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 ABARTH delle principali attività dell’azienda, na-
Quindici aprile 1949. Nasce l’Abarth & sce dalle necessità di Abarth di creare
C., società dall’attività multiforme (la un’attività che sostenga il peso delle
ragione sociale parla di trasformazione corse. La prima marmitta firmata da
ed elaborazione di automobili di serie, Abarth è del 1928, quando correva in
costruzione di vetture sport e da record moto; la seconda è del 1949. La produ-
nonché di marmitte di scarico e di altri zione è ben accolta anche se il primo
particolari meccanici), fondata da Carlo anno ne sono realizzate solo 50. A esse
Abarth, uomo dalle indiscusse capacità si affiancano anche valvole, collettori e i
tecniche, personaggio eclettico e ge- cambi con la leva posta sotto il volante.
niale. Karl Abarth, figlio di un altoatesi- Nel 1950 lo Scorpione debutta al Salo-
no di Merano, nasce il 15 novembre ne di Torino con la «204», con motore,
1908 (quindi sotto il segno dello scor- derivato Fiat (vedi), di 1090 cm³ a val-
pione, simbolo che accompagna le sue vole in testa, accensione a magnete e
auto). Crescendo, evidenzia la passio- due carburatori con collettore speciale:
ne per la meccanica e l’alta velocità. Si i cavalli sono 83 e la velocità massima è
fa apprezzare in entrambe le specialità, di 190 km/h. Due le versioni: spider o
ma un incidente tronca prima del tem- berlinetta corsa. Indubbiamente un
po la sua carriera di pilota. Alla fine del- buon inizio, confermato dal fatto che
la seconda guerra mondiale abbandona proprio su una spider «204 A» il grande
la direzione di una piccola fabbrica in Tazio Nuvolari coglie, il 17 giugno dello
Jugoslavia, cambia il nome in Carlo e stesso anno, la sua ultima vittoria nella
torna a Merano, dove entra in rapporti corsa in salita Palermo-Monte Pellegri-
di affari con Rodolfo Hruska. Ferry Por- no. La «204», inoltre, dà l’avvio a un’al-
sche, figlio di Ferdinand, il progettista tra attività fondamentale nella storia
della Volkswagen (vedi), offre ad Abar- dell’Abarth: l’elaborazione e la trasfor-
th, amico di famiglia, la rappresentanza mazione di macchine di serie. Gli anni
per l’Italia della Porsche Konstruktio- 50 sono molto significativi per l’azien-
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nen di Stoccarda, attività che consente da, giacché il titolare, pur mantenendo
ad Abarth e a Hruska di entrare in rap- ottimi rapporti con la Fiat (ereditati dalla
porti con le maggiori fabbriche italiane Cisitalia), pone l’attenzione anche su
di automobili. I due, tra l’altro, ricevono modelli di altre Case come Alfa Ro-
l’incarico di trovare un industriale italia- meo, Ferrari, Simca e Renault (vedi).
no disposto a costruire una monoposto È comunque con la «600», novità del
di Formula 1 (1500 cm³ con compres- 1955, che Abarth mette a segno un al-
sore) progettata da Ferdinand Porsche. tro colpo. Da un’auto popolare a quat-
La vettura ha il motore posteriore e la tro posti ricava una sportiva a buon
trazione sulle quattro ruote. Tazio Nu- mercato, la «750 GT», con cilindrata,
 ABARTH
volari (vedi) spiana la strada ai due soci potenza e prestazioni aumentate. Of-
Da una vettura popolare
parlando del progetto a Piero Dusio, ferta in kit di montaggio, è disponibile
a quattro posti, la Fiat
fondatore e animatore della Cisitalia con carrozzeria di serie o con trasfor-
«600», Carlo Abarth,
(vedi). Nasce così una collaborazione mazione estetica. Arrivano poi la «580»
nella seconda metà
Porsche-Cisitalia: tra i programmi in e la «1000», sempre derivate dalla
degli anni 50, sviluppa
cantiere non solo la Formula 1, ma an- «600». Questa formula si rivela azzec-
una serie di auto sportive.
che una Sport 2000 cm³ a 5-6 posti. Ma cata, tanto che viene proposta nel 1957
Nella foto, la «1000».
Dusio, dopo una serie di difficoltà, nel anche per la più piccola «500». I 113
1949 si trasferisce in Argentina portan- record internazionali e i 5 mondiali vinti
do con sé la Formula 1. Muore così la dall’Abarth costituiscono un capitolo a
Cisitalia e nasce l’Abarth & C. Il patron, parte. Anche in quest’attività il binomio
come già successo, ricomincia tutto Fiat-Abarth appare inscindibile. I motori
daccapo, scegliendo come socio Ar- e i prototipi sono un altro capitolo. L’at-
mando Scagliarini, padre di Guido, ap- tività comincia nel 1963 con un 1300
prezzato pilota della Cisitalia. Emblema cm³, divenuto successivamente un
della fabbrica, che ha sede a Torino in 1600 e quindi un 2000, quest’ultimo
via Trecate 10, è lo scorpione. L’azien- considerato il motore di maggior presti-
da comincia l’attività partecipando alle gio per la Casa dello scorpione. In pos-
corse con vetture 1100 spider rilevate sesso di una forte personalità, Carlo
dalla Cisitalia e avviando la costruzione Abarth è volitivo, scaltro, fantasioso,
di prototipi originali. Le auto, frutto del- pubblicitario abile e tanto ambizioso da
l’ingegno di Abarth, ottengono la prima sconfinare nell’eccesso. Nei momenti
affermazione al Circuito di Senigallia di euforia non nasconde, infatti, che il
del 1949 con Taruffi (vedi), Macchieral- suo sogno è di diventare il costruttore
do e Scagliarini. L’anno si conclude leader della categoria prototipi. Per
con 18 vittorie. La costruzione delle questo, nel 1967 arriva quasi a rovinarsi
marmitte, che finirà col diventare una economicamente per creare una 6 litri

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12 cilindri da corsa, ma il progetto gli non colpire direttamente negli occhi i
viene stroncato dal nuovo regolamento conducenti delle vetture che provengo-
della FIA (vedi). Abarth non sopporta di no in senso opposto. L’uso dei fari ab-
essere definito truccatore: si ritiene un baglianti è regolamentato dall’art. 153
industriale, un costruttore di automobili del Codice della Strada, che li chiama
veloci, sicure e sportive, destinate a un burocraticamente fari di profondità.
pubblico vasto, competente e giovane.
Tornando alla storia nel 1957, è signifi-  ABBOTT
cativa l’inaugurazione del nuovo stabili- Casa automobilistica americana di mo-
mento a corso Marche, dove operano deste proporzioni fondata a Detroit nel
160 dipendenti (all’inizio erano soltanto 1909 e poi trasferitasi a Cleveland. Il
20). Importante per il proficuo filone picco della produzione è raggiunto nel
delle utilitarie sportive, l’arrivo del vigo- 1917, con 20 unità giornaliere. I suoi
roso 750 bialbero, successivamente modelli sono equipaggiati con motore
prodotto in altre cilindrate. Solo nella Continental a quattro o sei cilindri, op-
seconda metà degli anni 60 si avverte pure con motore Herschell-Spillman a
qualche segnale di crisi, ma nel ’69 il otto cilindri. Dal 1912, tutta la gamma è
debutto della compatta Autobianchi dotata d’avviamento elettrico. Ogni
«A112» (vedi) procura nuovi stimoli al esemplare è accompagnato dal motto
costruttore. Abarth si mette al lavoro e «Built for permanence» (costruito per
crea una versione fin troppo spinta del- durare per sempre) e viene fornito con
l’ultima arrivata. Opportunamente ridi- una garanzia senza limiti di tempo. Lo
mensionata, entra in produzione alla fi- slogan è quanto mai fuori luogo, dato
ne del 1971 e diventa il più grande suc- che l’Abbott fallisce dopo soli nove an-
cesso commerciale per l’azienda dello ni di attività, nel 1918.
Scorpione, tanto che rimarrà in produ-
zione fino al 1985. L’«A 112» segna an-  ABBOTT E.D.
che l’ingresso della Abarth & C. nel Carrozzeria inglese con sede a Far-
gruppo Fiat, lasciando però invariati nham nel Surrey, nata ufficialmente nel
nome e struttura. In quel momento, pe- 1929, ma già conosciuta con il nome di
rò, finisce la produzione «dedicata» Page and Hunt, coppia di abili carroz-
dell’Abarth, considerata non strategica zieri dell’epoca. Comincia la sua attivi-
da parte della nuova proprietà: i ricambi tà costruendo carrozzerie per Rolls-
e le vetture rimanenti sono affidati a Royce, Daimler, Lanchester e La-  ABARTH
Enzo Osella (vedi), ex meccanico e gonda (vedi). Dopo la pausa imposta Carlo Abarth nacque
tecnico Abarth. Dopo l’«A 112», arriva- dallo scoppio della guerra, l’Abbott ri- a Vienna il 15 novembre
no la «124 sport», la «131», la «Ritmo» e prende a pieno ritmo la propria attività 1908; il suo segno
via via varie versioni delle più fortunate e riesce a incrementare il giro d’affari zodiacale, lo scorpione,
vetture Fiat che con il marchio dello grazie anche a una collaborazione con divenne anche il simbolo
Scorpione identificano modelli più vi- la Ford (vedi), per la quale realizza una che accompagnava tutte
stosi di carrozzeria. Nel 1972 il reparto serie di carrozzerie (come la familiare le sue automobili.
Fiat Rally è spostato in corso Marche, della «MK I Zephir»). Il mercato interno
dove cinque anni più tardi arriva pure la di queste vetture è affidato alla stessa
Lancia Corse: l’Abarth diventa in prati- Abbott, mentre l’esportazione viene
ca il polo sportivo (progetto e produzio- curata dalla casa madre. Nel gennaio
ne) del gruppo torinese e nel ’78 sforna del 1972, per mancanza di continuità di
900 Fiat e 500 Lancia (vedi) pronte per contratti con la Ford, l’Abbott è co-
le corse. L’anno seguente, il 24 ottobre stretta a chiudere.
(ancora sotto il segno dello scorpione),
muore, settantenne, Carlo Abarth. Il  ABC
marchio lentamente scompare. Casa automobilistica inglese fondata a
Walton-on-Thames nel 1920. Fino al
 ABBAGLIANTI 1927 l’ABC Motors svolge un’attività in-
La sezione illuminante di un faro che tensa, arrivando a produrre circa otto-
proietta un fascio di luce non scherma- mila esemplari di una vetturetta di 1200
ta utilizzando l’intera superficie del ri- cm³. Il veicolo, una via di mezzo fra una
flettore. Per la luce abbagliante sono cyclecar (vedi) a tre ruote e un’automo-
impiegate lampade normali a filamento bile vera e propria, appartiene a un ge-
(di tipo tradizionale o con bulbo di nere che caratterizza la tecnica auto-
quarzo e gas alogeno) oppure del tipo a mobilistica inglese degli anni Venti. La
scarica nel gas (fari allo xeno, vedi) prima versione dell’ABC, a due posti,
che funzionano con tensioni più eleva- viene progettata da Granville Bradshaw,
te; si distinguono dalle luci anabba- pesa appena 300 kg ed è equipaggiata
glianti perché queste ultime parzializza- con un motore a due cilindri orizzontali
no il fascio luminoso verso l’alto per contrapposti di 1198 cm³, con raffred-

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damento ad aria e valvole in testa azio- (cioè la possibilità di sterzare la vettura)
nate da aste e bilancieri. È seguita da e che consente, nella maggioranza dei
una versione a 4 posti e da una sporti- casi, di ridurre gli spazi d’arresto, spe-
va, che nel 1925 diviene la «Super cie quando il fondo stradale è scivolo-
Sport» con motore dapprima di 1203 e so. Il risultato è ottenuto «modulando»
poi 1320 cm³ (quest’ultimo con doppio la frenata con un sistema in grado di
carburatore): velocità massima di 105 percepire l’approssimarsi del bloccag-
km/h. Il modello «Super Sport» ottiene gio di una o più ruote e quindi di inter-
qualche affermazione sportiva sul cir- venire per ridurre l’azione dei freni. Tale
cuito di Brooklands. sistema consiste in vari sensori che mi-
 AC surano la velocità di rotazione di cia-
La «Cobra 428» (1967),  ABC scuna ruota, la paragonano a quella
una delle più veloci Active Body Control. Sistema Merce- delle altre ruote e, se necessario, inter-
supercar mai prodotte. des di sospensione attiva (vedi) in vengono sul freno. Dall’ABS sono poi
La carrozzeria è disegnata grado di regolare l’assetto della vettu- derivati molti sistemi di controllo della
da Frua; il motore ra, limitando il rollio e reagendo nel trazione e ora anche della stabilità
è un poderoso 7 litri Ford. tempo di un centesimo di secondo. Un (TCS, ESP, vedi, ecc.). Per una descri-
sistema di 13 rilevatori accelerometrici zione più dettagliata del funzionamento
longitudinali e trasversali, analoghi a vedi anche canali dell’ABS.
quelli dell’ESP (vedi), ma per ora non
sostitutivi, tiene sotto controllo i movi-  AC
menti della vettura e li segnala a due Marchio storico nel campo delle super-
unità elettroniche di controllo. Que- car, oggi è la più antica Casa automobi-
st’ultime percepiscono la necessità di listica inglese ancora in attività. L’atto di
intervenire e stabiliscono l’azionamen- nascita è datato 8 marzo 1901 e porta le
to delle «gambe elastiche»: con tale firme del giovane ingegnere John Weller
termine s’identifica un sistema coas- e del ricco macellaio John Portwine. La
siale molla-ammortizzatore per ogni denominazione AC è del 1922, acroni-
ruota, con la possibilità di muovere mo di Auto Carriers, furgoncino a tre
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idraulicamente il piattello superiore ruote che la Autocars&Accessories (poi


della molla determinandone il carico, Autocarriers dal 1907) produsse a par-
cioè la spinta verticale. Per questo è tire dal 1905. Successivamente la AC si
presente una pompa da 200 bar che impone nella produzione di vetture
alimenta un serbatoio in pressione per sportive e di motori tecnicamente inno-
azionare le valvole di regolazione del vativi e competitivi. Nel 1922 Weller e
sistema. L’ABC è anche in grado di Portwine cedono la società al pilota S.
smorzare le vibrazioni del corpo vettu- F. Edge, che accentua la vocazione
ra con frequenza inferiore a 5 Hz. sportiva della produzione, tanto che nel
1926 un’AC si aggiudica il Rallye di
 ABERDONIA Montecarlo, prima vettura inglese a riu-
Marchio inglese fondato nel 1911 e scire nell’impresa. Con sette modelli in
scomparso nel 1915. Le sue vetture listino la AC è tra i produttori di auto più
hanno motori a 4 cilindri da 3,2 litri e importanti della Gran Bretagna. La crisi
valvole laterali. L’unico modello singo- del ’29 spegne però tutti i sogni di Ed-
lare è presentato nel 1911: si tratta ge, che vende ai fratelli Hurlock. L’AC si
della «Park Royal», che dispone di due riprende. Nel 1931 viene prodotta la
abitacoli separati, uno con il posto prima «Ace». Nel 1939 si iniziano le
guida, l’altro, a forma di landau, per i esportazioni in USA, ma la guerra co-
passeggeri. Nel mezzo è collocato il stringe a ripiegare su produzioni milita-
motore. ri. Nel 1957 viene lanciata la «Aceca
Coupé», e nel 1961, grazie all’interesse
 ABITACOLO del pilota texano Carrol Shelby, viene
La parte dell’autovettura destinata a prodotta la prima AC «Cobra», instal-
contenere i passeggeri, suddivisa da lando un potente 4,7 litri Ford nel corpo
una paratia dalla zona destinata ai ba- della AC «Ace». Il risultato è una delle
gagli nelle auto a tre volumi. Nelle due più veloci e brutali supercar mai pro-
volumi, nelle station wagon (vedi) e dotte. Nel 1965 Shelby vince il campio-
nelle monovolume (vedi) l’abitacolo è nato mondiale Sport. Due anni più tardi
comunicante con la zona dei bagagli. avvia la produzione della «428», super-
car disegnata da Frua con motore sette
 ABS litri Ford. È poi la volta della «ME 3000»,
Antilock Braking System. È un sistema, costruita fino ai primi anni Ottanta, e
nato nel 1978, che impedisce il bloc- della AC «MK IV» (1985). Nel 1986 la
caggio delle ruote durante la frenata, famiglia Hurlock vende l’AC a una joint
conservandone quindi la direzionalità venture tra Autokraft Limited e Ford

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(vedi). Viene abbandonata anche la sto- campo di velocità solitamente compre-
rica sede di Brooklands. Nel 1992 le so tra i 30 e i 180 km/h.
quote Ford sono acquistate da Brian
Angliss e nel 1996 subentra l’AC Car  ACCELERATORE A CERCHIELLO
Group. In compenso riprende l’attività Dispositivo per la guida di persone con
produttiva con il lancio dell’AC «Ace» problemi motori, che trasforma il co-
(1997), dell’AC «Aceca» (1998), dell’AC mando del pedale dell’acceleratore in
«Cobra MK IV» con carrozzeria di car- un comando manuale e lo trasferisce
bonio (1999) e dell’AC «212» con il sul volante. Può essere montato su au-
3500 V8 biturbo Lotus (2000). to munite di cambio automatico o di
frizione automatica. È costituito da un
 AC anello sovrapposto al volante e si azio-
Sigla dei motori a combustione interna na a pressione, in modo da non stacca-
ad accensione per compressione o re mai le mani dallo sterzo. Può essere
spontanea, generalmente noti come meccanico o a comando elettronico. I
Diesel (vedi): a differenza dei propulso- più moderni possono essere installati
ri a ciclo Otto (propriamente detti ad anche su automobili dotate di airbag
accensione a scintilla o comandata, (vedi).
cioè AS, vedi), l’innesco della combu-
stione è dato dall’iniezione del gasolio  ACCELERATORE A LEVA
nel cilindro, che, a contatto con l’aria Dispositivo per la guida di persone con
fortemente riscaldata dalla compres- problemi motori costituito da una o due
sione e in moto vorticoso, brucia spon- leve applicate sotto il volante che ruo-
taneamente. tano in senso orario sul lato destro e in
senso antiorario sul lato sinistro. Per
 ACADIAN accelerare è sufficiente spingere le leve
Fabbrica canadese affiliata alla Gene- verso il basso. Questa disposizione
ral Motors (vedi). Incomincia l’attività permette la massima sicurezza, è azio-
nel 1961, a Oshawa; nel 1971 la produ- nabile con una sola mano senza lascia-
zione è trasferita negli Stati Uniti, dove re la presa sul volante ed è compatibile
cessa nello stesso anno. Se si eccettua con la presenza dell’airbag (vedi).
qualche lieve differenza stilistica, le ca-
ratteristiche tecniche delle sue vetture  ACCELERATORE ELETTRONICO
sono le stesse delle Chevrolet. La pri- Nelle Formula 1 attuali, il comando «dri-
ma Acadian, conosciuta con il nome di ve-by-wire» dell’acceleratore è genera-
«Canso», è una copia quasi perfetta lizzato. Un potenziometro sul pedale
della «Chevy II». Nel 1963 viene prodot- dialoga con la centralina, che a sua
ta la «Beamont», con la stessa carroz- volta regola l’apertura del gas tramite
zeria della «Chevelle»: può essere un servomotore secondo una legge
equipaggiata sia con il motore a 8 cilin- non lineare, elaborata per ottimizzare la
dri da 5,4 litri sia con quello a 6 cilindri. guidabilità del motore e personalizzata
L’ultimo modello è l’Acadian «71». secondo le esigenze del pilota. Le vet-
ture più evolute utilizzano addirittura
 ACC comandi sdoppiati per le farfalle delle
Adaptive Cruise Control oppure Active due bancate e programmi di apertura
Cruise Control. È un sistema di regola- differita l’una rispetto all’altra, per otte-
zione automatica della velocità (cruise nere una progressione più dolce e con-
control, vedi), che, oltre a mantenere tinua.
costante l’andatura, può regolarla au-
tomaticamente in funzione della distan-  ACCELERAZIONE
za e della velocità del veicolo che pre- Effetto dell’applicazione di una forza  ACCELERATORE
cede. Esso è in grado di rallentare, ac- su un corpo in quiete o in moto unifor- A LEVA
celerare o frenare la vettura all’occor- me, che in fisica si esprime come la Il dispositivo consente
renza ed è collegato ai sistemi ABS, derivata della velocità rispetto al tem- ai guidatori con problemi
ASR ed ESP (vedi). Il cuore del sistema po: dv/dt e misurata in m/s² oppure in motori di accelerare
è un radar montato frontalmente, in ge- g (1g = 9,8 m/s²). Nella dizione corren- senza staccare
nere dietro la calandra (vedi). I para- te, è la capacità di un’auto di acquista- la presa dal volante.
metri rilevati dal sistema sono: angolo re velocità partendo da ferma ed è co-
d’imbardata, accelerazione trasversale, munemente espressa in secondi per
numero di giri delle ruote, angolo di passare da 0 a 100 km/h oppure per
sterzata oltre, ovviamente, al radar di percorrere 400 metri (il quarto di mi-
distanza dal veicolo che precede, attivo glio, la classica prova del semaforo) o
sotto i 150 metri. Gli attuatori agiscono ancora il km. Le auto da competizione
sui freni, sul cambio automatico e sulla sono in grado di sviluppare accelera-
centralina di controllo del motore, in un zioni superiori a 1 g.

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 ACCELERAZIONE LATERALE in funzione non solo della velocità di
Il valore di accelerazione, espresso di rotazione del motore (con un semplice
solito in g, che un veicolo è in grado di sistema di masse rotanti), ma anche
esprimere mentre percorre una curva. Il secondo altri parametri di cui si può te-
valore massimo si raggiunge nell’istan- ner conto per ottimizzare il funziona-
te immediatamente precedente alla mento (per esempio, il battito in testa o
perdita di aderenza (vedi) dei pneuma- la temperatura della miscela aria/
tici. La misurazione avviene di norma carburante). Gli impianti più moderni
su una circonferenza di raggio costante sono perciò tutti senza contatti e hanno
(steering pad, vedi) per velocità cre- una gestione digitale dell’anticipo. I si-
scenti, fino ad arrivare alla perdita di stemi con una bobina per cilindro (o per
aderenza e il risultato è dato dal qua- coppia di cilindri) non hanno più biso-
drato della velocità media di percorren- gno del distributore ad alta tensione e
za diviso il raggio della curva. Il dato quindi non hanno parti meccaniche in
può essere anche rilevato con appositi movimento (accensione statica). Nel
accelerometri orientati secondo l’asse diesel l’accensione avviene per auto-
di beccheggio (vedi) del veicolo. Le combustione del gasolio finemente
auto più sportive possono sviluppare polverizzato, che viene a contatto con
 ACCERTAMENTO accelerazioni laterali fino a 1-1,3 g, l’aria surriscaldata (almeno 600 ° C)
Una pattuglia della mentre quelle da competizione arrivano dalla fase di compressione.
Polizia Stradale procede anche a 3,5 g.
all’accertamento  ACCENSIONE DIRETTA
di un’infrazione.  ACCENSIONE Impianto di accensione dotato di cen-
In un motore a benzina (meglio: ad ac- tralina elettronica (vedi) in cui ogni
censione a scintilla o comandata, detto candela (vedi) è alimentata da una bo-
anche AS) è il sistema che dà l’avvio bina (vedi). In tal modo si eliminano il
alla combustione della miscela aria- distributore d’accensione (vedi) e i
carburante (A/F, vedi) nei cilindri (vedi). cavi dell’alta tensione.
L’impianto «classico» comprende: un
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accumulatore al piombo, lo spintero-  ACCERTAMENTO


geno, la bobina (che innalza la tensio- Atto con il quale un agente del traffico
ne da 12 V fino a 10-15.000 V), i cavi rileva un’infrazione al Codice della stra-
(che portano l’alta tensione dal distri- da. Di norma, l’accertamento viene ef-
butore alle candele) e le candele (vedi). fettuato personalmente, ma in taluni
Nel diesel (meglio: ad accensione per casi è ammesso anche l’uso di partico-
compressione o spontanea, detto an- lari strumenti chiamati apparecchiature
che AC, vedi), non esiste un vero e speciali: misuratori di velocità, della
proprio impianto d’accensione, anche concentrazione di alcool nel sangue, di
se vi è una centralina che comanda rumore, di opacità dei gas di scarico, di
l’inserimento e il disinserimento delle massa, e rilevatori di passaggio con il
candelette (vedi) di preriscaldamento, semaforo rosso. Durante il funziona-
che consentono di avviare il motore a mento di tutte queste apparecchiature,
freddo. Il principio di funzionamento è il la continua presenza dell’agente non
seguente. La batteria è collegata all’av- sempre è necessaria: la regola generale
volgimento primario della bobina, che dettata dal Codice della strada (articolo
si chiude a massa attraverso i contatti 200) la impone, ma altre norme hanno
dello spinterogeno (vedi). All’interrom- man mano introdotto deroghe per l’ac-
persi della corrente dell’avvolgimento cesso nelle zone a traffico limitato e
primario, quando i contatti (le puntine, sulle corsie preferenziali (decreto presi-
vedi) si aprono, nell’avvolgimento se- denziale 250/99), eccesso di velocità e
condario della bobina si forma una ten- sorpassi vietati (legge 168/02). Sono
sione molto alta: essa viene inviata tra- previste ulteriori deroghe nell’ambito
mite il distributore (integrato nello spin- delle modifiche al Codice della strada.
terogeno) alla candela del cilindro in fa- In questo modo, l’Italia si allineerà con
se di compressione, così da far scoc- altri Paesi a elevata motorizzazione,
care una scintilla tra i suoi elettrodi, per dove la presenza degli agenti accerta-
accendere la miscela. I miglioramenti a tori spesso non è richiesta. Abilitati ad
questo schema sono consistiti nell’au- accertare le infrazioni al divieto di so-
mentare la corrente nel primario (fino a sta, all’obbligo di pagare la sosta e al
raddoppiarla) scegliendo un diverso divieto di circolazione sulle corsie pre-
modo di interromperla (transistor di po- ferenziali sono anche i cosiddetti ausi-
tenza, prima comandati dalle puntine e liari del traffico (vedi), cioè i dipendenti
poi senza contatti) e successivamente dei Comuni e delle società di gestione
nel poter variare automaticamente dei parcheggi e di esercizio di trasporto
l’istante di accensione (anticipo, vedi) pubblico, a patto che abbiano superato

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un apposito corso di qualificazione; primo caso si verifica quando le due
tuttavia, alcune sentenze hanno messo parti sono montate con interferenza
in discussione la legittimità degli accer- (per esempio, il montaggio forzato di
tamenti operati dagli ausiliari. Dopo uno spinotto nel pistone): in tal caso i
l’accertamento deve essere effettuata pezzi sono collegati rigidamente e for-
la contestazione (vedi) della violazione mano un tutt’uno senza possibilità di
(che nel caso degli ausiliari avviene tra- movimento relativo. Se ciò è possibile,
mite la Polizia municipale, vedi), quan- grazie al gioco previsto tra le parti, si
do l’accertatore non riesce a effettuare parla d’accoppiamento mobile, mentre
la contestazione immediata al trasgres- se le tolleranze di lavorazione non con-
sore e quindi si rende necessaria la sentono di prevedere se ci sarà gioco o
spedizione del verbale all’indirizzo del- interferenza tra i pezzi montati si è alla
l’intestatario del veicolo. presenza di un accoppiamento incerto.
Nella scelta del tipo d’accoppiamento,
 ACCESSORI oltre a ovvie esigenze funzionali (tra pi-
Con questa parola s’intendono di solito stone e cilindro si avrà sempre gioco) si
le dotazioni di un’auto in relazione al deve tener conto degli obiettivi di dura-
grado di completezza d’equipaggia- ta, silenziosità, facilità di montaggio e
mento: sono «accessori», perché spes- costo di lavorazione. Si devono quindi
so a richiesta e non compresi nel prez- scegliere le tolleranze adatte tra le par-
zo di listino, il condizionatore d’aria, ti, ricordando che valori più ridotti com-
l’ABS (vedi), i cerchi di lega leggera ec- portano lavorazioni più costose.
cetera. Questi dispositivi sono spesso
determinanti nel definire il confort, la  ACCUMULATORE (SMORZATORE
sicurezza e la praticità di un’auto e con- DI PRESSIONE) DI CARBURANTE
corrono in modo importante alla forma- Piccolo serbatoio, della capacità infe-
zione del valore dell’usato. Un’auto che riore al litro, in comunicazione con il
dispone di molti o di tutti gli accessori a condotto di mandata all’uscita dalla
richiesta, detta anche full optional (ve- pompa del carburante. Serve a smor-
di), ha, sul mercato delle auto d’occa- zare le pulsazioni del carburante e an-
sione, un valore superiore rispetto alla che a mantenere in pressione il circuito
quotazione base. Un’altra accezione a motore spento. È costituito da un
del termine è utilizzata in campo moto- ingresso/uscita, mentre il fondo è mo-
ristico: gli accessori sono elementi bile, contrastato da una molla.
meccanici o elettromeccanici esterni al
motore (e che, in genere, assorbono  ACCUMULATORE AL PIOMBO
una parte della sua potenza) che colla- Detto comunemente batteria, è il ma-
borano al suo funzionamento: per gazzino dell’energia elettrica generata
esempio, la pompa dell’acqua o del dall’alternatore (vedi) ed è indispensa-
servosterzo, l’alternatore, il compres- bile per consentire l’avviamento del
sore del condizionatore (vedi). propulsore con il motorino elettrico e
alimentare l’impianto a motore spento.  ACCIAIO
 ACCIAIO L’attitudine all’avviamento determina In campo automobilistico
Lega di ferro e carbonio (massimo in buona parte il dimensionamento del- trova impiego soprattutto
1,7%) più eventualmente altri elementi. l’accumulatore, poiché anche alle bas- nella realizzazione
L’acciaio è largamente utilizzato nelle se temperature, quando la sua efficien- della scocca.
costruzioni meccaniche e nell’automo- za è ridotta, esso deve poter erogare
bile: la scocca (vedi), per esempio, è in una corrente abbastanza elevata da far
 ACCUMULATORE
genere interamente d’acciaio. Esistono girare il motore; e mantenere una ten-
molti tipi di acciaio, caratterizzati dalla sione elettrica sufficiente a garantire il AL PIOMBO
percentuale di carbonio o dalla presen- corretto funzionamento delle centraline
za di altri elementi di lega, che li rendo- elettroniche per iniezione e accensio-
no più resistenti agli sforzi; ciò si ottiene ne (vedi). I materiali attivi in una batte-
anche con i trattamenti termici cui pos- ria sono gli ossidi di piombo (PbO 2)
sono essere sottoposti (come la tem- sulle piastre positive, il piombo (Pb)
pra). Certi elementi di lega conferiscono molto poroso sulle piastre negative e
particolari proprietà agli acciai, come l’acido solforico diluito (H2SO4), in fun-
per esempio la resistenza alla corrosio- zione di elettrolita. In condizioni di ripo-
ne che li rende inossidabili. so, la tensione di una cella di batteria è
di circa 2 V, cresce durante la ricarica e
 ACCOPPIAMENTO diminuisce durante la scarica (per otte-
In meccanica è il tipo di connessione nere un accumulatore da 12 V occorre
tra due organi ottenuta senza l’impiego quindi collegare in serie sei celle). Se la
di pezzi aggiuntivi. L’accoppiamento tensione di ricarica continua a essere
può essere stabile, mobile o incerto. Il applicata anche quando l’accumulato-

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A B C D E F G H I J K L M
re è ormai carico, si ha l’elettrolisi della care del tutto, per evitare danneggia-
sola acqua, con la produzione di ossi- menti irreversibili.
geno al polo positivo e di idrogeno al
polo negativo. Questa miscela di gas  ACEA
può essere esplosiva, perciò la ricarica Association des Constructeurs Eu-
deve avvenire in zone ventilate. La ropéens d’Automobiles. L’indirizzo è
densità dell’elettrolita è un valido indi- rue du Noyer 211, B-1000 Brussels,
ce dello stato di carica della batteria. Belgio. Il telefono è +32.2.732.55.50.
Infatti, quanto più la batteria è scarica, L’ACEA emette anche le specifiche
tanto meno denso è l’elettrolita (e di qualitative degli oli per motore delle
conseguenza aumenta la sua tempera- auto e dei veicoli commerciali, identifi-
tura di congelamento). Un accumulato- cate dalla sigla dell’associazione.
re standard carico ha l’elettrolita con
densità di 1,28 kg/l (e temperatura di  ACI
congelamento di -68 °C), quello carico Automobile Club d’Italia, ente parasta-
al 50% ha densità di 1,18 kg/l (-20 °C), tale con sede a Roma che opera nel
mentre l’elettrolita di una batteria scari- campo dell’automobilismo in generale.
ca ha densità di 1,08 kg/l (-5 °C). Se si Fondato nel 1900 a Torino come sem-
vuole considerare la tensione a vuoto plice privata associazione di automobi-
ai morsetti come indice di carica, la listi in difesa degli interessi della cate-
batteria deve essere a riposo da alme- goria (allora ristrettissima), è stato co-
no 6 ore, il voltmetro deve essere a stituito in ente morale con il regio de-
bassissimo assorbimento (uno digitale, creto n. 2481 del 14 novembre 1926.
a esempio), la temperatura deve esse- Da allora ha avuto quindi un ruolo pub-
re di circa 25 °C e allora da un valore di blico, subito reso evidente dall’affida-
più di 12,6 V di batteria carica, si scen- mento da parte dello Stato della ri-
de a 12,2 V a metà carica, fino a meno scossione della tassa di circolazione
di 11,7 V per batteria scarica. Le batte- (oggi diventata tassa di possesso,
 ACCUMULATORE rie attuali necessitano di poca o addi- vedi) e della tenuta del Pubblico Regi-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

AL PIOMBO rittura di nessuna manutenzione, tutta- stro Automobilistico (PRA, vedi), l’ar-
Le batterie montate via qualche controllo periodico con- chivio che registra i dati dei veicoli rile-
sulle vetture di oggi sente di prolungarne la vita. L’ossido vanti ai fini fiscali, le generalità dei pro-
non necessitano di alcuna che talvolta si forma sui morsetti (pol- prietari ed eventuali vincoli alla proprie-
manutenzione; vere di colore verdognolo) si elimina tà, come per esempio le ipoteche (be-
è comunque buona norma versando acqua calda; vanno poi stac- ne mobile registrato, vedi). Ancora
effettuare qualche cati i morsetti (sempre prima il negati- oggi l’attività dell’ACI si divide in due
controllo periodico. vo) e puliti con spazzola metallica, pri- settori fondamentali, con bilanci sepa-
ma di trattarli con il grasso specifico. rati: i servizi in favore degli automobili-
 ACI Lo sporco e l’umidità sulla parte supe- sti e a tutela, studio e gestione di vari
Uno dei servizi offerti riore della batteria vanno rimossi per aspetti legati all’automobilismo, anche
è il traino in caso evitare dispersioni di corrente; se ne- sportivo (chiamati attività istituzionali,
di guasto. cessario e possibile (sono sempre più poiché seguono gli originari scopi del-
diffuse le batterie sigillate), si deve rab- l’associazione, riportati nell’atto costi-
boccare con acqua distillata l’elettrolita tutivo), e i servizi svolti per conto dello
in ogni cella fino al livello previsto dal Stato (chiamati servizi delegati). Fre-
costruttore; mai aggiungere acido. Lo quenti polemiche hanno sottolineato lo
stato d’efficienza può essere controlla- scarso sviluppo dei servizi istituzionali
to tramite idrometro, che misura la e la possibile incompatibilità di ruoli tra
densità dell’elettrolita, se la batteria la difesa degli automobilisti e l’esazio-
non è sigillata: però va fatta attenzione ne delle imposte a loro carico, tanto
perché l’elettrolita è altamente corrosi- più che l’inaffidabilità dei sistemi di ri-
vo e può nuocere agli occhi. In un ele- scossione e l’iniquità di leggi avallate
mento completamente carico la densi- dall’ACI stesso hanno più volte provo-
tà dell’elettrolita è di 1,28; è da caricare cato ingiuste contestazioni ai danni di
se è pari a 1,20. Un altro sistema per cittadini in regola. Alla fine degli anni
valutare lo stato di carica è la misura 90, questi problemi di esazione hanno
della tensione: un accumulatore com- provocato anche lo scontento del go-
pletamente carico ha tensione tra 12,6 verno, che ha minacciato un serio ridi-
e 12,8 V a motore spento e servizi di- mensionamento dell’ente (le cui finan-
sinseriti, mentre è necessaria la ricarica ze dipendono in buona parte proprio
quando la tensione a vuoto scende a dai servizi delegati). Ciò non è tuttavia
12,2 V. La batteria inutilizzata si scarica accaduto, anche per l’impossibilità di
leggermente ogni giorno (autoscarica) avere una maggioranza parlamentare
e pertanto in caso d’inattività va ricari- determinata a votare i necessari prov-
cata ogni 3/4 mesi: mai lasciarla scari- vedimenti. Per questo, dal 2000 in poi

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
la situazione si è assestata e le pro- dei bracci delle ruote si fossero incon-
spettive dell’ente appaiono meno tra- trati a metà dell’asse delle ruote poste-
vagliate: si continua a puntare ancora riori. La tiranteria Ackermann è quindi
molto sui servizi delegati. D’altra parte, normalmente definita quadrilatero di
all’ACI è stato riconosciuto a pieno ti- Jeantaud.
tolo un ruolo nello Sportello telemati-
co (vedi) dell’automobilista, il che ga-  ACM
rantisce alla parte pubblica dell’ente Active Control Engine Mount. Supporto
una lunga sopravvivenza. Sarebbe au- del motore «intelligente», che consente
spicabile che ciò non portasse ancora di filtrare le vibrazioni del motore, rile-
una volta a trascurare i servizi istituzio- vate da un sensore, mediante la gestio-
nali, gli unici che danno reali vantaggi ne della viscosità di un fluido contenuto
agli automobilisti. nel supporto stesso.

 ACIDO  ACMA
Sostanza chimica caratterizzata da una Acronimo di Ateliers de Constructions
spiccata possibilità di combinarsi con de Motos et Automobiles, società che
molti metalli e di reagire con una base dal 1957 al 1961 ha prodotto su licenza
(per esempio soda o calce) per formare in Francia la «Vespa 400», primo (e uni-
sali. Gli acidi si dividono in due grandi co) tentativo automobilistico della Piag-
categorie: quelli inorganici e quelli or- gio. Al termine della produzione saran-
ganici. Fra gli acidi inorganici i più co- no circa 30.000 gli esemplari costruiti.
nosciuti sono il solforico, il nitrico e il
cloridrico (noto anche come acido mu-  ACURA
riatico). L’acido solforico è presente nei Divisione dell’American Honda Motor
veicoli in quanto costituisce l’elettrolita Company riservata alla produzione di
della batteria. L’acido solforico è anche auto di lusso e sportive per il mercato
uno dei prodotti della combustione. I USA. L’idea di superare l’immagine
combustibili contengono, infatti, picco- sbiadita della produzione giapponese
le quantità di zolfo che, durante la com- dei primi anni Ottanta per sfidare con
bustione, si combinano con l’ossigeno più credibilità il segmento delle auto di
e l’acqua, derivante anch’essa dalla lusso e di alte prestazioni in America fu
combustione, dando come prodotto fi- una felice intuizione dei tre più grandi
nale l’acido solforico. I gas di scarico gruppi del Sol Levante. Che riuscirono
contengono anche anidride carbonica così a ribaltare i luoghi comuni del-  ACMA
e ossidi d’azoto che alla presenza di l’epoca (un po’ come avviene oggi in La «Vespa 400»; dal ’57
acqua generano anch’essi acido. Deri- Italia per la produzione coreana) e im- al ’61 ne vennero
vati dagli acidi organici entrano a far porsi in America con una nuova imma- prodotte in Francia,
parte di molte sostanze che interessa- gine, molto più di prestigio. Honda (ve- su licenza Piaggio,
no l’automobile, come alcune materie di) adottò il nome Acura, Toyota fece la circa 30.000 esemplari.
plastiche, resine, vernici, lubrificanti stessa cosa con la Lexus (vedi) e Nis-
sintetici, grassi e additivi. san con la Infiniti (vedi). Oggi i tre mar-  ACURA
chi sono ai vertici delle classifiche di La «Legend», primo
 ACKERMANN vendite e degli indici di soddisfazione modello del marchio,
Sistema di tiranteria dello sterzo bre- d’Oltreoceano, con prodotti tecnologi- debuttò sul mercato
vettato a Londra nel 1818 da Rudolf camente sofisticati e con uno stile sem- americano nel 1986.
Ackermann, agente del fabbricante di pre più definito. L’Acura debutta in USA
carrozze George Lankensperger. La ti- il 27 marzo 1986 con la «Legend», una
ranteria Ackermann serve per risolvere vettura che stabilisce subito un nuovo
il problema della sterzatura delle ruote: standard di qualità, piacere di guida,
infatti, quella interna alla curva, percor- tenuta di strada e prestazioni tra le auto
rendo una circonferenza di raggio più di lusso. Il tutto con un rapporto qualità
piccolo che quell’esterna, deve avere prezzo da sconcertare la produzione
un angolo di sterzatura maggiore di statunitense di pari livello. La «Legend»
quest’ultima. Il sistema è composto di è anche il primo modello Honda nel
due bracci solidali con le ruote, i cui segmento delle auto di lusso. È dise-
prolungamenti s’incontrano in un punto gnata in collaborazione con la Rover
dell’asse longitudinale del veicolo, e da (vedi), che produrrà l’equivalente ingle-
una barra, detta di accoppiamento, che se col nome di «800». Nello stesso de-
è collegata mediante perni sferici ai due cennio l’Acura presenta la sportiva «In-
bracci. Il francese Charles Jeantaud tegra» e una serie di importanti innova-
perfezionerà nel 1878 il sistema Acker- zioni tecniche. Tra queste, da ricordare
mann, stabilendo che la sterzatura cor- il sistema di variazione di fase V-TEC,
retta si poteva ottenere con buona ap- l’uso dell’alluminio nella realizzazione di
prossimazione quando i prolungamenti telai e carrozzerie, il sistema di anti-

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A B C D E F G H I J K L M
bloccaggio delle ruote ABS. La «NSX», stellare montato sopra l’assale poste-
che negli USA viene venduta con il riore. I primi quattro modelli restano a
marchio Acura, è nel 1990 la prima vet- livello di prototipi. La produzione vera e
tura ad adottare un cambio automatico propria comincia solo nel 1906, con
sequenziale SportShift, ai tempi il più una vettura equipaggiata con motore
vicino alle soluzioni adottate in Formula stellare a 3 e 5 cilindri, alla quale seguo-
1. Nel 1991 la «Legend» è nominata no altri modelli che altro non sono che
Auto dell’anno tra le vetture di importa- versioni migliorate della stessa auto-
zione e nel 2001 il motore MDX ha vinto mobile. Nei suoi diciassette anni di atti-
il titolo di motore dell’anno per le SUV. vità, dal 1987 al 1913, l’Adams Farwell
realizza soltanto 54 vetture, prima di
 ACUTIS GIUSEPPE passare al settore aeronautico, dove i
Avvocato genovese (nato nel 1879), è suoi motori stellari trovano largo impie-
attivo in molte associazioni legate al’in- go.
dustria dell’automobile nella prima me-
tà del ’900. Nel 1923, per esempio, è  ADATTAMENTO
stato consigliere delegato dell’Itala Modifica da apportare a un veicolo per
(vedi), mentre due anni più tardi diviene consentire il trasporto di persone disa-
presidente dell’UIFA (Unione Italiana bili. La modifica di solito viene effettua-
Fabbriche di Automobili), assumendo ta da officine specializzate (è raro che
nel 1928 la presidenza della neonata le Case offrano in listino versioni già
ANFIA (Associazione Nazionale fra In- adattate in fabbrica) e può riguardare i
dustrie Automobilistiche, vedi). Carica, comandi di guida (quando il disabile è
quest’ultima, che conserva quasi inin- munito di patente speciale, vedi), e in-
terrottamente fino al 1944. Muore a To- tende guidare personalmente il veico-
rino nel 1946. lo), le portiere e i sedili (quando è ne-
cessario installare particolari meccani-
 ADAC smi che consentano al disabile di salire
 G. ACUTIS Allgemeine Deutsche Automobil-Club. e scendere dal veicolo). Talvolta l’adat-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

L’indirizzo è Am Westpark 8, 81373 tamento è condizione necessaria per


 ADAC Monaco di Baviera, Repubblica Fede- usufruire delle agevolazioni fiscali (ve-
Corrispettivo per la rale di Germania, tel. +49.89.76.760. di) per disabili.
Germania del nostro ACI.
 ADAMI  ADDITIVI DEGLI OLI
Piccolo marchio di autovetture e offici- Sono sostanze chimiche che servono a
na di riparazione fondato nel 1901 dal- rinforzare alcune proprietà dell’olio di
l’ingegner Guido Adami. Ha sede a Fi- base o a fornirgli caratteristiche che
renze, in via Artisti 10, dove rimane fino non possiede naturalmente o che pos-
a quando cessa l’attività, nel 1906. Pro- siede marginalmente: detergenza, di-
duce un solo modello, che viene pre- sperdenza (capacità di dissolvere i resi-
sentato al Salone di Torino del 1902: la dui carboniosi e trattenerli in sospen-
«Rondine», con motore da 10 CV pro- sione), di miglioramento dell’indice di
gettato dallo stesso Adami. La vettura è viscosità, antiusura, resistenza agli aci-
premiata con medaglia d’oro della Pre- di, antiossidazione, antiruggine, anti-
sidenza del Salone. Adami è considera- schiuma, miglioramento del punto di
to uno dei primi tecnici italiani che ab- scorrimento ecc. Vedi anche lubrifi-
biano validamente impostato la proget- canti.
tazione di motori. In qualità di pilota
partecipa a numerose competizioni: la  ADDITIVI DEI COMBUSTIBILI
sua vittoria più importante la ottiene al- Sostanze utilizzate per migliorare le ca-
la Coppa d’Italia del 1901 su ratteristiche dei combustibili: possono
Panhard&Levassor (vedi). essere già presenti nel combustibile di-
stribuito agli automobilisti o si possono
 ADAMS FARWELL miscelare successivamente. Svolgono
La storia di questo piccolo marchio diversi compiti, tra cui la detergenza
americano ha inizio a Dubuque, nel- dell’impianto di alimentazione, un’azio-
l’Iowa, nel 1987, quando Fay Oscar ne anticorrosiva, di miglioramento del
Farwell entra nella società di Eugene numero di ottano (per le benzine, vedi)
Adams, che già si occupa di lavorazioni e del numero di cetano (per il gasolio,
meccaniche. È proprio con la compar- vedi). Quest’ultimo deve anche avere
sa sulla scena di Farwell che viene av- additivi che impediscono la formazione
viata la progettazione delle prime vettu- di cristalli di paraffina di dimensioni tali
re della Casa, note per essere fra le più da intasare il filtro del gasolio, fenome-
anticonvenzionali dell’epoca. La loro no che potrebbe avvenire già attorno a
peculiarità è l’adozione di un motore 0 °C. I gasoli invernali portano il punto

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
critico attorno a -20 °C. Tra gli additivi adesivi e colle di origine animale e ve-
in commercio vanno ricordati quelli che getale, come la caseina, la colla di pe-
sostituiscono l’azione lubrificante del sce, la gomma arabica e le gomme
piombo, utilizzato nella benzina super naturali arricchite con solventi per
per elevare il numero di ottano. Tali ad- mantenerle allo stato fluido. Tutti que-
ditivi sono necessari su alcuni vecchi sti prodotti sono sensibili alla tempe-
modelli che potrebbero manifestare ratura e le loro caratteristiche decado-
un’elevata usura delle sedi delle valvole no con l’invecchiamento: ciò li rende
nel funzionamento con benzina senza sostanzialmente inadatti all’impiego
piombo. nelle auto. L’arrivo degli adesivi sinte-
tici ha consentito applicazioni sempre
 ADEM più importanti, persino in elementi
Vettura con motore monoblocco a 4 ci- strutturali del veicolo, come per esem-
lindri di 2,9 litri da 17,9 CV con cambio pio nel fissaggio di parabrezza e lunot-
a 4 velocità. Un ventilatore innestato al to alla scocca.
volano assicura il raffreddamento.
L’automobile deve il nome a quello del  ADLER
suo costruttore, A. De Martini, che la Casa tedesca fondata nel 1886 a Fran-
realizza in Italia per distribuirla sul mer- coforte da Heinrich Kleyer come fabbri-
cato inglese nel 1912. Si ignora il nu- ca di biciclette. Il passaggio alla produ-
mero di esemplari prodotti né si hanno zione automobilistica avviene nel 1899
notizie se ne sia sopravvissuto qualcu- e continua, con una gamma di 25 mo-
no. delli, fino al 1939. La prima vettura è
equipaggiata con un motore anteriore
 ADER monocilindrico De Dion da 3,5 CV e
Marchio francese nato nel 1900 come trasmissione a cardano anziché a cate-
Société Industrielle des Téléphones- na, soluzione che il marchio tedesco
Voitures Automobiles Système Ader; adotta quasi in contemporanea con la
nel 1904 cede il proprio settore auto- Renault (vedi). Nel 1903 l’Adler intro-
mobilistico alla nuova Société des Au- duce le sospensioni indipendenti e, per
tomobiles Ader. I primi modelli monta- la prima volta in Germania, il motore in
no motori a 2 cilindri a V da 900 cm³ e 8 blocco unico con la scatola del cambio.
CV, ai quali si affianca poco più tardi La notorietà del marchio varca ben pre-
una versione con motore (sempre bici- sto i confini nazionali. Lo stesso impe-  ADLER
lindrico) da 12 CV. Il primo modello con ratore Guglielmo II chiede una versione La «3,5 CV», prodotta
motore a 4 cilindri a V da 16 CV viene speciale della «40/50 CV»; nel 1912 na- a cavallo all’inizio
prodotto nel 1903. Due anni dopo, la sce un’officina di montaggio in Austria del XX secolo.
disposizione a V dei cilindri viene ac- e la Gran Bretagna comincia a importa-
cantonata in favore di quella in linea, re chassis e motori. Nel 1931 esce il  ADS
adottata per una nuova serie di vetture. modello «Standard 8», carrozzato dal Impianto di sospensioni
Ma l’abbandono dell’unico motivo ori- famoso architetto Walter Gropius. Negli pneumatiche offerto
ginale segna il tramonto della Ader, che anni 30 viene avviata la produzione di a richiesta sulle Mercedes.
chiude i battenti nel 1907. Nel campo vetture sportive, che ottengono 22 re-
delle competizioni, la Casa, dopo una cord internazionali e importanti vittorie
deludente prova alla Parigi-Vienna del di categoria al Leister Trophy, a Spa e a
1902, si impone nel 1903 alla Parigi- Le Mans. Con lo scoppio della guerra
Madrid. Tutte e sette le vetture Ader l’Adler cessa l’attività nel comparto au-
iscritte alla gara riescono a raggiungere to; prosegue invece fino al 1957 la pro-
Bordeaux dove, a causa di numerosi duzione di motociclette.
incidenti avvenuti durante il percorso,
gli organizzatori decidono di sospende-  ADS
re la corsa. Adaptive Damping System. Sigla anche
di Adaptive Dampfungs System, im-
 ADESIVI pianto di sospensioni pneumatiche
Con questo nome sono genericamen- (vedi) offerto a richiesta su alcuni mo-
te indicate sostanze naturali e sinteti- delli Mercedes (vedi) per fornire il mas-
che usate per collegare e unire in mo- simo confort. Permette alla vettura di
do irreversibile parti, anche di natura abbassare il proprio assetto all’aumen-
diversa tra loro. L’impiego degli adesi- tare della velocità e di mantenerlo co-
vi nell’automobile è andato sempre più stante indipendentemente dal carico e
estendendosi soprattutto con lo svi- dalle condizioni del fondo stradale. Più
luppo della chimica di sintesi, che ha genericamente s’intende con ADS un
introdotto sul mercato un enorme nu- sistema che altera le proprietà degli
mero di prodotti con peculiarità assai ammortizzatori (vedi) in funzione di
diverse. Fino agli anni 30 si usavano parametri di guida.

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A B C D E F G H I J K L M
 AERAZIONE v = velocità di avanzamento del veicolo
Requisito indispensabile per la qualità K = costante di proporzionalità
della vita a bordo di un’auto. Un buon Cx = coefficiente di penetrazione aero-
livello di aerazione nell’abitacolo è indi- dinamica
spensabile perché il microclima sia Durante la marcia si sviluppano sul vei-
sempre sotto controllo, mantenuto a colo anche forze verticali e laterali,
temperatura gradevole attraverso un sempre proporzionali al quadrato della
giusto grado di umidità, un corretto velocità di avanzamento o del vento, in
rapporto di miscelazione fra l’aria inter- caso di forze laterali. La formula resta la
na e quella esterna nonché un valido stessa, ma al posto di Cx c’è Cz (per la
effetto di estrazione dell’aria nella zona forza di sollevamento) e Cy per quella
posteriore dell’abitacolo. Per migliorare laterale. Cy varia secondo la direzione
l’aerazione si adottano appositi con- laterale del vento.
dotti che prelevano l’aria dall’esterno,
la convogliano attraverso i corpi riscal-  AF
danti o refrigeranti e la inviano nell’abi- Sulle autoradio dotate di sistema RDS
tacolo. Maggiore è la portata d’aria, (vedi), è l’acronimo di Alternative Fre-
misurata in metri cubi l’ora, migliore è il quence. Lista di frequenze alternative
clima a bordo. della stazione che si sta ascoltando.
 AFM L’autoradio seleziona automaticamente
Fu lo stesso Alex  AERO quella con la ricezione migliore.
Falkenhausen, fondatore Fabbrica cecoslovacca di aerei fondata
della Casa tedesca nel 1928 da Vladimir Kabes. Le prime  A/F (AIR TO FUEL RATIO, RAPPORTO
(ed ex meccanico automobili Aero appaiono sul mercato ARIA/CARBURANTE)
della BMW), a portare in nel 1929: si tratta di originali vetturette Per la completa combustione di 1 kg di
gara le monoposto AFM. con motore monocilindrico due tempi benzina sono teoricamente necessari
500. Queste utilitarie ottengono un 14,7 kg di aria: il rapporto 14,7/1 è det-
buon successo e sono presto seguite to stechiometrico (vedi) e si definisce
da una nuova versione due cilindri 660. anche come lambda = 1. Se c’è ecces-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

Prima della seconda guerra mondiale la so d’aria si avrà lambda maggiore di 1


Casa lancia vetture più grandi, con mo- (miscela povera), mentre alla presenza
tori da 1 e 2 litri. Alla fine del conflitto la di una quantità d’aria inferiore a quella
produzione delle Aero viene affidata ad necessaria per la combustione comple-
altre fabbriche praghesi, che ne prose- ta si avrà lambda minore di 1 (miscela
guono la costruzione fino agli inizi degli ricca). Le marmitte catalitiche raggiun-
anni 50. Da ricordare la partecipazione gono la massima efficienza per lambda
di una Aero alla 24 Ore di Le Mans del uguale a 1 e per mantenere il rapporto
1949: aveva trazione anteriore, potenza A/F costantemente pari al valore ste-
di 28 CV e impressionò per le presta- chiometrico l’impianto d’iniezione elet-
zioni. tronica si avvale di un sensore che rile-
va il contenuto di ossigeno nei gas di
 AERODINAMICA scarico, detto sonda Lambda (vedi).
La scienza che studia il movimento di
un oggetto nell’aria. Per le automobili il  AFFIDABILITÀ
parametro più noto è il Cx (vedi), ossia Valore arbitrario dato a un dispositivo
il coefficiente di penetrazione aerodina- elettrico o meccanico per valutarne la
mica. La resistenza dell’aria che si op- durata nel tempo o la sensibilità ai di-
pone al movimento della vettura è pro- fetti costruttivi. Non esiste uno stan-
porzionale al prodotto fra la superficie dard di misurazione, se non per dispo-
frontale della carrozzeria e il Cx. L’aero- sitivi molto semplici, per i quali l’indice
dinamica assume grande importanza di affidabilità si esprime in ore medie fra
man mano che la velocità aumenta, vi- guasti (MTBF o «Medium Time Between
sto che la resistenza dell’aria dipende Failure»). Per l’automobile non esistono
dal quadrato della velocità (la resisten- indici standard, anche se numerosi enti
za quadruplica se la velocità raddop- e organi informativi ne elaborano alcuni
pia), mentre nell’utilizzo cittadino della basandosi sulle segnalazioni di guasto
vettura è un fattore meno importante. riportate dagli utenti.
Le vetture moderne hanno Cx dell’ordi-
ne di 0,3-0,4.  AFM
Sperimentalmente la resistenza del- Piccola Casa automobilistica fondata
l’aria equivale a una forza che, in as- nel 1947 in Germania da Alex
senza di vento, corrisponde alla se- Falkenhausen, uno dei più brillanti
guente formula: meccanici della BMW (vedi). I primi
F = K Cx S v² modelli, da 1,5 e 2 litri, sono vetture da
con S = superficie frontale corsa che ricalcano la formula della

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
BMW «328» d’anteguerra. In Germania oscillanti, quella posteriore anch’essa a
queste macchine vengono portate in balestra trasversale con semiassi oscil-
gara, con lusinghieri risultati e molte lanti. Il secondo modello è equipaggia-
vittorie di classe, dallo stesso to con un motore Scap con compres-
Falkenhausen. Nel 1950 Richard sore Cozette e differisce rispetto al pri-
Küchen realizza per l’AFM un nuovo mo nella sospensione anteriore che, al
modello equipaggiato con motore V8 posto della balestra, presenta molle
da 2 litri e otto carburatori da motoci- elicoidali.
cletta. Nonostante le buoni basi di par-
tenza, mancano, però, alla Casa i mezzi  AGENTE ASSICURATIVO
finanziari per ultimare la messa a punto Soggetto abilitato a offrire alla clientela
del nuovo motore. Così Falkenhausen e stipulare polizze assicurative di una o
decide di chiudere i battenti e tornare più Compagnie, con le quali ha un rap-
alla BMW. porto contrattuale di mandato. In pas-
sato gli agenti assicurativi erano legati
 AFTERMARKET a una sola Compagnia, mentre negli ul-
Indica tutti i dispositivi o gli accessori timi anni alcuni di loro sono divenuti
non installati sulla vettura direttamente plurimandatari. Per esercitare la propria
in fabbrica, ma acquistati e fatti monta- attività, deve sostenere un esame e
re dal proprietario successivamente al- iscriversi a un apposito albo. Per gli au-
l’acquisto o alla consegna dell’auto. Gli tomobilisti non è comunque obbligato-
accessori aftermarket più comuni sono rio rivolgersi a un agente per assicurar-
il climatizzatore, i cerchi di lega di dise- si: si può per esempio interpellare
gno diverso rispetto a quelli presenti in un’Assicurazione telefonica (vedi)
origine e gli impianti stereo. Possono oppure, ancora, un’Assicurazione on
essere «originali», cioè gli stessi pre- line (vedi).
senti nel listino accessori del costrutto-
re, oppure «non originali», cioè di tipo  AGENTE (DI POLIZIA)
completamente diverso, ma idonei a Vedi Polizia.
essere montati sulla vettura. Di solito gli
«originali» vengono installati sulla vettu-  AGENZIA DI PRATICHE
ra prima della consegna, dal conces- AUTOMOBILISTICHE
sionario che l’ha venduta, mentre i «non Impresa individuale o società che, die-
originali» vengono montati da officine tro specifico compenso, effettua con-
generiche. sulenza e assistenza e svolge adempi-
menti burocratici per conto di cittadini
 AGA che devono espletare pratiche nel set-
Marchio tedesco degli anni 20 specia- tore dei veicoli. L’attività delle agenzie è
lizzato nella produzione di vetture spor- regolata da una legge fondamentale, la
tive, con sede a Lichtenberg, nei pressi 264/91, che subordina il suo svolgi-
di Berlino. Ben presto viene incorporato mento a un’autorizzazione rilasciata
nel gruppo finanziario Hugo Stinnes e dalla Provincia in base alla concentra-
nel 1921 ottiene un discreto successo zione di operatori sul proprio territorio
commerciale con la «6/20 HP», dotata (c’è il numero chiuso) e al possesso di
di motore da 1420 cm³. All’edizione del alcuni requisiti di moralità e professio-
1924 della Targa Florio tre Aga «6/30 nalità (per esempio, l’assenza di con-
HP Targa Florio» riescono ad agguan- danne per determinati reati, il supera-
tare buoni piazzamenti. Pochi anni do- mento di un esame di abilitazione o il
po, però, il crollo del gruppo finanziario precedente svolgimento dell’attività in
cui è legata l’azienda porta inevitabil- ruoli dirigenziali da almeno 15 anni ec-
mente l’Aga al collasso e alla chiusura. cetera). Queste garanzie, comunque,
non comportano che l’agenzia sia pie-
 A. G. ALFIERI namente responsabile per la corretta
La Casa milanese, fondata da Giusep- esecuzione e il buon fine delle pratiche  A. G. ALFIERI
pe Alfieri, ha all’attivo soltanto due mo- che le vengono affidate; e in ogni caso Il primo modello (1925),
delli, uno prodotto nel 1925 e l’altro nel spesso per l’utente può essere difficile con motore Chapuis
1927, ma deve la sua notorietà alla rea- farsi riconoscere le proprie ragioni (può Dornier a 4 cilindri in linea
lizzazione delle sospensioni a quattro per esempio essere necessario ricorre- di 1094 cm³ da 14 CV.
ruote indipendenti, soluzione all’avan- re alle vie legali, lente e incerte). È per-
guardia per l’epoca. Il primo modello tanto preferibile rivolgersi a un operato-
montava un motore Chapuis Dornier a re che sia coperto da una polizza assi-
4 cilindri in linea di 1094 cm³ da 14 CV a curativa sulla responsabilità professio-
3000 giri/min. La sospensione anteriore nale. L’agenzia deve annotare su un re-
è a balestra trasversale, collocata sotto gistro-giornale qualsiasi pratica dei
un assale rigido con perni verticali propri clienti e, nel caso l’adempimento

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A B C D E F G H I J K L M
richieda di ritirare presso la loro sede ogni caso esse spettano solo se il vei-
un documento (per esempio, una carta colo è intestato al disabile oppure a una
di circolazione, vedi, da aggiornare), persona della quale il disabile è fiscal-
deve rilasciare il cosiddetto permessino mente a carico (cioè di chi convive con
(permesso provvisorio di circolazio- disabili che hanno redditi propri non
ne, permesso provvisorio di guida, superiori a 2840,51 euro annui, esclusi i
vedi), cioè una ricevuta che può sosti- redditi esenti, come per esempio le
tuire il documento per un massimo di pensioni sociali e altre indennità e as-
30 giorni. Scaduto questo termine, se segni concessi ad alcune categorie di
la pratica non è stata ancora completa- invalidi). Innanzitutto, è ridotta al 4%
ta, non è consentito rinnovare il per- (rispetto all’aliquota ordinaria del 20%)
messino: il cliente deve ricevere il do- l’IVA (vedi) per l’acquisto di veicoli di
cumento provvisorio rilasciato dalla cilindrata fino a 2000 cm³ se a benzina
Motorizzazione, che autorizza a circo- e a 2800 cm³ se a gasolio e sui lavori di
lare e attesta che la pratica è stata ef- adattamento (vedi), compresa l’even-
fettivamente presentata agli sportelli. tuale adozione di un cambio automati-
Sono agenzie di pratiche automobilisti- co già previsto dalla Casa, eventual-
che anche le delegazioni dirette e indi- mente necessari. Il beneficio spetta so-
rette dell’ACI (vedi), cioè tutti gli spor- lo una volta ogni quattro anni: chi ac-
 AGEVOLAZIONI telli dell’Automobile Club d’Italia diversi quista veicoli con frequenza maggiore
FISCALI da quelli del PRA (vedi). Ciò è da sotto- potrà fruirne solo in parte, salvo che
lineare perché a volte gli automobilisti non abbia cancellato il veicolo prece-
(PER DISABILI)
sono tratti in inganno dal marchio ACI e dente dal PRA (vedi) a causa di furto o
pensano di affidare le proprie pratiche demolizione (vedi). Inoltre, il 19% della
a un ufficio pubblico, per cui ritengono somma spesa per l’acquisto del veicolo
erroneamente di doverne pagare il co- può essere detratto dall’importo del-
sto puro (senza il compenso dell’agen- l’IRPEF (l’Imposta sul Reddito delle
zia) e di evitare i rischi di un’eventuale Persone Fisiche), entro i limiti di
mancata presentazione dei documenti. 18.075,99 euro spesi una volta ogni
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

Per questo nel 1997 l’Antitrust (vedi) quattro anni. Le vetture dei disabili so-
ha censurato la possibile confusione no anche esentate dalla tassa di pos-
creata negli utenti, ma l’intervento ha sesso e dall’IPT (vedi). Infine, a partire
avuto modesti risultati. Dal 1995 le dal 2001, il rilascio dello speciale con-
agenzie sono state abilitate a collegarsi trassegno per la sosta nei parcheggi ri-
telematicamente con gli archivi del DTT servati ai disabili non è più soggetto al-
(Prenotamotorizzazione, Prenotapa- l’imposta di bollo (vedi). I veicoli cui
tente, vedi), in seguito anche a quelli possono essere applicate queste age-
del PRA, vedi, (attraverso la procedura volazioni sono autovetture, autoveicoli
denominata Copernico) e allo SGATA per trasporto promiscuo (ormai reperi-
(vedi), cosa che dà la possibilità di ri- bili solo usati, vedi uso promiscuo),
scuotere la tassa di possesso (vedi). autoveicoli per trasporti specifici,
Non tutte le agenzie, comunque, hanno motocarrozzette e motoveicoli per
chiesto queste abilitazioni: quelle che trasporti specifici (vedi). Per gli auto-
non lo hanno fatto continuano a opera- caravan è invece possibile fruire solo
re secondo le procedure tradizionali, della detrazione IRPEF del 19%. Le ca-
spesso appoggiandosi a quelle abilita- tegorie di disabili che hanno diritto ai
te. Nel corso del 2003, le procedure benefici sono i non vedenti, i sordomu-
Prenotamotorizzazione e Copernico ti, i soggetti con handicap psichico o
sono poi state abolite e sostituite con lo mentale titolari dell’indennità di accom-
Sportello telematico (vedi) dell’auto- pagnamento, i soggetti con grave limi-
mobilista: le agenzie abilitate a operare tazione della capacità di deambulazio-
con le procedure abolite sono diventate ne o che hanno subìto più di un’ampu-
uffici di tale Sportello, insieme con le tazione. Ci sono anche i disabili con ri-
sedi provinciali del DTT e del PRA. dotte o impedite capacità motorie, ma
solo se acquistano veicoli su cui sono
 AGEVOLAZIONI FISCALI (PER DISABILI) necessari adattamenti.
Benefici fiscali concessi a partire dal
1986 ad alcune categorie di soggetti  AGGIUSTAGGIO
cui è stata riconosciuta la condizione di Operazione di finitura eseguita a mano,
disabile con difficoltà motorie o affetto con la lima, il raschietto o la tela smeri-
da alcune malattie di una certa gravità. gliata, di due elementi che devono es-
Dal 1998 in poi, le agevolazioni sono sere accoppiati. Per esempio, la lucida-
state progressivamente ampliate, tanto tura con smeriglio di un perno per po-
che oggi sono molto articolate. Eccone terlo infilare nel suo alloggiamento co-
un riassunto, con la premessa che in stituisce un’operazione di aggiustaggio.

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
L’aggiustaggio era pratica comune fino a sei zampe, animale «fantareale», dalla
agli anni 20, poi, con l’avvento della cui bocca fuoriesce una fiamma rossa.
produzione in serie, è andato scompa- Una sorta di centauro moderno dise-
rendo, sostituito da lavorazioni con gnato da Luigi Broggini (che si aggiudi-
macchine utensili che consentono di cò un concorso indetto dalla rivista Do-
produrre pezzi intercambiabili e che si mus) e che ha le sue origini nella mito-
possono montare senza necessità di logia africana. Oggi sono circa 7000 i
lavorazioni manuali di adattamento. distributori di carburante in attività con
il marchio Agip.
 AGHI (CUSCINETTO AD)
Per aghi s’intendono in linguaggio tec-  AGNELLI GIOVANNI
nico quei rulli il cui rapporto lunghezza/ Uno dei padri fondatori della Fiat (vedi),
diametro è maggiore di 2,5:1, con dia- nasce a Villar Perosa (TO) il 13 agosto
metro inferiore a 5 mm. L’impiego di 1866. Si avvia alla carriera militare, poi
aghi o rullini come cuscinetti si ha ogni l’abbandona per dedicarsi all’ammini-
qualvolta si è alla presenza di forti cari- strazione dei propri beni. Attratto dalla
chi, d’ingombri radiali contenuti e/o di meccanica sin da giovane, nel 1896 si
regimi di rotazione elevati. Le applica- interessa all’attività di Luigi Storero (tri-
zioni più comuni in campo automobili- cicli a motore e biciclette). Nel 1898,
stico dei cuscinetti ad aghi sono per il con Giovambattista Ceirano, costitui-
supporto degli ingranaggi del cambio, sce a Torino una piccola società che
dove ai forti carichi s’aggiungono le costruisce un’unica auto, la Welleyes  AGIP
difficoltà dovute alle notevoli limitazioni (vedi). L’anno successivo, l’11 luglio,
d’ingombro. Agnelli, insieme con Ludovico Scarfiot-  G. AGNELLI
ti, Emanuele Cacherano di Bricherasio, 11 luglio 1899: Giovanni
 AGIP Roberto Biscaretti di Ruffìa (vedi), Mi- Agnelli, Ludovico
Acronimo di Azienda Generale Italiana chele Ceriana, Luigi Damevino, Alfonso Scarfiotti, Emanuele
Petroli, organo parastatale per la ricer- Ferrero di Ventimiglia, Cesare Goria- Cacherano di Bricherasio,
ca, l’acquisto e lo sfruttamento di giaci- Gatti e Carlo Racca, fonda la Società Roberto Biscaretti di
menti petroliferi, il trattamento indu- italiana per la costruzione e il commer- Ruffia, Michele Ceriana,
striale, il trasporto e il commercio di cio delle automobili, capitale 800.000 Luigi Damevino, Alfonso
prodotti petroliferi, nonché l’assunzione lire diviso in 4000 azioni. Il nome Fiat Ferrero di Ventimiglia,
di partecipazioni in altre società con gli (Fabbrica Italiana Automobili Torino) Cesare Goria-Gatti e Carlo
stessi scopi. L’AGIP viene costituita il 3 viene coniato di lì a poco dall’ingegnere Racca fondano quella che
aprile 1926 con un capitale di 100 mi- progettista Aristide Faccioli. Soltanto da lì a poco si chiamerà
lioni di lire sottoscritto per il 60% dallo 14 giorni dopo la sua nascita, la Fiat ri- Fabbrica Italiana
Stato e per il 20% l’uno rispettivamente leva per 30.000 lire gl’impianti, i mate- Automobili Torino.
dall’INA (Istituto Nazionale delle Assi- riali, i brevetti e tutte le attività della so-
curazioni) e dalla Cassa per le Assicu- cietà di Ceirano, compresa la Welleyes,
razioni Sociali. La ricerca e lo sfrutta- che diventa così la prima vettura Fiat.
mento minerari sono i due settori in cui La personalità di Agnelli, segretario del
l’azienda s’impegna maggiormente, consiglio di amministrazione della Fiat
riuscendo in pochi anni ad autofinan- fin dalla sua costituzione, s’impone ra-
ziare completamente le proprie attività pidamente. Uomo d’azione, forte ed
di ricerca e sviluppo. Ai piccoli giaci- energico, dotato di molto senso prati-
menti scoperti in Emilia fa seguito il ri- co, diventa amministratore delegato già
trovamento nel 1944-45 del ricco de- nel 1901 e nel 1920 presidente del-
posito di gas a Caviaga (Lodi), che por- l’azienda. Nominato Cavaliere del lavo-
ta alla luce per la prima volta la grande ro nel 1907 e senatore nel 1923, nel
riserva di idrocarburi presente nella 1937 riceve dal Politecnico di Torino la
Bassa padana e il primo petrolio italia- laurea honoris causa in ingegneria in-
no in quantità industriale. A seguito di dustriale. Muore a Torino il 16 dicembre
ciò Enrico Mattei, commissario Agip 1945.
per l’Italia settentrionale, decide di in-
vestire in ricerche nonostante il suo in-  AGNELLI GIOVANNI (GIANNI)
carico iniziale fosse quello di liquidare L’Avvocato, come era chiamato da tut-
l’azienda. La necessità di regolare l’atti- ti, nasce a Torino il 12 marzo 1921, se-
vità di ricerca nella Valle Padana è la condo dei sette figli di Edoardo e Virgi-
ragione che porta nel 1953 alla nascita nia Bourbon del Monte e nipote del
dell’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi), fondatore della Fiat (vedi), del quale
che include nella proprietà le partecipa- porta il nome. Trascorre i primi anni
zioni azionarie di AGIP, ANIC, ROMSA della sua vita fra la casa torinese di via
e SNAM nonché il patrimonio dell’Ente Matteotti e la residenza di campagna
Nazionale Metano, che viene soppres- dei nonni a Villar Perosa. Dopo aver
so. Simbolo dell’Agip dal 1952 è il cane frequentato la scuola di Cavalleria di

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Pinerolo, partecipa alla seconda guerra per tutta l’estate gli sviluppi della situa-
mondiale, combattendo in Russia e in zione e interviene direttamente nei mo-
Tunisia, dove rimane ferito. Terminato il menti difficili, nonostante il cancro alla
conflitto, si laurea in giurisprudenza. prostata che lo affligge e lo costringe a
Seguendo i consigli del nonno, lascia lunghe cure negli Stati Uniti. È lui che
temporaneamente la guida della Fiat al convince Cantarella a farsi da parte e a
professor Vittorio Valletta (vedi) e si lasciare il posto di amministratore dele-
tuffa nel bel mondo internazionale. Un gato a Gabriele Galateri; è sempre lui
grave incidente automobilistico, avve- che si occupa del passaggio di conse-
nuto in Costa Azzurra nel 1952, gli pro- gne da Galateri ad Alessandro Barberis
cura una menomazione alla gamba de- nel dicembre 2002. Nel frattempo le
stra. Nel novembre 1953 sposa Marella sue condizioni di salute vanno progres-
Caracciolo di Castagneto; dal matrimo- sivamente peggiorando: l’Avvocato si
nio nascono Edoardo e Margherita. spegne nella sua casa di Torino il 24
Dopo esserne stato vicepresidente per gennaio 2003.
vent’anni, nel 1966 assume il comando
della Fiat, segnandone la svolta. Nel  AGNELLI UMBERTO
1974 diventa presidente della Confin- Il fratello dell’Avvocato nasce a Losan-
dustria, poi pilota l’ingresso nel capitale na il 1° novembre 1934; nel 1959 con-
Fiat dei soci libici di Gheddafi. In quegli segue la laurea in giurisprudenza. Per
anni deve affrontare il terrorismo, che dieci anni è presidente della SAI (Socie-
tocca la Fiat da vicino, e il grande scon- tà Assicuratrice Industriale), poi, per
tro con il sindacato, culminato nell’au- tre, della Fiat France, che sotto la sua
 G. AGNELLI tunno dell’80 nella «marcia dei quaran- guida raddoppia il fatturato. Nel 1968
L’Avvocato assunse tamila» (quadri e impiegati che deside- assume la direzione della divisione Af-
la guida della Fiat ravano rientrare al lavoro dopo un lungo fari internazionali, con il compito di
nel 1966, incarico che periodo di scioperi). Negli anni 80 ac- coordinare lo sviluppo delle iniziative
lasciò all’età di 75 anni. quisisce l’Alfa Romeo, elabora ma non industriali e commerciali della Fiat sui
concretizza un’alleanza con la Ford mercati mondiali. Di Fiat S.p.a. è ammi-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 U. AGNELLI (vedi), liquida il socio Gheddafi, diven- nistratore delegato dal 1970 al 1980,
Presidente del gruppo Fiat tato scomodo per questioni di politica per poi diventarne vicepresidente fino
dal marzo 2003, circa due internazionale. Nel 1993, durante un al settembre 1993; lascia questa carica
mesi dopo la scomparsa periodo finanziariamente difficile per il per assumere la responsabilità operati-
del fratello Gianni. gruppo, è costretto a bussare alle porte va in qualità di presidente di IFI S.p.a.,
di Mediobanca per ottenere un maxiau- holding di controllo del gruppo Agnelli,
mento di capitale, ma la contropartita è e della controllata IFIL, società d’inve-
la rinuncia del fratello Umberto alla suc- stimenti del gruppo. Dal marzo 2003 è
cessione. Nel 1996 indica come erede il presidente del gruppo Fiat. Tra gli innu-
nipote Giovanni Alberto, figlio di Um- merevoli incarichi ricoperti attualmente
berto. Giovannino morirà giovanissimo o in passato ricordiamo anche la presi-
soltanto tre anni più tardi. Un colpo du- denza della Giovanni e Agnelli e C.
rissimo per l’Avvocato, perché com- S.a.p.a.z., la vicepresidenza della Fon-
porta l’interruzione di una continuità dazione Agnelli, la presenza nei consigli
della famiglia sulla quale ha fatto affida- di amministrazione di Danone e Luiss-
mento dal momento in cui si è reso Guido Carli e negli International Advi-
conto delle scarsi attitudine del figlio sory Board dell’Allianz e della Salomon
Edoardo alla guida del gruppo. Quan- Smith Barney; Umberto Agnelli è stato
do, settantacinquenne, lascia il coman- anche senatore della Repubblica dal
do della Fiat gli succede Cesare Romiti 1976 al 1979, presidente della Juventus
(vedi). Il suicidio di Edoardo segna ulte- e della Federazione Italiana Giuoco
riormente Gianni Agnelli, divenuto se- Calcio; è Grand’Ufficiale al Merito della
natore a vita e presidente onorario della Repubblica, nonché Officier della Lé-
Fiat: egli riversa affetto e attenzioni su gion d’Honneur francese.
un altro nipote, John Elkann, figlio di
Margherita e Alain Elkann. Quando Ro-  AH
miti compie 75 anni, l’Avvocato chiama Simbolo di amperora, l’unità di misura
al comando dell’azienda Paolo Fresco, della quantità di corrente elettrica.
manager italiano a lungo attivo in Ame- L’amperora rappresenta la quantità di
rica, mentre amministratore delegato elettricità che, in un’ora, attraversa un
diventa Paolo Cantarella. Le cronache conduttore percorso da corrente conti-
dell’ultimo anno descrivono un Avvoca- nua di un ampere (1 amperora corri-
to ormai uscito dalla scena pubblica e sponde a 3600 coulomb). È usato per la
concentrato sulle vicende di famiglia. valutazione della capacità della batte-
Partecipa telefonicamente all’assem- ria, cioè della quantità di elettricità che
blea della Fiat del maggio 2002, segue essa può immagazzinare durante la ca-

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
rica e restituire nella scarica. Se una nell’incidente, evitando così che il si-
batteria (vedi) ha, per esempio, una stema entri in funzione per piccoli urti o
capacità di 100 Ah, significa che può durante la manutenzione. Per esempio,
teoricamente erogare una corrente di esso si attiva per urti frontali contro
10 ampere per 10 ore, o un ampere per ostacolo fisso quando la velocità è di
100 ore eccetera. In realtà, poiché la almeno 20 km/h. Si stanno diffondendo
capacità della batteria è misurata con gli airbag «intelligenti», che si accorgo-
la scarica in 20 ore, un valore di 100 Ah no cioè dell’eventuale presenza del
significa che si possono assorbire 5 passeggero, attivandosi solo se neces-
ampere per 20 ore (100:20 = 5) prima sario, e che calibrano in più fasi la loro
che l’accumulatore si scarichi. azione, secondo l’entità dell’urto: in
quelli non troppo violenti intervengono
 A.I.A. solo i pretensionatori (vedi) delle cin-
Sigla dell’Associazione Italiana Auto- ture, se esse sono allacciate; a un im-
mobilisti, costituita nel 1970 sotto il pa- patto più severo corrisponde il gonfiag-
trocinio della rivista «Quattroruote» gio parziale del cuscino e a quelli più
(vedi). L’associazione, non più attiva, si gravi l’apertura completa.
proponeva di tutelare e incoraggiare un
ordinato e civile sviluppo dell’automo-  AIRBAG MECCANICO
bilismo in Italia, sollecitando l’attuazio- Veniva così definito il cuscino gonfiabi-
ne di provvedimenti adeguati alle nuove le attivato da un sensore meccanico in-
esigenze della motorizzazione, pro- vece che elettronico. Il principale van-
muovendo iniziative, campagne di taggio di questo dispositivo è che tutti i
stampa e manifestazioni. suoi componenti sono contenuti all’in-
terno del volante. Teoricamente sareb-
 AIDAC be dunque sufficiente sostituire il vo-
Associazione Italiana Delegazioni e Au- lante tradizionale con uno dotato di air-
to Consulenti. L’indirizzo è via Licinio bag per rendere più sicura qualsiasi
Stolone, 142, 00175 Roma, tel. vettura, ma in realtà tale trasformazione
06.71.07.23.48. è del tutto sconsigliabile (anche se negli
Stati Uniti sono commercializzati appo-
 AIDO siti kit), perché le caratteristiche del
Associazione Italiana Donatori Organi. sensore che comanda il gonfiamento
L’indirizzo è via Novelli 10/A, 24122 del cuscino devono essere accurata-
Bergamo, tel. 035.22.21.67 oppure mente tarate per sposarsi con le moda-
035.22.23.14. lità di deformazione della scocca du-
rante l’urto. Una decina di anni fa gli
 AIRBAG airbag meccanici sembravano avere un
Nella sua applicazione più comune è un promettente futuro, poi le industrie si  A.I.A.
sacco di tessuto di nylon opportuna- sono orientate verso il sistema d’inne- Il simbolo
mente trattato, collocato nella parte sco elettronico, più preciso, affidabile e dell’Associazione Italiana
centrale del volante, che, in caso di facilmente adattabile alle caratteristi- Automobilisti.
violento urto frontale, si gonfia evitando che di vari modelli. A rendere più inte-
al guidatore l’impatto contro il pianto- ressante quest’ultima soluzione è stato  AIRBAG
ne (vedi) dello sterzo. Sulle vetture at- inoltre il diffondersi dell’airbag anche Si gonfia grazie a un gas
tuali è disponibile anche per il passeg- per il passeggero anteriore. Con il si- inerte (azoto) in un tempo
gero anteriore e stanno diffondendosi stema meccanico sarebbero stati ne- compreso fra i 30 e i 50
anche quelli che proteggono dagli urti cessari due sensori, mentre con quello millesimi di secondo.
laterali il torace e la testa. L’airbag, gra- elettronico è sufficiente un unico sen-
zie a un gas inerte (azoto) prodotto da sore posto in corrispondenza del tunnel
speciali pastiglie innescate da una mini della vettura, fra i sedili anteriori. La
carica esplosiva, si gonfia completa- duplicazione dei sensori avrebbe au-
mente in circa 30-50 millesimi di secon- mentato le probabilità di funzionamento
do, tempo nel quale il corpo del viag- irregolare e anche il rischio di gonfiaggi
giatore è già avanzato di circa 20 cm in inopportuni del cuscino.
seguito all’urto, e altrettanto rapida-
mente si sgonfia dopo l’impatto (120-  AIR-SCOPE
150 millisecondi dopo l’attivazione) in Sulle auto da corsa, è la presa d’aria
modo da attutire il contatto tra corpo e dinamica «a periscopio», per l’alimen-
cuscino. Questo sistema di sicurezza tazione del motore: è l’apertura tubola-
richiede un’affidabile elettronica per ri- re visibile sopra il casco del pilota. Se
cevere da un sensore, in 2-3 millise- correttamente studiata, può provocare
condi, il segnale dell’avvenuto impatto. un leggero effetto di sovralimentazione
La legge d’intervento analizza l’anda- che aumenta la potenza (anche di 15-
mento della decelerazione della vettura 20 CV alla velocità massima). Quando

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A B C D E F G H I J K L M
una vettura corre «in scia», tale effetto Nel 1952 è la volta di una vettura di
decade per la turbolenza aerodinami- Formula 2 che monta un motore a 4 ci-
ca: è uno dei motivi che spesso rendo- lindri contrapposti da 1986 cm³, con
no difficili i sorpassi. una potenza di 150 CV a 6000 giri/min.

 AISCAT  ALA
Associazione Italiana Società Conces- S’intende per ala un corpo capace di
sionarie Autostrade e Trafori. Ha sede sviluppare una portanza quando è in-
in via Sardegna 40, Roma, tel. vestito da un fluido, oppure quando si
06.48.27.941. Questa associazione muove in un fluido. La portanza è una
raccoglie le circa 25 società che gesti- spinta verso l’alto operata dal fluido
scono, in regime di concessione, la re- stesso. Nel caso delle automobili ad
te autostradale italiana e i trafori alpini. alte prestazioni si usano le ali «al con-
Presidente dell’AISCAT è Giancarlo trario» (spoiler, alettoni), così da creare
Elia Valori. L’AISCAT, a sua volta, fa una deportanza (vedi) che spinge la
parte dell’ASECAP (vedi). vettura verso il suolo, migliorando
l’aderenza e la stabilità ad alta velocità.
 AIXAM Quando un corpo si muove in un fluido,
Marchio francese specializzato nella riceve da questo una forza che può
produzione di vetture per la guida sen- essere scomposta in due componenti:
 AIXAM za patente e veicoli elettrici. Originario la resistenza R, parallela alla direzione
La «500», microvettura della regione Rhône-Alpes, al di là del della velocità, e la portanza P, perpen-
diesel guidabile senza Monte Bianco, il gruppo Aixam-Mega è dicolare alla velocità. Nei corpi desti-
patente. nato nel 1983 a seguito dell’acquisizio- nati a sviluppare una portanza o una
ne dell’Arola. Dal 1987 è leader nella deportanza, come le ali degli aeroplani
 ALA produzione di quadricicli leggeri e pe- o gli alettoni delle auto da corsa, è im-
Alettone posteriore di una santi, con 13 filiali in Europa e circa portante che sia elevato il rapporto tra
monoposto di Formula 1: 15.000 vetture vendute l’anno. Del la portanza e la resistenza (P:R = E), la
1989 è il lancio di una gamma di veicoli cosiddetta efficienza. La capacità del-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

contribuisce a migliorare
stabilità e aderenza commerciali con motore 500 cm³ e del l’ala di sviluppare una portanza con
alle alte velocità. 1991 è la produzione del primo motore buona efficienza dipende, oltre che
bicilindrico con raffreddamento ad ac- dalla forma del profilo, anche dalla sua
qua. Nel 1993 è creato il marchio Me- configurazione geometrica, in partico-
ga, specializzato nella produzione di lare la forma in pianta, e dal suo allun-
vetture sportive, che nel 1996 acquisi- gamento.
sce la Monte Carlo Automobile. Nel
1997, con l’apertura del mercato euro-  ALB
peo ai microveicoli, la Aixam lancia una Anti-Lock Braking; impianto antibloc-
nuova gamma di prodotti con uso di caggio sviluppato dalla Honda (vedi) e
nuove tecnologie e maggiormente simile al classico ABS (vedi). Era anche
equipaggiati. L’anno successivo è la la denominazione commerciale del si-
volta delle convertibili Aixam, sempre stema meccanico utilizzato in passato
guidabili senza patente. Nel 2002 la su alcuni modelli Ford (vedi).
Casa apre a nuovi azionisti, mossa che
porta a un nuovo assetto di controllo.  ALBA
Maggiore azionista oggi è la società Casa fondata a Trieste nel 1906 con la
Financière Norbert Dentressangle. doppia ragione sociale di Alba Fabbri-
Sempre nello stesso anno apre la filiale ca Automobili S.A. e Alba Automobi-
italiana Aixam-Mega e vengono lanciati lwerke Aktiengesellschaft, dato che al-
nuovi quadricicli leggeri e pesanti per il l’epoca la città fa parte dell’impero au-
trasporto merci. Attività che dal 2003 stroungarico. Sono del 1907 i due soli
viene coperta dalla consociata Mega. telai progettati, il «18/24 HP» e il «35/
40 HP». Quest’ultimo, l’unico avviato
 AJB alla produzione, monta un motore a 4
La nascita, nel 1948, di questa casa cilindri verticali da 6868 cm³, trasmis-
automobilistica inglese che produce sione a cardano, cambio a 4 velocità e
esclusivamente auto da competizione retromarcia: al Salone di Parigi ottiene
si deve ad Archie Butterworth. Ha sede buoni riscontri di pubblico e critica. Nel
a Iver, nel Buckinghamshire, e cessa 1908 la produzione è ferma a nove
l’attività dopo soli cinque anni, nel esemplari, decisamente troppo pochi
1953. I primi esemplari, a 4 ruote motri- per giustificare il proseguimento del-
ci, sono equipaggiati con un motore l’attività in uno stabilimento che conta
Steyr V8 da 3,7 litri raffreddato ad aria, ben 150 addetti. La fabbrica triestina
che in seguito viene sostituito da un viene quindi messa in liquidazione e
motore a valvole in testa da 4425 cm³. sciolta.

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
 ALBERI CONTROROTANTI ghia dentata, più raramente con una
O CONTRALBERI cascata di ingranaggi.
Sono alberi dotati di masse eccentriche
che, per compensare le vibrazioni del  ALBERO A GOMITI
motore, ruotano in senso opposto a Vedi albero motore.
quello del motore stesso e a velocità
angolare uguale (nel cinque cilindri) o  ALBERO DELLO STERZO
doppia (nel quattro cilindri). Sono tal- Collega il volante con la scatola guida
volta utilizzati sui motori poco fraziona- ed è più comunemente detto piantone
ti, che non possono sfruttare il numero (vedi) dello sterzo. Un tempo era un
e la disposizione dei cilindri per com- pezzo unico, poi, per motivi di sicurez-
pensare le forze d’inerzia che nascono za, è stato diviso in più parti, unite da
dal movimento del manovellismo (ve- giunti cardanici. Spesso è montato su
di). Il pistone (vedi), infatti, non si muo- una struttura che consente di spostare
ve nel cilindro (vedi) con velocità co- verticalmente e talvolta anche assial-
stante; questa varia ciclicamente, es- mente il volante, per adattare meglio la
sendo uguale a zero in corrispondenza posizione di guida alle diverse corpora-
dei punti morti inferiore e superiore e ture.
massima all’incirca a metà corsa. L’ac-
celerazione che ne consegue è an-  ALBERO DI TRASMISSIONE
ch’essa variabile e pertanto si generano Si definisce così, in generale, l’organo
delle forze d’inerzia delle masse in mo- rotante che trasmette il movimento da
to alterno, dette brevemente forze al- un motore a un utilizzatore: nell’auto,
terne. Per comodità esse vengono l’albero di trasmissione è posto tra il
considerate come sovrapposizione di cambio e il differenziale (vedi) dei mo-
due forze perfettamente sinusoidali: delli a trazione posteriore. Tra il diffe-
una che dipende dall’angolo di rotazio- renziale e le ruote vi sono altri due albe-
ne dell’albero motore (del «primo ordi- ri di trasmissione, detti semiassi (vedi)
ne») e una con frequenza doppia (del o semialberi (presenti anche nelle tra-
«secondo ordine»), seppure con inten- zioni anteriori o integrali).
sità della forza d’inerzia pari a circa un
quarto dell’altra. In un motore a quattro  ALBERO MOTORE
cilindri in linea, facendo salire i pistoni Detto anche albero a manovelle, a collo
esterni mentre scendono gli interni, si d’oca o albero a gomiti, è il componen-  ALBERO
compensano perfettamente forze e te del motore che ruota sui supporti di DELLO STERZO
coppie del primo ordine e coppie del banco e al quale sono collegate le biel-
secondo ordine; restano scoperte le le (vedi): grazie a esso e alle bielle, si
forze del secondo ordine, che addirittu- può trasformare il moto alterno del pi-  ALBERO MOTORE
ra si sommano tra loro. Occorrono stone in moto rotatorio dell’albero. È di Detto anche albero
dunque degli alberi che ruotino in sen- ghisa oppure d’acciaio: può essere ot- a manovelle, a collo
so inverso a frequenza doppia per an- tenuto per fusione o forgiatura, e suc- d’oca o albero a gomiti.
nullarle. Nel motore a cinque cilindri cessiva lavorazione alle macchine
queste forze sono equilibrate, mentre utensili. È costituito essenzialmente dai
non lo sono le coppie generate dalle perni (di banco, che ruotano entro i cu-
forze alterne del primo ordine. Esse scinetti di banco o bronzine, vedi, al-
vengono bilanciate con un albero che loggiate nei supporti del basamento, e
ruota in senso inverso a quello del mo- di biella) e dai bracci di manovella, che
tore e alla sua stessa velocità. Nel mo- collegano i perni tra loro. Per equilibrar-
tore a sei cilindri in linea, invece, mentre lo staticamente e dinamicamente, si
due pistoni salgono gli altri 4 sono in adottano diversi schemi della posizione
posizione tale per cui le forze del se- delle manovelle e, molto spesso, si ag-
condo ordine si compensano; il motore giungono dei contrappesi. La parte di
è così perfettamente equilibrato, senza squilibrio dovuta all’azione alterna del
la necessità di alberi controrotanti. pistone richiede un’equilibratura speci-
fica. Il motore a sei cilindri è uno dei più
 ALBERO A CAMME equilibrati e non richiede contrappesi o
È l’albero della distribuzione (vedi), su contralberi (alberi controrotanti, vedi).
cui sono montati degli eccentrici, detti La lubrificazione dei perni avviene tra-
camme, che comandano, direttamente mite olio che passa nei canali che attra-
o attraverso bilancieri o addirittura con versano tutto l’albero e hanno varie
un sistema di aste e bilancieri, l’apertu- uscite in corrispondenza dei supporti
ra e la chiusura delle valvole. Viene stessi. Nei motori a 4 tempi le combu-
azionato dall’albero motore rispetto a stioni in uno stesso cilindro si susse-
cui ruota a velocità angolare dimezzata guono ogni due giri, che equivalgono a
e a cui è collegato tramite catena o cin- 720°. Se i cilindri sono due, occorre che

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a metà strada, cioè dopo 360°, ci sia lo i prototipi, vincendo la 24 Ore di Le
scoppio nell’altro cilindro; per far ciò, le Mans l’anno successivo su una Jost-
manovelle vanno scalate di 360°, per Porsche. Muore provando un’Audi «R8»
portarle entrambe sullo stesso piano e (vedi) sul circuito di Lausitz in Germania.
nello stesso senso. Se i cilindri sono 3,
si ha 720°/3 = 240°. Se i cilindri sono 4,  ALC
l’intervallo è 720°/4 = 180°, l’albero è Adaptive Light Control. Sistema di
piatto e le manovelle sono due da una orientamento automatico dei fari, basa-
parte e due dall’altra. Nei motori a due to sulla rotazione del volante e, in futu-
tempi pluricilindrici, gli scoppi di un ci- ro, sul sistema di navigazione satellitare
lindro si susseguono ogni giro (360°), di posizionamento della vettura (GPS,
per cui questi motori sono più equili- vedi), la sua velocità e la sua accelera-
brati nella configurazione a 4 cilindri ri- zione trasversale, per migliorare la visi-
spetto a un 4 tempi, perché l’angolo di bilità notturna in funzione anche delle
manovella è 360°/4 = 90° (in quadratu- caratteristiche della strada (incroci,
ra) e non necessitano di contralberi per curve, ecc.).
i momenti del secondo ordine.
 M. ALBORETO  ALCA
Primo pilota italiano  ALBERO PRIMARIO Acronimo di Anonima Lombarda Cabo-
ad approdare in Ferrari È l’albero del cambio che si trova in li- taggio Aereo, società con sede a Mila-
dopo Arturo Merzario. nea con l’albero di presa di moto dalla no che nel 1947 realizza alcune vettu-
Vicecampione mondiale frizione (vedi) ed è collegato al pignone rette denominate «Volpe». Si tratta di
nel 1985, alle spalle del differenziale (nelle trazioni anteriori) o spider a due posti con motore posterio-
di Alain Prost. all’albero di trasmissione: su di esso so- re da 124 cm³, 2 cilindri in linea e cam-
no normalmente montate le ruote denta- bio a 4 rapporti più retromarcia coman-
te «folli» e i manicotti sincronizzatori, che dato al volante e dotato di preselettore.
ruotano alla velocità dell’albero e che Nell’intenzione della Casa la «Volpe»
possono scorrere assialmente perché dovrebbe essere avviata alla produzio-
ENCICLOPEDIA DELL’ AUTO

albero e manicotti sono rigati longitudi- ne di serie, di fatto ne vengono prodotti


nalmente. Le ruote dentate del primario solo pochissimi esemplari e ben presto
sono sempre in presa con quelle del se- l’attività del marchio viene definitiva-
condario: su questo, le ruote dentate gi- mente sospesa.
rano solidali col loro albero. Il seconda-
rio riceve il movimento dall’albero di  ALCE (TEST DELL’)
presa del moto e i vari rapporti di tra- Prova che valuta la stabilità (vedi) verti-
smissione vengono realizzati bloccando cale di una vettura simulando di evitare
tramite i manicotti dei sincronizzatori la un ostacolo al centro della corsia di
corrispondente ruota dentata sull’albero marcia. Diffuso nei Paesi nordici, dove
primario, che così può trasferire il moto è facile incontrare grossi animali in
al differenziale. mezzo alla strada, il test dell’alce è ve-
nuto alla ribalta nel 1997, con il caso
 ALBORETO MICHELE della Mercedes «classe A». Principale
Nato a Milano il 23.12.1956, morto a limite della versione originale di questa
Lausitz (Germania) il 25.4.2001. Gran prova è la necessità di non modificare
Premi disputati 215. Vittorie 5. Piazza- la posizione dell’acceleratore, compor-
menti 42. Pole position 2. Senza grandi tamento alquanto innaturale nelle situa-
mezzi, debutta nel campionato di For- zioni d’emergenza. Il test utilizzato da
mula Monza nel 1976, appoggiato dalla «Quattroruote» (vedi) prevede, invece,
Scuderia Salvati. Campione europeo di il più realistico rilascio dell’acceleratore
Formula 3 nel 1980, è ingaggiato dalla prima d’iniziare la manovra di scarto.
Lancia nel campionato Endurance e
dalla Minardi (vedi) in Formula 2 nel  ALCOLEMIA
1981. Nello stesso anno, debutta a Imo- Il tasso di alcolemia è il livello massimo
la con la Tyrrell (vedi) in Formula 1. Vin- di alcool tollerabile nel corpo per esse-
ce il Gran Premio degli Stati Uniti Ovest re ammessi alla guida di un veicolo: è
a Las Vegas nel 1982 e quello degli Stati espresso in grammi/litro. In Italia dal
Uniti Est a Detroit nel 1983. Nel 1984 è il giugno 2002 è pari a 0,5 grammi per li-
primo italiano a tornare alla Ferrari (vedi) tro di sangue (in precedenza era di 0,8).
dopo Arturo Merzario. Nel 1985 lotta per Sono previsti ulteriori inasprimenti:
il titolo mondiale con Prost, terminando l’Unione Europea, per esempio, ha già
secondo nella classifica iridata. Dal 1988 raccomandato di abbassare a 0,2
al 1994 gareggia in Formula 1 con Tyr- grammi/litro il limite per i conducenti di
rell, Lola, Arrows, Footwork e Minardi mezzi pesanti e alcuni Paesi non am-
(vedi). Nel 1995 è nel DTM tedesco con mettono per nulla la presenza di alcol
l’Alfa Romeo (vedi). Dal 1996 corre con nel sangue.

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
 ALCYON  ALESAMETRO
Marchio transalpino fondato nel 1902 a Strumento di precisione per rilevare il
Neuilly da Edmond Gentil come fabbri- diametro interno dei fori, per esempio
ca di cicli e motocicli. Solo nel 1906 quello di un cilindro di un motore. Gli
approda al settore dell’automobile con alesametri di tipo convenzionale sono
una serie di vetturette dalla meccanica formati da un comparatore centesi-
piuttosto convenzionale, ma con ambi- male o millesimale, da un’asta di rin-
zioni sportive. I risultati però non sono vio e da un piede che include il tasta-
all’altezza delle attese per nessuno dei tore. La misura effettuata con questo
modelli (motori monocilindrici da 725 tipo di alesametro non è assoluta ma
cm³, 950 cm³, 1000 cm³ e 4 cilindri di comparativa, nel senso che occorre
1,5 e 2,7 litri). È del 1911 la vettura più provvedere prima a un azzeramento
prestigiosa della gamma: una 3000 cm³ del comparatore su un valore molto
con motore a valvole in testa. L’anno vicino (meno di un millimetro) a quello
dopo, con la nuova ragione sociale di da misurare.
Automobiles Alcyon, la fabbrica viene
trasferita a Courbevoie. Con la prima  ALESI JEAN
guerra mondiale cominciano le difficol- Nato a Avignone (Francia) l’11.6.1964.
tà finanziarie, che portano dapprima a Gran Premi disputati 202. Vittorie 1.
un lento declino e poi al ritorno alla pro- Piazzamenti 69. Pole position 2. Figlio
duzione motociclistica. Nei primi anni di un carrozziere siciliano emigrato in
20 sono prodotte due vetture a 2 cilin- Francia, inizia a correre nel 1983 nella
dri da 496 cm³, che ricalcano fedel- Coppa Renault 5 Turbo. Con le mono-
mente le caratteristiche delle Sima- posto si mette subito in luce, conqui-
Violet (vedi), e una cyclecar monocilin- stando il titolo di campione francese
drica. Nello stesso periodo viene messa di Formula 3 nel 1987. Tra i migliori
a punto da Giroux, agente della Casa anche in Formula 3000, debutta in
per la zona di Lione, una versione «rive- Formula 1 nel Gran Premio di Francia
duta» del modello 2 litri, denominata del 1989 sulla Tyrrell lasciata libera
«Alcyon-G.L.» con la quale il pilota vin- da Michele Alboreto (vedi). Memora-
ce alcune gare regionali. Nel 1928 il bile il suo duello con Ayrton Senna
marchio cessa l’attività. (vedi) a Phoenix nel 1990. Dal 1991 è
alla Ferrari, prima con Alain Prost e
 ALDEIDI poi con Ivan Capelli e Gerhard Ber-  M. ALEN
Elementi inquinanti, composti chimici ger (vedi). Pilota coraggioso e dotato Ha contribuito in modo
presenti nell’aria e derivanti da materia- di un grande temperamento, è un be- determinante al Mondiale
li edili (compensato, adesivi) e dalla niamino dei tifosi. Vince la sua unica Marche conquistato
combustione di composti organici, tra gara in Formula 1 a Montreal nel dalla Lancia nel
cui il petrolio, fumo di sigaretta ecc. 1995. Nel 1996 e 1997 corre con la campionato rally del 1983.
Essi vengono inglobati nei normali filtri Benetton prima di passare alla Sau-
a carboni attivi, ma poi rilasciati al salire ber (vedi) nei due anni successivi,  J. ALESI
della temperatura. cogliendo numerosi piazzamenti ma In carriera ha vinto
nessuna vittoria. Nel 2000 e 2001 è un solo Gran Premio
 ALEN MARKKU alla Prost, prima di lasciare la Formu- di Formula 1,
Nato a Helsinki (Finlandia) il 15.2.1951. la 1, ingaggiato dalla Mercedes (vedi) a Montreal nel 1995.
Rally di campionato mondiale disputati nel campionato tedesco DTM.
130. Vittorie 19. Pilota di grande succes-
so, non è mai stato campione del mon-  ALETTA PARASOLE
do pur sfiorando spesso il titolo. Si con- Le alette parasole, la cui funzione è
sola con la coppa FIA per Conduttori nel intuitiva, esistono praticamente da
1978, quando non esisteva ancora il quando esiste l’auto e servono per li-
campionato Piloti. Gareggia a lungo con mitare l’abbagliamento durante la
Fiat e Lancia (vedi), vincendo molti rally marcia controsole. Sono di tipo orien-
e contribuendo al titolo marche della tabile e recano, oramai su tutti i mo-
stessa Lancia nel 1983. Chiude la carrie- delli, uno specchietto sul dorso che
ra a fine 1993, dopo aver militato nelle può essere anche illuminato. Altra
file di Subaru e Toyota (vedi). area di utilità dell’aletta parasole è, su
molte vetture, una piccola tasca o fa-
 ALESAGGIO scia per collocare il biglietto o la tes-
Diametro (in millimetri) del cilindro (vedi) sera dell’autostrada. Su alcuni mo-
nel quale scorre il pistone (vedi). La scel- delli, oltre che un’aletta per il guidato-
ta del rapporto corsa/alesaggio è impor- re e una per il passeggero, è presente
tante secondo le caratteristiche del mo- un’altra piccola aletta centrale che
tore che si vogliono ottenere. Vedi anche migliora ulteriormente l’effetto antiab-
motore quadro e superquadro. bagliamento.

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 ALETTA DI RAFFREDDAMENTO l’epoca. Nel 1913 l’Alfa commercializza
Sulle parti meccaniche che, nel loro la «40-60 HP», spinta da un motore da
funzionamento, si scaldano e devono sei litri e 70 CV: la «40-60 HP» arriva
smaltire molto calore verso l’esterno seconda assoluta nella corsa in salita
vengono apposte le alette di raffredda- Parma-Poggio di Berceto. L’anno se-
mento. Queste permettono, senza au- guente Merosi «firma» la prima «Grand
mentare eccessivamente le dimensioni Prix» Alfa, con la quale il pilota Giusep-
del componente, di aumentare enor- pe Campari percorre il chilometro lan-
memente la sua superficie radiante e, ciato a oltre 147 km/h. Nel 1915,
di conseguenza, di ottenere un più rapi- l’azienda, dopo essere stata messa in
do ed efficiente raffreddamento. Un liquidazione, finisce nelle mani dell’in-
esempio classico è il radiatore dell’ac- gegner Nicola Romeo. Nicola Romeo
qua di raffreddamento: è composto di nasce a S. Antimo, in provincia di Na-
tubi annegati in un pacco lamellare che poli, nel 1876 e si laurea in ingegneria
dissipa il calore in modo molto efficace. nel 1900, facendo poi alcune esperien-
Altro esempio sono le alettature dei ci- ze all’estero, fino a che nel 1911 fonda
lindri e delle teste dei motori raffreddati la Società in accomandita semplice
ad aria. Ing. Nicola Romeo e Co., che produce
macchinari e materiali per l’industria
 ALETTONE mineraria. Ed è questa società che gli
Appendice aerodinamica utilizzata sulle consente, nel 1915, di rilevare gli stabi-
auto da corsa e su alcune granturismo limenti del Portello e di dedicarsi alla
sportive per ottenere deportanza (vedi) produzione di materiali di tipo bellico;
aerodinamica, cioè una forza verticale comincia, infatti, la prima guerra mon-
rivolta verso il basso. In questo modo si diale e la richiesta da parte dello Stato
aumentano le capacità di tenuta di di autocarri e motori diventa pressante.
strada (vedi) della vettura. L’alettone Finita la guerra nel 1918, il nome della
funziona esattamente come un’ala società cambia in Società Anonima Ing.
d’aeroplano rovesciata e obbedisce al- Nicola Romeo e Co. e, nel frattempo,
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 ALETTONE
le stesse leggi fisiche. Pertanto la forza sono assorbite: le Officine Meccaniche
 ALFA ROMEO verticale prodotta da un alettone dipen- di Saronno, le Officine Meccaniche Ta-
A Nicola Romeo de in modo direttamente proporzionale banelli di Roma e le Officine Ferroviarie
si deve la nascita, dalla superficie dell’ala (rilevata in pian- Meridionali di Napoli. La nuova società,
con atto costitutivo ta) e dal coefficiente di portanza (para- rogata con atto costitutivo dal notaio
del 3 febbraio 1918, metro che tiene conto della forma del- Federico Guasti di Milano, porta la data
dell’Alfa Romeo. l’ala, di segno negativo su un alettone del 3 febbraio 1918. Nel 1920 nasce la
per automobile), mentre varia con il «Torpedo 20-30 HP ES», prima vettura
quadrato della velocità (la deportanza con la nuova ragione sociale: Alfa Ro-
quadruplica se la velocità raddoppia). meo. Proprio guidando uno di questi
esemplari, il ventiduenne Enzo Ferrari
 ALFA ROMEO arriva secondo alla Targa Florio (vedi).
Alle origini della storia dell’Alfa Romeo Nel 1923 l’azienda presenta il modello
c’è la Società Italiana Automobili Dar- «RL», che riscuote notevole successo e
racq, fondata a Roma nel 1906 per la che, condotto da Ugo Sivocci, conqui-
produzione di automobili a basso co- sta la prima delle dieci vittorie nella
sto: lo sviluppo dell’azienda incontra Targa Florio (oltre che il secondo e il
subito moltissime difficoltà perché il quarto posto). Del ’24 è la «P2», uno dei
mercato automobilistico, che aveva capolavori di Vittorio Jano, un progetti-
conosciuto una forte crescita fin dai sta che arriva dalla Fiat (vedi). Il motore
suoi esordi agli inizi del ’900, subisce di due litri eroga 140 CV, che salgono a
una sosta di assestamento con un calo 155 l’anno dopo e a 175 nel 1930: nel
della vendita di autovetture. Gli stabili- 1925, arriva il primo campionato auto-
menti, costruiti a Milano nell’area deno- mobilistico del mondo con Gastone
minata Portello, passano così a un Brilli Peri. Comincia un felice periodo
gruppo italiano, formato per lo più da contrassegnato da grandi innovazioni
appassionati automobilisti, con la de- tecniche e da vittorie sportive. Da un
nominazione Alfa Anonima Lombarda lato, alcuni modelli dalla tecnica super-
Fabbrica Automobili. Merosi, insieme ba, progettati dall’inesauribile Jano: la
con altri tecnici, progetta la «24 HP», «6C 1500», la «2900 Tipo A» e «Tipo B»,
che si fa apprezzare per la meccanica, che eroga addirittura 220 CV; dall’altro,
per le prestazioni e per il piacere di gui- le prodezze di piloti come Antonio
da, caratteristiche che diventeranno Ascari (vedi), Gastone Brilli Peri, Giu-
simboli del marchio. Il motore di 4084 seppe Campari, Enzo Ferrari, Achille
cm³ eroga 42 CV e permette di supera- Varzi (vedi) e il mitico Tazio Nuvolari
re i 100 km/h, una velocità notevole per (vedi). Nel 1927 nasce la «6C 1500» con

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
motore a sei cilindri in linea. Con l’au- mina l’ingegner Pasquale Gallo alla ca-
mento della cilindrata, nel 1929 il mo- rica di commissario dell’Alfa Romeo. Il
dello cambia nome e diventa «6C momento non è felice per l’Alfa, ma no-
1750». Ma un’altra crisi è in agguato: nostante le difficoltà (in fabbrica manca
questa volta le difficoltà sono legate al- praticamente tutto) si riescono ad as-
la Banca Italiana di Sconto, che detiene semblare due autotelai di «6C 2500
la maggior parte delle azioni, tanto che Sport». L’attività automobilistica ripren-
nel 1927 si pensa addirittura di mettere de con una certa continuità soltanto nel
in liquidazione la casa automobilistica. ’46, facendo gareggiare le «158» salva-
Ma ormai l’Alfa Romeo ha grande fama te dalle macerie e tornando a costruire
sia in Italia sia all’estero: questo impe- le «6C 2500» d’anteguerra. L’anno do-
disce la chiusura di una società così po, l’Alfa Romeo presenta il modello
nota e che non perde le speranza di che rilancia le sorti dell’azienda: la
salvarsi. Intanto Nicola Romeo, presi- «1900», progettata da Orazio Satta Pu-
dente dal 1918, non accetta i drastici liga. È una berlina a quattro porte e cin-
cambiamenti che si vogliono attuare: que posti, la prima vettura del Biscione
nel 1928 lascia l’azienda. Così l’Alfa, a carrozzeria autoportante. Adotta un
nel 1933, passa sotto il controllo del- motore a quattro cilindri in linea di 1884
l’IRI, l’Istituto per la Ricostruzione Indu- cm³ da 90 CV e raggiunge i 150 km/h,
striale, nato da poco proprio per aiutare che diventano 190 nelle «1900 Super» e
le aziende in crisi. Viene così decisa «Super Sprint». Ne verranno costruiti
una ristrutturazione interna, opera del circa 20.000 esemplari. Anche con
nuovo direttore generale Ugo Gobbato, questo modello l’Alfa Romeo miete
entrato agli inizi degli anni 30, e che ri- successi sportivi. Intanto sulle piste dei
mane fino alla fine della seconda guerra Gran Premi, l’Alfa «158» (da tutti al-
mondiale, quando è ucciso in circo- l’epoca soprannominata «Alfetta» per le
stanze mai chiarite. Nel ’34 le sue vet- sue dimensioni ridotte) ha la suprema-
ture da corsa, affidate alla Scuderia zia assoluta e nel 1950, con Nino Fari-
Ferrari (vedi), vincono, intanto, più gare na (vedi), conquista il campionato del
di quelle di tutte le altre Case. Nel ’36 mondo. L’anno dopo, Juan Manuel
l’attività sportiva fa addirittura passare Fangio (vedi) vince il campionato del
in secondo piano la produzione di serie. mondo di F.1 con la «159». Esterior-
Due anni dopo, nasce la «8C 2900 B mente quasi identica alla «158», adotta
Lunga», che, nella carrozzeria Touring il più potente motore 1500 mai costrui-
(vedi), è l’Alfa più rappresentativa del to: 425 CV, per una velocità di oltre 300
periodo e conquista i primi tre posti alla km/h. Subito dopo, l’Alfa si ritira dai
Mille Miglia (vedi). Nel frattempo, l’IRI Gran Premi. Continua, invece, a gareg-
indirizza la produzione verso i motori giare nelle competizioni Sport e pre-
aeronautici e i veicoli industriali. La pro- senta la «1900 Disco Volante», capace
duzione aeronautica raggiunge quasi di raggiungere i 225 km/h. Nel ’54 esor-  ALFA ROMEO
l’80 per cento del fatturato annuo e, per disce la «Giulietta Sprint», coupé capo- La «159» con la quale
soddisfare le crescenti richieste, sul fi- stipite di molti modelli di successo, che l’argentino Juan Manuel
nire del decennio si costruisce uno sta- sarà venduta in quasi 28.000 esempla- Fangio conquistò,
bilimento a Pomigliano d’Arco (Napoli). ri. L’anno dopo vengono presentate la nel 1951, il suo primo
Il marchio Alfa è apprezzato anche nei versione spider e la berlina: 53 CV e titolo Conduttori.
veicoli industriali. Il primo autocarro, il 140 km/h di velocità massima. La nu- In basso, l’evoluzione
«Bussing 50», è del 1931. L’Alfa, tutta- mero 100.000 esce dalle linee di mon- del marchio del Biscione
via, a causa della guerra, deve ricon- taggio del Portello nel febbraio del fino ai giorni nostri.
vertire la produzione alle commesse 1961, presente l’attrice Giulietta Masi-
militari e i suoi stabilimenti sono bom- na in veste di madrina. Un’altra vettura
bardati più volte: gli impianti sono un importante di quel periodo è la «2000»:
ammasso di macerie e lo stabilimento alla versione berlina del 1958, dalle li-
del Portello è costretto così a cessare nee squadrate, si affiancano la spider e
ogni attività. La pace arriva nella prima- la coupé. Nel 1959 comincia la fabbri-
vera seguente, ma i primi mesi di lavoro cazione (su licenza Renault, vedi) del-
sono difficili. Ugo Gobbato, l’uomo che l’utilitaria «Dauphine». A Pomigliano
aveva salvato l’Alfa Romeo dalla requi- d’Arco, intanto, si continuano a costrui-
sizione di tutte le materie prime da par- re veicoli industriali e motori diesel Sa-
te dei tedeschi, è accusato di collabo- viem. Nasce «Romeo», veicolo com-
razionismo. Assolto per ben due volte merciale per molteplici impieghi. Nei
dal tribunale del Comitato di Liberazio- primi anni 60, la sede del Portello si ri-
ne Nazionale, è assassinato, tre giorni vela insufficiente per i programmi pro-
dopo la liberazione di Milano: è il 28 duttivi. Così, si costruiscono uno stabi-
aprile 1945. Alla fine del maggio 1945, il limento ad Arese, una pista di prova a
Comitato di Liberazione Nazionale no- Balocco e un secondo complesso a

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A B C D E F G H I J K L M
Pomigliano d’Arco (la posa della prima debutta la nuova «Giulietta» e di due
pietra avviene il 29 aprile 1968) destina- anni più tardi (1979) è l’ammiraglia «Alfa
to all’«Alfasud», media progettata dal- 6». Nelle corse il Biscione continua a
l’ingegner Rudolf Hruska. Una delle au- vincere. Merito delle tante versioni della
to più rappresentative del periodo è, «33»: dalla prima, la «33/2 Sport Proto-
però, la «Giulia». Arriva nel 1962 e si tipo» del ’67 (V8 di 1995 cm³, 270 CV e
sviluppa in una vasta gamma di berline 300 km/h), fino alla «33 SC 12», che
e di versioni sportive. Il motore di 1570 adotta un motore boxer 12 cilindri di
cm³ eroga 92 CV. In 14 anni se ne ven- 2995 cm³ da oltre 520 CV e alla «33 SC
deranno oltre un milione di esemplari. 12» con motore turbo (12 cilindri boxer,
Nel 1966, invece, è la volta della spider 2134 cm³, 640 CV). Nel 1978, in Formu-
1600 «Duetto». Sempre nel 1967 nasce la 1, assieme alla Brabham (vedi), la
la «1750» e, all’Esposizione mondiale di squadra è terza nella classifica per
Montreal (Canada), debutta l’omonima marche. Negli anni successivi l’Alfa
coupé. All’espansione commerciale ol- continua ad impegnarsi nel campionato
treoceano si aggiunge quella produtti- di Formula 1, ma la sempre più difficile
va: nel 1968 l’Alfa Romeo acquista il situazione finanziaria dell’azienda se-
pacchetto di maggioranza della brasi- gna la fine (1985) dell’avventura. Il pri-
liana Fabrica Nacional de Motores, do- mo gennaio 1981 l’Alfa Romeo S.p.A. è
ve saranno prodotti autocarri e impor- ormai una società capogruppo che
tanti vetture come la «2300» (1974- esercita funzioni di controllo e pianifi-
1988). Nel frattempo, nell’azienda con- cazione strategica in quattro diversi
tinua l’attenzione per le corse. Nel 1963 settori. Il primo - quello dell’attività au-
era stata costituita l’Autodelta, affidata tomobilistica - comprende gli stabili-
a Carlo Chiti (vedi), per occuparsi delle menti di Arese, del Portello e dell’Alfa-
principali elaborazioni sportive: delle sud, l’Autodelta, la consociata sudafri-
«33» (due e tre litri) e dei motori 8 e 12 cana Bei e l’A.R.N.A. (Alfa Romeo Nis-
cilindri boxer tre litri. Grazie a questo san Automobili). Al secondo settore -
impegno, nel ’67 la «Giulia GTA» (Gran quello denominato «Produzioni Diversi-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 ALFA ROMEO
La «Giulia GTA» si coprì Turismo Alleggerita) è campione d’Eu- ficate» - fanno capo l’Alfa Romeo Avio,
di allori sportivi: nel 1967 ropa. Tre anni dopo, l’Alfa collabora l’Alfa Romeo Veicoli Commerciali, l’Ar-
fu campione d’Europa con la McLaren (vedi) fornendo un mo- veco (sospensioni, veicoli speciali e
Turismo. In alto, tore V8 3000 che sarà usato dalla squa- motori per Renault), oltre che aziende
il moderno stabilimento dra inglese nel mondiale di F.1. Nel giro di componentistica come la Spica. Il
di Pomigliano d’Arco (NA), di pochi anni, però, l’azienda si scontra terzo e il quarto settore si occupano, ri-
la cui prima pietra venne con nuovi problemi esterni. In Italia la spettivamente, delle attività commer-
posata il 29 aprile 1968. crisi energetica e l’onda lunga della ciali e di quelle finanziarie. Tra le vetture
protesta sociale scoppiata nel 1968 più rappresentative del decennio, è la
portano a tensioni politiche e sociali, berlina «33» del 1983, costruita in quasi
che culmineranno il 9 maggio 1978 nel- un milione di esemplari in diverse ver-
l’assassinio di Aldo Moro. Il gruppo Alfa sioni. Nel 1985 l’Alfa Romeo festeggia il
Romeo, che al 31 agosto 1971 occupa 75° compleanno battezzando con que-
oltre 32.500 persone, deve confrontarsi sto numero una nuova berlina che due
con finanziamenti insufficienti. Presen- anni dopo adotta una tecnologia sino
ta, comunque, nuovi modelli come la ad allora utilizzata soltanto sulle auto
berlina «2000» del 1971 (quasi identica, da competizione: la Twin Spark, un si-
nello stile, alla «1750»), l’«Alfetta» berli- stema di accensione elettronica con
na del 1972, spinta dal collaudato bial- due candele per cilindro. In campo
bero 1800 cm³ di 122 CV, che assicura sportivo, nel 1985 la «GTV 6» è campio-
una velocità massima superiore a 180 ne d’Europa Turismo e nel 1988 la «75
km/h («Quattroruote» rileverà 184 km/ Turbo Evoluzione» si afferma nel cam-
h). Tra l’altro, l’«Alfetta» sarà commer- pionato italiano Velocità Turismo. No-
cializzata (dal 1980) anche con motoriz- nostante questi successi, la situazione
zazione turbodiesel fornita dalla VM di finanziaria dell’azienda si fa sempre più
Cento. L’unità prescelta è un quattro difficile: ciò a causa non di uno scarso
cilindri 1995 cm³ da 82 CV capace di successo dei modelli Alfa Romeo o di
raggiungere i 158,7 km/h. Dalla berlina una flessione delle vendite, ma princi-
deriva poi una coupé: è l’«Alfetta GT» palmente per gli eccessivi costi dei fat-
del 1974, una sportiva che qualche an- tori produttivi: all’inizio degli anni Ot-
no dopo si evolverà ulteriormente nella tanta, infatti, un’«Alfetta» costa alla Ca-
«GTV 6» con motore V6. Del ’72 è pure sa tre volte il suo prezzo di listino. Nel
l’«Alfasud», prima vettura del Biscione novembre del 1986, l’IRI, guidato da
a trazione anteriore, che riscuote un Romano Prodi, decide allora di vendere
certo successo. Dall’«Alfasud» berlina l’attività automobilistica, che viene rile-
nascerà poi l’«Alfasud Sprint». Nel 1977 vata dalla Fiat (che sconfigge la com-

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QUELLE CHE NON SI DIMENTICANO
Gran Prix P2 (1924) 6 C 1750 Gran Sport (1930)

ALFA ROMEO
1900 (1950) Giulietta (1955)

Giulia (1962) Spider (1966)

Alfetta (1972) Alfasud (1975)

164 (1987) 147 (2000)


A B C D E F G H I J K L M
petizione della Ford, vedi). In seguito testa a 16 valvole, capace di erogare
all’accordo, si decide la chiusura della 140 CV. Nel 2002 vengono presentate
società A.R.N.A., la quale negli ultimi la «156 GTA», la «Sportwagon GTA» e
mesi del 1983 aveva portato alla com- la «147 GTA», tutte equipaggiate da un
mercializzazione dell’«Arna», una berli- motore 3200 cm³ V6 24V da 250 CV.
na due volumi costruita su base Nissan Velocità massima di 250 km/h e acce-
(progettazione e produzione di tutte le lerazione da 0 a 100 km/h in 6,3 secon-
parti della scocca) dall’Alfa Romeo di. Ed è del 2003 il face lifting delle
(meccanica dell’«Alfasud»). Altra Alfa sportive di Casa, «Spider» e «Gtv», cui
poco fortunata di questo periodo è la si aggiunge quello della berlina «156».
«90». Anni difficili, dunque, ma che non Sul piano sportivo, gli anni Novanta
impediscono all’Alfa di mettere a punto rappresentano l’inizio di un periodo ric-
la «SZ», una coupé 3000 cm³ disegnata chissimo di successi per l’Alfa Romeo a
da Zagato e sviluppata sulla meccanica tutti i livelli della categoria Turismo, sia
della «75», e la spider «RZ». Nel 1987 in ambito nazionale sia in ambito euro-
arriva la «164». È la prima trazione ante- peo. Abbiamo già ricordato, a titolo di
riore di alta gamma dell’Alfa, che nasce esempio, lo storico trionfo della «155»
da una piattaforma comune con Fiat nel DTM tedesco. Sul finire del decen-
«Croma», Lancia «Thema» e Saab nio è la «156» a raccogliere degnamen-
«9000». Anche per questo modello so- te la gloriosa eredità della «155». La
no disponibili vari motori, come il 3.0i «156 ST» conquista allori uno dopo
V6 24 valvole catalizzato che equipag- l’altro nei campionati italiani ed europei,
gia anche la «Q4», la «Quadrifoglio» a centrando consecutivamente il titolo di
trazione integrale presentata nel ’93: campione (sia campionato Marche che
con una potenza di 231 CV, consente campionato Conduttori) nelle prime
alla vettura di raggiungere i 237 km/h. due edizioni del rinato campionato eu-
Nel 1992, dallo stabilimento di Pomi- ropeo Turismo (stagione 2000 e stagio-
gliano D’Arco esce la «155». Nel 1994 e ne 2001). Nella stagione 2002, il nuovo
nel 1995, nascono rispettivamente le regolamento del campionato europeo
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 ALFA ROMEO
Il nuovo motore 1900 JTD «145» e «146» (la prima a due volumi e Turismo porta alla nascita della «156
Multijet a 16 valvole tre porte; la seconda a tre volumi e cin- GTA», che raccoglie l’eredità della «156
da 140 CV: dal 2002 que porte), con i motori boxer, che, dal ST» e che si imporrà conquistando sia il
equipaggia i modelli 1997, vengono poi sostituiti dai bialbe- titolo Costruttori sia il titolo Conduttori.
«147», «156» ro quattro cilindri in linea Twin Spark.
e «Sportwagon». Ad Arese sono prodotte le nuove «Spi-  ALIMENTAZIONE
der» e «GTV», con le quali la Casa del È l’insieme dei componenti (serbatoio,
 ALIMENTAZIONE Biscione riprende la tradizione delle pompa, accumulatore, tubazioni, filtri,
Il carburatore, uno dei sportive di nicchia. Il grande successo regolatore di pressione, carburatore o
componenti del sistema arriva solo alla fine del 1997, con la sistema di iniezione) che nei motori die-
di alimentazione. «156», che è anche Auto dell’anno. La sel dosano e immettono il combustibile
presentazione della «156» è l’occasione nei cilindri e in quelli a ciclo Otto servo-
per il debutto degli innovativi motori no a preparare la miscela aria-carbu-
JTD (Unijet) common rail. Nell’ottobre rante (A/F, vedi). I motori Diesel e a ci-
del 1998 è la volta della «166», equi- clo Otto (vedi) differiscono infatti es-
paggiata con cinque propulsori che senzialmente per il sistema di
vanno da 155 a 226 CV. Nel 2000, in alimentazione/accensione della misce-
concomitanza con i 90 anni del marchio la. Il motore diesel (meglio: ad accen-
del Biscione, debutta la «Sportwagon», sione per compressione o spontanea,
derivata dalla «156». Sempre nel 2000 detto anche AC, vedi) controlla la po-
esordisce la «147» (altra Auto dell’an- tenza erogata variando la quantità di
no), compatta due volumi a 3 e 5 porte. combustibile (rapporto A/F, vedi) im-
Il futuro, sul piano motoristico, è sem- messo nel cilindro; il motore a ciclo Ot-
pre più marchiato JTS: nel 2002, infatti, to (meglio: ad accensione a scintilla o
sono nate le prime Alfa a iniezione di- comandata, detto anche AS, vedi), in-
retta di benzina. L’occasione è data vece, varia la potenza modificando la
dalla leggera ristilizzazione della «156» quantità di miscela a pari, o quasi, rap-
e della «Sportwagon», le quali vengono porto A/F. Ecco perché per la regola-
equipaggiate con il nuovo motore 2.0 zione è essenziale una farfalla che go-
JTS da 165 CV che sostituisce il 2.0 verni la portata di una miscela che pra-
Twin Spark. Con la ristilizzazione di ticamente è a rapporto stechiometri-
«156» e «Sportwagon» arriva il motore co (vedi): ciò non vale nei motori lean
2.4 JTD da 150 CV (erano 140 sul pre- burn (vedi), dove il rapporto stechio-
cedente). Debutta anche (sempre nel metrico è garantito solo attorno alla
2002, su «147», «156» e «Sportwagon») candela. Nei motori a ciclo Otto la pre-
il nuovo motore 1.9 JTD Multijet con senza della farfalla dell’acceleratore

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
provoca una diminuzione di rendimento lard termina nel 1957, anche se Sidney
per perdite di pompaggio quando si Allard continua a costruire prototipi fino
tiene l’acceleratore poco premuto (far- al 1966, anno della sua morte. Il mar-
falla parzialmente aperta). Questa è una chio Allard spicca anche sul primo dra-
delle ragioni per cui i diesel e gli Otto a gster inglese, costruito nel 1961.
iniezione diretta lean burn (che non
hanno farfalla, vedi) hanno rendimento  ALLEMANO
maggiore. Oggi gli impianti di alimenta- Carrozzeria fondata a Torino, nel 1928,
zione dei diesel e dei benzina possono da Serafino Allemano, uno dei numero-
essere concettualmente molto simili: il si carrozzieri che faranno di Torino la
common rail (vedi) ricorda, a parte capitale mondiale dello stile automobi-
l’assenza della farfalla e la presenza, listico, anche se sarà tra i meno fortu-
invece, di una pompa ad alta pressio- nati. Inizia la sua attività quando il
ne, un impianto di iniezione multipoint mondo dell’auto è in forte crescita. La
di benzina. Le pressioni d’iniezione in carrozzeria in via Orto Botanico dispo-
gioco sono però del tutto diverse: 3-4 ne anche di un’officina di riparazioni
bar per il motore a ciclo Otto e 1300- meccaniche, in modo da offrire alla
1600 per il diesel. clientela un servizio completo. Ha suc-
cesso e nel 1935 Allemano decide di
 ALLARD dedicarsi esclusivamente all’attività di
Marchio inglese specializzato nella pro- carrozziere. Lo scoppio della seconda
duzione di vetture sportive e da compe- guerra mondiale gli impedisce però di
tizione nato a cavallo delle due guerre realizzare i suoi sogni. Riprenderà l’at-
mondiali per iniziativa di Sidney Herbert tività al termine del conflitto, trovando
Allard, titolare dal 1930 di una delle più inizialmente un proprio spazio nella
grandi agenzie Ford (vedi), la Adlars personalizzazione di vetture Lancia e
Motors. Uomo eclettico e dalle mille ri- Fiat, vedi, (famosa, la cabriolet su telaio
sorse, oltre che gentleman driver di fa- Fiat «1100»). Le sue vetture incontrano
ma, Allard costruì la prima vettura, una il consenso di molti «cumenda» del-
«Special», nel 1937, utilizzando un mo- l’epoca e si fanno notare anche al-
tore Ford V8 su una carrozzeria Bugatti l’estero. Dalla Francia gli vengono
GP (vedi). Pilotata da lui stesso, la commissionate due piccole serie di
«Special» si impone in numerose gare carrozzerie, per la Renault «4 CV» e
trial. Ufficialmente la Allard Motor Com- successivamente per la «Dauphine»,
pany nasce nel 1946, con sede a che trasformerà in cabriolet (vedi). Alle-  ALLARD
Clapham, Londra. La nuova società mano è un precursore anche nei rap- La «Palm Beach»
lancia subito sul mercato quattro nuovi porti con le giovani aziende del Sol Le- del 1956.
modelli: «J1», vettura da competizione; vante: è infatti il primo carrozziere tori-
«K1 spider»; «L» e «M1», entrambe ca- nese a lavorare per l’industria automo-  ALLEMANO
briolet a quattro posti. Caratteristica bilistica giapponese. Per la Fuji, in par- Dalla Francia
comune è la leggerezza della carrozze- ticolare, che gli commissionerà la rea- la carrozzeria torinese
ria (si dice disegnata dallo stesso Allard) lizzazione di due prototipi. È poi la volta ricevette la commessa
in contrasto con la potenza del motore, di alcune Panhard (vedi) da competi- di realizzare una versione
un V8 Ford a valvole laterali da 3622 zione e da gran turismo. Seguiranno le cabriolet della Renault
cm³. Ford sono anche il cambio e altre versioni coupé e cabriolet della Fiat «Dauphine».
parti meccaniche. Saranno 151 le «K1» «1500», presentate al Salone di Torino
prodotte fino al 1948, 191 le «L» e 500 le del 1961. È il momento di maggior suc-
«M1», la cui produzione andrà avanti fi- cesso per l’azienda, che si trasferisce
no al 1950. Nel 1949, a seguito dell’ac- in una sede più ampia, in via Cossa,
quisto di una partita di motori Steyr nella periferia est della città. Di lui si
(vedi) V8 raffreddati ad aria e opportu- accorgono anche Ferrari e Maserati,
namente elaborati, Allard manda in pro- che iniziano ad affidargli le proprie vet-
duzione la «J2», che si aggiudica nume- ture, così come l’ATS (vedi), che gli farà
rosi trofei, tra cui un terzo posto a Le carrozzare la «GT». Tutti questi ricono-
Mans nel 1950. Le «J2» esportate in scimenti non saranno sufficienti co-
USA vengono invece equipaggiate con munque a trasformare l’Allemano in
motori Cadillac, Mercury e Chrysler. Nel un’azienda con le spalle solide, in gra-
1952 arriva il titolo più prestigioso con- do di superare la crisi economica della
quistato da questo marchio: la vittoria al prima metà degli anni 60. Nel 1965, suo
Rallye di Montecarlo del 1952. Nel 1956 malgrado, Serafino sarà costretto a
la Allard presenta la nuova serie «Palm chiudere i propri stabilimenti.
Beach» e «GT», dotate di motori «Con-
sul» a 4 cilindri da 1702 cm³, «Zephir» a  ALLESTIMENTO
sei cilindri da 2553 cm³ e Jaguar a sei Serie di operazioni con le quali un vei-
cilindri da 3400 cm³. La produzione Al- colo viene dotato di accessori, ele-

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menti o attrezzature che lo rendono d’alluminio, sono impiegate per la te-
idoneo a un determinato uso. Talvolta stata e sempre più spesso per il basa-
l’allestimento fa sì che il veicolo venga mento (vedi) del motore, per la scatola
classificato in una categoria diversa da del cambio (vedi), talvolta per i bracci
quella originaria (autocarro, autovei- delle sospensioni e per le ruote, nonché
colo uso pubblicitario, autoveicolo in molti altri componenti minori. Si sta
uso ufficio, vedi). Il termine indica al- diffondendo l’utilizzo di leghe d’allumi-
tresì l’equipaggiamento di serie pre- nio anche per i pannelli della carrozze-
sente sulla vettura e la sua motorizza- ria e per la struttura (di solito a gabbia)
zione. È sinonimo di versione. Solita- della parte portante della scocca (ve-
mente viene identificato da sigle o no- di). A dare il via a questa rivoluzione è
mi propri, seconda il costruttore (per stata l’Audi con l’ammiraglia «A8». Gra-
esempio, «SX», «GLS», «Classic», «Fu- zie a modifiche ai metodi produttivi è
tura» eccetera). L’allestimento varia stato possibile utilizzare questa tecno-
secondo le scelte tecnologiche o gli logia anche sulla più economica «A2».
obiettivi commerciali della Casa e la Si tratta di un approccio industriale, to-
categoria della vettura: ciò rende diffi- talmente diverso da quello artigianale
cile fare paragoni, per esempio, tra utilizzato per le supercar del passato,
due vetture «base» di marche diverse. portato ai massimi livelli dalla soluzione
La concorrenza tra le Case ha portato «Superleggera» della carrozzeria mila-
a un arricchimento continuo degli alle- nese Touring (vedi).
 ALLUMINIO stimenti: al giugno 2003 erano presenti
La struttura, di lega nel listino del nuovo di «Quattroruote»  ALPINA
di alluminio, della parte (vedi) 256 modelli con oltre 2792 alle- Costruttore tedesco specializzato nel-
portante della scocca stimenti. Oggi in pratica non esistono la produzione in piccola serie di vettu-
dell’Audi «A2». quasi più vetture (anche utilitarie) prive re BMW (vedi) elaborate. Il legame con
del servosterzo (vedi); la quinta mar- la Casa di Monaco è così stretto da
 ALPINA cia, che era un accessorio fino a 12-15 rappresentare un banco di prova e
Il marchio della anni fa, oggi è standard e il climatiz- sperimentazione per soluzioni sportive
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

Casa tedesca. zatore (vedi) è presente di serie su un sui modelli bavaresi. Tutto ha inizio nel
numero di vetture sempre maggiore. 1961, quando Burkard Bovensiepen e
Tra i gadget che saranno sempre più suo figlio Rudolf fondano l’Alpina, che
presenti sulle vetture fino a divenire debutta nel mondo dell’auto con un
praticamente di serie si possono citare doppio carburatore Weber sviluppato
i vari tipi di airbag, vedi, (laterali, per i per la BMW «1500». Il successo è im-
passeggeri posteriori eccetera), i di- mediato e la qualità Alpina viene rico-
spositivi di ausilio al parcheggio del ti- nosciuta dalla BMW con un atto for-
po PDC, il navigatore satellitare e i male come quello di estendere la pro-
fari allo xeno (vedi). pria garanzia anche alle vetture bava-
resi che montano prodotti Alpina. Sia-
 ALLINEAMENTO no essi pistoni, testate, alberi a cam-
Si afferma che l’allineamento delle me, serbatoi di maggiore volume, op-
quattro ruote è corretto quando esse pure volanti, strumenti, cerchi, roll bar
rispettano le misure di carreggiata e e sedili sportivi. L’azienda s’impegna
passo definite dal costruttore. L’allinea- anche nelle corse e con essa corrono
mento è cosa diversa dagli angoli ca- negli anni Sessanta piloti come Derek
ratteristici (convergenza, campanatu- Bell, James Hunt (vedi), Jacky Ickx
ra, vedi, ecc.): il primo definisce la posi- (vedi), Niki Lauda (vedi) e Hans Stuck.
zione dei centri delle ruote rispetto al- Nel 1971 la BMW nomina ufficialmente
l’asse di simmetria del veicolo, mentre i l’Alpina responsabile del progetto d’al-
secondi stabiliscono l’angolo delle ruo- leggerimento della «3.0 CS», in modo
te (nei tre piani), indipendentemente dai da renderla competitiva nel campiona-
punti di allineamento. In caso d’inci- to Turismo. I risultati arrivano e Alpina
dente o di forte urto di una o più ruote, consolida il suo nome a fianco di quel-
l’allineamento viene a mancare e va ri- lo BMW. Nel 1977 si aggiudica il cam-
pristinato. pionato Turismo con una BMW Alpina
«CSL» per poi abbandonare le compe-
 ALLUMINIO tizioni e dedicarsi alle auto stradali
Metallo (simbolo chimico Al) con peso BMW. Negli anni successivi sviluppa
specifico pari a un terzo dell’acciaio, una serie di motori su base BMW di
largamente utilizzato per la realizzazio- grandi prestazioni. Ma la novità che
ne di leghe leggere, cosiddette perché, sorprenderà tutti è l’accensione com-
a parità di resistenza meccanica, i pezzi pletamente elettronica che caratteriz-
costruiti con esse hanno massa molto za i nuovi motori, una novità ai tempi.
più ridotta. Nell’auto le leghe leggere, o Nel 1983 l’Alpina è ufficialmente regi-

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
strata tra i costruttori d’auto nel Regi- la «Coupé sport», la prima Alpine su te-
stro federale tedesco. Il punto d’ela- laio a trave centrale portante; la «Coupé
borazione massimo lo raggiungerà nel 242» con meccanica Dauphine-Gordini
1989 con la BMW Alpina «B10 Bi-Tur- da 845 e 904 cm³; la berlinetta «Tour de
bo». Aumenta il numero di dipendenti France A 108» con motori Dauphine-
e crescono le soluzioni tecniche appli- Gordini e derivati di cilindrata 845 e 998
cate alle BMW. Nel 1993 introduce il cm³ (disponibile anche nella versione
cambio sequenziale con comandi al cabriolet). Nel 1963 quest’ultimo mo-
volante, nel 1995 un sistema di con- dello viene sostituito dall’«A 110», poi-
trollo dei gas di scarico, e nel 1999 ché la Renault mette a disposizione
presenta uno dei diesel più potenti in dell’Alpine i gruppi meccanici più po-
vendita sulla «D10 Biturbo»: un sei ci- tenti delle Renault «8», «Caravelle» e
lindri in linea di 2,9 litri, 24 valvole, 245 derivati con motori da 956, 993, 1108 e
cavalli e 500 Nm di coppia a 1800 giri. 1296 cm³. Intanto la gamma «A 110»
Nel 2003 ha ottenuto di continuare a viene sottoposta a continue modifiche,
costruire la «Z8», spider di grande pre- dettate dall’esperienza agonistica. Il
stigio ma dalla limitata produzione. successo commerciale dell’Alpine au-
menta contemporaneamente al suc-
 ALPINE cesso sportivo. I legami con la Renault,
L’Alpine viene fondata nel 1955 da fornitrice degli organi meccanici diven-
Jean Rédelé con la ragione sociale So- tano sempre più stretti, tanto che le
ciété des Automobile Alpine. Le officine berlinette di Rédelé possono contare
hanno sede a Dieppe e danno lavoro a su motori ancora più potenti. Interes-
100 dipendenti. Jean Rédelé, figlio del sante, lo studio dei tecnici Alpine per
concessionario Renault (vedi) della zo- cercare di utilizzare la maggior parte
na di Dieppe, è un appassionato di dei pezzi provenienti dalla produzione
corse automobilistiche e si dedica atti- di serie Renault. Come ad esempio sul-
vamente a tale sport, arrivando a far la «Coupé 1600», che adotta il motore
parte della squadra ufficiale Renault della «R 16 TS» opportunamente po-
per i rally (dal 1951 al 1954). Ma il so- tenziato, il cambio a cinque rapporti e
gno di Rédelé è di disputare la Mille la sospensione della «R 8 Gordini». Tut-
Miglia (vedi): prende in considerazione te le Alpine prodotte per il mercato so-
l’ipotesi d’impiegare una Renault «4 no caratterizzate da un telaio costituito
CV», le cui parti meccaniche sono da una trave centrale, che ha funzione
adatte a una vettura sportiva. Meno portante, alla quale sono fissati il moto-
adatta, invece, è la carrozzeria che mo- re e le sospensioni. Altra caratteristica
difica con un progetto di Michelotti è il propulsore montato posteriormente
(vedi). Nel 1952 Rédelé realizza il suo completamente a sbalzo, con una par-
sogno e arriva anche il successo. Il pi- ticolare distribuzione dei pesi, preva-
lota-costruttore ottiene la sua prima lente sull’assale posteriore. La carroz-  ALPINE
vittoria di classe nella Mille Miglia del zeria, interamente di plastica, è rivettata La «M 63»: la sua vittoria
1952, ripetendosi nel 1954, distinguen- alla struttura metallica secondo un pro- più importante fu alla
dosi inoltre nella Liegi-Roma-Liegi, nel- cedimento aeronautico. Nel 1963 un 1000 km del Nürburgring,
la Coppa delle Alpi e nel Rallye di Mon- prototipo Alpine, denominato «M 63», nel 1963. In basso, la «A
tecarlo. Le continue richieste di clienti vince la 1000 km del Nürburgring. L’an- 110» che, nel 1971, portò
francesi spingono Rédelé ad avviare la no dopo Jean Rédelé costruisce la pri- la Casa transalpina alla
costruzione delle sue berlinette, dotate ma monoposto di Formula 3, valendosi conquista del campionato
di carrozzeria di vetroresina. Nasce co- di un motore 1000 cm³ derivato dalla mondiale rally.
sì la società Alpine e la prima vettura, «R 8» in grado di erogare 98 cavalli. La
l’«A 106 Mille Miglia», rimane in produ- vettura serve di base per tutte le mono-
zione fino al 1960. Anche i modelli suc- posto costruite fino al 1969, anno in cui
cessivi si affermano in diverse competi- appare un modello radicalmente nuo-
zioni. Dal 1957 al 1960 viene prodotta vo, la «A 360». Al volante di questa vet-
anche la versione cabriolet, l’«A 108» tura si distinguono piloti del calibro di
con meccanica derivata dalla «106». Jabouille e Depailler. Per la Formula 2
Intanto l’officina artigianale di Dieppe si viene intanto preparata una monoposto
trasforma in una vera e propria fabbrica con motore doppio albero a camme fir-
di automobili: gli stabilimenti si esten- mato da Amedeo Gordini (vedi). L’Alpi-
dono su una superficie di 13.000 metri ne conquista il campionato di Francia
quadri divisi in due settori, produzione 1964 nella categoria prototipi. Nel 1966
e competizione, mentre le carrozzerie dalle «M 64» e «M 65» nasce l’«A 120»,
vengono fornite da una seconda fabbri- spinta sempre da un motore Gordini,
ca, più piccola, a Thiron-Gardais. Dal doppio albero a camme, di 1300 cm³.
1959 al 1961 la gamma delle vetture La vettura nel 1966 compie un giro del-
Alpine si arricchisce di altri tre modelli: la pista di Le Mans a più di 200 l’ora di

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media. Nel 1967 è la volta dell’«Alpine di 15-25 chilovolt per far scoccare la
3000» con motore Gordini, dell’«A 211» scintilla tra gli elettrodi delle candele.
(derivata dall’«A 210»), e dell’«A 220» Negli ultimi anni l’alta tensione nelle
del 1968, progettata per motori da 3 li- auto può trovarsi anche nell’impianto
tri. Nel 1971 l’Alpine conquista il cam- d’illuminazione, per alimentare i proiet-
pionato mondiale rally per Marche. tori a scarica in gas xeno: infatti, per
Nello stesso anno l’«A 110» viene sosti- garantire la loro rapida accensione, una
tuita dall’«A 310», il cui posto è preso centralina elettronica gestisce la ten-
nel 1985 dalla bella e aerodinamica sione che inizialmente raggiunge valori
«GTA» (con motore V6, anche turbo). molto alti (anche 35.000 volt) per poi ri-
Quest’ultima evolve nel 1991 nell’«A dursi rapidamente e stabilizzarsi a regi-
610». La Casa scompare definitiva- me attorno a 85 volt.
mente nel 1995, dopo aver marchiato,
soltanto commercialmente, alcune ver-  ALTERNATORE
sioni speciali della Renault: celebre, la Macchina elettrica che genera corrente
«5 Alpine» degli anni Ottanta. Piccola per alimentare l’impianto elettrico in
nota di costume: le Alpine in Gran Bre- tutte le condizioni di funzionamento del
tagna sono sempre state vendute sotto motore e mantenere sempre sufficien-
altri marchi, perché la Sunbeam (vedi) temente carico l’accumulatore (vedi) al
deteneva il copyright sul nome, avendo piombo. Eroga corrente alternata (al
prodotto negli anni 50 un modello chia- contrario della dinamo, vedi, utilizzata
mato, appunto, «Alpine». In Inghilterra, in passato), quindi deve disporre di un
la citata «5 Alpine» venne quindi chia- raddrizzatore, che la converta in conti-
mata «5 Gordini». nua, e di un regolatore (oggi elettroni-
co), che ne controlli la tensione in modo
 ALTA da non superare soglie dannose per la
Casa automobilistica inglese fondata batteria. L’alternatore è messo in movi-
nel 1931 a Kingston-upon-Thames da mento tramite una cinghia a un regime
Geoffrey Taylor con la ragione sociale di rotazione due o tre volte superiore a
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 ALTA
Monoposto di di Alta Car and Engineering Company. quello del motore e assorbe da questo
Formula 2 del 1952. La sua produzione si orienta da subito potenza (il suo rendimento è di circa il
quasi esclusivamente alle vetture da 50%, quindi un alternatore da 1 kW ri-
 ALTERNATORE corsa: il primo modello, una 4 cilindri da chiede fino a 2 kW per essere azionato).
1047 cm³ e albero a camme in testa, si
afferma, in Inghilterra, in numerose ga-  ALTERNOMOTORE
re in salita. Il sogno di Taylor è però Macchina elettrica a corrente alternata
quello di approdare con le sue macchi- (ma anche continua) che può fungere
ne alla massima serie. Nasce così il da generatore di corrente, da motore di
modello del 1937 con compressore, di- avviamento (senza necessità di ingra-
sponibile in versione 1486 cm³ da 200 naggi per la trasmissione del moto) e
CV o 1990 cm³ da 210 CV. Al termine come eventuale motore per il movi-
del secondo conflitto mondiale, nel mento del veicolo a trazione ibrida o
1948, la Alta realizza alcuni prototipi, il elettrica. Vedi anche dinamotore.
più famoso dei quali è la 2 litri Formula
2, che nel 1954 viene portata a 2,5 litri.  ALTEZZA
La vettura completa non esce dagli Riferendosi alla carrozzeria, si distin-
stabilimenti, ma il motore è montato su guono comunemente due altezze:
diversi bolidi, tra cui la Connaught (ve- quella propria dell’auto, intesa come
di) con la quale Tony Brooks, nel 1955, l’ingombro massimo del tetto o dei
vince il Gran Premio d’Inghilterra. Un mancorrenti, che può variare se è pre-
anno prima, la Casa interrompe definiti- sente un sistema di sospensioni ad al-
vamente la produzione automobilistica tezza variabile. Un altro valore di altez-
per dedicarsi ad altri settori meccanici. za molto importante, specie nelle fuori-
strada (vedi), è quella minima da terra,
 ALTA TENSIONE intesa come la distanza, misurata su
Nelle applicazioni civili e industriali una terreno piano e regolare, fra il suolo e il
differenza di potenziale elettrico si defi- punto più basso del sottoscocca. Sulle
nisce ad alta tensione quando è uguale normali auto va da 10 a 15 cm circa,
o superiore a 35.000 volt. In campo au- mentre sulle fuoristrada da 18 a 25 cm
tomobilistico, dove la tensione di ali- circa e cade, di solito, in corrisponden-
mentazione dell’impianto elettrico è za del differenziale posteriore.
normalmente 12 volt, si è alla presenza
di alta tensione (AT) nell’impianto di ac-  ALTIMETRO
censione dei motori a ciclo Otto (vedi), Strumento barometrico che indica l’al-
in cui si raggiungono valori dell’ordine tezza sul livello del mare, presente su

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
alcune fuoristrada (vedi). Ha la neces- 1926 la produzione subisce un radicale
sità di essere tarato periodicamente e rinnovamento. Arriva anche il primo sei
risente delle variazioni di pressione lo- cilindri della Casa (1870 cm³) e nel
cale, ma in linea di massima può dare 1928 la trazione anteriore fa la sua
un’indicazione sulla quota di viaggio. comparsa ufficiale su un’Alvis da cor-
Era tenuto in maggior conto un tempo, sa, che si aggiudica molte gare. Nel
quando i motori a carburatori necessi- 1929 nasce la «Silver Eagle», una delle
tavano di aggiustamenti in funzione vetture più popolari dell’epoca. L’anno
della quota, ma oggi sono più che altro dopo la scuderia Alvis si ritira dalle ga-
un gadget. Diversa e molto più precisa re. Appaiono quindi la «Speed 20» (6
è l’indicazione altimetrica fornita dai cilindri in linea, 2511 cm³); la «Firefly»
ricevitori GPS (vedi), che determinano (1932-34); la «Firebird», con cambio
anche latitudine e longitudine per automatico (1934); la «Silver Crest» da
mezzo di radiosegnali provenienti da 2362 cm³; la «12/70». Nel periodo belli-
satelliti. co la Alvis si dedica alla produzione di
motori avio. Torna alle auto nel 1945
 ALTOPARLANTE con la «TA 14», e nel 1950 presenta la
Trasduttore acustico che trasforma la «TA 21». Con la Alvis collabora anche
corrente alternata di frequenza variabile Alec Issigonis, padre della «Mini» (ve-
in onde acustiche generate dai movi- di), che progetta un V8 da 3 litri mai
menti di un cono di cartone o materiale prodotto in serie. Nel 1965 la Alvis si
plastico. La corrente fluisce entro un fonde con la Rover (vedi) e torna a pro-
avvolgimento di rame o alluminio (soli- durre motori per aerei e veicoli militari,
dale al cono) che è immerso nel flusso mantenendo la produzione di auto fino
prodotto da un magnete permanente. al 1967.
In auto gli altoparlanti sono al minimo
due; negli impianti più sofisticati posso-  ALZACRISTALLO
no essere quattro o più, con specifici Termine utilizzato per definire un mec-
trasduttori per le varie frequenze: si di- canismo di sollevamento e discesa dei
stinguono i woofer e i subwoofer (per cristalli. Può essere di tipo ad aziona-
suoni da 20 a 300 Hz), i midrange (da mento manuale (la classica manovella)
300 a 3000 Hz) e i tweeter (per i suoni o elettrico e il meccanismo in sé può
oltre i 3000 Hz). essere del tipo a pantografo, a pignone
e cremagliera o a cavo Bowden (vedi).
 ALVIS L’alzacristallo elettrico, universalmente
Marchio inglese di vetture sportive impiegato sulle auto, prevede un pul-
esclusive, oggi molto contese ai colle- sante di azionamento che può incorpo-
zionisti. È il 1919 quando Thomas rare alcune funzioni come l’automati-
George John rileva la Holley Brothers smo in salita e discesa (con un solo  ALVIS
di Coventry, fabbrica di carburatori, e breve azionamento si ottiene la com- Il modello 3 litri
inizia la produzione di auto e moto. pleta apertura o chiusura del cristallo) e cabriolet del 1958.
Cambia anche la ragione sociale in una protezione antischiacciamento (se
T.G. John. La denominazione Alvis ar- il vetro incontra resistenza, si ferma  ALZACRISTALLO
riverà nel 1921, prima come Alvis Car istantaneamente).
and Engineering, abbreviata in Alvis nel
1936. La prima vettura prodotta è la  ALZATA VALVOLA
Alvis «10/30», una due posti con moto- L’alzata è la misura in millimetri di
re 4 cilindri da 1460 cm³, pistoni d’allu- quanto una valvola (vedi) della distri-
minio, lubrificazione forzata e carroz- buzione (vedi) si apre rispetto alla posi-
zeria d’alluminio lucidato per le versioni zione di chiusura. A parità delle altre
sportive. La «10/30» si mette subito in condizioni (legge di apertura valvole e
evidenza nelle competizioni, trial e gare diametro valvole), quanto maggiore è
in salita. Nel 1923 è la volta della «12/ l’alzata tanto maggiore è l’afflusso
40», disponibile in cinque versioni dif- d’aria nel cilindro o di gas combusti
ferenti: turismo 2/4 posti, coupé, ca- verso lo scarico.
briolet e berlina. Nello stesso anno arri-
va la «12/50», il modello più significati-  AMERICAN MOTORS
vo di tutta la produzione Alvis (resterà Casa automobilistica statunitense nata
in listino fino al 1932). Ha un motore a nel 1954 dalla fusione della Nash-Kel-
valvole in testa e, nelle versioni corsa, vinator Corporation con la Hudson
la carrozzeria «duck’s back», a coda Motor Company (vedi). Tre nomi molto
d’anatra. Le vittorie sportive non risol- noti nel mondo dell’auto d’oltreoceano,
vono però i problemi finanziari e nel le cui storie parallele si incrociano al-
1924 la Alvis è messa in amministrazio- l’inizio degli anni 50 per dare vita a un
ne controllata. La crisi è superata, e nel polo produttivo che arriverà a essere la

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quarta azienda automobilistica USA. coefficiente di trasmissione del calore,
L’inizio del nuovo sodalizio è però fune- l’amianto era largamente usato nelle
stato dalla scomparsa di uno dei prota- automobili. Per esempio, era impiega-
gonisti della nuova società (George to, assieme al rame, nelle guarnizioni
Mason, manager di grandi qualità, ex della testa, in quelle di scarico e in
presidente della Nash-Kelvinator) e pe- quelle soggette ad alta temperatura.
nalizzato anche dalla crisi economica Mescolato ad altri materiali, era presen-
dell’industria. A salvare la situazione ci te nelle guarnizioni d’attrito di freni e
pensa la «Rambler», una vettura com- frizione, nei pannelli parafiamma e nelle
patta disegnata da Pinin Farina (vedi) imbottiture isolanti del vano motore.
per la Nash, che sa conquistare il mer- Era usato pure per produrre tessuti re-
cato contro le «ingombranti» avversarie sistenti alla fiamma per tute antincen-
tanto di moda in quegli anni. Battaglia dio. Accertata da tempo la sua perico-
vinta con una campagna pubblicitaria losità per la salute (è cancerogeno)
indovinata, che definiva le avversarie l’amianto è stato bandito da tutte le
«dinosauri divoratrici di benzina», un applicazioni, comprese quelle nei vei-
po’ quello che oggi in USA sta avve- coli: freni, frizioni e guarnizioni delle
nendo con i SUV. Nel 1967 la AM pre- vetture nuove sono infatti senza amian-
senta una gamma completa di nuovi to dal 1991.
modelli, tra cui spiccano le sportive
«Javelin» e la più nota «AMX», con cui  AMILCAR
debutta nelle competizioni. Nel 1968 Fabbrica automobilistica parigina nata
l’AM cede la Kelvinator (elettrodomesti- nel 1921 e divenuta popolare per l’otti-
ci) e nel 1970 assorbe la Jeep (vedi) mo rapporto qualità-prezzo delle sue
dalla Kaiser Corporation. Sempre nel vetture. Il nome Amilcar è l’anagramma,
 AMERICAN 1970, nel tentativo di frenare l’ondata di con qualche piccolo aggiustamento,
MOTORS importazioni di vetture compatte euro- dei cognomi dei due fondatori, Lamy e
La «AMC Eagle» station pee, l’AM presenta la «Gremlin», vettu- Akar. La denominazione esatta è So-
wagon della fine degli ra di media cilindrata, solida, economi- ciété Nouvelle pour l’Automobile Amil-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

anni 70: era disponibile ca e compatta. Seguirono altri modelli car. Il primo modello è la «Tipo CC» del
anche in versione come la «Matador» (1971), la «Gladia- 1922 con motore 4 cilindri in linea da
berlina e coupé. tor» (1972), la «Pacer», vettura confor- 903 cm³ e valvole laterali, vetturetta che
tevole disegnata attorno ai quattro si mette in luce in numerose gare e cor-
 AMILCAR passeggeri, simbolo della nuova filoso- se in salita. Due anni dopo è la «CGS»
«G6» del 1926: motore fia AM. La produzione di nuovi modelli (Gran Sport) a far parlare di sé, dotata
a 6 cilindri di 1100 cm³. prosegue con le «Concord», «Spirit» e di motore 1094 cm³ a valvole in testa
la bella AMC «Eagle», disponibile nelle comandate con aste e bilancieri. A fian-
versioni berlina, coupé e station wagon, co delle vetture prettamente sportive,
diventata celebre perché è stata una la Amilcar avvia la produzione di mo-
delle prime americane a proporre la delli da turismo come la «Tipo E» e la
trazione integrale su una vettura «nor- «Tipo L». Nel 1926 il successo dell’Ami-
male». Nel 1980 la Renault (vedi) ac- lcar si consolida con l’arrivo della «G6»,
quista il 25% della American Motors, e vettura sportiva con motore 6 cilindri
nell’83 accresce la propria quota al bialbero sovralimentato, che nella ver-
49%. L’accordo prevede che in Ameri- sione corsa sviluppa 83 CV. Due anni
ca la AM commercializzi le Renault dopo l’Amilcar presenta un motore 8
«Fuego» e in Europa la Renault venda cilindri da 1811 cm³, poi cresciuto a
le Jeep, che dal 1984 montano turbo- 1994 cm³, utilizzato però solo sulle vet-
diesel francesi. Nel 1986, il debutto ture turismo. Verso la fine degli anni 30
della Jeep «Wrangler» è il preludio alla la produzione si adatta alle nuove esi-
fine della American Motors, che nel genze del mercato e si indirizza verso
1987 è acquistata dalla Chrysler, allora auto più commerciali e meno sportive.
presieduta da Lee Iacocca (vedi). Lo Di quel periodo sono la «5 CV», la «12
spirito AM continuerà a vivere nei mo- CV», la «N7» e la «14 CV G36». Il settore
tori, l’ultimo dei quali, il sei cilindri 4 litri, sportivo non viene comunque abban-
è montato ancora sulle «Grand Chero- donato, ma si arricchisce della nuova
kee». «serie M2», con cilindrata tra 1,25 e
1,75 litri. Nel 1937 la Amilcar viene as-
 AMIANTO sorbita dalla Hotchkiss (vedi); la pro-
Detto anche asbesto, è una fibra mine- duzione continua fino al 1939. Le ultime
rale che si trova comunemente in natu- vetture sono più convenzionali, alcune
ra sotto forma di silicati. La roccia da con trazione anteriore e carrozzeria
cui deriva per invecchiamento è il ser- portante. A fianco della Casa francese
pentino. Per la sua resistenza agli acidi è attiva in Italia fino al 1928 la Amilcar
e al fuoco e soprattutto per il suo basso Italiana, denominazione semi-ufficiale

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
delle vetturette assemblate a Lecco monotubo o bitubo (quest’ultimi sono
con parti staccate dei modelli originali, indispensabili per la sospensione
un trucco per aggirare le alte tariffe do- MacPherson, vedi). Negli ammortizza-
ganali sulle vetture importate. L’attività tori bitubo, di gran lunga i più comuni,
è controllata dagli stessi importatori il cilindro interno è completamente
che per anni avevano avuto la licenza di riempito d’olio, sia sopra sia sotto il pi-
vendita Amilcar. Diversa anche la de- stone, mentre all’esterno c’è un secon-
nominazione dei vari modelli. Ogni atti- do tubo con olio e aria. Durante la fase
vità cessa nel 1928, con meno di 150 di estensione si richiama olio nella ca-
unità all’attivo. mera inferiore: questo arriva sia dalla
camera superiore (ma non in quantità
 AMMORTAMENTO sufficiente), attraverso le valvole nel
Procedimento economico-contabile pistone, sia dal tubo esterno, attraver-
che serve a stabilire la ripartizione di un so valvole piazzate sul fondo che se-
costo in più esercizi fiscali. Se riferito a para i due cilindri. Durante la fase di
un bene (per esempio, una vettura), la compressione, l’olio dalla camera infe-
quota annuale d’ammortamento rap- riore va in parte in quella superiore e,
presenta la sua perdita di valore. Nel per la parte che avanza, nel tubo ester-
caso di un prestito, l’ammortamento no. Per sistemi non MacPherson, dove
permette di calcolare la sua restituzio- l’ammortizzatore non ha funzioni strut-
ne graduale secondo i tempi e le condi- turali, e perciò lo stelo del pistone può
zioni previsti dal contratto, con rate a essere sottile, si usano anche ammor-
scadenza prefissata, comprensive della tizzatori monotubo: un solo cilindro, un
quota capitale e della quota interessi. pistone nell’olio con valvole differen-
Di solito, a differenza dei prestiti desti- ziate per compressione e dilatazione e
nati all’acquisto di beni immobili (mu- una zona in fondo al cilindro con gas
tui), quelli per i beni mobili (come le inerte ad alta pressione separata dal-
vetture) prevedono un ammortamento l’olio tramite diaframma mobile («mo-
basato su rate di importo costante. notubo a gas»). Compressione ed
espansione del gas compensano le
 AMMORTIZZATORI differenze di volume dovute alla pre-
Hanno il compito di smorzare rapida- senza dello stelo. Ammortizzatori
mente le oscillazioni che il corpo vettu- «scarichi» generano irregolari compor-
ra subirebbe se fosse sospeso alle sole tamenti della vettura (perdita di tenuta
molle, migliorando il confort, e di evita- e stabilità), allungamento degli spazi
re la perdita di aderenza (vedi) fra d’arresto, facilitano l’aquaplaning, ren-
pneumatici e terreno, perdita che po- dono meno efficace l’illuminazione  AMMORTIZZATORI
trebbe compromettere la tenuta di notturna o abbagliano le vetture in sen-
strada e la stabilità, ingenerare aqua- so opposto e provocano l’usura irrego-  AMMORTIZZATORI
planing (vedi) e allungare gli spazi di lare dei pneumatici. A CONTROLLO
arresto, oltre che indurre un consumo ELETTRONICO
anomalo dei pneumatici. Per adattare  AMMORTIZZATORI A CONTROLLO Detti anche «sospensioni
lo smorzamento alle varie condizioni di ELETTRONICO intelligenti», variano
marcia, si stanno diffondendo, sulle Modificano il loro effetto di smorza- il loro effetto in base
vetture di prestigio, ammortizzatori a mento in base agli impulsi provenienti agli impulsi provenienti da
controllo elettronico la cui regolazione da una centralina elettronica che ana- una centralina elettronica.
varia tramite elettrovalvole gestite da lizza i segnali raccolti da appositi sen-
una centralina. Nel suo schema più sori sull’entità della sterzata, della fre-
comune, l’ammortizzatore è costituito nata, dell’accelerazione e degli scuoti-
da un cilindro, collegato alle ruote e menti della scocca (vedi). La diffusione
riempito d’olio, al cui interno scorre un degli ammortizzatori a controllo elet-
pistone solidale con uno stelo, fissato tronico (impropriamente definiti «so-
alla scocca. Quando il pistone si muo- spensioni intelligenti») è conseguente
ve spinto dallo stelo, l’olio è costretto a al fatto che la scelta di molle e ammor-
passare attraverso piccoli fori praticati tizzatori tradizionali è frutto di un com-
nello stantuffo, ottenendo così l’effetto promesso fra le esigenze di confort e di
smorzante. Il movimento del pistone tenuta di strada. Di solito, si abbinano
sposta più volume nella camera infe- smorzatori rigidi a molle abbastanza
riore che in quella superiore perché c’è morbide. In questo modo vengono li-
anche l’ingombro dello stelo che entra mitate le oscillazioni della carrozzeria
o esce dalla camera. Allora, o si lascia su fondi ondulati (sollecitazioni a bassa
dell’aria, che crea inconvenienti nella frequenza) e le ruote rimangono ade-
regolarità del funzionamento, oppure si renti al terreno anche su strade con ir-
ricorre agli ammortizzatori oggi comu- regolarità di elevata frequenza (cubetti
nemente in uso, detti anche «a gas», di porfido o lastricato). Per avere il mi-

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glior contatto delle ruote con il terreno  ANAGRAFE NAZIONALE
e per ridurre le oscillazioni della carroz- DEGLI ABILITATI ALLA GUIDA
zeria senza penalizzare inutilmente il Archivio informatico che contiene tutti i
confort quando non sono richieste ele- dati relativi alle patenti rilasciate in Italia
vate caratteristiche di marcia (per (validità, rinnovi, limitazioni dovute a pro-
esempio su fondi in ottime condizioni), blemi fisici eccetera) e alla condotta dei
si deve però ricorrere ad ammortizza- loro titolari durante la guida (infrazioni,
tori a controllo elettronico, che hanno sanzioni e incidenti). È stata istituita nel
caratteristiche variabili. I più semplici 1993 dall’articolo 226 del Codice della
prevedono due regolazioni, morbida o strada ed è tenuta dal Dipartimento dei
rigida, altri hanno 3 o 4 livelli di smor- Trasporti Terrestri del ministero dei Tra-
zamento, altri ancora possono essere sporti. Dovrebbe essere aggiornata in
regolati con continuità da un valore tempo reale grazie ai collegamenti con le
minimo a uno massimo e addirittura sedi provinciali del Dipartimento, le pre-
con valori di smorzamento diversi ruo- fetture, le forze di polizia e le compagnie
ta per ruota. La regolazione viene effet- assicurative, anche per consentire l’ap-
tuata variando la sezione di passaggio plicazione di sanzioni accessorie conse-
dell’olio nell’ammortizzatore tramite guenti a infrazioni (per esempio, ripeti-
elettrovalvole gestite dalla centralina. zione degli esami in caso di gravi viola-
Vedi anche ADS. zioni o sospensione della patente in caso
di reiterazione di alcune altre violazioni),
 AMPERAGGIO ma ciò non è avvenuto per anni. Dal-
Dizione pratica usata al posto di inten- l’estate del 2003, la procedura è stata fi-
sità di corrente per indicare la carica nalmente resa operativa e nell’Anagrafe
elettrica che attraversa un conduttore sono state registrate anche violazioni
nell’unità di tempo. Il termine deriva, commesse dal 2001 in poi.
come anche il vocabolo voltaggio, dal-
l’unità di misura adottata (in questo ca-  ANAS
so, l’ampere). Con amperaggio si defi- L’Azienda Nazionale Autonoma delle
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 AMPHICAR
La «770» del 1961, nisce impropriamente anche l’attitudine Strade nasce il 27 giugno 1946 per ge-
vettura anfibia all’avviamento di un accumulatore per stire e ricostruire 21.146 km di strade
convertibile con auto, ovvero una delle due prestazioni danneggiate dalla guerra. Nel 1992, in
motore posteriore. fondamentali della batteria (l’altra è la seguito alle tempeste giudiziarie che
capacità, vedi). coinvolgono alcuni suoi funzionari, vie-
 ANAS ne commissariata e nel 1995 diventa
 AMPHICAR Ente Nazionale per le Strade. Il 2000
Nome, di fatto, divenuto sinonimo di vede il passaggio della gestione di buo-
auto anfibia per usi civili. Il modello, na parte della rete (25.000 km) alle Re-
progettato dall’ingegner Trippel, viene gioni. Sotto la guida dell’ingegner Vin-
presentato nel 1961 dalla tedesca cenzo Pozzi, dal 1° gennaio 2003
DWM con il nome di «770» (dalle veloci- l’ANAS è una Società per azioni, che
tà massime: 7 miglia orarie in acqua e gestisce 20.182 km di strade e 1261
70 su strada). Si tratta di una cabrio con km di autostrade, tra le quali la Salerno-
motore posteriore (inizialmente Austin, Reggio Calabria e la Palermo-Catania.
in seguito Triumph, vedi): in acqua, la
propulsione è data da due eliche, men-  ANCS
tre la direzione è affidata alle ruote an- Active Noise Control System. Sistema
teriori. Nel 1968 le nuove normative basato sulla possibilità di far interferire
EPA (vedi) sull’inquinamento di fatto un suono indesiderato (rumore) con un
bloccano l’importazione delle Amphicar altro opposto che lo cancelli. È costitui-
negli USA: la fabbrica tedesca è co- to da microfoni che rilevano il rumore
stretta a chiudere. Ne sono state co- da attenuare, una centralina con ampli-
struite 3878, delle quali oltre 3000 de- ficatore e degli altoparlanti che emetta-
stinate al mercato statunitense no il suono cancellatore. Messo in pro-
duzione dalla Nissan (vedi) nel 1992
 AMPLIFICATORE con la collaborazione della Hitachi, rie-
Componente dei sistemi audio che uti- sce ad abbassare di circa 10 decibel il
lizza un segnale proveniente da una rumore del motore in accelerazione per
sorgente sonora (radio, cassetta o CD) frequenze fino a 250 Hz.
elaborandolo ed elevandone la potenza
di uscita in Watt. A parità di volume, un  ANDAC
suono spinto da più Watt è più dinami- Associazione Nazionale Delegati Au-
co e meglio articolato, permettendo al- tomobile Clubs. L’indirizzo è viale
l’ascoltatore di godere di una fedeltà Colli Portuensi 348, Roma, tel.
complessiva superiore. 06.65.74.12.86.

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
 ANDRETTI MARIO d’aria e si muove anche a velocità eleva-
Nato a Montona (Trieste) il 28.2.1940. te indifferentemente sul terreno o sul-
Gran Premi disputati 131. Vittorie 12. l’acqua.
Piazzamenti 26. Pole position 18. Cam-
pione del mondo Formula 1 1978. Nato  ANGLAT
in Istria, si trasferisce da piccolo negli Associazione Nazionale Guida Legisla-
Stati Uniti con la famiglia. Pilota com- zioni Handicappati Trasporti. Ha sede
pleto, inizia la carriera sulle piste ovali in via del Podere S. Giusto 29, Roma,
con le vetture midget. Nel 1969 vince la telefono 06.61.40.536.
500 Miglia di Indianapolis, dopo avere
debuttato in Formula 1 nel 1968 con  ANGOLO DI COMBUSTIONE
una Lotus (vedi) nel Gran Premio degli È la misura in gradi della rotazione del
Stati Uniti. Nei primi anni 70 gareggia motore durante la fase di combustione.
con successo anche con i prototipi del Nel motore AS (vedi) questo valore va-
campionato mondiale Marche, senza ria leggermente al variare del numero di
abbandonare le gare americane. Vince giri. Ciò dipende dal fatto che la com-
il primo Gran Premio con la Ferrari (ve- bustione si può dividere in due fasi: la
di) in Sudafrica nel 1971. Di nuovo alla prima (a bassa velocità) è indipendente
Lotus dal 1976, si laurea campione del dal regime di rotazione, mentre nella
mondo nel 1978. Lasciata la Formula 1 seconda la velocità della fiamma è pro-
dopo una parentesi con l’Alfa Romeo porzionale alle turbolenze (swirl, vedi) e
(vedi) e due gare con la Ferrari nel 1982, queste sono proporzionali al regime di
è campione CART negli Stati Uniti per rotazione. Così si possono raggiungere
la quarta volta nel 1984. Ha smesso di alti regimi (oggi siamo oltre i 17.000
gareggiare alla fine del 1994, dopo una giri/min). Per questo motivo, l’anticipo
carriera ricca di successi e durata ben (vedi) d’accensione deve variare in fun-
35 anni, nel cui albo d’oro manca solo zione del regime di rotazione del moto-
la 24 Ore di Le Mans. re. La pressione aumenta raggiungen-
do il suo massimo attorno ai 20° dopo il
 ANFIA PMS (punto morto superiore, vedi), e la
Associazione Nazionale Fra Industrie combustione cessa 65-75° dopo il
Automobilistiche. L’indirizzo è corso PMS. Il motore AC (vedi), invece, lega
Galileo Ferraris 61, 10128 Torino. Il te- la sua possibilità di salire di giri alla fi-
lefono è 011.55.46.511. nezza della polverizzazione del combu-
stibile, che è la sola maniera per acce-
 ANFIBIO lerare la combustione.
Così viene detto un veicolo in grado di  M. ANDRETTI
muoversi sul terreno e nell’acqua; in  ANGOLO DI DERIVA Campione del mondo Piloti
questa situazione con caratteristiche di È quello che si forma fra la direzione in di Formula 1 nel 1978
galleggiamento, autopropulsione e ma- cui sono orientate le ruote e la traietto- con la Lotus. In 35 anni
novra. Il veicolo anfibio adotta di solito le ria effettiva percorsa dal veicolo. Deter- di gloriosa carriera
classiche ruote collegate a una trasmis- minato dalla forza centrifuga (in curva), in diverse formule e su
sione, ma il suo sottoscocca è comple- dal vento laterale e dall’inclinazione del vetture sport-prototipo ha
tamente chiuso e a tenuta stagna, come fondo stradale, o da difetti nella geo- il rimpianto di non essere
lo scafo di un natante. Nella parte poste- metria delle sospensioni o delle gom- mai riuscito a vincere
riore può essere presente un’elica orien- me, genera forze trasversali sui pneu- la 24 Ore di Le Mans.
tabile che prende potenza dal motore matici, che per questo si deformano
termico. Naturalmente questo tipo di nella zona di contatto con il terreno. Il  ANFIA
veicoli è stato sviluppato principalmente valore della deriva aumenta col dimi-
per impieghi militari: un esempio classi- nuire del carico sulla ruota e col dimi-
co è stata la «Schwimmwagen» costrui- nuire della pressione di gonfiaggio. I
ta da Ferdinand Porsche per l’esercito pneumatici ribassati hanno derive infe-
tedesco («Typ 128» del 1940), una vettu- riori rispetto a quelli normali, detti «serie
ra a trazione integrale a 4 posti che ave- 80». I differenti angoli di deriva che si
va un’elica retraibile nella zona posterio- generano in curva fra i pneumatici ante-
re. Poteva viaggiare su strada a 80 km/h riori e posteriori determinano il sotto-
e in acqua a 10 km/h. Le difficoltà nel- sterzo o il sovrasterzo (vedi).
l’impiego e nella manutenzione erano
enormi (si stima che una «Schwimmwa-  ANGOLO DI INCROCIO DELLE VALVOLE
gen» in azione avesse una durata utile di Intervallo di rotazione dell’albero mo-
sei settimane), ma comunque ne venne- tore (vedi), misurato in gradi, durante il
ro costruiti circa 15.000 esemplari. Un quale rimangono aperte simultanea-
altro tipo di veicolo anfibio più moderno mente le valvole di aspirazione e di
e utilizzato anche per scopi civili è l’ho- scarico. Ciò avviene quando il pistone
vercraft, che si muove su un cuscino (vedi) si trova al punto morto superiore

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A B C D E F G H I J K L M
(PMS, vedi), all’inizio della fase di aspi- nente dei gas di scarico dei veicoli. In
razione e alla fine della fase di scarico; questi, la percentuale di CO2 è tanto
è provocato dal ritardo di chiusura del- più alta quanto più completa è la com-
lo scarico e dall’anticipo di apertura bustione del carbonio; è quindi impor-
dell’aspirazione. L’ampiezza dell’ango- tante che il tenore di CO2 risulti il più
lo d’incrocio è molto varia, in genere alto possibile e vicino al valore teorico
tra i 10° e i 60° (fino ai 120° dei motori (che per un motore a benzina è attorno
da competizione), e dipende sia dalle al 13% in volume). Da tempo si cerca di
caratteristiche geometriche e costrutti- limitare l’emissione di anidride carboni-
ve del motore sia dalle prestazioni: ha ca (che è direttamente correlata con il
comunque lo scopo di utilizzare al me- consumo di combustibile) perché è re-
glio l’effetto estrattore dell’onda di sponsabile dell’effetto serra, ovvero il
scarico e di ottimizzare il rendimento trattenimento nell’atmosfera del calore
volumetrico sfruttando l’inerzia dei gas dovuto alle radiazioni solari, con il con-
freschi che entrano nel cilindro. Più il seguente innalzamento della tempera-
motore è spinto, tanto maggiore è l’an- tura media della Terra.
golo d’incrocio, tuttavia a partire dagli
anni 70 si è preferito ridurre il suo valo-  ANSALDO
re, in particolare il ritardo di chiusura Una delle più illustri marche automobili-
delle valvole di scarico, allo scopo di stiche italiane protagonista di una tor-
limitare la fuoriuscita di benzina incom- mentata esperienza che limitò la sua
 ANSALDO busta e, di conseguenza, le emissioni esistenza a solo un decennio di vita. La
La «4 CS» (1925) inquinanti e il consumo. Un elevato an- S.A. Ansaldo nasce nel 1919 dalla con-
della Collezione golo d’incrocio è utile quando il motore versione postbellica di una delle più
«Quattroruote»: il motore è al massimo dei giri, perché contribui- antiche holding dell’industria meccani-
è un 4 cilindri in linea di sce ad aumentarne la potenza. Ciò pe- ca italiana. Il nome deriva da quello
1980 cm³ da 48 CV. rò penalizza il funzionamento ai medi e dell’ingegner Giovanni Ansaldo (1819-
bassi regimi. Da qualche tempo, sui 1859), genovese, titolare nel 1853 della
propulsori più raffinati sono montati Gio. Ansaldo & C. Alle iniziali attività in
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

variatori di fase che consentono di mo- campo ferroviario (locomotive), navale,


dificare l’incrocio durante il funziona- aeronautico e militare, seguirà nel se-
mento del motore, così da ottenere alta colo successivo quella dell’auto, indot-
coppia ai bassi regimi e potenza eleva- ta unicamente dall’esigenza di ricon-
ta a quelli più alti. vertire la produzione bellica in campo
civile. L’Ansaldo, come molte altre
 ANIA aziende del settore auto, non riuscirà a
Associazione Nazionale fra le Imprese superare la crisi del 1929, soprattutto
Assicuratrici. Costituita con atto pub- per l’incapacità dei manager di leggere
blico il 31 agosto del 1944, riunisce le le esigenze del mercato in quel periodo.
principali Compagnie operanti in Italia L’idea di avviare la produzione di auto
(nel 2003, 211: il 95% dell’intero mer- nasce nel 1916, ma il primo modello
cato assicurativo italiano) e non ha fine (Ansaldo «4 A») è approntato solo nel
di lucro. Il suo scopo principale è quello 1919. Si tratta di una vettura medio
di tutelare gli interessi della categoria leggera con caratteristiche meccaniche
nei confronti di qualsiasi amministra- raffinate come la distribuzione ad albe-
zione e autorità pubblica, nazionale o ro a camme in testa e un’ottima affida-
internazionale e altri enti o associazioni. bilità. Il fallimento della Banca Italiana
Ha sedi a Milano (piazza S. Babila, 1, di Sconto (principale azionista della
tel. 02.77.641) e a Roma (via della Frez- holding Ansaldo) frena però gli sviluppi
za, 70, tel. 06.32.68.81). Sito internet: commerciali di questa vettura fino alla
www.ania.it. costituzione, il 7 marzo 1923, della S.A.
Automobili Ansaldo, con una nuova
 ANIDRIDE CARBONICA compagine azionaria. L’anno successi-
Composto inorganico del carbonio (for- vo compare un modello molto simile,
mula chimica CO2). È un gas incolore, ma con motore a sei cilindri (Ansaldo «6
di odore leggermente pungente e sa- A»). La progettazione stagna e iniziano
pore acidulo. Non è velenoso, ma non è a manifestarsi i segni del declino. L’uni-
respirabile e neppure comburente. Si co modello sostanzialmente nuovo è
trova in natura nell’aria (in quantità mol- l’utilitaria «Tipo 10», che mescola infeli-
to piccole), nelle emanazioni vulcaniche cemente l’architettura raffinata dei mo-
e nei soffioni boraciferi. La CO2 è pro- tori Ansaldo con un autotelaio semplifi-
dotta dalla respirazione degli animali, è cato fino a riproporre la balestra tra-
emessa di notte dalle piante ed è il ri- sversale anteriore, una soluzione già
sultato di tutti i processi di combustio- superata dai tempi. Non riusciranno
ne del carbonio: è quindi una compo- nell’intento di rilanciare il marchio nem-

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
meno le successive «Tipo 14», «Tipo 15 in cui scocca la scintilla. L’anticipo è in
GS» del 1928, «Tipo 22» a otto cilindri e funzione del numero di giri e va aumen-
«Tipo 18». La svolta strategica di pun- tato in proporzione, a partire da pochi
tare su modelli di lusso si scontra con la gradi al minimo, fino a circa 40° rispetto
crisi del mercato. Nel 1932 l’attività au- al punto morto superiore. Come regola
tomobilistica Ansaldo viene assorbita generale, l’istante di accensione do-
dalla O.M., ma il risultato non cambia: vrebbe essere tale che quando il pisto-
dopo un ennesimo cambio di denomi- ne raggiunge il PMS (punto morto su-
nazione sociale le attrezzature residue periore, vedi) l’aumento di pressione è
vengono cedute alle Officine Viberti, la metà di quello a fine combustione.
affermate nel campo dei veicoli indu- Gli impianti di accensione sono dotati
striali e produttrici di carrozzerie di auto di sistemi per variare l’anticipo: quelli
per conto di costruttori minori. più semplici tengono conto del regime
di rotazione e del carico del motore, i
 ANTIAUTOVELOX più sofisticati, presenti nelle accensioni
Dispositivi da applicare sui veicoli e in digitali, possono realizzare curve di an-
grado di dare un allarme al conducente ticipo complesse, così da adattarsi al
se rilevano la presenza nelle vicinanze meglio alle esigenze del motore.
di uno o più tipi di misuratori di velocità
(Autovelox, vedi). Dal gennaio 2000, in  ANTIDETONANTI
Italia è vietato usarli, produrli e com- Additivi o combustibili in grado di limi-
mercializzarli (articolo 45, commi 9 bis tare o evitare la detonazione durante la
e 9 ter del Codice della strada), pena combustione nei motori a ciclo Otto
una multa e la confisca dell’apparec- (vedi). È importante utilizzare combusti-
chio. In ogni caso, diversi test hanno bili con elevato potere antidetonante
dimostrato la loro inefficacia: dato il ti- perché consentono di innalzare il rap-
po di misuratori in uso in Italia, nella porto di compressione e quindi il rendi-
maggior parte dei casi l’allarme scatta mento del motore. Gli studi su sostanze
quando ormai la rilevazione della velo- che, aggiunte in piccole quantità alla
cità è stata già effettuata e quindi benzina, consentono d’aumentare il
l’eventuale infrazione è stata già accer- potere antidetonante furono iniziati ver-
tata. so il 1920 negli Stati Uniti. Si scoprì così
il piombo tetraetile, utilizzato per molti
 ANTENNA anni per innalzare il numero di ottano
L’elemento ricevente o radiante di un (vedi) della benzina. Successivamente
sistema radio. In automobile è di solito si passò al piombo tetrametile, che ri-
esterna, connessa alla radio per mezzo spetto al precedente migliorava le ca-
di un cavo schermato, e raccoglie i se- ratteristiche antidetonanti della benzina
gnali radioelettrici per inviarli alle sezioni durante le accelerazioni. L’introduzione
di amplificazione e rivelazione. L’utilizzo del catalizzatore e della sonda Lamb-
della modulazione di frequenza per le da (obbligatori dai primi anni 90, vedi),
trasmissioni radio con elevate potenze che si deteriorano rapidamente con
d’irradiazione ha resto meno pressante benzina contenente piombo, e la noci-
la necessità di antenne di alto guada- vità di tale additivo antidetonante han-
gno, e infatti oggi alcune automobili no portato alla sua progressiva elimina-
hanno perso il classico «stilo» sul tetto e zione dal carburante (in Italia dal 2002
incorporano l’antenna nel lunotto po- non è più consentita la vendita di benzi-  ANTENNA
steriore. Per i telefoni, invece, il discorso na con piombo). Al posto del classico
è diverso: le piccole antenne incorpora- «stilo» sul tetto, alcune
te trovano molta difficoltà a far giungere  ANTIFURTO auto attuali montano
i segnali all’esterno e l’uso dell’antenna In generale si definisce così qualsiasi un’antenna incorporata
esterna è raccomandabile. dispositivo che abbia lo scopo di impe- nel lunotto.
dire il furto totale del veicolo. Sono
 ANTICIPO D’ACCENSIONE quindi antifurto, benché primitivi, anche
Per dare tempo alla miscela aria-benzi- il semplice bloccasterzo o la chiave co-
na (A/S, vedi) di bruciare completa- dificata elettronicamente, benché que-
mente, la scintilla della candela viene sti meccanismi siano oramai di serie su
fatta scoccare prima che il pistone rag- tutte le auto. Con lo sviluppo dell’elet-
giunga il punto morto superiore, ossia tronica di bordo sono stati resi disponi-
la sua posizione più alta nel cilindro bili sistemi antifurto più sofisticati che
(vedi). Il valore di tale anticipo è definito agiscono su varie componenti dell’auto
dai gradi dell’angolo di cui è inclinata la per impedire la messa in moto: per
manovella dell’albero a gomiti rispetto esempio sull’accensione, sul motorino
alla posizione verticale (corrispondente d’avviamento e sulla pompa di alimen-
al punto morto superiore) nel momento tazione carburante. Di recente sono

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A B C D E F G H I J K L M
state presentate addirittura auto che ri- e apposite tubazioni, valvole e canister
conoscono l’impronta digitale del gui- (vedi) che impediscono ai vapori di
datore. Un sistema antifurto può essere benzina sprigionatisi nel serbatoio di li-
connesso o no a un sistema d’allarme berarsi nell’atmosfera durante la sosta
sonoro, luminoso o telefonico. Su que- dell’auto. I provvedimenti antinquina-
st’ultimo principio funzionano gli anti- mento hanno anche condizionato la
furto satellitari (sarebbe più corretto progettazione del motore, in particolare
definirli allarmi satellitari), che reagisco- della parte alta (testata, condotti) così
no ai tentativi d’effrazione o asportazio- da limitare la produzione degli inqui-
ne inviando un segnale d’allarme verso nanti, oltre che ridurli a valle con il cata-
il numero di telefono di una centrale lizzatore.
operativa corredato delle coordinate
geografiche ricavate da un sistema di  ANTIPATTINAMENTO
radiolocalizzazione satellitare GPS (ve- Sono dispositivi gestiti dall’elettronica
di). La centrale è in grado quindi di se- che permettono di limitare automatica-
guire i movimenti dell’auto su una mente la potenza trasmessa alle ruote
mappa e di indirizzare le forze dell’ordi- adeguandola alle diverse condizioni di
ne per il recupero. aderenza. Noti con sigle diverse (ASR,
ASC, ETC, TCS, vedi, ecc.), in genere
 ANTINQUINAMENTO  ANTIGELO agiscono sugli impianti di alimentazio-
Marmitta catalitica Evita il congelamento dell’acqua conte- ne e accensione del motore, riducendo
o catalizzatore. nuta nell’impianto di raffreddamento. In l’erogazione di potenza indipendente-
passato veniva aggiunto prima della mente dalla posizione dell’acceleratore.
 ANTI ROLL BAR stagione invernale e tolto in primavera. I sistemi più raffinati intervengono an-
La protezione contro Oggi è stato sostituito dai liquidi per- che sul freno della ruota che incomincia
il ribaltamento manenti. a slittare. Normalmente utilizzano i me-
a bordo della Ferrari desimi sensori dell’ABS (vedi), del qua-
«360 Modena Spider».  ANTINCENDIO le costituiscono, sotto il profilo della si-
Dispositivo o norma atti a prevenire o curezza attiva, la naturale estensione.
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

limitare il pericolo d’incendio, oppure


impianto o materiale capace di ridurre  ANTINEBBIA
nel tempo e nello spazio le conseguen- Un particolare tipo di faro posto in bas-
ze di un incendio. La presenza a bordo so sul paraurti che ha lo scopo di mi-
dell’auto di un combustibile e dell’im- gliorare e allargare la zona illuminata
pianto elettrico costituisce un concreto davanti e di lato all’auto in caso di scar-
rischio d’incendio, che è contrastato sa visibilità per pioggia fitta o nebbia.
mediante numerosi accorgimenti. Per La loro bassa sistemazione consente
esempio, le valvole fusibili nei circuiti infatti di avere fasci di luce quasi paral-
elettrici, per proteggere l’impianto dai leli alla strada e di ridurre l’effetto di
cortocircuiti, e i sistemi di interruzione «rimbalzo» del fascio di luce degli
del funzionamento della pompa elettri- anabbaglianti sulle particelle di nebbia.
ca del carburante nelle vetture a inie- In passato questi fari erano quasi sem-
zione, come l’interruttore inerziale, per pre opzionali, venivano fissati con viti
limitare le perdite di benzina o gasolio sul paraurti ed esistevano con luce
in caso d’incidente. bianca o gialla. Vari studi hanno dimo-
strato che il colore non era influente ai
 ANTINQUINAMENTO fini dell’efficacia del faro. È importante
È così denominata la funzione di quei ricordare che i fari antinebbia, detti an-
dispositivi atti a ridurre le emissioni di che fendinebbia, vanno usati solo in
sostanze inquinanti dalla vettura, sia caso di effettiva necessità.
durante il funzionamento del motore sia
durante la sosta. Per limitare la nocività  ANTI ROLL BAR
dei gas di scarico (vedi), con particola- Più comunemente conosciuta come
re riferimento all’emissione di ossidi di roll bar, è una gabbia di tubi metallici
carbonio, idrocarburi incombusti (HC) e posta a rinforzo del tetto della vettura
ossidi d’azoto (NOx, vedi), viene utiliz- per evitare che in un incidente con ri-
zata la marmitta catalitica o catalizza- baltamento questo possa schiacciarsi
tore (vedi), che, grazie a reazioni chimi- e recare danno agli occupanti. Lo mon-
che, trasforma queste sostanze in altre tano le auto da corsa e anche le cabrio-
meno inquinanti; è necessario l’uso di let, spesso incorporato nella cornice
benzina senza piombo, dato che esso del parabrezza.
«avvelena» il catalizzatore. Altri disposi-
tivi antinquinamento sono il ricircolo dei  ANTIROMBO
gas di scarico nelle camere di combu- Prodotti usati per migliorare l’insonoriz-
stione (EGR, vedi), la postcombustione zazione delle automobili. Sono spruz-

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
zati sulle superfici interne dei parafan- dato è di sette anni, al termine dei quali
ghi e sotto il pianale per ridurre le vibra- non potrà essere confermato. In campo
zioni della lamiera e la trasmissione del automobilistico, si ricordano in partico-
rumore dei pneumatici. Inoltre, proteg- lare due procedimenti, che hanno por-
gono la parte inferiore della carrozzeria tato a pesanti multe inflitte a imprese
dall’abrasione dovuta ai sassi o alla accusate di essersi accordate tra loro
sabbia e dalla corrosione. Attualmente, per tenere alti i prezzi dei propri prodot-
per limitare il rumore di rotolamento dei ti: entrambi i provvedimenti sono stati
pneumatici si preferisce utilizzare nei adottati nell’estate del 2000 e hanno
passaggi ruota ripari di plastica rivestiti colpito alcune compagnie assicurative
di fibre sintetiche. e petrolifere.

 ANTIRUGGINE  APAL
Sostanze applicate sui pezzi metallici Carrozzeria belga con sede a Blegny
per proteggerli dalla corrosione. Nel- Trembleur, vicino a Liegi. Dal 1963 al
l’auto la parte più estesa soggetta ai 1966 affianca alla sua attività principale
danni provocati dalla ruggine è la scoc- quella di costruzione vera a propria rea-
ca (vedi), realizzata quasi sempre di la- lizzando coupé sportive con elementi
miera d’acciaio. Senza un’adeguata meccanici Volkswagen (vedi). Nel
protezione, essa si corrode in breve 1966 costruisce alcune vetture di For-
tempo, pertanto da sempre si applica- mula V, tre anni dopo torna a occuparsi
no prima della vernice di finitura diversi di coupé preferendo però i motori Re-
strati di prodotti antiruggine. Originaria- nault (vedi). Dal 1969 avvia la produzio-
mente essi erano spruzzati, poi si pas- ne di piccoli modelli a uso multiplo e in
sò alla verniciatura per elettroforesi, breve tempo la Casa belga sospende la
che consente di raggiungere ogni pun- costruzione delle coupé. Poi si dedica
to della scocca. Inoltre, è invalso l’im- alla produzione di una replica della Por-
piego di protettivi a base di cere spruz- sche «Speedster». Nel 1998 l’azienda
zati negli scatolati per sigillare le giun- chiude e l’attività viene rilevata da una
zioni delle lamiere, punti d’innesco della società tedesca, che prosegue tuttora
corrosione. Tutti gl’interventi adottati l’assemblaggio della replica.
per migliorare la resistenza alla corro-
sione della scocca hanno consentito  API
alle Case di debellare la ruggine e di American Petroleum Institute, associa-
offrire garanzie di lunga durata contro zione dell’industria petrolifera statuni-
la corrosione. tense. Emette specifiche qualitative per
i lubrificanti, utilizzate spesso anche in
 ANTITRUST Europa.
Nome comune dell’Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato. L’in-  APPALTO
dirizzo è via Liguria 26, 00187 Roma, Contratto con cui un’impresa s’impe-
tel. 06.48.16.21. Si tratta di un’Autorità gna a compiere un’opera o un servizio
indipendente, ovvero un’amministra- in cambio di un corrispettivo. Durante
zione pubblica che delibera sulla base lo svolgimento dei lavori, l’impresa
di leggi, senza possibilità d’ingerenza agisce autonomamente, avendo nei
da parte dell’esecutivo. In ossequio alla confronti del committente il solo obbli-  APAL
legge n. 287 del 1990, all’Antitrust go di terminarli entro la data stabilita La replica della Porsche
spetta la vigilanza sulle intese restrittive dal contratto. Il committente può es- «Speedster» costruita dalla
della concorrenza, sugli abusi di posi- sere sia un soggetto pubblico sia un piccola carrozzeria belga.
zione dominante e sulle operazioni di soggetto privato: nel primo caso, di
concentrazione che comportano la co- solito, l’appalto viene affidato dopo
stituzione o il rafforzamento di una po- una gara tra imprese, con la quale si
sizione dominante in modo tale da eli- stabilisce quella in grado di effettuare i
minare o ridurre in misura sostanziale e lavori richiesti nel modo migliore e al
duratura la concorrenza. Inoltre, l’Anti- minor prezzo possibile. In campo au-
trust svolge una funzione di controllo in tomobilistico, si parla di appalti preva-
materia di pubblicità ingannevole e di lentemente per la costruzione di stra-
pubblicità comparativa. L’Autorità è fi- de, ma non mancano esempi anche
nanziata con un fondo stanziato an- nel campo delle pratiche burocratiche
nualmente all’interno del bilancio dello (per esempio, la fornitura e l’installa-
Stato. Dal 1998 il presidente è Giusep- zione di un sistema di computer per un
pe Tesauro, che è stato nominato, co- ufficio pubblico) o della produzione
me del resto la commissione intera, (per esempio, la costruzione di una
congiuntamente dai presidenti di Ca- fabbrica). Riguardo alla costruzione di
mera e Senato: la durata del suo man- strade, accade spesso che le imprese

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A B C D E F G H I J K L M
non siano in grado di terminare i lavori  APPOGGIABRACCIA
nei tempi previsti o di restare entro i Elemento funzionale dell’arredo interno
costi fissati dal contratto, il quale sta- che offre un sostegno al braccio destro
bilisce anche quali sono gli imprevisti o sinistro in posizione di marcia. Par-
che autorizzano a modificare tempi e lando del posto guida, quello destro è
costi in corso d’opera. Ciò tuttavia non fra i due sedili e di solito è regolabile in
evita abusi e polemiche. inclinazione oppure fa corpo unico con
il tunnel. Quello sinistro è fissato alla
 APOLLO porta e serve anche come base d’ap-
La Apollo Werke AG nasce nel 1910 poggio per tutti i comandi lato porta
come ragione sociale della Ruppe & (alzacristalli elettrici, chiusura porte, re-
Sohn, ad Apolda in Turingia (Germa- golazione specchi. È importante che gli
nia). Già dal 1904 realizza alcune vettu- appoggiabraccia siano alla giusta al-
rette con motori a 2 cilindri a V di 5 e 7 tezza per offrire un buon confort di
CV, raffreddati ad aria, denominate marcia, specialmente nei lunghi tragitti.
«Piccolo». Le loro doti di maneggevo-
lezza e resistenza, unite a un prezzo  APS
moderato, ne decretano il successo, Acoustic Parking System. Chiamato
tanto che la Casa tedesca si cimenta anche PDC (Park Distance Control, ve-
nella produzione di motori a 4 cilindri in di), è un sistema di rilevazione perime-
linea il cui raffreddamento ad aria ri- trale degli ostacoli che avvisa, con il
chiede l’aggiunta di un convogliatore e suono di un cicalino o con spie ottiche,
di una ventola. Il risultato non soddisfa l’approssimarsi di un ostacolo. Di solito
le attese, e la Ruppe & Sohn, nel frat- i sensori sono collocati sui paraurti an-
tempo diventata Apollo Werke AG, am- teriori e posteriori e il segnale acustico
plia la sua gamma. Continua fino al diviene man mano più frequente col di-
1912 a costruire le «Piccolo», ma realiz- minuire della distanza.
za anche vetture più potenti con raf-
freddamento ad acqua e, con l’ingresso  AQUAPLANING
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 APPOGGIABRACCIA
nell’azienda dell’ingegnere Karl Slevo- È la pericolosa perdita di aderenza
 AQUAPLANING gt, comincia a interessarsi alle vetture (vedi) che si verifica quando fra pneu-
A causarlo è sportive: le «Apollo B» e «R», con moto- matico e fondo stradale si forma un ve-
l’interposizione di un velo re 4 cilindri da 1000 e 2000 cm³ con lo d’acqua. L’aquaplaning fa «decolla-
d’acqua tra battistrada valvole in testa, mettono in difficoltà le re» la ruota, rendendo a volte impossi-
e superficie stradale più famose Bugatti. Dopo la prima bile il controllo della vettura con lo ster-
dotato di pressione guerra mondiale, l’azienda acquista la zo e annullando di fatto l’effetto frenan-
sufficiente a sostenere M.A.F. (fabbrica di auto fondata nel te. Si accentua col crescere della velo-
il peso del veicolo. 1908 da Hugo Ruppe, figlio del fonda- cità, dello spessore del velo d’acqua
tore dell’Apollo) e mette a punto un in- (pozzanghere), della larghezza dei
teressante prototipo, la «12/50 PS», a 8 pneumatici e dell’usura del battistrada.
cilindri a V e freni sulle quattro ruote. Per allontanare questo pericolo biso-
L’attività del marchio si conclude nel gna ridurre la velocità e viaggiare sem-
1926. pre con gomme in ordine: pressione
corretta e battistrada in buono stato.
 APPANNAMENTO
Fenomeno molto comune nei mesi in-  ARCHIVIO UNICO
vernali alla presenza di forte tasso di Progetto di unificazione degli attuali
umidità all’interno dell’abitacolo. Il va- due archivi nazionali che riguardano i
pore acqueo, a contatto con i vetri veicoli, quello del Dipartimento dei
freddi, si condensa in goccioline d’ac- trasporti terrestri (vedi) del ministero
qua rendendo quasi impossibile vede- dei Trasporti e quello del PRA (vedi).
re all’esterno. Si previene l’appanna- L’unificazione comporterebbe due van-
mento con un corretto impiego dei di- taggi: non costringerebbe i cittadini o le
spositivi di ventilazione e climatizza- agenzie di pratiche automobilistiche da
zione dell’auto e facendo uso del loro incaricate a recarsi negli uffici di
condizionatore d’aria anche nei mesi entrambi gli enti per perfezionare
invernali. Quasi tutte le auto hanno di un’immatricolazione o un passaggio di
serie una resistenza elettrica nel lu- proprietà ed eliminerebbe le discordan-
notto (vedi) per favorire il rapido di- ze presenti nei due archivi attuali, fonti
sappannamento, mentre per il para- di continui disguidi e vessazioni per gli
brezza vengono preferiti in genere automobilisti, nonché di inutili costi per
getti di aria calda e secca. Esistono lo Stato. Quest’ultimo, poi, risparmie-
comunque modelli con elementi ri- rebbe risorse anche perché parte del
scaldabili elettricamente anche nel personale di uno dei due enti attuali
parabrezza. svolge un lavoro che poi deve essere

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
duplicato dagli addetti dell’altro ente: guono per la cura della meccanica e il
l’eventuale riforma libererebbe impie- grado di finitura. Nel 1905 l’azienda
gati e dirigenti che potrebbero essere fondata da Alex Govan cambia ragione
adibiti a compiti più utili, attualmente sociale in Argyll Motors, prendendo il
sacrificati per mancanza di personale. nome proprio dalla prima vettura co-
L’archivio unico non va confuso con lo struita. In poco tempo, il marchio si
Sportello unico (vedi), che prevede la guadagna una solida fama, tanto che
sopravvivenza dei due archivi e l’istitu- gli impianti vengono trasferiti nei più
zione di una sola interfaccia con il pub- ampi e moderni stabilimenti di Alexan-
blico (costituita dagli sportelli del Dipar- dria, vicino a Glasgow. Grazie all’aiuto
timento dei trasporti terrestri, del PRA degli azionisti, la Argyll riesce a risolle-
e/o delle agenzie). Da anni sono stati varsi dalla crisi finanziaria indotta da un
presentati diversi disegni di legge, alcu- indiscrimato ampliamento della sua
ni dei quali privilegiano l’archivio unico gamma: ben sette modelli, ai quali van-
(abolendo il Dipartimento o il PRA), altri no aggiunte le versioni speciali (taxi) e
lo Sportello unico, ma il Parlamento quelle sportive. È del 1911 la «12 HP»
non ha mai preso una decisione defini- con freni sulle quattro ruote, soluzione
tiva (Bene mobile registrato, vedi). brevettata da Rubery e decisamente
Così i disegni di legge sono decaduti all’avanguardia per i tempi. Nel 1914,
(accade automaticamente ogni volta l’azienda passa di mano in conseguen-
che si tengono elezioni politiche, quindi za delle spese sostenute nella disputa
a ogni rinnovo del Parlamento) e dal legale (peraltro vinta) che contrappone
2001 non ne sono più stati presentati la Argyll all’americana Knight (vedi) per
altri degni di rilievo, per cui la situazione i diritti sul motore a fodero. La produ-
sembra destinata a restare invariata al- zione prosegue nello stabilimento di
meno per altri anni. Le uniche novità Glasgow fino al 1932.
concrete sono state l’istituzione dello
SGATA e dello Sportello telematico  ARIA CONDIZIONATA
(vedi) dell’automobilista. Aria trattata (raffreddata e deumidifica-
ta) mediante apposita apparecchiatura
 ARD (condizionatore). Termine spesso usato
Sigla che, nel gergo delle assicurazioni, impropriamente per indicare proprio
sta per Auto Rischi Diversi (rischi di- l’apparecchiatura (condizionatore) che
versi, vedi). Indica tutti i rami assicura- la produce. Un uso appropriato del
tivi che riguardano i veicoli, esclusa la condizionatore può essere utile anche
RC auto (vedi) obbligatoria. Sotto la nella mezza stagione per evitare l’ap-
definizione ARD ricadono quindi le po- pannamento dei vetri.
lizze stipulate contro i seguenti rischi:
furto-incendio, infortuni del condu-  ARMSTRONG SIDDELEY  AREA
cente, kasko, cristalli, eventi socio- Marchio inglese frutto di una serie di DI SERVIZIO
politici, eventi naturali, atti vandalici concentrazioni aziendali iniziatesi nel
(vedi) e tutte le altre coperture non ob- primo decennio del Novecento, che  ARMSTRONG
bligatorie offerte da una o più compa- riunisce i nomi di due pionieri dell’indu- SIDDELEY
gnie su qualsiasi rischio collegato a stria automobilistica e aeronautica bri- La «Star Sapphire»,
veicoli circolanti su strada. La sigla tannica: John Davenport Siddeley e Sir elegante berlina
ARD è molto usata nelle statistiche as- W. G. Armstrong. La ragione sociale di con motore di 4 litri,
sicurative. Armstrong Siddeley nasce nel 1919, prodotta sul finire
quando tutte le attività automobilistiche degli anni 50.
 AREA DI SERVIZIO vengono fatte confluire a Coventry. La
Luogo ricavato ai margini di una strada prima vettura prodotta è una 6 cilindri
o di un’autostrada dove sono concen- di 5 litri e valvole in testa, che finisce
trati i servizi per gli automobilisti: pom- per caratterizzare tutta la produzione
pe di benzina, bar e spazi di ristoro, successiva, improntata al lusso, alla
toilette. solidità e alla qualità. Tutti i 67 modelli
prodotti tra il 1928 e il 1939 sono equi-
 ARGYLL paggiati con motori a 6 cilindri, e solo al
Vetturette con motore monocilindrico termine della guerra, come nel caso
De Dion (vedi) di 2,75 CV (poi elevato a della «Sapphire», vengono approntate
5 e 8 CV), prodotte in serie dalla Hozier versioni a 4 cilindri. Nel 1928 fa la sua
Engineering Co. di Glasgow (Scozia) comparsa, di serie, sui modelli maggio-
nei primissimi anni del 1900 e ispirate ri il cambio semiautomatico con prese-
alle Renault (vedi) dell’epoca. I modelli lettore Wilson. Negli anni 50 l’Arm-
successivi, equipaggiati con motori di 2 strong Siddeley lancia sul mercato
e 4 cilindri di diversa provenienza e un’ampia serie di vetture i cui nomi si
cambio originale a tre velocità, si distin- rifanno a quelli degli aerei militari pro-

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dotti dalla consociata Hawker Siddeley; europei, che alle indiscusse qualità fuo-
non sempre però le linee della carroz- ristradistiche abbina un abitacolo più
zeria incontrano i favori del pubblico. accogliente e confortevole rispetto agli
Riuscite, ma limitate nella loro diffusio- impresentabili modelli squadrati ed es-
ne, sono la «Sapphire 346», potente senziali di scuola sovietica. Lo sviluppo
vettura di rappresentanza di 3,4 litri, e di nuovi modelli prosegue e nel 1999
la «Star Sapphire 4», di 4 litri. La produ- compaiono i primi modelli della nuova
zione del marchio viene sospesa defini- generazione Aro: la «10.4 Super», a tre
tivamente nell’estate 1960. porte, e la «11.4 Super» a cinque porte.
La novità è anche nei motori, che ora
 ARNOUX RENÉ sono marchiati Renault e Daewoo, con
Nato a Pontcharra (Francia) il 4.7.1948. standard qualitativi rispettosi delle nor-
Gran Premi disputati 164. Vittorie 7. me sulle emissioni nocive. Oltre a di-
Piazzamenti 35. Pole position 18. Corre sporre di una serie di optional mirati ad
nei kart dai 12 ai 18 anni, facendo il aumentare il comfort e il piacere di gui-
meccanico in un’officina dove si prepa- da. Oggi siamo alle versioni «10.7 Su-
rano vetture da rally. Vincitore del «Vo- per» in diversi allestimenti, ma sempre
lante Shell» nel 1972, è uno dei piloti più gradevoli nel design.
lanciati dagli sponsor francesi. Cam-
pione di Formula Renault, debutta nel  ARROL-JOHNSTON
mondo dei Gran Premi con la Martini Casa automobilistica scozzese fondata
nel 1978. Dal 1979 è alla Renault (vedi), nel 1897 da Sir William Arrol e George
nell’anno dell’affermazione del motore Johnstone. Dopo aver prodotto alcune
turbocompresso sulla monoposto fran- dog-cart (calessi) con motore posterio-
cese. È ormai leggendario il suo duello re a pistoni contrapposti, nel 1905 cam-
nel Gran Premio di Francia del 1979 bia la sua ragione sociale da Mo-car
con Gilles Villeneuve (vedi). Vince le Syndacate a New Arrol-Johnston Car
prime gare in Formula 1 nel 1980, rima- Company e assume J. S. Napier come
nendo alla Renault sino a tutto il 1982. ingegnere capo. Nello stesso anno,
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 R. ARNOUX
Nel 1983 prese il posto Ingaggiato dalla Ferrari (vedi) nel 1983, proprio Napier si aggiudica su una vet-
di Gilles Villeneuve proprio in sostituzione di Gilles Ville- tura di sua progettazione la prima edi-
alla Ferrari. Nella stessa neuve, vince tre Gran Premi ed è in lotta zione del Tourist Trophy. Nel 1909 la
stagione con le Rosse per il titolo fino alla fine della stagione. gamma si arricchisce del suo modello
vinse tre Gran Premi Licenziato dalla Ferrari all’inizio del forse più famoso, una 2500 cm³ da 15,9
(Canada, Germania 1985, corre ancora con la Ligier (vedi) CV e freni sulle ruote anteriori (soluzione
e Olanda) e terminò terzo prima di ritirarsi dalla Formula 1 e dalle abbandonata due anni dopo). Di quegli
nella classifica Piloti. corse automobilistiche. anni è anche la sperimentazione di una
vettura con motore a benzina e trasmis-
 ARROL-JOHNSTON  ARO sione elettrica sulle ruote e di un altro
La «10 HP» del 1911. La più antica Casa automobilistica ru- modello a propulsione elettrica. Dopo
mena, pioniera nel campo dei veicoli gli anni oscuri della primo conflitto mon-
4x4, l’unica a produrre veicoli off-road diale, l’Arrol-Johnston lancia la
in quel Paese. La prima fuoristrada, «Victory», con motore ad albero a cam-
l’«IMS», è del 1957, un veicolo robusto, me in testa di 2651 cm³ da 40 CV, e ri-
antesignano delle moderne SUV, in prende, opportunamente semplificato,
grado di essere utilizzato sia in città sia il modello di 2,5 litri d’anteguerra. Nel
sugli sterrati della campagna rumena. 1927 si fonde con la Aster (vedi) di Lon-
Due anni dopo dai cancelli della fabbri- dra. Più cresce la gamma, più la società
ca di Campulung Muscel esce il secon- piomba nel caos e dopo il tentativo di-
do modello, l’«M59», che resterà in sperato di riorganizzarsi puntando tutto
produzione fino al 1963. È di quell’an- su un unico modello, la «23/70», una 8
no, infatti, la novità che porterà l’Aro cilindri di 3293 cm³, l’azienda nel 1930 è
sulla ribalta internazionale: l’«M 461», costretta a chiudere i battenti.
che dal 1965 verrà esportata in 55 Pae-
si. L’«M 461» è disponibile solo con  ARROWS
carrozzeria torpedo-camioncino, moto- Scuderia fondata nel 1977 da transfu-
rizzata con un quattro cilindri di 2512 ghi della Shadow: i soci iniziali sono
cm³. In Italia verrà presentata al Salone Franco Ambrosio (poi finito nei guai con
di Torino del 1971. Nello stesso anno la giustizia italiana, tant’è vero che do-
compare anche l’Aro «24», una vettura vrà abbandonare l’impresa), Alan Rees,
robusta adibita al trasporto di persone Jackie Oliver, Dave Wass e Tony Sou-
e cose in zone montane. Nel 1979 un thgate. La prima monoposto è realizza-
altro passo avanti stilistico-tecnico è ta in appena 53 giorni, ma i problemi
compiuto con l’Aro «10», fuoristrada arrivano subito, sotto forma di carta
dalla linea gradevole, più vicina ai gusti bollata: la Shadow accusa, infatti, la

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
Arrows di averle copiato la macchina, il 26.7.1925. Figlio di un commerciante
portata in gara da Riccardo Patrese di granoturco e padre di Alberto, co-
(vedi). Il tribunale di Londra dà ragione mincia a correre nel 1919 con una Fiat
alla Shadow e la Arrows è costretta a (vedi). Entra a far parte della squadra
progettare una nuova vettura. Seguono Alfa Romeo (vedi) vincendo il circuito
anni di scarsi risultati, che accennano a di Cremona con una «RL» nel 1923.
migliorare nel 1984, quando arrivano i L’anno successivo debutta la «P2», con
motori BMW (vedi) e i soldi della Bar- cui si aggiudica il Gran Premio d’Italia a
clay. Nel 1985 Marc Surer è rimpiazzato Monza. Trionfa nel Gran Premio d’Eu-
da Gerhard Berger (vedi). Nel 1988 la ropa a Spa-Francorchamps nel 1925,
Arrows arriva quarta nel mondiale Co- un mese prima di trovare la morte in un
struttori. Nel 1991, quando i motori so- incidente nel Gran Premio di Francia.
no Porsche (vedi), la Arrows cambia
nome e diventa Footwork: la stagione è  ASECAP
disastrosa. Nel 1996 la scuderia passa Association Européenne des Conces-
sotto il controllo di Tom Walkinshaw e sionnaires d’Autoroutes et d’Ouvrages
diventa la TWR, ingaggiando come pri- à Péage, l’organismo europeo che rag-
ma guida l’uscente campione del mon- gruppa i gestori di autostrade a paga-
do Damon Hill (vedi). Nel 1998 Walkin- mento. L’indirizzo è rue Edmond-Va-
shaw acquista la Hart e inizia a produrre lentin 3, 75007 Parigi, Francia, telefono
motori per le proprie monoposto, ma i +33.14.75.33.929.
risultati scarseggiano. A metà della sta-
gione 2002, piloti Bernoldi e Frentzen, i  ASFALTO DRENANTE
soldi finiscono e l’azienda viene liquida- Tipo di rivestimento delle strade che
ta: per questo non è stata ammessa al favorisce lo scolo delle acque, evitando
Mondiale 2003. la formazione di pozzanghere e ridu-
cendo il pericolo di perdita di aderenza
 ASAPS (aquaplaning, vedi). L’effetto si ottiene
Associazione Sostenitori Amici Polizia mescolando al bitume pietrisco di di-
Stradale. L’indirizzo è via Consolare, 1, mensioni relativamente grandi e la-
47100 Forlì, telefono 0543.70.40.15. sciando spazi vuoti; l’aspetto è quello
di una superficie maggiormente rugo-
 ASCARI ALBERTO sa. Tra i vantaggi che l’asfalto drenante
Nato a Milano il 13.8.1918, morto a offre ci sono anche una migliore visibili-
Monza il 26.5.1955. Gran Premi dispu- tà in condizioni di pioggia e una riduzio-
tati 32. Vittorie 13. Piazzamenti 7. Pole ne del rumore emesso dalla pavimenta-
position 14. Campione del mondo For- zione.
mula 1 1952 e 1953. Figlio di Antonio,
grande campione nel periodo tra le due  ASIA MOTORS  A. ASCARI
guerre mondiali, è il pilota italiano di Casa sudcoreana fondata nel 1965 e Campione del mondo
maggior successo in Formula 1. Inizia a parte del gruppo Kia (vedi). Da sempre di Formula 1 nel 1952
gareggiare con le moto, prima di debut- specializzata in veicoli industriali legge- e 1953 con la Ferrari «500
tare con le quattro ruote alla Mille Mi- ri e pesanti, a un certo punto si è dedi- F.2», dopo aver terminato
glia (vedi) del 1940. La vettura è una cata alle fuoristrada (come la rude la stagione ’51
Auto Avio Costruzioni, in pratica la pri- «Rocsta»). Dopo un buon successo sui al secondo posto.
ma Ferrari (vedi) della storia. Alla ripre- mercati internazionali è rimasta invi-
sa delle corse dopo la seconda guerra schiata nel fallimento della casa madre,  ASIA MOTORS
mondiale vince svariati Gran Premi pri- entrata a sua volta a fare parte del La fuoristrada «Rocsta»
ma della nascita del campionato di gruppo Hyundai (vedi). degli anni 90.
Formula 1 nel 1950. L’anno successivo
è secondo in classifica, con due suc-  ASSEMBLAGGIO
cessi, su Ferrari. Nel 1952 e 1953, si Per «assemblaggio» si intende l’insie-
laurea campione del mondo con la Fer- me delle lavorazioni con cui si uniscono
rari «500 F.2» sbaragliando la concor- in un primo tempo le parti staccate del-
renza. Ingaggiato dalla Lancia, corre la carrozzeria (fiancate, tetto, ecc.) e
con Maserati (vedi) e Ferrari nel 1954, poi le parti dell’abitacolo (sedili, pannel-
in attesa della vettura torinese. Nel li e rivestimenti interni, plancia ecc) e
1955 finisce in mare nel Gran Premio di della componentistica.
Monaco. Muore quattro giorni dopo a
Monza a seguito di un incidente al vo-  ASSICURAZIONE
lante di una Ferrari Sport. In campo automobilistico indica, in ge-
nere, l’assicurazione obbligatoria sulla
 ASCARI ANTONIO reponsabilità civile (la cosiddetta RC
Nato a Casteldario (Mantova) il auto, vedi) obbligatoria dal 12 giugno
15.9.1888, morto a Montlhéry (Francia) 1971 (legge 990 del 24 dicembre 1969).

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 ASSICURAZIONE ONLINE Per alcune Compagnie, tuttavia, l’uti-
Contratto di assicurazione stipulato di- lizzo del numero verde è precluso agli
rettamente con una Compagnia sul sito automobilisti di alcune parti dell’Italia
internet di quest’ultima. Consente ri- meridionale, dove il rischio-sinistri è
sparmi anche sensibili (15-20% circa) alto: la vendita di polizze in queste zo-
sul premio (vedi) sia rispetto alle poliz- ne, infatti, sarebbe poco remunerativa.
ze acquistate tramite i canali tradizio-
nali, come le agenzie, sia rispetto alle  ASTON MARTIN
assicurazioni telefoniche (vedi). Le L’Aston Martin è una delle case auto-
polizze «online» si caratterizzano per mobilistiche tra le più illustri d’Inghilter-
l’avanzata personalizzazione dei con- ra per la qualità e l’eleganza delle sue
tratti, in base al profilo di rischio del automobili. Il marchio deriva da un sin-
contraente e del veicolo utilizzato. golare connubio: del nome di una gara
 ASSICURAZIONE L’automobilista, dopo essersi collegato in salita, l’Aston Clinton, con il cogno-
TELEFONICA al sito dell’impresa assicuratrice, valuta me del fondatore dell’azienda, Lionel
Oggi la percentuale proposte e preventivi sotto forma di Martin. Sin dal 1908 il giovane londine-
delle polizze stipulate pagine web. Qualora sia interessato, se Martin aveva aperto un’officina di
telefonicamente non dopo aver fornito i suoi dati e sotto- riparazioni a Kensington in società con
raggiunge il 10% scritto un modulo elettronico, indica gli l’amico Robert Bamford. Quando i due
del totale, ma il trend estremi della carta di credito per il pa- ottengono la rappresentanza delle vet-
è in crescita. gamento. L’invio dell’abilitazione tem- ture Singer (vedi), diventano ben pre-
poranea alla circolazione e del succes- sto esperti nella preparazione sportiva
 ASTON MARTIN sivo contrassegno di assicurazione delle Singer «Ten» e le offrono col mar-
Il marchio della (vedi) avviene come per le assicurazio- chio B & M. Martin pilota le auto spe-
prestigiosa Casa. ni telefoniche (vedi). ciali di costruzione propria e già nel
1913 ottiene la prima vittoria alla gara
 ASSICURAZIONE TELEFONICA in salita di Aston Clinton al volante di
Contratto di assicurazione stipulato di- una vettura ibrida realizzata montando
rettamente con una Compagnia me- un motore Coventry-Simplex di 1400
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

diante accordo telefonico, senza l’in- cm³ su un telaio Isotta Fraschini (ve-
terposizione di agenti assicurativi, di). Nel 1920 Bamford si ritira dalla so-
broker (vedi) o altri intermediari. Ri- cietà: Martin prosegue l’attività grazie
spetto alla sottoscrizione tramite all’aiuto del conte polacco Luis Vorov
l’agenzia, consente risparmi anche Zborowski, mecenate dell’automobili-
sensibili sul premio (vedi), anche se ri- smo inglese. Nell’avventura viene coin-
servato solo a certi tipi di automobilisti. volto John Benson, anch’egli progetti-
Caratteristica peculiare di questi con- sta di grande valore. Nonostante i
tratti, infatti, è la personalizzazione buoni risultati sportivi, i conti economi-
molto avanzata della polizza (vedi) in ci dell’azienda restano del tutto negati-
base alla rischiosità del cliente e del vi, il che scoraggia Zborowski. Ma il
suo veicolo. È proprio il fatto che que- ricco polacco non fa in tempo a lascia-
ste Compagnie si rivolgono ai clienti re la società che nel 1934 rimane ucci-
più prudenti, oltre all’assenza dei costi so all’autodromo di Monza. L’azienda
per gli intermediari, che permette di ri- è sull’orlo della bancarotta: viene sal-
sparmiare. L’automobilista, tramite un vata dalla famiglia Benson che la rileva,
numero di telefono, contatta diretta- lasciando a Martin l’incarico di diretto-
mente l’impresa e si fa compilare un re tecnico. Un intervento inutile, visto
preventivo. In caso di intesa, paga il che nel 1925 l’azienda viene posta in
premio, in un’unica soluzione: 1. me- liquidazione per essere poi rilevata,
diante carta di credito; 2. conto corren- l’anno successivo, da un oriundo italia-
te postale; 3. bonifico bancario; 4. as- no, Augusto Cesare Bertelli, che aveva
segno. Una volta accertato il paga- fatto fortuna come progettista e pilota
mento, la Compagnia invia nel giro di delle Enfield-Allday. Già nel 1924 Ber-
poche ore un fax che abilita alla circo- telli aveva manifestato la propria inten-
lazione e sostituisce momentaneamen- zione di aprire una fabbrica di auto,
te il contrassegno di assicurazione formando la Renwick & Bertelli, co-
(vedi). Quest’ultimo arriva per posta, struendo un solo esemplare basato su
assieme al contratto e ai documenti al- componenti Enfield-Alley. Bertelli,
legati, nel giro di pochi giorni che, per Renwick e Benson rilevano il marchio e
legge, non devono essere più di cin- il know-how della società, lasciando
que. Di solito le assicurazioni telefoni- immutato il nome e acquisendo un
che offrono la possibilità di accedere a nuovo impianto a Feltham nel Middle-
un numero verde per ottenere un pre- sex. Al Salone di Londra del 1927 pre-
ventivo; talvolta il contatto avviene tra- sentano il nuovo modello, una vettura
mite un normale numero telefonico. sportiva nella classe del litro e mezzo.

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
La vettura viene prodotta in tre serie, la un’auto completamente nuova: a co-
prima dal 1927 al 1932, la seconda dal minciare dal telaio firmato da Robert
’32 al ’34 e la terza dal 1934 al 1936. Eberan von Eberhorst, già appartenen-
Nel 1935 Charles Martin e Charles te al team progettistico della Porsche
Brackenbury, al volante di una «Ulster», (vedi). Dalla «DB 3» di produzione nel
giungono terzi assoluti a Le Mans. Nel 1954 è ricavato un modello da compe-
frattempo l’azienda passa di nuovo di tizione. Nel ’58, a Parigi, esordisce la
mano. Questa volta il controllo finan- prima delle cinque fortunate serie della
ziario è assunto da Sir Arthur Suther- «DB 4». Seguono i modelli cabriolet,
land, il cui figlio, già progettista dell’Al- «GT», «Vantage» e persino station wa-
vis, diventa direttore dell’Aston Martin. gon (battezzata «Shooting Brake»).
Gordon Sutherland favorisce la realiz- Appartiene invece al periodo 1963-
zazione di un quattro cilindri di due litri. 1965 la «DB 5», da molti ritenuta una
Con questo motore si conclude la col- «sesta serie», perché differisce dalla
laborazione di Augusto Bertelli. Intanto precedente solo per i fari carenati e la
il gruppo dei progettisti è riassestato coda simile a quella della Ferrari «250
con la promozione dell’ingegner Clau- SWB». In più ha due posti posteriori di
de Hill, che mette a punto nel 1939 un fortuna e alcune migliorie meccaniche.
prototipo di berlinetta sportiva, a quat- Un periodo felice quello, ma non trop-
tro porte, con sospensioni anteriori in- po. I conti, infatti, continuano a regi-
dipendenti, denominata «Atom». Hill strare preoccupanti «rossi». Una co-
progetta anche un quattro cilindri di stante, nella storia della nota factory
due litri che, installato frettolosamente inglese, che fin dal 1913 è sempre so-
su un telaio derivato dall’«Atom», vince pravvissuta grazie alle successive e
clamorosamente la 24 Ore di Spa. La abbondanti iniezioni di capitali. Per
serie, denominata «DB 1», si limita pe- l’Aston Martin Lagonda, l’agonia conti-
rò a pochi esemplari, nonostante gli nua tra indebitamenti ed esposizioni fi-
ottimi auspici. La sigla «DB», che dal nanziarie, fino al 1987, anno in cui la
1948 distingue le Aston Martin, sottin- Ford, un altro colosso appena risolle-
tende le iniziali di David Brown, quinto vatosi dalla crisi, ne decide l’acquisto.
proprietario dell’azienda da lui acqui- Un’operazione-immagine che, almeno
stata nel 1947. Nato nel 1904 nello apparentemente, non suscita troppi
Yorkshire, era l’erede di un gruppo in- clamori e polemiche. Non è la prima
dustriale meccanico all’interno del volta che una multinazionale assorbe
quale aveva svolto il suo apprendista- una marca inglese: era già successo  ASTON MARTIN
to. L’acquisto dell’azienda da parte di alla Lotus con la General Motors (ve- La Casa britannica
Brown segna l’inizio di una nuova poli- di). Oggi la Casa di Newport Pagnell ha legato il suo nome alla
tica commerciale tendente alla realiz- sembra saldamente proiettata verso il stragrande maggioranza
zazione di vetture, di cilindrata elevata, futuro, ma con un occhio sempre rivol- delle pellicole di James
che potessero avere un più vasto mer- to alla tradizione. Un connubio vincen- Bond. Qui sotto, Sean
cato internazionale. La prima mossa, te, considerato il successo della nuova Connery accanto alla
che provoca le dimissioni di Hill, è di serie «DB 7» e delle successive 12 ci- «DB 5» di «007, missione
dotare le auto di motori più potenti e, lindri («Vantage» e «Vanquish»). Per la Goldfinger» (1964).
per farlo, assorbe un’altra celebre fab- gioia degli appassionati di questo mar- In basso, la «Vanquish»
brica britannica, la Lagonda (vedi). chio che non si sono mai arresi del tut- di «007, la morte può
Sotto le sue auto appare un sei cilindri to ai tempi moderni. Ostinatamente or- attendere» (2002).
di 2580 cm³ da 119 cavalli progettato gogliosi delle origini, quando da una
da W. O. Bentley per le Lagonda dal costola di un’Isotta Fraschini nacque la
primo dopoguerra. Solido e sicuro, prima Aston Martin, e delle passate
questo motore è portato fino a 137 ca- glorie, come quando nel ’59 queste
valli. La seconda decisione è di adotta- auto si presero il lusso di strappare il
re i telai tubolari e i pannelli d’alluminio campionato mondiale Marche alla Fer-
su brevetto Superleggera. La prima rari (che schierava la «Testarossa»).
spider firmata dalla carrozzeria milane-
se Touring, vedi, (costruita successi-  ATTESTATO DI RISCHIO
vamente su licenza da Mulliner, vedi, Documento rilasciato dalle imprese as-
prima e poi Tickford, vedi) appare al sicuratrici che contiene il numero dei
pubblico al Salone di Torino del ’56. È sinistri degli ultimi cinque anni suddivisi
l’inizio di una collaborazione che dure- in sinistri pagati, sinistri riservati (riser-
rà dieci anni. Nel 1951 il motore è ridi- va sinistri, vedi) a cose e sinistri riser-
segnato due volte per maggiorare vati a persone. L’attestato indica inoltre
l’alesaggio a 83 millimetri e la cilindrata la posizione dell’assicurato nella gra-
sui tre litri. La versione definitiva è ac- duatoria, divisa per classi di merito (di
creditata di 186 cavalli. Questo gruppo solito 18), dei contratti bonus-malus
è montato sulla «DB 3» del 1952, (vedi). È indispensabile quando si vuole

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assicurare un veicolo disdettando la  ATTO DI VENDITA
polizza di una Compagnia per passare Dichiarazione con la quale chi si dichia-
a un’altra, pena l’assegnazione dell’ulti- ra proprietario di un veicolo, nuovo o
ma classe di merito. L’attestato di ri- usato, afferma di venderlo a un altro
schio deve essere rilasciato dalle Assi- soggetto. Deve essere firmata davanti
curazioni almeno tre giorni prima della a un notaio, che ha il solo compito di
scadenza del contratto, su richiesta del autenticare la firma, cioè di accertare
cliente: ogni violazione di quest’obbligo l’identità del dichiarante, e non deve in-
può essere segnalata all’ISVAP (vedi), vece verificare se egli sia effettivamente
che può sanzionare la Compagnia ina- il proprietario del veicolo. Dal punto di
dempiente. vista materiale, l’atto di vendita è at-
tualmente costituito dal retro del certi-
 ATTI VANDALICI ficato di proprietà (vedi), che contiene
Particolare forma di garanzia prevista uno spazio parzialmente precompilato
nei contratti di assicurazione del ramo dedicato appositamente alla dichiara-
auto rischi diversi (vedi). Dietro versa- zione di vendita (per i veicoli nuovi,
mento di un premio di solito ridotto, la sprovvisti di certificato di proprietà, la
Compagnia si assume il rischio di pa- dichiarazione va redatta su un foglio
gare tutti i danni derivanti da atti vanda- protocollo). Le vetture immatricolate
lici o di teppismo compiuti da terzi nei prima del 1993 che non sono mai state
confronti del veicolo assicurato. In ge- oggetto di pratiche di rinnovo dell’im-
 ATTI VANDALICI nere questa garanzia è offerta in pac- matricolazione non hanno il certificato
chetto con altre coperture accessorie, di proprietà, ma il vecchio foglio com-
 ATTO ma talvolta è possibile sottoscriverla plementare (vedi), che non prevede
DI VENDITA separatamente. spazi per la dichiarazione; in questi ca-
Deve essere compiuto si, essa viene scritta e firmata su un
davanti a un notaio,  ATS normale foglio protocollo. L’atto di ven-
al quale spetta il compito Acronimo di Automobili Turismo dita, una volta sottoscritto dal venditore
di accertare l’identità Sport, marchio di vetture sportive e con firma autenticata, passa nelle mani
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

del dichiarante, da competizione fondato a Bologna dell’acquirente, che ha l’obbligo di regi-


ma non di verificare se nel 1962 da Giorgio Billi, dal conte strarlo al PRA (vedi) entro 60 giorni dal-
questi è effettivamente Volpi di Misurata e da Jaime Patino la firma. Dal dicembre 2002, quando è
il proprietario del veicolo. Ortiz. L’équipe tecnica è costituita da entrato in vigore lo Sportello telemati-
un trio d’eccezione: Carlo Chiti, Giot- co (vedi) dell’automobilista per i pas-
to Bizzarrini (vedi) e Romolo Tavoni saggi di proprietà dell’usato, la regi-
in qualità di direttore sportivo. Piloti strazione deve avvenire allo Sportello,
ufficiali sono Giancarlo Baghetti e dove contemporaneamente deve esse-
l’americano Phil Hill (vedi). A fine re richiesto ed effettuato anche l’ag-
1962, su progetto di Chiti, viene pre- giornamento del nome del proprietario
sentata l’ATS F.1, una monoposto sulla carta di circolazione (in preceden-
con carrozzeria di alluminio e motore za i due adempimenti erano del tutto
di 1494 cm³ a 8 cilindri a V di 90° da separati). Le responsabilità del vendito-
190 CV. Nella stagione ’63, i pro- re per fatti o infrazioni (di natura anche
grammi prevedono la partecipazione fiscale) che si verifichino dopo la vendi-
a tutti i Gran Premi del campionato, ta cessano per legge solo con la firma
ma ritardi nella messa a punto delle dell’atto di vendita. Tuttavia, soprattut-
vetture consentono alle ATS di pren- to se l’acquirente non provvede alla re-
dere il via solo in Messico, USA, Bel- gistrazione al PRA, è possibile che al
gio, Olanda (quattro doppi ritiri) e Ita- venditore arrivino ugualmente addebiti
lia (Hill 11° e Baghetti 15°). Alla Casa per bolli o multe, che possono essere
bolognese si deve anche la realizza- respinti solo dimostrando l’esistenza
zione dei motori per due gran turismo dell’atto di vendita. Nella maggior parte
carrozzate Allemano (vedi) su dise- dei casi, gli adempimenti legati all’atto
gno di Michelotti (vedi): la «GT» di sono affidati a un’agenzia di pratiche
2468 cm³ a 8 cilindri a V da 210 e 215 automobilistiche.
CV e la «GTS» con potenza maggiora-
ta e rapporto di compressiome porta-  ATTRITO
to a 9,5. Nel 1964 il progetto ATS F.1 Un fenomeno che si sviluppa quando
viene ripreso dall’inglese Alf Francis, due oggetti scorrono l’uno sull’altro. Si
che dà il via a una nuova scuderia che distinguono l’attrito «volvente» (quello
corre, con scarsi risulati, il G.P. di di un cuscinetto o di una ruota sul terre-
Monza. L’anno dopo, la produzione in no) e l’attrito «radente», quello che si
serie di vetture viene interrotta, anche sviluppa su due materiali che sfregano
se l’ATS continua a fabbricare parti fra di loro, per esempio l’aria sulla car-
meccaniche per conto di terzi. rozzeria. Ogni forma di attrito rappre-

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
senta una dispersione d’energia, quindi giore di Eckhart, titolare della Eckhart
ogni cautela deve essere presa per eli- Carriage Company, fu di sposare una
minare o ridurre il fenomeno, ma per donna con una discreta dote e di con-
determinate componenti meccaniche tribuire a mettere al mondo tre figli:
lo sviluppo di un elevato coefficiente Frank, Morris e William. Furono infatti
d’attrito è indispensabile. Si pensi, per Frank e Morris nel 1893 a fondare la
esempio, a un pneumatico sull’asfalto: Auburn Automobile Company, registra-
se non esistesse attrito, in altre parole ta nel 1900, e ad avviare l’attività auto-
se l’asfalto non opponesse una forza di mobilistica. La prima vera Auburn è del
reazione alla forza sviluppata dalla 1903, con motore monocilindrico di 6
gomma, l’auto non avrebbe la capacità CV e trasmissione a catena. Nel 1906 il
di muoversi né di sterzare né di tenere salto di qualità, con una bicilindrica in
la strada. Sotto quest’aspetto è molto grado di trasportare cinque adulti e
importante il cosiddetto «coefficiente l’idea di uno slogan che avrebbe poi
d’attrito» espresso con la lettera greca caratterizzato tutta la produzione futu-
µ (mu) che dipende dalle condizioni ra: «The most for the money car», (ov-
dell’asfalto e del pneumatico. Su fondo vero, il meglio che si possa avere con
asciutto µ è massimo e vale circa 0,9-1, una certa somma). Nel 1911 è la volta
mentre con il fondo bagnato scende a di una quattro cilindri e, nel 1912, della
0,5. Su fondi ghiacciati si può arrivare prima sei cilindri, la «Tipo 6-50» da 41
addirittura a 0,1. CV. Troppo legata però a un’immagine
da provincia agricola, la Auburn entra in
 ATV (ALL TERRAIN VEHICLE) crisi. Nel giugno del 1919 il controllo
Sigla molto usata negli Stati Uniti, che passa a un gruppo finanziario di Chica-
letteralmente significa «veicoli per tutti i go. Il veicolo della ripresa è il tipo
terreni», usata per definire piccoli veicoli «Beauty Six», vettura snella ed elegante
fuoristrada a quattro ruote motrici. Tipi- che ha un discreto successo. La Au-
co esempio di ATV sono i «quad», pic- burn vive con alterne fortune fino al
cole moto a quattro ruote che stanno 1924, quando in azienda entra il torna-
prendendo piede anche in Italia: a un do Errett Lobban Cord (vedi), geniale
telaio e un motore motociclistici sono venditore e futuro produttore delle auto
abbinati una trasmissione sulle quattro omonime. Cord introduce carrozzerie
ruote e pneumatici di grande sezione dal design piacevole e una linea di cin-
con pronunciata scolpitura. Il cambio è, tura molto bassa e slanciata; in pratica
di regola, automatico a variazione conti- inventa le speedster. Il successo fra i
nua, in alcuni casi con le marce ridotte. giovani è immediato, favorito da una
 ATV
La versatilità d’uso di questi veicoli li ha strategia commerciale che combina
Un «quad», piccola moto
resi insostituibili in alcune situazioni per la prima volta il numero limitato con
a quattro ruote, per la cui
d’impiego professionali come la manu- i prezzi ridotti. È così che l’azienda so-
guida è richiesto
tenzione e la sorveglianza dei boschi e pravvive anche alla depressione del
l’uso del casco.
dei parchi. La guida può essere molto 1929-30. Nel 1932 il lancio della prima
divertente ma anche rischiosa, visto che 12 cilindri Auburn non incontra però
gli ATV non sono dotati di grande stabili- grandi entusiasmi. La vettura, caratte-  AUBURN
tà. Di recente è stato introdotto l’obbligo rizzata da tubi di scarico flessibili cro- Lo stemma della marca
del casco per il conducente. I più noti mati, è venduta in perdita ma inutilmen- statunitense.
costruttori di ATV o quad sono Bombar- te. Nel 1937 Cord vende la propria
dier, Suzuki, Polaris, Arctic Cat, Honda, quota di maggioranza e la nuova pro-
Kawasaki, Yamaha. prietà abbandona l’auto per dedicarsi
alla produzione di ricambi e condizio-
 ATX natori d’aria. È la fine della Auburn.
Sigla che sta per Autovelox (vedi). Vie-
ne generalmente usata dalla Polizia  AUDI
stradale per numerare i verbali di con- È uno dei marchi più affermati in Euro-
testazione non immediata di eccessi di pa. Audi è la traduzione latina del co-
velocità, abitualmente rilevati, appunto, gnome di August Horch. Nell’estate del
con apparecchi «Autovelox». 1909 Horch era stato estromesso dalla
direzione della A. Horch & Cie. Mo-
 AUBURN torwagen Werke (vedi), una fabbrica di
Casa automobilistica americana di Au- automobili già famosa, che egli stesso
burn, da cui il nome, centro agricolo aveva fondato nel 1899 dopo tre anni di
dell’Indiana. Fu qui che Charles apprendistato alla Benz di Mannheim e
Eckhart, immigrato di origine tedesca, che nel 1903 aveva trovato sede a
mise le basi sin dal 1874 di quella che Zwickau in Bassa Sassonia. L’allonta-
negli anni 20 si distinse per la produzio- namento di Horch dall’azienda omoni-
ne di auto leggendarie. Il merito mag- ma, con conseguente lite giudiziaria,

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provoca una vera scissione. August consiglio di amministrazione. Negli anni
Horch è seguito da tecnici e operai a lui del difficile rilancio postbellico, alla ri-
fedeli e fonda la August Horch Automo- presa cioè delle vendite ai privati (le
bil Werke, con sede prossima a quella consegne erano state sospese per dare
della A. Horch & Cie. Motorwagen We- la precedenza alle forniture militari ri-
rke. La quasi omonimia delle due ragio- guardanti autocarri leggeri), viene ten-
ni sociali dà una misura dell’asprezza tata anche la strada dell’automobile
della battaglia, sfociata in un’ingiunzio- utilitaria: si tratta del modello «G 8/22
ne del tribunale di Lipsia, in seguito alla HP», progettato nel 1914, che rimane in
quale la nuova azienda deve mutare la produzione sino al 1923 senza però af-
propria ragione sociale in Audi Auto- fermarsi nel mercato dissanguato dal-
mobilwerke GmbH. Senza lasciarsi vin- l’inflazione. Viene quindi ripreso il filone
cere dalle difficoltà, August Horch dà delle vetture di lusso, grandi e costose,
subito inizio alla produzione del model- tipico della politica produttiva della
lo «10/28 HP», una vettura media di Horch. Nel 1928, mentre si dibatteva in
buona fattura, i cui primi esemplari so- questa congiuntura negativa, l’Audi è
 AUDI no visti circolare all’inizio del 1910. assorbita dalla DKW (vedi), che nello
La «Front» (cilindrata Poiché anche le Horch erano di sua stesso anno aveva avviato la produzio-
2 litri), agli inizi degli progettazione, questa Audi non se ne ne di automobili negli stabilimenti di
anni 30 modello base discosta molto. Tuttavia, non più con- Spandau della Deutschen Werke AG. È
della marca tedesca. dizionato dall’esterno, August Horch ha comunque il filone della trazione ante-
potuto allestire una vettura più moder- riore a differenziare i modelli Audi da
na e più efficiente, il cui telaio leggero e quelli Horch. Quest’ultima, infatti, dopo
semplice si completa nella parte ante- essere stata l’acerrima rivale nel secon-
riore con il basamento del motore fa- do decennio del secolo, nell’agosto
cente funzione di elemento trasversale. 1932 unisce le proprie forze con quelle
Il motore è un quattro cilindri con un’in- di Audi e DKW per formare il consorzio
solita disposizione delle valvole, che denominato Auto Union. Nella strategia
sarebbe rimasta per un certo periodo del consorzio tocca quindi all’Audi af-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

una caratteristica costante delle vetture frontare l’esperimento dell’introduzione


progettate da Horch: alloggiate in della trazione anteriore nel settore delle
un’espansione laterale della camera di auto di classe media. Tra il 1934 e il
scoppio, le due valvole sono contrap- 1935 il marchio Audi è attribuito a un
poste. La valvola di scarico è laterale, solo modello base: l’Audi «Front» con
comandata direttamente dall’albero a motore da 2 litri. Arriva poi la lunga
camme collocato nel basamento. eclissi della seconda guerra mondiale
Coassiale a questa, ma comandata da e, nel 1958, la Auto Union GmbH è ac-
asta e bilanciere, è disposta la valvola quistata dalla Daimler-Benz (vedi).
di aspirazione. Questo schema rappre- Come tutte le case automobilistiche,
senta un buon compromesso tra la anche l’Auto Union era stata colpita
semplicità costruttiva, la facilità di ma- dalla crisi del dopoguerra, che aveva
nutenzione dei motori a valvole laterali comportato un calo della produzione di
e i maggiori rendimenti dei sistemi a circa il 20%. Nel 1965 Daimler-Benz
valvole in testa. Riempimento e turbo- cede il glorioso marchio alla Volkswa-
lenza risultano soddisfacenti, tanto che gen (vedi): il cambio di proprietà si ri-
queste vetture ottenengono nel 1912 percuote sull’Auto Union in modo rela-
potenze specifiche di oltre 10 CV/litro, tivo per quanto riguardava la situazione
un valore che, solo alcuni anni prima, finanziaria, in modo drastico, invece,
era riservato ai motori da corsa. L’albe- circa la struttura dell’azienda e lo svi-
ro motore poggia su tre supporti ed è luppo tecnico. Nell’inverno 1964-1965
disassato rispetto al piano passante l’impero di Wolfsburg acquista il 50,3%
per gli assi dei cilindri. Nel 1912 l’Audi dell’Auto Union e assume il controllo
dispone di una gamma di quattro mo- della fabbrica di Ingolstadt. Il restante
delli: «10/28 HP», «14/35 HP», «18/45 49,7% è acquistato nel corso dei due
HP» e «22/50 HP», tutti analoghi, salvo, anni successivi. Verso la fine del 1966 il
ovviamente, le proporzioni. Tuttavia la marchio dei quattro anelli è integral-
stasi della progettazione dell’Audi, co- mente di proprietà della Volkswagen. I
mune in qualche misura a quella soffer- 12.000 dipendenti a Ingolstadt e i 1200
ta da tutte le case automobilistiche, concessionari Auto Union sono in atte-
non è dovuta soltanto alle vicende belli- sa di nuove automobili più facilmente
che e alle difficoltà della riconversione vendibili dell’ormai anziana «F 103».
alla produzione civile, ma anche alle L’auto c’è ed è della Volkswagen: si
sempre minore disponibilità di Horch, tratta del «Maggiolino». Tra il maggio
che cede la direzione dell’azienda nel del 1965 e il 4 luglio del 1969, nella fab-
1920 mantenendo il proprio seggio nel brica di Ingolstadt ne vengono costruiti

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
oltre 347.000 esemplari. In questo mo- in una gamma articolata che compren-
do, almeno, viene garantito il lavoro ai de berline a due e a quattro porte non-
12.000 dipendenti. Assicurata la pro- ché la versione station wagon chiamata
duzione, viene poi sostituita l’intera di- «Variant». Ma Ludwig Kraus, responsa-
rezione dell’Auto Union. Intanto, la Dai- bile del settore sviluppo, ha già in men-
mler-Benz aveva ultimato la costruzio- te l’Audi «100», un modello più grande
ne di un nuovo motore con cilindrata di di quelli sino ad allora prodotti. Deve
1,7 litri progettato proprio per l’Auto avere innanzitutto un motore potente,
Union. Viene montato sulla DKW ma allo stesso tempo economico, deve
«F102» e presentato nel 1965 come essere più leggera delle sue concorren-
primo quattro tempi di Ingolstadt: il suo ti per avere prestazioni migliori e, infine,
marchio era Audi. Grazie a un astuto avere una carrozzeria aerodinamica. Il
intervento sulla gamma di produzione, progetto è sviluppato nel più assoluto
l’azienda di Ingolstadt era stata in gra- segreto sotto la sigla «Tipo 104»; poi,
do di contrastare la crisi. Fu così che a nell’autunno del 1968, la nuova grande
metà del 1968 viene formalizzato l’ac- Audi, la «100», è presentata al pubblico
quisto della NSU di Neckarsulm e il 10 in versione berlina a due e a quattro
marzo del 1969 firmato il contratto di porte ed equipaggiata con un motore di
fusione tra la Auto Union Gmbh e la 1,8 litri (preso in prestito dalla prece-
NSU Motoren-Werke; qualche mese dente «90») con potenze di 80, 90 e 100
dopo nasce la nuova Audi NSU Auto CV. Della «100», non viene realizzata la
Union AG Neckarsulm. La Volkswagen versione station wagon, ma una
acquista ben presto anche le rimanenti «Coupé», che debutta nel 1970. Quan-
quote degli azionisti privati e diviene do nel 1976 cessa la produzione della
proprietaria al 100% della società. I di- prima serie della «100», ne sono stati
rigenti portano a termine la ristruttura- prodotti più di 800.000 esemplari, un
zione dell’azienda, rinnovano assieme successo che consente alla Casa di In-
alla Volkswagen l’organizzazione e si golstadt di conservare la propria auto-
occupano in primo luogo della proget- nomia. Nell’estate del 1972 è la volta di
tazione e della cura dei nuovi modelli. un’Audi completamente nuova, non
L’obiettivo strategico è la conquista del solo nell’aspetto, ma anche nella mec-
mercato delle auto di classe superiore. canica: motore a quattro cilindri con
Molti dei progetti realizzati a Ingolstadt, distribuzione monoalbero a camme in
poi, avrebbero trovato applicazione testa, sterzo con raggio d’incidenza
anche su alcuni modelli Volkswagen. negativo. Si chiama «80» ed è anche la
Ne risulta una più stretta collaborazione prima vettura della Casa tedesca a es-
tra i due marchi per quanto riguarda la sere verniciata con una speciale verni-
tecnica, lo sviluppo, l’innovazione e la ce a base di polvere di zinco al fine di
produzione. Viene ristrutturata anche la prevenire la corrosione. L’«80» ha un  AUDI
rete di vendita. Fino alla metà degli anni successo immediato: in sei anni ne sa- La «100» del 1968, in
70 è operativa un’organizzazione ranno prodotti oltre un milione di esem- versione berlina a quattro
Volkswagen-Audi. Quest’ultima si sa- plari. A questa berlina media si affianca porte: era equipaggiata
rebbe poi guadagnata un profilo auto- nel 1974 la piccola «50»: lunga solo con un motore di 1,8 litri
nomo, che dalla fine degli anni 70 in poi 3,50 metri e con motore di 1050 cm³ da da 80, 90 o 100 CV.
avrebbe sempre più accentuato. Dopo 50 CV, suscita subito molto interesse In basso, l’impianto
la realizzazione della prima Audi con ed è venduta in più di 180.000 unità. produttivo di Ingolstadt.
motore a quattro tempi, nel 1965, la Poi sul finire degli anni 70 l’Audi tenta
strada da seguire sembra segnata. un ulteriore salto di qualità con la nuova
Quest’unità fornisce la base per una generazione della gamma «100». Il
nuova gamma di automobili, le cui dif- 1977 segna il debutto della berlina (mo-
ferenze non si sarebbero basate sol- tore 5 cilindri di 2,2 litri), cui segue l’ori-
tanto sulla carrozzeria, bensì sulla po- ginale «Avant» caratterizzata dal portel-
tenza del propulsore. La prima Audi del lone inclinato. Ma la novità più impor-
nuovo corso viene chiamata infatti tante, che segna una delle fasi più im-
«72», con riferimento ai cavalli. Dal set- portanti nella storia della Casa tedesca,
tembre del 1966 è seguita dall’«80» con è il lancio della trazione integrale sui
motore di media cilindrata e potenza di propri modelli nella primavera del 1980,
80 CV. Tre mesi più tardi compare l’Au- al Salone di Ginevra. La versione «quat-
di «Super 90», con finiture particolar- tro» dà un nuovo impulso all’intera in-
mente raffinate. Nel gennaio 1968 si dustria automobilistica, tanto che negli
aggiunge l’Audi «60» con motore da 55 anni seguenti nessuna Casa di auto-
CV, mentre verso la fine dello stesso mobili poté permettersi di non avere in
anno la «75» sostituisce i modelli «72» e listino almeno una versione «4x4». In-
«80». È la versione più piccola, la «60», somma, l’ingranaggio «quattro» si è or-
quella che ottiene il maggior successo mai messo in moto, nato da un’idea di

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QUELLE CHE NON SI DIMENTICANO
Tipo B 10/18 (1911) Front cabriolet 225 (1937)

920 cabriolet (1939) 100 (1971)

80 prima serie (1972) 80 (1978)

100 Avant (1983) Coupé quattro (1984)

A2 (1999) A6 (2000)
AUDI
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un tecnico Audi che nella primavera del 120 CV cui segue la versione più cono-
’77 montò la trazione integrale che sciuta, quella a quattro cilindri di 1,9 litri
equipaggiava la fuoristrada di casa, la da 90 CV. A segnare l’inizio di una nuo-
«Iltis», su una «80». La «quattro» ottiene va era è però, nell’autunno del 1993, la
un immediato successo, sia nella pro- presentazione al Salone di Francoforte
duzione di serie sia nei rally. Sempre del prototipo di alluminio «ASF» (Audi
all’avanguardia della tecnica, recita il Space Frame). Motore V8 turbodiesel a
motto Audi, e così, nel 1983, la Casa iniezione diretta e, soprattutto, carroz-
tedesca inizia, prima fra tutte le euro- zeria berlina di lega leggera. Assieme
pee, a produrre auto dotate di marmitta all’Alcoa, l’Audi ha realizzato un telaio
catalitica, per rispettare le nuove norme nel quale ogni singolo pezzo è integrato
antinquinamento che sarebbero entrate nella funzione portante. In questa cellu-
in vigore a partire dal 1986. Dopo che, la di carrozzeria, l’«Audi Space Frame»
nel marzo del 1977, con l’ultima «RO appunto, vengono poi integrate ampie
80», viene interrotta la lunga tradizione lamiere di alluminio. L’inedita ammira-
del marchio NSU, si pensa a fondere glia di lega leggera, la «A8», con la
marca e impresa in un unico concetto. quale si inaugura anche la nuova termi-
L’idea si concretizza nel 1985: l’Audi nologia dei modelli Audi, debutta nella
NSU Auto Union AG diventa semplice- primavera del ’94 al Salone di Ginevra.
mente Audi AG. Alla variazione della Nel settembre del 1996 viene presenta-
ragione sociale corrisponde anche il ta l’«A3», al fine di conquistare nuovi
cambiamento della sede, che si trasfe- clienti nella classe compatta. Ma per
risce da Neckarsulm a Ingolstadt. Ver- competere sul mercato mondiale non
so la fine del 1985 l’Audi conta com- basta che una casa automobilistica of-
plessivamente 1467 apprendisti, tra cui fra qualità superiore, sicurezza e pre-
144 giovani donne nel settore commer- stazioni tecniche convincenti. La sua
ciale. Grazie a un vasto programma di immagine dipende anche da fattori
modifiche nell’ambito della vendita e emotivi e così l’Audi presenta la «TT
del marketing, l’Audi vuole poi consoli- Coupé» e la «TT Roadster» proposte
dare e ampliare la sua posizione sul sul finire degli anni 90 anche con moto-
mercato. Con la produzione dell’ammi- re turbo e trazione integrale. Ma, nel
raglia «A8» nell’ottobre del 1988, il settore delle sportive, il fiore all’oc-
centro di consegna a Neckarsulm inizia chiello dell’Audi è comunque la Lam-
a offrire alla clientela la possibilità di ri- borghini, acquistata nel 1998, mentre,
tirare personalmente la propria vettura per finire il secolo sempre all’avanguar-
direttamente dalla fabbrica. Con la ca- dia della tecnica, la Casa di Ingolstadt
duta del muro di Berlino, nel novembre espone in anteprima al Salone di Fran-
del 1989, l’unione monetaria del 2 luglio coforte del 1999 una piccola raffinata,
1990 e la riunificazione delle due Ger- la «A2», caratterizzata dalla carrozzeria
manie, gli inizi degli anni 90 sono con- di alluminio e «space frame». La salva-  AUDI
trassegnati da una forte crescita del guardia e la tutela del marchio, il rispet- La «ASF» (Audi Space
mercato interno, mentre sui mercati to delle proprie tradizioni e del proprio Frame), prototipo con
mondiali si intravedono i primi segnali patrimonio passano anche attraverso carrozzeria d’alluminio,
di crisi economica. La recessione eco- le forme, lo stile dei modelli prodotti e presentato al Salone
nomica mondiale inizia ad avere effetti così nel 2003 l’Audi è alla vigilia di un di Francoforte del 1993.
negativi nel 1993, quando la produzio- radicale rinnovamento delle sue linee
ne Audi diminuisce notevolmente. Poi, affidato alla creatività del designer ita-  D. AURIOL
nel 1994, la ripresa, grazie al successo liano Walter de’ Silva (vedi).
della «A4» che, assieme ai modelli
«A6», «A8» e alle versioni sportive, con-  AURIOL DIDIER
sente di aumentare sensibilmente le Nato a Montpellier (Francia) il
vendite. Ma i tecnici dell’Audi non dedi- 18.8.1958. Rally di campionato mon-
cano le loro attenzioni soltanto ai mo- diale disputati 137. Vittorie 20.
delli sportivi, come la nuova «Coupé», o
a quelli dotati di motori a benzina con  AUSILIARIO DEL TRAFFICO
molti cavalli, come i propulsori a 5 cilin- Figura autorizzata dalla legge a elevare
dri con distribuzione a 20 valvole (170 contravvenzioni soltanto per un certo
CV) o sovralimentati con turbo (220 tipo d’infrazioni (accertamento, vedi),
CV); da tempo, infatti, la richiesta di che attualmente sono la sosta nelle
una vettura parca nei consumi e poco aree a pagamento e il transito abusivo
inquinante è diventata sempre più insi- sulle corsie preferenziali. Gli ausiliari
stente. La risposta Audi si chiama sono diffusi soprattutto nelle grandi cit-
«TDI» (turbodiesel con iniezione diretta) tà e nelle località turistiche, ma ormai
ed è presentata sotto forma di un mo- anche piccoli e medi centri hanno in
tore a gasolio di 2,5 litri a 5 cilindri da molti casi istituito questa figura. Con le

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modifiche al Codice della strada i poteri mi, tanto che si rende necessario co-
degli ausiliari potrebbero essere am- struire nuovi capannoni. La Austin for-
pliati all’accertamento (vedi) del divie- nisce, grazie ai nuovi impianti, 2000
to di sosta per tutta la lunghezza delle autocarri, 500 autoblinda e 2000 motori
strade dove ci sono, anche per un solo e cellule d’aereo. Sei mesi prima del
isolato, posti auto a pagamento. termine del conflitto, anche per giustifi-
care le potenzialità dei nuovi stabili-
 AUSILIARIO DELLA SICUREZZA menti, Austin annuncia che avrebbe
Figura autorizzata a svolgere mansioni concentrato tutta la produzione su un
inerenti la sicurezza del traffico in ambi- solo modello, la «Twenty», progettata
to autostradale, affiancando in alcuni durante il conflitto. La vettura risente
compiti la polizia stradale (vedi). Gli delle tendenze del periodo, che esigo-
ausiliari della sicurezza non hanno al- no automobili spaziose, comode anche
cun potere di accertamento (vedi) di in- se poco rifinite, sulla scia delle macchi-
frazioni né di segnalarle alla polizia. ne americane che sono importate in In-
ghilterra a prezzi stracciati. La «Twenty»
 AUSTIN ha uno chassis molto allungato, è spin-
L’Austin, una delle maggiori fabbriche ta da un quattro cilindri di 3600 cm³ che
di automobili inglesi, nasce nel 1906 eroga 45 cavalli. Nel 1920 se ne produ-
dalla genialità di Herbert Austin, ex di- cono 100-120 esemplari la settimana,
rettore generale della Wolseley (vedi), ma appare evidente che questo suc-
altro prestigioso marchio britannico. In cesso non risolve i problemi finanziari
società con un amico, Austin acquista della Austin e che il mercato richiede
una fabbrica di scatole di latta che era anche vetture più piccole. Nel 1922 ap-
rimasta in disuso a Longbridge. Il pro- pare dunque un nuovo modello, la
getto della nuova Austin debutta al Sa- «Twelve», il cui studio è finanziato dalla
lone di Londra nel novembre del 1905, vendita delle scorte e delle eccedenze
con l’impegno di realizzare la prima del materiale bellico. Ben costruita, ro-
vettura l’anno successiva e venderla a busta e rifinita accuratamente, la nuova
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 AUSTIN
Herbert Austin, fondatore, un prezzo di 650 sterline. La vettura vettura è in pratica la sorella minore
nel 1906, dell’omonimo piace, tanto che sono raccolti molti or- della «Twenty»: è spinta da un quattro
marchio. Nel suo ufficio dini nonostante ci sia solo un progetto cilindri di 1661 cm³ molto robusto. È un
rimase a lungo affisso e che il marchio dell’azienda (Austin successo clamoroso, tale da oscurare
il motto: «La maggior parte Motor Company) sia registrato solo a quello del modello maggiore. Ma non
di ciò che vale è nato dicembre. Il primo esemplare funzio- basta. Austin annuncia la nascita di una
dal sogno di qualche nante è presentato alla stampa il 26 nuova vetturetta, in grado di dissuade-
sognatore». In alto, aprile 1906: si tratta di una vettura con- re tutti gli utenti di sidecar dall’usare il
la sede di Longbridge, che venzionale ma costruita con molta cu- loro stravagante veicolo. L’annuncio
in origine era una fabbrica ra. Ha un motore verticale a quattro ci- preliminare e la successiva presenta-
di scatole di latta. lindri da 32 cavalli, caratterizzato dal- zione alla stampa della Austin «Seven»
l’albero a manovelle a cinque supporti (1922) suscitano incredulità e polemi-
di banco e dal comando delle valvole che. E c’è anche un retroscena: Austin
realizzato con l’interposizione di un dito in seno al consiglio d’amministrazione
oscillante, due caratteristiche decisa- ottiene un’opposizione assoluta al nuo-
mente innovative per l’epoca. Nel 1906 vo progetto, tanto che minaccia di se-
sono costruiti ben 106 esemplari, dan- parare le proprie sorti dall’azienda da
do subito all’Austin l’impronta di lui diretta, visto che il brevetto della
un’azienda votata alla costruzione in piccola è registrato a suo nome. Un ri-
serie. E, infatti, nel 1910 gli stabilimenti schio enorme, ma è anche l’unica pos-
occupano 1000 operai. Il grande spazio sibilità per salvare l’azienda, che è in
che l’Austin trova sul mercato interno e amministrazione controllata. Egli strap-
coloniale impone la creazione di una pa il sì dal consiglio d’amministrazione
vasta gamma di modelli: «7 HP» (mono- e ottiene anche una royalty di 2 ghinee
cilindrico), «10 HP», «15/24 HP», «40 per ogni vettura venduta. Parte così la
HP» (tutti a quattro cilindri) e «50 HP» a produzione di un modello di dimensioni
sei cilindri. Alla vigilia della prima guerra ridotte, con un piccolo motore a quat-
mondiale, nel febbraio 1914, la neces- tro cilindri raffreddato ad acqua, tra-
sità di capitale fresco, richiesto dalla smissione convenzionale ad albero
dimensione degli ampliamenti, rende cardanico e freni sulle quattro ruote.
impossibile l’autofinanziamento. Le Altra intuizione è la carrozzeria a quat-
azioni della Austin sono pertanto offerte tro posti, anche se i sedili posteriori
sul mercato finanziario e il capitale è vanno bene soprattutto per due bambi-
così portato a 250.000 sterline. Nel frat- ni. Il successo commerciale della Au-
tempo, gli stabilimenti sono monopoliz- stin «Seven» è clamoroso, grazie anche
zati per la produzione di munizioni e ar- a una serie di circostanze irripetibili,

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
come la passione degli inglesi per la cm³. Tra il 1945 e il 1946, dopo la morte
meccanica (altrove una vettura così di Herbert Austin, il nuovo responsabile
esile avrebbe avuto vita difficile) e per il L. P. Lord dà un nuovo impulso al mar-
conservatorismo in genere, che con- chio inglese con la «Sixteen» (2199 cm³)
sentirono di produrre 300.000 «Seven» e la nuova «Ten», che ottiene anche una
fino al 1939. La cilindrata della «Seven» grossa commessa da parte del ministe-
è di appena 696 cm³, con motore mon- ro degli Approvvigionamenti. Dopo il
tato sotto una carrozzeria tourer, cioè Salone di Ginevra del 1947, il nuovo
quattro posti aperta, con parabrezza e modello «A 40 Devon» varca l’Oceano
capote. Il prezzo è di 225 sterline per la per andare negli Stati Uniti, dove ri-
vettura completa. Ma dopo un viaggio scuote un buon successo di vendite.
di Austin negli Stati Uniti per documen- Nel 1948 debuttano la «A 70 Hampshi-
tarsi sulla produzione in grande serie e re» e la «A 90 Atlantic cabriolet», altri
dopo aver applicato a Longbridge le due modelli di grande successo al-
tecnologie dello stampaggio, il prezzo l’estero. Nel 1951 la produzione Austin
della «Tourer» scende a 165 sterline, raggiunge le 162.079 unità, di cui ben
con una differenza di 20 sterline da mo- 114.609 esportate. Gran parte del suc-
tocarrozzette e sidecar. Ogni settimana cesso si deve alla «A 40» che nel no-
si producono 200 esemplari della «Se- vembre del 1950 supera le 250.000 uni-
ven». Nel 1925 arrivano le prime modifi- tà prodotte. Nel 1952 arriva la Healey
che: la carrozzeria è più spaziosa e «100», una spider derivata dalla «A 90»,
meglio strumentata, il motore sale a che consente la nascita della Austin
747 cm³: il prezzo dello chassis nudo è Healey, destinata a diventare un suc-
di 120 sterline, mentre le «Tourer» unifi- cesso ovunque, soprattutto negli Stati
cate costano 155 sterline. Nascono an- Uniti. Nel novembre del 1951, quando
che le versioni sportive, come la «Broo- gli stabilimenti raggiungono la massima
klands», che a un costo di 265 sterline produttività, la Austin si fonde con il
garantisce una velocità di 80 miglia gruppo Nuffield, cioè con le aziende
orarie. Intanto, nel 1926 la carrozzeria che si erano raggruppate intorno alla
E.C. Gordon England avvia la produzio- Morris. Dalla fusione nasce la B.M.C.
ne delle berline metalliche, che riscuo- (vedi), registrata ufficialmente nel 1952:
tono un grande successo di pubblico. Austin e Morris non sono più ragioni
Nel 1927 il 70% delle utilitarie circolanti sociali ma semplici marchi commerciali.
in Gran Bretagna è Austin «Seven» ed è Nel 1966 anche Jaguar (vedi) entra nel  AUSTIN
accertato che delle 38.000 vetture pro- gruppo. La storia di Austin e Morris si La piccola «Seven» ottenne
dotte dalla Austin ben 20.000 fossero conclude con un’alleanza che vede la un clamoroso successo
«Seven». A questo punto appare inevi- nascita della «Mini». La piccola di Issi- commerciale:
tabile che si muova la concorrenza: gonis è un altro successo mondiale che dal 1922, anno della sua
Morris (vedi) presenta nel 1928 la «Mi- va ad arricchire il palmarès della storia presentazione, al 1939 ne
nor», con prezzo e caratteristiche simili automobilistica inglese. Ma, come det- furono prodotti 300.000
a quelle della «Seven». Anche la Clyno to, Austin è solo un marchio commer- esemplari. In basso,
(vedi) lancia un nuovo modello a un ciale che produce nuove vetture che la «Mini», altra vettura
prezzo di 112 sterline, che costringe hanno scarso appeal, come la «Allegro» storica della Casa
Austin a ritoccare il listino della sua pic- del 1973 che sostituisce la ben più for- britannica, venduta
cola, riducendolo a 125 sterline (92 il tunata «1100» del 1963. Comincia an- in oltre 5 milioni di unità.
solo telaio). La guerra automobilistica che una crisi che costringe negli anni 80
porta a una sostanziale diminuzione il Governo inglese (subentrato nel 1975
della produzione «Seven», che nel 1932 nella proprietà) a chiudere alcuni stabili-
tocca i 20.000 esemplari. Delude anche menti cercando anche di sostituire la
la produzione su licenza francese e te- «Mini», ormai ventenne, con un nuovo
desca, un tonfo addirittura quella ameri- modello, la «Metro». La nuova utilitaria
cana che è di appena 8558 unità. Nel non ottiene gli stessi risultati della pre-
1937 Austin presenta la «Big Seven», cedente così come i modelli che seguo-
modello marginale che non fa storia. La no la «Metro», come le «Maestro» e la
«Twenty» rimane stancamente in pro- «Montego». Contemporaneamente,
duzione fino al 1929, dopo aver subito viene rispolverato il marchio MG che si-
una serie di modifiche; di fatto viene gla alcune versioni sportive. Il marchio
però sostituita da due auto a sei cilindri, Austin-Morris sparisce definitivamente
la maggiore delle quali impiega lo stes- nel 1980 in seguito al processo di otti-
so telaio e ha la stessa denominazione. mizzazione e riorganizzazione del grup-
La nuova «Twenty» ha un 6 cilindri da po British Leyland (vedi).
3400 cm³ a otto supporti di banco. È un
insuccesso a causa della frenata e dei  AUSTIN HEALEY
problemi di raffreddamento. Più fortu- Al termine del secondo conflitto mon-
nata è la piccola «Light Six» di 2249 diale, il listino dell’Austin non compren-

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A B C D E F G H I J K L M
de vetture sportive a causa della man- sportiva per tutti. È una spider caratte-
canza sia di capitali sia di un modello rizzata da una linea originale, equipag-
realmente competitivo. In ogni caso il giata con un motore a quattro cilindri di
discorso rimane aperto nell’attesa del- 948 cm³ capace di raggiungere e supe-
l’occasione propizia. La fusione con la rare i 140 l’ora e venduta a un prezzo,
Morris, avvenuta nel 1952, e che diede negli USA, di circa 2000 dollari. In quat-
vita alla B.M.C., poi B.M.H. (vedi), non tro anni, dal 1958 al 1961, vengono
porta alcun contributo, almeno in que- prodotte quasi 50.000 «Sprite», a con-
sto campo. Intanto le Triumph (vedi) ferma del successo ottenuto dalla scat-
 AUSTIN HEALEY continuano indisturbate a mietere suc- tante due posti inglese. E altrettanto
Sopra, la «100 Six» cessi in mancanza di validi avversari. clamoroso è il successo in campo
del 1957: l’anno dopo, Proprio nel 1952 David Healey, pilota e sportivo: la «Sprite» porta a casa nume-
tre «Six» vinsero a Sebring costruttore egli stesso, presenta al Sa- rose vittorie nei rally e in competizioni in
la speciale classifica lone di Londra la Healey «100»: si tratta circuiti internazionali, come Sebring, Le
a squadre. di una spider due posti spinta dal mo- Mans e Brands Hatch. Queste vetture
tore a quattro cilindri della Austin «A sono ancora più importanti se si pensa
90» di 2660 cm³, con cambio a tre velo- che la Casa inglese non dispone di una
cità e sospensioni anteriori indipenden- propria scuderia e i piloti sono per lo
ti. Per l’Austin è l’occasione tanto atte- più privati. Quindi, pur in assenza di
sa e non se la lascia sfuggire: George quell’apparato organizzativo che co-
Harriman, allora amministratore dele- struisce vittorie e piloti, le Healey si so-
gato della Casa, si affretta a condurre no egualmente imposte sulle piste di
in porto un accordo con Healey secon- mezzo mondo, a conferma della validi-
do cui la produzione viene affidata agli tà del progetto di Donald Healey. Ac-
stabilimenti Austin di Longbridge: la canto ai modelli «Sprite» continua co-
vettura sarà, inoltre, contrassegnata munque la produzione delle più grosse
dal nuovo marchio Austin-Healey. Nel derivate dalla «100 Six», come la «3000
1955 esce la versione modificata della MK II» da 130 cavalli e quindi la «3000
«100», la «100 S», che, pur avvalendosi MK III» da 150 cavalli. Nel 1968, anno in
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

dello stesso motore, presenta alcune cui il gruppo BMH si fonde con la Ley-
modifiche come il cambio a quattro ve- land formando così la nuova holding
locità (con overdrive sulla terza e quarta BLMC (vedi), la produzione delle Austin
a richiesta), i freni a disco sulle quattro Healey diminuisce notevolmente, an-
ruote e due carburatori SU, caratteristi- che perché al gruppo Leyland appar-
ca mantenuta anche per i modelli suc- tengono Triumph e MG (vedi), che da
cessivi. La «100 S» conquista rapida- avversarie da battere diventano adesso
mente il mercato americano, particolar- associate. La produzione finisce ineso-
mente ricettivo per le auto di quel tipo. rabilmente nel 1970.
Non mancano i successi agonistici: a
Bonneville nel 1953 una vettura oppor-  AUSTRO DAIMLER
tunamente modificata percorre il chilo- Ramo austriaco della Daimler Motoren
metro lanciato a 229,5 km/h e sulle 12 Gesellschaft di Cannstatt. Deve la sua
ore mantiene una media di 197,72 km/ fortuna, oltre che alla sua indipendenza
h, portata nel 1954 a 213 km/h; seguo- dalla Casa madre (raggiunta nel 1911),
no inoltre nel 1955 una vittoria di classe a due elementi fondamentali: l’avere nel
a Sebring e alla Mille Miglia (vedi), suo staff un progettista del calibro di
nonché una nutrita serie di ottimi piaz- Ferdinand Porsche (vedi) e l’essere in-
zamenti. Nel 1957 appare il modello sediata in un Paese montuoso, che
«100 Six», con motore a sei cilindri da rende inevitabile la produzione di vettu-
102 cavalli, potenza poi elevata a 117 re solide, veloci, ben frenate e con so-
grazie a una nuova testata con sei con- spensioni adatte a un impiego rude.
dotti di aspirazione e ai pistoni speciali. Pur avendo costruito anche auto di me-
L’anno dopo, tre «Six» si aggiudicano a dia taglia, la Austro Daimler è nota però
Sebring la speciale classifica a squa- soprattutto per vetture di alta classe
dre. A questo punto, la fama della Hea- con un certo piglio sportivo. In origine,
ley è ormai assicurata, ma si fa strada la sezione austriaca ha sede a Wiener
l’esigenza di disporre di una vettura più Neustadt e prende la forma di una so-
economica. Infatti in quegli anni l’auto- cietà mista con la Bienez, Fischer &
mobilismo sportivo incomincia a perde- Co., che produce macchine utensili; il
re la definizione di sport di élite e le legame si scioglie qualche anno dopo,
nuove leve di piloti, ricchi di entusiasmo con l’arrivo in Austria del figlio di Got-
e non di mezzi, chiedono vetture di tlieb Daimler, Paul, e il concomitante
buona qualità a un prezzo accessibile. ingresso nell’azienda di Ferdinand Por-
Austin Healey risponde alle loro richie- sche (al quale subentrerà, nel 1923,
ste: nasce così la piccola «Sprite», la Karl Rabe). La vera caratterizzazione

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
dell’Austro Daimler come marchio di li- di euro la Compagnia può proporre al-
vello europeo comincia negli anni 10, l’assicurato (o quest’ultimo può pro-
con le gare patrocinate dal principe porre alla Compagnia) di indennizzare
Heinrich di Prussia, per le quali le mag- direttamente il danneggiato, in modo
giori Case approntano modelli speciali. da non far scattare il malus (bonus-
A partire dal 1927, terminato l’aggior- malus, vedi), che comporterebbe un
namento dei modelli impostati da Por- aggravio tariffario superiore al danno.
sche, Rabe può finalmente presentare i Se invece di tratta di aziende, enti o
propri, che saranno via via allestiti dai comunque di soggetti con un parco
carrozzieri più famosi dell’epoca. Nel veicoli gestito in maniera professionale,
1934, con l’avvio delle prime sperimen- chi è preposto alla gestione può stipu-
tazioni aerodinamiche, l’industria auto- lare con un’Assicurazione un accordo
mobilistica austriaca si concentra in che, in cambio di un ribasso sul premio
una sola azienda, la Steyr-Daimler-Pu- necessario per assicurare l’intera flotta,
ch A.G (vedi). È la fine del marchio Au- fissi in anticipo un importo entro il quale
stro Daimler, alla quale non è estraneo è l’azienda stessa a provvedere al risar-
il rivolgimento politico che coinvolge la cimento, lasciando alla Compagnia so-
vicina Germania. lo l’indennizzo dei sinistri di entità su-
periore. In questo modo, l’Assicurazio-
 AUTENTICA ne ottiene un risparmio notevole, per-
Operazione con cui un notaio o un di- ché non interviene negli incidenti più
pendente del competente ufficio comu- piccoli, che sono più frequenti e costi-
nale attestano l’autenticità di una firma, tuiscono la parte maggiore dell’onere
di un documento o di una fotografia. per i risarcimenti. La copertura rimane
Negli ultimi anni, tuttavia, le leggi in invece operante per i sinistri catastrofa-
materia di documentazione ammini- li, statisticamente più rari, ma il cui co-
strativa hanno introdotto una modalità sto risulterebbe eccessivamente pe-
agevolata di autentica, che consiste nel sante per il cliente.
firmare personalmente davanti al di-
pendente pubblico addetto allo spor-  AUTO AZIENDALE
tello competente sulla pratica oppure Identifica due tipi ben diversi di vetture:
nel firmare altrove e affidare il modulo a l’auto data in uso dall’azienda a un di-  AUTOBIANCHI
un’altra persona, che deve presentarlo pendente, oppure un esemplare usato Il marchio adottato
allo sportello assieme a una copia di un offerto in vendita dall’azienda che lo dal 1968. In basso
documento d’identità dell’interessato. possiede. Dal punto di vista commer- lo stabilimento
In campo automobilistico, il caso più ciale, viene comunemente definita «au- produttivo di Desio,
frequente di autentica si verifica con to aziendale» una vettura che una con- a nord di Milano.
l’atto di vendita (vedi), per il quale la cessionaria o un rivenditore autorizzato
modalità agevolata non è prevista. Lo è si intesta per finalità aziendali (che pos-
invece per gran parte delle pratiche da sono avere motivi fiscali oppure com-
svolgere negli uffici del Dipartimento merciali) per poi offrirla in vendita dopo
dei trasporti terrestri (vedi) del mini- pochi mesi, una volta esaurito il compi-
stero dei Trasporti e del PRA (vedi). to a cui era stata destinata. Spesso
questo secondo tipo di auto aziendale
 AUTOASSICURAZIONE rientra anche nella categoria delle auto
Copertura in proprio di tutti o di alcuni dimostrative (vedi).
rischi derivanti dalla circolazione, senza
far intervenire una Compagnia per il ri-  AUTOBIANCHI
sarcimento dei danni. Ciò non significa L’Autobianchi deriva il proprio nome
che chi decide di praticarla non abbia dall’Edoardo Bianchi, azienda con la
l’obbligo di assicurarsi per la RC auto, quale, tuttavia, non ha mai avuto alcun
che resta immutato per legge; vuol solo rapporto societario diretto. Va comun-
dire che egli può accordarsi con la que detto che la Edoardo Bianchi negli
Compagnia per limitare l’intervento di anni 50 aveva manifestato la propria
quest’ultima solo ad alcuni casi, impe- volontà di continuare a comparire nel
gnandosi a risarcire i danni personal- ristretto numero di produttori d’auto-
mente in tutti gli altri casi. In cambio di mobili italiani. Per farlo si era progettata
questo, l’Assicurazione è disposta a una vettura media a quattro cilindri di
concedere sconti tariffari o comunque cui si sono visti pochi esemplari a livel-
agevolazioni economiche. In generale, lo di prototipo. Difficoltà contingenti ne
l’autoassicurazione opera in modo di- impedirono l’industrializzazione, ma la
verso secondo la natura del contraente. disponibilità degli impianti di Desio sa-
Se si tratta di un normale automobilista, rebbe poi sfociata in una nuova e senza
dopo il verificarsi di un incidente con dubbio più vasta iniziativa. Nel 1954
danni a cose limitati a poche centinaia l’ingegner Ferruccio Quintavalle riesce

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A B C D E F G H I J K L M
a convincere Fiat e Pirelli (vedi) del del motore, una modifica necessaria
potenziale industriale della Bianchi. dettata dalla forma della carrozzeria. La
Dopo un anno, l’11 gennaio 1955, si «Bianchina» si presenta come una ber-
costituisce la società Autobianchi, con linetta due posti più un sedile posterio-
capitale sociale di tre milioni di lire, con re a panchina; il tetto apribile è una co-
atto firmato dal notaio Guasti, da cin- stante nelle utilitarie dell’epoca, mentre
quant’anni riferimento di quasi tutte le un tocco d’eleganza è dato dalla car-
iniziative automobilistiche torinesi. La rozzeria bicolore. Nel primo anno di
nuova società prevede una partecipa- produzione escono dallo stabilimento
zione paritetica al 33% della Edoardo di Desio 11.000 «Bianchina», il cui suc-
Bianchi, che apporta l’impianto di De- cesso è indiscutibile, fatto che porta a
sio limitando i propri scopi sociali, tra una maggiore diversificazione dei mo-
cui la costruzione d’auto. Gli altri soci delli: nascono, infatti, la «Bianchina
sono la Fiat e la Pirelli. Se appare intui- Special», la quattro posti normale e
bile la ragione dell’investimento della special, la «Panoramica», la «Cabriolet»
Pirelli, è senza dubbio misterioso il mo- e la versione furgoncino. Nel marzo
tivo che spinge la Fiat all’investimento. 1958 c’è un nuovo aumento di capitale
Primo presidente della nuova società è che tocca i 6.000.000.000 di lire. Com-
il commendatore Giuseppe Bianchi, pletato il grattacielo a Milano, la sede è
consigliere delegato l’ingegnere Fer- trasferita in via Fabio Filzi (28 aprile
ruccio Quintavalle e consiglieri sono 1960). Nel 1964 l’ingegner Giovanni
 AUTOBIANCHI Luigi Gayal de la Chenaye, per la Fiat, Nasi assume la presidenza della socie-
La «Bianchina», prima Corrado Ciuti e Franco Brambilla, per tà, dando così un primo segno appari-
vettura a uscire, la Pirelli, ed Emanuele Dubini. Nel det- scente del processo di assorbimento
nel settembre 1957, taglio, alla Fiat va la direzione tecnica, da parte della Fiat. Nell’autunno dello
dalla fabbrica di Desio. alla Pirelli la responsabilità amministra- stesso anno è presentata la «Primula»,
Sul mercato arrivò tiva e alla Bianchi la direzione dello una vettura media ma con caratteristi-
nel 1958, anno in cui stabilimento, che copre un’area di che d’avanguardia, nonostante impie-
130.000 metri quadrati di cui 30.000 ghi organi meccanici Fiat. Per la prima
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

ne vennero prodotti
11.000 esemplari. coperti. La sede provvisoria è a Milano volta, infatti, il motore di 1221 cm³ è
in viale Abruzzi 16, sede che dal mag- collocato trasversalmente (come sulla
gio successivo è in via Duca d’Aosta 4. «Mini» di Issigonis, vedi) con il conse-
Nel giugno dello stesso anno il capitale guente impiego della trazione anteriore.
sociale passa a 1.800.000.000 di lire. La «Primula», probabilmente, è la prima
Nel settembre 1956 è avviata la con- vera vettura Autobianchi perché, ben-
centrazione delle attività automobilisti- ché il progetto sia firmato Fiat, la mec-
che della Edoardo Bianchi, ma la pro- canica, a eccezione del motore, è
prietà dello stabilimento di Desio è for- completamente nuova e non adottata
malmente acquisita dall’Autobianchi da altre vetture. L’anno dopo esce il
solo nel 1958. È l’anno in cui si defini- modello coupé, prodotto fino al 1970
sce la crisi della Bianchi, che sfocia con con lievi modifiche della carrozzeria.
la cessione delle azioni agli altri due Oggi la «Primula» può definirsi antesi-
contraenti e con le dimissioni di Giu- gnana delle ultime tendenze grazie alla
seppe Bianchi dalla carica di presiden- forma fast-back funzionale e molto ca-
te. Carica che dal 28 giugno 1958 pas- piente richiamata dopo dalla Fiat
sa a Ferruccio Quintavalle, affiancato «127». In questo contesto di elevata
dall’ingegner Vallecchi come direttore tecnologia e anche di successo presso
generale. La prima vettura, la «Bianchi- un pubblico esigente, decisamente in-
na», debutta nel settembre 1957 al felice appare invece l’esordio della
Museo della Scienza e della Tecnica di «Stellina», una spider in fibra di vetro
Milano perché in quella struttura è con- animata dall’esiguo motore della «600
servata una rara Bianchi d’inizio seco- D» di 792 cm³ alloggiato posteriormen-
lo. La distribuzione della «Bianchina» te. L’assorbimento da parte della Fiat
comincia nei primi mesi del 1958. La è, di fatto, già totale quando, in attua-
vetturetta, praticamente contempora- zione di una delibera delle rispettive
nea della «nuova 500» Fiat, ne mutua assemblee, tenuta nel settembre del
gli organi meccanici al completo, men- 1967, l’Autobianchi è incorporata nella
tre la carrozzeria è opera di Fabio Luigi Fiat con un atto di fusione nel quale
Rapi. Il motore, alloggiato posterior- entra contemporaneamente anche
mente, è un due cilindri in linea di 15 l’O.M. (vedi): le azioni Autobianchi, già
CV (che poi arrivano a 16,5) con una tutte di proprietà della Fiat, sono annul-
cilindrata di 479 cm³. L’unica variante late e l’Autobianchi con delibera del 30
meccanica rispetto alla «500» consiste marzo 1968 è trasformata in azienda
nel sistema di convogliamento dell’aria Fiat con sede secondaria a Milano. Da
d’alimentazione per il raffreddamento questo momento la caratteristica di

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QUELLE CHE NON SI DIMENTICANO
Bianchina (1957)

AUTOBIANCHI
Bianchina panoramica (1960)

Stellina (1963)

Primula (1964)

A 112 prima serie (1969)

A 111 (1969)

A 112 ultima serie (1984)

Y 10 (1985)
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complementarietà dei modelli Auto- «70 HP». Per quest’ultima, la maggior
bianchi con quelli Fiat risulta accentua- potenza disponibile si traduce in una
ta. Per esempio l’«A 111», presentata velocità massima di 160 km/h. Esterna-
nell’estate 1969, prosegue nella speri- mente, le novità rispetto alla serie pre-
mentazione della trazione anteriore su cedente sono relative ai nuovi gruppi
una berlina media dotata di un motore ottici posteriori più grandi e, sui mon-
derivato da quello della Fiat «124 S». A tanti posteriori, una nuova griglia di
questo modello fa seguito, alcuni mesi uscita dell’aria, aggiornamento comu-
dopo, l’«A 112», che anticipa gli schemi ne anche alle versioni normali. All’inter-
della «127», adottando per prima il mo- no, la modifica più importante è relativa
tore della «850 Sport» montato in posi- al nuovo disegno e profilatura del vano
 AUTOBIANCHI zione trasversale. Si tratta di una vettu- posteriore, che ha permesso l’omolo-
La «600 Multipla» ra dalla linea compatta, caratterizzata gazione a cinque persone. Alla fine del
in versione taxi venne da un ottimo rapporto abitabilità-in- 1977 è annunciata la quarta serie, di-
prodotta a un certo punto gombro esterno e da alcune soluzioni sponibile con il solo motore da 70 CV.
nella fabbrica di Desio destinate a migliorarne la sicurezza Al Salone di Parigi del 1982 debutta la
passiva, come il serbatoio posto da- quinta serie della «A 112». Nuovi pa-
vanti alle ruote posteriori. La piccola raurti anteriore e posteriore, più alti.
Autobianchi è rimasta sul mercato, so- Nuovo anche il disegno dei gruppi otti-
stanzialmente invariata, fino al 1985. I ci posteriori. Sui montanti posteriori le
numerosi restyling susseguitisi nel cor- griglie per le uscite dell’aria sono di
so degli anni (i principali nel 1975, inedito disegno e questa volta in tinta
1977, 1979, 1982 e 1984) non hanno con la carrozzeria. All’interno, le novità
mai comunque stravolto l’impostazione riguardano i tessuti dei rivestimenti,
e lo stile della simpatica utilitaria. Sono con i sedili anteriori che scorrono in
state prodotte numerose versioni: le avanti in fase di ribaltamento per con-
«Junior», le «Elite», le «Elegant», le sentire un più comodo accesso al diva-
«LX», ma gli appassionati di auto non no posteriore. La storia della «A 112» si
possono certamente dimenticare le conclude con la settima e ultima serie
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«Abarth». Le «A112» con il simbolo del- presentata nella primavera del 1984. Si
lo Scorpione sono ambite da tutti i tratta ormai di semplici ritocchi. Spicca
neopatentati, ma non solo, degli anni il fascione posteriore trasparente rosso
Settanta e Ottanta. I suoi motori, deci- serigrafato con l’indicazione delle varie
samente potenti per l’epoca, hanno versioni e la targa spostata in basso nel
iniziato alle competizioni motoristiche paraurti. Sulla «Abarth» trovano spazio
decine e decine di piloti e dato la pol- due proiettori di profondità ricavati nel
vere ai semafori e sulle strade di mon- paraurti e striscia adesiva laterale rossa
tagna a blasonate berline e coupé. Il o nera comprendente il ritorno del logo
Salone di Torino del 1971 tiene a batte- Abarth. Gli interni non trovano innova-
simo la prima «A112 Abarth». Si distin- zioni di rilievo, se non per il nuovo padi-
gue per la verniciatura rosso corsa e glione e grafica della strumentazione.
nero opaco del cofano motore, del sot- L’Autobianchi ormai è una sussidiaria
toporta, del passaruota e della fascia della Fiat anche per quanto riguarda la
posteriore tra i gruppi ottici. Ha lo realizzazione di altri modelli: sul finire
stemma Autobianchi-Abarth dietro la della produzione della «Bianchina» vie-
battuta delle porte. Rispetto alla versio- ne, infatti, trasferita a Desio la catena di
ne normale, dalla quale deriva, la cilin- montaggio della «500 Giardiniera», del-
drata è di 982 cm³ (invece di 903 cm³) la «500» normale e della «600 Multipla»
grazie all’aumento dell’alesaggio da 68 in versione taxi. Più tardi, in seguito al-
a 74 mm; il che, assieme ai determi- l’acquisizione da parte della Fiat di una
nanti interventi sul propulsore curati partecipazione nella Citroën (vedi), la
dall’Abarth, portano a un incremento di rete commerciale e assistenziale del-
potenza dai 44 CV originali ai 58 CV a l’Autobianchi viene aperta anche alle
6600 giri/min. Con queste modifiche, vetture francesi. Con l’assorbimento da
l’«A 112 Abarth» raggiunge i 150 km/h, parte della Fiat del marchio milanese
rispetto ai 135 in origine. Come per la comincia il rinnovamento tecnologico
berlina, anche l’«Abarth» riceve nume- dello stabilimento di Desio che nel frat-
rose modifiche estetiche e meccani- tempo è arrivato a 300.000 metri qua-
che: la più importante arriva nei primi drati di estensione, grazie alla costru-
mesi del 1975 con l’introduzione del zione di nuovi capannoni. Vengono
motore da 1049 cm³ da 70 CV che si realizzati i nuovi impianti di verniciatura
affianca alla motorizzazione 982 cm³ ed elettroforesi, e si avvia l’installazione
da 58 CV. Le due varianti sono ricono- di quattro linee di grandi presse, salda-
scibili dall’etichetta di identificazione trici e cucitrici multiple per la selleria.
posteriore, rispettivamente «58 HP» e La produzione nel 1969 è concentrata

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
su «Primula», «A 111», Fiat «126», «500 da rally, ed è dotata del propulsore tur-
Giardiniera» e «A 112». Nel 1974 è pra- bocompresso da 1049 cm³. Nel 1988 la
ticamente del tutto completato il po- «Martini» lascia il posto alla «Missoni»,
tenziamento degli impianti produttivi. che è dotata del motore Fire di 999 cm³
Adesso dalle catene di montaggio di e reca sulla carrozzeria il marchio della
Desio escono «A 112», «126» e «500 casa di moda. La seconda serie arriva
Giardiniera». Nel 1980 la produzione si nel 1989, ed è composta dalla «Fire»,
arricchisce della «Panda», mentre la sempre con il motore Fire di 999 cm³,
«126» «emigra» in Polonia. Nel 1986 dalla «Fire i.e. LX», con il motore Fire di
debutta con il marchio Autobianchi la 1108 cm³ alimentato a iniezione elettro-
«Y 10», la vettura destinata a prendere nica single-point da 50 CV, la «4WD»,
il posto della fortunata serie della «A anch’essa col motore Fire 1108, la «1.3
112». Nello stesso periodo l’impianto è i.e. GT», con un propulsore di 1301 cm³
accomunato alla Lancia (vedi), e, infat- alimentato a iniezione elettronica, che
ti, la società si chiama Lancia-Auto- eroga 76 cavalli. Le nuove «Y10» hanno
bianchi. Ed è la Lancia che comincia a le frecce anteriori e posteriori con vetri
vendere la prima serie dell’Autobianchi esterni trasparenti e lampadine di color
«Y10». L’intenzione è di sostituire l’«A arancione. Nel 1990 debutta la «LX Se-
112» (che, tuttavia, resterà in vendita lectronic», dotata del cambio automati-
fino al 1986), offrendo al tempo stesso co a variazione continua di rapporto
un’automobile piccola ma di classe su- accoppiato a un motore Fire di 1108
periore, come si addice appunto la cm³. Altre versioni si susseguono nel
marchio Lancia, che fregia tutte le vet- 1991 («Mia», con motore Fire di 999
ture vendute all’estero, mentre solo per cm³ ed «Ego»), nel 1992 con la «Y10
i modelli commercializzati in Italia so- Avenue» (rivestimenti interni in tessuto
pravvive ancora il simbolo dell’Auto- Alcantara e motore di 1108 cm³ cataliz-
bianchi. Dal punto di vista estetico, la zato con cambio manuale o a variazio-
«Y10» si fa notare per la sua forma in- ne continua. Il portellone posteriore
solita (per via della coda tronca) e aero- della «Avenue» ha un colore simile a
dinamica, che sarà mantenuta su tutte quello della carrozzeria, ma più scuro).
le versioni. Così come il portellone po- Nell’autunno dello stesso anno la «Y10»
steriore di colore nero, caratteristica subisce un profondo restyling che coin-
che rimarrà invariata sulla «Y10» fino cide con l’addio definitivo al marchio
alla fine della sua produzione, a esclu- Autobianchi anche per l’Italia. Sulla ca-
sione di alcune versioni speciali. La «Y landra della nuova «Y10» spicca, infatti,
10» prima serie è equipaggiata con un lo scudo Lancia. La fine del glorioso
motore Fire a quattro cilindri di 999 marchio coincide con la chiusura, sia-
cm³, con 45 CV; sono disponibili anche mo nel 1992, dell’impianto di Desio: ul-
la «Touring», con un propulsore di 1049 timo modello prodotto nello storico
cm³ che eroga 55 CV, la «Turbo», con il stabilimento, la «Panda». La struttura è
motore di 1049 cm³ dotato di turbo- definitivamente smantellata nel 2002,
compressore, che eroga 85 cavalli. Nel salvando solo la palazzina degli uffici e  AUTOBIANCHI
1986 il primo lifting: la «Y10 Fire» divie- la villetta liberty ex Cremonini, oggi se- La «Y 10», destinata
ne più economica, ed è dotata di una de dell’Associazione Seniores Aziende a sostituire la «A 112»:
mascherina anteriore che ha un aspetto Fiat (UGAF). sui soli esemplari
diverso da quello delle mascherine commercializzati in Italia
montate sulle altre «Y10» (su di essa,  AUTOBLINDA sopravviveva il marchio
non ci sono le linee verticali ed orizzon- (o «autoblindo») È un veicolo militare su Autobianchi, all’estero
tali). Entra contemporaneamente in ruote, blindato e dotato di armamento. la vettura riportava
produzione il modello «Y10 Fire LX», Anche se rimasta allo stato di prototi- il fregio Lancia.
caratterizzato da dotazioni più ricche e po, prima autoblinda è considerata
finiture più lussuose. Alla fine dell’anno l’Austro Daimler (vedi) del 1903-1905.
debutta anche la «4WD», dotata di tra- Era un veicolo integralmente blindato,
zione integrale inseribile e mossa dal con torretta girevole e con trazione su
motore Fire di 999 cm³ con potenza di entrambi gli assali per poter procedere
50 CV. Nel 1987 arrivano le prime ver- anche in fuori strada. Gli italiani furono
sioni speciali, «Fila» e «Martini»: la pri- fra i primi a impiegare mezzi di questo
ma ha la carrozzeria di colore nero o tipo, derivati da autotelai Fiat e Bianchi,
bianco, con il logo della fabbrica di ab- in guerra (campagna di Libia, 1912). Nel
bigliamento Fila (che si trova anche sui dopoguerra furono testate diverse so-
sedili). La versione nera ha i sedili e gli luzioni anche con trazione mista, su
interni rivestiti di panno rosso; la versio- ruote e cingoli, per migliorare la resa in
ne bianca ha i rivestimenti azzurri. La fuori strada. Nel secondo conflitto
«Martini» ha la carrozzeria bianca con mondiale furono utilizzate numerose
decorazioni simili a quelle delle Lancia autoblinda e i progressi tecnici furono

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notevoli. La più diffusa era una Daimler imposte effettivamente dovute (cioè
con queste caratteristiche: massa di quelle calcolate in base alle regole che
circa 3 tonellate, lunghezza 3,16 m, si applicano per le autovetture) e quelle
motore 6 cilindri da 55 CV, velocità versate sulla base dei benefici riservati
massima 90 km/h. L’equipaggio era di agli autocarri. Ulteriori sanzioni sono
due uomini. Interessante anche l’italia- previste dal Codice della strada per chi
na «AB 41,» una 4x4 a ruote indipen- ospita sugli autocarri persone estranee
denti e sterzanti. L’attuale tendenza al carico: l’articolo 54, comma 1, lettera
produttiva, al di là dei veicoli leggeri d), infatti, stabilisce che su questi vei-
utilizzati per per compiti di polizia o an- coli può viaggiare solo chi è addetto al-
 AUTOCARRO ti-guerriglia, è rivolta ai modelli anfibi, l’uso o al trasporto degli oggetti che
Con l’entrata in vigore armati con lanciarazzi. costituiscono il carico. Chi fa salire a
della direttiva europea bordo altre persone adibisce il veicolo
98/14 chi possiede  AUTOCARRO a una destinazione diversa da quella
una fuoristrada, Veicolo con almeno quattro ruote, de- prevista dalla carta di circolazione e per
una monovolume stinato al trasporto di cose (beni o mer- questo viola l’articolo 82, comma 8 del
o una station wagon può ci) e delle persone addette all’uso o allo Codice della strada, rischiando una
classificare il mezzo come spostamento degli oggetti che si trova- multa di 68,25 euro e la sospensione
autocarro installando no a bordo. Rientrano in questa defini- della carta stessa per un mese. Queste
una griglia metallica fissa zione vari tipi di veicoli: dalle autovettu- ultime sanzioni sono state introdotte
che separi il bagagliaio re lievemente modificate fino ai camion proprio per evitare che gli imprenditori
dall’abitacolo. più grossi. A partire dal 1999, i requisiti e i lavoratori autonomi circolino solo
per far rientrare le autovetture nella ca- con autovetture classificate come au-
tegoria degli autocarri sono stati resi tocarro eludendo il fisco, ma si applica-
meno stringenti rispetto al passato: con no a chiunque: per esempio, vi sono
l’entrata in vigore della direttiva euro- soggetti anche i lavoratori dipendenti,
pea 98/14, molte station wagon, mo- che non hanno mai il diritto al recupero
novolume e fuoristrada (vedi) posso- dell’Iva né alla deduzione dei costi dal
no essere classificate come autocarri reddito imponibile, perciò non godono
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

semplicemente abolendo uno o due di alcuno dei vantaggi fiscali legati alla
posti sul sedile posteriore e installando classificazione del veicolo come auto-
una griglia metallica fissa per separare carro. Ciò crea problemi a tutti gli auto-
in modo permanente il bagagliaio dal- mobilisti che negli ultimi anni hanno
l’abitacolo. Questa facilità ha suscitato acquistato un pick-up (vedi): tutte le
molto interesse tra imprenditori e lavo- fuoristrada di questo tipo omologate
ratori autonomi (si calcola che nel solo dal 1999 in poi devono essere immatri-
2002 siano stati circa 48.000 gli acqui- colate come autocarri e quindi non
renti di automobili così trasformate): possono essere usate per trasportare
consente loro di avere di fatto un’auto- persone estranee al carico. Una situa-
mobile, facendola però apparire uffi- zione assurda, dovuta alla differenza
cialmente come un autocarro, veicolo tra le norme europee e quelle italiane: la
su cui queste categorie possono otte- direttiva 98/14, che prende in esame i
nere rilevanti vantaggi fiscali, eludendo soli aspetti tecnici, stabilisce che tutte
il regime restrittivo che grava sulle au- le fuoristrada con un cassone posterio-
tomobili. Su un autocarro sono infatti re devono essere classificate autocarri.
possibili il recupero totale dell’IVA pa- Il Codice della strada italiano è an-
gata sul prezzo del veicolo (su un’auto- ch’esso una norma tecnica, ma risente
vettura si può recuperare solo il 10%) e anche del regime fiscale in vigore nel
la deduzione completa dal reddito im- nostro Paese e contiene divieti che non
ponibile di tutti i costi d’acquisto e uso hanno alcuna motivazione tecnica e
del mezzo (su un’autovettura la dedu- che, come nel caso degli autocarri, col-
zione è dimezzata e, oltretutto, per i piscono indiscriminatamente. Tra il
costi d’acquisto ha un tetto massimo di 2004 e il 2005, comunque, l’articolo 54
9037,99 euro). Inoltre, per gli autocarri del Codice potrebbe essere modificato
leggeri (come appunto quelli derivati (riforma del Codice, vedi) per permet-
strettamente da automobili) il bollo è tere il trasporto di chiunque sugli auto-
mediamente inferiore rispetto a quello carri di massa complessiva inferiore a
dovuto per le autovetture. Questi van- 3,5 t (ovviamente purché sia regolar-
taggi, tuttavia, sono leciti solo per chi mente seduto e abbia la cintura di sicu-
utilizza il veicolo esclusivamente per la- rezza allacciata). Nel frattempo, chi cir-
voro: se la Guardia di finanza o gli uffici cola con un pick-up può solo sperare
fiscali dimostrano che l’automezzo è nella comprensione degli agenti per
stato usato nel tempo libero anche una evitare le sanzioni. Infine, va segnalato
sola volta, possono costringere il pro- che alcuni modelli di SUV (vedi), in par-
prietario a pagare la differenza tra le ticolare quelli di lusso, come BMW

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
«X5» e Mercedes «ML», vengono tra- mondiale Marche. Nel 1975 il debutto
sformati in autocarro anche se non ne del 12 cilindri boxer da 500 CV coincide
hanno i requisiti tecnici: in alcuni casi con il dominio nel mondiale, con sette
ciò avviene sfruttando la legislazione successi in otto gare disputate. Idem
permissiva di altri Paesi Ue (soprattutto nel 1977 con la «33 SC 12», che si ag-
quella tedesca), in altri falsificando i giudica tutte le otto gare in programma
documenti necessari per l’immatricola- con Arturo Merzario (vedi) e Vittorio
zione o i dati presenti nell’Archivio na- Brambilla. Nel 1976 il ritorno in F.1. La
zionale veicoli. Un freno a questo feno- Martini-Brabham motorizzata con il 12
meno (che comunque può avere con- cilindri boxer della «33 TT12» vince tre
seguenze penali anche per gli acqui- gran premi con Niki Lauda. La prima
renti di questi veicoli) verrà messo dal F.1 completamente Alfa è del 1979
Dipartimento Trasporti Terrestri (ve- (due terzi posti nel 1981 con Bruno Gia-
di) a partire dal 2004, quando di fatto le comelli e uno nel 1982 con Andrea De
uniche vetture trasformabili in autocar- Cesaris, vedi). Nel 1982 la F.1 Alfa è
ro saranno quelle per le quali la casa gestita dalla scuderia Euroracing e ot-
costruttrice ha omologato un’apposita tiene con De Cesaris due secondi posti.
versione per il trasporto di cose (circo- Nel 1984 Riccardo Patrese (vedi) è ter-
lare del 19 dicembre 2002). zo nel GP d’Italia. L’avventura in F.1 si
conclude nel 1985. I motori continuano
 AUTOCISA a essere utilizzati dalle Osella. Il 5 mar-
Viene così chiamata l’autostrada della zo 2003 il logo Autodelta torna sulle Al-
Cisa, ovvero l’A15 che collega Parma a fa «156 GTA» che partecipano al cam-
La Spezia, completata nel 1975. La so- pionato europeo Turismo.
cietà di gestione è l’Autocamionale
della Cisa Spa, il cui azionista di riferi-  AUTO DETECTOR
mento è il gruppo che fa capo all’im- Apparecchiatura mobile in dotazione
penditore Marcellino Gavio. La società alle forze dell’ordine e in grado di rico-
ha sede a Noceto, nei pressi di Parma noscere e leggere automaticamente
(tel. 0521.61.37.11). tutte le targhe dei veicoli che si trovano
in un raggio di 15 metri. I dati ricavati
 AUTODELTA dalla lettura vengono confrontati con
Società per la gestione dell’attività un elenco di targhe sospette (per
sportiva Alfa Romeo poi assorbita dalla esempio, di veicoli rubati o ricercati per
stessa Casa. La società in nome collet- qualsiasi altro motivo) presente in un
tivo Auto-Delta viene registrata il 5 minicomputer che si trova a bordo dello
marzo 1963 a Udine. Soci paritari sono stesso veicolo su cui è montato l’Auto
Carlo Chiti, ex ingegnere Ferrari (vedi), Detector. Se i dati coincidono con quel-  AUTODELTA
e Lodovico Chizzola, titolare della con- li di una targa sospetta, l’apparecchia- L’Alfa Romeo «33 SC 12»
cessionaria Alfa Romeo di Feletto Um- tura lo segnala automaticamente agli che con Arturo Merzario e
berto (Udine) sede iniziale della neonata agenti di pattuglia sullo stesso veicolo Vittorio Brambilla dominò,
scuderia. Compito primario: allestire che la ospita e alla centrale operativa, nel 1977, il mondiale
per conto dell’Alfa Romeo 100 esem- con cui è costantemente collegata. Dal Marche per vetture sport-
plari di «Giulia Ti Super» e di «TZ» (Tu- 2002 l’Auto Detector è stato dato in uso prototipo. In basso,
bolare Zagato) allo scopo di ottenere ad alcune pattuglie di Carabinieri e Po- la Brabham di Formula 1
l’omologazione e consentire all’Alfa di lizia, dapprima in alcune grandi città e del 1976, motorizzata
tornare a correre aggirando le pastoie al Sud. L’apparecchio potrebbe essere con il 12 cilindri boxer
burocratiche della controllante IRI. È utilizzato per molti altri scopi. Un esem- della «33 TT 12».
l’inizio di una fortunata avventura che pio è il riconoscimento automatico dei
durerà per più di un ventennio. Nel veicoli che circolano senza essere stati
1964 la società cambia nome in Auto- sottoposti alla revisione obbligatoria:
delta e nel 1966 l’Alfa liquida i due soci sarebbe sufficiente caricare sul mini-
e subentra direttamente nella gestione. computer anche i dati dell’Archivio
Chiti diventa direttore generale e l’offi- nazionale veicoli (vedi).
cina si sposta a Settimo Milanese, a
pochi chilometri dal Portello. Nasce la  AUTO DIMOSTRATIVA
«GTA» (A sta per alleggerita) che per È una vettura intestata a una conces-
anni domina ovunque. Ha un motore sionaria o a un venditore autorizzato
1600 cm³ a doppia accensione da 170 utilizzata per dimostrazioni e prove su
CV e pesa solo 700 kg. Nel 1970 arriva strada a beneficio dei clienti, per poi
la «2000 GT Am», prima per sette anni essere rivenduta come veicolo d’occa-
consecutivi nella 24 Ore di Spa-Fran- sione. Di solito il numero d’auto dimo-
corchamps. Con le Alfa «33 Sport Pro- strative presenti contemporaneamente
totipo», l’Autodelta si aggiudica nel in una concessionaria è proporzionale
1971 e nel 1972 il secondo posto nel alle sue dimensioni, ma è certamente

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più facile imbattersi in vetture del gene- Presto prevalse, però, l’opinione di uno
re in occasione delle presentazioni di dei linguisti più noti, Michel Bréal
nuovi modelli, quando la rete dei vendi- (1832-1915), che, in contrasto con mol-
tori ha necessità di farli provare ai po- ti colleghi, sostenne che il termine, es-
tenziali clienti. Le auto dimostrative di sendo la sostantivazione della locuzio-
solito sono cedute ai clienti a prezzi ne femminile «voiture automobile»,
piuttosto convenienti. Ciò è dovuto al femminile doveva restare. Da noi fu la
fatto che le reti di vendita le acquistano Fiat (vedi), sorta nel 1899, a doversi
dalle Case con sconti superiori al nor- occupare per prima del problema lin-
male, a patto che le destinino esclusi- guistico. La Casa torinese si rivolse a
vamente a questo servizio per un certo Gabriele d’Annunzio che sentenziò
periodo di tempo. Questo spiega per- senza esitazione: «L’automobile è fem-
ché, a volte, le concessionarie preten- minile». Comunque, il femminile si im-
dono che il passaggio di proprietà pose solo con il passare degli anni,
(vedi) a favore dell’acquirente venga ef- grazie soprattutto alla propaganda che
fettuato con un certo ritardo: devono ne fece la Fiat nei suoi cartelloni pubbli-
dimostrare alla Casa, pena la perdita citari. Il primo dizionario italiano a regi-
dello sconto particolare, che l’auto è strare il termine fu il Panzini, nella edi-
 AUTOGRILL stata utilizzata per lo scopo previsto e zione del 1905: «Automobile: in origine
non immessa sul mercato subito dopo aggettivo, poi sostantivo, per indicare
 AUTOMOBILE l’immatricolazione (vedi). Spesso le la nota vettura a motore, spavento dei
Gabriele D’Annunzio vetture dimostrative vengono proposte viandanti, concorrente con le ferrovie».
a bordo di una Lancia come auto aziendali (vedi).
«Trikappa» del 1922;  AUTONOLEGGIO
fu la Fiat a chiedergli  AUTOFIORI Vedi noleggio.
se il termine «automobile» Termine utilizzato impropriamente per
fosse maschile indicare l’intera autostrada ligure tra  AUTOPOMPA
o femminile. Il Vate Genova e Ventimiglia. In realtà, la so- È un mezzo speciale per servizi antin-
cietà Autostrada dei Fiori (che ha sede cendio realizzato, in genere, sull’auto-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

optò senza esitazioni


per il genere femminile. a Imperia, tel. 0183.70.71) gestisce sol- telaio di un autocarro medio o pesante.
tanto il tratto dell’A10 compreso tra È composto da una botte e da una o
Savona e Ventimiglia, aperto al traffico più pompe centrifughe per generare
dal 1971. getti in pressione. Possono erogare da
1800 a diverse migliaia di litri al minuto.
 AUTOGRILL Possono utilizzare acqua, schiumoge-
Luogo di ristoro per gli automobilisti ni, polveri antincendio, anidride carbo-
posto principalmente nelle aree di ser- nica ecc. Questi mezzi, per esempio
vizio autostradali. Il nome deriva da negli aeroporti, possono essere dotati
quello commerciale della maggiore so- di un cannoncino (a comando manuale
cietà del settore. o telecomandato) per indirizzare il liqui-
do estinguente ad alta pressione. L’au-
 AUTOMOBILE topompa può aspirare l’acqua diretta-
Il termine «automobile» è composto dal mente da una cisterna, da un invaso
greco autòs (da sé) e dal latino mobilis esterno o da un corso d’acqua e quindi
(mobile) ed è quindi ibrido, mezzo gre- può essere utilizzata anche come pom-
co e mezzo latino, e significa: che si pa idrovora per aspirare l’acqua da
muove da sé. La voce apparve per la scantinati o strade allagate. Esistono
prima volta in Francia, nel settembre modelli di autopompa per calcestruzzo,
del 1875, come aggettivo nella locuzio- usati in edilizia per pompare l’impasto
ne «voiture automobile» (vettura che si direttamente nel punto di impiego, fino
muove da sé). Rimasta per molti anni a 20, 30 metri di altezza. La portata è
aggettivo, la parola divenne sostantivo variabile da 12 a oltre 100 metri cubi al-
solo verso il 1890 e dovettero passare l’ora.
altri quindici anni perché il termine, di-
venuto ormai popolare, si accorciasse  AUTORADIO
in «auto». Con il sostantivo nacque pe- Radio ricevente montata a bordo di un
rò anche il problema del genere da dare veicolo. È praticamente coetanea della
al nuovo vocabolo: maschile o femmi- stessa auto, benché agli inizi del secolo
nile? L’opinione pubblica, complice fosse molto complicato averne una a
una vivace campagna di stampa, prima bordo, poiché funzionava a valvole e
in Francia e poi in Italia, si divise in due, assorbiva elevate quantità di corrente.
fra fautori del maschile e del femminile. Con l’avvento dei transistor negli anni
Il Consiglio di Stato francese ricorse ai 50 fu possibile installare una radio su
linguisti dell’Accademia che in un primo qualsiasi auto e l’autoradio divenne una
tempo proposero il genere maschile. irrinunciabile compagna di viaggio. Di

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
solito l’apparecchio è integrato nella vengono svolte dagli stessi soggetti
plancia ed è predisposto per ricevere in negli stessi locali, ma dal punto di vista
modulazione di frequenza (FM) e di am- giuridico c’è una netta separazione. In
piezza (AM) nonché abbinato a un let- ogni caso, analogamente alle agenzie,
tore di cassette o di compact disc. anche per le autoscuole vale il numero
chiuso e ci sono requisiti da possedere
 AUTOREVERSE per avviare l’attività. I locali di alcune
È la funzione che permette di cambiare autoscuole sono riconosciuti idonei
istantaneamente il verso di rotazione come sede d’esame: non vi si svolge
del nastro, consentendo l’ascolto di cioè solo la preparazione degli aspiranti
entrambe le facciate della cassetta conducenti alle prove di teoria e di pra-
senza girarla manualmente. tica, ma vi hanno luogo anche le prove
stesse, che sono comunque a cura del
 AUTORIZZATO personale del Dipartimento dei tra-
(OFFICINA, RIVENDITORE, DEMOLITORE) sporti terrestri (vedi) del ministero dei
Indica un punto di assistenza o di ven- Trasporti in missione fuori dai propri uf-
dita espressamenente autorizzato dalla fici. I veicoli utilizzati dalle autoscuole
Casa (o da un suo concessionario) a devono essere muniti dei doppi co-
commercializzare o riparare i suoi vei- mandi (freno, frizione e acceleratore
coli, oppure un’azienda che esercita supplementari, che permettono al-
l’attività di demolizione ed è in posses- l’istruttore di intervenire su di essi diret-
so di tutte le autorizzazioni previste tamente dal proprio posto a fianco al-
dalla legge (decreto Ronchi, vedi). Le l’allievo) e di targhe identificative
modalità di selezione delle aziende «SCUOLA GUIDA» a caratteri neri su
adatte a divenire officine autorizzate fondo bianco. Per sostenere gli esami,
sono diverse da Casa a Casa. Alcuni non è obbligatorio iscriversi a un’auto-
costruttori effettuano direttamente la scuola: ci si può anche preparare priva-
selezione, altri invece delegano questo tamente. In questo caso, però, occorre
compito alla concessionaria, che sotto- noleggiare (di solito proprio da un’auto-
porrà comunque la candidatura alla di- scuola) un veicolo adatto per gli esami,
rezione commerciale della Casa. Nel- cioè con i doppi comandi: lo prevede
l’organizzazione Fiat esiste anche l’offi- dal 1° gennaio 1995 l’articolo 121,
cina «organizzata» (organizzato, vedi) comma 9 del Codice della strada. Dal
che ha uno status intermedio tra la con- 2003, in seguito ad alcune modifiche al
cessionaria vera e propria e l’officina Codice della strada, le autoscuole han-
autorizzata. no avuto un ampliamento del proprio
ruolo: hanno l’esclusiva sui corsi di ri-
 AUTORIZZAZIONE A CONDURRE qualificazione legati alla patente a
Documento con il quale il proprietario punti (vedi) e, assieme alle scuole me-
di un veicolo dichiara di autorizzare una die superiori, sono i soggetti abilitati a  AUTOSCUOLA
persona a guidare il mezzo. Non è pre- tenere corsi per il patentino (vedi) per Oggi in Italia ne esistono
visto da alcuna legge, per cui non ha un ciclomotori. poco meno di 7000,
valore ufficiale. Tuttavia può agevolare che in un anno rilasciano
eventuali controlli delle forze dell’ordi-  AUTOSILO complessivamente circa
ne, qualora ci sia il sospetto che il con- Parcheggio urbano a più piani, in gene- un milione di patenti.
ducente stia utilizzando il veicolo con- re a pagamento. Può essere sotterra-
tro la volontà del proprietario (per neo o svilupparsi in superficie.  AUTOSILO
esempio, in caso di furto). Per questo
motivo, può essere consigliabile munir-  AUTOSOLE
si di autorizzazione a condurre quando Abbreviazione di Autostrada del Sole,
ci si reca in un Paese extra UE, dove i ovvero l’autostrada A1 Milano-Roma-
controlli alla frontiera sono piuttosto at- Napoli. Asse fondamentale dei trasporti
tenti e possono essere snelliti dimo- nazionali, è stata completata nel 1964.
strando di essere i legittimi utilizzatori
del veicolo. L’autorizzazione risulta più  AUTO SOSTITUTIVA
credibile se autenticata da un notaio. (VEDI ANCHE AUTO DI CORTESIA)
È la vettura data in uso dalla concessio-
 AUTOSCUOLA naria o da un noleggiatore (noleggio,
Struttura privata dedicata, secondo la vedi) al cliente in sostituzione di quella
definizione data dall’articolo 123 del che egli già possiede, immobilizzata da
Codice della strada, all’educazione un guasto o ferma per manutenzione.
stradale, all’istruzione e alla formazione Per questo motivo viene anche definita
dei conducenti. Molti la confondono «auto di cortesia». La maggioranza del-
con l’agenzia di pratiche automobilisti- le Case offre questa agevolazione ai
che, perché in alcuni casi le due attività propri clienti come parte di un pacchet-

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to di assistenza, ma il servizio viene 400 kg o di massa complessiva inferio-
erogato con modalità diverse. Innanzi- re a 1300 kg, a veicoli non muniti di
tutto, per averne diritto, la vettura di pneumatici, alle macchine agricole e
proprietà deve subire un guasto che operatrici, ai veicoli con carico disordi-
comporta un tempo di riparazione su- nato e non solidamente assicurato o
periore a un certo numero di ore. Il sporgente oltre i limiti consentiti, ai vei-
tempo preso in considerazione è quello coli con carichi eccezionali eccetera. In
riportato dal tempario (vedi) della Casa autostrada è vietata la circolazione di
per l’intervento, escluso quindi il perio- pedoni e animali; i pedoni possono
 AUTOSTRADA do necessario per reperire i ricambi camminare lungo le corsie di emergen-
In Italia sono 6487 i km eventualmente non disponibili in ma- za solo per raggiungere i punti di richie-
di autostrada, dei quali gazzino. Questa procedura è tuttora sta di soccorso. L’uso delle autostrade
5593 a pagamento; oggetto di lamentele da parte dei clien- può essere subordinato al pagamento
i caselli sono 456, ti, che spesso si vedono negare l’auto di un pedaggio.
per un totale di 3645 porte sostitutiva perché la riparazione del
(914 automatiche e 1859 guasto, di poche ore, riguarda un parti-  AUTOSTRADE S.P.A.
Telepass). Le società colare che richiede però due o tre giorni Principale società di gestione della rete
di gestione sono circa 25 per essere consegnato all’officina. Infi- autostradale italiana a pagamento, del-
(fonte Aiscat, 31/12/2002). ne, l’auto sostitutiva viene spesso forni- la quale controlla circa il 50%. Già ap-
ta solo a patto che il guasto su quella partenente al gruppo IRI e ora privatiz-
del cliente sia abbastanza grave da im- zata, fa capo al gruppo Benetton e ha
mobilizzarla. In altre parole, il diritto si sede in via Alberto Bergamini 50, Roma
acquisisce solo se l’avaria richiede l’in- (tel. 06.43.631). Il presidente è Gian
tervento di un carro attrezzi. Alcune Maria Gros Pietro, mentre l’amministra-
Case, inoltre, non offrono il servizio tore delegato è Vito Gamberale.
gratuitamente, ma dietro pagamento di
una tariffa giornaliera che, non sempre  AUTOTUTELA
a ragione, viene spesso definita «prefe- Procedimento che consente a un uffi-
renziale». Altre, sempre a pagamento, cio della Pubblica amministrazione di
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

accettano di estendere tale possibilità correggere un proprio errore del quale


anche dopo la scadenza della garanzia si accorge prima che esso abbia con-
contrattuale. Le società di autonoleg- seguenze sui cittadini interessati, an-
gio, invece (ma la tendenza va diffon- nullando o modificando un proprio at-
dendosi anche presso le concessiona- to. Per esempio, in campo automobili-
rie), offrono la vettura sostitutiva non stico, dovrebbero ricorrere all’autotu-
solo in caso di guasto, ma sovente an- tela gli agenti del traffico che, accer-
che nell’eventualità di una sosta per la tando un’infrazione senza contestarla
semplice manutenzione dell’auto nor- immediatamente, scoprano che al nu-
malmente in uso. Tale servizio non è di mero di targa da loro annotato al mo-
solito gratuito e può essere incluso o mento del fatto corrisponde un tipo di
meno nel canone di noleggio. veicolo diverso da quello rilevato (per
esempio, un mezzo pesante invece
 AUTOSTRADA che un’autovettura): in un caso del
In base all’articolo 2, comma 3°, del genere, ci sarebbe il forte dubbio che
Codice della strada, è una strada ex- gli agenti possano aver commesso un
traurbana o urbana a carreggiate indi- errore nell’appuntare le caratteristiche
pendenti o separate da uno spartitraffi- del veicolo multato; dovrebbero quin-
co invalicabile, ciascuna con almeno di avere la prudenza di annullare l’ac-
due corsie per senso di marcia più certamento, per non rischiare di notifi-
quella di emergenza (che può essere carlo a una persona estranea, che
sostituita da una banchina pavimenta- perderebbe tempo e denaro per una
ta), priva di intersezioni a raso e di ac- discolpa che quasi mai è facile. L’au-
cessi privati, dotata di recinzione e di totutela è presente nei princìpi del di-
sistemi di assistenza all’utente lungo ritto amministrativo, ma non sempre è
l’intero tracciato. Deve essere inoltre applicata, soprattutto in materia di in-
dotata di aree di servizio e di parcheg- frazioni stradali.
gio, con accessi muniti di corsie di de-
celerazione e accelerazione. L’utilizzo è  AUTO UNION
riservato soltanto ad alcune categorie Auto Union nasce in Germania nel 1932
di veicoli. Infatti, in Italia l’uso dell’auto- come consorzio con lo scopo di risana-
strada è vietato, per esempio, a veloci- re dalla crisi alcune fabbriche automo-
pedi, ciclomotori e motocicli con cilin- bilistiche fino allora indipendenti e per
drata inferiore a 150 cm³ e motocarroz- certi versi anche concorrenti tra loro.
zette di cilindrata inferiore a 250 cm³, a L’inizio della concentrazione risale però
motoveicoli di massa a vuoto inferiore a al 1928, quando l’Audi-Werke AG di

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
Zwickau, nella Bassa Sassonia, è as- progetto della vettura a motore poste-
sorbita da un’azienda che ha sede po- riore è pronto: il veicolo ha sospensioni
co lontano, la Zschpauer Motorenwe- indipendenti, motore centrale-posterio-
rke J.S. Rasmussen A.G., produttrice re a sedici cilindri, disposti a V con
delle vetture DKW (vedi). Nell’agosto bancate a 45 gradi. La cilindrata è di
1932, questo primo raggruppamento si 4368 cm³ e il regime di esercizio è at-
unisce alla Horch (vedi) – con sede an- torno ai 4500 giri. Ma i finanziamenti
ch’essa a Zwickau e dalla quale nel non bastano: Porsche contatta inutil-
frattempo si era enucleata originaria- mente diverse aziende, e Hans von
mente l’Audi – crea l’Auto Union Ak- Stuck, appassionato e piccolo azioni-
tiengesellschaft. Nello stesso anno, en- sta della società di progettazione, si ri-
tra nell’Auto Union la Wanderer-Werke volge a Hitler richiamando la sua atten-
AG di Chemnitz (vedi), il cui contributo zione sull’importanza propagandistica
al consorzio è l’introduzione di Ferdi- delle corse automobilistiche. Nel frat-
nand Porsche (vedi). Dall’unione di tempo, Porsche si collega con il diretti-
queste aziende nasce il simbolo dei vo dell’Auto Union, tramite i responsa-
quattro anelli intrecciati adottato come bili della Wanderer. Le decisioni sono
marchio dell’Auto Union. DKW e Wan- concomitanti: il direttore commerciale
derer si dedicano rispettivamente alle dell’Auto Union sa di un ritorno alle cor-
vetture utilitarie e medie; Audi e in mi- se della Daimler-Benz (vedi) ed è con-
sura maggiore Horch si occupano di sapevole che tutta l’attenzione accen-
auto di lusso. Nonostante l’incorpora- trata dalle Mercedes sarebbe andata a
zione di queste società riduca le rispet- discapito delle vendite delle vetture
tive ragioni sociali, e nonostante una Horch. Ma non vede come finanziare
massiccia campagna pubblicitaria, il un piano del genere. Hitler, da pochi
grande pubblico continua a identificare mesi al vertice della Germania, riceve
le vetture con le singole marche. Unica una delegazione dell’Auto Union guida-
eccezione, le auto da corsa e da re- ta da Porsche. Il governo decide così di
cord. Le macchine sportive dell’Auto concedere un contributo di 450.000
Union sono, dunque, le uniche ad adot- marchi, divisi però tra Auto Union e
tare il marchio dei quattro anelli prima Mercedes, fondo destinato alla costru-
degli anni 60. L’iniziativa di partecipare zione di vetture sportive e competitive.
alle competizioni rappresenta essen- Porsche ottiene dall’Auto Union un
zialmente un’operazione di pubblicità contratto che gli consente di sviluppare
istituzionale a favore dell’immagine del le vetture, anche se a conti fatti il con-
consorzio. L’avvio arriva dall’esterno e tributo non rappresenta neppure un
per soli motivi di contiguità: Porsche, decimo delle spese sostenute negli an-
che dal dicembre 1930 ha aperto uno ni seguenti per tutta l’attività sportiva. Il
studio di consulenza e di progettazione progetto parte tenendo, quindi, conto
indipendente, ha tra i primi clienti pro- di tutte le esigenze in termini di raziona-
prio la Wanderer. Nell’ottobre del 1932, lizzazione dei processi industriali e dei
Porsche e i suoi associati sono profon- costi. Ciò non toglie che la prima vettu-
damente interessati alla formula co- ra, la «modello A», resta un esempio di
struttiva che sarebbe poi diventata fa- eccellenza tecnica, con soluzioni di al-
mosa nei circoli automobilistici sportivi tissima ingegneria, come i sistemi di lu-
con l’impropria definizione di formula brificazione del cambio e dei giunti dei
libera, per il fatto che, fissando peso a semialberi posteriori irrorati da olio in-
vuoto e sezione maestra minima, la- viato sotto pressione in gusci a tenuta.
sciava libera la cilindrata del motore, Così come l’elevato frazionamento dei
che può anche essere sovralimentato. cilindri e la presenza del compressore,
Si realizzano, insomma, per la prima due elementi che contribuivano alla  AUTO UNION
volta, le condizioni che avrebbero con- massima resa del motore e al minor La «Tipo C» con motore
sentito d’impiegare in gare le massime uso del cambio. La sede è presso gli a 16 cilindri del
potenze. A dare ulteriore spinta alla de- stabilimenti della Horch, i più forniti di 1934, protagonista
cisione di Porsche c’è anche la consa- macchinari di alta precisione. Tuttavia il di numerose vittorie
pevolezza del bisogno di ulteriore pre- reparto corse resta un’entità separata, con Hans von Stuck.
stigio per l’industria automobilistica te- a differenza della Daimler-Benz, che in-
desca e nazionalsocialista. Porsche vece utilizza anche le risorse normali.
comincia così gli studi costituendo una La progettazione delle Auto Union fini-
società di progettazione indipendente, sce col costare molto più di quanto ci si
la Hochleistungfahrzeugbau Gmbh con aspetta, a causa anche delle inevitabili
il supporto iniziale di Adolf Rosenber- complicazioni costruttive introdotte a
ger, suo consigliere finanziario e mece- mano a mano che il progetto prende
nate, e di alcuni membri dell’Her- corpo, come il raffinatissimo albero a
renklub. Durante l’inverno del 1932 il manovelle scomponibili, che consente

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nel 1935 di montare le teste di biella sui  AUTOVEICOLI PER TRASPORTI SPECIFICI
cuscinetti a rulli anziché su bronzine. Il L’articolo 54 del Codice della strada
primo prototipo è affidato a Willy Walb, (vedi) li definisce come veicoli destinati
che diventa poi anche il manager della al trasporto di determinate cose o di
squadra fino al 1935, anno in cui è re- persone in particolari condizioni, carat-
scisso il suo contratto ed egli sostituito terizzati dall’essere muniti permanente-
da Feureissen. Walb è il responsabile mente di speciali attrezzature relative a
dei primi collaudi della vettura, seguiti tale scopo. Nella pratica, sono autovei-
da tutto il team con molta trepidazione, coli per trasporti specifici i furgoni frigo,
perché nel contratto tra Auto Union e le betoniere, i pulmini con pedane e
Porsche c’è una clausola dirimente se- cinture particolari per sollevare le car-
condo la quale la macchina è accettata rozzelle dei disabili e tenerle fisse du-
solo se in grado di girare sull’Avus a rante la marcia eccetera.
una media di 200 km/h. Risultato che
arriva il 12 gennaio 1934, mentre il de-  AUTOVEICOLI PER USO SPECIALE
butto pubblico avviene il 6 marzo, L’articolo 54 del Codice della strada
quando von Stuck batte il record del- (vedi) li definisce come veicoli caratte-
l’ora detenuto dalla Panhard. L’Auto rizzati dall’essere muniti permanente-
Union da Gran Premio è una realtà: so- mente di speciali attrezzature e desti-
no automobili molto avanzate tecnica- nati prevalentemente al trasporto pro-
mente, con sospensioni anteriori a prio. In pratica, sono autovetture o
bracci paralleli e l’elemento elastico è autocarri (vedi) che hanno particolari
realizzato con due barre di torsione tra- dotazioni necessarie per svolgere al-
sversali, secondo lo schema reso fa- cune attività, come per esempio scri-
moso più tardi da Porsche nella vanie, portadocumenti e computer
Volkswagen (vedi). Uno schema ottimo, (autoveicolo uso ufficio, vedi), scale
ma non adatto a vetture di grande po- e piattaforme mobili (per uso da parte
tenza: la lunghezza dei bracci produce di vigili del fuoco, imprese di traslochi
un effetto di beccheggio sulle sospen- o televisioni), pannelli e altoparlanti
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 AUTO UNION
La «Tipo D» del 1938; sioni posteriori. Allora Robert Eberan von per pubblicità eccetera. Questa cate-
il motore era un 12 Eberhorst (che nel 1938 occupa il posto goria di veicoli si divide in varie sotto-
cilindri a V, contenuto a 3 di Porsche nel controllo della progetta- categorie (articolo 203 del Regola-
litri. Ottenne importanti zione di tutto il veicolo) aumenta la lun- mento di esecuzione del Codice della
vittorie con Nuvolari. ghezza dei bracci e introduce il ponte De strada), secondo le attrezzature in-
Dion, unica applicazione nel mondo delle stallate a bordo (per esempio, autoin-
 AUTOVEICOLI auto da competizione a trazione poste- naffiatrici, autospazzaneve, autovei-
PER TRASPORTI riore. Attorno alle Auto Union intanto, coli per il soccorso stradale eccetera).
cresce un alone di leggenda, dovuto an- Su tutti gli autoveicoli per uso speciale
SPECIFICI
che ai numerosi dispositivi di cui sono possono viaggiare solo il personale
Una betoniera.
equipaggiate le vetture, dagli strumenti addetto all’uso delle attrezzature e i
di bordo ai martinetti ad aria compressa materiali connessi al ciclo operativo
montati in vetture che accelerano il cam- delle attrezzature stesse: per esem-
bio delle gomme. Nonostante che le pio, su un autoveicolo per uso ufficio
macchine non siano facili da guidare, pi- non è consentito trasportare un fami-
loti come Muller e Hasse, non certo al liare del proprietario o una damigiana
top, le portano vittoriose al traguardo. Il (essa è estranea al funzionamento
migliore di tutti, dopo von Stuck, è delle scrivanie e di tutte le altre even-
senz’altro Bernd Rosemeyer, che resterà tuali attrezzature tipiche di un veicolo
ucciso in seguito a una sbandata della di questo genere). Su un autoveicolo
sua potente Auto Union. I punti deboli di per uso ufficio sarebbe possibile inve-
queste vetture sono i pneumatici di gran- ce trasportare documenti e scorte di
de diametro e il disegno delle sospensio- carte idonee a far funzionare le stam-
ni montate sui tre tipi fondamentali e sul- panti degli eventuali computer instal-
le evoluzioni successive: la «A», la «B» e lati a bordo. In alcuni casi, le persone
la «C», con motore a 16 cilindri. Il «Tipo addette all’uso delle attrezzature non
D», destinato alla formula del 1938, limita possono viaggiare nella parte del vei-
la cilindrata dei motori sovralimentati (12 colo che ospita delle attrezzature
cilindri a V) a tre litri. C’è anche un «Tipo stesse: accade principalmente quan-
E», studiato per la formula 1500 cm³ di do i posti a sedere di tale parte del-
cui è previsto l’avvento, ma non scende- l’automezzo non sono muniti di cintu-
rà mai in pista. Gli stabilimenti originari re di sicurezza. Tale principio non è
dell’Auto Union cadono, dopo il conflitto, stabilito chiaramente da alcuna nor-
oltrecortina e le vetture da corsa sono ma: è solo il frutto di un’interpretazio-
disperse, a parte un esemplare rimasto ne del Codice della strada e di alcune
in mani private a Varsavia. circolari del DTT (vedi).

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
 AUTOVEICOLO A USO PUBBLICITARIO erano esclusivamente monovolume,
Veicolo con almeno quattro ruote dota- furgoncini o camper utilizzati da azien-
to permanentemente di strutture e ap- de presenti a fiere o altri eventi che si
parecchiature (supporti per cartelloni, tengono all’aperto oppure dalle forze
megafoni eccetera) utilizzate per fare dell’ordine. A partire dal 1999, però, si
pubblicità in luoghi aperti. Inizialmente, sono aggiunte station wagon e fuori-
i veicoli di questo tipo (che l’articolo strada, che alcune aziende specializza-
203 del Regolamento di esecuzione del te hanno trasformato in autoveicoli a
Codice della strada classifica tra le tan- uso ufficio semplicemente aggiungen-
te categorie di autoveicoli a uso specia- do un tavolinetto rimuovibile subito
le) erano soprattutto furgoni e camion- dietro gli schienali dei sedili anteriori e
cini allestiti per esporre cartelloni pub- una piccola cassettiera nel bagagliaio:
blicitari e maxischermi (ma solo da fer- secondo la loro interpretazione, condi-
mi e durante manifestazioni in aree visa da alcuni uffici del DTT (vedi), ba-
chiuse al traffico). Successivamente, stavano questi due elementi a rendere
alcune aziende hanno offerto a normali una normale autovettura simile a un uf-
automobilisti di sponsorizzare le loro ficio mobile. Ciò ha attirato l’interesse
autovetture, contribuendo così a paga- di molti imprenditori e lavoratori auto-
re le spese di utilizzo degli automezzi. nomi, giacché gli autoveicoli uso ufficio
La sponsorizzazione sulle automobili, sono soggetti a un regime fiscale iden-
però, è vietata dall’articolo 57 comma 1 tico a quello degli autocarri (vedi),
del Regolamento di esecuzione del Co- molto più vantaggioso rispetto a quello
dice della strada, che consente la pub- previsto per le autovetture. Va tuttavia
blicità solo sulle autovetture apparte- ricordato che, come nel caso degli au-
nenti ad aziende e la limita al marchio e tocarri, i vantaggi fiscali sono leciti solo
alla ragione sociale delle aziende stes- per chi utilizza il veicolo esclusivamente
se. L’ostacolo è stato aggirato da alcu- per lavoro; inoltre, nella parte dell’auto-
ne società specializzate con un’eviden- mezzo destinata all’ufficio (cioè, nel ca-
te forzatura delle norme: alcune vetture so delle automobili, i sedili posteriori)
sono state immatricolate proprio come possono prendere posto solo le perso-
autoveicoli a uso pubblicitario, aggiun- ne addette all’uso delle attrezzature
gendo a normalissime Smart un piccolo dell’ufficio stesso, come stabilisce l’ar-
altoparlante e un alettoncino su cui è ticolo 54, comma 1, lettera g) del Codi-
possibile dipingere messaggi pubblici- ce della strada, pena una multa di
tari. Questa trasformazione è tecnica- 68,25 euro e la sospensione della carta
mente discutibile e contribuisce a di- di circolazione per un mese (stabilita
strarre i guidatori che si trovano vicino dall’articolo 82, comma 8 del Codice).
a un veicolo del genere, tradendo lo Dal 10 dicembre 2002 c’è stato un ulte-
spirito con cui il Regolamento ha vieta- riore inasprimento, per limitare le elu-
to la pubblicità sulle auto. Inoltre, va ri- sioni fiscali: il DTT ha emanato un de-
cordato che l’articolo 54, comma 1, let- creto dirigenziale che vieta a chiunque
tera g) del Codice della strada consente di occupare i sedili della parte destinata
di ospitare sugli autoveicoli a uso spe- all’ufficio mentre il veicolo è in movi-
ciale solo il personale addetto all’uso mento. Lo stesso decreto ha poi reso di
delle attrezzature del veicolo, quindi fatto impossibile la trasformazione di
non è possibile utilizzare l’autoveicolo a autovetture in autoveicoli a uso ufficio: i
uso pubblicitario come se fosse una veicoli trasformati dal 1° gennaio 2004
normale autovettura. Chi lo fa adibisce dovranno avere una parte destinata a  AUTOVELOX
il veicolo a un uso diverso da quello in- ufficio alta almeno 1,80 m, accessibile Da sinistra, due
dicato dalla carta di circolazione e attraverso una porta larga almeno 1 m generazioni di
quindi viola l’articolo 82, comma 8 del e che prenda luce da una finestra con «Autovelox» e il moderno
Codice, che prevede una multa di 68,25 superficie di almeno 0,5 m². Nessuna Telelaser, in grado di
euro e la sospensione della carta per un autovettura ha una carrozzeria tanto rilevare le velocità anche
mese. ampia da consentire il rispetto di questi da 1 km di distanza
requisiti ed è quindi prevedibile la fine (senza però poter
 AUTOVEICOLO A USO UFFICIO di questo tipo di trasformazioni. documentare l’infrazione
Veicolo con almeno quattro ruote dota- fotograficamente).
to permanentemente di attrezzature da  AUTOVELOX
lavoro (tavolini, cassettiere, prese elet- In senso stretto, il termine designa gli
triche per alimentare computer eccete- apparecchi «Autovelox» per misurare la
ra) tipiche di un ufficio. Inizialmente, i velocità prodotti dalla Sodi Scientifica
veicoli di questo tipo (che l’articolo 203 di Settimello di Calenzano (FI); in senso
del Regolamento di esecuzione del Co- lato, indica un qualsiasi rilevatore di ve-
dice della strada classifica tra le tante locità. Quest’ultima estensione è dovu-
categorie di autoveicoli a uso speciale) ta al fatto che negli ultimi 30 anni la

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A B C D E F G H I J K L M
maggior parte delle attrezzature utiliz- per indagini di polizia). Inoltre, il «105»
zate dalle forze dell’ordine italiane per consente di misurare anche la distanza
controllare il rispetto dei limiti di veloci- tra un veicolo e l’altro (se in futuro en-
tà è prodotta dalla Sodi, che con il mar- trasse in vigore una norma che quantifi-
chio «Autovelox» ha dapprima denomi- ca una distanza minima obbligatoria,
nato un prototipo del 1966 (brevettato potrebbe multare i trasgressori). Più ra-
nel 1968, omologato dal ministero dei ramente, come sinonimo di misuratore
Lavori pubblici nel 1975 e prodotto fino di velocità, era usata la parola Multano-
al 1977) e in seguito tutti i suoi modelli, va, cioè il nome di un apparecchio di ri-
dal «102» del 1977 al «105» del 1999. Il levazione svizzero che utilizza la tecno-
prototipo misurava il tempo intercorso logia radar (determina la velocità sulla
tra il passaggio delle ruote di un veicolo base dell’angolo con cui le onde radar
su due tubi di gomma muniti di sensori emesse «rimbalzano» sul veicolo).
e inchiodati trasversalmente sulla car- L’unico apparecchio radar oggi usato
reggiata, a due metri l’uno dall’altro. in Italia (in pochi esemplari) è lo «Spee-
L’«Autovelox 102» funzionava in modo dophot» della tedesca Traffipax, in gra-
analogo, ma sostituiva ai due tubi al- do di effettuare anche rilevazioni in
trettanti raggi di luce infrarossa emessi movimento. Piuttosto diffuso è anche il
da fotocellule e fu il primo a essere do- «Velomatic 512» prodotto dalla Eltraff
tato (alla fine degli anni 70) di una mac- di Concorezzo (MI), di aspetto simile
china fotografica. Il «103» del 1981 era all’Autovelox «104» ma funzionante
più compatto del «102», poteva distin- (non di notte) in base al principio del
guere secondo l’altezza le varie cate- contrasto ottico e in grado di rilevare la
gorie di veicoli per applicare a ognuno il velocità contemporaneamente nei due
rispettivo limite di velocità e aveva tre sensi di marcia. A partire dal 1997, si è
raggi infrarossi, per effettuare una dop- molto affermato anche l’americano Te-
pia misurazione a ogni passaggio e lelaser, una pistola laser che rileva le
quindi scartare eventuali errori, possibi- infrazioni anche a 500 m - 1 km di di-
li soprattutto sulle strade a doppio sen- stanza (secondo le varie versioni), ma
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 AUTOVELOX
Il «Provida», ultimo nato so di marcia per i passaggio di veicoli in non può documentarle fotograficamen-
in fatto di rilevatori direzione opposta. Il «104» del 1989 te, per cui è usato in prevalenza per
di velocità (è del 2001): differiva per essere montato sul tetto di fermare subito i responsabili delle vio-
si tratta di una telecamera un veicolo, per effettuare le misurazioni lazioni più gravi e ritirare loro immedia-
montata su una vettura attraverso tre raggi laser, per regolare tamente la patente; solo dalla metà del
di servizio ed equipaggiata elettronicamente l’istante di scatto del- 2003 è stata omologata la versione «Di-
con un sofisticato la foto in modo da riprendere i veicoli in gicam», in grado di fotografare il tra-
cronometro, in grado contravvenzione quando giungono nel sgressore a un massimo di 200 metri di
di misurare la velocità punto prefissato, denominato zona di distanza (è abbinata a una fotocamera
del veicolo verso scatto, e per avere la possibilità di rile- digitale). Il sistema più recente, intro-
il quale viene puntata. vare la velocità anche in movimento dotto nell’estate 2001, è il Provida, che
(opzione di fatto mai utilizzata per que- funziona «a inseguimento»: una teleca-
stioni di sicurezza e per paura di ricorsi mera montata su una vettura di servizio
da parte dei multati). Dal 1989 le mac- (può essere una «civetta» o una norma-
chine fotografiche collegate agli «Auto- le autopattuglia) viene orientata su un
velox» sono in grado di funzionare an- veicolo scelto dall’agente, che contem-
che di notte. Il «104 C» del 1992, attual- poraneamente aziona un sofisticato
mente il più usato, è un «104» compatto cronometro in grado di misurare la ve-
e meglio occultabile (si può piazzare sia locità dell’inseguito (per chi ha dubbi
sulla strada sia sul finestrino di un’auto) sulla prontezza dell’agente nel crono-
e, nella variante «C-2», può avere una metrare, il filmato dell’infrazione può
seconda macchina fotografica per ri- essere analizzato poi su uno speciale
prendere il volto del trasgressore. Il banco regia, una sorta di moviola, in
«105», infine, è un «104» che, invece grado di ricostruire la velocità istante
della fotocamera, ha due telecamere per istante). La telecamera del Provida
digitali che consentono di vedere su può essere utilizzata anche per regi-
quale corsia transita il trasgressore, di strare altre infrazioni, per trasmettere in
evitare le operazioni manuali di cambio diretta le immagini di incidenti o di altri
del rullino fotografico (l’apparecchio interventi delle forze dell’ordine eccete-
può così trasmettere di continuo anche ra. Tutti i misuratori di velocità utilizzati
da postazioni inaccessibili, come per sulle strade italiane a fini sanzionatori
esempio in galleria) e di automatizzare sono omologati dal ministero dei Lavori
la ricerca della targa nei pubblici archi- pubblici (lo impone l’articolo 345 del
vi, grazie alla lettura automatica delle Regolamento di esecuzione del Codice
targhe (utilizzabile anche per la ricerca della strada) e i valori da essi rilevati
di veicoli segnalati per vari fini, anche devono essere depurati del 5% con un

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
minimo di 5 km/h (tolleranza stabilita a livello di colori e di materiali sia di sti-
dalla stesso articolo). Queste condizio- le. La vendita non avviene tramite con-
ni garantiscono un’affidabilità quasi as- cessionario, ma contattando diretta-
soluta, che, unita a modalità d’impiego mente i clienti interessati. L’«Avanti II»
e verbalizzazione ormai collaudate, rimane in vendita sostanzialmente im-
rende pressoché vane le speranze di ri- mutata fino al 1982, quando l’azienda
corso che molti automobilisti multati viene venduta a Stephen Blake. Tre an-
manifestano in continuazione. I casi in ni dopo, l’Avanti dichiara bancarotta.
cui prefetti o giudici unici annullano le Nell’86 la ditta viene rilevata da Michael
contravvenzioni sono ormai molto rari e Kelly, che allarga la gamma con nuovi
riguardano errori, necessità documen- corpi vettura. Nel 1988 arriva John Ca-
tate da parte del trasgressore (per faro, che interrompe la produzione nel
esempio, infrazioni dovute al soccorso 1991. Nel 1999 riparte l’attività con le
di persone) o aspetti poco chiari delle versioni coupé e convertibile. Oggi
leggi (per esempio, la sussistenza o l’Avanti produce repliche di Porsche e
meno dell’obbligo di contestazione Lister da corsa e ha recentemente pre-
(vedi) immediata della violazione, che è sentato una sport utility, chiamata Stu-
ampiamente derogabile ed è da valuta- debaker «XUV».
re caso per caso). Per quanto riguarda
le fotografie scattate dall’Autovelox,  AVVISO DI MORA
l’Autorità garante della riservatezza è Comunicazione con la quale gli uffici fi-
intervenuta per dichiarare che è preferi- scali contestano formalmente al pro-
bile che gli accertatori inviino all’inte- prietario di un veicolo un’irregolarità di
ressato il solo verbale di contestazione pagamento della tassa di possesso
in busta chiusa, senza alcuna foto, con (vedi).
l’indicazione che il fotogramma è visio-
nabile presso i loro uffici.  AZOTO
Il gas utilizzato per gonfiare i pneumati-
 AUTOVETTURA ci delle auto da corsa, perché mantiene
Sottocategoria burocratica degli auto- più stabile la pressione. Si dilata come
veicoli. Con tale termine, l’articolo 54 l’aria al crescere della temperatura, ma
del Codice della strada intende un vei- è immune da quella variabile incontrol-
colo destinato al trasporto di persone labile che è il tasso d’umidità. Le F.1
avente al massimo nove posti, condu- esigono la massima precisione nella
cente compreso. determinazione delle pressioni ottimali:
1/30 di bar in più o in meno può avere
 AVANTI effetti avvertibili sulla guidabilità e le
Casa automobilistica statunitense che prestazioni.
nasce nel 1965 dalle ceneri della Stu-
debaker, grazie all’iniziativa di due ex
concessionari Studebaker-Packard,
Nate Altman e Leo Newman. Il loro pro-
getto è quello di avviare, in piccola se-  AVANTI
rie, la produzione della Studebaker La lussuosa Avanti «II»
«Avanti» (vedi): per attuarlo, acquistano montava un motore
una parte degli impianti del vecchio Chevrolet a 8 cilindri
marchio e assumono i suoi tecnici più a V di 5736 cm³ da 270
qualificati; invece che puntare all’auto- CV. La vettura, uscita
mazione completa, optano per la cate- nel 1965, rimase
na di montaggio di tipo artigianale, do- in produzione, pressoché
ve la maggior parte del lavoro di as- immutata, fino al 1982.
semblaggio viene eseguita a mano. Il
risultato è l’«Avanti II», una vettura di
alta classe con carrozzeria di vetroresi-
na che viene prodotta in trecento
esemplari l’anno. Rispetto al modello
che l’ha preceduta, si differenzia per la
linea meno sfuggente del cofano e i fa-
nali anteriori quadrati. La modifica più
rilevante riguarda però il motore, sosti-
tuito da uno Chevrolet 8 cilindri a V di
5736 cm³ da 270 CV (SAE). Un caratte-
ristica della vettura è l’ottimo livello di
personalizzazione degli interni, che il
cliente può scegliere come allestire, sia

69
B
A B C D E F G H I J K L M
 BACK FIRE  BAGNO D’OLIO
Termine inglese che significa ritorno di Questo termine descrive aspetti diffe-
fiamma. Descrive la propagazione ano- renti, che possono riguardare la lubrifi-
mala della combustione di benzina o cazione, la frizione o il filtraggio dell’aria.
GPL nei condotti d’aspirazione o in
quelli di scarico, causata dall’imperfet-  BAKER
ta chiusura delle valvole oppure da Casa americana specializzata nella pro-
problemi all’accensione o alla carbura- duzione di veicoli elettrici fondata a
zione. Con i moderni impianti d’iniezio- Cleveland (Ohio) nel 1899 da Walter C.
ne, indispensabili per garantire efficien- Baker e Fred R. White. Il primo prototi-
za e durata del catalizzatore (vedi), si po risale al 1897 e da questo deriveran-
tratta d’eventualità remote nelle vetture no i vari modelli che saranno prodotti in
stradali, mentre nelle vetture da com- grande serie. Nel 1902 la Baker presen-
petizione con motori turbo il fenomeno ta la «Torpedo», vettura da corsa dalla
del ritorno di fiamma allo scarico rila- forma fusiforme; con essa Baker cerca
sciando l’acceleratore è frequente a di battere il record sul miglio, ma il ten-
causa della particolare messa a punto. tativo finisce in tragedia: l’auto esce di
strada, uccidendo due spettatori. Chiu-
 BAGAGLIAIO sa la parentesi sportiva, la Casa si dedi-
Lo scomparto dell’auto deputato al ca- ca esclusivamente alle vetture da turi-
rico dei bagagli, di norma nella zona smo. Nel 1914 si fonde con la Rauch &
posteriore del veicolo. Nelle berline es- Lang e l’anno dopo con la Owen-Ma-
so è fisicamente separato dagli schie- gnetic. La costruzione di vetture elettri-
nali dei sedili posteriori, che però pos- che scema e la Baker, che ha assunto il
sono essere anche di tipo abbattibile, nome di Baker, Rauch & Lang Com-
per consentire il carico di oggetti lun- pany, interrompe l’assemblaggio all’ini-
ghi. Nelle station wagon (vedi), il vano zio degli anni 20, dedicandosi alla forni-
di carico fa corpo unico con l’abitacolo tura ad altre marche di semplici carroz-
ed è possibile sfruttare anche la zona zerie. Tale attività è proseguita negli
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

sovrastante i sedili per stivare bagagli: anni, affiancandosi a quella di produzio-


in questo caso bisogna prestare atten- ne d’equipaggiamenti elettronici.
 G. BAGHETTI zione per evitare che, in una brusca
L’unico pilota ad aver frenata, gli oggetti non siano proiettati  BALANCE
vinto un G.P. all’esordio. in avanti. Alcune vetture sportive hanno Sugli impianti stereo, regolatore che
due vani per i bagagli (anteriore e po- bilancia il suono tra i canali stereo di
 BAKER steriore). La capacità del bagagliaio si destra e quelli di sinistra.
Una delle prime vetture misura in dm³ oppure in litri secondo la
a propulsione elettrica normativa VDA (vedi), che prevede il  BALBO
della Casa americana. riempimento del vano con piccoli mat- Carrozzeria fondata nel 1914 a Torino
toni di polistirolo di dimensioni 5 x 10 x da Alfonso Balbo. L’azienda si specia-
20 cm (=1000 cm³). Tra le altre qualità lizzò rapidamente nella costruzione su
di un bagagliaio vi sono l’accessibilità autotelai Lancia di carrozzerie estre-
(l’ampiezza del portello di carico), l’al- mamente eleganti e ben rifinite. Inte-
tezza della soglia di carico, che deve ressante, l’invenzione di una copertura
essere bassa, e la presenza di guide di smontabile con pareti laterali a vetri,
scorrimento di plastica che facilitano adattabile a qualsiasi vettura, che pote-
l’introduzione di carichi pesanti. La va essere così utilizzata sia d’estate sia
presenza del sedile posteriore abbatti- d’inverno. Alla morte di Alfonso Balbo,
bile, anche sdoppiato, favorisce la ver- avvenuta nel 1926, l’azienda passa
satilità del vano. sotto la direzione di Carlo Follis, che
prosegue l’attività di carrozzeria. Lo
 BAGHETTI GIANCARLO scoppio della seconda guerra mondia-
Nato a Milano il 25.12.1934, morto a Mi- le pone fine allo sviluppo della Balbo,
lano il 27.11.1997. Gran Premi disputati che riprende al termine del conflitto: un
21. Vittorie 1. Piazzamenti 2. È l’unico pi- nuovo stabilimento, più ampio e mo-
lota della storia a imporsi in un Gran Pre- derno, è costruito sempre a Torino, ma
mio al debutto, a Reims nel 1961 su una dopo poco, nel 1954, la carrozzeria
Ferrari (vedi). All’inizio corre con auto di Balbo cessa l’attività.
produzione e Formula Junior, prima di
vincere con la Ferrari in due gare non ti-  BALESTRA (MOLLA A BALESTRA)
tolate a Siracusa e Posillipo. Corre in Elemento elastico delle sospensioni. È
Formula 1 sino al 1967, gareggiando con costituita da strisce d’acciaio curvate e
più assiduità con vetture turismo e sport. sovrapposte, unite per mezzo di staffe.
Da pilota si trasforma poi in validissimo Le balestre sono anche organi di colle-
giornalista e fotografo. gamento fra le ruote e la scocca (vedi).

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
Il sistema più diffuso in passato era ristiche di funzionamento. Il banco pro-
quello in cui il ponte rigido posteriore va viene usato sia per rilevare dati im-
veniva fissato con cavallotti alla mezze- portanti per la messa a punto di prototi-
ria delle balestre, mentre l’attacco al pi, sia per il rilievo di pochi dati fonda-
telaio avveniva direttamente agli oc- mentali (potenza, coppia..., vedi) ne-
chielli anteriori e tramite biellette, dette cessari al collaudo di motori di normale
biscottini, agli occhielli posteriori. Lo produzione. Il banco prova può essere
scopo dei biscottini è quello di permet- dedicato alla misura delle prestazioni
tere alla balestra di distendersi sotto del solo motore, oppure può servire alla
l’effetto del carico. prova del propulsore montato sulla vet-
tura; in tal caso, la potenza viene prele-
 BALLOT vata direttamente dalle ruote dell’auto
Casa francese fondata nel 1905, quan- attraverso rulli a filo del pavimento. Il
do i fratelli Edouard e Maurice Ballot principio di funzionamento del banco di
aprono a Parigi uno stabilimento per la prova della potenza è quello del freno
produzione di motori marini, industriali dinamometrico: la coppia erogata dal
e, dal 1911, automobilistici. L’attività di motore viene equilibrata da un’azione
fornitori riscuote subito grande succes- resistente, che può essere quella eser-
so, essendo i loro motori adottati da citata da un freno meccanico, idraulico,
produttori famosi come la Délage (ve- elettrico o aerodinamico. I più diffusi
di). Nel 1919 Maurice Ballot decide di sono i banchi con freni idraulici o elet-
partecipare alla 500 Miglia di Indiana- trici a correnti parassite: i primi dissipa-
polis: quattro vetture con motore bial- no la potenza del motore in moti vorti-
bero otto cilindri vengono preparate e cosi dell’acqua, che si oppone alla ro-
le loro prestazioni destano stupore du- tazione di una girante entro una carcas-
rante le prove. Una Ballot giunge quarta sa, mentre i secondi generano intense
e l’eco del buon piazzamento giunge in correnti parassite in un rotore e in uno
Europa, obbligando, di fatto, la ditta a statore, in presenza di un campo elet-
intraprendere la produzione di vetture tromagnetico prodotto da una bobina
di prestigio. Negli anni successivi le di eccitazione. Per conoscere il valore
Ballot difendono i colori francesi nelle della potenza del motore in prova è
competizioni, raccogliendo numerosi sufficiente misurare la coppia applicata
successi nelle varie categorie. Nel al freno, rilevando tramite dinamometri  BANCO PROVA
1930, sotto la pressione di un’econo- o bilance quella di reazione, che è
mia mondiale in difficoltà, la Ballot ac- uguale e contraria, sulla carcassa o  L. BANDINI
cetta suo malgrado di essere rilevata sullo statore. Nota la coppia si calcola Disputò 42 Gran
dalla Hispano Suiza (vedi), che nel la potenza tramite la formula P=C*n/ Premi di Formula 1.
1931 tenta di trasformare l’azienda 9550 dove P è la potenza in kW, C la
francese in uno stabilimento sussidia- coppia in Nm, n il regime di rotazione
rio. Nel 1930 la Ballot presenta quella del motore in giri/min.
che sarà poi denominata come la Hi-
spano «Junior», ovvero la «HS 26», do-  BANDINI LORENZO
tata di un sei cilindri sviluppato dalla Nato a Barce (Libia) il 21.12.1935, mor-
Hispano Suiza. Nel 1933 il nome Ballot to a Montecarlo (Monaco) il 10.5.1967.
scompare dalla scena automobilistica. Gran Premi disputati 42. Vittorie 1.
Piazzamenti 16. Pole position 1. Inizia
 BANCATA nelle corse in salita e alla Mille Miglia,
Indica comunemente una fila di cilindri prima di passare in Formula Junior.
nei motori boxer (vedi) o disposti a V e Debutta in Formula 1 con una Cooper
in questi casi si parla appunto di ban- (vedi) della Scuderia Centro-Sud. In-
cata destra o sinistra del motore. Si uti- gaggiato dalla Ferrari (vedi) nel 1962,
lizza il termine anche come sinonimo di corre con le monoposto e i prototipi,
banco, ossia l’insieme dei supporti che vincendo nel Gran Premio d’Austria del
reggono l’albero motore. Il numero dei 1964. Muore tre giorni dopo un inciden-
supporti è un elemento caratteristico te a Montecarlo in cui riporta gravissi-
del motore e dipende dal numero dei me ustioni.
cilindri e dalla loro disposizione. Au-
mentando il numero di supporti, dimi-  BANGLE CHRIS
nuiscono le sollecitazioni sull’albero, Dall’ottobre del 1992 responsabile del
ma a prezzo di una maggiore perdita di design di BMW, Christopher Edward
potenza per gli attriti sui cuscinetti. Bangle (nato nel 1956), americano dello
stato dell’Ohio, ha lavorato prima in
 BANCO PROVA Opel e in Fiat (a lui si devono la «Coupé»
Apparecchio che serve per misurare le e l’Alfa «145»). Con Bangle, la filosofia
prestazioni dei motori e le loro caratte- stilistica della BMW è cambiata profon-

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A B C D E F G H I J K L M
damente e non sono mancate critiche  BARICENTRO
al suo operato da molti appassionati Punto in cui, ai fini della dinamica e del-
della marca tedesca. Si è arrivati persi- la statica della vettura, si può conside-
no a promuovere una raccolta di firme rare concentrata la massa del veicolo. Il
su Internet per indurre la Casa bavare- comportamento dinamico della vettura
se a cacciarlo. Sotto la sua direzione è influenzato sia dalla sua altezza da
stilistica sono state sviluppate vetture terra (quanto più è basso, tanto più sa-
come la «Z8», la«Z4», le nuove «serie ranno contenuti i movimenti di bec-
7», «5» e le SUV «X5» e «X3». cheggio e rollio), sia dalla sua posizione
sull’asse longitudinale: la vicinanza alle
 BANDIERA ROSSA ruote anteriori favorisce un comporta-
È stata per decenni l’auto di rappresen- mento sottosterzante, che diventa in-
tanza del regime governativo cinese. vece sovrasterzante qualora il baricen-
Come la ZIL sovietica, doveva incarna- tro sia più vicino al retrotreno. A livello
re il concetto di opulenza ritenuto ne- agonistico, è considerata ideale una ri-
cessario da parte dei vertici politici del partizione delle masse che preveda il
Paese e per questo i vari modelli si so- 42% sull’anteriore e il restante 58 sul
 BANDIERA no sempre incanalati lungo una filosofia posteriore.
ROSSA costruttiva da tipica limousine, fatta di
Conosciuta anche grandi dimensioni e posti per sei o più  BARILE
come Hongki. persone. La versione più famosa è sen- È l’unità di misura per la vendita del
za dubbio la «Hongki», per anni vista petrolio greggio. Ogni barile contiene
spesso nei reportage televisivi sui mee- 159 litri (pari a 42 galloni americani op-
 BAR ting con i potenti della Terra. Nel 2001 è pure 35 galloni inglesi). All’inizio di giu-
La sigla significa British stato presentato un nuovo modello, di- gno 2003 il prezzo del barile era sceso
American Racing. venuto famoso perché è stata la prima sino ai 28,10 dollari, dopo essere stato
auto cinese a disporre degli airbag late- a lungo ancorato intorno ai 35 dollari.
rali. Ora la Bandiera Rossa appartiene
al China First Automotive Group. Nota  BARISON
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

di colore: a Pechino girano due «Hon- Casa livornese attiva negli anni 20 che
gki» anni Settanta, una delle quali può rappresenta uno dei tanti, vani tentativi
essere affittata per 225 dollari l’ora, di interrompere la supremazia milanese
champagne e caviale inclusi. e torinese nella costruzione delle auto-
mobili. La società nasce dopo che l’in-
 BANTAM gegner Silvio Barison ha presentato al
Casa di relativa importanza, specializ- Salone di Milano, nel 1922, un sistema
zata negli anni 30 in vetturette derivate di distribuzione a cono rotante applica-
dall’Austin «Seven». Ha però lasciato to a un propulsore. L’unico prodotto è
un segno nella storia dell’automobili- una vettura a quattro cilindri di 1995
smo perché è da un suo progetto che cm³ (cilindrata poi portata a 2,5 litri), con
nel 1940 nasce quella che sarebbe poi motore completamente d’alluminio, vo-
stata conosciuta come Jeep (vedi). lante e pedali regolabili e sospensione
posteriore a cantilever compensato. Nel
 BAR 1923 i quattrini scarseggiano e l’assem-
Unità di misura della pressione che sosti- blea degli azionisti delibera la messa in
tuisce l’atmosfera (atm), il cui uso non è liquidazione della società, che scompa-
più consentito dal sistema di misura in- re definitivamente nel 1925.
ternazionale. Da un punto di vista nume-
rico 1 atm = 0,98066 bar. Un bar è pari a  BARKER
10 N/cm² ossia a 100.000 pascal (Pa). Una delle più antiche carrozzerie inglesi.
La storia si inizia, infatti, nel 1710, quan-
 BAR do un ex ufficiale della Guardia della
Acronimo di British American Racing, Regina Anna apre un’officina a Londra.
scuderia fondata nel 1997 gestita dal L’azienda rapidamente si afferma come
manager di Jacques Villeneuve (vedi), fornitore di carrozze alla famiglia reale.
Craig Pollock, ma di proprietà della Nel 1905 viene ristrutturata e comincia
multinazionale del tabacco British Ame- la lunga collaborazione con la Rolls-
rican Tobacco (BAT). Il know-how tec- Royce (vedi), cui vengono forniti gli
nico proviene dalla Tyrrell (vedi), acqui- chassis. Il crescente perfezionamento
stata dalla BAR nel dicembre 1997 per delle carrozzerie offerte dai produttori, il
26 milioni di dollari. La stagione 1999 è declino delle fuoriserie e la crescita dei
un disastro, ma le cose migliorano costi del lavoro artigianale determinano
quando arrivano i motori Honda. Nella un periodo di declino della Barker, che
stagione 2003 i piloti sono Jenson But- nel 1938, dopo essere stata posta in li-
ton e Jacques Villeneuve. quidazione, viene rilevata dalla Hopper.

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N O P Q R S T U V W X Y Z
 BARRA DI TORSIONE

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
più essere venduta in Europa un’auto
Elemento elastico costituito da una nuova di fabbrica che non soddisfi la
barra sollecitata a torsione. Nell’uso prova d’urto laterale.
come molla nelle sospensioni le sue
estremità sono solidali, da una parte,  BARRE PORTATUTTO
al telaio della vettura e, dall’altra, a un Barre trasversali che si ancorano ai
braccio della sospensione. Rispetto mancorrenti (o barre longitudinali). Que-
alla classica molla elicoidale (vedi) è ste barre, di solito d’acciaio, possono
meno ingombrante in altezza e con- essere accessoriate con vari supporti
sente più facili regolazioni dell’asset- per adattarsi al tipo di carico: sci, pac-
to. Ha però costo e complicazioni co- chi, windsurf, barche, biciclette. Nel-
struttive maggiori e non offre una ri- l’impiegarle, bisogna accertarsi della lo-
sposta altrettanto precisa e prevedi- ro compatibilità con il modello di auto e
bile. Si usa più frequentemente come della solidità degli attacchi, nonché del
barra antirollio (vedi), altrimenti detta perfetto ancoraggio del carico. Sulle
stabilizzatrice. auto, di norma, non si devono superare
i 50 kg di carico sul tetto. Il valore mas-
 BARRA PANHARD simo ammesso è riportato sul libretto di
Barra trasversale, con funzione di biel- uso e manutenzione del modello.
la, che costituisce, in uno schema mol-
to comune, l’ancoraggio laterale alla  BARRICHELLO RUBENS
scocca della sospensione posteriore Nato a San Paolo (Brasile) il 23.5.1972.
ad assale rigido. È di solito collocata Gran Premi disputati 172. Vittorie 5. Piaz-
parallelamente all’assale; le sue estre- zamenti 65. Pole position 7. Si cimenta
mità sono incernierate, da una parte, sin da piccolo con i kart. Emigra nel 1990
alla scocca e, dall’altra, al ponte. in Europa, dove è tra i protagonisti nelle
formule minori e nella Formula 3000. De-
 BARRA STABILIZZATRICE butta in Formula 1 con la Jordan (vedi)
Detta anche barra antirollio, unisce le nel 1993. Si mette in evidenza con la  BARRE
due sospensioni indipendenti situate ai Stewart dal 1997 al 1999, tanto da essere DI RINFORZO
lati opposti dello stesso asse (vedi) in ingaggiato dalla Ferrari (vedi) nel 2000, NELLE PORTIERE
modo da limitare il coricamento laterale anno in cui vince il primo Gran Premio a Un crash test per
della vettura in curva. Costruttivamente Hockenheim. È secondo nel campionato verificarne la tenuta.
è una barra di torsione (vedi). La sua 2002, vincendo quattro gare.
presenza non influenza il molleggio  R. BARRICHELLO
quando le ruote dello stesso asse in-  BARRIERA Per lui cinque vittorie
contrano contemporaneamente un Termine utilizzato in ambito stradale con nella massima serie.
ostacolo o un avvallamento. due significati: il primo è equivalente a
guard rail (vedi anche spartitraffico), il
 BARRE DI RINFORZO NELLE PORTIERE secondo individua un casello autostra-
Servono a proteggere conducente e dale posto direttamente sulla carreggia-
passeggeri in caso di urto laterale, ta di un’autostrada (e non dopo le rampe
meno frequente di quello frontale ma di uno svincolo), che costringe chiunque
assai più pericoloso, anche se la vet- vi transiti a fermarsi (o, per chi ha il Tele-
tura è dotata di airbag (vedi) e le cintu- pass, vedi, semplicemente a rallentare)
re di sicurezza sono regolarmente al- per ritirare il biglietto d’ingresso o paga-
lacciate. Sono state adottate dalla re il pedaggio (a un casello normale, in-
Volvo fin dagli anni 70, poi dalla Saab vece, deve fermarsi solo chi sceglie quel
e dalla Mercedes (vedi). In seguito, si particolare svincolo per entrare o uscire
sono diffuse su tutti i modelli e hanno dall’autostrada).
perso la configurazione originaria di
barra aggiunta, per essere integrate  BARRON-VIALLE
nella struttura della portiera fin dalle Casa francese fondata a Lione nel 1912
fasi iniziali di progettazione, così da ri- da Vialle e Barron. Vialle aveva già
sparmiare peso pur migliorando il livel- esperienza come carrozziere e acca-
lo di protezione. Gli irrobustimenti nel- rezzava il sogno di produrre automobili.
le porte, da soli, possono poco se l’in- L’occasione gliela dà l’ingegner Ga-
tera struttura della vettura non è stata doux, che aveva progettato una sei ci-
progettata per distribuire in maniera lindri per la Six di Strasburgo: Vialle lo
ottimale le forze dell’impatto. Dopo le assume e nel 1924 arriva il primo mo-
normative americane, anche quelle dello, che di quella Six eredita molte
europee hanno introdotto dall’ottobre soluzioni. Per cinque anni le Barron-
1998 un crash test (vedi) laterale per Vialle si segnalano per la lussuosità e la
tutte le auto di nuova omologazione. ricchezza, ma la crisi del ’29 colpisce
Dalla fine del 2003, inoltre, non potrà duramente l’azienda, che interrompe la

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A B C D E F G H I J K L M
produzione di vetture. Fino al 1937  BASAMENTO
continua quella dei veicoli industriali È quella parte del motore che sostiene
poi la Casa chiude. l’albero a gomiti e costituisce la struttu-
ra resistente cui vengono collegati i ci-
 BARSANTI E MATTEUCCI lindri e gli altri organi meccanici. Inoltre
La Società del Nuovo Motore Barsanti incorpora gli attacchi per installare il
e Matteucci, costituita il 19 ottobre motore nella scocca (vedi). Dagli anni
1860, è la trasformazione giuridica di 20 il miglioramento delle tecnologie di
una società di fatto fondata dieci anni produzione e l’adozione di teste sepa-
prima da Eugenio Barsanti e Felice rate per i cilindri permisero di riunire in
Matteucci. Scopo della ditta è lo sfrut- un unico componente i cilindri e il basa-
tamento dei ritrovati che Barsanti mento dando origine a un pezzo defini-
(professore di fisica) aveva delineato to monoblocco o basamento (vedi).
teoricamente sin dal 1843, avvalendo-
si poi dell’aiuto di Matteucci (un mate-  BATTERIA
matico). Il loro impegno consiste nel Vedi accumulatore al piombo.
tradurre in lavoro utile il movimento
dello stantuffo e di rendere ripetitivo il  BATTISTRADA
processo di introduzione della miscela Parte del pneumatico (vedi) a contatto
(e quindi di realizzarne l’accensione al del fondo stradale. Ha una mescola re-
momento opportuno). Alla presenza di sistente all’usura, ma anche ad alta te-
un’esplosione incontrollabile, qual era nuta. È inciso da incavi che formano il
quella della miscela idrogeno-ossige- «disegno» del battistrada, necessari
no cui avevano fatto ricorso, Barsanti per la tenuta sul bagnato e sulla neve;
e Matteucci delineano uno schema la profondità di tali incavi, che a nuovo
meccanico molto semplice, consi- varia attorno ai 7 mm, non deve scen-
stente in un cilindro ad asse verticale, dere sotto i valori prefissati per legge
uno stantuffo recante alla sommità (1,6 mm per le vetture, 1 mm per le mo-
un’asta rigida foggiata a cremagliera e to e 0,5 mm per i ciclomotori).
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 BATTITACCO
Quello di una un dispositivo a ruota libera collegato
Rolls-Royce «Corniche». all’albero del volano. Un motore ad  BATTITACCO
azione differita, poi chiamato atmo- La guarnizione di finitura di plastica o
 BATTISTRADA sferico, la cui intenzione è di sostituirsi metallo che protegge la soglia della
La legge prevede una alle motrici a vapore: brevettato il 13 porta di un’auto. Evita che le scarpe
profondità minima di 1,6 maggio del 1854, non trovò mai appli- possano danneggiare la verniciatura
millimetri per le vetture. cazione pratica, nonostante rappre- del brancardo (vedi), che sarebbe diffi-
sentasse uno dei primi esempi di mo- cile da ripristinare. Sui modelli più raffi-
tore per così dire moderno. Fu anche nati di auto il battitacco è metallico (al-
al centro di una disputa col francese luminio o acciaio inox) e reca il marchio
Etienne Lenoir, che qualche anno do- del costruttore.
po brevettò un motore simile, ma ad
azione diretta: ci fu una battaglia lega-  BAYLISS-THOMAS
le sul riconoscimento della paternità, All’inizio degli anni 20 il panorama auto-
vinta infine da Lenoir. mobilistico inglese è affollato di Case
che costruiscono veicoli leggeri, pro-
 BAS dotti per assemblaggio di parti fornite
Brake Assist System. Se in caso di da terzi. Le Bayliss-Thomas sono pro-
frenata di emergenza il pedale del dotte dall’Excelsior di Birmingham, già
freno viene premuto immediatamente nota per la propria produzione automo-
ma senza la necessaria pressione, bilistica: il primo modello viene presen-
come fanno molti automobilisti, non si tato nel 1921, dotato di un motore Co-
riesce ad entrare nel campo di azione ventry-Climax di 1,5 litri e caratterizzato
dell’ABS (vedi) e perciò lo spazio di dalla leva del cambio posta in posizio-
frenata risulta più lungo di quello pos- ne centrale (allora si mettevano al-
sibile. Il BAS, in uso dal 1996, ricono- l’esterno del corpo vettura, di solito).
sce le intenzioni del pilota in base alla Nel 1923 arriva un secondo modello
velocità di azionamento del pedale con motore 1100. Entrambi sono di-
dei freni e in emergenza attiva imme- sponibili anche con una carrozzeria
diatamente dispositivi che provocano sportiva, aperta a due posti. Nel 1935
l’innalzamento automatico della pres- viene lanciata la nuova gamma, mossa
sione fino al valore massimo possibi- da motori Meadows a valvole in testa
le, sfruttando al meglio l’ABS. Chia- 1250, 1500 e 1800. Nel 1929 la produ-
mato anche BDC (Brake Dynamic zione si interrompe. L’Excelsior riappa-
Control), PBC (Panic Brake Control) o re alla metà degli anni Cinquanta, que-
con altre sigle. sta volta in veste di fornitore di motori a

74
N O P Q R S T U V W X Y Z
due tempi per le vetturette Berkeley  BEARDMORE

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
(vedi) e Frisky. Una delle poche Case scozzesi, che
inizia la propria attività nel 1920 con una
 BBE gamma composta da tre modelli: si trat-
Sugli impianti stereo, sistema elettroni- ta della «11 HP» con motore 1650, della
co in grado di produrre campi sonori «15 HP» da 2,4 litri e della «30 HP» di
realistici, con sonorità dettagliate e pri- quasi quattro litri. Il progettista della
ve di distorsione. Beardmore è Alec Francis, che deriva
dalla «11 HP» una versione sportiva con
 BEACON motore due litri e carrozzeria aperta
La Beacon Motor Work nasce per inizia- d’alluminio lucidato: la macchina viene
tiva di Angus Maitland, proprietario di venduta corredata di un certificato atte-
un’officina dedicata all’assistenza di stante che quell’esemplare aveva girato
varie marche, tra cui la Vauxhall (vedi). sul circuito di Brooklands alla media di
Stanco di dedicarsi alla sola riparazio- 110 km/h. La diffusione della Beardmo-
ne, e forte dell’esperienza maturata do- re non supera i confini della Scozia, an-
po aver rilevato la fallita Robinson & che perché buona parte della produzio-
Hole, nel 1907 inizia la produzione delle ne è destinata alla costruzione di auto-
motociclette Trump con motore Jap a pubbliche. L’ultimo modello prodotto, la
un solo cilindro. Nel 1911 si concentra «16/40 HP» del 1926, ha un motore
sulla costruzione di cyclecar (vedi) con quattro cilindri di 2,4 litri: la carrozzeria
carrozzeria di vimini intrecciato. Nei tre è di tipo landaulet con conducente se-
anni successivi le Beacon vengono do- parato dai passeggeri. La produzione
tate di un più silenzioso motore bicilin- viene sospesa nel 1929, ma sino al
drico Griffon a valvole laterali, anche 1967 gli stabilimenti londinesi continua-
con raffreddamento ad acqua. La prima no a sfornare piccoli quantitativi di taxi.
guerra mondiale interrompe l’attività
della Beacon, che non viene ripresa:  BECCHEGGIO
Maitland, infatti, rimarrà al servizio del È il movimento della carrozzeria rispet-
ministero della Guerra britannico con to a un asse trasversale che avviene in
l’incarico di esperto automobilistico. accelerazione e in frenata, provocando,
rispettivamente, l’abbassamento della
 BEAN coda e l’innalzamento del muso e vice-
Casa inglese che inizia la produzione versa. Le sospensioni con geometria
alla fine del primo conflitto mondiale, tale da minimizzare il fenomeno sono  BECCHEGGIO
utilizzando l’attrezzatura e la manodo- dette «anti-dive» all’avantreno e «anti- Movimento della scocca
pera delle fabbriche di munizioni di Sir squat» al retrotreno. esaltato dalle frenate
George Bean. La Bean acquisisce i di- d’emergenza.
ritti della Perry, vettura in commercio  BECKMANN
prima della guerra, proponendola con Casa fondata nel 1832 a Breslavia (ora  BÉDÉLIA
poche modifiche e il nome di «11,9 HP». Wroclaw, Polonia) da Otto Beckmann: Una delle prime
Le catene di montaggio hanno un po- inizialmente produce velocipedi poi, al- realizzazioni della
tenziale di 50.000 vetture l’anno, livello l’inizio del ventesimo secolo, si dedica Casa francese.
peraltro mai raggiunto, nonostante l’au- alle automobili. Nel 1900 viene lanciato
to, a un certo punto, arrivi a essere co- il primo modello, una vetturetta con
struita in ben 100 esemplari la settima- motore monocilindrico di 6,5 CV. A
na. La macchina è curiosamente simile questa vettura si affiancano, nel 1902,
alla Fiat «501», a tal punto che la filiale due più grandi. Tutte adottano motori
inglese della Casa torinese acquista di altre marche (Buchet, De Dion e
una serie di carrozzerie Bean per as- Aster); nel 1904, la Beckmann comincia
semblarle con i telai provenienti dall’Ita- a costruire auto completamente origi-
lia. Nel 1924 arrivano la versione rimor- nali. Dopo la prima guerra mondiale, la
dernata, chiamata «12 HP», nonché la Casa tedesca riprende la produzione
«14 HP», una quattro cilindri con moto- automobilistica, con una serie di mac-
re da 2,4 litri. Le Beacon nel frattempo chine dotate di motori a quattro cilindri.
hanno grande successo sui mercati La sorte, però, è già segnata: nel 1926
delle colonie britanniche, grazie anche la società termina le operazioni e cede i
ai raid dimostrativi compiuti da Francis propri stabilimenti alla Opel (vedi).
Birtles, il quale, nel 1927, viaggia dall’In-
ghilterra all’Australia con una «14 HP».  BÉDÉLIA
Nel 1929, dopo una serie di modelli dal- Marca fondata all’inizio del ’900 a Pari-
lo scarso rendimento commerciale, la gi. Il nome deriva dalle iniziali dei soci,
Bean cessa di produrre automobili, de- Bourbeau e Devaux. Alla Bédélia va ri-
dicandosi ai soli autocarri leggeri. Chiu- conosciuta la diffusione di una catego-
derà definitivamente nel 1931. ria di veicoli, quella delle cyclecar (ve-

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di), che ebbe notevole diffusione all’al- veicoli l’anno. Dopo l’interruzione belli-
ba dell’automobilismo di massa. Ed è ca, la Belsize presenta un’interessante
abbastanza sorprendente constatare i vetturetta battezzata «9 HP», equipag-
collegamenti con le costruzioni aero- giata con un bicilindrico a V da 1,3 litri,
nautiche, che inseriscono di diritto le che però perde la sfida con l’equivalen-
Bédélia tra le auto più innovative del- te Morris (vedi), decisamente meno
l’epoca. Le prime vetture, infatti, pre- costosa. Lì inizia la parabola discen-
sentano particolari estremamente inte- dente, che si interrompe nel 1925 con
ressanti, come la monoscocca di legno la dichiarazione di fallimento.
laminato, la trasmissione a cinghie con
pulegge a diametro variabile (soluzione  BELVALETTE
adottata dalla DAF cinquant’anni più Una delle più importanti carrozzerie
tardi) e i posti (due) posizionati in tan- francesi degli anni Venti. La fabbrica
dem, con il pilota seduto su quello po- inizia l’attività con la produzione di car-
steriore. Negli anni arriveranno nuove rozze, dedicandosi alla fine dell’Otto-
versioni, con una serie di varianti di car- cento alle automobili. Nel 1913, sfrut-
rozzeria. La guerra interrompe le opera- tando il brevetto di Gustave Baehr, si
zioni, che vengono riprese nel 1920 da specializza nelle vetture cosiddette tra-
una nuova società, la Mahieux & Cie di sformabili, che possono, come dice
 BEDFORD Levallois-Perret (Parigi); nel 1925, an- una pubblicità dell’epoca rendere «in
Qui sopra, uno degli che a causa della concorrenza di Re- meno di 30 secondi una vettura torpe-
ultimi modelli prodotti, nault e Citroën, la Bédélia scompare do in una berlina dalla linea impeccabi-
il «Rascal». In alto, dal mercato. le, oppure in un cabriolet classico». I
il marchio della primi anni del dopoguerra sono i mi-
Casa inglese.  BEDFORD gliori per la Belvalette: nel 1922 si pro-
L’inglese Bedford, azienda del gruppo ducono 200 carrozzerie di lusso, ma
Vauxhall (a sua volta parte della Gene- poi il ritmo comincia a calare. Nel 1927,
ral Motors), nasce nel 1931 producen- alla morte di Alfred Belvalette, il figlio
do veicoli industriali su base meccanica Jean prende in mano l’azienda e pro-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

dell’americana Chevrolet (vedi). Signi- pone un’interessante scocca intera-


ficativo sottolineare che il primo auto- mente d’alluminio, fissata al telaio in
carro, dalla portata utile di due tonnel- soli quattro punti. L’idea, per quanto
late, presenta una novità assoluta per geniale, non risolleva le sorti dell’azien-
l’epoca, ovvero il cambio sincronizzato. da, che chiude nel 1933.
Durante la seconda guerra mondiale, la
Bedford è impegnata in una massiccia  BENDIX (INNESTO)
produzione di materiale bellico: dal Dispositivo utilizzato sulle vecchie auto
1939 al 1945 vengono costruiti oltre inglesi e ormai superato, che realizzava
250.000 autocarri e 5640 carri armati l’innesto a inerzia fra il pignone del mo-
tipo «Churchill». Nel dopoguerra la Be- torino d’avviamento (vedi) e la corona
dford si espande nel mondo con una del volano. Era costituito da un pignone
serie di contratti di produzione su licen- accoppiato a un albero filettato e spinto
za: alla metà degli anni Settanta, pro- da una molla coassiale all’albero del
babilmente il periodo di maggior suc- motorino. La mancanza dell’elettroma-
cesso per la marca inglese, gli «indu- gnete di comando del pignone riduceva
striali» inglesi vengono costruiti o as- la probabilità di guasti del motorino; per
semblati in almeno venti Paesi differen- contro la filettatura a elica su cui scorre-
ti. Il nome Bedford scompare a cavallo va il pistone poteva arrugginirsi o spor-
tra gli anni Ottanta e i Novanta. carsi fino a bloccare la corsa del pigno-
ne. L’inconveniente è avvertibile dal si-
 BELSIZE bilo del motorino che gira a vuoto senza
Azienda di Manchester che, dopo aver riuscire a ingranarsi con la corona.
iniziato producendo biciclette, nel 1897
si dedica alla costruzione di vetturette  BENE MOBILE
su licenza della francese Hurtu. Da A norma dell’articolo 812 del Codice
principio il marchio utilizzato è quello civile, è qualsiasi cosa non classificabi-
Marshall, ma nel 1902 l’azienda assu- le come bene immobile. I beni immobili
me la ragione sociale di Belsize Motors. sono, secondo lo stesso articolo, tutte
Negli anni precedenti la prima guerra le cose che per loro natura non si pos-
mondiale, la fabbrica sviluppa una sono trasportare da un luogo a un altro
gamma completa di modelli con motori senza alterarne la consistenza e quindi,
da uno a sei cilindri, arrivando persino a oltre al suolo, sono tutte cose (sorgenti,
produrre autofurgoni e autocarri. Nel corsi d’acqua, costruzioni e piantagio-
1912, la Belsize occupa circa 1300 per- ni) che, naturalmente o artificialmente,
sone, per una capacità di circa 1300 fanno corpo con il suolo. I veicoli stra-

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
dali a motore rientrano quindi tra i beni gione vede il raggiungimento del quinto
mobili, ma, esclusi i ciclomotori, per posto nel mondiale Costruttori. Nel
legge sono classificati come beni mobi- 1989 arriva Flavio Briatore, che sarà il
li registrati. deus ex machina della scuderia per an-
ni. Nel 1990 Nelson Piquet (vedi) e Ro-
 BENE MOBILE REGISTRATO berto Moreno segnano una spettacola-
È un bene mobile (vedi) che deve es- re doppietta in Giappone. Nel 1991 il
sere iscritto in un apposito registro, promettente Michael Schumacher (ve-
contenente gli estremi del bene, i pas- di) è assunto: vincerà due Campionati
saggi di proprietà e la costituzione di del Mondo con la Benetton prima di
garanzie (per esempio, l’ipoteca, vedi). andare alla Ferrari (vedi). Dopo tali
Il registro serve anche ai fini di pubblici- exploit, i risultati iniziano a calare, fin-
tà legale, ossia per rendere conoscibile ché nel 1997 Briatore lascia la scuderia.
a chiunque lo voglia chi è il proprietario Vi ritorna nel 2000, quando la Renault
del bene. Tutti i veicoli stradali a moto- (vedi) annuncia di aver rilevato la Be-
re, esclusi i ciclomotori, sono beni mo- netton. Nel 2002 il team assume il no-
bili registrati e il registro in cui vanno me di Renault Sport.
iscritti è il PRA (vedi), le cui risultanze
sono valide non in assoluto, ma solo fi-  BENTLEY
no a prova contraria: se, cioè, al PRA William Owen Bentley comincia a lavo-
risulta che un veicolo sia di proprietà di rare nel gennaio del 1919, con Harry
un soggetto che invece lo ha venduto, Varley e F.T. Burgess, al progetto della
questi può dimostrare di non essere più sua prima autovettura. Nell’estate se-
il proprietario esibendo l’atto di vendi- guente al gruppo si aggiungono Clive
ta recante la sua firma autenticata da Gallop e «Nobby» Clarke. Grazie al loro
un notaio (vedi). L’intervento del notaio apporto, il primo motore è sperimenta-
è reso necessario proprio dal fatto che i to già nell’ottobre 1919. William Owen
veicoli sono beni mobili registrati e Bentley, che non possiede uno stabili-
quindi non possono passare di mano mento proprio, per la costruzione dei
con un semplice accordo tra venditore componenti dipende da fornitori esterni
e acquirente. Questo sistema fu conce- e comincia fin dai primi tempi a speri-
pito nel 1927, quando l’automobile era mentare le difficoltà derivanti dalla len-
ancora un bene estremamente costoso tezza delle consegne, che lo costringo-
in rapporto al reddito medio della po- no a sua volta a mancare di puntualità e
polazione italiana e le garanzie per il a riassorbire gli sbalzi dei costi. Questa
venditore, in caso di acquisto a rate, struttura imprenditoriale, legata alla di-
erano limitate alla sola ipoteca, da tra- sponibilità di un capitale troppo esiguo  BENETTON
scrivere appunto in un apposito regi- da consentire i necessari investimenti, Una monoposto prima
stro. Attualmente, l’evoluzione dell’eco- è stata l’unica causa delle crisi ricorren- di scendere in pista.
nomia, dei rapporti commerciali e dei ti dell’azienda. I modelli, sin dal primo,
sistemi di vendita e l’effettiva limitatez- ottengono grande successo e sono  BENTLEY
za del ruolo che la legge assegna ai quasi sempre richiesti in numero supe- Lo storico marchio della
notai in caso di compravendita di vei- riore a quanti l’azienda possa produrne. Casa britannica.
coli (possono soltanto accertare che la Il fattore determinante della crisi che
firma sull’atto di vendita è effettivamen- causerà la fine del primo periodo d’atti-
te di colui che si dichiara venditore, vità della marca e la liquidazione del-
senza fare ulteriori controlli sulla veridi- l’azienda si deve (oltre alla congiuntura
cità della sua dichiarazione) hanno reso economica degli anni 1929-1930) al-
l’istituto del bene mobile registrato ob- l’improvviso ritiro della fidejussione
soleto, inefficace a garantire la sicurez- concessa dal finanziere, mecenate e
za delle transazioni e fonte di lungaggini pilota Woolf Barnato. Ciò produce la
burocratiche. La sua abolizione, insie- definitiva abdicazione di William Owen
me a quella del PRA, è stata auspicata Bentley quale imprenditore in proprio,
e proposta da più parti e da molti anni, ma il clima epico suscitato dai suoi pi-
ma non è mai giunta in porto (archivio loti e dalle sue vetture in un decennio di
unico, vedi). presenza sui campi di gara si è già tra-
sferito in un’irripetibile «mistica di mar-
 BENETTON ca» pari solo a quella conosciuta più
Scuderia nata nel febbraio del 1986 tardi dai sostenitori di Bugatti, di Alfa
dopo che la Benetton, famiglia veneta Romeo e di Ferrari (vedi). Ne è prova il
di tradizione manifatturiera, ha acqui- Bentley Drivers Club, il primo club di
stato la Toleman (vedi). Prima di quel marca entrato in attività a livello inter-
momento, la Benetton era attiva in For- nazionale. La prima Bentley, una quat-
mula 1 come sponsor, prima della Tyr- tro cilindri di tre litri, è consegnata a
rell e poi dell’Alfa Romeo. La prima sta- Noel Van Raalte nel settembre 1921,

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accompagnata da una garanzia di cin- del prodotto. Le «tre litri» scendono in
que anni. Il prezzo è di 1050 sterline. Il campo prima che si inizino le consegne
modello «tre litri», con poche modifi- ai clienti (vincendo anche a Brooklands,
che, rimane in produzione sino al 1929, nel maggio del 1921, con Frank Cle-
per un totale di 1630 esemplari: circa la ment), ma la prima gara di rilievo cui
metà delle auto costruite nel primo pe- prendono parte è la 500 Miglia di India-
riodo. Le prime vetture, designate napolis, disputata il 30 maggio 1922, in
«Short Standard», hanno un passo di cui la Bentley, condotta da Hawkes, si
2981 mm. Nel 1925 questa denomina- classifica quindicesima. Tra il 1922 e il
zione scompare, poiché nel frattempo 1927 le «tre litri» sono condotte fre-
si sono affermate la «Long Standard» quentemente sui campi di gara, dove
con passo di 3302 mm, destinato pre- fanno sensazione per la loro indistrutti-
valentemente alle carrozzerie con guida bilità, anche quando non sono in grado
interna, e la «Speed Model», il tipo di vincere. Tra le principali affermazioni,
spinto con passo di 2981 mm. Sul te- un secondo posto al Tourist Trophy
laio corto è prodotto anche un modello (vedi) nel 1922, un quarto a Le Mans nel
poco noto, la «Light Tourer», tra il 1925 1923, due vittorie assolute ancora a Le
e il 1927. Sedici esemplari della «100 Mans nel 1924 e nel 1927. Lo stesso ti-
 BENTLEY mph», una versione speciale in grado di po di vettura stabilisce diversi record
Qui sopra, un’immagine superare la velocità garantita di cento della classe D, particolarmente sull’au-
del primo stabilimento. miglia (160 km/h), sono allestiti nel todromo di Montlhéry. Già nel 1924
In alto, una «tre litri» 1925 su un telaio dal passo di soli 2740 William Owen Bentley inizia i collaudi di
a Indianapolis. mm. Questo modello si distingue dalla un prototipo a sei cilindri di quattro litri
sagoma del radiatore, i cui fianchi rien- e mezzo. Per sfruttare tutta la potenza
trano verso il basso. Il motore a quattro della vettura, la sperimentazione è con-
cilindri del tipo «tre litri» ha una cilindra- dotta quasi interamente sulle strade di
ta di 2997 cm³ (alesaggio 80 mm, corsa Francia. Si fa ricorso a un camuffamen-
149 mm). I cilindri sono fusi in mono- to con una carrozzeria tipo Weymann
blocco con la testata e ciascuno è do- (vedi) di Freestone & Webb, con un ra-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

tato di doppie valvole di ammissione e diatore a sagoma esagonale coronato


di scarico, comandate da un albero a da un marchio di fantasia in luogo del-
camme in testa, a sua volta condotto l’ormai nota B alata, disegnata per
da un albero verticale con ingranaggi Bentley dal famoso pittore di scene au-
elicoidali. L’accensione è assicurata da tomobilistiche Gordon Crosby. Un in-
due magneti, collegati ciascuno a una contro casuale col prototipo «Phantom
serie di candele sul proprio lato. Il mo- I» della Rolls-Royce (vedi), seguito da
tore, in caso di emergenza, è in grado un tacito confronto della velocità che
di funzionare anche con un solo ma- potevano sviluppare le due vetture, in-
gnete. La stessa tecnologia è ancora duce Bentley a maggiorare la cilindrata
oggi applicata ai motori aeronautici a a sei litri e mezzo. Nasce così la «Big
pistoni. Le «tre litri» avranno freni ante- Six» (denominata anche «Standard
riori solo dal 1924 e sino al 1926 sono Six»), che è esposta al Salone di Lon-
equipaggiate con pneumatici di sezio- dra nell’autunno del 1925. L’imposta-
ne ridotta (820 x 120 mm) calettati a zione generale del motore è analoga a
tallone. In seguito furono montati pneu- quella delle «tre litri», la cilindrata è di
matici 5.25 x 32.25 pollici e poi 5.25 x 6597 cm³ (alesaggio 100 mm, corsa
21 pollici. Il modello standard è equi- 140 mm) e la potenza di 147 CV a 3000
paggiato con un carburatore Smith a giri/min. Il comando dell’albero a cam-
cinque getti; la «Speed Model», con me in testa è realizzato, in una ricerca
due carburatori S.U. obliqui. Le poten- di maggiore silenziosità, mediante un
ze erogate sono rispettivamente di 70- triplice accoppiamento a biellette ec-
72 CV e 80-82 CV, contro gli 86-88 CV centriche. Il radiatore della «Standard
delle vetture speciali preparate per Six», a differenza di quello degli altri
competere a Le Mans. L’impiego delle modelli a sei cilindri, si distingue per
vetture in gara, sia per collaudarle sia una leggera rastremazione verso il bas-
per valorizzarne pubblicamente le qua- so. Questo tipo di vettura rimane in
lità, è stato sempre essenziale nella produzione sino al 1930, per un totale
politica imprenditoriale di Bentley. Ben- di 368 esemplari: acquista un nuovo
tley stesso, nelle sue memorie, ha cal- prestigio quando viene deciso di co-
colato i costi relativamente esigui del- struirne una versione spinta, la «Speed
l’imponente attività sportiva della mar- Six». Esposta al Salone di Londra del
ca e ha dimostrato come questa scelta 1928, la «Speed Six» entra in produzio-
promozionale sia stata certamente la ne l’anno seguente. La principale modi-
più efficace e la meno onerosa tra quel- fica consiste in un aumento di com-
le possibili per sostenere l’immagine pressione, accompagnato dall’impiego

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di due carburatori S.U. in luogo del sin-

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
vettura sovralimentata, ottavo. Nel
golo Smith (vedi). La potenza sale a marzo 1930 le tre vetture allestite da
160 CV e consente velocità massime Henry Birkin, che non può sostenere
dell’ordine di 150 km/h. Ne sono co- oltre lo sforzo finanziario, sono acqui-
struiti 177 esemplari, molti dei quali im- state da Dorothy Paget, che diventa il
piegati in gara. Tra i successi, una vitto- mecenate della squadra. Viene costrui-
ria a Le Mans nel 1929 e una alla 6 Ore ta una quarta vettura in vista della par-
di Brooklands. La prima quattro cilindri tecipazione alla 24 Ore di Le Mans. Per
di quattro litri e mezzo scende in gara a questa gara è tuttavia necessario che
Le Mans nel 1927. È stata costruita co- siano prodotti almeno 50 esemplari.
me alternativa alla «tre litri», il cui svi- Attraverso un accordo al quale è forza-
luppo era stato portato ai limiti di sicu- to più dalla pressione esterna che dalle
rezza. La nuova quattro cilindri è so- proprie convinzioni, Bentley è indotto
stanzialmente una «Big Six» priva di quindi a porre in listino una versione
due cilindri: alesaggio e corsa sono ri- sovralimentata della «quattro litri e
masti invariati, per una cilindrata totale mezzo», di cui sono venduti 13 esem-
di 4398 cm³. Con il rapporto di com- plari nel 1930 e 37 nel 1931. La versio-
pressione di 5,1:1, impiegato per le ne preparata per Le Mans eroga 240
vetture chiuse, la potenza erogata è di CV a 4200 giri/min, mentre quella in
105 CV a 3500 giri. Sale a 110 CV col vendita, meno esasperata, è tuttavia in
rapporto di compressione 5,3:1, impie- grado di sfiorare i 170 km/h. Sia per la
gato generalmente per le vetture aper- malasorte, sia per le difficoltà meccani-
te. Gli esemplari da competizione sono che, le Bentley sovralimentate non
ulteriormente «spinti» mediante l’ab- giungeranno mai alla vittoria, né a Le
bassamento del monoblocco, rettifica- Mans né altrove. Le migliori affermazio-
to di 2 mm per ottenere un rapporto di ni restano i due secondi posti di Birkin
compressione di 6:1 e una potenza di al Gran Premio di Francia disputato a
125 CV. I motori per Le Mans sono la- Pau (dietro a Etancelin su una Bugatti
vorati sino a un abbassamento totale due litri sovralimentata) e di Benjafield e
del monoblocco di 3 mm, portando il Hall nella 500 Miglia di Brooklands.
rapporto di compressione a 6,12:1 e la Questa è l’ultima gara con i colori della
potenza a 130 CV. La «quattro litri e scuderia di Dorothy Paget. Nel tentati-  BENTLEY
mezzo» è costruita in 49 esemplari du- vo di assicurarsi uno spazio permanen- Qui sotto, il modello
rante il 1927, di cui 46 sullo chassis con te nel settore delle vetture di lusso di «Le Mans» del 1930.
passo di 3302 mm. Nel 1928 sono con- grandi dimensioni ed equipaggiate di In basso, il fondatore
segnati 211 esemplari, 252 nel 1929, carrozzerie pesanti, ma conservando il della Casa William
123 nel 1930 e solo 19 nel 1931. Solo 8 primato nelle prestazioni, Bentley intro- Owen Bentley.
vetture sono allestite sullo chassis cor- duce nel 1930 il modello «otto litri», che
to con passo di 2981 mm. Tra le vittorie eroga 200/225 CV e consente una velo-
più rilevanti della «quattro litri e mezzo», cità massima di oltre 160 km/h. La
l’affermazione al Grand Prix de Paris, maggiorazione è stata praticata solo
corso a Montlhéry nel 1927, e la vittoria sul diametro dei cilindri: l’alesaggio
nella 24 Ore di Le Mans del 1928. Wil- passa a 110 mm e la corsa resta di 140
liam Owen Bentley fu sempre contrario mm, per una cilindrata totale di 7983
alla sovralimentazione e si oppose lun- cm³. Di questa splendida vettura sono
gamente alle richieste di Sir Henry Bi- costruiti cento esemplari, con due ver-
rkin, uno dei suoi migliori piloti-clienti, il sioni di telaio, del passo di 3650 e 3950
quale desiderava potenziare ulterior- mm. Le avvisaglie ormai tangibili della
mente le proprie vetture. «Tim» Birkin crisi economica mondiale inducono il
insiste, impegnandosi direttamente a consiglio di amministrazione a delibe-
sostenere i costi, sinché ottiene la col- rare l’allestimento di una «piccola»
laborazione di Charles Amherst Villiers Bentley, con il fine di far concorrenza
per la progettazione del compressore e alla «piccola» Rolls-Royce in termini di
dei meccanismi di collegamento a un prezzo, oltre che di prestazioni. Si deci-
nuovo albero motore prolungato sul- de di impiegare il pesante chassis della
l’estremità anteriore. Clive Gallop, che «otto litri» equipaggiandolo con un nuo-
si occupa normalmente della messa a vo motore da quattro litri, alla cui pro-
punto delle vetture da corsa, è incarica- gettazione concorre largamente la Ri-
to di seguire l’assemblaggio in un’offi- cardo (vedi), resasi famosa negli anni
cina di Birkin e Welwyn. Il primo esperi- 20 per le ricerche nel settore delle ca-
mento, all’inizio del 1929, è condotto mere a turbolenza. Il nuovo motore ha
alla 6 Ore di Brookland, dove la vettura una cilindrata di 3915 cm³ (alesaggio
è costretta al ritiro. Quindici giorni do- 85 mm, corsa 115 mm) ed eroga 120
po, nel Gran Premio d’Irlanda, Birkin CV a 4000 giri. Di questo modello sono
giunge terzo e Rubin, sulla seconda costruiti cinquanta esemplari, tutti ven-

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duti prima della liquidazione, mentre ri- un motore a sei cilindri di 3699 cm³ che
mangono invenduti alcuni chassis della le consente di superare i 150 km/h. Do-
«otto litri», aprendo la strada a una crisi po che ne sono prodotti 1191 esempla-
societaria. Del resto, già in passato la ri, nel marzo del 1936 è installato un
Bentley aveva sofferto di difficoltà fi- nuovo motore di 4257 cm³, la cui mag-
nanziarie. La prima società era stata gior potenza è quasi completamente
costituita il 18 gennaio 1919 con un ca- devoluta a ottenere migliori accelera-
pitale di 20.000 sterline. Nel giugno zioni, a parità di velocità massima. En-
dello stesso anno, una seconda società tro il giugno 1939 vengono costruiti
con lo stesso nome della prima (Ben- 1241 esemplari della nuova serie, arti-
tley Motors Ltd) aveva assorbito la colata in diverse varianti, di cui la più ri-
preesistente, registrando un capitale di levante è l’introduzione di un cambio
100.000 sterline. Dopo anni di difficoltà con overdrive, nel luglio 1938. Per la fi-
per trovare nuovi finanziatori e nuovi ne del 1939 è previsto l’allestimento di
garanti, nel 1926 la Bentley Motors era una nuova serie, denominata «Mark V»,
stata liquidata, dando luogo a una terza che avrebbe dovuto essere presentata
Bentley Motors Ltd, la cui maggioranza al Salone di Londra, se questo non fos-
azionaria era controllata da Woolf Bar- se stato soppresso per lo scoppio della
 BENTLEY nato. La partecipazione di William guerra. La quasi immediata sospensio-
Qui sopra, la «S1 Owen Bentley si era ridotta al 2% delle ne della produzione fa ritenere che non
Continental». In alto, azioni ordinarie e al 4% delle azioni pri- siano stati costruiti più di diciassette
la «Mark VI». vilegiate. Dopo tre anni relativamente esemplari di questo tipo. La prima delle
prosperi, a Barnato i consulenti finan- Bentley costruite nel nuovo stabilimen-
ziari consigliano di ritirarsi. Ciò avviene to Rolls-Royce di Crewe, inaugurato
proprio nel momento in cui era massi- pochi mesi dopo la fine delle ostilità, è
ma l’esposizione debitoria dell’azienda, denominata «Mark VI». È equipaggiata
in coincidenza col periodo di panico con un nuovo motore a sei cilindri in li-
prodotto dal crollo delle Borse di New nea di 4257 cm³, strutturalmente analo-
York e di Londra. Nell’estate 1931 la go al precedente e dotato di valvole di
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

produzione della Bentley è dunque so- ammissione in testa, azionate da bilan-


spesa e viene insediato un curatore fal- cieri, e valvole di scarico laterali, co-
limentare, che mette in vendita le attivi- mandate direttamente dall’albero a
tà dell’azienda. Un tentativo della Na- camme. Per esigenze di spazio, i due
pier, vedi, (che sarebbe stato un acqui- carburatori S.U. montati sui modelli con
rente molto gradito a William Owen guida a destra nei modelli destinati al-
Bentley) è preceduto da un fulmineo l’esportazione sono sostituiti da uno
acquisto da parte della Rolls-Royce. La Stromberg invertito. Dotata di sospen-
Bentley era prevalentemente un mar- sioni anteriori indipendenti e di servo-
chio, simbolo del prestigio di un uomo freno idraulico sui freni anteriori, con
(o meglio di un gruppo di uomini) e ciò freni posteriori comandati meccanica-
rappresentava una precisa realtà com- mente, la «Mark VI» dispone inoltre di
merciale di cui la Rolls-Royce aveva un sistema centralizzato di lubrificazio-
tutto l’interesse di acquisire il controllo, ne dello chassis, realizzato con una
dopo averne sofferto la concorrenza pompa a pedale e un contenitore collo-
per un decennio. Non esistevano, tutta- cato sotto il cruscotto. Nel 1951 il mo-
via, impianti industriali che meritassero tore è maggiorato a 4566 cm³ per gli
un rilancio e quindi le nuove Bentley di- ultimi esemplari di una partita consi-
vennero una linea collaterale, prodotta stente, in totale, di 4949 vetture. L’anno
negli stessi stabilimenti della Rolls- seguente è presentata la «Type R», si-
Royce. La prima Bentley del periodo di mile alla serie precedente. La principale
Derby è esposta al pubblico alle riunio- innovazione, oltre allo styling delle car-
ni ippiche di Ascot nell’agosto del 1933 rozzerie, è l’offerta opzionale di un
e posta in consegna verso la fine dello cambio automatico, estesa dalle vettu-
stesso anno. Soprannominata «the si- re per l’esportazione a quelle per il
lent sports car», cioè l’auto sportiva si- mercato interno (le prime nel 1952). Il
lenziosa, la macchina è costruita con la cambio manuale diviene un equipag-
meticolosa precisione tipica delle rea- giamento di serie per le vetture destina-
lizzazioni Rolls-Royce ed è progettata te all’esportazione nel 1953, e solo
negli uffici tecnici della marca principe, l’anno seguente per le vetture con gui-
senza più alcuna partecipazione di Wil- da a destra. Sempre nel 1952 è presen-
liam Owen Bentley, relegato alle funzio- tata la versione «Continental» della
ni di collaudatore e quasi prigioniero di «Type R», dotata di un motore spinto e
un’assurda situazione contrattuale. La di una splendida carrozzeria filante. In
vettura, che sposta la produzione Ben- quel momento la Bentley «Continental
tley verso un nuovo tipo di clientela, ha R» è la più veloce guida interna a quat-

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N O P Q
QUELLE R NON
CHE S T SI
U DIMENTICANO
V W X Y Z
EXP 1 (1919)

BENTLEY
Continental R Type (1952)

S1 Continental (1955)

S2 (1959)

T1 (1965)

Eight (1984)

Arnage R (2002)

Continental GT (2003)
A B C D E F G H I J K L M
tro posti del mondo. Il motore del tipo Mulliner nella versione coupé (modello
«Continental R» è maggiorato a 4887 «Flying Spur») e da Park Ward (vedi) in
cm³ nel 1953 e tra il 1954 e il 1955 è un esemplare cabriolet, è sospesa alla
prevista l’installazione opzionale di un fine del 1966, insieme con le vetture
cambio automatico. In virtù delle sue normali. Negli anni seguenti le Bentley
prestazioni significative, è considerata appartenenti alla «serie T» sono più che
l’ultima (e in fondo anche l’unica) delle mai delle Rolls-Royce con radiatore ar-
Bentley prodotte dalla Rolls-Royce nel- rotondato. Sono state costruite in for-
lo spirito delle Bentley originarie. Ne ma quasi invariata dal 1965 alla fine
vengono prodotte 207, tutte – salvo se- degli anni Settanta su un pianale inte-
dici – carrozzate da H.J. Mulliner. Nello grato con la carrozzeria, sostitutivo del
stesso periodo sono costruite 2320 telaio tradizionale. Le sospensioni sono
vetture normali. Il processo di unifica- a quattro ruote indipendenti con con-
zione con le caratteristiche delle vetture trollo automatico del livello e la trasmis-
Rolls-Royce si accentua a partire dalla sione automatica è un adattamento del
serie «S1», presentata nel 1955. Si trat- sistema Hydramatic, costruito su licen-
ta della versione Bentley della Rolls- za della General Motors, mentre i freni a
Royce «Silver Cloud», con il classico disco servoassistiti hanno risolto i pro-
 BENTLEY motore di 4887 cm³ e cambio automati- blemi dell’impianto frenante che aveva-
Qui sopra, l’«Arnage T». co. La «S1» a passo normale è affian- no precedentemente limitato l’utilizza-
In alto, la «EXP 8» cata nel 1959 da una versione a passo bilità della potenza di queste vetture.
che ha corso la 24 Ore lungo (rispettivamente 3120 mm e 3220 Negli anni seguenti hanno visto la luce
di Le Mans nel 2001. mm) della quale sono costruiti 35 la «Mulsanne» (1980), la «Mulsanne
esemplari contro i 3009 normali. Anche Turbo» (1982), la «Eight» (1984), la
la «S1» ha la sua versione spinta, deno- «Continental» (1984), la «Turbo R»
minata «Continental» per rivendicare le (1985) e la «Mulsanne S» (1987), ma bi-
glorie della precedente. Ne sono co- sogna arrivare alla «Continental R» del
struiti 431 esemplari, ai quali però il vo- 1991 per trovare una Bentley che per la
lume del veicolo, oltre che l’orienta- prima volta dal 1954 ha una scocca
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mento sempre più conservatore della «dedicata». In quegli anni è maturata la


clientela, tolgono ogni significato spor- volontà della Vickers, nel frattempo di-
tivo. Una grande innovazione nei motori venuta proprietaria di Rolls-Royce e
Rolls-Royce, che avevano una lunga Bentley di cedere i marchi e gli stabili-
tradizione nel settore dei sei cilindri in menti. Nel 1994 viene raggiunto un ac-
linea, è l’introduzione, avvenuta nel cordo con la BMW (vedi) per la fornitura
1959, di un grosso otto cilindri a V di di motori. Dopo l’«Azure» convertibile
90°, dalla cilindrata totale di 6230 cm³. (1995), la «Continental T» e «Turbo R
Fuso totalmente in alluminio, con sedi Sport» (1996), nel 1998 viene presenta-
delle valvole e camicie d’acciaio, è un ta l’«Arnage» (con la stessa scocca
motore di ispirazione americana. Le della Rolls-Royce «Silver Seraph»)
Bentley che hanno impiegato questo mossa da un motore V8 biturbo BMW.
motore appartengono alle serie «S2» e Nel luglio del 1998 la Volkswagen con-
«S3», differenziate nelle soluzioni del clude l’acquisto della Rolls-Royce Mo-
sistema frenante e di altri dettagli mino- tor Cars (che comprende Bentley) per
ri. La loro potenza non verrà mai dichia- 480 milioni di sterline, mentre la BMW
rata, secondo la consuetudine della acquista i diritti sul nome Rolls-Royce.
Rolls-Royce, ma si tratta di vetture che, Per la prima volta dopo 67 anni i due
malgrado il peso di oltre 2100 kg a vuo- marchi sono separati. La Volkswagen è
to, sono in grado di superare i 180 km/h proprietaria delle fabbriche storiche e
e di assicurare straordinarie accelera- del marchio Bentley. Nel 1999 vede la
zioni. Anche le serie «S2» e «S3» sono luce la concept «Hunaudieres» mossa
accompagnate dalla versione «Conti- da un Volkswagen W16 di otto litri e
nental», nella quale per la prima volta le viene presentata la «Arnage Red Label»
caratteristiche di messa a punto del con un motore V8 da 6,8 litri. Nel 2000
motore superquadro (alesaggio 104,14 viene annunciato il ritorno alle competi-
mm, corsa 91,44 mm) con rapporto di zioni della Bentley, con obiettivo la 24
compressione 9:1 non differiscono da Ore di Le Mans. E nel 2001 vengono
quelle del modello standard. Si sono schierate due Bentley «EXP8» con il
ottenute prestazioni più brillanti giocan- team Wallace alla 24 Ore francese:
do sulla riduzione dei pesi e, in alcuni condotta da Eric van de Poele e Butch
casi, con l’impiego di rapporti meno Leitzinger, la «EXP8» finisce al terzo
demoltiplicati. Questo impone un con- posto e la Bentley ritorna sul podio di
siderevole aumento della superficie Le Mans dopo 71 anni. Salirà sul gradi-
frenante. La produzione di queste no più alto nel 2003. Il nuovo corso
splendide vetture, carrozzate da H.J. Bentley, dopo la separazione da Rolls-

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N O P Q R S T U V W X Y Z

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
Royce, riparte in pieno nel marzo 2002, sori stazionari a due tempi della Benz &
prima con l’adozione di un nuovo logo Cie, Motorenfabrik (l’azienda propria in
con la «B» incorniciata dalle due ali (de- cui Benz normalmente lavorava), non si
rivato dal marchio degli anni Trenta) e adattavano allo scopo, per cui dopo in-
poi, il 16 settembre dello stesso anno, finiti tentativi si optò per un quattro
con il ritorno della ragione sociale Ben- tempi capace di erogare tra i 2 e i 3 ca-
tley Motors Limited, il nome voluto dal valli. Il 29 gennaio 1886 prende dunque
fondatore Walter Owen Bentley nel avvio l’era dell’automobile, quando Karl
1919. Questo nome era stato abbando- Benz brevetta con il numero 37435 il
nato e mai più utilizzato dopo la liquida- suo triciclo a motore, chiamato «Veloci-
zione della società nel 1931. La «nuo- ped». Dal punto di vista tecnico, il vei-
va» ragione sociale coincide con un in- colo è un curioso ibrido di soluzioni
vestimento di 500 milioni di sterline brillanti e intuizioni artigianali. Il motore
compiuto dal nuovo proprietario è un monocilindrico di 980 cm³ da 0,9
Volkswagen sul sito storico produttivo CV che usa come carburante il Ligroin,
della Bentley a Crewe, in Inghilterra, e un combustibile liquido facilmente va-
con la presentazione del nuovo model- porizzabile. La vettura pesa 230 kg ed è
lo Bentley «Continental GT», che ri- in grado di raggiungere i 15 km/h. La
prende la filosofia costruttiva (sportivi- corsa è di 70 mm, mentre l’alesaggio di
tà, potenza, abitabilità e stile) che aveva 150 mm. Albero motore e biella, ricava-
fatto nascere e crescere il mito Bentley ta da una lunga asta a sezione circola-
nei primi anni della marca. La «Conti- re, non sono racchiusi in un carter, per
nental GT» (481 cm di lunghezza, 192 ottenere un miglior raffreddamento del
cm di larghezza e 139 cm d’altezza) è cilindro. L’accensione è affidata a un
mossa da un dodici cilindri biturbo da rocchetto di Ruhmkorff, alimentato da
5998 cm³ da 560 CV, con coppia mas- una pila, che andava sostituita ogni 10
sima di 650 Nm. Raggiunge i 318 km/h km, e interrotto da un vibratore a molla.
e passa da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi. Il carburatore è a evaporazione e un
Sarà assemblata nelle nuove strutture serbatoio d’acqua serve per il raffred-
dello stabilimento di Crewe, dove damento del cilindro, che avviene per
l’obiettivo è di conciliare le più avanzate evaporazione. Il motore, alloggiato po-
tecnologie produttive con il «savoir fai- steriormente fra le ruote motrici, tra-
re» artigianale della marca. smette il moto attraverso una cinghia di  BENZ
cuoio a un albero secondario dotato di Qui sotto, il fondatore della
 BENZ differenziale: da qui la potenza arriva Casa, Karl Benz. In basso,
Karl Benz nasce il 23 novembre del alle ruote mediante due catene. Lo il primo stemma della
1844 a Baden Muehlburg (ora un sob- sterzo viene comandato da una barra e Casa tedesca.
borgo di Karlsruhe, in Germania). Dopo le sospensioni sono con balestre longi-
aver frequentato la facoltà di Ingegne- tudinali. Come si vede, Benz non si è li-
ria, nel 1871 fonda, assieme ad August mitato ad applicare un motore a una
Ritter, la sua prima società dedicata al- carrozza, ma aveva studiato con atten-
la costruzione di motori. Quando, nel- zione l’intera struttura del mezzo. Nel
l’autunno del 1885, Karl Benz passava corso del 1886 Benz costruisce un se-
le notti cercando di applicare un moto- condo motore, in grado di raggiungere
re a un veicolo a quattro ruote probabil- un regime di rotazione di 500 giri/min
mente non immaginava che i suoi sforzi (200 più dell’unità originaria). Una vet-
avrebbero dato luogo a una delle inven- tura equipaggiata con questo propul-
zioni fondamentali per il progresso sore vince la medaglia d’oro all’Esposi-
umano. Eppure è proprio a lui che va zione di Monaco di due anni dopo. A
attribuita la primogenitura dell’automo- questo punto, Benz capisce che la sua
bile per come la intendiamo oggi: un invenzione è pronta per debuttare sul
mezzo di trasporto autonomo, spinto mercato. Compra numerose pagine
da un propulsore a scoppio, con tre o pubblicitarie su vari giornali. L’inserzio-
più ruote. La prima macchina, infatti, di ne recita che il «Velociped sostituisce i
ruote ne aveva soltanto tre, perché cavalli, vi risparmia il cocchiere, la co-
Benz non riusciva a risolvere il proble- stosa dotazione, la cura e il manteni-
ma della sterzatura dell’asse anteriore mento dei cavalli». Il successo non è
a due cerchi. Ci provò, a dire il vero, affatto immediato: qualcuno rimane
anche attingendo alle esperienze di sconcertato dalla linea, assai lontana
Ackermann sperimentate settant’anni da quella delle carrozze tradizionali, e
prima. Ma i risultati non lo soddisface- soprattutto molti sono i timori legati alla
vano. Così, decise di tagliare la testa al potenziale pericolosità del mezzo. Una
toro e di affidare la sterzatura a una so- campagna di stampa prende di mira
la ruota di dimensioni ridotte. Anche la Benz, che impiegherà non pochi sforzi
scelta del motore fu laboriosa: i propul- per convincere il pubblico della bontà

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dell’invenzione. La chiave di volta viene la Casa di Mannheim, legata a una con-
dalla moglie di Benz, Bertha, convinta cezione oltremodo tradizionalista del-
che la migliore propaganda sia un’ini- l’auto: la Daimler (vedi), con la sua
ziativa personale. Una mattina di ago- «Mercedes», propone numerose solu-
sto del 1888 «ruba» la «Velociped» al zioni d’avanguardia e miete successi a
marito, fa montare i due figli e percorre i tutto spiano. Il fatturato della Benz cala,
100 chilometri tra Mannheim e Pfor- così come la produzione: nel 1902 è già
zheim: arrivata, spedisce un telegram- scesa a sole 176 unità l’anno. Benz è
ma al marito avvisandolo della buona convinto di poter colmare il gap con le
riuscita. La notizia fa il giro della Ger- nuove rivali e propone una lunga serie
mania e, dopo il primo attimo di scon- di soluzioni meccaniche di indubbio in-
certo, la gente inizia ad apprezzare il teresse: l’adozione di una pompa del-
triciclo. Ben presto la popolarità delle l’acqua per migliorare il raffreddamen-
vetture Benz oltrepassa i confini tede- to, l’introduzione dell’accensione a ma-
schi: nel 1888, a Parigi, Emile Roger, gnete Bosch sui motori a due cilindri, la
che da tempo aveva la rappresentanza lubrificazione centralizzata, il cambio a
dei motori stazionari Benz, acquista ingranaggi a tre marce più retromarcia,
una «Velociped». Intuendo il possibie la disposizione anteriore del motore
sviluppo, Roger ordina alla fabbrica di (che rimarrà uno dei segni distintivi del-
Mannheim un nutrito quantitativo di la produzione Benz) e il piantone dello
 BENZ pezzi e motori. Si inizia così la produ- sterzo inclinato. Tali novità non convin-
Gottlieb Daimler e Karl zione in loco delle Roger-Benz, che de- cono Julius Gauss, uno dei direttori
Benz osservano le loro buttano l’anno successivo all’Esposi- dell’azienda, che assume di propria ini-
prime creazioni. zione Universale di Parigi. Nel 1890, ziativa il francese Marius Barbarou. Si
l’assetto dell’azienda viene ridisegnato, viene così a creare una divisione inter-
anche per sollevare Karl Benz dalle in- na, con due centri studi (uno in Francia,
combenze amministrative: arrivano l’altro in Germania). Nonostante gli at-
nuovi dirigenti (Friederich von Fischer e triti, la marca lancia una nuova serie di
Julius Gauss-Fischer), lasciando il tec- modelli a uno, due e quattro cilindri, ol-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

nico allo sviluppo dei prodotti. La liber- tre a un nuovo prodotto che raccoglie
tà gli giova, se è vero che nel 1893 egli le esperienze dei due uffici tecnici: è la
brevetta un dispositivo di guida per «Parsifal», con motore bicilindrico, che
veicoli a quattro ruote, dove una doppia viene scelta dal principe Heinrich di
balestra girevole è collegata all’assale Prussia, fratello dell’imperatore Gugliel-
sterzante del telaio. Nello stesso anno mo II, quale auto personale. Alla serie
viene lanciato il nuovo modello «Victo- «Parsifal» appartiene anche un modello
ria» con motore da 3 CV e cilindrata di a quattro cilindri con valvole di aspira-
1730 cm³: la macchina, che ritorna alle zione comandate meccanicamente che
forme «amiche» della carrozza (forse Barbarou aveva messo a punto per im-
proprio per fugare le perplessità del pieghi sportivi. Nel 1903, durante la
pubblico più tradizionalista), viene im- tappa Parigi-Bordeaux di quella che
pegnata in gare (compresa la Parigi- doveva essere la Parigi-Madrid, questa
Rouen del 1894) che alimentano la fa- vettura, pilotata dallo stesso progetti-
ma delle Benz. Sempre nel 1893, la sta, stabilisce una media di 64 km/h.
Benz lancia la «Velo», con motore da Benz e Barbarou litigano sulla paternità
1,5 CV, per una velocità massima di 20 del progetto, finché la frattura raggiun-
km/h. Da tale auto deriva, poco tempo ge livelli insanabili: entrambi presenta-
dopo, la «Comfortable», dal motore no le proprie dimissioni, ma soltanto
leggermente più potente. La sempre quelle di Benz vengono ritirate. Il fon-
crescente richiesta di vetture più per- datore può così tornare a sedere nel
formanti porta la Benz a sviluppare consiglio d’amministrazione. Ciò con-
modelli più grandi e dalle disparate car- tribuisce al rilancio della Benz, aiutata
rozzerie: nascono così la phaeton (ve- anche dai successi sportivi delle pro-
di) e la vis-à-vis. È il periodo di maggior prie vetture. Merito di tali successi va
successo per la Benz, la cui produzione ascritto per la maggior parte al lavoro di
nel 1900 arriva al sensazionale livello di Hans Nibel, un giovane progettista
603 vetture l’anno. Per adeguarsi alla convinto dell’importanza delle corse.
sempre crescente produzione, la fab- Sotto la sua direzione, la Benz produce
brica viene ampliata: nel 1899 l’azienda veicoli sempre più veloci, sfidando le
viene trasformata in società per azioni, Mercedes sui campi di gara: «Blitzen
assumendo la ragione sociale di Benz Benz», «Prinz Heinrich» e «Grand Prix»
& Cie, Rheinisce Gasmotorenfabrik Ag. si aggiudicano numerose competizioni,
I concorrenti, però, non rimangono fer- guidate da piloti di vaglia come Victor
mi e la loro reazione, soprattutto a livel- Héméry, Fritz Erle e René Hanriot. Nel
lo tecnico, inizia a mettere in difficoltà 1906 viene lanciata la «Tourenwagen»

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QUELLE R NON
CHE S T SI
U DIMENTICANO
V W X Y Z
Velociped (1886) Victoria (1893)

BENZ
Velo (1893)

Break (1895)

Blitzen (1909)

Sport (1923)
A B C D E F G H I J K L M
con motore da 60 CV, chiaramente svi- del 1911: va considerato una delle pri-
luppata per contrastare la concorrenza ma vetture prodotte in grande serie. Nel
della Daimler «60 PS». Di fatto, rimarrà 1912 la Benz inizia la produzione di
l’unico veicolo della Benz nel campo motori aeronautici, che troveranno am-
delle vetture sportive di grandi dimen- pia applicazione nel corso della prima
sioni. Ha un motore a corsa corta, con guerra mondiale. Guerra che però bloc-
valvole di aspirazione in testa coman- ca il lancio di un interessante veicolo
date da un solo asse a camme laterale mosso da un inedito motore sei cilindri
e trasmissione a catena, preferita a di 6,5 litri. Al termine del conflitto, l’inte-
quella cardanica. Più successo ha la ra economia tedesca è in ginocchio,
versione depotenziata a 40 CV, costrui- creando un’esplosiva situazione socia-
ta in diverse varianti e anch’essa prota- le che porterà entro breve alla nascita
gonista di numerose gare. Il periodo del nazionalsocialismo. Il dopoguerra
critico è ormai superato: nel 1907 il ca- miete numerose vittime fra le aziende
pitale della Benz raggiunge i sei milioni automobilistiche di minor importanza e
di marchi e ciò permette l’acquisto del- le rimanenti cercano di stipulare accor-
la SAF (Süddeutsche Automobilfabrik) di fra loro per avere qualche possibilità
di Gaggenau, che già tre anni prima di sopravvivere. Nella stessa situazione
 BENZ aveva stretto con la Benz un accordo si trova la Benz, che inizialmente cerca
Qui sopra, una vista del per la produzione di omnibus e di vei- di proseguire l’attività con le proprie
museo Mercedes di coli industriali. Nascono così le prime forze. Nel 1922 acquisisce una licenza
Stoccarda, in cui sono Benz-Gaggenau. Nel frattempo, le della Rumpler e costruisce una vettura
ospitate le prime Benz. Benz continuano a vincere sui campi di dalla curiosa carrozzeria a goccia, chia-
In alto, la «8/20 PS» gara. Nel 1909, a Daytona (Florida), su mata «Monza»: motore sei cilindri di
del 1914. una «Blitzen Benz» da 150 CV il pilota circa due litri e retrotreno a semiasse
Bruce Brown stabilisce i record del mi- oscillanti sono le sue caratteristiche
glio e delle dieci miglia, alle velocità ri- principali. Si tenta anche di farla corre-
spettivamente di 175 e 184 km/h; nello re, ma i risultati non sono quelli sperati.
stesso meeting Robertson si aggiudica Miglior fortuna ottiene, nel 1923, un
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

il primato sulle cinque miglia a 174,5 trattore diesel, cui segue un camion,
km/h. Poco tempo dopo Barney Old- anch’esso con motore a gasolio. Lo
field conquista il record sul miglio con sviluppo dei diesel va attribuito a un
partenza da fermo (43,1 secondi) e giovane ingegnere francese di nome
Héméry quello sul chilometro (31,2 se- Prosper L’Orange, che, prima di arriva-
condi). Il francese, sulla pista di Brook- re in Benz, seguiva da tempo, sul-
lands, stabilisce anche il primato sul l’esempio di Rudolf Diesel, studi su co-
mezzo miglio e sul chilometro lanciato. me provocare l’accensione per sola
Con un tale palmarès di successi, la compressione. L’Orange diventa diret-
Benz si propone all’inizio del ventesimo tore generale della Benz e riesce, ap-
secolo come uno dei produttori di mag- punto nel 1923, a perfezionare la tecni-
gior prestigio in campo mondiale, su- ca. Purtroppo, la crisi della Germania
perando l’eterna rivale Daimler per raffi- non accenna a trovare soluzione. La
natezza tecnica, affidabilità e presta- Benz si trova in acque perigliose ed è
zioni. I quadri tecnici della Casa si arric- costretta a cercare aiuto: lo trova nella
chiscono dell’esperienza di Karl Katte- rivale Daimler, con la quale, nel 1924,
rer, provienente dalla joint venture di viene firmato un accordo di mutuo inte-
Gaggenau, che nel 1911 vince un con- resse. Le due Case poco dopo si fon-
corso bandito dall’azienda stessa per il dono, dando vita alla nuova società
progetto di un’auto utilitaria. Ketterer Daimler-Benz. Karl Benz, che nel 1903
propone una vettura con basamento in aveva lasciato gli incarichi dirigenziali
blocco con i quattro cilindri. Fino a quel nell’azienda che portava il suo nome,
momento, la tecnica prevedeva il basa- muore il 4 aprile del 1929 a Ladenburg.
mento staccato dai cilindri, a loro volta Bertha Benz, la donna che per stessa
costruiti in blocchi separati di uno o ammissione di Karl è stata un elemento
due. Ketterer può essere dunque con- fondamentale nella carriera dell’inven-
siderato l’ideatore del moderno mono- tore (anche dal punto di vista finanzia-
blocco (vedi), tecnica costruttiva utiliz- rio: fu lei, con un prestito ottenuto dai
zata tutt’oggi. Il progetto prevede inolte genitori, a salvare la prima azienda del
il collettore di aspirazione ricavato per marito), muore il 5 maggio del 1944.
fusione all’interno del monoblocco e il
comando dell’asse a camme ottenuto  BENZINA ROSSA
tramite una catena (fino ad allora avve- Era la benzina nel cui composto il
niva attraverso ingranaggi). Il modello piombo fungeva da elemento antideto-
progettato da Ketterer è battezzato «8/ nante. Non è più venduta dal gennaio
20 PS» ed entra in produzione alla fine del 2002, in ossequio alle norme comu-

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
nitarie antinquinamento. Poteva essere 1992 modifiche alla composizione delle
utilizzata esclusivamente sulle auto pri- benzine per ridurre le emissioni tossi-
ve di catalizzatore (vedi). che e dal 1995 le rese obbligatorie in
alcune aree urbane molto inquinate.
 BENZINA VERDE
È così chiamata la benzina priva di  BENZO-ELETTRICA
piombo. È l’unica compatibile con la Denominazione attribuita all’inizio del
marmitta catalitica: la presenza di 1900 alle vetture con propulsione mi-
piombo danneggerebbe, infatti, irrepa- sta, ossia motore a benzina e trazione
rabilmente il catalizzatore (vedi). Il nu- elettrica. La soluzione più interessante
mero di ottano (vedi) minimo è 95. Tut- ed efficiente fu quella di far funzionare il
te le vetture vendute in Europa dopo il motore a benzina a regime costante,
1989 possono utilizzare senza problemi facendogli azionare una dinamo che ri-
la benzina senza piombo. Quelle più caricava le batterie, alle quali spettava il
vecchie, possono funzionare con la compito di alimentare il motore elettrico
verde modificando l’anticipo accensio- che azionava le ruote. All’epoca l’obiet-
ne e/o (secondo il modello) utilizzando tivo era di aggirare i problemi del moto-
specifici additivi che aumentano il nu- re a benzina, della frizione e del cambio
mero d’ottano e proteggono le guida- utilizzando l’affidabilità e la coppia allo
valvole dall’usura (compito in prece- spunto del motore elettrico. In tempi
denza svolto dal piombo contenuto recenti è stata adottata la denomina-
nella benzina rossa). zione di vetture ibride, delle quali la più
famosa e diffusa è la Toyota «Prius»,
 BENZINE OSSIGENATE della quale sono stati venduti dal 1997
Vedi MTBE. a oggi oltre 115.000 esemplari nel mon-
do. In questo caso l’obiettivo è comple-
 BENZINA SUPER FUORILEGGE tamente differente rispetto a quello di
In previsione della scomparsa della un secolo fa: consumare poco e inqui-
benzina rossa, i ministeri di Ambiente e nare ancora meno.
Trasporti hanno coinvolto l’industria
automobilistica nazionale e estera per  BENZOLO O BENZENE
definire, modello per modello, quali Liquido incolore, primo composto della
vetture non catalizzate possono funzio- serie aromatica. Gli idrocarburi aroma-
nare tranquillamente con la verde (ca- tici sono caratterizzati da un elevato
tegoria A) e quali sia meglio sottoporre peso specifico e da un potere antideto-
a modesti interventi, come il ritardo nante molto alto: ed è proprio per que-
dell’anticipo accensione abbinato al- st’ultima caratteristica che sono stati
l’eventuale aggiunta di additivi, vedi molto apprezzati come carburanti per  BENZO-ELETTRICA
(categoria B). Era inoltre prevista la ca- motori a combustione interna, miscelati La Toyota «Prius».
tegoria C per i modelli che richiedono con altri idrocarburi. Il benzolo ha, infat-
modifiche meccaniche per funzionare ti, un numero di ottano (vedi) elevato  G. BERGER
con la verde. «Quattroruote» rimane del (MON 110 e RON 115) e presenta pure Dieci vittorie in Formula 1
parere che con una condotta di guida un’alta velocità di propagazione della per il pilota austriaco.
adeguata a vetture che hanno quasi fiamma. Il rovescio della medaglia è
una quindicina d’anni sulle spalle e con rappresentato dal tipo d’inquinamento
percorrenze annue ridotte (tipiche delle del benzene (come di tutti gli idrocar-
vetture d’epoca) si possa fare a meno buri aromatici), ritenuto cancerogeno
di interventi a motore aperto per la so- per l’uomo. Per questo motivo, dopo
stituzione di valvole e guidavalvole con che il tenore di benzene era stato au-
altri più resistenti all’usura. Del resto, lo mentato nelle prime benzine verdi sul
stesso ministero dei Trasporti parla di finire degli anni 80 per supplire all’elimi-
modifiche consigliate più che di assolu- nazione degli storici additivi antideto-
ta necessità e sottolinea anche, in ac- nanti piombo tetraetile e tetrametile, il
cordo con i tecnici delle industrie auto- contenuto del benzolo (e degli aromati-
mobilistiche, come lavori meccanici su ci in generale) è stato disciplinato più
mezzi anziani e con uno stato di manu- severamente.
tenzione incerto siano da apportare
con cautela e non abbiano effetti pre-  BERGER GERHARD
vedibili con sicurezza. Nato a Wörgl (Austria) il 27.8.1959.
Gran Premi disputati 210. Vittorie 10.
 BENZINE OSSIGENATE O RIFORMULATE Piazzamenti 84. Pole position 12.
Bruciano in modo più completo, emet-
tendo meno inquinanti, e possono es-  BERKELEY
sere meno soggette a evaporazione. Casa inglese di caravan, che dal 1956
Negli USA il «Clean Air Act» richiese dal al 1961 si dedicò alla produzione di

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vetture sportive di piccola cilindrata. fronte all’altra, con tetto rigido e vetra-
L’idea nasce dalla collaborazione tra il ture. L’innovazione più importante con-
direttore della Casa, Charles Panter, sisteva nell’abitacolo sospeso elastica-
con Laurence Bond, che alla fine degli mente su due longheroni: in questo
anni Quaranta aveva progettato le modo la carrozza risultava molto più
Bond (vedi) a tre ruote. Le prime Berke- confortevole di quelle allora in uso, che
ley, a trazione anteriore e sospensioni pure avevano dimensioni maggiori.
indipendenti, montano motori a due
oppure tre cilindri da 300 oppure 500  BERLINETTA
cm³; nel ’59 appare anche una tre ruo- Pur derivando da berlina, questo termi-
te, mentre nel 1960 debutta la «Sport», ne è quasi sinonimo di coupé, dal mo-
spider con motore Royal Enfield a quat- mento che si riferisce generalmente a
tro tempi di 692 cm³. Tale motorizza- vetture d’intonazione sportiva con car-
zione è offerta con potenza di 40 oppu- rozzeria a due porte. Si tratta comun-
re 50 CV. Nello stesso anno esce anche que di automobili con due o quattro
il modello «Bandit» con motore quattro posti (oppure 2+2).
cilindri di derivazione Ford. Nel 1961 la
produzione viene sospesa.  BERNARDI
Marchio commerciale di un’auto pro-
 BERLIET dotta in serie dal 1894 al 1899 dalla
Una delle maggiori Case francesi della Società Motori Bernardi e successiva-
prima metà del secolo scorso. Il nome mente dalla Miari & Giusti. Di questa
è quello del fondatore, Marius Berliet, vettura saranno costruiti circa 100
che costruisce il primo rudimentale vei- esemplari, la maggior parte dei quali a
colo tra il 1895 e il 1896. Un secondo tre ruote, una formula di cui Enrico Ber-
modello arriva nel 1901: si tratta di una nardi era uno strenuo assertore. Il trici-
quattro cilindri con trasmissione secon- clo del 1894, che può essere conside-
daria a catene chiamata «22 HP». Negli rato la prima automobile italiana con
 BERLIET anni 1906-1907 la Berliet conosce il motore a scoppio, è mosso da un mo-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

Il marchio della periodo di maggior fulgore: ha in gam- nocilindrico a quattro tempi in grado di
Casa francese. ma cinque modelli base, articolati su spingere il veicolo a 38 km/h. Le auto-
vari livelli di potenza. Sono anche gli vetture a tre ruote sono sostanzialmen-
 BERTONE anni delle affermazioni sportive: nel te simili, mentre quelle a quattro vengo-
Nuccio, figlio del 1906 Bablot si aggiudica il secondo no costruite con diverse carrozzerie: a
fondatore Giovanni, portò posto al Tourist Trophy (vedi). Sempre due posti, spider con sedile supple-
il nome della carrozzeria in quell’anno, l’American Locomotive mentare e spider con parabrezza di ve-
torinese ai vertici della Corporation si aggiudica i diritti per la tro. Fu inoltre realizzato un modello a
fama mondiale. costruzione su licenza della «40 HP», quattro posti. Al mondo oggi esistono
che verrà commercializzata negli USA cinque esemplari del triciclo, sparsi per
col marchio Alco. Col ricavato, Berliet i musei d’Italia. Della versione a quattro
realizza nuovi stabilimenti nei pressi di porte, invece, non risulta essere giunto
Lione. Durante la prima guerra mondia- a noi neppure un esempio.
le, l’azienda produce per l’esercito
francese autocarri, carri d’assalto e  BERTONE
proiettili d’artiglieria. Nel dopoguerra L’atto di nascita della Bertone risale al
prosegue l’attività senza sosta con una novembre del 1912, quando Giovanni
serie di automobili compatte e ben co- Bertone, all’età di 28 anni, apre a Tori-
struite. Il declino ha inizio verso la metà no un’officina di «carradore», in altre
degli anni Trenta: nel 1938 viene lancia- parole di riparazione e costruzione di
ta la «Dauphine» (soltanto omonima carrozze a trazione animale. Con lui la-
della Renault che arriverà vent’anni do- vorano tre operai. All’inizio del Nove-
po), che sarà l’ultima auto Berliet pro- cento a Torino le automobili sono rare.
dotta. L’azienda si dedicherà in seguito Il traffico stradale è ancora dominato
esclusivamente alla costruzione di vei- dalle carrozze: quelle costruite dal gio-
coli industriali. vane Bertone si impongono subito per
l’accuratezza della lavorazione, la robu-
 BERLINA stezza e la qualità costruttiva. Nel 1914
Definizione generica con la quale si in- nasce Giuseppe Bertone, secondoge-
dica un tipo di carrozzeria chiusa (con nito di Giovanni, che tutti chiamano su-
quattro o cinque porte) a quattro o più bito Nuccio: un diminutivo che avrebbe
posti. Il termine risale a un tipo di car- accompagnato Giuseppe per sempre e
rozza a quattro ruote costruita nel 1660 sarebbe diventato la firma di uno dei
a Berlino dal piemontese Filippo di grandi maestri dello stile italiano nel
Chiesa. Si trattava di una vettura con mondo. Al termine del conflitto, durante
quattro sedili disposti su due file, una di il quale Bertone è costretto a sospen-

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
dere l’attività, l’azienda si amplia, con- cili del dopoguerra Nuccio Bertone dà
centrandosi sull’automobile. Nel 1920 vita a vetture quali la Lancia «Aprilia
apre la nuova sede di via Monginevro cabriolet» o la Fiat «1100 Stanguellini»
119 e l’organico sale a 20 operai. Un da competizione, che anticipano alcu-
anno dopo arriva il primo lavoro impor- ne tendenze stilistiche del decennio
tante: una torpedo realizzata su mec- seguente. Dall’incontro con Vittorio
canica SPA «23 S», alla quale segue Stanguellini (vedi) nasce alla fine del
immediatamente una Fiat «501 Sport decennio una coupé su telaio Fiat
Siluro Corsa», capostipite di una tipolo- «1100» che riscuote un grande succes-
gia di vetture che avrebbero distinto la so di pubblico. Gli anni Cinquanta coin-
marca negli anni a venire: le sportive ad cidono con l’acquisizione delle prime
alte prestazioni. Negli anni Venti, la commesse all’estero, in particolare con
Bertone allaccia solide collaborazioni la MG (vedi) e la Bristol (vedi) nel 1952.
con quasi tutti i costruttori dell’epoca. L’anno seguente, Nuccio Bertone firma
Torino è il cuore dell’industria automo- il prototipo dell’Alfa Romeo «Giulietta
bilistica e Giovanni Bertone inizia a rea- Sprint», che viene presentata al Salone
lizzare carrozzerie su telai Fast, Chiribi- di Torino nel 1954. Inizialmente avreb-
ri (vedi), Aurea, SCAT (vedi), Diatto be dovuto essere prodotta in 1000
(vedi). Ma le collaborazioni più impor- esemplari. In realtà verrà costruita in
tanti sono con le due Case torinesi più quasi 40.000 esemplari dal 1954 al
note: Fiat e Lancia (vedi). Vincenzo 1965. Il rapporto fra Bertone e Alfa Ro-
Lancia, che chiama affettuosamente meo trova la sua espressione creativa
«Bertunot» il carrozziere torinese, gli più alta con la famiglia delle concept
affida la costruzione di scocche com- «BAT» (Berlinetta Aerodinamica Tecni-
plete, soprattutto per quelle serie limi- ca), vetture che destano stupore esplo-
tate per le quali l’industria dell’epoca rando nuove frontiere dell’aerodinami-
non sempre è attrezzata. È la prima ca e del car design: la «BAT 5» (1953),
opportunità, per Bertone, di realizzare la «BAT 7» (1954) e la «BAT 9» (1955).
piccoli volumi di vetture speciali su Le ricerche nel campo dell’aerodinami-
meccanica di serie, iniziando una tradi- ca culminano nel 1956 con la «Abarth
zione feconda. Così Giovanni Bertone 750 Record», costruita su base Fiat
si cimenta con carrozzerie, torpedo e «600» e provata sulla pista ad alta velo-
berline, per Fiat e Lancia, ma anche per cità di Monza, che stabilisce ben dieci
Itala (vedi), Diatto, SPA (vedi). E, ovvia- primati mondiali, fra cui la percorrenza
mente, per tanti clienti privati che pre- di 4000 km alla media di 156,360 km/h
tendono una carrozzeria esclusiva. Ac- e 72 ore di marcia con una percorrenza
canto alle vetture sportive, quali l’Ans- di 10.125,26 km. Nel 1957, l’attività
aldo «6BS» del 1928, Giovanni Bertone dell’azienda si arricchisce con la pro-
disegna automobili di gran lusso, quali duzione della NSU «Sport Prinz». Inizia-
la limousine Fiat «505» e l’Itala «51 S», no, intanto, i lavori per la realizzazione  BERTONE
entrambe del 1924, e la Lancia «Lamb- di un nuovo stabilimento a Grugliasco, Qui sotto, la «BAT 5» del
da» VIII Serie del 1928. Nel 1933 il gio- nelle immediate vicinanze di Torino, 1953. In basso, l’«Abarth
vane Nuccio, che ha 19 anni, entra uffi- che entra in funzione nel 1959 con 550 750 Record» del 1956.
cialmente nell’azienda paterna. L’anno dipendenti. Alla fine degli anni Cin-
dopo Bertone realizza la Fiat «527 S quanta, Bertone propone alcune berli-
Ardita» 2500, che rappresenta un punto nette sportive destinate a restare famo-
di svolta nell’architettura del car design se, quali la «Giulietta Sprint Speciale»,
con dettagli per allora stupefacenti, l’Aston Martin «DB 2/4» e la Maserati
quali gli inconfondibili gruppi ottici an- «3500 GT». Gli anni Sessanta sono la
teriori carenati lungo il cofano. Con lo massima espressione della GT «all’ita-
scoppio della seconda guerra mondia- liana». Nuccio Bertone offre cinque
le, la domanda di automobili subisce modelli di forte personalità: l’Alfa Ro-
una brusca e improvvisa contrazione. meo «2600 Sprint», in versione coupé e
Quasi tutti i carrozzieri, incluso Berto- cabriolet, due Ferrari «250 GT», una
ne, reagiscono alla crisi impegnandosi denominata «Wax» dal nome del com-
nell’allestimento di veicoli militari di va- mittente e l’altra per il proprio uso per-
rio tipo. Nonostante le mille difficoltà, sonale, l’Aston Martin «DB 4 GT Jet» e
nel nuovo stabilimento di corso Pe- la Maserati «5000 GT». Contempora-
schiera la produzione continua: escono neamente prendono il via anche due
alcune Lancia «Aprilia» carrozzate gran nuove collaborazioni sul fronte indu-
lusso e una Fiat «2800 cabriolet» a pas- striale, con la Simca «1000 Coupé» e la
so lungo di straordinaria eleganza, rea- BMW «3200 CS» realizzata in piccola
lizzata in esemplare unico per il famoso serie, che si affiancano alla significativa
pilota e giornalista dell’automobile Gio- e sfortunata parabola dell’ASA (vedi)
vanni Lurani Cernuschi. Negli anni diffi- «1000»: meglio nota come «Ferrarina»

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(dall’originario progetto che fu di Enzo Innocenti «Mini 90» (1974), Fiat «131
Ferrari) che, nonostante le grandi Abarth Rally» (1975) e il prototipo Alfa
aspettative da parte del pubblico, non Romeo «Navajo» (1976). Nello stesso
approderà mai al mercato. Nascono in anno, con la «264 TE», prende il via la
questi anni le Iso-Rivolta «GT 300 e collaborazione con la Volvo. Con la Vol-
340» e Iso «Grifo». Gli anni della «Grifo» vo «262 C», berlina due porte presenta-
sono anche quelli della «Corvair Testu- ta al Salone di Ginevra del 1977, Berto-
do», che Nuccio Bertone guida perso- ne svolge il ciclo di produzione comple-
nalmente portandola al Salone di Gine- to, che va dall’assemblaggio della
vra del 1963. L’anno seguente ecco scocca grezza al montaggio degli orga-
l’Alfa Romeo «Canguro». Nel 1965 arri- ni meccanici e alle relative prove su
va l’Alfa Romeo «Giulia GT», erede strada. Dall’inizio degli anni Ottanta, la
ideale della «Giulietta Sprint». In quello «Ritmo Cabrio» e la «X1/9» vengono
stesso anno la Carrozzeria Bertone prodotte e vendute direttamente da
compie una grande svolta aziendale Bertone con il proprio marchio. L’azien-
con la Fiat «850 Spider». Il successo da risulta così responsabile non soltan-
commerciale spinge Nuccio Bertone ad to della produzione, ma anche della re-
aumentare le capacità produttive del- te commerciale dei due modelli e del-
 BERTONE l’azienda fino a 120 unità al giorno (fra il l’assistenza post-vendita. Nel 1982,
Qui sopra, il prototipo 1965 e il 1972 ne vengono prodotte Nuccio Bertone firma un importante
«ZER» del 1994. In alto, quasi 140.000 unità, molte vendute sul progetto di stile, quello della Citroën
la Lamborghini «Miura». mercato USA). Gli anni Sessanta si «BX». Nel 1985, inizia la produzione
chiudono con la nascita di un sodalizio della Volvo «780», raffinata berlina a
industriale destinato a entrare nella sto- due porte di cui Nuccio Bertone firma
ria dell’automobile, quello con Ferruc- l’intero progetto. Un nuovo accordo
cio Lamborghini. La «Miura», primo commerciale viene stipulato nel 1987
frutto dell’incontro fra i due grandi uo- con la General Motors Europe, che affi-
mini, viene presentata al Salone di Gi- da a Bertone la produzione della «Ka-
nevra del 1966, ridefinendo il concetto dett Cabrio». La collaborazione con il
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formale di coupé ad alte prestazioni. marchio Opel (vedi) prosegue con la


Alla «Miura» seguono la «Marzal» (1967) prima generazione dell’«Astra Cabrio»
e l’«Espada» (1968). Negli stessi anni e arriva fino a oggi con i nuovi modelli
vedono la luce altre due coupé: l’Alfa dell’«Astra» coupé e cabriolet. Gli anni
Romeo «Montreal» e la Fiat «Dino Ottanta si chiudono per Bertone con il
Coupé», entrambe del 1967. Nel 1968, disegno di stile della Citroën «XM», e
al Salone di Parigi, Bertone presenta la con la produzione della fuoristrada
concept «Carabo», realizzata sulla base «Freeclimber». Nel 1993 entrano in pro-
dell’Alfa «33». Nel 1970 la Bertone ha duzione l’Opel «Astra Cabrio» e la Fiat
ormai 1500 dipendenti e lo stabilimento «Punto Cabrio». In entrambi i casi, nello
di Grugliasco si estende su una superfi- stabilimento di Grugliasco avviene l’in-
cie di 267.000 metri quadri. Il rapporto tero ciclo di lavorazione delle vetture:
con Lamborghini porta nuovi frutti, con assemblaggio della scocca, montaggio
la «Jarama» e l’«Urraco». Con il prototi- degli organi meccanici, verniciatura e
po «Stratos Zero», costruito sulla base allestimento della carrozzeria. Prose-
di una Lancia «Fulvia 1.6 HF», Bertone guendo nella sperimentazione di veicoli
anticipa la Lancia «Stratos» stradale, a basso impatto ambientale, nel 1994
una berlinetta compatta destinata a usi Bertone presenta la «ZER» (Zero Emis-
prevalentemente agonistici, che infatti sion Record), che si richiama in chiave
si copre di gloria in diverse edizioni del futuristica all’indimenticabile «Abarth
campionato mondiale rally. Nel 1972, 750 Record». Espressamente concepi-
all’età di 88 anni, scompare Giovanni ta e realizzata per raggiungere le più al-
Bertone. Come un omaggio tacito al te prestazioni nel settore dei veicoli
padre fondatore dell’azienda, vedono elettrici, la «ZER» (che vanta un Cx di
la luce la superba Maserati «Kamshin» 0,11) consegue il record mondiale di
e la Fiat «X1/9», prefigurata dalla con- velocità sull’ora (199,822 km percorsi in
cept «Runabout», che si propone come 60 minuti) e supera il muro dei 300 km/h
l’erede della «850 Spider» ripetendone conquistando il record mondiale di ve-
il clamoroso successo commerciale. La locità per veicoli elettrici (con una punta
«X1/9» entra in produzione nel 1972 e vi di 303,977 km/h). Nel 1995, la Carroz-
resta fino alla fine del 1988, con un to- zeria Bertone è il primo costruttore di
tale di 160.000 unità prodotte. Dalla automobili in Italia a ottenere la certifi-
matita di Nuccio Bertone escono su- cazione di qualità ISO 9001. Il 26 feb-
percar, utilitarie e provocanti concetti di braio 1997, alla vigilia del Salone di Gi-
stile: Lamborghini «Countach» e Dino nevra, Nuccio Bertone si spegne. La
Ferrari «308 GT4» (1973), Audi «50» e Bertone dopo Nuccio Bertone continua

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
a essere un’azienda di successo. È en- scarico, abbinando all’elevata potenza,
trata nel terzo millennio con la nuova grande regolarità di funzionamento e ri-
generazione della Opel «Astra Coupé» dotte emissioni inquinanti.
e «Cabrio», cui si affianca la BMW
«C1», disegna la nuova Alfa Romeo «Gt  BIANCHI
Coupé» che verrà prodotta a Pomiglia- Dalle biciclette alle automobili, è la logi-
no ed esplora tecnologie d’avanguardia ca evoluzione per chi alla fine del 1800
come il drive by wire (vedi). intuisce le potenzialità del motore a
scoppio. Edoardo Bianchi è uno di que-
 B.H.P. sti, con la differenza, rispetto a tutti gli
Abbreviazione dell’espressione inglese altri (Peugeot, per esempio), di aver vi-
Brake Horse Power, ossia potenza al sto la sua fama di costruttore di auto e
freno di un banco prova (vedi) motore. moto sempre offuscata dai risultati del-
L’unità di misura era il cavallo vapore l’attività ciclistica. Gli inizi certi della
inglese (HP), leggermente più grande Bianchi risalgono al 1885, con Edoardo
rispetto al CV (1 HP=1,0139). In ogni giovane titolare di un’officina meccani-
caso, oggi entrambe le unità di misura ca in pieno centro a Milano specializza-
non si devono più utilizzare, sostituite ta nella produzione di «velocipedi, car-
dal kW nel sistema di misura internazio- rozzelle per malati, macchine di preci-
nale (1 kW=1,34102 BHP). Per essere sione, cuscinetti, mozzi, campanelli
attendibile la misura di potenza al ban- elettrici, istrumenti di chirurgia». La pri-
co prova motore deve essere effettuata ma Bianchi a quattro ruote è del 1899 e
secondo le normative. monta un monocilindrico De Dion Bou-
ton (scelta quasi scontata all’epoca,
 BIAGINI vedi) su un telaio tubolare di stretta pa-
Nome che ebbe una certa notorità nei rentela ciclistica. Il successo è imme-
primi anni 90, quando l’ACM di Atessa diato. Nel 1905 la Bianchi diventa So-
(CH), importatore delle fuoristrada rume- cietà per azioni e assume la ragione so-
ne Aro (vedi), stipula un accordo con la ciale di Fabbrica Automobili e Velocipe-
Volkswagen per produrre una versione di Edoardo Bianchi & C. Inizia anche
cabriolet della «Golf Country» a quattro una costosa e poco fortunata parteci-
ruote motrici, commercializzata con il pazione alle corse. Tra i piloti ci sono
 BIAGINI
nome di Biagini «Passo». La macchina, Carlo e Alfieri Maserati, fondatori più
Unico modello
che a differenza della tedesca propone tardi del marchio del Tridente (vedi).
prodotto, la «Passo».
un robusto telaio a longheroni e traverse Durante il periodo bellico le commesse
(più adatto a un uso fuoristradistico), è governative di autocarri, ambulanze,
provata da «Quattroruote» nel luglio del blindati e motori d’aereo contribuiscono  BIANCHI
1990 e rimane in produzione fino al ter- alla prosperità dell’azienda, che però Il marchio della
mine del 1993: difficoltà economiche ob- deve abbandonare la produzione di vet- Casa milanese.
bligheranno l’azienda a chiudere l’attività. ture di lusso del primo periodo per mo-
Curiosamente, le auto che allora pochi delli più adatti a una clientela media.
volevano oggi valgono dei bei soldi. Nasce così una gamma di vetture leg-
gere come le «Tipo 12» e «Tipo 15», fa-
 BIALBERO cili da trasformare e dotate di motori
Termine utilizzato per indicare un moto- quattro cilindri, più accessibili nel prez-
re dotato di due alberi a camme (uno zo. Nel 1922 la Bianchi torna alle corse,
per l’aspirazione e uno per lo scarico) ma deve fare i conti con colossi come
per ogni bancata di cilindri per il coman- Fiat, Alfa Romeo e Mercedes (vedi),
do delle valvole. Già un secolo fa fu che la sovrastano ovunque. La compe-
adottata la soluzione della distribuzione tizione commerciale, con Fiat soprattut-
con due alberi a camme nel basamento, to, porta la Bianchi a costruire le «S4»
come per esempio nella Fiat «24/32 (1925), le «S5» (1925) e le «S9» (1934),
HP» del 1903, mentre nel 1912 apparve queste ultime vestite con abiti più spor-
il primo motore con due alberi a camme tiveggianti. La «S9» è l’ultima Bianchi
in testa sulla Peugeot da Grand Prix. I prodotta in grande serie, compressa tra
motori bialbero, un tempo prerogativa le Lancia «Augusta» e «Aprilia». La se-
delle vetture da competizione, sono poi conda guerra mondiale riporta le com-
diventati una soluzione diffusa anche su messe militari, ma nel dopoguerra arriva
vetture di larga diffusione e storicamen- la crisi. Biciclette e moto funzionano da
te l’Alfa Romeo (vedi) è stata la prima polmone finanziario e come strumento
Casa a adottarla sulle medie cilindrate a pubblicitario, per l’auto, però, il destino
partire dalla «Giulietta» del 1955. Oggi è segnato. L’11 gennaio 1955 interven-
la soluzione bialbero è apprezzata an- gono in aiuto Fiat e Pirelli, che assieme
che perché consente d’utilizzare varia- a Bianchi fondano l’Autobianchi (vedi),
tori di fase sia sull’aspirazione sia sullo ma il patto prevede la fine della Edoar-

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do Bianchi come fabbrica di automobili. que, i precisi metodi di progettazione e
Negli anni Settanta tutta la Edoardo lo sviluppo dei materiali hanno ridotto di
Bianchi va in liquidazione. molto la necessità di regolazione, tanto
che vi sono motori privi di punterie
 BIASION MASSIMO idrauliche che richiedono la verifica del
Nato a Bassano del Grappa il 7.1.1958. gioco ogni 100.000 km.
Rally di campionato mondiale disputati
79. Vittorie 17. Campione del mondo  BICILINDRICO
rally 1988 e 1989. Chiamato più fami- Indica un motore a combustione interna
liarmente «Miki», è stato uno dei miglio- con due cilindri, la cui posizione può es-
ri piloti italiani nei rally, facendo coppia sere affiancata (motore in linea) oppure
prevalentemente con Tiziano Siviero. a V con differenti angolazioni, fino al bi-
Messosi in luce nelle gare minori, par- cilindrico boxer (vedi) o a cilindri con-
tecipa ai primi rally iridati a Sanremo trapposti (una V di 180 gradi). I primi
dal 1980 al 1982. Nel 1983, in qualità di motori nacquero a un solo cilindro, ma
pilota ufficiale della squadra Lancia, già nel 1890 Daimler propose un bicilin-
vince il campionato europeo rally con drico a V stretta e nel 1896 Benz (vedi)
 M. BIASION una «037». Si tratta della stessa vettura iniziava la costruzione di uno a cilindri
Campione del mondo nelle che guida nei due anni successivi nel contrapposti. Dal punto di vista costrut-
stagioni 1988 e 1989. campionato mondiale. Conquista la tivo, la soluzione più semplice è quella a
prima vittoria iridata nel 1986 al Rally di cilindri affiancati, che consente di co-
Argentina con la «Delta S4». L’anno struire l’albero motore con una sola ma-
successivo il solo Juha Kankkunen lo novella e due supporti di banco, come
precede nella classifica finale del cam- per esempio nella Fiat «500». La soluzio-
pionato. Il passaggio alla «Delta Inte- ne con due cilindri contrapposti (famo-
grale» è il preludio ai trionfi iridati nel sa, quella della Citroën «2 CV») offre il
1988 e 1989. Dal 1992 al 1994 è alla vantaggio di un migliore bilanciamento,
Ford, con cui vince in Grecia nel 1993. ma risulta più costoso, perché richiede
Negli anni seguenti prosegue con suc- la lavorazione di due teste invece di una,
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

cesso la sua carriera nei rally-raid, di- un albero motore con due manovelle
sputando gare impegnative come la spaziate di 180 gradi e un basamento
Parigi-Dakar. (vedi) più complesso. La crescita delle
potenze, legate a vetture sempre più
 BIBENDUM pesanti e abitabili, oltre alla ricerca di un
È l’emblema della Michelin. Nacque nel migliore confort, ha di fatto eliminato
1898 da un’idea di Edouard Michelin dalla scena automobilistica i bicilindrici,
che, vedendo una pila di pneumatici, che invece godono di ottima salute nel
disse al fratello André: «Se avesse le settore motociclistico (basti pensare a
braccia assomiglierebbe a un uomo». BMW e Ducati).
Su indicazione di André Michelin, l’illu-
stratore Marius Rossillon (pseudonimo  BIELLA
«O’Galop») preparò una serie di mani- Viene così definita qualsiasi asta rigida
festi pubblicitari con il nuovo personag- avente snodi alle due estremità. Nel mo-
gio fatto di pneumatici sovrapposti. Il tore, le bielle fanno parte del cinemati-
nome deriva da una scritta che accom- smo che trasforma il moto alternato dei
pagnava uno dei bozzetti: «Nunc est pistoni nel moto rotatorio dell’albero
bibendum» (è il momento di bere). Va motore (vedi). Il collegamento a que-
inteso nel senso di «bere» gli ostacoli st’ultimo è ottenuto tramite la cosiddetta
della strada. testa di biella, mentre l’altra estremità,
unita al pistone tramite uno spinotto, è
 BICCHIERINO denominata piede. Nelle sospensioni,
Tipo particolare di punteria (vedi), cioè il bracci e bielle sono gli organi che colle-
componente interposto fra la camma e gano i mozzi delle ruote alla scocca
lo stelo della valvole. La sua funzione è (vedi): sono anche chiamati puntoni o ti-
di trasmettere alla valvola soltanto forze ranti a seconda della loro funzione spe-
assiali, assorbendo le componenti late- cifica (per esempio multilink, vedi), cioè
rali che la camma provoca. Il bicchierino se la biella è soggetta, rispettivamente,
è costruito d’acciaio e, essendo sogget- a compressione o a trazione.
to a forti accelerazioni, deve essere il più
leggero possibile per contenere le forze  BIELLA «FRATTURATA»
d’inerzia. La registrazione dei giochi fra Sistema per cui il cappello della testa
camma e bicchierino si è realizzata negli della biella (vedi) viene ricavata spez-
anni in vari modi: con punterie idrauli- zandola lungo una direttrice ben pre-
che, con pastiglie di spessore calibrato cisa. In pratica, all’interno del foro
o con un sistema a vite. Oggi, comun- della testa vengono praticate due in-

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 BIODIESEL

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
tagli. Quindi con un perno a dilatazio-
ne idraulica si forza il diametro fino a Viene ricavato dalle coltivazioni di col-
provocarne la rottura lungo le linee za, girasole o soia. In pratica è un ga-
preordinate. Così quando le due parti, solio di semi. Occorre un ettaro di ter-
dopo l’introduzione della bronzina reno coltivato (ossia 10.000 metri qua-
(vedi), verranno portate a contatto e drati) a girasoli o colza per ricavare
tirate con le viti, combaceranno per- circa 1000 kg di biodiesel. Il costo del
fettamente garantendo maggiore terreno coltivabile, dei macchinari
compattezza. agricoli necessari (che consumano, a
loro volta, combustibile) e della mano-
 BIG THREE dopera richiesta rende ancora poco
Le «Tre Grandi». Con tale termine si in- competitivo il biodiesel nei confronti
dica le tre Case americane di Detroit: del gasolio ricavato dal petrolio. I conti
GM, Ford e Chrysler (quest’ultima as- tornano soltanto defiscalizzando il ga-
sorbita dalla tedesca Daimler, per for- solio vegetale. Occorre poi ricordare
mare la DaimlerChrysler). che le colture agricole sono in compe-
tizione fra loro e non si può pensare di
 BILANCIATURA convertirle interamente per coltivare i
Vedi equilibratura. semi da biodiesel a scapito di cereali,
foraggi o verdure. L’olio vegetale non
 BIMOTORE contiene zolfo e questo permette d’eli-
Viene così definito un veicolo equipag- minare le emissioni d’anidride solforo-
giato con due motori: gli esempi sono sa, responsabile delle piogge acide e
molto limitati e quasi sempre rappre- nociva per la salute. L’assenza totale
sentati da veicoli speciali. La prima au- di zolfo, inoltre, permetterebbe l’ado-
tomobile bimotore di cui si abbiano zione di catalizzatori assai più efficien-
notizie sicure fu la «Flying Dutchman ti. Il biodiesel, inoltre, non contiene
2» dell’americano Bowden, approntata idrocarburi aromatici: studi condotti
nel 1904 per battere il record mondiale sulle caldaie per riscaldamento hanno
di velocità con due motori Mercedes evidenziato una riduzione del 90% del
da 60 CV. Famosa, l’Alfa Romeo «Bi- benzene contenuto nei fumi. Anche il
motore», approntata nel 1935 dalla monossido di carbonio e il particolato
Scuderia Ferrari per opporsi alle po- diminuiscono sensibilmente, mentre
tenti Auto Union (vedi). Aveva due otto gli ossidi d’azoto aumentano di poco
cilindri, per un totale di 6330 cm³ e 530 (ma nei motori si potrebbe intervenire  BIMOTORE
CV, un motore sistemato davanti e l’al- con un maggiore ricircolo dei gas di Qui sotto, l’Alfa Romeo del
tro dietro al pilota. Per quanto riguarda scarico - EGR, vedi - poiché il partico- 1935. In basso, la Citroën
la produzione di serie, la prima bimoto- lato non è più un problema). L’olio ve- «Sahara» del 1958.
re venduta al pubblico (450 esemplari) getale, inoltre, è biodegradabile. Il bio-
fu nel 1958 la Citroën «Sahara», una diesel ha un minor potere calorifico
fuoristrada quattro ruote motrici con (8600 Kcal/litro) rispetto al gasolio
carrozzeria e meccanica derivata dalla (9080 Kcal/litro). Molti modelli più re-
«2 CV» (quindi erano due bicilindrici di centi sono compatibili con il biodiesel
425 cm³, ciascuno completo di tra- senza richiedere modifiche. Per le altre
smissione, che consentiva di utilizzare vetture sono richiesti piccoli adatta-
i motori singolarmente o insieme). In menti. Soprattutto i diesel meno re-
tempi assai più recenti, la tedesca centi potrebbero patire un degrado
MTM ha allestito la «Bimoto Audi TT», delle guarnizioni e dei tubi di gomma
con due 1800 turbo, uno davanti e l’al- dell’alimentazione, a volte di materiali
tro dietro, per una potenza dichiarata non compatibili con l’olio vegetale.
di 740 CV e una coppia di 950 Nm. Inoltre, si devono prevedere sostitu-
Sulla pista di Nardò (LE) ha raggiunto i zioni più frequenti dell’olio motore,
358 km/h. giacché il biodiesel che trafila nella
coppa olio non evapora facilmente co-
 BIOCOMBUSTIBILI me il gasolio e tende a diluire il lubrifi-
Sono alcoli e altri prodotti a contenuto di cante, peggiorandone le caratteristi-
carbonio, fabbricati partendo da materie che. Dal momento che il biodiesel è
prime rinnovabili, di tipo vegetale. Fra molto detergente, tende a mettere in
questi il più noto è il biodiesel (vedi), ri- movimento i sedimenti e le morchie
cavato da semi di conza e di girasole. che si sono depositati in un motore
Per effetto del sole, si trasforma l’anidri- che ha funzionato a lungo con gasolio,
de carbonica (CO2) dell’atmosfera in ve- con ovvi rischi per la lubrificazione.
getale, che produce combustibile e che Utilizzando al massimo il 30% di bio-
poi, bruciando, immette nell’atmosfera diesel di qualità miscelato al gasolio
la CO2 chiudendo il ciclo. non si hanno problemi per il motore.

93
A B C D E F G H I J K L M
 BIPOSTO si va costituendo. Dopo la guerra pro-
Fino al 1927, anno in cui comparvero le segue con tenacia l’opera di ricerca e
prime monoposto, tutte le vetture da restauro dei cimeli; nel 1957, su iniziati-
competizione erano a due posti perché va dell’ANFIA (vedi) e con la collabora-
era indispensabile, durante lo svolgi- zione dell’amministrazione comunale,
mento della corsa, la presenza di un della famiglia Agnelli e di vari enti, viene
meccanico. La denominazione biposto fondata una società per la costruzione
venne in seguito attribuita alle vetture di una nuova sede e la gestione della
per le quali i regolamenti imponevano la collezione meccanica e documentaria
sistemazione di due sedili nell’abitacolo, raccolta da Biscaretti in 25 anni di ricer-
anche se il pilota correva da solo. Già che. Carlo Biscaretti ne è nominato
dagli anni Settanta, comunque, l’obbligo presidente; alla sua scomparsa, avve-
del secondo sedile si è trasformato nel- nuta a Ripafratta (PI) il 7 settembre
l’obbligo di prevedere nell’abitacolo uno 1959, il Museo dell’Automobile di Tori-
spazio libero equivalente. no gli viene intitolato.

 BISARCA  BISCARETTI DI RUFFIA ROBERTO


Mezzo (generalmente un autotreno) at- Pioniere dell’automobilismo in Italia,
trezzato per il trasporto di autoveicoli. La nasce a Torino il 27 aprile 1845. Dopo
bisarca può trasportare fino a dieci vet- aver completato gli studi a Pisa, si dedi-
ture (anche oltre, nel caso in cui esse ca alla vita politica e per parecchi anni è
siano di dimensioni ridotte). Le operazio- consigliere comunale, poi assessore,
ni di carico e scarico avvengono me- infine deputato e senatore. È tra i primi
diante rampe mobili e pedane elevatrici a importare, a Torino, un triciclo a moto-
che consentono di sollevare i veicoli fino re De Dion con il quale partecipa, nel
al secondo piano di parcheggio. Alcune 1898, con lo pseudonimo di Capitano
bisarche, appositamente predisposte, Nemo, alla corsa Torino-Asti-Alessan-
possono trasportare anche furgoni, au- dria-Torino. Quando, nel 1899, iniziano
tocarri e motrici di autotreni. In questi le trattative per la fondazione della Fab-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 BISARCA
casi non c’è il piano superiore, per con- brica Italiana Automobili Torino (poi
 R. BISCARETTI sentire di stoccare veicoli di altezza Fiat, vedi), è tra i primi sottoscrittori e fa
DI RUFFIA maggiore rispetto a quella di una mac- parte sin dall’inizio del consiglio di am-
Uno dei promotori china. ministrazione, conservando l’incarico
dell’Automobile Club fino al 1906. Sempre nel 1898, insieme
d’Italia, fondato nel 1898.  BISCARETTI DI RUFFIA CARLO con Cesare Gioia Gatti e Michele Lanza,
Disegnatore, giornalista, fondatore del si fa promotore di un’associazione che
Museo dell’Automobile di Torino. Figlio raccoglie i primi aderenti allo sport au-
di Roberto, uno dei fondatori della Fiat, tomobilistico. Alla fine dello stesso anno
nasce a Torino il 24 agosto 1879. Ha i nasce così l’Automobile Club d’Italia
suoi primi contatti con l’automobile già (ACI, vedi), che conta all’inizio 19 soci.
da giovanissimo, quando suo padre Elettone presidente, mantiene la carica
acquista un triciclo a motore. Partecipa fino al 1903. Muore il 16 agosto 1940.
a numerose competizioni sportive alla
fine del XIX secolo, tanto che la scude-  BISCOTTINO
ria Prinetti & Stucchi (vedi) vuole in- Termine derivato dal gergo dei mecca-
gaggiarlo come pilota ufficiale. Si laurea nici ed entrato nell’uso generale per in-
in giurisprudenza e, dopo aver diretto la dicare la bielletta di collegamento tra
filiale di Genova della Fabbre e Gagliar- un’estremità della balestra (vedi) e il
di, azienda che costruiva biciclette e telaio o la scocca (vedi). Tale organo è
motocicli, e successivamente quella di necessario per consentire le variazioni
Roma della Carrozzeria Alessio, rientra di distanza tra le estremità della bale-
a Torino, dedicandosi alla libera profes- stra durante il molleggio. Normalmente
sione nel campo del disegno tecnico il biscottino è applicato a una sola
artistico. La sua produzione è vastissi- estremità della balestra mentre l’altra è
ma e varia dalla caricatura alla pubblici- incernierata direttamente al telaio: in tal
tà alla cartellonistica. Le maggiori fab- caso, quando la balestra viene distesa,
briche di automobili gli affidano la reda- la sua zona centrale, dove è ancorato
zione dei loro cataloghi per le parti di l’assale, subisce degli spostamenti ver-
ricambio. Dal 1916 al 1930 ricopre l’in- so il biscottino che causano una picco-
carico di capo dell’ufficio stampa e la sterzatura indesiderata delle ruote.
pubblicità dell’Itala (vedi). In seguito ri- Per questo, spesso sulla balestra veni-
prende la libera professione, indirizzan- vano montati due biscottini, uno per
dosi al giornalismo. Nel 1933 viene no- estremità, in modo che la parte centrale
minato dalla città di Torino Ordinatore della molla non sia soggetta a movi-
del Museo dell’Automobile, che allora menti longitudinali durante il molleggio.

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N O P Q R S T U V W X Y Z
 BITONALE

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
zi degli anni 50 abbandona l’insegna-
Caratteristica del clacson di cui sono mento per passare alla Oto Melara nella
dotati gli autoveicoli adibiti a servizi sala prove motori. Nel 1954 è all’ufficio
pubblici di linea su strada di montagna. esperienze dell’Alfa Romeo (vedi), fu-
Secondo il Codice della strada, l’avvi- cina di ingegneri di fama internazionale.
satore acustico bitonale deve emettere A differenza degli altri colleghi, Giotto è
un ciclo composto da un «la» e da un anche un discreto pilota-collaudatore,
«fa» intervallati da una pausa. uno dei pochi ingegneri a saper valuta-
re di persona gli effetti delle proprie in-
 BITUME novazioni. Forte dell’esperienza in Alfa,
Il bitume è un prodotto idrocarburico nel 1957 si trasferisce alla Ferrari (ve-
derivato dal petrolio grezzo, le cui origi- di), sempre nel reparto esperienze. La-
ni risalgono ai tempi delle prime civiltà vora allo sviluppo del V12, del quattro
sviluppatesi sulla Terra. È accertato cilindri della «Testa Rossa» 2000 cm³,
che, sin dal 3800 a.C., Sumeri, Assiri, del 1000 cm³ (che poi sarà montato
Babilonesi e successivamente gli Egizi sull’Asa, vedi, «1000»), e del 6 cilindri
hanno fatto largo impiego di prodotti 2,5 litri delle F.1. Nel 1958 è capo del
bituminosi: usavano miscele naturali di reparto esperienze, e sotto la sua dire-
bitume e pietre (asfalto) per la costru- zione nascono capolavori come la
zione di oggetti e sigillavano pareti, va- «Spider California», la «250 GT SWB»
sche e sarcofagi con bitumi semiliquidi (sta per short wheelbase, a passo cor-
affioranti alla superficie di numerose to) e la mitica «250 GTO». Nel settem-
zone dell’Asia Minore fra il Tigri e l’Eu- bre 1961 è tra i ribelli che tentano di
frate. Oggi il bitume ha raggiunto un spodestare Enzo Ferrari dal controllo
larghissimo impiego nella copertura della società. L’abbandono della Casa
delle pavimentazioni. I vari tipi di bitu- di Maranello segnerà anche l’inizio di
me vengono caratterizzati da molti pa- una serie di disavventure economiche e
rametri, quali: la fragilità al freddo, la societarie che lo costringeranno a una
resistenza alle sollecitazioni e agli sfor- vita sempre in salita. Con i transfughi
zi, la duttilità a bassa temperatura, la Ferrari nel 1961 partecipa alla costitu-
perdita di peso a elevata temperatura, il zione dell’ATS (vedi), ma ne uscirà pre-
potere adesivo alle pietre, il potere im- sto. Nel 1962 fonda a Livorno l’Auto-
permeabilizzante e altre caratteristiche star, società per la progettazione di au-
chimico-fisiche che ne definiscono il to e motori, dove concepisce il 12 cilin-
campo d’impiego e ne prevedono il dri 3500 cm³, poi ceduto alla Lambor-
comportamento una volta miscelati con ghini (che dopo varie modifiche lo
gli aggregati. La miscela di bitume e monterà sulla «Countach»). Nel frat-
componenti pietrosi si chiama conglo- tempo collabora con l’industriale mila-
merato bituminoso: questo viene lavo- nese Rivolta, proprietario della Iso (ve-
rato a temperature comprese fra i 160 e di), per la progettazione di una GT con
i 180 °C, quando cioè il bitume è liqui- motore V8 Chevrolet. Nascono la Iso
do. Le prestazioni del bitume possono «Grifo A3 L», coupé due posti, e la Iso
essere migliorate con l’aggiunta di ad- «Grifo A3 C», versione corsa che nel
ditivi chimici, elastomeri sintetici, polie- 1964 si aggiudica il primo posto alla 24
steri e resine, che aiutano a ridurre i Ore di Le Mans. Nel febbraio 1964 na-
costi di manutenzione dell’asfalto. sce la Prototipi Bizzarrini, con sede a
Livorno. Rompe anche con Rivolta e le
 BIZZARRINI vetture Iso Grifo diventeranno Bizzarrini
Casa fondata nel 1964 da Giotto Biz- «GT Strada». Seguiranno i modelli «GT  BIZZARRINI
zarrini, uno dei due «toscanacci» del- Spider 5300» e «538 Sport». Nel 1966 Qui sotto, il fondatore della
l’ingegneria automobilistica nazionale si costituisce la Bizzarrini S.p.a., che Casa, Giotto Bizzarrini.
(l’altro è Carlo Chiti, vedi). Bizzarrini produce il nuovo modello «GT Europa»,
nasce a Quercianella (Livorno) il 6 giu- coupé due posti con carrozzeria in ve-
gno 1926. Studia ingegneria, e l’argo- troresina e motore quattro cilindri di
mento della tesi mette subito in mostra 1900 cm³. Con questa vettura termina
la sua predisposizione verso la proget- anche l’avventura della nuova società.
tazione in campo automobilistico: uno Dal 1969 al 1972 collabora con la BMW
studio di vettura sportiva derivata dalla sulla vettura sperimentale «AMX/3».
Fiat «500 Topolino» con motore di 750 Torna a insegnare all’università, a Fi-
cm³ raffreddato ad aria; vettura poi rea- renze, incarico che mantiene fino al
lizzata e sempre presente tra le concor- 1982, e trasferisce la sua attività all’in-
renti alla Mille Miglia storica (vedi). Do- terno dell’autodromo del Mugello dove,
po la laurea in ingegneria meccanica con il figlio Pietro e la moglie Rosanna,
insegna all’università di Pisa, ma l’inte- continua a progettare auto da corsa.
resse per l’auto è troppo forte e agli ini- Costretto dalla nuova proprietà ad ab-

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A B C D E F G H I J K L M
bandonare l’autodromo, torna sulle (carrozzerie); Overseas Division and
colline livornesi. E siamo ai giorni nostri. Marketing Organization (estero e
Giotto è ancora in pista con il progetto marketing). A quella che più interessa il
«Picchio», una GT costruita con il finan- settore auto, la Austin Morris Division,
ziamento statale per lo sviluppo di ini- fanno capo le marche Austin, Austin-
ziative nel sud Italia, ma anche questa Healey, Morris, Wolseley e Riley (ve-
iniziativa non è mai decollata. Oggi co- di), mentre alla Specialist car Division
struisce prototipi su misura per piloti e sono affidate Jaguar, Daimler, Rover
gentleman driver. e Standard-Triumph (vedi), affiancate
dalle rispettive sussidiarie, tra cui la
 BLANK SKIP Coventry-Climax (vedi), una delle più
Sulle autoradio, funzione che permette importanti Case europee produttrici di
di cercare un brano su una cassetta motori. Dal 1972 l’impero della British
 BIZZARRINI contando quelli presenti grazie a uno Leyland incorpora anche il settore auto
La «GT Europa». spazio non registrato (di solito 4-5 se- dell’italiana Innocenti (vedi). Nello
condi) tra una canzone e l’altra. stesso anno, per ragioni organizzative,
tutte le società inglesi del gruppo furo-
 BLINKER no conferite alla British Leyland UK,
Alla lettera significa «lampeggio» in in- mentre quelle estere finirono nella Bri-
glese. Si tratta delle luci di emergenza, tish Leyland International. Nel 1986, in
da impiegarsi secondo quanto disposto piena crisi economica, l’ennesima mo-
dall’art. 153 del Codice della strada. Es- difica societaria: British Leyland diventa
se devono essere utilizzate qualora si Rover Group (vedi). Nel 1990 la Ford
ingombri la carreggiata, si proceda a acquista la Jaguar, mentre nel 1994 il
velocità ridotta, nel caso di improvvisi gruppo Rover in crisi viene assorbito
rallentamenti o quando la fermata im- dalla BMW (vedi). Il matrimonio però
provvisa costituisca pericolo anche mo- non riesce e il colosso tedesco per evi-
mentaneo per gli altri utenti della strada. tare guai peggiori (la voragine aperta
nel bilancio Rover rischia di ripercuo-
ENCICLOPEDIA DELL’AUTO

 BLISTERING tersi gravemente sui conti del gruppo


Difetto di verniciatura che si manifesta tedesco) nel 2000 decide di divorziare.
con la formazione di bollicine sulla su- La Land Rover viene venduta alla Ford;
perficie verniciata. Le bollicine sono do- Rover e MG vengono cedute alla Phoe-
vute all’inclusione nella vernice fresca di nix inglese (e diventano MG Rover
sostanze volatili o di prodotti gassosi, Group); la Mini resta alla BMW.
oppure d’acqua assorbita da sali solu-
bili esistenti fra gli strati di vernice. In  BLOCCAGGIO DEL CONVERTITORE
particolare nelle riparazioni bisogna evi- (LOCK-UP)
tare ambienti umidi, incompatibilità fra Dispositivo che nei cambi automatici
le vernici, temperature troppo alte d’es- con convertitore collega direttamente il
siccazione. Occorre poi scegliere e ap- motore agli ingranaggi della trasmis-
plicare con attenzione i mezzi per lo sione (vedi), evitando slittamenti inde-
sgrassaggio, la pulizia e la disossidazio- siderati all’interno del convertitore
ne delle lamiere, effettuare il lavaggio idraulico di coppia. Così si riduce il
con acqua a basso contenuto di sali consumo di carburante e si rende più
solubili ed evitare di toccare con le mani pronta la risposta all’acceleratore.
superfici pronte per la verniciatura.
 BLOCCASTERZO
 BLMC Sistema meccanico antifurto che agi-
Acronimo di British Leyland Motor Cor- sce sul piantone dello sterzo, impeden-
poration, società nata nel 1968 dalla done la rotazione. Si inserisce in manie-
fusione tra Leyland Motor Corporation ra automatica, ogniqualvolta si sfila la
e B.M.H., British Motor Holding (vedi). chiave d’accensione dal blocchetto
Facevano capo al gruppo oltre 40 d’avviamento.
aziende nel Regno Unito e più di 70 al-
l’estero, in grado di coprire l’intero arco  BLOCCO DEL TRAFFICO
produttivo nel settore autotrasporti. Provvedimento di limitazione della cir-
Data la vastità delle attività, la BLMC è colazione dei veicoli privati preso da
suddivisa in sette divisioni: Austin Mor- una amministrazione locale (Comune,
ris; Specialist car; Construction Equip- Regione eccetera) per motivi di inqui-
ment (veicoli industriali); Truck & Bus; namento ambientale (Decreto Ronchi-
Foundry and General Division (autocar- Bindi, vedi). Può riguardare indistinta-
ri, bus, trattori e veicoli militari); Foun- mente tutte le auto private (si parla di
dry and General Engineering (parti «blocco totale») o soltanto alcune cate-
meccaniche); Pressed Steel Fisher gorie (per esempio, le auto non cataliz-

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N O P Q R S T U V W X Y Z
samento (vedi) che, per questo, deve

ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
zate). Può essere esteso a tutto il cen-
tro abitato o solo ad alcune vie o ad al- essere dotato di un apposito sfiato.
cune zone. Le modalità di attuazione Questo sfiato un tempo liberava i vapo-
variano sensibilmente da città a città e, ri nell’atmosfera mentre oggi, per evita-
a distanza di giorni, anche nella stessa re l’inquinamento, essi vengono ricon-
città, secondo le motivazioni del blocco dotti nella camera di combustione av-
e le eventuali reazioni della cittadinan- viandoli ai condotti d’aspirazione.
za, dei commercianti o di altri soggetti.
 BMC
 BLOCCO TARIFFARIO Acronimo di British Motor Corporation,
Provvedimento governativo con il quale è il marchio nato nel 1952 dalla fusione
sono state bloccate le tariffe assicurati- di due gruppi inglesi: Morris e Austin
ve RC auto (vedi) per un anno a partire (vedi). La Morris era a sua volta formata
dal 29 marzo 2000. Il blocco, imposto da altri tre marchi famosi: MG (vedi),
con la legge 137 del 26 maggio 2000, che da semplice marchio delle vetture
ha avuto la funzione di contenere i con- sportive Morris si era poi trasformata in
tinui e forti rincari dell’assicurazione marca autonoma; Wolseley (vedi), in-
obbligatoria; per la sua rigida imposi- corporata nel 1927; Riley (vedi), entrata
zione, in contrasto con la liberalizzazio- nel gruppo nel 1937. A queste industrie
ne delle polizze RC auto, il blocco fu sono poi affiancate numerose attività di
subito aspramente criticato dall’ANIA componentistica e accessori. Il contri-
(vedi), che fece ricorso alle autorità eu- buto Austin è invece in un moderno
ropee, le quali lo dichiararono illegitti- stabilimento a Longbridge, in una serie
mo, ma ben dopo la sua scadenza. La di accordi siglati con la Healey (vedi)
legge, quindi, è rimasta in vigore per per la produzione di vetture sportive
tutta la durata prevista dal governo del- con il marchio Austin-Healey (vedi) e
l’epoca. Ne hanno beneficiato tutti gli con la Vanden Plas (vedi) belga, dive-
automobilisti, motociclisti e ciclomoto- nuta sussidiaria Austin al termine della
risti che non hanno causato incidenti seconda guerra mondiale. Con la crea-
nell’anno precedente a quello per cui la zione della BMC, Morris e Austin perdo-
polizza è stata rinnovata. Il blocco non no la loro individualità di marche auto-
si è applicato ai nuovi contratti (salvo nome per diventare marchi commerciali  BMC
che non fosse già stata stipulata dalla di un unico gruppo. Tra i prodotti più fa- L’Austin «A30».
stessa persona con la stessa Assicura- mosi va ricordata la «Mini», costruita sia
zione una polizza di Responsabilità Ci- con il marchio Austin, sia con quello  BMW
vile che copriva lo stesso veicolo og- Morris. Il primo prodotto del neonato La sede dell’azienda
getto del nuovo contratto) e a chi ha gruppo è l’«A30», seguita dall’ «A40», a Monaco di Baviera.
cambiato Compagnia. L’unica conse- che segna l’inizio della collaborazione
guenza dell’illegittimità del blocco di- con Pininfarina (vedi). Del carrozziere
chiarata a posteriori sta nelle sanzioni torinese è anche la «Oxford/Cambridge»
per le Compagnie che eventualmente del 1959. Nel 1964 il debutto della
lo avessero infranto o eluso: sono state «1800» e nel 1967 della «3 Litri». Nel
abolite da una legge del 2002. 1966 la BMC allarga la sua sfera di in-
fluenza anche alla Jaguar (vedi) e muta
 BLOCK EXEMPTION la propria ragione sociale in BMH, Bri-
È il provvedimento che ha esentato le tish Motor Holding (vedi). Nel 1968, una
Case dall’osservanza di alcune norme nuova fusione con la Leyland porterà
sulla concorrenza nei rapporti con i alla nascita della BLMC, British Leyland
concessionari (previste dal Trattato di Motor Company (vedi).
Roma all’art. 81, il documento che ha
sancito la nascita della Comunità Euro-  BMW
pea). Tale esenzione è scaduta il 30 Con la guerra in corso, il primo dei due
settembre 2002, in concomitanza con conflitti mondiali che dilaniarono il ven-
la scadenza del regime della distribu- tesimo secolo e primo in cui entrò in
zione selettiva (vedi) dei veicoli, rivisto scena l’aeronautica, i motori d’aereo
secondo il Regolamento Monti (vedi). erano il business giusto in cui essere.
Era il 1916. La BMW nasce proprio con
 BLOW-BY quello scopo, dalla fusione di due
È il trafilamento dei gas che si verifica aziende di Monaco, la Rapp Moto-
fra il gruppo pistone-segmenti e la can- renwerke e la Gustav Otto Flugmaschi-
na (vedi) del cilindro a causa delle ele- nenfabrik. La ragione sociale, Bayeri-
vate pressioni che si raggiungono nella sche Flugzeugwerke, nel 1917 è mutata
camera di combustione (vedi). Tale in Bayerische Motoren Werke: appunto,
trafilamento, tanto più elevato quanto BMW. Nei primi anni l’attività rimane
più il motore è usurato, finisce nel ba- concentrata sui motori d’aereo, anche a

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A B C D E F G H I J K L M
conflitto concluso. Ma nell’estate del della «502», mossa da un V8 di 2580
1919 il trattato di pace proibisce alla cm³, con monoblocco e teste dei cilindri
Germania di occuparsi di costruzioni entrambi di lega leggera. Un passo
aeronautiche per cinque anni. La BMW avanti. Il problema è che, dopo il boom
deve dunque riconvertire l’attività, indi- delle motociclette dei primi anni del do-
rizzandola su motori per autocarri e im- poguerra, la gente in Germania esige
barcazioni. Nel 1923 realizza il primo automobili, ma non è ancora nelle con-
motore motociclistico. Nel 1928, l’op- dizioni di permettersi grosse berline di
portunità del grande salto nel mondo prestigio. Nemmeno la bellissima road-
dell’auto: la BMW acquista stabilimenti ster «507», opera della matita del desi-
e marchio della Dixi (vedi), una piccola gner Albrecht Goertz, sfugge a un mo-
azienda di Eisenach che costruiva le desto destino commerciale (solo 252
Austin «Seven» su licenza, e inizia a proprietari), che aumenta l’esclusività
produrre piccole utilitarie, denominate del modello ma non migliora i conti della
appunto «Dixi», in tutto somiglianti alle BMW. La Casa di Monaco (che aveva
popolari auto britanniche. Nel 1933 a subito anche un drastico calo negli ordi-
capo dell’ufficio tecnico arriva Fritz Fie- ni delle moto) si rende conto, forse un
dler, al quale si deve il primo motore a po’ tardi, del flusso di sostituzione dalle
 BMW sei cilindri della BMW, capostipite di due ruote alle quattro di poche pretese
Qui sopra, la «507» una lunga serie. Equipaggia un modello e nel 1955, su licenza della Casa italiana
del 1955. In alto, completamente nuovo, la «303», 1173 Iso (vedi), inizia la produzione della fa-
la «328» del 1936. cm³ e 30 CV, che segna il passaggio del mosa «Isetta», una vetturetta con moto-
costruttore tedesco a carrozzerie più re monocilindrico di 245 cm³ (dal ’57, è
grandi e importanti. Con la «303», il mo- disponibile anche la quattro posti con
tivo della griglia radiatore a forma di un bicilindrico di 582 cm³). In sette anni
«reni» appaiati diventerà una costante ne saranno prodotte 70.000, che non
su tutte le vetture BMW da lì in avanti. bastano a ripianare il deficit creato dagli
Tre anni più tardi, e quando ne erano altri modelli. Il 1959 è un anno chiave
trascorsi solo otto dall’ingresso della nella storia della BMW, un anno che
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BMW nel mondo dell’automobile, la può cambiare completamente il corso


«328 Roadster», spinta da un sei cilindri degli eventi. È anche l’anno di Herbert
molto moderno con testa di lega legge- Quandt. Nel corso di una drammatica
ra e valvole in testa di tipo a V, segna assemblea degli azionisti, il 9 dicembre
una pietra miliare nella storia del mar- di quel fatidico 1959, il management,
chio, contribuendo a costruirne l’imma- schiacciato da una situazione finanzia-
gine di grande sportività. Quell’auto – ne ria molto pesante, mette sul tavolo la
saranno costruiti in tutto 462 esemplari proposta di vendere la Casa bavarese
– diviene in breve il sogno di tutti gli au- alla Daimler-Benz, che oggi è quella
tomobilisti, anche per effetto delle molte DaimlerChrysler rivale della BMW sul
affermazioni sportive, tra cui la vittoria terreno delle berline di prestigio. Para-
assoluta alla Mille Miglia (vedi) del dossalmente, sono due rappresentanti
1940. Dopo la fine del bando imposto dei piccoli azionisti a salvare le sorti
dagli alleati alla fine della prima guerra della BMW, contestando l’esattezza di
mondiale, la BMW aveva continuato a una serie di voci del bilancio e instillan-
produrre anche motori d’aerei. L’attività do nell’assemblea il dubbio che la situa-
diviene più intensa con la guerra, la se- zione non sia così disastrosa. Ce n’è
conda, mentre quella automobilistica abbastanza da fermare la proposta di
ovviamente si contrae. A conflitto finito, vendita. A quel punto irrompe sulla sce-
la fabbrica a nord di Monaco è smantel- na uno dei principali azionisti, Herbert
lata dagli alleati, mentre gli impianti sto- Quandt. Per dimostrare la sua fiducia
rici di Eisenach finiscono nella zona nel futuro dell’azienda, incrementa for-
d’occupazione sovietica. Per la BMW si temente la sua partecipazione e diviene
tratta di ricominciare quasi da zero. Gli l’azionista di riferimento. A tutt’oggi la
alleati concedono il permesso di co- famiglia Quandt controlla la BMW. Se la
struire una moto monocilindrica. Non è vendita della Casa era stata sventata,
granché, ma è un inizio. Nel 1951 quel- tuttavia la strada della ripresa era anco-
l’inizio prende nuovamente le forme di ra tutta in salita. A rendere questa salita
un’automobile. Con la berlina «501», la meno ripida sono in particolare due
BMW cerca di recuperare il suo presti- macchine. Per prima la piccola «700»,
gio. Ma, in quella situazione, è difficile un vero successo, di cui noi italiani ci
innovare e la «501» risulta poco audace prendiamo parte del merito, visto che la
sia nell’aspetto, sia nella tecnica: il sei linea è dovuta alla matita dello stilista
cilindri deriva da un motore anteguerra Michelotti (vedi). Il secondo modello, la
e la carrozzeria è montata su uno chas- «1500», anch’essa influenzata da Mi-
sis molto pesante. Nel 1954 è la volta chelotti, avrebbe segnato il nuovo corso

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
della BMW, dando una forte carica di dalla «1500» che il preparatore sportivo
modernità e innovazione anche alle vet- di BMW, la Schnitzer, aveva reso un
ture che sarebbero seguite. La «1500» è successo nelle corse Turismo negli anni
lanciata nel 1962 e la gamma, battezza- 60. Le prime versioni della «3» sono le 4
ta internamente «nuova classe», è pre- cilindri «318» e «320», seguite più tardi
sto arricchita di altre motorizzazioni, da dalla «316» e dai modelli a iniezione
1800 a 2000. Dieci anni più tardi, quan- «318i», «320i», «323i» (gli ultimi due a
do il modello uscirà di produzione, ne sei cilindri). Nel 1976 è la volta di un
saranno stati venduti nel complesso nuovo modello, la «serie 6»: una coupé
156.130 esemplari. La fabbrica nei a ruote indipendenti, con motori a sei
pressi di Monaco non riesce più a so- cilindri da 3 a 3,5 litri, con potenze da
stenere la domanda e così, nel 1967, la 185 a 218 CV. La «6» dà buona parte
BMW non si lascia scappare un’oppor- della meccanica alla prima ammiraglia
tunità di espansione: acquisisce e riam- BMW dopo tanto tempo: la «serie 7»,
moderna le fabbriche della Glas (vedi) a del 1977. L’inizio è modesto: il motore
Landshut e a Dingolfing. In quest’ultima più potente è il 3,2 aspirato della «6»,
località, all’inizio degli anni 70, sarà co- ma nel luglio del 1980 la gamma si arric-
struita una fabbrica nuova di zecca, chisce di una versione 3200 sovrali-
dalla quale a tutt’oggi esce la maggior mentata, da 252 CV, la «745i», con cui
parte dei modelli BMW. Il successo del- la BMW può vantare la più potente au-
la «1500» si riverbera sul resto della tomobile nel settore delle berline di lus-
produzione. La BMW si ritrova nelle so. Gli anni 80 sono anch’essi gravidi di
condizioni per rilanciare la tradizione dei successi sportivi. Con le moto da endu-
motori a sei cilindri che l’aveva resa così ro, la Casa di Monaco si aggiudica di-
popolare nel corso degli anni 30. verse edizioni della Parigi-Dakar. E nel
L’esordio, nel 1968, di due nuovi mo- 1983 arriva la vittoria in Formula 1, dove
delli con questa motorizzazione, la era entrata l’anno prima fornendo il mo-
«2500» e la «2800», riporta la Casa ba- tore alla scuderia inglese Brabham (ve-
varese nel mercato delle berline di pre- di). I tecnici tedeschi, guidati da Paul
stigio e contribuisce ad archiviare gli Rosche, partono da un quattro cilindri
anni 60 come il decennio di maggior 1500 di serie e tirano fuori un motore da
successo fino allora. L’eredità della competizione grazie alle quattro valvole
«1500» è raccolta, nel 1972, dalla «serie per cilindro e a un turbocompressore,
5», lanciata con un motore 2 litri e arric- gestiti – per la prima volta in Formula 1
chita poi di altre motorizzazioni a quat- – da un sistema elettronico digitale. Una
tro e a sei cilindri. Nel frattempo, sotto la volta ritiratasi dalla massima formula,
presidenza di Eberhard von Kuenheim, negli anni successivi la BMW focalizza il
la BMW si dota della nuova, e per allora proprio interesse sulle gare della cate-
avveniristica, sede che tuttora ospita gli goria Turismo. Nasce così la «M3», su
uffici della società nel centro di Mona- base «serie 3». La compatta due porte  BMW
co. Il 1972 è un anno importante sotto costituisce la prima applicazione dello Qui sotto, il primo modello
molteplici altri aspetti: dal punto di vista sviluppo parallelo di due versioni d’un della «serie 3». In basso,
finanziario, poiché per la prima volta la modello concepito sia per la strada sia la «3.0 CSL Batmobile».
Casa raggiunge un fatturato di due mi- per la pista. Perché sia ammessa alle
liardi di marchi. Dal punto di vista del- gare Turismo, infatti, è necessario che
l’espansione produttiva: oltre alla nuova della «M3» vengano prodotte e rese di-
fabbrica a Dingolfing, un impianto di sponibili per il mercato almeno 5000
assemblaggio con i colori bianco e blu unità di serie. E sul fronte della produ-
entra in funzione fuori Europa, in Sud zione di serie, dall’autunno del 1983, la
Africa. Infine, da quello sportivo: nasce «3», che si era rinnovata un anno prima,
in quell’anno la BMW Motorsport, a è resa disponibile anche a quattro porte
coordinare tutte le attività agonistiche (poi arriverà anche la station wagon),
della Casa. Con la «3.0 CSL», la Casa di così come la conosciamo nella gamma
Monaco vince sei campionati europei di odierna. Alla fine del 1987 prende a
Formula 2 tra il 1973 e il 1979 e sarà uscire dalla linee di montaggio la spider
protagonista per circa un decennio dei «Z1», inizialmente pensata solo come
campionati internazionali di Turismo. veicolo sperimentale: si tratta, comun-
Con quest’auto fa la sua apparizione que, di una «tiratura» limitata, ottomila
per la prima volta il tema con le tre stri- esemplari in tutto, fino al 1990. Le sue
sce, azzurra, blu e rossa, che diventerà caratteristiche salienti: motore sei cilin-
la divisa della BMW Motorsport fino ai dri 2500, apertura elettrica delle porte a
nostri giorni. Nel 1975 arriva - sulle stra- scorrimento verso il basso, un nuovo
de normali - la «serie 3», che allora era telaio tubolare dal baricentro basso e un
soltanto una due porte, erede della «se- ponte posteriore a «Z». Ma il 1987, per
rie 02», la versione due porte derivata la BMW, è un anno da ricordare soprat-

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tutto per il primo motore 12 cilindri della utilizzato nei primi anni 70 per una ver-
sua storia. Cinque litri, lega leggera, 300 sione hatchback della serie minore e,
CV, fa la sua prima apparizione sulla negli anni 80, per la «3»). Ma il ’95 è an-
«750i». Più tardi lo vedremo anche sulla che l’anno della «Z3». Dopo l’esperi-
«850i», una supercoupé che costituisce mento della «Z1», la BMW entra nel
la punta di diamante della produzione di settore delle spider con un prodotto ve-
serie BMW nei primi anni 90, ma che, a ro, del tutto diverso da quell’idea origi-
fine carriera, non avrà un erede. Gli anni nale. Fu la prima manifestazione del ta-
90 sono un decennio cruciale per il co- lento visionario del nuovo capo dello
struttore bavarese, ricco di eventi e an- stile, l’americano Christopher Bangle
che di colpi di scena. Per cominciare - (vedi), arrivato in BMW nell’autunno del
nota marginale per la nostra storia della 1992. Nel 1997 BMW si trova in corsa
BMW come costruttore di automobili, contro il gruppo Volkswagen (vedi) per
ma importante per la Casa - all’inizio del l’acquisto della Rolls-Royce. Nel gioco
decennio, grazie a una joint-venture dei rilanci ha la peggio, l’ultima offerta
con la Rolls-Royce (vedi), la BMW ritor- della Volkswagen è superiore, ma la
na nel settore dei motori aeronautici, dal BMW vincerà ai punti: azionista della
quale era assente da 25 anni. Quindi, e branca aeronautica della Casa inglese,
 BMW questo riguarda l’auto, prende il passa- la Rolls-Royce p.l.c., la BMW è anche
Qui sopra, la monoposto porto statunitense, nel senso che co- proprietaria del marchio Rolls-Royce e
Williams motorizzata struisce, tra il ’92 e il ’93, il suo primo fa capire a Ferdinand Piëch (vedi), il
dalla Casa bavarese nella stabilimento negli USA, a Spartanburg, padre padrone della Volkswagen, che
stagione 2000. In alto, Carolina del Sud: un passaporto di ac- non gli avrebbe mai ceduto i diritti. Ave-
la «X5», prodotta in USA. cettabilità sociale molto importante per re la Rolls e doverla chiamare diversa-
costruire una storia di successo cre- mente, sarebbe stato come non averla.
scente nel mercato nordamericano. Ma Così, la Volkswagen accetta di tenere
lo stabilimento di Spartanburg è soltan- soltanto gli stabilimenti e il marchio
to una faccia della strategia di globaliz- Bentley (vedi) e di cedere la Rolls a
zazione della BMW. Nel marzo 1994, i BMW per l’inizio del 2003. Nel 1998,
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bavaresi comprano l’80% del gruppo anche la «serie 5» riceve la cura Motor-
Rover (marchi Rover, MG, Mini e Land sport: la «M5» esibisce un 5 litri V8 da
Rover, vedi) dalla British Aerospace e il oltre 400 CV e 500 Nm di coppia massi-
restante 20% dalla Honda, che, negli ma. Nello stesso anno, il lancio dell’ulti-
anni precedenti, degli inglesi era stato ma generazione della «serie 3», tuttora
partner tecnico. Con i quattro stabili- in commercio, pur ristilizzata. Un anno
menti britannici e relativo personale, la più tardi, la «X5» (costruita negli USA)
BMW porta in un sol colpo la sua capa- rappresenta l’ingresso della BMW in un
cità produttiva totale a oltre un milione settore - quello delle cosiddette sport
di unità e i suoi dipendenti a 110.000. utility - cui fino allora era rimasta estra-
Nel frattempo, c’erano stati cambia- nea, ma che non può più ignorare per
menti nel management: Herbert von via della crescente popolarità di questo
Kuenheim, dopo circa un quarto di se- tipo di veicoli. La «X5», sospensioni a
colo di servizio, aveva lasciato la poltro- ruote indipendenti, trazione integrale
na di presidente operativo a Bernd Pi- permanente e motori a sei e otto cilindri,
schetsrieder, restando a capo del con- è un successo ed è diventata un punto
siglio di sorveglianza. Sarà Pischetsrie- di riferimento per il mercato delle SUV
der a gestire la difficile unione con la prestazionali. Nello stesso anno la BMW
Casa britannica. Lo farà in modo soft, offre un tributo alla mitica «507» degli
per non figurare come il tedesco inva- anni 50, con la roadster «Z8». Spinta da
sore: un approccio rispettoso, ma da un V8 da 400 CV, con il modello ispira-
molti osservatori ritenuto poco incisivo tore condividerà pure il destino: la «Z8»
per risollevare le sorti della Rover, rese resta in produzione soltanto fino al lu-
più difficili dal rafforzamento della sterli- glio 2003 per un totale di sole 5700 uni-
na sul mercato dei cambi. Il marchio tà. Nel 1999 per la prima volta una
BMW, per parte sua, continua a miglio- squadra ufficiale BMW, a bordo di
rare immagine e vendite. Gli anni 90 ve- un’auto mossa da un V12 da 580 CV,
dono l’esordio di numerosi nuovi mo- conquista il gradino più alto del podio
delli. Nel 1994 sono presentate la nuova alla 24 Ore di Le Mans. Un anno più tar-
«serie 7» e la «serie 3 Compact». Nel di BMW torna in Formula 1, equipag-
1995 è la volta della quarta generazione giando la monoposto della scuderia
della «serie 5», un concentrato di tecno- Williams (vedi). Intanto è sempre più
logie tra cui un telaio in buona parte insostenibile la gestione della Rover.
d’alluminio. E due anni dopo la linea sa- Dopo cinque anni e svariati milioni di
rà completa con la variante station wa- euro di investimenti finanziari, la BMW è
gon, battezzata «Touring» (nome già stata incapace non solo di riportare la

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QUELLE R NON
CHE S T SI
U DIMENTICANO
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Dixi (1928) 328 (1936)

BMW
507 (1955) 700 (1959)

1600 berlina (1963) Serie 5 prima serie (1972)

Serie 6 (1976) Serie 3 E30 (1982)

Serie 5 E34 (1988) Serie 7 (2002)


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Casa britannica in attivo, ma anche di ne sono declinate in vari allestimenti,
arrestarne le perdite. Al termine di una da quello più propriamente sportivo a
burrascosa assemblea del consiglio quello commerciale, ma sono le versio-
d’amministrazione nella seconda metà ni più grintose a riscuotere maggiore
del 1999, la BMW si ritrova in un colpo successo, sia commerciale sia nelle
solo privata del presidente, Pischetsrie- gare: nel 1923 le «Sport 1100» della
der, e del numero due Wolfgang Reitzle, Casa si impongono in una serie di ma-
suo feroce oppositore sulle modalità di nifestazioni, portando il nome della so-
gestione della Rover, nonché aspirante cietà fuori dai confini patrii (soprattutto
alla poltrona di grande capo. La famiglia in Spagna e in Belgio). Nel ’28 Bollack
Quandt decide salomonicamente di non si ritira dalla società e viene sostituito
favorire nessuno dei due e da quella da Charles de Ricou. Nel 1931 la BNC
convulsa giornata nasce l’era Milberg. scompare.
Professore universitario, pacato, quasi
timido, Joachim Milberg traghetta la  BOANO
BMW nel nuovo millennio, con ottimi ri- Carrozziere torinese la cui fama è enor-
sultati finanziari, e gestisce la fine del- memente superiore agli anni d’attività.
l’avventura Rover: nel 2000, la Casa in- L’azienda viene, infatti, fondata nel 1954
glese è scorporata, i marchi Rover e MG e scompare nel 1958. I titolari sono Ma-
ceduti per una cifra simbolica (10 sterli- rio Boano (che vantava esperienze pres-
ne) a una cordata di imprenditori britan- so Pinin Farina, e, soprattutto, Ghia,
nici e il marchio Land Rover venduto alla vedi, di cui era stato direttore) e il figlio
Ford. BMW decide di tenersi il marchio Giampaolo, che danno subito una spic-
Mini. Ed è una scelta lungimirante: nel cata caratterizzazione alle proprie idea-
2001 ha esordito l’erede – in chiave mo- zioni, molte delle quali realizzate sulla
derna – della mitica vetturetta progetta- base di auto americane. La prima vettu-
ta nel 1959 da Alec Issigonis (vedi) ed è ra di chiara fama è, nel 1954, un’Alfa
diventata molto presto un fenomeno Romeo carrozzata aerodinamica, co-
commerciale, permettendo (con struita su ordine del presidente argenti-
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 BOBINA
144.119 esemplari) alla BMW di supera- no Perón: l’Alfa-Boano raggiunge in un
 BNC re la fatidica soglia del milione di unità test sulla pista di Monza i 280 km/h. Do-
La «Sport 1100» della vendute nel 2002. Il professore può es- po tale exploit, la Boano è chiamata da
Casa francese. sere soddisfatto e nello stesso anno diversi costruttori a carrozzare meccani-
cede il timone al più carismatico Helmut che solitamente sportive: fra le tante
Panke, già responsabile delle finanze. splendide vetture, da ricordare assolu-
La BMW ha chiuso il 2002 con un fattu- tamente la Jaguar realizzata nel ’56 su
rato di oltre 42 miliardi di euro e utili disegno di Raymond Loewy. Inoltre
netti per 2 miliardi di euro. Nel corso del Boano costruisce diverse carrozzerie
2003 ha lanciato la nuova «serie 5» speciali su meccanica Fiat, Lancia e
(quinta generazione) con motori a quat- Abarth. Nel 1958 Giampaolo Boano vie-
tro, sei e otto cilindri, benzina e turbo- ne chiamato dalla Fiat a dirigere il Cen-
diesel, e, in autunno, la risorta «6 tro stile e lì, di fatto, termina l’attività
coupé». Entrambe interpretano il nuovo della carrozzeria familiare.
stile BMW, inaugurato da Chris Bangle
con la «serie 7» del 2001. Nel 2004, la  BOBINA
Casa di Monaco si avventura, con la Parte dell’impianto elettrico d’accen-
«serie 1», anche in un segmento dal sione dei motori a benzina che ha la
quale è assente dai tempi delle origini: funzione di generare un impulso di ten-
quello delle automobili compatte. sione abbastanza elevato (10-15.000
volt) da far scoccare una scintilla fra gli
 BNC elettrodi della candela. Negli impianti
Sigla che deriva da Bollack, Netter & più moderni si usa l’accensione diretta,
Cie e che identifica un’azienda france- con una bobina per ogni candela (ve-
se la cui attività si inizia nel 1919. A di). Così vengono eliminati il distribu-
fondare la società è Jacques Muller, ex tore (vedi) e i cavi ad alta tensione, ga-
collaboratore dell’ufficio tecnico della rantendo migliori prestazioni e massima
Hispano-Suiza (vedi). Le prime realiz- affidabilità nel tempo.
zazioni sono delle semplici cyclecar
(vedi), vetturette aperte con motore  BOCCHETTA D’AERAZIONE
motociclistici. La loro buona qualità at- Feritoia che permette l’ingresso del-
tira l’attenzione di Lucien Bollack, già l’aria nell’abitacolo. Nei moderni im-
distributore della Bobby-Alba, che en- pianti di climatizzazione, sulla plancia
tra in affari con Muller, il quale nel 1922, sono previste varie bocchette dedicate
dopo un rimpasto societario, assumerà ai passeggeri davanti, mentre per chi
il ruolo di capo progettista. Le macchi- sta dietro ce ne sono un paio sotto i

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ENCICLOPEDIA DELL’AUTO
sedili anteriori. Sempre per i posti po- con il fratello Léon, a diverse competi-
steriori, sono sempre più diffuse boc- zioni stradali di fine ’800 (come la Pari-
chette posizionate sui montanti o sul gi-Marsiglia-Parigi e la Parigi-Amster-
tunnel. dam-Parigi), Bollée avvia la costruzione
di due modelli, la «30 HP» (presentata
 BOCCOLA nel 1907) e la «16 HP» (del 1912). Vettu-
Tipo di cuscinetto a sezione circolare re che, tuttavia, non brillano per la mo-
che si diversifica dalle bronzine (vedi) e dernità delle soluzioni tecniche. Difetto
dai cuscinetti a guscio sottile per il fatto dal quale sono invece immuni i progetti
di non essere diviso in due metà e di del fratello Léon, che ne cede uno alle
non essere lubrificato. Le boccole sono Usines Perfecta di Alexandre Darracq.
generalmente realizzate in metallo anti- Di sua proprietà resta il triciclo costruito
frizione e lubrificate con grasso, anche nel 1896, dotato di una sola ruota mo-
se negli impieghi poco gravosi si ricorre trice posteriore e di un motore monoci-
a tipi autolubrificanti, realizzati in acciaio clindrico orizzontale. Nel 1900 Léon at-
sinterizzato (materiale poroso che trat- trezza un proprio stabilimento presso
tiene l’olio), bronzo o materiale plastico Le Mans per la produzione della vettu-
con ridottissimo coefficiente d’attrito. retta, affiancata poi da modelli più
Tutti i tipi di boccole sono caratterizzati grandi a quattro ruote, con telaio a lon-
da una velocità di strisciamento e da gheroni e motore a quattro cilindri. A
una capacità di carico inferiori a quelle dar man forte arrivano i capitali del mi-
dei cuscinetti lisci o a rotolamento. liardario americano W. K. Vanderbilt,
che imprime un orientamento di lusso
 BOLLÉE (AMÉDÉE, AMÉDÉE JR, LÉON) alla produzione successiva (come ri-
Vera dinastia dedicata all’automobile, chiesto dal mercato statunitense). In-
quella dei Bollée. A occuparsene per torno al 1910 la gamma dell’azienda è
primo fu Amédée, figlio di un fonditore particolarmente articolata. Léon, però,
di campane, nato a Brévannes, nei muore nel 1913 e gli stabilimenti sono
pressi di Le Mans, nel 1844. In un pic- rilevati dall’inglese William R. Morris;
colo laboratorio realizzato accanto a nel 1925 la società si trasforma in Mor-
quello paterno, Bollée realizza, nel ris-Léon Bollée, ma la sua vita, nono-
1872, un veicolo semovente a vapore stante la presentazione di nuovi modelli
che può essere considerato tra i pre- a sei e otto cilindri, sarà effimera. Le at-
cursori dell’auto. A lui si deve anche un tività vengono cedute nel 1931 a un
brevetto importante, un tipo di avantre- gruppo finanziario belga, che le liquida
no che consente di ottenere una preci- dopo altri due anni.
sione direzionale delle ruote fino a quel
momento sconosciuta. Grazie a questo  BOLLINO BLU
dispositivo, Bollée dà vita a una serie di Adesivo di colore blu, appunto, che,
veicoli (l’«Obbediente», la «Mansueta») assieme a un certificato, attesta l’esito
che possono trasportare (sempre con positivo dei test dei gas di scarico di  BOLLEE
propulsione a vapore) da 6 a 12 perso- un’autovettura, nelle città dove esso è Il capostipite della
ne; nasce così l’attività di costruttore di obbligatorio per circolare nel centro dinastia Bollée, Amédée.
mezzi concepiti per il servizio pubblico abitato. Leggi dello Stato, decreti e di-
parigino, fino ad allora espletato con rettive ministeriali fissano da anni le
omnibus a cavalli. Tutte le sue creazio- modalità di rilascio, i veicoli da control-
ni, benché prodotte in ridottissimi lare, la periodicità dei test, le caratteri-
quantitativi, contengono intuizioni ge- stiche della segnaletica da apporre nel-
niali: sospensioni a quattro ruote indi- le aree interessate e l’elenco dei Comu-
pendenti con molle elicoidali, trazione ni che devono adottare il bollino blu,
sulle quattro ruote, sterzatura dei due ma la loro applicazione risulta incerta e
assi. L’attività di costruzione di veicoli a frammentaria. Per questo, chi non è
vapore, parallela a quella della fonderia, munito di bollino e deve intraprendere
prosegue fino alla fine dell’800, nono- un viaggio nel quale programmi di uti-
stante l’insuccesso economico. Tocca lizzare l’auto anche all’interno di centri
ai figli Amédée e Léon rilevare il testi- abitati dovrebbe informarsi dettagliata-
mone, ottenendo maggior soddisfazio- mente con i vigili urbani della zona di
ni grazie anche all’avvento del motore a destinazione.
scoppio. Amédée padre muore nel
1917, quando il figlio (nato nel 1867),  BOLLO
che già si era distinto realizzando vei- Vedi tassa di possesso.
coli a vapore concettualmente molto
più vicini all’automobile, avvia una mo-  BOND
desta produzione di vetture di serie. Due Case inglesi portano questo nome.
Dopo aver partecipato, in concorrenza La prima, attiva dal 1922 al 1928, spe-

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cializzata in vetture sportive. Famosa Zandvoort. Muore a fine stagione, a se-
più che altro perché distribuita a Lon- guito di un incidente nella Carrera Pa-
dra da Sir Malcolm Campbell (vedi), namericana del 1953.
celebre recordman: non male la «Super
Sport» con motore 1500, accreditata di  BONUS-MALUS
una velocità massima di 130 km/h. La Formula contrattuale che regolamenta
seconda, ben più longeva, nata nel la stragrande maggioranza delle polizze
1948 e in attività sino agli anni Settanta. RC auto (vedi). Prevede, a ogni sca-
La prima macchina è un triciclo con denza, progressivi rincari o riduzioni
motore monocilindrico a due tempi, percentuali del premio (vedi), rispetti-
negli anni continuamente aggiornato: vamente se l’assicurato ha causato o
nel 1965 la produzione si interrompe no sinistri nel corso dell’anno. Il mecca-
per l’evidente obsolescenza e per la nismo è questo: sono stabilite 18 classi
concorrenza delle utilitarie ben più re- di merito, con la 14ª, quella di ingresso,
centi (e ugualmente costose). Due anni che corrisponde alla tariffa base (alcu-
prima, però, la Casa aveva lanciato ne Compagnie attribuiscono un altro
l’«Equipe», una sportiva 2+2 con moto- numero, ma il meccanismo non cam-
re Triumph da 1,2 litri. Nel 1969 la Bond bia). Se nel corso della prima annualità,
 BONESCHI viene assorbita dall’eterna rivale Re- che si conclude tre mesi prima della
Una realizzazione della liant (vedi): la produzione continuerà scadenza (nel primo anno, il cosiddetto
carrozzeria torinese su con la sola «Bug» a tre ruote, dalla linea periodo di osservazione dura dunque
meccanica Alfa Romeo. tanto moderna quanto brutta. nove mesi), l’automobilista non causa
incidenti, scende in classe 13ª (quindi
 F. BONETTO  BONESCHI va in bonus) ottenendo uno sconto sul
Uno dei più dotati La Carrozzeria Boneschi inizia la propria successivo premio; se invece causa in-
piloti italiani negli attività nel primo dopoguerra sotto la cidenti, retrocede di due classi finendo
anni 1930-1950. guida di Giovanni Boneschi. Dopo aver in 16ª (quindi in malus) e subendo un
tentato la strada della carrozzeria d’élite rincaro. Se poi gli incidenti fossero due
su alcuni modelli di prestigio, Boneschi o più, allora precipiterebbe in 18ª clas-
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trova miglior fortuna grazie all’incontro se, la peggiore. Le variazioni percen-


con Enrico Minetti, agente Lancia per la tuali dei premi cambiano secondo la
zona di Milano. Minetti vuole offrire Compagnia, ma come regola generale,
qualcosa di diverso ai propri clienti e ha alla 1ª classe corrisponde una riduzio-
l’idea di lanciare versioni personalizzate ne del 50% della tariffa base mentre al-
delle berline della Casa: a vestire le auto la classe 18ª una maggiorazione del
chiama Boneschi, che fra le due guerre 100%. Inoltre alcune Compagnie pre-
propone modelli eleganti e interessanti. vedono ulteriori classi sia in bonus sia
Una significativa commessa giunge an- in malus, alle quali corrispondono ulte-
che dalla Citroën Italiana, che chiama il riori riduzioni o rincari.
carrozziere ad allestire una piccola serie
di macchine originali. Nel secondo do-  BOOST
poguerra Boneschi ritorna alla produ- È la pressione di sovralimentazione
zione automobilistica, ottenendo nume- (vedi) con la quale l’aria viene spinta nei
rose commesse di prestigio: fino all’arri- condotti d’aspirazione dei motori equi-
vo delle «Flaminia», le vetture ufficiali paggiati con compressore (volumetri-
della presidenza del Consiglio sono co o turbocompressore, vedi).
state, infatti, le Alfa Romeo di Boneschi.
Man mano, però, l’impegno scema, au-  BORGWARD
mentando di converso quello verso le Nel 1938 Carl F.W. Borgward è già tito-
carrozzerie industriali (autobus, veicoli lare di un gruppo che comprende mar-
pubblicitari). Oggi la Boneschi appartie- che come Hansa (auto), Goliath (furgo-
ne al gruppo Savio. ni) e Hansa-Lloyd (veicoli industriali),
quando presenta il primo modello mar-
 BONETTO FELICE chiato con il suo nome (vedi). Si tratta
Nato il 9.11.1903 a Manerbio (Brescia), di una vettura di 2000 cm³ derivata dal-
morto il 21.11.1953 a Silao (Messico). la Hansa «1700», che dà inizio alla dina-
Gran Premi disputati 16. Piazzamenti 8. stia Borgward. Da allora, anche tutte le
Grande pilota sulle vetture Sport prima Hansa si chiameranno con il nome del
della seconda guerra mondiale, debut- padrone di casa. A quel primo modello
ta a 47 anni in Formula 1 nel 1950 su seguiranno la «2300» e la «3500». Du-
una Maserati privata. Nel 1951 è all’Alfa rante la seconda guerra mondiale la
Romeo, con cui conquista il terzo posto produzione viene indirizzata ai veicoli
nel Gran Premio d’Italia. Nel 1952 vince militari per poi riprendere con quella ci-
la Targa Florio alla guida di una Lancia. vile al termine del conflitto, riesumando
L’anno successivo è ancora terzo a i vecchi modelli. La prima vera auto del

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dopoguerra è la «1800» del 1952, berli- semplice apprendista in una fabbrica di
nona con coda aerodinamica di presta- Ulm. Desideroso di approfondire le pro-
zioni concorrenziali, di cui era disponi- prie conoscenze, parte per gli Stati Uni-
bile anche una versione diesel. A que- ti, dove viene assunto alla Edison. Dopo
sta segue la «2400», ammiraglia ideata aver acquisito una fondamentale espe-
con l’intento, non riuscito, di fare con- rienza nel campo della meccanica e
correnza a Opel e Mercedes (vedi). Un dell’elettromeccanica, nel 1886 Bosch
buon successo lo ottiene invece con torna in patria e apre una piccola socie-
l’«Isabella», del 1954, berlina due porte tà di riparazioni elettriche nella
o station wagon, dotata di motore 1500 Rothebühlstrasse di Stoccarda. Oltre al
cm³ da 75 cavalli, in grado di raggiun- normale lavoro, il giovane tecnico svol-
gere i 120 km/h di velocità massima. ge anche l’attività d’inventore: solo un
Nel frattempo Borgward, che ha ricosti- anno più tardi costruisce un magnete di
tuito come marchi autonomi la Goliath accensione a bassa tensione per moto-
e la Lloyd (vedi), si dedica anche all’at- re a benzina fisso. È la risposta a uno
tività sportiva. Lo fa con la Borgward dei fondamentali problemi che a quel
«RS», spider con carrozzeria in elek- tempo impegnavano i pionieri dell’auto-
tron, retrotreno con ponte De Dion, mobile, tanto che lo stesso Karl Benz,
motore 1500 cm³ bialbero, quattro val- riferendosi all’accensione, lo aveva de-
vole per cilindro e freni a tamburo auto- finito il «problema dei problemi». L’im-
ventilanti. Nel 1952, con una 1500 con portanza di questa invenzione si con-
testata in lega leggera, si classifica se- cretizza ben presto in un solido succes-
condo al G.P. di Germania e alla Carre- so commerciale. Bosch nel 1901 si tra-
ra Panamericana. Nel 1954, elevata la sferisce nella sua prima vera fabbrica,
potenza a 115 CV, vince la corsa del- che conta 45 dipendenti e prende il no-
l’Eifel e nel 1957 giunge secondo al me di Elektrotechnische Fabrik Robert
campionato europeo della Montagna. Bosch. Nello stesso periodo Gottlob
Motori Borgward vengono utilizzati an- Honold, collaboratore di Bosch, perfe-
che dalla Cooper (vedi). Nel 1955 de- ziona la prima invenzione, realizzando
buttano l’«Isabella» coupé e cabriolet e un magnete ad alta tensione e delle
nel 1959 compare la berlina «2.3 P100» candele d’accensione. È il 7 gennaio  BORGWARD
(dal numero dei cavalli) con motore 1902 e l’importanza che ha tale brevet- L’«Isabella cabriolet»
2240 cm³, sospensioni pneumatiche, to, per l’evoluzione dell’automobile, è del 1955.
servofreno, cambio automatico. Il so- fondamentale. In questo modo, i co-
praggiungere di una difficile finanziaria struttori di motori possono sperimenta-  BOSCH
provoca però un grave dissesto nel re il nuovo dispositivo già dalle fasi ini- Il fondatore dell’azienda
gruppo, che nel 1961 è costretto a ziali dello sviluppo dei loro motori. È tedesca, Robert Bosch.
chiudere. Gottlieb Daimler, il 24 settembre 1902,
a ordinare a Bosch il primo magnete a
 BORG-WARNER scopo sperimentale, per poi figurare tra
Una delle industrie di componentistica i primissimi clienti una volta che il mec-
dell’automobile più grandi al mondo, canismo entra in produzione. Per ga-
specializzata nella costruzione di tra- rantire visibilità alla sua invenzione, Ro-
smissioni automatiche. La maggior bert Bosch intuisce l’importanza delle
parte delle auto americane utilizza i competizioni, vero trampolino di lancio
cambi dell’azienda di Chicago. Fondata in grado di dimostrare le prestazioni
nel 1927. elevate e affidabilità del prodotto. Pro-
prio da qui nasce il connubio che ancor
 BORLETTI oggi lega saldamente la Bosch al mon-
Celeberrimo costruttore di strumenta- do delle corse. Accanto alla pubblicità
zioni per autoveicoli. La Società Fratelli del prodotto vengono poi avviate valide
Borletti viene fondata nel 1896, a Mila- campagne promozionali; la prima già
no, per la costruzione di orologi e mac- nel 1906 negli USA, che fa giungere a
chine per cucire, poi, negli anni 30, si Stoccarda ordini per l’ammontare di un
dedica alle automobili, utilizzando il milione di dollari. Il successo è tale che
marchio Veglia. Negli anni Settanta ini- Bosch deve a questo punto fondare
zia a produrre anche condizionatori. In una fabbrica a Springfield (Illinois), che,
seguito assorbita dalla Magneti Marelli. inaugurata nel 1911, apre la via all’inter-
nazionalizzazione dell’azienda. Altra in-
 BOSCH novazione fondamentale cui partecipa
La storia della Bosch procede di pari Bosch è il motore Diesel, nato da una
passo con quella del suo fondatore, ricerca congiunta, concretizzata nel
Robert August Bosch. Nato ad Abeck 1927, tra l’imprenditore tedesco e Ru-
nel 1861 (morirà a Stoccarda nel 1942), dolf Diesel. Il 30 novembre di quell’anno
Bosch comincia la sua attività come viene lanciata da Bosch la prima pompa

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d’iniezione per diesel prodotta in serie. ne a batteria (spinterogeni, bobine,
Già nell’ottobre dell’anno successivo si candele ecc.), per l’illuminazione degli
festeggia la produzione del millesimo autoveicoli (dinamo, alternatore e fana-
esemplare. Nel marzo del 1934 le pom- leria), apparecchi di segnalazione acu-
pe sono a quota 100.000 e 10 novem- stica, motorini d’avviamento, accessori
bre 1932, con la presentazione della Ci- (tergicristallo, lavacristallo, motorini per
troën «Rosalie diesel», per il motore a ventilatori), pompe d’iniezione. Per
gasolio comincia l’avventura della pro- quanto riguarda il nostro Paese, la sto-
duzione in serie anche sull’auto. Da al- ria della Bosch in Italia comincia nel
 BOSCH lora lo sviluppo dell’iniezione diesel è 1904, quando la ditta Dénes und Fried-
Qui sopra, i primi test continuo, ma è ai giorni nostri, in parti- mann di Vienna, che detiene la rappre-
di frenata con ABS, colare nell’ultimo decennio, che le pom- sentanza dei prodotti Bosch in Austria e
effettuate con Mercedes pe controllate elettronicamente, UIS e Ungheria, assume la rappresentanza
«serie S» («W 126»). common rail (vedi), hanno veramente anche per l’Italia e apre una filiale di
«cambiato la faccia» al diesel, permet- vendita con officina a Milano. Nel 1908
tendo a questo motore, nato pesante, Robert Bosch rileva la società di Milano
maleodorante e lento (così era stato ini- sotto la direzione di Ludwig Winterberg.
zialmente definito), di eguagliare in pre- Tuttavia, a causa della prima guerra
stazioni il motore a benzina. Un’evolu- mondiale, la distribuzione dei prodotti
zione che ha avuto Bosch tra i principali Bosch viene sospesa e riprenderà solo
artefici, e che vede oggi l’Italia in primo nel 1919 attraverso la ditta Ludwig Win-
piano con la produzione, negli stabili- terberg. Il 14 novembre 1922 viene fon-
menti di Bari, del cuore del sistema data la società anonima per il commer-
common rail, cioè le pompe ad alta cio dei materiali Robert Bosch S.A., che
pressione. Ma la lungimiranza e le ca- ottiene la rappresentanza esclusiva per
pacità imprenditoriali di Robert Bosch l’Italia. In breve tempo vengono aperti
sono evidenti anche nel settore dei ser- due uffici vendita con officina di mon-
vizi. Nel 1921 Bosch stipula un contrat- taggio e riparazione a Roma e a Torino.
to per il montaggio e la riparazione Nel 1935, in seguito a un accordo tra
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d’impianti d’illuminazione per auto con Bosch e la Magneti Marelli di Milano,


la ditta Eisemann & Co. di Amburgo. È viene costituita la società Mabo per la
l’avvio di un’organizzazione mondiale distribuzione dei prodotti Bosch e Ma-
che oggi conta oltre 9000 aderenti in relli in Italia. Nel 1959 viene ricostituita
132 Paesi del mondo. Gli anni 20 rap- la Robert Bosch S.p.a. a Milano. Nel
presentano per Bosch il trampolino di 1960 la Robert Bosch S.p.a. assume la
lancio della sua attività su scala mon- rappresentanza per l’Italia della
diale. Oltre alle varie società da lui fon- Blaupunkt e nel 1972 della Junkers. Nel
date, Bosch guarda con apprezzamen- 1991 la Robert Bosch acquisisce la so-
to alla capacità di altri costruttori impe- cietà TTN Sistemi di Comunicazione,
gnati nei campi più svariati. Come la dando vita alla divisione sistemi di co-
Blaupunkt, specializzata dal 1923 nella municazione. Nello stesso anno viene
costruzione di radio, che dal 1938 entra inaugurata la nuova sede di Milano, in
a far parte del gruppo Bosch. Nel 1932 via M.A. Colonna, 35. Nel 1992 la
era stata lanciata la prima autoradio BSHG, Bosch und Siemens Hausgeräte
Blaupunkt, modello «AS 5», che ha get- GmbH, una joint-venture con partecipa-
tato le basi per lo sviluppo della comu- zione al 50% delle due società, rileva il
nicazione mobile. Infine un cenno alla settore degli elettrodomestici in Italia.
Fondazione Bosch, creata con scopi La Robert Bosch S.p.a. diventa così
umanitari. Voluta dallo stesso Robert una holding cui fanno capo la Robert
Bosch e costituita a Stoccarda nel Bosch Componenti per Veicoli S.p.a.,
1964, è una delle più importanti fonda- costituita per i settori Primo Equipag-
zioni industriali in Germania. Detiene giamento e Ricambi per Veicoli, e la
circa il 92% del capitale sociale della Robert Bosch Industriale e Commercia-
Robert Bosch GmbH e ne reinveste le S.p.a. per i settori: elettroutensili, au-
parte degli utili per scopi di pubblica toradio e apparecchiature elettroniche
utilità soprattutto nel campo della medi- d’intrattenimento, comunicazione mo-
cina. A Stoccarda gestisce direttamente bile, sistemi di comunicazione privata e
l’Ospedale Robert Bosch, l’Istituto di pubblica, termotecnica e attrezzature
Farmacologia Clinica Dr. Margarete Fi- industriali. Nel 1994 viene fondata a
scher Bosch e l’Istituto di Storia della Bari la società Tecnologie Diesel Italia
Medicina. Oggi la Bosch produce prati- S.p.A. in joint-venture con Magneti
camente tutte le componenti del settore Marelli (vedi) per la produzione di com-
automobilistico: equipaggiamenti elet- ponenti per sistemi di iniezione diesel
trici per motori a combustione interna e common rail. Nel 1996 è la volta della
per autoveicoli: impianti per l’accensio- Robert Bosch Sistemi Frenanti S.p.a. in

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seguito all’acquisizione, da parte della (vedi) sono spaziati di 180 gradi. Nel bo-
casa madre, della divisione frenante xer le bielle dei due pistoni opposti non
della società AlliedSignal, presente in sono collegate allo stesso perno di ma-
Italia con stabilimenti a Crema, Offa- novella dell’albero a gomiti (vedi), come
nengo e Bari. Nel 1999 viene costituita invece avviene nei motori a cilindri con-
con Magneti Marelli una joint-venture trapposti. In quest’ultimi un pistone
per la collaborazione nel campo della scende al punto morto inferiore mentre
tecnica d’illuminazione per autoveicoli. quello accanto sale al punto morto su-
Nello stesso anno la Robert Bosch Gm- periore. Questi due tipi di propulsori
bH entra con partecipazione di maggio- piatti hanno differenti alberi motore,
ranza nell’Aresi di Brembate, produttri- dunque sono caratterizzati da un’equili-
ce di accessori per la demolizione. Infi- bratura e da impianti di scarico differen-
ne la Robert Bosch Componenti per ti. I motori boxer sono sempre meno dif-
Veicoli, la Robert Bosch Industriale e fusi perché non si prestano a una siste-
Commerciale e l’E.l.m. Leblanc Italia mazione anteriore trasversale, sono co-
vengono incorporate nella Robert Bo- stosi (si devono lavorare due teste inve-
sch S.p.a. ce di una) e meno importante risulta il
vantaggio di equilibratura per i progressi
 BOWDEN dei supporti elastici del motore.
Si definisce comando a bowden o sem-
plicemente bowden (in italiano si può  BRABHAM
dire comando flessibile) un sistema Leggendario team inglese di Formula 1
d’azionamento meccanico costituito da nato nel 1962 per iniziativa del pilota
un cavo metallico scorrevole dentro costruttore australiano Jack Brabham.  BOXER
una guaina flessibile, formata da una La denominazione ufficiale in verità era Un motore piatto, in cui
spirale metallica rivestita da resine con Motor Racing Development, ma per il moto dei pistoni avviene
basso attrito. È utilizzato per l’apertura tutti è stata e sarà sempre Brabham. E in un unico piano.
del cofano motore, per il comando Brabham si chiameranno tutte le mo-
meccanico della frizione (vedi) o per il noposto costruite dal geniale pilota. La  BRABHAM
comando fra il pedale acceleratore e il prima è una Junior costruita in 32 Il fondatore della scuderia,
motore. Si tratta di comandi più econo- esemplari, mentre la prima F.1 verrà nonché pilota lui stesso,
mici e versatili di quelli ad aste rigide, presentata a fine 1962, con telaio a tra- Jack Brabham.
senza giochi e praticamente senza ma- liccio e motore V8 Coventry-Climax
nutenzione. I bowden devono seguire (vedi). Australiano di origine, Jack sbar-
curve ampie e dolci per evitare uno ca in Europa nel 1956 e in quindici anni
sforzo eccessivo nell’azionamento del di gare mette a segno una serie di suc-
cavo interno alla guaina. cessi che ha pochi eguali al mondo.
Come pilota conquista tre titoli iridati
 BOX (1959, 1960, 1966) e due come costrut-
Spazio chiuso, sufficiente per il parcheg- tore (1966 e 1967), oltre a numerosi se-
gio di uno o più veicoli (comunque in nu- condi e terzi posti e a quattro titoli euro-
mero esiguo). Generalmente si trova al pei vinti in F.2. È il solo pilota nella sto-
piano terra o nella parte interrata di un ria della F.1 ad aver vinto un Campio-
edificio oppure sorge all’interno di nato del mondo con una propria mono-
un’area recintata. Data la sua natura ten- posto. Jack si ritira dalla corse nel 1970
denzialmente angusta, può porre limita- all’età di 45 anni, dopo aver disputato
zioni per la sosta di veicoli dotati di ali- 126 G.P. e averne vinti 14, e dopo aver
mentazione a gas, in particolare a GPL. ceduto la propria quota azionaria nella
MRD a un giovane Bernie Ecclestone
 BOXER (vedi). Che, come prima iniziativa, af-
È un motore piatto, a sogliola, caratteriz- fianca al progettista storico della Bra-
zato dal fatto che il moto dei pistoni av- bham, Ron Tauranac, un’altra promes-
viene in un unico piano e i cilindri sono sa della F.1, il giovane ingegnere suda-
disposti da parti opposte rispetto al mo- fricano Gordon Murray. Dal 1976 all’81
tore. La parola boxer, che in inglese si- le Brabham sono equipaggiate con mo-
gnifica pugile, è utilizzata per indicare il tori Alfa Romeo e tra gli sponsor fa la
tipico movimento verso l’esterno dei pi- sua comparsa la Parmalat. Quindi pas-
stoni. A volte, sono impropriamente de- sa ai motori BMW Turbo e successiva-
finiti boxer anche i motori a cilindri mente ai Judd. La Brabham continuerà
contrapposti (ossia con V di 180°, vedi). la sua attività fino al 1992, vincendo un
Se si esamina una coppia di pistoni, nel solo G.P. Il 16 agosto 1992, l’abbando-
boxer entrambi si muovono verso i punti no definitivo e la fine di ogni attività do-
morti superiore (PMS, vedi) o inferiore po 832 gare, 35 vittorie, 39 pole, 120
(PMI, vedi). Dal punto di vista costruttivo podi, 938.000 punti guadagnati e 44
questo avviene perché i perni di biella piloti assunti. Tra cui, oltre a Brabham,

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Rindt, Hulme, Baghetti, Reutemann, e sul fuso della ruota sinistra. Infatti, le
Ickx, Piquet, Patrese, Lauda e Da- forze, per effetto della deriva e del
mon Hill (vedi), solo per citarne alcuni. camber (vedi) non sono sempre nella
stessa direzione: pertanto, il braccio a
 BRABUS terra di una ruota può aumentare o di-
Preparatore specializzato in versioni minuire durante la sterzata. In curva,
sportive o particolari delle Mercedes. inoltre, avviene un altro fenomeno che
La società è stata fondata nel 1977 a è dato dal maggior carico che grava
 BRABUS Bottrop, nella valle della Ruhr, da Hans sulla ruota esterna, cui corrisponde
Una Mercedes «SL» Brackmann e Bodo Buschmann e at- un’aderenza maggiore e quindi una
allestita dal tualmente impiega 300 persone. Dal coppia più elevata rispetto a quella che
preparatore tedesco. 2002 si occupa di preparare anche le agisce sulla ruota interna. La differenza
Smart (vedi). L’azienda commercializza fra le coppie è ciò che provoca il ritorno
vetture intere oppure interviene sulle dello sterzo. Il braccio a terra si dice
auto dei clienti secondo i loro desideri positivo o negativo a seconda che la
d’allestimento. Le Brabus sono caratte- traccia dell’asse del perno fuso sul ter-
rizzate soprattutto da consistenti ela- reno si trovi rispettivamente verso l’in-
borazioni ai propulsori. Un esempio per terno o verso l’esterno della vettura ri-
tutti, l’interpretazione estrema della spetto al centro dell’area d’impronta
«Classe E» station wagon, che monta il della ruota.
V12 Mercedes maggiorato a 7300 cm³:
oltre 580 CV di potenza e 320 km/h di  BRACCIO DI STERZO
velocità massima ne fanno la giardinet- Si tratta del braccio inclinato del quadri-
ta di serie più veloce del mondo. Oggi latero di sterzo che collega la ruota con
l’azienda è un vero e proprio costrutto- la barra d’accoppiamento: l’articolazio-
re di auto sportive d’élite, con un fattu- ne è realizzata con cerniere sferiche per
rato annuale di oltre 50 milioni di euro e consentire gli scuotimenti delle ruote.
una clientela non solo europea: dal Esistono vari criteri per la definizione del
1998 ha aperto i battenti la Brabus Nor- quadrilatero di sterzo. Si tende a far sì
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th America Inc. in California, per meglio che i prolungamenti dei bracci si incon-
soddisfare le necessità del mercato trino sull’asse longitudinale del veicolo.
nordamericano. Occorre tenere conto che il quadrilatero
di sterzo rappresenta una soluzione
 BRACCIO A TERRA semplice e funzionale, ma non corretta
Termine relativo alle ruote sterzanti e dal punto di vista teorico: sono pertanto
che definisce la distanza sul terreno tra sempre presenti piccoli strisciamenti
la retta passante per il centro dell’area delle ruote in curva. Va però detto che i
d’impronta (e diretta come la ruota) e la vari sistemi di sterzatura geometrica-
traccia dei perni della ruota. Nel centro mente corretta studiati in passato, mol-
dell’area d’impronta si considerano ap- to complicati, sono stati abbandonati
plicate tutte le forze che agiscono sulla perché nel funzionamento pratico gli
ruota, mentre l’asse dei perni della ruo- angoli di camber (vedi), la variazione
ta (o asse del fuso a snodo) è la retta d’assetto in curva e la deriva (vedi) dei
attorno alla quale gira la ruota durante pneumatici (crescente con la velocità)
la sterzata. Le forze che agiscono sulla portavano a errori ben maggiori di quelli
ruota sono la resistenza al rotolamento del sistema a quadrilatero.
(di lieve entità e diretta all’indietro, ver-
so la coda della vettura); la forza di tra-  BRACCIO OSCILLANTE
zione (nel caso di una trazione anterio- Indica genericamente un organo strut-
re, e se tale forza è di grande entità turale della sospensione (vedi) che
nonché rivolta in avanti); la forza fre- collega la ruota alla scocca (vedi), cui è
nante (d’intensità molto variabile e di- incernierato per consentire il movimen-
retta all’indietro); e la forza d’aderenza to verticale della ruota stessa. Secondo
in curva (d’entità variabile e diretta late- la disposizione e la forma, il braccio
ralmente). Tutte queste forze, moltipli- oscillante si può poi definire meglio co-
cate per il valore del braccio a terra, me braccio longitudinale tirato, triango-
danno luogo a una coppia che si può lo oscillante, ecc.
trasmettere sul volante, rendendo più o
meno facile la guida. In rettilineo e su  BRAKE BY WIRE
fondo perfetto le coppie sulle due ruote È un sistema frenante scollegato mec-
sterzanti sono uguali e contrarie e si canicamente dal pedale del freno, nel
annullano a vicenda senza raggiungere senso che il pedale genera segnali elet-
il volante. In curva, invece, al volante è trici che vengono raccolti e interpretati
trasmessa la differenza fra le coppie da una centralina (vedi). Questa attiva
che agiscono sul fuso a snodo di destra un’altra centralina di comando, che

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 BRENNABOR

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modula l’intervento di un’unità attiva
sull’impianto frenante (EHB, vedi). Già Fondata a Brandeburgo nel 1871 dai
oggi questa unità può essere l’elettro- fratelli Carl, Hermann e Adolf Reich-
pompa dell’ABS (vedi), ma in futuro si stein, la Brennabor arriva alle auto-
può pensare di eliminare anche la parte mobili per gradi, passando prima per
idraulica e agire localmente su unità a carrozzine per bambini e motociclet-
motore elettrico posizionate vicino alle te. La prima Brennabord è una cycle-
ruote. Per un impianto completamente car (vedi) chiamata «Brennaborette»,
by wire occorre, però, un impianto elet- prodotta dal 1908 al 1911. Accanto a
trico a 42 volt, dal momento che quello questa, nel 1908 appare una vettura a
a 12 volt dovrebbe erogare correnti quattro ruote con motore Fafnir. Negli
troppo elevate per azionare le pinze anni successivi la Casa allestisce mo-
elettriche. Per questo motivo, i primi delli decisamente più grandi con mo-
brake by wire saranno parziali: ossia tori a quattro e sei cilindri, ma tale
manterranno anteriormente l’impianto strategia si rivela di scarso successo:
idraulico classico e utilizzeranno pinze il modello «D» con motore di un litro,
elettriche soltanto al retrotreno. presentato per ritornare nel settore
delle piccole cilindrata, non servirà a
 BRAMBILLA VITTORIO risollevare le sorti della marca, che
Nato a Monza (Milano) l’11.11.1937, scompare nel 1934.
morto a Lesmo il 26.5.2001. Gran Pre-
mi disputati 79. Vittorie 1. Piazzamenti  BRETELLA
8. Pole position 1. Strada di collegamento fra due strade
extraurbane principali, tra due auto-
 BRANCARDO strade o tra autostrada e città.
Termine gergale che individua l’ele-
mento strutturale della scocca dell’au-  BREVETTI FIAT
tomobile posto alla base della fiancata, Società costituita il 26 aprile 1906,
sulla battuta inferiore della portiera. contemp