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22/02/2020

A) Conoscenza naturale e spontanea A) Conoscenza naturale e spontanea


(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

a) Importanza basilare della conoscenza empirica c) Nella conoscenza empirica, distinguere tra:
- per il suo carattere immediato (rapporto diretto con la realtà) - conoscenze primarie e fondamentali
- per il fatto di essere il fondamento di ogni altra conoscenza - conoscenze primitive ed ingenue (‘opinione’)
- così, è l’unico capace di assicurare l’oggettività della conos- d) Limiti della conoscenza empirica:
cenza
- manca di senso critico; non è conscio dei suoi limiti
b) Ma non contrapporre conoscenza empirica e conoscen- - ha un qualche valore oggettivo, sufficiente per la vita
za scientifica, giacché: ordinaria
- ogni conoscenza al di là di quella empirica la presuppone e si - ma è rozzo, inadeguato, parzialmente soggettivo, e anche
poggia su di essa (contro lo scientismo) spesso sbagliato
- ma la conoscenza umana non si esaurisce nella conoscenza - pericolo delle generalizzazioni e dei giudizi precipitati
empirica (contro il dadaismo epistemologico)
- dunque, non ogni conoscenza spontanea è ugualmente
valida, ma soltanto quella che si rivela primaria e fondamentale

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A) Conoscenza naturale e spontanea A) Conoscenza naturale e spontanea


(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

e) Carattere fondamentale della conoscenza empirica: f) Questione dell’errore dei sensi:


Essa è condizione di ogni altro tipo di conoscenza, giac- Qualche esempio tipico…
ché: «non si dà assolutamente esperienza in senso proprio Diffrazione, miraggi, …
se non quella immediatamente ottenuta attraverso i sensi.
[...] Non c’è e non ci può essere esperienza scientifica che
ne possa prescindere» (FM, p.94).
Infatti, «nessuna esperienza scientifica potrebbe essere
eseguita e neppure avrebbe senso, se non potessimo fon-
darci e fidarci sull’esperienza diretta dei nostri sensi» (ibid.,
p. 95).

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

f) Questione dell’errore dei sensi: f) Questione dell’errore dei sensi:


illusioni ottiche … illusioni ottiche …
Linee parallele? Circoli differenti? Quale linea è più lunga? Punti neri, grigi?

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A) Conoscenza naturale e spontanea A) Conoscenza naturale e spontanea


(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

f) Questione dell’errore dei sensi: f) Questione dell’errore dei sensi:


illusioni ottiche … illusioni ottiche … il gatto sale o scende?
Quadri squadrati?

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A) Conoscenza naturale e spontanea A) Conoscenza naturale e spontanea


(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 1. Conoscenza sensitiva
f) Questione dell’errore dei sensi: Gli effetti ottici...
illusioni ottiche … il treno entra o esce dal tunnel?

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)

1. Conoscenza sensitiva 1. Conoscenza sensitiva


Gli effetti ottici... Gli effetti ottici...

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A) Conoscenza naturale e spontanea A) Conoscenza naturale e spontanea


(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

f) Questione dell’errore dei sensi: f) Questione dell’errore dei sensi:


illusioni ottiche … qual è il vero colore del vestito? - questo non corrisponde alla natura dei sensi; non è ‘per
se’, ma solo ‘per accidens’, e per questo si può scoprire e
superare
- l’errore si dà propriamente nel giudizio dell’intelletto,
che giudica senza avere la sufficiente evidenza
- non c’è una ragione che ci permetta di dubitare della
conoscenza empirica in quanto tale (contro il dubbio carte-
siano)

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

g) Conoscenza delle realtà ‘meta-empiriche’: Esempio di conoscenza indiretta di una realtà fisica:
- soltanto possiamo avere concetti propri, intuitivi ed uni- Traccie di particelle subatomiche in una camera a bolle, un
voci delle realtà che sono alla portata della nostra conos- sensore o rivelatore ...
cenza empirica, perché tali concetti si formano soltanto
sulle cose che sono oggetto di esperienza diretta
- riguardo a quelle realtà (fisiche o meta-fisiche) che non
sono né diretta né indirettamente osservabili, soltanto pos-
siamo avere una conoscenza analogica, impropria, media-
ta. Per esempio, attraverso la conoscenza dell’effetto pos-
siamo risalire alla causa.

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

L’uso dei modelli nella scienza, come il modello platenario L’ipotesi degli atomi (invisibili) per spiegare le combinazioni
dell’atomo o le sfere attaccate che rappresentano le degli elementi secondo numeri interi (John Dalton, 1766-
molecole 1844)

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica
«Solo il calcolo matematico e l’interpretazione teorica del feno- I tre ordini di realtà fisiche:
meno macroscopico visibile permette di dedurre l’esistenza e la
natura delle particelle elementari, che rimangono però propria-
mente inosservate e inosservabili» (FM, p. 95).
«Esiste un limite invalicabile anche nell’applicazione dei concetti
intuitivi, che l’intelletto umano ottiene dall’esperienza diretta e
che deve necessariamente usare per concepire ed esprimere
qualsiasi esperimento non solo della vita quotidiana, ma anche
dell’attività scientifica» (FM, p. 98).
In sintesi, «l’intelletto umano non può avere concetti propri, intui-
tivi, ed univoci se non di quelle realtà che possono essere alme-
no in linea di principio oggetto di esperienza diretta» (FM, p. 98).

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

In conseguenza, riguardo alle realtà che, di per sé, si trova- La conoscenza di Dio:
no al di là di ogni esperienza diretta, possiamo avere sol- «Deus non est primum quod a nobis cognoscitur; sed magis per
tanto una conoscenza analogica, la quale sarà imperfetta e creaturas in Dei cognitionem pervenimus, secundum illud Apos-
limitata, ma valida. Tale conoscenza è l’unica che ci per- toli ad Rom. 1,20: Invisibilia Dei per ea quae facta sunt, intellec-
mette di raggiungere quello che si trova al di là dell’orizzon- ta, conspiciuntur» (S.Th I, q.88 a.3).
te dell’osservabile. «Deus non convenit cum rebus materialibus neque secundum
genus naturale, neque secundum genus logicum: quia Deus
Per esprimere o rappresentare queste realtà dobbiamo
nullo modo est in genere". Per questo "de Deo autem nullo modo
usare immagini, metafore, simboli. [...] per similitudines rerum materialium [...] aliquid affirmative
potest cognosci» (S.Th I, q.88 a.2 ad 4).
«Secundum Dionysium tribus viis ex creaturis in Deum deveni-
mus: scilicet per remotionem, per causalitatem, per eminentiam,
quarum quaelibet nos in Dei scientiam inducit» (In I Sent., d.35
q.1 a.1).

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

La conoscenza di Dio: La conoscenza di Dio:


«In nominibus vero quae Deo atribuimus, duo est conside- «Solum Deum vere cognoscimus quando ipsum esse credi-
rare: scilicet ipsas perfectiones significatas, ut bonitatem, mus supra omne id quod de Deo cogitari ab homine possi-
vitam et huiusmodi; et modum significandi. Quantum igitur bile est: eo quod naturalem hominis cognitionem divina
ad id quod significant huiusmodi nomina, proprie competunt substantia excedit [...]. Per hoc ergo quod homini de Deo
Deo, et magis proprie quam ipsis creaturis, et per prius de aliqua ponuntur quae rationem excedunt, firmatur in homi-
eo dicuntur. Quantum vero ad modum significandi, non pro- ne opinio quod Deus sit supra id quod cogitare potest»
prie dicuntur de Deo: habent enim modum significandi hunc (C.G. I, c.5).
qui creaturis competit» (I, q.13 a.3).

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(conoscenza empirica) (conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica 3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

La conoscenza dell’anima «Natura animae a nobis cognoscitur per species quas a sensi-
«Anima cognoscitur per actus suos. In hoc enim aliquis bus abstrahimus. Anima enim nostra in genere intellectualium
percipit se animam habere, et vivere, et esse, quod percipit tenet ultimum locum, sicut materia prima in genere sensibilium,
ut patet per Commentatorem in III De anima. Sicut enim materia
se sentire et intelligere, et alia huiusmodi vitae opera exer-
prima est in potentia ad omnes formas sensibiles, ita et intellec-
cere [...]. Nullus autem percipit se intelligere nisi ex hoc tus possibilis noster ad omnes formas intelligibiles; unde in ordi-
quod aliquid intelligit: quia prius est intelligere aliquid quam ne intelligibilium est sicut potentia pura, ut materia in ordine sen-
intelligere se intelligere; et ideo anima pervenit ad actualiter sibilium. Et ideo, sicut materia non est sensibilis nisi per formam
percipiendum se esse, per illud quod intelligit, vel sentit» supervenientem, ita intellectus possibilis non est intelligibilis nisi
(De Verit., q.10 a.8). per speciem superinductam. Unde mens nostra non potest se in-
telligere ita quod seipsam immediate apprehendat; sed ex hoc
quod apprehendit alia, devenit in suam cognitionem; sicut et na-
tura materiae primae cognoscitur ex hoc ipso quod est talium for-
marum receptiva.

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A) Conoscenza naturale e spontanea


(conoscenza empirica)
3. Valore fondamentale della conoscenza empirica

«[...] Ex hoc enim quod anima humana universales rerum natu-


ras cognoscit, percipit quod species qua intelligimus, est immate-
rialis; alias esset individuata, et sic non duceret in cognitionem
universalis. Ex hoc autem quod species intelligibilis est immate-
rialis, perceperunt quod intellectus est res quaedam non depen-
dens a materia; et ex hoc ad alias proprietates cognoscendas
intellectivae animae processerunt. Et hoc est quod Philosophus
dicit in III De anima, quod intellectus est intelligibilis, sicut alia
intelligibilia: quod exponens Commentator dicit quod intellectus
intelligit per intentionem in eo, sicut alia intelligibilia: quae qui-
dem intentio nihil aliud est quam species intelligibilis. Sed haec
intentio est in intellectu ut intelligibilis actu; in aliis autem rebus
non, sed ut intelligibilis in potentia» (De Verit., q.10 a.8).

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