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5/2/2021 Gerardo Bianco - Wikipedia

Gerardo Bianco
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Gerardo Bianco (Guardia Lombardi, 12 settembre 1931) è un Gerardo Bianco


politico italiano, esponente della Democrazia Cristiana, del
Partito Popolare Italiano, della Margherita e della Rosa per
l'Italia.

Indice
Tra università e politica
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni

Ministro della pubblica istruzione


Tra università e politica Durata mandato 27 luglio 1990 –
12 aprile 1991
Vincitore di una borsa di studio presso il Collegio
Presidente Giulio Andreotti
Augustinianum dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di
Milano, si laureò in lettere classiche. In gioventù fu attivo nella Predecessore Sergio Mattarella
Federazione universitaria cattolica italiana. Docente Successore Riccardo Misasi
universitario, Bianco è stato deputato in nove legislature tra il
1968 e il 2008.
Segretario del
Irpino, vicino alla DC di Sullo prima e di De Mita poi, Bianco è Partito Popolare Italiano
stato deputato della Democrazia Cristiana dal 1968 al 1994. Fu Durata mandato luglio 1995 –
presidente del gruppo parlamentare della DC dal 1979 al 1983. gennaio 1997
Fu vicepresidente della Camera dei Deputati dal 1987 al 1990.
Divenne ministro della Pubblica Istruzione nel luglio del 1990 Presidente Giovanni Bianchi
(fino a marzo del '91) nel governo Andreotti VI. Dal 1992 al Predecessore Rocco Buttiglione
1994 è di nuovo presidente del gruppo DC alla Camera.
Successore Franco Marini
Personaggio di indiscussa moralità, è considerato nell'ambiente
politico un uomo di cultura prestato alla politica. Ha
caratterizzato la sua azione politica e di vita al rispetto delle Presidente del
istituzioni e dell'etica pubblica. Nel ‘94, a seguito della fine della Partito Popolare Italiano
DC, travolta dalle inchieste di Mani pulite e dal processo per Durata mandato 1997 –
mafia a Giulio Andreotti, aderisce al Partito Popolare Italiano 1999
(PPI). Sempre nel 1994 venne eletto deputato europeo a
Strasburgo del Partito Popolare Italiano (fino al 1999). Fu Predecessore Giovanni Bianchi
https://it.wikipedia.org/wiki/Gerardo_Bianco 1/4
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sempre affiancato dal suo principale segretario Francesco Successore vacante


Cuoco detto Franco (Rutino, 26 agosto 1933 - Salerno, 27
novembre 2005).
Vicepresidente della
Nel 1995 si schierò contro Rocco Buttiglione, segretario del PPI Camera dei deputati
che aveva deciso di allearsi con il centrodestra in occasione Durata mandato 2 luglio 1987 –
delle elezioni regionali. Bianco, contrario a questa virata a 27 luglio 1990
destra, raccolse intorno a sé una parte del centro e tutta la
Presidente Nilde Iotti
sinistra del partito, ottenendo che l'assemblea nazionale
bocciasse la decisione del segretario[1]. Nei giorni successivi la
votazione fu annullata dal collegio dei probiviri presieduto da Deputato della Repubblica Italiana
Gaetano Vairo ("buttiglioniano") ma la metà del PPI facente Durata mandato 5 giugno 1968 –
capo a Bianco procedette per vie legali ordinarie ed elesse lo 14 aprile 1994
stesso Bianco segretario. A seguito di mesi e mesi di vertenze
giudiziarie alla fine i "due segretari" del PPI raggiunsero un
accordo per il quale i seguaci di Bianco conservarono il nome Durata mandato 30 maggio 2001 –
del partito (PPI) mentre quelli di Buttiglione mantennero lo 28 aprile 2008
storico simbolo dello scudocrociato. Legislature V, VI, VII, VIII, IX,
X, XI, XIV, XV
Bianco ha guidato il partito per tre anni contribuendo in
maniera determinante alla nascita dell'Ulivo e all'elezione del Gruppo DC (V-XI)
cattolico Romano Prodi alla carica di presidente del Consiglio. parlamentare La Margherita (XIV)
In quelle elezioni il partito ha ottenuto il 6,8% dei voti ed è stato L'Ulivo (XV)
rappresentato nel governo Prodi I da quattro ministri e
numerosi sottosegretari. In quelle elezioni del 1996, come Coalizione L'Ulivo (XIV)
segretario del partito avrebbe potuto candidarsi in qualsiasi L'Unione (XV)
collegio, ma scelse di rischiare candidandosi solo nel Circoscrizione BN-CB (V-XI)
proporzionale. Nonostante la vittoria nazionale, Bianco non fu
Campania 1 (XIV-
eletto parlamentare non avendo preso abbastanza voti nella
quota proporzionale, a causa dello scorporo. Dopo quelle XV)
elezioni politiche dell'aprile 1996, nel '97 lascia la segreteria del Collegio 3 - Napoli-
PPI e viene nominato presidente del partito, carica che ricoprirà Fuorigrotta (XIV)
fino al 2000. Nel 2001 è rieletto deputato.
Sito istituzionale (http://legislature.camera.i
Ha diretto il quotidiano «Il Popolo» da agosto a settembre del t/chiosco.asp?cp=1&position=V%20Legisla
1995 e dall'ottobre 1999 all'aprile 2000[2]. tura%20/%20I%20Deputati&content=deput
ati/legislatureprecedenti/Leg05/framedeput
Nel 2002 è uno dei principali rappresentanti della corrente
ato.asp?Deputato=1d840)
contraria alla continuazione dell'attività politica all'interno de
La Margherita, lista con cui il Partito Popolare si è presentato
alle elezioni politiche del 2001. Secondo Bianco, se proprio era Eurodeputato
necessario arrivare alla costituzione formale di questo soggetto Durata mandato 18 luglio 1994 –
politico che riuniva esperienze politiche moderate ma diverse 20 luglio 1999
dalla tradizione democratica cristiana, non si sarebbe dovuto
operare rinunciando alle proprie bandiere, ma mantenendo ben Legislature IV
manifesta le proprie identità e tradizione, senza la sospensione Gruppo PPE
formale del Partito Popolare Italiano. Così, in parlamento parlamentare
aderisce al gruppo della Margherita, ma come indipendente. Circoscrizione Italia meridionale
Nel novembre 2004 fonda, insieme ai parlamentari Alberto Sito istituzionale (https://www.europarl.euro
Monticone e Lino Duilio, il movimento Italia Popolare - pa.eu/meps/it/2143/GERARDO_BIANCO/h
Movimento per l'Europa. Questo movimento, pur non essendo istory/4)
https://it.wikipedia.org/wiki/Gerardo_Bianco 2/4
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un partito, si propone di ridare una autonoma presenza


organizzata ai cattolici democratici in Italia per non disperdere Dati generali
e mantenere viva l'anima ideologica che fu del PPI. Il Partito politico DC (fino al 1994)
movimento è particolarmente radicato in Veneto, Piemonte, PPI (1994-2002)
Lombardia, Lazio, Campania, Abruzzo e Puglia. DL (2002-2007)
Nelle elezioni politiche del 2006 è stato rieletto alla Camera dei RpI (2008-2014)
deputati nella lista de L'Ulivo, ma come non aveva condiviso la Titolo di studio Laurea in lettere
scelta di creare la Margherita, ancor meno condivideva la scelta classiche
di far sciogliere la stessa, insieme ai Democratici di Sinistra per
dar luogo al Partito Democratico. Dopo l'elezione rimase per Università Università
qualche tempo come indipendente nel gruppo parlamentare Cattolica del Sacro
dell'Ulivo, per poi comunicare alle camere (il 15 febbraio 2008) Cuore
attraverso la lettura di una lettera[3] che suscitò gli applausi Professione Docente
dell'intero parlamento, di non aderire al PD e di passare al universitario
Gruppo Misto.

Successivamente, con il suo movimento Italia Popolare, e insieme a Savino Pezzotta e Bruno Tabacci,
diede vita al progetto centrista della Rosa per l'Italia, partito svincolato dai poli e di ispirazione cattolica.
Tale partito, nato a ridosso delle imminenti elezioni politiche è costretto a sposare l'idea di una lista
unica con l'UDC di Pier Ferdinando Casini. Bianco decise di non ricandidarsi per favorire un
rinnovamento, inserendo giovani del suo movimento. Ma nelle liste dei candidati dell'Unione di centro,
cartello elettorale di UDC e Rosa Bianca, prevalse la scelta dell'UDC di affidare la composizione delle
liste in Campania a Ciriaco De Mita, il quale si posizionò capolista al Senato e candidò alla Camera un
altro De Mita (nipote di Ciriaco). Entrambi, in quella tornata elettorale, non furono eletti. Bianco
polemizzando con i vertici dello scudo crociato, parla di «mediocre accordo che ripropone, in particolare
nel Sud, logiche clientelari e di potere dispotico e familistico.»[4]

Dopo quell'esperienza non aderisce a nessun partito pur rimanendo fermamente convinto della necessità
di un partito centrista di ispirazione cattolica. Successivamente è eletto presidente dell'Associazione
Nazionale degli ex parlamentari[5] che conta oltre 1500 parlamentari cessati dal mandato di ogni
schieramento politico, carica che ricopre tuttora. Nel 2011 pubblica "La Balena Bianca. L'ultima
battaglia 1990-1994" e nel 2012 "La parabola dell'Ulivo. 1994-2000".

Da sempre grande studioso, Latinista, è stato condirettore della Enciclopedia oraziana presso l'Istituto
della Enciclopedia Italiana.

È fratello maggiore di Lucio Bianco, professore universitario ed ex presidente del CNR. Considerato
grande meridionalista, è presidente dell'Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia,
fondata nel 1910, andando a ricoprire un ruolo che nel corso degli anni hanno ricoperto personaggi
illustri come Giustino Fortunato, Benedetto Croce, Umberto Zanotti Bianco e Manlio Rossi Doria.

Note
1. ^ La Repubblica, 04.07.1995 (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/07/04/bi
anco-il-trionfo-di-un-uomo-normale.html)
2. ^ Bianco, Gerardo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL
consultato il 3 aprile 2015.
3. ^ La lettera, su enzodelvecchio.it.
4. ^ Testo (http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/255000/254207.xml?key=Federica+Fantozzi&first=901&or
derby=1&f=fir) Archiviato (https://web.archive.org/web/20131202222517/http://cerca.unita.it/ARCHIV
https://it.wikipedia.org/wiki/Gerardo_Bianco 3/4
5/2/2021 Gerardo Bianco - Wikipedia

E/xml/255000/254207.xml?key=Federica+Fantozzi&first=901&orderby=1&f=fir) il 2 dicembre 2013 in


Internet Archive.
5. ^ Camera dei deputati, su deputati.camera.it. URL consultato il 10 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 30
marzo 2013).

Altri progetti
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ng=it)

Collegamenti esterni

Gerardo Bianco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.


Gerardo Bianco, su europarl.europa.eu, Parlamento europeo.
Gerardo Bianco, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
Gerardo Bianco, su Openpolis, Associazione Openpolis.
Registrazioni di Gerardo Bianco, su RadioRadicale.it, Radio Radicale.
Scheda della Camera dei deputati, su testo.camera.it.
VIAF (EN) 44426084 (https://viaf.org/viaf/44426084) · ISNI (EN) 0000 0000 8377 8360 (htt
p://isni.org/isni/0000000083778360) · SBN IT\ICCU\RAVV\027120 (https://opac.sbn.it/opac
sbn/opac/iccu/scheda_authority.jsp?bid=IT\ICCU\RAVV\027120) · LCCN
(EN) no2010114466 (http://id.loc.gov/authorities/names/no2010114466) · BNF
Controllo di autorità
(FR) cb128129945 (https://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb128129945) (data) (https://data.bn
f.fr/ark:/12148/cb128129945) · BAV (EN) 495/325021 (https://opac.vatlib.it/auth/detail/495_
325021) · WorldCat Identities (EN) lccn-no2010114466 (https://www.worldcat.org/identities/l
ccn-no2010114466)

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