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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Il trattamento del terreno mediante


iniezioni
Il problema del miglioramento delle caratteristiche dei terreni sciolti si affacciato al
campo dellingegneria alcuni decenni fa, in concomitanza con la realizzazione di grandi
opere di tipo idraulico; lo sfruttamento a scopo idroelettrico di grandi bacini ha dato
lavvio ad una tecnica nuova, quella delle iniezioni, che si poi evoluta nel tempo
estendendosi ai pi svariati campi dapplicazione, spesso rendendo fattibili opere
altrimenti non realizzabili, e, comunque, facilitandone lesecuzione e riducendone i
costi.
La metodologia di trattamento del terreno mediante iniezioni nasce, quindi, dalla
pratica e non dalla teoria, perch si basa sul fatto che le caratteristiche dimpermeabilit
e resistenza meccanica di terreni porosi, possono essere migliorate significativamente,
con limpiego dopportune miscele in grado di modificare lo stato naturale del terreno.
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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Pertanto, con il termine iniezione, sintende una tecnica adatta a modificare le


caratteristiche meccaniche (resistenza e deformabilit) ed idrauliche (permeabilit) di
corpi solidi porosi, fessurati o con grandi cavit, con limmissione dadeguate
miscele a mezzo di fori di piccolo diametro. Invece, il termine miscela indica un
fluido (sospensione, soluzione, emulsione) con propriet reologiche inizialmente idonee
alla penetrabilit, e che raggiungono in seguito le caratteristiche adeguate al
trattamento.
La tecnica delliniezione fu applicata per la prima volta dal francese Berigny nel
1802 per il risanamento di murature subacquee, mediante malte di cemento e pozzolana.
Berigny invent un dispositivo costituito da una pompa a percussione installata
direttamente nei fori diniezione, che si diffuse rapidamente in Francia e fu introdotto in
Inghilterra nel 1856 da Kinipple che, pi tardi nel 1884, mise a punto un metodo per il
getto di fondazioni subacquee basato sulliniezione dammassi di pietrame posti in
opera entro cassoni di legno.
Nella seconda met del 1800, i campi dapplicazione sestesero ai trattamenti
ausiliari per lo scavo di pozzi e gallerie minerarie e per limpermeabilizzazione delle
fondazioni di dighe. I perfezionamenti tecnologici consentirono il raggiungimento di
pressioni diniezione via via pi elevate, ma limpiego di sospensioni instabili di
cemento, permetteva solo il trattamento di rocce fessurate, non potendo aver successo
nel caso dei terreni incoerenti, salvo casi particolari di ghiaie a struttura aperta.
Il problema di trattare terreni a granulometria pi fine venne affrontato per la prima
volta da Jeziorsky nel 1887 con liniezione separata, in uno stesso foro o in due fori
vicini, di silicato di sodio e cloruro di calcio. Questo metodo, che venne
successivamente perfezionato e brevettato da Joosten nel 1925, si basa su di una
reazione istantanea dei due componenti che porta ad un consolidamento generalmente
irregolare e costoso.
Proprio le ragioni economiche incentivarono la ricerca di soluzioni uniche che
potessero gelificare dopo un tempo sufficiente a consentire una sufficiente diffusione
nel terreno. Si formularono soluzioni a base di silicato di sodio con reagenti inorganici
(acidi o sali polivalenti), ma per ritardare la reazione dindurimento si era obbligati ad
abbondanti diluizioni: al vantaggio della bassa viscosit iniziale, e quindi della buona
diffusione nel terreno, faceva riscontro, come risultato finale, un gel di scarsa
consistenza adatto allimpermeabilizzazione, ma non al consolidamento.
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Soltanto verso il 1957, in Francia (laboratori Soletanche e Nobel-Bozel) e negli Stati


Uniti (Diamond Alkali), il problema stato risolto, ottenendo un gel ad effetto
consolidante che fosse anche economicamente vantaggioso. Si tratta di miscele pi o
meno diluite, sempre a base di silicato di sodio, ma con reagente organico (acetato
detile, glioxal, formaldeide) che consente di ritardare la presa e regolarne i tempi
mediante il dosaggio degli additivi.
Unulteriore evoluzione s avuta negli anni 70 con lestensione della tecnica
delliniezione nei terreni pi fini, grazie allimpiego delle soluzioni a base di resine
organiche con una viscosit iniziale simile a quella dellacqua, che rimane costante fino
alla presa.
Alla fine degli anni 70, risale anche la messa a punto delle emulsioni gassose da
parte di Camberfort, Caron e Druez. Si tratta di miscele a base di cemento con un tasso
di rigonfiamento regolabile fino a tre volte rispetto al volume iniziale, mediante
procedimenti di tipo fisico-chimico. Con le pi costose emulsioni organiche, a base di
poliuretani polimerizzabili in presenza dacqua, il rigonfiamento pu essere anche di 50
volte, ma necessaria la successiva iniezione di una miscela pi resistente.
Fino ad alcuni anni fa, quindi, il campo applicativo delle iniezioni era limitato a
terreni molto permeabili (ghiaie e sabbie); oggi, invece, la messa a punto di nuove
tecniche diniezione e di nuove miscele, consente anche il trattamento di terreni con
permeabilit medio-bassa (sabbie fini). Nel caso di terreni con scarsa permeabilit, si
ricorre alla tecnica delle iniezioni forzate, intersecando il terreno con un reticolo di vene
cementizie.
Al progresso delle tecniche diniezione corrisposto quello delle miscele: alle
sospensioni a base di cemento si sono aggiunte quelle a base di bentonite deflocculata,
le soluzioni chimiche a base di silicato di sodio e le miscele a base di resine organiche.
Lultimo passo della ricerca la messa a punto demulsioni gassose espandenti che
possono aumentare di alcune volte il proprio volume iniziale, permettendo il
riempimento di cavit, anche in presenza di forte circolazione idrica.
Il trattamento di unampia gamma di terreni incoerenti stato lultimo stadio
devoluzione e forse il pi importante nella pratica dellingegneria civile (Glossop) e
richiede un alto grado di qualificazione da parte dei progettisti e degli esecutori. Il
problema che si pone generalmente nel trattare una formazione eterogenea con
alternanze di strati a granulometria e densit variabili, quello di poter variare il tipo e
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la composizione della miscela a seconda della ricettivit locale del terreno. La soluzione
tecnologica pi razionale di tale problema stata ideata da Ischy negli anni 60 ed
tuttora comunemente in uso. Si tratta dellequipaggiamento dei fori diniezione con tubi
a valvole (tubes manchettes) che consentono liniezione di miscele diverse in ogni
ordine, ad ogni profondit e a qualsiasi intervallo di tempo in uno stesso foro.
Grazie ai progressi tecnologici ed alle innovazioni che interessano ogni aspetto della
tecnica delliniezione, oggigiorno non vi pi alcun tipo di materiale apprezzabilmente
permeabile allacqua che non possa essere iniettato e, se necessario, consolidato con un
netto miglioramento delle propriet meccaniche. Si possono ormai soddisfare le pi
svariate esigenze tecniche, ma non sempre quelle economiche, particolarmente nel
campo delle resine organiche: il costo di tali prodotti pu essere, infatti, da 15 a 300
volte superiore a quello di una comune miscela a base di cemento e cresce fortemente
con leffetto consolidante richiesto.

Dopo questo breve excursus sullevoluzione storica della tecnica delliniezione, in


questo capitolo ci si propone di trattare lo stato dellarte attuale nel campo
delliniezione

dei

terreni,

partendo

dalla

trattazione

esemplificativa

dei

campi

dapplicazione di tale metodologia nellambito delle opere dellingegneria civile.


Successivamente sono trattate le caratteristiche comuni ed il comportamento dei
fluidi impiegati nel trattamento dei terreni, in modo generale e senza riferimenti alle
specifiche miscele, aspetto che viene invece demandato al seguito della trattazione, in
cui, si affronta in modo sistematico e pi dettagliato lanalisi delle diverse tipologie di
miscele diniezione.
In seguito, si affrontano le problematiche di carattere pi prettamente pratico inerenti
gli aspetti della cantierizzazione e dellesecuzione delle iniezioni: dalla perforazione alla
preparazione delle miscele.
Dato che, per evitare spese inutili o largamente superiori al previsto nonch
insuccessi che possano dequalificare la tecnica, occorre innanzi tutto un esauriente
studio preliminare del problema, con indagini geognostiche ed ideologiche, prove di
laboratorio ed eventuali prove diniezione in situ, la parte finale del capitolo tratta
questargomento con un taglio volutamente orientato alle implicazioni pratiche del
trattamento dei terreni con una serie di schemi orientativi.

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

1 Campi dapplicazione delle tecniche diniezione


In generale si usa distinguere le finalit dei trattamenti mediante iniezioni in due
categorie fondamentali: impermeabilizzazioni e consolidamenti, ma, in pratica, se si
escludono alcuni casi estremi, la distinzione fra i procedimenti adottati non sempre
netta. In effetti, anche quando lo scopo la tenuta idraulica, pu essere necessaria la
garanzia accessoria di una resistenza analoga o anche superiore di quella sufficiente ad
un consolidamento in altri casi. Daltra parte, un effetto consolidante omogeneo
presuppone e comporta, in pratica, una netta riduzione della permeabilit.
I campi dapplicazione dei procedimenti diniezione nellingegneria civile sono
molteplici, per interventi sia temporanei che definitivi e con funzioni autonome o
complementari ad altre opere.
Schematicamente si possono individuare i seguenti campi dapplicazione:
1.

Fondazioni, sottofondazioni e rinforzo di fondazioni instabili. Quando le

propriet meccaniche di un terreno non rispondono alle esigenze di progetto per


fondazioni dirette e qualora vi siano impedimenti agli interventi pi consueti come i pali
o la vibroflottazione, si prende in esame il ricorso al consolidamento mediante iniezioni.
Gli scavi per la creazione di nuovi spazi sotterranei, eseguiti in adiacenza a fondazioni
esistenti, possono influenzare le fondazioni superficiali, cos come laumento dei carichi
in fondazione dovuto a ristrutturazione o modifiche dedifici esistenti. Sono situazioni
che richiedono il consolidamento preventivo mediante la tecnologia delliniezione,
apprezzata per versatilit ed efficacia.

Figura 1 Schema di consolidamento delle fondazioni

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

2.

Realizzazione di scavi a cielo aperto e sbancamenti. Nellesecuzione di scavi a

pozzo

sbancamenti,

le

iniezioni

sono

generalmente

impiegate

scopo

impermeabilizzante, quando sono previsti forti abbassamenti del livello di falda, oppure
a scopo di consolidamento in alternativa oppure a complemento daltre opere di
sostegno (diaframmi in calcestruzzo, palancolate).
evidente che i consolidamenti mediante iniezioni, specialmente nei centri urbani,
possono avere un campo dapplicazione molto maggiore delle paratie e dei pali
convenzionali, grazie al minore ingombro delle attrezzature di cantiere, alla maggiore
versatilit rispetto agli orizzonti geologici interessati, al minore disturbo indotto al
terreno circostante durante la perforazione.
3.

Realizzazione di diaframmi impermeabili. Si tratta di uno dei campi applicativi

pi classici del trattamento del terreno mediante iniezioni, ed ancor oggi in espansione
in quanto presenta notevoli vantaggi, soprattutto nella costruzione di dighe ed opere
portuali.
4.

Costruzione di gallerie. Lapplicazione dei procedimenti diniezione stato forse

il pi valido contributo alla realizzazione delle gallerie in terreni incoerenti, dopo


lintroduzione dello scudo davanzamento: si tratta, infatti, del maggiore ambito
dimpiego delle iniezioni, con molteplici schemi di trattamento.
Per le gallerie metropolitane a bassa copertura, con possibilit doccupazione delle
aree sovrastanti lo scavo, si eseguono iniezioni dalla superficie.

Figura 2 Schema di trattamento finalizzato allesecuzione


dello scavo e alla riduzione dei cedimenti degli edifici
adiacenti ad una galleria metropolitana

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Nei casi in cui sia necessario evitare il cantiere di superficie, si opera con iniezioni in
avanzamento dal fronte realizzando raggiere coniche di fori suborizzontali distribuite in
modo da ottenere un arco portante di terreno trattato con un dato spessore minimo, a
partire dallestradosso della costruenda calotta.
Quando non possibile operare dallesterno, data leccessiva lunghezza dei fori
necessari o per ingombri di superficie, il trattamento realizzato con iniezioni radiali da
cunicolo pilota, oppure mediante consolidamenti da gallerie laterali qualora ve ne sia la
possibilit.
Per le gallerie in ambito urbano, quindi, si realizzano trattamenti preventivi di
consolidamento e/o impermeabilizzazione che consentono lo scavo in sicurezza e la
riduzione dei cedimenti superficiali e dei cedimenti differenziali delle opere adiacenti.

Figura 3 Schema di trattamento finalizzato allesecuzione


dello scavo sotto falda di una galleria metropolitana
Quando lo scavo realizzato sotto falda, inoltre necessario eseguire trattamenti
preventivi misti dimpermeabilizzazione e di consolidamento con miscele non tossiche,
per evitare la contaminazione delle acque.
5.

Costruzione dopere accessorie alle dighe. Si pu affermare che uno degli

incentivi maggiori allo sviluppo della tecnica delle iniezioni sia costituito dallimpiego,
a partire dagli anni 50, connesso alla realizzazione di dighe in situazioni idrogeologiche
sempre pi difficili. Nella fattispecie, le iniezioni sono utilizzate per costruire diaframmi
impermeabili permanenti al di sotto dellopera di sbarramento vera e propria.
6.

Messa in opera di tiranti. Nella realizzazione di tiranti dancoraggio, la

tecnologia delle iniezioni permette lesecuzione delliniezione primaria ad alta pressione

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ed in pi fasi successive, allo scopo di ottimizzare la qualit e la continuit del bulbo


dancoraggio.

Figura 4 Schema di un tirante iniettato


7.

Realizzazione delementi strutturali per il consolidamento di fronti di scavo.

Labbinamento dei tubi valvolati ad elementi resistenti in vetroresina, consente il


consolidamento del fronte di scavo delle gallerie in condizioni difficili (terreni argillosi
spingenti). Liniezione evita la decompressione del nucleo davanzamento, permettendo
lo scavo a piena sezione con riduzione delle convergenze e preconvergenze del nucleo
davanzamento.
8.

Realizzazione di schermi antivibrazione. Lutilizzo di miscele elasto-plastiche

consente di creare schermi in grado di smorzare effetti vibranti, anche di grande


intensit, grazie alla dissipazione dellenergia cinetica in lavoro di deformazione.
9.

Sollevamento controllato di costruzioni che hanno subito forti cedimenti

differenziali. Per queste finalit si adottano criteri e metodologie diniezione finalizzate


allo spostamento ed alla rottura orizzontale controllata del terreno adiacente le
fondazioni.

Le applicazioni delle tecniche diniezione possono essere classificate in base ai


seguenti criteri generali:

tipologia, profondit e geometria dopera

contesto urbano o extraurbano

tipo di terreno

lavori provvisionali o definitivi

lavori preventivi o correttivi

scopo delliniezione: impermeabilizzazione o consolidamento

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

1.1 Trattamento del terreno prima dello scavo


A questo scopo la tecnica diniezione pu essere impiegata per raggiungere due
specifici obiettivi differenti:
Consolidamento: miglioramento delle caratteristiche meccaniche del terreno allo
scopo di permettere leffettuazione degli scavi con facilit ed in condizioni di sicurezza
o per consentire lattraversamento di zone difficilmente affrontabili con i metodi
tradizionali di scavo (terreni incoerenti, spingenti).
Impermeabilizzazione: realizzazione di diaframmi impermeabili che bloccano la
circolazione di fluidi sotterranei quali acqua, aria, idrocarburi.
Queste operazioni possono essere effettuate a partire dalla superficie, da opere
ausiliarie provvisorie o esistenti (pozzi, gallerie, trincee), oppure direttamente in
avanzamento dalla galleria in costruzione.

1.2 Trattamento dopere di nuova costruzione


Secondo le modalit operative e le finalit, si possono distinguere i seguenti tipi
dintervento:
Iniezioni di colmataggio: sono specifiche delle opere in sotterraneo e consentono di
riempire i vuoti esistenti tra lestradosso del rivestimento ed il terreno circostante.
Contribuiscono a ridurre il detensionamento del terreno, ad uniformare il contatto
terreno-rivestimento, a ridurre lalterazione dei materiali posti in opera.
Iniezioni dincollaggio o serraggio: sono generalmente effettuate a seguito delle
iniezioni di colmataggio per ottimizzare il contatto fra il terreno incassante ed
rivestimento. Sono caratterizzate dallimpiego di maggiori pressioni e miscele pi fluide
rispetto alle iniezioni di colmataggio.
Iniezioni di consolidamento: vengono realizzate dopo le iniezioni dincollaggio o
serraggio e permettono di migliorare le caratteristiche meccaniche del terreno
nellintorno

dellopera

sotterranea

allo

scopo

di

ridurre

lestensione

della

plasticizzazione.
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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

1.3 Trattamento dopere ammalorate o vetuste


Secondo le condizioni statiche e di degrado dei materiali in opera, si possono
impiegare le tecniche citate per le opere di nuova costruzione, con laccortezza di
adottare pressioni diniezione inferiori ed adeguate allo scopo.
Unapplicazione particolare delle tecniche diniezione in questo contesto operativo
la rigenerazione dei rivestimenti che si rivela particolarmente delicata nei casi di
rivestimenti in muratura alterati dalla circolazione delle acque, che ne compromette
limpermeabilit e la resistenza meccanica. In questi casi le iniezioni intervengono
specificamente su tali aspetti.

2 Propriet reologiche 1 delle miscele diniezione


Durante la fase diniezione vera e propria, consistente nel pompaggio della miscela
nel terreno, i materiali diniezione possono essere classificati, dal punto di vista
reologico, in due categorie:
1. Fluidi newtoniani. Sono i fluidi che seguono la legge di Newton siccome sono
caratterizzati dallassenza della soglia di taglio (rigidit nulla) e ad ogni istante lo sforzo
di taglio proporzionale alla velocit di flusso tramite la viscosit .

dv
dz

(1)

= sforzo di taglio necessario per produrre


una velocit relativa dv fra due strati piani
paralleli distanti fra loro dz [/m2 ];

= viscosit [mPas];

dv/dz

dv
= gradiente di taglio[s-1 ];
dz

Figura 5 Reologia dei fluidi newtoniani


1

Da reologia (pl. -gie), sf Scienza che studia le deformazioni della materia sotto lazione degli agenti

esterni. || Comp. del gr. Rhos, scorrimento + -logia. || sec. XX (definizione tratta dal Grande dizionario
illustrato della lingua italiana, A. Gabrielli)

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

2. Fluidi binghamiani. Per il movimento del fluido necessario il superamento della


soglia di taglio, dopodich lo sforzo di taglio direttamente proporzionale al gradiente
di taglio tramite la viscosit costante. Seguono una legge di tipo:

= 0 + P

dv
dz

= sforzo

(2)

di

taglio

necessario

per

produrre una velocit relativa dv fra due

strati piani paralleli distanti fra loro

dz [/m2 ];
0 = soglia di taglio o rigidit (yeld
value) [/m2 ];

P = viscosit

plastica

dinamica

dv/dz

[mPas];
Figura 6 Reologia dei fluidi binghamiani

dv
= gradiente di taglio [s-1 ];
dz

In letteratura esistono molti sinonimi del termine soglia di taglio: lo stesso concetto
designato da altre espressioni quali limite di scorrimento, limite liquido, resistenza a
taglio, soglia di resistenza, coesione.
La viscosit dinamica2 un parametro molto caratterizzante per le miscele
diniezione ed espressa in mPas o cP, secondo la relazione dequivalenza:

1 mPas =1 Centipoise (cP)

(3)

Essa dipendente dal tempo e dalla temperatura. La viscosit dellacqua si riduce


allaumentare della temperatura, mentre, al contrario, la viscosit di fluidi, quali le

In contrapposizione alla viscosit cinematica, cui legata dalla relazione

[mPa s ] = , dove

il termine v rappresenta la viscosit cinematica [m2 /s] e indica la massa volumica del fluido in oggetto
[kg/m3 ].

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

sospensioni di cemento e le soluzioni di silicato di sodio, aumenta allaumentare della


temperatura. Condizione fondamentale di tutte le prove per la misurazione della
viscosit, che il fluido mantenga costanti le proprie caratteristiche: ci significa che
non si devono verificare sedimentazione o coagulazione.

Viscosit [mPas]

Inizio della fase di presa

Termine della fase di presa

1000

Sospensione di cemento C/A=2, bentonite 3%

100

Sospensione di cemento C/A=1, bentonite 2%

Sospensione di cemento C/A=1


10

Soluzione di silicato
di sodio (Newton)

Sospensione di cemento C/A=0.5

Acqua (Newton)
0.1
1

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Tempo dopo la miscelazione [h]

Figura 7 Andamento qualitativo della viscosit in funzione del tempo,


per diverse miscele diniezione
Tra le diverse apparecchiature per la misura della viscosit, le pi importanti per
diffusione sono due.

1.

Il cono Marsh usato in cantiere e per misure speditive. Esso esprime la


viscosit apparente in ununit arbitraria correlata al tempo di deflusso dal foro
inferiore di 1 litro di fluido su 1.5 litri immessi. Indicativamente, per un litro
dacqua, il tempo duscita fra 20 e 25 secondi. La precisione delle misure
condizionata dallaccuratezza nella rilevazione del tempo, dalla scabrezza delle
pareti interne del cono, dalla viscosit, dalla rigidit e dal peso specifico del
fluido. Si tratta, quindi, di una misura grossolana, ma tuttavia significativa ed

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

utile, per la semplicit operativa, entro ristretti campi di variabilit delle


composizioni via via esaminate. Con il cono Marsh non si pu valutare la soglia
di taglio dei fluidi binghamiani.

304.8 [mm]

152.4 [mm]

Griglia a maglia quadrata


1.59 X 1.59 [mm]

50.8 [mm]

4.76 [mm]

Figura 8 Cono Marsh


2.

Il viscosimetro rotazionale lo strumento che consente di eseguire le misure


pi precise e rigorose, pertanto utilizzato prevalentemente nelle prove di
laboratorio. Data la marcata linearit della relazione tra sforzo di taglio e
gradiente

di

deformazione,

questo

strumento

consente

di

determinare

separatamente la viscosit pura e la rigidit, oppure un unico parametro di


viscosit apparente, in corrispondenza di una certa velocit.
Le tipologie di strumenti comunemente impiegati sono essenzialmente due:
a) Viscosimetro coassiale di tipo Rheometer, normalizzato dalla Baroid,
con due velocit di rotazione: 300 e 600 [giri/min]. Consente la
determinazione dei due parametri di Bingham, ma spesso, per semplicit,
si usa definire una viscosit apparente (in [cP]) pari alla met della lettura
a 600 [giri/min].
b) Viscosimetro rotativo di tipo Stormeter, tarato per una sola velocit di
rotazione: 600 [giri/min]. Consente solo la determinazione della viscosit

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

apparente, con letture superiori a quelle del viscosimetro coassiale, a


causa delle diversit del principio costruttivo.
Lo strumento costituito da un cilindro immerso nel fluido di prova e posto in
rotazione a diversi valori di velocit.

La misura della resistenza che il fluido

oppone al moto correlata con la viscosit e la soglia di taglio.

Figura 9 Sezione schematica di un


viscosimetro rotativo
Tra le diverse apparecchiature per la misura diretta della rigidit, le pi comuni, in
ordine daccuratezza, sono:

1.

Scissometro ad alta sensibilit (1 [/cm2 ]).

2.

Shearometer. Si tratta di uno strumento normalizzato dalla Baroid per i


fanghi bentonitici e costituito da un tubo leggero graduato, di cui si misura la
penetrazione per gravit in un campione di fluido. Le letture effettuate sono
tradotte in unit di resistenza a taglio, mediante apposite correlazioni.

3.

Densimetro. Ve ne sono di diversi tipi, fra cui uno dei pi diffusi il gelimetro
Rodio, costituito da una sondina cilindrica graduata del diametro di 15 [mm] e

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

del peso di 30 [g]. La correlazione con le misure pi accurate pu essere


discreta, ma solo entro una ristretta gamma di composizioni delle miscele

Gradiente di velocit al
viscosimetro coassiale [-]

provate.

10

15

Resistenza a
taglio [Pa]

1 Sospensione acqua + bentonite 40 kg/m3


2 Sospensione acqua + bentonite 50 kg/m3
3 Sospensione acqua + cemento (C/A = 1.8)
4 Sospensione fluidificata acqua + cemento (C/A = 1.8)
5 Sospensione acqua + cemento + bentonite (B = 35 kg/m3 - C = 200 kg/m3)
6 Sospensione fluidificata acqua + cemento + bentonite (B = 35 kg/m3 - C = 200 kg/m3)

1/P

P = viscosit plastica

Soglia di taglio

Figura 10 Comportamento reologico delle miscele diniezione

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

3 Penetrabilit delle miscele e criteri diniettabilit


Con questo termine si definisce la capacit della miscela, di raggiungere la maggior
parte dei vuoti del terreno con pressione e portata sufficienti a rispondere alle esigenze
di progetto.
In prima istanza la penetrabilit dipende dal terreno nella misura in cui lesistenza, la
dimensione, e la geometria dei vuoti intergranulari condizionano il coefficiente di
permeabilit e quindi la possibilit di diffusione della miscela. Liniezione, infatti,
procede

con

due

meccanismi

spesso

coesistenti:

limpregnazione

dei

vuoti

intercomunicanti e lidrofratturazione. Per questultimo meccanismo assume rilievo il


modulo di deformabilit del terreno in situ.
Dimportanza non secondaria anche la capacit della miscela di spiazzare laria e
lacqua,

eventualmente

presenti

nei

vuoti

intergranulari,

senza

diluizione

deterioramento: essa dipende dalla pressione e dalle propriet reologiche del fluido
iniettato.
Per la caratterizzazione dei terreni granulari ai fini delliniettabilit si analizza
innanzi tutto la curva granulometrica, da cui si ricavano diversi parametri, pi o meno
significativi e correlabili con la permeabilit secondo i casi:
a) la

composizione

riferita

percentualmente

classi

granulometriche

convenzionali secondo la classificazione M.I.T.:

Tabella 1 Classificazione granulometrica M.I.T.


Classe granulometrica*

Diametro dei grani [mm]

Blocchi e ciottoli

> 60

Ghiaia

60 2

Sabbia

2 0.06

Limo

0.06 0.002

Argilla

< 0.002

* ogni classe ulteriormente suddivisa in: grosso, medio, fine.

b) il diametro efficace d10 corrispondente al 10% di frazione inferiore a d, nella


curva granulometrica;

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

c) il diametro medio d50 corrispondente al 50% di frazione inferiore a d, nella


curva granulometrica;
d) il coefficiente duniformit CU =

d 60
, in cui d60 il diametro corrispondente al
d 10

60% di frazione granulometrica inferiore a d;


e) la superficie specifica dei grani, riferibile allunit di volume (S0 in [cm-1 ])
oppure allunit di peso (SS in [cm2 /g]=[ cm2 /cN]).

Limo

Sabbia

Ghiaia

Ciottoli

Passante [% in peso]

100
80
60
40
20

0.002

0.02

0.06

0.2

0.6

2.0

6.0

20

60

100

Diametro dei grani [mm]

Sospensioni caricate

Soluzioni di silicato di sodio

Sospensioni di cemento ordinario

Jet grouting

Sospensioni di cemento fine

Resine

Figura 11 Campi dapplicazione dei diversi tipi di trattamenti, in relazione


alla granulometria del terreno

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Le

informazioni

dedotte

dalla

classificazione

granulometrica

forniscono

utili

indicazioni per la scelta del trattamento pi idoneo, ma necessario precisare che:

la distribuzione granulometrica ed il coefficiente duniformit sono parametri


pi significativi del solo diametro medio dei grani (d50 ) o del diametro efficace
(d10 );

il diametro efficace d10 qualifica la frazione pi fine, e quindi pi condizionante


agli effetti delliniettabilit, e pu essere correlato direttamente alla permeabilit
solo quando il materiale si presenta molto uniforme;

il coefficiente duniformit definisce lampiezza del campo granulometrico,


pertanto al crescere di CU lanalisi della curva granulometrica richiede maggiore
attenzione;

a parit di diametro efficace d10 , allaumento del coefficiente duniformit CU fa


riscontro una diminuzione della permeabilit, nellipotesi che il campione
rappresenti uno strato omogeneo;

la superficie specifica dei grani, definita come superficie totale dei grani per
unit di peso o di volume del terreno, un parametro importante ogni qual volta
che liniettabilit sia soggetta a vincoli granulometrici, come nel caso delle
sospensioni.

Questo

parametro

ha

lindubbio

vantaggio

di

fornire

uninformazione sintetica mediante un unico valore numerico. Il computo pu


essere

eseguito,

in

prima

approssimazione,

sulla

curva

granulometrica

assumendo per i grani una forma sferica: sotto questipotesi, ogni classe
granulometrica con diametro medio dm risulta caratterizzata dalla superficie
specifica:

S 0 [cm 1 ] =

6
dm

S S [cm 2 / g ] =

(4)

2.22
dm

(5)

La superficie specifica integrale data dalla media ponderale dei valori di


superficie specifica delle diverse classi granulometriche.

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Il trattamento del terreno mediante iniezioni

La porosit e la densit relativa del terreno costituiscono altri due importanti


parametri al fine della valutazione delliniettabilit: in particolare la porosit un indice
globale che aumenta con la finezza granulometrica, cio con il diminuire della
dimensione media dei pori, a parit di densit relativa. Per un dato terreno, quindi, la
porosit ne qualifica il grado daddensamento, influenzando in certa misura la
permeabilit, ed inoltre indicativa della quantit teorica di miscela necessaria
allimpregnazione completa dei vuoti intergranulari. Nella pratica, per, il volume dei
vuoti riempiti non supera generalmente il 50% della porosit globale

anche nei casi di

migliore successo ai fini del risultato: i maggiori consumi di miscela sono da attribuirsi
a fattori quali laumento del volume iniziale dei vuoti, dispersioni oltre i limiti teorici
del trattamento, drenaggio della miscela.
Nellambito dei terreni iniettabili, i valori medi di porosit, solitamente riscontrati,
sono compresi fra 0.2 e 0.3 [-] per i pi grossolani e fra 0.3 e 0.4 [-] per i pi fini.

La determinazione della porosit pu essere effettuata secondo diverse modalit:


1. su campioni indisturbati, in base alla relazione fra il peso dellunit di volume
della parte solida S [kN/m3 ] ed il peso dellunit di volume del terreno secco:

n[] = 1 d
S

(6)

con:
d = peso dellunit di volume del terreno secco [kN/m3 ] definito come
rapporto fra il peso dei grani solidi ed il volume totale del terreno secco
(

WS
);
V

S = peso dellunit di volume della parte solida [kN/m3 ] definito come


rapporto fra il peso dei grani solidi ed il loro volume (

2. su

campioni

rimaneggiati,

determinandone i valori di

ma
e max e di

WS
);
VS

granulometricamente

rappresentativi,

e min con procedura normalizzata e

19

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

deducendo n da correlazioni empiriche fra la densit relativa Dr ed i risultati di


prove penetrometriche statiche (SPT):

Dr [] =

emax e
emax emin

n[] =

e
1+ e

(7)

(8)

3. con metodi geofisici indiretti in situ, quali i logs elettro-resistivi e le sonde a


radioisotopi.

La cinematica dei fluidi diniezione nel terreno modellizzata, con notevoli


limitazioni, dalla legge di Darcy che descrive il flusso laminare dellacqua in un mezzo
poroso continuo:

v[m / s ] = k i

(9)

con:

v = velocit di flusso dellacqua attraverso il mezzo poroso [m/s];


k = coefficiente di permeabilit o conducibilit idraulica [m/s];
i = gradiente idraulico [-] definito come rapporto tra la caduta di carico

piezometrico ed il tratto in cui essa si verifica (

h
);
L

Questo modello valido entro un dato limite di pressione e con una portata che
condizionata dai seguenti fattori:
carico idraulico applicato;
geometria della sezione filtrante;
struttura e permeabilit del mezzo;
viscosit ed eventuale rigidit del fluido.

20

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Le principali limitazioni, cui si accennato in precedenza, fanno capo alle seguenti


ipotesi restrittive:
1. mezzo poroso omogeneo ed isotropo;
2. moto di filtrazione laminare e stazionario;
3. flusso radiale sferico;
4. la velocit che compare nellequazione una media apparente,
poich la velocit di flusso riferita alla sezione filtrante
complessiva e non a quella dei vuoti, pertanto minore della
velocit effettiva attraverso i pori (definita dalla legge v p =

v
);
n

5. la legge ingloba implicitamente effetti di viscosit ed attrito


interno

del

fluido,

rappresentazione

assumendo

statisticamente

la

valenza

equivalente

della

di
legge

una
di

Navier-Stokes;
6. numero di Reynolds3 minore di 1 [-];
7. gradiente idraulico compreso fra 0.1 e 50 [-];

A riguardo della terza ipotesi, si pu notare che le espressioni del flusso radiale da
sorgente sferica possono essere applicate al caso pi comune di sezione cilindrica
introducendo il concetto di raggio equivalente.
Mentre

lipotesi

di

moto

laminare

valida

per

un

trattamento

corretto

dimpregnazione, la stazionariet del moto presuppone che le condizioni di regime siano


raggiunte entro un tempo che generalmente troppo breve rispetto alla durata
delliniezione: questo forse il punto pi debole della teoria applicata ai procedimenti
diniezione.
La legge di Darcy applicabile ai fluidi newtoniani non evolutivi, come lacqua,
caratterizzati, cio, da viscosit costante: a rigore, perci, le formule classiche
dellidrologia sotterranea, valide per condizioni di moto laminare stazionario, sono
applicabili soltanto per le soluzioni pure non evolutive.
3

In idraulica il numero di Reynolds indica il passaggio dalle condizioni di moto laminare a quelle di

moto turbolento. definito dalla relazione

R[] =

v w d
in cui compaiono la velocit del flusso

(v), il diametro del condotto (d), la massa volumica dellacqua ( w ) ed il coefficiente di viscosit ().

21

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

importante puntualizzare che, ai fini della valutazione diniettabilit, si privilegia la


determinazione delle caratteristiche di permeabilit orizzontale.

A rigore, per le limitazioni di carattere teorico, precedentemente espresse nellambito


delle considerazioni sulliniettabilit dei terreni, necessario introdurre il coefficiente di
permeabilit specifica del mezzo alla miscela diniezione:

k m [m / s ] = k w
m

(10)

con:
k m = coefficiente di permeabilit del terreno alla miscela [m/s];

k = coefficiente di permeabilit del terreno allacqua [m/s];


m = viscosit dinamica della miscela ad una certa temperatura [s/cm2 ];
w = viscosit dinamica dellacqua (10-7 [s/cm2 ] alla temperatura di 20 [C],
pari a 1 [mPas]) [s/cm2 ];

Il concetto di permeabilit specifica non va confuso con quello di permeabilit


intrinseca, che si definisce come la capacit di un mezzo poroso di trasmettere
un fluido indipendentemente dalle propriet dello stesso. Questa grandezza
legata alla conducibilit idraulica dalla relazione:

[ ]

k p m2 = k

(11)

con:
k p = coefficiente di permeabilit intrinseca del terreno [m2 ];

k = coefficiente di permeabilit del terreno al fluido in oggetto [m/s];


= viscosit dinamica del fluido in oggetto [s/m2 ];
= massa volumica del fluido in oggetto [kg/m3 ];
g = accelerazione gravitazionale, 9.81 [m/s2 ];

22

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Passando alle soluzioni colloidali, ossia ai fluidi newtoniani evolutivi con viscosit
variabile nel tempo, data la complessit di una teoria che tenga conto dellincremento
della viscosit nel tempo, si rientra nel caso delle soluzioni non evolutive assumendo un
valore medio della viscosit, con unapprossimazione tanto migliore quanto pi lenta
levoluzione durante il flusso.Tale schematizzazione teorica risulta invece impossibile
per le sospensioni, che manifestano anche una rigidit evolutiva.
La determinazione diretta della permeabilit pu essere effettuata con varie modalit
in situ, fra cui la pi diffusa la prova Lefranc (che sar trattata pi diffusamente al
paragrafo

13.1.2 Prove di permeabilit in situ su terreni incoerenti), oppure in

laboratorio su campioni indisturbati o ricostruiti: in questultimo caso ovvio che si


debba operare solo su granulometrie molto uniformi, altrimenti si possono ottenere
risultati del tutto inattendibili, con una riassociazione granulare diversa da quella
naturale.

Siccome

le

prove

dirette

presentano

spesso

difficolt

esecutive

ed

interpretative, sempre necessario il complemento di dati granulometrici, soprattutto


nel caso delle sabbie, per le quali sono disponibili correlazioni empiriche fra
permeabilit e granulometria, alcune delle quali tengono conto anche della porosit.

Figura 12 Valori indicativi del coefficiente di permeabilit


secondo granulometria e tipo di terreno
23

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Le correlazioni empiriche pi utilizzate sono:


k [m s ] = A 10 2 d 152 (Sherard)

(12)

con:
A = coefficiente adimensionale compreso fra 0.2 e 0.6, nella pratica

consuetudine adottare il valore 0.35 [-];


d 15 = diametro del 15% del passante nel fuso granulometrico[mm];

Per le sabbie e le ghiaie sabbiose, si usa la correlazione:


k [m / s ] = CU d102 (Hazen-Beyer)

(13)

con:
CU =

d 60
= coefficiente duniformit [-];
d10

d 10 = diametro del 10% del passante nel fuso granulometrico [m];

Per le sabbie grossolane con grani compresi fra 0.1 e 3 millimetri e coefficiente
duniformit inferiore a 5, si usa la correlazione:
k [cm / s ] = C d102 (Hazen)

(14)

con:

C = costante dimensionale compresa fra 40 e 150 [-];


d 10 = diametro efficace [cm];

Per le sabbie pulite contenenti meno del 5% di frazione limo-argillosa, si usa la


correlazione:

k [cm / s ] =

0.2 w
n3

(Kozeny)
f 2 w S 02 (1 n )2

(15)

con:
24

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

w = peso specifico dellacqua (10-2 [/cm3 ]) [/cm3 ];


w = viscosit dinamica dellacqua (10-7 [s/cm2 ] alla temperatura di 20 [C],
pari a 1 [mPas]) [s/cm2 ];
S 0 = superficie specifica dei grani in termini volumetrici [cm-1 ];

n = porosit [-];
f = fattore di forma, variabile da 1, per elementi sferici, a 1.4 per grani molto

spigolosi [-];

log k S 02 = 1.365 + 5.15 n (Loudon)

(16)

con:

k = coefficiente di permeabilit [m/s];


S 0 = superficie specifica dei grani in termini volumetrici [cm-1 ];

n = porosit [-];
Viste le limitazioni dovute alle condizioni di validit della legge di Darcy, la
propagazione dei fluidi newtoniani e binghamiani nei mezzi porosi stata studiata da
Mller-Kirchenbauer (1968) considerando la viscosit come una funzione del tempo,
perch nella pratica si nota una variazione di permeabilit del terreno trattato causata
dalla variazione della viscosit della miscela diniezione. Per i fluidi newtoniani, la
relazione fra la permeabilit e la viscosit la seguente:
k0
=
k 0

(17)

con:
k 0 = permeabilit del terreno con riferimento allacqua;

k = permeabilit del terreno con riferimento alla miscela diniezione considerata


come fluido newtoniano;
0 = viscosit dellacqua;
= viscosit del fluido newtoniano;

25

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Anche la presenza dellacqua nei vuoti intergranulari del terreno condiziona la


penetrabilit della miscela diniezione e la sua capacit di diffusione. In proposito
opportuno ricordare che un fluido a bassa viscosit spostato da uno con viscosit
maggiore (Scheiddegger e Johnson, 1969), per cui le propriet reologiche della miscela
iniettata assumono un ruolo primario nei meccanismi di diffusione nel mezzo poroso,
specialmente per quanto riguarda la capacit di spiazzare lacqua nel terreno,
sostituendosi ad essa.
Secondo Camberfort, per trovare un criterio diniettabilit pi logico di quelli basati
sulla granulometria, si dovrebbe cercare di cifrare le dimensioni dei vuoti dello
scheletro solido e paragonarle con quelle dei grani o particelle elementari della miscela.
Esprimendo il raggio idraulico della sezione interstiziale media in funzione della
porosit e della superficie specifica, ed introducendo lespressione risultante nella
correlazione di Kozeny, si perviene alla condizione:

d m' C k

(18)

con:
d m' = diametro medio dei grani o particelle della miscela [m];

C = costante adimensionale compresa fra 600 e 800 [-];


k = coefficiente di permeabilit [m/s];
Un ulteriore parametro che condiziona la penetrabilit delliniezione, il tipo di
miscela impiegato, pertanto, nel corso della trattazione, per ogni tipo di miscela si
affronta specificamente questargomento.

26

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

3.1 Parametri diniezione


Per la successiva trattazione della teoria sulliniezione dei terreni necessario
definire preventivamente quelli che sono i parametri caratteristici, elencandone i simboli
e le unit di misura.

Tabella 2 Parametri diniezione


Simbolo ed unit di misura

Parametro

H [m]

Carico idraulico utile in corrispondenza della sezione filtrante

Q m3 / s

Portata diniezione

r0 [m]

Raggio della sezione filtrante

L[m]

Lunghezza della sezione filtrante

r0' [m]

R[m]
t[s]

[ ]

Raggio equivalente al flusso radiale sferico, nel caso di


sezione filtrante cilindrica di raggio r0 ed altezza L
Raggio dinfluenza delliniezione
Tempo

V m3

Volume di terreno interessato dalliniezione

k [m / s ]

Coefficiente di permeabilit del terreno allacqua

k m [m / s ]

n[]

Coefficiente di permeabilit del terreno alla miscela


diniezione, secondo la relazione (10)
Porosit del terreno o frazione saturata dalla miscela

3.2 Iniezione in un mezzo omogeneo ed isotropo


Il caso pi semplice quello di flusso radiale da una sorgente sferica di raggio r0 . La
portata in regime stazionario definita dalla relazione:

[ ]

Q m 3 = 4 r 0 k m H

(19)

con:
r0 = raggio della sezione filtrante [m];
k m = coefficiente di permeabilit del terreno alla miscela diniezione [m/s];
H = carico idraulico utile in corrispondenza della sezione filtrante [m];

27

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Nel caso pi realistico di sezione filtrante cilindrica daltezza L, si pu utilizzare la


(17) sostituendo ad r0 il raggio equivalente r0' calcolato secondo la formula:

r0' [m ] =

(20)

con:

2 L
[] = 2
L 4 r2

L + L2 4 r02
ln
1/ 2

2 r0

1/2

(21)

La portata pu essere espressa anche in termini puramente geometrici:

n
3
Q m /s = V
t

(22)

con:

V = Volume di terreno interessato dalliniezione [m3 ];

n = porosit del terreno o frazione saturata dalla miscela [-];


t = tempo [s];
Nel caso della sorgente sferica si ottiene:

Q m /s =
3

4
n
3
3
R r0
3
t

(23)

con:
R = raggio dinfluenza delliniezione [m];

r0 = raggio della sezione filtrante [m];

n = porosit del terreno o frazione saturata dalla miscela [-];


t = tempo [s];
Eguagliando per congruenza le due espressioni (19) e (23) della portata, si ottiene
una relazione pi generale che lega il raggio di propagazione R al tempo diniezione t, al
carico idraulico H ed alle caratteristiche del terreno k m ed n :

28

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

(R

r03 =

3 r0 k m H t
n

(24)

3.3 Iniezione in un mezzo eterogeneo


I mezzi omogenei ed isotropi sono uneccezione in natura: quasi sempre si di fronte
a terreni eterogenei e fittamente stratificati. Nei pi comuni depositi, quelli alluvionali,
si hanno infatti delle successioni di strati con permeabilit anche molto diverse e
spessori variabili da qualche millimetro ad alcuni centimetri.
Se la sezione filtrante interessa pi strati, la miscela si diffonde dapprima in quelli
pi permeabili, mentre gli altri hanno un ruolo di contenimento. In seguito sinvertono i
ruoli e liniezione interessa le zone meno permeabili, ma tuttavia penetrabili dalla
miscela prevista.
In ogni caso si ha un flusso piano descrivibile con la formula di Dupuit:

Q m3 / s =

2 L H k m
ln ( R r0 )

(25)

con:
L = lunghezza della sezione filtrante [m];
H = carico idraulico utile in corrispondenza della sezione filtrante [m];

k m = coefficiente di permeabilit del terreno alla miscela diniezione [m/s];


R = raggio dinfluenza delliniezione [m];

r0 = raggio della sezione filtrante [m];

Esprimendo la portata in termini puramente geometrici, nella relazione (22) del


paragrafo 3.2 Iniezione in un mezzo omogeneo ed isotropo sintroduce lespressione
del volume cilindrico elementare di terreno trattato ad ogni singola passata:

[ ]

V m 3 = R 2 r02 L

(26)

con:
L = lunghezza della sezione filtrante [m];
R = raggio dinfluenza delliniezione [m];

r0 = raggio della sezione filtrante [m];


29

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

ottenendo lespressione della portata:

n
3
2
2
Q m / s = R r0 L
t

(27)

con:
R = raggio dinfluenza delliniezione [m];

r0 = raggio della sezione filtrante [m];


L = lunghezza della sezione filtrante [m];

n = porosit del terreno o frazione saturata dalla miscela [-];


t = tempo [s];
Eguagliando le espressioni (25) e (27) si ottiene la seguente relazione di carattere
generale:

(R

r02 =

2 k m H t
n ln ( R r0 )

(28)

2
2 r0

2 r0

2 r0

Figura 13 Modelli teorici di diffusione nel terreno della miscela diniezione:


1. flusso radiale da una sorgente sferica in un mezzo omogeneo ed isotropo;
2. sezione filtrante cilindrica daltezza L in un mezzo omogeneo ed isotropo;
3.sezione filtrante cilindrica daltezza L in un mezzo eterogeneo.

30

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

4 Idrofratturazione
Dagli studi approfonditi su questo fenomeno, realizzati da Camberfort alla fine degli
anni 70, emerso che la pressione diniezione provoca sulle pareti del foro uno sforzo
tangenziale dugual valore: quando questultimo supera il contrasto del terreno, si ha la
rottura.
Traducendo queste evidenze empiriche in termini pi rigorosi, si pu affermare che il
fenomeno dellidrofratturazione (claquage) si verifica quando la pressione diniezione
superiore alla tensione efficace minore 3' : in tal caso la miscela si diffonde rompendo
il terreno secondo piani perpendicolari alla direzione di 3' .
Quando lidrofratturazione indotta volontariamente, lapplicazione di una pressione
di pompaggio adeguata, causa la formazione di una frattura artificiale che si propaga nel
terreno, secondo le condizioni locali, finch la portata superiore alla capacit
dassorbimento della miscela e funge, a sua volta, da sorgente di trattamento. La
fessura, mantenuta aperta dalla pressione variabile del fluido, non ha una dimensione
costante ed ha unestensione limitata. Questa tecnica impiegata nei trattamenti di
compattazione

statica

dei

terreni,

preliminari

alliniezione

di

soluzioni,

oppure

successivi alle iniezioni per permeazione.


Il valore della pressione didrofratturazione per i terreni coesivi si calcola come:
'
p crack [kPa] = 1
+c
1

(29)

Il prodotto fra parentesi rappresenta la tensione principale efficace minore 3' [kPa],
ottenuta come prodotto della tensione principale efficace maggiore 1' [kPa] per il
coefficiente di trasmissione laterale dello sforzo, del terreno in campo elastico
k0 =

. Il termine fuori parentesi ( c [kPa]) rappresenta la coesione.


1

Assumendo un modello di terreno con stato tensionale assialsimmetrico e tensione


principale efficace maggiore 1' [kPa] coincidente con la tensione verticale, la formula
diventa:

31

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

' z
+ c
p crack [kPa] =
1

(30)

con:
' = peso dellunit di volume del terreno alleggerito [kN/m3 ] calcolato per
differenza fra il peso dellunit di volume totale del terreno ed il peso
dellunit di volume dellacqua ( w );
z = profondit [m];

= modulo di Poisson [-];


c =coesione [kPa];
Da un confronto fra gli sforzi tangenziali dovuti al peso proprio del terreno e quelli
indotti dalla pressione applicata, e considerazioni geometriche inerenti linviluppo di
resistenza di Mohr-Coulomb, si ottiene lespressione della pressione didrofratturazione
nei terreni incoerenti:

p crack [kPa] = ' z (1 + sin )

(31)

Nel caso di terreni coesivi si applica la formula precedente con laggiunta del termine
di coesione:

p crack [kPa] = ' z (1 + sin ) + c

(32)

Di l dalle formulazioni teoriche, sono molte le regole empiriche suggerite dalla


letteratura o prescritte nelle specifiche tecniche, ma il criterio pi razionale sempre
quello sperimentale consistente nella determinazione in situ della pressione di
claquage o pressione critica.

32

Pressione d'iniezione [kPa]

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

250

Pcr
200
150

Plim

100
50
0
0

10

15

20

Portata [l/min]
Figura 14 Determinazione sperimentale
della pressione critica
Il procedimento si basa sulliniezione con portate crescenti fino al momento in cui la
pressione tende a stabilizzarsi o diminuisce. Una volta definita statisticamente, con una
serie di prove, la soglia di claquage, si pu definire il limite di pressione diniezione:
Plim [kPa] = 0.9 Pcr

(33)

con:

Plim = pressione limite diniezione [kPa];


Pcr = pressione di claquage [kPa];

33

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

5 Durabilit dei trattamenti diniezione


Con questo termine sindica la capacit della miscela di conservare inalterate nel
tempo, dopo la presa, determinate propriet chimico-fisiche e meccaniche.
Dal punto di vista fisico, le principali cause dalterazione fanno capo alle
sollecitazioni

meccaniche,

allerosione,

alla

temperatura

ed

allirraggiamento.

In

particolar modo, i fenomeni termici ed osmotici hanno importanti ripercussioni sul gel
derivante dalle soluzioni.
Dal punto di vista chimico, lacqua riveste un ruolo dominante nei fenomeni di
dissoluzione e alterazione a causa del pH o della presenza di sostanze particolari (sali e
gas, materia organica, batteri).
La durabilit dei trattamenti diniezione dipende quindi fondamentalmente dalle
sostanze impiegate e dalle tecniche di messa in opera. Per ogni tipo di miscela
pertanto

necessario

conoscere

le

eventuali

incompatibilit

(durante

dopo

lindurimento) con lo scheletro solido del terreno, lacqua interstiziale ed i gas che
possono essere inclusi.
per interessante osservare che, nel campo delle sospensioni stabili a base ci
cemento e bentonite, la presenza delladditivo stabilizzante ricuce notevolmente la
suscettibilit agli agenti aggressivi come le acque molto dolci, acide e selenitose.
Nel campo delle resine, invece, nota limperfetta polimerizzazione in ambiente
basico, come si trova frequentemente nei terreni calcarei. Per questo tipo di miscele,
comunque, i rischi sono limitati alla fase dindurimento e quindi sono facilmente
controllabili in laboratorio con prove su campioni dacqua e terreno.

34

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

6 Implicazioni ambientali e problematiche connesse


alla sicurezza dei lavoratori
I prodotti utilizzati nella preparazione delle miscele diniezione che possono rientrare
nelle categorie a rischio per la salute di lavoratori e terzi, sono accompagnati da
apposita documentazione di sicurezza che illustra la classe di pericolo, le procedure
specifiche

per

la

manipolazione,

il

trasporto

lo

stoccaggio.

Sono

indicati

dettagliatamente anche i pericoli specifici quali: esplosione, infiammabilit, corrosione,


tossicit.
Siccome liniezione implica sempre una modificazione localizzata del terreno, si
pone particolare attenzione alla qualit delle acque superficiali e sotterranee, curandone
la

preservazione da contaminazioni dovute a versamenti accidentali di prodotti chimici

o acque di lavaggio degli impianti, diffusione in falda di sottoprodotti di reazione ed


utilizzo di miscele diniezione suscettibili di dissoluzione da parte dacque aggressive.

Intensit di migrazione

Migrazione durante l'iniezione


Migrazione dovuta alla filtrazione
Migrazione in prossimit del punto d'iniezione
Migrazione lontano dal punto d'iniezione

Tempo d'osservazione

Figura 15 Modello qualitativo della migrazione dei sottoprodotti del gel di silice
nelle acque sotterranee
In linea generale, comunque, necessario ricordare che lapproccio allo studio
dellimpatto ambientale dei trattamenti diniezione, non pu prescindere dallanalisi
caso per caso dei componenti delle miscele adottate e delle loro interazioni reciproche e
con i costituenti del terreno (fase solida, liquida, gassosa).
35

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

7 Miscele diniezione
In base ai componenti ed alle propriet reologiche, le miscele diniezione possono
essere classificate in due categorie principali:
1.

Sospensioni: sono costituite dallinsieme di uno o pi prodotti solidi (cemento,

ceneri volatili, argille) dispersi in acqua. Secondo il tipo ed il tenore di materia secca,
sono a loro volta distinte in sospensioni:
1.a Instabili: formate da una sospensione di cemento in acqua resa omogenea
dallagitazione. I grani solidi tendono a sedimentare rapidamente al cessare
dellazione meccanica, separando unapprezzabile percentuale della fase liquida.
1.b Stabili: una miscela stabile definita in tal modo quando manifesta una tendenza
alla sedimentazione nulla o trascurabile. Queste miscele sono generalmente
ottenute con sistemi quali laumento del tenore totale di materia solida,
limpiego di componenti minerali colloidali, quali la bentonite, o limpiego
dadditivi quali il silicato di sodio nelle miscele acqua-cemento e acquacemento-bentonite. Il corretto dosaggio dei costituenti e lagitazione meccanica
consentono di ridurre la tendenza alla separazione della fase solida.
2.

Soluzioni: sono liquidi omogenei costituiti da prodotti chimici in forma di

liquidi o polveri disciolte in acqua. Secondo le propriet reologiche, sono al loro volta
distinte in soluzioni:
2.a Evolutive o colloidali: la viscosit varia nel tempo, da un valore iniziale ad uno
finale corrispondente al gel.
2.b Non evolutive o pure: la viscosit resta costante, pari al valore iniziale, fino al
momento della presa con formazione del gel.
3.

Resine : sono soluzioni di sostanze organiche in acqua o solvente non acquoso.

4.

Miscele per applicazioni speciali: sono composti in grado di conferire al

terreno propriet particolari quali la resistenza a determinati agenti aggressivi, grande


resistenza meccanica o elasticit.

36

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Tabella 3 Tipologie di miscele diniezione e rispettivi campi dapplicazione


Sospensione di cemento

Sospensione cemento- bentonite

C-I

Miscele caricate

C-I

Gel di bentonite deflocculata e rigidificata


Miscele a penetrazione migliorata

I
C I

Emulsioni di bitume

Consolidamento

Concentrato

Bassa viscosit

Concentrato

Diluito

Gel di silice
Impermeabilizzazione

Resine

Caratteristiche
del terreno

Acriliche

Fenoliche

Permeabilit iniziale k [m/s]

10-7 10-6 10-5 10-4 10-3 10-2 10-1

Terreni alluvionali grossolani pretrattati

Terreni

Terreni alluvionali fini (sabbie e ghiaie, sabbie, sabbie siltose)


Campo dapplicazione usuale
Campo dapplicazione limitato dal costo

grossolani

C = Consolidamento
I = Impermeabilizzazione

37

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

8 Sospensioni a base di cemento


Sono le pi utilizzate per lavori dimpermeabilizzazione o di consolidamento dei
terreni a mezzo diniezioni. Ogni miscela caratterizzata dal rapporto ponderale
cemento su acqua (C/A) o dal rapporto ponderale materia secca totale su acqua (MS/A).
Il cemento impiegato pu essere cemento Portland, cemento daltoforno o cemento a
macinazione microfine: la finezza di macinazione influenza, infatti, le propriet
reologiche, la sedimentazione, la resistenza del terreno trattato.

Tabella 4 Caratteristiche dei cementi comunemente utilizzati


Superficie specifica Blaine

3000 [cm2 /g]

Diametro massimo dei grani solidi

100 [m]

Dimensione del 90 % in peso dei grani solidi

50 [m]

Tabella 5 Caratteristiche dei cementi microfini


Superficie specifica Blaine

8000 [cm2 /g]

Diametro massimo dei grani solidi

20 [m]

Dimensione del 90 % in peso dei grani solidi

15 [m]

In alternativa alluso dei cementi microfini, stato messo a punto un processo di


macinazione

ad

umido

(Nishigori

Takimoto,

1991)

che

consiste

nella

sovracomminuzione in cantiere di una sospensione di cemento comune (C/A=0.36 [-])


utilizzando un silo con sfere in acciaio del diametro di 1.2 millimetri. Il risultato che
un cemento comune (d95 = 50 [m], d85 = 50 [m]) viene comminuto al punto da
renderlo pi fine di un cemento microfine commerciale (d95 = 7 [m], d85 = 4.5 [m],
d50 = 2.4 [m]).
Le propriet pi comuni delle sospensioni sono:
stabilit e fluidit in funzione del dosaggio e della qualit dei componenti;
resistenza alla compressione monoassiale, dipendente dal rapporto C/A;
durabilit, dipendente dalla qualit e quantit dei componenti;
facilit di preparazione ed approvvigionamento;

economicit e facilit di messa in opera;


38

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Il comportamento reologico di questi fluidi segue la legge di Bingham, quindi,


teoricamente, viscosit e soglia di taglio non variano durante le procedure diniezione.
In realt ci non avviene e, per ovviare allaumento dei due parametri, si fa uso
dopportuni additivi la cui azione coadiuvata dalla continua agitazione della miscela.
I parametri che influiscono con la penetrabilit delle sospensioni sono:
STABILIT: legata alla tendenza della fase solida a sedimentare separando
unapprezzabile percentuale della fase liquida, quando la miscela non mantenuta in
agitazione. Per la diffusione nei vuoti del terreno, la sedimentazione deve essere ridotta
(meno del 5% in volume per ora) perch, al di sotto di una certa velocit di flusso, causa
ostruzioni durante liniezione e, al termine della procedura, pu provocare vuoti anche
laddove ci sia stato un buon riempimento. Il tasso di sedimentazione, cio la
separazione delle due fasi (solido e liquido) della sospensione, si riduce allaumentare
del rapporto C/A ed il tempo di sedimentazione aumenta allaumentare del rapporto C/A
a causa della ridotta capacit di decantazione delle particelle solide in sospensioni
concentrate. Solo le sospensioni con cementi microfini o con rapporti C/A>1.25 [-] sono
sufficientemente stabili.
SOGLIA DI TAGLIO E VISCOSIT PLASTICA: siccome le sospensioni sono
assimilabili a fluidi binghamiani, la loro progressione limitata dalla perdita di carico
dovuta alla viscosit plastica ed alla soglia di taglio. Limpiego dadditivi che riducono
questi parametri reologici pu migliorare la diffusione delle sospensioni avvicinandone
il comportamento a quello di fluidi newtoniani.
CONCENTRAZIONE DI PARTICELLE SOLIDE: il blocco della progressione di
una miscela stabile pi rapido allaumentare del tenore di materia solida.
DIMENSIONE DELLE PARTICELLE SOLIDE: deve essere compatibile con la
grandezza dei vuoti intergranulari. In prima approssimazione si assume che la minima
dimensione dei vuoti intergranulari deve essere almeno il doppio del diametro delle pi
grosse particelle solide in sospensione. Secondo Camberfort, liniezione pu essere
efficace solo in un mezzo poroso con grani aventi dimensioni minime di 5-10
millimetri. Per aumentare la penetrabilit delle sospensioni, oggi simpiegano cementi
microfoni con una superficie specifica Blaine compresa fra 8000 e 12000 [cm2 /g] ed un
contenuto del 90% in peso di grani di diametro inferiore a 15 micron, mentre un
comune cemento Portland ha una superficie specifica Blaine di circa 3000 [cm2 /g] ed il
90% in peso di grani di diametro inferiore a 50 micro
39

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

PRESSOFILTRAZIONE: la progressiva perdita dacqua delle sospensioni a


contatto con il mezzo poroso non penetrabile dai grani solidi. Essa evolve durante
liniezione perch la separazione dellacqua da luogo alla formazione, sulla superficie
porosa permeabile, di un pannello pastoso (cake) il cui spessore aumenta con il tempo
fino ad impedire completamente il passaggio della miscela. Questo fenomeno, molto
penalizzante, causa una riduzione della mobilit fino a 5 o 6 volte a causa del
progressivo aumento della rigidit e della viscosit: ci comporta la diminuzione della
penetrabilit e quindi una riduzione del raggio dinfluenza del trattamento. La
sedimentazione, che inizia a manifestarsi al di sotto di una certa velocit di flusso, tende
a creare delle ostruzioni e, proseguendo dopo il termine delliniezione, pu rigenerare
dei vuoti anche dove ci fosse stato un buon riempimento. Dato che la velocit di flusso
diminuisce rapidamente con la distanza dal foro, i grani di cemento iniziano a
depositarsi tanto pi rapidamente quanto maggiore il rapporto C/A: ne consegue la
pratica di avviare liniezione con miscele molto diluite. Il progressivo accumulo di
cemento riduce la sezione filtrante e fa quindi aumentare la pressione fino al
raggiungimento della pressione di rifiuto.

Figura 16 Effetto arco durante liniezione


di una sospensione instabile

Figura 17 Sedimentazione di una


sospensione instabile

Luso di particolari additivi colloidali (bentonite) pu ridurre la tendenza alla


pressofiltrazione.
Questo fenomeno studiato in laboratorio mediante unapparecchiatura normalizzata
nel campo dei fanghi bentonitici, la filtropressa Baroid, misurando in funzione del
tempo il volume dacqua progressivamente drenato attraverso un setto di carta da filtro.

40

40

80

30

60

1
20

40

10

20

0
0

0.5

1.0

1.5

Velocit di sedimentazione
[10-4 cm/s]

Viscosit [mPas]

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

2.0

Rapporto A/C [-]

Figura 18 Viscosit e velocit di sedimentazione delle miscele a base di cemento


La durabilit delle sospensioni di cemento dipende in primo luogo dal rapporto C/A,
ed maggiore per le miscele che realizzano la presa in condizioni di completo
riempimento dei vuoti intergranulari ed assenza dacqua in eccesso rispetto al
quantitativo strettamente necessario allidratazione.
Inoltre la resistenza del terreno trattato limitata dalle sollecitazioni meccaniche, tra
cui hanno particolare importanza i sovraccarichi protratti nel tempo che accentuano il
fluage ed i carichi impulsivi come le vibrazioni che inducono situazioni di fatica nel
terreno trattato. Le prove di laboratorio mostrano, in prima approssimazione, una
proporzionalit fra langolo dattrito interno e la densit del terreno dopo liniezione:
ambedue diminuiscono quando liniezione supera il limite di semplice riempimento dei
vuoti naturali.
Lessicazione molto dannosa, soprattutto per le miscele contenenti bentonite, in
quanto causa la disgregazione della massa iniettata.
Nel caso di terreni con elevata permeabilit iniziale, invece, necessario porre
attenzione ai fenomeni erosivi.
Il ruolo dellacqua nellalterazione delle sospensioni a base di cemento si manifesta
soprattutto dal punto di vista chimico, pertanto in prima istanza si ricorre alladdizione
di bentonite che riduce la permeabilit della miscela e quindi anche la suscettibilit del
cemento alle acque aggressive.
41

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Le diverse tipologie dacque in grado di alterare le propriet delle iniezioni sono:


acque molto pure: sono in grado di dissolvere quantit importanti dossido di
calcio del cemento causandone la destrutturazione a lungo termine. Secondo Petrovski
(1982), una dissoluzione del 25% del CaO pu portare ad una caduta di resistenza del
50%.
acque acide con valori di pH da 6.5 a 4 [-]: dissolvono lossido di calcio ed altri
componenti del cemento. In questi casi sutilizzano cementi alluminosi che hanno una
certa resistenza alle acque aggressive, ma non possono essere addizionati di bentonite.
acque solfatiche con concentrazioni di solfati di calcio, sodio e magnesio
superiori a 600 [mg/l]: reagiscono con lalluminato tricalcico del cemento per formare
un solfo-alluminato espansivo che provoca il rigonfiamento del Portland. In questi casi
sutilizzano cementi Portland di composizione particolare.
acque inquinate: in questi casi necessario compiere appositi studi per
determinare natura e concentrazione degli agenti inquinanti, al fine dindividuare la
composizione ottimale della miscela diniezione.
La durabilit e la stabilit allerosione richiedono pertanto ladozione di un rapporto
C/A>0.5 [-].
La temperatura diniezione della miscela in grado dinfluenzare la presa e la
maturazione del cemento, infatti, una temperatura superiore a 20 [C] accelera lo
sviluppo della resistenza. Il tempo di presa pu essere ridotto di unora utilizzando,
nella preparazione della miscela, acqua pre riscaldata a 60 [C].
Sono state sviluppate metodologie di calcolo del calo di temperatura, delle
sospensioni di cemento, che si verifica nelle tubazioni diniezione. In proposito si veda
il paragrafo 12.4 Preparazione della miscela.

Le miscele a base di cemento possono essere distinte in tre categorie:


a. sospensioni a base di cemento puro;
b. sospensioni a base di cemento e bentonite;
c. sospensioni caricate;

42

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

8.1 Sospensioni di cemento puro


Sono ottenute disperdendo polvere di cemento puro in acqua e, spesso, per ridurre la
tendenza alla separazione delle fasi, simpiegano rapporti cemento-acqua elevati
(C/A>1.5 [-]). Quando il rapporto C/A attorno a 0.5 [-] la sospensione ha un
comportamento intermedio tra il fluido newtoniano e binghamiano, mentre, quando
suddetto rapporto inferiore a 0.5, il comportamento marcatamente binghamiano.
La soglia di taglio, infatti, 1 [Pa] per C/A=1 [-] e 30 [Pa] per C/A=2 [-].
Limpiego di questo tipo di miscele permette dottenere resistenze meccaniche
elevate dipendenti dalla pressione diniezione, dalla dimensione dei vuoti intergranulari
e dalla possibilit dallontanamento dellacqua durante la fase di presa.
Il tipo di cemento dipende essenzialmente dalle caratteristiche idrauliche e
meccaniche finali che sintendono conferire alla miscela e dalle propriet del terreno da
trattare (eventuale presenza dacque aggressive). In particolare la finezza di
macinazione del cemento riveste un ruolo determinante nelle dinamiche di diffusione
della miscela nel terreno.
I dosaggi abituali hanno rapporti ponderali C/A variabili tra 1 e 2.5 [-] e,
naturalmente, le miscele pi fluide sono utilizzate nei terreni fini.
Le propriet meccaniche del terreno iniettato dipendono dalla qualit del cemento
utilizzato, dal rapporto C/A e dalla resistenza del materiale naturale costituente linerte:
in generale si raggiungono valori di resistenza alla compressione semplice compresi fra
5 e 50 [MPa].

43

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

8.2 Sospensioni con cemento e bentonite


Si tratta di sospensioni di cemento stabilizzate con bentonite (in percentuale
compresa fra 1 e 7% in peso) al fine dottenere una miscela colloidale omogenea e con
unampia gamma di viscosit (variabile con le condizioni di flusso) e resistenza
meccanica (variabile con il dosaggio).
Laggiunta di bentonite pu ridurre il tasso di sedimentazione dal 20% fino al 5-10%.

Contenuto di bentonite [%]


Tasso di sedimentazione [%]

0.8
1.0

20
40

1.5
2.0

Rapporto A/C

60

Figura 19 Azione stabilizzante della bentonite su di una sospensione


di cemento con superficie specifica di 3500 [cm 2 /g]
La viscosit dipende dal rapporto ponderale C/A e dalla percentuale di bentonite: si
presenta costante per le prime 2-3 ore, mentre aumenta rapidamente fino alla presa.
In generale, quando si aggiunge il cemento ad una sospensione bentonitica,
levoluzione delle caratteristiche reologiche si manifesta in tre fasi distinte:

1. aumento istantaneo e notevole della viscosit apparente: una specie di falsa


presa dovuta ad assorbimento dacqua da parte del cemento ed alla flocculazione
della bentonite da parte del cemento stesso;
2. in pochi minuti successivi, la falsa presa viene quasi annullata dallagitazione ed
inoltre la calce del cemento trasforma la bentonite sodica in calcica, cio la
rende meno idrofila con una conseguente fluidificazione della miscela;
3. subito dopo ha inizio una progressiva rigidificazione, che si evolve pi o meno
rapidamente secondo che la miscela sia mantenuta in agitazione o a riposo.

44

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Lo stato di riferimento per la definizione delle caratteristiche reologiche iniziali


quello corrispondente al termine della seconda fase, cio qualche minuto dopo
laggiunta del cemento.

Tabella 6 Caratteristiche reologiche iniziali della miscela


Rendimento volumetrico per eventuale decantazione

96100%

Viscosit Marsh

3545 [s]

Viscosit Stormer

2040 [mPas]

Viscosit apparente (Rheometer o Fann)

1020 [mPas]

Soglia di taglio

0.02 [kPa]

necessario distinguere il comportamento di tipo binghamiano, delle miscele a base


di cemento e bentonite, dalleffetto tixotropico fornito dalla bentonite stessa: a seguito
di un gradiente di taglio, in pratica dalla pressione di pompaggio, un composto
tixotropico trasformato dalla condizione di gel a quella di un fluido vero e proprio. Il
processo reversibile: annullando la pressione, il fluido ritorna ad essere gel e, per
mobilizzarlo,

occorre

nuovamente

applicare

una

pressione

superiore

al

limite

tixotropico.
Al contrario, la soglia di taglio dei fluidi binghamiani non si ripresenta quando la
pressione ridotta al di sotto di tale valore. Ci dovuto al tempo trascorso dopo la
preparazione della miscela, durante il quale lacqua assorbita dal solido in modo
irreversibile. In base a dati sperimentali, Camberfort e Caron hanno definito la seguente
espressione del gradiente di pressione necessario a vincere la soglia di taglio:

p
[] = 100 0 S 0 (1 n )
R min

(34)

con:
p = pressione diniezione [/m2 ];

0 = soglia di taglio [/m2 ];


R = raggio dazione [m];

S 0 = superficie specifica dei grani in termini volumetrici [cm-1 ];

n = porosit [-];

45

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Un altro criterio, proposto da Raffle e Greenwood, si basa sul diametro medio dei
pori del terreno, individuando il gradiente idraulico minimo con la relazione:

i min [] = 4 10

0
d
p

(35)

con:
0 = soglia di taglio [/m2 ];
d p = diametro dei pori [m] misurabile con il porosimetro a mercurio o

deducibile dalla relazione:


32 w k
d p =
w n

1/ 2

(36)

con:
w = viscosit dinamica dellacqua (10-3 [s/m2 ] alla temperatura di 20
[C], pari a 1 [mPas]) [s/cm2 ];
w = peso specifico dellacqua (10-2 [/cm3 ]) [/cm3 ];

k = coefficiente di permeabilit [m/s];


= porosit [-];

Una volta superata la soglia di pressione imposta dalla rigidit iniziale, per
mantenere costante la portata si ha un progressivo aumento della pressione dovuto
allevoluzione della viscosit della miscela.
Le miscele a base di cemento stabilizzate con bentonite sono quindi stabili grazie alla
scarsa tendenza alla sedimentazione del cemento ed hanno lunghi tempi di presa e bassa
velocit di rigidificazione, buona penetrazione nei terreni compatti, impermeabilit e
resistenza al dilavamento. Si deve comunque osservare che la penetrabilit di queste
miscele decresce con laumentare delleffetto consolidante richiesto.

46

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Tabella 7 Propriet reologiche e caratteristiche delle sospensioni


a base di cemento stabilizzate con bentonite
Viscosit apparente

< 12 [mPas]

Viscosit plastica

< 8 [mPas]

Soglia di taglio

< 0.1 [kPa]

Sedimentazione

< 3%

Rapporto C/A

0.12 [-]

Acqua filtrata a 7 atm (prova con filtropressa Baroid)

40-80 [cm3 ]

La propriet della bentonite, pi utile ai fini dellapplicazione nelle iniezioni, la


capacit didratazione o rigonfiamento.
Il termine bentonite, per, comprende categorie di prodotti differenziati da propriet
fisico-meccaniche e costi dapprovvigionamento.
Argille naturali: costituite da silicati idrati dalluminio e magnesio in forma
lamellare, da tracce di calce ed ossidi metallici in proporzioni variabili secondo il sito di
provenienza. Hanno una capacit di rigonfiamento, durante lidratazione, da 1 a 6 volte
in rapporto al volume apparente del solido. Sono un prodotto generalmente economico
venduto essiccato con granulometria inferiore 74 micron (setaccio ASTM 200).
Bentoniti naturali: sono argille smectitiche, in cui predomina la componente
Montmorillonite, che devono le loro spiccate propriet colloidali in sospensione
acquosa ad una struttura molecolare di tipo lamellare fortemente idratabile a causa della
presenza del catione sodio che viene sostituito dallacqua. Il rigonfiamento varia fra le 3
e le 18 volte. Sono vendute in polvere con un passante al setaccio ASTM 200 compreso
fra il 96% ed il 98% ed una percentuale di grani inferiori a 2 micron dell80-85%.
In natura sono presenti due tipi di bentonite. La bentonite calcica lunica presente
in Europa, ha propriet colloidali modeste ed una capacit di rigonfiamento da 3 a 7
volte. La bentonite sodica, presente in quantit economicamente sfruttabili solo nel
Wyoming (U.S.A.), decisamente pi performante e presenta un tasso didratazione che
varia da 12 a 18 [-].
possibile produrre artificialmente bentoniti con caratteristiche specifiche.
Bentoniti permutate: sono bentoniti calciche naturali trasformate artificialmente in
bentoniti sodiche per addizione di carbonato di sodio prima dellessicazione. Si ottiene
cos un rigonfiamento da 10 a 15 volte.
47

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Bentoniti attivate: sono bentoniti permutate alle quali sono aggiunti dei polimeri per
migliorare il rigonfiamento, ottenendo valori variabili fra 10 e 25 [-].
In particolare si ricorda che limpiego della bentonite con cementi alluminosi da
evitare perch la basicit conferita allacqua dalle bentoniti permutate causa la
disgregazione della struttura di questi cementi.

Per quanto concerne il dosaggio dei componenti, in linea generale si pu affermare


che nei lavori di consolidamento dei terreni simpiega un rapporto C/A compreso fra 0.5
ed 1 [-] ed un eccesso di cemento rispetto alla bentonite, mentre nei lavori
dimpermeabilizzazione si ha lopposto.
I dosaggi variano anche in funzione della qualit della bentonite e del tempo di preidratazione (dalcune ore nelle argille naturali e di pochi minuti nel caso delle bentoniti
attivate), a seguito del quale si sviluppa la viscosit caratteristica (compresa fra 35 e 60
secondi al cono Marsh).
Il rapporto ponderale C/A varia fra 0.12 e 2 [-] in funzione della resistenza
meccanica

richiesta,

della

fluidit

necessaria

al

pompaggio

della

stabilit

(generalmente la decantazione inferiore al 5% in 2 ore).

Tabella 8 Dosaggio tipico delle sospensioni di cemento stabilizzate con bentonite


argilla

80 400

[kg/m3 ]

bentonite

20 80

[kg/m3 ]

cemento

100 700

[kg/m3 ]

Le sospensioni a base di cemento e bentonite conferiscono al terreno trattato


resistenze meccaniche elevate perch, se il dosaggio di bentonite inferiore al 6%,
leffetto penalizzante delladditivo sulla resistenza trascurabile.
Naturalmente lincremento di resistenza legato al rapporto C/A.
Per rapporti C/A fra 1 e 1.5 [-] statisticamente attendibile la legge di Bolomey
riferita a provini invecchiati 28 giorni:
C

Rc 28d [MPa ] = 6 0.5


A

(37)

48

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Per rapporti C/A fra 0.2 e 1 [-] si utilizza, invece, la seguente relazione riferita a provini
invecchiati 28 giorni:

C
Rc 28d [MPa ] =
A

(38)

con:

= costante compresa fra 3 e 8 [MPa];


= esponente adimensionale [-] variabile secondo il rapporto C/A:

Rc 28d [MPa]

Tabella 9 Campi di variazione dellesponente


C/A [-]

[-]

0.20.4

23

0.41.0

1.52.0

25
20
15
10
5
0
0

0.5

1.0

1.5

2.0

Rapporto A/C [-]

Figura 20 Resistenza a compressione monoassiale


di una sabbia uniforme, 28 giorni dopo liniezione
di una sospensione di cemento, senza pressofiltrazione
o eccesso dacqua espulsa successivamente
Leffetto delle iniezioni sulla resistenza a trazione pu essere stimato nel 15% della
resistenza a compressione del terreno trattato.
49

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Rc 28d
[MPa]

50

10
5.0

1.0
0.5

0.1
0.05

0.01
100

200

300 400 500

1000

Dosaggio ponderale cemento [kg/m3]


Miscele stabili
cemento-bentonite
Viscosit Marsh: 33-40''

C/A

0.5

1.5 2.0 2.5

Figura 21 Resistenza a compressione semplice a 28 giorni


delle sospensioni a base di cemento e bentonite
Limpermeabilizzazione si ottiene con un dosaggio elevato di bentonite che
conferisce alle miscele cemento-bentonite-acqua non pressofiltrate una permeabilit di
10-8 [m/s].
Il valore finale del coefficiente di permeabilit raggiunto, dipende dal grado di
riempimento dei vuoti, dallacqua residua allinizio della fase di presa e dal rapporto
C/A della sospensione.
Per quanto concerne la durabilit, le bentoniti sono materiali insolubili che creano
una pellicola protettiva attorno ai grani solidi di cemento che ne impedisce, o
quantomeno rallenta, la dissoluzione da parte delle acque aggressive.
Questa tipologia di miscele comunemente adottata nel trattamento dei terreni in
quanto

sostituisce

egregiamente

le

sospensioni

instabili

di

cemento
50

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

nellimpermeabilizzazione e nel consolidamento dei terreni granulari, in particolare per


addensare terreni eterogenei, riempire grossi vuoti intergranulari e permettere il
successivo impiego di miscele per riempire i vuoti pi piccoli. Unapplicazione
particolare limpiego di queste miscele come fluido di perforazione in terreni spingenti
o rigonfianti.
I criteri economici che condizionano la scelta dei prodotti da utilizzare fanno capo al
costo dei materiali ed alla facilit dapprovvigionamento e di stoccaggio.
I fattori tecnici da considerare sono relativi al tipo di terreno, alla permeabilit e
allimportanza dei vuoti, in base ai quali si sceglie il dosaggio ottimale dei prodotti in
relazione allo scopo richiesto (consolidamento o impermeabilizzazione).

8.3 Sospensioni caricate


Sono miscele a base di cemento o di cemento e bentonite alle quali vengono
addizionati materiali inerti pulverulenti o con lenta presa idraulica allo scopo di
modificare la viscosit ottenendo un prodotto economico mediante la sostituzione del
cemento con un materiale poco costoso. Quest'operazione si effettua solitamente in casi
di forte assorbimento della miscela iniettata o d'importanti volumi da riempire, quando
non si richiede particolare resistenza al terreno trattato.
I materiali comunemente utilizzati sono sabbia naturale o ceneri volatili, provenienti
da centrali termiche, addizionate in proporzioni rispettivamente di 1000-1200 [kg/m3 ] e
750-900 [kg/m3 ] di miscela. Nei casi di riempimento di grandi vuoti sotterranei si pu
giungere ad un rapporto ponderale carica/cemento di 10-20 [-].
Laggiunta della carica riduce la penetrabilit ed aumenta la viscosit secondo una
relazione diretta con il tenore e la granulometria della carica.
La resistenza meccanica funzione del rapporto C/A e pu variare da 0.4 a 0.5
[MPa] per le miscele di riempimento fino a 30 [MPa] per le miscele di colmataggio
allestradosso dei rivestimenti. Il carattere pozzolanico delle ceneri volatili pu
aumentare la resistenza a lungo termine delle miscele a basso dosaggio di cemento.

51

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

8.4 Sospensioni speciali


Sospensioni a presa accelerata e rigidificazione controllata. Sono miscele i cui tempi
di presa possono essere ridotti fino a pochi secondi. Per miscele a base di cemento si
possono

impiegare

un

insieme

di

cemento

Portland

cementi

alluminosi

semplicemente adottare acceleranti di presa come cloruro di calcio e silicato di sodio.


Per le miscele a base di cemento e bentonite laccelerante pi usato il silicato di sodio
Rp = 3.3 [-] al 7% in peso ed il minimo tenore di cemento deve essere di 250 [kg/m3 ] di
miscela. A titolo indicativo, una miscela con rapporto C/A=1 [-], additivata a silicato di
sodio, ha tempi di presa compresi fra 10 e 30 minuti, contro tempi di 8 ore per miscele
prive dacceleranti.
Sospensioni espansive o rigonfianti. Sono miscele che subiscono un aumento di
volume superiore al 100%, in seguito alla messa in opera, ottenuto grazie alla
formazione didrogeno gassoso proveniente dallazione della calce nel cemento sulla
polvere dalluminio incorporata durante la preparazione (2 [kg/m3 ] di miscela). La
stabilit a breve termine della miscela ottenuta tramite laddizione di piccole quantit
di silicato di sodio.
Sospensioni espanse o aerate. Sono miscele stabili il cui volume stato aumentato
mediante limmissione daria prima della messa in opera tramite lagitazione e
laggiunta di un tensioattivo in quantit inferiore alluno per mille. Laumento di
volume, ottenuto in fase preparatoria con questa tecnica, va dal 30 al 50% e le bolle
daria inclusa hanno un effetto fluidificante che favorisce la penetrabilit riducendo
leffetto arco delle particelle di cemento. Queste miscele sono utilizzate unicamente per
lintasamento di cavit sotterranee e forniscono anche un effetto di serraggio grazie ad
una pressione residuale in fase di presa.
Sospensioni schiumose o gassose. Sono ottenute a partire da una sospensione di
cemento mescolata ad una schiuma formata da acqua con tensioattivo preparata a parte.
Rispetto alle sospensioni espanse presentano maggiore versatilit dovuta alla possibilit
di variare il dosaggio del cemento associando leggerezza e resistenza meccanica. Anche
il tasso di rigonfiamento nettamente maggiore: si pu raggiungere il triplo del volume
iniziale.

52

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Sospensioni a penetrabilit migliorata. Sono concepite per consentire la penetrazione


e la diffusione della miscela in piccoli vuoti intergranulari. Questo scopo pu essere
raggiunto con diverse modalit.
1. Riduzione della viscosit e della resistenza a taglio: si ottiene addizionando
fluidificanti e antiflocculanti tenendo costante il tenore di solido disperso
(cemento). Questi prodotti possono essere derivati di sostanze organiche naturali
(lignosolfonati)

sintetiche

(poliacrilati,

naftalene

solfonato)

minerali

(bicarbonato di sodio). Il dosaggio varia da 0.5 a 5% in rapporto al peso cemento e


permette di ridurre la viscosit Marsh da 55-60 a 32-35 secondi (2-8 [mPas])
mantenendola costante per 20-30 minuti, prima che aumenti rapidamente.
2. Aumento della resistenza alla pressofiltrazione: siccome la pressofiltrazione
aumenta progressivamente la viscosit della miscela a causa della perdita
dellacqua riducendone la mobilit, con laggiunta di peptizzanti (0.4-2.5 [kg/m3 ]
di miscela bentonite-cemento) o di polimeri ritenitori dacqua (0.1-5 [kg/m3 ] di
miscela

bentonite-cemento)

si

contrasta

questo

fenomeno

aumentando

la

penetrabilit della miscela.


3. Riduzione della dimensione dei grani solidi in sospensione: la soluzione
economicamente pi gravosa perch comporta la sovracomminuzione del cemento
per ridurre i diametro medio dei grani da 15 a 5 micro

In questo modo la

superficie specifica Blaine dei grani passa da 3500 [cm2 /g] a valori prossimi a
8000 [cm2 /g].
Sospensioni a resistenza meccanica migliorata. Questo scopo si pu raggiungere
aumentando il rapporto C/A a viscosit costante utilizzando un plastificante riduttore
dacqua oppure modificando il rapporto calce/silicio del cemento con lutilizzo di
additivi silicei reattivi che conferiscono un carattere pozzolanico al cemento. Questi
prodotti possono essere pozzolane reattive naturali o artificiali come le ceneri volatili
delle centrali termiche a carbone e, spesso, sono accompagnati da una piccola
percentuale (in peso rispetto al cemento) dattivanti quali soda o carbonato di sodio.

Sospensioni a resistenza al dilavamento migliorata. A questo scopo si usano miscele


a rapida rigidificazione o miscele additivate con alcuni millesimi in peso rispetto al
cemento di flocculanti e coagulanti organici che aumentano coesione e viscosit.

53

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

8.5 Parametri caratteristici delle miscele a base di cemento


PESO SPECIFICO: semplicemente si pesa un volume noto di miscela.
Reologia della miscela allo stato liquido: si determina esclusivamente in laboratorio
con il viscosimetro coassiale.
VISCOSIT: in cantiere si misura con il cono Marsh con diametro duscita di 4.76
millimetri in base alla norma API 13B. La metodica consiste nellimmettere nel cono
1500 [cm3 ] di miscela e nel misurare il tempo necessario per la fuoriuscita di 1000
[cm3 ].
RIGIDIFICAZIONE: questa misura si effettua solitamente in laboratorio con
scissometri di sensibilit adeguata alla resistenza della miscela.
SEDIMENTAZIONE: con questo termine sintende la separazione delle fasi dovuta
ad instabilit naturale. Nel caso specifico delle sospensioni si ha una tendenza alla
sedimentazione che si traduce in un fenomeno visibile e facilmente misurabile, la
separazione dellacqua, ed in un altro meno evidente: il progressivo aumento della
concentrazione dallalto verso il basso. Il primo aspetto rilevante solo nelle
sospensioni instabili, mentre il secondo fenomeno pu essere accentuato anche nelle
sospensioni stabili, al di sotto di un certo limite di rigidit-viscosit.
La sedimentazione si misura con provette graduate della capacit di 1000 [cm3 ]
( interno = 60 [mm]; h = 400 [mm]) in cui la miscela lasciata a riposo per due ore. Il
processo di decantazione permette la separazione della fase solida che si deposita sul
fondo, sovrastata dallacqua limpida di cui si misura il volume ( Vacqua ). Si esprime
come:

D[%] =

Vacqua
h
100 =
100
Vtotale
H

(39)

Le sospensioni con tasso di sedimentazione inferiore al 10% sono ritenute stabili.

54

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Sospensione
stabile

Sospensione
instabile
Livello iniziale dell'acqua

Acqua limpida

H
Sospensione decantata
dopo due ore

Figura 22 Schema della prova per la determinazione del tasso


di sedimentazione, nelle sospensioni di cemento

Superficie specifica [cm2/g]


2400

3000

Tasso di sedimentazione [%]

10
20
30

(120')

(100')

4000

5000

0.8

(180')

1.0

(120')

1.5

(80')

40
50
60

(80')

(60')

2.0

Rapporto A/C

Tempo di sedimentazione completa [min]

Figura 23 Relazione fra il tasso di sedimentazione e la granulometria


del solido, nelle sospensioni di cemento

55

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

TEMPO DI PRESA: per le sospensioni ricche in cemento, il tempo di presa definito


convenzionalmente dalla prova con lago di Vicat e corrisponde a tempi dellordine di
qualche ora con rapporti C/A attorno a 2 [-]. Per le miscele stabili additivate a bentonite
o povere in cemento, la presa vera e propria notevolmente rallentata, quindi si
effettuano misure scissometriche che indicano levoluzione nel tempo della resistenza a
taglio. Ci che interessa, comunque, il tempo necessario al raggiungimento di una
rigidit tale da bloccare il flusso e mantenere la miscela negli interstizi occupati: questa
rigidit

molto

minore

della

resistenza

corrispondente

alla

presa

in

termini

normalizzati.
PRESSOFILTRAZIONE: si misura sia in laboratorio che in situ con la filtropressa
standard (filtropressa Baroid) secondo le modalit stabilite dalla norma API 13B.
Siccome, alla pressione normalizzata di 700 [kPa], la pressofiltrazione ha un decorso
proporzionale alla radice quadrata del tempo, il comportamento delle sospensioni a base
di cemento pu essere caratterizzato da un unico parametro che esprime la velocit di
flusso

dellacqua

pressofiltrata:

il

coefficiente

di

pressofiltrazione

definito

dalla

relazione:

k f [] =

AF

(400 t )

(40)

con:
AF = volume dacqua filtrata dopo t minuti [cm3 ];

400 = volume iniziale del campione [cm3 ];

Il coefficiente di pressofiltrazione definisce quindi la velocit di drenaggio che


caratterizza la miscela in specifiche condizioni sperimentali che possono essere pi o
meno diverse da quelle operative reali. In generale, lapprossimazione tanto migliore
quanto pi finemente poroso il mezzo, cio nel caso diniezione in un terreno
eterogeneo in cui il flusso avviene lungo vie preferenziali (ghiaia), ma a contatto di
orizzonti sabbiosi.
RESISTENZA A COMPRESSIONE: data la granulometria grossolana dei terreni
consolidabili con sospensioni, le prove meccaniche vengono raramente eseguite su
provini preparati artificialmente in laboratorio; perlopi si usano campioni di terreno

56

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

trattato in situ. Nel caso delle sospensioni rivestono un certo interesse anche le prove
sulla miscela pura.
I test di compressione monoassiale o triassiale sono realizzati su provini cubici o
cilindrici di miscela indurita, o terreno trattato, di snellezza 1.5

H
2 . Le prove sono
D

effettuate a varie et di stagionatura (intervalli standard di 7, 28 e 90 giorni) su provini


conservati in acqua.
Solo per le sospensioni, le prove di laboratorio offrono indicazioni utili sulla
resistenza e sulla deformabilit del terreno trattato.
RESISTENZA A TRAZIONE: si determina con prove di flessione su provini
confezionati a forma di barretta.
RESISTENZA A TAGLIO: si misura in laboratorio con prove di taglio diretto

57

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

9 Soluzioni a base di silicato di sodio


Si tratta di liquidi, composti da un colloide (silicato di sodio) e da un reagente,
caratterizzati dallassenza di rigidit e da una viscosit che evolve nel tempo fino al
raggiungimento dello stato solido consistente in un gel. Questo tipo di miscela
diniezione impiegato in terreni la cui permeabilit ridotta e granulometria fine non
consentono lutilizzo delle sospensioni. A volte lutilizzo di soluzioni a base di silicato
di sodio preceduto da un trattamento con iniezioni di sospensione a base di cemento,
finalizzate al riempimento dei vuoti intergranulari maggiori. Come per le sospensioni, le
soluzioni possono essere impiegate a fini di consolidamento o dimpermeabilizzazione,
sia provvisori sia permanenti.
Le principali propriet delle soluzioni a base di silicato di sodio sono:

ridotta viscosit iniziale;

assenza di rigidit;

assenza di una fase solida che pu separarsi da quella liquida per effetti di
sedimentazione o pressofiltrazione;

tempo di presa regolabile;

aumento della resistenza meccanica del terreno trattato;

riduzione della permeabilit del terreno trattato;

Le soluzioni sono fluidi newtoniani evolutivi per i quali esiste una relazione lineare
fra la portata e la pressione diniezione, per ogni valore di viscosit. Siccome
questultima aumenta nel tempo, si ha un incremento proporzionale della pressione, a
portata costante, oppure un calo di portata, a pressione costante. Durante la fase
diniezione, queste soluzioni evolutive si diffondono per impregnazione nei terreni
granulari secondo la legge di Darcy e, con ogni dosaggio di silicato di sodio e reagente,
la penetrabilit aumenta con la diluizione, comportando una diminuzione delleffetto
consolidante. Lazione di un qualsiasi reagente modifica lequilibrio elettrico, che
mantiene i gruppi di silicati distaccati, portandoli a riunirsi in strutture a catena che
irrigidiscono lassieme. La resistenza del gel che ne deriva dipende dalla quantit
dacqua e dalla natura del reagente.

58

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

I parametri principali che condizionano la distanza di penetrazione fanno capo alla


permeabilit del terreno, al valore della viscosit iniziale ed alla sua evoluzione nel
tempo, alla pressione ed alla durata delliniezione. Le soluzioni colloidali sono anche
dette soluzioni evolutive perch la viscosit aumenta nel tempo al raggiungimento dello
stato solido sotto forma di gel.

9.1 Silicato di sodio


Solitamente si presenta come una soluzione acquosa di silice colloidale in ambiente
basico, costituita da gruppi di silice ( SiO 2 ) mantenuti in soluzione dalla soda.
Dato che il silicato di sodio commerciale costituito da una mescolanza di vari
silicati (metasilicato, disilicato e tetrasilicato), la formula generale :

nSiO 2 Na2O

(41)

Il silicato di sodio caratterizzato dal rapporto ponderale silice/soda, definito come:

Rp [] =

SiO 2
Na2 O

(42)

e dalla densit, espressa in gradi Baum ([B]) o in gradi Twaddle ([Tw]). A titolo
indicativo, 38 [B] corrispondono ad una massa volumica di 13 [kN/m3 ] ad una
temperatura di 20 [C].
I silicati di sodio liquidi abitualmente utilizzati hanno un rapporto ponderale Rp
compreso fra 3 [-] e 4 [-], una densit compresa fra 30 e 42 [B] (52 e 82 [Tw]) ed un
peso specifico compreso fra 1,36 e 1,38 [daN/dm3 ].
La qualit del silicato di sodio denotata anche dal contenuto dacido silicico, che
influenza direttamente le propriet del gel di silice formato dalla reazione di
neutralizzazione.
Il silicato di sodio si pu trovare anche sotto forma di silicati vetrosi che devono
essere messi in soluzione acquosa in autoclave a 150 [C] e 0.6 [MPa], oppure in
polvere o atomizzati che possono essere disciolti in acqua a 40 [C].
importante rilevare che labbassamento della temperatura causa un rapido aumento
della viscosit del silicato di sodio: pertanto necessario evitarne lesposizione a
temperature inferiori a 0 [C] in qualsiasi fase di lavorazione.
59

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

15

30

%SiO2

B - %Na2O - %SiO2
20
=
Rp

40

2.0

25

B
/

20
C

=
Rp

50

3.0

30

60

3.3

3.3

=
Rp

=
Rp

35

40
5

10

15

20

25

%Na2O

Figura 24 Silicato di sodio: relazione tra i gradi Baum e le percentuali


di SiO 2 ed Na2O per differenti rapporti ponderali (Rp)
Recentemente, alle soluzioni a base di silice colloidale, sono state affiancate le
soluzioni a base di liquore di silice: si tratta di soluzioni vere di silice disciolta nella
soda, ossia di soluzioni di monomeri veri e propri, mentre la silice colloidale costituisce
soluzioni di polimeri. La silice attivata, associata al reagente minerale, produce
idrosilicati con una struttura cristallina vera e propria: il prodotto risultante resistente e
stabile nel tempo. Non si tratta, infatti, di una gelificazione evolutiva, come nel caso
della silice colloidale, con formazione daggregati di macromolecolari e possibilit di
sineresi, ma di una reazione diretta, che si realizza a livello molecolare. Data la modalit
di reazione, limpiego del liquore di silice necessita della messa in opera con il processo
Joosten, mediante passate successive dei due componenti in un unico tubo valvolato o
mediante la posa nel foro di due tubi valvolati accoppiati per liniezione simultanea dei
due componenti della miscela.

60

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

9.2 Reagenti inorganici dorigine minerale


Contengono anioni che neutralizzano la componente basica del silicato di sodio.
Affinch i tempi di presa siano sufficientemente lunghi e compatibili con le esigenze
operative, il silicato di sodio deve essere fortemente diluito, perci questi reagenti sono
utilizzati essenzialmente nei trattamenti impermeabilizzanti (gel tenero). I reagenti
minerali pi comuni sono il bicarbonato di sodio e lalluminato di sodio.
Il bicarbonato di sodio ( NaHCO2 ) libera lo ione bicarbonato ( HCO2 ) che
neutralizza la basicit del silicato con formazione di carbonato di sodio e gel di silice
secondo la seguente reazione:
nSiO 2 Na2O + 2 NaHCO2 2 Na2CO3 + nSiO 2 + H 2O

(43)

La debole acidit del bicarbonato di sodio permette, con sufficiente diluizione, di


ottenere dei tempi di presa compatibili con limpregnazione dei terreni.

Tabella 10 Dosaggi usuali delle soluzioni contenenti


bicarbonato di sodio come reagente (per m3 di soluzione)
Silicato di sodio (Rp=3,3 [-] e d=35-37 [B])

100-200 [l/m3 ]

Bicarbonato di sodio

15-30 [kg/m3 ]

Lalluminato di sodio ( NaAlO 2 ) reagisce con il silicato di sodio formando un silicoalluminato di sodio dalla struttura complessa:

nSiO 2 Na2O + 2 mNaAlO2 ( nSiO 2 mAl2 (m + 1)Na 2O)

(44)

Lalluminato di sodio, in forma pulverulenta o in soluzione stabilizzata, introdotto


nella miscela sotto forma di soluzione diluita.

Tabella 11 Dosaggi usuali delle soluzioni contenenti


alluminato di sodio come reagente (per m3 di soluzione)
Silicato di sodio (Rp=3,3 [-] e d=35-37 [B])

50-300 [l/m3 ]

Alluminato di sodio

10-30 [kg/m3 ]

61

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Nel consolidamento dei terreni si utilizzano anche reagenti quali il cloruro di calcio
che provoca la presa quasi istantanea con formazione di un gel di scarsa penetrabilit
che non permette di realizzare il trattamento per impregnazione. Si tratta della reazione
di neutralizzazione alla base del procedimento Joosten per la formazione di un gel duro
impiegato esclusivamente nei lavori di consolidamento del terreno:
Na2 O SiO 2 + CaCl2 + H 2O Ca(OH )2 + nSiO 2 NaCl

(45)

Viscosit [mPas=Centipoises]
200

180

Soluzione a base
di silicato di sodio
Reagente: diestere

160

140

120

100

80

60

40

Viscosit iniziale
20

0
10

20

30

40

50

60

70

Tempo [minuti]
Tempo d'iniettabilit
Tempo di presa

Figura 25 Esempio devoluzione della viscosit in funzione del tempo


62

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

9.3 Reagenti organici


Agiscono con una reazione di saponificazione che libera acidi organici la cui cinetica
chimica pu essere regolata con le proporzioni dei componenti. Il ritardo della
gelificazione non pi prodotto dalla diluizione, come nel caso dei reagenti inorganici,
ma dalla lenta formazione di un acido organico che gelifica il silicato liberando acido
silicico.
Possono essere utilizzati indifferentemente per limpermeabilizzazione (gel tenero) o
il consolidamento dei terreni (gel duro) con una debole diluizione del silicato.
I reagenti organici pi comuni sono:
1. Monoesteri: acetato detile;
Questestere viene lentamente trasformato per idrolisi in alcool etilico ed acido
acetico, che neutralizza il silicato di sodio in misura proporzionale al rapporto
reagente/silicato. Siccome la temperatura pu accelerare la presa, possibile
attuare la sostituzione parziale dellacetato detile con in estere pi pesante come
lacetato disobutile.
2. Di-esteri: miscela di succinato, adipato, glutarato di metile o d'etile;
La reazione del di-estere metilico con il silicato di sodio la seguente:

COONa

COOCH 3

+ mSiO 2 Na2O mSiO2 + (CH 2 )n

(CH 2 )
COOCH 3

+ 2CH 3OH

(46)

COONa

Il di-estere idrolizzato con formazione di di-acido che neutralizza la basicit del


silicato con risultante formazione di gel di silice, di un sale di sodio dal di-acido e di
metanolo.
3. Tri-esteri: triacetina;
4. Aldeidi: glyoxal;
La reazione del glyoxal con il silicato di sodio, nota come reazione di
Cannizzaro, la seguente:

2CHO CHO + H 2O + nSiO 2 Na2O 2(CHOH ) COONa + nSiO 2

(47)

63

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Si ha formazione dacido glicolico che, dopo la neutralizzazione del silicato di sodio,


forma il corrispondente sale di sodio e il gel di silice.

Siccome il tasso teorico di neutralizzazione (quantit di reagente necessaria per


neutralizzare tutto o parte del silicato di sodio) dipende dal quantitativo di reagenti
utilizzato, il dosaggio dei reagenti organici funzione della loro natura, delle
concentrazioni e delle propriet che sintendono conferire al gel:
tempo di presa,
resistenza meccanica da conferire al terreno,
durabilit del trattamento,
sineresi.

Tabella 12 Dosaggi usuali delle soluzioni


contenenti reagenti organici (per m3 di soluzione)
Silicato di sodio (Rp=3,3 [-]e d=35-37 [B])

180-800 [l/m3 ]

Reagente organico

40-150 [l/m3 ]

Tra i reagenti organici meno diffusi si possono ricordare: gli acidi organici (acido
citrico), gli esteri (carbonato detile), la formamide.

9.4 Acqua
Lacqua utilizzata nella preparazione delle soluzioni deve contenere quantit di
sostanze organiche o minerali minime e preferibilmente nulle: pertanto non si devono
mai impiegare acque di mare o salmastre.

9.5 Coloranti
La fenolftaleina un indicatore che pu essere impiegato per individuare la presenza
di gel di silice in un terreno iniettato inumidito perch in ambiente basico vira passando
dallincolore al rosso.

64

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

9.6 Stato liquido


Le principali caratteristiche di una soluzione allo stato liquido sono:

DENSIT: legata essenzialmente al tenore di silicato di sodio.

VISCOSIT INIZIALE: dipende soprattutto dal rapporto ponderale Rp e dalla

concentrazione del silicato di sodio nella soluzione (rapporto di diluizione S/A =


silicato/acqua). In funzione della diluizione del silicato, la viscosit iniziale della
miscela diniezione a 20 [C] pu variare da 1,5 [mPas] per soluzioni diluite a 30
[mPas] per soluzioni concentrate. In misura minore dipende anche dalla temperatura e
dal rapporto reagente/silicato.

VISCOSIT EVOLUTIVA FINO AL TEMPO DI GELIFICAZIONE: dipende

dalla qualit del silicato di sodio e dalla dose di reagente. Il silicato meno denso fa
registrare delle viscosit pi basse a parit di diluizione, ma, restando nellambito dei
dosaggi normali (5070% di silicato e 47% di reagenti) linfluenza minima.
Ovviamente levoluzione della viscosit condiziona il tempo diniettabilit, perci
importante conoscerne lo sviluppo. In generale si osserva che la viscosit si mantiene
pressoch costante per un periodo pari almeno alla met del tempo di gelificazione.
Dopo un periodo pari a circa 2/3 del tempo di gelificazione si ha un aumento del 50%
della viscosit, mentre un netto incremento (23 volte) si ha solo dopo l80-90% del
tempo di gelificazione. Per certi reagenti, la soluzione deve essere mantenuta in
agitazione permanente durante liniezione, ma il tipo di reagente non influenza
sensibilmente levoluzione della viscosit.
3
2,5
2
1,5
1
0,5
0
0

0,2

0,4

0,6

0,8

t/tg [-]

Figura 26 Evoluzione della viscosit, normalizzata alla viscosit


iniziale (), rispetto al tempo, normalizzato al tempo di gelificazione (t g )
65

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

TEMPO DI GELIFICAZIONE: definito come il tempo che intercorre fra la

miscelazione del silicato di sodio con il reagente ed il momento in cui la soluzione


acquisisce

una

rigidezza

sufficiente ad impedire lo scorrimento. Il tempo di

gelificazione dipende dalla qualit e dalla concentrazione del silicato e dei reagenti.
Esso varia anche con la temperatura ed regolabile da alcuni minuti fino ad un massimo
di due ore tramite il dosaggio dei componenti (il silicato di sodio ed il reagente). Per
temperature superiori a 20 [C] vale la legge dArrhenius 4 , mentre al di sotto dei 20 [C]
il tempo di gelificazione raggiunge un massimo a circa 10 [C] per poi diventare quasi
nullo attorno a 0 [C]. Da ci si deduce che, operando in condizioni ambientali a basse
temperature (010 [C]), necessario riscaldare la soluzione durante la fase diniezione
poich la gelificazione, oltre ad essere troppo rapida, diventa reversibile; infatti, le

Tempo di gelificazione
[scala variabile]

miscele gelificate a bassa temperatura possono ridivenire liquide se riscaldate.

Legge di
Arrhenius

10

20

30

40

Temperatura [C]

Figura 27 Effetto della temperatura sul tempo di gelificazione

S. Arrhenius (1859-1927) Chimico-fisico svedese. Secondo la sua teoria, gli acidi sono sostanze che,

disciolte in acqua, liberano ioni H+. Invece le basi, disciolte in acqua, liberano ioni OH-. Ovviamente
questa teoria, anche detta legge dArrhenius dipendente dalle condizioni di temperatura che
influenzano la cinetica chimica. Questa teoria verr successivamente revisionata ed ampliata da Lewis.

66

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Tempo di presa [min]

60

45

30

Soluzione a base di
silicato di sodio
Reagente: diestere

15

0
0

10

20

30

Temperatura [C]

Figura 28 Variazione del tempo di gelificazione


in funzione della temperatura

9.7 Stato solido


Lazione del reagente modifica lequilibrio elettrico che mantiene i gruppi SiO 2 in
soluzione dalla soda. A seguito della gelificazione la soluzione presenta le seguenti
caratteristiche:

RESISTENZA MECCANICA: funzione del dosaggio dei componenti e del tasso

di neutralizzazione, inoltre aumenta con la finezza granulometrica del terreno trattato.


Dato che le prove effettuate su campioni di gel puro hanno scarsa valenza, la resistenza

67

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

meccanica si misura con prove di compressione monoassiale eseguite su appositi


campioni di terreno iniettato.

Rc
48h
[MPa]

P = 60 %

2.0

P = 50 %

1.5

P = 40 %

1.0

P = percentuale volumetrica
di silicato nella miscela [%]

0.5

Soluzione a base di
silicato di sodio Rp = 3.3
(35-37 B)
Reagente: aldeide

0
0

2.5

4.0

4.5

Percentuale volumetrica di
reagente nella miscela [%]

Figura 29 Resistenza a compressione semplice della sabbia iniettata:


influenza del tenore in silicato di sodio e reagente

SINERESI: un fenomeno fisico, che interessa unicamente le soluzioni,

consistente in unespulsione dacqua basica, accompagnata da una debole contrazione


del gel. un comportamento dovuto al fatto che, nel gel appena formato, la reazione di
gelificazione non sarresta, ma continua lentamente, dopo la gelificazione, causando la
policondensazione delle macromolecole di silice con conseguente separazione di due
fasi: gel policondensato ed acqua silicizzata. La grandezza utilizzata per descrivere
levoluzione del fenomeno il tasso di sineresi (Y), definito come rapporto percentuale
fra il volume dellacqua espulsa ed il volume iniziale del gel. La sineresi dura da trenta

68

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

a quaranta giorni dopo la gelificazione, con unevoluzione del tasso di sineresi


dipendente dal tipo di reagente utilizzato e dalla diluizione.
Questo fenomeno influenzato, oltre che dalla composizione della miscela, anche dalla
granulometria del terreno, che condiziona la possibilit di contrazione del gel: la
sineresi, infatti, si verifica quando il gel non aderisce al supporto costituito dallo
scheletro solido ed libero di contrarsi. Perci il fenomeno trascurabile nelle sabbie
fini (0.06-1.25 [mm]), mentre risulta modesta nelle sabbie grosse (1-3 [mm]). Per
evitare la sineresi, quindi, oltre ad aver cura di controllare la granulometria del terreno
iniettato, talvolta opportuno far precedere uniniezione con sospensioni cementizie per
impregnare i vuoti pi grossi, avendo cura devitare lidrofratturazione del terreno, entro
cui il gel potrebbe deteriorarsi lasciando dei vuoti.

RESISTENZA AL DILAVAMENTO: dipende dalla concentrazione del silicato

di sodio e dallo stadio raggiunto dalla reazione di gelificazione.

Tasso di sineresi [%]


50

Soluzione a base di
silicato di sodio
Reagente: diestere

40

30

20

10

0
0

20

30

40

50

60

70

Percentuale volumetrica di silicato


di sodio nella miscela [%]

Figura 30 Tasso di sineresi in funzione del tenore in silicato di sodio


Per quanto riguarda i fenomeni dalterazione del gel formatosi dopo la fase di
gelificazione, necessario distinguere tra fattori intrinseci (tasso di neutralizzazione e
sineresi) e fattori chimico-fisici ambientali. Il tasso di neutralizzazione ha notevole
importanza poich, tanto pi completa la neutralizzazione del sodio da parte del
reagente (tasso di neutralizzazione superiore al 60%), tanto maggiore la stabilit del
69

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

gel ottenuto. La presenza del sodio libero non neutralizzato, pu, infatti, causare lo
scioglimento del gel.

Tabella 13 Durabilit dei trattamenti in terreni


in presenza di falda, dedotta empiricamente
Tasso di neutralizzazione

Durabilit

40%

<6 mesi

45- 65%

6-24 mesi

>70%

indefinita

La sineresi provoca la contrazione del gel con espulsione dacqua ricca di silice e
sottoprodotti della reazione di neutralizzazione. Questo fenomeno influenzato da
qualit e concentrazione dei componenti della miscela e non si verifica nel trattamento
delle sabbie fini in quanto impedita leliminazione dellacqua.
Tra le sollecitazioni meccaniche che limitano maggiormente la durabilit delle
iniezioni, come per le sospensioni, hanno importanza i sovraccarichi protratti nel tempo
che accentuano il fluage.
Siccome le soluzioni sono impiegate per limpregnazione dei terreni fini poco
permeabili, lerosione pressoch assente a causa della trascurabile velocit di
circolazione dellacqua.
La temperatura riveste un ruolo notevole per la stabilit delle propriet del gel di
silice, infatti ne condiziona la coesione al punto che questa risulta irrimediabilmente
compromessa da cicli successivi di gelificazione e scioglimento.
Nel caso delle soluzioni le acque basiche con valori di pH superiori a 12 [-]
provocano la dissoluzione della silice costituente il gel.
Infine la presenza nel terreno di materia organica naturale o artificiale (rifiuti) e di
microrganismi possono causare a lungo termine alterazioni dovute alla biodegradazione
dei sottoprodotti della reazione di neutralizzazione del silicato di sodio ad opera di
reagenti organici.

70

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

9.8 Gel tenero per le iniezioni impermeabilizzanti


caratterizzato da un basso dosaggio di silicato di sodio (10-15% in volume), per cui
il processo di gelificazione ottenuto per addizione di reagenti minerali (bicarbonato di
sodio o alluminato di sodio).

Tabella 14 Composizioni tipiche di gel tenero (percentuali in volume)


Gel

Composizione [% v]

Viscosit

Tempo di

iniziale

gelificazione

3-8 [mPas ]

30-90 minuti

3-8 [mPas ]

40-90 minuti

20-30% silicato di sodio


1

66-77% acqua
3-4% reagente organico
15% silicato di sodio

82% acqua
3% reagente inorganico

La scarsa viscosit iniziale che rende la miscela simile allacqua consente liniezione
anche nelle sabbie fini.
Con iniezioni a bassa pressione si raggiungono al massimo resistenze di 0.2-0.5
[MPa] a compressione e dalcuni kPa a taglio.Naturalmente questo tipo di soluzioni
conferisce al terreno trattato una scarsa resistenza, trascurabile quando lo scopo
precipuo dellintervento limpermeabilizzazione: si pu ridurre la permeabilit del
terreno fino a valori di 1 10 6 - 1 10 7 [m/s].
Lazione del gel si sviluppa in circa due settimane, fino al raggiungimento di un
coefficiente di permeabilit che risulta stabile per circa un anno, dopodich inizia ad
aumentare. Per ci che concerne la durabilit del trattamento, infatti, si riscontra che la
permeabilit nel tempo pu aumentare a causa di fenomeni di dilavamento, erosione e
sineresi.
La sineresi si manifesta soltanto se in gel ha la possibilit di contrarsi, cosa che
accade prevalentemente nei terreni a granulometria pi grossolana. Perci, fra i reagenti
minerali, si utilizza lalluminato di sodio nei terreni grossolani perch conferisce al gel
il minimo tasso di sineresi, mentre nei terreni fini impiegato il bicarbonato di sodio
che causa un maggiore tasso di sineresi.

71

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Tasso di sineresi a 28 giorni [%]

70
60
50
40
30
20
10
0
0

20

Reagente:

40
60
Percentuale volumetrica di SiO2 [%]

Aldeide
Aldeide modificata
Soluzione di silicato di sodio
Rp = 3.35 (35-37 B)
0.15 < < 0.25
= peso del reagente / volume di silicato di sodio

Figura 31 Tasso di sineresi in funzione del tenore in silicato di sodio

9.9 Gel duro per le iniezioni di consolidamento


Si ottiene da soluzioni con forte dosaggio in silicato di sodio (60-80%) e reagenti
organici (esteri o aldeidi), tale da ottenere un tasso di neutralizzazione ottimale stimato
superiore al 66%.
Lelevata resistenza del mezzo trattato si pu ottenere, in teoria, solamente con
unelevata concentrazione di silicato, tale da produrre una reazione istantanea con il
reagente: i due prodotti devono quindi essere introdotti nel terreno separatamente. Su
questassunto si basa il procedimento Joosten, perfezionato nel 1925. Per superare gli
inconvenienti pratici ed economici derivanti da tale procedura in due fasi, circa
quarantanni fa, sono stati introdotti i reagenti organici con funzione indiretta, tale da

72

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

comportare una reazione intermedia che da luogo a prodotti, diversi da quello


originario, che reagiscono successivamente con il silicato di sodio per dar luogo alla

Resistenza a
compressione [MPa]

gelificazione.

Tasso di neutralizzazione [%]


1.6

66.6

0.8

50.0

0.4
0.2
0.1

33.0
0

12

16

20

Tempo d'invecchiamento dei provini [giorni]

Figura 32 Resistenza del gel di silice al variare del tasso


di neutralizzazione e dellinvecchiamento
La viscosit iniziale pu raggiungere i 30 [mPas] per le soluzioni pi concentrate. La
resistenza a compressione semplice delle sabbie iniettate varia da 0.2-0.3 a pi di 6
[MPa], poich queste soluzioni sono impiegate prevalentemente per il trattamento dei
terreni granulari fini. Il terreno trattato con gel duro, ad elevato tasso di
neutralizzazione, sviluppa rapidamente la resistenza gi dopo 3 giorni, fino al
raggiungimento del valore finale dopo circa due settimane. In seguito, nellarco di un
anno tale resistenza sabbatte del 30% del valore iniziale, per poi finalmente
stabilizzarsi.
Tabella 15 Composizioni tipiche di gel duro con reagente organico
Gel Composizione [% v]

Viscosit

Tempo di

Tasso di

iniziale

gelificazione

neutralizzazione

15 [mPas]

30 minuti

77%

64% silicato di sodio


1

20% acqua
16% reagente
50% silicato di sodio

30% acqua

7 [mPas]

40 minuti

84%

20% reagente

73

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Ovviamente questo tipo di gel ha anche un effetto impermeabilizzante sul terreno


trattato.
La resistenza meccanica acquisita dal terreno aumenta tanto pi esso fine ed
addensato.
Anche le modalit esecutive delliniezione influenzano il risultato in termini di
resistenza meccanica, infatti essa aumenta allaumentare del tasso di riempimento dei
vuoti che legato direttamente alla maglia di perforazione ed alla pressione e durata
delliniezione. La pressione di fine iniezione un parametro direttamente correlato alla
resistenza meccanica conferita al terreno.

Rc 28d
[MPa]
Sabbia di
7.5

[m] Fontainebleau Norimberga


0-90
0-50
0-15

0.3
0.2
0.15

1.3
0.65
0.25

5.0

2.5

0
0

Percentuale volumetrica di SiO2 [%]


Soluzione di silicato di sodio
Reagente: diestere

Figura 33 Resistenza a compressione semplice della sabbia iniettata.


Incidenza della granulometria

74

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

9.10 Prove e parametri caratteristici


VISCOSIT: si misura in laboratorio con il viscosimetro coassiale.
PESO SPECIFICO: semplicemente si pesa un volume noto di miscela.
TEMPO DI GELIFICAZIONE: per le soluzioni colloidali a base di silicato di sodio,
il passaggio allo stato solido prende il nome di gelificazione e avviene con gradualit.
Siccome non vi un unico metodo convenzionale di misura, la definizione del tempo di
gelificazione si basa sullosservazione diretta con semplici controlli tra cui il pi usuale
la procedura del becher versato che consiste nel riempire un becher da laboratorio
con la miscela diniezione provando periodicamente a versarne il contenuto. Il tempo di
gelificazione identificato con il momento in cui il contenuto del becher non fuoriesce.
Per le miscele con reagenti poco solubili, si utilizza un agitatore magnetico fino al
momento della gelificazione. In generale il tempo diniettabilit compreso fra la met
ed i due terzi del tempo di gelificazione.
REOLOGIA: si determina esclusivamente in laboratorio con il viscosimetro
coassiale.
RESISTENZA MECCANICA: si misura in laboratorio con prove di compressione
monoassiale o triassiale in controllo di deformazione (20 [mm/min]) su provini
cilindrici di snellezza 1.5

H
2 . In questo caso, infatti, le prove meccaniche su
D

miscele pure generalmente sono poco significative perch predominante leffetto


dinterazione fra miscela e terreno, secondo la granulometria e le caratteristiche
chimico-mineralogiche.
PROVA DI SCORRIMENTO VISCOSO (FLUAGE): si realizza con apposite
presse avendo cura di evitare lessicazione del provino.
PROVA DI SINERESI: si effettua in laboratorio lasciando riposare la miscela in
contenitori sigillati di polietilene (il PVC ed il vetro non sono utilizzati).
Prova di lisciviazione: sono realizzate prove di lisciviazione per contatto e per
percolazione. Le prime consistono nellimmergere ripetutamente il provino in acqua
rinnovata, mentre la seconda modalit prevede limpiego di un permeametro a
membrana. Lanalisi del lisciviato consente di individuare le sostanze disperse in acqua.
Queste prove consentono anche di seguire levoluzione della resistenza e della
permeabilit del provino di sabbia iniettata.

75

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

9.11 Resistenza meccanica del terreno trattato


Le prove di laboratorio in cella triassiale, eseguite in controllo di deformazione
(velocit di deformazione di 20 [mm/min] su provini alti 80 [mm], secondo le norme
Progil) hanno dimostrato che laumento della resistenza a rottura di un terreno granulare
trattato con gel duro, dovuto essenzialmente allaumento della coesione, mentre
langolo dattrito interno non varia sensibilmente.
Liniezione delle sabbie silicee fini induce la trasformazione del terreno in un mezzo
continuo per affinit chimica fra la miscela ed i grani solidi. Oltre alle eventuali reazioni
chimiche fra la miscela ed il terreno, vi sempre una netta influenza della distribuzione
granulometrica sulla resistenza delle sabbie iniettate: al diminuire della dimensione
media dei grani, e quindi allaumentare della loro superficie specifica, si ha infatti un
sistematico aumento della resistenza, a parit di composizione della miscela diniezione.
Adottando un inviluppo di resistenza alla Mohr-Coulomb, lincremento di resistenza
pu essere valutato, in termini di coesione, con la formula:

c[kPa] =

1
B tg [cos (1 sin )]
2

(48)

con:
= angolo dattrito del terreo non trattato [];

B = resistenza a compressione monoassiale del terreno trattato [kPa];

Facendo riferimento alla figura riportata di seguito, lespressione del criterio di


rottura diventa:

[kPa] = c + 1 tg

(49)

con:

1 [kPa] =

1
B (1 sin )
2

(50)

76

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Figura 34 Inviluppo di resistenza di Mohr-Coulomb


Nella pratica possibile assumere, per la resistenza a taglio del terreno trattato, un
valore pari al 30% della resistenza a compressione monoassiale, mentre, per la
resistenza a trazione, quando non la si trascura nei calcoli, si pu considerare una
percentuale del 15%.
Inoltre si nota che il comportamento viscoplastico che il gel conferisce al terreno
trattato, rende la resistenza a compressione fortemente dipendente dalla velocit di
sollecitazione:

il

modulo

di

deformazione

indipendente

dalla

pressione

di

sconfinamento, ma si riduce allaumentare della velocit di deformazione. A titolo


indicativo, si nota un calo di resistenza del 50%, riducendo di 20 volte la velocit di
deformazione.
Dalle prove eseguite sullo stesso tipo di terreno, trattato con soluzioni di
composizione differente, risulta che la resistenza a rottura istantanea e a scorrimento
viscoso (fluage) aumentano con il tenore di reagente e quindi con il tasso di
neutralizzazione.

Quindi,

parit

di

reagenti,

le

soluzioni

meno

concentrate

conferiscono al terreno un comportamento meccanico viscoplastico meno accentuato di


quelle pi ricche in silicato di sodio.

77

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

0.2

4.0
0.08

3.0

0.04

Modulo di deformazione [MPa]

1.0

2.0
0.0 0.2
2

345

525

2.0

415

13 [MPa]

Pressione di confinamento [MPa]

Velocit di deformazione
[% dell'altezza iniziale
del provino al minuto]

0
0.5

1.0

1.5

Deformazione [%]

Figura 35 Comportamento delle sabbie iniettate con gel di silice,


sottoposte a prove di compressione triassiale
Per bassi valori di sollecitazione normale, la deformazione raggiunge rapidamente il
valore massimo e si stabilizza, mentre, allaumentare del carico applicato, il
comportamento varia fino a condizioni in cui si raggiungono in tempi ridotti elevate

Deformazione viscosa [%]

deformazioni che conducono alla rottura.


Sforzo normale

Tempo di carico

Figura 36 Comportamento viscoplastico (creep o fluage)


della sabbia iniettata con silicato di sodio
78

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Infine si pu notare che nelle prove di fluage anche il tasso di neutralizzazione


assume notevole rilevanza: quando il trattamento di consolidamento ha carattere
permanente i tassi di neutralizzazione usuali che si aggirano attorno al 40% possono
essere incrementati fino al 100%. Ci comporta limpiego di miscele pi costose a
causa dellelevato dosaggio del reagente: 2 o 3 volte superiore a quello abituale.

c
[MPa]

N = tasso di neutralizzazione [%]


Diluizione = Vacqua/Vsilicato [-]

N = 70%
= 0.5

3
N = 30%
= 0.5
N = 50%
= 1.0

N = 50%
= 1.3

0
10-6

10-5

10-4

10-3

10-2

Velocit di deformazione (L/L)/s [s-1]


0.024

0.24

2.4

24

Velocit di deformazione per provini h = 100 mm [mm/min]

Figura 37 Resistenza a compressione semplice della sabbia iniettata


con soluzione a base di silicato di sodio
In conclusione opportuno porre alcune riserve in merito alle metodologie
sperimentali in uso ed alle deduzioni che se ne ricavano. In primo luogo, il grado
dimpregnazione che si raggiunge nelle prove di laboratorio, superiore a quanto si
ottiene normalmente nella pratica: ne deriva la possibilit che i contatti intergranulari
siano parzialmente ridotti rendendo predominante leffetto della matrice di gel
sullinterazione

scheletro-matrice.

Infine,

la

prova

di

compressione

semplice

rappresenta un modello pessimistico ed inadeguato alla descrizione dello stato tensodeformativo reale del terreno trattato, perci appare migliore limpiego della cella
triassiale.
79

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

10 Resine
I diversi tipi di resine si distinguono per la modalit di reazione o indurimento:
1.

polimerizzazione: indotta dalluso di catalizzatori che agiscono su monomeri


in soluzione acquosa (resine acriliche, fenoliche, amminiche);

2.

polimerizzazione e policondensazione: indotta dalla miscelazione di due


componenti

costituiti

da

polimeri

precondensati

(resine

epossidiche

aminoplastiche, poliesteri);
Nonostante le resine presentino una grande variabilit in termini di composizione,
propriet e resistenza meccanica, sono accomunate da uneccellente durabilit e
pertanto sono impiegate correntemente nei trattamenti permanenti con ottimi risultati.
Esse possono essere alterate soltanto da particolari agenti chimici (acidi, solventi,
basi, ossidanti concentrati).
Le resine sono impiegate sia per il consolidamento che per limpermeabilizzazione,
soprattutto quando richiesta durabilit, e sono state concepite per rispondere ad
esigenze che le sospensioni e le soluzioni non sono in grado di soddisfare:

viscosit ridottissima e costante per consentire liniezione di sabbie molto fini;

elevata resistenza meccanica raggiunta in tempi brevi (alcune ore);

tempo di gelificazione regolabile tramite le proporzioni dei reagenti e variabile


da alcuni secondi a parecchie ore;

resistenza alle acque aggressive;

comportamento reologico pseudoplastico della miscela diniezione;

reattivit con lacqua del terreno;

Le resine appartengono alla categoria delle soluzioni pure in quanto presentano il


vantaggio di mantenere costante la viscosit fino al momento della solidificazione.
Questa propriet fa s che la relazione fra la portata e la pressione sia costante durante la
fase diniezione, e pertanto il limite diniettabilit risulta, in teoria, indefinito, ma in
realt subordinato ad esigenze di carattere pratico ed economico: portate e tempi
accettabili con pressioni tali da evitare diffusi fenomeni didrofratturazione.
Siccome, per le resine, il passaggio dallo stato liquido a quello solido
(polimerizzazione) istantaneo, il tempo di presa misurabile senza incertezza e
regolabile tramite il dosaggio dei componenti.
80

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

10.1 Resine acriliche


Sono monomeri in soluzione acquosa che reagiscono per polimerizzazione poich la
reticolazione ottenuta per addizione di catalizzatori (sistema REDOX).
La miscela diniezione preparata mescolando la resina con un certo volume
dacqua addizionata ai catalizzatori in quantit variabile in funzione del tempo di presa
richiesto. Per regolare il tempo di polimerizzazione si deve tener conto della
temperatura della miscela, del pH dellambiente e delle eventuali contaminazioni da
parte di metalli o dossigeno.
Il sistema catalitico costituito da acceleratore (0.1-5%) e catalizzatore (0.1-5%).
Con i consueti dosaggi (10% di resina in soluzione acquosa), la viscosit della
miscela vicina a quella dellacqua: 1 [mPas].
Secondo il grado di reticolazione raggiunto, il polimero ottenuto elastico o plastico
e pu conferire al terreno iniettato resistenze a compressione semplice prossime a 1.5
[MPa]. Con queste resine quindi possibile ottenere un modesto consolidamento, ma il
campo dimpiego pi consono limpermeabilizzazione o la creazione di diaframmi
elastici antivibrazioni. Da un punto di vista prettamente operativo, per, la forte tossicit
ne sconsiglia luso in ambienti chiusi quali fabbricati e gallerie.

10.2 Resine acriliche modificate con silicato di sodio


Sono costituite da due componenti entrambi in soluzione acquosa che reagiscono con
gelificazione del silicato di sodio e successiva polimerizzazione della resina:

soluzione 1: silicato di sodio liquido + catalizzatore per la soluzione 2;

soluzione 2: resina acrilica con indurente + catalizzatore per la soluzione 1;

La miscela diniezione preparata mescolando le due soluzioni dopo averle diluite in


acqua ed ha una viscosit molto bassa: 2 [mPas].
Queste miscele conferiscono al terreno buona resistenza meccanica ed hanno la
caratteristica di rigonfiare in acqua.

10.3 Resine acriliche modificate con polimeri


Laggiunta di polimeri, quali il lattice, conferisce alla miscela diniezione elasticit,
buona adesione e cemento e roccia, oltre che resistenza allestrusione sotto battente
idraulico. Per contro la viscosit leggermente maggiore rispetto alle resine precedenti:
15 [mPas].
81

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

10.4 Resine fenoliche


Il prodotto base pi noto un fenolo bivalente, denominato resorcina, la cui
polimerizzazione avviene per intervento di unaldeide (solitamente formaldeide) che
costituisce i legami fra i monomeri per ordinarli a catena. La resina ottenuta partendo
da soluzioni acquose dei due prodotti, che si presentano come polveri da diluire in
acqua, che reagiscono per policondensazione ottenuta per addizione di un reagente che
pu essere:
un acido debole o una base;
un ossidante;
unassociazione di pi prodotti.

Con le normali diluizioni, la viscosit della miscela bassa, attorno a 23 [mPas] e


si mantiene perfettamente costante in un intervallo regolabile con unopportuna scelta
del dosaggio del catalizzatore. La resistenza della miscela condizionata dal rapporto
resorcina/formaldeide e dalla diluizione, mentre quasi indipendente dalla qualit e
dalla dose del catalizzatore.
Il comportamento del polimero puro di tipo elasto-plastico, mentre la presenza
dello scheletro solido del terreno granulare causa un notevole aumento del modulo
elastico ed annulla il fenomeno del fluage, osservabile sulla resina pura. Liniezione
di queste miscele conferisce al terreno trattato resistenze a compressione superiori a 2
[MPa].
Oltre alla resorcina, esiste unampia gamma di fenoplasti di costo inferiore messi a
punto dallindustria chimica, a partire da derivati fenolici per condensazione in presenza
dopportuni catalizzatori dellaldeide formica. I composti plurinucleari che ne derivano,
sono di natura liquida e vengono diluiti in acqua. Lindurimento avviene per addizione
di formaldeide e soda con una reazione di policondensazione fortemente esotermica.
Queste miscele si differenziano reologicamente da quelle a base di resorcina, poich
presentano una viscosit lievemente evolutiva che le pone in una categoria intermedia
fra le soluzioni pure e quelle evolutive; le resistenze possono in ogni caso essere dello
stesso ordine.

82

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

10.5 Resine amminiche


Il prodotto base di questa categoria di resine lurea (carbammide), prodotta per
sintesi dallammoniaca e dallanidride carbonica. La polimerizzazione avviene per
mezzo della formaldeide in ambiente acido o neutro, dopo un tempo regolabile con
opportuni catalizzatori come il cloruro dammonio.
La viscosit della miscela pu variare da 10 a 100 [mPas] secondo la qualit della
resina impiegata e la diluizione.
La resistenza a compressione semplice del terreno iniettato varia da 3 a 10 [MPa], ma
il buon effetto consolidante ed il costo relativamente basso, nellambito delle resine,
sono controbilanciati dalla preclusione allimpiego in ambienti basici, vale a dire nei
terreni calcarei.

10.6 Resine poliuretaniche con sistema acqua-reagente


Sono resine soluzione in un plastificante o in un solvente, che reagiscono con lacqua
del terreno per formare un gel duro o tenero.
Il sistema catalitico costituito da acceleratore.
La viscosit della miscela elevata: da 10 a 100 [mPas].
La resistenza a compressione semplice terreno iniettato pu superare i 2 [MPa].

10.7 Resine poliuretaniche con sistema bicomponente


Sono resine costituite da due componenti liquidi che reagiscono per poliaddizione su
di un poliisocianato con formazione di un gel duro.
Il sistema catalitico costituito da un acceleratore.
La viscosit della miscela molto elevata: da 100 a 1000 [mPas].
Come per il sistema acqua-reagente, la resistenza a compressione semplice terreno
iniettato pu superare i 2 [MPa].
Queste resine sono impiegate nei casi di cavit molto aperte con forti circolazioni
dacqua che dilaverebbero le normali miscele, mentre queste ultime polimerizzano in
presenza dacqua, anche in movimento, ed il loro tasso di rigonfiamento raggiunge
valori elevatissimi (fino a 50 [-]).
83

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Tabella 16 Principali tipi di resine e rispettivi campi dapplicazione


Tipo di resina

Tipo di terreno

Applicazioni
Impermeabilizzazione del terreno
allacqua ed ai gas

Acrilica

Granulare molto fine

Consolidamento, anche di terreni


sottoposti a vibrazioni, fino a
resistenze di 1.5 [MPa]

Fenolica

Granulare molto fine

Consolidamento del terreno

Amminica

Granulare organico

Consolidamento del terreno

Poliuretanica

Granulare con grossi vuoti

Impermeabilizzazione del terreno

11 Miscele per applicazioni speciali


Si tratta di composti o resine organiche il cui impiego riservato a particolari
applicazioni non solo per le particolari che forniscono al terreno, ma anche per la
tossicit e le difficolt di manipolazione.
Miscele a base di bitume. Sono costituite da idrocarburi dallelevato peso molecolare
derivati dalla distillazione frazionata del petrolio, che si presentano come prodotti
viscosi impiegati a caldo o sotto forma demulsioni poco stabili in grado di coagulare al
contatto

con

le

superfici

minerali.

Queste

miscele

sono

utilizzate

nellimpermeabilizzazione e garantiscono durabilit e resistenza agli agenti corrosivi.


Miscele a base di poliestere. Sono dei prepolimeri in soluzione in un diluente
reattivo, che reagiscono indurendo per polimerizzazione a seguito delladdizione del
catalizzatore. Sono molto stabili agli agenti chimici e conferiscono al terreno trattato
unelevata resistenza meccanica.
Miscele a base di resine epossidiche. Sono dei prepolimeri liquidi che reticolano per
poliaddizione grazie ad un catalizzatore. Sono molto stabili agli agenti chimici e
conferiscono al terreno trattato unelevata resistenza meccanica.
Miscele a base di resine furaniche. Sono ottenute per polimerizzazione dalcool
furfurilico in presenza di un catalizzatore acido.
Miscele a base di silicone. Sono dei prepolimeri indurenti per policondensazione in
presenza di un agente reticolante o di un catalizzatore. Queste miscele con
grandelasticit e resistenza chimica sono utilizzate come idrorepellenti.
84

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

12 Messa in opera delle miscele diniezione


Il principio su cui si fonda la tecnica delliniezione consiste nellinviare la miscela
sotto pressione nel terreno da trattare per mezzo di una perforazione.
In base allo scopo del trattamento ed alle caratteristiche del terreno, si possono
distinguere le seguenti tecniche diniezione:

A. Iniezione per permeazione o impregnazione: la miscela riempie i vuoti senza


produrre apprezzabili variazioni di volume e di struttura del terreno. Leffetto di
conferire al terreno incoerente la coesione della miscela iniettata, mantenendo inalterato
langolo dattrito interno. La portata e la pressione delliniezione vengono definite dal
progettista in modo da evitare lidrofratturazione.

B. Iniezioni per idrofratturazione (claquage, encapsulation, squeeze


grouting): la miscela si propaga nel terreno attraverso una ragnatela di fratture
prodotte a scapito di spostamenti nel terreno.

C. Iniezioni solide di compattazione statica (compaction, displacement


grouting): una miscela molto densa, e non penetrabile nel mezzo trattato, iniettata ad
elevata pressione (6-10 [MPa]) compattando il terreno circostante con formazione di un
bulbo compresso, secondo il principio di una cavit che sespande.

D. Iniezione per permeazione-claquage o microclaquage: questa tecnica


sfrutta il reticolo di claquage per ottenere uno scheletro strutturale adeguato a fornire
resistenza a terreni fini che non possono essere permeati dalla miscela. In questo modo
si realizza un trattamento misto dimpregnazione degli strati pi permeabili e
compattazione dei passaggi a granulometria pi fine, mediante fratturazioni controllate
del terreno, cio provocando dei fenomeni didrofratturazione (claquage) in scala
ridotta.

Nonostante la semplicit del concetto alla base del trattamento del terreno mediante
iniezioni, la messa in opera della miscela un procedimento articolato che si pu
sintetizzare nelle seguenti fasi:
85

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

1.

riconoscimento degli orizzonti geologici da trattare;

2.

perforazione ed equipaggiamento dei fori diniezione;

3.

preparazione, trasporto ed iniezione propriamente detta della miscela per mezzo


di una pompa;

4.

controllo dei parametri diniezione (pressione, portata e volume complessivo) e


delle condizioni al contorno (sollevamenti del terreno, rifluimento a boccaforo).

12.1 Tecnica di perforazione


La perforazione realizzata con gli stessi diametri (60130 [mm]) e le medesime
tecniche impiegate nei sondaggi geognostici: allestremit di una batteria daste cave
installato lutensile di perforazione azionato a rotazione o a rotopercussione e dotato di
una spinta assiale trasmessa dalle aste stesse. Linsieme lubrificato tramite un fluido
immesso nella batteria daste ed estratto a boccaforo (circolazione diretta) o viceversa
(circolazione inversa). Senza addentrarsi nel complesso campo della tecnica dei
sondaggi, comunque necessario rilevare il fatto che il fluido di perforazione deve
essere scelto con attenzione, poich in taluni casi pu provocare lintasamento dei vuoti
intergranulari del terreno alterandone le caratteristiche e modificando leffetto della
successiva iniezione.
Tecniche di perforazione
Rotazione

Rotopercussione

1. Utensili di perforazione
Tricono
Taglienti
Corona diamantata
Curetta a percussione
Trivella
2. Fluidi di perforazione
Aria
Acqua
Fango bentonitico
Fanghi biodegradabili
Miscele a base di bentonite e cemento
3. Rivestimento del foro
Simultaneo all'avanzamento
Al termine di ogni manovra
4. Parametri di perforazione registrati
Velocit d'avanzamento
Spinta sull'utensile
Pressione del fluido di perforazione
Energia di percussione riflessa

foro [mm]
Argille, marne
Sabbie, alluvioni
Rocce tenere

60-100
60-100
60-100

Ordine d'interesse crescente da 3 a 1


3 1 1 1 2 2 1
3 1 3 1 1 3 3 1
3 1 1 1 2 1 1 2 2 1 1 2 3 3 2 1
1 1 1 1
1
1 1
3 1 1 2

Schema 1 Tecniche di perforazione e rispettivi campi dapplicazione


86

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

12.2 Maglia di perforazione


Uno dei primi parametri da stabilire la forma geometrica del trattamento, ossia
lestensione spaziale della porzione di terreno iniettato: naturalmente la geometria del
trattamento condizionata dal tipo dopera e dallo scopo dellintervento. Sulla scorta
dei dati sperimentali (caratteristiche del terreno e delle miscele prescelte) e dei dati di
progetto, si pu definire la forma generale delle zone di terreno da iniettare e la
distribuzione, lorientamento e la profondit dei fori diniezione, in modo da assicurare
ovunque il minimo interasse prescritto.
Siccome liniezione usualmente effettuata per passate successive allinterno dello
stesso foro, il trattamento pu essere modellizzato come un insieme di volumi
elementari cilindrici di terreno iniettato per ogni passata, il cui raggio dazione
definito dalla seguente relazione geometrica:

R[m] =

V
n L

(51)

con:

V = volume iniettato nella passata elementare [m3 ];


L = altezza del cilindro iniettato coincidente con il passo fra due iniezioni

successive [m];

n = porosit del terreno [-], definita dalla relazione n =

VV
, in cui VV il volume
V

dei vuoti e V il volume apparente del terreno;

Il raggio diniezione consente di dimensionare la maglia di perforazione, dopo


averne definito la geometria: correntemente scelta fra lo schema triangolare (a
quinconce) o quadrato.
Con il termine raggio dazione sintende, infatti, il percorso massimo che la
miscela in grado di compiere attraverso i pori del terreno, a partire dal punto
diniezione, senza che intervengano sensibili mutamenti nei confronti della disposizione
reciproca dei grani del terreno allo stato naturale. Il concetto di raggio dazione quindi
collegato ad un effetto dimpregnazione omogenea e regolare dei vuoti del terreno da
parte della miscela, senza turbative dellassetto granulometrico naturale e, soprattutto,
senza sprechi di fluido diniezione.
87

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Maglia triangolare
R

2R
Foro primario

2R

1.5 R

1.8 R

Maglia quadrata

Foro secondario

Figura 38 Tipologie di maglia di perforazione comunemente adottate


La validit di questo modello suffragata da osservazioni sperimentali che
confermano come il raggio dazione delliniezione dipenda da:

permeabilit del terreno;

pressione diniezione ammissibile;

volume complessivo iniettato;

tipologia di miscela (viscosit e tempo di presa).

Per le sospensioni, il raggio dazione dipende dalla capacit di penetrazione dei grani
solidi, prima che si verifichi il fenomeno della pressofiltrazione, mentre, per le resine e
le soluzioni, il raggio dazione condizionato dallevoluzione della viscosit fino
allinizio della presa.
Nella progettazione della maglia di perforazione necessario tenere conto anche
della possibilit di deviazione del foro dalla traiettoria teorica prevista che pu
verificarsi a causa delleterogeneit del terreno o della lunghezza eccessiva per il
materiale di perforazione impiegato (aste troppo snelle). Per le tecniche di perforazione
utilizzate per le iniezioni, la deviazione sul piano orizzontale si pu stimare
realisticamente 35 [mm/m] di foro.
Partendo da queste considerazioni, nella seguente tabella riportata la spaziatura dei
fori usualmente adottata fino a profondit di 25 metri.

88

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Tabella 17 Spaziatura per maglie di perforazione in terreni granulari

Terreni granulari
(profondit 25 [m])

Descrizione

Spaziatura dei fori [m]

Sabbie fini

0.8 1.3

Sabbie ghiaiose

12

Ghiaie

24

Ghiaie sabbiose ( k H kV )

35

La maglia di perforazione infine determinata grazie a considerazioni geometriche


legate al raggio dazione teorico ed al tipo diniezione: le iniezioni a partire dalla
superficie o da opere ausiliarie sono realizzate con pi file di fori paralleli o divergenti,
mentre nel caso diniezioni a partire da opere sotterranee si realizzano fori radiali o
secondo le generatrici di coni per i trattamenti in avanzamento. Per quanto riguarda
lordine

diniezione

dei

fori, due sono i metodi utilizzabili. Il primo, detto

dellingabbiamento, consiste nel partire dalla periferia della maglia e procedere verso
il centro: in campo aperto risulta vantaggioso perch simpedisce la diffusione della
miscela allesterno della zona di terreno da trattare. Il secondo metodo linverso del
primo e consiste nel procedere dal centro alla periferia della maglia di perforazione:
siccome presenta il vantaggio di allontanare progressivamente lacqua dalla zona da
trattare ed evitare idrofratturazione o sollevamento del piano campagna, utilizzato
preferibilmente nei trattamenti per impregnazione ed ogni volta che si opera in ambito
urbano.

12.3 Equipaggiamento del foro


Con questo termine, si definisce linsieme dei dispositivi introdotti nel foro al fine di
permettere liniezione della miscela, ad una pressione appropriata.
Il foro pu essere lasciato privo di rivestimento se stabile, altrimenti rivestito con
tubi giuntati fino alla profondit della zona da trattare, in cui sinterrompe o
raccordato ad appositi tubi valvolati, ossia dotati di valvole a manchette con
spaziatura variabile fra 0.25 e 0.5 metri. Si tratta di valvole costituite da piccoli fori
praticati nel tubo e ricoperti da un manicotto di gomma (manchette) con resistenza tale
da permettere la dilatazione sotto pressione, per consentire luscita della miscela, ed
impedirne il rientro al termine delliniezione.

89

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

La cavit anulare compresa fra il rivestimento e la parete del foro sigillata dalla
cosiddetta iniezione di guaina: uniniezione di sospensione di cemento e bentonite,
appositamente realizzata per consentire la fuoriuscita della miscela delliniezione vera e
propria dalle valvole a manchette senza bloccarle, e contemporaneamente evitare il
rifluimento a boccaforo. Si comprende, perci, il ruolo di questoperazione e la
conseguente importanza duna corretta esecuzione: la resistenza della guaina, dopo un
certo tempo di maturazione, deve essere tale da impedire che la miscela iniettata in
pressione la sospinga lungo il tubo, e, daltra parte, non pu essere troppo alta perch
deve sempre consentire, anche a distanza di tempo, la rottura radiale entro un
determinato limite di pressione applicata allinterno del tubo.
In generale sadotta un rapporto C/A attorno a 0.5 [-] ed una dose di bentonite
adeguata a rendere la sospensione stabile ed adeguatamente fluida.
Liniezione di guaina pu essere realizzata dal basso con un apposito otturatore che
occlude il fondo del tubo di rivestimento, oppure sostituendo il fluido di perforazione
con la miscela di guaina nel corso dellesecuzione del foro o al termine.
In alcuni casi il rivestimento del foro realizzato con tubi leggeri in plastica che
possono essere rimossi o lasciati in posto al termine delliniezione.

12.4 Preparazione della miscela


Siccome la gamma delle miscele si sempre pi ampliata, le tecniche diniezione si
sono affinate di pari passo: parallelamente stato necessario un adeguamento degli
impianti tale da renderli rispondenti alle necessit operative. In prima istanza, infatti,
limpianto di cantiere deve garantire laffidabilit del ciclo di preparazione delle
miscele, le cui caratteristiche chimico-fisiche e reologiche non possono discostarsi dalle
specifiche di progetto. Il secondo requisito lautomazione: la modalit diniezione
deve essere programmabile in funzione delle quantit di miscela da iniettare e delle
pressioni limite da raggiungere.
Un primo aspetto delicato lo stoccaggio dei componenti, che pu influenzare in
misura apprezzabile le caratteristiche della miscela: si pensi, ad esempio, al ruolo della
temperatura nella presa del silicato di sodio (il tempo di presa raddoppia o dimezza per
intervalli di 6-8 [C]). Alcuni prodotti, inoltre, possono essere sensibili allumidit che

90

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

causa idrolisi o idratazione. Un aspetto correlato alle modalit di stoccaggio dei prodotti
e delle miscele, la sicurezza dellimpianto, intesa comefficace protezione delluomo e
dellambiente dalleventuale tossicit delle sostanze trattate.

Tabella 18 Metodi di stoccaggio dei componenti per le miscele diniezione


Prodotto

Metodo di stoccaggio

Cemento, bentonite, sabbia fine, argilla trattata

Sacchi

Cemento, bentonite, ceneri volatili, filler

Silos

Sabbie, ceneri volatili, filler

Cumuli compartimentali e coperti

Tutti i prodotti liquidi

Contenitori stagni

La miscelazione dei prodotti avviene attraverso limpiego di dosatori che erogano le


esatte quantit e miscelatori adeguati allo stato fisico ed alle propriet degli stessi. In
alcuni casi si utilizzano accorgimenti particolari come la pre-idratazione separata della
bentonite per le sospensioni a base di cemento o la miscelazione a boccaforo per le
miscele chimiche speciali a presa rapida.

Tabella 19 Attrezzature usate per il dosaggio


dei componenti delle miscele diniezione
Componente

Dosatore

Prodotti secchi, in piccole quantit

Bilancia, dosatore ponderale


(tenendo conto del tasso dumidit del prodotto)

Prodotti secchi, in grandi quantit

Dosatore volumetrico, vite dArchimede, tramoggia

Prodotti liquidi ed acqua

Pompa con contatore volumetrico

Tabella 20 Attrezzature usate per la miscelazione


dei prodotti diniezione
Tipo di miscela

Miscelatore

Sospensioni a base di

Miscelatore, turbo-miscelatore con elevata velocit di

cemento

rotazione della turbina (1500-3000 [giri/min])

Miscele caricate

Miscelatore con pompa a circuito chiuso

Soluzioni

Miscelatore a palette (velocit di rotazione 30-200 [giri/min])

Resina

Miscelatore a pistola

91

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

La lavorabilit delle miscele molto influenzata dalla viscosit, infatti, con le


comuni attrezzature da cantiere, si possono lavorare e pompare fluidi con viscosit
massima di 800-1000 [mPas] e rigidezza massima di 50 [Pa]. Durante la preparazione,
la miscela deve essere un fluido omogeneo e con ridotta sedimentazione, in modo da
presentare caratteristiche adatte al pompaggio: in particolare, per i fluidi binghamiani, si
deve mantenere la soglia di taglio inferiore ai 50 [Pa].
Le condizioni ideali di lavorabilit di una miscela diniezione consistono in una
viscosit iniziale di 10 [mPas] che si mantenga pressoch costante per un tempo di
circa 30 minuti, consentendo le operazioni diniezione in foro, dopodich aumenti
rapidamente per limitare la propagazione della miscela nel raggio diffusione di progetto.
Questo comportamento corrisponde solo ad alcune miscele chimiche, mentre gli altri
fluidi diniezione sattestano in zone di lavorabilit praticabile o accettabile.

Viscosit [mPas]

500

100
50

10
5

1
20

40

60

Tempo d'iniezione [min]


Lavorabilit accettabile
Lavorabilit praticabile
Lavorabilit ideale

Figura 39 Lavorabilit delle miscele diniezione


Quando le miscele con lunghi tempi di presa sono state preparate, possono essere
stoccate in vasche dotate dagitatore a palette con bassa velocit di rotazione (30-50
[giri/min]) ed essere riprese successivamente per lutilizzo con eventuale addizione
dacceleranti di presa. Nel caso delle miscele con brevi tempi di presa, invece, lo
stoccaggio si pu effettuare nello stesso miscelatore, ma per breve durata.
92

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Nel caso in cui il punto diniezione distante dal luogo di preparazione, si compie il
trasporto della miscela mediante tubazione fino a vasche di ripresa per mezzo di pompe.
Per le brevi distanze, invece, liniezione avviene per mezzo di pompe situate nel
luogo di preparazione della miscela: in questo caso si parla di centrale diniezione.
Questa soluzione impiantistica presenta notevoli vantaggi in termini di controllo,
automatizzazione dei processi, rendimento delle pompe. La tendenza attuale, infatti,
consiste nella minimizzazione dellintervento degli operatori, che si limitano allo
svolgimento dei controlli sui processi in atto: uno dei compiti fondamentali della
centrale, infatti, la registrazione dei parametri diniezione.
Le tubazioni per la miscela diniezione sono resistenti alla pressione e, generalmente,
hanno diametro compreso fra 2 e 5 centimetri per consentire portate adeguate ed evitare
la decantazione. Per le iniezioni con resine, le tubazioni sono costruite con materiali che
impediscono il passaggio dei raggi U.V., in grado di alterarne le propriet.
In ogni caso, necessario specificare che nella pratica di cantiere risulta
fondamentale lavare opportunamente le tubazioni dopo luso per eliminare la presenza
di residui di miscela che, dopo la presa, possono renderle inutilizzabili.

Tabella 21 Attrezzatura impiegata per liniezione dei diversi tipi di miscele


Applicazione
Iniezione a bassa pressione di grandi vuoti con
miscele aerate o caricate

Attrezzatura
Pompa centrifuga (portata 10 50 [m3 /h]),
pompa a vite (portata 10 20 [m3 /h])

Iniezione a portata controllata di:


miscele caricate con sabbia (d < 2 [mm]);
sospensioni a base di cemento;

Pompa a pistoni (portata 0.1 10 [m3 /h],


pressione 0.5 10 [MPa])

soluzioni a base di silicato di sodio;


Iniezione di miscele chimiche
Iniezione di resina
Iniezione di resina in piccole quantit

Pompa a vite (portata 0.10 1 [m3 /h])


Pompa dosatrice a pistoni
Pistola iniettante

Dato che la temperatura ha effetti importanti sulle miscele diniezione, per le


sospensioni a base di cemento, stata definita una metodologia di calcolo del calo di
temperatura nel tragitto compiuto nella tubazione. Il calcolo pu essere eseguito
analiticamente applicando la formula seguente:
93

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

t t
dt [C ] = l f k (1 e) i a
Q

(52)

con:

dt = calo di temperatura [C];


l = lunghezza del tubo [m];
f = superficie interna di un metro di tubo [m2 ];

k = coefficiente di conducibilit termica del tubo [kcal/m2 hC];

e = efficienza dellisolamento termico [-];


t i = temperatura iniziale della sospensione allingresso [C];
t a = temperatura dellaria attorno al tubo [C];
Q = portata [l/min]

Per un tubo non isolato, con diametro interno di 26 [mm], spessore 3.5 [mm] e
coefficiente di conducibilit termica k = 11.5 [kcal/m2 hC], la formula precedente si
semplifica e pu essere espressa nomogramma riportato in seguito:

dt [C] 0.02 (t i t a )

l
Q

(53)

Lunghezza del tubo [m]


60

50

100

200

300

400

500

50

750

40

1000

30

25
20

20

15

10
0

1.0

3.0

5.0

7.5

10
20
30
40
50

Calo di temperatura della


sospensione nel tubo [C]

Differenza fra la temperatura iniziale della


sospensione e la temperatura dell'aria [C]

10
60

Portata [l/min]

Figura 40 Nomogramma per il calcolo del calo di temperatura delle sospensioni di


cemento nelle tubazioni diniezione, nel caso diniezione in condizioni climatiche fredde
94

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

12.5 Parametri diniezione


In cantiere si deve garantire la realizzazione delliniezione secondo le modalit
progettate, facendo penetrare le miscele secondo una sequenza logica prestabilita, basata
sul criterio della penetrabilit crescente, e controllando tutti i parametri diniezione.
Le grandezze pi significative inerenti alla messa in opera delle miscele diniezione
sono definite per un insieme di punti diniezione (fori) e sono relative ad una singola
fase.
1.

ORDINE DINIEZIONE DEI FORI. stabilito in base alle esigenze dei singoli

casi, ma di norma si parte dai fori pi esterni, in modo da creare un contenimento che
riduce le dispersioni oltre i limiti previsti ed aumenta progressivamente lefficacia del
trattamento.

2.

VOLUME DI MISCELA INIETTATA PER OGNI PASSATA (V). Esso dipende

essenzialmente dal rapporto volumetrico fra il volume della miscela ed il volume del
cilindro ideale di terreno da trattare, che integra la porosit del terreno ed il coefficiente
di riempimento dei vuoti. Per questo motivo si usa la denominazione: iniezioni
condotte a volume controllato. La definizione dei quantitativi delle miscele da iniettare
attraverso ogni valvola, in ordine crescente di penetrabilit, tiene conto di diversi fattori
pratici oltre quelli teorici di progetto. Il riempimento effettivo dei vuoti, la dispersione
della miscela oltre il limite teorico previsto ed il possibile drenaggio, fanno s che
spesso lesecuzione delliniezione permetta di trarre informazioni utili alla modifica in
corso dopera delle specifiche di progetto.

3.

PRESSIONE DINIEZIONE (P). Nonostante la complessit del meccanismo di

diffusione della miscela nel terreno, in linea generale, si pu affermare che la pressione
diniezione aumenta in ragione della portata (Q) e della viscosit (), mentre diminuisce
allaumentare della permeabilit del terreno (k) e del passo (l). La pressione diniezione
quindi un parametro difficile da valutare e da controllare, si pensi, ad esempio alla
difficolt di valutare la caduta di carico per trafilamento alle valvole a manchette:
pertanto in questo caso lapproccio numerico perde efficacia a confronto con
lesperienza degli operatori. Lapproccio teorico porta a pensare che i risultati migliori
si ottengano con la massima pressione diniezione possibile, mentre le evidenze
95

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

empiriche sono in contrasto: di fatto si tratta di una problematica ancora in discussione


ed in fase di studio. Teoria e pratica concordano, comunque, sul fatto che la pressione
diniezione aumenta con la profondit. comunque sempre necessario tenere conto
dellidrofratturazione
insoddisfacenti

che

qualora

sia

pu

causare

trascurato:

effetti
a

questo

collaterali
fenomeno

negativi
si

riferisce,

risultati
infatti,

lespressione pressione di rifiuto con la quale sintende il limite di pressione da non


superare quando non si desidera indurre la rottura del terreno.
Nel campo del trattamento dei terreni la pressione diniezione deve essere valutata
con prove ad hoc o stimata empiricamente, ma comunque deve essere inferiore alla
pressione didrofratturazione e non deve causare compattazione radiale del terreno, se
non specificamente richiesta.

4.

PORTATA DINIEZIONE (Q). Nel caso delle iniezioni per impregnazione si

deve limitare la portata in modo che la pressione si mantenga inferiore alla pressione
didrofratturazione del terreno. La portata deve essere tarata in funzione della
permeabilit specifica del terreno nei confronti della miscela diniezione.
Il coefficiente di permeabilit riferito allacqua fornisce, infatti, solo indicazioni
parziali e spesso fuorvianti in relazione alla capacit dassorbimento del fluido
diniezione. Indicativamente, la portata necessaria a riempire i vuoti intergranulari
maggiori e di 40-60 [l/min], mentre per limpregnazione dei pori nei terreni fini si usano
portate di 20-30 [l/min]. Al fine di ottimizzare i risultati del trattamento, nella pratica
del cantiere, si adotta anche laccorgimento di ridurre la portata a 1-3 [l/min] nella fase
finale della passata.

5.

DURATA DELLA SINGOLA PASSATA ( t =

V
Qmedia

). Liniezione in pi passate

dalla stessa valvola una procedura utile ad ottenere lomogeneit radiale del
trattamento: con ununica passata, infatti, si rischia che la miscela segua una direzione
preferenziale. Naturalmente, la durata della passata deve essere compatibile con il
tempo di presa e diniezione, secondo le caratteristiche specifiche del tipo di miscela
iniettata.

96

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

6.

IL TEMPO DINIEZIONE. Generalmente legato allo sviluppo della viscosit

della miscela, alla pressione di pompaggio ed al raggio di diffusione stabilito in sede


progettuale. Secondo il tipo di miscela, il tempo a disposizione per il pompaggio
dipende dallo sviluppo della viscosit e dal tempo di presa: si va dalle 2-4 ore per le
sospensioni di cemento ai 20-60 minuti per le soluzioni, fino a pochi minuti, o
addirittura secondi, per le miscele speciali.
In linea di massima, si pu affermare che il tempo diniezione per le sospensioni di
cemento coincide con il tempo didratazione del cemento, mentre, per le soluzioni di
silicato di sodio, il tempo diniezione coincide con il tempo di gelificazione, ossia il
periodo dopo il quale il terreno trattato sviluppa resistenza a taglio.
In particolare, per le sospensioni a base di cemento, opportuno ridurre il raggio di
diffusione, e quindi il tempo diniezione, per evitare che la miscela possa diluirsi
eccessivamente nel terreno, o possa iniziare la presa durante liniezione, il che provoca
un aumento della pressione con il rischio didrofratturazione.
Al contrario, per le soluzioni, il tempo di presa e quindi il raggio di diffusione, pu
essere regolato mediante il dosaggio ed il tipo dei reagenti.

Volume di miscela iniettata

Pressione
d'iniezione
Raggio di diffusione
effettivo
Portata

Tempo

Riempimento dei vuoti

Fase
transitoria

Fase
finale

Figura 41 Andamento qualitativo dei parametri diniezione in funzione del tempo

97

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Il volume di miscela da iniettare ad ogni passata costituisce un importante criterio


darresto che deve essere predeterminato in fase di progettazione. Il rapporto
volumetrico fra il volume della miscela da iniettare ed il volume del cilindro ideale di
terreno da trattare compreso fra il 15 ed il 45% per sabbie e ghiaie e fra il 5 ed 25%
per i terreni coesivi fessurati.
La portata, invece, si stabilisce correntemente in base alla permeabilit del terreno e
pu variare fra 0.2 e 1.8 [m3 /h].
Naturalmente i valori di pressione e portata precedentemente esposti devono essere
considerati puramente indicativi in quanto, anche nel campo del trattamento dei terreni
con iniezioni, ha validit il metodo osservazionale. Pertanto, i valori previsti in fase
progettuale sono soggetti ad eventuali variazioni a seguito della verifica tramite lanalisi
della risposta del terreno in situ. Infatti, la misura della pressione diniezione
corrispondente alla portata di progetto e losservazione deventuali fenomeni quali il
sollevamento del terreno o il rifluimento di miscela a boccaforo consentono il controllo
della correttezza dei parametri diniezione.
Indicativamente il valore della pressione delliniezione per permeazione, misurato in
testa al foro,

P = 3 3 , il che compatibile con la necessit di evitare

lidrofratturazione, se si considerano le perdite di carico che avvengono lungo il foro e


soprattutto nelle valvole a manchette.
Nei casi di terreni con scarsa permeabilit sapplica spesso il trattamento
didrofratturazione e serraggio progressivo. Durante la prima fase sinietta una miscela a
base di cemento fino al superamento della pressione didrofratturazione. In seguito si
procede con una portata di 0.6-0.8 [m3 /h] iniettando un volume pre-fissato di miscela
per evitarne leccessiva diffusione. Dopo la presa si ritorna su ciascun punto diniezione
ripetendo loperazione se la pressione resta inferiore ad un valore prefissato, che tiene
conto del tipo di terreno e delle condizioni al contorno.

98

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

12.6 Metodi diniezione


1.

Iniezione dalla testa del foro. Questo metodo, adatto a trattamenti poco profondi

e resistenti o per liniezione attraverso murature, prevede che la miscela sia iniettata
applicando la pressione su tutta la lunghezza del foro, occluso in testa per mezzo di un
otturatore gonfiabile o di un raccordo filettato.

Rondelle di serraggio

Gomma

Muratura o terreno resistente

Figura 42 Schema del metodo diniezione dalla testa del foro

2.

Iniezione dalla batteria daste di perforazione. Si tratta di unapplicazione

particolare delliniezione in avanzamento in cui, per, il fluido di perforazione


costituito dalla miscela diniezione a base di cemento. anche possibile perforare con il
fluido ordinario e, al termine, riempire il foro di miscela che funge da guaina per il tubo
valvolato inserito in seguito.

3.

Iniezione per passate successive in estrazione. Questa tecnica, largamente

diffusa, consiste nelliniettare sezioni del foro di lunghezza variabile tra 0.25 e 1 metro
partendo dal basso e risalendo fino al limite superiore della zona da trattare, con
lausilio di un tubo valvolato.
Completata la perforazione, sintroduce nel foro il tubo valvolato di materiale
plastico, con diametro compreso fra 1 e 1.5 [inch] e 2 o 3 valvole per metro. Esso
provvisto, ad intervalli regolari, di fori coperti da valvole di non ritorno (valvole a
manchette).
Successivamente si riempie lintercapedine esterna con una miscela cementizia a
bassa resistenza (iniezione di guaina).
99

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

La composizione di questa miscela di cemento e bentonite caratterizzata da un


rapporto C/A attorno a 0.5 [- ] ed una dose di bentonite adeguata a renderla stabile e
fluida. Solitamente liniezione di guaina realizzata attraverso la valvola di fondo. Una
volta indurita la guaina sinietta, in modo localizzato su di una singola valvola, per
mezzo di un doppio otturatore (a coppelle o idraulico con guarnizioni despansione).
La miscela diniezione solleva la valvola e rompe la guaina diffondendosi nel terreno
circostante. Lo scopo della guaina, infatti, dimpedire la risalita della miscela lungo
lesterno della tubazione, obbligandola ad interessare di volta in volta le singole sezioni
cilindriche definite dalla posizione delle valvole. La resistenza della guaina, al termine
della maturazione, deve essere sufficiente ad impedire che la miscela iniettata la
sospinga lungo il tubo e tale da consentire la rottura radiale entro un certo limite di
pressione applicata alla valvola.
Liniezione effettuata isolando le singole sezioni, dotate di valvole, mediante un
doppio otturatore ad espansione o con guarnizioni a coppelle. Al termine della fase
diniezione, quando viene meno la pressione del fluido, la valvola si richiude
impedendo il ritorno del materiale iniettato allinterno del tubo valvolato. Dopo aver
lavato linterno del tubo, le valvole sono pronte per essere riutilizzate nelle successive
passate.

Miscela in pressione
Tubo valvolato
Iniezione
di guaina

Terreno
non trattato

Guarnizioni
"a coppelle"
Valvola
"a manchette"

Trattamento
in corso

Terreno
trattato

Figura 43 Iniezione con tubo valvolato,


mediante otturatore doppio a coppelle

100

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Uno dei maggiori vantaggi di questo metodo legato al fatto che consente
lesecuzione delliniezione a volume controllato in pi fasi, eventualmente con
limpiego di miscele diverse per ogni fase, in modo da realizzare iniezioni di
riempimento dei vuoti maggiori e, successivamente, iniezioni dimpregnazione con
miscele a maggiore penetrabilit. Nel caso di terreni eterogenei, invece, possibile
differenziare la miscela adattandola alle caratteristiche del terreno.
Un ulteriore vantaggio offerto dalliniezione con tubo valvolato la possibilit
dimplementare

liniezione

con

il

procedimento

Joosten,

iniettando

contemporaneamente con pi tubi, diversi componenti chimici che si mescolano e


reagiscono nel terreno.
La flessibilit operativa consentita da questi dispositivi preventivamente posti in
opera e funzionanti a lungo termine rende anche pi agevoli ed economiche eventuali
modifiche in corso dopera, parte integrante di una progettazione basata sul metodo
osservazionale.

Aria compressa

Iniezione di guaina
Guarnizioni
gonfiabili
"packers"

Miscela in pressione

Terreno
non
trattato
Valvola
"a manchette"
Trattamento
in corso

Tubo valvolato

Terreno
trattato

Figura 44 Iniezione con tubo valvolato,


mediante otturatore doppio gonfiabile

101

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

4.

Iniezione in avanzamento. In questo caso si esegue un tratto di foro, si ritira di

qualche metro lutensile di perforazione e sinietta immediatamente attraverso le aste.


Sattende la presa della miscela e si perfora nuovamente il terreno iniettato proseguendo
poi attraverso il terreno naturale sottostante, per poi ripetere nuovamente loperazione.
Ovviamente il foro non deve essere rivestito poich liniezione si esegue attraverso le
aste di perforazione. Si tratta di un procedimento molto oneroso che non consente un
accurato controllo del risultato.

Terreno
trattato

Lunghezza
della passata

Guarnizioni

Trattamento
in corso
Parete
del foro

Figura 45 Iniezione nel foro non rivestito,


mediante otturatore semplice

Tipo d'otturatore
Otturatore in
testa al foro

Otturatore
semplice

Otturatore
gonfiabile

Rivestimento del foro


Assente
Tubo continuo
Tubo valvolato
Tubo giuntato
Tubo flessibile
Tubo metallico

Terreno da trattare
Ordine d'interesse
crescente da 2 a 1

Argille, sabbie e ghiaie


Rocce tenere
Cavit sotterranee

1
2

2
1 2

2
1 1

Schema 2 Attrezzature diniezione e rispettivi campi dapplicazione

102

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Tabella 22 Metodi diniezione a confronto


Tecnica diniezione

Vantaggi

Svantaggi
Impossibilit di passate

Permette portate elevate


Iniezione dalla testa del foro

Rapidit

selettive
Il terreno deve avere

dequipaggiamento del

resistenza sufficiente da

foro

consentire la tenuta
dellotturatore

Iniezione indipendente
dalla perforazione
Iniezione con tubo valvolato

Necessit

Possibilit diniezione

dequipaggiamento del

selettiva e ripresa in

foro con tubo valvolato

fasi successive
Sezioni di terreno
trattato perfettamente
delimitate
Iniezione in avanzamento

Possibilit di pressioni
elevate
Possibilit diniezione
senza equipaggiamento

Necessit di perforazione
del terreno trattato dopo
ogni iniezione
Possibilit di sollevamento
del piano campagna

del foro
Impossibilit diniezione
Iniezione dalla batteria daste
di perforazione

Permette portate elevate


Buonesecuzione della
guaina

selettiva e mirata
Restrizioni su
composizione e viscosit
della miscela

103

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

12.7 Controlli durante liniezione


Durante la fase diniezione vera e propria necessario effettuare, a livello della
centrale, il controllo strumentale dei parametri caratteristici delliniezione: pressione,
portata e volume totale iniettato. La tecnologia a disposizione consente lacquisizione
automatica di tali parametri, la registrazione, lelaborazione e la restituzione in forma
grafica e numerica. Ci permette la gestione e la regolazione delliniezione in tempo
reale, grazie al feed-back immediato fra la strumentazione di controllo e limpianto.
Un ulteriore controllo riguarda la sorveglianza dei sollevamenti del piano campagna,
effettuata mediante tecniche di livellazione topografica, o strumentazione laser-scanner
nei casi pi delicati. Per tenere sotto controllo tali movimenti, mantenendoli entro valori
accettabili, si pu variare la portata, i volumi di miscela per passata ed in totale oppure
le distanze tra i punti diniezione simultanea. Qualora si superi la tolleranza imposta sul
sollevamento del terreno sinterviene limitando la pressione diniezione.
Infine si opera un controllo visivo sul rifluimento della miscela a boccaforo, che
sintomo

inequivocabile

dinconvenienti

quali

linefficacia

delliniezione

di

guaina,

leccessiva pressione della miscela o il mancato assorbimento nel terreno.

104

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

13 Studi preliminari
Lo scopo degli studi preliminari lacquisizione di conoscenze sufficienti sul terreno
e sullopera da consolidare o impermeabilizzare, al fine di poter prospettare le soluzioni
tecniche pi valide in termini di costi, tempi desecuzione e ricadute ambientali.
A seguito della scelta della modalit dintervento pi idonea, le informazioni raccolte
consentono la messa a punto delle indagini specifiche successive.
Per accertare la fattibilit e definire le pi adeguate modalit di un trattamento con
iniezioni, si dovr quindi procedere attraverso le seguenti fasi:

1. Studio della natura del terreno, della sua struttura e dellidrologia sotterranea
mediante

sondaggi

geognostici,

osservazioni

piezometriche

prove

di

permeabilit in situ.
2. Indagini di laboratorio su provini rappresentativi per la determinazione dei
parametri geotecnici dinteresse generale e specifico ai fini della valutazione
diniettabilit.
3. Formulazione in laboratorio di uno pi tipi di miscele presumibilmente idonee
ed esecuzione di prove specifiche relative allo studio dei parametri diniezione:
penetrabilit, limiti di pressione, portata e tempo, effetti consolidanti ed
impermeabilizzanti, compatibilit ecologica.
4. Prove diniezione e controllo dei risultati in situ, per verificare i dati
sperimentali colmandone le lacune e trarre indirizzi pratici pi precisi sulle
modalit operative.

La sintesi dei dati raccolti in questa fase, orienta il progettista nella scelta della
tecnica di trattamento pi appropriata ed influenza la successiva fase di studi specifici.

105

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Schema tipo degli studi preliminari ai trattamenti diniezione


Struttura geologica
Sezione geologica
Studio del sito

Idrogeologia
Condizioni al contorno

Stima dei costi


Esame delle diverse soluzioni

Tempistica esecutiva

Altri trattamenti

Ricadute
Scelta del trattamento con iniezioni

Individuazione della zona da trattare

Studi specifici dei


parametri diniezione

Individuazione delle propriet da


conferire al terreno
Studi complementari (geologici,

Analisi dei risultati

Progetto del trattamento

geotecnici, idrogeologici)

Prove diniezione in sito

Schema 3 Diagramma di flusso degli studi preliminari ai trattamenti diniezione

13.1 Studio del sito


Lo studio geologico ed idrogeologico costituisce la prima fase degli studi preliminari
ed ha come obiettivo lacquisizione di unimmagine di dettaglio sufficiente del contesto
in cui si effettua il trattamento, comprendente ogni aspetto che pu essere influenzato
dallesecuzione dei lavori.
Lanalisi delle carte geologiche, dei sondaggi e degli studi gi eseguiti, consente di
realizzare sezioni geologiche preliminari che orientano le successive fasi che si
articolano attraverso sondaggi geognostici, indagini geofisiche, prove idrogeologiche.

106

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

13.1.1 Sondaggi geognostici e campionamenti


I metodi di perforazione per indagini geognostiche appartengono solitamente a due
categorie: a percussione o a rotazione.
Lavanzamento a percussione con sonda a valvola (curetta) e rivestimento protettivo
costituisce, in linea di principio, il procedimento pi adeguato alla campionatura di
terreni granulari con ghiaia e ciottoli, solo se si opera con grandi calibri (300600
[mm]). Infatti, oltre allinconveniente pi noto, il rimaneggiamento del campione, si
rischia il rimescolamento di strati differenti, frequente nelle fitte alternanze che
caratterizzano i depositi alluvionali, ed il parziale dilavamento della frazione pi fine.
Le perforazioni a rotazione con recupero di carota permettono di ricostruire con
precisione la stratigrafia ed ottenere campioni da sottoporre a prove di laboratorio, ma i
piccoli calibri usuali (75150 [mm]) possono comportare la frantumazione del materiale
pi grossolano ed uno scarso recupero degli elementi lapidei maggiori. I calibri usuali,
quindi, si addicono ai terreni coesivi e lapidei. Una soluzione a tali inconvenienti
rappresentata dallimpiego di carotieri di maggior calibro (200300 [mm]) azionati a
rotazione senza circolazione di fluido ordinario (acqua o fango), ma purtroppo questa
scelta cade in difetto quando si effettua il carotaggio sotto falda, a causa della bassa
densit relativa del terreno. In questo caso si ottiene un recupero rappresentativo con
luso di campionatori a pistone stazionario infissi a pressione.
Infine utile ricordare che quando il campo granulometrico molto esteso e
comprende anche unapprezzabile frazione limo-argillosa, ripartita o concentrata in
livelletti,

il prelievo a percussione con curetta tende a sottovalutarne lentit, mentre il

carotaggio a rotazione con piccolo diametro porta ad una valutazione in eccesso.


Infine, i sondaggi a distruzione con diagrafia dei parametri di perforazione, in
seguito alla taratura con i carotaggi, consentono un rapido ed economico riconoscimento
della stratigrafia.

13.1.2 Prove di permeabilit in situ su terreni incoerenti


Con i fori realizzati per i sondaggi geognostici, opportunamente rivestiti, si possono
definire le caratteristiche idrogeologiche del sito: possibile identificare gli acquiferi, le
quote piezometriche, i gradienti idraulici, la permeabilit globale.
Le prove pi economiche e comuni sono eseguite in avanzamento entro i fori di
sondaggio, rivestiti fino allorizzonte di prova o fino al limite superiore di una zona
107

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

filtrante cilindrica creata mediante la posa di ghiaia o sabbia, con graduale sollevamento
della colonna. La pi diffusa fra queste metodologie dindagine la prova Lefranc che
consiste nellimmissione a gravit, dacqua a fondo foro e nella misura della portata
dassorbimento.
Unaltra modalit dindagine, denominata prova Lugeon, consiste nellisolamento di
un tratto di foro con un doppio otturatore gonfiabile e nellimmissione dacqua in
pressione nella sezione individuata. Il procedimento si basa sullaumento della
pressione per intervalli discreti e la misura della corrispondente portata dassorbimento.
La valutazione del coefficiente di permeabilit (k) presenta sempre difficolt ed
incertezze: salvo nei casi di terreno omogenei ed isotropi e di condizioni al contorno
perfettamente note, i valori sperimentali possono essere affetti da notevoli errori.
Le modalit di perforazione, di pulizia del foro e disolamento della sezione filtrante
sono essenziali per lattendibilit di queste prove, che possono essere condotte:

con limmissione o lestrazione dacqua;

a carico idraulico costante, attendendo la stabilizzazione della portata;

a carico idraulico variabile, misurando il livello dacqua in funzione del tempo,


dopo aver creato un temporaneo innalzamento o abbassamento del livello
statico.

Una regola empirica orientativa stabilisce che il limite inferiore del coefficiente di
permeabilit, per una valutazione con metodi semplici, sia dello stesso ordine di
grandezza di quello pratico diniettabilit: k = 10-6 [m/s].
Per una maggiore accuratezza necessario ricorrere a fori o tratti di foro attrezzati
come veri e propri pozzi filtranti, isolando opportunamente la zona da indagare.
In generale si stabilizza il livello idrico con una o pi portate diverse, predisponendo
talvolta una rete di piezometri circostanti per una migliore interpretazione dei risultati
ricostruendo un reticolo idrodinamico di maggior dettaglio. Con questa procedura si
realizzano valutazioni globali in formazioni omogenee ottenendo dati accurati di
permeabilit orizzontale.
Nella fase di studio preliminare appare invece pi utile realizzare una fitta serie di
misure puntuali con un procedimento basato sulla misura della velocit verticale di
circolazione dellacqua entro un pozzo filtrante mediante un micromulinello. Le
prove sono eseguite, dopo un accurato spurgo, entro un foro allestito con filtro continuo
108

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

che interessa tutta la zona da indagare e senza la necessit disolare strati pi o meno
permeabili. Si procede in due fasi distinte:
1. misura delle eventuali velocit naturali, indicanti la presenza di falde acquifere a
diverso livello piezometrico;
2.

misura delle velocit durante limmissione o lestrazione di una portata costante


a livello stabilizzato entro il pozzo.

I rilievi sono effettuati ad intervalli di profondit stabiliti e possono essere infittiti


secondo le variabilit o le anomalie riscontrate. In base ai dati di velocit raccolti si
individuano gli strati omogenei dal punto di vista della conducibilit idraulica.
La determinazione del coefficiente di permeabilit k permessa dalla formula di
Dupuit semplificata:

k [m / s ] =

Q
L H

(54)

con:
L = spessore dello strato [m];
H = depressione o innalzamento della falda a regime nel pozzo [m];

Q = portata [m3 /s] desunta dalla relazione:

Q m 3 / s = A v R

(55)

con:
A = sezione orizzontale del pozzo [m2 ];

v R = differenza fra le velocit risultanti alle estremit dello strato [m/s];

Anche con questo metodo, il limite inferiore della permeabilit apprezzabile


dellordine di grandezza di 10-6 [m/s].
Nel contesto delle prove di permeabilit in situ anche utile effettuare linventario
delle opere idrauliche esistenti (pozzi, condotte) e disporre analisi chimiche delle
acque.
Per concludere, interessante ricordare che, in assenza di falda acquifera,
linterpretazione teorica delle prove di permeabilit molto complessa, se non
impossibile: perci si deve ricorrere a formule empiriche spesso molto approssimative.
109

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

13.1.3 Prove geofisiche


La geofisica permette dapprofondire la conoscenza del sottosuolo ottenendo dati di
carattere

estensivo

che

completano

le

informazioni

puntuali

acquisite

con

le

perforazioni. Fra le tecniche di pi largo impiego si possono citare la sismica


(tomografia sismica con tecniche down-hole e cross-hole), i sondaggi elettrici resistivi e
la microgravimetria per lindividuazione delle cavit sotterranee.

13.1.4 Prove di laboratorio


Gli studi geotecnici basati sulle prove di laboratorio (permeabilit, resistenza a
compressione e a taglio) permettono di completare la conoscenza dei parametri
diniettabilit caratteristici.
Le difficolt di campionamento, cui si fatto cenno al paragrafo 13.1.1 Sondaggi
geognostici e campionamenti, comportano innanzi tutto lesigenza di una completa
informazione sulle modalit di prelievo, affinch sia possibile programmare le prove di
laboratorio pi adeguate e stimarne il grado dattendibilit.
Come esigenza minima, i provini devono riprodurre la composizione granulometrica
reale del terreno; nei casi di fitte alternanze o intercalazioni, la decomposizione pu
essere effettuata direttamente oppure analiticamente su di una curva granulometrica
media.
Le caratteristiche volumetriche (densit relativa, porosit) sono valutate solo su
campioni che danno garanzie di buona conservazione della struttura originale.
Le prove di permeabilit su materiale ricostruito in laboratorio forniscono indicazioni
utili solo nel caso, molto raro, di sabbie pulite e con granulometria molto uniforme. Nel
caso in cui si disponga di provini indisturbati, si eseguono prove con il permeametro a
membrana.
Per tutte le prove eseguite su terreno iniettato importante conoscere con precisione
la modalit di preparazione del provino e desecuzione delliniezione.
Un primo metodo di preparazione dei provini consiste nellimpasto omogeneo di
miscela e terreno secco in quantit prefissate: luso di sabbia uniforme pu essere utile
per un raffronto speditivo di miscele diverse, ma fornisce risultati poco significativi per
quanto riguarda sia la resistenza che i moduli di deformazione. Ci dovuto al fatto
che, per lomogeneit dellimpasto, si costretti ad introdurre un eccesso di miscela

110

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

rispetto al volume dello scheletro solido: ne consegue unelevata saturazione dei vuoti
ed una probabile riduzione dei contatti intergranulari.
Un secondo metodo consiste nelliniezione in candela di un campione di terreno
indisturbato o ricostruito con precise modalit. Si tratta di una procedura abbastanza
complessa, che per pu fornire informazioni pi precise e complete, sia in senso
assoluto che comparativo. Il procedimento pi largamente diffuso stato messo a punto
dalla societ francese Rhone-Progil. Il materiale di riferimento la sabbia di
Fontainebleu: una sabbia silicea fine con diametro dei grani compreso fra 0.1 e 0.3
[mm], con superficie specifica S S = 139 [cm2 /g] o S 0 = 375 [cm-1 ]. La sabbia viene
immessa e costipata in un tubo di PVC trasparente lungo un metro e con diametro da 40
a 100 millimetri.
La compattazione attuata in modo da ottenere le seguenti caratteristiche medie:

Tabella 23 Caratteristiche della sabbia di Fontainebleu


Peso dellunit di volume del terreno alleggerito ( ' )

1.626 [cN/cm3 ]

Porosit ( n )

0.386 [-]

Coefficiente di permeabilit allacqua ( k )

8.410-5 [m/s]

Il cilindro di prova dotato, alle estremit, di filtri ed otturatori ad espansione che


impediscono il rigonfiamento del campione durante le operazioni diniezione.
Dopo aver saturato dacqua il campione, liniezione effettuata dal basso mediante
una pompa o un compressore daria tramite un serbatoio in cui la miscela pu essere
mantenuta in agitazione.
Liniezione attuata con una portata tale da rendere la durata della fase
dimpregnazione compresa fra 15 minuti ed il tempo di presa: normalmente questa fase
dura circa mezzora.
Al termine del trattamento, il campione conservato per due giorni in posizione
verticale in un contenitore ermetico. Il cilindro cos formato successivamente
sezionato in tronconi da 8 [cm] per ricavare i provini cilindrici, scartando le sezioni
destremit.

111

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Setto di drenaggio
Campione da iniettare
Compressore d'aria

Miscela
d'iniezione

Filtro

Figura 46 Schema dimpianto per la prova diniezione


in candela secondo il procedimento Progil
In cantiere i provini sono preparati immettendo la miscela in un contenitore
cilindrico ( interno = 40 [mm]; h = 100 [mm]) per unaltezza compresa fra 30 e 50
millimetri e, in seguito, versando lentamente la sabbia del sito fino a riempimento.
Durante questa fase la miscelazione effettuata per scuotimento del contenitore ed urto
della base su di una superficie rigida.

Dopo aver controllato che un sottile strato di

miscela ricopra la sabbia, il contenitore sigillato e conservato per 48 ore in posizione


verticale. Successivamente si ricavano i provini con la stessa modalit e le stesse
caratteristiche dimensionali di quelli di laboratorio.

13.1.5 Ispezione del sito


Lanalisi ed il censimento del quadro statico e fessurativo degli edifici e delle opere
adiacenti il sito da trattare forniscono importanti informazioni sulla situazione in
oggetto di studio e si rivelano anche molto utili a fini contrattuali e legali.

112

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

13.2 Studi specifici


A seguito della scelta del trattamento con iniezioni, il progettista precisa gli elementi
specifici necessari alla definizione degli obiettivi e degli effetti del trattamento,
allottimizzazione della tecnica diniezione e alla messa a punto dei metodi di controllo
dei risultati.
Le indagini messe in atto in questa fase si differenziano in base allo scopo del
trattamento.
Trattamento dei terreni. In questo caso hanno un ruolo importante le informazioni
fornite dallanalisi delle diagrafie di perforazione, poich il loro impiego non si limita
agli studi preliminari, ma si estende alla fase esecutiva vera e propria grazie
allesecuzione dei fori diniezione.
Trattamento delle opere. Lindagine documentale incentrata sullanalisi dei progetti
costruttivi e della documentazione di cantiere alla ricerca dinformazioni sul terreno di
fondazione, sui metodi di realizzazione e sulle strutture e sui materiali. Successivamente
si procede allanalisi del quadro fessurativo e alle misure topografiche per definire
lassetto statico. Lesecuzione di sondaggi geognostici o piccoli scavi a ridosso delle
fondazioni
informazioni

limpiego
contenute

di

tecniche

nella

geofisiche

documentazione

consentono

lattualizzazione

progettuale

analizzata.

In

delle
casi

particolarmente delicati si procede anche al prelevamento ed allanalisi dei materiali


strutturali contestualmente allesame endoscopico dei fori di prelievo.

113

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

14 Prove preliminari diniezione in situ


Il completamento degli studi preliminari porta alla messa a punto di un procedimento
teorico di trattamento che, secondo la complessit e limportanza dellopera, necessita
della calibrazione e della messa a punto attraverso prove diniezione in sito che debbono
essere realizzate al meglio per garantirne la rappresentativit. Generalmente, infatti, la
raccolta di dati sperimentali secondo i criteri espressi nei paragrafi precedenti
sufficiente per la progettazione di un trattamento: con tali premesse, il conseguimento di
un buon risultato pu essere garantito da accurati controlli in corso dopera atti a
suggerire le varianti operative eventualmente necessarie. Le prove diniezione in fase
progettuale sono quindi riservate a problemi di particolare importanza o delicatezza, ai
fini dellorientamento delle scelte tecnico-economiche.
Gli scopi di tali prove sono:
1.

Innanzi tutto, la verifica delladeguatezza della tecnica di perforazione,

dellequipaggiamento del foro e del metodo diniezione. Anche la maglia di


perforazione sperimentata per controllare che la disposizione e la lunghezza dei fori
siano sufficienti.
2.

La verifica della composizione della miscela, controllando che la relazione

pressione-portata resti entro i limiti di progetto.


3.

Il prelievo di campioni di terreno trattato permette di valutare lefficacia

delliniezione.
In generale le informazioni che si possono trarre sono utili ad una prima verifica
delle modalit operative previste, ma i controlli del risultato sono spesso difficili e
tendono a sottovalutare leffetto globale del trattamento, poich i risultati ottenuti sono
validi nella zona di prova. Per questo motivo, quando lestensione del sito da trattare
importante, per garantire la rappresentativit statistica delle prove preliminari, si devono
eseguire almeno 12 prove diniezione.

114

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Cavit
sotterranee

Terreni
sciolti

Parametri da determinare con gli studi preliminari


1. Caratteristiche della formazione geologica
Stratigrafia
Cavit sotterranee
Fessurazione
Riempimento
2. Parametri fisici
Granulometria
Porosit e densit relativa
Deformabilit
Resistenza meccanica

(R)
(R)
(R)

3. Caratteristiche idrogeologiche
Permeabilit
Velocit di circolazione

(R)
(R) Riempimento esistente
Metodi d'indagine
- Geofisica:
di superficie (microgravimetria)
in foro (sismica a rifrazione)
- Sondaggi geognostici:
riconoscimento stratigrafico
campionamento in foro
- Perforazione a distruzione:
registrazione parametri
- Prove meccaniche in situ:
penetrometrica (SPT)
pressiometrica
- Prove idrauliche in foro:
prova Lefranc
prova d'idrofratturazione
prova d'assorbimento
prove con traccianti
- Video-ispezione in foro

III
III

2 2

I
I

2
1
2 1 1 1 1

II

1 1

2 2
1 1
1
2
1
1

III

Complessit tecnica crescente da I a III

2
3

3 3 3 2 3 2 1 2 1

I
II
I
I
I
III

2 1 1 1

Ordine d'interesse crescente da 3 a 1

Schema 4 Parametri indagati dagli studi preliminari


e dalle prove preliminari diniezione

115

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

15 Controllo dei risultati


La valutazione dellefficacia del trattamento diniezione pu essere compiuta in due
modi:
1.

Durante liniezione propriamente detta, con losservazione del rifluimento a

boccaforo, del sollevamento del piano di campagna e delle modificazioni indotte nella
circolazione delle acque sotterranee. Anche linterpretazione dei dati di pressione,
portata e volume di miscela iniettata funzionale a questo scopo.
2.

Al termine del trattamento, con il controllo del sito. Questanalisi a posteriori

permette la valutazione dei miglioramenti apportati al terreno, tramite la comparazione


fra parametri misurati prima e dopo il trattamento. Data la natura puntuale delle misure
effettuabili, il trattamento statistico dei dati pu celare alterazioni localizzate.

15.1 Metodi di controllo durante liniezione


Oltre ai controlli elencati in precedenza, in cantiere opportuna una verifica
sistematica del rispetto della composizione della miscela stabilita preliminarmente in
laboratorio, apportando delle correzioni quando necessario. Anche il controllo delle
caratteristiche reologiche iniziali deve essere sistematico, mentre il prelievo di campioni
di miscela destinati a prove a medio-lungo termine pu avvenire con frequenza minore.
Il controllo rigoroso delle portate, delle pressioni e dei quantitativi di miscela
iniettata, permette di valutare con buonapprossimazione ladeguatezza delle modalit
operative adottate.

15.2 Metodi di controllo in situ


La geofisica risponde bene alla necessit di realizzare controlli di carattere globale
che forniscano una valutazione sullomogeneit del trattamento alla scala del sito.
I sondaggi geognostici hanno scarsa validit, sia per il carattere puntuale
dellindagine, sia per il fatto che non consentono di valutare correttamente lefficacia
del trattamento, giacch i campioni carotati sono spesso frammentati e disturbati, tranne
che nelle sabbie fini, adottando diametri di perforazione superiori a 100 [mm]. Nel caso
delle formazioni contenenti ghiaia o inclusi lapidei ancora pi grossolani, lutensile di
perforazione tende a produrre un effetto di disturbo nello scheletro delementi lapidei
pi duri della matrice di miscela, anche se questultima ha conferito unelevata coesione
al complesso. In questi casi, con precauzioni particolari e costose come luso di corone
116

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

diamantate di grosso diametro, quando il trattamento molto omogeneo e la resistenza


della miscela elevata, si possono prelevare buoni campioni, in ogni caso fuorvianti
poich, tanto pi la granulometria grossolana, tanto pi il risultato delliniezione
sottovalutato.
Maggiormente usati sono i sondaggi a distruzione, perch la rapidit desecuzione
consente di eseguire molti fori con diagrafia per valutare lomogeneit del trattamento
ed i miglioramenti apportati.
La prova penetromentrica standard (SPT) usata correntemente per il controllo dei
trattamenti diniezione in sabbie fini, grazie ai vantaggi legati alla facilit ed alla
rapidit desecuzione.
La prova di carico su piastra valida per qualsiasi tipo di terreno iniettato, ma
comporta oneri economici crescenti con la profondit: pertanto il ricorso a questo tipo
dindagine generalmente limitato al controllo di consolidamenti poco profondi o
dimportanza tale da giustificare costi elevati.
Anche la prova pressiometrica (pressiometro Menard) offre risultati di buona qualit,
perch permette di effettuare rapidamente indagini puntuali che forniscono parametri di
resistenza e deformabilit a breve termine. Questo tipo di prova consiste essenzialmente
nella misura delle deformazioni radiali indotte in un foro mediante una sonda cilindrica
dilatabile (del volume iniziale V0 di 500 [cm3 ]), incrementando gradualmente la
pressione dal valore di ripristino della tensione efficace orizzontale ( 'h0 = P0 ) fino al
limite della rottura, se necessario e possibile. Il metodo applicabile a qualsiasi tipo di
terreno, consentendo di realizzare vere e proprie prove di carico, anche molto profonde,
alle seguenti condizioni:
Esecuzione di una cavit cilindrica ben calibrata per la sonda, con modalit
operative

che

riducano

il

disturbo

indotto

nel

terreno

circostante.

Solitamente si esegue la cementazione completa del foro e la successiva


riperforazione con utensile dello stesso diametro. Questesigenza pone
alcune limitazioni solo nei terreni incoerenti grossolani: in questo caso il
pressiometro consente il confronto delle caratteristiche del terreno prima e
dopo il trattamento. Nei terreni sabbiosi, invece, lindagine pressiometrica
presenta minori difficolt operative, specialmente dopo il consolidamento.

117

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Apparecchiatura di capacit e sensibilit adeguate alla natura del terreno, alla


massima profondit da raggiungere e alla qualit delle informazioni
richieste.
La prova fornisce un diagramma pressione-incremento di volume da cui si possono
ricavare i seguenti parametri:
1. Pressione di fluage, da cui convenzionalmente iniziano le deformazioni
plastiche (Pf).
2. Pressione limite, cui corrisponde laumento indefinito del volume della cella
senza variazione della pressione interna (Pl). Siccome il valore della
pressione limite, di fatto, non si raggiunge mai, la si determina come valore
della pressione corrispondente al doppio del volume iniziale della cella
pressiometrica (2V0 ).
3. Modulo pressiometrico di Menard (Em ), corrispondente alla pendenza della
curva sperimentale nel punto dascissa Vm =

Pressione

Em = 2.66 Vm

V0 + V f
2

, calcolato come:

P
V

(56)

Em/2.66V m
1

PL
Pf

P0
V0 Vf
Vm

VL

Volume
cella

Figura 47 Diagramma qualitativo della curva sperimentale


fornita dalla prova pressiometrica Menard
118

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

Losservazione diretta del terreno trattato fornisce indicazioni sulla diffusione della
miscela e si pu effettuare tramite la vide-ispezione di fori di sondaggio o lesecuzione
di piccoli scavi. Spesso, per evidenziare il terreno trattato, si utilizzano marcatori
chimici aggiunti alla miscela (fluoresceina, blu di metilene, cosina, rodamina) o
applicati sul terreno inumidito (fenolftaleina).
Infine si possono citare prove di permeabilit e le misure piezometriche,
fondamentali per il controllo dei trattamenti dimpermeabilizzazione. Il controllo della
permeabilit pu rappresentare un valido giudizio indiretto sulla qualit di un
trattamento in termini domogeneit.
Impermeabilizzazione Consolidamento Parametri da determinare per il controllo dei risultati
1. Localizzazione delle zone trattate
2. Parametri fisici
Deformabilit e resistenza meccanica
3. Caratteristiche idrogeologiche
Permeabilit

- Geofisica:
in foro (sismica a rifrazione)
- Sondaggi geognostici:
riconoscimento stratigrafico
campionamento in foro
- Perforazione a distruzione:
registrazione parametri
- Prove meccaniche in situ:
penetrometrica (SPT)
pressiometrica
- Prove dirette in situ:
escavazioni
prove meccaniche
- Prove idrauliche in foro:
prova Lefranc
prova d'idrofratturazione
prova d'assorbimento
misure piezometriche
- Video-ispezione in foro

Puntuale

Metodi d'indagine

Globale

4. Ricadute ambientali

III

3 2

I
I

3 3
2

II

I
II

2
1

I
II

I
I
I
III

2 1
2 1

3
3

III

Complessit tecnica crescente da I a III

1
1

Ordine d'interesse crescente da 3 a 1

Schema 5 Parametri per la valutazione dellefficacia dei trattamenti diniezione

119

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

16 Documentazione di cantiere
Lesecuzione dei trattamenti segue un programma di lavoro, stabilito in sede
progettuale, che comprende indicazioni inerenti sia le fasi di perforazione ed
equipaggiamento dei fori, sia la fase diniezione vera e propria. Durante la parte
esecutiva, inoltre si compilano quotidianamente rapporti dei lavori che costituiscono, a
loro volta, la documentazione tecnica di base per il controllo dellevoluzione e dei
risultati finali del trattamento.
I documenti di perforazione riportano i dettagli relativi a:
numero dei fori e ordine esecutivo;
inclinazione e lunghezza dei fori;
installazione del rivestimento;
tecnica di perforazione (rotazione, percussione, rotopercussione);
fluido di perforazione (aria, acqua, fango, miscela diniezione o di guaina);
utensile di perforazione (tricono, corona diamantata);
diagrafia di perforazione;
tipo dequipaggiamento per liniezione (pareti nude, tubo finestrato, tubo
valvolato);
composizione e tecnica di messa in opera delliniezione di guaina;
La documentazione diniezione indica:
ordine diniezione dei fori;
numero delle fasi di trattamento;
ordine diniezione delle passate;
caratteristiche della miscela;
indicazioni sulla preparazione della miscela;
pressione, portata e volume complessivo diniezione per ogni passata;
I rapporti dei lavori devono riportare le condizioni operative (caratteristiche della
miscela preparata, condizioni ambientali), le eventuali deviazioni dalle condizioni di
progetto, le indicazioni strumentali (pressioni ai manometri, portate indicate dai
contatori), e le osservazioni degli operatori (rifluimenti di miscela a boccaforo,
sollevamenti del terreno, anomalie di funzionamento delle attrezzature).
120

Il trattamento del terreno mediante iniezioni

17 Registrazione dei parametri di perforazione


Con il termine diagrafia di perforazione sintende la registrazione, in funzione
della profondit, di una serie di parametri fisici, caratteristici della perforatrice, le cui
variazioni dipendono dalle propriet del terreno attraversato. La correlazione di questi
dati con i materiali costituenti il terreno (calibrazione con sondaggi a recupero),
consente una precisa ricostruzione della stratigrafia.
Questa tecnica applicata correntemente alle perforazioni eseguite con la metodica
a distruzione, ossia utilizzando un utensile detto tricono che frantuma il materiale
attraversato, che viene trasportato in superficie mediante in fluido di perforazione. In
questo modo si raggiungono velocit di perforazione superiori alle altre tecniche.
Le peculiarit di questa metodologia consentono lesecuzione di molti fori per
apprezzare la variazione dei parametri geotecnici del terreno.
Tenendo conto del grande numero di fori eseguiti nei trattamenti diniezione e del
costo relativamente basso della diagrafia di perforazione (dal 5% al 20% del costo totale
di perforazione) si nota come si pu ottenere una conoscenza approfondita della
struttura geologia del sito.
I parametri registrati sono:
1.

Velocit istantanea davanzamento. Indica la resistenza del terreno.

2.

Spinta sullutensile. Indica la compattezza del terreno e leventuale presenza di


cavit sotterranee.

3.

Coppia e velocit di rotazione . funzione della resistenza e della compattezza


del terreno.

4.

Intensit della vibrazione di percussione riflessa. Lenergia di percussione


che si riflette lungo la batteria daste di perforazione un indicazione della
durezza degli elementi lapidei.

5.

Pressione e portata del fluido di perforazione . Quando lutensile attraversa


una formazione ad elevata plasticit (argilla, marna) la pressione cresce,
mentre diminuisce in coincidenza di terreni permeabili come le ghiaie. Qualora
si attraversino delle cavit sotterranee, la pressione del fluido subisce addirittura
un crollo che perdura proporzionalmente al volume del vuoto.

6.

Aumento o perdita di fluido di perforazione. Laumento del fluido di


perforazione indica che lutensile sta attraversando un terreno a forte
permeabilit (ghiaie) ricco dacqua che viene prelevata dal fluido di spurgo.
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