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Le monete di Azzo DEste per Modena e Reggio Emilia - un

aggiornamento
di Lorenzo Bellesia

da Panorama Numismatico nr.253 Luglio/Agosto 2010

I grossi a nome di Azzo dEste per Modena e Reggio Emilia.


I lettori di Panorama Numismatico mi perdoneranno se ritorno su un argomento che avevo gi
ampiamente trattato appena nel numero scorso 1 dove, esaminando la monetazione a nome di
Azzo dEste per le citt di Modena e Reggio Emilia, avevo osservato come i coni delle due
emissioni fossero cos simili che se ne poteva dedurre una origine comune. Questa
constatazione apriva affascinanti scenari: se i coni erano stati prodotti o a Modena o a Reggio,
perch le monete non potevano essere state battute in una sola delle due citt a nome per di
entrambe?
Per di pi, osservando laccuratissima manifattura dei coni nonch lelegante forma delle lettere,
diversissime da quelle tradizionali in uso nellarea emiliana e nella vicina Bologna, si poteva
ipotizzare che i coni fossero stati incisi in unaltra citt, che non poteva per essere la stessa
Ferrara dove la zecca non era pi attiva da molti anni.
Ma allora, dove? Avevo ipotizzato Ancona perch un suo bolognino era particolarmente ben
modellato.

l cosiddetto ambrosino ridotto o soldo di Milano. Varesi, Collezione Este Milani, 18


novembre 2009, lotto 67 (g 2,08). La moneta attribuita genericamente alla prima
Repubblica ambrosiana (1250 - 1310).
Ma, si sa, il bello della numismatica che non si mai finito di imparare e scoprire E cos,
appena liberato larticolo per la stampa, ecco che mi capita di osservare il catalogo della
collezione Este Milani recentemente messa allasta dalla Numismatica Varesi di Pavia e di
osservare un esemplare di quello che si definisce soldo o ambrosino ridotto 2. Questa moneta fu
battuta con stili diversi nella seconda met del Duecento e nei primi del Trecento. Il catalogo
della collezione ne presentava ben 10 esemplari a partire da quelli del peso vicino ai 3 grammi e
databili a poco dopo la met del Duecento per finire a quelli battuti appena prima di quelli a
nome di Enrico VII (1310 - 1313).
Ebbene, uno di questi grossi presentava le lettere molto simili a quelle dei grossi di Azzo. Ho
cercato cos altri esemplari ed un esemplare della collezione Verri 3 si poteva dire praticamente
identico dal punto di vista stilistico. In particolare, era identica la forma della lettera O ottenuta da
un solo punzone con la parte interna dalle linee parallele. La stessa identit si rileva in tutte le
altre lettere in comune: la A, la D, la V e la M.
La conferma definitiva? Nei grossi di Modena e Reggio la punteggiatura formata da trifogli, un
segno prima di allora sconosciuto nella monetazione locale, Bologna compresa. Al contrario, i
soldi milanesi del periodo sono caratterizzati proprio dalla presenza di trifogli sia nel campo
allinizio della leggenda del diritto. E i trifogli sono cinque, quattro intorno alla croce ed uno
allinizio della leggenda, lo stesso numero che si trova in quasi tutti i coni di Azzo. In pratica,

lincisore dei coni ha posto sui coni il marchio della zecca di Milano.
Che la moneta milanese possa essere datata agli ultimi anni del Duecento od ai primissimi anni
del Trecento lo si ricava anche in modo indiretto. Il Chronicon parmense dellanno 1302 ricorda
che: Item eodem anno et tempore facta fuit per Commune Parmae moneta de novo, et facta fuit
in domo dominorum de Mantellis in camera quondam domini Opizonis domini Maisende. Et facti
fuerunt denarii de argento, quorum unus valuit X imperiales primo tempore. Et imperiales de
novo, quorum unus valebat tribus parmensis, qui numquam fuerunt in Parma et etiam
parmenses parvi. Questa moneta parmigiana non pu essere che quella con SantIlario al
rovescio che imitava il cosiddetto soldo milanese, tipo che, evidentemente, doveva essere gi in
circolazione nel 1302.

Confronto fra il grosso modenese di Azzo (a sinistra ed a destra) e il diritto dellambrosino


ridotto di Milano (al centro): identica la forma delle lettere, in particolare la lettera O, ed
determinante il numero di trifogli, cinque, sullambrosino e sulla maggior parte dei coni
dei grossi reggiani e modenesi.
Quindi abbiamo un riscontro numismatico ed uno cronologico. Ora vediamo quello politico.
Azzo dEste tra i pochi amici poteva contare sul signore di Milano, Matteo Visconti. Gi il
Crespellani 4 aveva ipotizzato che il grosso di Azzo, almeno quello per Modena, fosse stato
battuto nel 1300 in occasione delle splendide feste fatte in Modena pel matrimonio di Beatrice
sorella di Azzo con Galeazzo Visconti figlio di Matteo il grande signore di Milano. Lipotesi mi era
sembrata poco verosimile ma ora, per il fatto che i coni dei grossi sono stati incisi a Milano,
diventa molto pi credibile anche perch la citt lombarda prese parte attiva ai festeggiamenti.
Tutta fu nellanno presente in festa la Lombardia, scriveva il Muratori 5, per le sopramodo
magnifiche nozze di Beatrice Estense, sorella di Azzo VIII marchese dEste e signor di Ferrara,
Modena e Reggio, e vedova del conte Nino de Visconti di Pisa, signore di Gallura, cio della
quarta parte della Sardegna, con Galeazzo primogenito di Matteo Visconte signor di Milano.
Certo che nella festa di san Giovanni Batista di giugno dellanno presente furono esse
solennizzate in Modena, con avere il marchese fatto cavaliere esso Galeazzo Visconte
Concordan tutti gli scrittori che straordinaria fu la magnificenza di tali nozze: s grandi furon gli
apparati, i conviti, le giostre, gli spettacoli, il concorso degli ambasciatori e della nobilt di tutte le
citt della Lombardia e della Marca dAncona. N solo in Modena, ma anche in Parma, e
massimamente in Milano, si replicarono gli addobbi, le feste e i bagordi con tale suntuosit, che
memoria non vera duna somigliante in Italia, e n pur ne regni vicini.

Ambrosino ridotto o soldo di Milano. Collezione Verri, p. 57, n. 88 (g 2,07).


Anche se non si volesse credere che le monete siano state battute in occasione dei
festeggiamenti, rimane la possibilit che, per i rapporti di parentela tra il Visconti e lEstense,
questultimo avesse potuto chiedere al primo di potergli fornire dei coni per attivare due zecche
locali od anche una sola che battesse sia col nome di Modena che con quello di Reggio. I
festeggiamenti per il matrimonio infatti non spiegherebbero come mai i grossi per Modena siano
abbastanza comuni, mentre sono di estrema rarit quelli per Reggio e del tutto sconosciuti quelli
per Ferrara.
Resta comunque il fatto, credo ormai incontestabile, che i coni dei grossi a nome di Azzo siano
stati incisi a Milano nei primissimi anni del Trecento.
Bibliografia
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L. Bellesia, 2010 Le monete di Azzo dEste per Modena e Reggio Emilia, in Panorama
Numismatico, giugno, pp. 31-38.
S. Crippa, C. Crippa, 1998 Le monete della zecca di Milano nella collezione di Pietro
Verri, Milano.
A. Crespellani, 1884 La zecca di Modena nei periodi comunale ed estense, Modena.
L. A. Muratori, 1838 - Annali dItalia ed altre opere varie, vol. III, Milano.

Note

1.
2.
3.
4.
5.

L. Bellesia, 2010, pp. 31-38.


Numismatica Varesi, Collezione Este Milani, 18 novembre 2009, lotto 67.
S. Crippa, C. Crippa, 1998, p. 57, n. 88.
A. Crespellani, 1884, p. 9.
L. A. Muratori, 1838, pp. 506-507.