Sei sulla pagina 1di 32
7
7

MENSILE DI INFORMAZIONE DI ENEL

SETTEMBRE 2010 // NUMERO 7

E M B R E 2 0 1 0 / / N U M E R
E M B R E 2 0 1 0 / / N U M E R

carrIere IN SaLITa

aumentano le donne nelle aziende ma non le manager. La nostra inchiesta all’interno del Gruppo enel

OrIzzONTI Nasce a Roma

il Forum Nucleare Italiano

enel OrIzzONTI Nasce a Roma il Forum Nucleare Italiano 09 OrIzzONTI Al via il primo impianto

09

OrIzzONTI

Al via il primo impianto industriale a idrogeno

09 OrIzzONTI Al via il primo impianto industriale a idrogeno 14 SIcurezza I corti “I casi

14

SIcurezza

I corti “I casi della vita” al Festival di Locarno

SIcurezza I corti “I casi della vita” al Festival di Locarno 24 zeNITh IlluminAzioni 2010 Ecco

24

zeNITh IlluminAzioni 2010

Ecco tutti i vincitori

SIcurezza I corti “I casi della vita” al Festival di Locarno 24 zeNITh IlluminAzioni 2010 Ecco

26

IN QUESTO NUMERO

03

eDITOrIaLe

04

brevI

Enel360 o p4

06

zOOm

Il tetto di cristallo p6

09

Or I zzONTI

Il tassello che mancava p9 // Partiamo dai valori per diventare i migliori p10 // Archimede il sale dell’innovazionep12 // Industria e territorio riuniti nell’idrogeno p14 // Tanti manager un solo modello p16 // Vecchie procedure addio? p17 // A We are Energy vince la sostenibilità p18 // Una strategia per la Co 2 p20 // 32 milioni di re e regine p21

22

SIcurezza

Un film che parla alla coscienza p22

23

zeNITh

L’innovazione in gara p23

24

SOSTeNIbILITà

Un dialogo in evoluzione p24

25

eNeL cuOre

Quando l’eccellenza ha il cuore d’oro p25

26

pr IS ma

Il futuro in un battito d’ali p26 // Il cuore e la ragione p27

28

INT ercu LT ura

Scelti per voi p28 // In tre minuti p29

enel Insieme a cura della

Mensile del Gruppo Enel // Anno 8, numero 7 Direzione Relazioni Esterne Enel Registrazione presso il Tribunale di Roma n.76/2004 del 05/03/2004 Gianluca Comin Enel spa, Viale Regina Margherita 137, 00198 Roma Brand Portal // www.brandportal.it Newton21 Roma // www.newton21.it System Graphic Srl // Via di Torre Sant’Anastasia 61, 00134 Roma Redazione Enel Insieme // Comunicazione Interna Enel Spa

Viale Regina Margherita 125, 00198 Roma

enelinsieme @ enel.com

Direttore responsabile editore

realizzazione editoriale art direction & Design

Tipografia

per contattare la redazione

Oppure inviare una mail

enel Insieme è anche consultabile on line sul portale Intranet inenel Stampato su carta ecologica Fedrigoni Symbol Freelife certificata FSc Numero chiuso in redazione il 10/9/2010

Livio Vido Direttore Divisione Ingegneria e Innovazione Editoriale Una perfetta sintesi fra tradizione e ricerca
Livio Vido Direttore Divisione Ingegneria e Innovazione Editoriale Una perfetta sintesi fra tradizione e ricerca

Livio Vido Direttore Divisione Ingegneria e Innovazione

Editoriale

Una perfetta sintesi fra tradizione e ricerca d’avanguardia

La perfetta sintesi di forze all’apparenza contrastanti”. Così l’amministratore delegato Fulvio Conti ha definito la Divisione

sulla stessa tecnologia Epr, sicura e di ultima generazione, di Flamanvil- le) in esercizio già nel 2020.

 

Ingegneria e Innovazione: una sintesi tra la tradizione ingegne-

Il

carbone è un combustibile abbondante ed economico. Per permetterci

ristica di Enel legata ai grandi impianti convenzionali e la ricerca

di

incrementare il suo ruolo nel futuro, deve essere utilizzato in impian-

di

soluzioni innovative per supportare il business del futuro. Filo comu-

ti

a impatto ambientale molto ridotto. Per realizzarli, dovremo impiega-

ne: le grandi competenze tecnologiche, in continuo sviluppo, e la ricerca

re

le più avanzate tecnologie di cattura e sequestro della CO 2 che stiamo

dell’eccellenza per garantire il rispetto degli impegni di tempi e costi di realizzazione.

attualmente testando nell’impianto pilota di Brindisi e che realizzeremo, per la prima volta su scala commerciale, a Porto Tolle.

La

riprova è quello che facciamo. Siamo impegnati nella realizzazione

Le

rinnovabili crescono a grande velocità. Un esempio concreto è Archi-

di

carbone, cicli combinati a gas e nucleare. Tutti progetti complessi per di- mensione, tecnologia, numero di soggetti coinvolti e, a volte, localizzazio-

quasi 5mila MW di nuova capacità produttiva con tecnologie diverse:

italiana ed europea. Per realizzarlo sono state necessarie 2,5 milioni di

mede (si veda l’articolo alle pagine 12 e 13, ndr), l’innovativo impianto ter- modinamico di Priolo Gargallo (Sicilia), ora in fase di test. Grazie all’uti- lizzo di sali fusi come fluido vettore, consente di accoppiare la produzione

e

efficienza del 20% maggiori rispetto agli impianti tradizionali a olio dia-

l’immagazzinamento di energia e permette di raggiungere valori di

ne, come nel caso di alcuni impianti in corso di realizzazione in Russia. Per dare un’idea di questa complessità basta guardare all’impianto di Torrevaldaliga Nord, la cui ultima unità è stata consegnata all’inizio di agosto: si tratta di uno dei più avanzati impianti a carbone del mondo, che garantisce un’efficienza del 45%, ben superiore agli impianti tradi- zionali. Questo si traduce in un miglior utilizzo del combustibile e in minori emissioni di inquinanti e di CO 2 , ben al di sotto della normativa

ore/uomo di ingegneria e quasi 20 milioni di ore di lavoro in cantie-

termico. Ci permetterà di sfruttare l’energia del sole anche di notte. Stiamo sviluppando anche soluzioni, basate sull’integrazione di gene- razione da fonti rinnovabili e accumulo, che permetteranno a piccole comunità isolate di diventare energeticamente indipendenti. Infine l’efficienza energetica, che è riconosciuta come la strada più effi- cace da percorrere per la riduzione delle emissioni. L’incremento di effi-

re,

dove si sono avvicendate 12.500 persone di 56 nazionalità diverse.

cienza deve però riguardare tutti gli anelli della catena del valore, dalla generazione di energia elettrica alle reti di trasmissione e distribuzione

I

contratti principali con fornitori e appaltatori sono stati più di 300.

L’esperienza accumulata servirà nella realizzazione della nuova centrale

(che devono diventare intelligenti) fino agli usi finali, come il riscalda- mento e il raffreddamento degli ambienti, l’illuminazione interna ed

di

Porto Tolle.

esterna, le utenze domestiche e la mobilità. Sul fronte della mobilità elet-

Le

tecnologie convenzionali, seppur avanzatissime, rappresentano la

trica abbiamo lanciato progetti molto importanti con Mercedes, Piaggio

base per progettare i sistemi di domani. Nei prossimi vent’anni i con-

soprattutto, a basso impatto ambientale: solo per fare un esempio l’Unio-

e

Renault e con diverse autorità portuali per fornire soluzioni innovative

sumi di energia aumenteranno fino quasi a raddoppiare e le utilities si troveranno a dover produrre energia in grandi quantità, a bassi costi e,

per ridurre l’impatto ambientale nei porti. Per quanto riguarda l’effi- cienza dal punto di vista degli utilizzatori finali, stiamo sviluppando soluzioni post-contatore che permettano ai nostri clienti di migliorare

ne

Europea ha recentemente dichiarato di voler abbattere le emissioni

l’utilizzo dell’energia tra le mura di casa.

di

CO 2 dell’80-95% entro il 2050. Lo strumento per vincere questa sfida

Insomma, tanti progetti, tante sfide: stiamo lavorando per il miglior

è un mix fatto di nucleare, carbone pulito, rinnovabili ed efficienza

energetica. Il nucleare, che produce zero emissioni, consentirà di abbattere notevol- mente il costo dell’energia e di svincolarlo dalla volatilità del prezzo dei combustibili fossili. L’esperienza che Enel sta accumulando in Spagna

e Slovacchia e come partner di Edf nella costruzione della centrale di

Flamanville, in Francia, sarà fondamentale per lo sviluppo del program- ma nucleare italiano. Questo programma prevede la prima unità (basata

futuro possibile, con la concretezza che ci viene da una lunga tradizione

di competenze eccellenti e l’ambizione di essere protagonisti nella scena

industriale mondiale.

3 Enel Insieme Settembre 2010

Brevi enel360 Enel e Poste italiane per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Si comincia da
Brevi
enel360
Enel e Poste italiane per lo sviluppo
della mobilità sostenibile. Si comincia da Pisa
dove nove veicoli elettrici consegneranno
la corrispondenza nel centro storico
03
01
SecONDO ubS
IL
TITOLO eNeL è Fra
I preFerITI DaI brOker
Nei mercati finanziari si punta su
Enel. Lo afferma in un rapporto
relativo al settore utilities pubblicato
da Ubs, la nota società svizzera di
servizi finanziari, che ha inserito
il titolo Enel nella lista dei “most
preferred”, ovvero quelli maggiormen-
te scelti dai broker, i professionisti
che quotidianamente acquistano e
vendono azioni per conto dei loro
clienti nelle Borse di tutto il mondo.
Per Ubs i motivi principali di questa
scelta sono tre: le aspettative positive
sull’incremento dell’utile per azione,
le cessioni previste nei prossimi mesi,
l’alto valore del dividendo (calcolato a
7,8%). Tra i most preferred anche i titoli
Edf, Ipr e National Grid, mentre in
coda slittano Iberdrola, Gas Natural,
Terna e Sse.
MW ciascuna (24 MW totali di capa-
cità installata), è il secondo impianto
in Francia di Enel Green Power per
dimensioni. La nuova wind farm, nella
regione di Champagne-Ardenne,
produrrà a regime più di 50 milioni di
kWh all’anno, in grado di soddisfare i
consumi annui di circa 15mila famiglie,
evitando l’emissione in atmosfera di
40mila tonnellate di CO 2 , il gas serra
ritenuto tra i principali responsabili del
cambiamento climatico. Grazie all’en-
trata in esercizio di Haut de Conge,
la capacità totale installata nell’eolico
Egp in Francia raggiunge i 92 MW, con
una produzione annuale di oltre 200
milioni di kWh. Altri 64 MW sono
attualmente in costruzione.
Duck Ducati Energia – che faranno il
“pieno di elettricità” alle infrastrut-
ture di ricarica intelligente che Enel
installerà presso il Centro di Distri-
buzione Primaria di Pisa Ospedaletto.
Inoltre, un’ infrastruttura di ricarica
destinata ai cittadini verrà collocata
presso la sede centrale delle Poste
della città toscana.
04
premIO ambIeNTaLe a
eNeL NOrTh amerIca
per L’IDrO DI GauLey
Il progetto idroelettrico Gauley,
localizzato a Summersville in West
03
La pOSTa? a pISa
Te La cONSeGNaNO
I veIcOLI eLeTTrIcI
Virginia (Stati Uniti) e gestito da Enel
North America, è stato di recente pre-
miato per la sua capacità di custodia e
conservazione ambientale. La conse-
gna del riconoscimento è avvenuta
al
decimo Environmental Awards, il
premio organizzato dal Dipartimento
È entrato in funzione lo scorso 9
agosto l’impianto eolico di Haut de
Conge che, con dodici turbine da 2
Enel e Poste Italiane danno il via a un
programma di stretta collaborazione
per lo sviluppo della mobilità elettrica.
Si comincia da Pisa che diventerà il
teatro della prima sperimentazione
per il recapito della corrispondenza
nel centro storico cittadino tramite
veicoli a zero emissioni. Poste Italiane
adotterà nove veicoli elettrici - tre Por-
ter Piaggio Electric-Power e sei Free
di
protezione ambientale dello Stato
02
arrIvaNO IN FraNcIa
aLTrI 24 mW
DI
eNerGIa eOLIca
del West Virginia.
Il progetto Summerville, spiega la nota
che motiva il riconoscimento, si è di-
stinto per aver:“mostrato l’impegno ad
andar ben al di là di quanto previsto
dalle leggi vigenti, dai regolamenti e
dalle autorizzazioni per la protezione
della qualità delle acque nello Stato
americano”.

4 Enel Insieme Settembre 2010

Brevi enel360 Parte a Catania il cantiere del più grande impianto italiano per la fabbricazione
Brevi
enel360
Parte a Catania il cantiere
del più grande impianto italiano
per la fabbricazione di pannelli fotovoltaici.
La capacità produttiva sarà di 160 MW
all’anno 08
05
include la centrale Federico II. L’intesa
permetterà di realizzare opere ad alta
valenza ambientale, prima fra tutte
08
La ceNTraLe eGp
DI ISOLa SeraFINI
SI veSTe D’OrO
la
costruzione dell’avanzato sistema
di
copertura parco carbone, in prossi-
Medaglia d’oro per la Centrale Enel
Green Power di Isola Serafini che
ha salvato il Po in occasione dello
sversamento di idrocarburi nel fiume
Lambro nello scorso febbraio. Il
riconoscimento è stato consegnato
dal sindaco di Monticelli d’Ongina,
Sergio Montanari, e dall’assessore
regionale alla Sicurezza e alla Prote-
zione civile, Paola Gazzolo, lo scorso
29 agosto nell’ambito della manife-
stazione Centrale Aperta Enel 2010.
Fu proprio la centrale idroelettrica,
grazie a una task force con Protezio-
ne Civile, Prefettura e istituzioni, a
bloccare la macchia oleosa che minac-
ciava l’intero ecosistema del Po.
mità dell’impianto, su aree finora non
disponibili. Enel contribuirà inoltre
alla messa in sicurezza dell’intera
falda acquifera della zona brindisina.
L’insieme di queste opere ammonta a
circa 300 milioni di euro, di cui circa 60
già investiti.
aL vIa I LavOrI
per La pIù GraNDe
FabbrIca ITaLIaNa
DI paNNeLLI
FOTOvOLTaIcI
07
IL cONTaTOre
eLeTTrONIcO
parLa SpaGNOLO
Endesa ha installato nella città di
Malaga il primo contatore intelligente
basato sulla tecnologia di Enel, già
ampiamente conosciuta e apprezzata
in
Italia: ha preso così il via il piano di
06
300 mILIONI DI eurO
per INTerveNTI
ambIeNTaLI
NeLL’area DI brINDISI
sostituzione su larga scala dei vecchi
contatori con il nuovo contatore digitale
che interesserà nei prossimi sei anni gli
oltre 13 milioni di clienti spagnoli della
società, con un investimento di oltre 1,6
miliardi di euro e la creazione di circa
2.000 posti di lavoro diretti. Grazie a
questo piano, la società è in anticipo di
tre anni rispetto alle scadenze stabilite
Enel Green Power, Sharp e STMicroe-
lectronics hanno finalizzato lo scorso
2 agosto un accordo di finanziamento
per 150 milioni di euro destinati allo
sviluppo della 3Sun di Catania, che di-
venterà la più grande fabbrica italiana
di pannelli fotovoltaici.
Enel Green Power contribuirà al
progetto con le sue competenze
nello sviluppo del mercato delle fonti
rinnovabili a livello internazionale e
nel project management, Sharp con la
tecnologia esclusiva del film sottile a
tripla giunzione e STMicroelectronics
con le capacità manifatturiere in un
settore all’avanguardia come la micro-
elettronica. La capacità produttiva ini-
ziale dello stabilimento siciliano sarà
pari a 160 MW all’anno e nei prossimi
anni potrebbe aumentare
Lo scorso 5 agosto Enel e il Ministe-
ro dell’Ambiente hanno firmato un
accordo articolato per la salvaguar-
dia delle aree comprese nel sito di
interesse nazionale di Brindisi, che
in
materia dalla legislazione europea e
spagnola.

5 Enel Insieme Settembre 2010

L’INchIeSTa Solo il 4% dei manager italiani sono donne. A ostacolarle pregiudizi e scarsa autodeterminazione.

L’INchIeSTa

Solo il 4% dei manager italiani sono donne.

A ostacolarle pregiudizi e scarsa autodeterminazione.

Abbiamo sentito cosa ne pensa chi lavora in Enel

Il tetto di cristallo

C ’è una barriera invisibile che si frappone tra le donne e la possibilità di fare carriera. I sociologi lo chiamano “tetto di cristallo” ed è un mix di pregiudizi, arretratezza culturale, maschilismo ma anche scarsa autoconvinzione da parte

delle stesse lavoratrici. Quello che è certo è che il livello della leadership al femminile è ancora molto basso in tutto il mondo e che l’Italia rappresenta un caso tra i più negativi: nel nostro Paese il tasso di occupazione delle donne è appena del 47% e a livello di management si parla di un desolante 4% (contro il 41% della Norvegia e a fronte della media europea dell’11%). Rispetto alle oltre 18 mila imprese tutte maschili, le società con un board preva- lentemente costituito da donne sono solo 1.850. Le donne inoltre sono penalizzate anche dal punto di vista salariale: nei paesi Ocse guadagna- no circa un quinto in meno degli uomini a parità di incarico.

QUESTIONE DI TEMPO?

Qualcuno dice che sia solo una questione di tempo. I cambiamenti strutturali in corso nel mondo del lavoro nei prossimi anni porteranno un notevole aumento delle manager: tra i principali cambiamenti la crescita dell’occupazione femminile, lo sviluppo del terziario e di altri settori storicamente meno “maschili”, la maggior presenza delle donne nelle facoltà universitarie che orientano verso la leadership e la maggio- re determinazione delle donne a raggiungere i loro obiettivi di carriera. Ma i dati fanno pensare che queste previsioni siano molto ottimistiche, se non del tutto errate. Se in contesti come la Svezia (dove le manager sono il 27% del totale) qualcosa sta cambiando, altrove non si riscontrano grandi rivoluzioni in corso. In Danimarca, uno dei Paesi con il maggior tasso di occupazione femminile (73%), le donne manager sono solo il 17% e in Belgio dove le lavoratrici sono il 55% del totale, solo il 7% dei capi è donna. Le cose non vanno meglio nei settori considerati tradizionalmente più “femminili” come l’istruzione e la sanità: in Italia la percentuale delle di- rigenti non supera il 40% del totale (mentre il numero complessivo delle occupate corrisponde a circa il 70%). Paradossalmente l’industria è uno dei settori in cui è relativamente più facile fare carriera: se ogni cento impiegati solo 24 sono donne, tra i dirigenti questa cifra arriva all’11%. Una delle tradizionali argomentazioni per giustificare l’assenza di donne nei ruoli di responsabilità è la scarsa preparazione universitaria. Ma oggi in tutto il mondo le donne laureate sono più degli uomini: per esempio in Italia il numero di laureate in discipline connesse ai settori di ingegneria, manufacturing e costruzioni rappresenta ormai il 29%. Un numero decisamente superiore alla media europea (25%) o a quello di Paesi come la Svizzera (11%) o l’Olanda (15%).

UNA BARRIERA INVISIBILE

Le cause del problema sono diverse e tutte molto antiche. Innanzitutto il mondo del lavoro negli anni si è evoluto sulla base delle consuetudini degli uomini, abituati a dedicare la quasi totalità del loro tempo alla sfera professionale. La massiccia entrata delle donne nel mondo del la- voro ha portato nuovi interrogativi su come debbano essere gestiti oggi i rapporti, gli orari, le responsabilità, ma le soluzioni finora proposte non si sono dimostrate adeguate ed efficaci. Uno dei punti più critici da questo punto di vista è senz’altro il difficile equilibrio tra la dimensione privata e quella lavorativa. La cura della

Zoom

famiglia e dei contesti domestici è stata tradizionalmente ricoperta dalle donne che si trovano ormai spesso a dover gestire due diverse giornate lavorative, una a casa, una al lavoro. Per Cristiana La Marca mediare queste due sfere non è cosa facile. È un ingegnere dell’Area di Ricerca

di Pisa, responsabile del filone trattamento fumi. Il suo lavoro la porta

a stare molte ore in laboratorio e altrettante in impianto, come quello

pilota per la cattura della CO 2 di Brindisi. Ha già due bambini ed è in attesa del terzo. “Le trasferte frequenti e la permanenza in ufficio fino a tardi di certo non mi aiutano. Ma un buon coordinamento con i colleghi rende tutto più gestibile” ci spiega. “Certo deve prevalere un principio

di flessibilità: per esempio se devo portare la bambina dal dottore alle

cinque magari devo avere la possibilità di recuperare la sera dopo cena”.

Ma Cristiana non ho avuto sempre questa serenità: “Quando aspettavo

il primo figlio avevo paura che la maternità avrebbe in qualche modo

avuto effetti negativi sulla mia carriera. Penso che questo sentimento sia molto diffuso tra le donne che lavorano. In realtà poi la mia paura

si è rivelata infondata, anche grazie al credito di fiducia accumulato in

precedenza”.

L’AUTOCENSURA

I modelli culturali maschili sono così radicati nella nostra società che

sono le stesse donne a rinunciare alla rivendicazione del proprio ruolo professionale. Secondo uno studio del Chartered Institute of Personnel and Development (Cipd), un istituto inglese specializzato nello svilup- po delle risorse umane, più le donne si avvicinano alle posizioni top, meno hanno fiducia nelle proprie capacità. Il 60% delle senior manager donne ritiene infatti di non essere in grado di fare un lavoro buono come

il suo attuale capo, mentre fra gli uomini tale percentuale si attesta al

47%. Nelle donne sono quindi presenti atteggiamenti auto-limitanti e

valore D: facciamo massa critica
valore D: facciamo massa critica

Le

tà, sia in termini di performance organizzative che di risultati

economici. Con questa consapevolezza tredici grandi gruppi imprenditoriali hanno deciso di unire i loro sforzi e le loro expertise dando vita nel maggio del 2009 alla prima associa- zione per la leadership femminile: Valore D. Dalla fondazione a oggi sono state associate 37 aziende e altre 104 hanno richiesto

l’affiliazione, con un bacino di utenza di circa 200 mila persone. Angelica Orlando, responsabile Antitrust e analisi normati-

va della regolazione, è la referente dell’associazione in Enel:

“Vogliamo creare una “massa critica” sul tema nel mondo del business per fare in modo che le aziende garantiscano alle donne le stesse opportunità degli uomini di fare carriera. Per questo Valore D propone percorsi di formazione mirata, l’organizzazione di momenti di condivisione delle esperienze,

attività collegiali, conferenze, percorsi di mentorship e interventi

di role modelling ”.

aziende sono le prime beneficiarie di una maggiore diversi-

Per maggiori informazioni: www.valored.it.

segue >>

7 Enel Insieme Settembre 2010

Zoom

convinzioni negative che a lungo andare portano alla rinuncia a ruoli di responsabilità e quindi alla carriera. Francesca Mazzini ingegnere informatico, lavora nella Funzione ICT,

è sposata e ha due bambini. Dal 2002 al 2004 è stata lontano dal lavoro

per via della maternità. “Ho vissuto diversi momenti di frustrazione. È stato senza dubbio un momento molto pesante. Avevo come la sensazio- ne di essere fuori dai giochi dal punto di vista professionale”. Oggi le cose vanno molto meglio: “Anzi, direi che l’aver avuto dei figli oggi mi permette di valutare in modo diverso alcune situazioni di conflitto in ambito lavorativo” commenta. Per superare questo problema diventa fondamentale il valore dell’esem- pio. Laura Panella, della Divisione Infrastrutture e Reti, è convinta che avere a fianco donne che hanno già vissuto situazioni simili possa fungere da stimolo: “Sapere che qualcuno prima di te ce l’ha fatta ti motiva e ti spinge a provare con più convinzione. Anche perché la sen- sazione che le donne debbano fare qualche sforzo in più per fare carriera c’è sempre”. In aiuto arriva il mentoring, una pratica sempre più diffusa nelle aziende che istituisce delle figure non coinvolte direttamente nei processi lavorativi proprio per aiutare le persone a capire meglio i per- corsi di carriera.

IL CONTRIBUTO DEI PAPà

Riccardo Frigerio lavora presso l’Unità Qualità Processi di Enel Distri- buzione. È stato uno dei pochi uomini in azienda a richiedere il congedo parentale, che prevede la possibilità anche per i padri di usufruire di permessi parzialmente retribuiti per la cura dei figli: “Ho adottato due fratellini cambogiani nell’agosto 2008 e nei primi mesi per loro è stata necessaria sia la mia presenza che quella di mia moglie. Devo dire che quando ho richiesto il congedo i colleghi mi hanno guardato come se fossi una mosca bianca”. E non c’è da sorprendersi se diamo un’occhiata alle statistiche a quasi dieci anni dall’introduzione del Testo unico sui congedi parentali (decreto legislativo 151/2001): in Italia in media lo

chiedono solo il 4% dei padri sia nel settore privato, che in quello pubbli- co. Senza dubbio un ostacolo importante all’utilizzo di questo permesso

è la scarsità della retribuzione, pari a circa il 30% dello stipendio (in

realtà le aziende integrano il contributo dell’Inps con una quota supple- mentare). Niente a che vedere con la legislazione svedese che prevede addirittura tredici mesi di congedo retribuito all’80% dello stipendio, da suddividere tra la madre e il padre (sessanta giorni dei quali sono obbligatori per ciascun genitore). Il risultato di questa lunga evoluzione sociale cominciata quarant’anni fa ha portato alla cosiddetta “genitoriali- tà”, che equipara i compiti di entrambi i genitori senza creare imbarazzi e divari.

L’ ECONOMIA è SEMPRE PI ù DONNA

Nonostante questi limiti la presenza femminile è diventata sempre più fondamentale per il successo delle aziende. A dimostrarlo è il successo crescente di tutte quelle imprese internazionali che hanno incoraggia- to persone con formazione, nazionalità e culture differenti a lavorare insieme, a condividere le loro esperienze e a portare soluzioni creative ai problemi comuni. In Italia nel quadriennio 2004-08 le aziende quotate con donne nei Cda hanno registrato un Ebitda medio superiore del 21%

8 Enel Insieme Settembre 2010

La popolazione femminile in enel (Italia) 16,5%

di cui:

Dirigenti: 10,9%

Quadri: 20,7%

Impiegate: 23,8%

Operaie: 0,2%

rispetto alle altre. E le aziende con elevata diversità di genere registrano valori superiori all’11%, contro una media che si attesta attorno al 5%. Avivah Wittenberg-Cox è l’amministratore delegato di 20-first, una del- le principali società di consulenza a livello mondiale sulle tematiche di genere. Nel suo libro Rivoluzione Womenomics sostiene che le donne sono ormai diventate il motore dell’economia e un fattore insostituibile per la produttività e l’efficienza aziendale. Lo scorso 7 giugno è stata ospite di Enel all’Auditorium di Roma per il ciclo di conferenze Orienta, dove ha illustrato il suo modello di governance al femminile come risposta alla crisi economica e alle sfide del nuovo millennio. “Non si tratta di rivalse sessuali o sociali, ma solo di business”, ha spiegato. “Oggi le donne sono la metà della popolazione mondiale e rappresentano il 70% del potere decisionale di spesa”. Un’azienda che non promuove la leadership al femminile, quindi, “finisce per precludersi il successo nel principale segmento di mercato esistente”. Per cogliere queste opportunità, invece, “le aziende hanno bisogno di leader, manager e di un’organizzazione ca- ratterizzati dal ‘bilinguismo di genere”. Ovvero dalla capacità di parlare e di comprendere il linguaggio dei sessi – specie quello delle donne –, di valorizzare il talento di ciascuno senza calpestare la diversità. Per dirla con una battuta, secondo la Wittenberg-Cox “se i Lehman Brothers fos- sero stati le Lehman Sisters forse si sarebbe potuta evitare la più grossa bancarotta che si ricordi nell’economia mondiale”.

PROMUOVERE LA DIVERSITà

“Enel opera in un business a prevalenza maschile, ma nella nostra azienda l’attenzione alle pari opportunità non è mai mancata”, ha detto Massimo Cioffi, direttore Personale e Organizzazione, nell’incontro di presentazione al management dell’associazione Valore D (vedi box), di cui Enel è una delle aziende fondatrici, e che ha preceduto Orienta. “Ab- biamo per esempio condizioni di miglior favore in tema di tutela della maternità e congedi parentali, e anche un’attiva Commissione interna per le pari opportunità. Ciononostante la riflessione sul diversity mana- gement (la gestione della diversità, ndr) resta un tema ineludibile per le politiche di gestione delle risorse umane, perché non si dà uguaglianza senza reale accoglimento delle differenze”. “Questa visione ci ha portato a introdurre nel Modello di leadership adottato in Enel la dimensione del diversity management intesa in senso ampio (nazione, cultura, genere, età)” ha aggiunto Cioffi. “Non si tratta solo di promuovere la leadership femminile, ma di sviluppare un nuovo modello generale per orientare la formazione di uno stile manageriale efficace e funzionale al cambiamento”. “L’empowerment femminile è indubbiamente uno dei fenomeni sociali più importanti dei nostri tempi. Un cambiamento culturale in corso che chiede alle aziende di integrare e valorizzare il ruolo delle donne all’interno del business” afferma Gianluca Comin, direttore Divisione Relazioni Esterne. “Siamo convinti che questa sfida si giochi anche sul piano della comunicazione: è quindi fondamentale incentivare tutte le iniziative che permettano alle donne di acquisire una maggiore con- sapevolezza delle proprie potenzialità e che le aiutino a esprimere il proprio talento, a condividere conoscenze ed esperienze e migliorare l’apporto personale al business”.

Orizzonti

Il tassello che mancava

È il tassello che mancava nel mosaico nucleare”. “Un posto laico, aperto al contributo della scienza, della tecnica e dell’industria”. “Un’iniziativa importante che va in una direzione moderna, responsabile e soprattutto non ideologica”. Si tratta del Forum nu- cleare italiano (Fni), raccontato dalle parole delle personalità del mondo politico, industriale e accademico che hanno partecipato alla presenta-

zione ufficiale avvenuta lo scorso 27 luglio a Roma, nella Sala conferenze

di Palazzo Marini della Camera dei deputati.

INFORMAZIONE E DIVULGAZIONE

Chicco Testa, neo presidente del Forum, lo ha definito “uno strumento

per promuovere il dibattito, diffondere informazione, attivare un dialo-

go e una collaborazione trasversale alle imprese, alla cultura accademica

e scientifica, alla forze sociali e ai cittadini”. Il nucleare è una risorsa necessaria, sicura, pulita e vantaggiosa dal punto di vista economico e ambientale. Questo è il messaggio che i promotori del Forum vogliono far arrivare a industria, media, opinione pubblica e classe politica. Un impegno di informazione e divulgazione che il Fni intende svolgere con

il contributo trasversale delle realtà industriali, accademiche e sociali

che lo hanno promosso. Testa le ha definite “quella parte del Paese che

ha

sempre ritenuto il nucleare un elemento importante del mix energeti-

co

e dello sviluppo”. E infatti scorrendo la lunga lista dei soci fondatori

si

incontrano tra gli altri i nomi di Enel, Edf, Ansaldo Nucleare, Eon,

Westinghouse, quelli di Confindustria, Flaei, Uilcem, Sogin o di atenei come il Politecnico di Milano, l’Università “La Sapienza” di Roma e quelle di Genova, Pisa e Palermo.

UN VERO CONFRONTO SOCIALE

Come ha ricordato Testa, la neonata associazione no-profit punta a fare un’informazione aperta, basata su fatti incontrovertibili, con pacatez-

paTTO SOcIaLe

Nasce il Forum Nucleare Italiano

per promuovere il dibattito tra cittadini,

imprese e istituzioni

za e tranquillità. Un intento sottolineato anche dall’ad di Enel Fulvio Conti, che nel suo intervento in occasione della presentazione ufficiale ha definito il Forum “un posto laico, aperto al contributo della scienza, della tecnica e dell’industria”. Per il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il Forum vuole aiutare il Paese a valutare nel modo più completo e corretto una scelta strategica per il futuro, come quella del ritorno del nucleare in Italia: “Sono rimasta enormemente colpita veden- do la pacifica armonia tra una centrale nucleare e il territorio”, ha detto Prestigiacomo ricordando la sua visita alla centrale Edf-Enel di Flaman- ville. Il Forum deve poter “trasferire al territorio questa mia esperienza” con “un’informazione capace di rispondere a tutti i dubbi e a tutti i quesiti”. Come infatti ha sottolineato il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico, Stefano Saglia quello che serve “non è convincere i cittadini, ma fare in modo che maturino un’opinione su dati reali”. E per questo il Forum rappresenta “il tassello del mosaico nucleare che mancava, cioè una comunicazione scientifica e divulgativa che raggiun- ga l’opinione pubblica”.

9 Enel Insieme Settembre 2010

Orizzonti

Partiamo dai valori per diventare la migliore azienda

Intervista all’amministratore delegato e direttore generale Fulvio Conti:

”Fare leva su cultura ed elementi distintivi per costruire un nostro modo

di essere multinazionale”

Durante la Convention lei ha detto che Enel deve puntare a diventa- re la migliore azienda del mondo. È senza dubbio un’affermazione ambiziosa. Eppure ne sono convinto. Noi dobbiamo essere l’azienda migliore al mondo e abbiamo tutti gli strumenti per esserlo.

Il mercato dell’energia è cambiato molto negli ultimi anni e farà altrettanto nel prossimo futuro. Che cosa deve fare Enel per raggiun- gere questo traguardo? Deve ripensare il modo di produrre e vendere energia? Nel mercato dell’elettricità si è talmente sofisticato il rapporto con il cliente e contemporaneamente si è così “banalizzato” il prodotto ener- gia elettrica, che diventa fondamentale l’offerta di servizi e soluzioni

improntate all’efficienza, al risparmio energetico e alla sostenibilità am- bientale. Questa evoluzione ha generato un forte ampliamento dell’arena concorrenziale all’interno della quale operiamo. Dobbiamo immaginare

di doverci confrontare non solo con i nostri concorrenti abituali come

Edf, Eon, Iberdrola, ma con molti nuovi attori di altri settori, dalle multinazionali del software alle aziende che operano nel campo delle

telecomunicazioni, dai produttori di elettrodomestici agli specialisti del-

la domotica, dal settore dei servizi alla grande distribuzione, dalle case

automobilistiche ai produttori di materiali da costruzione, alle banche e agli istituti di credito. Avere in mente questo nuovo scenario è importante per continuare a essere leader di mercato e riferimento per i clienti in un mondo in rapido cambiamento.

10 Enel Insieme Settembre 2010

In che modo? Abbiamo a nostro favore esperienza e know-how e dobbiamo sfruttarli

per fare da collettore e da propulsore delle iniziative e delle potenziali collaborazioni con questi nuovi attori. Per farlo è necessario mettere

in discussione il modello stesso di utility a cui siamo abituati. Dobbia-

mo sviluppare una passione per il cliente, un forte orientamento alla

qualità del servizio per garantirne la soddisfazione, estendendo la rete

di confronto e di relazioni commerciali e tecnologiche verso tutti coloro

che possono essere coinvolti nel processo di costruzione di un nuovo paradigma di produzione, distribuzione e consumo di energia elettrica.

Quanto contano i valori in questa sfida? Per aspirare a diventare i migliori, ottenere risultati e governare la complessità che oggi abbiamo raggiunto dobbiamo fare leva su una nostra cultura, sui nostri valori distintivi, su un nostro stile originale di fare business e di essere multinazionale che non deve necessariamente seguire modelli omologati agli standard di altre multinazionali.

Quali sono i valori distintivi della cultura Enel? I nostri valori fondanti e distintivi sono la profittabilità, il rispetto per l’ambiente, la responsabilità sociale, il rispetto delle nostre persone, l’orientamento ai risultati e al miglioramento continuo.

Vediamoli nel dettaglio. Partiamo dalla profittabilità. Per profittabilità intendo l’impegno a conseguire in maniera continua risultati crescenti, mantenendo le promesse fatte agli azionisti. Ciò deve avvenire nel pieno rispetto delle regole etiche e delle persone. Rispetto

9

Profittabilità

9

Rispetto per l’ambiente

9

Responsabilità sociale

9

Rispetto per le persone

9

Orientamento ai risultati e miglioramento continuo

delle persone vuol dire perseguire l’assoluta sicurezza del lavoro attra- verso l’applicazione rigorosa delle procedure di sicurezza, sia da parte nostra che da parte delle imprese che lavorano con noi. Siamo convinti

di essere i migliori a fare il nostro mestiere, non abbiamo bisogno di

scorciatoie per raggiungere i risultati che ci siamo prefissi. La competen-

za tecnica, la cultura del far bene sono caratteristiche che le persone che lavorano in Enel hanno sempre avuto e che ci permettono di affrontare con fiducia le sfide del mondo esterno.

Non si può più produrre energia senza rispettare l’ambiente… Essere attenti all’ambiente per noi non è soltanto uno slogan, è un valore integrato nel nostro essere un’azienda energetica; l’ambiente per noi vuol dire sviluppare e gestire i nostri asset in modo sostenibile anche attraverso l’innovazione in campo ambientale. Un esempio sono i nostri investimenti per ambientalizzare gli impianti, ridurne le emissioni e quindi l’impatto sul territorio. La nostra attenzione all’ambiente sarà tanto più importante nel momento in cui andremo a mettere in moto

le risorse necessarie a sostenere il ritorno al nucleare del nostro Paese.

Dovremo fare uno sforzo notevole per convincere i nostri concittadini che un impianto nucleare non è pericoloso per l’ambiente, ma che al contrario, è una tecnologia che presenta molti vantaggi e dalla quale non

si può prescindere se si vuole combattere l’effetto serra.

Cosa vuol dire essere responsabili in Paesi diversi tra loro per cultura e tradizioni? Vuol dire essere consapevoli della nostra influenza, anche indiretta, sullo sviluppo economico e sociale della collettività, comprendere

Orizzonti

l’importanza dell’accettazione sociale da parte delle comunità ospitanti. La nostra strategia di crescita deve essere basata su solidità finanziaria

e redditività, ma anche sul coinvolgimento dei diversi attori sociali e su

una politica di gestione delle risorse ambientali definita e condivisa. Vo -

gliamo essere buoni cittadini in tutti i Paesi del mondo che ospitano le nostre attività, operando sempre nella massima trasparenza e correttez- za. Oltre a essere un nostro valore e un nostro impegno, il consenso so- ciale è anche condizione indispensabile per poter condurre con successo

il business. Reputazione, onorabilità e credibilità sono un patrimonio

“immateriale” che ci consente di essere accolti ovunque a braccia aperte

come interlocutori di fiducia.

Lei ha detto che Enel deve diventare la migliore azienda dove si possa lavorare. Come si può renderla tale? Dobbiamo promuovere la meritocrazia, valorizzare il talento, sviluppare la cultura dell’integrazione in una società in continua evoluzione. Un nuovo tipo di multinazionale, che fonde tante culture in un’unica cul- tura, che è quella del progresso, del vantaggio reciproco, dello scambio attivo con il contesto sociale, della crescita dei risultati, del rispetto dei colleghi e dei nostri azionisti e che crea un clima nel quale si è felici di tornare a lavorare il mattino seguente. Un’azienda che offre ai giovani l’opportunità di crescere in un ambiente stimolante dove affrontare le sfide cruciali della nostra epoca. Un’azienda capace di attrarre i migliori talenti sul mercato del lavoro. Per queste ragioni è per noi motivo di par- ticolare soddisfazione che un recente sondaggio fra gli studenti univer- sitari di facoltà tecniche e scientifiche ci abbia riconosciuto in Italia come una delle tre migliori aziende in cui lavorare, subito alle spalle di mar- chi come Ferrari e Google, che hanno notevole presa sui giovani. Entro breve vogliamo diventare il numero uno anche in questa classifica.

Infine il miglioramento continuo. Come si persegue questo obiettivo? Elemento determinante è la passione per il lavoro, la gioia di rendere concreta l’affermazione di una personalità che ha voglia di fare, che ha fame di misurarsi con progetti nuovi, che ha la passione di esporsi alle numerose nuove sfide offerte dalla nostra organizzazione. Non bisogna essere solo esecutori passivi di ordini e decisioni, è necessario farsi promotori dei risultati, fautori della crescita e protagonisti del cambia- mento. Abbracciare e promuovere il miglioramento significa estendere in modo trasversale e capillare la cultura dell’eccellenza operativa, della sicu- rezza, del servizio al cliente, del saper “fare di più e meglio con meno ”. È proprio questa capacità che in tempi di crisi qualifica le aziende solide, leader, in grado di promuovere e sostenere la ripresa. Essere efficienti e lean è una leva strategica per rendere possibile una crescita anche in un contesto come quello che stiamo attraversando.

Per concludere, che messaggio vuole mandare ai colleghi? Spero che tutti i colleghi condividano la mia ambizione: essere la miglior azienda al mondo per me significa soprattutto diventare la migliore azienda dove si possa desiderare lavorare, per la fierezza di farne parte e perché le persone che vi lavorano si sentono valorizzate e protagoniste nel costruire il futuro di Enel.

11 Enel Insieme Settembre 2010

Orizzonti

Dentro l’impianto solare termodinamico

a concentrazione di Priolo Gargallo.

La centrale spiegata dagli esperti

Archimede il sale dell’innovazione

S ono le dimensioni di Archimede a catturare per prime l’atten- zione dei visitatori. L’impianto solare termodinamico di Priolo Gargallo (Siracusa) copre infatti dieci ettari di terreno (centomi- la metri quadrati). A colpire sono poi le suggestioni dei riflessi

di luce date dagli specchi parabolici (nove file da 600 metri ciascuna).

Ma il resto della centrale è tutto da scoprire, a partire dalla soluzione

tecnologica sviluppata da Enea e realizzata dalla Ricerca e dall’Inge- gneria Enel che ha portato alla principale innovazione nel settore degli

impianti di questo genere: la miscela di sali fusi (nitrato di sodio e nitra-

to di potassio) che scorre dentro ai 5.400 metri di tubazioni che corrono

davanti agli specchi, raccogliendo il calore solare a una temperatura di 550 gradi. “L’innovazione di Archimede – spiega Sauro Pasini, responsabile dell’Area tecnica Ricerca nella Divisione Ingegneria e Innovazione – è

legata al fatto che invece di utilizzare un olio diatermico, come tutti gli impianti termodinamici esistenti, vengono usati sali fusi. Questi, oltre

ad assorbire il calore solare a una temperatura più alta rispetto agli oli

(550° contro 400, ndr), permettono di conservare il calore per andare a produrre energia anche in assenza di sole. In sostanza – riassume Pasini

12 Enel Insieme Settembre 2010

– grazie a questa soluzione salina oggi abbiamo una centrale in grado di

produrre il 20-25% di energia in più rispetto agli impianti concorrenti e

di accumularne circa il doppio. E questo a parità di estensione del cam-

po specchi e con la stessa quantità di sali fusi utilizzati per l’accumulo”.

UNA RIVOLUZIONE DI SETTORE

“Nel mondo esistono poco meno di venti impianti solari termodinamici, alcuni anche da parecchi anni”, racconta Guglielmo Liberati, project manager di Archimede. “Ma utilizzano olio diatermico nei tubi e non hanno un sistema di accumulo dell’energia. Solo in alcuni impianti re-

centi è stato introdotto l’accumulo, il quale però, rispetto ad Archimede non è integrato e ha un’efficienza minore e ingombri e costi superiori ”.

La possibilità di immagazzinare calore consente una gestione calibrata

dell’energia solare. “La raccolta dell’energia solare inizia all’alba – chiari- sce Liberati – mentre il periodo di maggiore utilità dell’energia sulla rete elettrica inizia a mezzogiorno e prosegue fino a sera, oltre il tramonto”. L’utilizzo di sali fusi consente di ottenere vapore surriscaldato a tempe- ratura e pressione molto alte, raggiungendo un’efficienza superiore al 40%. L’alta efficienza e la disponibilità di un accumulo integrato sono i

punti di forza di questo nuovo tipo di impianto. Archimede rappresenta

la nuova frontiera nel settore degli impianti solari termodinamici come

spiega Liberati: “Costruirlo e metterlo in esercizio serve anzitutto a dimostrare la fattibilità industriale di questa nuova tecnologia”.

IL CIRCUITO DELL’ENERGIA

Ad accompagnarci lungo il percorso che compiono i sali fusi è Daniele Consoli, che in Archimede è project engineer per la ricerca. “La soluzione salina parte dal serbatoio ‘freddo’ dove si trova a una temperatura di 290 gradi. Da qui viene immessa all’interno dei collettori che, attraverso appositi specchi parabolici, riflettono la radiazione solare diretta con- sentendo ai sali di raggiungere i 550 gradi”.

”La centrale dispone di circa 1.400 tonnellate di sali fusi” racconta Consoli. “Il quantitativo di sali avviato nei collettori è superiore a quello necessario per generare una potenza elettrica di 5 MW, cosicché il calore solare raccolto in più è conservato nel serbatoio caldo, dove i sali fusi

si mantengono a 550 gradi”. Quindi con questa riserva si può generare

energia quando serve? “Con il serbatoio caldo a pieno carico è possibile

produrre elettricità per circa sette ore consecutive, di notte o in assenza

Orizzonti

circa sette ore consecutive, di notte o in assenza Orizzonti ARCHIMEDE 2, L’EVOLUZIONE di sole”. “Archimede

ARCHIMEDE 2, L’EVOLUZIONE

di

sole”.

“Archimede è da considerare un progetto pilota che deve servire come

Al

rientro dal loro giro esterno i sali fusi destinati alla produzione

scuola per sviluppare un Archimede 2”, afferma Sauro Pasini. “Un

entrano nel generatore di vapore solare: “È costituito da tre scambiatori

impianto che a partire dagli stessi concetti sia in grado di avere le stesse

di

calore messi in serie – spiega Consoli: un economizzatore, dove i sali

prestazioni con costi e tempi di realizzazione nettamente inferiori. Ci

incontrano l’acqua che scorre in senso opposto lungo i tubi e che passa

stiamo già lavorando è abbiamo parecchie idee. Con tutta probabilità

da

240 a 315 gradi; un evaporatore, dove avviene la separazione tra fase

già oggi saremmo in grado di costruire Archimede con costi e tempi

liquida e vapore e un surriscaldatore dove si ottiene il vapore surriscal- dato che sarà poi integrato in una delle due turbine del ciclo combinato”. Archimede infatti è una centrale a gas con due cicli combinati da 760 MW complessivi. “Grazie al contributo dell’energia solare – conclude l’ingegnere di progetto – si risparmiano duemila tonnellate di combu- stibile in un anno e l’immissione in atmosfera di 3.250 tonnellate di CO 2

competitivi rispetto agli impianti convenzionali a olio diatermico”. Tra i primi miglioramenti c’è “l’abbattimento dei costi di realizzazione del campo di collettori solari – annuncia Guglielmo Liberati – che oggi rappresenta circa il 60% del costo dell’impianto”. Un’ulteriore evoluzio- ne poi “sarà quella di abbassare la temperatura alla quale i sali fusi si solidificano, dagli attuali 230 gradi a circa cento”, afferma infine Daniele

 

all’anno”.

Consoli.

afferma infine Daniele   all’anno”. Consoli. Una veduta della distesa di specchi. In alto: Il taglio

Una veduta della distesa di specchi. In alto: Il taglio del nastro con l’ad Conti, il ministro Prestigiacomo e altre autorità

13 Enel Insieme Settembre 2010

Orizzonti

Industria e territorio riuniti dall’idrogeno

Grazie all’impianto Enel di Fusina

un futuro più sostenibile per il distretto

produttivo di Porto Marghera (Venezia)

per il distretto produttivo di Porto Marghera (Venezia) Fusina (VE) Camera di combusione dell’impianto 14 Enel

Fusina (VE) Camera di combusione dell’impianto

14 Enel Insieme Settembre 2010

P otrebbe essere un solo elemento chimico, il più semplice di tutta la tavola periodica, a dare il via a una svolta epocale nel modo di produrre energia. Parliamo dell’idrogeno (H 2 ) che dallo scorso 12 luglio alimenta il nuovo impianto inaugurato

da Enel a Fusina (Venezia) e che di fatto rappresenta il fulcro di una catena produttiva virtuosa che unisce le principali attività industriali presenti nell’area: dal petrolchimico (Eni) alla generazione elettri-

ca da carbone (Enel) fino allo smaltimento dei rifiuti, in un’ottica di

efficienza e di sostenibilità ambientale. Che è poi l’obiettivo ultimo di Hydrogen Park, il consorzio nato nel 2003 su iniziativa dell’Unione industriali di Venezia e sostenuto dalla Regione Veneto e dal Ministero dell’Ambiente con un contributo pari a quattro milioni di euro.

COME FUNZIONA L’IMPIANTO

“L’impianto ha iniziato a operare con successo già qualche mese prima dell’inaugurazione”, racconta Sauro Pasini, responsabile dell’Area tecnica Ricerca della Divisione Ingegneria e Innovazione. “Questo periodo di prova, infatti, ci ha permesso di verificare che quanto avevamo previsto in fase di progettazione e sperimentazione pilota è

poi realmente accaduto nell’impianto su scala industriale. E cioè che

le tecnologie sviluppate hanno funzionato alla perfezione, utilizzando

idrogeno al 100% e producendo circa 16 MW di energia elettrica con un risparmio significativo di CO 2 : 17mila tonnellate all’anno”. La nuova centrale di Fusina, che utilizza 1,3 tonnellate di idrogeno all’ora, ha un rendimento elettrico complessivo pari a circa il 42%.

L’energia prodotta, pari a circa 60 milioni di kWh l’anno, è in grado di soddisfare il fabbisogno di 20mila famiglie.

A

guidarci dentro la tecnologia è Nicola Rossi, responsabile del filone

di

ricerca Combustibili e Sistemi di Generazione. “L’idrogeno arriva

nel nostro impianto dal petrolchimico della Polimeri Europa (Gruppo

Eni) – spiega – dove esso rappresenta un sottoprodotto del processo

di produzione dell’etilene. Grazie alle sue caratteristiche di purezza

molto elevate, può alimentare l’innovativa turbina a gas del ciclo com- binato di Fusina senza particolari trattamenti, generando una poten- za elettrica di circa 12 MW”. Secondo Rossi è proprio il combustore della turbina, frutto di una collaborazione tra Enel e General Electric – Nuovo Pignone, il cuore dell’innovazione: “Rispetto alle comuni turbine a gas, infatti, il combustore di Fusina oltre a poter funzionare con idrogeno puro, può operare anche con miscele idrogeno-metano di varia composizione, garantendo, in ogni condizione di funzionamento, emissioni ridotte di NOx, l’unico vero inquinante prodotto dalla com- bustione dell’idrogeno. Al mondo non esistono altri esempi di combu- stori di questo genere su scala industriale”. Ad aumentare la potenza della centrale a idrogeno di Fusina contri-

buisce, inoltre, il generatore di vapore a recupero. “È anch’esso un componente molto innovativo – afferma Rossi – che permette di recuperare gran parte del calore contenuto nei fumi scaricati dalla turbina a gas per generare vapore che, alimentando le turbine della limitrofa centrale a carbone, produce ulteriori 4 MW. In questo modo è possibile ridurre di circa 3 tonnellate ogni ora i consumi

di carbone della centrale, con una conseguente abbattimento delle

emissioni di CO 2 in atmosfera”. “L’elevato livello di innovazione

di questo componente – continua Rossi – è da ricondurre alla sua

capacità di condensare gran parte del vapore acqueo contenuto nei fumi, di combustione dell’idrogeno con un impatto positivo sull’ef- ficienza dell’impianto”.

H2, LA FORMULA DI DOMANI

Come Archimede anche Fusina non è soltanto una centrale pro- duttiva ma un grande laboratorio sperimentale. A Rossi e Pasini abbiamo chiesto quali sono gli orizzonti di ricerca relativi all’idro- geno. “In natura l’idrogeno non esiste, va prodotto – ha risposto Rossi – più che una fonte primaria, quindi, esso è da considerare un ‘vettore’ di energia, proprio come l’elettricità. Ma con in più la capa- cità di accumulo dell’energia per poterla utilizzare quando manca

la fonte primaria; pensate ad esempio all’accumulatore di energia

del Diamante, che funziona appunto a idrogeno (oppure le batterie dell’auto elettrica, ndr). E il tema dell’accumulo energetico sta diven- tando particolarmente importante anche in relazione al diffondersi

delle fonti rinnovabili – continua Rossi - che per loro natura sono discontinue (in primis l’eolico e il solare). È, quindi, anche su questo aspetto che si concentreranno le prossime attività di ricerca”.

In

quale modo si può produrre l’idrogeno? “Ad esempio attraverso

la

gassificazione del carbone”, risponde Pasini. “Che è poi una delle

tre tecnologie per la cattura e il sequestro della CO 2 (insieme a post-

combustione e ossicombustione, ndr). Da questo processo chiamato ‘pre-combustione’ si ottengono infatti due soli elementi: l’idrogeno

idoneo a produrre energia e la CO 2 pura e pronta per essere stoccata

in giacimenti di gas esausti o in acquiferi salini profondi, immensi

mari disponibili al di sotto della crosta terrestre”.

“Questa tecnologia esiste già e la stiamo valutando – commenta poi

il responsabile della Ricerca Enel –, ma è al momento meno com-

petitiva rispetto alle altre opzioni disponibili per la Ccs. Ciò che è

difficile, invece, è bruciare idrogeno senza produrre ossidi di azoto.

Il nuovo bruciatore di Fusina è già un buon risultato, ma insieme

a General Electric entro il 2013 contiamo di ottenere un bruciatore

che sia in grado di avere le stesse emissioni di un combustore a metano, quindi inferiori ai 100 milligrammi al metro cubo, con con- sumo minimo di vapore o azoto. Speriamo di riuscirci – conclude – perché sarebbe davvero un prodotto unico sul mercato mondiale”.

Jumps
Jumps
davvero un prodotto unico sul mercato mondiale”. Jumps Orizzonti Orizzonti Gennaro De Michele Responsabile
Orizzonti Orizzonti

Orizzonti

Orizzonti

Orizzonti Orizzonti
unico sul mercato mondiale”. Jumps Orizzonti Orizzonti Gennaro De Michele Responsabile Politiche di Ricerca e

Gennaro De Michele Responsabile Politiche di Ricerca e Sviluppo

Scienziati e complessati

La complessità ci circonda. Sono complessi il clima, il mer- cato azionario, le organizzazioni sociali, i grandi cantieri,

il cervello umano.

C’è un complesso, non famoso come quello di Edipo, ma che per gli scienziati gioca un ruolo molto importante. Parliamo del “complesso di semplicità”, quello che da sem- pre spinge i ricercatori verso la semplificazione della real- tà, per prevederla e controllarla. Quando non ci riescono, hanno la sensazione di trovarsi di fronte alla sconcertante complessità dell’universo e si sentono sconfitti. Vittime di questa sindrome sono stati scienziati del calibro di Bertrand Russell e di Kurt Gödel che hanno tentato invano di unificare la matematica partendo da pochi ed essenziali postulati. Molti però hanno vinto la loro battaglia: come Newton con la legge gravitazionale o Keplero che, sostituendo il modello tolemaico delle sfere

con quello dell’ellisse, riuscì a condensare in tre formulet- te il moto dei pianeti intorno al Sole. Ed Einstein che con una sola formula (E=mc 2 ) ha rappresentato i processi che avvengono nelle stelle. Ma la complessità da qualche tempo non è più solo una disgrazia per gli scienziati. Anzi è divenuta il riconosci- mento della ricchezza e della diversità delle organizza- zioni di ogni dimensione e specie, siano esse composte da amminoacidi, azioni o persone; oggi termini quali “fluttuazioni”, “stabilità”, “transizione di fase” vengono indifferentemente usati per descrivere sistemi biologici, sociali ed economici. Caduto il tabù, sono apparsi nuovi modelli interpretativi e originali strumenti di analisi come attrattori, frattali e grafi. Usando i grafi Mark Newman dell’Università del Michi- gan, ha chiarito ad esempio che il grado di complessità (GC) delle lingue (GC=70) è maggiore di quello del web (GC=15), che il sistema delle relazioni sessuali degli uomi- ni (GC=22) è più complesso di quello delle donne (GC=6), mentre il mercato azionario americano, molto più sempli- ce di tutti questi sistemi, ha un GC pari a 3. Siamo passati così dalla paura della complessità a un me- todo per governarla, facendo diminuire incertezze e rischi

a cui i sistemi complessi per loro natura vanno incontro. Con un auspicio: che al “complesso di semplicità” non

si sostituisca il più insidioso “complesso di complessità”

(tutto è complesso, aiuto!) che, oltre a essere una brutta ca- cofonia, potrebbe limitare il progredire della conoscenza.

15 Enel Insieme Settembre 2010

Orizzonti

Orizzonti Tanti manager , un solo modello Enel lancia un percorso unico per tutti i dirigenti

Tanti manager, un solo modello

Enel lancia un percorso unico per tutti i dirigenti

del Gruppo. Per valorizzare meglio le persone

e le professionalità

U na multinazionale presente in 23 Paesi ha bisogno di svi-

luppare una cultura manageriale comune e condivisa. Per

questo motivo Enel ha deciso di lanciare per il management

del Gruppo un nuovo modello di classificazione, gestione e

sviluppo, che renda omogeneo e trasparente il modo in cui le persone crescono, si sviluppano e sono valorizzate all’interno del Gruppo. Un

nuovo modello che costituisca la base di un unico linguaggio, che motivi

le persone offrendo visibilità sul come si realizza lo sviluppo di carriera

nel gruppo, nel breve e nel lungo termine, e che permetta di trasformare l’azienda in una “scuola di management”, come sottolineato dall’ad Ful-

vio Conti durante la convention. Nei vari Paesi in cui Enel è presente, oggi già esiste un sistema di inqua- dramenti professionali all’interno del quale ciascuno si identifica e si riconosce, dall’operaio neoassunto al più esperto degli executive. Questi sistemi continueranno a esistere. A essi viene affiancato il nuovo modello rivolto esclusivamente ai manager che ha come scopo principale quello

di accelerare lo sviluppo di una nuova cultura manageriale. Una cultura

che permetta di trasformare l’unione dei Paesi in qualcosa di più della semplice somma e di superare, quindi, l’esigenza di utilizzare categorie locali (come i dirigenti italiani e i directivos spagnoli) per motivare le per- sone e per remunerarle in maniera competitiva e correlata al valore che esprimono. Tutto ciò si può realizzare grazie a una prospettiva globale di gestione del management.

UNA CARRIERA IN CINQUE PASSI

Il modello esplicita i diversi passi della carriera dei manager che diven-

ta unica per tutto il Gruppo: la carriera è scandita da cinque gradini in

funzione della rilevanza della posizione occupata e regolata da politiche

di gestione definite centralmente e applicate in tutti i Paesi in cui Enel è

presente. L’accesso al modello è funzione del possesso di un profilo che si fonda sia su elementi oggettivi che su elementi soggettivi. Tra quelli oggettivi conta soprattutto la posizione ricoperta, che è pesata applicando scientifi- camente una metodologia riconosciuta a livello internazionale. Tra quelli soggettivi vengono considerati elementi come le performance ottenute

nell’ultimo triennio, la trasversalità, ovvero se si sono ricoperte posizioni

in ambiti differenti nel corso della carriera (anche fuori Enel), e il poten-

ziale di crescita in azienda. A questi elementi necessari e fondamentali

16 Enel Insieme Settembre 2010

per essere un buon manager Enel nel paese in cui si lavora, si aggiungo- no temi specificamente globali necessari per estrarre il massimo valore possibile dall’essere una multinazionale: l’esperienza internazionale e la conoscenza della lingua inglese.

TUTTI CLASSIFICATI ENTRO IL 2010

“Ciascuno di noi si trova quindi, in base alla posizione ricoperta e alle

proprie caratteristiche personali e curriculari, inserito nel percorso locale

o nel percorso globale” ricorda Massimo Cioffi, responsabile Personale e

Organizzazione. “Avere una motivazione specifica verso la carriera mul- tinazionale di Gruppo ed essere considerato dall’azienda come candida- bile sono gli elementi necessari per accedere al percorso di tipo globale”. Entro fine anno il management attuale verrà classificato secondo il nuovo

modello e a giugno 2011 l’amministratore delegato effettuerà le prime nomine a manager globale per consentire il completamento del profilo dei singoli.

PAROLE CHIAVE: TRASPARENZA E OGGETTIVITà

In questo processo ognuno ha un ruolo specifico: il singolo nella espres- sione di un orientamento consapevole, sulla base degli elementi ogget- tivi e soggettivi posseduti, verso un percorso locale o globale; il capo nell’identificare risorse da inserire all’interno del percorso di crescita e nel metterle in condizione di colmare eventuali gap rispetto al profilo atteso; l’azienda nel mettere a disposizione gli strumenti; la funzione del

Personale, nell’identificare il percorso di sviluppo individuale per diven- tare manager, locale e globale, insieme alla risorsa e al capo. “Trasparenza e oggettività sono le idee chiave che ci hanno guidato: le persone devono sapere che cosa serve e in cosa consiste fare carriera nel Gruppo” sottolinea Cioffi.

DIVENTARE UNA SCUOLA DI MANAGEMENT

Il nuovo modello di management, insieme a valori condivisi e compor-

tamenti coerenti con il modello di leadership, rappresenta un ulteriore passaggio verso una vera e propria “scuola di management” a livello multinazionale, contraddistinta da reputazione e capacità di gestione del- la complessità e della diversità, flessibilità e trasversalità, orientamento all’eccellenza e capacità di intervenire nei contesti esterni all’azienda, dia- logando con le comunità e le autorità locali, nazionali e transnazionali.

N el Gruppo si possono descrivere centinaia di processi, da

quelli più operativi a quelli più strategici, che vanno dalla

gestione della manutenzione della singola centrale di

generazione fino alla pianificazione strategica dell’intera

Orizzonti

azienda. Se si pensa poi che la gran parte di questi processi è riferita ad attività aventi un impatto significativo sullo stato economico e finan- ziario del Gruppo, si può comprendere come l’attività di disegno dei processi sia di grande importanza non solo per il Business, l’Organizza- zione o l’ICT, ma anche per funzioni di controllo come Audit, Ammini- strazione, Finanza e Controllo e Group Risk Management.

Vecchie procedure addio?

IL PASSATO E IL PRESENTE:

IL SISTEMA DELLE PROCEDURE

Attualmente la descrizione dei processi avviene per diverse tipologie

di documenti: nelle procedure organizzative, in quelle amministrativo-

contabili e in quelle dei sistemi di gestione di qualità ambiente e sicurez- za, nelle istruzioni e nei manuali operativi. Sebbene vengano aggiornati continuamente, questi documenti però non riescono a mantenere il passo con il mutare dell’azienda, dei suoi processi e dei suoi sistemi di controllo. Tale inadeguatezza è essenzialmente attribuibile a una serie

di fattori: in primo luogo, tra le differenti modalità di rappresentazione

adottate nessuna è in grado di soddisfare in toto le esigenze dei vari attori in gioco; secondariamente, non esiste un coordinamento tra le varie strutture; infine è difficile tenere conto delle continue iniziative di disegno dei processi direttamente intraprese dai process owner senza il coinvolgimento delle strutture incaricate. Questi fattori di criticità generano ridondanze e inefficienze nelle atti- vità di elaborazione dei documenti procedurali e, fatto ancor più grave, rischiano spesso di provocare disallineamenti tra i processi reali e i vari sistemi di controllo interno.

IL FUTURO PROSSIMO: LA BANCA DATI DEI PROCESSI INTEGRATI

Alcuni mesi fa, le funzioni Personale e Organizzazione, Audit, Ammi-

nistrazione, Finanza e Controllo e ICT, con l’intento di superare queste criticità, hanno realizzato congiuntamente uno studio per la definizione

e l’implementazione di un modello di governo integrato, finalizzato al disegno e all’aggiornamento dei processi del Gruppo.

Il progetto, denominato Enel Business Process Modeling (EBPM), la cui

fase di implementazione è stata formalmente avviata il 1° luglio scorso, consentirà di disporre nell’arco di diciotto mesi del patrimonio dei pro- cessi del Gruppo all’interno di un’unica base di dati. I processi saranno quindi disegnati con una nuova modalità, identica in tutto il Gruppo e

in grado di soddisfare sia le esigenze della linea sia quelle delle strut-

ture preposte ai vari sistemi di controllo. Il patrimonio informativo così generato sarà a disposizione dell’intera popolazione aziendale attraver-

so la Intranet aziendale.

L’evoluzione coordinata del patrimonio dei processi aziendali sarà as-

sicurata da una serie di strutture, composte essenzialmente da analisti

di processo, che avranno il compito di supportare i process owner nelle

attività di disegno e modifica dei processi, assicurandone la coerenza con la metodologia definita. “Tali presupposti” spiega Bruno Giancaterino, responsabile Organiz- zazione e leader del progetto, “ci assicureranno minore dispendio di energie nell’attività di disegno e maggiori garanzie di allineamento ai continui cambiamenti dell’azienda”.

è partita il 1 o luglio l’attività globale

di disegno dei processi aziendali

con nuove metodologie, nuovi strumenti

e nuovi attori

Considerati l’ampiezza del progetto e il forte cambiamento cultura- le proposto, Enel Insieme nei prossimi mesi seguirà da vicino la sua evoluzione dando voce ai punti di vista delle altre funzioni sponsor e approfondendo i benefici del progetto nei singoli casi. Nel frattempo non resta che prepararci ad avviare le vecchie procedure verso la soffitta, o meglio, verso l’Archivio Storico Enel.

17 Enel Insieme Settembre 2010

Orizzonti

A WE ARE ENERGY vince la sostenibilità

111 ragazzi di 21 Paesi

hanno partecipato

alla manifestazione dedicata

ai figli dei colleghi

S i chiamano Hydro, Electro, Miss Pik, Doc Planet e Ariel e sono i supereroi che i figli dei colleghi hanno impersonato per un giorno nei cortometraggi premiati nell’ambito della

sesta edizione di We are Energy. Lo scorso luglio ben 111 ragazzi provenienti da 21 Paesi hanno animato

la

platea dell’Auditorium Enel di Roma per celebrare

la

premiazione del programma internazionale che,

ogni anno, affronta una particolare tematica dal punto di vista dei più piccoli. Protagonista di questa edizione un argomento caro al Gruppo come la sostenibilità ambientale: che per l’occasione è stato reinterpretato con creatività nei mini-film realiz- zati dai ragazzi, con l’aiuto dei professionisti della Scuola del cinema di Roma, durante il campus di Castagneto Carducci (in provincia di Livorno) che si è concluso lo scorso 31 luglio. Sono stati circa 3.400 gli iscritti di quest’anno: tutti hanno ricevuto a casa l’album EcoHeroes for the Planet, una sorta di guida con le informazioni e le curiosità su quanto si sta già facendo oggi per risolvere i problemi ambientali relativi a cinque aree tematiche: aria, acqua, energia

rinnovabile e nucleare, rifiuti e riciclo e biodiversità

ed ecosistemi.

Ad aprire la giornata di celebrazione è stato il presidente Piero Gnudi che ha sottolineato come or-

mai la premiazione sia diventata una vera e propria ricorrenza per Enel. “E guardando voi — ha aggiun-

to rivolgendosi ai ragazzi — capisco quanto Enel sia

cambiata rispetto a qualche anno fa: da progetto ri-

volto solo all’Italia, nel 2008 We are Energy si è aperto all’internazionalità, coinvolgendo i figli dei colleghi

di tutti i Paesi in cui il Gruppo è presente, che hanno

avuto modo di conoscere più da vicino sia il mondo dell’energia che il mestiere dei loro genitori”. Il tema della sostenibilità ambientale è stato anche al centro dell’intervento di Massimo Cioffi, direttore Personale e Organizzazione: “Pensiamo alle persone

18 Enel Insieme Settembre 2010

che lavorano con noi ma guardiamo anche al futuro — ha affermato Cioffi — facendoci portatori di valori seri e cercando di trasmetterli ai più giovani, che saranno i padroni del mondo di domani. Per questo, dopo il tema della sicurezza e quello dell’in- terculturalità, quest’anno abbiamo scelto il rispetto per l’ambiente, insegnando loro come averne cura e rispetto”. Il successo dell’iniziativa è un segno evidente del fatto che in Enel c’è un fortissimo senso di appar- tenenza che non si ferma solo ai confini italiani. Anche Endesa, che per il primo anno è stata coin- volta nell’iniziativa, ha dato un suo forte contributo inviando oltre 700 adesioni, con un risultato inaspet- tato: 24 dei 111 vincitori del concorso provengono dalla Spagna. Sul palco insieme alla presentatrice Camila Raznovich anche l’attore, regista e produttore Ricky Tognazzi, che in virtù della sua esperienza ha dato dei preziosi suggerimenti ai ragazzi in sala su un ipotetico futuro nel mondo del cinema e dello spet- tacolo. Ma, dopo i saluti e le presentazioni, silenzio in sala e occhi puntati sullo schermo dove, uno dopo

l’altro, sono stati proiettati i mini-film. Gli Eco super eroi l’hanno fatta da padrone dando al gruppo lezio- ni di riciclaggio, rispetto per la natura e risparmio idrico, con la consapevolezza che il nostro Pianeta

e le sue risorse non sono infinite e vanno utilizzate

con una buona dose di responsabilità. A frenare gli sprechi d’acqua è intervenuto Hydro, eroe della squadra arancio, che si è aggiudicata una menzione speciale per la fotografia. La salvaguardia dell’aria pulita, invece, è stato il tema affrontato dal paladi- no Ariel nel corto della squadra blu, premiata per l’eccellente post-produzione. Un futuro nel mondo del cinema garantito per Capitan Electro e il gruppo della squadra rossa che, scesa in campo per difende-

re l’energia pulita, si è portata a casa lodi e compli- menti per la performance dietro la camera da presa.

Il quarto video proiettato ha visto la squadra verde

alle prese con i rifiuti e il riciclo: l’eroina Miss Pick ha insegnato ai suoi compagni l’arte della raccolta diffe- renziata, strappando il riconoscimento per il miglior montaggio. Ultima squadra premiata quella gialla,

raccolta diffe- renziata, strappando il riconoscimento per il miglior montaggio. Ultima squadra premiata quella gialla,

che in questo caso si è distinta per i costumi e la scenografia: è stato il saggio Doc Planet a dare il buon esempio di rispetto per tutte le forme viventi. A ricevere la pergamena sono stati i rappresentanti di ogni gruppo che, accompagnati dai delegati diplomatici delle varie nazioni, hanno ricevuto i complimenti per l’ottimo lavoro svolto durante il campus in Toscana. Tanti sorrisi, applausi e foto di rito per i partecipanti, che hanno manifestato un forte interesse verso la tematica affrontata e una propensione naturale verso

Orizzonti

l’arte cinematografica. In chiusura il presidente Gnudi ha dato appuntamento a tutti al prossimo anno, auspicando che i ragazzi possano fare tesoro degli insegnamenti ricevuti durante il campus, trasmettendoli anche alle famiglie e agli amici.

insegnamenti ricevuti durante il campus, trasmettendoli anche alle famiglie e agli amici. 19 Enel Insieme Settembre

19 Enel Insieme Settembre 2010

Orizzonti

N ata per essere leader del mercato. O meglio, per continuare a esserlo. È la nuova Carbon Strategy Unit che mette insieme i team di Enel e Endesa che lavorano sui crediti di emis- sione di CO 2 . Prima dell’integrazione le due unità erano la

prima e la terza tra gli operatori del settore. Oggi, insieme, detengono poco meno del 13% delle quote mondiali del cosiddetto carbon market, un portafoglio di crediti per emissioni evitate nel 2008-2012 di circa 200 milioni di tonnellate.

INTEGRAZIONE E SINERGIA

Il mercato della CO 2 nasce con il protocollo di Kyoto come strumento offerto a Paesi e aziende per gestire e abbattere le emissioni di gas clima- alteranti. L’Europa è stata subito in prima fila con l’utilizzo del sistema

di Emission trading (Ets) e dei meccanismi flessibili come il Clean

development mechanism (Cdm). E in questo scenario Enel ed Endesa

NuOva uNITà

Gestirà la presenza di Enel nel mercato

delle emissioni di gas serra

come presenza operativa”. Così si “accompagna in diretta lo sviluppo internazionale di Enel”. Per Solfaroli l’integrazione tra Enel ed Endesa della nuova unità rappresenta “una significativa possibilità di sviluppo professionale e personale per tutti i colleghi che ci lavorano”.

ESSERE GUIDA DEL CAMBIAMENTO

“Il

nostro lavoro tocca le tematiche ambientali, la sostenibilità economi-

ca

dell’azienda e le scelte di investimento nel medio e lungo periodo”.

Per Solfaroli il carbon market ha e avrà sempre di più un ruolo strate- gico. A chi afferma che è ancora molto instabile e che non tutti hanno dimostrato lo stesso interesse dell’Europa, risponde che “l’oscillazione del prezzo della CO 2 documenta proprio che il mercato funziona e ri- sponde alle dinamiche legate a fenomeni industriali e di mercato. Si può

migliorare, renderlo più semplice, rapido e tracciabile, ma i 200 milioni

di tonnellate di emissioni evitate ottenute da Enel ed Endesa grazie

Una strategia per la CO 2

ottenute da Enel ed Endesa grazie Una strategia per la CO 2 hanno svolto sin dall’inizio

hanno svolto sin dall’inizio il ruolo di leader. Luca Solfaroli Camillocci, responsabile della neonata unità integrata, ricorda che “all’origine i due team si sono sviluppati indipendentemente con strategie differenti” e che “mentre Endesa ha costruito una struttura con collaboratori princi- palmente in America Latina e nelle Filippine, Enel ha maturato un’espe-

rienza molto significativa in Cina, a Pechino”. Spiega Solfaroli: “Il nostro obiettivo principale è di abbattere i costi per l’azienda attraverso un’uni-

ca strategia, una collocazione consolidata e più forte sul mercato con la

possibilità di sviluppare ancor di più le opportunità di nuovi progetti”.

PROBLEMA GLOBALE, RISPOSTA GLOBALE

La nuova unità integrata “è un team particolare che raccoglie circa cin-

quanta persone di nove nazionalità diverse, in tredici fusi orari” spiega

Solfaroli. “Quando si parla di CO 2 e di clima-alteranti si parla di gas che vengono prodotti in differenti zone della Terra ma hanno comunque ef- fetto globale. I meccanismi flessibili come i Cdm permettono di investire

in Paesi in via di transizione e ottenere così una maggiore efficienza am-

bientale in tutto il Pianeta: per questo è utile agire a livello globale anche

20 Enel Insieme Settembre 2010

ai progetti che hanno sviluppato, per esempio, non ci sarebbero state

senza questo mercato”. Nello scenario internazionale poi non è vero che

solo l’Europa si è messa in moto; si sta sviluppando sempre di più un

dibattito internazionale con proposte di nuovi strumenti e meccanismi. Ma come si svilupperanno questi mercati? Per Solfaroli il futuro passa dallo sviluppo di meccanismi che permettano alle aziende di continuare

a “operare in modo diretto, rapido ed efficace per intensificare i progetti

già quantificabili in termini di riduzione dei gas clima-alteranti”. Oggi è

un mercato ancora in transizione, che sta cambiando dal punto di vista

normativo, di attori e di dinamiche, ma “aver creato questa unità e aver-

la posizionata all’interno della struttura di Simone Mori, direttore della

Funzione Regolamentazione, Ambiente e Carbon Strategy appunto, di-

mostra che Enel vuole essere un fautore e una guida del cambiamento di questo mercato dal punto di vista delle attività commerciali, industriali

e regolatorie”.

Orizzonti mercaTO Ecco come lavorano i colleghi della Customer Satisfaction per tutelare le esigenze dei
Orizzonti
mercaTO
Ecco come lavorano i colleghi
della Customer Satisfaction per tutelare
le esigenze dei clienti Enel
32 milioni
di re e regine

D ietro ogni singolo cliente ci sono almeno cento persone

che lavorano per garantire la sua soddisfazione. Non

è una frase a effetto, ma un dato che rende bene l’idea

di cosa significhi per Enel essere al servizio del clien-

te. Zopito Nobilio, responsabile della Qualità per la Divisione Mercato, lo cita mentre racconta il lavoro che tutti i giorni viene svolto per garantire la gestione dei sei milioni di clienti che si sono affidati a Enel Energia sul mercato libero e degli oltre 26 milioni di clienti che usufruiscono del servizio di maggior tutela garantito da Enel Servizio Elettrico. Come ripete spesso l’ad Fulvio Conti “il cliente è il re”. Nobilio e tutti i colleghi impiegati nella customer satisfaction, danno quindi il massimo per monitorare la qualità del servizio offerto. Un compito senz’altro delicato soprattutto se si considera che il processo di liberalizzazione è ancora in fase di completamento e che la regola- mentazione del sistema diventa ogni giorno più esigente verso gli operatori e sempre più attenta alla tutela del cliente finale. Diventa così fondamentale fornire risultati certi e di oggettiva qualità per il cliente. È questo l’obiettivo costante della nostra società che nel mercato è entrata da leader e vuole restare tale negli anni a venire. “Facciamo i conti con aspettative molto importanti”, spiega Nobilio. “Siamo Enel e da noi i clienti, anche quelli che in questi anni hanno scelto il mercato libero, si aspettano l’efficienza e la qualità nel servizio di sempre”. Per questo chi si occupa di customer satisfaction deve mettere in campo energia, creatività e prontezza per risponde- re al cliente. “Abbiamo realizzato la più ampia possibile gamma di offerta che si modula per target, commodity e segmento di clientela”

dice Nobilio. Anche i prezzi sono diversificati: fissi, indicizzati, tutto compreso… Siamo sempre più presenti nell’ascolto del cliente per anticipare le sue esigenze, presidiare le sue scelte e garantirne la massima e più tempestiva soddisfazione. Per poter “correlare sempre di più la qualità che il nostro cliente si aspetta con la quali- tà che effettivamente gli eroghiamo”.

OBIETTIVO TRASPARENZA

“Ogni mese contattiamo i clienti per capire se sono soddisfatti. Far sentire la nostra vicinanza attraverso il telefono o attraverso l’operatore in un punto fisico è decisivo”. Sul territorio c’è molto personale Enel, ma soprattutto migliaia di consulenti di società ter- ze che rendono più capillare la diffusione del servizio. Anche loro sono chiamati ad assumere e rispettare quella filosofia di lavoro che Nobilio sintetizza così: “Qualità del servizio erogato nel totale e costante rispetto delle normative”. Dalla fase di vendita, all’attiva- zione, alla fatturazione “tutto deve avvenire nella massima traspa- renza e correttezza”. I clienti si aspettano il rispetto dei tempi di fatturazione, la congruenza dei consumi e la velocità nelle risposte alle loro richieste. Dice Nobilio: “Il nostro grado di efficienza deve essere rispondente al livello di aspettative del cliente, come è acca- duto ad esempio con il contatore elettronico”. È una questione di stile, ma soprattutto di stima conquistata. È un marchio di fabbrica che ci distingue e che nasce da quella passione per la qualità che il cliente si aspetta da Enel.

21 Enel Insieme Settembre 2010

Sicurezza

Un film che parla alla coscienza

Sicurezza Un film che parla alla coscienza ciao corso Noto al grande pubblico per aver interpretato
ciao corso
ciao corso

Noto al grande pubblico per aver interpretato il ruolo del protagonista nel film sulla strage di Ustica Il muro di gomma (di Marco Risi, Italia 1991), anche come regista Corso Salani ha fatto dell’impegno civile e del discorso alla coscienza la sua cifra stilistica. L’attore e regista fiorentino, scomparso lo scorso 16 giugno a causa di un improvviso malore, è stato ricordato al Festival di Locarno, con un omaggio nella sezione Pro- grammi speciali, che ha visto anche la riproposizione del suo ultimo lungometraggio, Gli occhi stanchi del 1996. A seguire anche una tavola rotonda imperniata sui temi del cinema sociale e della sicurezza sul lavoro. Durante il dibattito i familiari del regista hanno an- nunciato la nascita di una fondazione per conservare e divulgare le sue opere.

22 Enel Insieme Settembre 2010

I caSI DeLLa vITa

Presentata alla 63esima edizione

del Festival di Locarno (Svizzera) la serie

di cortometraggi prodotta da Enel

N on si possono spiegare i sentimenti di chi ha subito un inciden- te sul lavoro. Per comprenderli e convincersi a lavorare sempre nelle migliori condizioni di sicurezza, però possono servire da grande stimolo emotivo le immagini di un film. È proprio

ciò che riesce a fare I casi della vita, la serie di cortometraggi commissionata

da Enel e realizzata dal regista Corso Salani in alcuni Paesi dove la no-

stra azienda è presente. Due di questi corti d’autore – intitolati “Konakovo, Russia” e “Siracusa, Italia” – sono stati proiettati in prima mondiale lunedì 9 agosto alla 63esima edizione del Festival del cinema di Locarno (Svizzera). Un titolo importante quello proposto per la serie di cortometraggi: I casi della vita, volto a puntare il dito contro quella vita “insicura” che si annida dietro ai comportamenti sbagliati, al mancato rispetto delle procedure di sicurezza, al non uso dei dispositivi di protezione individuale. Che anco-

ra

oggi sono le principali cause di incidenti. “Corso Salani è stato scelto

da

Enel per la sua efficacia comunicativa, per i tratti garbati e lontani dai

clamori. Caratteristiche che si sposano perfettamente con un progetto di comunicazione che facesse leva sul linguaggio diretto e universale del ci- nema”, ha ricordato nel corso del dibattito Maria Cristina Milano, respon- sabile Comunicazione interna di Enel. Un progetto che rientra nel vasto panorama di iniziative aziendali volte alla sensibilizzazione sui temi della salute e della sicurezza sul lavoro: “Valori che Enel considera da sempre as- soluti e sostiene perseguendo con convinzione l’obiettivo ‘zero infortuni’”.

Per realizzare la sua opera Salani è andato di persona in diverse località ita- liane, in Slovacchia, Romania e Russia. Luoghi dove il regista ha incontrato

e intervistato gli operai Enel coinvolti in un incidente sul lavoro, i familiari, gli amici, i colleghi, i responsabili per la sicurezza e i testimoni oculari. Molti dei quali hanno partecipato alle riprese interpretando se stessi. Il risultato è quanto il numeroso pubblico di Locarno ha visto sul grande schermo e applaudito con sincera commozione: volti, corpi, pensieri

e dialoghi che restano impressi. Storie vere, alle quali Salani ha mescolato

una misurata dimensione di fiction: per renderle, così, non più semplici numeri per le statistiche, ma immagini che con forza e delicatezza insieme parlano alla coscienza di ognuno senza mediazioni né frontiere. Per ricor- dare che la sicurezza non è una perdita di tempo, ma la più alta forma di

rispetto verso se stessi e i propri cari, i compagni di lavoro e l’azienda. I cortometraggi di Corso Salani saranno protagonisti anche al Festival

di Roma. In azienda sarà gradualmente garantita la loro massima diffusio-

ne, con la proiezione durante gli incontri di comunicazione interna in tutti i Paesi in cui Enel è presente.

S paziano dalla bolletta elettrica sino al recupero del credito i progetti vincitori di IlluminAzioni
S paziano dalla bolletta elettrica sino al recupero del credito i progetti vincitori di IlluminAzioni
S paziano dalla bolletta elettrica sino al recupero del credito i progetti vincitori di IlluminAzioni
S paziano dalla bolletta elettrica sino al recupero del credito i progetti vincitori di IlluminAzioni
S paziano dalla bolletta elettrica sino al recupero del credito i progetti vincitori di IlluminAzioni
S paziano dalla bolletta elettrica sino al recupero del credito i progetti vincitori di IlluminAzioni

S paziano dalla bolletta elettrica sino al recupero del credito

i progetti vincitori di IlluminAzioni 2010. Una testimonian-

za concreta della varietà delle idee in gara e del grande

coinvolgimento dei colleghi della Divisione Mercato, che

hanno contributo con spunti e proposte di qualità alla realizzazione dei progetti. E che con i loro 2.100 voti online hanno deciso quali

sono le tre migliori squadre tra le dieci arrivate in finale. Alla fine i progetti premiati sono stati Bolletta chiara, il cui team è guidato da Massimo Perrone, Ai margini della fatturazione, guidato da Giancar- lo Di Varano, e Cash is king, guidato da Giancarlo Gargiulo. Il risultato più importante del concorso IlluminAzioni è stato

la creazione di un vero e proprio “cervello distribuito” dato dalla

volontà di partecipazione dei colleghi: a dimostrarlo il fatto che

di partecipazione dei colleghi: a dimostrarlo il fatto che Zenith O R F U Q A
di partecipazione dei colleghi: a dimostrarlo il fatto che Zenith O R F U Q A
di partecipazione dei colleghi: a dimostrarlo il fatto che Zenith O R F U Q A

Zenith

O R F U Q A N L O I I S T S Y
O
R
F
U
Q
A
N
L
O
I
I
S
T
S
Y
A
P
che Zenith O R F U Q A N L O I I S T S

il cliente.“Chi di fronte a una bolletta non si è sentito smarrito?” dice Massimo Perrone, responsabile Customer care del servizio di maggior tutela. “Il nostro obiettivo è invece di renderla chiara e leg-

gibile anche con l’aiuto dei nostri operatori dei call center. Per farlo abbiamo ascoltato i consigli dei colleghi che lavorano sul campo, ma anche quelli dei 33 milioni di clienti che serviamo. E dietro la bolletta si nascondono tanti aspetti poco conosciuti dal cliente che hanno a che fare con la fatturazione, come ci ha spiegato Giancarlo

Di Varano, responsabile Rapporti con le reti del servizio di maggior

tutela: “Abbiamo pensato alla risoluzione di una serie di problemi che renderanno il lavoro dei nostri operatori molto più semplice, con maggiori recuperi per la nostra azienda e un servizio di qualità per i clienti”.

L’innovazione in gara

il 64% della Divisione ha partecipato e che in sole dieci settimane

di gara sono state proposte ben 710 idee che hanno contribuito a

migliorare i venti progetti in gara (inizialmente selezionati a 360° tra i programmi Passion for Quality e Zenith). E per sottolineare l’importanza della partecipazione, sono stati premiati sia coloro che hanno fatto parte fin dall’inizio del team dei progetti migliori, sia i colleghi che vi sono stati inclusi grazie alle loro idee di valore indirizzate ai team. “La competizione ha confermato, ancora una volta, la cultura della qualità e dell’innovazione sulla quale si basano il nostro la- voro e il servizio che vogliamo offrire ai nostri clienti” ha dichia- rato Cinzia Corsetti, responsabile Eccellenza operativa e Presidio processi Gem e Mercato: “Quest’anno IlluminAzioni è stata una vetrina dell’impegno verso l’obiettivo “qualità” che ha catturato l’interesse verso le iniziative focalizzate sulle attività fondamentali della Divisione. Nello specifico, sono stati premiati due progetti che hanno a che fare con la bolletta e uno relativo alla gestione del credito”. Il progetto Bolletta chiara punta a sfruttare al massimo le po- tenzialità di questo strumento che non è un semplice “conto della spesa” ma è un canale molto importante di comunicazione con

Infine Cash is King ha portato risultati molto significativi in termini di miglioramento dei flussi di cassa e nella gestione del circolante, grazie soprattutto al coinvolgimento delle persone, il vero motore dell’innovazione. E poi grazie all’utilizzo di nuovi modelli operativi e strumenti tecnici, come il nuovo modello di funzionamento delle agenzie del recupero del credito e l’utilizzo di strumenti finanziari come il factoring e la cartolarizzazione, come spiega Giancarlo Gargiulo che lavora nel Credit risk management:

“Ancor più significativi i risultati ottenuti per il recupero dei crediti verso la pubblica amministrazione e le grandi aziende se conside- riamo l’attuale contesto economico italiano”. Una delle principali innovazioni, inoltre, è stata quella di mettere in competizione le agenzie, che così si sono messe in gioco per trovare nuove soluzioni

di miglioramento.

messe in gioco per trovare nuove soluzioni di miglioramento. Sul web Vedi il sito di IlluminAzioni

Sul web Vedi il sito di IlluminAzioni sulla Intranet aziendale

23 Enel Insieme Settembre 2010

Sostenibilità

L’INTervISTa

Claudio Stanzani, esperto di relazioni industriali

parla del rapporto tra istituzioni, sindacati

e aziende in Europa

Un dialogo in evoluzione

I l dialogo sociale è uno dei pilastri su cui si basa il modello europeo

di confronto tra aziende, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori.

L’aumento crescente del numero di imprese transnazionali fa sì che

questa relazione sia in continua evoluzione. Enel Insieme ne ha par-

lato con Claudio Stanzani, direttore della Social development agency, un’associazione senza fini di lucro che da anni studia l’evoluzione del settore.

In cosa consiste il dialogo sociale europeo? Nell’insieme delle relazioni tra le parti sociali europee e le istituzioni dell’Unione (principalmente la Commissione), oppure tra le parti sociali stesse. Quando include anche i vertici istituzionali può essere tripartito

e può assumere forma di scambio d’informazioni, di consultazione o di

concertazione nell’incontro annuale con la Presidenza. Nel caso di dialo-

go tra le parti sociali (o bipartito) può arrivare anche a una vera attività negoziale, sia a livello interprofessionale sia a livello settoriale. È il prin- cipale strumento attraverso il quale le parti sociali possono contribuire

a definire le norme europee, e svolge quindi un ruolo essenziale nella

governance dell’Unione. Questa attività negoziale ha prodotto importanti accordi sui congedi di paternità, sul lavoro a tempo determinato, sul telelavoro, sullo stress, ecc.

Uno dei principali strumenti di sostegno alla coesione sociale e all’in- tegrazione dei lavoratori europei è il Comitato aziendale europeo (Cae). Come funziona? Le grandi imprese da tempo operano su una base territoriale sempre meno legata ai confini e ai soggetti nazionali. Decisioni cruciali per la vita dell’impresa e per un numero elevato di lavoratori come ristruttu- razioni, fusioni, licenziamenti collettivi, cessazione di rami di attività, vengono ormai prese a livello sovranazionale. I Comitati aziendali euro- pei sono stati concepiti proprio per garantire ai lavoratori di imprese o gruppi di dimensione europea una rappresentanza in grado di interlo- quire, attraverso il riconoscimento di diritti d’informazione e consulta- zione, con le direzioni centrali. In questo modo tutti i lavoratori europei sono informati in modo uniforme sulle politiche e le strategie industriali delle imprese di dimensione sovranazionale.

Quanti Cae sono presenti in Europa e in Italia e quanti lavoratori rappresentano ? Secondo le stime della Social development agency e dell’Istituto sinda- cale europeo (Etui) in Europa più di 950 multinazionali si sono dotate di un comitato, circa il 40% di quelle che rientrano nell’ambito di appli- cazione della direttiva Cae. In Italia i comitati costituiti dal ’94 a oggi e tuttora funzionanti sono 46; a questi andrebbero aggiunti circa 480 Cae a “casa madre estera” nei quali sono presenti membri rappresentanti degli stabilimenti italiani. L’Etui stima in circa 16 milioni i lavoratori euro- pei rappresentati oggi nei Cae. Non esiste una stima esatta per quanto riguarda i lavoratori italiani.

24 Enel Insieme Settembre 2010

Che bilancio si può fare dei primi quindici anni di attività dei Cae? Hanno dimostrato senz’altro di poter giocare un ruolo importante nella governance d’impresa. In molte realtà, si sono affermati come soggetti attivi di dialogo sociale, andando ben oltre i compiti delineati dalle direttive e arrivando a fungere da organismi negoziali e poli d’opinione in grado di elaborare istanze provenienti dai diversi contesti nazionali. Hanno dimostrato anche capacità di agire in situazioni di crisi e di saper gestire il cambiamento in un’ottica europea e solidale. Tuttavia, per la maggior parte, i Cae sono ancora sottoutilizzati, e il loro potenziale è an- cora sottovalutato: il sindacato, per esempio, non ha ancora riconosciuto loro il ruolo di luoghi cardine delle relazioni industriali transnazionali e ancora fatica a considerarli strumenti interni propri. Scontano infine un’arretratezza culturale diffusa sulla dimensione europea, che ostacola quell’ « interscambio informativo » fra ambiti nazionali e sovranazionali (sempre più rilevanti nella strategia delle grandi imprese) che, ferme ri- manendo le competenze dei singoli sistemi di relazioni industriali sulle questioni di un singolo Paese, a mio avviso sarebbe auspicabile, nella prospettiva sempre più globale dell’economia e dei rapporti sociali.

auspicabile, nella prospettiva sempre più globale dell’economia e dei rapporti sociali. Si veda il sito www.cae-ewc.eu

Si veda il sito www.cae-ewc.eu

auspicabile, nella prospettiva sempre più globale dell’economia e dei rapporti sociali. Si veda il sito www.cae-ewc.eu

Enel Cuore

Quando l’eccellenza ha il cuore d’oro

L ’eccellenza al servizio della solidarietà. Questo è quello che accade quando Zenith, il progetto di eccellenza di Enel basato sui principi del miglioramento continuo, affianca Enel Cuo- re nei suoi interventi di beneficenza. Era il 2004 quando la

Divisione Generazione ed Energy management (Gem), con il progetto Quasar, diede il via a questa collaborazione destinando parte dei benefici

economici, realizzati attraverso le attività di miglioramento operativo, a iniziative di carattere sociale proposte da associazioni no profit. Disabili-

tà, assistenza, accoglienza, terza età: dal 2005 al 2009 sono stati questi gli

ambiti di intervento che hanno ricevuto ben 47 finanziamenti necessari all’acquisto di attrezzature, macchinari e arredi in tutta Italia, per un totale di più di un milione e duecentomila euro.

Nel 2009 da Gem l’iniziativa si è allargata ad alcune unità della Divisio-

ne

Energie rinnovabili attraverso il coinvolgimento nel progetto Zenith

di

diciassette impianti in Italia.

SOLIDARIETà IN TUTTO LO STIVALE

Nel luglio scorso si sono svolte le cerimonie di assegnazione dei contri- buti che hanno coinvolto gli ultimi quattro gruppi del 2009. Per la Divisione Energie rinnovabili i colleghi del Nucleo Idroelettrico

di Gravellona, in provincia di Verbania, hanno destinato 20mila euro

all’Associazione Anffas onlus VCO per l’acquisto di un pulmino dotato

di

pedana sollevatrice, strumento necessario a offrire un servizio gratui-

to

di trasporto ai disabili da e per la sede in cui svolgono le attività ricre-

ative. Una cifra, quella donata, sostenuta in parte dalla Divisione Energie rinnovabili e in parte da Enel Cuore, che per ogni gruppo interviene con un identico importo a quello messo a disposizione dall’impianto, raddoppiando così il contributo da devolvere all’associazione. Dal Piemonte al Lazio, con la cerimonia che ha coinvolto i colleghi del Nucleo Idroelettrico di Ceprano, in provincia di Frosinone, che hanno consegnato un assegno di 20mila euro a Exodus, fondazione che volge la sua attività di prevenzione, assistenza e reinserimento socio lavorativo a persone con disabilità e tossicodipendenti. Mentre per Gem le ultime cerimonie si sono svolte ancora in Piemon-

te, dove i protagonisti sono stati i colleghi del Nucleo Idroelettrico di

Verampio con i 17mila euro devoluti all’Associazione Gsh Sempione Asd volti all’acquisto di attrezzature per disabili. A chiudere il cerchio la Sicilia, dove i colleghi del Nucleo Idroelettrico di Catania, grazie ai be- nefici economici raggiunti attraverso le attività di miglioramento, hanno donato 25mila euro alla Cooperativa Andaf onlus per l’acquisto di un furgone attrezzato di scivolo. E non è finita qui. In questa gara di solidarietà c’è posto anche per la

Divisione Infrastrutture e Reti, che grazie al progetto Zenith-Pegaso porta avanti questo binomio all’insegna degli “aiuti eccellenti”. Attualmente sono 27 le squadre per le quali è in corso l’erogazione del contributo, e

da settembre si svolgeranno le prime cerimonie di consegna dei fondi,

per una cifra totale di 402.250 euro.

zeNITh

Grazie al miglioramento operativo

sono stati devoluti in solidarietà

centinaia di migliaia di euro

mino, una vita per gli altri Lo scorso 16 luglio è scompar- so, all’età di
mino, una vita per gli altri
Lo scorso 16 luglio è scompar-
so, all’età di 73 anni, il popola-
re giornalista televisivo Mino
Damato. Aveva iniziato la sua
carriera in Rai come inviato
di guerra realizzando repor-
tage per il Tg1 in Cambogia,
Vietnam e Afghanistan, per
poi occuparsi di programmi di
approfondimento come Italia
Sera e Domenica In. Dopo aver
abbandonato la televisione si era dedicato alla solidarietà
fondando la onlus Bambini in Emergenza, di cui era presi-
dente e direttore operativo, che si occupava soprattutto del
sostegno ai piccoli malati di aids.
Anche Enel Cuore, nel 2004, aveva sostenuto il progetto
di Damato attraverso l’acquisto e l’installazione di un
capannone prefabbricato di circa 150 metri quadrati e di
un generatore elettrico di emergenza per il Centro di acco-
glienza di Singureni (Romania). Grazie a questo contributo
i sessanta ragazzi senza famiglia ospitati nel villaggio han-
no potuto usufruire di uno spazio multifunzionale dove
svolgere le attività di recupero, riabilitazione e formazione
professionale. Nel padiglione era stato allestito anche un
laboratorio tessile, un laboratorio di falegnameria, un’aula
informatica e un corso per elettricisti. Lo stesso Damato
aveva sottolineato l’importanza del progetto realizzato
da Enel Cuore come “presenza che cresce insieme con le
esigenze di integrazione dei nostri ragazzi”.

25 Enel Insieme Settembre 2010

Prisma
Prisma
Prisma Il futuro in un battito d’ali S ei davvero sicuro che un pavimento non possa

Il futuro in un battito d’ali

S ei davvero sicuro che un pavimento non possa essere anche un soffitto? Così Maurits Cornelis Escher, grafico e incisore olandese, sintetizzava l’idea che lo spazio fosse determinato dalla percezione e dalla prospettiva. Ed è alla sua domanda che

si sono ispirati Liesbeth Bik e Jos Van der Pol, che insieme formano il duo Bik van der Pol. I due artisti, conterranei di Escher, ne hanno fatto il titolo dell’opera con cui hanno vinto la quarta edizione di Enel Contem- poranea Awards (“Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling?”). L’installazione sarà donata al Museo d’Arte Contemporanea di Roma (Macro Future) e nei prossimi mesi verrà esposta al pubblico. Enel è en- trata così, per il quarto anno consecutivo, nel mondo dell’arte contempo- ranea attraverso la realizzazione di opere sul tema dell’energia commis- sionate ad artisti internazionali: nell’edizione 2010, la giuria di esperti ha selezionato l’opera che al meglio esprime i valori dell’ecosostenibilità. L’opera del duo Bik van der Pol è stata concepita per riflettere sul rappor- to tra uomo e natura: si tratta di una casa popolata da farfalle che, oltre a essere esempio della meraviglia esistente nella realtà, sono le specie ani- mali più sensibili ai cambiamenti climatici e pertanto costituiscono un indicatore delle condizioni ambientali. E il loro battito di ali fa riflettere sulle mutazioni improvvise e inaspettate: “Il concetto di effetto farfalla “ hanno spiegato Liesbeth Bik e Jos Van der Pol ”è preso in prestito dalla teoria del caos per indicare la forte (inter)dipendenza di diverse tenden- ze dalle condizioni iniziali: variazioni minime possono colpire sistemi enormi e complessi. Ci dice che il battito delle ali di una farfalla produce un piccolo cambiamento nella condizione iniziale del sistema, causando una serie di eventi che conducono a un’alterazione degli eventi su ampia scala”.

26 Enel Insieme Settembre 2010

E così, in un colpo, ribaltando il punto di vista, il pavimento di una struttura non è altro che il soffitto, rispondendo simmetricamente alle sue stesse caratteristiche. “Anziché fungere da abitazione“ hanno proseguito “questo modello sarà una casa provvisoria per le farfalle, viste come gli attori ultimi di idee idealiste di trasformazione, cambiamento e riciclo, caratteristiche insite nel loro ciclo di vita: le diverse fasi di questa specie in continua meta- morfosi potranno essere osservate nel modello”. Su internet è possibile scoprire i profili degli artisti che hanno parteci- pato al concorso e trovare approfondimenti sull’opera e sulla poetica del due dei vincitori: gli utenti possono visitare il sito e il blog del progetto. I contenuti e le novità di Enel Contemporanea Award sono inoltre accolti dai profili Enel Sharing, come Facebook, Twitter, YouTube, Flickr. Attraverso l’attenzione alle nuovissime forme espressive nell’arte e l’utilizzo di comunicazione all’avanguardia, Enel Contemporanea apre l’orizzonte alla diffusione di un nuovo modo di pensare e sensibilizza alla necessità di comportamenti eco-sostenibili: cambiare non significa eliminare ma trasformare, rinnovare, osservare da un diverso punto di vista.

meeTING rImINI Dal 22 al 28 agosto nella città romagnola più di 100 appuntamenti e
meeTING rImINI
Dal 22 al 28 agosto nella città romagnola
più di 100 appuntamenti e 8 mostre
Prisma
all’insegna del dialogo
L’ad Conti visita il Villaggio ragazzi Enel

Il cuore e la ragione

I l Meeting di Rimini, lo dice il nome stesso, è un luogo di incontro:

tra culture, tradizioni e conoscenze diverse. E fedele a se stesso or- mai da 31 anni richiama sulla riviera romagnola centinaia di ospiti

da tutto il mondo e quasi 800mila visitatori, attratti dalla possibilità

di conoscere, confrontarsi, dialogare. L’edizione 2010 si è ispirata allo

scrittore e drammaturgo francese Albert Camus proponendo un titolo

impegnativo: “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore ”. Cose grandi come i numeri del Meeting: oltre 2mila volontari che dal 22

al 28 agosto hanno lavorato a titolo gratuito, tutti e 16 i padiglioni della

fiera di Rimini allestiti, sette sale incontri, un auditorium e un’arena

eventi, otto mostre e più di cento appuntamenti in programma. In quello che negli anni è diventato uno dei festival estivi tra i più frequentati, il mondo Enel è ormai una presenza stabile. È sponsor della kermes-

se riminese da diversi anni, ma la sua partecipazione non si limita al

sostegno dell’iniziativa: partecipa a pieno titolo alla settimana di Rimini come ospite degli incontri e protagonista del clima di amicizia, dialogo e conoscenza che anima i padiglioni della Fiera.

L’ IMPEGNO PER IL FUTURO DEL PAESE

Tra gli ospiti dell’edizione 2010, il Meeting ha in pratica affidato all’ad Fulvio Conti il compito di ambasciatore del grande mondo dell’ener- gia tra i tanti giovani e meno giovani. Partecipando alla tavola rotonda intitolata “Con quali energie costruire il futuro?” Conti ha parlato del presente e futuro del nostro Paese insieme, tra gli altri, a Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico, e Federico Golla, ad di Siemens Italia. L’importanza delle rinnovabili, l’utilità del ritorno al nucleare, il valore del carbone pulito e l’impegno per la tutela dell’ambiente. Questi sono stati alcuni dei temi toccati nelle quasi due ore di incontro seguito da più di 400 persone il 23 agosto. Un’occasione per aiutare a comprendere dove sta andando il mondo dell’energia e per

riconoscere, come ha detto Conti, che se “abbiamo davvero a cuore il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli dobbiamo sviluppare tutte le tecnologie disponibili per ottenere energia ampiamente disponibile e a basso costo”.

L’ ENERGIA SPIEGATA A BAMBINI E ADULTI

Conoscere e imparare giocando e divertendosi. È stata l’idea centrale di Enel Villaggio ragazzi che per i visitatori più giovani del Meeting è stato

un appuntamento fisso. Dall’apertura della fiera fino a sera, i cento metri quadrati che ospitavano il villaggio nel padiglione C3 si sono popolati di bambini e ragazzi dai 3 ai 15 anni. Per loro Enel ha organizzato laborato-

ri, giochi e spazi interattivi. Con momenti e modalità diverse, divisi per

fasce d’età, ragazzi e bambini erano guidati dagli animatori del villaggio

alla scoperta dell’energia solare, della potenza dell’eolico o dei segreti del vapore. I nomi dati ai vari appuntamenti di gioco-lavoro erano i più diversi: da “Sulle ali del vento ” a “La giostra fotovoltaica ”.

E il villaggio ragazzi non è stato l’unico spazio dedicato da Enel alla

divulgazione scientifica. Se i più piccoli hanno avuto modo di scoprire

il mondo dell’energia giocando, gli adulti hanno avuto la possibilità

di conoscere e informarsi sul nucleare. Nello stand “Energia nucleare, 4

risposte al futuro” hanno potuto documentarsi con video e brochure. E soprattutto conoscere il mondo dell’energia atomica attraverso il nuclear globe, un’installazione interattiva dedicata alla storia del nucleare, agli scienziati e alle tecnologie che ne hanno segnato l’evoluzione, ai dati sull’utilizzo dell’energia dall’atomo in Europa e nel mondo e alle più recenti innovazioni in materia di sicurezza.

27 Enel Insieme Settembre 2010

Intercultura Sceltipervoi
Intercultura
Sceltipervoi
Libro
Libro
New Media
New Media

Sicurezza, esperienze a confronto

Il giro del mondo con Twitter

esperienze a confronto Il giro del mondo con Twitter 20 aprile 2010: scoppia un incendio a

20 aprile 2010: scoppia un incendio a bordo della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Muo- iono undici tecnici e si riversano in mare migliaia di barili

di petrolio: una vera e propria catastrofe ma anche un segno

tangibile che il concetto di sicurezza sul lavoro ha travali- cato i suoi confini più tradizionali. Guardando al di là dei cancelli degli stabilimenti, oggi le aziende devono lavorare per diventare sempre più sostenibili e sicure, per tutelare i

lavoratori e le loro famiglie e l’ambiente. Essere un’azienda sostenibile diviene un vantaggio competitivo, un investimen-

to e non più un costo.

È questo il tema del nuovo libro di Aldo Canonici, L’azienda sostenibile, giornalista che collabora su temi di management con Il Sole 24 Ore e con altre riviste del settore. Il volume rappresenta una panoramica a 360° gradi sullo stato dell’arte in Europa sui temi della salute e sicurezza sul

lavoro ed è frutto di interviste in loco e visite agli stabilimen- ti in vari Paesi, presso aziende come Air Liquide Welding, Ducati, Enel, Eni, Finmeccanica, Glaxo Smith Kline, Kone, Philips, Sca e Telecom Italia. Enel è presentata nel libro tra le aziende best performer per quanto riguarda la sicurezza, con un capitolo specifico in cui vengono descritti i processi di gestione della sicurezza nella nostra azienda: dall’analisi del fenomeno infortunistico all’organizzazione della safety, dalle molteplici iniziative di formazione e sensibilizzazione sulla cultura della sicurezza ai processi di selezione e gestione del-

le imprese appaltatrici, fino ai grandi progetti di integrazione

delle countries e di condivisione delle best practices intorno

all’obiettivo “zero infortuni”.

practices intorno all’obiettivo “zero infortuni”. I social network stanno diventando sempre più presenti

I social network stanno diventando sempre più presenti nella quotidianità permettendo contatti e interazioni difficili da immaginare solo qualche anno fa. Ne è testimonianza l’impresa dell’inglese Paul Smith, che è riuscito a viaggiare per il mondo gratis, sfruttando l’aiuto di Twitter, il famoso sito di microblogging. Agli inizi del 2009 Paul decide di organizzare un viaggio verso il punto più lontano dalla sua casa, l’isola Campbell, al largo della Nuova Zelanda, da raggiungere in trenta giorni, prefig- gendosi anche l’obiettivo di raccogliere fondi per portare acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo. Ma stabilisce anche delle regole da rispettare, pena l’auto-squalifica, come accettare do- nazioni via Twitter solo dai suoi follower e scegliere le destina- zioni di volta in volta sulla base delle offerte ricevute. Le varie tappe vengono raccontate, naturalmente su Twitter:

partendo da Newcastle, poi Amsterdam, Parigi, Francoforte fino all’America. Nel frattempo la popolarità raggiunta da Paul fa sì che l’Air New Zealand decida di regalargli un biglietto per Auckland, avvicinandolo al suo obiettivo. Allo scadere dei trenta giorni, però, Paul non è riuscito a raggiungere l’isola Campbell e dunque a portare a termine la sua avventura. Tut- tavia si può comunque ritenere soddisfatto: ha trovato molte persone che lo hanno aiutato ed è riuscito a raccogliere 6mila sterline per l’associazione Charity: Water.

aldo canonici / L’azienda sostenibile. Le strategie di 10 aziende industriali per raggiungere sicurezza sul lavoro, salute e L’azienda sostenibile. Le strategie di 10 aziende industriali per raggiungere sicurezza sul lavoro, salute e cura dell’ambiente - Franco Angeli Euro 21

www.twitter.com, www.charitywater.orgdi 10 aziende industriali per raggiungere sicurezza sul lavoro, salute e cura dell’ambiente - Franco Angeli

28 Enel Insieme Settembre 2010

Intercultura Intreminuti
Intercultura
Intreminuti
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile
L’altro 140 anni di elton John Il nemico rinascimento roma capitale in concerto invisibile

L’altro

140 anni di

elton John

Il nemico

rinascimento

roma capitale

in concerto

invisibile

rinascimento roma capitale in concerto invisibile La produzione Dibattiti, inaugura- Ray Cooper ,
rinascimento roma capitale in concerto invisibile La produzione Dibattiti, inaugura- Ray Cooper ,
rinascimento roma capitale in concerto invisibile La produzione Dibattiti, inaugura- Ray Cooper ,
rinascimento roma capitale in concerto invisibile La produzione Dibattiti, inaugura- Ray Cooper ,

La

produzione

Dibattiti, inaugura-

Ray Cooper, talen-

Saranno i virus i pro-

artistica del pitto-

zioni, visite guidate

tuosissimo percussio-

tagonisti della sesta

re

tedesco Lucas

ma anche musica,

nista, accompagnerà

Conferenza mondiale

Cranach il Vecchio,

arte e spettacolo

la voce e le note al

sul futuro della scienza,

massimo esponente

celebrano i 140 anni

pianoforte di Elton

l’appuntamento

assieme a Albrecht

di

Roma capitale: da

John, il 19 e il 20 set-

annuale organizzato

Durer della rinno- vata pittura tedesca del 1500, sarà per la

sabato 18 a lunedì 20 settembre l’area cit- tadina che si estende

tembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma. I due appun-

Venezia dalle fonda-

a

zioni Veronesi, Silvio Tronchetti Provera e

prima volta esposta

da

via delle Quattro

tamenti, che godono

Giorgio Cini, con la

alla Galleria Borghese

Fontane a Porta Pia,

del sostegno di Enel,

partnership di Enel.

di

Roma nella mostra

dove la famosa brec-

costituiscono un vero

Dalla conferenza

Lucas Cranach. L’altro

Rinascimento”, dal 15

cia di trenta metri permise alle truppe

e proprio evento del fine estate capitolino:

emergerà un messag- gio forte diretto alla

ottobre al 13 febbra-

di

Cadorna di entrare

l’artista, amato dal

società: i virus hanno

io. Enel è sponsor

nella Roma papalina,

pubblico da oltre

un potente impatto

dell’iniziativa che

diventerà il teatro di

quarant’anni, spazierà

economico, politico e

si

inserisce nel ciclo

una manifestazione

dal rock’n’roll al pop

sociale, ma la scienza

espositivo “Dieci

autore del ’500 e del

che vede il sostegno

classico, dal count-

e

la tecnologia sono

grandi mostre ”: ogni

di

Enel in prima fila.

ry al progressive,

sempre più in grado

anno verrà presentata l’opera di un grande

’600 che interagirà con

 

dalle improvvisazioni afro-americane ai grandi classici del suo repertorio.

di contenerne la minaccia e i danni, sviluppando nuovi vaccini preventivi e

la

collezione perma-

terapie mirate, basate

nente del museo.

 

sulle conoscenze più avanzate della biolo- gia molecolare.

Galleria borghese / Roma, dal 15 ottobre 2010 al 13 febbraio 2011/ www.galleriaborghese.it/Galleria borghese

roma / 18-22 settembre 2010 / www.comune.roma.it/ tel: 060608roma

auditorium parco della musica di roma / 19-20 settembre / www.auditorium.com/auditorium parco della musica di roma

venezia / 19-21 settembre 2010 / www.thefutureofscience.orgvenezia

29 Enel Insieme Settembre 2010

Gente Enel Gente Enel Federico Caniati L’ascolto che aiuta Stefano Zaratin N.b. Non dimenticarsi mai

Gente Enel

GenteEnel

Federico Caniati
Federico Caniati

L’ascolto che aiuta

Stefano Zaratin
Stefano Zaratin

N.b. Non dimenticarsi mai di giocare

Ascoltare gli altri è importante, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni. Lo sa bene Federico Caniati, che in Enel è inse- rito nel team di eccellenza operativa della Divisione Energie rinnovabili, mentre nel tempo libero è uno dei volontari della onlus Samaritans, associazione che dal 1980 si pone come obiettivo quello di aiutare chi si trova sull’orlo del suicidio, della disperazione, della solitudine e della depressione. Un im- pegno, questo, che Federico porta avanti da otto anni e che gli ha insegnato quanto possa essere vitale quella parola in più, detta sia ai suoi colleghi di lavoro che al di fuori dell’ufficio. “Imparare alcune piccole tecniche di ascolto serve nel lavoro come nella vita quotidiana”, spiega Federico: “ Attraverso que- sta mia attività è possibile comprendere il valore del silenzio, del dare il giusto peso alle cose, del frenare la lingua quando qualcuno ti dice qualcosa di importante”. Samaritans è un’as- sociazione di volontariato nata in Inghilterra nel 1953 che si è rapidamente diffusa ed è ormai presente in più di quaranta Paesi nel mondo. In Italia il servizio è attivo tutti i giorni, dalle 13 alle 22. I Samaritans offrono aiuto, ma allo stesso tempo sono alla ricerca di volontari che siano pronti a rendersi utile all’interno dell’associazione: “Facciamo dei turni di tre ore alla settimana – conclude Federico –, un impegno minimo che può significare tanto”.

dei turni di tre ore alla settimana – conclude Federico –, un impegno minimo che può

Le

attività che una persona svolge nella vita non devono avere

necessariamente connessione di contenuto. Ma è vero che dare spazio ai propri talenti e alle proprie passioni soddisfa lo spirito, influenzando l’intero tempo della giornata. Così Stafano Zaratin, che in Enel si occupa del contatore elettronico per ICT, nel tempo libero toglie i panni dell’informatico e dà voce al suo animo nella creazione di opere di scultura contemporanea. “Realizzare la mia inclinazione per l’arte – dice – mi dà quella soddisfazione interiore che mi permette di dedicarmi al meglio

nel lavoro in Enel, anche se il settore in cui opero è differente”. Mestrino, classe 1962, Stefano ha iniziato a mostrare interesse per l’arte fin da bambino. Non avendo declinato tale passione in formazione durante la crescita, ha scelto di iscriversi all’Accade- mia delle Belle Arti di Venezia da adulto, esperienza che gli ha fatto conoscere l’arte contemporanea da vicino, “un mondo non sempre facile da capire”. Ha esposto in numerose mostre, come quella in Atelier Aperti, nell’ambito della Biennale di Venezia, e

ha

partecipato con successo a premi artistici, tra cui ricorda con

particolare piacere Scultura da vivere, a Cuneo, e Open9 al Lido

di

Venezia, con artisti internazionali. Quando parla di arte, si

vede esplodere la forza della sua passione: “L’arte è gioco – dice, con aria trasognata - e il gioco è ciò che ci tiene legati alla nostra interiorità più profonda. Troppo spesso ci si dimentica di gio- care”. E l’amore per il gioco come espressione libera emerge nel contrasto con la serie di lavori Devi e Non devi: “Frasi lapidarie, imposizioni che fin da piccoli siamo abituati a ricevere, che mi hanno sempre colpito perché sembrano essere alla base del sistema educativo – commenta - e hanno a che fare con ciò che non si deve fare o che, viceversa, si deve assolutamente fare o essere”. Svincolandosi da ogni dovere, Stefano ha scelto la sua vita tra l’energia e l’arte. Due settori che, a pensarci bene, non sono poi così lontani.

Stefano ha scelto la sua vita tra l’energia e l’arte. Due settori che, a pensarci bene,

www.samaritansonlus.org numero verde: 800 86 00 22

www.stefanozaratin.it

lontani. www.samaritansonlus.org numero verde: 800 86 00 22 www.stefanozaratin.it 30 Enel Insieme Settembre 2010

30 Enel Insieme Settembre 2010

Canale aperto

canaleAperto

canale Aperto mobilità internazionale: un’opportunità per tutti Attraverso il blog di Enel Insieme sono giunti alla

mobilità internazionale:

un’opportunità per tutti

Attraverso il blog di Enel Insieme sono giunti alla redazione diversi commenti all’articolo sui programmi di mobili- tà interna, pubblicato nel numero di gennaio/febbraio 2010. Ne pubblichiamo alcuni con la relativa risposta di Ales- sandro Trebbi, responsabile Personale e Organizzazione della Divisione Interna- zionale.

Vorrei vivere un’esperienza lavorativa inter- nazionale, occasione utile per una maggiore crescita professionale e personale. Qual è l’iter da seguire? Rosario Rizzieri, Enel Distribuzione (Catania)

Il programma International Mobility consente ai colleghi delle altre nazioni di fare esperienza in Italia per un periodo fino a 24 mesi, ma consente ai colleghi italiani di fare altrettanta esperienza all’estero? Paolo Zompanti, Divisione Mercato (Frosinone)

Un’ esperienza lavorativa all’estero sicura- mente è sinonimo di crescita professionale, culturale e di un modo diverso di affrontare le attività lavorative. Da diverso tempo ho dato disponibilità per tale esperienza, ma a oggi ancora nessuna risposta. Alessandro Ragonesi, Enel Distribuzio- ne (Viterbo)

Enel Insieme pubblica, in questa rubrica, le domande e i contributi dei lettori. L’indirizzo a cui spedirle è:

redazione enel Insieme - comunicazione Interna enel Spa — viale regina margherita, 125 — 00198 roma Oppure via posta elettronica a: enelinsieme@enel.com

Gradirei sapere qual è la procedura giusta per fare un’esperienza internazionale, ho già dato la mia disponibilità ma mai nessuno ha risposto. Vito Messina, Enel Distribuzione (Catania)

dei manager globali e, soprattutto, che

hanno il potenziale di sviluppare tutte le caratteristiche necessarie a diventare dei manager.

Il

primo passo quindi è decidere quale

Cari colleghi, un’esperienza lavorativa all’estero è una delle possibili leve di sviluppo sia pro- fessionale che personale. Come sapete nel corso della recente convention è stato presentato il nuovo modello di classifi- cazione e gestione dei manager in Enel, valido per tutto il Gruppo. Tale modello prevede una carriera manageriale locale e una globale. Per accedere a tali carriere è necessario ricoprire una posizione di rilievo e possedere una serie di caratteristiche personali (alta performance in termini sia di risultati che di comportamenti, alto potenziale e trasversalità, cioè, aver lavo- rato in diversi contesti organizzativi e/o famiglie professionali). In particolare, per intraprendere una carriera globale, oltre alle caratteristiche di posizione e alle caratteristiche personali (sopra citate) sono necessarie: la conoscenza della lingua inglese e l’aver maturato una significativa esperienza lavorativa all’estero. In questo contesto le oppor- tunità di lavoro all’estero (considerando come estero qualsiasi paese del Gruppo diverso da quello in cui si è assunti) saranno offerte, con priorità, ai colleghi che hanno l’aspirazione di diventare

carriera si desidera intraprendere, poi, occorre confrontarsi con il proprio capo

e

con il proprio gestore del personale

per valutare se effettivamente le proprie aspirazioni possano essere soddisfatte. L’aspirazione a diventare manager è sicuramente una condizione necessa- ria ma non sufficiente, infatti, occorre avere le giuste carte da giocare. Avere le giuste carte non significa possedere già tutte le necessarie caratteristiche, ma avere il potenziale e le capacità per poter colmare gli eventuali gap in un tempo ragionevole.

Alessandro Trebbi, Responsabile Perso- nale e Organizzazione della Divisione Internazionale

Trebbi, Responsabile Perso- nale e Organizzazione della Divisione Internazionale 31 Enel Insieme Settembre 2010

31 Enel Insieme Settembre 2010