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Corso di Canto Teorico Canto Moderno in teoria Elisabetta Garau

Corso di Canto Teorico

Corso di Canto Teorico Canto Moderno in teoria Elisabetta Garau
Corso di Canto Teorico Canto Moderno in teoria Elisabetta Garau

Canto Moderno in teoria

Corso di Canto Teorico Canto Moderno in teoria Elisabetta Garau

Elisabetta Garau

Corso di Canto Teorico Canto Moderno in teoria Elisabetta Garau

Obiettivi del corso

Obiettivi del corso Cos'è il canto e la voce Qui impareremo cos'è il canto, e come

Cos'è il canto e la voce

Qui impareremo cos'è il canto, e come si crea all'interno del nostro corpo. Cos'è voce e come avviene in complesso processo della sua formazione attraverso le corde vocali, i polmoni e il diaframma

Obiettivi del corso Cos'è il canto e la voce Qui impareremo cos'è il canto, e come

La teoria della respirazione

In questo capitolo impareremo la procedura teorica della respirazione per applicarla alla pratica, in quanto una respirazione corretta è fondamentale per poter cantare correttamente.

Obiettivi del corso Cos'è il canto e la voce Qui impareremo cos'è il canto, e come

L'appoggio e l'accento

Cosa sono l'appoggio e l'accento, a cosa servono e le rispettive differenze

Obiettivi del corso Cos'è il canto e la voce Qui impareremo cos'è il canto, e come

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Obiettivi del corso

Obiettivi del corso Il timbro Cos'è il timbro e la sua funzione nel canto Tipi di

Il timbro

Cos'è il timbro e la sua funzione nel canto

Obiettivi del corso Il timbro Cos'è il timbro e la sua funzione nel canto Tipi di

Tipi di voce

Esistono vari tipi di voci e rispettivi stili che in questo capitolo affronteremo per poter distinguere e classificare i tipi di voce che incontreremo e saremo in grado di classificare anche la nostra.

Obiettivi del corso Il timbro Cos'è il timbro e la sua funzione nel canto Tipi di

Il Diaframma

Cos'è il diaframma, la sua funzione nel canto, e come allenarlo.

Obiettivi del corso Il timbro Cos'è il timbro e la sua funzione nel canto Tipi di

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Obiettivi del corso

Obiettivi del corso La postura nel canto Le posture corrette durante il canto, e perché sono

La postura nel canto

Le posture corrette durante il canto, e perché sono indispensabili.

Obiettivi del corso La postura nel canto Le posture corrette durante il canto, e perché sono

Solfeggio

Impariamo cos'è il solfeggio e a cosa serve.

Obiettivi del corso La postura nel canto Le posture corrette durante il canto, e perché sono

Spartiti

Come sono formati gli spartiti vari componenti, imparare a leggere le note e le loro alterazioni.

Obiettivi del corso La postura nel canto Le posture corrette durante il canto, e perché sono

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Obiettivi del corso

Obiettivi del corso Abbellimenti Gli abbellimenti, perché si usano a cosa servono e come farli. 5

Abbellimenti

Gli abbellimenti, perché si usano a cosa servono e come farli.

Obiettivi del corso Abbellimenti Gli abbellimenti, perché si usano a cosa servono e come farli. 5

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Cos'è il canto e la voce

Cos'è il canto e la voce

Cos'è il canto e la voce
Cos'è il canto e la voce
Cos'è il canto e la voce
Cos'è il canto e la voce

Cos'è il canto

Il canto è l'emissione di suoni attraverso la voce grazie a vari procedimenti all'interno del nostro corpo. I suoni emessi sono ordinati per ritmo e altezza a formare una melodia. Solitamente parliamo di canto quando è applicato al testo di una canzone o di una composizione musicale che richieda l'utilizzo di parole ma questo non è sempre necessario. Molto brevemente potremmo dire che il suono è prodotto nella laringe grazie alle vibrazioni delle corde vocali in effetto all'aria espirata dai polmoni mediante la chiusura della glottide, ma tutto questo lo vedremo più nel dettaglio spiegando anche cos'è la voce.

Cos'è il canto Il canto è l'emissione di suoni attraverso la voce grazie a vari procedimenti
Cos'è il canto Il canto è l'emissione di suoni attraverso la voce grazie a vari procedimenti

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Cos'è la voce

La voce è uno “strumento” molto particolare, perché tutte le sue parti sono contenute all’interno del nostro corpo. Esattamente come nel caso degli altri strumenti, è necessario un elemento scatenante in questo caso per noi cantanti sarà l’aria, che fuoriesce grazie alla spinta del diaframma, un corpo vibrante che nel corpo umano saranno le corde vocali la cui tensione, lunghezza e spessore determinano l’altezza del suono, e una sorta di "cassa armonica ” ovvero in questo caso la cassa toracica nonché la cavità orale, quella nasale e altre zone distribuite nella scatola cranica. La particolarità della voce umana sta proprio nella bocca che, essendo mobile, ci è possibile modificare la forma nel corso dell’emissione del suono. Conseguentemente è possibile variare il timbro con continuità per esempio, mantenendo un’altezza costante, e passando da una “a” ad una “u” è come se trasformassimo, in modo ininterrotto, una tastiera in un pianoforte. Infatti passando dalla “A” alla “U” in modo costante stiamo cambiando la percezione del suono, come se stessimo cambiando strumento, senza però alterare la nota.

Cos'è la voce La voce è uno “strumento” molto particolare, perché tutte le sue parti sono

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Come si produce la voce

Come si produce la voce La forza che produce la voce e il canto è la

La forza che produce la voce e il canto è la forza dei muscoli della cassa toracica. Questi ultimi, quando si contraggono, comprimono i polmoni, generando un flusso d'aria continuo che dai polmoni risale lungo la trachea. Fino a questo punto però nessuna onda sonora è ancora stata generata, ed il flusso d'aria è simile al flusso espiratorio. Verso l'estremità superiore della trachea l'aria si infrange contro una sorta di "tendina" che per noi saranno le cosiddette corde vocali,la cui forma ed apertura è regolabile attraverso un complesso sistema di muscoli. A riposo le corde vocali sono in posizione "aperta" come vediamo nella figura sulla destra, consentendo il passaggio dell'aria per la respirazione.

Come si produce la voce La forza che produce la voce e il canto è la

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Come si produce la voce

Le corde vocali quando vengono tese dai muscoli si chiudono in una forma variabile, che restringe il passaggio. Durante questo procedimento nelle corde vocali si formano delle oscillazioni che interessano anche il flusso d'aria. La frequenza del suono che verrà prodotto dipenderà ancora dalla costanza di oscillazione delle corde vocali, che conseguentemente dipende dalle caratteristiche anatomiche delle corde vocali stesse come la tensione, la densità, e la lunghezza. Negli uomini le corde vocali sono lunghe in media circa da 1,7 a 2,5 cm, nelle donne invece in media circa da 1,5 a 1,8 cm, questo caratterizza la differenza di tessitura tra uomini e donne. Ricordiamo inoltre che (anche se non è una regola universale, ma dipende da altri fattori) solitamente la lunghezza delle corde vocali influisce molto più della tensione nel determinare le voci acute, di conseguenza più le corde vocali sono lunghe più sarà grave la voce, per questo come vedremo più avanti di solito le donne hanno voci più acute che non gli uomini. In termini di frequenza possiamo dire che gli uomini raggiungono i 100/125 Hz mentre le donne i 200/250 hz, salvo eccezioni straordinarie.

Come si produce la voce Le corde vocali quando vengono tese dai muscoli si chiudono in

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Come si produce la voce

Quando il flusso d'aria viene messo in vibrazione nella laringe, l'onda sonora, quindi il suono, deve attraversare ancora alcune parti prima di essere emesso all'esterno. Quest'onda che viene prodotta dalla vibrazione delle corde vocali non è un suono ancora formato (puro), ma essa contiene già diversi armonici, e questi a loro volta dipendono dai particolari dell'oscillazione. Questi armonici quindi saranno ancora modulati e modificati durante il passaggio nelle restanti cavità dell'apparato vocale, infatti dalle corde vocali in su, si trovano le parti (cavità) "morbide" dell'appartato vocale come la glottide, la lingua e il palato. Ognuna di queste parti (cavità) è coinvolta nel fenomeno della risonanza. L'effetto che si avrà sull'onda sonora che vi entra sarà quello di limitare le parti fuori risonanza e di accentuare quelle propense alla risonanza. Esistono svariati modi per modificare il timbro di voce, sfruttando non solo la risonanza della bocca ma anche la risonanza dei seni paranasali e delle fosse nasali. Al pari dell'intensità, della frequenza, e del timbro iniziale, la voce è ancora soggetta a delle modifiche del suo contenuto spettrale, ciò permette di articolare moltissimi suoni in forma di vocali e consonanti.

Come si produce la voce Quando il flusso d'aria viene messo in vibrazione nella laringe, l'onda

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La Teoria della respirazione

La Teoria della respirazione

La Teoria della respirazione
La Teoria della respirazione
La Teoria della respirazione
La Teoria della respirazione

La teoria della respirazione

La respirazione nel canto è una fase fondamentale, perché un tipo di respirazione sbagliata non ci permetterà un giusto appoggio per il controllo del flusso d'aria e di conseguenza del suono. La respirazione ottimale per cantare nel canto moderno e non solo , è quella che chiameremo "respirazione costale-diaframmatica". Normalmente noi siamo abituati a compiere una respirazione "verticale", che è un modo di respirare incompleto e dannoso in quanto andiamo ad usare solo la parte alta dei polmoni.

La teoria della respirazione La respirazione nel canto è una fase fondamentale, perché un tipo di
La teoria della respirazione La respirazione nel canto è una fase fondamentale, perché un tipo di

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La teoria della respirazione

Nel Canto, ma anche nella vita di tutti i giorni ,dovremmo imparare a respirare sfruttando anche la parte inferiore dei polmoni grazie al lavoro svolto dal diaframma. Questo ci permetterà di controllare la quantità e l’intensità del flusso d’aria che emetteremo, nel canto infatti abbiamo la necessità di regolare il fiato in base all’altezza e al volume delle note, all’intensità e alla loro durata. È possibile modificare l’attività del diaframma in maniera volontaria ed è proprio questo che un cantante deve riuscire a fare. Vediamo ancora nell'immagine qui a destra le due fasi della respirazione dove vediamo le parti coinvolte in entrambe le fasi.

La teoria della respirazione Nel Canto, ma anche nella vita di tutti i giorni ,dovremmo imparare
La teoria della respirazione Nel Canto, ma anche nella vita di tutti i giorni ,dovremmo imparare

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La teoria della respirazione

Dobbiamo quindi imparare a gestire in modo volontario il movimento del diaframma e sfruttarlo al massimo come valvola e appoggio per regolare il quantitativo di aria che passerà poi dalle corde vocali. Ciò ci permetterà una padronanza della vibrazione delle corde stesse, quindi una maggiore stabilità del suono emesso. Tutto questo lo vedremo poi quando parleremo del diaframma e dell'appoggio.

La teoria della respirazione Dobbiamo quindi imparare a gestire in modo volontario il movimento del diaframma
La teoria della respirazione Dobbiamo quindi imparare a gestire in modo volontario il movimento del diaframma

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L'inspirazione

Quando si inspira bisogna cercare di riempire d'aria tutto il polmone e non solo la parte alta (respirazione clavicolare). Questa come abbiamo detto prima è una regola che ci dovrebbe accompagnare sempre e non solo nel canto. Vi spiego ora perché la respirazione clavicolare è pericolosa per l'organismo. La respirazione clavicolare utilizza solo la parte alta dei polmoni che è anche la parte più piccola, quindi consente solo una limitata ventilazione e un insufficiente ricambio sanguigno. Principalmente sono la fretta e l'abitudine a farci respirare solo con la parte alta del polmone. Infatti animali e i bambini, nell'inspirazione riempiono in modo automatico e naturale tutto il polmone. La respirazione parte dal naso come vediamo ancora in quest'immagine, arriva ai polmoni che si riempiono totalmente il diaframma di contrae verso il basso per consentire la dilatazione dei polmoni e l'addome va all'infuori.

L'inspirazione Quando si inspira bisogna cercare di riempire d'aria tutto il polmone e non solo la

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L'Inspirazione

In questa animazione vediamo che l'aria giungendo ai polmoni fino in fondo e dilatandoli gonfiano il petto, anche l'addome si dilata portandosi verso l'esterno. La cupola diaframmatica si alza di svariati centimetri, le costole inferiori si aprono lateralmente e di conseguenza il diaframma si abbassa. La gabbia toracica è più ampia lateralmente per effetto dell'apertura costale ma anche verticalmente per effetto dell'abbassamento del diaframma. In tutto questo atto ricordiamo che le spalle devono restare ferme.

L'Inspirazione In questa animazione vediamo che l'aria giungendo ai polmoni fino in fondo e dilatandoli gonfiano
L'Inspirazione In questa animazione vediamo che l'aria giungendo ai polmoni fino in fondo e dilatandoli gonfiano

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L'Espirazione

Ancora con questa animazione vediamo anche l'espirazione. Nell'espirazione la parte addominale deve rimanere tonica per essere regolata, il diaframma torna nella posizione originaria e le costole si richiudono. Quando si canta bisogna regolare la chiusura costale cercando di ritardarla con il sostegno dell'addome, senza esagerare per evitare di bloccare il diaframma. Per la tenuta del suono è fondamentale l'appoggio addominale quindi è molto importante allenare i muscoli addominali a questi movimenti con svariati esercizi.

L'Espirazione Ancora con questa animazione vediamo anche l'espirazione. Nell'espirazione la parte addominale deve rimanere tonica per
L'Espirazione Ancora con questa animazione vediamo anche l'espirazione. Nell'espirazione la parte addominale deve rimanere tonica per

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L'Espirazione

Voglio ricordarvi inoltre che l'emissione del suono non va mai spinta ma va sempre tenuta per evitare la chiusura della laringe, che potrebbe provocare danni sia alle corde vocali che alla cassa toracica che potrebbe non entrare più in vibrazione nel modo corretto.

L'Espirazione Voglio ricordarvi inoltre che l'emissione del suono non va mai spinta ma va sempre tenuta
L'Espirazione Voglio ricordarvi inoltre che l'emissione del suono non va mai spinta ma va sempre tenuta

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L'Espirazione

In questa immagine qui sotto vediamo i movimenti diaframmatici. Nella linea tratteggiata con il numero 1 vediamo il diaframma, nella linea tratteggiata con il numero 2 invece vediamo l'apertura dell'arcata diaframmatica mentre l'apertura costale si abbassa.

L'Espirazione In questa immagine qui sotto vediamo i movimenti diaframmatici. Nella linea tratteggiata con il numero
L'Espirazione In questa immagine qui sotto vediamo i movimenti diaframmatici. Nella linea tratteggiata con il numero

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Esercizi della respirazione

1. Esercitare la respirazione addominale

In questo esercizio impareremo come sfruttare la pancia nella respirazione. Iniziamo a sdraiarci in posizione supina sul pavimento o comunque su una superficie piana e rigida, appoggiamo per bene le spalle a terra e posiamo una mano sull'addome all'altezza dell'ombelico, inspiriamo col naso facendo gonfiare la pancia. Dovremmo vedere la nostra mano che si alza con la pancia per effetto dell'aria che abbiamo inspirato, tratteniamo ora l'aria per qualche secondo (5 secondi vanno benissimo), espiriamo adesso fino a sgonfiare la pancia, la mano dovrà restare ancora sull'ombelico e seguire anche la fase di “sgonfiamento”. E' consigliabile di fare una pausa tra un esercizio e l'altro per non sforzarci troppo, ripetere questo esercizio 10 volte al giorno aiuta la tonicità dei muscoli addominali.

Esercizi della respirazione 1. Esercitare la respirazione addominale In questo esercizio impareremo come sfruttare la pancia

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Esercizi della respirazione

2. Esercitare la respirazione costale-diaframmatica.

In questo esercizio impareremo ad utilizzare il sistema costale e diaframmatico insieme, che sono indispensabili per sostenere il suono. Iniziamo come prima a sdraiarci in posizione supina sul pavimento, mettiamo ancora una mano sull'addome all'altezza dell'ombelico e l'altra mano ora andremo a metterla sul costato. Inspiriamo col naso gonfiando di nuovo l'addome e spostiamo l'aria dilatando il costato in modo laterale, espiriamo adesso mantenendo però quella dilatazione costale che abbiamo ottenuto in precedenza. Anche in questo caso fate delle pause tra un esercizio e l'altro.

Esercizi della respirazione 2. Esercitare la respirazione costale-diaframmatica. In questo esercizio impareremo ad utilizzare il sistema

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Esercizi della respirazione

3. Aumentare la muscolatura costale ed addominale.

Lasciamo questo esercizio per ultimo solo dopo che abbiamo fatto pratica con gli altri 2, Le modalità sono come quelle dei precedenti esercizi qui sdraiati in posizione supina inspiriamo, portando l'aria al costato e tratteniamo il respiro per 5 secondi, ora espiriamo lentamente mantenendo la dilatazione costale che abbiamo ottenuto portando l'aria nel costato, quando siamo alla fine dell'emissione del fiato, proviamo a prolungare la fase dell'espirazione pronunciando la consonante F in modo costante fino allo svuotamento. Non preoccupatevi se l'emissione della consonante F durerà pochi secondi, le prime volte sarà normale, e piano piano sarà sempre più duratura. Come per tutti gli altri esercizi aspettiamo facendo una pausa prima di ricominciare e svolgendo questi esercizi quotidianamente avremo un buon sostegno per il suono.

Esercizi della respirazione 3. Aumentare la muscolatura costale ed addominale. Lasciamo questo esercizio per ultimo solo

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L'appoggio e l'accento

L'appoggio e l'accento

L'appoggio e l'accento
L'appoggio e l'accento
L'appoggio e l'accento
L'appoggio e l'accento

L'appoggio e l'accento

L’appoggio e l’accento sono movimenti che vengono eseguiti principalmente dai muscoli addominali. I muscoli, attraverso questi movimenti aiutano il diaframma a svolgere la sua funzione di conseguenza le note emesse attraverso l'appoggio e l'accento hanno un controllo stabile e maggiore. Quindi abbiamo detto che le note lunghe saranno molto più stabili e le note più alte saranno più precise e incisive. Abbiamo già parlato dell'inspirazione, e abbiamo anche visto come i polmoni che si gonfiano d’aria saranno più grandi (in quanto dilatati dall'aria all'interno) rispetto a quando sono a riposo. Per cui sotto la spinta della colonna d’aria il ruolo del diaframma e degli addominali è quello di consentire questa espansione spingendolo verso il basso a creare dunque ulteriore spazio necessario ai polmoni, “spostando” o “comprimendo” gli organi verso il basso. Una volta fatta pratica questo tipo di respirazione dobbiamo fare in modo di sollevarla. Sappiamo anche che l'aria può essere indirizzata molto in basso nell'addome oppure molto in alto nel torace. Ecco noi ora dobbiamo cercare di posizionare quest'aria in una posizione che rimanga centrale, in modo da poter riempire tutto il polmone, ma soprattutto per poter gestire al meglio il “peso” dell'aria con i muscoli addominali.

L'appoggio e l'accento L’appoggio e l’accento sono movimenti che vengono eseguiti principalmente dai muscoli addominali. I

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L'appoggio e l'accento

Vedremo più avanti che l'emissione dell'aria e la produzione del suono è in gran parte effettuata dai muscoli addominali. Se noi teniamo l'aria troppo in basso o troppo in alto non riusciremo a far lavorare gli addominali nel modo giusto e la fase dell'espirazione potrebbe non essere corretta e quindi non riusciremo gestire il suono al meglio. I polmoni gonfiandosi occuperanno lo spazio del diaframma che a sua volta si sarà abbassato per consentire la dilatazione dei polmoni che premeranno contro la parte bassa della gabbia toracica, e, siccome le ultime due coste dette anche coste “false” della gabbia toracica sono parzialmente elastiche in quanto non saldate, cederanno sotto la spinta dei polmoni che ora saranno pieni d’aria, questi due movimenti di “cedere” spazio da parte del diaframma e delle costole, fanno in modo che i polmoni possano gonfiarsi nella loro parte bassa e non solo in quella alta. Una cosa molto importante sta nel respirare correttamente imparando dove appoggiare l'aria in quanto il pericolo di praticare una respirazione addominale è di perdere i benefici che i movimenti dei muscoli addominali ci possono dare per la stabilità di una corretta e appoggiata esecuzione del suono.

L'appoggio e l'accento Vedremo più avanti che l'emissione dell'aria e la produzione del suono è in

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L'appoggio

Durante l'appoggio i muscoli addominali assicurano al diaframma un sostegno certo durante l’espirazione. Quindi quando la colonna d’aria fuoriesce dai polmoni e sale verso l’alto per mettere in vibrazione le corde vocali, i polmoni sono sostenuti dal diaframma che a sua volta ancora è sostenuto dai muscoli addominali. Quando i polmoni si svuotano dell'aria, riducono la loro mole e occupano di conseguenza meno spazio, il diaframma appoggia il movimento dei polmoni e risale contemporaneamente rimanendo sempre a contatto con la parte sottostante dei polmoni, grazie anche alla sua forma di volta o arco come abbiamo detto in precedenza. Questo più che un contatto sarà un sostegno, un piano d’appoggio e una base per i polmoni che possono svuotarsi e dilatarsi senza perdere l’appoggio del diaframma. I polmoni grazie anche alle coste saranno compressi lateralmente, e spinti verso l’alto. Con i polmoni risale anche la trachea, questa risalita è una parte fondamentale, e automatica, del complicato meccanismo di produzione e formazione del suono. Questo appoggio continuato tra polmoni e diaframma consente alla colonna d’aria formata dai polmoni di risalire verso l’alto in modo costante, un flusso uguale e continuo che non crea mancanze d'appoggio.

L'appoggio Durante l'appoggio i muscoli addominali assicurano al diaframma un sostegno certo durante l’espirazione. Quindi quando

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L'appoggio

Adesso prendiamo da esempio una nota lunga e sostenuta che viene provocata da una vibrazione assolutamente costante e regolare delle corde vocali, ecco questa vibrazione costante e regolare può essere tale solo se è costante e regolare anche la colonna d’aria che va a sbattere contro la parte inferiore delle corde vocali (l'effetto tendina che abbiamo visto prima). Per cui se la colonna d’aria non è costante e regolare anche le vibrazioni delle corde non saranno costanti e regolari e di conseguenza non sarà costante neanche il suono prodotto dalle corde vocali, e la nota prodotta sarà tremolante ed imprecisa (stonata), sarà una nota “calante” o “crescente”, quindi non perfettamente intonata. Per rendervi meglio l'idea di appoggio e di cosa succede al nostro corpo e al suono durante quest'ultimo, vi farò un esempio pratico e semplice, immaginiamo di tenere in mano un vassoio con un calice di cristallo pieno di acqua fino all'orlo, la mano è il diaframma, il vassoio sono i muscoli addominali, il bicchiere sarà il suono, mentre l'acqua sarà l'aria, ora ipotizziamo di non aver appoggiato bene il vassoio sulla mano e iniziamo a camminare, vedremo che la mancanza di appoggio stabile del vassoio, comprometterà la stabilità del bicchiere e del suo contenuto, facendoci perdere il controllo e cadendoci. Ecco questa dovrà essere la nostra visuale di appoggio.

L'appoggio Adesso prendiamo da esempio una nota lunga e sostenuta che viene provocata da una vibrazione

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L'accento

L’accento è un movimento davvero importante, tanto quanto lo è l’appoggio anche se spesso viene praticamente snobbato e questo è un errore, proprio perché l'accento entra in gioco quando l'esecutore deve eseguire note acute e alte, potremo dire che esso è il movimento contrario all’appoggio. Lo si effettua con gli addominali più bassi e consiste in una spinta decisa dal basso verso l’alto, un movimento che deve essere veloce e deciso. Serve per avere un aiuto maggiore quando si devono affrontare note particolarmente acute e difficili. L’aria dei polmoni dovrà attraversare il tragitto verso le corde vocali molto velocemente (come una pallina del flipper), e per facilitare questa fuoriuscita veloce, dobbiamo dare una sorta di “spremuta” veloce alla parte bassa dei polmoni e per questa adoperiamo sempre il diaframma e i muscoli addominali bassi. Avete presente lo scatto veloce che subiamo quando abbiamo il singhiozzo? Ecco immaginiamo questo movimento secco e veloce per rendere l'idea di come l'accento abbia le stesse caratteristiche di svolgimento.

L'accento L’accento è un movimento davvero importante, tanto quanto lo è l’appoggio anche se spesso viene

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L'accento

Durante il movimento dell'accento la gola in particolare rimane pressoché rilassata, perché tutto questo lavoro viene svolto dal diaframma e dai muscoli addominali, sia alti che bassi. Subito dopo aver prodotto la nota acuta, seguirà la fase dell'inspirazione, mentre se la nota alta deve essere anche mantenuta gli addominali alti rimarranno in posizione di appoggio onde evitare di perdere il volume, l'intensità e l'incisività della nota. L’accento è quindi un movimento deciso e veloce. Importantissimo ricordare e precisare che durante una qualsiasi canzone gli addominali non staranno mai fermi, infatti li troveremo o in “ritirata” durante l’inspirazione, oppure in posizionamento per effettuare l’appoggio, o ancora in fase di aggiunta quando all'appoggio aggiungeremo l’accento.

L'accento Durante il movimento dell'accento la gola in particolare rimane pressoché rilassata, perché tutto questo lavoro

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Il timbro

Il timbro

Il timbro
Il timbro
Il timbro
Il timbro

Il Timbro

Il significato di timbro si attribuisce alla qualità percettiva propria di un suono, che permette a chi ascolta di individuare un suono da un altro suono di uguale tonalità, intensità, altezza e durata. Nella musica ad esempio ogni strumento è in possesso di un timbro proprio ovvero una stessa nota suonata da un violino e da un pianoforte risultano immediatamente diverse e distinte alla percezione. La differenza, è data dalla forma d’onda, che è il risultato della somma di tutte le componenti del suono. Una composizione differente del suono comporta anche la percezione di un diverso timbro. Nel parlato il termine timbro viene usato per due diverse caratteristiche del suono, una data dalla forza, dal tono e dall'accento e parliamo in questo caso di timbro vocalico, e una data dal tratto quando si parla di timbro di voce.

Il Timbro Il significato di timbro si attribuisce alla qualità percettiva propria di un suono, che

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Il Timbro

Il timbro vocalico non è altro che la qualità della voce, e permette di distinguere dal punto di vista della percezione, un suono vocalico da un altro. Nonostante una parola pronunciata da una voce femminile, maschile o da un bambino presenta altezze differenti dal punto di vista acustico perché prodotto da strutture vocali differenti, a livello di percezione il timbro vocalico è assolutamente riconosciuto. Il riconoscimento uditivo quindi va in relazione al contesto e non in modo assoluto, in quanto l'orecchio si tara e si compara al tipo di voce, associando a determinati suoni frequenze differenti. Molte variazioni di timbro vocalico ad esempio possiamo riscontrarle in alcuni dialetti regionali dove si riscontrano timbri vocalici totalmente estranei al sistema fonologico dell’italiano.

Il Timbro Il timbro vocalico non è altro che la qualità della voce, e permette di

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Il Timbro

Il timbro di voce è variabile a causa di numerosi fattori come le

caratteristiche delle corde vocali, la loro lunghezza, l'elasticità, lo spessore, elasticità dei tessuti, forma e dimensione della cavità faringea, della tonicità muscolare dei diversi organi, chiusura o apertura del diaframma, mobilità del velo palatino, e della lingua in modo non tecnico possiamo paragonare il nostro corpo a un risuonatore, ogni cavità e organo molle, intervengono nella fonazione dei suoni linguistici, modificandone ampiezze delle armoniche e lasciando inalterata la frequenza. Insomma il timbro di voce possiamo vederlo come il nostro carattere vocale. Ci sono caratteristiche che riguardano il testo che permettono a chi ascolta di riconoscere sia i suoni emessi dal parlante durante l'esecuzione, sia di percepirne il timbro (o colore) della voce.

Il Timbro Il timbro di voce è variabile a causa di numerosi fattori come le caratteristiche

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Il Timbro

Nel timbro di voce infatti vi sono informazioni sull'esecutore che vengono trasmesse durante la sua esecuzione attraverso le emozioni che esso stesso riesce a mandare all'ascoltatore, anche questo rende una voce unica e assolutamente distinguibile da un'altra.

Il Timbro Nel timbro di voce infatti vi sono informazioni sull'esecutore che vengono trasmesse durante la

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I tipi di voce

I tipi di voce

I tipi di voce
I tipi di voce
I tipi di voce
I tipi di voce

I tipi di voce

Diciamo che le voci si dividono tra voci maschili e voci femminili. Tra le voci femminili abbiamo il soprano che si suddivide in: Soprano leggero, d’agilità o di coloratura, Soprano lirico, e Soprano drammatico, troviamo il mezzosoprano a sua volta suddiviso in lirici, leggeri, e drammatici, e infine il contralto ed il soprano falcon. Il Soprano è una voce comune, mentre il contralto ed il soprano falcon sono voci molto

rare perché hanno suoni molto scuri, in quanto scendono parecchio al di sotto del pentagramma, essi possono andare anche in parti alte pur non avendo una grande estensione. Tra le voci maschili vediamo invece: il tenore, il baritono ed il basso. Tra i tenori distinguiamo 4 tipologie : i tenori leggeri detti anche di grazia, i tenori lirici, i tenori lirici spinti ed i tenori drammatici. La differenza tra queste voci la troviamo nella stessa definizione.

  • - Il Tenore leggero è la voce più acuta dell’uomo è una voce chiara, brillante, con un volume limitato e predisposta alle parti virtuosistiche.

  • - Il Tenore lirico è una voce calda e ampia. predisposti per un canto spiegato, valido anche nell’agilità.

I tipi di voce Diciamo che le voci si dividono tra voci maschili e voci femminili.

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I tipi di voce

- Il Tenore lirico-spinto ha una voce più potente di quella del lirico, il suo colore mediamente si trova tra il lirico e il drammatico, e, raggiunge facilmente anche il repertorio di quest’ultimo. - Il Tenore drammatico ha una voce ampia e spesso potente, dal timbro molto simile a quello baritonale nella zona media e grave. La sua estensione spazia fino alle note acute, riuscendo a mantenere un colore scuro. Tra i baritoni abbiamo: il baritono cantabile, che è un baritono non troppo scuro, ed il baritono. Tra i bassi invece abbiamo il basso buffo o leggero, il basso baritono, il basso profondo, e il basso cantante.

I tipi di voce - Il Tenore lirico-spinto ha una voce più potente di quella del

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I tipi di voce

Il basso buffo o leggero ha una voce utilizzabile in tutto il repertorio buffo, non necessita di una voce particolarmente attraente, perché viene data più importanza alla chiarezza della dizione e alla bravura scenica del cantante stesso. Per rendere meglio l'idea vi consiglio di ascoltare opere come Il Barbiere di Siviglia, Cenerentola o Il Matrimonio Segreto. La differenza tra le varie voci è data dal colore o timbro. Ogni voce ha un suo colore esistono i colori scuri ed i colori chiari. Facendovi un esempio diciamo che una voce femminile si qualifica come soprano, mezzosoprano, contralto o falcon a seconda del suo colore. Quello che caratterizza una voce è il suo colore chi ha una voce calda, ad esempio, avrà una voce scura, che si avvicina al mezzosoprano o al Soprano falcon. Il Falcon è una una voce molto rara e particolare di soprano in grado di cantare sia nei ruoli di soprano drammatico che del mezzosoprano. Ha colori scuri e suoni che scendono al di sotto del pentagramma, ha un timbro ed un estensione che vengono definite ibride, ha una buona tenuta ed estensione nei bassi e nel centro, infatti la sua agilità sta proprio nel centro anche se arriva a momenti di esplosione nel registro acuto. La sua abilità maggiore è quella di riuscire a legare i suoni acuti mantenendo invariati quelli bassi senza difficoltà.

I tipi di voce Il basso buffo o leggero ha una voce utilizzabile in tutto il

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I tipi di voce

Il soprano di coloratura è una voce che può ricoprire tutti i ruoli. E’ la voce più chiara e acuta tra i soprani. Ha un timbro cristallino, di solito non ha una grande potenza sonora. Il suo repertorio è di estrema abilità, infatti riesce bene nelle agilità e canta con facilità nella zona acuta. Lo si chiama soprano di coloratura perché riunisce tutta la gamma di colori vocali. Tra le voci femminili il falcon e il soprano di coloratura sono le figure più rare da trovare ma soprattutto il falcon. Tra le voci maschili invece la figura più difficile da trovare è il basso profondo. Ci sono alcuni cantanti che hanno una voce piuttosto scura, ma non hanno un suono così basso da essere classificati come basso profondo.

I tipi di voce Il soprano di coloratura è una voce che può ricoprire tutti i

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I tipi di voce

- Il soprano è tra le voci femminili più acute. Nelle opere occupano solitamente alte posizioni, essendo spesso protagonisti nelle opere. I soprani sono classificati come abbiamo detto prima in Soprano leggero d’agilità o di coloratura, Soprano lirico, e Soprano drammatico. Il Soprano leggero e’ la voce più chiara e acuta tra i soprani. Il Soprano lirico invece ha una voce calda e morbida,può raggiungere gli acuti e anche i sovracuti con una notevole facilità. Mentre il Soprano drammatico ha una voce scura potente e ricca di armonici, infatti raggiunge con notevole facilità la zona grave salendo fino agli acuti e come ci dice il nome stesso ha occupazione nelle parti drammatiche. Il mezzosoprano è una voce che stando nel mezzo si pone tra il soprano e il contralto. Esso pur salendo nel registro del soprano mantiene un colore scuro e riesce ad eseguire complicate abilità. Infatti molte volte facendo fatica a trovare contralti è il mezzo soprano a ricoprire quei ruoli. Il mezzosoprano è suddiviso in 3 categorie ancora e sono:

I tipi di voce - Il soprano è tra le voci femminili più acute. Nelle opere

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I tipi di voce

  • - Il mezzosoprano leggero che ha una voce ricca, non vanta grande potenza ma grande agilità, e si muove con facilità dal registro grave a quello acuto.

  • - Il mezzosoprano lirico che ha una voce piena ricca di armonici.

  • - Il mezzosoprano drammatico che ha una voce scura e potente e questo le permette di compiere con facilità note basse e centrali.

I tipi di voce - Il mezzosoprano leggero che ha una voce ricca, non vanta grande

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I tipi di voce

- Il contralto è la voce femminile più grave e scura, ed è parecchio rara. A causa della sua estrema rarità infatti, i ruoli nelle opere sono ridotti e molte volte si ritrovano ad interpretare mezzosoprani più scuri. Nel corso degli anni la sua estensione ha avuto non pochi cambiamenti. - Il tenore come abbiamo già visto prima è la voce più acuta degli uomini, si suddividono in 4 e sono: Tenore Leggero, Tenore Lirico, Tenore Lirico Spinto, e Tenore Drammatico. Andiamo adesso ad analizzare il Baritono. -Il Baritono possiamo definirla una voce di mezzo, perché si colloca tra il basso ed il tenore. Anch'esso si suddivide in: Baritono Leggero, che ha una voce non troppo potente che esegue delle agilità, e ha abilità nelle note medio-acute. Baritono lirico, che ha una voce caratteristica per le rotondità e la pienezza dei suoni. Baritono lirico-spinto ha una voce ampia, scura, ma raggiunge con abilità anche gli acuti. Baritono drammatico ha una voce potente e il timbro scuro si differenzia dalla vocalità del lirico-spinto solo per il colore leggermente più scuro e ha difficoltà ad arrivare agli acuti. - I bassi sono tra i tipi di voci maschili di voce più grave e oscura; agilità di grande difficoltà, questi ultimi si trovano soprattutto in opere comiche.

I tipi di voce - Il contralto è la voce femminile più grave e scura, ed

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I tipi di voce

In questa immagine possiamo vedere come troviamo collocati nel pentagramma le voci maschili e femminili in base alle note usate nei loro registri

I tipi di voce In questa immagine possiamo vedere come troviamo collocati nel pentagramma le voci
I tipi di voce In questa immagine possiamo vedere come troviamo collocati nel pentagramma le voci

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Il Diaframma

Il Diaframma

Il Diaframma
Il Diaframma
Il Diaframma
Il Diaframma

Il Diaframma

Il diaframma il cui significato deriva da “diafragma " ciò che sta nel mezzo, è un muscolo a forma di cupola, laminare e convessa che divide la cavità addominale da quella toracica. E' un muscolo fondamentale per la respirazione diaframmatica. La sua funzione oltre ad essere importantissima per la respirazione, lo è anche per l'appoggio e l'accento come abbiamo già visto nei capitoli precedenti. Riuscire a respirare con il diaframma aumenta la potenza vocale di un cantante ma anche la sua stabilità del suono. Possiamo dire che il cuore del sistema respiratorio sia il diaframma.

Il Diaframma Il diaframma il cui significato deriva da “diafragma " ciò che sta nel mezzo,
Il Diaframma Il diaframma il cui significato deriva da “diafragma " ciò che sta nel mezzo,

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A cosa serve il Diaframma

Oltre che a separare due cavità con funzioni differenti, il diaframma è il sostegno fondamentale del suono. Infatti è grazie al diaframma che avviene il cosiddetto ‘appoggio'. Se ricordate in precedenza parlando dell'appoggio abbiamo fatto l'esempio del braccio e del vassoio per dare un'idea più o meno realistica della funzione del diaframma. Imparare a percepire il diaframma e usarlo in modo corretto sono cose difficili ma indispensabili, e siccome il diaframma è un muscolo per fare tutto questo ci occorre, come per tutti i muscoli, allenarlo e allenarci. Proviamo allora a fare un esercizio semplice per allenare il diaframma. Poggiate una mano sulla parte alta della pancia e una sul torace senza spingere e lasciando le mani morbide in modo da non comprimere l'addome e da non irrigidire le braccia, adesso inspiriamo lentamente con il naso chiudendo la bocca, sentirete la mano sollevarsi con la pancia e alla fine dell'inspirazione si solleva anche quella sopra il torace.

A cosa serve il Diaframma Oltre che a separare due cavità con funzioni differenti, il diaframma

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Il Diaframma

Adesso espiriamo lentamente con la bocca come se stessimo soffiando su una bevanda calda, qui il processo sarà inverso sentirete prima scendere la mano che abbiamo messo sul torace e poi a espirazione finale quella dell'addome. Potete provare anche la variante dell'espirazione facendo un vocalizzo lungo finché l'aria non sarà stata del tutto emessa.

Il Diaframma Adesso espiriamo lentamente con la bocca come se stessimo soffiando su una bevanda calda,

In questa immagine qui vediamo il diaframma visto dal retro, notiamo come abbiamo detto prima la forma a cupola, convessa e uniforme.

Il Diaframma Adesso espiriamo lentamente con la bocca come se stessimo soffiando su una bevanda calda,

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Il Diaframma

Un altro esercizio per allenare il diaframma, si pratica mettendo una mano sulla pancia, all'altezza del diaframma e l'altra alla stessa altezza, però sulla schiena. Ora inspiriamo molto lentamente con la bocca, tratteniamo il respiro per cinque secondi ed espiriamo con forza. Ripetiamo l'esercizio per parecchie volte, accelerandolo, ma senza sforzarci troppo quindi ricordiamo di fare sempre delle pause tra una serie di esercizi e l'altra. L'esercizio in questione ci aiuterà anche con i tempi nelle due fasi della respirazione.

Il Diaframma Un altro esercizio per allenare il diaframma, si pratica mettendo una mano sulla pancia,
Il Diaframma Un altro esercizio per allenare il diaframma, si pratica mettendo una mano sulla pancia,

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Il Diaframma

Vi raccomando di eseguire tutti gli esercizi di allenamento davanti ad uno specchio. E ricordiamo che le spalle devono restare immobili e se si sollevano dobbiamo prima rivedere gli esercizi sulla respirazione dei capitoli precedenti e poi riprovare queste esercizi di allenamento del diaframma. Vediamo in quest'animazione come dovrebbero risultare durante gli esercizi i movimenti del corpo, per facilitare la comprensione.

Il Diaframma Vi raccomando di eseguire tutti gli esercizi di allenamento davanti ad uno specchio. E
Il Diaframma Vi raccomando di eseguire tutti gli esercizi di allenamento davanti ad uno specchio. E

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La Postura nel canto

La Postura nel canto

La Postura nel canto
La Postura nel canto
La Postura nel canto
La Postura nel canto

La Postura nel canto

La nostra postura nel canto deve essere sempre sicura e rilassata nel contempo. Iniziamo allora con il dire che le gambe devono essere leggermente divaricate, in modo da avere più stabilità, e le ginocchia leggermente elastiche e flesse, cerchiamo quindi una posizione non troppo sbilanciata ma che ci permetta di mantenerci rilassati e non rigidi. Nel caso in cui avvertiste una sensazione di rigidità nella zona del collo e delle spalle evidentemente la posizione non è ancora quella corretta, ricordiamo che le zone (di collo e spalle) devono restare maggiormente rilassate perché la gola risultando rilassata permetterà all'aria che arriva dai polmoni di far vibrare solo le corde vocali senza intoppi dovuti a contrazioni muscolari dati dalla rigidità.

La Postura nel canto La nostra postura nel canto deve essere sempre sicura e rilassata nel

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La Postura nel canto

Andiamo ora in modo più dettagliato nelle singole parti.

Le gambe.

Il sostegno del corpo deve essere sicuro e stabile, quindi teniamo i piedi leggermente distanziati (gambe divaricate come abbiamo visto prima), in modo che il baricentro del corpo abbia un'area egregiamente ampia entro cui appoggiarsi. Le ginocchia devono restare morbide, elastiche e flesse, ma contemporaneamente devono sostenere anche il peso, quindi flettete leggermente le ginocchia per evitare che il bacino sia trattenuto all'indietro dando un senso di rigidità poi sulla parte alta del corpo.

La Postura nel canto Andiamo ora in modo più dettagliato nelle singole parti. Le gambe. Il

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La Postura nel canto

Il bacino

Il bacino invece lo sposteremo lievemente in avanti, e sarò sostenuto dalla lieve flessione delle ginocchia che abbiamo visto prima.

Il tronco

Il tronco va tenuto dritto, e questa postura agevola in modo naturale l'allargamento del torace. Infatti le costole basse si aprono in modo automatico assumendo questa postura. Arrivati fin qui se tutte le posizioni di gambe bacino e tronco sono corrette e allineate avremo già automaticamente il diaframma in posizione corretta per l'appoggio, il supporto del suono e, la dilatazione toracica in corso.

La Postura nel canto Il bacino Il bacino invece lo sposteremo lievemente in avanti, e sarò

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La Postura nel canto

Il collo e le spalle.

Le spalle devono restare basse, in questo modo anche il collo è allungato e, di conseguenza, diminuisce l'incurvatura cervicale. Se anche qui avrete eseguito tutto correttamente come le posture precedenti, avremo come risultato automatico l'appiattimento delle scapole sulla gabbia costale e la dilatazione delle costole alte, favorendo elasticità anche alla respirazione.

La Postura nel canto Il collo e le spalle. Le spalle devono restare basse, in questo

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La Postura nel canto

Proviamo a vedere la postura nel canto come una partita di bowling dove la pista da bowling è l'aria, e la palla da bowling invece il suono, quindi per evitare che la palla (il suono) trovi degli intoppi, dobbiamo favorire una pista libera da ostacoli, di conseguenza l'aria non deve trovare degli intoppi. Una volta trovata la postura quindi ribadiamo che deve essere estremamente comoda, in quanto se dovessimo effettuare una serie di esecuzioni musicali una dietro l'altra non dobbiamo affaticarci con inutili e scomode posizioni che non farebbero altro che ostacolare la buona riuscita della nostra opera ma soprattutto potrebbe creare danni a noi stessi e alle nostre corde vocali. Non è da sottovalutare la posizione della bocca, perché essa è l'unica via d'uscita del suono.

La Postura nel canto Proviamo a vedere la postura nel canto come una partita di bowling

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La Postura nel canto

La Postura nel canto 57
La Postura nel canto 57

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La Postura nel canto

La Postura nel canto 58
La Postura nel canto 58

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La Postura nel canto

Il gesto vocale è basato su due fronti, uno verticale ed uno orizzontale che devono essere necessariamente sincronizzati. Nel gesto vocale verticale e basso la mandibola e il mento si abbassano in contemporanea ciò consente al suono rotondità e senso di proiezione su tutto il viso, ed evita di conseguenza anche di essere schiacciato nel naso. E' fondamentale fare attenzione però non far scendere il suono insieme alla mandibola, ma mantenerlo sempre alto e leggero. E' necessario abbassare mento e mandibola per evitare che il suono si schiacci e diventi nasale. Il gesto vocale orizzontale è l'attacco del primo suono lontano e verso l'alto tra gli occhi e il naso che chiameremo zona di risonanza della N. Dobbiamo pensare all'aria che va fuori e davanti al viso e tutti i suoni successivi saranno di uguale altezza e posizione. Dobbiamo prima fissare la posizione alta del suono, e poi solo dopo troveremo la rotondità del suono con in gesto vocale verticale.

La Postura nel canto Il gesto vocale è basato su due fronti, uno verticale ed uno

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Gesto Vocale Orizzontale

Gesto Vocale Orizzontale 60
Gesto Vocale Orizzontale 60

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Gesto Vocale Verticale

Gesto Vocale Verticale 61
Gesto Vocale Verticale 61

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La Postura nel canto

La Postura nel canto 62
La Postura nel canto 62

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Il Solfeggio

Il Solfeggio

Il Solfeggio
Il Solfeggio
Il Solfeggio
Il Solfeggio

Solfeggio

Il solfeggio è una sorta di "lettura" della musica che consiste nella scansione ritmica con voce e mani delle note e delle pause e questo ci aiuta ad apprendere il frazionamento del tempo. In poche parole possiamo dire che in musica il solfeggio è la suddivisione del tempo. Esso è indispensabile per scandire, scomporre e risolvere ogni tipo di battuta che incontreremo anche quelle impossibili perché aiuta chi sta acquisendo le basi per la prima volta a imparare in modo ottimale il tempo, ma aiuta anche quelli più esperti a scomporre le battute estremamente complesse. Grazie al solfeggio possiamo riuscire a suonare qualsiasi brano musicale anche senza averlo mai ascoltato, ci da controllo e dimestichezza sul tempo, sul ritmo e ci aiuta a risolvere le battute più complesse comprese quelle con gruppi irregolari. Il solfeggio si effettua con lo spartito davanti (e per leggere uno spartito musicale dobbiamo conoscere il nome delle note e la loro durata) che suddivideremo attraverso la voce e i movimenti delle mani.

Solfeggio Il solfeggio è una sorta di "lettura" della musica che consiste nella scansione ritmica con

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Solfeggio

Durante il solfeggio ogni nota viene pronunciata ad alta voce e, viene seguito dal movimento delle mani che possono essere effettuati in vari modi, si consiglia sempre di iniziare con la croce che è quello più semplice e che vedremo ora.

Solfeggio Durante il solfeggio ogni nota viene pronunciata ad alta voce e, viene seguito dal movimento

Il solfeggio a croce si divide in 4 movimenti, si inizia con il battere la mano su un piano, poi la si solleva verso sinistra, poi verso destra e infine, verso l'alto. In questo caso abbiamo solfeggiato un tempo di 4/4.

Solfeggio Durante il solfeggio ogni nota viene pronunciata ad alta voce e, viene seguito dal movimento

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Solfeggio

Adesso vediamo un esempio scritto di solfeggio sul pentagramma in un tempo di 4/4 , una semibreve (nota da 4/4) che viene solfeggiata in questo modo:

Solfeggio Adesso vediamo un esempio scritto di solfeggio sul pentagramma in un tempo di 4/4 ,
Solfeggio Adesso vediamo un esempio scritto di solfeggio sul pentagramma in un tempo di 4/4 ,

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Solfeggio

Il solfeggio si può dividere in vari tipi che ora vediamo:

- Il Solfeggio Semplice

Con una sola linea pentagrammata con una qualsiasi delle chiavi utilizzabili.

  • - Il Solfeggio Endecalineo

Tipica della lettura pianistica, ha due pentagrammi sovrapposti rispettivamente in

chiave di violino ed in chiave di basso.

  • - Il Solfeggio Setticlavio

Consiste nella lettura di tutte e sette le chiavi del sistema musicale.

  • - Il Solfeggio Ritmico

Senza note, consiste nella lettura di pattern ritmici. *Ricordiamo infine che tutti i tipi di solfeggio che abbiamo visto fanno parte del solfeggio parlato, ma c'è anche un’altra tipologia di solfeggio chiamata cantato, dove si cantano le note durante il solfeggio.

Solfeggio Il solfeggio si può dividere in vari tipi che ora vediamo: - Il Solfeggio Semplice

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Solfeggio

Semplice:

Solfeggio Semplice: Endecalineo: Setticlavio: 68

Endecalineo:

Solfeggio Semplice: Endecalineo: Setticlavio: 68

Setticlavio:

Solfeggio Semplice: Endecalineo: Setticlavio: 68
Solfeggio Semplice: Endecalineo: Setticlavio: 68

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Gli Spartiti

Gli Spartiti

Gli Spartiti
Gli Spartiti
Gli Spartiti
Gli Spartiti

Spartiti

Ora vedremo gli spartiti, quindi il pentagramma, le chiavi, le note ecc. Iniziamo con il vedere Il pentagramma che è il “supporto” su cui si trovano le note. Osserviamo adesso nell'immagine in basso che il pentagramma è un insieme di cinque linee parallele che, generano a loro volta quattro rispettivi spazi. Si leggerà il pentagramma sempre a partire dal basso.

Spartiti Ora vedremo gli spartiti, quindi il pentagramma, le chiavi, le note ecc. Iniziamo con il

Quando le note superano l’estensione del pentagramma si ricorre ai tagli addizionali, che sono delle lineette che si aggiungono di volta in volta come se il pentagramma continuasse sopra e sotto il pentagramma:

Spartiti Ora vedremo gli spartiti, quindi il pentagramma, le chiavi, le note ecc. Iniziamo con il
Spartiti Ora vedremo gli spartiti, quindi il pentagramma, le chiavi, le note ecc. Iniziamo con il

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Spartiti

Ora vediamo invece la chiave di violino, essa è il simbolo che troviamo all'inizio del pentagramma, e si chiama appunto chiave di violino o chiave di sol perché la curva iniziale della chiave indica dove troviamo la nota Sol.

Spartiti Ora vediamo invece la chiave di violino, essa è il simbolo che troviamo all'inizio del

Ora che sappiamo dove si trova la nota sol possiamo determinare in scala anche tutte le altre, partendo dal sol troviamo poi:

Spartiti Ora vediamo invece la chiave di violino, essa è il simbolo che troviamo all'inizio del

Prima abbiamo detto che quando le note superano l'estensione del pentagramma vengono usati i tagli addizionali, ecco qui notiamo che l'ultimo LA ha una lineetta sopra perché ha superato l'estensione del pentagramma quindi abbiamo utilizzato il taglio addizionale che ci permetterà di individuare in modo veloce la nota alta, così come per le note acute i tagli addizionali si utilizzano anche per le note gravi.

Spartiti Ora vediamo invece la chiave di violino, essa è il simbolo che troviamo all'inizio del

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Spartiti

Abbiamo visto la chiave di violino, ma abbiamo anche altre chiavi tra cui: due chiavi di fa (basso e baritono) e quattro chiavi di do (tenore, mezzosoprano, contralto e soprano). Le altezze dipendono dalla diversa posizione in cui la chiave è posta sul pentagramma. Questo fa in modo che a qualunque estensione o registro una voce o uno strumento appartenga possa essere contenuta il più possibile sul pentagramma, utilizzando così il minor numero di tagli addizionali che in alternativa complicherebbero la lettura per l’esecuzione.

Spartiti Abbiamo visto la chiave di violino, ma abbiamo anche altre chiavi tra cui: due chiavi

<-------- Canto

<--------- Soprano

<--------- Mezzosoprano

Spartiti Abbiamo visto la chiave di violino, ma abbiamo anche altre chiavi tra cui: due chiavi

<-------- Contralto <--------- Tenore

<--------- Baritono <------------- Basso

Spartiti Abbiamo visto la chiave di violino, ma abbiamo anche altre chiavi tra cui: due chiavi

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Spartiti

Per contenere un gruppo di suoni più ampio si può usare anche il doppio pentagramma che troveremo nella scrittura per pianoforte e lo vediamo qui in basso:

Spartiti Per contenere un gruppo di suoni più ampio si può usare anche il doppio pentagramma

L’estensione del pentagramma può essere ampliata anche tramite simboli di ottava, e possono essere di ottava superiore e ottava inferiore e si indica con un “8”. Con questo metodo tutte le note poste sotto l’area marcata dal simbolo 8 saranno eseguite un’ottava sopra o sotto rispetto a quella stimata dalle note quando sono nella loro posizione normale:

Spartiti Per contenere un gruppo di suoni più ampio si può usare anche il doppio pentagramma
Spartiti Per contenere un gruppo di suoni più ampio si può usare anche il doppio pentagramma

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Spartiti

Le alterazioni cromatiche sono segni che vediamo qui sotto:

Spartiti Le alterazioni cromatiche sono segni che vediamo qui sotto: Esse indicano l’innalzamento o l’abbassamento di

Esse indicano l’innalzamento o l’abbassamento di una nota.

Spartiti Le alterazioni cromatiche sono segni che vediamo qui sotto: Esse indicano l’innalzamento o l’abbassamento di

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Spartiti

Le alterazioni possono essere collocate prima della nota che devono modificare, alla loro sinistra essendo momentanee, o poste dopo la chiave, all’inizio del pentagramma. Nel caso in cui si trovino poste dopo la chiave parliamo armatura di chiave e modificano la tonalità del brano in quanto il loro effetto è ripetuto per tutto lo svolgimento del pezzo.

Adesso vediamo il concetto di tono e semitono. Il Tono è la distanza più grande fra due note vicine nella cerchia della scala (grado congiunto). E si può suddivide in due semitoni, uno cromatico e uno diatonico. Il Semitono è la distanza più piccola fra due gradi congiunti. E’ la metà di un tono e può essere cromatico o diatonico.

Spartiti Le alterazioni possono essere collocate prima della nota che devono modificare, alla loro sinistra essendo
Spartiti Le alterazioni possono essere collocate prima della nota che devono modificare, alla loro sinistra essendo

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Spartiti

Ora vediamo le figurazioni musicali. Le figure musicali sono simboli o segni che ne indicano il valore cioè la durata, e sono collocati sul pentagramma per indicare l'altezza della nota, e sono formate da: testa della nota che è il cerchietto vuoto o pieno (bianco o nero) che mettiamo sul pentagramma per indicare l'altezza della nota, dal gambo che viene aggiunto alla testa della nota, e le code che sono a loro volta poste sul gambo. La testa della nota ne determina la sua altezza e il nome (DO-RE-MI-FA-SOL-LA), mentre vuota o piena ne indica la durata insieme al gambo e alle code.

Spartiti Ora vediamo le figurazioni musicali. Le figure musicali sono simboli o segni che ne indicano
Spartiti Ora vediamo le figurazioni musicali. Le figure musicali sono simboli o segni che ne indicano

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Spartiti

Ricordiamo che ad ogni figurazione musicale ne corrisponde una di pausa o silenzio.

Spartiti Ricordiamo che ad ogni figurazione musicale ne corrisponde una di pausa o silenzio. 77
Spartiti Ricordiamo che ad ogni figurazione musicale ne corrisponde una di pausa o silenzio. 77

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Metro e ritmo

Lo spazio di pentagramma delimitato dalle stanghette divisorie si dice battuta o misura che vedremo nel dettaglio più avanti. La battuta musicale stabilisce il Metro cioè la regolare successione di accenti forti e deboli,e garantisce la stabilità nell’esecuzione che caratterizza il brano nelle diverse forme musicali come ad esempio:

Un tempo di 4/4, formato da 4 battiti, dà vita a brani con battute di tipo quaternario (ritmo quaternario); Un tempo di ¾, formato da 3 battiti, dà vita a brani con battute di tipo ternario (ritmo ternario); Un tempo di 2/4, formato da 2 battiti, dà vita a brani con battute di tipo binario (ritmo binario) Il Ritmo è determinato dalla durata dei suoni e delle pause.

Metro e ritmo Lo spazio di pentagramma delimitato dalle stanghette divisorie si dice battuta o misura

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Metro e ritmo

Ritmi irregolari

Lo svolgimento regolare di una Battuta è dato dal susseguirsi di accenti forti e accenti deboli che rispettano la struttura della Battuta stessa, quando tutto questo non avviene si parla invece di gruppi ritmici irregolari quali la Sincope e il Contrattempo che vedremo ora. La Sincope è un particolare ritmo irregolare che si crea quando vi è lo spostamento dell'accento ritmico della battuta, vedremo quindi le note che iniziano su tempi deboli della Battuta e proseguono su tempi forti. Il Contrattempo è un ritmo irregolare simile a quello della sincope, con l'unica differenza che è formato dalle note sui tempi deboli, mentre è formato da pause sui tempi forti.

Metro e ritmo Ritmi irregolari Lo svolgimento regolare di una Battuta è dato dal susseguirsi di

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Punti di valore e legature

I Punti di Valore

Il punto di valore è un segno usato per aumentare la durata di una singola nota e/o di una pausa, esso vale la metà esatta della nota, e viene indicato con un puntino posto a destra della nota. Quindi messo davanti alla nota ne farà aumentare la sua durata di metà tempo della nota stessa, e un secondo punto a destra alla nota quindi varrà la metà del primo e così

in successione.

Le Legature.

Nella notazione musicale esistono 4 tipi di legature

  • - Legatura di valore si trova sempre tra due note della stessa altezza, e somma i valori delle due note durante la legatura.

  • - Legatura di Glissato si inserisce tra due note di diversa altezza e le unisce, in questo caso la prima nota avrà un accento, la seconda sarà sfumata.

  • - Legatura di frase viene usata per indicare il fraseggio e indica che le note appartenenti a quella sequenza devono essere eseguite "legandole" il più possibile per sottolineare che si tratta, appunto, di una frase musicale, quindi unisce più note e pause.

Punti di valore e legature I Punti di Valore Il punto di valore è un segno

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Punti di valore e legature

- Legatura di suono unisce più note insieme, e nell’esecuzione le note non devono mai essere separate.

Qui in basso vediamo alcuni esempi grafici di legature:

Punti di valore e legature - Legatura di suono unisce più note insieme, e nell’esecuzione le
Punti di valore e legature - Legatura di suono unisce più note insieme, e nell’esecuzione le

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Battute e tempi

Prima abbiamo accennato alle battute dicendo che fossero uno spazio del pentagramma delimitato dalle stanghette divisorie e che si può chiamare misura o battuta. Tutto questo è corretto ma c'è di più. Quindi ricapitoliamo le Battute sono delimitate dalle stanghette, e raggruppano figure di valore cioè le note e le pause che devono corrispondere in durata al tempo indicato all’inizio del brano. Dal punto di vista musicale le Battute sono insiemi di accenti forti e deboli, il primo accento di ogni Battuta è forte e si chiama Accento Ritmico, mentre tutti gli altri deboli. La battuta più naturale è quella di due tempi: il primo è forte il secondo debole. Gli accenti che sono presenti nella battuta si chiamano Movimenti. La battuta musicale è definita dal tempo ed è indicato dopo la chiave con due numeri sovrapposti che indicano la durata della battuta e il modo in cui deve essere divisa. Solitamente il tempo in chiave stabilisce la qualità di tutte le battute, salvo che a un certo punto del brano non ci sia un cambio di tempo.

Battute e tempi Prima abbiamo accennato alle battute dicendo che fossero uno spazio del pentagramma delimitato

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Battute e tempi

Le principali battute sono:

  • - in due movimenti composto dal primo movimento forte, e il secondo debole.

  • - in tre movimenti composto dal primo movimento forte gli altri due deboli.

  • - in quattro movimenti composto dal primo movimento forte, gli altri tre deboli, o in variante,

dal primo movimento forte, il secondo debole, il terzo medio, il quarto debole. La differenza sta nella velocità di esecuzione.

Tempi semplici , composti , quinari

Ogni accento della battuta è diviso in piccole parti che si chiamano suddivisioni. Esistono accenti principali e accenti secondari, detti anche Movimenti e Suddivisioni. Il Tempo in chiave come abbiamo detto prima indica quanti Movimenti ci sono in una battuta e quante suddivisioni ci sono in un movimento. Facciamo un esempio per fissare bene i concetti:

La battuta da 2/4 sarà divisa in due movimenti e ogni movimento sarà diviso a sua volta in due suddivisioni.

Battute e tempi Le principali battute sono: - in due movimenti composto dal primo movimento forte,

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Battute e tempi

I Movimenti della battuta possono essere divisi in:

  • - in due suddivisioni e gli chiamiamo Movimenti Semplici

  • - in tre suddivisioni e gli chiamiamo Movimenti composti

  • - in cinque suddivisioni che chiamiamo Movimenti quinari.

Tempi doppi, reali, tagliati

La scrittura musicale è basata principalmente su tre scale di valori che adesso vediamo:

I Tempi Tagliati cioè ogni Movimento è suddiviso in semiminime. I Tempi Reali cioè ogni Movimento è suddiviso in crome. E i Tempi Doppi cioè ogni Movimento è suddiviso in semicrome. Ognuno di questi tempi è diviso in due Movimenti semplici, e questa particolarità si nota solo nella parte scritta, perché a livello musicale è uguale per tutti e tre.

Battute e tempi I Movimenti della battuta possono essere divisi in: - in due suddivisioni e

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Battute e tempi

In questa tabella vediamo riassunti i tempi e i movimenti:

Battute e tempi In questa tabella vediamo riassunti i tempi e i movimenti: 85
Battute e tempi In questa tabella vediamo riassunti i tempi e i movimenti: 85

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Le Scale

La Scala è l’ordinata successione delle note di cui il numero varia a seconda della scala presa in considerazione, e la si legge dal basso verso l’alto. La scala è anche una successione graduale di un determinato numero di suoni, che dividono l'intervallo di ottava in altrettante parti. Tra un grado e l’altro della scala ci possono essere due tipi di intervallo il Tono e il Semitono. Una scala può essere definita Diatonica o Cromatica e adesso vediamo in quali casi. Si dice scala Diatonica quando comprende toni e semitoni, è chiamata invece Cromatica se è formata solo da semitoni, (quindi tutti semitoni do do# re re# mi fa fa# sol sol# la la# si) ma esistono anche altri tipi di scale. Ora andremo a vedere i gradi. I gradi ci dicono che ruolo ha una nota all’interno di una scala e, quale sia la sua tonalità. Prima di iniziare con il vedere i gradi facciamo un esempio per capire meglio, nella scala di Do maggiore il Do è il 1° grado, il Re sarà il 2°, il Mi il 3°, Fa il 4°, Sol il 5°, La il 6°, il Si il 7° ecc.

Le Scale La Scala è l’ordinata successione delle note di cui il numero varia a seconda

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Le Scale

Ora vediamo invece vediamo i gradi della scala:

1° grado = Tonica che è il grado fondamentale della scala perché determina la tonalità della scala. 2° grado = Sopratonica che è un grado di passaggio e prende il nome dalla sua posizione dopo il 1° grado. 3° grado = Mediante, Caratteristica o Modale, si chiama modale o caratteristica perché la distanza dalla tonica stabilisce se la modalità è maggiore o minore, invece si dice mediante perché si trova in mezzo al I e V grado. 4° grado = Sottodominante chiamata così per la sua posizione rispetto al 5° grado ed è un grado instabile. 5° grado = Dominante fa muovere la melodia e dopo la tonica è il grado più importante. 6° grado = Sopradominante come la sopratonica è un grado di passaggio, è la nota che apra alla scala minore. 7° grado = Sensibile anch'esso è un grado instabile, infatti dipende molto dalla tonica e si dice Sensibile si trova a un semitono dalla Tonica superiore, di Settimo grado se si trova a un tono dalla Tonica superiore.

Le Scale Ora vediamo invece vediamo i gradi della scala: 1° grado = Tonica che è

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Le Scale

Tonalità e Modo Ora analizziamo la Tonalità e il Modo. - La Tonalità è altezza della scala, e prende il nome della nota di partenza che è la Tonica. - Il Modo invece è la diversa disposizione dei Toni e dei Semitoni rispetto alla Tonica. Quindi possiamo affermare che una Tonalità di Do, Modo maggiore, sarà una scala di Do maggiore.

I Modi della scala sono due Maggiore e Minore.

  • - Il Modo Maggiore ha una successione di 2 toni 1 semitono 3 toni e 1 semitono quindi: T - T

- s - T - T - T - s.

  • - Il Modo Minore ha successione di 1 tono 1 semitono 2 toni 1 semitono e 2 toni quindi: T - s

- T - T - s - T - T.

Le Scale Tonalità e Modo Ora analizziamo la Tonalità e il Modo. - La Tonalità è

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Le Scale

A volte in musica troviamo anche altre forme alterate della scala Minore e noi andiamo a vederne solo alcune che sono:

  • - Armonica ha la settima alzata di un semitono sia quando sale sia quando scende

  • - Melodica ha la sesta e la settima innalzate solo quando sale, e quando scende tornano alla minore naturale.

  • - Di Bach ha la sesta e la settima innalzata di un semitono sia quando sale sia quando scende.

  • - Mista ha la settima rialzata di un semitono (come l'armonica) e naturale nella discesa.

*Ricordiamo che il modello del Modo Maggiore è la scala di Do, mentre quello del Modo Minore è la scala di La.

Le Scale A volte in musica troviamo anche altre forme alterate della scala Minore e noi

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Le Scale

Il Circolo delle quinte

Avrete già sicuramente sentito parlare del circolo delle quinte, senza magari sapere cosa fosse, bene adesso vediamo che cos'è. Il circolo delle quinte è una sorta di schema o grafico che ci permette di identificare con facilità tutte le tonalità musicali esistenti e di capire esattamente quali alterazioni (diesis e bemolli) ha in chiave ciascuna di esse. Per ottenere questo grafico dobbiamo partire dal DO centrale della scala di Do Maggiore che è un punto di riferimento in quanto è lo stesso in tutti gli strumenti musicali.

Le Scale Il Circolo delle quinte Avrete già sicuramente sentito parlare del circolo delle quinte, senza

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Le Scale

Il Circolo delle quinte

Le Scale Il Circolo delle quinte 91
Le Scale Il Circolo delle quinte 91

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Le Scale Il Circolo delle quinte *Ricordiamo che le alterazioni in chiave sono usate in ordine

Le Scale

Il Circolo delle quinte

*Ricordiamo che le alterazioni in chiave sono usate in ordine fisso dove i diesis si succedono per quinte ascendenti partendo dal Fa, i bemolle si succedono per quinte discendenti partendo dal Si

Quindi per ordine i diesis -> Fa – Do – Sol – Re – La – Mi – Si <- bemolle.

Le Scale Il Circolo delle quinte *Ricordiamo che le alterazioni in chiave sono usate in ordine

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Le Scale

Scale relative o parallele

Si chiamano relative due scale che hanno le alterazioni in chiave uguali. Ogni armatura in chiave è comune a due diverse scale: una di Modo Maggiore, una di Modo Minore che si dicono Relative. Ad esempio la scala di Sol Maggiore e quella di Mi Minore, hanno un diesis in chiave il Fa# Sol Maggiore e Mi Minore sono quindi scale relative. Ogni scala di Modo Maggiore ha una scala Minore relativa che ha come Tonica il VI grado.

Scale vicine

Due scale attaccate nel circolo delle quinte si dicono Scale vicine e la differenza tra le due scale è una alterazione in più o in meno. Esempio: Do maggiore e Sol maggiore sono Scale vicine, l’unica nota diversa è il Fa che in Do maggiore non è alterato mentre in Sol maggiore troviamo il Fa#, le altre sei note invece sono uguali. Oppure ancora il Re maggiore e La maggiore sono Scale Vicine, l’unica nota diversa è il Sol che in Re maggiore è inalterato, mentre in La maggiore è un Sol#.

Le Scale Scale relative o parallele Si chiamano relative due scale che hanno le alterazioni in

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Le Scale

Scale lontane

Due scale che hanno due o più alterazioni di differenza si chiamano Scale lontane. Il grado di lontananza si stabilisce in base al numero di quinte che hanno di distanza. Ad Esempio: Do maggiore e La maggiore distano tre quinte.

Intervalli

La definizione di Intervallo è “Distanza” fra 2 suoni ed è legata alla scala e al Modo della scala e può essere intervallo: Maggiore, Minore,Giusto, Eccedente, Diminuito, Più che eccedente, Più che diminuito. L’intervallo è il rapporto che si trova tra un grado della scala con la Tonica. Gli intervalli possono essere classificati in vari modi a seconda della loro caratteristica.

Le Scale Scale lontane Due scale che hanno due o più alterazioni di differenza si chiamano

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Le Scale

Intervalli melodici

Si parla di intervallo melodico quando l'intervallo fa parte della melodia e le note si presentano in successione. Questi si chiamano anche salti.

Intervalli armonici o bicordi

Quando invece le note suonano simultaneamente si chiama intervallo armonico o bicordo.

Le Scale Intervalli melodici Si parla di intervallo melodico quando l'intervallo fa parte della melodia e
Le Scale Intervalli melodici Si parla di intervallo melodico quando l'intervallo fa parte della melodia e

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Le Scale

Rivolti

Un intervallo può essere in forma Fondamentale o Rivoltata. L’intervallo Rivoltato si ottiene innalzando di ottava la nota più grave o viceversa. La somma numerica dei due intervalli dà sempre 9.

Ad Esempio:

L'intervallo di 2° rivoltato diventa di 7° (2+7=9) oppure: Do – Fa >rivoltato> Fa – Do (4 + 5 = 9) Quando l'intervallo di partenza è maggiore, nel rivolto produce un intervallo minore quando è minore nel rivolto invece produce un intervallo maggiore. Quindi:

Intervallo maggiore -> Rivolto -> Intervallo minore Intervallo minore -> Rivolto -> Intervallo maggiore Intervallo giusto -> Rivolto -> Intervallo giusto Intervallo eccedente -> Rivolto -> Intervallo diminuito Intervallo diminuito -> Rivolto -> Intervallo eccedente

Le Scale Rivolti Un intervallo può essere in forma Fondamentale o Rivoltata. L’intervallo Rivoltato si ottiene

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Le Scale

Intervalli semplici e composti

Gli intervalli che si trovano nella stessa ottava sono detti semplici, quelli che si trovano in ottave differenti si dicono composti. Eccezione fatta per l’intervallo di Nona che, pur superando l’ottava, si definisce intervallo semplice.

L' intervallo composto prevede di essere semplificato sottraendo 7. Ad esempio: (Intervallo di Decima 10-7=3, quindi l'intervallo semplice corrispondente sarà di Terza).

Intervalli enarmonici (o omofoni)

Si dicono intervalli enarmonici quegli intervalli che hanno lo stesso suono ma nomi delle note

diversi. Esempi di intervalli omofoni:

Do# = Reb, Sol# = Lab, Fab = Mi .

Dob = Si,

Re# = Mib,

La# = Sib,

Mi# = Fa,

Fa# = Solb,

Si# = Do,

Le Scale Intervalli semplici e composti Gli intervalli che si trovano nella stessa ottava sono detti

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Elementi della forma musicale

La melodia di cui noi adesso ci occuperemo è formata da una sola linea melodica senza accompagnamento, insomma una melodia da cantare. Così come nel parlato di tutti i giorni, anche nella composizione musicale ci sono parole, frasi, periodi, punteggiatura, e tanto altro. Iniziamo a vedere le parti della composizione musicale. La parte più piccola del discorso musicale è chiamato Inciso o Motivo e corrisponde più o meno a una Battuta. Come la parola anche l’inciso ha bisogno di un accento e questo si chiama accento ritmico. Esso si trova sempre e solo sul primo Movimento di ogni battuta a meno che non si tratti di una Battuta molto lunga e in un tempo lento. Ora vediamo l'inizio di un brano. L’inizio di un brano quindi il primo inciso può essere di tre tipi:

Tetico è un accento ritmico sulla prima nota, cioè quando la frase musicale inizia sul primo tempo forte della battuta. Acefalo si ha quando la frase musicale inizia con una pausa sul tempo forte della battuta. Anacrusico che è un accento ritmico sulla seconda, terza o quarta nota e si chiama anche ritmo ‘in levare’.

Elementi della forma musicale La melodia di cui noi adesso ci occuperemo è formata da una

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Elementi della forma musicale

Adesso invece vediamo la chiusura del brano che può essere con questi ritmi:

Ritmo Tronco quando il brano finisce nel tempo forte della battuta. Ritmo Piano quando il brano finisce nel tempo debole della battuta.

Gli incisi

Come abbiamo visto prima gli incisi sono la parte più piccola del discorso musicale e

corrisponde più o meno ad una Battuta. Quindi possiamo dire che:

Due o tre incisi formano una Semifrase (due o tre Battute) Due o tre semifrasi formano una Frase (quattro o sei Battute) Due o tre frasi formano un Periodo (otto o dodici Battute) Due o tre periodi formano una Strofa (sedici o ventiquattro Battute). Ricordiamo che le regole appena viste hanno solo un valore indicativo. Infatti troviamo molte eccezioni, molti modi diversi di pensiero musicale.

Elementi della forma musicale Adesso invece vediamo la chiusura del brano che può essere con questi

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Struttura della melodia

La melodia è composta da una successione di accordi chiamata anche linea melodica. Gli accordi come sappiamo sono gruppi di note (almeno 3) suonate contemporaneamente, quando invece le note di una accordo sono suonate in successione si parla di arpeggio. Quindi sfatiamo anche il mito che l'accordo debba contenere solo le note dell'accordo stesso, perché esso può essere composto anche da altre note che non fanno parte dell'accordo sotto forma di note ornamentali per abbellire la melodia. Ora vediamo come "armonizzare" una melodia con varie componenti:

Le Note di passaggio sono note di breve durata collegano due note dell’accordo, e si trovano su un tempo debole. Le Note di volta si trovano su un tempo debole, sono come le note di passaggio ma precedute e seguite da note della stessa altezza sia inferiori che superiori a distanza solitamente di tono o semitono. Le Note sfuggita che sono simili alle note di volta ma senza ritorno sulla nota dell’accordo. L'Appoggiatura che è una nota estranea all'accordo, si trova sul tempo forte e si appoggia all'accordo principale. Le Note di cambio si trovano tra un ritardo o un'appoggiatura e la nota dell’accordo.

Struttura della melodia La melodia è composta da una successione di accordi chiamata anche linea melodica.

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Struttura della melodia

Il Ritardo che si trova su un tempo forte e ritarda una nota dell’accordo.

L'Anticipazione che si trova su un tempo forte, anticipa una nota dell’accordo che le segue e può avere un valore minore o uguale alla nota reale.

*L’uso delle note ornamentali dona alla melodia un profilo migliore e permette di ottenere una libertà maggiore della melodia stessa.

Struttura della melodia Il Ritardo che si trova su un tempo forte e ritarda una nota

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Struttura della melodia

La Modulazione

La modulazione è il cambio di tonalità che si effettua introducendo note alterate sia verso l'acuto che verso il grave. Un brano si modula quasi sempre a una delle tonalità vicine. Parliamo di nuovo quindi nella modulazione di circolo delle quinte, perché i passaggi di quinta sono passaggi standard per raggiungere le tonalità ove si vuole effettuare la modulazione. Esiste anche un tipo di modulazione passeggera che consiste nel cambio di tonalità (come nella modulazione) ma senza soffermarcisi. La modulazione fatta nel modo corretto, crea varietà e conferisce al brano un interesse maggiore poiché la ripetizione in una stessa scala a lungo andare ci darà un senso di staticità, la modulazione invece serve ad introdurre varietà e interesse contemporaneamente arricchendo la linea melodica o melodia.

Struttura della melodia La Modulazione La modulazione è il cambio di tonalità che si effettua introducendo

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Struttura della melodia

Modulazione melodica e modulazione armonica

Il cambio di tonalità è dato grazie alla modulazione come abbiamo visto poco fa e avviene, introducendo delle note alterate. Queste possono essere Modulazioni Melodiche se avvengono nella stessa linea melodica, o Modulazioni Armoniche se avvengono in una parte secondaria. Questo vuol dire che si può sentire un cambio di tonalità anche quando la linea melodica non contiene delle note alterate.

Cromatismo

Come abbiamo detto poco fa non tutte le note alterate provocano una modulazione infatti è possibile trovare note alterate con la funzione di ornamento melodico come note di passaggio, di volta, di appoggiature. Quindi parliamo di cromatismo quando vi è l’inserimento di suoni estranei alla scala, senza che ci siano però modulazioni.

Struttura della melodia Modulazione melodica e modulazione armonica Il cambio di tonalità è dato grazie alla

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Gli Abbellimenti

Gli Abbellimenti

Gli Abbellimenti
Gli Abbellimenti
Gli Abbellimenti
Gli Abbellimenti

Gli Abbellimenti

Gli abbellimenti sono un gran numero di situazioni musicali. Visto il gran numero di abbellimenti vedremo solo i cinque che tradizionalmente si usano nel Solfeggio. Gli abbellimenti sono gruppi di note che, hanno svolto funzioni diverse; alcune volte si troveranno in parti integrate di una melodia, in altri casi sono delle ornamentazioni aggiunte al solo scopo di abbellire.

Mordente o doppio mordente

Il mordente è un'alternanza rapida di una nota reale con l’ausiliaria superiore o inferiore. E'

abbreviato con

Gli Abbellimenti Gli abbellimenti sono un gran numero di situazioni musicali. Visto il gran numero di
Gli Abbellimenti Gli abbellimenti sono un gran numero di situazioni musicali. Visto il gran numero di

se indica un mordente superiore, oppure con

se indica un mordente

inferiore. Le piccole alterazioni che si trovano accoppiate al segno del mordente indicano le note alterate. Ritmicamente in mordente è utilizzato sul tempo forte, togliendo valore alla nota reale. Un segno di abbreviazione più lungo è definito doppio mordente, si realizza allungando l’alternanza delle note.

Gli Abbellimenti Gli abbellimenti sono un gran numero di situazioni musicali. Visto il gran numero di

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Gli Abbellimenti

Appoggiatura

L'appoggiatura (che abbiamo già visto prima) è una nota scritta in piccolo che precede una nota reale. E’ formata con il valore scritto che viene sottratto al valore della nota reale successiva. Un’appoggiatura da 1/4 su di una nota da 2/4, varrà 1/4. L’appoggiatura può anche essere doppia quindi la nota reale avrà un valore accorciato del valore delle due appoggiature.

Acciaccatura

L'Acciaccatura è una o gruppi di più note scritte in piccolo, generalmente con valore di croma, con un taglio trasversale sul gambo. Si esegue con valori molto brevi in battere sul tempo della nota reale. In altri casi invece si esegue ‘in levare’, lasciando inalterato il valore della nota reale.

Gli Abbellimenti Appoggiatura L'appoggiatura (che abbiamo già visto prima) è una nota scritta in piccolo che

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Gli Abbellimenti

Gruppetto

Il gruppetto è un insieme di tre o quattro note che abbelliscono una nota o una successione

di note ed è formato dalle note ausiliarie inferiori o superiori. E’ abbreviato

Gli Abbellimenti Gruppetto Il gruppetto è un insieme di tre o quattro note che abbelliscono una
Gli Abbellimenti Gruppetto Il gruppetto è un insieme di tre o quattro note che abbelliscono una

per indicare un gruppetto diretto, oppure con

con

per indicare un gruppetto indiretto

o rovesciato. Può essere posto sopra la nota se è d'attacco o sotto se è di collegamento.

Trillo

E' l'abbellimento più brillante che ci sia e consiste nell'Alternanza rapida di due note che distano tra loro di un tono o un semitono.

Può essere composto da diverse fasi

  • - La Preparazione che è una o più note che introducono il trillo vero e proprio.

  • - Trillo Diretto quando inizia e finisce con la stessa nota

  • - Risoluzione o conclusione che è una nota o più note che sostituiscono le ultime note del

trillo prima della nota reale successiva. -Trillo libero è quando il trillo non ha regole precise

Gli Abbellimenti Gruppetto Il gruppetto è un insieme di tre o quattro note che abbelliscono una

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Gli Abbellimenti

- Trillo Misurato quando le due note che si alternano seguono un ritmica ben ordinata e precisa. - Trillo indiretto quando inizia con una nota ausiliaria superiore e questa è rappresentata come un'acciaccatura.

Gli Abbellimenti - Trillo Misurato quando le due note che si alternano seguono un ritmica ben

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Corso teorico di canto

In questo corso abbiamo appreso:

Cos'è il canto e la voce

La teoria della respirazione.

L'appoggio e l'accento

Il timbro.

I tipi di voce

Il diaframma

Cos'è il solfeggio e leggere gli spartiti

La postura nel canto

Il solfeggio

Gli Spartiti

Gli Abbellimenti

Corso teorico di canto In questo corso abbiamo appreso: ✓ Cos'è il canto e la voce

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