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Donateo - Facolt di Ingegneria Universit del Salento


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Macchine idrauliche operatrici

Le macchine idrauliche operatrici comunicano energia ad un liquido generalmente per sollevarlo ad
una certa altezza o per convogliarlo sotto pressione ad una certa distanza.
La pompa rappresenta lelemento pi complesso e pi importante di un circuito idraulico perch ha
il compito di trasferire il fluido idraulico e realizzare il flusso di portata che permette la conversione
dellenergia meccanica in energia di pressione del fluido e che viene poi utilizzata per azionare un
attuatore governato da un preciso sistema di controllo. Le pompe volumetriche utilizzate nei circuiti
idraulici costituiscono pertanto la sorgente di portata del circuito mentre la pressione viene
determinata in relazione allentit della resistenza da vincere.
Le parti essenziali di una pompa sono:
Apertura di ingresso del fluido alla quale collegata la linea di alimentazione proveniente
dal serbatoio;
Apertura di uscita che posta in comunicazione con la linea ad alta pressione;
Camera di pompaggio, cio il volume nel quale il fluido viene isolato nel passare
dallaspirazione alla mandata;
Comando meccanico per azionare la pompa.

Figura 1 Schema di una pompa idraulica volumetrica

Le grandezze fondamentali che caratterizzano una pompa sono:
Prevalenza [ ] H m
Velocit di rotazione [ ] n rpm
Portata volumetrica
3
[ ]
m
Q
s

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Potenza assorbita [ ]
a
P kW
Rendimento della pompa
p
q
Si consideri un tratto di condotto compreso tra le sezioni 1 e 2, ed in tale tratto sia inserita una
pompa che fornisce un lavoro
i
L allunit di massa di liquido che lattraversa in moto permanente
unidimensionale.
2 2 2
2 1
2 1
1
( )
2 2
i w
c c
L L vdp g z z = + +
}

2 2
2 1 2 1
2 1
( )
2
i w
p p c c
L L g z z


= + +
Dividendo per g , si mettono in evidenza:
il dislivello geodetico
2 1
( ) z z
la differenza delle altezze di pressione
2 1
( )
p p


la differenza delle altezze cinetiche
2 1
( )
2
c c
g


La somma dellaltezza geodetica e di quella di pressione viene denominata quota piezometrica H :
p
H z

= +
e, a sua volta, la somma della quota piezometrica e dellaltezza cinetica prende il nome di carico
totale
0
H :
2 2
0
2 2
c p c
H H z
g g
= + = + +
Pertanto risulta:
0 0
2 1
( )
i w
L L g H H =

Si definiscono inoltre:
portata volumetrica Q, come il volume di fluido che attraversa la macchina nellunit di
tempo Q Ac =
portata in massa G , come la massa di fluido che attraversa la macchina nellunit di tempo
G Ac =



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2
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Si definisce la prevalenza manometrica
u
H come la variazione di carico totale fra la sezione 2
immediatamente a valle e la sezione 1 immediatamente a monte della pompa:
2 2
0 0 2 1 2 1
2 1 2 1
( ) ( ) ( )
2
u
p p c c
H H H z z
g

= = + +
L
utile
H rappresenta il salto che forniamo al fluido e che sar a sua disposizione per levoluzione
successiva nellimpianto. Tuttavia, a causa delle perdite nei condotti, la variazione di carico totale
tra il serbatoio B ed il serbatoio A inferiore alla prevalenza manometrica. Questa variazione di
carico totale prende il nome di prevalenza totale
t
H . Si avr quindi:
0 0
( )
i w c t B A
L L gY gH g H H = =
Se i serbatoi A e B sono a pressione atmosferica (
valle monte
p p ~ ) trascurabile non solo la
differenza di pressione, ma anche l
cin
E , pertanto la prevalenza totale coincide con la prevalenza
geodetica
g
H , pari al dislivello esistente tra i peli liberi dei liquidi contenuti nei due serbatoi:
g B A
H z z =
Poich le dimensioni delle pompe sono in genere abbastanza ridotte rispetto allintero impianto, si
pu trascurare la variazione di quota fra le sezioni 1e 2; ed inoltre, se i condotti di aspirazione e di
mandata hanno la stessa sezione, lenergia cinetica allingresso uguale a quella in uscita.
In definitiva, la prevalenza manometrica che bisogna fornire al liquido mediante la pompa pari a:
u t c
H H Y = +
dove
c
Y rappresenta le perdite nelle tubazioni
c aspirazione mandata
Y Y Y = + .
La pompa dovr quindi fornire unenergia pari a quella finale posseduta dallacqua pi le perdite
verificatesi nella condotta.
Il rendimento della condotta
c
q un indice della sua efficienza e rappresenta linfluenza delle
perdite di carico nei condotti di aspirazione e mandata rispetto alla prevalenza fornita dalla pompa:
t u c
c
u u
H H Y
H H
q

= =
Il rendimento idraulico
y
q il rendimento fluidodinamico della pompa: se le pale forniscono al
fluido un lavoro
i
L , il fluido di fatto si accorge di aver ricevuto solo ( )
i w
L L , poich la restante
parte
w
L servita per vincere le resistenze passive. Si ha quindi:
i w u
y
i i
L L gH
L L
q

= =
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A causa della differenza di pressione tra il condotto di mandata e quello di aspirazione, piccole
quantit di liquido tendono a rifluire verso laspirazione attraverso i giochi presenti tra parte fissa e
parte mobile della macchina. Indicando con G la portata mandata, vale a dire quella misurata nel
condotto di aspirazione (uguale a quella misurata nel condotto di mandata), e con G A la portata che
rifluisce attraverso la macchina, si definisce rendimento volumetrico
v
q il rapporto tra G e G A
cui viene fornito lavoro:
1
v
G
G G
q = s
+ A

Pertanto, il lavoro non viene fatto solo sulla portata mandata ma su una portata leggermente
maggiore. Conseguentemente, la potenza interna
i
P , vale a dire la potenza che gli organi mobili
della pompa trasmettono al liquido, vale:
( ) ( )
u u u
i i
y y v y v
gH gGH QH
P G G L G G

q q q q q
= + A = + A = =
Il motore elettrico che aziona la pompa, per mantenere lalbero in rotazione a velocit costante,
deve per fornire una potenza superiore a causa degli attriti meccanici nella pompa stessa; in base
alla definizione di rendimento meccanico( )
i
m
a
P
P
q = , la potenza assorbita dalla pompa
a
P :
i u u
a
m m v y m v y
P gGH QH
P

q q q q q q q
= = =
Si definisce quindi rendimento (complessivo) della pompa
p
q il prodotto dei tre rendimenti che
caratterizzano il suo funzionamento:
u
p m v y
a
QH
P

q q q q = =
La potenza assorbita pu essere anche espressa in funzione della prevalenza totale
t
H :
t t
a
p c g
H QH Q
P

q q q
= =
dove
g
q rappresenta il rendimento globale dellimpianto pari al prodotto dei rendimenti della
pompa e della condotta:
g p c m v y c
q q q q q q q = =



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Schemi costruttivi e principi di funzionamento
In figura mostrato lo schema di una pompa alternativa a semplice effetto e del relativo impianto:
uno stantuffo, azionato da un meccanismo biella-manovella, si muove alternativamente in un
cilindro cavo, facendo variare periodicamente il volume della camera, da un valore minimo
4
V ad
un valore massimo
1
V .


Figura 2 Schema di una pompa volumetrica alternativa e relativo impianto

Le due posizioni estreme raggiunte dallo stantuffo in corrispondenza dei volumi minimo e massimo
vengono rispettivamente denominate punto morto superiore (PMS) e punto morto inferiore
(PMI). Il volume spazzato dal pistone nel suo spostamento dal PMS al PMI infine pari alla
cilindrata
1 4 c
V V V = . Indicando con c la corsa del pistone (distanza tra PMS e PMI, pari al
doppio del raggio della manovella, 2 c r = ), e con D il suo alesaggio (diametro del cilindro), si ha:
2
4
c
D
V c t =
La camera 4 comunica, mediante le due valvole 7 e 8, con le tubazioni di aspirazione e di mandata,
che collegano la pompa ai due serbatoi A e B. Queste valvole vengono dette valvole automatiche,
in quanto si aprono per effetto della differenza di pressione fra i due ambienti che esse separano.
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Il principio di funzionamento si pu sintetizzare come segue: lo stantuffo, spostandosi verso destra
dal PMS al PMI crea una depressione allinterno della camera, che mantiene aperta la valvola di
aspirazione (mentre quella di mandata rimane chiusa): il liquido, che riempie completamente la
tubazione di aspirazione grazie ad una valvola di non ritorno, viene aspirato nel cilindro. Raggiunto
il PMI, lo stantuffo inverte il suo moto e preme sulla massa liquida aspirata, provocando
limmediata chiusura della valvola di aspirazione. Di conseguenza, la pressione nel cilindro
aumenta fino a superare quella presente a valle della valvola di mandata, provocandone lapertura.
Nella corsa di ritorno verso il PMS, lo stantuffo spinge la massa liquida nel condotto di mandata.
Linversione del moto al PMS fa ridurre istantaneamente la pressione, provocando la chiusura della
valvola di mandata e la riapertura di quella di aspirazione.
Limpianto infine dotato di una rete metallica (succhiarola), che impedisce la penetrazione di
detriti dal serbatoio al condotto di aspirazione.


Figura 3 Pompa volumetrica alternativa a doppio effetto

Le pompe alternative a doppio effetto si differenziano da quelle a semplice effetto per
lazionamento del pistone, che viene rinviato al meccanismo biella-manovella tramite uno stelo, in
modo da ricavare, a destra dello stantuffo, una seconda camera a volume variabile, dotata anchessa
di valvola di aspirazione V
a2
e di una di mandata V
m2
, con una cilindrata lievemente inferiore a
quella della camera di sinistra. Una pompa a doppio effetto consente quindi di elaborare una portata
quasi doppia rispetto ad una pompa a semplice effetto che utilizzi gli stessi organi meccanici
(pistone, biella, manovella).
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Figura 4 Pompa volumetrica alternativa sommersa per prelievo da pozzi

Le pompe volumetriche alternative sommerse sono utilizzate per prelevare acqua da pozzi profondi.
Per raggiungere elevate profondit necessario rinviare il comando del pistone tramite uno stelo di
lunghezza elevata. La pompa ancora a semplice effetto ma sfrutta il volume al di sopra del
pistone. Per semplicit e compattezza, le valvole sono ricavate nel pistone stesso. Non si richiede
una valvola di mandata ma bens una valvola di non ritorno posta sul condotto di aspirazione, che
resta chiusa durante la fase di riempimento del volume al di sopra del pistone ed aperta nella fase di
mandata.


Ciclo ideale e reale di lavoro
Il funzionamento di una pompa volumetrica viene analizzato tracciando il cosiddetto ciclo di lavoro,
che riporta landamento della pressione che regna nella camera in cui viene inglobato il liquido in
funzione del volume da esso spazzato.
Nel definire il ciclo di lavoro compiuto dal fluido operativo si distingue in genere fra ciclo ideale,
ciclo limite e ciclo reale. Il ciclo ideale quello che si ottiene considerando le trasformazioni ideali
realizzate con un fluido ideale, mentre il ciclo limite considera ancora le trasformazioni ideali ma
ottenute con un fluido reale. Il ciclo limite coincide con quello ideale se si considera il fluido
incomprimibile. Il ciclo reale invece si differenzia dal ciclo limite perch si assume che anche le
trasformazioni siano reali.


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CI CLO I DEALE
Nel ciclo di lavoro ideale si trascurano le perdite di carico e linerzia delle colonne di liquido nei
condotti, le laminazioni nelle valvole ed i tempi di apertura e di chiusura delle stesse, ed infine le
fughe.
Si consideri una pompa a stantuffo che aspira un liquido da un serbatoio a pressione
1
p inviandola
in un serbatoio a pressione
2
p .


Figura 5 Impianto di sollevamento con pompa volumetrica alternativa

In condizioni ideali, vale a dire in assenza si perdite nei condotti e di fenomeni dinamici, si ha:
P
statica
bocca di aspirazione:
1 1
p h +
P
statica
bocca di mandata:
2 2
p h +
Se in un sistema di assi cartesiani si riportano in ascisse i volumi generati dagli spostamenti dello
stantuffo, ed in ordinate le pressioni sviluppate nellinterno del cilindro, il ciclo ideale di una
pompa alternativa assume laspetto di un rettangolo.

Dalla figura si nota che il lato sinistro del rettangolo non coincide con lasse delle ordinate, il che
equivale a dire che lo stantuffo non estende la sua corsa fino a toccare il coperchio del cilindro,
lasciando perci un volume residuo (detto spazio nocivo), dove il liquido rimane senza essere
inviato allutilizzazione.
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Figura 6 Ciclo ideale di una pompa volumetrica alternativa

1-2 Compressione del liquido a volume costante
Il pistone, raggiunto il PMI, inverte il suo moto e comincia ad esercitare pressione sulla massa
liquida aspirata, provocando la chiusura della valvola di aspirazione; la pressione aumenta sino al
valore
2 2
p h + , determinando lapertura della valvola di mandata. (Per le ipotesi adottate,
lazionamento delle valvole e la compressione del liquido avvengono istantaneamente, per cui
questa fase viene rappresentata nel diagramma mediante una trasformazione a volume costante).

2-3 Corsa di mandata
Il pistone continua la sua corsa verso il PMS, spingendo il volume
c
V , precedentemente aspirato,
nel condotto di mandata.
Per consentire lazionamento delle valvole, lo stantuffo lascia, alla fine della fase di mandata, un
volume residuo, dove il liquido rimane senza essere inviato allutilizzazione. La presenza di questo
volume minimo irrilevante dal punto di vista delle prestazioni della macchina grazie
allincomprimibilit del fluido.

3-4 Espansione del liquido a volume costante
Raggiunto il PMS, il pistone inverte la sua corsa, provocando una brusca riduzione di pressione e
contemporaneamente la chiusura della valvola di mandata; la pressione si riduca quindi
istantaneamente fino al valore
1 1
p h + , provocando lapertura della valvola di aspirazione.


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4-1 Introduzione del fluido nel cilindro

Il lavoro fornito al fluido pari al lavoro speso dal pistone per vincere la forza di pressione
esercitata sulla sua superficie. Inoltre, il lavoro assorbito in un ciclo da una pompa volumetrica
uguale allarea del ciclo. Area che normalmente possiamo scrivere come cilindrata della pompa per
la differenza di pressione p A in cui sono compresi anche i termini dovuti alla differenza di quota,
per cui alla pressione statica dobbiamo aggiungere i termini z che rappresentano le quote da dove
si misura la pressione. Si ha in sostanza:
(12341)
c
L pdV areaciclo = =
}

0 0
2 2 1 1 2 1
( ) [( ) ( )] ( )
c id c c
L p h p h V H H V = + + =

CI CLO REALE
Una serie di fenomeni concorre a rendere il funzionamento reale della macchina, e quindi il suo
ciclo di lavoro, diversi da quelli ideali:
inerzia delle valvole
v
p A
trafilamenti attraverso le valvole e perdite di carico nei condotti
l
p A
inerzia del liquido contenuto nei condotti di aspirazione e di mandata
i
p A
comprimibilit del liquido
perdite per fughe
Le prime tre cause provocano delle variazioni di pressione nelle fasi di aspirazione e di mandata
(rispetto ai valori ideali
1 1
p h + e
2 2
p h + ), che vengono individuate dai termini
v
p A ,
l
p A e
i
p A ,
ed intese come sovrapressioni o depressioni.

Figura 7 Ciclo reale di una pompa volumetrica alternativa
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Il termine
v
p A dipende dal fatto che le valvole, non essendo ideali, non riescono ad aprirsi
istantaneamente non appena la pressione uguale sulle due facce, ma hanno comunque una certa
inerzia e richiedono quindi una differenza di pressione ed un certo tempo per la loro completa
apertura. A partire dal punto 2 del ciclo ideale presente una piccola sovrapressione, mentre in
prossimit del punto 4 si realizza una piccola depressione, entrambe causa di un piccolo aumento
dellarea del ciclo. Pertanto
v
p A un termine costante ad eccezione del guizzo nella fase di apertura
(ed eventuale oscillazione) della valvola.

Inoltre, ci saranno delle perdite di pressione dovute al fatto che larea di passaggio attraverso la
valvola piccola. Pertanto, il passaggio di un fluido attraverso una valvola provoca una caduta di
pressione proporzionale al quadrato della velocit di efflusso attraverso la valvola stessa e quindi,
per continuit, al quadrato della velocit istantanea del pistone
p
e . Le perdite di carico nelle
tubazioni fanno variare landamento della pressione nelle fasi di aspirazione e di mandata e vanno
quindi anchesse conteggiate nel termine
l
p A , nonostante siano esterne alla pompa. Tali perdite
sono anchesse proporzionali al quadrato della velocit del liquido nei condotti, e quindi al quadrato
di
p
e . In definitiva, il termine
l
p A contiene al suo interno le perdite di carico nei condotti e
laccelerazione del fluido fino alla velocit con cui arriva alla bocca di aspirazione; esso
proporzionale al quadrato della velocit del fluido nella condotta (
l p
poe A ) ed ha un andamento
allincirca parabolico. Anche in questo caso si ha un aumento dellarea del ciclo.

Vi poi un altro fenomeno molto importante, rappresentato dalle forze di inerzia del liquido, cio le
cadute di pressione necessarie per accelerare e decelerare il liquido nei condotti di aspirazione e di
mandata. Durante le fasi di aspirazione e di mandata, lo stantuffo spinge, insieme al liquido
contenuto nel cilindro, anche tutta la massa contenuta nel condotto, che pertanto accelera e decelera
periodicamente. In particolare, il liquido accelera (rispettivamente decelera) nella prima (seconda)
met della corsa del pistone, per cui la corrispondente forza dinerzia determina una sovrapressione
se la pompa in fase di mandata ed una depressione se in fase di aspirazione.
Per chiarire meglio il fenomeno, si consideri il condotto di mandata, di lunghezza L, area A costante
e dislivello h
2
(h
2
>0). Indicando con
mandata
p la pressione istantanea a monte del condotto e con
( ) u u t = la velocit istantanea, ed applicando il I principio della dinamica alla colonna liquida
contenuta nel condotto, si ha:
2 2
( )
mandata
du
A p p Ah g AL
dt
= +
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dove il secondo membro delluguaglianza composto dal contributo dovuto al dislivello
2
Ah g e
dal contributo dovuto alle perdite di carico
du
AL
dt
.
2 2 mandata
du
p p gh L
dt
= + +
Poich in condizioni ideali
2 2
( )
mandata id
p p gh = + , si ha:
( )
mandata mandata id
du
p p L
dt
= +
( )
i mandata mandata id
du
p p p L
dt
A = =
La sovrapressione
i
p A pertanto proporzionale alla lunghezza del condotto, alla densit e
allaccelerazione istantanea del fluido. Come si vede dalla figura, landamento di
i
p A circa lineare
ed assume valore nullo a met corsa, posizione in cui laccelerazione si annulla.
La corsa di aspirazione potr pertanto essere espressa dalla seguente relazione (figura 8):
'
1 1 1 i r v
p p z p p p = A +A +A +A

Figura 8 Andamento dei termini di perdita per la fase di aspirazione
In maniera analoga per la fase di mandata si pu scrivere (figura 9):
' ' ' '
2 2 2 i r v
p p z p p p = A +A +A +A

Figura 9 Andamento dei termini di perdita per la fase di mandata
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Considerando complessivamente tutte le perdite possibile notare dai diagrammi in figura come
larea del ciclo reale risulta maggiore dellarea del ciclo ideale.


Figura 10 Ciclo reale ed ideale della pompa


Landamento di
i
p A non altera larea del ciclo di lavoro; lirregolarit del moto comporta per
alcuni problemi:
- la portata mandata fortemente variabile nel tempo; come si vede dalla figura, per una
pompa a semplice effetto la portata si annulla durante la fase di aspirazione. Questo un
problema solo parzialmente risolvibile con pompe a doppio effetto, il cui impiego consente
solo di eliminare il periodo a mandata nulla.
- la sovrapressione in mandata aumenta le sollecitazioni sugli organi meccanici della pompa e
sulla stessa tubazione.
- a causa della depressione in aspirazione si pu verificare il fenomeno della cavitazione.

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Figura 11 Portata istantanea e media di una pompa volumetrica a singolo stantuffo

La portata istantanea nel condotto di mandata ha un andamento grosso modo sinusoidale di periodo
T; ne deriva un fenomeno dinerzia problematico: nel momento in cui la velocit del liquido
proporzionale a quella del pistone, ci sono delle forze dinerzia legate allaccelerazione.
Precisamente entrano in gioco delle pressioni connesse con linerzia del liquido, accelerato e
decelerato periodicamente e vale lequazione:
p u
x t

c c
=
c c

in cui
u
t

c
c
una funzione nota. Si pu anche scrivere:
monte valle
p p du
L dt

=
dove
monte
p e
valle
p sono le pressioni istantanee rispettivamente a monte e a valle del condotto di
mandata di lunghezza L . Nel condotto di aspirazione non si verificano problemi di questo tipo
perch la sua lunghezza ridotta per evitare il fenomeno della cavitazione.
Allo scopo di regolarizzare il moto del liquido nel condotto di mandata si inserisce sul percorso
della tubazione stessa una cassa daria, avente funzione di volano per la portata e di attenuatore
delle oscillazioni di pressione; essa costituita da un recipiente cilindrico ad asse verticale, molto
vicino alla pompa e parzialmente riempito daria. Durante la corsa di mandata dello stantuffo, parte
della portata si avvia allutilizzazione e parte risale nella cassa, comprimendo laria in essa
contenuta; durante la successiva corsa di aspirazione, la pressione nella cassa daria spinge lacqua
nel condotto di mandata, fornendo una pi regolare erogazione. Pertanto, per la presenza della cassa
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daria, la portata ha un andamento che sempre sinusoidale, ma con una variazione di portata
sensibilmente pi piccola.


Figura 12 Dispositivo a cassa d'aria

Nel tracciare il ciclo ideale si era supposto il fluido perfettamente incomprimibile; di conseguenza
le fasi 1-2 e 3-4 di compressione e di espansione risultavano a volume costante. Tuttavia, anche un
liquido soggetto ad una variazione di pressione subisce una variazione di volume, quantificabile
attraverso il modulo di comprimibilit |, definito come la riduzione percentuale di volume che si
verifica in un liquido quando subisce, a temperatura costante, un incremento di pressione unitario:
1
T
V
V p
|
| | c
=
|
c
\ .

Le fasi di compressione e di espansione si discostano lievemente dalle linee a volume costante
tracciate nel ciclo ideale, comportando una piccola riduzione dellarea del ciclo e del lavoro speso.
Resta da considerare linfluenza delle perdite per fughe, che vengono ridotte a valori bassissimi
grazie alla presenza delle fasce elastiche di tenuta, ma possono risultare non trascurabili nel caso in
cui il salto di pressione elaborato sia piuttosto elevato. In ogni caso, le fughe non influenzano in
modo significativo landamento del ciclo e se ne terr conto solo nel calcolo della portata.
Il lavoro al ciclo reale
c
L , risulta, come gi detto, maggiore rispetto a quello ideale, e di ci si tiene
conto tramite il rendimento idraulico
y
q :
( )
c
id
y
c
L
L
q =


2 1 2 1
[( ) ( )]
c
c
y
V p p z z
L

q
+
=
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La potenza assorbita dalla pompa data dallespressione:
2 1 2 1
[( ) ( )]
c c c c
a
m m y
L n n V p p z z
P

q q q
+
= =
dove
c
n in = il numero di cicli allunit di tempo ( i il numero di cicli compiuti ad ogni giro della
manovella), che coincide con il numero di giri allunit di tempo in una macchina monocilindrica e
a semplice effetto.
Nellespressione della potenza assorbita non compare il rendimento volumetrico
v
q perch si sta
facendo un bilancio del lavoro fornito; al contrario, questo deve essere presente nel lavoro allunit
di massa mandata
i
L ; infatti:
2 1
2 1
( )
i
i
y v
p p
g z z
P
L
G

q q

+ +
= =
dove G la portata mandata al serbatoio di valle, che risulta minore della portata elaborata
(
c c
G G V n +A = ) per la presenza della portata di fuga G A che rifluisce attraverso la macchina;
indicando con
c
V iV = la cilindrata della pompa, si ha:
v c c v
G V n Vn q q = =


Regolazione della portata
La regolazione della portata pu avvenire o variando la velocit di rotazione n dellalbero motore,
oppure facendo rifluire una parte della portata mandata allaspirazione, tramite un opportuno
condotto munito di valvole di strozzamento. La regolazione on/off sconsigliata, poich le brusche
accelerazioni e decelerazioni della colonna liquida in mandata (analogamente in aspirazione)
determinerebbero forti sovrapressioni e depressioni con conseguenti fenomeni di colpo dariete e di
cavitazione.
La laminazione non ha significato perch la caratteristica di una pompa volumetrica una linea
verticale. La portata teorica ad un certo punto si discosta dalla verticale a causa delle perdite per
fughe che, essendo proporzionali alla radice quadrata del salto di pressione, aumentano
allaumentare della pressione di lavoro e quindi della prevalenza. Regolare una pompa volumetrica
significa quindi variare la sua portata a parit di sistema e di impianto in cui viene inserita. I
parametri su cui si pu intervenire sono:
numero di giri n : la portata ha un andamento lineare con la velocit di rotazione (metodo
meno costoso).
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cilindrata
c
V : dipende dalla geometria della pompa.
valvola limitatrice di pressione: si fa rifluire una parte della portata mandata allaspirazione,
tramite un opportuno condotto munito di valvole di strozzamento.


Prestazioni delle pompe volumetriche alternative
adatte per alte prevalenze e portate ridotte.
la pressione limitata solo dalla potenza del motore di comando e dalla robustezza del
sistema.
a meno delle fughe, le pompe a stantuffo danno la prevalenza che loro imposta
dallesterno.
i rendimenti sono elevati.
non possono essere accoppiate a motori di comando a causa del basso numero di giri di
funzionamento.
sono ingombranti e pesanti.
i liquidi utilizzati devono essere abbastanza puri e privi di residui solidi.


Tipi di pompe volumetriche
Fra le pompe volumetriche quella a pistoni rappresenta senza dubbio il tipo pi semplice anche se
risultano pi diffuse le pompe rotative e quelle alternative.
Una possibile classificazione pu essere quella riportata nello schema seguente:

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Quando esiste una tenuta fra lingresso e la mandata il fluido verr inviato ogni volta che la pompa
esegue un ciclo completo. Lenergia meccanica viene trasferita al fluido con il meccanismo tipico
dei sistemi chiusi, ovvero tramite il lavoro di pulsione.
Queste pompe richiedono sempre la presenza di una valvola di sicurezza per proteggere la pompa
dalle sovrapressioni.

POMPE ALTERNATI VE A STANTUFFO
Le pompe alternative a stantuffo vengono utilizzate per portate abbastanza modeste (al massimo
dellordine di 50 l/s) e per prevalenze molto elevate (sino a 4000 m), dipendenti solo dalla potenza
del motore di comando, dalla robustezza del cilindro e dai condotti di mandata.
Lo stantuffo pu essere di tipo tuffante (figura 13) o di tipo aderente (figura 14); con lo stantuffo
tuffante possibile realizzare le tenute sulla parte fissa, con lindiscutibile vantaggio di poterle
registrare anche a macchina in moto, mentre con lo stantuffo aderente le tenute sono poste alla
periferia dello stantuffo stesso. Per quanto riguarda il tipo di tenute, la pompa a stantuffo aderente
utilizzabile solo con acque limpide e per modeste prevalenze (20-30 m) mentre quella a stantuffo
tuffante utilizzabile in tutti gli altri casi, specie per prevalenze elevate.


Figura 13 Pompa alternativa a stantuffo di tipo tuffante

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Figura 14 Pompa alternativa a stantuffo di tipo aderente

Nella figura 14 rappresentata una pompa a stantuffo aderente con valvole automatiche di mandata
ricavate nello stantuffo; nella corsa di discesa dello stantuffo la sovrapressione che si crea nella
camera A chiude la valvola di aspirazione e apre quelle di mandata, cos che lacqua passa dalla
camera A alla B; durante la corsa di risalita dello stantuffo lacqua contenuta in B viene inviata
nella condotta di mandata, mentre la depressione creatasi nella camera A chiude le valvole di
mandata ed apre quelle di aspirazione, risucchiando acqua dal condotto di aspirazione. In questa
pompa le fasi di aspirazione e mandata sono contemporanee ed avvengono durante la corsa di
risalita dello stantuffo; pertanto, in questa sola fase si fornisce lavoro alla pompa e quindi lasta
della pompa sollecitata solo a trazione e di conseguenza pu essere molto lunga. Tale pompa
pertanto spesso utilizzata per i pozzi profondi, con cilindro sempre verticale e dotate di un filtro e di
una valvola di non ritorno allinizio del condotto di aspirazione.

In figura 15 rappresentata una pompa a membrana, il cui funzionamento analogo a quello della
pompa a stantuffo tuffante, salvo la sostituzione dello stantuffo con una membrana deformabile (in
cuoio o gomma). E una pompa generalmente azionata a mano, adatta a basse prevalenze (<15 m)
ed spesso utilizzata per pompare liquidi torbidi, sabbiosi o fangosi. Le pompe di alimentazione del
combustibile nei motori a combustione interna sono principalmente di questo tipo.
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Figura 15 Pompa alternativa a membrana

POMPE PLURI CI LI NDRI CHE
Il gradi di irregolarit della portata mandata di una pompa a stantuffo diminuisce al crescere del
numero dei cilindri. E quindi chiara lopportunit di ricorrere a pompe pluricilindriche, le quali
hanno un numero di pistoni maggiore di uno allo scopo di aumentare la portata e ridurre le
pulsazioni alla mandata, in quanto le pulsazioni del singolo pistone sono sfasate rispetto a quelle
degli altri pistoni. Queste si distinguono in:
pompe a stantuffi radiali
pompe a stantuffi assiali

La pompa a stantuffi radiali (figura 16) costituita da una parte centrale fissa divisa in due da un
setto separatore, da un rotore nel cui blocco sono ricavati i cilindri, da stantuffi mobili nei suddetti
cilindri e da una cassa esterna fissa eccentrica rispetto al rotore.
Il condotto di aspirazione arriva da sinistra, gira dalla parte posteriore ed immette il liquido in A in
direzione assiale rispetto alla macchina. Da M parte il condotto di mandata che dopo un breve tratto
assiale gira verso destra. Nel rotore sono ricavati dei cilindri in cui scorrono gli stantuffi che per
forza centrifuga sono mantenuti a contatto con la cassa esterna su cui strisciano. Se il rotore ruota in
senso orario la camera aumenta di volume finch si trova dalla parte sinistra del setto e aspira
dallambiente di aspirazione. Quando la camera passa nella parte destra comincia a diminuire di
volume e quindi permette la mandata del liquido.
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Figura 16 Pompa pluricilindrica a stantuffi radiali

La regolazione di queste pompe effettuata variando leccentricit del rotore: in tal modo varia la
corsa degli stantuffi e quindi la cilindrata e la portata della pompa; allorch leccentricit si annulla,
anche la portata si annulla. Infatti, portando lasse di rotazione verso lalto (o come si fa
normalmente abbassando la carcassa fissa) varia la corsa degli stantuffi e quindi la differenza tra il
volume minimo del cilindro (quando nella posizione inferiore) ed il volume massimo (quando si
trova nella posizione superiore). Continuando ad abbassare la carcassa si passa nella posizione i cui
il cilindro superiore e quello inferiore hanno lo stesso volume, per cui non c pi compressione.
Inoltre continuando nel moto relativo tra cassa e pompa, il cilindro nel suo moto relativo ha un
volume massimo quando si trova nella posizione inferiore ed un volume minimo quando nella
posizione superiore, per cui nella fase dallalto in basso un cilindro aspira aria dalla zona ad alta
pressione, cio da destra e la manda nella zona a bassa pressione nel semigiro che va dal basso
verso lalto; in questo modo abbiamo realizzato un motore idraulico. Si pu quindi affermare che il
grosso vantaggio di questa macchina nella sua reversibilit, per questo viene usate nelle
trasmissioni idrostatiche.
Naturalmente un altro modo di regolare sarebbe per variazione del numero di giri che come
sappiamo, salvo i suoi limiti di economicit, un metodo che si pu sempre utilizzare.


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Figura 17 Pompa pluricilindrica a stantuffi assiali

Le pompe a stantuffi assiali (figura 17) sono costituite da un rotore cilindrico e da una cassa esterna.
Nel rotore sono ricavati i cilindri in cui scorrono gli stantuffi, i quali sono appoggiati ad una
estremit ad una piastra regolabile. Regolata linclinazione, la piastra rimane fissa rispetto alla cassa
esterna e laderenza garantita da molle o da altri sistemi pi complessi. Mentre il rotore ruota,
come indica la freccia in figura, gli stantuffi sono costretti a rimanere appoggiati alla piastra, per cui
il volume dei singoli cilindri aumenta quando il rispettivo pistone sale e diminuisce quando il
pistone scende. Durante la fase di salita se il cilindro in comunicazione con lambiente di
aspirazione aspira, mentre durante la fase di discesa (in cui il volume diminuisce) se il cilindro in
comunicazione con lambiente di mandata, avremo la compressione del liquido e quindi la mandata.


Figura 18 Schema di pompa rotativa a pistoni assiali

Per regolare la pompa basta cambiare langolo di inclinazione della piastra, che determina la corsa
dei pompanti e quindi la cilindrata della pompa che quindi pu essere variata intervenendo
semplicemente sullinclinazione della piastra. Le differenti configurazioni che vengono proposte
prevedono pompe a cilindrata fissa nella quale linclinazione della piastra fissata dal costruttore e
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soluzioni a cilindrata variabile in cui linclinazione della piastra pu essere modificata dallesterno
mediante un comando di varia natura: meccanico con apposita leva o vite di regolazione, idraulico
elettrico ecc. quando la piastra si trova nella posizione neutra, corrispondente alla condizione di
perpendicolarit con lasse dei cilindri, la corsa dei pompanti nulla (figura 19).


Figura 19 Variazione della cilindrata in una pompa a piastra inclinata

Queste pompe, essendo prive di un sistema di comando a biella e manovella, permettono velocit
pi elevate delle normali pompe a stantuffi, e per lelevato numero dei cilindri danno luogo a
portate nelle condotte sensibilmente costanti nel tempo. Esse trovano larga applicazione nel campo
dei liquidi dotati di propriet lubrificanti e sono quindi impiegate come componenti delle
trasmissioni idrostatiche e come pompe del combustibile per impianti di turbine a gas. Queste
pompe sono dotate di elevati rendimenti volumetrici e meccanici e lavorano con differenze di
pressione, tra mandata e aspirazione, che possono raggiungere i 1000 bar.

POMPE ROTATI VE
Limpiego delle pompe rotative abbastanza diffuso: si va dalle pompe di lubrificazione a quelle
per generare olio in pressione nei servocomandi, dalle pompe del combustibile a quelle impiegate
nelle trasmissioni idrostatiche.
In queste pompe la variazione del volume della camera di lavoro ottenuta tramite rotazione di
elementi in grado di delimitare camere rotanti a volume variabile. La rotazione delle camere
permette di eliminare le valvole di aspirazione e mandata, affidando la distribuzione a luci che
permettono il collegamento tra tali camere e gli ambienti di aspirazione e mandata nel momento
opportuno. A causa dellincomprimibilit del liquido, il collegamento con la mandata avviene in
tutta la fase di riduzione del volume, mentre quello con laspirazione si ha durante tutta la fase di
aumento del volume della camera.
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Le pompe rotative si presentano in svariate forme; noi esamineremo quelle ad ingranaggi, quelle a
palette e quelle a lobi.

Pompe ad ingranaggi
In figura 20 rappresentata una pompa ad ingranaggi esterni; essa costituita da due ingranaggi
che ruotano in verso contrario e che trascinano tra un dente e laltro il liquido che generalmente
olio. Il liquido racchiuso nel vano tra due denti consecutivi e la cassa esterna viene trasportato
dallaspirazione alla mandata e non pu rifluire verso laspirazione a causa della tenuta centrale
garantita dallingranamento tra i denti delle due ruote. Questultimo permette anche di collegare il
motore ad una sola delle due ruote, facendo trascinare laltra da questa tramite il suddetto
accoppiamento.

Figura 20 Pompa rotativa ad ingranaggi esterni

Queste pompe hanno il vantaggio di essere immerse in olio per cui non hanno problemi di
lubrificazione; mentre non vanno usate con liquidi non lubrificanti in quanto lusura dei denti,
dovuta a materiali abrasivi o a particelle metalliche, tende ad incrementare i giochi e quindi a farne
decadere il rendimento volumetrico. Il forte carico gravante sui cuscinetti ed il decadere del
rendimento volumetrico al crescere della prevalenza consigliano di usare tali pompe per prevalenze
non superiori agli 80100 kg/cm
2
.

Un altro tipo di pompa quella ad ingranaggi interni (figura 21): in questo caso le camere a volume
variabile sono delimitate dalle pareti di due denti appartenenti alle due ruote. La pompa ad
ingranaggi interni aggiunge al pregio di essere costruttivamente semplice (proprio delle pompe ad
ingranaggi) quello di unelevata compattezza e di dimensioni ridotte rispetto a quella ad ingranaggi
esterni. La regolazione di queste pompe avviene per variazione del numero di giri o per riflusso.
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Figura 21 Pompa rotativa ad ingranaggi interni

Pompe a palette
Queste pompe si differenziano dagli analoghi compressori in quanto manca la fase di compressione
graduale a causa dellincomprimibilit del liquido; per cui quando la paletta in alto a sinistra chiude
il condotto di aspirazione la paletta in alto a destra sta per scoprire il condotto di mandata. Questo
fatto, accentuato nel disegno, non cos immediato, in quanto c sempre una perdita di liquido
attraverso i giochi della pompa per cui non necessario che la mandata si apri contemporaneamente
alla chiusura dellaspirazione.

Figura 22 Pompa rotativa a palette

Il liquido racchiuso tra due palette, il rotore e la cassa esterna viene trasportato dallaspirazione alla
mandata, mentre pu rifluire, se non in piccola parte, per il modesto volume della camera
sottostante. Le palette aderiscono al profilo interno della cassa o per forza centrifuga o per lazione
di molle poste allinterno delle scanalature (praticate nel rotore) entro cui scorrono le palette.
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Questa pompa meno sensibile allusura della pompa ad ingranaggi poich lusura delle palette a
contatto con la cassa non ne riduce la capacit di tenuta, per cui la prevalenza pu raggiungere i 150
kg/cm
2
. La regolazione pu avvenire per variazione delleccentricit del rotore, riducendo cos il
volume della camera che passa dallaspirazione alla mandata mentre si aumenta quello della camera
di ritorno; in questo modo si pu ridurre la portata mandata fino ad annullarla (eccentricit nulla).
Anche queste pompe sono reversibili.

Pompe a lobi
In figura 23 sono rappresentate le fasi di funzionamento di una pompa a tre lobi costituita da due
giranti opportunamente sagomate, di cui una calettata sullasse di potenza e laltra trascinata
dalla prima mediante ingranaggi esterni dazionamento. La pulsazione della portata erogata
dipender dal numero dei lobi, ma sar comunque, dato il minor numero di camere presenti,
maggiore che non nel caso della pompa ad ingranaggi. Vengono utilizzate per il pompaggio di fluidi
viscosi e trovano diverse applicazioni nellindustria alimentare, sono inoltre caratterizzate da portate
di considerevole entit.


Figura 23 Pompa rotativa a lobi (tipo Roots)












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Scelta della pompa volumetrica
1. determinare la portata richiesta
2. determinare la viscosit del fluido alla temperatura di lavoro pi bassa
- danneggiamenti della pompa
- eccessiva richiesta di potenza
3. determinare la cilindrata
v
Q Vn q = dai cataloghi dei costruttori in base al fluido
4. scelta del tipo di pompa
- pressione di lavoro
- velocit di rotazione
- abrasivit del liquido
- forma esterna richiesta
- limiti di ingombro
- accessibilit alle tenute
5. dimensionamento del condotto di aspirazione
- diametri ridotti perdite elevate
- diametri grandi costi elevati
verificare
a r
NPSH NPSH >
dove
r
NPSH fornito dal costruttore, mentre
a
NPSH calcolabile in funzione della
larghezza del condotto.
6. dimensionamento del condotto di mandata
- perdite di carico
- costi (in genere pi piccoli di quelli del condotto di aspirazione)
7. calcolo della potenza richiesta
a
p
QH
P

q
=
8. scelta dei materiali (propriet del liquido)
9. funzionamento ad alte temperature
10. accoppiamento al motore di comando (eventuale riduzione di velocit)





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Rappresentazione grafica ciclo ideale e reale








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Bibliografia
[1] Luciano Catalano, Michele Napolitano, Elementi di macchine operatrici a fluido, Pitagora
editrice Bologna.
[2] Appunti del Corso di Macchine I dellUniversit del Salento, Corso di Laurea di Ingegneria
Meccanica