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Calcolo delle spinte

Corso di Fluidodinamica
Andrea Crivellini
Calcolo delle Spinte
Se la superficie opposta
della parete su cui sto
valutando la spinta è a
contatto con l’atmosfera
l’effetto della pressione
atmosferica sui due lati
opposti della parete si
elude; ciò vuol dire che
nelle applicazioni pratiche
l’utilizzo delle pressioni
relative al posto di quella
assoluta è estremamente
più comodo.

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Solido delle Pressioni

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Spinte su Superfici Piane
Origine O del sistema di riferimento da cui ha origine
l’asse y (inclinato come la superficie) è posta sulla retta
pr = r gh = r gy sin q di sponda ovvero sull’intersezione del piano contenete la
superficie ed il piano dei carichi idrostatici relativi (per
dS = pr dA = r gy sin q dA comodità di rappresentazione rappresenta in figura
come una superficie libera).
S = ò dS = ò r gy sin q dA = r g sin q ò ydA = r g sin q AyG
A A A

S = r gyG sin q A = r ghG A = pr ,G A (yG posizione del baricentro)

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Spinte su Superfici Piane

La pressione pr,G, la
pressione nel
baricentro, può essere
interpretata come la
pressione media che
agisce sulla superficie.
La spinta è il prodotto
di questa pressione
con la superficie A.

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Centro di Spinta (retta d’azione)
Vado a cercare dove lungo quale
retta (ovvero la retta d’azione
identificata da una distanza ycp da
O) dovrei applicare la spinta S per
ottenere lo stesso momento
(rispetto ad O) esercitato dal fluido
sulla superficie. L’intersezione
della retta d’azione con la superficie
si chiama centro di spinta.
pr = ρ gh = ρ gy sin θ
dS = pr dA = ρ gy sin θ dA
dM = ypr dA = ρ gy 2 sin θ dA
2 2
M= ∫ y dS = ∫ pr y dA = ∫ ρ gy sin θ dA = ρ g sin θ ∫ dA = ρ g sin θ I
y
A A A !"
# #
A $
momento
d 'inerzia
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Centro di spinta (retta d’azione)
2
I= ∫( )
yʹ + yG dA = ∫ yʹ2 dA + ∫ 2 yʹyG dA + ∫ yG2 dA =
A A A A
2
= IG + 2 yG ∫ yʹ dA + y ∫ dA = I
G G
+ yG2 A ⇒ I = IG + yG2 A
!
A#"#
$ A
0 Momento d’inerzia rispetto al baricentro G
M ρ gI sin θ I
M = SyCP = ρ gI sin θ ⇒ yCP = = =
S ρ g sin θ AyG AyG

I IG IG
yCP = = + yG > 0 ⇒ yCP > yG
AyG AyG AyG
IG, A e yG sono tutti numeri definito positivi, ne consegue
che il centro di spinta si trova più in basso del baricentro
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Centro di spinta

La relazione precedente è puramente


geometria (non coinvolge grandezza
fluidodinamica);
IG è una grandezza geometrica che posso
trovare tabulata (manuali, libri etc…);
Per costruzione se moltiplico ycp per la
spinta S ottengo il momento M (valutato
rispetto ad O) esercitato dal fluido (dalla
distribuzione di pressione idrostatica) sulla
superficie A.
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Momenti d’Inerzia IG

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Centro di spinta (retta d’azione)
S = ρ gyG sin θ A = ρ g(s + b / 2)sin θ A
IG ⎛ b ⎞ ab3 / 12 b b2
yCP = yG + = ⎜s + ⎟+ = s+ +
AyG ⎝ 2 ⎠ (s + b / 2)ab 2 12(s + b / 2)
b b2 b b 2 n.b. Il centro di pressione si
s = 0 ⇒ yCP = + = + = b trova in corrispondenza del
2 12(b / 2) 2 6 3 baricentro del diagramma delle
pressioni

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Spinta dovute a liquidi immiscibili
n.b. il p.c.i.r del fluido 1 è fuori del foglio. Le relazioni ricavate
precedentemente prevedono
p.c.i.r. fluido 2
che la densità sia costante. Nel
caso di fluidi immiscibili (a
diversa densità) si devono
calcolare in maniera separata
ycp1
(per ogni regione a densità
costante) le spinte S1 e S2.
La stessa considerazione vale
per la posizione dei centri di
ycp2
pressione ycp1 e ycp2.
Attenzione alla diversa posizione
del piano dei carichi idrostatici
relativi dei due fluidi (non è la
stessa).
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Spinte su superfici curve

Approccio è diverso (anche se si


sfrutteranno alcuni dei risultati ottenuti per
il caso piano);
Si sfrutta l’equilibrio delle forze che sono
esercitate sul volume di fluido sopra (o
eventualmente sotto la superficie curva).

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Spinte su superfici curve

S z = − pr (h)ac = −ρ ghac = −ρ g ⋅ Volume di fluido sopra AB


⎛ b⎞
S x = − pr (h + b / 2)bc = −ρ g ⎜ h + ⎟ bc c dimensione perpendicolare al foglio
⎝ 2⎠
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Spinte su superfici curve
Equilibrio delle forze lungo x:
FO + S x = 0 ⇒ FO = −S x
⎛ b⎞
dove S x = −ρ g ⎜ h + ⎟ bc
⎝ 2⎠
⎛ b⎞
FO = ρ g ⎜ h + ⎟ bc a
⎝ 2⎠
Equilibrio delle forze lungo z:
FV + S z + P = 0 ⇒ FV = −S z + ρ gVABC =
(
= ρ g ⋅ Volume di liquido sopra la superfice curva
⎛F ⎞
)
F = FO2 + FV2 α = arctg ⎜⎜ V ⎟⎟
⎝ FO ⎠
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Spinte su superfici curve
Per l’equilibrio alla rotazione il momento dovuto
ad F deve essere uguale alla somma dei
momenti dovuti a Sx , Sz e P (forza peso);
Per questa ragione si può valutare il momento
prendendo in considerazione il momento della
spinta orizzontale e verticale prese
singolarmente:
• La forza verticale (somma di P e Sz) deve
passare per il baricentro del volume d’acqua a
sopra la superficie (la spinta verticale è il peso
del volume di fluido sopra la superficie curva AC
ed è dunque applicabile nel suo baricentro);
•per valutare il momento associato alla forza
orizzontale si possono utilizzare le formule
ricavate precedentemente per calcolare il centro
di pressione di superfici piane (qui la superficie
piana è quella verticale, Sx, esercitata su BC).
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Spinte su superfici curve (nuovo esempio)
n.b. La forza Sz verticale è diretta verso l’alto
Spinta subita dal volume di fluido 1
attraverso la superficie A:
S z = pA = ρ ghA
Forza peso associata al volume di fluido 1:
Fv
P = −ρ gV1 h

Equilibrio alla traslazione del volume 2


di fluido 1: 1
S z + P + FV = S z + P − SV = 0 ⇒
SV = S z + P A

SV = ρ g hA (
! − ρ gV1 = ρ g V −V1 = ρ gV2 )
V
F = componente verticale della forza esercitata dalla parete sul volume di fluido 1;
V
SV =componente verticale della forza esercitata dal volume di fluido 1 sulla parete;

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Esercizio

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Galleggiamento (dimostrazione 1)
Valuto le spinte verticali dovute alla pressione sul cilindro a base qualunque di figura:
S g = pr ,h + s A - pr ,h A = r g (h + s ) A - r ghA =
= r gsA = r gV

Principio di Archimede (287-212 a.c.):

Un corpo immerso in un fluido riceve


una spinta verticale, diretta verso l’alto,
di modulo pari al peso del volume di
fluido spostato e passante per il
baricentro di tale volume

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Galleggiamento (dimostrazione 2)
Dalla legge di Stevino scritta in forma differenziale (la dimostrazione fatta per un fluido
a densità variabile) sappiamo che:
∂p ∂p ∂p dp
= 0; = 0; = − ρ g ⇒ ∇p = k̂ = − ρ gk̂
∂x ∂y ∂z dz
Teorema
# %% della
% $ divergenza
%%% &
!
Sg = − " ∫ pn̂dA = − ∫ ∇p dV
A
Forza esercitata dal fluidoVsul corpo (stiamo
sfruttando la definizione di pressione); la
normale è presa uscente dal corpo, dunque
il segno meno è dovuto al fatto che la
pressione agisce esclusivamente per
compressione.
!
Sg = ∫ ρ gk̂ dV =ρ gk̂ ∫ dV =ρ gVk̂
V V
(per dubbi consultare dispense del prof. Roberto Verzicco)
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Equilibrio dei Corpi Immersi

La spinta di galleggiamento
contrasta la forza peso.
Ovviamente se rm > r la forza
peso è maggiore di quella di
galleggiamento ed il corpo
affonda; se rm = r a qualsiasi
profondità ho un equilibrio tra le
forze, se rm < r il corpo risale in
superficie, galleggiamento
maggiore di forza peso, ma fino a
che punto?

P = Sg
r m Vim
g r mVtot = g rVim Þ =
r Vtot

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Equilibrio dei Corpi Immersi
Per corpi immersi a densità costante il baricentro del
corpo, G, ed il cento di spinta, C (il baricentro del volume
di fluido spostato), coincidono. Se c’è equilibrio delle
forze c’è anche equilibrio dei momenti (condizione di
equilibrio).
Per corpi immersi a densità variabile il baricentro del
corpo G si trova in una posizione diversa rispetto al
centro di spinta C. Per avere una condizione di equilibrio
G e C si devono posizionare sulla retta verticale
(momento nullo rispetto a G).

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Equilibrio dei Corpi Immersi

Se il baricentro ed il centro di spinta non cadono su una retta


verticale non ci può essere equilibrio→ rotazione del corpo fino a
che il corpo stesso dopo alcune oscillazioni si assesta con il centro
di massa e di spinta su una retta verticale e G posizionato più in
basso di C. La posizione con G più in alto è una condizione di
equilibrio instabile: se perturbiamo anche di poco la posizione il
momento rispetto al baricentro G fa ruotare il corpo.
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Equilibrio dei Corpi Immersi

Dove sta il baricentro? Ed il centro di spinta? Perché volano?

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Equilibrio dei Corpi Galleggianti

Quando perturbo la posizione del corpo galleggiante il centro di spinta C (baricentro del
volume di fluido spostato) si sposta in C′. Il metacentro M è il punto all’intersezione tra la
retta d’azione (della spinta di galleggiamento) perturbata e quella imperturbata. Se M si
posiziona sopra il baricentro G l’equilibrio risulta stabile, differentemente è instabile. GM è
definita come l’altezza metacentrica, più è elevata maggiore è la stabilità del corpo. Per le
imbarcazioni il metacentro è quasi fisso per angoli di rollio piccoli (fino a circa 20°).

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Equilibrio dei Corpi Galleggianti

Equilibrio per piccole perturbazione, se la perturbazioni


supera un certo valore l’equilibrio diventa instabile
(come per le imbarcazioni)

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Sul Libro

Capitolo 3 (Pag.61-96)
Non abbiamo trattato la sezione 3.2.1 (Altri
strumenti di misura della pressione) e tutta
la sezione 3.8 (Moto rigido dei fluidi).

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