Le Erbe Per Sciogliere I Grassi PDF
Le Erbe Per Sciogliere I Grassi PDF
LE ERBE
PER SCIOGLIERE
I GRASSI
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LE ERBE
PER SCIOGLIERE
I GRASSI
RIZA
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Indice
Introduzione La natura a disposizione
del benessere 9
Capitolo 1 Che cosa si intende per “naturale” 13
Capitolo 2 Il sovrappeso e il dimagrimento 25
Capitolo 3 Le risorse dell’omeopatia
e fitoterapia 29
Capitolo 4 Scegli il rimedio giusto 32
Capitolo 5 Stimolare il metabolismo 37
Capitolo 6 Controllare gli attacchi di fame 51
Capitolo 7 Ottimizzare la funzione digestiva 71
Capitolo 8 Ridurre il gonfiore alla pancia 90
Capitolo 9 Regolarizzare l’intestino 101
Capitolo 10 Contrastare la ritenzione idrica 131
Capitolo 11 Tenere bassi il colesterolo
e i grassi nel sangue 152
Capitolo 12 Migliorare il metabolismo
degli zuccheri 170
Capitolo 13 Favorire la funzionalità del fegato 191
Capitolo 14 Le erbe per la cellulite
e il benessere delle gambe 208
Capitolo 15 Gli aspetti psicologici ed emotivi 226
Glossario 248
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Introduzione
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INTRODUZIONE
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CAPITOLO 1
Medicinali omeopatici
Il vocabolo omeopatia è composto da due termini di
origine greca: òmoios, che significa “simile”, e pàthos
che significa “malattia” L’omeopatia è stata fondata
dal medico Samuel Hahnemann (1755-1843), anche
se il suo principio di base era stato introdotto dallo
stesso Ippocrate nell’antichità. Essa è un metodo di
cura in cui si utilizzano particolari rimedi (detti appun-
to “omeopatici”) ricavati a partire da sostanze (vege-
tali, animali o minerali) diluite in acqua molte volte.
Quando la sostanza diluita viene somministrata al
soggetto sano, essa determina la comparsa di effetti
simili a quelli della malattia. L’omeopatia si differenzia
dall’allopatia (dal greco: àllos, che significa “altro”,
“diverso” e pàthos, appunto “malattia”), su cui si
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Rimedi fitoterapici
La fitoterapia consiste nell’utilizzo terapeutico delle
piante medicinali, i cui estratti (o fitocomplesso), tito-
lati e standardizzati con apposite tecnologie, sono
dotati di determinate proprietà terapeutiche, del
tutto simili a quelle dei farmaci. Si tratta di un meto-
do antico come il mondo: da sempre e in ogni cultu-
ra l’essere umano ha usato le erbe (spontanee o colti-
vate) per curare le malattie o per migliorare e mante-
nere lo stato di salute.
Nel mondo occidentale l’introduzione delle erbe nella
medicina ufficiale può essere fatto risalire a Ippocrate,
il quale citava le erbe come terzo strumento del medi-
co accanto al tocco e alla parola.
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I preparati erboristici
Cerchiamo ora di illustrare brevemente le principali
definizioni dei vari tipi di preparati erboristici che si
possono trovare in commercio e utilizzare con facilità.
Infuso
La tisana per infuso viene preparata a partire dalle
parti essiccate della pianta. Si possono utilizzare più
parti (solitamente i fiori e/o le foglie) e più piante con-
temporaneamente. Il materiale viene messo in un
contenitore adatto (tazza, tisaniera, ecc.), vi si versa
sopra acqua bollente e si lascia riposare per alcuni
minuti. Si filtra (colino, garza,) e si beve.
Decotto
Il decotto viene preparato a partire da parti essiccate
della pianta (in genere le radici). Queste vengono
messe in acqua fredda, che viene poi portata a ebol-
lizione, quindi lasciata raffreddare (decantare). Si filtra
e si beve.
Estratto fluido
Viene preparato mettendo a macerare la pianta in un
apposito solvente (solitamente alcol etilico, il quale è
in grado di estrarre i principi attivi della pianta di par-
tenza) per un determinato periodo di tempo, variabi-
le a seconda del tipo di pianta.
L’unico inconveniente è la gradazione alcolica, che
potrebbe non essere tollerata, gradita o indicata (per
esempio nelle persone che hanno problemi di fega-
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Estratto secco
Di solito viene preparato partendo dall’estratto flui-
do, in cui la parte liquida viene poi fatta evaporare
con particolari metodi (per esempio, nebulizzazione)
fino a ottenere una polvere finissima che rappresenta
l’insieme di principi attivi puri della pianta. A questa
vengono aggiunti eccipienti in modo da renderla sta-
bile. L’estratto secco si assume sotto forma di capsu-
le (opercoli) o compresse.
Tintura madre
Si utilizza la pianta fresca (non secca come nell’estrat-
to fluido), che viene messa a macerare in alcol etilico
per un periodo di tempo variabile secondo la pianta.
Macerato glicerico
È la formulazione tipica dei rimedi gemmoterapici. Si
prepara mettendo a macerare le parti più giovani della
pianta (gemme, giovani getti, amenti) in una miscela
composta da acqua (20%), alcol (30%) e glicerina (50%)
per un determinato periodo di tempo. Il prodotto
viene poi diluito alla 1 DH secondo il metodo di
Hahnemann. La gradazione alcolica è di 30 gradi.
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Olio essenziale
È un insieme di sostanze organiche altamente instabi-
li ricavate dalla pianta, che ne rappresenta l’aroma e
l’essenza. Si usa prevalentemente per uso o applica-
zione esterna (diffusori, massaggio, ecc.) e raramente
anche per uso interno.
Come si usano
Nella fitoterapia per il dimagrimento, le erbe pos-
sono essere utilizzate con diverse modalità:
uso esterno (applicazione diretta o indiretta
della pianta): olio essenziale, crema, pomata,
unguento, cataplasmi, ecc.
uso interno (alimentare): tisana, estratto secco,
tintura madre, macerato glicerico o alcolico, olio
essenziale, ecc.
L’uso più vantaggioso è sicuramente quello interno,
attraverso l’assunzione di capsule o compresse con-
tenenti l’estratto secco della pianta, che garantisco-
no l’effetto minimo efficace.
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Farmaci verdi
Occorre considerare le erbe come dei farmaci “in
miniatura”: per ognuna occorre rispettare indicazioni,
controindicazioni, posologia, modalità di assunzione
che verranno descritte di volta in volta specificamen-
te. Bisogna scegliere rimedi fitoterapici che siano “di
qualità” (modalità di coltivazione, estrazione, titola-
zione): a questo scopo si vedano i suggerimenti indi-
cati di volta in volta per le singole erbe.
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I VANTAGGI
Effetti collaterali e reazioni
indesiderate meno frequenti
Negli ultimi anni il numero di segnalazioni di eventi
avversi in seguito all’uso di prodotti erboristici è deci-
samente in aumento, grazie alla maggiore disponibili-
tà di sistemi di controllo e segnalazione, anche se net-
tamente inferiore a quello dei farmaci. Bisogna sem-
pre tenere conto di possibili problematiche allergiche
e della tolleranza individuale nei confronti dei singoli
prodotti (per esempio, chi è allergico ai pollini può
essere allergico anche ad altre erbe).
Poche controindicazioni
Tuttavia, ricordiamo che molte erbe sono controindi-
cate in gravidanza e/o nel periodo dell’allattamento,
semplicemente perché non sono state studiate in
queste fasi particolari della vita.
I rimedi omeopatici in granuli sono controindicati in
chi è allergico al lattosio.
Rare interferenze con i farmaci
Anche qui, però, bisogna tenere conto che alcune
erbe possono interferire con i farmaci (per esempio,
con la pillola contraccettiva, riducendone l’effetto, o
con i farmaci anticoagulanti, potenziandone i rischi).
Si presta attenzione anche agli aspetti emotivi
Questo risvolto è molto importante per la scelta del
rimedio omeopatico, il quale viene prescritto non solo
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GLI SVANTAGGI
Azione lenta, effetto non immediato
Con i farmaci siamo abituati a osservare un’azione
piuttosto immediata (per esempio, alleviamento del
dolore dopo assunzione di un antidolorifico).
Le erbe e i rimedi omeopatici possono impiegare più
tempo: spesso è necessario assumere il rimedio per
uno o più mesi.
Questo aspetto viene a volte percepito come uno
svantaggio, in realtà ci dovrebbe riportare al senso
del tempo, al rispetto dei tempi della natura, che non
coincidono con i tempi della nostra mente, riportan-
doci nella dimensione del reale, del presente. Chi vuol
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CAPITOLO 2
Il sovrappeso
e il dimagrimento
I criteri per valutare
il nostro peso, capire quanto
dobbiamo dimagrire
e i metodi per ottenere validi risultati
I meccanismi dell’obesità
e del sovrappeso
I meccanismi del sovrappeso e dell’obesità sono piut-
tosto complessi.
Per semplificare, fatta eccezione delle rare varianti
causate da malattie particolari (carenza genetica di
alcuni enzimi particolari, squilibri ormonali, uso croni-
co di farmaci cortisonici), in linea di massima il peso
corporeo aumenta e tende a farlo quando l’apporto
di calorie con l’alimentazione supera il consumo che si
verifica con le attività giornaliere.
Il fabbisogno di calorie e di principi nutritivi varia a
seconda di molti fattori, tra cui l’età, il sesso, il perio-
do della vita, il tipo di attività professionali, sportive
od hobbystiche, le abitudini.
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IL SOVRAPPESO E IL DIMAGRIMENTO
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In sintesi
Per dimagrire, le strategie generali sono tre.
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CAPITOLO 3
Le risorse dell’omeopatia
e fitoterapia
I rimedi naturali sono efficaci
ma occorre, come sempre,
la collaborazione attiva dell’individuo
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CAPITOLO 4
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CAPITOLO 5
Stimolare
il metabolismo
Se vogliamo aumentare i nostri consumi,
abbiamo a disposizione
le proprietà specifiche di alcune erbe
L’effetto brucia-grassi
Esistono alcuni rimedi cosiddetti “anoressizzanti”,
perché agiscono non solo riducendo lo stimolo della
fame (di cui parleremo più diffusamente nel Capitolo
successivo), ma soprattutto perché sembrano in
grado di stimolare la lipolisi, quel processo che porta
alla demolizione delle molecole di grasso nel tessuto
adiposo. Quest’ultimo è l’effetto che prende il nome
di “brucia-grassi”.
Si tratta di rimedi che contengono delle particolari
sostanze, rappresentate soprattutto dalla sinefrina,
che possiedono una struttura chimica molto simile
alla caffeina, all’adrenalina e alla noradrenalina e che
esercitano effetti simili a tali sostanze, condividendo-
ne quindi i pregi ma anche i difetti.
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CITRUS AURANTIUM
Citrus aurantium (conosciuto anche come arancia
amara o zhi shi) è una pianta sempreverde originaria
dell’Asia sub-tropicale (India), coltivata da tempi
remoti in tutto l’Estremo Oriente e introdotta in
Europa da Alessandro Magno, molto prima all’arancio
dolce. Essa viene utilizzata da migliaia di anni in Cina
come stimolante delle funzioni vitali dell’organismo,
nonché per curare sintomi come coliche, dolori
gastrointestinali, problemi di cuore, malattie del fega-
to, astenia e abusi alimentari.
I frutti acerbi ed essiccati di Citrus aurantium varietà
amara contengono una sostanza, la sinefrina, che è in
grado di stimolare il metabolismo facilitando la ter-
mogenesi e quindi favorendo il consumo dei grassi
depositati prevalentemente nel fegato e nel tessuto
adiposo. Inoltre, associato a una dieta adeguata, que-
CITRUS AURANTIUM
Furono gli Arabi a importare
in Sicilia questa pianta,
verso l’anno 1000.
Per uso alimentare
viene utilizzato quasi
esclusivamente
per la produzione
di marmellate
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STIMOLARE IL METABOLISMO
La termogenesi
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GUARANÀ
Il guaranà è un rimedio fitoterapico ricavato dai semi
della Paullinia sorbilis (o Paullinia capuana), un arbu-
sto originario del Sudamerica, in particolare
dell’Amazzonia. È ricco di principi attivi, tra cui la caf-
feina e altri composti simili a questa. Il guaranà è indi-
cato quindi prevalentemente come tonico generale
nelle condizioni di affaticamento psicofisico, stan-
chezza e per migliorare il rendimento fisico e menta-
le, dato che stimola l’attenzione e la memoria. Questo
rimedio aumenta anche la resistenza fisica dell’organi-
smo ai carichi di lavoro e allo stress.
L’effetto sembra superiore a quello del caffè stesso, a
parità di dose (100 mg di guaranà contengono più
caffeina di 100 mg caffè o di tè).
Nel contesto del dimagrimento, il guaranà può avere
un senso in quanto riduce l’appetito (è anoressizzante
riducendo il senso di fame a livello cerebrale), inoltre
sembra che aumenti la termogenesi e quindi consen-
ta di bruciare i grassi.
COME ASSUMERLO
La modalità di assunzione migliore è sotto
forma di estratto secco titolato al 3% in caffeina, 400-
800 mg al giorno per un mese (pari a circa 50 mg di
caffeina al giorno), nel corso di un trattamento dima-
grante che preveda controlli periodici del peso corpo-
reo e dello stato di salute generale.
PRECAUZIONI
Per l’elevato contenuto di caffeina, il guaranà può
causare insonnia e tachicardia. Evitare di bere caffè o
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STIMOLARE IL METABOLISMO
FUCUS VESICULOSUS
L’alga bruna (Fucus vesiculosus) è un’alga marina della
famiglia delle Fucacee molto utilizzata e molto famo-
sa per le sue proprietà anticellulite. Essa è particolar-
mente indicata per le diete e le cure dimagranti per-
ché da sola consente di agire a più livelli. È tonifican-
te del metabolismo, favorisce la funzionalità tiroidea e
stimola il ricambio in generale. Tra le principali attivi-
tà dell’alga bruna ricordiamo le seguenti.
Regolazione del metabolismo basale. Questa azio-
ne è dovuta al contenuto di iodio assai elevato, che
può arrivare anche all’1% del peso dell’alga secca. Lo
iodio è un elemento fondamentale per un’adeguata
funzionalità della tiroide, una delle ghiandole centrali
del nostro organismo, deputata alla regolazione del
metabolismo.
Effetto “brucia-grassi”. Pare che lo iodio dell’alga
bruna stimoli la ghiandola tiroide a produrre appunto
gli ormoni tiroidei. Questi a loro volta aumentano il
consumo energetico, stimolando la lipolisi, ossia lo
scioglimento o la degradazione dei grassi nei tessuti
ove essi si accumulano (prevalentemente tessuto adi-
poso e fegato).
Diminuzione dell’assorbimento di grassi e zucche-
ri: gli alginati, di cui l’alga bruna è ricca, sono fibre
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STIMOLARE IL METABOLISMO
MARRUBIO
Il Marrubio, detto anche “erba apiola”, è un’erba
della famiglia delle Labiate. Si trova nei luoghi incolti
e aridi della zona mediterranea e sub-montana in
tutta Italia e le parti calde e asciutte delle valli alpine.
Fiorisce in primavera e in estate. Particolarmente uti-
lizzato per le sue proprietà toniche, sudorifere, espet-
toranti, antisettiche, depurative e digestive. È utile
anche nella cura dell’obesità e dei disturbi del fegato.
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TÈ VERDE
Anche il tè verde è dotato di diverse proprietà antio-
besità, per cui viene spesso consigliato a chi segue un
programma di riduzione del peso. A scopo fitotera-
peutico, si utilizzano le foglie essiccate della Camelia
sinensis, le quali, a differenza di quelle del tè nero,
non sono andate incontro a fenomeni di fermentazio-
ne ossidativa, per cui risultano molto più ricche di
principi attivi. Innanzitutto le foglie di tè verde sono
ricche di catechine, teina, caffeina, che determinano
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STIMOLARE IL METABOLISMO
CAMELIA SINENSIS
Sono due le piante
dalle quali si ottengono
la maggior parte
dei tè, la camelia
sinensis e la camelia
assamica. Dalla prima
si ottengono i tè verdi,
bianchi, rossi e gli
oolong, i semifermentati
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STIMOLARE IL METABOLISMO
YERBA MATE
Lo yerba mate è una bevanda sudamericana tipica,
detta anche “tè argentino”, di gusto amarognolo,
preparata con le foglie dell’erba mate, la cui prepa-
razione segue quella del tè. In generale i sudameri-
cani parlano di “mate”, intendendo con questo ter-
mine sia l’erba, sia la bevanda sia il contenitore tra-
dizionale stesso in cui si prepara questo tè speciale.
È dotato di molte proprietà terapeutiche: è stimo-
YERBA MATE
È la zucca nella quale
tradizionalmente si beve
questa specie di tè
che ha dato il nome
“mate” alla pianta relativa
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STIMOLARE IL METABOLISMO
PRECAUZIONI
Contiene caffeina, quindi ha un’azione eccitante e sti-
molante sul sistema nervoso. Se si beve il tè mate, si
dovrebbe evitare di bere il caffè o di assumere altre
sostanze eccitanti durante la giornata.
RODIOLA
La rodiola (Rhodiola rosea) è una pianta originaria
delle zone fredde e montuose della Siberia e del
Tibet. È presente anche nelle zone rocciose del Nord
Europa e sulle Alpi; è alta sino a 70 cm ed è provvista
di fiori di colore giallo (la forma più comune) dal tipi-
co profumo di rosa.
Dalla radice di Rhodiola rosea si ottiene un estratto
dotato di varie proprietà.
In primo luogo la rodiola è dotata di un effetto modu-
lante sul tono dell’umore. Il suo principio attivo (sali-
droside) è in grado di aumentare i livelli di serotonina
e di dopamina esercitando una azione adattogena
sullo stress. La rodiola è un rimedio antidepressivo e
anti-ansia, che può quindi essere utile per favorire il
controllo della fame compulsiva che compare in caso
di depressione o ansia.
Oltre a queste proprietà, la rodiola contribuisce alla
riduzione del peso corporeo aumentando la mobiliz-
zazione e il consumo dei grassi del corpo, se associa-
ta a una corretta alimentazione e a un’attività motoria
moderata e costante.
La conseguente riduzione del tessuto adiposo è
accompagnata da un certo sviluppo delle masse mu-
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CAPITOLO 6
Controllare
gli attacchi di fame
Vi insegniamo a distinguere,
e a gestire, la fame compulsiva,
sia quando parte dalla testa
sia quando nasce dallo stomaco
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GLUCOMANNANO
Il glucomannano (Amorphophallus konjac) è un tube-
ro di origine asiatica, dalle cui radici si ricava un estrat-
to secco che possiede azione “saziante”, particolar-
mente efficace per ridurre il senso di fame agendo
all’interno dello stomaco.
Questa funzione “blocca-fame” è dovuta al fatto che
l’estratto è costituito da una molecola (detta gluco-
mannano, un polimero formato da glucosio e manno-
sio) che possiede un’elevata capacità di assorbire i
liquidi, specialmente quando si trova in un ambiente
di liquido acido (come quello dello stomaco). In prati-
ca, una volta ingerito e giunto a contatto con le secre-
zioni digestive acide dello stomaco, il glucomannano
si rigonfia e può aumentare di almeno 80 volte rispet-
to al volume iniziale. Questo rigonfiamento provoca
un senso di sazietà agendo direttamente dall’interno
dello stomaco.
Inoltre, poiché il glucomannano agisce come una fibra
alimentare solubile, esso aumenta la viscosità del bolo
alimentare durante la digestione: in pratica il bolo di
cibo diventa più liscio e molle. In questo modo si ridu-
ce il tempo di permanenza del bolo alimentare nel
tubo digerente e lo si rende meno “attaccabile” dal-
l’azione degli enzimi digestivi. Una prima conseguen-
za di tale meccanismo è che l’assorbimento dei prin-
cipi nutritivi (zuccheri, grassi) viene ridotto. Questo
effetto rende il glucomannano particolarmente utile
per tutte le problematiche legate a sovrappeso, obe-
sità, diabete, aumento del colesterolo e dei trigliceri-
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GOMMA DI GUAR
La gomma di guar deriva dalla macinazione dei semi
del guar (Cyanopsis Tetragonoloba) ed è una fibra solu-
bile ricca di galattomannano (un polimero costituito da
galattosio e mannosio).
La gomma di guar è un addensante frequentemente
utilizzato nell’industria alimentare. Analogamente al
glucomannano e a tutte le fibre solubili, viene impiega-
ta a scopo dietetico per sfruttare la sua capacità di
ridurre il tempo di transito intestinale del cibo, in modo
da diminuire assimilazione di glucidi e lipidi a livello
intestinale, e come rimedio antifame, in quanto induce
senso di sazietà di tipo meccanico (determina una sen-
sazione tipo “bolla nella pancia”). Di conseguenza è
utile in caso di senso di fame continua, “vuoto” nello
stomaco, specie se associati a sovrappeso, diabete e
aumento dei grassi nel sangue.
COME ASSUMERLA
Il dosaggio raccomandato è di 20-40 g al giorno.
EFFETTI COLLATERALI
Può avere un blando effetto lassativo.
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PSILLIO
Lo psillio è un rimedio naturale estratto dai tegumen-
ti dei semi di Plantago ovata (o Ispagula), i quali sono
costituiti per circa il 10-20 % da mucillagini, (xilosio,
acido galatturonico, arabinosio e ramnosio). Esso è
quindi ricchissimo di fibre solubili che lo rendono utile
per accelerare il passaggio del cibo nel tubo digeren-
te, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi.
Tuttavia, lo psillio è un potente lassativo, per cui più
che per ridurre la fame, viene utilizzato maggiormen-
te quando, oltre a problemi di colesterolo, trigliceridi,
diabete, sovrappeso, vi è stitichezza ostinata, che non
migliora con il semplice aumento di fibre nella dieta.
COME ASSUMERLO - Il dosaggio è di 10 g al gior-
no in 2 somministrazioni.
GARCINIA CAMBOGIA
L’acido idrossicitrico ricavato dalla buccia dei frutti di
garcinia (o tamarindo del Malabar, un arbusto tropica-
le, originario dell’India e del Pakistan.) favorisce il
deposito di riserve di energia nel fegato sotto forma
di glicogeno. Questo fenomeno invia al cervello un
segnale che indica che l’organismo è “sazio”. Di con-
seguenza il senso di fame si spegne. Purtroppo, que-
sto effetto della garcinia sul senso di fame non è sem-
pre presente in tutti i soggetti, ma può variare da indi-
viduo a individuo e anche nello stesso individuo in
momenti diversi. In particolare, sembra che tale effet-
to sia presente soltanto quando l’introduzione di zuc-
cheri con l’alimentazione è superiore al fabbisogno,
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ESTRATTO SECCO
La fitoterapia si avvale
di molte formule per sfruttare
i principi attivi delle piante,
per esempio l’estratto
secco, un potente concentrato
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Rimedi omeopatici
per gli attacchi di fame
Possiamo distinguere tra i rimedi per calmare la fame
nervosa e quelli per calmare la fame che parte dallo
stomaco. Spesso può non essere facile distinguere tra
le due sensazioni, che molte volte sono sovrapposte.
IGNATIA AMARA
Può essere indicata in particolare per calmare il desi-
derio di mangiare cibi “proibiti”. Si tratta tipicamente
di una fame nervosa che però non si placa dopo avere
mangiato il cibo vietato, anzi più lo si mangia per cer-
care di soddisfare questo bisogno, più la voglia di tra-
sgredire e di mangiarlo aumenta. Possono essere pre-
senti anche nausea e una sensazione di vuoto allo sto-
maco che, al contrario della fame nervosa, migliora
mangiando.
Nel soggetto Ignatia, la fame nervosa diventa massi-
ma nella tarda mattinata (verso le 11) e aumenta in
presenza di emozioni forti, dopo shock affettivi e
dispiaceri o dopo l’uso di eccitanti e stimolanti (inclu-
so il caffè), mentre si riduce con il caldo e quando ci si
dedica a passatempi (per esempio, pittura, giardinag-
gio, lettura).
Dal punto di vista comportamentale la fame nervosa
è associata a sbalzi di umore, spesso con sospiri con-
tinui e profondi, sbadigli e palpitazioni.
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COME ASSUMERLA
In linea di massima la posologia consigliata per
la fame nervosa è alla 9 CH, una dose ogni mattina (al
risveglio) per un periodo breve o medio (per esempio,
due-quattro settimane). Tuttavia, a causa della partico-
lare iper-reattività di questi soggetti, la concentrazione
del rimedio omeopatico e la durata del trattamento
dovranno essere stabilite caso per caso.
IGNATIA AMARA
Si ricava dai semi essiccati
della Strychnos ignatii,
un arbusto rampicante
originario delle Filippine
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NUX VOMICA
Nux vomica è utile per gli attacchi di fame nervosa, in
particolare in quelle persone che hanno una spiccata pre-
dilezione per caffè, alcolici, spezie, cibi piccanti o condi-
menti. A differenza di quanto visto con Ignatia amara, in
questo caso la fame nervosa viene placata immediata-
mente dall’assunzione del cibo. Inoltre, possono essere
presenti disturbi addominali, che compaiono una o due
ore dopo i pasti e sono caratterizzati dalla sensazione di
avere un mattone sullo stomaco o un nodo allo stomaco
o di indossare una cintura troppo stretta.
COME ASSUMERLA - La concentrazione di Nux vomi-
ca è solitamente di 9-15 CH, ma dipende anche
da quanto tempo sono presenti gli attacchi di fame.
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ANACARDIUM ORIENTALE
Anacardium orientale può essere un valido aiuto per
regolare l’appetito nelle persone che dichiarano di
avere attacchi di fame “contro la loro volontà” e
“nonostante tutti i buoni propositi”. La sensazione di
fame parte dallo stomaco e migliora riempiendolo,
quindi mangiando grosse quantità di cibo (alimenti
solidi e consistenti); in particolare vi è spiccato desi-
derio di salumi, formaggio, salmone, cioccolato, che
peraltro sono gli stessi cibi che scatenano il gonfiore.
Tuttavia, una volta placata, la sensazione di fame può
ripresentarsi dopo un paio d’ore. Essa viene percepi-
ta come un senso di “vuoto” e talvolta è associata a
fastidi o dolori veri e propri allo stomaco legati alla
ANACARDIUM ORIENTALE
Ha frutti neri e lucidi e non va
confuso con l’anacardo
occidentale, di colore giallo,
che consumiamo
come frutta secca
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LYCOPODIUM
Lycopodium è il rimedio omeopatico indicato per la
sensazione di fame caratterizzata da un forte deside-
rio di dolciumi e di cibi molto caldi, che viene rapida-
mente placata dall’ingestione dei cibi desiderati o di
bevande calde, con successiva rapida comparsa di
senso di pienezza dello stomaco dopo il primo bocco-
ne e, talvolta, arrossamento del viso.
Spesso i cibi di cui si sente forte bisogno possono
essere mal tollerati, provocando sensazione di gonfio-
re, fastidio o dolore, sensazione che gli indumenti
siano troppo stretti in vita, talvolta rumori intestinali.
Gli attacchi di fame si fanno sentire prevalentemente
tra le ore 16 e le 20, al mattino o al risveglio, quando
il clima è caldo e con l’esercizio fisico. Se l’individuo
trascorre più periodi all’aperto, al fresco, muovendosi
lentamente (per esempio, camminando), gli attacchi
si fanno sentire di meno.
COME ASSUMERLO
Di solito può essere sufficiente una dose alla 15
o 30 CH ogni quattordici giorni, ma ci può essere la
necessità di assumere diluizioni minori (per esempio,
9 CH) durante l’attacco di fame oppure ogni giorno se
gli attacchi di fame sono molto frequenti.
LYCOPODIUM CLAVATUM
È la pianta dalla quale si estrae
il rimedio omeopatico, usata
in erboristeria come lassativo.
Il suo nome significa “piede di lupo”
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KALIUM PHOSPHORICUM
Kalium phosphoricum è uno dei dodici sali descritti
dal dottor Schüssler (1821-1898). Il rimedio è indicato
per i soggetti che presentano una sensazione di vuoto
allo stomaco che migliora mangiando, con il movi-
mento lento e tranquillo, con le emozioni piacevoli e
con la compagnia, mentre peggiora con il freddo, con
il movimento prolungato, con l’affaticamento psicofi-
sico e con il lavoro intellettuale.
Sono persone che presentano tipicamente ipersensi-
bilità al rumore e al contatto corporeo (evitano di farsi
toccare, sono sensibilissimi ai “solletici”).
Si stancano con facilità, sono inclini all’insonnia e agli
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SULFUR
Sulfur è il rimedio omeopatico per quei soggetti che
manifestano sete intensa e scarso appetito, ma con
particolare desiderio di dolci, di bevande alcoliche, di
cibi piccanti e avversione per la carne.
Sono soggetti con tendenza ai disturbi del metaboli-
smo e sovraccarico del fegato. Il loro sonno è solita-
mente leggero. Sudano in maniera abbondante. Le
sensazioni aumentano in tarda mattinata, mentre
migliorano con il tempo caldo e secco (ma non trop-
po caldo né troppo secco), con il movimento, talvolta
con il riposo.
SEPIA
Di per sé il soggetto Sepia è un inappetente, cioè ha
scarso interesse per il cibo (la vista e l’odore del cibo
in genere lo disgustano e non tollera il latte e i lattici-
ni), ma dall’altra parte presenta forte desiderio di tutti
i cibi acidi, piccanti, di aceto, di cetriolini sottaceto, di
condimenti acidi (senape) e abbondanti, amari o
molto conditi che possono poi portarlo a disturbi
digestivi, fegato appesantito, accumulo di scorie ali-
mentari e sovrappeso.
Dal punto di vista comportamentale, il soggetto
Sepia, solitamente di sesso femminile, è una persona
costituzionalmente non grassa, dai capelli bruni,
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Raccomandazioni
Consumare verdure prima del pasto: le verdure
(soprattutto l’insalata) richiamano acqua e provocano
senso di sazietà, placando la fame, inoltre possono
essere consumate anche in abbondanti quantità (200-
300 g) senza comportare un significativo aumento del-
l’apporto di calorie.
INSALATA
In molti Paesi, tra i quali
la Francia, c’è la sanissima
abitudine di iniziare
il pasto con un’insalata,
che serve, tra l’altro,
a “regolare” la fame
iniziale con
un cibo ipocalorico
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Cromoterapia
Il blu rilassa e combatte la fame nervosa. Da un punto
di vista energetico, il blu è un colore “freddo” (yin, in
medicina cinese), complementare all’arancione, che è
invece un colore caldo e vivace (yang), tipicamente
estivo: il blu possiede quindi un effetto rinfrescante e
rilassante sul corpo e viene utilizzato per la sua azione
sedativa e tranquillante sulla psiche, sicuramente utile
in tutti coloro che non riescono a essere costanti nel
seguire una dieta, soffrono di fame emotiva e di con-
seguenza tendono a innervosirsi e a perdere la
pazienza e la fiducia.
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CAPITOLO 7
Ottimizzare la funzione
digestiva
I rimedi per favorire le prime fasi
della digestione, fondamentali
per una corretta “demolizione” del cibo
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La digestione e lo stomaco
La digestione inizia a livello della bocca, all’interno
della quale gli alimenti devono essere ben triturati dai
denti, ben impastati dalla lingua e ben lubrificati e
ammorbiditi dalla saliva. Quest’ultima contiene enzimi
speciali, come la ptialina, che consentono di digerire
già in parte gli zuccheri introdotti con gli alimenti. La
digestione degli zuccheri prosegue poi nello stomaco
grazie alla presenza di enzimi appositi. Infatti, il cibo
insalivato e triturato viene deglutito e, percorrendo
l’esofago, un lungo tubo che si trova all’interno del
torace, raggiunge lo stomaco.
Lo stomaco quindi rappresenta il serbatoio che rice-
vere gli alimenti e le bevande provenienti dall’esofa-
go: il suo compito è innanzitutto quello di accogliere
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FICUS CARICA
Le gemme di fico (Ficus carica) sono usate come coa-
diuvante per i problemi digestivi dello stomaco (diffi-
coltà digestive dovute a diete iperproteiche, sonno-
lenza dopo i pasti e pesantezza allo stomaco) che soli-
tamente compaiono quando la secrezione di succhi
gastrici e i movimenti dello stomaco sono diminuiti o
poco efficaci. Le proprietà digestive di Ficus carica
sono da attribuire agli enzimi digestivi contenuti nelle
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FICUS CARICA
È la più comune
pianta di fico delle
nostre latitudini.
Si chiama “carica”
per ricordare
le sue origini in Caria,
nell’Asia Minore
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GENTIANA LUTEA
Già conosciuta per le sue
proprietà medicinali nel
Medioevo, questa pianta
fiorisce per la prima volta
dopo dieci anni di vita
GENZIANA
Ricca di sostanze amare e zuccheri, la radice essicca-
ta della genziana maggiore (Gentiana lutea) viene
impiegata in fitoterapia come rimedio eupeptico e
digestivo nei soggetti che presentano digestione
lunga, lenta, difficoltosa, con senso di pienezza allo
stomaco. Molto noto e diffuso è anche il suo utilizzo
nell’industria liquoristica, per la preparazione di amari
“digestivi”, che però hanno l’inconveniente di un ele-
vato tasso alcolico (e l’alcol, come sappiamo, non fa
bene allo stomaco e neppure al fegato).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 250 ml di acqua bollente sopra
mezzo cucchiaino di radice di genziana essiccata e
sminuzzata, lasciare riposare per 10 minuti, poi filtrare.
Bere una tazza tre volte al giorno, mezz’ora prima dei
pasti principali.
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TRIFOGLIO FIBRINO
Assieme alla radice di genziana, con cui condivide
molte proprietà, le foglie essiccate di Trifoglio fibrino
(Menyantès trifoliata), una pianta acquatica diffusa
nella pianura padana, sono uno dei migliori rimedi per
il trattamento delle varie forme di dispepsia e vengo-
no utilizzate essenzialmente come rimedio tonico-sti-
molante della funzionalità gastrica, eupeptico, favo-
rendo la secrezione dei succhi gastrici quando questi
sono necessari.
COME ASSUMERLO
Infuso: lasciare 60 g di foglie di trifoglio fibrino
in 1 litro di acqua bollente per 10 minuti, filtrare e
berne una tazza dopo i pasti principali, eventualmen-
te dolcificando con un cucchiaino di miele.
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CUMINO
Il cumino (Carum carvi o cumino dei prati) è una pian-
ta aromatica molto diffusa nel Nord Italia, che fruttifi-
ca in maggio-settembre. Sull’etichetta di molti pro-
dotti esso è indicato semplicemente come “Carvi”.
Non va confuso con il cumino indiano (Cuminum
cyminum), utilizzato prevalentemente in ambito culi-
nario assieme al curry, al quale è molto simile, ma da
cui si differenzia perché ha un sapore un po’ meno
“particolare”, speziato e “ricercato”. I semi del cumi-
no dei prati contengono un olio essenziale che confe-
risce loro un sapore simile a quello dei semi di anice e
di finocchio. La frazione più importante di tale olio
essenziale è costituita da due terpeni, il carvone e il
limonene, che svolgono una significativa azione rego-
latrice della funzionalità gastrointestinale, stimolando
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CORIANDOLO
Usati sin dall’antichità come pianta aromatica e medi-
cinale, i frutti di coriandolo (Coriandrum sativum)
hanno un’azione carminativa simile a quella di cumi-
no, anice e finocchio, anche se meno significativa. Il
coriandolo infatti contribuisce ad aumentare la secre-
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CORIANDOLO
I suoi semi sono molto usati
in cucina e si abbinano con cavoli,
crauti, legumi, pesce, agnello
maiale, nelle mele al forno.
Ideali per profumare i funghi
e le verdure sott'aceto
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ANANAS
Le caratteristiche dell’ananas verranno illustrate
meglio nel Capitolo 14, relativo alla cellulite. In que-
sto paragrafo ricordiamo semplicemente che la bro-
melina contenuta in questo frutto è un enzima vege-
tale che possiede un’azione simile alla pepsina dello
stomaco e che quindi, oltre alle proprietà antiedema
e antiritenzione, facilita la digestione delle proteine.
ANGELICA
La radice essiccata di Angelica (Angelica arcangelica),
tradizionalmente usata per la preparazione di liquori
digestivi e amari tonici, è particolarmente utile nelle
dispepsie dovute a una diminuzione della secrezione
di succhi gastrici. L’effetto collaterale di cui tenere
principalmente conto quando si assume Angelica in
un trattamento dimagrante è che essa può aumenta-
re lo stimolo della fame (è bene quindi associare un
rimedio omeopatico antifame).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 240 ml di acqua bollente su un
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ANGELICA
In cucina, le foglie e gli steli possono
essere cucinati come verdure o aggiunte
per insaporire il pesce. Le foglie
crude si possono aggiungere
alle insalate. Gli steli decorticati
possono essere utilizzati
nella preparazione di liquori d’erbe
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ACHILLEA
L’Achillea millefoglie è una
pianta dalle molteplici attività,
in quanto ricca di oli essenziali
(di cui il principale è l’azulene),
polifenoli, flavonoidi, cumarine, ecc.. Tra le tante atti-
vità utili, essa viene impiegata come tonico, stomachi-
co e antispasmodico, quindi favorisce i processi dige-
stivi quando questi risultano difficoltosi. Bisogna però
tenere presente che, analogamente a quanto avviene
nel caso dell’angelica e della genziana, essa stimola
l’appetito.
COME ASSUMERLA
Infuso: versare una tazza di acqua bollente su 1-
2 cucchiaini di pianta essiccata e triturata o su un cuc-
chiaino di fiori di achillea, lasciare riposare per 10-15
minuti coprendo con un coperchio, poi filtrare e berne
2-3 tazze al giorno lontano dai pasti.
Succo: è già disponibile in commercio (in genere, in
erboristeria) oppure si può preparare pressando o
centrifugando la pianta. Se ne assumono 3 cucchiaini
al giorno lontano dai pasti.
Estratto idroalcolico (tintura): si può preparare met-
tendo 30 g di fiori essiccati e triturati o 45 g di pianta
essiccata in 120 g di alcol (al 70%). Lasciare riposare
per 10 giorni, filtrare e assumere 20-25 gocce diluite in
mezzo bicchiere d’acqua 3 volte al giorno.
Se invece si preferisce acquistare il prodotto già dispo-
nibile in commercio: 3 gocce ogni 10 chili di peso cor-
poreo due volte al giorno.
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CENTAUREA MINORE
La Centaurea minore (Erythraea centaurium) possiede
un’azione eupeptica, digestiva, depurativa indicata in
caso di disturbi digestivi. È usata nella preparazione di
aperitivi. Da una parte favorisce la digestione, ma dal-
l’altra può anch’essa stimolare la fame e l’appetito, a
meno che non si associ un rimedio antifame (vedi il
capitolo precedente).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 250 ml di acqua bollente su 2
cucchiaini di pianta essiccata. Lasciare riposare 5
minuti, poi filtrare. Bere una tazza prima dei pasti. Per
il suo gusto molto amaro è meglio dolcificare con un
cucchiaino di miele oppure miscelarla con altre erbe
per preparare l’infuso (foglie di menta, semi di finoc-
chio, che sono più gradevoli e aromatici).
Tintura madre: può essere acquistata già preparata in
commercio (erboristeria) oppure la si può preparare
ponendo 100 g di pianta in 500 ml di alcol al 70%,
lasciare macerare per 8 gior-
ni, agitando di tanto in tanto
e poi filtrare. Assumerne 20
gocce prima dei pasti.
PRECAUZIONI
È bene non abusarne: a forti
dosi può essere irritativa per
lo stomaco. La tintura madre,
essendo alcolica, è sconsi-
gliata a chi soffre di gastrite
o ha problemi di fegato.
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Tisane digestive
INFUSO CON ALLORO
Immergere 30 g di foglie fresche o secche di alloro in
1 litro di acqua bollente e lasciare riposare per 10
minuti. Filtrare e bere una tazza dell’infuso dopo i
pasti principali (una tazza).
INFUSO CON SALVIA
Miscelare 1 cucchiaino di salvia (foglie), 1 cucchiaino di
melissa (foglie) e 1 cucchiaino di lavanda (fiori) in una
tazza di acqua bollente. Lasciare in infusione per 10
minuti. Filtrare e dolcificare con 1 cucchiaino di miele.
Da bere a digiuno al mattino e lontano dai pasti.
INFUSO CON MARRUBIO
In un litro di acqua bollente porre una miscela di circa
30 g costituita da marrubio (sommità), genziana (radi-
ce) e menta piperita (foglie) in parti uguali. Lasciare
riposare per 15 minuti. Da assumerne una tazzina da
tè dopo i pasti principali.
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Rimedi omeopatici
per la digestione
GRAPHITES
Graphites è il rimedio omeopatico per chi soffre di
dispepsia e flatulenza, con dolore allo stomaco che
migliora soprattutto quando si mangiano cibi e assu-
mono bevande caldi o tiepidi, dei quali però il malato
non prova alcun desiderio.
Altri segni caratteristici sono alito fetido, stitichezza
cronica, sensazione di pienezza e pesantezza alla pan-
cia che si può manifestare come una sensazione di
indossare una cintura troppo stretta.
Tipico dei soggetti Graphites è il desiderio di bere
birra. Spesso è anche presente bulimia, che si esprime
con particolare desiderio per i dolci e la carne.
Altre volte, tuttavia, vi è completa avversione per
questi alimenti.
Il soggetto Graphites è tipicamente una donna che è
vicina alla menopausa o vi è appena entrata.
Dal punto di vista psicologico e comportamentale è
una persona con lentezza nel pensare e nel prendere
decisioni, ipersensibile, con tendenza e facilità al pian-
to, manifestazioni di ansia, paura e improvvisi arrossa-
menti del viso. Considerata anche la tendenza all’obe-
sità e al sovrappeso, possiamo dire che Graphites è
uno dei rimedi omeopatici più utilizzati in chi segue
un trattamento dimagrante, per cui verrà ulteriormen-
te citato in altri capitoli.
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ASA FOETIDA
Si tratta di una pianta originaria delle regioni deserti-
che dell’Asia. Il rimedio omeopatico, prodotto a par-
tire dalla resina della radice, è utile per risolvere il
gonfiore allo stomaco, dovuto ad aerofagia, ossia
all’ingestione involontaria di aria (favorita da ansia,
stress, parlare mentre si mangia, ecc.) associata a
eruttazioni numerose e difficoltose, flatulenza, contra-
zioni spastiche dell’esofago, che procurano una sen-
sazione come se ci fosse una bolla che risale dal basso
verso l’alto. Le sensazioni peggiorano di notte e con
la palpazione della pancia, mentre migliorano stando
all’aria aperta.
POSOLOGIA: per i sintomi digestivi, Asa foetida si
assume alla 5 CH, una dose due volte al giorno
per un mese.
ROBINIA PSEUDO-ACACIA
Il rimedio omeopatico preparato a partire dalla cor-
teccia di Robinia è indicato specialmente in caso di
bruciori allo stomaco con acidità che compare o peg-
giora nelle ore notturne, eruttazioni acide e mal di
testa associati ai sintomi digestivi.
POSOLOGIA: in genere si somministra alla 5 CH, una
dose per un mese, da assumere prima dei pasti.
ANTIMONIUM CRUDUM
Antimonium crudum (trisolfuro di antimonio) è un
composto minerale particolarmente efficace per i
gonfiori dirompenti e improvvisi dello stomaco, che
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ANACARDIUM ORIENTALE
La tintura madre prodotta a partire dal frutto essicca-
to di Anacardium orientale, già descritta per gli attac-
chi di fame, è un altro rimedio omeopatico che può
essere utile per i disturbi digestivi dello stomaco. Essa
viene utilizzata per i gonfiori localizzati nella parte alta
della pancia, che compaiono soprattutto dopo avere
consumato pasti copiosi.
POSOLOGIA: per i disturbi digestivi, la dose di
Anacardium orientale è alla 7 o 9 CH da assume-
re all’insorgere dei sintomi fino alla loro scomparsa,
per non più di un mese.
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Raccomandazioni
Evitare gli alimenti che, in base all’esperienza perso-
nale, rallentano o rendono difficoltosa la digestione,
provocano gonfiore addominale o acidità.
Evitare in linea di massima gli alimenti fritti e molto
ricchi di grassi, gli spuntini fuori pasto, gli alcolici, le
bevande gassate, il caffè, il fumo di sigaretta.
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CAPITOLO 8
Ridurre il gonfiore
alla pancia
Ci sono quattro rimedi omeopatici
che curano altrettanti
tipi di gonfiore addominale:
alto, centrale, basso e diffuso
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Prevenzione e cura
Le raccomandazioni generali da seguire per preve-
nire o risolvere i gonfiori della pancia sono:
evitare alimenti fritti, grassi, spuntini fuori pasto
e gli alimenti che, per esperienza personale, provo-
cano gonfiore;
non consumare cibi troppo freddi o troppo caldi;
non consumare cibi contenenti gas (bevande friz-
zanti);
masticare e insalivare il cibo con calma, adegua-
tamente e a sufficienza, evitando di inghiottire i
bocconi velocemente;
limitare il consumo di alcol, caffè e fumo di siga-
retta;
abituarsi a fare delle camminate giornaliere.
Vedi anche le raccomandazioni indicate nel capito-
lo seguente, dove si parla del meteorismo e si
danno consigli alimentari e comportamentali per
questo disturbo associato a pancia gonfia.
MODERAZIONE
Patatine fritte e bibita
gassata e zuccherata: due
alimenti che, arrivati
nell’intestino, fermentano
e creano gonfiore
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AGRUMI
Tutti gli agrumi,
in particolare le arance,
sono indicati per chi
soffre di stipsi e gonfiore
addominale
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sì Via libera a
frutta come
mele, pere,
pesche
no Da limitare
al massimo
latte
e derivati
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sì no
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THUYA
La Thuya occidentalis,
detta anche cedro
americano, è una pianta
usata anche
in erboristeria
per la preparazione
di prodotti per la cura
di fibromi, reumatismi,
diarrea e catarro cronico
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CAPITOLO 9
Regolarizzare l’intestino
La stipsi ha cause in prevalenza
alimentari o dovute alla scarsa attività fisica,
ma si manifesta con varianti,
per ognuna delle quali esiste un rimedio
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L’attività dell’intestino
L’intestino è un canale molto lungo (complessivamen-
te circa 8 metri), che può essere suddiviso in due seg-
menti: l’intestino tenue e l’intestino crasso. L’intestino
tenue è lungo circa sei metri, è tutto avvolto su se
stesso a formare la cosiddetta “matassa” di anse inte-
stinali che occupa la parte centrale e inferiore dell’ad-
dome. Esso fa seguito al duodeno ed è a sua volta
suddivisibile in due segmenti, il digiuno e l’ileo.
L’intestino tenue svolge diverse funzioni, le principali sono:
1) favorire, attraverso particolari movimenti, detti
“peristaltici”, il rimescolamento e la progressione del
chimo verso l’intestino crasso;
2) provvedere alla digestione e all’assorbimento di
acqua, sali minerali, proteine, grassi, vitamina B12,
ecc., favoriti dalla presenza dei villi intestinali (piccole
pieghe della parte intestinale).
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
erbe anti-meteorismo.
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1 Erbe lassative
A seconda del meccanismo con cui esercitano il loro
effetto, le erbe con funzione lassativa possono essere
a loro volta distinte in tre gruppi: (a) erbe lassative di
volume e (b) erbe lassative di contatto (c) erbe emol-
lienti. Per la scelta del rimedio ci si deve basare soprat-
tutto sulle controindicazioni che verranno segnalate di
seguito. In assenza di controindicazioni, in linea di
massima le erbe lassative di volume ed emollienti sono
quelle utili per le stitichezze presenti da molto tempo,
mentre le erbe da contatto sono più indicate per le
forme occasionali di stitichezza. In generale le fibre
solubili (pectine, gomme, mucillagini) sono dotate,
oltre che di una certa azione lassativa (specialmente lo
psillio) anche di una buona capacità di ridurre l’assor-
bimento di alcune sostanze nutritive come i grassi e gli
zuccheri, mentre le fibre insolubili (cellulosa) sono otti-
mi lassativi di massa un po’ più potenti.
“DI VOLUME”
Le erbe lassative di volume (o “formanti massa”) sono
così chiamate perché favoriscono l’evacuazione inte-
stinale aumentando la massa fecale. L’aumento della
massa delle feci stimola i movimenti peristaltici del-
l’intestino e quindi previene i rallentamenti e la stiti-
chezza. In genere queste erbe sono utili in quelle
forme di stitichezza con feci scarse, piccole e dure, ma
dovrebbero essere utilizzate solo quando non è pos-
sibile aumentare l’introduzione giornaliera di fibre con
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
PSILLIO
Già descritto in parte nel Capitolo 6, lo psillio
(Plantago ovata) è una pianta originaria del bacino del
Mediterraneo e del Medio Oriente, specie nei terreni
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
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Agar-agar
L’agar-agar (Gelidium armansii, Gelidium cartilagi-
neum) è un estratto secco ricavato da alcune alghe
della famiglia delle Gelidiacee, utilizzato come
addensante nell’industria farmaceutica e dolciaria.
Il suo principale impiego in fitoterapia è legato
all’effetto lenitivo, antinfiammatorio e protettivo
che esso esercita a livello della mucosa dello sto-
maco e dell’intestino. Tale azione è dovuta al fatto
che, una volta ingerito, l’agar forma uno strato sot-
tile che riveste le mucose di tali visceri creando una
sorta di barriera meccanica che le protegge da
eventuali danni dovuti a infiammazione. L’effetto
lassativo compare a dosaggi più elevati rispetto a
quelli usati a scopo protettivo ed è dovuto alla sua
elevata capacità di assorbire acqua.
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
“DI CONTATTO”
Le erbe lassative di contatto regolarizzano l’intestino
non tanto aumentando il volume delle feci, come le
erbe precedenti, quanto agendo a livello della parete
intestinale stimolando i movimenti peristaltici grazie
alla presenza di particolari sostanze chimiche apparte-
nenti al gruppo degli antrachinoni.
Questi rimedi sono quindi utili nelle forme di stitichez-
za dette “atoniche”, cioè in cui il volume delle feci è
normale, ma vi è un rallentamento dei movimenti
intestinali (per esempio, dovuto a scarsa attività fisica,
sedentarietà, riposo obbligato, ecc.).
Tra i rimedi più utilizzati di questo gruppo vi sono
soprattutto l’aloe, la cassia angustifolia (o senna), la
cascara sagrada, il rabarbaro e la frangula. Vi fa parte
anche l’olio di ricino, che attualmente non è più così
frequentemente utilizzato come in passato.
PRECAUZIONI
Le controindicazioni e gli effetti collaterali sono iden-
tici a quelli degli altri lassativi. La durata di utilizzo di
queste erbe deve essere limitata a pochissimi giorni,
perché alla lunga esse possono provocare diarrea con
conseguente perdita di sali minerali (soprattutto
potassio e sodio), irritazione della mucosa intestinale
e rettale, dolori addominali. A differenza dello psillio
e del glucomannano, queste piante non possono e
non devono essere assunte in gravidanza né durante
l’allattamento. Inoltre, l’abuso di erbe ricche di antra-
chinoni può causare assuefazione, per cui con l’uso
prolungato l’effetto lassativo si può ridurre. Il primo
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ALOE
L’aloe è una pianta tropicale nota sin dall’antichità
come rimedio per la cura delle ferite. Per uso interno,
invece, la principale proprietà dell’aloe è quella lassa-
tiva e quindi depurativa, grazie alla presenza degli
antrachinoni. Tuttavia, bisogna tenere presente che si
tratta di una delle piante antrachinoniche più irritanti
e va usata con cautela, senza superare le dosi e la
durata di somministrazione consigliate.
COME ASSUMERLA
Dal succo di aloe si ricava l’estratto secco nebu-
lizzato e titolato in barbaloina minimo 19% e massimo
21%. La posologia consigliata è di 50 mg al giorno di
tintura o estratto in due somministrazioni durante i
pasti per non più di due settimane. In seguito, dopo
ALOE
Una tavoletta
del 2200 a.C. trovata
in Persia documenta
l’antichissimo uso
terapeutico di questa
pianta
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
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CASCARA SAGRADA
La cascara è una pianta della famiglia delle
Cesalpiniaceae, originaria del Nord America, ma
ormai diffusa in tutto il mondo. Essa è particolarmen-
te indicata per il trattamento della stitichezza occasio-
nale, come quella che può comparire durante un trat-
tamento dimagrante. La corteccia della Cascara
sagrada è ricca di glicosidi antrachinonici che stimola-
no i movimenti del colon, stimolano la secrezione di
elettroliti, acqua e muco nel lume del colon e riduco-
no il riassorbimento di acqua da parte del colon stes-
so. L’effetto lassativo si manifesta dopo circa 8-12 ore
dall’assunzione per bocca. Sembra che la cascara non
agisca semplicemente da purgante, ma ristabilisca il
naturale tono del colon.
COME ASSUMERLA
Il preparato migliore è l’estratto secco nebu-
lizzato della corteccia di Cascara sagrada, che però
per garantire l’effetto desiderato deve essere titolato
in antraglucosidi minimo 7%.
Se ne assumono 2-3 mg per kg di peso al giorno, pre-
feribilmente in un’unica somministrazione alla sera e
per poco tempo (non più di 4-5 giorni).
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
PRECAUZIONI
La Cascara sagrada è controindicata durante la gravi-
danza o nei periodi in cui la si sta programmando,
durante l’allattamento, in età pediatrica (controindica-
zione assoluta sotto i 2 anni di età; dopo approvazio-
ne medica al di sopra dei 2 anni) e in caso di malattie
acute o croniche del fegato.
RABARBARO
Il rabarbaro (Rheum rhaponticum) è un’erba originaria
della Cina. Le sue radici vengono utilizzate sin dall’an-
tichità come rimedio lassativo e digestivo. A differen-
za delle altre erbe di questo sottogruppo, l’effetto
lassativo del rabarbaro è un po’ meno dirompente,
grazie alla presenza dei tannini che sono dotati di un
effetto astringente.
COME ASSUMERLO
Infuso: versare 150 ml di acqua bollente su un
cucchiaino raso di polvere di radice di rabarbaro,
lasciare riposare 10 minuti, filtrare, dolcificare con un
cucchiaino di miele e berne una tazza al mattino a
RABARBARO
Abbiamo ereditato
dall’antica Cina l’uso
medicinale del rabarbaro.
Ma si usa anche in cucina
per marmellate o, le foglie
fresche, come verdure
da cuocere
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FRANGULA
La corteccia della frangula (Rhamnus frangula) è ricca
di antrachinoni che ne fanno un efficace lassativo,
usato prevalentemente sotto forma di tisane (1 cuc-
chiaino in una tazza di acqua molto calda).
Valgono le stesse regole (controindicazioni, effetti col-
laterali, durata d’uso) indicate per tutta la classe di
queste erbe.
FRANGULA
Per la fragilità dei suoi
rami i latini la chiamarono
“frangula” cioè
“che si spezza facilmente”
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
“EMOLLIENTI”
Le erbe emollienti hanno un’azione simile alle erbe
lassative formanti massa viste in precedenza.
Esse possiedono un elevato contenuto di mucillagini
che si rigonfiano a contatto con l’acqua e rendono più
morbide e lubrificate le feci favorendone il passaggio
intestinale e l’evacuazione e non vengono digerite né
assorbite dall’intestino (per cui non hanno effetti col-
laterali sistemici). Tra queste piante vi sono la liquiri-
zia, la malva, il lino e l’altea.
LIQUIRIZIA
La liquirizia (Glycyrrhiza glabra), il cui nome significa
“radice dolce”, è una pianta perenne che cresce
spontanea lungo le coste dell’Europa meridionale e le
cui radici essiccate sono disponibili in commercio
sotto forma di bastoncini interi oppure sono triturate
per la preparazione di tisane. Esse sono dotate di pro-
prietà emollienti, digestive, depurative, antispasmodi-
che ed esercitano una blanda azione lassativa. La
liquirizia è quindi utile in caso di stitichezza lieve. Il
principio attivo della liquirizia è la glicirrizina, che è
dotata di proprietà ormonali simili all’aldosterone
(ormone prodotto dalle nostre ghiandole surrenali), di
cui bisogna tenere conto per quanto riguarda i possi-
bili effetti collaterali (vedi oltre). Occorre distinguere
le radici secche pure dalla liquirizia “nera” elaborata,
che viene prodotta a partire dal liquido scuro che si
ottiene sottoponendo le radici a lunga bollitura.
Quest’ultima viene frequentemente utilizzata nell’in-
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
MALVA
Con le sue foglie gli antichi
preparavano l’unguento
“foglia santa”, da applicare
sul viso per combattere
le rughe e la pelle ruvida
MALVA
Già all’epoca degli antichi Romani, si riteneva che una
pozione di succo di malva evitasse i malesseri per
tutta la giornata. In effetti, la malva è un’erba dotata
di numerose proprietà benefiche e praticamente tutte
le parti della pianta possono essere utilizzate in erbo-
risteria. Essa è ricca di mucillagini che la rendono un
ottimo lassativo e di antocianine che sono potenti
antiossidanti.
Attualmente l’uso a scopo emolliente, lassativo, anti-
spasmodico e calmante è quello principale.
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 250 ml di acqua bollente su 2-3
cucchiaini di foglie di malva, lasciare riposare per 10-
15 minuti, filtrare e bere 2 tazze al giorno.
Decotto: porre a bollire per non più di 10 minuti 30 g
di radice di malva in 1 litro di acqua, lasciare riposare
per 20 minuti, poi filtrare. Berne 2-3 tazze al giorno.
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LINO
È l’erba da cui si ricava il filo per la tessitura (in greco
linon significa “filo”). I semi sono la parte della pianta
utile per la stitichezza, essendo ricchi di mucillagine.
COME ASSUMERLO
L’olio di semi di lino, disponibile in erboristeria
in appositi flaconcini, è particolarmente efficace.
Oltre a essere utile per la stitichezza, l’olio di semi di
lino è molto ricco di acido alfa-linolenico, che è il
capostipite degli acidi grassi omega-3, per cui esso è
utile nelle diete per ridurre il colesterolo.
Composto di semi triturati: assumere 2 cucchiai di
semi freschi triturati e disciolti in almeno 250 ml di
acqua, due volte al giorno (mattino e sera). I benefici
iniziano a essere evidenti dopo 2-3 giorni.
Bevanda di semi di lino interi: versare 250 ml di
acqua fredda su 1-2 cucchiaini di semi di lino, mesco-
lare e lasciare macerare per 20 minuti, filtrare, riscal-
dare leggermente e berne un bicchiere al mattino e
un bicchiere alla sera.
ALTEA
L’altea (Althaea officinalis) è una pianta erbacea
perenne della stessa famiglia della malva, ricca di
mucillagine e quindi dotata di spiccate proprietà
emollienti, utili in caso di stipsi (oltre che nelle affezio-
ni bronchiali, nella tosse cronica, ecc.).
COME ASSUMERLA
Infuso: porre un cucchiaio di una miscela di
foglie e fiori di altea in una tazza di acqua bollente,
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
ALTEA
Dalle sue radici pestate
e spremute si ottiene
un liquido gelatinoso
emolliente e idratante
della pelle. Viene
aggiunto, insieme
ad altre sostanze,
alle creme per pelli
disidratate
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2 Erbe anti-meteorismo
Il meteorismo consiste nella presenza di gonfiore alla
pancia dovuto alla formazione di un’abbondante
quantità di gas intestinale. Esso è il risultato della fer-
mentazione di cibi non digeriti, dovuta a un’alimenta-
zione scorretta o ad alterazioni della normale flora bat-
terica intestinale. Le erbe antimeteorismo, ricche di oli
essenziali, consentono di sgonfiare la pancia riducen-
do i fenomeni di putrefazione nel colon e la formazio-
ne di gas intestinali, e favorendo quindi la motilità del-
l’intestino. In erboristeria tutte le piante dotate di que-
sta proprietà sono dette “carminative” e sono rappre-
sentate soprattutto da anice verde, finocchio, cumino,
angelica e coriandolo. Poiché le ultime tre sono già
state descritte nel Capitolo 7, qui ci occuperemo
essenzialmente dell’anice e del finocchio.
ANICE VERDE
Dal frutto (“seme”) dell’anice verde (Pimpinella ani-
sum) si ricava l’olio essenziale microincapsulato titola-
to in oli eterei (minimo 8%), dotato di proprietà spa-
smolitiche, oltre che inibenti i processi di fermentazio-
ne intestinale, per cui risulta utile in presenza di
meteorismo e/o digestione difficoltosa.
COME ASSUMERLA
Olio essenziale in capsule, con titolazione in
essenza (min. 20 ml per ogni chilo di peso) alla dose
di 300 mg al giorno mezz’ora prima dei due pasti
principali per un mese circa.
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
FINOCCHIO
I frutti del finocchio (Foeniculum vulgare) sono detti
comunemente “semi” e sono ricchi di oli essenziali ad
azione carminativa, digestiva, antispasmodica (gastri-
ca e intestinale) e antibatterica intestinale. Il finocchio
è quindi un rimedio ideale, assieme all’anice, per
ridurre il meteorismo, la sensazione di pienezza allo
stomaco e favorire la digestione. Sembra che l’olio
essenziale dei semi di finocchio abbia anche un’azio-
ne antispastica sulla muscolatura liscia del colon, utile
nel caso di coliche gassose (anche nei bambini).
COME ASSUMERLO
Estratto secco nebulizzato e titolato in olio
essenziale al 2% è uno dei modi di assunzione del
finocchio: 500-1000 mg al giorno di estratto secco da
assumere 30 minuti prima dei pasti principali.
Infusi a base di finocchio, da solo o associato ad altre
erbe carminative e lenitive (anice, melissa, camomilla,
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
TARASSACO
Dente di leone,
soffione, dente
di cane, cicoria matta
sono alcuni dei nomi
popolari con
i quali è conosciuto
il tarassaco,
piantina robustissima,
resistente
anche al gelo
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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 124
I rimedi omeopatici
per regolarizzare l’intestino
I rimedi omeopatici per la stitichezza possono essere
suddivisi in due grandi categorie:
- rimedi per il trattamento di fondo, destinati a chi è
tendenzialmente stitico;
- rimedi per la stitichezza acuta, destinati a chi soffre
di stipsi acuta occasionale.
I preparati disponibili sono molto numerosi (più di
200!). Di seguito indicheremo quindi i rimedi utili
soprattutto per la stitichezza nei soggetti in sovrappe-
so, mentre per la stitichezza dei soggetti magri riman-
diamo ad altri manuali. In ogni caso, poiché in omeo-
patia il tipo e la posologia del rimedio devono essere
personalizzate al contesto dell’individuo, in genere è
piuttosto difficile riuscire a scegliere da soli il rimedio
più opportuno per risolvere la stipsi. Per districarsi tra
i numerosi prodotti possono essere d’aiuto le doman-
de riportate in seguito, ma ancora di più la consulen-
za del medico omeopata, anche per individuare la
concentrazione di rimedio più indicata.
REGOLARIZZARE L’INTESTINO
NUX VOMICA
Utile soprattutto nella stitichezza associata a colon
irritabile, ossia quando vi è alternanza tra stipsi e diar-
rea, spesso con dolori addominali crampiformi. I sog-
getti sensibili sono stressati, tesi e nervosi, perfezioni-
sti, precisi e ordinati, freddolosi e molto sensibili agli
stimoli esterni (rumore, vento, ecc.).
GRAPHITES
È indicata specialmente nei soggetti sovrappeso,
lenti, con tendenza alle eruzioni trasudanti. Le feci
sono voluminose e vengono espulse in grosse masse
secche avvolte da muco. Possono esserci dispepsia,
flatulenza, emorroidi con ragadi dolorose.
Dal punto di vista comportamentale, il soggetto per il
quale è indicato Graphites è lento nel prendere deci-
sioni e nel reagire, è molto sensibile, ansioso e timo-
roso, piange facilmente.
oluzioni
Rimedi per la stitichezza occasionale
Ammonium muriaticum
Byronia
Collinsonia canadensis
Magnesia muriatica
Opium
Raphanus niger 125
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KALIUM CARBONICUM
La stitichezza è ostinata, le feci sono grosse e dure e
provocano dolori nella regione anale e/o rettale.
Spesso si associa a flatulenza intensa subito dopo la
fine di un pasto. Kalium carbonicum è indicato soprat-
tutto nelle persone stanche, affaticate, anemiche, con
tendenza agli edemi e che presentano spesso una
malattia cardiorespiratoria o articolare associata.
SEPIA
La stitichezza è associata a una sensazione costante di
dover defecare (che però non migliora dopo la defe-
cazione), emorroidi protruse e molto dolorose, diffi-
coltà digestive con sensazione di vuoto allo stomaco
(vedi anche il Capitolo 6). Altre caratteristiche dei
soggetti Sepia sono tristezza, irritabilità (vedi il
Capitolo 15) e tendenza alla stasi venosa.
BRYONIA
L’individuo Byronia è solido, concreto, metodico e
tenace, anche se deve sempre “ponderare” bene i
pro e i contro di una decisione, soprattutto quelli
materiali. Le feci sono secche, dure e necessitano di
grossi sforzi per essere espulse.
La secchezza delle mucose, caratteristica del sogget-
to sensibile a Bryonia, si riscontra spesso a livello della
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
AMMONIUM MURIATICUM
Utile per la stitichezza con feci dure, molto secche, spez-
zettate, associata a flatulenza. Le feci vengono espulse
con grandi sforzi. Ci sono spesso dolori lombari.
COLLINSONIA CANADENSIS
Le feci sono secche, voluminose, piuttosto chiare e
difficili da espellere. È la stitichezza tipica del sesso
femminile durante la gravidanza. Si associa a emorroi-
di fastidiose, pruriginose, che tendono a sanguinare.
MAGNESIA MURIATICA
Le feci sono piccole, secche, dure, espulse a pezzettini,
come gli escrementi di pecora. Si associano a flatulen-
za, gonfiore addominale, emicranie.
I sintomi sono peggiorati dall’ingestione di latte e deri-
vati e di cibi salati.
OPIUM
Manca del tutto la sensazione di dover defecare. Le
feci sono nere, molto secche e dure. Tipico dei sog-
getti con sete intensa e tendenza all’abuso cronico di
alcolici. Il soggetto Opium è ipersensibile a tutti gli
stimoli, ma soprattutto a quelli uditivi.
RAPHANUS NIGER
Nel soggetto sensibile a Raphanus Niger la stitichez-
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO
Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Una dieta bilanciata, comprendente un adeguato
apporto di liquidi e di fibre, è il cardine per un’effica-
ce prevenzione della stitichezza. È fondamentale
garantire all’intestino un adeguato apporto di liquidi
e fibre (verdura, frutta, ecc.) in modo da rendere le
feci meno dure, più idratate e più lubrificate. La cru-
sca integrale è il rimedio formante massa più efficace,
mentre quella macinata assunta per esempio sotto
forma di pane o biscotti integrali ha una minore capa-
cità emolliente.
Masticare e insalivare bene il cibo prima di deglutirlo:
la saliva è il primo lubrificante con cui il cibo viene a
contatto e favorisce il passaggio del chimo nel tubo
digerente.
Cibi da prediligere: yogurt, kefir (latte fermentato
ricco di probiotici), frutta (prugne, albicocche, ciliegie,
uva), verdure (cavolo, insalata), composte di frutta
cotta, bevendo anche il succo di cottura.
Cibi da evitare: salumi, grassi di origine animale,
dolci, zucchero raffinato.
CILIEGIE
Poche calorie ma ricchezza
in particolare di fibre, fosforo
e potassio. Le ciliegie hanno
una buona azione lassativa.
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CONSIGLI DI COMPORTAMENTO
Un’attività fisica costante e regolare, anche leggera,
favorisce la motilità e la peristalsi del tubo digerente.
È importante assecondare il riflesso della defecazio-
ne e cercare, per quanto possibile, di non “rimandar-
la”. Per mantenere regolare l’intestino, solitamente è
bene mantenere “regolari” anche gli orari di evacua-
zione.
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CAPITOLO 10
Contrastare
la ritenzione idrica
Chi ha chili in più tende a trattenere
i liquidi e questo fenomeno induce
ulteriore sovrappeso.
Ecco i rimedi per uscire da questa trappola
Un circolo vizioso
Il sovrappeso provoca di per sé un rallentamento
della diuresi, favorisce la stasi linfatica e venosa peri-
ferica e quindi la ritenzione idrica. La ritenzione idrica
a sua volta peggiora il sovrappeso: con il ristagno di
liquidi, le scorie si accumulano, intossicando e rallen-
tando ulteriormente il metabolismo cellulare. Si inne-
sca un circolo vizioso che molto spesso è assai diffici-
le da interrompere e alla lunga determina la compar-
sa di tutta una serie di ulteriori problematiche e disa-
gi (per esempio, pancia gonfia, cellulite, cuscinetti,
edemi e gonfiori localizzati o diffusi).
I rimedi naturali, sotto forma di prodotti fitoterapici,
ancor più se assunti come tisane e decotti, possono
essere un aiuto molto valido per porre fine a questo
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Le erbe diuretiche
Per curare questa problematica, occorrono
erbe dotate di proprietà diuretiche (aumentano la
produzione e l’eliminazione di urina) e in parte diafo-
retiche (cioè che stimolano la sudorazione). L’utilizzo
delle erbe diuretiche in una cura dimagrante ha senso
solo se siamo in presenza di ritenzione idrica: esse
fanno perdere solo acqua, quindi favoriscono la ridu-
zione della massa magra, ma ovviamente non agisco-
no sulla massa grassa. In generale il loro utilizzo
dovrebbe essere limitato nel tempo, in quanto anche
con le erbe diuretiche, a lungo andare, possono com-
parire varie problematiche legate a disidratazione e
perdita di sali minerali, con stanchezza, affaticamento,
mal di testa.
L’assunzione sotto forma di tisana e quindi con aumen-
to dell’apporto di liquidi favorisce ulteriormente l’ef-
fetto diuretico di tali piante. Una precauzione da pren-
dere durante il periodo di assunzione di erbe a effetto
diuretico è di evitare di assumerle nelle ore serali per
non svegliarsi nelle ore notturne per urinare.
BETULLA
Le foglie di betulla (Betula alba) sono ricche di flavo-
noidi e vengono utilizzate in fitoterapia come rimedio
diuretico, diaforetico, antiedematoso e depurativo,
utile per ridurre i fenomeni di ritenzione idrica e per i
calcoli renali e delle vie urinarie. Oltre a ciò, grazie alla
loro attività antiedematosa, esse possono essere
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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 134
BETULLA
Della betulla si
usano, in
erboristeria,
molte parti:
la corteccia,
la linfa, le foglie,
le gemme
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EQUISETO
Nella medicina popolare l’equiseto è solitamente uti-
lizzato come rimedio diuretico e rimineralizzante,
associando quindi due vantaggi: quello di contrastare
la ritenzione idrica e quello di non fare perdere impor-
tanti sali minerali all’organismo, anzi addirittura rein-
tegrandoli. Tra le altre proprietà, ricordiamo che
l’equiseto risulta utile anche come trattamento coa-
diuvante delle infiammazioni e delle infezioni delle vie
urinarie, come rimedio per la prevenzione dell’osteo-
porosi e come rimineralizzante per la fragilità delle
unghie e dei capelli.
COME ASSUMERLO
Capsule da 250 mg (estratto secco titolato al
19% in sali minerali e allo 0.95% in isoquercitina): 4
capsule al giorno per un mese. Il trattamento può
essere effettuato a cicli (per esempio, assumere equi-
seto per un mese, poi interrompere per 20-30 giorni,
quindi riprendere per un altro mese, e così via).
ORTOSIPHON
Il tè di Giava è una miscela di foglie e di steli di diver-
se piante del genere Orthosiphonis (Ortosiphonis ari-
status, spicatus, stamineus), originarie del Sudest asia-
tico e dell’Australia tropicale, solitamente raccolte
prima della fioritura, e chiamate genericamente
“ortosiphon”.
L’ortosiphon favorisce l’eliminazione renale dei liquidi
corporei che sono in eccesso nell’organismo ed è per-
ciò indicato nella ritenzione idrica, come coadiuvante
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PILOSELLA
Conosciuta anche coi
nomi popolari di lingua di
gatto o orecchio di topo,
ha proprietà diuretiche,
antibiotiche
e antinfiammatorie
PILOSELLA
La pilosella (Hieracium pilosella) è una pianta dalle
foglie vellutate originaria dell’Europa continentale
che cresce nei terreni incolti soleggiati. Secondo le
credenze popolari, la capacità visiva dello sparviero
sarebbe acuta grazie al fatto che tale rapace si nutre
prevalentemente di pilosella (da cui il nome della
pianta, hieracium, che deriva appunto dal latino hie-
rax = “sparviero”). Dalla pianta intera fiorita si ricava
un estratto caratterizzato da spiccate proprietà dre-
nanti, grazie allo stimolo della diuresi, garantita dalla
presenza di flavonoidi di cui la pianta è particolarmen-
te ricca. I flavonoidi agiscono a livello dei reni, stimo-
lando l’escrezione non solo di acqua, ma anche di sali
minerali (sodio, cloro) e scorie azotate. La pilosella è
quindi indicata per tutte quelle forme di ritenzione di
liquidi tipiche dell’obesità e della cellulite e associate
all’aumento degli acidi urici o dell’azoto nel sangue.
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TARASSACO
Il tarassaco è una pianta che dovrebbe rientrare quasi
sempre in un trattamento dimagrante, grazie al fatto
che essa consente di agire su più livelli: è un’erba las-
sativa, tiene bassa la glicemia, riduce i valori di cole-
sterolo, protegge il fegato e stimola la produzione e
la secrezione di bile (vedi anche il Capitolo 13). A
tutte queste proprietà si aggiungono anche quelle
diuretiche, particolarmente utili nel trattamento della
ritenzione idrica associata al sovrappeso e alla celluli-
te. Il tarassaco, infatti, stimola i reni aumentando la
quantità di urina prodotta e favorisce l’eliminazione
delle sostanze di scarto e delle tossine.
Nella medicina popolare il tarassaco viene spesso
usato nel caso di reumatismi e gotta e nella preven-
zione della formazione dei calcoli alla cistifellea. Del
resto il termine francese con cui esso è noto, ossia
pissenlit significa letteralmente “pipì a letto”, espres-
sione che peraltro riscontriamo anche tra i sinonimi
dialettali italiani e che indica senza equivoci che la
medicina popolare e tradizionale era già a conoscen-
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NELL’INSALATA
Le foglie e fiori di tarassaco
sono ottimi in insalata,
uniti a lattuga,
cicoria, peperone,
cetriolo, cipolla
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GRAMIGNA
È la pianta depurativa per eccellenza, in quanto favo-
risce la diuresi in modo molto efficace. Si può quindi
utilizzare nei casi di ritenzione idrica o edemi. In più,
le sue proprietà antisettiche e antinfiammatorie (spe-
cialmente sulle vie urinarie) ne fanno una pianta molto
indicata come coadiuvante nel trattamento degli stati
di infiammazione e delle infezioni delle vie urinarie
(cistiti, calcoli urinari).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 150 ml d’acqua bollente su 2-3
cucchiaini di radice essiccata e triturata di gramigna,
lasciare riposare per 10 minuti, poi filtrare con un coli-
no. Berne una tazza 2-4 volte al giorno, possibilmen-
te senza dolcificare.
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GRAMIGNA
Un’erba infestante
molto comune,
dalle grandi
proprietà
terapeutiche.
I periodi migliori
di raccolta sono
l’autunno
e l’inverno
TÈ VERDE
Il tè verde (o “tè vergine)” è una bevanda molto gra-
devole e molto diffusa. Esso viene prodotto dalla
stessa pianta del tè nero, ma a differenza di questo,
durante il processo di preparazione le foglie non subi-
scono alcuna fermentazione, per cui il contenuto di
principi attivi, in particolare di polifenoli (e quindi la
capacità antiossidante), rimane molto più elevato. Le
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GINEPRO
La più importante proprietà delle bacche di ginepro
(Juniperus communis), tra le tante di cui esse sono
dotate, è quella di stimolare e aumentare la diuresi;
tale azione diuretica dipende principalmente dalla
presenza di un olio essenziale che, tra l’altro, è anche
un antisettico e disinfettante delle vie urinarie e del-
l’albero respiratorio, facilita l’eliminazione dell’acido
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GINEPRO
Oltre alle proprietà
fitoterapiche, il ginepro
in bacche, in cucina,
accompagna selvaggina,
arrosti, lessi, spiedini
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FRAXINUS EXCELSIOR
L’infuso di frutti raccolti
in estate è diuretico,
lassativo, sudorifero,
antireumatico,
aiuta a eliminare
gli acidi urici e cura
la cistite
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La tisana diuretica
Procurarsi una miscela composta da un cucchiaio di
Equiseto (parte aerea), un cucchiaio di Betulla (foglie),
un cucchiaio di Ortosiphon (foglie) e un cucchiaio di
Tarassaco (radice). Prendere un cucchiaio della misce-
la così costituita e immergerlo in 200 ml di acqua bol-
lente. Lasciare in infusione per circa 10 minuti. Berne
3-4 tazze durante il giorno.
CALDA IN TAZZA
È buona norma preparare
fresca ogni volta la tisana
e berla calda o comunque
prima che si raffreddi
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NATRUM SULFURICUM
Natrum sulfuricum è il rimedio omeopatico capostipi-
te per le persone con problemi di ritenzione idrica e
costituzione corpulenta, adiposa, con tendenza dei
tessuti a essere infiltrati di cellulite, specie a livello
dell’addome, dei glutei e delle cosce.
Questi soggetti aumentano di peso facilmente anche
da un giorno all’altro (anche solo “bevendo un bic-
chiere d’acqua”). Il viso è pallido e gonfio.
Per quanto riguarda gli aspetti comportamentali, il
soggetto è lento, apatico, indolente, spesso depres-
so, disgustato dalla vita, di cattivo umore, soprattutto
al risveglio. Sono persone che tendono ad avere dolo-
ri generalizzati e diffusi (articolari, muscolari, ecc.) e
gonfiori addominali, che caratteristicamente tendono
a peggiorare con il clima umido (freddo o caldo che
sia), mentre migliorano con il clima secco. Spesso ci
sono desiderio di gelati e di acqua fresca, intolleranza
per i farinacei e avversione per la carne.
Quando scegliere Natrum sulfuricum
Il rimedio è indicato quando ci sono questi fenomeni:
ritenzione idrica localizzata (pancia, glutei, cosce);
dolori articolari e muscolari generalizzati;
pancia gonfia;
apatia, cattivo umore;
peggioramento con il tempo umido, miglioramento
con quello secco.
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THUYA
Thuya è il rimedio per le persone robuste e grasse
(con distribuzione dei grassi soprattutto al tronco) e
che presentano ritenzione idrica localizzata, in genere
sotto forma di cellulite, che può comparire in qualsia-
si parte del corpo.
Caratteristicamente sono soggetti che tendono a svi-
luppare nevralgie (trigemino, sciatica, ecc.) che pre-
sentano una sottile differenza rispetto ai soggetti
Natrum sulfuricum, ossia peggiorano con il clima fred-
do umido, ma migliorano con il caldo secco. Dal
punto di vista comportamentale, vi è una tendenza
generale alla depressione e alle idee ossessive.
Quando scegliere Thuya occidentalis
Il rimedio è indicato quando ci sono:
ritenzione idrica (in qualunque parte del corpo);
nevralgie;
sensazione di movimenti intestinali;
depressione, ossessioni;
peggioramento con il freddo umido, miglioramen-
to con il caldo secco.
BERBERIS VULGARIS
Per agire sull’apparato urinario e stimolare l’escrezio-
ne renale di liquidi nei soggetti con diuresi scarsa,
Berberis vulgaris è il rimedio più adeguato. Il sogget-
to Berberis vulgaris presenta spesso anche dolori
nelle regioni dei reni e aumento degli acidi urici nel
sangue associato a disturbi urinari (per esempio, cal-
coli) o articolari. Il rimedio è utile anche per le disfun-
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BERBERIS VULGARIS
Di questa pianta, tipica
delle zone aride montane,
si usano radici, corteccia,
foglie e frutti
Raccomandazioni
L’acqua pura è il primo rimedio fondamentale per sti-
molare la diuresi. Molte volte la ritenzione compare
proprio come risposta del nostro organismo a un
ridotto apporto di acqua e di liquidi in generale.
Bisogna cercare di consumare almeno un paio di litri
di acqua naturale al giorno. Quando il colore delle
urine diventa troppo scuro e/o di cattivo odore, può
essere un primo segnale che l’acqua che stiamo intro-
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ALIMENTI CONSIGLIATI
Frutta fresca: agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie,
uva, mirtillo.
Verdura fresca: carota, cipolla, pomodoro, lattuga,
radicchi, spinaci, broccoletti, cavoli, cavolfiori, pomo-
dori, peperoni.
Proteine di origine vegetale, in particolare cereali
come farro, riso, orzo e poi legumi, tra i quali ceci,
soia, piselli.
ALIMENTI SCONSIGLIATI
Le proteine di origine animale, in particolare salumi,
carni grasse e formaggi stagionati.
Il sale da cucina (cloruro di sodio) e tutti gli alimenti
presalati (insaccati, alimenti in scatola, formaggi sta-
gionati, patatine, snack salati, ecc.). In sostituzione del
sale, si possono utilizzare altre spezie, succo di limone
(senza esagerare), aceto tradizionale o balsamico.
Bevande alcoliche e zuccherate (come bibite, succhi
di frutta zuccherati) che apportano scorie e sovracca-
ricano il lavoro dei reni.
Un giorno alla settimana o anche un fine settimana
al mese (dal venerdì alla domenica), specialmente
dopo periodi di grandi abbuffate, è consigliata una
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LE SOLUZIONI DRENANTI
La sauna e il bagno turco sono due efficaci rimedi
antiritenzione, che agiscono stimolando il drenaggio
generalizzato dei liquidi e l’eliminazione di tossine
attraverso la sudorazione.
Per prevenire o trattare la ritenzione localizzata preva-
lentemente alle gambe, evitare indumenti stretti che
“comprimono”ostacolando la circolazione venosa e
linfatica (calze strette, body aderenti, jeans troppo
attillati). Vedi anche il Capitolo 14.
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CAPITOLO 11
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Come agire
Per cercare di ridurre i valori di colesterolo con le
erbe, si può quindi operare a diversi livelli:
- ridurre l’introduzione di cibi grassi in modo parti-
colare se di origine animale (vedi il Capitolo 6);
- ridurre la produzione di colesterolo da parte del
fegato (questo è peraltro ciò che cercano di fare le
“statine”, i farmaci usati dalla medicina ufficiale, in
modo più drastico);
- ridurre l’assorbimento intestinale dei grassi intro-
dotti con la dieta (sono le erbe lassative formanti
massa, come il glucomannano, l’agar-agar, ecc.
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AGLIO
Le proprietà salutari dei bulbi dell’aglio (Allium sati-
vum), note sin dall’antichità e in tutte le culture (egi-
zia, greca, romana, ecc), sono oggi state confermate
anche da diversi studi scientifici. Nell’ambito del
dimagrimento l’aglio può essere utile per ridurre i
valori di colesterolo e trigliceridi e normalizzare la
pressione arteriosa. Tali proprietà sono dovute a un
olio essenziale (allina) contenuto all’interno dei bulbi
freschi. Il meccanismo non è ancora noto con certez-
za, ma sembra che sia simile a quello delle statine e in
parte sia dovuto alla ridotta assimilazione dei grassi a
livello dell’intestino.
Oltre a ciò, l’azione più significativa dell’aglio sembra
quella antiossidante. Esso, infatti, è in grado di ridur-
re l’ossidazione delle lipoproteine LDL, riducendo
quindi i possibili danni alla parete dei vasi sanguigni.
La maggior parte degli effetti positivi sul cuore sem-
bra dovuta principalmente a tale azione antiossidante
piuttosto che alla riduzione del colesterolo totale.
Infine, non si possono non ricordare, in questo conte-
sto, gli effetti positivi dell’aglio anche sulla pressione
arteriosa e quelli di miglioramento della circolazione
sanguigna, oltre a numerose altre attività, riconosciu-
te tradizionalmente dalla medicina popolare, che
sono ancora in fase di studio in fitoterapia.
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COME ASSUMERLO
Se si gradisce assumere l’aglio fresco, si consi-
gliano 4 grammi (circa uno spicchio) tritato oppure
come infuso in 150 ml di acqua bollente. In alternati-
va, per evitare l’inconveniente dell’alito cattivo, si può
ricorrere all’estratto secco titolato ad almeno il 13% di
allicina: 300 mg 2-3 volte al giorno.
PRECAUZIONI
Il trattamento con aglio alle dosi sopra descritte è
controindicato in caso di ulcera gastrica e duodenale,
nelle persone che assumono farmaci anticoagulanti o
antinfiammatori.
Attenzione anche a chi ha già la pressione bassa.
AGLIO
Dal punto di vista botanico,
l’aglio è imparentato con
i gigli e le cipolle.
Ha moltissime proprietà:
antipertensivo, antibatterico,
antiossidante, serve
a ridurre il colesterolo
ed è indicato per curare
raffreddori e influenze
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CARCIOFO
Il carciofo (Cynara scolymus), noto per il suo uso ali-
mentare e per la produzione di amari, è un rimedio
che potremmo considerare basilare in ogni trattamen-
to dimagrante in quanto agisce su più fronti: riduce i
grassi nel sangue, favorisce la diuresi contrastando la
ritenzione idrica, protegge il fegato, migliora la dige-
stione, è lassativo, tiene basso il livello di zuccheri nel
sangue ed è dotato di proprietà antiossidanti. Per
quanto riguarda l’azione sul metabolismo dei grassi,
gli estratti di carciofo agiscono diminuendo la produ-
zione di colesterolo e trigliceridi, favorendo la loro eli-
minazione intestinale con le feci o la loro distribuzio-
ne nell’organismo.
COME ASSUMERLO
Decotto: versare circa 15 foglie essiccate di
carciofo (possibilmente quelle collegate al gambo) in
300 ml di acqua, coprire con un coperchio e fare cuo-
cere a fuoco lento per non oltre 20 minuti. Spegnere,
filtrare e dolcificare con un cucchiaino di miele. In
caso di disturbi digestivi o legati al metabolismo dei
grassi, berne fino a 3 tazze al giorno.
CARCIOFO
La pianta di carciofo
era già conosciuta da
greci e romani che
le attribuivano,
tra l’altro, proprietà
afrodisiache
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GUGGUL
Il guggul o Commiphora mukul è una pianta dell’anti-
ca tradizione ayurvedica nota in India come “albero
della mirra”. La resina che viene estratta dalla cortec-
cia è ricca di principi attivi, tra cui i guggulsteroni, che
sono sostanze antiossidanti responsabili dell’azione
regolatrice sul metabolismo lipidico, che contribuisce
in particolare a ridurre il colesterolo totale, i trigliceri-
di e il colesterolo LDL (“cattivo”). Inoltre, sembra che
esso potenzi l’azione dell’aglio, per cui può essere
utile associare questi due rimedi.
COME ASSUMERLO
Estratto secco di guggul titolato al 10% in gug-
gulsteroni: 250 mg tre volte al giorno per circa 3 mesi.
PRECAUZIONI
Il guggul è controindicato in gravidanza, durante l’al-
lattamento, in presenza di mestruazioni abbondanti e
in caso di malattie del fegato o dei reni. Inoltre,
secondo la tradizione ayurvedica, nel periodo di som-
ministrazione del guggul, è opportuno evitare l’ecces-
siva esposizione ai raggi solari e l’abuso di alcolici,
altrimenti le sue azioni benefiche non hanno modo di
manifestarsi in modo completo.
GARCINIA CAMBOGIA
L’acido idrossicitrico presente nella buccia del frutto
di Garcinia cambogia (e di cui abbiamo già parlato in
parte nel Capitolo 6) agisce sul fegato e su altri tessu-
ti (tessuto adiposo, mucosa intestinale) inibendo
l’azione di un enzima che normalmente trasforma in
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ISOFLAVONI DI SOIA
Gli isoflavoni della soia sono fitoestrogeni ricavati
dalla farina di soia. Il loro impiego è in voga da alcuni
anni come coadiuvante per la riduzione dei sintomi
tipici della menopausa in quanto la loro azione può
essere considerata del tutto identica a quella degli
ormoni estrogeni veri e propri, anche se più debole.
Oltre ad alleviare i sintomi della menopausa, è noto
che la soia è in grado di favorire una moderata dimi-
nuzione anche dei livelli plasmatici di colesterolo e ciò
è stato confermato anche da diversi studi scientifici.
COME ASSUMERLI
Nell’alimentazione: la sostituzione, meglio se
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TÉ VERDE
È una pianta usata dai cinesi da più di 2000 anni sia
come bevanda rinfrescante che come medicinale, è
un potente antiossidante, abbassa il colesterolo, ridu-
ce anche l’assorbimento degli zuccheri, facilita la
digestione. Si prepara come il tè normale.
(Vedi anche i Capitoli 6 e 10).
TÈ NERO
È ricco di una sostanza, la teofillina, la quale, oltre ad
agire come vasodilatatore (abbassa quindi la pressio-
ne sanguigna), influisce sul tasso del colesterolo ridu-
cendolo. Se ne consigliano 2 tazze al giorno per 3-4
settimane. Rispetto al tè verde è meno ricco di princi-
pi attivi antiossidanti.
CAIGUA
Pianta originaria delle Ande utilizzata prevalentemen-
te in associazione ad altre erbe o integratori per pro-
durre rimedi “bruciagrassi”. L’estratto secco ricavato
dal frutto è ricco di steroli e sembra avere la capacità
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CANNA DA ZUCCHERO
I policosanoli sono un gruppo di sostanze estratte
dalla cera della canna da zucchero (Saccharum offici-
narum). Diversi studi hanno dimostrato che essi sono
utili per ridurre il colesterolo LDL, il colesterolo totale
e i trigliceridi.
COME ASSUMERLO
Estratto secco titolato in otacosanolo (minimo
8%), 0,2-0,4 mg per chilo di peso al giorno, suddivisi
in due somministrazioni a stomaco vuoto.
In commercio sono spesso presenti preparazioni in cui
è unito ad altri rimedi dimagranti.
SACCHARUM OFFICINARUM
È la pianta originaria
delle regioni tropicali
dalla quale si ricava lo zucchero
di canna, che si ottiene
per spremitura e successiva
bollitura e raffinazione
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OLIVO
Negli ultimi anni è stato dimostrato
che le foglie di olivo, già note per i
loro effetti benefici sui problemi di
pressione arteriosa, possiedono
un’interessante azione di regolazione
sui valori del colesterolo, tale da ren-
derlo un efficace rimedio preventivo
contro l’aterosclerosi. Si può preparare un decotto
facendo bollire per 15 minuti una ventina di foglie. Da
assumere due volte al giorno a digiuno a cicli di 30
giorni intervallati da interruzioni di 20-30 giorni.
BIANCOSPINO
È noto che il biancospino è un’erba utile per disturbi
come palpitazioni, ansia, insonnia. Solo di recente è
stato scoperto che una componente del biancospino,
la berberina, aiuta le cellule del fegato a “catturare”
le molecole di colesterolo nel sangue, che vengono
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PSILLIO
I semi di psillio, di cui abbiamo già parlato abbondan-
temente nei Capitoli 6 e 9 in quanto potenti lassativi
utili per la stitichezza cronica, sono ricchi di mucillagi-
ni che contribuiscono a ridurre l’assorbimento intesti-
nale dei grassi, con diminuzione del colesterolo tota-
le ma senza modificare il colesterolo HDL (il cosiddet-
to “colesterolo buono”) e i trigliceridi.
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ORTICA
L’ortica dioica ha anche
proprietà antidiarroiche,
diuretiche, cardiotoniche
e antianemiche e, per uso
esterno, viene usata per
ridurre la perdita di capelli
LIQUIRIZIA
La Glycyrrhiza glabra, nome
botanico della liquirizia,
ha azione digestiva,
antinfiammatoria, antiulcera,
emolliente, rinfrescante,
espettorante. Le foglie
fresche vengono usate come
cicatrizzante e antibatterico
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I rimedi omeopatici
per il metabolismo dei grassi
Occorre sottolineare il fatto che, nell’ambito dell’iper-
colesterolemia e quindi dell’aterosclerosi, il ruolo del-
l’omeopatia è essenzialmente preventivo, quindi utile
per trattare i “terreni” di fondo, cioè tutto quell’insie-
me di condizioni e caratteristiche che nel loro com-
plesso predispongono all’aterosclerosi. Non esistono,
quindi, rimedi omeopatici che di per sé “riducono il
colesterolo”.
LYCOPODIUM
Come già visto in precedenza, il soggetto
Lycopodium è un forte mangiatore di dolciumi, ten-
denzialmente rabbioso e collerico per compensare la
sua profonda insicurezza. È il rimedio omeopatico
indicato in tutte quelle persone le cui caratteristiche
costituzionali e comportamentali le predispongono a
disturbi del metabolismo dei lipidi.
ARSENICUM ALBUM
Viene quasi sempre associato a Lycopodium, in quan-
to ne completa gli aspetti (per la descrizione vedi il
Capitolo 15).
AURUM METALLICUM
Aurum metallicum è utile quando le alterazioni del
metabolismo lipidico sono associate a ipertensione
arteriosa. I sintomi caratteristici sono faccia rossa e
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PULSATILLA
Pulsatilla è uno dei rimedi omeopatici utilizzati per la
cattiva digestione dei grassi. Essa è indicata nei sog-
getti che presentano vari tipi di sintomi digestivi
come pesantezza alla parte superiore dell’addome
associata a diarrea e sbadigli e talvolta a dolori inten-
si. Tipicamente tali disturbi compaiono dopo l’inge-
stione di cibi grassi. Nella maggior parte dei casi i sin-
tomi iniziano entro due ore dal pasto e sono aggrava-
ti dal calore e dagli ambienti chiusi, mentre migliora-
no all’aria aperta. I soggetti sensibili a Pulsatilla sono
freddolosi, presentano problemi venosi come varici
ed emorroidi e dal punto di vista emotivo sono timidi
e ipersensibili (vedi anche il Capitolo 15).
Di solito in caso di disturbi digestivi acuti isolati si
somministra una dose da 9 CH una o due volte al gior-
no fino a risoluzione, mentre nei soggetti sensibili che
presentano disturbi cronici, Pulsatilla viene utilizzata
alla 15 o 30 CH, una dose alla settimana.
PULSATILLA
Anemone pulsatilla è una
pianta della famiglia dei
ranuncoli, velenosa se
usata fresca ma dalle
proprietà fitoterapiche
una volta disseccata
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Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Ridurre l’apporto di alimenti grassi, specie quelli di
origine animale, tra cui latte intero, burro, margarina,
formaggio, uova, lardo, ecc.. Preferire i grassi di origi-
ne vegetale, ma senza abusarne.
Limone, mela, uva, ciliegie, mirtilli sono alcuni dei
frutti che consentono di ridurre i valori di colesterolo.
Tra le verdure che possono aiutare a correggere il
metabolismo dei grassi ricordiamo soprattutto aglio,
cipolla, cavolo, carota.
In generale le fibre, contenute in frutta, verdura e
crusca aiutano a ridurre l’assorbimento di grassi e zuc-
cheri nell’intestino.
I semi di sesamo e i chiodi di garofano sono tra le
principali fonti alimentari di fitosteroli, che sono utili
per ridurre il colesterolo nel sangue.
La crusca d’avena è in grado di ridurre il tasso di
colesterolo nel sangue, come hanno dimostrato
diverse ricerche, prevedendo l’assunzione di almeno
40 grammi al giorno. Tale riduzione riguarda soltanto
il colesterolo cosiddetto “cattivo” (LDL), mentre non
influenza in alcun modo quello “buono” (HDL).
Le alghe marine sono una miniera di minerali e vita-
mine, stimolano il ricambio e quindi hanno un effetto
benefico per la prevenzione dei problemi di coleste-
rolo alto, aterosclerosi e obesità.
La novità: da una recente indagine svolta negli Stati
Uniti, sembra inoltre che l’assunzione di mezzo cuc-
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ATTIVITÀ FISICA
Occorre ancora sottolineare il fatto che i rimedi fin qui
illustrati funzionano sempre se sono associati a una
dieta adeguata e a un’attività fisica costante e regola-
re, di tipo aerobico (camminare, correre, andare in
bicicletta, ecc.).
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CAPITOLO 12
Migliorare il metabolismo
degli zuccheri
I danni causati da un accumulo
di zuccheri nel sangue
hanno come conseguenza anche
la difficoltà di mantenere il peso-forma
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Troppo carburante
Gli zuccheri sono noti anche come “carboidrati” e
rappresentano il “carburante” più semplice e imme-
diato che le nostre cellule possono utilizzare. Essi
sono assorbiti a livello intestinale sotto forma di zuc-
cheri semplici (glucosio, fruttosio, galattosio) o come
zuccheri complessi che poi vengono scomposti nelle
forme più semplici.
Un ruolo di primaria importanza nel metabolismo
degli zuccheri è svolto dal tubo digerente (bocca, sto-
maco, intestino), dal pancreas, dal fegato e dai
muscoli. Il metabolismo del glucosio è regolato da
alcuni ormoni, tra cui soprattutto l’insulina, prodotta e
secreta dal pancreas endocrino.
Dopo un pasto, gli zuccheri assorbiti dall’intestino
passano nel sangue e l’aumento del loro livello stimo-
la la secrezione di insulina da parte del pancreas.
Questa favorisce l’ingresso e l’utilizzo degli zuccheri
nelle cellule, in particolare nei muscoli e nelle cellule
adipose. In pratica, attraverso tutta una serie di mec-
canismi ormonali e metabolici, l’organismo cerca di
mantenere sempre costanti i valori di zucchero nel
sangue. Quando questi tendono a rimanere alti,
significa che qualche meccanismo si è inceppato. In
particolare, quando le riserve di insulina del pancreas
si riducono (per esempio, a causa di un’alimentazio-
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VITIS VINIFERA
È la comune vite
da uva, che ha
proprietà benefiche
sull’apparato
vascolare
e sull’ossigenazione
dei tessuti
BANABA
La banaba (Lagerstroemia speciosa) è un albero spon-
taneo diffuso prevalentemente nel Sudest asiatico,
dai fiori di colore variabile dal rosa al violetto e dalle
foglie lunghe, regolari, lisce e brillanti. Nella medicina
tradizionale filippina, le foglie vengono utilizzate spe-
cificamente per la cura dell’obesità e dell’iperglice-
mia. Alcuni studi scientifici hanno confermato gli
effetti ipoglicemizzanti della banaba, che pare siano
dovuti a una sostanza presente negli estratti delle
foglie, l’acido corosolico, una molecola naturale che
sembra comportarsi come una fito-insulina, favorendo
l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule. L’uso della
banaba può quindi essere utile anche nei soggetti con
diabete non insulino-dipendente, nel contesto di un
trattamento che preveda un’adeguata modificazione
dello stile di vita (alimentazione, attività fisica).
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CIPOLLA
La cipolla è una pianta biennale: nel primo anno
immagazzina nel bulbo le sostanze nutritive, mentre
nel secondo anno queste sono utilizzate per lo svilup-
po dell’asse fiorale. Esistono diverse varietà di cipol-
le, che differiscono tra loro per il periodo di raccolta
(alcune in primavera, altre in autunno-inverno), per il
colore (giallo-paglierino, rosso e bianco), per la forma
e le dimensioni del bulbo e per il sapore.
Tutta la pianta contiene un’essenza volatile ricca di
glucosidi solforati (che fanno lacrimare quando la si
taglia), il più importante dei quali è il disolfuro di allil-
propile, essenza a cui è dovuta la maggior parte delle
proprietà della cipolla; vi è anche un ricco contenuto
di enzimi (che sono in grado di stimolare e favorire la
digestione e il metabolismo), oligoelementi (zolfo,
ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e
fosforo), vitamine (A, complesso B, C, E); flavonoidi
(ad azione antiossidante e diuretica) e, infine, la glu-
cochinina, un ormone vegetale ad azione antidiabeti-
ca, poiché abbassa il livello di glucosio nel sangue.
Per tutte tali loro proprietà, oltre ai numerosi effetti
benefici sulla salute (antisettica, espettorante, ecc.), le
cipolle sono particolarmente indicate anche nel corso
delle terapie dimagranti e per la regolarizzazione del
metabolismo degli zuccheri.
COME ASSUMERLA
Si può mangiare cruda o cotta. È noto che se
vengono consumate crude, le cipolle possono lascia-
re un alito sgradevole, ma a tale inconveniente si può
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CIPOLLA
Gli antichi egizi fecero
della cipolla un oggetto
di culto, poiché
credevano che la sua
forma sferica e i suoi
anelli concentrici fossero
simbolo di vita eterna
TOPINAMBUR
Il topinambur (Heliantus tuberosus), noto anche come
tartufo di canna o patata del Canada, è una pianta
erbacea perenne originaria dell’America settentriona-
le e introdotta in Europa da Cristoforo Colombo. I
tuberi, di buccia rossastra, polpa bianca e sapore simi-
le al carciofo, sono utilizzati per l’alimentazione
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EUCALIPTO
Tra tutte le specie di eucalipto, soltanto l’Eucalyptus
globulus viene utilizzato a scopo medicinale. Le sue
foglie sono preziose in fitoterapia per le loro proprie-
tà antisettiche delle vie respiratorie, garantite dalla
ricca presenza di oli essenziali (tra cui soprattutto l’eu-
caliptolo). Tuttavia, sembra che l’eucalipto sia dotato
anche di proprietà ipoglicemizzanti, per cui potrebbe
essere utile come coadiuvante per regolarizzare il
metabolismo degli zuccheri.
EUCALIPTO
Le foglie di eucalipto
più ricche di principi
attivi sono quelle
punteggiate di scuro
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FIENO GRECO
Il fieno greco (Trigonella foenum graecum) è una pian-
ta erbacea dal profumo caratteristico, in virtù del
quale viene utilizzata in Medio Oriente come condi-
mento alimentare (è uno dei componenti del curry) e
negli Stati Uniti per aromatizzare lo sciroppo di gluco-
sio dandogli il sapore di sciroppo d’acero. Dai semi di
fieno greco si ottiene l’estratto secco o fluido, utile
come tonico, ricostituente, rigenerante e per regola-
rizzare la glicemia. L’utilizzo del fieno greco a scopo
antidiabetico è molto diffuso, specialmente nella
medicina tradizionale araba e indiana.
Le proprietà antidiabetiche sarebbero dovute a una
sostanza (la 4-idrossileucina) che stimola la produzio-
ne di insulina da parte del pancreas, oltre che al fatto
che i semi di fieno greco, essendo ricchi di fibre grez-
ze, riducono l’assorbimento del glucosio a livello inte-
stinale. Tra gli altri benefici, pare che esso riduca
anche i valori del colesterolo “cattivo”.
COME ASSUMERLO
La quantità giornaliera consigliata è di circa 8
mg di principio attivo (trigonellina) al giorno: fare
riferimento alla titolazione (estratto secco titolato in
trigonellina) indicata sull’etichetta dei vari prodotti in
commercio.
Si può anche assumere come decotto, bollendo 10 g
di semi in un 250 ml d’acqua per 15 minuti, da bere 1
volta al giorno, al mattino, per 10 giorni al mese.
EFFETTI COLLATERALI
L’unico inconveniente del fieno greco, per chi ha già
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GINKGO BILOBA
Il ginkgo, originario della Cina, è l’albero più antico
della terra. Le sue foglie sono usate in medicina cine-
se da migliaia di anni. L’estratto delle foglie di questo
albero è ricco di flavonoidi, terpeni, vitamina C e di
carotenoidi, che sono potenti antiossidanti. Il ginkgo è
una delle piante più utili come coadiuvanti nelle cure
dimagranti, in quanto sembra che sia in grado di agire
a più livelli, come già visto in precedenza. Qui ricordia-
mo il possibile utilizzo del ginkgo nella prevenzione
dei danni circolatori nei soggetti che presentano dia-
bete o alterazioni del metabolismo degli zuccheri.
COME ASSUMERLO
120-240 mg al giorno di estratto secco titolato
in ginkgoflavonoglucosidi (minimo 24%) e terpeni
totali (minimo 6%).
Fare cicli di due mesi, interrotti da 20 giorni di pausa.
PRECAUZIONI
Non va assunto in gravidanza e durante l’allattamen-
to. Controindicato anche nell’emofilia e in chi assume
farmaci anticoagulanti.
BACCELLO DI FAGIOLO
Il baccello di fagiolo (Phadeolus vulgaris) è dotato di
proprietà diuretiche e antidiabetiche. L’azione anti-
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Phadeolus vulgaris
Il baccello di fagiolo
è conosciuto
da moltissimi anni
come diuretico,
solo di recente sono
state scoperte le sue
proprietà antidiabetiche
e antiobesità
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SPINAPORCI
Il decotto della radice di spinaporci (Poterium spino-
sum) è utilizzato dalle popolazioni beduine della Siria,
nelle quali il diabete mellito è praticamente sconosciu-
to, nonostante esse seguano una dieta particolarmen-
te ricca di zuccheri. Inoltre, nei soggetti con diabete è
stato osservato che la somministrazione del decotto,
protratta per più mesi, ha eliminato i sintomi della
malattia, nonostante durante la cura i malati non
seguissero una dieta adeguata.
Pare che l’effetto antidiabetico e ipoglicemizzante
della pianta sia dovuto a una o più sostanze capaci di
regolare la funzione delle regioni pancreatiche depu-
tate alla produzione e alla secrezione di insulina.
Questi principi attivi responsabili dell’azione ipoglice-
mizzante sono presenti soltanto nella corteccia della
radice principale e sono privi di effetti collaterali. Oltre
all’effetto antidiabetico, lo spinaporci è dotato di azio-
ne vasodilatante periferica e coronarica (utile per pre-
venire le complicanze della malattia diabetica), anti-
pertensiva e antisudorale.
COME ASSUMERLO
Decotto: bollire 10 grammi di radici di
Poterium spinosum in 300 ml d’acqua per 10 minuti,
da bere alla mattina, oppure 5 grammi di corteccia
essiccata e bollita, da bere tre volte al giorno.
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GYMNEMA SYLVESTRE
La gymnema è una pianta indiana particolarmente
utile nei soggetti che sono in sovrappeso e che hanno
un’alimentazione troppo ricca di carboidrati e di dolci.
Dalle foglie si ricava l’estratto secco che è in grado di
abbassare significativamente la glicemia, in particola-
re riducendo l’assorbimento del glucosio a livello
intestinale.
Inoltre la pianta agisce sulle papille gustative della lin-
gua, facendo scomparire la sensazione gustativa del
dolce, senza modificare quella del salato e dell’ama-
ro. In questo modo si perde gran parte della “soddi-
sfazione” che si ha quando si mangiano cibi dolci.
COME ASSUMERLA
Estratto secco titolato in acido gymnemico:
500-1000 mg al giorno, 25 o 30 minuti prima dei pasti
per cicli di 2 o 3 mesi ripetibili al bisogno.
PRECAUZIONI
Chi soffre di diabete ed è in cura con farmaci ipogli-
cemizzanti può assumere la gymenma solo sotto
supervisione medica per evitare una drastica riduzio-
ne di glucosio.
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Le tisane
Infuso di gelso
Porre una manciata di foglie di gelso in 250 ml di
acqua bollente e lasciare in infusione per 10 minuti.
Filtrare e bere tre volte al giorno.
Decotto di bardana
Fare bollire un cucchiaio di radici di bardana in 250 ml
di acqua per 10 minuti. Filtrare e bere a digiuno due
volte al giorno (mattino e sera).
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CALCAREA CARBONICA
È il calcare d’ostrica che si presenta sotto forma di pol-
vere biancastra dall’odore caratteristico (detto “odore
dell’oceano”) e il cui componente principale è il carbo-
nato di calcio. Il soggetto Calcarea carbonica è sovrap-
peso o obeso, stanco, lento e manifesta una tendenza a
disturbi metabolici e nutrizionali (tra cui il diabete), iper-
tensione e aterosclerosi, con desiderio di mangiare dol-
ciumi e uova. Possono essere presenti calcolosi (renale
o biliare) o poliposi (nasale, vescicale), eczemi, ansia.
PHOSPHORUS
Il soggetto Phosphorus presenta una tendenza
all’ipertensione (che di solito si manifesta “a sbalzi”) e
all’arteriosclerosi. Il rimedio viene solitamente propo-
sto per la prevenzione e come coadiuvante al tratta-
mento delle arteriopatie dei soggetti diabetici.
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SULFUR
Ne abbiamo già parlato nei rimedi omeopatici per
ridurre il senso di fame, ma lo ricordiamo ancora per-
ché spesso gli aumenti della glicemia sono conse-
guenti ad abbuffate di dolci e di altri cibi e bevande
(per esempio, alcol), tipiche del soggetto Sulfur.
Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Un’alimentazione sana e naturale è il principio fonda-
mentale per mantenere equilibrato il metabolismo
degli zuccheri, per prevenire le complicanze dell’iper-
glicemia e del diabete e per ridurre i valori di glice-
mia, ma soprattutto per migliorare in generale la qua-
lità della propria vita.
I carboidrati non dovrebbero rappresentare più del
50-60% della dieta giornaliera.
Dovrebbero essere costituiti non tanto da zuccheri
semplici (dolci, zucchero bianco, marmellata, ciocco-
lato, caramelle, biscotti, ecc.), quanto da zuccheri ad
assorbimento medio-lento, che si introducono prefe-
rendo pane, pasta, cereali integrali, ecc. , sempre cer-
cando di prestare una certa attenzione alle calorie
totali giornaliere.
I carboidrati (o zuccheri) dovrebbero essere consuma-
ti preferibilmente nelle prima parte della giornata
(colazione e pranzo) e non in serata, specialmente se,
ed è la quasi totlità dei casi, dopo cena non si pratica-
no attività fisiche che consentano di “bruciarli”.
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PANE
Un vantaggio di pane,
pasta, cereali è quello
di rilasciare zuccheri
in modo graduale,
quindi di non alzare
bruscamente la glicemia
e dare una sazietà
prolungata
STILE DI VITA
L’esercizio fisico moderato e regolare, aerobico, come
camminare, fare jogging, footing, bicicletta, a livello
non intenso (non il body-building, per esempio) ha
numerosi vantaggi per la salute, tra cui quello di man-
tenere normali i valori di glicemia.
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CAPITOLO 13
Favorire la funzionalità
del fegato
Ecco un organo fondamentale
per la linea. Se il fegato funziona
bene si tende a non accumulare
peso e dimagrire è più facile
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CARDO MARIANO
Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta che
appartiene alla famiglia delle Compositae, originaria
del bacino del Mediterraneo e molto diffusa anche nei
prati comuni. Dal suo frutto viene ricavato l’estratto
secco, ricco di principi attivi molto efficaci, tra cui una
sostanza denominata silimarina. I rimedi derivati dal
cardo mariano sono utilizzati per problemi epatici di
varia natura.
La silimarina, infatti, possiede una valida azione pro-
tettiva sulle cellule del fegato nei confronti dei danni
dovuti a sostanze tossiche ingerite con l’alimentazio-
ne (per esempio, l’alcol). Inoltre il cardo mariano sti-
mola la produzione di nuove cellule epatiche dopo
che queste sono state danneggiate.
Diversi studi hanno dimostrato che l’estratto di cardo
mariano riduce le transaminasi nel sangue, cioè gli
enzimi del fegato che aumentano quando quest’orga-
no è sofferente (per abuso di alcolici oppure diete
troppo ricche di grassi e fritti, ecc.).
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COME ASSUMERLO
Per un’azione depurativa e disintossicante si
consiglia l’assunzione di 600 mg di estratto secco tito-
lato in silimarina (minimo 1%) due volte al giorno,
circa 30 minuti prima di pranzo e cena.
Per un’azione più blanda si possono consumare le
foglie fresche ben lavate in insalata, da mangiare quo-
tidianamente per un mese, mentre le radici possono
essere cucinate negli stufati.
Le foglie non contengono la silimarina, tuttavia svol-
gono un’azione equilibrante sul fegato e si possono
assumere come infuso. Si prepara in questo modo:
versare una tazza di acqua bollente su mezzo cucchiai-
no di foglie sminuzzate, lasciare in infusione per 5-10
minuti, poi filtrare e berne 2-3 tazze al giorno.
PRECAUZIONI
Il cardo mariano è controindicato in chi soffre di cal-
colosi biliare, perché potrebbe scatenare una colica
(dolore acuto, intenso e persistente che parte dalla
zona del fegato).
CARDO MARIANO
Rimedio d’elezione
per il fegato,
è anche utile
alle donne perché
regola la produzione
ormonale femminile
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TARASSACO
Il termine “tarassaco” in greco significa “guarire” e
questo la dice lunga sulle proprietà curative e benefi-
che di questa erba tanto diffusa quanto trascurata
dalle nostre parti. I principi attivi sono presenti nella
radice, da cui si ricava l’estratto secco nebulizzato, o
che può essere utilizzata per la preparazione di decot-
ti o tinture madri. Tali principi sono rappresentati da
sostanze come la taraxicina, i rinomati flavonoidi, ter-
peni, carotenoidi, cumarine, sali minerali (soprattutto
potassio e calcio), mucillagini, inulina e vitamine (A, B,
C). Grazie a questi principi attivi, la radice di tarassa-
co svolge un’azione blandamente colagoga e colere-
tica (stimola il flusso e la secrezione biliare), protettiva
del fegato e digestiva, ma anche diuretica, depurati-
va, leggermente lassativa e ipoglicemizzante.
Per tutte queste proprietà, il tarassaco deve essere
considerato un’erba medicinale immancabile nei pro-
grammi di dimagrimento e specialmente dopo perio-
di in cui si è un po’ esagerato a tavola e fuori pasto,
abusando di cibi grassi, condimenti.
COME ASSUMERLO
Decotto: un cucchiaio di radici fatte bollire in
250 ml di acqua per 10 minuti dà una tisana depurati-
va molto efficace, perché utilizza le radici, che per le
loro azioni benefiche sono la parte più importante
della pianta. Ottime se associate ad altre radici come
quelle di bardana e gramigna.
Estratto secco (500-750 mg al giorno) da assumere
lontano dai pasti, esplica un’azione ancora più poten-
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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 196
CARCIOFO
Già descritto in parte nel Capitolo 11, il carciofo è una
pianta utile per la sua capacità di regolare il flusso
biliare (ossia lo aumenta quando è troppo lento e lo
riduce quando è particolarmente elevato). Grazie a
tale attività di regolazione della bile, esso migliora la
digestione e quindi il metabolismo dei grassi.
Tuttavia, oltre a ciò esso favorisce anche l’attività
detossificante del fegato, aiutando l’organismo a libe-
rarsi dalle scorie metaboliche che vengono elaborate
da quest’organo.
COME ASSUMERLO
Estratto secco titolato in acido caffeilchinico
minimo 13% massimo 18%: 600-900 mg al giorno in 3
somministrazioni, da assumere circa mezz’ora prima
dei pasti.
PRECAUZIONI
Anche il carciofo, come tutte le piante attive sul flus-
so biliare, è controindicato nei soggetti che soffrono
di calcoli alla cistifellea, perché potrebbe scatenare
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AGRIMONIA
In medicina popolare, l’agrimonia è considerata una
pianta dotata di varie attività terapeutiche, tra cui una
moderata azione coleretica e colagoga e una discreta
azione ipoglicemizzante. Tali proprietà sono garantite
dalla presenza di principi attivi come l’acido ursolico e
altri triterpeni minori contenuti specialmente nelle
foglie, tannini, fitosteroli, oli essenziali, flavonoidi
(quercetina), acido silicico, citrico, malico, nicotinico,
ascorbico, vitamine K e B1, ecc..
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 150 ml di acqua bollente su
mezzo cucchiaino di foglie essiccate e tritate di agri-
monia, lasciare riposare 10-15 minuti, poi filtrare.
Bere una tazza di tale infuso da 2 a 4 volte al giorno,
lontano dai pasti.
AGRIMONIA
Oltre all’azione
ipoglicemizzante,
l’agrimonia cura
faringiti,
gastroenteriti,
infiammazioni
intestinali e,
in uso esterno,
congiuntiviti
e dermopatie
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BARDANA
La bardana (Arctium lappa) è uno dei rimedi fitotera-
pici più completi da utilizzare in una cura dimagrante.
Di tale pianta si usano le radici e talvolta anche le
foglie, che contengono principi attivi tonici per il
fegato, ossia utili per regolarizzare l’attività metaboli-
ca del fegato e il flusso biliare.
È dotata anche di proprietà diuretiche (aumenta la
produzione di urine) e di un’azione antidiabetica
(abbassa la glicemia), per la presenza di inulina e vita-
mine del gruppo B, che agiscono regolarizzando il
metabolismo dei carboidrati.
La bardana, inoltre, purifica il sangue, neutralizza e
drena le tossine e ripulisce il sistema linfatico.
Ancora, è in grado di abbassare il colesterolo ed eserci-
BARDANA
Una pianta rustica
molto preziosa
per chi è attento
al peso, perché agisce
a largo spettro per
drenare, depurare
e per regolare
il metabolismo
di grassi e zuccheri
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FUMARIA
La fumaria (Fumaria officinalis) è una pianta con pro-
prietà depurative particolarmente utile per regolariz-
zare la funzionalità del fegato e della cistifellea.
Si utilizzano prevalentemente i fiori, ricchi di flavonoi-
di, alcaloidi, mucillagini e sali minerali.
Analogamente all’agrimonia, essa è in grado di riequi-
librare il flusso biliare, aumentandolo quando è insuf-
ficiente, e rallentandolo quando è in eccesso.
Può avere un blando effetto lassativo ed è utile anche
per la difficoltà a digerire i grassi, per la nausea e tutti
quei sintomi che possono essere indicativi di un fegato
“appesantito”. Può avere un leggero effetto sedativo.
COME ASSUMERLA
Infuso di fiori: un cucchiaio per 100 ml di
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BOLDO
Il boldo (Boldus boldus) è dotato di proprietà colago-
ghe, coleretiche, digestive, diuretiche e anche sedati-
ve del sistema nervoso. Esso contiene in particolare
una sostanza, la boldina, che esercita un’azione fluidi-
ficante della bile, diminuendone la densità e la visco-
sità e aumentandone il contenuto acquoso.
Alcune ricerche hanno evidenziato come questa azio-
ne compaia solo a bassi dosaggi, mentre l’effetto
coleretico viene ottenuto solo per posologie elevate.
L’aumento della secrezione è netto ma di breve dura-
ta. La presenza di antrachinoni e l’aumento dei sali
biliari a livello intestinale determinano anche un
discreto effetto lassativo.
COME ASSUMERLO
Il boldo può essere assunto in capsule, com-
presse, come infuso, tintura, estratto fluido. La dose
consigliata è di 2-5 grammi al giorno per infusione
(tè); 1-3 ml di una soluzione idroalcolica 1:5 come tin-
tura; 0.5-1 ml al giorno di estratto fluido. Il trattamen-
to non deve in ogni caso superare le 4 settimane.
PRECAUZIONI
Prima di iniziare un trattamento con il boldo è oppor-
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ORTOSIPHON
Ricordiamo infine, tra i rimedi fitoterapici depurativi
del fegato, anche le foglie di Ortosiphon o tè di Giava
(vedi il Capitolo 10), le quali, oltre a stimolare la diu-
resi ed essere utili per risolvere i problemi di ritenzio-
ne, sono dotate di attività colagoga per cui, con la
loro somministrazione, si ottiene un blando incremen-
to della funzionalità epatica e biliare. Sono quindi
considerate a tutti gli effetti un efficace rimedio depu-
rativo epatico e renale.
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ROSMARINO
Prezioso per la
digestione,
il rosmarino stimola
la diuresi
e la sudorazione,
regola il ciclo
mestruale, calma
la tosse
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Le risorse dell’aromaterapia
Gli oli essenziali più indicati per ottenere un effetto
riequilibrante sulla produzione di bile e sul metaboli-
smo del fegato sono: Carota selvatica, Rosmarino,
Limone e Menta. Da utilizzare preferibilmente come
bagno oppure aggiungendo 2 gocce di olio essenzia-
le a un cucchiaio di olio base (per esempio, olio di
mandorle dolci) e massaggiare la pancia in corrispon-
denza della regione del fegato se quest’organo viene
percepito come appesantito e ingrossato.
203
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 204
CHELIDONIUM MAIUS
È il rimedio più indicato nei soggetti con ingrossa-
mento del fegato che si fa sentire come una specie di
dolore sordo o pungente, che peggiora nel tardo
pomeriggio, col movimento e con la palpazione, men-
tre migliora con il riposo e dopo l’ingestione di bevan-
de calde. Si associa a stanchezza, sbadigli, sonnolen-
za, lingua ricoperta da una patina bianco-giallastra e
sensazione di amaro in bocca.
POSOLOGIA: solitamente se ne prescrive una dose
due volte al giorno per un mese alla 5CH.
CELIDONIA
La pianta da cui si estrae
il corrispondente rimedio
omeopatico viene usata
in erboristeria come
spasmolitico intestinale
e purgativo. Il suo lattice,
fortemente caustico,
era usato per
eliminare verruche,
porri, calli e duroni
204
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LEPTANDRA VIRGINICA
Utile soprattutto per il dolore nella regione del fega-
to che si irradia al dorso, alla colonna vertebrale e alla
scapola sinistra, aggravata dalla palpazione e dall’in-
gestione di bevande fredde e che migliora stando
sdraiati sulla pancia. Il disturbo è associato a emissio-
ne di abbondanti feci nere, simili alla pece, molto
maleodoranti. I soggetti sensibili presentano anche
cefalea intensa, associata a sensazione di vertigine e
sonnolenza.
POSOLOGIA: valgono le medesime indicazioni date
per Chelidonium.
PHOSPHORUS
È il rimedio omeopatico di chi sottopone il proprio
fegato a un superlavoro a causa di continue abbuffa-
te e di un esagerato consumo di bevande alcoliche.
Phosphorus è utile anche per regolarizzare il metabo-
lismo degli zuccheri (vedi il Capitolo 12) e quindi è
uno dei rimedi omeopatici più prescritti alle persone
con problemi di sovrappeso.
POSOLOGIA: la dose prescritta è solitamente eleva-
ta, per esempio alla 15 CH. Una dose al giorno.
LACHESIS
Questo medicinale omeopatico è spesso utilizzato
assieme a Phosphorus, in quanto ne completa le
caratteristiche.
Si utilizza quando, oltre alle caratteristiche di
Phosphorus, il soggetto presenta fegato ingrossato,
205
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 206
LYCOPODIUM
Medicinale per il riequilibrio della cellula epatica e
delle vie biliari.
Il soggetto Lycopodium è ipersensibile nella zona del
fegato (per esempio, non può sdraiarsi sul lato
destro), ha grande appetito che viene rapidamente
saziato col cibo e lamenta gonfiore alla regione della
pancia localizzata sotto all’ombelico, associato a stiti-
chezza. È uno dei rimedi più prescritti nei soggetti
con problemi di sovrappeso (vedi anche i Capitoli 6,
8, 11 e 15).
Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
In un programma di depurazione del fegato, gli alco-
lici in generale dovranno essere evitati, così come i
cibi molto grassi (fritture, formaggio, burro, insaccati,
ecc) che sovraccaricano l’attività di questo organo.
È necessario bere tanti liquidi nel corso della giornata
(acqua, succhi non zuccherati, centrifugati).
Tra gli alimenti naturali coleretici e colagoghi vanno
ricordati soprattutto la barbabietola, il carciofo, il cer-
foglio, il rapanello, le olive, la rapa e il tarassaco.
206
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FRAGOLE
Tutti i frutti zuccherini,
come le fragole ma anche
le ciliegie, sono un ottimo
nutrimento per il fegato
207
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CAPITOLO 14
208
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 209
A cosa è dovuta?
La cellulite consiste nell’accumulo di materiale acquo-
so, lipidico e (in minor parte) fibroso nel tessuto sot-
tocutaneo, favorito da uno scarso drenaggio linfatico
e quindi dal ristagno di scorie metaboliche nel sotto-
cute. In seguito a tale accumulo si verifica inizialmen-
te una reazione infiammatoria locale con ispessimen-
to del sottocute, dapprima molle ma che poi, col pas-
sare del tempo, diventa duro. Per questo motivo, a
seconda dello stadio di sviluppo, si distinguono una
cellulite “molle”, tipica degli stadi iniziali, una celluli-
te “dura”, e delle forme più avanzate e presenti da
lungo tempo. Tale distinzione è importante perché le
varie forme sono sensibili a rimedi diversi.
La cellulite molle è la forma più tipica, si riconosce
facilmente per l’aspetto flaccido e “a buccia d’aran-
cia” della pelle: vi è prevalentemente stasi linfatica, il
sottocute è gonfio ma molle al tatto.
La cellulite dura è più difficile da riconoscere, perché
la pelle può presentarsi del tutto liscia e regolare, ma
con indurimento dello strato di sottocute e in genere
è associata a smagliature. Alla sua base vi è soprattut-
to una cattiva circolazione venosa.
La cellulite edematosa, che è un po’ una via di mezzo
tra le prime due, è caratterizzata da un aspetto gon-
fio e spugnoso con pelle pallida e lucida.
Per cercare di risolvere la cellulite non esiste un meto-
do unico, ma bisogna lavorare su più fronti, tenendo
conto anche dello stadio del ristagno e del tipo di cel-
lulite. In particolare, come vedremo più avanti, un
209
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Le erbe decongestionanti
I rimedi naturali fitoterapici per la cellulite possono
essere distinti in due grandi gruppi: rimedi per la cel-
lulite molle e per la cellulite dura.
Trattamento esterno
EDERA
L’edera (Hedera helix) è un valido rimedio contro la
cellulite, soprattutto per uso esterno, sotto forma di
creme, fanghi, ecc., da applicare nelle zone interessa-
te. L’applicazione esterna è utile perché, oltre alle
proprietà drenanti locali, è associata a un effetto anal-
gesico locale, cioè di riduzione del dolore o del senso
210
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 211
EDERA
L’edera ha solo un uso
esterno, in quanto
per uso interno è altamente
velenosa. In applicazione,
invece, ha proprietà
anticellulite, antireumatiche,
antinevralgiche
211
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Trattamento interno
ANANAS
L’ananas, coltivato soprattutto nell’America centro-
meridionale, contiene una sostanza, la bromelina, un
enzima con un’azione simile a quella della pepsina
dello stomaco, ossia l’enzima deputato alla digestio-
ne delle proteine (vedi anche il Capitolo 7).
Si tratta di una pianta utile nelle diete dimagranti in
generale per la sua azione lievemente diuretica, nutri-
tiva e digestiva. Ma oltre a ciò, l’ananas è dotato di
proprietà antinfiammatorie, disintossicanti, deconge-
stionanti e sgonfianti, che possono essere utili per
migliorare l’aspetto della cute grinzosa o “a buccia
d’arancia” tipica della cellulite, per risolvere gli edemi
e le congestioni sottocutanee.
Come assumerlo
Si consiglia l’assunzione di 400-800 mg al giorno di
estratto secco titolato in unità enzimatiche (min. 250
GDU/g), da prendere circa mezz’ora prima dei pasti
principali sino al miglioramento dei sintomi.
Proseguire la cura per periodi anche di 2 o 3 mesi.
ANANAS
La bromelina,
contenuta
soprattutto nel
gambo, rende
l’ananas un rime-
dio d’elezione
per la cellulite
212
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 213
PUNGITOPO
I germogli di pungitopo,
dal gusto amarognolo,
raccolti da marzo
a maggio, vengono
utilizzati in cucina,
lessati, per insalate,
minestre e frittate
PUNGITOPO
Il pungitopo o rusco (Ruscus aculeatus) svolge
un’azione specifica di drenaggio venoso e linfatico del
sottocute, favorendo il riassorbimento dei liquidi in
eccesso e quindi stimolando la diuresi.
Si consiglia di assumere 30 gocce di tintura madre 3
volte al giorno oppure 3 capsule di estratto secco da
300 mg al giorno.
GINKGO BILOBA
Già descritto nei capitoli precedenti, il ginkgo è una
pianta in grado di migliorare la circolazione sangui-
gna, ridurre la permeabilità capillare (e quindi l’ecces-
sivo stravaso di liquidi) e diminuire i ristagni. Pertanto
trova indicazione quando prevalgono i problemi di
microcircolazione.
ORTOSIPHON E BETULLA
Ricordiamo anche gli estremi vantaggi di ortosiphon e
betulla, utili specialmente quando la cellulite è asso-
ciata a una spiccata tendenza alla ritenzione di liquidi
(vedi il Capitolo 10).
213
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 214
Trattamento esterno
Il massaggio deve essere effettuato da operatori
esperti, a causa del rischio di aggravare lo stato di
infiammazione del sottocute. Per il trattamento ester-
no della cellulite dura, particolarmente utili possono
essere i bagni profumati e drenanti.
BAGNO ANTICELLULITE
In un contenitore versare sale marino integrale, 10
gocce di olio essenziale di geranio, 10 di olio essen-
ziale di limone e 10 gocce di olio essenziale di cipres-
so. Mescolare con cura e lasciare riposare per 2-3
giorni. Quindi effettuare un bagno aggiungendo
all’acqua il preparato e immergendosi nella vasca per
20 minuti. Durante il bagno, massaggiare le parti inte-
ressate servendosi di un guanto di crine.
LIMONE
Tra le virtù del limone c’è
l’effetto tonificante
del tessuto connettivo, al
quale dà forza ed elasticità
214
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 215
IPPOCASTANO
L’alto contenuto
di vitamina P e di tannini
rendono l’ippocastano
efficace per la fragilità
capillare. È anche
antinfiammatorio
e antiedematoso,
curativo di cellulite
e couperose
Trattamento interno
IPPOCASTANO
L’ippocastano aumenta la resistenza dei capillari e
favorisce il drenaggio dei liquidi che si accumulano
nello spazio tra i capillari. Esso dà tono ai capillari,
aumentandone anche l’elasticità e riducendone la
permeabilità, quindi contrastando la formazione della
cellulite più dura. I due principi attivi dell’ippocastano
sono l’escina e l’esculoside, utilizzati anche dall’indu-
stria farmaceutica per la produzione di creme e com-
presse indicate per il trattamento dell’insufficienza
venosa cronica. Si consiglia l’assunzione di 250 mg di
estratto secco titolato al 15% in escina 3 volte al gior-
no, a stomaco pieno, per 30 giorni, poi 125 mg al
giorno per due mesi.
Controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.
215
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 216
VITE ROSSA
È indicata soprattutto quando la cellulite dura è asso-
ciata a fragilità capillare e insufficienza venosa (peso
alle gambe, caviglie gonfie, varici). L’azione capillaro-
protettiva è dovuta soprattutto alla ricca presenza di
flavonoidi nelle foglie e nei semi, che sono le parti
della pianta utilizzate per ricavare l’estratto secco. Se
ne assumono 500-1000 mg al giorno (estratto secco
titolato in antocianosidi minimo 0,2%).
MIRTILLO NERO
Dalle classiche bacche blu del mirtillo si ricava l’estrat-
to ricco di antocianine, potenti sostanze antiossidanti
che risultano particolarmente attive per prevenire il
danno da radicali liberi e la fragilità capillare.
Il rimedio più indicato ed efficace è quello sotto forma
di estratto secco titolato in antocianosidi minimo
23,8%: 60-120 mg al giorno lontano dai pasti per un
paio di mesi.
MIRTILLO
Protegge e rinforza le
pareti dei capillari, per
questo è usato per la cura
della cellulite ma anche
per migliorare la vista,
specialmente la visione
notturna
216
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 217
CENTELLA ASIATICA
È una pianta tropicale perenne particolarmente indi-
cata per stimolare il drenaggio delle scorie metaboli-
che dai tessuti, favorire il drenaggio venoso degli arti
inferiori, prevenendo l’indurimento del sottocute.
Essa esplica tali azioni agendo sulla parte dei capillari
venosi aumentandone la tonicità. Indicata per la pre-
venzione e il trattamento dell’insufficienza venosa e
delle sue complicanze, la centella asiatica risulta
estremamente utile per il trattamento della cellulite
sia mediante applicazione locale (creme) sia per via
generale (per bocca). In particolare, in quest’ultimo
caso si consiglia di assumerne una capsula da 30-60
mg al giorno per un mese.
PRECAUZIONI
Da evitare in gravidanza e durante l’allattamento.
FUCUS VESICULOSUS
Se la cellulite è associata ad altre alterazioni del meta-
bolismo o dell’equilibrio ormonale (obesità, diabete,
aumento del colesterolo, ecc.), si può ricorrere a
Fucus vesiculosus, un’alga che agisce sulla tiroide.
Per le caratteristiche di questo rimedio vedi anche il
Capitolo 5.
MELILOTO
Anche il meliloto è un rimedio indicato per i problemi
di cellulite che interessano le gambe, specialmente se
associati a insufficienza venosa e linfatica. L’azione
drenante è garantita dalle cumarine, sostanze di cui è
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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 218
MELILOTO
Il suo profumo dolce,
che ricorda il miele,
ha dato il nome
di meliloto (“trifoglio
di miele”) a questa
pianta benefica
per la circolazione
218
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 219
Massaggi e Bagni
AROMATERAPIA
L’utilizzo di oli essenziali e fragranze può essere un
altro valido aiuto per il trattamento delle forme più
lievi e iniziali di cellulite. Tra quelli più indicati vi sono:
Rosmarino: favorisce la circolazione sanguigna e
quindi migliora l’apporto nutritivo ai tessuti e il dre-
naggio delle scorie.
Cipresso: stimola il metabolismo e migliora il drenag-
gio e lo smaltimento delle tossine.
Limone: ha azione disintossicante, stimola la circola-
zione linfatica.
Cannella: ha azione riscaldante (come anche Zenzero
e Pepe nero).
Achillea: azione antinfiammatoria e decongestionante.
Geranio: è utile nella cura dei problemi della pelle,
219
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 220
GERANIO
L’olio essenziale
estratto dal geranio
è un potente
stimolatore della
circolazione venosa
e linfatica, cura
con successo vene
varicose e cellulite
220
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 221
CASTANEA VESCA
Le gemme del castagno
sono un eccezionale
drenante linfatico,
ottimo per contrastare
la stasi linfatica nelle
gambe
221
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 222
I rimedi omeopatici
per la cellulite
Contro la cellulite non esiste uno specifico rimedio
omeopatico. Tuttavia, l’omeopatia può essere utile per
tutte quelle condizioni che possono favorirne l’insorgen-
za, in modo da riequilibrare la circolazione e diminuire la
ritenzione idrica che è alla base della cellulite stessa.
GRAPHITES
Il rimedio è già stato descritto abbondantemente in
altri capitoli. Qui ricordiamo che questo è il medicina-
le omeopatico adatto a tutte le persone che tendono
a sviluppare problemi venosi in un contesto di celluli-
te, spesso associata a prurito ed eczema cutaneo.
THUYA
Di questo rimedio è già stata presentata una descri-
zione in precedenza (vedi anche i Capitoli 8, 10 e 15).
Ricordiamo che esso è indicato quando la ritenzione
idrica è localizzata e si manifesta sotto forma di cellu-
lite e vene varicose in soggetti deboli, con scarsa resi-
stenza, elevata sensibilità all’umidità, molto freddolo-
si e tendenzialmente depressi.
NATRUM SULFURICUM
È adatto per la cellulite che compare nella donna con
spiccata ritenzione idrica ed eccessiva sensibilità al
clima umido. I sintomi peggiorano col riposo, mentre
migliorano con la vita all’aperto.
222
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 223
PHOSPHORUS
È il rimedio per la cellulite della donna alta, longilinea,
senza una particolare tendenza al sovrappeso, ma in
cui di solito la cellulite e l’adipe in eccesso sono distri-
buiti prevalentemente nel basso ventre e alla radice
delle cosce, con cute secca e cellulite spesso “dura”
(vedi anche i Capitoli 13 e 15).
CALCAREA CARBONICA
È il rimedio per la cellulite della donna brevilinea,
robusta, con distribuzione uniforme dei chili in ecces-
so. Prevale la cellulite edematosa, che solitamente ha
una distribuzione diffusa e generalizzata.
CALCAREA SULFURICA
La cellulite calcarea sulfurica è tipica della donna atle-
tica, con buona muscolatura, robusta più che grassa,
comunque “appesantita”. Essa si localizza prevalente-
mente sui fianchi e solitamente è di tipo “duro”.
CALCAREA FLUORICA
È la cellulite associata a una spiccata insufficienza
venosa con lassità del tessuto connettivo di sostegno
e cute flaccida. Col passare del tempo la cellulite
tende a diventare “dura”.
223
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 224
Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Tutti gli alimenti grassi e salati (salumi, condimenti,
fritture, cibi in scatola, sottaceti, dadi per brodo, cioc-
colato, alcolici, bevande gassate e dolcificate, salse,
dolci, ecc.) devono essere eliminati o ridotti al mini-
mo, poiché provocano ritenzione idrica.
È necessario introdurre una sufficiente quantità di
liquidi per favorire la diuresi: bere almeno 2 litri di
acqua al giorno; mangiare molta verdura e frutta di
stagione che aiutano l’organismo a eliminare natural-
mente le tossine. I succhi e i centrifugati, oltre che le
tisane, sono una soluzione ideale in quanto aumenta-
no l’apporto di liquidi e quindi il potere drenante (tut-
tavia per chi soffre di stitichezza, è meglio ricorrere
alla frutta e verdura intere, in modo da apportare un
adeguato quantitativo di fibre).
224
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ATTIVITÀ FISICA
Per quanto riguarda l’attività fisica, bisogna prestare
attenzione a un aspetto: se la cellulite si è già instau-
rata, lo sport praticato in modo intensivo e forzato
potrebbe portare a un ulteriore aggravamento della
situazione perché richiede ai tessuti un maggiore con-
sumo di ossigeno. Queste attività vanno bene solo se
il drenaggio tessutale è già adeguato. Se la cellulite è
già presente, le attività da preferire sono quelle che
stimolano la circolazione in modo non esasperato (per
esempio, bicicletta, nuoto, camminare, footing, ecc).
225
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CAPITOLO 15
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SOVRAPPESO E ANSIA
PASSIFLORA
Le proprietà dei fiori di passiflora (Passiflora incarna-
ta) sono del tutto sovrapponibili a quelle delle foglie
di melissa: ansiolitiche, sedative e spasmolitiche del
tratto gastrointestinale, specie nei disturbi di origine
229
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 230
PASSIFLORA
La Passiflora agisce
sul sistema nervoso
centrale con un
effetto tranquillante
e sedativo, che non
ha le controindicazioni
dei sedativi chimici
BIANCOSPINO
Le foglie e i fiori di biancospino (Crataegus monogy-
na) sono tradizionalmente noti per le loro proprietà
sedative e tranquillanti, utili per le condizioni di ansia,
nervosismo e irrequietezza, oltre che per un’attività di
regolazione del ritmo cardiaco, per cui la pianta è
indicata in caso di tachicardia, palpitazioni, extrasisto-
230
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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 232
MELISSA
La melissa (Melissa officinalis) è considerata un riequi-
librante del sistema nervoso dalle proprietà toniche e
rilassanti, indicata per le sindromi ansiose e ansiose-
depressive e per i disturbi del sonno di origine nervo-
sa. Oltre a questi effetti, essa è dotata anche di attivi-
tà spasmolitica sulla muscolatura dell’apparato
gastrointestinale. Inoltre la melissa è antinfiammato-
ria, carminativa e leggermente coleretica, il che giusti-
fica il suo utilizzo in presenza di dispepsia, aerofagia,
flatulenza, nausea, vomito, coliche gastrointestinali,
difficoltà digestive.
Da assumere quindi in chi segue una dieta dimagran-
te, è ansioso e ha problemi di gonfiore di pancia
dovuti a difficoltà digestive.
COME ASSUMERLA
Infuso: versare una tazza di acqua bollente su
un cucchiaio abbondante di foglie secche tritate di
melissa. Lasciare riposare 10 minuti, filtrare e bere.
Bagno caldo: l’effetto antispastico della melissa può
essere ottenuto anche facendo un rilassante bagno
caldo mattutino o serale. Versare 300 g di melissa fre-
sca o 200 g di foglie essiccate in un litro d’acqua e
portare a ebollizione. Togliere il decotto dal fuoco e
lasciarlo riposare per 15 minuti, quindi versarlo nel-
l’acqua per il bagno.
Estratto secco titolato in acido rosmarinico al 6.5%
(18 mg): assumere 72 mg di principio attivo al giorno.
Il numero delle capsule da prendere può variare a
seconda del prodotto commerciale acquistato.
232
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 233
SOVRAPPESO E DEPRESSIONE
GRIFFONIA
La griffonia (Griffonia simplicifolia) è una pianta legno-
sa appartenente alla famiglia delle leguminose. È dif-
fusa nelle aree tropicali umide dell’Africa. La parte uti-
lizzata della pianta sono i semi, che vengono raccolti
quando si trovano a piena maturazione. I semi della
griffonia contengono, in quantità variabile (dal 5% al
10%), una sostanza chimica molto particolare, che in
biochimica è nota come 5-idrossi-triptofano (5-HTP), il
quale viene utilizzato dalle cellule del nostro cervello
per produrre la serotonina, il neurotrasmettitore coin-
volto in varie funzioni fisiologiche tra cui l’umore, il
sonno e il senso di fame o sazietà.
Gli estratti ottenuti dai semi della pianta vengono
quindi utilizzati per il trattamento delle forme di
depressione di grado lieve e moderato, nella depres-
sione associata all’ansia e nei disturbi depressivi cicli-
ci stagionali, con effetti già apprezzabili dopo 1-2 set-
timane di assunzione. Oltre a ciò, il 5-HTP, aumentan-
do i livelli di serotonina, agisce sul comportamento
alimentare, in particolare sulla cosiddetta “fame ner-
vosa”, che è frequentemente correlata agli stati
depressivi ed è caratterizzata da desiderio ossessivo
di cibo (solitamente di carboidrati) che generalmente
conduce all’aumento di peso.
COME ASSUMERLA
Due capsule al giorno di estratto secco titolato
al 20% di 5-HTP per tre mesi. Esistono anche forme
233
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 234
IPERICO
Depressione e sovrappeso vanno spesso a braccetto
e fanno parte di un circolo vizioso per cui più l’indivi-
duo si deprime, più si rifugia nel cibo per compensa-
re la propria tristezza, più ingrassa e più aumenta la
depressione perché si vede ingrassato. I fiori di iperi-
co (Hipericum perforatum), noto anche popolarmente
come “erba di san Giovanni”, sono un rimedio utiliz-
zato ormai da molti anni per la cura delle forme di
depressione lieve e moderata, disturbi dell’umore,
ansia, nervosismo e irrequietezza con ipereccitabilità
nervosa. L’azione antidepressiva dell’iperico sembra
dovuta al fatto che esso aumenti il livello di serotoni-
na nel cervello, per cui oltre a riequilibrare il tono del-
l’umore, riduce anche il senso di fame.
COME ASSUMERLO
La posologia consigliata è di circa 0.2-1 mg di
ipericina al giorno sotto forma di estratto secco tito-
lato, dopo colazione e dopo pranzo.
Dopo l’assunzione, evitare l’esposizione al sole (può
provocare reazioni di arrossamento della pelle).
234
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 235
Triptofano e umore
A livello biochimico, la riduzione del tono del-
l’umore (depressione, tristezza) è correlata a un
“difettoso funzionamento” della trasmissione dei
segnali fra le cellule nervose (neuroni), dovuto alla
carenza di un neurotrasmettitore, ossia la seroto-
nina, che nel nostro organismo viene prodotta a
partire dal triptofano, un aminoacido essenziale
(“essenziale” nel senso che il nostro organismo
non è capace di produrlo e deve essere quindi
introdotto dall’esterno con l’alimentazione). Il trip-
tofano penetra nella cellula nervosa e viene tra-
sformato in 5-idrossitriptofano (5-HTP) e quindi in
serotonina.
SOVRAPPESO E STRESS
GINSENG
È il rimedio naturale antistress per eccellenza. Infatti,
la radice di ginseng (Panax ginseng) è ricca di principi
attivi (ginsenosidi) che sono utili per migliorare la
risposta dell’individuo allo stress. In particolare, esso
diminuisce l’affaticamento, migliora il rendimento fisi-
co e mentale, stimola le difese immunitarie, è tonico
ed energetico, rinforza la capacità generale dell’indi-
viduo di adattarsi ai fattori stressanti. Inoltre il ginseng
agisce anche sul metabolismo, in particolare riducen-
do gli zuccheri nel sangue, attraverso un meccanismo
235
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 236
GINSENG
Il nome ginseng viene
dal cinese, e significa
“pianta dell’uomo”,
l’altro attributo del
ginseng, “panax”,
significa che cura
tutti i mali
236
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 237
SOVRAPPESO E ANSIA
CALCAREA CARBONICA
È il rimedio omeopatico d’eccellenza del soggetto in
sovrappeso e con tendenza a squilibri metabolici (dia-
bete, ritenzione idrica, aumento degli acidi urici nel
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ARSENICUM ALBUM
Medicinale di fondo per il soggetto ansioso e ossessi-
vo (con carattere meticoloso, esigente, ordinato, pre-
occupato che gli capiti qualcosa di grave) ma anche
depresso (con stanchezza, affaticamento, pessimi-
smo). Come già visto nel Capitolo 11, il rimedio è
ideale per il soggetto che presenta anche alterazioni
del metabolismo dei grassi e disturbi al fegato.
Di solito, durante la fase depressiva, queste persone
hanno tuttavia la tendenza a dimagrire e non ad
aumentare di peso.
AURUM MURIATICUM
Altro rimedio omeopatico di base per l’ansia, specie
se associata a insonnia e nei soggetti che presentano
depressione (spesso molto marcata, con senso di
disperazione) e bassa autostima di fondo. Possono
comparire crisi di rabbia violente, difficilmente con-
trollabili. Il soggetto Aurum muriaticum soffre di pro-
blemi cardiaci, ipertensione arteriosa e disturbi epati-
ci, con fegato ingrossato e duro alla palpazione e
occhi lievemente ingialliti.
GRAPHITES
Graphites è uno dei rimedi più utilizzati in chi vuole per-
dere peso, in quanto il soggetto Graphites può presen-
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LACHESIS
Già descritto nel Capitolo 13 per i problemi del fega-
to (in particolare con fegato ingrossato, talvolta con
dolore o fastidio nella zona a questo corrispondente),
Lachesis è indicato nell’ansia dei grandi consumatori
di alcolici. Questi individui possono presentare eccita-
zione con logorrea, sonno agitato, aggressività, gelo-
sia, sospettosità, suscettibilità, comportamento preci-
pitoso con ipereccitazione psicofisica, di sera e di
notte. Nella donna, i disturbi sono aggravati prima
delle mestruazioni e migliorati dalla comparsa del
flusso mestruale. Spesso associato a Phosphorus, che
ne completa le caratteristiche. Lachesis è anche uno
dei medicinali più utilizzati negli stati depressivi.
Il soggetto presenta una certa alternanza tra fasi di
depressione e di eccitazione. Durante il periodo
depressivo, tuttavia, il soggetto Lachesis mantiene
una certa apertura verso il mondo esterno e non si rin-
chiude totalmente nel suo silenzio.
PULSATILLA
Utile per il soggetto con alterazioni del metabolismo
dei grassi (vedi anche il Capitolo 11) e che presenta
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ARGENTUM NITRICUM
Il soggetto Argentum nitricum fa tutto in fretta, è pre-
cipitoso, non riesce a rilassarsi, è sempre preoccupa-
to del futuro, ha difficoltà a gestire il proprio tempo.
Presenta molte fobie (paure ingiustificate, per esem-
pio, dei luoghi chiusi o degli spazi aperti, ecc.). L’ansia
viene spesso somatizzata in varie forme (colon irritabi-
le, aumento della diuresi, mal di pancia).
IGNATIA
Se a un appetito irrefrenabile si associa un umore alta-
lenante, con comportamento paradossale, ipersensi-
bilità, Ignatia potrebbe essere il rimedio omeopatico
più indicato (vedi anche il Capitolo 6). Un altro segna-
le tipico di questi soggetti è che stanno molto meglio
quando si distraggono (per esempio, con attività
creative, un viaggio, una vacanza).
MAGNESIA MURIATICA
Può essere il rimedio più idoneo quando il nervosi-
smo, l’ansia, l’irrequietezza e l’agitazione sono asso-
ciati a stitichezza, talvolta con coliche addominali.
THUYA
Un altro dei rimedi omeopatici cardine di chi è in
sovrappeso, ha la pancia gonfia ed è alla ricerca del
proprio peso forma (vedi il Capitolo 8).
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SOVRAPPESO E DEPRESSIONE
ANACARDIUM ORIENTALE
Questo rimedio è indicato nel soggetto depresso,
oltre che smemorato e indifferente, che presta poca
attenzione e si offende facilmente. Egli ha l’impressio-
ne di avere come uno sdoppiamento della personali-
tà, per cui chiede a se stesso o agli altri: “Non è che
sono schizofrenico?”. Il punto critico, però, che
riguarda il tema del nostro libro, è che i suoi sintomi
migliorano mangiando, con le ovvie conseguenze che
ciò può comportare sull’ago della bilancia.
KALIUM PHOSPHORICUM
Depressione (solitamente reattiva, cioè che compare
dopo un periodo di stress o un episodio spiacevole),
estrema spossatezza, lentezza e paura di stare in
mezzo a tanta gente sono segnali caratteristici di que-
sti soggetti, spesso con sensazione di vuoto allo sto-
maco che migliora mangiando.
LYCOPODIUM
Si tratta di un altro rimedio prescritto molto frequen-
temente nei soggetti che si sottopongono a tratta-
menti dimagranti, considerato che esso è utile, come
già descritto nei capitoli precedenti, nei soggetti che
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NATRUM SULFURICUM
Il soggetto Natrum sulfuricum è solitamente una per-
sona grassa, obesa, con ritenzione idrica e gonfiori
diffusi (inclusa la cellulite) (vedi anche i Capitoli 10 e
14), predisposta ai disturbi del fegato e dell’intestino,
oltre che a disturbi respiratori e articolari. È depresso,
ma a differenza di Lachesis, parla poco, preferisce
stare da solo in silenzio. Al mattino si sveglia spesso
inquieto e irritabile, l’umore migliora dopo la prima
colazione, ma si deprime ancora verso sera, di notte e
con il tempo umido. I sintomi peggiorano caratteristi-
camente con l’arrivo dell’inverno.
PHOSPHORUS
Come visto in precedenza, Phosphorus e Lycopodium
sono rimedi che si accompagnano spesso nei sogget-
ti con alterazioni dei grassi nel sangue e disturbi del
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KALIUM CARBONICUM
Per le persone che sono sempre stanche, ipersensibi-
li, spesso preoccupate della propria salute, che vivo-
no ogni minimo avvenimento come un dramma e
avvertono spesso un intenso e inspiegabile desiderio
di dolci, Kalium carbonicum potrebbe essere il rime-
dio ideale.
SEPIA
Sepia è indicato nei soggetti che presentano caratte-
risticamente stanchezza, indifferenza, smemoratezza,
irritabilità, tristezza con isolamento dall’esterno e
chiusura in se stessi. Sono persone che tendono a
piangere facilmente e si lamentano di non avere una
buona memoria. Non gradiscono che altri li consolino,
anzi vengono irritati dalle consolazioni.
Nella donna la tristezza si aggrava ulteriormente
durante il periodo mestruale. C’è una tendenza alla
stitichezza (vedi il Capitolo 9), alla fame nervosa (vedi
anche il Capitolo 6) e all’ipertensione arteriosa.
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NUX VOMICA
Vedi la descrizione di questo rimedio nei Capitoli 6 e
9. Dal punto di vista comportamentale sono solita-
mente soggetti impazienti, irritabili, con aumentata
sensibilità agli stimoli e intolleranza verso gli ostacoli.
Cadono facilmente in depressione quando la dieta
non dà i risultati nei tempi sperati, quando compaio-
no delle difficoltà contingenti, ecc., ed essendo irrita-
bili tendono a scaricare sugli altri la loro rabbia.
Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
In caso di ansia, evitare innanzitutto gli eccitanti che
possono aggravare “chimicamente” l’irrequietezza
(caffè, tè, guaranà, ginseng). Anche gli alcolici
dovrebbero essere evitati. Preferire cibi di colore blu-
viola (in cromoterapia il blu ha un effetto rilassante e
PISELLI
Le verdure dallo spiccato
colore verde, come piselli,
insalata, zucchine, hanno
un effetto rigenerante
sul corpo e sulla psiche
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ATTIVITÀ FISICA
Molte persone in sovrappeso o decisamente obese
possono avere difficoltà a praticare sport o anche
semplicemente a effettuare esercizi fisici di intensità
lieve-moderata come camminare, correre, andare in
bicicletta, proprio a causa della loro mole. In tutti que-
sti casi è solitamente opportuno seguire un training
dimagrante prima di cimentarsi in tali attività. Durante
la fase di dimagrimento iniziale, tuttavia, gli esercizi
fisici che sono sicuramente raccomandati sono quelli
che riguardano il respiro.
Le tecniche di respirazione yogica possono essere
un aiuto molto valido per chi è in sovrappeso e soffre
di ansia e depressione. Anche la medicina ufficiale ha
riconosciuto da molto tempo il loro beneficio, per
esempio in chi è iperteso. Apprendendo le tecniche
di respirazione dello yoga si associano i benefici sui
sintomi fisici tipici delle persone ansiose o depresse
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Glossario
AEROFAGIA
Ingestione involontaria di aria con conseguente sensazione
di gonfiore allo stomaco e senso di pesantezza.
ANTIDIABETICO
Vedi “Ipoglicemizzante”.
ANTISPASMODICO
Rimedio che rilassa le contratture muscolari, specialmente
quelle della muscolatura liscia viscerale, per cui risulta utile,
per esempio, in caso di crampi addominali.
ASTRINGENTE
Restringe i tessuti, i capillari e diminuisce la secrezione delle
ghiandole e delle mucose. Riduce quindi gli edemi.
ATEROSCLEROSI
Condizione patologica caratterizzata dalla formazione di
placche nelle arterie. Favorita dall’aumento di colesterolo
nel sangue, dall’ipertensione, dal fumo di sigaretta, dal
sovrappeso, ecc.
BRUCIA-GRASSI
Sostanza che favorisce alcuni processi enzimatici per cui i
grassi depositati nell’organismo vengono “sciolti” o degra-
dati in modo da essere più facilmente utilizzati e consuma-
ti dall’organismo stesso.
CARMINATIVO
Favorisce l’emissione dei gas intestinali, risolvendo i gonfio-
ri della pancia dovuti a meteorismo.
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GLOSSARIO
COLAGOGO
Determina la contrazione della cistifellea e quindi permette
il passaggio di bile dalla cistifellea all’intestino.
COLERETICO
Stimola la secrezione di bile da parte del fegato, favorendo
la digestione dei grassi.
COLESTEROLO
Composto chimico presente nel sangue e nei tessuti. Nel
sangue viene trasportato da lipoproteine che sono distinte
in LDL e HDL. Il colesterolo nelle LDL tende a depositarsi
nella parete delle arterie, mentre le HDL tendono a “spaz-
zare via il colesterolo” dalle arterie.
COLON IRRITABILE
Disturbo intestinale funzionale caratterizzato da alternanza
tra periodi di stitichezza e periodi di diarrea, con dolore
addominale crampiforme.
DIABETE MELLITO
Malattia caratterizzata da un’alterazione del metabolismo
dei carboidrati. Il paziente diabetico, per una carenza di
insulina, non riesce a utilizzare gli zuccheri; pertanto questi
restano in circolo e determinano un aumento della glicemia.
DIAFORETICO
Favorisce la traspirazione.
DIGESTIVO
Facilita la digestione aiutando il lavoro dello stomaco.
DIMAGRANTE
Atto a favorire la perdita di peso, sia per una riduzione della
massa grassa sia per un’azione sulla massa magra.
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DISPEPSIA
Disturbo della capacità di digerire da parte dello stomaco,
accompagnato in genere da nausea, sensazione di stomaco
gonfio e sonnolenza dopo mangiato.
DIURETICO
Aumenta l’escrezione urinaria.
ESTROGENI
Ormoni sessuali femminili prodotti dalle ovaie. Il loro livello
si riduce dopo la menopausa.
EUPEPTICO
Stimola la secrezione di succhi gastrici, favorendo così la
digestione nello stomaco.
FITOCOMPLESSO
È l’insieme delle sostanze presenti in una determinata pian-
ta con proprietà medicamentose, indispensabili per
un’azione terapeutica completa.
GLICEMIA
La concentrazione di glucosio nel sangue.
INSUFFICIENZA VENOSA
Condizione patologica caratterizzata da alterazioni della
circolazione venosa (e spesso linfatica), che portano a gon-
fiore e senso di pesantezza alle gambe, fragilità dei capilla-
ri, varici venose, ecc.
IPERCOLESTEROLEMIA
Aumento del livello di colesterolo nel sangue. È spesso
associata al sovrappeso e all’obesità. È un fattore di rischio
per le malattie cardiovascolari. In particolare il vero fattore
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GLOSSARIO
IPERGLICEMIA
Aumento del livello di glucosio nel sangue. Segno tipico del
diabete.
IPOGLICEMIZZANTE
Diminuisce la glicemia, ossia il livello di glucosio (il principa-
le zucchero del nostro organismo) nel sangue.
LASSATIVO
Facilita l’evacuazione delle feci mediante vari meccanismi
(aumentando il volume delle feci, stimolando i movimenti
peristaltici intestinali, ecc.).
METABOLISMO
L’insieme dei processi attraverso i quali le sostanze nutriti-
ve introdotte con l’alimentazione vengono trasformate,
prodotte, depositate, eliminate, ecc.
METEORISMO
Condizione caratterizzata dalla presenza di abbondante
aria nella pancia, all’interno dell’intestino, che si manifesta
con pancia gonfia, flatulenza, crampi addominali.
MUCILLAGINE
Soluzione vischiosa che si forma quando sostanze, dette
appunto “mucillaginose”, entrano in contatto con l’acqua.
PRINCIPIO ATTIVO
È il costituente di un rimedio, di origine naturale o sinteti-
ca, principalmente responsabile dell’attività “farmacologi-
ca” del rimedio stesso.
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RIMINERALIZZANTE
Apporta sali minerali e oligoelementi all’organismo, con-
sentendo di riequilibrare eventuali perdite.
SISTEMA IMMUNITARIO
Sistema deputato alla difesa dell’organismo contro l’ag-
gressione da parte di agenti patogeni esterni, prevalente-
mente attraverso cellule difensive (leucociti) e produzione
di anticorpi.
STATINE
Farmaci utilizzati per la riduzione del colesterolo nel san-
gue.
STITICHEZZA
Rallentamento del transito intestinale, con evacuazioni
meno frequenti rispetto al solito, spesso associata alla diffi-
coltà di evacuare.
STOMACHICO
Sinonimo di “digestivo”.
TACHICARDIA
Aumento della frequenza delle pulsazioni cardiache al di
sopra della normalità.
TESSUTO SOTTOCUTANEO
Tessuto situato fra la cute e i tessuti più profondi, ricco di
grasso e fornito di vasi sanguigni.
TITOLAZIONE
Procedimento tecnologico con il quale si determina la
sostanza attiva più importante e la sua concentrazione nel
fitocomplesso.
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GLOSSARIO
TONICO
Esercita un’azione stimolante e fortificante, eliminando l’af-
faticamento dell’organismo.
TOSSINE
Sostanze ad azione tossica sull’organismo.
TRIGLICERIDI
Molecole complesse composte da tre acidi grassi legati a
una molecola di glicerolo, la cui formazione è strettamente
legata al metabolismo dei carboidrati immagazzinati nel
tessuto adiposo.
VARICI
Dilatazione permanente delle vene con modificazioni delle
pareti venose.
VASODILATATORE
Dilata i vasi sanguigni favorendo quindi la circolazione.
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Via L.
Finito
pe
da Rotolito L
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