Sei sulla pagina 1di 7

15.11.

07
Patologia Generale prof. Columbano Maria Francesca Rosa

Introduzione
Questa parte del corso finirà questo sabato, poi inizierete con immunologia e sabato prossimo avrete il test.
Concludiamo con qualche nozione molto generale e semplice riguardante gli agenti eziologici. Noi fino
adesso abbiamo visto tutta una parte che riguarda il comportamento delle cellule di fronte a degli stimoli in
grado di perturbare la normale omeostasi. Siamo passati dai processi adattativi fino ai processi che
terminano con la morte della cellula. Abbiamo parlato dell’infiammazione come risposta che viene
immediatamente attivata una volta che c’è distruzione più o meno consistente del tessuto. Poi abbiamo
parlato anche delle modalità di riparazione del tessuto: guarigione per prima o seconda intenzione o
semplice rigenerazione e in quel contesto abbiamo parlato anche del ciclo cellulare. Dopodiché avete fatto
tutta la parte che riguarda le cause della malattia, quindi non più meccanismi che ci dicono come muore la
cellula, ma le cause dell’alterazione della normale omeostasi che provocano danno alla cellula ed in ultima
analisi anche al nostro organismo.

Dobbiamo dividere gli agenti eziologici in grado di dare malattia in due classi principali:
A intrinseci : li avete visti col dottor Perra e riguardano alterazioni a livello del nostro genoma. Sono causa
di malattie genetiche e possono essere divise in:
1 alterazioni del singolo gene;
2 di pezzi di cromosoma;
3 di un intero cromosoma.
Poi avete visto le malattie multifattoriali che non sono determinate solo da alterazioni del nostro genoma
ma da più eventi.

L’altra classe consta di malattie dovute a agenti eziologici


B estrinseci o esterni:
agenti fisici e biologici: virus batteri protozoi ecc (ma questi ultimi noi non li tratteremo).
Per quanto riguarda la classificazione degli agenti eziologici termineremo questa parte del corso parlando di
agenti chimici.
Gli agenti chimici sono suddivisibili in:
-sostanze endogene presenti nel nostro organismo che possono causare tossicità,
-xenobiotici che possono essere presenti in natura per esempio nelle piante o essere prodotti dall’uomo e
utilizzati per gli scopi più diversi.

Gli agenti chimici sono una fonte sterminata di possibili cause di malattie. Questi agenti chimici possiamo
andare ad identificarli secondo diversi parametri: agenti chimici presenti nell’ambiente (definiti come
contaminanti ambientali), possiamo anche non trovarli diffusi nell’ambiente: c’è tutta una serie di sostanze
che rappresentano possibili causa di malattia e sono presenti in particolari ambienti di lavoro e sono causa di
malattie occupazionali. Poi c’è tutta una serie di sostanze che non sono riscontrabili nell’ambiente di lavoro
o nell’ambiente in generale ma sono legate a particolari abitudini individuali che sono quelle più studiate di
cui noi possediamo più informazioni.

Per quanto riguarda gli inquinanti chimici ambientali sono una quantità enorme. Negli Stati Uniti si parlava
fino a qualche tempo fa di circa 60000 contaminanti ambientali. Di questi circa 1500 è rappresentata da una
classe particolare: sono i pesticidi che una volta irrorati nell’ambiente vengono trasportati dall’acqua,
dall’aria e dal suolo e quindi di fatto rappresentano dei possibili contaminanti per l’ambiente in generale.
Sempre di questi 60000 contaminanti ambientali un numero molto elevato è rappresentato da sostanze che
vengono aggiunte negli alimenti (additivi alimentari), il che non significa che questi siano tossici, stiamo
solo dicendo che ci sono sostanze di sintesi che vanno ad interagire in un modo o nell’altro con le nostre
cellule. Di tutti questi composti ai quali siamo quotidianamente esposti circa 600 in particolari test di
cancerogenesi risultano essere oncogeni in una sola specie. Il potere oncogeno non viene considerato un
dato molto preoccupante se presente in una sola specie perché esistono differenze fra specie e specie. Il dato
preoccupante si ha quando risulta essere oncogeno in due o più specie. Il potere oncogeno in una specie
potenzialmente potrebbe essere oncogeno anche nell’uomo ma di fatto non ne abbiamo certezza. I
contaminanti ambientali vengono trovati in grande quantità nell’atmosfera, nell’aria. Sono per esempio
prodotti di combustione. Per prodotti di combustione intendiamo una vastissima gamma di sostanze che
vanno dalla semplice fuoriuscita di questi contaminanti anche con emissioni di gas di scarico di benzina fino
alle emissioni più banali del caminetto stesso. Le sostanze maggiormente presenti sono quelle che
contengono ossido di carbonio, di azoto, idrocarburi policiclici (che poi vedremo nel dettaglio perché quelli
aromatici sono in buona parte cancerogeni; per esempio in benzopirene che viene usato anche come
marcatore di inquinamento nei centri urbani), possono contenere ossidi di piombo ecc. Un’altra fonte di
inquinanti nell’aria è dovuta a reazioni fitochimiche in cui ossidi di azoto possono interagire con idrocarburi
policiclici per formare il famigerato ozono (quello del buco per intendere). In fine poi ci sono tutta una serie
di fonti industriali che liberano nell’atmosfera tutta una serie di ossidi di zolfo questi sono gli inquinanti
ambientali più presenti nell’aria. Per la stragrande maggioranza di questi composti l’organo target è il
polmone quindi la maggior parte degli effetti tossici dobbiamo ricercarla a livello di patologie del polmone.

L’ozono si produce per reazione fotochimica a partire da ossido d’azoto e da idrocarburi policiclici. Il
prodotto dello smog colpisce soprattutto i bimbi. L’ozono esercita tossicità perché è fortemente reattivo ed
in grado di innescare lipoperossidazione con ulteriore produzione di perossido di idrogeno e aldeidi tossici a
livello cellulare. Si induce così l’attivazione di mediatori chimici dell’infiammazione che normalmente
portano a processi infiammatori a carico del polmone.
Gli ossidi d’azoto si formano per combustione di prodotti fossili o per reazioni dei raggi solari.
Generalmente questi ossidi di azoto a contatto con l’organismo si combinano con l’acqua delle nostre
cellule (in particolare nelle vie aeree) e possono produrre ossido nitrico o ossido nitroso che a sua volta è in
grado di indurre danno a carico dell’epitelio polmonare. Per l’ossido di azoto: il biossido di azoto con il
vapore acqueo può produrre acido solforico (che è altamente corrosivo; questo è uno dei motivi del grave
impatto ambientale delle piogge acide perché si ha appunto questa reazione con formazione di acido
solforico).
Materiale corpuscolato abbiamo dei componenti principali (il prof sta indicando la dispositiva). Questo
materiale non può essere smaltito da una cellula e viene quindi accumulato procurando danni più o meno
gravi a seconda della quantità del materiale corpuscolato che viene assorbito. Alla lunga vengono prodotte
citochine infiammatorie che amplificano questo processo (perché il materiale non può essere degradato).

Altri inquinanti dell’aria riguardano ambienti chiusi.


Il più tossico è l’ossido di carbonio che rappresenta il 50% ed è in grado a certe concentrazioni di indurre
una serie di alterazioni e di portare direttamente alla morte. Le concentrazioni di monossido di carbonio
sono particolarmente elevate nei fumatori perché la combustione porta a produzione di monossido di
carbonio che ha una forte elettività per il legame con l’emoglobina, si lega quindi a questa con affinità
maggiore rispetto all’ossigeno. Ciò fa si che le cellule non ricevano ossigeno in quanto l’emoglobina si lega
principalmente al monossido di carbonio.
Anche gli ossidi di azoto sono dei potenziali inquinanti in ambienti chiusi: la loro liberazione è legata a
problemi di riscaldamento di stufe a gas e kerosene.
Ci sono poi sostanze che possono essere utilizzate a scopi diversi: benzene, aldeide formica, cloroformio e
per ultimo vi ho indicato un gas (radon) più frequente negli ambienti interni che all’esterno che arriva dalla
superficie; è un gas radioattivo che si forma per decadimento dell’uranio che provoca formazione di
particelle radioattive. Negli Stati Uniti si calcola che 10000 casi all’anno di tumori polmonari sia dovuto alle
emissioni di questo gas che è molto difficile da rilevare.

Ci sono poi sostanze legate a attività lavorative: è il caso di malattie occupazionali. Per esempio nel caso
della pneumoconiosi il fattore occupazione è l’unica causa di morte per l’individuo. Si tratta di lavoratori
esposti al materiale corpuscolato. Questo deve quindi preoccupare non tanto il cittadino normale bensì colui
che svolge un determinato lavoro. Normalmente i composti cui bisogna prestare particolare attenzione sono
solventi organici volatili, idrocarburi alifatici e idrocarburi policiclici aromatici. È inutile una rassegna
dettagliata, vi volevo solo ricordare un particolare componente che si viene a produrre nella preparazione
delle plastiche: è il cloruro di vinile e si libera durante la formazione di polimeri. Ciò che accade è che il
composto viene modificato nel sistema di biotrasformazione p450 dipendente, dando luogo alla
cloracetaldeide che lega il DNA inducendo mutazioni e alla lunga provocando tumori, in particolare
angiosarcomi. Per questo composto c’è una chiara sovrapposizione fra effetti nell’uomo e negli animali
sperimentali nel senso che molti laboratori (forse laboratoristi?), che venivano esposti alla liberazione di
questo composto andavano incontro ad angiosarcoma; un ricercatore, Maltoni, riprodusse gli stessi effetti
nell’animale sperimentale. Quindi questo composto è tossico per l’uomo in fase di sintesi come per
l’animale sperimentale. Deve quindi far preoccupare chi ci lavora perchè ha a che fare con la sintesi del
PVC.
Un altro composto pericoloso per chi ci lavora è il butadiene che si libera durante la produzione di gomme
ed è sicuramente in grado di produrre leucemie. Altri composti cui bisogna prestare attenzione sono i
metalli: uno di questi è il piombo che viene utilizzato come additivo di carburanti (non più in Italia ormai). Il
piombo è presente in molte altre cose: come antidetonante nelle munizioni, nella carta da parati, saldature di
condotte.
“Una spiegazione possibile della caduta dell’impero romano è proprio l’utilizzo di piombo nei tubi
dell’acqua (in grosse quantità perché conferiva sapore dolciastro gradevole per i romani) che ha portato ad
avvelenamento cronico l’intellighetia romana, il cui impero è così decaduto in quanto questi si avvelenarono
col piombo al punto da non riuscire più a prendere decisioni coerenti.”
Un tipo particolare di esposizione a piombo è quella che può avvenire in maniera accidentale (bambini con
le macchinine di piombo ficcate in bocca costituivano una fonte di esposizione notevole). Nell’adulto la
fonte principale di esposizione è l’inalazione. La maggior preoccupazione da avvelenamento da piombo si
ha per quello cronico definito saturnismo o anche chiamato nei paesi minerari “mal di minerale”.

Il piombo colpisce il Sistema nervoso centrale nei bimbi e negli adulti provoca soprattutto neuropatie, è
tossico per il rene (dove si formano infatti corpi inclusi a livello del nucleo facilmente osservabili; sembra
che il nucleo sottragga il piombo al citoplasma per bloccare gli effetti dannosi). Il piombo è anche tossico
per il sistema ematopoietico e tende a depositarsi nelle ossa dove può rimanere anche fino a 30 anni. La
valutazione dell’esposizione al piombo (piombemia) ci da un indice di avvelenamento esposizione recente
ma non ci dice quanto piombo è stato depositato nelle ossa. Il piombo è tossico perché ha forte affinità per i
gruppi –SH. Molti degli effetti dovuti a piombo come l’anemia da piombo sono dati dal fatto che il piombo
inibisce due enzimi necessari per la formazione dell’emoglobina e limita quindi la formazione di
emoglobina causando anemia ipocromica. Compete selettivamente nell’attivazione di molti enzimi con ioni
calcio, è più potente del calcio nell’attivazione di molti enzimi. Se il piombo si sostituisce al calcio altera
una serie di processi a carico delle nostre cellule e questo lo fa un po’ dappertutto ma soprattutto altera le
trasmissioni a livello del SN e questo spiega gli effetti sottolineati prima. Altera anche gli enzimi associati
alla membrana quindi anche le pompe sodio potassio dipendenti e quindi tutto ciò che è legato al
funzionamento di queste pompe. Il piombo facilita anche l’anemia emolitica perché porta a morte precoce
dei globuli rossi per alterazione della membrana di queste cellule (la rende più fragile).
Altro metallo pericoloso è il mercurio presente in tantissimi prodotti e potente tossico per il sistema nervoso
e potente neurotossico come il piombo. Il mercurio è più tossico in forma organica che inorganica è anche
un potente cheratogeno. Ci sono stati degli esempi diversi anni fa in un paesino di pescatori che si chiama
Minamata dove gli adulti andavano incontro ad alterazione del sistema nervoso e si aveva
contemporaneamente un’elevata incidenza di neonati malformati. Gli studi hanno individuato accanto al
paesino scarichi industriali di mercurio inorganico nell’acqua che veniva trasformato in metilmercurio dalla
flora batterica che a sua volta veniva ingerito dai pesci (maggiore fonte di nutrimento locale) e il mercurio
attraverso questa sorta di catena veniva assorbito dall’uomo dimostrando il suo effetto cheratogeno durante
la gestazione.
Lasciamo perdere il cadmio che è un irritante per le vie respiratorie che può essere tossico per il rene.

Il nikel è sicuramente un cancerogeno ed è molto diffuso (monetine euro…). Uno dei potenziali effetti
tossici è rappresentato dalla sua azione irritante. Molte persone soffrono di dermatite da contatto specie la
categoria dei cassieri. Il nikel è cancerogeno perché una volta fagocitato non può essere distrutto (non
abbiamo nikelasi) e tende quindi ad accumularsi portando a distruzione della cellula che l’ha fagocitato con
liberazione di specie radicaliche, danno al DNA, mutazioni ed eventualmente cancro.
Poi ci sarebbe una serie di considerazioni da fare sui pesticidi che possiamo tralasciare perché basta che velo
leggiate dal libro (sono quattro classi che rappresentano i pesticidi e hanno effetti soprattutto sul sistema
nervoso).
Discorso a parte va fatto per la diossina che è un erbicida usato come defoliante nella guerra del Vietnam in
seguito a tale uso si sono scoperti i suoi effetti dannosissimi, un’esplosione di una fabbrica dove si teneva
diossina ha dimostrato anche che gli individui esposti a diossina sono andati incontro ad una serie
gravissime patologie.
D: la ?Cos’è?
R: è un’alterazione a livello cutaneo (effetto immediato) provocato dalla diossina.

Tossine naturali (tanto per concludere facendo vedere che non è solo l’uomo a produrre sostanze tossiche!!).
La tossina “aflatossina” è il principio attivo di una muffa aspergillus flavus che contamina prodotti come
cereali in condizioni di forte umidità ed è il cancerogeno più potente che esista, potentissimo epatotossico
ecc. Ci sono poi alcaloidi e micotossine. Ci sono anche tossine delle piante (dette fitotossine). Una di queste
è la solanina è ciò che rende pericolosa l’ingestione di patate crude (soprattutto molto verdi). Inizialmente
quando si promuoveva l’uso di prodotti biologici alcuni produttori cercarono risolvere il problema creando
delle patate più resistenti all’attacco dei parassiti senza uso di pesticidi. Si è fatta così una patata che
produceva più solanina ma queste superpatate sono risultate tossiche anche per l’uomo. In condizioni
normali la concentrazione di solanina non fa niente ma ad alte concentrazioni rappresenta una tossina anche
per noi non solo per i parassiti. Non si possono quindi portare dei processi entro un certo limite perché
altrimenti la natura produce qualcosa che è tossico anche per l’uomo.
Poi ci sono le varie tossine animali: penso sia sicuro che il cobra faccia male, la metrodoxina è una delle
sostanze tossiche più potenti che esista ed è innientata dalla spina di un pesce molto pregiato. Questo pesce
è letale se mangiato contaminato da tossina e costa un sacco di soldi (costa di più se non c’è veleno ahaha).

Vediamo adesso le sostanze tossiche di uso individuale: queste sostanze chimiche possiamo rappresentarle
nella triade per cui uno dice vale la pena di vivere! È sempre una questione di quantità:
Bacco
Tabacco
Venere.

Bacco = Alcol
Negli USA 100000 morti all’anno sono legate all’abuso di alcool. Abbiamo la definizione legale di “persona
leggermente al di fuori dalla norma” e poi abbiamo le concentrazioni di alcol per cui si considera un
individuo a rischio che non è poi tantissimo. A determinate concentrazioni un individuo normale può andare
incontro a coma e morte. un etilista può invece arrivare anche al doppio di questa concentrazione. L’alcol è
in grado infatti di indurre il suo stesso metabolismo utilizzando una via di metabolizzazione dell’alcol che
l’individuo normale non utilizza: attiva un sottotipo di citocromo p450 (si chiama 2E1 dove E sta per
etanolo). L’etilista cronico induce il metabolismo dell’alcol e la trasformazione di altre sostanze come
cocaina e paracetamolo. Per ogni sostanza metabolizzata nel fegato è importante conoscere la funzionalità
epatica del paziente per ottenere dei risultati desiderati. In una persona normale l’alcol viene metabolizzato
da un enzima che si chiama alcol deidrogenasi che trasforma l’etanolo in aldeide acetica che viene
trasformata in acido acetico dall’acetaldeide deidrogenasi (via normalmente utilizzata). L’etilista cronico
metabolizza parte dell’alcol non più a livello del citosol ma del reticolo endoplasmatico dove lo metabolizza
più rapidamente non risentendo quindi degli effetti acuti dell’alcol. Gli orientali hanno minore attività
dell’acetaldeide deidrogenasi per mutazione puntiforme e quindi hanno un metabolismo molto più lento e
risentono di più degli effetti acuti dell’alcol. Queste persone bevono un sacco di alcol probabilmente per
liberarsi di regole sociali molto strette in modo da autoderesponsabilizzarsi. Anche le donne
(tradizionalmente non dovevano bere, al massimo il nocino o qualche altro liquore), questo evidentemente
aveva una qualche spiegazione per il fatto che le donne hanno meno alcol deidrogenasi.

Il tasso alcolico nella donna persiste quindi più a lungo nella donna che nell’uomo. I danni indotti dall’alcol
sono tantissimi e naturalmente qui noi stiamo parlando di consumi elevati non del consumo occasionale.
L’alcol è estremamente pericoloso per il fegato abbiamo parlato di steastosi alcolica come causa principale
di danno epatico sicuramente destinata ad evolvere in fibrosi e cirrosi (già di per sé causa di morte) e per
certi individui evoluzione in carcinoma. Quest’evoluzione è dovuta al fatto che l’alcol tramite liberazione di
citochine porta la produzione di collagene da parte di specifiche cellule (ircow??). Il fegato è uno degli
organi bersaglio dell’alcol ma non è il solo. L’alcol è un forte depressivo del SN e una spiegazione sembra
essere la fluidizzazione delle membrane in modo tale che si altera la comunicazione tra cellula e ambiente
esterno. L’alcolista trae molte calorie dal consumo dell’alcol e quindi tende ad avere alimentazione pessima
il che si traduce in una possibile deficienza vitaminica. Tutto ciò contribuisce ad aumentare il quadro
patologico. L’alcol ha profondi effetti sul sistema cardiovascolare inducendo cardiomiopatia. Il cosiddetto
cuore del bevitore di birra consta di una dilatazione con ridotta attività del cuore associato al fenomeno del
cuore in vacanza che da luogo a delle aritmie. Questo fenomeno si presenta in forma più grave nelle donne.
Nei forti bevitori è facile riscontrare ipertensione. Qualche anno fa è venuto fuori il paradosso francese:
studi su popolazione francese hanno dimostrato che questi hanno rischio inferiore di complicanze
cardiovascolari. Studi successivi hanno dimostrato che un uso moderato di alcol aumenti i livelli di HDL
che esercitano un’azione protettiva nei confronti delle arterie perché sottraggono il colesterolo che si
accumula. Sempre dosi moderate di etanolo diminuiscono l’adesività piastrinica prevenendo trombi e altre
complicazioni. Nei vini rossi si sono trovate anche molte sostanze antiossidanti. Quindi effetti benefici
sembrano esserci in moderate quantità di alcol: badate che non vi sto incoraggiando a bere! Altri effetti a
livello della muscolatura scheletrica. L’etanolo è stato accusato per artriti acute e croniche e per pancreatici
croniche.
Come se non bastasse l’etanolo induce danni al sistema riproduttivo. Uno dei motivi è il fatto che
interferisce con il metabolismo degli estrogeni causando danno epatico incapacità di metabolizzare
l’estrogeno (aumento estrogeno e diminuzione testosterone). L’etanolo induce danno diretto a livello
testicolare. Altra cosa molto importante è la sindrome alcolica fetale che provoca alterazioni dello sviluppo
e crescita fetale dovuti all’acetaldeide. Le donne in gravidanza dovrebbero limitare il consumo di alcol: si
arriva a ipossia fetale il feto non cresce alla nascita è più piccolo e ha forte ritardo in tempo di crescita.
L’etanolo è un’indiretta causa di cancro a livello epatico e causa di aumento di tumori in cavità orale,
faringe, esofago, ecc.
Intervallo
Abbiamo visto bacco ora parliamo di tabacco che rappresenta la maggior causa di malattia di morte rispetto
a qualsiasi altro contaminante ambientale e se non facesse parte di una cultura ormai secolare nell’uomo
sicuramente il tabacco ora così come l’alcol non potrebbero essere considerate delle sostanze da noi
utilizzabili. Per quanto riguarda dati statistici circa 400000 persone l’anno muoiono negli USA per danni
dovuti al consumo di tabacco e a questi vanno aggiunti 10000000 che si ammalano senza morire con
patologie a livello polmonare e vascolare. In seguito alle campagne antifumo iniziate negli anni ’60 il
consumo di tabacco è andato nettamente diminuendo. Quando si parla di tabacco e di fumo generalmente si
pensa sempre al cancro.

Il fumo rappresenta un pericolo per lo sviluppo di tumore perché quando uno fuma si liberano 4000
sostante di cui 43 sono cancerogene. Queste sostanze sono presenti sia nella fase particolata che gassosa.
Tutti i cancerogeni corrispondono a degli organi bersaglio. Sono sicuramente presenti Idrocarburi policiclici
aromatici (benzopirene è il più rappresentato) e sono anche presenti nitrosammine sia nel fumo che nel
tabacco in quanto tale. Nella masticazione del tabacco (abitudine diffusa in certe aree degli USA: Georgia,
Virginia) è stata registrata una forte incidenza di tumori alla mucosa buccale legata alla masticazione di
foglie di tabacco e di palma dove sono presenti le stesse sostanze. Nelle sigarette sono anche presenti
piccole percentuali di metalli che possono danneggiare le cellule, si producono sostanze irritanti come
l’aldeide formica e anche ossido di carbonio che è un altro composto in grado di sviluppare tossicità. Quindi
è tutto un insieme di composti in grado di provocare patologie oltre al cancro. Il fumo è la principale causa
di tumori polmonari; chi di voi è stato alla relazione di LaVecchia ha avuto un’idea della diminuzione della
curva di fumo per quanto riguarda i maschi mentre per quanto riguarda le donne il calo ancora non si
registra perché hanno iniziato a fumare più tardi. In entrambi i casi i tumori polmonari sono la maggior
causa di polmoni in entrambi i sessi. I tumori di polmone sono presenti in quattro diversi tipi. Il fumo è
causa sicuramente di cancro nel carcinoma a piccole cellule. é meno chiaro per quanto riguarda
l’adenocarcinoma in cui la causa non è stata bene identificata perché ci sono altri fattori di rischi come
l’asbesto o la componente genetica (quest’ultima da studi effettuati sembra predisponga a questo tipo di
tumore). Sempre riguardo al tumore polmonare il tutto inizia con metaplasia: epitelio da colonnare a
squamoso per aumentare la resistenza delle cellule, a ciò fa seguito una modificazione cellulare morfologica
e funzionale quindi displasia seguita da neoplasia con carcinoma in situ. Si verificano modificazioni
importanti che fanno si che la cellula acquisti capacità invasiva: tumore maligno con tutto ciò che ne
consegue.
Il prof indica un grafico che mostra la relazione fra probabilità di sviluppare tumori al polmone in relazione
al numero di sigarette fumate. Si nota la grossa differenza fra fumatori forti, moderati e non fumatori. La
combinazione fumo + asbesto è terrificante in termini di probabilità di sviluppare tumore. Il lavoratore che
trafficava con l’asbesto e che fumava andava incontro ad un rischio 70 volte superiore a quello della
popolazione normale di sviluppare tumore al polmone. Adesso si sa che sono anche altri gli organi colpiti
dagli effetti del fumo: vescica, laringe e probabilmente anche il pancreas. Il fumo non aumenta solo il
rischio di sviluppo di tumore ma può provocare anche patologie non neoplastiche: a livello respiratorio può
provocare semplici bronchiti come situazioni molto più gravi.
Grafico che mostra uno studio al momento dell’autopsia sul grado di enfisema polmonare nei fumatori forti,
moderati e non fumatori. Non c’è enfisema in individui non fumatori. Il grado di enfisema diventa sempre
più grave quante più sono le sigaretta che l’individuo ha fumato nella vita terrena. Malattie cardiovascolari:
anche qui abbiamo dati interessanti. Verificando gli infarti al miocardio per mille individui vediamo che il
rischio è basso per individui che non presentano fattori di rischio fra i quali il fumo (gli altri fattori noti sono
ipercolesterolemia e ipertensione). Questi ultimi da soli hanno fattore di rischio simile a quello del fumo da
solo. Individui con ipercolesterolemia e ipertensione hanno un elevato fattore di rischio di infarto del
miocardio. Il fattore aumenta ancora di più combinando uno dei due fattori col fumo e cresce enormemente
combinando tutti e tre. L’effetto è più che moltiplicato.

La combinazione dei tre fattori non è per niente improbabile: chi fuma molto in genere è sedentario e si
alimenta anche in maniera poco idonea e spesso e volentieri è un individuo iperteso; il rischio di morte per
infarto aumenta così in maniera notevolissima. Il fumo aumenta il rischio di primo infarto ma anche il
rischio di un secondo attacco cardiaco e inibisce la possibile sopravvivenza dell’individuo dopo infarto. Con
l’uso di contraccettivi sembra aumentare anche il rischio di infarto nelle donne. L’infarto è la complicanza
di un processo aterosclerotico favorito dal fumo. Come viene favorito? Abbiamo ossido di carbonio
(ipossia), ridotto HDL (quindi ipercolesterolemia), aumento di fibrinogeno (possibili situazioni di tipo
trombotico) e poi la nicotina (che è la sostanza che da dipendenza) agisce tramite le catecolamine
aumentando la frequenza cardiaca contribuendo quindi al quadro complessivo che risulta nell’infarto. Il
fumo nelle donne anticipa la menopausa perché agisce a livello della via metabolica dell’estradiolo che
normalmente è soggetto alla 16idrossilasi è porta a formazione di un composto. In presenza di fumo viene
stimolata l’azione di 2 idrossilasi che porta alla formazione di un metabolica inattivo. I livelli di estrogeni
sono importanti per inibire l’osteoporosi e quindi questo ci fa capire come il fumo possa intervenire anche
su questo tipo di processo. Anche il tabacco in gravidanza produce una sindrome specifica: sindrome fetale
da tabacco, che porta ad avere un feto più piccolo del normale per probabile ipossia dovuta alla produzione
di ossido di carbonio liberato attraverso la combustione del tabacco, avremo come conseguenza un ritardo
nella crescita e aumento mortalità per aborti spontanei. L’ulcera peptica: sembra che il fumo ne aumenti
l’incidenza e favorisca un ritardo nei processi di cicatrizzazione delle ulcere.

Siamo arrivati a Venere quindi parliamo di altri agenti chimici: estrogeni che sono legati ovviamente ad un
uso individuale. Noi possiamo avere estrogeni, esogeni e contraccettivi orali. C’è stata un’evoluzione nei
tipi di ormoni utilizzati. I risultati degli studi fatti sugli ormoni utilizzati dimostravano un aumento del
carcinoma dell’endometrio si è visto poi che l’uso dei progestinici sembra ridurre lo stesso carcinoma.
Sembra non esserci relazione fra estrogeni e carcinoma della mammella. Gli estrogeni mantengono alti le
HDL diminuendo quindi il rischio di infarto. Per quanto riguarda i contraccettivi orali i dati sono spesso
discordanti e ci sono diverse relazioni abbastanza discutibili anche in seguito alla modifica di trattamento. I
dati sono sempre in evoluzione. Sembra esserci comunque un rischio di aumentata trombosi a livello venoso
soprattutto in individui che presentano mutazioni a livello del fattore cinque della coagulazione. Intorno agli
anni ’70 si era registrato un aumento di adenomi epatici in donne che facevano uso di contraccettivi orali. In
ogni caso erano benigni non creavano grossi problemi e risultavano dall’utilizzo di terapie ormai non più in
uso. Malattie cardiovascolari sono riscontrate solo nel caso di donne fumatrici (il trattamento ormonale
sembra non avere effetto dannoso a livello cardiovascolare).

Infine altre sostanze legate all’uso individuale sono farmaci di cui abbiamo già parlato:
paracetamolo
aspirina: tutti sanno che non bisogna prenderne 50 pastiglie insieme perché o uno si vuole suicidare o è
un’ingestione accidentale (nel caso di bambini). Più importante è il danno cronico (3g al giorno) che può
produrre a una serie di gravi alterazioni. Ricordiamo che l’aspirina ha tantissimi effetti benefici e io non me
la sento di incolpare l’aspirina perché ormai sembra che abbia un effetto antitrombotico e diminuisca la
coagulabilità del sangue quindi ha più effetti benefici che dannosi.