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tratto da:

LA SIESTA DEL MARTEDÌ (parte I)


La luce è come l’acqua,
trad. di E. Cicogna,
Mondadori, Milano 2002
di Gabriel García Márquez
Il treno corre tra le piantagioni (coltivazioni) di banani, tra distese
(aree pianeggianti) non coltivate, tra palmeti (coltivazioni di palme) e
rosai (coltivazioni di rose); l’aria è umida.
Dal finestrino del vagone entra il fumo
soffocante (che non lascia respirare) della lo-
comotiva. Sono le undici e il caldo non è
ancora cominciato. Nel misero (povero) va-
gone ci sono solo una donna e una bambi-
na. Portano con sé un sacchetto di plastica
che contiene del cibo e un mazzo di fiori
dentro a un giornale. La bambina e sua ma-
dre sono vestite a lutto (sono vestite di nero
perché un loro famigliare è morto). La bambina
ha dodici anni e la donna sembra troppo
vecchia per essere sua madre.
Alle dodici incomincia a fare caldo. Il treno si ferma per dieci minuti nel
silenzio delle piantagioni per fare rifornimento di acqua (l’acqua serve
per produrre il vapore che muove la locomotiva). La donna dorme e la bambina
si toglie le scarpe e va nel gabinetto a mettere i fiori nell’acqua. Quando
torna al suo posto, la madre la aspetta per mangiare. Le dà un pezzo di LE PAROLE DIFFICILI
formaggio, una focaccia di granoturco (pane di mais schiacciato, condito con Scrivi negli spazi le
olio) e un biscotto secco. Mentre mangiano, il treno attraversa un ponte di parole che non conosci.
Poi cercale sul
ferro, un piccolo paese dove molta gente è raccolta ad ascoltare una ban- vocabolario o chiedi
la spiegazione
da musicale che suona una musica allegra. Più avanti terminano le pian- all’insegnante.
tagioni e il treno corre su una pianura arsa (bruciata) dal sole.
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La donna smette di mangiare e dice alla bambina: «Mettiti le scarpe
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e pettinati. Fai ora quello che devi fare. Poi non devi chiedere nulla e
non potrai nemmeno bere. E non devi piangere». La bambina annuisce ..........................................................

(verbo “annuire”; dice di sì) e si pettina. Il treno fischia. Fuori dal fine- ..........................................................

strino si vede un villaggio in quel luminoso martedì di agosto. La bam- ..........................................................

bina avvolge i fiori nel giornale. Il treno smette di fischiare e si ferma. ..........................................................
La stazione è deserta. La donna e la bimba scendono dal treno e si ..........................................................
dirigono verso un marciapiede in ombra. Sono quasi le due e fa un
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gran caldo. A quell’ora il villaggio fa la siesta (parola spagnola; il riposo del
pomeriggio) e i negozi, gli uffici pubblici e la scuola chiudono alle undi- ..........................................................

ci e aprono verso le quattro. La donna e la bimba entrano nel villaggio ..........................................................

e cercano di non disturbare la siesta. Vanno verso la casa parrocchiale ..........................................................

(la casa del parroco, del sacerdote del villaggio). La donna bussa alla porta. ..........................................................
All’interno si sente il ronzare di un ventilatore elettrico. Dopo un po’ si ..........................................................
sente una voce di donna che chiede: «Chi è?». La donna risponde: «Ho
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bisogno del padre». La voce risponde: «Adesso dorme». La donna insi-

Gabriel García Márquez La siesta del martedì (parte I) 143