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I. L'ENTE QUANTO. NATURA DELLE I. L'ENTE QUANTO.

NATURA DELLE
ENTITÀ MATEMATICHE ENTITÀ MATEMATICHE
A) Quantità, estensione e numero A) Quantità, estensione e numero

6. Esistenza del continuo e del numero b) Esistenza del numero, distinguere tra:
a) Esistenza del continuo - numero numerante (astratto, assolutamente considera-
- problema: se esiste l'estensione, esiste il continuo? to, matematico): esiste soltanto nella mente (ente di ragio-
- opinioni: pitagorici, atomisti, Leibniz, matematici mo- ne)
derni (Dedekind, Cantor) - numero numerato o numerabile (concreto, determinata
- risposta: se si ammette l'estensione, si deve ammette- molteplicità misurabile da un'unità): esiste nella realtà
re il continuo; dall'inesteso non può risultare l'esteso; non si Diversi tipi di numeri: naturale e razionale, negativo, reale,
può costruire l'esteso a partire dall'inesteso, così come non immaginario, complesso
si può risolvere il continuo nel discontinuo (eterogeneità tra
continuo e discontinuo); il continuo è divisibile all'infinito

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B) L'infinito nella quantità B) L'infinito nella quantità

1. Problema c) L'infinito nella divisibilità, l'additività e la grandezza:


a) Sorge a partire della divisibilità (infinitesimo) e dell'addi- - rispetto la divisibilità: divisione del continuo ad infinitum
tività (infinito), sia rispetto all'estensione che rispetto al nu- (infinitesimo potenziale)
mero - rispetto la additività: aumento senza limite
b) Storia: Anassimandro (apeiron); Aristotele (Fisica, III). L'infinito geometrico, è possibile? Aristotele e Tommaso:
2. Definizione e tipi d'infinito «Definitio enim corporis est, quod sit determinatum planitie,
a) Definizione: "ciò che non ha limiti" (senso negativo/po- idest superficie, sicut definitio lineae est quod eius termini
sitivo) sint puncta. Nullum autem corpus determinatum superficie,
b) Tipi: attuale/possibile, potenziale est infinitum: ergo nullum corpus est infinitum; neque sensi-
bile, quod est corpus naturale, neque intelligibile, quod est
corpus mathematicum.

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B) L'infinito nella quantità B) L'infinito nella quantità

Secunda ratio ostendit quod non sit infinitum multitudine. Omne Similiter qui diceret aliquam multitudinem esse infinitam, non
enim numerabile contingit numerari, et per consequens nume- diceret eam esse numerum, vel numerum habere. Addit enim
rando transiri; omnis autem numerus, et omne quod habet nu- numerus super multitudinem rationem mensurationis: est enim
merum, est numerabile; ergo omne huiusmodi contingit transiri. numerus multitudo mensurata per unum, ut dicitur in X
Si igitur aliquis numerus, sive separatus, sive in sensibilibus Metaphys. Et propter hoc numerus ponitur species quantitatis
existens, sit infinitus, sequetur quod possibile sit transire infini- discretae, non autem multitudo; sed est de transcendentibus»
tum; quod est impossibile. In III Phys., lc.8.
Attendendum est autem quod istae rationes sunt probabiles, et
procedentes ex iis quae communiter dicuntur. Non enim ex ne-
cessitate concludunt: quia qui poneret aliquod corpus esse infini-
tum, non concederet quod de ratione corporis esset terminari su-
perficie, nisi forte secundum potentiam; quamvis hoc sit probabi-
le et famosum.

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B) L'infinito nella quantità B) L'infinito nella quantità

«Hae autem rationes non sunt naturales, quia non sumun- «Impossibile est esse multitudinem infinitam actu, sive per
tur ex principiis corporis naturalis, sed ex quibusdam princi- se, sive per accidens. [...] Sed esse multitudinem infinitam
piis communibus et probabilibus, non ex necessariis: quia in potentia, possibile est. Quia augmentum multitudinis con-
qui poneret corpus infinitum, non poneret ipsum terminari sequitur divisionem magnitudinis, quanto enim aliquid plus
superficie. Hoc enim est de ratione corporis finiti. Et qui po- dividitur, tanto plura secundum numerum resultant. Unde,
neret multitudinem infinitorum, non poneret eam numerum, sicut infinitum invenitur in potentia in divisione continui, quia
quia numerus est multitudo mensurata per unum, ut in de- proceditur ad materiam, ut supra ostensum est; eadem ra-
cimo habitum est. Nullum autem mensuratum infinitum tione etiam infinitum invenitur in potentia in additione multi-
est». tudinis» (I, q.7 a.4).
In XI Metaph., lc.10.

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B) L'infinito nella quantità B) L'infinito nella quantità

d) L'infinito numerico (numero infinito) - Problema: alcuni filosofi (v.gr. Malebranche e Leibniz) e
- Per Aristotele, l'infinità del numero corrisponde all'infinità matematici (v.gr. Bolzano, Cantor) hanno ammesso il nu-
delle operazioni attraverso le quali si genera: l'addizione e mero infinito attuale.
la divisione. - Per rispondere, bisogna vedere se si tratta di un numero
- Sembra che appartenga all'essenza del numero l'essere in un senso vero e proprio.
generato successivamente (si deve applicare l'unità alla - Sembra che l'infinito attuale sia impossibile (non si può
molteplicità che si vuole numerare). applicare in atto l'unità ad una molteplicità o grandezza infi-
- Per questo, sembra che il numero generato per addizio- nita). Il numero implica successione (bisogna contare, nu-
ne o per divisione sia sempre attualmente finito, e soltanto merare quello di cui si vuole sapere il numero).
potenzialmente infinito. - L'accettare l'infinito attuale conduce a delle contraddizioni
e paradossi che, invece, non ci sono se si accetta l'infinito
potenziale.

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B) L'infinito nella quantità B) L'infinito nella quantità

- Se si tratta, invece, di un numero in un senso improprio «Infiniti ratio congruit quantitati, secundum Philosophum in I Physic. De
(riguardo ad una molteplicità o grandezza trascendentale, ratione autem quantitatis est ordo partium. Cognoscere ergo infinitum
secundum modum infiniti, est cognoscere partem post partem. Et sic
v.gr. il numero dei possibili nella mente di Dio), l'infinito at- nullo modo contingit cognosci infinitum, quia quantacumque quantitas
tuale non implicherebbe contraddizione interna, perché non partium accipiatur, semper remanet aliquid extra accipientem. Deus
è misurabile dall'unità, né in esso hanno senso le operazio- autem non sic cognoscit infinitum vel infinita, quasi enumerando partem
ni di addizione e divisione, che implicano successione. post partem; cum cognoscat omnia simul, non successive, ut supra dic-
tum est. Unde nihil prohibet ipsum cognoscere infinita. [...] Transitio im-
portat quandam successionem in partibus, et inde est quod infinitum
transiri non potest, neque a finito neque ab infinito. Sed ad rationem
comprehensionis sufficit adaequatio, quia id comprehendi dicitur, cuius
nihil est extra comprehendentem. Unde non est contra rationem infiniti,
quod comprehendatur ab infinito. Et sic, quod in se est infinitum, potest
dici finitum scientiae Dei, tanquam comprehensum, non tamen tan-
quam pertransibile» (I, q.14 a.12 ad 1; ad 2).