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LE ERBE
PER SCIOGLIERE
I GRASSI
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Gabriele Guerini Rocco

LE ERBE
PER SCIOGLIERE
I GRASSI

Rimedi naturali, fitoterapici


e omeopatici per:
accelerare il metabolismo
depurarsi e disintossicarsi
eliminare la ritenzione idrica
sgonfiare la pancia

RIZA
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Le erbe per sciogliere i grassi


Progetto copertina: Roberta Marcante
Progetto grafico: Elisa De Gradi

© Edizioni Riza S.p.A.


Via L. Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

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Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupe-
ro o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di foto-
copie, incisione o altrimenti senza permesso scritto dell’editore.
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Indice
Introduzione La natura a disposizione
del benessere 9
Capitolo 1 Che cosa si intende per “naturale” 13
Capitolo 2 Il sovrappeso e il dimagrimento 25
Capitolo 3 Le risorse dell’omeopatia
e fitoterapia 29
Capitolo 4 Scegli il rimedio giusto 32
Capitolo 5 Stimolare il metabolismo 37
Capitolo 6 Controllare gli attacchi di fame 51
Capitolo 7 Ottimizzare la funzione digestiva 71
Capitolo 8 Ridurre il gonfiore alla pancia 90
Capitolo 9 Regolarizzare l’intestino 101
Capitolo 10 Contrastare la ritenzione idrica 131
Capitolo 11 Tenere bassi il colesterolo
e i grassi nel sangue 152
Capitolo 12 Migliorare il metabolismo
degli zuccheri 170
Capitolo 13 Favorire la funzionalità del fegato 191
Capitolo 14 Le erbe per la cellulite
e il benessere delle gambe 208
Capitolo 15 Gli aspetti psicologici ed emotivi 226
Glossario 248
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Introduzione

La natura a disposizione del benessere


Negli ultimi anni l’uso dei rimedi cosiddetti “naturali”,
in particolare di quelli omeopatici e fitoterapici, è
aumentato in modo vertiginoso. Consideriamo per
esempio l’omeopatia, che in base alle statistiche risul-
ta la “medicina alternativa” più utilizzata (circa il dop-
pio rispetto alla fitoterapia): stando ai dati di un’inda-
gine Doxa del 2004, in Italia si stima che una persona
su quattro faccia uso di rimedi omeopatici (pari a circa
il 23% della popolazione italiana, ossia circa 14 milio-
ni di consumatori). Uno dei principali motivi del suc-
cesso dei rimedi naturali è il desiderio sempre più
forte di soluzioni che siano “dolci”, ossia che rispetti-
no il nostro organismo, che siano poco aggressive e
prive, per quanto possibile, di effetti collaterali impor-
tanti. Ciò si inserisce nel contesto del crescente biso-
gno, come quello attuale, di un approccio alla salute
che tenga conto anche degli aspetti emotivi e psico-
logici della persona, così come della necessità di recu-
perare un rapporto con la Natura che per molti moti-
vi, legati allo stile di vita moderno, è andato perduto.
Negli ultimi anni anche la scienza si è finalmente dedi-
cata a studiare i rimedi naturali. Gli studi realizzati dal
mondo medico non hanno fatto altro che confermare
innanzitutto le proprietà delle piante che la medicina
popolare già conosceva da tempo immemorabile.
Oltre a ciò, i dati scientifici hanno consentito di rende-

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re disponibili nuove conoscenze, riguardanti per


esempio le modalità d’uso più corrette, le possibili
interazioni, le controindicazioni delle piante (parliamo
soprattutto di fitoterapia), aumentando ulteriormente
la consapevolezza che la scelta e l’uso dei rimedi
naturali devono avvenire rispettando alcune piccole
regole fondamentali, come nel corso di questo libro
cercheremo di illustrare. Purtroppo, infatti, i rimedi
naturali vengono spesso utilizzati in maniera inappro-
priata, sia perché in molte persone è ancora radicato
il concetto che “tanto sono erbe e non fanno male”,
sia perché in Italia, così come in molti altri Paesi nel
mondo, non esiste ancora una normativa o una legge
specifica che regoli tale materia.
I motivi per cui i rimedi naturali vengono utilizzati
sono i più disparati. Ai primi posti vi sono soprattutto
le infezioni virali stagionali (mal di gola, influenza,
ecc.) e i disturbi gastroenterici. In una percentuale di
casi minore, ma comunque significativa (5%), i rimedi
naturali sono utilizzati per dimagrire o comunque nel
contesto di un trattamento dimagrante. Abbiamo
infatti a disposizione diversi rimedi, erbe, tisane, oli
essenziali, ecc., che possono essere un valido aiuto
per chi ha deciso di seguire un programma a scopo
dimagrante. In tale contesto, i rimedi naturali sono
utilizzati prevalentemente come “strumento di sup-
porto”, o, più propriamente, come “coadiuvanti”,
ossia aiutano a perdere i chili in più o a mantenere il
peso forma soltanto se vengono inseriti nel contesto
di una strategia integrata, ovvero assieme a un’ali-

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INTRODUZIONE

mentazione adeguata e a un’attività fisica regolare.


Ciò è confermato anche dalle indagini statistiche,
secondo le quali nella stragrande maggioranza dei
casi, le persone assumono i rimedi naturali non come
metodo dimagrante unico ed esclusivo, ma nell’ambi-
to di un trattamento in cui si utilizzano contempora-
neamente più strategie.
In questo libro ci dedicheremo quindi a illustrare quei
prodotti fitoterapici e omeopatici che sembrano dota-
ti di un effetto utile per il dimagrimento: dopo aver
descritto i principali rimedi stimolanti del metaboli-
smo, ci addentreremo nel più vasto mondo dei rime-
di naturali che sono d’aiuto, invece, per tutte quelle
problematiche frequentemente associate al sovrap-
peso e/o che compaiono durante un trattamento
dimagrante: fame vorace (di cibi dolci, salati, ecc.),
ritenzione idrica, stitichezza, problemi legati all’au-
mento del colesterolo e degli zuccheri nel sangue,
cellulite, e così via. In questo modo cercheremo di for-
nire tutta quella serie di informazioni di base che pos-
sono essere utili in un primo orientamento nella scel-
ta del rimedio o dei rimedi necessari per le proprie
esigenze.
L’importante è fare sì che l’uso dei rimedi omeopatici
e fitoterapici non sia lasciato al caso. Avere una guida
esperta e dei punti di riferimento è spesso d’aiuto,
specialmente in questo campo, in cui, non essendoci
leggi specifiche, le informazioni possono essere
incomplete, imprecise o fuorvianti, in modo da evita-
re per esempio di assumere erbe che possono essere

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controindicate o che possono interagire con altri tipi


di trattamenti in corso. Ovviamente il ricorso a un
aiuto esperto è ancora più raccomandato per chi
vuole intraprendere un percorso finalizzato a raggiun-
gere il peso forma, specialmente per le persone che,
per esperienza personale, sanno che “da sole non ce
la fanno”.
Erbe e omeopatia rappresentano quindi quell’aiuto in
più, da affiancare a uno stile di vita salutare, per pre-
venire o risolvere alcune delle problematiche più dif-
fuse correlate al sovrappeso e al trattamento dima-
grante, perché il dimagrimento dovrebbe avvenire in
modo dolce e sereno, senza stress, nel pieno rispetto
dei tempi della Natura e della fisiologia di ogni singo-
lo organismo, altrimenti esso stesso può diventare
fonte di altro stress. Ecco perché il fatto di introdurre
i rimedi naturali nella nostra giornata, sotto forma di
tisane da bere, fiori e foglie da aggiungere alle insala-
te, oli essenziali con cui profumare il corpo o l’am-
biente in cui viviamo, può anche costituire un modo
semplice, ma originale, per accompagnarci allegra-
mente nel percorso del dimagrimento.

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 CAPITOLO 1

Che cosa si intende


per “naturale”
In questo volume, con l’espressione
“rimedi naturali” intenderemo
essenzialmente i medicinali omeopatici
e i rimedi fitoterapici

 Medicinali omeopatici
Il vocabolo omeopatia è composto da due termini di
origine greca: òmoios, che significa “simile”, e pàthos
che significa “malattia” L’omeopatia è stata fondata
dal medico Samuel Hahnemann (1755-1843), anche
se il suo principio di base era stato introdotto dallo
stesso Ippocrate nell’antichità. Essa è un metodo di
cura in cui si utilizzano particolari rimedi (detti appun-
to “omeopatici”) ricavati a partire da sostanze (vege-
tali, animali o minerali) diluite in acqua molte volte.
Quando la sostanza diluita viene somministrata al
soggetto sano, essa determina la comparsa di effetti
simili a quelli della malattia. L’omeopatia si differenzia
dall’allopatia (dal greco: àllos, che significa “altro”,
“diverso” e pàthos, appunto “malattia”), su cui si

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basano i farmaci della medicina ufficiale, in cui invece


il rimedio mira a produrre gli effetti opposti (o comun-
que diversi) del sintomo.
I rimedi omeopatici utili per il dimagrimento si assu-
mono prevalentemente sotto forma di granuli, globu-
li o gocce. Bisogna ricordare che, a differenza dei far-
maci tradizionali, sull’etichetta dei prodotti omeopati-
ci la posologia e le indicazioni non sono mai indicate,
proprio perché queste vengono personalizzate di
volta in volta in ogni singolo individuo dal medico
omeopata. In omeopatia, infatti, non esistono di per
sé “il sovrappeso” e “l’obesità”, ma esistono Paola,
Luca, Giorgio, Marina, ecc. ossia singoli soggetti irri-
petibili, ognuno con la propria storia, le proprie aspet-
tative, le proprie preoccupazioni, le proprie motiva-
zioni, la propria “propensione” a sviluppare o meno
obesità e sovrappeso e quindi il proprio rimedio o
trattamento omeopatico personale.

Come assumere un rimedio omeopatico


L’assunzione di un rimedio omeopatico dovrebbe
avvenire a digiuno, lontano dai pasti. Nel caso del
tubo di granuli, l’assunzione consiste in genere nello
sciogliere poche unità di granuli (solitamente 5) sotto
la lingua più volte al giorno. Per quanto riguarda inve-
ce il tubo di globuli, l’intero contenuto di una dose
(circa 200 globuli) viene direttamente vuotato in
bocca, dove deve essere fatto sciogliere, preferibil-
mente sotto la lingua. In questo caso la somministra-
zione avviene una volta al giorno. Anche i rimedi

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omeopatici in forma liquida (tintura, sciroppo, gocce,


ecc.) dovrebbero essere trattenuti sotto la lingua per
circa un minuto prima di essere ingeriti. Per questo
motivo è importante un’adeguata igiene orale.
Precauzioni per l’uso
Durante il periodo di assunzione dei rimedi omeopa-
tici, occorre evitare il fumo di tabacco e l’ingestione di
sostanze fortemente aromatiche come menta, caffè,
tè, alcolici e cibi molto speziati o piccanti, o comun-
que è bene assumere il medicinale omeopatico lonta-
no dall’utilizzo di queste sostanze. Durante una cura
di questo tipo è consigliabile anche ridurre o evitare
l’uso di saponi, creme, pomate, dentifrici, lozioni e
prodotti cosmetici con profumi intensi (per esempio,
menta, anche sotto forma di tisana).

 Rimedi fitoterapici
La fitoterapia consiste nell’utilizzo terapeutico delle
piante medicinali, i cui estratti (o fitocomplesso), tito-
lati e standardizzati con apposite tecnologie, sono
dotati di determinate proprietà terapeutiche, del
tutto simili a quelle dei farmaci. Si tratta di un meto-
do antico come il mondo: da sempre e in ogni cultu-
ra l’essere umano ha usato le erbe (spontanee o colti-
vate) per curare le malattie o per migliorare e mante-
nere lo stato di salute.
Nel mondo occidentale l’introduzione delle erbe nella
medicina ufficiale può essere fatto risalire a Ippocrate,
il quale citava le erbe come terzo strumento del medi-
co accanto al tocco e alla parola.

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I farmaci utilizzati dalla medicina ufficiale sono pro-


dotti in molti casi a partire dai principi attivi presenti
all’interno di piante o erbe. I rimedi fitoterapici sono
farmaci a tutti gli effetti e la fitoterapia (o fitomedici-
na) può essere considerata una branca della farmaco-
logia, visto che oramai ogni erba possiede indicazio-
ni, controindicazioni, effetti collaterali, posologia, ecc.
Ciò è dovuto al fatto che, come i farmaci, così anche
le erbe agiscono attraverso molecole chimiche preci-
se, le quali, tuttavia, nella droga vegetale si trovano a
concentrazioni molto basse e associate ad altre
sostanze chimiche per cui, a differenza dei farmaci,
sono solitamente ben tollerate e meno frequente-
mente danno reazioni indesiderate.
Il problema è che, poiché in Italia non esiste una nor-
mativa specifica, attualmente i rimedi fitoterapici
sono regolamentati dalle disposizioni relative agli
“integratori alimentari” e dal punto di vista legislativo
sono ancora considerati dei semplici “alimenti”.

Radici, foglie, fiori, frutti


Tutte le parti di una pianta possono essere utilizzate in
fitoterapia (radici, foglie, fiori, frutti, semi) e a secon-
da della parte utilizzata si potranno avere effetti diver-
si, perché diversi sono i principi chimici presenti nelle
varie parti. Una branca speciale della fitoterapia è la
gemmoterapia che consiste nell’uso delle parti in
accrescimento della pianta (gemme, giovani radici,
amenti, ecc.) per la preparazione dei rimedi (solita-
mente macerati glicerici). Queste componenti della

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pianta sono molto ricche di principi curativi (vitamine,


fattori di crescita, enzimi, ecc.) e in generale risultano
molto utili, oltre che per le varie azioni specifiche che
vedremo di volta in volta, come rimedio generale di
drenaggio dall’organismo delle scorie metaboliche e
delle tossine accumulate.

Le molte formule a disposizione


I rimedi fitoterapici disponibili possono essere
suddivisi in:

PREPARATI OTTENUTI A PARTIRE DALLA PIANTA


ESSICCATA
 Tisana (infuso, decotto)
 Polvere
 Estratto secco
 Estratto liquido

PREPARATI OTTENUTI A PARTIRE DALLA PIANTA FRESCA


 Tintura madre
 Macerato glicerico
 Succo di pianta fresca
 Sospensione integrale di pianta fresca

PREPARATI OTTENUTI PER DISTILLAZIONE O SPREMITURA


 Olio essenziale

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

 I preparati erboristici
Cerchiamo ora di illustrare brevemente le principali
definizioni dei vari tipi di preparati erboristici che si
possono trovare in commercio e utilizzare con facilità.

 Infuso
La tisana per infuso viene preparata a partire dalle
parti essiccate della pianta. Si possono utilizzare più
parti (solitamente i fiori e/o le foglie) e più piante con-
temporaneamente. Il materiale viene messo in un
contenitore adatto (tazza, tisaniera, ecc.), vi si versa
sopra acqua bollente e si lascia riposare per alcuni
minuti. Si filtra (colino, garza,) e si beve.

 Decotto
Il decotto viene preparato a partire da parti essiccate
della pianta (in genere le radici). Queste vengono
messe in acqua fredda, che viene poi portata a ebol-
lizione, quindi lasciata raffreddare (decantare). Si filtra
e si beve.

 Estratto fluido
Viene preparato mettendo a macerare la pianta in un
apposito solvente (solitamente alcol etilico, il quale è
in grado di estrarre i principi attivi della pianta di par-
tenza) per un determinato periodo di tempo, variabi-
le a seconda del tipo di pianta.
L’unico inconveniente è la gradazione alcolica, che
potrebbe non essere tollerata, gradita o indicata (per
esempio nelle persone che hanno problemi di fega-

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to). In genere è di 20-30 gradi, ma può arrivare anche


a 60 gradi in alcuni prodotti particolari.

 Estratto secco
Di solito viene preparato partendo dall’estratto flui-
do, in cui la parte liquida viene poi fatta evaporare
con particolari metodi (per esempio, nebulizzazione)
fino a ottenere una polvere finissima che rappresenta
l’insieme di principi attivi puri della pianta. A questa
vengono aggiunti eccipienti in modo da renderla sta-
bile. L’estratto secco si assume sotto forma di capsu-
le (opercoli) o compresse.

 Tintura madre
Si utilizza la pianta fresca (non secca come nell’estrat-
to fluido), che viene messa a macerare in alcol etilico
per un periodo di tempo variabile secondo la pianta.

 Macerato glicerico
È la formulazione tipica dei rimedi gemmoterapici. Si
prepara mettendo a macerare le parti più giovani della
pianta (gemme, giovani getti, amenti) in una miscela
composta da acqua (20%), alcol (30%) e glicerina (50%)
per un determinato periodo di tempo. Il prodotto
viene poi diluito alla 1 DH secondo il metodo di
Hahnemann. La gradazione alcolica è di 30 gradi.

 Succo di pianta fresco


È una formulazione molto semplice, ma poco diffusa,
in quanto il preparato deve essere utilizzato entro

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

breve tempo. Il succo si prepara mettendo sotto pres-


sione parti della pianta fresca triturata (“spremitura”).

 Olio essenziale
È un insieme di sostanze organiche altamente instabi-
li ricavate dalla pianta, che ne rappresenta l’aroma e
l’essenza. Si usa prevalentemente per uso o applica-
zione esterna (diffusori, massaggio, ecc.) e raramente
anche per uso interno.

Come si usano
Nella fitoterapia per il dimagrimento, le erbe pos-
sono essere utilizzate con diverse modalità:
 uso esterno (applicazione diretta o indiretta
della pianta): olio essenziale, crema, pomata,
unguento, cataplasmi, ecc.
 uso interno (alimentare): tisana, estratto secco,
tintura madre, macerato glicerico o alcolico, olio
essenziale, ecc.
L’uso più vantaggioso è sicuramente quello interno,
attraverso l’assunzione di capsule o compresse con-
tenenti l’estratto secco della pianta, che garantisco-
no l’effetto minimo efficace.

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CHE COSA SI INTENDE PER “NATURALE”

La potenza delle erbe


Negli ultimi anni si sta dando grande importanza
anche alla qualità delle erbe: se l’effetto di un’erba
dipende prevalentemente dalla chimica, è opportuno
che, per avere quel determinato effetto, essa conten-
ga una quantità minima di “principi attivi”, altrimenti
l’effetto desiderato non si manifesta. È ormai assoda-
to, infatti, l’efficacia dei rimedi fitoterapici è dimostra-
ta solo se il prodotto è di buona qualità e contiene
una quantità minima di principi attivi nel fitocomples-
so, che è in pratica la sostanza o il gruppo di sostan-
za responsabile dell’azione biologica.
Sicuramente tali aspetti quantitativi non sono gli unici
a spiegare l’efficacia terapeutica delle piante, ma di
essi bisogna comunque tenere conto. Infatti è sba-
gliato pensare che le erbe, essendo un prodotto
“naturale”, siano del tutto esenti da rischi. Alcune di
esse sono state introdotte come rimedi terapeutici,
ma dopo alcuni anni sono state ritirate dal mercato in
quanto nocive.

Farmaci verdi
Occorre considerare le erbe come dei farmaci “in
miniatura”: per ognuna occorre rispettare indicazioni,
controindicazioni, posologia, modalità di assunzione
che verranno descritte di volta in volta specificamen-
te. Bisogna scegliere rimedi fitoterapici che siano “di
qualità” (modalità di coltivazione, estrazione, titola-
zione): a questo scopo si vedano i suggerimenti indi-
cati di volta in volta per le singole erbe.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Pregi e difetti dei rimedi naturali

I VANTAGGI
Effetti collaterali e reazioni
indesiderate meno frequenti
Negli ultimi anni il numero di segnalazioni di eventi
avversi in seguito all’uso di prodotti erboristici è deci-
samente in aumento, grazie alla maggiore disponibili-
tà di sistemi di controllo e segnalazione, anche se net-
tamente inferiore a quello dei farmaci. Bisogna sem-
pre tenere conto di possibili problematiche allergiche
e della tolleranza individuale nei confronti dei singoli
prodotti (per esempio, chi è allergico ai pollini può
essere allergico anche ad altre erbe).
Poche controindicazioni
Tuttavia, ricordiamo che molte erbe sono controindi-
cate in gravidanza e/o nel periodo dell’allattamento,
semplicemente perché non sono state studiate in
queste fasi particolari della vita.
I rimedi omeopatici in granuli sono controindicati in
chi è allergico al lattosio.
Rare interferenze con i farmaci
Anche qui, però, bisogna tenere conto che alcune
erbe possono interferire con i farmaci (per esempio,
con la pillola contraccettiva, riducendone l’effetto, o
con i farmaci anticoagulanti, potenziandone i rischi).
Si presta attenzione anche agli aspetti emotivi
Questo risvolto è molto importante per la scelta del
rimedio omeopatico, il quale viene prescritto non solo

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CHE COSA SI INTENDE PER “NATURALE”

per “i sintomi” ma anche e soprattutto per determi-


nate tipologie “energetiche” di un individuo, che ten-
gono conto delle dinamiche emotive e psicologiche,
degli aspetti comportamentali, ecc.
Maggiore personalizzazione del trattamento
Mentre un farmaco dimagrante può essere prescritto
a un milione di persone diverse, lo stesso non vale per
i rimedi naturali che, proprio perché tengono conto
anche delle dinamiche psicologiche ed emotive spe-
cifiche e considerano ogni individuo come unico e irri-
petibile, possono variare notevolmente da una perso-
na all’altra. Per questo motivo, due persone che
vogliono perdere peso e che presentano disturbi simi-
li (per es, stitichezza) potranno ricevere due tratta-
menti fitoterapici o omeopatici nettamente differenti.

GLI SVANTAGGI
Azione lenta, effetto non immediato
Con i farmaci siamo abituati a osservare un’azione
piuttosto immediata (per esempio, alleviamento del
dolore dopo assunzione di un antidolorifico).
Le erbe e i rimedi omeopatici possono impiegare più
tempo: spesso è necessario assumere il rimedio per
uno o più mesi.
Questo aspetto viene a volte percepito come uno
svantaggio, in realtà ci dovrebbe riportare al senso
del tempo, al rispetto dei tempi della natura, che non
coincidono con i tempi della nostra mente, riportan-
doci nella dimensione del reale, del presente. Chi vuol

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

dimagrire deve entrare in parte nella dimensione


della pianta, che non prevede il “tutto e subito”.
La scelta di un rimedio naturale richiede più tempo
È uno svantaggio solo apparente, perché è dovuto al
fatto che, per personalizzare al meglio la cura, biso-
gna tenere conto anche delle dinamiche emotive,
cosa che richiede un colloquio un po’ più lungo e
approfondito.
Panorama commerciale molto vasto e confuso
Una delle principali difficoltà di chi si avvicina alle cure
naturali è che spesso, dopo avere scelto o individua-
to la pianta o le erbe che fanno al caso proprio, si
devono fare i conti col fatto che in commercio esisto-
no i prodotti più disparati che non sempre corrispon-
dono a quanto ci si era immaginato.
Molti di questi prodotti sono di dubbia qualità. È
opportuno evitare tutti quelli che non specificano
esattamente sull’etichetta (alla voce “Ingredienti”)
che cosa contengono e soprattutto la quantità e la
concentrazione. Ciò vale soprattutto per i prodotti
sotto forma di estratto secco e tintura madre. Per non
parlare poi della qualità (da dove provengono le
erbe? dove si trovano i campi di coltivazione? che
metodi di coltivazione utilizzano?). 

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 CAPITOLO 2

Il sovrappeso
e il dimagrimento
I criteri per valutare
il nostro peso, capire quanto
dobbiamo dimagrire
e i metodi per ottenere validi risultati

I meccanismi dell’obesità
e del sovrappeso
I meccanismi del sovrappeso e dell’obesità sono piut-
tosto complessi.
Per semplificare, fatta eccezione delle rare varianti
causate da malattie particolari (carenza genetica di
alcuni enzimi particolari, squilibri ormonali, uso croni-
co di farmaci cortisonici), in linea di massima il peso
corporeo aumenta e tende a farlo quando l’apporto
di calorie con l’alimentazione supera il consumo che si
verifica con le attività giornaliere.
Il fabbisogno di calorie e di principi nutritivi varia a
seconda di molti fattori, tra cui l’età, il sesso, il perio-
do della vita, il tipo di attività professionali, sportive
od hobbystiche, le abitudini.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Massa grassa e massa magra


Un concetto utile da tenere presente è la distinzione tra
“massa grassa” e “massa magra”. Per massa grassa si inten-
de la parte di peso del nostro organismo che è costituita dal
tessuto adiposo, cioè dal grasso corporeo. Questa è quella
che vorremmo ridurre in un trattamento dimagrante. La
massa grassa viene definita in base al numero delle cellule
adipose (adipociti) e dal loro grado di riempimento. La quan-
tità di adipociti presenti nel nostro corpo dipende da diversi
fattori (genetici e ormonali), mentre il loro grado di riempi-
mento varia a seconda dello stato di nutrizione (ipocalorica o
ipercalorica). La percentuale della massa grassa ideale è
diversa a seconda del sesso e, in maniera minore, dell’età. La
massa magra, invece, rappresenta la parte restante ed è
costituita prevalentemente dal tessuto muscolare, molto ricca
di acqua (circa il 60%). Questa dovrebbe essere aumentata
(ma non troppo) in modo da bruciare più calorie.
La distinzione tra massa grassa e massa magra è
importante, perché ci permette di avere un’idea dello
stato nutrizionale di una persona e quindi di determi-
nare se un individuo è sovrappeso o sottopeso e, nel
caso sia sovrappeso, se l’aumento del peso è dovuto
al grasso (obesità propriamente detta) o alla massa
magra (ritenzione idrica, ipertrofia muscolare, ecc.).
Il cosiddetto “peso ideale”, quindi deve tenere conto
non tanto del peso corporeo totale, quanto della
distribuzione tra massa grassa e massa magra e di altri
fattori (come le caratteristiche dell’ossatura e della
muscolatura dell’individuo). La misurazione della
massa grassa può essere effettuata con alcune tecni-

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IL SOVRAPPESO E IL DIMAGRIMENTO

che strumentali (plicometria, impedenzometria).


Tuttavia, i valori misurati con tali metodi sono spesso
poco precisi. Per questo motivo, per valutare lo stato
nutrizionale dell’individuo si preferisce calcolare il
cosiddetto indice di massa corporea.

Il nostro stato nutrizionale


Per valutare in modo approssimativo ma affidabile lo
stato nutrizionale di un individuo, possiamo affidarci a
una semplice calcolatrice con la quale andiamo a cal-
colare l’indice di massa corporea, un parametro che
per gli esperti del settore prende il nome di BMI
(Body Mass Index). Per sapere il proprio BMI basta
usare una semplice formula: BMI = peso (kg)/altezza2
(m). Per esempio, per un individuo che pesa 80 kg ed
è alto 1.80 m, il BMI sarà pari a 24,69 (80 : 1.802 =
24,69).Un individuo viene considerato normopeso
quando il BMI è compreso tra 18.5 e 25, sovrappeso
se il BMI è superiore a 25 e obeso se il valore di BMI
è superiore a 30. Si parla di sottopeso quando il BMI
è inferiore a 18.5. Pertanto l’obiettivo di un tratta-
mento dimagrante deve essere un BMI compreso tra
20-25 e non inferiore a 18.5.

Strategie per dimagrire


Poiché in genere il sovrappeso è la risultante di nume-
rosi fattori associati e sovrapposti, per potere dima-
grire in modo apprezzabile i metodi di dimagrimento
dovrebbero essere integrati fra loro in modo che,
agendo su più livelli, si ha una maggiore probabilità di

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

vedere il risultato sperato. È stato dimostrato che un


approccio di questo tipo ha una buona probabilità di
successo rispetto a interventi isolati. Inoltre, a volte la
cosa più difficile non è tanto perdere peso, quanto
mantenere nel lungo tempo il risultato ottenuto e
quasi tutti i trattamenti dimagranti falliscono proprio
sul lungo termine. L’approccio integrato (dieta, sport,
erbe, integratori, supporto psicologico, ecc.) è quello
maggiormente utile non solo per raggiungere l’obiet-
tivo ma anche e soprattutto per mantenerlo nel
tempo. 

In sintesi
Per dimagrire, le strategie generali sono tre.

1 Diminuire l’introduzione di calorie.


Ciò può essere effettuato seguendo una dieta ipoca-
lorica e grazie al meccanismo di “autoregolazione”
associati a rimedi che riducono lo stimolo dell’appe-
tito (antifame).
Aumentare il consumo di calorie.
2 Si può ottenere mediante l’aumento dell’attività fisi-
ca e/o stimolando il metabolismo con rimedi appro-
priati.

3 Bloccare la produzione dei grassi (lipidi) o stimola-


re la loro degradazione nell’organismo.
Vale lo stesso discorso di sopra: dieta e attività fisica
sono fondamentali. I rimedi “brucia grassi” possono
essere un valido aiuto in più.

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 CAPITOLO 3

Le risorse dell’omeopatia
e fitoterapia
I rimedi naturali sono efficaci
ma occorre, come sempre,
la collaborazione attiva dell’individuo

Aiuti efficaci, non miracoli


Bisogna innanzitutto sbarazzarsi della comoda idea
che esistano “erbe dimagranti” miracolose, cioè che
possano fare dimagrire da sole, senza che vi sia una
partecipazione attiva dell’individuo. Infatti, nessuna
erba fa dimagrire di per sé, se non è associata a
un’adeguata alimentazione e a un’attività fisica
moderata costante e regolare.
Basti tenere presente che gli stessi farmaci utilizzati
nella medicina ufficiale per la cura dell’obesità grave
(sibutramina, orlistat) possono essere somministrati e
sono efficaci solo negli individui che seguono scrupo-
losamente una dieta ipocalorica.
Certamente esistono prodotti erboristici dotati di una
certa azione anoressizzante (per esempio, il guaranà),

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

ma in linea di massima tale azione è blanda, richiede


molto tempo ed è poco rilevante se all’uso di questi
prodotti non corrisponde soprattutto un’alimentazio-
ne adeguata (se non una vera e propria dieta dima-
grante), che riduca soprattutto l’introduzione di ali-
menti e bevande ipercalorici, di proteine e grassi ani-
mali, di alcolici che sovraccaricano il fegato.
Si deve diffidare dei vari cocktail di erbe che fanno
calare di peso “mangiando quello che vuoi” o di quei
prodotti in cui per esempio non è specificato in modo
chiaro quali siano le erbe effettivamente contenute e
la loro quantità. Un giorno un paziente mi disse che
stava assumendo delle “erbe cinesi” per dimagrire;
gli chiesi di portarmi la confezione e il foglio illustrati-
vo per rendermi conto di cosa stesse assumendo e la
volta successiva si presentò con una scatola intera-
mente ricoperta da ideogrammi cinesi. Anche nel
foglietto illustrativo non c’era neppure l’ombra della
benché minima traduzione (neppure in inglese).
Se è difficile ottenere anche la minima informazione
su quello che si sta introducendo nel proprio organi-
smo, meglio diffidare.

Gli aspetti sui quali agiscono


In linea di massima, i rimedi naturali utilizzabili nel
contesto di un trattamento dimagrante possono esse-
re suddivisi in tre grandi categorie:
1 Rimedi che accelerano il metabolismo.
2 Rimedi antifame, cioè che riducono l’appetito;
sono anoressizzanti sia a livello del centro della fame

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LE RISORSE DELL’OMEOPATIA E FITOTERAPIA

nel cervello sia a livello dello stomaco.


3 Rimedi che agiscono su altre problematiche cor-
relate al sovrappeso e alle diete dimagranti:
 migliorando la funzione digestiva dello stomaco;
 regolarizzando l’intestino per prevenire o trattare
la stitichezza;
 contrastando la ritenzione idrica generalizzata o
localizzata;
 sgonfiando la pancia;
 favorendo la funzione metabolica del fegato;
 migliorando il drenaggio venoso e linfatico per il
benessere delle gambe e contrastando la tenden-
za alla cellulite;
 risolvendo gli aspetti psicologici ed emotivi che
possono interferire con il raggiungimento di un
peso adeguato.
Nei prossimi capitoli seguiremo quindi la classificazio-
ne appena esposta per illustrare nello specifico le
varie piante e i medicinali omeopatici e le relative pro-
prietà (indicazioni, preparazione). 

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 CAPITOLO 4

Scegli il rimedio giusto


Che cosa è più adatto al mio caso?
Le domande da porsi
per ottenere un primo orientamento

I molti fattori da considerare


La scelta e l’utilizzo dei rimedi naturali possono non
essere semplici e immediati. Nella fase di scelta biso-
gna tenere conto delle proprie necessità, della quali-
tà del prodotto, della facilità e praticità di preparazio-
ne e di tanti altri fattori individuali. In generale, la scel-
ta di un rimedio omeopatico o fitoterapico dovrebbe
essere effettuata preferibilmente attraverso una o più
consulenze con un medico esperto in omeopatia e/o
fitoterapia. I motivi sono diversi e non casuali.
Innanzitutto si devono valutare le caratteristiche e i
segnali somatici dell’individuo (struttura fisica, calcolo
del BMI, eventuali sintomi, ecc.), come in una qualun-
que visita medica tradizionale, ma anche si devono
considerare gli aspetti psicologici ed emotivi partico-
lari della persona, che tanta importanza hanno, per

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SCEGLI IL RIMEDIO GIUSTO

esempio, nella scelta di un rimedio omeopatico.


In secondo luogo, ormai è assodato che non è vero
che le erbe, in quanto “naturali”, siano del tutto esen-
ti da effetti collaterali, da controindicazioni o da inte-
razioni, che spesso vengono scoperte e aggiunte
“cammin facendo” grazie a nuovi studi: il parere di un
esperto consente di ricevere informazioni adeguate e
il più possibile aggiornate sulla sicurezza e sule moda-
lità d’uso di questi prodotti (specialmente dei fitome-
dicinali, che come abbiamo visto in precedenza sono
considerati veri e propri farmaci).
In terzo luogo, specialmente nel contesto di un “pro-
gramma” di dimagrimento, nella maggior parte dei
casi vi è la necessità di impostare un “percorso a
tappe” personalizzato, in cui l’individuo venga guida-
to o, meglio, accompagnato verso il raggiungimento
e/o il mantenimento del peso corporeo cosiddetto
ideale o desiderato. In questo caso esiste quasi l’ob-
bligo di fissare delle scadenze periodiche per “fare il
punto della situazione” e verificare l’andamento del
dimagrimento.
Infine, durante l’utilizzo del rimedio naturale, possono
sorgere preoccupazioni che da soli può essere diffici-
le affrontare, mentre con l’aiuto degli esperti si posso-
no interpretare eventuali reazioni e risolvere dubbi.
Pensiamo, per esempio, al cosiddetto “aggravamen-
to omeopatico”, ossia il periodo in cui, dopo l’inizio di
una cura omeopatica, si ha un temporaneo peggiora-
mento dei sintomi: questo evento è spesso preoccu-
pante per chi lo sperimenta, ma in genere basta una

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

valutazione del medico omeopata per fornire un’ade-


guata rassicurazione.
Quindi, dato per assodato che la motivazione a per-
dere peso è alta, la prima domanda che ci si deve
porre prima di assumere un rimedio naturale nel corso
di un trattamento dimagrante è questa: ho bisogno di
un aiuto da parte di un esperto o no?
Nell’ambito del dimagramento, in linea di massima la
risposta dovrebbe essere quasi sempre “sì”, per i
motivi sopra citati, perché, mai come in questo ambi-
to, molte persone, lasciate a se stesse, ce la fanno fino
a un certo punto, basta poco perché abbandonino il
percorso intrapreso. Il problema è che interrompere
un percorso di dimagrimento vuol spesso dire aumen-
tare la frustrazione e quindi tornare a mangiare più di
prima.

Un questionario per capire


Si possono usare le seguenti domande come guida
per capire se ce la possiamo fare da soli.
 Assumo altri farmaci o sto seguendo altre terapie
mediche?
 Mi è stata diagnosticata in passato qualche malat-
tia o soffro già di altri disturbi cronici (per esempio,
diabete, ipercolesterolemia, ecc.)?
 [Per la donna]: Sono in gravidanza? Sto allattando
al seno?
 In passato ho già provato diverse cure dimagranti
ma senza successo?
 So già in partenza che da solo/a non ce la faccio?

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SCEGLI IL RIMEDIO GIUSTO

 La mia autostima è bassa?


 La mia fiducia di riuscire a dimagrire è pari a zero?
 Il mio umore è depresso?
 Cado spesso in ansia?
Se la risposta anche a una sola della precedenti
domande è “sì”, è indicata la consulenza di un medi-
co esperto per la scelta e l’impostazione di un tratta-
mento dimagrante con l’aiuto delle erbe.

Per chi ama il “fai da te”


Chi preferisce iniziare da solo a integrare le erbe in un
trattamento dimagrante già avviato, e comunque
prima di presentarsi alla consulenza, può seguire le
indicazioni successive in modo da avere già qualche
idea chiara sull’obiettivo che vuole raggiungere.
Uno degli aspetti più importanti nella scelta del rime-
dio naturale è quella di portare l’attenzione sulle pro-
prie percezioni fisiche interne.
In sostanza, prima della scelta di un rimedio naturale
una persona dovrebbe chiedersi:
 Quali sono le mie caratteristiche fisiche di base
(per esempio, peso corporeo, statura, colore della
pelle, ecc.)?
 Ci sono delle zone del corpo dove “accumulo”
maggiormente (pancia, glutei, fianchi, dorso, collo,
ecc.) oppure l’accumulo è generalizzato?
 Come mi rapporto con il cibo (senso di fame? attra-
zione e desiderio per dolce/salato? bado più alla
quantità o alla qualità?)
 Come funzionano i miei vari apparati (digestione,

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

attività intestinale, metabolismo, ecc.)?


 Che stile di vita seguo (attività fisica? come dormo?
lavoro? eros? ecc.)
 Ho dei sintomi? Quali? (per esempio, gambe gon-
fie e pesanti, gonfiore alla pancia, ecc.)
 Come mi rapporto con gli altri (timidezza,
aggressi vità, ecc.)?
Le domande sono troppe e le risposte non così sem-
plici? Un motivo in più per rivolgersi agli esperti!
Questo libro vuole essere semplicemente un aiuto per
facilitare un primo “orientamento” nel complesso
panorama dei rimedi naturali. All’interno di ciascun
capitolo, inoltre, verranno poste altre domande che
potranno aiutare il Lettore a orientarsi nella scelta del
rimedio naturale che più gli si addice. Per la stragran-
de maggioranza dei rimedi fitoterapici sono anche
indicate le principali segnalazioni per quanto riguarda
eventuali controindicazioni, interazioni ed effetti col-
laterali. Lo scopo è quello di evitare pasticci e di assu-
mere prodotti controindicati o inefficaci. 

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 CAPITOLO 5

Stimolare
il metabolismo
Se vogliamo aumentare i nostri consumi,
abbiamo a disposizione
le proprietà specifiche di alcune erbe

L’effetto brucia-grassi
Esistono alcuni rimedi cosiddetti “anoressizzanti”,
perché agiscono non solo riducendo lo stimolo della
fame (di cui parleremo più diffusamente nel Capitolo
successivo), ma soprattutto perché sembrano in
grado di stimolare la lipolisi, quel processo che porta
alla demolizione delle molecole di grasso nel tessuto
adiposo. Quest’ultimo è l’effetto che prende il nome
di “brucia-grassi”.
Si tratta di rimedi che contengono delle particolari
sostanze, rappresentate soprattutto dalla sinefrina,
che possiedono una struttura chimica molto simile
alla caffeina, all’adrenalina e alla noradrenalina e che
esercitano effetti simili a tali sostanze, condividendo-
ne quindi i pregi ma anche i difetti.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

 CITRUS AURANTIUM
Citrus aurantium (conosciuto anche come arancia
amara o zhi shi) è una pianta sempreverde originaria
dell’Asia sub-tropicale (India), coltivata da tempi
remoti in tutto l’Estremo Oriente e introdotta in
Europa da Alessandro Magno, molto prima all’arancio
dolce. Essa viene utilizzata da migliaia di anni in Cina
come stimolante delle funzioni vitali dell’organismo,
nonché per curare sintomi come coliche, dolori
gastrointestinali, problemi di cuore, malattie del fega-
to, astenia e abusi alimentari.
I frutti acerbi ed essiccati di Citrus aurantium varietà
amara contengono una sostanza, la sinefrina, che è in
grado di stimolare il metabolismo facilitando la ter-
mogenesi e quindi favorendo il consumo dei grassi
depositati prevalentemente nel fegato e nel tessuto
adiposo. Inoltre, associato a una dieta adeguata, que-

CITRUS AURANTIUM
Furono gli Arabi a importare
in Sicilia questa pianta,
verso l’anno 1000.
Per uso alimentare
viene utilizzato quasi
esclusivamente
per la produzione
di marmellate

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STIMOLARE IL METABOLISMO

sto rimedio consente di migliorare e riequilibrare il


rapporto fra massa magra e massa grassa, miglioran-
do anche le prestazioni muscolari. Agisce anche sul
senso di fame, provocando una significativa riduzione
dell’assunzione di cibo e del peso corporeo, e aiuta a
stimolare l’attività gastrointestinale.
Sembra che Citrus aurantium mostri un’attività termo-
genetica “selettiva”, cioè agisce soltanto sul tessuto
adiposo e sul fegato (i quali sono responsabili dei pro-
cessi di demolizione o scioglimento dei grassi), men-
tre non agirebbe sui recettori del cuore e dei vasi san-
guigni, per cui non provocherebbe effetti collaterali a
livello del sistema cardiovascolare né del sistema ner-
voso centrale. Tuttavia, in Italia il Ministero della
Salute consente un dosaggio massimo giornaliero di
sinefrina pari a 30 mg e questo limite dovrebbe esse-
re indicato sulle confezioni contenenti Citrus auran-
tium. In Italia Citrus aurantium è più comunemente
conosciuto come “neroli”, utilizzato prevalentemente
come olio essenziale.

La termogenesi

La termogenesi è un particolare processo metabo-


lico dell’organismo che consiste nell’utilizzare
alcuni grassi per produrre calore. Stimolare la ter-
mogenesi significa quindi “bruciare” una certa
quantità di grassi e ottenere una certa riduzione
del peso corporeo.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

 GUARANÀ
Il guaranà è un rimedio fitoterapico ricavato dai semi
della Paullinia sorbilis (o Paullinia capuana), un arbu-
sto originario del Sudamerica, in particolare
dell’Amazzonia. È ricco di principi attivi, tra cui la caf-
feina e altri composti simili a questa. Il guaranà è indi-
cato quindi prevalentemente come tonico generale
nelle condizioni di affaticamento psicofisico, stan-
chezza e per migliorare il rendimento fisico e menta-
le, dato che stimola l’attenzione e la memoria. Questo
rimedio aumenta anche la resistenza fisica dell’organi-
smo ai carichi di lavoro e allo stress.
L’effetto sembra superiore a quello del caffè stesso, a
parità di dose (100 mg di guaranà contengono più
caffeina di 100 mg caffè o di tè).
Nel contesto del dimagrimento, il guaranà può avere
un senso in quanto riduce l’appetito (è anoressizzante
riducendo il senso di fame a livello cerebrale), inoltre
sembra che aumenti la termogenesi e quindi consen-
ta di bruciare i grassi.
COME ASSUMERLO
La modalità di assunzione migliore è sotto
forma di estratto secco titolato al 3% in caffeina, 400-
800 mg al giorno per un mese (pari a circa 50 mg di
caffeina al giorno), nel corso di un trattamento dima-
grante che preveda controlli periodici del peso corpo-
reo e dello stato di salute generale.
PRECAUZIONI
Per l’elevato contenuto di caffeina, il guaranà può
causare insonnia e tachicardia. Evitare di bere caffè o

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STIMOLARE IL METABOLISMO

altri eccitanti durante il periodo di assunzione. Da


usare con cautela in caso di ipertensione, malattie del
cuore e diabete. Raramente dopo l’assunzione posso-
no comparire nausea e vomito.

 FUCUS VESICULOSUS
L’alga bruna (Fucus vesiculosus) è un’alga marina della
famiglia delle Fucacee molto utilizzata e molto famo-
sa per le sue proprietà anticellulite. Essa è particolar-
mente indicata per le diete e le cure dimagranti per-
ché da sola consente di agire a più livelli. È tonifican-
te del metabolismo, favorisce la funzionalità tiroidea e
stimola il ricambio in generale. Tra le principali attivi-
tà dell’alga bruna ricordiamo le seguenti.
Regolazione del metabolismo basale. Questa azio-
ne è dovuta al contenuto di iodio assai elevato, che
può arrivare anche all’1% del peso dell’alga secca. Lo
iodio è un elemento fondamentale per un’adeguata
funzionalità della tiroide, una delle ghiandole centrali
del nostro organismo, deputata alla regolazione del
metabolismo.
Effetto “brucia-grassi”. Pare che lo iodio dell’alga
bruna stimoli la ghiandola tiroide a produrre appunto
gli ormoni tiroidei. Questi a loro volta aumentano il
consumo energetico, stimolando la lipolisi, ossia lo
scioglimento o la degradazione dei grassi nei tessuti
ove essi si accumulano (prevalentemente tessuto adi-
poso e fegato).
Diminuzione dell’assorbimento di grassi e zucche-
ri: gli alginati, di cui l’alga bruna è ricca, sono fibre

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

insolubili (cioè non si sciolgono e quindi non vengono


digerite) che si gonfiano nello stomaco e nell’intesti-
no ostacolando e riducendo l’assorbimento di grassi e
zuccheri.
Riduzione del senso di fame: l’acido alginico, gli
alginati e le altre mucillagini contenute nel Fucus
assorbono acqua in quantitativi pari a sei volte il loro
peso iniziale, inducendo una sensazione di sazietà e di
pienezza gastrica utile per calmare l’appetito e con-
trollare la fame compulsiva. Oltre a ciò, gli alginati for-
mano una specie di strato di gel viscoso che proteg-
ge la mucosa dello stomaco e ne riduce la secrezione
acida, per cui può essere utile anche per chi soffre di
iperacidità di stomaco, gastriti e/o reflusso.
Diminuzione del colesterolo, sia per lo stimolo
della funzionalità tiroidea sia per la riduzione dell’as-
sorbimento intestinale di questa sostanza causata
proprio dagli alginati.
Diminuzione del livello di glucosio nel sangue favo-
rita dal ridotto assorbimento a livello intestinale degli
zuccheri.
Apporto di sali minerali e oligoelementi: l’alga
bruna è ampiamente utilizzata come integratore die-
tetico di iodio, ma anche come mineralizzante, essen-
do ricca di altri sali minerali, oligoelementi, vitamine
che possono essere utili per integrare eventuali caren-
ze alimentari.
Tuttavia, c’è da tenere presente che la composizione
di ioni e oligoelementi può variare molto a seconda
dell’ambiente marino in cui l’alga è stata raccolta.

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STIMOLARE IL METABOLISMO

Azione lassativa, grazie alla presenza dell’alginato,


delle mucillagini e del mannitolo.
COME ASSUMERLO
Il dosaggio giornaliero raccomandato è com-
preso tra 450 e 600 mg di estratto secco titolato da
assumere in 2 somministrazioni, la prima la mattina
appena svegli e la successiva nelle prime ore del
pomeriggio. Si consiglia di non assumere l’alga bruna
in modo continuativo, ma di effettuare cicli periodici
intervallati da una temporanea sospensione del tratta-
mento. Si tenga presente che l’azione del Fucus inizia
a evidenziarsi dopo almeno tre settimane di terapia
(quindi è difficile osservare qualche effetto se il tratta-
mento dura meno di 3 settimane).
PRECAUZIONI
Non va somministrata a chi soffre di ipertiroidismo (o
di disfunzioni tiroidee in generale) e di ipertensione,
ai soggetti cardiopatici, in particolare se tachicardici,
e anche alle donne in gravidanza e durante l’allatta-
mento. Può avere effetto lassativo.

 MARRUBIO
Il Marrubio, detto anche “erba apiola”, è un’erba
della famiglia delle Labiate. Si trova nei luoghi incolti
e aridi della zona mediterranea e sub-montana in
tutta Italia e le parti calde e asciutte delle valli alpine.
Fiorisce in primavera e in estate. Particolarmente uti-
lizzato per le sue proprietà toniche, sudorifere, espet-
toranti, antisettiche, depurative e digestive. È utile
anche nella cura dell’obesità e dei disturbi del fegato.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

In particolare, è dotato di attività drenante, lievemen-


te colagoga, coleretica, induce un blando aumento
del transito intestinale contrastando la stitichezza, sti-
mola le ghiandole sudoripare e regola la secrezione
delle ghiandole sebacee, intervenendo quindi nel
ricambio e nell’eliminazione delle tossine dall’organi-
smo. Ha mostrato inoltre una moderata attività antin-
fiammatoria, vasoregolatrice, ipotensiva e cardiore-
golatrice.
COME ASSUMERLO
Si può preparare un estratto fluido (mettendo a
macerare per 8 giorni 20 grammi di sommità in 100 ml
di alcool a 25 gradi: assumerne due-tre cucchiaini al
giorno) oppure si può prendere come decotto (fare
bollire un cucchiaio di sommità di marrubio in una
tazza di acqua, lasciare riposare, filtrare e berne una
tazza prima dei pasti).
EFFETTI COLLATERALI
Può stimolare l’appetito.

TÈ VERDE
Anche il tè verde è dotato di diverse proprietà antio-
besità, per cui viene spesso consigliato a chi segue un
programma di riduzione del peso. A scopo fitotera-
peutico, si utilizzano le foglie essiccate della Camelia
sinensis, le quali, a differenza di quelle del tè nero,
non sono andate incontro a fenomeni di fermentazio-
ne ossidativa, per cui risultano molto più ricche di
principi attivi. Innanzitutto le foglie di tè verde sono
ricche di catechine, teina, caffeina, che determinano

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STIMOLARE IL METABOLISMO

CAMELIA SINENSIS
Sono due le piante
dalle quali si ottengono
la maggior parte
dei tè, la camelia
sinensis e la camelia
assamica. Dalla prima
si ottengono i tè verdi,
bianchi, rossi e gli
oolong, i semifermentati

una certa stimolazione del metabolismo basale, con


azione brucia-grassi cui si associa anche una minore
produzione di grassi dal parte dell’organismo e una
riduzione del deposito e dell’accumulo di grassi nel
corpo. Come già visto per guaranà e altre piante che
accelerano il metabolismo, la caffeina e le sostanze
simili alla caffeina stimolano i muscoli, diminuendo il
senso di affaticamento muscolare e aumentando la
forza e il rendimento. Le catechine sono dotate di
proprietà diuretiche, stimolando il flusso urinario, e
quindi sono utili per contrastare i fenomeni di riten-
zione (vedi anche il capitolo “Contrastare la ritenzio-
ne idrica”). Pare inoltre che siano in grado di ridurre
l’assorbimento intestinale di zuccheri, con effetti posi-

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

tivi sulla glicemia e sulla prevenzione del diabete.


Oltre alla caffeina, una significativa importanza nel-
l’azione antiobesità viene attribuita anche ad altre
sostanze riccamente contenute nel tè verde, ossia i
polifenoli (flavonoidi), che sono potenti antiossidanti,
considerati i principali responsabili delle molteplici
azioni farmacologiche positive sull’apparato cardiova-
scolare, sul sistema immunitario, sulla prevenzione dei
tumori, ecc.
Dal punto di vista sperimentale, è stato dimostrato
che il tè verde possiede un’azione termogenetica ed
energetica naturale, con un effetto che porta a un
innalzamento del livello di energia (utile per migliora-
re le prestazioni psicofisiche).
C’è da sottolineare come la maggior parte delle azio-
ni benefiche del tè verde provenga attualmente solo
da dati sperimentali sugli animali. Un gruppo di ricer-
catori in uno studio realizzato nel 1985 ha evidenziato
come l’assunzione di 8 g di tè verde al giorno sia asso-
ciata a una riduzione del peso corporeo.
COME ASSUMERLO
Come estratto secco titolato in caffeina al 3%,
senza superare i 36 mg di caffeina al giorno.
Per un’azione più blanda sul metabolismo, ma sicura-
mente più efficace per la diuresi, si consiglia di bere
due tazze di tè verde al giorno, lontano dai pasti.
PRECAUZIONI
Analogamente alle altre piante contenenti caffeina,
anche il tè verde presenta sostanzialmente tutti i pos-
sibili effetti collaterali correlati a questa sostanza ecci-

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STIMOLARE IL METABOLISMO

tante e stimolante sul sistema nervoso: nervosismo,


insonnia, eccitazione, palpitazioni, tachicardia.
Secondo alcuni studiosi, tuttavia, gli effetti negativi
sul cuore e sulla pressione sanguigna comparirebbero
soltanto dopo ingestione di elevate quantità di tè
verde (equivalenti a circa 10 tazze al giorno).

YERBA MATE
Lo yerba mate è una bevanda sudamericana tipica,
detta anche “tè argentino”, di gusto amarognolo,
preparata con le foglie dell’erba mate, la cui prepa-
razione segue quella del tè. In generale i sudameri-
cani parlano di “mate”, intendendo con questo ter-
mine sia l’erba, sia la bevanda sia il contenitore tra-
dizionale stesso in cui si prepara questo tè speciale.
È dotato di molte proprietà terapeutiche: è stimo-

YERBA MATE
È la zucca nella quale
tradizionalmente si beve
questa specie di tè
che ha dato il nome
“mate” alla pianta relativa

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 48

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

lante, tonico, diuretico, utile nelle astenie, nelle con-


valescenze. Tra i tanti suoi effetti positivi declamati
dalla tradizione popolare sudamericana vi sarebbe
anche quello dimagrante. In effetti la capacità del tè
mate di poter contribuire a una certa perdita di peso
non dovrebbe stupire, visto che contiene catechine
(tra cui la caffeina ) dotate di un’azione termogene-
tica e brucia-grassi, cui si associa la capacità di
abbassare i livelli di appetito.
È anche un buon rimedio digestivo. Inoltre, le foglie
essiccate contengono polifenoli, che sono potenti
antiossidanti e intervengono positivamente nel
metabolismo dei grassi (riducono la formazione di
colesterolo “cattivo”).
Infine, l’elevato contenuto di potassio, sodio,
magnesio, vitamine (A, B1, B2) e aminoacidi, oltre a
fornire un’ottima integrazione alimentare all’organi-
smo, favorisce e promuove l’equilibrio metabolico.
Come preparare un buon mate
Il tè mate si prepara in tipici contenitori
argentini, quelli tradizionali sono fatti con una zucca
svuotata ed essiccata, i più recenti sono di legno o di
acciaio. Si riempie il contenitore per 3/4 con l’erba
quindi con acqua (che deve essere tiepida e non bol-
lente). Le foglie del mate essiccate, tagliate e smi-
nuzzate vengono messe in infusione per 2 minuti, si
filtra e si beve. Il tè mate può essere preso dolce o
amaro, molto caldo, freddo. Per renderlo ancora più
gradevole si possono aggiungere la scorza di
un’arancia e una fetta di limone.

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STIMOLARE IL METABOLISMO

PRECAUZIONI
Contiene caffeina, quindi ha un’azione eccitante e sti-
molante sul sistema nervoso. Se si beve il tè mate, si
dovrebbe evitare di bere il caffè o di assumere altre
sostanze eccitanti durante la giornata.

RODIOLA
La rodiola (Rhodiola rosea) è una pianta originaria
delle zone fredde e montuose della Siberia e del
Tibet. È presente anche nelle zone rocciose del Nord
Europa e sulle Alpi; è alta sino a 70 cm ed è provvista
di fiori di colore giallo (la forma più comune) dal tipi-
co profumo di rosa.
Dalla radice di Rhodiola rosea si ottiene un estratto
dotato di varie proprietà.
In primo luogo la rodiola è dotata di un effetto modu-
lante sul tono dell’umore. Il suo principio attivo (sali-
droside) è in grado di aumentare i livelli di serotonina
e di dopamina esercitando una azione adattogena
sullo stress. La rodiola è un rimedio antidepressivo e
anti-ansia, che può quindi essere utile per favorire il
controllo della fame compulsiva che compare in caso
di depressione o ansia.
Oltre a queste proprietà, la rodiola contribuisce alla
riduzione del peso corporeo aumentando la mobiliz-
zazione e il consumo dei grassi del corpo, se associa-
ta a una corretta alimentazione e a un’attività motoria
moderata e costante.
La conseguente riduzione del tessuto adiposo è
accompagnata da un certo sviluppo delle masse mu-

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

scolari con aumento della massa magra. Ciò favorisce


anche il potenziamento delle prestazioni fisiche.
COME ASSUMERLA
L’estratto secco deve essere titolato in salidro-
side all’1% a un dosaggio di 300 mg tre volte al gior-
no. Non sono noti gli effetti collaterali e la tossicità di
questa droga. 

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 CAPITOLO 6

Controllare
gli attacchi di fame
Vi insegniamo a distinguere,
e a gestire, la fame compulsiva,
sia quando parte dalla testa
sia quando nasce dallo stomaco

Si rischia l’abbandono della dieta


Il desiderio irrefrenabile di cibo è uno dei sintomi più
classici che compaiono in chi è sovrappeso e si accen-
tuano particolarmente dopo l’inizio di una cura dima-
grante, soprattutto quando la quantità di cibo intro-
dotto diventa molto inferiore rispetto a quello cui si
era abituati. Per molte persone questi attacchi sono
all’origine stessa del sovrappeso, poiché portano a
ingerire quantità smodate di alimenti (spesso iperca-
lorici) con tutte le conseguenze che ciò può compor-
tare a lungo termine. Inoltre, la fame imperiosa rap-
presenta uno dei fattori più frequenti per cui un indi-
viduo tende ad abbandonare la dieta o in generale il
trattamento dimagrante. In questo capitolo non ci
soffermeremo ovviamente su tutti i significati profon-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 52

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

di dell’attacco di fame, solitamente collegati alla com-


pensazione di vuoti, ma occorre ricordare che, per
una soluzione veramente efficace, è bene che questi
aspetti siano affrontati.

Il senso di fame nel nostro organismo


Nel nostro organismo il senso di fame (e di sazietà)
viene regolato principalmente in due centri: il cervel-
lo (in particolare l’ipotalamo, una struttura che si trova
praticamente nel “cuore” del cervello”) e lo stomaco,
il cui stato di pienezza o svuotamento inviano sensa-
zioni per cui percepiamo, rispettivamente, un senso di
sazietà o di vuoto.
Potremmo dire che nel primo caso si tratta di una
fame che parte “dalla testa” (la cosiddetta “fame ner-
vosa”), sotto forma di un desiderio improvviso, istinti-
vo, impetuoso e talvolta incontrollabile di un partico-
lare tipo di alimento, apparentemente senza alcuna
spiegazione. Se indaghiamo in profondità, i cibi di cui
si sente forte desiderio negli attacchi di fame imperio-
sa che partono “dalla testa” sono quelli che esercita-
no una certa attrazione o sono associati a una partico-
lare tipo di emotività: spesso si tratta di cibi “proibiti”
o sui quali è stato posto un “divieto” in modo più o
meno esplicito (dal dietologo, da un famigliare).
Purtroppo però, come accennato in precedenza, i cibi
di cui si ha più “fame” sono ipercalorici (classica è la
“fame” di cioccolatini, di dolci, di patatine, stuzzichini
salati). Molte persone si chiedono: “Ma come mai
sento il forte bisogno proprio di questi cibi che mi

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CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

fanno ingrassare?”. Il fatto è che gli attacchi di fame


che partono dalla testa sono collegati alle sensazioni
piacevoli che si sperimentano quasi istantaneamente
in bocca e in gola dopo l’ingestione di queste leccor-
nie, vuoi per il loro elevato contenuto di zuccheri
(cioccolato), vuoi per il gusto “particolare” o ricercato
(sale, spezie). Esiste però anche un forma di “fame”
che sembra partire più distintamente dalla pancia, in
particolare dallo stomaco, ossia da quel segmento del
tubo digerente che funge innanzitutto da serbatoio o
da contenitore deputato ad accogliere gli alimenti
ingeriti e che giungono a esso dalla bocca attraverso
l’esofago. Solitamente la fame che parte dallo stoma-
co si annuncia come una sensazione di “vuoto”, che in
qualche modo chiede di essere colmato.

Erbe che placano


Per gestire il senso di fame con la fitoterapia
abbiamo a disposizione diversi rimedi. Alcuni di essi
placano la fame agendo direttamente nel tubo dige-
rente (per esempio, glucomannano, psillio, guar),
determinando un senso di sazietà mediante un
aumento del riempimento e un rallentamento dello
svuotamento dello stomaco, mentre altri agiscono ini-
bendo il centro della fame situato nel cervello (per
esempio, le piante contenenti caffeina, come il guara-
nà, illustrate nel capitolo precedente, la garcinia). Del
tutto particolare invece è l’azione della gymnema, che
agisce sulle papille gustative della lingua e che verrà
descritta nel Capitolo 12.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

GLUCOMANNANO
Il glucomannano (Amorphophallus konjac) è un tube-
ro di origine asiatica, dalle cui radici si ricava un estrat-
to secco che possiede azione “saziante”, particolar-
mente efficace per ridurre il senso di fame agendo
all’interno dello stomaco.
Questa funzione “blocca-fame” è dovuta al fatto che
l’estratto è costituito da una molecola (detta gluco-
mannano, un polimero formato da glucosio e manno-
sio) che possiede un’elevata capacità di assorbire i
liquidi, specialmente quando si trova in un ambiente
di liquido acido (come quello dello stomaco). In prati-
ca, una volta ingerito e giunto a contatto con le secre-
zioni digestive acide dello stomaco, il glucomannano
si rigonfia e può aumentare di almeno 80 volte rispet-
to al volume iniziale. Questo rigonfiamento provoca
un senso di sazietà agendo direttamente dall’interno
dello stomaco.
Inoltre, poiché il glucomannano agisce come una fibra
alimentare solubile, esso aumenta la viscosità del bolo
alimentare durante la digestione: in pratica il bolo di
cibo diventa più liscio e molle. In questo modo si ridu-
ce il tempo di permanenza del bolo alimentare nel
tubo digerente e lo si rende meno “attaccabile” dal-
l’azione degli enzimi digestivi. Una prima conseguen-
za di tale meccanismo è che l’assorbimento dei prin-
cipi nutritivi (zuccheri, grassi) viene ridotto. Questo
effetto rende il glucomannano particolarmente utile
per tutte le problematiche legate a sovrappeso, obe-
sità, diabete, aumento del colesterolo e dei trigliceri-

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CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

di nel sangue. Esso infatti è ipocolesterolemizzante


(abbassa soprattutto il colesterolo “cattivo”), ipogli-
cemizzante (migliora il controllo glicemico nel diabe-
te), specialmente se associato a una dieta ipocalorica.
L’effetto positivo sul dimagramento è dovuto anche
alla stimolazione della termogenesi e quindi della
dispersione del calore dopo il pasto.
Il bolo rigonfio della pianta passa poi nell’intestino
dove non viene assorbito (quindi non provoca effetti
collaterali generali) e dove può svolgere effetto lassa-
tivo, il che può essere un fattore di aiuto per regola-
rizzare l’intestino in caso di stitichezza .
COME ASSUMERLO
Il modo migliore per assumere il glucomanna-
no è sotto forma di capsule contenenti la polvere
micronizzata titolata in indice di rigonfiamento di
almeno 70-80 volte. Si consiglia di ingerire 2-3 gram-
mi di polvere circa un’ora prima di pranzo e un’ora
prima di cena con un bicchiere d’acqua abbondante.
La sensazione di rigonfiamento è piuttosto rapida:
può iniziare dopo circa 15-20 minuti dall’ingestione
delle capsule (in genere 30 minuti), aumenta lenta-
mente ed è massimo dopo circa 4-5 ore.
PRECAUZIONI
Il glucomannano è controindicato in chi soffre di ernia
iatale o ulcera allo stomaco. Se si assumono altri far-
maci (qualunque tipo di farmaco, inclusa la pillola con-
traccettiva) il loro assorbimento e quindi la loro effica-
cia potrebbero essere ridotti. Quindi tali farmaci
devono essere assunti lontano dalle capsule di gluco-

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

mannano (almeno 30 minuti prima e 2 ore dopo l’as-


sunzione di glucomannano). Possibili effetti collatera-
li possono essere la formazione di gas intestinale,
gonfiore addominale, diarrea, di entità lieve. Il gluco-
mannano è stato studiato in gravidanza e durante l’al-
lattamento, senza evidenziare particolari effetti nega-
tivi: è quindi utile per il trattamento dell’obesità
durante la gravidanza e il puerperio.

GOMMA DI GUAR
La gomma di guar deriva dalla macinazione dei semi
del guar (Cyanopsis Tetragonoloba) ed è una fibra solu-
bile ricca di galattomannano (un polimero costituito da
galattosio e mannosio).
La gomma di guar è un addensante frequentemente
utilizzato nell’industria alimentare. Analogamente al
glucomannano e a tutte le fibre solubili, viene impiega-
ta a scopo dietetico per sfruttare la sua capacità di
ridurre il tempo di transito intestinale del cibo, in modo
da diminuire assimilazione di glucidi e lipidi a livello
intestinale, e come rimedio antifame, in quanto induce
senso di sazietà di tipo meccanico (determina una sen-
sazione tipo “bolla nella pancia”). Di conseguenza è
utile in caso di senso di fame continua, “vuoto” nello
stomaco, specie se associati a sovrappeso, diabete e
aumento dei grassi nel sangue.
COME ASSUMERLA
Il dosaggio raccomandato è di 20-40 g al giorno.
EFFETTI COLLATERALI
Può avere un blando effetto lassativo.

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CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

PSILLIO
Lo psillio è un rimedio naturale estratto dai tegumen-
ti dei semi di Plantago ovata (o Ispagula), i quali sono
costituiti per circa il 10-20 % da mucillagini, (xilosio,
acido galatturonico, arabinosio e ramnosio). Esso è
quindi ricchissimo di fibre solubili che lo rendono utile
per accelerare il passaggio del cibo nel tubo digeren-
te, riducendo l’assorbimento di zuccheri e grassi.
Tuttavia, lo psillio è un potente lassativo, per cui più
che per ridurre la fame, viene utilizzato maggiormen-
te quando, oltre a problemi di colesterolo, trigliceridi,
diabete, sovrappeso, vi è stitichezza ostinata, che non
migliora con il semplice aumento di fibre nella dieta.
COME ASSUMERLO - Il dosaggio è di 10 g al gior-
no in 2 somministrazioni.

GARCINIA CAMBOGIA
L’acido idrossicitrico ricavato dalla buccia dei frutti di
garcinia (o tamarindo del Malabar, un arbusto tropica-
le, originario dell’India e del Pakistan.) favorisce il
deposito di riserve di energia nel fegato sotto forma
di glicogeno. Questo fenomeno invia al cervello un
segnale che indica che l’organismo è “sazio”. Di con-
seguenza il senso di fame si spegne. Purtroppo, que-
sto effetto della garcinia sul senso di fame non è sem-
pre presente in tutti i soggetti, ma può variare da indi-
viduo a individuo e anche nello stesso individuo in
momenti diversi. In particolare, sembra che tale effet-
to sia presente soltanto quando l’introduzione di zuc-
cheri con l’alimentazione è superiore al fabbisogno,

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

mentre non si verifica nei soggetti che seguono una


dieta ipocalorica. A livello sperimentale è stato dimo-
strato che l’acido idrossicitrico inibisce efficacemente
la sintesi degli acidi grassi bloccando un enzima (la
citrato-liasi) all’interno delle cellule e quindi riducen-
do la produzione di acetilCoA, il quale rappresenta,
per così dire, il “mattone” fondamentale per la sinte-
si degli acidi grassi. Ciò si tradurrebbe in un’azione
positiva sul metabolismo dei grassi. La garcinia sem-
bra efficace nel ridurre il peso corporeo sia da sola sia
in associazione ad altre sostanze, come la caffeina.
COME ASSUMERLA
La garcinia può essere somministrata sotto
forma di estratto secco titolato in acido idrossicitrico
minimo 50% con un dosaggio di almeno 1500 mg al
giorno di acido idrossicitrico anche in dosi frazionate
(due o tre volte al giorno) da assumere almeno mez-
z’ora prima dei pasti. Non sono stati evidenziati effet-
ti collaterali o tossici.

ESTRATTO SECCO
La fitoterapia si avvale
di molte formule per sfruttare
i principi attivi delle piante,
per esempio l’estratto
secco, un potente concentrato

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CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

Rimedi omeopatici
per gli attacchi di fame
Possiamo distinguere tra i rimedi per calmare la fame
nervosa e quelli per calmare la fame che parte dallo
stomaco. Spesso può non essere facile distinguere tra
le due sensazioni, che molte volte sono sovrapposte.

LA FAME CHE PARTE DALLA TESTA

IGNATIA AMARA
Può essere indicata in particolare per calmare il desi-
derio di mangiare cibi “proibiti”. Si tratta tipicamente
di una fame nervosa che però non si placa dopo avere
mangiato il cibo vietato, anzi più lo si mangia per cer-
care di soddisfare questo bisogno, più la voglia di tra-
sgredire e di mangiarlo aumenta. Possono essere pre-
senti anche nausea e una sensazione di vuoto allo sto-
maco che, al contrario della fame nervosa, migliora
mangiando.
Nel soggetto Ignatia, la fame nervosa diventa massi-
ma nella tarda mattinata (verso le 11) e aumenta in
presenza di emozioni forti, dopo shock affettivi e
dispiaceri o dopo l’uso di eccitanti e stimolanti (inclu-
so il caffè), mentre si riduce con il caldo e quando ci si
dedica a passatempi (per esempio, pittura, giardinag-
gio, lettura).
Dal punto di vista comportamentale la fame nervosa
è associata a sbalzi di umore, spesso con sospiri con-
tinui e profondi, sbadigli e palpitazioni.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

COME ASSUMERLA
In linea di massima la posologia consigliata per
la fame nervosa è alla 9 CH, una dose ogni mattina (al
risveglio) per un periodo breve o medio (per esempio,
due-quattro settimane). Tuttavia, a causa della partico-
lare iper-reattività di questi soggetti, la concentrazione
del rimedio omeopatico e la durata del trattamento
dovranno essere stabilite caso per caso.

Caratteristiche dei soggetti


sensibili a Ignatia
 Sono ipersensibili al dolore e agli odori (special-
mente a quello del fumo di tabacco, a meno che il
soggetto stesso non sia fumatore);
 si sentono spesso stanchi e deboli;
 hanno sensazione di svenimento o di manca-
mento;
 hanno un umore altalenante, a sbalzi, passando
facilmente dal riso al pianto e viceversa: solita-
mente sono allegri, ma diventano facilmente cupi
e tristi in caso di stress, con tendenza a isolarsi,
rinchiudersi in se stessi e rimuginare.

IGNATIA AMARA
Si ricava dai semi essiccati
della Strychnos ignatii,
un arbusto rampicante
originario delle Filippine

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 61

CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

NUX VOMICA
Nux vomica è utile per gli attacchi di fame nervosa, in
particolare in quelle persone che hanno una spiccata pre-
dilezione per caffè, alcolici, spezie, cibi piccanti o condi-
menti. A differenza di quanto visto con Ignatia amara, in
questo caso la fame nervosa viene placata immediata-
mente dall’assunzione del cibo. Inoltre, possono essere
presenti disturbi addominali, che compaiono una o due
ore dopo i pasti e sono caratterizzati dalla sensazione di
avere un mattone sullo stomaco o un nodo allo stomaco
o di indossare una cintura troppo stretta.
COME ASSUMERLA - La concentrazione di Nux vomi-
ca è solitamente di 9-15 CH, ma dipende anche
da quanto tempo sono presenti gli attacchi di fame.

Caratteristiche dei soggetti


sensibili a Nux vomica
 Sonnolenza dopo i pasti, che migliora dopo un
breve riposo;
 lingua ricoperta da una patina bianco-giallastra;
 tendenza a consumare prodotti stimolanti o cal-
manti, lassativi, purghe, ecc.;
 sedentarietà;
 affaticamento intellettuale che alla lunga può por-
tare a depressione, insonnia e repulsione per il lavoro;
 nervosismo, ipersensibilità, irritabilità, impazien-
za, attivismo; tali soggetti non tollerano gli ostaco-
li, spesso sono irascibili e aggressivi.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 62

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

GLI IMPULSI DI VORACITÀ


CHE PARTONO DALLO STOMACO

ANACARDIUM ORIENTALE
Anacardium orientale può essere un valido aiuto per
regolare l’appetito nelle persone che dichiarano di
avere attacchi di fame “contro la loro volontà” e
“nonostante tutti i buoni propositi”. La sensazione di
fame parte dallo stomaco e migliora riempiendolo,
quindi mangiando grosse quantità di cibo (alimenti
solidi e consistenti); in particolare vi è spiccato desi-
derio di salumi, formaggio, salmone, cioccolato, che
peraltro sono gli stessi cibi che scatenano il gonfiore.
Tuttavia, una volta placata, la sensazione di fame può
ripresentarsi dopo un paio d’ore. Essa viene percepi-
ta come un senso di “vuoto” e talvolta è associata a
fastidi o dolori veri e propri allo stomaco legati alla

ANACARDIUM ORIENTALE
Ha frutti neri e lucidi e non va
confuso con l’anacardo
occidentale, di colore giallo,
che consumiamo
come frutta secca

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 63

CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

digestione. Non rara è la comparsa di coliche addo-


minali. Altre volte, dopo l’ingestione di cibo, la sensa-
zione di vuoto può trasformarsi in una sensazione
opposta, cioè di “peso” allo stomaco.
COME ASSUMERLO
Si assumono in genere 5 granuli, alla 15 o 30
CH, di Anacardium orientale a metà mattinata e verso
il tardo pomeriggio e quando si manifestano gli
accessi di fame incontrollabili.

Caratteristiche dei soggetti sensibili


ad Anacardium orientale
 Alito cattivo;
 disturbi della pelle più o meno evidenti e croni-
ci (dermatiti irritative);
 tendenza alla sonnolenza;
 umore imbronciato, carattere facilmente irritabi-
le e ipersensibile;
 tendenza alla stitichezza, con evacuazioni difficili;
 umore negativo, pessimismo: tali soggetti vedo-
no tutto nero, tendono a contraddire gli altri e ad
andare in collera, con un impulso irresistibile a
insultare;
 insensibilità, fatica a percepire il proprio corpo;
 stanchezza generalizzata, specialmente dopo
lavoro intellettuale eccessivo.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 64

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

LYCOPODIUM
Lycopodium è il rimedio omeopatico indicato per la
sensazione di fame caratterizzata da un forte deside-
rio di dolciumi e di cibi molto caldi, che viene rapida-
mente placata dall’ingestione dei cibi desiderati o di
bevande calde, con successiva rapida comparsa di
senso di pienezza dello stomaco dopo il primo bocco-
ne e, talvolta, arrossamento del viso.
Spesso i cibi di cui si sente forte bisogno possono
essere mal tollerati, provocando sensazione di gonfio-
re, fastidio o dolore, sensazione che gli indumenti
siano troppo stretti in vita, talvolta rumori intestinali.
Gli attacchi di fame si fanno sentire prevalentemente
tra le ore 16 e le 20, al mattino o al risveglio, quando
il clima è caldo e con l’esercizio fisico. Se l’individuo
trascorre più periodi all’aperto, al fresco, muovendosi
lentamente (per esempio, camminando), gli attacchi
si fanno sentire di meno.
COME ASSUMERLO
Di solito può essere sufficiente una dose alla 15
o 30 CH ogni quattordici giorni, ma ci può essere la
necessità di assumere diluizioni minori (per esempio,
9 CH) durante l’attacco di fame oppure ogni giorno se
gli attacchi di fame sono molto frequenti.

LYCOPODIUM CLAVATUM
È la pianta dalla quale si estrae
il rimedio omeopatico, usata
in erboristeria come lassativo.
Il suo nome significa “piede di lupo”

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 65

CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

Caratteristiche dei soggetti


sensibili a Lycopodium
 Sono freddolosi, tendono a coprirsi anche
d’estate;
 spesso presentano intolleranze alimentari, tipi-
camente a cipolle, aglio e farinacei;
 non sopportano di essere contraddetti;
 hanno un carattere difficile, a causa del conflitto
tra un enorme bisogno d’affetto, insicurezza,
bassa autostima, ansia profonda, paure varie e un
atteggiamento orgoglioso, autoritario, suscettibi-
le, irritabile, con scoppi di collera rari ma anche
violenti.

KALIUM PHOSPHORICUM
Kalium phosphoricum è uno dei dodici sali descritti
dal dottor Schüssler (1821-1898). Il rimedio è indicato
per i soggetti che presentano una sensazione di vuoto
allo stomaco che migliora mangiando, con il movi-
mento lento e tranquillo, con le emozioni piacevoli e
con la compagnia, mentre peggiora con il freddo, con
il movimento prolungato, con l’affaticamento psicofi-
sico e con il lavoro intellettuale.
Sono persone che presentano tipicamente ipersensi-
bilità al rumore e al contatto corporeo (evitano di farsi
toccare, sono sensibilissimi ai “solletici”).
Si stancano con facilità, sono inclini all’insonnia e agli

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 66

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

incubi notturni. Temono la solitudine.


La posologia solitamente è di una dose alla 5 CH
assunta tre o quattro volte al giorno.

SULFUR
Sulfur è il rimedio omeopatico per quei soggetti che
manifestano sete intensa e scarso appetito, ma con
particolare desiderio di dolci, di bevande alcoliche, di
cibi piccanti e avversione per la carne.
Sono soggetti con tendenza ai disturbi del metaboli-
smo e sovraccarico del fegato. Il loro sonno è solita-
mente leggero. Sudano in maniera abbondante. Le
sensazioni aumentano in tarda mattinata, mentre
migliorano con il tempo caldo e secco (ma non trop-
po caldo né troppo secco), con il movimento, talvolta
con il riposo.

SEPIA
Di per sé il soggetto Sepia è un inappetente, cioè ha
scarso interesse per il cibo (la vista e l’odore del cibo
in genere lo disgustano e non tollera il latte e i lattici-
ni), ma dall’altra parte presenta forte desiderio di tutti
i cibi acidi, piccanti, di aceto, di cetriolini sottaceto, di
condimenti acidi (senape) e abbondanti, amari o
molto conditi che possono poi portarlo a disturbi
digestivi, fegato appesantito, accumulo di scorie ali-
mentari e sovrappeso.
Dal punto di vista comportamentale, il soggetto
Sepia, solitamente di sesso femminile, è una persona
costituzionalmente non grassa, dai capelli bruni,

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 67

CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

depressa, che tende a soffrire di mancamenti o sveni-


menti, specie quando sta a lungo in piedi. Rifugge la
vita sociale e desidera stare da sola. Sta volentieri
seduta con le gambe incrociate, posizione che allevia
il senso di pesantezza del bacino. Tendenzialmente è
indifferente verso tutto e tutti.
In genere il rimedio Sepia viene utilizzato ad alte dilui-
zioni (15 o 30 CH) da una dose al giorno a una dose
settimanale in funzione dell’andamento.

Come scegliere il proprio rimedio?


Per orientarsi nella scelta del rimedio adatto al pro-
prio caso, è utile porsi queste domande.
 DA DOVE PARTE L’ATTACCO DI FAME?
dalla testa:
Igantia amara, Nux vomica
dallo stomaco:
Anacardium Orientale, Lycopodium, Kalium phospho-
ricum, Glucomannano
N.B. spesso la distinzione tra i due tipi di fame può
non essere così semplice e immediata.
 DI QUALI CIBI IN PARTICOLARE HO FAME?
Cibi “proibiti”: Igantia amara
Alcol, caffè: Nux vomica
Dolci: Lycopodium, Sulfur
Cibi acidi, piccanti: Sepia, Sulfur
Salati: Natrum muriaticum
 LA SENSAZIONE DI FAME PASSA DOPO AVER MANGIATO?
No: Igantia amara
Sì: Nux vomica, Lycopodium

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 68

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Raccomandazioni
Consumare verdure prima del pasto: le verdure
(soprattutto l’insalata) richiamano acqua e provocano
senso di sazietà, placando la fame, inoltre possono
essere consumate anche in abbondanti quantità (200-
300 g) senza comportare un significativo aumento del-
l’apporto di calorie.

INSALATA
In molti Paesi, tra i quali
la Francia, c’è la sanissima
abitudine di iniziare
il pasto con un’insalata,
che serve, tra l’altro,
a “regolare” la fame
iniziale con
un cibo ipocalorico

Aromaterapia: l’uso di oli essenziali da diffondere nel-


l’ambiente, da annusare al bisogno o da aggiungere a
creme per il massaggio, è una strategia molto efficace
per risolvere gli attacchi di fame nervosa. Quando arri-
va un attacco di fame, anziché dirigerti alla dispensa o
al bar, cerca un angolo tranquillo della tua casa o del-
l’ambiente in cui ti trovi, annusa 2 gocce di lavanda.

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CONTROLLARE GLI ATTACCHI DI FAME

Tecniche di rilassamento e visualizzazioni


utili per placare la fame nervosa
Quando avverti la sensazione di fame che parte dallo
stomaco, cerca un luogo tranquillo, spegni telefoni e
cellulari, mettiti in una posizione comoda, seduto o
disteso a pancia in su.
Chiudi gli occhi e appoggia la mano sinistra sopra la
regione dello stomaco e la mano destra appena sopra
l’ombelico.
Con le mani appoggiate, senti che la pancia sale e
scende al ritmo del tuo respiro … il respiro si fa via via
più calmo e regolare … il corpo sempre più abbando-
nato e rilassato.
Porta l’attenzione alla sensazione che parte dallo sto-
maco … Prova a dare una forma e un colore a questa
sensazione … senti che questa sensazione si espande
nella tua pancia … gradualmente … la sensazione si
espande nella pancia, mentre il colore diventa sempre
più rarefatto … la pancia diventa più calda, c’è un
calore che parte dal centro dell’ombelico e si diffon-
de piacevolmente a tutto l’addome … senti tutta la
tua pancia riempita da una sensazione piacevole …
diventa piacevolmente calda … e questo calore si dif-
fonde dolcemente alla tua bocca … alle tue labbra …
e al naso … Dal tuo naso inizi ora a percepire un pro-
fumo … il tuo profumo preferito … può essere quello
di un fiore … di un frutto … il profumo dal tuo naso
scende giù lentamente … fino a tornare all’ombelico,
alla tua pancia calda … che accoglie il profumo e si
lascia riempire da esso.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 70

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Cromoterapia
Il blu rilassa e combatte la fame nervosa. Da un punto
di vista energetico, il blu è un colore “freddo” (yin, in
medicina cinese), complementare all’arancione, che è
invece un colore caldo e vivace (yang), tipicamente
estivo: il blu possiede quindi un effetto rinfrescante e
rilassante sul corpo e viene utilizzato per la sua azione
sedativa e tranquillante sulla psiche, sicuramente utile
in tutti coloro che non riescono a essere costanti nel
seguire una dieta, soffrono di fame emotiva e di con-
seguenza tendono a innervosirsi e a perdere la
pazienza e la fiducia. 

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 71

 CAPITOLO 7

Ottimizzare la funzione
digestiva
I rimedi per favorire le prime fasi
della digestione, fondamentali
per una corretta “demolizione” del cibo

Una disfunzione che si ripercuote sul peso


La digestione consiste in tutta una serie di processi tra-
sformativi che hanno luogo nel tubo digerente (stoma-
co e intestino) e grazie alla quale i cibi introdotti con
l’alimentazione possono essere demoliti, in modo da
assimilare i principi nutritivi ed eliminare le scorie. Il
processo digestivo che avviene nello stomaco consen-
te di effettuare una prima “demolizione” degli alimen-
ti introdotti in modo da avviarli poi agli ulteriori pro-
cessi digestivi nel duodeno e nell’intestino.
Una digestione lenta e difficoltosa può essere una
delle cause principali del gonfiore alla pancia, il quale
a sua volta può essere responsabile di quegli aumen-
ti imprevisti e apparentemente inspiegabili del peso
corporeo nonostante si stia seguendo la dieta in

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 72

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

modo scrupoloso. Spesso una cattiva digestione è


associata a senso di pesantezza addominale, special-
mente dopo i pasti, con eruttazioni frequenti, sonno-
lenza, stanchezza, mal di testa, che spesso costringo-
no a ridurre l’attività fisica.
Tutto ciò che rallenta od ostacola la funzionalità dello
stomaco si ripercuote automaticamente sul metaboli-
smo e quindi sulla bilancia.
Uno stomaco che funziona bene, quindi, è una pre-
messa fondamentale per una buona funzionalità dige-
stiva e per un’adeguata assimilazione dei principi
nutritivi indispensabili. Per migliorare la digestione,
oltre a un’alimentazione adeguata, si può ricorrere a
vari rimedi fitoterapici e omeopatici disponibili.

La digestione e lo stomaco
La digestione inizia a livello della bocca, all’interno
della quale gli alimenti devono essere ben triturati dai
denti, ben impastati dalla lingua e ben lubrificati e
ammorbiditi dalla saliva. Quest’ultima contiene enzimi
speciali, come la ptialina, che consentono di digerire
già in parte gli zuccheri introdotti con gli alimenti. La
digestione degli zuccheri prosegue poi nello stomaco
grazie alla presenza di enzimi appositi. Infatti, il cibo
insalivato e triturato viene deglutito e, percorrendo
l’esofago, un lungo tubo che si trova all’interno del
torace, raggiunge lo stomaco.
Lo stomaco quindi rappresenta il serbatoio che rice-
vere gli alimenti e le bevande provenienti dall’esofa-
go: il suo compito è innanzitutto quello di accogliere

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 73

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

e contenere gli alimenti introdotti con la dieta. La sua


forma è simile a quella di una grossa sacca o bisaccia
che consente di accogliere anche significative quanti-
tà di cibo. Gli elementi chiave della digestione nello
stomaco sono fondamentalmente due: i movimenti
peristaltici dello stomaco e i succhi gastrici. I movi-
menti peristaltici sono costituiti dalle contrazioni cicli-
che della parete dello stomaco, che favoriscono il
rimescolamento, la triturazione e la progressione del
bolo alimentare verso il duodeno. I succhi gastrici
sono rappresentati soprattutto dalla pepsina e dal-
l’acido cloridrico, deputati alla digestione delle pro-
teine e dei carboidrati, e la loro secrezione è regolata
da meccanismi nervosi e ormonali.

Le erbe per lo stomaco


Le erbe utili per migliorare la funzione digestiva dello
stomaco possono agire stimolando la produzione e la
secrezione di succhi gastrici (azione eupeptica) o pro-
muovendo la motilità dello stomaco.

FICUS CARICA
Le gemme di fico (Ficus carica) sono usate come coa-
diuvante per i problemi digestivi dello stomaco (diffi-
coltà digestive dovute a diete iperproteiche, sonno-
lenza dopo i pasti e pesantezza allo stomaco) che soli-
tamente compaiono quando la secrezione di succhi
gastrici e i movimenti dello stomaco sono diminuiti o
poco efficaci. Le proprietà digestive di Ficus carica
sono da attribuire agli enzimi digestivi contenuti nelle

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 74

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

gemme, che favoriscono soprattutto la digestione


degli zuccheri, ma anche dei grassi e delle proteine.
Altre sostanze presenti in questo rimedio gemmote-
rapico agiscono invece sui centri nervosi che control-
lano la motilità gastroduodenale e la secrezione di
acido cloridrico nello stomaco. Ricordiamo che Ficus
carica è utile anche come coadiuvante per il tratta-
mento della gastrite e della gastroduodenite.
COME ASSUMERLO
Come con tutti i rimedi gemmoterapici, abitual-
mente si assume il macerato glicerinato preparato a
partire dalle gemme di Ficus carica: una goccia di
rimedio per ogni chilo di peso corporeo al giorno, sud-
dividendo la quantità totale in due somministrazioni
(per esempio, per un soggetto di 60 kg: 30 gocce due
volte al giorno). L’assunzione deve avvenire lontano
dai pasti e può durare per periodi lunghi (3-6 mesi).
PRECAUZIONI
Ficus carica è ovviamente controindicato per chi è
allergico al fico. Raramente può dare reazioni di orti-
caria sulla pelle.

FICUS CARICA
È la più comune
pianta di fico delle
nostre latitudini.
Si chiama “carica”
per ricordare
le sue origini in Caria,
nell’Asia Minore

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 75

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

GENTIANA LUTEA
Già conosciuta per le sue
proprietà medicinali nel
Medioevo, questa pianta
fiorisce per la prima volta
dopo dieci anni di vita

GENZIANA
Ricca di sostanze amare e zuccheri, la radice essicca-
ta della genziana maggiore (Gentiana lutea) viene
impiegata in fitoterapia come rimedio eupeptico e
digestivo nei soggetti che presentano digestione
lunga, lenta, difficoltosa, con senso di pienezza allo
stomaco. Molto noto e diffuso è anche il suo utilizzo
nell’industria liquoristica, per la preparazione di amari
“digestivi”, che però hanno l’inconveniente di un ele-
vato tasso alcolico (e l’alcol, come sappiamo, non fa
bene allo stomaco e neppure al fegato).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 250 ml di acqua bollente sopra
mezzo cucchiaino di radice di genziana essiccata e
sminuzzata, lasciare riposare per 10 minuti, poi filtrare.
Bere una tazza tre volte al giorno, mezz’ora prima dei
pasti principali.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Tintura madre: assumere 10-30 gocce prima dei pasti.


Polvere: assumere mezzo cucchiaino di radice tritata
sciolto in un cucchiaino di miele mezz’ora prima dei
pasti.
Rimedio omeopatico: la genziana è disponibile omeo-
patica, alla D1-D3, per migliorare la digestione.
EFFETTI COLLATERALI
Può stimolare l’appetito. Se si assume la genziana,
quindi, può essere utile associare un rimedio omeopa-
tico per ridurre il senso di fame.
CURIOSITÀ
Il termine “genziana” deriva da Gentius, re dell’Illiria,
che si ritiene sia stato il primo a farne conoscere le
virtù medicinali intorno al 160 a.C.

TRIFOGLIO FIBRINO
Assieme alla radice di genziana, con cui condivide
molte proprietà, le foglie essiccate di Trifoglio fibrino
(Menyantès trifoliata), una pianta acquatica diffusa
nella pianura padana, sono uno dei migliori rimedi per
il trattamento delle varie forme di dispepsia e vengo-
no utilizzate essenzialmente come rimedio tonico-sti-
molante della funzionalità gastrica, eupeptico, favo-
rendo la secrezione dei succhi gastrici quando questi
sono necessari.
COME ASSUMERLO
Infuso: lasciare 60 g di foglie di trifoglio fibrino
in 1 litro di acqua bollente per 10 minuti, filtrare e
berne una tazza dopo i pasti principali, eventualmen-
te dolcificando con un cucchiaino di miele.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 77

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

CUMINO
Il cumino (Carum carvi o cumino dei prati) è una pian-
ta aromatica molto diffusa nel Nord Italia, che fruttifi-
ca in maggio-settembre. Sull’etichetta di molti pro-
dotti esso è indicato semplicemente come “Carvi”.
Non va confuso con il cumino indiano (Cuminum
cyminum), utilizzato prevalentemente in ambito culi-
nario assieme al curry, al quale è molto simile, ma da
cui si differenzia perché ha un sapore un po’ meno
“particolare”, speziato e “ricercato”. I semi del cumi-
no dei prati contengono un olio essenziale che confe-
risce loro un sapore simile a quello dei semi di anice e
di finocchio. La frazione più importante di tale olio
essenziale è costituita da due terpeni, il carvone e il
limonene, che svolgono una significativa azione rego-
latrice della funzionalità gastrointestinale, stimolando

CUMINO DEI PRATI


Molto diffuso in Italia,
nei prati dell’arco alpino,
questo tipo di cumino
è buono fresco, nelle insalate

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 78

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

la secrezione gastrica e facilitando la digestione. Essi


sono dotati di azione antispasmodica e carminativa,
quindi sono utili anche per l’aerofagia e il meteori-
smo, consentendo di eliminare i gas intestinali e cal-
mare le coliche e i crampi addominali. Nel complesso,
quindi, l’azione dei semi di cumino è simile a quella
dei semi di anice e di finocchio.
COME ASSUMERLO
Decotto di semi: fare bollire 30 g di semi di
cumino in 1 litro di acqua per 5 minuti, lasciare ripo-
sare per 10 minuti, filtrare e berne mezza tazza dopo
ogni pasto principale.
Infuso di frutti: versare 150 ml di acqua bollente su
uno o 2 cucchiaini di frutti di cumino schiacciati,
lasciare riposare per 10-15 minuti e poi filtrare.
Prenderne una tazza dopo i pasti.
Olio essenziale: per l’uso interno, assumere 1-2
gocce di olio essenziale in mezzo cucchiaino di miele,
due o tre volte al giorno. Non superare le dosi consi-
gliate. Per l’uso locale, le gocce possono essere appli-
cate in corrispondenza del meridiano cinese che
regola la digestione, dopo essere state sciolte (1-2
gocce) in un cucchiaio di olio di jojoba (vedi Box).

CORIANDOLO
Usati sin dall’antichità come pianta aromatica e medi-
cinale, i frutti di coriandolo (Coriandrum sativum)
hanno un’azione carminativa simile a quella di cumi-
no, anice e finocchio, anche se meno significativa. Il
coriandolo infatti contribuisce ad aumentare la secre-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 79

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

CORIANDOLO
I suoi semi sono molto usati
in cucina e si abbinano con cavoli,
crauti, legumi, pesce, agnello
maiale, nelle mele al forno.
Ideali per profumare i funghi
e le verdure sott'aceto

zione gastrica facilitando i processi digestivi. Esso può


essere considerato una delle piante più indicate come
coadiuvante per coloro che presentano difficoltà
digestive dello stomaco, come senso di pienezza
gastrica, digestione lenta e spasmi gastrici, ma anche
difficoltà intestinali con diarrea, meteorismo e flatu-
lenza, dovuti in genere a manifestazioni somatiche da
stress.
COME ASSUMERLO
Il coriandolo è più conosciuto per il suo utilizzo
alimentare nella cucina indiana e latino-americana
(salse e condimenti) e per la produzione di liquori (ver-
mouth e amari), grazie alle sue spiccate caratteristiche
aromatiche che lo rendono unico. Possiamo quindi
utilizzarlo come erba aromatica da aggiungere a insa-
late miste, piatti a base di pesce, paste.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 80

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Estratto idroalcolico: 3 gocce per ogni 10 kg di peso


corporeo disciolte in mezzo bicchiere d’acqua al mat-
tino a digiuno e la sera prima di coricarsi oppure 10
minuti prima dei pasti principali.
Infuso: porre in infusione per 5 minuti in una tazza
d’acqua bollente 5 grammi di frutti di coriandolo
essiccati. Filtrare, dolcificare con un cucchiaino di
miele e bere dopo i pasti.

ANANAS
Le caratteristiche dell’ananas verranno illustrate
meglio nel Capitolo 14, relativo alla cellulite. In que-
sto paragrafo ricordiamo semplicemente che la bro-
melina contenuta in questo frutto è un enzima vege-
tale che possiede un’azione simile alla pepsina dello
stomaco e che quindi, oltre alle proprietà antiedema
e antiritenzione, facilita la digestione delle proteine.

ANGELICA
La radice essiccata di Angelica (Angelica arcangelica),
tradizionalmente usata per la preparazione di liquori
digestivi e amari tonici, è particolarmente utile nelle
dispepsie dovute a una diminuzione della secrezione
di succhi gastrici. L’effetto collaterale di cui tenere
principalmente conto quando si assume Angelica in
un trattamento dimagrante è che essa può aumenta-
re lo stimolo della fame (è bene quindi associare un
rimedio omeopatico antifame).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 240 ml di acqua bollente su un

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OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

cucchiaino di radice sminuzzata o in polvere, lasciare


riposare per 10 minuti, poi filtrare e bere la tisana
calda, non zuccherata, 3 volte al giorno circa 30 minu-
ti prima dei pasti. In caso di gonfiori addominali,
mescolare parti uguali di radice di angelica, semi
d’anice, di finocchio, di cumino e frutti essiccati di
coriandolo.
Estratto idroalcolico (tintura): è disponibile in com-
mercio oppure si può preparare versando 20 g di radi-
ce essiccata e sminuzzata in 100 ml di acquavite al
70%, da lasciar riposare per 10 giorni, per poi filtrarla
e assumerne 10-20 gocce al bisogno in mezzo bic-
chiere d’acqua, lontano dai pasti. L’unico inconve-
niente è l’elevata gradazione alcolica (controindicata
in caso di gastrite, ulcera, problemi del fegato).
CURIOSITÀ
In passato i monaci medievali,
grandi coltivatori di Angelica,
ritenevano che tale pianta confe-
risse virtù soprannaturali e che
possedesse la capacità di garanti-
re una lunga vita.

ANGELICA
In cucina, le foglie e gli steli possono
essere cucinati come verdure o aggiunte
per insaporire il pesce. Le foglie
crude si possono aggiungere
alle insalate. Gli steli decorticati
possono essere utilizzati
nella preparazione di liquori d’erbe

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 82

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

ACHILLEA
L’Achillea millefoglie è una
pianta dalle molteplici attività,
in quanto ricca di oli essenziali
(di cui il principale è l’azulene),
polifenoli, flavonoidi, cumarine, ecc.. Tra le tante atti-
vità utili, essa viene impiegata come tonico, stomachi-
co e antispasmodico, quindi favorisce i processi dige-
stivi quando questi risultano difficoltosi. Bisogna però
tenere presente che, analogamente a quanto avviene
nel caso dell’angelica e della genziana, essa stimola
l’appetito.
COME ASSUMERLA
Infuso: versare una tazza di acqua bollente su 1-
2 cucchiaini di pianta essiccata e triturata o su un cuc-
chiaino di fiori di achillea, lasciare riposare per 10-15
minuti coprendo con un coperchio, poi filtrare e berne
2-3 tazze al giorno lontano dai pasti.
Succo: è già disponibile in commercio (in genere, in
erboristeria) oppure si può preparare pressando o
centrifugando la pianta. Se ne assumono 3 cucchiaini
al giorno lontano dai pasti.
Estratto idroalcolico (tintura): si può preparare met-
tendo 30 g di fiori essiccati e triturati o 45 g di pianta
essiccata in 120 g di alcol (al 70%). Lasciare riposare
per 10 giorni, filtrare e assumere 20-25 gocce diluite in
mezzo bicchiere d’acqua 3 volte al giorno.
Se invece si preferisce acquistare il prodotto già dispo-
nibile in commercio: 3 gocce ogni 10 chili di peso cor-
poreo due volte al giorno.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 83

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

CENTAUREA MINORE
La Centaurea minore (Erythraea centaurium) possiede
un’azione eupeptica, digestiva, depurativa indicata in
caso di disturbi digestivi. È usata nella preparazione di
aperitivi. Da una parte favorisce la digestione, ma dal-
l’altra può anch’essa stimolare la fame e l’appetito, a
meno che non si associ un rimedio antifame (vedi il
capitolo precedente).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 250 ml di acqua bollente su 2
cucchiaini di pianta essiccata. Lasciare riposare 5
minuti, poi filtrare. Bere una tazza prima dei pasti. Per
il suo gusto molto amaro è meglio dolcificare con un
cucchiaino di miele oppure miscelarla con altre erbe
per preparare l’infuso (foglie di menta, semi di finoc-
chio, che sono più gradevoli e aromatici).
Tintura madre: può essere acquistata già preparata in
commercio (erboristeria) oppure la si può preparare
ponendo 100 g di pianta in 500 ml di alcol al 70%,
lasciare macerare per 8 gior-
ni, agitando di tanto in tanto
e poi filtrare. Assumerne 20
gocce prima dei pasti.
PRECAUZIONI
È bene non abusarne: a forti
dosi può essere irritativa per
lo stomaco. La tintura madre,
essendo alcolica, è sconsi-
gliata a chi soffre di gastrite
o ha problemi di fegato.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 84

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Tisane digestive
INFUSO CON ALLORO
Immergere 30 g di foglie fresche o secche di alloro in
1 litro di acqua bollente e lasciare riposare per 10
minuti. Filtrare e bere una tazza dell’infuso dopo i
pasti principali (una tazza).
INFUSO CON SALVIA
Miscelare 1 cucchiaino di salvia (foglie), 1 cucchiaino di
melissa (foglie) e 1 cucchiaino di lavanda (fiori) in una
tazza di acqua bollente. Lasciare in infusione per 10
minuti. Filtrare e dolcificare con 1 cucchiaino di miele.
Da bere a digiuno al mattino e lontano dai pasti.
INFUSO CON MARRUBIO
In un litro di acqua bollente porre una miscela di circa
30 g costituita da marrubio (sommità), genziana (radi-
ce) e menta piperita (foglie) in parti uguali. Lasciare
riposare per 15 minuti. Da assumerne una tazzina da
tè dopo i pasti principali.

Miscela di estratti idroalcolici digestivi


Associare in uguali quantitativi queste tinture
madri: genziana, menta piperita, achillea, melissa,
angelica, ficus carica, rosmarino. Assumere 40
gocce della miscela in poca acqua 2 volte al gior-
no dopo i pasti; al bisogno altre 30 gocce in poca
acqua a metà pomeriggio e alla sera.
EFFETTI COLLATERALI
La menta può aumentare l’acidità dello stomaco.
Meglio evitarla se si soffre di acidità o gastrite.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 85

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

Rimedi omeopatici
per la digestione

GRAPHITES
Graphites è il rimedio omeopatico per chi soffre di
dispepsia e flatulenza, con dolore allo stomaco che
migliora soprattutto quando si mangiano cibi e assu-
mono bevande caldi o tiepidi, dei quali però il malato
non prova alcun desiderio.
Altri segni caratteristici sono alito fetido, stitichezza
cronica, sensazione di pienezza e pesantezza alla pan-
cia che si può manifestare come una sensazione di
indossare una cintura troppo stretta.
Tipico dei soggetti Graphites è il desiderio di bere
birra. Spesso è anche presente bulimia, che si esprime
con particolare desiderio per i dolci e la carne.
Altre volte, tuttavia, vi è completa avversione per
questi alimenti.
Il soggetto Graphites è tipicamente una donna che è
vicina alla menopausa o vi è appena entrata.
Dal punto di vista psicologico e comportamentale è
una persona con lentezza nel pensare e nel prendere
decisioni, ipersensibile, con tendenza e facilità al pian-
to, manifestazioni di ansia, paura e improvvisi arrossa-
menti del viso. Considerata anche la tendenza all’obe-
sità e al sovrappeso, possiamo dire che Graphites è
uno dei rimedi omeopatici più utilizzati in chi segue
un trattamento dimagrante, per cui verrà ulteriormen-
te citato in altri capitoli.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 86

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

ASA FOETIDA
Si tratta di una pianta originaria delle regioni deserti-
che dell’Asia. Il rimedio omeopatico, prodotto a par-
tire dalla resina della radice, è utile per risolvere il
gonfiore allo stomaco, dovuto ad aerofagia, ossia
all’ingestione involontaria di aria (favorita da ansia,
stress, parlare mentre si mangia, ecc.) associata a
eruttazioni numerose e difficoltose, flatulenza, contra-
zioni spastiche dell’esofago, che procurano una sen-
sazione come se ci fosse una bolla che risale dal basso
verso l’alto. Le sensazioni peggiorano di notte e con
la palpazione della pancia, mentre migliorano stando
all’aria aperta.
POSOLOGIA: per i sintomi digestivi, Asa foetida si
assume alla 5 CH, una dose due volte al giorno
per un mese.

ROBINIA PSEUDO-ACACIA
Il rimedio omeopatico preparato a partire dalla cor-
teccia di Robinia è indicato specialmente in caso di
bruciori allo stomaco con acidità che compare o peg-
giora nelle ore notturne, eruttazioni acide e mal di
testa associati ai sintomi digestivi.
POSOLOGIA: in genere si somministra alla 5 CH, una
dose per un mese, da assumere prima dei pasti.

ANTIMONIUM CRUDUM
Antimonium crudum (trisolfuro di antimonio) è un
composto minerale particolarmente efficace per i
gonfiori dirompenti e improvvisi dello stomaco, che

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 87

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

compaiono in seguito ad abusi alimentari e che non


raramente sono associati a nausea o vomito ed erut-
tazioni che hanno il gusto del cibo ingerito.
POSOLOGIA: per i disturbi digestivi assumere alla 5 CH,
5 granuli, due volte al giorno per 1-2 mesi.

ANACARDIUM ORIENTALE
La tintura madre prodotta a partire dal frutto essicca-
to di Anacardium orientale, già descritta per gli attac-
chi di fame, è un altro rimedio omeopatico che può
essere utile per i disturbi digestivi dello stomaco. Essa
viene utilizzata per i gonfiori localizzati nella parte alta
della pancia, che compaiono soprattutto dopo avere
consumato pasti copiosi.
POSOLOGIA: per i disturbi digestivi, la dose di
Anacardium orientale è alla 7 o 9 CH da assume-
re all’insorgere dei sintomi fino alla loro scomparsa,
per non più di un mese.

Caratteristiche dei soggetti sensibili


ad Anacardium orientale
 Soggetti in sovrappeso, obesi, pletorici, grandi
amanti del cibo;
 presenza di una patina biancastra e spessa (simi-
le a latte) che ricopre la lingua;
 mal di testa ricorrenti, frequenti e intensi, spes-
so concomitanti ai disturbi digestivi, aggravati
dallo sforzo mentale e che migliorano mangiando.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 88

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Come scegliere il proprio rimedio?


Le tisane e i prodotti fitoterapici possono essere
usati quotidianamente come “trattamento” di fondo.
Escluse le controindicazioni principali segnalate di
volta in volta nelle singole piante, la scelta viene in
genere guidata dalla facilità di reperire il prodotto e
dalle preferenze personali relative in genere alla
comodità di preparazione e al gusto della tisana. La
scelta del rimedio omeopatico è più specifica, ma
sostanzialmente si può avere un primo orientamento
rispondendo alle domande seguenti:
 LE DIFFICOLTÀ DIGESTIVE PEGGIORANO SUBITO DOPO IL
PASTO?
Sì: Anacardium orientale, Antimonium crudum.
No: Asa foetida, Robinia pseudo-acacia.
 SONO ASSOCIATE A SENSAZIONI TIPO “ATTACCO DI FAME”?
Sì: Antimonium crudum.
No: Anacardium orientale.
 C’È SENSAZIONE DI ACIDITÀ O BRUCIORE ALLO STOMACO?
Sì: Robinia pseudo-acacia.
No: Asa foetida.

Raccomandazioni
Evitare gli alimenti che, in base all’esperienza perso-
nale, rallentano o rendono difficoltosa la digestione,
provocano gonfiore addominale o acidità.
Evitare in linea di massima gli alimenti fritti e molto
ricchi di grassi, gli spuntini fuori pasto, gli alcolici, le
bevande gassate, il caffè, il fumo di sigaretta.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 89

OTTIMIZZARE LA FUNZIONE DIGESTIVA

La menta e il cacao (cioccolato) sono tra gli alimenti


più implicati nell’acidità di stomaco.
Preferire il consumo di alimenti farinacei e integrali
(pasta, pane, cereali).
Masticare il cibo con calma, insalivare bene i cibi
prima di deglutirli, evitare di inghiottire bocconi inte-
ri velocemente.
Per migliorare il processo digestivo è fondamentale
effettuare un esercizio fisico moderato regolare e
costante, come per esempio camminare, andare in
bicicletta, ecc.
Da ricordare che un requisito da non trascurare per
una buona digestione è un atteggiamento mentale
rilassato durante i pasti, attento ai profumi, ai colori e
ai sapori degli alimenti e favorito tra l’altro da un
ambiente tranquillo e non chiassoso. 

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 90

 CAPITOLO 8

Ridurre il gonfiore
alla pancia
Ci sono quattro rimedi omeopatici
che curano altrettanti
tipi di gonfiore addominale:
alto, centrale, basso e diffuso

La spia di “qualcosa” che non va


La pancia gonfia è un problema lamentato molto fre-
quentemente. In genere è una situazione associata a
una condizione di sovrappeso. Tuttavia, spesso si trat-
ta di un rigonfiamento del tutto isolato: braccia,
gambe, volto e torace sono snelli, ma il gonfiore si
localizza quasi esclusivamente alla pancia, dando fal-
samente l’impressione che il soggetto sia sovrappeso.
Infatti, molte volte, nonostante il gonfiore evidente e
prominente, il BMI di questi soggetti (vedi il Capitolo
2) è compreso nella fascia “normopeso”.
Ciononostante, è opportuno prendersi cura di questo
aspetto, sia perché la pancia gonfia può essere este-
ticamente non accettata, sia perché essa può essere
la spia di qualcosa che non va (per esempio nell’ali-

90
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 91

RIDURRE IL GONFIORE ALLA PANCIA

mentazione, nel metabolismo, ecc.). Esistono rimedi


naturali che, utilizzati nel contesto di un programma
dimagrante, sono in grado di agire in modo efficace
sul gonfiore addominale. Alcuni di essi sono già stati
descritti nel capitolo precedente e altri verranno presi
in considerazione nel Capitolo 9. In questo capitolo,
invece, esamineremo quattro tipologie di gonfiore
della pancia che corrispondono a quattro rimedi
omeopatici specifici.

L’identificazione delle cause


Il gonfiore alla pancia può dipendere dalla natura
stessa degli alimenti (per esempio, le bevande gassa-
te e frizzanti e alcuni alimenti come la panna montata
contengono di per sé gas che possono gonfiare la
pancia), dalla qualità e dallo stato di maturazione del-
l’alimento (per esempio, la banana troppo acerba è
ricca di amido che è poco digeribile e provoca pesan-
tezza e gonfiore, meglio consumarla quando la buccia
è punteggiata di macchioline nere) o dall’errata com-
binazione dei cibi nello stesso pasto. Uno dei princi-
pali aspetti di cui tenere conto, per esempio, è l’acidi-
tà o alcalinità degli alimenti: gli alimenti acidificanti
(vedi oltre) tendono a gonfiare di più. Un’altra causa
comune è l’aerofagia, che consiste nell’ingestione di
aria, tipica delle persone che parlano molto (logor-
rea), specie quando mangiano, di chi mastica che-
wing-gum, fuma in modo accanito, ecc.;può essere
inoltre favorita da tensione e stress che portano tra
l’altro a mangiare in fretta o senza la dovuta calma.

91
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 92

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Prevenzione e cura
Le raccomandazioni generali da seguire per preve-
nire o risolvere i gonfiori della pancia sono:
 evitare alimenti fritti, grassi, spuntini fuori pasto
e gli alimenti che, per esperienza personale, provo-
cano gonfiore;
 non consumare cibi troppo freddi o troppo caldi;
 non consumare cibi contenenti gas (bevande friz-
zanti);
 masticare e insalivare il cibo con calma, adegua-
tamente e a sufficienza, evitando di inghiottire i
bocconi velocemente;
 limitare il consumo di alcol, caffè e fumo di siga-
retta;
 abituarsi a fare delle camminate giornaliere.
Vedi anche le raccomandazioni indicate nel capito-
lo seguente, dove si parla del meteorismo e si
danno consigli alimentari e comportamentali per
questo disturbo associato a pancia gonfia.

MODERAZIONE
Patatine fritte e bibita
gassata e zuccherata: due
alimenti che, arrivati
nell’intestino, fermentano
e creano gonfiore

92
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 93

RIDURRE IL GONFIORE ALLA PANCIA

Non tutte le pance gonfie sono uguali


In linea di massima possiamo distinguere quattro tipi
di gonfiore addominale a seconda della distribuzione:
alto, centrale, basso e diffuso. A ciascuno di questi
quattro tipi può corrispondere un particolare rimedio
omeopatico.

1 PRIMO TIPO: ANTIMONIUM CRUDUM


Di questo rimedio abbiamo già parlato nel capitolo
precedente. Il gonfiore di Antimonium crudum è loca-
lizzato nella parte alta della pancia, sopra l’ombelico.
Si tratta di un gonfiore solitamente dovuto alla pre-
senza di aria nello stomaco e che viene avvertito
come una sensazione di pienezza o di pesantezza.
Compare soprattutto dopo i pasti ed è associato a
eruttazioni che hanno lo stesso gusto dei cibi appena
ingeriti. Il disturbo si presenta dopo avere mangiato
eccessive quantità di alimenti oppure dopo l’ingestio-
ne di cibi acidificanti. Paradossalmente, le persone
con questo tipo di gonfiore presentano uno spiccato
desiderio proprio di quei cibi che essi non tollerano e
che scatenano il gonfiore (salumi, formaggio, salmo-
ne, cioccolato, ecc.).
Un altro segno caratteristico del soggetto
Antimonium crudum è la presenza di una patina bian-
castra e spessa (simile a latte) che ricopre la lingua.
Questo tipo di gonfiore è spesso associato a mal di
testa ricorrenti e che compaiono assieme ai disturbi
digestivi.
Le persone che ne soffrono spesso sono in sovrappe-

93
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 94

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

so e frequentemente manifestano anche disturbi della


pelle più o meno evidenti (dermatiti irritative). Vi è
tendenza alla sonnolenza, umore imbronciato e carat-
tere facilmente irritabile e ipersensibile. Molto spesso
gli abusi alimentari che scatenano il gonfiore sono
improvvisi e vengono messi in atto inconsciamente
per il bisogno di autogratificazione o per compensare
altri bisogni e desideri che non possono essere soddi-
sfatti (frustrazione).
Alimenti consigliati
Yogurt, frutta (soprattutto albicocca, arancia e agrumi
in generale), verdura (soprattutto carota, tutti i tipi di
insalata e pomodoro), legumi (eccetto lenticchie e
fagioli), patate, latte (parzialmente scremato, con
moderazione), mandorle e nocciole.
Alimenti sconsigliati
Tutti i cibi che per esperienza personale provocano o
peggiorano il gonfiore. Tendenzialmente evitare i cibi
acidificanti e che richiedono lunga elaborazione da
parte dello stomaco, ossia: carne (soprattutto salumi),
pesce, formaggio, cioccolato, cereali, frutti di mare,
tuorlo d’uovo, alcuni tipi di frutta (fragole, mirtilli, pru-
gne), arachidi, caffè, tè, cioccolato al latte, aceto, zuc-
chero bianco, bevande gassate, alimenti contenenti
conservanti acidificanti.

AGRUMI
Tutti gli agrumi,
in particolare le arance,
sono indicati per chi
soffre di stipsi e gonfiore
addominale

94
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 95

RIDURRE IL GONFIORE ALLA PANCIA

2 SECONDO TIPO: CARBO VEGETALIS


Il carbone vegetale è una polvere ricavata da legni
bianchi non resinosi (salice, betulla, pioppo) ed è uti-
lizzato da moltissimo tempo anche nella medicina uffi-
ciale. Esso trova particolare indicazione quando i gon-
fiori sono associati alla sensazione calda e bruciante,
che ricorda appunto quella dei carboni ardenti. Il gon-
fiore di Carbo vegetalis è distribuito prevalentemente
nella parte centrale della pancia, nella zona attorno o
al di sopra dell’ombelico ed è dovuto a una disfunzio-
ne di origine intestinale. Oltre che alla sensazione
interna di calore bruciante (tipo “carboni ardenti”),
nel soggetto Carbo vegetalis il gonfiore è associato a
sensazione di freddo alle mani e ai piedi. L’alito è cat-
tivo e si ha eccessiva produzione di gas intestinali (fla-
tulenza). Compaiono vampate al volto (specialmente
dopo avere consumato bevande alcoliche), sudori
freddi e desiderio di acqua fresca. Sono persone soli-
tamente pallide, freddolose, ma che non sopportano
gli ambienti caldi. Il gonfiore e gli altri disturbi peg-
giorano con il calore in generale (cibi caldi, clima
caldo, ecc.), con la posizione coricata, dopo avere
bevuto alcolici e con l’ingestione di cibi grassi, carne
o latte. L’aria fresca, procurata scuotendo un venta-
glio, con un ventilatore oppure con una tranquilla pas-
seggiata all’aperto, porta sollievo.
Emotivamente si tratta di persone che si scoraggiano
facilmente e che presentano indifferenza, intorpidi-
mento, con stanchezza e debolezza generale, facile
affaticamento, ma anche con elevati livelli di ansia che

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 96

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

sono in contrasto con lo stato di apatia generale.


Alimenti consigliati
Riso, farro, frutta (soprattutto pesca, pera, mela), ver-
dura (soprattutto patata, finocchio, sedano), cibi fre-
schi (non freddi), tisane (soprattutto melissa, anice,
semi di finocchio e camomilla).
Alimenti sconsigliati
Alcolici, bevande gassate, cibi grassi in generale,
carne, latte e derivati, legumi (soprattutto fagioli).
Tutti i cibi e le bevande troppo caldi o troppo cotti.

sì Via libera a
frutta come
mele, pere,
pesche

no Da limitare
al massimo
latte
e derivati

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 97

RIDURRE IL GONFIORE ALLA PANCIA

3 TERZO TIPO: LYCOPODIUM


Le spore del fungo Lycopodium o “erba sulfurea”
sono ricche di zolfo, l’elemento che in natura si trova
allo stato puro nei vulcani. A questo aspetto si può
fare risalire l’indicazione per le intense attività addo-
minali viscerali che portano a dilatazione “gassosa”.
Nel soggetto Lycopodium, è soprattutto la parte infe-
riore della pancia a gonfiarsi. Il fegato e il sistema
biliare sono maggiormente implicati in questa varian-
te di gonfiore addominale. La pancia si gonfia special-
mente subito dopo il pasto, anche se si è mangiato
poco. Il gonfiore è molto intenso e fastidioso, la pan-
cia diventa tesa tanto che gli indumenti iniziano a
stringere in vita e si è costretti a sbottonarli o ad allen-
tarli. L’emissione di gas dallo stomaco o dall’intestino
non arreca alcun sollievo.
Queste persone hanno una particolare attrazione per
dolciumi e per i cibi molto caldi (che, per esempio,
desiderano bere a fine pasto, con intento “disgorgan-
te”), che però possono aggravare il gonfiore. Spesso
c’è intolleranza alimentare per cipolle, aglio e farina-
cei (pane, pasta, ecc.). In alcuni soggetti compare ros-
sore al volto dopo i pasti. L’intestino è pigro con ten-
denza alla stitichezza. Anche globalmente si tratta
spesso di soggetti stanchi, con irresistibile bisogno di
dormire e difficoltà a concentrarsi e a stare attenti.
Il gonfiore peggiora verso il tardo pomeriggio e la
sera, al risveglio e con il caldo, mentre è alleviato dal
movimento lento all’aria aperta. Dal punto di vista
comportamentale e psicologico, vi è spesso un con-

97
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 98

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

flitto tra un’emotività molto intensa, con un enorme


bisogno di attenzione e di affetto, e un atteggiamen-
to all’opposto orgoglioso, suscettibile, irritabile. Sono
persone che non tollerano di essere contraddette e
possono esplodere con episodi di rabbia intensa. Alla
lunga lo stress del conflitto può portare a solitudine,
scoraggiamento e depressione.
In genere si assume una dose di Lycopodium da 15
CH ogni quindici giorni come cura di fondo e una
dose una o due volte al giorno 5 o 7 CH nelle crisi
acute di gonfiore.
Alimenti consigliati
Frutta (soprattutto banana, ananas, anguria, fico d’in-
dia), verdura (ravanello, rapa, patata, fava, melanza-
na), yogurt, tisane (radici di bardana e rabarbaro,
foglie di ortica).
Alimenti sconsigliati
Dolci, burro, fritture, caffè e bevande calde, cibi caldi
in generale.

sì no

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 99

RIDURRE IL GONFIORE ALLA PANCIA

THUYA
La Thuya occidentalis,
detta anche cedro
americano, è una pianta
usata anche
in erboristeria
per la preparazione
di prodotti per la cura
di fibromi, reumatismi,
diarrea e catarro cronico

4 QUARTO TIPO: THUYA


Il soggetto Thuya presenta gonfiore addominale dif-
fuso, dovuto alla presenza di aria nel colon o nello sto-
maco. È il quadro del meteorismo diffuso, una condi-
zione caratterizzata da eccessiva produzione di gas
intestinali, associata a flatulenza e dilatazione diffusa
dell’addome. Può essere favorita da alcuni alimenti,
detti appunto “meteorizzanti”: soprattutto latte e
suoi derivati (gelati, formaggi, tranne lo yogurt), legu-
mi (specialmente i fagioli), cibi con elevato contenuto
di grassi (fritture, insaccati, salse, uova). Può dipende-
re anche da alterazioni della flora microbica intestina-
le (per esempio, dopo una cura antibiotica o con far-
maci che abbassano le difese immunitarie). I sintomi
peggiorano entro tre ore dal pasto e con il freddo e
l’umidità, mentre migliorano con il caldo secco.
Talvolta sono scatenati da alimenti come tè, cipolle e
farinacei. Spesso si associano nausea e diarrea. I sog-
getti sensibili sono corpulenti, freddolosi, con tenden-
za ai pensieri ossessivi e alle fobie.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 100

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

La tisana che sgonfia


Realizzare una miscela in parti uguali di Centaurea
(sommità), maggiorana (foglie), menta piperita
(foglie), finocchio (semi) e anice (semi). Mettere un
cucchiaio di tale miscela in una tazza di acqua bollen-
te. Lasciare in infusione per 10-15 minuti.
Filtrare e bere, possibilmente senza dolcificare (gli
zuccheri raffinati provocano gonfiore; al limite si può
utilizzare un cucchiaino di miele o un cucchiaio di radi-
ci di liquirizia).
Da assumere tre volte al giorno lontano dai pasti, per
3-4 settimane. Se si soffre di gastrite e acidità, prepa-
rare la tisana senza aggiungere la menta. 

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 101

 CAPITOLO 9

Regolarizzare l’intestino
La stipsi ha cause in prevalenza
alimentari o dovute alla scarsa attività fisica,
ma si manifesta con varianti,
per ognuna delle quali esiste un rimedio

Un “effetto collaterale” della dieta


Varie problematiche legate al sovrappeso (stitichezza,
gonfiori addominali, ecc.) sono dovute a una funzione
intestinale inadeguata. La stitichezza (o stipsi) è
l’“effetto collaterale” classico di chi si mette a dieta,
soprattutto quando si riduce significativamente la
quantità di alimenti introdotti, rispetto all’alimentazio-
ne abituale. La stitichezza consiste in un rallentamen-
to del transito intestinale, con evacuazioni meno fre-
quenti rispetto al solito, spesso associata alla difficol-
tà di evacuare. Solitamente si parla di stitichezza
quando le defecazioni sono meno di tre alla settima-
na, ma talvolta anche un’evacuazione alla settimana
può essere considerata normale, specialmente in chi
sta seguendo una dieta e se questa frequenza ridotta
non provoca disturbi o disagi. La stitichezza è una

101
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 102

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

delle principali cause di gonfiore addominale e di


aumento inspiegabile del peso corporeo durante un
trattamento dimagrante. In genere non è un proble-
ma di per sé, salvo quando diventi particolarmente
fastidiosa o persistente.
Sebbene la stitichezza possa essere dovuta anche a
diverse malattie intestinali, talvolta anche gravi, nella
maggior parte dei casi essa è “funzionale”, ossia è
dovuta a un’alimentazione qualitativamente inadegua-
ta, a scarsa attività fisica, ad atteggiamenti psicologici
ed emotivi che la favoriscono e a tutti quei fattori fun-
zionali che rendono più pigro e lento l’intestino.

L’attività dell’intestino
L’intestino è un canale molto lungo (complessivamen-
te circa 8 metri), che può essere suddiviso in due seg-
menti: l’intestino tenue e l’intestino crasso. L’intestino
tenue è lungo circa sei metri, è tutto avvolto su se
stesso a formare la cosiddetta “matassa” di anse inte-
stinali che occupa la parte centrale e inferiore dell’ad-
dome. Esso fa seguito al duodeno ed è a sua volta
suddivisibile in due segmenti, il digiuno e l’ileo.
L’intestino tenue svolge diverse funzioni, le principali sono:
1) favorire, attraverso particolari movimenti, detti
“peristaltici”, il rimescolamento e la progressione del
chimo verso l’intestino crasso;
2) provvedere alla digestione e all’assorbimento di
acqua, sali minerali, proteine, grassi, vitamina B12,
ecc., favoriti dalla presenza dei villi intestinali (piccole
pieghe della parte intestinale).

102
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 103

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

L’intestino crasso, che circonda in alto e lateralmente


l’intestino tenue, è un tubo lungo 1.5 m e rappresenta
la parte terminale dell’apparato digerente. La sua
estremità superiore è collegata all’intestino tenue,
quella inferiore sbocca all’esterno del corpo, tramite
l’ano. Le sue funzioni sono di riassorbire l’acqua e i sali
minerali ed espellere le scorie attraverso la formazione
delle feci. La funzione di riassorbimento è svolta dal
segmento più lungo dell’intestino crasso, cioè il colon,
che assorbe prevalentemente l’acqua, mentre nell’ulti-
ma porzione più corta, il retto, si depositano le feci,
prima di essere espulse con la defecazione.
Un’alimentazione sana e bilanciata, ricca di liquidi e
fibre, e un’attività fisica regolare consentono di mante-
nere regolare la funzione intestinale. In presenza di
una tendenza cronica alla stitichezza, specialmente se
associata a gonfiori intestinali (meteorismo), oppure
quando si inizia una dieta dimagrante (che può porta-
re a stitichezza entro pochi giorni o settimane), un vali-
do aiuto per favorire una regolare funzione dell’intesti-
no può provenire dalle erbe e dai rimedi omeopatici.

Due funzioni fondamentali


Le erbe utilizzate per mantenere regolare l’intestino
possono essere suddivise in due grandi categorie:
 erbe lassative;

 erbe anti-meteorismo.

Le prime sono utili per la stitichezza, le seconde per il


gonfiore addominale associato a flatulenza o coliche.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 104

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

1 Erbe lassative
A seconda del meccanismo con cui esercitano il loro
effetto, le erbe con funzione lassativa possono essere
a loro volta distinte in tre gruppi: (a) erbe lassative di
volume e (b) erbe lassative di contatto (c) erbe emol-
lienti. Per la scelta del rimedio ci si deve basare soprat-
tutto sulle controindicazioni che verranno segnalate di
seguito. In assenza di controindicazioni, in linea di
massima le erbe lassative di volume ed emollienti sono
quelle utili per le stitichezze presenti da molto tempo,
mentre le erbe da contatto sono più indicate per le
forme occasionali di stitichezza. In generale le fibre
solubili (pectine, gomme, mucillagini) sono dotate,
oltre che di una certa azione lassativa (specialmente lo
psillio) anche di una buona capacità di ridurre l’assor-
bimento di alcune sostanze nutritive come i grassi e gli
zuccheri, mentre le fibre insolubili (cellulosa) sono otti-
mi lassativi di massa un po’ più potenti.

“DI VOLUME”
Le erbe lassative di volume (o “formanti massa”) sono
così chiamate perché favoriscono l’evacuazione inte-
stinale aumentando la massa fecale. L’aumento della
massa delle feci stimola i movimenti peristaltici del-
l’intestino e quindi previene i rallentamenti e la stiti-
chezza. In genere queste erbe sono utili in quelle
forme di stitichezza con feci scarse, piccole e dure, ma
dovrebbero essere utilizzate solo quando non è pos-
sibile aumentare l’introduzione giornaliera di fibre con

104
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 105

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

l’alimentazione o quando questo tentativo non porta


ad alcun risultato dopo qualche giorno. L’effetto las-
sativo può non essere immediato (possono essere
necessari alcuni giorni). Tra queste erbe vanno ricor-
date soprattutto lo psillio (o ispagula), ottenuto dal
sottile strato superficiale che riveste i semi della
Plantago ovata, la gomma di sterculia, ricavata da
Sterculia tomentosa e Sterculia urens, e l’agar-agar.
Tra queste è incluso anche il glucomannano, già
descritto tra i rimedi anti-fame.
COME ASSUMERLE
Solitamente si tratta di preparati in polvere
(bustine) da sciogliere in abbondante acqua, evitando
di assumerli prima di andare a letto. La posologia
varia a seconda del prodotto commerciale, ma viene
sempre indicata in modo chiaro sulle confezioni, dato
che queste erbe sono considerate veri e propri farma-
ci dalla medicina ufficiale (prodotti medicinali da
banco).
PRECAUZIONI
Le erbe lassative di volume sono controindicate in
caso di difficoltà alla deglutizione, occlusione intesti-
nale, atonia del colon, fecalomi. Possibili effetti inde-
siderati sono flatulenza, gonfiore addominale, occlu-
sione gastrointestinale e impattamento fecale.

PSILLIO
Già descritto in parte nel Capitolo 6, lo psillio
(Plantago ovata) è una pianta originaria del bacino del
Mediterraneo e del Medio Oriente, specie nei terreni

105
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 106

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

semisabbiosi. Nei suoi semi, specialmente nel loro


rivestimento esterno, sono presenti sostanze dalle
proprietà salutari molto utili, tra cui lipidi, proteine,
steroli e numerosi zuccheri e mucillagini. Sono soprat-
tutto le mucillagini e gli zuccheri a rendere i semi di
psillio uno dei più potenti lassativi naturali, il cui utiliz-
zo è indicato per regolarizzare le funzionalità intestina-
li, anche nei casi di stipsi cronica, aiutando anche a
rimuovere le scorie dell’organismo.
L’azione lassativa è di tipo meccanico e osmotico, cioè
è dovuta al fatto che le mucillagini tendono a richiama-
re acqua e aumentano il volume molte volte in presen-
za di liquidi (fino a circa 30 volte il loro volume a
secco), formando una voluminosa massa morbida e
soffice (simile a gelatina) che aumenta così il volume
del materiale fecale e stimola i movimenti intestinali
facilitando l’evacuazione. Gli effetti dei semi di psillio a
livello intestinale sono simili ma leggermente superio-
ri a quelli della crusca. La somministrazione di semi di
psillio nelle quantità consigliate favorisce un’evacua-
zione intestinale più regolare e l’emissione di feci più
morbide. In nessuno studio sono stati evidenziati rile-
vanti effetti collaterali. Oltre alla proprietà lassativa (e
grazie a questa), i semi di psillio sono anche utili per
ridurre l’assorbimento intestinale di grassi e zuccheri,
riducendo i valori di colesterolo e di glicemia, e, come
descritto già nel Capitolo 6, per ridurre il senso di
fame agendo direttamente nel tubo digerente.
COME ASSUMERLO
Lo psillio è reperibile in farmacia ed erboriste-

106
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 107

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

ria sotto forma di preparato in polvere (polvere micro-


nizzata, il cui dosaggio giornaliero deve essere com-
preso tra 2 e 6 g, suddivisi in due somministrazioni, da
ingerire con abbondanti liquidi. L’indice di rigonfia-
mento indicato sulla confezione non deve essere infe-
riore a 10 secondo la Farmacopea Italiana) oppure
combinato con altre sostanze attive vegetali in rimedi
per regolarizzare l’attività intestinale.
La polvere deve essere assunta con molta acqua, altri-
menti il rischio è che essa assorba quella presente nel-
l’intestino, con il risultato di provocare a sua volta sec-
chezza e anche stitichezza. In alternativa, si può pre-
parare un rimedio casalingo acquistando i semi essic-
cati di psillio in erboristeria: immergere 1 cucchiaino
di semi di psillio in un bicchiere d’acqua (150-200 ml)
e lasciare macerare per mezza giornata. Filtrare e
assumere il macerato aggiungendo altro liquido (1-2
bicchieri di acqua, latte o succo di frutta) due volte al
giorno lontano dai pasti (mattino e pomeriggio).
PRECAUZIONI
Lo psillio è controindicato in caso di occlusione o
subocclusione intestinale. Può essere somministrato
in gravidanza, durante l’allattamento e nel bambino.
Come tutte le erbe lassative, può ridurre l’assorbi-
mento intestinale di altre sostanze curative, sia sinte-
tiche (farmaci) sia vegetali (erbe). Queste vanno quin-
di assunte almeno 1 ora prima o almeno 3 ore dopo
l’ingestione dello psillio. Seppure raramente, sono
state segnalate reazioni allergiche sia per ingestione
sia per inalazione della polvere.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 108

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Agar-agar
L’agar-agar (Gelidium armansii, Gelidium cartilagi-
neum) è un estratto secco ricavato da alcune alghe
della famiglia delle Gelidiacee, utilizzato come
addensante nell’industria farmaceutica e dolciaria.
Il suo principale impiego in fitoterapia è legato
all’effetto lenitivo, antinfiammatorio e protettivo
che esso esercita a livello della mucosa dello sto-
maco e dell’intestino. Tale azione è dovuta al fatto
che, una volta ingerito, l’agar forma uno strato sot-
tile che riveste le mucose di tali visceri creando una
sorta di barriera meccanica che le protegge da
eventuali danni dovuti a infiammazione. L’effetto
lassativo compare a dosaggi più elevati rispetto a
quelli usati a scopo protettivo ed è dovuto alla sua
elevata capacità di assorbire acqua.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 109

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

“DI CONTATTO”
Le erbe lassative di contatto regolarizzano l’intestino
non tanto aumentando il volume delle feci, come le
erbe precedenti, quanto agendo a livello della parete
intestinale stimolando i movimenti peristaltici grazie
alla presenza di particolari sostanze chimiche apparte-
nenti al gruppo degli antrachinoni.
Questi rimedi sono quindi utili nelle forme di stitichez-
za dette “atoniche”, cioè in cui il volume delle feci è
normale, ma vi è un rallentamento dei movimenti
intestinali (per esempio, dovuto a scarsa attività fisica,
sedentarietà, riposo obbligato, ecc.).
Tra i rimedi più utilizzati di questo gruppo vi sono
soprattutto l’aloe, la cassia angustifolia (o senna), la
cascara sagrada, il rabarbaro e la frangula. Vi fa parte
anche l’olio di ricino, che attualmente non è più così
frequentemente utilizzato come in passato.
PRECAUZIONI
Le controindicazioni e gli effetti collaterali sono iden-
tici a quelli degli altri lassativi. La durata di utilizzo di
queste erbe deve essere limitata a pochissimi giorni,
perché alla lunga esse possono provocare diarrea con
conseguente perdita di sali minerali (soprattutto
potassio e sodio), irritazione della mucosa intestinale
e rettale, dolori addominali. A differenza dello psillio
e del glucomannano, queste piante non possono e
non devono essere assunte in gravidanza né durante
l’allattamento. Inoltre, l’abuso di erbe ricche di antra-
chinoni può causare assuefazione, per cui con l’uso
prolungato l’effetto lassativo si può ridurre. Il primo

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

segnale dell’assuefazione è rappresentato dal fatto


che si tende ad assumere un quantitativo maggiore di
erba per avere lo stesso effetto lassativo. In questi
casi, anziché continuare ad aumentare le dosi, è
meglio cambiare il tipo di lassativo.

ALOE
L’aloe è una pianta tropicale nota sin dall’antichità
come rimedio per la cura delle ferite. Per uso interno,
invece, la principale proprietà dell’aloe è quella lassa-
tiva e quindi depurativa, grazie alla presenza degli
antrachinoni. Tuttavia, bisogna tenere presente che si
tratta di una delle piante antrachinoniche più irritanti
e va usata con cautela, senza superare le dosi e la
durata di somministrazione consigliate.
COME ASSUMERLA
Dal succo di aloe si ricava l’estratto secco nebu-
lizzato e titolato in barbaloina minimo 19% e massimo
21%. La posologia consigliata è di 50 mg al giorno di
tintura o estratto in due somministrazioni durante i
pasti per non più di due settimane. In seguito, dopo

ALOE
Una tavoletta
del 2200 a.C. trovata
in Persia documenta
l’antichissimo uso
terapeutico di questa
pianta

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REGOLARIZZARE L’INTESTINO

una sospensione di almeno una settimana, l’estratto


secco deve essere assunto soltanto in caso di neces-
sità e comunque non più di 2 o 3 volte non consecu-
tive alla settimana.
PRECAUZIONI
L’aloe è sconsigliata durante la gravidanza e l’allatta-
mento, nei bambini al di sotto dei 12 anni, nei pazien-
ti con emorroidi e/o fistole o ragadi perianali nelle
affezioni renali, nella malattia di Crohn, nella colite
ulcerosa, in caso di appendicite o di altre patologie
infiammatorie intestinali.

CASSIA ANGUSTIFOLIA (SENNA)


Le foglie e i frutti di questo arbusto originario
dell’Africa sono usati da molto tempo per il loro effet-
to lassativo piuttosto potente. Tale effetto si manife-
sta dopo circa 12 ore dall’assunzione ed è molto effi-
cace. Tuttavia, proprio per l’elevata efficacia e la
potenziale azione irritante, la senna trova indicazione
soprattutto per il trattamento di breve durata della
stitichezza acuta occasionale.
COME ASSUMERLA
La dose media giornaliera suggerita è di 20-30
mg di derivati idrossiantracenici, calcolati come sen-
noside B. In farmacia si possono trovare molti prodot-
ti da banco (pastiglie, confetti o polvere in bustine) a
base di estratto di foglie di senna essiccate, con gli-
cerina e associato a olio di anice e cumino come aro-
matizzanti: per usarle, seguire le indicazioni posologi-
che indicate sulle singole confezioni.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 112

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Infuso: versare 150 ml d’acqua molto calda, ma non


bollente, su un cucchiaino di foglie o frutti di senna e
lasciare riposare per 10 minuti oppure, in alternativa,
lasciare macerare la pianta per 10-12 ore in acqua
fredda. Filtrare e bere una tazza al mattino e una tazza
alla sera per due o tre giorni.

CASCARA SAGRADA
La cascara è una pianta della famiglia delle
Cesalpiniaceae, originaria del Nord America, ma
ormai diffusa in tutto il mondo. Essa è particolarmen-
te indicata per il trattamento della stitichezza occasio-
nale, come quella che può comparire durante un trat-
tamento dimagrante. La corteccia della Cascara
sagrada è ricca di glicosidi antrachinonici che stimola-
no i movimenti del colon, stimolano la secrezione di
elettroliti, acqua e muco nel lume del colon e riduco-
no il riassorbimento di acqua da parte del colon stes-
so. L’effetto lassativo si manifesta dopo circa 8-12 ore
dall’assunzione per bocca. Sembra che la cascara non
agisca semplicemente da purgante, ma ristabilisca il
naturale tono del colon.
COME ASSUMERLA
Il preparato migliore è l’estratto secco nebu-
lizzato della corteccia di Cascara sagrada, che però
per garantire l’effetto desiderato deve essere titolato
in antraglucosidi minimo 7%.
Se ne assumono 2-3 mg per kg di peso al giorno, pre-
feribilmente in un’unica somministrazione alla sera e
per poco tempo (non più di 4-5 giorni).

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REGOLARIZZARE L’INTESTINO

PRECAUZIONI
La Cascara sagrada è controindicata durante la gravi-
danza o nei periodi in cui la si sta programmando,
durante l’allattamento, in età pediatrica (controindica-
zione assoluta sotto i 2 anni di età; dopo approvazio-
ne medica al di sopra dei 2 anni) e in caso di malattie
acute o croniche del fegato.

RABARBARO
Il rabarbaro (Rheum rhaponticum) è un’erba originaria
della Cina. Le sue radici vengono utilizzate sin dall’an-
tichità come rimedio lassativo e digestivo. A differen-
za delle altre erbe di questo sottogruppo, l’effetto
lassativo del rabarbaro è un po’ meno dirompente,
grazie alla presenza dei tannini che sono dotati di un
effetto astringente.
COME ASSUMERLO
Infuso: versare 150 ml di acqua bollente su un
cucchiaino raso di polvere di radice di rabarbaro,
lasciare riposare 10 minuti, filtrare, dolcificare con un
cucchiaino di miele e berne una tazza al mattino a

RABARBARO
Abbiamo ereditato
dall’antica Cina l’uso
medicinale del rabarbaro.
Ma si usa anche in cucina
per marmellate o, le foglie
fresche, come verdure
da cuocere

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

digiuno e una tazza la sera prima di coricarsi.


Tintura madre: assumere 30 gocce in mezzo bicchie-
re d’acqua 3 volte al giorno.

FRANGULA
La corteccia della frangula (Rhamnus frangula) è ricca
di antrachinoni che ne fanno un efficace lassativo,
usato prevalentemente sotto forma di tisane (1 cuc-
chiaino in una tazza di acqua molto calda).
Valgono le stesse regole (controindicazioni, effetti col-
laterali, durata d’uso) indicate per tutta la classe di
queste erbe.

FRANGULA
Per la fragilità dei suoi
rami i latini la chiamarono
“frangula” cioè
“che si spezza facilmente”

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 115

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

“EMOLLIENTI”
Le erbe emollienti hanno un’azione simile alle erbe
lassative formanti massa viste in precedenza.
Esse possiedono un elevato contenuto di mucillagini
che si rigonfiano a contatto con l’acqua e rendono più
morbide e lubrificate le feci favorendone il passaggio
intestinale e l’evacuazione e non vengono digerite né
assorbite dall’intestino (per cui non hanno effetti col-
laterali sistemici). Tra queste piante vi sono la liquiri-
zia, la malva, il lino e l’altea.

LIQUIRIZIA
La liquirizia (Glycyrrhiza glabra), il cui nome significa
“radice dolce”, è una pianta perenne che cresce
spontanea lungo le coste dell’Europa meridionale e le
cui radici essiccate sono disponibili in commercio
sotto forma di bastoncini interi oppure sono triturate
per la preparazione di tisane. Esse sono dotate di pro-
prietà emollienti, digestive, depurative, antispasmodi-
che ed esercitano una blanda azione lassativa. La
liquirizia è quindi utile in caso di stitichezza lieve. Il
principio attivo della liquirizia è la glicirrizina, che è
dotata di proprietà ormonali simili all’aldosterone
(ormone prodotto dalle nostre ghiandole surrenali), di
cui bisogna tenere conto per quanto riguarda i possi-
bili effetti collaterali (vedi oltre). Occorre distinguere
le radici secche pure dalla liquirizia “nera” elaborata,
che viene prodotta a partire dal liquido scuro che si
ottiene sottoponendo le radici a lunga bollitura.
Quest’ultima viene frequentemente utilizzata nell’in-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 116

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

dustria dolciaria per la preparazione di caramelle,


dolci, ecc., i quali, tuttavia, pur condividendo le stes-
se proprietà e raccomandazioni della radice essiccata
(lassativo ad alte dosi, evitare l’uso prolungato, ecc.),
in un programma di dimagrimento dovrebbero essere
evitati in quanto solitamente dolcificati con zucchero.
COME ASSUMERLA
Decotto: porre un cucchiaio di radici essiccate
e triturate di liquirizia in una tazza di acqua. Portare a
ebollizione e fare bollire per 10 minuti. Lasciare intie-
pidire per qualche minuto. Filtrare e bere a digiuno un
paio di volte al giorno. Le radici essiccate sono ottime
per addolcire le tisane in modo naturale. Si possono
quindi associare a tisane con finalità depurativa,
decongestionante del fegato e lassativa.
PRECAUZIONI
La liquirizia non dovrebbe essere assunta a dosi supe-
riori a 3 g al giorno e comunque per più di 6 settima-
ne. Il consumo di liquirizia per lungo tempo, infatti,
può provocare un aumento della pressione arteriosa,
effetti collaterali sull’equilibrio dei sali minerali dell’or-
ganismo (soprattutto perdita di potassio), con proble-
mi di ritenzione idrica.
Questi effetti possono essere particolarmente gravi
nei soggetti che assumono altri farmaci come la digi-
tale, oppure che soffrono di elevata pressione sangui-
gna, malattie cardiache, diabete e malattie renali.
Inoltre la liquirizia potrebbe ridurre l’effetto dei far-
maci anti-ipertensivi. Non assumere liquirizia durante
la gravidanza e l’allattamento.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 117

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

MALVA
Con le sue foglie gli antichi
preparavano l’unguento
“foglia santa”, da applicare
sul viso per combattere
le rughe e la pelle ruvida

MALVA
Già all’epoca degli antichi Romani, si riteneva che una
pozione di succo di malva evitasse i malesseri per
tutta la giornata. In effetti, la malva è un’erba dotata
di numerose proprietà benefiche e praticamente tutte
le parti della pianta possono essere utilizzate in erbo-
risteria. Essa è ricca di mucillagini che la rendono un
ottimo lassativo e di antocianine che sono potenti
antiossidanti.
Attualmente l’uso a scopo emolliente, lassativo, anti-
spasmodico e calmante è quello principale.
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 250 ml di acqua bollente su 2-3
cucchiaini di foglie di malva, lasciare riposare per 10-
15 minuti, filtrare e bere 2 tazze al giorno.
Decotto: porre a bollire per non più di 10 minuti 30 g
di radice di malva in 1 litro di acqua, lasciare riposare
per 20 minuti, poi filtrare. Berne 2-3 tazze al giorno.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 118

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

LINO
È l’erba da cui si ricava il filo per la tessitura (in greco
linon significa “filo”). I semi sono la parte della pianta
utile per la stitichezza, essendo ricchi di mucillagine.
COME ASSUMERLO
L’olio di semi di lino, disponibile in erboristeria
in appositi flaconcini, è particolarmente efficace.
Oltre a essere utile per la stitichezza, l’olio di semi di
lino è molto ricco di acido alfa-linolenico, che è il
capostipite degli acidi grassi omega-3, per cui esso è
utile nelle diete per ridurre il colesterolo.
Composto di semi triturati: assumere 2 cucchiai di
semi freschi triturati e disciolti in almeno 250 ml di
acqua, due volte al giorno (mattino e sera). I benefici
iniziano a essere evidenti dopo 2-3 giorni.
Bevanda di semi di lino interi: versare 250 ml di
acqua fredda su 1-2 cucchiaini di semi di lino, mesco-
lare e lasciare macerare per 20 minuti, filtrare, riscal-
dare leggermente e berne un bicchiere al mattino e
un bicchiere alla sera.

ALTEA
L’altea (Althaea officinalis) è una pianta erbacea
perenne della stessa famiglia della malva, ricca di
mucillagine e quindi dotata di spiccate proprietà
emollienti, utili in caso di stipsi (oltre che nelle affezio-
ni bronchiali, nella tosse cronica, ecc.).
COME ASSUMERLA
Infuso: porre un cucchiaio di una miscela di
foglie e fiori di altea in una tazza di acqua bollente,

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 119

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare, dolcificare


con un cucchiaino di miele e bere più volte durante la
giornata.
Tintura madre: assumere 40 gocce tre volte al giorno
per un mese.
PRECAUZIONI
Prima di assumere l’altea a scopo terapeutico si con-
siglia di consultare sempre il proprio medico, poiché
l’assunzione di questa pianta come rimedio fitoterapi-
co può modificare l’assorbimento di altre sostanze
e/o farmaci. L’assunzione di altea ad alte dosi o per un
periodo prolungato di tempo può provocare nausea,
vomito e disturbi gastrointestinali. L’uso di altea è
sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento ed
è controindicato nei soggetti affetti da diabete e in
trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali, se
non sotto stretta supervisione del medico curante e/o
del diabetologo.

ALTEA
Dalle sue radici pestate
e spremute si ottiene
un liquido gelatinoso
emolliente e idratante
della pelle. Viene
aggiunto, insieme
ad altre sostanze,
alle creme per pelli
disidratate

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 120

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

2 Erbe anti-meteorismo
Il meteorismo consiste nella presenza di gonfiore alla
pancia dovuto alla formazione di un’abbondante
quantità di gas intestinale. Esso è il risultato della fer-
mentazione di cibi non digeriti, dovuta a un’alimenta-
zione scorretta o ad alterazioni della normale flora bat-
terica intestinale. Le erbe antimeteorismo, ricche di oli
essenziali, consentono di sgonfiare la pancia riducen-
do i fenomeni di putrefazione nel colon e la formazio-
ne di gas intestinali, e favorendo quindi la motilità del-
l’intestino. In erboristeria tutte le piante dotate di que-
sta proprietà sono dette “carminative” e sono rappre-
sentate soprattutto da anice verde, finocchio, cumino,
angelica e coriandolo. Poiché le ultime tre sono già
state descritte nel Capitolo 7, qui ci occuperemo
essenzialmente dell’anice e del finocchio.

ANICE VERDE
Dal frutto (“seme”) dell’anice verde (Pimpinella ani-
sum) si ricava l’olio essenziale microincapsulato titola-
to in oli eterei (minimo 8%), dotato di proprietà spa-
smolitiche, oltre che inibenti i processi di fermentazio-
ne intestinale, per cui risulta utile in presenza di
meteorismo e/o digestione difficoltosa.
COME ASSUMERLA
Olio essenziale in capsule, con titolazione in
essenza (min. 20 ml per ogni chilo di peso) alla dose
di 300 mg al giorno mezz’ora prima dei due pasti
principali per un mese circa.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 121

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

Infuso: 1-5 g di frutti (impropriamente detti “semi”)


triturati in 150 ml di acqua bollente. Se ne bevono tre
tazze al giorno.
I semi possono anche essere assunti freschi dopo il
pasto per favorire la digestione e profumare l’alito.
PRECAUZIONI
Per quanto riguarda l’uso in gravidanza o durante il
periodo dell’allattamento non esistono al momento
controindicazioni certe. Proprio per la mancanza di
dati sufficienti, è meglio evitare di assumere i semi di
anice durante la gravidanza e l’allattamento.

FINOCCHIO
I frutti del finocchio (Foeniculum vulgare) sono detti
comunemente “semi” e sono ricchi di oli essenziali ad
azione carminativa, digestiva, antispasmodica (gastri-
ca e intestinale) e antibatterica intestinale. Il finocchio
è quindi un rimedio ideale, assieme all’anice, per
ridurre il meteorismo, la sensazione di pienezza allo
stomaco e favorire la digestione. Sembra che l’olio
essenziale dei semi di finocchio abbia anche un’azio-
ne antispastica sulla muscolatura liscia del colon, utile
nel caso di coliche gassose (anche nei bambini).
COME ASSUMERLO
Estratto secco nebulizzato e titolato in olio
essenziale al 2% è uno dei modi di assunzione del
finocchio: 500-1000 mg al giorno di estratto secco da
assumere 30 minuti prima dei pasti principali.
Infusi a base di finocchio, da solo o associato ad altre
erbe carminative e lenitive (anice, melissa, camomilla,

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 122

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

ecc.) sono normalmente disponibili in commercio.


PRECAUZIONI
I semi di finocchio non devono essere usati durante la
gravidanza.
Curiosità
Il nome del finocchio viene dal latino foenum (fieno) in
quanto le sue foglie sono sottili come il fieno. Esso
veniva prescritto per il trattamento delle coliche infan-
tili già da Ippocrate nel III secolo a.C.

L’aiuto dalla gemmoterapia


Per regolarizzare l’intestino, in gemmoterapia si
consiglia una miscela di cinque macerati glicerici:
 Vaccinium vitis idaea (mirtillo rosso)
 Rosmarinus officialis (rosmarino)
 Tilia tomentosa (tiglio argentato)
 Quercus peduncolata (quercia, gemme)
 Betula pubescens (betulla, gemme)
Tale miscela non ha effetto lassativo di per sé, ma
di riequilibrio generale delle funzioni e della moti-
lità intestinale. Si consiglia di mettere 20 gocce di
ciascun rimedio in un litro d’acqua minerale natu-
rale, da assumere lontano dai pasti, durante il
giorno, per almeno 10-15 giorni e per non più di
un mese.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 123

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

Le tinture madri che danno sollievo


In caso di stitichezza, intestino lento e pigro, si consi-
glia la seguente miscela di tinture madri, dotata di un
blando effetto lassativo:
 Mercorella (Mercurella officinalis),
 Carciofo (Cynara scolymus),
 Fumaria (Fumaria officinalis),
 Tarassaco (Taraxacum officinale).
La dose dipende dal peso corporeo: 3 gocce per ogni
10 kg di peso in mezzo bicchiere d’acqua.
Da assumere al mattino e alla sera, lontano dai pasti,
per 30 giorni.

TARASSACO
Dente di leone,
soffione, dente
di cane, cicoria matta
sono alcuni dei nomi
popolari con
i quali è conosciuto
il tarassaco,
piantina robustissima,
resistente
anche al gelo

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 124

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

I rimedi omeopatici
per regolarizzare l’intestino
I rimedi omeopatici per la stitichezza possono essere
suddivisi in due grandi categorie:
- rimedi per il trattamento di fondo, destinati a chi è
tendenzialmente stitico;
- rimedi per la stitichezza acuta, destinati a chi soffre
di stipsi acuta occasionale.
I preparati disponibili sono molto numerosi (più di
200!). Di seguito indicheremo quindi i rimedi utili
soprattutto per la stitichezza nei soggetti in sovrappe-
so, mentre per la stitichezza dei soggetti magri riman-
diamo ad altri manuali. In ogni caso, poiché in omeo-
patia il tipo e la posologia del rimedio devono essere
personalizzate al contesto dell’individuo, in genere è
piuttosto difficile riuscire a scegliere da soli il rimedio
più opportuno per risolvere la stipsi. Per districarsi tra
i numerosi prodotti possono essere d’aiuto le doman-
de riportate in seguito, ma ancora di più la consulen-
za del medico omeopata, anche per individuare la
concentrazione di rimedio più indicata.

L’omeopatia ha queste soluzioni


Rimedi per chi è tendenzialmente
stitico da sempre
Nux vomica
Graphites
Kalium carbonicum
Sepia
124
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REGOLARIZZARE L’INTESTINO

1 Rimedi per chi è tendenzialmente


stitico da sempre

NUX VOMICA
Utile soprattutto nella stitichezza associata a colon
irritabile, ossia quando vi è alternanza tra stipsi e diar-
rea, spesso con dolori addominali crampiformi. I sog-
getti sensibili sono stressati, tesi e nervosi, perfezioni-
sti, precisi e ordinati, freddolosi e molto sensibili agli
stimoli esterni (rumore, vento, ecc.).

GRAPHITES
È indicata specialmente nei soggetti sovrappeso,
lenti, con tendenza alle eruzioni trasudanti. Le feci
sono voluminose e vengono espulse in grosse masse
secche avvolte da muco. Possono esserci dispepsia,
flatulenza, emorroidi con ragadi dolorose.
Dal punto di vista comportamentale, il soggetto per il
quale è indicato Graphites è lento nel prendere deci-
sioni e nel reagire, è molto sensibile, ansioso e timo-
roso, piange facilmente.

oluzioni
Rimedi per la stitichezza occasionale
Ammonium muriaticum
Byronia
Collinsonia canadensis
Magnesia muriatica
Opium
Raphanus niger 125
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 126

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

KALIUM CARBONICUM
La stitichezza è ostinata, le feci sono grosse e dure e
provocano dolori nella regione anale e/o rettale.
Spesso si associa a flatulenza intensa subito dopo la
fine di un pasto. Kalium carbonicum è indicato soprat-
tutto nelle persone stanche, affaticate, anemiche, con
tendenza agli edemi e che presentano spesso una
malattia cardiorespiratoria o articolare associata.

SEPIA
La stitichezza è associata a una sensazione costante di
dover defecare (che però non migliora dopo la defe-
cazione), emorroidi protruse e molto dolorose, diffi-
coltà digestive con sensazione di vuoto allo stomaco
(vedi anche il Capitolo 6). Altre caratteristiche dei
soggetti Sepia sono tristezza, irritabilità (vedi il
Capitolo 15) e tendenza alla stasi venosa.

2 Rimedi per la stitichezza


occasionale

BRYONIA
L’individuo Byronia è solido, concreto, metodico e
tenace, anche se deve sempre “ponderare” bene i
pro e i contro di una decisione, soprattutto quelli
materiali. Le feci sono secche, dure e necessitano di
grossi sforzi per essere espulse.
La secchezza delle mucose, caratteristica del sogget-
to sensibile a Bryonia, si riscontra spesso a livello della

126
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 127

REGOLARIZZARE L’INTESTINO

bocca (lingua secca, sete intensa) e di altre mucose


(per esempio quelle delle vie genitourinarie).

AMMONIUM MURIATICUM
Utile per la stitichezza con feci dure, molto secche, spez-
zettate, associata a flatulenza. Le feci vengono espulse
con grandi sforzi. Ci sono spesso dolori lombari.

COLLINSONIA CANADENSIS
Le feci sono secche, voluminose, piuttosto chiare e
difficili da espellere. È la stitichezza tipica del sesso
femminile durante la gravidanza. Si associa a emorroi-
di fastidiose, pruriginose, che tendono a sanguinare.

MAGNESIA MURIATICA
Le feci sono piccole, secche, dure, espulse a pezzettini,
come gli escrementi di pecora. Si associano a flatulen-
za, gonfiore addominale, emicranie.
I sintomi sono peggiorati dall’ingestione di latte e deri-
vati e di cibi salati.

OPIUM
Manca del tutto la sensazione di dover defecare. Le
feci sono nere, molto secche e dure. Tipico dei sog-
getti con sete intensa e tendenza all’abuso cronico di
alcolici. Il soggetto Opium è ipersensibile a tutti gli
stimoli, ma soprattutto a quelli uditivi.

RAPHANUS NIGER
Nel soggetto sensibile a Raphanus Niger la stitichez-

127
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 128

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

za si presenta associata a meteorismo, flatulenza,


digestione lenta. Caratteristicamente i dolori addomi-
nali vengono migliorati dall’emissione dei gas.

Come scegliere il proprio rimedio?


Le domande chiave da porsi per riconoscere il proprio
rimedio sono queste.
 SONO TENDENZIALMENTE STITICO/A DA SEMPRE?
Sì: fare riferimento ai rimedi del primo gruppo.
No: fare riferimento ai rimedi del secondo gruppo.
 LA STITICHEZZA È COSTANTE O ALTERNATA A DIARREA?
Alternata a diarrea: Nux vomica.
Costante: Graphites, Kalium carbonicum, Sepia.
 LE FECI EMESSE SONO VOLUMINOSE O SCARSE?
Voluminose: Collinsonia.
Scarse: Ammonium muriaticum, Magnesia muriatica.
 LO STIMOLO DI DOVER DEFECARE È PRESENTE O MENO?
Sì: Sepia, Collinsonia.
No: Byronia, Opium.
 CI SONO ALTRI SINTOMI?
Emorroidi: Nux vomica, Graphites, Sepia, Collinsonia
Gonfiore intestinale: Graphites, Kalium carbonicum,
Ammonium muriaticum, Magnesia muriatica,
Raphanus niger
Vuoto allo stomaco: Sepia
Secchezza della bocca: Byronia
Ipersensibilità ai rumori: Opium
Lombalgia: Ammonium muriaticum

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REGOLARIZZARE L’INTESTINO

Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Una dieta bilanciata, comprendente un adeguato
apporto di liquidi e di fibre, è il cardine per un’effica-
ce prevenzione della stitichezza. È fondamentale
garantire all’intestino un adeguato apporto di liquidi
e fibre (verdura, frutta, ecc.) in modo da rendere le
feci meno dure, più idratate e più lubrificate. La cru-
sca integrale è il rimedio formante massa più efficace,
mentre quella macinata assunta per esempio sotto
forma di pane o biscotti integrali ha una minore capa-
cità emolliente.
Masticare e insalivare bene il cibo prima di deglutirlo:
la saliva è il primo lubrificante con cui il cibo viene a
contatto e favorisce il passaggio del chimo nel tubo
digerente.
Cibi da prediligere: yogurt, kefir (latte fermentato
ricco di probiotici), frutta (prugne, albicocche, ciliegie,
uva), verdure (cavolo, insalata), composte di frutta
cotta, bevendo anche il succo di cottura.
Cibi da evitare: salumi, grassi di origine animale,
dolci, zucchero raffinato.

CILIEGIE
Poche calorie ma ricchezza
in particolare di fibre, fosforo
e potassio. Le ciliegie hanno
una buona azione lassativa.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

CONSIGLI DI COMPORTAMENTO
Un’attività fisica costante e regolare, anche leggera,
favorisce la motilità e la peristalsi del tubo digerente.
È importante assecondare il riflesso della defecazio-
ne e cercare, per quanto possibile, di non “rimandar-
la”. Per mantenere regolare l’intestino, solitamente è
bene mantenere “regolari” anche gli orari di evacua-
zione. 

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 CAPITOLO 10

Contrastare
la ritenzione idrica
Chi ha chili in più tende a trattenere
i liquidi e questo fenomeno induce
ulteriore sovrappeso.
Ecco i rimedi per uscire da questa trappola

Un circolo vizioso
Il sovrappeso provoca di per sé un rallentamento
della diuresi, favorisce la stasi linfatica e venosa peri-
ferica e quindi la ritenzione idrica. La ritenzione idrica
a sua volta peggiora il sovrappeso: con il ristagno di
liquidi, le scorie si accumulano, intossicando e rallen-
tando ulteriormente il metabolismo cellulare. Si inne-
sca un circolo vizioso che molto spesso è assai diffici-
le da interrompere e alla lunga determina la compar-
sa di tutta una serie di ulteriori problematiche e disa-
gi (per esempio, pancia gonfia, cellulite, cuscinetti,
edemi e gonfiori localizzati o diffusi).
I rimedi naturali, sotto forma di prodotti fitoterapici,
ancor più se assunti come tisane e decotti, possono
essere un aiuto molto valido per porre fine a questo

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

inconveniente, ancor più se affiancati a un’alimenta-


zione adeguata, ricca di cibi ad alto contenuto di
acqua (frutta e verdura fresche), senza tuttavia com-
portare il pericolo di effetti collaterali come quelli
che alla lunga potrebbero procurare, per esempio, i
farmaci diuretici.

Le origini del disturbo


La ritenzione idrica consiste nella tendenza dell’orga-
nismo a trattenere liquidi, i quali si accumulano preva-
lentemente negli spazi tra le cellule. Questo fenome-
no può essere dovuto a diverse malattie gravi (per
esempio, insufficienza cardiaca, alterazioni ormonali,
malattie del fegato e dei reni), riduzione del drenag-
gio linfatico e venoso (insufficienza venosa-linfatica),
sovrappeso e obesità, alcuni farmaci (per esempio,
alcuni tipi di pillola anticoncezionale) oppure può
dipendere dalla fase del ciclo mestruale (tipica è la
ritenzione idrica premestruale), da abitudini alimenta-
ri scorrette (soprattutto elevato consumo di sale e di
cibi salati, proteine di origine animale, ecc.), sedenta-
rietà, stress e così via. La ritenzione idrica interessa
più frequentemente il sesso femminile, specialmente
dopo la menopausa, per motivi legati alla modifica-
zione dell’equilibrio ormonale.
Il segno principale della ritenzione idrica è il gonfiore
(o edema). Per motivi legati essenzialmente alla forza
di gravità, in genere il ristagno di liquidi interessa pre-
ferenzialmente le parti del corpo situate più in basso
(caviglie, gambe, pancia, cosce, fianchi e glutei).

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CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

Le erbe diuretiche
Per curare questa problematica, occorrono
erbe dotate di proprietà diuretiche (aumentano la
produzione e l’eliminazione di urina) e in parte diafo-
retiche (cioè che stimolano la sudorazione). L’utilizzo
delle erbe diuretiche in una cura dimagrante ha senso
solo se siamo in presenza di ritenzione idrica: esse
fanno perdere solo acqua, quindi favoriscono la ridu-
zione della massa magra, ma ovviamente non agisco-
no sulla massa grassa. In generale il loro utilizzo
dovrebbe essere limitato nel tempo, in quanto anche
con le erbe diuretiche, a lungo andare, possono com-
parire varie problematiche legate a disidratazione e
perdita di sali minerali, con stanchezza, affaticamento,
mal di testa.
L’assunzione sotto forma di tisana e quindi con aumen-
to dell’apporto di liquidi favorisce ulteriormente l’ef-
fetto diuretico di tali piante. Una precauzione da pren-
dere durante il periodo di assunzione di erbe a effetto
diuretico è di evitare di assumerle nelle ore serali per
non svegliarsi nelle ore notturne per urinare.

BETULLA
Le foglie di betulla (Betula alba) sono ricche di flavo-
noidi e vengono utilizzate in fitoterapia come rimedio
diuretico, diaforetico, antiedematoso e depurativo,
utile per ridurre i fenomeni di ritenzione idrica e per i
calcoli renali e delle vie urinarie. Oltre a ciò, grazie alla
loro attività antiedematosa, esse possono essere

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

BETULLA
Della betulla si
usano, in
erboristeria,
molte parti:
la corteccia,
la linfa, le foglie,
le gemme

molto preziose per il trattamento della cellulite, che


spesso è associata al rallentamento del deflusso capil-
lare e del drenaggio venoso e linfatico.
COME ASSUMERLA
La betulla può essere assunta per via orale in
capsule, compresse, come infuso o tintura madre.
L’ infuso si può preparare versando una tazza di acqua
bollente su 2-3 grammi di foglie secche da bere 2-3
volte al giorno.
Come tintura si usano 1-2 ml (1:10), 3 volte al giorno.
L’estratto secco (titolato in iperoside minimo 2.22%)
è il metodo più efficace per sfruttare al massimo le
proprietà drenanti della betulla: assumere 4 capsule
da 250 mg al giorno per un mese.
PRECAUZIONI
La betulla non dovrebbe essere utilizzata in gravidan-
za e durante l’allattamento. Raramente le foglie pos-
sono causare dermatite da contatto, specialmente nei
soggetti allergici alla betulla.

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CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

EQUISETO
Nella medicina popolare l’equiseto è solitamente uti-
lizzato come rimedio diuretico e rimineralizzante,
associando quindi due vantaggi: quello di contrastare
la ritenzione idrica e quello di non fare perdere impor-
tanti sali minerali all’organismo, anzi addirittura rein-
tegrandoli. Tra le altre proprietà, ricordiamo che
l’equiseto risulta utile anche come trattamento coa-
diuvante delle infiammazioni e delle infezioni delle vie
urinarie, come rimedio per la prevenzione dell’osteo-
porosi e come rimineralizzante per la fragilità delle
unghie e dei capelli.
COME ASSUMERLO
Capsule da 250 mg (estratto secco titolato al
19% in sali minerali e allo 0.95% in isoquercitina): 4
capsule al giorno per un mese. Il trattamento può
essere effettuato a cicli (per esempio, assumere equi-
seto per un mese, poi interrompere per 20-30 giorni,
quindi riprendere per un altro mese, e così via).

ORTOSIPHON
Il tè di Giava è una miscela di foglie e di steli di diver-
se piante del genere Orthosiphonis (Ortosiphonis ari-
status, spicatus, stamineus), originarie del Sudest asia-
tico e dell’Australia tropicale, solitamente raccolte
prima della fioritura, e chiamate genericamente
“ortosiphon”.
L’ortosiphon favorisce l’eliminazione renale dei liquidi
corporei che sono in eccesso nell’organismo ed è per-
ciò indicato nella ritenzione idrica, come coadiuvante

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

nelle diete e per il trattamento della cellulite. L’azione


diuretica a livello renale è associata a un effetto disin-
tossicante e depurativo, in quanto l’ortosiphon
aumenta anche l’eliminazione dell’acido urico e delle
scorie metaboliche azotate, mentre i flavonoidi pre-
senti nella pianta esercitano una potente attività
antiossidante.
Esso è inoltre consigliato per il trattamento e/o la pre-
venzione delle infiammazioni delle vie urinarie e come
coadiuvante nel trattamento di queste. Infine, sembra
anche che altre sostanze presenti nella pianta siano in
grado di ridurre la pressione arteriosa.
COME ASSUMERLO
L’ortosiphon può essere assunto sotto forma di
capsule, compresse, come infuso e come tintura.
Infuso: si utilizzano 2-3 grammi (un cucchiaino) di
foglie secche in 150 ml di acqua bollente da assume-
re 2-3 volte al giorno.
L’estratto secco non titolato è il rimedio che sembra
essere più efficace: 600-900 mg al giorno lontano dai
pasti, suddivisi in 2-3 somministrazioni.
PRECAUZIONI
L’utilizzo di ortosiphon è controindicato in gravidanza
e durante l’allattamento, nell’insufficienza cardiaca e
nell’insufficienza renale. In caso di trattamento con
ortosiphon, è opportuno compensare gli effetti diure-
tici assumendo molta acqua durante il giorno.
Attenzione se si stanno assumendo farmaci antiper-
tensivi: la pressione potrebbe scendere troppo (chie-
dere consiglio al proprio medico curante).

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 137

CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

PILOSELLA
Conosciuta anche coi
nomi popolari di lingua di
gatto o orecchio di topo,
ha proprietà diuretiche,
antibiotiche
e antinfiammatorie

PILOSELLA
La pilosella (Hieracium pilosella) è una pianta dalle
foglie vellutate originaria dell’Europa continentale
che cresce nei terreni incolti soleggiati. Secondo le
credenze popolari, la capacità visiva dello sparviero
sarebbe acuta grazie al fatto che tale rapace si nutre
prevalentemente di pilosella (da cui il nome della
pianta, hieracium, che deriva appunto dal latino hie-
rax = “sparviero”). Dalla pianta intera fiorita si ricava
un estratto caratterizzato da spiccate proprietà dre-
nanti, grazie allo stimolo della diuresi, garantita dalla
presenza di flavonoidi di cui la pianta è particolarmen-
te ricca. I flavonoidi agiscono a livello dei reni, stimo-
lando l’escrezione non solo di acqua, ma anche di sali
minerali (sodio, cloro) e scorie azotate. La pilosella è
quindi indicata per tutte quelle forme di ritenzione di
liquidi tipiche dell’obesità e della cellulite e associate
all’aumento degli acidi urici o dell’azoto nel sangue.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 138

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Come l’equiseto, anche la pilosella possiede una


certa azione antisettica e antinfiammatoria ed è quin-
di utile come coadiuvante nel trattamento delle infe-
zioni e infiammazioni urinarie.
COME ASSUMERLA
Quantità giornaliera: 500-750 mg di estratto
secco (titolato in acido cloro genico minimo 6%) al
giorno lontano dai pasti per non più di 2 mesi.

TARASSACO
Il tarassaco è una pianta che dovrebbe rientrare quasi
sempre in un trattamento dimagrante, grazie al fatto
che essa consente di agire su più livelli: è un’erba las-
sativa, tiene bassa la glicemia, riduce i valori di cole-
sterolo, protegge il fegato e stimola la produzione e
la secrezione di bile (vedi anche il Capitolo 13). A
tutte queste proprietà si aggiungono anche quelle
diuretiche, particolarmente utili nel trattamento della
ritenzione idrica associata al sovrappeso e alla celluli-
te. Il tarassaco, infatti, stimola i reni aumentando la
quantità di urina prodotta e favorisce l’eliminazione
delle sostanze di scarto e delle tossine.
Nella medicina popolare il tarassaco viene spesso
usato nel caso di reumatismi e gotta e nella preven-
zione della formazione dei calcoli alla cistifellea. Del
resto il termine francese con cui esso è noto, ossia
pissenlit significa letteralmente “pipì a letto”, espres-
sione che peraltro riscontriamo anche tra i sinonimi
dialettali italiani e che indica senza equivoci che la
medicina popolare e tradizionale era già a conoscen-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 139

CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

za da tempo delle proprietà diuretiche di questa pian-


ta, successivamente confermate dagli studi scientifici.
Di tali proprietà sono responsabili i flavonoidi e in
parte i sali di potassio che essa contiene.
Le proprietà lassative, unite alle attività depurative e
diuretiche, giustificano l’impiego del tarassaco anche
nel trattamento degli eczemi cutanei e della forunco-
losi. Infine, il tarassaco è anche digestivo e tonico e
stimola la secrezione di tutte le ghiandole dell’appa-
rato digerente (saliva, succhi gastrici, intestinali e pan-
creatici), facilitando e migliorando la digestione.
COME ASSUMERLO
Crudo in insalata (nel periodo primaverile-esti-
vo): le foglie di tarassaco sono un ottimo ingrediente
per le insalate che, condite con olio e limone, svilup-
pano un buon effetto aperitivo e depurativo.
Succo fresco: poco utilizzato, si ottiene per spremitu-
ra o triturazione delle foglie e delle radici; se ne assu-

NELL’INSALATA
Le foglie e fiori di tarassaco
sono ottimi in insalata,
uniti a lattuga,
cicoria, peperone,
cetriolo, cipolla

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 140

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

mono 2-3 cucchiai prima di ogni pasto per ottenere


un effetto depurativo.
Infuso: mettere in infusione 20-30 g di foglie essicca-
te in 1 litro d’acqua bollente; assumerne una tazza
prima dei pasti per 20-30 giorni.
Decotto: mettere a bollire 30-50 g di radice tritata in
1 litro d’acqua, lasciare riposare e assumerne una tazza
a digiuno la mattina per 30 giorni. Per un effetto depu-
rativo più completo, si possono associare altre erbe o
radici (per esempio, liquirizia, gramigna, bardana).
Estratto secco titolato, 500-750 mg al giorno da
assumere lontano dai pasti. Si possono effettuare cicli
di cura di un paio di mesi, intervallati da una pausa di
3-4 settimane.

GRAMIGNA
È la pianta depurativa per eccellenza, in quanto favo-
risce la diuresi in modo molto efficace. Si può quindi
utilizzare nei casi di ritenzione idrica o edemi. In più,
le sue proprietà antisettiche e antinfiammatorie (spe-
cialmente sulle vie urinarie) ne fanno una pianta molto
indicata come coadiuvante nel trattamento degli stati
di infiammazione e delle infezioni delle vie urinarie
(cistiti, calcoli urinari).
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 150 ml d’acqua bollente su 2-3
cucchiaini di radice essiccata e triturata di gramigna,
lasciare riposare per 10 minuti, poi filtrare con un coli-
no. Berne una tazza 2-4 volte al giorno, possibilmen-
te senza dolcificare.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 141

CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

GRAMIGNA
Un’erba infestante
molto comune,
dalle grandi
proprietà
terapeutiche.
I periodi migliori
di raccolta sono
l’autunno
e l’inverno

Decotto: rispetto all’infuso ha un gusto più intenso e


un’azione drenante più decisa. Versare 2-3 cucchiaini
di radice essiccata in 150 ml d’acqua e fare bollire per
circa 1 minuto. Gettare la prima acqua, poi fare nuova-
mente cuocere la stessa radice per alcuni minuti,
lasciando riposare 10 minuti e poi filtrare. Bere alme-
no una e non più di 4 tazze al giorno. Dolcificare con
un cucchiaino di miele oppure si aggiungere al decot-
to un cucchiaio di radice essiccata di liquirizia.

TÈ VERDE
Il tè verde (o “tè vergine)” è una bevanda molto gra-
devole e molto diffusa. Esso viene prodotto dalla
stessa pianta del tè nero, ma a differenza di questo,
durante il processo di preparazione le foglie non subi-
scono alcuna fermentazione, per cui il contenuto di
principi attivi, in particolare di polifenoli (e quindi la
capacità antiossidante), rimane molto più elevato. Le

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 142

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

principali proprietà benefiche del tè verde sono dovu-


te proprio al ricco contenuto di polifenoli e di catechi-
ne (xantine, simili alla caffeina), che agiscono riducen-
do il senso di fame, stimolando il metabolismo basa-
le e sciogliendo i grassi del sangue (trigliceridi). Qui
ricordiamo che, oltre a tali proprietà, le xantine e i
polifenoli stimolano la diuresi e aumentano la produ-
zione di urina favorendo l’eliminazione di acqua e sali.
COME ASSUMERLO
Infuso: una tazza al mattino e una nel pomerig-
gio (da evitare alla sera perché, oltre a stimolare la
diuresi, può essere eccitante).
Estratto secco titolato in caffeina almeno al 3%: circa
1000 mg al giorno.
AVVERTENZE D’USO
A causa del contenuto di teina e caffeina, il tè verde
possiede una certa azione eccitante sul sistema ner-
voso, per cui andrebbe consumato preferibilmente al
mattino e/o nel primo pomeriggio, mai la sera e non
dovrebbe essere associato al consumo di altre sostan-
ze eccitanti.

GINEPRO
La più importante proprietà delle bacche di ginepro
(Juniperus communis), tra le tante di cui esse sono
dotate, è quella di stimolare e aumentare la diuresi;
tale azione diuretica dipende principalmente dalla
presenza di un olio essenziale che, tra l’altro, è anche
un antisettico e disinfettante delle vie urinarie e del-
l’albero respiratorio, facilita l’eliminazione dell’acido

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CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

GINEPRO
Oltre alle proprietà
fitoterapiche, il ginepro
in bacche, in cucina,
accompagna selvaggina,
arrosti, lessi, spiedini

urico, è un valido stimolante della digestione, un anti-


fermentativo intestinale, un espettorante e un sedati-
vo della tosse.
COME ASSUMERLO
Infuso: mettere in infusione 2 grammi (un cuc-
chiaino) di bacche di ginepro essiccate e sminuzzate
in 100-150 ml di acqua bollente. Lasciare riposare 7-8
minuti, filtrare e berne due-tre tazze al giorno per
quattro settimane.
Tintura: è già disponibile in commercio oppure si pre-
para mettendo 20 g di bacche schiacciate in 100 ml di
acquavite (70% vol). Lasciare riposare per 10 giorni,
poi filtrare. Assumerne 20-30 gocce 3 volte al giorno.
Ricordiamo anche la possibilità di uso esterno delle
bacche di ginepro come stimolanti della circolazione
cutanea: esse sono utili, per esempio, come blandi
disinfettanti della pelle.
PRECAUZIONI
I preparati a base di bacche di ginepro vanno utilizza-
ti con cautela; non devono inoltre essere usati da sog-
getti affetti da infiammazioni renali.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Altri rimedi fitoterapici


Citiamo per completezza anche questi rimedi fitotera-
pici antiritenzione che abbiamo descritto più detta-
gliatamente in altri capitoli.
 L’ananas come frutto ma anche come prodotto fito-
terapico (estratto secco ricavato dal gambo) è utile
per la ritenzione associata a pelle a buccia d’arancia,
gonfiore, cellulite e dolore (vedi anche il Capitolo 14).
 I baccelli di fagiolo (vedi il Capitolo 12) vengono
utilizzati per favorire la diuresi nei casi di ritenzione
idrica lieve che può contribuire all’aumento di peso e
aggravare la cellulite sottocutanea.
 Il ginkgo biloba (vedi anche il Capitolo 12) favori-
sce la circolazione venosa periferica e quindi può con-
trastare il ristagno di liquidi periferici (caviglie,
gambe, fianchi, ecc.) che colpisce specialmente chi
sta in piedi per lungo tempo.
 I flavonoidi e i polifenoli del carciofo (vedi anche i
Capitoli 11, 12 e 13) favoriscono l’azione diuretica e
disintossicante di questa pianta che, regolarizzando il
metabolismo del fegato, consente di eliminare i liqui-
di in eccesso e le scorie azotate.
Infatti, grazie proprio all’azione protettiva e riequili-
brante che esplica sul fegato, il carciofo regolarizza il
metabolismo dell’urea (il prodotto di scarto del meta-
bolismo delle proteine), facilitando la trasformazione
a livello epatico delle sostanze azotate in sostanze
meno tossiche, più facilmente eliminabili attraverso i
reni e le vie urinarie.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 145

CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

L’aiuto della gemmoterapia


Consigliamo una miscela di rimedi gemmoterapici
ad azione diuretica, depurativa e disintossicante,
indicata per la ritenzione idrica associata a gonfio-
re e sovrappeso:
 Betula verrucosa (betulla bianca): per l’azione
diuretica utilizzare il rimedio ricavato a partire
dalla linfa, non quello prodotto con le gemme o
con i semi, che hanno altre funzioni;
 Castanea vesca (castagno): agisce stimolando il
drenaggio linfatico;
 Fagus sylvatica (faggio): riequilibra la funzionali
tà renale e riduce la ritenzione idrica;
 Fraxinus excelsior (frassino): azione diuretica;
riduce anche il colesterolo.
Mettere 25 gocce di ciascun rimedio in un litro
d’acqua minerale naturale e berne un bicchiere 5
volte al giorno per un mese.

FRAXINUS EXCELSIOR
L’infuso di frutti raccolti
in estate è diuretico,
lassativo, sudorifero,
antireumatico,
aiuta a eliminare
gli acidi urici e cura
la cistite

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 146

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Miscela di tinture madri anti-ritenzione


Per un effetto più intenso e deciso sulla ritenzione
idrica, specie se associata a edemi e infiammazioni del
tessuto sottocutaneo, si consiglia una miscela di tintu-
re madri di: Pilosella, Tarassaco, Mais.
Porre 20 gocce di ciascun prodotto in un litro di acqua
naturale. Bere lontano dai pasti durante la giornata.

La tisana diuretica
Procurarsi una miscela composta da un cucchiaio di
Equiseto (parte aerea), un cucchiaio di Betulla (foglie),
un cucchiaio di Ortosiphon (foglie) e un cucchiaio di
Tarassaco (radice). Prendere un cucchiaio della misce-
la così costituita e immergerlo in 200 ml di acqua bol-
lente. Lasciare in infusione per circa 10 minuti. Berne
3-4 tazze durante il giorno.

CALDA IN TAZZA
È buona norma preparare
fresca ogni volta la tisana
e berla calda o comunque
prima che si raffreddi

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 147

CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

I rimedi omeopatici per


risolvere la ritenzione idrica

NATRUM SULFURICUM
Natrum sulfuricum è il rimedio omeopatico capostipi-
te per le persone con problemi di ritenzione idrica e
costituzione corpulenta, adiposa, con tendenza dei
tessuti a essere infiltrati di cellulite, specie a livello
dell’addome, dei glutei e delle cosce.
Questi soggetti aumentano di peso facilmente anche
da un giorno all’altro (anche solo “bevendo un bic-
chiere d’acqua”). Il viso è pallido e gonfio.
Per quanto riguarda gli aspetti comportamentali, il
soggetto è lento, apatico, indolente, spesso depres-
so, disgustato dalla vita, di cattivo umore, soprattutto
al risveglio. Sono persone che tendono ad avere dolo-
ri generalizzati e diffusi (articolari, muscolari, ecc.) e
gonfiori addominali, che caratteristicamente tendono
a peggiorare con il clima umido (freddo o caldo che
sia), mentre migliorano con il clima secco. Spesso ci
sono desiderio di gelati e di acqua fresca, intolleranza
per i farinacei e avversione per la carne.
Quando scegliere Natrum sulfuricum
Il rimedio è indicato quando ci sono questi fenomeni:
 ritenzione idrica localizzata (pancia, glutei, cosce);
 dolori articolari e muscolari generalizzati;
 pancia gonfia;
 apatia, cattivo umore;
 peggioramento con il tempo umido, miglioramento
con quello secco.
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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 148

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

THUYA
Thuya è il rimedio per le persone robuste e grasse
(con distribuzione dei grassi soprattutto al tronco) e
che presentano ritenzione idrica localizzata, in genere
sotto forma di cellulite, che può comparire in qualsia-
si parte del corpo.
Caratteristicamente sono soggetti che tendono a svi-
luppare nevralgie (trigemino, sciatica, ecc.) che pre-
sentano una sottile differenza rispetto ai soggetti
Natrum sulfuricum, ossia peggiorano con il clima fred-
do umido, ma migliorano con il caldo secco. Dal
punto di vista comportamentale, vi è una tendenza
generale alla depressione e alle idee ossessive.
Quando scegliere Thuya occidentalis
Il rimedio è indicato quando ci sono:
 ritenzione idrica (in qualunque parte del corpo);
 nevralgie;
 sensazione di movimenti intestinali;
 depressione, ossessioni;
 peggioramento con il freddo umido, miglioramen-
to con il caldo secco.

BERBERIS VULGARIS
Per agire sull’apparato urinario e stimolare l’escrezio-
ne renale di liquidi nei soggetti con diuresi scarsa,
Berberis vulgaris è il rimedio più adeguato. Il sogget-
to Berberis vulgaris presenta spesso anche dolori
nelle regioni dei reni e aumento degli acidi urici nel
sangue associato a disturbi urinari (per esempio, cal-
coli) o articolari. Il rimedio è utile anche per le disfun-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 149

CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

BERBERIS VULGARIS
Di questa pianta, tipica
delle zone aride montane,
si usano radici, corteccia,
foglie e frutti

zioni epatobiliari (specialmente nei forti mangiatori).


Quando scegliere Berberis vulgaris
È indicato nei casi di:
 ritenzione idrica;
 emissione di urine in scarsa quantità;
 aumento degli acidi urici nel sangue;
 dolori lombari, ai fianchi, “ai reni”;
 difficoltà digestive, specie dopo pasti copiosi.

Raccomandazioni
L’acqua pura è il primo rimedio fondamentale per sti-
molare la diuresi. Molte volte la ritenzione compare
proprio come risposta del nostro organismo a un
ridotto apporto di acqua e di liquidi in generale.
Bisogna cercare di consumare almeno un paio di litri
di acqua naturale al giorno. Quando il colore delle
urine diventa troppo scuro e/o di cattivo odore, può
essere un primo segnale che l’acqua che stiamo intro-

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

ducendo è poca rispetto al fabbisogno dell’organi-


smo. È importante consumare molta frutta e verdura
fresche, in quanto ricche di acqua e di antiossidanti
come la vitamina C che protegge i capillari renali,
coinvolti in importanti funzioni depurative.

ALIMENTI CONSIGLIATI
Frutta fresca: agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie,
uva, mirtillo.
Verdura fresca: carota, cipolla, pomodoro, lattuga,
radicchi, spinaci, broccoletti, cavoli, cavolfiori, pomo-
dori, peperoni.
Proteine di origine vegetale, in particolare cereali
come farro, riso, orzo e poi legumi, tra i quali ceci,
soia, piselli.

ALIMENTI SCONSIGLIATI
Le proteine di origine animale, in particolare salumi,
carni grasse e formaggi stagionati.
Il sale da cucina (cloruro di sodio) e tutti gli alimenti
presalati (insaccati, alimenti in scatola, formaggi sta-
gionati, patatine, snack salati, ecc.). In sostituzione del
sale, si possono utilizzare altre spezie, succo di limone
(senza esagerare), aceto tradizionale o balsamico.
Bevande alcoliche e zuccherate (come bibite, succhi
di frutta zuccherati) che apportano scorie e sovracca-
ricano il lavoro dei reni.
Un giorno alla settimana o anche un fine settimana
al mese (dal venerdì alla domenica), specialmente
dopo periodi di grandi abbuffate, è consigliata una

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 151

CONTRASTARE LA RITENZIONE IDRICA

dieta disintossicante che sia particolarmente ricca di


liquidi (tè, tisane, centrifugati, succhi di frutta) e a
base di frutta e verdura.

LE SOLUZIONI DRENANTI
La sauna e il bagno turco sono due efficaci rimedi
antiritenzione, che agiscono stimolando il drenaggio
generalizzato dei liquidi e l’eliminazione di tossine
attraverso la sudorazione.
Per prevenire o trattare la ritenzione localizzata preva-
lentemente alle gambe, evitare indumenti stretti che
“comprimono”ostacolando la circolazione venosa e
linfatica (calze strette, body aderenti, jeans troppo
attillati). Vedi anche il Capitolo 14. 

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 CAPITOLO 11

Tenere bassi il colesterolo


e i grassi nel sangue
L’alterato metabolismo dei grassi
è uno dei meccanismi sul
quale agire per ridurre efficacemente
l’accumulo di peso

Ereditarietà, alimentazione, stile di vita


Il sovrappeso è quasi sempre associato a qualche pro-
blematica collegata al metabolismo dei grassi, in par-
ticolare a un aumento dei livelli di colesterolo totale e
“cattivo” e/o di trigliceridi nel sangue. Vuoi a causa di
una predisposizione familiare, vuoi per la tendenza a
mangiare quantità eccessive di cibi grassi (condimen-
ti, fritture, salumi, formaggi, ecc.) o ancora per uno
stile di vita sedentario (che non fa “bruciare” calorie
attraverso un’attività fisica adeguata) o sottoposto a
continui stress, la digestione dei grassi può essere
messa a dura prova, il fegato “ingrossa e ingrassa” e
il pancreas è costretto a un superlavoro.
Come conseguenza di tutto ciò, i grassi nel sangue
tendono ad aumentare e quando il loro livello supera

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TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

determinati valori, essi tendono a depositarsi sulle


pareti delle arterie, formando delle specie di incrosta-
zioni che impediscono il normale flusso di sangue e
quindi il nutrimento dei tessuti dell’organismo.
Questo fenomeno è noto come “aterosclerosi” ed è
del tutto silenzioso, ma alla lunga può essere respon-
sabile di gravi malattie (infarto cardiaco, ictus, malat-
tie della circolazione), che sono appunto più frequen-
ti in chi è sovrappeso o obeso. Più che il valore di
colesterolo totale, è soprattutto il valore di colestero-
lo LDL a essere particolarmente pericoloso (per que-
sto motivo esso viene popolarmente detto “coleste-
rolo cattivo”), mentre più elevati sono i valori di cole-
sterolo HDL, maggiore è la protezione dei vasi sangui-
gni nei confronti dell’ateriosclerosi (perciò il coleste-
rolo HDL è detto “buono”).

Il metabolismo dei grassi


Il colesterolo è una sostanza che circola nel sangue
trasportata da particolari proteine chiamate lipopro-
teine, costituite soprattutto dalle HDL e dalle LDL. Il
colesterolo è una molecola fondamentale per la vita
cellulare, in quanto esso è un costituente indispensa-
bile delle membrane cellulari ed è la molecola di base
per la produzione degli ormoni sessuali e surrenali
(per esempio, cortisolo), della vitamina D e dei sali
biliari. Il colesterolo presente nel nostro organismo ha
due origini: in parte viene prodotto dall’organismo
stesso (soprattutto dal fegato), in parte deriva dall’ali-
mentazione. La produzione interna di colesterolo è di

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

circa 1-2 grammi al giorno. Il colesterolo è presente in


tutti i cibi di derivazione animale (carne, pesce, uova,
latte, formaggio, ecc) mentre nessun alimento di deri-
vazione vegetale lo contiene. Tuttavia, in molti vege-
tali si trovano delle sostanze molto simili al colestero-
lo, denominati “fitosteroli”, che possono essere utili
nella dieta per ridurre i livelli di colesterolo.
Il metabolismo dei grassi è piuttosto complesso e
vede l’intervento e la cooperazione tra fegato, intesti-
no, tessuto adiposo. Da sottolineare l’importante
ruolo svolto dai segnali ormonali prodotti e inviati
dalle ghiandole dell’organismo. In particolare uno
degli ormoni più implicati nell’ingrassamento e nel-
l’aumento di grassi nel sangue sembra l’insulina, pro-
dotta dal pancreas: essa facilita la trasformazione dei
carboidrati in grassi e favorisce l’accumulo dei grassi
nei tessuti, bloccandone anche la demolizione.

Come agire
Per cercare di ridurre i valori di colesterolo con le
erbe, si può quindi operare a diversi livelli:
- ridurre l’introduzione di cibi grassi in modo parti-
colare se di origine animale (vedi il Capitolo 6);
- ridurre la produzione di colesterolo da parte del
fegato (questo è peraltro ciò che cercano di fare le
“statine”, i farmaci usati dalla medicina ufficiale, in
modo più drastico);
- ridurre l’assorbimento intestinale dei grassi intro-
dotti con la dieta (sono le erbe lassative formanti
massa, come il glucomannano, l’agar-agar, ecc.

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TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

descritte nel Capitolo 9: esse consentono di ridurre


l’assorbimento intestinale di grassi e zuccheri e quin-
di sono utili coadiuvanti nella normalizzazione del
metabolismo di queste sostanze);
- favorire l’attività metabolica del fegato (vedi in
particolare il Capitolo 13).

Quali sono i valori normali


i colesterolo?
I valori dei livelli massimi normali di colesterolo
totale non devono superare i 200 mg/dl, quelli di
colesterolo HDL (cosiddetto buono) non devono
essere inferiori a 40 mg/dl, quelli di colesterolo
LDL (cosiddetto “cattivo”) non devono superare i
140 mg/dl e quelli dei trigliceridi non devono
essere superiori a 165 mg/dl. Il colesterolo HDL è
il cosiddetto colesterolo buono o protettivo, che
aiuta a proteggere dai danni provocati dal coleste-
rolo cattivo o LDL.

I DANNI SULLE ARTERIE


Il colesterolo in eccesso si
deposita sulle pareti delle
arterie, formando delle
incrostazioni che riducono
il flusso del sangue e
quindi il nutrimento dei
tessuti

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Le erbe per ridurre


il colesterolo e i trigliceridi

AGLIO
Le proprietà salutari dei bulbi dell’aglio (Allium sati-
vum), note sin dall’antichità e in tutte le culture (egi-
zia, greca, romana, ecc), sono oggi state confermate
anche da diversi studi scientifici. Nell’ambito del
dimagrimento l’aglio può essere utile per ridurre i
valori di colesterolo e trigliceridi e normalizzare la
pressione arteriosa. Tali proprietà sono dovute a un
olio essenziale (allina) contenuto all’interno dei bulbi
freschi. Il meccanismo non è ancora noto con certez-
za, ma sembra che sia simile a quello delle statine e in
parte sia dovuto alla ridotta assimilazione dei grassi a
livello dell’intestino.
Oltre a ciò, l’azione più significativa dell’aglio sembra
quella antiossidante. Esso, infatti, è in grado di ridur-
re l’ossidazione delle lipoproteine LDL, riducendo
quindi i possibili danni alla parete dei vasi sanguigni.
La maggior parte degli effetti positivi sul cuore sem-
bra dovuta principalmente a tale azione antiossidante
piuttosto che alla riduzione del colesterolo totale.
Infine, non si possono non ricordare, in questo conte-
sto, gli effetti positivi dell’aglio anche sulla pressione
arteriosa e quelli di miglioramento della circolazione
sanguigna, oltre a numerose altre attività, riconosciu-
te tradizionalmente dalla medicina popolare, che
sono ancora in fase di studio in fitoterapia.

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TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

COME ASSUMERLO
Se si gradisce assumere l’aglio fresco, si consi-
gliano 4 grammi (circa uno spicchio) tritato oppure
come infuso in 150 ml di acqua bollente. In alternati-
va, per evitare l’inconveniente dell’alito cattivo, si può
ricorrere all’estratto secco titolato ad almeno il 13% di
allicina: 300 mg 2-3 volte al giorno.
PRECAUZIONI
Il trattamento con aglio alle dosi sopra descritte è
controindicato in caso di ulcera gastrica e duodenale,
nelle persone che assumono farmaci anticoagulanti o
antinfiammatori.
Attenzione anche a chi ha già la pressione bassa.

AGLIO
Dal punto di vista botanico,
l’aglio è imparentato con
i gigli e le cipolle.
Ha moltissime proprietà:
antipertensivo, antibatterico,
antiossidante, serve
a ridurre il colesterolo
ed è indicato per curare
raffreddori e influenze

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

CARCIOFO
Il carciofo (Cynara scolymus), noto per il suo uso ali-
mentare e per la produzione di amari, è un rimedio
che potremmo considerare basilare in ogni trattamen-
to dimagrante in quanto agisce su più fronti: riduce i
grassi nel sangue, favorisce la diuresi contrastando la
ritenzione idrica, protegge il fegato, migliora la dige-
stione, è lassativo, tiene basso il livello di zuccheri nel
sangue ed è dotato di proprietà antiossidanti. Per
quanto riguarda l’azione sul metabolismo dei grassi,
gli estratti di carciofo agiscono diminuendo la produ-
zione di colesterolo e trigliceridi, favorendo la loro eli-
minazione intestinale con le feci o la loro distribuzio-
ne nell’organismo.
COME ASSUMERLO
Decotto: versare circa 15 foglie essiccate di
carciofo (possibilmente quelle collegate al gambo) in
300 ml di acqua, coprire con un coperchio e fare cuo-
cere a fuoco lento per non oltre 20 minuti. Spegnere,
filtrare e dolcificare con un cucchiaino di miele. In
caso di disturbi digestivi o legati al metabolismo dei
grassi, berne fino a 3 tazze al giorno.

CARCIOFO
La pianta di carciofo
era già conosciuta da
greci e romani che
le attribuivano,
tra l’altro, proprietà
afrodisiache

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 159

TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

GUGGUL
Il guggul o Commiphora mukul è una pianta dell’anti-
ca tradizione ayurvedica nota in India come “albero
della mirra”. La resina che viene estratta dalla cortec-
cia è ricca di principi attivi, tra cui i guggulsteroni, che
sono sostanze antiossidanti responsabili dell’azione
regolatrice sul metabolismo lipidico, che contribuisce
in particolare a ridurre il colesterolo totale, i trigliceri-
di e il colesterolo LDL (“cattivo”). Inoltre, sembra che
esso potenzi l’azione dell’aglio, per cui può essere
utile associare questi due rimedi.
COME ASSUMERLO
Estratto secco di guggul titolato al 10% in gug-
gulsteroni: 250 mg tre volte al giorno per circa 3 mesi.
PRECAUZIONI
Il guggul è controindicato in gravidanza, durante l’al-
lattamento, in presenza di mestruazioni abbondanti e
in caso di malattie del fegato o dei reni. Inoltre,
secondo la tradizione ayurvedica, nel periodo di som-
ministrazione del guggul, è opportuno evitare l’ecces-
siva esposizione ai raggi solari e l’abuso di alcolici,
altrimenti le sue azioni benefiche non hanno modo di
manifestarsi in modo completo.

GARCINIA CAMBOGIA
L’acido idrossicitrico presente nella buccia del frutto
di Garcinia cambogia (e di cui abbiamo già parlato in
parte nel Capitolo 6) agisce sul fegato e su altri tessu-
ti (tessuto adiposo, mucosa intestinale) inibendo
l’azione di un enzima che normalmente trasforma in

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

grassi i carboidrati che non vengono “bruciati”. Di con-


seguenza, l’estratto di garcinia riduce fortemente l’im-
magazzinamento di calorie sotto forma di grassi di
deposito, che si accumulano soprattutto nel tessuto
adiposo sottocutaneo e che sono tra i principali respon-
sabili dell’aumento del peso corporeo.
Questa pianta viene quindi consigliata in fitoterapia,
oltre che per ridurre il senso di fame, anche per il con-
trollo del peso nei soggetti con ipercolesterolemia e/o
ipertrigliceridemia.
COME ASSUMERLA
Estratto secco titolato in acido idrossicitrico
minimo 50%, 500-1500 mg al giorno in due o tre
somministrazioni circa 30 minuti prima dei pasti prin-
cipali. Al momento attuale non sono segnalati parti-
colari controindicazioni o effetti collaterali.

ISOFLAVONI DI SOIA
Gli isoflavoni della soia sono fitoestrogeni ricavati
dalla farina di soia. Il loro impiego è in voga da alcuni
anni come coadiuvante per la riduzione dei sintomi
tipici della menopausa in quanto la loro azione può
essere considerata del tutto identica a quella degli
ormoni estrogeni veri e propri, anche se più debole.
Oltre ad alleviare i sintomi della menopausa, è noto
che la soia è in grado di favorire una moderata dimi-
nuzione anche dei livelli plasmatici di colesterolo e ciò
è stato confermato anche da diversi studi scientifici.
COME ASSUMERLI
Nell’alimentazione: la sostituzione, meglio se

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TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

totale, delle proteine animali con quelle vegetali e in


particolare con le proteine della soia porta a una dimi-
nuzione significativa del colesterolo LDL.
Estratto secco titolato in isoflavoni totali al 40%: 50-
80 mg di isoflavoni al giorno per 1-3 mesi, poi sospen-
sione di un mese e riprendere a cicli.
PRECAUZIONI
Sono controindicati in gravidanza.

TÉ VERDE
È una pianta usata dai cinesi da più di 2000 anni sia
come bevanda rinfrescante che come medicinale, è
un potente antiossidante, abbassa il colesterolo, ridu-
ce anche l’assorbimento degli zuccheri, facilita la
digestione. Si prepara come il tè normale.
(Vedi anche i Capitoli 6 e 10).

TÈ NERO
È ricco di una sostanza, la teofillina, la quale, oltre ad
agire come vasodilatatore (abbassa quindi la pressio-
ne sanguigna), influisce sul tasso del colesterolo ridu-
cendolo. Se ne consigliano 2 tazze al giorno per 3-4
settimane. Rispetto al tè verde è meno ricco di princi-
pi attivi antiossidanti.

CAIGUA
Pianta originaria delle Ande utilizzata prevalentemen-
te in associazione ad altre erbe o integratori per pro-
durre rimedi “bruciagrassi”. L’estratto secco ricavato
dal frutto è ricco di steroli e sembra avere la capacità

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

di ridurre il colesterolo totale e LDL e di aumentare il


colesterolo HDL (quello “buono”). Se ne assumono
600 mg al giorno, suddivisi in due somministrazioni
(l’importante è che sull’etichetta della confezione sia
indicato che l’estratto è titolato al 35% in steroli, altri-
menti potrebbe non essere così efficace).

CANNA DA ZUCCHERO
I policosanoli sono un gruppo di sostanze estratte
dalla cera della canna da zucchero (Saccharum offici-
narum). Diversi studi hanno dimostrato che essi sono
utili per ridurre il colesterolo LDL, il colesterolo totale
e i trigliceridi.
COME ASSUMERLO
Estratto secco titolato in otacosanolo (minimo
8%), 0,2-0,4 mg per chilo di peso al giorno, suddivisi
in due somministrazioni a stomaco vuoto.
In commercio sono spesso presenti preparazioni in cui
è unito ad altri rimedi dimagranti.

SACCHARUM OFFICINARUM
È la pianta originaria
delle regioni tropicali
dalla quale si ricava lo zucchero
di canna, che si ottiene
per spremitura e successiva
bollitura e raffinazione

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TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

LIEVITO ROSSO FERMENTATO


È un prodotto usato da tempi antichissimi in Cina per
i disturbi del metabolismo dei grassi. Esso viene otte-
nuto per fermentazione del riso grazie alla presenza di
un lievito (Monascus ruber o purpureus). Il riso fer-
mentato assume una caratteristica colorazione rossa-
stra. Anch’esso di solito non è utilizzato da solo, ma
assieme ad altre erbe in alcuni prodotti disponibili in
commercio, usati a scopo dimagrante o per la riduzio-
ne dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

OLIVO
Negli ultimi anni è stato dimostrato
che le foglie di olivo, già note per i
loro effetti benefici sui problemi di
pressione arteriosa, possiedono
un’interessante azione di regolazione
sui valori del colesterolo, tale da ren-
derlo un efficace rimedio preventivo
contro l’aterosclerosi. Si può preparare un decotto
facendo bollire per 15 minuti una ventina di foglie. Da
assumere due volte al giorno a digiuno a cicli di 30
giorni intervallati da interruzioni di 20-30 giorni.

BIANCOSPINO
È noto che il biancospino è un’erba utile per disturbi
come palpitazioni, ansia, insonnia. Solo di recente è
stato scoperto che una componente del biancospino,
la berberina, aiuta le cellule del fegato a “catturare”
le molecole di colesterolo nel sangue, che vengono

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

così metabolizzate ed eliminate o trasformate in altri


composti utili per l’organismo. Per le assunzioni,
seguire le istruzioni del Capitolo 15.

PSILLIO
I semi di psillio, di cui abbiamo già parlato abbondan-
temente nei Capitoli 6 e 9 in quanto potenti lassativi
utili per la stitichezza cronica, sono ricchi di mucillagi-
ni che contribuiscono a ridurre l’assorbimento intesti-
nale dei grassi, con diminuzione del colesterolo tota-
le ma senza modificare il colesterolo HDL (il cosiddet-
to “colesterolo buono”) e i trigliceridi.

L’aiuto della gemmoterapia


Un’efficace miscela di gemmoderivati da associare
a una dieta adeguata e a un’attività fisica regolare
in caso di colesterolo e/o trigliceridi alti è quella
composta da:
 Olea europoea (olivo)
 Betula verrucosa (betulla, linfa)
 Rosmarinus officinalis (rosmarino)
 Fraxinus excelsior (frassino)
 Prunus amygdalus (prugno)
Da assumere 3 gocce di ogni preparato ogni 10 kg
di peso corporeo.
Sciogliere le gocce in un bicchiere d’acqua e assu-
merle due volte al giorno per tre-sei mesi.

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TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

La tisana per ridurre i grassi nel sangue


Un’efficace tisana anticolesterolo si ottiene con: 2
cucchiai di foglie di ortica dioica, 1 cucchiaio di radi-
ce di bardana, 1 cucchiaio di radice di liquirizia.
Fare bollire la miscela di erbe per non più di 10 minu-
ti. Filtrare e bere a digiuno al mattino per un mese,
possibilmente senza aggiungere dolcificanti.

ORTICA
L’ortica dioica ha anche
proprietà antidiarroiche,
diuretiche, cardiotoniche
e antianemiche e, per uso
esterno, viene usata per
ridurre la perdita di capelli

LIQUIRIZIA
La Glycyrrhiza glabra, nome
botanico della liquirizia,
ha azione digestiva,
antinfiammatoria, antiulcera,
emolliente, rinfrescante,
espettorante. Le foglie
fresche vengono usate come
cicatrizzante e antibatterico

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 166

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

I rimedi omeopatici
per il metabolismo dei grassi
Occorre sottolineare il fatto che, nell’ambito dell’iper-
colesterolemia e quindi dell’aterosclerosi, il ruolo del-
l’omeopatia è essenzialmente preventivo, quindi utile
per trattare i “terreni” di fondo, cioè tutto quell’insie-
me di condizioni e caratteristiche che nel loro com-
plesso predispongono all’aterosclerosi. Non esistono,
quindi, rimedi omeopatici che di per sé “riducono il
colesterolo”.

LYCOPODIUM
Come già visto in precedenza, il soggetto
Lycopodium è un forte mangiatore di dolciumi, ten-
denzialmente rabbioso e collerico per compensare la
sua profonda insicurezza. È il rimedio omeopatico
indicato in tutte quelle persone le cui caratteristiche
costituzionali e comportamentali le predispongono a
disturbi del metabolismo dei lipidi.

ARSENICUM ALBUM
Viene quasi sempre associato a Lycopodium, in quan-
to ne completa gli aspetti (per la descrizione vedi il
Capitolo 15).

AURUM METALLICUM
Aurum metallicum è utile quando le alterazioni del
metabolismo lipidico sono associate a ipertensione
arteriosa. I sintomi caratteristici sono faccia rossa e

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 167

TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

violacea, palpitazioni e difficoltà respiratorie. Il sog-


getto presenta bruschi cambiamenti di attività ed
emotività, alternando fasi di iperattività e allegria a
stati di apatia e depressione.

PULSATILLA
Pulsatilla è uno dei rimedi omeopatici utilizzati per la
cattiva digestione dei grassi. Essa è indicata nei sog-
getti che presentano vari tipi di sintomi digestivi
come pesantezza alla parte superiore dell’addome
associata a diarrea e sbadigli e talvolta a dolori inten-
si. Tipicamente tali disturbi compaiono dopo l’inge-
stione di cibi grassi. Nella maggior parte dei casi i sin-
tomi iniziano entro due ore dal pasto e sono aggrava-
ti dal calore e dagli ambienti chiusi, mentre migliora-
no all’aria aperta. I soggetti sensibili a Pulsatilla sono
freddolosi, presentano problemi venosi come varici
ed emorroidi e dal punto di vista emotivo sono timidi
e ipersensibili (vedi anche il Capitolo 15).
Di solito in caso di disturbi digestivi acuti isolati si
somministra una dose da 9 CH una o due volte al gior-
no fino a risoluzione, mentre nei soggetti sensibili che
presentano disturbi cronici, Pulsatilla viene utilizzata
alla 15 o 30 CH, una dose alla settimana.

PULSATILLA
Anemone pulsatilla è una
pianta della famiglia dei
ranuncoli, velenosa se
usata fresca ma dalle
proprietà fitoterapiche
una volta disseccata

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 168

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Ridurre l’apporto di alimenti grassi, specie quelli di
origine animale, tra cui latte intero, burro, margarina,
formaggio, uova, lardo, ecc.. Preferire i grassi di origi-
ne vegetale, ma senza abusarne.
Limone, mela, uva, ciliegie, mirtilli sono alcuni dei
frutti che consentono di ridurre i valori di colesterolo.
Tra le verdure che possono aiutare a correggere il
metabolismo dei grassi ricordiamo soprattutto aglio,
cipolla, cavolo, carota.
In generale le fibre, contenute in frutta, verdura e
crusca aiutano a ridurre l’assorbimento di grassi e zuc-
cheri nell’intestino.
I semi di sesamo e i chiodi di garofano sono tra le
principali fonti alimentari di fitosteroli, che sono utili
per ridurre il colesterolo nel sangue.
La crusca d’avena è in grado di ridurre il tasso di
colesterolo nel sangue, come hanno dimostrato
diverse ricerche, prevedendo l’assunzione di almeno
40 grammi al giorno. Tale riduzione riguarda soltanto
il colesterolo cosiddetto “cattivo” (LDL), mentre non
influenza in alcun modo quello “buono” (HDL).
Le alghe marine sono una miniera di minerali e vita-
mine, stimolano il ricambio e quindi hanno un effetto
benefico per la prevenzione dei problemi di coleste-
rolo alto, aterosclerosi e obesità.
La novità: da una recente indagine svolta negli Stati
Uniti, sembra inoltre che l’assunzione di mezzo cuc-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 169

TENERE BASSI IL COLESTEROLO E I GRASSI NEL SANGUE

chiaino di cannella due volte al giorno riduca i valori


di colesterolo e trigliceridi nel sangue del 10-30%.

ATTIVITÀ FISICA
Occorre ancora sottolineare il fatto che i rimedi fin qui
illustrati funzionano sempre se sono associati a una
dieta adeguata e a un’attività fisica costante e regola-
re, di tipo aerobico (camminare, correre, andare in
bicicletta, ecc.). 

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 170

 CAPITOLO 12

Migliorare il metabolismo
degli zuccheri
I danni causati da un accumulo
di zuccheri nel sangue
hanno come conseguenza anche
la difficoltà di mantenere il peso-forma

Agire su tutti i fronti


Il sovrappeso e l’obesità sono frequentemente asso-
ciati ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri
(aumento della glicemia, perdita di zuccheri con le
urine, ridotta capacità dell’organismo di rispondere
all’insulina, ecc.) in genere a causa di un’alimentazio-
ne scorretta, in particolare ipercalorica e ricca di zuc-
cheri raffinati (zucchero da cucina, dolciumi, caramel-
le, cioccolato, ecc.).
Per correggere tali alterazioni nel contesto di un trat-
tamento dimagrante completo ed esaustivo, oltre a
una dieta appropriata (ipocalorica e a basso contenu-
to di zuccheri semplici) e a un’attività fisica moderata
e regolare, oggi abbiamo a disposizione diversi pro-
dotti erboristici che possono essere d’aiuto, in modo

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

da riequilibrare il metabolismo degli zuccheri, tenere


bassi i livelli di zucchero nel sangue e prevenire i danni
che l’iperglicemia può procurare al nostro organismo.

Troppo carburante
Gli zuccheri sono noti anche come “carboidrati” e
rappresentano il “carburante” più semplice e imme-
diato che le nostre cellule possono utilizzare. Essi
sono assorbiti a livello intestinale sotto forma di zuc-
cheri semplici (glucosio, fruttosio, galattosio) o come
zuccheri complessi che poi vengono scomposti nelle
forme più semplici.
Un ruolo di primaria importanza nel metabolismo
degli zuccheri è svolto dal tubo digerente (bocca, sto-
maco, intestino), dal pancreas, dal fegato e dai
muscoli. Il metabolismo del glucosio è regolato da
alcuni ormoni, tra cui soprattutto l’insulina, prodotta e
secreta dal pancreas endocrino.
Dopo un pasto, gli zuccheri assorbiti dall’intestino
passano nel sangue e l’aumento del loro livello stimo-
la la secrezione di insulina da parte del pancreas.
Questa favorisce l’ingresso e l’utilizzo degli zuccheri
nelle cellule, in particolare nei muscoli e nelle cellule
adipose. In pratica, attraverso tutta una serie di mec-
canismi ormonali e metabolici, l’organismo cerca di
mantenere sempre costanti i valori di zucchero nel
sangue. Quando questi tendono a rimanere alti,
significa che qualche meccanismo si è inceppato. In
particolare, quando le riserve di insulina del pancreas
si riducono (per esempio, a causa di un’alimentazio-

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

ne costantemente scorretta) o quando le cellule peri-


feriche diventano insensibili alla sua azione, ecco che
il glucosio non può più entrare ed essere utilizzato
nelle cellule e di conseguenza i suoi livelli aumentano
nel sangue.
La malattia del diabete consiste proprio nell’aumen-
to eccessivo e persistente dei livelli di glucosio nel
sangue a digiuno ed è una condizione che alla lunga
può provocare una serie di conseguenze dannose
che riguardano innanzitutto le piccole arterie, cioè la
circolazione sanguigna.

Un motore che viaggia


a pieni giri
Per un regolare metabolismo degli zuccheri sono
importanti:
 una dieta appropriata (vedi successivamente il
paragrafo “Raccomandazioni”);
 una buona digestione nello stomaco (vedi il
Capitolo 7);
 un’adeguata funzionalità intestinale (vedi anche
il Capitolo 9);
 una funzione metabolica del fegato adeguata
(vedi anche il Capitolo 13).

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

Le erbe per correggere


l’iperglicemia
Numerose sono le piante officinali che possono esse-
re utilizzate per prevenire i disturbi del metabolismo
degli zuccheri e, in vari casi, come coadiuvanti della
terapia alimentare per correggere l’iperglicemia. Tali
piante possono agire in vari modi:
- stimolano la produzione di insulina;
- inibiscono il recettore per il glucosio a livello inte-
stinale provocano una “desaccarificazione” del glu-
cosio grazie alla presenza di elevate concentrazioni
di tannini;
- inibiscono la valdoso-reduttasi, un enzima che
catalizza la riduzione del glucosio a sorbitolo, il prin-
cipale responsabile delle complicazioni neurologiche
del diabete.
Oltre all’azione specifica sul metabolismo degli zuc-
cheri, la fitoterapia può consentire in molti casi un
migliore controllo delle complicanze del diabete,
specialmente dei danni a carico dell’apparato vasco-
lare. In particolare esistono alcune sostanze naturali
che sono più attive (flavonoidi, antociani, glicosinola-
ti e polisaccaridi) estratte da piante come Vitis vinife-
ra, Vaccinium myrtillus, Ginkgo biloba, ecc. Queste
ultime consentono di migliorare l’ossigenazione dei
tessuti periferici e di proteggere le pareti vasali dai
depositi responsabili dei danni circolatori ai vari orga-
ni (reni, cuore, occhi, nervi).

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

VITIS VINIFERA
È la comune vite
da uva, che ha
proprietà benefiche
sull’apparato
vascolare
e sull’ossigenazione
dei tessuti

BANABA
La banaba (Lagerstroemia speciosa) è un albero spon-
taneo diffuso prevalentemente nel Sudest asiatico,
dai fiori di colore variabile dal rosa al violetto e dalle
foglie lunghe, regolari, lisce e brillanti. Nella medicina
tradizionale filippina, le foglie vengono utilizzate spe-
cificamente per la cura dell’obesità e dell’iperglice-
mia. Alcuni studi scientifici hanno confermato gli
effetti ipoglicemizzanti della banaba, che pare siano
dovuti a una sostanza presente negli estratti delle
foglie, l’acido corosolico, una molecola naturale che
sembra comportarsi come una fito-insulina, favorendo
l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule. L’uso della
banaba può quindi essere utile anche nei soggetti con
diabete non insulino-dipendente, nel contesto di un
trattamento che preveda un’adeguata modificazione
dello stile di vita (alimentazione, attività fisica).

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

ERBA MEDICA (ALFA-ALFA)


L’erba medica (Medicago sativa) è una pianta perenne
originaria dell’Asia occidentale, ma ormai diffusa ovun-
que, nota anche con il nome di “alfa-alfa”. Di essa si
utilizzano soprattutto le foglie, che sono ricche di
betacarotene, vitamine (A, E, C, D, K, B1, B2), enzimi,
acidi fenolici, minerali (calcio, fosforo, rame, zinco,
selenio, silicio, fosforo e potassio), cumarine, oltre che
isoflavoni e fitosteroli (vedi anche il Capitolo 11),
sostanze che equilibrano la produzione ormonale del-
l’organismo. Oltre a essere astringente, antiemorragi-
ca, diuretica e rimineralizzante, l’erba medica è indica-
ta nella cura del diabete e del metabolismo dei grassi.
Curiosità
Il nome volgare alfa-alfa sembra derivare dall’arabo
Al-Fal-Fa, che significa “padre di tutti i cibi”, il che
sottolinea le proprietà nutritive e rimineralizzanti che
sono il patrimonio di questa pianta.
PRECAUZIONI
L’erba medica non deve essere somministrata nei sog-
getti affetti da malattie autoimmuni, come l’artrite
reumatoide.
A causa della sua attività estrogenica, essa può inter-
ferire con le terapie ormonali (per esempio, la pillola
anticoncezionale) ed è sconsigliata in gravidanza e
durante l’allattamento, mentre per la presenza delle
cumarine potrebbe interferire anche con i farmaci
anticoagulanti.
L’uso, in caso di soggetti con diabete, può avvenire
solo sotto supervisione di un medico.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

CIPOLLA
La cipolla è una pianta biennale: nel primo anno
immagazzina nel bulbo le sostanze nutritive, mentre
nel secondo anno queste sono utilizzate per lo svilup-
po dell’asse fiorale. Esistono diverse varietà di cipol-
le, che differiscono tra loro per il periodo di raccolta
(alcune in primavera, altre in autunno-inverno), per il
colore (giallo-paglierino, rosso e bianco), per la forma
e le dimensioni del bulbo e per il sapore.
Tutta la pianta contiene un’essenza volatile ricca di
glucosidi solforati (che fanno lacrimare quando la si
taglia), il più importante dei quali è il disolfuro di allil-
propile, essenza a cui è dovuta la maggior parte delle
proprietà della cipolla; vi è anche un ricco contenuto
di enzimi (che sono in grado di stimolare e favorire la
digestione e il metabolismo), oligoelementi (zolfo,
ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e
fosforo), vitamine (A, complesso B, C, E); flavonoidi
(ad azione antiossidante e diuretica) e, infine, la glu-
cochinina, un ormone vegetale ad azione antidiabeti-
ca, poiché abbassa il livello di glucosio nel sangue.
Per tutte tali loro proprietà, oltre ai numerosi effetti
benefici sulla salute (antisettica, espettorante, ecc.), le
cipolle sono particolarmente indicate anche nel corso
delle terapie dimagranti e per la regolarizzazione del
metabolismo degli zuccheri.
COME ASSUMERLA
Si può mangiare cruda o cotta. È noto che se
vengono consumate crude, le cipolle possono lascia-
re un alito sgradevole, ma a tale inconveniente si può

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

CIPOLLA
Gli antichi egizi fecero
della cipolla un oggetto
di culto, poiché
credevano che la sua
forma sferica e i suoi
anelli concentrici fossero
simbolo di vita eterna

ovviare tenendo in bocca e masticando uno o due


chiodi di garofano oppure qualche seme di finocchio.
Per evitare il bruciore e la lacrimazione degli occhi, si
consiglia di tenerle immerse in una bacinella piena
d’acqua durante la sbucciatura. Consumate cotte,
conservano in gran parte alcune delle loro proprietà;
sono però controindicate, specialmente se crude, per
chi soffre di iperacidità e di ulcera gastrica.
EFFETTI COLLATERALI
Può creare qualche problema a chi soffre di gastrite e
ulcera gastrica o duodenale.

 TOPINAMBUR
Il topinambur (Heliantus tuberosus), noto anche come
tartufo di canna o patata del Canada, è una pianta
erbacea perenne originaria dell’America settentriona-
le e introdotta in Europa da Cristoforo Colombo. I
tuberi, di buccia rossastra, polpa bianca e sapore simi-
le al carciofo, sono utilizzati per l’alimentazione

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

umana e per la preparazione di sciroppi e amari. Essi


possono essere utilizzati come le patate, preferibil-
mente lessati, da mangiare in insalata conditi con
limone o ancora meglio crudi (sono croccanti come il
ravanello).
Questa pianta riveste grande importanza nell’alimen-
tazione dei diabetici perché sembra che i carboidrati
contenuti nei suoi tuberi vengano trasformati diretta-
mente in energia dal fegato senza diventare glucosio.
Il suo utilizzo, purtroppo, non è molto diffuso.

EUCALIPTO
Tra tutte le specie di eucalipto, soltanto l’Eucalyptus
globulus viene utilizzato a scopo medicinale. Le sue
foglie sono preziose in fitoterapia per le loro proprie-
tà antisettiche delle vie respiratorie, garantite dalla
ricca presenza di oli essenziali (tra cui soprattutto l’eu-
caliptolo). Tuttavia, sembra che l’eucalipto sia dotato
anche di proprietà ipoglicemizzanti, per cui potrebbe
essere utile come coadiuvante per regolarizzare il
metabolismo degli zuccheri.

EUCALIPTO
Le foglie di eucalipto
più ricche di principi
attivi sono quelle
punteggiate di scuro

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

FIENO GRECO
Il fieno greco (Trigonella foenum graecum) è una pian-
ta erbacea dal profumo caratteristico, in virtù del
quale viene utilizzata in Medio Oriente come condi-
mento alimentare (è uno dei componenti del curry) e
negli Stati Uniti per aromatizzare lo sciroppo di gluco-
sio dandogli il sapore di sciroppo d’acero. Dai semi di
fieno greco si ottiene l’estratto secco o fluido, utile
come tonico, ricostituente, rigenerante e per regola-
rizzare la glicemia. L’utilizzo del fieno greco a scopo
antidiabetico è molto diffuso, specialmente nella
medicina tradizionale araba e indiana.
Le proprietà antidiabetiche sarebbero dovute a una
sostanza (la 4-idrossileucina) che stimola la produzio-
ne di insulina da parte del pancreas, oltre che al fatto
che i semi di fieno greco, essendo ricchi di fibre grez-
ze, riducono l’assorbimento del glucosio a livello inte-
stinale. Tra gli altri benefici, pare che esso riduca
anche i valori del colesterolo “cattivo”.
COME ASSUMERLO
La quantità giornaliera consigliata è di circa 8
mg di principio attivo (trigonellina) al giorno: fare
riferimento alla titolazione (estratto secco titolato in
trigonellina) indicata sull’etichetta dei vari prodotti in
commercio.
Si può anche assumere come decotto, bollendo 10 g
di semi in un 250 ml d’acqua per 15 minuti, da bere 1
volta al giorno, al mattino, per 10 giorni al mese.
EFFETTI COLLATERALI
L’unico inconveniente del fieno greco, per chi ha già

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

problemi di metabolismo glucidico ed è in cura dima-


grante, è che esso, agendo sul centro della fame, può
stimolare l’appetito (si può comunque associare un
rimedio antifame descritto nel Capitolo 6).

GINKGO BILOBA
Il ginkgo, originario della Cina, è l’albero più antico
della terra. Le sue foglie sono usate in medicina cine-
se da migliaia di anni. L’estratto delle foglie di questo
albero è ricco di flavonoidi, terpeni, vitamina C e di
carotenoidi, che sono potenti antiossidanti. Il ginkgo è
una delle piante più utili come coadiuvanti nelle cure
dimagranti, in quanto sembra che sia in grado di agire
a più livelli, come già visto in precedenza. Qui ricordia-
mo il possibile utilizzo del ginkgo nella prevenzione
dei danni circolatori nei soggetti che presentano dia-
bete o alterazioni del metabolismo degli zuccheri.
COME ASSUMERLO
120-240 mg al giorno di estratto secco titolato
in ginkgoflavonoglucosidi (minimo 24%) e terpeni
totali (minimo 6%).
Fare cicli di due mesi, interrotti da 20 giorni di pausa.
PRECAUZIONI
Non va assunto in gravidanza e durante l’allattamen-
to. Controindicato anche nell’emofilia e in chi assume
farmaci anticoagulanti.

BACCELLO DI FAGIOLO
Il baccello di fagiolo (Phadeolus vulgaris) è dotato di
proprietà diuretiche e antidiabetiche. L’azione anti-

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

Phadeolus vulgaris
Il baccello di fagiolo
è conosciuto
da moltissimi anni
come diuretico,
solo di recente sono
state scoperte le sue
proprietà antidiabetiche
e antiobesità

diabetica è favorita dall’abbondante presenza di fla-


vonoidi e di fibre (cellulosa, polisaccaridi) che riduco-
no la velocità di assorbimento degli zuccheri regolan-
do così la secrezione dell’insulina, l’ormone prodotto
dal pancreas che favorisce l’utilizzo degli zuccheri e il
deposito di grassi nelle cellule adipose e quindi in
gran parte coinvolto dell’aumento di peso. Diversi
studi hanno confermato l’utilità del baccello di fagio-
lo contro l’obesità e l’iperglicemia.
COME ASSUMERLO
Si impiega preferibilmente la polvere al dosag-
gio di 800 mg oppure la faseolamina (proteina con-
centrate del fagiolo) al dosaggio di 200 mg, due o tre

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

volte al giorno in capsule gelatinose o tavolette.


EFFETTI COLLATERALI
Può provocare stitichezza e gonfiore allo stomaco.

SPINAPORCI
Il decotto della radice di spinaporci (Poterium spino-
sum) è utilizzato dalle popolazioni beduine della Siria,
nelle quali il diabete mellito è praticamente sconosciu-
to, nonostante esse seguano una dieta particolarmen-
te ricca di zuccheri. Inoltre, nei soggetti con diabete è
stato osservato che la somministrazione del decotto,
protratta per più mesi, ha eliminato i sintomi della
malattia, nonostante durante la cura i malati non
seguissero una dieta adeguata.
Pare che l’effetto antidiabetico e ipoglicemizzante
della pianta sia dovuto a una o più sostanze capaci di
regolare la funzione delle regioni pancreatiche depu-
tate alla produzione e alla secrezione di insulina.
Questi principi attivi responsabili dell’azione ipoglice-
mizzante sono presenti soltanto nella corteccia della
radice principale e sono privi di effetti collaterali. Oltre
all’effetto antidiabetico, lo spinaporci è dotato di azio-
ne vasodilatante periferica e coronarica (utile per pre-
venire le complicanze della malattia diabetica), anti-
pertensiva e antisudorale.
COME ASSUMERLO
Decotto: bollire 10 grammi di radici di
Poterium spinosum in 300 ml d’acqua per 10 minuti,
da bere alla mattina, oppure 5 grammi di corteccia
essiccata e bollita, da bere tre volte al giorno.

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

GYMNEMA SYLVESTRE
La gymnema è una pianta indiana particolarmente
utile nei soggetti che sono in sovrappeso e che hanno
un’alimentazione troppo ricca di carboidrati e di dolci.
Dalle foglie si ricava l’estratto secco che è in grado di
abbassare significativamente la glicemia, in particola-
re riducendo l’assorbimento del glucosio a livello
intestinale.
Inoltre la pianta agisce sulle papille gustative della lin-
gua, facendo scomparire la sensazione gustativa del
dolce, senza modificare quella del salato e dell’ama-
ro. In questo modo si perde gran parte della “soddi-
sfazione” che si ha quando si mangiano cibi dolci.
COME ASSUMERLA
Estratto secco titolato in acido gymnemico:
500-1000 mg al giorno, 25 o 30 minuti prima dei pasti
per cicli di 2 o 3 mesi ripetibili al bisogno.
PRECAUZIONI
Chi soffre di diabete ed è in cura con farmaci ipogli-
cemizzanti può assumere la gymenma solo sotto
supervisione medica per evitare una drastica riduzio-
ne di glucosio.

Le altre erbe e gli estratti idroalcolici


Bisogna ricordare ancora il glucomannano (già
descritto nel Capitolo 6) che assieme alle erbe lassati-
ve formanti massa (vedi il Capitolo 9) consente di
ridurre l’assorbimento di grassi e zuccheri. Inoltre
sembra che anche il carciofo (vedi i Capitoli 11 e 13)
abbia la proprietà di riequilibrare i valori della glice-

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

mia. L’aglio (vedi il Capitolo 11) regola e normalizza il


livello di glucosio nel sangue e viene spesso usato
come integratore alimentare in chi soffre di diabete.
Tra gli estratti idroalcolici, ricordiamo anche agrimo-
nia (Agrimonia eupatoria), che
regolarizza fegato e pancreas: 3
gocce per 10 kg di peso corpo-
reo in mezzo bicchiere d’acqua
due volte al giorno per un mese.
Infine una nota sul ginepro
(delle cui proprietà antiritenzio-
ne abbiamo già detto nel
Capitolo 10): studi recenti
hanno segnalato l’attività ipogli-
cemizzante delle bacche.
In particolare il decotto di bacche mature al 10% in
peso secco sarebbe utile per diminuire il tasso di gli-
cemia, sia per effetto di un maggior assorbimento di
glucosio periferico, sia perché stimola la secrezione di
insulina.
Da non dimenticare l’azione ipoglicemizzante dei
semi di psillio (vedi anche i Capitoli 6 e 9), i quali,
essendo lassativi, sono in grado di ridurre l’assorbi-
mento intestinale degli zuccheri, con diminuzione del
picco glicemico dopo il pasto e con potenziamento
dell’efficacia dei farmaci ipoglicemizzanti (assunti dai
soggetti con diabete di tipo 2).
È importante ricordare che i semi di psillio vanno
assunti con elevate quantità di liquidi, altrimenti risul-
tano estremamente irritanti per l’intestino.

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

Le tisane

Infuso di centaurea minore


Grazie all’azione riequilibrante sul metabolismo degli
zuccheri, la pianta è utile come coadiuvante nelle cure
specifiche del diabete, anche perché risulta d’aiuto
per prevenire o attenuare gli effetti della malattia sui
vasi sanguigni e sui nervi.
Mettere 20 g delle sommità fiorite in 150 ml di acqua.
Lasciare riposare per 10 minuti, filtrare. Si consiglia di
berne 2-3 tazze al giorno prima dei pasti.

Infuso di gelso
Porre una manciata di foglie di gelso in 250 ml di
acqua bollente e lasciare in infusione per 10 minuti.
Filtrare e bere tre volte al giorno.

Decotto di bardana
Fare bollire un cucchiaio di radici di bardana in 250 ml
di acqua per 10 minuti. Filtrare e bere a digiuno due
volte al giorno (mattino e sera).

Decotto di tarassaco e ortica


Con il tarassaco e l’ortica si ottiene una tisana adatta
ai diabetici perché contiene molta insulina e non inter-
ferisce nel metabolismo degli zuccheri.
Versare mezzo litro d’acqua bollente su un cucchiaio
di radice essiccata di tarassaco e due cucchiai di foglie
di ortica.
Dopo circa 10 minuti, filtrare e bere.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

La stessa tisana è utile anche per prevenire la forma-


zione di calcoli renali e biliari.

Decotto di mirtilli e galega


Prendere 30 g di foglie essiccate di mirtillo e 10 g di
pianta essiccata di Galega officinalis. Porle in un litro
di acqua bollente e lasciare riposare per 5 minuti.
Filtrare e bere 2 tazze al giorno lontano dai pasti.

L’aiuto della gemmoterapia


Come riequilibrante del metabolismo degli zuc-
cheri, la gemmoterapia consiglia una miscela di
preparati ad azione ipoglicemizzante e che regola-
no l’attività del pancreas. Ovviamente la miscela
non sostituisce una dieta adeguata, ma va a que-
sta integrata. Essa è composta da:
 Morus nigra (gelso nero): il rimedio principale
per il pancreas;
 Juniperus communis (ginepro): riequilibrante
del fegato;
 Rubus fructicosus (rovo): tonico del microcircolo
capillare;
 Juglans regia (noce): riequilibrante di pancreas
e intestino.
Si utilizzano 3 gocce di ciascun prodotto per ogni
10 kg di peso corporeo, da sciogliere in un bic-
chiere di acqua.
Bere tre volte al giorno, a digiuno, per un mese.

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MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

I rimedi omeopatici per chi


è predisposto all’iperglicemia
La scelta del rimedio omeopatico si basa sulla totalità
della persona, ossia non soltanto sul sintomo “ipergli-
cemia”, ma prevalentemente sulla costituzione del
paziente, sulla sua storia personale, sulle sue tenden-
ze, sui suoi comportamenti. Analogamente al discor-
so sul colesterolo nel capitolo precedente, non esisto-
no rimedi omeopatici specifici per l’iperglicemia, ma
esistono rimedi per tutti quei “terreni” che possono
predisporre o portare all’iperglicemia o aggravarla.

CALCAREA CARBONICA
È il calcare d’ostrica che si presenta sotto forma di pol-
vere biancastra dall’odore caratteristico (detto “odore
dell’oceano”) e il cui componente principale è il carbo-
nato di calcio. Il soggetto Calcarea carbonica è sovrap-
peso o obeso, stanco, lento e manifesta una tendenza a
disturbi metabolici e nutrizionali (tra cui il diabete), iper-
tensione e aterosclerosi, con desiderio di mangiare dol-
ciumi e uova. Possono essere presenti calcolosi (renale
o biliare) o poliposi (nasale, vescicale), eczemi, ansia.

PHOSPHORUS
Il soggetto Phosphorus presenta una tendenza
all’ipertensione (che di solito si manifesta “a sbalzi”) e
all’arteriosclerosi. Il rimedio viene solitamente propo-
sto per la prevenzione e come coadiuvante al tratta-
mento delle arteriopatie dei soggetti diabetici.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

SULFUR
Ne abbiamo già parlato nei rimedi omeopatici per
ridurre il senso di fame, ma lo ricordiamo ancora per-
ché spesso gli aumenti della glicemia sono conse-
guenti ad abbuffate di dolci e di altri cibi e bevande
(per esempio, alcol), tipiche del soggetto Sulfur.

Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Un’alimentazione sana e naturale è il principio fonda-
mentale per mantenere equilibrato il metabolismo
degli zuccheri, per prevenire le complicanze dell’iper-
glicemia e del diabete e per ridurre i valori di glice-
mia, ma soprattutto per migliorare in generale la qua-
lità della propria vita.
I carboidrati non dovrebbero rappresentare più del
50-60% della dieta giornaliera.
Dovrebbero essere costituiti non tanto da zuccheri
semplici (dolci, zucchero bianco, marmellata, ciocco-
lato, caramelle, biscotti, ecc.), quanto da zuccheri ad
assorbimento medio-lento, che si introducono prefe-
rendo pane, pasta, cereali integrali, ecc. , sempre cer-
cando di prestare una certa attenzione alle calorie
totali giornaliere.
I carboidrati (o zuccheri) dovrebbero essere consuma-
ti preferibilmente nelle prima parte della giornata
(colazione e pranzo) e non in serata, specialmente se,
ed è la quasi totlità dei casi, dopo cena non si pratica-
no attività fisiche che consentano di “bruciarli”.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 189

MIGLIORARE IL METABOLISMO DEGLI ZUCCHERI

PANE
Un vantaggio di pane,
pasta, cereali è quello
di rilasciare zuccheri
in modo graduale,
quindi di non alzare
bruscamente la glicemia
e dare una sazietà
prolungata

Le calorie totali giornaliere vanno adeguatamente


bilanciate rispetto al fabbisogno dell’organismo, che
varia a seconda dell’età, del sesso, delle attività pro-
fessionali svolte durante il giorno, dell’attività fisica,
ecc. Il fabbisogno calorico giornaliero può essere cal-
colato approssimativamente utilizzando le tabelle
facilmente reperibili su siti web o su riviste specializ-
zate in dietologia e nutrizione.
Frutta e verdura sono particolarmente utili perché,
oltre ad apportare nutrienti indispensabili per la vita
cellulare (vitamine), possiedono fibre che riducono
l’assorbimento intestinale degli zuccheri.

STILE DI VITA
L’esercizio fisico moderato e regolare, aerobico, come
camminare, fare jogging, footing, bicicletta, a livello
non intenso (non il body-building, per esempio) ha
numerosi vantaggi per la salute, tra cui quello di man-
tenere normali i valori di glicemia.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 190

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

AVVERTENZA PER I DIABETICI


I soggetti diabetici in cura non devono cercare di
modificare, integrare o sostituire completamente la
terapia con iniziative personali, anche qualora queste
consistessero nell’uso di erbe medicinali, poiché biso-
gna tenere conto di numerosi aspetti molto delicati,
come l’alimentazione, l’attività fisica, il tipo di diabe-
te, la presenza o meno di altri fattori di rischio e ovvia-
mente l’eventuale terapia medica in atto.
Fare sempre riferimento al medico curante e/o al dia-
betologo di fiducia. 

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 CAPITOLO 13

Favorire la funzionalità
del fegato
Ecco un organo fondamentale
per la linea. Se il fegato funziona
bene si tende a non accumulare
peso e dimagrire è più facile

Una centrale di smistamento


Il fegato è un organo centrale del metabolismo,
essendo deputato alla trasformazione e all’immagaz-
zinamento delle principali molecole metaboliche (zuc-
cheri, grassi, proteine) e alla detossificazione dell’or-
ganismo, ossia alla trasformazione e all’eliminazione
delle sostanze tossiche (introdotte per via digestiva) e
dei prodotti di scarto del metabolismo.
Se svolge bene le sue funzioni e non è sovraccaricato
da tossine, costituisce una prerogativa indispensabile
per ottenere risultati apprezzabili e soddisfacenti nel
corso di un trattamento dimagrante.
Al contrario, un sovraffaticamento del fegato, dovuto
in genere a un’alimentazione scorretta, rallenta il

191
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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

metabolismo e può essere segnalato, oltre che dalla


tendenza al sovrappeso e alla scarsa efficacia della
cura dimagrante, dalla comparsa di segnali come
stanchezza generale, facile affaticamento, dolenzia o
dolore pungente nella zona del fegato, ecc. I rimedi
naturali utili per depurare il fegato vengono chiamati
“coleretici” (cioè che stimolano la secrezione biliare) e
“colagoghi” (ossia che favoriscono lo svuotamento
della colecisti).

Il ruolo nei processi digestivi


Il fegato è la principale ghiandola del corpo, che si
trova nella regione destra dell’addome, in alto, pro-
tetto dalle costole.
Esso svolge un ruolo determinante nei processi dige-
stivi, grazie a varie funzioni fondamentali:

produzione della bile, essenziale per l’assorbi-


 mento dei grassi, delle vitamine e del calcio e
per l’eliminazione delle scorie metaboliche;
deposito delle riserve di carboidrati sotto forma
 di glicogeno;
metabolismo dei grassi (sintesi, trasformazione,
 eliminazione, ecc.);
metabolismo delle proteine fondamentali per
 l’organismo (sintesi, trasformazione, ecc.);
deposito e utilizzo delle vitamine;
rimozione e inattivazione delle scorie metaboli-
 che presenti nel sangue (per esempio, farmaci,
sostanze chimiche, ormoni, ecc.).

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FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

Le erbe per migliorare


la funzione epatica
L’uso delle erbe, se effettuato in modo appropriato e
in associazione ad adeguate misure igieniche e diete-
tiche, consente di alleggerire efficacemente il carico
di lavoro del fegato. Numerose sono le erbe medici-
nali capaci di svolgere un’azione protettiva sul fegato
e di facilitarne i processi disintossicanti e depurativi.

CARDO MARIANO
Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta che
appartiene alla famiglia delle Compositae, originaria
del bacino del Mediterraneo e molto diffusa anche nei
prati comuni. Dal suo frutto viene ricavato l’estratto
secco, ricco di principi attivi molto efficaci, tra cui una
sostanza denominata silimarina. I rimedi derivati dal
cardo mariano sono utilizzati per problemi epatici di
varia natura.
La silimarina, infatti, possiede una valida azione pro-
tettiva sulle cellule del fegato nei confronti dei danni
dovuti a sostanze tossiche ingerite con l’alimentazio-
ne (per esempio, l’alcol). Inoltre il cardo mariano sti-
mola la produzione di nuove cellule epatiche dopo
che queste sono state danneggiate.
Diversi studi hanno dimostrato che l’estratto di cardo
mariano riduce le transaminasi nel sangue, cioè gli
enzimi del fegato che aumentano quando quest’orga-
no è sofferente (per abuso di alcolici oppure diete
troppo ricche di grassi e fritti, ecc.).

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

COME ASSUMERLO
Per un’azione depurativa e disintossicante si
consiglia l’assunzione di 600 mg di estratto secco tito-
lato in silimarina (minimo 1%) due volte al giorno,
circa 30 minuti prima di pranzo e cena.
Per un’azione più blanda si possono consumare le
foglie fresche ben lavate in insalata, da mangiare quo-
tidianamente per un mese, mentre le radici possono
essere cucinate negli stufati.
Le foglie non contengono la silimarina, tuttavia svol-
gono un’azione equilibrante sul fegato e si possono
assumere come infuso. Si prepara in questo modo:
versare una tazza di acqua bollente su mezzo cucchiai-
no di foglie sminuzzate, lasciare in infusione per 5-10
minuti, poi filtrare e berne 2-3 tazze al giorno.
PRECAUZIONI
Il cardo mariano è controindicato in chi soffre di cal-
colosi biliare, perché potrebbe scatenare una colica
(dolore acuto, intenso e persistente che parte dalla
zona del fegato).

CARDO MARIANO
Rimedio d’elezione
per il fegato,
è anche utile
alle donne perché
regola la produzione
ormonale femminile

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FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

TARASSACO
Il termine “tarassaco” in greco significa “guarire” e
questo la dice lunga sulle proprietà curative e benefi-
che di questa erba tanto diffusa quanto trascurata
dalle nostre parti. I principi attivi sono presenti nella
radice, da cui si ricava l’estratto secco nebulizzato, o
che può essere utilizzata per la preparazione di decot-
ti o tinture madri. Tali principi sono rappresentati da
sostanze come la taraxicina, i rinomati flavonoidi, ter-
peni, carotenoidi, cumarine, sali minerali (soprattutto
potassio e calcio), mucillagini, inulina e vitamine (A, B,
C). Grazie a questi principi attivi, la radice di tarassa-
co svolge un’azione blandamente colagoga e colere-
tica (stimola il flusso e la secrezione biliare), protettiva
del fegato e digestiva, ma anche diuretica, depurati-
va, leggermente lassativa e ipoglicemizzante.
Per tutte queste proprietà, il tarassaco deve essere
considerato un’erba medicinale immancabile nei pro-
grammi di dimagrimento e specialmente dopo perio-
di in cui si è un po’ esagerato a tavola e fuori pasto,
abusando di cibi grassi, condimenti.
COME ASSUMERLO
Decotto: un cucchiaio di radici fatte bollire in
250 ml di acqua per 10 minuti dà una tisana depurati-
va molto efficace, perché utilizza le radici, che per le
loro azioni benefiche sono la parte più importante
della pianta. Ottime se associate ad altre radici come
quelle di bardana e gramigna.
Estratto secco (500-750 mg al giorno) da assumere
lontano dai pasti, esplica un’azione ancora più poten-

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

te. Effettuare cicli di trattamento di 2 mesi, intervalla-


ti da un mese di pausa.
In caso di necessità, si può ripetere tutto il ciclo.
PRECAUZIONI
Il tarassaco non deve essere utilizzato da soggetti
affetti da calcoli alle vie biliari, specie se di piccole
dimensioni, perché potrebbe provocare una colica
biliare. Da evitare anche nei soggetti affetti da ulcera
gastrica e duodenale.

CARCIOFO
Già descritto in parte nel Capitolo 11, il carciofo è una
pianta utile per la sua capacità di regolare il flusso
biliare (ossia lo aumenta quando è troppo lento e lo
riduce quando è particolarmente elevato). Grazie a
tale attività di regolazione della bile, esso migliora la
digestione e quindi il metabolismo dei grassi.
Tuttavia, oltre a ciò esso favorisce anche l’attività
detossificante del fegato, aiutando l’organismo a libe-
rarsi dalle scorie metaboliche che vengono elaborate
da quest’organo.
COME ASSUMERLO
Estratto secco titolato in acido caffeilchinico
minimo 13% massimo 18%: 600-900 mg al giorno in 3
somministrazioni, da assumere circa mezz’ora prima
dei pasti.
PRECAUZIONI
Anche il carciofo, come tutte le piante attive sul flus-
so biliare, è controindicato nei soggetti che soffrono
di calcoli alla cistifellea, perché potrebbe scatenare

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FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

dolorose coliche epatiche, dovute al passaggio dei


calcoli (specialmente di quelli più piccoli) dalla cisti-
fellea alle vie biliari principali.

AGRIMONIA
In medicina popolare, l’agrimonia è considerata una
pianta dotata di varie attività terapeutiche, tra cui una
moderata azione coleretica e colagoga e una discreta
azione ipoglicemizzante. Tali proprietà sono garantite
dalla presenza di principi attivi come l’acido ursolico e
altri triterpeni minori contenuti specialmente nelle
foglie, tannini, fitosteroli, oli essenziali, flavonoidi
(quercetina), acido silicico, citrico, malico, nicotinico,
ascorbico, vitamine K e B1, ecc..
COME ASSUMERLA
Infuso: versare 150 ml di acqua bollente su
mezzo cucchiaino di foglie essiccate e tritate di agri-
monia, lasciare riposare 10-15 minuti, poi filtrare.
Bere una tazza di tale infuso da 2 a 4 volte al giorno,
lontano dai pasti.

AGRIMONIA
Oltre all’azione
ipoglicemizzante,
l’agrimonia cura
faringiti,
gastroenteriti,
infiammazioni
intestinali e,
in uso esterno,
congiuntiviti
e dermopatie

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 198

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

BARDANA
La bardana (Arctium lappa) è uno dei rimedi fitotera-
pici più completi da utilizzare in una cura dimagrante.
Di tale pianta si usano le radici e talvolta anche le
foglie, che contengono principi attivi tonici per il
fegato, ossia utili per regolarizzare l’attività metaboli-
ca del fegato e il flusso biliare.
È dotata anche di proprietà diuretiche (aumenta la
produzione di urine) e di un’azione antidiabetica
(abbassa la glicemia), per la presenza di inulina e vita-
mine del gruppo B, che agiscono regolarizzando il
metabolismo dei carboidrati.
La bardana, inoltre, purifica il sangue, neutralizza e
drena le tossine e ripulisce il sistema linfatico.
Ancora, è in grado di abbassare il colesterolo ed eserci-

BARDANA
Una pianta rustica
molto preziosa
per chi è attento
al peso, perché agisce
a largo spettro per
drenare, depurare
e per regolare
il metabolismo
di grassi e zuccheri

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FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

ta un blando effetto lassativo. Tra gli altri benefici, la


bardana consentirebbe di stimolare la secrezione delle
ghiandole sudoripare e anche di regolarizzare quella
delle ghiandole sebacee, con il vantaggio di risolvere
eventuali inestetismi o problemi cutanei (per esempio la
pelle grassa, l’acne, i foruncoli).
COME ASSUMERLA
Il decotto di radici di bardana viene utilizzato a
scopo depurativo e diuretico. Si prepara con un cuc-
chiaio di radici essiccate e tritate in 100 ml di acqua
fredda, da portare a ebollizione e fare bollire per 8
minuti.
Lasciare riposare per 5 minuti, filtrare, dolcificare con
un cucchiaino di miele e bere al mattino a digiuno.

FUMARIA
La fumaria (Fumaria officinalis) è una pianta con pro-
prietà depurative particolarmente utile per regolariz-
zare la funzionalità del fegato e della cistifellea.
Si utilizzano prevalentemente i fiori, ricchi di flavonoi-
di, alcaloidi, mucillagini e sali minerali.
Analogamente all’agrimonia, essa è in grado di riequi-
librare il flusso biliare, aumentandolo quando è insuf-
ficiente, e rallentandolo quando è in eccesso.
Può avere un blando effetto lassativo ed è utile anche
per la difficoltà a digerire i grassi, per la nausea e tutti
quei sintomi che possono essere indicativi di un fegato
“appesantito”. Può avere un leggero effetto sedativo.
COME ASSUMERLA
Infuso di fiori: un cucchiaio per 100 ml di

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

acqua bollente, lasciare riposare, filtrare e berne una


tazza al giorno prima di ogni pasto.
PRECAUZIONI
Da evitare se si assumono farmaci sedativi.
A dosi elevate può essere irritante per l’intestino e
provocare diarrea.

BOLDO
Il boldo (Boldus boldus) è dotato di proprietà colago-
ghe, coleretiche, digestive, diuretiche e anche sedati-
ve del sistema nervoso. Esso contiene in particolare
una sostanza, la boldina, che esercita un’azione fluidi-
ficante della bile, diminuendone la densità e la visco-
sità e aumentandone il contenuto acquoso.
Alcune ricerche hanno evidenziato come questa azio-
ne compaia solo a bassi dosaggi, mentre l’effetto
coleretico viene ottenuto solo per posologie elevate.
L’aumento della secrezione è netto ma di breve dura-
ta. La presenza di antrachinoni e l’aumento dei sali
biliari a livello intestinale determinano anche un
discreto effetto lassativo.
COME ASSUMERLO
Il boldo può essere assunto in capsule, com-
presse, come infuso, tintura, estratto fluido. La dose
consigliata è di 2-5 grammi al giorno per infusione
(tè); 1-3 ml di una soluzione idroalcolica 1:5 come tin-
tura; 0.5-1 ml al giorno di estratto fluido. Il trattamen-
to non deve in ogni caso superare le 4 settimane.
PRECAUZIONI
Prima di iniziare un trattamento con il boldo è oppor-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 201

FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

tuno consultare il medico se si è in presenza di alme-


no una delle seguenti condizioni: gravidanza (incluso
il caso di cui la si stia programmando), allattamento,
calcolosi biliare.

ORTOSIPHON
Ricordiamo infine, tra i rimedi fitoterapici depurativi
del fegato, anche le foglie di Ortosiphon o tè di Giava
(vedi il Capitolo 10), le quali, oltre a stimolare la diu-
resi ed essere utili per risolvere i problemi di ritenzio-
ne, sono dotate di attività colagoga per cui, con la
loro somministrazione, si ottiene un blando incremen-
to della funzionalità epatica e biliare. Sono quindi
considerate a tutti gli effetti un efficace rimedio depu-
rativo epatico e renale.

Le molte formule delle erbe


La tisana
Decotto di liquirizia, tarassaco e cardo mariano
Mettere un cucchiaino di radici di liquirizia, un cuc-
chiaino di radici di tarassaco e un cucchiaino di foglie
di cardo mariano in una tazza di acqua bollente. Fare
bollire per 5 minuti e lasciare riposare per 10 minuti.
Filtrare ed eventualmente dolcificare con un cucchiai-
no di miele millefiori. Per rendere il decotto ancora
più efficace e depurante si possono aggiungere 15 g
di radici di genziana, 30 g di radici di bardana e 30 g
di radici di gramigna.
Da bere al mattino a digiuno per un mese.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 202

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Il mix di tinture madri depurative


In caso di fegato ingrossato, appesantito e affaticato
e per cercare di riportare in equilibrio la sua attività
metabolica e disintossicante, si consiglia la seguente
miscela di estratti idroalcolici (tinture madri):
Cardo mariano, Tarassaco, Carciofo, Bardana,
Rosmarino, Ortica.
Preparare una miscela in cui siano presenti da 16 a 20
gocce di ciascun rimedio e metterle in una boccetta.
Prelevare da quest’ultima 80-100 gocce e versarle in
un litro di acqua minerale naturale.
Bere tutto il litro d’acqua suddividendolo in 4-5 volte
al giorno, assumendo lontano dai pasti. Proseguire la
cura per un mese.

ROSMARINO
Prezioso per la
digestione,
il rosmarino stimola
la diuresi
e la sudorazione,
regola il ciclo
mestruale, calma
la tosse

202
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 203

FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

L’aiuto della gemmoterapia


La miscela di rimedi gemmoterapici consigliata per
il fegato, ad azione depurativa, drenante, epato-
protettiva e riequilibrante è composta da:
 Corylus avellana (nocciolo): previene l’induri-
mento del tessuto del fegato;
 Rosmarinus officinalis (rosmarino): favorisce la
rigenerazione del fegato;
 Juniperus communis (ginepro): regolarizza il
metabolismo dei grassi nel fegato e la funzione
epatica;
 Secale cereale (segale): azione protettiva e rige-
nerante sul fegato;
 Berberis vulgaris (crespino): coleretico, colagogo;
Porre 80 gocce (16 gocce di ciascun rimedio) in un
litro d’acqua naturale da bere in 3-4 volte al gior-
no lontano dai pasti.
Ripetere l’assunzione ogni giorno per un mese.

Le risorse dell’aromaterapia
Gli oli essenziali più indicati per ottenere un effetto
riequilibrante sulla produzione di bile e sul metaboli-
smo del fegato sono: Carota selvatica, Rosmarino,
Limone e Menta. Da utilizzare preferibilmente come
bagno oppure aggiungendo 2 gocce di olio essenzia-
le a un cucchiaio di olio base (per esempio, olio di
mandorle dolci) e massaggiare la pancia in corrispon-
denza della regione del fegato se quest’organo viene
percepito come appesantito e ingrossato.

203
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 204

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

I rimedi omeopatici per migliorare


la salute del fegato

CHELIDONIUM MAIUS
È il rimedio più indicato nei soggetti con ingrossa-
mento del fegato che si fa sentire come una specie di
dolore sordo o pungente, che peggiora nel tardo
pomeriggio, col movimento e con la palpazione, men-
tre migliora con il riposo e dopo l’ingestione di bevan-
de calde. Si associa a stanchezza, sbadigli, sonnolen-
za, lingua ricoperta da una patina bianco-giallastra e
sensazione di amaro in bocca.
POSOLOGIA: solitamente se ne prescrive una dose
due volte al giorno per un mese alla 5CH.

CELIDONIA
La pianta da cui si estrae
il corrispondente rimedio
omeopatico viene usata
in erboristeria come
spasmolitico intestinale
e purgativo. Il suo lattice,
fortemente caustico,
era usato per
eliminare verruche,
porri, calli e duroni

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 205

FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

LEPTANDRA VIRGINICA
Utile soprattutto per il dolore nella regione del fega-
to che si irradia al dorso, alla colonna vertebrale e alla
scapola sinistra, aggravata dalla palpazione e dall’in-
gestione di bevande fredde e che migliora stando
sdraiati sulla pancia. Il disturbo è associato a emissio-
ne di abbondanti feci nere, simili alla pece, molto
maleodoranti. I soggetti sensibili presentano anche
cefalea intensa, associata a sensazione di vertigine e
sonnolenza.
POSOLOGIA: valgono le medesime indicazioni date
per Chelidonium.

PHOSPHORUS
È il rimedio omeopatico di chi sottopone il proprio
fegato a un superlavoro a causa di continue abbuffa-
te e di un esagerato consumo di bevande alcoliche.
Phosphorus è utile anche per regolarizzare il metabo-
lismo degli zuccheri (vedi il Capitolo 12) e quindi è
uno dei rimedi omeopatici più prescritti alle persone
con problemi di sovrappeso.
POSOLOGIA: la dose prescritta è solitamente eleva-
ta, per esempio alla 15 CH. Una dose al giorno.

LACHESIS
Questo medicinale omeopatico è spesso utilizzato
assieme a Phosphorus, in quanto ne completa le
caratteristiche.
Si utilizza quando, oltre alle caratteristiche di
Phosphorus, il soggetto presenta fegato ingrossato,

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 206

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

talvolta con senso di fastidio, emorroidi, eccitazione


con loquacità, sonno agitato, aggressività, gelosia.
POSOLOGIA: si assume una volta al giorno, solita-
mente nel dosaggio alla 9 o 15 CH. Vedi a que-
sto proposito anche il Capitolo 15.

LYCOPODIUM
Medicinale per il riequilibrio della cellula epatica e
delle vie biliari.
Il soggetto Lycopodium è ipersensibile nella zona del
fegato (per esempio, non può sdraiarsi sul lato
destro), ha grande appetito che viene rapidamente
saziato col cibo e lamenta gonfiore alla regione della
pancia localizzata sotto all’ombelico, associato a stiti-
chezza. È uno dei rimedi più prescritti nei soggetti
con problemi di sovrappeso (vedi anche i Capitoli 6,
8, 11 e 15).

Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
In un programma di depurazione del fegato, gli alco-
lici in generale dovranno essere evitati, così come i
cibi molto grassi (fritture, formaggio, burro, insaccati,
ecc) che sovraccaricano l’attività di questo organo.
È necessario bere tanti liquidi nel corso della giornata
(acqua, succhi non zuccherati, centrifugati).
Tra gli alimenti naturali coleretici e colagoghi vanno
ricordati soprattutto la barbabietola, il carciofo, il cer-
foglio, il rapanello, le olive, la rapa e il tarassaco.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 207

FAVORIRE LA FUNZIONALITÀ DEL FEGATO

In considerazione della funzione disintossicante del


fegato, sono di fondamentale importanza tutti gli ali-
menti ricchi di antiossidanti, come la vitamina A (spi-
naci, carote, prezzemolo), C (agrumi, cavolo, broccoli)
ed E (lievito di birra, cereali, polline) e il glutatione
(avocado, anguria, pompelmo, fragole, pomodori,
arance, melone, pesca). 

FRAGOLE
Tutti i frutti zuccherini,
come le fragole ma anche
le ciliegie, sono un ottimo
nutrimento per il fegato

207
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 208

 CAPITOLO 14

Le erbe per la cellulite


e il benessere delle gambe
Per eliminare questo antiestetico
inconveniente occorre
agire a largo spettro, partendo
proprio dai rimedi naturali

Il problema del ristagno


La cellulite è una condizione molto diffusa che interes-
sa quasi esclusivamente il sesso femminile, viene per-
cepita prevalentemente come un problema estetico
ed è favorita dal sovrappeso, dall’obesità, dalla riten-
zione idrica, da comportamenti alimentari scorretti,
da alcuni farmaci (come alcuni tipi di pillola anticonce-
zionale) e via dicendo.
In un trattamento dimagrante globale, la presenza
della cellulite segnala specialmente un problema di
ristagno. Lo stesso discorso vale per l’edema, ossia il
gonfiore che interessa le gambe e le caviglie, favorito
da una ridotta azione drenante del circolo venoso e
linfatico, spesso indotta anche da posture scorrette e
sedentarietà (condizioni tipiche di chi è sovrappeso).

208
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 209

LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

A cosa è dovuta?
La cellulite consiste nell’accumulo di materiale acquo-
so, lipidico e (in minor parte) fibroso nel tessuto sot-
tocutaneo, favorito da uno scarso drenaggio linfatico
e quindi dal ristagno di scorie metaboliche nel sotto-
cute. In seguito a tale accumulo si verifica inizialmen-
te una reazione infiammatoria locale con ispessimen-
to del sottocute, dapprima molle ma che poi, col pas-
sare del tempo, diventa duro. Per questo motivo, a
seconda dello stadio di sviluppo, si distinguono una
cellulite “molle”, tipica degli stadi iniziali, una celluli-
te “dura”, e delle forme più avanzate e presenti da
lungo tempo. Tale distinzione è importante perché le
varie forme sono sensibili a rimedi diversi.
La cellulite molle è la forma più tipica, si riconosce
facilmente per l’aspetto flaccido e “a buccia d’aran-
cia” della pelle: vi è prevalentemente stasi linfatica, il
sottocute è gonfio ma molle al tatto.
La cellulite dura è più difficile da riconoscere, perché
la pelle può presentarsi del tutto liscia e regolare, ma
con indurimento dello strato di sottocute e in genere
è associata a smagliature. Alla sua base vi è soprattut-
to una cattiva circolazione venosa.
La cellulite edematosa, che è un po’ una via di mezzo
tra le prime due, è caratterizzata da un aspetto gon-
fio e spugnoso con pelle pallida e lucida.
Per cercare di risolvere la cellulite non esiste un meto-
do unico, ma bisogna lavorare su più fronti, tenendo
conto anche dello stadio del ristagno e del tipo di cel-
lulite. In particolare, come vedremo più avanti, un

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 210

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

programma di trattamento anticellulite che miri a


essere completo e globale deve comprendere una
dieta adeguata e un’attività fisica appropriata, cui
possono essere associati diversi tipi di rimedi naturali
fitoterapici e/o omeopatici.

Le erbe decongestionanti
I rimedi naturali fitoterapici per la cellulite possono
essere distinti in due grandi gruppi: rimedi per la cel-
lulite molle e per la cellulite dura.

1 Rimedi per la cellulite molle


La cellulite molle è la fase iniziale della cellulite, carat-
terizzata dall’accumulo di liquidi nel sottocute. I rime-
di sono quindi quelli che favoriscono la diuresi, com-
battono la ritenzione idrica (vedi anche il Capitolo 11)
e stimolano il drenaggio linfatico e venoso. Si posso-
no utilizzare rimedi per uso esterno e per uso interno,
che possono essere associati fra loro.

Trattamento esterno

EDERA
L’edera (Hedera helix) è un valido rimedio contro la
cellulite, soprattutto per uso esterno, sotto forma di
creme, fanghi, ecc., da applicare nelle zone interessa-
te. L’applicazione esterna è utile perché, oltre alle
proprietà drenanti locali, è associata a un effetto anal-
gesico locale, cioè di riduzione del dolore o del senso

210
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 211

LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

di pesantezza dovuti alla congestione. Le principali


sostanze attive sono le saponine, i fitosteroli, i tanni-
ni, il beta-carotene e la vitamina E. L’edera può anche
essere assunta come estratto secco titolato (200 mg
due volte al giorno lontano dai pasti).
Ricetta della crema all’edera
Scaldare lentamente 70 ml di olio di edera a bagno-
maria e usarne una piccola parte per impastare sepa-
ratamente 2 g di lecitina di soia. Aggiungere all’impa-
sto a poco a poco tutto l’olio rimanente, facendo
attenzione a sciogliere bene la lecitina. Aggiungere e
sciogliere 14 g di cera d’api. In un altro pentolino scal-
dare a bagnomaria 10 ml di tintura madre di edera e
10 ml di tintura madre di echinacea (attenzione: gli
estratti idroalcolici: sono infiammabili) e versare la tin-
tura un po’ alla volta nell’olio caldo, mescolando bene
con una frusta. Aggiungere 2 gocce di olio essenziale
di cipresso, 2 di lavanda, 2 di rosmarino, 2 di limone e
2 di patchouli e mescolare bene. Porre il tutto in un
vasetto di vetro o ceramica e lasciare raffreddare.

EDERA
L’edera ha solo un uso
esterno, in quanto
per uso interno è altamente
velenosa. In applicazione,
invece, ha proprietà
anticellulite, antireumatiche,
antinevralgiche

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Trattamento interno

ANANAS
L’ananas, coltivato soprattutto nell’America centro-
meridionale, contiene una sostanza, la bromelina, un
enzima con un’azione simile a quella della pepsina
dello stomaco, ossia l’enzima deputato alla digestio-
ne delle proteine (vedi anche il Capitolo 7).
Si tratta di una pianta utile nelle diete dimagranti in
generale per la sua azione lievemente diuretica, nutri-
tiva e digestiva. Ma oltre a ciò, l’ananas è dotato di
proprietà antinfiammatorie, disintossicanti, deconge-
stionanti e sgonfianti, che possono essere utili per
migliorare l’aspetto della cute grinzosa o “a buccia
d’arancia” tipica della cellulite, per risolvere gli edemi
e le congestioni sottocutanee.
Come assumerlo
Si consiglia l’assunzione di 400-800 mg al giorno di
estratto secco titolato in unità enzimatiche (min. 250
GDU/g), da prendere circa mezz’ora prima dei pasti
principali sino al miglioramento dei sintomi.
Proseguire la cura per periodi anche di 2 o 3 mesi.

ANANAS
La bromelina,
contenuta
soprattutto nel
gambo, rende
l’ananas un rime-
dio d’elezione
per la cellulite

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LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

PUNGITOPO
I germogli di pungitopo,
dal gusto amarognolo,
raccolti da marzo
a maggio, vengono
utilizzati in cucina,
lessati, per insalate,
minestre e frittate

PUNGITOPO
Il pungitopo o rusco (Ruscus aculeatus) svolge
un’azione specifica di drenaggio venoso e linfatico del
sottocute, favorendo il riassorbimento dei liquidi in
eccesso e quindi stimolando la diuresi.
Si consiglia di assumere 30 gocce di tintura madre 3
volte al giorno oppure 3 capsule di estratto secco da
300 mg al giorno.

GINKGO BILOBA
Già descritto nei capitoli precedenti, il ginkgo è una
pianta in grado di migliorare la circolazione sangui-
gna, ridurre la permeabilità capillare (e quindi l’ecces-
sivo stravaso di liquidi) e diminuire i ristagni. Pertanto
trova indicazione quando prevalgono i problemi di
microcircolazione.

ORTOSIPHON E BETULLA
Ricordiamo anche gli estremi vantaggi di ortosiphon e
betulla, utili specialmente quando la cellulite è asso-
ciata a una spiccata tendenza alla ritenzione di liquidi
(vedi il Capitolo 10).

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 214

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

2 Rimedi per la cellulite dura


La cellulite dura è una forma più “organizzata” e cro-
nica di ristagno sottocutaneo: sono presenti noduli e
indurimenti sottocutanei più o meno estesi, ma molto
più difficili da sciogliere. Anche in questo caso il trat-
tamento può essere esterno e interno.

Trattamento esterno
Il massaggio deve essere effettuato da operatori
esperti, a causa del rischio di aggravare lo stato di
infiammazione del sottocute. Per il trattamento ester-
no della cellulite dura, particolarmente utili possono
essere i bagni profumati e drenanti.

BAGNO ANTICELLULITE
In un contenitore versare sale marino integrale, 10
gocce di olio essenziale di geranio, 10 di olio essen-
ziale di limone e 10 gocce di olio essenziale di cipres-
so. Mescolare con cura e lasciare riposare per 2-3
giorni. Quindi effettuare un bagno aggiungendo
all’acqua il preparato e immergendosi nella vasca per
20 minuti. Durante il bagno, massaggiare le parti inte-
ressate servendosi di un guanto di crine.

LIMONE
Tra le virtù del limone c’è
l’effetto tonificante
del tessuto connettivo, al
quale dà forza ed elasticità

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 215

LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

IPPOCASTANO
L’alto contenuto
di vitamina P e di tannini
rendono l’ippocastano
efficace per la fragilità
capillare. È anche
antinfiammatorio
e antiedematoso,
curativo di cellulite
e couperose

Trattamento interno

IPPOCASTANO
L’ippocastano aumenta la resistenza dei capillari e
favorisce il drenaggio dei liquidi che si accumulano
nello spazio tra i capillari. Esso dà tono ai capillari,
aumentandone anche l’elasticità e riducendone la
permeabilità, quindi contrastando la formazione della
cellulite più dura. I due principi attivi dell’ippocastano
sono l’escina e l’esculoside, utilizzati anche dall’indu-
stria farmaceutica per la produzione di creme e com-
presse indicate per il trattamento dell’insufficienza
venosa cronica. Si consiglia l’assunzione di 250 mg di
estratto secco titolato al 15% in escina 3 volte al gior-
no, a stomaco pieno, per 30 giorni, poi 125 mg al
giorno per due mesi.
Controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

VITE ROSSA
È indicata soprattutto quando la cellulite dura è asso-
ciata a fragilità capillare e insufficienza venosa (peso
alle gambe, caviglie gonfie, varici). L’azione capillaro-
protettiva è dovuta soprattutto alla ricca presenza di
flavonoidi nelle foglie e nei semi, che sono le parti
della pianta utilizzate per ricavare l’estratto secco. Se
ne assumono 500-1000 mg al giorno (estratto secco
titolato in antocianosidi minimo 0,2%).

MIRTILLO NERO
Dalle classiche bacche blu del mirtillo si ricava l’estrat-
to ricco di antocianine, potenti sostanze antiossidanti
che risultano particolarmente attive per prevenire il
danno da radicali liberi e la fragilità capillare.
Il rimedio più indicato ed efficace è quello sotto forma
di estratto secco titolato in antocianosidi minimo
23,8%: 60-120 mg al giorno lontano dai pasti per un
paio di mesi.

MIRTILLO
Protegge e rinforza le
pareti dei capillari, per
questo è usato per la cura
della cellulite ma anche
per migliorare la vista,
specialmente la visione
notturna

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 217

LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

CENTELLA ASIATICA
È una pianta tropicale perenne particolarmente indi-
cata per stimolare il drenaggio delle scorie metaboli-
che dai tessuti, favorire il drenaggio venoso degli arti
inferiori, prevenendo l’indurimento del sottocute.
Essa esplica tali azioni agendo sulla parte dei capillari
venosi aumentandone la tonicità. Indicata per la pre-
venzione e il trattamento dell’insufficienza venosa e
delle sue complicanze, la centella asiatica risulta
estremamente utile per il trattamento della cellulite
sia mediante applicazione locale (creme) sia per via
generale (per bocca). In particolare, in quest’ultimo
caso si consiglia di assumerne una capsula da 30-60
mg al giorno per un mese.
PRECAUZIONI
Da evitare in gravidanza e durante l’allattamento.

FUCUS VESICULOSUS
Se la cellulite è associata ad altre alterazioni del meta-
bolismo o dell’equilibrio ormonale (obesità, diabete,
aumento del colesterolo, ecc.), si può ricorrere a
Fucus vesiculosus, un’alga che agisce sulla tiroide.
Per le caratteristiche di questo rimedio vedi anche il
Capitolo 5.

MELILOTO
Anche il meliloto è un rimedio indicato per i problemi
di cellulite che interessano le gambe, specialmente se
associati a insufficienza venosa e linfatica. L’azione
drenante è garantita dalle cumarine, sostanze di cui è

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

ricco l’estratto ricavato dalle foglie di questa pianta.


COME ASSUMERLO
Si consiglia l’assunzione di 50-150 mg di estrat-
to secco titolato in cumarina al 20%, una volta al gior-
no, lontano dai pasti, per periodi di 2-3 mesi interval-
lati da periodi di pausa di 20-30 giorni.
EFFETTI COLLATERALI
Talvolta l’estratto secco può provocare nausea, diar-
rea, cefalea transitoria. Può potenziare gli effetti di
alcuni farmaci anticoagulanti. È controindicato in chi è
affetto da emofilia.

MELILOTO
Il suo profumo dolce,
che ricorda il miele,
ha dato il nome
di meliloto (“trifoglio
di miele”) a questa
pianta benefica
per la circolazione

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 219

LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

3 Rimedi per la cellulite edematosa


Sono efficaci gli stessi rimedi che vengono utilizzati
per la ritenzione idrica (vedi il Capitolo 10).
In pratica tutte le erbe che stimolano la diuresi contra-
stano la ritenzione di liquidi e quindi migliorano la cel-
lulite o impediscono che essa si trasformi da un ine-
stetismo cutaneo a un vero e proprio indurimento del
sottocute. Tra queste erbe ricordiamo bardana, basili-
co, betulla, gramigna e carciofo. Il consumo di tali
erbe sotto forma di tisane (infusi o decotti), grazie
all’azione dei liquidi aggiunti, potenzia ulteriormente
l’effetto drenante e sgonfiante sul microcircolo.

Massaggi e Bagni
AROMATERAPIA
L’utilizzo di oli essenziali e fragranze può essere un
altro valido aiuto per il trattamento delle forme più
lievi e iniziali di cellulite. Tra quelli più indicati vi sono:
Rosmarino: favorisce la circolazione sanguigna e
quindi migliora l’apporto nutritivo ai tessuti e il dre-
naggio delle scorie.
Cipresso: stimola il metabolismo e migliora il drenag-
gio e lo smaltimento delle tossine.
Limone: ha azione disintossicante, stimola la circola-
zione linfatica.
Cannella: ha azione riscaldante (come anche Zenzero
e Pepe nero).
Achillea: azione antinfiammatoria e decongestionante.
Geranio: è utile nella cura dei problemi della pelle,

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 220

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

GERANIO
L’olio essenziale
estratto dal geranio
è un potente
stimolatore della
circolazione venosa
e linfatica, cura
con successo vene
varicose e cellulite

inoltre previene le smagliature e i gonfiori.


Gli oli essenziali possono essere aggiunti all’acqua per
il bagno (aggiungere fino a 10 gocce di olio essenzia-
le direttamente all’acqua della vasca o a una dose di
bagnoschiuma neutro) oppure applicati sulle zone
interessate (aggiungere 20 gocce di olio essenziale a
50 ml di olio base, tipo olio di mandorle dolci o olio
di jojoba e applicare con un dolce massaggio di sfio-
ramento con movimento lento, regolare e circolare).

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 221

LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

L’aiuto della gemmoterapia


In caso di cellulite presente da lungo tempo e resi-
stente nei confronti dei vari trattamenti, si consi-
glia il seguente mix di rimedi gemmoterapici ad
azione disintossicante, depurativa, anticongestio-
nante e diuretica:
 Castanea vesca (castagno);
 Betula verrucosa, gemme (betulla);
 Fraxinus excelsior (frassino);
 Fagus sylvatica (faggio);
 Ligustrum vulgare (ligustro).
Si mettono 16 gocce di ciascun rimedio in un litro
di acqua naturale. Da bere durante il giorno lonta-
no dai pasti per un mese.
Nelle forme di cellulite in cui la congestione è par-
ticolarmente spiccata, è utile assumere una misce-
la anticongestionante a base di tinture madri di
salice, ribes, tarassaco, spirea ulmaria, equiseto,
ortica e carciofo: 30-40 gocce tre volte al giorno
per 30 giorni.

CASTANEA VESCA
Le gemme del castagno
sono un eccezionale
drenante linfatico,
ottimo per contrastare
la stasi linfatica nelle
gambe

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 222

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

I rimedi omeopatici
per la cellulite
Contro la cellulite non esiste uno specifico rimedio
omeopatico. Tuttavia, l’omeopatia può essere utile per
tutte quelle condizioni che possono favorirne l’insorgen-
za, in modo da riequilibrare la circolazione e diminuire la
ritenzione idrica che è alla base della cellulite stessa.

GRAPHITES
Il rimedio è già stato descritto abbondantemente in
altri capitoli. Qui ricordiamo che questo è il medicina-
le omeopatico adatto a tutte le persone che tendono
a sviluppare problemi venosi in un contesto di celluli-
te, spesso associata a prurito ed eczema cutaneo.

THUYA
Di questo rimedio è già stata presentata una descri-
zione in precedenza (vedi anche i Capitoli 8, 10 e 15).
Ricordiamo che esso è indicato quando la ritenzione
idrica è localizzata e si manifesta sotto forma di cellu-
lite e vene varicose in soggetti deboli, con scarsa resi-
stenza, elevata sensibilità all’umidità, molto freddolo-
si e tendenzialmente depressi.

NATRUM SULFURICUM
È adatto per la cellulite che compare nella donna con
spiccata ritenzione idrica ed eccessiva sensibilità al
clima umido. I sintomi peggiorano col riposo, mentre
migliorano con la vita all’aperto.

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LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

PHOSPHORUS
È il rimedio per la cellulite della donna alta, longilinea,
senza una particolare tendenza al sovrappeso, ma in
cui di solito la cellulite e l’adipe in eccesso sono distri-
buiti prevalentemente nel basso ventre e alla radice
delle cosce, con cute secca e cellulite spesso “dura”
(vedi anche i Capitoli 13 e 15).

CALCAREA CARBONICA
È il rimedio per la cellulite della donna brevilinea,
robusta, con distribuzione uniforme dei chili in ecces-
so. Prevale la cellulite edematosa, che solitamente ha
una distribuzione diffusa e generalizzata.

CALCAREA SULFURICA
La cellulite calcarea sulfurica è tipica della donna atle-
tica, con buona muscolatura, robusta più che grassa,
comunque “appesantita”. Essa si localizza prevalente-
mente sui fianchi e solitamente è di tipo “duro”.

CALCAREA FLUORICA
È la cellulite associata a una spiccata insufficienza
venosa con lassità del tessuto connettivo di sostegno
e cute flaccida. Col passare del tempo la cellulite
tende a diventare “dura”.

Come scegliere il proprio rimedio?


Prima di iniziare qualsiasi trattamento, questa è la
domanda da porsi:
 La cellulite è molle, dura o edematosa?

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

Se non riuscite a identificare il vostro tipo, può essere


necessario il parere del medico. A seconda della
risposta si potrà ricorrere ai rimedi indicati per l’una o
l’altra forma. Ed ecco la seconda domanda.
 Dov’è localizzata la cellulite?
Se è localizzata alle gambe, spesso è il microcircolo
venoso il principale imputato e si associano altre ano-
malie (per esempio, varici). Se invece è localizzata alla
pancia, ai glutei o in altre zone, occorre prendere in
considerazione un problema di ritenzione idrica o di
aumento della massa grassa.

Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
Tutti gli alimenti grassi e salati (salumi, condimenti,
fritture, cibi in scatola, sottaceti, dadi per brodo, cioc-
colato, alcolici, bevande gassate e dolcificate, salse,
dolci, ecc.) devono essere eliminati o ridotti al mini-
mo, poiché provocano ritenzione idrica.
È necessario introdurre una sufficiente quantità di
liquidi per favorire la diuresi: bere almeno 2 litri di
acqua al giorno; mangiare molta verdura e frutta di
stagione che aiutano l’organismo a eliminare natural-
mente le tossine. I succhi e i centrifugati, oltre che le
tisane, sono una soluzione ideale in quanto aumenta-
no l’apporto di liquidi e quindi il potere drenante (tut-
tavia per chi soffre di stitichezza, è meglio ricorrere
alla frutta e verdura intere, in modo da apportare un
adeguato quantitativo di fibre).

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 225

LE ERBE PER LA CELLULITE E IL BENESSERE DELLE GAMBE

ATTIVITÀ FISICA
Per quanto riguarda l’attività fisica, bisogna prestare
attenzione a un aspetto: se la cellulite si è già instau-
rata, lo sport praticato in modo intensivo e forzato
potrebbe portare a un ulteriore aggravamento della
situazione perché richiede ai tessuti un maggiore con-
sumo di ossigeno. Queste attività vanno bene solo se
il drenaggio tessutale è già adeguato. Se la cellulite è
già presente, le attività da preferire sono quelle che
stimolano la circolazione in modo non esasperato (per
esempio, bicicletta, nuoto, camminare, footing, ecc).

I TRATTAMENTI NEI CENTRI SPECIALIZZATI


Per la cura della cellulite ricordiamo alcuni dei princi-
pali rimedi utilizzati: bendaggi freddi, massaggi, linfo-
drenaggio, elettrolipolisi, mesoterapia, laserterapia,
ionoforesi, ultrasuoni, ozonoterapia, liposcultura, ecc.
La scelta di un rimedio piuttosto che un altro si basa
sulle caratteristiche e sulle preferenze individuali oltre
che sul parere del medico.
Come regola generale, poi, ricordiamo di evitare tutti
i fattori che possono rallentare la circolazione, come
calze e indumenti stretti, posture scorrette, posizione
seduta o eretta per lungo tempo, ecc. 

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 226

 CAPITOLO 15

Gli aspetti psicologici


ed emotivi
C’è un profondo legame tra emozioni,
secrezioni ormonali e metabolismo.
Non si può dimagrire senza
tenere conto del mondo interiore

Non sovrapponiamo disagio a disagio


Chi si trova in una situazione di sovrappeso e deside-
ra sottoporsi a un trattamento dimagrante deve
diventare consapevole anche degli aspetti emotivi e
psicologici. Questi possono contribuire all’aumento di
peso o al fallimento di una dieta e, se non adeguata-
mente affrontati (e risolti), possono dare il via a un cir-
colo vizioso, caratterizzato da peggioramento pro-
gressivo del peso e del disagio emotivo, che diventa
poi difficile da interrompere.
Dal punto di vista psicologico ed emotivo, inoltre, la
pancia, spesso interessata da rigonfiamenti e cusci-
netti poco graditi, rappresenta la sede delle emozioni
“viscerali”. Sovente, infatti, problemi di digestione
lenta, stitichezza e i relativi gonfiori addominali si

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 227

GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

osservano maggiormente nei soggetti che fanno fati-


ca a lasciarsi andare, che cercano di controllare l’emo-
tività con la mente, trattenendo spesso le emozioni
più sgradevoli (rabbia, frustrazione, tristezza, ecc.).
Questi atteggiamenti compaiono in genere in perso-
ne con bassa autostima, senso di inadeguatezza, con
conseguente paura di esporsi in pubblico. I gonfiori
della pancia compaiono tipicamente nelle persone
che tendono a rimuginare sulle cose e sui problemi: in
un certo senso esse “gonfiano di pensieri” la propria
mente e l’intestino si comporta di conseguenza. Per
una pancia veramente piatta e sgonfia, quindi, biso-
gna cercare di portare gradualmente un po’ di luce
anche su queste emozioni, rimaste nascoste fino a
questo momento.

L’ansia che si moltiplica


In secondo luogo, l’ansia e la depressione, i due disa-
gi psicologici più frequenti, possono non essere di
buona compagnia in chi si accinge a un trattamento
dimagrante. L’ansia, infatti, può trasferirsi anche al
programma dimagrante stesso, per cui la persona ha
l’ansia di dimagrire, non vede l’ora di perdere chili e
raggiungere il peso forma, con il rischio che, se il risul-
tato non compare nei tempi previsti dal soggetto, la
delusione e lo sconforto iniziano a “prendere corpo”.
La depressione viene spesso compensata da abbuffa-
te di cibo. In entrambi i casi il risultato, in chi inizia un
programma dimagrante, è l’abbandono. Per questo
motivo può essere estremamente d’aiuto introdurre

227
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 228

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

in questi casi una tisana o un rimedio omeopatico per


riequilibrare anche questi aspetti emotivi, tenendo
conto anche degli eventuali effetti aggiuntivi di tali
erbe sul metabolismo.
È ovvio che nelle forme più “pesanti” la consulenza e
il supporto psicologico ed eventualmente psicotera-
peutico sono da prendere nettamente in considera-
zione e possono essere tranquillamente integrati con
i rimedi naturali qui proposti.
In questo capitolo parleremo soprattutto di quelle
piante che, oltre ad avere un effetto sul tono del-
l’umore, possiedono anche delle proprietà “seconda-
rie” il cui utilizzo può apportare alcuni vantaggi ulte-
riori a chi sta seguendo un programma per ritrovare il
proprio peso forma.

Il ruolo nel dimagrimento


Lo stretto rapporto tra aspetti psicologici-emotivi e
sovrappeso è una realtà che negli ultimi anni è stata
messa sempre più in evidenza anche dal mondo scien-
tifico. In particolare, è stato evidenziato un profondo
legame tra emozioni, secrezioni ormonali e metaboli-
smo. Innanzitutto, in molte persone il sovrappeso è di
tipo reattivo, ossia compare o si aggrava in seguito a
eventi spiacevoli o traumatici (lutti, separazioni, licen-
ziamenti, ecc.). In secondo luogo, gli ormoni dello
stress come il cortisolo possono essere responsabili
dell’aumento di peso attraverso vari meccanismi (per
esempio, favorendo la ritenzione idrica, aumentando
la glicemia, ecc.). Inoltre, in queste condizioni di

228
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 229

GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

sovrappeso reattivo o da stress, il cibo viene spesso


utilizzato più o meno consapevolmente come stru-
mento di autogratificazione, con il quale l’individuo si
regala un piacere in modo da contrastare le emozioni
spiacevoli. Il rischio è che se il cibo viene costante-
mente utilizzato come piacere (e soprattutto come
“unico piacere”) a lungo andare esso porta alle con-
seguenze negative che ben conosciamo: aumento di
peso, difficoltà di movimento, non accettazione di sé,
bassa autostima. Se il disagio emotivo profondo non
viene adeguatamente affrontato e risolto, a nulla
potrebbero servire i numerosi “sacrifici” per perdere i
chili di troppo. Le erbe e i rimedi omeopatici possono
essere un aiuto valido e “dolce”, a differenza dei far-
maci, che spesso vengono prescritti forse con ecces-
siva facilità, e non è raro che, a causa dei problemi che
possono procurare (reazioni indesiderate, effetti colla-
terali), arrivino ad appesantire ulteriormente il disagio
psicologico della persona.

Le erbe per la psiche

SOVRAPPESO E ANSIA

PASSIFLORA
Le proprietà dei fiori di passiflora (Passiflora incarna-
ta) sono del tutto sovrapponibili a quelle delle foglie
di melissa: ansiolitiche, sedative e spasmolitiche del
tratto gastrointestinale, specie nei disturbi di origine

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 230

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

PASSIFLORA
La Passiflora agisce
sul sistema nervoso
centrale con un
effetto tranquillante
e sedativo, che non
ha le controindicazioni
dei sedativi chimici

nervosa (colon irritabile, coliti da stress).


Si può assumere come infuso (un cucchiaio di fiori sec-
chi per tazza di acqua calda) spesso in combinazione
con altre piante sedative (valeriana, melissa, escolzia):
in erboristeria si possono trovare miscele di erbe tran-
quillanti già pronte. Se si assume l’estratto secco, è
opportuno accertarsi che esso sia titolato in flavonoi-
di totali e assumere una quantità corrispondente a 60
mg di flavonoidi al giorno.

BIANCOSPINO
Le foglie e i fiori di biancospino (Crataegus monogy-
na) sono tradizionalmente noti per le loro proprietà
sedative e tranquillanti, utili per le condizioni di ansia,
nervosismo e irrequietezza, oltre che per un’attività di
regolazione del ritmo cardiaco, per cui la pianta è
indicata in caso di tachicardia, palpitazioni, extrasisto-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 231

GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

li. Oltre a queste caratteristiche, sembra che il bianco-


spino, grazie alla presenza di una sostanza particolare
(berberina), prevenga l’aumento del livello di coleste-
rolo (soprattutto di quello cattivo) e di trigliceridi nel
sangue e ne impedisca il deposito nei vasi sanguigni
e nei tessuti (prevenzione dell’arteriosclerosi).
Di fronte a questo tipo di proprietà, si può raccoman-
dare il biancospino specialmente a chi, oltre a essere
in sovrappeso, presenta anche aumento del coleste-
rolo, ansia (magari con palpitazioni e tachicardia) e
ipertensione.
COME ASSUMERLO
Infuso: si prepara con uno o due cucchiai di
fiori di biancospino e una tazza di acqua bollente.
Dopo avere lasciato in infusione per una decina di
minuti, filtrare e bere. Il sapore è gradevole, quindi
non è necessario dolcificare.
Estratto secco: preferire i prodotti che indicano chia-
ramente sull’etichetta che contengono estratto secco
nebulizzato titolato in iperoside minimo 0,7%: 5 mg di
iperoside al giorno da assumere lontano dai pasti, per
almeno 6 settimane. Se questi dati non sono indicati
sull’etichetta del prodotto, questo potrebbe essere
poco efficace.
AVVERTENZE D’USO
Poiché il biancospino potenzia gli effetti di farmaci
antipertensivi o antiaritmici, è opportuno informare il
medico che lo si sta assumendo. Sconsigliato in gravi-
danza e durante l’allattamento. Da usare con cautela
in chi ha già una bassa frequenza di battiti cardiaci.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 232

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

MELISSA
La melissa (Melissa officinalis) è considerata un riequi-
librante del sistema nervoso dalle proprietà toniche e
rilassanti, indicata per le sindromi ansiose e ansiose-
depressive e per i disturbi del sonno di origine nervo-
sa. Oltre a questi effetti, essa è dotata anche di attivi-
tà spasmolitica sulla muscolatura dell’apparato
gastrointestinale. Inoltre la melissa è antinfiammato-
ria, carminativa e leggermente coleretica, il che giusti-
fica il suo utilizzo in presenza di dispepsia, aerofagia,
flatulenza, nausea, vomito, coliche gastrointestinali,
difficoltà digestive.
Da assumere quindi in chi segue una dieta dimagran-
te, è ansioso e ha problemi di gonfiore di pancia
dovuti a difficoltà digestive.
COME ASSUMERLA
Infuso: versare una tazza di acqua bollente su
un cucchiaio abbondante di foglie secche tritate di
melissa. Lasciare riposare 10 minuti, filtrare e bere.
Bagno caldo: l’effetto antispastico della melissa può
essere ottenuto anche facendo un rilassante bagno
caldo mattutino o serale. Versare 300 g di melissa fre-
sca o 200 g di foglie essiccate in un litro d’acqua e
portare a ebollizione. Togliere il decotto dal fuoco e
lasciarlo riposare per 15 minuti, quindi versarlo nel-
l’acqua per il bagno.
Estratto secco titolato in acido rosmarinico al 6.5%
(18 mg): assumere 72 mg di principio attivo al giorno.
Il numero delle capsule da prendere può variare a
seconda del prodotto commerciale acquistato.

232
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GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

SOVRAPPESO E DEPRESSIONE

GRIFFONIA
La griffonia (Griffonia simplicifolia) è una pianta legno-
sa appartenente alla famiglia delle leguminose. È dif-
fusa nelle aree tropicali umide dell’Africa. La parte uti-
lizzata della pianta sono i semi, che vengono raccolti
quando si trovano a piena maturazione. I semi della
griffonia contengono, in quantità variabile (dal 5% al
10%), una sostanza chimica molto particolare, che in
biochimica è nota come 5-idrossi-triptofano (5-HTP), il
quale viene utilizzato dalle cellule del nostro cervello
per produrre la serotonina, il neurotrasmettitore coin-
volto in varie funzioni fisiologiche tra cui l’umore, il
sonno e il senso di fame o sazietà.
Gli estratti ottenuti dai semi della pianta vengono
quindi utilizzati per il trattamento delle forme di
depressione di grado lieve e moderato, nella depres-
sione associata all’ansia e nei disturbi depressivi cicli-
ci stagionali, con effetti già apprezzabili dopo 1-2 set-
timane di assunzione. Oltre a ciò, il 5-HTP, aumentan-
do i livelli di serotonina, agisce sul comportamento
alimentare, in particolare sulla cosiddetta “fame ner-
vosa”, che è frequentemente correlata agli stati
depressivi ed è caratterizzata da desiderio ossessivo
di cibo (solitamente di carboidrati) che generalmente
conduce all’aumento di peso.
COME ASSUMERLA
Due capsule al giorno di estratto secco titolato
al 20% di 5-HTP per tre mesi. Esistono anche forme

233
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 234

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

con maggiore concentrazione (per esempio, 97-98%)


le quali dovrebbero però essere utilizzate solo sotto
stretto controllo medico.
AVVERTENZE D’USO
Evitare l’uso in gravidanza e durante l’allattamento.
Se si stanno assumendo farmaci antidepressivi o
ansiolitici, consultare il medico prima di assumere il
prodotto.

IPERICO
Depressione e sovrappeso vanno spesso a braccetto
e fanno parte di un circolo vizioso per cui più l’indivi-
duo si deprime, più si rifugia nel cibo per compensa-
re la propria tristezza, più ingrassa e più aumenta la
depressione perché si vede ingrassato. I fiori di iperi-
co (Hipericum perforatum), noto anche popolarmente
come “erba di san Giovanni”, sono un rimedio utiliz-
zato ormai da molti anni per la cura delle forme di
depressione lieve e moderata, disturbi dell’umore,
ansia, nervosismo e irrequietezza con ipereccitabilità
nervosa. L’azione antidepressiva dell’iperico sembra
dovuta al fatto che esso aumenti il livello di serotoni-
na nel cervello, per cui oltre a riequilibrare il tono del-
l’umore, riduce anche il senso di fame.
COME ASSUMERLO
La posologia consigliata è di circa 0.2-1 mg di
ipericina al giorno sotto forma di estratto secco tito-
lato, dopo colazione e dopo pranzo.
Dopo l’assunzione, evitare l’esposizione al sole (può
provocare reazioni di arrossamento della pelle).

234
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GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

Triptofano e umore
A livello biochimico, la riduzione del tono del-
l’umore (depressione, tristezza) è correlata a un
“difettoso funzionamento” della trasmissione dei
segnali fra le cellule nervose (neuroni), dovuto alla
carenza di un neurotrasmettitore, ossia la seroto-
nina, che nel nostro organismo viene prodotta a
partire dal triptofano, un aminoacido essenziale
(“essenziale” nel senso che il nostro organismo
non è capace di produrlo e deve essere quindi
introdotto dall’esterno con l’alimentazione). Il trip-
tofano penetra nella cellula nervosa e viene tra-
sformato in 5-idrossitriptofano (5-HTP) e quindi in
serotonina.

SOVRAPPESO E STRESS

GINSENG
È il rimedio naturale antistress per eccellenza. Infatti,
la radice di ginseng (Panax ginseng) è ricca di principi
attivi (ginsenosidi) che sono utili per migliorare la
risposta dell’individuo allo stress. In particolare, esso
diminuisce l’affaticamento, migliora il rendimento fisi-
co e mentale, stimola le difese immunitarie, è tonico
ed energetico, rinforza la capacità generale dell’indi-
viduo di adattarsi ai fattori stressanti. Inoltre il ginseng
agisce anche sul metabolismo, in particolare riducen-
do gli zuccheri nel sangue, attraverso un meccanismo

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 236

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

GINSENG
Il nome ginseng viene
dal cinese, e significa
“pianta dell’uomo”,
l’altro attributo del
ginseng, “panax”,
significa che cura
tutti i mali

che è ancora allo studio. Sembra inoltre che i suoi


principi attivi si comportino come l’insulina del nostro
organismo, sciogliendo i grassi e i depositi di zucche-
ro nel fegato. Per questo, può essere considerato un
rimedio per la prevenzione del diabete (purché asso-
ciato a un’alimentazione adeguata). Come se non
bastasse, il ginseng migliora la circolazione sangui-
gna, potenzia la memoria, rallenta il processo di
invecchiamento cellulare ed è un efficace antiossidan-
te che protegge i tessuti dal danno da radicali liberi.
La sua azione a livello del sistema nervoso è in grado
di ridurre anche il senso della fame. Con tutte queste
proprietà, si può giungere alla conclusione che, se il
ginseng viene associato a un’alimentazione appro-
priata e a un’attività fisica regolare, può essere un
rimedio più che consigliato nel contesto di una cura
dimagrante.
COME ASSUMERLO
Estratto secco titolato in ginsenosidi totali
minimo 1.5%. Si consiglia di assumere una quantità
pari a 30-70 mg di ginsenosidi al giorno per un mese.
Infuso: in erboristeria esistono già diversi prodotti a

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GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

base di radice di ginseng, da solo o associato ad altre


erbe, per la preparazione di tisane.
Bagno al ginseng: per un bagno rilassante aggiunge-
re all’acqua della vasca un paio di cucchiai di polvere
di radice di ginseng.
AVVERTENZE D’USO
Poiché il ginseng può avere effetti eccitanti, si consi-
glia di evitare di assumerlo la sera (può dare insonnia)
e, nel periodo di assunzione, di evitare altri prodotti
eccitanti (caffè, tè, ecc.).
È sconsigliato a chi soffre di ipertensione arteriosa,
insonnia e nella donna gravida o che allatta.

I rimedi omeopatici per gli


aspetti psicologici ed emotivi
I rimedi omeopatici disponibili per le problematiche
emotive sono molto numerosi, anche perché l’omeo-
patia per sua natura tiene sempre conto degli aspetti
emotivi e “sottili” dell’individuo. In questa parte ter-
remo conto prevalentemente dei rimedi utili quando
le problematiche di ansia, depressione e stress sono
associate a sovrappeso o disturbi del metabolismo.

SOVRAPPESO E ANSIA

CALCAREA CARBONICA
È il rimedio omeopatico d’eccellenza del soggetto in
sovrappeso e con tendenza a squilibri metabolici (dia-
bete, ritenzione idrica, aumento degli acidi urici nel

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 238

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

sangue, ecc.): vedi anche i Capitoli 12 e 14. L’ansia fa


da cornice a un contesto caratterizzato da lentezza
mentale e stanchezza fisica.

ARSENICUM ALBUM
Medicinale di fondo per il soggetto ansioso e ossessi-
vo (con carattere meticoloso, esigente, ordinato, pre-
occupato che gli capiti qualcosa di grave) ma anche
depresso (con stanchezza, affaticamento, pessimi-
smo). Come già visto nel Capitolo 11, il rimedio è
ideale per il soggetto che presenta anche alterazioni
del metabolismo dei grassi e disturbi al fegato.
Di solito, durante la fase depressiva, queste persone
hanno tuttavia la tendenza a dimagrire e non ad
aumentare di peso.

AURUM MURIATICUM
Altro rimedio omeopatico di base per l’ansia, specie
se associata a insonnia e nei soggetti che presentano
depressione (spesso molto marcata, con senso di
disperazione) e bassa autostima di fondo. Possono
comparire crisi di rabbia violente, difficilmente con-
trollabili. Il soggetto Aurum muriaticum soffre di pro-
blemi cardiaci, ipertensione arteriosa e disturbi epati-
ci, con fegato ingrossato e duro alla palpazione e
occhi lievemente ingialliti.

GRAPHITES
Graphites è uno dei rimedi più utilizzati in chi vuole per-
dere peso, in quanto il soggetto Graphites può presen-

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 239

GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

tare flatulenza, stitichezza, difficoltà digestive, tenden-


za all’obesità, gonfiore alle gambe, cellulite e, dal
punto di vista psicologico ed emotivo, iperemotività,
indecisione, ipersensibilità. Spesso c’è una corrispon-
denza con l’ipotiroidismo.
Vedi anche i Capitoli 7, 9 e 14.

LACHESIS
Già descritto nel Capitolo 13 per i problemi del fega-
to (in particolare con fegato ingrossato, talvolta con
dolore o fastidio nella zona a questo corrispondente),
Lachesis è indicato nell’ansia dei grandi consumatori
di alcolici. Questi individui possono presentare eccita-
zione con logorrea, sonno agitato, aggressività, gelo-
sia, sospettosità, suscettibilità, comportamento preci-
pitoso con ipereccitazione psicofisica, di sera e di
notte. Nella donna, i disturbi sono aggravati prima
delle mestruazioni e migliorati dalla comparsa del
flusso mestruale. Spesso associato a Phosphorus, che
ne completa le caratteristiche. Lachesis è anche uno
dei medicinali più utilizzati negli stati depressivi.
Il soggetto presenta una certa alternanza tra fasi di
depressione e di eccitazione. Durante il periodo
depressivo, tuttavia, il soggetto Lachesis mantiene
una certa apertura verso il mondo esterno e non si rin-
chiude totalmente nel suo silenzio.

PULSATILLA
Utile per il soggetto con alterazioni del metabolismo
dei grassi (vedi anche il Capitolo 11) e che presenta

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 240

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

umore variabile, con ansia che migliora facilmente


attraverso la consolazione.

ARGENTUM NITRICUM
Il soggetto Argentum nitricum fa tutto in fretta, è pre-
cipitoso, non riesce a rilassarsi, è sempre preoccupa-
to del futuro, ha difficoltà a gestire il proprio tempo.
Presenta molte fobie (paure ingiustificate, per esem-
pio, dei luoghi chiusi o degli spazi aperti, ecc.). L’ansia
viene spesso somatizzata in varie forme (colon irritabi-
le, aumento della diuresi, mal di pancia).

IGNATIA
Se a un appetito irrefrenabile si associa un umore alta-
lenante, con comportamento paradossale, ipersensi-
bilità, Ignatia potrebbe essere il rimedio omeopatico
più indicato (vedi anche il Capitolo 6). Un altro segna-
le tipico di questi soggetti è che stanno molto meglio
quando si distraggono (per esempio, con attività
creative, un viaggio, una vacanza).

MAGNESIA MURIATICA
Può essere il rimedio più idoneo quando il nervosi-
smo, l’ansia, l’irrequietezza e l’agitazione sono asso-
ciati a stitichezza, talvolta con coliche addominali.

THUYA
Un altro dei rimedi omeopatici cardine di chi è in
sovrappeso, ha la pancia gonfia ed è alla ricerca del
proprio peso forma (vedi il Capitolo 8).

240
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 241

GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

L’ansia assume generalmente un aspetto ossessivo


con idee fisse, spesso tipiche di chi segue diete ferree
e rigide, nervosismo, fobie e inquietudine di fondo.

SOVRAPPESO E DEPRESSIONE

ANACARDIUM ORIENTALE
Questo rimedio è indicato nel soggetto depresso,
oltre che smemorato e indifferente, che presta poca
attenzione e si offende facilmente. Egli ha l’impressio-
ne di avere come uno sdoppiamento della personali-
tà, per cui chiede a se stesso o agli altri: “Non è che
sono schizofrenico?”. Il punto critico, però, che
riguarda il tema del nostro libro, è che i suoi sintomi
migliorano mangiando, con le ovvie conseguenze che
ciò può comportare sull’ago della bilancia.

KALIUM PHOSPHORICUM
Depressione (solitamente reattiva, cioè che compare
dopo un periodo di stress o un episodio spiacevole),
estrema spossatezza, lentezza e paura di stare in
mezzo a tanta gente sono segnali caratteristici di que-
sti soggetti, spesso con sensazione di vuoto allo sto-
maco che migliora mangiando.

LYCOPODIUM
Si tratta di un altro rimedio prescritto molto frequen-
temente nei soggetti che si sottopongono a tratta-
menti dimagranti, considerato che esso è utile, come
già descritto nei capitoli precedenti, nei soggetti che

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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

presentano fame vorace, alterazioni del metabolismo


dei grassi e degli zuccheri (sono soggetti con impulsi
ad abbuffarsi di dolciumi), pancia gonfia e fegato
appesantito.
Dal punto di vista psicologico, il soggetto è stanco,
depresso, con scarsa attrazione per il sesso, special-
mente nelle fasi depressive, generalmente emotivo,
pauroso, ipersensibile e irritabile, il suo sonno è di
pessima qualità. La depressione possiede sovente la
sfumatura della frustrazione, in quanto il soggetto
Lycopodium è il perfezionista ambizioso che pretende
che tutto sia perfetto e impeccabile.

NATRUM SULFURICUM
Il soggetto Natrum sulfuricum è solitamente una per-
sona grassa, obesa, con ritenzione idrica e gonfiori
diffusi (inclusa la cellulite) (vedi anche i Capitoli 10 e
14), predisposta ai disturbi del fegato e dell’intestino,
oltre che a disturbi respiratori e articolari. È depresso,
ma a differenza di Lachesis, parla poco, preferisce
stare da solo in silenzio. Al mattino si sveglia spesso
inquieto e irritabile, l’umore migliora dopo la prima
colazione, ma si deprime ancora verso sera, di notte e
con il tempo umido. I sintomi peggiorano caratteristi-
camente con l’arrivo dell’inverno.

PHOSPHORUS
Come visto in precedenza, Phosphorus e Lycopodium
sono rimedi che si accompagnano spesso nei sogget-
ti con alterazioni dei grassi nel sangue e disturbi del

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GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

fegato (vedi i Capitoli 12 e 13). Per quanto riguarda il


comportamento generale, il soggetto Phosphorus
tende a essere stanco, facilmente irritabile, molto sen-
sibile alle costrizioni esterne e al giudizio altrui, cui
tende a reagire con aggressività. Nonostante la stan-
chezza, è presente agitazione di fondo, per cui rara-
mente riesce a dormire bene e quanto vorrebbe.
Quando non è depresso tende a parlare molto, si
entusiasma e si scoraggia molto in fretta.

KALIUM CARBONICUM
Per le persone che sono sempre stanche, ipersensibi-
li, spesso preoccupate della propria salute, che vivo-
no ogni minimo avvenimento come un dramma e
avvertono spesso un intenso e inspiegabile desiderio
di dolci, Kalium carbonicum potrebbe essere il rime-
dio ideale.

SEPIA
Sepia è indicato nei soggetti che presentano caratte-
risticamente stanchezza, indifferenza, smemoratezza,
irritabilità, tristezza con isolamento dall’esterno e
chiusura in se stessi. Sono persone che tendono a
piangere facilmente e si lamentano di non avere una
buona memoria. Non gradiscono che altri li consolino,
anzi vengono irritati dalle consolazioni.
Nella donna la tristezza si aggrava ulteriormente
durante il periodo mestruale. C’è una tendenza alla
stitichezza (vedi il Capitolo 9), alla fame nervosa (vedi
anche il Capitolo 6) e all’ipertensione arteriosa.

243
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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

NUX VOMICA
Vedi la descrizione di questo rimedio nei Capitoli 6 e
9. Dal punto di vista comportamentale sono solita-
mente soggetti impazienti, irritabili, con aumentata
sensibilità agli stimoli e intolleranza verso gli ostacoli.
Cadono facilmente in depressione quando la dieta
non dà i risultati nei tempi sperati, quando compaio-
no delle difficoltà contingenti, ecc., ed essendo irrita-
bili tendono a scaricare sugli altri la loro rabbia.

Raccomandazioni
ALIMENTAZIONE
In caso di ansia, evitare innanzitutto gli eccitanti che
possono aggravare “chimicamente” l’irrequietezza
(caffè, tè, guaranà, ginseng). Anche gli alcolici
dovrebbero essere evitati. Preferire cibi di colore blu-
viola (in cromoterapia il blu ha un effetto rilassante e

PISELLI
Le verdure dallo spiccato
colore verde, come piselli,
insalata, zucchine, hanno
un effetto rigenerante
sul corpo e sulla psiche

244
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GLI ASPETTI PSICOLOGICI ED EMOTIVI

tranquillante: uva nera, prugne, mirtillo, melanzana) e


verde (effetto rigenerante: insalate, zucchine, piselli,
spinaci, mele, ecc.).
In caso di umore depresso, evitare gli alcolici, che
possono dare un’euforia solo falsa e mascherata
(peraltro transitoria). Preferire cibi colorati di arancio-
ne e giallo: arance, banane, limoni, carote, ecc.
Indicati anche gli alimenti ricchi di triptofano (favori-
sce la produzione di serotonina nel cervello, che
aumenta il tono dell’umore): soia, alga spirulina, mer-
luzzo, albume d’uovo.

ATTIVITÀ FISICA
Molte persone in sovrappeso o decisamente obese
possono avere difficoltà a praticare sport o anche
semplicemente a effettuare esercizi fisici di intensità
lieve-moderata come camminare, correre, andare in
bicicletta, proprio a causa della loro mole. In tutti que-
sti casi è solitamente opportuno seguire un training
dimagrante prima di cimentarsi in tali attività. Durante
la fase di dimagrimento iniziale, tuttavia, gli esercizi
fisici che sono sicuramente raccomandati sono quelli
che riguardano il respiro.
Le tecniche di respirazione yogica possono essere
un aiuto molto valido per chi è in sovrappeso e soffre
di ansia e depressione. Anche la medicina ufficiale ha
riconosciuto da molto tempo il loro beneficio, per
esempio in chi è iperteso. Apprendendo le tecniche
di respirazione dello yoga si associano i benefici sui
sintomi fisici tipici delle persone ansiose o depresse

245
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LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

(palpitazioni, “groppo alla gola”, sensazione di man-


canza d’aria) agli effetti positivi sul metabolismo.
Infatti, attraverso una respirazione adeguata, special-
mente se associata a tecniche di rilassamento musco-
lare (training autogeno, distensione immaginativa,
ecc.) è possibile ridare la giusta velocità ai vari proces-
si metabolici cellulari. 

246
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 248

Glossario

AEROFAGIA
Ingestione involontaria di aria con conseguente sensazione
di gonfiore allo stomaco e senso di pesantezza.

ANTIDIABETICO
Vedi “Ipoglicemizzante”.

ANTISPASMODICO
Rimedio che rilassa le contratture muscolari, specialmente
quelle della muscolatura liscia viscerale, per cui risulta utile,
per esempio, in caso di crampi addominali.

ASTRINGENTE
Restringe i tessuti, i capillari e diminuisce la secrezione delle
ghiandole e delle mucose. Riduce quindi gli edemi.

ATEROSCLEROSI
Condizione patologica caratterizzata dalla formazione di
placche nelle arterie. Favorita dall’aumento di colesterolo
nel sangue, dall’ipertensione, dal fumo di sigaretta, dal
sovrappeso, ecc.

BRUCIA-GRASSI
Sostanza che favorisce alcuni processi enzimatici per cui i
grassi depositati nell’organismo vengono “sciolti” o degra-
dati in modo da essere più facilmente utilizzati e consuma-
ti dall’organismo stesso.

CARMINATIVO
Favorisce l’emissione dei gas intestinali, risolvendo i gonfio-
ri della pancia dovuti a meteorismo.

248
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 249

GLOSSARIO

COLAGOGO
Determina la contrazione della cistifellea e quindi permette
il passaggio di bile dalla cistifellea all’intestino.

COLERETICO
Stimola la secrezione di bile da parte del fegato, favorendo
la digestione dei grassi.

COLESTEROLO
Composto chimico presente nel sangue e nei tessuti. Nel
sangue viene trasportato da lipoproteine che sono distinte
in LDL e HDL. Il colesterolo nelle LDL tende a depositarsi
nella parete delle arterie, mentre le HDL tendono a “spaz-
zare via il colesterolo” dalle arterie.

COLON IRRITABILE
Disturbo intestinale funzionale caratterizzato da alternanza
tra periodi di stitichezza e periodi di diarrea, con dolore
addominale crampiforme.

DIABETE MELLITO
Malattia caratterizzata da un’alterazione del metabolismo
dei carboidrati. Il paziente diabetico, per una carenza di
insulina, non riesce a utilizzare gli zuccheri; pertanto questi
restano in circolo e determinano un aumento della glicemia.

DIAFORETICO
Favorisce la traspirazione.

DIGESTIVO
Facilita la digestione aiutando il lavoro dello stomaco.

DIMAGRANTE
Atto a favorire la perdita di peso, sia per una riduzione della
massa grassa sia per un’azione sulla massa magra.

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IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 250

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

DISPEPSIA
Disturbo della capacità di digerire da parte dello stomaco,
accompagnato in genere da nausea, sensazione di stomaco
gonfio e sonnolenza dopo mangiato.

DIURETICO
Aumenta l’escrezione urinaria.

ESTROGENI
Ormoni sessuali femminili prodotti dalle ovaie. Il loro livello
si riduce dopo la menopausa.

EUPEPTICO
Stimola la secrezione di succhi gastrici, favorendo così la
digestione nello stomaco.

FITOCOMPLESSO
È l’insieme delle sostanze presenti in una determinata pian-
ta con proprietà medicamentose, indispensabili per
un’azione terapeutica completa.

GLICEMIA
La concentrazione di glucosio nel sangue.

INSUFFICIENZA VENOSA
Condizione patologica caratterizzata da alterazioni della
circolazione venosa (e spesso linfatica), che portano a gon-
fiore e senso di pesantezza alle gambe, fragilità dei capilla-
ri, varici venose, ecc.

IPERCOLESTEROLEMIA
Aumento del livello di colesterolo nel sangue. È spesso
associata al sovrappeso e all’obesità. È un fattore di rischio
per le malattie cardiovascolari. In particolare il vero fattore

250
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 251

GLOSSARIO

di rischio non è tanto il colesterolo totale quanto il coleste-


rolo LDL (cosiddetto “colesterolo cattivo”).

IPERGLICEMIA
Aumento del livello di glucosio nel sangue. Segno tipico del
diabete.

IPOGLICEMIZZANTE
Diminuisce la glicemia, ossia il livello di glucosio (il principa-
le zucchero del nostro organismo) nel sangue.

LASSATIVO
Facilita l’evacuazione delle feci mediante vari meccanismi
(aumentando il volume delle feci, stimolando i movimenti
peristaltici intestinali, ecc.).

METABOLISMO
L’insieme dei processi attraverso i quali le sostanze nutriti-
ve introdotte con l’alimentazione vengono trasformate,
prodotte, depositate, eliminate, ecc.

METEORISMO
Condizione caratterizzata dalla presenza di abbondante
aria nella pancia, all’interno dell’intestino, che si manifesta
con pancia gonfia, flatulenza, crampi addominali.

MUCILLAGINE
Soluzione vischiosa che si forma quando sostanze, dette
appunto “mucillaginose”, entrano in contatto con l’acqua.

PRINCIPIO ATTIVO
È il costituente di un rimedio, di origine naturale o sinteti-
ca, principalmente responsabile dell’attività “farmacologi-
ca” del rimedio stesso.

251
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 252

LE ERBE PER SCIOGLIERE I GRASSI

RIMINERALIZZANTE
Apporta sali minerali e oligoelementi all’organismo, con-
sentendo di riequilibrare eventuali perdite.

SISTEMA IMMUNITARIO
Sistema deputato alla difesa dell’organismo contro l’ag-
gressione da parte di agenti patogeni esterni, prevalente-
mente attraverso cellule difensive (leucociti) e produzione
di anticorpi.

STATINE
Farmaci utilizzati per la riduzione del colesterolo nel san-
gue.

STITICHEZZA
Rallentamento del transito intestinale, con evacuazioni
meno frequenti rispetto al solito, spesso associata alla diffi-
coltà di evacuare.

STOMACHICO
Sinonimo di “digestivo”.

TACHICARDIA
Aumento della frequenza delle pulsazioni cardiache al di
sopra della normalità.

TESSUTO SOTTOCUTANEO
Tessuto situato fra la cute e i tessuti più profondi, ricco di
grasso e fornito di vasi sanguigni.

TITOLAZIONE
Procedimento tecnologico con il quale si determina la
sostanza attiva più importante e la sua concentrazione nel
fitocomplesso.

252
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 253

GLOSSARIO

TONICO
Esercita un’azione stimolante e fortificante, eliminando l’af-
faticamento dell’organismo.

TOSSINE
Sostanze ad azione tossica sull’organismo.

TRIGLICERIDI
Molecole complesse composte da tre acidi grassi legati a
una molecola di glicerolo, la cui formazione è strettamente
legata al metabolismo dei carboidrati immagazzinati nel
tessuto adiposo.

VARICI
Dilatazione permanente delle vene con modificazioni delle
pareti venose.

VASODILATATORE
Dilata i vasi sanguigni favorendo quindi la circolazione.

253
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 254

Via L.

Finito
pe
da Rotolito L
IMPAGINAZIONE INTERNO modificato 13-06-2013 17:23 Pagina 255

Le erbe per sciogliere i grassi


© 2008 Edizioni Riza S.p.A.
Via L. Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

Finito di stampare nel mese di marzo 2012


per conto delle Edizioni Riza S.p.A.
da Rotolito Lombarda S.p.A. - 20063 Cernusco S/N (MI)

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