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UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO

DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA

TEORIA E TECNICHE DEI TEST - II modulo


dott.ssa Giorgia Molinengo

La Teoria Classica dei Test: aspetti applicativi

 Definizione e scopi dei test psicologici

 Modalità di somministrazione dei test

 Criteri per la scelta di un test e regole deontologiche

 Interpretazione dei punteggi

 Presentazione di esempi ed esercizi

Corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche


(a.a. 2011-2012)

Informazioni generali e calendario delle lezioni

Diurno
01/12/2011 8.30-11
Serale
02/12/2011 8.30-11
15/12/2011 18-20.30
15/12/2011 8.30-11
22/12/2011 18-20.30
16/12/2011 8.30-11
22/12/2011 8.30-11

Il ricevimento studenti si svolge (di norma) il giovedì pomeriggio (h. 15-17) previo
appuntamento tramite e-mail all'indirizzo: gmolinengo@univda.it.

Il materiale didattico usato dal docente durante il corso (appunti, diapositive,


etc.) verrà reso disponibile agli studenti prima del termine delle lezioni

Testi di riferimento

(a) L. PEDRABISSI, M. SANTINELLO, I test psicologici, Il Mulino, Bologna, 1997 (Escluso il


capitolo 9).

(b) R. SARTORI, Psicologia Psicometrica, LED, Milano, 2008 (Cap. 2, 3; pag. 15-57).

(c) R. MICELI, Questionari e test, dati e modelli, In: R. MICELI (a cura di), Numeri, Dati,
Trappole, Carocci, Roma, 2004 (Cap. 3; pag. 53-105).

Perché questo corso?


Valutazione psicologica degli individui tramite
test è parte importante della professionalità dello
psicologo:
-90% degli psicologi negli Stati Uniti si dedica
alla somministrazione di test
-25% delle ore lavorative dello psicologo nel
corso della sua vita professionale dedicato alla
somministrazione di test

1
Perché questo corso?

Anche se in Italia la somministrazione di


test è riservata ai laureati in Psicologia
iscritti all’Ordine degli psicologi, il corso di
laurea difficilmente fornisce una
preparazione adeguata per il testing
psicologico e dopo la laurea le occasioni di
formazione sono rare e non sempre
qualificate (Pedrabissi e Santinello, 1997,
p. 69)

TEST PSICOLOGICO:
DEFINIZIONE

Strumento di misura
oggettivo e standardizzato
di un campione di
comportamento

RIPASSO…

1. Che cosa significa misurare?

2 Ch
2. Che diff
differenze cii sono ffra i processii di
misurazione di fenomeni, attributi fisici e di
fenomeni, attributi psicologici?

3. Che cosa è necessario fare per misurare un


fenomeno, un attributo psicologico?

2
MISURARE: DEFINIZIONE
Assegnare numeri ad oggetti o ad eventi, oggetti
od eventi secondo determinate regole, in modo
che specifiche relazioni tra i numeri corrispondano
ad analoghe relazioni tra gli oggetti

L’oggetto delle misurazioni in psicologia


sono le caratteristiche psicologiche
degli individui

SCALE DI MISURA: TIPI


•Nominale: permette di classificare o categorizzare i soggetti in base a una o più
caratteristiche comuni.
•Ordinale: consente di classificare e ordinare.
•Ad intervalli: prevedono una unità di misura e uno 0 relativo.
•A rapporti: lo 0 non è arbitrario, ma indica una assenza reale della proprietà.

INDICATORE
SCALA DI MISURA Tendenza Centrale Dispersione
Nominale Moda Numero categorie

Ordinale Mediana Distanza


interquartilica
Ad intervalli Media Deviazione standard

A rapporti Media Deviazione standard

Adattato da Pedrabissi e Santinello, 1997, p. 78

Proprietà dei numeri Proprietà delle persone Esempi

2 ~ = 4, 2 ~ = 16 A è diverso da B - numeri sulle maglie di una


A è uguale a C corsa campestre (label)
- genere (category)

16 > 4, 4 > 2 C possiede un attributo in - C arriva primo in una corsa,


quantità maggiore di B e B di A B è terzo e A penultimo

La differenza fra 12 e 4 è > di La differenza fra la quantità di - A, B, C hanno ricevuto in un


quella fra 4 e 2 attributo posseduta da C e da B è test di vocabolario un
maggiore della differenza fra punteggio di 98 (2 errori), 96
quella posseduta da B e da A (4 errori) e 84 (16 errori)

16 corrisponde a 4 volte 4 e 8 L’attributo di C è quattro volte - C può sollevare 16 casse di


volte 2 quello di B e otto volte quello di libri, B ne solleva 4 e A ne
A solleva 2

3
MISURARE ATTRIBUTI FISICI
E PSICOLOGICI
Attributi fisici (ad es., peso, altezza) sono
osservabili
 possono essere misurati direttamente

Attributi psicologici (ad es., intelligenza,


rendimento scolastico, personalità) non sono
osservabili direttamente
 non possono essere misurati direttamente

MISURARE ATTRIBUTI
PSICOLOGICI
Attributi psicologici sono costrutti teorici,
concetti ipotetici elaborati per spiegare
regolarità del comportamento umano

Esempio: costrutto intelligenza secondo Spearman


(prevede un unico fattore generale) proposto per
spiegare ad esempio che un alunno abbia prestazioni
simili in compiti intellettivi di tipo diverso (ad es.,
cogliere la struttura profonda di una figura,
comprendere il contenuto di un testo, risolvere un
problema di geometria…)

MISURARE ATTRIBUTI PSICOLOGICI


 Gli attributi psicologici possono essere misurati solo
indirettamente quantificando i corrispondenti indicatori
comportamentali
(aspetti del comportamento che secondo la teoria sono
causati dal costrutto)

COSTRUTTO

A B C D

Comportamento
osservato

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PROCESSO DI MISURAZIONE
ATTRIBUTI PSICOLOGICI
1. Definizione teorica del costrutto psicologico
che si intende misurare

2 Definizione
2. D fi i i operazionale
i l del
d l costrutto:
identificazione degli indicatori comportamentali
(misurabili) del costrutto

3. Predisposizione di stimoli (strumento di misura)


che elicitino la messa in atto degli indicatori
comportamentali del costrutto

Il test fornisce una misura di un campione di comportamento

Dato un costrutto teorico vi sono infiniti indicatori


comportamentali

Comportamenti misurati da un test devono essere
rappresentativi (secondo specifici criteri) dell’universo di
comportamenti umani che sono indicatori comportamentali del
costrutto che il test ha l’obiettivo di misurare

RAPPRESENTATIVITÀ
INDICATORI E DEFINIZIONE
TEORICA COSTRUTTO
Costrutto psicologico: Intelligenza
DEFINIZIONE TEORICA INDICATORI RAPPRESENTATIVI
COSTRUTTO PSICOLOGICO
- Fattori
F tt i g e s (Spearman)
(S ) Cogliere
C li lla struttura
t tt di una fifigura-
matrice e individuare la parte
mancante (Test NNAT e Raven)

- Abilità Mentali Primarie Individuare parole con significato


(Thurstone) simile, addizioni, cogliere uguaglianze
fra figure … (Test PMA)
- Struttura Gerarchica a Tre Strati Apprendere il nome di figure, ripetere
(Carroll) immediatamente frasi, riconoscere
figure mascherate… (Test Woodcock-
Johnson III)

5
STIMA RAPPRESENTATIVITÀ
INDICATORI

Validità di Contenuto test è una stima del


grado di rappresentatività dei comportamenti
misurati
i ti rispetto
i tt all’universo
ll’ i d
deglili iindicatori
di t i
comportamentali del costrutto

IL TEST È STANDARDIZZATO
(1° SIGNIFICATO)
Per poter attribuire significato al punteggio
grezzo di un soggetto al test è necessario
che
lle modalità
d li à di somministrazione
i i i d l test siano
del i
standardizzate (uniformi)

Regole di somministrazione generali a tutti i
test e specifiche a ciascun test (Manuale di
istruzione del test)

REGOLE DEONTOLOGICHE
PER LA SOMMINISTRAZIONE DI TEST

Codice Deontologico (1998)

http://www.ordinepsicologi.vda.it/index.php?option=com_content&vie
w=article&id=22&Itemid=53

Standards for Educational and Psychological Testing (1999)

http://www.apa.org/science/programs/testing/standards.aspx

6
Rispetto rigoroso
delle consegne

Ambiente

Garanzie sulla
riservatezza dei
materiali

Comunicazione o
restituzione dei
risultati (e privacy)

Alcune regole…..
PRIMA della somministrazione
–training nell’uso del test (studio del manuale +
autosomministrazione + esercitazione)
–appuntamento con i soggetti e breve
presentazione della prova
–autorizzazione alla somministrazione (consenso
informato)
–pianificazione dei luoghi e dei tempi
–preparazione del materiale

Alcune regole…..
DURANTE la somministrazione
– Ambiente confortevole
– Evitare interruzioni
– Relazione positiva per motivare l’esaminato
– Rispetto delle istruzioni generali
– Rispetto delle consegne e dei tempi di
esecuzione di ciascuna prova

7
Alcune regole…..
DOPO la somministrazione
– rassicurare riguardo l’esito della prova
– fornire indicazioni riguardo la consegna del
resoconto (restituzione) della prova
– rassicurare riguardo l’uso
l uso dei dati e il rispetto
della privacy
– se somministrazione collettiva accertarsi che
nessuna copia del test venga trattenuta dai
soggetti

Le modalità di somministrazione possono influire sui risultati


rendendoli inattendibili e non comparabili

Quali fattori possono influenzare l’uniformità della


somministrazione di un test?

fattori relativi:
- al test (sue caratteristiche)
- a chi somministra
- a chi è oggetto di somministrazione
- al rapporto esaminato-esaminatore

8
9
Somministrazioni “facili”:
- Somministrazione collettiva
- Istruzioni scritte
- Non è richiesto di cronometrare il tempo impiegato

Somministrazione “difficile”:
- Somministrazione individuale
- Istruzioni orali
- Necessità di cronometrare il tempo impiegato e di categorizzare gli
errori che il soggetto compie nel corso della prova

10
Fattori relativi a chi somministra….

caratteristiche personali esaminatore (genere,


età, aspetto fisico…) possono avere effetti
diversi nei diversi soggetti
aspettative esaminatore possono influenzare in
modo diverso le diverse somministrazioni
Esempi…..
- bambini in età prescolare sono più attenti e attivi se l’esaminatore è
una donna piuttosto che un uomo (Harris, 1968)
- giovani studenti sono più attenti se l’esaminatore ha genere opposto
al proprio (Stevenson & Allen, 1964)

Fattori relativi a chi è oggetto di somministrazione ….


• Ansia da test
• Desiderio di compiacere l’esaminatore
• Famigliarità situazione testing, ripetizione test

Fattori relativi al rapporto esaminato-esaminatore


•un atteggiamento umano, non distaccato, rende più
accettabile la prova, a differenza di un atteggiamento
freddo, distaccato, pseudo - scientifico

Il test è oggettivo
Per poter attribuire significato al punteggio grezzo è
necessario che le modalità di
(a.) correzione delle risposte e
(b.) attribuzione del punteggio siano oggettive
 definite a priori e quindi non dipendano dalle
caratteristiche di chi corregge il test

Regole di correzioni delle risposte e di attribuzione
del punteggio (Manuale di istruzione del test)

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Correzione e attribuzione di punteggio “facile”:

- Griglie per identificare gli item corretti

- Tutte le possibili risposte sono prevedibili

Correzione e attribuzione di punteggio “difficile”:

- Il correttore deve giudicare la correttezza delle risposte

- Non è possibile prevedere tutte le possibili risposte

STANDARDIZZATO
(2° significato)
Per attribuire significato al punteggio grezzo
conseguito dal soggetto nel test è necessario
confrontare tale punteggio con la prestazione
media nel test della popolazione a cui
appartiene il soggetto (dati normativi)

 griglie di correzione

Come si ricavano i dati normativi?


- campione di standardizzazione
il test deve essere somministrato a un gruppo di persone
rappresentativo della popolazione con cui il test verrà
utilizzato

Fase 1.
S l i
Selezione di un gruppo di soggetti
tti rappresentativo
t ti della
d ll popolazione
l i
Fase 2.
Somministrazione del test al gruppo di standardizzazione
Fase 3.
Calcolo delle norme statistiche del test, cioè gli indicatori di tendenza
centrale e di dispersione dei punteggi conseguiti dal gruppo di
standardizzazione

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In sintesi, un test è un campione standard di stimoli,
rappresentativi di un costrutto psicologico, che vengono
somministrati, collettivamente o individualmente, in
condizioni standard e che danno origine a un punteggio
quantitativo secondo regole altrettanto standardizzate e
che assume significato in rapporto a norme statistiche di
riferimento

Solo se tutti i requisiti vengono soddisfatti si può palare di


test psicologico

Altre forme di valutazione sono inutilizzzabili nella ricerca


valutativa e diagnostica.

MMSE: Punteggi e coefficienti di correzione

Coefficienti di aggiustamento del MMSE per classi di età ed


educazione nella popolazione italiana

Intervallo di eta’ 65 - 69 70 - 74 75 - 79 80 - 84 85 - 89
Livello di scolarità

0 – 4 anni + 0,4 + 0,7 + 1,0 + 1,5 + 2,2


5 – 7 annii - 1,1
11 - 0,7
07 - 0,3
03 + 0,4
04 + 1,4
14
8 – 12 anni - 2,0 - 1,6 - 1,0 - 0,3 + 0,8
13 – 17 anni - 2,8 - 2,3 - 1,7 - 0,9 + 0,3

Punteggio: /30

Classificazione: >24: assenza di deficit cognitivo


da 18 a 24: deficit cognitivo lieve
da 12 a 17: deficit cognitivo moderato
< 12: deficit cognitivo grave

MINI MENTAL STATE EXAMINATION


In che anno siamo? (0-1)
In che stagione? (0-1)

In che mese siamo? (0-1) Orientamento temporale


Mi dica la data di oggi? (0-1)

Che giorno della settimana è oggi? (0-1)

In quale nazione siamo? (0-1)

In quale regione italiana siamo? (0-1)

In quale città ci troviamo? (0-1) Orientamento spaziale


Mi dica il nome del luogo dove ci troviamo (0-1)

A che piano siamo? (0-1)

Mi ripeta “pane
pane, casa
casa, gatto
gatto” (0-3)
M
Memoriai
Conti a ritroso da 100 togliendo 7 per 5 volte (0-5). Se non completa
questa prova, far sillabare all’indietro la parola MONDO (0-5) Attenzione e Calcolo
Chiedere la ripetizione dei tre soggetti precedenti (0-3)
Apprendimento
Mostrare un orologio ed una matita chiedendone il nome (0-2)
Linguaggio
Ripeta questa frase: “NON C’E’ SE NE’ MA CHE TENGA” (0-1)

Prenda questo foglio con la mano destra, lo pieghi e lo metta sul tavolo
(0-3)
Legga ed esegua quanto scritto su questo foglio (CHIUDA GLI OCCHI)
(0-1)
Scriva una frase (deve contenere soggetto e verbo) (0-1)

Copi questo disegno (pentagoni intrecciati) (0-1)


Prassia

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Punteggi: come interpretarli?

I test producono misure espresse in numeri

Questi numeri possono essere compresi e


interpretati attraverso la statistica

Si definisce punteggio grezzo (raw score) la


somma delle risposte fornite da un individuo agli
item del test

Il punteggio grezzo fornisce informazioni limitate

deve essere confrontato con le norme


statistiche (indicatori di tendenza centrale e di
dispersione) ricavate dal campione normativo
(campione di standardizzazione) a cui è stato
somministrato lo stesso test

Il primo passo di questo processo comporta la


necessità di trasformare i punteggi grezzi in
punteggi ponderati (scaled score).

Per attribuire significato al punteggio grezzo è


quindi necessario trasformarlo in punteggio
ponderato

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PUNTEGGI PONDERATI:
COSA SONO?
Trasformazioni del punteggio grezzo
conseguito da un soggetto al fine di porlo in
relazione con la distribuzione di punteggi del
gruppo
g pp di standardizzazione del test

Punteggi ponderati

• Ranghi e punti centili (o ranghi e punti


percentili)
• Punti standard (o punti z)
• Punti standard normalizzati
• Punti T
• Punti stanini (stanine)

Ranghi e ranghi centili


L’ordinamento di una distribuzione di punteggi grezzi dal
maggiore al minore, o viceversa, costituisce una
graduatoria: questi sono i ranghi.

I Ranghi Percentili indicano la posizione di ciascun


soggetto
tt in
i una graduatoria
d t i di 100 posizioni
i i i (Guilford,
(G ilf d
1965)

il Rango Percentile di un punteggio grezzo è la


percentuale di soggetti che ha conseguito un punteggio
ad esso inferiore

15
Esempio

Un rango di 20 attribuito ad un dato punteggio


significa che esso è il 20° nella distribuzione dei
punteggi ordinati in modo decrescente

Se un soggetto ha ottenuto un punteggio che


occupa il 70° rango percentile significa che la
sua prestazione è inferiore a quella del restante
30% dei soggetti.

Esempio: Rango
Punteggio grezzo X Frequenza f Frequenza Rango
Cumulata
45 1 1 1
43 3 4 3
38 2 6 5.5
36 1 7 7
34 1 8 8
30 2 10 9.5
28 4 14 12.5
25 1 15 15
21 3 18 17
18 1 19 19
15 2 21 20.5
12 2 23 22.5
10 1 24 24
8 1 25 25

Calcolo ranghi centili

Formula 1 Formula 2
(Galton-Ferguson) (Claparède)

N  G  0.5  N G
RC  100  RC  100 
N N 1

Legenda :
RC  Rango Percentile
N  Numero totale individui (punteggi osservati)
G  Rango (posizione in graduatoria)

16
Calcolo: esempio
Punteggio grezzo X Frequenza f Rango Rango Percentile
45 1 1
43 3 3
38 2 5.5
36 1 7
34 1 8
30 2 9.5
28 4 12.5
25 1 15
21 3 17
18 1 19
15 2 20.5
12 2 22.5
10 1 24
8 1 25

N  (G  0.5)
RC  100  
N

Calcolo: esempio
Punteggio grezzo X Frequenza f Rango Rango Percentile
45 1 1 98
43 3 3 90
38 2 5.5 80
36 1 7 74
34 1 8 70
30 2 9.5 64
28 4 12 5
12.5 52
25 1 15 42
21 3 17 34
18 1 19 26
15 2 20.5 20
12 2 22.5 12
10 1 24 6
8 1 25 2

25  (8  0.5) 25  (19  0.5)


RC(34)  100   70 RC(18)  100   26
25 25

Ranghi centili: livello di scala ordinale

Vantaggi
– Informazione sulla posizione del soggetto

– Non è necessario disporre di dati a scala a Intervallo

– Indipendente da dimensione del test

– Indipendente da unità di misura dei dati

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Ranghi centili: livello di scala ordinale
Svantaggi
–L’unità percentile (la distanza in punteggi grezzi fra due RC in
successione, es. 10 e 11) non è costante
–L’unità percentile tende a contrarsi al centro della
distribuzione e ad allungarsi agli estremi della distribuzione:

i RC sono una trasformazione non lineare dei punteggi grezzi,


essi alterano le distanze originarie tra i punteggi grezzi:
- accentuano le distanza fra i punteggi grezzi che sono attorno
alla mediana
- riducono le distanze fra i punteggi grezzi che sono agli
estremi della distribuzione

Bayley Scale of Infant Development (p. 228)

Ampiezza di intervalli di RP
corrispondenti ad un
intervallo
di punteggi grezzi pari a 5

0.4
3

9
13

0.3

18
PUNTI CENTILI

DEFINIZIONE. Data una distribuzione di punteggi grezzi


conseguiti in un test e trasformata in Ranghi Percentili
(RP), sono Punti Centili (PC) i punteggi grezzi originari
corrispondenti a ciascun Rango Percentile

Esempio: Il test Bayley è stato somministrato ad un gruppo di


bambini; il 47% di loro ha conseguito un punteggio grezzo
inferiore a 90
RP (90) = 47
PC (47) = 90

Esempio: calcolo punteggi centili


Punteggio grezzo X Frequenza f
45 1
43 3
38 2
36 1
34 1
30 2
28 4
25 1
21 3
18 1
15 2
12 2
10 1
8 1

Vogliamo selezionare i soggetti che raggiungono e superano il


70° centile della distribuzione.

Esempio: calcolo punteggi centili


Punteggio grezzo Frequenza f
X
8 1
10 1
1° Ordino i punteggi dal
12 2
più basso al più alto 15 2
18 1
2° Calcolo la p
posizione 21 3
del punteggio 25 1
corrispondente al 70° 28 4
centile: 30 2
34 1
36 1
70(25  1)
p. p.   18.2 38 2
100 43 3
45 1

19
Esempio: calcolo punteggi centili
Punteggio grezzo Frequenza f
X
8 1
10 1
3) contando dall’alto tale 12 2
posizione corrisponde a 15 2
un punteggio compreso 18 1
tra 34 e 36 21 3
25 1
28 4
30 2
34 1
36 1
38 2
43 3
45 1

Esempio: calcolo punteggi centili


Punteggio grezzo Frequenza f
X
8 1
Per determinare il punteggio 10 1
esatto: 12 2
moltiplico differenza tra i due 15 2
punteggi (36-34=2) per la 18 1
parte decimale del p.p. ( .2): 21 3
25 1
2  .2  0.4 28 4
30 2
Sommo il risultato ottenuto
34 1
al punteggio più basso:
36 1
34  0.4  34.4 38 2
43 3
45 1

Esercizio
Punteggio grezzo Frequenza f
X
13 1
18 1
21 2
14 2
27 1
24 3
23 1

1° A quale punteggio grezzo


corrisponde il 78° percentile
2° Calcolare i ranghi percentili

20
Soluzioni (1°)
Punteggio grezzo Frequenza f
78(11  1) X
p. p.   9.36 13 1
100
14 2
18 1
21 2
23 1
24 3
27 1

Soluzioni (2°)
Punteggio grezzo Frequenza f Rango Rango
X Percentile
27 1 1 96
24 3 3 78
23 1 5 60
21 2 6.5 46
18 1 8 32
14 2 9.5 19
13 1 11 5

Esercizio
Un laureato in psicologia sostiene le prove scritte, a quiz, di
due concorsi a due diverse ASL. Al concorso per la prima
asl sbaglia 8 risposte, arrivando 14° su 134 concorrenti, alla
seconda asl ne sbaglia 13 arrivando 10° su 70 concorrenti.
In quale delle due graduatorie si è posizionato meglio?

21
Soluzioni

134  (14  0.5)


Asl 1: RC  100   89.9
134

70  (10  0.5)
Asl 2: RC  100   86.4
70

Il candidato ha avuto una prestazione migliore


nel concorso della asl 1

DEFINIZIONE PUNTI STANDARD


Data una distribuzione di punteggi grezzi
conseguiti in un test da un gruppo di soggetti ed
espressi in scala almeno a Intervalli,
il Punto z (o Punti Standard) di un punteggio
grezzo è
lla differenza
diff d l punteggio
del t i grezzo d
dall punteggio
t i
medio espressa in unità di Deviazioni Standard,

X  X
z 
DS
N.B. Media e deviazione standard del campione di
standardizzazione

CALCOLO: ESEMPIO
Punteggio Frequenza f Punto z
grezzo X

8 1
10 3
12 2 X  25.00
DS  10.87
15 1
18 1
21 2
25 4
28 1
30 3
34 1
36 2
38 2
43 1
45 1

22
CALCOLO: ESEMPIO
Punteggio Frequenza f Punto z
grezzo X

8 1 -1.56
10 3 -1.38 X  25 . 00
12 2 -1.20 DS  10 . 87
15 1 -.92
18 1 -.64
21 2 -.37
37 12  25
25 4 .00 z(12)   1.20
10.87
28 1 .28
30 3 .46
34  25
34 1 .83 z(34)   .83
36 2 1.01 10.87
38 2 1.20
43 1 1.66
45 1 1.84

LIVELLO DI MISURA PUNTI z:


SCALA A INTERVALLI

I punteggi z sono punteggi misurati a scala


ad Intervalli Equivalenti con punteggio
medio pari a 0 e Deviazione Standard pari
a1

X0
DS  1

LIVELLO DI MISURA PUNTI z:


SCALA A INTERVALLI
Vantaggi
Unica unità di misura, permette di confrontare
test diversi per lo stesso individuo
individui diversi

Sono una trasformazione lineare dei punteggi


grezzi  non alterano le distanze originarie fra i
punteggi grezzi

23
CORRISPONDENZA PUNTI GREZZI E
PUNTI z
Distribuzione
approssimabile
alla normale

Distribuzione
approssimabile
alla normale

LIVELLO DI MISURA PUNTI z:


SCALA A INTERVALLI
Svantaggi

È necessario disporre di punteggi grezzi in scala


almeno a Intervalli

Assumono valori negativi e decimali  devono


essere trasformati in altri tipi di punteggi ponderati

AREA CURVA NORMALE E RANGO


PERCENTILE

Dato un qualsiasi punteggio z, di una distribuzione normale


standardizzata, la porzione di area da esso sottesa (l’area
compresa fra l’origine della curva e il punteggio z) rappresenta la
percentuale di soggetti cha hanno conseguito un punteggio inferiore
 l’area sottesa rappresenta il rango percentile del punteggio z
 RP = area sottesa x 100

24
TAVOLA...

AREA TOTALE SOTTESA DA UN


PUNTO Z
L’area totale sottesa dal punto z è così calcolabile:
1. Individuare con la Tavola della curva normale l’area a_b
(area compresa fra il punto z e la media pari a 0),
2. se z è positivo  sommare .50 all’area a_b

Area = .9332

RP  93

.50 .4332

0 1.50 Punti z

AREA TOTALE SOTTESA DA UN


PUNTO Z
L’area totale sottesa dal punto z è così calcolabile:
1. Individuare con la Tavola della curva normale l’area a_b
(area compresa fra il punto z e la media pari a 0),
2. se z è negativo  sottrarre .50 all’area a_b

Area = .0668

RP  7

.4332

-1.50 0 Punti z

25
ESERCIZIO 1
Dei seguenti punti z, individuare:
1. l’area a_b, definita dal punto z e da X(= 0)

2. l’area totale sottesa dal punto z

Punto z Area a_b Area totale sottesa


1.50 .4332
1.55 .4394
-.90 .3159
-.95 .3289
.57 .2157
-.57 .2157
.11 .0438
.12 .0478
3.81 .4999
3.82 .4999

ESERCIZIO 1
Dei seguenti punti z, individuare:
1. l’area a_b, definita dal punto z e da X (= 0)
2. l’area totale sottesa dal punto z

Punto z Area a_b Area totale sottesa


1.50 .4332 .9332
1.55 .4394 .9394
-.90 .3159 .1841
-.95 .3289 .1711
.57 .2157 .7157
-.57 .2157 .2843
.11 .0438 .5438
.12 .0478 .5478
3.81 .4999 .9999
3.82 .4999 .9999

3. Qual’è il Rango Percentile di tali punti z? Data l’area totale sottesa da


un punto z come si ricava il corrispondente Rango Percentile?

La trasformazione dei punteggi grezzi


in punti Z viene effettuata per poter
confrontare le prestazioni di un
soggetto a test diversi

N.B.
N B I puntiti standard
t d d sono però ò
confrontabili soltanto se sono
ricavati da distribuzioni che hanno
forma approssimativamente
uguale

26
Per poter comparare punteggi
ricavati da distribuzioni di forma
non omogenea i punti standard
devono essere convertiti in punti
standard normalizzati

La normalizzazione

La normalizzazione delle misure consiste in


una trasformazione forzata della distribuzione
per avvicinarla a una di forma normale
(Pedrabissi e Santinello, 1997, p. 122-123).

E’ una trasformazione non lineare, o di area


(ibidem)

PUNTI z E PUNTI z NORMALIZZATI


PUNTEGGIO PUNTEGGIO z PUNTEGGIO z
GREZZO NORMALIZZATO
8 -1.56 -2.05
2 10 -1.38 .18 -1.28 .77
12 -1.20 -.84
15 -.92 -.64
18 -.64 -.52
21 -.37 -.36
25 .00 -.05
28 .28 .20
2 30 .46 .18 .41 .21
34 .83 .64
36 1.01 .84
38 1.20 1.17/ 1.18
43 1.66 1.55 / 1.56
2 .18 .50
45 1.84 2.05

27
Procedura di normalizzazione
Si dispongono i punteggi grezzi in ordine di grandezza
crescente
Si riporta la frequenza di tali punteggi
Si calcolano le frequenze cumulate
Si calcolano i ranghi percentili di ogni punteggio grezzo,
col metodo della interpolazione lineare
f
fcumulata punteggio _ precedente 
RP ( X )  2 100
N

Si trovano i punti z al di sotto dei quali, nella


curva di distribuzione normale, cade una
percentuale di valori pari a ogni rango
percentile

INDIVIDUAZIONE PUNTO z
Il RP di un punteggio z a distribuzione normale
rappresenta la porzione di curva normale
compresa fra l’origine sinistra della curva e il
punteggio stesso

La tavola della curva normale permette di


risalire ai punti z corrispondenti a specifiche
aree a-b (area fra il punto z e la media della
distribuzione, che è pari a 0)

INDIVIDUAZIONE PUNTO z
Quindi per individuare il punto z corrispondente al RP è
necessario:
A. calcolare la porzione di area a-b del RP:
area a-b = (RP/100)-.50
a. il valore assoluto indica il valore dell’area a-b
b il segno iindica
b. di se il puntot z è negativo
ti o positivo
iti
B. con la Tavola della Curva Normale Standardizzata
individuare il punto z la cui area a-b si avvicina
maggiormente all’area a-b del RP

N.B.: punteggi grezzi con RP inferiore a 50 saranno trasformati in punti z


negativi, punteggi grezzi con RP superiore a 50 saranno trasformati in
punti z positivi

28
ESEMPIO:TRASFORMAZIONE DI PUNTEGGI GREZZI IN
PUNTI Z NORMALIZZATI
Pg. grezzo f fC RP Area a-b: (RP/100)-.50 Punto z
normalizzato
Valore assoluto Segno

8 1 1 2
10 3 4 10
12 2 6 20
15 1 7 26
18 1 8 30
21 2 10 36
25 4 14 48
28 1 15 58
30 3 18 66
34 1 19 74
36 2 21 80
38 2 23 88
43 1 24 94
45 1 25 98

Punteggio grezzo =25


punteggio normale standardizzato?

Calcolo rango percentile


f 4
fcumulata punteggio _ precedente  10 
RP ( X )  2 100  2 100  48%
N 25

Area sottesa curva normale corrispondente all


all’RP
RP
area a-b = (RP/100)-.50= (48/100)-.50=-.02

Punto z corrispondente all’area


area a-b = .02 z = -.05

Punteggio grezzo =38


punteggio normale standardizzato?

Calcolo rango percentile


f 2
fcumulata punteggio _ precedente  21 
RP (38)  2 100  2 100  88%
N 25

Area sottesa curva normale corrispondente all


all’RP
RP
area a-b = (RP/100)-.50= (88/100)-.50=.38

Punto z corrispondente all’area


area a-b = .38 z = 1.17 - 1.18

29
ESEMPIO:TRASFORMAZIONE DI PUNTEGGI GREZZI IN
PUNTI z NORMALIZZATI
Pg. grezzo f fC RP Area a-b: (RP/100)-.50 Punto z
Valore assoluto Segno normalizzato
8 1 1 2 .48 - -2.05
10 3 4 10 .40 - -1.28
12 2 6 20 .30 - -.84
15 1 7 26 .24 - -.64
18 1 8 30 .20 - -.52
21 2 10 36 14
.14 - 35
-.35
25 4 14 48 .02 - -.05
28 1 15 58 .08 + .20
30 3 18 66 .16 + .41
34 1 19 74 .24 + .64
36 2 21 80 .30 + .84
38 2 23 88 .38 + 1.17/1.18
43 1 24 94 .44 + 1.55/1.56
45 1 25 98 .48 + 2.05

PUNTEGGI PONDERATI: TRASFORMAZIONI LINEARI


DI PUNTEGGI Z A DISTRIBUZIONE NORMALE

Per eliminare i valori negativi e decimali, i punteggi


z a distribuzione normale vengono linearmente
trasformati in altri punteggi ponderati (ZT)
espressi in scala con specifica media e Deviazione
Standard
ZT = a + bz

ZT = punteggio ponderato espresso nella nuova scala


a= X nuova scala b = DS nuova scala

PUNTEGGI PONDERATI:
T di McCall
Scala dei Punteggi T di McCall: Scala di punteggi
ponderati a distribuzione normale con media pari a 50
e deviazione standard pari a 10
I Punteggi T sono una trasformazione lineare di punti z
a distribuzione normale secondo la formula:
T = 50 + 10z
Esempi
z = -1.00  T = 40
z = -1.50  T = 35
z = +1.00  T = 60

30
PUNTEGGI PONDERATI:
QI di Deviazione
Scala dei Punti QI di Deviazione: Scala di punteggi
ponderati a distribuzione normale con media pari a 100 e
deviazione standard pari a 15
Punti QI di Deviazione sono una trasformazione lineare di
punti z a distribuzione normale secondo la formula:
QI di Deviazione = 100 + 15z
Esempi
z = -1.00  QI deviazione = 85
z = -2.00 QI deviazione = 70

PUNTEGGI
QI DI DEVIAZIONE
Storicamente sono stati proposti come sostituti
del punteggio QI di Rapporto [QI =
(EM/EC)X100] poiché la forma della
di t ib i
distribuzione d l QI di Rapporto
del R t variava
i a
seconda dell’età cronologica dei soggetti

PUNTEGGI PONDERATI:
RIASSUNTO
Ranghi Percentili (RP o RC)

si ragiona in termini di frequenza, percentuale di punteggi


rispetto
p alla mediana ((= 50RP))

scala ordinale (non è necessario che i punteggi grezzi


abbiano distribuzione normale, anche se sono a scala
intervalli)

alterano le distanze originarie fra i punteggi grezzi (sono


una trasformazione non lineare dei punteggi grezzi)

31
PUNTEGGI PONDERATI:
RIASSUNTO
Punteggi z
si ragiona in unità di Deviazione Standard dalla media della
distribuzione (Media = 0; DS = 1)

scala a intervalli

sono una trasformazione lineare dei punteggi grezzi

se il costrutto misurato nella popolazione ha distribuzione


normale, per essere trasformati in altri punteggi ponderati (ad
es., Punti T, Punti QI Deviazione) e così eliminare i valori
negativi e decimali, devono avere distribuzione normale

PUNTEGGI PONDERATI:
RIASSUNTO
Punti T, Punti QI Deviazione

si ragiona in unità di Deviazioni Standard dalla media (Punti T:


media pari a 50, DS pari a 10; Punti QI Deviazione: media pari
a 100,, DS pari
p a 15))

- scala a intervalli

sono una trasformazione lineare di punteggi z a distribuzione


normale

hanno sempre distribuzione normale

PUNTEGGI PONDERATI:
PUNTI STANINI
Scala Stanine: Scala di punteggi ponderati a distribuzione
normale formata dai numeri interi compresi fra 1 e 9

Data una distribuzione di punteggi grezzi a distribuzione normale


(e ordinati in senso crescente),
crescente) ll’area
area sottesa dalla curva normale
è suddivisa in 9 porzioni :
ogni numero corrisponde ad una porzione percentuale di curva
normale

% 4 7 12 17 20 17 12 7 4
Stanine 1 2 3 4 5 6 7 8 9

32
PUNTEGGI STANINI

Il punteggio stanino di un punteggio grezzo è pari all’etichetta


numerica della porzione di area della curva normale in cui esso
è collocato

CORRISPONDENZA FRA PUNTEGGI


PONDERATI

Esercizio 1
Un test di abilità motoria è stato somministrato a 1000 bambini. I
valori del test si distribuiscono normalmente con media ( = 50) e
deviazione standard ( = 10.2).
Si vuole conoscere:

4a) il numero di soggetti che ottengono un punteggio compreso fra


50 e 70;
4b) il numero di soggetti che ottengono un punteggio minore o
uguale a 70;
4c) il numero di soggetti che ottengono un punteggio maggiore o
uguale a 70;
4d) il numero di soggetti che ottengono un punteggio minore o
uguale a 25;

33
Soluzioni 1a

70  50
z a  0; zb   1.96
10.2

4b) Direttamente dalle tavole; Prob = 0.4750;

1000*0.4750 = 475 studenti.

Soluzioni 1b
MINORE o UGUALE a 70 (?);

Area =0.5 + 0.4750 = 0.9750 ;


975 studenti.

Soluzioni 1c

MAGGIORE o UGUALE a 70 (?);

Area =0.5 - 0.4750 = 0.025 ;


25 studenti.

34
Soluzioni 1d

MINORE o UGUALE a 25 (?);

25  50
zi    2 . 45 ; (Area  0.4929)
10 . 2

0.5 - 0.4929 = 0.0071 ;

7 studenti.

Esercizio 2
Un test di abilità di calcolo è stato somministrato a 150
studenti. Se la distribuzione dei punteggi grezzi è
approssimabile alla curva normale, con media pari a 55 e
deviazione standard pari a 13:

a. quali punteggi grezzi corrispondono ai punteggi T pari a


40, 35 e 30?

b. quanti soggetti hanno conseguito un punteggio T di almeno


70?

Soluzioni 2a
Un test di abilità di calcolo è stato somministrato a 150 studenti. Se la
distribuzione dei punteggi grezzi è approssimabile alla curva normale, con
media pari a 55 e deviazione standard pari a 13:
a. quali punteggi grezzi corrispondono ai punteggi T pari a 40, 35 e 30?
- calcolo il punto z che corrisponde a T = 40:
T = 50 + 10z  z = (T-50)/10
 z = (40-50)/10 = -1
- calcolo il punteggio grezzo che corrisponde al punto z calcolato:
z = (X- X )/DS  X = z DS + X
 X = -113 + 55 = 42
Analogamente per T = 35  X = 35.5
Analogamente per T = 30  X = 29

35
Soluzioni 2b
Un test di abilità di calcolo è stato somministrato a 150 studenti. Se la
distribuzione dei punteggi grezzi è approssimabile alla curva normale, con
media pari a 55 e deviazione standard pari a 13
b. quanti soggetti hanno conseguito un punteggio T di almeno 70?
- calcolo il punto z che corrisponde al punto T pari a 70:
T = 50 + 10z  z = (T-50)/10
 z = (70-50)/10=
(70 50)/10= 2
- individuo con la tavola della distribuzione normale standard l’area a-b del
punteggio z rilevato:
z = 2.00 area a-b = .4772
 area corrispondente ai soggetti con punteggio uguale o superiore: .50-
.4772= .0228
percentuale di soggetti con punteggio superiore o uguale a 70: 2.28%
 numero di soggetti corrispondente a tale percentuale: 3

ESERCIZIO 3

Un test di comprensione del testo indica che sono


compromesse le abilità necessarie alla comprensione del
testo se il punteggio grezzo nel test è inferiore a quello
ottenuto dal 10% del campione normativo (10° rango
percentile).
percentile)

Se la distribuzione dei punteggi grezzi si approssima alla


curva normale con media pari a 150 e DS pari a 30, qual’è il
punteggio grezzo corrispondete al 10° RP?

SOLUZIONE 3
Soluzione: con l’ausilio della tavola della curva normale ricavo il punteggio
z corrispondente al 10° RP e quindi conoscendo la media e la DS della
distribuzione ricavo il corrispondente punteggio grezzo

1. calcolo l’area a-b corrispondete al 10° RP: area a-b = .50-.10=.40

2. individuo nella tavola della curva normale il punto z la cui area a-b
maggiormente si avvicina a quella rilevata:
z = -1.28
3. ricavo il corrispondete punteggio grezzo applicando la formula inversa:
X = z DS + X  X = -1.2830+150 = 112

36
Esercizio 4
Un test di rendimento scolastico è stato somministrato a
tutte le classi elementari della provincia di Modena. La
distribuzione dei punteggi grezzi si approssima alla
normale, con media pari a 489 e deviazione standard pari a
126.

a. quale percentuale di soggetti ha conseguito un punteggio


grezzo inferiore a 600?

b. quale punteggio grezzo corrisponde al 75° Rango


Percentile?

Soluzione 4a

quale percentuale di soggetti ha conseguito un punteggio


grezzo inferiore a 600?
X  X 600  489
Calcolo il punteggio z: z    0 . 88
DS 126
individuo con la tavola della distribuzione normale standard
l’area a-b del punteggio z rilevato:
z = 0.88  area a-b = .3106

Percentuale di soggetti 0.5+.3106=81%

Soluzione 4b

b. quale punteggio grezzo corrisponde al 75° Rango Percentile?

1. calcolo l’area a-b corrispondete al 75° RP:


area a-b = .75-.50= .25

2. individuo nella tavola della curva normale il punto z la cui


area a-b maggiormente si avvicina a quella rilevata:
z = .67
3. ricavo il corrispondete punteggio grezzo applicando la
formula inversa:
X = z DS +  X = .67126+489 =573.4

37
Esercizio 5
Un test di linguaggio è stato somministrato a bambini dai 4 ai 5
anni di età e sono stati conseguiti i seguenti punteggi grezzi:
Punteggi grezzi Frequenza
8 5
10 6
12 8
15 4
18 3
21 3
28 1
34 2
38 2
45 1
Sapendo che la distribuzione qui riportata non si approssima
alla curva normale, calcolare i punti T corrispondenti ai punteggi
grezzi pari a 10, 21, 28, 34 e 45.

SOLUZIONE 5
X f fc RP RP ar. area a-b Punti T
valore
segno assoluto z norm. ar.
8 5 5
10 6 11 22.85 23 - 0.27 -0.74 42.6 43
12 8 19
15 4 23
18 3 26
21 3 29 78.57 79 + 0.29 0.81 58.1 58
28 1 30 84.28 85 + 0.35 1.04 60.4 60
34 2 32 88.57 89 + 0.39 1.23 62.3 62
38 2 34
45 1 35 98.57 99 + 0.49 2.33 73.3 73

Esercizio 6
Un test di intelligenza con attendibilità pari a .90 è
stato somministrato ai seguenti alunni:
Marco: QI di deviazione = 104
Viola: QI di deviazione = 72
Alessio: QI di deviazione = 84

Calcolare, per ogni punteggio, l’intervallo di


confidenza con percentuale di errore del 5%

38
Soluzioni 6
calcolo Errore Standard di Misura:
ESmis  DS  (1  r)  15  (1  .90 )  4.74

calcolo l’intervallo di confidenza al 95%:


punteggio ponderato ± 1.96ESmis

Marco: 104 ± 1.964.74  104 ± 9  da 95 a 113


Viola: 72 ± 9  da 63 a 81
Alessio: 84 ± 9  da 75 a 93

Esercizio 7

Due soggetti A e B, in un test di abilità verbale,


ottengono i seguenti punteggi A=21 e B=15.
Sapendo che la varianza del test è uguale a 10 e che
il suo coefficiente di affidabilità è uguale a 0.81.
Stabilire se i punteggi sono statisticamente diversi
ponendo alpha=.05.

Soluzioni 7
Test della differenza tra due punteggi
Calcolo l’errore standard della differenza tra due punteggi

DS diff  DS 2  rxx  rxx  3.2 2  .81  .81  1.98

Una differenza
d ff significativa
f (p=.05)
( ) richiede
h d
almeno: 1.98 1.96  3.88

21-15= 6 i due punteggi sono quindi diversi

39
Soluzioni 7
Intervalli di confidenza

Calcolo l’errore standard dei punteggi

DSmis  DS 1  rxx  3.2 1  .81  1.41

C l l iintervalli
Calcolo t lli di confidenza
fid

12.24
punteggio  1.96  DSmis  15  2.76
17.76
18.24
punteggio  1.96  DSmis  21  2.76
23.76

Esercizio 8

Si ipotizzi che un test di 18 item, con un


coefficiente di attendibilità pari a .70, venga
portato a 45 item. Quale sarà il suo nuovo
coefficiente di attendibilità?

Soluzioni 8
Utilizzo la formula profetica di Spearman-
Brown:
n  rXY
rSB 
1  (n  1)  rXY
rxy=coefficiente di attendibilità del test originario

n=è il rapporto tra numero di item della versione


ipotetica e numero di item della versione originale;

2.5  0.70
n
45
 2 .5 rSB   0.853
18 1  (2.5  1)  0.70

40
Esercizio 9

Un test di 25 item ha un coefficiente di


affidabilità pari a .60 e si desidera portarlo a
.90. Quanti item paralleli è necessario
aggiungere al test?

Soluzioni 9
Dalla formula profetica di Spearman-Brown derivo n:
rnXX 1  rXX 
n
rXX 1  rnXX 
rnXX=coefficiente di attendibilità che si desidera ottenere

rXX=coefficiente di attendibilità del test originario


g

0.901  0.60
n 6
0.601  0.90 

25  6  150 Numero item del nuovo test


150  25  125 Numero item da aggiungere

Esercizio 10

Un test di 50 item, con un coefficiente di


attendibilità di .82, viene ridotto a 30 item. Quale
diviene il suo nuovo coefficiente di attendibilità

41
Soluzioni 10
Utilizzo la formula profetica di Spearman-Brown:

0.6  0.82
n
30
 0 .6 rSB   0.73
50 1  (0.6  1)  0.82
1

Esercizio 11
Due ricercatori valutano indipendentemente il disegno della figura umana fatto da un
bambino di 7 anni, in relazione ai seguenti aspetti, ottenendo i risultati riportati qui
sotto:

Caratteristica Valutatore A Valutatore B

Presenza di particolari No No
nell’abbigliamento
Presenza delle mani Sì Sì
Presenza delle orecchie Sì Sì
Presenza di uno o più No Sì
indicatori di genere
Rapporto adeguato No Sì
testa/corpo

Esercizio 11

Valutatore B
SI NO Totale

SI 2 0 2
Valutatore A
NO 2 1 3
4 1 5

42
Soluzione 11
Po (Pc) SI NO Totale

SI 0.4 (0.32) 0 0.4

NO 0.4 0.2 (0.12) 0.6


0.8 0.2 1

P o  0 .4  0 .2  0 .6 Pc  0.32  0.12  0.44


Po  Pc 0.60  0.44
k   0.285;
1  Pc 1  0.44

P c 0 . 44
MIN       . 785
1  P c 1  0 . 44
MAX  1

Classificazione test
I test possono essere classificati in base alla natura
del costrutto che si propongono di misurare

Test massima Test tipica performance


performance (cognitivi) (non cognitivi)
Valutano abilità raggiunte o Valutano le preferenze o i
potenziali comportamenti abituali
Intelligenza (WAIS-R, WISC-III) (personalità e
Capacità specifiche (PROVE MT)
Neuropsicologiche (MMSE)
atteggiamenti)

Proiettivi Non proiettivi


(Rorschach) (MMPI-2)

PROVA MT

43
MMPI-2

TAVOLA RORSCHACH

Altri criteri di classificazione:


1.Tipo di risposta: selezione o produzione di risposte
2.Tipo di item: verbali o non verbali
3. Grado di “ufficialità” del test: standardizzato o informale
4. Modalità di somministrazione: individuale o collettiva
5 Presenza o meno di limiti di tempo: di velocità o di potenza
5.
6. Grado di oggettività delle modalità di scoring: oggettive o
soggettive

44
WISC-III
(WECHSLER INTELLIGENCE SCALE FOR CHILDREN) TERZA EDIZIONE

CARATTERISTICHE GENERALI:
La WISC fu creata da David Wechsler nel 1949 originariamente come estensione verso
il basso della Wechsler Adult Intelligence Scale. Furono poi realizzate nuove versioni:
la WISC-R nel 1974 e la WISC-III nel 1991.
E’ uno strumento clinico e diagnostico per la valutazione delle abilità intellettuali di
bambini dai 6 ai 16 anni e 11 mesi
La somministrazione è individuale
Il tempo richiesto per la somministrazione di tutta la Scala è circa 70 minuti
Il Quoziente di Intelligenza viene calcolato come Quoziente di deviazione
La versione utilizzata attualmente in Italia (WISC-III) è stata standardizzata nel 2006 da
Arturo Orsini e Laura Picone su un campione di 2200 soggetti suddivisi in 11 gruppi di
età compresatra i 6 e i 16 anni: 200 soggetti per ciascun gruppo, 100 maschi e 100
femmine.

COMPOSIZIONE DELLA SCALA


La WISC-III è composta da 13 subtest divisi in due gruppi:

SUBTEST VERBALI SUBTEST DI PERFORMANCE


2) Informazione 1) Completamento di figure
4) Somiglianze 3) Cifrario
6) Ragionamento aritmetico 5) Riordinamento di storie figurate
8) Vocabolario 7) Disegno con i cubi
10) Comprensione 9) Ricostruzione di oggetti
12) Memoria di cifre ª 11) Ricerca di simboli b
13) Labirinti ª

ª Subtest Supplementare
b Subtest Opzionale
* Il numero che precede i vari subtest indica la loro posizione nell’ordine di
somministrazione (alternando una prova della Scala Verbale ad una prova della
Scala di Performance)

CALCOLO DEL PUNTEGGIO


L’esecuzione di ciascuno dei subtest della Scala dà luogo ad un
punteggio grezzo, assegnato secondo i criteri forniti dal manuale, che
viene trasformato in un punteggio ponderato per età attraverso il
riferimento ad una distribuzione normale con M=10 e DS=3
I punteggi scalari vengono poi convertiti, attraverso apposite tabelle, nei
rispettivi QI di deviazione con M=100 e DS=15.

La p
prestazione del bambino è valutata mediante 3 p
punteggi
gg compositi:
p
Punteggio Verbale: somma dei 5 punteggi ponderati della Scala Verbale
che corrisponde ad un Quoziente Intellettivo Verbale (QIV).
Punteggio di Performance: somma dei 5 punteggi ponderati della Scala
di Performance che corrisponde ad un Quoziente Intellettivo di
Performance (QIP).
Punteggio Totale: somma del Punteggio Verbale e del Punteggio di
Performance che corrisponde al Quoziente Intellettivo Totale (QIT).

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Subtest
Completamento di figure-CF
DESCRIZIONE: Comprende una serie di immagini a colori, rilegate nel Libretto delle tavole-
stimolo, riguardanti scene ed oggetti comuni ad ognuna delle quali manca un elemento
importante che il bambino deve identificare, nominandolo od indicandolo con il dito. Il tempo
limite di ogni risposta è di 20 secondi.
SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO
regola di interruzione: cinque insuccessi consecutivi.
Punti di inizio:
Età: 6-16 item di esempio
Età: 6-7 item 1
Età: 8-9 item 5
Età: 10-13 item 7
Età: 14-16 item 11

Dagli 8 ai 16 anni è necessario somministrare gli item precedenti in ordine inverso di sequenza
dopo l’insuccesso in entrambi i primi due item somministrati fino a quando il soggetto non ottiene
due risposte esatte consecutive (contando anche l’item di partenza).
Il subtest consente di valutare le capacità di concettualizzazione e riconoscimento visivo, di
analisi e di organizzazione di stimoli percepiti entro limiti di tempi. La prestazione in questa prova
è influenzata dalle capacità di attenzione e di concentrazione e dal grado di familiarità con gli
oggetti di uso comune presentati. Un buon risultato nel test indica normali capacità di
riconoscimento percettivo; un punteggio basso, di solito, deficit intellettivi o percettivi.

Subtest
informazioni - IN
DESCRIZIONE: Comprende una serie di domande orali che saggiano la conoscenza del
bambino circa eventi comuni, oggetti, luoghi e persone.
SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO:
Punti di inizio:
Età: 6-7 item 1
Età: 8-10 item 5
Età: 11
11-13
13 item 8
Età: 14-16 item 11
Dagli 8 ai 16 anni è necessario somministrare gli item precedenti in ordine inverso di
sequenza dopo l’insuccesso in entrambi i primi due item somministrati finché il bambino non
ottiene due punteggi pieni consecutivi (contando anche l’item del punto di inizio).
Il subtest consente di valutare le conoscenze e gli interessi del soggetto, la sua capacità di
assorbire e ritenere informazioni dall’ambiente circostante e di richiamarle al momento. La
prova è un buon indice del livello intellettivo e culturale dell’individuo nonché del suo
adattamento ambientale (il risultato in questo test risente dell’ambiente di provenienza e del tipo
di educazione ricevuta). Un punteggio basso può essere indice di deficit intellettivo o di
svantaggio culturale. Ulteriori informazioni offerte dalla prova sono relative al grado di curiosità
mentale, alla capacità di comprensione, di pensiero associativo e memoria a lungo termine.

Subtest
Cifrario - CR

DESCRIZIONE: Comprende una serie di forme geometriche semplici (Cifrario A) o numeri


(Cifrario B) ognuno accoppiato ad un semplice simbolo. Il bambino deve tracciare il simbolo
all’interno della forma corrispondente (Cifrario A) o sotto il numero corrispondente (Cifrario B):

SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO:
Punti di inizio:
Età: 6-7 anni Cifrario A
Età: 8 o più anni Cifrario B

La prova richiede destrezza visuo-motoria, coordinazione dei movimenti della mano, velocità,
accuratezza e capacità di mantenere l’attenzione. Punteggi alti al subtest indicano, di solito,
integrità neuropsicologica e capacità di attuare nuovi apprendimenti, mentre risultati bassi
sono indicativi di ritardo mentale, deficit psicomotori o forme di patologia organica.

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Subtest
Somiglianze - SO

DESCRIZIONE: Comprende una serie di coppie di parole stimolo presentate oralmente, in


relazione alle quali il bambino deve spiegare le somiglianze tra gli oggetti o i concetti comuni
che esse rappresentano.

SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO:
Punti di inizio
Età 6-16
Età: 6 16 it
item di esempio
i
Per tutte le età: item 1

Questo subtest misura le abilità di pensiero concreto ed astratto e richiede la capacità di


individuare le caratteristiche comuni fra gli elementi e di organizzarli secondo relazioni
funzionali, la capacità di memoria a lungo termine e la padronanza verbale. A volte fattori
emotivi possono inibire le risposte abbassando il punteggio alla prova.

Subtest
Riordinamento di storie figurate - SF
DESCRIZIONE: Comprende una serie di cartoncini con le figure a colori, presentati in un
ordine confuso, ma predefinito, che il bambino deve riordinare secondo la sequenza logica di
una storia.
SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO: ogni item è numerato per consentirne l’applicazione in
altri Paesi europei, ed ogni immagine ha un codice numerico con dei pallini per indicare
l’ordine esatto di disposizione. Il codice della risposta corretta è una serie numerica “1 2 3 “. I
limiti di tempo sono specificati per ciascun item.
Punti di inizio:
Età 6-16
6 16 item di esempio
Età 6-8 item 1
Età 9-16 item 3
Se un soggetto di età compresa tra i 9 ed i 16 anni non ottiene 2 o più punti al primo item
somministrato (item 3) si procede a somministrare gli item 1 e 2 continuando, poi, fino al
raggiungimento del criterio di interruzione.
Questa prova, che richiede le abilità di cogliere ed organizzare visivamente dei dati in una
situazione di insieme, è considerata da Wechsler una buona misura dell’intelligenza non
verbale in quanto punteggi alti sono segno di capacità di pianificazione cognitiva e di
adattamento alle situazioni sociali, mentre punteggi bassi rilevano difficoltà intellettive o
percettive.

Subtest
Ragionamento aritmetico - RA
DESCRIZIONE: Comprende una serie di problemi aritmetici presentati oralmente che il bambino
deve risolvere mentalmente. Le figure degli item da 1 a 5 sono raccolte nel Libretto delle tavole-
stimolo, mentre le domande per gli item da 19 a 24 sono presentate su cartoncini separati.

SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO: limiti di tempo sono specificati per ciascun item.


Punti di inizio:
Età 6 item 1
Età 7-8 item 6
Età 9-12 item 12
Età 13-16 item 14
Se un bambino di età compresa tra i 7 ed i 16 anni non ottiene un punteggio pieno ai primi due item
somministrati, bisogna fargli fare gli item precedenti in successione inversa finché non ottiene due
punteggi pieni consecutivi (contando l’item di partenza).
Questo subtest richiede molte abilità di ragionamento generale e numerico:capacità di utilizzare i
concetti astratti di numero e di operazione numerica per risolvere problemi matematici che si
presentano nella vita quotidiana, di operare mentalmente sui dati del problema, di recepire con
immediatezza le istruzioni verbali. Il buon rendimento in questa prova è influenzato dalla prontezza
mentale del soggetto e dalla capacità di attenzione e concentrazione.

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Subtest
Disegno con cubi
DESCRIZIONE: Comprende una serie di modelli geometrici bidimensionali modellati o stampati
su cartoncini nel Libretto delle tavole-stimolo (per gli item da 3 a 12) che il bambino deve
riprodurre usando cubi con due facce rosse, due bianche e due bianche e rosse.
SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO:
Punti di inizio:
Età 6-7 disegno 1
Età 8-16 disegno 3
Se un bambino di età compresa tra gli 8 ed i 16 anni non supera la prima prova dell’item 3,
bisogna somministrare la seconda e poi, senza tener conto dell’esito di questa, gli item 1 e 2
prima di passare all’item 4.

Le abilità implicate in questa prova di natura visuo-motoria sono quelle relative alla
concettualizzazione non verbale, al pensiero concreto ed astratto, alla pianificazione ed
organizzazione generale. Il subtest è molto sensibile alle caratteristiche emozionali del
soggetto, tanto che punteggi bassi possono dipendere, oltre che da limiti intellettivi e da deficit
percettivo-motori, da insicurezza o da un atteggiamento rinunciatario ed in molti casi indicare la
presenza di patologia organica.

Subtest
Vocabolario - VC
DESCRIZIONE: Comprende una serie di parole presentate oralmente di cui il bambino deve
dare la definizione.
SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO:
Punti di inizio:
Età 6-8 item 1
Età 9-10 item 3
Età 11-13
11 13 item 5
Età 14-16 item 7
Se un bambino di età compresa tra i 9 ed i 16 anni non ottiene punteggio pieno ai primi due
item somministrati, bisogna fargli fare gli item precedenti in successione inversa, finché non
raggiunge due punteggi pieni consecutivi (contando il primo item somministrato).
Il subtest viene considerato più una prova di ragionamento verbale che di semplice
conoscenza di vocaboli ed è indicativa del grado di apprendimento verbale accumulato dal
soggetto e delle sue conoscenze legate innanzitutto alle acquisizioni dovute all’ambiente
familiare e poi a quelle derivanti dall’ambiente scolastico. Punteggi alti in questa prova sono
tipici dei soggetti dotati e dei perfezionisti, punteggi bassi, invece, dei soggetti con deficit
intellettivo o culturalmente svantaggiati o con disturbi emozionali (alcuni vocaboli possono
indurre risposte significative dal punto di vista clinico).

Subtest
Ricostruzione di oggetti - RO
DESCRIZIONE: comprende una serie di puzzle (6 incluso l’esempio) rappresentanti oggetti
comuni, ognuno presentato in una configurazione standard, ed i cui pezzi il bambino deve
assemblare per formare un insieme significativo.
SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO: Lo schermo di disposizione dei pezzi da accostare è
nella WISC-III in posizione verticale e senza sostegno per facilitare la somministrazione del
test. I limiti di tempo sono specificati per ciascun item.
Punti di inizio:
Età 6-16 item di esempio
Per tutte le età somministrare tutti gli item.

Questo subtest misura l’abilità di strutturare un insieme significativo partendo da elementi


isolati da mettere in relazione gli uni agli altri. Buoni punteggi alla prova riflettono la capacità
di cogliere percettivamente gli indizi utili alla ricostruzione e di organizzarli in strutture
significative, mentre bassi punteggi indicano deficit di tipo percettivo o cognitivo. L’ansia ed i
disturbi emotivi tendono a ridurre la prestazione al subtest.

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Subtest
Comprensione - CO

DESCRIZIONE: Comprende una serie di domande presentate oralmente che riguardano la


soluzione di problemi quotidiani o la comprensione di regole sociali e concetti da parte del
bambino.
SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO: 8 degli item richiedono, per ottenere punteggio
pieno, due risposte da parte del bambino
Punti di inizio:
Età 6-16
6 16 item 1

Il subtest valuta le capacità di acquisire informazioni utili dalla vita quotidiana e di saperle
appropriatamente utilizzare. Le risposte sono influenzate dall’ambiente sociale e culturale del
soggetto, ma sono anche indice di un buono o scarso adattamento affettivo.

Subtest
Memoria di cifre - MC

DESCRIZIONE: Comprende una serie di sequenze di numeri presentate oralmente che il


bambino ripete nello stesso ordine per le Cifre in Avanti e nell’ordine inverso per le Cifre
all’Indietro.

SOMMINISTRAZIONE E PUNTEGGIO:

Punti di inizio:
Età 6-16 item 1 Memoria in avanti
Età 6-16 item di esempio Memoria all’indietro

La prova valuta le capacità del soggetto di mantenere vigile l’attenzione e di indirizzarla e


mantenerla concentrata sulle attività desiderate e fornisce indicazioni sui meccanismi di
recezione, sintesi e riorganizzazione delle informazioni, sull’integrità delle componenti
neuropsicologiche connesse con la memoria a breve termine, sulle sindromi organiche, sulle
abilità cognitive di base e sugli stati ansiosi.

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