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Il Secondo Cervello

Da: http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=gut-second-brain

Almeno una volta nella vita, a tutti è capitato di sentire una sensazione di “sussulto dello
stomaco” che si verifica in seguito a stati d’ansia, nervosismo, eccitazione da stress oppure
nell’eccitazione amorosa.

Alla base di questa sensazione è una fitta rete (spesso trascurata) di neuroni che riveste
totalmente le nostre viscere e che è così vasta che alcuni scienziati l’hanno soprannominata il
"secondo cervello".

Lo studio approfondito di questa intricata matassa di tessuto nervoso, straripante di importanti


neurotrasmettitori, rivela che il nostro intestino fa molto di più che limitarsi a gestire la
digestione o a causare gli occasionali spasmi allo stomaco quando siamo in situazioni di
stress.

Il nostro “secondo cervello” nelle interiora, in connessione con quello più grande contenuto nel
nostro cranio, determina in parte il nostro stato mentale e svolge un ruolo chiave per alcune
malattie in tutto il nostro corpo.

Sebbene la sua influenza sia di vasta portata, il secondo cervello non è la sede dei pensieri
coscienti o decisionali.

Il Dr. Michael Gershon, presidente del Dipartimento di Anatomia e Biologia Cellulare presso la
New York-Presbyterian Hospital/Columbia University Medical Center,- esperto nel settore
emergente della neurogastroenterologia e autore del libro "1998 Il secondo cervello – (Harper
Collins)”, afferma che "Il secondo cervello non interferisce con i processi che originano il
pensiero ... gli argomenti filosofici, religiosi e poetici sono lasciati al cervello nella nostra
testa”.

Scientificamente noto come “Sistema Nervoso Enterico”, il nostro secondo cervello è costituito
da guaine di neuroni incorporati nelle pareti del nostro lungo tubo intestinale, o canale
alimentare, che misura circa nove metri dall’inizio dell’esofago sino alla fine dell’ano.

Il Dr. Gershon afferma che: “Il nostro secondo cervello contiene circa 100 milioni di neuroni,
ossia un numero superiore ai neuroni contenuti nel midollo spinale e nel sistema nervoso
periferico”.

Questa moltitudine di neuroni nel sistema nervoso enterico ci permette di "sentire" il


linguaggio interno del nostro intestino e il suo contenuto.

Gran parte di questa potenza di fuoco neurale sostiene il faticoso ed elaborato processo
quotidiano della digestione.

La degradazione del cibo, l’assorbimento delle sostanze nutritive e l'espulsione dei rifiuti
richiede l'elaborazione chimica, meccanica, contrazioni muscolari per la miscelazione ritmica di
tutto ciò che passa nella linea intestinale.
“Il nostro secondo cervello, così equipaggiato di autonomi sensi e riflessi, è in grado di
controllare il comportamento dell'intestino indipendentemente dal cervello”, dice il Dr.
Gershon.

Con ogni probabilità noi ci siamo evoluti sviluppando questo cervello separato, costituito da un’
intricata rete nervosa, per una gestione “on site” (gestione diretta sul luogo) della digestione
e dell’escrezione piuttosto che preferire il controllo remoto del nostro cervello attraverso il
midollo spinale che avrebbe dovuto fare da intermediario.

"Il cervello nella nostra testa non ha bisogno “sporcarsi le mani”con il caotico processo della
digestione, che è, invece, delegato al secondo cervello nello stomaco", dice il Dr. Gershon.

In ogni modo, lo studioso e i suoi colleghi ricercatori spiegano, tuttavia, che molto
probabilmente la complessità del secondo cervello non può essere interpretata banalmente
attraverso questo solo processo.

"Questo sistema è troppo complicato per essersi evoluto al solo scopo di fare entrare e fare
uscire gli alimenti da due punti diversi”, sostiene dice il Prof. Emeran Mayer, insegnante di
Psichiatria e Scienze BioComportamentali alla David Geffen School of Medicine presso la UCLA
(California University, Los Angeles).

Ad esempio, gli scienziati sono rimasti scioccati nell'apprendere che circa il 90 % delle fibre del
nervo primario viscerale, il nervo vago, trasportano informazioni dall'intestino al cervello e non
il viceversa!

"Alcune di queste informazioni è decisamente sgradevoli da accettare perché scardinano la


vecchia concezione che il cervello controlli tutto il corpo", dice Gershon e ancora: “Il nostro
secondo cervello ci comunica il nostro stato d'animo in altri modi ancora del tutto chiariti”.

"Una grande parte delle nostre emozioni sono probabilmente influenzate dai nervi nel nostro
intestino", dice il Prof.Mayer.

“La sensazione di disagio allo stomaco è una parte del messaggio dell’intestino in risposta allo
stress fisiologico” dice il Dr. Gershon per darci un solo un esempio.

Anche se il brontolio gastrointestinale (GI) possa infastidire il proprio stato d'animo, il


benessere emotivo quotidiano fa affidamento ai messaggi trasmessi dal cervello sottostante a
quello superiore.

Per esempio, la stimolazione elettrica del nervo vago, un trattamento utile per la depressione,
può simulare questi segnali, dice il Dr. Gershon.

In conseguenza della “comunione tra i due cervelli”, i trattamenti che si focalizzano sulla
mente per trattare la depressione possono involontariamente avere un forte impatto
sull’intestino.

Il sistema nervoso enterico utilizza più di 30 neurotrasmettitori, proprio come il cervello, e


infatti il 95% della serotonina del corpo si trova nelle nostre viscere.

Poiché gli antidepressivi, chiamati inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI),
causano un aumento dei livelli di serotonina, non c’è da stupirsi se questi farmaci, che hanno
lo scopo di causare cambiamenti chimici nella mente, come effetto collaterale provocano
spesso problemi gastrointestinali.
La sindrome dell'intestino irritabile, che affligge più di due milioni di americani, è in parte
causato da un eccesso di serotonina nelle nostre viscere e potrebbe probabilmente essere
considerata come una vera e propria "malattia mentale" del nostro secondo cervello!

Gli scienziati stanno iniziando a comprendere che la serotonina creata dal sistema nervoso
enterico potrebbe anche svolgere un importante ruolo sorprendente in altre malattie più
sorprendente.

In un nuovo studio di "Nature Medicine" pubblicato il 7 febbraio 2010 si parla di un farmaco


che inibisce il rilascio di serotonina a livello intestinale allo scopo di contrastare l’osteoporosi
post-menopausale nei roditori. (Scientific American fa parte del gruppo editoriale Nature
Publishing Group.)

"E 'stato un fatto del tutto inatteso che l'intestino possa determinare e regolare la massa ossea
al punto che si potrebbe addirittura utilizzare, almeno nei roditori da laboratorio, questa sua
capacità per curare l’osteoporosi" spiega il Dr. Gerard Karsenty il principale autore dello lo
studio e Direttore del Dipartimento di Genetica e Sviluppo presso la Columbia University
Medical Center.

La perdita di serotonina dal secondo cervello potrebbe anche giocare un ruolo importante
nell’autismo; il disturbo dello sviluppo spesso notato nella prima infanzia.

Il Dr. Gershon ha scoperto che gli stessi geni coinvolti nella formazione delle sinapsi tra i
neuroni del cervello sono coinvolti nella formazione di sinapsi alimentari.

Il Dr Gershon conclude informandoci che: "Se, nel caso dell’autismo, questi geni sono colpiti si
potrebbe spiegare il perché così tanti ragazzi, affetti da autismo, hanno anche anomalie
motorie nel tratto gastro-intestinale oltre ad avere nel loro sangue elevati livelli di serotonina
prodotta nell’ intestino.