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SCIENZA E RELIGIONE NEL DIBATTITO INTORNO ALLEVOLUZIONE

E IL PROGETTO INTELLIGENTE
Rafael Pascual

Ateneo Pontificio Regina Apostolorum - Roma


rpa@legionaries.org
http://www.upra.org

ABSTRACT
In questo lavoro cercher di chiarire lo statuto epistemico della proposta del proget-
to intelligente (Intelligent Design). Questo pu essere considerato una versione ag-
giornata di una delle classiche vie della dimostrazione razionale dellesistenza di Di-
o, in particolare la cosiddetta quinta via. Come tale, questa proposta sembra non
essere n scientifica n propriamente teologica, ma si trova piuttosto ad un livello
razionale-filosofico. Allo stesso tempo, bisogna ammettere che la negazione dello
scopo nei processi biologici ed evolutivi si trova anche sul piano filosofico, non in
quello scientifico. Si auspica di riconoscere questa situazione e di riformulare il di-
battito nel suo livello adeguato. Sul livello della discussione, altrettanto sbagliato

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trascurare la controversia come screditare loppositore. Sul livello epistemico, un
errore presentare il progetto intelligente come una alternativa scientifica rispetto la

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teoria scientifica dellevoluzione; mentre dovrebbe essere invece considerato
unalternativa genuina e seria allideologia quasi-filosofica dellevoluzionismo.

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In this work Ill try to clarify the epistemic status of the Intelligent Design proposal.
It can be considered an updated version of one of the classical ways to demonstrate
the existence of God, in particular the so-called fifth way. As such, it seems to be
neither scientific nor properly theological, but rather a proposal at a rational-
philosophical level. At the same time, it must also be made clear that the negation of
purpose in evolutionary biological processes is similarly a philosophical position,
not a scientific one. I propose to acknowledge this state of affairs and to reframe the
debate at its proper level. On the argumentative level, its just as wrong to neglect
the controversy as to discredit the opponent. On the epistemic level, it is a mistake to
present Intelligent Design as a scientific replacement for the scientific theory of
evolution; it should be considered instead a genuine and serious alternative to the
quasi-philosophical ideology of evolutionism.

Keywords: epistemologia, evoluzione, progetto intelligente, esistenza di Dio.

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1. Cos il progetto intelligente o intelligent design?

Il cosiddetto progetto intelligente presentato in molti casi dai suoi sostenitori


come unalternativa seria alle teorie dellevoluzione che negano il finalismo nei pro-
cessi evolutivi dei viventi. Alcuni arrivano al punto di proporre questa dottrina come
unalternativa scientifica alla teoria dellevoluzione, cosicch dovrebbe essere inse-
gnata come sua legittima antagonista1.
Ci sono invece altri autori che lo vedono come una specie di versione aggiornata
della quinta via, fondata sullordine e lo scopo nelluniverso. Ma in questo caso, bi-
sogna chiarire che, sebbene non di carattere scientifico, nemmeno da considerarsi
come di carattere propriamente religioso, ma piuttosto filosofico, e per questo
nellordine della ragione, e non della fede.
Possiamo qui ricordare questa famosa argomentazione proposta da Tommaso
dAquino (1225-1274) come una delle vie per dimostrare lesistenza di Dio:
La quinta via si desume dal governo delle cose. Noi vediamo che alcune co-
se, le quali sono prive di conoscenza, cio i corpi fisici, operano per un fine,
come appare dal fatto che esse operano sempre o quasi sempre allo stesso
modo per conseguire la perfezione: donde appare che non a caso, ma per una
predisposizione raggiungono il loro fine. Ora, ci che privo dintelligenza
non tende al fine se non perch diretto da un essere conoscitivo e intelli-

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gente, come la freccia dallarciere. Vi dunque un qualche essere intelligen-
te, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine: e questessere
chiamiamo Dio2.

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Ma questo argomento cos attuale che possiamo vedere come diversi autori con-
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temporanei, inclusi degli scienziati, lo hanno chiamato in causa. Forse uno degli e-
sempi pi chiari e conosciuti quello di Albert Einstein (1879-1955), il quale, in una
lettera a Maurice Solovine, si esprimeva cos:
Vi sembrer strano che io consideri lintelligibilit del mondo [] come un
miracolo o un mistero eterno. Ma [], a priori, ci dovremmo aspettare un
mondo caotico; questo, invece, comprensibile dalla nostra intelligenza or-
dinatrice []. Questo miracolo si manifesta in modo sempre pi evidente a
mano a mano che si sviluppano le nostre conoscenze3.
E ancora, in un altro noto testo,
Quello che c, nel mondo, di eternamente incomprensibile, che esso sia
comprensibile4.

1
Si veda, per esempio, Harris W.S. - Calvert J.H., Intelligent Design. The Scientific Alterna-
tive to Evolution, in The National Catholic Bioethics Quarterly 3 (2003), pp. 531-561.
2
Tommaso dAquino, La somma teologica, Salani, Firenze, 1964, vol. I, p. 186.
3
Einstein A., Lettres Maurice Solovine, Gauthier-Villars, 1956, p. 115; testo italiano preso
da Chauvin R., La biologia dello spirito. Lo sviluppo degli esseri viventi al di l di ogni evo-
luzionismo, San Paolo, Milano, 1995, p. 7.
4
Einstein A., in The journal of the Franklin Institute, vol. 221, n. 3, marzo 1936.

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significativo il fatto che anche Papa Benedetto XVI abbia accennato allo stesso
argomento nel suo famoso discorso nellUniversit di Ratisbona:
La moderna ragione propria delle scienze naturali, con lintrinseco suo ele-
mento platonico, porta in s, come ho cercato di dimostrare, un interrogativo
che la trascende insieme con le sue possibilit metodiche. Essa stessa deve
semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispon-
denza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come
un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda
sul perch di questo dato di fatto esiste e deve essere affidata dalle scienze
naturali ad altri livelli e modi del pensare alla filosofia e alla teologia5.

2. Lo status quaestionis

Il problema risiede nel fatto che spesso non si distinguono bene i diversi livelli
che sono in gioco, soprattutto tra quello scientifico e quello filosofico, sia riguardo
ai sostenitori della teoria dellevoluzione (che confondono evoluzione ed evoluzioni-
smo), sia quelli che propongono il progetto intelligente.
Bisogna invece distinguere i piani, sebbene senza separarli del tutto, perch vero
che esiste una qualche relazione tra loro.

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In ogni caso, la questione del finalismo, sia per quelli che lo escludono, sia per
quelli che lo sostengono, non si trova sul piano propriamente scientifico, ma piutto-

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sto su quello filosofico, per cui bisogna trattarlo in tale sede.

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3. Quale sarebbe, in sintesi, la posizione della Chiesa Cattolica al riguardo

In primo luogo, la Chiesa prende atto dello stato dellarte della scienza. Essa in-
tende rispettare lautonomia propria della scienza e la sua competenza nel proprio
ambito, e cerca di evitare quello che potrebbe considerarsi uninvasione di campo.
Nei suoi interventi, si esprime su quello che appartiene alla sua missione specifica,
nellambito della propria competenza.
Riguardo il tema del nostro studio, la Chiesa, in linea di principio, non vede che ci
sia conflitto tra la teoria scientifica dellevoluzione (correttamente intesa, cio ap-
punto come teoria scientifica, e non come ideologia o concezione filosofica che in-
tenda negare la causalit divina, o il finalismo, o che intenda sostenere il materiali-
smo) e la dottrina della creazione. Infatti, come diceva Giovanni Paolo II,
non creano ostacoli una fede rettamente compresa nella creazione o un inse-
gnamento rettamente inteso dellevoluzione: levoluzione infatti presuppone
la creazione; la creazione si pone nella luce dellevoluzione come un avve-

5
Benedetto XVI, Discorso alla comunit accademica dellUniversit di Ratisbona, 12 set-
tembre 2006.

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nimento che si estende nel tempo - come una creatio continua - in cui Dio
diventa visibile agli occhi del credente come Creatore del cielo e della terra6.
In modo simile si era espresso nel suo tempo lallora Card. Joseph Ratzinger, quan-
do era ancora arcivescovo di Monaco di Baviera:
Non possiamo dire: creazione o evoluzione. La formula esatta creazione ed
evoluzione, perch le due cose rispondono a due domande diverse. Il raccon-
to della polvere della terra e dellalito di Dio, non ci narra infatti come
luomo ha avuto origine. Esso ci dice che cosa egli . Ci parla della sua ori-
gine pi intima, illustra il progetto che sta dietro di lui. Viceversa, la teoria
dellevoluzione cerca di individuare e descrivere dei processi biologici. Non
riesce invece a spiegare lorigine del progetto uomo, a spiegare la sua deri-
vazione interiore e la sua essenza. Ci troviamo perci di fronte a due que-
stioni che si integrano, non si escludono7.
In modo simile si espresso di recente, gi come Papa Benedetto XVI, per cui pu
presumersi la continuit del suo pensiero al riguardo:
Vedo attualmente in Germania, ma anche negli Stati Uniti, un dibattito abba-
stanza accanito tra il cosiddetto creazionismo e levoluzionismo, presentati
come fossero alternative che si escludono: chi crede nel Creatore non po-

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trebbe pensare allevoluzione e chi invece afferma levoluzione dovrebbe e-
scludere Dio. Questa contrapposizione unassurdit, perch da una parte ci
sono tante prove scientifiche in favore di unevoluzione che appare come

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una realt che dobbiamo vedere e che arricchisce la nostra conoscenza della
vita e dellessere come tale. Ma la dottrina dellevoluzione non risponde a
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tutti i quesiti e non risponde soprattutto al grande quesito filosofico: da dove
viene tutto? e come il tutto prende un cammino che arriva finalmente
alluomo?8.
Infatti, quello che interessa la Chiesa in questo dibattito soprattutto il fatto che
chiamata in causa la concezione delluomo. Nei suoi recenti insegnamenti al riguar-
do si sottolinea che luomo non esiste per caso, ma il frutto di un disegno di Dio,
ed stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Il suo destino eterno. Da que-
sto deriva la sua dignit, la sua libert e la sua responsabilit. Luomo proprio
lunica creatura nel mondo visibile che Dio abbia voluto per se stessa9. Ma tutto
questo non vuol dire che non ci sia un posto per il caso nei processi naturali. Infatti,
come stato segnalato in un recente documento della Commissione Teologica Inter-
nazionale:

6
Giovanni Paolo II, Retta fede nella creazione, retto insegnamento dellevoluzione. Discorso
al simposio Fede ed evoluzione, 26 aprile 1985.
7
Ratzinger J., Creazione e peccato, Paoline, Milano 1987, pp. 40-41.
8
Benedetto XVI, incontro con il Clero di Belluno-Feltre e Treviso, 24 luglio 2007.
9
Giovanni Paolo II, Udienza generale, 16 gennaio 1980; cfr. Concilio Vaticano II, Gaudium
et Spes, n. 24.

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Secondo la concezione cattolica della causalit divina, la vera contingenza
nellordine creato non incompatibile con una Provvidenza divina intenzio-
nale. La causalit divina e la causalit creata differiscono radicalmente in na-
tura e non soltanto in grado. Quindi, persino lesito di un processo naturale
veramente contingente pu ugualmente rientrare nel piano provvidenziale di
Dio per la creazione10.
Nemmeno questo qualcosa di nuovo nella riflessione dispirazione cristiana. Infatti
era gi riconosciuto da Tommaso dAquino nel lontano secolo XIII:
Effetto della divina Provvidenza non soltanto che una cosa avvenga in un
modo qualsiasi; ma che avvenga in modo contingente, o necessario. Perci
quello che la divina Provvidenza dispone che avvenga infallibilmente e ne-
cessariamente, avviene infallibilmente e necessariamente; quello che il piano
della divina Provvidenza esige che avvenga in modo contingente, avviene in
modo contingente11.

4. Una proposta di soluzione

Il problema dei sostenitori del cosiddetto intelligent design si trova nella confu-

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sione dei piani. Non si pu presentare come scientifica unargomentazione piuttosto
di carattere filosofico. Infatti, come fa notare acutamente Stanley Jaki, in un suo re-
cente articolo al riguardo,

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Come hanno fatto tante altre persone prima di lui, dotate delle migliori in-
tenzioni, anche Behe ha tentato di combattere una battaglia che filosofica
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usando metodi scientifici. Il cattivo modo di filosofare che si trova dapper-
tutto nellideologia darwinista pu essere sconfitto soltanto filosoficamen-
te12.
E cos, lapidariamente, ai sostenitori del progetto intelligente sentenzia:
Those who try to save purpose through science [] are barking up the
wrong tree13.
Ma, in modo simile, da parte dei sostenitori dellevoluzione, bisogna non confon-
dere il piano strettamente scientifico dalle questioni di carattere filosofico, come
quella appunto del finalismo nei processi evolutivi. Altrimenti c anche qui il peri-
colo di cadere in una posizione di carattere ideologico, che pu arrivare ad una spe-
cie di fondamentalismo di segno opposto a quello dei cosiddetti creazionisti, com-
mettendo lo stesso errore di questi, cio una specie di monismo epistemologico, che

10
Commissione Teologica Internazionale, Comunione e servizio, n 69.
11
Tommaso dAquino, Summa Theol. I, 22, 4 ad 1.
12
Jaki S.L., Intelligent Design?, Real View Books, Port Huron, MI, 2005, pp. 22-23 (tradu-
zione nostra).
13
Jaki S.L., Intelligent Design?, p. 27. Possiamo tradurre il testo cos: quelli che cercano di
salvare il finalismo attraverso la scienza si sbagliano di grosso.

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non riconosce che ci sono diversi livelli di conoscenza. Daltra parte, se si prende
levoluzione come teoria scientifica, bisogna trattarla come tale, cio esaminare qual
il suo valore, confrontarla con i dati a disposizione, riconoscere i suoi limiti e i
problemi ancora irrisolti, come succede in qualsiasi altra teoria che si vanti di essere
proprio scientifica; altrimenti, come abbiamo detto, si cade in una posizione ideolo-
gica, dogmatica, con una pretesa di un carattere indiscutibile e definitivo non giusti-
ficabili. Questo ci porta a chiamare lattenzione al fatto che, da una parte, non lo
stesso evoluzione e darwinismo, e dallaltra, come allinterno del darwinismo ci sia-
no alcuni elementi di carattere e valore scientifico ed altri invece di tipo filosofico
oppure ideologico. Parlando pi in generale, bisogna non confondere la scienza con
lo scientismo, che anchesso unideologia.
Daltra parte, sebbene si fa grande eco degli scienziati evoluzionisti che su dichia-
rano apertamente agnostici e atei (come Richard Dawkins, per fare il nome del pi
noto e pi spinto di loro) non mancano altri che non hanno difficolt a dichiararsi
credenti, come ha fatto di recente Francis S. Collins (1950-), direttore del Human
Genome Project, e uno dei pi importanti scienziati del mondo contemporaneo. Nel
suo libro The Languaje of God 14 Collins parla di unevoluzione teistica, secondo la
quale Dio avrebbe creato luniverso e si sarebbe servito dellevoluzione per creare
lessere umano. Questo richiamo ad un Dio trascendente lo troviamo anche in altri
scienziati di diversi ambiti del sapere, come lastrofisico pionieristico Alan Sandage

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(1926-), il quale, dopo molti anni di dichiarato agnosticismo, alla fine riconosce che
il mondo, come lo conosciamo, non pu spiegarsi da s stesso:

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The world is too complicated in all its parts and interconnections to be due to
chance alone. I am convinced that the existence of life with all its order in
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each of its organisms is simply too well put together. Each part of a living
thing depends on all its other parts to function. How does each part know?
How is each part specified at conception? The more one learns of biochemis-
try the more unbelievable it becomes unless there is some type of organizing
principle15.
In modo simile, anche il famoso Fred Hoyle (1915-2001), uno dei pi grandi a-
strofisici del secolo XX, essendosi dichiarato anche lui un agnostico, non poteva
meno di riconoscere che sarebbe incredibile vedere un universo cos tanto ben ac-
cordato [fine-tuned] senza che ci sia un Dio che labbia fatto. Il caso di Hoyle, con-
cretamente riguardo la questione dellorigine della vita, assai significativo. Infatti,
Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe (1939-), nel libro Evolution from Space
(1981), sostengono limprobabilit del sorgere della vita a partire del brodo primor-
diale. Hoyle si serv di due immagini molto eloquenti: Lorigine della vita da un ca-
suale miscuglio di elementi sarebbe cos probabile quanto il montaggio di un Boeing

14
Cf. Collins F.S., The Language of God: A Scientist Presents Evidence for Belief, Free
Press, 2006.
15
Sandage A., A Scientist Reflects on Religious Belief, Truth, Vol. 1 (Dallas: Truth Incor-
porated, 1985), p. 54.

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747 da parte di un tornado che attraversasse un deposito di rottami. Ovviamente si
suppone che questo Boeing dovrebbe essere anche funzionante:
A junkyard contains all the bits and pieces of a Boeing-747, dismembered
and in disarray. A whirlwind happens to blow through the yard. What is the
chance that after its passage a fully assembled 747, ready to fly, will be
found standing there?16.
Daltra parte, Hoyle paragon la probabilit di ottenere per caso una singola pro-
teina funzionale per combinazione casuale di aminoacidi con il sistema solare pieno
di uomini ciechi cercando simultaneamente di risolvere il cubo di Rubik. La conclu-
sione di Hoyle era abbastanza logica: Lorigine delluniverso, come la soluzione
del cubo di Rubik, richiede unintelligenza17. Possiamo concludere con la testimo-
nianza di un altro scienziato convertito: lastronomo Robert Jastrow, il quale fini-
sce cos il suo libro God and the Astronomers del 1978:

Per lo scienziato che ha vissuto fidando nel potere della ragione, la storia fi-
nisce come un incubo. Egli ha scalato le montagne dellignoranza; giunto
al punto di conquistare il picco pi alto e finalmente, nel raggiungere
lultima vetta, viene salutato da un gruppo di teologi che si trovavano l se-
duti da secoli18.

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16
Hoyle F., The Intelligent Universe, (New York: Holt, Rinehart and Winston, 1983), p. 19.
17
Hoyle F., The Intelligent Universe, p. 189.
18
Jastrow R., God and the Astronomers, W.W. Norton & Company, 1992, p.107. La tradu-
zione allitaliano nostra. Ecco il testo originale inglese: For the scientist who has lived by
his faith in the power of reason, the story ends like a bad dream. He has scaled the mountains
of ignorance; he is about to conquer the highest peak; as he pulls himself over the final rock,
he is greeted by a band of theologians who have been sitting there for centuries.

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