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GESTALT1THERAPY

SOMMARIO

1.

Origini................................................................................................................... 2
A.

Gestalt............................................................................................................... 2

B.

La Teoria Del Campo Di Lewin............................................................................2

C. Perls E La Parentesi Orientale............................................................................ 3


D. Perls E La Psicoanalisi........................................................................................ 4
2.

Fondamenti filosofici............................................................................................. 4
2.1 Esistenzialismo................................................................................................... 5
2.2 Fenomenologia................................................................................................... 5

Principi Terapici..................................................................................................... 6
3.1 Qui E Ora............................................................................................................ 7
3.2 Consapevolezza................................................................................................. 8
3.3 Responsabilit.................................................................................................... 8

Diagnosi e trattamento......................................................................................... 9
4.1 Ambiti applicativi............................................................................................. 10
4.2 Diagnosi........................................................................................................... 10
4.3 Trattamento...................................................................................................... 11

Bibliografia.......................................................................................................... 14

Sitografia............................................................................................................ 15

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1.

ORIGINI

In nessun caso intendiamo considerare la terapia della Gestalt come una mescolanza
di approcci diversi o come un semplice approccio eclettico. Noi non consideriamo la
musica di Bach come un miscuglio di stili a lui anteriori: italiano tedesco e francese
(cosa che per altro, essa , almeno in un certo senso); siamo, infatti pi colpiti
dalloriginalit di una sintesi emergente, che dalle individuazioni dei suoi componenti,
analogamente: la nuova costruzione della terapia della Gestalt ci impressiona di pi
che i vecchi mattoni per essa utilizzati
- Claudio Naranjo

Friedrich Salomon (Fritz) Perls, nato a Berlino nel 1863, fu colui che possiamo definire
come il padre fondatore di questa corrente. Possiamo certo sostenere dunque la
necessit di delineare le basi di questo autore, tuttavia, seguendo quanto detto da
Naranjo: esporre la terapia della Gestalt seguendo un approccio sistematico e preciso
delle teorie o mattoni che lo compongono potrebbe indurre di certo a credere che la
Gestalt sia il risultato di una critica razionale dei vari approcci. In poche parole, citando
Anna e Serge Ginger: Al diavolo la logica analitica universitaria!. Fare questo
andrebbe contro quei principi stessi sostenuti dalla Gestalt: il tutto assai diverso
dalla somma delle sue parti.

dunque necessario adottare un altro approccio per meglio comprendere la terapia


della Gestalt: evidenzieremo qui di seguito le correnti che hanno avuto una certa
influenza su Frederick Perls. Sar per necessario tener sempre presente che questo
approccio non deve essere considerato come la sintesi delle influenze che hanno agito
sullautore quanto pi che altro come il risultato di ununione di mattoni che ha per
creato un edificio nuovo, del tutto originale.
A. GESTALT
Ci soffermiamo quindi su una parola chiave: Gestalt.
Questa una parola tedesca tradotta in modo incompleto con forma, che corrisponde
al significato di struttura unitaria, configurazione armonica. Si parla ad esempio della
Gestalt di una vallata, per sottolineare la configurazione di diversi elementi,
costituendo un tutto significativo.
La psicologia della Gestalt, nata agli inizi del 900 and contro a quelle idee proposte
da Wundt, sostenendo lidea di una mente attiva nellelaborazione del materiale
sensoriale. Loggetto di studio non era il materiale sensoriale quanto pi che altro
latto percettivo di per s.
Wherteimer identific un processo percettivo unitario da lui chiamato fattore phi grazie al quale i singoli stimoli verrebbero integrati, nel soggetto, in una forma dotata

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di continuit. Ci significava che quello che prima era stato considerato un processo
passivo - il percepire - veniva ad essere pensato come qualcosa di gran lunga pi
attivo, come unattivit subordinata a certi principi organizzativi generali. Wertheimer
intu che non sono gli stimoli elementari ad essere colti dallorganismo che percepisce
ma piuttosto le stesse configurazioni unitarie. In altre parole, per lorganismo che
percepisce, linsieme significativo lo stimolo (Wertheimer, 1959). Da qui la legge
gestaltica per cui il tutto viene prima delle parti.
Dimostrative di questo assunto sono le famose figure geometriche ambigue, il vaso di
Rubin o la donna di Leavitt, tutte raffigurazioni che il nostro occhio percepisce in due
modi. La nostra percezione tende per a chiudere le figure, a vedere la totalit e non
le parti aperte.
B. LA TEORIA DEL CAMPO DI LEWIN
Il tema dell'interazione tra individuo e ambiente costituisce un altro dei fondamenti
della psicologia della Gestalt, in particolare per come and sviluppandosi attraverso il
lavoro di A. Goldstein e di K. Lewin. Quest'ultimo, in particolare, svilupp quel modello
interpretativo delle relazioni individuo/ambiente noto come Teoria del Campo, secondo
il quale l'individuo e l'ambiente sono due sottosistemi all'interno dell'intero campo, i
quali hanno una reciproca relazione ed influenza, che si esprime prevalentemente al
confine di contatto.
Secondo questa impostazione ogni oggetto non pu intendersi che in relazione al
contesto totale nel quale incluso. La traslazione operata da Lewin dal campo delle
forze fisiche di attrazione/repulsione ai comportamenti che dato osservare nelle
dinamiche all'interno dei piccoli gruppi intesi, a loro volta, come rientranti in sistemi di
interazione pi allargata, venne da Perls ripresa ed estesa anche a quanto avviene
all'interno dell'individuo stesso. L'individuo infatti, nell'espressione della sua esistenza
concreta, non fa che muoversi all'interno di un campo di forze originate da interazioni
di attrazione o repulsione in rapporto ad elementi esterni come pure risultanti dagli
equilibri di forza tra elementi costitutivi del suo mondo interiore.
L'interpretazione del comportamento dell'individuo come imprescindibilmente
collegato al campo di forze del contesto ambientale in cui si trova, sviluppata da
Lewin, apriva quindi la possibilit di arricchire il tema della dinamica figura/sfondo di
un ingrediente fondamentale: quello appunto dell'elemento di forza teso a riportare il
sistema ad uno stato di equilibrio omeostatico e di ridistribuzione ottimale delle
valenze energetiche all'interno di un determinato campo.
L'imprescindibile necessit di accostarsi all'uomo, ai suoi vissuti ed ai suoi
comportamenti senza perdere di vista la dimensione sistemica, il campo delle forze
all'interno del quale lo stesso si muove, rappresenta uno degli elementi che spinsero
Perls a prendere le distanze dall'impostazione psicoanalitica tradizionale che poneva
tutta la propria attenzione sugli avvenimenti interni dell'analizzato senza prendere in
considerazione le interazioni in concreto con l'ambiente e privilegiando, nella stessa
relazione transferale col terapeuta, gli elementi che lo legano al passato anzich quelli
che hanno a che fare con la sua attuale modalit di rapportarsi con aspetti di realt.
Il concetto di confine di contatto, elaborato da Perls costituisce forse la differenza pi
significativa tra laccezione di campo data dalla psicoterapia della Gestalt e quella
espressa da Lewin. Questo termine si riferisce a quel punto in cui si verifica
lesperienza, un punto che non separa lorganismo dal suo ambiente ma che piuttosto
assolve la funzione di limitare lorganismo, di contenerlo e di proteggerlo, ponendosi in
contatto con lambiente. Possiamo definirlo pi che come una parte dellorganismo,
come lorgano (pelle sensibile) che mette in relazione lindividuo e lambiente.

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C. PERLS E LA PARENTESI ORIENTALE


sicuramente necessario tener presente linfluenza che la cultura orientale ha avuto
sullautore.
Se parliamo del significato tradizionale del termine Zen, non abbiamo a che fare n
con una religione n con una filosofia bens con una metodologia dello spirito, della
coscienza e della mente, che pu essere adottata da chiunque in qualunque luogo e
tempo. Lo Zen la ricerca della vita vera, libera e incondizionata e corrisponde quindi
a tutte le nostre ricerche che vanno in quella direzione. Lo Zen siamo noi, la nostra
vita vissuta con la mente risvegliata da attaccamenti e condizionamenti dellego
negativo che rende la nostra vita falsa e isolata dal mondo. La pratica seria dello Zen
apporter chiarezza ed energia, pi consapevolezza e serenit.
Lo Zen si occupa della nostra vita, un metodo pratico a disposizione di tutti per
emanciparsi dalla ristretta visione personale che impedisce di percepire la verit che si
nasconde sotto i nostri condizionamenti e attaccamenti.
Il principale punto in comune tra lo Zen e la terapia della Gestalt il qui e ora, di cui
parleremo successivamente. Possiamo sostenere che lautore, cos come fece Daniel
Stern con lInfant Research, si distanzia dal ruolo cruciale rivolto al passato dalla
psicoanalisi classica e afferma gi in lIo la fame e laggressivit, che Il centro del
tempo di noi stessi, come eventi umani coscienti spazio-temporali, il presente. Non
c altra realt che il presente.
Ogni nostro tentativo di conservare il ricordo del passato o di anticipare il futuro copre
interamente il senso di realt, non da intendersi in senso clinico quanto pi che altro
come la capacit dellindividuo di vivere nel qui e ora. Secondo Perls dunque, ogni
rinuncia al presente in favore di uno sguardo al passato, piuttosto che a sogni futuri
porta ad una personalit squilibrata.

D. PERLS E LA PSICOANALISI
Risulta evidente che la terapia della Gestalt una delle figlie della psicoanalisi, ma
essa una creatura ribelle che ha ereditato gran parte della sua impostazione dallo
scontro dello stesso Perls contro Freud. In effetti egli contesta molti dei punti
fondamentali proposti dal padre della psicoanalisi, tra cui evidenziamo la sua critica
allinconscio, al primato della sessualit infantile, al ruolo della repressione, al
complesso di Edipo, lutilizzazione della nevrosi di transfert durante la cura e cos via.
Quando possibile avere lacqua che fluisce dal rubinetto del proprio appartamento,
perch affannarsi a estrarla da un pozzo profondo? Frederick Perls
Egli non nega lesistenza dellinconscio ma propone lidea di accostarsi ad esso in
maniera differente rispetto a quella proposta da Freud: attraverso lascolto attivo del
corpo, delle sensazioni e delle emozioni che possibile rintracciare i derivati
dellinconscio stesso. quindi attraverso unosservazione fenomenologica, dei
fenomeni di superfice attuali che possibile apprendere tanto quanto attraverso i
vecchi ricordi di infanzia che sarebbero invece soggetti a rielaborazioni successive.
Perls in accordo con Freud, sostiene e attribuisce una grande importanza ai bisogni
fisiologici orali e cutanei. Secondo lautore, la nevrosi sarebbe il risultato di gestalts
incompiute, ovvero bisogni interrotti o non soddisfatti, piuttosto che conseguenza di
desideri proibiti dalla societ o rimossi dalla censura del super-io o dellio; la nevrosi
nascerebbe dunque sostanzialmente da un conflitto fra lorganismo e il suo ambiente

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ed per questo che essa individuabile soprattutto al confine-contatto fra lindividuo


e il suo ambiente (pelle).
Perls critica lidea della trasformazione da parte del cliente del transfert in una nevrosi
da transfert: egli infatti evidenzia che questo processo contribuisce ad allungare la
cura, provocando una notevole dipendenza da parte del paziente nei confronti del suo
terapeuta, impedendogli di assumere delle decisioni importanti per la sua vita
quotidiana.

Sarebbe necessario per comprendere meglio unanalisi pi accurata di tutte le


influenze che hanno portato Frederick Perls a proporre questapproccio innovativo alla
psicoterapia. Tuttavia come abbiamo sostenuto allinizio, questo processo di analisi
potrebbe portarvi a credere che la terapia della Gestalt sia il risultato di una sintesi
degli approcci che hanno influenzato lo stesso autore. Ma come abbiamo ben capito
lidea di Perls va ben oltre le sue influenze.

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2.FONDAMENTI FILOSOFICI
Sono due le correnti filosofiche hanno avuto un notevole impatto su Perls:
lesistenzialismo e la fenomenologia.

2.1 ESISTENZIALISMO
Lesistenzialismo una corrente di pensiero nata tra il XVIII e il XIX secolo che mise in
evidenza il valore dellesistenza umana individuale. Unimportante esponente di
questa filosofia fu Jean Paul Sartre, che ebbe una notevole influenza sul pensiero di
Fritz Perls. Risulta piuttosto evidente il nesso che la Gestalt ha con lesistenzialismo,
perch questioni come l'autenticit e la responsabilit sono profondamente
connesse con l'esistenzialismo.

Possiamo peraltro dire che il terreno condiviso su cui si muove il pensiero dei nostri
due autori evidente anche in alcune particolari tematiche comuni: il concetto di
coscienza, lapproccio fenomenologico alla realt inteso come riformulazione delle
modalit d osservazione e di descrizione dei fenomeni, e infine il modo di considerare
il soggetto, quello che per Perls un individuo nella sua totalit, e che in questo
excursus filosofico possiamo definire lessere.
Possiamo a questo punto cercare di correlare questi complessi temi filosofici ad alcuni
elementi fondamentali di teoria e terapia gestalt cos come illustrata da Perls. La vera
natura di questo incontro la si trova sia nel significato di alcune parole chiave del
lavoro terapeutico, sia negli aspetti riguardanti latteggiamento gestaltico generale
che si attua durante il processo di descrizione e osservazione del fenomenocomportamento, e nellattuazione del comportamento stesso.
Nel momento terapeutico questa una condizione, e dovrebbe costituire, in ultima
analisi, latteggiamento quotidiano di rapporto con la realt. Il riferimento specifico a
queste dimensioni lo troviamo in Perls quando sottolinea la necessit di considerare
il comportamento come fenomeno, o quando afferma che osservare il nostro s in
azione corrisponde in ultima analisi allosservare il nostro s come azione.
Riguardo il primo punto, ovvero considerare il comportamento come fenomeno,
evidente che in una psicologia che si fonda sullassunto che la totalit determina le
parti ed diversa dalla somma delle parti, il comportamento, che loggetto

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dellosservazione psicologica, deve necessariamente essere considerato come


fenomeno unitario, con unattenzione al risultato che produce a livello di coscienza.
Circa il secondo assunto, osservare il nostro s come azione, possiamo rilevare come
rimandi a un concetto che riguarda proprio la coscienza: il s che osserva se stesso; e
osservazione di s stessi quelloperazione che Perls definisce come comprendere lo
sperimentatore (colui che osserva e descrive il fenomeno) allinterno dellesperimento
stesso (ovvero il processo conoscitivo).
Nella terapia gestaltica si chiede per questo al paziente di sperimentare s stesso
nel vivere realmente gli eventi, sviluppando e ponendo attenzione a una modalit
di osservazione che mette in gioco il qui ed ora come tramite per la consapevolezza.
Questo processo investe anche il terapeuta, sia in qualit di parte attiva nel processo
globale della relazione terapeutica che come osservatore e ci lascia uno spazio di
riflessione sulla coscienza del terapeuta. Laffermazione di Perls quando dichiara che
niente esiste al di fuori dellora ci consente senzaltro di rifarci ai concetti filosofici
espressi finora, addentrandoci per pi intimamente in questo rapporto e
sottolineando le convergenze tra psicoterapia Gestalt ed Esistenzialismo. Possiamo
quindi sostenere infine che il nesso tra queste due correnti risulti molto evidente.

2.2 FENOMENOLOGIA
La fenomenologia una disciplina fondata da Edmund Husserl nel XIX secolo che ha
avuto una profonda influenza su Perls. Questa una metodologia d'elezione
nell'approccio gestaltico che permette, attraverso l'osservazione del comportamento,
di capire e descrivere la costruzione di significati dell'individuo senza interpretarne il
comportamento. Larea filosofica che fa capo a questa corrente costituisce una fonte e
un riferimento fondamentale per la teoria della Gestalt sin dalla sua nascita.
La Psicoterapia della Gestalt ha introdotto molti concetti nellambito delle psicoterapie
umanistiche. Uno di questi riguarda la partecipazione fenomenologica allesperienza e
il modo in cui il terapeuta e il cliente fanno esperienza luno dellaltro nella relazione
terapeutica. Nellapproccio fenomenologico la realt emerge nella relazione tra
losservatore e losservato: non un dato definito a priori. La fenomenologia nasce
come metodo di indagine obiettiva della realt, allo scopo di costruire una conoscenza
che colga le caratteristiche invarianti dei fenomeni studiati.
Husserl svilupp il metodo fenomenologico come un modo per separare le invarianti
dellesperienza dagli elementi interpretativi che vi si sovrappongono. Tutti i fenomeni
mostrano delle regolarit che appaiono in combinazioni e sequenze ripetute. Tali
regolarit possono essere descritte e modellizzate al fine di fornirne una spiegazione e
permetterne il controllo e la predizione. La conoscenza scientifica non altro che la
costruzione di modelli che tentano di spiegare le regolarit dei fenomeni. , inoltre,
impossibile trascendere il nostro modo di conoscere e comparare ci che appare
(fenomeni) con ci che , ovvero lessenza degli oggetti (noumeni).
La traslazione del metodo fenomenologico nel setting terapeutico richiede che lo
psicoterapeuta osservi attentamente il modo in cui il cliente si rivela (la
scelta delle parole, lo stile narrativo, il linguaggio corporeo, il tono della voce, il tono
emozionale, etc.). In base a ci, il terapeuta suggerisce possibili esperimenti o
esplorazioni che amplifichino determinati aspetti del contenuto narrato e pu fare
chiarezza sulle connessioni tra diversi elementi dellesperienza riportata dal cliente.
Pi complessa lapplicazione terapeutica del principio di parit: se nella conoscenza
scientifica lattribuzione di pari importanza ai dati , entro certi limiti, possibile, questo

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non altrettanto praticabile e, persino, desiderabile nella relazione terapeutica. Ci


impedirebbe, infatti, di costruire il senso di quel che avviene con il cliente o di
intervenire in modo costruttivo nel processo terapeutico. Pertanto, per quanto il
principio di parit costituisca un orientamento importante per il terapeuta, esso
soggetto a distorsioni intenzionali a fini terapeutici. Piuttosto, il principio di parit
(equality) riguarda maggiormente latteggiamento dello psicoterapeuta nei riguardi
dei suoi stessi insight, impressioni, ipotesi di lavoro e significati che emergono dal
lavoro terapeutico: lo psicoterapeuta non aderisce rigidamente ad alcuno di essi n si
aggrappa a categorie diagnostiche o a procedure predefinite: nella psicoterapia della
Gestalt fenomenologico esistenziale lassessment del cliente continuo e
continuamente oggetto di revisione nel corso del processo terapeutico.

3 PRINCIPI TERAPICI

Possiamo certo sostenere che la terapia gestaltica, come ogni modello di terapia, la
risposta ad una domanda che emerge da un determinato contesto storico sociale.

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Allepoca di Freud, la societ era caratterizzata da una struttura forte e verticistica,


che non dava spazio allindividualit; il modello psicoanalitico pertanto si presentava
come un rimedio pedagogico per meglio ingoiare, introiettare e adattarsi al principio
di realt.
Perls si trov invece ad operare in una societ sfinita dalla seconda guerra mondiale,
che risultava debole e frantumata, dove lindividuo si ritrovava finalmente libero da
ogni controllo, con il bisogno di far emergere la propria soggettivit per poter prendere
potere sul mondo. Cos lautore, introdusse tre parole chiave nel suo primo libro -Lio,
la fame, laggressivit- sintetizzando la sua critica alla teoria freudiana sulla natura
umana. Non aver dato il giusto e fondamentale rilievo alla capacit dellio di soddisfare
i propri bisogni (la fame) attraverso unattivit auto affermativa (laggressivit) che gli
consente di assimilare o rifiutare lambiente, a seconda che esso gli si presenti come
nutriente o nocivo. Lio, la fame e laggressivit diventarono dunque gli elementi
importanti di questo nuovo modello di psicoterapia.
Possiamo definire la terapia della Gestalt come un metodo psicoterapeutico
contemporaneo di matrice esistenziale, che si ispira ad alcuni concetti filosofici
profondi e abbastanza complessi, a tratti spirituali, e che rende le persone
maggiormente consapevoli, libere e responsabili delle proprie azioni nell'ambiente che
le circonda. dunque linsieme dei principi che sottendono allapproccio Gestaltico che
rende possibile intuire la complessit e la differenza che questo approccio ha nei
confronti della psicoanalisi.
3.1 QUI E ORA
Il solo momento in cui si vivi
o in cui si pu toccare la vita,
il momento presente, qui e ora"
- Thich Nhat Hanh
Con il termine qui e ora intendiamo una posizione esistenziale, ovvero un
atteggiamento nel vivere rivolto alla situazione presente. Anche Daniel Stern nella sua
Infant Research, come abbiamo sostenuto precedentemente, sostenne la necessit di
studiare i fenomeni nel qui e ora.
Ma cosa significa essere nel qui e ora? Significa considerare che lunica realt concreta
a cui possiamo riferirci quella che stiamo vivendo. In realt quello che accade che
luomo vive in funzione di qualcosa che gi accaduto o in funzione di qualcosa che
pensa dovr accadere. Focalizzarsi sul qui e ora non solo uno dei principi terapici ma
una prescrizione che il terapeuta rimanda continuamente al paziente.
Se assumere un atteggiamento nel qui ed ora sembra essere lunica realt valida
possibile perch allora il nevrotico struttura la sua persona in maniera da evitarlo?
Perch si aggrappa tenacemente a ci che era e a ci che stato invece di vivere il
presente?
Quello che accade che essere nel qui ed ora porta con s un profondo senso di
incertezza che deriva dallabbandonare le costruzioni del passato e le pianificazioni del
futuro. Obbliga ad essere nel flusso continuo di trasformazione della vita e in questo
senso follia lillusione che tutto possa essere controllato dalla nostra mente e
organizzato in base alla nostra storia. Possiamo facilmente constatare che ogni attimo
che viviamo diverso dal precedente e che il manifestarsi di circostanze diverse
richiede di volta in volta di riferirci a qualcosa di nuovo.

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comune, invece, sia per il nevrotico che per il sano, rispondere alla maggior parte
delle situazioni che si presentano in maniera stereotipata e cio ricorrendo a modelli
appresi nel passato, perch allora funzionali, ora, in circostanze diverse potrebbero
rivelarsi inadeguati. Agli occhi del terapeuta gestaltico il rischio dellincertezza
nellassumere latteggiamento del qui e ora si rivela pi sano rispetto allutilizzo di
vecchi modelli nellaffrontare la vita; paradossalmente, nel lavoro terapeutico,
lincertezza che il paziente allinizio pu sperimentare in modo angosciante si rivela
una modalit creativa di stare nel mondo. Langoscia dellignoto, la paura del dolore, il
senso dellimpermanenza che portano la persona ad evitare un contatto pieno con la
realt che sta vivendo, lascia spesso il posto alla possibilit di sperimentare un senso
di presenza nella propria vita, necessaria ad agire in maniera efficace e adeguata.
3.2 CONSAPEVOLEZZA
La consapevolezza viene definita in psicoterapia della Gestalt come un esserci
pienamente, presenti ai sensi, allintenzionalit di contatto e alla carica di eccitazione
organismica che caratterizza la normalit
- Spanuolo Lobb

Un altro dei principi fondamentali della terapia della Gestalt la consapevolezza. Per
consapevolezza si intende qualcosa di pi della semplice comprensione o coscienza,
poich questi termini si riferiscono ad un livello prevalentemente cognitivo. Quando
parliamo di consapevolezza in ambito gestaltico facciamo riferimento ad un processo
che unisce i diversi livelli dellindividuo: quello cognitivo, quello sensoriale e quello
emotivo. Comunemente nella vita dellindividuo accade che questi tre livelli siano
sconnessi tra loro, ci non permette alla persona di essere in pieno contatto con
lesperienza.
La terapia della Gestalt, quindi, a differenza di altri approcci psicoterapici come quello
freudiano o quello cognitivo-comportamentale, non si focalizza unicamente sul
pensiero o sullazione, ma va in direzione dellintegrazione dei tre diversi livelli.
Questo fa s che si siano sviluppate numerose tecniche per porre il paziente in contatto
con ci che sta accadendo, pensando e sentendo qui e ora. La tecnica per eccellenza
proposta originariamente da Fritz Perls il continuum di consapevolezza. In questa
tecnica, apparentemente semplice, il paziente viene invitato ad entrare in contatto
con ci che sta accadendo dentro e fuori di se e a verbalizzarlo in maniera continua
(io qui e ora sono consapevole che). E una forma di lavoro pi sofisticata -scrive
Ferrara- rispetto alla libera associazione analitica. Il terapeuta offre soprattutto ascolto
e guida con piccoli tocchi, giusto quanto serve per riportare la consapevolezza nel suo
fluire naturale quando il paziente si interrompe o si perde nella distrazione evitante.
Piuttosto che essere guidato verso mete determinate, il paziente apprende attraverso
la sua stessa osservazione e il terapeuta interviene per sostenerlo quando in
difficolt.
Quando parliamo di consapevolezza utile fare riferimento ad un altro concetto:
quello di presenza. Essere consapevoli, infatti, significa stare nella situazione
presente in maniera aperta e attenta, senza distrarsi e senza accumulare eccessive
tensioni.

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Ma a cosa serve la consapevolezza? La consapevolezza uno degli obiettivi


fondamentali della terapia gestaltica, poich consente al paziente di sviluppare la
capacit di auto-osservazione necessaria ad orientarsi nel mondo. Pertanto il
terapeuta gestaltico mirer sempre, nelle sue sedute, a far focalizzare il paziente su
ci che sta portando e su come evita un contatto pieno con lesperienza che sta
vivendo, piuttosto che interpretarlo.
3.3 RESPONSABILIT
Il temine responsabilit, nellideologia comune, ci rimanda a qualcosa che ha che fare
con limpegno, con il sacrificio, con il prendersi cura degli altri. In realt quando ne
parliamo in Gestalt diamo al termine unaccezione differente. Se andiamo sul
dizionario a cercare la parola responsabilit possiamo trovare questa definizione:
Congruenza ad un impegno assunto o ad un comportamento, in quanto importa e
sottintende laccettazione di ogni conseguenza. E interessante notare che nella sua
definizione vengono sottolineati i termini congruenza e accettazione delle
conseguenze di un dato evento. In effetti per la Gestalt il termine responsabilit ha a
che vedere con la necessit di rispondere in modo congruo agli stimoli interni o
esterni scaturiti dal vivere una determinata esperienza.
Un esempio potrebbe essere quello della sostituzione dellaggressivit o della
depressione con agiti bulimici o anoressici. In queste situazioni infatti lindividuo, forse
per paura della distruttivit della propria aggressivit, o per paura della separazione, o
ancora per evitare la sofferenza, nega limpulso originario (aggressivo o doloroso)
rispondendo a questo stimolo attraverso il canale dellalimentazione. In questi casi si
pu parlare di incongruit della risposta. Ci comporta la non soddisfazione del
bisogno reale e, quindi, linterruzione del ciclo di contatto.
E chiaro che la responsabilit connessa con gli altri due principi gestaltici:
consapevolezza e qui ed ora. Non si pu essere responsabili di qualcosa di cui non si
consapevoli e non si pu rispondere a qualcosa che non sta accadendo nel presente.
Nella prassi gestaltica parliamo, quindi, spesso di assumersi la responsabilit dei
contenuti che vengono portati in seduta. Da ci deriva linvito al paziente a parlare in
prima persona e a concentrarsi sullesperienza che sta vivendo e su ci che potrebbe
fare in una data situazione. La pratica gestaltica molto ferma su questo punto. Sia
terapeuti come Perls, Barry Simmons, ma anche Ferrara, utilizzano stili confrontativi
per rimandare al paziente la responsabilit della propria vita, in modo da traghettarlo
dal sostegno ambientale allautosostegno. A questo riguardo Perls dice La
maturazione trascendenza dal sostegno ambientale allautosostegno [] e il fine
della terapia consiste nel far s che il paziente non dipenda dagli altri, e scopra fin dal
primissimo momento che pu fare molte cose, molte pi cose di quelle che crede di
poter fare. Di qui lidea fondante che ogni individuo capace di far fronte alle proprie
necessit, ai propri bisogni e di avere la stessa potenzialit degli altri.

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4 DIAGNOSI E TRATTAMENTO
Dopo aver delineato i principi sostenuti dalla terapia della Gestalt possiamo introdurre
quelli che sono i risvolti pratici e applicativi nel trattamento e nella diagnosi dei
pazienti che si presentano nella consulta. LOMS propone una definizione al concetto
di salute: La salute non lassenza di malattia o infermit, ma uno stato di
completo benessere fisico, mentale e sociale.
Seguendo questa prospettiva la terapia della Gestalt si pone come obbiettivo non
quello di guarire o di riparare qualche disturbo quanto pi che altro quello di
permettere al paziente il mantenimento e lo sviluppo del benessere armonioso. Il
termine guarigione implicherebbe infatti uno stato di normalit, concetto che
contrario allo spirito stesso della Gestalt che valorizza il diritto alloriginalit.
dunque una terapia che si impronta sullidea di sviluppo personale, inteso come
espansione del potenziale umano, non avendo nulla a che vedere con un intento
normalizzatore che preclude la possibilit allindividualit stessa.
A chi rivolta dunque la Gestalt?
Questo tipo di terapia si pratica in contesti con obbiettivi differenti:
-In psicoterapia Individuale
- in psicoterapia di coppia
- in psicoterapia familiare
- In gruppi di terapia
- nellambito di istituzioni, come ad esempio scuole, ospedali pediatrici
- nellambito di imprese allinterno delle risorse umane

4.1 AMBITI

APPLICATIVI

La Gestalt ha trovato, nel corso degli anni, numerosi campi di applicazione. Essa ci
accompagna attraverso le avversit della vita, nelle situazioni pi diverse. Tra gli
ambiti di applicazione ritroviamo:

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- Gruppi gestaltici di preparazione al parto


- Gruppi speciali per bambini e adolescenti
- Seminari centrati sullo sviluppo della sessualit (sesso-Gestalt)
- Accompagnamento nella malattia o nella preparazione di una morte

Si indirizza dunque alle persone che si ritrovano in difficolt: malate o nevrotiche,


come pure ai malati di mente pi gravi (psicotici). Tuttavia si rivela anche molto
efficace nelle personi normali, impegnate ad affrontare le comuni difficolt esistenziali.
Daltronde, come Perls stesso sostenne: Il mio metodo troppo buono per riservarlo
unicamente ai malati.

4.2 DIAGNOSI
Per quanto riguarda la diagnosi, i terapeuti della Gestalt prendono in considerazione le
griglie di inquadramento nosografico, anche se necessaria una rivisitazione della
definizione di psicopatologia alla luce delle considerazioni proposte dallapproccio.
Infatti seguendo la prospettiva fenomenologica-esistenziale necessaria lanalisi della
specificit della situazione, il che non possibile attraverso una diagnosi nosografica.
Importante, nello stile di lavoro gestaltico, anche luso autodiagnostico che
emerge auspicalmente da un lavoro esperienziale abilmente condotto: la
comprensione cio, da parte dellinteressato, del come si ostacola nel processo
delladattamento creativo alle emergenti realt interiori o esterne.
Con il miglioramento di questo sentire - asserisce Perls in relazione allo sviluppo
della auto-consapevolezza emerger una conoscenza pi profonda, una psicoanalisi
delle caratteristiche della vostra personalit.
- Perls
La rigorosa subordinazione del momento diagnostico a quello terapeutico,
inoltre, porta a fare un uso discreto dellinquadramento diagnostico. Lo stesso
etichettamento diagnostico - come anche sostenuto dalla labeling theory - pu
comportare una stigmate squalificante con ulteriore difficolt nel processo di
adattamento e reintegrazione sociale dellindividuo nel contesto di appartenenza.
Tipicamente, I terapeuti della Gestalt considerano la valutazione ed il trattamento
come parti di un procedimento unificato (...) Uno studio attento, sotto il profilo
fenomenologico, del processo della formazione del significato della relazione
figura/sfondo consente la comprensione dellorganizzazione della personalit.
- Yontef
Nel ricorso a tipizzazioni diagnostiche il terapeuta sar anche influenzato dal
particolare background culturale di provenienza o da metodologie applicative usate
congiuntamente alla Gestalt. La formazione di Perls alla scuola di W. Reich ha
indubbiamente contribuito a focalizzare in particolare la ricerca sulla struttura del
carattere. Lobiettivo principale, infatti, di risalire dal sintomo emergente a quel
modo-di-essere-nel-mondo che rappresenta quella costellazione di vissuti ed agiti di

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cui il sintomo , appunto, segnale. In altre parole si tratta di passare dal fenomeno alla
struttura caratteriale che lo sottende.
Nella concezione di Perls (1947, 241) Il nostro scopo - attraverso la concentrazione
- di ristabilire le funzioni-Io, dissolvere la rigidit del corpo e lIo pietrificato, cio il
carattere. Uno strumento innovativo introdotto in particolare da Claudio Naranjo per
favorire la configurazione sintomatica in quadri caratteriali prevalenti si riferisce alla
Psicologia degli Enneatipi. Si rimanda al proposito alla pubblicazione trasdotta anche
in italiano come Carattere e Nevrosi (Astrolabio Ed., 1997).

4.3 TRATTAMENTO
I principi delineati precedentemente si traducono in un particolare metodo di
lavoro, di ispirazione fenomenologica che si avvale di un certo numero di tecniche. La
fenomenologia insiste sul vissuto spontaneo e soggettivo di ognuno, sulla descrizione
personale del fenomeno, senza interpretazioni, su un ri-sentito concreto qui e ora.
La terapia della Gestalt non per individuabile n descrivibile attraverso uninsieme
di tecniche, che prende spesso in prestito dallo psicodramma o da altri approcci. Non
si pu dunque sostenere di fare la Gestalt semplicemente applicando delle tecniche:
Lessenza della Gestalt non consiste nelle sue tecniche, ma nello spirito generale da
cui essa procede e che le giustifica. Possiamo quindi definire la terapia della Gestalt
come una sorta di filosofia della terapia, non comprensibile se non attraverso i principi
che sottendono alla stessa.
Una tecnica rimane pur sempre un espediente. Nella Terapia della Gestalt lavoriamo
per altre cose. Siamo qui per dare impulso al processo di crescita e sviluppo delle
potenzialit umane.
- F. Perls
Colui che pratica la Gestalt si mostra attivo e disposto ad intervenire nei confronti
del paziente, senza per essere direttivo: agisce e fa re-agire. Non decide da solo
la direzione del lavoro, ma pu essere considerato come una guida che mette a
disposizione del cliente la sua competenza, con lobbiettivo di accompagnarlo nel
corso dellesplorazione. La terapia dunque la co-costruzione di un significato,
che viene diretta dal paziente; lo scopo del terapeuta invece quello di
accompagnarlo alla ricerca di se stesso nel qui ed ora attraverso quello che in
un certo senso si pu paragonare a quello che Jung defin processo di identificazione.
Evidenziamo quindi, qui di seguito, i risvolti pratici che questi principi hanno allinterno
del colloquio:
1) Luso Del Tempo Presente. Sul significato filosofico del presente ci siamo gi
soffermati. Tali premesse si traducono nellinvito spesso rivolto allanalizzando di
esporre il suo racconto - sogno o anche rievocazione - non al passato ma al presente.
Con questa operazione non si intende operare una simulazione sul come se
lavvenimento si svolgesse adesso, ma al contrario si sottolinea il fatto che lepisodio
significativo adesso se nel presente che viene rievocato.
2) Comunicazione Diretta. Specie se si tratta di contenuti a tonalit emozionale pi
intensa, frequente constatare la tendenza a rifugiarsi dietro un messaggio allusivo
ed indiretto per evitare la comunicazione pi esplicita e diretta.
3) Assunzione Di Respons-Abilit intesa come abilit a rispondere che
notoriamente compete la condizione adulta. Pi che il comportamento, e la sua

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modifica, la assunzione di responsabilit riguarda la riappropriazione consapevole del


vissuto, il re-owning di cui gi si detto.
4) Luso Della Prima Persona Rinunciando A Quel Si Dice (di heideggeriana
memoria) a quel noi dietro il quale nascondersi per il timore di differenziarci come
individui e quindi separati dalla rassicurante e mimetica massificazione di gruppo.
5) Deenfatizzare La Nozione Di Inconscio. Se in sogno io uccido mio padre o mi
unisco a mia madre, questo non mi autorizza ad attribuire ad un fantasmatico
inconscio la responsabilit di questo gesto. Sono io, o comunque una parte di me, che
comunque si esprime in questo agito. Solo assumendo la responsabilit di questo
comportamento (di qui la grandezza di Edipo come eroe tragico della consapevolezza
e del conosci te stesso) io posso in qualche modo fare entrare questo tema nella
sfera dellIo consapevole e sottrarmi quindi alla necessit di un volere altro
(attribuibile, a seconda del paradigma culturale dominante, al volere deegli dei, di un
genitore o di un anonimo agente interno di cui io non sono consapevole).
6) Catarsi Emozionale. Il lavoro a presa diretta sui processi primari (immagini,
emozioni, vissuti corporei, gestualit) rappresenta sicuramente una caratteristica forte
dello stile gestaltico. La fase cognitivo-integrativa non viene sottovalutata ma viene
generalmente dilazionata a conclusione di un percorso esperienziale che si propone in
una prima fase di contattare in modo diretto e meno mediato i contenuti emozionali.
7) Lologramma. Nella concezione della Gestalt, ogni vissuto ha, seppure con
graduazione differenziata degli ingredienti, sia una componente cognitiva, che
immaginativa, emozionale, sensopercettiva e vegetativo-corporea. Quale che sia la
porta di ingresso nel vissuto, utile configurarlo secondo la poliedrica prospettiva
attraverso il quale pu essere colto.
8) Gestaltung. Il processo morfogenetico rappresenta sicuramente lanima stessa
dellapproccio in oggetto. Qual la cosa in gioco in questo momento? Cosa vuole
esprimersi, configurarsi, emergere con definizione pi chiara da uno sfondo pi
indifferenziato, da una matrice magmatica in cui gli elementi del passato si
amalgamano in attesa di partorire il nuovo?
9) La Frase Ripetuta. La reiterazione di una sequenza di racconto, vuoi riferita al
soggetto (e detta magari per inciso o con enfasi emotiva) come pure ad un
personaggio significativo nella sequenza stessa consente una amplificazione del
vissuto emotivo latente e quindi della possibilit di connotarne il significato e la
comprensibilit. Alla ripetizione della frase, che spesso evoca una resistenza
proporzionata al tentativo di rimozione del contenuto latente, si chiede di esprimere la
sensazione che vi si associa sino a raggiungere una sufficiente congruenza tra
contenuto e modalit espressiva.
10) Amplificazione. Detta tecnica pu applicarsi a contenuti di coscienza di varia
natura: un gesto, unespressione verbale, unimmagine, una sensazione corporea.
Anche qui, anzich rassicurare minimizzando, si preferisce attraversare appieno il
vissuto (spesso conflittuale). Tale modalit richiede ovviamente lo sviluppo di una
adeguata attitudine virgiliana che consenta di accompagnare il nostro esplorare nelle
pieghe pi temute dei propri inferi.
11) Il Fenomeno E Il Linguaggio Corporeo. Coerentemente alla sua impostazione
fenomenologica la Gestalt riconosce un grande valore a ci che si manifesta prima di
presumere di accedere a ci che si nasconde. Un uso incauto dellinferenza, attraverso
la pratica dellinterpretazione, comporta infatti il rischio di spostarsi sul possibile

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contenuto recondito svuotando di significato il contenuto che appare e che ha


elementi di obiettivabilit, nel senso anche di osservabilit, che non vanno
sottovalutati.
12) Correre Dei Rischi. Il sostegno alla assunzione di rischio una caratteristica non
marginale nellapproccio della Gestalt che si propone come non particolarmente
protettivo e tutorio. Provocatoriamente Perls defin la Gestalt una terapia per sani
sottolineando limportanza dellassumersi delle responsabilit nel percorso di crescita
personale per consentire il passaggio dal sostegno ambientale allautosostegno.
TECNICHE
Alcune delle tecniche utilizzate da colui che pratica la Gestalt sono: la tecnica della
consapevolezza, della poltrona vuota, la tecnica del dar voce alle polarit
opposte e del lavoro sul sogno.
Con la tecnica della consapevolezza, il terapeuta deve porre al paziente 5 quesiti:
cosa fa, cosa sente, cosa vuole, cosa evita, cosa si aspetta. Da queste
domande scaturiranno delle risposte da cui il terapeuta potr partire per cercare di
aiutare il suo paziente non con consigli pre-confezionati ma facendogli ritrovare la
fiducia ponendolo nelle condizioni di agire in autonomia e trovare la soluzione pi
adatta alle sue esigenze.
La tecnica della sedia vuota comporta la assunzione della duplice (o multiforme)
identit di cui il mio S si compone. Tali sottopersonalit possono ovviamente essere in
conflitto reciproco sino ad ignorarsi completamente, come si rivela nello sdoppiamento
schizofrenico della personalit. La negoziazione che possibile avviare tra queste due
parti di me in conflitto - alternando successivamente lidentificazione nelle due parti
ubicate nelle due sedie - consente abitualmente un notevole chiarimento della polarit
in gioco ed una accelerazione dei processi integrativi. In tale modalit pi agevole
prescindere inizialmente da un approccio freddamente cognitivo e operare attraverso
una pi intensa.
Per sprigionare le qualit nascoste insite in ognuno di noi, secondo la Psicoterapia
della Gestalt si deve dar voce alle polarit opposte, una tecnica che consiste nel
comportarsi in modo contrario a ci che ci viene naturale. Un metodo che sarebbe
utile nel recuperare gli aspetti pi repressi della personalit che secondo Perls
coesistono sempre insieme a tutti gli altri.
Interessante inoltre il lavoro sul sogno il cui racconto e la relativa interpretazione
viene riservata esclusivamente allautore del sogno. Solo lui in grado di valutarlo nel
rapporto con il suo presente e solo lui pu collegarlo a sentimenti ed emozioni
personali. Lo scopo , secondo Perls, il tentativo di riappropriarsi delle parti di s pi
nascoste e inesplorate che il sogno ha fatto riemergere. Secondo la Psicoterapia della
Gestalt il sogno ha lobiettivo di ristabilire un contatto tra luomo e le sue parti
inconsce non accettate e rifiutate a priori.

OBBIETTIVI
Il punto comune di queste tecniche che il loro obbiettivo non mira a modificare la
situazione esteriore, bens cerca di trasformare la percezione interna che il cliente ha

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dei fatti, delle loro interrelazioni e dei loro molteplici significati. Il lavoro mira dunque a
una rielaborazione del sistema individuale percettivo.
Un altro obbiettivo che si pone il terapeuta quello di sviluppare nel paziente la
capacit di stare nel qui e ora, di sviluppare la capacit di decidere, la capacit di
non fuggire dai problemi e affrontarli. Mira dunque a responsabilizzare il cliente, a
renderlo capace di affrontare i problemi quotidiani della vita.
Come possibile fare ci? Perls sosteneva che tanto pi una persona diventa
consapevole di se stessa, tanto pi imparer rispetto al suo s. Ed quindi questo il
compito del terapeuta: rendere possibile una piena consapevolezza di se da parte del
paziente di modo che egli stesso sia autonomo e capace rispetto ai problemi che
incorreranno nella sua esistenza.
Sar con te. Sar con te con il mio interesse, la mia noia, la mia pazienza, la mia
rabbia, la mia disponibilit. Sar con te [] ma non ti posso aiutare. Sar con te. Tu
farai quello che riterrai necessario.
- F. Perls
In conclusione possiamo sostenere che il fine della Gestalt sia quello di sottolineare il
dovere ad essere felici.
Siamo stati educati allidea che non si ottenga nulla senza sforzo, che sia necessario
soffrire per essere belle. A pensarci bene per ci possiamo rendere conto che forse non
cos come sembra. Come sostiene Ginger nel suo libro La Gestalt. Terapia del contatto emotivo, chi giova a scorticarsi le dita rastrellando la terra del giardino per
togliere i sassi? Malgrado tutti gli sforzi resteranno sempre delle pietre nella terra. Non
sarebbe forse meglio riservare le proprie forze per innaffiare dei fiori o meglio, per
piantarli?
chiaro a tutti quanto sia pi semplice sviluppare quello che si ha gi, piuttosto che
lottare invano contro i propri lati negativi. Con questo la Gestalt non intende sostenere
che sia possibile fare economia di lacrime e angoscia, quanto pi che altro che se in
un primo momento necessario soffermarsi sui momenti difficili del passato, non
bisogna per radicarsi su di questi. Rimuginare continuamente sui problemi dolorosi
non fa altro che rinforzarne il ricordo.
Vogliamo lasciarvi con un quesito aperto: A che scopo rievocare pi e pi volte un
dolore insopportabile? effettivamente efficace riaprire continuamente ferite,
facendole sanguinare, o forse meglio lasciarle chiuse mentre si cerca di pensare ad
altro (possibilmente qualcosa che ci renda felici)?

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5 BIBLIOGRAFIA
Luca Castellano. Come la Gestalt ci aiuta a vivere meglio
Serge Ginger e Anna Ginger. La Gestalt. Terapia del con-tatto emotivo
Serge Ginger e Anna Ginger. Iniziazione alla Gestalt. L'arte del con-tatto
Anna Guido. La psicoterapia della gestalt tra fenomologia ed ermeneutica
Frederick Perls La Terapia geltaltica parola per parola
Germana Prencipe. Il sogno nella terapia della Gestalt
Margherita Spagnuolo. Presentazione della Gestalt Therapy
Margherita Spagnuolo. Qui e ora
Daniel Stern. Il momento presente. In psicoterapia e nella vita

6 Sitografia
Associazione Faber - intervista
Cipog - Gestlt Therapy
Psychiatry On-Line
Centro Studi Terapia della Gestalt
Istitito di Gestalt - Italia