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Nicola Abbagnano
LA RICERCA DEL PENSIERO Nicola Abbagnano Giovanni Fornero
con la collaborazione di Giancarlo Burghi
SECONDO BIENNIO QUINTO ANNO

VOLUME 1 VOLUME 2 VOLUME 3

1A Dalle origini ad Aristotele 2A Dall’Umanesimo all’empirismo 3A Da Schopenhauer a Freud


1B Dall’ellenismo alla scolastica 2B Dall’Illuminismo a Hegel 3B Dalla fenomenologia a Gadamer

Giovanni Fornero
+ + +
Quaderno del sapere filosofico Quaderno del sapere filosofico Quaderno del sapere filosofico
1. Il pensiero antico e medievale 2. Il pensiero moderno 3. Il pensiero contemporaneo
978 88 395 3201 5 978 88 395 3202 2 978 88 395 3203 9

3C Dalla crisi della modernità


agli sviluppi più recenti
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LA RICERCA DEL PENSIERO


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di approfondimento • mappe e Concetti a confronto interattivi • verifiche interattive
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multimediali sui temi filosofici dei principali pensatori • confronti interdisciplinari tra filosofia
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Storia, testi e problemi della filosofia
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1A
3 3A Da Schopenhauer a Freud
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LA RICERCA DEL PENSIERO


Storia, testi e problemi della filosofia
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Nicola Abbagnano Giovanni Fornero
con la collaborazione di Giancarlo Burghi

LA RICERCA DEL PENSIERO


Storia, testi e problemi della filosofia
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3A Da Schopenhauer a Freud

EAN 9788839532039
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978 88 395 32039 A
Coordinamento redazionale: Elisa Bruno
Redazione: Luisa Gallo, Elisa Bruno
Progetto grafico e copertina: Sunrise Advertising, Torino
Coordinamento grafico: Elena Petruccelli

SG 0395 00593V A
Ricerca iconografica: Chiara Simonetti, Paola Barbieri
Impaginazione elettronica: Essegi, Torino
Controllo qualità: Andrea Mensio
Segreteria di redazione: Enza Menel

Sono in tutto o in buona parte di Giovanni Fornero il cap. 1 dell’unità 1; l’unità 2;


il cap. 3 dell’unità 4; il cap. 1 dell’unità 5; l’unità 6; il cap. 2 dell’unità 7.
Sono in tutto o in buona parte di Nicola Abbagnano il cap. 2 dell’unità 1; il cap. 2
dell’unità 3; i capp. 1 e 2 dell’unità 4; il cap. 2 dell’unità 5.
È di Giovanni Fornero e Nicola Abbagnano il cap. 1 dell’unità 3.
Per il cap. 1 dell’unità 7 hanno collaborato Carlo Barghini e Mauro Sacchetto.
Le presentazioni della vita e delle opere dei filosofi sono in gran parte di Nicola
Abbagnano (tra le eccezioni Nietzsche, di Giovanni Fornero).
I riepiloghi visivi e i glossari sono di Giovanni Fornero.

Giancarlo Burghi ha curato:


- le Tavole rotonde;
- le Questioni: La religione è scelta sensata o fuga illusoria da sé?, Il progresso è
illusione o realtà?, Nella vita sociale l’economia è determinante o solo rilevante?;
- le rubriche “Echi del pensiero”: Tra uguaglianza di diritto e uguaglianza di fatto,
Storiografia e vita;
- la rubrica “Il concetto e l’immagine”: I colori dell’angoscia e della disperazione;
- le pagine di inquadramento storico-geografico “I tempi e i luoghi della filosofia”;
- i quadri cronologici relativi alla vita di Schopenhauer, Kierkegaard, Marx, Bergson,
Weber, Croce, Gentile, Nietzsche, Freud;
- le rubriche “Laboratorio delle idee” che chiudono le Verifiche di fine unità.

Gaetano Chiurazzi ha curato:


- la Questione: La memoria è per o contro la vita?;
- la rubrica “Echi del pensiero”: Freud e gli effetti della censura;
- le rubriche “Il concetto e l’immagine”: L’evanescenza del tempo tra impressionismo
e filosofia, Escher e la rappresentazione di un mondo “bizzarro”.

Per le opere di:


The Munch Museum / The Munch-Ellingsen Group © by SIAE 2012
Salvador Dalì, Gala-Salvador Dalì Foundation © by SIAE 2012

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© 2012, Pearson Italia, Milano - Torino

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uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da
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Stampato per conto della casa editrice presso


Grafica Veneta, Trebaseleghe (PD), Italia

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Indice I Classici
della Filosofia

I TESTI 32
L’Ottocento:
Dalla rappresentazione del mondo
dalla crisi dell’hegelismo alla sua realtà 32
al positivismo T1 Il mondo come rappresentazione 32
T2 Il mondo come volontà 34

Il pessimismo cosmico
UNITÀ 1 T3 La vita umana tra dolore e noia
35
35
CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: La liberazione dal dolore 37
SCHOPENHAUER
T4 L’ascesi 37
E KIERKEGAARD 4

CAPITOLO 2
CAPITOLO 1 Kierkegaard 39
Schopenhauer 5
1. Le vicende biografiche e le opere 39
1. Le vicende biografiche e le opere 5 2. L’esistenza come possibilità e fede 41
2. Le radici culturali 6 3. La critica all’hegelismo 43
3. Il «velo di Maya» 9 Dal primato della Ragione al primato del singolo:
4. Tutto è volontà 11 l’errore logico ed etico dell’idealismo 43

5. Dall’essenza del mio corpo 4. Gli stadi dell’esistenza 44


all’essenza del mondo 13 La vita estetica e la vita etica 44
La vita religiosa 47
6. Caratteri e manifestazioni
della volontà di vivere 13 5. L’angoscia 48
7. Il pessimismo 16 6. Disperazione e fede 50
Dolore, piacere e noia 16 7. L’attimo e la storia: l’eterno nel tempo 52
La sofferenza universale 17
8. Eredità kierkegaardiane 53
L’illusione dell’amore 18
8. La critica alle varie forme di ottimismo 19
9. Kierkegaard tra irrazionalismo
Il rifiuto dell’ottimismo cosmico 19 ed esistenzialismo 53
Il rifiuto dell’ottimismo sociale 20 Glossario e riepilogo 55
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Il rifiuto dell’ottimismo storico 21


MAPPA 58
9. Le vie della liberazione dal dolore 23
L’arte 24
L’etica della pietà 24 I TESTI 59
L’ascesi 25
Kierkegaard, «autore religioso» 59
10. Dalla sfortuna al successo 27
T1 L’autentica natura della vita estetica 59
Glossario e riepilogo 29 T2 La concretezza dell’etica 61
MAPPA 31 T3 Lo scandalo del cristianesimo 63

V
Indice

Il concetto e l’immagine 2. Strauss, Bauer e Ruge 74


I colori dell’angoscia e della disperazione 66 3. Feuerbach 76
Vita e opere 76
VERIFICA 68 Il rovesciamento dei rapporti di predicazione 76
La critica alla religione 77
ON LINE La critica a Hegel 80
«L’uomo è ciò che mangia»:
Questioni (PDF) l’odierna rivalutazione del materialismo
■ Che cos’è il nichilismo? di Feuerbach 82
(Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger) L’importanza storica di Feuerbach 83
■ L’arte è conoscenza o dissimulazione?
(Schopenhauer, Freud)
Glossario e riepilogo 84
Testi antologici MAPPA 85
■ Schopenhauer
• L’insensatezza della volontà di vivere
(Il mondo come volontà e rappresentazione)
I TESTI 86
• La religione (Parerga e Paralipomena) L’autentica natura della religione 86
• Giustizia e carità
(Il mondo come volontà e rappresentazione) T1 Cristianesimo e alienazione religiosa 86
■ Kierkegaard T2 L’origine della religione
• Filosofia e fede (Postilla conclusiva non scientifica) nella dipendenza dalla natura 87
• Essenza ed esistenza (Diario)
Approfondimenti
La critica dell’idealismo hegeliano 88
■ Schopenhauer nella cultura moderna e contemporanea T3 La necessità di ricapovolgere la filosofia 89
Questioni multimediali interattive T4 L’uomo come essere naturale e sociale 90
■ La religione - Esiste Dio?
■ La storia - Necessità e libertà nella storia

Tavole rotonde CAPITOLO 2


■ L’essere - Metafisica e fondamento

Schemi interattivi
Marx 91

Esercizi interattivi 1. La vita e le opere 91


Mappe interattive
2. Le caratteristiche generali del marxismo 94
Video
3. La critica al misticismo logico di Hegel 95
4. La critica allo Stato moderno
e al liberalismo 96
5. La critica all’economia borghese 98
UNITÀ 2 6. Il distacco da Feuerbach
e l’interpretazione della religione
DALLO SPIRITO ALL’UOMO: in chiave sociale 100
FEUERBACH E MARX 72 Glossario e riepilogo 102
7. La concezione materialistica della storia 103
Dall’ideologia alla scienza 103
CAPITOLO 1 Struttura e sovrastruttura 104
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La Sinistra hegeliana Il rapporto struttura-sovrastruttura 106


La dialettica della storia 107
e Feuerbach 73 La critica agli “ideologi” della Sinistra hegeliana 109

1. La Destra e la Sinistra hegeliana: 8. Il Manifesto del partito comunista 109


caratteri generali 73 Borghesia, proletariato e lotta di classe 110
Conservazione o distruzione della religione? 73 La critica ai falsi socialismi 110
Legittimazione o critica dell’esistente? 74 Glossario e riepilogo 112

VI
Indice

9. Il capitale 114
Economia e dialettica 114 ■ Marx-Engels
Tra economia e filosofia: • Dall’ideologia alla scienza
la metodologia scientifica del Capitale 115 (L’ideologia tedesca)
Merce, lavoro e plusvalore 117 • La critica al socialismo utopistico
Tendenze e contraddizioni del capitalismo 119 (Manifesto del partito comunista)
10. La rivoluzione e la dittatura Questioni multimediali interattive
■ La religione - Esiste Dio?
del proletariato 121 ■ Lo Stato e la politica - L’eguaglianza
11. Le fasi della futura società comunista 124 ■ Lo Stato e la politica - Democrazia formale e sostanziale

12. Il pensiero di Engels 126 Tavole rotonde


■ Lo Stato e la politica - Liberalismo e socialismo
Glossario e riepilogo 127 ■ La storia - La storia ha un senso?
MAPPA 129 Percorsi disciplinari
■ La storia - La storia ha un senso?
Echi del pensiero Schemi interattivi
Tra uguaglianza di diritto e uguaglianza di fatto 130
Esercizi interattivi
Mappe interattive
I TESTI 133 Video
Oltre Feuerbach:
verso il materialismo scientifico 133
T1 Contro il «misticismo logico» 133
T2 Le tesi su Feuerbach 134
L’incontro di Marx con l’economia 137
T3 L’alienazione
T4 Struttura e sovrastruttura
137
139
UNITÀ 3
Dalla lotta di classe alla rivoluzione SCIENZA E PROGRESSO:
del proletariato 141 IL POSITIVISMO 158
T5 Classi e lotta tra classi 141
T6 La rivoluzione comunista 142
Il capitale 144
CAPITOLO 1
T7 Il plusvalore 144 Il positivismo sociale 159
T8 Il crollo del capitalismo 146
1. Caratteri generali e contesto storico
VERIFICA 148 del positivismo europeo 159
2. Positivismo, Illuminismo e Romanticismo 161
QUESTIONE 3. Le varie forme di positivismo 163
La religione è scelta sensata 4. La filosofia sociale in Francia 164
o fuga illusoria da sé? Saint-Simon 164
Kierkegaard, Feuerbach 152 Fourier e Proudhon 165
5. Comte 166
ON LINE
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La vita e le opere 166


Questioni (PDF) La legge dei tre stadi
■ L’arte: sovrastruttura o utopia? (Marx, Lukács, Adorno) e la classificazione delle scienze 167
La sociologia 170
Testi antologici
■ Feuerbach La dottrina della scienza 171
• Desideri umani e divinità (L’essenza della religione) Empirismo e razionalismo in Comte 172
■ Marx La divinizzazione della storia dell’uomo 173
• Critica dello Stato moderno (Sulla questione ebraica) Glossario e riepilogo 174

VII
Indice

6. Il positivismo utilitaristico inglese 176


Malthus e Ricardo 176 ON LINE
Bentham e James Mill 177
Testi antologici
7. John Stuart Mill 178 ■ Saint-Simon
Logica 178 • Gli oziosi e i produttori (Parabola)
Economia e politica 181 ■ Fourier
• Apologia delle passioni
8. Il positivismo sociale in Italia: (Teoria dei quattro movimenti)
Cattaneo 182 ■ Proudhon
MAPPA 183 • La proprietà è un furto
(Che cos’è la proprietà)
Approfondimenti
I TESTI 184 ■ L’importanza del positivismo nella cultura moderna
■ Spencer nella storia
Comte: dal sistema metafisico
al sistema positivo 184 Scheda filmica
■ Jurassic Park
T1 Lo stadio positivo: dalle cause alle leggi 184
Questioni multimediali interattive
■ La conoscenza e la scienza - Induzione e deduzione
John Stuart Mill: una logica che abbracci
anche le «scienze morali» 186 Tavole rotonde
■ Il bene e il male - Il bene e l’utile
T2 Perché le scienze umane sfuggono
al metodo sperimentale 186 Schemi interattivi
Esercizi interattivi
Mappe interattive
Video
CAPITOLO 2
Il positivismo
evoluzionistico 188

1. Le radici della dottrina 188


2. Darwin e la teoria dell’evoluzione 188
3. Spencer 191
L’ispirazione fondamentale 191
La dottrina dell’Inconoscibile
e i rapporti tra scienza e religione 192
Tra Ottocento e Novecento:
La teoria dell’evoluzione 194 la reazione al positivismo
Biologia, psicologia
e teoria della conoscenza 195 e la crisi delle scienze
Sociologia e politica 196
L’etica evoluzionistica 198
Glossario e riepilogo 199 UNITÀ 4
4. Ardigò 201 LA REAZIONE
AL POSITIVISMO:
VERIFICA 203
DA BERGSON A WEBER 218
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TAVOLA ROTONDA
La felicità e i suoi strumenti
Bentham, John Stuart Mill, Marx 206 CAPITOLO 1
Lo spiritualismo
QUESTIONE e Bergson 219
Il progresso è illusione o realtà?
Schopenhauer, Comte 210 1. La reazione anti-positivistica 219

VIII
Indice

2. Lo spiritualismo: caratteri generali 220 Glossario e riepilogo 255


3. La filosofia dell’azione e il modernismo 221 5. Gli sviluppi dello storicismo tedesco 256
La concezione pratica della coscienza 221 La filosofia della vita di Simmel 256
Coscienza, azione e religione 222 Il tramonto dell’Occidente di Spengler
4. Bergson 223 e la critica di Toynbee 257
Vita e scritti 223 Troeltsch e Meinecke 258
Tempo e durata 224 Glossario e riepilogo 259
L’origine dei concetti di “tempo” e “durata” 225
MAPPA 259
La polemica con Einstein 226
La libertà e il rapporto tra spirito e corpo 227
Lo slancio vitale 228
Istinto, intelligenza e intuizione 230
CAPITOLO 3
Società, morale e religione 231 Weber 260
Glossario e riepilogo 232
1. Vita e scritti 260
MAPPA 234
2. La metodologia
delle scienze storico-sociali 261
I TESTI 235 L’individualità e il valore dell’oggetto storico 261
L’avalutatività delle scienze storico-sociali 264
La riflessione sulla libertà 235
La struttura logica della causalità storica
T1 La libertà come espressione dell’io 235 e i giudizi di possibilità oggettiva 266
La teoria dei tipi ideali 268
La prospettiva evoluzionistica 237
Glossario e riepilogo 270
T2 Lo slancio vitale 238
3. Il «Marx della borghesia» 271
Dalla biologia alla sociologia 239 I limiti del materialismo storico 271
T3 Società chiusa e società aperta 239 Religione ed economia 272
4. La sociologia 273
Il concetto e l’immagine La tipologia dell’agire sociale 273
L’evanescenza del tempo La tipologia del potere 274
tra impressionismo e filosofia 242
5. Il «disincantamento del mondo»
e le antinomie della modernità 275
CAPITOLO 2 6. Il significato della scienza 277
Il neocriticismo 7. Politica e morale:
etica della convinzione
e lo storicismo 244 ed etica della responsabilità 278
8. Il conflitto dei valori 280
1. Il neocriticismo 244
Caratteri generali 244 Glossario e riepilogo 281
Le scuole più significative 245 MAPPA 283
2. Cassirer 246
L’uomo come animale simbolico 246
Il mito 247
I TESTI 284
La scienza come forma simbolica: La nuova concezione delle scienze sociali 284
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neokantismo e fisica contemporanea 248


T1 L’oggettività della sociologia 284
3. Lo storicismo tedesco 249
Glossario e riepilogo 250 VERIFICA 287
4. Dilthey 250
Le scienze dello spirito QUESTIONE
e la teoria del “comprendere” storico 251 Nella vita sociale l’economia
Le strutture del mondo storico 252 è determinante o solo rilevante?
La filosofia e le sue forme 253 Marx, Weber 292

IX
Indice

L’“inattualità” dell’arte e della religione 330


ON LINE L’unità-distinzione dello Spirito
e la polemica con Croce 331
Testi antologici
Filosofia, storia della filosofia e storia 332
■ Bergson
• Una filosofia progressiva
Lo Stato etico 333
(Introduzione alla metafisica) Attualismo e fascismo:
• Analisi e intuizione un tema di rinnovato interesse 335
(Introduzione alla metafisica) Filosofia, educazione e scuola 336
Questioni multimediali interattive Glossario e riepilogo 338
■ La psiche - La memoria e l’oblio
MAPPA 341
■ La storia - Memoria, caducità e storia

Tavole rotonde Echi del pensiero


■ La storia - La memoria e l’attesa
Storiografia e vita 342
Schemi interattivi
Esercizi interattivi
I TESTI 344
Mappe interattive
Video Croce 344
T1 Il sistema dello Spirito 344
T2 L’identità di filosofia e storia 345
Gentile 346
T3 L’attualismo 347
UNITÀ 5 T4 La concezione dello Stato 348
LO SPIRITO E L’AZIONE:
IL NEOIDEALISMO CAPITOLO 2
E IL PRAGMATISMO 298 Il pragmatismo 350

1. Caratteri generali 350


CAPITOLO 1 2. Peirce 352
Il metodo della ragione 352
La ripresa dell’idealismo L’abduzione e la semiotica 353
e il neoidealismo italiano 299
3. James 353

1. Caratteri generali dell’idealismo 299 Glossario e riepilogo 355


2. L’idealismo inglese e americano 300 4. Vailati 356
3. L’idealismo italiano 301 5. Unamuno 356
4. Croce 302 6. Dewey 357
Vita e scritti 302 Vita, scritti e formazione 358
I conti con Hegel 304 Esperienza, storia e natura 358
Le forme e i gradi dello Spirito 305 La problematicità della vita
La circolarità dello Spirito 306 e la «fallacia filosofica» 360
L’estetica 307 La logica strumentalistica 361
La logica 312 Natura, esperienza e valori 362
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La «filosofia della pratica» 314 Arte e filosofia 363


La teoria della storia 317 Educazione, scienza e democrazia 364
Glossario e riepilogo 319 Glossario e riepilogo 365
MAPPA 324 MAPPA 367
5. Gentile 325
Vita e scritti 325 I TESTI 368
L’attualismo 325
Logo astratto e logo concreto 328 Peirce 368
Arte, religione e scienza 329 T1 La fallibilità del metodo scientifico 368

X
Indice

James 370 5. Le caratteristiche del pensiero


T2 La concezione pragmatica della verità 370 e della scrittura di Nietzsche 390
6. Le fasi del filosofare nietzscheano 392
Dewey 372
7. Il periodo giovanile 392
T3 La globalità dell’esperienza 372
Tragedia e filosofia 392
Storia e vita 395
VERIFICA 374
Glossario e riepilogo 398
TAVOLA ROTONDA 8. Il periodo “illuministico” 399
La libertà e i suoi limiti, Il metodo genealogico 399
ovvero il rapporto individuo-Stato La filosofia del mattino 400
John Stuart Mill, Croce, Gentile 378 La morte di Dio
e la fine delle illusioni metafisiche 400
Glossario e riepilogo 406

ON LINE
I TESTI 407
Testi antologici
■ Croce Il segreto della tragedia attica 407
• L’arte (Breviario di estetica) T1 Apollineo e dionisiaco 407
• Il concetto (Logica come scienza del concetto puro)
Questioni multimediali interattive L’illuminismo critico di Nietzsche 408
■ La conoscenza e la scienza - Induzione e deduzione T2 Scienza e verità 408
■ La psiche - Coscienza e comportamento

Tavole rotonde
■ L’essere - Essere, nulla, differenza CAPITOLO 2
■ Le forme del bello - Estetica e filosofia
■ Lo Stato e la politica - Individuo e Stato Il periodo di Zarathustra
■ La storia - La storia ha un senso?

Schemi interattivi
e l’ultimo Nietzsche 410

Esercizi interattivi
1. Il periodo di Zarathustra 410
Mappe interattive La filosofia del meriggio 410
Video Il superuomo 411
L’eterno ritorno 413
Glossario e riepilogo 416
2. L’ultimo Nietzsche 417
Il crepuscolo degli idoli etico-religiosi
UNITÀ 6 e la trasvalutazione dei valori
La volontà di potenza
417
419
LA CRISI DELLE CERTEZZE Il problema del nichilismo
e del suo superamento 422
FILOSOFICHE: NIETZSCHE 383 Il prospettivismo 425
Glossario e riepilogo 428
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MAPPA 430
CAPITOLO 1
La demistificazione I TESTI 431
delle illusioni della tradizione 384
Da Così parlò Zarathustra 431
1. Vita e scritti 384 T1 Il superuomo e la fedeltà alla terra 431
2. Le edizioni delle opere 388 Da Al di là del bene e del male 432
3. Filosofia e malattia 389 T2 La morale dei signori e quella degli schiavi 433
4. Nazificazione e denazificazione 389 T3 Volontà di potenza e filosofia 434

XI
Indice

VERIFICA 436 2. Il problema dei fondamenti 448


Il riduzionismo 449
QUESTIONE Il logicismo 450
La memoria è per o contro la vita? L’intuizionismo e il formalismo 452
Bergson, Nietzsche 440 Il teorema di Gödel
e i limiti del pensiero logico-matematico 453
3. La nascita di una nuova fisica 454
ON LINE La teoria del campo elettromagnetico 454
Verso la relatività 455
Questioni (PDF) La teoria della relatività 456
■ Che cos’è il nichilismo? La teoria dei quanti 459
(Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger)
Testi antologici Il concetto e l’immagine
■ Nietzsche
Escher e la rappresentazione
• Contro lo storicismo
di un mondo “bizzarro” 462
(Considerazioni inattuali)
• Critica della democrazia
(Al di là del bene e del male)
• Le forme del nichilismo CAPITOLO 2
(Frammenti postumi, 1887-1888) La rivoluzione
Schede filmiche
■ The Departed psicoanalitica 464
Questioni multimediali interattive
■ La religione - Esiste Dio? 1. Freud 464
■ La storia - Necessità e libertà nella storia Vita e opere 464
■ La religione - Dio e il male Dagli studi sull’isteria alla psicoanalisi 465
Tavole rotonde La realtà dell’inconscio e le vie per accedervi 466
■ La religione - Paganesimo e cristianesimo La scomposizione psicoanalitica
Percorsi disciplinari della personalità 468
■ Le forme del bello - Arte e verità I sogni, gli atti mancati e i sintomi nevrotici 469
Schemi interattivi La teoria della sessualità e il complesso edipico 470
La teoria psicoanalitica dell’arte 472
Esercizi interattivi
La religione e la civiltà 474
Mappe interattive
Glossario e riepilogo 475
Video
2. Gli sviluppi della psicoanalisi 476
Adler 476
Jung 477
Glossario e riepilogo 478
MAPPA 479
UNITÀ 7 Echi del pensiero
LA CRISI DEI FONDAMENTI Freud e gli effetti della censura 480
E LA NASCITA
DELLA PSICOANALISI 446 I TESTI 482
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Le profondità dell’io 482


T1 L’Es, ovvero la parte oscura dell’uomo 482
CAPITOLO 1
L’inconscio nel quotidiano 483
La crisi dei fondamenti T2 La lettura analitica di un atto mancato 483
fisico-matematici 447
Dalla mente alla società 486
1. La pluralità delle geometrie 447 T3 Pulsioni, repressione e civiltà 486

XII
Indice

VERIFICA 488

TAVOLA ROTONDA
Il “sospetto” sulla coscienza
Marx, Nietzsche, Freud 492

ON LINE
Questioni (PDF)
■ L’arte è conoscenza o dissimulazione?
(Schopenhauer, Freud)
Testi antologici
■ Freud
• I quadri di Leonardo
(Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci)
Schede filmiche
■ La donna che visse due volte

Questioni multimediali interattive


■ La psiche - La psicoanalisi è una scienza?
■ La psiche - La memoria e l’oblio
■ La psiche - Il mito

Tavole rotonde
■ La logica e la matematica - Al limite del senso: il paradosso
■ La logica e la matematica - La fondazione della matematica
■ La conoscenza e la scienza - Scienza e filosofia
■ La psiche - L’io tra identità privata e riconoscimento sociale

Percorsi disciplinari
■ L’universo fisico - L’esplorazione dell’universo
e delle sue leggi
Schemi interattivi
Esercizi interattivi
Mappe interattive
Video

Indice delle voci dei Glossari 497


Indice dei nomi 500
Referenze bibliografiche
dei testi citati nelle rubriche 504
Indice delle illustrazioni
e referenze fotografiche 506
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XIII
I TEMPI E I LUOGHI
DELLA FILOSOFIA
L’Ottocento:
dalla crisi dell’hegelismo
al positivismo

1750 1800 1850 1900 1950

Bentham >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>(1748-1832)
Saint-Simon>>>>>>>>>>>>>(1760-1825)
Malthus>>>>>>>>>>>>>>(1766-1834)
Ricardo>>>>>>>>>>>>(1772-1823)
Fourier>>>>>>>>>>>>>>>(1772-1837)
J. Mill>>>>>>>>>>>>>> (1773-1836)
SCHOPENHAUER >>>>>>>>>>>>>>>>> (1788-1860)
Comte>>>>>>>>>>>>>>>(1798-1857)
Cattaneo>>>>>>>>>>>>>>>>>(1801-1869)
Ruge>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> (1802-1880)
Feuerbach >>>>>>>>>>>>>>>> (1804-1872)
J.S. Mill >>>>>>>>>>>>>>>>(1806-1873)
Strauss >>>>>>>>>>>>>>>>(1808-1874)
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Proudhon >>>>>>>>>>>>>>(1809-1865)
Bauer >>>>>>>>>>>>>>>>> (1809-1882)
Darwin >>>>>>>>>>>>>>>>> (1809-1882)
KIERKEGAARD >>>>>>>>>> (1813-1855)
MARX >>>>>>>>>>>>>>>>(1818-1883)
Engels >>>>>>>>>>>>>>>>>>(1820-1895)
Spencer >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>(1820-1903)
Ardigò >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>(1828-1920)

2
Edimburgo

Kierkegaard
Copenaghen
Spencer Schopenhauer
Derby
Danzica
Oxford Cambridge Amburgo
Londra Engels Berlino
J. S. Mill Barmen REGNO DI PRUSSIA
Bruxelles Colonia Gottinga
Francoforte Jena Dresda
OCE A NO Treviri
A T L A N T ICO Parigi Heidelberg
Marx Erlangen
Feuerbach
REGNO Tubinga
DI FRANCIA Landshut
IMPERO
D’AUSTRIA

Milano

Montpellier Avignone
Comte
Madrid

REGNO Roma
DI SPAGNA
Napoli

IL periodo che va dalla Rivoluzione francese (1789) all’unificazione


della Germania (1871) può essere considerato come un’unica
«grande rivoluzione» (secondo la definizione dello storico inglese
Eric J. Hobsbawm), che segna il trionfo del capitalismo industriale
e l’ascesa della borghesia liberale. Lo slancio progressista della
nuova classe dominante si riverbera, nella maggior parte dei pensatori ottocenteschi, in
una concezione della storia come “luogo” di evoluzione e di emancipazione, che si coniuga
con la reazione all’hegelismo. All’ottimismo del sistema hegeliano (che domina la prima
metà dell’Ottocento), nella seconda metà del secolo fanno dunque eco il materialismo
antropologico e storico di Feuerbach e Marx – con la loro fiducia nella capacità umana di
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trasformare la società – e il positivismo, che, impostosi in un primo tempo in Francia con


Comte, si diffonde poi in Inghilterra, dove il nuovo pensiero evoluzionistico di Darwin e
Spencer costituisce il tentativo di far corrispondere al primato economico del mondo
anglosassone sull’Europa continentale un’analoga egemonia culturale.
Condividono la reazione critica all’hegelismo, ma non lo spirito ottimistico dell’epoca,
Schopenhauer e Kierkegaard, il primo con il suo pessimismo irrazionalistico e il secondo
con la sua riflessione “esistenzialistica”.

3
1 UNITÀ

1 CRITICA DEL SISTEMA


HEGELIANO: SCHOPENHAUER
E KIERKEGAARD
Presentandosi come l’ultimo grado di sviluppo della realtà e come
la parola definitiva della filosofia, l’hegelismo suscita forti riserve
nei pensatori contemporanei e immediatamente successivi a Hegel.
La reazione anti-hegeliana trova la propria incarnazione più emblematica
in Schopenhauer e in Kierkegaard.
CAPITOLO 1
La riflessione di Schopenhauer si caratterizza per una totale opposizione
Schopenhauer
alla filosofia idealistica. All’ottimismo panlogistico di Hegel, cioè
alla concezione della realtà come manifestazione necessaria della Ragione
(dal greco pan, “tutto”, e lógos, “ragione”), Schopenhauer contrappone
un pessimismo irrazionalistico fondato su un duplice assunto:
a) l’essenza del mondo non è costituita dall’Idea, bensì da una volontà
di vivere senza ragione e senza scopo;
b) la storia non è progresso continuo, ma ripetizione incessante
di un immutabile dramma di dolore.
CAPITOLO 2
Capostipite dell’esistenzialismo, ovvero di un modo di fare filosofia
Kierkegaard
che si concentra sulla problematica dell’esistenza, Kierkegaard combatte
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la totalità hegeliana in nome del «singolo», cioè dell’individuo concreto,


che non si risolve nell’infinito e nel necessario, ma vive nel finito e nel
possibile, attraversato da due stati d’animo tipicamente umani e rivelativi
della problematicità dell’esistenza: l’angoscia e la disperazione. Da tale
condizione l’individuo può liberarsi solo constatando l’inadeguatezza della
vita estetica (dedita esclusivamente alla ricerca del proprio godimento)
e della vita etica (incentrata sul lavoro e sugli impegni familiari), e
scegliendo la vita religiosa, fondata sulla fede e sull’abbandono a Dio.

4
CAPITOLO 1
Schopenhauer

1. Le vicende biografiche e le opere


Arthur Schopenhauer nacque a Danzica il 22 febbraio 1788; suo padre era banchiere, La formazione
mentre sua madre, Giovanna, una nota scrittrice di romanzi. Nella sua giovinezza viaggiò
in Francia e in Inghilterra e, dopo la morte del padre, che voleva destinarlo al commercio,
frequentò l’Università di Gottinga, dove ebbe come maestro di filosofia Gottlob Ernst
Schulze. Sulla formazione di Schopenhauer influirono le dottrine di Platone e di Kant.
Nel 1811, a Berlino, egli poté assistere alle lezioni di Fichte; nel 1813 si laureò a Jena con
una tesi intitolata Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente.
Negli anni seguenti (1814-1818), Schopenhauer visse a Dresda, dove lavorò alle sue prime
opere. Dopo un viaggio a Roma e a Napoli, nel 1820 si abilitò alla libera docenza presso
l’Università di Berlino, dove tenne i suoi corsi liberi fino al 1832, senza troppo zelo e senza
alcun successo. Tra il 1822 e il 1825 fu di nuovo in Italia. L’epidemia di colera del 1831 lo
costrinse a lasciare Berlino: si stabilì a Francoforte sul Meno, dove rimase fino alla morte,
avvenuta il 21 settembre 1860.
Nel periodo in cui abitò a Dresda si dedicò alla composizione dello scritto Sulla vista e i Le opere
colori (1816), in difesa delle dottrine scientifiche di Goethe, con il quale aveva stretto ami-
cizia durante un soggiorno a Weimar, e preparò per la stampa la sua opera principale,
Il mondo come volontà e rappresentazione, pubblicata nel dicembre del 1818, ma con la
data dell’anno successivo.
Stabilitosi a Francoforte, pubblicò nel 1836 Sulla volontà nella natura e nel 1841 I due pro-
blemi fondamentali dell’etica.
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L’ultima opera di Schopenhauer, Parerga e paralipomena, risale al 1851: si tratta di un


insieme di trattazioni e di saggi, alcuni dei quali, grazie alla forma popolare e brillante,
contribuirono non poco a diffondere la sua filosofia. Essi comprendono, tra gli altri,
La filosofia delle università, Aforismi sulla saggezza della vita, Pensieri su argomenti
diversi.
Nessun successo immediato arrise all’opera di Schopenhauer: il filosofo dovette aspettare Il successo
tardivo
più di vent’anni per pubblicare la seconda edizione de Il mondo come volontà e rappresenta-

5
UNITÀ 1 • CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD

zione, che arricchì di un secondo volume di note e supplementi. L’indirizzo cupo e aperta-
mente anti-idealistico del suo pensiero, che lo rendeva inviso ai contemporanei, poté con-
tribuire alla “fortuna” della sua filosofia solo dopo il 1848, in concomitanza con l’ondata di
pessimismo che colpì l’Europa.

2. Le radici culturali
Schopenhauer si pone come punto di incontro (o di scontro) tra esperienze filosofiche etero-
genee: Platone, Kant, l’Illuminismo, il Romanticismo, l’idealismo e la spiritualità indiana.

Gli influssi:
Di Platone lo attrae soprattutto la teoria delle idee, intese come forme eterne sottratte alla
Platone, Kant, caducità dolorosa del nostro mondo. Da Kant, che egli considera il filosofo più grande e più
l’Illuminismo e
il Romanticismo
originale della storia del pensiero, deriva l’impostazione soggettivistica della gnoseologia
(che in realtà è frutto di una lettura della Critica della ragion pura secondo la prospettiva dei
cosiddetti seguaci “immediati” di Kant). Dell’Illuminismo lo interessano il filone materia-

1770 1780 1790 1800 1810

1772 1787 1793 1804


Trattato di Pietroburgo: Costituzione Danzica diventa Napoleone
Austria, Russia e Prussia degli Stati Uniti prussiana imperatore
si spartiscono la Polonia d’America
Eventi storici 1794 1806
1789 In Francia Francesco I
Rivoluzione inizia il Terrore proclama
francese l’Impero
d’Austria

Vita di 1788 1797-1799


Arthur Schopenhauer Arthur completa
1805
Morte
Schopenhauer nasce a Danzica
1793
gli studi giovanili
a Le Havre
del padre
1803-1804
Trasferimento Lungo viaggio in
ad Amburgo Europa con i genitori
1807
Decisione di
riprendere gli studi

1781 1790 1800


Kant: Critica della Kant: Critica Schelling: Sistema
Filosofia ragion pura
1788
del Giudizio
1795
dell’idealismo
trascendentale
e Scienza Kant: Critica
della ragion
Fichte: Dottrina
della scienza
pratica
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1799
Volta inventa la pila
1787 1798
Mozart compone Goya dipinge
il Don Giovanni La lampada
1788 del diavolo
Arte A Londra nasce “The Times” 1802
e Letteratura 1789
A Berlino comincia
Foscolo:
Le ultime lettere
la costruzione della Porta di Jacopo Ortis
di Brandeburgo
1790
Goethe: Faust

6
Capitolo 1 • Schopenhauer

listico e quello dell’ideologia, da cui mutua la tendenza a considerare la vita psichica e


sensoriale in termini di fisiologia del sistema nervoso; da Voltaire, in particolare, desume lo
spirito ironico e brillante e la tendenza demistificatrice nei confronti delle credenze tra-
mandate. Dal Romanticismo Schopenhauer trae alcuni temi di fondo del suo pensiero,
come ad esempio l’irrazionalismo, la grande importanza attribuita all’arte e alla musica, e
soprattutto il tema dell’infinito, cioè la tesi della presenza nel mondo di un principio asso-
luto di cui le varie realtà sono manifestazioni transeunti. Altro motivo indubbiamente ro-
mantico è quello del dolore; tuttavia, mentre sul piano filosofico il Romanticismo mostra
una tendenza globalmente ottimistica, che si concretizza in un tentativo di dialettizzare o
riscattare il negativo tramite il positivo (Dio, lo Spirito, la storia, il progresso ecc.), Schopen-
hauer appare invece decisamente orientato a una visione pessimistica della realtà, di cui è
uno dei maggiori teorici.
Un ruolo di decisiva importanza, anche se indiretto, nella riflessione di Schopenhauer è Il rifiuto
quello giocato dal pensiero idealistico, autentica “bestia nera” per il filosofo, il quale lo in- dell’idealismo
dica spregiativamente con la formula «filosofia delle università», presentandolo come una

1810 1820 1830 1840 1850 1860

1813 1821 1848


Napoleone Muore Moti rivoluzionari
sconfitto Napoleone nell’Europa centrale
a Lipsia 1852
1820 1830
Primi moti Moti rivoluzionari Napoleone III fonda
liberali a Parigi il Secondo Impero
a Cadice francese
1854-1856
Guerra di Crimea
1813 1818-1819 1831 1841 1851 1860
Laurea Esce Il mondo come Arthur si trasferisce Esce I due problemi Esce Parerga Arthur
1814 volontà e rappresentazione a Francoforte sul Meno fondamentali dell’etica e paralipomena; muore a
Rottura Schopenhauer Francoforte
1820 1836 acquista fama sul Meno
con la madre Libera docenza Esce Sulla volontà
e trasferimento a Berlino nella natura
a Dresda

1817 1825 1830 1835 1841 1851 1859


Hegel: Enciclopedia Prima linea Comte: Daguerre Feuerbach: L’essenza Foucault dimostra Darwin:
delle scienze ferroviaria Corso scopre il del cristianesimo il moto di rotazione L’origine
filosofiche in Inghilterra di filosofia procedi- della Terra delle specie
in compendio positiva mento 1848
(vol. 1) fotografico Marx ed Engels:
Manifesto del
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partito comunista

1813-1816 1824 1831 1837 1842 1850


Canova Beethoven Leopardi: Andersen: Gogol’: Il cappotto Dickens:
realizza compone la Canti prima e Le anime morte David
Le tre Grazie Nona sinfonia raccolta Copperfield
di Fiabe
1827
Manzoni:
I promessi
sposi

7
UNITÀ 1 • CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD

posizione farisaica, che non è al servizio della verità, ma di interessi volgari quali il suc-
cesso e il potere, e che si propone di giustificare sofisticamente le credenze che tornano
utili alla Chiesa e allo Stato. E se a Fichte e a Schelling viene riconosciuto un certo inge-
gno, seppure male impiegato, Hegel viene invece descritto come un «sicario della verità»,
un «ciarlatano pesante e stucchevole». Nel linguaggio fiorito e pittoresco con cui Scho-
penhauer esprime il proprio ben poco benevolo apprezzamento per la filosofia a lui con-
temporanea, si manifesta infatti l’esigenza, che il filosofo sente vivissima, della libertà
della filosofia, in nome della quale egli si indigna di fronte alla divinizzazione dello Stato
da parte di Hegel.
Tuttavia, nell’avversione radicale di Schopenhauer a Hegel si cercherebbe invano un’auten-
tica e puntuale contestazione delle singole tesi dell’idealismo. Si trova invece una serie di
insulti contro la filosofia idealistica e contro il suo impatto negativo sulla cultura dell’epoca
e sulla formazione dei giovani.

L’interesse
Nell’universo spirituale di Schopenhauer, poi, un caratteristico posto di rilievo spetta alla
per il pensiero sapienza dell’antico Oriente, alla quale il filosofo fu avviato, nell’ambito degli interessi
orientale orientalistici del Romanticismo, da Frederich Mayer.
Il rapporto tra Schopenhauer e la tradizione filosofico-religiosa dell’India è stato varia-
mente interpretato e dibattuto dai critici, e, data la difficoltà dell’argomento, costituisce
tuttora un problema “aperto”. Tuttavia è bene ricordare che Icilio Vecchiotti, uno dei mag-
giori studiosi del filosofo (e conoscitore delle filosofie orientali), in una sua ricerca su tale
argomento si è mostrato decisamente contrario alla tradizionale sopravvalutazione dell’“orien-
talismo” di Schopenhauer e favorevole, piuttosto, a “vanificare” per buona parte la questio-
ne1. La sua posizione sembra confermata da altri studi, che hanno provato come l’elabora-
zione del pensiero di Schopenhauer si sia sviluppata prima e indipendentemente dal suo
incontro con le filosofie orientali, per cui si può parlare di una sintonia (e di un accordo
riscontrato successivamente), più che di un condizionamento e di una vera e propria in-
fluenza.
Qualunque sia il giudizio in proposito, è comunque fuor di dubbio che Schopenhauer:
a) è stato il primo filosofo occidentale a tentare il recupero di alcuni motivi del pensiero
dell’estremo Oriente;
b) ha desunto da esso un prezioso repertorio di immagini e di espressioni suggestive, del
quale ha fatto abbondante uso nei suoi scritti;
c) è stato un ammiratore della sapienza orientale e un “profeta” del successo che tale sa-
pienza avrebbe avuto in Occidente, al punto da scrivere:
Spediamo ormai ai bramani clergymen inglesi2 […] ma ci succede come a chi tira una
palla contro una roccia. In India non potranno metter mai radice le nostre religioni:
la sapienza originaria dell’uman genere non sarà soppiantata dagli accidenti successi
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in Galilea3. Viceversa torna l’indiana sapienza a fluire verso l’Europa, e produrrà una
fondamentale mutazione del nostro sapere e pensare.
(Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 63)

1 Cfr. I. Vecchiotti, La dottrina di Schopenhauer (nella genesi e nei suoi rapporti con la filosofia indiana),
Ubaldini, Roma 1969.
2 Intendi: inviamo ecclesiastici inglesi tra i sacerdoti indiani.
3 Cioè dalle vicende di Gesù di Nazareth, dalle quali ebbe origine la religione cristiana.

8
Capitolo 1 • Schopenhauer

3. Il «velo di Maya»
Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è la distinzione kantiana tra “fenome- Il fenomeno
no” e “noumeno”, ovvero tra la “cosa così come appare” e la “cosa in sé”. Ma questa distinzio- è illusione
e sogno
ne ha poco in comune con quella realmente professata da Kant: se, infatti, per quest’ultimo
il fenomeno era la realtà, o meglio l’unica realtà accessibile alla mente umana, e il noumeno
era un concetto-limite che serviva da promemoria critico, poiché rammentava all’uomo i
limiti della conoscenza, per Schopenhauer il fenomeno è parvenza, illusione e sogno, ov-
vero ciò che nell’antica sapienza indiana era detto «velo di Maya», mentre il noumeno è
quella realtà che si “nasconde” dietro l’ingannevole trama del fenomeno e che il filosofo
ha il compito di “s-coprire”.
Fin da principio, quindi, Schopenhauer riconduce il concetto di fenomeno a un significa-
to estraneo allo spirito del kantismo e, almeno in parte, vicino alla filosofia indiana e
buddista, come emerge dal seguente passo, che l’autore trae dagli antichi testi dei Veda e
dei Purana1:
È Maya, il velo ingannatore, che avvolge gli occhi dei mortali e fa loro vedere un mondo del
quale non può dirsi né che esista, né che non esista; perché ella [Maya] rassomiglia al sogno,
rassomiglia al riflesso del sole sulla sabbia, che il pellegrino da lontano scambia per acqua;
o anche rassomiglia alla corda gettata a terra che egli prende per un serpente.
(Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 3)

Come si può notare, l’“atmosfera” orientalistico-metafisica nella quale la filosofia di Scho- Il fenomeno
penhauer immerge il lettore è ben diversa da quella gnoseologico-scientifica della Critica è rappresenta-
zione
della ragion pura.
Inoltre, mentre per il criticismo il fenomeno è l’oggetto della rappresentazione e (benché
venga appreso tramite un corredo di forme a priori) in quanto “cosa” o “dato” materiale
esiste anche fuori della coscienza, il fenomeno di cui parla Schopenhauer è la rappresenta-
zione soggettiva, cioè esiste solo dentro la coscienza. Tant’è vero che il filosofo crede di
poter esprimere l’essenza del kantismo con la tesi, che apre il suo capolavoro, secondo cui
«il mondo è la mia rappresentazione». Per Schopenhauer questo principio è simile agli as-
siomi di Euclide: ognuno ne riconosce la verità appena lo intende, e uno dei grandi meriti
della filosofia moderna, da Cartesio a Berkeley, è di averlo portato definitivamente alla luce.
La rappresentazione ha due aspetti essenziali e inseparabili, la cui distinzione costituisce Il soggetto
la forma generale della conoscenza: da una parte c’è il soggetto rappresentante; dall’altra e l’oggetto
della rappre-
c’è l’oggetto rappresentato. sentazione
Soggetto e oggetto esistono soltanto come “facce” della stessa medaglia, ovvero entrambi
come elementi imprescindibili della rappresentazione, e nessuno dei due precede o può
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sussistere indipendentemente dall’altro. Così, se il materialismo è falso perché nega il sog-


getto riducendolo all’oggetto o alla materia, l’idealismo (quello di Fichte) è parimenti er-
21/,1(
rato, in quanto compie il tentativo opposto e altrettanto impossibile di negare l’oggetto ESERCIZI
INTERATTIVI
riducendolo al soggetto. ➔ T1 p. 32

1 I Veda e i Purana sono, rispettivamente, la più antica raccolta di testi religiosi in lingua sanscrita e la più
importante “enciclopedia” dell’induismo.

9
UNITÀ 1 • CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD

Le forme
Sulle orme del criticismo, anche Schopenhauer ritiene che la nostra mente – o, più esatta-
a priori della mente, il nostro sistema nervoso e cerebrale – risulti corredata di una serie di forme a
conoscenza
priori, la scoperta delle quali «è un capitale merito di Kant, un immenso merito» (Il mondo
come volontà e rappresentazione, par. 2). Tuttavia, a differenza di Kant, Schopenhauer am-
mette solo tre forme a priori: spazio, tempo e causalità. Quest’ultima è l’unica categoria
(si ricordi che Kant ne elencava dodici), sia in quanto tutte le altre sono a essa riconduci-
bili, sia in quanto la realtà stessa dell’oggetto si risolve completamente nella sua azione
causale su altri oggetti. Tant’è vero che dire “materia”, puntualizza Schopenhauer, è dire
“azione causale”, come testimonia il sostantivo tedesco Wirklichkeit (“realtà”), che discen-
de dal verbo wirken (“agire”).

La rappresentazione, > soggetto > spazio


o il fenomeno, («ciò che tutto conosce senza e si basa
o «velo di Maya» essere conosciuto da alcuno») sulle forme > tempo
(apparenza illusoria) a priori di
> oggetto > causalità
consta di
(«ciò che viene conosciuto»)

Soggetto e oggetto, costituendo le due componenti inscindibili della rappresentazione,


non possono stare l’uno senza l’altro

La causalità
La causalità, afferma Schopenhauer fin dallo scritto Sulla quadruplice radice del principio di
ragion sufficiente (1813), assume forme diverse a seconda degli ambiti in cui opera, manife-
standosi come necessità fisica, logica, matematica e morale, ovvero come principio del di-
venire (che regola i rapporti tra gli oggetti naturali), del conoscere (che regola i rapporti tra
premesse e conseguenze), dell’essere (che regola i rapporti spazio-temporali e le connessio-
ni aritmetico-geometriche) e dell’agire (che regola le connessioni tra un’azione e i suoi
motivi).

> al divenire (= necessità fisica: rapporti causali tra oggetti)

Il principio di > al conoscere (= necessità logica:


ragion sufficiente rapporti tra premesse e conseguenze)
assume forme diverse > all’essere (= necessità matematica:
in relazione rapporti spazio-temporali e aritmetico-geometrici)
> all’agire (= necessità morale: rapporti tra motivazioni e azioni)
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La vita
Poiché Schopenhauer paragona le forme a priori a vetri sfaccettati, attraverso cui la visione
è un sogno delle cose si deforma, egli considera la rappresentazione come una fantasmagoria inganne-
ingannevole vole, traendo la conclusione che «la vita è sogno», cioè un tessuto di apparenze, una sorta
di “incantesimo” che la rende simile agli stati onirici. Andando alla ricerca di precedenti
illustri di questa intuizione, Schopenhauer cita:
a) la filosofia dei Veda, per cui l’esistenza comune è una sorta di illusione ottica;

10
Capitolo 1 • Schopenhauer

b) Platone, il quale dice spesso «che gli uomini non vivono che in un sogno»;
c) Pindaro, il quale afferma che «l’uomo è il sogno di un’ombra»;
d) Sofocle, che paragona gli individui a «simulacri e ombre leggere»;
e) Shakespeare, il quale scrive che «noi siamo di tale stoffa, come quella di cui son fatti i
sogni, e la nostra breve vita è chiusa in un sonno»;
f) Calderón de la Barca, autore del noto dramma La vida es sueño (La vita è sogno, 1635).
Al di là del sogno e della trapunta arabescata del fenomeno, esiste però la realtà, quella L’inclinazione
vera, riguardo alla quale l’uomo, o meglio il filosofo che è nell’uomo, non può fare a meno metafisica
dell’uomo
di interrogarsi. Infatti, sostiene Schopenhauer, l’uomo è un «animale metafisico», che, a
differenza degli altri esseri viventi, è portato a stupirsi della propria esistenza e a interro-
garsi sull’essenza ultima della vita. Ciò avviene in misura proporzionale a quella della sua
intelligenza:
Nessun essere, eccetto l’uomo, si stupisce della propria esistenza; per tutti gli animali essa
è una cosa che si intuisce per se stessa, nessuno vi fa caso […]. Quanto più in basso si
trova un uomo nella scala intellettuale, tanto meno misteriosa gli appare la stessa esisten-
za: gli sembra piuttosto che il tutto, così com’è, si comprenda da sé […]. Al contrario, la
meraviglia filosofica […] è condizionata da uno svolgimento superiore dell’intelligenza,
ma non da questo soltanto: senza dubbio è anche la conoscenza della morte, e con essa
la considerazione del dolore e della miseria della vita, ciò che dà il più forte impulso alla
riflessione filosofica e alle spiegazioni metafisiche del mondo. Se la nostra vita fosse senza
fine e senza dolore, forse non verrebbe in mente a nessuno di chiedersi perché il mondo
esista e perché sia fatto così com’è fatto […].
(Supplementi al “Mondo come volontà e rappresentazione”, cap. XVII)

4. Tutto è volontà
Schopenhauer presenta la propria filosofia come un’integrazione necessaria alla filosofia di Come lacerare
Kant: egli si vanta infatti di aver individuato quella via d’accesso al noumeno che l’autore il velo di Maya?
della Critica della ragion pura aveva precluso. Ma se la mente è “chiusa” nell’orizzonte della
rappresentazione, com’è possibile lacerare il velo di Maya e trovare il “filo d’Arianna” neces-
sario per orientarci nel labirinto del relativo e attingere l’assoluto? Dove possiamo trovare
quel passaggio segreto che ci consentirà di introdurci nella “fortezza” della cosa in sé?
Se noi fossimo soltanto conoscenza e rappresentazione, o una «testa d’angelo alata, senza La scoperta,
corpo», argomenta Schopenhauer, non potremmo uscire dal mondo fenomenico, ossia dentro di sé,
della volontà
dalla rappresentazione puramente esteriore di noi e delle cose. Ma poiché siamo dati a noi di vivere
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medesimi non solo come rappresentazione, ma anche come corpo, non ci limitiamo a
“vederci” dal di fuori, bensì “ci viviamo” anche dal di dentro, godendo e soffrendo. Ed è
proprio quest’esperienza di base, simile a un raggio di sole che penetra oltre la nuvola, che
permette all’uomo di “squarciare” il velo del fenomeno e di afferrare la cosa in sé. Infatti,
ripiegandoci su noi stessi, ci rendiamo conto che l’essenza profonda del nostro io, o me-
glio la cosa in sé del nostro essere globalmente considerato, è la brama, o la volontà di
vivere (Wille zum Leben), cioè un impulso prepotente e irresistibile che ci spinge a esiste-
re e ad agire. Più che intelletto o conoscenza, quindi, noi siamo vita e volontà di vivere,

11
UNITÀ 1 • CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD

e il nostro stesso corpo non è che la manifestazione esteriore dell’insieme delle nostre
brame interiori: l’apparato digerente non è che l’aspetto fenomenico della volontà di nu-
trirsi, l’apparato sessuale non è che l’aspetto oggettivato della volontà di accoppiarsi e di
riprodursi, e così via. E l’intero mondo fenomenico non è altro che il modo in cui la vo-
lontà si manifesta o si rende visibile a se stessa nella rappresentazione spazio-temporale.
Da ciò il titolo del capolavoro di Schopenhauer: Il mondo come volontà e rappresenta-
zione. ➔ T2 p. 34

Le immagini
Per esprimere il concetto di questa supremazia della volontà, Schopenhauer ricorre a una
utilizzate da serie eloquente di immagini, scrivendo che il rapporto tra la volontà e l’intelletto, tra la vo-
Schopenhauer
lontà e il corpo, tra la volontà e il fenomeno in generale, è lo stesso che intercorre tra il pa-
drone e il servo, tra l’uomo e lo strumento, tra il cavaliere e il cavallo, tra il fabbro e il mar-
tello, tra il sole e la luna, tra il cuore e il cervello.

La volontà
Fondandosi sul principio di analogia, Schopenhauer afferma poi che la volontà di vivere
come radice non è soltanto la radice noumenica dell’uomo, ma anche l’essenza segreta di tutte le cose,
noumenica
dell’universo
ossia la cosa in sé dell’universo, finalmente svelata:
essa è l’intimo essere, il nocciolo di ogni singolo, ed egualmente del Tutto.
(Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 21)

Infatti la volontà di vivere pervade ogni essere della natura, sia pure in forme distinte e
secondo gradi di consapevolezza diversi, che vanno da quelli della materia organica, in
cui si manifesta in modo inconscio, fino a quelli dell’uomo, in cui risulta pienamente
consapevole.

CONCETTI La cosa in sé
A CONFRONTO
21/,1(
SCHEMA in Kant in Schopenhauer
INTERATTIVO
è noumeno è noumeno

in quanto contrapposto al in quanto contrapposto alla

fenomeno, rappresentazione,
cioè alla realtà quale oggetto cioè alla percezione illusoria
di conoscenza da parte di un soggetto e soggettiva della realtà

è la realtà è la realtà
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considerata “indipendentemente” considerata “al di là”


da come viene conosciuta di ciò che appare

è un concetto-limite, è “la” realtà autentica,


che ci rammenta i confini che si cela dietro le apparenze
della conoscenza umana fenomeniche

è inconoscibile è conoscibile

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Capitolo 1 • Schopenhauer

5. Dall’essenza del mio corpo


all’essenza del mondo
Ma come si arriva, in concreto, ad affermare che la volontà è l’essenza del mondo intero?
Che cosa rende possibile questa estensione della mia essenza a essenza del mondo?
Quando io vivo il mio corpo, invece di renderlo un oggetto tra gli altri, lo sottraggo all’ap- Oltre i
proccio fenomenizzante, cioè smetto di usare spazio, tempo e causalità. In tal modo mi fenomeni,
verso il solo
privo degli strumenti che individuano gli oggetti, cioè che pongono i fenomeni come una noumeno
molteplicità di cose distinte (infatti, secondo Schopenhauer, il principio di individuazione
consiste proprio nell’apparato di forme e categorie attraverso il quale il soggetto si rappre-
senta gli oggetti). Per questo l’essenza che riscontro nel mio corpo non è più soltanto “del
mio corpo”, perché ha perso i limiti dell’individualità.
E per questo è corretto parlare di “fenomeni” al plurale (in quanto spazio e tempo distin-
guono le cose molteplici che riscontriamo in ambito fenomenico), ma di “noumeno” al
singolare, perché in quest’ambito non operano né lo spazio, né il tempo. Ecco perché, una
volta individuata la volontà come essenza noumenica del mio corpo, so che tale essenza non
si può riferire solo al mio corpo, ma deve essere l’essenza profonda dell’intera realtà.
Tra i molti temi della filosofia di Schopenhauer che hanno recentemente attirato l’attenzione L’attualità
degli studiosi (approssimativamente negli ultimi vent’anni), quello del corpo, o dell’io, sem- della
bra godere di particolare attualità. L’io, per Schopenhauer, non è la coscienza della metafisica concezione
dell’io
tradizionale, né un principio astratto e universale come la Ragione degli idealisti, né il sog-
getto trascendentale di Kant. Piuttosto, l’io schopenhaueriano si qualifica come la coinci-
denza di coscienza, volontà e corpo: non vi è dunque, in tale prospettiva, la rinuncia ad al-
cuna delle componenti umane, che vengono invece viste nella loro indisgiungibile unità.
Così, se tra i critici non manca chi imputa a Schopenhauer di aver fuso corpo e coscienza
senza un’adeguata mediazione, altri hanno invece trovato proprio in questa concezione la
rivalutazione dell’individuo nella sua interezza, una riscoperta dell’uomo nella pienezza
delle sue facoltà.

6. Caratteri e manifestazioni
della volontà di vivere
Essendo “al di là” del fenomeno, la volontà di vivere presenta, per Schopenhauer, caratteri
contrapposti a quelli del mondo della rappresentazione, in quanto, come abbiamo detto, si
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sottrae alle forme proprie di quest’ultimo (spazio, tempo e causalità).


Innanzitutto, la volontà primordiale è inconscia, poiché la consapevolezza e l’intelletto ne La volontà
costituiscono soltanto delle possibili manifestazioni secondarie. Il termine “volontà”, preso è inconscia…
in senso metafisico-schopenhaueriano, non significa dunque “volontà cosciente”, ma indica
il concetto più generale di energia, o impulso (e in questo senso si comprende perché Scho-
penhauer attribuisca la volontà anche alla materia inorganica e ai vegetali).

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UNITÀ 1 • CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD

… unica…
In secondo luogo, come abbiamo visto più nel dettaglio nel paragrafo precedente, la volon-
tà risulta unica, poiché esistendo al di fuori dello spazio e del tempo, che hanno la preroga-
tiva di dividere e di moltiplicare gli enti, si sottrae costituzionalmente a ciò che i filosofi del
Medioevo chiamavano «principio di individuazione»: la volontà non è qui più di quanto
non sia là, così come non è oggi più di quanto non sia stata ieri o possa essere domani. Essa,
dice Schopenhauer, è in una quercia come in un milione di querce.

… eterna…
Essendo oltre la forma del tempo, la volontà è anche eterna e indistruttibile, ossia un prin-
cipio senza inizio, né fine. Per questo Schopenhauer scrive che «alla volontà è assicurata la
vita» e paragona il perdurare dell’universo nel tempo a un «meriggio eterno senza tramon-
to refrigerante», oppure all’«arcobaleno sulla cascata», non toccato dal fluire delle acque
(Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 54).

… incausata
Essendo al di là della categoria di causa, e quindi di ciò che Schopenhauer denomina «prin-
e senza scopo cipio di ragione», la volontà si configura anche come una forza libera e cieca, ossia come
energia incausata, senza un perché e senza uno scopo. Infatti noi possiamo cercare la “ragio-
ne” di questa o di quella manifestazione fenomenica della volontà, ma non della volontà in
se stessa, esattamente come possiamo chiedere a un uomo perché voglia questo o quello, ma
non perché voglia in generale. Tant’è che a quest’ultima domanda l’individuo non potrebbe
che rispondere: «voglio perché voglio», ossia (traducendo la frase in termini filosofici) «vo-
glio perché c’è in me una volontà irresistibile che mi spinge a volere». La volontà primordia-
QUESTIONE MULTIMEDIALE le non ha alcuna meta oltre se stessa: la vita vuole la vita, la volontà vuole la volontà, e
La storia 21/,1(
Necessità e libertà qualunque motivazione o scopo cadono entro l’orizzonte del vivere e del volere (Il mondo
nella storia come volontà e rappresentazione, par. 29).

> inconscia (impulso inconsapevole)


> unica (al di là del principio di individuazione)
La volontà di vivere, energia
ovvero l’essenza segreta > eterna (al di là del tempo) a-logica
TESTO ANTOLOGICO del mondo, è e irrazionale
Schopenhauer 21/,1( > incausata (al di là della causalità)
L’insensatezza della
volontà di vivere > senza scopo (forza cieca senza meta)
(Il mondo come volontà
e rappresentazione)

La crudele
Miliardi di esseri (vegetali, animali, umani) non vivono dunque che per vivere e continua-
verità re a vivere. È questa, secondo Schopenhauer, l’unica crudele verità sul mondo, anche se gli
sul mondo
uomini hanno cercato per lo più di “mascherarne” la terribile evidenza postulando un Dio
al quale finalizzare la loro vita e in cui trovare un “senso” per le loro azioni (peraltro esclu-
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dendo da tale “investitura di senso” gli altri esseri viventi, che nelle religioni e nelle filosofie
occidentali sembrano essere una semplice “cornice” per i destini umani). Ma Dio, nell’uni-
verso doloroso di Schopenhauer, non può esistere (v. p. 20) e l’unico assoluto è la volontà
QUESTIONE (PDF)
Che cos’è il 21/,1(
stessa, i cui caratteri di fondo, cioè il fatto di essere unica, eterna e incausata, sono, non
nichilismo? a caso, i caratteri che da sempre i filosofi hanno conferito a Dio e con cui soprattutto i
(Schopenhauer,
Nietzsche, Heidegger) Romantici hanno caratterizzato l’infinito.

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Capitolo 1 • Schopenhauer

Schopenhauer ritiene che l’unica e infinita volontà di vivere si manifesti nel mondo feno- Le oggettivazioni
menico attraverso due fasi logicamente distinguibili: della volontà:
le idee e le realtà
a) nella prima, la volontà si oggettiva in un sistema di forme immutabili, a-spaziali e a- naturali
temporali, che egli chiama platonicamente idee e che considera alla stregua di archetipi
del mondo;
b) nella seconda, la volontà si oggettiva nei vari individui del mondo naturale, che sono
nient’altro che la moltiplicazione, vista attraverso il prisma dello spazio e del tempo, delle
idee. Tra gli individui e le idee esiste un rapporto di copia-modello, per cui i singoli esse-
ri risultano semplici riproduzioni dell’unico prototipo originario che è l’idea.

Gradi > idee (eterne)


di oggettivazione = archetipi
della volontà > realtà naturali (spazio-temporali)
= dalle forze della natura all’uomo

L’individuo (il finito) è manifestazione transeunte della volontà (l’infinito)

Il mondo delle realtà naturali si struttura a propria volta in una serie di “gradi” disposti in Ragione
ordine ascendente: il grado più basso dell’oggettivazione della volontà è costituito dalle e istinto
forze generali della natura, i gradi superiori dalle piante e dagli animali. Questa sorta di
“piramide cosmica” culmina nell’uomo, nel quale la volontà diviene pienamente consape-
vole. Ma ciò che essa acquista in coscienza, perde in sicurezza: come guida della vita, infat-
ti, la ragione è meno efficace dell’istinto, e questo è il motivo per cui Schopenhauer afferma
che l’uomo, in un certo senso, è un «animale malaticcio».

L’essenza della realtà CONCETTI


A CONFRONTO
21/,1(
in Hegel in Schopenhauer SCHEMA
INTERATTIVO
è l’Idea è la Volontà di vivere

cioè cioè

un unico Pensiero o Ragione


un’unica Forza irrazionale
che tende a realizzare e conoscere
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che anima ciecamente il Tutto


se stessa

si articola in tre momenti:


• idea in sé e per sé (pura) si manifesta in tre momenti:
• idea fuori di sé • le idee (modelli eterni della realtà)
(concretizzata nella natura) • la gerarchia degli enti naturali
• idea tornata in sé • la volontà autoconsapevole nell’uomo
(autocoscienza umana)

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UNITÀ 1 • CRITICA DEL SISTEMA HEGELIANO: SCHOPENHAUER E KIERKEGAARD

7. Il pessimismo
Dolore, piacere e noia
Volere
Affermare che l’essere è la manifestazione di una volontà infinita equivale a dire, secondo
è soffrire Schopenhauer, che la vita è dolore per essenza. Infatti, volere significa desiderare e deside-
rare significa trovarsi in uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa che si vorrebbe
avere. Per definizione, quindi, il desiderio è assenza, vuoto e indigenza, ossia dolore. E poi-
ché nell’uomo la volontà è più cosciente, e quindi più “affamata”, che negli altri esseri,
proprio l’uomo risulta il più bisognoso e mancante tra loro, destinato a non trovare mai
un appagamento verace e definitivo:
Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa dà fine
l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci
insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito; l’appagamento
è breve e misurato con mano avara. Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il
desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto,
questo un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito,
può dare appagamento durevole […] bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale
gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.
(Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 38)

Il piacere è
Per di più, ciò che gli uomini chiamano “godimento” (fisico) o “gioia” (psichica) non è altro,
cessazione come avevano già sostenuto Pietro Verri e Giacomo Leopardi1, che una cessazione di dolore,
del dolore
ossia lo “scaricarsi” di una tensione preesistente: perché ci sia piacere – argomenta infatti
Schopenhauer – bisogna per forza che ci sia uno stato precedente di tensione o di dolore (ad
esempio, il godimento del bere presuppone la sofferenza della sete).
La stessa cosa non vale per il dolore, che non può affatto essere ridotto, con un puro gioco
dialettico di parole, a cessazione di piacere: un individuo può sperimentare una catena di
dolori, senza che questi siano preceduti da altrettanti piaceri, mentre ogni piacere nasce solo
come cessazione di una qualche preesistente tensione fisica o psichica. Detto negli incisivi
termini figurati di una battuta (poco nota) tratta da Parerga e paralipomena: «non v’è rosa
senza spine, ma vi sono parecchie spine senza rose!» (II, 385).

Il carattere
Pertanto, mentre il dolore, identificandosi con il desiderio, che è la struttura stessa della vita, è
“negativo” un dato primario e permanente, il piacere è solo una funzione derivata del dolore, che vive
dell’umana
felicità
unicamente a spese di esso. Infatti il piacere riesce a vincere il dolore solo a patto di annullare
se stesso, poiché, non appena viene meno lo stato di tensione del desiderio, cessa anche la
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possibilità del godimento:


Che ogni felicità sia di natura negativa soltanto, e non positiva […] ne abbiamo una prova
anche in quello specchio fedele dell’essenza del mondo e della vita che è l’arte, soprattutto
nella poesia. Ogni poesia epica o drammatica può in ogni caso rappresentare soltanto uno
sforzo, un’aspirazione attiva, una lotta per la conquista della felicità, e non mai la felicità
1 Sebbene Schopenhauer non citi esplicitamente Verri, è quasi certo che il suo Discorso sull’indole del piace-
re e del dolore (1773) gli fosse noto. Il filosofo nomina invece Leopardi, manifestando grande considerazione per
«l’italiano» che aveva saputo rappresentare in maniera «profonda» il dolore.

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Capitolo 1 • Schopenhauer

stessa durevole e compiuta. Essa conduce il suo eroe attraverso mille difficoltà e pericoli
sino alla meta: non appena questa è raggiunta, subito lascia cadere il sipario. Null’altro,
infatti, le resterebbe, se non mostrare che la luminosa meta, nella quale l’eroe sognava di
trovare la felicità, ha beffato anche lui, di modo che, quando l’ha raggiunta, egli non si trova
meglio di prima. (Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 58)

Accanto al dolore, che è una realtà durevole, e al piacere, che è qualcosa di momentaneo, Scho- Tra dolore
penhauer pone, come terza situazione di base dell’esistenza umana, la noia, la quale subentra e noia
quando viene meno l’aculeo del desiderio (quando «il possesso disperde l’attrazione»), op-
pure quando cessano il frastuono delle attività e il pungolo delle preoccupazioni. La vita uma-
na, conclude Schopenhauer, è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore
e la noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia.
➔ T3 p. 35
Ma se il dolore costituisce la legge profonda della vita (tant’è che «nessuno si è mai veramente
sentito felice nel presente, a meno che non fosse ubriaco»), ciò che distingue le situazioni e i
casi umani sono solo il diverso modo o le diverse forme in cui tale dolore si manifesta, ovvero
variando secondo età e circostanze, come istinto sessuale, appassionato amore, gelosia, in-
vidia, odio, paura, ambizione, avarizia, infermità ecc. E se finalmente non riesca a trovar via
21/,1(
in nessun’altra forma, viene sotto la malinconia, grigia veste del tedio e della noia. ESERCIZI
INTERATTIVI
(Il mondo come volontà e rappresentazione, par. 57)

Volontà  > desiderio, mancanza, dolore

Piacere  > cessazione momentanea del dolore Vivere


è soffrire
Il pendolo > desiderio e dolore
della vita
oscilla tra  > sazietà e noia

«Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole»

La sofferenza universale
Poiché la volontà di vivere, che è tensione perennemente insoddisfatta e sempre rinnovan-
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Tutto soffre:
tesi, si manifesta in tutte le cose sotto forma di una vera e propria Sehnsucht (desiderio il pessimismo
cosmico
inappagato) cosmica, il dolore non riguarda soltanto l’uomo, ma investe ogni creatura.
Tutto soffre: dal fiore che appassisce per mancanza d’acqua all’animale ferito, dal bimbo che
nasce al vecchio che muore.
E se l’uomo, in cui si riassume e si potenzia il male del mondo, soffre di più rispetto alle
altre creature, è semplicemente perché egli, avendo maggior consapevolezza, è destinato a
sentire in modo più accentuato la spinta della volontà e a patire maggiormente l’insoddisfa-
zione dei propri desideri e l’offesa dei dolori.

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