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HAIER

PROGETTO SVILUPPO
COMPETENZE RELAZIONALI
VS QUALITA’ E SODDISFAZIONE
CLIENTE

Le domande sono gli atti creative dell’intelligenza


(Franz king)
Ogni soluzione intelligente nasce… da una domanda insolita. Oggi non dare nulla per scontato. Trova una situazione difficile,
scrivila su un foglio e aggiungi tutte le domande che ti vengono in mente. Ricorda: non occorre che siano logiche! Scrivi tutto quello
che ti si presenta. Hai ottime probabilità che prima di domani tu intraveda almeno un abbozzo su cui lavorare per trovare una
soluzione.Ricorda: a posteriori, tutte le grandi invenzioni sembrano facili e logiche!
La percezione del “cliente”
Aspetti Accessibilità
tecnici Trasparenza
+
Efficacia
Aspetti
Logistica
organizzativi Tempi
+
Aspetti comportamentali Contatto
individuali Relazione

Prestazione percepita
14
Gradi di soddisfazione del cliente
in un servizio informazioni
Coinvolgimento

Accoglienza

Ricezione

Presa in carico
del problema
informativo
Ottenere
del cliente l’informazione
desiderata
Informazione
nel minor
tempo possibile
Durata/tempo
con un approccio
Comprensione di responsabilità
e cortesia 15
SAPER
RISULTATO
COMUNICARE
SITUAZIONE

TU L’ALTRO

OBIETTIVO

CONTENUTO MODO
COSA COME
La comunicazione
 GLI ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA COMUNICAZIONE SONO:

CHI DICE COSA ATTRAVERSO A CHI CON QUALE


QUALE EFFETTO
CANALE
(trasmettitore) (messaggio) (ricevente) (risultato)
(mezzo)

RELAZIONE E SCELTA ANALISI DEL RISULTATO


CONTROLLO CONTENUTO DEL MEZZO PUBBLICO VS
OBIETTIVO

in quali circostanze


a quale scopo
Avevo sei servitori onesti:
mi insegnarono tutto
quello che sapevo.
Si chiamavano
dove, cosa, quando,
perché, come, chi.”
chi

(R. Kipling)
Saper porre domande appropriate
significa

 Ricevere informazioni e verificarne


altre di cui già si dispone
 Guidare la conversazione sulle aree
di interesse
 Coinvolgere gli attori della
conversazione
 Ottenere collaborazione e coerenza
 Sbloccare una situazione di stallo o
ravvivare la conversazione
Alcuni Tipi di domande

Le domande possono essere :

dirette
indirette
aperte
chiuse
retoriche
LE DOMANDE DIRETTE

Affrontano esplicitamente il tema. Vanno


diritto al cuore di un problema senza girarci
intorno. Il destinatario è spinto a scoprirsi
subito.

Ma tu lo vuoi fare
questo lavoro ?
LE DOMANDE INDIRETTE
O PROIETTIVE

Affrontano il tema per vie laterali. Il


destinatario non è costretto a scoprirsi. Si
sente più sicuro e disponibile a rispondere dal
momento che non si parla esplicitamente né di
lui né dei suoi problemi.

Cosa pensi Mi dici le


di questo tue opinioni
genere su questo
di lavori ? genere di lavori ?
LE DOMANDE APERTE

Consentono al destinatario ampia possibilità


di risposta. Sono rassicuranti in quanto
permettono di scegliere quale e quanta
informazione dare.

Come vedi il
tuo futuro ?
LE DOMANDE CHIUSE

Richiedono risposte del tipo : sì - no.


Non permettono di svicolare.
L’intervistato deve scoprirsi.

Ma a te questo
corso interessa ? Hai fatto
Sì o no ? il militare ?
LE DOMANDE RETORICHE

Disturbano il processo di acquisizione delle


informazioni irritando l’intervistato o
spingendolo a rispondere in un certo modo.
TIPO TIPO
SUGGESTIVO VALUTATIVO

E’ un lavoro E’ una cosa


noioso questo , malfatta
non ti pare? questa ,
non ti pare ?
DOMANDE APERTE
servono per

֠ SAPERE
֠ CAPIRE
֠ APPROFONDIRE
֠ FAR EMERGERE

...quello che c’è nella testa dell’altro!


DOMANDE CHIUSE
servono per

 VERIFICARE
 CONTROLLARE
 PRECISARE

...quello che c’è nella nostra


testa!
Comunicare: corpo e voce

postura
1. Il corpo prossemica (vicinanza)
cinesica (gesti)
mimica (espressione facciale)
contatto visivo
inflessione
volume
tono
velocità
riempitivi
2. La voce: silenzi
Il processo di comunicazione

6 FASI DISTINTE:
Identificare gli OBIETTIVI della comunicazione.
1° FASE Che cosa vogliamo che il ricevente faccia o pensi?

Identificare i RICEVENTI.
2° FASE Chi deve sapere?
Chi deve essere informato?

Scegliere il METODO di comunicazione.


3° FASE Lettera? Memoria?
Conversazione telefonica?
Riunione?
Altro?

ADATTARE il messaggio al ricevente.


4° FASE Cosa sappiamo del ricevente per "confezionare il messaggio adatto per
lui/lei?

5° FASE Rendere possibile la RISPOSTA.


Come riuscire a garantirci la risposta?

6° FASE Tenere conto della risposta.


Come cambiare il nostro comportamento in funzione della risposta?
1° FASE: IDENTIFICARE GLI OBIETTIVI DELLA
COMUNICAZIONE.
 Quando si vuole iniziare un processo di comunicazione occorre rispondere alle
seguenti domande:

 Cosa voglio ottenere?


 Cosa voglio che il ricevente pensi o faccia a seguito della
comunicazione?
 In che modo voglio influenzarlo?

2° FASE: IDENTIFICARE IL
RICEVENTE
 Chi deve sapere ciò che voglio comunicare? In un'organizzazione è importante
fare molta attenzione:

 A chi deve essere assolutamente informato.


 A chi deve sapere.
 A chi è bene che sia tenuto informato.
 A chi vuole comunque essere informato.
(continua)
3° FASE: SCEGLIERE IL METODO DI
COMUNICAZIONE.
 Il metodo (canale + vettore) deve essere adatto allo
scopo.

4° FASE: ADATTARE IL MESSAGGIO AL


RICEVENTE.
 È una fase particolarmente delicata: in molti casi gli errori nel processo di
comunicazione sono fatti in questa fase.

 Si deve ricordare che una buona comunicazione è possibile solamente:


 Se si definisce accuratamente un profilo del ricevente.
 Se si adattano le modalità di comunicazione alle caratteristiche
dominanti.
 Se il messaggio che si invia è il più possibile corto e semplice.
5° FASE: RENDERE POSSIBILE LA
RISPOSTA
 Spesso si intende la comunicazione come un puro e semplice invio di messaggi: invece
nella comunicazione contano allo stesso modo l'invio come la ricezione.
 Il processo di comunicazione è sintetizzabile così:

MESSAGGIO

EMITTENTE RICEVENTE
RICEVENTE

FEEDBACK
FEEDBACK

L'EMITTENTE INVIA IL MESSAGGIO, IL RICEVENTE INVIA UN


FEEDBACK, UNA RISPOSTA.
 Se anche se il messaggio è stato correttamente adattato alle necessità e alle
caratteristiche del ricevente, ma non ci si è preoccupati di rendere possibile il
feed-back, il processo può fallire. Infatti se chi riceve il messaggio non è in
.grado di dare un feed-back la comunicazione non è completa
6° FASE: TENERE CONTO DEL
FEEDBACK
 L'ultimo anello della catena del processo di comunicazione consiste nel tener
conto, da parte dell'emittente, del feedback inviato dal ricevente.

Tener conto significa essenzialmente modificare in tutto o in parte il proprio


comportamento o i propri atteggiamenti in funzione del messaggio di ritorno.

Si immagini un processo di comunicazione che ha per oggetto la valutazione


delle prestazioni di un proprio dipendente. Se il feedback è un invito a una
 AD ESEMPIO
maggiore precisione nel circostanziare i rilievi negativi, il processo di
comunicazione è veramente completo se l'emittente (il valutatore) dà
spiegazioni al ricevente (il valutato) sul merito del feedback e ne tiene conto
successivamente.
COMUNICAZIONE
ORALE

VANTAGGI SVANTAGGI MEZZI


 Consente un contatto  Labilità dei messaggi  Ordini e istruzioni
diretto e personale  Rende difficile o  Colloqui e conversazioni
 Facilita la impossibile controllare formali (es.: selezione -
bidirezionalità successivamente il valutazione) e informali
 Facilita il feedback
contenuto dei messaggi e  Riunioni

l'esattezza
 Consente di  Comitati
dell'interpretazione
correggere eventuali  Gruppi di lavoro
 Rende massima la
fattori di disturbo
 Conferenze /
(errori - distorsioni - possibilità di distorsioni
ed errori nelle presentazioni
rumori di fondo)
ritrasmissioni successive
dello stesso messaggio
 Rende più forti le

barriere di tipo personale (continua)


COMUNICAZIONE
SCRITTA

VANTAGGI SVANTAGGI MEZZI


 Pluralità contemporanea di  È sempre unidirezionale  Ordini di servizio,

destinatari, di messaggi  Non consente una verifica


circolari, regolamenti
identici per forma e
immediata della  Lettere, memorandum,
contenuti
comprensione del rapporti, verbali,
 Riduzione del rischio di messaggio e dell'esattezza rendiconti, memorie
distorsione dei messaggi nel dell'interpretazione  Affissi, cartelli
transito per canali di
comunicazione  E' lenta (o comunque più  Manuali, opuscoli,
lenta di quella orale) bollettini, estratti
 Conservabilità dei messaggi
 E' più costosa di quella
 Consente la trasmissione di  Riviste, giornali,
messaggi particolarmente orale pubblicazioni
complessi  Richiede maggior cura
 Questionari, formulari

 Facilita lo studio, nella preparazione del di indagine


l'interpretazione e la messaggio
 Annunci su giornali
ritrasmissione dello stesso
messaggio
REQUISITI DELLA
COMUNICAZIONE

 PER ESSERE EFFICACE LA COMUNICAZIONE DEVE RISPONDERE,


NELLA MISURA MAGGIORE POSSIBILE, AI SEGUENTI REQUISITI:
 CHIAREZZA
 PRECISIONE
 OBIETTIVITÀ E VERIDICITÀ
 TEMPESTIVITÀ
 CONTINUITÀ
 INTERESSE PER IL
DESTINATARIO
 DIFFUSIONE CORRETTA
LA COMUNICAZIONE E LA CULTURA
DELL'ORGANIZZAZIONE

 UNO DEGLI ELEMENTI CHE PIÙ INFLUISCE SU MODALITÀ,


DIFFUSIONE E INTENSITÀ DELLA COMUNICAZIONE È LA
"CULTURA" DELL'ORGANIZZAZIONE.

QUESTO PERCHÉ OGNI ORGANIZZAZIONE HA LA SUA PROPRIA


CULTURA: L'INSIEME DEI VALORI CONDIVISI, DEI MODELLI DI
COMPORTAMENTO ACCETTATI E RESPINTI, DELL'ATMOSFERA
CHE SI RESPIRA, DEL SUO RETAGGIO STORICO".

SI POTREBBE DEFINIRE LA CULTURA COME IL "MODO IN CUI SI


FANNO LE COSE".

(continua)
LA COMUNICAZIONE E IL CLIMA
INTERNO

 COSÌ COME LA CULTURA DELL'ORGANIZZAZIONE INFLUISCE


SULLA COMUNICAZIONE, ALTRETTANTO SI PUÒ DIRE PER IL
"CLIMA" INTERNO ALLA STESSA.

 CON L'ESPRESSIONE "CLIMA INTERNO" S'INTENDE IL


GENERALE ATTEGGIAMENTO DELLE PERSONE VERSO
L'ORGANIZZAZIONE: PER ESEMPIO CIÒ CHE LE PERSONE
RITENGONO DI DOVERSI ATTENDERE NEL CASO CHE
COMMETTANO UN ERRORE O OTTENGANO UN SUCCESSO.

(continua)
A CURA DI SUPPORTO: LE PERSONE CONDIVIDONO LE
INFORMAZIONI E LAVORANO INSIEME PER RISOLVERE I
PROBLEMI; GLI ERRORI SONO VISTI COME OPPORTUNITÀ PER
IMPARARE; I SUCCESSI SONO APERTAMENTE RICONOSCIUTI;
LE PERSONE SI SENTONO APPREZZATE PER QUELLO CHE
SONO.

B CLIMA DI DIFESA: LE PERSONE SI TENGONO PER SE' LE


INFORMAZIONI E LAVORANO IN COMPETIZIONE; GLI ERRORI
SONO VISTI COME "DISGRAZIE" DA EVITARE E I SUCCESSI
ALTRUI SUSCITANO GELOSIE, SE NON RANCORI; LE PERSONE
SONO CONVINTE CHE SI VOGLIA ESPLICITARE UN CONTINUO
CONTROLLO SU DI LORO PER POTERLE SFRUTTARE.

(continua)
 UN ALTRO MODO PER DEFINIRE IL CLIMA DI SUPPORTO, CHE
EVIDENTEMENTE INCORAGGIA E MIGLIORA LA COMUNICAZIONE, È :
CLIMA AD ALTO FEED-BACK.

QUESTO TIPO DI CLIMA PRESUPPONE SI FACCIA UNA NETTA DISTINZIONE


TRA FEED-BACK E ATTEGGIAMENTO CRITICO, SINTETIZZABILE COSI':

ATTEGGIAMENTO CRITICO FEED-BACK


 Negativo e distruttivo  Fatto per aiutare a migliorare
 Astioso  Senza astio
 Giudizio  Descrizione

PER ESEMPIO:
LA FRASE: "FAI SEMPRE QUESTO TIPO DI ERRORE DI DISATTENZIONE NEI
TUOI RAPPORTI" È CERTAMENTE VALUTATIVA.
LA FRASE: " È UN PO' DIFFICILE LEGGERE QUESTO RAPPORTO, SCRITTO
COSÌ IN PICCOLO" È CERTAMENTE DESCRITTIVA.
MIGLIORARE LA
COMUNICAZIONE

 È FACILE CHE IN UN'ORGANIZZAZIONE SI SVILUPPI UNA SORTA


DI MENTALITÀ "NOI" CONTRO "GLI ALTRI", IN VIRTÙ DELLA
QUALE TUTTE LE RAGIONI SONO DALLA PARTE DEL "NOI" E I
TORTI DALL'ALTRA.

MOLTI CONFLITTI NELLE RELAZIONI IN AZIENDA NASCONO DA


QUESTO ATTEGGIAMENTO

CIÒ PUÒ VENIRE EVITATO SE LE PERSONE HANNO AMPIO ACCESSO


A TUTTE LE INFORMAZIONI RILEVANTI E NE POSSONO
DIBATTERE APERTAMENTE. E SI FANNO CIRCOLARE LE
INFORMAZIONI IN MODO EFFICACE