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TRIANGOLI DI VELOCITÀ

Appunti di Macchine a Fluido del prof. Rebay (unibs) integrati con il libro “Macchine a fluido”
(CittàStudi edizioni) Dossena Ferrari Gaetani Montenegro Onorati Persico.

Il triangolo delle velocità lega tra loro analiticamente e graficamente la velocità assoluta 𝑣⃗, la
velocità relativa 𝑤
⃗⃗⃗ e la velocità di trascinamento 𝑢 ⃗⃗ del fluido di lavoro all’ingresso e all’uscita dello
stadio di una turbomacchina. L’espressione analitica è quella della cinematica relativa:
𝑣⃗ = 𝑤
⃗⃗⃗ + 𝑢⃗⃗
La forma grafica del triangolo è di grande utilità in quanto descrive in modo semplice la cinematica
del flusso attraverso lo stadio della turbomacchina, riassumendo le interazioni dinamiche tra il
fluido e la macchina. In altre parole, conoscere il triangolo di velocità di una macchina equivale a
conoscerne il funzionamento; ad esempio, nelle macchine termiche la forma del triangolo di
velocità è direttamente legata alle trasformazioni termodinamiche che avvengono nello statore e
nel rotore.
Dal punto di vista pratico, è necessario conoscere il triangolo di velocità per dimensionare
correttamente la macchina, anche perché è direttamente collegato al calcolo del lavoro (come
vedremo fra poco).

Indichiamo con 1 la sezione di ingresso del rotore, con 2 la sezione di uscita. Allora i vettori del
triangolo di velocità all’ingresso e all’uscita sono così determinati:
INGRESSO
 𝑣⃗1 è da progetto: è la velocità di entrata del fluido nel rotore, e dipende dalle tubazioni a
monte;
 𝑢 ⃗⃗1 è la velocità di rotazione delle pale rotoriche alla sezione di ingresso, per cui dipende dal
numero di giri 𝑁 (velocità angolare 𝛺) e dalla geometria (raggio 𝑅1 ) del rotore stesso:
𝑢1 = 𝛺 ∙ 𝑅1
la sua direzione è tangenziale, nel verso di rotazione delle pale.
 𝑤 ⃗⃗⃗1 è la velocità relativa vista in entrata dalle pale del rotore in rotazione, e si determina a
partire dalle altre due velocità:
𝑤
⃗⃗⃗1 = 𝑣⃗1 − 𝑢⃗⃗1
la sua direzione 𝛽1 è legata all’inclinazione delle pale all’ingresso.
USCITA
 𝑤 ⃗⃗⃗2 è data dal grado di reazione della macchina, ovvero dal salto entalpico/di pressione nel
rotore (v. paragrafo seg.); la sua direzione è legata all’inclinazione delle pale all’uscita 𝛽2;
 𝑢 ⃗⃗2 è la velocità di rotazione delle pale rotoriche alla sezione di uscita e si determina come
𝑢
⃗⃗1 :
𝑢2 = 𝛺 ∙ 𝑅2
la sua direzione è tangenziale, nel verso di rotazione delle pale.
 𝑣⃗2 è la velocità assoluta di uscita dal rotore, e si determina a partire dalle altre due
velocità:
𝑣⃗2 = 𝑤⃗⃗⃗2 + 𝑢
⃗⃗2
Ogni macchina nello specifico può poi essere caratterizzata da coefficienti adimensionali che
legano tra loro alcune componenti di velocità (ad es. il coefficiente di velocità periferica nelle
turbine, o lo slip factor nelle pompe centrifughe).

In particolare 𝑣⃗2 è di fondamentale importanza:


- la componente tangenziale 𝑣2𝑡 entra nell’espressione del lavoro euleriano:
𝐿← = 𝑢2 𝑣2𝑡 − 𝑢1 𝑣1𝑡
- la componente meridiana (ovvero: radiale+assiale) 𝑣2𝑚 è legata alla portata:
𝑄2 = 𝑣2𝑚 𝐴2
- quantifica l’energia cinetica di scarico, grandezza da minimizzare per ottimizzare il
rendimento total-to-static nelle macchine motrici (turbine).

GRADO DI REAZIONE
(Nota: per brevità scriveremo le variazioni di grandezze come “2”-“1” e faremo riferimento al lavoro fornito al fluido –
caso di una pompa o compressore; i ragionamenti però sono del tutto equivalenti se si considera il lavoro compiuto
dal fluido e si invertono le variazioni – caso di turbina).

Per quanto riguarda il lavoro all’albero del rotore, il triangolo di velocità offre anche il vantaggio di
poterlo esprimere unicamente in funzione delle velocità di ingresso e uscita:
𝑣22 − 𝑣12 𝑤22 − 𝑤12 𝑢22 − 𝑢12
𝐿← = − + (∗)
2 2 2
𝑣22 −𝑣12
termine di azione (variazione di energia cinetica assoluta)
2
𝑤22 −𝑤12
termine di reazione (variazione di energia cinetica relativa)
2
𝑢22 −𝑢12
termine centripeto
2

Ricordiamo che, trascurando le variazioni di quota geodetica, dal bilancio generale di energia a
cavallo del rotore vale sempre:
𝐿← = ℎ02 − ℎ01

Il grado di reazione esprime il rapporto tra il salto entalpico nel rotore e il salto entalpico totale
complessivo (statore, rotore, diffusore, …). In altre parole, quantifica quanto del salto entalpico
della macchina avviene nel rotore.
Δℎ𝑟𝑜𝑡𝑜𝑟𝑒
𝜒≔
Δℎ0,𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜
Poiché in assenza di pareti mobili il lavoro è nullo, e quindi nulla è anche la differenza di entalpia di
ristagno (si ricava facilmente dal bilancio di energia…), che ci sia uno statore e/o un diffusore si ha
comunque
Δℎ0,𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑜 = Δℎ0,𝑟𝑜𝑡𝑜𝑟𝑒 = ℎ02 − ℎ01 = 𝐿←
da cui
ℎ2 − ℎ1 ℎ2 − ℎ1
𝜒= =
ℎ02 − ℎ01 𝐿←
Il salto entalpico è collegato al rapporto di compressione (dalla relazione di Gibbs-Dunheim: 𝑇𝑑𝑠 =
𝑑ℎ − 𝑑𝑝/𝜌). In particolare, nel caso idraulico (𝜌 = 𝑐𝑜𝑠𝑡.) è più comoda la seguente definizione,
che è pari a quella generale data sopra se le perdite per irreversibilità sono trascurabili:

𝑝2 − 𝑝1
𝜒𝑖𝑑𝑟 =
𝑝02 − 𝑝01
Cerchiamo di scrivere il salto entalpico nel rotore in funzione delle velocità; dal bilancio di energia
a cavallo del rotore:
𝑣22 𝑣12
(ℎ2 + ) = (ℎ1 + ) + 𝐿←
2 2
Combinando con (∗) si ottiene:
𝑤22 𝑢22 𝑤12 𝑢12
ℎ2 + − = ℎ1 + −
2 2 2 2

𝑤12 − 𝑤22 𝑢12 − 𝑢22


→ ℎ2 − ℎ1 = −
2 2

(la stessa equazione si ottiene scrivendo il bilancio al rotore in un sistema di riferimento solidale
con esso, considerando che in tal caso le pale del rotore appaiono ferme e dunque il lavoro è
nullo, e scrivendo opportunamente il potenziale delle forze centrifughe).
Quindi: un aumento di entalpia nel rotore – ovvero aumento di pressione (compressione), senza
perdite – corrisponde ad una diminuzione dell’energia cinetica relativa (fissate le velocità di
trascinamento).

Per una macchina ad azione, il salto entalpico avviene totalmente al di fuori del rotore, per cui
𝜒=0
Se la macchina è assiale, 𝑢1 = 𝑢2 e dunque segue che 𝑤1 = 𝑤2: nel rotore non avviene variazione
di energia cinetica relativa.
Analizziamo ora cosa comporta una variazione di entalpia al di fuori del rotore. Ad esempio,
consideriamo la presenza di uno statore a valle del rotore (cfr. pompe o compressori assiali), la cui
uscita sia denotata con “3”; poiché le palettature statoriche sono fisse, non vi è scambio di lavoro
con il fluido, perciò il bilancio di energia si riduce a:
ℎ02 = ℎ03
𝑣22 𝑣32
→ ℎ2 + = ℎ3 +
2 2
Quindi: un aumento di entalpia nello statore corrisponde ad una diminuzione dell’energia cinetica
assoluta.
BILANCI DI ENERGIA
Nell’ambito delle Turbomacchine, si considerano trascurabili le interazioni di tipo calore tra il
fluido e le parti della macchina. Scriveremo dei bilanci di energie specifiche per un sistema aperto
a flusso di massa con un fluido, in regime stazionario, con un ingresso “1” e un’uscita “2”.

BILANCIO GENERALE DI ENERGIA SPECIFICA:


𝑣22 𝑣12
𝐿 = (ℎ2 + + 𝑔𝑧2 ) − (ℎ1 + + 𝑔𝑧1 )
2 2

BILANCIO GENERALE DI ENERGIA MECCANICA SPECIFICA:

2 2
1 𝑣22 𝑣12
𝐿← = ∫ 𝑑𝑝 + ( + 𝑔𝑧2 ) − ( + 𝑔𝑧1 ) + 𝐿𝑤 𝑐𝑜𝑛 𝐿𝑤 = ∫ 𝑇𝑑𝑠𝑖𝑟𝑟 ≥ 0
𝜌 2 2
1 1

Fluido incomprimibile:


𝑝2 𝑣22 𝑝1 𝑣12
𝐿 =( + + 𝑔𝑧2 ) − ( + + 𝑔𝑧1 ) + 𝐿𝑤
𝜌 2 𝜌 2

BILANCI DI ENERGIA PER IL ROTORE DI UNA TURBOMACCHINA:

𝑣22 − 𝑣12 𝑤22 − 𝑤12 𝑢22 − 𝑢12


𝐿← = − +
2 2 2

Lavoro euleriano:

𝐿← = 𝑢2 𝑣2𝑡 − 𝑢1 𝑣1𝑡

CONVENZIONE DI SEGNO: una componente tangenziale è considerata con il segno positivo se è


diretta come la 𝑢
⃗⃗; viceversa, con il segno negativo.