui fare una deriva-
Il bello è che lo stesso telaio (però completo di tetto) zione, nemmeno di facciata. Il regolamento GT1 è
fu usato anche dalla Mazda per la sua 787B vincente però modificato per il 1998 e diventa sufficiente per
del 1991… La TWR-Porsche vincerà anche nel 1997, l’omologazione un solo esemplare “street-legal”, a
con la Toyota assente. Tutto questo per dire che in testimonianza della possibilità di avere una produ-
quegli anni di transizione il regolamento di Le Mans zione in tal senso: “Dovevamo costruire un esem-
è poco codificato, volendo anche un po’ confuso, ma plare stradale - racconta John Day, responsabile del-
ha il pregio di lasciare spazio a una bella creatività. la logistica e custode dell’heritage della Toyota Mo-
FRENO A MANO
torsport -; il regolamento diceva che l’auto doves- Sotto, e nella pagina a
Street legal se essere disponibile per chiunque, entro un anno destra, l’abitacolo rifinito
Il regolamento FIA per la classe GT1 fin dal 1994 pre- dall’ordine, a un prezzo non superiore a un milione come quello di un'auto
vede che le auto derivino da una produzione limita- di dollari”. Toyota costruisce soltanto due esempla- da strada contrasta con
tissima, 25 esemplari, che può anche esistere in mi- ri targati della GT-One (denominata TS020 come au- la vista dell’enorme ala
posteriore: notare la
nima parte al momento dell’omologazione. È suffi- to da gara), che diventa la più estrema delle GT. Il te- leva del freno a mano. I
ciente che vi sia l’intenzione di produrre il modello laio è prodotto da Dallara, mentre l’aerodinamica è comandi dell’areazione
da cui deriverà l’auto da corsa. Ciò naturalmente si frutto dello studio di Andrè De Cortanze, il france- sono raccolti in un
presta alle interpretazioni più fantasiose ed a realiz- se che ha disegnato le Peugeot 905 vincenti nel 1992 pannello che sembra
zare delle auto che sono più prototipi che GT. Tale è e 1993. Anche l’assemblaggio è realizzato al di fuo- posticcio, ma dotato di
accendisigari! I gusci
la Porsche 911 GT1/96, versione estrema della nota ri del Giappone: nell’antenna tecnologica del Toyo- dei sedili sono rifiniti in
911, prodotta in un solo esemplare stradale (vendu- ta Team Europe, con base a Colonia in Germania, la pelle; il pannello porta in
to a 1,5 milioni di marchi tedeschi), più due da com- quale si occupa anche del progetto del telaio. Il mo- carbonio ha la levetta di
petizione. Della versione successiva, 911 GT1/98, se tore invece è tutto Toyota, l’RV36V-R, 8 cilindri a V di apertura e un pomello che
ne produrranno invece 22 esemplari stradali e 11 da 90° da 3,6 litri, bialbero a 32 valvole, sovralimentato regola il flusso dell’aria
verso l’enorme radiatore.
competizione in totale. Anche Mercedes, che produ- con due turbo Garrett e accreditato di 600 Cv a 6.000 L’accesso all’abitacolo è
ce 25 esemplari della sua CLK-GTR, ha un corrispet- giri (la stessa potenza dichiarata da tutti i Costrutto- reso difficile dall’ingombro
tivo almeno teorico nella gamma di serie. ri, ma in realtà è superiore a 700 Cv); è derivato da del telaio (si nota anche il
Diverso è il discorso di Toyota, che non ha alcuna quello usato sulla Gruppo C di fine anni ‘80, allegge- radiatore).
rito e adattato all’uso con i restrittori regolamentari che se in un modo che appare molto artigianale e re- PER LE MANS
all’ammissione usati per bilanciare la competitività alizzato con un investimento molto contenuto: il cie- Sopra, la Toyota GT-One
in allestimento da
delle auto. La tecnica costruttiva della GT-One è del lo, le porte e il cruscotto sono rivestiti di Alcantara, il
competizione (siglato
tutto simile a quella delle F1, con scocca in nido d’a- pianale ha una morbida moquette rossa ma il pianto- TS020): come si nota le
pe di alluminio rivestito di pelli di carbonio e motore ne dello sterzo è quello di una Toyota Corolla, le cin- differenze con la versione
con funzione portante. Le sospensioni sono a sche- ture sono normalissime a tre punti, i comandi dell’a- stradale sono di dettaglio;
ma push-rod con doppio braccio trasversale e pun- erazione sembrano fatti di Lego e il pulsante di av- le più evidenti i cerchi
in magnesio, dietro cui
tone di reazione, molle elicoidali, ammortizzatori viamento è nascosto in profondità sotto il cruscot-
si celano i dischi freno
idraulici e barre antirollio sulle quattro ruote; i freni to, il sedile di guida è regolabile ma il comando è du- carboceramici. Poi c’è il
sono a disco carboceramici. Della versione da com- ro; insomma, non c’è la sensazione di essere sedu- tappo del serbatoio per
petizione se ne assemblano in tutto cinque esempla- ti su una supercar: “La costruzione era affidata a un il rifornimento rapido.
ri: la Toyota TS020 è a tutti gli effetti un prototipo, e solo meccanico -interviene Day- a cui fu affidata una L’aerodinamica fu studiata
al computer da André de
la GT-One il suo esemplare “da omologazione”: “Le TS020 già costruita e dicendogli di farne una versio-
Cortanze, con sistemi CAD
sole differenze - continua Day - sono i dischi freno ne omologabile.” all’epoca di avanguardia
in acciaio, l’altezza da terra leggermente superiore, Un’altra differenza tra la GT-One stradale e la TS020 e pensando soltanto a Le
i rapporti del cambio più lunghi e lo scarico cataliz- da gara è data dal serbatoio della benzina, più pic- Mans (non avrebbe corso
zato. Tutto il resto è uguale, a partire dal motore”. colo sulla prima. Cosa che nel 1998 causa una con- in altre gare del GT-Fia),
dunque con poco carico
troversia regolamentare, tra la Casa giapponese e le
per avere elevata velocità
Alcantara e Lego concorrenti. Il regolamento delle GT1 prevede infat- di punta e contenere i
Questo per quanto riguarda la meccanica, ma all’in- ti che l’auto abbia uno spazio per i bagagli: per ot- consumi.
terno l’abitacolo è più rifinito di quello da corsa, an- tenerlo, sulla GT-One tagliano il serbatoio per otte-
GT COME PROTOTIPI
Nelle foto a lato, sopra
la Dauer 962 che vinse
la 24 Ore di Le Mans
1994: una GT, secondo
l’interpretazione del
regolamento, in quanto
derivata dalla Dauer LM
(l’auto gialla qui a fianco),
che era una… Porsche
962 targata! In basso, a
sinistra la McLaren F1
dominatrice nel 1995 e,
a destra, la TWR-Porsche
WSC-95 che vinse nel
1996/97.
70 [Link] | MARZO 2020
SPECCHIO INUTILE
A lato, la targa con
l’indicazione della
categoria GT1 apposta
dopo le verifiche tecniche
a Le Mans. Qui a fianco,
lo specchio retrovisore
destro: era quasi inutile, in
quanto per non disturbare
l’aerodinamica era molto
basso e la sua visuale era
coperta quasi del tutto
dal parafango posteriore;
i piloti si servivano quasi
soltanto di quello sinistro,
più alto.
POTENZIOMETRI
Nell’abitacolo della
GT-One da corsa il volante
è tagliato nella parte
superiore per consentire
al pilota la visuale della
strumentazione. Si nota
sulla sfondo il pannello
porta identico a quello
dell’auto targata. Il
pannello centrale ha una
quantità di interruttori,
tra cui quelli per la
regolazione degli specchi
esterni. Le sospensioni
hanno i potenziometri che
trasmettono i dati alla
telemetria, assenti sui due
esemplari stradali.
[Link] |MARZO 2020 71
nere un vano per una valigia alle spalle dei sedili, e Cambio fragile
per questo le concorrenti accusano la Toyota di vo- Alla 24 Ore di Le Mans 1998 Toyota iscrive tre auto,
VELOCE MA INAFFIDABILE
ler piegare le regole a proprio vantaggio: “Era del tut- ciascuna con un pilota di F1 in equipaggio: Ukyo Ka- A destra, una delle tre
to regolare – dice John Day – altrimenti non l’avreb- tayama, Martin Brundle e Thierry Boutsen. Brundle auto iscritte alla 24 Ore di
bero omologata”. Il problema, per gli altri, è che gli riesce a mettere la sua in prima fila sulla griglia di Le Mans 1998: soltanto
uomini Toyota dichiarano che sull’auto da competi- partenza, di fianco alla Mercedes CLK che stabilisce una vide il traguardo, in
zione il vano per la valigia è il serbatoio stesso, quan- la pole; le altre due fanno segnare il 7° e 8° tempo. So- nona posizione; le altre si
ritirarono. Le Toyota erano
do è vuoto di benzina… d’altra parte nel regolamen- no iscritte anche Porsche, con due GT1 e due Proto- le auto più veloci in termini
to non è scritto che la valigia debba essere trasporta- tipi, Nissan, Ferrari, BMW con due Prototipi. In gara assoluti, ma ebbero tutte
ta, ma soltanto che possa essere alloggiata! però sono sfortunate: soltanto una vede la bandiera problemi al cambio.
1999: SPETTACOLO A LE MANS
La Toyota GT-One (TS020) fu protagonista dell’ultima edizione della 24 Ore meglio in vista degli anni a venire. Le Sport compensavano l’assenza del tet-
di Le Mans con più di due Case in lotta per la vittoria, prima della lunga to con un serbatoio di benzina leggermente più capiente e cerchi con canale
stagione del dominio del gruppo Volkswagen, prima con Audi e poi con di un pollice più largo rispetto alle GT. Ai box non si contavano i personaggi
Porsche (intervallata da Bentley nel 2003) che ha visto una lotta tra varie di caratura mondiale a guidare le squadre: Gerhard Berger (BMW), André de
marche più sulla carta che in pista. Nel 2018 e 2019 Toyota è finalmente Cortanze (Toyota), Reinhold Joest e Ferdinand Piëch (Audi), Norbert Haug
riuscita a sfatare il tabù e far sua la 24 Ore, ma con poca concorrenza nella (Mercedes); grandi nomi anche tra i piloti: Pierluigi Martini, Yannick Dalmas
classe principale, come purtroppo è diventato abituale. e Tom Kristensen sulle BMW, Nick Heidfeld e Bernd Schneider sulle Merce-
Nel 1999 invece si schierarono ufficialmente, oltre alla Casa giapponese, des, Michele Alboreto, Dindo Capello, Emanuele Pirro e Stefan Johansson
Audi (al debutto), BMW (costruita in collaborazione con la Williams), Merce- sulle Audi, Eric Comas ed Eric van de Poele sulle Nissan, David Brabham e
des, Nissan, Panoz (una piccola ma agguerrita Casa statunitense che schie- Massimiliano Angelelli sulla Panoz e poi l’immarcescibile Henri Pescarolo su
rava una tipica auto all’americana con motore anteriore V8 da 6 litri) e Riley una vecchia Courage a motore Porsche gestita in proprio.
& Scott (altro Costruttore americano), oltre a due Ferrari 333 SP private: “Tutti contro Toyota!” recita il programma ufficiale: ci si attende che le auto
ben 30 prototipi, a cui si aggiunsero 19 GT tra Viper e Porsche, quasi tutte giapponesi facciano le lepri, in quanto le più prestanti del lotto. E così è,
ufficiali o semi-ufficiali. Motori turbo fino a 3600 (4000 le GT) o aspirati fino a infatti, fin dalle prove con due GT-One in prima fila e Brundle che ottiene la
6000 (8000 le GT), con vari frazionamenti. Uno schieramento da sogno, per pole position con un tempo di 6” inferiore a quella dell’anno precedente. Al
una gara che fu a dir poco avvincente. I prototipi erano divisi in Sport come via e nelle prime battute di gara la Toyota di Brundle mantiene le promesse
la BMW e GT come le Toyota e le Mercedes CLR, con un equilibrio notevole, e scatta in testa restandoci a lungo, ma sempre seguita da vicino da BMW
tanto che Audi, al debutto, schierò due auto per ciascun tipo, per studiare al e Mercedes. La gara è molto tirata e verso sera, dopo circa cinque ore di
UNA GT DI SUCCESSO
Sopra, la partenza di Le Mans
1998, con Toyota e Mercedes
in prima fila. A vincere fu
però la Porsche con la sua
GT1-98 (a sinistra); la Casa
di Zuffenhausen costruì 25
esemplari stradali (a fianco)
della vettura: tutti venduti!
72 [Link] | MARZO 2020
gara, accade il primo colpo di scena: la Mercedes numero 5 guidata in quel sciando sola l’Audi che ha piazzato al terzo e quarto posto le sue due Sport,
momento da Peter Dumbreck, scozzese pilota di F3, in scia proprio a una con una gara eccellente che preannuncia il dominio degli anni a venire.
Toyota decolla su un piccolo dosso prima della curva di Indianapolis e dopo Per la bellissima Toyota GT-One è venuto il momento dell’oblio sportivo, ma
due giravolte in aria ricade a decine di metri dal circuito, in un boschetto, per non degli appassionati, che la ricordano a distanza di vent’anni come una
fortuna sulle ruote. È il terzo episodio di decollo nel fine settimana, altri due delle più entusiasmanti auto da corsa della storia
erano capitati in prova e durante il warm-up, ragione per cui la Mercedes de-
cide di ritirare le sue auto dalla corsa. Durante la neutralizzazione a seguito di DOPPIA AUDI
questo incidente, altro colpo di scena: la Toyota di Brundle in testa alla gara Nel 1999 le Mercedes
accusa problemi idraulici al cambio, che lo costringono ai box per 10 giri; e erano le rivali più
anche quella di Boutsen si deve fermare per sostituire il volante. Gli stessi temibili, ma...
decollavano e si
due piloti poi durante la notte hanno incidenti: Brundle finisce contro le bar- dovettero ritirare;
riere alla staccata di una delle varianti del rettilineo di Hunaudières, in seguito debuttò Audi, con due
a una foratura; Boutsen invece a causa di un malinteso con il pilota di una auto, una GT (in basso
GT esce di pista alle curve Dunlop sbattendo violentemente contro le bar- a sinistra) e una Sport
riere. Il pilota belga si infortuna gravemente alla schiena, recupera la mobilità (al centro) costruita
da Dallara come la
delle gambe grazie all’intervento chirurgico ma chiude qui la sua carriera. Toyota; alla fine vinse
Al mattino sono due BMW comodamente in testa: Kristensen ha tre giri la BMW (a destra)
di vantaggio su Dalmas, che ne ha uno sulla Toyota superstite. Alle 11 del grazie soprattutto
mattino però, quando mancano quattro ore al termine, Lehto, che ha preso all’affidabilità della
il posto di Kristensen, sbatte alle curve Dunlop a causa dell’acceleratore macchina.
bloccato e si deve ritirare. A quel punto De Cortanze mette sulla Toyota il ve-
locissimo Katayama per andare all’attacco, mentre Berger risponde facendo
salire in macchina nell’ultimo turno l’altrettanto veloce Martini. Il giapponese
tira come un matto per tre turni di seguito, gira dai tre ai cinque secondi più
veloce della BMW, fa segnare il giro più veloce della corsa alla 23esima ora,
3’35”, recupera il giro di distacco, arriva a 44 secondi dal battistrada, quan-
do sul rettilineo prima della curva di Indianapolis esplode una gomma. Ka-
tayama riesce comunque a tornare ai box e riprendere, ma la vittoria ormai
è della BMW LMR V12 di Martini/Dalmas/Winkelhock. È stata una gara en-
tusiasmante, al termine della quale tutte le Case protagoniste si ritirano, la-
[Link] |MARZO 2020 73
a scacchi, in nona posizione; il punto debole è il cam- Servono parecchie acrobazie per mettersi al volan-
bio, che dà noie a tutte le tre auto, costringendo al ri- te dell’auto: prima entra la gamba sinistra, facendo-
tiro quella di Boutsen mentre è al comando quando la passare sopra l’enorme ingombro del telaio e poi
manca poco più di un’ora al termine della corsa. Le sotto il volante, quindi entra la gamba destra e ci si
Toyota sono le più veloci in pista, ma non abbastan- lascia lentamente scivolare sul sedile di pelle. È co-
za affidabili. Vince la Porsche 911 GT1-98. me essere nella cabina di pilotaggio di un aereo da
Per il 1999 cambiano le regole: non è più necessario caccia. L’interno della GT-One mostra che doveva es-
avere l’esemplare di omologazione, tanto che a Le sere costruito con un budget limitato. I pedali sono
Mans la categoria diventa GTP, dove “P” sta proprio così vicini che a malapena si percepisce quale si sta
per prototipo. La GT-One targata diventa immediata- toccando.
mente obsoleta: “Quando cambiarono le regole – ri- Comunque anche da ferma questa macchina è di una
corda ancora John Day – decidemmo di non produr- bellezza straordinaria. E magari un giorno verrà ri-
re delle GT-One da vendere, sarebbe stata soltanto portata al suo antico splendore da John Day: “Do-
una perdita di soldi. Saremmo stati obbligati a ven- vrebbe funzionare di nuovo ed essere visibile dagli
dere a un prezzo non superiore al milione di dolla- appassionati - afferma John - ma è molto difficile tro- DALLARA
Sopra, le due auto a
ri un’auto che a noi sarebbe costata circa il doppio.” vare il budget per revisionarla. Magari lo farò nel mio confronto: la GT-One fu
La macchina targata sarebbe dovuta finire dal de- tempo libero.” progettata da Toyota ma
molitore, invece fu tenuta all’interno del team, a Co- il telaio era realizzato da
lonia, in una specie di piccolo museo da cui è stata Dallara, che si occupò
tirata fuori per scattare queste foto. Da allora non anche dello sviluppo
aerodinamico in galleria
è stata quasi mai avviata, ha percorso in tutto circa del vento. Notare l’unica
25 km; è praticamente nuova, anche se ormai avreb- presa d’aria per il motore
be bisogno di essere rimessa in condizioni marcian- schiacciata sul tetto. A
ti, ma andrebbe smontata completamente e Toyota sinistra, la nostra “guida”
Motorsport preferisce mettere i soldi nei progetti di durante le foto, John Day
che si occupa della piccola
corse. Se anche si assegnasse un budget alle auto del raccolta di auto di Toyota
museo, le auto da competizione avrebbero la prece- Motorsport a Colonia.
denza. E la GT-One non la è… Comunque siamo riu- Nella pagina a fianco, il
sciti a farla partire e percorrere qualche centinaia di motore V8, il dettaglio di
metri all’interno dell’azienda, per scattare qualche una turbina e un freno
a disco in acciaio della
foto in movimento. GT-One da strada.
74 [Link] | MARZO 2020
S CHEDA TECNICA
TOYOTA GT-ONE (TS020)
Motore Toyota RV36V-R Centrale-posteriore raffreddato a liquido 8 cilindri a V di 90° Testa e
basamento in alluminio, albero motore su 5 supporti di banco Alesaggio e corsa 86 x 77 mm Ci-
lindrata 3578 cc Rapporto di compressione 9:1 Distribuzione bialbero a camme in testa, 4 val-
vole per cilindro Accensione elettronica Bosch Alimentazione iniezione elettronica, sovralimen-
tazione con un turbocompressore Garrett per bancata e intercooler Lubrificazione a carter secco
Potenza 600 Cv a 6.000 giri Coppia 66,3 kgm a 5.000 giri Trasmissione Trazione posteriore
Frizione Sachs a quattro dischi in carbonio Cambio meccanico sequenziale Toyota Team Europe
a 6 marce + RM Cerchi in alluminio (magnesio) da 18” Pneumatici Michelin: anteriori 255/45
ZR18 (29/65-18), posteriori 345/35 ZR18 (31/71-18) Corpo vettura Carrozzeria coupé in com-
posito di carbonio e kevlar, 2 porte, 2 posti Telaio monoscocca a nido d’ape di carbonio e allu-
minio con motore in funzione portante Sospensioni a ruote indipendenti con bracci oscillanti e
puntone di reazione (push-rod), molle elicoidali, ammortizzatori idraulici e barre antirollio rego-
labili Freni AP a disco ventilato in acciaio con pinze a quattro pistoni (AP Racing carboceramici
con pinze a sei pistoni), antibloccaggio Abs Capacità serbatoio benzina 60 litri (90 litri) Dimen-
sioni (in mm) e peso Passo 2.800 Carreggiate ant/post 1.600/1.644 Lunghezza 4.840 Lar-
ghezza 2.000 Altezza 1.125 Peso 900 kg a vuoto Prestazioni Velocità massima oltre 350 km/h
[Link] |MARZO 2020 75
LE AUTO DELLA STORIA
Prove & Rievocazioni
ABARTH
1000 GR.2/70 26 apr-07 ALFA 90 78 giu-12 SPIDER JUNIOR 1300 (1968) 92 nov-13
1000 SP #SE04*0047 71 ott-11 ALFASUD 77 mag-12 SPIDER VELOCE 2.0 2 dic-03/gen-04
2000 SP SE010 #034 (1969) 97 mag-14 ALFASUD 103 dic-14/gen-15 TURISMO INTERNAZIONALE 120 ago/set-16
205A (1950) 96 apr-14 ALFASUD 1.2 “VALENTINO” (1980) 97 mag-14 ALPINE-RENAULT
595/695SS/695 ASSETTO CORSA 43 dic-08/gen-09 ALFASUD SPRINT 109 lug-15 A106 73 dic-11/gen-12
ABARTH 695 SS (1966) 114 feb-16 ALFASUD TI 75 mar-12 A110 57 mag-10
750 SPORT ALLEMANO 128 giu-17 ALFASUD TI 128 giu-17 A110 S 1.6 / ALPINE 110 153 dic/gen-19/20
750 COUPE’ ZAGATO (1958) 87 mag-13 ALFETTA 37 mag-08 A110 GR. 4 76 apr-12*
850 RECORD MONZA (1960) 87 mag-13 ALFETTA 1.8 33 dic-07/gen-08 A220 44 feb-09
OT 1000 SPIDER 57 mag-10 ALFETTA 1.8 GT 93 dic-13/gen-14 A310 142 nov-18
OTR 1000 106 apr-15 ALFETTA GT 147 mag-19*
ALFETTA GT 1.8-GTV 2.0-GTV6 2.5 2 dic-03/gen-04 AMC
SE 037 119 lug-16
SIMCA 2000 GT 83 dic-12/gen-13 ALFETTA GTV 6 2.5 27 mag-07 PACER X 55 mar-10
SIMCA 1300 116 apr-16 ALFETTA GTV TURBODELTA 47 mag-09 APACHE
T 140 (1967) 93 dic-13/gen-14 AR/51 “MATTA” 140 ago/sett-18 FORMULA JUNIOR 92 nov-13
ARNA 93 dic-13/gen
AC DUETTO 29 lug-07 ASA
COBRA 73 dic-11/gen-12 DUETTO E SPIDER 1966-1990 1 ago/set-03 1000 GT 56 apr-10
ALFA ROMEO GIULIA 7 nov/dic-04 1000 GT SPIDER 30 ago/set-07
ABARTH 1000 GT COMPETIZIONE 90 ago/set-13 GIULIA 1600 S 52 nov-09 ASTON MARTIN
1.9 C SPRINT PININFARINA 29 lug-07 GIULIA GT 1600-1300 DB4 GTZ 88 giu-13
145 134 feb-18 JUNIOR-GTV 2000 1 lug/ago-03 DB4 TOURING 16 apr-06
147 GTA 84 feb-13 GIULIA GT JUNIOR 91 ott-13* DB7 139 lug-18
155 GTA SUPERTURISMO 45 mar-09 GIULIA GT “UNIFICATO” 99 lug-14 DBR1 / 2 88 giu-13
158/159 “ALFETTA” 61 ott-10 GIULIA GTA 1600 - 1300 10 mag/giu-05 SPEED MODEL TYPE C #A9/722/U 82 nov-12
750 COMPETIZIONE 103 dic-14/gen-15 GIULIA GT 2000 VELOCE 138 giu-18* ULSTER 125 mar-17
1750 BERLINA 24 feb-07 GIULIA SPIDER PROTOTIPO 18 giu-06
GIULIA SPIDER VELOCE 1600 48 giu-09 ATTILA
1750 GT PROTOTIPO GIUGIARO 14 gen/feb-06
1750 GS TOURING “PERLA NERA” 142 nov-18 GIULIA SPORT SPECIAL 60 ago/set-10 MK VII 92 nov-13
1900 62 nov-10 GIULIA SUPER E GT JUNIOR 65 mar-11 AUDI
1900 SS TOURING CABRIO (1957) 69 lug-11 GIULIA TI 1300 115 mar-16* PROTOTIPO “ASSO DI PICCHE” 82 nov-12*
1900 SS TOURING I - II SERIE 15 mar-06 GIULIA TI SUPER 71 ott-11 80L (1972) 34 feb-08
1900 SS Z #01845 89 lug-13 GIULIA TZ 11 lug/ago-05 80 B3 133 dic-17/gen-18
1900 SS ZAGATO 17 mag-06 GIULIA TZ # 750006 66 apr-11 QUARTZ PININFARINA 86 apr-13
2000 GTV 118 giu-16 GIULIETTA 55 mar-10 QUATTRO 34 feb-08
2000 PRAHO 74 feb-12 GIULIETTA (116) E 75 108 giu-15 QUATTRO 104 feb-15
2000 SPORTIVA (1954) 80 ago/set-12 GIULIETTA SPIDER 94 feb-14 QUATTRO GR.B 114 feb-16
2000/2600 BERLINA 137 mag-18 GIULIETTA SPIDER MONOPOSTO 103 dic-14/gen-15 RS 2 AVANT 79 lug-12*
2000 (2600) SPIDER TOURING 139 lug-18 GIULIETTA SPRINT-SPRINT VELOCE 3 mar/apr-04 AUSTIN HEALEY
2600 SPIDER 84 feb-13 GIULIETTA SPRINT SPECIALE 106 apr-15
2600 SPRINT 43 dic-08/gen-09* GIULIETTA SPRINT SPECIALE 127 mag-17 100 148 giu-19*
2600 SPRINT 105 mar-15 GIULIETTA SS 13 nov/dic-05 100 E 3000 62 nov-10
33 Q.V. / PERMANENT 87 mag-13 GIULIETTA SZ (1961) - ES 30 (1989) 63 dic-10/gen-11 3000 MK III 116 apr-16
33 SPORT-33 STRADALE 8 gen/feb-05 GIULIETTA SZ CODA TONDA/TRONCA 20 ago/set-06 3000 MK III (manuale d’uso) 128 giu-17
33/2 - /3 - TT 12 - SC 12 - Stradale 58 giu-10 “BRIGHTON” SPECIAL 126 apr-17
GIULIETTA SVZ-SZ TONDA-SZ TRONCA 151 ott-19
33 STRADALE E CORSA - 50 ANNI 131 ott-17 COOPER S HATCHBACK (1964) 100 ago/set-14
GIULIETTA TI 81 ott-12
6C 1500 GS “TESTA FISSA” 79 lug-12 SPRITE MKI 56 apr-10
GIULIETTA TI 133 dic-17/gen-18
6C 1500 TORPEDO / 1750 SPORT 121 ott-16 SPRITE MKI 91 ott-13
GT “UNIFICATA” 99 lug-14
6C 2300 B MM 66 apr-11 GT JUNIOR 74 feb-12 AUTOBIANCHI
6C 2300 B MM TOURING 129 lug-17 GT JUNIOR 1.3 “SCALINO” 5 lug/ago-04 A111 115 mar-16*
6C 2500 32 nov-07 GTA - 155 DTM 56 apr-10 A112 ABARTH 5 lug/ago-04
6C 2500 SS VILLA D’ESTE 57 mag-10 GTA JUNIOR 95 mar-14 A112 ABARTH 111 ott-15
6C 2500 SPORT 111 ott-15 GTV 1750 46 apr-09 A112 ABARTH V SERIE 130 ago/set-17*
6C 2500 / 1900 CSS 141 ott-18 GTV6 3.0 121 ott-16 A112 ABARTH “TROFEO” (1977) 91 ott-13
8C 2300 54 feb-10 JUNIOR Z 39 lug-08 A112 ABARTH MOCAUTO REPLICA 19 lug-06
A MOTORE CENTRALE 33 dic-07/gen-08 JUNIOR Z 81 ott-12* BIANCHINA PANORAMICA 82 nov-12
ALFA 6 40 ago/set-08 MONTREAL 42 nov-08 BIANCHINA BERLINA 77 mag-12
ALFA 75 51 ott-09 MONTREAL 114 feb-16* BIANCHINA CABRIOLET 29 lug-07
ALFA 75 105 mar-15 RZ 131 ott-17* BIANCHINA FURGONCINO 104 feb-15
ALFA 75 108 giu-15 SPIDER 89 lug-13 BIANCHINA PANORAMICA 57 mag-10
ALFA 75 TURBO EVOLUZIONE 83 dic-12/gen-13 SPIDER 2600 - 1300 59 lug-10 BIANCHINA TRASFORMABILE 2 dic-03/gen-04
GENERAZIONI “M”
BMW M535i serie E12 ed E28 ed M5 serie E28/34/39: berline
supersportive che hanno creato un segmento. Ne abbiamo
parlato su Automobilismo d’epoca di settembre 2019.
LA CRISI E... LA PRATICA
La F355 è stata la Ferrari della rinascita: da
allora il Cavallino ha intrapreso la strada che
l’ha portato a essere quello che è oggi: su
Automobilismo d’epoca 7/8-2019.
BIANCHINA TRASFORMABILE 50 ago/set-09 BRADLEY DYANE 29 lug-07
PRIMULA 58 giu-10 GT 1974 17 mag-06 DYANE 6 108 giu-15
STELLINA 67 mag-11 DYANE 6 50 ANNI 133 dic-17/gen-18
Y10 - 25 ANNI 62 nov-10 BRISTOL
GS 64 feb-11
Y10 4WD 143 dic-18/gen-19 409 63 dic-10/gen M35 69 lug-11
Y10 MISSONI 97 mag-14 BUGATTI MEHARI 5 lug/ago-04
Y10 TURBO 126 apr-17 23 74 feb-12 SM 3 mar/apr-04
EB 110 - LA BUGATTI ITALIANA 60 ago/set-10
AUTOBLEU STORY 48 giu-09
SM MASERATI 102 nov-14
750 MILLE MIGLIA 57 mag-10 TYPE 35A 48 giu-09 COBRA
BANDINI TYPE 35 - 110 ANNI 149 lug/ago-19 289 82 nov-12
750 SPORT SILURO 124 feb-17* BUICK CONDOR
B.S.A. SUPER SERIES 50 RIVIERA 25 mar-07 AGUZZOLI 27 mag-07
SCOUT (1935) 78 giu-12 25 134 feb-18 CONVAIR
BENTLEY CADILLAC GT 123 dic-16/gen-17
4.5LITRE “BLOWER” 50 ago/set-09 62 SEDAN DE VILLE 1952 7 nov/dic-04
COUPÉ DE VILLE 1957 28 giu-07
COOPER
CONTINENTAL FASTBACK 110 ago/set-15
S-TYPE CONTINENTAL 50 ago/set-09 COUPÉ DE VILLE 1958 3 mar/apr-04 T85-BRM 134 feb-18
T MKI 14 gen/feb-06 ELDORADO / RIVA TRITONE SPECIAL 97 mag-14 DAF
T PRIMA SERIE 14 gen/feb-06 CATERHAM SILURO 73 dic-11/gen
BERTONE 7 77 mag-12 DAGRADA
RACER TEAM (1969) 96 apr-14 LANCIA F. JUNIOR 71 ott-11
CEIRANO
BIANCHI 150 S 122 nov-16 DAIMLER
S 9 1400 116 apr-16 2.5 LITRE V8 (1967) 61 ott-10
CEMSA
SP 250 C-SPEC 83 dic-12/gen-13
BIZZARRINI F 11 41 ott-08
5300 31 ott-07 DATSUN
CHEVROLET
5300 GT STRADA 126 apr-17 240Z 46 apr-09
BEL AIR 1953 30 ago/set-07
BJC BEL AIR 1957 19 lug-06 DB
FORMULA JUNIOR 120 ago/set-16 CAMARO 33 dic-07/gen-08 RACER 500 91 ott-13
CORVETTE C1 283 C.I. 1 lug/ago-03 DE LUCA
BMW CORVETTE C1 136 apr-18 FIAT LANCIA ARDEA 1000 SPORT 84 feb-13
PROTOTIPO “ASSO DI QUADRI” 82 nov-12* CORVETTE C3 8 gen/feb-05 DE SANCTIS
1602 TOURING, 2002 TARGA CORVETTE STING RAY 13 nov/dic-05
E 2002 TURBO 99 lug-14 EL CAMINO 125 mar-17 SP 1000 116 apr-16
2000, 2000 ti, 2000 tilux, 2000 tii 55 mar-10 FLEETLINE AEROSEDAN (1947) 64 feb-11 DE TOMASO
2002 Gr. 2 30 ago/set-07 CHEVRON 505 F1 151 ott-19
2002 tii 30 ago/set-07 DEAUVILLE 38 giu-08
2002 TURBO Gr. 5 Schnitzer 145 mar-19 B42 - FERRARI F2 84 feb-13
MANGUSTA 117 mag-16
1600 GT 112 nov-15 CHRYSLER OSCA 95 mar-14
3.0 CSL 44 feb-09 GLI ANNI D’ORO DEL GRUPPO 6 set/ott-04 PANTERA 134 feb-18
3.0 CSL LE GARE 44 feb-09 CISITALIA PANTERA L 14 gen/feb-06
316I E 36 (1993) 114 feb-16
316I E 36 (1993) 114 feb-16 ABARTH 204 A (1950) 79 lug-12 DEVIN
319 124 feb-17 202 COUPÉ 14 gen/feb-06 MG SPECIAL 70 ago/set-11
320 E21 CABRIO BAUR 47 mag-09 202 SC #035 PININFARINA (1948) 92 nov-13
CISITALIA 202 SC CABRIOLET 140 ago/sett-18 DKW
320I E30 112 nov-15*
323I E21 141 ott-18* 202 D-BPM 132 nov-17 F12 CABRIOLET 126 apr-17
3200 S 75 mar-12 360 94 feb-14 DODGE
507 ROADSTER 96 apr-14 D46 44 feb-09 VIPER R/T 10 144 feb-19
700 78 giu-12 MOTORE 16 VALVOLE 54 feb-10
DUNE BUGGY
E3 2800/3000 73 gen-12 CITROËN
ISETTA 300 GB 118 giu-16 DUNE BUGGY 80 ago/set-12
2CV 41 ott-08
M1 42 nov-08 2CV E MEHARI 70 E 50 ANNI 143 dic-18/gen-19 EFFEFFE
M1 PROCAR 42 nov-08 2CV SAHARA 139 lug-18 BERLINETTA 130 ago/set-17
M3 92 nov-13 2CV 6 SPECIAL 108 giu-15
M3 E30 MODIFICATA + GR. N 115 mar-16 ELDORADO
2CV UMAP 65 mar-11
M535i e12-e28 150 set-19 AX GTi 47 mag-09 MASERATI 420M 40 ago/set-08
M5 e28-e34-e39 150 set-19 BX 14 RE 49 lug-09 ELVA
M635 CSI 137 mag-18* C4 G ROADSTER 56 apr-10
SERIE 3 E21 12 set/ott-05 MK I B (1954) 86 apr-13
CX 40 ANNI 95 mar-14
SERIE 3 E21 101 ott-14 CX ATHENA 64 feb-11 FACEL
Z1 82 nov-12 DS 19 LE CADDY CHAPRON 91 ott-13 VEGA 103 dic14/gen15
Z1 131 ott-17* DS 19-20-21-23 13 nov/dic-05
BORGWARD DS 21 PALLAS 38 giu-08 FALCON
P100 45 mar-09 DS 23 i.e. (1973) 72 nov-11 MK II 110 ago/set-15
[Link] |MARZO 2020 77
|LE AUTO DELLA STORIA|
F.A.T.A. 333 SP 85 mar-13 124 SPIDER 84 feb-13
AUREA 400 (1925) 120 ago/set-16 340/375#0320AM 87 mag-13 124 SPIDER 110 ago/set-15
348 TB 146 apr-19 124 SPORT SPIDER 29 lug-07
FERRARI 355 149 lug/ago-19 124 SPORT COUPÉ 91 ott-13*
166 INTER COUPE’ TOURING 16 apr-06 365 BB (1974) - 512 BB (1982) 76 apr-12 124 C4 TOURING 127 mag-17
208 GTS 1 lug/ago-03 365 GTB/4 28 giu-07 125 26 apr-07
208/308 GT4 20 ago/set-06 365 GTC/4 99 lug-14 125 88 giu-13
208 TURBO GTS 98 giu-14* 375 MM SPIDER #0362 142 nov-18 125 112 nov-15
212 EXPORT TOURING (1952) 107 mag-15 400 49 lug-09 125 COUPE’ SAMANTHA 114 feb-16
225 S VIGNALE BERLINETTA 50 ago-09 400 E 410 SUPERAMERICA 9 apr-05 127 GRUPPO 2 70 ago/set-11
250 GT # 1739 95 mar-14 500 MONDIAL 65 mar-11 127 SCIONERI 60 ago/set-10
250 GT “TOUR DE FRANCE” (1958) 61 ott-10 512 BB 109 lug-15 127 SPORT 70/75 HP 56 apr-10
250 GT SWB 12 set/ott-05 860 MONZA #0604 39 lug-08 127 SPORT 70 HP vs UNO TURBO I.E. 144 feb-19
250 GTE SQUADRA MOBILE 91 ott-13 BB 512-BB 512I 11 lug/ago-05 128 27 mag-07
250 GTL 36 apr-08 DINO 206-246 GT-GTS 7 nov/dic-04 128 101 ott-14
250 GTO 5 lug/ago-04 DINO 308 GT4 132 nov-17* 128 3P 147 mag-19
250 TESTA ROSSA 136 apr-18 DINO 246 F.1 43 dic-08/gen-09 128 COUPÉ GR. 2 97 mag-14
275 GTB 89 lug-13* DINO 246 GT 94 feb-14 128 COUPÉ 1.3 S 30 ago/set-07
275 GTB/4 113 dic-15/gen-16 DINO 246 GTS 35 mar-08 128 GIANNINI NP GR. 2 83 dic-12/gen-13
275 GTB, GTS E GTB/4 6 set/ott-04 F40 74 feb-12 128 GR.2 83 dic-12/gen-13
288 GTO 5 lug/ago-04 F40-30 ANNI 126 apr-17 128 RALLY 45 mar-09
308 GT4 147 mag-19 PININ 70 ago/set-11 130 “MAREMMA” 76 apr-12
308 GTB GRUPPO 4 79 lug-12 250 GT BERLINETTA COMPETIZIONE 86 apr-13 130 2.8 BERLINA 41 ott-08
308 GTB, GTS, GTB VETRORESINA 10 mag/giu-05 FIAT 130 BERLINA 1971 11 lug/ago-05
312 B3 “SPAZZANEVE” 35 mar-08 8V GHIA SUPERSONIC 63 dic-10/gen-11 130 COUPÉ 3.2 1 lug/ago-03
312 P 54 feb-10 8V ZAGATO 119 lug-16 1300 GIARDINETTA VIOTTI 68 giu-11
312B 57 mag-10 8V ZAGATO 153 dic/gen-19/20 131 30 ago/set-07
312B #4 IL RESTAURO 130 ago/sett-17 “100” PROTOTIPO (1952) 84 feb-13 131 2500 D 59 lug-10
312 T 112 nov-15 110/103 TV PININ FARINA (1955) 123 dic-16/gen-17 131 ABARTH 111 ott-15
330 GT 2+2 34 feb-08 124 54 feb-10 131 ABARTH GR. 4 (1976-1981) 75 mar-12
330 GT 2+2 (Io e la mia auto) 127 mag-17 124 SPECIAL T 1600 RALLY REPLICA 15 mar-06 131 RACING E VOLUM. ABARTH 61 ott-10
GUIDA ALL’ACQUISTO
Numero Mese-Anno
ALFA ROMEO 600 50 ago/set-09
2000 31 ott-07 850 BERLINA 85 mar-13
ALFASUD SPRINT 4 mag/giu-04 850 COUPE’ 77 mag-12
ALFETTA 75 mar-12 850 SPIDER-SPORT SPIDER 20 ago/set-06
GIULIA GT JUNIOR 36 apr-08 BALILLA 43 dic-08/gen-09
GIULIA SPRINT GTA 122 nov-16 NUOVA 500 82 nov-12
GIULIETTA / GIULIA SPIDER 110 ago/set 15 RITMO 105 TC, 125 TC, 130 TC 34 feb-08
GIULIETTA (GIULIA) SPRINT 83 dic-12 X1/9 46 apr-09
GIULIETTA 1.6, 1.8, 2.0 TIPO 116 9 mar/apr-05 INNOCENTI
GIULIETTA TURBODELTA 21 ott-06 MINI COOPER 35 mar-08
GTV/SPIDER 79 lug-12 JAGUAR
NUOVA SUPER 44 feb-09 E TYPE 124 feb-17
AUTOBIANCHI XJ (1a, 2a, 3a serie 1968-1992) 45 mar-09
A111 32 nov-07 XJ-S 68 giu-11
A112 ABARTH 40 ago/set-08 XJR 4.0 SUPERCHARGED 130 ago/sett-17
A112 V SERIE 119 lug-16 LAMBORGHINI
PRIMULA COUPÉ I E II SERIE 15 mar-06 DIABLO 97 mag-14
BENTLEY LANCIA
MULSANNE TURBO 76 apr-12 APPIA 70 ago/set-11
BMW APRILIA BERLINA 107 mag-15
320 iS 49 lug-09 BETA COUPÉ (TUTTE LE SERIE) 10 mag/giu-05
SERIE 6 E24 26 apr-07 BETA HPE 100 ago/set-14
Z3 88 giu-13 DELTA HF INTEGRALE “EVO” 137 mag-18
CITROËN FULVIA 53 dic-09/gen-10
AMI 6 24 feb-07 FULVIA COUPE’ 5M 1,3 S - 1,6 HF LUSSO 73 dic-11/gen-12
CX 8 feb-05 FULVIA II SERIE 105 mar-15
FERRARI LAND ROVER
208-308-328 52 nov-09 RANGE 56 apr-10
348 80 ago/set-12 LOTUS
TESTAROSSA - TR512 - F512M 63 dic-10/gen-11 ELAN M100 101 ott-14
FIAT ELISE 113 dic-15/gen-16
1100 /103 64 feb-11 MASERATI
1100 B/E 93 dic-13/gen-14 BITURBO 6 set/ott-04
1100 R E 124 7 nov/dic-04 BITURBO 2.24 SPYDER RACING 38 giu-08
124 COUPÉ 1400, 1600, 1800 14 gen/feb-06 QUATTROPORTE 112 nov-15
124 SPECIAL 33 dic-07/gen-08 MERCEDES-BENZ
126 25 mar-07 190E 2.3-16 (W201) 146 apr-19
127 I E II SERIE 13 nov/dic-05 C 114 141 ott-18
128 COUPÉ S-SL 1100-1300 16 apr-06 CLASSE S W126 18 giu-06
1300 E 1500 11 lug/ago-05 G KLASSE 96 apr-14
132 I, II E III SERIE 12 set/ott-04 SEC W 126 106 apr-15
78 [Link] | MARZO 2020
131 SUPERMIRAFIORI TC 1.3 52 nov-09 850 SPORT SPIDER 1 lug/ago-03 BARCHETTA 55 mar-10
132 1.6 14 gen/feb-06 900 A BERLINA 1954 22 nov-06 CAMPAGNOLA A 1964 19 lug-06
4X4 CAMPAGNOLA DAKAR 84 feb-13 1100 CABRIOLET VIOTTI (1938) 76 apr-12 CAMPAGNOLA 84 feb-13
500 A 121 ott-16 1100 78 giu-12* CINQUECENTO TROFEO 138 giu-18
500 CABRIOLET PININFARINA 92 nov-13 1100 D 104 feb-15 COUPÉ 66 apr-11
500-600 JOLLY “SPIAGGINE” 90 ago/set-13 1100 ELT 148 giu-19 DINO COUPÉ 101 ott-14
500 A-C BELVEDERE 85 mar-13 1100 FAMILIARE 117 mag-16 DINO 2.0 SPIDER 32 nov-07
500 “TOPOLINO” B 23 dic-06/gen-07 1100 R 107 mag-15 DINO SPIDER 2000-2400 6 set/ott-04
500 “TOPOLINO” SPORT 41 ott-08 1100/103 4 mag/giu-04 GIANNINI 500 TV 28 giu-07
500 D (1960) 86 apr-13 1100/103 A 94 feb-14 PANDA 4X4 MORETTI 123 dic-16/gen-17
500 D 115 mar-16 1100/103 D 94 feb-14 NUOVA 500 1957 8 gen/feb-05
500 SPERANDEO 69 lug-11 1100/103 TV 47 mag-09 NUOVA 500 1957 #848 129 lug-17
500 TV L (1972) - 1100/103 TV EX-BANDINI 134 feb-18 NUOVA 500 SPORT 37 mag-08
126 GPA 800 (1974) 103 dic-14/gen-15 1100/103 TV PININ FARINA (1954) 105 mar-15 NUOVA 500 / 50 ANNI LE CORSE 58/78 28 giu-07
500L 48 giu-09 1100/103 TV DA SALITA 128 giu-17 PANDA 30 36 apr-08
508 S 113 dic-15/gen-16 1100 LAUREATI SPORT MM 137 mag-18 PANDA 4x4 150 set-19*
508 S SPORT SPIDER - BERL. MM 123 dic-16/gen-17 1200 GRANLUCE 100 ago/set-14 RITMO 69 lug-11
508 S SPORT SPIDER BALILLA 93 dic-13/gen-14 1400 102 nov-14 RITMO ABARTH 125 TC 140 ago/sett-18*
600 ANNIVERSARIO 106 apr-15 1500 6C TOURING (1935) 127 mag-17 RITMO ABARTH 130 TC 15 mar-06
600 DALLA I SERIE ALLA D 1 lug/ago-03 1500 SPORTINA SCIONERI (1966) 101 ott-14 RITMO ABARTH 130 TC 124 feb-17*
600 MULTIPLA TAXI 99 lug-14 1500 GT GHIA 71 ott-11 S 61 CORSA 126 apr-17
600 SCIONERI 134 feb-18 1500L 96 apr-14 S 76 “300HP” 108 giu-15
600 SPIDER VIGNALE (1963) 76 apr-12 1500 S-1600 S CABRIO/COUPÉ 19 lug-06 SAVIO JUNGLA 94 feb-14
2300 35 mar-08 UNO 122 nov-16
6C 1.5 CABRIOLET VIOTTI 25 mar-07
UNO TURBO 81 ott-12*
850 COUPÉ E SPORT COUPÉ 18 giu-06 2300 S COUPÉ 1 lug/ago-03
UNO TURBO I.E. 53 dic-09/gen-10
850 GRAND PRIX 134 feb-18 2300 S COUPÉ 43 dic-08/gen-09*
VIGNALE GAMINE 500 17 mag-06
850 MORETTI COUPÉ 43 dic-08/gen-09 2300 S COUPÉ II SERIE 136 apr-18 VIGNALE GAMINE E SAMANTHA 94 feb-14
850 “MOSTRO” 110 ago/set-15 ABARTH 124 RALLY 4 mag/giu-04 X 1/9 81 ott-12
850 SPECIAL 75 mar-12 ABARTH 131 RALLY 14 gen/feb-06 X 1/9 113 dic-15/gen-16*
850 SPORT COUPE’ 112 nov-15 ABARTH FORMULA 55 mar-10 X 1/9 ABARTH PROTOTIPO 135 mar-18
850 SPORT RACER TEAM BERTONE 38 giu-08 ABARTH SE035 91 ott-13
FITTIPALDI
FD01 E FD04 62 nov-10
FORD
SERIE 123 STATION-WAGON 5 lug/ago-04 AF (1929) 132 nov-17
SL 107 67 mag-11 ANGLIA 71 ott-11
SL SERIE 129 3 mar/apr-04 CAPRI (tutte le serie) 139 lug-18
W111/W112 COUPE’ E CABRIOLET 78 giu-12 CAPRI RS 145 mar-19
W113 120 ago/set-16 SUPERCAR CAPRI RS 3.0 Gr. 2 107 mag-15
W123 BERLINA 23 dic-06/gen-07 Jaguar CONSUL MARK ll DE LUXE 40 ago/set-08
W123 STATION WAGON 135 mar-18 CONSUL CAPRI 335 144 feb-19
E-type, una CORTINA 1.3 DE LUXE / 1.6 GT 130 ago/set-17
W124 CABRIO 22 nov-06 classicissima ESCORT 68 giu-11
MG nella storia ESCORT 940 13 nov/dic-05
B SPIDER 47 mag-09 ESCORT COSWORTH Gr. A 86 apr-13
dell’automobile.
F/TF 90 ago/set-13 ESCORT MKII 84 feb-13
MGA 98 giu-14 La guida
ESCORT RS 60 ago/set-10
NSU all’acquisto sul ESCORT RS 2000 16v 67 mag-11
PRINZ 4-4L 17 mag-06 fascicolo 5-2014 ESCORT RS Gr. 2 60 ago/set-10
RO 80 87 mag-13 prende in ESCORT RS COSWORTH 153 dic/gen-19/20
PEUGEOT considerazione FAIRLANE 500 (1958) 17 mag-06
404 15 mar-06 tutte le tre FIESTA MKI (1976-1983) 106 apr-15
GRANADA 127 mag-17
PORSCHE serie (e mezzo) XR2I 117 mag-16
911 “BUMPER” 91 ott-13 prodotte di GT/111 70 ago/set-11
911 TURBO 3.0 - 3.3 37 mag-08 quest’auto MUSTANG (1964 - 1968) 5 lug/ago-04
911/964 58 giu-10 immortale. Una MUSTANG (1968 - 1971) 12 set/ott-05
911/964 RS 74 feb-12 vera supercar MUSTANG 289 (1966) 14 gen/feb-06
928 69 lug-11 RS 200 Gr. B 81 ott-12
ante litteram.
944 54 feb-10
996 133 dic-17/gen-18
ROLLS-ROYCE
SILVER CLOUD 30 ago/set-07
SILVER SHADOW / CORNICHE I-II SERIE 42 nov-08
ROVER
MINI COOPER - LE ULTIME 127 mag-17
SAAB
900 92 nov-13
TRIUMPH
TR4 72 nov-11
TR6 P.I. 128 giu-17
VOLKSWAGEN
GOLF GTI I SERIE 2 dic-03/gen-04
VW-PORSCHE 914 51 ott-09
VOLVO
480 ES 25 mar-07
[Link] |MARZO 2020 79
|LE AUTO DELLA STORIA|
SIERRA RS COSWORTH 129 lug-17 SS 3,5 LITRE 90 ago/set-13 D50 FORMULA 1 140 ago/sett-18
TAUNUS 17M P5 - 12M P6 - TC1 GXL 92 nov-13 XJ 220 65 mar-11 DELTA 46 apr-09
TAUNUS TC2 110 ago/set-15 XJ6 MKI 1 lug/ago-03 DELTA 2.0 TURBO HF 96 apr-14
THUNDERBIRD (1954-1958) 23 dic-06/gen-07 XJ-C 4.2 20 ago/set-06 DELTA HF 4WD 121 ott-16
FRAZER-NASH XJ-C 4.2 17 mag-06 DELTA HF TURBO 54 feb-10
XJ-C 4.2 99 lug-14 DELTA HF TURBO 124 feb-17*
BMW 319/55 (1937) 106 apr-15 DELTA INTEGRALE 16V 132 nov-17
XJ6 (Io e la mia auto) 143 dic-18/gen-19
FRONTLINE XK 120 55 mar-10 DELTA INTEGRALE 16V 153 dic/gen-19/20
DEVELOPMENTS MG LE50 80 ago/set-12 XK 150 FHC 3,4 LITRE 109 lug-15 DELTA INTEGRALE EVO 95 mar-14
DELTA INTEGRALE “SAFARI” 126 apr-17
GIAUR JEEP DELTA S4 122 nov-16
750 SPORT #BT-06 98 giu-14 WILLYS MB 72 nov-11 DELTA S4 GR.B 108 giu-15
CHAMPION 750 124 feb-17 JENSEN DELTA TUTTE LE INTEGRALI 52 nov-09
GINETTA 541 65 mar-11 ECV (1986) 63 dic-10/gen-11
G3 95 mar-14 C V8 118 giu-16 FLAMINIA 80 ago/set-12
FLAMINIA CONVERTIBILE 32 nov-07
GLOCKLER - PORSCHE KARMANN GHIA FLAMINIA COUPÉ PININFARINA 2.5 18 giu-06
COUPÉ (1954) 64 feb-11 CABRIOLET 77 mag-12 FLAMINIA COUPÉ “HF” 115 mar-16
GORDINI CABRIOLET 117 mag-16 FLAMINIA GT TOURING 11 lug/ago-05
T15 121 ott-16 KELLISON FLAMINIA LORAYMO 149 lug/ago-19
J-4 85 mar-13 FLAMINIA SPORT ZAGATO 30 ago/set-07
GRD FLAMINIA 60 ANNI BERLINA/SPORT 133 dic-17/gen-18
374-FORD 109 lug-15 LAMBORGHINI FLAVIA 1,8 CONVERTIBILE 81 ott-12
H.R.G. COUNTACH 72 nov-11 FLAVIA 1.8 COUPE’ HF 33 dic-07/gen-08
ESPADA 24 feb-07 FLAVIA SPORT ZAGATO #1560 92 nov-13
1100 SPORTS 80 ago/set-12 FULVIA “HF MONTE-CARLO 1972” 85 mar-13
ESPADA + NOTIN VILLULA 60 ago/set-10
AERODYNAMIC 44 feb-09 FULVIA 1.3 HF JOLLY CLUB 25 mar-07
JARAMA 113 dic-15/gen-16
HEALEY JSLERO 5 lug/ago-04 FULVIA 1.3 S COUPÉ SPIDER 116 apr-16
SILVERSTONE 53 dic-09/gen-10 MIURA E COUNTACH 2 dic-03/gen-04 FULVIA BERLINA 115 mar-16*
MIURA P400, S, SV 21 ott-06 FULVIA COUPÉ 113 dic-15/gen-16*
HILLMAN FULVIA COUPÉ 91 ott-13*
MIURA P400SV 85 mar-13
IMP 50 ANNI 94 feb-14 MIURA P400 116 apr-16 FULVIA COUPÉ RALLY 1.3 S 4 mag/giu-04
HONDA MIURA ROADSTER 43 dic-08/gen-09 FULVIA COUPÉ I SERIE “LEVA LUNGA” 35 mar-08
NSX 61 ott-10 MIURA SV JOTA 26 apr-07 FULVIA COUPÉ 1.2 “MONTE” STORICO 123 dic-16/gen-17
S 800 COUPÉ 1 lug/ago-03 URRACO 19 lug-06 FULVIA HF 1.6 1970 51 ott-09
Z 600 68 giu-11 URRACO 25 mar-07 FULVIA SPORT ZAGATO 15 mar-06
FULVIA SPORT ZAGATO 41 ott-08
HOWMET LANCIA FULVIA SPORT ZAGATO 1,3 S 81 ott-12*
TX 53 dic-09/gen-10 LE STRATOS DI SANDRO MUNARI 53 dic-09/gen-10 FULVIA SPORT ZAGATO COMP. 19 lug-06
INNOCENTI 037 RALLY 9 mar/apr-05 FULVIA SPORT ZAGATO COMP. 143 dic-18/gen-19
2000 I.E. (1972) 16 apr-06 FULVIA SPORT ZAGATO 1,3 S 123 dic-16/gen-17
AUSTIN A 40/ A 40 S 103 dic-14/gen-15 2000 / I.E. 110 ago/set-15 GAMMA COUPÉ 58 giu-10
IM3S 108 giu-15 APPIA COUPÉ 49 lug-09 K BERLINA 142 nov-18
MINI BERTONE 76 apr-12 APPIA COUPÉ PININFARINA 91 ott-13 K COUPÉ 131 ott-17*
MINI DE TOMASO 23 dic-06/gen-07 APPIA COUPÉ PININFARINA 128 giu-17 LC2 104 feb-15
MINI TURBO DE TOMASO 130 ago/set-17* APPIA COUPÉ CONV. VIGNALE 91 ott-13 SILURI PAGANELLI 136 apr-18
MINI 90 SL 96 apr-14 APPIA ZAGATO 6 set/ott-04 STRATOS 2 dic-03/gen-04
INTERMECCANICA APPIA ZAGATO GTE 66 apr-11 STRATOS 114 feb-16
ITALIA 100 ago/set-14 APPIA ZAGATO GTE/SPORT 147 mag-19 THEMA 65 mar-11
APRILIA 80 ANNI 135 mar-18 TREVI BIMOTORE 128 giu-17
ISO Y 116 apr-16
APRILIA “1350” e “1500” 72 nov-11
GRIFO TARGA 45 mar-09 ARTENA MINISTERIALE (1940) 86 apr-13
RIVOLTA 300 97 mag-14 LAND ROVER
AURELIA B12 1955 16 apr-06 LAND ROVER 94 feb-14
RIVOLTA A3/C “SANCTION 2” 101 ott-14 AURELIA B20 GT 68 giu-11
RIVOLTA GT 300-340 2 dic-03/gen-04 LAND ROVER 80/DEFENDER 115 mar-16
AURELIA B20 #1300 129 lug-17 LAND ROVER 86 “OXFORD” 135 mar-18
RIVOLTA LELE 22 nov-06 AURELIA B24 CONVERTIBILE 74 feb-12
ISOTTA FRASCHINI AURELIA B24 SPIDER 104 feb-15 LOTUS
IM 1913 44 feb-09 AURELIA B24S CONVERTIBILE 40 ago/set-08 7 38 giu-08
TIPO 8 A 144 feb-19 AURELIA B50 CONVERTIBILE 118 giu-16 21 93 dic-13/gen-14
BETA BERLINA 44 feb-09 41X 136 apr-18
JAGUAR 49 101 ott-14
BETA COUPÉ 138 giu-18
E-TYPE LIGHTWEIGHT 72 nov-11 BETA COUPÉ 147 mag-19* 56 52 nov-09
E-TYPE ROADSTER MKII 1 lug/ago-03 BETA MONTECARLO 27 mag-07 72 106 apr-15
E-TYPE V12 ROADSTER 63 dic-10/gen-11 BETA MONTECARLO 38 giu-08 ELAN +2 S 130 66 apr-11
MK X 37 mag-08 ESPRIT (1976-2004) 95 mar-14
BETA MONTECARLO 144 feb-19
MKII 3.8 31 ott-07 EUROPA S2 GR. 4 76 apr-12*
BETA SPIDER 2000 120 ago/set-16
DUE VERE 4X4 (OGNUNA A MODO SUO)
Su Automobilismo d’epoca di settembre
2019 abbiamo fatto un confronto soltanto in
apparenza strano: Fiat Panda 4x4 e Suzuki
Samurai hanno mostrato di essere più vicine
tra loro di quanto si potrebbe immaginare. E
di essere entrambe degne di conservazione.
MARCH SL 90 ago/set-13 REKORD P2 BERLINA E COUPÉ 24 feb-07
701 F1 66 apr-11 SL (W 194) 60 ANNI 76 apr-12 OSI
711 F1 124 feb-17 T80 DA RECORD 142 nov-18
FORD 20 M TS 111 ott-15
707 INTERSERIE 82 nov-12 MERCURY PANHARD
MARCIANO COMET CONVERTIBLE (1963) 22 nov-06
PL 17 E 24 CT 53 dic-09/gen-10
268A 67 mag-11 MG
MARCOS PEGASO
MG A 1500 7 nov/dic-04 Z-102 “THRILL” TOURING 125 mar-17
3 LITRI 28 giu-07 MG B GT 1.8 7 nov/dic-04
XYLON GT 153 dic/gen-19/20 MG B GT MK I - TRIUMPH GT6 MKII 27 mag-07 PEUGEOT
MARTINI MG B SPIDER MKI 1 lug/ago-03 106 RALLYE 100 ago/set-14
MK18 (1976) 100 ago/set-14 MG MIDGET 4 mag/giu-04 106 RALLYE 113 dic-15/gen-16
MK 34 F. 3 - IL RESTAURO 60 ago/set-10 MG MIDGET 69 lug-11 163 BR 27 mag-07
MG RV8 112 nov-15 203 118 giu-16
MASERATI MG SERIE T 39 lug-08 203 SPIDER 39 lug-08
250F 33 dic-07/gen-08 MG TF (1954) 75 mar-12 204 77 mag-12
3500 GT TOURING “CORSA” 1961 58 giu-10 204 CABRIOLET E 304 COUPÉ 10 mag/giu-05
3500 GT TOURING 94 feb-14 MINI 205 CTI 124 feb-17
3500 GTS VIGNALE 136 apr-18 60 ANNI 151 ott-19 205 GTI 1.9 81 ott-12*
8CTF “BOYLE SPECIAL” 150 set-19 CLUBMAN ESTATE 32 nov-07 205 GTI GENTRY 109 lug-15
A6G/2000 SPYDER 24 feb-07 COOPER MADE IN ENGLAND 3 mar/apr-04 205 GTI GUTMANN 128 giu-17
A6G/54 2000 G.T. ALLEMANO 54 feb-10 COOPER S 50 ANNI 91 ott-13 205 GTI E RALLYE 42 nov-08
A6G/54 SPIDER FRUA 40 ago/set-08 MARCOS 104 feb-15* 205 ROLAND GARROS 117 mag-16
A6GCS, 150S, 200SI 59 lug-10 WOOD&PICKETT 94 feb-14 205 TURBO 16 103 dic-14/gen-15
A6GCS/53 81 ott-12 305 127 mag-17
MIRAGE
A6GCS/53 PININ FARINA 137 mag-18 309 87 mag-13
BITURBO SPYDER 98 giu-14* M6/601 123 dic-16/gen-17 402 88 giu-13
BOOMERANG 110 ago/set-15 MORETTI 402 DARL’MAT 79 lug-12
BORA 80 ago/set-12 750 ALGERI-LE CAP 21 ott-06 402 DARL’MAT DSE 12 set/ott-05
GHIBLI SS SPIDER 4.9 87 mag-13 750 ALGERI-LE CAP 106 apr-15 403 10 mag/giu-05
INDY 4 mag/giu-04 750 GRAN SPORT BERLINETTA 115 mar-16 403 CABRIOLET 116 apr-16
KHAMSIN 141 ott-18 750 TDM 15 mar-06 403 JAEGER 98 giu-14
KYALAMI 82 nov-12 403 JAEGER (1958) 122 nov-16
MERAK 9 mar/apr-05 MORGAN 404 DA RECORD 102 nov-14
MERAK SS 132 nov-17* 3-WHEELER E 4/4 88 giu-13 406 COUPÉ 131 ott-17*
MEXICO 8 gen/feb-05 4/4 FOUR SEATER - PLUS 4 51 ott-09 504 CABRIO 70 ago/set-11
MISTRAL E SAN MARCO RUNABOUT 84 feb-13 AERO 1927 64 feb-11 504 COUPÉ 1972 22 nov-06
QUATTROPORTE (1963-1987) 3 mar/apr-04 F-2 (1938) 102 nov-14 905 49 lug-09
SEBRING 129 lug-17 MORONI COUPÉ 107 mag-15
SHAMAL 78 giu-12 L45 GRAND PRIX 133 dic-17/gen-18
SPYDER 125 mar-17 F. JUNIOR 88 giu-13
TIPO 3 30 ago/set-07
TIPO 26B#35 (1929) 87 mag-13 MORRIS
PLYMOUTH
MATRA-SIMCA MINOR TRAVELLER “LOTUS” 97 mag-14
SPORT FURY GT 440 132 nov-17
BAGHEERA 62 nov-10 MINOR 78 giu-12*
1000 66 apr-11 PONTIAC
MAZDA MINI COOPER GRX 195D 131 ott-17 FIREBIRD TRANS/AM (1974) 2 dic-03/gen-04
MX-5 48 giu-09 GTO (1966) 16 apr-06
MTM
MCLAREN PORSCHE
AUDI S1 QUATTRO 61 ott-10
M1C 64 feb-11 356 PRE-A (1953, prova) 151 ott-19
NARDI
MECCANICA MANIERO 356 C 6 set/ott-04
750 SPORT 138 giu-18 356 TUTTI I MODELLI 67 mag-11
4700 GT 86 apr-13
NASH 356 C 111 ott-15
MERCEDES-BENZ 356 SC COUPÉ 2 dic-03/gen-04
C111 79 lug-12 METROPOLITAN 32 nov-07
356 SC (1953) 98 giu-14*
190 113 dic-15/gen-16 NISSAN 356/2 #004 34 feb-08
190 SL 10 mag/giu-05 SKYLINE GT-R (R32) 138 giu-18 356 SPEEDSTER / 356 1600 SC “GT” 131 ott-17
190E 2.3-16 56 apr-10 SUNNY GTI-R 63 dic-10/gen-11 550 1500 RS #031 118 giu-16
220 D/8 31 ott-07 597 8 gen/feb-05
220A 48 giu-09 NSU
PRINZ 1000 C - PRINZ 1000 TT 34 feb-08 718 GTR / WR-S 127 mag-17
250 CE COUPÉ 16 apr-06 906 CARRERA 6 24 feb-07
250 SL PAGODA 2 dic-03/gen-04 PRINZ 30E 44 feb-09
911 2.0/2.2/2.4 32 nov-07
280 CE 132 nov-17* PRINZ 42 39 lug-08
911 S 2.0, RS CARRERA 2.7 E SC 3.0 1 lug/ago-03
300 ADENAUER 7 nov/dic-04 RO 80 13 nov/dic-05
911 CARRERA 3.2 Targa (1984) 143 dic-18/gen-19
300 SE CABRIOLET 3 mar/apr-04 OGLE 911 CARRERA Silver Anniversary S.E. 107 mag-15
300 SL GULLWING 4 mag/giu-04 SX 1000 104 feb-15* 911 CARRERA RS 2.7 93 dic-13/gen-14
300 SL ROADSTER 6 set/ott-04 911 S 2.4 114 feb-16*
300 SL ROADSTER 105 mar-15 O.S.C.A.
911 T 2.2 8 gen/feb-05
300d CABRIOLET D (1958) 72 nov-11 MT4 1500 80 ago/set-12 911 T 2.2 100 ago/set-14
450 SEL 1974 24 feb-07 OM 911 T 2.2 138 giu-18*
450 SEL 6,9 109 lug-15 911 T US-COUPE’ 98 giu-14
665 TT (1928) 77 mag-12
500 SL W 107 2 dic-03/gen 911 TARGA 2.4 T E 3.0 CARRERA 60 ago/set-10
500 E - E500 79 lug-12* OPEL 911 TARGA 2.7 132 nov-17*
560 SEC 137 mag-18* 1900 GT 23 dic-06/gen-07 911 TURBO 3.3 12 set/ott-05
600 LIMOUSINE E PULLMAN 9 mar/apr-05 ASCONA SR GR. 2 94 feb-14 911 89 lug-13*
600 W100 77 mag-12 KADETT B 52 nov-09 911 SC 3.0 136 apr-18
C107 SLC 36 apr-08 MANTA 1.2 S 57 mag-10 912 5 lug/ago-04
GELÄNDEWAGEN 40 anni 152 nov-19 OMEGA LOTUS 89 lug-13 912 (1965) 98 giu-14*
SE 280 W 108 41 ott-08 REKORD C COUPE’ 102 nov-14 917 46 apr-09
[Link] |MARZO 2020 81
LA PRIMA PORSCHE
Nella Germania hitleriana il Professor
Porsche studia un’auto sportiva partendo
dal progetto di quella che sarà la VW Tipo 1.
La Typ 64 è la prima Porsche: ne abbiamo
parlato su Automobilismo d’epoca 7/8-2019.
917 TARGATA 144 feb-19 SIMCA TR2 148 giu-19*
924 75 mar-12 80 ANNI 104 feb-15 TR2 FRANCORCHAMPS 88 giu-13
924, 924 TURBO, 924 CARRERA GT 4 mag/giu-04 8 SPORT CABRIOLET 120 ago/set-16 TR2 (1954) - TR3 B (1962) 119 lug-16
924 - 924 CARRERA GT 86 apr-13 8 SPORT REPLICA DEHO (1949) 100 ago/set-14 TR3 A 2 dic-03/gen-04
928 S 23 dic-06/gen-07 1000 86 apr-13 TR3 A 18 giu-06
934 Gr. 4 119 lug-16 1000 COUPÉ/1200 S COUPÉ 22 nov-06 TR5 P.I. 81 ott-12
935 71 ott-11 1005 135 mar-18 TR6 29 lug-07
935 Gr. 5 145 mar-19 ABARTH 1150 CORSA 86 apr-13 TR7 102 nov-14
936 120 ago/set-16 ARONDE 138 giu-18 TURBOT
944 S 134 feb-18 CHRYSLER 1307-8 125 mar-17
959 111 ott-15 SUPERTRACTION 2 29 lug-07
RALLYE, RALLYE 1-2-3 10 mag/giu-05
TYP 64 149 lug/ago-19 TYRRELL
SINGER
PUMA P34-FORD (1976-77) 148 giu-19
9 LE MANS 59 lug-10
GTV 58 giu-10 VANDEN PLAS
ŠKODA
RELIANT PRINCESS 1300 54 feb-10
110 R (1976) 107 mag-15
SCIMITAR SABRE 135 mar-18 VOLKSWAGEN
SPADA
RENAULT 1500 62 nov-10
ZANZARA (1967) 73 dic-11/gen-12 G40/60 85 mar-13
10 MAJOR 78 giu-12
4 CV 22 nov-06 STANGUELLINI GOLF III GTI 2 litri 112 nov-15*
DAUPHINE-ALFA ROMEO 45 mar-09 1100 SPORT INTERNAZIONALE 60 ago/set-10 GOLF GTI 82 nov-12
DAUPHINE-GORDINI 81 ott-12 GOLF GTI MKI 140 ago/sett-18*
STEYR-PÜCH GOLF GTI 1.6 (1981) 55 mar-10
FLORIDE / CARAVELLE 89 lug-13 500 129 lug-17
R4 31 ott-07 GOLF GTI 1.6 (1982) 89 lug-13
650 37 mag-08 GOLF GTI 1.8 I SERIE 45 mar-09
R4 TL 145 mar-19
R5 121 ott-16 STUDEBAKER GOLF GTD 129 lug-17
R5 ALPINE 65 mar-11 SKYHAWK 37 mag-08 KARMANN GHIA 29 lug-07
R5 TURBO 17 mag-06 KARMANN GHIA 150 set-19*
SUNBEAM MAGGIOLONE 107 mag-15
R5 TURBO 125 mar-17
1000 HP 126 apr-17 MAGGIOLINO 59 lug-10
R8 GORDINI 54 feb-10
R12 GORDINI 124 feb-17 TIGER 46 apr-09 MAGGIOLINO (SPECIALE) 152 nov-19
R16 68 giu-11 VENEZIA 104 feb-15 MAGGIOLINO 1200 TIPO 113 (1963) 93 dic-13/gen-14
SUPER5 GT TURBO 81 ott-12* SUZUKI MAGGIOLINO CABRIO 1500 (1956) 79 lug-12
RILEY RMC 4X4 LJ80 - SJ 413 64 feb-11 SALZBURG RALLYE KÄFER (1973) 84 feb-13
SAMURAI 150 set-19* SAMBA BUS 6 set/ott-04
2 1/2 LITRE (1951) 94 feb-14 TL 1.6 28 giu-07
9 “SPECIAL” (1936) 114 feb-16 TALBOT VOLKSWAGEN-PORSCHE 914 3 mar/apr-04
SPRITE 1.5 105 SUNBEAM LOTUS 45 mar-09 VOLKSWAGEN-PORSCHE 914 150 set-19*
mar-15 RMC LAGO 74 feb-12
VOLVO
SEABROOK 136 apr-18 TATRA 122S “AMAZON” 85 mar-13*
ROLLS-ROYCE TATRA T77-T87-T97-T600-T603 25 mar-07 142 (1970) 122 nov-16
SILVER SHADOW 113 dic-15/gen-16 TECNO 244 GLE D6 34 feb-08
ROVER FORMULA 3 1969 E R. PETERSON 141 ott-18 244 TURBO 66 apr-11
480 135 mar-18
2000 TC 36 apr-08 THEODORE 780 COUPÉ 131 ott-17
SAAB TR1 (1978) 152 nov-19 PV 544 31 ott-07
96 V4 85 mar-13* TOJEIRO 1800/1800 ES 21 ott-06
99-900 TURBO 130 ago/sett-17 BRISTOL 34 feb-08 P 1800 74 feb-12
SONETT & FACETT 75 mar-12 WILLIAMS
SONETT III 20 ago/set-06 TOYOTA
SONETT III 123 dic-16/gen-17 2000 GT 152 nov-19 FW05-FORD (1976) 149 lug/ago-19
SAFAF
CELICA GT 1600 35 mar-08 ZAZ
RAV 4 (1994) 105 mar-15 968 A/M 39 lug-08
6CV (1933) 73 dic-11/gen-12 SPORT 800 112 nov-15
SAM VARIE
TRABANT AUTO A 2 TEMPI 26 apr-07
C 25 F 117 mag-16 P60 54 feb-10 GP DI FRANCIA 1954 96 apr-14
SANTANDREA TRIUMPH MICROCAR 86 apr-13
FORMULA MONZA 875 66 apr-11 DOLOMITE SPRINT 11 lug/ago-05 SPECIALE GRUPPO B 146 apr-19
SERENISSIMA DOLOMITE SPRINT 141 ott-18* SPECIALE LANCIA
V8 COMPETIZIONE 18 giu-06 GT6R REPLICA 21 ott-06 VERNASCA SILVER FLAG 2014 99 lug-14
ITALIA 41 ott-08
SIATA
SPITFIRE 1.5 9 mar/apr-05
SPRING 850 21 ott-06 SPITFIRE (1962-1980) 9 mar/apr-05
82 AUTOMOBILISMOD’[Link] | MARZO 2020
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PILOTI
CAMPIONE ALLA MEMORIA
Mentre regna l’incertezza sul mondiale di F1 2020, ricordiamo
Jochen Rindt, unico pilota a cui è stato assegnato il titolo iridato postumo,
50 anni fa. “Re” della F2, vinse anche nel Turismo e a Le Mans con Ferrari
DI ELVIO DEGANELLO
N
ella storia della Formula 1 Jo- vo è terzo a Monza. Nel resto della stagio- con cui al Gran Premio di Monaco Jochen
chen Rindt è l’unico Campione ne la carenza di fondi e la vettura non per- non riesce nemmeno a qualificarsi e il re-
del mondo alla memoria: nella mettono altre prestazioni di rilievo. La mu- sto della stagione è un calvario nel quale il
stagione 1970, esattamente cin- sica cambia nel 1964 con la Brabham BT migliore risultato è il quarto posto, conqui-
quant’anni fa. 10 di Formula 2 acquistata con l’aiuto del- stato con grinta inaudita, al Gran Premio
Rindt nasce a Mainz, in Germania, il 18 lo sponsor Ford Austria: Jochen è quarto il di Germania.
aprile 1942, ma cresce in Austria adottato 26 aprile sul circuito del Nürburgring, ter-
dai nonni quando i genitori muoiono sot- zo il 17 maggio a Mallory Park e il giorno In tutte le categorie
to un bombardamento. A 18 anni eredita dopo conquista la prima grande vittoria al Rindt alterna la Formula 1 con la F2 e le
i beni paterni e acquista una Simca Aron- circuito londinese nel parco di Crystal Pa- Sport, come quasi tutti i suoi “colleghi”,
de Montlhéry, è berlina da famiglia, non lace, davanti agli affermati Graham Hill e ma nello stesso 1965 non vanno mol-
un’auto sportiva, ma con il ragazzo vola e Jim Clark. Ora Jochen è una giovane pro- to meglio le cose nemmeno in F2 con la
si distingue nei Rallye. Però Jochen ha già messa e non è difficile per lui trovare un Brabham BT 16 del Roy Winkelman Ra-
l’animo del pilota vero: la piccola Simca volante. Il 31 maggio 1964 Gottfried Koe- cing Team: il primo posto, la pole position
non gli basta, vuole vincere e acquista per chert gli offre la Ferrari 275 LM # 5909 per e il giro più veloce di Jochen a Crystal Pa-
questo un’Alfa Romeo Giulietta TI, pre- la 1000 km del Nürburgring, valida per il lace sono un’eccezione in una stagione in
parata da Virgilio Conrero. La Giulietta è Campionato mondiale Marche. Si classifi- cui ai giri più veloci in prova seguono riti-
tutt’altra automobile e Rindt inizia ad assa- ca terzo di classe in coppia con Umberto ri o al massimo piazzamenti in corsa; ma
porare il gusto della vittoria in tutte le spe- Maglioli. Il 23 agosto successivo, nel Gran in quella gara batte gente del calibro di Jim
cialità, come normale all’epoca corre dap- Premio di casa, a Zeltweg, debutta in For- Clark e Graham Hill, e negli anni seguen-
pertutto: Rallye, salite e pista, tutto va be- mula 1 con una Brabham BT 11-BRM presa ti diventerà il “re” della formula cadetta,
ne pur di gareggiare ogni domenica. Il gio- a nolo a prezzo di favore da Rob Walker. La con vittorie a ripetizione, nel periodo d’o-
vane Rindt è molto vivace, incline alla ris- monoposto non gli consente un risultato ro della stessa.
sa con i coetanei e sembra avere metabo- di rilievo, ma la sua guida aggressiva e pie- Risultati migliori in quell’anno arrivano
lizzato l’infanzia da orfano e ora la gioven- na di ritmo impressiona il costruttore John dalle corse con le Sport-Prototipo: il 23
tù da benestante con un desiderio di pri- Cooper, che lo avvicina e gli offre un con- maggio 1965 Jochen è terzo assoluto nel-
meggiare quasi ossessivo, che in pista di- tratto triennale per la Formula 1, seppure la 1000 km del Nürburgring con la Porsche
venta desiderio di dominio. Roy Salvado- come seconda guida: il “capo squadra” sa- 904/8 telaio # 009 in coppia con Jo Bon-
ri, suo direttore sportivo alla Cooper, an- rà infatti Bruce McLaren, grande amico di nier e tre settimane dopo regala alla Fer-
ni dopo disse che “aveva un pessimo ca- John Cooper, ben più esperto e già vinci- rari l’ultima vittoria alla 24 Ore di Le Mans,
rattere”. tore di due GP iridati. Rindt debutta con la portando incredibilmente al successo
In pista scopre poi la vocazione per le mo- Cooper T73-Climax ufficiale il primo gen- la 250 LM telaio # 5893 del North Ameri-
noposto, quando l’amico Kurt Bardy Barry naio 1965 in Sudafrica (all’epoca era tradi- can Racing Team, che condivide con Ma-
gli fa provare la sua Formula Junior. Con zione disputare il primo Gran Premio iri- sten Gregory. Il 22 agosto, con un’altra 250
le ruote scoperte Jochen brilla subito vin- dato della stagione proprio a Capodanno, LM, vince poi il GP d’Austria a Zeltweg da-
cendo a sorpresa sul Circuito di Cesenati- ndr) ma si deve ritirare. La macchina non vanti a Mike Parkes che guida una Ferra-
co il 14 aprile 1963 con la “vecchia” Cooper vale molto, e le cose non cambiano con il ri 365 P2. I piloti della Formula 1 dell’epo-
T56 ex-Bardy Barry e il 5 maggio successi- passaggio alla più moderna Cooper T77, ca sono personaggi che oggi non possia-
84 [Link] | MARZO 2020
TALENTO FEROCE
Jochen Rindt ritratto
il 16 luglio 1967 in
occasione della vittoria
con la Brabham BT 23
Cosworth Formula 2
nell’Internationales
Flugplatzrennen Tulln-
Langenlebarn. Se in F1
inseguiva ancora la prima
vittoria, nella categoria
cadetta, ipercompetitiva,
era il “re”: vinse 15
GP su 22 disputati tra
Campionato europeo e
inglese. Non potendo
prendere punti perché già
pilota di F1, non vinse però
i rispettivi titoli.
[Link] |MARZO 2020 85
mo nemmeno immaginare: appassiona- GLI ESORDI
Sotto: 3 settembre 1961, il diciannovenne
ti puri che non perdono l’occasione di ga-
Jochen Rindt con la grinta del monello al
reggiare con qualunque auto in qualunque volante della sua Simca Aronde prima del
categoria, con gran gioia del pubblico, che Berglandfahrt Slalom, una breve corsa in
può ammirarli in azione più spesso e con salita austriaca. A destra: il 16 giugno 1963 su
buoni vantaggi per gli organizzatori, le Ca- Cooper T59- Ford di F. Junior al “III Premio di
Vienna” sulla pista-aeroporto di Aspern: finì
se e le scuderie, che possono promuove-
ritirato.
re la propria immagine in cambio di mode-
sti ingaggi. Ecco dunque che in ottobre Jo-
chen non declina le offerte di Carlo Abarth
e dell’Alfa Romeo, che gli affidano tre au-
to per altrettante gare di Innsbruck, le più
importanti del campionato austriaco. Jo-
chen le vince tutte: quella delle Sport con
un’Abarth OT 2000, quella delle GT con
una Simca-Abarth 2000, quella delle Turi-
smo con un’Alfa Romeo Giulia GTA.
Il 1966 per Rindt va meglio in Formula 1
con la Cooper T81-Maserati, che pure non
è una monoposto eccezionale. Però con le
sue prestazioni si è guadagnato per la nuo-
va stagione un meccanico personale, sep-
pure molto giovane: è il diciannovenne
Ron Dennis, che da affermato capo McLa-
ren ricorderà: “Rindt era poco meno giova-
ne di me ma aveva un carattere dominan-
te nel team”. Jochen lotta da par suo ed è
secondo nei Gran Premi del Belgio e degli
USA, terzo in quello di Germania, quarto
in Francia e in Italia, arrivando così terzo
nella classifica del Campionato del mon-
do Conduttori.
no è ormai in totale disaccordo con il te- in F1 non arriva e ciò accresce in lui l’in-
GTA da demolizione am, che peraltro sta perdendo in competi- quietudine.
Anche nel 1966 Jochen gareggia nelle cate- vità, anche a causa del rapporto non certo Le sue doti di velocità hanno colpito però
gorie più disparate e a questo proposito è idilliaco con l’ostico compagno rivale Pe- Colin Chapman, patron della Lotus, che lo
da ricordare il 25 marzo 1966, quando por- dro Rodriguez. All’ultimo GP, in Messico, vuole in squadra nel 1969 accanto al ma-
ta alla ribalta internazionale l’Alfa Romeo non si accorda con il team per il premio di turo Graham Hill. In quell’anno l’austria-
Giulia GTA vincendo alla grande la 4 Ore partecipazione e non prende parte alla ga- co ottiene la sua prima vittoria in Formu-
Turismo di Sebring in coppia con Roberto ra. Nel frattempo si è accordato con Jack la 1, al Gran Premio degli Stati Uniti, che
Businello. I due non si limitano a domina- Brabham per affiancarlo nella sua scude- si disputa il 5 ottobre sul circuito newyor-
re la propria classe, ma trionfano pure nel- ria nel 1968, ma le cose non vanno meglio chese di Watkins Glen. Subisce pure uno
la classifica assoluta precedendo tutte le con le deludenti BT 24 e BT 26 a motore spettacolare incidente in Spagna il quat-
strapotenti stock car “made in Usa” di ci- Repco; Rindt brilla soltanto dove conta tro maggio, quando un attacco dell’altissi-
lindrata tripla. Gli americani ci rimangono il “manico”, sul circuito del Nürburgring, mo alettone della sua Lotus 49B si rompe
di stucco e la loro ammirazione per le Al- per esempio, dove parte in prima fila (con nello stesso punto del percorso dove il gi-
fa Romeo aumenta a dismisura, anche per- il terzo tempo: allora si partiva a file sfal- ro prima s’è rotto quello del compagno di
ché la GTA dei vincitori capotta, riparte e sate 3-2-3 e via dicendo, ndr) e si classifi- squadra Graham Hill. Il bilancio del pauro-
vince con un “face lifting” da auto sfuggita ca terzo; nello stesso anno parte però dal- so incidente non è tragico, l’auto è distrut-
alla demolizione. la pole position per due volte, in Francia e ta, ma il setto nasale rotto e una commo-
Nel 1967, con una Cooper T81-Maserati di Canada. La sua carriera a quel punto sem- zione cerebrale sono le uniche conseguen-
Formula 1 giunta al limite dello sviluppo e bra a un bivio, perché è chiaro a tutti, e pri- ze fisiche per il pilota, che comunque de-
una T86 poco competitiva, Jochen ottiene ma di tutto a se steso, che l’austriaco ha ve rinunciare a disputare il GP di Monaco
come migliori risultati due quarti posti, nei un gran talento nella guida, ma molto me- seguente, sostituito per quella gara da Ri-
Gran Premi del Belgio e d’Italia. A fine an- no nello scegliersi le auto; la prima vittoria chard Attwood. Tutto sommato la stagione
86 [Link] | MARZO 2020
F1 E TURISMO PARI SONO
Qui sotto, Jochen pronto a partire per le prove del Gran Premio d’Italia a Monza, l’11 settembre 1965, con la Cooper T77-Climax ufficiale: partito
dalla quarta fila con il 7° tempo, taglierà il traguardo in ottava posizione. Il 17 ottobre dello stesso anno gareggia con un’Alfa Romeo Giulia GT nella
Coppa del Danubio ad Aspern (in basso), senza fortuna: si ritira per una perdita d’olio.
[Link] |MARZO 2020 87
1969 è comunque positiva per Rindt, che fi- Brabham che è in testa e lo beffa da gran ia della via di fuga. Rindt, che non aveva
nalmente conquista la sua prima vittoria in maestro all’ultima curva dell’ultimo giro. allacciato le cinture di sicurezza inferiori,
un GP, in USA, segna cinque pole position, Jochen corre ancora con la 49C in Belgio, muore quasi subito, vittima di una terribi-
un secondo e un terzo posto in dieci gare dove si ritira con il motore rotto, poi a par- le emorragia. Quando mancano quattro ga-
e in classifica è davanti al compagno di te- tire dal GP d’Olanda passa definitivamente re al termine, l’austriaco ha 45 punti frutto
am Graham Hill. alla 72, aggiornata nella versione C, domi- di cinque vittorie; l’inseguitore più prossi-
nando la gara e dando il via a un “filotto” di mo è Jack Brabham con 25, seguono Den-
Il successo e la fine quattro vittorie comprese quelle in Francia nis Hulme con 20 e Ickx con 19 a pari me-
All’inizio del 1970 Rindt è carico psicolo- a Clermont-Ferrand, in Inghilterra a Bran- rito con Jackie Stewart ma una Ferrari in
gicamente e Chapman ha pronta un’altra ds Hatch ed in Germania a Hockenheim al grande crescita. A Monza vince infatti Re-
Lotus rivoluzionaria, la “72” che fa paura termine di una lotta straordinaria con la gazzoni con l’altra 312B, ma il suo compa-
a tutti, con quel disegno completamente Ferrari di Jacky Ickx. Il 5 settembre a Mon- gno belga si deve ritirare. Ickx vince però
nuovo con i radiatori di lato alla scocca, za, durante le prove del Gran Premio d’Ita- in Canada e a quel punto se riuscisse a vin-
vicino al motore. Jochen non la ama pe- lia, la tragedia. La Lotus di Jochen, che ha i cere anche le ultime due gare sarebbe iri-
rò, sa che è velocissima, ma anche fragi- freni anteriori entrobordo, sbanda improv- dato. Alla penultima gara, negli Stati Uni-
le e pericolosa. Al GP del Sudafrica la usa, visamente a sinistra alla staccata della Pa- ti, Ickx conquista la pole position con am-
ma si classifica soltanto 13° per la rottura rabolica. La causa più probabile è la rottu- pio margine su Stewart, ma parte male e in
del motore; in Spagna usa la “49” ma si de- ra dell’alberino che collega i freni alle ruo- gara ha un problema sulla macchina che lo
ve ritirare per problemi di accensione. Il 18 te, la conseguenza è che l’auto sbatte vio- costringe ai box. Poi riparte e riesce a con-
maggio a Monte-Carlo per il GP di Monaco lentemente contro il guard-rail, demolisce quistare un insperato quarto posto mentre
preferisce usare di nuovo la vecchia “49”, il supporto, prosegue la corsa strisciando il sostituto di Rindt, Fittipaldi, vince la gara
giunta alla versione “C” e compie la sua ga- semi-incastrata sotto la barriera protet- e consegna all’austriaco il titolo iridato po-
ra-capolavoro. Parte piano, poi con una tiva fino al supporto successivo e qui ini- stumo. Primo, e si spera ultimo, caso nella
magnifica progressione raggiunge Jack zia una carambola che termina sulla ghia- storia della Formula 1.
88 [Link] | MARZO 2020
VITTORIA TRISTE
Nella pagina a fianco, la moglie di Jochen, Nina Lincoln, figlia di un pilota finlandese; l’austriaco al volante di una Porsche Carrera 6 con il tipico stile
di guida; sul podio del GP d’Olanda 1970, nel quale morì il suo amico Piers Courage. Qui sotto, Rindt perfettamente assecondato dalla Lotus 72, che
egli amava per la guida ma odiava per la fragilità; a destra, sulla stessa auto e mentre conversa con il progettista Colin Chapman al GP d’Austria
1970, l’ultimo Gp disputato dal pilota austriaco. In basso, Ecclestone si allontana dalla scena dell’incidente con il casco del suo amico in mano.
UN MANAGER DI NOME “BERNIE”
Negli anni ‘60 Jochen Rindt era forse l’unico ad avere il manager; o appena vinto il titolo mondiale, ma il motore Repco non reggeva
forse sarebbe meglio dire che era Bernie Ecclestone ad avere un pi- più il confronto con il Cosworth; così arrivò la ricca offerta di Colin
lota. Ecclestone era il “manager” di Rindt: i due erano molto amici, e Chapman. Rindt era dubbioso se accettare perché considerava le
l’inglese aiutava l’amico “Kraut”, come lo chiamava, nelle scelte . Se Lotus auto pericolose e perché l’ambiente della Brabham gli pia-
Rindt fosse sopravvissuto, la sua carriera con ogni probabilità sa- ceva. Ecclestone si occupò di tutta la parte burocratica e contrat-
rebbe proseguita nel team Brabham di Bernie Ecclestone… e suo; tuale, poi lasciò che Rindt decidesse se accettare o no, dicendogli
certamente avrebbero fatto affari insieme. I due si erano conosciuti soltanto “le Lotus non sono sicure come le Brabham, ma possono
al GP del Messico 1965, dove Ecclestone si recò a dare una mano vincere il titolo”. Comunque il manager inglese cercò di convincere
al suo vecchio amico pilota Roy Salvadori, che dopo il ritiro faceva la GoodYear a finanziare il team di Jack Brabham per facilitare il
il direttore sportivo del Team Cooper per il quale correva Rindt. Il pi- ritorno dell’amico in quel team dove si era trovato così bene, ma
lota aveva 23 anni, il manager 36, ma erano entrambi appassionati Chapman con un aumento e la nuova “72” convinse l’austriaco a
di Gin Rummy, un veloce gioco di carte. Eccle- restare. Rindt era ormai un “top driver” anche
stone all’epoca vendeva automobili in Inghilter- nell’ingaggio. Soldi che avrebbe poi girato in
ra, ma le corse stavano diventando la sua vera investimenti immobiliari, nella Rindtstone, la so-
passione, a cui abbinava il senso degli affari : cietà che aveva creato con l’amico per trattare
quando nel 1966 il regista John Frankenheimer aeroplani e pezzi di ricambio per aerei, e nel suo
realizzò il famoso film Grand Prix, Rindt “fu di team, il Jochen Rindt Racing. L’incidente del 5
certo il pilota che chiese più denaro alla produ- settembre 1970 troncò la loro amicizia ed Eccle-
zione, spinto da Bernie”, ricordò John Surtees, stone si sentì in colpa per quanto accaduto, fino
divenuto compagno dell’austriaco alla Cooper. ad ammalarsi di stress, essere costretto a letto e
Nel 1968 Rindt passò alla Brabham che aveva quasi condotto all’esaurimento.
[Link] |MARZO 2020 89
23° RALLYE MONTE-CARLO HISTORIQUE
È CAMBIATO IL CLIMA
Senza neve dominano precisione e distanza, l’organizzazione va sotto pressione,
la fortuna volta le spalle agli italiani. Sul podio salgono un danese e due spagnoli
DI ALBERTO BERGAMASCHI – FOTO DR PHOTO E MAX PONTI
S
anta neve! Appiana tutto, rende il tempo di terminare la prima prova, ed ti-Caminiti con l’Alfetta GTV. In testa alla
la gara entusiasmante, esalta i va- ecco altre due sorprese: Schön-Merenda gara ci sono ora i danesi Bjerregaard-Svec
lori di guida, livella le contesta- rompono un braccetto della Mini Cooper su Ford Escort MKII davanti ai compaesa-
zioni e le misurazioni più o meno e Bertolini-Bertolini sgranano il semias- ni Hindsgaul-Pagh su Fiat 128 Coupè, ter-
esatte. Peccato che di neve, quest’anno, se della loro Beta Montecarlo. Una falci- zi sono gli spagnoli Zorrilla-Gutierrez su
al Rallye di Monte-Carlo Historique (29 dia per i nostri colori, ancor prima di ter- VW Golf GTI di un soffio davanti alle stra-
gennaio – 5 febbario) non ci fosse nep- minare la prima tappa. Tappa che vede al ordinarie norvegesi Hallre madre e figlia
pure l’ombra! Anzi: prati con margherite comando i lituani Raisys-Zakmans sulla al volante del VW Maggiolone. La compa-
fiorite e temperature che hanno raggiun- Jaguar XK 150 Coupè davanti ai tedeschi gine italiana perde invece anche Zampa-
to i +11°C di notte in quota con punte di Hofmann-Weinand su Giulia Super ed agli glione-Briani per problemi alle valvole
+25°C di giorno: impensabile per una ma- svizzeri Perfetti-Kessel su Lancia Strato’s della 131 Abarth. La terza sezione, tappa
nifestazione che si disputa sulle Alpi fran- a pari merito. I primi italiani sono Fonta- “Commune 1”, parte alla grande per Ro-
cesi a cavallo tra fine gennaio e inizio feb- nella-Scrivani su Fiat 128 Rally, 27° posto veta-Merenda che fanno l’assoluto sull’E-
braio. E di conseguenza sono scoppiate le su 289 classificati: una disfatta. charasson, di solito prova innevata per
polemiche, con contestazioni a go-go sul- eccellenza, quest’anno buona per pasco-
la precisione delle misurazioni e dei pun- Pascoli sull’Echarasson lare le pecore, seguiti col 4° tempo a pari
ti di rilevamento, con difficoltà che mol- Si riparte la domenica mattina per la ron- merito da Canella-Arena, Cavagna-Seneci
ti hanno ritenuto create ad arte dall’orga- de di Valence, tappa di classificazione che con la Fulvia Coupè e Bonamini-Ambrogi
nizzatore per mischiare le carte, che han- assegnerà l’ordine di partenza per le tre con la 124 Abarth. Problemi invece duran-
no messo in crisi gran parte degli equipag- giornate successive. Quattro prove selet- te la tappa per la Fulvia HF di Deserti-Tor-
gi più accreditati che, guarda caso, da cin- tive, sempre con temperature primaverili lasco e la Renault 12 Gordini di Cristina-
que anni a questa parte erano sempre ita- dove di solito il sottozero è di casa. Emer- Berzero, entrambi attardati in prova con
liani. gono tra i nostri in questa giornata Roveta- conseguente forte penalizzazione che li
Merenda con la 124 Spider e Canella-Are- fa precipitare in graduatoria. La classifi-
Falcidia di italiani na con la Fulvia Coupè, rispettivamente ca generale a fine della terza tappa resta
La partenza da piazza del Duomo a Milano 14^ e 24^ in classifica generale all’arrivo, inalterata per le tre posizioni di testa, con
è stata occasione di gran festa per i team ma purtroppo il “buco” tra i primi dei no- Roveta-Merenda che salgono tre posizio-
azzurri, tuffatisi in un lungo trasferimento stri e gli inseguitori è abissale: il 3° equi- ni (11°) e Canella-Arena che ne perdono
di oltre 800 km fino alle prime due prove paggio italiano è addirittura 75°, Camini- una, mentre il ritardo degli altri è costan-
di classificazione in territorio francese: la
lunga notte della prima tappa, monotona
e lineare su strade statali pressochè per-
fette, ha fatto però le prime vittime illu-
stri. Dapprima Rossi-Giafusti su R5 Alpi-
ne, fermi col differenziale rotto proprio
davanti alla… filiale Alpine di Milano, poi
l’ex campione europeo rally Maurizio Ve-
rini con Roberto Ricci bloccati a Torino
dal cambio della Fiat 128 Coupé, infine
Bergamaschi-Soffritti costretti ad alzare
bandiera bianca proprio prima del con-
trollo orario per un problema di pressio-
ne dell’olio al VW Maggiolone. Neanche
90 [Link] | MARZO 2020
TUTTO SECCO
Sopra, la bella Lancia Strato’s di Perfetti/Kessel impegnata sullo sfondo delle Alpi Marittime completamente a secco di neve; l’equipaggio elvetico
ha concluso la gara al quinto posto. Nella pagina a fianco, i vincitori Bjerregaard/Svec (danese il pilota, cèco il navigatore) su Ford Escort MkIII RS
2000 del 1979. I due hanno preceduto gli spagnoli Cosin/Huarte (qui sotto a sinistra) su Lancia Fulvia 1.6 HF del 1970 e la VW Golf GTI del 1978 (sotto
a destra) di Hero-Dominguez, anch’essi spagnoli.
[Link] |MARZO 2020 91
te. Seguono tre prove diurne, con parten- ta-Merenda forzano per rientrare tra i pri-
za da Valence alle 5.30, per la quarta sezio- mi dieci e finiscono fuori strada appoggia-
ne, la “Commune 2” di martedì, che porta i ti su un fianco, Fontanella-Scrivani pic-
concorrenti fino a Monaco prima dell’ulti- chiano sul Turini, Cavagna-Seneci rom-
ma tappa notturna. In testa alla gara sono pono lo strumento di misurazione pagan-
ancora i danesi Bjerregaard e Svec, men- do forte ritardo in prova e Seno-Bertuz-
tre gli spagnoli Zorrilla-Gutierrez hanno zi sono vittime delle informazioni parzia-
guadagnato una posizione e sono ora se- li e contraddittorie della direzione di gara
condi davanti alla Volvo 242 dei tedeschi che fa sbagliare loro, come ad una quindi-
Drexel-Roessler, ma i distacchi sono così cina di altri equipaggi, il percorso di arri-
esigui che tutto si giocherà nella tappa fi- vo a Monaco con conseguente penalizza-
nale che vede 29 concorrenti in uno spa- zione che vale 80 posizioni di classifica.
zio veramente ristretto. Tra questi anche i Prima dell’alba del mercoledì sono Bjer-
nostri Canella-Arena, risaliti fino alla 11^ regaard-Svec (Ford Escort RS2000 MkII)
posizione, e Roveta-Merenda ora 24esimi a passare da vincitori sul palco di arrivo,
in classifica. incrementando il vantaggio sugli spagno-
li Fernandez Cosin-Martinez (Lancia Ful-
Röhrl e Saby via 1.6 HF) che nel finale sopravanzano i
Si arriva così alla selettiva tappa finale, compaesani Zorrilla-Gutierrez (VW Golf
l’ultima notte, con le due lunghissime pro- GTI). Quarti, con scarto minimo, sono Sa-
ve del Col de Braus e del Col de Turini. by-Marquez (Renault 5 Alpine) abili a ri-
Qui la guida prevale sulla precisione, e la manere a contatto dei primi nella parte di
riprova sono le prestazioni maiuscole di precisione per poi affondare in quella fi-
due assi indiscussi del rallismo quali Wal- nale velocistica, davanti a Perfetti-Kessel
ter Röhrl e Bruno Saby, al volante rispetti- con la Lancia Strato’s. Primi degli italiani
vamente della Porsche 911 e della Renault si classificano Canella-Arena (Lancia Ful-
5 Alpine che finalmente possono sfogar- via Coupè), 15esimi con prestazioni me-
si sulle strade del rally “vero” facendo se- no costanti rispetto allo scorso anno, da-
gnare tempi da assoluto. Anche tra gli ita- vanti ad Alexia Giugni e Cristina Biagi al
liani si registrano prestazioni maiuscole, volante della Alpine A110 (37^), che pre-
come quelle di De Angelis-Sisti sulla Rit- cedono di un soffio la Fiat Ritmo 60 di De
mo 60, Seno-Bertuzzi su Opel Kadett GTE Angelis-Sisti (38°). Nella speciale classifi-
e Zanchi-Agnese sulla Flavia Coupè che in ca a squadre, il team francese Crisartech
sole due prove recuperano oltre 50 posi- dopo quattro edizioni di fila rompe l’e-
zioni ciascuno scalzandosi da quella sco- gemonia della Scuderia Milano Autosto-
moda “zona 100” che proprio andava lo- riche relegando il team lombardo al 13°
ro stretta. Purtroppo le sorprese dell’ul- posto davanti alla Milano Autostoriche 2
tima tappa non sono solo positive: Rove- (15°) e al Classic Team (17°).
CLASSIFICA ASSOLUTA
1. Bjerregaard-Svec (DNK/CZE), Ford Escort RS 2000 MkII (1979), 2150 punti
2. Fernandes Cosin-Martinez Huarte (ESP), Lancia Fulvia 1.6 HF (1970), 2380 punti
3. Zorrilla Hero-Gutierrez Dominguez (ESP), VW Golf GTI (1978), 2390 punti
4. Saby-Marques (FRA), Renault 5 Alpine (1977), 2400 punti
5. Perfetti-Kessel (CHE), Lancia Stratos HF (1975), 2450 punti
15. Canella-Arena (ITA), Lancia Fulvia Coupè 1.3 S (1972), 2820 punti
37. Giugni-Biagi (ITA), Renault Alpine A110 1300 G (1971), 3790 punti
38. De Angelis-Sisti (ITA), Fiat Ritmo 60 (1978), 3820 punti
43. Amos-Borromeo (ITA), Porsche 911 (1965), 4010 punti
51. Liberatore-Calabrese (ITA), Innocenti Mini Cooper (1974), 4280 punti
92 [Link] | MARZO 2020
PRINCIPE TEDESCO
Walter Röhrl è tornato al Rallye di Monte-Carlo in occasione dei quarant’anni della
sua prima vittoria nella gara monegasca, nel 1980 con la Fiat 131 Abarth; il pilota
tedesco è il principe di questa gara, il solo ad averla vinta quattro volte con quattro
auto diverse: fece il bis nel 1982 con la Opel Ascona 400, tris l’anno seguente con la
Lancia 037 e poker nel 1984 con l’Audi quattro. In basso, da sinistra: Canella/Arena
(Lancia Fulvia Coupé 1.3 S), quindicesimi e migliori degli italiani; la Renault 5 Alpine
di Bruno Saby e la VW Maggiolone dello sfortunatissimo Bergamaschi, ritirato per
un problema meccanico prima ancora di arrivare nel Principato.
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HISTORIC ICE TROPHY
GHIACCIO BOLLENTE
È in crescita l’Historic Ice Trophy ad Altenmarkt, evento da appassionati che attira
sempre più anche gli italiani. Comprese alcune famiglie da corsa di un certo spessore...
DI ANDREA BERGAMINI - FOTO BERGAMINI E FRANCESCO TOSO
S
ole e freddo hanno caratterizzato Ottantadue equipaggi provenienti da sette fa Romeo 33 della Scuderia del Portello af-
l’Historic Ice Trophy disputato dal nazioni europee hanno trovato pane per i fidata a Gianmaria Gabbiani, Francesco Al-
21 al 26 gennaio sulla pista ghiac- loro denti: il programma prevedeva come liero, Luigi Carletto e Alberto Huber, si af-
ciata di Altenmarkt, in Austria: -15° da tradizione Regolarità e 6 Ore per Young- fiancavano la BMW 320 di Lorenzo Di Ce-
C la temperatura minima, mantenuta per timer (1986-1994) in programma i primi sare e Maurizio Mercatelli e la Ford Sier-
tutta la settimana e che ha garantito un fon- due giorni; Historic Ice Trophy di Regolari- ra di Pierantonio Conte, Fausto Pierobon,
do perfetto. Circuito ridisegnato, più tecni- tà (fino al 1984) e 4 Ore di Altenmarkt (fino Nicola Barzan e Emilio Zago, tutti almeno
co e di larghezza aumentata, per la 15^ edi- al 1976) nei giorni seguenti. alla seconda partecipazione. A questi equi-
zione: 2 km per le gare di Regolarità, quasi Tra le Youngtimer, nella gara di durata c’e- paggi si aggiungeva quello sulla BMW 318
3 per le prove di durata. rano alcuni equipaggi italiani iscritti: all’Al- is Coupé formato da quattro giovanissimi
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MORRIS CON LE RUGHE
In apertura, una bella
immagine ripresa da
un drone della pista
austriaca. In questa
pagina, in alto la
Fiat 124 Special T
di Bergamini-Vitali
che si sono ben
comportati. In basso,
Gianmaria gabbiani
sulla Alfa Romeo
33 della Scuderia
del Portello, una
presenza prestigiosa
che testimonia della
crescita di questa
manifestazione sempre
più gradita anche dagli
appassionati italiani. Al
centro, una delle due
“terribili” e competitive
Fiat 126 che hanno
dato filo da torcere
ad auto di ben altra
categoria, e una Morris
che voleva apparire
ancora più vecchia di
quanto non fosse, con
un look da “rat-car”.
piloti dai cognomi importanti nell’automo- premazia dell’equipaggio austriaco compo- Ruch e la Toyota Celica di Patrick Kuhl. Si
bilismo: al debuttante assoluto Leonardo sto da Helmut Kienzel e Gerald Stubenber- faceva vedere anche Di Cesare, a tratti il
Moretti Polegato si affiancavano Lino Za- ger su Ford Sierra Cosworth del 1986, no- più veloce in pista, che però vanificava la
nussi, Nicolò Noberasco ed Edoardo De nostante l’ottima gara di Koller e Kienzl su rincorsa al podio con un’uscita di pista che
Antoni. Qualifiche della 6 Ore tribolate per Ford Fiesta che, dopo aver vinto la 6 Ore, gli costava un paio di giri, mentre l’Alfa 33,
l’Alfa di Gabbiani che doveva a partire dal hanno commesso una leggerezza in una zo- pur andando a tre cilindri, continuava ca-
fondo dello schieramento, mentre Di Cesa- na di controllo della gara di Regolarità. parbiamente. Lo “junior team” su BMW si
re si piazzava sesto e 18esimi i ragazzi della In quella di velocità, partita prima dell’alba, alternava alla guida sotto gli occhi atten-
BMW che pagavano lo scotto del debutto. la vittoria era una questione fra la Fiesta, ti dei famosi genitori, con al fianco Marti-
La prova di regolarità ha visto una netta su- la Porsche 911 di Marco Calderari e René na Musiari a dettare il ritmo. Il pilota del-
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la Fiesta non sbagliava un colpo e andava a telli Andrezej e Marciej Lubiak quinta as- la piazza d’onore in classifica generale, ma
vincere, dopo 100 giri, davanti alla Porsche soluta. i distacchi fra i primi si fanno sempre più ri-
911 di Calderari-Ruch e alla Volvo 740 di L’Historic Ice Trophy di Regolarità (l’equi- sicati e diventa sempre più difficile gestire
Trippacher-Fischer-Heller-Schmidt. Gab- paggio stabilisce il tempo sul giro che ritie- il ritmo a causa delle diverse velocità fra le
biani concludeva 14esimo nonostante la ne di poter stabilire e poi a ogni tornata de- vetture in pista. I nostri non perdono la po-
sempre più ansimante 33 Quadrifoglio Ver- ve ripetere il tempo, o avvicinarsi il più pos- sizione nemmeno dopo la quarta prova del
de della Scuderia del Portello; la BMW dei sibile ) vede al via un solo equipaggio italia- secondo giorno quando a causa del traffico
giovani figli d’arte finiva 17^, con una gara no, composto da Andrea Bergamini e Mar- sono solo settimi, proprio grazie ai distac-
senza sbavature, e la Sierra di Conte al 19°. co Vitali su Fiat 124 Special T del Circolo chi irrisori e cominciano a sperare in un po-
Nella Sei Ore senza italiani in gara, dopo della Biella. La gara parte molto bene per dio, ma il tempo perso in una uscita di stra-
la pole position a sorpresa della Fiat 126 loro, che vincono la prima prova; la secon- da nell’ultima prova toglie dal podio Berga-
dei polacchi Gabryszewsky e Wizner, la ga- da va a Dachauer (Mercedes 350 Slc) men- mini e Vitali che scivolano così al quinto po-
ra era vinta dalla Ford Escort RS Turbo di tre Bergamini-Vitali sono quarti; la terza va sto assoluto. La gara è vinta dalla Ford Fie-
Wolfgang Koller, con un’altra 126 dei fra- a Kienzel, ma la 124 è seconda e consolida sta di Kienzel-Klaus.
RAMPOLLI DI BUONE FAMIGLIE DA CORSA
Guardando l’elenco iscritti della 6 Ore di Altenmarkt si poteva pen- con la 131 Abarth del Jolly Club nei Rally di Campionato Europeo,
sare di essere tornati indietro di 40 anni: i nomi di Zanussi, Nobe- infrangendo i cuori delle ragazze di tutto il Continente. Vedendolo
rasco, De Antoni richiamavano un’epoca in cui i Rally muovevano ripartire da una stazione di servizio ci ha confermato di avere le idee
folle oceaniche sulle strade di tutta Europa. Affiancati al debuttante ben chiare su come si guida una trazione posteriore su terreno sci-
assoluto Leonardo Moretti Polegato, sono invece i tre rampolli dei voloso…
campioni degli anni ‘80 che hanno deciso di misurarsi all’Historic Ice Niccolò Noberasco ha ereditato il tratto e gli occhiali dal papà Ga-
Trophy e si sono messi in gioco nella 6 Ore Youngtimer. briele, conosciuto come “Odeon” (“tutto quanto fa spettacolo”, dal
Il capo pattuglia, Edoardo De Antoni, ha tirato le fila della spedi- titolo di una celebre trasmissione di allora) per le acrobazie alla gui-
zione, con il piglio del padre Massimo, campione italiano 1982 al da e l’istrionica capacità di raccontare aneddoti. Grande interprete
fianco di Tognana sulla Ferrari 308 Gr. 4. Per mettersi nelle migliori delle trazioni posteriori, c’era sempre da fare i conti con lui, anche
condizioni ha coinvolto anche Martina Musiari, sua navigatrice nei se talvolta la sua passione per i “traversi” lo portava a strafare. Oggi
Rally, per affiancare i quattro piloti comunicando con i box via radio. comunque ci si ricorda ancora di lui e non di altri che hanno portato
Lino Zanussi è identico al padre Andrea che “staccava” temponi a casa i titoli…
EDOARDO DE ANTONI
Quale esperienza hai nelle competizioni?
Fino a 18 anni ho gareggiato nello sci, nel frattempo avevo iniziato a correre in Formula Driver. A 19 anni sono passato ai rally e l’anno
scorso ho disputato l’Italiano WRC con una Suzuki Swift R1. Quest’anno farò tutto il Trofeo Suzuki.
Perché hai deciso di partecipare all’HIT 2020?
Abbiamo deciso quasi per gioco, ce l’ha proposto Elia Bossalini, della Cfb Racetech, che organizza un campionato con le BMW serie 3
come quella che abbiamo usato qui. Ho coinvolto Lino Zanussi, Nicolò Noberasco e Leonardo Polegato e abbiamo deciso di fare questa
6 ore “di traverso” perché siamo tutti grandi appassionati della trazione posteriore e della guida su neve.
Come giudichi l’esperienza? La manifestazione ti è piaciuta?
È stata per tutti un’esperienza fantastica, una gran-
de organizzazione e tanta gente appassionata, a
riconferma che ghiaccio e traversi fanno impazzire LEONARDO MORETTI POLEGATO
chi ama questo sport. Ed è stato molto interessante Quale esperienza hai nelle competizioni?
mettersi in gioco in una gara di durata che è molto Purtroppo non molta anche se sono molto appassionato. Per ora mi sono limitato ai trackday, sia in
diversa dalla struttura dei rally a cui siamo abituati. Italia che all’estero (due anni fa ho fatto due trackday al Nurburgring e uno a Spa).
Pensi di tornare all’HIT? Perché hai deciso di partecipare all’HIT 2020?
Penso proprio di sì, anche in maggior numero e con Tre anni fa ho comprato un’Alfa 75 2.0 TS, a ogni nevicata le monto le gomme chiodate e passo le
più auto. La gara ci ha entusiasmato; i nostri accom- serate in passo Giau / Falzarego. Poi mi sono avvicinato ai Rallye storici e tramite amici sono venuto a
pagnatori, grandi piloti e navigatori del passato, si conoscenza dell’Historic Ice Trophy.
sono mangiati le mani a non poter essere con noi in Come giudichi l’esperienza? La manifestazione ti è piaciuta?
pista… Credo che ci saranno anche loro! L’esperienza è stata fantastica. Ho conosciuto persone competenti e disponibili. Mi è sembrato di
partecipare ad una gara fra amici, con la giusta competizione.
Pensi di tornare all’HIT?
Sicuramente, magari preparando una mia auto in modo da conoscerla meglio e poterla adattare al
mio stile di guida.
96 [Link] | MARZO 2020
GIOVANI LEVE
Sopra, a sinistra Helmut Kienzel e Gerald Stubenberger su Ford Sierra Cosworth hanno vinto la Regolarità delle Youngtimer; a destra, la Porsche 911
di Calderari-Ruch. Sotto, la BMW 318 is dei giovani Leonardo Moretti Polegato, Lino Zanussi, Nicolò Noberasco ed Edoardo De Antoni, che in basso
vediamo con i rispettivi, famosi, genitori piloti: da sinistra Polegato, Noberasco, Zanussi e De Antoni.
NICOLÒ NOBERASCO
Quale esperienza hai nelle competizioni?
Limitata, se parliamo di competizioni automobilisti-
che, ma ho sempre praticato sport agonistico. La
mia grande passione è la vela. In auto ho fatto la
25h Fun Cup di Spa, con papà e 4 miei cugini sul
Maggiolone. Poi ho navigato mio padre al Rally di
Monza storico del 2018.
Perché hai deciso di partecipare all’HIT
2020?
È nato tutto per caso, Edoardo De Antoni ha propo-
sto a mio padre di fare la gara ma lui non avrebbe
LINO ZANUSSI
potuto e così l’ha girata a me, e ho subito accettato.
Quale esperienza hai nelle competizioni?
Come giudichi l’esperienza? La manifesta-
Fin da piccolo sono sempre stato molto competitivo, il motocross mi ha subito fatto capire che mi piaceva
zione ti è piaciuta?
andar forte.
Non conoscevo l’evento e mi ha sorpreso sia per
Perchè hai deciso di partecipare all’HIT 2020?
l’organizzazione sia per il numero di auto iscritte.
Mi è stato proposto da Elia Bossalini, manager della CFB Racetech. Non c’è voluto molto per convincer-
Mi è piaciuta moltissimo, ci sono uno spirito e una
mi…
passione difficili da trovare altrove, è elettrizzante.
Come giudichi l’esperienza? La manifestazione ti è piaciuta?
La gara per me è stata più difficile del previsto, ma
Devo dire che come evento mi è piaciuto molto. È incredibile la semplicità con la quale si può partecipare
anche se è mancato il risultato ci siamo divertiti
rispetto ad un evento in Italia: puoi arrivare con auto stradale, firmare la liberatoria e, con casco in testa,
come matti.
si dà il via al divertimento!
Pensi di tornare all’ HIT?
Pensi di tornare all’HIT?
Torneremo più competitivi che mai.
Certamente! Vorrei anche coinvolgere altri piloti e amici.
[Link] |MARZO 2020 97
PERSONAGGI
LA TESTA A POSTO
Lo chiamavano “cavallo pazzo” ma la passione smisurata di Beppe Gabbiani
per l’automobilismo si è espressa anche nella decorazione dei caschi. Suoi e dei colleghi
DI RICCARDO TURCATO
98 [Link] | MARZO 2020
“A
l Nürburgring, nel 1983, in mincia un lancio di lattine di birra pazze- to e io riparto sgommando e ridendo sot-
F2 vinco alla grande. Lun- sco. Li ho fatti incazzare di brutto. Quan- to il casco”.
go il tracciato ci sono 30mi- do mi rimetto al volante, la mia March non Metti un pomeriggio a pranzo nel cuore del-
la italiani in visibilio, emi- vuole saperne di rimettersi in moto”. Qui la provincia di Piacenza. A capotavola, uno
grati per lo più. Me ne frego e mi faccio tut- il narratore con la bocca simula il rumore dei più grandi talenti puri che l’automobi-
to il giro d’onore per salutarli. Ad un cer- del motore riottoso e gesticola con la ma- lismo italiano abbia mai espresso. Prodot-
to punto, al Karussell, vedo dei tifosi tede- no sull’accensione come fosse ancora là in ti locali e un vino che va giù perfetto come
schi particolarmente agitati. Mi fermo, mi pista. “Ho pensato: questi ora mi uccidono. una scalata a Mulsanne.
sfilo dall’abitacolo e, in piedi sulla mono- Mi accorgo che si muovono verso la pista. Lo chiamavano, e lo chiamano, “Cavallo
posto, gli faccio il gesto dell’ombrello. Co- Ma per fortuna il motore si rimette in mo- Pazzo”: genio della guida e sregolatezza.
COME SERVOZ-GAVIN
Nella foto grande a sinistra, Gabbiani in
azione con la Maurer-BMW a Thruxton
(GB), nella gara valida per il Campionato
Europeo di Formula 2, gara terminata al 4°
posto dietro Cecotto, Acheson e Boutsen.
Qui sopra: in alto, mentre osserva il suo
primo casco replica Servoz-Gavin, durante
il nostro incontro; e due suoi caschi da
professionista: a sinistra l’americano Bell e,
a destra, il francese GPA.
[Link] |MARZO 2020 99
Beppe Gabbiani è animato dalla passione: ai tempi pericolosi in cui lui correva, ave- Entrambi velocissimi, entrambi meteore
“Certo, in qualche gara potevo essere più va un significato intimo, che andava oltre in F1, entrambi ancora nel cuore degli ap-
accorto. Potevo accontentarmi. Non pro- l’uso in sé. E per questo motivo ogni pilo- passionati. Tra il Bell di Servoz-Gavin, uno
vare il sorpasso in un certo punto. Avrei ta aveva il “suo”, con uno schema di colore spettacolare “twin window”, e il GPA di
portato a casa un terzo o quarto posto. Più sempre uguale, dalla prima all’ultima gara. “Cavallo pazzo”, scopriamo l’altra passio-
punti. Ma io volevo guidare e andare for- Una passione - e un’arte – di Gabbiani sco- ne del pilota piacentino: Beppe ha creato
te sempre”. nosciuta ai più. le livree dei caschi di Elio de Angelis, Keke
Mai come nel caso di Gabbiani i numeri Rosberg, Stefan Johansson e Alessandro
mentono. Fredde statistiche senza relazio- Idoli da imitare Nannini: “Ho sempre disegnato e vernicia-
ne con l’emozione di chi lo ha visto guidare La passione di creare la sua livrea e rea- to da solo i miei caschi. Per i primi mi sono
in pista. In F1 ha disputato soltanto tre GP lizzarla da sé: da un borsone che ha por- ispirato ai piloti che mi piacevano. Servoz-
iridati eppure è uno dei piloti più ricordati tato al nostro incontro estrae tre caschi Gavin è stato il primo, poi sono passato a
e amati dagli appassionati di motorsport: che ha indossato nella sua carriera. Men- quello bianco di Rindt con una riga verde,
“Tempo fa, un sito inglese ha fatto una clas- tre osserva il suo primo Bell, dei tempi del poi quello di François Cevert. Poi il regola-
sifica dei piloti più importanti della storia kart, con i colori che usava anche il fran- mento impose nelle nazionali il casco con
del Circus. Su oltre 700 piloti, io sono al cese Johnny Servoz-Gavin, gli si illumina- i colori della propria nazione. Mentre stavo
130° posto. Ed ho fatto solo tre GP. Qualco- no gli occhi. Lo fissa con aria trasognata. sverniciando i colori di Cevert per una ga-
sa vorrà pur dire”. Vorremmo rompere l’intimità del momen- ra con la nazionale italiana, seppi che era
Il pilota piacentino è un appassionato vero: to ma preferiamo accontentarci di conser- morto. Così gareggiai con la stessa grafica
ogni particolare che ha a che fare con l’au- vare l’immagine senza sapere quali pensie- di François, ma con i colori italiani e misi il
tomobilismo lo fa incendiare. Ed è anche ri veramente gli passino per la testa. Se ci mio nome di lato, come faceva lui. Anche
per questo che lo incontriamo oggi: per par- pensiamo la figura di Gabbiani ha molte si- Senna fece così. Il suo casco, che è il più
lare di caschi. Cioè di quell’elemento che, militudini con quella del pilota francese. conosciuto di tutti, in realtà è molto sem-
100 [Link] | MARZO 2020
IN F1 CON OSELLA
A sinistra, Gabbiani su Osella F1
al GP di Gran Bretagna del 1981,
a Silverstone. Qui sotto, ancora ai
tempi della Formula 2: nel 1983
trionfa al Nurburgring con la
March-BMW; più sotto, con il figlio
Gianmaria, avuto in giovanissima
età; in basso, un altro casco Bell,
con grafica diversa ma sempre i
suoi colori preferiti.
plice: due strisce di nastro su fondo gial- oltre ad essere un portafortuna, è un omag-
lo per il Brasile. Poi nel tempo ha inserito gio a mia moglie che era veneta, ma di ori-
quelle sottili finiture bianche, ma nulla più. gini australiane. Ad ispirarmi nel mettere
Bello per carità, ma abbastanza banale”. il disegno del koala fu l’orso dello sponsor
Gli altri due caschi che ha portato con sé Polar Caravans di Ronnie Peterson”.
sono nei suoi colori classici: varie tonali-
tà di azzurro abbinati alla calotta bianca: Le ali di Elio
“A me piaceva moltissimo Patrick Depail- E qui Beppe ci svela il motivo di una cosa
ler e quando, dopo l’esperienza in naziona- tipica all’epoca: “Si usava la vernice nitro,
le, decisi di studiare una grafica personale, pesantissima. Pesava tre volte quella che
mi ispirai al suo casco. Un lavoraccio: qui usavano in Inghilterra. E aveva un altro di-
in Italia non c’erano i metodi di vernicia- fetto: saltava via appena un sassolino toc-
tura moderni, che avevano in Inghilterra. cava la calotta. Per questo nelle foto d’epo-
Molti piloti inglesi avevano già delle grafi- ca sono tutti così. Io odiavo avere il casco
che bellissime: prendi Mansell o Warwick, rovinato, quindi alle gare mi portavo sem-
per citarne due. Io dovevo stendere il fon- pre una borsa con le bombolette e il nastro
do. Disegnare tutto con la matita. Taglia- e lo verniciavo tra una sessione e l’altra.
re appositamente il nastro adesivo per le Ero molto orgoglioso della grafica del mio
mascherature passo passo. Il nastro allora casco, infatti non l’ho mai cambiato a par-
non era prodotto in tante dimensioni come te qualche leggera modifica. E anche i miei
lo troviamo oggi. Ho quindi preso la grafica figli l’hanno usato come base per i loro.”
di Depailler come base e ho cercato di mi- Gabbiani mise passione e creatività al ser-
gliorarla a mio gusto. Il koala che si vede, vizio di alcuni suoi amici colleghi: “Elio
[Link] |MARZO 2020 101
LE MANS
Gabbiani ha sempre amato la 24
Ore di Le Mans, sin da quando
vi gareggiò, giovanissimo, con
la Lancia Montecarlo ufficiale:
qui sopra è con una Lancia LC2
privata all’edizione del 1984. A
destra, in azione nel karting come
alfiere della nazionale italiana: nel
1974 e 1975 vinse il campionato
europeo a squadre.
aveva un casco bianco. Un giorno, siamo ai
box e decidiamo di fare qualcosa. Pensia-
mo ad Elio, Angelis, Gabbiani… Per asso-
nanza ci vengono in mente delle ali. Apria-
mo la cassetta degli attrezzi del team e tro-
viamo dentro un rotolo di nastro blu ed uno
rosso. Per quello il casco di Elio ha quei co-
lori. Quindi mi metto a tracciare la forma di
un’ala sul lato della calotta usando le due za un motivo preciso, ci piaceva così e ba- Anche quello di Laffite non spiccava molto
strisce di nastro colorato. sta. Ho disegnato anche quello di Keke Ro- per fantasia. Per quanto riguarda i caschi di
Dietro per dare senso di movimento taglio sberg nei suoi primi anni in F1, con inserti oggi, moltissimi sono ridicoli, privi di iden-
a freccia i due nastri. Da quel giorno è sta- azzurri sui lati e la calotta blu. L’azzurro è il tità. Miscugli di colori, tecnicamente ecce-
ta la grafica di Elio. Lui ci ha solo aggiun- mio colore preferito e si sposa bene con i zionali ma senza identità. Mi piace quello
to il nome”. colori della Finlandia. Ho disegnato e ver- di Vettel, che ricorda quello di Hans Heyer,
Pensate che Jean Alesi per il suo casco, ri- niciato anche quello di Nannini. Un lavo- ma con le fasce della bandiera tedesca più
prese il disegno di Elio de Angelis, in ono- raccio, molto complicato con tante linee. piccole”.
re del pilota romano morto al Paul Ricard Glielo portai direttamente ad un week-end Hai mai indossato il mitico Simpson
nel 1986, e Beppe può quindi dire di avere di gara”. Bandit, conosciuto come “Star Wars”
disegnato due tra i più iconici caschi di F1 perché richiamava la forma di quello
di sempre. Il posto del naso di Darth Vader?
“Un giorno ero in treno da Tokyo a Suzu- Hai un casco preferito? E cosa pensi “Avevo un Bandit, disegnato in modo diver-
ka con Stefan Johansson. Lui aveva un ca- delle grafiche dei piloti di oggi? so, ma me lo rubarono al Mugello. Però non
sco scurissimo, con una bandierina svede- “Uno dei più bei caschi era quello di Ignazio mi trovavo benissimo, era troppo leggero e
se. In quel viaggio decidiamo di rivederlo. Giunti, avanti anni luce. Il mio era ricono- poi con il mio nasone toccavo la parte in-
Lo alleggeriamo da tutto quello scuro, man- sciuto tra i più belli. Quello di Arnoux era terna. Il naso è sempre stato un problema,
tenendo gli inserti dei colori svedesi e de- brutto, tutto bianco con solo il nome e le dovevo fare uno scanso di due centimetri
cidiamo di mettere delle foglie di lato. Sen- due righe nere dove si incollava la calotta. nell’imbottitura della mentoniera altrimen-
102 [Link] | MARZO 2020
LA CARRIERA: TANTA VELOCITÀ, POCA FORTUNA
Gabbiani nasce a Podenzana (PC), il 2 gennaio 1957. Nel 1971 debutta nel karting vincendo il campionato italiano (bis nel 1974), l’europeo a squadre (1974
e ‘75) e la Coppa Europa juniores (‘74). Nel 1977 debutta vincendo in F3 al Paul Ricard.
Nel 1978 passa in F2 con la Chevron-Ferrari ed a fine stagione sostituisce Vittorio Brambilla in F1 alla Surtees: disputa le gare finali in USA e Canada, senza
riuscire a concretizzare le indubbie doti velocistiche che mostra di avere. Nel 1979 torna in F2 con la March, 7° nel campionato europeo con un compagno
scomodo come Marc Surer: lo svizzero è infatti pilota ufficiale della BMW, che fornisce i motori al team.
Nel 1980 corre in F2 e nel Mondiale Endurance con la Lancia, con cui vincerà il titolo nel 1980 e 1981, quando è in F1 a tempo pieno, pilota della Osella,
che però non è competitiva. Gabbiani si qualifica a soli tre GP: USA-Ovest (24°), San Marino (20°), e Belgio (22°).
Nel 1982 torna in F2 con la Maurer e sarà quinto nel campionato europeo. Nel 1983, sempre in F2, con la March-BMW è terzo con la vittoria al Nürburgring.
Dal 1984 al 1987 guida per Toyota il prototipo ufficiale nel campionato giapponese Gruppo C. Con Spice, Cougar e Porsche lo abbiamo visto sempre
impegnato nell’endurance tra il 1988 ed il 1990. Dal 1989 al 1993 è ufficiale Volkswagen nel turismo italiano dove è secondo nel 1991. Negli anni Duemila
vince la 24 ore del Nürburgring Gr. N ed è ancora impegnato a Le Mans con la Dome e la Creation, ma anche nel FIA-GT con Lamborghini e nell’Italiano
Turismo Endurance nel 2009.
IL CASCO GPA
Qui sopra, un’espressione intensa di Beppe
Gabbiani nel 1981, l’anno della F1. A destra, il
casco francese GPA che andava di moda in quel
periodo: lo usavano, tra gli altri, Alain Prost e
Gilles Villeneuve: “Ma il sistema di chiusura non
funzionava”, ricorda Gabbiani, che ha decorato
tra gli altri quelli di de Angelis, Johansson,
Rosberg e Nannini.
ti non ci stavo. I GPA erano troppo roton- pista c’erano reti e paletti e se uscivi ti pic- al Fuji, sul prototipo Toyota, in cerca del-
di. Mi calzavano male, e soprattutto non chiavano sul casco. Io posso ben dirlo pur- la pole position: sbaglia, esce di pista e re-
mi piaceva la chiusura a ghigliottina per troppo… Erano belle botte. In caso di dan- sta in bilico sul cordolo dopo la prima cur-
cui erano famosi, che in realtà non chiu- no alla visiera il twin window riduceva la va. “Non c’erano safety-car o altre decisio-
deva nulla. Il casco non era stabile. Laffite possibilità che qualcosa potesse entrasse ni del direttore di gara. Sono lì, in bilico che
ne chiese una versione con il cinturino e la nel casco. Era una protezione molto vali- cerco di tornare in pista, mentre dai box
chiesi anch’io. Io stavo bene con i Bell, co- da. Lasciami dire che sono molto contento mandano un meccanico a spingermi. Do-
me Alan Jones, che però barava mettendo- dei passi da gigante fatti dalla sicurezza nel po avermi rimesso in pista, mi batte sul fi-
ci l’adesivo AGV che era il suo sponsor. Il nostro sport. Si pensa che all’epoca voles- nestrino e mi fa segno di riportarlo ai box.
Bell mi cadeva perfetto sulle sopracciglia. simo il rischio per forza. Tutte balle. Aves- Entra in macchina, ma io riparto guidando
Purtroppo mi rubarono anche quello, in ae- simo avuto le protezioni di oggi saremmo a vita persa, incazzato nero per aver rovina-
roporto.” stati contentissimi. Sono favorevolissimo to le gomme ed aver perso una buona op-
A proposito di Bell: hai portato anche sia al collare HANS sia all’Halo in F1”. portunità. Mi dimentico completamente di
il famosissimo “twin window”, con l’a- lui che è sballottato nell’abitacolo prenden-
pertura della visiera divisa in due: non Il meccanico al Fuji dosi delle botte pazzesche. Arrivo ai box,
ebbe molto successo, come mai? È un Gabbiani a tutto tondo, in cui arde mi giro e lui è lì, tutto ammaccato. Cionono-
“Possiamo dire che è una prima forma di ancora la fiamma della passione. Prima stante mi ringrazia per il passaggio, anche
Halo: ti ci abituavi subito. Non so perché di congedarci, ci racconta un aneddoto se l’ho distrutto. Grazie Beppe San, conti-
non ebbe successo: in quegli anni a bordo che dice molto di “Cavallo Pazzo”. Prove nuava a ripetere, grazie!”.
[Link] |MARZO 2020 103
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restaurare sia a livello meccanico sia per quanto riguarda
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la disponibilità di pezzi. A partire dagli anni ’50 il motore è Fiat
e inglesi
rimasto più o meno invariato al pari del cambio e dell’im-
pianto frenante, con evidenti vantaggi nel caso di ripara- Autofficina Bergia - TO ⁄Parlare di Fiat d’epoca significa prima di tutto parlare
zioni anche impegnative. Qualche difficoltà nella messa a Tel. e Fax: 0121 - 77 391 di utilitarie che qualsiasi meccanico è in grado di riparare
punto degli impianti di iniezione Spica e problemi di usura [Link] anche solo per averne viste sicuramente numerosissime
ai cambi della serie Giulietta, Giulia e Alfetta. Abbastanza Restauri di meccanica e di carrozzeria per tutte le Alfa durante la sua carriera. Se la meccanica non pone quindi
facile il reperimento dei particolari interni. Romeo dagli anni ’50 a oggi particolari problemi ed è di reperibilità piuttosto sempli-
ce, la carrozzeria delle versioni più particolari può essere
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invece fonte di qualche preoccupazione, mentre gli interni
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(Certificato di iscrizione) Storica e Collezionistica Italiano, continua ad essere rilasciato. Per Tecnico della F.I.V.A. e viene rilasciato il
Va richiesto compilando un apposito modulo È il documento che lo Stato italiano richiede ottenere il Certificato di Rilevanza Storica Certificato con la relativa Targa Oro. Questo
al quale vanno allegate le foto di 3/4 per riconoscere la ‘storicità’ di un veicolo; ha occorre compilare apposito modulo reperibile Certificato viene concesso soltanto alle
anteriore destra e 3/4 posteriore più di una funzione: presso i club federati che daranno anche le vetture di proprietà dei soci dell’ASI e prevede
sinistra della vettura, della selleria •ai fini circolatori consente di avvalersi delle istruzioni per la corretta compilazione. il versamento, all’atto della domanda, della
anteriore, del vano motore e del speciali disposizioni previste per i ‘veicoli Il costo è di euro 20,00 salvo che il documento somma di 105,00 euro. Questo Certificato è
numero di telaio punzonato più di interesse storico e collezionistico’ (per non serva per la re immatricolazione: in quel necessario per la partecipazione del veicolo
varie fotocopie di documenti esempio esenta dall’accensione dei fari caso il costo è di euro 105,00; viceversa, se il alle Manifestazioni (raduni, concorsi, eccetera)
inerenti la vettura ed il proprietario. durante il giorno) CRS viene richiesto assieme con il Certificato organizzati dall’ASI
È il documento che, per le auto •consente/impone la revisione periodica dei d’Identità (Targa Oro) esso è gratuito.
dai 20 ai 30 anni, dà diritto (nelle veicoli ante 1960 presso i centri provinciali CARTA D’IDENTITÀ F.I.V.A.
Regioni che lo prevedono) all’esenzione del DTT ove si può procedere all’esame della CERTIFICATO D’IDENTITÀ È il documento necessario alla partecipazione
dalla tassa di possesso; inoltre (ma in questo frenata “a vista” evitando il passaggio sui rulli (Omologazione) alle Manifestazioni a carattere internazionale
caso non è un diritto) è questo il documento •serve per la reimmatricolazione di veicoli In questo caso il modulo di richiesta è molto (per esempio la Mille Miglia).
normalmente richiesto dalle Compagnie radiati o importati da Stati extra CEE (ma particolareggiato e comprende una parte Anche per ottenere questa Carta è necessaria
assicuratrici per il rilascio delle polizze richiesto spesso anche per quelli che ne fanno tecnica e un’esauriente documentazione la visita della Commissione Tecnica Nazionale
responsabilità civile auto a tariffe agevolate. parte) fotografica del veicolo. Il rilascio di questo dell’ASI, che avviene durante le sessioni
Possono ottenere l’attestato i veicoli che •è quasi sempre richiesto dalle compagnie di certificato è subordinato al superamento di indette per il rilascio dei Certificati d’Identità.
abbiano compiuto 20 anni dalla data assicurazione per rilasciare le polizze RC auto un esame statico da parte della Commissione È rilasciata a tutti i veicoli che abbiano
di costruzione nell’anno corrente e che a tariffe agevolate Tecnica Nazionale dell’ASI, che si riunisce in compiuto 30 anni (non 20) dalla data di
posseggono i seguenti requisiti: •nelle regioni che lo consentono è il apposite sessioni alle quali l’aspirante vettura costruzione nell’anno corrente e prevede
•carrozzeria/telaistica conforme all’originale documento che serve per potere non pagare viene invitata. gli stessi requisiti, da parte del veicolo,
•motore del tipo montato in origine la tassa di proprietà per i veicoli dai venti ai Possono ottenere questo certificato tutti i occorrenti per l’ottenimento del Certificato
•esterno e selleria in buono stato ventinove anni di anzianità veicoli che abbiano compiuto 20 anni dalla d’Identità.Va rinnovata ogni dieci anni oppure
L’ottenimento di questo documento per le Assieme a questo documento viene rilasciato data di costruzione nell’anno corrente e siano ad ogni cambio di proprietà.Il costo è di euro
vetture intestate ai soci dell’ASI costa 20 automaticamente (e a titolo gratuito) l’Attestato in perfette condizioni di conservazione o siano 105,00 e possono ottenerla, attraverso l’ASI,
euro. Gratuito se richiesto contestualmente al di Storicità: un documento che ha perso ogni stati correttamente restaurati (in parte o in toto). soltanto le vetture intestate a Soci residenti in
Certificato d’Identità. valenza pratica ma che, essendo previsto Al superamento dell’esame viene assegnata Italia.
104 [Link] | MARZO 2020
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dove il panno o la pelle conformi all’originale sono d’ob- COPPIA: LE METODOLOGIE USATE
bligo per uno dei marchi italiani più eleganti e raffinati. Leggendo le schede tecniche delle auto d’epoca si nota
che alcune caratteristiche dei motori, come la potenza
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e la coppia motrice, sono espressa secondo diverse
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[Link] - info@[Link] Sono le sigle dei rispettivi Enti di Unificazione, dove DIN
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Mara - MI Automotive Engineers, CUNA per Commissione Tecnica di
Telefono: 02 - 33 11 747 Unificazione dell’Automobile, mentre nella classificazione
Fax: 02 - 33 19 313 IGM rientrano le norme stabilite dal Ministero dei Trasporti
[Link] - mara@[Link] (italiano) per il collaudo degli autoveicoli.
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modelli Lancia di tutte le epoche riferimento, prescrive che le misurazioni vengano
effettuate con metodi conformi a una normativa emessa
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fornito le principali meccaniche. Le prime realizzazioni non indispensabili di per sé al motore, quali il ventilatore
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sfruttano principalmente motori e cambi di provenienza di raffreddamento, i filtri e lo scarico, eventualmente
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inglese, di buona reperibilità al pari della maggior parte sostituiti al banco prova da fonti esterne. Regolazioni
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delle componenti di carrozzeria e di interni. Diverso il conformi a quelle di serie.
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discorso delle ultime Mini disegnate da Bertone che, pre- METODO IGM: quasi identico al DIN. Differisce dal CUNA
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sentate con meccanica inglese, si sono via via evolute verso perché le prove sui motori devono essere condotte nelle
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l’adozione di propulsori giapponesi di origine Daihatsu di identiche condizioni di quando sono montati sul veicolo.
Squerzanti Sauro - BO non sempre semplice manutenzione e soprattutto reperi- Le differenze maggiori si riscontrano tra le misurazioni
Telefono: 051 - 87 26 17 mento dei ricambi. DIN e SAE: quest’ultima risulta in media superiore a quella
Fax: 051 - 66 20 147 DIN per circa il 10-15% (esempio: l’Alfa Romeo Alfetta
Papurello - TO I serie ha 122 CV-DIN e 140 CV-SAE). Ciò permette di
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moderno, il Marchio torinese resta ai piani alti del colle- Maserati
zionismo e tra i preferiti al mondo, soprattutto per quanto
riguarda le realizzazioni tecnicamente più raffinate uscite ⁄Nella produzione Maserati del dopoguerra possono
nei suoi cento anni di storia. Dal punto di vista della mec- essere distinti almeno due filoni, il primo costituito dalle
canica e dei suoi ricambi il restauro non pone problemi, grosse granturismo a otto cilindri presentate dagli anni ’50
mentre qualche preoccupazione può sorgere nell’acquisto in poi e il secondo originato dalle più recenti sei cilindri
di particolari interni o esterni di specifiche versioni. Da della serie Merak poi proseguita con le Biturbo degli anni
curare con particolare attenzione il restauro degli interni, ’80. L’organizzazione commerciale Maserati, talvolta con
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quali le B / BL Traction Avant, le ID / DS, la piccola 2 CV e,
più di recente, le sportive SM e, in misura minore, le CX,
Dyane e GS. Le bicilindriche raffreddate ad aria sono sem-
plicissime di manutenzione e altrettanto facili da riparare
sia per quanto riguarda la carrozzeria sia soprattutto per gli
interni, mentre più complesse risultano le ID / DS e le SM
per le quali un restauro anche costoso è comunque sempre
giustificato dall’eccezionalità del mezzo.
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I requisiti per accedere a una polizza agevolata per auto d’epoca non sono tanti, e in cambio di un evidente risparmio
di costo richiedono solo pochi vincoli aggiuntivi. In particolare, l’iscrizione al club è ormai un vincolo universalmente
diffuso. Se fino a qualche anno fa alcune assicurazioni erano disponibili a concedere tariffe agevolate dietro Traction Avant Club - VR
presentazione del solo libretto di circolazione della vettura, oggi questo non è di fatto più possibile, e praticamente Telefono: 045 - 73 00 209
tutte richiedono l’affiliazione ASI o ad un registro. Fax: 045 - 66 30 22
Le tariffe sono però interessanti: si parte da circa 150 euro per il primo veicolo, poi dipende dal tipo di convenzione. http:/[Link]/clubtractionavant/
Alcune prevedono scaglioni di vetture assicurate (una, da due a cinque, da cinque a dieci, ecc.), altre hanno una Ricambi di meccanica e di carrozzeria per tutti
tariffa di base fissa più una piccola quota aggiuntiva per ogni ulteriore veicolo, altre differenziano la tariffa tra vetture i modelli di Traction Avant
e motociclette. In generale, per le vetture più diffuse, si può pensare a una tariffa di base compresa tra 150 e 200 Vertuani Enrico - PV
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Restauro integrale e disponiblità ricambi per Citroen
contemporaneamente con più veicoli coperti dalla medesima assicurazione. Talvolta è consentito addirittura un solo
Traction Avant, ID, DS, SM, 2CV, Mehari e derivate
conducente: è ovvio che più i vincoli sono limitanti, minore sarà il costo della tariffa, mentre chi desidera le più ampie
libertà dovrà rassegnarsi al pagamento di un premio più alto. Da poco è entrata nel settore
anche Axa, tramite la divisione Axa-Art, con un prodotto innovativo: assicura soltanto collezioni INGLESI
di automobili e copre la “proprietà”della collezione stessa con un complesso di garanzie che
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106
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carrozzeria. Attenzione però che tale ampia disponibilità si British Classic Parts & Cars - RM
concentra su questi due modelli, strettamente imparentati
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Fax: 030 - 77 03 493 precedenza, sono aumentati in proporzione con l’enorme
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LA CAVALLINA E LA LEONESSA
Due tradizioni motoristiche, quelle di Porsche e di Brescia, riunite nella carriera
di questo restauratore-preparatore ben noto a chi frequenta le gare, a partire dalla Mille Miglia
TESTO E FOTO DI TOMMASO FERRARI
NIENTE ESPERIMENTI
In primo piano, Porsche
356 e, sullo sfondo, Ferrari
166: sono due delle
marche su cui Colpani
si sente più forte, ma lo
specialista bresciano nella
sua sede può lavorare
su molte auto. Ma non
su tutte: “Non voglio
sperimentare sulla pelle
del cliente - dice - se non
conosco per nulla una
macchina non accetto
il lavoro”. Nel tondo,
Maurizio Colpani controlla
il motore di una Porsche
911 2.0.
110 [Link] | MARZO 2020
Q
uando entrate per la prima vol- qui tutto normale – ma attorno a voi avete sore e una fornitissima libreria piena di te-
ta alla Colpani Motori non pote- una magnifica Bmw 507, una Siata 300 BC sti riguardanti le varie Mille Miglia, manua-
te che rimanere stupiti dal ritro- Barchetta, la carrozzeria di una 911 S e se li di auto d’epoca o libri dedicati a Porsche,
varvi nella sala riunioni più inte- siete fortunati alle volte anche un’Alfa Ro- Ferrari, Jaguar e via dicendo. Insomma, un
ressante al mondo: alla vostra destra ci so- meo TZ ufficiale Le Mans. A dare ancor di gran bel posto dove aspettare. L’attesa pe-
no poltrone in pelle davanti ad un tavoli- più la sensazione di essere in un’accoglien- rò non durerà a lungo e in breve sarete rag-
no in legno e diverse sedie che circonda- te salone anziché un’officina ci pensano giunti dal proprietario Maurizio Colpani,
no un lungo tavolo per le discussioni – e fin tappeti, poster di gare classiche, un televi- un signore che ha passato la vita fra Por-
CONTATTI
Colpani motori Srl
Via Roma 73
25021 Bagnolo Mella (BS)
MASERATI “AMERICANA”
Maurizio Colpani
accumula grande
esperienza sulle Porsche
nei primi anni della sua
attività, fin da quando è
giovane garzone, perciò
oggi è riconosciuto
come uno dei massimi
specialisti in tal senso:
qui a fianco, sopra e al
centro, vediamo la 911
passo corto del 1965
attualmente in lavorazione
nella sua sede; in basso,
gli scaffali nell’area
motori tradiscono questa
sua specializzazione…
Nella foto grande, in
primo piano la Maserati
200 SI proveniente dagli
USA di cui si è trovata
documentazione della
livrea originale, che ora è
stata ripristinata.
sche, Ferrari e Maserati e che non impie- ti, auto da rally ufficiali e altri gioielli clas- ri nasce molto tempo fa, quando mio non-
gherà molto a far trasparire tutta la sua pas- sici. Qualunque sia il modello in questione no nel 1916 è arruolato nel primo squadro-
sione mentre vi mostrerà le altre aree del- però, non vi capiterà di essere a corto di ar- ne aeronautico durante la Prima Guerra
la sua officina, dove fra l’altro si è trasferi- gomenti con Maurizio: è documentato su Mondiale. Lì, per tutta la durata del conflit-
to da nemmeno due anni. ogni singola auto che cura, ne conosce la to si occupa della meccanica degli aerei Ca-
Maurizio è praticamente cresciuto a pane storia, la provenienza, ha libri e fascicoli ri- proni e poi trasmette l’amore per i moto-
e Porsche diventando uno specialista del guardanti le vicende di quel preciso telaio ri ai figli, in particolare a mio zio Innocen-
marchio tedesco, pertanto non è una sor- e in più è capace di parlarvi per ore di ogni zo che negli anni ‘50 sceglie di dedicarsi al-
presa farsi strada fra 356 A, B, SC, 911 di più piccolo intervento di restauro eseguito; le automobili iniziando a lavorare per Sa-
ogni annata (anche qualche moderna 997) se poi il discorso si sposta sulle Porsche e ottini. A metà anni ‘60, dopo aver appreso
e auto da corsa della cavallina di Stoccar- le loro differenze sarete ben lieti di dovervi tutte le conoscenze necessarie riguardan-
da; tuttavia la Germania non ha l’esclusiva: trovare un alloggio per la notte. ti Volkswagen e Porsche, fonda a Brescia
che siano vetture in rimessaggio o qui per ¢Da dove è nata questa passione, come un’officina specializzata nelle auto di Stoc-
qualche intervento, trovate anche Alfa Ro- hai cominciato? carda, la Colpani-Contenti, che in breve di-
meo, Lancia, Jaguar, Ferrari, Siata, Masera- “Nella mia famiglia la passione per i moto- venta molto nota. Negli anni ‘60 e ‘70 tutti i
112 [Link] | MARZO 2020
possessori 356 passano di lì, e anche quel- no. Nel 1984 poi vado via dallo zio per spo- in crescita. Inizio a restaurare Ferrari, Ma-
li delle neonate 911 per i tagliandi, e io che starmi da un preparatore bresciano dove serati, Lancia, Alfa Romeo e curare le col-
all’epoca sono un ragazzino sono affasci- faccio esperienza nel mondo delle corse”. lezioni di molti industriali bresciani, e nel
nato da questo mondo. Così a nemmeno ¢E questo come ti ha aiutato? 2006 capisco che è il momento di fare qual-
dodici anni inizio ad armeggiare sui moto- “Il lavoro era del tutto differente: qui non cosa da solo, così mi stacco dai miei soci e
ri, a svitare i primi bulloni ed a passare i sa- mi occupavo di restauri ma di prepara- fondo quella che è oggi la Colpani Motori,
bati in officina, anche a lavare le auto pur di zioni di ogni tipo di auto da Rallye. La mia tornando anche a lavorare sulle Porsche”.
metterci le mani sopra. Dopo un paio d’an- esperienza aumenta parecchio: logistica di ¢In cosa cerchi di aiutare i tuoi clien-
ni lo zio si sposta di fronte all’officina di un una gara, piani di assistenza, piani gomme, ti, oltre che nel lavorare al meglio sul-
concessionario Koni specialista in ammor- tempistiche… Nel 1988, in società con al- le loro auto?
tizzatori, dove arrivano perfino le Ferrari di tri, fondo la Brescia Auto Racing, e lo stes- “Da quando ho fondato la Colpani Moto-
F1 a fare la taratura delle sospensioni. Tra so anno faccio la mia prima assistenza alla ri cerco di insegnare al cliente a essere un
le due officine passa di tutto: Alfa Romeo Mille Miglia. A inizio anni ‘90 decido di de- giusto collezionista, a mantenere l’origi-
33 Stradale, Porsche 917, Lancia Stratos… dicarmi soltanto alla Regolarità dopo aver nalità e a fare collezionismo nella manie-
Appena finite le scuole, sono lì a tempo pie- notato che il mondo delle auto storiche è ra corretta. Incoraggio i miei clienti a non
[Link] |MARZO 2020 113
RIUNIONI APPASSIONANTI
In alto, due viste del rimessaggio con Lancia, Alfa Romeo, una
Bugatti e varie auto inglesi: molti clienti lasciano qui le proprie
auto in inverno in attesa della ripresa dell’attività. Al centro, la zona
del motorista, con i banchi da lavoro e gli scaffali con i ricambi. A
sinistra, la ricca biblioteca con manuali e pubblicazioni da cui trarre
informazioni preziose. Nella pagina a fianco, l’ufficio di Colpani,
un ampio spazio per le riunioni dall’arredamento decisamente
appassionante… Al momento della foto c’erano una BMW 507, la
scocca di una Porsche 911 S e una Siata 300 BC.
compromettere l’originalità delle vetture seguenza ma senza un vero motivo se non zi dell’epoca. Sarà un orgoglio vederla cor-
modificandole per renderle più affidabili”. quello speculativo”. rere”.
¢E a proposito di mercato anomalo, ¢Quali sono le auto che sei più fiero di ¢E per quanto riguarda i restauri co-
cosa ne pensi della bolla che è nata da curare o di aver restaurato negli ulti- me procedi generalmente, quale filoso-
qualche anno a questa parte, come ha mi anni? fia segui?
inciso sul mondo delle Porsche? “Tutte le Ferrari e le Maserati mi hanno da- “L’auto arriva da me più o meno completa, a
“In questo caso bisogna fare una distinzio- to soddisfazioni enormi, ma il piacere mag- seconda dell’ampiezza del restauro, e subi-
ne importante: se parliamo di 356, 718, 904, giore arriva dalle auto da corsa. Riportare to smontiamo tutta la meccanica e faccia-
906, 917 - tutti i modelli che hanno corso in forma un’auto da competizione degli an- mo lavare la scocca nuda con acqua ad al-
insomma – comprese le 911 dei primi an- ni ’50 o ’60, che magari ha corso e vinto al- ta pressione. Poi cominciamo il ripristino
ni ’70, meritano di avere valori elevati per- la Mille Miglia, alla Targa Florio, alla 24 Ore dei lamierati, dell’ossatura, della resisten-
ché hanno creato le basi della storia Por- di Le Mans o al vecchio Nürburgring è fan- za di torsione originale… un insieme di la-
sche, mentre i modelli successivi (a meno tastico; come l’Alfa TZ di Le Mans 1964, una vori che affido a lattonieri specializzati; ne
che non si parli di versioni R, RS, RSR o GT) delle tre ufficiali iscritte dal Portello. Ab- ho uno specifico per le 356 e un altro per le
come le 964, 993 o 996 per quanto valide e biamo svolto numerose ricerche per pre- 911. La più importante regola che ho impa-
bellissime da guidare sono sportive di pro- parare perfettamente la TZ per la prossima rato negli anni è che nei restauri bisogna
duzione, con un prezzo cresciuto di con- Le Mans Classic: la macchina ha tutti pez- avere l’umiltà di capire che non potrai co-
114 [Link] | MARZO 2020
noscere tutto di tutte le auto: le prime per- una prova su strada; infine l’ultima fase è ri- le sospensioni fissi, i carburatori Solex e il
sone da evitare come esterni sono quelli montare gli interni che il tappezziere ha rin- blocco motore in alluminio (da metà ‘67 di-
che ti dicono di essere in grado di lavorare novato. Tutto il processo necessita dai 10 ai venta in magnesio), mentre la carrozzeria è
su qualunque auto. Io con decenni di espe- 18 mesi di lavoro”. stata riverniciata con il Dolphin Grey origi-
rienza ho una conoscenza quassi comple- ¢Qual è uno dei lavori più interessanti nario. Poi c’è il restauro più recente, la Ma-
ta delle classiche e so di lavorare bene su che stai facendo in questi mesi? serati 200 Si: l’ha comprata un mio clien-
Ferrari e Maserati ma non posso accettare “Una Porsche 911 2.0 dell’Aprile del 1965, te un paio di anni fa negli Stati Uniti dove
qualunque marchio: non voglio fare espe- telaio numero 1505. È arrivata qui comple- ha corso per decenni oltre ad aver fatto di-
rienza sulla macchina di un cliente per poi tamente smontata e abbiamo cominciato i verse Mille Miglia. Anche questa era rossa
presentargli un conto salatissimo. Finito il lavori a primavera 2019, ma una volta ini- e noi abbiamo ripristinato la livrea origina-
risanamento della carrozzeria si fa un pre- ziato abbiamo scoperto che non era mai le americana, bianco con due righe dorate”.
assemblaggio (paraurti, fari, cromature ec- stata toccata, a parte il colore – era verni- ¢Progetti futuri?
cetera) per verificare le linee, poi si passa ciata di rosso – ma le lamiere erano tutte “Non a lungo termine: ho 62 anni e in qua-
alla verniciatura e nel frattempo in offici- originali e piuttosto sane, è stata una bella rant’anni ho dato tanto. Voglio provare a
na revisioniamo tutta la meccanica: moto- sorpresa visto che di solito il 40-45% del to- dedicarmi un po’ più a me stesso finché
re, cambio, freni, sospensioni, differenzia- tale in media viene sostituito. Essendo un sono tutto originale… non vorrei essere il
le e via dicendo e se tutto va bene si esegue esemplare del ‘65 ha ancora i montanti del- soggetto del prossimo restauro!”.
[Link] |MARZO 2020 115
TECNICA
FIAT LUX
La tecnologia dell’illuminazione applicata all’automobile è stata protagonista di un’evoluzione
affascinante e impensabile ai tempi delle lampade a carburo. Oggi si parla di laser…
DI ENRICO BARBANO
C
’erano una volta le candele. Non Tutto il contrario di oggi, che abbiamo au- pensando che negli anni ’70 sul rettilineo di
quelle dei motori, ma quelle dei tomobili potentissime anche sulle strade di Hunaudières già si superavano i 380 km/h,
fari. Cioè, delle luci. Insomma, tutti i giorni, e che hanno bisogno di tanta ma i fari erano poco più potenti di quelli
gli impianti di illuminazione (si luce e soprattutto tanto profonda, alle velo- delle auto di serie…
fa per dire) che equipaggiavano le prime cità che possono raggiungere. Dicono che I fari delle automobili hanno conosciuto,
carrozze automobili. Parliamo dei primor- l’automobilismo sportivo non abbia più la negli ultimi vent’anni, una crescita tecno-
di dell’automobilismo, ai tempi della prima funzione di far progredire le auto di serie: logica sensazionale: fari poliellissoidali, al-
Daimler, della prima Peugeot e della Ber- ditelo all’Audi, che pochi anni fa a Le Mans lo Xeno, a Led. Quest’ultima tecnologia in
nardi di Verona (le tre “prime auto” della ha collaudato la tecnologia laser per i fa- particolare ha rivoluzionato l’automobile,
storia): 1886, o giù di lì. Non c’erano fari, ri del suo prototipo super vincente. Oltre permettendo di modificare notevolmente
ma lanterne, con dentro la candela, appun- 400 metri di fascio luminoso: piuttosto im- l’estetica (non servono più i fari retrattili,
to. Data la velocità, l’importante era farsi portante, quando si viaggia a 110 metri al per fare un esempio banale) perché a pa-
vedere, più che vedere. secondo (e oltre). Il che fa venire i brividi, rità di potenza il led occupa uno spazio mi-
116 [Link] | MARZO 2020
TUNGSTENO
In apertura, la Mercedes 500 K (W29) del 1934
con luci Bilux: due luci in un solo riflettore
grazie al bulbo a doppio filamento. Sopra,
una lampadina con un filamento di tungsteno
resistente alle vibrazioni (1905). A destra, la
Fiat 3HP del 1899, nel periodo a cavallo tra le
candele e l’acetilene.
nuscolo rispetto a prima. E adesso è la vol- ma di riconoscimento tramite telecamera
ta del laser, che alcune casa stanno già ini- dei veicoli in avvicinamento frontale e ca-
ziando a montare sui modelli più costosi pace di escludere i Led che li inquadrano
della propria gamma. E così l’illuminazio- per evitarne l’abbagliamento, così come di
ne in chiave automobilistica sta conoscen- distinguerli da un masso o un animale va-
do la terza fase della propria storia e in bre- gante, che invece devono essere illumina-
vissimo arriverà anche la quarta: dal farsi ti di più.
vedere, al vedere, si è già passati al vede-
re adeguandosi alla presenza dell’altro, sia Dal carburo all’elettricità
esso pedone o altra automobile, e si inizia a Centoventi anni fa, invece, le candele. Pre-
pensare al vedere all’interno dell’auto, gra- sto (si fa per dire, ai primi del Novecen-
zie agli Oled con cui le luci potranno assu- to) sostituite dalle lampade ad acetilene, o
mere forme impensabili che diventeranno carburo: l’acetilene è infatti un idrocarburo
anche segnali luminosi utili all’auto a “co- semplice, gassoso, che usato in una lampa-
municare” con chi è a bordo; e anche con da produceva una luce molto maggiore del
chi è fuori, grazie a maniglie luminose, fa- petrolio, tanto da essere usata dai minato-
ri che formano figure, eccetera. Già ades- ri e ancora fino a poco tempo fa, dagli spe-
so sulle Audi top di gamma è disponibile la leologi. Sull’automobile, era ancora un mo-
tecnologia a matrice Led, dotata di un siste- do di farsi vedere, soltanto meglio di prima.
TUTTA ELETTRICA
Sopra, il faro elettrico della
nota ditta italiana Carello, che
nel 1912 avviò la produzione
di questi elementi per le
automobili. A destra, la
Mercedes Knight del 1921
è stata la prima automobile
prodotta in serie con un
impianto di luci elettriche
completo: fari anteriori e
luci di posizione anteriori
e posteriori, luci laterali
e indicatori di direzione
elettrici.
[Link] |MARZO 2020 117
ELLITTICHE
Tra le tante innovazioni di
Citroën, c’è quella dei fari
della DS nel 1967 (sopra):
quelli interni giravano insieme
allo sterzo, mentre gli esterni
basculanti adattavano il fascio
alle sollecitazioni della strada.
La XM del 1999 (a destra) aveva
un frontale molto affilato grazie
alle parabole ellittiche con una
resa superiore del 45% a parità
di superficie rispetto a quelle
normali. Al centro, una pubblicità
di lampadine Bilux del 1924.
All’inizio degli anni Dieci il carburo è sosti- pannaggio di pochissimi, monterà lampa- per avere altri progressi importanti nell’il-
tuito dall’elettricità: Philips produce lam- dine a doppio bulbo (anabbagliante e abba- luminazione automobilistica: è del 1955 il
padine con filamento di tungsteno già dal gliante in una sola lampada) che la ditta te- brevetto Bosch degli anabbaglianti asim-
1906, nel 1912 Carello produce in Italia il desca Osram produce già dal 1924. Tre an- metrici, che incrementano lo spazio illu-
portalampada elettrico mentre nel 1913 la ni prima un’altra Mercedes, la Knight, era minato da 60 metri a ben 85, in un colpo
Hispano Suiza monta un impianto Bosch la prima auto con impianto elettrico di il- solo; ancora una volta sarà una importan-
dotato di alternatore, regolatore, batteria, luminazione completo, con anche luci di te Mercedes, la 300 SL, la prima beneficia-
interruttori e fari. Con le lampade anabba- posizione, luci posteriori, laterali e indica- ria dell’innovazione, mentre nel 1968 la ber-
glianti si compie un grosso passo avanti, tori di direzione. E sarà ancora un’auto di linona 300 SEL 6.3 avrà fari anteriori doppi,
iniziando a illuminare la strada per vede- Stoccarda a montare, nel 1928, una lampa- con lampade alogene. La lampada alogena
re dove si mettono le ruote, e non soltan- da multifunzione posteriore, che incorpora è una variazione di quella a incandescenza,
to per farsi vedere; d’altra parte, la veloci- posizione e indicatore di direzione. nella quale il filamento di tungsteno lavora
tà dei veicoli è aumentata sensibilmente. A a temperatura molto più elevata del norma-
metà tra le due guerre, nel 1934, la Merce- Asimmetria le grazie alla presenza di gas di iodio (per-
des-Benz K500, modello di gran lusso ap- Si dovranno attendere gli anni Cinquanta ciò sono detti anche fari allo iodio), produ-
118 [Link] | MARZO 2020
LUCE A 400 METRI
L’Audi R18 TDI etron del 2014 ha portato al debutto alla 24 Ore di Le Mans la tecnologia di fari al laser,
abbinata a quelli a led. Il laser aumenta luminosità, precisione e diffusione della luce; per i piloti è stato
di grande aiuto nella guida notturna, non soltanto per illuminare più strada (si dice oltre 400 metri!) ad
alta velocità, ma anche per individuare meglio il punto di corda in curva.
cendo una luce molto più bianca e potente; LASER rie 3 e 6, 2003). Quest’ultima tecnologia re-
ciononostante la durata del filamento è as- Nel 2014 è stata BMW a montare per prima plica quanto visto 48 anni prima sulla Ci-
sai maggiore, fino al doppio rispetto a una il laser su un’auto di serie, per gli abbaglianti troën DS, sulla quale l’orientamento dei fa-
della i8. Subito dopo Audi ha presentato la R8
lampada non alogena. Inoltre evita l’anne- LMX con la stessa dotazione tecnica. ri era ottenuto con il movimento del volan-
rimento del vetro della lampadina con l’u- te, tramite un semplice sistema di corde.
so. La tecnologia dello iodio compare nel-
le auto da Rallye a inizio del decennio, ed Full-Led
è subito mutuata nella produzione di serie Dopodiché sarà la volta dei fari agli infra-
sulle sportive più prestigiose, che monta- rossi (Mercedes, 2005), delle luci posterio-
no, come quelle da competizioni, fari sup- ri full-Led (Jaguar, 2007), seguite da quel-
plementari alogeni sui paraurti. le anteriori full-Led con impianto intera-
mente elettronico, in cui la luce è prodotta
Xeno e gestita interamente da chip e centralina,
Da qui per parecchio tempo l’unica innova- montato sull’Audi R8 del 2008.
zione sarà nelle lampadine con un solo bul- Il passo successivo nella tecnologia è l’in-
bo e due filamenti per il modo anabbaglian- grazie anche al controllo elettronico: la lu- tegrazione del full-Led con l’adattamento
te e abbagliante, nei primi anni Settanta, fi- ce prodotta ha una resa simile a quella del del fascio luminoso alle condizioni esterne
no al 1986 quando sulla BMW Serie 7 com- giorno e il fascio luminoso copre 125 metri (per esempio abbassare la potenza in pre-
pariranno per la prima volta i fari poliellis- in modalità anabbagliante e fino a 250 me- senza di un’auto proveniente in senso con-
soidali, che al posto della parabola clas- tri con l’abbagliante. trario, Audi A7 del 2010) e il collegamen-
sica hanno tre lenti asferiche interne, po- Da qui in avanti la tecnologia subisce un’ac- to dell’impianto di illuminazione ai sistemi
ste in modo da creare più ellissi con il bul- celerazione incredibile che ha riflessi an- di sicurezza dell’auto, anche con telecame-
bo della lampadina al centro. Il grosso pas- che sul design delle automobili: arrivano re, per prevenire l’investimento dei pedoni
so avanti avverrà con i fari allo Xeno, altro le luci posteriori a led che seguono la linea (Mercedes, 2011), fino ad arrivare alla tec-
gas con funzione simile allo iodio ma in un della coda e incorporano indicatori di dire- nologia laser di cui sopra, passando per si-
contesto tecnologico differente. Siamo nel zione, posizione e stop (Maserati 3200 GT, stemi di riflessione della luce che consen-
1991 e le auto che adottano questa tecno- 1997), luci posteriori neon (BMW Z8, 2001) tono di ridurre l’energia usata a parità di lu-
logia montano lampade capaci di soppor- e i fari anteriori con la lampada che si orien- ce prodotta, con… l’occhio già rivolto alle
tare una scarica elettrica ad alta intensità, ta nella direzione utile alla guida (BMW se- automobili ibride ed elettriche.
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Gli Speciali di Motociclismo 1/2020 - bimestrale
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ISSN 1123-9727
Cosa dice Dalla progettazione Elenco dei
la legge alla verniciatura preparatori d’Italia
STORIE, CURIOSITÀ E PROVE:
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IL MERCATO DELLE OCCASIONI
In ciascuna inserzione Digitate il link direttamente Qui troverete le informazioni
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veicolo di riferimento.
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Alfa Romeo 1.6 Spider (1984) Alfa Romeo 2000 Berlina (1976) Alfa Romeo 2000 Sprint (1961)
Potenza: 105 CV - Km: 39900 - Prezzo: 19500 Euro Potenza: 132 CV - Km: 20000 - Prezzo: 17500 Euro Potenza: 115 CV - Km: 68400 - Prezzo: 47000 Euro
Venditore: Commerciante Venditore: Commerciante Venditore: Privato
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Alfa Romeo Alfasud 1.2 ti (1982) Alfa Romeo Alfasud Sprint (1978) Alfa Romeo Alfetta 1.8 (1973)
Potenza: 68 CV - Km: 5900 - Prezzo: 7900 Euro Potenza: 75 CV - Km: 154800 - Prezzo: 10500 Euro Potenza: 122 CV - Km: 73000 - Prezzo: 16000 Euro
Venditore: Commerciante Venditore: Privato Venditore: Privato
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Alfa Romeo Alfetta GT 1.6 (1977) Alfa Romeo Alfetta GTV 2.0 (1981) Alfa Romeo Alfetta GTV 2.0 (1981)
Potenza: 108 CV - Km: N/D - Prezzo: 12000 Euro Potenza: 131 CV - Km: 113000 - Prezzo: 12000 Euro Potenza: 180 CV - Km: 10 - Prezzo: 34000 Euro
Venditore: Privato Venditore: Privato Venditore: Privato
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Alfa Romeo Giulia 1600 Super Biscione (1969) Alfa Romeo Giulia GT 1300 Junior (1969) Alfa Romeo Giulia GT 1300 Junior (1973)
Potenza: 103 CV - Km: 19500 - Prezzo: 50000 Euro Potenza: 89 CV - Km: 80902 - Prezzo: 37500 Euro Potenza: 89 CV - Km: 43361 - Prezzo: 28500 Euro
Venditore: Privato Venditore: Privato Venditore: Commerciante
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Alfa Romeo Giulietta Sprint (1961) Alfa Romeo Giulietta TI (1959) Alpine A 110 1100 Berlinette (1969)
Potenza: 80 CV - Km: N/D - Prezzo: 54000 Euro Potenza: 65 CV - Km: 20834 - Prezzo: 24900 Euro Potenza: 70 CV - Km: N/D - Prezzo: 90000 Euro
Venditore: Privato Venditore: Commerciante Venditore: Privato
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122 [Link] | MARZO 2020
Il mercato delle occasioni
Alpine A 110 1600 S (1970) Aston Martin V8 (1972) Aston Martin V8 Vantage (1983)
Potenza: 150 CV - Km: N/D - Prezzo: 120000 Euro Potenza: 345 CV - Km: 102144 - Prezzo: 215970 Euro Potenza: 430 CV - Km: N/D - Prezzo: 275969 Euro
Venditore: Privato Venditore: Commerciante Venditore: Commerciante
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Aston Martin V8 Vantage (1985) Aston Martin V8 Vantage V550 (1997) Aston Martin Vantage V600 (1996)
Potenza: 430 CV - Km: 13841 - Prezzo: 336487 Euro Potenza: 550 CV - Km: 23175 - Prezzo: 254842 Euro Potenza: 608 CV - Km: 51500 - Prezzo: 330136 Euro
Venditore: Commerciante Venditore: Commerciante Venditore: Commerciante
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Austin-Healey Sprite Mk I (1959) Barkas P3 (1964) BMW 501/6 (1958)
Potenza: 44 CV - Km: N/D - Prezzo: 23000 Euro Potenza: 75 CV - Km: N/D - Prezzo: 14900 Euro Potenza: 72 CV - Km: 113000 - Prezzo: 42000 Euro
Venditore: Privato Venditore: Privato Venditore: Commerciante
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BMW 525 (1977) BMW 700 (1962) BMW Z3 M 3.2 (1999)
Potenza: 150 CV - Km: 121000 - Prezzo: 15900 Euro Potenza: 30 CV - Km: 56700 - Prezzo: 12000 Euro Potenza: 321 CV - Km: 148000 - Prezzo: 48000 Euro
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Chevrolet Corvette Convertible (1988) Citroën CX 20 (1984) Citroën D Super 5 (1974)
Potenza: 243 CV - Km: 33500 - Prezzo: 28000 Euro Potenza: 106 CV - Km: 82200 - Prezzo: 16800 Euro Potenza: 106 CV - Km: 85000 - Prezzo: 23000 Euro
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Citroën Mehari (1980) Citroën Traction Avant 11 B (1954) Citroën Traction Avant 11 BN Normale (1954)
Potenza: 30 CV - Km: 30 - Prezzo: 10000 Euro Potenza: 56 CV - Km: N/D - Prezzo: 21000 Euro Potenza: 56 CV - Km: N/D - Prezzo: 13000 Euro
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Datsun 240 Z (1973) Facel Vega Facel III (1963) Ferrari 208 GT4 (1975)
Potenza: 151 CV - Km: 1 - Prezzo: 19950 Euro Potenza: 108 CV - Km: 40000 - Prezzo: 67563 Euro Potenza: 170 CV - Km: 103820 - Prezzo: 45950 Euro
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Ferrari Mondial 3.2 (1987) Ferrari Mondial Quattrovalvole (1982) FFR Type 65 Coupé (1965)
Potenza: 271 CV - Km: 60000 - Prezzo: 36000 Euro Potenza: 240 CV - Km: 57000 - Prezzo: 45000 Euro Potenza: 450 CV - Km: 7500 - Prezzo: 79900 Euro
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FIAT 1100 B (1948) FIAT 1100 T (1958) FIAT 127 (1972)
Potenza: 35 CV - Km: N/D - Prezzo: 15000 Euro Potenza: 38 CV - Km: 70000 - Prezzo: 17500 Euro Potenza: 47 CV - Km: 124521 - Prezzo: 5500 Euro
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FIAT 128 (1970) FIAT 130 Coupé (1972) FIAT 2300 Coupe (1964)
Potenza: 55 CV - Km: 43000 - Prezzo: 6900 Euro Potenza: 165 CV - Km: 99000 - Prezzo: 14000 Euro Potenza: 105 CV - Km: 34823 - Prezzo: 28500 Euro
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124 [Link] | MARZO 2020
Il mercato delle occasioni
FIAT 2300 S Coupé (1965) FIAT 238 - 1200 (1971) FIAT 500 D (1963)
Potenza: 136 CV - Km: 835 - Prezzo: 48500 Euro Potenza: 44 CV - Km: N/D - Prezzo: 12000 Euro Potenza: 18 CV - Km: 5000 - Prezzo: 10000 Euro
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FIAT 500 L (1970) FIAT 500 L (1970) FIAT 500 L Baldi “Tilly” (1974)
Potenza: 18 CV - Km: N/D - Prezzo: 3800 Euro Potenza: 18 CV - Km: N/D - Prezzo: 3500 Euro Potenza: 18 CV - Km: 45000 - Prezzo: 14000 Euro
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FIAT 508 Balilla Serie 1 (1949) FIAT 600 D Multipla (1966) FIAT 600 Ghia “Jolly” (1963)
Potenza: 12 CV - Km: N/D - Prezzo: 26000 Euro Potenza: 31 CV - Km: N/D - Prezzo: 25000 Euro Potenza: 31 CV - Km: N/D - Prezzo: 27000 Euro
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FIAT 850 Coupe (1965) FIAT Dino Coupe (1967) FIAT Pininfarina Spideramerica (1978)
Potenza: 49 CV - Km: 74296 - Prezzo: 10000 Euro Potenza: 160 CV - Km: 89600 - Prezzo: 49500 Euro Potenza: 105 CV - Km: 120000 - Prezzo: 8500 Euro
Venditore: Commerciante Venditore: Privato Venditore: Commerciante
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FIAT X 1/9 (1982) Ford Modell A (1930) Ford Modell T (1922)
Potenza: 85 CV - Km: 18900 - Prezzo: 12000 Euro Potenza: 40 CV - Km: N/D - Prezzo: 23800 Euro Potenza: 20 CV - Km: 100 - Prezzo: 22700 Euro
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Ford Modell T C-Cab (1912) Ford OSI 2000 S (1967) Ford Torino GT 302 (1968)
Potenza: 20 CV - Km: N/D - Prezzo: 33880 Euro Potenza: 90 CV - Km: 85958 - Prezzo: 50000 Euro Potenza: 210 CV - Km: N/D - Prezzo: 35000 Euro
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Intermeccanica Italia (1970) Jaguar E-Type 3.8 (1964) Jaguar E-Type 4.2 (1967)
Potenza: 314 CV - Km: 30 - Prezzo: 159000 Euro Potenza: 265 CV - Km: N/D - Prezzo: 179000 Euro Potenza: 269 CV - Km: 80468 - Prezzo: 85000 Euro
Venditore: Privato Venditore: Privato Venditore: Privato
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Jaguar XJ 12 (1981) Jaguar XJS 5.3 V12 (1995) Lancia Ardea (1951)
Potenza: 287 CV - Km: 177220 - Prezzo: 4900 Euro Potenza: 281 CV - Km: 39000 - Prezzo: 29900 Euro Potenza: 28 CV - Km: 80000 - Prezzo: 14900 Euro
Venditore: Privato Venditore: Privato Venditore: Commerciante
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Lancia Augusta (1933) Lancia Augusta (1935) Lancia Beta Montecarlo Spider (1976)
Potenza: 35 CV - Km: N/D - Prezzo: 25000 Euro Potenza: 35 CV - Km: 5000 - Prezzo: 32000 Euro Potenza: 120 CV - Km: 116000 - Prezzo: 14999 Euro
Venditore: Privato Venditore: Privato Venditore: Commerciante
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Lancia Delta 1.6 HF (1991) Lancia Flavia 1.8 (Pininfarina) (1965) Lancia Fulvia (1963)
Potenza: 140 CV - Km: 132000 - Prezzo: 12000 Euro Potenza: 92 CV - Km: 120000 - Prezzo: 12000 Euro Potenza: 58 CV - Km: N/D - Prezzo: 5000 Euro
Venditore: Commerciante Venditore: Commerciante Venditore: Privato
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126 [Link] | MARZO 2020
Il mercato delle occasioni
Lancia Fulvia 2C (1966) Lancia Fulvia Coupe (1975) Lancia Fulvia Montecarlo (1972)
Potenza: 90 CV - Km: 50000 - Prezzo: 8000 Euro Potenza: 90 CV - Km: 20000 - Prezzo: 16000 Euro Potenza: 90 CV - Km: 47000 - Prezzo: 20600 Euro
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Lancia Stratos HF Stradale (1974) Land Rover 88 (1983) Land Rover Defender 110 (1995)
Potenza: 195 CV - Km: 68000 - Prezzo: 379900 Euro Potenza: 77 CV - Km: 80000 - Prezzo: 13000 Euro Potenza: 113 CV - Km: 102999 - Prezzo: 21384 Euro
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Land Rover Range Rover Classic Vogue SEi (1992) Lombardi Grand Prix 850 (1970) Mercedes-Benz 170 Va (1950)
Potenza: 182 CV - Km: 144000 - Prezzo: 19800 Euro Potenza: 47 CV - Km: 24000 - Prezzo: 28000 Euro Potenza: 52 CV - Km: N/D - Prezzo: 27999 Euro
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Mercedes-Benz 190 SL (1959) Mercedes-Benz 200 (1980) Mercedes-Benz 200 D (1989)
Potenza: 105 CV - Km: 62000 - Prezzo: 125500 Euro Potenza: 109 CV - Km: 107000 - Prezzo: 7500 Euro Potenza: 72 CV - Km: 125000 - Prezzo: 5800 Euro
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Mercedes-Benz 220 SE b (1964) Mercedes-Benz 250 SL (1968) Mercedes-Benz 280 SE 3,5 (1971)
Potenza: 120 CV - Km: 56500 - Prezzo: 54500 Euro Potenza: 150 CV - Km: 37688 - Prezzo: 79800 Euro Potenza: 200 CV - Km: 10970 - Prezzo: 19999 Euro
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[Link] |MARZO 2020 127
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Mercedes-Benz 280 SL (1981) Mercedes-Benz 280 SL (1983) Mercedes-Benz CLK 230 Kompressor (1999)
Potenza: 185 CV - Km: 135834 - Prezzo: 31900 Euro Potenza: 185 CV - Km: 102000 - Prezzo: 42000 Euro Potenza: 193 CV - Km: 41500 - Prezzo: 12990 Euro
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Mercedes-Benz Unimog 30 (1957) Mercedes-Benz Unimog 404 S (1961) MG Midget (1966)
Potenza: 30 CV - Km: 2554 - Prezzo: 29500 Euro Potenza: 58 CV - Km: 55611 - Prezzo: 9500 Euro Potenza: 59 CV - Km: N/D - Prezzo: 17500 Euro
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MG TD Midget (1952) Morgan 4/4 Serie I Special (1939) Morris Mini Traveller (1966)
Potenza: 54 CV - Km: N/D - Prezzo: 32700 Euro Potenza: 40 CV - Km: 99999 - Prezzo: 49000 Euro Potenza: 80 CV - Km: N/D - Prezzo: 9900 Euro
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Pontiac Firebird 400 Convertible (1968) Pontiac Firebird TransAm (1978) Pontiac Firebird TransAm Super Duty 455 (1974)
Potenza: 345 CV - Km: N/D - Prezzo: 45000 Euro Potenza: 188 CV - Km: N/D - Prezzo: 17900 Euro Potenza: 290 CV - Km: N/D - Prezzo: 110272 Euro
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Porsche 356 A 1600 S (1957) Porsche 356 B 1600 Super 90 (1963) Porsche 911 2.7 (1974)
Potenza: 75 CV - Km: 19111 - Prezzo: 175000 Euro Potenza: 90 CV - Km: 182260 - Prezzo: 95000 Euro Potenza: 150 CV - Km: 64500 - Prezzo: 28000 Euro
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128 [Link] | MARZO 2020
Il mercato delle occasioni
Porsche 911 SC 3.0 (1978) Renault R 4 GTL (1990) Rolls-Royce Phantom VII (2008)
Potenza: 180 CV - Km: 9843 - Prezzo: 59800 Euro Potenza: 34 CV - Km: 140000 - Prezzo: 5990 Euro Potenza: 460 CV - Km: 64116 - Prezzo: 99500 Euro
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Rover 3,5 Liter Coupe (1969) Simca Fiat 508 Balilla Serie 2 (1936) Toyota Land Cruiser BJ 40 (1977)
Potenza: 184 CV - Km: 35420 - Prezzo: 23900 Euro Potenza: 20 CV - Km: 8000 - Prezzo: 15000 Euro Potenza: 76 CV - Km: 170000 - Prezzo: 26000 Euro
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Toyota Land Cruiser BJ 40 (1978) Triumph 2000 Roadster (1949) Triumph TR 2 (1955)
Potenza: 76 CV - Km: 145700 - Prezzo: 29800 Euro Potenza: 68 CV - Km: N/D - Prezzo: 35000 Euro Potenza: 90 CV - Km: 104608 - Prezzo: 28500 Euro
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Volkswagen Käfer 1200 Export “Dickholmer” (1962) Volkswagen Karmann Ghia 1600 (1973) Volkswagen Karmann Ghia 1600 (1974)
Potenza: 34 CV - Km: 18900 - Prezzo: 23900 Euro Potenza: 48 CV - Km: 31631 - Prezzo: 29900 Euro Potenza: 50 CV - Km: 23951 - Prezzo: 37950 Euro
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Volkswagen T3 Kastenwagen 1.6 D (1985) Volvo 245 Super Polar (1992) Willys-Overland Modell 91 (1921)
Potenza: 53 CV - Km: 53457 - Prezzo: 9900 Euro Potenza: 113 CV - Km: 199970 - Prezzo: 5900 Euro Potenza: 27 CV - Km: N/D - Prezzo: 26770 Euro
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[Link] |MARZO 2020 129
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PILOTI
• Tonino Benelli
• Les Archer
• Colin Seeley
PERSONAGGIO
• Benito Battilani e la Motor Valley
STRADALI
• Sertum 250 VT Sport e VT-4
COMPETIZIONE
• Duckhams Norton 588
FURISTRADA
• Fiamme Oro nel Cross (1954-1965)
p.i.07/02/2020 ISSN 1123-4571
GPz 550
regina delle “medie”
LE QUOTAZIONI
IL MERCATO DELLE CLASSICHE
LEGENDA
PER OGNI MODELLO SONO INDICATI:
✓ Periodo di produzione
In queste pagine Automobilismo d’Epoca presenta il listino delle automobili più signi-
B ✓ Cilindrata e potenza
✓ Valore di mercato
✓ Interesse tecnico: indica il valore del mo-
ficative vendute in Europa dal dopoguerra fino agli anni ’[Link] quotazioni sono state dello e la sua importanza relativamente all’in-
messe a punto da un gruppo di esperti e consulenti che hanno fatto riferimento, mo- troduzione o al miglioramento di specifiche ca-
ratteristiche tecniche, all’avanguardia nel perio-
dello per modello, agli effettivi valori di acquisto e di vendita registrati nel corso degli
do di produzione
ultimi 12 mesi. Per corrispondere al valore indicato, la vettura deve essere marcian- ✓ Interesse storico: indica l’importanza che
te, in possesso di targa e documenti originali e in condizioni di conformità sia mec-
canica, sia di carrozzeria e interni, rispetto al modello d’[Link] caso di difformità
尷 lo specifico modello ha rivestito nel costume
dell’epoca e la sua maggiore o minore appe-
da quanto sopra indicato o di necessità di interventi impegnativi e costosi la quota- tibilità oggi sul mercato dei veicoli da collezione
✓ Tendenza: ovvero stima dell’andamento del-
zione può scendere fino a valori prossimi a zero, mentre per esemplari in condizioni di
particolare conservazione il valore può aumentare anche del 50%. € le quotazioni per i prossimi 6 - 12 mesi
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
ABARTH (Italia) 1900 Super Sprint 2a / 3a serie 1954/56 1975 / 115 86.000 „„„ „„„ =
MONOMILLE 1900 M AR/51 - AR/52 Matta 1951/59 1884 / 65 20.000 „„ „„ =
Monomille Scorpione 1961/62 982 / 60 45.000 „„„ „„ = GIULIETTA E DERIVATE
Monomille GT 1962/65 982 / 60 48.000 „„„ „„ = Giulietta 1955/59 1290 / 50 16.000 „„ „„ =
DERIVATE FIAT 500 Giulietta TI 1957/59 1290 / 65 18.000 „„„ „„ =
500 derivazione Abarth 1957/63 479 / 22 20.000 „„„ „„„ + Giulietta 2a serie 1959/61 1290 / 53 14.000 „„ „„ =
595 D / F / L 1963/71 594 / 27 23.000 „„„ „„ + Giulietta TI 2a serie 1959/61 1290 / 65 15.500 „„„ „„ =
595 D / F / L SS 1964/71 594 / 32 26.000 „„„ „„„ + Giulietta 3a serie 1961/65 1290 / 62 13.000 „„ „„ =
695 D / F 1964/66 689 / 30 30.000 „„„ „„ + Giulietta TI 3a serie 1961/65 1290 / 74 14.500 „„„ „„ =
695 D / F / L SS 1964/71 689 / 38 37.000 „„„ „„„ + Giulietta Sprint 1954/59 1290 / 65 60.000 „„„ „„„ =
695 F SS Assetto Corsa 1965/71 689 / 38 40.000 „„„ „„„ + Giulietta Sprint Veloce 1956/59 1290 / 80 47.000 „„„ „„„ =
500 coupé Zagato 1957/59 479 / 23 59.000 „„„ „„ + Giulietta Sprint 2a serie 1959/62 1290 / 79 39.000 „„„ „„„ =
DERIVATE FIAT 600 Giulietta Sprint Veloce 2a serie 1959/62 1290 / 96 53.000 „„„ „„„ =
850 TC 1960/66 847 / 52 30.000 „„„ „„„ + 1300 Sprint 1964/65 1290 / 79 36.500 „„„ „„ =
850 TC Nürburgring Corsa 1962/66 847 / 57 35.000 „„„ „„„ + Giulia Sprint 1962/65 1570 / 91 41.000 „„„ „„ =
1000 TC 1962/66 982 / 60 39.000 „„„ „„„ + Giulietta Spider 1956/59 1290 / 65 54.000 „„„ „„„ =
1000 TC Corsa 1962/66 982 / 88 55.000 „„„ „„„ + Giulietta Spider Veloce 1956/59 1290 / 80 60.000 „„„ „„„ =
750 coupé Zagato 1956/62 747 / 44 70.000 „„„ „„ + Giulietta Spider 2a serie 1959/61 1290 / 79 52.000 „„„ „„„ =
750 spider Zagato 1956/62 747 / 44 88.000 „„„ „„ + Giulietta Spider Veloce 2a serie 1959/61 1290 / 96 54.000 „„„ „„„ =
DERIVATE FIAT 850 Giulietta Spider 3a serie 1961/62 1290 / 79 49.000 „„„ „„„ =
OT 850 1964/68 847 / 52 16.000 „„„ „„ + Giulietta Spider Veloce 3a serie 1961/62 1290 / 96 60.000 „„„ „„„ =
OT 1000 1964/68 982 / 60 18.000 „„„ „„ + Giulia Spider 1962/64 1570 / 90 44.000 „„„ „„„ =
OT 1000 coupé 1965/71 982 / 60 27.000 „„„ „„ + Giulia Spider Veloce 1964/65 1570 / 112 59.000 „„„ „„„ =
OTR 1000 coupé 1965/71 982 / 74 38.000 „„„ „„„ + Giulietta SS 1958/62 1290 / 100 77.000 „„„ „„„ =
OTS 1000 coupé 1966/71 982 / 80 29.000 „„„ „„„ + Giulietta SZ 1960/61 1290 / 100 220.000 „„„ „„„ =
1000 radiale 1966/71 982 / 90 50.000 „„„ „„„ + Giulietta SZ coda tronca 1961/63 1290 / 100 280.000 „„„ „„„ =
OT 1300 1966/71 1280 / 75 28.000 „„„ „„„ + Giulia SS 1962/65 1570 / 112 78.000 „„„ „„„ =
DERIVATE SIMCA 2000 / 2600 E DERIVATE
Simca 1300 1961/66 1288 / 125 150.000 „„„ „„„ + 2000 berlina 1957/62 1975 / 105 14.000 „„ „ =
Simca 2000 1964/66 1946 / 185 180.000 „„„ „„„ + 2000 Sprint 1959/62 1975 / 115 30.000 „„ „„ =
AC (Regno Unito) 2000 Spider 1957/62 1975 / 115 56.000 „„ „„ =
2600 berlina 1962/68 2584 / 130 16.000 „„ „ =
2-LITRE 2600 Sprint 1962/66 2584 / 145 42.000 „„ „„ =
2-Litre 2p / 4p 1947/58 1991 / 75 45.000 „ „ = 2600 Spider 1962/66 2584 / 145 70.000 „„ „„ =
2-Litre coupé 1947/58 1991 / 75 54.000 „ „ = 2600 SZ 1963/66 2584 / 145 160.000 „„„ „„„ =
ACE E DERIVATE GIULIA BERLINA E DERIVATE
Ace / Aceca 1953/56 1991 / 90 70.000 „ „„ = Giulia TI 1962/66 1570 / 90 14.000 „„ „„ +
Ace / Aceca 2.0 Bristol 1956/61 1971 / 120 100.000 „ „„ = Giulia 1600 TI 1966/68 1570 / 90 13.000 „„„ „„ +
Ace / Aceca 2.6 Ford 1961/64 2553 / 170 85.000 „ „„ = Giulia Super 1965/72 1570 / 98 12.000 „„„ „„ +
Greyhound 2.0 Bristol 1956/61 1971 / 120 55.000 „ „„ = Giulia 1600 S 1968/70 1570 / 96 10.000 „„„ „„ +
Greyhound 2.6 Ford 1961/64 2553 / 170 55.000 „ „„ = Giulia TI Super 1963/64 1570 / 112 38.000 „„„ „„„ +
COBRA E DERIVATE Giulia 1300 1964/72 1290 / 80 9.000 „„ „„ +
Cobra 260 1962/63 4261 / 265 480.000 „„„ „„„ = Giulia 1300 TI 1966/72 1290 / 85 10.000 „„„ „„ +
Cobra 289 1963/68 4727 / 270 890.000 „„„ „„„ = Giulia 1300 Super 1970/72 1290 / 88 10.500 „„„ „„ +
Cobra 427 1964/65 6984 / 425 750.000 „„„ „„„ = Giulia Super 1.3 1972/74 1290 / 88 9.000 „„ „„ =
Cobra 427 s/c 1964/65 6984 / 480 750.000 „„„ „„„ = Giulia Super 1.6 1972/74 1570 / 104 10.000 „„ „„ =
Cobra 428 1965/66 6997 / 390 550.000 „„„ „„„ = Nuova Super 1.3 1974/77 1290 / 88 7.000 „„ „ =
427 coupé / convertibile 1965/67 6997 / 350 300.000 „„„ „„„ = Nuova Super 1.6 1974/77 1570 / 104 8.000 „„ „ =
428 coupé / convertibile 1967/73 7016 / 345 250.000 „„„ „„„ = Nuova Super Diesel 1976/78 1760 / 50 5.000 „„„ „„ =
ALFA ROMEO (Italia) Giulia TI giardinetta Colli 1963/68 1570 / 90 21.000 „„ „„„ =
1900 E DERIVATE 1750 1968/74 1779 / 114 10.000 „„ „„ =
1900 1951/54 1884 / 80 26.000 „„ „„ = 2000 1971/74 1962 / 131 10.000 „„ „„ =
1900 TI 1952/54 1884 / 90 30.000 „„„ „„ = 2000 2a serie 1974/76 1962 / 128 9.500 „„ „„ =
1900 Super 1954/59 1975 / 90 32.000 „„ „„ = GIULIA GT E DERIVATE
1900 TI Super 1954/59 1975 / 115 110.000 „„„ „„ = Giulia Sprint GT 1963/66 1570 / 106 26.000 „„ „„ =
1900 Sprint 1a / 2a serie 1952/54 1884 / 90 120.000 „„„ „„„ = Giulia Sprint GT Veloce 1965/68 1570 / 110 27.500 „„ „„ =
132 [Link] | MARZO 2020
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
Giulia Sprint GTA 1965/67 1570 / 115 155.000 „„„ „„„ = Alfetta Gtv 2.0 L 1978/80 1962 / 130 9.000 „„„ „„ +
GTA 1300 Junior 1968/75 1290 / 96 130.000 „„„ „„„ = Alfetta Gtv Turbodelta 1979/80 1962 / 150 20.000 „„„ „„„ +
Giulia GTC 1965/66 1570 / 106 44.000 „„ „„ = Gtv 2.0 1980/83 1962 / 130 6.500 „ „„ =
Giulia GT 1300 Junior 1966/71 1290 / 88 15.000 „„ „„ = Gtv 6 2.5 1980/83 2492 / 158 9.000 „„„ „„„ +
1750 GT Veloce 1967/69 1779 / 114 24.000 „„„ „„ = Gtv 2.0 rst 1983/87 1962 / 130 6.500 „ „„ =
1750 GT Veloce 2a serie 1969/71 1779 / 114 21.000 „„„ „„ = Gtv 6 2.5 rst 1983/87 2492 / 160 8.000 „„„ „„ =
GT 1300 Junior 1971/74 1290 / 88 15.000 „„ „„ = ALFA 6
GT 1600 Junior 1971/74 1570 / 109 16.000 „„ „„ = Alfa 6 1979/83 2492 / 158 7.500 „„„ „„ =
GT 1300 Junior unificato 1974/76 1290 / 88 14.000 „„ „„ = Alfa 6 Quadrifoglio Oro 1983/87 2492 / 158 6.500 „„„ „„ =
GT 1600 Junior unificato 1974/76 1570 / 109 15.000 „„ „„ = NUOVA GIULIETTA
2000 GTV 1971/76 1962 / 132 35.000 „„„ „„ = Giulietta 1.3 1978/83 1357 / 95 5.000 „ „„ +
Giulia TZ 1963/65 1570 / 113 400.000 „„„ „„„ = Giulietta 1.6 1978/83 1570 / 109 6.000 „„ „„ +
Giulia TZ2 1965/67 1570 / 113 1.200.000 „„„ „„„ = Giulietta 1.8 1979/83 1779 / 122 7.000 „„ „„ +
Montreal 1970/77 2593 / 197 42.000 „„„ „„ = Giulietta 2.0 Ti 1981/83 1962 / 130 8.000 „„ „„ +
DUETTO E DERIVATE Giulietta 1.6 2a serie 1983/86 1570 / 109 5.000 „„ „„ +
Duetto 1966/69 1570 / 110 28.000 „„ „„ = Giulietta 1.8 2a serie 1983/86 1779 / 122 6.000 „„ „„ +
1300 Spider Junior 1968/69 1290 / 88 24.000 „„ „„ = Giulietta 2.0 2a serie 1983/86 1962 / 130 7.000 „„ „„ +
1750 Spider Veloce 1967/69 1779 / 114 26.000 „„ „„ = Giulietta 2.0 Turbo Autodelta 1983/84 1962 / 170 20.000 „„„ „„„ +
1300 Spider Junior coda tronca 1969/77 1290 / 88 13.000 „„ „„ = ALFA 33 BERLINA
1600 Spider Junior coda tronca 1972/77 1570 / 109 14.000 „„ „„ = Alfa 33 1.3 1983/86 1351 / 79 2.000 „„ „ +
1750 Spider Veloce coda tronca 1969/73 1779 / 114 18.000 „„ „„ = Alfa 33 Quadrifoglio Oro 1983/86 1490 / 95 5.000 „„ „ +
2000 Spider Veloce coda tronca 1971/77 1962 / 131 19.500 „„ „„ = Alfa 33 Quadrifoglio Verde 1984/86 1490 / 105 6.000 „„ „ +
1600 Spider Veloce unificato 1977/82 1570 / 104 13.000 „ „„ = Alfa 33 1.5 4x4 1984/86 1490 / 95 5.000 „„ „ +
2000 Spider Veloce unificato 1977/82 1962 / 128 15.500 „ „„ = Alfa 33 1.5 TI rst 1986/90 1490 / 105 5.500 „ „ +
Spider 1.6 aerodinamica 1982/86 1570 / 104 11.000 „ „„ = Alfa 33 1.7 IE 1988/90 1712 / 110 6.000 „„ „ +
Spider 2.0 aerodinamica 1982/86 1962 / 128 12.000 „ „„ = Alfa 33 Quadrifoglio Verde rst 1986/90 1712 / 118 7.500 „„ „ +
Spider 1.6 aerodinamica 2a serie 1986/89 1570 / 104 9.000 „ „„ = Alfa 33 1.5 4x4 rst 1986/90 1490 / 105 4.500 „„ „ +
Spider 2.0 aerodinamica 2a serie 1986/89 1962 / 128 10.000 „ „„ = ALFA 75 E DERIVATE
Spider 2.0 Quadrifoglio Verde 1986/89 1962 / 128 10.500 „ „„ = Alfa 75 1.6/1.8/2.0 1985/88 1570 / 110 6.000 „„ „ =
Spider 1.6 IV serie 1989/93 1570 / 109 14.000 „„ „„ = Alfa 75 2.0 Twin Spark 1987/88 1962 / 146 9.000 „„ „ =
Spider 2.0 IV serie 1989/93 1962 / 128 12.000 „„ „„ = Alfa 75 1.8 turbo America 1986/88 1779 / 155 9.000 „„„ „„ =
Spider 2.0 IE IV serie 1989/95 1962 / 128 12.000 „„ „„ = Alfa 75 1.8 turbo Evoluzione 1987/88 1762 / 155 16.000 „„„ „„ =
Junior Z 1969/76 1290 / 88 40.000 „„ „„ = Alfa 75 2.5 V6 Quad. Verde 1985/88 2492 / 156 13.000 „„„ „„ =
1600 Z 1972/76 1570 / 109 50.000 „„ „„ = Alfa 75 3.0 V6 America 1987/88 2959 / 185 15.000 „„„ „„ =
ALFASUD BERLINA Alfa 75 2.0 Twin Spark rst 1988/92 1962 / 148 7.000 „„ „ =
Alfasud 1971/75 1186 / 63 5.000 „„ „ = Alfa 75 1.8 turbo Q.V. rst 1988/90 1779 / 155 9.000 „„„ „„ =
Alfasud ti 1973/76 1186 / 68 6.500 „„ „„ = Alfa 75 3.0 V6 rst 1988/90 2959 / 186 15.000 „„„ „„ =
Alfasud N / L / L 5m 1975/80 1186 / 63 3.000 „ „ = SZ 1989/94 2959 / 192 75.000 „„„ „„„ =
Alfasud ti 1.3 1976/78 1286 / 76 6.500 „„ „„ = RZ 1989/94 2959 / 192 67.000 „„„ „„„ =
Alfasud Super 1.2-1.3 1978/80 1186 / 68 2.500 „ „ = ALTRI MODELLI
Alfasud Super 1.5 1979/80 1490 / 85 2.500 „ „ = Dauphine 1960/64 845 / 27 5.000 „ „ =
Alfasud ti 1.3 1978/80 1351 / 79 4.500 „„ „„ = 33 stradale 1967/69 1995 / 240 1.300.000 „„„ „„„ =
Alfasud ti 1.5 1978/80 1490 / 85 5.500 „„ „„ = ALPINE-RENAULT (Francia)
Alfasud 1.2 rst 1980/82 1186 / 63 2.000 „ „ = A106
Alfasud 1.2 5m/1.3/1.5 rst 1980/82 1186 / 68 2.500 „ „ = A106 berlinetta 1955/60 747 / 43 32.000 „„ „„ =
Alfasud ti 1.3 rst 1980/81 1351 / 86 3.200 „„ „„ = A106 cabriolet 1957/63 747 / 43 28.000 „„ „„ =
Alfasud ti 1.5 rst 1980/81 1490 / 95 3.500 „„ „„ = A108
Alfasud 1.2 5m rst 3p 1981/82 1186 / 68 2.000 „ „ = A108 berlinetta 1959/65 845 / 59 28.000 „„ „„ =
Alfasud 1.3/1.5 rst 3p 1981/82 1351 / 79 2.000 „ „ = A108 cabriolet 1959/65 845 / 59 24.000 „„ „„ =
Alfasud ti 1.3 rst 3p 1981/82 1351 / 86 3.200 „„ „„ = A110
Alfasud ti 1.5 rst 3p 1981/82 1490 / 95 3.500 „„ „„ = A110 berlinetta 1962/65 956 / 50 40.000 „„ „„„ =
Alfasud 1.2 4p 1982/84 1186 / 63 2.000 „ „ = A110 cabriolet 1962/65 956 / 50 34.000 „„ „„„ =
Alfasud 1.3 SC 3p / 5p 1982/84 1351 / 79 2.200 „ „ = A110 GT4 1964/65 1108 / 60 42.000 „„„ „„„ =
Alfasud 1.5 Quadrifoglio Oro 5p 1982/84 1490 / 95 2.500 „ „ = A110 berlinetta Super 1967/69 1255 / 95 46.000 „„„ „„„ =
Alfasud 1.3 ti 3p 1982/84 1351 / 86 4.000 „„ „„ = A110 cabriolet Super 1967/69 1255 / 95 44.000 „„„ „„„ =
Alfasud ti Quadrifoglio Verde 3p 1982/84 1490 / 105 5.000 „„ „„ = A110 1.6 1969/73 1565 / 83 65.000 „„„ „„„ =
ALFASUD SPRINT A110 1.6 S 1969/73 1565 / 138 75.000 „„„ „„„ =
Alfasud Sprint 1976/78 1286 / 76 4.500 „„ „„ = A310
Alfasud Sprint 1.5 1978/80 1490 / 84 5.000 „„ „„ = A310 1.6 1971/77 1605 / 125 12.000 „„ „ =
Alfasud Sprint Veloce 1.3 1980/82 1351 / 86 5.000 „„ „„ = A310 V6 1977/84 2664 / 150 14.000 „„ „ =
Alfasud Sprint Veloce 1.5 1980/82 1490 / 95 6.000 „„ „„ = ASA (Italia)
Sprint 1.3/1.5 1982/87 1351 / 86 4.000 „ „ =
Sprint 1.5/1.7 Q. Verde 1982/87 1490 / 105 4.500 „ „ = 1000
ALFETTA 1000 GT 1963/67 1032 / 97 85.000 „„„ „„„ =
Alfetta 1972/75 1779 / 122 13.000 „„„ „„„ + 1000 spider 1963/67 1032 / 97 100.000 „„„ „„„ =
Alfetta 1.6 1975/77 1570 / 109 8.000 „„ „„ + ASTON MARTIN (Regno Unito)
Alfetta 1.8 1975/77 1779 / 118 9.500 „„ „„ + DB1
Alfetta 2.0 1977/78 1962 / 122 7.000 „„ „„ = DB1 1948/50 1970 / 90 260.000 „„ „„ +
Alfetta 2.0 L 1978/82 1962 / 130 7.500 „„ „„ + DB2
Alfetta 2.0 Li America 1981/82 1962 / 128 6.000 „„ „„ = DB2 coupé / drophead 1950/53 2580 / 105 200.000 „„ „„ +
Alfetta 2.0 CEM 1981/82 1962 / 128 7.000 „„„ „„„ = DB2 Vantage coupé 1951/53 2580 / 125 230.000 „„ „„ +
Alfetta 1.6 rst 1982/84 1570 / 109 4.500 „ „ = DB2 / 4 coupé / drophead 1953/55 2580 / 125 210.000 „„ „„ +
Alfetta 1.8 rst 1982/84 1779 / 118 4.500 „ „ = DB2 / 4 2.9 coupé / drophead 1954/55 2922 / 140 220.000 „„ „„ +
Alfetta 2.0 iniezione rst 1982/84 1962 / 130 5.000 „„ „„ = DB2 / 4 MkII coupé / drophead 1955/57 2922 / 160 220.000 „„ „„ +
Alfetta 2.0 iniezione Quadrifoglio Oro 1982/84 1962 / 130 7.000 „„ „„ = DB MkIII coupè / drophead 1957/59 2922 / 160 220.000 „„ „„ +
ALFETTA GT DB MkIII Weber coupé / drophead 1958/59 2922 / 195 240.000 „„ „„ +
Alfetta Gt 122 Cv 1974/75 1779 / 122 10.000 „„„ „„„ + DB4
Alfetta Gt 118 Cv 1975/77 1779 / 118 9.000 „„ „„ + DB4 coupé / convertibile 1958/60 3670 / 240 300.000 „„ „„„ +
Alfetta Gt 1.6 1976/80 1570 / 109 6.000 „ „„ = DB4 MkII coupé / convertibile 1960/61 3670 / 240 320.000 „„ „„„ +
Alfetta Gtv 2.0 1976/78 1962 / 122 8.500 „„ „„ + DB4 MkIII coupé / convertibile 1961/62 3670 / 240 310.000 „„ „„„ +
[Link] |MARZO 2020 133
|LE QUOTAZIONI|Il mercato delle classiche
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
DB4 MkIV coupé / convertibile 1962/63 3670 / 240 300.000 „„ „„„ + 1100 MkII 2p / 4p 1967/71 1098 / 48 3.000 „ „ =
DB4 Vantage 1962/63 3670 / 265 450.000 „„„ „„„ + 1100 MkII Countryman 1967/71 1098 / 48 3.500 „ „ =
DB4 GT 1959/63 3670 / 300 450.000 „„„ „„„ + 1300 MkII 2p / 4p 1967/71 1275 / 66 3.200 „ „ =
DB4 GT Zagato 1960/63 3670 / 310 1.000.000 „„„ „„„ + 1300 MkII GT 4p 1969/71 1275 / 70 4.000 „„ „ =
DB5 1300 MkII Countryman 1967/71 1275 / 66 4.000 „ „ =
DB5 coupè / convertibile 1963/65 3996 / 280 280.000 „„ „„ + 1100 MkIII 2p / 4p 1971/74 1098 / 50 3.000 „ „ =
DB5 Vantage 1963/65 3996 / 310 300.000 „„ „„ + 1100 MkIII Countryman 1971/74 1098 / 50 3.500 „ „ =
DB6 1300 MkIII 2p / 4p 1971/74 1275 / 66 3.500 „ „ =
DB6 1965/69 3996 / 280 150.000 „„ „„ + 1300 MkIII GT 4p 1971/74 1275 / 70 4.500 „„ „ =
DB6 Vantage 1965/69 3996 / 320 160.000 „„„ „„ + 1300 MkIII Countryman 1971/74 1275 / 66 5.000 „ „ =
DB6 MkII 1969/70 3996 / 280 140.000 „„ „„ + 1800 / 2200 / 3 LITRE
DB6 Vantage MkII 1969/70 3996 / 320 150.000 „„„ „„ + 1800 / 1800 MkII 1964/74 1798 / 80 3.500 „„„ „„„ =
DB6 Volante 1969/70 3996 / 280 150.000 „„ „„ + 1800 MkII S 1969/74 1798 / 90 3.500 „„„ „„„ =
DB6 Vantage Volante 1969/70 3996 / 320 150.000 „„„ „„ + 2200 1972/75 2227 / 110 3.500 „„„ „„„ =
DBS 3 Litre 1967/72 2912 / 125 5.000 „„„ „„„ =
DBS 1967/70 3996 / 280 65.000 „„ „„ + 18-22 SERIES
DBS Vantage 1967/70 3996 / 320 70.000 „„„ „„ + 1800 / HL 1975/76 1798 / 85 3.000 „ „ =
DBS MkII 1970/72 3996 / 280 65.000 „„ „„ + 2200 HL 1975/76 2227 / 110 3.000 „ „ =
DBS Vantage MkII 1970/72 3996 / 320 70.000 „„„ „„ + Princess 1.8 / 1.8 HL 1976/78 1798 / 85 3.000 „ „ =
DBS V8 1970/72 5340 / 320 80.000 „„„ „„ + Princess 2.2 HL / 2.2 HLS 1976/78 2227 / 110 3.000 „ „ =
V8 Princess II 1.7 L / 1.7 HL / 1.7 HLS 1979/82 1695 / 83 3.000 „ „ =
V8 / Volante 1972/73 5340 / 280 100.000 „„ „„ + Princess II 2.0 HL 1979/82 1993 / 92 3.000 „ „ =
V8 S2 / Volante 1973/76 5340 / 310 100.000 „„ „„ + Princess II 2.2 HL / 2.2 HLS 1979/82 1993 / 110 3.000 „ „ =
V8 S3 / Volante 1976/78 5340 / 285 100.000 „„ „„ + Ambassador 1.7 L / 1.7 HL 1982/84 1695 / 83 3.000 „ „ =
V8 S4 Vantage 1978/86 5340 / 380 100.000 „„„ „„ + Ambassador 2.0 HL / 2.0 HLS 1982/84 1993 / 92 3.500 „ „ =
V8 S5 f.i. / Volante 1986/89 5340 / 320 100.000 „„ „„ + Ambassador Vanden Plas 1982/84 1993 / 100 4.000 „ „ =
V8 S5 f.i. Vantage / Volante 1986/89 5340 / 380 110.000 „„„ „„ + ALTRI MODELLI
V8 Zagato coupé 1986/89 5340 / 430 220.000 „„„ „„„ + Metro MG turbo 1980/86 1275 / 93 8.500 „ „„ =
V8 Zagato convertible 1986/89 5340 / 430 300.000 „„„ „„„ + Maestro MG 1982/84 1598 / 150 3.500 „ „ =
LAGONDA Montego MG 1984/90 1994 / 150 4.000 „ „ =
Lagonda 2.6 litre saloon / convertibile 1948/53 2580 / 105 55.000 „„ „ + AUSTIN HEALEY (Regno Unito)
Lagonda 3 litre saloon / convertibile 1953/58 2922 / 140 58.000 „„ „ + 100
Lagonda Rapide 1961/61 3996 / 280 62.000 „„ „ + 100 BN1 1953/55 2660 / 90 90.000 „„ „„„ =
Lagonda S2 1978/86 5340 / 280 60.000 „„ „ + 100 S BN1 1955/56 2660 / 130 100.000 „„„ „„„ =
Lagonda f.i. S3 1986/87 5340 / 300 70.000 „„ „ + 100 4 BN2 1956/57 2660 / 90 80.000 „„ „„„ =
Lagonda f.i. S4 1987/89 5340 / 290 65.000 „„ „ + 100 6 BN4 1956/57 2639 / 115 82.000 „„ „„„ =
AUDI (Germania) 100 6 BN4 SU 1957/59 2639 / 120 82.000 „„„ „„„ =
COUPÉ B3 100 6 BN6 1958/59 2639 / 120 76.000 „„„ „„„ =
2.0 E / 2.0 E quattro 1988/92 1984 / 115 2.000 „ „ = 3000
2.0 E 20v / 2.0 E 20v quattro 1988/92 1994 / 160 2.500 „ „ = 3000 BN7 MkI 1959/61 2912 / 130 65.000 „„„ „„„ =
2.3 E / 2.3 E quattro 1988/92 2309 / 136 2.000 „ „ = 3000 BT7 MkI 2+2 1959/61 2912 / 130 65.000 „„„ „„„ =
2.6 E / 2.6 E quattro 1990/92 2598 / 150 2.500 „ „ = 3000 BN7 MkII 1961/62 2912 / 130 65.000 „„„ „„„ =
2.0 16v 1992/96 1984 / 140 3.000 „ „ = 3000 BJ7 MkII 1961/62 2912 / 130 65.000 „„„ „„„ =
2.8 V6 / 2.8 V6 quattro 1992/96 2771 / 174 3.500 „ „ = 3000 BT7 MkII 2+2 1961/62 2912 / 130 65.000 „„„ „„„ =
S2 quattro 1992/93 2226 / 220 5.000 „„ „ = 3000 BJ7 MkIII 1962/64 2912 / 150 65.000 „„„ „„„ =
S2 quattro 230 Cv 1993/96 2226 / 230 5.500 „„ „ = 3000 BJ8 MkIII 1964/67 2912 / 150 65.000 „„„ „„„ =
CABRIOLET B3 SPRITE
2.0 E / 2.0 E quattro 1991/92 1984 / 115 2.500 „ „ = Sprite AN5 MkI Frog Eye 1958/61 948 / 43 18.000 „„ „„ =
2.3 E / 2.3 E quattro 1991/92 2309 / 136 3.000 „ „ = Sprite AN6 MkII 1961/64 948 / 43 16.000 „„ „„ =
2.6 E / 2.6 E quattro 1991/92 2598 / 150 3.000 „ „ = Sprite AN7 MkII 1961/64 1098 / 46 16.000 „„ „„ =
2.0 16v 1992/96 1984 / 140 3.500 „ „ = Sprite AN8 MkIII 1964/66 1098 / 59 15.000 „„ „„ =
2.8 V6 / 2.8 V6 quattro 1992/96 2771 / 174 3.500 „ „ = Sprite AN9 MkIV 1966/69 1275 / 65 14.000 „„ „„ =
100 C3 E DERIVATE Sprite AN10 MkV 1969/71 1275 / 65 12.000 „„ „„ =
200 / 200 quattro 1981/88 2144 / 182 2.500 „ „ = AUTOBIANCHI (Italia)
V8 3.6 quattro 1988/92 3562 / 250 4.000 „ „ =
V8 4.2 quattro 1992/94 4172 / 280 5.000 „ „ = BIANCHINA
QUATTRO E DERIVATE Bianchina berlina 4 posti D / F 1962/69 499 / 18 4.500 „„ „ =
quattro 2.1 1980/88 2144 / 200 22.000 „„„ „„„ = Bianchina ber. 4 posti D / F Special 1962/69 499 / 21 5.500 „„ „ =
quattro 2.2 1988/89 2226 / 200 24.000 „„„ „„„ = Bianchina Trasformabile 1957/59 479 / 15 13.000 „„ „ =
quattro 2.2 20v 1989/91 2226 / 220 26.000 „„„ „„„ = Bianchina Trasformabile 2a serie 1959/60 479 / 17 10.000 „„ „ =
quattro Sport 1984/86 2133 / 306 120.000 „„„ „„„ = Bianchina Trasformabile 3a serie 1960/62 499 / 18 9.000 „„ „ =
AUSTIN (Regno Unito) Bianchina Trasf. Special 3a serie 1960/62 499 / 21 9.000 „„ „ =
Bianchina cabriolet 1960/62 499 / 21 15.000 „„ „„ =
SEVEN / MINI E DERIVATE
Seven / De Luxe 1959 848 / 34 25.000 „„ „„ = Bianchina cabriolet 2a serie 1962/65 499 / 21 14.000 „„ „„ =
Seven / De Luxe 1960 848 / 34 15.000 „„ „„ = Bianchina cabriolet 3a serie 1965/69 499 / 21 13.000 „„ „„ =
Seven / De Luxe 1967 848 / 34 8.000 „„ „„ = Bianchina Panoramica 1960/62 499 / 18 7.500 „„ „ =
Mini MkII / De Luxe 1967/69 848 / 34 4.000 „„ „„ = Bianchina Panoramica 2a serie 1962/65 499 / 18 6.500 „„ „ =
Mini MkII Super De Luxe 1967/69 998 / 38 5.000 „„ „„ = Bianchina Panoramica 3a serie 1965/69 499 / 18 5.000 „„ „ =
Mini Matic 1968/69 998 / 38 4.000 „„ „„ = PRIMULA
Mini MkII Cooper S 1.0 1966/69 998 / 65 20.000 „„„ „„„ = Primula berlina 2p / 3p / 4p / 5p 1964/68 1221 / 60 3.500 „„„ „ =
Mini MkII Cooper S 1.3 1966/69 1275 / 76 33.000 „„„ „„„ = Primula 2a serie 2p / 3p / 4p / 5p 1968/70 1197 / 65 3.000 „„„ „ =
Seven / De Luxe Countryman 1960/67 848 / 34 15.000 „„ „„ = Primula coupé 1965/68 1221 / 65 5.000 „„„ „ =
Mini MkII / De Luxe Countryman 1967/69 848 / 34 10.000 „„ „„ = Primula coupé S 1968/70 1438 / 75 5.500 „„„ „„ =
Mini MkII Super / De Luxe Countryman1967/69 998 / 38 10.000 „„ „„ = A111
Mini Moke 1964/67 848 / 34 4.500 „„ „ = A111 1969/72 1438 / 70 3.500 „ „ =
MAXI A111 2a serie 1972/74 1438 / 70 3.000 „ „ =
Maxi 1500 1969/79 1485 / 75 3.000 „ „ = A112
Maxi 1750 HL 1973/81 1748 / 85 3.500 „ „ = A112 1969/73 903 / 44 4.000 „ „„ =
Maxi 1750 HLS 1973/81 1748 / 90 3.500 „ „ = A112 Elegant 1971/73 903 / 44 3.000 „ „„ =
1100 / 1300 A112 Abarth 1971/73 982 / 58 11.000 „„„ „„„ =
1100 4p 1963/67 1098 / 48 3.000 „ „ = A112 Abarth 2a serie 1973/75 982 / 58 8.500 „„„ „„„ =
134 [Link] | MARZO 2020
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
A112 Abarth 58 HP 3a serie 1975/77 982 / 58 10.500 „„„ „„„ = SERIE 700 E DERIVATE
A112 Abarth 70 HP 3a serie 1975/77 1049 / 70 9.500 „„„ „„„ = 700 / 700 LS 1959/65 697 / 30 6.500 „ „ =
A112 4a serie 1977/79 903 / 42 3.000 „ „„ = 700 C 1959/64 697 / 32 7.000 „ „ =
A112 Abarth 4a serie 1977/79 1049 / 70 7.000 „„„ „„„ = 700 CS 1963/64 697 / 40 8.000 „ „ =
A112 5a serie 1979/82 903 / 42 3.000 „ „„ = 700 LS coupé 1964/65 697 / 40 9.000 „ „ =
A112 Abarth 5a serie 1979/82 1049 / 70 6.000 „„„ „„„ = 700 cabriolet 1961/64 697 / 40 9.000 „ „„ =
A112 6a serie 1982/84 903 / 42 3.000 „ „„ = 700 RS 1961/62 697 / 70 45.000 „„ „„„ =
A112 Abarth 6a serie 1982/84 1049 / 70 6.000 „„„ „„„ = SERIE 02
A112 Junior 7a serie 1984/86 903 / 40 2.500 „ „„ = 1600 1966/69 1573 / 85 8.000 „ „ =
A112 Abarth 7a serie 1984/85 1049 / 70 5.500 „„„ „„„ = 1600 TI 1967/69 1573 / 105 12.000 „„ „ =
Y10 1502 1974/77 1573 / 75 4.000 „ „ =
Y10 fire / fire LX 1985/92 999 / 45 2.000 „ „ = 1602 1969/75 1573 / 85 5.000 „ „ =
Y10 turbo / Martini 1985/89 1049 / 85 4.000 „„ „ = 1802 1971/75 1766 / 90 6.000 „ „ =
Y10 4WD 1986/89 999 / 50 2.800 „ „ = 2002 / L 1969/75 1990 / 100 12.000 „ „ =
ALTRI MODELLI 2002 TI 1969/71 1990 / 120 16.000 „„ „„ =
Stellina 1963/69 767 / 31 9.000 „„ „ = 2002 TIi 1971/75 1990 / 130 20.000 „„ „„ =
Giardiniera 1969/78 499 / 18 4.500 „ „ = 2002 turbo 1973/75 1990 / 170 65.000 „„„ „„„ =
BENTLEY (Regno Unito) 1602 Touring 1971/72 1573 / 85 5.000 „ „ =
MARK VI 1802 Touring 1972/74 1766 / 90 6.000 „ „ =
Mark VI long/short boot 1946/51 4257 / - 35.000 „„„ „„ = 2002 Touring 1971/74 1990 / 100 10.000 „ „ =
2002 TIi Touring 1971/74 1990 / 130 14.000 „„ „ =
Mark VI carrozzerie speciali chiuse 1946/51 4257 / - 40.000 „„„ „„ =
1600 cabriolet 1967/69 1573 / 85 20.000 „ „„ =
Mark VI carrozzerie speciali aperte 1951/52 4566 / - 60.000 „„„ „„ =
2002 cabriolet 1969/77 1990 / 100 18.000 „ „„ =
RTYPE
R Type 1952/55 4566 / - 80.000 „„„ „„„ =
NEUE KLASSE
1500 1962/64 1499 / 80 6.000 „ „ =
R Type Continental 1952/55 4887 / - 1.000.000 „„„ „„„ =
1600 1964/66 1573 / 83 6.000 „ „ =
STYPE
1800 1963/68 1773 / 90 8.000 „ „ =
S1 / S1 LWB 1955/59 4887 / - 45.000 „„ „„ =
S2 / S2 LWB 1959/62 6230 / - 45.000 „„ „„ = 1800 TI 1963/68 1773 / 110 10.000 „„ „„ =
S3 / S3 LWB 1962/65 6230 / - 48.000 „„ „„ = 1800 TI SA 1965/66 1773 / 130 35.000 „„„ „„„ =
S1/S2/S3 aperte 1955/65 4887 / 6230 250/300.000 „„ „„ = 1800 2a serie 1968/71 1776 / 90 8.000 „ „ =
S1/S2/S3 fuoriserie chiuse 1955/65 4887 / 6230 80/100.000 „„ „„ = 2000 1966/72 1990 / 100 8.000 „ „ =
S1/S2/S3 Continental 4 porte 1955/59 4887 / - 120/150.000 „„„ „„„ = 2000 TI / TI Lux 1966/68 1990 / 120 14.000 „„ „ =
S1/S2/S3 Continental 2 porte 1959/62 6230 / - 180/200.000 „„„ „„„ = 2000 TIi / TIi Lux 1968/72 1990 / 130 16.000 „„ „ =
S1/S2/S3 Continental aperte 1962/65 6230 / - 280/300.000 „„„ „„„ = 2000 C 1965/68 1990 / 100 12.000 „ „„ =
TTYPE 2000 CS 1965/71 1990 / 120 14.000 „ „„ =
T1 / T2 1965/77 6230 / - 35.000 „ „„ = E3 BERLINE
T1 / T2 / Continental aperte 1965/77 6230 / - 80.000 „ „ = 2500 1968/77 2494 / 150 6.000 „ „ =
Continental T / S / R 1991/03 6230 / - 70.000 „„ „ = 2800 1969/75 2788 / 170 8.000 „ „ =
CORNICHE 3.0 S 1971/77 2985 / 180 8.000 „ „ =
Corniche 1971/81 6750 / - 30.000 „ „ = 3.0 Si 1971/77 2985 / 200 10.000 „„ „ =
Corniche cabriolet 1971/84 6750 / - 40.000 „ „„ = 2.8 L 1975/77 2788 / 170 8.000 „ „ =
MULSANNE 3.0 L 1975/77 2985 / 180 10.000 „ „ =
Mulsanne / Brooklands 1980/90 6750 / - 25.000 „ „ = 3.3 L 1974/77 3299 / 190 12.000 „ „ =
Mulsanne Turbo / Turbo R 1982/90 6750 / - 30.000 „ „ = 3.3 Li 1974/77 3188 / 200 12.000 „„ „ =
ARNAGE E9 COUPÉ
Arnage Green Label 1999/00 4400 / 354 30.000 „ „ = 2500 CS 1974/75 2494 / 150 10.000 „„ „ =
Arnage Red Label 2000/10 6750 / 405 40.000 „ „„ = 2800 CS 1968/71 2788 / 170 12.000 „„ „ =
BIZZARRINI (Italia) 3.0 CS 1971/75 2985 / 180 18.000 „„ „ =
A3C GT Strada 1965/69 5358 / 370 480.000 „„„ „„„ = 3.0 CSi 1971/75 2985 / 200 24.000 „„„ „„ =
1900 GT Europa 1966/69 1897 / 112 100.000 „„„ „„„ = 3.0 CSL 1971/72 2985 / 180 60.000 „„„ „„„ +
BMW (Germania) 3.0 CSL 200 Cv 1972/73 3003 / 200 90.000 „„„ „„„ +
3.0 CSL 206 Cv 1973/75 3153 / 206 90.000 „„„ „„„ +
SERIE 500
SERIE 3 E21
501 2.0 1951/52 1971 / 60 22.000 „ „ =
315 1981/84 1573 / 75 2.500 „ „ =
501 2.0 coupé / cabriolet 1951/52 1971 / 60 22.000 „ „„ =
316 1975/80 1573 / 90 2.500 „ „ =
501 2.1 1952/58 2077 / 65 22.000 „ „ =
316 1.8 1980/82 1766 / 90 2.500 „ „ =
501 2.1 coupé / cabriolet 1952/58 2077 / 65 22.000 „ „„ =
318 1975/80 1766 / 98 3.000 „ „ =
501 2.6 1954/61 2580 / 95 22.000 „ „ =
318i 1980/82 1766 / 105 3.500 „ „ =
501 2.6 coupé / cabriolet 1954/61 2580 / 95 22.000 „ „„ =
320 1975/77 1990 / 109 4.000 „ „ =
502 2.6 1954/61 2580 / 95 22.000 „ „ =
320i 1975/77 1990 / 125 4.500 „ „ =
502 2.6 coupé / cabriolet 1954/61 2580 / 95 22.000 „ „„ =
502 3.2 1955/61 3168 / 120 22.000 „ „ = 320 M60 1977/82 1990 / 122 4.500 „„ „„ =
502 3.2 coupé / cabriolet 1955/61 3168 / 120 22.000 „ „„ = 323i 1977/82 2315 / 143 12.000 „„ „„ =
502 3.2 Super 1957/61 3168 / 140 22.000 „„ „ = 320 M60 Cabrio Baur 1977/82 1990 / 122 6.000 „ „„ =
502 3.2 Super coupé / cabriolet 1957/61 3168 / 140 22.000 „„ „„ = 323i Cabrio Baur 1977/82 2315 / 143 8.000 „ „„ =
2600 1961/62 2580 / 100 22.000 „ „ = SERIE 5 E12
2600 coupé / cabriolet 1961/62 2580 / 100 26.000 „ „„ = 518 1973/76 1766 / 90 3.000 „ „ =
2600 L 1961/64 2580 / 110 22.000 „ „ = 520 1972/76 1990 / 115 3.500 „ „ =
2600 L coupé / cabriolet 1961/64 2580 / 110 26.000 „ „„ = 520i Kugelfisher 1972/75 1990 / 130 6.000 „ „ =
3200 L 1961/62 3168 / 140 26.000 „„ „ = 520i Bosch 1975/76 1990 / 125 4.000 „ „ =
3200 L coupé / cabriolet 1961/62 3168 / 140 28.000 „„ „„ = 520 M60 1976/81 1990 / 122 4.500 „„ „ =
3200 S 1961/64 3168 / 160 28.000 „„ „ = 528 1973/76 2788 / 165 5.500 „ „ =
3200 S coupé / cabriolet 1961/64 3168 / 160 30.000 „„ „„ = 528i 1973/76 2788 / 177 5.500 „ „ =
3200 CS Bertone 1962/65 3168 / 160 42.000 „„ „„„ = 528i rst 1976/81 2788 / 182 5.500 „ „ =
DERIVATE SERIE 500 M 535i 1980/81 3453 / 218 10.000 „„„ „„ =
503 coupé 1954/59 3168 / 140 140.000 „„ „„ + SERIE 7 E23
503 roadster 1954/59 3168 / 140 225.000 „„ „„ + 728 1977/79 2788 / 170 3.000 „ „ =
507 1956/60 3168 / 150 850.000 „„„ „„„ + 728i 1979/86 2788 / 184 3.000 „ „ =
ISETTA 730 1977/79 2985 / 184 3.000 „ „ =
Isetta 250 1955/56 247 / 12 25.000 „„ „„ + 733i 1977/79 3205 / 197 3.000 „ „ =
Isetta 300 1956/60 298 / 14 20.000 „„ „„ + 735i 1979/86 3453 / 218 4.000 „ „ =
Isetta 600 1960/62 582 / 20 15.000 „ „ + 745i 1980/86 3210 / 252 6.000 „„ „„ =
[Link] |MARZO 2020 135
|LE QUOTAZIONI|Il mercato delle classiche
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
SERIE 6 E24 DAIMLER (Regno Unito)
628 CSi 1979/87 2788 / 184 6.000 „ „ = SOVEREIGN / DOUBLE SIX E DERIVATE
630 CS 1975/79 2986 / 185 8.000 „ „ = Sovereign I serie 1966/73 2792 / 180 12.000 „„ „„ =
633 CSi 1975/82 3210 / 200 10.000 „ „ = Sovereign II serie 1973/79 4235 / 245 10.000 „„ „„ =
635 CSi 1977/82 3453 / 218 14.000 „„ „„ + Sovereign III serie 1979/86 4235 / 245 10.000 „„ „„ =
635 CSi 3.4 1982/89 3430 / 218 14.000 „„ „„ + Double Six 5.3 I serie 1972/73 5345 / 253 10.000 „„„ „„ =
M 635 CSi 1983/89 3453 / 286 28.000 „„„ „„„ + Double Six 5.3 II serie 1973/79 5345 / 253 10.000 „„„ „„ =
SERIE 3 E30 Double Six 5.3 III serie 1979/81 5345 / 253 9.000 „„„ „„ =
318is 2p 1989/92 1796 / 136 4.500 „ „ = Sovereign coupé 1973/77 4235 / 245 18.000 „„ „„„ =
320i 2p 1982/85 1990 / 125 3.000 „ „ = Double Six 5.3 coupé 1973/77 5345 / 253 18.000 „„„ „„„ =
320is 2p / 4p 1988/90 1990 / 192 8.500 „„„ „„ = ALTRI MODELLI
323i 2p 1982/85 2316 / 150 5.000 „ „ = SP 250 1959/62 2548 / 140 26.000 „„ „„ =
M3 1987/88 2302 / 200 42.000 „„„ „„„ + V8 2.5 litre 1962/67 2548 / 140 18.000 „„ „„ =
M3 Kat 1988/90 2302 / 195 40.000 „„„ „„„ + V8 250 1967/69 2548 / 140 17.000 „„ „„ =
M3 Kat 215 Cv 1990/92 2302 / 215 42.000 „„„ „„„ + DS 420 1968/70 4235 / 245 16.000 „„ „„ =
320i / Kat Touring 1988/92 1990 / 129 3.500 „ „ = DE TOMASO (Italia)
325i / Kat Touring 1988/92 2494 / 171 4.000 „ „ =
325ix / Kat Touring 1988/92 2494 / 171 4.500 „ „ = PANTERA
324td Touring 1988/92 2443 / 115 3.000 „ „ = Pantera / Pantera L 1970/80 5763 / 300 90.000 „„ „„ =
318i cabriolet 1990/93 1796 / 115 6.000 „ „„ = Pantera GTS 1972/80 5763 / 350 100.000 „„„ „„„ =
320i cabriolet 1985/93 1990 / 129 7.000 „ „„ = Pantera GT5 1980/90 5763 / 330 105.000 „„„ „„„ =
325i cabriolet 1985/93 2494 / 171 8.000 „ „„ = Pantera GT5 S 1983/90 5763 / 350 110.000 „„„ „„„ =
M3 cabriolet 1987/88 2302 / 200 42.000 „„„ „„„ + ALTRI MODELLI
M3 Kat cabriolet 1988/90 2302 / 195 40.000 „„„ „„„ + Vallelunga 1964/67 1498 / 104 100.000 „„ „„„ =
M3 Kat 215 Cv cabriolet 1990/93 2302 / 215 42.000 „„„ „„„ + Mangusta 1967/71 4729 / 305 135.000 „„„ „„„ =
SERIE 5 E28 Deauville 1970/85 5763 / 300 55.000 „„ „ =
520i 1981/88 1990 / 122 2.500 „ „ = Longchamp 1972/89 5763 / 300 55.000 „„ „„ =
528i 1981/88 2788 / 182 2.500 „ „ = FERRARI (Italia)
535i 1986/88 3430 / 218 7.500 „ „ = 12 CILINDRI A V
M 535i 1983/86 3430 / 218 10.000 „„„ „„ = 166 Inter 1948/51 1995 / 115 900.000 „„„ „„„ =
M5 1986/88 3453 / 282 14.000 „„„ „„„ = 212 Inter 1951/53 2563 / 160 900.000 „„„ „„„ =
SERIE 8 E31 340/342/375 America 1952/53 4102 / 200 2.000.000 „„„ „„„ =
840 Ci 1992/96 3982 / 282 10.000 „„ „ =
250 Europa 1953/54 2963 / 220 800.000 „„„ „„„ =
840 Ci 4.4 1996/99 4398 / 282 10.000 „„ „ =
250 GT coupé Pininfarina 1954/58 2953 / 240 480.000 „„„ „„„ =
850i 1989/92 4988 / 295 12.000 „„ „ =
250 GT cabriolet Pininfarina 1958/62 2953 / 240 750.000 „„„ „„„ =
850 Ci 1992/96 4988 / 295 14.000 „„ „ =
250 GTL 1962/63 2953 / 240 950.000 „„„ „„„ =
850 Ci 5.5 1996/99 5379 / 322 16.000 „„ „ =
330 GT 1964/67 3967 / 340 350.000 „„„ „„„ =
850 CSi 1992/96 5576 / 375 18.000 „„ „„ =
330 GTC 1966/68 3967 / 340 600.000 „„„ „„„ =
M1 E26
M1 1978/81 3453 / 277 280.000 „„„ „„„ = 365 GT 1967/72 4390 / 310 175.000 „„„ „„„ =
Z1 365 GTC 1969/70 4390 / 310 500.000 „„„ „„„ =
Z1 1988/91 2494 / 171 32.000 „„ „„ = 365 GTC/4 1969/70 4390 / 310 200.000 „„„ „„„ =
BUGATTI (Italia) 400 GT 1976/82 4823 / 310 38.000 „„„ „„ =
400 i 1982/86 4823 / 300 41.000 „„„ „„ =
EB 110 412 1986/88 4823 / 340 44.000 „„„ „„ =
EB 110 1991/95 3498 260.000 „„„ „„„ =
12 CILINDRI CONTRAPPOSTI
EB 110 S 1992/95 3498 280.000 „„„ „„„ =
365 GT4 BB 1973/76 4390 / 380 300.000 „„„ „„„ +
EB 110 SS 1993/95 3498 300.000 „„„ „„„ =
BB 512 1976/82 4942 / 340 235.000 „„„ „„„ +
CITROËN (Francia)
BB 512i 1982/84 4942 / 340 245.000 „„„ „„„ +
TRACTION AVANT Testarossa 1984/92 4942 / 390 125.000 „„„ „„„ +
B 11 / BL 11 1939/57 1911 / 56 14.500 „„ „„ = 512 TR 1992/95 4942 / 428 115.000 „„„ „„„ +
S 11 1946/53 1911 / 56 12.000 „„ „„ = F 512 M 1995/96 4942 / 411 105.000 „„„ „„„ +
15 Six 1939/55 2867 / 77 16.500 „„ „„ = 8 CILINDRI
2 CV E DERIVATE 308 GTB vetroresina 1978/80 2927 / 255 125.000 „„„ „„„ =
2 CV 1948/78 375 / 9 12.500 „„ „„ = 208 GTB / GTS 1980/82 1991 / 155 42.000 „ „ =
2 CV Special 1978/90 602 / 33 5.000 „„ „„ = 208 Turbo GTB / GTS 1982/86 1991 / 220 43.500 „„ „„ =
2 CV Sahara 1958/66 2x425 / 24 59.000 „„„ „„„ = GTB / GTS Turbo 1986/88 1991 / 254 44.500 „„„ „„„ =
Ami 6 1962/78 602 / 33 9.000 „ „ =
308 GTB / GTS 1976/81 2927 / 255 43.000 „„„ „„„ =
Ami 8 1962/78 602 / 33 6.000 „ „ =
308 GTBi / GTSi 1980/82 2927 / 215 44.000 „„ „„„ =
Dyane 1967/70 602 / 33 4.500 „ „ =
308 GTB / GTS quattrovalvole 1982/86 2927 / 240 46.000 „„„ „„„ =
Mehari 1968/87 602 / 33 9.000 „ „„ =
328 GTB / GTS 1986/89 3185 / 270 65.000 „„„ „„„ =
Visa GTI 1984/90 1580 / 110 3.500 „ „ =
Mondial 8 1980/82 2927 / 215 22.000 „„ „ =
ID / DS E DERIVATE
Mondial quattrovalvole 1982/86 2927 / 240 26.000 „„ „ +
ID 19 / DSpecial 1957/75 1911 / 75 12.000 „„ „„ =
Mondial quattrovalvole cabriolet 1983/86 2927 / 240 35.000 „„ „ =
ID 20 / DSuper 1957/75 1985 / 90 11.000 „„ „„ =
ID 21 / DSuper5 1957/75 2175 / 98 11.000 „„ „„ = Mondial 3.2 1986/88 3185 / 270 30.000 „„ „ =
ID 19 Break / Familiale 1957/75 1911 / 75 14.000 „„ „„ = Mondial 3.2 cabriolet 1986/88 3185 / 270 37.000 „„ „ =
DS 19 1955/65 1911 / 75 22.000 „„„ „„„ = Mondial T 1988/94 3405 / 300 35.000 „„„ „ +
DS 20 1968/74 1985 / 90 13.000 „„„ „„„ = Mondial T cabriolet 1988/94 3495 / 300 38.000 „„„ „ =
DS 21 1965/72 2175 / 100 15.000 „„„ „„„ = 348 TB / TS 1989/93 3405 / 295 40.000 „„ „„ =
DS 23 1972/75 2347 / 110 18.000 „„„ „„„ = 348 Spider 1992/93 3405 / 295 52.000 „„ „„ =
DS Break / Familiale 1972/75 2341 / 110 17.000 „„„ „„„ = F355 Berlinetta 1994/99 3495 / 380 60.000 „„„ „„„ +
DS Cabriolet 1960/71 2175 / 110 130.000 „„„ „„„ = 360 Modena 1999/04 3586 / 400 75.000 „„„ „„„ +
CX ALTRI MODELLI =
CX 2000 1975/79 1985 / 102 5.000 „ „ = 288 GTO 1984/86 2855 / 400 1.800.000 „„„ „„„ +
CX 2400 GTi / 25 GTi 1977/82 2347 / 140 9.500 „„ „ = F40 1988/90 2936 / 478 1.250.000 „„„ „„„ +
CX 25 GTi Turbo 1984/86 2500 / 150 11.000 „„ „ = F50 1996/98 4698 / 520 750.000 „„„ „„„ +
CX 25 GTi Turbo 2 1987/89 2500 / 150 11.500 „„ „ = DINO V6 =
CX Prestige 1976/85 2347 / 140 9.500 „ „ = 206 GT 1968/71 1987 / 180 250.000 „„„ „„„ =
CX Prestige Turbo 1986/89 2500 / 150 10.500 „ „ = 246 GT 1970/74 2418 / 195 260.000 „„„ „„„ =
SM 246 GTS 1970/74 2418 / 195 300.000 „„„ „„„ =
SM 2.7 i.e. 1972/76 2670 / 178 22.000 „„„ „„„ = DINO V8 =
SM 3.0 1972/76 2965 / 180 24.000 „„„ „„„ = 208 GT4 1975/80 1990 / 180 28.000 „„ „„ =
136 [Link] | MARZO 2020
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
308 GT4 1973/76 2927 / 250 40.000 „„ „„ = 2100 familiare 1959/61 2054 / 82 7.000 „ „ =
FIAT (Italia) 2300 berlina 1961/63 2279 / 105 8.000 „„ „ =
500TOPOLINO = 2300 berlina Speciale 1961/63 2279 / 105 10.000 „„ „„ =
500 A 1946/48 569 / 12 12.000 „ „„ = 2300 familiare 1961/68 2279 / 105 9.000 „„ „ =
500 B 1948/50 569 / 17 17.000 „ „„ = 2300 Lusso berlina 1963/68 2279 / 105 9.500 „„ „„ =
500 B Giardiniera 1948/50 569 / 17 20.000 „ „„ = 2300 Lusso familiare 1963/68 2279 / 105 10.500 „„ „„ =
500 C 1950/55 569 / 17 18.000 „ „„ = 2300 coupé 1961/65 2279 / 105 13.500 „„ „„„ =
500 C Belvedere 1950/55 569 / 17 9.000 „ „„ = 2300 coupé S 1965/68 2279 / 136 15.500 „„ „„„ =
1400 / 1900 E DERIVATE = 124 E DERIVATE
124 1966/72 1197 / 60 3.000 „ „ =
1400 berlina 1950/54 1394 / 44 12.000 „ „ =
124 Special 1968/70 1438 / 70 3.500 „ „ =
1400 cabriolet 1950/54 1394 / 44 21.000 „ „„ =
124 Special T 1970/72 1438 / 80 4.500 „„ „ =
1400 diesel 1953/54 1901 / 40 10.000 „„ „ =
124 Special T 1600 1972/74 1592 / 95 4.500 „„ „ =
1400 A berlina 1954/56 1394 / 50 10.000 „ „ =
124 coupé 1a serie 1967/69 1438 / 90 5.500 „„ „„ =
1400 A diesel 1954/56 1901 / 40 9.000 „„ „ =
124 Sport coupé 1400 2a serie 1969/72 1438 / 90 6.500 „„ „„ =
1400 B berlina 1956/59 1394 / 50 12.000 „ „ =
124 Sport coupé 1600 2a serie 1969/72 1608 / 110 6.500 „„ „„ =
1400 B diesel 1956/59 1901 / 40 8.000 „„ „ =
124 Sport coupé 1600 3a serie 1972/76 1592 / 108 6.000 „„ „„ =
1900 berlina 1952/54 1901 / 58 11.500 „ „ =
124 Sport coupé 1800 3a serie 1972/76 1756 / 118 6.000 „„ „„ =
1900 coupé Granluce / cabriolet 1952/54 1901 / 58 16.500 „ „„ =
124 Sport spider 1a serie 1967/69 1438 / 90 12.000 „„ „„„ =
1900 A berlina 1954/56 1901 / 70 11.500 „ „ =
124 Sport spider 2a serie 1969/72 1608 / 110 14.000 „„ „„„ =
1900 A coupé Granluce / cabriolet 1954/56 1901 / 70 15.000 „ „„ =
124 Sport spider 1600 1972/75 1592 / 108 15.000 „„ „„„ =
1900 B berlina 1956/59 1901 / 80 10.500 „ „ =
124 Sport spider 1800 1972/75 1756 / 118 15.000 „„ „„„ =
1900 B coupé Granluce / cabriolet 1956/59 1901 / 80 15.000 „ „„ =
Spider America 1800 1975/80 1995 / 105 10.000 „„ „„„ =
NUOVA 500 E DERIVATE
Spider America 2000 1980/87 1995 / 105 10.500 „„ „„„ =
Nuova 500 1957/58 479 / 14 10.000 „ „„„ =
Spidereuropa 1982/87 1995 / 105 10.500 „„ „„„ =
Nuova 500 normale 1958/60 479 / 14 9.500 „ „„„ =
Spidereuropa Volumex 1983/87 1995 / 136 13.000 „„„ „„„ =
Nuova 500 Lusso 1958/60 479 / 14 4.000 „ „„„ -
124 Abarth rally 1972/76 1756 / 128 45.000 „„„ „„„ =
Nuova 500 Sport 1958/60 499 / 21 13.500 „„ „„„ =
125
Nuova 500 D 1960/65 499 / 18 6.000 „ „„ -
125 1967/70 1608 / 90 5.000 „„ „ =
Nuova 500 F 1965/72 499 / 18 4.500 „ „„ -
125 Special / Special 2a serie 1968/72 1608 / 100 6.000 „„ „„ =
Nuova 500 L 1968/72 499 / 18 4.000 „ „„ -
130
Nuova 500 R 1972/75 594 / 18 3.500 „ „„ -
130 2800 1969/71 2866 / 140-160 6.000 „„ „ =
Nuova 500 giardiniera 1960/66 499 / 18 4.500 „ „„ -
130 3200 1971/77 3238 / 165 6.000 „„ „ =
600 E DERIVATE 130 coupé 1971/77 3238 / 165 9.500 „„ „„ =
600 1955/59 633 / 22 7.500 „„ „„„ - 126
600 25 Cv 1959/60 633 / 25 7.500 „„ „„„ - 126 1972/76 594 / 23 2.500 „ „ =
600 D 1960/65 767 / 29 4.000 „„ „„ - 126 650 1976/82 652 / 24 2.000 „ „ =
600 D 2a serie 1965/70 767 / 29 3.500 „„ „„ - 127
600 Multipla 1956/60 767 / 22 12.000 „„ „„„ - 127 2p / 3p 1971/77 903 / 47 2.000 „„ „„ =
600 D Multipla 1960/67 767 / 29 10.000 „„ „„„ - 127 Rustica 1979/81 1049 / 50 2.500 „ „ =
850 E DERIVATE 127 Sport 70 HP 3p 1978/81 1049 / 50 4.500 „„ „„ =
850 1964/68 843 / 34 2.500 „ „ = 127 Sport 75 HP 3p 1981/83 1301 / 75 4.500 „„ „„ =
850 Idroconvert 1968/72 843 / 34 3.000 „„ „ = 128
850 Super 1964/68 843 / 37 2.700 „ „ = 128 2p / 4p 1969/76 1116 / 55 2.500 „„ „„ =
850 Special 1968/72 843 / 47 2.800 „ „ = 128 familiare 1969/76 1116 / 55 2.800 „„ „„ =
850 coupé 1965/68 843 / 47 6.000 „„ „„„ = 128 Special 1100 2p / 4p 1974/76 1116 / 55 2.500 „„ „„ =
850 Sport coupé 1968/72 903 / 52 5.800 „ „„ = 128 Special 1300 2p / 4p 1974/76 1290 / 60 2.500 „„ „„ =
850 spider 1965/68 843 / 49 10.000 „ „„„ = 128 rally 1971/76 1290 / 67 5.800 „„ „„ =
850 Sport spider 1968/72 903 / 52 9.000 „ „„ = 128 1100 Sport / SL coupé 1971/75 1116 / 64 3.500 „„ „„ =
1100 E DERIVATE 128 1300 Sport / SL coupé 1971/75 1290 / 75 4.000 „„ „„ =
1100 / 103 1953/56 1089 / 37 9.000 „ „ = 128 3p 1100 1975/79 1116 / 65 3.000 „„ „ =
1100 / 103 familiare 1953/56 1089 / 37 10.000 „ „ = 128 3p 1300 1975/79 1290 / 75 3.000 „„ „ =
1100 / 103 TV 1953/56 1089 / 44 15.000 „„ „„ = 131
1100 / 103 TV Trasformabile 1953/56 1089 / 44 18.000 „„ „„ = 131 Mirafiori 1300 / S 2p / 4p 1974/78 1290 / 65 2.000 „ „ =
1100 / 103 E 1956/57 1089 / 40 8.500 „ „ = 131 Mirafiori 1600 / S 4p 1974/78 1585 / 75 2.000 „ „ =
1100 / 103 E familiare 1956/57 1089 / 40 9.000 „ „ = 131 1300 Panorama L 1978/81 1301 / 65 2.500 „ „ =
1100 / 103 E TV 1956/57 1089 / 44 18.500 „„ „„ = 131 1600 Panorama CL 1978/81 1585 / 78 2.500 „ „ =
1100 / 103 E TV Trasformabile 1956/57 1089 / 44 30.000 „„ „„ = 131 1300 Supermirafiori 4p 3a serie 1981/83 1301 / 78 2.500 „„ „ =
1100 / 103 D 1957/62 1089 / 44 6.500 „ „ = 131 1600 Supermirafiori 4p 3a serie 1981/83 1585 / 96 2.500 „„ „ =
1100 / 103 D familiare 1957/62 1089 / 44 7.500 „ „ = 131 2000 Supermirafiori 4p 3a serie 1981/83 1995 / 115 2.800 „„ „ =
1100 D 1962/66 1221 / 56 3.800 „ „ = 131 Racing 1978/81 1995 / 115 5.500 „„ „„ =
1100 D familiare 1962/66 1221 / 56 4.200 „ „ = 131 Abarth Volumetrico 1980/81 1995 / 135 12.000 „„„ „„ =
1100 R 1966/69 1089 / 49 3.500 „ „ = 131 Abarth Rally 1976/78 1995 / 140 60.000 „„„ „„„ =
1100 R familiare 1966/69 1089 / 49 4.000 „ „ = X 1/9
1200 Granluce 1957/60 1221 / 56 8.500 „„ „„„ = X 1/9 / Special 1972/78 1290 / 75 8.500 „„ „„„ =
1200 Trasformabile 1957/60 1221 / 56 16.500 „„ „„„ = X 1/9 Five Speed 1978/82 1498 / 85 9.000 „„ „„„ =
1300 / 1500 X 1/9 Bertone 1982/89 1498 / 85 9.000 „„ „„„ =
1300 berlina 1961/66 1295 / 65 3.500 „ „ = DINO
1300 familiare 1962/66 1295 / 65 4.000 „ „ = Dino coupé 1966/69 1987 / 160 19.500 „„„ „„„ =
1500 berlina 1961/64 1481 / 72 4.500 „ „ = Dino spider 1967/69 1987 / 160 55.000 „„„ „„„ =
1500 familiare 1961/64 1481 / 72 5.500 „ „ = Dino 2400 coupé 1969/73 2418 / 180 19.000 „„„ „„„ =
1500 L 1962/68 1481 / 75 4.000 „ „ = Dino 2400 spider 1969/73 2418 / 180 48.000 „„„ „„„ =
1200 / 1500 / 1600 COUPÉ E CABRIOLET PANDA
1200 cabriolet 1959/63 1221 / 56 15.000 „ „„ = Panda 30 1980/83 652 / 30 2.200 „„ „„ =
1500 / 1500 S coupé / cabriolet 1959/62 1491 / 80 14.000 „„ „„ = Panda 45 1983/85 903 / 45 2.200 „„ „„ =
1600 S coupé / cabriolet 1962/63 1568 / 90 20.000 „„„ „„ = Panda 4x4 1983/86 965 / 48 3.000 „„ „„ =
1800 / 2300 UNO
1800 berlina 1959/61 1795 / 75 6.000 „ „ = Uno 45 / S / ES 3p 1983/85 903 / 45 1.000 „ „ =
1800 familiare 1959/61 1795 / 75 7.000 „ „ = Uno Turbo i.e. 1985/89 1301 / 105 4.000 „„„ „„ =
2100 berlina 1959/61 2054 / 82 6.500 „ „ = Uno Turbo II serie / Racing 1989/93 1372 / 118 3.500 „„„ „„ =
2100 berlina Speciale 1959/61 2054 / 82 8.000 „ „ = RITMO
[Link] |MARZO 2020 137
|LE QUOTAZIONI|il mercato delle classiche
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
Ritmo 105 TC 3p 1981/82 1585 / 105 5.000 „„ „„ = Lele 350 1969/73 5359 / 350 50.000 „„„ „„„ =
Rtimo 125 TC Abarth 3p 1981/82 1995 / 125 7.500 „„„ „„„ = Lele IR 6 1970/73 5762 / 360 56.000 „„„ „„„ =
Ritmo 105 TC 3p 2 serie 1982/88 1585 / 105 4.000 „„ „„ = Lele Sport 1971/73 5762 / 360 61.000 „„„ „„„ =
Ritmo 130 TC Abarth 3p 2a serie 1982/88 1995 / 130 9.000 „„„ „„„ = JAGUAR (Regno Unito)
Ritmo 100 S Cabrio Bertone 1985/88 1585 / 105 3.200 „„ „„ = XK
AR / CAMPAGNOLA XK 120 FHC 1948/54 3442 / 160 90.000 „„„ „„„ =
AR 51 / AR 55 / AR 59 1951/55 1901 / 53 5.800 „„ „„ =
XK 120 DHC / OTS 1948/54 3442 / 160 110.000 „„„ „„„ =
Campagnola A 1955/59 1901 / 63 6.800 „„ „„ =
XK 120 SE FHC 1951/54 3442 / 180 90.000 „„„ „„„ =
Campagnola B 1959/74 1901 / 63 6.000 „„ „„ =
XK 120 SE DHC / OTS 1951/54 3442 / 180 120.000 „„„ „„„ =
Nuova Campagnola 1974/87 1995 / 80 3.500 „„ „„ =
XK 120 SE 210 Cv FHC 1951/54 3442 / 210 120.000 „„„ „„„ =
Nuova Campagnola Diesel 1974/87 2445 / 80 3.500 „„ „„ =
XK 120 SE 210 Cv DHC / OTS 1951/54 3442 / 210 140.000 „„„ „„„ =
ALTRI MODELLI
XK 140 FHC 1954/57 3442 / 190 80.000 „„„ „„„ =
8V 1952/54 1996 / 105 750.000 „„„ „„„ =
XK 140 DHC / OTS 1954/57 3442 / 190 85.000 „„„ „„„ =
8V Zagato 1952/54 1996 / 105 950.000 „„„ „„„ =
XK 140 SE FHC 1954/57 3442 / 210 75.000 „„„ „„„ =
FORD (Germania - Regno Unito)
XK 140 SE DHC / OTS 1954/57 3442 / 210 95.000 „„„ „„„ =
Cortina Lotus 1967/70 1558 / 105 65.000 „„„ „„„ = XK 150 3.4 FHC 1957/59 3442 / 190 75.000 „„„ „„„ =
Escort 1300 GT 1968/74 1298 / 75 7.500 „„ „„ = XK 150 3.4 DHC / OTS 1957/59 3442 / 190 80.000 „„„ „„„ =
Escort Mexico 1970/74 1601 / 86 10.000 „„ „„ = XK 150 3.4 S FHC 1957/59 3442 / 250 75.000 „„„ „„„ =
Escort RS 1600 1970/74 1601 / 120 45.000 „„„ „„„ = XK 150 3.4 S DHC / OTS 1957/59 3442 / 250 90.000 „„„ „„„ =
Capri 2600 RS 1970/75 2637 / 150 35.000 „„ „„ = XK 150 3.8 FHC 1959/60 3781 / 220 80.000 „„„ „„„ =
Sierra Cosworth 1988/91 1993 / 204 32.000 „„„ „„ = XK 150 3.8 DHC / OTS 1959/60 3781 / 220 90.000 „„„ „„„ =
Sierra Cosworth 4x4 1990/93 1993 / 204 12.000 „„„ „„ =
XK 150 3.8 S FHC 1959/60 3781 / 265 80.000 „„„ „„„ =
HONDA (Giappone) XK 150 3.8 S DHC / OTS 1959/60 3781 / 265 95.000 „„„ „„„ =
S 600 coupé 1965/66 606 / 57 10.000 „ „„ = MK BERLINE EXECUTIVE
S 800 1966/70 791 / 70 12.500 „ „„ = MkI 2.4 1955/59 2483 / 115 18.000 „ „„„ =
HILLMAN (Regno Unito) MkI 3.4 1955/59 3442 / 210 28.000 „„„ „„„ =
MINX MKIV 1949/61 1265 / 38 4.500 „ „ = MkII 2.4 / 240 1959/69 2483 / 130 16.000 „ „„ =
Minx MkIV Convertible 1949/61 1265 / 38 5.500 „ „ = MkII 3.4 / 340 1959/69 3442 / 210 25.000 „„„ „„ =
Imp 1963/76 874 / 26 5.000 „ „ = MkII 3.8 1959/67 3781 / 220 35.000 „„„ „„ =
INNOCENTI (Italia) S-Type 3.4 1963/68 3442 / 210 18.000 „„„ „„ =
950 / 1100 S-Type 3.8 1963/68 3781 / 220 22.000 „„„ „„ =
950 spider 1960/63 948 / 43 6.500 „ „„ = MK BERLINE LUXURY
1100 coupé 1967/69 1098 / 58 6.000 „ „„ = MkV 1948/50 3486 / 126 42.000 „„ „„ =
1100 spider 1963/69 1098 / 50 7.000 „ „„ = MkVII 1950/54 3442 / 160 24.000 „„ „„ =
MINI MkVIII 1956/59 3442 / 210 26.000 „„ „„ =
Mini Minor 1965/67 848 / 37 6.500 „„ „„ = MkIX 1959/61 3781 / 220 28.000 „„ „„ =
Mini Minor 42 Cv 1967/68 848 / 42 6.000 „„ „„ = MkX 1961/64 3781 / 220 20.000 „„ „„ =
Mini Cooper 1966/68 998 / 56 18.000 „„„ „„„ = 420 G 1966/70 4235 / 265 18.000 „„„ „„ =
Mini t 1966/67 848 / 37 10.000 „„ „„ = E-TYPE
Mini t 42 Cv 1967/68 848 / 42 9.000 „„ „„ = E type coupé 1961/64 3781 / 265 120.000 „„„ „„„ =
Mini Minor Mk2 1968/70 848 / 48 5.000 „„ „„ = E type spider 1961/64 3781 / 265 130.000 „„„ „„„ =
Mini Cooper Mk2 1968/70 998 / 60 14.000 „„„ „„„ = E type coupé 4.2 1964/71 4235 / 265 90.000 „„„ „„„ =
Mini t Mk2 1968/70 848 / 48 8.000 „„ „„ = E type spider 4.2 1964/71 4235 / 265 95.000 „„„ „„„ =
Mini t Mk2 legno 1968/70 848 / 48 8.000 „„ „„ = E type V12 coupé 1970/75 5345 / 275 70.000 „„„ „„„ =
Mini Minor Mk3 1970/72 848 / 48 4.500 „„ „„ = E type V12 roadster 1971/75 5345 / 275 75.000 „„„ „„„ =
Mini Matic Mk3 1970/72 998 / 46 4.500 „„ „„ = XJ
Mini Cooper Mk3 1970/72 998 / 60 10.000 „„„ „„„ = XJ6 4.2 1968/73 4235 / 265 10.000 „„ „„ =
Mini t Mk3 1970/72 998 / 48 6.000 „„ „„ = XJ12 5.3 1972/73 5345 / 275 8.000 „„„ „„ =
Mini 1000 / 10001 1972/73 998 / 55 4.000 „„ „„ = XJ6 4.2 II serie / III serie 1973/86 4235 / 265 8.000 „„ „„ =
Mini Matic 1972/73 998 / 55 4.000 „„ „„ = XJ12 5.3 II serie / III serie 1973/86 5345 / 275 7.000 „„„ „„ =
Mini Cooper 1300 1972/73 1275 / 71 18.000 „„„ „„„ = XJ C 4.2 coupé 1975/78 4235 / 265 18.000 „„ „„„ =
Mini 1000 t 1972/73 998 / 55 6.000 „„ „„ = XJ C 5.3 coupé 1975/78 5345 / 275 18.000 „„„ „„„ =
Mini 1000 / 1001 Export 1973/75 998 / 55 4.000 „„ „„ = XJ S 1980/94 5345 / 275 12.000 „„„ „„„ =
Mini Matic Export 1973/75 998 / 55 4.000 „„ „„ = XJ S convertibile 1984/94 5345 / 275 14.000 „„„ „„„ =
Mni Cooper 1300 Export 1973/75 1275 / 71 15.000 „„„ „„„ = XJ6 3.6 1986/90 3590 / 220 10.000 „„ „„ =
MINI BERTONE XJ6 4.0 1990/96 3980 / 225 12.000 „„ „„ =
Mini 90 / N / L / SL 1974/82 998 / 49 2.000 „ „ = XJ12 6.0 1992/96 5993 / 300 13.000 „„„ „„ =
Mini 120 / L / SL 1974/82 1275 / 65 2.000 „„ „ = LAMBORGHINI (Italia)
Mini De Tomaso / Special 1976/82 1275 / 72 6.000 „„„ „„ =
Minitre / Tre Cilindri L / SL / SE 1982/86 993 / 52 2.500 „ „ = 350 GT / 400 GT
Turbo De Tomaso 1982/88 993 / 72 7.500 „„ „„ = 350 GT 1964/67 3464 / 320 380.000 „„„ „„„ =
ISO RIVOLTA (Italia) 350 GT 4.0 1695/67 3929 / 320 380.000 „„„ „„„ =
400 GT 1966/68 3929 / 320 335.000 „„„ „„„ =
ISETTA MIURA
Isetta 200 1953/56 198 / 8 25.000 „„ „„ =
Miura P 400 1966/68 3929 / 350 750.000 „„„ „„„ =
Isetta 250 1953/56 236 / 10 20.000 „„ „„ =
Miura S 1968/71 3929 / 370 1.100.000 „„„ „„„ =
GT COUPÉ
Miura SV 1971/72 3929 / 385 1.500.000 „„„ „„„ =
GT 300 1962/65 5359 / 300 40.000 „„„ „„„ =
JSLERO
IR 340 1962/70 5359 / 340 50.000 „„„ „„„ =
Jslero 1968/69 3929 / 320 110.000 „„„ „„ =
GRIFO
Jslero S 1969/70 3929 / 350 110.000 „„„ „„ =
Grifo L 300 1965/71 5359 / 300 120.000 „„„ „„„ =
JARAMA
Grifo L 365 1965/71 5359 / 365 140.000 „„„ „„„ =
Jarama 1970/72 3929 / 350 95.000 „„„ „„ =
Grifo IR 8 1971/73 5762 / 350 150.000 „„„ „„„ =
Grifo 7 litri 1968/71 6998 / 435 200.000 „„„ „„„ = Jarama S 1972/76 3929 / 365 95.000 „„„ „„ =
Grifo 7.5 litri 1971/73 7443 / 440 250.000 „„„ „„„ = ESPADA
A3 Stradale berlinetta 1965/67 5359 / 405 280.000 „„„ „„„ = Espada 1968/70 3929 / 325 110.000 „„„ „„ =
FIDIA Espada 2a / 3a serie 1970/78 3929 / 350 110.000 „„„ „„ =
Fidia 300 1967/73 5359 / 300 44.000 „„„ „„ = URRACO E DERIVATE
Fidia 350 1967/73 5359 / 350 44.000 „„„ „„ = Urraco P 200 1975/77 1973 / 182 35.000 „ „„ =
Fidia IR 10 1967/73 5762 / 330 44.000 „„„ „„ = Urraco P 250 1972/77 2463 / 220 40.000 „„ „„ =
LELE Urraco P 300 1975/79 2996 / 250 50.000 „„ „„ =
Lele 300 1969/73 5359 / 300 50.000 „„„ „„„ = Silhouette 1979/81 2996 / 265 90.000 „„ „„ =
138 [Link] | MARZO 2020
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
Jalpa / Jalpa 2a serie 1981/88 3485 / 255 43.000 „„ „„ = Fulvia 3 coupé / Montecarlo / Safari 1974/76 1298 / 90 6.000 „„ „„ =
COUNTACH Fulvia Sport Zagato 1965/66 1216 / 80 21.000 „„„ „„„ =
Countach LP 400 1974/78 3929 / 375 330.000 „„„ „„„ = Fulvia Sport Zagato 1.3 1967/69 1298 / 87 20.000 „„„ „„„ =
Countach LP 400 S 1978/82 3929 / 350 295.000 „„„ „„„ = Fulvia Sport Zagato 1.3 S / 1.3 S 2a serie 1968/72 1298 / 90 19.000 „„ „„ =
Countach LP 500 S 1982/85 4754 / 375 200.000 „„„ „„„ = Fulvia Sport Zagato 1.6 2a serie 1971/72 1584 / 114 32.500 „„ „„ =
Countach Quattrovalvole 1985/88 5167 / 455 225.000 „„„ „„„ = BETA BERLINA, COUPÉ E DERIVATE
Countach 25th Anniversary 1988/90 5167 / 455 175.000 „„„ „„„ = Beta I serie 1972/75 1.3-1.4-1.6-1.8 2.000 „ „ =
LANCIA (Italia) Beta II serie 1975/79 1.3-1.6-2.0 1.800 „ „ =
ARDEA Beta III serie 1979/82 1585-1995 / 100-122 1.800 „ „„ =
Ardea 1939/41 903 / 29 14.500 „„„ „„ = Trevi VX Volumex 1983/84 1995 / 135 3.500 „„ „ =
Ardea 2a / 3a / 4a serie 1941/52 903 / 29 12.000 „„ „„ = Beta coupé I serie 1973/75 1592-1756 / 108-120 5.000 „ „„ =
APRILIA Beta coupé II / III serie 1975/81 1.3-1.6-2.0/80-108-120 3.000 „ „„ =
Aprilia 1936/39 1351 / 47 32.000 „„„ „„ = Beta coupé 2000 i.e. (IV serie) 1981/85 1995 / 122 3.000 „ „„ =
Aprilia 1500 1939/49 1486 / 48 30.000 „„„ „„ = Beta coupé VX Volumex 1983/85 1995 / 135 5.500 „„„ „„„ =
AURELIA Beta HPE 1600 (I serie) 1974/75 1592 / 108 3.500 „ „„ =
Aurelia B10 / B10S 1950/53 1754 / 56 29.000 „„ „„„ = Beta HPE 2000 (II/III serie) 1975/81 1995 / 122 4.000 „ „„ =
Aurelia B15 / B15S 1952/53 1991 / 65 26.000 „„ „„ = H.P. Executive 1600 1981/85 1585 / 100 3.000 „ „„ =
Aurelia B21 / B21S 1951/53 1991 / 70 26.000 „„ „„ = H.P. Executive 2000 i.e. 1981/85 1995 / 122 3.200 „ „„ =
Aurelia B22 / B22S 1952/53 1991 / 90 26.000 „„ „„ = H.P. Executive VX Volumex 1983/85 1995 / 135 5.500 „„„ „„„ =
Aurelia B12 / B12S 1954/55 2266 / 87 29.000 „„ „„ = Beta spider 1600 (I serie) 1974/76 1592 / 108 8.000 „ „„„ =
Aurelia B55 / B55S 1954/55 2266 / 87 40.000 „„ „„ = Beta spider 2000 (II, III serie) 1977/82 1995 / 120 7.500 „ „„„ =
Aurelia B20 1a serie 1951/52 1991 / 75 150.000 „„„ „„„ = Beta Montecarlo coupé / spider 1975/79 1995 / 120 11.000 „„„ „„„ +
Aurelia B20 2a serie 1952/53 1991 / 80 130.000 „„„ „„„ = Montecarlo coupé / spider 1979/84 1995 / 120 10.000 „„„ „„„ +
Aurelia B20 3a serie 1953/54 2451 / 118 130.000 „„„ „„„ = GAMMA
Aurelia B20 4a serie 1954/55 2451 / 118 150.000 „„„ „„„ = Gamma 2000 1976/82 1999 / 120 3.500 „„ „ =
Aurelia B20 5a serie 1956/57 2451 / 110 130.000 „„„ „„„ = Gamma 2500 1976/82 2484 / 140 3.500 „„ „ =
Aurelia B20 6a serie 1957/60 2451 / 112 130.000 „„„ „„„ = Gamma 2000 coupé 1976/82 1999 / 120 6.500 „„ „„ =
Gamma 2500 coupé 1976/82 2484 / 140 7.000 „„ „„„ =
Aurelia B24 / B24S spider 1955/56 2451 / 118 680.000 „„„ „„„ =
DELTA 1A SERIE
Aurelia B24 / B24S convertibile 1956/57 2451 / 110 250.000 „„„ „„„ =
Delta 1300 1979/84 1301 / 75 1.500 „ „ =
APPIA
Delta 1600 GT 1984/86 1585 / 105 2.000 „ „ =
Appia 1a serie C10 / C10S 1953/55 1089 / 38 6.000 „„ „„„ =
Delta HF turbo 1984/86 1585 / 130 5.500 „„ „„ =
Appia 2a serie C10 / C10S 1956/59 1089 / 44 7.000 „„ „„„ =
Delta HF i.e. turbo 2a serie 1986/94 1585 / 140 6.500 „„ „„ =
Appia 3a serie 808-07 / 808-08 1959/63 1089 / 48 5.000 „„ „„ =
Delta HF 4WD 1986/88 1995 / 165 12.500 „„„ „„ =
Appia Lusso Vignale 1959/63 1089 / 48 9.500 „„ „„„ =
Delta HF integrale 1988/89 1995 / 185 19.000 „„„ „„ =
Appia GTE Zagato 812-05 1960/63 1089 / 60 65.000 „„„ „„„ =
Delta HF integrale 16v 1989/91 1995 / 200 24.000 „„„ „„ =
Appia Sport Zagato 1961/63 1089 / 60 70.000 „„„ „„„ = Delta HF integrale evoluzione 1991/94 1995 / 200 44.000 „„„ „„„ =
Appia coupé Pininfarina 1959/63 1089 / 48 15.000 „„„ „„„ = THEMA
Appia convertibile Vignale 1959/63 1089 / 48 19.000 „„„ „„„ = Thema i.e. 1984/88 1995 / 120 2.000 „ „ =
Appia giardinetta Viotti 812-21 1960/63 1089 / 48 12.000 „„ „„ = Thema i.e. turbo 1984/88 1995 / 165 3.500 „„ „„ =
FLAMINIA Thema V6 1984/88 2848 / 150 3.300 „ „ =
Flaminia 2.5 813-00 1957/63 2458 / 102 13.000 „„ „„ = Thema V6 limousine 1987/88 2848 / 150 7.500 „ „ =
Flaminia 2.8 1963/64 2775 / 129 13.000 „„ „„ = Thema 8.32 1986/88 2927 / 215 11.500 „„„ „„„ =
Flaminia 2.5 coupé 1959/63 2458 / 119 18.000 „„ „„„ = Thema i.e. 2a serie 1988/92 1995 / 120 1.500 „ „ =
Flaminia 2.8 coupé 1963/67 2775 / 129 20.000 „„ „„„ = Thema i.e. 16v 2a serie 1988/92 1995 / 150 1.500 „ „ =
Flaminia 2.5 Sport Zagato 1958/63 2458 / 119 230.000 „„ „„„ = Thema i.e. turbo 16v 2a serie 1988/92 1995 / 185 2.000 „„ „„ =
Flaminia 2.8 Sport Zagato 1962/64 2775 / 150 165.000 „„„ „„„ = Thema V6 2a serie 1988/92 2849 / 150 3.300 „ „ =
Flaminia Supersport Zagato 1964 2775 / 152 150.000 „„„ „„„ = Thema V6 limousine 2a serie 1988/90 2849 / 150 7.500 „ „ =
Flaminia GT Touring 1958/65 2.5-2.8 / 119-152 55.000 „„ „„„ = Thema 8.32 2a serie 1988/92 2927 / 215 11.500 „„„ „„„ =
Flaminia GT Touring convertibile 1960/64 2.5-2.8 / 119-152 85.000 „„ „„„ = Thema i.e. 16v / LE / LS 3a serie 1992/95 1995 / 155 2.000 „ „ =
FLAVIA E DERIVATE Thema 3.0 V6 LE / LS / LX 3a serie 1992/93 2959 / 175 3.800 „„ „„ =
Flavia 1.5 1960/67 1499 / 78 4.500 „„ „ = ALTRI MODELLI
Flavia 1.8 1963/65 1799 / 86 4.500 „„ „ = Strato’s 1974/78 2418 / 190 360.000 „„„ „„„ =
Flavia 1.8 iniezione 1965/67 1799 / 102 5.000 „„„ „ = Rally 037 1982/85 1995 / 205 200.000 „„„ „„„ =
Flavia 1.5 2a serie 1967/69 1488 / 80 4.000 „„ „ = Delta S4 1985/87 1759 / 250 160.000 „„„ „„„ =
Flavia 1.8 2a serie 1967/69 1799 / 92 4.500 „„ „ = LAND ROVER (Regno Unito)
Flavia 2000 1969/72 1991 / 131 4.500 „„ „ = 80 / 88
2000 berlina 1971/72 1991 / 115 4.000 „„ „ = 80 1948/54 1595 / 50 15.000 „„„ „„ =
Flavia coupé Pininfarina 1.8 1962/65 1799 / 88 8.500 „„ „„ = 86 / 88 / 88 D I serie 1954/56 1997 / 51 12.000 „„ „„ =
Flavia coupé Pininfarina 1.8 i. 1963/68 1799 / 102 10.000 „„„ „„ = 88 / 88 D II serie 1958/71 1997 / 51 11.000 „„ „„ =
2000 coupé 1971/72 1991 / 115 9.000 „„ „„ = 88 / 88 D III serie 1972/84 2286 / 62 10.000 „„ „„ =
2000 coupé HF iniezione 1971/73 1991 / 125 10.000 „„„ „„ = 107 / 109
Flavia convertibile Vignale 1.8 / 1.8i 1963/67 1799 / 88 20.000 „„ „„„ = 107 / 109 / 109 D I serie 1955/58 1997 / 51 12.000 „„ „„ =
Flavia Sport 1962/65 1799 / 95 30.000 „„ „„„ = 109 / 109 D II serie 1958/71 1997 / 51 10.000 „„ „„ =
Flavia Sport Zagato 1963/67 1799 / 95 40.000 „„ „„„ = 109 / 109 D III serie 1972/84 2286 / 62 10.000 „„ „„ =
FULVIA 109 V8 1979/85 3528 / 115 15.000 „„„ „„ =
Fulvia 1963/64 1091 / 58 3.800 „ „ = RANGE ROVER
Fulvia 2C 1964/67 1091 / 71 3.800 „„ „ = Range Rover 1970/87 3528 / 135 15.000 „„„ „„„ =
Fulvia GT 1967/68 1216-1231 / 80 4.600 „„ „ = Range Rover TD 1986/88 2393 / 110 7.500 „„ „„ =
Fulvia GTE 1968/69 1298 / 87 5.000 „„ „„ = LOTUS (Regno Unito)
Fulvia berlina 1.3 1969/70 1298 / 95 3.800 „ „ = SEVEN
Fulvia coupé 1965/66 1216 / 80 9.000 „„ „„„ = Seven 1957/60 1172 / 37 50.000 „„„ „„„ =
Fulvia coupé HF 1965/66 1216 / 80 25.000 „„ „„„ = Seven S2 1960/68 1340 / 85 48.000 „„„ „„„ =
Fulvia coupé 1.2 1966/67 1231 / 80 8.000 „„ „„ = Seven S3 1968/70 1340 / 105 45.000 „„„ „„„ =
Fulvia coupé 1.3 rallye 1967/69 1298 / 87 8.000 „„ „„ = Seven S4 1970/72 1558 / 128 35.000 „„„ „„„ =
Fulvia coupé 1.3 rallye HF 1967/69 1298 / 101 24.000 „„„ „„„ = ELAN
Fulvia coupé 1.3 rallye S 1968/69 1298 / 90 7.500 „„ „„ = Elan coupé 1962/75 1558 / 128 35.000 „„„ „„„ =
Fulvia coupé 1.6 rallye HF (Fanalone) 1969/70 1584 / 114 52.000 „„„ „„„ = Elan spider 1962/75 1558 / 128 45.000 „„„ „„„ =
Fulvia coupé II serie 1970/74 1298 / 90 7.800 „„ „„ = ALTRI MODELLI
Fulvia coupé 1.3 S Montecarlo 1972/74 1298 / 90 7.500 „„ „„ = Europa 1968/75 1558 / 128 25.000 „„ „„ =
Fulvia coupé 1.6 HF / Lusso 1970/74 1584 / 114 21.000 „„„ „„„ = Esprit 1975/85 1973 / 162 20.000 „„ „„ =
[Link] |MARZO 2020 139
|LE QUOTAZIONI|il mercato delle classiche
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
Esprit turbo 1978/92 2174 / 220 22.000 „„ „„ = Quattroporte ottocilindri Evo 1998/01 3217 / 335 6.500 „„ „ =
MASERATI (Italia) MATRA (Francia)
3500 GT / 5000 GT M 530 LX 1967/73 1699 / 70 7.500 „„ „„ =
3500 GT 1957/61 3485 / 220 185.000 „„„ „„„ + Bagheera / Bagheera S 1973/80 1442 / 84 6.000 „ „ =
3500 GT iniezione 1961/65 3485 / 235 140.000 „„„ „„„ + Murena 2.2 1980/84 2155 / 135 5.000 „ „ =
3500 GT spider 1960/61 3485 / 220 390.000 „„„ „„„ + MERCEDES-BENZ (Germania)
3500 GT iniezione spider 1961/65 3485 / 235 350.000 „„„ „„„ + W 136 BERLINE BAULETTO
5000 GT Touring 1959/60 4938 / 340 610.000 „„„ „„„ + 170 V a / b 1947/53 1697 / 38 22.000 „ „ =
5000 GT Allemano 1960/65 4938 / 340 450.000 „„„ „„„ + 170 D a / b 1947/53 1767 / 38 14.000 „ „ =
SEBRING 170 S 1953/55 1767 / 52 24.000 „ „ =
Sebring 3.5 1962/64 3485 / 235 150.000 „„„ „„„ = 170 S D 1953/55 1767 / 40 16.000 „ „ =
Sebring 3.7 1964/69 3694 / 245 150.000 „„„ „„„ = W 120 / W 121 BERLINE PONTON
Sebring 4.0 1964/69 4012 / 255 160.000 „„„ „„„ = 180 / 180 a 1953/59 1767 / 52 10.000 „ „ =
MISTRAL 180 D / 180 D a 1953/59 1767 / 40 8.000 „ „ =
Mistral 3.7 1963/70 3485 / 245 95.000 „„ „„ = 180 b / c 1959/62 1897 / 65 8.000 „ „ =
Mistral 4.0 1966/70 4012 / 255 105.000 „„„ „„ = 180 D b / c 1959/62 1897 / 48 7.000 „ „ =
Mistral 3.7 spider 1964/70 3485 / 245 240.000 „„ „„„ = 190 a / b / c 1957/62 1897 / 75 10.000 „ „ =
Mistral 4.0 spider 1966/70 4012 / 255 270.000 „„„ „„„ = 190 D a / b / c 1957/62 1897 / 50 8.000 „ „ =
MEXICO W 128 / W 180 BERLINE PONTON E DERIVATE
Mexico 4.2 1966/73 4136 / 290 60.000 „„ „„„ = 219 1956/60 2195 / 85 16.000 „ „ =
Mexico 4.7 1970/73 4719 / 300 65.000 „„„ „„„ = 220 1951/54 2195 / 80 14.000 „ „ =
GHIBLI 220 a 1954/60 2195 / 85 12.000 „ „ =
Ghibli 1966/73 4719 / 300 190.000 „„„ „„„ + 220 S 1954/60 2195 / 100 20.000 „ „ =
Ghibli SS 1969/73 4930 / 335 225.000 „„„ „„„ + 220 SE 1958/60 2195 / 115 22.000 „„ „ =
Ghibli spider 1969/73 4719 / 300 380.000 „„„ „„„ + 220 S coupé 1956/60 2195 / 100 40.000 „ „„ =
Ghibli SS spider 1969/73 4930 / 335 780.000 „„„ „„„ + 220 SE coupé 1958/60 2195 / 115 45.000 „„ „„ =
INDY 220 S cabriolet 1956/60 2195 / 100 80.000 „ „„„ =
Indy 4.2 1969/76 4136 / 260 55.000 „„ „„ = 220 SE cabriolet 1958/60 2195 / 115 90.000 „„ „„„ =
Indy 4.7 1970/76 4719 / 290 65.000 „„ „„ = 300 1951/57 2996 / 115 40.000 „„ „ =
Indy 4.9 1973/76 4930 / 335 80.000 „„„ „„ = 300 125 Cv 1957/60 2996 / 125 35.000 „„ „ =
BORA 300 160 Cv 1960/62 2996 / 160 35.000 „„„ „ =
Bora 4.7 1971/78 4719 / 310 100.000 „„„ „„„ = 300 S coupé 1952/57 2996 / 150 160.000 „„„ „„ =
Bora 4.9 1975/78 4930 / 335 105.000 „„„ „„„ = 300 S cabriolet 1952/57 2996 / 150 220.000 „„„ „„„ =
MERAK 300 S roadster 1952/57 2996 / 150 240.000 „„„ „„„ =
Merak 3.0 1973/75 2965 / 190 33.000 „„ „„ = 300 Sc coupé 1955/58 2996 / 175 160.000 „„„ „„„ =
Merak SS 1975/82 2965 / 220 40.000 „„„ „„„ = W 186 / W 189 ADENAUER
Merak GT 1976/83 1999 / 170 37.000 „„ „„ = 300 b 1951/57 2996 / 115 45.000 „„ „„„ =
KYALAMI 300 c 1957/59 2996 / 125 48.000 „„ „„„ =
Kyalami 4.2 1976/84 4136 / 255 32.000 „„ „„ = 300 d 1959/62 2996 / 160 52.000 „„ „„„ =
Kyalami 4.9 1980/84 4930 / 320 32.000 „„„ „„ = 300 b convertibile 1951/57 2996 / 115 170.000 „„ „„„ =
KHAMSIN 300 c convertibile 1957/59 2996 / 125 180.000 „„ „„„ =
Kamshin 1973/83 4930 / 320 95.000 „„„ „„ = 300 d convertibile 1959/62 2996 / 160 190.000 „„ „„„ =
QUATTROPORTE W 110 BERLINE CODINE E DERIVATE
Quattroporte I 1963/66 4136 / 280 45.000 „„„ „„„ = 190 1962/65 1897 / 80 6.000 „ „ =
Quattroporte I 2a serie 1966/69 4136 / 280 26.000 „„„ „„„ = 200 1965/68 1998 / 95 7.000 „ „ =
Quattroporte II 1974/75 2965 / 180 14.000 „ „„ = 230 1965/68 2281 / 105 8.000 „ „ =
230 S 1965/68 2281 / 120 9.000 „ „ =
Quattroporte III 4.2 1979/87 4136 / 255 14.000 „„ „„ =
190 D / 200 D 1962/68 1998 / 55 6.000 „ „ =
Quattroporte III 4.9 1982/87 4930 / 280 17.000 „„ „„ =
220 b 1960/65 2195 / 105 8.000 „ „ =
Quattroporte Royale 1987/91 4930 / 280 23.000 „„ „„ =
220 S 1960/65 2195 / 110 10.000 „ „ =
BITURBO COUPÉ E DERIVATE
220 SE 1960/65 2195 / 120 12.000 „„ „ =
Biturbo 1982/86 1996 / 180 4.000 „„„ „„ =
220 SE coupé 1961/67 2195 / 120 48.000 „„ „„ =
Biturbo S 1984/86 1996 / 205 5.500 „„„ „„ =
220 SE cabriolet 1961/67 2195 / 120 68.000 „„ „„„ =
Biturbo i 1986/88 1996 / 185 4.500 „„ „„ =
300 SE 1961/62 2996 / 160 18.000 „„ „ =
Biturbo Si 1986/88 1996 / 220 6.500 „„„ „„ =
300 SE 170 Cv 1962/65 2996 / 170 18.000 „„ „ =
222 1988/92 1996 / 220 5.000 „„ „„ =
300 SE coupé 1961/67 2996 / 170 52.000 „„ „„ +
2.24v 1989/92 1996/ 245 6.500 „„„ „„ =
300 SE cabriolet 1961/67 2996 / 170 76.000 „„ „„„ +
228i 1987/92 2790 / 250 6.500 „„„ „„ = 190 Universal 1964/65 1897 / 80 6.000 „ „ =
Racing 1990/92 1996 / 283 12.000 „„„ „„„ + 190 D Universal 1964/65 1998 / 55 6.000 „ „ =
Karif 1988/91 2790 / 285 16.000 „„„ „„ + 200 Universal 1965/68 1998 / 95 6.500 „ „ =
Shamal 1989/96 3217 / 325 29.000 „„„ „„„ + 230 Universal 1965/68 2281 / 105 7.000 „ „ =
Ghibli 2.0 1992/98 1996 / 306 10.000 „„„ „ = 230 S Universal 1965/68 2281 / 120 11.000 „ „ =
Ghibli 2.8 1995/98 2790 / 284 10.000 „„„ „ = 200 D Universal 1965/68 1998 / 55 7.000 „ „ =
Spyder 1985/87 1996 / 180 10.000 „„„ „„„ = W 108 / W 109 / W 111 / W 112 SERIE S E DERIVATE
Spyder i 1987/92 1996 / 185 10.000 „„ „„„ = 250 S 1965/69 2496 / 130 7.500 „„ „ =
Spyder 2.0 24v cat 1994/96 1996 / 245 10.000 „„„ „„„ = 250 SE 1965/69 2496 / 150 8.000 „„ „ =
Spyder 2.8 cat 1991/94 2790 / 225 11.000 „„„ „„„ = 280 S 1967/72 2778 / 140 8.000 „„ „ =
BITURBO 4 PORTE E DERIVATE 280 SE / SEL 1967/72 2778 / 160 9.000 „„ „ =
Biturbo 425 1983/87 2491 / 192 2.500 „„ „ = 300 SE / SEL 1965/69 2996 / 170 14.000 „„ „ =
Biturbo 420 1984/87 1996 / 180 2.500 „„ „ = 280 SE / SEL 3.5 1969/72 3499 / 200 12.000 „„„ „„ =
Biturbo 420 S 1985/87 1996 / 205 2.500 „„ „ = 280 SE / SEL 4.5 1971/72 4520 / 225 13.000 „„„ „„ =
Biturbo 420 i 1986/87 1996 / 185 2.500 „„ „ = 300 SE / SEL 3.5 1969/72 3499 / 200 14.000 „„„ „„ =
Biturbo 420 Si 1986/88 1996 / 220 3.000 „„ „ = 300 SEL 4.5 1971/72 4520 / 225 18.000 „„„ „„ =
422 1987/92 1996 / 220 3.500 „„ „ = 300 SEL 6.3 1968/72 6330 / 250 38.000 „„„ „„ =
4.18v 1992/93 1996 / 220 3.500 „„ „ = 250 SE coupé 1965/68 2496 / 150 36.000 „„ „„ =
4.24v 1989/92 1996 / 245 4.500 „„ „ = 250 SE cabriolet 1965/68 2496 / 150 54.000 „„ „„„ =
430 1988/94 2790 / 250 5.000 „„ „ = 280 SE coupé 1968/72 2778 / 160 38.000 „„ „„ =
430 4v 1992/94 2790 / 283 6.000 „„ „ = 280 SE cabriolet 1968/72 2778 / 160 58.000 „„ „„„ =
Quattroporte 2.0 1994/98 1996 / 287 3.000 „„ „ = 300 SE coupé 1965/68 2996 / 170 42.000 „„ „„ =
Quattroporte 2.8 1996/98 2790 / 284 5.500 „„ „ = 300 SE cabriolet 1965/68 2996 / 170 68.000 „„ „„„ =
Quattroporte 3.2 1996/98 3217 / 335 6.500 „„ „ = 280 SE 3.5 coupé 1968/72 3499 / 200 46.000 „„„ „„ =
Quattroporte seicilindri Evo 1998/01 2790 / 284 4.000 „„ „ = 280 SE 3.5 cabriolet 1968/72 3499 / 200 76.000 „„„ „„„ =
140 [Link] | MARZO 2020
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
300 SE 3.5 coupé 1969/72 3499 / 200 72.000 „„„ „„ = 500 SE / SEL 231 Cv 1981/85 4973 / 231 6.500 „ „ =
300 SE 3.5 cabriolet 1969/72 3499 / 200 80.000 „„„ „„„ = 260 SE 2a serie 1985/92 2599 / 166 3.500 „ „ =
W 100 300 SE / SEL 2a serie 1985/92 2962 / 188 5.000 „ „ =
600 1963/81 6330 / 250 130.000 „„„ „„„ = 420 SE / SEL 2a serie 1985/92 4196 / 218 6.000 „ „ =
600 Pullman 1963/81 6330 / 250 150.000 „„„ „„„ = 500 SE / SEL 2a serie 1985/92 4973 / 245 7.000 „ „ =
600 Landaulette 1963/81 6330 / 250 190.000 „„„ „„„ = 560 SE / SEL 2a serie 1985/92 5547 / 300 8.000 „ „ =
W 114/8 / W 115/8 BERLINE W 121 ROADSTER
200 1968/76 1988 / 95 4.500 „ „ = 190 SL 1955/63 1897 / 105 100.000 „„ „„„ =
220 1967/73 2197 / 105 5.000 „ „ = 300 SL 1954/56 2996 / 215 850.000 „„„ „„„ =
230.4 1973/76 2277 / 110 5.500 „ „ = 300 SL roadster 1957/63 2996 / 215 650.000 „„„ „„„ =
230.6 / 230.6 Lunga 1968/73 2292 / 120 6.000 „ „ = W 113 ROADSTER PAGODA
250 1967/72 2496 / 130 6.000 „ „ = 230 SL 1963/66 2306 / 150 75.000 „„ „„„ +
250 2.8 1970/76 2778 / 130 6.500 „ „ = 250 SL 1966/71 2496 / 150 75.000 „„ „„„ +
280 1973/76 2746 / 160 7.500 „ „ = 280 SL 1968/71 2778 / 170 85.000 „„ „„„ +
280 E 1972/76 2746 / 185 8.500 „„ „ = R 107 COUPÉ E ROADSTER
W 114/8 - W 115/8 COUPÉ 280 SLC 1972/81 2746 / 185 12.000 „ „„ =
250 C 1969/72 2496 / 130 9.000 „ „„ = 350 SLC 1972/79 3499 / 200 14.000 „ „„ =
250 C 2.8 1969/76 2778 / 140 12.000 „ „„ = 380 SLC 1979/81 3839 / 218 15.000 „ „„ =
250 CE 1969/72 2496 / 150 12.500 „„ „„ = 450 SLC 1972/79 4520 / 225 16.500 „„ „„ =
280 C 1972/76 2746 / 160 12.000 „ „„ = 450 SLC 5.0 / 500 SLC 1978/81 4973 / 231 20.000 „„ „„ =
280 CE 1972/76 2746 / 185 12.500 „„ „„ = 280 SL 1972/86 2746 / 185 18.000 „ „„„ =
W 123 BERLINE E DERIVATE 300 SL 1986/89 2962 / 188 24.000 „ „„„ =
200 1975/80 1988 / 94 3.500 „ „ = 350 SL 1972/79 3499 / 200 20.000 „ „„„ =
200 109 Cv 1979/85 1997 / 109 4.000 „ „ = 380 SL 1979/86 3839 / 204 22.000 „ „„„ =
230 E 1979/85 2299 / 136 4.500 „ „ = 420 SL 1986/89 4196 / 218 26.000 „„ „„„ =
250 / 250 Lunga 1975/79 2525 / 129 4.500 „ „ = 450 SL 1972/79 4520 / 225 24.000 „„ „„„ =
250 140 Cv / 250 140 Cv Lunga 1979/85 2525 / 140 4.500 „ „ = 500 SL 1979/86 4973 / 231 26.000 „„ „„„ =
280 E 1975/79 2746 / 177 5.000 „„ „ = 500 SL 245 Cv 1986/89 4973 / 245 28.000 „„ „„„ =
280 E 185 Cv 1979/85 2746 / 185 5.000 „„ „ = W 126 SEC COUPÉ
200 T 1976/80 1988 / 94 8.000 „ „ = 380 SEC 1981/86 3839 / 204 6.000 „ „ =
200 T 109 Cv 1979/86 1997 / 109 9.000 „ „ = 420 SEC 1986/91 4196 / 218 8.000 „ „ =
230 TE 1979/86 2299 / 136 12.500 „ „ = 420 SEC 224 Cv 1991/93 4196 / 224 8.000 „ „ =
280 TE 1976/79 2746 / 177 15.000 „„ „ = 500 SEC 1981/86 4973 / 231 6.000 „ „ =
280 TE 185 Cv 1979/86 2746 / 185 16.000 „„ „ = 500 SEC 245 Cv 1986/91 4973 / 245 8.000 „ „ =
240 TD 1976/86 2399 / 72 7.000 „ „ = 500 SEC 252 Cv 1991/93 4973 / 252 8.000 „ „ =
300 TD 1976/86 3005 / 80-88 8.500 „ „ = 560 SEC 1986/91 5547 / 299 10.000 „„ „ =
300 TD Turbo 1980/86 2998 / 125 10.000 „„ „ = 560 SEC 279 Cv 1991/93 5547 / 279 12.000 „„ „ =
230 C 1977/79 2299 / 109 5.500 „ „„ = G 461
230 CE 1979/84 2299 / 136 6.000 „ „„ = 200 GE telone / SW / Lunga 1986/94 1997 / 109 8.000 „„ „ =
280 C 1977/80 2746 / 156 6.000 „ „„ = 230 G telone / SW / Lunga 1979/82 2299 / 109 8.000 „„ „ =
280 CE 1977/79 2746 / 177 7.000 „„ „„ = 230 GE telone / SW / Lunga 1982/88 2299 / 125 9.000 „„ „ =
280 CE 185 Cv 1979/84 2746 / 185 7.000 „„ „„ = 280 GE telone / SW / Lunga 1979/90 2746 / 156 12.000 „„ „ =
W 116 SERIE S 300 GE telone / SW / Lunga 1990/94 2960 / 170 14.000 „„ „ =
280 S 1972/79 2746 / 160 5.000 „ „ = 240 GD telone / SW / Lunga 1979/88 2399 / 72 6.000 „„ „ =
280 SE / SEL 1972/79 2746 / 185 5.500 „ „ = 250 GD telone / SW / Lunga 1988/94 2497 / 84 8.000 „„ „ =
350 SE / SEL 1972/79 3499 / 200 6.000 „ „ = 300 GD telone / SW / Lunga 1979/94 2998 / 88 10.000 „„ „ =
450 SE / SEL 1972/79 4520 / 225 7.000 „ „ = 380 SL 1979/86 3839 / 204 20.000 „ „„„ =
450 SEL 6.9 1975/79 6834 / 286 20.000 „„ „„ = 420 SL 1986/89 4196 / 218 21.500 „„ „„„ =
W 201 BERLINE 450 SL 1972/79 4520 / 225 22.500 „„ „„„ =
190 1982/91 1997 / 90-105 3.000 „ „ = 500 SL 1979/86 4973 / 231 25.000 „„ „„„ =
190 E 1982/91 1997 / 122 3.500 „ „ = 500 SL 245 Cv 1986/89 4973 / 245 26.000 „„ „„„ =
190 E 2.3 - 16 1984/88 2299 / 185 23.000 „„„ „„„ + MG (Regno Unito)
190 E 2.5 - 16 1988/91 2498 / 195 25.000 „„„ „„„ +
190 E 2.5 - 16 Evo 2 1988/91 2498 / 235 80.000 „„„ „„„ + T SERIES
190 E 2.6 1986/91 2599 / 166 5.000 „„ „ = TC 1945/50 1250 / 55 32.000 „„„ „„„ =
190 E 2.0 rst 1991/94 1997 / 122 2.500 „ „ = TD 1950/53 1250 / 57 30.000 „„„ „„„ =
190 E 2.5 - 16 rst 1991/94 2498 / 195 3.000 „„„ „„„ + TF 1.3 1953/54 1250 / 57 28.000 „„„ „„„ =
190 E 2.6 rst 1991/94 2599 / 166 5.000 „„ „ = TF 1.5 1954/55 1466 / 63 28.000 „„„ „„„ =
W 124 MGA
200 1984/92 1997 / 109 2.000 „ „ = A coupé / roadster 1955/57 1489 / 68 30.000 „„„ „„„ =
200 E 1984/92 1997 / 122 2.500 „ „ = A coupé / roadster 72 Cv 1957/59 1489 / 72 30.000 „„„ „„„ =
200 E - 16 1991/92 1996 / 136 3.000 „ „ = A Twin Cam coupé / roadster 1958/60 1588 / 108 40.000 „„„ „„„ =
260 E / 260 E Limousine / 4-Matic 1984/92 2599 / 170 3.500 „ „ = A 1600 coupé / roadster 1959/60 1588 / 78 28.000 „„„ „„„ =
300 E / 4-Matic 1984/92 2962 / 188 4.000 „ „ = A 1600 De Luxe coupé / roasdster 1959/60 1588 / 78 28.000 „„„ „„„ =
300 E - 24 1989/92 2962 / 231 4.500 „„ „ = A coupé / roadster / De Luxe MkII 1960/62 1622 / 93 28.000 „„„ „„„ =
500 E 1991/92 4973 / 326 28.000 „„„ „„„ = MGB
200 T 1986/92 1997 / 109 3.000 „ „ = B GT / roadster 1965/67 1789 / 94 20.000 „„ „„„ =
200 TE 1988/92 1997 / 122 3.500 „ „ = B GT / roadster MkII 1967/74 1789 / 94 17.500 „„ „„„ =
200 TE - 16 1991/92 1997 / 136 4.000 „ „ = B GT / roadster MkIII 1974/80 1789 / 94 12.500 „„ „„ =
300 TE / 4-Matic 1986/92 2962 / 188 4.500 „ „ = B V8 1973/76 3532 / 137 18.000 „„„ „„ =
300 TE - 24 1989/92 2962 / 231 3.500 „ „ = MGC
200 CE 1990/92 1997 / 122 5.000 „ „„ = C GT 1967/69 2912 / 150 22.000 „„ „„ =
200 CE - 16 1991/92 1996 / 136 6.000 „ „„ = C roadster 1967/69 2912 / 150 24.000 „„ „„ =
300 CE 1987/92 2962 / 188 6.500 „„ „„ = MIDGET
300 CE - 24 1989/92 2962 / 231 6.500 „„ „„ = Midget 1963/64 1098 / 55 16.000 „ „„ =
300 CE - 24 cabriolet 1990/92 2962 / 231 8.500 „„ „„ = Midget MkII 1964/66 1098 / 55 14.000 „ „„ =
W 126 SERIE S Midget MkIII 1966/74 1275 / 65 12.000 „ „„ =
280 S 1979/85 2746 / 156 3.500 „ „ = Midget MkIV 1974/79 1493 / 66 10.000 „ „„ =
280 SE / SEL 1979/85 2746 / 185 4.000 „ „ = MORGAN (Regno Unito)
380 SE / SEL 1979/81 3818 / 218 5.000 „ „ = 4/4 1.2 1946/60 1122 / 34 42.000 „„ „„ =
380 SE / SEL 204 Cv 1981/85 3818 / 204 5.500 „ „ = 4/4 1.6 1955/77 1599 / 96 40.000 „„ „„ =
500 SE / SEL 1979/81 4973 / 240 6.000 „ „ = Plus 4 1950/92 2088 / 115 40.000 „„ „„ =
[Link] |MARZO 2020 141
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
Plus 8 1977/92 3552 / 150 44.000 „„„ „„ = Commodore A GS 1967/71 2784/145 5.500 „ „ =
MORRIS (Regno Unito) Commodore B 1972/77 2490/115 4.000 „ „ =
MINOR Commodore B GS/E 1972/77 2784/160 5.000 „ „ =
Minor MM 1948/53 918 / 27 5.000 „„ „„ = OMEGA
Minor MkII 1952/56 803 / 30 5.000 „ „ = Omega A (tutte) 1986/94 1998/115 1.000 „ „ =
Minor Traveller 1952/56 803 / 30 7.000 „ „ = SENATOR A (TUTTE)
Minor 1000 1956/62 948 / 37 6.000 „ „ = Senator A (tutte) 1977/86 2986/180 2.500 „ „ =
Minor 1000 Traveller 1956/62 948 / 37 8.000 „ „ = MONZA (TUTTE)
MINI Monza (tutte) 1977/87 2986/180 5.000 „ „ =
Mini Minor / De Luxe 1959 848 / 34 25.000 „„ „„ = CALIBRA
Mini Minor / De Luxe 1960 848 / 34 15.000 „„ „„ = Calibra (tutte) 1989/97 1998/150 3.000 „ „ =
Mini Minor / De Luxe 1967 848 / 34 8.000 „„ „„ = PANHARD (Francia)
Mini Countryman/ 1960/67 848 / 34 15.000 „„ „„ = Dyna 100 X84 1947/49 650 / 22 8.000 „„ „ =
Mini Cooper 1961/63 997 / 55 23.000 „„„ „„„ = Dyna 110 X85 1950/53 650 / 28 7.000 „„ „„ =
Mini Cooper 1964/67 998 / 55 21.000 „„„ „„„ = Dyna 120 X86 1950/53 750 / 35 9.000 „„ „„ =
Mini Cooper S 1962/64 1071 / 70 35.000 „„„ „„„ = Dyna 130 X87 1952/53 850 / 40 6.500 „„ „„ =
Mini Cooper S 1.0 1964/67 970/70 38.000 „„„ „„„ = Dyna Junior 1953/54 750 / 35 18.000 „„ „„ =
Mini Cooper S 1.3 1964/67 1275 / 76 38.000 „„„ „„„ = Dyna X86 cabriolet 1950/53 750 / 35 20.000 „„ „„ =
Mini / De Luxe MkII 1967/69 848 / 34 4.000 „„ „„ = Dyna X87 cabriolet 1952/53 850 / 40 20.000 „„ „„ =
Mini MkII Super De Luxe 1967/69 998 / 38 5.000 „„ „„ = Dyna Z tutta alluminio 1954/54 851 / 42 7.000 „„ „ =
Mini Matic 1968/69 998 / 38 4.000 „„ „„ = Dyna Z 1955/59 851 / 42 6.000 „„ „ =
Mini MkII Cooper 1967/69 998/55 20.000 „„ „„ = Dyna Z cabriolet 1957/59 851 / 50 45.000 „„ „ =
Mini MkII Cooper S 1.3 1967/69 1275 / 76 33.000 „„„ „„„ = PL 17 1959/63 851 / 42 6.000 „„ „ =
Mini / De Luxe MkII Traveller 1967/69 848 / 34 10.000 „„ „„ = PL 17 Tigre 1959/63 851 / 50 7.000 „„ „„ =
Mini MkII Traveller Super De Luxe 1967/69 998 / 38 10.000 „„ „„ = PL 17 cabriolet 1959/63 851 / 42 45.000 „„ „„ =
NSU (Germania) 17 B - B Tigre 1963/65 848 / 60 5.000 „„ „„ =
PRINZ E DERIVATE 24 C Tigre 1964/67 848 / 60 13.000 „„ „„ =
Prinz 1957/59 583 / 20 6.000 „ „ 24 B Tigre 1965/67 848 / 50 7.000 „„ „„ =
Prinz II 1959/60 583 / 20 6.000 „ „ CD Turismo 1963/64 848 / 60 70.000 „„ „„ =
Prinz 30 1959/60 583 / 30 6.000 „ „ CD Rallye 1963/64 848 / 60 80.000 „„ „„ =
Prinz III 1960/62 583 / 23 6.000 „ „ PEUGEOT (Francia)
Prinz 4 / 4S / 4L 1961/73 598 / 30 4.500 „ „ 404 E DERIVATE
Prinz Sport 1959/61 583 / 30 8.000 „„ „ 404 1960/75 1618 / 72 4.500 „„ „ =
Prinz spider Wankel 1964/67 498 / 50 14.000 „„„ „„ 404 coupé 1962/68 1618 / 85 11.000 „„„ „„ =
Prinz 1000 / L / S 1964/67 996 / 43 3.800 „ „ 404 cabriolet 1962/68 1618 / 85 20.000 „„„ „„ =
Prinz 1000 TT 1965/67 1085 / 55 10.500 „„ „ DERIVATE 204
Prinz 1000 TTS 1967/71 1085 / 70 18.500 „„ „„ 204 coupé 1966/70 1130 / 53 4.000 „ „„ =
110 1965/67 1085 / 53 5.000 „ „ 204 cabriolet 1966/70 1130 / 53 5.500 „ „„ =
110 S 1965/67 1177 / 60 5.000 „ „ DERIVATE 304
110 SC 1965/67 1177 / 55 5.000 „ „ 304 coupé 1971/75 1288 / 65 3.800 „ „„ =
1000 C 1967/73 994 / 40 4.500 „ „ 304 cabriolet 1971/75 1288 / 65 5.000 „ „„ =
1200 C 1967/73 1177 / 55 5.000 „ „ DERIVATE 504
1200 TT 1967/73 1177 / 65 11.500 „„ „„ 504 coupé 1969/82 1971 / 103 6.000 „ „„ =
Ro 80 1967/77 2x498 / 115 7.000 „„„ „„ 504 coupé V6 1975/83 2664 / 136 17.000 „„ „„ =
OPEL (Germania) 504 cabriolet 1969/82 1971 / 103 11.000 „ „„ =
Kadett D GT/E 1976/79 1897 / 115 16.500 „„„ „„ = 504 cabriolet V6 1975/77 2664 / 136 22.000 „„ „„ =
GT 1900 1968/73 1897 / 102 12.500 „„ „„„ = 205
Ascona 400 1980/83 2410 / 145 16.500 „„„ „„ = 205 GTi 1.6 1984/86 1580 / 105 5.000 „ „ +
Manta 400 1981/84 2410 / 145 19.500 „„„ „„ = 205 GTi 1.9 1986/94 1905 / 130 7.500 „ „ +
Calibra 2.0i 16v Turbo 4x4 1990/94 1998 / 204 7.000 „„ „ = 205 T16 1984/86 1775 / 200 115.000 „„„ „„„ +
Omega Lotus 1990/92 3615 / 377 26.000 „„„ „ = PORSCHE (Germania)
CORSA 356
Corsa A (inclusa versione “TR”) 1982/93 993/45 1.500 „ „ = 356 Gmuend 1948/50 1086 / 40 250.000 „„„ „„„ =
Corsa A GSi 1987/93 1598/100 3.000 „ „ = 356 Gmuend cabriolet 1948/50 1086 / 40 350.000 „„„ „„„ =
KADETT 356 1950/55 1086 / 40 150.000 „„ „„„ =
Kadett A 1962/65 993/48 4.000 „ „ = 356 cabriolet 1950/55 1086 / 40 190.000 „„ „„„ =
Kadett B 1965/73 1078/55 3.500 „ „ = 356 1.3 / cabriolet 1950/55 1286 / 44 190.000 „„ „„„ =
Kadett C (inclusa versione “City”) 1973/79 1078/55 2.500 „ „ = 356 1.3 55 Cv / cabriolet 1954/55 1290 / 55 190.000 „„ „„„ =
Kadett C Aero 1976/78 1196/60 6.500 „ = 356 1.5 / cabriolet 1952/55 1488 / 60 170.000 „„ „„„ =
Kadett D 1979/84 1297/75 2.000 „ = 356 1.3 Speedster 1953/55 1290 / 55 290.000 „„ „„„ =
Kadett D GTE 1983/84 1796/115 4.000 „ = 356 1.5 Speedster 1953/55 1488 / 70 320.000 „„ „„„ =
Kadett E 1984/91 1297/60 1.500 „ = 356 A
Kadett E GSi (tutte) 1985/93 1998/157 3.500 „ = 356 A 1.3 / cabriolet 1955/57 1290 / 44 160.000 „„ „„„ =
ASTRA F GSI 356 A 1.3 60 Cv / cabriolet 1955/59 1290 / 60 150.000 „„ „„„ =
Astra F GSi 1991/96 1198/150 3.000 „ „ = 356 A 1.3 Speedster 1955/57 1290 / 44 240.000 „„ „„„ =
ASCONA 356 A 1.3 60 Cv Speedster 1955/59 1290 / 60 220.000 „„ „„„ =
Ascona A 1970/75 1196/60 3.000 „ „ = 356 A 1.6 / cabriolet 1955/57 1582 / 60 140.000 „„ „„„ =
Ascona B 1975/81 1196/60 2.000 „ „ 356 A 1.6 75 Cv / cabriolet 1955/59 1582 / 75 140.000 „„ „„„ =
= Ascona C 1981/88 1598/75 1.500 „ „ = 356 A 1.6 Speedster 1955/57 1582 / 60 210.000 „„ „„„ =
VECTRA A (TUTTE) 356 A 1.6 75 Cv Speedster 1955/59 1582 / 75 210.000 „„ „„„ =
Vectra A (tutte) 1988/95 1598/75 1.000 „ „ = 356 A Carrera / cabriolet 1956/57 1498 / 100 380.000 „„„ „„„ =
REKORD 356 A Carrera Speedster 1956/57 1498 / 100 450.000 „„„ „„„ =
Rekord A/B (incluse Caravan) 1963/66 1488/55 4.500 „ „ = 356 A Carrera GT / cabriolet 1957/59 1498 / 110 480.000 „„„ „„„ =
Rekord A/B Coupé 1963/66 1698/75 6.000 „ „ = 356 A Carrera GT Speedster 1957/59 1498 / 110 550.000 „„„ „„„ =
Rekord C (incluse Caravan) 1966/71 1698/75 3.000 „ „ = 356 B
Rekord C Coupé 1966/71 1897/106 4.500 „ „ = 356 B coupé / cabriolet 1959/63 1582 / 60 85.000 „„ „„„ =
Rekord D (tutte) 1972/77 1698/66 2.500 „ „ = 356 B 75 Cv coupé / cabriolet 1959/63 1582 / 75 90.000 „„ „„„ =
Rekord E (tutte) 1977/86 1979/100 1.500 „ „ = 356 B 90 Cv coupé / cabriolet 1959/63 1582 / 90 110.000 „„ „„„ =
COMMODORE 356 B Roadster 1959/63 1582 / 60 120.000 „„ „„„ =
Commodore A 1967/71 2490/115 4.500 „ „ = 356 B 75 Cv Roadster 1959/63 1582 / 75 120.000 „„ „„„ =
142 [Link] | MARZO 2020
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
356 B 90 Cv Roadster 1959/63 1582 / 90 140.000 „„ „„„ = 924 turbo 1979/81 1984 / 170 10.000 „„ „ =
356 B Carrera GT coupé 1959/61 1588 / 115 250.000 „„„ „„„ = 924 turbo 177 Cv 1981/84 1984 / 177 11.000 „„ „„ =
356 B Carrera 2 coupé / cabriolet 1961/63 1966 / 130 290.000 „„„ „„„ = 924 Carrera GT 1981/84 1984 / 210 70.000 „„ „„„ =
356 C 944 / 944 rst 1982/89 2479 / 163 10.000 „„ „ =
356 C coupé / cabriolet 1963/65 1582 / 75 85.000 „„ „„„ = 944 S 1986/89 2479 / 190 13.000 „„ „„ =
356 C 95 Cv coupé / cabriolet 1963/65 1582 / 95 95.000 „„ „„„ = 944 turbo / 944 turbo rst 1985/89 2479 / 220 15.000 „„„ „„ =
356 C Carrera 2 coupé / cabriolet 1963/65 1966 / 130 250.000 „„„ „„„ = 944 turbo S 1988/89 2479 / 250 20.000 „„„ „„„ =
911 / 912 944 2a serie 1989/90 2681 / 165 12.000 „„ „„ =
911 Solex 1963/68 1991 / 130 220.000 „„ „„„ = 944 S2 / S2 cabriolet 1989/91 2990 / 211 20.000 „„ „„ =
911 Weber / Targa 1966/68 1991 / 130 110.000 „„ „„„ = 944 turbo / turbo cabriolet 1989/91 2479 / 250 25.000 „„„ „„ =
912 / Targa 1966/69 1582 / 90 65.000 „„ „„ = 968 / 968 cabriolet 1991/95 2990 / 240 22.000 „„ „„ =
911 S / Targa 1966/69 1991 / 160 130.000 „„ „„ + 968 CS 1991/95 2990 / 240 28.000 „„„ „„„ =
911 T / Targa 1968/69 1991 / 110 85.000 „„ „„ = 928
911 L / Targa 1968/69 1991 / 130 85.000 „„ „„ = 928 1977/83 4474 / 240 10.000 „„ „„ =
911 2.2 T / Targa 1969/72 2195 / 125 85.000 „„ „„„ = 928 S 1980/84 4664 / 300 12.000 „„ „„ =
911 2.2 E / Targa 1969/72 2195 / 155 95.000 „„ „„„ = 928 S 310 Cv 1984/87 4664 / 310 14.000 „„ „„ =
911 2.2 S / Targa 1969/72 2195 / 180 130.000 „„„ „„„ + 928 S4 1987/92 4957 / 320 16.000 „„„ „„ =
911 2.4 T / Targa 1972/74 2341 / 130 95.000 „„ „„„ = 928 GT 1989/92 4957 / 330 20.000 „„„ „„ =
911 2.4 E / Targa 1972/74 2341 / 165 110.000 „„ „„„ = 928 GTS 1992/95 5394 / 350 28.000 „„„ „„ =
911 2.4 S / Targa 1972/74 2341 / 190 160.000 „„„ „„„ + RENAULT (Francia)
911 2.7 Carrera RS 1972/74 2687 / 210 500.000 „„„ „„„ =
4 CV 1947/51 760 / 18 6.500 „ „ =
911 2.7 Carrera RS Touring 1972/74 2687 / 210 500.000 „„„ „„„ =
4 CV cabriolet 1950/61 747 / 20 7.000 „ „ =
911 2.7 Carrera RS Sport 1972/74 2687 / 210 800.000 „„„ „„„ =
Dauphine 1956/65 845 / 27 5.500 „ „ =
911 G
Dauphine Gordini 1958/67 845 / 37 11.000 „„ „„ =
911 2.7 / Targa 1974/76 2687 / 150 55.000 „„ „„ =
4 / 4 TL 1961/74 845 / 30 5.000 „ „ =
911 2.7 S / Targa 1974/76 2687 / 175 65.000 „„ „„ =
8 Gordini 1965/71 1108 / 90 17.000 „„ „„ =
911 2.7 Carrera / Targa 1974/76 2687 / 210 110.000 „„„ „„ =
12 Gordini 1971/74 1565 / 113 13.000 „„ „„ =
911 2.7 165 Cv / Targa 1976/78 2687 / 165 55.000 „„ „„ =
5 1974/84 1289 / 64 1.800 „ „ =
911 3.0 Carrera / Targa 1976/78 2994 / 200 75.000 „„ „„ =
5 Alpine 1976/82 1397 / 93 4.000 „„ „ =
911 3.0 turbo 1975/78 2994 / 260 150.000 „„„ „„„ =
5 Alpine Turbo 1982/85 1397 / 110 6.000 „„„ „„ =
911 SC / Targa 1978/80 2994 / 180 45.000 „„ „„ =
5 turbo 1980/82 1397 / 160 48.000 „„„ „„„ +
911 SC 188 Cv / Targa 1980/81 2994 / 188 50.000 „„ „„ =
911 SC 204 Cv / Targa 1981/84 2994 / 204 55.000 „„ „„ = 5 turbo 2 1982/85 1397 / 160 40.000 „„„ „„ +
911 SC cabriolet 1983/84 2994 / 204 60.000 „„ „„ = ROLLS-ROYCE (Regno Unito)
911 3.3 turbo / Targa 1978/89 3299 / 300 130.000 „„„ „„„ = BERLINE
911 3.3 turbo cabriolet 1987/89 3299 / 300 150.000 „„„ „„„ = Silver Wraith passo corto 1946/59 4.2-4.6-4.9 / - 50.000 „„ „„ =
911 3.2 Carrera / Targa 1984/89 3164 / 231 60.000 „„ „„„ = Silver Wraith passo lungo 1946/59 4.2-4.6-4.9 / - 70.000 „„ „„
911 3.2 Carrera cabriolet 1984/89 3164 / 231 65.000 „„ „„„ = Silver Dawn 1949/55 4.2-4.6 / - 60.000 „„ „„ =
911 Speedster 1988/89 3164 / 231 160.000 „„ „„„ = Silver Dawn carroz. speciali chiuse 1949/55 4.2-4.6 / - 70.000 „„ „„ =
911 Speedster Turbo Look 1988/89 3164 / 231 150.000 „„ „„„ = Silver Dawn carroz. speciali aperte 1949/55 4.2-4.6 / - 100.000 „„ „„ =
959 1986/88 2884 / 450 850.000 „„„ „„„ = Silver Cloud MkI 1954/60 4887 / - 50.000 „„ „„ =
911 / 964 Silver Cloud MkII 1960/66 6230 / - 50.000 „„ „„ =
911 Carrera 2 / Targa 1988/93 3600 / 250 65.000 „„ „„ = Silver Cloud MkIII 1960/66 6230 / - 55.000 „„ „„ =
911 Carrera 4 / Targa 1988/93 3600 / 250 60.000 „„ „„ = S1/S2/S3 aperte 1955/65 4.9-6.2 / - 250-300.000 „„ „„ =
911 Carrera 2 cabriolet 1990/93 3600 / 250 70.000 „„ „„ = S1/S2/S3 fuoriserie chiuse 1955/65 4.9-6.2 / - 100-120.000 „„ „„ =
911 Carrera 4 cabriolet 1990/93 3600 / 250 65.000 „„ „„ = S1/S2/S3 Koren 2 porte chiuse 1955/65 4.9-6.2 / - 150-170.000 „„ „„ =
911 RS 1990/92 3600 / 260 170.000 „„„ „„„ = S1/S2/S3 Koren aperte 1955/65 4.9-6.2 / - 180-190.000 „„ „„ =
911 3.3 turbo 1990/92 3299 / 320 130.000 „„„ „„„ = Silver Shadow 1965/71 6230 / - 35.000 „„ „„ =
911 3.6 turbo 1992/93 3600 / 360 160.000 „„„ „„„ = Silver Shadow II 1977/80 6750 / - 35.000 „„ „„ =
911 3.6 turbo S 1992/93 3600 / 360 250.000 „„„ „„„ = Silver Spirit / Silver Spur 1980/98 6750 / - 25.000 „„ „„ =
911 Speedster 1992/93 3600 / 250 160.000 „„ „„ = Silver Seraph 1998/02 5400 / - 90.000 „„ „„ =
911 Speedster Turbo Look 1992/93 3600 / 250 380.000 „„ „„ = Phantom V 1959/68 6750 / - 80.000 „„ „„„ =
911 / 993 Phantom VI 1968/91 6750 / - 80.000 „„ „„„ =
Carrera 2/4 coupé 1994/97 3600 / 272 60.000 „„ „„„ = COUPÉ / CABRIOLET
Carrera 2/4 cabriolet 1994/97 3600 / 272 65.000 „„ „„„ = Silver Shadow coupé 1966/70 6230 / - 35.000 „„ „„ =
Carrera Targa 1996/98 3600 / 272 70.000 „„ „„„ = Corniche coupé 1971/82 6750 / - 30.000 „„ „„ =
Carrera 2S 1996/98 3600 / 285 80.000 „„ „„„ = Corniche cabriolet 1971/92 6750 / - 70.000 „„ „„„ =
Carrera 4S 1996/98 3600 / 285 90.000 „„ „„„ = Camargue 1977/81 6750 / - 45.000 „„ „„ =
993 Turbo 1996/98 3600 / 408 120.000 „„ „„„ = ROVER (Regno Unito)
993 RS 1996/98 3744 / 300 210.000 „„ „„„ =
P5
993 GT2 1996/98 3600 / 544 850.000 „„ „„„ =
P5 3 litri / coupé 1958/67 2625 / 105 18.000 „ „ =
911 / 996
P5 3.5 litri V8 / coupé 1967/73 3532 / 146 18.000 „„ „ =
996 Carrera 2/4 3.4 coupé 97/2001 3387 / 300 20.000 „„„ „„„ +
P6
996 Carrera 2/4 3.4 cabrio 97/2001 3387 / 300 24.000 „„„ „„„ +
2000 TC 1963/76 1978 / 106 6.500 „„ „ =
996 Carrera 2/4 3.6 coupé 2002/04 3596 / 320 24.000 „„„ „„ +
3500 V8 1968/71 3532 / 146 12.000 „„ „ =
996 Carrera 2/4 3.6 cabrio 2002/04 3596 / 320 28.000 „„„ „„ +
3500 V8 S 1971/76 3532 / 150 12.000 „„„ „„ =
996 Carrera Targa 2002/04 3596 / 320 28.000 „„„ „„„ +
SD1
996 Carrera 4S coupé 2002/04 3596 / 320 48.000 „„„ „„ +
2300 S 1979/87 2350 / 126 3.500 „ „ =
996 Carrera 4S cabrio 2002/04 3596 / 320 52.000 „„„ „„ +
2600 S 1979/87 2597 / 138 3.500 „ „ =
996 Turbo 2002/05 3598 / 420 55.000 „„„ „„„ +
3500 V8 1977/82 3532 / 145 5.000 „„„ „ =
996 Turbo cabrio 2002/05 3598 / 420 58.000 „„„ „„ +
3500 V8 S / SE 1979/87 3532 / 155 6.000 „„„ „ =
996 GT3 99/2004 3598 / 360 85.000 „„„ „„„ +
996 GT3 RS 2003/05 3598 / 381 165.000 „„„ „„„ + SAAB (Svezia)
996 GT2 99/2004 3598 / 462 110.000 „„„ „„„ + 95 / 96 E DERIVATE
BOXSTER 95 / 96 1960/68 841 / 38 3.500 „„ „ =
Boxster 986 97/2004 2480 / 204 10.000 „„„ „„ = 95 V4 / 96 V4 1966/79 1498 / 65 4.000 „„ „ =
Boxster S 986 98/2004 3179 / 249 12.000 „„„ „„ = Sonett 1967/74 1498 / 65 9.000 „„ „ =
924 / 944 / 968 99 / 900
924 1975/85 1984 / 125 6.000 „ „ = 99 1971/80 1985 / 118 2.000 „ „ =
924 S 1985/88 2479 / 150 7.000 „ „ = 99 turbo 1977/78 1985 / 145 4.500 „„ „ =
924 S 160 Cv 1988/89 2479 / 160 7.500 „ „ = 900 turbo 1978/83 1985 / 145 2.800 „„ „ =
[Link] |MARZO 2020 143
Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 € Modello Periodo
di prod
Cilindrata
[cc/CV]
Valore
[Euro] B尷 €
900 cabriolet 1980/86 1985 / 145 3.800 „„ „„ = Maggiolino 1500 cabriolet 1966/70 1493 / 44 13.000 „„ „„„ =
SIMCA/TALBOT (Francia - Regno Unito) Maggiolone 1302 1970/72 1192 / 34 3.500 „„ „„ =
1000 Rallye 1 1971/76 1294 / 60 13.500 „„ „„ = Maggiolone 1302 40 Cv 1970/72 1285 / 40 4.500 „„ „„ =
1000 Rallye 2 1972/77 1294 / 82 16.500 „„ „„ = Maggiolone 1302 S 1600 cc 1970/72 1584 / 54 10.000 „„ „„ =
Sunbeam 1600 TI 1979/81 1598 / 100 11.000 „„ „ = Maggiolone 1302 40 Cv cabrio 1970/72 1285 / 40 11.500 „„ „„„ =
Sunbeam Lotus 1979/81 2174 / 155 25.000 „„„ „„ = Maggiolone 1302 cabriolet LS 1970/72 1584 / 54 15.000 „„ „„„ =
STEYR-PUCH (Austria) Maggiolone 1303 1972/73 1285 / 44 5.000 „„ „ =
Maggiolone 1303 50 Cv 1.6 1972/78 1584 / 54 8.000 „„ „ =
500 D 1957/66 493 / 16 20.000 „ „ + Maggiolone 1303 S 1.6 1972/78 1584 / 54 9.000 „„ „ =
500 / S 1967/72 493 / 20 19.000 „ „ + Maggiolone 1303 cabriolet 1972/79 1285 / 50 9.500 „„ „„„ =
650 T 1962/68 643 / 20 17.000 „ „ + Maggiolone 1303 cabriolet LS 1972/79 1584 / 54 10.500 „„ „„„ =
650 TR 1962/68 643 / 27 16.000 „„ „„ + Maggiolino Mexico / Silver Bug 1978/92 1192 / 34 4.000 „„ „ =
650 TR Europa 1962/68 643 / 30 15.000 „„ „„ + KARMANN GHIATYP 14 /TYP 34
700 C 1960/68 643 / 25 11.000 „ „ + 1200 coupé 1955/59 1192 / 30 30.000 „„ „„ =
700 E 1962/64 643 / 20 10.000 „ „ + 1200 cabriolet 1957/59 1192 / 30 32.000 „„ „„ =
Haflinger 1958/75 643 / 25 12.000 „ „ + 1200 coupé 2a serie 1959/69 1192 / 34 18.000 „„ „„ =
Pinzgauer 1972/82 2499 / 88 18.000 „ „ + 1300 coupé 2a serie 1966/69 1285 / 40 20.000 „„ „„ =
TRIUMPH (Regno Unito) 1500 coupé 2a serie 1967/69 1493 / 44 20.500 „„ „„ =
HERALD 1200 cabriolet 2a serie 1959/69 1192 / 34 28.000 „„ „„ =
Herald 1959/61 948 / 38 3.500 „ „ = 1300 cabriolet 2a serie 1966/69 1285 / 40 29.000 „„ „„ =
Herald coupé / convertibile 1959/61 948 / 38 6.000 „ „„ = 1500 cabriolet 2a serie 1967/69 1493 / 44 25.000 „„ „„ =
Herald 1200 1961/70 1147 / 42 3.000 „ „ = 1500 coupé 3a serie 1969/71 1493 / 44 18.000 „„ „„ =
Herald 1200 Estate 1961/70 1147 / 42 3.500 „ „ = 1600 coupé 3a serie 1969/74 1584 / 50 16.000 „„ „„ =
Herald 1200 coupé / convertibile 1961/70 1147 / 42 7.000 „ „„ = 1500 cabriolet 3a serie 1969/71 1493 / 44 21.000 „„ „„ =
Herald 12/50 1963/67 1147 / 51 3.500 „ „ = 1600 cabriolet 3a serie 1969/74 1584 / 50 19.000 „„ „„ =
Herald 13/60 1967/71 1296 / 61 4.000 „ „ = 1500 coupé Typ 34 1961/63 1493 / 45 15.000 „„ „„ =
TR 1500 S coupé Typ 34 1963/65 1493 / 54 18.000 „„ „„ =
TR2 long door 1952/54 1991 / 90 32.000 „„ „„„ = 1600 / L / LE coupé Typ 34 1965/69 1584 / 54 16.000 „„ „„ =
TR2 short door 1955/56 1991 / 90 29.000 „„ „„„ = TYP 3
TR3 / A / B 1956/62 1991 / 95 32.000 „„ „„„ = 1500 / Variant 1961/63 1493 / 45 4.000 „ „ =
TR4 1961/65 2138 / 102 23.000 „„ „„„ = 1500 N / Variant 1963/66 1493 / 45 4.000 „ „ =
TR4 IRS 1965/67 2138 / 102 25.000 „„ „„„ = 1500 S / Variant 1963/66 1584 / 54 6.500 „ „ =
TR5 PI 1967/69 2498 / 150 35.000 „„ „„„ = 1600 L / Variant 1966/69 1584 / 54 6.000 „ „ =
TR6 P.I. 1969/73 2498 / 150 19.000 „„ „„„ = 1600 L / Variant 2a serie 1969/73 1584 / 54 5.800 „ „ =
TR6 125 Cv 1973/76 2498 / 125 18.000 „„ „„„ = 1600 TL / 1600 TL 2a serie 1965/73 1584 / 54 6.000 „ „ =
TR7 coupé / roadster 1976/82 1998 / 105 8.000 „ „ = PESCACCIATYP 181
SPITFIRE E DERIVATE Pescaccia 1.5 1968/70 1493 / 44 10.000 „ „ =
Spitfire 4 1962/64 1147 / 63 10.000 „ „„ = Pescaccia 1.6 1970/78 1584 / 48 8.000 „ „ =
Spitfire MkII 1965/67 1147 / 67 9.000 „ „„ = GOLF I
Spitfire MkIII 1967/74 1296 / 75 8.500 „ „„ = Golf GTI 1976/79 1588 / 110 12.000 „„„ „„ =
Spitfire MkIV 1970/74 1296 / 75 6.500 „ „„ = Golf GTI 5m 1979/81 1588 / 110 10.000 „„„ „„ =
Spitfire 1500 1974/80 1493 / 75 7.500 „ „„ = Golf GTI rst 1981/83 1588 / 110 8.000 „„„ „„ =
GT6 coupé MkI 1966/68 1998 / 95 15.000 „„ „„ = Golf GTI 1.8 3p / 5p 1983/84 1781 / 112 8.000 „„„ „„ =
GT6 coupé MkII 1968/71 1998 / 104 14.000 „„ „„ = Golf GTD 3p / 5p 1981/83 1588 / 70 6.000 „„„ „„ =
GT6 coupé MkIII 1971/73 1998 / 98 12.500 „„ „„ = SCIROCCO
ALTRI MODELLI Scirocco 1.6 GT 1976/77 1588 / 85 3.000 „ „ =
Dolomite Sprint 1973/79 1998 / 127 5.000 „„ „ = Scirocco GTI 1976/81 1588 / 110 5.000 „„ „„ =
Stag 1970/77 2997 / 145 16.500 „„ „„ = VOLKSWAGEN-PORSCHE (Germania)
VOLKSWAGEN (Germania) 914 / 4 1969/72 1679 / 80 20.000 „„ „„ =
MAGGIOLINO 914 / 6 1969/72 1991 / 110 45.000 „„„ „„ =
Maggiolino Std / Export due vetrini 1946/53 1131 / 25 20.500 „„„ „„„ = 914 1.8 1973/75 1795 / 85 26.000 „„ „„ =
Maggiolino cabriolet Karmann 1949/53 1131 / 25 35.000 „„„ „„„ = 914 2.0 1972/75 1991 / 100 30.000 „„ „„ =
Maggiolino cabriolet Hebmueller 1949/53 1131 / 25 30.000 „„„ „„„ = VOLVO (Svezia)
Maggiolino Std / Export lunotto ovale 1953/57 1192 / 30 16.500 „„ „„ = SERIE 100 / 200
Maggiolino cabriolet 30 Cv 1953/57 1192 / 30 25.000 „„ „„„ = 144 GL 1966/74 1986 / 103 2.000 „ „ =
Maggiolino Std / Export rst 1957/64 1192 / 30 8.500 „„ „„ = 145 GL 1966/74 1986 / 103 2.500 „ „ =
Maggiolino Export rst 34 Cv 1959/64 1192 / 34 10.000 „„ „„ = 164 GL 1968/74 2968 / 140 5.000 „ „ =
Maggiolino cabriolet rst 1957/59 1192 / 30 20.000 „„ „„„ = 240 Turbo / 240 Turbo SW 1982/92 1986 / 155 4.500 „„ „ =
Maggiolino cabriolet rst 34 Cv 1959/65 1192 / 34 18.000 „„ „„„ = Polar 1982/86 1986 / 112 4.000 „ „ =
Maggiolino 1200 A 1964/65 1192 / 30 8.000 „„ „„ = ALTRI MODELLI
Maggiolino 1200 A / Economy 34 Cv 1965/66 1192 / 34 4.000 „„ „„ = PV 444 1947/58 1414 / 40 8.500 „ „ =
Maggiolino 1300 A 1966/70 1285 / 34 6.500 „„ „„ = PV 445 1958/65 1778 / 90 8.500 „ „ =
Maggiolino 1300 / L 1965/70 1285 / 40 5.500 „„ „„ = P 1800 / P 1800 S 1961/69 1778 / 96 11.000 „ „„ =
Maggiolino 1500 1966/70 1493 / 44 7.500 „„ „„ = P 1800 ES 1969/73 1986 / 126 10.000 „ „„ =
Maggiolino 1300 cabriolet 1965/70 1285 / 40 12.500 „„ „„„ = 480 Turbo 1988/94 1721 / 122 2.200 „ „ =
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