Sei sulla pagina 1di 51

Dni

MONETE

lori

OF ROME

DELLE

ZECCHE DI SALERNO
PRIMA PARTE
I

LONGOBARDI
I

PRINCIPI DI

SALERNO

DUCHI DI AMALFI

DUCHI NORMANNI DI SALERNO, E LE INCERTE

PADRE FORESIO GAETANO


Benedettino Cassinese

SALERNO
TIPOGRAFIA DEL COMMERCIO A. VOLPE

1891

&

C.

o^nuui-

PROLOGO
Non propongo
de

Normanni

quel tempo, e

manne,

fin

principato

rifare la storia del

nell Italia

non poch

Meridionale, che
posteriori.

Istorici

Longobardo

accuratamente

di

narrarono

ci

riprodurre

di

Salerno, n quella

tutte

Cronisti

di

monete Nor-

le

qui conosciute, delle varie zecche: di Napoli, Capua, Gaeta, Bari, Brindisi,

Mileto, Messina, Palermo, perch gi descritte

autori.

d altri

Ma v solamente dare un catalogo figurato delle monete Longobarde e Normanne


delle Zecche di Salerno, da me raccolte in lungo corso di anni, e studiate indefessaper averle trovate tutte mal ridotte, e coverte di rugcrosta calcarea, sulle spiagge di quel mare. Alle quali per ho creduto

mente, e con granfie


gine, o di

difficolt,

pregio dellopera, aggiungere per ordine nel testo tutte

manne

delle

medesime zecche, che non mi capitarono

monete Longobarde e Nor-

le

nelle mani,

ma

furono

daltri

possedute e descritte.

a questa pubblicazione mi sono indotto dal credere, che avrei fatto cosa

utile

monete indite che presento, e per la descrizione


merc
molti esemplari che posseggo per molti tipi.

agli studi numismatici, per le molte

fedele e sicura della piu parte,

Inoltre, per la novit e variet dei disegni, e per

eleganza

medesime, ho voluto farle tutte disegnare, perch poste a


sero meglio studiate ed ammirate.
delle

certo gratissimo sar non pure

all Italia,

ma

monetaria

ar tistica

vista di ognuno, fos-

allEuropa ed allUmanit, avere

di Normandia, cui nessuno uguale in valore, fermezza


animo ed elevato ingegno ci ricordano le istorie.

un ricordo degli Eroi


positi,

nobilt di

Pochi guerrieri e
percorrono

tutte le

in terra straniera,

(1).

E dovunque

pr

arditamente

di sottrarle ai

aggrediscono orde armate, sazzuffano con eser-

regolari e poderosi, assalgono rocche e castella inaccessibili, o forte agguerrite.

Trovano

Ma

senza soccorso, n difesa

contrade del Napoletano e della Sicilia, a solo fine

Greci, e ai Saraceni
citi

soli,

di

questi accanita resistenza,

respinti, ritornano allassalto

non perci

si

arrestano o vengon meno.

con piu vigore; e vincitori, sono magnanimi

tenersi dalle violenze e crudelt, e lasciano salva la vita, le sostanze,

civil

il

in

con-

reggi-

mento. Siccome bene spesso, a risparmio di sangue, propongono le pi vantaggiose


condizioni di resa, mantenute sempre mai inviolate
e corrono avanti
e sempre avanti a nuovo vittorie, a nuovi trionfi. Onde, in pochi anni le mille fortezze sono tutte
,

in poter loro

scono

il

dominio

e le mille citt, fatte libere dal

nuovo e glorioso regno Normanno di Sicilia.


sorpresi per
i Papi e glimperatori,

Invano allora

con forze collegate opporvisi; poich


docili ed ossequiosi alla

loro

dritti,

papale ed

anche colla forza

pi volte e profusamente

quelli,

all

imperiale autorit

onori, privilegi

li

si

conducono
e

Saraceno

costitui-

la subitanea conquista, tentano

con nuova e sagace

delle armi; e cos

titoli,

Greco

politica,

mostrandosi

tengono per saldi nei

al loro

volere, e

si

hanno

corona ducale e reale per loro e

discendenti.

(1)

Avanzandosi dipoi

la illustre prosapia di Eroi, e

fino a Tunisi e Tripoli; fino

con fortunato successo, fino a Malta, Corf, Durazzo, Tebe, Corinto;

a Damasco, Antiochia, e presso

le

mura

di Costantinopoli.

4
E

aggiunger, che mi

allietava lanimo,

si

ben

offrire e dedicare alla citt di Salerno; e

sue zecche, e

le

ho

traevano da tutte

doveva, perch

tempi quanto merito

di quei

nonch per

le

E mi
si

io

potessi

monete sono

era grato

delle

volerlo,

il

avesse Salerno per

arti,

rinomata Scuola Medica, onde


parti per guarirsi, o per apprendere 1 arte salutare dai dotti se-

per scienze e per statuti del viver


vi

lo

spiagge del suo mare.

tutte raccolte sulle

dacch appresi dalle memorie

pensando che questo lavoro

civile;

la

guaci di Esculapio e di Galeno.


Salerno, una delle pi

lonore e

nome Italiano. Non infest mai le altrui contrade per spirito di


n per ira di parte
rapina. Non aliment le gare e discordie civili

coro
di

serb sempre

dItalia, che

illustri citt

al

scrisse

starne

suoi cittadini, o introdusse mercenari a dare

campi; n per oro o promesse arroll mai

le

guasto alla

il

il

de-

conquista, o
offese e pro-

citt,

sue genti, a favorire

deva-

invasione

straniera in Italia.

Ma

cur la pace e

il

lustro del suo Stato,

leggi e regolamenti per ogni

ramo

del viver civile.

ordine e la

si

giustizia

studi estendere

merc savie

suo commer-

il

per cui tanta opulenza in quella citt che in nessun altra mai. E s crebbe la fama
del suo viver tranquillo e florido, che i Papi la prescelsero a luogo di rifugio; e Papi,
Re ed Imperatori pi volte vi convennero, per trattarvi le pi alte faccende di Stato.
cio,

Salernitani furono fedelissimi ai Normanni,

Longobardi, e lo furono poi a quanti

liberali e patriottici sentimenti, e

governarono.

li

mal

come

lo

erano

stati ai

Romani

abbench da natura

sofferenti dei soprusi ed angarie,

non

e ai

inclinati

si

levaron

mai a tumulto o a ribellione per mal governo, e con savi e miti consigli preferirono
1

ordine, e la sicurezza della citt.

Ma

non fecero, quando opposero la pi ardita e ostinata resistenza al crudele Errico VI Svevo, che avea giurato distruggerla (1). E cosi non fecero pi tardi,
allora che, ammaestrando il loro concittadino Giovanni da Procida nelle belle arti,
e nella scienza medica, gli posero nel cuore tanto amor di patria e delle glorie Normanne, che questi si anim a ordire una congiura, a memoria di uomini, mai cos
estesamente e in segreto condotta, e mai cos fedelmente eseguita: quella dei Vespri
Siciliani. E vivaddio, che ancor durava 1 eccidio e la cacciata degli Angioini, quando
ai consigli e vive istanze di Giovanni, si vide Pietro d Aragona muovere difilato colla
sua

cos

flotta

per Palermo, a insediarsi tra

trono degli Svevi-Normanni

Da
in

giubilo e feste

di

quel popolo,

sullavito

(2).

ambisco credere, che questo mio scritto meriti di essere offerto


ma mi conforta il pensiero di avervi lavorato quanto
illustre citt

ultimo, non

e dedicato

era

il

mio

potere; e non dispero che altri pi fortunato di

documenti, che oggi mancano, ad illustrare

le

Zecche

me, trovando

di Salerno,

notizie e

faccia pi interes-

sante e pi completo questo mio Catalogo.

(1)

Del valore dei Salernitani, fino

tempi posteriori,

ci

fa splentida testimonianza

Antonio Mazza, pag.

1, 2,

4, (nella

sua

Hostium invasiones nunguam timuit, nullus Barbariae gentis furor saevitiam in eam adhibere potuit, nec metum ei inferre valuit; imo semper sui Cives strenui intrepidi ac pugnaces fuere
Nec demum formidavit cum Gallorum classis ad maris littus appulit, anno MDCXLIII die V. Augusti ecc..
Opera riportata dal Grevio,

Tomo

IX. Parte IV)

(2)

Salvatore de Renzi, Scuola Medica di Salerno, da pag. 435, a 468.

INTRODUZIONE

una lapide, n una pergamena ci ha dato sapere come e quando


si fossero istallate le Zecche di Salerno, quali costituzioni, norme e regole si avessero,
e quale il sito occupato dalle medesime. Soltanto sappiamo per tradizione, eh erano
tre locali addetti alle zecche, con gran numero di zeccatori, e questi di varie nazioni.
Infno ad oggi, n

Epper

dovecch fossero

comecch

si

reggessero

nessuno dubita n della

esistenza, n della importanza e superiorit di queste a tutte le altre

Duchi e Re, a ciascuno dei quali


sia pel gran numerario che vi

dei Principi,

nome

proprio

Normanna;

durante la dominazione Longobarda, e

ridionale,

Principato

si

si

fatto di gi

molto esteso per

contrattazioni dellestesissimo

commercio

le

che

sia per la lunga serie

doveva la moneta improntata del


coniava quanto bastasse a quel
,

conquiste di Roberto Guiscardo

di quella citt; sia

elegante disegno, nonch per la variet e novit dei


si

Me-

dell Italia

ebbero un pi lungo e sicuro governo, come

tipi,

e alle

ancora pel corretto ed

massime per

Duchi, e

quei principi

Re Normanni.

che poteva Salerno, che nelle belle arti fioriva al sommo grado, e non meno
di Amalfi contava valenti e rinomati artefici, richiesti dellopera loro anche dalla Corte
cos che non immeritamente e per opulenza
Bizantina
e
e dalle altre di Europa
Il

per civilt, e per eccellenza nelle


quale eccellenza nelle
e in letteratura

arti,

reputavasi

arti

al pari della

e chiamavasi lAtene dItalia.

sua rinomanza nelle scienze mediche e

continu e crebbe nei secoli seguenti

La

fsiche,

e ce ne fanno testimonio le

molte celebrate scuole di Pittura nelle nostre contrade, abbench di quei dipinti assai

poco vi sia rimasto, e deglinsigni maestri non sieno a noi pervenuti che
di Andrea da Salerno, e del Solimene.

Non

soli

nomi

pertanto, ognuno pu osservare, nelle qui annesse tavole dincisioni, quale e

quanto fosse

genio artistico, nella invenzione dinnumerevoli, e sempre diversi

il

per ogni Regnante

quanta naturalezza nelle figure

bene spesso per

clatura,

le iniziali,

intelligibili

al

tipi

quanta semplicit nella nomen-

primo sguardo; quante diverse croci

e variamente ornate, quanto ingegno nel rappresentare

astri,

rabeschi, piante, edifizii

ed animali, e questi presi dal naturale, o bizzarramente immaginati. Onde a ragione


pu dire, che quegli artisti, scostandosi di buonora dal greve tipo Bizantino, e dal

si

rozzo e monotono Alemanno


zione ed eleganza.

ci

abbiano dato un tipo nuovo

ritornando allantica fondazione di quelle Zecche, sosterremo esservisi coniate

Plusicurs monnoies salernitaines en bronze, des

Xe

et

Xle

lAthnes de

Italie,

I.

de

S. Quintino,

On

I.

pag.

15.

sait

greco pelasgica

par

que la

la rgularit et

ville

de Salerne

meme
toit,

(2);

par

la

ed in

beaut

a cette poque,

dans la Revue Numismatique, anne 1841, pag. 47.

Corcia. Storia delle due Sicil, dellantichit. Napol. Voi. 11, psg. 475.

Disquisitio

di Citt

sicles, se distinguer

de leurs types, bien superieurs a tout ce quon faisoit alors partout ailleurs.

(2)

e singolare per inven-

(1)

monete, quando Salerno serbava la sua autonomia

(1)

E. P. Raffaele

Garrucci

S.T.

Antiquitatum Salernit,

6
seguito

aveva perci
pure coniar

se fu dichiarata Colonia di cittadini

Romani

ed
(1)
conservare costumanze, leggi e magistrati propri (2), doveva
sue monete; quanto comprovato da quelle di argento e di bronzo,
,

le

unaltra con

Alern o Salem

toro a volto

il

dritto di

il

valenti archeologi e numismatici attribuite a Salerno, e fra le altre

da
e

Roma

allanno 558 di

umano

una

unaltra rappresentante

nel rovescio.

dappoi, passata ai Longobardi,

una

coll

'

lrnd

testa laureata al diritto

(3).

pu supporre che, quando Arechi

si

nel 764,

II,

(4)

fece lunga residenza in quella citt, e la fortific pi solidamente che non era, di ca-

mura

stelli

e vi costru tempii

edilizi e

un sontuoso palagio per sua regia

vi

avesse pure fatto coniar monete del suo nome.


Certo per, che

le

monete

di Siconulfo,

rono quivi coniate, come osserva

lo Spinelli (5),

Duca

e Principe di

gio

II

fosse stato nominato

monete

sintitolasse

primo principe di Salerno, al 839 funon ostante che Siconulfo dal Papa SerBenevento, (6) ed egli medesimo sulle

Princeps Benebenti; poich quegli non pot mai prender Benevento,

dovera la zecca, sia pure che ne avesse occupato quasi tutto

il

contado. Onde, dal-

periodo Normanno, quelle Zecche hanno dovuto sempre coniare pei


principi regnanti, sebbene poche si avessero oggi dei successori di Siconulfo.
lora fino a tutto

Ma

al

il

tempo

a giudizio dello stesso Spinelli

di Gisulfo l.

(7)

cominci

la conia-

zione dei tari doro a imitazione dei Moezzini, unica moneta doro voluta in commercio;
e a Salerno se ne fecero molte allora

Duchi Normanni; come


mitiva leggenda cufica

si

di

e sotto

successivi

si

vide la moneta salernitana

essere bene accetta al pari di quella di Moez.

di oro,

Principi Longobardi

scorge dalle successive modificazioni e aggiunte alla pri-

man mano che

purezza

riguardo

per peso e

al

numerario

al tempo dei Duchi e Re Normanni, vi si trovine


gran copia, da supporre unestesissima circolazione di quei nummi,

bronzo, da meravigliare come,

tanti tipi diversi e in

e un continuo lavoro di quelle zecche.

Intanto mestieri che io informi


e smercio di queste

monete; esponga

lettori,

il

mare Salernitano, ed indichi le ragioni


le medesime alle zecche di Salerno.
Al gran numerario
in tutto

(1)

il

mondo

perch queste

si

trovino

sulle

spiagge del

mi hanno indotto ad

e criteri!, che

20 zecche, che lImpero

di

conquistato

Plinio Hist. Natur, Lib. 11

quale la mia opinione sulluso, valore

Romano

attribuire

per pi secoli aveva sparso

aggiunse quello che Bizanzio faceva coniare dalle

si

Livio de Bello Maced, et Asiat. Colonae

Romanorum

civium deductae eo anno (septimo

post bellum Annibalicum, Mazza pag. 6) deductae sunt Puteolos, Vulturnum, Linternum, trecenti homines in singulas

lernum, Buxentumque coloniae


(2)

Paolo Manuzio, Antich.

sed a suis reguntur


nulla Populi

Romani

Romanae deductae
di Rma, pag. 32.

Coloniae Romanis legibus vivunt

A. Mazza pag. 7, Municipes enim, ut ait Gellius

lege adscripti

Municipes cuiuscumque

civitatis

(lib.

XV,

Salvatore de Renzi, Scuola Medica, pag. 97.


Cr. Henrici Bacci et Caesaris de Engenio, in Grevio, Thesaurus Antiq. etHistor. Italiae ecc:

Arechi

II,

XV

Duce Beneventi

testatur Anctor direnici Cassinensis.

Monete eufiche

(6)

Mieli. Schipa. Del Princ.

(7)

Monete cufiche pag. 228.

p.

228. Nota.

Longobardo

in Salerno, pag. 22.

vivebant

Cives appellanti'.

(3)

(5)

item Sa-

minime tamen a Romanis Magistratibust,


cap. 13) suis moribus legibusque

(4)

(Civitas Salerai) Instaurata atque ampliata ecc: ab

sunt.

et

Tom. 9. Pars, prima,

pag. 42.

primo Salerai principe, anno DCCLXIV, prout

sue 21 zecche

per

E come

Impero.

le citt e regioni

queste

dellAsia

dallEsarcato

Scandinavia.

(1)

in

Africa ed Europa sottoposte al suo

avevan corso quelle dei Vandali

nome degli Augusti dOriente;


di Ravenna nell ottavo secolo,

coniavano

Africa

di

Goti che

e dei

e quelle fatte a imitazione delle Bizantine

dei Longobardi dItalia, e dal Principato


Visigoti
Arabi,
dei
e
quelle
degli
dIspagna, degli Svedesi, e dei BorBenevento;
di
gognoni e Franchi nelle Gallie. Onde, lEuropa fino in Russia, in Danimarca e nella

inutile

navea

coniarne altre.

Nel mezzod

grande abbondanza, e tanto

in

tempo

di

per

le

Ruggiero Re, lEngel

un estesissimo

fa notare

molte che anche oggi

trovano nel suolo di

si

da credere, che in quel torno di tempo fosse piuttosto diminuito


detta moneta, e per la decadenza di quellimpero
e per la emancile nostre citt e contrade dal dominio Greco
onde queste avevano

(3)

tra noi luso di

pazione

Ma

barbari credettero

(2)

dItalia, e al

corso della moneta Bizantina


dette province.

rame, che

di

di tutte

nuova moneta delle zecche Normanne; e perch era cessata l imitazione del tipo Bizantino, cos che tutti Regnanti coniavano di propria autorit, e con
proprii tipi pei loro regni; e perch, nella prevalenza del commercio degli Arabi, era
dovuto accettare

la

da gran tempo preferita

moneta

la

cufica dei medesimi. (4)

Egli per indubitato, che per lo avanti, come si detto, dal sesto al dodicesimo
secolo, il numerario Greco, e quello ad imitazione, era abbondantissimo nell Italia
meridionale, e bene accetto

perch
loro si

sapeva da

mezzo soldo

sia per la magnificenza e stabilit di quell

nessuno ignorava

di gi

la

tutti

met

che

il

soldo aveva

il

il

peso della 72.

Triente la terza parte.

il

valore legale di ciascuna moneta.


a

Impero

di vero

parte della libbra

cos per largento

che

il

sia

per
e

il

soldo

doro equivaleva a 13,888 miliaresie dargento, e a 24 siliqui dargento. Ancora,

signorava per uso e consuetudine, che la moneta


valore metallico reale

ma

fittizio e

da Costantino ad Anastasio 288


da 180 a 210

follari, e fino

o a 288 mezzo

follari.

(6)

di

puramente legale

follari,

non
rame, abbench non avesse un
(5)

o 5760 denari o

il

soldo

nummi

a 7200 denari o nummi; e da Basilio

oro

equivaleva

dAnastasio a Basilio
in poi,

a 144

follari,

dir di pi, che non trovandosi nei Cronisti e Storici po-

steriori alcun divieto sulluso delle

monete Bizantine,

si

possa ritenere, aver quelle con,

anche per le successive dinastie di Napoli e Sicilia, e cessato


solamente per scarsezza di numerario, o per prevalenza della nuova moneta.
Laonde gli Stati del mezzod dItalia, che si erano costituiti indipendenti dall'imtinuato

il

loro corso legale

pero greco, ed autonomi, sostengo che coniassero colleffigie del loro Principe, solamente per luso interno del paese, e non gi per lo scambio coi paesi confinanti o
,

lontani; perch questi adusati alla

non potevano accettare quella


Salerno

di

che

10 secolo

del

(1)

non fossero

in

Lenormant, Monnaies

1.

continuo esercizio

ma

pag. 92.

et Medailles, p. 213.

(3)

A. Engel Numismatique et Sigillographie des Normands ecc., pag.

(4)

Sabatier. Opera citata

(5)

Sabatier, Opera

cit.

Voi. 1, pag, 54

(6) Sabatier, opera

cit.

Voi.

Voi.
1.

1,

pag. 92.

pag. 54

e consapevoli del suo

dei nuovi Principi, e dignoto valore.

sue zecche da Siconulfo a Gisulfo

le

Sabatier. Monnaies Byzantines, voi.

(2) Fr.

moneta Bizantina,

55.
55.

67.

l.,

dalla

met

cos

valore,

penseremo
met

del 9 alla

operassero solo al bisogno

nomina di un nuovo Principe o di qualche avvenimento degno di pubblicit e


di memoria
e si coniassero poche monete per
uso interno
essendo la Bizantina
come abbiamo detto, di pi sicuro e facile scambio coi paesi vicini e lontani.
Il che spiega abbastanza la rarit di monete dei successori di Siconulfo, perch
ve ne avean poche, ma tosto che nel gran commercio sintrodusse la moneta cufica
degli Arabi, coni Salerno un gran numero di Moezzini di oro a imitazione di quelli*
e visto che si aveva fiducia alla sua moneta per peso e purezza di oro
incominci
della

ad alterare liscrizione primitiva cufica, aggiungendo il nome del principe, e ancora


quello che non poteva gradire ai Saraceni, la croce, che pure si ebbe lo stesso corso.

non dir, fosse stato

chi

ad esempio
che

Salerno

di

deUundecimo secolo, che

allora, alla fine

fossero indotti a coniare

si

loro tareni doro

Amalfitani,

gli

colla croce

leggiamo nei contratti essere molto ricercati? (1) Con ci sia che non
quel tempo si possa per manco di documenti affermare essere stata quella

in seguito

prima

di

zecca

in attivit,

mentre per

pergamene

le

della Trinit di

Cava

Montecassino

di

riportate da A. Engel, appunto nell undecimo secolo, che leggiamo contrattarsi per

Amalfi con

tari di

Inoltre, di Siconulfo,

argento

e pochissime

commercio

ossia dal 1087 in poi.

de S. Quintino

I.

oro

di

poich per

donde dordinario

collAfrica,

ci

ci

le

dice,

(2)

essersene

(3)

coniate molte

guerre coi Saraceni era intercettato

simportava loro;

ma

Pel rame poi,


dalle conquiste di

e di questo Principe

aggiunto alle antiche Bizantine quelle dei Normanni. Onde

se ne trovano molte, e pi di Guglielmo Duca, e innumerevoli dei

Colla differenza, che quelle di Ruggiero


alle Bizantine, e noi le
di peso, e millim.

la

seconda

di

divideremo

da 22 a 28

mezzo

di follaro, di ac.

il

popolazioni convicine, assicurate della stabilit dei nuovi conquistatori

mano

di

Normanni, poche ci sono pervenute di argento.


osserviamo che la coniazione andata gradatamente aumentando,
Roberto Guiscardo fino agli ultimi Re Normanni
forse perch le

Longobardi

e degli altri

senza

la croce o

mezzo

in tre classi.

42 a 90, e

di

e di millim. 12 a

abbiano

man

Ruggiero Duca

Re Normanni.

pi somigliano per peso e diametro

La prima

diam., pari a quelle di

di

follari di ac.

28 a 30

Duca

di

105 a 185

di Follaci, acini

Romano

II

e di Giov. Zimisces;

millim. 16 a 23; e la terza di frazioni


14.

Invece

sotto

Guglielmo

abbiamo

da ac. 60 ad 85, e di millim. da 15 a 24; e ie frazioni di


follaro, da ac. 50 a 15, e di millim. da 10 a 14. E da Ruggiero II Re fino a Guglielmo 3,
ancora pi piccole, da 20 a 60 acini, da 10 a 25 millim. come diremo a suo luogo.
E solamente quella attribuita, forse arbitrariamente, a Guglielmo 2 colla palma e testa
solamente

follari

di leone,

troviamo

La quale
f intendere,

di

120 acini,

(e

presso Spinelli da 230 a 240 acini) da 26 a 27 millim.

differenza da Ruggiero

come dapprima

recente conquistati,

si

Duca a Guglielmo

pel sicuro smercio delle

3, di peso e di diametro, ci

monete Normanne

coi paesi di

sieno conformate le nuove monete alle Bizantine, e che in seguito,

visto quelle gi in corso, le abbiano ridotto a

(1)

A. Engel Op.

cit.

pag. 19.

(2)

A. Engel, op.

cit.

pag. 75, riporta

minor peso. Ovvero, che avendosi nel

seguenti accenni con diverse date. Del 1087, Auri solidos virginti tres

de Amalfi de

Auri terenos amalphitanae monetae LXII; del 1112, Auri solidos, quorum quisque
liabeat quatuor auri tarenos bonos Amalfitane monete, ia quibus crux efformata appareat.... del 1115, Auri tari viginti quadtuor

tari,

ana quatuor

tari per solidos

boni de Amalfi dirieti et pesanti

del 1093.

del 1123,

Dare debeatis per omni anno tarinos

fissando lapertura di quella zecca al 1091, la ritarda pi del vero.


(3)

Revue Numismatique, anne

1841, pag. 45

46.

tres de Amalfi

Onde

il

Tonini, pag. 73,

numerario abbondanza
limitata la

di lollari, fra Bizantini e

Normanni,

coniazione ai mezzo follari e frazioni

come prima che

ometter,

a Comuni e

stituiti

undecimo secolo

si

(2),

si

uniformarmi

vari paesi co-

creassero, ciascuno la sua moneta, e con statuti

Fiorin

al

tutti

d'

oro

Firenze

di

(1);

di gi,

nello

aveva una nomenclatura nuova di monuove del paese, e per le Bizantine compa-

ed Amalfi

a Salerno

nummi.

alle frazioni e

nellItalia superiore, al 12. secolo,

liberi governi,

non

speciali, finche

Re

Guglielmo Duca,

sotto

si sia,

e sotto

nete, con altro sistema monetario per le

si

rate alle proprie.

grammi

ossia di trappesi 5 e acini 1 e y, 0 fu sostituita loncia doro, pati a tari o tareni 30 di oro; onde il tari, considerato come

Al soldo Bizantino

moneta,

come

di

(3),

peso, detto altrimenti trappcso, era la 30 a parte di unoncia

soldo doro, pari a trappesi

il

4,50

4,

ovvero a grammi

viso in 4 tari di oro, o in 12 denari di argento.

rispondeva a carlini 12 dei nostri,

Non

il

il

3,

Il

soldo perci

denaro a un carlino

il

(5).

mente ad una mia opinione, riguardo al tempo,


nuova moneta di Salerno. E facendomi da capo,

luogo alla

diedero

ritengo che le monete di Siconulfo, e prossimi successori

lega e valore a quelle di Benevento

3 denari

pertanto, piaccia ai lettori por

e ai motivi che

peso

Pi,

centig. 56, e millig. 5, era di-

tari in

a carlini 3, e

tari

(4).

(6)

si

fossero

che invece quelle

di

siano discostate, perciocch dai contratti rileviamo preferirsi alle altre

uniformate

in

Guaiferio se ne
di quelle

zecche,

tempo poi di Gisulfo 1 parecchi anni innanzi al


977 (8) come fu coniata la nuova moneta che pel suo nome di tari (9) e pel suo
peso, tipo e leggenda conformavasi agli arabi Moezzini, si sia dato incominciamento

come

dir

si

in

seguito

(7).

al

a Salerno

al

nuovo sistema monetario.

invero

come

osserv

che per

trenta

tari vi voleva un oncia doro, si divise loncia in trenta parti, ciascuna delle

come moneta,

valesse un tari

non

e
di

di

ma

o di 12 denari;

tari,

nore

come

e un trappeso

peso. Di poi, volendo ritenere

valore dei soldi e denari Bizantini, e Beneventani

il

935 millig. del soldo


Benevento; e

quelli di

il

nomi

soldo (10)

quattro tari davano al soldo salernitano un peso mi-

Bizanzio

di

gramma

e di 1

e 785 millig.

12 denari di Salerno dovevano essere

compose

si

quali

in

meno

di

di

proporzione pi pic-

Laonde conchiudo, essersi, presso alla met del 10 secolo, creata e successivamente regolata la nuova moneta in Salerno, per aver poi il
suo assetto e pieno vigore nell undecimo secolo.
coli dei primi e dei secondi.

(1)

Tonini, Topografia ecc. pag. IX, X,

XI

Vino. Promis, Tav. Sinott. ecc. pag.

204=

(10)
(2)

(3) I.

si

cit.

A. Engel, op.

De Meo. Tom. Xll,

cit.

Voi.

Ventimiglia, pag. 279

A.

Engel, op.

cit.

pag. 19.

pag. 55

I.

pag. 72

(4)
(5)

(6) li

Sabatier; op.

pag. 519

Ventimiglia,

pag. 280

soldo doro, in Benevento, siccome negli altri paesi soggetti ai Longobardi, pesava lj6 di oncia, pari a

divideva in tre tremissi, o 24 silique; e

il

tremisse al nono secolo

si

rispondeva a 48 denari. Epper, per essere tutte queste monete di titolo assai scadente

Beneventana. A. Engel, pag. 72, citando

il

Lazzari,

grammi

divideva in 16 denari dargento, e perci


si

preferiva la

il

5,35.

soldo cor-

moneta Binzantina

alla

Zecche e moneta degli Abruzzi

questa la nuova moneta coniata da Guaiferio, e menzionata dallo Schipa, pag. 41.

(7)

(8)

Anno

(9)

Tari, dallArabo dirhem o dirhim o trihm, e al plur. terhm o trhim e trhi; siccome

in cui

mor Gisulfo

secondo Mich. Schipa, op.

1,

cit.

pag. 100.

dal popolo, ritenendo la pronunzia araba, bench gli eruditi di Sicilia lo chiamasero

letteralmente

il

giudizio dello Storico

Certo singanna

il

Fusco, op.

perch se fosse comegli pensa, non

si

Amari,
,

cit.

Siciliano, (Storia dei

Musulmani

pag. 3-4, e 6, in dichiarare

tari-peso.

d Sicilia,

immaginari

Tom.

il

trappeso fu cosi chiamato

A. Engel, pag. 76
II.

pag

riportando

459).

soldi Salernitani, Amalfitani e Siculi

avrebbero tante varie denominazioni e specificazioni dei medesimi, in quanto a peso, valore,

figura, provenienza ecc.

10

avere un quasi completo catalogo di tutte le monete, chebbero corso nellItalia meridionale dal 800 al 1200, che A. Engel con tanto
qui certo interesser ai dotti

studio e diligenza ci riporta con documenti, ritratti nella pi parte da diplomi e contratti degli

Archivi

Tom. XI. Indice

Cava

di

e Montecassino, e con aver consultato il De Meo, Annali


Monete; Regii archiuii Napoletani monumenta. Tom. I VI;

delle

Trincher Syllabus; e pi degli

il

Dip. del 801 e 826

ego qui supra vinditor, a

et

tremisse uno

Auri fguratu

855,

donino sichardo....

vonum per

schifato

est tareni octo auri

dolati

Del
eli

numero

solidi

842, 910

erano

Del

doppi soldi

844,*

duo

solidi beginti

figurati

Pro quibus promisit se redditurum solidos sicu^os

taverunt solidos praedolatos duo millia....

16 denari

bizantini

874

870,

recepi a

dinarios per tremisse....

sidecirri

unum

Del

auri, qui

mazzetti e

pre-

XIV

Et

millia....

millia

Et expor-

millia....

A rechi

tremissi di

Meo (Tom.

menzionati dal de

Del

875, 927,

uno solido besantio,... Componemus

et

te....

bus auri solidos triginta sex bizantinos

Del

veteri de

Unum aureum

Del

Quattuordecim tremissi de principis de moneta domili Arichis.... Sex

ex dinari, ana

llassi

XIV

solidos aureos figuratos.... Et abstulit inde solidos mazatos

uno

et

Schifatimi

prelium

per caput....

scifati

di tari 8.

soldi siculi

tremissi....

d'oro Bizantini

gli schifati

Recepi

benebentani numero sex

solidi

tres et

Auri beneventani

figurati

Septe aurei solidi constantini

caput....

schifati cl'oro

gli

Beneventani, e

cl'oro

emtore meo, auro fguratu

te

soldi cl'oro di Sicardo

1269,

soldi

P. Guillaume, Essai liistorique. ecc.

altri

VI, pag. 40),

di
tri-

tesanti o

tuisque heredi-

tibi

mancasi di oro, ciascuno di 4 tari,


per una carta di Amalfi, dellanno 877.
I

mancasi di argento da una lettera del Papa agli Amalfitani, del 877 Dabimus
Del 880. i soldi cl'oro
vobis per singulos annos 10000 mancusorum argenti.... (1)
salernitani, di dodici denari Solidi dui aba duodecim dinarii pr solido ex moneta
i

Del

salernitana....

880,

denari d'argento di Guaiferio 12 a soldo


,

tuor aba duodecim dinari] pr solido ex moneta domni Waiferii....

nari figurati

di

Salerno, di 12 a soldo

Decem

cleidati

costcntini,

unum

stantini

letani

rame
mero
de

scolatici

soterici

ex auro boni per caput, seu


Post

meum

unum

et

nobos figuratos

solido....

Del

892,

solidi soterici....

Del

923,

tremissi napo-

transitum ibidem habeat supradicta nostra Ecclesia pr lumina-

Del 1087,

ana quatuor

de-

deithatum, ambobonos... Solidi con-

emptore meo fnitum pretium,

te

auri

iniuria,

tredecim...

tari,

Recepi a

tremissem unum Neapolitanum....


Del 956, i tari ccissimini
Pro triginta follaris...

absque

riis,

solidum constantinum scolmatura,

Del 882.

solidos de dinarios

eA moneta Salernitana, liana duodecim dinari pr unusquisque

Solidos qua-

tari

tari amalfitani

per solidos....

Del

Del 1023,

Auri solidos
1105,

foliaridi

Auri tari cassimini nuvigiliti

tres de

tari salernitani

Amalfi

Auri

soli-

dos quinquaginta quatuor, quorum quisque habeat tarenis quatuor praesentis monete
istius civitatis (Salerni)...

di

Messina Del

1139,

Dal
tari di

Can. Carini,

Traina

di

Palermo;

Pro aureis

secundum pondus Trahinae, numismata cum imagine

(1)

Di

Meo op

cit.

tom. IV, pag. 339.

tari palermitani, e

tarenis ducntis cocci

charactere

tari de
(Domenico Schiavo)
Del 1143,
tarenorum Sarracenorum monete, qui dicuntur de lu

gni regis....
auri

et

lu

Conte

Conte...

altissimi

tari

unius
et

ma-

Quatuor uncias

Del

1155, Tari

i,

pvftw? Tapta

TO'J X5CCT35U

grano
11....
i

r II

Del 1171, tori di uri


... e tari di due grani Tari ad granum

Sicilie

di

rame

Sex

rame

miliarisi de

Imp. Michele

lati , soldi d oro, dell

Del 1112,

Del

Del

bonorum Papiensium

solidos denariorum

999,

Del 1097, 1133,


Michedenari di Errico d'argento di

bona...

Octo solidorum denariorum bonorum argenti llenrici monete

ginta denarios pr unoquoque solido...

Sex

migliar esi,

30 a soldo

p^ic

x \rg jxouvjjtav xou xpaxsou

to'

ad granum unum
mezzo tari riportato, con documento del 990, dal Can. Carini

Tarer

11

1130,

denari di Pavia

per solidum denarios

ana

tri-

argento,

di

triginta....

romasine o ramensi di rame, componenti il soldo in numero di cento


Ducati o Ducali
Del 1157, 1160,
Del 1140,
e cinque...
soldi regali Viginti auri solidos regales bonos ... Pro sex regalibus minus duobus ducalibus...
Del 1164 i Romanati di oro Pro vigiliti septem solidos romanatos ...
Del
Del 1136,

le

1163,

provesine

le

domno

priore

oro

di

Et pr

quatenus

Iudicavit

nachis eiusdem monasterii...


ne

tres
I

Del

Gargani

S. Egidio Montis

(in

bonorum angivinorum....

melachini o malachini

pr singulas provesi-

Del

(1)

essent dati ad faciendum


1191, gli angioini

1183,

convivium

perpari

ipsis

mo-

Et per hac nostra venditio-

recepimus a

emptore libras viginti


carte Normanne del XII 0 secolo,
numismi

in presenti

Dalle

Falcone

(2)

ducales decem....

et

perpari

vigiliti

venditione in presentiarum recipio a te

centum de bons provesinis

S. Egidii) ducales

nas quattuor, qui sunt romanati sex

mea

liac

te

Benevento

di

menziona

follar

Ruggiero

di

Re, dei quali 3 componevano una romesina siccome otto romesine valevano un duSalv. Fusco (Dissertaz. su di una moneta ecc. pag. 12)
cato dello stesso Ruggiero
;

ricorda

Apuliensi

gli

apuliensi un denaro.

di

numero
E. A. Engel accenna ad
argento, che in

di dodici

formavano un

soldo, e due

unaltra, tertia apuliensis,

(3)

chera

la terza parte del Y Apuliense.

compimento

aggiungo un riepilogo preso letteralmente

del Catalogo su esposto,

dallEssai Historique ecc. di P. Guillaume; pag. LXII.

Monnaies

IX
IX
IX

Sous

le

Lombarcls et

Sou dor de Benevent.

X
X

....

16 deniers

))

premiers Normands (800 1130)

3 tremisses, ou 48 deniers fran.

vai.

Tremisse
Denarius, denier

les

16 partie

du tremisse

et 12.

de Salente.

IX

XII

IX
IX
IX

XIII Sou grec,

dit

Shifatus

8 taris dor

XIII

Id.

id.

Besant

XIII

Id.

id.

XI
XI

Miliarensis

Sou

dor de Salerne, dA.

40

13,33

du sou
.

12 deniers ou 4 taris

0,83

10

20

20,20

12

malfi ecc.

X
X
X

XV

Constantin

Follari on Fuls

Tarenus on

tari dor

(1)

Goillaume, Essai historique, pag.

(2)

Forse

soldi regali , (di

(3) Sulle quali

12 miliarenses

24

follaris

un

tiers

....

de ramesine

4 e partie du sou dor

ultime monete, ed altre

di quel

387).

tempo

si

0,042

so 20 grains dor 2,50

LV dellappendice.

Meo, tom. XI, pag.

ritorner nella seconda Parte dellOpera.

XI

Livre darg.(de 16 once)

XII

Sou de deniers

XII
XII

Den. de Henri

XI

ou de Pavie

XII

XIII

XII

XIII

XII

XIII

XII

XIII

Ie

30

II

15 ducats du roi Roger

Livre dor (de 12 onces

12 onces dor

Sous

Once dor
Sou de ramesines
Ramesine ou grain d or
Sou de Roger, ou Regalis
Ducat de Roger
.

les rois

....

Normands

(130

0,125

10

8 ramesines, ou gr. dor

Privesine, ou Provesines

2 ramesines

XII

Denier de Provesines

3 provesines

XII
XII

Marc

))

XII

nel terriccio cavato dalle

0,75

48

Le monete da me rappresentate si sono tutte


sempre che il mare per furiose tempeste dilavando
di terriccio, le ha lasciate scoverte e visibili.

Ed

0,25

?...
?

Vi livre darg., ou 4 Florins

13,125

XII

Perparus
Angivirws

75

dargent (8 onces)

900
15

10 due., ou den. de Ponille

))

0,60

1194)

....
....
....

3 follaris.

))

18
96

30 taris dor, ou 600 gr.


105 rames, ou grains dor

(1)

du sou prcedent

Moimaies

XV

30 deniers de Henri

Romctnus ou Romanatus
XII

XII

2 marcs dar, ou 8 Florins

vai.

II,

12

fondamenta

raccolte sul littorale di Salerno,


le

arene e

il

soprastante

rialzo

delle case diroccate, e per molti anni

trasportato lungo la riviera del mare, per ampliare la strada della marina, e porre un

argine alle onde, che


di

Guairnario IV

trovano non poche monete Longobarde

si

rame, con rare cufiche

di

Normanne

malf, e delle Incerte; e

oro e molte

I.

rame

in

di

rame; molti nummi

di

Onorio,

Arcadio,

misces; e pi avanti, poche di rame fino ad Isacco

glione, e dei

Re

di

dei Goti e Vandali, ed assai di

Napoli e Sicilia fino

come ognun

II,

cos

di assi e frazioni,

Teodosio

II.

ecc. fino a Giustiniano; follari e frazioni dei successori fino a

gono molti nummi

I.

non poche dei Duchi di Agran numero, con poche cufiche di

di oro;

rame. Alle quali sono miste parecchie Romane,

di

dimperatori,

Leone

di

di Gisulfo

II.

Angelo.

ai pi recenti.

Giovanni Zi-

inoltre, vi si

Sveve ed Angioine

di

Marciano,

rame

vege bu-

(2)

buon augurio, spargere


monete di ogni valore nel suolo, innanzi d impiantare ed erigere muri ed edilizi. Ma
nell accumulare quel terriccio, le monete sarebbero rimaste nuovamente sepolte, se
le onde del mare sgranellando man mano la faccia esteriore dell eretto argine, non
Perciocch,

bli
si

(1)

Le Florin dor

(2)

Non

valait

un

5.

sa, era antica pratica, diremo, di

de Fonc, ou 6 taris

sar inutile ripetere, che quasi tutte

si

finch con lungo, delicato e paziente lavorio non

sono curati di raccogliere

sono trovate per lo passato;


orefici

per pochi

soldi.

le
eli

monete
essi

di

rame

Francs

12. Id.

trovano coverte di tenacissima crosta calcarea, o ferruginosa; irreconoscisi

siano ridotte a lettura. Intanto,

chiamandole piezzi fauzi

ma

uscendo dal mare ancora agitato, a piedi

marinai per lungo tratto

di

tempo non

soltanto quelle di oro e di argento, e molte

nudi e di tutta corsa, portavano a vendere

si

agli

13

E poich molte
tempeste ricompariscono cos il
mare caccia fuori monete.

avessero fatto cadere nelle arene sottoposte


restano coverte dalle arene, c poi per

volgo crede, e dice che

Adunque

il

il

(1),

visibili.

successive

Longorbardo e Normanno trovato in un sol luogo, e


accumulato lo stesso terriccio, ma lontano dal ma-

si

avr nello scavo

e quanto si

Salerno abbondava

monete, e rese

le

ricco monetario

quello ancora sepolto, dove

re

di

monete, e che

le

conseguentemente sosterremo, che

vi si rinvengono,

non daltronde

fondamenta, dimostrano ad evidenza, che


sue zecche ne coniavano forse pi del bisogno.

di altre

molti

individui

dello stesso

conio e tipo che

siano pervenuti che dalle sue zecche. Tanto pi,

ci

maggior parte, di piccolo bronzo, adatto non gi pel gran commercio, ma per lo scambio interno def paese e della contrada, non da supporre
che
vi simportasse con tanta difficolt dalle zecche lontane, come da Brindisi, o da altre;

eh essendo, nella

n dalle vicine Capua, Gaeta, e

tempi posteriori

ai

Napoli, per

tanta

differenza di

conio e di tipo.

aggiunger quello che dovr poi

ripetere nella 2.

Parte, pei

Re Normanni,
mano una

che, in 15 anni e pi, che ne raccolgo a Salerno, non mi venuto mai in

Napoli con S. Gennaro, n

Capua e di Gaeta,
di quelle che comunemente si attribuiscono alle dette citt, mentre vi si trovano in
gran copia Romane, Bizantine, Barbare e Longobarde di Benevento e della Italia Superiore. Il che ci fa chiaro intendere non essersi coniate monete dei Lorgobardi di
Salerno, e dei Conti e Duchi Normanni di questa citt, nelle altre zecche meridionali (2).
Ovvero, che Salerno ne avesse troppe delle sue, per non abbisognare delle altrui.
E procedendo oltre nel mio assunto; dir che per le monete dei Longobardi di
questo Principato, non dubbio, che non siano di Salerno, perch a quel tempo nesdi Brindisi col suo S.

Teodosio, n

di

di

aveva motivo od interesse a coniarle.


Pei Mansoni 3 e 4 di Amalfi, ritengo che le monete siano state tutte di Salerno,
sia perch il primo ebbe per circa tre anni il governo, e laltro non era che un Viceduca di Amalfi, vassallo e tributario di Guaimario IV (3); sia per le buone relasun altra citt

zioni politiche e commerciali fra

due paesi a quel tempo; sia per la ripercussione

che Salerno faceva sulle monete di Amalfi, siccome sulle proprie; sia perch nessun
documento ci assicura, che allora fosse aperta quella zecca. E in conferma della mia
opinione, ricordo la moneta di Mansone III, posseduta e descritta da Matteo Camera (4), con S. Matteo a! dritto, e Mx4.N DVX al rovescio. E quelle di Mansone IV,
con le torri di Salerno al rovescio. Ma la prima dei Mansoni riportata nel catalogo,
Tav. I. N. 25, e dallo Spinelli riferita a Mansone III. (5); io non saprei riconoscerla
per lavoro

di

meno di Salerno, per la rozzezza


a Marino Duca di Gaeta come ritiene

Amalfi, e tanto

e invece lattribuisco

(1)

Al Teatro Municipale.

(2)

Dei

(3)

Cos lo Schipa op

Re Normanni

(4)

Scoperta

(5)

Op,

(6)

Tavole

cit.

del...

si

parler nella

cit.

2.

Tareno Amalfitano pag.

pag. 140.
di

Parte.

pag. 130.

Monete

ecc. pag. 215-216.

22.

del conio e dello


il

Fusco

(6).

stile,

Salvo che


non

si

14

potesse provare, che per la lettera iniziale M. dei due nomi

abbiano voluto

Salernitani imitare per

Mansone

la stessa iscrizione e lo stesso disegno.

3. quella di

vale

rovescio indichi Amalfi, perch lApu avere ben

senza

di quelle

A, come

il

addurre

Fusco ne riporta due;

Marino

Mansone
di

Marino,

Gaeta, ritenendo-

in contrario

che

del

motivi e significati; e vi sono

altri

e la mia, raccolta nelle

arene

Sa-

di

lerno, n senza.

per quelle di Guglielmo Braccio

sapremmo confondere

Puglia, non

di ferro,

Drogone e
Capua

di

degli

altri

Conti

di

nostri tipi con quelli di

e di Gaeta; (1) e il ToGaeta


cominciato
a coniare pei Nor(2)
manni al 1062 o 1063, quando Guglielmo Braccio di ferro e Drogone erano morti,
il primo al 1046, e il secondo al 1051 (3). Onde, se queste monete ci capiteranno
le
riterremo di Salerno, che a buon dritto era la Capitale del Principato
e di cui e i
nini

avverte aver

ci

Capua

quelle di

e di

Regnanti e

tenevano

cittadini

Normanni

in

grande onore, riputandoli loro libera-

tori e difensori.

met dell undecimo secolo quando Brindisi potrebbe


contendere con Salerno, per le monete dei Duchi di Puglia e di Calabria e Duchi
di Salerno, Roberto Guiscardo, Ruggiero Borsa e Guglielmo. E veramente Brindisi,
emancipata per opera di Roberto dal giogo Greco, se avesse avuto una zecca, avrebbe
dovuto eternare leffigie e il nome di lui. Ma innanzi tutto, da ricordare come quella
di gi

citt tenesse

siamo

oltre

tenacemente pei Greci,

Normanni

ceni, o dai

la

cedevano

luno allaltro

gli altri,

dal

il

De Meo

Duca Romoaldo

al 837;

di

(4),

e altri

accennando

Benevento,

le

ma

al 1062, e

il

anche, disposta ad

combattenti erano

si

suc-

si

tosto erasi rifatta delle

alle porte

per assediarla.

fortunose vicende di Brindisi. Tolta ai Greci

presa dai Saraceni, e data alle fiamme,,

al 671, fu

ben tosto ricuperata dai

Greci.

noi poteva, perch nuovi conquistatori

Mori al 924. Roberto Guiscardo la toglie


Mori al 1062. E presa di nuovo dal Guiscardo

ed indi conquistata unaltra volta dai

ai Greci,

ai

diroccata e vinta dai Sara-

a brevi intervalli; per modo che, non

perdite e delle ruine, che altri Duci

Tanto

le tante volte

ritornava volenterosa

daltri,

onorare quel Principe pi che

che

si

greco Mabrica la riconquista

al

1067. Per la terza volta

il

Guiscardo

assedia Brundusiopoli, ed accorre alla difesa Mabrica, al 1070. Nel 1071, Roberto vi

Duca Ruggiero
invano assediata dal Duca (5). Ma

entra; e vi prende signora Tancredi di Conversano.

credi

ed ripresa da Tancredi, e

Il

Tan-

la toglie a

poi Tancredi si

sottomette al 1129; e Grimoaldo prende la Regia Torre, al 1131. Finch Tancredi ri-

nunzia tutto al Re, e Grimoaldo mandato prigione in Sicilia quindi Brindisi ritorna a Ruggiero Re al 1132. Allora assediata da Lotario al 1137 e fu ben difesaNon pertanto venne invasa dai Greci, al 1155. E poich la rocca non fu da loro
espugnata, cos il Re Guglielmo pot sconfiggere i Greci, e riprendere la citt, al 1156.
E in tanto alternarsi di assedianti, con grave danno ed eccidio dei cittadini, chi
pu congetturare
che vi si fosse istallata una zecca per far onore al Guiscardo ,
forse inviso, ma certo di breve residenza, e dinstabile e mal sicuro governo, poich
;

(1)

Le zecche

di

Capua

Conti e Duchi di Puglia,


(2)

pag

(3)

A. Angel, op.

(4)

Tomo

(5)

Ruggiero

ma

Gaeta erano

finora nulla

v-i

le
si

sole

74.
cit.

Genealogie Normande.

XII, pag. 215.


II.

allora Duca, e poi Re.

che potevano

rinvenuto.

plesso quel tempo

coniare pei Conti di Principato

pei

15

era costume dei Normanni, lasciato un presidio a difesa della rocca o citt espugnata,
andare innanzi a nuovi allori? E ben ci narra la Storia, che Roberto, al 1075, col
era allassedio di Salerno e

Amalfi; al 1078 allassedio di


Benevento, Capua e Napoli; al 1081, alla guerra coHImp. Greco Alessio Comneno,

nerbo dei suoi

militi

di

onde imbarcatosi a Otranto, estendeva le sue conquiste a Corfu, e fino in Bulgaria;


e dipoi al 1084 a Roma, con un esercito di 30000 fanti, e 6000 cavalli (1) per liberare
Gregorio VII, assediato nel Castello Santangelo da Errico III; e quindi, imbarcatosi
di nuovo nello stesso anno
riportava una gran vittoria navale contro ai Greci n
mai si ristette dal guerreggiare finch la morte noi tolse a Corfu, nel 1085 (2).
,

Adunque a causa della instabilit ed incertezza di governo nella pi parte delle


al tempo dei Normanni
per la debolezza delle guarnigioni
nostre citt
non meno
,

che per

listinto

dindipendenza e

di

conquista dei Duci e Guastaldi, posti alla custodia

e difesa delle citt occupate; e aggiungi

parteggiavano per luno o per


continuo armeggiare, e non

laltro dei

per

le discordevoli fazioni dei

Capitani

ventura

di

curava n la dipendenza dalla

si

si

era dappertutto in

Ducato

citt capitale del

di Puglia e di Calabria, chera Salerno, n la sudditanza ai

Duchi che

citt,

perci ritengo fermamente, che nessuna delle nostre

paesi, che

la

governavano.

eccetto quelle che

(3)

si

avevano un governo indipendente, e legalmente costituito, come Capua, Gaeta, Napoli,


Sorrento, che zeccavano solamente pei loro Signori, nessunaltra ha tenuto zecca, e
coniato monete pei Duchi di Salerno.

La

quale opinione convalidata da che nessuna

moneta

si

che

possa incontestabilmente attribuire ad

si

Salerno.

Non

ancora veduta, n

di

Roberto, n

di

pertanto

Guglielmo, perci
vorate a Brindisi

Promis

il

(5)

ci

rapporta che

mie lunghe

di seguito.

Alla morte

(6),

il

di

non

nulla ho

si

argomenti

potuto

(1)

Can. Paesano

Arturo Eugel op.

Memorie
cit.

Ma

Conversano ceduta
,

come

al

io

Re

fece per

della Chiesa Salernitana.

pag. V.

(3)

Giuseppe de Blasiis, La Insurr. Pugliese

(4)

Andato

ecc. pag. 217.

per ben tre volte a Brindisi, e giovatomi del consiglio ed opera dellArcid.

non meno che nella

fossero col rinvenute.

rinvenire.

pu arguire che esistesse per

quale pot allora farvi coniare una moneta di occasione

(2)

io

il

Guglielmo, avendo Ruggiero conquesta zecca . Ed io per primo dir, che

vi fosse stata al 1129,

storia patria, e collettore di monete,

nulla ho potuto trovare, n di documenti n di notizie di


si

ed

invero, Brindisi in detto anno fu da Tancredi di

nelle scienze sagre,

che

Meo

il

e ripetute indagini nei su menzionati autori, per sapere gli

dato pure, che quella

Ruggiero

di

Fusco provarono, che


siccome era prima soggetta al Duca

addotti a provare lattivit di quella zecca nel 1129

che non siano quelle

sue monete battute fuori di Salerno, dovevano essere state la-

le

quistato la Puglia, continu a lavorare in

avanti.

Guglielmo,

di

(4)

gi esisteva una zecca, nel 1129, in Brindisi; e

alle

Ruggiero Borsa, n

altre zecche

il

quella zecca al

chiarissimo Giuseppe Nervegna

il

eli

egli

Giov. Tarantini, versatissimo

aveva donato alla biblioteca del seminario,

tempo dei Normanni, n

di

solo che in quella citt possegga

cui, fra le altre serie, primeggia, per quantit e conservazione, quella dei

monete

di detto periodo,

un ricco medagliere, in

Normanni; interrogato da poco,

se avesse

monete dei

mi ha risposto quello che io aveva gi veduto


Normanna essere delle monete comprate a Roma,

Conti e Duchi di Puglia, e Duchi di Salerno Normanni della zecca di Brindisi,


e sapeva,

nulla

aver egli acquistato a Brindisi,

ma

tutta la sua collezione

nella vendita della collezione Fusco, al 1882.


(5)

Tav. Sin. ecc. pag. 40.

(6)

Giusep. de Blaiis op. cit: pag. 221.

tradimento obbligato a vendere


Coepit eo magis

sibi

timere

le

Ma

vistosi assediato in Brindisi e costretto

ad arrendersi, fu poi per forza, o per

sue terre per venti schifati, ed a giurare di recarsi a Gerusalemme; citando (Alea. Jeles, 11, 21)

vigiliti

schifatorum numero a Rege accepto, terris suis omnibus renuntiavit ecc.


Bari e Mileto

quantunque queste

16

conoscono

si

questo tempo, cio Ano al 1127, quando mor Guglielmo,

Ma

non ancora.

e quella

innanzi a

teneva signoria Tancredi,

vi

che non costa avesse coniato per Guglielmo, o si tenesse soggetto a quel Duca, come
doveva; e invece sappiamo che, fino al 1129, gagliardamente contrast il possesso di
dritti di eredit dello Zio Guglielmo. (1)
quella citt a Ruggiero, che veniva a ripetere
i

per

ultime parole del Promis, che alla morte di Guglielmo, avesse Ruggiero se-

le

siccome

al giudizio

opposto del Tonini,

primo da Federigo

Svevo,

l.

In fine, per le Incerte

Banduri

Paleologi

ai

di

che

(2)

zecca

la

di Brindisi si fosse

aperta per

1222.

al

cos

nella 2. a Parte di questOpera;

mie osservazioni

guitato a coniare in quella zecca, far le

Promis

il

Costantinopoli

(Le Incerte)

(3)

date dal Ducange e dal

Koen ad Amalfi

e dal

ma

pel loro tipo ve-

donsi essere di Salerno e di questepoca, per senza potersi classificare con certezza

Engel ponendo per

titolo alle incerte

des Princes Lombards contemporains

Monnaies Incertaines des Normands, ou

riconosce della stessa fattura e tipo delle

le

e della stessa origine di quelle. Inoltre, assegna

Normanne,
al duodecimo secolo, ma come
Ed io mi star al giudizio

Promis,

il

si

numismatici

prima a quale zecca

la

loro periodo dal nono

il

astiene dal classificarle.

di s autorevoli

le Incerte risolvere tre questioni:

aggiungendo, doversi per

si

appartengano, la seconda

qual soggetto rappresentino, e la terza di qual epoca siano.


l. In

glianza di

per

quanto alla zecca,


stile e di tipo

IV

sueto

Longobarde

le altre

Longobardo

tipo

il

nel rovescio della stessa figura


e la

indubbiamente
e

Salerno, sia per la somi-

di

Normanne

di quella citt

simboli, edilzi, leggende proprie di Salerno. Cos

effigie,

105, Tav.

con

le ritengo

Victor

cos su queste, di

come

incontra,

Vicioria

le torri di

Salerno

croci ed ornati per niente dissomiglianti dal con-

le

leggenda che spesso

N. 104, Tav. IV

al dritto del

e sia

Matteo del N.

S.

il

sulle altre

Victnri ecc:.

Mondo

Longobarde

argomenti, vi

agli addotti

oltre

Normanne,

ha preso, come Salerno, tanta vaghezza o,


diremo bizarria d imitare e contraffare le monete di altri regni o ripercuotere le
medesime, ora al dritto, ed ora al rovescio ; ed anche ripercuotere le proprie, quando
queste pi non rappresentavano il Principe regnante. E per, noi non riterremo per
Incerte, quelle che al dritto o al rovescio ci danno la nota effigie, o leggenda di un
Duca o Principe di Salerno, o Duca di Amalfi, abbench poco riconoscibile per una
quello, che nessuna zecca al

si

o pi percussioni subite. Cos quella del N. 18, Tav.


tere a sin.

SUL,

comecch

e pel tipo della persona;

confusa ed incerta. Cos, quella del N. 20, Tav.

Questa pagina di stampa era di gi sotto

(1)

Giuseppe Nervegna

torchi, ed io vi

Giovanni Leanza ambedue


,

eruditi

uno

Nervegna

di

esservi di

Ruggiero

Guglielmo Duchi

Normanne, solamente

Seminario nessuna moneta normanna,

normanna, n mai essersene col

Monaca

Picunati

punto parola

de Leo

Tonini op.

(3)

Op.

cit.

cit.

pag. 77.

pag. 205.

trovate.

e altre piccole

(2)

quelle

e tanto

di

Salerno

in

dei su indicati

rovescio

che

memorie

abbia uniscrizione

in nota,

d una traccia

siccome

ecc., o

monete Normanne,

in data dei 17

Novembre

corr.

di Salerno

e in tutto

in cui nulla d importante

si

il

e di

pregati, che

Nella collezione

nella collez. del

paese non possedersi alcuna

Seminario solamente

rileva

me

e in particolare di

nella vendita della Collez. Fusco al 1882

Duchi

di

miei amici di Brindisi

altro in paleografia, da

di cronache, conservarsi nella Biblioteca del

memorie

si

al dritto ci

numismatica, e

mi rispondono

comprate a Roma,

meno

al

ho dovuto aggiungere

cercassero ancora un altra volta in quella citt, se vi fossero cronache

Roberto Guiscardo,

I.,

eh di Gisulfo I. per le let-

I,

il

Padre

monete Normanne non

della
si


Guaimario IV collomega; e

17

due Augusti Bizantini.

al rovescio

N.

quelle dei

23,

24 della stessa Tav., sulle quali nessunaltra zecca avrebbe coniata lOpulenta Salerno,
ecc. 2.
N riputeremo incerte le monete, di cui la leggenda non ancora si interpretata,
per manco

di studio

certe, soltanto quelle

di confronti

che per nessun

ben conservati ma chiameremo indaranno indizio del Regnante, a cui riferirsi.

individui

modo

ci

Tali son quelle dal N. 104 ai 117, Tav. IV, e quelle che verremo notando di

3.

altre collezioni. Delle quali Incerte, se ci si

deremo

domander che rappresentano, noi risponMater Dei o la

Cristo, Christus regnai, Christus imperai, o la Vergine,

il

Croce, simbolo prototipo di nostra Religione, con Amabilis o Salus nostra, o In hoc
,

signo vinces

ovvero

il

Santo Protettore della

Sanctus Mattheus.

Citt,

epoca, apparisce evidentemente la differenza di due disegni e conii, avPer


uno pi rozzo ed informe ad imitazione delle Bivertita anche dallo Spinelli (1),
e laltro pi elezantine; ad es. quelle dei N. 107, 108, 109, 113, 114 ecc., Tav. IV
gante e forbito a foggia del tipo Longobardo, ad es. quelle dei N. 104, 105, 110, 111
le prime, pi anecc. della Tav. IV. Laonde si debbono riferire ad epoche diverse
pi
e le seconde
recenti
al finire dell untiche, al principio del secolo undecimo

decimo

al proposito,

per la seconda volta domando

sporre la mia opinione su


golato

che

il

nuovo numerario Salernitano,

al

il

nome

che mi

si

del principe, e la

permetta

Come

e-

fu re-

undecimo secolo, mi penso


ampia facolt nella creazione
alterarono la leggenda cufica dei Moezcroce. Ma la croce nel mezzo delle in-

cominciare

campo,

onde vediamo, che questi allora

aggiungendovi

ai lettori

motivi che diedero luogo a questa moneta.

ai zeccatori si fosse dato pi libero

dei nuovi tipi;


zini,

e nel duodecimo.

dell

e pi

vocazioni Maomettane, non era di certo una manifestazione religiosa, sorta a caso o

per capriccio

sibbene ispirata da rancore, da vendetta, da una reazione sempre cre-

scente a misura delle angarie, saccheggi e stragi

metto facevano
di

bronzo,

si

dei Nicefori

in tutte le nostre contrade.

attennero ad imitare
II

e III e dei

Comneni

follari di

dalle

che

Saraceni in nome

monete

di

di

Mao-

oro passando a quelle

Zimisces, dei Costantini XI, XII e XIII,

ecc:, rappresentanti

che dovevano promettere ed assicurare


turbe dei Musulmani.

il

Cristo, la

Vergine e

poich questi per lunga pezza furon domati

s,

ma

Croce,

la

la vittoria dei Credenti su le feroci e

ingorde

non

vinti,

continuossi per lungo tratto a simboleggiare Cristo e la croce, ma richiamando lo stile


barbaro Bizantino a quello pi elegante, e allora per anco nazionale, il Longobardo.

(1)

Op.

cit.

pag. 60

Nte.

AYYlHTINi:
Abbench, con questOpera, mi sia proposto esporre solamente le monete Longobarde
e Normanne delle zecche di Salerno, pure ho voluto nelle Tavole premettere, e nell'appendice alle Descrizioni, illustrare delle poche monete Longobarde dei Principi di
Benevento in parte favoritemi dalla cortesia dellEgregio Raffaele Lanzara e nella
,

me

pi parte da

trovate nel littorale di Salerno; che soggetta a quel Principato, doveva

averle in corso a preferenza delle Bizantine


fatto ragione

che gradisse

ai lettori,

non avendole mai avute sotto


la perfetta somiglianza

di

precise nel disegno e nel


e

imperfezione

quali ignorano

tipo

il

potranno

medesimi

come

la

confronto delle Beneventane

al

leggenda e tipo

da Gisulfo

in poi

di quelle si sia ritenuto

come per

tutto

il

periodo Normanno,

le

corone, scettri, e abbigliamenti reali alla Bizantina, e alla Longobarda.

di

poco interesse

numismatici, per

successive

un tipo nuovo e una leggenda speciale

per ogni regnante; non lasciandosi dimitare fino a quasi

ai

ho

ben disegnate, non abbiano potuto scorgere


e sono le pi eleganti e
conio; mentre in altre autonome scorgeranno quanta rozzezza

dato

si sia

Beneventano,- ovvero, che

e continuato da Siconulfo e successori nelle zecche di Salerno, e


,

tanto

agli occhi

colle Salernitane-Longobarde, notare

modificazioni

ad imitazione.

e di quelle

alcune colle antiche Bizantine

abbiano.

si

N saranno

singolari ed inedite che vi osserveranno. Dip-

le

numeri 117, 118, 119, dar incise tre monete dei


Longobardi dellTtalia Superiore, e di quelle zecche; delle quali una del Re Rotari
e le altre due di Regnante incognito, e ripercosse; tutte e tre interessanti pel loro
pi

in

fine della

Tavola IV,

nei

tipo,

perch

il

rovescio della prima pu farci intendere

vescio delle seconde,

E; restando

le altre

le

due prime lettere del ro-

confuse per la ripercussione.

queste,

sar vano ripetere, trovarsi a Salerno, dappoiech colle Bizantine, e quelle ad imitazione, facevano parte del numerario Salernitano. Ma lultima della stessa Tav.IV, N. 120,

Romano

di

il

desima, e per
2.

con due rovesci, ritengo della zecca


le

Delle monete ribattute

mi abbia per

io

Salerno, per lo

dichiaro inedite soltanto

rovescio, dessero un tipo finora ignoto.

tunque

di

stile della

me-

molte che se ne trovano, e con svariato rovescio.

mani

per quelle da

quelle

me

pi degli Autori che ne

che

dritto

al

o al

dichiarate inedite, quan-

hanno

trattato

pure non

e delle
mi ritengo per infallibile siccome
leggende monche, o in disordine; e nello assegnare le diverse monete. Che anzi accetto
qualora approdino a
di buon grado le osservazioni ed ammende che mi si faranno

nella interpretazione delle lettere iniziali

chiarire solidamente le incertezze ed oscurit di quel periodo numismatico. Onde, nella


2.

parte non

mancher

di ritornare alla

prima

se far

bisogno

per supplire alle

omissioni
correggere il gi detto o aggiungere altre monete che nel frattempo mi
perverranno. Non pertanto
dichiaro aver sempre seguito il giudizio di chi mi ha
,

preceduto in questi studi, piuttosto che

il

mio; meno quando la verit mi

con tanta evidenza, da non poterla n occultare, n contradire.

si

mostrata


Non ho

3.

19

tenuto conto del peso delle monete, bens del diametro in millimetri,

ha dato solo il peso in acini, e del Fusco che


non ce ne ha dato nessuno. E alle Descrizioni, ho fatto precedere il numero progressivo
per tutte le monete riferite alle zecche di Salerno, e un altro numero indicante quanti
individui mi abbia di ciascun tipo della mia collezione. (1) Ancora, la pi parte e forse
tutte le monete Longobarde e Normanne delle zecche di Salerno sono contornate di
puntini, che altri chiamano perline, o granatine; in circolo, o in semicircolo, o in
segmento di circolo epper dove si veggono, accenner colle sole parole in cerchio
eccetto per quelle dello Spinelli, che ci

o in giro di punti

o di perline.

Delle monete non mie,


te quelle

ma

non pubblicate, e quelle della

me

sono state da

di altre collezioni,

vedute e studia-

cui verace interpretazione potevasi dubitare;

cos la collezione Stigliano-Colonna, a Napoli, e quella del

Lanzara a Salerno

e la

moneta di Mansone della collez. Santangelo col bove al rovescio e la collez. del
Nervegna a Brindisi e del Museo Provinciale di Lecce, diretto dall intemerato paDuca Sigismondo Castromediano
triotta e insigne archeologo
le quali due ultime
a
mi daranno motivo a citarle nella 2 parte. N mancher di studiare quella del Tafuri, che ceduta al Museo Provinciale di Bari, e aumentata col Medagliere del chiarissimo Direttore Comm. M. Mirenghi
mi sar di pi facile accesso, per ritrarne
nuovi e validi argomenti al mio assunto (2)
e cos quella di Torino descritta da V.
Promis senza far menzione di quella del Museo di Napoli, poich a vista di tutti,
ed stata accuratamente esaminata da A. Engel e delia collez. Fusco che non
possiamo rivedere altrimenti che nei disegni e cataloghi pubblicati perci che per
quello che sappiamo, non ci rimasto altro che le Normanne del medagliere Nervegna di Brindisi.
Alle descrizioni delle monete far precedere una Tavola cronologica dei Principi
riportata nelle Memorie per servire alla storia
e Duchi Longobardi di Benevento
,

della Chiesa Salernitana del Can. Giuseppe Paesano, portento di


trina

ed un altra dei Longobardi Principi

nel suo Principato

si

e di dot-

Salerno, attinta da Michele Schipa, che

Longobardo di Salerno ha saputo, con tanta diligenza

raccogliere quanto di pi vero e certo

tica,

di

memoria

poteva

di quel periodo.

e retta cri-

Dipoi, un cenno

Governo di Amalfi, da prima del 800 in poi, e la genealogia di Mnsco Cornile


proavo dei Sergi e dei Mansoni, che nella Storia di Amalfi ci descrive il Cav. Matteo Camera, per cui nessun elogio pari al merito, per tanto lustro che ha dato alla
sua patria, e tanto interesse e luce che ha fatto alle memorie del Reame di Napoli,
sul

in

una

(1)

Preceduto dalla lettera

(2) Si

nomata

vita indefessamente laboriosa.

in fine,

somme

tuttora volenterosa delibera vistose

provincia. Nel che, per fortuna,

che con amore ardente

in

nostra lingua la

moneta.

dia la meritata lode al Consiglio Provinciale di Bari

collezione.

porger tradotta

che tanto

si

adoperato,

da

farsi cedere

una

ricca e ri-

si

per acquisto, conservazione ed illustrazione dei Monumenti della

suo buon volere corrisposto e incoraggiato dalla Commissione addetta allo stesso Museo,

il

alle gloriose

memorie

del paese

con gusto e intelligenza non comune

risparmia cure e denaro per dare ai presenti e lontani una splendida esposizione delle antichit

e con
,

volont tenacissima

veramente interessanti

non
della

Regione Barese.
Il

Presidente del su lodato

collez. Tafuri, giovandosi

per

Consiglio, nonch della Commissione,

ha

Lingue Orientali

in Napoli; e ne

di mille Lire, di

forma ottagona a piramide,

di

Comm. M.

interpretazione delle cufiche, del Sig. Gibara


classificato tutte le

e chiusa

un guerriero Normanno, e contenente 800 monete,

da

monete

e riposte

Mirenghi, ha di gi studiato ed illustrato la

arabo

di

Damasco

cristalli all esterno e nell fnterno,

delle quali 600 di oro, e

Professore al R. Istituto di

un medagliere espressamente costruito


200

del costo

sormontato da una statua in bronzo

di argento, e di

rame.


genealogia

Normanna

Principato, e

Duchi

di

A. Engel

di Puglia, di

ma

Ed

ossia

come

la pi

quanto riguarda

Conti di

proponendomi ripresentarla

accurata e completa

obbligo di esternare
stati di

miei sensi

ammaestramento

per primo, al Princ. San Giorgio Spinelli, di cui

quante

di

si

di

venerazione e ricono-

e di guida in quest Opera.

Engel dice: essere

numismatica Longobarda-Nor manna meriti di essere studiato


vcdga di pi della riputazione ; per secondo, allo stesso Ar. Engel

per
to

parte

in

lo innanzi.

ora mi ricorre

scenza agli Autori, che mi sono

Calabria e di Salerno

intera e originalmente nella 2 a parte,

siano avute per

20

la

il

solo che

cui meri-

il

che

di

Fran-

Normanna, iniziato dallo Spimonete Normanne, che non sar

cia venuto tra noi, ad animarci allo studio dell epoca


nelli e dal Fusco, compilava un opera sulle nostre

mai superata per


genza.

le

lunghe ed accurate indagini, per

ancora, debbo rendere grazie

al

diritto criterio

Direttore del

Museo

di

ed

alta intelli-

Napoli, Cav. G. de

Petra, che soventi volte mi dava libera entrata a quel Gabinetto numismatico e Biblioteca, e facolt di

domandare checch abbisognasse

alle

mie ricerche

all arti-

sta Francesco Saverio Forgione (1), che gratuitamente, e con molto disagio, si prestato a farmi i disegni delle 4 Tavole di monete, ritraendo queste artisticamente e fe-

delmente dal vero.

(1)

Oggi, Pretore di Cava de Tirreni

21

CRONOLOGIA DEI LONGOBARDI

Duchi

Benevento

di

591
591 640

571

Zotone,

Arechi

I.

640 642

Aione

642 646

Rodoaldo
Grimoaldo

I.

646

Romoaldo

I.

671

Grimoaldo

II.

Gisulfo

Romoaldo

I.

II.

Adelao
Gregorio
Godescalco
Gisulfo

II.

Luitprando

671

687

687 689
689 706
706 731
731 732
732 739
739 742
742 751
751 758

Principi di Benevento
750

787

Grimoaldo III. 787


Grimoaldo IV. 806

- 806
817

Arechi

ir.

Principi di Salerno

(1)

Siconolfo

839

-849

Ademario
Ademario solo,

849

856

-861

861

Pietro e

Guaiferio

(si

Guaimario

Sicardo

(3)

Guaimario
Gisulfo
e

II.

al

Can. Paesano op.

Schipa op.

(3)

Accecato

al

(associa

il

figlio Gisulfo al 933.)


il

Princ. Pandolfo

propria moglie

895?

946

946

-977
-978

padre Pandolfo Capo978

Giovanni

diferro

Mansone

880

- 895?

977
al

856

II,

880

Pandolfo associato

981

I.

-981
-983

Lamberto (associa
figli, Guido
al 983, e Guaimario III al 989)
983 -999
Guaimario III associa i figli
Giovanni III
999- 1027
al 1015, e Guaimario IV al 1018)
Guaimario IV (associa
figli, Giovanni V,
Giovanni

di

nel 1037, e Gisulfo II al 1048)

Gisulfo

II.

cit.

al 901.

Guaimario

figlio

Pandolfo solo,

cit.

895?, morto

il

974 associa

e Siconolfo a Salerno

(2)

(associa

Gemma,

Al 839 Radelchi a Benevento

{1)

associa Guaimario al 877,)

al 893.)

817 832
832 839

Sicone

(2)

Schipa op.

cit.

74, 78.

1027-

1052

1052-

1077

GOVERNO

22

DI

AMALFI

<

]>

Amalfi, prima del 840, era retta dai Prefettura, poi dai Giudici e Patrizi Impeed in seguito dai Dogi.

riali,

Primo

Prefetturio, Sergio figlio di Gregorio Comite,

In

dipoi Sergio di Costantino Comite

poi Orso, poi Cunari, e

(2)

nominarono due Prefetti annuali


Lupo e Giaquinto Comite
Marino Comite solo
Orso e Fluro Comite
Musco e
Sergio Comite
Leone e Mauro Comite
Orso e Sergio di Marino Comite
Sergio figlio del medesimo
Mauro Prefetturio
Buono e Giovanni Comite
Marino
Guaimario e Giovanni Comite
Orso, Mansone e Sergio Comite
Lo stesso SerVitale, Sergio e Mauro Comite
Mauro solo
gio
Orso Comite
Sergio figlio di

seguito,

si

Pulcari Di nuovo predetto Sergio Nel 844 troviamo per Prefetturi Marino e Sergio per 15 anni e nel 858 Mauro
Atto ed Ot

Sergio e poi Orso 867-868


tone, Prefetturi ancora nel 862
Marino
Luciano
al 869 Sergio, Pulcari ed Arniperga, 874-883 Sergio
Leonato, 883-884 Sergio
Turcio 884-889 Mansone, per 18 giorni, 890 Marino
D. Leone,
denominato Fusile,
per 6 anni e mesi Mansone
Don Leone,
Don
Drosa, 897 Nel terzo anno,
Orso, marito
Prefetto Mansone assunse per collaPietro Comite

per 20 giorni

il

IT.,

figlio di

di

di

il

figlio di

II,

di

terale

figlio

il

figlio di

figlio di

il

Mastalo

rica; e suo erede fu

(900). Il detto

I.,

detto Mastalo

il

govern per anni 52

I.

Mansone per primo


al 914.

fece ereditaria la sua ca-

quale per primo prese

Il

il

titolo di

Leone nel 921, e laltro figlio


Giovanni nel 939; e morti questi, prese per collaterale ed erede Mastalo II iuniore
figlio di Don Giovanni ed Androsa, al 950. Ma egli fu ucciso al 952; e gli successe il
detto Mastalo II, che govern per anni 9, e mor al 958.
Il primo Doge fu Sergio I, dal 958 ai 966, col collega suo figliuolo ManDogi
Giudice

associando

il

figlio

sone

III

Mansone

Salerno al 981, e

III

govern per 46 anni,

lo tenne fino al

Mansone III, nel 984,


dre Mansone III, nel 977,

tello

associato

dall

Sergio al 1030,

citt,

usurpa

il

usurp

il

Ducato

di

Giovanni

governa per mesi 22

il

quale mor al 1007), govern anni 30

suo

figlio,

fu spogliato al

Questi govern dal 1034 al 1038

pata la

Adelferio

1004

I.

Principato

Amalfi al

di

fra-

associato dal pa-

Sergio

II

Doge,

avo, nel 1002, governa col padre fino al 1007, e solo dal 1008. Al 1014

associossi Giovanni IL
figlio

984

fino al

mor

Giovanni

Doge, associatosi

il

1034 del Ducato da Mansone IV suo fratello

al

1028

II

Guaimario IV che, occuquell anno richiam Mansone IV


altra volta Giovanni II, e Sergio.

e al 1039 fu rilegato da

tenne quel Ducato fino al 1042, e in

Dal 1052 al 1069, un


a governare fino al 1052
Dal 1069 al 1073, Sergio e il figlio Giovanni III. Dal 1073 al 1085, Roberto Guiscardo con Ruggiero suo figlio. Da Febbraio a tutto Luglio 1088, Gisulfo II. Prin. Lon-

gobardo

di Salerno.

fitani, ribellatisi

Dai 1089

al 1096,

il

suddetto

Duca Ruggiero. Al 1096

gli

Amal-

a Ruggiero, nominano a Doge Marino Sebaste-Pansebaste (1096-1100)

Al 1106 Ruggiero Duca ricupera Amalfi, ed ha per collaterale il figlio Guiscardo II,
Alla morte del Duca Ruggiero
e morto questo, 1 altro figlio Guglielmo nel 1108
anno in cui mor, e vi successe Ruggiero II Conte
continu Guglielmo fino al 1127

di Sicilia, dal Luglio 1127.

(1)

Matteo Camera op

(2)

cit.

eognomi cominciarono dalla

fine del

decimo secolo

Matteo Camera op.

cit.

23

co

IO
S03

CO
co
co
C3

E
<C

^
_2 "2 3
oo
r

oi
^
^cxi
03

O
CC

gS

ri

'

5h

53
S

ra^2 '-s
o

co

53

-S

-S^Si-a^r
3 p 2
u 2O
03

Cd

co
s=
03

>
O
cn
03

o
ss

;-H

c3

CD

ri

"O

feD

63

gsggs
g
M

63

<

-O

"rf

03

.2
D

o o o
<

03

cr

o. O >.

63

o
O
in
63
P P
S

ri
03

bc

3-h

oo

03
t>

.O

Ci

b0

o-1
i

03
^*f

H
M

W
25
s 2
^ O) S
^
^ 5 <D
0
S2
H o
o2
o 2 M

ri

03

03

03

t_U

<

C/3

03

sa
"
o

bD

63

63

"g 50

p
P&
<1

K
M S'oP

cO

o
s

.2

rn

03
63
in

</>

o
C

"03

<

CD

63

P
<1

CD

23 23
1

63

t
05

II

24
3

*-5.23

3 _, ,_, a.
O.So g-O s
i-H < d
O
"3

H-d

'Tu

C/3

,p,

S o
ir

*n

S3-

c
s -,5 C

..S^H

Jd

O ph 3o W
briO ri
ri

Ph

ri

ri

<D

5
i

bp

PO

o
o

o
o

c-'t c o-a
0.2

.a

CD

cd
-z

|Sjtlfl
S.B
^

c5

fi

,9
a
O 4.
T3 W
f ,2

rii

'

55 -*

cd

13

o
-(.H

3
S
s>

P-t

cS

Q^

.rh*K

rig3~
O
S3 ^^3 .5

to

ce

rC>

<1

fi

<x>

ai

2r"^
fi

ce

c w5

tls^Kd

-d

;=!
1-1

K)

s.-g^
cd

g.2
c *

io

00

^3 O 2wn 2
_2 > <^ C-rH
wn3
aJ

_g

cd'- b

<i)

i?

ce

3)

03

VO

Ce

<

H d

^ _
d g o

on a
C

r.

go
a

_
-_cs

^3!

- S

fi

>

,50

<d r^>
S-

rr

^ O
.

03

72
ce

S 3^ coo
a

00

O
_>

Co

_ a?

-+-=

o
o

oO

<D

fri

fi

z
fi
o

'd

<i
fi
fi
fi
hH
fi
fi

<1
H

O o
o
o

n3
-

o2

2^

ce

rd

03

cu

CJ
Cl

s *>

ce

fi

g
a a

t-t

ce <73

ce

co

a
^.2
OD
Op

o o

^o

ol

3c.S

sa
n.

<x

'

(V

<p

s o

-*

PK
fi

"to

tt

ce

a c

fio o

2h

^ -d

HO_
<D

i
o
s S

ce

ceio.

C3

r,

.
.

o
C.S
O 2
ce

fi-.-

OH

> <-,

vt>

5 fegm

w
g

-S

ce
N.

e 2
;

Td dd rd

r~.

Ce

a.i

bc

a-; :3-^ .StsJ


..
'S- .3,
fec

Ss

PI

ecc.

ce

o 2 o g
a m a.
c-, 3 CO
w dTa
o dD

2OU
ft

gH

C8

4j

Sa.l

0^3
J
o
M

hp <n
d,cc
CO 't

'

-|d
c
s u
^3 ce <r
^ fi

^73

03

-'d

l,fS.S

<?

<

/-s

-d

j.

Ph.<

4^3
bo
_

a>

.2^

O
&
M
^

So

g
Cd^

cd
.

"

_i<

fi-

w-3

Uoo ,Hcd-cS
O
d

03

e a

_r
o-a o

o I a S 5

ce

o u

c5

ft

tei'

03 *r+

g
sSCoJ a?o

2 c.S S

d o

ce

&D

aa

a-3 O
g O
2^ ^ Pi
C 02 d

P C
ce

td

2fi

o
o

o
d

r/5

ce

03

^ p P

-*-'Od

f-s.-sj

ft

fl

.5
72

i^

ce
cC

fi

bfi

x2

5^

O a ^,.S
tea

-O

lai
p - i'Sxsl
-a h go
1s3
3,
a &2
od a

..

o rd

Si
d
>

r^i c
03
Oj

,c2

13 OS
U'
M d -h
cc

c2 S-2
o
d o
d ^ ._
a < a g
m

'

33

a S

33o'
-a .

-lj>

=d

-5^' 3
O cdO
a

fi g.;

ce

.2
H3

Qd

^ 'd

|P-3^

go
W S

bU'4U 0>

H;- c

05

--

gg3.Si2 3

w,fibb

~ S w ?3
o
s2m

ctf
o cd

5 .3 u? "A
~ -(S

cd

o
5 Q.i

;-S3c>5 a

-j

ir

?s

3Ug.| PiHbC^
3

d "S c cd
9 P C 2 Cd Cd J do cd
S S 03 g?TlSo

2-2

fe Cdri
.9 SR

2 2 1;SS

o-o

CO

Td2

dea

ce

ce

oud

fi"

^Od

p-i

fi

fl)

d>

"c:

^ H-p

IO
oo .2

'g 3

Sofc'*
.

<D

u d

^
"
c

O 03 m
O Omj
d d ^

ce

.X.

03

ce

ce

03

03

&.

-d

-Sis

ce

03

03

03

2.H

'o
T3

.cu

ce

XJ

03

gd 3 no'.~
P3 ^C
li o
p d
fi
- ^ O W)
C
uJ
d
_
2 o^_
^ 6
a T3
wfa
gh i-H
3e ^ ^

-fi
03
#

fn
'

H^tia

Oh il

'cb_2

CO

-d

cd

(ri

<D

fi

fi

d d
C5
a <a

c3

ce
-

ce

O -a

w tj

'

ce

H-p>

-fi

cc

a
o

^
,eO

ce.

"bb

o H-3
o
d d

.2

03

ce

cc

fi

ri

tl
:

<32

<
1

ce

fri

.tf

k 5

ce

f,

.5
>

fd
t

3P^*C
3 ,5*

^ ^O LDcju5 2 p-o
rH
O -3
oo
2 ^ 2 ^IcSl
fi!
S.W3 3 3 a

pd

p3

o P rrt
g33 5
c
bo o-c'
S'S p
ed

3c

<

^ 5 -dg
t3
CL,
s
so- a g
Ot
s-st
e
ci
5 Cu g d ce <d

t/3

-2

pO

-.

Ugo

o^o

t a-g
o
c
Cd o g
<
u
bc,d
2 ri
o h
ao 2<1i<Ocdr-i

03

bt-<d

ce

Sii

_ C
c^
2 03 ce o Or'
fi >

<tj

ctf

<d

03 PC

o ^ OlO
_ E2 5 T3 o>
2 o 2 ce o

w
feX
^ oP O*

.ri

b> 5

}'
T3
g
s>g 00
M ft. o
2
a
-

oO-~

c--<

o-o

c .

.o gffl o--

S^-Sglg

i
Oj c

-sa

?o

B o

""'

es-

SE-i'g o
03

.2

od

ce

o
5

Nrmande.

od-P

Ph

o
p2

ce
C3

O
o

fi

Oh

Genealogie

_1
>
CC

ce

03

cit.

ce

Hh

ce

o
ord
o

TO

tD

<d

4J

,p

3
c
o

<r

2^2

03

JD

o
:

<

Engel,

PS
03

5/3

A.
,

(1)

'c-.gr

^3
Si

^ "o

ce

fi

O
cd

bD

o
-

{.

<

fi
?cd 1^3 5;
Sife

^.fe

fi

ce

SirH

g
^
Pq Sq-,
cvf^

op.

fi

03

fi

fi

gj

fi

S
Sri

oS
.

DESCRIZIONE DELLE MONETE


Dei Longobardi

Principi di Salerno

Puglia; dei Duchi Normanni

Duchi

dei

Amalfi

dei Conti e Duchi

di

Salerno, e delle Incerte; delle zecche Sa-

di

lernitane.
1.

Siconolfo (839

849)

(1)

SICONOLFVS

Busto del Principe barbato, e con diadema sormontato dalla croreggendo nella dritta il globo crucigero; nellarea, a dr. un bisante.

ce,

R/ VICTOR PRINCI Croce


piccola croce fra S ed

potenziata sopra tre gradini,

Collez. Santangelo, pag.

gendo

PRINCE BENEBENTI

2.

altra

oro, mill. 22,

COND.

e sotto

Croce potenziata sopra

tre gradini, fra

Croce, alle cui estremit una delle lettere S

R/ MIHA A RHANGELV

sommit

3; e Spinelli, pag. 1 e 138; in cui erra in leg-

PRINCIP,

rovescio

al

alla

CONOR;

con due bisanti; sotto

I,

F.

un bisante

ed un punto; ar. mill. 18, Collez. Santang. pag. 3; e Spinelli pag.


con MIHAE al dritto.

e 138,

Simile.

3.

R/ MIHAE

A RCHANGELV

Croce potenziata sopra

tre gradini

fra due

punti; ar. mill. 16, Collez. Santang. pag. 3.

Simile.

4.

R/

MIHAEL A RHANGELV
a

un punto; ar. mill. 17. Museo

dr.

PRINCES BENEBENTI

5.

R/

ar. mill. 18,

PRINCES BENEBENTI

Museo

Ai

Croce potenziata su

I.

tre grad., canton.

de S. Quintino, op.

R/ MIHAEL A RCHANGELVS Croce potenziata su


A A; arg., I. de S. Quintino, op. cit. Tav. II. N.
Pietro e

9.

>*<

e su-

da due

DOMNVS PETRVS

SCNF.

cit.

Tav.

II.

N.

3.

Croce canton. da SCON.

SCNF,

Croce potenz. su tre gradini, canton. super, da

e infer. da SI; arg.;

PRINCES BENEBENTI

8.

pag. 3.

Croce, canton, da una delle lettere

R/ MIHAE A RHANGELV

ed a dr.

sin.

de S. Quintino, op.cit. Tav.II, N.2; e Collez. Stigliano Colonna.

I.

PRINCE BENEBENTI

di Napoli,

SICONL.

e un punto.

punti; arg.
7.

Croce potenziata su due gradini; a

MICHA A RCHANGELVS

Napoli, pag. 3.

Croce, alle cui estremit una delle lettere

perior. cantonata da

R/

di

sin. bisante,

Croce, ai cui estremi, e nei due canti superiori

MICHAE'ARCHANGELVS
un punto;

6.

Croce potenz. su due gradini, a

A (ternario

849

856

tre grad., canton.

(2)

Croce potenz. sopra quattro gradini, e la base fra due

bisanti, sotto A

(1)

Promis. op.

cit.

pag. 203.

(2)

Promis. op.

cit.

pag. 203.

E
E

da

4.

Mich. Schipa, op.

cit.,

pag. 20, 21, 22.

Schipa op. ciL pag. da 34 a

39.


R/ PRINCES VICTOR Croce

ADLMR;

sotto

ONOR;

26

punte

alle cui

ar. mill. 18. Collez.

Ademario

(856 861)

Santang., pag.

3.

(1).

>?<

19, Collez.

delle lettere

Santang. pag.

PRINCES VICTOR Croce alle cui punte e centro, una


sotto O N O B.
R/ MICHAL ARCHANGELVS Croce, sopra tre gradini

10.

una

e nel centro

delle lettere

fra

ADMR;

e D, ar. mill.

3.

Guaiferio (861

880

(2).

^ WAIFER1VS

11.

R/

PRIN

ARHANGELVS

Spiga eretta.
MIHA Croce sopra

ERI WAIF VS P.
R/ M. ARHANGELVS
pag.

WAIFERIVS PRIN

R/

*J<

mezzo.

mezzo croce su due

gradini, fra due punti o glo-

Fusco

Tavole; pag.

7.

Nel centro piccola croce, intorno a cui sono disposte

A NTVS MIHAEL

Nel centro sono

CJ-isulfo I.

(933

de S. Quintino, op.

I.

977)

(3)

Moez Leggenda cufica in due


R/ Legg. cufica in due giri, e
mill. 15,

Leggenda

in

due righi

leggenda (Santus Mihael Archan)

Tavole; pag. 220; e

16. (MI)

e Spinelli,

3;

C E P

ultime quattro lettere della leggenda (Vaiferius Princeps)

lettere della

15. (MI)

nel

ar. acini 20, Spinelli, pag. 1 e 138; e Collez.

226, Tavola IV, N.

le

Napoli, pag.

di

1, e 138.

betti;

*<

Museo

Croce, ar. mill. 17,

* WAIFERIVS PRN Cardo


R/ ARHANGELVS MIA Nel

14.

D;

13.

Ae

17, Collez. Santang., pag. 3.

ar. mill.

12.

due punti e fra

tre gradini, fra

mia

collez.

Tav.

I.

cit.

Moezzini, dal 952

giri, e nel

nel

ARHN,

le

II,

al

978

N.

6.

mezzo cerchio con puntino

riport. dallo Spinelli,

19 Fusco.

(4).

mezzo cerchio con puntino

N. 13;

ultime quattro

ar. mill.

tav.

S.

al centro.

nel centro, oro;

Tav.

A. N. 10.

non leggibili.
2. Giro. Non vi altro Dio, che Dio, Maometto il Legato di Dio ed Aly
1 amico
di Dio. Nel mezzo, cerchio con punto nel centro.
R/ Leggenda cufica. l. Giro L Iman Moez invita al culto di un solo Dio
cufica. 1 Giro, caratteri

eterno.

E1 Moez ledin

2. Giro.

illah

con punto nel centro; oro,

mill.

18

portata e tradotta dallo Spinelli, pag.

(1)

Promis. op.

(2)

Schipa, pag. 41 c 60.

(3)

Schipa, pag. 84 e 100.

(4) Spinelli,

cit.,

pag. 203; e Sciupa, op.

pag. 229.

cit.

Nel mezzo un cerchio

Principe de credenti.

pag. da 34 a 39.

mia
2.;

collezione, Tav.

Tav.

I.

N.

14).

I.

N. 14.

(ri-

27
17.

(M2) Simile alla precedente,

N. 15.

(riport.

di

diverso conio; oro, mill. 16, mia collez. Tav.

dallo Spinelli, Tav.

ma

Altre 19 cufiche, simili alle precedenti,

18.

pag.

nelli

19. (M8)

1, 2,

3,

OPVLENTA SALERNV

I.

astro.
citt di Salerno,

bagnate dal

mill. 24, 23, 22, 21, 20, 17,

SVL

21. (MI)

barbato, con berretto

di fronte,

mano dritta; a dr.


Mura e torri della

15, mia collez. Tav. 1. N. 16.


con
altro
precedenti,
conio e disegno, rm. mill. 16, mia collez.
N. 17 (1).

mare. rm.
Tav.

diverso conio, descritte dallo Spi-

di

Busto del Principe

sul capo, e scettro nella

20. (M2) Simili alle

15).

175.

GISVLFVS PRINCEPS
R/

N.

I.

Busto del Principe

di fronte

con berretto sul capo e scet-

tro nella sin.

R/

FV DORI FE

22.

rm,

ribattuta,

NIR9 ^jVcoID

co

Gisulf Princeps

OPV
lez.

ERN. Mura

PAL
2.

Mansone

(1027

l. Giro,

caratteri cufici, e nel

Caratteri cufici, e nel

Duchi

1052)

(2).

140

Amalfi).

(3).

mezzo cerchio con

mezzo cerchio con punto;

l.

Giro

punto.

N.

e nel mezzo,

mezzo cerchio con

cerchio

con punto.

punto, oro, Spinelli, pag. 5, Tav. 1

8.

l. e 2. Giro, caratteri cufici, e nel

l.

oro, Spinelli, pag. 4. Tav. 1 N.7.

TSA...GRA...

2. Caratteri cufici, e nel

Giro

pag. 6. Tav.

e nel

XXIV.

L iscrizione al rovescio poco o niente

(2)

Schipa, op.

cit.

pag. 101.

(3)

Schipa. op.

cit.

pag. 113.

mezzo, cerchio con punto.

SALRNO.

2. Caratteri cufici,

(1)

981)

EAS SALHN.

R/

Pandolfo. (978

caratteri cufici.

l. e 2. Giro, caratteri cufici,

27.

mill. 20. Col-

acini 11, Spinelli, pag. 3, e 140.

III. (Vedi appresso,

R/

mare, rm.

AEAS SALHA.

Giro

2. e 3. Giro,

26.

figlio

Spinelli, pag. 3, e

Guaimario IV

R/

con

PRI.

PAN PRI ar. acini 12,


PAL PR in monogramma.
R/ PAN PR in monogr., ar.

l.

R/

25.

N. 18.

I.

Santangelo, pag. 3.

3.

24.

Tav.

stella.

e torri della citt bagnate dal

Pandolfo Capodiferro col suo


23.

collez.,

Busto del Principe barbato

una

scettro nella sin.; nellarea a sin.

R/

mia

mill. 18,

mezzo, cerchio con punto, oro, acini


N. 10.

visibile.

20, Spinelli,

1.

28

28

e 2. Giro, caratteri cufici, e nel

2.

R/

l.

SAL

Giro

mezzo, croce.

PRE....SALR....

Caratteri cufici, e nel mezzo, croce; oro, acini 20, Spinelli, pagina 6, Ta-

XXIV. N.

vola

10.

l. Giro....EA....

29.

2.

Leggenda

R/

l. Giro. ...GR.... SAN.... IEAP....

e nel mezzo, cerchio con punto.

cufica,

2. Caratteri cufici, e nel

Numero
30. (MI)

9.

Busto del Principe

DUX

R/

ITALIE rm.

R/DVX ITA
|

mia collez.'Tav.

mill. 22,

w.

N. 19

I.

(1).

GR

di fronte, (ripercossa su di unaltra, in cui vedesi....

L.... (ripercossa su di unaltra);

rm,

Busto del Principe

32.

barb. e diad. tra

di fronte,

Busto diS. Matteo

31.

mezzo, cerchio con punto, oro, Spinelli, pag.6, Tav.I.

barb. e diad. tra

di fronte

.;.)

mill. 24, Museo diNapoli, p.3.


co,

e con crocetta sul petto;

(ripercossa).

R/DVX

ITAL
j

IE (ripercossa); rm,

acini....

Spinelli, pag.

175, e 207.

33. (MI) Busto del Principe di fronte, barb. e diad.; a dr. w, nellarea molte lettere
in disordine FVI
DaCS D CwIR (ripercossa).
)

R/ Due Augusti

mia

cossa) rm. mill. 25,

>J<

CALE

l.

2.

Leggenda

l.

Giro f

Giro

36.

(sic).

cufica, e nel

nel centro.

Tav.

mezzo cerchio con punto

nel centro, oro, acini...

N. 19

I.

cufica, e nel

Legg. cufica, e nel mezzo cerchio con punto.


l.

2.

Giro f GICVLFV PR (sic).


Legg. cufica, e nel mezzo cerchio con punto, oro. acini 20, Spinelli pag.
8. Tav. I. N. 21.

l.

Giro f

GISVLFV PRIN.

a Guaimario IV

comunemente
Capua, e

la

Bux
E

Italie,

di

ma

ho seguito

che Guaimario IV

di Salerno, al

Contea

Calabria, con legami certamente diversi

Mussulmani

il

accettata.

Schipa accenna del fasto ed opulenza

cipati di Salerno e di

Aversa, e

non

tempo
i

in tutto

di Sicilia e di Africa, splendente di

opinione dello Spinelli

si

meritasse questo titolo,

di quel Principe,

tre Ducati di

ben

noti.

va un eccellenza nella coltura da non temere


Schipa, op.

cit.

pag. 152.

il

op.

ci

Salerno

cit.

pag. 258

perch vali-

valga di documento quello che

Guaimario teneva

Gaeta, Sorrento e Amalfi,

in sua obbedienza
e parte della

due prin-

Puglia e della

la capitale di questo Stato, arricchita degli attivi

una Corte grandiosa quanto quella dei Cesari Greci, con la quale

peratore di Occidente gradiva scambiare doni e messaggi, appariva pi doviziosa della stessa

(2)

(riper-

(2)

R/

(1) Nell attribuire

traffici co

(10521077)

2.

damente sostenuta,
lo

DVX

mezzo, cerchio con punto nel centro.


cufica in due giri, rinchiusa da circoli
e nel mezzo un punto;
oro, acini 21, Spinelli, pag. 7 Tav. I. N. 20.
Giro f GISVLFV RP1N (sic).

l.

37.

labaro, a dr.

GISVLFVS RPINCEC.

Leggenda
R/ Leggenda
2.

il

N. 20.

e caratt. cufici.

Spinelli, pag. 7.

35.

I.

mezzo cerchio con punto

2. Iscrizione cufica, e nel

R/

II.

GISVLFVS RPINCEC

Giro f

l.

Tav.

collez.

Gi sii] lo
34.

diad. tenendo insieme

d fronte,

confronto di alcun altra citt

nell

Roma. E

Im-

allora appunto raggiunge-

Occidente Cristiano ecc.,

(op.cit. pag. 135-137).

R/
2

GISVLFV

Giro

l.

Legg. cufica

nel mezzo, cerchio con punto nel centro; oro

vole ecc. pag. 221. Tav.

Simile alla preced.

38.

R/

1 o 2 Giro.
oro...

N.

III.

Legg. cufica

f GISVLFVS RPINC
e nel mezzo
cerchio con punto
.

Fusco. Ta-

...

5.

epigrafe

coll

Fusco, Tavole

GISVL ....

39. (M5)

29

Tav.

ecc. pag. 221.

Busto del Principe barb.

N.

III.

di fronte

nel centro

G.

con diad.

a bende prolun-

gate, col labaro nella dritta.

R/

OPVLE NTA SA LER

>J<

16.

14,

mia

GISVLFVS PRICES.

40. (MI)

Gisulfo

con bende prolung.

rm.

gni;

di S.

mill. 21,

Matteo

R/ Croce greca
rm.

II

Busto
.

di S.
.

VA

di fronte,

TAS

stella

con epigrafe incisa

di

diverso conio

sopra

il

ed

divise

da

un v

3.

con diad. sormont. da cro-

labaro, nell altra

rm.

mill. 23,

adorno del nimbo, a

il

globo crucig.

Musco

sin. S.

di

Napoli, pag.

3.

a dr. lettera svanita.

rm. mill. 24, Museo

di

Napoli, pag. 3.

A, a dr. lettera svanita. (Ripercossa su

di altra

).

RNO; rm. mill. 23, Museo di Napoli pag. 3.


SA
GISVLFVS PRINCES Figura in piedi e di faccia del Principe,
R/

rm.

con diad. sormont. da croce

in piedi di fronte

LERNO;

Simile alla preced.; a sin

45.

una

dr.

Matteo

).

Tav. I. N. 23.
adorno del nimbo, fra S M.

mano

19, 17,

confuso pel ribattimento con altre lettere e se-

Principe

tenendo con una

mill. 21,

(ribattuta).

OPVLE NTA SA LERNO;

R/
R/.

XC

Santang. pag.

mill. 20, Collez.

rm.

collez.

di fronte,

avendo a

GISVLFVS PRICE
ce,

mia

conio

e sopra croce

di fronte

a dr.

croce

N. 22.

I.

II ?

OPVLENTA SALERNO

Busto

44.

Tav.

collez.

col globo crucigero nella sin., e

di diverso

mia

mill. 25,

e sopra

Simile alla preced.

41. (MI) Busto del principe

43.

OPVLE NTA SA LERNO

R/

42.

N. 21.

I.

con diad. sormont. da croce

R/

Tav.

collez.

46.

con diad. a

in abito principesco
lunghe bende gemmate, e sormont. dalla croce
gemmato, lungo insino ai piedi, con lungo scettro crocigero nella dr.,
;

e
e

nella sin. un globo sormont. dalla croce.

R/

>5<

OPVLE NTA SA LERNO


|

nelli,

47. (MI)

(1)

pag. 8 e 141.

rm. acini 84, Spi-

(1).

Due Augusti diad. di fronte, tenendo insieme il labaro a dr. DVX (ripercossa).
R/ L OPVLENTA SALERNO confuso per la ripercussione con altre lettere;
rm. mill. 22, mia collez. Tav. I. N. 24.

Due

altre attribuite dallo Spinelli, pag. 7 e 141.

persona, c per le lettere


e

in cerchio di perline

altra coll

io al dritto

Opulenta Salerno

abbencli

il

a Gisulfo

rovescio di una

li,

sono piuttosto di Guaimario IV, e pel tipo di tutta la

moneta sia stata ripercossa con GISVLFVS

DVX SALERXI.

30

DUCHI
Mansone
Duca di fronte.
R/ Nel mezzo M e intorno

AMALFI

DI

III.

981

983

(1)

48. (MI) Busto del

CON ET DVX;

rm.

mia

mill. 24,

Tav.

collez.

I.

N. 25.

Mansone

49. (MI) Busto di

III.

con diad. o corona ducale, ed aureola.

d fronte,

R/ Nel mezzo, cerchio di puntini, sopra


coll. Tav. I. N. 26.
Duca

e sotto

DVX

rm.

mill.

18,

mia

Inedita

con diad. a lunghe bende; a dr. un globo, e come


un cornucopia, che scende dall alto.

50. (MI) Busto del

R/

M DVX;

rm.

Matteo

di S.
j

DVX;

rm.

di fronte

Busto del Duca

collez.

Tav.

coll.,

IV. (1034

Tav.

M,

dr.

Inedita

sin.

un asta.

N. 28.

I.

1052

N. 27.

I.

con aureola, a

mia

mill. 21,

Mansone
52. (MI)

mia

mill. 21,

51. (MI) Busto

R/

di fronte

Inedita

(2).

con aureola e diad., sostenendo colla dr.

di fronte

lo scettro,

in cerchio di puntini.

R/

MA

vola
53. (M4)

VICE

Busto del Duca


;

Inedita

di fronte

ai lati

con corona ducale

a bende prolung. fino

e diad.

due aste con rami.

R/ Nel mezzo, cerchio

DVX,

rm. mill. 24, mia collezione, Ta-

in cerchio di puntini;

N. 29.

II.

al collo

DVX

con circolo

di puntini,
di punti;

con un puntino nel centro, e intorno

rm.

mill. 21 e 19,

mia

collez.,

Tav.

VI..

N. 30.

II.

Inedita
54. (MI)

MANSO

ED... Busto fra due astri, e in circolo

di punt.

(ripercossa).

R/ Busto

di

animale deformato, forse cavallo, con criniera, rivolto a

intorno lettere in disordine, (ripercossa) rm. mill. 24,

mia

coll.,

N. 31.
55. (MI)

V1C
tini,

c sotto una colonnetta sulla base, cui sottostanno

e si osserva

R/ Una mano aperta


Tav.

II.

56. (MI) Busto del


tro, e

R/

MA

rm.
57. (MI)

un altra impronta non

e distesa in alto e sotto

un astro a

XVD,

mill. 24,

mia

sin.

(ripercossa).

con cor. ducale e aureola, avente nella dr. lo scet-

collez.,

Tav.

II.

EDVX

(ripercossa);

Inedita

N. 33.

avente nella dr.

lo scettro

marcate, e sul capo

si

e un astro

poggia e

si

Matteo Camera, Storia di Amalfi.

pag. 103.

a dritta

estende, rivol-

un animale squamoso colla bocca aperta, (ripercossa).

Schipa, op.

coll.

dritta.

di fronte,

(2)

dei pun-

rm. mill. 24, mia

e lettere confuse in cerchio di punti, e fuori a sin.

(1)

cit.

II.

Inedita

di fronte

sul petto, delle lettere

intelligibile,

N. 32.

Duca

Busto del Duca


to

Tav.

Inedita

DVX

dr.,

31
R/

CE DVX

Busto

58.

N. 34.

II.

Inedita

Mansone con

di

cerchio di puntini, (ripercossa) rm. mill. 24, mia coll.

in

Tav.

TA

scettro nella dr., a sin.

e astro; sopra

ED? X
|

ripercossa

R/ Busto con

).

diad.

cossa); rm.

59. (MI)

Manso
R/ Bove

e a traverso del corpo un animale, forse cavallo, (riper-

Colonna.

mill. 23, coliez, Stigliano

Inedita

Busto nel basso della moneta.


rm. mill. 22, mia coliez. Tav.
grad. a dr. sopra NIA

IC

N. 35.

II.

Inedita

MANSO

60.

R/ NIA
Busto

61.

R/

Y1C

Bove grad. a

MAN

..VX

...E
|

di fronte, diad. fra

VI...

DVX;

Mansone IV?

MAN

giro di perline rm.

in

SO

lati

in giro di perline.

M. Camera, Tareno Amalf.

astri e

due globetti,

Spinelli, pag.

diad. su

cui

in circolo di perline.

175 e 206.

riconiata una

mano

sinistra

di perline, (ripercossa).

DVX

VIC
|

due

rm. acini 45;

di fronte,

aperta, in cerchio

R/

con aureola ingemmata, ai

4.

(2).

di

rm., mill. 25., Coliez. Santangelo, pag.

MAN 0

Busto

63.

dr.;

di S. Matteo di fronte,

pag. 22.

R/

(1).

...

Busto del Duca

62.

ED VX

..

in cerchio di perline, (ripercossa) rm... Spinelli,

pag. 175, 207.

MANS

64.

R/ Una

CE

X.

.
|

torre fra due edifzi minori; rm... Fusco, Tav. ecc., pag. 218. Tav. XI,

N. 10.

NS

65

R/ Busto

CED VX
|

Duca con due

del

croci ai

(ripercossa) rm... Fusco, Tavole ecc.,

lati,

pag. 219. Tav. XI. N. 11.


66.

*f<

MANSO

R/ Una

VI..
|

DUX

torre fra due edifzi minori

talogo ecc. pag.

Busto del Duca

67.

R/

MAN SOVICE
|

Rusto

69.

di

con

di fronte,

Busto del Salvatore

nel

campo una

mezzo una

stella

croce.

rm. Fusco, Ca-

1.

R/ MANSO VICEDVX
68.

tra due cerchi di globetti, nel

di

fronte, fra

....
|

Mansone IV

lo scettro,

in tre righi

sin.

una

stella.

rm., Fusco, Catatogo ecc., pag.

due

stelle.

rm., mill. 28. Coliez. Santang. pag.

di fronte, fra

1.

due

astri,

4.

e pi in basso fra due punti

nella dritta un alta croce potenziata.

R/

MAN SO
1

VICE

me

DVX

rm. mill. 23, Coliez. Stigliano Colonna. Inedita

(1)

Questa moneta stata da

(2)

Questa moneta attribuita da M. Camera a Mansone

esaminata

al

Museo

di Napoli.
III,

pare che sia di Mansone IV, per lE del VICE, al secondo rigo.


CONTI

DI

PUGLIA NORMANNI

32
e

DUCHI

SALERNO NORMANNI

DI

CONTI DI PUGLIA
Drogone, 2 . Conte di Puglia (1046

1051)

(1)

DR CA

70. (M2)

R/ Un animale

mia

rivolto a sin.; rm. mill. 20, 18,

Tav.

collez.

N. 36.

II.

Inedita

DR Cn

71. (MI)

R/ Angelo

crocetta.

sin.

con aureola e piccola croee a


N. 37.

di fronte

collez.

Tav.

II.

sin.

rame,

mia

mill. 18

DR CAP

72. (MI)

R/ Persona muliebre ritta, volta a


rm. mill. 20, mia collez. Tav.

Roberto Guiscardo Duca

colle braccia distese

dr.

1 e 2

R/

di

Giro Legg. cufica, e nel mezzo un

un cerchietto

oro,

74.

Simile quasi alla precedente,

75.

Simile alla prima

ma

il

9.

Tav.

di

diverso conio

N.

4.

XXV.

Simile alle precedenti,

ma

I.

N.

con un punto dentro

e altre lettere, forse

R/ Guerriero

Tav.

N.

I.

e in

4.

oro;

6.
,

oro

22

acini

con sensibile differenza

reale di Torino, riportata da A. Engel, op.


77. (MI)

un cerchietto.

Giro del rovescio anepigrafe

ma

(2)

in

Spinelli, pag. 9.

.... Spinelli pag.

Tav.
76.

1085)

Giro Leggenda cufica, e nel mezzo un

1 e 2

astro

inn.

Inedita

Puglia e di Calabria (1059


e Duca di Salerno dal 1075 al 1085 (3)

73.

N. 38.

II.

Spinelli
,

pag. 176,

del Gabin. della bibliot.

cit.

pag. 22, Tav. VI. N.

ed R, sotto -D nel mezzo

di

1.

un triangolo.

alato in piedi e di fronte, con aureola; colla dr. levata in alto,

e tenendo colla

sin.

il

labaro; rm. mill. 18, mia collez. Tav.

II.

N. 39.
Inedita

78.

(MI) Busto con corona ingemmata.


?
.

79. (MI)

DVS D Elmo

Busto

di

80. (MI)

un circolo

rm.

mill.

Roberto con diad. che scende

due crocette

R/

in

RO DVX
|

sul petto croce e

Normande

(1)

A. Engel, op.

12)

A. Engel. Genealogie Normande.

(3)

Lo

Genealogie

stesso, Genealogie

Normande.

con pendoli a

N. 40. Inedita

gemme

fra

E. Schipa. pag. 143.

Inedita

N. 41.

II.

col braccio dritto in alto

R DVX.

cit.

ai lati

II.

D.

rm. 22. mia collez. Tav.

Persona a sedere,

13 mia collez. Tav.

il

sinistro in basso

ai lati


R/ Persona

mano

Tav.

II.

rm. mill.

19,

R DVX

collez.

Tav.

N. 44.

II.

Inedita

rm.

dr.;

mill.

20, mia collez.

ritta di fronte,

XV

con aureola.

in disordine (ripercossa)

N. 46.
Roberto, di faccia

rm.

mill. 23, 17.

mia

collez.

II.

Busto

Inedita

di
con corona ornata in su da una croce
basso da due pendenti gemmati, al collo un monile gemmato; a
a dr. 0 in un cerchio di perline.

85.

R/ Prospetto delle

HE CIVITA
Busto

86.

fortificazioni di Salerno,

rm. acini 55,

:
|

rm.

con aureola, a dr.

di fronte

R/ Animale a
N.

ERXI

Colonna, riport.

DV

Roberto

di

(4)

(ripercossa)

(cavallo?) colla testa rivolta a sin. rm. mill. 23.

dr.

Engel,

dall

Tav.

47,

II.

Inedita

(MI) Busto di S. Matteo di fronte con aureola, fra

R/ Animale
Tav.

R,

(3).

Normanni Contemporanei
Busto

sotto

sin. a,

sin.

Spinelli, pag. 9 e 142.

mill. 22, Collez. Stigliano

Tav. VII, N. 31, pag. 23.

87. (MI)

a dr. S, a

e nel

col braccio dritto levato, e ai lati puntini.

di faccia,

BOH ER

R/

Tav.

Inedita

Tav.

88.

Inedita

(1).

mia

sin. colla testa rivolta

Angelo o persona

R/

sin.

N. 45.

II.

15.

ripercossa.

R/ Animale a
84. (M2)

mill.

Inedita

forse 0, ripercossa.

(2)

rm.

R/ Serpente

R QA

sinistro in basso

il

N. 42.

RO D
R D a dr.

R/

83. (MI)

dr. forse lo scettro o la spada, e nella sin.

Duca, con aureola ingemmata, con una crocetta a


rm. mill. 20, mia collez. Tav. II. N. 43.

81. (MI) Busto del

82. (MI)

col braccio dritto levato in alto

ritta,

nella

33

rivolto

sopra

dr.,

DV

e in

SM,

basso

VX

sotto

X;

(ripercossa)

rm. mill. 22, mia collez.

N. 48.

II.

Inedita

89. (MI) Guerriero nudo, corrente

dr., col braccio sin.

in alto,

e tenendo colla dr.

un asta o lancia.

R/ GL

(1)

Le

lettere iniziali

tino. op. cit.,

...

RD,

2)

dubbio, se

D non

?;

Dans

seule
sia

rame

non

si

mia

collez.

un C,

e in questo caso leggerebbesi

(5)

In conferma di quello che

Schipa, op.

cit.,

detto innanzi, a pag. 14,

si

titolo di

Duchi

di Puglia e di Calabria,
,

pag. 130, riferisce che

Guaimario IV,

Dragone; e a pag. 143, che verso

Gen. Norm., ricorda come

il

nonch

siccome loro dipendenti

conobbe per Conte di Puglia Guglielmo Altavilla


al 1046,

che

le

me

est

de

de S. Quin-

meme

presque

il

1051, a

monete

4.

dritto d

dei Conti di Principato


i

Principi di Salerno

nominare

di Puglia ecc. in nes-

a quel tempo, ritenuto

Conti di Principato e di Puglia e

permettere la coniazione delle monete in Salerno.

nel 1046, ritenendo per se

il

titolo di

a pag. 133, che morto Guglielmo

figlio di

Conte di Puglia.

Duca

lo stesso

Dragone successe Umfredo per influenza

Guiscardo nominasse Guglielmo,

gero, Conte di Capitanata; ed esiliasse Abelardo,

il

osservate e studiate, per cortesia del medesimo.

tempo.

siano coniate che in quella di Salerno, aggiunger, che avendo


il

ci riferisce I
,

Inedita

(5)

Robertus Comes Apuliae.

classificate cos, per lo stile proprio di quel

Capitanata ecc. dovevano a questi

N. 49.

Sono state queste da

si

II.

publics et dans les diplmes, le noni de ce prince

(4)

me

Tav.

possono attribuire die al Guiscardo, per quello che

les actes

Questa, e le altre possedute dal Sig. Stigliano Colonna, sono state da

per se e successori

cit.,

mill. 17,

(3)

sunaltra zecca

di

il

VX

R DVX

anne 1841, pag. 48

toujours dsign par la lettre

di

di

infatti

lo

Puglia e di Calabria,

ri-

Guaimario

nomin Conte

Guaimario. Cosi, A. Engel, op.

Tancredi e di Fresenda, Conte

di Principato: e

Mal-

34

Ruggiero Borsa Duca 1085

~ 1111

(1)

1 Giro, caratteri cufici.

90.

2 Caratteri cufici, con croce sopra, e crocette sparse intorno.

Nel mezzo punto e crocetta.

R/

Giro Legg. cufica.

Legg. cufica con croce sopra, e crocette sparse intorno.


Nel mezzo, punto e crocetta oro, acini 20, Spinelli, pag. 11. Tav. 1A N. 11.
Simile ma con varianti al dritto e al rovescio, oro, acini 19, Spinelli
pag.
;

91.

Tav. 1A. N. 12.

11.

Simile,

92.

ma

Tav. 1A. N.

12,

Simile,

93.

con varianti

ma

con varianti

XXY,

177, Tav.

Simile,

94.

al dritto e al rovescio

ma

oro acini 12, Spinelli, pag.

13.

N.

senza croci

dr. e al rovescio

al

oro

acini 17. Spinelli

pag.

6.

al dritto e al rovescio;

oro, acini 21,

Spinelli, pag.

176, Tav. XXV, N. 5.


95. (MI) Busto di Ruggiero Duca, di fronte, coronato, col nartex poggiato alla spalla
dritta, e con due astri ai lati.

R/ ROC

Tav.

RIY

R/

Tav.

R/

OGE

disopra una stella

di perline

DVX

in cerchio di perline;

Ruggiero Duca

di

rivolto

di fronte,

collez.

R/

Duca

la croce, nella dr.

sin.

rm. mill. 23, mia collezio-

Tav.

II.

XC

con ciocche

sin.

sin. fino al collo

di

capelli

dr. d intorno

ROGE RIVS DVX


|

rm. mill. 16, 15,

in giro di perline;

14,

N. 53.

di fronte, coronato,

(2).

ancorata, e sopra IC

mia

rm. mill. 23, mia collez.

N. 52.

II.

ROGERIVS DVX

99. (MI) Busto del

con corona ducale, e nella

in piedi,

ingemmati, che dal capo scendono a

R/ Croce

rm. mill. 20, mia collezione

Inedita

IVS

Protome

al

ne, Tav.

98. (M24)

N. 51.

II.

Ruggiero Duca
un flagello.

97. (MI)

Duca diadem., a dr.


.VX in cerchio

ROCE RLVS
|

N. 50.

II.

96. (M2) Busto del

DV

rm.

con croce sulla spalla

mill. 21,

mia

collez.

dr. e alla dr.

Tav.

II.

un astro.

N. 54.

100. (M4) Busto di Ruggiero di fronte, con berretto conico, da cui scendono due pen-

gemmati

denti

pra a

nella dr.

nartex

il

e nella sin.

il

globo crucigero

so-

XV.

lettere ripercosse

sin.

R/ ROCCCR DPDVX SALER

rm.

in cerchio di puntini,

mill.

24 e 22,

mia

collez.

Tav.

II.

N. 55.

101. (M2) Busto di Ruggiero Duca, di fronte, con berretto conico

due pendenti gemmati

R/ ROCCCR

DI
|

preced.; rm.

DVX

(1)

A. Engel. Genealogie Normande.

(2)

Lo

Spinelli e

Engel

si

.
|

mill. 25,

nella dr.

il

nartex, e nella

.ALER, con giro


mia collez. Tav.

sono errati, leggendovi

ROGERIVS REX.

sin.

di puntini,
III.

N. 56.

da
il

cui

scendono

globo crucigero.

di diverso

conio dalla

35

102. (MI) Busto di S. Matteo nimbato, di fronte, a sin. S, a dr. m, con giro di punti.

ROCE RIVS DVX,

R/

di puntini

rm. mili. 26, mia

Tav.

coll.

N. 57.

III.

Matteo

103. (M9) Busto di S.

S a

stra

R/

con giro

m,

dr.

nimbato, e col libro degli Evangeli

di fronte,

ROGE RIVS DVX

Sopra astro

mia

27, 26, 25, 23,

coll.

Tav.

III.

cerchio

in

R/ ROC

RIV

di puntini

rm.

mill.

29,

e con

dr.

cerchio di puntini

in

sini-

N. 58.

104. (MI) Busto di S. Matteo, di fronte, con capelli che scendono a ciocche

doppio nimbo

cerchio di puntini.

in

rm.

mill.

mia

14,

collez.

Tav.

39.

N.

III.

Inedita

105. (M27) Busto di S. Matteo

con capelli che scendono a ciocche, e nim-

di fronte,

M,

bato, col libro; a sin. s, a dr.

R/ ROCE

RIVS
Tav.

collez.

DVX,

in giro di puntini, altro conio.

in giro di punti;

rm.

mill. 29, 17, 16,

15, 12,

mia

N. 60.

III.

106. (M2) Busto di S. Matteo, di fronte, con capelli che scendono

a grosse ciocche,

e senza nimbo, a sin. s, a dr. m, con cerchio di punti, altro conio.

R/

RO

III.

DVX

RIVS

cerchio di punti; rm. mill. 16, 15, mia collez. Tav.

in

N. 61.

107. (MI) Busto di S. Matteo di fronte, col libro, adorno del nimbo, in giro di punti,

dr.

R/ DV, a
ti

una

dr. vi

striscia rilevata, in cui pare leggersi in caratteri

....GERIVS, con giro

di punti;

rm. mia collez. Tav.

N. 62. Inedita

III.

108. (MI) Busto di S. Matteo di fronte fra s e M, nimbato, con giro

R/ Busto nimbato

con una mano levata

colla leggenda

IVS

mia

25,

109. (MI) Busto

Tav.

collez.

Matteo

di S.

III.

VX

sopra

minu-

di punti.

un globetto con linea

in cerchio di punt.,

(ribattuta)

rm.

mill.

N. 63.

di fronte,

fra

s ed m, nimbato, col braccio dritto pie-

gato in su, in circ. di punti.

R/

ROG

DV, a

RI

una croce canton, e contorn. da globetti e raggi


in circolo di punti; rm. mill. 23, mia coll. Tav. III. N. 64.
Inedita
110. (MI) Busto di S. Matteo di fronte, col nimbo; e coniata su una moneta dell' Imper. Zimisces, su cui era una croce canton. da IC XC; in circolo di punti.
R/ ROGE RIVS DVX, e sopra astro in cerchio di punti rm. mill. 27,
Inedita
mia collez. Tav. III. N. 65.
inanellati,
111. (M2) Busto del Salvatore di fronte, nimbato, con capelli che scendono
|

R/ ROCERI

KA
RIV

con punti.

||

e ai lati NI

Tav.

dr. di

in cerchio di punti;

CERI

(1)

15,

mia

VS DV

PIOC.AOV

Pel taglio della moneta, non

si

coll.

Inedita
(1)

rm.; mill. 18, mia coll.

113. (MI) Busto di Cristo, col capo addossato al

R/ PcoKE

mill. 18,

N. 66.

Ili

112. (MI) Busto di S. Matteo, di fronte, a sin.S a dr.S

R/

rm.

rm.

..e

sop.DXin

Tav.

III.

nimbo crucigero

mill. 21,

mia

coll.

Tav.

piccoli caratteri.

Inedita

N. 67.
,

III.

ai

lati

N. 68.

vede chiaro se sia un S di altra forma, ovvero la prima asta del M.

IC

XC.

36

Guglielmo Duca, (11111127)


114. (MI)

Protome

Guglielmo Duca, con berretto


astro, con cerchio di perline.

R/ D x

di

(1)

con perline; rm. mill. 21, mia collez. Tav.

Duca a

115. (M8) Busto del

sopra e

in capo,

III.

un

ai due- lati

N. 69.

Inedita

coi capelli inanellati dalla fronte al collo, con giro

sin.,

di perline.

R/

mezzo
13, mia

Stella a 8 raggi nel


18,

16, 15, 14,

17,

VVDVX

e intorno

Tav.

collez.

III.

con perline

rm.

mill.

N. 70.

116. (MI) Busto del Duca, con berretto di altra forma.

iL, con due puntini, rm. mill. 13, mia coll. Tav.

N.

III.

Inedita

71.

X.

Duca

117. (M3) Busto del

puntini ai

con berretto

di fronte,

W con due
rm.
nimbato,
Matteo,
sopra a
R/ W con
puntini ai

mia

mill. 12,

lati,

Tav.

coll.

N. 72. Inedita

III.

col libro, e con astro ai lati; con puntini.

di S.

traverso, uncinata, e fra due astri

un asta

rm.

di

e intorno puntini.

lati,

R/

118. (M12) Busto

capo o corona, con triangolo

in

mill. 14, 12,

mia

11.

Tav.

collez.

III.

con puntini,

N. 73.

Inedita

119. (M13) Simile di S. Matteo, o di S. Pietro, di diversi coni, rm. mill. 13, 11, 10,

mia
120.

Tav.

collez.

(M4^l Simile,

ma

due

ai

N. 74.

III.

lati

(2)

del Santo

e ai lati dei

Inedita

un puntino

giro di

in

rm. mill. 10, 9, mia collez. Tav. III. N. 75.


121. (MI) Busto di S. Matteo di fronte, col nimbo, a dr. M. e sopra presso
il sole che gl irradia il
viso.
puntini,

R/ Astro a 8 raggi
Tav.

collez.

un cerchio, intorno a cui

in

III.

R/ Croce

nel

?,

123. (MI)

DVX

rm.

mill. 11,

ambedue

lati

Matteo col libro

un astro, con giro

di punti,

mill. 15,

di S.

14,

12, 11, 9,

mia

e in altre

puntini.

di

un cerchio che

in

addentella con

si

collezione, Tav.

di puntini,

III.

Inedita

(3)

Due doppi Y,

mia

Inedita

mezzo, contornato

un altro esteriore, rm.

N. 77.

.V

la faccia

N. 76.

122. (M29) Busto di Santo con aureola, in alcune


di S. Pietro

Inedita

luno ritto e laltro a rovescio,

sopra e sotto crocetta, o rosetta

e intorno punti.

R/ Due doppi V,

uno

rosetta di puntini,

dritto e

con giro

altro a rovescio, sopra e sotto crocetta o

di

punti,

rm.

mill.

12,

mia

collez.

N. 78.

Tav.

III.

Inedita

124. (M20) Busto di S. Matteo di fronte, nimbato e col libro, fra s

ed m,

in giro di

puntini.

R/ JLj-X

rm. mill. 17, 15, 14, 13, 12, mia

coll.

Tav.

125. (M25) Simile, di diverso conio, rm. mill. 19, 18, 17, 15, 13, 12,

mia

coll.

Num.

in giro di puntini,

80.

126. (M3) Busto di S. Matteo,

(1)

Engel, op.

(2) Il
(3)

cit.

come

le precedenti.

Genealogie Normande ece.

Santo nimbato, dove cl

Questa stata da

me

libro; e

dove senza

con diversa figura

che ho attribuito a S. Pietro.

attribuita a Guglielmo, per la figura al diritto che apparisce chiaro di S. Pietro.

III.

N. 79.

Tav.

III.

37

R/
D

rm.

in giro di punti,

127. (M24) Simile,

mia

mill. 17, 14,

Tav.

collez.

diverso conio, rm. mill. 16, 15, 14, 13, 12, 11. mia

eli

coll.

III.

N. 81.

Tav.III.N.82.

128. (M5) Busto di S. Matteo, nimbato, col libro, a sin. m, a dr. s, in giro di punti.
129.
con perline, rm. mill. 15,14 mia coll. Tav. III. N. 83.
R/
Inedita
,

come

(M2) Busto di S. Matteo,

R/

con puntini, rm.

con puntini, rm.

R/

con giro

mia

14.

con giro

Tav.

collez.

di perline.

N. 84.

III.

Inedita

sopra, a sin. s, in giro di punti.

mill. 15, 13, 12, 11,

come

131. (Mi) Busto di S. Matteo,

R/

mill.

come

130. (M6) Busto di S. Matteo,

sopra, a dr. s

mia

collez.

Tav.

III.

N.85. Inedita?

III.

N. 86. Inedita

sopra, a dr. m.

rm.

di puntini,

mia

mill. 11,

coll.

Tav.

132. (MI) Busto di S. Matteo col libro, con giro di punti.

R/ X-

con punti, rm. mill. 11, mia collez. Tav.

X Vq

133. (MI) Busto di

R/ A x

III.

N. 87.

Inedita

Matteo, nimbato, a sin. M; con giro di punti.

rame,

mill.

14,

mia

collez.

Tav.

N. 88.

III.

Inedita

134. (M3) Busto di S. Matteo, nimbato, a sin. s, a dr.

R/ZD

con giro

rm.

di punti,

135. (MI) Busto di fronte, (ripercossa

R/

136. (Mi;

X rm.

mill.

12,

mia

mill. 15,

come

si

mia

13,

di punti.

Tav.

coll.

III.

N. 89.

vede,) in circolo di punti.

Tav.

collez.

con giro

N. 90.

III.

Inedita

W.

R/ Spada

III.

una

138. (MI) Busto del

R/ Croce
line,

mill. 10.

mia

in abito a quadretti,

avendo

lo scettro nella dr.

sin.

mill. 19,

Duca

coll.

Inedita

di fronte,

stella

R/ W. rm.

rm.

di punti,

N. 91.

Duca

137. (Mi; Busto del


e

suo cinturino in cerchio

ritta col

Tav.

mia

Inedita

collezione.

di fronte fra

due

e un astro sulla fronte, sopra \V.

astri,

canton. sopra da due astri, e sotto da due punti, in circolo di per-

rm.

mill. 20,

mia

collez.

Tav.

III.

139. fMl) Busto di fronte, che sostiene colla dr.

il

N. 92.

Inedita

globo crucigero

con pi

giri di

punti, ^ripercossa).

R/ D v con

circolo di punti, rm. mill. 25,

mia

Tav.

coll.

III.

N. 93. Inedita

III.

N. 94. Inedita

140. fMl) Busto di fronte con aureola, e con un ramoscello a dr.

R/
141. (MI)

Il

W con

intrecciato a rami,

rm.

mill. 9,

mia

di punti,

rm.

collez.

Tav.

giro di puntini.

R/ Altra forma

di

W;

con giro

mill.

10,

mia

collez.

Tav.

III.

Inedita

N. 95.
142. (MI) Busto di S. Matteo di fronte, nimb., a sin. S.

R/

Il

intrecciato e duplicato, con giro

di punti,

rm.

mill. 11,

mia

collez.

Inedita

Tav. IV. N. 96.


143. (MI) Croce greca, canton. super, da V.

R/ Cerchio con 8
IV. N. 97.

raggi, e nel centro croce, rm. mill. 11,

mia

collez.

Tav.
Inedita


Monogramma

144. (MI)

R/ Animale a

38

Guglielmo Duca

di

VX
a

dr. colla testa rivolta

rm.

sin.

mill.

12,

mia

Tav. IV.

coll.

N. 98

Inedita

145. (MI) Busto di S. Pietro, barbuto e con aureola, fra due astri, con giro di punti

R/

GVT

DVX con giro di punti, rm.


DVX con giro di punti.

147.

mia

mill. 20,

GVI
R/ Astro a 8 raggi contorn. da punti, rm. mill.l 7, mia
(MI) GVI DVX.
R/ Croce canton. da glo betti, e rinchiusa da linee

146. (MI)

collez.

Tav. IV. N. 99.

(1)

coll.Tav. IV. N. 100. Inedita

mill. 20.

mia

148. (MI) Busto a dr. tenendo colla dr.

R/ GVI

DVX

con

e intorno

globetti

Tav. IV. N. 101.

coll.

giro

il

Inedita

rm.

mill.

mia

13,

Inedita

VI DVX, con giro di


R/ Croce ingemmata, contorn.
lez.

150.

Angelo

punti.

Tav. IV. N. 103.

da

e canton.

rm.

globetti,

mia

mill. 22,

col-

Inedita

(2)

di faccia.

R/ v

v rm.

TT

151.

IV

Tav.

collez.

N. 102.
149. (MI) Croce

rm.

nartex? o altro.

puntini,

di

mill.

W DVX APVLIE.

10.

A. Engel, pag. 26; del Museo

Duca Guglielmo a cavallo, a


impugnando colla dr. la spada levata

retto,

Il

di

Napoli.

col capo coperto di ber-

sin.

in su,

tenendo colla

sin.

le redini del cavallo.

R/

BEATVS PETRVS
colle

mani giunte

S. Pietro nimbato, ritto e di fronte, tenendo

sul petto

rm. mill. 24

Museo

di

Napoli

mill.

21.

Museo

una croce
pag.

5,

Spinelli pag. 143, e 209.

152.

GV

DVX.

*
|

R/ Croce cantonata da 4
153.

stelle

a 8 raggi

rm.

Torino

riport. dallEngel pag. 27.

con giro

di globetti.

R/ Croce canton da 4

globetti

in giro di globetti,

rm. acini 21.

pag. 143.

154.

di

v~
Prospetto di una fortezza, rm. acini 10. Spinelli, pag. 144.

(1)

Riportata anche dallEngel op.

(2)

Simile nella

coll. Stigliano

cit.

pag. 27;

Colonna.

ma

nella

mia

GV'I

DVX.

Spinelli,

39

INCERTE
155.

(M 6) Busto di fronte con aureola ingemmata, che scende dambo lati con pendoli
a gemme, ha nella dritta una croce, e nellaltra un globo crucigero.
R/Mura e torri della citt, e sotto VICTOR rm. mill. 28, 25, 24, mia collez.
i

Tav. IV. N. 104.


156. (M2) Busto di S. Matteo di fronte, col nimbo, a sin. S.

R/ Croce

VICT

canton. da

RIA rm.

mia

mill. 21.

Tav. IV, N. 105.

coll.
?

157. (M2) Croce canton. da astri in un circolo, e intorno

ICNVM VICTORIE;

con

giro di punti.

R/ Animale che incede a


Tav. IV N. 106.

rm.

in circolo di punti,

dr.

21

mill.

mia

collez.

158. (MI) Busto del Salvatore di fronte.

R/ RC

C 1MPE con

puntini,

rm.

mill. 22,

159. (Mll) Busto del Salvatore, col capo poggiato al

R/ XC. RE
mia

20;

160.

XC IMPE, con
|

mia collez. Tav. IV. N. 107.


nimbo crucigero, ai lati IC XC.

puntini, e altri segni; rm. mill. 25, 24, 22, 21,

Tav. IV. N. 108.

collez.

(MI) Busto del Salvatore

come

la precedente, e nel basso, di traverso,

un busto

nimbato, (ripercossa.)

R/

XC XC
f

rosette,

IN; a dr. 3 gradini, e sopra base

con giro

(ripercossa)

di punti,

di

rm.

croce, avente a sin. due

25

mill.

mia

collez.

Tav.

IV, N. 109.
161. (MI) Busto di fronte con

aureola

nella

un bacolo

dritta

e due

astri

per

ogni lato.

R/ Croce greca

su uno scalino, cantonata da raggi ed astri, ed intorno

LIS; nel basso della croce due punti, rm. mill. 27, mia

AMABI-

Tav. IV. N. 110.

coll.

162. (MI) Busto di fronte, con aureola, piccola croce sul petto, e lunga croce rita-

due

gliata che si eleva sulla spalla sin.;

R/ Croce greca

Inedita.

sin.

da un canto, dove
vedesi una cima di torre merlata, rm, mill. 25, mia collez. Tav. IV. N. III.
LAVS DEO Busto barb. con cor. e diaci. con giro di puntini.
al

163.

astri

canton. da raggi ed astri su un gradino, con due punti accanto

piede della croce, e intorno

ILIS

ribattuta

R/ GLORIA Busto muliebre con


20; collez.

con giro

cor. e di ad.;

di puntini:

rm.

Lanzara, Tav. IV. N. 112.

mill.

Inedita

164. (MI) Guerriero stante di fronte con croce o labaro nella dritta

e nella sin. lo

scudo, con giro di punti,

R/ DEO GRA TIAS, con giro di


(M2) Due persone in piedi, di fronte,
|

165.

fin

rametto in cima; uno


fiorita,

22, 19,

Busto

di

collez.

una piccola croce con

di essi sostiene

cantonata da

con diad, che

prolunga

piedistallo, e

con

colla dr. unasta, o lancia.

DEO GRATI AS
[

si

in circolo di punti

(1),

rm:

Tav. IV. N. 114.

un Augusto, di fronte, con cor. e pendoli gemmati, con monile e

gemme
sopra

mia

rm. mill. 22; mia collez. Tav. IV. N.113.

alate, e barbute,

sotto al collo, e sostengono

R/ Croce
166.

punti;

al

collo

ai lati

IC

nella dr. la croce

XC.

e nella sin

il

globo crucigero


R/ Busto

nimbo

col

capo addossato ad unasta orizzont.

del Salvatore col

punte

40

fra due astri

intorno

MI

(1)

rm.

ritorta nelle

mill.

22 Tav. IV.

N. 115. Collez. Lanzara.


167. (MI) Croce di Malta, contorn. e circond. da globetti

a sin. vedesi su unasta

della croce un piccolo busto col capo coperto.

R/ La

parte superiore di un animale, di forma singolare

mill.

17,

mia

II,

monile

collo

al

nella sin.

R/ >$( ROMA
R/ *..OM-A-

(1)

ma

il

II,

di fronte,

con veste

di

(959

diad. con

963)

(2)

pendoli

roba a quadrelli

ingemmati, con

nella dr. la croce

II

p)

rm.

mill. 24, 22,

mia

collez.

Tav. IV. N. 120

(3).

NO- SIN.
|

Imitazione di una moneta Bizantina, di Michele VII Ducas (ripostata dal Sabatier toni.

per bizarria hanno dato la leggenda IC


(2)

Sabatier. op.

(3)

Un altra con rovescio simile,

cit.

rm.

globo cincigero.

NO

Imp. di Costantinopoli

Romano

168. (M3) Busto dell Imp.

sin.

Tav. IV. N. 116.

collez.

Romano

volto

XC

di Cristo

allTmperatore,

p. 130.

ma

nel basso, a dr. E.

e quella di

Michele VII,

2, pag.

176

Tav. LI, N. 8;

MI (MIXAHA)

a Cristo.

41
APPENDICE
LONGOBARDI DUCHI E PRINCIPI DI BENEVENTO
Romoaldo

D N IVSTNV

1.

tini,

I (671 687)

Busto del Duca, barbato,

tenendo colla dr.

(1)

di fronte;

con diadema sormont. da pun-

globo crucigero.

il

R/ VICTOR IVVGV Croce potenziata su di un globo, e poggiata su un gradino, a sin. R; sotto CONOB oro mill. 13, coll. Lanzara. Tav. I. N. 1.
Arechi

DNS VICTORIA

2.

(750787)

II.

Busto del principe barbato

croce, tra due bisunti, e nella dr.

R/ VITIRv

vSVTV

Croce potenziata

il

(2)

di fronte,

sopra quattro punti

al di

alla base due punti; a sin. inferiorm. A, e sotto

Lanzara, Tav.

collez.

I.

N.

Grimoaldo

GRIMVAL4

3.

con diad. sormont. da

globo crucigero.

CONOB

e accanto

oro, mill. 15,

Variante inedita?

2.

(787806)

III,

Busto del principe barb.

di fronte,

(3)

con diad. sormont. da croce

due bisunti, e col globo crucigero nella dr.


R/ VICTORV PRINCIP Croce potenziata su un globo
tra

e su tre gradini

questi fra due punti; sulla croce quattro punti; inferior. a sin. G, a dr.

R, e sotto

CONOB

nel Catal. del


4.

(MI)

GRIMVAL4

oro mill. 21;

Museo

di

Lanzara, Tav.

coll.

Napoli, pag.

I.

N.

(riport.

3.

1.)

(Dux) Busto barb. del principe

di fronte

con diad. sorm.

da

croce tra due bisunti, e col globo crucigero nella dritta.

R/ DOMS CAR R/ Croce


alla base; infer.

Tav.

I.

N.

potenziata con quattro punti sopra, e due accanto

a sin G, a

dr.

VICA

oro, mill. 16;

mia

collez.

Variante inedita?

Grimoaldo IV
5.

R, sotto

4.

(806

817)

(4)

(MI) GRIMOAL sopra y, a sin. croce, nel mezzo un punto.

R/

BENEBENTV

Croce potenziata su due gradini


sopra un punto ai lati
inferiori della croce, a sin. A, a dr. w
ai lati dei gradini due punti, e
,

sotto,

un punto fra due bisunti, arg.

(riport. dal Catal. del

(1) (2)

(3) (4)

Can. Paesano, op.

cit.

Museo

di

mill.

16;

Napoli, pag.

mia

collez.,

Tav.

I.

N. 5

2.).

Si cone (817

6.

832)

(1)

(MI) Basto barb. e diadem, del principe di fronte, a sin.

ramoscello

R/ Croce

di

olivo,

che dallomero

N.

I.

si

C, a

dr. I,

un

ed

eleva fino alla fronte.

S ed

potenziata su due gradini tra

Tav.
7.

42

rm.

I.

mill.

20;

mia

collez.

Inedita

6.

(MI) PRINCES BENEBENTI Croce con piccolo quadrato nel mezzo, e un punto
al centro; agli estremi della croce SICO.

R/ MICHAEL/ ARCHANGELVS' Croce

potenziata su due gradini, sopra un

punto, a sin. e a dr. un punto, arg. mill. 18

8.

Museo

dal Catal. del

(riport.

di Napoli,

pag.

mia

agli

estremi

N. 7

al

centro;

su due gradini; sopra un punto, a sin. e a dr. un punto;

mia

arg. mill. 10,

collez.

Tav.

Sicardo (832

S1CARDV

I.

SICO.

R/ Croce potenziata

9.

Tav.

2.)

(Mi) Croce con piccolo quadrato nel mezzo, e un punto


della croce

collez.

N.

I.

839)

Busto del principe, barbato,

Inedita

8.

(2)

con diad. sormont. da croce,

di fronte,

fra due bisanti, e col globo crucigero nella dr.

R/

VICTOR PRINCI.

Croce potenziata su due gradini, sopra quattro punti,


SI; accanto alla base due bisanti, e sotto C0N09 oro, mill. 22
Lanzara Tav. 1. N. 9. (riport. dal Catal. del Museo di Napoli

ai lati

collez.

pag.

2.)

Laiidulfo...

10. (MI)

Busto del principe o duca

di fronte,

(3)

deformato.

R/ LAN DVX rm. mill. 17; mia collez. Tav.


(MI) Busto del principe di fronte con diad.

I.

N. 10.

Inedita

11.

R/

LP

rm.

mill.

11;

mia

Longobarda
12. (MI)

Busto del principe

da un

collez. Tav.

di

di fronte,

lato contornata

Can. Paesano, op.

N. 11.

Benevento, incognita
con diad; sormont. da croce; a

da benda; a

R/ Croce potenziata su due gradini,


lez. Tav. I. N. 12 (4).

(1) (2)

I.

la croce,

dr. astro.

e tra

due astri; rm.

mill.

16.

mia

col-

cit.

pu determinare a chi appartenga questa,

che siegue.

(3)

Nella serie dei Landulf, non

(4)

Pel rozzo e scorretto disegno potrebbe appartenere al principio del 600, e a Benevento. Due

gliano Colonna.

sin.

si

e laltra

simili

nella

collez.

Sti-


Longobardi

43

dellItalia Superiore

Rotari (636
13. (MI)

ROTS

Busto del

Re

Rotari

652)

(1)

di fronte, diad. e alato,

tenendo nella dr.

il

globo

crucigero, e colla sin. una lunga croce.

R/

MEN SE AV GVSGV
|

Longobarde
14.

rm.

mill. 22;

dellItalia

mia

collez.

Tav. IV. N. 117

Superiore incognite

(MI) Busto a dr. con folta chioma che scende fino alle spalle, e termina
zera; sopra piccola croce,

R/

ME
mia

collez.

in

zaz-

sullomero un astro.

ai lati e

e lettere in disordine

(2)

VCEC VRI R
|

(ripercossa) rm.

mill.

24

Tav. IV. N. 118.

15. (MI) Simile alla precedente, (ripercossa)

crocette e

al

capo

lettere

sin. e

sul collo.

R/ ME.,

e lettere confuse.

collez.

(1) I.

(2)

FO CTVR
|

R,

ripercossa)

rm.

Tav. IV. N. 119.

B. A. A. Barthelemy

Manuel Roret Numismatique

Moderne, pag. 345.

Unaltra simile ho visto nella Collez. Stigliano Colonna, e unaltra simile in quella del Lanzara.

mill.

24; mia

T.I.
3

J?. f*i/.

/btyione

<i*.

r.m.

Mt
F.Sv orzione. cUs.

StertLG

F'S'i

v "Forgio ne. di <r.

U-