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ANIT

Associazione mini
GUIDA ANIT
Nazionale
per l’Isolamento
Termico e acustico

Efficienza energetica e acustica degli edifici


Gennaio 2018

Efficienza energetica degli edifici


Dalla Direttiva europea 2002/91/CE
alla Direttiva 2010/31/UE con il DM 26/6/2015

Certificazione energetica
Linee Guida Nazionali per la Certificazione
energetica aggiornate con il DM 26/6/2015

Requisiti acustici passivi


Sintesi del DPCM 5/12/1997

Classificazione acustica
Sintesi della norma UNI 11367

Guida alle detrazioni


Detrazioni per la riqualificazione energetica
in accordo con la Legge di Bilancio 2018
ANIT
Associazione
Nazionale
per l’Isolamento
Termico e acustico

Convegno gratuito TOUR


ANIT RISPONDE: ANIT
chiarimenti normativi
e soluzioni tecnologiche 2018
per l’efficienza energetica
e l’acustica in edilizia

ANIT PRESENTA IL La partecipazione


NUOVO TOUR 2018 dà diritto a
CREDITI FORMATIVI
per fare il punto assieme ai nostri esperti
sugli aspetti più critici dell’attuale quadro
normativo/legislativo legato all’efficienza
energetica e al comfort acustico in edilizia.
13 marzo 8 maggio 23 maggio 20 giugno 4 ottobre 25 ottobre 14 novembre
ALESSANDRIA FIRENZE CAGLIARI PARMA L’AQUILA BOLOGNA VERONA
19 marzo 9 maggio 30 maggio 18 settembre 10 ottobre 30 ottobre 16 novembre
CREMONA BOLOGNA MODENA MILANO COSENZA TORINO CATANIA
23 marzo 10 maggio 5 giugno 20 settembre 11 ottobre 6 novembre 20 novembre
COMO MONZA LATINA VERBANIA CATANZARO TARANTO TRIESTE
11 aprile 15 maggio 12 giugno 25 settembre 15 ottobre 7 novembre 21 novembre
MILANO POTENZA SIENA MACERATA BERGAMO FOGGIA VENEZIA
17 aprile 16 maggio 13 giugno 26 settembre 17 ottobre 8 novembre
GORIZIA SALERNO PRATO PERUGIA FIRENZE BARI
18 aprile 22 maggio 18 giugno 3 ottobre 24 ottobre 13 novembre
VENEZIA ORISTANO GENOVA RIETI RAVENNA BOLZANO

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QUADRICROMIA
C: 0 C: 65 C: 0
M: 0 M: 0 M: 100
Y: 0 Y: 95 Y: 100
B: 100 B: 32 B: 0
miniGUIDA ANIT – Efficienza energetica e acustica degli edifici

LA miniGUIDA ANIT
ANIT, Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico, sintetizza in questa miniGUIDA le principali
informazioni legislative e normative su efficienza energetica e acustica degli edifici.
Tutti gli argomenti sono approfonditi nelle GUIDE ANIT, scaricabili dai SOCI su www.anit.it, e nei libri della
collana editoriale ANIT “L’isolamento termico e acustico”.

INDICE
1 EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI ............................................................................................................... 2
2 CERTIFICAZIONE ENERGETICA ............................................................................................................................ 11
3 REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI ........................................................................................................ 14
4 CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DELLE UNITÀ IMMOBILIARI .................................................................................. 18
5 GUIDA ALLE DETRAZIONI .................................................................................................................................... 22

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sulle norme in vigore con calcolare tutti gli aspetti
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dell’acustica degli edifici

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Nessuna parte della miniGUIDA ANIT può essere riprodotta o divulgata senza l’autorizzazione scritta di ANIT.
I contenuti di questo documento sono curati dallo Staff ANIT e sono aggiornati alla data riportata in copertina.
Le informazioni sono da ritenersi comunque indicative ed è sempre necessario riferirsi anche ai documenti
ufficiali. Sul sito www.anit.it sono disponibili i testi di legge.
Edito da TEP srl, Via Lanzone 31 -20123 Milano

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1 EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI


Dalla Direttiva 2002/91/CE alla Direttiva 2010/31/UE: applicazioni nazionali
attraverso il DLgs 192/05 e s.m.i., il DL 63/13 convertito dalla Legge 90/2013 e il
Decreto Ministeriale 26 giugno 2015.

1.1 INTRODUZIONE
In materia di efficienza energetica la Comunità Europea ha indicato ai Paesi membri la strada da percorrere con la
Direttiva 2002/91/CE “Rendimento energetico nell’edilizia” (EPBD, Energy Performance Buildings Directive),
successivamente aggiornata con la Direttiva 2010/31/UE (EPBD2).
L’Italia recepisce le indicazioni delle due direttive attraverso il DLgs 192/05, il Decreto Legge 63/13 (convertito
dalla Legge 90/13) e il Decreto Ministeriale del 26 giugno 2015.
In questo capitolo presentiamo una guida alla comprensione delle regole in vigore dal 1° ottobre 2015.

1.2 VERIFICHE DA RISPETTARE


Per determinare le verifiche da rispettare proponiamo la seguente procedura basata su 3 semplici passaggi:
1. Si determina l’”Ambito di applicazione” e la “Classificazione dell’edificio” (DPR 412/93)
2. Si ricava l’elenco completo delle prescrizioni da rispettare dallo “Schema delle verifiche”
3. Si prende atto delle prescrizioni consultando l’“Elenco delle verifiche”

AMBITI DI APPLICAZIONE (DM 26/6/15)


Nuova costruzione (All.1 Art.1.3)
Per edificio di nuova costruzione si intende l’edificio il cui titolo abilitativo sia stato
richiesto dopo l’entrata in vigore del DM 26/6/15 (nrd, ovvero dal 1° ottobre 2015)

Sono assimilati a edifici di nuova costruzione:


Demolizione e ricostruzione (All. 1, Art. 1.3)
Rientrano in questa categoria gli edifici sottoposti a demolizione e ricostruzione,
qualunque sia il titolo abilitativo necessario.

Ampliamento di edifici esistenti con nuovo impianto (All. 1 Art. 1.3 e Art. 6.1) (*)
Ampliamento di edifici esistenti (dotati di nuovi impianti tecnici) per il quale valga almeno
una delle seguenti condizioni:
 nuovo volume lordo climatizzato > 15% volume lordo climatizzato esistente
 nuovo volume lordo climatizzato > 500 m3
La parte ampliata di fatto è trattata come una porzione di nuova costruzione.
Per quanto riguarda gli ampliamenti, il decreto individua di fatto un’ulteriore casistica:
Ampliamento di edifici esistenti con estensione di impianto (All. 1 Art. 1.3 e Art. 6.1) (*)
Ampliamento di edifici esistenti (collegati all’impianto tecnico esistente) per il quale valga
almeno una delle seguenti condizioni:
 nuovo volume lordo climatizzato > 15% volume lordo climatizzato esistente
 nuovo volume lordo climatizzato > 500 m3

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Il decreto individua la categoria delle “Ristrutturazioni importanti” come segue:


Ristrutturazioni importanti di primo livello (All. 1 Art. 1.4.1)
La ristrutturazione prevede contemporaneamente:
 un intervento che interessa l’involucro edilizio con un’incidenza > 50 % della
superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio (**);
 la ristrutturazione dell’impianto termico (***) per il servizio di climatizzazione
invernale e/o estiva asservito all’intero edificio.
Ristrutturazioni importanti di secondo livello (All. 1 Art. 1.4.1)
L’intervento interessa l’involucro edilizio con un incidenza > 25 % della superficie
disperdente lorda complessiva dell’edificio (**) e può interessare l’impianto termico per il
servizio di climatizzazione invernale e/o estiva.

(Le verifiche previste per questa casistica riguardano quindi il controllo di prestazioni sull’involucro e/o sugli
impianti in base all’intervento previsto. Per facilitare la lettura della nostra guida, si è deciso di scindere la
casistica in due parti riconducendo le verifiche separatamente all’involucro e/o agli impianti se previsto).

Il decreto individua infine la categoria delle “Riqualificazioni energetiche” per tutti gli interventi non riconducibili
ai casi precedenti e che hanno, comunque, un impatto sulla prestazione energetica dell’edificio:
Riqualificazione energetica dell’involucro (All. 1 Art. 1.4.2)
Interventi sull’involucro che coinvolgono una superficie ≤ 25 % della superficie
disperdente lorda complessiva dell’edifici (**).

Nuova installazione di impianto (All. 1 Art. 1.4.2 e Art. 6.1) (****)


Gli interventi di nuova installazione di impianto termico asservito all’edificio per i servizi di
riscaldamento, di raffrescamento e produzione di ACS .

Ristrutturazione di impianto (All. 1 Art. 1.4.2 e Art. 6.1) (****)


Gli interventi di ristrutturazione di impianto termico asservito all’edificio (***) per i servizi
di riscaldamento, di raffrescamento e produzione di ACS.

Sostituzione del generatore (All. 1 Art. 1.4.2 e Art. 6.1) (****)


Gli interventi di sostituzione del solo generatore e installazione di generatori e/o altri
impianti tecnici per il soddisfacimento dei servizi dell’edificio.

(*) Il rispetto dei requisiti deve essere condotto solo sulla


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nuova porzione di edificio (FAQ 2.10 Agosto 2016). Nel caso di
ampliamento con volume ≤ 15% del volume e ≤ 500 m l’intervento va ricondotto agli altri ambiti (FAQ. 2.11 Agosto 2016).
(**) Con superficie disperdente si intende la superficie disperdente lorda degli elementi opachi e trasparenti che delimitano il
volume a temperatura controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati. La superficie su cui calcolare la
percentuale è quella dell’involucro dell’intero edificio, costituito dall’unione di tutte le unità immobiliari (FAQ 2.13 Ago 2016).
(***) Con ristrutturazione dell’impianto si intende quanto previsto dal DLgs192/2005 All.A, ovvero: “l’insieme di opere che
comportano la modifica sostanziale sia dei sistemi di produzione che di distribuzione ed emissione del calore; rientrano in
questa categoria anche la trasformazione di un impianto termico centralizzato in impianti termici individuali, nonché la
risistemazione impiantistica nelle singole unità immobiliari o parti di edificio in caso di installazione di un impianto termico
individuale previo distacco dall'impianto termico centralizzato”
(****) Gli apparecchi o gli impianti installati e destinati principalmente a funzioni diverse che non riguardino il mantenimento del
comfort delle persone non devono rispettare i requisiti minimi imposti dal DM “requisiti minimi”. (FAQ. 2.37 Agosto 2016).
Cambio di destinazione d’uso:
sono assimilati ad ampliamenti volumetrici con nuovi impianti tecnici nel caso di recupero A:
di volumi esistenti precedentemente non climatizzati o cambio di destinazione d’uso (es.
recupero sottotetti, depositi, magazzini) se dotati di nuovi impianti tecnici (DM 26/6/15
Art. 6.1, Tab. 4) – vd. Immagine A. Qualora il cambio di destinazione d’uso avvenga senza
B:
interventi che ricadono nelle casistiche del DM 26/6/15, non vi sono requisiti da rispettare,
mentre qualora siano previsti interventi, si applicano i requisiti in base alla tipologia (FAQ
2.8 Agosto 2016) – vd. Immagine B.

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CLASSIFICAZIONE DEGLI EDIFICI (DPR 412/93)


E. 1 Edifici adibiti a residenza e assimilabili: E.1(1) continuative, E.1(2) saltuarie, E.1(3) alberghi.
E. 2 Edifici adibiti a ufficio e assimilabili pubblici o privati
E. 3 Edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cure e assimilabili
E. 4 Edifici adibiti ad attività ricreative, associative o di culto e assimilabili
E. 5 Edifici adibiti ad attività commerciali e assimilabili
E. 6 Edifici adibiti ad attività sportive
E. 7 Edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili
E. 8 Edifici adibiti ad attività industriali e artigianali e assimilabili

SCHEMA DELLE VERIFICHE


Incrociando il tipo d’intervento (colonne) con la classificazione dell’edificio (righe) si ottiene l’elenco completo
delle prescrizione da rispettare

E1(1)
E1(2)
E1(3) A,B,D,F,G, A,B,D,E,F,G,
E2 H,J,K,L*,M, H,J,K,L*,M,
E3 P,Q,R,S, P,Q R,S,
B,C,E,F,I, C,E,F,I,
E4 T,W,X,Y T,W,X,Y
K, L* K,Q E,
E5
B,F,H, M,N, M,O,
E7 K,Q,S, Q, R,S, Q, R,S,
A,B,D,F, T,W,Y A,B,D,E,F, U,V, W,X
H,J,K,L*,M, H,J,K,L*,M, W,X,Y
E6
P,Q R,S, P,Q R,S,
T,W,X,Y T,W,X,Y
A,B,F, A,B,E,F,
H,J,K,L*,M, H,J,K,L*,M, B,C,E,F, C,E,F,
E8
P,Q R,S, P,Q R,S, K, L* K,Q
T,W,X,Y T,W,X,Y
o Per avere il quadro delle verifiche da rispettare (e di eventuali esclusioni) è necessario riferirsi ai contenuti di ogni singola lettera
riportati nelle pagine che seguono.
o Per tutti i casi non espressamente citati è necessario valutare se si rientra in uno o più dei tipi di intervento riportati nel decreto.
o Qualora un edificio sia costituito da parti individuabili come appartenenti a classi di utenza differenti (ad esempio un palazzo con
negozi al piano terra e appartamenti residenziali ai piani superiori) le stesse devono essere valutate separatamente ciascuna nella
categoria che le compete.
(*) Questo requisito secondo le FAQ pubblicate ad Agosto 2016 dal Ministero dello Sviluppo Economico si applica solo se l’intervento
ricade anche negli ambiti di applicazione del DLgs 28/11 ovvero nel caso di edifici di nuova costruzione o di edifici esistenti soggetti a
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ristrutturazione rilevante (ovvero edificio con sup.utile>1000m e soggetto a ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti
l’involucro oppure edificio soggetto a demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria).

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ELENCO DELLE VERIFICHE (DM 26/6/15)


Di seguito l’elenco delle verifiche da eseguire. I valori limite sono riportati nei capitoli successivi. Per
approfondimenti si rimanda alla GUIDA ANIT (www.anit.it).

A Verificare che EPH,nd, EPC,nd e EPgl,tot siano inferiori ai valori limite


(All. 1 Art. 3.3 comma 2b.iii e comma 3, App.A)
B Verificare che H’T sia inferiore al valore limite (All.1 Art. 3.3 comma 2b.i e Art. 4.2 comma 1b, App.A)
C Verificare che la trasmittanza delle strutture opache e chiusure tecniche rispetti i valori limite
(All.1 Art. 5.2, comma 1a,b,c, Art. 4.2, comma 1a, Art. 1.4.3 comma 2, App. B)
D Verificare che la trasmittanza dei divisori sia inferiore o uguale a 0.8 W/m2K (All.1 Art.3.3 comma 5)
E Le altezze minime dei locali di abitazione […] possono essere derogate fino a 10 cm.
(All.1 Art.2.3 comma 4)
F Verificare l’assenza di rischio di formazione di muffe e di condensazioni interstiziali.
(All. 1 Art. 2.3 comma 2)
G Verificare nelle località in cui Im,s ≥ 290 W/m2, che le pareti opache verticali, orizzontali e
inclinate rispettino i limiti di trasmittanza periodica (YIE ) e massa superficiale (Ms)
(All.1 Art. 3.3 comma 4b,c)
H Verificare che il rapporto Asol,est /Asup utile rispetti i limiti previsti (All.1 Art. 3.3 comma 2b.ii,App.A)
I Verificare che per le chiusure tecniche trasparenti ggl+sh ≤ 0,35
(All.1 Art. 5.2 comma 1d e Art. 4.2 comma 1a)
J Valutare l’efficacia dei sistemi schermanti delle superfici vetrate (All.1 Art.3.3 comma 4a)
K Verificare l’efficacia, per le strutture di copertura, dell’utilizzo di materiali a elevata riflettanza
solare e di tecnologie di climatizzazione passiva (All.1 Art 2.3 comma 3)
L Rispettare gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili termiche ed elettriche secondo
quanto previsto dal DLgs 28/11 e s.m. (All.1 Art. 3.3 comma 6, All.3 DLgs28/11)
M Verificare che i rendimenti H,W e C siano maggiori dei rispettivi valori limite
(All.1 Art. 3.3 comma 2b.iv, Art. 5.3.1 comma 1a, Art.5.3.2 comma 1a, Art. 5.3.3 comma 1, App.A)
N Realizzare una diagnosi energetica dell’edificio e dell’impianto (All.1 Art. 5.3 comma 1)
O Rispettare i limiti e le regole previste per la sostituzione generatore di calore, la sostituzione di
macchine frigorifere e la sostituzione di generatori di calore per l’ACS
(All. 1 Art. 5.3.1 comma 1d, Art. 5.3.2 comma 1c, Art. 5.3.3 comma 1, App.B)
P Per gli edifici ad uso non residenziale, è obbligatorio un livello minimo di automazione le
tecnologie dell’edificio e degli impianti termici (All 1. Art. 3.2 comma 10)
Q Rispettare i limiti e le regole per la termoregolazione
(All 1. Art. 3.2 comma 7 , Art. 5.2 comma 2, Art. 5.3.1 comma 1b, Art. 5.3.2 comma 1b)
R Rispettare i limiti e le regole per la contabilizzazione del calore.
(All 1. Art. 3.2 commi 8,9, Art. 5.3.1 comma 1c, Art. 5.3.2 comma 1b
S Rispettare i limiti e le regole per l’installazione di generatori di calore a biomasse
(All. 1 Art. 2.3 comma 4)
T In caso di presenza di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento in prossimità dell’edificio
in progetto è obbligatorio predisporre i collegamenti (All. 1 Art. 3.2 commi da 1 a 6)
U Rispettare i limiti e le regole per la sostituzione di apparecchi di illuminazione
(All. 1 Art. 5.3.4 comma 1)
V Rispettare i limiti e le regole per l’installazione, sostituzione o riqualificazione degli impianti di
ventilazione (All. 1 Art. 5.3.5 comma 1)
W Rispettare i limiti e le regole per il trattamento dell’acqua di impianto e la contabilizzazione del
volume di acqua calda sanitaria (All.1 Art. 2.3 commi 5 e 6)
X Rispettare i limiti e le regole per la micro cogenerazione (All.1 Art. 2.3 comma 7)
Y Rispettare i limiti e le regole per ascensori e scale mobili (All.1 Art. 2.3 comma 8)

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1.3 PARAMETRI DELL’EDIFICIO DI RIFERIMENTO


Con “edificio di riferimento” si intende un edificio identico a quello in esame in termini di geometria,
orientamento, ubicazione territoriale, destinazione d’uso, situazione al contorno; e con caratteristiche termiche e
parametri energetici predeterminati (cfr. App. A dell’All. 1 del DM 26/6/15). Per i tutti i dati di input e i parametri
non definiti si utilizzano i valori dell’edificio reale. L’analisi dell’edificio di riferimento è necessaria per verificare gli
indici di prestazione energetica: EPH,nd, , EPC,nd, EPgl,tot.

PARAMETRI D’INVOLUCRO
Le seguenti tabelle riportano i valori delle trasmittanze di riferimento delle strutture (comprensive di incidenza
del ponte termico) da utilizzare nel calcolo degli indici di prestazione energetica (EP) limite, divise per data di
entrata in vigore: il primo insieme di valori entra in vigore dal 1° ottobre 2015, mentre il secondo dal 1° gennaio
2019 (per gli edifici pubblici) e dal 1° gennaio 2021 (per tutti gli altri edifici).

TABELLA 1 (Appendice A) Trasmittanza termica U di TABELLA 2 (Appendice A) Trasmittanza termica U


riferimento delle strutture opache verticali, verso delle strutture opache orizzontali o inclinate di
l’esterno, gli ambienti non riscaldati o contro terra copertura, verso l’esterno e ambienti non riscaldati
Urif [W/m2K] Urif [W/m2K]
Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio
climatica 2015 2019/2021 climatica 2015 2019/2021
A-B 0,45 0,43 A-B 0,38 0,35
C 0,38 0,34 C 0,36 0,33
D 0,34 0,29 D 0,30 0,26
E 0,30 0,26 E 0,25 0,22
F 0,28 0,24 F 0,23 0,20

TABELLA 3 (Appendice A) Trasmittanza termica U TABELLA 4 (Appendice A) Trasmittanza termica U


delle strutture opache orizzontali di pavimento, chiusure tecniche trasparenti e opache e cassonetti,
verso l’esterno, ambienti non riscaldati o controterra con gli infissi, verso l’esterno e ambienti non risc.
Urif [W/m2K] Urif [W/m2K]
Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio
climatica 2015 2019/2021 climatica 2015 2019/2021
A-B 0,46 0,44 A-B 3,20 3,00
C 0,40 0,38 C 2,40 2,20
D 0,32 0,29 D 2,00 1,80
E 0,30 0,26 E 1,80 1,40
F 0,28 0,24 F 1,50 1,10

TABELLA 5 (Appendice A) Trasmittanza termica U TABELLA 6 (Appendice A) Fattore di trasmissione


delle strutture opache verticali e orizzontali di solare totale ggl+sh per componenti finestrati con
separazione tra edifici o unità immobiliari confinanti orientamento da Est a Ovest passando per Sud
Urif [W/m2K] ggl+sh [-]
Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio
climatica 2015 2019/2021 climatica 2015 2019/2021
Tutte 0,8 0,8 Tutte 0,35 0,35

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PARAMETRI D’IMPIANTO
L’edificio di riferimento si considera dotato degli stessi impianti di produzione di energia dell’edificio reale.
Le efficienze medie dei sottosistemi di utilizzazione e di generazione sono definite nelle Tabelle 7 e 8 e sono
comprensive dell'effetto dei consumi di energia elettrica ausiliaria.

TABELLA 7 (Appendice A) Efficienze medie ηu dei sottosistemi di utilizzazione dell’edificio di riferimento per
i servizi di H, C, W
Efficienza dei sottosistemi di utilizzazione ηu H C W
Distribuzione idronica 0,81 0,81 0,70
Distribuzione aeraulica 0,83 0,83 -
Distribuzione mista 0,82 0,82 -

TABELLA 8 (Appendice A) Efficienze medie ηgn dei sottosistemi di generazione dell’edificio di riferimento
per la produzione di energia termica per i servizi di H, C, W e per la produzione di energia elettrica in situ.
Produzione di energ. termica Produzione di en.
Sottosistemi di generazione: H C W elettrica in situ
Generatore a combustibile liquido 0,82 - 0,80 -
Generatore a combustibile gassoso 0,95 - 0,85 -
Generatore a combustibile solido 0,72 - 0,70 -
Generatore a biomassa solida 0,72 - 0,65 -
Generatore a biomassa liquida 0,82 - 0,75 -
Pompa di calore a comp. di vapore con motore el. 3,00 (*) 2,50 -
Macchina frigorifera a comp. di vapore a motore el. - 2,50 - -
Pompa di calore ad assorbimento 1,20 (*) 1,10 -
Macchina frigorifera a fiamma indiretta - 0,60 x ηgn (**) - -
Macchina frigorifera a fiamma diretta - 0,60 - -
Pompa di calore a comp. di vapore a motore endoterm. 1,15 - 1,05 -
Cogeneratore 0,60 - 0,60 0,20
Riscaldamento con resistenza elettrica 1,00 - - -
Teleriscaldamento 0,97 - - -
Teleraffrescamento - 0,97 - -
Solare termico 0,3 - 0,3 -
Solare fotovoltaico - - - 0,1
Mini eolico e mini idroelettrico - - - (**)
Nota: Per i combustibili tutti i dati fanno riferimento al potere calorifico inferiore
(*) Per pompe di calore che prevedono la funzione di raffrescamento si considera lo stesso valore delle macchine
frigorifere della stessa tipologia
(**) Si assume l’efficienza media del sistema installato nell’edificio reale

Per il fabbisogno di energia elettrica per illuminazione, il calcolo è effettuato secondo la UNI EN 15193 e la UNI/TS
11300-2. Per l’edificio di riferimento si considerano gli stessi parametri dell’edificio reale e sistemi automatici di
regolazione di classe B (UNI EN 15232). In presenza di impianti di ventilazione meccanica, nell’edificio di
riferimento si considerano le medesime portate di aria che nell'edificio reale. Nell'edificio di riferimento si
assumono i fabbisogni di energia elettrica per la ventilazione della seguente Tabella.

TABELLA 9 (Appendice A) Fabbisogno di energia elettrica specifico per m3 di aria movimentata


Tipologia di impianto Eve [Wh/m3]
Ventilazione meccanica a semplice flusso per estrazione 0,25
Ventilazione meccanica a semplice flusso per immissione con filtrazione 0,30
Ventilazione meccanica a doppio flusso senza recupero 0,35
Ventilazione meccanica a doppio flusso con recupero 0,50
UTA: rispetto dei regolamenti CE (attuazione dir. 2009/125/CE e 2010/30/UE), con portata e prevalenza dell’edificio reale.

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1.4 ALTRI REQUISITI MINIMI


Di seguito sono riportati i valori limite per le verifiche descritte nello schema della miniGUIDA ANIT dalla lettera B
in poi. Le tabelle sono prese dalle Appendici A e B del DM 26/6/15.

COEFFICIENTE MEDIO GLOBALE DI SCAMBIO TERMICO H’T


Il valore di H’T deve essere inferiore al valore massimo ammissibile riportato in Tabella 10
TABELLA 10 (Appendice A) Valore massimo ammissibile del coeff. globale di scambio termico H’T [W/m2K]
Zona climatica
N. riga RAPPORTO DI FORMA (S/V) AeB C D E F
1 S/V ≥ 0,7 0,58 0,55 0,53 0,50 0,48
2 0,7 > S/V ≥ 0,4 0,63 0,60 0,58 0,55 0,53
3 0,4 > S/V 0,80 0,80 0,80 0,75 0,70

Zona climatica
N. riga TIPOLOGIA DI INTERVENTO AeB C D E F
4 Ampliamenti e Ristrutturazioni importanti di
0,73 0,70 0,68 0,65 0,62
secondo livello per tutte le tipologie edilizie

TRASMITTANZE TERMICHE LIMITE PER EDIFICI ESISTENTI


TABELLA 1 (Appendice B) Strutture opache verticali, TABELLA 2 (Appendice B) Strutture opache orizz. o
verso l’esterno soggette a riqualificazione inclinate di copertura, verso l’esterno in riqual.
Ulimite [W/m2K] Ulimite [W/m2K]
Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio
climatica 2015 2021 climatica 2015 2021
A-B 0,45 0,40 A-B 0,34 0,32
C 0,40 0,36 C 0,34 0,32
D 0,36 0,32 D 0,28 0,26
E 0,30 0,28 E 0,26 0,24
F 0,28 0,26 F 0,24 0,22

TABELLA 3 (Appendice B) Strutture opache TABELLA 4 (Appendice B) Chiusure tecniche


orizzontali di pavimento, verso l’ext. soggette a trasparenti e opache, cassonetti, con gli infissi, verso
riqualificazione l’ext. e ambienti non climatiz. in riqualificazione
Ulimite [W/m2K] Ulimite [W/m2K]
Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio Zona Dal 1° ottobre Dal 1° gennaio
climatica 2015 2021 climatica 2015 2021
A-B 0,48 0,42 A-B 3,20 3,00
C 0,42 0,38 C 2,40 2,00
D 0,36 0,32 D 2,10 1,80
E 0,31 0,29 E 1,90 1,40
F 0,30 0,28 F 1,70 1,00

TABELLA 5 (Appendice B) Fattore di trasmissione solare totale ggl+sh per componenti finestrati con orientamento da
Est a Ovest passando per Sud, in presenza di una schermatura mobile
ggl+sh [-]
Zona climatica Dal 1° ottobre 2015 Dal 1° gennaio 2021
Tutte 0,35 0,35

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Note importanti:
 Nel caso in cui fossero previste aree limitate di spessore ridotto, quali sottofinestre e altri componenti, i limiti devono
essere rispettati con riferimento alla trasmittanza media della rispettiva facciata
 Nel caso di strutture delimitanti lo spazio riscaldato verso ambienti non riscaldati, i valori limite di trasmittanza devono
essere rispettati dalla trasmittanza della struttura divisa per il fattore di correzione dello scambio termico tra ambiente
climatizzato e non climatizzato, come indicato nella norma UNI TS 11300-1.
 Nel caso di strutture rivolte verso il terreno, i valori limite di trasmittanza devono essere rispettati dalla trasmittanza
equivalente della struttura tenendo conto dell’effetto del terreno calcolata secondo UNI EN ISO 13370.
 I valori di trasmittanza delle precedenti tabelle 1, 2 e 3, si considerano comprensive dei ponti termici all’interno delle
strutture oggetto di riqualificazione (a esempio ponte termico tra finestra e muro) e di metà del ponte termico al
perimetro della superficie oggetto di riqualificazione.
 Nel caso di sostituzione delle chiusure tecniche trasparenti il requisito su ggl+sh può essere inteso come trasmittanza
energetica solare totale gtot calcolato ai sensi delle norme tecniche armonizzate di riferimento per i componenti
finestrati. (FAQ. 2.34 Agosto 2016).
REQUISITI PER POMPE DI CALORE E MACCHINE FRIGORIFERE (stralcio del decreto)
TABELLA 6 (App. B) Pompe di calore elettriche servizio riscaldamento (macchine reversibili e non)
Tipo di pompa di calore e ambiente Ambiente esterno [°C] Ambiente interno [°C] COP
Bulbo secco all’entrata: 7 Bulbo secco all’entrata: 20
aria/aria 3,5
Bulbo umido all’entrata: 6 Bulbo umido all’entr.: 15
aria/acqua Bulbo secco all’entrata: 7 Temperatura entrata: 30
3,8
potenza termica utile riscaldam. < 35 kW Bulbo umido all’entrata: 6 Temperatura uscita: 35
aria/acqua Bulbo secco all’entrata: 7 Temperatura entrata: 30
3,5
potenza termica utile riscaldam. >35 kW Bulbo umido all’entrata: 6 Temperatura uscita: 35
Temperatura entrata: 15 Bulbo secco all’entrata: 20
acqua/aria 4,2
Temperatura uscita: 12 Bulbo umido entrata: 15
Temperatura entrata: 30
acqua/acqua Temperatura entrata: 10 4,2
Temperatura uscita: 35

TABELLA 7 (App. B) Prova per pompe di calore elettriche servizio raffrescamento (macchine reversibili e non)
Tipo di pompa di calore e ambiente Ambiente esterno [ºC] Ambiente interno [ºC] EER
Bulbo secco all’entrata: 35 Bulbo secco all’entrata: 27
aria/aria 3,0
Bulbo umido all’entr.: 24 Bulbo umido all’entr.: 19
aria/acqua Bulbo secco all’entrata : 35 Temperatura entrata: 23
3,5
potenza termica utile riscaldam. < 35 kW Bulbo umido all’entr.: 24 Temperatura uscita: 18
aria/acqua Bulbo secco all’entrata: 35 Temperatura entrata: 23
3,0
potenza termica utile riscaldam. >35 kW Bulbo umido all’entr.: 24 Temperatura uscita: 18
Temperatura entrata: 30 Bulbo secco all’entrata: 27
acqua/aria 4,0
Temperatura uscita: 35 Bulbo umido all’entr.: 19
Temperatura entrata: 30 Temperatura entrata: 23
acqua/acqua 4,2
Temperatura uscita: 35 Temperatura uscita: 18

TABELLA 8 (App. B) Pompe di calore ad assorbimento ed endotermiche servizio riscaldam. (macchine reversibili e non)
Tipo di pompa di calore e ambiente Ambiente esterno [ºC] Ambiente interno [ºC] (*) GUE
Bulbo secco all’entrata: 7
aria/aria Bulbo secco all’entrata: 20 1,38
Bulbo umido all’entrata: 6
Bulbo secco all’entrata: 7
aria/acqua Temperatura all’entrata:30 (*) 1,30
Bulbo umido all’entrata: 6
acqua/aria Temperatura entrata: 10 Bulbo secco all’entrata: 20 1,50
acqua/acqua Temperatura entrata: 10 Temperatura all’entrata: 30 (*) 1,45
(*) Δt : pompe di calore ad assorbimento 30-40°C - pompe di calore a motore endotermico 30-35°C

TABELLA 9 (App. B) Pompe di calore ad assorbimento ed endotermiche per il servizio di raffrescamento, tutte le tipologie
Tipo di pompa di calore EER
Assorbimento ed endotermiche 0,6

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I valori di cui alle Tabelle da 6 a 9 possono essere ridotti del 5% per macchine elettriche con azionamento a velocità variabile. La
prestazione delle macchine deve essere misurata in conformità alle seguenti norme:
a. per le pompe di calore elettriche in base alla UNI EN 14511;
b. per le pompe di calore a gas ad assorbimento in base alla UNI EN 12309-2 (valori di prova sul p.c.i.);
c. per le pompe di calore a gas endotermiche non essendoci una norma specifica, si utilizza la UNI EN 14511.

Fattori di conversione in energia primaria dei vettori energetici (STRALCIO) DM 26/6/15, All. 1, Art.1.1
fP,TOT = fP,NREN + f P,REN
Vettore energetico fP,nren fP,ren fP,tot
(1)
Gas naturale 1,05 0 1,05
GPL 1,05 0 1,05
Gasolio e Olio combustibile 1,07 0 1,07
(2)
Biomasse solide 0,20 0,80 1,00
(2)
Biomasse liquide e gassose 0,40 0,60 1,00
(3)
Energia elettrica da rete 1,95 0,47 2,42
(4)
Teleriscaldamento 1,5 0 1,5
(5)
Energia termica da collettori solari 0 1,00 1,00
(5)
Energia elettrica prodotta da fotovoltaico, mini-eolico e mini-idraulico 0 1,00 1,00
(5)
Energia termica dall’ambiente esterno – pompa di calore 0 1,00 1,00
(1)
I valori saranno aggiornati ogni due anni sulla base dei dati forniti da GSE
(2)
Come definite dall'allegato X del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
(3)
I valori saranno aggiornati ogni due anni sulla base dei dati forniti da GSE
(4)
Fattore assunto in assenza di valori dichiarati dal fornitore e asseverati da parte terza
(5)
Valori convenzionali funzionali al sistema di calcolo

1.5 L’EDIFICIO A ENERGIA QUASI ZERO


Il DM 26/6/15 definisce “edifici a energia quasi zero” tutti gli edifici, di nuova costruzione o esistenti, per cui sono
contemporaneamente rispettati:
 tutti i requisiti di seguito elencati verificati con i limiti vigenti dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici e
dal 1° gennaio 2021 per tutti gli altri edifici:
o H’T
o Asol,est/Asup utile
o EPH,nd, EPC,nd, EPgl,tot
o H, W, C
 gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili nel rispetto dei principi minimi di cui all’Allegato 3,
paragrafo 1, lettera c), del DLgs 28/11.
 Il calcolo delle quote energetiche rinnovabile e non rinnovabili si effettua applicando ai vari vettori
energetici i pertinenti fattori di conversione in energia primaria non rinnovabile (fP,nren), rinnovabile (fP,ren)
e totale (fP,tot) riportati nella seguente Tabella 1.

1.6 CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER L’EDILIZIA (CAM) Decreto 11 gen.2017


Il Decreto Ministeriale dell’11 gennaio 2017 ha introdotto, per tutte le gare di appalto di edifici pubblici, dei
requisiti ambientali obbligatori che riguardano sia le prestazioni dell’edificio che i materiali ivi presenti.
Per interventi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione, ampliamenti volumetrici (> 15%) con nuovo
impianto e ristrutturazioni importanti di primo livello per la prestazione energetica viene richiesta almeno la
classe A3 di EPgl,nren. Per interventi su edifici esistenti differenti dai precedenti devono essere rispettate le
trasmittanze limite previste dal 2021 nel DM 26 giugno 2015 - App.B.

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2 CERTIFICAZIONE ENERGETICA
Linee Guida Nazionali per la Certificazione energetica degli edifici aggiornate con il DM
26/6/15 e abilitazione dei Soggetti Certificatori secondo il DPR 75/13

2.1 INTRODUZIONE
Alla luce di tutti i recenti aggiornamenti legislativi in materia di certificazione energetica gli schemi delle pagine
che seguono si propongono come guida interpretativa per rispondere ai seguenti dubbi:
 chi può redigere l’attestato di prestazione energetica?
 quando è obbligatoria la certificazione energetica?
 cosa indica la classe energetica di un edificio?
Per un’analisi completa rimandiamo alla Guida ANIT scaricabile da www.anit.it per tutti i soci.
Attenzione: ricordiamo che a livello regionale in molti casi vigono regole e obblighi differenti da quelli nazionali.

2.2 I SOGGETTI CERTIFICATORI SECONDO IL DPR 75/13


Secondo il DPR 75/13 sono previste due vie per essere riconosciuti come “Soggetto certificatore”: con o senza
obbligo di corso ed esame. Di seguito proponiamo uno schema di sintesi delle due possibilità, segnalando che un
maggior approfondimento è pubblicato nella Guida ANIT.

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2.3 L’OBBLIGO ALLA CERTIFICAZIONE


Di seguito è riportato uno schema per meglio comprendere gli obblighi nazionali della certificazione in accordo
con l’art.6 del DLgs 192 e s.m.i. A tal fine ricordiamo che è necessario distinguere tra:
 obbligo di dotazione o produzione dell’APE;
 obbligo di consegna dell’APE il cui adempimento va documentato con l’inserimento in atto di apposita
clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto la documentazione;
 obbligo di allegazione dell’APE al contratto;
 obbligo di informazione dell’APE il cui adempimento va documentato con l’inserimento nell’atto di
apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni.

Obblighi della certificazione secondo l’Art.6 del DLgs192 e s.m.i.


OBBLIGO DI:

INFORMAZIONE
ALLEGAZIONE
DOTAZIONE o

Sanzioni
PRODUZIONE

CONSEGNA

per omessa
dichiarazione o
allegazione

*
Edifici di nuova costruzione

(comma 1)
Edifici sottoposti a 
ristrutturazione importante (comma 1)

Vendita o compravendita
    Da 3.000 a 18.000€
(comma 2) (commi 2 e 3) (comma 3) (commi 2, 3 e 8) (comma 3)
Trasferimento a titolo    Da 3.000 a 18.000€
oneroso (comma 3) (comma 3) (comma 3) (comma 3)
Trasferimento a titolo   
gratuito (comma 2) (comma 2) (comma 2)

Locazione di edifici
    ** Da 3.000 a 18.000€
(comma 2) (commi 2 e 3) (comma 3) (commi 2, 3 e 8) (comma 3)
Locazione di singole unità    ** Da 1.000 a 4.000€
immobiliari (comma 2) (commi 2 e 3) (commi 2, 3 e 8) (comma 3)
Edifici utilizzati da pubbliche
amministrazioni e aperti al
  ***
(comma 6) (commi 6 e 7)
pubblico
Contratti, nuovi o rinnovati,
relativi alla gestione degli
impianti termici o di
climatizzazione degli edifici

(comma 9)
pubblici, o nei quali figura
come committente un
soggetto pubblico
Note:
* Secondo il comma 10 l’obbligo di dotazione viene meno ove sia già disponibile un attestato in corso di validità, rilasciato
conformemente alla direttiva 2002/91/CE
** Ad eccezione delle locazioni degli edifici residenziali utilizzati meno di quattro mesi all'anno (comma 8)
2
*** Secondo il comma 7 per gli edifici aperti al pubblico, con superficie utile totale superiore a 500 m , per i quali sia stato prodotto
l’APE secondo quanto previsto ai commi 1 e 2 è fatto obbligo di affiggere con evidenza tale attestato all’ingresso dell’edificio o
in altro luogo chiaramente visibile al pubblico

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2.4 LA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA


L’indice di prestazione energetica globale
La classe energetica di un edificio è definita dall’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EPgl-nren.
Dove :
EPgl,nren= EPH,nren + EPW,nren+ EPC,nren + EPV,nren+ EPL,nren+ EPT,nren [kWh/m2anno]
EPH,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione invernale;
EPW,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la produzione dell’acqua calda sanitaria;
EPC,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione estiva;
EPV,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la ventilazione;
EPL,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per l’illuminazione artificiale;
EPT,nren: fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per il trasporto di persone e cose.

La scala delle classi è definita a partire dal valore dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile EPgl-
nren,rif,standard (2019-2021). Tale indice è posto quale limite di separazione tra la classe A1 e B.
EPgl-nren,rif,standard (2019-2021) si calcola partendo dall’edificio di riferimento a cui vengono imposti i valori di riferimento
per l’involucro al 2019/2021 riportati nel DM 26/6/15 nel capitolo dedicato ai requisiti minimi (di seguito
abbreviato DM requisiti minimi) e ipotizzando che nell’edificio siano installati gli impianti standard riportati nella
tabella 1. Nel certificato sono poi presenti anche altri indicatori di qualità che riguardano le prestazioni termiche
invernali ed estive dell’involucro valutate in funzione dei requisiti minimi di legge.

TABELLA 1 (LNG 15) Tecnologie standard dell’edificio di riferimento


Climatizzazione Generatore a combustibile gassoso (gas naturale) nel rispetto dei requisiti di cui alla
invernale tabella 8 dell’Appendice A all’Allegato 1 del DM requisiti minimi e con relativa efficienza
dei sottosistemi di utilizzazione di cui alla tabella 7 della stessa appendice.
Climatizzazione Macchina frigorifera a compressione di vapore a motore elettrico nel rispetto dei requisiti
estiva di cui alla tabella 8 dell’Appendice A all’Allegato 1 del DM requisiti minimi con relativa
efficienza dei sottosistemi di utilizzazione di cui alla tabella 7 della stessa appendice.
Ventilazione Ventilazione meccanica a semplice flusso per estrazione nel rispetto dei requisiti di cui alla
tabella 9 dell’Appendice A dell’Allegato 1 del DM requisiti minimi.
Acqua calda Generatore a combustibile gassoso (gas naturale) nel rispetto dei requisiti di cui alla
sanitaria tabella 8 dell’Appendice A all’Allegato 1 del DM requisiti minimi con relativa efficienza dei
sottosistemi di utilizzazione di cui alla tabella 7 della stessa appendice.
Illuminazione Rispetto dei requisiti di cui al paragrafo 1.2.2 dell’Appendice A all’allegato 1 del DM
requisiti minimi.
Trasporto di Rispetto dei requisiti al DM requisiti minimi.
persone e cose

Scala di classificazione (LGN15)


Classe Classe
A4 ≤ 0,40 EPgl,nr,Lst(2019/21) 1,20 EPgl,nr,Lst(2019/21) < C ≤ 1,50 EPgl,nr,Lst(2019/21)
0,40 EPgl,nr,Lst (2019/21) < A3 ≤ 0,60 EPgl,nr,Lst(2019/21) 1,50 EPgl,nr,Lst (2019/21) < D ≤ 2,00 EPgl,nr,Lst(2019/21)
0,60 EPgl,nr,Lst(2019/21) < A2 ≤ 0,80 EPgl,nr,Lst(2019/21) 2,00 EPgl,nr,Lst (2019/21) < E ≤ 2,60 EPgl,nr,Lst(2019/21)
0,80 EPgl,nr,Lst(2019/21) < A1 ≤ 1,00 EPgl,nr,Lst(2019/21) 2,60 EPgl,nr,Lst (2019/21) < F ≤ 3,50 EPgl,nr,Lst(2019/21)
1,00 EPgl,nr,Lst (2019/21) < B ≤ 1,20 EPgl,nr,Lst(2019/21) G > 3,50 EPgl,nr,Lst(2019/21)

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3 REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI


Sintesi del DPCM 5/12/1997

3.1 INTRODUZIONE
Gli edifici di nuova costruzione devono essere caratterizzati da specifiche prestazioni di isolamento ai rumori. I
limiti da rispettare sono indicati nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 1997
“Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” (Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 297) e riguardano:
 Isolamento dai rumori aerei tra differenti unità immobiliari
 Isolamento dai rumori provenienti dall’esterno (isolamento di facciata)
 Isolamento dai rumori da calpestio
 Isolamento dai rumori degli impianti a funzionamento continuo e discontinuo
 Tempo di riverberazione di aule scolastiche e palestre

Per ogni tipologia di rumore il DPCM indica:


 il descrittore da utilizzare
 i valori limite da rispettare in opera, a fine lavori, in funzione della destinazione d’uso dell’immobile.

I paragrafi che seguono descrivono gli aspetti principali trattati nel DPCM 5/12/1997. Maggiori informazioni sono
riportate in altre GUIDE ANIT e nel volume 3 della collana ANIT “L’isolamento termico e acustico”.
Il testo completo del Decreto è scaricabile dal sito www.anit.it

3.2 ANALISI DEL DPCM 5/12/1997


INTRODUZIONE
Il Decreto è stato emanato per “fissare criteri e metodologie per il contenimento dell'inquinamento da rumore
all'interno degli ambienti abitativi” con il fine di ridurre l'esposizione umana al rumore.
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il DPCM 5/12/1997 è un decreto attuativo dell’art. 3 comma 1 lettera e) della legge 447 del 1995 (Legge
quadro sull’inquinamento acustico) e riguarda la determinazione di:
 requisiti acustici di sorgenti sonore interne agli edifici
 requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera
Il Decreto non riguarda sorgenti sonore quali strade, ferrovie, aeroporti, ecc. Per tali sorgenti sono stati
emanati altri decreti attuativi della Legge 447.

DESCRITTORI
Potere fonoisolante La capacità di una partizione realizzata in opera di limitare il passaggio di rumori
apparente aerei (voci, TV, radio, ecc.) è definita dal descrittore indice di potere fonoisolante
R’w apparente (R’w). Il parametro indica in sostanza “quanti dB è in grado di eliminare la
partizione”. Pertanto più il valore di R’w è alto, migliore è la prestazione di
isolamento.
Isolamento acustico di L’indice di isolamento acustico di facciata (D2m,nTw) caratterizza la capacità di
facciata partizione di abbattere i rumori aerei provenienti dall’esterno. Anche in questo caso
D2m,nTw il parametro indica in sostanza “quanti dB” è in grado di eliminare la facciata. Alti
valori di D2m,nTw indicano migliori prestazioni di isolamento.

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Livello di rumore di L’indice di livello di rumore di calpestio (L’nw) caratterizza la capacità di un solaio di
calpestio di solai abbattere i rumori impattivi. Si valuta azionando una macchina per il calpestio sul
normalizzato solaio da analizzare e misurando il livello di rumore percepito nell’ambiente
L’nw disturbato (in genere l’ambiente sottostante). Di conseguenza più basso è il livello
di rumore misurato migliori sono le prestazioni di isolamento del solaio.
Livello di rumore degli Il livello di rumore di impianti a funzionamento discontinuo è caratterizzato dal
impianti a descrittore livello massimo di pressione sonora ponderata A misurata con costante
funzionamento di tempo slow (LASmax). Si valuta in sostanza misurando il “picco massimo” di rumore
discontinuo emesso da un impianto. Il DPCM considera impianti a funzionamento discontinuo:
LASmax ascensori, scarichi idraulici, bagni, servizi igienici e rubinetteria.
Livello di rumore degli Il livello di rumore di impianti a funzionamento continuo è definito dal descrittore
impianti a livello equivalente di pressione sonora ponderata A (LAeq). Si valuta misurando il
funzionamento “livello costante” di rumore emesso dall’impianto. Il DPCM considera impianti a
continuo funzionamento continuo gli impianti di riscaldamento, aerazione e
LAeq condizionamento.
Tempo di Il tempo di riverberazione (T) è il tempo necessario perché un suono decada di 60
riverberazione dB all’interno di un locale. Il parametro varia con la frequenza considerata.
T

VALORI LIMITE
Di seguito i valori limite da rispettare in opera, a edificio finito. (*)
Parametri [dB]
Categorie di ambienti abitativi
.
R’w D2m,nT,w L’nw LASmax LAeq
Edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura
≥ 55 ≥ 45 ≤ 58 ≤ 35 ≤ 25
e assimilabili
Edifici adibiti a residenze, alberghi, pensioni ed ≤ 35 o 25?
≥ 50 ≥ 40 ≤ 63 ≤ 35
attività assimilabili (**)
Edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i
≥ 50 ≥ 48 ≤ 58 ≤ 35 ≤ 25
livelli e assimilabili
Edifici adibiti ad uffici, attività ricreative o di ≤ 35 o 25?
≥ 50 ≥ 42 ≤ 55 ≤ 35
culto, attività commerciali o assimilabili (**)
Tempo di riverberazione (T)
Il DPCM richiama quanto riportato nella Circ. Min. LL. PP. n. 3150 del 22/05/1967 “Criteri di valutazione e
collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici”: “La media dei tempi di riverberazione misurati alle
frequenze 250 - 500 - 1000 - 2000 Hz, non deve superare 1,2 sec. ad aula arredata, con la presenza di due
persone al massimo. Nelle palestre la media dei tempi di riverberazione (qualora non debbano essere
utilizzate come auditorio) non deve superare 2,2 sec”.

Note:
(*) Regolamenti edilizi o leggi regionali possono imporre valori più restrittivi.
(**) Leggere le considerazioni a pagina seguente

ENTRATA IN VIGORE
Il Decreto è entrato in vigore il giorno 20 febbraio 1998. Per gli edifici realizzati precedentemente a tale data
vanno applicate eventuali prescrizioni riportate all’interno di normative locali (Regolamenti edilizi, ecc.).
Rientrano nell’applicazione del Decreto tutti gli edifici per i quali sia stata rilasciata Concessione Edilizia (o
altra autorizzazione prevista) dopo il 20 febbraio 1998 (cfr. Circ. Min. Amb. del 9-03-1999 su www.anit.it).

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CONSIDERAZIONI SUI LIMITI DA RISPETTARE


Rumori aerei I limiti di R’w sono valori minimi consentiti e riguardano solo “elementi di
R’w separazione tra due distinte unità immobiliari”. Pertanto non vi sono specifiche
prescrizioni per le pareti tra aule scolastiche, camere d’albergo, camere d’ospedale,
uffici o per le pareti tra appartamento e vano scala comune.
Facciata I limiti D2m,nT,w sono valori minimi consentiti, riguardano i singoli ambienti abitativi
D2m,nTw (non l’intera facciata della U.I.) e non dipendono dal rumore esterno all’edificio.
Anche le falde dei tetti dei sottotetti abitabili devono quindi rispettare i limiti del
DPCM 5/12/1997.
Calpestio I limiti di L’nw sono valori massimi consentiti. Il Decreto non specifica che la
L’nw macchina da calpestio debba essere posizionata in una unità immobiliare differente
rispetto a quella dell’ambiente disturbato. Pertanto è possibile eseguire rilevazioni
di calpestio anche all’interno della stessa U.I. La prescrizione è più che ragionevole
se si considerano scuole, ospedali, alberghi o uffici. Si segnala però che realizzare
misure di livello di calpestio tra stanze di una unità immobiliare residenziale può
risultare, in alcuni casi, particolarmente complicato. Gli ambienti infatti possono
essere tra loro collegati da vani scale o altri “ponti acustici”.
Impianti a I limiti di LASmax e LAeq sono valori massimi consentiti, il disturbo deve essere
funzionamento misurato in ambienti diversi da quello in cui il rumore si origina ed è possibile
discontinuo e eseguire rilievi anche all’interno della medesima unità immobiliare. Anche in questo
continuo caso quest’ultima indicazione è più che ragionevole se si considerano scuole,
LASmax ospedali, alberghi o uffici. I limiti di rumore degli impianti a funzionamento
LAeq continuo non sono chiari. Un articolo del Decreto indica che il limite è sempre ≤ 25
dBA per tutte le destinazioni d’uso. La tabella evidenzia invece una prestazione ≤ 35
dBA per alcuni ambienti. Su www.anit.it abbiamo pubblicato alcune circolari
ministeriali di chiarimento.

ACUSTICA EDILIZIA E RISTRUTTURAZIONI


I limiti del DPCM 5/12/1997 devono essere applicati agli edifici di nuova costruzione. Per le ristrutturazioni
non vi sono specifiche indicazioni. Su questo argomento alcune circolari ministeriale hanno fornito qualche
interpretazione. Ad esempio un documento datato 9 marzo 1999 specifica che i limiti del DPCM devono
essere applicati in caso di “ristrutturazione totale” e ai nuovi impianti tecnologici, installati ex novo o in
sostituzione a impianti esistenti.
Le Circolari possono essere scaricate dal sito www.anit.it nella sezione “Leggi e norme”. Si raccomanda di
verificare eventuali ulteriori prescrizioni riportate nelle leggi regionali e nei regolamenti edilizi dei Comuni.
Dal sito www.anit.it è possibile scaricare anche i testi di alcune leggi regionali che trattano il tema
dell’acustica edilizia.

LEGGI COMUNITARIE 2008 – 2009 e sentenza della Corte Costituzionale


La LEGGE 7/07/2009, n. 88 “Legge comunitaria 2008” all’art. 11 (Delega al Governo per il riordino della
disciplina in materia di inquinamento acustico) ha chiesto la riscrittura dei Decreti nazionali correlati con
l’inquinamento acustico. Il comma 5 dell’articolo riporta alcune informazioni inerenti l’applicazione del DPCM
5/12/1997. Tali informazioni sono state modificate l’anno successivo dalla Legge 4/06/2010, n. 96 (Legge
Comunitaria 2009). Il “nuovo comma 5” recitava:
In attesa dell’emanazione dei decreti legislativi […] la disciplina relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici
e dei loro componenti non trova applicazione nei rapporti tra privati e, in particolare, nei rapporti tra
costruttori-venditori e acquirenti di alloggi, fermi restando gli effetti derivanti da pronunce giudiziali passate
in giudicato e la corretta esecuzione dei lavori a regola d’arte asseverata da un tecnico abilitato.
La Sentenza 103/2013 della Corte di Cassazione ha però dichiarato incostituzionale questo nuovo comma.

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Sembra pertanto tornare in vigore la formulazione della Legge Comunitaria 2008, secondo la quale:
In attesa del riordino della materia, la disciplina relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro
componenti […], non trova applicazione nei rapporti tra privati e, in particolare, nei rapporti tra costruttori-
venditori e acquirenti di alloggi sorti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
A prescindere da questo ANIT propone le seguenti considerazioni:
1. Il DPCM 5/12/1997 è ancora in vigore! Tale Decreto non è stato abrogato e gli edifici di nuova
realizzazione devono essere costruiti rispettando i limiti in esso definiti.
2. Si specifica che l’espressione “sorti successivamente alla data di entrata in vigore della presente
legge” deve essere necessariamente riferita ai “rapporti tra costruttori e acquirenti” a non agli
“alloggi”. La data di entrata in vigore della Legge è il 29 luglio 2009.
3. La situazione relativa alla cause in tribunale resta comunque confusa. Alcuni analisti ritengono che, a
seguito della sentenza della Corte Costituzionale, “decadono” anche le indicazioni della Legge
Comunitaria 2008. Rimane quindi molto difficile prevedere gli esiti delle cause inerenti rapporti tra
costruttore e acquirente sorti dopo il 29 luglio 2009.
Una analisi più approfondita di questo argomento è riportata in una specifica “GUIDA ANIT” sul sito
www.anit.it

DM 11 ottobre 2017 - Criteri Ambientali Minimi


Il DM 11 ottobre 2017 sui “CAM”, che ha aggiornato il DM 11 gennaio 2017, introduce per le gare di appalto
degli edifici pubblici importanti indicazioni sul tema del comfort acustico. Viene imposto il raggiungimento
della Classe acustica II e il rispetto di parametri per la qualità acustica interna. Alcune informazioni in merito
sono riportate nel capitolo seguente di questa Guida.

3.3 METODI DI CALCOLO E MISURE IN OPERA


La tabella che segue sintetizza le norme tecniche di riferimento per i calcoli previsionali e le misurazioni
fonometriche di acustica edilizia. Si ribadisce che i limiti del DPCM 5/12/1997 devono essere rispettati in opera, a
fine lavori.

DESCRITTORE CALCOLI PREVISIONALI MISURE IN OPERA


Rumori aerei - R’w UNI EN ISO 12354-1 UNI TR 11175 UNI EN ISO 16283-1
Calpestio - L’nw UNI EN ISO 12354-2 UNI TR 11175 UNI EN ISO 16283-2
Facciata - D2m,nTw UNI EN ISO 12354-3 UNI TR 11175 UNI EN ISO 16283-3
Impianti - LASmax - LAeq UNI EN 12354-5 UNI 8199 UNI EN ISO 16032
Tempo di riverbero - T UNI EN 12354-6 UNI EN ISO 3382-1/2/3

STRUMENTI ANIT PER LA PROFESSIONE


Manuale di acustica edilizia Software ECHO
Il volume analizza la legislazione di Il software ANIT per il calcolo dei
riferimento per il rispetto dei requisiti acustici passivi (R’w,
requisiti acustici passivi, i modelli D2mnTw, L’nw e T60) e l’analisi della
di calcolo previsionale e la corretta classificazione acustica delle
posa in opera dei materiali. unità immobiliari.

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4 CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DELLE UNITÀ


IMMOBILIARI
Sintesi della norma UNI 11367

4.1 INTRODUZIONE
Nel mese di luglio 2010 è stata emanata la norma tecnica UNI 11367 dal titolo “Classificazione acustica delle unità
immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera”. Il documento spiega come determinare la classe
acustica di una unità immobiliare esistente sulla base dei risultati di misure fonometriche eseguite sull’edificio.

Successivamente la norma Norma UNI 11444, pubblicata nel 2012, ha fornito ulteriori indicazioni per la
classificazione acustica delle unità immobiliari in edifici con caratteristiche non seriali.

Attualmente l’applicazione delle classi acustiche è generalmente volontaria e il rispetto di una specifica
prestazione può essere richiamato nelle condizioni contrattuali.
Si evidenzia però che il DM 11 ottobre 2017 sui “Criteri Ambientali Minimi”, che ha aggiornato il DM 11 gennaio
2017, impone per le gare di appalto degli edifici pubblici il raggiungimento della Classe II e di altri parametri
descritti nella UNI 11367. Ad esempio: il comfort in ospedali e scuole, la qualità acustica interna degli ambienti e
l’isolamento delle stanze rispetto alle parti comuni. È possibile scaricare un approfondimento su questo tema sul
sito www.anit.it nella sezione “Pubblicazioni-Manuali”.

Di seguito si riporta una descrizione degli aspetti principali trattati nella UNI 11367. Maggiori informazioni si
possono trovare in altre GUIDE ANIT e nel volume 6 della collana ANIT “L’isolamento termico e acustico”.

4.2 ANALISI DELLA NORMA UNI 11367


DESCRITTORI
Le tipologie di rumori considerati e i descrittori adottati nella norma UNI 11367 sono in sostanza i medesimi
del DCPM 5/12/1997. Sono stati modificati in parte solo quelli relativi al rumore degli impianti ed è stato
introdotto un nuovo parametro per determinare l’isolamento ai rumori aerei delle partizioni che separano
camere d’albergo. Di seguito alcune indicazioni.
Impianti a I rumori di impianti a funzionamento discontinuo e continuo sono identificati
funzionamento rispettivamente dai descrittori Lid e Lic. I parametri sono in sostanza molto simili a
discontinuo e LASmax e LAeq, proposti nel DPCM 5/12/1997, ma i dati rilevati devono essere corretti
continuo per tenere in considerazione il tempo di riverbero dell’ambiente in cui si esegue la
Lid misura.
Lic
Isolamento acustico Per determinare la prestazione di isolamento ai rumori aerei delle partizioni che
normalizzato con il separano camere d’albergo la norma richiede di utilizzare il descrittore Dntw, indice
tempo di riverbero di isolamento acustico normalizzato con il tempo di riverbero. Come R’w anche
DnTw questo parametro indica in sostanza “quanti dB” è in grado di attenuare la
partizione.

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VALORI LIMITE
Di seguito i valori limite delle classi acustiche.
Le ultime due colonne a destra indicano i limiti di isolamento ai rumori aerei e al calpestio per le partizioni
orizzontali e verticali tra camere d’albergo.
Indici di valutazione Alberghi
Classe
.

Acustica D2m,nT,w R’w L’nw Lic Lid


DnT,w [dB] L’nw [dB]
[dB] [dB] [dB] [dBA] [dBA]
I ≥ 43 ≥ 56 ≤ 53 ≤ 25 ≤ 30 ≥ 56 ≤ 53
II ≥ 40 ≥ 53 ≤ 58 ≤ 28 ≤ 33 ≥ 53 ≤ 58
III ≥ 37 ≥ 50 ≤ 63 ≤ 32 ≤ 37 ≥ 50 ≤ 63
IV ≥ 32 ≥ 45 ≤ 68 ≤ 37 ≤ 42 ≥ 45 ≤ 68
Nel caso vengano rilevate in opera prestazioni peggiori rispetto alla classe IV il requisito risulta non
classificabile e viene identificato con l’acronimo NC.
Nel caso un descrittore non sia significativo per l’unità immobiliare in esame, ad esempio un appartamento
non soggetto a rumori da impianti a funzionamento continuo, si adotta la sigla NP, “non pertinente”.

I limiti della tabella sono validi per tutte le destinazioni d’uso ad eccezione di ospedali e scuole. Per queste
tipologie di edifici la norma propone nell’Appendice A alcuni valori di riferimento per definire costruzioni con
prestazioni acustiche “di base” o “superiori”.

DEFINIZIONI
Di seguito alcune delle definizioni riportate nella norma tecnica
Ambienti abitativi Porzioni di unità immobiliare completamente delimitate destinate al soggiorno e
alla permanenza di persone per lo svolgimento di attività e funzioni caratterizzanti
la destinazione d’uso.
Ambienti accessori o Parti di unità immobiliare con funzione diversa da quella abitativa. Sono considerati
di servizio ambienti di servizio i corridoi, le scale interne, i depositi e i servizi igienici
Ambienti Le rilevazioni fonometriche possono essere realizzate solo in locali di dimensioni
acusticamente sufficienti a consentire l’allestimento di misurazioni in conformità ai procedimenti
verificabili di prova descritti nelle norme tecniche di riferimento.

CONSIDERAZIONI SUI LIMITI DA RISPETTARE


Rumori aerei Il parametro indice di potere fonoisolante apparente (R’w) è riferito alle partizioni
R’w che separano unità immobiliari distinte, alle partizioni che separano ambienti
abitativi di una unità immobiliare da ambienti destinati ad autorimessa e alle
partizioni, non dotate di accessi o aperture, che separano ambienti abitativi di una
unità immobiliare da parti comuni.
Facciata Il requisito di isolamento acustico di facciata (D2mnTw) è riferito alle facciate degli
D2m,nTw ambienti abitativi nella situazione con sistemi oscuranti aperti e, in caso di presenza
di aperture di ingresso aria, queste devono essere nella normale condizione di
utilizzo. Inoltre il requisito si applica anche alle falde dei tetti nei sottotetti abitabili.
Calpestio Il requisito di livello di rumore da impatto (L’nw) riguarda il calpestio percepito
L’nw all’interno degli ambienti abitativi e generato in unità immobiliari differenti.

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Impianti a La verifica del rumore degli impianti (Lic, Lid) considera in sostanza la misura del
funzionamento disturbo generato dagli impianti più rumorosi esterni all’unità immobiliare in
discontinuo e esame.
continuo Negli alberghi la verifica degli impianti considera i rumori generati in unità
Lid immobiliari differenti e gli impianti sanitari di camere contigue. Non sono
Lic considerati gli impianti a servizio della stessa camera.

COME DETERMINARE LE CLASSI ACUSTICHE


La classificazione acustica prevede di rilevare in opera le caratteristiche di tutte le partizioni e gli impianti
significativi per l’unità immobiliare in esame.
Le prestazioni delle singole partizioni devono essere “peggiorate”, per tenere in considerazione l’incertezza di
misura, utilizzando i coefficienti riportati nella tabella che segue, in modo da ottenere i “valori utili”.

D2m,nT,w R’w L’nw Lic Lid


-1 -1 +1 +1,1 +2,4

La classe acustica di uno specifico descrittore si ottiene mediando i valori utili pertinenti con le relazioni
matematiche indicate di seguito.
Valori medi: R’w, D2m,nT,w, DnT,w Valori medi: L’nw, Lic, Lid
n  Xi n Yi

10 10
10 10

X r  10 log i 1
Yr  10 log i 1

n n
dove:
Xi , Yi valore utile di un determinato requisito di uno specifico elemento tecnico/impianto
n è il numero di elementi tecnici/impianti coinvolti

Dalle classi dei singoli descrittori si ricava la classe acustica globale dell’unità immobiliare associando ad ogni
descrittore un coefficiente (cfr. tabella seguente) e calcolando la media aritmetica.
Prestazioni fino a 5 dB (o Prestazioni per più di 5 dB
Classe I II III IV dBA) peggiori rispetto alla (o dBA) peggiori rispetto
classe IV alla classe IV
Coefficiente 1 2 3 4 5 10

Il valor medio arrotondato all’intero più vicino determina la classe acustica globale.
Nell’attestato di classificazione devono essere riportate, oltre alla classe acustica globale, anche le
caratteristiche di tutti i descrittori, come indicato nella tabella che segue.

Unità immobiliare UI …
Classe D2m,nT,w R’w L’nw Lic Lid
III III II IV NP III

I soci ANIT ricevono il software Echo che consente di stimare la classe acustica delle unità immobiliari

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COME INTERPRETARE LE CLASSI ACUSTICHE


La norma tecnica, all’Appendice L, spiega come interpretare i limiti delle classi. Ipotizzando una normale
sensibilità al rumore dei soggetti interessati e livelli sonori disturbanti di media intensità, vengono definite
due tabelle che indicano le prestazioni acustiche attese. La prima valida per i rumori interni alle unità
immobiliari (R’w, L’nw, Lic, Lid), la seconda per l’isolamento acustico di facciata (D2mntw).

Classe acustica
. Prestazioni acustiche attese (R’w, L’nw, Lic, Lid)
I Molto buone
II Buone
III Di base
IV Modeste

Classe di isolamento acustico di facciata (D2mnTw)


Tipologia di area
IV III II I
Molto silenziosa Di base Buone Molto buone Molto buone
Abbastanza silenziosa Modeste Di base Buone Molto buone
Mediamente rumorosa Modeste Modeste Di base Buone
Molto rumorosa Modeste Modeste Modeste Di base

La seconda tabella in particolare correla, seppur molto qualitativamente, l’efficacia dell’isolamento di facciata
con il clima acustico esterno.

APPENDICI
La norma comprende 10 appendici, normative e informative. Di particolare importanza le parti G e H che
analizzano il tema del campionamento. Nel caso in un edificio vi siano più elementi tecnici identici tra loro, la
norma propone un metodo per limitare le misure ad alcuni elementi campione ed estendere i risultati,
opportunamente corretti, agli altri elementi. Di seguito si riporta un elenco sintetico delle Appendici.

A Valori per ospedali e scuole F Incertezza di misura


B Isolamento tra UI e vani scala G Campionamento degli elementi tecnici
C Valutazione del tempo di riverbero H Elaborazione dati campionamento
D Valutazione rumore impianti I Esempi
E Misura isolamento utilizzando DnT L classificazione e benessere acustico

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acustica. Il volume racconta, in Il software ANIT per il calcolo dei
modo semplice e pratico, i requisiti acustici passivi (R’w,
contenuti delle norme UNI 11367 D2mnTw, L’nw e T60) e l’analisi della
e UNI 11444 e riporta alcuni classificazione acustica delle unità
esempi di applicazione pratica. immobiliari.

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5 GUIDA ALLE DETRAZIONI


Detrazioni per la riqualificazione energetica: sintesi del quadro temporale e delle
regole da rispettare in accordo con la Legge di Bilancio 2018

5.1 SCHEMA DI SINTESI DELLE DETRAZIONI


Le detrazioni di seguito descritte rappresentano un’iniziativa per promuovere gli interventi di riqualificazione e
valorizzazione energetica del patrimonio edilizio esistente. L’incentivo una detrazione fiscale sull’IRPEF suddivisa è
in generale in 10 quote annuali per un totale pari al 50-85% delle spese sostenute in base alla casistica
dell’intervento. Per approfondimenti, quesiti tecnici e fiscali segnaliamo i seguenti contatti:
 la pagina “Leggi i norme” del sito ANIT per scaricare i testi di legge coordinati;
 l’elenco di FAQ curato da ENEA e pubblicato all’indirizzo: http://efficienzaenergetica.acs.enea.it;
 le Guide sulle detrazioni predisposte dall’Agenzia delle Entrate
 il servizio telefonico per quesiti di carattere generale (tel. 06.82888725) o fiscale (tel. 848.800444)

Lo schema riassume percentuali e durata delle detrazioni attualmente vigenti (Legge di Bilancio 2018):

2017 2018 2019 2020 2021


Interventi di efficienza energetica *
EFFIC. ENERGETICA 65% 50-65%
Art. 14, comma 1

EFFIC. ENERGETICA CONDOMINIO *** 65-70-75%


Art. 14, comma 2, 2-quater
50-65-70-75%
EFFIC. ENERGETICA CONDOMINIO ***
+ ANTISISMICA 80-85%
Art. 14, comma 2-quater.1

Interventi di ristrutturazione edilizia **


RIS. EDILIZIA
Art. 16, comma 1 50%
RIS. EDILIZIA + ANTISISMICA 50-70-80%
Art. 16, comma 1-quater

RIS. EDILIZIA CONDOMINIO ***


+ ANTISISMICA 75-85%
Art. 16, comma 1-quinquies

(*) Gli interventi di efficienza energetica che accedono alle detrazioni sono quelli elencati nella pagina che segue.
(**) Per “ristrutturazione edilizia” si intende una tipologia di interventi disciplinati nel comma 1 dell’art. 16-bis del DPR 917/1986
(testo unico imposta sui redditi) con modifiche introdotte da Legge 190/14 all’art. 1. L’art. 16-bis richiama gli interventi
indicati all’art. 3 del DPR 380/01 alle lettere a), b), c) e d) effettuati sulle parti comuni e b), c) e d) sulle singole unità
immobiliari e altre casistiche (interventi di conseguimento di risparmio energetico o riduzione inquinamento acustico, ecc..)
(***) Per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117–bis del codice civile o che
interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

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5.2 LE TIPOLOGIE D’INTERVENTO AMMESSE ALLE DETRAZIONI


Per ogni categoria di intervento proponiamo una sintesi dei criteri per accedere alle detrazioni. In particolare per
gli interventi di efficienza energetica dell’involucro i limiti da rispettare sono riportati nella pagina successiva.

INTERVENTI DI EFFICIENZA ENERGETICA (art. 14)


65% Riqualificazione energetica dell’edificio (comma 344, L. 269/06, Detraz. max 100.000 €)
 EPi ≤ EPlim DM 11/3/08
50-65% Interventi sull’involucro (comma 345, Legge 269/06, Detrazione max 60.000 €)
 verifica che Udopo intervento < Ulim
 la coibentazione di pareti, tetti, solai e coperture accede alle detrazioni del 65%
 la sostituzione dei serramenti accede alle detrazioni del 50% dal 1° gennaio 2018
50% Schermature solari esterne (Art. 37, Legge 190/14, Detrazione max 60.000 €)
 è agevolabile l’installazione di sistemi di schermatura di cui all’Allegato M del DLgs
311/06. Le schermature solari devono possedere una marcatura CE, se prevista
 le schermature solari accedono alle detrazioni del 50% dal 1° gennaio 2018
65% Installazione pannelli solari per ACS (comma 346, Legge 269/06 Detrazione max 60.000 €)
 garanzia di 5 anni pannelli solari e bollitori e di 2 anni per i componenti elettrici e
presenza del certificato di conformità (UNI 12975) rilasciato da un laboratorio
 istallazione dell’impianto avvenuta in conformità ai manuali
50-65% Sostituzione di caldaie (comma 347, Legge 269/06, Detrazione max 30.000 €)
 per caldaie a condensazione: sono previste verifiche sul rendimento termico utile e
richieste specifiche sulla tipologia delle valvole termostatiche, del bruciatore e della
pompa. Si distinguono alcuni requisiti in funzione che la potenza nominale al focolare
sia superiore o inferiore a 100 kW. L’efficienza deve essere almeno pari alla classe A e
in assenza di installazione di sistemi evoluti di termoregolaz. la detraz. passa al 50%
 gli impianti ibridi (pompa di calore e caldaia a condensazione) devono essere
assemblati in fabbrica ed essere progettati per funzionare in abbinamento
 per pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia:
verificare i limiti di COP e EER del DM 07/4/08 e (e DM 06/8/09)
 per i generatori di calore a biomasse va garantito un minimo rendimento termico utile
e il rispetto delle norme specifiche per la tipologia di impianto e la detrazione è al 50%
 per i micro-cogeneratori con beneficio di risparmio energetico in energia primaria PES
pari ad almeno il 20%
65% Dispositivi per il controllo da remoto degli impianti (comma 88, Legge 208/15)
 dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o
produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative
EFFICIENZA ENERGETICA DEI CONDOMINI (art. 14, comma 1, 2, 2-bis,2-quater, 2-quater.1)
50-65% per interventi riconducibili a quelli sopra descritti;
70% nel caso di interventi che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento
della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
75% interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano
almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 giugno 2015;
80-85% nel caso di passaggio di una o due classi di rischio per gli aspetti sismici.
RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA (art. 16, comma 1)
50% per gli interventi indicati nel comma 1 dell’art. 16-bis che richiama gli interventi indicati all’art. 3 del
DPR 380/01 alle lettere a), b), c) e d) effettuati sulle parti comuni e b), c) e d) sulle singole unità
immobiliari e altre casistiche (interventi di conseguimento di risparmio energetico o riduzione
inquinamento acustico, ecc..).

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MISURE ANTISISMICHE (art. 16, comma 1-bis, 1-ter, 1-quater)


50% nel caso di interventi di cui all’art. 16-bis, comma 1, lettera i) (adozione di misure antisismiche) in zona
1, 2 e 3 riferite a costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive in 5 quote annuali per spese
sostenute dal 1/01/2017 e il 31/12/2021;
70-80% è previsto un incrementato al 70-80% se l’intervento determina il passaggio ad una o due classi di
rischio inferiore;
75-85% è previsto un incrementato al 75-85% se l’intervento determina il passaggio ad una o due classi di
rischio inferiore ed è realizzato sulle parti comuni di edifici condominiali.

5.3 VALORI LIMITE PER ACCEDERE ALLE DETRAZIONI


I requisiti tecnici indicati sono validi sino all’emanazione di uno o più decreti del Ministero dello sviluppo
economico, di concerto con altri Ministeri (Legge di Bilancio 2018). Pubblicazione prevista entro 60 giorni
dall’entrata in vigore delle modifiche della finanziaria 2018.

Edifici residenziali della classe E1, esclusi collegi, conventi, case di pena, e caserme
DM 11/3/08 Valori di EPi limite da verificare dal 1/01/2010 (in kWh/m² anno)
Limiti per accedere alle detrazioni
Zona climatica
A B C D E F
<600 900 901 1400 1401 2100 2101 3000 >3000
601 GG
GG GG GG GG GG GG GG GG GG
≤0.2 7.7 7.7 11.5 11.5 19.2 19.2 27.5 27.5 37.9 37.9

≥0.9 32.4 32.4 43.2 43.2 61.2 61.2 71.3 71.3 94 94

Tutti gli altri edifici


DM 11/3/08 Valori di EPi limite da verificare dal 1/01/2010 (in kWh/m3 anno)
Limiti per accedere alle detrazioni
Zona climatica
A B C D E F
<600 900 901 1400 1401 2100 2101 3000 >3000
601 GG
GG GG GG GG GG GG GG GG GG
≤0.2 1.8 1.8 3.2 3.2 5.4 5.4 7.7 7.7 10.3 10.3

≥0.9 7.4 7.4 11.5 11.5 15.6 15.6 18.3 18.3 25.1 25.1

Trasmittanza termica delle strutture che compongono l’involucro - Limiti per accedere alle detrazioni
DM 26/1/10 Valori di trasmittanza U da verificare dal 1/01/2010 (in W/m2K)
Strutture opache orizzontali Finestre
Strutture opache
Zona climatica o inclinate comprensive di
verticali
Coperture Pavimenti infissi
A 0.54 0.32 0.60 3.7
B 0.41 0.32 0.46 2.4
C 0.34 0.32 0.40 2.1
D 0.29 0.26 0.34 2.0
E 0.27 0.24 0.30 1.8
F 0.26 0.23 0.28 1.6

24 Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico


www.anit.it | info@anit.it | Tel. 0289415126
ANIT
Associazione
Nazionale
per l’Isolamento
Termico e acustico

5 NAZIONALE° CONGRESSO
MILANO
29 novembre 2018
Congresso biennale
dedicato ai professionisti e alle Aziende del settore
per formarsi e aggiornarsi sui temi legati al mondo
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ANIT, Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico, ha tra gli obiettivi generali la diffusione, la
promozione e lo sviluppo dell'isolamento termico ed acustico nell'edilizia e nell'industria come mezzo per
salvaguardare l'ambiente e il benessere delle persone.

ANIT
 diffonde la corretta informazione sull'isolamento termico e acustico degli edifici
 promuove la normativa legislativa e tecnica
 raccoglie, verifica e diffonde le informazioni scientifiche relative all'isolamento termico ed acustico
 promuove ricerche e studi di carattere tecnico, normativo, economico e di mercato.

I soci ANIT si dividono nelle categorie


 SOCI INDIVIDUALI: Professionisti e studi di progettazione
 SOCI AZIENDA: Produttori di materiali e sistemi per l’isolamento termico e acustico
 SOCI ONORARI: Enti pubblici e privati, Università e Scuole Edili, Ordini e Collegi professionali

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