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Sergio Ravera

Direttore Responsabile

Periodico dell’Associazione Culturale e del Paesaggio “Renzo Aiolfi” no profit di Savona
Numero 21 • Novembre 2010 • Anno VIII • Copia omaggio

Jeronimus Wierix, San Miguel Arcàngel, Hacia 1570-75,

La cultura
di Roberto Giannotti
con dedicatoria a Benito Arias Montano (sotto);
Luis Tristàn, San Miguel
Arcàngel, Hacia 1620,
Convento de Santa Clara,
Toledo (a destra).
La cultura di una città, la sua sto-
ria, la sua identità: possono essere
questi elementi fautori di svilup- La devozione
po economico futuro, di migliora-
mento della qualità della vita? La
all'Arcangelo fu
risposta, breve e immediata, è sì. E’ tale nell’Impero
un assioma generale che vale non
solo per Savona, ma per qualsiasi Spagnolo che
realtà urbana, in Italia e in Euro- Filippo IV lo
pa, in tutto il globo e specialmente
in questa fase storica. Perchè ogni propose come
luogo del mondo ha il suo percor-
so, la sua cultura, la sua identità,
patrono del regno.
fatta di natura, ambiente e intera- L’intento fallì, ma
zione con l’uomo. Dove questo è
avvenuto con equilibrio, ma anche
si tornò a imporre
dove anche il genio umano ha la- il suo culto nelle
sciato tracce importanti, è possibi-
le trovare ed apprezzare il bello, processioni e sugli
a volte assoluto, nei capolavori di altari, cosa che
un monumento architettonico che
esce prorompente dalla consuetu- incrementò in buona misura il numero delle sue
dine o nell’armonia di edifici sem-
plici che si integrano nella natura
immagini. In questo contesto s’inquadra sia il San
di un luogo. Michele del Museo delle Belle Arti di Cordoba,
Ma torniamo alla nostra amata
Savona. Per chi oggi ha supera-
sia quello savonese della Certosa di Loreto,
to i quarant’anni, è possibile fare gemelli nell’iconografia e forse anche riguardo
un primo bilancio interessante
perchè è una generazione che ha la provenienza andalusa e gienniense
visto molti cambiamenti. In tutti i
termini: il tessuto sociale, l’aspet-
to culturale, l’urbanistica, l’eco- S. Michele, immagini nell’arte benché già nel XV secolo arrivasse
una corrente di pensiero che difen-
deva la teoria che, partendo dalla

occidentale dell’Età Moderna


nomia. Trent’anni fa, Savona era Bibbia, era possibile soltanto dare
dal punto di vista economico una credito all’esistenza di tre di essi
città portuale ed industriale, indi- e chiamarli con i loro nomi. In tal
rizzata verso una crisi irreversibile modo restava tacitata la polemica
come del resto stava succedendo di José María Palencia Cerezo
relativa all’esistenza di sette,che si
in tutte le realtà europee dove le ravvivò e si diffuse rapidamente in
grandi industrie cominciavano a Come ha già segnalato il professor visitato poi da Papi come San Ge- dente che, specialmente a partire seguito all’apparizione nel 1516 del
confrontarsi con un mondo sem- Bruno Barbero in un articolo pre- lasio nell’anno 494, o Pasquale II da Trento, avrebbe fatto sì che il noto dipinto murale nel Carmelo di
pre più globalizzato, con lavora- cedente sull’iconografia di San Mi- nel 1093. Pertanto, si può affermare nostro arcangelo venisse proiettato Sant’Angelo a Palermo, che fece sì
zioni e forniture concorrenziali chele dalle pagine di questa stessa che, anche prima della celebrazione quale primo Generale delle legioni che in Italia la loro rappresentazio-
che stavano rendendo obsoleto un rivista, del quale questo vuole esse- del Concilio di Trento, San Michele angeliche. ne godesse di qualche permesso in
modo di lavorare e produrre appa- re soltanto un discreto complemen- in Italia aveva già una storia fortu- Fra i due momenti, e in quanto an- più da parte di Roma, benché tut-
rentemente statico ed immutabile, to incentrato più specificamente su nata, poiché già nella seconda metà gelo, nemmeno San Michele avreb- tavia, al riguardo, la venticinque-
capace per decenni di assicurare ciò che concerne l’Impero Spagno- del XV secolo la regina Giovanna be mai perso la sua condizione di sima sessione del Sacrosanto Con-
reddito a migliaia di famiglie. La lo durante l’Età Moderna, il culto di Napoli abbelliva e ingrandiva psicopompo, cioè di intercessore tra cilio di Trento decretava, nel 1538,
città ha dovuto reinventarsi e fare antichissimo per questo Arcangelo il Gargano non solo per quanto ri- la terra e il cielo. In questo senso, che solo San Michele, Gabriele e
i conti con la necessità di trovare conobbe un momento di massimo guarda il suo tempio, ma anche ag- in Spagna, già San Isidoro di Sivi- Raffaele venissero “comunemente
nuove vie di sviluppo. splendore nel rinnovato fervore giungendovi un ospedale, un ospi- glia avrebbe parlato dell’esistenza accolti”.
Ma torniamo a quegli anni. Man- per le tematiche angeliche che il zio e altri edifici annessi. A partire degli arcangeli, traducendo il loro In tal modo, nella cattolicissima
cava una cultura ambientalista, a mondo cattolico apprese a partire dal XII secolo il sito fu visitato dai nome dal greco come “messaggeri Spagna – principale potenza so-
tutti i livelli, e mancava anche una dalla Controriforma. santi medievali più influenti, come principali” e considerandoli una stenitrice del Papato – la rappre-
cultura della qualità della vita, a Tuttavia, per quanto riguarda il San Francesco d’Assisi, Santo Tom- terza gerarchia celeste, “destinata sentazione dei “quattro silenziati”
tutti i livelli. L’importante era di- caso spagnolo, bisogna tenere con- maso d’Aquino, San Camillo de a presiedere le opere della Prov- – Uriel, Jeudiel, Baraquiel e Seba-
sporre di una casa, di un lavoro to di una prima specificità derivata Lellis o Santa Brigida di Svezia. videnza nella Creazione”. Michele tiel – avrebbe ottenuto una qualche
per il sostentamento della fami- dall’incerto e peculiare Medioevo Ad ogni modo, senza realizzare una significherebbe “colui che come fortuna soltanto durante il primo
glia, di un’automobile. A qualsia- che conosce la penisola iberica, profonda ricerca a partire dai testi Dio”, poiché “quando succede quarto del XVII secolo, benché solo
si costo. Non era importante, per dominata in un primo momento patristici medievali,risulta difficile nel mondo qualcosa di un potere in relazione a luoghi dove il ferreo
conseguire quei legittimi obiettivi dall’irresoluta unificazione religio- poter precisare quali caratteristiche portentoso, viene inviato questo controllo del Tribunale dell’In-
se l’asfalto e le automobili arriva- sa intorno al cattolicesimo dopo la e funzioni, e di conseguenza, quale arcangelo”, dato che “nessuno è quisizione poteva avere accesso a
vano fino agli scalini dei monu- conversione degli ultimi re visigoti immagine, avrebbe avuto San Mi- capace di mettere meglio in chiaro stento, come i conventi di patroci-
menti, se c’era verde o meno, se nella loro corte di Toledo e, in un chele nel corso di quel tempo; ma ciò che Dio può fare”. Questo, tra- nio reale, circostanza questa evi-
le industrie inquinavano, se i cibi secondo momento, dal controllo se facciamo un rapido percorso at- dotto in un’immagine della mitolo- denziata dall’esistenza nelle clau-
erano sani e naturali oppure no, musulmano quasi assoluto dell’in- traverso le sue rappresentazioni, si gia classica, e se mi si consente il sure di questi Conventi, di diverse
se le case erano belle o brutte, se tera penisola a partire dall’anno potrebbe sostenere, a grandi linee, paragone, potrebbe essere qualco- rappresentazioni degli stessi, come
rovinavano per sempre un pae- 712, che secondo le zone durerà che durante tale periodo ebbe al- sa come il raggio infuocato di Zeus per esempio quelle che realizzerà il
saggio. E davvero, la grandissima otto secoli, e che avrebbe fatto sì meno due condizioni: una prima che prende corpo umano, e che è cordovese Bartolomé Román per le
parte delle abitazioni costruite tra che il culto per San Michele non di giudice e pesatore delle anime al mandato sulla terra ogni volta che Scalze Reali di Madrid, che parti-
il 1960 e i decenni successivi sono giungesse a radicarsi, e di conse- momento del Giudizio Finale – da il Padre vuole manifestare i segni rà dalla nota serie delle Angelorum
il disastro totale edilizio, lo strazio guenza l’importanza che avrebbe cui si può dedurre una condizione di identità della sua onnipotente icones stampata nel 1575 dai fiam-
del territorio, in nome di una ap- avuto, per esempio, in Italia. più “neutrale” in relazione al pro- presenza. minghi Gerard de Jode e Crispin de
parentemente ineluttabile necessi- Nella vicina Italia, come dimostra gramma salvifico dell’uomo ide- Intanto, il panorama teologico Passe. Eccettuati questi casi, com-
tà, utilità, funzionalità, economi- l’importanza che giunge ad avere ato dalla Chiesa - , e una seconda spagnolo dovette ordire non po- pletamente nascosti alla vista del
cità. In Italia come a Savona, per il Santuario di San Michele sulla di vincitore del male. Gli attributi che discussioni in relazione alla popolo, il controllo inquisitoriale
non parlare delle Riviere. E’ stata cima del Monte Gargano (Puglia), di entrambe sarebbero stati la bi- funzione dei diversi cori angelici – permise appena che le loro immagi-
un’epoca di mancanza di gusto e la figura dell’Arcangelo sareb- lancia e la spada, e quest’ultima che venivano teorizzati in numero ni proliferassero, e allorché diven-
di qualità trasversale a tutte le ca- be stata più determinante, anche quella che alla fine avrebbe preval- di nove – e specialmente di quelli ne evidente, comportò l’istituzione
tegorie sociali, gli amministratori perché lì sarebbe apparso in varie so in un’Europa cattolica convul- arcangelici, che secondo la tradi- di un processo, tra i quali famoso
e gli amministrati, con migliaia di occasioni, facendo del luogo una sa, immersa in costanti guerre di zione altomedievale avrebbero fu quello svolto presso l’Università
segue a pagina 11
meta privilegiata di pellegrinaggi, religione, in un movimento ascen- avuto sette protagonisti principali, segue a pagina 2
dalla prima pagina appena nominato apostolo Santia-
di Salamanca nel 1645.
Poiché durante tutta l’Età Moderna
in Spagna furono impresse poche
S. Michele, immagini nell’arte go, allora molto rappresentato nel-
la sua variante detta “matamoros”.
Tale intento fallì, ma si tornò a im-

occidentale dell’Età Moderna


stampe, probabilmente fu proprio porre il suo culto nelle processioni
nel mondo fiammingo che ebbe e sugli altari, cosa che incrementò
successo lo stereotipo di San Mi- in buona misura il numero delle
chele che giunse ad avere maggior sue immagini.
fortuna in tutto il mondo ispanico. Martin de Vos, San Miguel Arcàngel, Hacia 1575-80, Ritengo sia necessario inquadrare
Si tratta del noto San Michele vesti- Catedral de Cautitlan, Mèxico (a sinistra); all’interno di quest’ultimo feno-
to come un centurione romano con Andrès de Concha, San Miguel Arcàngel, 1581, meno sia il San Michele savonese
la lorica piena di stelle e un disco Catedral de Oaxaca, Mexico (sotto). della Certosa di Loreto, sia quello
aureo dietro la mano destra dove del Museo delle Belle Arti di Cor-
si può leggere il suo motto, e la doba, gemelli nell’iconografia e
palma della vittoria, mentre posa forse anche riguardo la provenien-
il suo piede sopra il demonio, rap- za andalusa e gienniense, poiché
presentato come metà uomo e metà non bisogna dimenticare che l’au-
animale fantastico o misterioso. tore del secondo nacque nella città
Come ha espresso magistralmente di Jaén intorno al 1588, e si stabilì a
anche il professor Barbero dal già Córdoba a partire dal 1631, mentre
menzionato Pigmenti, si conside- per noi il savonese denota forme di
ra prototipo di questa rappresen- quelle praticate dai poco conosciuti
tazione un dipinto di Martin de pittori attivi in quella città nel pri-
Vos conservato in Messico, che fu mo quarto del secolo XVII, secondo
riprodotto da diversi incisori del- le ipotesi sulle quali, per il momen-
la città di Amberes in data incerta, to, stiamo lavorando.
come Jerónimo Wierix o il primo Tuttavia, a quel tempo l’immagine
dei Sadeler. Ma, cosa ci fu prima, la del San Michele spagnolo fiammin-
tavola o la stampa? go, umanista e controriformista, in-
Rispetto al caso della Spagna, bi- gaggiava una dura battaglia contro
sogna ricordare anche un episo- un nuovo modello proveniente
dio riferito all’insigne umanista dall’Italia. Mi riferisco a quello del
dell’Estremadura Benito Arias San Michele realizzato da Guido
Montano (1527-1598), conosciuto Reni intorno al 1636 per la Chiesa
maggiormente per essere designa- dei Cappuccini di Roma. Un San
to da Filippo II per realizzare ad Michele questo che diventava bel-
Amberes, nella stamperia di Cri- licoso, esibendo sull’armatura la
stóbal Plantino, l’edizione della tipica fascia rossa di capitano gene-
Bibbia Poliglotta. Ebbene, come ha rale, e che innalzava la sua spada
studiato la professoressa Hansel, con l’intento di gettare alle fiamme
prima di conseguire il suo propo- dell’inferno un demonio – ancora
sito, Montano realizzò vari viaggi umano – incatenato, e che tornava
ad Amberes fra il 1568 e il 1573, ac- ad essere nuovamente un signore
quisendo già lì la fama di saggio e giacché hanno lo stesso formato e za l’intenzione di essere censurata, tore sivigliano emigrato là Andrés degli eserciti celesti vincitori del
“consulente” di questioni dogmati- le dediche a Montano sono iden- poiché all’epoca la rappresentazio- de Concha, e poi mortovi nel 1612, peccato nella coscienza collettiva
che, consigliando su temi iconogra- tiche, benché non si conoscano le ne del San Michele controriformi- che presenta la stessa immagine del mondo cattolico fino all’Età
fici che potevano creare ampie po- ragioni che indussero Hubertius a sta fiammingo sembra che sarebbe del San Michele psicopompo, ben- Contemporanea.
lemiche, come per esempio la rap- fare queste stampe, delle quali dice arrivata anche alla Nuova Spagna ché un po’ ridotta.
presentazione del Giudizio Finale, la professoressa Hensel “... sor- nordamericana, come suggerisce Infine, per quanto riguarda l’im- Josè Maria Palencia Cerezo
non priva allora di ardue dispute prende anche, giacché nel 1584 Ambe- la tavola di Martin de Vos che, portanza del culto di San Michele Museo delle Belle Arti di Córdoba
teologiche, poiché nel 1584 l’edito- res era già sotto il dominio calvinista, proveniente dal retablo maggiore in Spagna si dovrebbe tener conto Consulente Tecnico Conservazione

2 re e incisore Adrian Huybrechts gli


dedica tre stampe realizzate a parti-
re da disegni di Martin de Vos,una
ma bisogna considerare che era già ini-
ziata la controffensiva di Alessandro
Farnese, di modo che alla fine del 1584
dell’antico Monastero francesca-
no della città, si trova oggi nella
Cattedrale di Cautitlán (Messico),
di un fatto cruciale, come fu verso
il 1640, l’intenzione di farlo Pa-
trono di Spagna dal re Filippo IV.
e Ricerca

Traduzione del testo a cura di


Crocifissione con Maria e San Giovan- le Fiandre erano di nuovo sotto il con- dipinto che alcuni hanno interpre- Il motivo era molto semplice. In Stefania Fabri
ni o Calvario, una Maria Maddalena trollo spagnolo e il blocco di Escalada tato come l’origine della stampa. quegli anni, l’impero spagnolo di
inginocchiata davanti alla croce, e un mise Amberes in seria difficoltà, pas- O anche un’altra tavola di mino- Carlo V aveva ereditato una serie NOTE
Arcangelo San Michele della stes- sando in mani cattoliche al principio re raffinatezza, situata nel retablo di disgrazie, tra cui, di particolare 1 - Barbero, Bruno: “Savona e Córdoba
sa identica iconografia che stiamo del 1585”. maggiore della Cattedrale di Oa- importanza, al di là dei disordini unite nell’Arcangelo Michele”, Pig-
commentando. Ad ogni modo, si dovette trattare xaca (Messico), che Tovar de Teresa avvenuti in città come Napoli e Ve- menti, VI, 17, novembre 2008, p. 1.
Le tre stampe formano un insieme, solo di una piccola donazione sen- ritiene realizzata nel 1581 dal pit- nezia, la perdita definitiva del Por-
togallo, costata molto sangue. 2 - Sánchez, Natividad: “Sobre los Ar-
Atribuido a Pedro Pablo Rubens, Questo rovescio di fortuna del prin- cángeles”, Cuadernos de Arte e Ico-
Retrato de Benito Arias Montano, cipale Impero del momento venne nografía de la Fundación Universitaria
Museo Plantin-Moretus, Anversa attribuito alla poca devozione che Española, IV, 8, 1991.
(in basso a destra); si aveva per San Michele, per cui
Anonimo espanòl, 3 - Sylvaine Hänsel: Benito Arias Mon-
il re scrisse ai Vescovi non soltanto
tano (1527-1598). Humanismo y
San Miguel Arcàngel, affinché gli venissero resi pubblici Arte en España, Universidad de
Seguidor del modelo de Reni para los omaggi, ma anche perché lo si ac- Huelva, 1999, pp.94-95.
Capuchinos de Roma, cettasse come patrono del regno.
Museo de Bellas Artes de Cordoba. Alla fine questo non sarebbe avve- 4 - Cfr. Tovar de Teresa, Guillermo:
Obra sin restaurar nuto, dato che la Spagna aveva già Pintura y escultura en Nueva España
(a sinistra). un altro santo patrono guerriero, l’ (1557-1640), Mondadori, 1992, p.98.

Pigmenti
Periodico dell’Associazione Culturale e
del Paesaggio “Renzo Aiolfi” no profit
Anno VIII – Numero 21

Direttore responsabile
Sergio Ravera

Coordinamento editoriale
Silvia Bottaro

Direzione e redazione
17100 Savona, via Paolo Boselli, 6/3

Registrazione
Tribunale di Savona 12/03
Stampa: Coop Tipograf di Savona

Collaboratori di questo numero


Associazione Culturale S. Fiorenzo;
Silvia Bottaro; Elisabetta Briano;
Josè Maria Palencia Cerezo;
Mauro Teresio Ciarlo; Furio Ciciliot;
Roberto Debenedetti; Roberto Giannotti;
Giacinta Ferrero Marengo;
Giuseppe Milazzo; Giuseppe Pederiali;
Grazia Robaldo

Del contenuto e delle opinioni


espressi negli articoli sono responsabili
i singoli autori

Stampato e distribuito
gratuitamente in 2.000 copie

Ufficio dell’Associazione Aiolfi


17100 Savona, via P. Boselli, 6/3
e-mail: ass.aiolfi@libero.it
http://aiolfiassociazione.blogspot.com
Apertura: mercoledì ore 10-12
Giovedì ore 16-18
I re Magi
Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia miglia e miglia
Oh nova meraviglia!
Oh fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra si ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre,
Gaspare e Melchiorre
con mirra, incenso e oro.

Gabriele D’Annunzio (1863-1938)


Il raccontodi Natale
“N
on avrai paura?” do- Illustrazione di Nani Tedeschi, to storico.” Il professor Negevand
mandò il professor matita su carta, cm. 50x35, 2010) fece una pausa che utilizzò per ab-
Negevand. “Paura? bracciare con lo sguardo il salone
Uccidere è il mio mestiere” rispose gremito di confratelli. “Ora lonta-
Andreas, un poco offeso. “Credo di no da qui nello spazio e nel tempo,
avere dimostrato, in questi anni, di e precisamente nella Terra Santa
essere un serio professionista. Pro- … si avvicinò a tre dell’anno zero, un nostro inviato
prio a te devo esibire le mie refe-
renze ed elencare i miei successi?”
personaggi che lo ha compiuto il gesto che modifica
la storia degli ultimi due millenni e
“Se tu non fossi il migliore, il nu-
mero uno nonostante l’ancora gio-
precedevano di poco, dell’intero futuro. Satana ha avuto
la meglio, il Regno del Male ha vin-
vane età, non ti avremmo convo- scortati da to.” Uno dei confratelli più anziani
cato. Trent’anni appena compiuti, alzò il braccio e domandò: ”Come
vero?” Andreas non rispose. Prefe- numerosi servi e da avremo la certezza della vittoria?”.
riva lasciare sempre nel vago i pro- “Da milioni di clamorosi indizi.
pri dati anagrafici, a cominciare dal una carovana di Usciti di qui non troveremo più le
nome. Che non era Andreas. Disse: chiese, dai libri sarà sparito ogni ac-
”Ho sempre portato a termine gli cammelli stracarichi. cenno a Gesù, alla sua dottrina, alla
incarichi, anche i più difficili. Sen-
za di me la vostra organizzazione
I tre, due bianchi sua storia, e dall’iconografia sarà
svanita ogni immagine cristiana.
non sarebbe tanto potente. Io non
ho mai esitato di fronte alla vitti-
e uno nero, vestiti di Viviamo in un mondo alternativo
a quello che abbiamo voluto can-
ma scelta da voi, non mi sono mai costumi sontuosi, cellare. Soltanto noi che abbiamo
domandato perché. Sparare a un provocato il cambiamento conser-
uomo, a una donna, a un bambino dovevano venire da veremo un barlume di conoscen-
o a una sagoma di cartone per me za”. Il professore concluse con una
è la medesima cosa: la mano non molto lontano esortazione: “Andate, il mondo vi
trema e seguiterò a dormire sonni appartiene!”
tranquilli…aiutato da equi com- ed attiravano la
curiosità degli altri
N
pensi”. “Tra poco sarai uno degli ella sala piccola erano ri-
uomini più ricchi del mondo. Soldi masti soltanto i più alti di-
guadagnati bene, nel nome di Sa-
tana e dei nostri sacri principi”. Il
viandanti. Decise di rigenti della setta. Il profes-
sor Nègevand appariva sconvolto:
giovane dagli occhi di ghiaccio sor- unirsi a loro, ”Non capisco, Andreas avrebbe
rise, senza parlare. Non gli impor- dovuto essere di ritorno da molte
tava niente della dottrina di questa sicuro che, per una ore!” Gli altri tentavano di tran-
potente setta di fanatici. Il suo uni- quillizzarsi a vicenda: “Forse la
co dio giaceva sparpagliato in conti questione di censo, macchina ha sbagliato epoca.”
cifrati presso le banche di mezzo “O luogo.” “Oppure si è guastato
mondo. E la curiosità era un senti- sarebbero riusciti ad il meccanismo del ritorno.” “Un
mento a lui estraneo, come la pietà professionista come Andreas, il si-
e la paura.. “Questa volta però non
arrivare alla meta cario numero uno nel mondo, non
si tratta di un uomo politico, di un
industriale, di una star” proseguì
tra i primi … aveva mai sbagliato il bersaglio…”
Intanto il tempo passava. Squillò il
il professore. “Noi ci accingiamo telefono. Con mano tremante , Ne-
a cambiare la storia, a modificarla gevand alzò il ricevitore e premette
definitivamente a nostro favore.
Al tuo ritorno troverai un mondo
diverso. Ricordati che non puoi
sbagliare. Per un viaggio tanto lun-
go occorre una quantità enorme di
Il quarto dei re Magi il pulsante del “ viva voce” affin-
ché tutti potessero udire. “Allora?”
“Ho consultato molti libri della bi-
blioteca, professore” rispose la voce
dell’uomo incaricato dei controlli.
3
energia: significa che per molti anni “Naturalmente ho cominciato dal
nessuno, neppure la nazione più
ricca, potrà permettersi uno spo-
Ecco i Magi d’Oriente arrivati ai giorni di re Erode Nuovo Testamento. Che esiste e
non è cambiato. Come non sono
stamento di questa portata.” “Non sparite le chiese. Mezz’ora fa il
sbaglierò” disse Andreas. Non con- in Gerusalemme… Quattro, secondo la Tradizione Papa ha benedetto la folla radunata
fidò al professor Negevand che per in San Pietro…” Il professore crol-
la prima volta sentiva il peso e la
grandezza della responsabilità: il
che offrono al Bambino mirra, incenso, oro … e argento lò sulla sedia. Mormorò: “Dunque
Andreas ha fallito! Ci avrà provato
suo gesto avrebbe cambiato la sto- senza riuscirci…Ma allora perché i
ria degli uomini. Sogghignò pen- gev. Però riconobbe le rocce laggiù, vide, nonostante fosse ancora gior- re tanto evidente che il giovane gli libri e la tradizione non parlano del
sando alla faccia del professore se dopo gli ulivi e il somaro legato a no: la stella e la sua coda segnava- porse una fetta di cacio. Nonostan- suo tentativo, così come ricordano
gli avesse confidato che avrebbe un palo, immobile, come dipinto no l’azzurro con una sfera di luce te le proteste dello stomaco, Andre- quello di Erode?” L’uomo al telefo-
accettato l’incarico anche per un nel paesaggio. Si avviò verso set- ed una scia dorata. Abbagliato, ab- as rifiutò con un sorriso. In tasche no riprese la parola: “Volevo segna-
solo, simbolico, dollaro. Un dolla- tentrione, verso Betlemme. Prima bassò lo sguardo e disse al pastore: segrete nascondeva, oltre alle armi, lare una stranezza…Nel Vangelo
ro per fondare il regno del Male. di partire aveva indossato stracci ”Potrebbe condurti molto lontano, una buona scorta di grosse tavo- di San Matteo, almeno da come lo
“Quando sarai laggiù ricordati che da mendicante sopra un abito da dall’altra parte del mondo.” “Io lette di cioccolato arricchite di vi- ricordavo io, non si precisava il nu-
sei un ospite, uno straniero con un facoltoso mercante, così sarebbe credo di essere quasi arrivato, per- tamine. Gli avevano raccomanda- mero dei Magi giunti da Oriente e
solo compito. Non devi raccontare stato pronto ad ogni evenienza. ché tre giorni fa, quando mi sono to di evitare il cibo del luogo, per interrogati da re Erode. Invece, nel-
niente di noi, non devi partecipare Stracci puliti che nascondevano, messo in cammino dalle colline di non correre il rischio di riportare le varie edizioni dei Vangeli da me
ad avvenimenti importanti, non oltre al costume da ricco e al cintu- Yatta, la stella cometa era appena indietro dei virus. Solo l’acqua gli consultati oggi in biblioteca, ho tro-
devi dare consigli. Solo guardare e rino con i comandi miniaturizzati, visibile.” Andreas lasciò sfilare il era consentita, purché attinta diret- vato in Matteo queste parole: “Ora,
ascoltare. E poi uccidere. Se ti co- confortevoli maglie e mutande di pastore, le pecore e il cane che chiu- tamente alla fonte. Estrasse di ta- essendo Gesù nato in Betleem di
stringessero ad agire in maniera di- lana, adatte a ripararlo dai rigori deva il corteo e si accodò. sca una delle tavolette, protette da Giudea, ai giorni di re Erode, ecco
versa, non hai scelta: scappa e torna dell’inverno palestinese. Un greg- Astronomi e matematici non ave- carta argentata. Pericoloso anche quattro Magi d’Oriente arrivarono
immediatamente a casa, senza però ge di pecore apparve oltre la colli- vano sbagliato nel calcolare la lasciare sul posto materiali estranei in Gerusalemme…” “Quattro?”.
mostrarti mentre azioni i comandi netta, annunciato da belati e scam- giusta data, che corrispondeva all’epoca. Divorò di nascosto la ta- “Si direbbe che questo sia l’unico
della cintura….”. “Si direbbe che tu panellii. L’anziano pastore portava anch’essa alla tradizione. Bene at- voletta e mise in tasca la carta. Sta- cambiamento negli ultimi duemila
stia parlando a un estraneo che non sulle spalle un agnello, e la scena tento a non farsi vedere dal pastore, va calando la notte, ma sulla strada anni!”
ha mai visto la macchina, neppure ricordò ad Andreas un giorno del- consultò gli strumenti che portava per Betlemme i viandanti aumen-

A
da lontano. Dimentichi che ho già la sua infanzia, all’orfanotrofio, all’avambraccio sinistro, nascosti tavano. Allontanatosi dal gregge, ltri piccoli cambiamen-
compiuto cinque viaggi di prova, quando la suora gli aveva chiesto dagli stracci. Erano le 17,35. Tem- troppo lento, Andreas si avvicinò a ti il professor Negevand
seppure brevi…Mi auguro soltanto di aiutarla a fare il presepe. Forse la peratura 12 gradi centigradi. Ok tre personaggi che lo precedevano li scoprì sfogliando libri
che la data individuata dall’equipe tradizione era più vicina alla realtà tutto il resto: inquinamento atmo- di poco, scortati da numerosi ser- d’arte. Nelle sacre interpretazio-
di astronomi e matematici sia dav- di tutte le ricostruzioni scientifiche. sferico sullo zero, radiazioni solari vi e da una carovana di cammelli ni dell’Adorazione, i Magi erano
vero quella giusta”. “Salute, straniero” disse il pastore nei limiti. Raggiunse una piccola stracarichi. I tre, due bianchi e uno quattro, perché così voleva la Tra-
passandogli accanto. Doveva aver- carovana formata da tre cammel- nero, vestiti di costumi sontuosi, dizione. Offrivano oro, argento, in-

A
ndreas chiuse gli occhi. Sen- celo scritto in faccia che lui era un li, due somari e dieci uomini. E fu dovevano venire da molto lontano censo e mirra. Negevand ricordava
tì un gran freddo, dai capelli turista, seppure travestito. Forse raggiunto da altri viandanti, uomi- e attiravano la curiosità degli altri bene la cinquecentesca tela di Vin-
ai piedi. La mente ragiona- aveva sbagliato a radersi la barba ni e donne di ogni età e censo. Una viandanti. Andreas decise di unir- cenzo Foppa per averla ammirata
va bene, perché sorrise al pensiero di fino prima della partenza. Ma matrona viaggiava su una portan- si a loro, sicuro che, per una que- alla National Gallery di Londra. I
che anche i capelli potessero perce- intanto aveva capito perfettamen- tina sorretta da otto servi. Nessuno stione di censo, sarebbero riusciti Re Magi e gli altri personaggi occu-
pire il freddo. Poi riaprì gli occhi te il significato delle parole del notò qualcosa di strano o di diver- ad arrivare alla meta tra i primi. pavano la parte destra del dipinto.
e sentì un gran tepore sciogliergli pastore, anche se la pronuncia era so nel mendicante che avanzava Abbandonò la strada, si nascose Oggi, sulla tela originale come nel-
di dosso il freddo di prima. Sem- molto diversa da quella del suo in- in coda a un gregge, nessuno gli dietro una roccia e si liberò degli le riproduzioni su tutti i libri d’ar-
brava che fossero trascorsi soltanto segnante di aramaico. “Salute a te” rivolse la parola. Tutti seguivano la stracci da mendicante. Trasformato te, a sinistra della Vergine appariva
pochi secondi, eppure era già arri- rispose Andreas. “Stai conducendo strada indicata dalla stella cometa, in ricco mercante, tornò sulla stra- un quarto re inginocchiato, intento
vato. Si guardò attorno per tentare il gregge all’ovile?”. “Il mio ovile e in direzione di Betlemme. Accanto da e raggiunse i tre pellegrini dal a porgere al bambino una tavoletta
di riconoscere il luogo che nel suo la mia casa sono a Yatta. Io e le mie ad Andreas camminava un giova- portamento regale. d’argento. Andreas offriva al bam-
presente aveva esplorato a lungo bestie stiamo seguendo quella”. Il ne vestito di una puzzolente pelle bino la propria anima pentita e una

“S
per impararlo a memoria. Ora non pastore indicò il cielo. Andreas non di capra. Dalla bisaccia estrasse un ignori, stiamo vivendo tavoletta di cioccolato avvolta nella
esistevano edifici, fili della luce, lo aveva ancora guardato, troppo pezzo di cacio e cominciò a man- un grande momento sto- carta d’argento.
cartelloni pubblicitari, asfalto e au- indaffarato a scoprire le differenze giarlo di gusto tagliandone fette rico. Anzi, sarebbe più
tomobili sulla strada che dalla vi- tra questo e il suo mondo. Alzò gli con il coltello. Andreas scoprì di esatto dire che stiamo subendo le
cina Gerusalemme scendeva al Ne- occhi al cielo sgombro di nubi e la avere fame, e questo doveva esse- conseguenze di un antico momen- Giuseppe Pederiali
Tra i possibili approcci al tema, mi

Filatelia, cultura
è parso preferibile privilegiare gli
aspetti che presentano maggiore
attinenza col contesto offerto dal-
la prestigiosa rivista che ospita
l’intervento. Tralascio, infatti, gli

più che un hobby


aspetti di carattere tecnico e stori-
co-postale, per mettere, invece, in
luce la valenza culturale, artistica
ed anche sociale, politica nonché
educativa connessa all’interesse e
alla pratica filatelica. Verezzi, Italia, € 0,60
Francobollo e filatelia sono nel L’osservazione del francobollo è un modo istruttivo, oltre che divertente,
senso comune sinonimi; il franco-
bollo è del resto universalmente di percorrere gli avvenimenti del passato, di rievocare situazioni,
riconosciuto come l’oggetto prin-
cipe delle collezioni filateliche.Va
sensibilità sociali e mode. E’ il motivo per cui ogni nazione veicola
4 indubbiamente fatta risalire alla
Grande Riforma Postale, che ha
preso origine in Inghilterra cen-
attraverso le emissioni filateliche i messaggi più idonei a rappresentare
la propria identità e il meglio di se stessa
tosettant’anni fa e dato vita all’in-
venzione del francobollo, anche
l’origine della disciplina che va non incontrano i gusti estetici di rappresentare la propria identità civile, dal teatro al folklore, dalla
sotto il nome di filatelia. tutti, non passano mai inosservati e ogni comunità aspira a presen- storia al fantasy, ecc.. Essi entra- Oratorio SS. Annunziata, Italia, Spotorno,
Voglio, però, introdurre da subito e non mancano mai di suscitare tare il meglio di sé attraverso la no, infine, nel cassetto dei ricordi € 0,60
l’osservazione che il francobollo emozione e sorpresa. vignetta di un francobollo. Uno di ognuno di noi; li raccogliamo
viaggia su una lettera, una carto- L’osservazione del francobollo è scorcio paesaggistico, un’opera o li riceviamo in dono a testimo-
lina, una stampa e, inoltre risul- un modo istruttivo oltre che di- d’arte, un personaggio famoso nianza di un avvenimento, di un
ta obliterato con un’impronta di vertente di percorrere (o ripercor- non meno di un prodotto tipico personaggio o di una ricorrenza
bollo, che a sua volta qualifica e rere) gli avvenimenti del passato, o di una manifestazione culturale che riguarda la nostra città, o il
aggiunge ‘significato’ alla corri- di rievocare situazioni, sensibilità o folkloristica, riprodotti e circo- nostro paese d’origine, l’associa-
spondenza. E’ la ragione per cui sociali e mode, di interrogare la lanti in milioni di esemplari co- zione di cui facciamo parte o un
l’interesse filatelico, nelle sue va- memoria collettiva della nostra stituiscono una delle più efficaci nostro particolare ambito d’inte-
riegate e spesso ricercate specia- comunità nazionale come anche campagne pubblicitarie cui una resse o di impegno.
lizzazioni, si estende non solo al di entrare in comunicazione con collettività possa aspirare. Ogni soggetto organizzatore di
francobollo, ma anche agli oggetti la cultura e la storia di altri popo- Anche il timbro può veicolare, ol- manifestazioni, siano esse di ri- Giardini botanici Hanbury, Italia,
postali e agli annulli. li. tre alle informazioni di natura po- lievo nazionale e internaziona- Ventimiglia , € 0,60
Ma iniziamo pure dal francobollo, Di conseguenza può altresì dive- stale, messaggi divulgativi e pub- le, oltre che locale, qualora non
che nel tempo ha saputo riscuote- nire un valido ausilio nella ricerca blicitari; la vignetta e la legenda, possa aspirare ad un francobol- Spero che avremo in seguito l’op-
re consenso e manifestazioni di e nella ricostruzione storico-am- unite alle coordinate geografico- lo dedicato, ha l’opportunità di portunità di ricordare con qualche
apprezzamento in mondi anche bientale, uno strumento didattico temporali ( luogo e data) appaio- chiedere l’emissione di un timbro bella immagine filatelica, estrapo-
diversi e distanti da quello postale di particolare efficacia nell’inse- no veri e propri spot su spaccati speciale e lasciare testimonianza lata dall’album, alcuni importanti
e filatelico. Il celebre critico d’arte gnamento delle discipline geo- di realtà e pezzi di mondo. Lo stu- e memoria della sua opera sem- eventi artistici e culturali come
Federico Zeri definisce l’oggetto politiche, come in quelle artistiche dio dei timbri, infatti, appassiona plicemente offrendo a protagoni- pure di manifestazioni di massa,
filatelico per eccellenza ‘il mezzo e della comunicazione. “Imparare non soltanto il collezionista mar- sti e partecipanti, e alla comunità che hanno particolarmente emo-
figurativo più stringato e concen- divertendosi”, lo slogan inventato cofilo, ma rappresenta una fon- di riferimento, un ‘maximum’: zionato e lasciato traccia nella me-
trato di propaganda, quasi un per stimolare l’introduzione della te non secondaria per lo storico una cartolina, un francobollo e un moria dei savonesi e anche di turi-
manifesto murale ridotto ai mi- filatelia nella scuola, sintetizza come anche per chi ama ‘nutrire’ timbro speciale dedicato, che con sti e visitatori. Sarà l’occasione per
nimi termini, dal quale il substra- come il francobollo può rappre- le proprie curiosità su altre civiltà accurata e sapiente combinazio- presentare a un pubblico più vasto
to sociale e politico si rivela con sentare una finestra sul mondo, e culture. ne, sono destinati a rispecchiare e nuovo, le potenzialità della fila-
estrema chiarezza e pregnanza’. attraverso la quale sia lo studente L’oggetto sul quale, poi, figurano ed evocare insieme la ‘ratio’ e lo telia, e dimostrare che, per quanto
Federico Zeri esprime efficace- giovanissimo sia il più esperto dei il francobollo e il timbro, diviene ‘spirito’ dell’evento. considerata un’arte ‘minore’, essa
mente la ragione per cui il fran- filatelisti possono ampliare i pro- una ulteriore fonte di informazio- Scorrendo, per esempio, l’album non risulta sicuramente priva di
cobollo è l’oggetto più colleziona- pri orizzonti e arricchire il proprio ne e anch’esso veicolo di imma- degli annulli speciali della pro- forza ed efficacia espressiva.
to del mondo; esso non soltanto bagaglio di conoscenze. gini e messaggi. Nelle collezioni vincia di Savona, anche solo degli Questa prima sommaria panora-
appare un oggetto meritevole di Il francobollo, infine, - e qui ve- filateliche, infatti, vengono di ultimi decenni, non possiamo non mica è mossa dall’intento di comu-
essere conservato e capitalizzato, niamo alla sua valenza sociale e gran lunga preferiti gli oggetti di meravigliarci della varietà di occa- nicare che la filatelia non riguarda
ma in pochissimi centimetri qua- politica - ha una particolare ed corrispondenza e assumono una sioni celebrative e della sensibilità una cerchia ristretta e chiusa di
drati, attraverso poche parole ed insostituibile efficacia comuni- posizione di primissimo piano i estetica che traspare dai ‘maxi- personaggi, magari un po’ strani e
un’immagine, ci regala una minie- cativa: viaggia in tutto il mondo cosiddetti ‘maximum’: cartoline, mum’ dedicati a mostre piuttosto demodès, ma costituisce un patri-
ra di informazioni e di significati e, proprio per il fatto di campeg- stampe, buste illustrate con fran- che a monumenti, a eventi di ca- monio culturale fruibile potenzial-
con i quali ampliare le conoscenze giare su un oggetto di corrispon- cobollo e timbro simili o il più rattere civile piuttosto che cultura- mente da tutti, dallo specialista ma
e nutrire lo spirito. denza , riesce, molto meglio delle possibile coerenti nel soggetto e le o sportivo; la grafica della carto- anche da ogni persona che abbia a
Il francobollo, inoltre, per quan- immagini circolanti attraverso la nella figurazione. lina e la composizione del timbro, cuore la propria comunità, amore
to piccolo ‘riempie l’occhio’. Il stampa commerciale, a catturare I ‘maximum’ oltre che negli al- il soggetto del francobollo scelto, per il bello, rispetto della tradizio-
suo elemento figurativo, la vi- lo sguardo e sollecitare l’attenzio- bum dei filatelici, possono entrare unendosi e sommandosi, formano ne e sguardo al futuro.
gnetta, rappresenta sempre una ne del destinatario. nelle più svariate raccolte oggetti- scampoli di microstoria illustrata,
‘festa’per la vista: il soggetto, i E’ il motivo per cui ogni nazione stiche dedicate a un tema: dall’ar- che tramandano testimonianze, Elisabetta Briano
colori, la grafica, la composizio- veicola attraverso le emissioni fi- te alla natura, dalla musica allo eccellenze, ‘racconti’ e caratteristi- Specialista Filatelica
ne dell’immagine, anche quando lateliche i messaggi più idonei a sport, dalla religione all’impegno che dei nostri territori. Poste Italiane – Filiale di Savona
Il protagonista di questo picco- te e contiamo di divertirci in questa
lo ma importante pezzo di sto- e nelle susseguenti gare alla caram-
ria cittadina si chiamava Carlo bola, nel qual gioco onesto e familia-
Della Rosa ed era nato a Savona re eccellono molti frequentatori del
il 9 agosto 1884, undicesimo dei Bar che fiorisce con il nome ... “Del-
dodici figli nati da una famiglia la Rosa”. Sono in vista, sul verde
di commercianti all’ingrosso di tappeto del nuovo e perfetto bigliar-
frutta e verdura di piazza delle dino, molte sfide con stecche e con
Erbe, Tommaso Della Rosa e Giu- palle nuove di zecca. Sfide all’ame-
lia Folco. Fin da bambino “Car- ricana ... impegnate per vincere ...
lìn” aveva mostrato di non esse- una buona tazza di Moka o un fresco
re interessato a continuare l’atti- chop di birra. E Carlino, queste be-
vità dei genitori, una coppia di vande, le serve bene. Al biondo e gio-
“ciassè” peraltro molto noti e co- vane proprietario l’augurio di ottimi
nosciuti nella Savona di fine Ot- affari». E ancora, solo pochi gior-
tocento; così, ancora ragazzino, ni dopo: «Grandi sfide al bigliardo
“Carlìn” aveva iniziato a lavorare si svolgeranno dal 1° al 30 giugno
per qualche anno come garzone nel “Bar Della Rosa”. Preparatevi,
all’interno del Bar Pasticceria ge- o fieri carambolisti di Savona e din-
stito da Tommaso Peluffo che si torni, e anche più in là se è possibile,
trovava sul fondo di piazza delle alla grande disfida indetta dal “Bar
Erbe, nel vecchio palazzo di Giu- Della Rosa” per i primi di giugno e
stizia o dei Governatori, affaccia- seguenti. Là, sui nuovi bigliardi del-
to con le proprie vetrine anche la fabbrica “De Agostini”, gli acu-
sull’adiacente via degli Ortola- ti maneggiatori della stecca (non si
ni. Di animo allegro, spiritoso e parla di artisti lirici, eh?) dimostre-
cordiale con tutti, “Carlìn” ama- ranno la loro abilità nel gioco. Ric-
va il divertimento, le buone com- chi premi ai più abili vincitori. Ser-
pagnie, la bella vita e, più di ogni
altra cosa, stare a contatto con la
Gestito da vizio di gelati napoletani e bir-
ra, nonché bibite e liquori
gente. Quell’esperienza fece ma-
turare in lui il desiderio di poter Carlo Della Rosa, speciali agli accorren-
ti e ai concorren-
divenire, un giorno, il proprieta- ti. Complimenti
rio di un “suo” locale, di un Bar
che potesse essere il ritrovo più
fu uno dei luoghi all’esercente del
vasto “Bar Della
gradito dai giovani Savonesi.
E così fu. Dopo aver svolto il ser-
vizio militare tra il 12 febbraio
di ritrovo più Rosa”, all’elegante
e ... mordace Carlino,
svelto quanto simpati-
1902 ed il 24 febbraio 1903, Carlo
Della Rosa, non ancora ventenne,
rinomati di Savona negli cone, ravvivatore esper-
to dell’ambiente e fecon-
si mise alla ricerca di quei finan- do ideatore di ... sfide con
ziamenti che avrebbero potuto
consentirgli di aprire in città una
anni della Bella Epoque le palle. Carambola!». E infi-
ne, nel settembre 1912: «Il si-
propria rivendita di liquori. Mes- gnor Carlo Della Rosa, proprieta-

Il “Bar della Rosa”


sa insieme la somma necessaria rio del Bar omonimo nel corso Prin-
per finanziare l’apertura del lo- cipe Amedeo, ha testé aperto pres-
cale, “Carlìn” Della Rosa riuscì fi- so le sale dei bigliardi, nello stesso
nalmente a coronare il suo sogno Bar, in via Brusco, un grande ed ele-
alla fine di novembre del 1905: gante deposito di eccellente vino di
in quei giorni, così, il “Bar Del- no il fuoco alle due portiere interne, citari che, con grande eviden- Chianti. Nello stesso deposito si tro-
la Rosa” fu inaugurato in corso ad alcune sedie e ad alcuni tappeti, za, reclamizzavano le prerogati- vano tutte le squisite e rinomate pro-
Principe Amedeo n. 2, all’angolo
con via Brusco (oggi corso Italia
n. 90 rosso e 92 rosso, all’angolo
producendo danni ascendenti a pa-
recchie migliaia di Lire. Avvertiti da
un vigile notturno, accorsero subito
ve, i pregi e le virtù del “Bar Del-
la Rosa”. Qui, come riportava il
giornale, si potevano consumare
duzioni della premiata Società in ac-
comandita “Fratelli Rossi & c.” di
Pietra Ligure con stabilimento eno-
5
con via Cesare Battisti, nei locali i pompieri civici che, in breve tem- «bibite speciali, latte, frappè, birre e logico in Loano».
attualmente occupati dall’“Istitu- po, domarono l’incendio». A cau- liquori fini assortiti», si potevano L’avventura del “Bar Della Rosa”
to Bancario San Paolo di Torino”). sa di ciò che era avvenuto, il lo- gustare i caffè espresso prepara- non sarebbe comunque durata
Ecco come diede notizia dell’aper- cale poté essere riaperto solo nel ti dalla macchina “Aiglon” acqui- ancora per molto: nel 1917, in-
tura di quel locale il giorna- successivo mese di maggio, dopo stata poco tempo prima a Milano fatti, a distanza di una dozzina
le “L’Indipendente” il 9 dicembre che furono apportate le neces- da “Carlìn” insieme alla macchi- d’anni dalla sua apertura, Car-
1905: «in fondo al corso Principe sarie riparazioni. Non fu quella na del caffè “Ideale”, un moderno lo Della Rosa decise di chiudere
Amedeo si è aperto un elegante Bar l’unica vicenda negativa di cui apparecchio capace di fornire ai quel locale e di aprirne uno nuo-
che promette di diventare uno tra i fu vittima il Bar di Carlo Della clienti, «in un secondo, la tazza di vo, la “Bottiglieria Della Rosa”,
migliori ritrovi della città. L’ami- Rosa: un altro episodio analogo niano i numerosi articoli pubbli- Moka Ideal» al prezzo di «15 cen- che fu inaugurata in via Monte-
co Carlo Della Rosa che ne è il pro- rischiò infatti di verificarsi nella cati in quel periodo dal giorna- tesimi la tazza». Si potevano inol- notte n. 13 poco tempo dopo. Ma
prietario continui ad offrire eccellen- notte del 29 marzo 1910, quando le “L’Indipendente”, era frequen- tre degustare «il cognac Biscuì e il anche quella fu un’esperienza di
ti qualità degustative al mite prez- alcuni ignoti forzarono un’anta tato soprattutto dai giovani bor- vermouth Lys, specialità della casa». breve periodo. Intorno alla metà
zo iniziato in queste giornate inau- di una delle porte del locale che ghesi savonesi più vicini alle po- «Nel “Bar Della Rosa” dell’amico degli anni Venti, infatti, “Carlìn”
gurali e la fiorente clientela moltipli- dava su via Brusco; in quest’oc- sizioni dei socialisti riformisti. Carlino», scriveva ancora “L’In- Della Rosa lasciò per sempre Sa-
cherà con crescendo spontaneo, qua- casione, però, i malviventi non Non fu un caso, quindi, se pro- dipendente”, «abbiamo recentemen- vona e andò a vivere e a lavorare
le noi col cuore invochiamo». riuscirono a penetrare all’inter- prio “L’Indipendente”, un gior- te ammirato il nuovo abbellimento nelle campagne dell’alessandri-
Nel giro di pochi mesi il “Bar Del- no del Bar, essendo stati distur- nale di orientamento repubbli- degli ampi locali. Domenica 5 mag- no, a Lu Monferrato, il paese di
la Rosa” riuscì a divenire uno dei bati dal sopraggiungere di alcuni cano, anticlericale, anticoloniali- gio 1912 sarà inaugurato il terzo bi- origine della moglie.
locali più alla moda nella Savona passanti; abbandonata l’impresa, sta e popolare, all’epoca avver- gliardo della premiata fabbrica “Fra- Carlo Della Rosa si spense a Spo-
del primo decennio del Novecen- i malviventi si diedero così alla sario dichiarato della politica di telli De Agostini” di Torino. Siamo torno il 9 febbraio 1972, all’età di
to, frequentatissimo e rinomato, fuga. Paolo Boselli, ospitò in quel pe- stati gentilmente invitati a presen- ottantasette anni.
famoso anche per le sue sale da Nel 1911, desiderando abbellire e riodo moltissimi articoli pubbli- ziare alla prima partita alle boccet- Giuseppe Milazzo
gioco dove, fra l’altro, erano pre- potenziare le qualità del suo Bar,
senti tre eleganti bigliardi realiz- Carlo Della Rosa si fece conce-
zati dalla “Ditta De Agostini” di
Torino. Il “Bar Della Rosa”, in par-
dere un prestito di 1.700 Lire dai
fratelli Agostino, Benedetto e Lu-
Palazzo Bernardo Ferrero
ticolare, fu tra i primi, in città, ad igi Isetta, figli del fu Francesco, E’ la storia di un mercante e del suo palazzo. Quella
inaugurare una tradizione che titolari dell’omonima pasticceria di un imprenditore savonese che lascia una impor-
avrebbe presto incontrato il va- di via Luigi Corsi, posta all’ango- tante traccia della sua vita e costruisce, con l’acquisto
sto consenso dei Savonesi: quella lo con via XX Settembre. nel 1547 di una casa nella contrada della Quarda, un
degli spettacoli musicali all’aper- Le condizioni economiche e la edificio nobiliare, evolutosi nei due secoli successivi,
to. Durante i mesi d’estate, così, stessa vita personale di Carlo che ospita oggi la Camera di commercio, l’ente che,
piccole orchestrine suonavano le Della Rosa presero comunque ristrutturandolo nel 1958, ha salvaguardato un im-
melodie più in voga in quel pe- una decisa svolta poco tempo mobile certamente il più prestigioso del nostra città.
riodo di fronte ad un pubblico dopo: il 17 febbraio 1912, infatti, L’uomo è Bernardo Ferrero, il cui core business è il
composto dai raffinati scignùi de egli si sposò con Edvige De Mar-
commercio del grano; ma quanto fosse presente in
Savunn-à seduti ai tavolini siste- tini, una giovane originaria di Lu
Monferrato, in provincia di Ales- lui il concetto di filiera lo dimostrano altre attività
mati fuori del Bar.
Qualche tempo dopo, nella not- sandria, figlia di un ricco possi- collaterali: noleggio di navi, assicurazioni marittime,
te del 25 aprile 1909, la storia del dente piemontese, da cui avreb- acquisto di un mulino, produzione di ceramiche, ma
“Bar Della Rosa” fu turbata da un be avuto due figli, Ezio ed Ani- anche interessi nel campo agricolo e nell’artigianato
episodio di cronaca nera: alcuni ta. Grazie alle somme recategli (vetreria, filatura e produzione di carta da stracci).
sconosciuti penetrarono all’inter- in dote dalla moglie, così, “Car- Un libro in cui si intravede la Savona del Cinquecen-
no del locale e, come testimoniò lìn” riuscì finalmente a conclude- to, tra i periodi di maggior risveglio artistico ed eco-
il giornale savonese “L’Indipen- re tutti quegli importanti lavori nomico della città, assieme al dispiegarsi di una se-
dente”, «dopo aver fatto largo botti- che aveva iniziato a predisporre quenza di immagini che rivelano nella loro bellezza
no di liquori, vini e palle da bigliar- all’interno del suo Bar, allo scopo decorazioni ed elementi architettonici del palazzo.
do, devastarono in modo vandalico di renderlo più bello e raffinato.
(g.r.)
l’elegante locale e infine appiccaro- Il “Bar Della Rosa”, come testimo-
“Omaggi” Nel 2010, si è scelto di cambiare le vetrine con la formula degli “omaggi”
Bruno Tessitore (1932-1998) ha
sempre guardato la natura, so-
ai Maestri del Novecento, privilegiandone alcuni particolarmente legati alla Liguria
prattutto gli alberi con interesse,

Vetrine d’Artista
curiosità trovando nelle loro for-
me, spesso tormentate da un ven-
to di bufera, spunti per la ricerca
d’equilibri a volte difficili. Il suo
mare è minaccioso, ma a volte la-
scia intravedere un azzurro più
limpido e sereno. Pittura che ap-
passiona per il colore provocante
Antologia di “omaggi” e di proposte nuove
(il nero intenso e blu corvino delle
chiome dei suoi caratteristici pini
marittimi), per il segno incisivo
L’alternanza tra gli “omaggi” e la presentazione, ogni ventuno giorni,
che ci conducono al suo pensiero
radicato e che supporta la propria
di “voci” contemporanee in parte già note ha suscitato vivo interesse
fase creativa. Tele intense, energi-
che, a volte quasi informali dove
da parte della critica, dei media e del pubblico
gli elementi danno vita agli alberi,
come il vento che ne mette a dura
prova le radici: alberi vivi come
uomini sulla terra. Giampiero Ru-
bicondi nella sua presentazione
“Omaggi”
critica relativa alla mostra retro- Vincenzo Frunzo: Conchiglie a Vene
olio su tela, cm. 30x24
spettiva di Tessitore, svoltasi dal Pietro Nicolino: Estate a Sassello, olio su tela, cm 50x39
20 al 30 marzo 2003 presso la Sala
Mostre della Provincia di Savona,
ha scritto: “…Tessitore era ligure
… fate conto che l’osso di seppia di
Montale si sia fatto onda, curve di
costa, intreccio di rami: restando sé
stesso più barocco, più espansivo
dunque, più fanciullo, più capace
di amare spontaneamente”.

Pietro Nicolino (1918-1981), auto-


didatta, lega la sua predisposizio-
ne al bello, all’arte fin da fanciullo
seguendo, come ha scritto il poeta
e gallerista Luigi Pennone, “Ma- Guido Fragiacomo: Casa medievale di Faie di Quiliano,
donna Pittura, senza pretese di 1974, olio su tela, cm. 40x60
cerebralismi o d’intellettuali acro-
bazie… È un discorso pittorico di-
messo, di pochi toni e carezzevoli
Bruno Tessitore: Albero, 1994, olio su tela, cm. 60x50
luci: ma portato avanti con fresca
genuinità e semplicità di senti-
re…”. Nicolino ci ha raccontato

6 Proposte nuove Massimo Vella: La Torretta di Savona, fotografia

Bruno Gorgone: Forme in giallo,


anni ’90, tecnica mista su carta, cm. 32x24

Paola Failla: Tra ...la notte stellata,


tecnica mista e foglia oro su tela, cm. 24x18 Giuseppe Ferrando: Natura mo
incisione, cm. 20x15
Francesco Vichi: Copia da Renoir, olio su tela, 2010, cm 60x30

questo suo intimo conoscere con cemento. Grazie a Pietro Nicolino paziente tavolozza che predilige
le strade (quelle del Santuario di possiamo avere una “memoria sto- la luce e l’espressività del colore.
Savona e di Lavagnola), le case, i rica” di terra ligure. Un pittore autentico insomma, un
muri della sua tanto amata Città pittore “all’antica” di quelli che di-
antica, le piazze (quella silente del Guido Fragiacomo (1918-2005) pingono ancora”. Ha partecipato
Santuario), la darsena vecchia con sempre presente alle mostre collet- a diverse mostre a Diano Marina,
il vascello Costa Del Sol, oppure è tive e ad alcune personali presso Lavagna, Savona ricevendo il pri-
rimasto affascinato dalla bellezza la Galleria “Sant’Andrea” di Luigi mo premio ex aequo nel 1976, tra
della natura di Sassello (i pagliai Pennone, vero serbatoio culturale le altre si ricorda la sua mostra per-
dorati) e di Stella San Giovanni. per molte generazioni e di cui si sonale nel 1980 alla Galleria d’arte
Ha seguito, forse anche senza vo- avverte la mancanza, ha ripreso le Sant’Andrea di piazzetta dei Con-
lere, altri pittori che hanno ripreso case di campagna e gli arenili ligu- soli a Savona.
più volte questi temi, da Peluzzi stici con rara sensibilità: veri rac-
a Collina, da Bossi a Berzoini, da conti del paesaggio sentito quale Vincenzo Frunzo (La Spezia, 1910
Gigi Caldanzano a Lottero. Qual- categoria culturale e bellezza vera. – 1999). Ha iniziato a dipingere in
cuno lo ha definito “il poeta di Iniziò la sua attività creativa da età giovanile e la sua prima mostra
Savona”. Considerare adesso le autodidatta nel 1973 e gli fu molto a La Spezia risale al 1948. E’ stato
sue opere significa, anche, ritrova- preziosa l’amicizia e la frequenta- promotore del Gruppo dei Sette;
re angoli, scorci, di Savona ormai zione del pittore Carlo Bossi. Ha tra l’altro, ha esposto a Milano e
scomparsi. Lo stesso si può dire scritto Pennone: “ …Fedele alla Firenze. Ha aderito al MAC (Mo-
dei suoi verdeggianti dintorni, in lezione della pittura “en plein air” vimento Arte Concreta) col quale
molti casi, probabilmente troppi, egli racconta paesaggi ambienti prese parte alla Mostra dell’Arte
offesi dall’inesorabile colata di e nature morte con una delicata e Astratta e Concreta, presso la galle-
Il numero semestrale di fine anno 2010, tra i molti articoli e scitato vivo interesse da parte della critica, dei media, del pub- rita Piumatti.
saggi, presenta, come da tradizione, il riepilogo riguardante blico che gratuitamente può fruire di tale iniziativa, corredata Complessivamente ventiquattro personalità che hanno, certa-
l’iniziativa culturale ed artistica denominata “Vetrine d’Ar- sempre da una sintesi curata da Silvia Bottaro. mente, arricchito la proposta culturale savonese aprendo una
tista” che l’Associazione “R. Aiolfi” di Savona, tramite la ri- Nel corso del 2010 abbiamo dato spazio nella sezione “omag- finestra sul collezionismo privato. Infatti, diversi artisti in-
cerca e l’organizzazione di Silvia Bottaro, svolge da sei anni gi” a Bruno Tessitore, Pietro Nicolino, Guido Fragiacomo, seriti nella sezione “omaggi” fanno parte di molte quadrerie
presso la sede centrale della Cassa di Risparmio di Savona, Vincenzo Frunzo, Guglielmo Bozzano, Roberto Bertagnin e, ma l’attenzione ufficiale è un po’ allentata sul loro lavoro e
sita in corso Italia a Savona. Un doveroso ringraziamento poi, due piccole rassegne dedicate ad alcuni Maestri del No- la loro ricerca, lo stesso si può dire per alcune “voci” d’oggi
corre al presidente dell’istituto bancario citato, Dr. Luciano vecento liguri (O. Saccorotti, E. Rambaldi, R. Collina, Remo che, non facendo parte di circuiti omologati, anche, dal crite-
Pasquale, ed al suo Consiglio Direttivo che da anni accettano A. Borzini, Giovanni Solari, Adelina Zandrino) e ad alcuni rio commerciale, faticano a trovare spazi dai quali proporre la
le proposte individuate e sponsorizzano la pubblicazione an- grandi Maestri della pittura italiana del secolo scorso (Artu- propria creatività.
tologica riguardante i vari anni solari. ro Martini, Ottone Rosai, Pio Semeghini, Raffaele De Grada, Da questo quadro generale, si passa a tracciare brevi profili
Nel 2010 si è scelto, ancora, di cambiare le vetrine con la for- Mino Maccari). biografici-critici relativi ai ventiquattro artisti proposti, ciò
mula degli “omaggi” ai Maestri del Novecento, privilegian- Nella sezione dei contemporanei hanno avuto modo di pre- per facilitarne la lettura e per comunicare informazioni sin-
done alcuni particolarmente legati alla Liguria. Tale semplice sentare i loro ultimi lavori: Mariella Relini, Bruno Gorgone, tetiche che potranno, poi, essere individualmente arricchite
alternanza tra gli “omaggi” e la presentazione, ogni ventuno Massimo Vella, Paola Failla, Francesco Vichi, Giuseppe Fer- da parte di chi avrà la sensibilità di leggere e di conservare il
giorni, di “voci” contemporanee più o meno già note ha su- rando, Germana Rossi, Lorenzo Giusto Acquaviva, Marghe- catalogo-antologico delle “Vetrine d’Artista 2010”.

Guglielmo Bozzano: Scorcio urbano di Savona, anni ’60,


a Venezia, 1980, acquerello su carta, cm. 25x17

Oscar Saccorotti: Pesce e conchiglia,


china su carta, cm. 17x21
Roberto Bertagnin: Il vento, 2006, incisione su carta,
cm. 30x30

Arturo Martini: Nudo di schiena, studio per la scultura


“Palinuro”, 1945, inchiostro su carta, cm. 31x21

Germana Rossi: L’apparenza, 2010,


terra refrattaria, 1000° e terzo fuoco, cm. 98x35x30
7

Margherita Piumatti: Primavera nell’aria,


ceramica, ingobbio e smalto, cm. 30x30

Lorenzo Giusto Acquaviva: Erisson (Protezione),


2008, semirefrattario smaltato,
vetro in terza cottura e platino in quarta

ura morta con brocca, Mariella Relini: Eleven, 2009,


olio su tela, cm. 70x50

ria d’arte moderna di Roma (1951). appassionata felicità di segno e di tini diventandone assistente e con
Si ricorda la sua partecipazione campitura, anche sfumata. lui ha vissuto e lavorato a Vado Li-
alla Biennale di Venezia del 1958 gure. La sua scultura all’inizio ri-
e la presenza costante dal 1959 al Roberto Bertagnin (1914-2008). sentì del secessionismo alla Wildt
1965 alla Quadriennale di Roma. Nel secondo anniversario della e della lezione arcaica di Martini,
Si trasferì, poi, definitivamente a sua scomparsa, l’Associazione “R. poi se ne è svincolato con una ma-
Milano pur mantenendo i contatti Aiolfi” ha voluto ricordare uno trice molto personale. La sua pri-
con l’ambiente ligure. La sua pit- scultore, un pittore, un ceramista, ma mostra risale al 1944 a Venezia.
tura, ricca di poesia, è in qualche un poeta, allievo e genero di Artu- Le ultime nel 2008 lungo la “via
modo anche legata alla lezione di ro Martini, una “voce” di assolu- del sale” presso il centro Studi Ce-
Renato Birolli e durevolmente svi- ta limpidezza europea, seguendo sare Pavese a Santo Stefano Belbo
luppata nell’alveo dell’area infor- qualità plastico-spaziali estetiche e l’altra a Milano nella biblioteca
male. Altro passaggio significativo totalmente basilari e fondamentali. Umanistica dell’Immacolata dove
nel suo percorso d’artista è l’avvi- Il suo è stato un discorso nel corso sono state esposte, in una sorta di
cinamento a temi più lirici, basati, della lunga attività d’artista, oltre antologica, le sue opere che par-
pure, sullo studio naturalistico (le sessant’anni di ricerca di opere con lano di un universo primitivo ed
conchiglie, le marine silenti, gli l’acciaio, con la terra e la cerami- elementare per certi aspetti, dove
ombrelloni e le cabine delle spiag- ca, di disegni, personale, puro ed la forza si scontra con la tenerezza
ge), senza disdire le nature morte assolutamente autonomo nelle li- nella ricerca di un minimalismo es-
e le figure. Ricco di una tavolozza nee, nella plastica, nella sensibilità senziale, anche morale.
magica e, nello stesso tempo, mol- ed essenzialità del modellato. Di-
to elegante, leggera dove le traspa- plomato all’Accademia di Venezia, Guglielmo Bozzano (Varazze, 1913
renze e la luce sono indagate con studiò alla scuola di Arturo Mar- – ivi, 1999), personalità molto si-
segue a pagina 8
Saccorotti Oscar: carta si incresca a formare picco-
“Ritratto di Domenica”,
carboncino su carta, cm. 30x25 (sotto);
le colline e la polvere di marmo e
Collina Raffaele: la sabbia diventano deserti. Il blu
“Tramonto a Clement Town”, 1943, diventa mare, fiume e scorre tra
olio su cartone, cm. 50x65 (a destra);
Rosai Ottone:
infiniti verdi…”. Espone dal 1984;
“Autoritratto”, 1952, carboncino su carta, ha frequentato l’Accademia di Bel-
cm. 38x28 (a sinistra in alto). le Arti di Venezia avendo come
maestro Emilio Vedova. Compie
ricerche nel settore della calligra-
fia intesa quale mezzo di comuni-
cazione artistico con riferimenti ai
fregi rupestri e, quindi, agli albori
dell’uomo.

Massimo Vella. (omaggio postu-


mo) E’ con viva partecipazione
che ricordiamo la creatività di
Massimo Vella che ha esposto le
sue fotografie, sensibili, ricercate
continua da pagina 7
ed ottenute con la raffinata tec-
gnificativa nel panorama cultu- nicar del bianco e nero e con una
rale italiano del Novecento per i capacità realizzativa originale e in-
suoi rapporti con artisti, scrittori, tensa da vero artista dell’obiettivo.
poeti italiani e stranieri. Pittore e Purtroppo la sua “Vetrina d’Arti- esibizioni, ma in ogni piccolo spa- male. Ha scritto Marco Pennone:
ceramista, fine illustratore dei Li- sta” è stata l’ultima occasione per zio delle sue opere, che si possono “…La tavolozza della Relini è in-
bretti di Mal’aria editi dall’amico avvicinarci al suo modo d’essere definire in un certo senso veri so- somma in pieno accordo con i suoi
Arrigo Bugiani, collaboratore pre- nale di Arti Decorative di Monza. fotografo d’arte, perché a fine mar- gni ad occhi aperti, questi affiora- (ed i nostri) stati d’animo, ricordi,
zioso per l’organizzazione della Come disegnatore di mobili ha zo ci ha improvvisamente lasciati. no come ergendosi dal penetrante visioni; le emozioni si traducono
mostra antologica dedicata a Lino lavorato (1928-1931) presso la dit- Pochi giorni prima i suoi progetti inconscio, che è la varietà in cui lui in tonalità musicali, con forte sen-
Berzoini, svolta da Silvia Bottaro ta D.I.A.N.A. di Genova. Presente facevano sempre capo all’Associa- immerge il pennello della sua cre- so dell’ equilibrio e dell’armonia
per il Comune di Savona. Artista a tutte le Biennali di Venezia dal zione “Aiolfi” per la quale aveva atività e della sua concretizzazione compositiva. La nostra pittrice
poliedrico, curioso, al di fuori di 1930 al 1940, dove ebbe una mostra realizzato una serie d’inedite foto- sempre efficace e felice. è dotata di uno spiccato talen-
ogni moda, sempre coerente a se personale nel 1942. Nel 1948 ha grafie di Savona ripresa nelle ore to nella sintesi visiva; il suo è un
stesso nella ricerca con la ceramica partecipato, ancora, alla Biennale notturne, per carpirne i segreti, Germana Rossi. La ceramica è la post-impressionismo che ha ma-
(le forme della quotidianità come di Venezia. Stessa frequenza alle le ombre e le luci. Si prospettava, materia, si può dire, esclusiva con gnificamente assorbito la lezione
piatti fondi nel solco della tradi- Quadriennali di Roma (1935; 1939; quindi, una sua mostra persona- la quale crea le sue sculture, i piat- del grande Van Gogh (si vedano
zione ceramica popolare ligure) 1943; 1959; 1965). Pittura dedicata le dedicata alla Città quale luogo ti, le grandi ciotole, le sue “donne” certi notturni) e che talora sconfina
assurta a esiti, anche tecnicamente alla natura, con un periodo legato della quotidianità. A metà marzo sinuose e orientaleggianti seppur quasi nell’ astratto….”. Campiture
sorprendenti, lirici, a volte ludici. al Futurismo, portata avanti con 2010 aveva comunicato di aver legate, in qualche modo, agli echi di colore acceso e moderno, figu-
Ha studiato all’Accademia Ligu- originalità ed una costante ricerca concluso le riprese notturne e che del Liberty. Padrona di una buo- re geometriche spezzate, contorni
stica di Belle Arti di Genova e dal sul paesaggio, indagato nei suoi avrebbe voluto ideare un’inizia- na tecnica, affinata dalla costante netti e senza pentimenti: questo è
1941 ha dato vita alla sua intensa significati allusivi, nei suoi valori tiva atta a “svelare” Savona sotto ricerca, la Rossi si cimenta, molto il suo particolare racconto visivo,
attività espositiva (presente a tutte cromatici ed intimi. Le nature mor- una luce diversa: lo ringraziamo spesso, con l’antica tecnica raku contemporaneo, esplorato con par-
le Sindacali e Regionali liguri, alla te e gli uccelli fanno parte del suo per questa sua intenzione e spe- dove la bravura del modellato gio- ticolare sensibilità e felice tecnica
XXV edizione della Biennale di Ve- ricco bagaglio iconografico della riamo che chi oggi conserva le sue ca, anche, con la casualità del fuo- compositiva e coloristica.
nezia, al Premio Golfo di La Spezia sua ultima produzione. E’ stato cose cui teneva moltissimo (i vetri co, della cottura in un alchemico
dal 1952 al 1961, alla Mostra inter- anche un validissimo incisore. e le ceramiche futuriste), le sue insieme dove, però, il risultato è Margherita Piumatti. Ricercatrice
nazionale d’Arte contemporanea creazioni fotografiche possa e vo- sorprendente, pregevole e poeti- inesauribile poiché mette in esperi-
di Roma del 1955, per citare alcune glia ricordarlo con affetto e stima co. Opere quasi informali sia nel- mento la sua creatività con la cera-
sue particolari presenze). Pittura, Proposte nuove allestendo, nell’anniversario della la decorazione, sia nel modellato mica, il vetro e non solo riuscendo,
acquerelli trasparenti, poetici nella sua scomparsa, la mostra “Savona sempre innovativo e che risente in ogni caso, a costruire il suo per-

8 loro essenzialità che, a volte, han-


no risentito della lezione di Rodo-
canachi e di Saccorotti svolta con
Francesco Vichi. Insegnante di
musica, concertista. Appassionato
d’arte e pittore; copia, soprattutto,
nel cuore dell’obiettivo”. Questo
era il titolo provvisorio che aveva
prospettato a Silvia Bottaro, con la
della scuola albisolese nelle tante
contaminazioni culturali che dal-
le fornaci di Albisola hanno avuto
corso d’artista, ben riconoscibile.
La sua ormai conclamata esperien-
za e consapevolezza, anche, tecni-
cristallina originalità. gli Impressionisti francesi che da quale intendeva realizzare questo voce, grazie ai maestri del gruppo ca, la conducono a percorsi sempre
anni indaga col colore e l’elegan- omaggio alla Città di Farfa e di Cobra, fino a Fontana, a Sassu per innovativi dove la favola, la magia
Arturo Martini (Treviso, 1899- Mi- za delle forme riproducendone le Mario Stellatelli. citarne alcuni. Queste tracce sono gioca un ruolo importante con il
lano, 1947). Personalità di indub- opere più note. Crea, poi, lavori state metabolizzate in forma per- design. Nascono così i suoi monili
bio rilievo nel panorama del Nove- suoi dedicati alla natura, ai caval- Giuseppe Ferrrando. Personalità che non sono soltanto attrattive per
cento delle arti plastiche: scultore, li, emozionanti nella linearità del- molto nota in Albenga, a Ceriale le mani o i decolté delle signore ma
ceramista. Rilevante la sua azione la composizione e nella intrinseca dove vive e lavora. E’ vicepresi- sono dei veri “cammei” della sua
di sprovincialismo della scultura capacità comunicativa usando una dente dell’Associazione Artistica creatività. Scultrice, anche, poiché
ligure, dovuta alla sua presenza ricca tavolozza e forme che, nella Torchio e Pennello sita in Alben- si cimenta con forme globose e
a Vado Ligure, dove si sposò nel loro elementare evidenza, hanno ga, dove espone in permanenza primarie, modellando la terra con
1920, rimanendovi fino agli anni una comunicazione accattivante. le proprie opere e insegna la tec- l’antica tecnica raku dove l’alchi-
Trenta e trovando in loco un cli- Cromie allegre, fraseggio comple- nica dell’acquerello. La sua pit- mia casuale del fuoco ha un ruolo
ma favorevole al dialogo tra arte to che attrae l’osservatore e che si decisivo per l’innovazione delle
e società. Si devono a tale periodo discosta dalla timidezza di fondo immagini concretizzate, compiute.
Solari Giovanni:
alcune opere significative come della sua personalità. “Lungo Senna”, Eleganza, leggiadria, intelligenza,
“Pegaso” per il palazzo delle Poste tempera su carta, cm. 48x67 (sotto); progettualità sottendono all’ela-
Bruno Gorgone. Artista ormai con- De Grada Raffaele: borazione e produzione delle sue
di Savona, “Il benefattore”, monu- “San Giminiano”,
mento funebre dedicato al sacer- solidato nel panorama dell’arte opere
matita su carta, cm. 22x27 (a fianco).
dote Cesare Queirolo (oggi nella contemporanea internazionale.
sede del Museo di Villa Groppallo Compie ricerche sui materiali (ve- Lorenzo Giusto Acquaviva. L’ap-
a Vado Ligure). Aderì nel 1921 a tro, computer artist, incisioni, oli). partenenza ad una famiglia di
“Valori Plastici”; la sua produzio- Fa parte del “Gruppo Architetti artisti lo ha accostato alla ricerca
ne ceramica, sempre dello stesso Artisti Venezia”. Luce, trasparen- culturale del secondo futurismo,
periodo, è caratterizzata da una ze, i miti (dai “giardini” al mito con la letteratura e poesia che n’è
“dimensione scultorea”. Forte è la di Narciso) sono presenti nel suo derivata. In tale articolato conte-
sua ricerca e meditazione sul valo- bagaglio iconografico più attuale, sto, il Nostro esprime con tempra
re della classicità e della purezza fino ad una sua lettura futurista la sua natura di sperimentatore
delle forme usando, anche mate- attraverso il vetro di Murano con raffinato, colto, irruente e timido
riali particolari, come la terracotta, inclusioni, anche auliche (l’uso al contempo, elegante ed esplosi-
la pietra (caratteristico l’uso della dell’oro). Quadri e sculture ci of- vo con l’uso dell’oro, del platino,
pietra di Finale Ligure) che tendo- frono la bellezza di una poesia, il del cristallo intarsiato, gettato, ur-
no a riportare il linguaggio artisti- racconto della sua ricca e poliedri- lato col colore assoluto rosso sulla
co verso lineamenti di comunica- ca fantasia, l’ideazione e l’abilità ceramica.
zione elementare e, quindi, in un dei suoi paesaggi: peculiari le “mi- Tale materia, povera e umile, nel-
certo senso, vitale. La presenza di tocromie”, cioè campiture sma- le sue mani diviene pagina sulla
Martini a Vado Ligure, ad Albisola glianti di colori, intarsiati tra loro quale incidere, scrivere parole e
(lavorò per La Fenice), a Genova con l’”originale segno” dell’alfabe- detergere lacrime degli uomini
(lavorò per l’Ilca di Genova-Nervi) to enigmatico gorgoniano che com- d’oggi. E’ il vulcano acceso dalla
è stata di impulso per l’attività e la pone pagine silenti e singolari. sua fantasia.
ricerca di molti artisti locali. tura, anche, iperrealista mette in sonale dalla Nostra che ha trasfor- La ceramica è il mondo immagi-
Paola Failla. Artista di origine luce la propria voglia particolare mato la ceramica nel suo “linguag- nario del globo sommerso legato
Oscar Saccorotti. (Roma, 1898- padovana dove vive e lavora, con di comunicare attraverso un su- gio” ben riconoscibile. a Verne che esplode con la forza
Recco, Genova, 1987). Giunge a attività anche a Parigi. Pittura in- perealismo che è suadente, im- della Natura e delle sue creature,
Genova nel 1914 ed inizia la sua tensa la sua con una caleidosco- mediato, che riesce ad accentuare Mariella Relini. Si avvicina all’ar- più o meno note. Così il mistero
attività lavorando, anche, con i pica tavolozza, ricca di segni, di le forme più belle della donna o te come autodidatta ed esordisce della galassia con le sue forme, i
Coppedè. Ha aderito nel 1926 al riferimenti alla natura, alla flora, d’alcuni personaggi, come cer- nel 1984 a Pozzo Garitta (Albissola suoi vuoti inesplorati lo rapiscono
Movimento del Novecento italia- alla fauna che è avvertita come ti Pierrots, moderni anche se ri- Marina). Sotto la guida di Attilio con la creazione di forme nuove,
no e la sua prima mostra perso- valenza culturale molto forte. Ha presi nella classica iconografia. Il Cicala si perfeziona nella pittura forse aggressive, ma certamente
nale risale al 1927 a Milano e nello scritto: “ Un pensiero alla terra e suo simbolismo è istintivo, non di a spatola e si avvicina, sempre in implicanti miti, favole, versi, fol-
stesso anno è presente alla Bien- un pensiero all’aria, all’acqua. E la maniera; infatti, non vi sono inutili modo personale, alla pittura infor- clore, paure, verità universali.
Il primo gioioso, festoso e bello con
sei schiere di Santi in contemplazio-
ne dell’incoronazione della Vergine
attorniata da una moltitudine di an-
geli musicanti, alla base le opere di
misericordia quale insegnamento da
seguire per giungere alla salvezza e
alla gioia eterna.
Il secondo, l’Inferno, tetro, lugubre
e spaventoso con a capo Satana che
sevizia e tortura sotto i piedi avvo-
cati e procuratori. La cavalcata dei
Il Presbiterio (a sinistra); vizi, che unisce e lega i sette peccati
la volta (sopra)
e gli Evangelisti (sotto);
capitali, ci conduce attraverso le fau-
la navata (sotto il titolo). ci del “Leviatano” a terribili pene.
Molto delicate e ricche di simbolismi
le scene dell’infanzia di Gesù ispira-
te ai Vangeli apocrifi con riferimenti
a credenze popolari. Dipinte come
stazioni della “Via Crucis” le 22 ico-
nografie della Passione che occupa-
no tutta la parete sinistra della nava-
ta. Ultimo riquadro la resurrezione
simbolo di vita eterna e nuova.

Associazione Culturale
S. Fiorenzo

Le piccole cappelle che, girovagando Un gioiello dell’arte gotica o tardo-gotica a Bastia di Mondovì La chiesa di San Fiorenzo è aperta al
per le Langhe, si incontrano un po’
pubblico con visite guidate gratuite tut-
ovunque ci trasportano con le loro te le domeniche dalle ore 15 alle 19 dal
storie in un mondo ingenuo, sincero
e ricco di fede. Costruite anticamen-
te per riparo e riposo dei pellegri-
ni, sono state in seguito abbellite ed
La Chiesa di San Fiorenzo mese di aprile a tutto il mese di ottobre.
Per visite fuori orario contattare: Asso-
ciazione Culturale S. Fiorenzo O.n.l.u.s.
tel.338/4395585
affrescate traducendo in immagini te gotica o tardo–gotica che trovia-
le preghiere di ringraziamento e de- mo nel ciclo di pitture murali della
vozione, ma anche di invocazione di Chiesa di San Fiorenzo di Bastia.
aiuto nei flagelli della peste e della Edificata verso la metà del XIII se-
guerra. colo (1220-1230), è stata in seguito
Arte popolare, semplice e spoglia, ampliata ed affrescata con un nuovo
ma densa di spirito religioso e misti- ciclo pittorico coprendo, nel nucleo
co rapimento, con un gusto pronun- primitivo, antiche pitture bizanti-
ciato per i lunghi sviluppi pittorici e ne ancora parzialmente visibili. Le
le storie ad episodi multipli. attuali sacre rappresentazioni sono
Tutto doveva parlare al cuore ed alla datate 24 giugno 1472 ed occupano
mente di chi guardava i soggetti rap- una superficie di ben 326 mq. Come
presentati; più che per diletto, dove- in un gigantesco “fumetto”, ecco il-
vano servire per istruire, confortare lustrate le gesta e la vita dei santi e
ed ammaestrare il popolo. Vera e dei martiri tra i quali San Fiorenzo,
propria “Biblia Pauperum” che rac- San Martino, San Giorgio, San Seba-
coglie in sè tutti gli insegnamenti ed
i valori della fede ad iniziare dal Cri-
sto, dagli Evangelisti, dalla Vergine
stiano, San Michele, Sant’Antonio
abate e molti altri ancora. Assisi nel-
le vele della volta del presbiterio, il
9
e dai Santi. Cristo creatore e gli Evangelisti. Par-
A questi concetti, che rientrano nei ticolare importanza rivestono due
canoni stilistici del XV secolo dell’ar- riquadri di circa 50 mq, ciascuno
te delle Alpi Marittime, si ispira l’ar- raffiguranti il Paradiso e l’Inferno.

Nella Madonna dell’Immacolata


Concezione non c’è più la com-
postezza lineare, quei volumi
ben definiti e tranquilli che erano
stati caratteristici dell’arte del Ri-
A Squaneto, la Madonna
nascimento, bensì il nuovo modo
di scoprire e intendere la scultu-
ra che ha ideato il Bernini e che
si è diffuso in tutta l’Europa. C’è
dell’Immacolata Concezione
il movimento, creato da un attor- razioni del sostegno. La seconda
cersi di vesti, una tensione spa- caratteristica è data dall’assolu-
smodica, un guizzare di abiti, di ta padronanza del materiale: il
pieni e di vuoti sui quali la luce marmo bianco della Madonna è
si rompe producendo l’illusione trattato con vera maestria.
di una vitalità celeste. “Brividi di Gian Lorenzo Bernini, nato a
luce” sono stati chiamati quelli Napoli nel 1598 e morto a Roma
che animano le sculture del Ber- nel 1680, è senza dubbio uno dei
nini e sembrano simboleggiare i “grandi” della scultura italiana.
fremiti di quel secolo inquieto, in Egli ha per primo espresso com-
cui visse, pieno di contrasti vio- piutamente la nuova sensibili-
lenti. Lorenzo lasciò Roma dal 25 tà barocca, fatta di movimento,
aprile alla metà di novembre del drammaticità, potenti contrasti e Una statua di Gian Lorenzo Bernini?
1665 per recarsi a Parigi e proba- accompagnata da un prodigioso Da sempre affascinata dalla Statua della Madonna di Squaneto, ho iniziato a
bilmente proprio in questo perio- virtuosismo tecnico. cercare notizie. Recatami all’archivio della Diocesi di Acqui Terme, qui ho trovato
do passò tra Piemonte e Liguria e Nell’aprile 1796 Napoleone e le conferma che non se ne conosce con certezza la provenienza.
scolpì la statua. Il marmo acqui- sue truppe conquistarono i terri- Alcuni abitanti dei dintorni raccontano che persino Vittorio Sgarbi si sia recato a
sta nelle sue mani, delicatezza, tori intorno a Squaneto. In quel vederla e che abbia dedotto che effettivamente appartenga alla scuola del Bernini.
morbidezza, sottile fragilità. La periodo, da quelle parti, passò Ora qualcuno sostiene che la statua sia di un anonimo di scuola genovese del XVIII
Madonna dell’Immacolata Con- anche Papa Pio VII. Si narra che secolo…
cezione è piena di vita,è ampia e le truppe di Napoleone avesse- Quali sono le cose che dobbiamo tener presenti nel giudicare una scultura?
ariosa. Con il suo gusto decorati- ro scovato chissà dove la statua Nella scultura bisogna considerare il volume dell’opera. Essa, infatti, non presenta
vo e il suo genio scenografico il e volessero trascinarla fino in un’unica superficie, bensì un insieme di superfici curve, spezzate, piane; ed essendo
Bernini movimenta il piedistallo Francia. Un nobile del luogo pat- diverse, queste superfici ricevono anche in modo diverso la luce che si posa su di
della Madonna che è sostenuta teggiò, l’acquistò e la statua arri- esse.
da una suggestiva scenografia vò a Squaneto. Ciò che una scultura rappresenta non è affatto il fattore saliente, la cosa più
di rocce, angeli e serpente che Un’altra versione racconta che la importante nel giudicarla. Il soggetto è solo il punto di partenza. Ciò che veramente
simboleggia il Male e viene cal- statua in marmo, attribuita alla conta è il come, il modo in cui l’autore lo ha raffigurato.
pestato e sconfitto dal Bene. In scuola del Bernini, sembra (gli La cosa più importante è lo stile. Molti elementi contribuiscono a creare questo stile.
questa stupenda opera sono evi- anziani raccontano) sia stata la- Il vibrare della luce sulla materia, il senso di energia o di movimento che l’artista
denti due caratteristiche dell’arte sciata da Carlo Alberto mentre ha saputo infondere alla sua opera, le proporzioni, l’armonia, la stilizzazione…
del Bernini. La prima è la gran- passava da queste parti per an- Gian Lorenzo Bernini ci ha donato opere in cui il volume delle figure quasi non
diosa concezione che si esprime dare in esilio ad Oporto. si nota, tanto le superfici sono animate, spezzate dai riflessi di luce e ombra. I
nella suggestiva composizione movimenti non sono dati dai gesti dei personaggi, quanto dal gioco dei chiaroscuri
alla quale danno risalto le deco- Giacinta Ferrero Marenco nel panneggio delle vesti. (G. F. M.)
• Walter Allemani, Almerindo Wal-
Riflessioni
Lo “Scarabattolo”
a cura di Roberto Debenedetti
ter Cicerone, Augusto De Paoli,
Vincenzina Pessano : “Porto Vado”,
presentazione P. Toso, Piazzetta
Cialet, Vado Ligure, 9-12/9/10
• Giovanna Crescini: mostra perso- Gli azuleios
nale “Sotto lo stesso cielo”, presenta-

Le mostre dei nostri artisti


zione di S. Bottaro, Sala Convegni
Palace, Spotorno, 11-19/9/10.
• Castellamonte, L’anima della
Terra, 50a Mostra della Ceramica e
di Milly Coda
La giornata del 15 agosto 2010, al calare del forte sole agostano e nell’in-
• Giuseppe Ferrando: Mostra perso- la Marina, 15-27/5/10 7a Mostra dell’Arte Applicata, 3/9-
nale, Galleria “Bottega d’Arte”, • Riccardo Accarini: “Mostra perso- 3/10/10, hanno partecipato: Car- canto della Natura del Tombolo della Giannella, ha visto, dopo la funzione
Sanremo, 3-15/5/10. La mostra è nale”, Circolo degli Artisti, Albis- men Barbini, Arturo Bertagnin, religiosa nella piccola e linda cappella di Sant’Antonio, alla presenza di
il premio all’artista per essersi clas- sola Marina, 22/5-6/6/10 Silvia Calcagno, Roberto Gian- molte decine e decine di persone, la presentazione da parte di Silvia Bot-
sificato ai primi posti nel concorso • Paola Failla: “Wonderland”, Gale- notti, Enzo L’Acqua, Giacomo taro del libro “Gli azuleios di Milly Coda”: un libro-catalogo che è un vero
“Il gioco nell’Arte 2009” tenutosi a rie Orenda, Parigi, 27/5-10/7/10 Lusso, Renata Minuto, Gianni inno alla bellezza del Creato, al sentimento religioso, alla creatività della
dicembre presso il Teatro Ariston • Giovanni Tinti: “Ceramiche”, Poz- Piccazzo, Giovanni Tinti Coda guardando la lezione della ceramica savonese legata alla decorazio-
di Sanremo; Festivalart 2010, Expo zo Garitta 11, Albissola Marina, • Gian Genta: Mostra personale, Cen- ne bianco/blu ed al lavoro di Bartolomeo Guidobono.
internazionale di Spoleto dal 24 al 29/5-9/6/710 tro Ceramico della Fornace Paglie- Quelle piccole piastrelle che, poste
27 settembre 2010. • Laura Macchia: Mostra personale e ro, 3/9-3/10/10, Castellamonte assieme formano le tre croci reggen-
• Celina Spelta: “Artisti per la salu- presentazione del libro “Poesie”, (TO). ti la mensa dell’altare della Cappel-
te”, Studio Arco Quattro, Galleria Biblioteca Civica C. Sbarbaro, Spo- • Sergio Palladini: Mostra persona-
la in discorso, fondata da Gemma e
Derbylius, Milano, con il patroci- torno, 31/5-11/6/10 le “Città a bordo tra nuvole e mare”,
nio del Comune di Milano e delle • Franca Briatore: “Appunti di viag- Galata Museo del Mare, Genova, Armando Salati, coinvolgono l’os-
Regione Lombardia, 4-15/5/10. gio”, Sala Mostre della Provincia di 23/9 – 17/10/2010. servatore non solo dal punto di vista
• Elisa Traverso: “Volano i pensieri”, Cuneo, 15-22/6/10 • Bruno Gorgone: “Giardino mentale”, iconografico legato alla religione ma,
Galleria del Cavallo, Quiliano, • Paola Failla: “Place aux Artistes! opere 1980-2010, Pinacoteca Civica anche, lo conducono a scoprire la flo-
8-23/5/10. Italie et Méditerranée «, Gallerie d’art di Savona, 25/9 - 24/10/10. ra e la fauna di questo lembo di terra
• Carmen Spigno: “Materia creati- Arcima Paris, 25/6-23/7/2010 • Sergio Paladini e Giuseppe Triel- toscano, così ricco di colori, di pro-
va”, Caffè d’Arte, Alassio, 1/4- • Beppe Schiavetta: “Dipinti e cera- li: “Omaggio agli incisori antichi”, fumi, di intense sinergie. Questa è la
31/5/10. miche”, Bludiprussia, Eleutheros, Galleria Il Grechetto, Genova dal riflessione che ho fatto nello sfoglia-
• Antonietta Cavallero: “Geometrie Studio Lucio Fontana, Albissola 30 settembre al 30 ottobre 2010 con re l’elegante volume dove dal blu di
in fuga”, Pozzo Garitta 11, Albisso- Marina, 4-26/9/10 altri artisti. fondo emergono con elegante forza le
varie opere ceramiche di Milly Coda, Milly Coda, “Rovo”, la pianta che con le
sue spine simboleggia la Passione di Gesù,
Guido Bava, “Piemonte in flash”, 4 sue emozioni e poi a descriverle, ora che ha appreso i segreti della materia piastrella in ceramica con decorazione
voll., Carta e Penna, Torino, I^ edi-
zione 2006. Libri in età matura le porge filtrate come
avviene nella sua ceramica e nei qua-
da Lino Berzoini. Dall’uva al melo- bianco blu.
grano, dalla passiflora al trifoglio, dal rovo al grano è una enciclopedia per

in
Il Piemonte è regione ricca di storia dri: è “come diluire la mia voce … nel immagini della ricchezza della natura e del paesaggio: la Coda ha scritto
e leggende come tuttora testimonia- coro delle voci di tutti”. con la ceramica il suo inno musicale dedicato alla salvezza e valorizzazio-
no numerosi castelli, fortezze, tor- ne del Territorio con un gesto di onesta verità, con una preghiera sentita.
ri e abbazie; è terra di tesori artistici
e culturali con paesaggi naturali bel-
lissimi. Quattro volumi che intendo-
vetrina Gruppo Prisma 177, “Volti, corpi e for-
me dei cantieri”, Erredi Grafiche, Ge-
nova, 2010
Dal 1985 ad oggi la Coda ha creato piastrelle (azuleios come le ha Lei de-
finite, oppure “laggioni”, come li ha precisati Silvia Bottaro, collegando la
cultura araba spagnola con quella ligure a cui appartiene Milly Coda), la
no far conoscere meglio questa terra,
di Grazia Robaldo L’intento di avvicinare il pubblico “Via Dolorosa”, il “Sacro mandillo”, due vasi: un articolato ed impegnati-
inducono il lettore a non di- all’arte e alla cultura attra- vo lavoro che ci fa scoprire un’altra Coda più riflessiva, forse, più matura
menticare le tradizioni, a non verso argomenti di attualità certamente nell’uso di soli due colori che riesce a rendere caleidoscopici
trascurare ciò che quotidia- ha trovato realizzazione nel nelle loro trasparenze e modulazioni melodiose.
namente è davanti agli occhi, tema “delle macchine” nei
ma ad apprezzarne il valore. molteplici aspetti. Il Gruppo
Attraverso una serie di infor-
mazioni a flash interessan-
ti e non tediose, ci riportano
ha scandagliato i luoghi del-
la Genova industriale per co-
glierne i momenti più rap- Addii d’estate
10 anche notizie che non trova-
no spazio sui libri di storia;
ci raccontano di antichi cava-
presentativi del lavoro. Me-
morie, luoghi, manufatti, cor-
pi e volti sono coniugati con
Nella primavera 2010 è mancato l’amico e fotografo Massimo Vel-
la, un nostro associato entusiasta del clima propositivo dell’Asso-
lieri, di suore pittrici, di stre- diverse espressioni artistiche ciazione “Aiolfi” cui aveva aderito da diversi anni e contribuito con
ghe; ci ricordano usi dome- – poesia, prosa, pittura, foto- i suoi consigli puntuali, con la partecipazione a numerose inizia-
stici anche con ricette (la ba- grafia – e proposte ai visita- tive, con la realizzazione di una serie di significative fotografie in
gna cauda) e curiosità come tori di una mostra itinerante. bianco e nero dedicate alle architetture futuriste di Savona e zone
la gara tra mangioni a chi, Testimonianze di un periodo vicine. Massimo lascia un grande vuoto e lo ricordiamo per la sua
consumato il pranzo, pesa- importante, perché le riviva- educazione, disponibilità, desi-
va di più. Vi invito a legge- no quanti vi hanno parteci- derio di aiutare a far crescere la
re: vi divertirete e forse ricor- pato e le possano conoscere nostra associazione anche attra-
derete anche “storie” raccon- le nuove generazioni. verso le sue passioni, la fotogra-
tate in famiglia, perché tan- fia appunto, la ceramica ed i ve-
ti liguri hanno un po’ di san- Raimondo Sirotti, “Giardini tri futuristi di cui era un raffina-
gue piemontese ereditato da 1958-2008”, a cura di Marco to collezionista.
quei nonni che hanno supe- Goldin, linead’ombra libri, L’estate 2010 ha, poi, spento la
rato le colline e cercato for- Treviso, 2008 voce dell’editore e grande amico
tuna sul mare come testimo- Il pittore si appropria del- Marco Sabatelli della Famiglia
niano Pavese e Fenoglio nelle la natura eludendo la vista e Sabatelli che con Silvio, il pa-
loro straordinarie pagine. determinando immagini le- dre, ed il fratello Norberto han-
gate ad un gesto, ad un’emo- no scandito, coltivato la cultura
Andrea Borsarelli, “Schegge di memo- re veloce e discorsiva da chi con loro zione; si alimenta di suoni, odori, in Liguria, in generale, e a Savo-
rie – Vicoforte 1935/1945”, Stilgraf, Vi- ha vissuto. Ed ecco, Ketta, Mimmo e contatti, fruscii, attento ai particolari na in particolare. L’Associazione
coforte, Cuneo, settembre 2008. Noemi, tanti gatti del quartiere e tut- più semplici come erbe, foglie, inset- “Aiolfi” aveva conferito il “Pre-
La vita di un paese in un tragico de- ta una folla di randagi. Solo chi non ti, muschi pur sempre privilegiando mio Aiolfi” a Loro, proprio per
cennio d’Italia attraverso vicende conosce gli animali può credere che il fiore. E’ la luce che determina le for- ricordarne i grandi meriti cultu-
umane vissute o raccontate con pro- non capiscano e non comunichino; me, ma spesso è luce interiore che di- rali, l’impegno costante sul Ter-
tagonisti noti o meno noti e luoghi, chi non li ama pensa che sporchino e venta forza espressiva. Le parole del ritorio, l’editoria specializzata
alcuni ormai solo vivi nel cuore delle diano fastidio; invece, possono essere pittore, da cui ho tratto spunto, sono negli argomenti legati alla no-
persone. E’ un racconto avvincente, una cura contro la solitudine e il do- accompagnate dai versi di Edoardo stra Terra, la promozione cultu-
di facile lettura che nasce dal piacere lore, piccoli amici spontanei e disinte- Sanguineti: “… e vedo odori; e vedo rale e turistica avviata da tanti
di ricordare piccole storie che ben ri- ressati. Per far contenti chi ama i cani, nero/ ma ormai soffiato, il lampo ve- decenni con raro impegno e ca-
velano la paura, la confusione di que- ci sono due piccole storie, ma si par- getale …”. pacità professionale. Savona ri-
gli anni. L’autore ha ascoltato le testi- la anche di un cinghiale, di un gallo, mane orfana di un Amico, di un Marco Sabatelli
monianze di quanti li hanno vissuti, di ramarri, di bisce, … Buona lettura. Fuga, “11° Concorso letterario Premio sereno conoscitore della sua storia e dei suoi Uomini. Una persona
ha partecipato alle loro emozioni nel Tutto andrà a favore dell’associazio- Cosseria 2007” … sempre entusiasta ed appassionato quando qualcuno, sia giovane
ricordare, ha raccolto storie di fami- ne no profit “Felini felici” di Savona. Il volume raccoglie i testi classificati- promessa della letteratura e della ricerca, sia nome più noto, si re-
glia che parlano di partigiani, tede- si ai primi tre posti nella sezione pro- cava nella sua casa editrice e prospettava nuove imprese editoriali.
schi in fuga, rappresaglie, brutalità e Laura Macchia, “Poesie”, collana La sa e poesia nell’11° Concorso Inter- Marco Sabatelli ha scoperto molti talenti locali, ha pubblicato libri
delazioni. Ma anche di artigiani e di Moretta, Coop Tipograf, Savona, nazionale “Fuga”, Premio Cosseria ormai rari che hanno arricchito l’indagine e la proposta culturale di
soprannomi in un paese tanto amato maggio 2010 2007, nonché quelli insigniti di men- Savona e del suo Territorio.
dall’autore che è fiero di ricordarne le Primo libro di un’artista che da sem- zione speciale ed altri primi classifi- Altre voci si sono spente in questi mesi. Il ricordo corre alla nostra
usanze, i modi di dire, i proverbi per pre ama scrivere, dipingere e lavorare cati nel concorso riservato agli auto- associata artista Lisa Boer, tragicamente scomparsa in un terribi-
tramandarli ai giovani. la ceramica: una raccolta di versi da- ri italiani residenti all’estero. Il tema le incidente stradale, che ci ha lasciato in dono la sua creatività fre-
gli anni sessanta ad oggi che solo ora “Fuga” come desiderio di evasione sca e rivolta ai diversi materiali (vetro, ceramica) e la sua inclina-
Laura Sergi, “Una grande macchia sono offerti alla lettura fuori dall’am- dalla realtà quotidiana ha sollecita- zione al racconto, alla divulgazione dell’arte ceramica anche pres-
a forma di cuore”, L. Editrice, Cairo bito familiare. Immagini, emozio- to molti partecipanti a presenziare so i bambini.
Montenotte, Savona, novembre 2009. ni, ricordi mentre il tempo passa, si per esprimere sentimenti ed emozio- Non è più tra noi Valeria Camerone che fu tra le prime artiste ad
Per gli appassionati di animali, per affacciano nuovi affetti, si soffrono ni, oltre che per mettersi in gioco. Il iscriversi sette anni or sono e da allora, anche se negli ultimi tempi
i “gattari” – e sono molti – questo è pene e sempre la vita riprende, la na- volume è illustrato dalla pittrice val- molti problemi seri familiari l’avevano giustamente distolta, è sem-
un libro delizioso: tante storie vere di tura si risveglia in tutta la sua bellez- bormidese Marilena Colombo Povi- pre stata presente con le sue originali, oniriche, sensibili opere e con
amici a quattro zampe, anche quelli za. A dirla con l’autrice, se da giova- gna, anch’ella ispirata dalla sugge- la sua presenza, perennemente un po’ nell’ombra come il suo carat-
che non ci sono più, scritte in manie- ne la scrittura serviva a fermare le stione del tema. tere, schivo e molto educato, la portava a fare.
dalla prima pagina

metri cubi di cemento orripilante,


Savona deve credere sempre più in se stessa e capire il valore
di casette, casoni e casermoni ma-
gari vicino a monumenti antichi,
delle tante storie straordinarie che possiede perchè anche queste
periferie massacrate che un tem-
po erano borghi storici importanti
sono, oltre che patrimonio comune, cultura e valore intrinseco
con la loro armonia urbanistica,
come Legino, Lavagnola, Zinola.

Cultura, segno di civiltà


Provate a fotografare la chieset-
ta di San Martino sul Letimbro,
un piccolo capolavoro, ma oggi
sembra una vignetta di Mordillo,
la chiesetta con il ponticello e un

e motore di sviluppo
po’ di verde in mezzo ai palazzi
di appartamenti che la sovrasta-
no. Eppure non protestava nessu-
no, nemmeno mezza parola. Oggi
per fortuna la voglia di qualità è
entrata nel senso comune, tutti vo-
gliono le belle pavimentazioni, le
isole pedonali, gli intonaci restau-
rati, il verde ben curato, la città a
misura d’uomo, anzi di bambino.
Si è passati talmente all’eccesso
opposto che il nuovo, qualunque
esso sia, quello brutto ma anche
quello bello, crea polemica. Così
capita che il nuovo quartiere Bo-
fil nella Darsena, che ha sostituito
un precedente enorme autosilo,
diventi il vulnus di tutte le cemen-
tificazioni. Tanto che oggi chi ci
passeggia dentro, nella piazza De
André, lo dice quasi piano, sotto-
voce, timoroso di farsi sentire che
invece quel posto sembrerebbe …
bello. Pareti vetrate, trasparenze e
pannelli di legno, legno anche per
terra come se si camminasse sulla
tolda di una barca a vela, prospet-
tive ariose sulla Torretta, sulle an-
tiche “quarde” che finalmente di-
ventano uno splendido waterfront
per una passeggiata carica di brez-
za marina e di riflessi sul mare,
vicino al terminal crociere che ac-
coglierà nel 2010 oltre 820.000 pas-
seggeri, anche questo elemento
concreto del cambiamento in pro-
iezione turistica della città. Sono
così i “foresti” a godersi il pano- La Torretta e piazza Fabrizio De Andrè Chiesa di San Martino in alto
rama e a dire senza incertezze che
“bella è Savona”, il centro storico
dentro il porto, il porto dentro il
Teatro e Complesso monumentale
del Priamar, oltre che la ricchissi-
più significativi dando spazio alle
molteplici espressioni dell’arte sa-
tezza, uno dei cantieri archeologici
medievali più interessanti d’Italia;
e il Teatro Chiabrera

na è istruzione e università, con lo


splendido Campus universitario.
11
centro storico, le spettacolari navi ma Biblioteca Civica a Monturba- vonese che ha saputo esprimere in ci sono due musei in via di rior- Savona è associazionismo cultura-
da crociera che attraccano a trenta no, considerando la cultura come questi anni interpreti importanti, ganizzazione, il Museo Pertini e la le: molte sono le associazioni che
metri dal salotto buono della città, un vero e proprio motore di svi- ma anche producendo esposizioni Collezione Renata Cuneo, la gran- hanno a cuore il territorio, con una
scendi le scalette attraversi il pon- luppo e di miglioramento della di carattere storico di ampio respi- de scultrice savonese tra le poche attività straordinaria, di ricerca, di
ticello e sei in Via Paleocapa. Uno qualità della vita. Per i tantissimi ro, come è stata ad esempio quella ad essere stata invitata alla Bien- studio, di approfondimento, di
spettacolo. Perchè non dirlo? E’ la visitatori che grazie anche al flus- realizzata al Priàmar nell’anno del nale di Venezia; c’è una stagione dibattito, come lo è la Aiolfi, che
nostra città, ed è bellissima. E’ una so delle crociere arrivano in città, centenario del Futurismo. Il Teatro estiva straordinaria, con la lirica, gentilmente oggi ospita questo
parte nuova di Savona che deve la Pinacoteca Civica di Palazzo Chiabrera è un’altra peculiarità il balletto, il teatro della città che piccolo contributo scritto, e che
ancora trovare la sua dimensione e Gavotti è una piacevolissima sor- savonese. Anche qui spesso non ci raccoglie molte esperienze teatrali cito per tutte, tantissime, presen-
la sua vita, ma che già comincia ad presa. Le collezioni di arte anti- si sofferma sul carattere pubblico di giovani compagnie, spettacoli ti in città. Savona è ancora tanta
offrirsi all’esterno con un grande ca sono curate e ben esposte, con di questo splendido palcoscenico che ad ogni estate richiamano mi- solidarietà, tante associazioni di
albergo, ristoranti e bar, negozi di pezzi ed opere di assoluto valore. che fa parte dei grandi teatri sto- gliaia di spettatori da tutto il Nord volontariato, perchè anche que-
qualità che via via riempiono gli Poi la Fondazione Museo di Arte rici italiani di tradizione. E’ una Italia nello splendido palcoscenico sto è cultura di una città, cultura
spazi ancora vuoti. Tutta la zona Contemporanea Milena Milani in struttura comunale che continua allestito nel Piazzale del Maschio. civica, capace di confrontarsi ed
dell’Antica Darsena, con il bel la- memoria di Carlo Cardazzo racco- ad arricchire le sue Stagioni Ar- Del Priàmar bisognerebbe parlar- arricchirsi in un panorama socia-
vatoio ben restaurato, e le vecchie glie eccezionali capolavori di arte tistiche con prosa, lirica, danza, ne per ore, anche del suo significa- le sempre più multietnico. Savo-
case ripristinate con cura dagli in- contemporanea internazionale, da musica, operetta, il teatro giovani, to più profondo, dell’identità del- na è anche attenzione all’ambien-
tonaci color pastello, rappresenta- Lucio Fontana a Picasso, da Mirò il teatro ragazzi. Sono stagioni di la città perduta con la costruzione te perchè le bandiere blu non si
no nel loro insieme una bellissima a Magritte. La già vasta collezione altissimo livello, con i più grandi della Fortezza e la distruzione da conquistano per caso in questa
passeggiata tra storia e innovazio- ceramica si è arricchita in questi protagonisti della scena nazionale parte dei genovesi dell’antica cat- città con tre chilometri e mezzo
ne, tra cielo e mare, piena di vita, anni della fantastica collezione di ed internazionale, e davvero non tedrale, una sorta di 11 settembre di spiagge naturali, ma spesso
di locali, di giovani. Una cosa im- maioliche savonesi del Principe è poco in un momento nel quale savonese, ma se possibile ne par- ce lo dimentichiamo. Per essere
pensabile prima della ristruttura- Boncompagni Ludovisi, dona- grandi istituzioni di questo tipo, leremo in un’altra occasione. uno dei momenti di peggiore cri-
zione di questa zona, quando per ta alla città. E nei prossimi anni in città più grandi di Savona e con Tutto bene dunque? Tutto perfet- si economica a livello internazio-
fare due passi con gli amici o con grazie al nuovo progetto di polo molti più mezzi, si ritrovano con to? No. Si può sempre fare meglio nale, di oggettiva difficoltà per
la famiglia bisognava spostarsi da museale che l’Amministrazione buchi milionari e il rischio di una e ci sono ancora tasselli importanti tutti, la città si sta mostrando in
Savona in macchina e muoversi in sta portando avanti con la Fonda- chiusura definitiva. da mettere a sistema. Ma c’è una qualche modo viva e reattiva. Sa-
Riviera. E’ un cambio culturale an- zione De Mari, Savona diventerà Il Priàmar: mentre da qualche par- direzione precisa, un impegno vona deve credere sempre più in
che questo, fondamentale, perchè tra i più importanti musei europei te si continua a dibattere sul suo concreto quotidiano e una consa- se stessa, e capire il valore delle
è inutile promuovere la cultura e della ceramica, con l’esposizione futuro, nel frattempo si lavora. C’è pevolezza: che la città, in tante sue tante storie straordinarie che pos-
il turismo se non ci sono alberghi, di oltre 800 capolavori antichi e moltissimo da fare, ma non possia- espressioni, sta cambiando, sta siede perchè anche queste sono
locali, possibilità di svago, se non moderni. mo non soffermarci su quanto fatto vivendo un clima di rinnovamen- patrimonio comune, cultura, va-
c’è una cultura dell’accoglienza. Ma un Museo non è solo conser- e sulle prospettive di un comples- to. Lo si apprezza anche in tutto lore intrinseco. Come quella di
Venendo agli aspetti più propria- vazione, è anche confronto con il so monumentale che sarà sempre quanto altro completa il quadro Piazza Mameli. E’ sempre emo-
mente “culturali”, in questo scena- contemporaneo e con il territorio. più punto di riferimento per un culturale urbano. Savona significa zionante vedere come, al primo
rio radicalmente cambiato, è come Pochi sanno che ogni anno con le turismo colto in grado di apprez- tanta musica, gruppi musicali ed risuonare dei rintocchi della cam-
se i tesori della città, la Pinacoteca, attività didattiche entrano nel Mu- zare le bellezze storico-artistiche ensemble di musica classica, rock, pana del Monumento ai Caduti,
il Teatro, il Priamar fossero pietre seo alcune migliaia di studenti sa- ed ambientali. Oggi, alla Sibilla, da camera, jazz che coinvolgono la piazza si fermi. L’altro giorno
preziose dalle quali è stata tolta vonesi, straordinario intervento di c’è una nuovissima sala congres- tanti, tantissimi giovani. Savona è pioveva. Macchine ferme, i sa-
una patina di polvere. Oggi splen- diffusione della cultura nella col- si multimediale, in uno scenario teatro, con compagnie teatrali in- vonesi giovani e anziani a piedi
dono di luce straordinaria, e ov- lettività, un vero fiore all’occhiello unico con le grandi finestre che si novative che hanno però già una con o senza l’ombrello, qualcuno
viamente tutto questo non avvie- di questa istituzione. Le mostre aprono sul Mediterraneo dall’al- notevole storia alle spalle e propri era in vespa: tutti hanno ascolta-
ne per caso ma è frutto di un forte temporanee, in Pinacoteca come to della Fortezza; ci sono spazi palcoscenici in città, diventando to immobili sotto la pioggia, con
impegno, di un duro lavoro quoti- negli altri spazi espositivi comu- espositivi guadagnati alla città ed veri e propri laboratori urbani rispetto, fino all’ultimo rintocco,
diano. La Pinacoteca Civica sta vi- nali sono un altro tassello impor- usati, differentemente dal passato, di creatività. Savona è arte, con i attimi infiniti nei quali la città si
vendo da alcuni anni una magni- tante: ormai distribuite lungo tut- lungo tutto l’arco dell’anno come suoi molti artisti contemporanei raccoglie e ritrova se stessa, con
fica stagione, grazie all’impegno to l’arco dell’anno, prendono in il Palazzo del Commissario e la af- di altissimo livello che portano il la propria storia, le proprie ferite,
dell’Amministrazione Comunale considerazione non solo il patri- fascinante Polveriera; c’è il Museo nome della città negli scenari più e una gran voglia di futuro.
che, è importante ricordarlo, “go- monio storico ma anche l’arte con- Archeologico, con i suoi reperti ma prestigiosi, con iniziative innova-
verna” con lungimiranza anche temporanea nei suoi protagonisti anche con gli scavi della stessa for- tive, con spazi sperimentali. Savo- Roberto Giannotti
Immagini Fototeca Scotch 3M:

a sinistra, lo sparviero,
uno dei rapaci più elusivi
e difficili da avvicinare
(R. Siegel);

a destra,
sentiero tra i faggi
(Gian Paolo Cavallero)

Nell’XI secolo, a pochi chilometri dal capoluogo, esisteva una foresta


“vergine”, popolata di querce e faggi di alto fusto, abitata quasi unicamente
da porcari ed a rischio rapine per coloro che la frequentavano

Da selva selvaggia
a bosco di Savona
Studiare il passato sui documen- to per il cibo della selva, ad esem- Nel documento citato si afferma sta “vergine”, popolata di quer- Medioevo, nasceranno nel nemus
ti vuole dire dare un significato pio ghiande, frutti del faggio (le che la selva deve essere mantenu- ce e faggi di alto fusto, abitata Saonense alcune decine di masse-
preciso ai termini che si incontra- faggiole) o di altre piante selvati- ta vergine: i contraenti l’atto recla- quasi unicamente da porcari ed rie, aziende agricolo - pastorali di
no. Se andiamo a momenti molto che. Per antonomasia le ghiande mano solamente ricoveri tempo- a rischio rapine per coloro che la dimensioni anche cospicue che
lontani dai nostri, come i secoli sono il cibo dei maiali, anche se ranei per le greggi e per i pastori frequentavano. Tale situazione sono, ancora oggi, tra le uniche
del pieno medioevo (X-XII) in cui un tempo erano diffuse nell’ali- e noi, malati di mondo classico, durerà ancora per qualche secolo. presenze insediative nell’area bo-
i documenti sono scarsi, poter in- mentazione umana e da loro si ricordiamo subito Eumeo, guar- Ma le parole e la terminologia dei scosa tra Savona e Cairo, pur se
dividuare il giusto senso di una estraeva una farina non so quan- diano dei porci che accoglie Ulis- documenti successivi ci permet- la maggiore parte di esse ormai in
parola è fondamentale. to gradevole. se nella sua capanna all’arrivo ad tono di avvertirne i cambiamenti abbandono.
Il 9 maggio 1080 si incontrano sul I maiali della selva savonese si nu- Itaca, una situazione precedente e quando questi siano avvenuti. Ancora nel nostro XXI secolo,
Priamàr in casa del vescovo dal trivano esclusivamente di quanto di quasi duemila anni. Ancora alla fine del XII secolo il bosco di Savona dell’alta val-
nome beneaugurale di Amico, al- vi trovavano; probabilmente si Ma un luogo così isolato creava quei luoghi sono ancora chiama- le del Letimbro presenta ampie
cuni uomini che abitano a Cairo incrociavano di frequente con i problemi notevoli di ordine pub- ti selva: tale è nel 1191, quando il zone che sembrano selva e che
ed altri che si dicono Savonesi. cinghiali e, forse, non differivano blico, amplificati dalla vicinanza marchese di Savona Enrico cede rappresentano per la città una
Di loro nulla sappiamo: solo che molto dai porcastri che oggi vi di una città come Savona. Il ve- al Comune i suoi ultimi diritti su preziosa risorsa. Una parte di
vogliono definire l’utilizzo di un sono così bene ambientati. I maia- scovo e gli intervenuti si accorda- quella parte del territorio. Ma alla questa area - la Foresta Demania-
vasto territorio, utilizzato da pa- li bradi hanno lasciato tracce con- rono allora per una sorta di aiuto metà del successivo XIII secolo, le di Cadibona – è statale e de-
stori, che si trova tra la valle Bor- sistenti tra le nostre colline: oltre reciproco per reprimere eventuali progressivamente, si incomincia stinata a tutelarne le peculiarità,

12 mida e Savona; quel territorio ha


confini indefiniti ed è descritto
nel latino medievale come in sil-
a numerose citazioni nelle fonti
storiche (a partire dal XII secolo)
di un luogo chiamato Porcaria tra
malintenzionati che vi si fossero
rifugiati. I malfattori ed i banditi
che si infrattano, oltre ad essere
a citare il bosco di Savona anzi,
detto alla latina, nemus Saonense.
La differenza tra selva e bosco/
un’area salvaguardata da qua-
si mille anni, tanti e tanti secoli
prima che nascesse il più antico
vis (nelle selve). Cadibona ed Altare, ricordiamo una costante della letteratura, ri- nemus è che nel primo caso si parco nazionale del mondo – Yel-
Il termine selva è per noi potente- anche l’attuale monte Porcheria, specchiano fatti veri e di frequen- tratta di un ambiente pressoché lowstone - fondato negli Stati
mente evocatore: primigenia, ver- subito alle spalle del Santuario di te avvenuti. incontaminato, mentre nel secon- Uniti nel 1872.
gine, amazzonica. L’area boscosa Savona, una delle maggiori emer- A pochi chilometri da Savona, do se ne è avviato lo sfruttamento
tra Cairo e Savona è proprio così: genze tra i boschi dell’alta valle. esisteva nell’XI secolo una fore- economico. A partire dalla fine del Furio Ciciliot
nessun luogo abitato, quasi nes-
suna strada che la percorra. Una
situazione che, nel 1080, deriva Solo un poeta-cantante come A Savona, alcune di queste stradine resistono al tempo.
direttamente dai cosiddetti seco- Fabrizio De Andrè poteva
li bui - se non addirittura dalla descriverle in maniera tanto Nel quartiere di Legino, una, che tuttora dimostra
preistoria - e da allora incontami- significativa quanto amabile: la “magnificenza” di un'epoca lontana
nata. “creũza de mâ” costituisce
Per inciso, occorre chiarire il di- un’autentica forma di messaggio che non c'è più, è stata ristrutturata
scorso dei pastori che vogliono
pascolare nelle selve. Non cura-
no, ovviamente, mandrie di bovi-
universale per chi, pur non
conoscendo queste particolari
stradine liguri, se ne può
La “creũza de mâ”
ni: lo spazio tra gli alberi è troppo
limitato, l’erba vi cresce stentata e
innamorare all’istante.
traduzione in lingua italiana
Una patrimonio da salvare
nelle selve ad altitudine così bas-
non le gratifica del tutto, anche
sa (poche centinaia di metri sul
se “mulattiera di mare”(secondo
livello del mare) le radure sono
rare. Possiamo ipotizzare greggi l’interpretazione del Nostro) non
di ovini, questi sì adatti all’am- è del tutto errata.
biente forestale. Ma soprattutto Nei secoli d’oro della Repubblica
branchi di maiali: gli animali per- di San Giorgio, infatti, il mestiere
fetti per pascolare nel sottobosco. di conducente di muli era tra i
Ne abbiamo qualche indizio in più conosciuti. La “creũza de di moltissime altre sul territorio
quella stessa pergamena che ci mâ” serviva per chi proveniva locale.
racconta l’incontro tra Cairesi e a Genova dalla pianura del Po e Per riattivare la memoria, si è ri-
Savonesi. portava merci di vario genere; usciti a preservarne una nel giar-
Nel secolo XI, il rapporto tra il come pure per chi arrivava dalla dino di una scuola cittadina. Alla
potere e gli uomini comuni è re- Toscana o da Savona. Fino al 1830 media inferiore “B. Guidobono”
golato in buona parte da consue- è stata la “via di comunicazione” di Via Machiavelli, gli studenti a
tudini, frutto di una legislazione più importante. volte fanno anche lezione di fron-
complessa in cui si sono incontrati Poi, l’Aurelia l’ha messa poco per te ad essa. Conoscere le pietre, la
diverse tradizioni e gli interventi volta nel dimenticatoio; anche se fatica dell’uomo, le storie delle ra-
fiscali assumono una notevole va- quella strada stretta, incassata dici tradizionali, i termini dialet-
rietà di forme. Chi pascola nella tra muri che si intersecano con tali di associazione. E le domande
selva, anche se non ancora intac- vie moderne in maniera discreta, dei piccoli “fioccano”. Curiosità
cata dall’uomo con coltivazioni o
nascondendosi dietro ai palazzi, culturale ingenua e spontanea,
insediamenti, sfrutta comunque
risorge tuttora nel cuore dei liguri. dimenticate. ancor oggi fonte inesauribile di che ravviva lo scenario vicino.
prodotti naturali che appartengo-
no ai Signori del territorio e deve Un patrimonio da preservare, La scelta di un’architettura operatività fattiva e funzionale. Nostalgia, gelosia subdola? Sta
pagare loro tributi specifici. un monumento che giorno contadina rende queste mura Nel Savonese alcune di queste di fatto che il nostro patrimonio
La nostra fonte del 1080 ne cita dopo giorno viene cancellato eleganti e fluttuanti. La tecnica strutture resistono al tempo. A interiore non può fare a meno di
due: l’escatico ed il pascatico. Se il per sempre. Ed è un peccato di definita a “scopoli e tocchetti” Legino, quartiere del capoluogo, quelle piccole e strette viuzze,
pascatico è facilmente definibi- presunzione. I ritmi moderni non (ovvero, pietre variamente e ne è stata ristrutturata una, che retaggio di un passato che ci
le, si tratta del diritto di pascolo, concedono spazi di romanticismo grossolanamente squadrate, ora dimostra la “magnificenza” apparterrà per sempre. Almeno
l’escatico è più complesso. Il vo- frignoso. Sbriciolate da ruspe supportate da scaglie a cuneo, di un’epoca che non c’è più (scorci nel cuore!
cabolo latino esca indica il cibo: sempre più golose di spazi, inserite a forza e con l’uso di nelle due foto). Un atto d’amore,
l’escatico sarebbe il tributo dovu- le “creȗze” stanno per essere scarsissimi leganti) costituisce forse, per scusarsi dell’abbandono Mauro Teresio Ciarlo