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«Raccontami subito la favola!

» dice il
bambino. Il vecchio ascolta ancora il rumo-
re dei passi, ma il rumore è sempre più de-
bole e non riesce a capire se vanno in dire-
zione del muro. Il vecchio incomincia a rac-
contare: «C’è un uomo che i nemici hanno rin-
chiuso in uno stanzone».
«Che stanzone?» lo interrompe il bambi-
no. Il vecchio ascolta intanto il rumore dei
passi.
«L’uomo ha con sé un pezzetto di pane secco,
ma non riesce a mangiarlo perché è molto triste.»
«Pane secco?» chiede il bambino.
«Non interrompere… Passano due giorni e
l’uomo è contento di avere con sé quel pezzo di
pane. Il terzo giorno l’uomo decide di mangiare
quel pane, ma nel buio gli sembra…»
Il vecchio non sente più il rumore dei
passi. Continua: «Gli sembra di sentire una vo-
ce piccola piccola. È un gattino che ha mangiato
tutti i topi e ora muore di fame…»
«I topi, qui?» chiede preoccupato il bambino.
LE PAROLE DIFFICILI «Ma no! Non qui, nella favola» e continua:
Scrivi negli spazi le «L’uomo dà il suo pane al gattino». Il vecchio non distingue più la dire-
parole che non conosci.
Poi cercale sul zione dei passi.
vocabolario o chiedi
la spiegazione «È un uomo buono e una fata…».
all’insegnante. «Ma che fata! Quell’uomo è morto di fame o no?». Il vecchio non sa
.......................................................... come continuare e prova rabbia verso il bambino. Improvvisamente si
.......................................................... sente il rumore di una raffica (serie di colpi di arma da fuoco) e per la pau-
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ra gli si rizzano tutti i peli delle braccia. «No, non muore di fame: È un
uomo buono e quindi è premiato!» Il vecchio è contento della soluzione
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della favola, ma arriva il rumore di un’altra raffica. Ora il vecchio è spa-
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ventato e agitato. Pensa ai genitori del bambino ormai morti ai piedi
.......................................................... del muro.
.......................................................... Il bambino insiste e vuole sapere qual è il premio dell’uomo.
.......................................................... «L’uomo non muore perché il quarto giorno mangia il gatto.» E si sente una
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terza raffica. Il bambino si mette a strillare, ma non si sa se per il ru-
more degli spari o per la fine della favola. Il vecchio però sa che dopo
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quegli strilli il mondo cadrà su di lui e su quel bambino a causa di una
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sola parola: guerra.
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152 VOLUME 3 UNITÀ 5 Storie della Seconda guerra mondiale