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4/2/2021 Plinio Fraccaro - Wikipedia

Plinio Fraccaro
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Plinio Fraccaro (Bassano del Grappa, 8 gennaio 1883 – Pavia, 1º novembre


1959) è stato uno storico e accademico italiano.

Indice
Biografia
Il fondo librario
Opere
Note
Bibliografia Plinio Fraccaro

Collegamenti esterni

Biografia
Nacque nella modesta famiglia di Maria Marostica e di Antonio Fraccaro, un falegname che nel 1897
emigrò in America senza più dare notizie di sé. Nel 1901 prese la maturità nel Liceo classico Antonio
Canova di Treviso e, iscrittosi alla facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli Studi di Padova, si
laureò a pieni voti il 26 giugno 1905 con una tesi sul De gente populi Romani, uno scritto di Terenzio
Varrone sulla preistoria romana, da lui ricostruito sulla base dei frammenti esistenti e pubblicato nel
1907.

Dopo aver insegnato in Istituti tecnici di Padova, Mantova e Roma, dove


conobbe storici e filologi classici quali Ettore Pais, Julius Beloch e Giorgio
Pasquali, nel 1915 ottenne la cattedra straordinaria di Storia antica
all'Università degli Studi di Pavia. Ritenne sempre che un professore
universitario consapevole debba avere insegnato in ogni ordine di scuola.
Personalmente leggeva senza alcuna difficoltà sia il greco antico che il latino e
Fraccaro in toga mentre teneva come livres de chevet da leggere prima di addormentarsi gli storici
inaugura l'anno classici. Nel 1919 divenne professore ordinario nella stessa Università, dove
accademico 1949-1950 insegnò per tutta la vita, alternando i corsi sulle civiltà del Mediterraneo
orientale, la Grecia, Roma. A lui si devono studi di fondamentale importanza
sull'età dei Gracchi, sull'ordinamento centuriato, sul diritto e sulla storia
militare di Roma antica.

Esperto di geografia e topografia, con Mario Baratta e con il geografo e cartografo Luigi Visintin, che ne
fu il maggiore ideatore e redattore, lavorò agli atlanti geografici De Agostini di cui vennero pubblicate
numerose edizioni. Antifascista, Fraccaro fu uno dei pochissimi docenti dell'ateneo pavese a non

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prendere la tessera del Partito Fascista, a costo di subire ripetute umiliazioni. Collaborò tuttavia
all'Enciclopedia Italiana per la sezione "Antichità" diretta da Gaetano De Sanctis, per la quale scrisse 208
voci, spaziando nella storia di tutte le antiche civiltà del Mediterraneo.

Diresse dal 1923 alla morte la rivista di storia e letteratura antica


«Athenaeum», tra le poche del settore ad avere conservato indipendenza e
autonomia editoriale. Dopo il 25 luglio 1943 venne nominato rettore
dell'Università di Pavia fino al febbraio 1944 per tornare in carica dal 26 aprile
1945 fino alla morte. Fu anche consigliere comunale socialista di Pavia dal
1946 al 1951.
Luigi Einaudi e Plinio
Nei quindici anni del suo rettorato alla promozione delle strutture collegiali (si Fraccaro a Pavia, 13
batté per l'istituzione del primo collegio femminile laico dell'Università, il aprile 1955
Collegio Castiglioni-Brugnatelli) e di forme di assistenza per gli studenti
disagiati affiancò un rinnovamento e un ampliamento edilizio che l'ateneo non
conosceva dall'età teresiana. In questa sua opera venne favorito dal carattere deciso, allegro ed
estroverso, che gli permise di ottenere finanziamenti per le opere universitarie dagli industriali di Pavia e
dintorni. Si occupò dello sviluppo culturale sia attraverso l'intelligente scelta degli insegnanti sia con la
creazione di nuove cattedre di insegnamento in ambito scientifico e letterario.

Membro dell'Accademia dei Lincei, nel 1953 fu insignito della laurea honoris causa a Oxford.

Furono suoi allievi Alfredo Passerini, Giacomo Devoto, Gianfranco Tibiletti, Dante Zanetti, Albino
Garzetti, Giovanni Forni, Emilio Gabba, Lellia Cracco Ruggini.

A lui è intitolato il Collegio Plinio Fraccaro di Pavia.

Il fondo librario
Il fondo Plinio Fraccaro è conservato presso la Biblioteca di Studi
Umanistici dell'Università di Pavia. Comprende circa 20.000 volumi
monografici, tra cui oltre un migliaio di volumi antichi editi tra il
Cinquecento e i primi decenni dell'Ottocento, circa 10.000 opuscoli
e un'ampia raccolta di carte geografiche e topografiche, acquisiti
formalmente dall'ateneo pavese nel 1963[1] dopo la morte di Timbro di Plinio Fraccaro, Bassano
Fraccaro, docente di Storia romana nonché rettore dell'ateneo dal
luglio 1943 al febbraio 1944 e, successivamente, dall'aprile 1945 sino
alla morte, avvenuta il 1 novembre 1959.

Solo una parte del fondo è attualmente catalogata[2].

Appassionato studioso, bibliofilo e collezionista, nell'arco di


cinquant'anni di attività scientifica ed accademica Fraccaro raccolse
un significativo nucleo di opere sulla storia politica, amministrativa
e sociale dell'età romana repubblicana, la storia e la storiografia
antiche, la storia militare, la geografia e la topografia dell'Italia e del
Timbro del Fondo Fraccaro, tipo 1
mondo romano, l'epigrafia, la numismatica, con un particolare
interesse per lo studio dell'ambiente naturale e antropico dell'Italia e
del mondo romano.

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Alla morte di Fraccaro la sua biblioteca, molto ambita da compratori


stranieri per il suo particolare valore scientifico ed antiquario[3], fu
acquistata dall'allora Istituto di storia antica dell'ateneo. Su
sollecitazione dell'allora rettore Luigi De Caro, fu stanziato un
contributo straordinario di 20 milioni di lire[4] da parte del Ministero
Timbro del Fondo Fraccaro, tipo 2
della pubblica istruzione, che incaricò formalmente la
Sovrintendenza bibliografica per la Lombardia di effettuare
un'accurata perizia per confermare l'effettivo valore commerciale
della raccolta.

La relazione della Sovrintendenza sostanzialmente ribadì il pregio


della biblioteca, definendola ricca di testi introvabili e fuori
commercio, edizioni rarissime o di pregiata veste tipografica, con
una “assai importante e quasi unica in Italia collezione di opere di Timbro del Fondo Fraccaro, tipo 3
topografia e di cartografia antica”: nel suo complesso essa venne
valutata oltre 22 milioni di lire[5]. Dalla stessa relazione si evince che
facessero parte della biblioteca di Plinio Fraccaro anche le biblioteche personali di Antonio Cima,
professore di lingua e letteratura latina presso l'Università di Padova, di cui Fraccaro era stato allievo, e
di Massimo Lenchantin de Gubernatis, titolare della cattedra di lingua e letteratura latina a Pavia tra il
1931 e il 1950.

Data la considerevole mole di materiali, il fondo fu a più riprese smembrato tra diverse biblioteche
specialistiche dell'Università, in particolare quelle di storia antica, a cui ne rimasero circa 15.000, e di
letteratura greca, latina, italiana e francese[6].

Sulla base dei quattro identificativi (quattro tipologie di timbri, di cui una presumibilmente apposta
dallo studioso), solo recentemente è stato possibile ricostruire virtualmente la genesi e la fisionomia del
Fondo, a partire da un nucleo di circa 180 opere elencate nel manoscritto relativo al Catalogo delle opere
militari contenute nella biblioteca di Plinio Fraccaro, Bassano[7].

In particolare, un significativo nucleo di opere di storia locale, che fornisce una preziosa documentazione
sulla storia antica soprattutto di area padana, è stato oggetto di un progetto di digitalizzazione
dell'Università di Pavia ed è ora liberamente consultabile in rete[8][9][10].

Un'analisi delle note di possesso (note manoscritte, timbri, etichette, ex libris) evidenzia la provenienza
di molti volumi dall'alienazione di materiale di scarto da parte di biblioteche pubbliche ed ecclesiastiche,
o dalla vendita di prestigiose collezioni private, come per esempio quella di Walter Ashburner (1864-
1936), professore di giurisprudenza ad Oxford e cofondatore del British Institute of Florence, di Nicolò e
Angelo Papadopoli e di Charles Montagu, primo conte di Halifax.

Opere
Studi varroniani. De Gente Populi Romani libri IV, Padova, Draghi, 1907
Studi sull'età dei Gracchi. Orazioni ed oratori dell'età dei Gracchi, in «Studi storici per l'antichità
classica», V, 1912
Studi sull'età dei Gracchi. La tradizione storica sulla rivoluzione graccana, Città di Castello, Lapi,
1914
Atlante storico, con Mario Baratta e Luigi Visintin, Novara, De Agostini, 1924-1925 e successive
edizioni
Grande atlante geografico, con Mario Baratta e Luigi Visintin, Novara, De Agostini, 1938 (sezione
storica)
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Opuscula, 4 voll., Pavia, Athenaeum, 1956-1975


I: Scritti di carattere generale. Studi catoniani. I processi degli Scipioni
II: Studi sull'età della rivoluzione romana. Scritti di diritto pubblico. Militaria
III: Scritti di topografia e di epigrafia
IV: Della guerra presso i Romani
Relazioni e discorsi degli anni del rettorato (1945-1959), Milano, Cisalpino, 1981

Note
1. ^ Archivio di deposito dell’Università degli studi di Pavia, posizione n. 24-A, oggetto: Facoltà di lettere
e filosofia. Pratica generale della Biblioteca Fraccaro. Atto di compravendita della Biblioteca Plinio
Fraccaro dagli eredi all’Università di Pavia, Pavia, 24 ottobre 1963
2. ^ Elenco dei volumi del Fondo Plinio Fraccaro nel catalogo dell'Università di Pavia, su opac.unipv.it.
3. ^ Archivio di deposito dell’Università degli Studi di Pavia, posizione n. 24-A, oggetto: Facoltà di
lettere e filosofia. Pratica generale della Biblioteca Fraccaro. Lettera del prof. Gianfranco Tibiletti alla
Direzione generale dell’istruzione superiore, Ministero della pubblica istruzione in merito alla
valutazione della Biblioteca Fraccaro, Pavia, 11 marzo 1960
4. ^ Archivio di deposito dell’Università degli studi di Pavia, posizione n. 24-A, oggetto: Facoltà di lettere
e filosofia. Pratica generale della Biblioteca Fraccaro. Comunicazione del Ministero della pubblica
istruzione al rettore dell’Università di Pavia, Roma, 28 aprile 1960
5. ^ Archivio di deposito dell’Università degli studi di Pavia, posizione n. 24-A, oggetto: Facoltà di lettere
e filosofia. Pratica generale della Biblioteca Fraccaro. Ricognizione e valutazione della biblioteca del
defunto prof. Plinio Fraccaro di Pavia da parte della Sovrintendenza bibliografica della Lombardia,
Milano, 14 aprile 1961
6. ^ Archivio storico dell'Università di Pavia, Verbali delle sedute di Facoltà dal 1/12/71 al 22/5/74,
verbale del 7 luglio 1972
7. ^ Biblioteca Universitaria di Pavia, Fondo Ticinesi 819 B 7, Varie 1
8. ^ I “Rari di storia locale” del Fondo Plinio Fraccaro, Università di Pavia., su biblioteche.unipv.it. URL
consultato il 9 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2016).
9. ^ Simone Albonico [et al.], La collezione digitale del Fondo "Plinio Fraccaro", in Inaugurazione
dell'a.a. 2006/2007, Università di Pavia, 2007, pp. 111-122.
10. ^ Elenco dei volumi digitalizzati del Fondo Plinio Fraccaro "Rari di storia locale" (accesso libero), su
opac.unipv.it.

Bibliografia
Arnaldo Momigliano, Plinio Fraccaro, in Id., Terzo contributo alla storia degli studi classici e del
mondo antico, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1960, pp. 832–840.
Emilio Gabba, Fraccaro, Plinio (http://www.treccani.it/enciclopedia/plinio-fraccaro_%28Dizionario-Bio
grafico%29/), in «Dizionario biografico degli Italiani», vol. IL, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana
Treccani, 1997, pp. 552–556
Elisa Signori, Plinio Fraccaro e i "grigi anni del regime", in «Athenaeum», 2001, pp. 275–295.
Francesco Torchiani, Uno storico rettore magnifico. Plinio Fraccaro e l'Università di Pavia, Milano,
Cisalpino, 2010
I fondi speciali delle biblioteche lombarde: censimento descrittivo. A cura dell'Istituto lombardo per la
storia della Resistenza e dell'età contemporanea. Vol. 2: Province di Bergamo, Brescia, Como,
Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Pavia, Sondrio, Varese, Milano, Bibliografica, 1998, p. 742.

https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_Fraccaro 4/5
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Emilia Groppo, Gabriele Rossini. Il fondo "Plinio Fraccaro" Rari di Storia locale della Biblioteca
Interdipartimentale "Francesco Petrarca" dell'Università degli studi di Pavia: il primo fondo della
piattaforma CodeX[ml], in Bollettino del Cilea, 2007, 107, p. 19-22.

Collegamenti esterni

Plinio Fraccaro, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.


Plinio Fraccaro / Plinio Fraccaro (altra versione), in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana.
Plinio Fraccaro, su sapere.it, De Agostini.
Plinio Fraccaro, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
(EN) Opere di Plinio Fraccaro, su Open Library, Internet Archive.
D. Mantovani, Plinio Fraccaro, 2008 (PDF), su diro.unipv.it.
VIAF (EN) 17979926 (https://viaf.org/viaf/17979926) · ISNI (EN) 0000 0001 1748 0504 (htt
p://isni.org/isni/0000000117480504) · SBN IT\ICCU\VEAV\038634 (https://opac.sbn.it/opac
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